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		<title>Google Ads. Come Google gestisce le Keyword collegate ai nostri annunci</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/google-ads-come-google-gestisce-le-keyword-collegate-ai-nostri-annunci/4853</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2019 09:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/google-ads-come-google-gestisce-le-keyword-collegate-ai-nostri-annunci/4853">Google Ads. Come Google gestisce le Keyword collegate ai nostri annunci</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Google Ads confida troppo sulla capacità di comprensione dell’Intelligenza Artificiale sviluppata in questi anni da Google? Sembra una domanda capziosa. Una risposta precisa a questa domanda sarebbe invece molto importante per capire se possiamo ancora fidarci della gestione delle keyword sulla piattaforma pubblicitaria Google Ads (una volta detta Adwords).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/google-ads-come-google-gestisce-le-keyword-collegate-ai-nostri-annunci/4853">Google Ads. Come Google gestisce le Keyword collegate ai nostri annunci</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/google-ads-come-google-gestisce-le-keyword-collegate-ai-nostri-annunci/4853">Google Ads. Come Google gestisce le Keyword collegate ai nostri annunci</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<h2>Google Ads confida troppo sulla capacità di comprensione dell&#8217;Intelligenza Artificiale sviluppata in questi anni da Google?</h2>
<p>Sembra una domanda capziosa. Una risposta precisa a questa domanda sarebbe invece molto importante per capire se possiamo ancora fidarci della gestione delle keyword sulla piattaforma pubblicitaria Google Ads (una volta detta Adwords).</p>
<p>Facciamo un passetto indietro, per chi si stesse interessando solo da oggi all&#8217;argomento.<span id="more-4853"></span></p>
<p>Google Ads permette di collegare i nostri annunci a determinate ricerche su Google (e partner vari, ma non è importante, qui). Dunque, se siamo un rivenditore di ceramiche per la casa, possiamo decidere di comparire con un nostro annuncio, per esempio, quando qualcuno cerca TAZZE DA CAFFÈ. Pagheremo un certo importo (da pochi centesimi a&#8230; molti centesimi) in per ogni clic sul nostro annuncio, fino a un tetto prestabilito (budget).</p>
<p>Ora, ci sono vari modi per &#8220;dire&#8221; a Google Ads che vogliamo essere trovati con quella frase (che chiameremo genericamente <em>keyword</em>):</p>
<h3><strong>Corrispondenza Generica:</strong> <em>tazze da caffè</em>.</h3>
<p>Vogliamo essere trovati quando qualcuno cerca tazze da caffè o frasi simili. Google Ads capirà che, per i nostri scopi, andrà bene essere presenti anche quando un utente cerca <em>tazzine</em>, <em>tazzine da caffè</em>, <em>servizio da caffè&#8230; </em>Ma attenzione! Google dà la seguente definizione di Corrispondenza generica: &#8220;(Comprende) Errori di ortografia, sinonimi, ricerche correlate e altre varianti pertinenti.&#8221; Tra le &#8220;varianti pertinenti&#8221; ci sono i significati che <strong>Google Ads capisce</strong>. Per esempio: <em>accessori per bar</em>.  È pertinente? Sì&#8230; e no. Se siamo un negozio che vende tazze al pubblico, il nostro cliente non è il bar (ci sono i grossisti e tutto un settore dedicato agli esercenti). Si rischia dunque che gli annunci compaiano e siano cliccati (con relativi costi per clic) in corrispondenza di ricerche per nulla pertinenti la nostra attività!</p>
<h3><strong>Corrispondenza a frase:</strong> <em>&#8220;tazze da caffè&#8221;</em> (tra virgolette).</h3>
<p>Vogliamo essere trovati quando qualcuno cerca <em>tazze da caffè in porcellana</em>, <em>servizio di tazze da caffè</em>, <em>tazze da caffè colorate</em>, &#8230; Cioè: indichiamo a Google che la ricerca che farà comparire il nostro annuncio dovrà contenere la <strong>frase</strong> <em>tazze da caffè</em>, seguita o preceduta da altre parole.</p>
<p>Sembra che siamo in una botte di ferro. Anche qui, però, nascono problemi.</p>
<p>Fino a non molto tempo fa, Google si atteneva alle nostre istruzioni in modo molto preciso. Non faceva dunque comparire l&#8217;annuncio in caso di ricerca per <em>tazzine da caffè colorate</em> (essendo <em>tazzine</em> parola non compresa nella nostra keyword a frase). Ora, invece, confida sulla propria intelligenza (artificiale) e pensa che, in fondo, tazze da caffè o tazzine da caffè, in fondo, sono la stessa cosa. Bravo Google, è vero.</p>
<blockquote><p>Ma cosa succede quando la ricerca è <em>tazze da tè</em> o <em>mugs</em> (il tipo di tazza più grande, tipicamente per il caffè americano)?</p></blockquote>
<p>Ecco, oggi non lo sappiamo con esattezza. Sappiamo che Google cercherà di comprendere se la ricerca sia comunque valida per far comparire il nostro annuncio. Il tentativo di comprensione è basato su un ragionamento artificiale che considera lo storico delle ricerche, il comportamento dei concorrenti, la presenza di parole chiave simili nel nostro account, i clic che vengono normalmente fatti in corrispondenza di quella ricerca (es.: se Google sa che in seguito a una ricerca per <em>mugs</em> molte persone cliccano su un titolo o un annuncio che parla di <em>tazze da caffè</em>, potrebbe associare la ricerca <em>mugs</em> a <em>tazze</em> e far comparire il nostro annuncio.</p>
<p>Se il ragionamento vi pare poco interessante (in fondo &#8220;l&#8217;importante è che la gente clicchi&#8221;, si dice spesso), provate a ragionare su questi esempio:<br />
la vostra azienda vende tazze da caffè piccole e medie (quelle che vi danno al bar quando chiedete un caffè lungo). Queste tazze non sono <em>mugs</em>. Se ricevete un clic da chi cerca <em>mugs</em>, avete speso soldi per niente. Se i clic di questo tipo sono cento in un mese, rischiate di spendere 50, 60&#8230; 100 Euro su clic che non vi interessano. Se il vostro budget è di 500 Euro al mese, ne buttate via il 20% (e parlo solo di uno degli innumerevoli esempi).</p>
<p><span style="color: #5bafff;">Esistono altri due modi per indicare a Google come trattare le nostre keyword:</span></p>
<h3>Corrispondenza esatta: [tazze da caffè] (tra parentesi quadra).</h3>
<p>Questo esempio somiglia alla corrispondenza a frase, ma non vogliamo che la keyword sia seguita o preceduta da altre parole. Cioè: vogliamo comparire solo se l&#8217;utente cerca <strong>esattamente</strong> <em>tazze da caffè</em>. Non ci interessano le ricerche per <em>tazze da caffè colorate</em>, <em>tazze da caffè in porcellana</em>, <em>servizio di tazze da caffè</em>, ecc.</p>
<h3>Modificatore di corrispondenza generica: +tazze da +caffè.</h3>
<p>La ricerca <strong>deve</strong> comprendere la parola <em>tazze</em> e la parola <em>caffè</em>. Es.: <em>tazze colorate da picnic per il caffè</em>. Somiglia alla Corrispondenza generica, perché accettiamo ricerche per frasi più allargate della nostra keyword, ma la regola è molto più restrittiva perché eliminiamo le ricerche del tipo <em>servizio da caffè</em>, <em>tazzine da caffè</em>, ecc. in quanto, appunto, non comprendono le due parole precedute dal segno modificatore <strong>+</strong>.</p>
<p>Anche per questi due ultimi esempi vale il discorso fatto ai paragrafi precedente: se una volta Google Ads seguiva esattamente le nostre indicazioni, ora si prende varie libertà, confidando sulla sua Intelligenza Artificiale. Grazie ad essa si sente in grado di comprendere che esistono parole abbastanza vicine, come significato, per essere associate alle keyword che noi indichiamo. Le chiama <strong>varianti simili</strong>. Se visitate la pagina ufficiale di Google Ads (<a href="https://support.google.com/google-ads/answer/7478529?hl=it" rel="nofollow">qui</a>), troverete l&#8217;aggiunta &#8220;o varianti simili&#8221; a tutte le descrizioni dei metodi di corrispondenza descritti.</p>
<p>Visto che spendiamo dei soldi sulle keyword che sponsorizziamo, a me piacerebbe molto avere un <strong>controllo completo</strong> sulle keyword che attivano i nostri annunci. Una volta era così. Poi Google è diventato <em>intelligente</em>.</p>
