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title="Principi di Search Engine Marketing" href="http://corsentino.net/2012/04/principi-di-search-engine-marketing/">come abbiamo più volte detto in altre occasioni</a>.</p><p><strong>La presenza di un&#8217;azienda in rete comporta la necessità di monitorarne la reputazione</strong>: cosa dicono di noi i clienti? Cosa pensano dei nostri prodotti? In cosa, secondo i clienti, dovremmo migliorare? Sono solo alcune delle domande che le aziende devono farsi, di sicuro quelle cui cercano una risposta.</p><p>Quando si parla di una presenza di un brand in rete si intende, ormai, <strong>un tipo di presenza non statica</strong>, anzi particolarmente attiva attraverso i diversi strumenti che il Web propone. Sorge il problema di stabilire alcune linee guida e regole che caratterizzino un piano di comunicazione online efficace. Esistono davvero queste regole?</p><h2>L&#8217;infallibilità è ammessa</h2><div
id="attachment_2080" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img
class="size-full wp-image-2080" title="L'infallibilità è una possibilità delle vostre azioni" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/fallimento.jpeg" alt="L'infallibilità è una possibilità delle vostre azioni" width="300" height="224" /><p
class="wp-caption-text">L&#39;infallibilità è una possibilità delle vostre azioni</p></div><p>A leggere il titolo qualcuno storcerà il naso. <em>Ma come? Partiamo subito con il fallimento?</em></p><p>Certo che sì. <strong>Negare l&#8217;insuccesso è il primo passo per… sperimentarlo</strong>, perciò conviene prendere confidenza con questo concetto.</p><p>L&#8217;insuccesso è probabile, è una delle possibilità delle vostre azioni e non è eliminabile in senso assoluto. Questo significa che la reputazione di un brand non dipende da quanti errori fate, piuttosto dipende da che tipo di errori fate. E cosa fate per recuperare.</p><p>Secondo <a
title="David Weinberger su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Weinberger">David Weinberg</a> “<em>iniziamo a essere credibili nel momento in cui siamo trasparenti e ammettiamo di essere non infallibili</em>”.</p><p>E allora vediamo quali sono <strong>le caratteristiche critiche di un piano di comunicazione in rete</strong>. Se rispettate possono contribuire a migliorare la reputazione di un brand online e ne permettono una migliore gestione.</p><h2>Le caratteristiche essenziali della comunicazione</h2><p>Isoliamo cinque regole e commentiamole.</p><h3>Regola numero zero: non ingannare le persone</h3><p>Ingannare le persone è qualcosa che non si dovrebbe fare in nessun caso, in nessun settore. Peggio quando si tratta di business e clienti perché quando si inganna difficilmente si può recuperare.</p><div
id="attachment_2075" class="wp-caption aligncenter" style="width: 488px"><img
class="size-full wp-image-2075" title="Regola numero zero: non ingannare i clienti" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/inganno.jpeg" alt="Regola numero zero: non ingannare i clienti" width="478" height="280" /><p
class="wp-caption-text">Regola numero zero: non ingannare i clienti</p></div><p>Se si inganna un cliente è molto probabile che questi, cliente, non lo sarà più. E&#8217; semplicemente irrecuperabile. Oltre il danno, si rischia pure la beffa: il cliente ingannato farà tanta pubblicità negativa sul nostro marchio e questa peserà. Se a ciò aggiungiamo la facilità con cui la pubblicità (sia negativa sia positiva) si propaga su Internet e il numero di potenziali <em>ascoltatori</em>… ecco spiegato perché questa è la regola numero zero.</p><h3>Trasparenza</h3><p>Come abbiamo più volte detto, <a
title="Azienda + Social Media = Social Company" href="http://corsentino.net/2012/05/azienda-social-media-social-company/">i social media sono ambienti trasparenti</a>: si cerca tutto, si trova tutto. Allora, come dice Weinberg, la nostra credibilità è in diretta corrispondenza con la nostra trasparenza.</p><div
id="attachment_2077" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img
class="size-full wp-image-2077" title="La nostra credibilità è in diretta corrispondenza con la nostra trasparenza" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/trasparenza1.jpeg" alt="La nostra credibilità è in diretta corrispondenza con la nostra trasparenza" width="500" height="282" /><p
class="wp-caption-text">La nostra credibilità è in diretta corrispondenza con la nostra trasparenza</p></div><p>L&#8217;essere trasparenti è un comportamento che viene solitamente premiato dai nostri interlocutori.</p><h3>Comunicazione libera</h3><div
id="attachment_2081" class="wp-caption alignright" style="width: 406px"><img
class="size-full wp-image-2081 " title="Linguaggio e stile devono essere intrisi di empatia, umiltà e spontaneità" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/brand.jpeg" alt="Linguaggio e stile devono essere intrisi di empatia, umiltà e spontaneità" width="396" height="303" /><p
class="wp-caption-text">Linguaggio e stile devono essere intrisi di empatia, umiltà e spontaneità</p></div><p>Il nostro piano di comunicazione non deve prevedere monologhi: non piacciono a nessuno. Linguaggio e stile devono essere intrisi di empatia, umiltà, spontaneità e, perché no, anche ironia (se usata nel modo corretto).</p><p>Questo porta a una più stimolante lettura e a una naturale inclinazione al dibattito.</p><p>Ciò non vuol dire non pianificare o non prestare attenzione alla qualità. Qui l&#8217;idea è quella secondo la quale <strong>è meglio una presenza imperfetta, ma sincera</strong>, <strong>rispetto a interventi asettici</strong> e privi di apertura verso i nostri interlocutori.</p><h3>Attenzione ai clienti</h3><div
id="attachment_2084" class="wp-caption alignleft" style="width: 324px"><img
class="size-full wp-image-2084" title="Il target di riferimento è rappresentato dai clienti" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/clienti-al-centro-attenzione.jpeg" alt="Il target di riferimento è rappresentato dai clienti" width="314" height="250" /><p
class="wp-caption-text">Il target di riferimento è rappresentato dai clienti</p></div><p>Discende dal punto precedente che il nostro occhio deve essere sempre rivolto a <strong>migliorare il rapporto con i nostri clienti</strong> (o potenziali clienti). Questi devono capire che il nostro interesse è migliorare la loro vita, attraverso il miglioramento dei servizi/prodotti offerti. Anche il semplice interloquire per rispondere a un dubbio o risolvere un problema può essere inteso come un servizio.</p><p>Tale interesse non deve apparire come un crudo scopo commerciale, ma deve essere proposto come genuino, come una sorta di <em>mission</em> aziendale. Anzi: è proprio la <em>mission</em> che deve guidare la comunicazione in rete.</p><h3>Fiducia negli interlocutori</h3><div
id="attachment_2079" class="wp-caption alignright" style="width: 304px"><img
class="size-full wp-image-2079 " title="Verso i clienti l'azienda deve mostrare il più sincero interesse" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/fiducia.jpeg" alt="Verso i clienti l'azienda deve mostrare il più sincero interesse" width="294" height="262" /><p
class="wp-caption-text">Verso i clienti l&#39;azienda deve mostrare il più sincero interesse</p></div><p>Il nostro target di riferimento è rappresentato dai nostri clienti (e quelli che vogliamo/vorremmo acquisire). Verso questi l&#8217;azienda deve mostrare il più sincero e fiducioso interesse.</p><p>Bisogna quindi prestare attenzione a tutti i commenti e i feedback ricevuti, a tutte le richieste che giungono all&#8217;azienda. Sono queste che devono poi guidare i successivi passi che l&#8217;azienda dovrà compiere.</p><p>La produzione autoreferenziale non porta al soddisfare i bisogni dei clienti.</p><p>Inoltre, e infine, non bisogna sminuire nessuno, nè bisogna esaltare tutti. Sono due comportamenti parimenti negativi. Più che sminuire bisognerebbe, per esempio, capire perché quel cliente sia così poco interessato a comunicare con noi. E più che esaltare bisognerebbe capire chi va premiato perché, in qualche modo e misura, è risultato più utile per la nostra crescita.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J3eFYuKmHzTNtCFUlycpKyAnzqI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J3eFYuKmHzTNtCFUlycpKyAnzqI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J3eFYuKmHzTNtCFUlycpKyAnzqI/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/J3eFYuKmHzTNtCFUlycpKyAnzqI/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/YljZHpGu1uU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/05/brand-reputation-elementi-di-un-piano-di-comunicazione-in-rete/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/05/brand-reputation-elementi-di-un-piano-di-comunicazione-in-rete/</feedburner:origLink></item> <item><title>Azienda + Social Media = Social Company</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/k_ZCQtvKUvc/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/05/azienda-social-media-social-company/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 May 2012 09:58:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Web Marketing]]></category> <category><![CDATA[marketing]]></category> <category><![CDATA[social-business]]></category> <category><![CDATA[social-company]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[social-web]]></category> <category><![CDATA[web-marketing]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2060</guid> <description><![CDATA[La crescita spaventosa dei social media ha de facto riscritto quelli che sono i termini e i modi con cui gli utenti del Web comunicano e si connettono fra loro, condividendo idee, promuovendo prodotti e servizi, scambianosi informazioni e risorse. L&#8217;azienda pronta al cambiamento, pronta ad adattarsi a questa rivoluzione/evoluzione sociale potrà sfruttare tutti i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La crescita spaventosa dei social media ha <em>de facto</em> riscritto quelli che sono i termini e i modi con cui gli utenti del Web comunicano e si connettono fra loro, condividendo idee, promuovendo prodotti e servizi, scambianosi informazioni e risorse.</p><p>L&#8217;azienda pronta al cambiamento, pronta ad adattarsi a questa rivoluzione/evoluzione sociale potrà sfruttare tutti i vantaggi che ne derivano. Le altre corrono rischi grossi in termini di competitività e sopravvivenza.</p><p>Per questo motivo un&#8217;azienda non può più trascurare quelle che sono le nuove dinamiche sociali, almeno intendendo “nuove” col significato strettamente legato al Web. In un precedente articolo avevo già trattato una tematica complessa come il <a
