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	Commenti per Parrocchia  &quot;S. Silvestro Papa&quot;	</title>
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	<description>Calvi Risorta</description>
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				<title>
				Commenti su I «valori non negoziabili» di Renato Abbadia				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=9122&#038;cpage=1#comment-117</link>
		<dc:creator><![CDATA[Renato Abbadia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 11:51:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono pienamente d&#039;accordo su quanto detto. E&#039; molto difficile trovare oggi un politico che si riconosce in quei valori, nella loro completezza. Ma non sono solo i politici che agiscono solo per un tornaconto personale,  anche noi elettori nel momento in cui votiamo solo perché il politico possa farci un piacere o una raccomandazione. Con il voto si esprime la fiducia. Con il voto dico &quot;io mi fido di te, che hai dei valori in cui mi riconosco&quot;. Molto spesso si è rimasti delusi. Allora viene voglia di nojn andare proprio a votare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pienamente d&#8217;accordo su quanto detto. E&#8217; molto difficile trovare oggi un politico che si riconosce in quei valori, nella loro completezza. Ma non sono solo i politici che agiscono solo per un tornaconto personale,  anche noi elettori nel momento in cui votiamo solo perché il politico possa farci un piacere o una raccomandazione. Con il voto si esprime la fiducia. Con il voto dico &#8220;io mi fido di te, che hai dei valori in cui mi riconosco&#8221;. Molto spesso si è rimasti delusi. Allora viene voglia di nojn andare proprio a votare.</p>
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						<item>
				<title>
				Commenti su Alla luce del sole di Veronica Izzo				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=8882&#038;cpage=1#comment-113</link>
		<dc:creator><![CDATA[Veronica Izzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:15:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quanto è vero tutto questo, di quanti &#039;chiudersi di finestre&#039; siamo protagonisti anche noi?
Grazie per questa riflessione e che Gesù ci dia la forza e il coraggio per vivere alla Sua luce...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto è vero tutto questo, di quanti &#8216;chiudersi di finestre&#8217; siamo protagonisti anche noi?<br />
Grazie per questa riflessione e che Gesù ci dia la forza e il coraggio per vivere alla Sua luce&#8230;</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su &#8216;La Confessione di un curato&#8217;. Prima assoluta di Maria Tierno				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=8711&#038;cpage=1#comment-112</link>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Tierno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:39:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;p style=&quot;text-align: justify; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px&quot;&gt;
“La storia interiore di un debolissimo prete di un piccolo paese di provincia vive in un momento storico prossimo, remoto, attuale. Muore di cancro, in casa di un vecchio compagno di seminario che si è spretato, in una città non sua, da solo, senza i conforti religiosi. E’ nell’età di mezzo, in quella età della ragione che rende o dovrebbe rendere gli uomini, né troppo ingenuamente giovani, né disperatamente vecchi. Un prete mediocre, insicuro, incapace, apparentemente, di dare una svolta radicale alle sue insoddisfazioni e alle sue scelte. Tutto nella sua vita parla di noia, di assenza di vitalità, di morte, di incomunicabilità, di disperazione, di solitudine (l’inferno è non amare più). 