<blockquote><p>Siamo dunque destinati a essere succubi della (presunta) Intelligenza Artificiale sviluppata da Google?</p></blockquote>
<p>Per fortuna non del tutto. Esiste da sempre un metodo per eliminare dagli elenchi delle keyword quelle che non ci interessano. Si chiama:</p>
<h3>Corrispondenza inversa (-mugs, -colorate, &#8230;)</h3>
<p>Possiamo cioè dire a Google Ads per quali parole <strong>non vogliamo</strong> che venga pubblicato il nostro annuncio. È sempre stato importante aggiornare questi elenchi <em>negativi</em>. Ma ora è diventato fondamentale e molto più laborioso, perché occorre immaginare a priori (o scoprire man mano, pagando i costi dei clic inutili generati) tutte le varianti che possono essere dannose per la nostra campagna.</p>
<p>Per dirla meglio: se una volta bastava scrivere &#8220;tazze da caffè&#8221; tra virgolette o parentesi quadre per essere certi di non essere trovati per varianti di quelle parole, ora dobbiamo sforzarci di trovare tutte le varianti che non ci interessano e indicarle nell&#8217;elenco della keyword indesiderate.</p>
<p>Prima bastava una indicazione: fai questo<br />
Ora servono indicazioni molto precise su quello che non va fatto: fai questo, ma non questo, non quest&#8217;altro, non quest&#8217;altro, non quest&#8217;altro ancora&#8230;</p>
<p>Bei tempi, quando Google era ignorante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/google-ads-come-google-gestisce-le-keyword-collegate-ai-nostri-annunci/4853">Google Ads. Come Google gestisce le Keyword collegate ai nostri annunci</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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		<title>8 Consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/come-incrementare-le-vendite-on-line/4515</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 18:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio On Line]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/come-incrementare-le-vendite-on-line/4515">8 Consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Solo se sapremo studiare una buona strategia per il nostro business online potremo davvero a dare una forte spinta al nostro e-commerce. Qui troverai 8 consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/come-incrementare-le-vendite-on-line/4515">8 Consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/come-incrementare-le-vendite-on-line/4515">8 Consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>È davvero così facile organizzare un&#8217;attività basata sull&#8217;e-commerce?</p>
<p>Molto spesso si pensa che aprire un negozio online sia non solo economico, ma anche semplice e di sicuro successo. In fondo basta avere un buon portale, qualche prodotto in vetrina, due chili di traffico, social network quanto basta, e il gioco è fatto. In effetti, grazie al boom del mobile, l’acquisto online è aumentato moltissimo. Con lo smartphone sempre alla mano il consumatore è diventato molto più attivo ed ha la possibilità di acquistare ad ogni ora del giorno e della notte, comodamente da casa, dal treno, dall’ufficio.</p>
<p>Ma proprio perché gli acquisti on line sono sempre di più, è aumentata molto anche la concorrenza. A maggior ragione, prima di partire con qualsiasi progetto online, serve un piano di marketing adatto, che sfrutti nel modo corretto i social e tutte le novità in campo di web marketing.</p>
<p>Solo se sapremo studiare una buona strategia per il nostro business online potremo davvero a dare una forte spinta al nostro e-commerce. Qui troverai 8 consigli.<span id="more-4515"></span></p>
<h2>8 consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h2>
<p>Prima di tutto sfatiamo un mito: non è vero che maggiore sarà il traffico, maggiore sarà la possibilità di tramutare i visitatori in clienti. Cioè: sì, è vero, ma solo a patto che il traffico provenga da un pubblico mirato e interessato ai tuoi prodotti. Se vendi solo scarpe da uomo, è quasi inutile ricevere traffico da molte donne. Poi, certo, ci sono le donne che vogliono regalare un paio i scarpe al marito, ma si tratta di una nicchia a cui puoi rivolgerti in modo molto specifico, e non sparando nel mucchio.</p>
<h3>Consiglio Numero 1 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p>Il primo consiglio che posso darti, dunque, è: <strong>seleziona il tuo pubblico</strong>, capisci chi sono i tuoi potenziali acquirenti e parla con loro, attraverso una comunicazione, un&#8217;immagine, una modalità adeguata e mirata. Comprendi i tuoi clienti e personalizza la loro esperienza.</p>
<h3>Consiglio Numero 2 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p>Rendi estremamente <strong>semplice la navigazione da mobile</strong>, molto più che da desktop. Dirigi il traffico verso le pagine dei prodotti anziché sulla homepage. Questo aumenterà il tempo di permanenza sul tuo e-shop, incrementando di conseguenza le conversioni.</p>
<h3>Consiglio Numero 3 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Descrivi i prodotti</strong> in maniera chiara e dettagliata prestando attenzione alla SEO. Non solo agevolerai i clienti nella scelta ma questo aumenterà la tua visibilità sui motori di ricerca, riducendo così anche i costi per l’advertising. I contenuti devono essere di qualità, accattivanti, e arricchiti con articoli di blog, video e altro che permetta al visitatore di interagire con la tua azienda e di avere un’esperienza unica.</p>
<h3>Consiglio Numero 4 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Rapidità innanzi tutto.</strong> Controlla le performance del tuo sito: se le pagine caricano troppo lentamente, la velocità di fuga del visitatore sarà direttamente proporzionale. Velocizza anche il processo di vendita, permettendo all’utente di registrarsi in un secondo momento.</p>
<h3>Consiglio Numero 5 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Migliora la grafica</strong> del tuo sito e semplifica la struttura. Un percorso più chiaro e facile da navigare aiuterà i visitatori a non perdersi e a trovare subito quello che cercano.</p>
<h3>Consiglio Numero 6 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Analizza le visite</strong> e fai ricerche di mercato. Esegui gli A/b test, e monitora costantemente il traffico sul tuo sito. In questo modo puoi capire cosa migliorare, cosa cambiare e cosa incentivare. Il web cambia repentinamente e così le esigenze dei consumatori. Una strategia statica nuoce alla tua attività.</p>
<h3>Consiglio Numero 7 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Fidelizza il cliente. </strong>L’engaging è la chiave per un e-commerce di successo. Fiducia nel prodotto e nel sistema di acquisto costruiscono la reputazione del tuo sito. Sii sempre disponibile a rispondere alle domande del consumatore, sia prima che dopo l’acquisto. Non abbandonarlo a se stesso una volta conclusa la trattativa. Non avere paura delle critiche. Fai in modo che i clienti possano lasciare dei feedback sui prodotti acquistati per condividere la loro esperienza. anche attraverso i social network puoi instaurare un dialogo con i consumatori e dai loro la possibilità di interagire. Intrattieni i tuoi clienti con contenuti nuovi ed interattivi, coinvolgili nella comunicazione della tua azienda.</p>
<h3>Consiglio Numero 8 per migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</h3>
<p><strong>Crea una mailing-list</strong> e rendila personalizzata. Differenzia i clienti in base agli acquisti, e offri loro delle proposte mirate in base alle loro esigenze e interessi.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>La gestione di un sito di e-commerce non è semplice, ma l’analisi costante dei dati e una strategia solida ma flessibile ti aiuterà moltissimo. Ricorda sempre di valorizzare il rapporto con il cliente seguendo le sue necessità, questo porterà visitatori che potranno trasformarsi in clienti, e a loro volta, se offrirai loro un buon servizio, saranno i testimonial del tuo prodotto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/come-incrementare-le-vendite-on-line/4515">8 Consigli su come migliorare un e-commerce e incrementare le vendite on line</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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		<item>