title="Principi di Search Engine Marketing" href="http://corsentino.net/2012/04/principi-di-search-engine-marketing/">Search Engine Marketing</a>, e allora continuiamo su questa strada parlando delle Social Company.</p><p>L&#8217;introduzione necessaria è ancora, inevitabilmente, legata ai social media.</p><h2>Il successo nei Social Media</h2><p>Il successo nei social media non è mai casuale, ma sempre progettato finemente.</p><p>Creare un programma per i social media non è semplice: richiede tempo, e quindi pazienza, e una intelligente pianificazione. Sono tante le attività da portare a termine, tutte nell&#8217;ordine giusto e nei tempi giusti.</p><p>Purtroppo, nell&#8217;ottica delle aziende che vorrebbero <em>tutto-e-subito</em>, il successo non arriva mai dalla notte al giorno, né può essere acquistato. I social media sono infatti un canale di comunicazione, e quindi anche una forma di comunicazione, diverso da alle forme tradizionali (cioè dai media tradizionali). Almeno sul lungo periodo il vecchio e triste motto “spendi, quindi raggiungi i clienti” non vale più. Potrebbe valere solo spendendo grandi cifre e comunque ha un periodo di efficacia sempre molto corto.</p><div
id="attachment_2062" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img
class="size-full wp-image-2062" title="Qual è la chiave del successo sui Social Media?" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/successo.jpeg" alt="Qual è la chiave del successo sui Social Media?" width="300" height="266" /><p
class="wp-caption-text">Qual è la chiave del successo sui Social Media?</p></div><p>E questo, stavolta nell&#8217;ottica dei consulenti e di chi studia il complesso mondo dei social media legati al business, è una vera fortuna. Non per meri motivi legati a lavori e ingaggi, ma per la bellezza del lavoro in sé.</p><p><strong>L&#8217;attenzione dei clienti</strong> <strong>e</strong>, al contempo, <strong>l&#8217;autorevolezza di un&#8217;azienda sul Web vanno conquistati passo dopo passo</strong>, con duro lavoro quotidiano e con un occhio costante verso la qualità del lavoro stesso.</p><p>Spesso si leggono grandi storie, aneddoti e numeri di grandi successi di tante aziende, ma poche volte si legge e viene realmente narrato quanto duro lavoro c&#8217;è dietro ognuna di queste storie.</p><p>Cosa è, quindi, il successo nei Social Media? Sta solo nei numeri dei <em>mi piace</em> e dei <em>retweet</em>? Anche, ma non solo. Forse, a questo punto, non soprattutto. Certo questi numeri sono importanti, ma potrebbero anche rimanere vuoti di significato se non si comprende appieno cosa rappresentano. Rimangono di certo vuoti se non portano a “un qualcosa” che proveremo a spiegare di seguito.</p><h2>Il Social Web: relazioni, fiducia, conversazione</h2><p>Alla domanda “quali sono le parole più diffuse legate ai social media”? una possibile e plausibile, oltre che corretta, risposta potrebbe essere la seguente: relazioni, fiducia, conversazione.</p><p>Di fatto le prime due sono già conosciute alle aziende che ne hanno sempre inseguito la piena e completa realizzazione. <strong>Le aziende devono relazionarsi con i clienti puntando ad acquisire la loro fiducia</strong>. Quelle che sono riuscite in questo intento sono cresciute, in molti sensi. Coi social media non cambia nulla, a parte tutto il discorso di “come” ci si relaziona e gli strumenti che si devono utilizzare. Non basterebbe un libro per coprire esaustivamente questo argomento, quindi <em>non penserete di trovare tutto in questo articolo, vero?!?</em></p><p>La terza parola, cioè “conversazione”, è forse quella che manca alle aziende che non operano attraverso i social media. E stavolta si rende necessaria una disquisizione più ampia. Fino a molti anni fa i messaggi che un&#8217;azienda lanciava seguivano traettorie <em>mono direzionali</em>. L&#8217;azienda produceva un messaggio e lo sparava verso i propri clienti sperando di <em>colpirne</em> molti. La clientela poteva scansarsi, decidendo così di non accettare il messaggio e tutto finiva comunque lì. Il messaggio veniva letteralmente perso e i clienti, sia che decidessero di ascoltare o meno, non avevano modo di partecipare alla comunicazione. L&#8217;unico momento in cui si tramutavano in parte attiva era quando l&#8217;azienda conduceva la <em>ricerca di mercato</em> attraverso questionari.</p><p><strong>Oggi il modello di comunicazione è letteralmente cambiato</strong> e gli attori assumono poteri molto differenti rispetto al passato. I social media hanno cambiato le modalità del passaparola perché sono cambiate le velocità di trasmissione dei messaggi (istantanea), l&#8217;opportunità (si va su Internet in qualsiasi momento, con qualsiasi mezzo, per qualsiasi scopo e in qualunque orario) e le dimensioni (globale). Prima il passaparola avveniva fra amici e colleghi. Oggi i numeri sono spaventosi: basta pubblicare un piccolo pensiero su Twitter o Facebook che questo viene IMMEDIATAMENTE recepito e rilanciato da migliaia di altre persone. Si potrebbe pensare, dunque, a un modello molto aperto e ben più intricato rispetto al precedente:</p><div
id="attachment_2061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img
class="size-full wp-image-2061" title="Il nuovo modello di comunicazione del social web: tutti interconnessi" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/modellocomunicazione.jpeg" alt="Il nuovo modello di comunicazione del social web: tutti interconnessi" width="500" height="307" /><p
class="wp-caption-text">Il nuovo modello di comunicazione del social web: tutti interconnessi</p></div><p>Ed eccoci a una prima risposta alla domanda “cosa è il successo sui social media?”: <strong>è aver creato un insieme di relazioni da cui sono nati rapporti di fiducia basati sullo scambio comunicativo</strong> di ogni genere (testo, messaggi, tweet, foto, video, così come diversi sono i canali del Social Web: Facebook, Pinterest, Youtube, Twitter, Tumblr, blog, forum).</p><p>Messa così, pianificare campagne sui social media pare semplice, ma non tutti ci riescono. Si leggono storie di successo, ma difficilmente si leggono tutte le altre storie: errori, flop clamorosi, pasticci. Forse perché non si guarda il problema dal corretto punto di vista.</p><h2>Social Media: lo specchio della natura umana</h2><p>Sbaglia chi pensa ai social media come a un mondo estremamente complesso e difficile da afferrare. Vuol dire guardare il tutto da una prospettiva errata.</p><p>Sbaglia chi pensa ai social media come a un <em>maledetto mondo</em> fatto di tecnicismi e codici e applicazioni. Vuol dire non aver compreso cosa sono i social media. In fondo, già la parola nasconde la risposta: <strong>media sociali</strong>. <em>S O C I A L I, capito?!?</em></p><div
id="attachment_2064" class="wp-caption alignleft" style="width: 409px"><img
class="size-full wp-image-2064 " title="I social media interconnettono persone" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/interazioni.jpeg" alt="I social media interconnettono persone" width="399" height="400" /><p
class="wp-caption-text">I social media interconnettono persone</p></div><p>Hanno avuto successo perché colgono esattamente <strong>il bisogno degli uomini di connettersi fra loro</strong>. Hanno avuto successo perché permettono queste connessioni “sociali”, appunto, in un modo molto conveniente: ognuno col proprio strumento (desktop, laptop, tablet, smartphone), in qualunque momento, da qualunque luogo.</p><p>Capire i bisogni umani è allora alla base del successo di una strategia sui social media: <strong>cosa vogliono da un&#8217;azienda i potenziali clienti?</strong> Cosa e, soprattutto, come? La risposta a queste domande vi dirà quale dovrebbe essere la vostra attività e vi chiarirà molti aspetti su “come state lavorando”.</p><p>Ma capire i bisogni umani è complicato ed è per questo che non esistono, né potranno mai esistere probabilmente, dei manuali sui quali trovare le giuste strategie da implementare per la vostra azienda.</p><p><strong>Cosa fanno gli uomini?</strong> Si riuniscono in gruppi e usano questi gruppi per raccontarsi storie, per condividere esperienze e idee. Ognuno di noi ama contribuire a un qualche tipo di attività, in modo tale da ricavarne autorevolezza agli occhi del gruppo, cioè degli altri. I social media permettono tutto ciò nel modo conveniente che dicevamo poche righe fa.</p><p>Cosa fanno, dunque, gli uomini? <strong>Interagiscono: e anche le aziende dovrebbero farlo</strong>. Fino a molti anni fa le aziende non interagivano per nulla, anzi c&#8217;era una vera e propria barriera che le divideva dalla clientela. Ma attraverso i social media le aziende possono rompere questa barriera e avvicinarsi ai propri clienti.