<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Comunità Ebraica di Roma</title>
	
	<link>http://www.romaebraica.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 13:35:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/ComunitEbraicaDiRoma" /><feedburner:info uri="comunitebraicadiroma" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Sabato sera porte aperte al Museo Ebraico</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/Mee4tZajdAs/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/sabato-sera-porte-aperte-al-museo-ebraico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11202</guid>
		<description><![CDATA[Domani, sabato 18 maggio, Roma ritorna Capitale della cultura e del divertimento. Una serata in cui tutti, sia romani sia turisti, richiamati da questa straordinaria iniziativa, vengono coinvolti in un ricco programma di eventi. Un itinerario che si articola tra musei, accademie, biblioteche, istituti di cultura stranieri, palazzi storici ma anche luoghi inconsueti, che ospitano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/Museo-sala.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11203" alt="Museo - sala" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/Museo-sala-300x240.jpg" width="300" height="240" /></a>Domani, sabato 18 maggio, Roma ritorna Capitale della cultura e del divertimento. Una serata in cui tutti, sia romani sia turisti, richiamati da questa straordinaria iniziativa, vengono coinvolti in un ricco programma di eventi. Un itinerario che si articola tra musei, accademie, biblioteche, istituti di cultura stranieri, palazzi storici ma anche luoghi inconsueti, che ospitano un ampio ventaglio di iniziative culturali. Dalle 20 alle 2 di notte, il pubblico potrà visitare gratuitamente siti quali i Musei Capitolini, il Macro, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, la Casa del Cinema, tra gli altri, trasformati eccezionalmente per una sera in palcoscenico per gli artisti.</p>
<p>Anche il Museo Ebraico di Roma sarà aperto con ingresso gratuito dalle 22 alle 2 di notte (ultimo ingresso alle 1:15). Si potranno ripercorrere più di duemila anni di storia dell&#8217;ebraismo capitolino tra antichi tessuti, argenti e oggetti rituali. Sarà possibile visitare anche la Sinagoga Maggiore e la mostra da poco inaugurata nella Sala Novecento del Museo intitolata &#8220;Primo Levi nei ritratti di Larry Rivers&#8221;.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/Mee4tZajdAs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/sabato-sera-porte-aperte-al-museo-ebraico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/sabato-sera-porte-aperte-al-museo-ebraico/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>A spasso nella storia, Doliner e De Canino raccontano Villa Adriana</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/4xTrM6fs8i0/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/a-spasso-nella-storia-doliner-e-de-canino-raccontano-villa-adriana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11199</guid>
		<description />
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/locandina-villa-adriana.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11200" alt="locandina villa adriana" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/locandina-villa-adriana-724x1024.jpg" width="450" height="636" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/4xTrM6fs8i0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/a-spasso-nella-storia-doliner-e-de-canino-raccontano-villa-adriana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/a-spasso-nella-storia-doliner-e-de-canino-raccontano-villa-adriana/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Shavu’òt: La tradizione orale nell’insegnamento di rav Benamozegh</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/2xMQkcrUfB0/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/shavuot-la-tradizione-orale-nellinsegnamento-di-rav-benamozegh/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11195</guid>
		<description><![CDATA[In tutto l’insegnamento di rav Eliyahu Benamozegh (Livorno, 1823-1900) non vi è argomento più importante di quello della Torà orale, ossia, della Tradizione. Come definisce rav Benamozegh la Torà orale? La Tradizione è la parola parlata che antecede (sottinteso conosciuto), accompagna (parola mosaica nel doppio suo aspetto) e segue (sottinteso implicito e virtuale) i monumenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/cinque-conferenze-benamozegh.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11196" alt="cinque conferenze benamozegh" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/cinque-conferenze-benamozegh-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>In tutto l’insegnamento di rav Eliyahu Benamozegh (Livorno, 1823-1900) non vi è argomento più importante di quello della Torà orale, ossia, della Tradizione. Come definisce rav Benamozegh la Torà orale?</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La Tradizione è la parola parlata che antecede (sottinteso conosciuto), accompagna (parola mosaica nel doppio suo aspetto) e segue (sottinteso implicito e virtuale) i monumenti scritti (Vessillo Israelitico, XLIII, 1895, p. 182).</span></p>