Eppure questa vicenda si chiude con una considerazione straordinaria: TUTTO E’ GRAZIA. Ci troviamo dinanzi ad uno dei più originali tentativi di trasformare in narrazione il cuore della spiritualità cristiana: sullo sfondo di questa vicenda si odono le risonanze di grandi mistici (il Santo Curato d’Ars, S. Teresa), la loro folle affascinante fede d’eternità e di resurrezione che si incarna nella continua esperienza della mediocrità di una vita insignificante agli occhi di spettatori distratti&#034;. (Angelo Maiello)&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px&quot;&gt;
&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px&quot;&gt;
&#034;Lo spazio scenico è un ambulacro del ricordo, un luogo interiore in cui si celebrano le liturgie di un dolore salvifico. E’ asilo ordinato e surreale di una vita in scadenza: quella di un prete, malato, che nell’esaurimento della memoria dei fatti, continuamente archiviati sul nastro di un vecchio registratore, cerca probabilmente di dimenticarsi per predisporsi naturalmente (involontariamente) all’accoglimento della “grazia”. Le sue azioni si sospendono nei piccoli gesti di un minimalismo quotidiano che contrappunta la spiritualità di parole dette o da dire. I pochi e semplici oggetti che ancora adopera evocano voci e presenze ascoltate e frequentate, evocano una sofferenza ( noia ) sentita e vissuta sul proprio corpo, letta e combattuta negli occhi dei suoi parrocchiani. Nel richiamarsi alle tematiche del “Diario di un curato di campagna” la narrazione teatrale traspone e sintetizza tutta l’articolata drammaturgia di Bernanos nel sacello intimo e dilaniato del solo curato, la cui carne diventa luogo unico di risonanza e sostanza delle parole di tutti. In scena, dunque, solo il corpo di un umile prete vittima ed artefice di un ispirato, lucido delirio; in scena, dunque, il corpo solo di un “poveruomo” la cui memoria ed il cui sfinimento più volte annunciano o manifestano presagi di grazia&#034;. (Claudio di Palma)&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px&quot;&gt;
&lt;/p&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px">
“La storia interiore di un debolissimo prete di un piccolo paese di provincia vive in un momento storico prossimo, remoto, attuale. Muore di cancro, in casa di un vecchio compagno di seminario che si è spretato, in una città non sua, da solo, senza i conforti religiosi. E’ nell’età di mezzo, in quella età della ragione che rende o dovrebbe rendere gli uomini, né troppo ingenuamente giovani, né disperatamente vecchi. Un prete mediocre, insicuro, incapace, apparentemente, di dare una svolta radicale alle sue insoddisfazioni e alle sue scelte. Tutto nella sua vita parla di noia, di assenza di vitalità, di morte, di incomunicabilità, di disperazione, di solitudine (l’inferno è non amare più).<br />
Eppure questa vicenda si chiude con una considerazione straordinaria: TUTTO E’ GRAZIA. Ci troviamo dinanzi ad uno dei più originali tentativi di trasformare in narrazione il cuore della spiritualità cristiana: sullo sfondo di questa vicenda si odono le risonanze di grandi mistici (il Santo Curato d’Ars, S. Teresa), la loro folle affascinante fede d’eternità e di resurrezione che si incarna nella continua esperienza della mediocrità di una vita insignificante agli occhi di spettatori distratti&quot;. (Angelo Maiello)</p>
<p style="text-align: right; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px">
<p style="text-align: justify; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px">
&quot;Lo spazio scenico è un ambulacro del ricordo, un luogo interiore in cui si celebrano le liturgie di un dolore salvifico. E’ asilo ordinato e surreale di una vita in scadenza: quella di un prete, malato, che nell’esaurimento della memoria dei fatti, continuamente archiviati sul nastro di un vecchio registratore, cerca probabilmente di dimenticarsi per predisporsi naturalmente (involontariamente) all’accoglimento della “grazia”. Le sue azioni si sospendono nei piccoli gesti di un minimalismo quotidiano che contrappunta la spiritualità di parole dette o da dire. I pochi e semplici oggetti che ancora adopera evocano voci e presenze ascoltate e frequentate, evocano una sofferenza ( noia ) sentita e vissuta sul proprio corpo, letta e combattuta negli occhi dei suoi parrocchiani. Nel richiamarsi alle tematiche del “Diario di un curato di campagna” la narrazione teatrale traspone e sintetizza tutta l’articolata drammaturgia di Bernanos nel sacello intimo e dilaniato del solo curato, la cui carne diventa luogo unico di risonanza e sostanza delle parole di tutti. In scena, dunque, solo il corpo di un umile prete vittima ed artefice di un ispirato, lucido delirio; in scena, dunque, il corpo solo di un “poveruomo” la cui memoria ed il cui sfinimento più volte annunciano o manifestano presagi di grazia&quot;. (Claudio di Palma)</p>