</p><p>Se avviciniamo un&#8217;azienda ai clienti è più alta la probabilità di far crescere <strong>quel senso di loyalty che produce un aumento di autorevolezza del brand</strong>. Questo porta, se forse non lo è già, al successo.</p><p>Bisogna cambiare la visione che le aziende hanno dei clienti: non sono dei “polli” da spennare, né dei semplici numeri. Sono delle persone che desiderano intergire a un livello diverso rispetto al passato. Accettare questo livello contribuisce ad acquisire la loro fiducia e a migliorare, qualitativamente e quantitativamente, il business di un&#8217;azienda.</p><h2>Le aziende nei social media</h2><p>Gli utenti dei social media condividono pensieri, idee, opinioni. Si scambiano informazioni e risorse quali testi, foto, video, link. Scrivono articoli sui propri blog, partecipano ai forum, giocano, creano eventi, invitano persone a partecipare a quegli eventi, informano circa la propria posizione, la propria gita, la propria routine quotidiana. <em>Non ci credete, eh?!?</em> Allora facciamo il ragionamento opposto e provate a rispondere a queste domande:</p><ul><li>a cosa serve Facebook?</li><li>a cosa serve Youtube?</li><li>perchè la gente usa Twitter?</li><li>perché è nato Foursquare?</li><li>cosa è il blogging e perché WordPress conta un così impressionante numero di installazioni?</li><li>quanti sono i microblog aperti su Tumblr?</li><li>…</li></ul><p>La risposta a ognuna di queste domande è semplicemente un pezzo del paragrafo precedente: con Youtube condividiamo video; con Twitter condividiamo link, risorse e piccoli pensieri; con Facebook interagiamo in una grande varietà di forme con i nostri amici; con Foursquare informiamo gli altri della nostra posizione e via così.</p><div
id="attachment_2063" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img
class="size-full wp-image-2063" title="Social Media: le aziende sono pronte?" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/socialmedia.jpeg" alt="Social Media: le aziende sono pronte?" width="500" height="332" /><p
class="wp-caption-text">Social Media: le aziende sono pronte?</p></div><p><strong>Le aziende devono allora cominciare a pensare a come partecipare a questa moltitudine di attività</strong>. Questo per evitare di essere tagliate completamente fuori dai giochi. Evidente come, in qualche misura, è forte la necessità di modificare il linguaggio con cui intendiamo avvicinarsi ai clienti. Individuare il linguaggio appropriato non è sempre semplice e bisogna imparare passo dopo passo. Ma è fondamentale non apparire né troppo lontani dai nostri utenti, né troppo vicini scadendo nella comunicazione.</p><h2>Il Social Business, questo sconosciuto</h2><p>Soltanto recentemente si può parlare di Social Business, cioè il business legato ai social media (definizione un po&#8217; forzata, ma in questo articolo va più che bene). E vale per tutti i tipi di azienda e mercato: grandi, medio, piccole, B2C, B2B. Che poi, oggi, sarebbe meglio parlare in generale di <strong>business P2P</strong>, dove le due P stanno a significare “people”: <em>business people to people</em>. Quindi un mercato da persone a persone: da manager a consumatori, da venditori a clienti.</p><p>Sono le persone a creare un business attraverso una diretta connessione. Un business prospera se e solo se queste connessioni, cioè queste relazioni, sono accompagnate e <em>decorate</em> da concetti quali fiducia, responsabilità, valori:</p><ul><li>la <strong>fiducia</strong> accordataci dai clienti;</li><li>la <strong>responsabilità</strong> di essere trasparenti e di produrre prodotti e servizi di qualità;</li><li>i <strong>valori</strong> quali lealtà e correttezza che rafforza il rapporto fra il cliente e un brand, primi veri motivi di insuccesso di una azienda se vencono clamorosamente a mancare.</li></ul><div
id="attachment_2065" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img
class="size-full wp-image-2065" title="Business P2P: People to Peole" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/socialmedia-business.jpeg" alt="Business P2P: People to Peole" width="350" height="266" /><p
class="wp-caption-text">Business P2P: People to Peole</p></div><p>E&#8217; chiaro, ora, come i social media aiutino a stabilizzare, creare e gestire e migliorare le connessioni fra un&#8217;azienda e un cliente. <strong>La sfida più complicata per un&#8217;azienda è allora quella di adattare i social media ai propri modelli di business</strong>. Di fatto, già solo il tentativo, configura l&#8217;azienda come una <strong>social company</strong>.</p><p>Il concetto chiave è sempre lo stesso: il bisogno primario delle persone è quello di rapportarsi con altre persone, comprese quelle che rappresentano le aziende. Con i social network quali Facebook e Twitter, citandone due a esempio per tutti gli altri, si è di fatto ridotta la dimensione di una azienda che oggi viene considerata dagli utenti come <em>pari</em>, come un&#8217;altra persona con cui dialogare. Un&#8217;evoluzione non di poco conto: le aziende che l&#8217;accettano e la cavalcano otterranno benefici e vantaggi, mentre quelle che la ignoreranno potranno soffrire.</p><p>Ecco perché sempre più aziende stanno investendo nel social business.</p><h2>Un piano per i Social Media?</h2><p>Provare a dare una definizione esatta di un piano per i social media è esercizio assai complicato, ma tentiamo ugualmente:</p><blockquote><p>è un insieme di strategie di comunicazione, intergrate con le funzioni di un&#8217;azienda, che sfruttano le piattaforme di social networking.</p></blockquote><p>In pratica si cerca di sfruttare i social media per moltiplicare la forza e la portata dei nostri messaggi: <em>forza</em> in termini di qualità della comunicazione, <em>portata</em> in termini meramente quantitativi (intendendo il numero di utenti raggiunti).</p><p>E&#8217; chiaro come tutte le altre forme di comunicazione di un&#8217;azienda non possono essere sostituite da un pur efficiente <strong>piano di social media marketing</strong>. Piuttosto quest&#8217;ultimo <strong>deve essere visto come complemento e completamento e non già come un&#8217;alternativa</strong>.</p><div
id="attachment_2066" class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><img
class="size-full wp-image-2066 " title="Marketing e Comunicazione in salsa social" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/pianosocialmedia.jpeg" alt="Marketing e Comunicazione in salsa social" width="288" height="257" /><p
class="wp-caption-text">Marketing e Comunicazione in salsa social</p></div><p>Che risposte fornisce un piano di social media? In fondo questo è proprio lo scopo di attuare una strategie di crescita (e di presenza) sui social media. Si realizza una sorta di raccolta di feedback. Serve padroneggiare i social media e gli strumenti di monitoring così da scoprire “cosa si dice della nostra azienda?” e cosa “dei nostri prodotti?”. <strong>Con i social media abbiamo sempre feedback aggiornati</strong>, validi perché ci giungono direttamente dai clienti, <strong>e dettagliati</strong>.</p><p>Con i social media cominciamo ad acquisire dati di grande valore circa le opinioni, il grado di fiducia nei confronti di un brand, l&#8217;accordo per un prodotto/servizio. Non solo feedback positivi, ovviamente. Anzi, paradossalmente, <strong>interessano maggiormente quelli negativi</strong>: cosa non va nei prodotti/servizi? Cosa non va nella comunicazione verso i clienti? Così da reagire immediatamente e riconquistare la fiducia di clienti insoddisfatti. E se prestate ascolto a tutte le voci dovreste pure essere in grado di scoprire quali sono i prodotti che potrebbero maggiormente interessare, quali quelli più richiesti. Così anticipate il mercato: un bel vantaggio sui competitor.</p><p>E&#8217; stato dimostrato in questi mesi recenti come le crisi si battano meglio con i social media, attraverso campagne di marketing difensive o, viceversa, attraverso campagne di marketing molto aggressive in grado di far breccia nei cuori, acquisire nuovi <em>lead</em> e rinforzare i vecchi.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R9nMy6pSme4B2mrN_a092AXSESo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R9nMy6pSme4B2mrN_a092AXSESo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R9nMy6pSme4B2mrN_a092AXSESo/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R9nMy6pSme4B2mrN_a092AXSESo/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/k_ZCQtvKUvc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/05/azienda-social-media-social-company/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/05/azienda-social-media-social-company/</feedburner:origLink></item> <item><title>Principi di Search Engine Marketing</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/l6oDPYC_kns/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/04/principi-di-search-engine-marketing/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:00:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Web Marketing]]></category> <category><![CDATA[adwords]]></category> <category><![CDATA[blog]]></category> <category><![CDATA[branding]]></category> <category><![CDATA[business-blog]]></category> <category><![CDATA[content-marketing]]></category> <category><![CDATA[dem]]></category> <category><![CDATA[forum]]></category> <category><![CDATA[sem]]></category> <category><![CDATA[seo]]></category> <category><![CDATA[smm]]></category> <category><![CDATA[smo]]></category> <category><![CDATA[viral-marketing]]></category> <category><![CDATA[web-analytics]]></category> <category><![CDATA[web-business]]></category> <category><![CDATA[web-tv]]></category> <category><![CDATA[wiki]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2044</guid> <description><![CDATA[Oggi più che mail il business sul Web si fonda su un principio semplicissimo: generare traffico qualificato. L&#8217;aggettivo qualificato sta a significare che la maggioranza dei visitatori che arrivano sul sito devono essere quelli che mostrano reale interesse verso i contenuti offerti, siano essi contenuti puri e semplici (quali articoli e tutorial o news) o...