<p>Da dove prende rav Benamozegh queste definizioni? Com’è che la parola parlata antecede quella scritta? Secondo un’opinione nel trattato talmudico Ghittìn (60a), la Torà fu scritta da Moshè (Mosè) alla fine dei quarant’anni nel deserto. Da qui si impara che la Torà orale “antecede” quella scritta. Da dove si impara che la “accompagna”? Un midràsh riportato da Rash̀ì, all’inizio della parashà di Behar Sinai, dice: “I dettagli [di tutte le mizvòt] furono insegnati al Sinai.” Come sappiamo che la Tradizione “segue” anche la scrittura? Una fonte è nel Talmùd Meghillà (19b) dove è detto che l’Eterno mostrò a Moshè perfino “diqduqé sofrim”, ossia le finezze degli studiosi delle generazioni future. Rashì spiega che queste finezze sono quelle che “gli ultimi hanno ricavato dalle espressioni degli insegnamenti dei primi.” Rav Benamozegh spiega che l’insegnamento dei Maestri accreditati di ogni generazione era già implicito in quello di Moshè (Cinque Conferenze sulla Pentecoste, Livorno, Tip. di E. Benamozegh, 1886, p. 22).</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Le cinque derashòt date in occasione della festa di Shavu’òt e intitolate “Cinque conferenze sulla Pentecoste”, sono tutte dedicate a spiegare l’importanza della Torà orale. Nella prima derashà, rav Benamozegh scrive: “Ecco dunque il tema che mi sono proposto di trattare in quest’oggi, &#8211; la parte non scritta, ma tradizionale della storia della rivelazione sinaitica.” E così continua: “&#8230; qui il vantaggio di sincerarsi ancora una volta della verità della tradizione osservando come bene empia le lacune, e gli interstizii della parola scritturale, come dia rilievo e luculenza ai passi più oscuri, come getti le sue radici profonde in certi punti&#8230;” “&#8230;la Scrittura e la tradizione &#8230; sono &#8230; le fonti a cui ricorro per avere una storia completa di quello che avvenne in quel gran giorno.” (p.3).</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Una fonte midrashica racconta che arrivati sotto il monte Sinai, i figli d’Israele dissero che avrebbero accettato volentieri la Torà scritta, e per quanto riguardava la Torà orale ci avrebbero dovuto pensare. Al che il Creatore “&#8230; pose su di loro il monte Sinai come un barile&#8230; minacciandoli“ (Talmùd Bab., Shabbàt, 88a). Il perché di quest’azione coercitiva lo spiega rav Benamozegh:</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Accettare la Scrittura senza accettare a una tempo la tradizione è lo stesso che nulla accettare, che ognuno è padrone d’intenderla come meglio gli garba, che ognuno ci può mettere tutto quello che più gli accomoda&#8230;” (p.4).</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La data del giorno in cui il popolo d’Israel ricevette la Torà sotto il monte Sinai non è scritta nella Torà. Secondo il testo letterale della Torà la festa di Shavu’òt “È una festa campestre, agricola e nient’altro che agricola&#8230;. Sapete chi dice la data della rivelazione?&#8230; la tradizione.” (p.6). Nella seconda derashà, rav Benamozegh ci insegna il significato del versetto:”E campò ivi Israel rimpetto al monte.” “Quante cose o signori si racchiudono in questo verso!” I Maestri c’insegnarono che il popolo era “uno di cuore, d’interessi, di ispirazioni, come lo era già di sangue e d’origini.” Qual è il significato di questo insegnamento? Scrive rav Benamozegh:</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La rivelazione bisogna guardarla, intenderla, interpretarla non cogli occhi, non colla mente dell&#8217;individuo ma &#8230; colla tradizione anziché con libero esame.</span></p>
<p>Grazie alla Tradizione fu trasmesso&#8230;</p>
<p>&#8230; alla generazione seguente e questa alla successiva fino ai giorni presenti, il senso vero, unico, legittimo in cui la parola di D. suonò la prima volta al loro orecchio e al loro intelletto (p. 39).</p>
<p>Cosa ci insegna con questo passo rav Benamozegh? Che le spiegazioni della Torà non ce le possiamo inventare, ma dobbiamo impararle, dai nostri padri e dai Maestri di Torà, fino ai nostri antenati che si trovavano sotto il monte Sinai.</p>
<p>Un argomento evidente, anche se non sempre reso esplicito da rav Benamozegh è che un’insegnamento che si basa su una tradizione orale, dipende dalla trasmissione fedele da generazione in generazione. In pratica, è sufficiente che in una generazione gli ebrei cessino di studiare Torà e di insegnarla alla generazione seguente, che tutta la fatica fatta dalle generazioni precedenti sia stata invano e che, come disse rav Yitzchak Hutner (1906-1980), “la sconvolgente esperienza del Sinai svanisca nella buia e lunga strada dell’Esilio.” Questo è il motivo per cui nella Torà è scritto “e l’insegnerai ai tuoi figli, e parlerai di esse mentre sei a casa, quando cammini per la strada, quando ti corichi e quando ti alzi.” (Devarìm, 6:6). In Em La-Miqrà, rav Benamozegh scrive esplicitamente che le parole “ e le insegnerai” si riferiscono alla Torà orale.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/2xMQkcrUfB0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/shavuot-la-tradizione-orale-nellinsegnamento-di-rav-benamozegh/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/shavuot-la-tradizione-orale-nellinsegnamento-di-rav-benamozegh/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Una notte di Torah sotto le stelle di via Garfagnana</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/m08c1r6CsU0/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/una-notte-di-torah-sotto-le-stelle-di-via-garfagnana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11190</guid>