		<title>6 Motivi per Pubblicare Annunci Adwords anche se siete Primi su Google</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/pubblicare-annunci-adwords-anche-se-primi-su-google/4403</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 15:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google Adwords]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/pubblicare-annunci-adwords-anche-se-primi-su-google/4403">6 Motivi per Pubblicare Annunci Adwords anche se siete Primi su Google</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Quando si è primi su Google per determinate ricerche, si tende a pensare che non sia utile pubblicare, per le stesse keyword, anche degli annunci a pagamento. Si pensa: perché dovrei pagare per posizionarmi con un annuncio quando sono già al primo posto grazie a un buon lavoro di posizionamento sui motori di ricerca? Ecco sei ragioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/pubblicare-annunci-adwords-anche-se-primi-su-google/4403">6 Motivi per Pubblicare Annunci Adwords anche se siete Primi su Google</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/pubblicare-annunci-adwords-anche-se-primi-su-google/4403">6 Motivi per Pubblicare Annunci Adwords anche se siete Primi su Google</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Quando si è primi su Google per determinate ricerche, si tende a pensare che non sia utile pubblicare, per le stesse keyword, anche degli annunci a pagamento. Si pensa: perché dovrei pagare per posizionarmi con un annuncio quando sono già al primo posto grazie a un buon lavoro di posizionamento sui motori di ricerca? Ecco sei motivi per cui conviene pubblicare annunci Adwords anche quando si è primi su Google.<span id="more-4403"></span></p>
<p>1. il risultato organico potrebbe comparire sotto altri annunci, o sotto eventuali mappe o altre info, e dunque essere meno visibile.</p>
<p>2. sotto al tuo, ci sono altri risultati che è bene che si vedano il meno possibile. Un annuncio li spinge più in basso, facendo occupare alla tua azienda più spazio above the fold, cioè nell&#8217;area che si vede immediatamente, prima che si debba scorrere la pagina (anche MOLTO spazio, se usi le estensioni nell&#8217;annuncio).</p>
<p>3. Le estensioni dell&#8217;annuncio ti permettono di comunicare &#8220;altro&#8221; rispetto alla ricerca originale. Per esempio: Ciccio è primo con la parola Pentole per cuocere la pasta, ma può indicare che vende anche coperchi, che il suo numero di telefono è&#8230;, che il suo indirizzo è&#8230;, che offre i seguenti servizi&#8230;, eccetera.</p>
<p>4. il clic sul risultato organico porterà l&#8217;utente alla pagina che ha trovato Google (homepage, per esempio), mentre un clic su un annuncio porta l&#8217;utente esattamente dove vuoi tu, magari su una landing page con una promozione, o tutto quello che ti viene in mente.</p>
<p>5. Title e description del risultato organico sono sicuramente buoni e funzionano per la SEO, ma non puoi cambiarli per annunciare promozioni, o semplicemente per dire all&#8217;utente quello che vuoi tutte le volte che vuoi.</p>
<p>6. ricordo una vecchia ricerca (di Google, ma c&#8217;è da crederci) che diceva che togliendo l&#8217;annuncio, lasciando solo il risultato nella serp, si perde una buona percentuale di visite. Questo è il <a href="http://static.googleusercontent.com/media/research.google.com/it//pubs/archive/37731.pdf">link al PDF</a>. Ma aggiungo anche un&#8217;immagine che riassume tutto ed è meno noiosa <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Le cose sono sicuramente cambiate, rispetto al momeno in cui è stato condotto lo studio, ma probabilmente a vantaggio degli annunci.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4409 size-large" src="//www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-796x1030.jpg" alt="" width="796" height="1030" srcset="https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-796x1030.jpg 796w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-232x300.jpg 232w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-768x994.jpg 768w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-1159x1500.jpg 1159w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-545x705.jpg 545w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google-450x583.jpg 450w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/03/6-Motivi-per-Pubblicare-gli-Annunci-Adwords-anche-se-siete-Primi-su-Google.jpg 1236w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>Il mio consiglio, dunque, è di non eliminare le campagne Adwords quando si è raggiunto il primo posto su Google per determinate parole chiave, ma di usarle per veicolare messaggi, occupare spazio, ostacolare la presenza della concorrenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/pubblicare-annunci-adwords-anche-se-primi-su-google/4403">6 Motivi per Pubblicare Annunci Adwords anche se siete Primi su Google</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca (e per i poveri umani).</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/scrivere-un-titolo-efficace-per-motori-ricerca/4361</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 16:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti web]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/scrivere-un-titolo-efficace-per-motori-ricerca/4361">Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca (e per i poveri umani).</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>I titoli delle pagine del tuo sito sono importanti almeno per due motivi: spiegano al visitatore di cosa parla la tua pagina e spiegano al motore di ricerca di cosa parla la tua pagina. Capirai dunque che è fondamentale scriverli con attenzione. Ecco alcuni consigli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/scrivere-un-titolo-efficace-per-motori-ricerca/4361">Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca (e per i poveri umani).</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/scrivere-un-titolo-efficace-per-motori-ricerca/4361">Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca (e per i poveri umani).</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>I titoli delle pagine del tuo sito sono importanti almeno per due motivi: spiegano <em>al visitatore</em> di cosa parla la tua pagina e spiegano <em>al motore di ricerca</em> di cosa parla la tua pagina. E ci sono due tipi di titoli: quello che si vede quando si visita la pagina e quello che si vede quando si cerca su Google. Possono coincidere (e spesso farli coincidere è una buona idea), ma sono gestiti diversamente a livello di programmazione e di inserimento del testo.<span id="more-4361"></span></p>
<p>Il titolo che i motori di ricerca leggono propriamente come &#8220;titolo della pagina&#8221; è racchiuso tra un tag HTML chiamato TITLE (<em>&lt;title&gt;Titolo&lt;/title&gt;</em>). Se usi WordPress, o piattaforme similari, quello che scrivi come titolo della pagina diventa automaticamente il TITLE nel tag HTML. Se hai installato plugin come WordPress SEO o altri similari, puoi gestire il TITLE separatamente dal titolo principale della pagina, altrimenti fai in modo che il tuo programmatore ti permetta di gestire il TITLE delle pagine che pubblichi.</p>
<p>In generale, si può dire che il titolo principale (<em>header</em>) verrà visualizzato nella pagina, mentre il TITLE verrà preso maggiormente in considerazione dal motore di ricerca per comprendere l&#8217;argomento della pagina stessa e lo userà come titolo dello snippet, cioè del risultato di una ricerca.</p>
<div id="attachment_4362" style="width: 559px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4362" class="size-full wp-image-4362" src="//www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/01/Come-scrivere-un-titolo-efficace-per-i-motori-di-ricerca-TITLE.png" alt="Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca SNIPPET e TITLE" width="549" height="150" srcset="https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/01/Come-scrivere-un-titolo-efficace-per-i-motori-di-ricerca-TITLE.png 549w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/01/Come-scrivere-un-titolo-efficace-per-i-motori-di-ricerca-TITLE-300x82.png 300w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2017/01/Come-scrivere-un-titolo-efficace-per-i-motori-di-ricerca-TITLE-450x123.png 450w" sizes="(max-width: 549px) 100vw, 549px" /><p id="caption-attachment-4362" class="wp-caption-text">SNIPPET e relativo TITLE</p></div>