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi più che mail il business sul Web si fonda su un principio semplicissimo: generare traffico qualificato. L&#8217;aggettivo qualificato sta a significare che la maggioranza dei visitatori che arrivano sul sito devono essere quelli che mostrano reale interesse verso i contenuti offerti, siano essi contenuti puri e semplici (quali articoli e tutorial o news) o prodotti e servizi da vendere.</p><p>Portare traffico qualificato verso le pagine di un sito Web è il compito principale del <strong>Search Engine Marketing</strong>, <em>SEM</em>, una delle specializzazioni del Web Marketing.</p><p>Non basterebbe un libro per esaurire l&#8217;argomento, ma cerchiamo ugualmente di sintetizzarlo, in modo da fornire una buona introduzione a una disciplina intrigante e stimolante se affrontata nel modo giusto.</p><h2>Cosa è il Search Engine Marketing?</h2><p>Proviamo a darne una defizioni, alquanto stringata:</p><blockquote><p>Il Search Engine Marketing è il ramo del web marketing che si applica ai motori di ricerca e comprende tutte le attività volte a portare traffico qualificato verso un sito web.</p></blockquote><p>Di fatto è una conseguenza della SEO. Sempre più importante come settore, oltre che affascinante per le implicazioni e le discipline che abbraccia, e sempre più decisivo ai fini del successo online di un brand, di un marchio, di un prodotto e, quindi, di un business in generale.</p><p><em>In soldoni</em> la SEM si prefigge, come risultato, di portare verso il sito un numero &#8220;giusto&#8221; di utenti interessati a un servizio/prodotto. O come si dice: la SEM deve portare traffico qualificato verso un sito web. Sebbene fortemente riferito a siti che devono vendere un servizio o un prodotto, in realtà la SEM può essere utilizzato per qualsiasi tipo di altro sito perché paradigma, metriche, strumenti e obiettivi restano ugualmente validi. Una volta riusciti a catturare dentro il sito, questi utenti/clienti/visitatori vanno monitorati e fidelizzati.</p><p>Si dice che la SEM è una conseguenza della SEO, ma non si deve cadere nell&#8217;errore di pensare a queste due discipline come un l&#8217;alternativa dell&#8217;altra. Da soli SEO e SEM valgono a poco e sono scarsamente efficaci. Insieme, viceversa, possono determinare la vita o la morte di un business sul Web.</p><h2>Le basilari metriche della SEM</h2><p>Parlare di SEM con chi ne disconosce perfino i fondamenti è complicato. Anche perché, esaurita la premessa e le introduzioni e gli esempi spiccioli, non si può scappare dall&#8217;uso dei termini corretti. E i termini più ardui da spiegare sono quelli riferiti alle metriche. In realtà basta trovare la formula giusta per descriverli che anche i clienti più lontani dalle tecnologie del Web riescono ad acquisirne significato e cognizione.</p><p>Di metriche ne esistono tantissime, ma per cominciare a prendere confidenza è sufficiente, a mio avviso, esporne 6:</p><ul><li><strong>impression</strong>: numero di visualizzazioni di una pagina, di un link o di un banner;</li><li><strong>CTR</strong> (<em>Click Through Rate</em>): rapporto fra numero di visualizzazioni su una pagina (<em>impressions</em>) e il numero di click. Ma click dove? Generalmente click su link testuali o su grafici (tipo un banner) che rimandano alla pagina in oggetto;</li><li><strong>CPA</strong> (<em>Cost Per Action</em>): è una misura di azioni. Un&#8217;azione può essere qualunque cosa che abbia un senso per il sito web: iscrizione alla newsletter, sottoscrizione di un feed RSS, ordine effettuato su un e-commerce. E&#8217; un concetto molto importante e molto complesso che meriterebbe un articolo a sé per le implicazioni che ha e tutti i concetti che coinvolge;</li><li><strong>CR</strong> (<em>Conversion Rate</em>), o tasso di conversione: rappresenta il numero di utenti unici che hanno effettuato una determinata operazione;</li><li><strong>eCPM</strong> (<em>Cost Per Mille</em>): la formula è semplice e cioè <em>(ricavi/visualizzazioni) * 1000</em>. E&#8217; uno dei parametri per valutare e calcolare il costo di una campagna pubblicitaria;</li><li><strong>PPC</strong> (<em>Pay Per Click</em>): rappresenta il costo di un click. Fondamentale quando ci si imbatte in circuiti pubblicitari tipo Google AdWords.</li></ul><h2>Pillole di Web Marketing</h2><p>Posto che valgono tutte le conoscenze del marketing classico, cioè quello tradizionale, è pur vero che in questo tipo di marketing conta molto la conoscenza della parola &#8220;Web&#8221;.</p><p>Partiamo dal risultato: vogliamo riuscire a <strong>incamerare nuovi clienti</strong>, almeno vogliamo riuscire a portare sul sito clienti &#8220;potenziali&#8221;. Non solo: vorremmo pure riuscire a <strong>fidelizzare quelli vecchi</strong>, o per meglio dire già esistenti. Come si fa?</p><p>Sia che l&#8217;attività che vogliamo supportare col Web Marketing abbia già un sito web e sia che non ce l&#8217;abbia (meglio ancora, più divertente almeno dal punto di vista di un consulente) è fondamentale analizzare il mercato contro cui bisognerà lottare. Bisogna perlustrarlo al meglio e in tal senso Internet offre strumenti e opportunità inimmaginabili. Occorre capire chi sono i principali concorrenti e come questi lavorano e operano all&#8217;interno di quel mercato. Bisogna capire qual è il target di utenti cui ci si vuole rivolgere e quindi cominciare a pianificare opportuni piani di promozione.</p><h3>Il Web: quanti canali di comunicazione?</h3><p>Sebbene il Web sia di per sé visto come un nuovo canale di comunicazione, è in realtà vero che il Web è un nuovo <strong>contenitore</strong> di canali di comunicazione. E questi canali nascono e si sviluppano a una velocità incredibile e tutti possono essere utilizzati per attività promozionali.</p><div
id="attachment_2047" class="wp-caption alignleft" style="width: 335px"><img
class="size-full wp-image-2047" title="Social Media Marketing: quanti canali?" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/social-media-marketing.png" alt="Social Media Marketing: quanti canali?" width="325" height="299" /><p
class="wp-caption-text">Social Media Marketing: quanti canali?</p></div><p>Il sito è un canale di comunicazione. Il sito dell&#8217;azienda come ogni altro sito con cui è possibile sviluppare un qualche tipo di rapporto sono canali di comunicazione.</p><p>I social media si stanno rivelando mezzi potentissimi per veicolare il nostro messaggio di business.</p><p>I network online sono un canale di comunicazione interessante.</p><p>Poi ci sono le tv sul Web, ci sono i forum, i blog, i wiki.</p><p>Tutti hanno in comune un tratto distintivo rispetto ai canali di pubblicità classici, cioè quelli tradizionali: le strategie promozionali da attuare sono di tipo <strong>pull</strong>. E&#8217; l&#8217;utente che è parte attiva in questo tipo di strategia, è l&#8217;utente che è sì attratto dalla pubblicità, ma ha in sé libertà inattuabili negli altri tipi di media compresa la TV (ed escludendo la Web TV, prossimamente nelle nostre case).</p><p>A differenza dalla TV o dalla carta stampata, il soggetto cui ci rivolgiamo non sta subendo la pubblicità, ma entra dentro la pubblicità e può deciderne il suo sviluppo: cliccando per finire sul nostro sito o rilanciandone il messaggio sui social media o interagendo sul nostro business blog. O, drammaticamente, ignorando la nostra presenza. Non è più, detto in altro modo, un soggetto passivo, ma può diventare parte attiva all&#8217;interno del processo di marketing di un&#8217;azienda. Non riuscire a cogliere questo grande cambiamento significa rinunciare a enormi potenziali benefici.</p><h3>Cluetrain Manifesto</h3><p>Nel 1999 fu stilato un lungo e divertente, oltre che interessante, documento composto da poco meno di 100 punti. Ogni punto non è altro che un lucido esame di come è cambiato il mondo del marketing col Web e come deve cambiare se si vuole vivere <em>nel Web</em>. Nel lontano 1999 il <em>Cluetrain Manifesto</em> si imponeva come una sorta di linea guida generale se si voleva operare nell&#8217;e-business. A distanza di anni moltissimi di quei punti sono ancora validi, validissimi, perché radicati nell&#8217;essenza del Web stesso.</p><p><strong>Su Internet</strong>, come amo ripetere, <strong>difficilmente si riesce a mantenere un segreto</strong>. Intendendo la qualità di una cosa: sostituite alla parola &#8220;cosa&#8221; ogni altro concetto come &#8220;prodotto&#8221;, &#8220;servizio&#8221;, &#8220;storia&#8221; e la portata della frase rimane intatta. E solitamente le bufale vengono presto scoperte. Vale per le aziende e per il loro lavoro che deve essere, sul Web e nel Web, quanto più trasparente e aderente alla realtà. Se la trasparenza fa poi rima con qualità, allora il lavoro paga e verrà premiato. Accade costantemente e per fortuna poi si è riusciti a dimostrarlo con i fatti, con i numeri.</p><p>Andare su Internet significa cominciare a confrontarsi, ogni giorno, con i clienti. In modi e maniere difficilmente sperimentate prima. Fare business significa quasi sempre instaurare un contatto, una relazione. Su Internet il contatto e la relazione vanno curati al meglio sotto ogni profilo: puntualità, forma, sostanza.</p><div