		<description><![CDATA[Una serata diversa dal solito. Un gruppo di amici riuniti per una nottata insonne, allietata da vivande e parole di Torah. Tutti gli anni, la notte di Shavuot è riservata allo studio dei testi sacri, per praticare il Tiqqun, la riparazione in vista della lettura dei dieci comandamenti della mattina seguente. Quest’anno, sarà dedicata ai giovani. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/torah.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11191" alt="Torah Scroll" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/torah-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a>Una serata diversa dal solito. Un gruppo di amici riuniti per una nottata insonne, allietata da vivande e parole di Torah. Tutti gli anni, la notte di Shavuot è riservata allo studio dei testi sacri, per praticare il Tiqqun, la riparazione in vista della lettura dei dieci comandamenti della mattina seguente. Quest’anno, sarà dedicata ai giovani.</p>
<p>Il Tempio Beth Shmuel in via Garfagnana apre le porte per il terzo anno consecutivo a tutti gli interessati, da mezzanotte di martedì 14 maggio alle prime ore di mercoledì inaugurate con la tefillà di shachrit. Così il popolo ebraico si è preparato a ricevere la Torah e così si prepara anche oggi, in attesa della festività del giorno dopo. Per la prima volta, la conduzione della serata sarà affidata ai più giovani, con lezioni di ragazzi e ragazze preparati per l’occasione dai rabbanim su temi inerenti alla festività e alla Meghila di Ruth che si è soliti leggere in questo periodo dell’anno. Interverranno inoltre, Rav Roberto Colombo e Rav Benedetto Carucci.</p>
<p>I motivi legati alla necessità del Tiqqun sono molti, primi fra tutti la volontà di essere pronti al ricevimento della Torah. Secondo la Kabbala inoltre, la discussione e lo studio sono in grado di cancellare alcuni tipi di peccati commessi. E come sostiene Rav Colombo, “La Torà unisce tutto il popolo ebraico e lega tra loro le diverse generazioni”, dunque non resta che cogliere l’opportunità di trascorrere una notte di studio tra dolci, bevande e piacevole compagnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/m08c1r6CsU0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/una-notte-di-torah-sotto-le-stelle-di-via-garfagnana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/una-notte-di-torah-sotto-le-stelle-di-via-garfagnana/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il Rabbinato di Israele approva le te’udòt rilasciate dal Rabbinato di Roma</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/gTjbX7rzwCM/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/il-rabbinato-di-israele-approva-le-teudot-rilasciate-dal-rabbinato-di-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 16:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11193</guid>
		<description><![CDATA[Di seguito la lettera inviata dal Rabbinato israeliano sui controlli per la kasherut Caro importatore, Shalom uvrakhà, Desideriamo portare a tua conoscenza che poiché lo status della Rabbanut di Roma in Italia è stato sistemato (הוסדר), non c’è alcun impedimento a rivolgersi alla Rabbanut di Roma per ricevere la te’udà di kasherut, come in passato, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito la lettera inviata dal Rabbinato israeliano sui controlli per la kasherut</p>
<p><em>Caro importatore, Shalom uvrakhà,</em></p>
<p><em>Desideriamo portare a tua conoscenza che poiché lo status della Rabbanut di Roma in Italia è stato sistemato (הוסדר), non c’è alcun impedimento a rivolgersi alla Rabbanut di Roma per ricevere la te’udà di kasherut, come in passato, ed è possibile rivolgersi direttamente alla Rabbanut di Roma tramite posta elettronica.</em></p>
<p><em>Rav Yzchaq Kohen Arazi</em></p>
<p><em>Direttore della sezione importazioni del Rabbinato di Israele</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/gTjbX7rzwCM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/il-rabbinato-di-israele-approva-le-teudot-rilasciate-dal-rabbinato-di-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/il-rabbinato-di-israele-approva-le-teudot-rilasciate-dal-rabbinato-di-roma/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La Torah s’illumina nella notte delle stelle</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/_mj209acVLc/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/la-torah-sillumina-nella-notte-delle-stelle/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 09:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11175</guid>
		<description><![CDATA[Illuminiamo le ore più buie con lo studio della Torah. E’ questo lo scopo dell’iniziativa “La notte delle stelle. Tiqqun Lel Shavuot, prepariamoci a ricevere la Torah”. Dalle ore 23.30 di martedì 14 maggio alle 5 di mercoledì, il Tempio Scolanova Beth Shalom in via Pozzo Pantaleo 52, accoglie i più desiderosi per un divrè [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Illuminiamo le ore più buie con lo studio della Torah. E’ questo lo scopo dell’iniziativa “La notte delle stelle. Tiqqun Lel Shavuot, prepariamoci a ricevere la Torah”.</p>
<p>Dalle ore 23.30 di martedì 14 maggio alle 5 di mercoledì, il Tempio Scolanova Beth Shalom in via Pozzo Pantaleo 52, accoglie i più desiderosi per un divrè Torah notturno in compagnia di Rav Umberto Piperno, Rav Amedeo Spagnoletto e i ragazzi della Mishnat Yochai.</p>
