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	<title>Consulenza Immobiliare</title>
	
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		<title>Allarme nel mercato immobiliare italiano</title>
		<link>http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/29/allarme-nel-mercato-immobiliare-italiano/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfa3</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato Immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[agenti immobiliari]]></category>
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		<category><![CDATA[dibattito immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[mercato immobiliare italiano]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Bentornati!!!
La fine dell&#8217;estate ci porta nel mondo reale. All&#8217;annuale simposio agostano dei banchieri e degli economisti americani, si parla di mercato immobiliare, pare che la tanto &#8220;voluta&#8221; ripresa del mercato immobiliare debba subire un&#8217; altro colpo d&#8217;arresto. Con l&#8217;ottimo articolo di Tonia Mastrobuoni sul Riformista colgo l&#8217;occasione per aprire  un dibattito su quali sono le reali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Bentornati!!!</strong></div>
<div>La fine dell&#8217;estate ci porta nel mondo reale. All&#8217;annuale simposio agostano dei banchieri e degli economisti americani, si parla di mercato immobiliare, pare che la tanto &#8220;<a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/29/allarme-nel-mercato-immobiliare-italiano/"><img class="alignleft size-full wp-image-9960" title="ben tornati " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/ben-tornati-011.jpg" alt="immagini rubate: se ti riconosci scusami è stato involontario." width="220" height="165" /></a>voluta&#8221; ripresa del mercato immobiliare debba subire un&#8217; altro colpo d&#8217;arresto. Con l&#8217;ottimo articolo di Tonia Mastrobuoni sul Riformista colgo l&#8217;occasione per aprire  un dibattito su quali sono le reali di ripresa del mercato immobiliare  italiano.</div>
<div>alfa3</div>
<div><strong>Aiuto, la ripresa non è più così vicina</strong></div>
<div><strong><em><span id="more-9959"></span><br />
</em></strong></div>
<div id="_mcePaste"><em>Scenari. Il Pil Usa è cresciuto solo dell&#8217;1,6 per cento nel secondo trimestre. Preoccupano i consumi e il mercato immobiliare. E a Jackson Hole il governatore promette «misure non convenzionali» contro il rischio di una ricaduta nella recessione.</em></div>
<div id="_mcePaste">Sulle montagne del Wyoming l&#8217;ottimismo di un anno fa è sfumato. All&#8217;annuale simposio agostano dei banchieri e degli economisti organizzato dalla Fed a Jackson Hole, il governatore della banca centrale americana Ben Bernanke ha smentito ieri la previsione formulata dodici mesi fa di una ripresa «vicina». Il recupero statunitense, come dimostrano i dati sulla crescita del secondo trimestre di quest&#8217;anno diffusi ieri dal dipartimento del Commercio, è «lungi dall&#8217;essere raggiunto». Soprattutto, Bernanke ha confermato le aspettative degli economisti che scommettevano sulla disponibilità dell&#8217;autorità monetaria statunitense a mettere in campo «misure non convenzionali» per favorire un ritorno alla stabilità economica. Il problema, è il rimprovero di molti economisti, è che la banca centrale statunitense rischia di spararsi le ultime cartucce. E poi? Tra aprile e giugno del 2010 il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dell&#8217;1,6 per cento &#8211; si tratta di un forte ridimensionamento della stima preliminare, che era stata del 2,4 per cento. Il dato è comunque più alto delle attese, che paventavano un aumento del prodotto della prima economia mondiale dell&#8217;1,3 per cento. Il rallentamento è evidente dopo il al balzo del 3,7 per cento dei primi tre mesi dell&#8217;anno. La colpa della scarsa performance del secondo trimestre, ha detto Bernanke nel suo intervento di ieri, è da attribuire alla debolezza dei consumi e agli scricchiolii che provengono dal mercato immobiliare. «La ripresa della produzione e dell&#8217;occupazione degli Stati Uniti hanno subito nei mesi recenti un rallentamento» che il presidente della Fed ha definito «inatteso» e che è attribuibile «alla domanda interna». I consumi delle famiglie e il mercato delle case «sono cresciuti meno di quanto previsto». Rischi deflazionistici, tuttavia, Bernanke non ne intravede. Nei giorni scorsi il numero uno della Fed di Chicago, Charles Evans, aveva definito «improbabile» il rischio di un “double dip”, anche se aveva aggiunto che le probabilità di una ricaduta nella recessione sono più alte di sei mesi fa. Per Bernanke la priorità è soprattutto scongiurare lo scenario giapponese, la prospettiva di una lunga depressione per l&#8217;economia americana, avanzata ad esempio nei giorni scorsi dal capoeconomista di Standard&amp;Poor&#8217;s, David Wyss. Poco dopo la diffusione dei numeri sulla crescita James Bullard, a capo della Fed di St. Louis, ha sottolineato che «non siamo ancora in una situazione davvero drammatica. Ma dobbiamo riflettere attentamente sulle azioni da intraprendere e agire tempestivamente». Il Pil mostrerà, si legge inoltre nell&#8217;intervento di Bernanke, «un ritmo relativamente lento» anche nella seconda metà dell&#8217;anno e la ripresa è rimandata al 2011. Soprattutto, l&#8217;economia continuerà ad essere caratterizzata da una incertezza «intrinseca». La Fed resta pronta a interventi eccezionali, anche se il board della banca centrale è notoriamente diviso tra chi preme per interventi incisivi e chi mette in guardia invece da una politica monetaria troppo espansiva &#8211; i tassi di interesse sono ai minimi e oscillano tra 0 e 0,25 per cento da dicembre del 2008 &#8211; e dall&#8217;eccesso di liquidità già in circolazione. Bernanke ha confermato la disponibilità a intervenire attarverso l&#8217;acquisto massiccio di titoli di Stato e di obbligazioni legate ai mutui, ma ha anche aggiunto che le autorità monetarie «da sole non possono risolvere i problemi dell&#8217;economia globale». E una delle critiche più frequenti negli ultimi tempi, avanzata anche ieri dall&#8217;economista Nouriel Roubini, è che queste potrebbero essere le ultime cartucce sparate dalla banca centrale americana per evitare un nuovo collasso dell&#8217;economia. Per “Doom” Roubini, l&#8217;economista della New York University noto per aver previsto la crisi da subprime del 2007 che ha scatenato la “grande crisi”, le probabilità che l&#8217;economia americana ripiombi nella recessione sono «al 40 per cento». Nel terzo trimestre di quest&#8217;anno, secondo le sue stime, l&#8217;economia Usa crescerà a un ritmo «al di sotto l&#8217;un per cento, più probabilmente attorno allo zero». L&#8217;intervento a Jackson Hole di Bernanke è stato preceduto da alcuni dati estremamente negativi usciti nell&#8217;ultima settimana negli Stati Uniti. Le vendite delle case esistenti sono precipitate a luglio del 27,2 per cento, il dato peggiore degli ultimi quindici anni, quelle delle case nuove del 12,4 per cento, scendendo al livello più basso dal 1963. E anche se gli ordini dei beni durevoli sono saliti dello 0,3 per cento, il dato ha deluso gli analisti che si aspettavano un balzo del 2,8 per cento. Unico spiraglio, le richieste di sussidi di disoccupazione, calati nella settimana al 21 agosto di 31mila unità a quota 473mila &#8211; gli economisti si attendavano una contrazione più contenuta, di diecimila richieste. Le borse europee hanno chiuso ieri su terreno positivo sostenute da Wall Street, che dopo uno scivolone immediatamente successivo alle parole di Bernanke ha riacquistato vigore sulla scia della prospettiva di nuovi stimoli per l&#8217;economia statunitense e grazie al dato sul Pil che è stato comunque più alto delle attese. L&#8217;euro, dopo essere sceso sotto quota 1,27 contro il dollaro, ha sfiorato ieri in chiusura 1,28 contro il biglietto verde.</div>