id="attachment_2048" class="wp-caption alignright" style="width: 278px"><img
class="size-full wp-image-2048" title="Sapere comunicare il proprio messaggio" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/communication.png" alt="Sapere comunicare il proprio messaggio" width="268" height="268" /><p
class="wp-caption-text">Sapere comunicare il proprio messaggio</p></div><p><strong>Avere il prodotto migliore non è sempre vincente. Bisogna pure comunicarlo e, quindi, saperlo comunicare</strong>. Ma attenzione: se un prodotto è buono o non buono poi Internet se ne accorgerà tramite il passaparola e le reazioni dei nostri clienti o dei semplici utenti e la verità verrà rivelata. Ecco perché dico sempre che su Internet non ci sono segreti.</p><p>Una cosa poi che quasi mai viene menzionata sui curriculum è la parola &#8220;ironia&#8221; o &#8220;umorismo&#8221;. <em>Basta prendersi troppo sul serio!</em> Certe aziende hanno una completa paura del cliente, di relazionarsi con chi, <em>de facto</em>, li tiene in vita. Molte altre hanno proprio paura di relazionarsi e risultano impacciate quando devono esprimersi. Occorre molto più coraggio, a fronte di opportune strategie e valori su cui si fonda l&#8217;azienda stessa. D&#8217;altro canto non bisogna nemmeno esagerare.</p><p>C&#8217;è una frase sul <em>Cluetrain Manifesto</em> che mi è particolarmente piaciuta:</p><blockquote><p>La paranoia uccide la conversazione, ma la mancanza di conversazione uccide le aziende.</p></blockquote><p>Ne ho fatto tesoro nell&#8217;ultima esperienza e i frutti si sono visti. Più informalità nella gestione delle conversazioni, meno spocchiosità e il risultato è stato un altissimo e sorprendente livello di fidelizzazione. A un ritmo e con una forza decisamente sorprendenti.</p><h3>Strategie di Web Marketing: i passi per vincere</h3><p>Come si fa a dire di aver vinto, di aver raggiunto il successo se non abbiamo ben chiaro cosa sia la vittoria o il successo?</p><p>Prima di pensare e pronunciare la parola &#8220;strategia&#8221; <strong>occorre avere ben chiaro nella mente l&#8217;obiettivo</strong>. Qual è lo scopo della strategia che dovremo pianificare e implementare? Spesso a questa domanda non si riesce a rispondere subito. In realtà non me lo aspetto nemmeno. Servono un paio di caffè e molti minuti di chiacchierata per capire dove si vuole <em>veramente</em> arrivare. E attenzione all&#8217;avverbio &#8220;veramente&#8221;: ok i sogni, stop alle illusioni. <strong>Determinare gli obiettivi è quindi il primo passo per cominciare a definire una strategia</strong>.</p><p>La definizione di una strategia non può prescindere dall&#8217;aver individuato i bisogni da soddisfare. Chi sono gli utenti che vorremmo trasformare in clienti? E dopo aver risposto a questa domanda, se la risposta è troppo generica, si dovrà procedere a quella che si chiama differenziazione della clientela. Meglio ancora: <strong>segmentazione della clientela</strong>. Fattori di segmentazione possono essere quelli legati alla geografia, se in qualche modo il nostro business ha senso pensarlo in questo modo, oppure a elementi demografici (per nazione?) o economici e così via.</p><div
id="attachment_2053" class="wp-caption alignright" style="width: 309px"><img
class="size-full wp-image-2053" title="Ciclo di Search Engine Marketing" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Search-Engine-Marketing.jpeg" alt="Ciclo di Search Engine Marketing" width="299" height="300" /><p
class="wp-caption-text">Ciclo di Search Engine Marketing</p></div><p>Oltre a segmentare i clienti occorre <strong>prestare attenzione alla concorrenza</strong>: come sta muovendosi? Nell&#8217;analisi dei concorrenti spesso ci si dimentica di quelli potenziali, cioè di concorrenti non già immediati, ma che potrebbero esserlo nel breve e medio periodo.</p><p>Quindi si passa alla scelta di quale segmento attaccare.</p><p>In questo modo avremo coscienza della giungla nella quale dovremo lottare e finalmente si può cominciare a entrare in azione, cioè <strong>posizionare il prodotto/servizio che intendiamo offrire</strong>. Per farlo è necessario un sito web.</p><p>La costruzione delle pagine che popoleranno il sito web deve essere attenta e metodica, deve strizzare l&#8217;occhio alla grafica e al design, ma non deve dimenticarsi di fornire la migliore esperienza utente possibile. Bello sì, ma usabile (cioè facile da usare, anche se l&#8217;aggettivo &#8220;facile&#8221; non esprime in realtà tutta la potenza che si nasconde dietro la parola &#8220;usabilità&#8221;). Affidatevi a veri esperti e non lesinate sul budget: risparmiare ora potrebbe significare perdere dopo. Spendere ora potrebbe significare guadagnare dopo.</p><h2>Tecniche di Web Marketing</h2><p>Quello che vogliamo in generale ottenere è quella che si chiama <strong>brand awareness:</strong> aumento di visibilità di un nome. Per farlo dobbiamo stimolare la curiosità del visitatore, scatenare la riconoscibilità del marchio, catturare l&#8217;attenzione di potenziali clienti.</p><p>Facile intuire che non si tratta di un processo così semplice. Né breve nel tempo. A volte si ha la fortuna di accorciare i tempi (appena 2 mesi nel mio caso per raggiungere grande visibilità confermata da alcuni eventi oggettivi), ma in generale la <strong>brand association</strong> va pianificata nel medio-lungo periodo.</p><p>C&#8217;è un modo per tentare di accorciare i tempi, quanto meno comprimerli e si tratta del <strong>direct response.</strong> Si tratta di una campagna che cerca sin da subito di convogliare ottimo traffico (attenzione: <em>ottimo</em>, non <em>tanto</em>, differenza sottile, ma importante) verso il sito e instaurare, quando ciò accade, un contatto diretto con l&#8217;utente (in quel momento semplice visitatore). Proprio in quegli attimi hai a disposizione poche pagine e pochissimi secondi per impressionarlo, convincerlo della bontà del prodotto. Se ci riesci, allora è fatta. E se riesci a scatenare curiosità e fiducia, oltre a quel pizzico di non-so-che-ma-so-che-c&#8217;è ottieni pure un primo effetto del <strong>marketing virale</strong>: quel cliente racconterà a tutti la tua storia, il tuo prodotto. Lo farà spontaneamente e per te quella sarà pura e gratuita pubblicità, di quella più potente perché il passaparola di un amico o di un collega è molto più efficace di qualunque tipo di banner o link. Non sempre si riesce a ottenere lo scatenarsi del marketing virale, ma per fortuna ci sono altre strade da percorrere.</p><p>Bene inteso: vanno percorse ugualmente e parallelamente. Ognuna di questa strada porta all&#8217;obiettivo di business e non c&#8217;è giustificazione dall&#8217;abbandonarla o non cominciare a percorrerla.</p><h3>DEM: Direct Email Marketing</h3><p>Inviare un messaggio di posta elettronica è gratuito, non costa nulla. Ma pur nel costo nullo è opportuno stabilire criteri e strategie per inviare le giuste email, quelle che colpiscono.</p><div
id="attachment_2049" class="wp-caption alignleft" style="width: 480px"><img
class="size-full wp-image-2049 " title="Direct Email Marketing" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/DEM.gif" alt="Direct Email Marketing" width="470" height="352" /><p
class="wp-caption-text">Direct Email Marketing</p></div><p>La posta elettronica è un conveniente mezzo per veicolare il nostro messaggio di business. Di più: la posta elettronica, nello specifico l&#8217;email marketing, consente in modo preciso di monitorare e fidelizzare gli utenti che intendiamo raggiungere. Esistono tanti e diversi tool per organizzare e gestire campagne di email marketing. Ognuno di questi strumenti permette di misurare la <strong>redemption</strong> della campagna.</p><p>La <em>redemption</em> è un insieme di dati, assolutamente significativi nel contesto della SEM (o nella DEM dove adesso siamo andati a finire):</p><ul><li>chi ha ricevuto l&#8217;email?</li><li>chi l&#8217;ha aperta e letta?</li><li>quanti, di quelli che l&#8217;hanno letta, hanno poi compiuto una determinata azione (tipo cliccare su un link che indirizzava verso una determinata pagina)?</li><li>quanti hanno scartato il messaggio?</li></ul><p>Analizzare questi numeri e inserirli dentro un&#8217;analisi qualitativa, e non già meramente quantitativa, è fondamentale. I risultati ci permettono di capire cosa va e cosa non va all&#8217;interno della nostra campagna di marketing.</p><h3>Content Marketing</h3><p>Proviamo subito a dare una definizione spicciola di Content Marketing:</p><blockquote><p>Il CM è l&#8217;arte di comunicare con i propri clienti, senza vendere nulla! E&#8217; un tipo di marketing continuativo dove non si cerca di piazzare i propri prodotti/servizi, ma dove si rifornisono i clienti di informazioni che danno valore a quei prodotti/servizi.</p></blockquote><p>Perché funziona? Perché il cliente si sente parte integrante del prodotto/servizio che viene letteralmente <em>raccontato</em> nei vari articoli. Uno dei mezzi più interessanti è il classico <strong>business blog</strong> dove un&#8217;azienda può intraprendere un rapporto speciale con i propri clienti. Funziona solo se riusciamo a dare al cliente un valore reale, un valore in più, informazioni originali e di qualità. Se riusciamo a creare questi contenuti, i clienti apprezzeranno e ci premieranno.</p><p>Il Content Marketing si basa su <strong>tre semplici principi, o attività</strong>:</p><ul><li>la redazione di contenuti freschi e originali;</li><li>l&#8217;ottimizzazione dei contenuti stessi in ottica SEO;</li><li>la predisposizione verso i social media.</li></ul><p>La gente deve apprezzare i contenuti, ritenerli utili e questo giustifica il primo punto; i contenuti devono poi essere trovabili (a questo serve l&#8217;ottimizzazione SEO); gli utenti devono infine essere messi in grado di rilanciare i contenuti attraverso i vari canali, specialmente nei social media (da Facebook a Twitter a tutti gli altri canali esistenti).</p><p>Anche qui vediamo un perfetto connubio fra SEO e SEM, a conferma del fatto che non ci troviamo su due posizioni antitetiche, ma perfettamente conciliabili fra loro.</p><h3>Campagne AdWords</h3><p>Il titolo in realtà è specifico. Specifico nel senso che Google AdWords è senza dubbio il miglior strumento per promuoversi sul Web. Promuoversi a pagamento.</p><div