<p>Durante la notte di Shavuot, come sostiene lo Zohar, il popolo ebraico si prepara all’incontro con la Torah, come una sposa che prepara i suoi gioielli e ornamenti in vista del proprio matrimonio. Questi ornamenti sono le persone che studiano il testo sacro. Per questo, si segue la tradizione di origine mistica di non dormire la notte di Shavuot e studiare insieme non solo i dieci comandamenti o le letture della festività, ma collegarsi a una realtà superiore. “Ecco il perché del titolo della serata. Nel pensiero ebraico – spiega Rav Umberto Piperno – ricorre l’idea di divenire numerosi come stelle. Nella tradizione ebraica, nessuno è più stella degli altri, nessuno brilla di luce propria, ma è la costellazione nell’insieme a generare luce. Siamo più luna che sole, brilliamo di luce riflessa, ma illuminiamo il buio. Lo scopo dell’incontro è dunque quello di responsabilizzare i giovani della Comunità ad essere di riferimento per la collettività ”.</p>
<p>Accanto al tema stellare, la necessità del Tiqqun. Il termine significa riparazione e ricorre più volte nel corso dell’anno. A Hoshanà Rabbah si abbattono le barriere tra il popolo ebraico e il S, a Tu-Bishvat si instaura un rapporto con la natura per rimediare agli errori commessi da Adamo ed Eva, nella settima sera di Pesach si attende il passaggio del Mar Rosso fino all’alba e infine, si studia nella notte di Shavuot.</p>
<p>La tradizione rabbinica discute sul giorno in cui sia stata data la Torah e giunge alla conclusione che tra il 6 o il 7 di Sivan è arrivato il testo sacro, ma il popolo ebraico non era pronto, si è svegliato tardi e dunque, come riparazione all’errore passato, si trascorre la notte prima del dono della Torah insonne.</p>
<p>Si dedicano le ore notturne allo studio come antidoto al disimpegno, al buio e alla crisi di valori. In questo modo si illumina la notte con il confronto tra i presenti e con le parole di Torah, ma soprattutto con le domande dei più giovani in un’occasione di studio collettivo. I temi affrontati saranno l’unità, il pluralismo e l’appartenenza al popolo d’Israele e alla terra di Israele, collegata al libro di Ruth.</p>
<p>Durante la notte del 14 maggio, si svolgeranno due tiqqunim, uno al Beth Shalom e l’altro al Beth Yakov di tradizione sefardita tripolina sul commento dello Zohar alla rivelazione.</p>
<p>Si discute se Shavuot sia la festa della Torah scritta o di quella orale, se sia il caso di studiare discutendo ad alta voce oppure no. I due tempi, seguiranno perciò tradizioni diverse, l’uno a favore del confronto e l’altro in una lettura priva di commenti.</p>
<p>Qualunque sia il rito da seguire, la serata costituisce una preparazione fondamentale per il ricevimento della Torah, importante quanto quella di una sposa nella notte prima delle nozze. L’unione tra D-o e il popolo di Israele è come un matrimonio mistico, è necessario essere pronti e ornarsi di tutti i gioielli possibili che possano allietare ancora di più la gioia del dono della Torah.</p>
<p>Micol Debash</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/_mj209acVLc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/la-torah-sillumina-nella-notte-delle-stelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/la-torah-sillumina-nella-notte-delle-stelle/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Bemidbar, ripartiamo dal censimento</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/QRlJMhl-yy8/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/bemidbar-ripartiamo-dal-censimento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11178</guid>
		<description><![CDATA[La parashà di Bemidbàr è la prima dell’omonimo quarto libro della Torà. Questo libro è chiamato “Il libro dei Numeri” perché inizia con il censimento degli israeliti. Infatti l’Eterno disse a Moshè (Mosè): “Censite tutta la comunità degli israeliti, facendolo per famiglia seguendo il casato paterno, contando individualmente i nomi di tutti i maschi. Tu [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/mazzini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11179" alt="mazzini" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/mazzini-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>La parashà di Bemidbàr è la prima dell’omonimo quarto libro della Torà. Questo libro è chiamato “Il libro dei Numeri” perché inizia con il censimento degli israeliti. Infatti l’Eterno disse a Moshè (Mosè): “Censite tutta la comunità degli israeliti, facendolo per famiglia seguendo il casato paterno, contando individualmente i nomi di tutti i maschi. Tu ed Aharon conterete ogni maschio dall&#8217;età di venti anni in su, tutti quelli che in Israele possono andare a militare secondo le loro divisioni; a voi si assocerà un notabile di ogni tribù , il capo dei casati paterni”(Bemidbàr, 1:2-3).</p>
<p>Rashì (Francia, 1040-1105) nel suo commento scrive che questo era il terzo censimento del popolo d’Israele: il primo censimento era stato fatto all’uscita dall’Egitto in modo che gli israeliti potessero rendersi conto di quanto erano cresciuti in numero rispetto all’arrivo in Egitto 210 anni prima. Da settanta entrati nel paese ora erano diventati oltre seicentomila, tra i venti e i sessant’anni, senza contare vecchi, donne e bambini. Un secondo censimento fu fatto subito dopo l’episodio del vitello d’oro, a seguito del quale morirono alcune migliaia di persone perché colpevoli di idolatria. Ora, all’inizio del secondo mese del secondo anno dall’uscita dall’Egitto avvenne questo terzo censimento. Mentre lo scopo del secondo censimento era stato quello di verificare quanti erano rimasti in vita, lo scopo del terzo censimento era di mostrare agli israeliti l’amore che il Creatore aveva per loro con la costruzione del Mishkàn (Tabernacolo).</p>