<div id="_mcePaste">Tonia Mastrobuoni</div>
<div id="_mcePaste">fonte: il riformista</div>
<p>Aiuto, la ripresa non è più così vicina<br />
Scenari. Il Pil Usa è cresciuto solo dell&#8217;1,6 per cento nel secondo trimestre. Preoccupano i consumi e il mercato immobiliare. E a Jackson Hole il governatore promette «misure non convenzionali» contro il rischio di una ricaduta nella recessione.<br />
Sulle montagne del Wyoming l&#8217;ottimismo di un anno fa è sfumato. All&#8217;annuale simposio agostano dei banchieri e degli economisti organizzato dalla Fed a Jackson Hole, il governatore della banca centrale americana Ben Bernanke ha smentito ieri la previsione formulata dodici mesi fa di una ripresa «vicina». Il recupero statunitense, come dimostrano i dati sulla crescita del secondo trimestre di quest&#8217;anno diffusi ieri dal dipartimento del Commercio, è «lungi dall&#8217;essere raggiunto». Soprattutto, Bernanke ha confermato le aspettative degli economisti che scommettevano sulla disponibilità dell&#8217;autorità monetaria statunitense a mettere in campo «misure non convenzionali» per favorire un ritorno alla stabilità economica. Il problema, è il rimprovero di molti economisti, è che la banca centrale statunitense rischia di spararsi le ultime cartucce. E poi? Tra aprile e giugno del 2010 il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dell&#8217;1,6 per cento &#8211; si tratta di un forte ridimensionamento della stima preliminare, che era stata del 2,4 per cento. Il dato è comunque più alto delle attese, che paventavano un aumento del prodotto della prima economia mondiale dell&#8217;1,3 per cento. Il rallentamento è evidente dopo il al balzo del 3,7 per cento dei primi tre mesi dell&#8217;anno. La colpa della scarsa performance del secondo trimestre, ha detto Bernanke nel suo intervento di ieri, è da attribuire alla debolezza dei consumi e agli scricchiolii che provengono dal mercato immobiliare. «La ripresa della produzione e dell&#8217;occupazione degli Stati Uniti hanno subito nei mesi recenti un rallentamento» che il presidente della Fed ha definito «inatteso» e che è attribuibile «alla domanda interna». I consumi delle famiglie e il mercato delle case «sono cresciuti meno di quanto previsto». Rischi deflazionistici, tuttavia, Bernanke non ne intravede. Nei giorni scorsi il numero uno della Fed di Chicago, Charles Evans, aveva definito «improbabile» il rischio di un “double dip”, anche se aveva aggiunto che le probabilità di una ricaduta nella recessione sono più alte di sei mesi fa. Per Bernanke la priorità è soprattutto scongiurare lo scenario giapponese, la prospettiva di una lunga depressione per l&#8217;economia americana, avanzata ad esempio nei giorni scorsi dal capoeconomista di Standard&amp;Poor&#8217;s, David Wyss. Poco dopo la diffusione dei numeri sulla crescita James Bullard, a capo della Fed di St. Louis, ha sottolineato che «non siamo ancora in una situazione davvero drammatica. Ma dobbiamo riflettere attentamente sulle azioni da intraprendere e agire tempestivamente». Il Pil mostrerà, si legge inoltre nell&#8217;intervento di Bernanke, «un ritmo relativamente lento» anche nella seconda metà dell&#8217;anno e la ripresa è rimandata al 2011. Soprattutto, l&#8217;economia continuerà ad essere caratterizzata da una incertezza «intrinseca». La Fed resta pronta a interventi eccezionali, anche se il board della banca centrale è notoriamente diviso tra chi preme per interventi incisivi e chi mette in guardia invece da una politica monetaria troppo espansiva &#8211; i tassi di interesse sono ai minimi e oscillano tra 0 e 0,25 per cento da dicembre del 2008 &#8211; e dall&#8217;eccesso di liquidità già in circolazione. Bernanke ha confermato la disponibilità a intervenire attarverso l&#8217;acquisto massiccio di titoli di Stato e di obbligazioni legate ai mutui, ma ha anche aggiunto che le autorità monetarie «da sole non possono risolvere i problemi dell&#8217;economia globale». E una delle critiche più frequenti negli ultimi tempi, avanzata anche ieri dall&#8217;economista Nouriel Roubini, è che queste potrebbero essere le ultime cartucce sparate dalla banca centrale americana per evitare un nuovo collasso dell&#8217;economia. Per “Doom” Roubini, l&#8217;economista della New York University noto per aver previsto la crisi da subprime del 2007 che ha scatenato la “grande crisi”, le probabilità che l&#8217;economia americana ripiombi nella recessione sono «al 40 per cento». Nel terzo trimestre di quest&#8217;anno, secondo le sue stime, l&#8217;economia Usa crescerà a un ritmo «al di sotto l&#8217;un per cento, più probabilmente attorno allo zero». L&#8217;intervento a Jackson Hole di Bernanke è stato preceduto da alcuni dati estremamente negativi usciti nell&#8217;ultima settimana negli Stati Uniti. Le vendite delle case esistenti sono precipitate a luglio del 27,2 per cento, il dato peggiore degli ultimi quindici anni, quelle delle case nuove del 12,4 per cento, scendendo al livello più basso dal 1963. E anche se gli ordini dei beni durevoli sono saliti dello 0,3 per cento, il dato ha deluso gli analisti che si aspettavano un balzo del 2,8 per cento. Unico spiraglio, le richieste di sussidi di disoccupazione, calati nella settimana al 21 agosto di 31mila unità a quota 473mila &#8211; gli economisti si attendavano una contrazione più contenuta, di diecimila richieste. Le borse europee hanno chiuso ieri su terreno positivo sostenute da Wall Street, che dopo uno scivolone immediatamente successivo alle parole di Bernanke ha riacquistato vigore sulla scia della prospettiva di nuovi stimoli per l&#8217;economia statunitense e grazie al dato sul Pil che è stato comunque più alto delle attese. L&#8217;euro, dopo essere sceso sotto quota 1,27 contro il dollaro, ha sfiorato ieri in chiusura 1,28 contro il biglietto verde.Tonia Mastrobuoni<br />
fonte: il riformista</p>
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		<title>Come funziona la cedolare secca sugli affitti</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato Immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Tasse]]></category>
		<category><![CDATA[cedolare fissa]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;avvento del federalismo fiscale la cedolare secca sugli affitti, diventa realtà, ponendosi come strumento privilegiato per la lotta all&#8217;evasione.
Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 agosto, prevede che dal 1 gennaio 2011 è devoluto ai Comuni, relativamente agli immobili ubicati nel loro territorio, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/22/come-funziona-la-cedolare-secca-sugli-affitti/#more-9955"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9956" title="Come funziona la cedolare secca sugli affitti" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/Come-funziona-la-cedolare-secca-sugli-affitti-150x150.jpg" alt="Come funziona la cedolare secca sugli affitti" width="150" height="150" /></a>Con l&#8217;avvento del federalismo fiscale la cedolare secca sugli affitti, diventa realtà, ponendosi come strumento privilegiato per la lotta all&#8217;evasione.</div>
<div id="_mcePaste">Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 agosto, prevede che dal 1 gennaio 2011 è devoluto ai Comuni, relativamente agli immobili ubicati nel loro territorio, il gettito derivante dai seguenti tributi.</div>
<div id="_mcePaste">In pratica il proprietario di immobili ad uso abitativo puo’ scegliere di applicare il regime ordinario o quello sostitutivo mediante applicazione della cedolare secca che dovrebbe attestarsi sul 20-25% del canone di locazione intero.</div>
<div id="_mcePaste">L’opzione potrà essere esercitata per la tassazione dei canoni di locazione relativi ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze e la cedolare secca sostituirà l’IRPEF le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione.<span id="more-9955"></span></div>
<div id="_mcePaste">Andrà presentata lo stesso la dichiarazione dei redditi, ma la registrazione del contratto di locazione assorbirà anche l’obbligo di comunicazione alla Questura.</div>
<div id="_mcePaste">Come per il versamento dell’IRPEF e sarà pagata sia a saldo dell’anno precedente che in acconto per l’anno in corso.</div>
<div id="_mcePaste">La misura dell’acconto sarà dell’85 per cento per l’anno 2011 e del 90 per cento dal 2012; un decreto dell’Agenzia stabilirà modalità e termini per il nuovo adempimento.</div>
<div id="_mcePaste">Per i contratti agevolati il decreto prevede che la cedolare secca sia calcolata sul canone pattuito ridotto del 20 per cento ( la cedolare secca si applichera’ infatti, ordinariamente, sul 100% dei canoni e non come attualmente sui canoni ridotti del 15% ulteriormente ridotti del 30% se convenzionati).</div>
<div id="_mcePaste">Sono previste pesanti sanzioni per chi non registra il contratto o lo registra con un canone inferiore a quello effettivo.</div>
<div id="_mcePaste">Le sanzioni da 516,46 a 2065,86 possono raddoppiare o anche quadruplicare. Di fatto l’inquilino riceverà un notevole premio e sarà quindi stimolato alla denuncia del contratto in nero.</div>
<div id="_mcePaste">La legge prevede su questo canone “light” l’aggiornamento ISTAT.</div>
<p>Come funziona la cedolare secca sugli affitti Con l&#8217;avvento del federalismo fiscale la cedolare secca sugli affitti, diventa realtà, ponendosi come strumento privilegiato per la lotta all&#8217;evasione.  Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 agosto, prevede che dal 1 gennaio 2011 è devoluto ai Comuni, relativamente agli immobili ubicati nel loro territorio, il gettito derivante dai seguenti tributi.<br />
In pratica il proprietario di immobili ad uso abitativo puo’ scegliere di applicare il regime ordinario o quello sostitutivo mediante applicazione della cedolare secca che dovrebbe attestarsi sul 20-25% del canone di locazione intero.  L’opzione potrà essere esercitata per la tassazione dei canoni di locazione relativi ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze e la cedolare secca sostituirà l’IRPEF le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione.  Andrà presentata lo stesso la dichiarazione dei redditi, ma la registrazione del contratto di locazione assorbirà anche l’obbligo di comunicazione alla Questura.<br />
Come per il versamento dell’IRPEF e sarà pagata sia a saldo dell’anno precedente che in acconto per l’anno in corso.<br />
La misura dell’acconto sarà dell’85 per cento per l’anno 2011 e del 90 per cento dal 2012; un decreto dell’Agenzia stabilirà modalità e termini per il nuovo adempimento.  Per i contratti agevolati il decreto prevede che la cedolare secca sia calcolata sul canone pattuito ridotto del 20 per cento ( la cedolare secca si applichera’ infatti, ordinariamente, sul 100% dei canoni e non come attualmente sui canoni ridotti del 15% ulteriormente ridotti del 30% se convenzionati).    Sono previste pesanti sanzioni per chi non registra il contratto o lo registra con un canone inferiore a quello effettivo.<br />
Le sanzioni da 516,46 a 2065,86 possono raddoppiare o anche quadruplicare. Di fatto l’inquilino riceverà un notevole premio e sarà quindi stimolato alla denuncia del contratto in nero.<br />
La legge prevede su questo canone “light” l’aggiornamento ISTAT.</p>
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		<title>Mancata variazione catastale, impossibile vendere l’immobile</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 14:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l&#8217;Agenzia del territorio detta le regole per sanare la situazione
Dal 1° luglio è diventato impossibile vedere immobili che non siano in regola dal punto di vista catastale, e per i quali la piantina depositata non corrisponda a quella attuale della casa. Non solo case fantasma, dunque, ma anche tutti gli appartamenti che sono stati ristrutturati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>l&#8217;Agenzia del territorio detta le regole per sanare la situazione</strong></p>
