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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rialzo dei tassi avviato dalla BCE nel giugno 2026 porterà ad un aumento del costo del credito, frenando la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finanziamenti in netto calo e denaro sempre più costoso per le piccole imprese italiane. Dal 2019 a marzo 2026 i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un turismo diffuso, sostenibile e capace di valorizzare i borghi, le aree interne e i territori montani attraverso il protagonismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le evidenze statistiche disponibili segnalano nella prima parte del 2026 un trend positivo del turismo in Italia. L’Italia, lo ricordiamo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Via dalla pazza folla delle mete turistiche da tutto esaurito per scoprire i luoghi in cui nasce l’autentico made [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai valutano positivamente l&#8216;avvio del confronto tra le principali Organizzazioni imprenditoriali e Cgil, Cisl e Uil [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista della trasmissione UnoMattina su Rai 1 grazie alla partecipazione di Bianca Guscelli, Presidente dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell&#8217;economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate del 2026 sono dominate dalle tensioni dello scenario geopolitico. A luglio i costi dell’energia hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico mette a rischio la competitività del sistema produttivo italiano. È l&#8217;allarme lanciato oggi da Confartigianato sulle pagine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere dominato dalle incertezze sull’evoluzione del quadro geopolitico nel Golfo Persico. La ripresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali. E’ la posizione espressa oggi da Confartigianato e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p> Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla fine del primo trimestre del 2026 si contano 13.089 imprese artigiane digitali registrate nei settori che offrono servizi connessi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giovani nell&#8217;artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8220;. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo tra le principali organizzazioni datoriali sulla rappresentanza e sulla contrattazione facendo prevalere il senso di responsabilità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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