<p>Il conto degli israeliti fu fatto in modo da mostrare rispetto per le persone che venivano contate. Rav Mordekhai Hacohen di Aleppo (XVI-XVII secolo) scrive che ai contati non venivano dati dei numeri (come quelli famigerati dei campi di concentramento nazisti) . Me’am Lo’ez, una antologia di commenti alla Torà, cita il commento Minchà Belulà di R. Avraham Menachem Rapa-Porto (Verona, 1520-1600?) dove è scritto che ognuno degli uomini veniva di fronte a Moshè e ad Aharon (Aronne) e ai dodici capi tribù portando mezzo siclo d’argento e si presentava così (i nomi sono esemplificativi): “Io sono Davide figlio di Ishay della famiglia di Peretz e della tribù di Yehudà”. Moshè prendeva i mezzi sicli e li metteva nel bossolo della tribù appropriata. In questo modo, contando i sicli, si aveva il numero totale degli uomini da venti a sessant’anni e il numero dei componenti di ogni tribù.</p>
<p>Un altro motivo per il censimento citato da Me’am Lo’ez, viene menzionato nell’opera Shema’ Ya’aqov a nome di rav Heschel. Le nazioni del mondo fin dai tempi antichi affermano che gli israeliti sono un piccolo popolo e pertanto devono seguire la maggioranza, assimilarsi, cessare di servire l’unico Creatore e abbracciare come loro la ‘Avodà Zarà (culti estranei). La risposta di Israele è che gli israeliti sono stati censiti su ordine dell’Eterno e, come ogni cosa contata, sono importanti e non si annullano nella maggioranza. Questa è una regola della Torà, codificata nel capitolo 110 della sezione Yorè Deà’ dello Shulchàn ‘Arùkh (il codice della legge ebraica).</p>
<p>Questa affermazione che gli israeliti in quanto piccola minoranza debbano assimilarsi e perdersi nella maggioranza è stata ripetuta anche nell’epoca moderna. Nel 1870 Giuseppe Mazzini (1805-1872), che visse il suo ultimo mese di vita a casa dei Rosselli, nota famiglia ebraica di Livorno, in una sua risposta a R. Eliyahu Benamozegh di Livorno (1823-1900) scrisse che “Il valore delle religioni deve misurarsi &#8230; dal grado di diffusione” (la lettera fu pubblicata nel 1930 da Pellegrino Ascarelli in un volume intitolato “Giuseppe Mazzini e il problema religioso in Italia”).</p>
<p>Un invito esplicito all’assimilazione lo fece il filosofo Benedetto Croce (1866-1952) che nel 1946 scriveva riguardo agli ebrei perseguitati dai fascisti che “&#8230;il loro studio dovrebbe essere di fondersi sempre meglio con gli altri italiani; procurando di cancellare quella distinzione e divisione nella quale hanno persistito nei secoli e che, come ha dato occasione e pretesto in passato alle persecuzioni, è da temere che ne dia ancora in avvenire” (tratto dall’articolo di Roberto Finzi nel numero 1/2006 di “Studi Storici”).</p>
<p>Invitato dall’Ascarelli a esprimere la sua opinione sulla lettera del Mazzini, il professor Aldo Lattes di Roma fece notare come “dolorosamente anche il Mazzini , come la quasi totalità dei pensatori non ebrei (e forse anche Ebrei) pecchi nel giudicare l’Ebraismo, per una mancanza di un’esatta conoscenza delle sue dottrine; colpa forse anche nostra che non abbiamo fatto quanto era necessario perchè il pensiero ebraico fosse conosciuto nella sua certezza”. Un’altra conferma di quanto insegnò R. Yehudà Ha-Nassì, il compilatore della Mishnà nel II secolo E.V., che “tutte le disgrazie capitano per via degli ignoranti” (Talmùd, Bavà Batrà, 8a).</p>
<p>Donato Grosser</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/QRlJMhl-yy8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/bemidbar-ripartiamo-dal-censimento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/bemidbar-ripartiamo-dal-censimento/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Della Rocca racconta il lavoro con le Istituzioni</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/rYMrMzSWPhg/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/della-rocca-racconta-il-lavoro-con-le-istituzioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11182</guid>
		<description><![CDATA[Quarantacinque anni, agente di commercio e papà di Rebecca e Daniel che frequentano le scuole ebraiche. Ruben Della Rocca è l’Assessore alle Relazioni Esterne e ai Rapporti Istituzionali della Comunità Ebraica di Roma. Primo tra gli eletti nella lista per Israele, è al secondo anno del suo mandato. Da sempre è un membro attivo della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/ruben-della-rocca.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11183" alt="ruben della rocca" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/ruben-della-rocca-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Quarantacinque anni, agente di commercio e papà di Rebecca e Daniel che frequentano le scuole ebraiche. Ruben Della Rocca è l’Assessore alle Relazioni Esterne e ai Rapporti Istituzionali della Comunità Ebraica di Roma. Primo tra gli eletti nella lista per Israele, è al secondo anno del suo mandato. Da sempre è un membro attivo della Comunità in vari settori, sin dal 9 ottobre del 1982 quando frequentava il Benè Akivà. Da tre anni è anche Consigliere del Bene Berith e afferma di aver deciso di dedicarsi alla “cosa ebraica” perché spinto dal costante desiderio di contribuire alla vita comunitaria, di esserne una parte integrante, attiva e dedita.</p>
<p><em>Qual è il lavoro svolto dal suo assessorato fino ad oggi?</em></p>
