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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 May 2026 14:33:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del traffico commerciale mentre si consolida una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato esprime un giudizio positivo sul Piano Casa varato oggi dal Governo, definendolo strategico per rispondere alle sfide sociali ed [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130984</guid>

					<description><![CDATA[<p>A che punto è la riforma del fisco per le piccole imprese italiane? A questa domanda risponde il Tax Reform [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è svolta il 26 e 27 aprile a Londra, presso il quartiere fieristico di ExCeL London, la prima edizione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato imprese esprime sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel Decreto lavoro approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. In particolare, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mercato del lavoro in frenata &#8211; Lo shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente rappresenta una ‘gelata di primavera’ [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130934</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Una riforma necessaria per superare la frammentazione, ma che presenta ancora nodi critici su coperture finanziarie, procedure e coordinamento territoriale”. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono la prudenza del Governo nella lettura dei conti pubblici, ma sottolineano che il rigore non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130912</guid>

					<description><![CDATA[<p>A quasi tre anni dall’approvazione della legge delega di riforma fiscale, Confartigianato ne ha misurato il grado di attuazione per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Jacopo Poli, titolare di Poli Distillerie srl di Schiavon (Vicenza) ha ricevuto dalle mani del Ministro dell’Istruzione e del Merito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130889</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuto il 22 aprile, presso il Parlamento Europeo, l’evento “Indicazione Geografica per i Prodotti Artigianali: una grande opportunità per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa il 23 aprile con successo la mostra autonoma “Fashion and Jewellery Hong Kong”, organizzata da ICE – [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il settore del mobile italiano conferma la sua solidità strutturale, basata su un diffuso sistema di micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130817</guid>

					<description><![CDATA[<p>Artigianato aumentato è il titolo della Campagna nazionale “Artigianato, futuro del made in Italy” 2026, presentata oggi in occasione della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il quadro delineato dal Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri, che evidenzia una revisione al ribasso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Accogliamo con grande apprezzamento la proposta del senatore Luca De Carlo di inserire esplicitamente il termine ‘artigianato’ nella denominazione della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
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<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sostegno all’impostazione del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, ma con una richiesta chiara: mettere davvero le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130837</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, questa mattina al programma di Rai1 &#8216;Unomattina&#8217;, intervistato da Daniela Ferolla, per fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130824</guid>

					<description><![CDATA[<p>La leadership europea nel Design dell’Italia è caratterizzata da un diffuso e dinamico cluster di imprese artigiane. A fine del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130776</guid>