<p><strong>Riassumendo, il TITLE viene usato:</strong></p>
<ul>
<li>per aiutare il motore di ricerca a capire di cosa parla la pagina</li>
<li>per presentare la tua pagina a chi effettua determinate ricerche su Google &amp; C.</li>
</ul>
<blockquote>
<h2>Capirai dunque che è fondamentale scrivere un titolo con attenzione. Ecco alcuni consigli su come scrivere un titolo efficace.</h2>
</blockquote>
<hr />
<h3>1. Spiega di cosa parla la pagina</h3>
<p>Consiglio banale? Sì, forse. Ma ho letto titoli che voi umani&#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Stai sul pezzo. Non divagare, né essere generico. Se La pagina elenca i posti dove acquistare il videogame Assassin&#8217;s Creed a buon prezzo, scrivi &#8220;<em>dove acquistare il videogame Assassin&#8217;s Creed al miglio prezzo</em>&#8220;, oppure &#8220;Assassin&#8217;s Creed: dove acquistare il videogame &#8211; i migliori prezzi&#8221;.<br />
Non scrivere &#8220;<em>dove acquistare videogames</em>&#8220;. Se ti stai rivolgendo a gente che cerca il videogame Assassin&#8217;s Creed e vorrebbe trovarlo a basso prezzo, il titolo generico non li invoglia a cliccare sul risultato di Google e la tua pagina rimarrebbe senza visitatori.</p>
<hr />
<h3>2. Inserisci la tua parola chiave all&#8217;inizio del titolo</h3>
<p>Se la tua pagina si rivolge a persone che cercano informazioni sulla durata delle batteria Duracell, un buon titolo potrebbe essere:<br />
&#8220;<em>Durata delle batterie Duracell: qual è la loro vita media?</em>&#8221;<br />
Dove &#8220;Durata delle batterie Duracell&#8221; è la keyword (in forma di frase) sulla quale punta il tuo articolo.</p>
<p>Se la tua pagina si rivolge a persone che cercano consigli sul modo in cui scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca, un buon titolo potrebbe essere: &#8220;<em>Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca</em>&#8220;. L&#8217;avresti mai detto?</p>
<hr />
<h3>3. Mantieni la lunghezza del titolo intorno ai 50/60 caratteri.</h3>
<p>Senza farla troppo lunga con le spiegazioni, Google da un po&#8217; di tempo guarda la lunghezza fisica della frase, in pixel, cioè quelli che nella vita reale sarebbero millimetri o centimetri. Guarda come sono gli altri e non scrivere il tuo titolo troppo lungo, o verrà tagliato, ma neppure troppo corto, o non spiegherà abbastanza.</p>
<hr />
<h3>4. Usa i separatori</h3>
<p>Questo non aiuta il posizionamento sui motori di ricerca, ma la leggibilità (e abbiamo visto che il titolo serve anche a presentare la tua pagina a chi effettua determinate ricerche. I separatori tra diverse parti della frase aiutano la leggibilità. Il trattino, il &#8220;pipe&#8221; (|) o i due punti sono separatori.</p>
<hr />
<h3>5. Parla con gli umani, non con Google</h3>
<p>Non scrivere il titolo come mero elenco di keyword o parole. Usa le congiunzioni, scrivi una frase intellegibile. Per esempio: non scrivere &#8220;titolo motori di ricerca, scrivere titolo efficace, titolo Google&#8221;. Meglio la frase &#8220;<strong><em>Come scrivere un titolo efficace per i motori di ricerca</em></strong>&#8220;, oppure &#8220;<strong><em>Come scrivere un titolo efficace per Google</em></strong>&#8221;</p>
<p>Anche se essere ben posizionati su Google è importante, ricordati che sono poi personcine in carne, ossa e mouse quelle che decidono se cliccare sul tuo Titolo o su quello di un tuo concorrente. Invogliali a cliccare. Digli la verità sulla pagina (non promettere cose che non corrispondono al contenuto, perché sarebbe veramente una pessima idea), ma digliela bene.</p>
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		<title>Separare il Blog dal Sito è una buona idea per il posizionamento sui motori di ricerca?</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/separare-il-blog-dal-sito-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/4333</link>
					<comments>https://www.consulenzewebmarketing.it/separare-il-blog-dal-sito-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/4333#disqus_thread</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 14:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti web]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Exact Match Domain]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cwm.rogertango.it/?p=4333</guid>

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<p>Avere un blog separato dal sito istituzionale NON È una necessità. In alcuni casi potrebbe aiutare per un miglior posizionamento sui motori di ricerca. Può però essere una scelta anche molto sbagliata, in alcuni casi. Dunque quando potrebbe essere vantaggioso separare il sito dal blog?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/separare-il-blog-dal-sito-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/4333">Separare il Blog dal Sito è una buona idea per il posizionamento sui motori di ricerca?</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/separare-il-blog-dal-sito-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/4333">Separare il Blog dal Sito è una buona idea per il posizionamento sui motori di ricerca?</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Separare il blog dal sito istituzionale potrebbe aiutare il posizionamento sui motori di ricerca. Può però essere una scelta anche molto sbagliata, in alcuni casi. Mi spiego.<span id="more-4333"></span></p>
<p>N.B. Per non far confusione, chiamerò &#8220;Progetto&#8221; tutto quello che un&#8217;azienda può mettere on line (sito/blog/mix dei due).</p>
<p>Bisogna distinguere tra progetti appena nati e altri che sono presenti on line da tempo. In questo secondo caso, potremmo avere un&#8217;azienda che ha già un sito istituzionale on line da anni e vorrebbe aggiungere un blog, o, viceversa, un blog on line da tempo a cui si vuole aggiungere un&#8217;area aziendale di presentazione dei servizi.</p>
<p>In entrambe le situazioni, esisterà già uno storico di visite e di posizionamento su Google che potrebbe essere soddisfacente. Aprire un blog separato da un sito che funziona già bene potrebbe non essere una buona idea, perché dovrebbe partire da zero, mentre aggiungerlo al sito gli permetterebbe di avvantaggiarsi fin da subito del discreto (o buon) posizionamento raggiunto negli anni dal sito.</p>
<blockquote><p>Dunque: un sito che si chiama Pippo.it, on line da anni, potrebbe con buone ragioni decidere di aggiungere un blog al sito stesso, sotto lo stesso dominio (www.pippo.it).</p></blockquote>
<h2>Quando potrebbe essere vantaggioso separare il Blog dal Sito?</h2>
<p>Nel caso di un progetto nuovo si potrebbe invece decidere di aprire un sito istituzionale chiamato (per esempio) StudioTalDeiTali.it e, a parte, un blog chiamato ParolaChiave.it, utilizzando, cioè, quello che viene chiamato Exact Match Domain (EMD).</p>
<p>Questo perché il dominio &#8220;ParolaChiave.it&#8221; può essere <em>un buon punto di partenza per far capire al motore di ricerca di cosa ci si occupa</em>. In caso di ricerca su Google della frase &#8220;Parola Chiave&#8221; è più <em>probabile</em> (anche se non certo, perché il posizionamento sui motori di ricerca dipende da molti fattori) che il motore di ricerca dia maggiore importanza a un sito o un blog che si chiama ParolaChiave.it rispetto a un sito che si chiama StudioTalDeiTali.it, nonostante quello che Google dichiara da tempo sugli Exact Match Domain (ne ho scritto tempo fa; vedi: <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/exact-match-domain-seo/1594">https://www.consulenzewebmarketing.it/exact-match-domain-seo/1594</a>).</p>
<p>Si potrebbe pensare di aprire un intero Progetto (sito + blog) con il dominio ParolaChiave.it, come ho fatto io chiamando il mio sito/blog ConsulenzeWebMarketing.it. Ma questo implica che l&#8217;imprenditore abbia voglia che la sua azienda sia riconosciuta come &#8220;Parola Chiave&#8221; e non come &#8220;StudioTalDeiTali&#8221;.</p>
