<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998</id><updated>2024-12-19T04:30:21.292+01:00</updated><category term="Fotocamera"/><category term="Fotografia"/><category term="Fotografica"/><category term="Funziona"/><category term="Funzionamento; Come"/><category term="Macchina"/><category term="3D"/><category term="Analogica"/><category term="Architettura"/><category term="Bamboccioni"/><category term="Base"/><category term="Benvenuto"/><category term="Bridge"/><category term="Compatta"/><category term="Corso"/><category term="Digitale"/><category term="Einstein"/><category term="Fake"/><category term="Fake plastic trees"/><category term="Fisica"/><category term="Goetz"/><category term="Lyrics"/><category term="Micro"/><category term="Nozioni"/><category term="Panta Rei"/><category term="Plastic"/><category term="Polaroid"/><category term="Progetti"/><category term="Project Glass"/><category term="Quattro"/><category term="Realtà Aumentata"/><category term="Reflex"/><category term="Relatività"/><category term="Robocop"/><category term="Sammlung"/><category term="Standstill"/><category term="Termodinamica"/><category term="Terzi"/><category term="Testo"/><category term="Traduzione"/><category term="Tree"/><category term="Trees"/><category term="Università"/><category term="bistrot"/><category term="dolce"/><category term="mele"/><category term="parigi"/><category term="tarte"/><category term="tatin"/><category term="torta"/><title type='text'>Cronaca di un albero annunciato</title><subtitle type='html'>Chi si ferma è perduto. E anche chi va a Barcellona.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-2277159884047755374</id><published>2013-05-08T01:14:00.001+02:00</published><updated>2013-05-08T01:14:40.507+02:00</updated><title type='text'>Il Ponce alla Livornese: storia &amp; varianti della livornesità!</title><content type='html'>Allora, ovviamente chi è toscano (ma anche non) conosce sicuramente il ponce alla livornese almeno di nome! E, il labronico uomo, è risaputo, non riesce a viver senza per più di 3 giorni.&lt;br /&gt;
Come avrete intuito, è abbastanza facile da trovare il ponce nei miei dintorni (Pisa e Livorno): basta addentrarsi in un qualunque bar (meglio se ha l&#39;aspetto di una bettola familiare trasandata) e urlare &quot;Barrista, fammi &#39;n ponce &#39;ome si &#39;omanda, diogristo!&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché un livornese allora, vista la notorietà di suddetta specialità da &quot;barre&quot;, si prepone alla stesura d&#39;un post sul sopracitato? &quot;De è semplice, ché su internette mi&#39;a si trova un cazzo di varcosa scritto ammodino de! &amp;nbsp;Ognuno scrive le su&#39; tre puttanate, arcune giuste arcune sbagliate, maddè un c&#39;è un cazzo di chiarezza unifi&#39;atoria! De!&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppoi de, m&#39;andava. Perché a me, ir ponce, MI GARBA. (e anche a voi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sappiate un po&#39; di storia prima di tutto, che la trovate un po&#39; ovunque sul web: il ponce nasce a Livorno, da cui alla &quot;livonese&quot;, ma perché? Beh, intanto immaginatevi: siamo nell&#39;800, e la città di Livorno è al massimo del suo splendore della sua storia &quot;ufficiale&quot;, che ne fissa la fondazione nel &#39;500 su progetto del Buontalenti come &quot;città ideale&quot; (infatti Livorno, o meglio di insediamenti in terra livornese, se ne ha traccia grazie a Rutilio Namaziano nel IV sec. d.C., sotto il nome di Portus Pisanus, all&#39;incirca dove ora vi è Stagno). Città di mare da sempre, ospita grazie alle leggi livornine (primo esempio di leggi di uguaglianza totale nella storia) molteplici comunità: olandese-alemanna, ebraica, valdese, greca, inglese! E insomma, chiunque volesse trovava in Livorno un porto franco dove essere accettato: quindi, tradotto, un gran casino di genti! De!&lt;br /&gt;
Comunque, si diceva del ponce: a fronte di varie leggende metropolitane con vascelli naufragati, balle di caffè e barili di rum, molto probabilmente la nascita del ponce è a cavallo tra il 1600 e il 1700, soprattutto con l&#39;intento di fare una variante italiana (livornese) della bevanda preferita dai marinai inglesi (e quindi intascare più soRdi!), il Grog.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo com&#39;è fatto sto benedetto Grog! (un si finisce più)&lt;br /&gt;
In pratica il grog è semplicemente rum e acqua calda (che allunga il rum e fa costare meno la bevanda, rendendola allo stesso tempo fortificante (calore)) con succo di limone (per prevenire lo scorbuto, nota malattia dei marinai dovuta alla mancanza di vitamina C).&lt;br /&gt;