					<description><![CDATA[<p>OpenAI e Confartigianato Imprese annunciano il lancio dello SME AI Accelerator, la declinazione nazionale di una più ampia iniziativa europea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-131059 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/hormuz-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Gli scontri nello stretto di Hormuz di ieri allontanano la normalizzazione dei flussi del <a href="https://portwatch.imf.org/pages/cb5856222a5b4105adc6ee7e880a1730">traffico commerciale</a> mentre si consolida una elevata pressione sui costi energetici nei primi due mesi della guerra del Golfo, pur in presenza di qualche segnale di raffreddamento nel corso del mese di aprile.</p>
<p>L’analisi dei <a href="https://thedocs.worldbank.org/en/doc/74e8be41ceb20fa0da750cda2f6b9e4e-0050012026/related/CMO-Pink-Sheet-April-2026.pdf">dati della Banca Mondiale</a> pubblicati ieri evidenzia che, dopo che a marzo i <strong>prezzi internazionali delle commodity energetiche</strong>, quotati in dollari statunitensi, erano saliti 41,4% rispetto a febbraio, ad aprile registrano un ulteriore aumento del 12,1% rispetto a marzo. Nella media del bimestre interessato dalla guerra del Golfo i prezzi dell’energia sono del 49,9% superiori al livello di febbraio.</p>
<p><strong>Le recenti previsioni sul prezzo del petrolio</strong> &#8211; Le <a href="https://bit.ly/CMO-April-2026-Executive-Summary">previsioni della Banca mondiale</a> pubblicate la scorsa settimana indicano un prezzo medio del petrolio Brent nel 2026 che si attesta a 86 dollari al barile, in aumento del 24,6% rispetto al 2025, ipotizzando che le interruzioni più acute terminino a maggio e che il traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz ritorni gradualmente ai livelli prebellici entro la fine del 2026.</p>
<p>Nello <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/dfp_2026/1.DFP_2026_FILE-UNICO.pdf#page=69">scenario avverso delineato nel Documento di finanza pubblica</a> il prezzo del petrolio nel 2026 salirebbe a 115,5 dollari al barile. Inoltre, tale scenario prevede, rispetto allo scenario base, un aumento più marcato del prezzo del gas, un rafforzamento del dollaro, un più alto tasso di rendimento del BTP a dieci anni e una più debole dinamica del commercio mondiale, influenzata dai maggiori prezzi dei prodotti energetici. Sotto queste ipotesi la crescita del PIL in Italia nel 2026 scenderebbe a +0,4% (-0,2 punti in meno dello scenario base) e nel 2027 porterebbe ad una recessione (calo del PIL dello 0,2%, 0,8 punti in meno dello scenario base).</p>
<p><strong>Le tendenze dei prezzi dell’energia in Italia</strong> &#8211; Nella media degli oltre due mesi dallo scoppio della guerra del Golfo il <strong>prezzo medio del gas</strong> (IG Index GME) è del 39,0% superiore alla media di febbraio, mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’elettricità</strong> (PUN) supera del 13,8% i livelli precrisi. Con la <a href="https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/prezzi-settimanali-carburanti">rilevazione odierna del prezzo settimanale dei carburanti del Mase</a> in Italia il prezzo del <strong>gasolio auto</strong> all inclusive nella media delle nove settimane di crisi supera del 20,3% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 60,7% superiore ai livelli pre crisi.</p>
<p>Ad aprile si osserva un ritracciamento dei prezzi di gas (-11,8% rispetto a marzo) e di elettricità all’ingrosso (-16,7%), mentre il gasolio al netto delle tasse sale del 17,7% m/m, dopo il forte rincaro del 46,7% di marzo su febbraio, registrando l’avvio di un trend di diminuzione dopo il picco della rilevazione del 13 aprile.</p>
<p>L’analisi dei dati preliminari dell’indice dei <strong>prezzi al consumo dell’energia</strong> <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/91416bb1-b532-4234-87c3-72f10b6aa410?lang=en&amp;createdAt=2026-04-02T19:27:13Z">elaborati da Eurostat</a> evidenzia ad aprile 2026 in Italia un aumento del +5,4% rispetto al mese precedente, che segue l’aumento del 5,2% m/m registrato a marzo 2026. Nella media dei primi due mesi della guerra del Golfo la media dei prezzi retail dell’energia è dell’8,1% superiore rispetto a febbraio, a fronte del +8,6% della media Ue. Tra i maggiori paesi si rileva una maggiore pressione in Francia (+11,3%), mentre la dinamica è in linea con quella italiana in Germania (+8,1%) e risulta più attenuata in Spagna (+5,1%). Su tali tendenze influiscono i differenti <strong>interventi fiscali per contrastare la crisi</strong> che, secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel</a> del 28 aprile, ammontano 10,4 miliardi di euro in Ue, di cui 5 miliardi in Spagna, 1,6 miliardi in Germania, 0,5 miliardi in Italia e 0,1 miliardi in Francia.</p>