<p>Questi due anni di mandato sono stati molto intensi, la Comunità si è sempre interfacciata, costantemente e quotidianamente con le istituzioni e il mondo esterno. È un punto fermo e rappresentativo e di riferimento per idee e valori per la città. Se dovessimo raccontare questi due anni colmi di eventi significativi potremmo fotografarli come delle istantanee: l’arrivo di Gilad Shalit a Roma, che ha scelto di visitare la nostra comunità perché consapevole del ruolo svolto dalla nostra keillà per la sua liberazione. E’ stato un momento commovente ed emozionante vedere i nostri bambini a scuola gioire con lui. Un secondo evento è legato ad una data importante per il noi. Il 9 ottobre del 1012 erano i 30 anni dall’uccisione di Stefano Gj Taché, il giorno dopo il Presidente della Repubblica ha visitato il Tempio per la prima volta, celebrando con noi il ricordo di Stafano Gaj Taché ZL, per noi indelebile e quotidiano. Anche se sono passati 30 anni viviamo questo ricordo costantemente. È stato un evento storico : mai un Presidente della Repubblica aveva compiuto una visita ufficiale al Tempio. Più in generale, le personalità che hanno visitato la nostra Comunità in questo anno sono state l’ex presidente del Consiglio Monti, l’ex Ministro degli Esteri Terzi e l’ultima visita, quella del presidente della Camera Boldrini è stata alquanto significativa soprattutto in un momento come questo in cui si parla di antipolitica, di valori in crisi e di una vita politica allo stremo delle forze. Abbiamo ricevuto una donna forte, portatrice di certi valori. Il suo discorso il 25 Aprile ne è un esempio : il valore del ricordo , della memoria, affinché fatti come quelli avvenuti nella Seconda Guerra Mondiale come la Shoah non si ripetano più. Questo è solo un piccolo riassunto di ciò che è la vita delle relazioni esterne e i rapporti con le istituzioni, una vita molto attiva e in continua evoluzione.</p>
<p><em>Si farà un incontro con il Presidente del Senato?</em></p>
<p>Sì, è prevista a breve una visita del Presidente del Senato Grasso , speriamo di riceverlo presto.</p>
<p><em>Che vuol dire per la nostra Comunità la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica?</em></p>
<p>Napolitano dovrebbe essere ringraziato dagli italiani: egli rappresenta una figura di garanzia delle istituzioni, della loro democraticità, e del loro andare avanti. Ho accolto con entusiasmo la sua rielezione e non sono tra coloro che affermano che ha raggiunto il limite di età. Averlo come Presidente è un assicurazione per il controllo delle istituzioni..</p>
<p><em>Come avvengono gli incontri con i candidati sindaci in Comunità? Sono già avvenuti? Qual è lo scopo?</em></p>
<p>Abbiamo già avuto il piacere di incontrare alcuni candidati e altri ne vedremo. Tuttavia non siamo mai noi a chiedere quest’ incontri ed è fondamentale che i membri della Comunità ne siano a conoscenza, in quanto è importante la percezione che il mondo politico ha nei nostri riguardi. La Comunità è un punto di riferimento per la città ed è un importante interlocutore. Nell’ambito del mio lavoro come responsabile dei rapporti istituzionali presento sempre la Comunità Ebraica di Roma per quello che è: un ente morale e portatore di valori. Noi non entriamo in campo in maniera politica, rivendichiamo con orgoglio la nostra appartenenza al mondo ebraico e al nostro essere ebrei. Il nostro assoluto schierarci con lo Stato d’Israele. Diamo licenza a coloro che interloquiscono con noi di poter esprimere critiche nei confronti dei governi israeliani, ma qualora ravvisassimo da parte di qualcuno politiche preconcette saremmo i primi a schierarci con Israele sempre e comunque. Nel momento in cui ci presentiamo è uno dei valori imprescindibili, come imprescindibile è la conservazione della memoria della Shoah; un esempio sono i viaggi della memoria, strumento importante per trasmetterne alle future generazione l’esperienza più tragica della Storia dell’Uomo affinché ciò non accada mai più. Il nostro essere ebrei ci porta ad essere portatori di cultura e tradizioni millenarie. Vogliamo essere e mettere in risalto sempre i valori dell’accoglienza, i valori della vita e l’aiuto per coloro che sono in difficoltà ed emarginati: perché questa è la nostra cultura e con orgoglio la rivendichiamo.</p>
<p><em>Qual è il fine di questi incontri? Perché vengono continuamente richiesti?</em></p>
<p>La percezione dell’interlocutore è quello di trovarsi un mondo che non è portatore di numeri a livello di quantità, ma che dà al voto ebraico grande valore morale. Questo ci pone davanti una seria responsabilità e dobbiamo sempre lavorare per tenere alti i nostri standard culturali e morali. La parola Torah viene dalla parola luce, quello che ci viene richiesto è di essere una luce per gli altri popoli. Noi non siamo il “popolo eletto”, siamo il popolo che cerca di portare luce dove c’è il buio, portare valori dove questi vengono meno, questo l’interlocutore ce lo riconosce.</p>
<p><em>Parliamo di Grillo. Ci sono sviluppi nella richiesta di un incontro?</em></p>
<p>Grillo rappresenta un fenomeno particolare in Italia in questo momento. Stiamo preparando un dialogo con il Movimento 5 stelle e con Grillo, ma è un movimento nato in maniera “spontanea” e ha assunto un ruolo in quanto fenomeno di una politica italiana che andrebbe studiato e capito prima di essere giudicato. Noi non siamo interlocutori politici del Movimento 5 Stelle, ma se avvengono fenomeni che sfociano poi nell’ antisemitismo e nell’essere contro Israele in maniera preconcetta, noi lo denunciamo. Questo sarà motivo di dialogo con il movimento stesso e con Grillo quando avremo la possibilità di incontrarci.</p>
<p><em>Con quali assessorati la collaborazione è stata più stretta?</em></p>