<p style="text-align: right; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; margin-bottom: 5px; padding-top: 0px; padding-bottom: 0px">
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su I Sabati di Quaresima di Amministratore				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7978&#038;cpage=1#comment-87</link>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 21:00:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7978#comment-87</guid>
					<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;&lt;body&gt;

&lt;p&gt;I vespri o vesperi sono la preghiera del tramonto, cioè una delle maggiori ore canoniche della Chiesa. Esso consiste di due parti: la salmodia, cioè il canto dei salmi, e una seconda parte con preghiere varie dette capitulum e formulæ.&lt;br /&gt;
&#160;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Struttura della celebrazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente, nel rito Romano, i vespri sono formati da:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;saluto iniziale;&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;un inno, che nelle Domeniche e nelle ferie (celebrazioni dei giorni feriali) del Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima e di Pasqua, si prende dal proprio della liturgia delle ore, mentre per le Domeniche e le ferie del Tempo Ordinario si prende dal salterio. &lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;la salmodia, formata da due salmi o da due parti di salmi e da un cantico del Nuovo Testamento, che si recitano ciascuno con l&#039;antifona richiesta dall&#039;ufficio che si celebra. &lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;una lettura breve: nell&#039;ufficio delle domeniche e delle ferie, la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio; nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune; nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura propria, si può scegliere tra la lettura del Comune o quella della feria;&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;una lettura lunga: in sostituzione della lettura breve soprattutto nella celebrazione con il popolo. Può essere seguita da una breve omelia;&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;un responsorio breve: viene recitato o cantato un ritornello responsoriale, tratto dalle Scritture, e intervallati da un versetto (anch&#039;esso di provenienza biblica) e dalla prima parte del Gloria al Padre. Serve quale meditazione conclusiva sulla lettura breve precedente;&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;il cantico evangelico del Magnificat, o della Beata Vergine, con la rispettiva antifona (variabile in base al giorno);&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;le intercessioni (brevi preghiere di ringraziamento per il giorno appena trascorso, di cui l&#039;ultima sempre dedicata ai defunti);&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;la recita del Padre Nostro;&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;l&#039;Orazione conclusiva (variabile giorno per giorno);&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;il saluto finale con la benedizione (nella celebrazione comune presieduta da un diacono o un sacerdote).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Origini: &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima della scrittura della Regola di San Benedetto (anni 530-43), che rappresenta una codificazione dell&#039;ufficio dei vespri, si aveva un ufficio serale corrispondente ai vespri e a compieta. Il nome era variabile. San Benedetto la chiama Vespera, il nome più comune in quest&#039;epoca è, però, Lucernalis oppure Lucernaria hora. 
Il nome è dovuto al fatto che si accendevano le candele, sia per il simbolismo che per motivi funzionali. 