<p>Si comprenderà che aprire il sito di un&#8217;attività senza un riferimento al nome dell&#8217;azienda sarebbe un peccato (penso sia una buona idea, insomma, creare un sito istituzionale StudioTalDeiTali.it).</p>
<p>Ed è solo per questo che può essere opportuno separare i due indirizzi: per avere un sito istituzionale chiamato come l&#8217;azienda e, contemporaneamente, avere un blog che <em>si avvantaggia di un nome che aiuta il posizionamento sui motore di ricerca</em>.</p>
<p>Per concludere il ragionamento, c&#8217;è anche da dire altre due cose:</p>
<ol>
<li>Google si sta sempre più orientando verso la comprensione dei contenuti, e il nome di dominio, una volta pressoché fondamentale per il posizionamento sul motore di ricerca, adesso sta avendo un&#8217;importanza leggermente inferiore.</li>
<li>In ogni caso, quello che fa un buon posizionamento sono i contenuti di qualità che scriverai sul tuo sito/blog. Che siano separati o meno.</li>
</ol>
<p>Non essendo una regola, ma semplicemente un ragionamento basato su esperienza e opinioni, sono aperto a discussioni. Scrivete della vostra esperienza nei commenti qui sotto e parliamone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/separare-il-blog-dal-sito-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/4333">Separare il Blog dal Sito è una buona idea per il posizionamento sui motori di ricerca?</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>WordPress SEO &#8211; Il semaforo di Yoast e il posizionamento sui motori</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/wordpress-seo-semaforo-yoast-posizionamento-sui-motori/4299</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 12:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/wordpress-seo-semaforo-yoast-posizionamento-sui-motori/4299">WordPress SEO &#8211; Il semaforo di Yoast e il posizionamento sui motori</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Chi utilizza Wordpress per gestire i contenuti del proprio sito web si sarà probabilmente imbattuto nel famoso plugin Wordpress SEO by Yoast. Tra le funzionalità di Wordpress SEO c'è un "semaforo" (pallini verdi, gialli e rossi) che dovrebbe dare indicazioni sull'efficacia dell'articolo per un migliore posizionamento su Google &#038; C. Un Video di Giorgio Tave ha scatenato un interessante dibattito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/wordpress-seo-semaforo-yoast-posizionamento-sui-motori/4299">WordPress SEO &#8211; Il semaforo di Yoast e il posizionamento sui motori</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/wordpress-seo-semaforo-yoast-posizionamento-sui-motori/4299">WordPress SEO &#8211; Il semaforo di Yoast e il posizionamento sui motori</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Chi utilizza WordPress, come me, per gestire i contenuti del proprio sito web, o del blog, si sarà probabilmente imbattuto nel famoso plugin WordPress SEO by Yoast, che aiuta a gestire alcuni aspetti importanti per i motori di ricerca. Tra le funzionalità di WordPress SEO c&#8217;è un &#8220;semaforo&#8221; (pallini verdi, gialli e rossi) che dovrebbe dare indicazioni sull&#8217;efficacia dell&#8217;articolo per un migliore posizionamento su Google &amp; C.<span id="more-4299"></span></p>
<p>Se ne è parlato in questi giorni, grazie a un video di Giorgio Tave (che potete vedere qui sotto) che ha scatenato un interessante dibattito a cui ha partecipato anche il buon vecchio Marco Bortolotti (cioè il sottoscritto). La tesi di Giorgio è che il semaforo di WordPress SEO sia il diavolo, la cosa peggiore (per la SEO) che sia stata inventata. Argomenta bene questa tesi e ha molte ragioni, ma io sarei un po&#8217; meno drastico, e ora vi spiego perché. Ma prima guardate il video, altrimenti non capite di cosa stiamo parlando. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<div  class='avia-video av-270yfv-0a3fbe631e922358184c964c8014e103 avia-video-16-9 av-no-preview-image avia-video-load-always av-lazyload-immediate av-lazyload-video-embed'  itemprop="video" itemtype="https://schema.org/VideoObject"  data-original_url='https://www.youtube-nocookie.com/embed/oVJaVI1TbdA'><script type='text/html' class='av-video-tmpl'><a href="https://www.youtube-nocookie.com/embed/oVJaVI1TbdA">https://www.youtube-nocookie.com/embed/oVJaVI1TbdA</a></script><div class='av-click-to-play-overlay'><div class="avia_playpause_icon"></div></div></div>
<p>Prima di tutto sgomberiamo il campo da un equivoco: Giorgio Tave non sta dicendo che il plugin WordPress SEO by Yoast sia inutile (non so come la pensi esattamente, ma non lo dice in questo video). Io penso sia molto comodo per gestire vari aspetti tecnici utili per la SEO (sitemap, breadcrumbs, link canonical, ecc.). Giorgio critica &#8211; aspramente &#8211; l&#8217;utilità del cosiddetto Semaforo che, in tempo reale, dà suggerimenti, con tanto di pallini rossi, gialli e verdi, su come dovrebbe essere scritto l&#8217;articolo (minimo 300 parole, ripetizioni della keyword, ecc.).</p>
<p>Se ci concentriamo su questi aspetti e li consideriamo letteralmente, seguendo pedissequamente le indicazioni semaforiche di WordPress SEO, Giorgio Tave ha perfettamente ragione: fare SEO, cioè lavorare per posizionare al meglio un articolo sui motori di ricerca, non significa fare sì che il semaforo di Yoast diventi verde. E la prima cosa a cui pensare non è il numero di parole presenti nell&#8217;articolo, o la ripetizione delle keyword! Occorre prima di tutto scrivere qualcosa di interessante e utile per chi legge.</p>
<p>Però, ed è questa la mia bonaria critica a Giorgio, il semaforino aiuta soprattutto il principiante &#8211; cioè chi è preposto a scrivere gli articoli per il blog aziendale, o all&#8217;aggiornamento delle pagine del sito &#8211; a ricordarsi alcune cose che si tende a dimenticare: aggiungere un tag &#8220;ALT&#8221; all&#8217;immagine, per esempio; o correggere l&#8217;URL della pagina in modo che non sia <em>&#8220;/hello-world&#8221;</em>, ma qualcosa di più attinente all&#8217;argomento dell&#8217;articolo appena scritto; dare indicazioni su come approfondire ulteriormente l&#8217;argomento (il link esterno serve a questo)&#8230;</p>
<p>Nessuna di queste cose è indispensabile per un buon posizionamento sui motori di ricerca: i fattori sono molti e non si riducono a 10 regolette. Aggiungerò anche, d&#8217;accordo con lui, che non servono a nulla se non c&#8217;è, a monte, una scrittura di contenuti interessanti, condivisibili (nel senso &#8220;sociale&#8221;), utili per chi legge. Ma perché bocciare completamente il semaforo, se può dare un piccolo aiuto ai più distratti?</p>
<blockquote><p>In realtà c&#8217;è un motivo più filosofico dietro alla critica feroce di Giorgio, e qui mi trova totalmente d&#8217;accordo: il rischio nell&#8217;utilizzo del semaforo è <strong>culturale</strong>.</p></blockquote>
<p>Cuturale significa che è possibile (anzi: probabile) che molti &#8211; anche chi fa SEO di mestiere &#8211; si <strong>sdraino</strong> (voce del verbo sdraiarsi), cioè si accontentino del verde semaforico, o addirittura tendano con tutte le proprie risorse all&#8217;ambito premio della lucina verde, senza badare ad altro. Ridurre il lavoro di posizionamento sui motori di ricerca a questo è sbagliato e pericoloso (culturalmente, appunto) perché cancella anni di test, di esperienza a favore di un pigro meccanicismo, peraltro basato su imprecisioni evidenti.</p>
<p>La pigrizia (lo sdraiarsi di cui sopra) non può far parte del lavoro di chicchessia, neppure &#8211; e tanto meno &#8211; di noi (pseudo-?) esperti dell&#8217;affascinante mestiere della SEO. L&#8217;agenzia WEB che spiega al cliente che per posizionare una pagina su Google deve fare in modo che il semaforo di WordPress SEO diventi verde fa un grave danno culturale, ma anche pratico, al cliente sprovveduto (necessariamente sprovveduto, visto che di mestiere fa altro). Insegnare che il semaforo verde È la SEO è facile (20 minuti di formazione), ma è sbagliato e sintomo di pigrizia.</p>