<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/14/mancata-variazione-catastale-impossibile-vendere-limmobile/"><img class="alignleft size-full wp-image-9949" title="Mancata variazione catastale, impossibile vendere l'immobile" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/Mancata-variazione-catastale-impossibile-vendere-limmobile.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a>Dal 1° luglio è diventato impossibile vedere immobili che non siano in regola dal punto di vista catastale, e per i quali la piantina depositata non corrisponda a quella attuale della casa. Non solo case fantasma, dunque, ma anche tutti gli appartamenti che sono stati ristrutturati in maniera significativa senza però effettuare la comunicazione al catasto che è obbligatoria in questi casi. Essere in possesso di un immobile che non è catastalmente in regola, significa, dunque, possedere un bene che non potrà mai più essere messe sul mercato, a meno, ovviamente, di non procedere con la sua regolarizzazione. E per chi si trova in questa situazione vale la pena darsi da fare di qui a fine anno.<br /> <span id="more-9948"></span><br />Sanatoria entro fine anno per non pagare di più &#8211; La manovra, infatti, consente di sanare le irregolarità catastali entro il 31 dicembre con le norme attuali. Dall&#8217;anno prossimo, invece, non solo sanare potrebbe diventare più caro, ma soprattutto potrebbero partire in automatico i controlli dei Comune con la conseguenza che chi vorrà mettersi in regola dovrà fare i conti anche con le multe, perché grazie alla manovra i Comuni avranno accesso diretto al catasto e potranno, quindi, facilmente incrociare i dati con le richieste di Dia presentate e le variazioni catastali effettuate. E dato che con i tagli i Comuni sono a caccia di soldi è facile immaginare che si attiveranno in questo senso. Tra l&#8217;altro alcuni, come Roma, hanno già tentato questa via nel 2007, e se allora le lettere erano state ignorate, è facile immaginare che ora si ripartirà proprio da chi all&#8217;epoca non ha risposto.</p>
<p>I chiarimenti dell&#8217;Agenzia del territorio &#8211; Ma quali sono le variazioni che è obbligatorio regolarizzare dal punto di vista catastale? A fare il punto la circolare 2/2010 dell&#8217;Agenzia del territorio che ha messo nero su bianco l&#8217;elenco dei casi nei quali si deve procedere con la pratica, e quelli che invece sono esclusi.</p>
<p>Le opere che comportano l&#8217;obbligo di variazione catastale &#8211; L&#8217;obbligo di variazione sussiste in tutti i casi in cui l&#8217;intervento effettuato incide sullo stato e sulla consistenza dell&#8217;immobile, ridistribuendo i servizi interni o modificando il numero di vani. Quindi vanno regolarizzate dal punto di vista catastale opere quali:<br />-trasformazione di balconi in verande chiuse;<br />- trasformazione di sottotetti in ambienti abitabili;<br />- costruzione di soppalchi;<br />- realizzazione di un secondo bagno;<br />- trasformazione di un ripostiglio in un bagno<br />- spostamento della cucina in un altro ambiente (ad esempio trasformazione del salone in salone con angolo cottura);<br />- abbattimento di un tramezzo e trasformazione di due ambienti in un unico ambiente (da studio e salone a salone doppio);<br />divisione in due ambienti di uno di maggiori dimensioni (ad esempio una camera da letto matrimoniale trasformata in due stanze singole).<br />Sono, invece, esclusi dalla variazione catastale opere quali lo spostamento di un tramezzo o di una porta, perchè pur variando la superficie dei vani non comportano una riduzione o un aumento del numero dei vani stessi.</p>
<p>Come procedere per mettersi in regola se è stata richiesta la Dia &#8211; Per chi ha effettuato interventi che hanno comportato un cambiamento dello stato dell&#8217;appartamento, dunque, scatta l&#8217;obbligo di regolarizzazione. Cosa fare, però, dipende dalle modalità con le quali è stato effettuato l&#8217;intervento. Tutte le opere elencate, infatti, rientrano tra quelle per le quali è necessaria la Dia: chi l&#8217;ha presentata a suo tempo e ha semplicemente dimenticato di richiedere la variazione catastale, potrà mettersi in regola pagando circa 700 euro. Occorre per questo rivolgersi ad un tecnico (architetto, ingegnere, geometra o altro perito abilitato) e richiedere la messa a punto della nuova planimetria dell&#8217;alloggio e la presentazione della variazione. Costo del lavoro del tecnico tra i 500 e i 600 euro, ai quali vanno aggiunte le tasse e le sanzioni: 50 euro per la variazione e 103 euro di multa per la presentazione in ritardo.</p>
<p>Le opere senza Dia &#8211; Diverso, invece, il caso in cui questi interventi siano stati effettuati senza richiedere il permesso del Comune. Anche in questo caso è possibile mettersi in regola, a patto che, però, non si tratti di veri e propri abusi edilizi, ossia di opere per le quali sarebbe stata necessaria la licenza edilizia e non la semplice Dia. Rientrano tra questi, ad esempio, tutti gli interventi di sopraelevazione e quelli che hanno comportato un ampliamento dell&#8217;immobile. Esclusi questi casi, sostanzialmente tutte le opere interne possono ancora essere sanate. La soluzione in questo caso la offre l&#8217;articolo 36 della legge 380/2001, ossia il Testo unico in materia edilizia. In base a queste norme, infatti, il responsabile dell&#8217;abuso, o l&#8217;attuale proprietario dell&#8217;immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l&#8217;intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della sua realizzazione sia al momento della presentazione della domanda. Quindi mettersi in regola è possibile anche questo caso, ma occorre preventivare costi assai più elevati. Oltre al maggior esborso per la pratica del tecnico &#8211; che dovrà descrivere i lavori e garantire che non ci siano ulteriori abusi &#8211; l&#8217;articolo 16 della legge prevede, infatti che per il rilascio del permesso in sanatoria occorra pagare, a titolo di oblazione, il doppio del contributo di costruzione dovuto. Il contributo è fissato autonomamente dai singoli comuni: a Roma, ad esempio, attualmente la somma richiesta per la sanatoria si aggira sui 1.000 euro. <br />Antonella Donati</p>
<p>fonte: La Repubblica</p>