Il rito del Lucernarium è citato anche in altri scrittori del IV secolo come Sant&#039;Agostino, Sant&#039;Ambrogio, San Basilio Magno, Sant&#039;Efrem il Siro e, poco dopo, in vari concili in Gallia e in Spagna o in testi di monasteri. Plinio il giovane, nella sua famosa lettera scritta agli inizi del II secolo, parla di riunioni liturgiche dei cristiani al mattino e alla sera &#034;coetus antelucani et vespertini&#034;. I vespri quindi, insieme alle Vigilie, sono il più antico ufficio liturgico conosciuto della Chiesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;ora di esecuzione della preghiera variava fra l&#039;ora decima (le 16) e l&#039;ora dodicesima (le 18). Si trattava dell&#039;ora del tramonto, celebrata prima che la luce calasse, senza necessità di torce o candele. In precedenza, prima dell&#039;introduzione dell&#039;ufficio di compieta a carattere più spiccatamente notturno, i vespri erano celebrati dopo il tramonto.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;i&gt;(Liberamente tratto da &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Vespri&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#160;&lt;/p&gt;
&lt;/body&gt;
&lt;/blockquote&gt;

]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><body></p>
<p>I vespri o vesperi sono la preghiera del tramonto, cioè una delle maggiori ore canoniche della Chiesa. Esso consiste di due parti: la salmodia, cioè il canto dei salmi, e una seconda parte con preghiere varie dette capitulum e formulæ.<br />
&nbsp;</p>
<p><b>Struttura della celebrazione</b></p>
<p>Attualmente, nel rito Romano, i vespri sono formati da:</p>
<ul>
<li>saluto iniziale;</li>
<li>un inno, che nelle Domeniche e nelle ferie (celebrazioni dei giorni feriali) del Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima e di Pasqua, si prende dal proprio della liturgia delle ore, mentre per le Domeniche e le ferie del Tempo Ordinario si prende dal salterio. </li>
<li>la salmodia, formata da due salmi o da due parti di salmi e da un cantico del Nuovo Testamento, che si recitano ciascuno con l&#8217;antifona richiesta dall&#8217;ufficio che si celebra. </li>
<li>una lettura breve: nell&#8217;ufficio delle domeniche e delle ferie, la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio; nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune; nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura propria, si può scegliere tra la lettura del Comune o quella della feria;</li>
<li>una lettura lunga: in sostituzione della lettura breve soprattutto nella celebrazione con il popolo. Può essere seguita da una breve omelia;</li>
<li>un responsorio breve: viene recitato o cantato un ritornello responsoriale, tratto dalle Scritture, e intervallati da un versetto (anch&#8217;esso di provenienza biblica) e dalla prima parte del Gloria al Padre. Serve quale meditazione conclusiva sulla lettura breve precedente;</li>
<li>il cantico evangelico del Magnificat, o della Beata Vergine, con la rispettiva antifona (variabile in base al giorno);</li>
<li>le intercessioni (brevi preghiere di ringraziamento per il giorno appena trascorso, di cui l&#8217;ultima sempre dedicata ai defunti);</li>
<li>la recita del Padre Nostro;</li>
<li>l&#8217;Orazione conclusiva (variabile giorno per giorno);</li>
<li>il saluto finale con la benedizione (nella celebrazione comune presieduta da un diacono o un sacerdote).</li>
</ul>
<p><b>Origini: </b></p>
<p>Prima della scrittura della Regola di San Benedetto (anni 530-43), che rappresenta una codificazione dell&#8217;ufficio dei vespri, si aveva un ufficio serale corrispondente ai vespri e a compieta. Il nome era variabile. San Benedetto la chiama Vespera, il nome più comune in quest&#8217;epoca è, però, Lucernalis oppure Lucernaria hora.<br />
Il nome è dovuto al fatto che si accendevano le candele, sia per il simbolismo che per motivi funzionali.<br />
Il rito del Lucernarium è citato anche in altri scrittori del IV secolo come Sant&#8217;Agostino, Sant&#8217;Ambrogio, San Basilio Magno, Sant&#8217;Efrem il Siro e, poco dopo, in vari concili in Gallia e in Spagna o in testi di monasteri. Plinio il giovane, nella sua famosa lettera scritta agli inizi del II secolo, parla di riunioni liturgiche dei cristiani al mattino e alla sera &quot;coetus antelucani et vespertini&quot;. I vespri quindi, insieme alle Vigilie, sono il più antico ufficio liturgico conosciuto della Chiesa.</p>
<p>L&#8217;ora di esecuzione della preghiera variava fra l&#8217;ora decima (le 16) e l&#8217;ora dodicesima (le 18). Si trattava dell&#8217;ora del tramonto, celebrata prima che la luce calasse, senza necessità di torce o candele. In precedenza, prima dell&#8217;introduzione dell&#8217;ufficio di compieta a carattere più spiccatamente notturno, i vespri erano celebrati dopo il tramonto.</p>
<p align="right"><i>(Liberamente tratto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vespri" rel="nofollow">Wikipedia</a>)</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></body>
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su Avviata la formazione per il gruppo parrocchiale di Pastorale Familiare di Claudio Izzo				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7702&#038;cpage=1#comment-85</link>
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Izzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 21:18:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7702#comment-85</guid>
					<description><![CDATA[Amici carissimi,

vi ringraziamo per questo percorso di vita cristiana che abbiamo appena intrapreso insieme e speriamo che possiamo essere  d&#039;esempio   ai   tanti giovani che intraprenderanno un lungo cammino di vita  matrimoniale e  soprattutto  che possiamo  essere d&#039;esempio per i nostri figli; perchè i figli  altro non  sono che lo specchio dei genitori. 