<p><strong>Commodities non energetiche, i rischi per le filiere manifatturiere e delle costruzioni</strong> &#8211; Il conflitto genera rischi alle catene di approvvigionamento globali, con un impatto sul prezzo delle materie prime e beni intermedi, che sono già evidenti nei primi due mesi di crisi e che, nel caso dei metalli, accompagnano un trend crescente dei prezzi preesistente allo scoppio della guerra del Golfo.</p>
<p>La situazione è particolarmente critica per i <strong>fertilizzanti</strong>, con ricadute sulla filiera agroalimentare, le cui quotazioni internazionali, espresse in dollari statunitensi, nella media di aprile-marzo risultano superiori del 35,1% alla media di febbraio e ad aprile salgono del 61,5% rispetto ad un anno prima.</p>
<p>Per i prezzi di <strong>metalli e minerali</strong> l&#8217;impatto del conflitto è stato minore (+3,6% nel bimestre aprile-marzo vs febbraio) ma già della seconda metà del 2025 è in corso una fase rialzista: a febbraio 2026 l&#8217;indice di metalli e minerali già saliva del 23,8% su base annua e ad aprile la crescita arriva al +38,1%, con ricadute più marcate sulle filiere della meccanica e delle costruzioni.</p>
<p>Nel dettaglio per commodity, l’impatto del conflitto è più rilevante per l’<strong>alluminio</strong> che nel bimestre aprile-marzo sale del 13,7% rispetto a febbraio e ad aprile sale del 51,8% su base annua (era +15,3% a febbraio). Ad aprile si registrano forti aumenti dei prezzi per <strong>stagno</strong> che cresce del +49,9% y/y (era 53% a febbraio), <strong>rame</strong> che cresce del +41,1% y/y (era +38,8% a febbraio), <strong>zinco</strong> che cresce del +28,3% y/y (era +18,7% a febbraio), <strong>nichel</strong> che cresce del +18,8% y/y (era +12,3% a febbraio). Si osservano aumenti relativamente meno ampi per le quotazioni del <strong>minerale di ferro</strong> che crescono del +9,1% y/y (era -5,9% a febbraio) e per quelle del <strong>piombo</strong> che crescono del +1,4% y/y (era -2% a febbraio). Nonostante la recente frenata (-4,6% aprile-marzo vs febbraio), le quotazioni dell&#8217;<strong>oro</strong> ad aprile salgono del 46,7% su base annua (era +73,4% a febbraio), con pesante <a href="https://bit.ly/41M61FT">impatto sulla crisi della gioielleria</a>.</p>
<p>Tra le altre materie prime non energetiche si registra quale segnale di tensione per <strong>oli e farine</strong> con quotazioni che ad aprile salgono del 17,1 y/y (era +7,4% a febbraio), mentre il prezzo della <strong>gomma</strong> segna un +20,5% (era -3,9% a febbraio) e quello del <strong>cotone</strong> un + 10,3% (era -5,1% a febbraio).</p>
<p>La <strong>crisi energetica</strong> innescata dalla guerra del Golfo e le <strong>tensioni sui prezzi di alcune commodities non energetiche</strong> determinano una gelata sulla <strong>produzione manifatturiera</strong> che, dopo la ripresa nella seconda parte del 2025 (+1,1% sia nel terzo che nel quarto trimestre del 2025), diventa più debole a inizio di quest&#8217;anno, segnando un calo dello 0,5% nel primo bimestre del 2026. Ad aprile prosegue la flessione dell’<strong>indice di fiducia </strong>dei consumatori mentre scende anche quella delle imprese. La <strong>crescita</strong> dell’economia europea appare debole: <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/2d5b2320-436c-4444-a9f7-e496671b22e2?lang=en&amp;createdAt=2026-05-04T09:48:44Z">i dati di Eurostat pubblicati giovedì scorso</a> indicano nel primo trimestre del 2026 il <strong>PIL</strong> dell’Ue a 27 sale di solo lo 0,1%, con un segnale di maggiore resilienza per Italia (+0,2%) e Germania (+0,3%), mentre la Francia segna crescita zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Dinamica del prezzo industriale del gasolio auto</h4>
<p style="text-align: center;">Rilevazione 2 febbraio 2026-4 maggio 2026, euro ogni 1.000 litri, prezzo senza tasse &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mase</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-131057 size-full" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png" alt="" width="700" height="256" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-300x110.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Dinamica-del-prezzo-industriale-del-gasolio-auto-350x128.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Trend delle quotazioni di metalli e minerali negli ultimi dodici mesi</h4>
<p style="text-align: center;">Maggio 2025-aprile 2026, var. % tendenziale degli indici espressi in USD &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca Mondiale</p>
<p><strong> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png"><img decoding="async" class="wp-image-131058 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png" alt="" width="700" height="259" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-300x111.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/05/Trend-delle-quotazioni-di-metalli-e-minerali-negli-ultimi-dodici-mesi-350x130.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/">Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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