<p>Steve Jobs consigliava di essere <em>hungry</em> e <em>foolish</em> (affamati e incoscienti). Più modestamente, suggerisco ai colleghi di essere <em>diligenti</em> e <em>coscienziosi</em>, e di non preferire la via più breve (e dunque sbagliata) quando si ha a che fare con aziende che basano gran parte della propria sopravvivenza sul mercato sulla ricerca su Google dei propri prodotti e servizi.</p>
<p>Se poi il semaforo di WordPress SEO ci ricorda che nell&#8217;immagine del nostro articolo dobbiamo inserire il tag ALT, ben venga. Perché a questo serve. SOLO a questo.</p>
<p>Se avete qualcosa da dire, o da chiedere, parliamone qui sotto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/wordpress-seo-semaforo-yoast-posizionamento-sui-motori/4299">WordPress SEO &#8211; Il semaforo di Yoast e il posizionamento sui motori</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Punteggio di qualità effettivo di Google Adwords non è quello che vediamo</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/punteggio-di-qualita-effettivo-di-google-adwords/4279</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 10:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google Adwords]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cwm.rogertango.it/?p=4279</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/punteggio-di-qualita-effettivo-di-google-adwords/4279">Il Punteggio di qualità effettivo di Google Adwords non è quello che vediamo</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Il Quality score (o "punteggio di qualità") è il sistema usato da Google per premiare o punire i comportamenti - rispettivamente appropriati o inappropriati - degli advertiser. Quello che non tutti sanno, e che è importante comprendere, è che il punteggio di qualità che si vede tra le colonne di Adwords è solo una media approssimativa. Il Punteggio di qualità reale è diverso e nascosto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/punteggio-di-qualita-effettivo-di-google-adwords/4279">Il Punteggio di qualità effettivo di Google Adwords non è quello che vediamo</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/punteggio-di-qualita-effettivo-di-google-adwords/4279">Il Punteggio di qualità effettivo di Google Adwords non è quello che vediamo</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Il Quality score (o &#8220;<strong>punteggio di qualità</strong>&#8220;) è il sistema usato da Google per premiare o punire i comportamenti &#8211; rispettivamente appropriati o inappropriati &#8211; degli advertiser. Il giudizio (automatico) è basato su molti fattori, tra i quali, per esempio, la pertinenza dell&#8217;annuncio con le keyword associate e con la landing page. Un punteggio di qualità alto si trasforma in una migliore posizione degli annunci e/o un minore costo per clic. L&#8217;opposto avviene per punteggi di qualità bassi.<span id="more-4279"></span></p>
<p>Di questo ho già parlato qui: <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/posizionamento-annunci-google-adwords/2024">https://www.consulenzewebmarketing.it/posizionamento-annunci-google-adwords/2024</a></p>
<p>Quello che non tutti sanno, e che è importante comprendere, è che il punteggio di qualità che si vede tra le colonne di Adwords è solo una media approssimativa. È un modo per dare all&#8217;advertiser un feedback sulla performance delle sue campagne. Ci sono differenze sostanziali tra il Punteggio di Qualità Visibile e il Quality Score Reale delle keyword nei nostri annunci Google Adwords.</p>
<div id="attachment_4283" style="width: 1040px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4283" class="size-large wp-image-4283" src="//www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-1030x346.png" alt="Punteggio di qualità Visibile e invisibile" width="1030" height="346" srcset="https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-1030x346.png 1030w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-300x101.png 300w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-768x258.png 768w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-705x237.png 705w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC-450x151.png 450w, https://www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/07/Quality-Score-e-Calcolo-CPC.png 1248w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" /><p id="caption-attachment-4283" class="wp-caption-text">Calcolo dell&#8217;Ad Rank basato sul Quality Score. Il metodo è questo, ma il Punteggio di qualità realmente utilizzato è diverso.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Il vero e proprio Quality Score, usato per il calcolo della posizione degli annunci e del costo effettivo dei clic, è diverso ed è nascosto.</p></blockquote>
<h2>Ecco le differenze sostanziali tra punteggio di qualità Visibile e punteggio di qualità Reale:</h2>
<ul>
<li>Il Punteggio di qualità visibile è aggiornato una volta al giorno, mentre il Punteggio di qualità reale è calcolato in tempo reale, per ogni singola ricerca.</li>
<li>Il punteggio di qualità visibile considera solo le ricerche identiche alle keyword presenti nella campagna. Dunque non si ottiene un punteggio di qualità per le keyword che non hai inserito direttamente nell&#8217;account Adwords, e stiamo parlando di migliaia di ricerche, varianti delle keyword inserite manualmente. Queste ricerche prendono &#8220;a prestito&#8221; il Quality score dalle keyword a cui vengono associate al momento della ricerca e della conseguente pubblicazione dell&#8217;annuncio.</li>
<li>Il punteggio di qualità è una media di diversi posizionamenti geografici, tipologie di device (smartphone, pc desktop, tablet) e varianti degli annunci. Il punteggio di qualità reale è invece calcolato in base alla effettiva posizione geografica, devide utilizzato e annuncio corrispondente.</li>
<li>Il punteggio di qualità visibile è un numero intero tra 1 e 10. Ma il numero che Google utilizza per il calcolo della posizione dell&#8217;annuncio (Ad Rank) e del CPC non ricade in questo range (e non possiamo sapere esattamente quale scala venga utilizzata).</li>
</ul>
<blockquote><p>Insomma, alla fine la morale è che non dovresti considerare il punteggio di qualità che trovi nelle tabelle di Adwords come la verità assoluta, ma è il numero di cui dobbiamo accontentarci per avere un&#8217;idea del giudizio di Google Adwords sul nostro lavoro.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è addirittura chi teorizza che non dovremmo neppure guardarlo, il punteggio di qualità (vedi Susan Waldes <a href="https://3qdigital.com/featured/why-i-dont-optimize-for-quality-score/">qui</a>), al contrario di chi lo reputa &#8220;Il re dei valutatori delle performance Adwords&#8221; (Larry Kim <a href="http://searchengineland.com/all-hail-quality-score-king-of-the-adwords-kpis-166542">qui</a>).</p>
<p>Non terminerò con la ovvia frase &#8220;la verità sta nel mezzo&#8221;. Diciamo che un&#8217;occhiata al punteggio di qualità è meglio darla, senza però esserne ossessionati e &#8211; soprattutto &#8211; comprendendo cosa stiamo guardando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/punteggio-di-qualita-effettivo-di-google-adwords/4279">Il Punteggio di qualità effettivo di Google Adwords non è quello che vediamo</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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		<title>LinkedIn e Web Reputation: qualche consiglio.</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/linkedin-web-reputation-qualche-consiglio/4243</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2016 18:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social media e SM Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web reputation]]></category>