Quando siamo stati  invitati a far  parte  di  questo  gruppo di famiglie in movimento nella  Chiesa e per la Chiesa siamo rimasti entusiasti  ma al tempo  stesso un po&#039; imbarazzati  perchè  pensavamo  all&#039;opinione della gente; però  poi su due piedi abbiamo deciso che era il momento giusto per fare qualcosa per la comunità. E&#039; vero, forse come Chiesa in  cammino  siamo un po&#039; indietro, ma siamo  sempre in  tempo per cercare di  recuperare gli anni   perduti  nella pigrizia, ma a volte ognuno di noi ha bisogno di una spinta.
Questa volta la spinta l&#039;abbiamo avuta in sei famiglie quasi contemporaneamente; a dir la verità come inizio non ci sembra male. Di strada c&#039;è nè molta da fare ma, insieme, supereremo tutte le difficoltà; del resto è la vita matrimoniale stessa che lo insegna, non dobbiamo abbatterci di fronte a nulla perchè l&#039;amore di Dio è talmente  grande che ci spianerà la strada. 

Se da un lato è vero che Dio ci ama in modo incondizionato senza chiederci nulla in cambio, è pur vero che questa volta ci sta chiedendo qualcosa; quel qualcosa che ci dice di essere uniti e di camminare tenendosi per mano, aiutandosi a vicenda in modo caritatevole. Chi può dare questo se non la famiglia? 

Oggi la famiglia vive periodi di sconforto nella società in quanto molti valori morali si vanno perdendo, ma se la Chiesa ci offre questo  cammino da fare è perchè sa che può contare proprio su quelle famiglie che ancora oggi conservano e vivono in modo sano il matrimonio e la loro fede.

Grazie a voi tutti 
                                                                                             Antonella e Claudio]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Amici carissimi,</p>
<p>vi ringraziamo per questo percorso di vita cristiana che abbiamo appena intrapreso insieme e speriamo che possiamo essere  d&#8217;esempio   ai   tanti giovani che intraprenderanno un lungo cammino di vita  matrimoniale e  soprattutto  che possiamo  essere d&#8217;esempio per i nostri figli; perchè i figli  altro non  sono che lo specchio dei genitori. </p>
<p>Quando siamo stati  invitati a far  parte  di  questo  gruppo di famiglie in movimento nella  Chiesa e per la Chiesa siamo rimasti entusiasti  ma al tempo  stesso un po&#8217; imbarazzati  perchè  pensavamo  all&#8217;opinione della gente; però  poi su due piedi abbiamo deciso che era il momento giusto per fare qualcosa per la comunità. E&#8217; vero, forse come Chiesa in  cammino  siamo un po&#8217; indietro, ma siamo  sempre in  tempo per cercare di  recuperare gli anni   perduti  nella pigrizia, ma a volte ognuno di noi ha bisogno di una spinta.<br />
Questa volta la spinta l&#8217;abbiamo avuta in sei famiglie quasi contemporaneamente; a dir la verità come inizio non ci sembra male. Di strada c&#8217;è nè molta da fare ma, insieme, supereremo tutte le difficoltà; del resto è la vita matrimoniale stessa che lo insegna, non dobbiamo abbatterci di fronte a nulla perchè l&#8217;amore di Dio è talmente  grande che ci spianerà la strada. </p>
<p>Se da un lato è vero che Dio ci ama in modo incondizionato senza chiederci nulla in cambio, è pur vero che questa volta ci sta chiedendo qualcosa; quel qualcosa che ci dice di essere uniti e di camminare tenendosi per mano, aiutandosi a vicenda in modo caritatevole. Chi può dare questo se non la famiglia? </p>
<p>Oggi la famiglia vive periodi di sconforto nella società in quanto molti valori morali si vanno perdendo, ma se la Chiesa ci offre questo  cammino da fare è perchè sa che può contare proprio su quelle famiglie che ancora oggi conservano e vivono in modo sano il matrimonio e la loro fede.</p>
<p>Grazie a voi tutti<br />
                                                                                             Antonella e Claudio</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su &#8220;Mi appello alla generosità di tutti&#8221; di Don Enzo Gravante				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7454&#038;cpage=1#comment-78</link>
		<dc:creator><![CDATA[Don Enzo Gravante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:24:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7454#comment-78</guid>