id="attachment_2050" class="wp-caption aligncenter" style="width: 553px"><img
class="size-full wp-image-2050" title="Google AdWords" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/google-adwords.jpg" alt="Google AdWords" width="543" height="358" /><p
class="wp-caption-text">Google AdWords</p></div><p>Già perché andrebbe distinta una sorta di <strong>visibilità spontanea e visibilità cercata</strong>. Esistono molte formule per descrivere questa differenza, io l&#8217;avevo coniata così e così la mantengo. Anche perché è fra le più corrette.</p><p>Se agire lato SEO sulle pagine di un sito Web, producendo contenuti di qualità, permette un naturale inserimento nelle SERP dei motori di ricerca, è pur vero che possiamo spingere il nostro nome pagando una certa cifra nei vari circuiti pubblicitari. Fra i quali AdWords, come dal titolo di questo paragrafo. La SEO ci garantisce una visibilità naturale, per così dire; AdWords invece ci garantisce una visibilità pagata.</p><p>Con AdWords possiamo impostare diverse campagne e attirare clienti. E&#8217; un modo per forzare la nostra visibilità, ma che succede quando il budget finisce? La nostra visibilità è compromessa? Se abbiamo operato bene con la SEO la risposta dovrebbe essere no.</p><p>Detto in altro modo: AdWords porta grandi benefici solo nel periodo in cui abbiamo finanziato la campagna, ma non bisogna creare eccessiva dipendenza. Piuttosto occorre puntare su una certa sinergia fra SEO e AdWords e tutte le tecniche di SEM e SMM (<em>Social Media Marketing</em>) e SMO (<em>Social Media Optimization</em>).</p><h2>Conclusioni</h2><p>E siamo giunti alle conclusioni sperando di aver fatto un minimo di chiarezza in questo vasto mondo del Web Marketing. Un ultimo consiglio è d&#8217;obbligo e cioè quello che segue.</p><p>Qualunque sia la tecnica, e in ogni caso è bene alternarle o, ancora meglio, farle correre in parallelo, dobbiamo sempre utilizzare strumenti in grado di monitorare le performance delle nostre campagne così da intervenire in real time e cambiare/aggiustare la rotta qualora sia sbagliata.</p><p>Non dobbiamo dimenticare che i motori di ricerca sono strumenti che si evolvono continuamente e, in tale ottica, anche le nostre strategie e le nostre tecniche devono evolversi di pari passo, adattarsi ai cambiamenti.</p><p>In questo tipo di lavoro <strong>la formazione continua è la chiave per il successo</strong>.</p> 
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KELTniZhvBBfVW1PGoWtrIgHxJA/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KELTniZhvBBfVW1PGoWtrIgHxJA/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/l6oDPYC_kns" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/04/principi-di-search-engine-marketing/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/04/principi-di-search-engine-marketing/</feedburner:origLink></item> <item><title>WordPress 3.4: cosa c’è di nuovo?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/x9hCWeaUXxY/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/04/wordpress-3-4-cosa-ce-di-nuovo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:40:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[wordpress]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2041</guid> <description><![CDATA[Disponibile il nuovo aggiornamento per la piattaforma WordPress. Stavolta siamo lontani dalle feature interessanti che avevamo presentato tempo addietro. Ma si tratta comunque di un aggiornamento che porta WP a un livello qualitativo ancora migliore. Diversi bugfix, come al solito. Una piccola aggiunta derivata da Facebook e Google+: cliccando sulla admin bar, così come in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Disponibile il nuovo aggiornamento per la piattaforma WordPress. Stavolta siamo lontani dalle <a
title="Le novità di WordPress 3.3" href="http://corsentino.net/2011/11/le-novita-di-wordpress-3-3/">feature interessanti che avevamo presentato tempo addietro</a>. Ma si tratta comunque di un aggiornamento che porta WP a un livello qualitativo ancora migliore.</p><p>Diversi bugfix, come al solito. Una piccola aggiunta derivata da Facebook e Google+: cliccando sulla <em>admin bar</em>, così come in iOS, ecco che si ottiene uno scrolling verso l&#8217;inizio della pagina.</p><p>Il team di sviluppo si è ancora dedicato alla riscrittura di alcune piccole parti di codice in ottica di <strong>performance</strong>. WordPress 3.4 dovrebbe usare meno RAM e quindi essere più veloce, ma attendiamo significativi test prima di mettere la bolla papale su questa frase.</p><p>Migliorato il supporto all&#8217;<strong>internazionalizzazione</strong>.</p><p>Aggiunto un tool interessante quale <strong>Theme Customizer</strong>. Non si tratterebbe di una vera e propria novità visto che un simile tool è già presente in diversi temi, soprattutto quelli premium e creati dai migliori team di sviluppo. A ogni buon conto, Theme Customizer non è altro che una semplice interfaccia grafica che permette di agire direttamente su alcune proprietà del tema quali colori, immagini di header, sfondo e altri elementi grafici. Forse le feature potrebbero riguardare anche il layout. Il problema è: è garantita la compatibilità con i temi che già usano un simile meccanismo?</p><p>Una novità importante è quella che riguarda le immagini. In particolare le immagini che inseriamo nei nostri articoli possono ora contenere <strong>tag HTML all&#8217;interno del campo <em>caption</em></strong>.</p><p>Infine, in ottica di abbracciare più e meglio i tool esterni a WP, la piattaforma fornirà <strong>miglior supporto a XML-RPC</strong>. In tal caso non sarà difficile pronosticare lo sviluppo di diversi strumenti che permettano di interfacciarsi con i nostri blog. Basti pensare all&#8217;impatto positivo che potrebbero avere visto la crescita spaventosa del mondo mobile e l&#8217;importanza di fornire la migliore esperienza utente possibile.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eaaBiEBAkgD22qEYlGhUf6rNkVg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eaaBiEBAkgD22qEYlGhUf6rNkVg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eaaBiEBAkgD22qEYlGhUf6rNkVg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eaaBiEBAkgD22qEYlGhUf6rNkVg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/x9hCWeaUXxY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/04/wordpress-3-4-cosa-ce-di-nuovo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/04/wordpress-3-4-cosa-ce-di-nuovo/</feedburner:origLink></item> <item><title>I clonatori delle startup: un vero modello di business</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/lo16AO_rW0Y/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/03/i-clonatori-delle-startup-un-vero-modello-di-business/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Mar 2012 07:30:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[business]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2030</guid> <description><![CDATA[La storia dell’informatica è piena di casi di tecnologie copiate, se non addirittura rubate. E non serve indagare più di tanto, basterebbe ripercorrere la storia della Apple e della Microsoft per scoprire diverse curiosità assolutamente interessanti. Ma restiamo ai giorni nostri. In Germania tre fratelli hanno saputo farne un mestiere: i clonatori di startup. Letteralmente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La storia dell’informatica è piena di casi di tecnologie copiate, se non addirittura rubate. E non serve indagare più di tanto, basterebbe ripercorrere la storia della Apple e della Microsoft per scoprire diverse curiosità assolutamente interessanti. Ma restiamo ai giorni nostri. In Germania tre fratelli hanno saputo farne un mestiere: i clonatori di startup.</p><p>Letteralmente illuminati dalla celebre frase di Picasso, quella che recita che “i bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano”, i tre fratelli sono sbarcati per un po’ di mesi negli USA alla caccia delle migliori startup tecnologiche. Visitano le aziende e parlano con i dipendenti al fine di carpirne i segreti del loro successo. Raccolgono così tanto materiale che tornando in Germania si mettono subito al lavoro e cominciano una serie impressionante di cloni. Vere e proprie copie di startup e dei loro siti.</p><p>Dell’arte di clonare i siti i fratelli tedeschi ne hanno fatto un <strong>business milionario</strong>. La storia è sempre la stessa: messa a punto del clone, lancio in Germania, crescita e poi…</p><p>Ma che tipo di cloni? Per rispondere a questa domanda basta elencare un po’ dei loro siti e dei relativi originali:</p><ul><li><em>cember</em> (clone di Xing);</li><li><em>pinspire</em> (clone di Pinterest);</li><li><em>zalando</em> (clone di Zappos);</li><li><em>citydeal</em> (clone di Groupon);</li><li><em>alando</em> (clone di eBay).</li></ul><p>Alcune di queste società sono state acquisite dalle aziende leader per frenarne la crescita ed eliminare un pericoloso concorrente nel paese locale. Per esempio Alando è stato acquistato da eBay per ben 40 milioni di dollari.