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<p>Con Web Reputation intendiamo la capacità di gestire la reputazione online del proprio brand (personale o aziendale). Se sei un imprenditore o professionista, non curare la tua Web Reputation significa generare un danno enorme alla tua credibilità, sia online che offline.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/linkedin-web-reputation-qualche-consiglio/4243">LinkedIn e Web Reputation: qualche consiglio.</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Con <strong>Web Reputation</strong> intendiamo la capacità di gestire la reputazione online del proprio brand (personale o aziendale). Se sei un imprenditore o professionista, non curare la tua Web Reputation significa generare un danno enorme alla tua credibilità, sia online che offline.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei nemici peggiori della web reputation (e in generale di tutta l’umanità) è il <em>MioCuggino</em> di turno, quella figura quasi mitologica rappresentata dalla nipote, dal figlio, dall’amico smanettone e pratico di computer preposto &#8211; per queste sue doti &#8211; alle attività di social media marketing aziendali.</span><span id="more-4243"></span></p>
<p><a href="http://fdc58hk6yhnfl-eifq-e2zpyew.hop.clickbank.net/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4264 size-full" title="Corso Linkedin" src="//www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2016/05/Corso-Linkedin-Martina-De-Nardi.png" alt="Corso Linkedin" width="270" height="170" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di questo argomento ho parlato ampiamente al meeting <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149">Fashion Web Reputation</a>, organizzato a Milano da Suitex International, qualche settimana fa. Non mi dilungherò dunque in merito (arriveranno le slide e, forse, qualche video).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che invece vorrei approfondire è l’importanza che ha per un professionista o un imprenditore la gestione corretta del proprio <strong>personal branding</strong> sul web, partendo dal social professionale per eccellenza: LinkedIn.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non so se già lo utilizzi o se ancora per te LinkedIn rappresenti un mondo fatato e incomprensibile, ma a mio avviso sono davvero molti gli utenti che utilizzano questo social network come se fossero in un’altra dimensione.</span></p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400;">Credo che ognuno di noi sia direttamente responsabile di (quasi) tutto quello che viene pubblicato online su noi stessi. Qualsiasi foto, articolo o video che parla del nostro brand o della nostra persona, e che non corrisponde a quello che vorremmo vedere sul web, dipende solo da noi.</span></p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;">LinkedIn da qualche tempo pullula di contenuti inutili e ridondanti, cose già viste, articoli di Pulse con contenuti banali, improponibili foto di ragazze semi-vestite, profili anonimi con foto risalenti a qualche millennio fa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per un professionista o imprenditore, la presenza sul proprio profilo LinkedIn di questi elementi può comportare una perdita di credibilità enorme. Curare la reputazione è indispensabile per vedere risultati efficaci rispetto ai nostri obiettivi di business nel medio lungo termine. </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Quali sono i primi 3 consigli per curare la propria LinkedIn Reputation?</span></h2>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;"><strong>Foto profilo</strong>: se non abbiamo voglia di curare la parte copy del profilo, come il riepilogo, la headline o le esperienze lavorative, almeno cerchiamo di renderci presentabili. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Da evitare a tutti i costi le classiche “foto profilo di Facebook”, quelle che ci ritraggono agli aperitivi o al matrimonio dei colleghi, o in costume durante le vacanze, o le foto scattate più di vent’anni fa. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Scegliamo una foto che ci ritragga nel luogo di lavoro, davanti ad un computer in giacca e cravatta se lavoriamo in ufficio, accanto ai nostri pennelli e tele se siamo artisti… Non è così difficile, non trovi?</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;"><strong>Quali contenuti vogliamo pubblicare?</strong> Il discorso vale sia per gli aggiornamenti di stato, sia per gli articoli che realizziamo su Pulse. Ciò che condividiamo con il nostro network deve essere coerente con il nostro business e con il brand che stiamo rappresentando. I gattini, le donnine, le frasi fatte e i contenuti “da Facebook” lasciamoli a Facebook, appunto. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Su LinkedIn si condividono contenuti utili, corposi, concreti, che danno un valore aggiunto ai nostri contatti, che ci rendono esperti nel nostro settore.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;"><strong>Il nostro profilo appare sui motori di ricerca?</strong> Hai mai provato a digitare il tuo nome e cognome su Google? Tra i primi risultati c’è anche il tuo profilo di LinkedIn oppure trovi prima il tuo profilo di Facebook o addirittura foto che ti ritraggono in pose sconvenienti? </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ricorda che quando un potenziale cliente trova il tuo nome sul sito aziendale o tramite passaparola (perché no?), una delle prime cose che fa è cercarti su Google. Cosa vuoi che trovi?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, se sei un professionista, un imprenditore, o stai cercando un lavoro, essere su Linkedin oggi è indispensabile perché permette di accedere ad una rete enorme di informazioni e contatti utili per il nostro business.</span> <span style="font-weight: 400;">Ma occorre esserci con grande cura per i nostri contenuti e attenzione verso tutto quello che ci riguarda. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti va adesso di fare un esercizio? <strong>Scrivi il tuo nome e cognome su Google</strong> e guarda cosa ti appare nei risultati di ricerca. <strong>Poi torna qui e lascia il tuo commento in merito!</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">P.S. se cerchi il mio nome (Marco Bortolotti), prima di me potresti trovare un mio omonimo tennista che si dà molto da fare in tornei in giro per l’Italia. Gli auguro una buona carriera, ma speriamo che non diventi famoso come Federer, o non mi troverete più… <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/linkedin-web-reputation-qualche-consiglio/4243">LinkedIn e Web Reputation: qualche consiglio.</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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		<title>Fashion Web Reputation &#8211; prossima conferenza presso Suitex International</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 16:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social media e SM Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web reputation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149">Fashion Web Reputation &#8211; prossima conferenza presso Suitex International</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Con mio grande piacere sono stato invitato da Suitex, venerdì 6 Maggio 2016, a tenere la mia terza conferenza presso la loro sede di Milano. Questa volta si parlerà di Web Reputation, con particolare attenzione al settore Fashion (ed ecco perché il titolo dell'incontro sarà Fashion Web Reputation).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149">Fashion Web Reputation &#8211; prossima conferenza presso Suitex International</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149">Fashion Web Reputation &#8211; prossima conferenza presso Suitex International</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Periodicamente Suitex International, azienda specializzata nella ricerca di personale per il settore della moda e del design, organizza una conferenza su argomenti di attualità e di interesse per i propri clienti.  Ero già stato invitato, e avevo accolto l&#8217;invito, due volte, per parlare di <strong>SEO</strong> e di <strong>Social Network</strong> davanti ad un folto pubblico di prestigiose aziende del settore.<span id="more-4149"></span></p>
<p>Con mio grande piacere sono stato nuovamente invitato da Suitex, <strong>venerdì 6 Maggio 2016</strong>, a tenere la mia terza conferenza presso la loro sede di Milano. Questa volta si parlerà di Web Reputation, con particolare attenzione al settore Fashion (ed ecco perché il titolo dell&#8217;incontro sarà <strong>Fashion Web Reputation</strong>).</p>
