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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato Imprese e Zucchetti hanno siglato oggi un accordo di collaborazione per dare vita al progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;, un&#8217;iniziativa strategica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133296</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il dibattito sulla riforma della disciplina dell’artigianato deve essere affrontato con rigore, evitando di alimentare contrapposizioni che non corrispondono né [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo numero di Spirito Artigiano raccoglie le analisi e le riflessioni di accademici, economisti, parlamentati, esperti e giornalisti intervenuti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133264</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Negli ultimi giorni la pressione degli Houthi nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb e lungo la costa yemenita del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, sostenibilità economica e sociale: sono stati i grandi temi al centro della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra il 2025 e il 2030 Stati Uniti, Cina e Unione europea avranno bisogno di 3.312 TWh di elettricità aggiuntiva. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133229</guid>

					<description><![CDATA[<p>La revisione dei conti nazionali diffusa oggi dall’Istat conferma al 3,1% del PIL nel 2025, lasciando invariato il percorso dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133221</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Sanremo quest’anno sale sul palco anche l’intelligenza artigiana. E non sarà una semplice ospite: sarà protagonista. A dirlo è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi nel Golfo scarica i suoi effetti sui bilanci delle famiglie italiane. Nell&#8217;arco di sei mesi di conflitto, tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le micro e piccole imprese italiane pagano per l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come raccontare l’eccellenza italiana, e in particolare il mondo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese, a pubblici sempre più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno burocrazia, energia a costi più competitivi, maggiore accesso ai finanziamenti e investimenti nell’intelligenza artificiale, cambiamento climatico e gli incendi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi dell&#8217;ex ILVA non è una semplice vertenza legata a un singolo impianto, ma una minaccia reale per un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, economici ed energetici e il loro impatto sul futuro delle imprese sono al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scegliere con cura, consumare meglio, riutilizzare, non sprecare. La sostenibilità passa da gesti semplici e cambia il modo in cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel secondo trimestre 2026 gli occupati aumentano di 246 mila unità in un anno (+1,0%). Il traino viene dal lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133073</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Presidenza di UNATRAS, il coordinamento unitario delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fa parte Confartigianato Trasporti, ha inviato una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In &#8216;100 Storie Italiane di Sport&#8217; la nostra eccellenza manifatturiera tra vela e sport d’acqua</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/in-100-storie-italiane-di-sport-la-nostra-eccellenza-manifatturiera-tra-vela-e-sport-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 18:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[farnesina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133047</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8216;100 Storie Italiane Di Sport. Vela e Sport D’acqua&#8217; è l&#8217;iniziativa editoriale promossa e realizzata da Ministero degli Affari Esteri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Maestri d’Eccellenza 2026, premiati a Roma i talenti dell’artigianato italiano</title>
		<link>http://www.confartigianato.it/2026/09/maestri-deccellenza-2026-premiati-a-roma-i-talenti-dellartigianato-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lvmh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133040</guid>