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		<title>Ai Comuni piace la cedolare secca sugli affitti</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 17:53:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/09/ai-comuni-piace-la-cedolare-secca-sugli-affitti/"><img class="alignleft size-full wp-image-9944" title="Ai Comuni piace la cedolare secca sugli affitti" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/Ai-Comuni-piace-la-cedolare-secca-sugli-affitti.jpeg" alt="Ai Comuni piace la cedolare secca sugli affitti" width="250" height="202" /></a>I comuni italiani promuovono la “cedolare secca”, la nuova norma che fissa al 20 per cento la percentuale di tasse che i proprietari di immobili sono chiamati a versare nella casse dello Stato sui redditi da locazione di case di loro proprietà. Osvaldo Napoli, il numero due dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani giudica verosimile lo studio pubblicato dal Sole 24 Ore secondo cui la cedolare secca darà uno scossone al fenomeno dell&#8217;evasione dei redditi da locazione favorendo l&#8217;emersione fiscale. <span id="more-9941"></span>In sostanza, oltre a uniformare la percentuale di prelievo sulle rendite immobiliari, la nuova norma permette agli inquilini di denunciare l’eventuale mancata registrazione del contratto di affitto, ottenendo così un canone pari al triplo della rendita catastale. Molto al di sotto, cioè, del prezzo di mercato. Tra le altre leve a disposizione dei Comuni per favorire l’emersione del sommerso, il Sole ricorda l’imposta sulle case sfitte. Nei giorni scorso il consiglio comunale di Roma ha approvato all&#8217;unanimità l’aumento dal 7 al 10 per mille dell&#8217;aliquota ordinaria dell&#8217;imposta comunale sugli immobili (Ici) per le case non affittate da due anni. Secondo Osvaldo Napoli con l’aumento della pressione fiscale ci si dà la zappa sui piedi”, ribadendo la fiducia dell’Anci negli effetti positivi della sola “cedolare secca” e dando, più in generale, un giudizio più che positivo ai provvedimenti a favore del federalismo fiscale.</p>
<p>È sempre positivo ma più articolato il giudizio che sull’aliquota al 20 per cento dà invece il segretario generale dell’Unione piccoli proprietari immobiliari, Fabio Pucci. Pucci ha affermato che “certamente, su 100 che evadono, almeno 60 o 70 cominceranno a convincersi della necessità di uscire dall’illegalità”.</p>
<p>Pucci ha anche osservato che la cedolare secca rende anche meno appetibili i contratti di affitto a canone concordato a favore di quelli “liberi”. Un’osservazione condivisa anche dal Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, una cui nota stampa sulla cedolare afferma: “Le agevolazioni ora previste per il canale contrattato vengono praticamente azzerate per la forte riduzione fiscale praticata sugli affitti liberi”. Per Pucci – “fermo restando che il contratto libero ci deve essere” – basterebbe che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti completasse il percorso avviato gratificando sia i proprietari che gli inquilini con un altro passo: “Ripristinare le agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato, di particolare rilevanza per il problema irrisolto dell’emergenza abitativa in un periodo in cui aumentano gli sfratti per morosità”. Pucci lancia poi una proposta: “Il governo estenda il meccanismo della cedolare secca a un altro settore oggi in affanno: quello del commercio”.</p>
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		<title>Mercato della casa, prevista la ripresa</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 08:04:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il comparto edile sta avendo un momento di euforia, che rimanda la mente a tempi passati, ma questo a ben guardare è assolutamente positivo e sintomatico di un’Italia in ripresa, perché si sa che l’edilizia è sempre stata l’industria trainante del business nazionale (e questo lo dice l’Istat), coinvolgendo il numero più elevato di settori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/09/mercato-della-casa-prevista-la-ripresa/"><img class="alignleft size-full wp-image-9938" title="ripresa mercato immobiliare" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/ripresa-mercato-immobiliare.jpeg" alt="" width="272" height="185" /></a>Il comparto edile sta avendo un momento di euforia, che rimanda la mente a tempi passati, ma questo a ben guardare è assolutamente positivo e sintomatico di un’Italia in ripresa, perché si sa che l’edilizia è sempre stata l’industria trainante del business nazionale (e questo lo dice l’Istat), coinvolgendo il numero più elevato di settori industriali. Costruire significa acquistare cento prodotti diversi e dare lavoro a decine di ditte artigiane (gli ultimi dati indicano che l’edilizia traina il mercato dell’occupazione), significa arredare, modificare, inventare, creando la prima e più importante ricchezza di ogni mercato: il denaro circolante. E più il denaro gira rapidamente, dicono gli economisti, più si crea ricchezza, e più, aggiunge lo Stato, si pagano le tasse! Ma se questo da un lato è il prezzo da pagare, dall’altro lo Stato ci viene incontro, e ci “aiuta” con il bonus fiscale del 36% e dell’IVA agevolata a sopportare meglio i costi.<span id="more-9937"></span></p>
<p>Ma, direte voi, oggi le case costano troppo, il mercato è “fuori mercato”, ed è sempre più difficile per una famiglia media acquistare un’abitazione. Se da una parte ciò è vero, in quanto sono sotto gli occhi di tutti i costi delle case nuove o usate, dall’altra tutto questo non può che essere accolto positivamente, perché è sintomo di una crescita che produce e distribuisce ricchezza.</p>
<p>Peggio, molto peggio sarebbe se il trend fosse opposto. Pensate a cosa accadrebbe se il mercato della casa fosse stagnante, se il valore dei nostri immobili scendesse anziché salire, se nessuno acquistasse più nulla, se il denaro smettesse di passare di mano in mano e i risparmi fossero congelati in un limbo improduttivo ed inutile, se le banche fossero colme di risparmi ma non sapessero a chi prestarlo?</p>
<p>Analogo discorso vale per le ristrutturazioni che stanno vivendo un momento positivo, anche e soprattutto grazie alle agevolazioni fiscali delle quali possono godere i cittadini.</p>