<p>Per quello che mi compete ringrazio tutti i miei colleghi assessori con i quali lavoro e lavorerò in sinergia. In particolare Ruth Dureghello (Scuole), Livia Ottolenghi (Cultura) e Giordana Moscati (Giovani) : con loro c’è una continua sinergia soprattutto nella realizzazione degli eventi. Un ringraziamento anche a tutti i volontari: in particolare a Fabio Perugia per essere riuscito a creare un Ufficio Stampa, giovane, dinamico ed importante, che ci sta dando un indispensabile aiuto. Significherà per la Comunità dare continuità al lavoro: perché i Consigli cambiano, le Giunte cambiano, ma creare delle strutture di lavoro fisse e permanenti per gli anni a venire è per noi fondamentale.</p>
<p><em>Federica Manasse</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/rYMrMzSWPhg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/della-rocca-racconta-il-lavoro-con-le-istituzioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/della-rocca-racconta-il-lavoro-con-le-istituzioni/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La lotta all’evasione inizia a scuola. La Finanza sale in cattedra</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/ktdzvwrCsw0/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/la-lotta-allevasione-inizia-a-scuola-la-finanza-sale-in-cattedra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 16:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11187</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Istruire i nostri alunni per diventare cittadini migliori&#8221;, spiega Ruth Dureghello, Assessore alle Scuole, mentre parte l&#8217;iniziativa che fa incontrare le classi del III, IV, V di Scienze Sociali del Liceo Renzo Levi con i rappresentanti della Guardia di Finanza. L&#8217;obiettivo è istruire i nostri ragazzi sui valori espressi dalle Fiamme Gialle e capire l&#8217;importante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/finanza-a-scuola.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11188" alt="finanza a scuola" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/05/finanza-a-scuola-1024x768.jpg" width="450" height="337" /></a>&#8220;Istruire i nostri alunni per diventare cittadini migliori&#8221;, spiega Ruth Dureghello, Assessore alle Scuole, mentre parte l&#8217;iniziativa che fa incontrare le classi del III, IV, V di Scienze Sociali del Liceo Renzo Levi con i rappresentanti della Guardia di Finanza. L&#8217;obiettivo è istruire i nostri ragazzi sui valori espressi dalle Fiamme Gialle e capire l&#8217;importante lavoro che svolgono.</p>
<p>Promossa dal Responsabile della Sicurezza, Gianni Zarfati, l&#8217;iniziativa di questa mattina fa parte di un ciclo di incontri con le forze dell&#8217;ordine offerte alla direzione scolastica per trattare argomenti di attualità, dalla droga al bullismo. “Gli incontri hanno l’obbiettivo di dare ai giovani gli strumenti adatti per il futuro e la vita vissuta al di fuori dell&#8217;ambiente familiare &#8211; spiega Zarfati -. Una necessità espressa anche dai genitori dei bambini più piccoli che richiedono un aiuto per sapere come spiegare loro fenomeni sociali tragici, come la pedofilia&#8221;.</p>
<p>A presentare il Tenente Claudia Russo, relatore della conferenza, Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, che interviene non solo per ringraziare gli agenti presenti, ma anche per evidenziare quanto sia forte il legame tra la nostra scuola e le forze armate che quotidianamente vigilano sui nostri bambini.</p>
<p>&#8220;Oggi abbiamo una scuola protetta e sorvegliata &#8211; spiega Pacifici &#8211; e questo non ci preserva solo da minacce di tipo terroristiche, ma anche da illeciti comuni come ad esempio lo spaccio di droga. Vedete &#8211; racconta il Presidente agli alunni &#8211; il terrorismo ha due perni: quello degli Stati canaglia come l&#8217;Iran che finanziano gli attentati e il terrorismo e poi c&#8217;è illecito dell&#8217;evasione fiscale, dello spaccio di armi e di droga&#8221;.</p>
<p>Dopo i saluti di rito, la parola passa poi al tenente che attraverso esempi diretti, spiega ai ragazzi cosa sono i tributi, le tasse, le imposte. L&#8217;importanza di dichiarare i propri possedimenti e soprattutto di pagare le tasse per migliorare la vita nel nostro Paese e beneficiare di nuovi servizi. Tutto viene trasmesso con passione ai giovani, evidenziando le necessità impellenti date le condizioni in cui versa oggi l&#8217;Italia a causa proprio del continuo aumento degli evasori.</p>
<p>Dopo la visione di un filmato (una raccolta di servizi dei telegiornali che mostrano come gli evasori stiano danneggiando il Paese: falsi ciechi che riscuotono tasse, o ricchi che chiedono i sussidi di disoccupazione, ma soprattutto una parte dello spettacolo di Brignano che in maniera ironica afferma che in Italia le uniche tasse conosciute sono le femmine dei tassi), l&#8217; intervento prosegue con la spiegazione di diverse tipologie di frodi e le domande dei ragazzi, che sempre più interessati si chiedono perché la gente faccia ricorso ai paradisi fiscali o come funzioni il redditometro.</p>
<p>Agli alunni del Levi viene poi richiesto di contribuire anche loro con piccoli gesti alla lotta all&#8217;evasione fiscale, perché chissà forse proprio grazie alle azioni quotidiane potremmo davvero cambiare il Paese.</p>
<p><em>Federica Manasse</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/ktdzvwrCsw0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/la-lotta-allevasione-inizia-a-scuola-la-finanza-sale-in-cattedra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/la-lotta-allevasione-inizia-a-scuola-la-finanza-sale-in-cattedra/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>I viaggi della Memoria diventano low cost</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~3/rgxz37fdW_4/</link>