					<description><![CDATA[Un Grazie di cuore a tutti i membri della nostra Comunità Parrocchiale, per la disponibilità mostrata nei confronti dell&#039;iniziativa e per la generosità con la quale avete partecipato, nella produzione, nella vendita, nell&#039;acquisto dei dolci.

Con le offerte di oggi e di domenica scorsa, con i proventi della vendita, conclusasi - contro ogni aspettativa - già in mattinata,  potremo inviare ai nostri fratelli di Haiti, un messaggio concreto di solidarietà e di speranza.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un Grazie di cuore a tutti i membri della nostra Comunità Parrocchiale, per la disponibilità mostrata nei confronti dell&#8217;iniziativa e per la generosità con la quale avete partecipato, nella produzione, nella vendita, nell&#8217;acquisto dei dolci.</p>
<p>Con le offerte di oggi e di domenica scorsa, con i proventi della vendita, conclusasi &#8211; contro ogni aspettativa &#8211; già in mattinata,  potremo inviare ai nostri fratelli di Haiti, un messaggio concreto di solidarietà e di speranza.</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su La Shoah, crimine contro Dio e l&#8217;umanità di Amministratore				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7470&#038;cpage=1#comment-76</link>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 13:34:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;table id=&quot;AutoNumber1&quot; style=&quot;border-collapse: collapse; width: 100%; border-width: 0px;&quot; border=&quot;1&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; bordercolor=&quot;#111111&quot;&gt;
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #FF0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La visita ad un campo di sterminio, come Auschwitz, è stata, per molti, un&#039;esperienza importante, dal punto di vista umano.&lt;br /&gt; Noi ve la proponiamo, attraverso il video amatoriale di un turista che riesce a trasmettere profonde emozioni, sincera inquietudine, sofferenza per una tragedia asolutamente straordinaria.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;240&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/Y4isG90mWJo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/Y4isG90mWJo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;320&quot; height=&quot;240&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<table id="AutoNumber1" style="border-collapse: collapse; width: 100%; border-width: 0px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" bordercolor="#111111">
<tbody>
<tr>
<td style="border-style: none; border-width: medium" width="35%">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #FF0000;"><strong>La visita ad un campo di sterminio, come Auschwitz, è stata, per molti, un&#8217;esperienza importante, dal punto di vista umano.<br /> Noi ve la proponiamo, attraverso il video amatoriale di un turista che riesce a trasmettere profonde emozioni, sincera inquietudine, sofferenza per una tragedia asolutamente straordinaria.</strong></span>
</p>
</td>
<td style="border-style: none; border-width: medium" width="45%">
<p style="text-align: center;"><object width="320" height="240"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y4isG90mWJo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><embed src="http://www.youtube.com/v/Y4isG90mWJo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="240"/></object></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su &#8220;Mi appello alla generosità di tutti&#8221; di Amministratore				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7454&#038;cpage=1#comment-74</link>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 08:54:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7454#comment-74</guid>
					<description><![CDATA[Vi segnalo questa riflessione di Padre Antonio Menegon, Camilliano, fondatore della prima Missione in Haiti, che opera dal 1995 tramite il Centro sociosanitario Foyer Saint Camille: 

&quot;Dio è presente ad Haiti non con la sua onnipotenza e i suoi miracoli (anzi, semmai con la sua fragilità!) ma con la presenza e il coinvolgimento di tanti uomini, donne e bambini che in questa occasione hanno concretamente dimostrato che nel mondo non c’è solo male ma, anzi, che il bene è sovrabbondante e che nel cuore di ogni uomo è vivo e vitale un grande tesoro di fraternità, di compassione e di amore. 