					<description><![CDATA[<p>Carlo Colombo, Lorenzo Seghezzi, Mirei Monticelli, Daniel Mauceri sono i vincitori della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza promosso da Mestieri d’Eccellenza LVMH, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="http://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png"><img decoding="async" class="wp-image-133359 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/lap-1809237_1280_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L’economia italiana entra nell’autunno con una crescita migliore delle attese, ma rimane stretta tra la pressione dell’inflazione energetica e una politica monetaria nuovamente restrittiva. Nel secondo trimestre del 2026 il <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/conti-economici-trimestrali-ii-trimestre-2026/">PIL italiano</a> è aumentato dell’1,0% su base annua e dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre il <strong>PIL reale pro capite </strong>cresce dell’1,2% rispetto a un anno prima, un ritmo superiore a quello della Francia (+0,5%) e allineato a quello della Germania (+1,2%) La crescita acquisita del PIL italiano per il 2026 è dello 0,8%. Si conferma per l’economia italiana il maggiore dinamismo nell’arco degli ultimi cinque anni, caratterizzati da una elevata turbolenza, in cui il PIL pro capite in Italia cumula una crescita dell’11,0%, a fronte del +7,2% della Francia e del più contenuto +1,2% della Germania (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva1-1.jpg">qui</a> i grafici del trend di breve e lungo periodo).</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura in Italia è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4de0e1Z">Italia, la trappola di energia e tassi &#8211; L’economia tiene, ma due strettoie possono bloccare gli investimenti</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Un segnale positivo arriva anche dalle <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-interim-report-september-2026_f751d02b-en/full-report.html#title-b56449e2b3">previsioni dell’OCSE</a> diffuse il 23 settembre. La crescita del <strong>PIL</strong> italiano è stimata allo 0,9% nel 2026, in linea con l’area dell’euro (+1,0%) e migliore del +0,4% della Francia. La revisione al rialzo di 0,4 punti rispetto alle previsioni di giugno conferma una resilienza dell’economia superiore alle attese formulate nella fase più acuta dello shock energetico.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, si inserisce in una fase in cui l’economia reale mostra segnali di resilienza, pur in presenza di <strong>indicatori congiunturali</strong> che non prefigurano una robusta espansione. Nei primi sette mesi del 2026 la <strong>produzione manifatturiera</strong> cresce dello 0,3% su base annua e l’<strong>export</strong> in volume dello 0,4%, mentre il fatturato in volume nei <strong>servizi</strong> aumenta dello 0,4%. Segnali positivi arrivano anche dall’edilizia, dai consumi, dal mercato del lavoro e dal turismo. Nei primi sette mesi la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> cresce dell’1,3% su base annua. Nel secondo trimestre 2026 la <strong>spesa delle famiglie</strong> aumenta dell’1,3%, sostenuta anche dall’espansione dell’occupazione: a luglio 2026 gli <strong>occupati</strong> sono 307 mila in più rispetto a un anno prima, grazie soprattutto ai 303 mila dipendenti permanenti aggiuntivi. Secondo i recenti <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/turismo-mazzi-estate-con-numeri-strabilianti-oltre-276-milioni-di-presenze-in-italia/">dati del Ministero del Turismo</a> nel trimestre estivo giugno-agosto 2026 le <strong>presenze turistiche</strong> aumentano del 2% su base annua, con uno spunto del +4,2% ad agosto.</p>
<p>Per reagire alle pressioni inflazionistiche generate dal conflitto mediorientale, la BCE ha disposto un secondo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento, che è destinato ad esercitare ulteriori pressioni al rialzo del <strong>costo del credito</strong> <strong>alle</strong> <strong>imprese</strong> che già a luglio risulta in salita, arrivando al 3,86%, con un aumento di 37 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 223 punti base superiore a quello del giugno 2022. La nuova stretta arriva mentre nel secondo trimestre gli <strong>investimenti in macchinari </strong>sono scesi del 2,3% rispetto al trimestre precedente, decelerando la crescita su base annua (+1,2%, era +6,4% del primo trimestre del 2026).  La frenata degli investimenti rischia di rallentare la doppia transizione, digitale e green, e di indebolire la dinamica della produttività. Una recente <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/ecb_surveys/safe/html/ecb.safe202607.it.html#toc15">indagine dalla BCE</a> evidenzia che più di una impresa su quattro ha indicato l’accelerazione degli investimenti nell&#8217;efficienza energetica come strategia di risposta alla guerra del Golfo.</p>