</p><p>Resta da capire che valore ha l’etica e l’originalità in tutta questa storia. <em>De facto</em> nessuno può impedire la nascita di un concorrente, ma in alcuni casi, per i fratelli tedeschi, si tratta di cloni spudorati più che di veri e propri concorrenti.</p><p>La curiosità è che oltre alla frase celebre di Picasso se ne potrebbe citare un’altra: “chi di spada ferisce, di spada perisce”. L’azienda che infatti i tre tedeschi hanno creato, la <em>Rocket Internet</em>, ha subito lo stesso trattamento delle aziende da cui hanno copiato: i clonatori sono stati clonati.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gd3oIZw6sEHXgkKVAU7bmq8XzCo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gd3oIZw6sEHXgkKVAU7bmq8XzCo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gd3oIZw6sEHXgkKVAU7bmq8XzCo/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gd3oIZw6sEHXgkKVAU7bmq8XzCo/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/lo16AO_rW0Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/03/i-clonatori-delle-startup-un-vero-modello-di-business/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/03/i-clonatori-delle-startup-un-vero-modello-di-business/</feedburner:origLink></item> <item><title>PHP diventa grande: le feature della versione 5.4.0</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/eTHWmqAKoCE/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/03/php-diventa-grande-le-feature-della-versione-5-4-0/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:26:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Web Design & Development]]></category> <category><![CDATA[php]]></category> <category><![CDATA[web-development]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2014</guid> <description><![CDATA[Finalmente rilasciata la nuova versione del famoso linguaggio per costruire il web. PHP giunge alla release 5.4.0 e le novità non mancano. Il programma della nuove feature prevedeva diverse voci, ma solo alcune di queste sono state effettivamente introdotte. Altre lo saranno solo nel prossimo semestre, stando alle voci che circolano nel team di sviluppo....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente rilasciata la nuova versione del famoso linguaggio <em>per costruire il web</em>. PHP giunge alla release 5.4.0 e le novità non mancano.</p><p>Il programma della nuove feature prevedeva diverse voci, ma solo alcune di queste sono state effettivamente introdotte. Altre lo saranno solo nel prossimo semestre, stando alle voci che circolano nel team di sviluppo.</p><p>La versione PHP 5.4.0 porta in dote le seguenti novità:</p><ul><li><strong>server PHP integrato</strong>: piccolo e leggero, è la prima volta che accade nel mondo PHP. Si usa tramite la <em>Command Line Interface</em> e l&#8217;ambito dovrebbe riguardare solo il testing degli applicativi, e poco più. Nel disegno degli sviluppatori, questo dovrebbe costituire un&#8217;alternativa al web server usato in produzione;</li><li>inserite alcune <strong>abbreviazioni per gli array</strong>; sempre in ambito array introdotta una <strong>nuova sintassi per la dereferenziazione</strong>;</li><li>introdotte le <strong>funzioni anonime</strong> per l&#8217;accesso alle proprietà dell&#8217;oggetto;</li><li><strong>traits</strong>. I traits sono elementi molto importanti nel paradigma a oggetti. In pratica il linguaggio viene potenziato di una sorta di <em>ereditarietà di tipo orizzontale</em>, così da poter usare/riusare collezioni di metodi fra le varie classi. Alcuni programmatori hanno inteso questa feature come una sorta di <em>ereditarietà multipla</em>, ma va osservato che nella sua accezione originale, tale componente manca di fatto nel linguaggio PHP;</li><li><strong>spariscono le annotations</strong>, molte direttive e il safe mode.</li></ul><p>Per tutti i dettagli leggere il <a
title="PHP 5.4.0" href="http://php.net/ChangeLog-5.php" target="_blank">ChangeLog ufficiale</a>.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OrVr-b3BheEtXZJ3PiBUBfg7i0s/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OrVr-b3BheEtXZJ3PiBUBfg7i0s/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OrVr-b3BheEtXZJ3PiBUBfg7i0s/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OrVr-b3BheEtXZJ3PiBUBfg7i0s/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/eTHWmqAKoCE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/03/php-diventa-grande-le-feature-della-versione-5-4-0/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/03/php-diventa-grande-le-feature-della-versione-5-4-0/</feedburner:origLink></item> <item><title>Baker, il framework per creare eBook</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/IDNmTbHK13c/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:33:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[css]]></category> <category><![CDATA[ebook]]></category> <category><![CDATA[framework]]></category> <category><![CDATA[html5]]></category> <category><![CDATA[ios]]></category> <category><![CDATA[ipad]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[webkit]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2004</guid> <description><![CDATA[Ah, i libri digitali! Stanno sconvolgendo, anche se il discorso è certamente più complesso e ampio di un semplice verbo come questo, il mercato editoriale. Possibilità per gli editori di ampliare il proprio mercato, possibilità per gli autori di penetrare questo stesso mercato. Ma come crearli? Una delle procedure più professionali, tali cioè da avere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ah, i libri digitali!</p><p>Stanno sconvolgendo, anche se il discorso è certamente più complesso e ampio di un semplice verbo come questo, il mercato editoriale. Possibilità per gli editori di ampliare il proprio mercato, possibilità per gli autori di penetrare questo stesso mercato. Ma come crearli?</p><p>Una delle procedure più professionali, tali cioè da avere un risultato professionale in termini di resa grafica e non solo, fa capo a uno dei tanti software a pagamento di desktop publishing, <em>Adobe InDesign</em> su tutti. In ambito open source il mio preferito è <a
title="Scribus" href="http://www.scribus.net/canvas/Scribus" target="_blank">Scribus</a>. Oppure si può fare affidamento a <a
title="Baker Framework" href="http://bakerframework.com/" target="_blank">Baker</a>, un progetto di tre sviluppatori italiani.</p><div
id="attachment_2008" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><img
class="size-full wp-image-2008" title="eBook con Baker" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/id438634891.jpg" alt="eBook con Baker" width="460" height="460" /><p
class="wp-caption-text">Un piccolo esempio di un eBook prodotto col framework Baker</p></div><p>Baker <strong>è un framework HTML5 che permette di creare ebook</strong> in modo facile e pratico. Si basa sulle tecnologie web, in particolare HTML5, e si rivolge ai possessori di iPad e iPhone.</p><p>Le pagine dell&#8217;ebook altro non sono che pagine HTML5 all&#8217;interno delle quali si può fare uso delle funzionalità di WebKit su cui Apple sembra puntare molto. Le pagine HTML5 sono controllate da un CSS, e per esempio proprio il CSS impone una larghezza massima di 768 pixel (proprio la risoluzione dell&#8217;iPad se si intende pubblicare per questo dispositivo). Quindi si può fare uso di elementi multimediali quali immagini, video e animazione JavaScript.</p><p>Il framework impone che ogni pagina dell&#8217;ebook sia un file. I file vanno nominati alfabeticamente, quindi avremo 1.html, 2.html e così via. Tutti i file verranno infine impacchettati in una directory e pacchettizzati secondo  il <a
title="Formato HPUB" href="https://github.com/Simbul/baker/wiki/hpub-specification" target="_blank">formato HPUB</a>. L&#8217;ebook finale lo si ottiene sfruttando il framework e XCode.</p><p><em>Baker</em> è un progetto open source, i sorgenti sono rilasciati sotto <em>Licenza BSD</em>. Per altri dettagli visitare il <a
title="Baker Framework" href="http://bakerframework.com/" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GODFb3Yen-MBuyOo-i-mkJAaYuQ/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GODFb3Yen-MBuyOo-i-mkJAaYuQ/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GODFb3Yen-MBuyOo-i-mkJAaYuQ/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GODFb3Yen-MBuyOo-i-mkJAaYuQ/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/IDNmTbHK13c" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/</feedburner:origLink></item> <item><title>Il punto della settimana #54</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/-ZVlotlkiig/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 16:17:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Il punto della settimana]]></category> <category><![CDATA[cloud-computing]]></category> <category><![CDATA[linkedin]]></category> <category><![CDATA[news]]></category> <category><![CDATA[nosql]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[srl]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <category><![CDATA[volunia]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2000</guid> <description><![CDATA[Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche di mollare quando si capisce che le cose non possono arrivare a termine. Non in determinate occasioni almeno. Più o meno è quello che ho fatto. La costanza è uno di quei fattori preziosi, fondamentali in ogni tipo di lavoro. Anche per la cura di un hobby. Costanza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche di mollare quando si capisce che le cose non possono arrivare a termine. Non in determinate occasioni almeno.</p><p>Più o meno è quello che ho fatto. La costanza è uno di quei fattori preziosi, fondamentali in ogni tipo di lavoro. Anche per la cura di un hobby. Costanza che mi è mancata nel curare quelli miei, che poi altro non sono che progetti davanti a uno schermo di computer. Forse, sono riuscito a mettere ordine e qualcuno di questi è pronto per il lancio.</p><p>Su questo blog (fra gli ultimi articoli pubblicati):</p><ol><li><a