Nelle catastrofi e nei momenti in cui l’umanità sperimenta il proprio limite e la propria fragilità, e alle volte malvagità, creaturale, l’essere umano sa esprimere il meglio di sé.“ (Agenzia Fides 22/1/2010)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questa riflessione di Padre Antonio Menegon, Camilliano, fondatore della prima Missione in Haiti, che opera dal 1995 tramite il Centro sociosanitario Foyer Saint Camille: </p>
<p>&#8220;Dio è presente ad Haiti non con la sua onnipotenza e i suoi miracoli (anzi, semmai con la sua fragilità!) ma con la presenza e il coinvolgimento di tanti uomini, donne e bambini che in questa occasione hanno concretamente dimostrato che nel mondo non c’è solo male ma, anzi, che il bene è sovrabbondante e che nel cuore di ogni uomo è vivo e vitale un grande tesoro di fraternità, di compassione e di amore. </p>
<p>Nelle catastrofi e nei momenti in cui l’umanità sperimenta il proprio limite e la propria fragilità, e alle volte malvagità, creaturale, l’essere umano sa esprimere il meglio di sé.“ (Agenzia Fides 22/1/2010)</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su La nuova programmazione del Cineforum di Savia Parente				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7337&#038;cpage=1#comment-73</link>
		<dc:creator><![CDATA[Savia Parente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 20:39:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7337#comment-73</guid>
					<description><![CDATA[“Guarda sempre il cielo e non odiare mai…”
Queste parole mi risuonano nella mente insistentemente, guarda sempre il cielo….perché?
Forse perché il cielo nella sua immensità è bontà, è dono;
forse perché con le sue stelle è luce, splendore;
forse perché con il suo arcobaleno è calore, pace, amore…
Il cielo ci sovrasta, è intorno a noi, ci abbraccia,
il cielo è dì, è notte,
il cielo è presente, passato, futuro,
il cielo è fedele, è sempre,
il cielo è…Dio!

Questa splendida frase, pronunciata nel film “Jona che visse nella balena” per non dimenticare il dramma dell’Olocausto, vuole essere un insegnamento per tutti noi: con Dio nel cuore, diventeremo uomini migliori, costruttori di pace, dentro di noi ed intorno a noi.