		<comments>http://www.romaebraica.it/i-viaggi-della-memoria-diventano-low-cost/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romaebraica.it/?p=11172</guid>
		<description><![CDATA[«Viaggi della memoria low cost in tempo di crisi. Abbiamo pensato di approfittare del fatto che siamo a Roma, città ricca di pietre vive che testimoniano la storia che appartiene a tutto il Paese per arricchire la già variegata offerta formativa di “Roma nel cammino della memoria” con questo nuovo progetto che presentiamo oggi insieme [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/03/pacifici2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10829" alt="SHOAH, TOUR IN SCUOLE PROVINCIA PER MOSTRA STUDENTI KEPLERO-FOTO 3" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2013/03/pacifici2-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>«Viaggi della memoria low cost in tempo di crisi. Abbiamo pensato di approfittare del fatto che siamo a Roma, città ricca di pietre vive che testimoniano la storia che appartiene a tutto il Paese per arricchire la già variegata offerta formativa di “Roma nel cammino della memoria” con questo nuovo progetto che presentiamo oggi insieme alla Comunità Ebraica di Roma. Porteremo 500 studenti a rivivere il periodo del nazifascismo a Roma, attraverso la visita di luoghi significativi e i racconti di testimoni diretti o di familiari di vittime di uno dei periodi più drammatici della storia di Roma del secolo scorso». Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, che ha presentato stamane in Campidoglio il nuovo tassello del progetto “Roma nel cammino della memoria”, intitolato “Percorsi della memoria. L’occupazione nazifascista di Roma (8 settembre 1943 – 4 giugno 1944)”, insieme a Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma e Claudio Procaccia, direttore Dipartimento Cultura Comunità Ebraica di Roma.</p>
<p>«Sarà quindi possibile rivivere il dramma che evoca via Tasso, dove durante l’occupazione nazista di Roma c’era il carcere del Comando della Polizia di sicurezza in cui circa 2mila tra uomini e donne di ogni classe e ceto furono sottoposti ad interrogatori e torture varie per avere informazioni. Ripensare all’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove, il 24 marzo 1944, 335 civili e militari italiani furono massacrati dai nazifascisti come atto di rappresaglia in seguito all&#8217;attentato di via Rasella compiuto contro le truppe germaniche il giorno precedente. Ricordare il &#8220;sabato nero&#8221; del ghetto di Roma, quando il 16 ottobre del 1943, le SS invasero le strade del Portico d&#8217;Ottavia e rastrellarono 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini, deportandoli ad Auschwitz. Dopo aver portato oltre 3mila studenti in giro per l’Europa a conoscere le tragedie che hanno segnato indelebilmente la storia dell’umanità nel secolo scorso – prosegue De Palo- , questo progetto dal costo minimo frutterà moltissimo in termini di arricchimento per gli studenti e di investimento per il futuro dei nostri ragazzi. Agli studenti diamo la possibilità di lasciare i libri o i tablet in classe e andare a scoprire la storia direttamente in quell’immenso libro di storia a cielo aperto che è Roma».</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma: «La Memoria è un bene comune, mai legata a una categoria di persone. E’ patrimonio di questa nazione e dei cittadini che la popolano. Per questo l’investimento più grande che possiamo portare avanti è rivolto ai giovani delle nostre città, a iniziare da Roma che ha subito una delle più importante razzie d’Italia per mano nazista. Con le scuole, grazie anche a Roma Capitale, abbiamo fatto molto in questi anni e l’iniziativa dell’assessore De Palo, che ringrazio, è un nuovo importante tassello di un percorso educativo che farà crescere una città più consapevole del passato affinché il futuro sia sempre migliore. Tra qualche anno, purtroppo, i testimoni diretti della Shoah non saranno più in grado di tramandare la tragedia e questo compito deve essere affidato ai loro nipoti che in questo percorso si formeranno per compiere quella che sarà una vera missione».</p>
<p>Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative ed Assessorato alla Cultura e Memoria della Comunità Ebraica di Roma, prevede la partecipazione di 500 studenti di 10 scuole medie secondarie di I grado della Capitale accompagnati da 30 docenti, ai quali è stato offerta un’apposita giornata di formazione.</p>
<p>Tre le tappe fondamentali di questo percorso, in cui verranno accompagnati circa 50 studenti alla volta nelle rispettive giornate programmate (6, 13 e 20 maggio e 4,5,6 giugno): Museo Storico della Liberazione di via Tasso, Fosse Ardeatine; e Museo Ebraico e aree dell’ex ghetto.</p>
<p>«Stiamo pensando già di estendere il percorso ad altri luoghi di rilevanza storica, come il Quadraro, la Montagnola, Forte Bravetta, La Storta, ecc. per fare memoria della storia più recente che spesso non si trova sui libri, ma che è fondamentale conoscere anche per capire meglio quello che accade oggi», conclude De Palo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ComunitEbraicaDiRoma/~4/rgxz37fdW_4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romaebraica.it/i-viaggi-della-memoria-diventano-low-cost/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.romaebraica.it/i-viaggi-della-memoria-diventano-low-cost/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