href="http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/" target="_blank">Cosa è (sarà) Volunia?</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/" target="_blank">DynamoDB, NoSQL e cloud computing fusi insieme</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi/">SRL semplificate: vantaggi e svantaggi del capitale sociale di solo 1 euro</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/">Cloud computing: rischio o opportunità?</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/">Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</a></li></ol><p>La serie dedicata allo <a
href="http://corsentino.net/tag/startup/">startup(ping)</a>:</p><ol><li><a
href="http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/">I fattori di successo di una startup</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/">4 aspetti determinanti delle startup di successo</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/">Elementi e servizi per il lancio memorabile di una startup</a></li></ol><p>Intanto ecco la mia settimana di letture.</p><h3>Web Design &amp; Development</h3><ol><li><a
href="http://www.webdesignbooth.com/logo-design-principles/" target="_blank">10 Principles That Should Be Considered Before Designing a Logo</a></li></ol><h3>Social Media</h3><ol><li><a
href="http://www.webnews.it/2012/02/10/social-media-sentirsi-meglio/" target="_blank">Social media, per sentirsi meglio</a></li><li><a
href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/5619/ford-punta-sul-web-20-per-il-business-auto/" target="_blank">Ford punta sul web 2.0 per il business auto</a></li><li><a
href="http://dariosalvelli.com/2012/02/visual-storytelling-infographic-journalism" target="_blank">Il visual storytelling e journalism</a></li></ol><h3>Freelancing</h3><ol><li><a
href="http://mashable.com/2012/02/10/linkedin-marketing/" target="_blank">5 Ways to Market Your Brand on LinkedIn</a></li></ol> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MtJYxhQ6cLvLHzzLMEgMlLnxwMk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MtJYxhQ6cLvLHzzLMEgMlLnxwMk/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MtJYxhQ6cLvLHzzLMEgMlLnxwMk/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MtJYxhQ6cLvLHzzLMEgMlLnxwMk/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/-ZVlotlkiig" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/</feedburner:origLink></item> <item><title>Cosa è (sarà) Volunia?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/Z5bizukbp0k/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:16:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[google]]></category> <category><![CDATA[volunia]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1994</guid> <description><![CDATA[Marchiori è un professionista stimato, un ricercatore che lavora da anni su questo progetto e che per questo progetto ha rinunciato a diversi altri incarichi. Sembrerebbe perciò qualcosa di estremamente interessante, tanto che l&#8217;imprenditore Pireddu ne ha finanziato lo sviluppo investendo ben 2 milioni di euro. Sarà il Google tutto italiano? Lo scopriremo a mezzogiorno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Marchiori è un professionista stimato, un ricercatore che lavora da anni su questo progetto e che per questo progetto ha rinunciato a diversi altri incarichi. Sembrerebbe perciò qualcosa di estremamente interessante, tanto che l&#8217;imprenditore Pireddu ne ha finanziato lo sviluppo investendo ben 2 milioni di euro.</p><p><em>Sarà il Google tutto italiano?</em> Lo scopriremo a mezzogiorno <a
title="Volunia" href="http://www.unipd-cmela.it/volunia/" target="_blank">su questa pagina</a>.</p><p>Di certo Volunia verrà ricordato per <strong>la viralità del lancio</strong>: <em>dico e non dico</em>, video, articoli sul <em>cosa sarà</em>.</p><h2>Ma cosa è il progetto Volunia?</h2><p><em>Volunia, seek &amp; meet</em>, lo slogan che ha smosso le menti che lo hanno letto. I verbi nascondono l&#8217;approccio di Volunia. Se il <em>seek</em> appare perfino banale (cosa vorresti da un motore di ricerca?), è il <em>meet</em> che incuriosisce. Si ipotizza quindi un social network con le caratteristiche di un motore di ricerca? O un motore di ricerca con i crismi del social network?</p><p
style="text-align: center;"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1996" title="Volunia" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/volunia-seek.jpeg" alt="Volunia" width="500" height="250" /></p><p>Un paio di idee. Il meet permetterebbe di <strong>vedere in quell&#8217;istante quanti stanno cercando i nostri stessi termini</strong>, dunque ecco che la ricerca diventa sociale. A questo punto potrebbe scatenarsi la vera interazione di Volunia: mettersi in contatto, nei modi simili a Facebook o Twitter (amicizia o follow), con quelle stesse persone che sono alla ricerca… come noi.</p><p>La <em>funzione mappa</em> potrebbe inoltre trasformare i siti in una sorta di cartine virtuale e in tale cartina visualizzare dove si trovano in un dato istante i visitatori.</p><p>A conti fatti <strong>Volunia cambierà la navigazione</strong>, molto più dinamica, forse più divertente, anche se l&#8217;efficacia di una simile navigazione è tutta da scoprire. La ricerca viene spostata dal contenuto in sé al contorno che si crea circa quel contenuto, con persone e luoghi (le pagine web).</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RtC_4awYA-ML1qnXxucbZzUM-ME/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RtC_4awYA-ML1qnXxucbZzUM-ME/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RtC_4awYA-ML1qnXxucbZzUM-ME/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RtC_4awYA-ML1qnXxucbZzUM-ME/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CorsentinoNet/~4/Z5bizukbp0k" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <feedburner:origLink>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/</feedburner:origLink></item> <item><title>DynamoDB, NoSQL e cloud computing fusi insieme</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/CorsentinoNet/~3/4J5KjAAYb5g/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:33:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[amazon]]></category> <category><![CDATA[aws]]></category> <category><![CDATA[database]]></category> <category><![CDATA[nosql]]></category> <category><![CDATA[web-services]]></category> <guid isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1978</guid> <description><![CDATA[Che succede se si fondono assieme cloud computing e database NoSQL? Se lo sono chiesti gli ingengeri di Amazon e ne è nato DynamoDB, un nuovo attore di Amazon Web Services che porterà ancora più potenza nell&#8217;infrastruttura del colosso di Seattle. Di fatto si tratta di un servizio distribuito di database, con tecnologia NoSQL. Dunque...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che succede se si fondono assieme cloud computing e database NoSQL? Se lo sono chiesti gli ingengeri di Amazon e ne è nato <a
href="http://aws.amazon.com/dynamodb/">DynamoDB</a>, un nuovo attore di <em>Amazon Web Services</em> che porterà ancora più potenza nell&#8217;infrastruttura del colosso di Seattle.</p><p>Di fatto si tratta di un <a
href="http://techcrunch.com/2012/01/18/amazon-database-dynamodb/">servizio distribuito di database</a>, con tecnologia NoSQL. Dunque deriva da questo tipo di tecnologia le caratteristiche di <strong>scalabilità e performance</strong>. Il fattore performance è destinato a migliorare se usato in ambiente cloud. Quest&#8217;ultimo, inoltre dovrebbe garantire l&#8217;<strong>high availability e</strong> l&#8217;<strong>affidabilità</strong> necessaria per servizi di alto livello e destinati a un pubblico vasto, qualità comunque discriminanti per il business in rete nel mondo di oggi.</p><div
id="attachment_1980" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img
class="size-full wp-image-1980" title="Amazon DynamoDB" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Amazon-DynamoDB.gif" alt="Dynamo DB: NoSQL e Cloud Computing insieme" width="500" height="332" /><p
class="wp-caption-text">Dynamo DB: NoSQL e Cloud Computing insieme</p></div><p>Il nome del servizio contiene in sé il primo database progettato da Amazon per far fronte all&#8217;immensa quantità di traffico da gestire sul proprio network, ovvero <em>Dynamo</em>. Quindi si tratta di una seconda versione, migliorata e potenziata delle ultime novità nei settori NoSQL e cloud computing.</p><p>A livello utente, cioè chi userà il servizio, si parla di un comodo e intuitivo pannello di controllo che consentirà di impostare diverse <em>features</em> di cui si saprà di più nelle prossime settimane: spazio di memorizzazione, indici sullo stato di salute delle risorse, un metro per misurare le prestazioni in real time di <em>DynamoDB</em>. Più tutte le <a
href="http://aws.amazon.com/dynamodb/#details">API</a> che il programmatore può usare nelle proprie applicazioni.</p> 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2UcCqmDPyarGQkX2nlyaXNebUzs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2UcCqmDPyarGQkX2nlyaXNebUzs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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