<p>A complicare lo scenario interviene la <strong>pressione dei prezzi dell’energia</strong>. Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre i prezzi al consumo dei beni energetici hanno accelerato dall’11,6% al 17,1%, il <strong>tasso di inflazione energetica</strong> più elevato degli ultimi 42 mesi. Nel corso della crisi del Golfo, sui mercati all’ingrosso (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva2-1.jpg">qui</a> i grafici) il <strong>prezzo del gas</strong> (IG index GME) è risultato mediamente superiore del 58,9% rispetto a febbraio, il <strong>prezzo dell’elettricità</strong> (PUN index GME) del 31,8% e quello del <strong>gasolio al netto della fiscalità</strong> del 55,1%. Nell’ultimo mese si confermano vistosi segnali di tensione. A settembre (media al 28/9) il costo del gas supera del 22,8% la media di agosto, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità del 15,5% mentre la media delle rilevazioni di settembre del prezzo industriale del gasolio segna un aumento del 6,1% rispetto ad agosto.</p>
<p>Ulteriori nubi si addensano sull’orizzonte dei mercati energetici. Bassi stoccaggi europei di gas rendono più sensibile il mercato alle temperature invernali, alla competizione asiatica per il GNL e al calo delle forniture dal Qatar e dagli altri produttori del Golfo. Le strozzature nella raffinazione e la riduzione dell’offerta di diesel possono mantenere elevata e volatile l’inflazione energetica. Secondo la rilevazione di <a href="https://www.gie.eu/">Gas Infrastructure Europe</a> gli stoccaggi dell’UE risultano pieni per circa il 71% (Italia all’87%), nettamente al di sotto della media stagionale del precedente quadriennio, pari al 90%. Secondo l’<a href="https://www.iea.org/reports/oil-market-report-september-2026">ultimo Oil Market Report dell’IEA</a>, ad agosto le esportazioni nette di gasolio dal Golfo e dalla Russia risultavano inferiori di 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio. La carenza di prodotti raffinati in Europa potrebbe acuirsi nell’ipotesi di un razionamento dell’export da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi entrata nel dibattito politico statunitense nelle ultime settimane. L’Unione europea nel 2026 (ultimi dodici mesi a luglio) ha importato dagli Stati Uniti prodotti raffinati dal petrolio per 14,3 miliardi di euro.</p>
<p>La vulnerabilità energetica si intreccia sempre più con quella delle rotte commerciali. Alla persistente crisi dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si è aggiunta nelle ultime settimane una forte escalation delle tensioni all’altro imbocco strategico della regione, lo <strong>stretto di Bab el-Mandeb</strong>. Nei primi sei mesi della guerra del Golfo (marzo-agosto) il blocco dello stretto di Hormuz ha determinato una perdita di 2 miliardi di euro (-14,2%) su base annua delle esportazioni in Medio Oriente (<a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva3-1.jpg">qui</a> il grafico del trend mensile del made in Italy in Medio Oriente)</p>
<p>Per l’Italia il perimetro economico esposto alle crisi degli stretti è ampio. L’<strong>interscambio trasportato via mare con Medio Oriente, Asia centro orientale e Oceania </strong>vale 123,9 miliardi di euro, di cui 80,4 miliardi di importazioni e 43,5 miliardi di esportazioni: equivale al 39,4% dell’intero commercio italiano effettuato via nave e al 9,8% dell’interscambio complessivo con il mondo.</p>
<p>La stretta monetaria in corso si associa ad una <strong>politica fiscale</strong> che si deve mantenere prudente.</p>
<p>Con la conferma da parte dell’Istat del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025, la prossima manovra dovrà mantenere la rotta del risanamento. Un ulteriore aumento della spesa per interessi, alimentato dal rialzo dei tassi, restringerebbe gli spazi per interventi espansivi nella prossima legge di bilancio. La politica fiscale deve inoltre prepararsi al progressivo esaurimento dell’impulso del PNRR sugli investimenti pubblici. Le tendenze della finanza pubblica sono attese nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) che dovrebbe essere varato nei prossimi giorni.</p>
<p>Il rischio è dunque quello di un incrocio tra due strettoie. Quella geografica passa per Hormuz e Bab el-Mandeb mentre quella economica passa per l’alto costo del denaro e per gli spazi limitati del bilancio pubblico. L’Italia arriva a questo passaggio con una crescita migliore rispetto alle attese, ma lo shock energetico può compromettere la propensione ad investire delle imprese proprio quando digitalizzazione, intelligenza artificiale ed efficientamento energetico rendono più urgente l’accumulazione di capitale. In questa prospettiva, difendere gli investimenti delle imprese dalla combinazione tra caro-energia e caro-credito è uno dei nodi centrali della politica economica dell’autunno.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati BCE, Eurostat, GIE, GME, IEA, Istat, Mase, MiTur e Ocse</em></p>
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