<p>Ho già preparato un sacco di slide e parlerò per circa un&#8217;ora e mezza. Vi terrò aggiornati. Per informazioni, o per partecipare (solo se lavorate nel settore Fashion, Design e affini) scrivete a <strong><a title="Suitex" href="http://www.suitex.it" target="_blank">suitex.it</a> (dite pure che avete visto qui l&#8217;anteprima)</strong>, oppure <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/contatta-il-tuo-consulente-web-marketing">contattate me</a>. I posti sono limitatissimi e le richieste sono molte, ma tentar non nuoce.</p>
<p>Ecco una brevissima anteprima di alcune slide in forma di video (<strong>muto</strong>, tranne una <em>sorpresina verso il finale</em>&#8230;)</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/MFZIQGcwQBE?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/fashion-web-reputation-prossima-conferenza-presso-suitex-international/4149">Fashion Web Reputation &#8211; prossima conferenza presso Suitex International</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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		<title>Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi</title>
		<link>https://www.consulenzewebmarketing.it/consulente-seo-e-farfalle-giapponesi/4086</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 13:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cwm.rogertango.it/?p=4086</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/consulente-seo-e-farfalle-giapponesi/4086">Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<p>Possibile che ancora oggi non siamo capaci di prendere le notizie con le pinze, di soppesarle, di valutarne la reale portata in uno schema generale, di leggerle con spirito critico e oggettivo? Possibile che ogni volta che una farfalla starnutisce in Giappone uno tsunami si scateni sui blog dei Consulenti SEO di Bologna (e dintorni)?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/consulente-seo-e-farfalle-giapponesi/4086">Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/consulente-seo-e-farfalle-giapponesi/4086">Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
<h2>Caro collega <strong>Consulente SEO di Bologna</strong>,</h2>
<p>siamo nel 2016. Lavoro sul web, a Bologna, da 20 anni (20 anni!) e le ho viste tutte. Questo non fa di me il miglior consulente SEO sulla piazza, ma di sicuro uno tra quelli che ha visto passare tutti i sistemi utilizzati dai motori di ricerca per indicizzare i siti internet: da quando bastava inserire tante volte una parola in una pagina per arrivare primi su Altavista (Google non c&#8217;era ancora) al recente RankBrain dello stesso Google che cerca di comprendere i contenuti e l&#8217;importanza delle pagine web attraverso una intelligenza artificiale sempre più avanzata.<span id="more-4086"></span></p>
<p>Le ho viste tutte, dicevo, ma una cosa non è mai passata di moda da quando è nata: la presunzione da parte di alcuni di possedere la ricetta per scalare i risultati di Google &amp; C.<br />
Il metodo infallibile, la promessa dell&#8217;ambita prima posizione, sono ancora concetti ben radicati nelle proposte commerciali di molti consulenti. Ma anche chi è abbastanza intelligente e onesto da affermare che non si possono fare promesse non rinuncia alla tentazione di esaltare una tecnica rispetto ad un&#8217;altra e &#8211; quel che è peggio &#8211; di denigrare e irridere coloro che non seguono quella tecnica, come se, appunto, non esistesse altra verità che la propria.</p>
<p>Sono vent&#8217;anni, dicevo, che sento molte &#8220;verità&#8221; poi smentite dai fatti. Ma, forse, non è neppure questo il tuo errore, caro collega Consulente SEO Assolutista. Probabilmente hai sempre detto il vero. Hai semplicemente dimenticato di considerare l&#8217;ipotesi che di verità potesse essercene più d&#8217;una.</p>
<p>Torniamo un momento agli albori della SEO. C&#8217;era chi diceva che il metodo per emergere sui motori di ricerca fosse ripetere tante volte una keyword. Altri dicevano che la cosa più importante fosse il titolo della pagina. Altri puntavano tutto sul nome di dominio e sugli indirizzi espliciti, e così via. Naturalmente c&#8217;era anche chi mischiava i vari fattori, affermando di avere trovato l&#8217;equilibrio alchemico, Sacro Graal del Consulente SEO (di Bologna e non solo).</p>
<p>Ma i fattori di ranking si moltiplicavano. Diminuiva l&#8217;importanza del grassetto nel testo (già: anche questo contava, agli inizi!), aumentava l&#8217;importanza di una struttura logica della pagina, e poi del sito intero. Google introdusse il Page Rank, che valutava i link alle nostre pagine da altri siti e iniziò la caccia ai link (acquistandoli, scambiandoli, moltiplicandoli surrettiziamente, ecc.).</p>
<p>E ogni volta, ad ogni cambiamento, i SEO si sono divisi tra i &#8220;<em>finalmentisti</em>&#8221; (quelli che, d&#8217;accordo con le novità, esclamavano &#8220;finalmente&#8221;) e i &#8220;<em>finedelmondisti</em>&#8221; (la SEO è morta, non c&#8217;è più religione, va tutto male, ecc.). E, naturalmente, ci sei sempre stato tu, il SEO &#8220;<em>iolavevosempredettista</em>&#8220;, che non perdi occasione per autocitare un articolo del 1998 in cui prevedevi eventi simili.</p>
<p>In mezzo a questo marasma di opinioni, per fortuna ci sono stati e ci sono Consulenti SEO abbastanza onesti da affermare che il mondo della SEO è in continua evoluzione e che le cose vanno fatte con calma, per bene, senza ricette in tasca e con grande umiltà.</p>
<p>L&#8217;ultima occasione si è presentata in seguito all&#8217;articolo di Distilled.net intitolato &#8220;<a href="https://www.distilled.net/resources/google-to-announce-that-links-are-no-longer-a-major-ranking-factor/" target="_blank" rel="nofollow">Google prossimo ad annunciare che i link non saranno più fattori preponderanti per il posizionamento</a>&#8221; (a cui metto il link anche se non se lo merita). A parte il fatto che il titolo, rispetto al contenuto dell&#8217;articolo, è fuorviante, si sono subito create le fazioni &#8220;pro&#8221; e &#8220;contro&#8221;, &#8220;meglio&#8221; e &#8220;peggio&#8221;, &#8220;è vero&#8221; contro &#8220;non è vero&#8221;&#8230; e, naturalmente, i soliti &#8220;l&#8217;avevo detto&#8221;.</p>
<p>Ma santo cielo! &#8211; dico io (perché ho la presunzione di essere ben educato):</p>
<blockquote><p>possibile che ancora oggi non siamo capaci di prendere le notizie con le pinze, di soppesarle, di valutarne la reale portata in uno schema generale, di leggerle con spirito critico e oggettivo? Possibile che ogni volta che una farfalla starnutisce in Giappone uno tsunami si scateni sui blog dei Consulenti SEO di Bologna (e dintorni)?</p></blockquote>
<p>Stiamo calmi, caro collega Consulente SEO di Bologna e dintorni: non è successo niente. Google evolve, orientandosi sempre di più verso la simulazione di una comprensione umana dei contenuti dei nostri siti web. Si sa da anni e lo sai benissimo anche tu. Non è un fattore spostato di qualche centimetro che farà la differenza, se continuiamo a lavorare con criterio, consigliando bene i nostri clienti e strutturando contenuti in modo che siano chiari, utili e importanti per chi legge. Solo così arriveranno i mitici link, solo così varranno e potranno fare la differenza i nostri piccoli artifici tecnici.</p>
<p>Come scrivevo qualche riga più su, non esiste una ricetta per il posizionamento su Google, ma, se dovessi proprio buttare in un calderone degli ingredienti (come Amelia, la SEO-Fattucchiera che ammalia), comporrei una brodaglia con sei parti di contenuti buoni e ben organizzati, tre parti di tecniche on-site e due parti di link (spontanei!). Mescolare e &#8211; soprattutto &#8211; non agitarsi. Non è il caso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="Consulente SEO Bologna" src="//www.consulenzewebmarketing.it/wp-content/uploads/2010/12/CWebMarketing_Bianco_Marchietto-e1293578998334.jpg" alt="Consulente SEO Bologna" width="24" height="21" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it/consulente-seo-e-farfalle-giapponesi/4086">Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi</a> è stato originariamente pubblicato su <a href="https://www.consulenzewebmarketing.it">ConsulenzeWebMarketing.it</a></p>
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