<p>Ma non è solo questo.</p>
<p>Possiamo dire che il bene “casa” è stato riscoperto, che i cittadini hanno finalmente preso coscienza che il valore della propria casa  non è dato solo da come è rifinita dentro, ma anche, e forse soprattutto, dallo stato di salute dell’esterno, che le parti comuni sono di tutti e quindi anche proprie e non di nessuno come era uso pensare, sia pure inconsciamente, fino a non molto tempo addietro.<br />E le domande che giungono al Centro Servizi di Pescara, per l’ottenimento delle agevolazioni fiscali, sono in costante aumento e delineano una tendenza verso l’alto che, non solo fa ben sperare gli operatori del settore, ma dimostra quanto sia positivo diminuire realmente le tasse per stimolare la produzione.</p>
<p>Nonostante ciò, sempre l’Istat lo dice, pare che solo il 7% delle abitazioni è stata ristrutturata, segno di un mercato pressoché inesauribile che potrebbe continuare a fare da traino ancora per molto.</p>
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		<title>Piano Casa regione Campania. Obiettivo edilizia sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/05/piano-casa-regione-campania-obiettivo-edilizia-sociale/"><img class="alignleft size-full wp-image-9934" title="Borsa Immobiliare napoli" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/Borsa-Immobiliare-napoli.jpg" alt="" width="220" height="68" /></a> La crisi economica ha avuto un notevole impatto sul settore immobiliare: l&#8217;effetto più evidente è la riduzione del potere di acquisto delle famiglie che si riflette sull&#8217;impossibilità di acquistar casa per una sempre più ampia fascia di popolazione (oltre in particolare a studenti, single e giovani famiglie).<br />Tale tipologia di cittadini da un lato non riesce a proporsi all&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione sul libero mercato, dall&#8217;altro non rientra nei programmi per l&#8217;edilizia sovvenzionata a totale carico pubblico e, infine, incontra serie difficoltà anche nel reperire una soddisfacente soluzione abitativa in locazione, in quanto, nel nostro mercato i proprietari nella maggior parte dei casi occupano per se stessi e/o famiglia l&#8217;immobile o lo conservano sfitto a causa dell&#8217;elevato prelievo fiscale o per il timore di non riuscire a liberarlo all&#8217;occorrenza.<span id="more-9933"></span><br />La fascia di incapienti, che non può permettersi né l&#8217;acquisto di una casa, né un affitto a causa dei valori assoluti, che sono ormai prossimi a quelli di uno stipendio, è aumentata, finendo per ricomprendere famiglie che in passato componevano anche il ceto medio, a maggior ragione se mono reddito.<br />Dopo molti anni di trend positivo relativo agli acquisti di appartamenti, che ha portato al 72 per cento la media degli italiani proprietari di casa, con un 50 per cento a Napoli, è iniziata una contrazione degli acquirenti per le crescenti difficoltà di coloro che non sono più in condizione di accedere a mutui e, dunque, si rivolgono al mercato locativo.<br />La riflessione del legislatore e degli amministratori di Enti locali, anche sulla base del confronto internazionale, si è dunque estesa alle modalità di sollecitazione degli investimenti in housing sociale, agli strumenti attivabili, alle tipologie di operatori e agli obiettivi delle politiche abitative, anche in chiave di capacità di sviluppo del territorio.<br />In questo scenario cresce l&#8217;attenzione per le politiche di promozione economica nel settore immobiliare: tra questi i cosiddetti &#8220;Piani casa&#8221;.<br />Il livello di edilizia residenziale sociale in Italia è tra i più bassi d&#8217;Europa.<br />Occorrono, dunque, una serie di strumenti finanziari e urbanistici che consentano di aumentare la capacità di risposta ad un fabbisogno abitativo sempre più complesso, che deve trovare fondamento nel riconoscimento della &#8220;moneta urbanistica&#8221; come funzione di scambio per attrarre capitali a servizio del bene comune, per ottenere casa a basso prezzo.<br />Per rispondere al problema abitativo occorrono risorse importanti e soluzioni urbanistiche &#8220;virtuose&#8221; che i Comuni possano adottare per sollecitare il partenariato pubblico – privato. Le modifiche al Piano Casa, varate recentemente dalla Giunta regionale, sembrano andare in questa direzione. In particolare:</p>
<p>1) per la riqualificazione delle aree urbane degradate, sparisce il termine di 60 giorni perché le amministrazioni comunali, con proprio atto, individuino ambiti la cui trasformazione urbanistica ed edilizia è subordinata alla cessione di appartamenti da destinare all&#8217;edilizia sociale;</p>
<p>2) se non sono disponibili aree da destinare a edilizia residenziale sociale, le amministrazioni comunali, anche in variante agli strumenti urbanistici, potranno individuare aree da utilizzare allo scopo e destinarle in prevalenza a giovani coppie e nuclei familiari con disagio abitativo;</p>
<p>3) i proprietari di case di dimensioni non superiori a tre piani fuori terra, oltre il sottotetto, potranno godere di un ampliamento volumetrico del 20 per cento rispetto all&#8217;esistente.</p>
<p>Le novità proposte rappresentano un valido supporto non solo al rilancio degli investimenti privati, fondamentali in un momento di crisi progressiva della finanza pubblica e di forti tensioni sui conti pubblici statali e regionali, ma anche, e soprattutto, alla riqualificazione del territorio ed alla risoluzione del disagio abitativo, unica via per un concreto sviluppo sociale della società campana.</p>
<p>Clemente m. Del Gaudio<br />presidente Borsa Immobiliare di Napoli</p>
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		<title>Federalismo fiscale: primo via libera del governo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 09:11:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la pausa estiva, il testo approvato dal governo passerà all&#8217;esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l&#8217;ok definitivo.