Per non dimenticare… guarda sempre il cielo e non odiare mai!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Guarda sempre il cielo e non odiare mai…”<br />
Queste parole mi risuonano nella mente insistentemente, guarda sempre il cielo….perché?<br />
Forse perché il cielo nella sua immensità è bontà, è dono;<br />
forse perché con le sue stelle è luce, splendore;<br />
forse perché con il suo arcobaleno è calore, pace, amore…<br />
Il cielo ci sovrasta, è intorno a noi, ci abbraccia,<br />
il cielo è dì, è notte,<br />
il cielo è presente, passato, futuro,<br />
il cielo è fedele, è sempre,<br />
il cielo è…Dio!</p>
<p>Questa splendida frase, pronunciata nel film “Jona che visse nella balena” per non dimenticare il dramma dell’Olocausto, vuole essere un insegnamento per tutti noi: con Dio nel cuore, diventeremo uomini migliori, costruttori di pace, dentro di noi ed intorno a noi.</p>
<p>Per non dimenticare… guarda sempre il cielo e non odiare mai!</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su Una benedizione particolare per le famiglie della Diocesi di Amministratore				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=6869&#038;cpage=1#comment-68</link>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 08:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A quanti fossero interessati alle parole pronunciate dal Vescovo in occasione della Festa diocesana della Famiglia consigliamo il rimando al sito &quot;Momenti di riflessione...&quot; che, come al solito, pubblica una registrazione puntuale dell&#039;&lt;a href=&quot;http://www.riflessioniaa.altervista.org/santamessa27122009TeanoFestaSacraFamiglia.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;intervento&lt;/a&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A quanti fossero interessati alle parole pronunciate dal Vescovo in occasione della Festa diocesana della Famiglia consigliamo il rimando al sito &#8220;Momenti di riflessione&#8230;&#8221; che, come al solito, pubblica una registrazione puntuale dell&#8217;<a href="http://www.riflessioniaa.altervista.org/santamessa27122009TeanoFestaSacraFamiglia.htm" rel="nofollow">intervento</a></p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su Chi ama educa: mini-campo invernale di Amministratore				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7074&#038;cpage=1#comment-64</link>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:40:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7074#comment-64</guid>
					<description><![CDATA[Per chi fosse interessato, a &lt;a href=&quot;http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7126&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;, Mena ha anche pubblicato le sue foto del Campo  ;-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse interessato, a <a href="http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7126" rel="nofollow">questo indirizzo</a>, Mena ha anche pubblicato le sue foto del Campo  😉</p>
]]></content:encoded>
						</item>
						<item>
				<title>
				Commenti su Chi ama educa: mini-campo invernale di Veronica Izzo				</title>
				<link>http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7074&#038;cpage=1#comment-63</link>
		<dc:creator><![CDATA[Veronica Izzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 12:49:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasansilvestropapa.it/?p=7074#comment-63</guid>
					<description><![CDATA[Partecipare a questo mini-campo è stato un enorme dono, innanzitutto perchè è stato un incontro con Gesù, ma anche per tantissimi altri motivi. Ho avuto modo di conoscere persone che hanno fatto l&#039;incontro con Cristo e vivono questo incontro istante per istante trasmettendolo con sguardi e atteggiamenti. Durante questi due giorni poi ho avuto modo di avvicinarmi all&#039;educazione nell&#039;ambito dell&#039;AC, di avere un minimo di conoscenza dei metodi e delle tecniche ma soprattutto ho appreso una cosa: per essere, e non fare, gli educatori è necessaria una cosa: vivere la fede e l&#039;incontro con Gesù in prima persona, per trasmettere veramente l&#039;Amore...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipare a questo mini-campo è stato un enorme dono, innanzitutto perchè è stato un incontro con Gesù, ma anche per tantissimi altri motivi. Ho avuto modo di conoscere persone che hanno fatto l&#8217;incontro con Cristo e vivono questo incontro istante per istante trasmettendolo con sguardi e atteggiamenti. Durante questi due giorni poi ho avuto modo di avvicinarmi all&#8217;educazione nell&#8217;ambito dell&#8217;AC, di avere un minimo di conoscenza dei metodi e delle tecniche ma soprattutto ho appreso una cosa: per essere, e non fare, gli educatori è necessaria una cosa: vivere la fede e l&#8217;incontro con Gesù in prima persona, per trasmettere veramente l&#8217;Amore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
						</item>
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