L&#8217;attuazione della fiscalità dei comuni si svilupperà in due fasi: la prima partirà dal prossimo 1° gennaio con la devoluzione in un fondo sperimentale di riequilibrio di una quota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/05/federalismo-fiscale-primo-via-libera-del-governo/"><img class="alignleft size-full wp-image-9928" title="federalismo fiscale" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/federalismo-fiscale.jpeg" alt="" width="193" height="262" /></a>Dopo la pausa estiva, il testo approvato dal governo passerà all&#8217;esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l&#8217;ok definitivo.</p>
<p>L&#8217;attuazione della fiscalità dei comuni si svilupperà in due fasi: la prima partirà dal prossimo 1° gennaio con la devoluzione in un fondo sperimentale di riequilibrio di una quota dei tributi applicati alla fiscalità immobiliare, cui si aggiungerà la cedolare secca sugli affitti.<br />La seconda fase prevede l&#8217;arrivo dal 2014 dell&#8217;imposta municipale propria e la municipale secondaria facoltativa in cui verranno assorbiti una serie di tributi erariali, inclusa l&#8217;Ici e una lunga serie di balzelli propri della fiscalità locale. Non solo. Viene espressamente previsto che la nuova municipale non potrà mai essere in nessun caso applicata alle abitazioni principali.<span id="more-9927"></span><br />In caso di trasferimenti che hanno per oggetto la prima abitazione (escluse case di lusso, ville e castelli) o beni ereditati l&#8217;aliquota complessiva del 3% viene ridotta al 2.<br />L&#8217;imposta sulle compravendite in ogni caso non potrà mai essere inferiore a 1.000 euro.<br />Saranno di fatto tassati tutti gli altri immobili, nonché le case di lusso come ville, castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici. I comuni, inoltre, avranno la possibilità di aumentare o diminuire il prelievo di 0,3 punti percentuali (in sostanza fino al 3 per mille). Inoltre nel caso in cui l&#8217;immobile sia concesso in locazione, l&#8217;imposta municipale di possesso è ridotta della metà; mentre nel caso di contratto di locazione di immobili a uso abitativo, sul canone di locazione stabilito dalle parti continuerà a potersi applicare la cedolare secca.<br />La riduzione della metà della municipale di possesso è prevista anche per gli immobili diversi dall&#8217;abitazione principale utilizzati per attività di impresa, arti e professioni ovvero posseduti da enti non commerciali.<br />“Prima che il provvedimento diventi definitivo &#8211; dice Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana &#8211; bisognerà esaminarlo attentament all’interno della Conferenza stato-regioni. Questo perchè si dovrà tener conto delledifferenze sostanziali tra comuni, in particolare tra quelli di pianura e quelli montani. Questi ultimi sono decisamente svantaggiati e quindi occorrerà prevedere una sorta di equità che porti a condizioni meno pesanti per i comuni montani”</p>
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		<title>Mercato degli affitti: arriva la cedolare secca al 25%</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 14:40:48 +0000</pubDate>
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La cedolare secca sugli affitti sara&#8217; facoltativa rispetto al regime attuale, e avra&#8217; una doppia aliquota: del 25% e potra&#8217; scendere al 20% per chi sceglie i contratti concordati. Arrivano inoltre, a partire dal 2014, due nuove forme di imposizione municipale: una imposta municipale propria (da versare in quattro rate); una imposta municipale secondaria facoltativa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/04/mercato-degli-affitti-arriva-la-cedolare-secca-al-25/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9925" title="cedolare secca" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/cedolare-secca.jpg" alt="Mercato degli affitti: arriva la cedolare secca " width="300" height="193" /></a></p>
<p>La cedolare secca sugli affitti sara&#8217; facoltativa rispetto al regime attuale, e avra&#8217; una doppia aliquota: del 25% e potra&#8217; scendere al 20% per chi sceglie i contratti concordati. Arrivano inoltre, a partire dal 2014, due nuove forme di imposizione municipale: una imposta municipale propria (da versare in quattro rate); una imposta municipale secondaria facoltativa. Lo prevede la bozza del decreto sul federalismo fiscale municipale, che oggi pomeriggio approda in Consiglio dei ministri. Il provvedimento, composto da otto articoli, prevede che a partire dal prossimo anno per il canone di locazione potra&#8217; essere utilizzata un&#8217;aliquota del 25% che sostituira&#8217; l&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, l&#8217;imposta di registro e l&#8217;imposta di bollo sul contratto di locazione.<span id="more-9924"></span></p>
<p>La cedolare potra&#8217; essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l&#8217;obbligo di registrazione. Sara&#8217; un provvedimento dell&#8217;Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, a stabilire le modalita&#8217; di versamento in acconto della cedolare secca dovuta, nella misura dell&#8217;85% per l&#8217;anno 2011 e del 90% dal 2012, e del versamento a saldo.</p>
<p>L&#8217;imposta municipale propria potra&#8217; essere istituita a decorrere dall&#8217;anno 2014, e riguardera&#8217; i proprietari di immobili diversi dall&#8217;abitazione principale e il trasferimento di immobili. La nuova imposta potra&#8217; essere sottoposta alle consultazioni popolari. Il tributo sostituira&#8217; l&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, l&#8217;imposta di registro, l&#8217;imposta ipotecaria, l&#8217;imposta catastale, l&#8217;imposta di bollo, l&#8217;imposta sulle successioni e donazioni, le tasse ipotecarie, i tributi speciali catastali e l&#8217;imposta comunale sugli immobili. Saranno quattro le rate da versare: 31 marzo, 16 giugno, 30 settembre e 16 dicembre. In alternativa potra&#8217; essere versata un&#8217;unica rata annuale, da versare il 16 giugno.</p>
<p>L&#8217;imposta municipale propria, in caso di trasferimento, si spiega nella bozza, &#8221;e&#8217; dovuta per gli atti traslativi tra vivi, a titolo oneroso o gratuito, della proprieta&#8217; di beni immobili in genere e per gli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, nonche&#8217; per i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilita&#8217; e per i trasferimenti coattivi&#8221;. L&#8217;Imp che si applica in via ordinaria &#8221;e&#8217; abbattuta dal 10 per cento complessivo, previsto dalla vigente normativa in materia di imposte di registro, ipotecaria e catastale, al 7 per cento&#8221;.</p>
<p>L&#8217;aliquota e&#8217; ulteriormente abbattuta dal 3 per cento complessivo, in materia di imposte di registro, ipotecaria e catastale, al 2 per cento nei seguenti casi: e&#8217; abbattuta dal 10% complessivo, previsto dalla vigente normativa in materia di imposte di registro, ipotecaria e catastale, al 7 per cento. In caso di trasferimento per cause di decesso l&#8217;imposta si applica nella misura fissa di 1 .000 euro mentre per tutti gli altri casi non puo&#8217; essere inferiore a 1.000 euro.</p>
<p>L&#8217;imposta municipale facoltativa potra&#8217; essere introdotta a partire dal 2014 e non riguardera&#8217; gli immobili ad uso abitativo. Anche in questo caso potranno essere avviate delle consultazioni popolari sull&#8217;imposta che potra&#8217; sostituire una o piu&#8217; delle seguenti forme di prelievo: la tassa per l&#8217;occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l&#8217;imposta comunale sulla pubblicita&#8217; e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l&#8217;autorizzazione all&#8217;installazione dei mezzi pubblicitari, l&#8217;addizionale per l&#8217;integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza .</p>
<p>Per garantire equilibrio tra i Comuni e&#8217; istituito un Fondo sperimentale di riequilibrio della durata di 5 anni. Ai piccoli Comuni, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, sara&#8217; garantita una quota forfettizzata dei versamenti. Nella bozza si specifica infatti che saranno &#8216;&#8217;stabilite modalita&#8217; di riparto differenziate, forfettizzate e semplificate&#8221;.</p>
<p>Allo Stato sara&#8217; attribuita una compartecipazione sul gettito dei tributi e la percentuale dovra&#8217; essere stabilita, in sede di prima applicazione, entro il 30 novembre 2010 con decreto del ministro dell&#8217;Economia e delle finanze, d&#8217;intesa con la Conferenza Stato- citta&#8217; ed autonomie locali.</p>
<p>Gli incassi degli immobili non ancora dichiarati al catasto, come gli immobili fantasma andranno ai comuni. Inoltre viene elevata al 50% la quota dei tributi statali riconosciuta ai Comuni. I comuni avranno inoltre accesso, secondo le modalita&#8217; stabilite con provvedimento del direttore dell&#8217;Agenzia delle entrate d&#8217;intesa con la Conferenza Stato-citta&#8217; ed autonomie locali, &#8221;ai dati contenuti nell&#8217;anagrafe tributaria relativi ai contratti di locazione e ad ogni altra informazione riguardante il possesso o la detenzione degli immobili ubicati nel proprio territorio; somministrazione di energia elettrica, di servizi idrici e del gas relativi agli immobili ubicati nel proprio territorio; ai soggetti che hanno il domicilio fiscale nel proprio territorio; ai soggetti che esercitano nello stesso un&#8217;attivita&#8217; di lavoro autonomo o di impresa; il sistema informativo della fiscalita&#8217; e&#8217; integrato, d&#8217;intesa con l&#8217;Anci, con i dati relativi alla fiscalita&#8217; locale&#8221;.</p>
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		<title>Agenzia immobiliare Country Sunsets</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 10:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenzie Immobiliari]]></category>
		<category><![CDATA[Altre Provincie]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[campobasso]]></category>
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		<category><![CDATA[vendesi appartamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione Welcome to Country Sunsets Real Estate. If you are considering buying a property in Italy and are looking for somewhere really Italian, truly unspoiled and where you will find good value for your money, then you need look no further than Marche, Abruzzo, Molise. Our portfolio includes traditional country houses, farmhouses, town houses, villas, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/07/17/agenzia-immobiliare-country-sunsets/"><img class="alignleft size-full wp-image-9921" title="fotonondisponibile2" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/07/fotonondisponibile2.jpg" alt="" width="200" height="135" /></a>Presentazione Welcome to Country Sunsets Real Estate. If you are considering buying a property in Italy and are looking for somewhere really Italian, truly unspoiled and where you will find good value for your money, then you need look no further than Marche, Abruzzo, Molise. <br />Our portfolio includes traditional country houses, farmhouses, town houses, villas, rural houses to restore or restored. <br />From the Sibillini farmhouses to the traditional &#8220;casali&#8221; we offer you a full service: from selection through every step of the purchasing procedure. <span id="more-9920"></span></p>
<p>Ragione Sociale Country Sunsets <br />Tipologia Agenzia Immobiliare <br />Referente Sabrina <br />Citta Termoli <br />Indirizzo cda colle dei briganti <br />Cap 86039 <br />Comune termoli <br />Provincia Campobasso <br />Telefono +39 347 9176393</p>
<p>Email info@countrysunsets.com <br />Sito Web http://www.countrysunsets.co.uk</p>
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		<title>Mercato Immobiliare: secondo rapporto Nomisma</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato Immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[compravendita immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti immobiliari]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi casa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto nonisma]]></category>
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		<description><![CDATA[Se all’estero la ripresa complessiva del mercato è già avvertita da alcuni mesi, con un riavvio di investimenti ed incrementi dei prezzi di compravendita, grazie anche ad un recupero della fiducia per una situazione macroeconomica in miglioramento, il mercato immobiliare italiano si trova ancora ben lontano da una salda ripresa di prezzi e quantità transatte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/?p=9916&amp;preview=true"><img class="alignleft size-full wp-image-9917" title="rapporto" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/07/rapporto.jpg" alt="" width="250" height="177" /></a>Se all’estero la ripresa complessiva del mercato è già avvertita da alcuni mesi, con un riavvio di investimenti ed incrementi dei prezzi di compravendita, grazie anche ad un recupero della fiducia per una situazione macroeconomica in miglioramento, il mercato immobiliare italiano si trova ancora ben lontano da una salda ripresa di prezzi e quantità transatte. Lo si legge nel secondo Rapporto 2010 di Nomisma.<span id="more-9916"></span><br />Nel corso della primavera il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane si è deteriorato, interrompendo il recupero virtuoso che si era avviato nella seconda metà dell’anno passato, frenando anche i ritmi di ripartenza del mercato immobiliare.<br />La domanda di immobili, infatti, si sta tendenzialmente stabilizzando solamente per il settore delle abitazioni, mentre la richiesta di spazi per le attività di impresa è tuttora fortemente depressa, complice la lentezza della ripresa economica e la perdurante incertezza sulla evoluzione della congiuntura. L’impatto sulle quantità che rimangono sul mercato è piuttosto evidente, con una crescita diffusa dell’offerta disponibile.<br />Le transazioni sono cresciute rispetto all’inizio dell’anno scorso solo in corrispondenza delle abitazioni (+4,2% nel I trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), ma ci si trova ad un livello del 30% inferiore a quello del 2007, quando sull’anno si stipulavano oltre 800 mila compravendite di abitazioni.</p>
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