Dal grog poi deriva anche il &lt;i&gt;punch&lt;/i&gt;&amp;nbsp;inglese, la bevanda degli aristocratici inglesi, che è semplicemente alcool (rum il più delle volte), tè (o acqua alle volte), agrumi ed eventuali erbe speziali.&lt;br /&gt;
Chi conosce già la ricetta del ponce, avrà intuito che il passo dall&#39;inglese grog al labronico ponce è solamente questione di abitudini nei beveraggi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ponce altro non è che rum con zucchero, scaldato a scioglimento, caffè bollente e buccia di limone. Vi sembra un caffè corretto? Bevetelo e vedrete che non è così. Ma molto, molto meglio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sti furboni di livornesi hanno in pratica sostituito al rum puro (quello inglese era bianco (trasparente), perché non caramellato) con una mistura di rum (bianco anch&#39;esso) e sassolino (liquore a base di anice simile alla sambuca), al tè/acqua calda il caffè ristretto, e come agrume hanno mantenuto il limone, ma anzichè come succo (nel grog) o a pezzi (nel punch), hanno messo solo una buccia. Una specialità alcolica locale buonissima, che strizzava l&#39;occhio alla tradizione inglese: il top per un marinaio in visita!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da qui il ponce nasce, e ancora altre leggende (mica solo io mi ci fo i &quot;segoni&quot;, si dice qua) narrano che addirittura Garibaldi l&#39;abbia assaggiato e gradito, oppure che Buffalo Bill ci abbia preso una &quot;musata&quot; con conseguente figura di merda con questo &quot;ponce&quot;... ma insomma, per me restano tutte leggende e ghirigori per addobbarne la storia: il succo è che è BONO!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricetta &quot;originale&quot; quindi prevede:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;rum bianco delle Antille da correzione (vabè se un è delle Antille è uguale de...! L&#39;importante è che sia da &quot;correzione&quot;, quindi NON un rum raffinato con le sfumature che solo le papille gustative di un raffinato borghesuccio riesce ad apprezzare perché le ha lette da qualche parte)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;sassolino&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;zucchero&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;caffè forte&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;buccia di limone&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div&gt;
La preparazione!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi si può trovare ancora questa miscela, la riconoscete subito perché vi verrà servita a &quot;strati&quot;: in pratica si prende il cosiddetto &lt;i&gt;gottino&lt;/i&gt;, un bicchierino da vino diverso da quelli da caffè, e ci si mette 1 cucchiaino e mezzo di zucchero, e poi si riempe in parti uguali di sassolino e rum bianco fino all&#39;altezza dei semicerchi. Si aggiunge la buccia, e si da una passata col beccuccio della macchina da caffè, fino a scaldare il tutto sciogliendo lo zucchero. Poi si aggiunge il caffè ristretto, avendo l&#39;accortezza di non farlo andare direttamente sulla miscela che abbiamo scaldato, ma facendolo cascare su un cucchiaino girato al contrario, cosicché il caffè possa colare delicatamente nel bicchiere, mantenedo quindi i tre strati nel gottino (1_rum+sassolino, 2_caffè, 3_buccia di limone (la cosiddetta &quot;vela&quot;)).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Una volta servito, ovviamente va girato da chi lo beve, e in compagnia preferibilmente o quando fa freddo! Ma insomma, va sempre bene per noi briaoni...E lo possiamo pure chiamare &quot;ponce a vela&quot;!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1927 il sig. rag. blablabla Gastone Vittori inventa però un preparato per noi pigri, cioè quelli che un gli va di seguire la procedura rituale cui sopra, sia per versare il caffè sul cucchiaino o per mescolare rum e sassolino, inventa un preparato speciale per il ponce, il cosiddetto &quot;rum fantasia&quot;. In pratìa, si mette con le stesse dosi di prima, il rhum fantasia, lo zucchero e il limone, si scalda e si mette il caffè. Uguale, ma meno bòno seondo me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora ne sono stati fatti altri di preparati, tra i quali spicca quello della Mugnetti, particolarmente buono!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque, se siete poveri tipo me, anziché rum bianco col sassolino puoi mettere il preparato con la sambuca, zucchero e limone in un pentolino, scaldarlo e versarci sopra il caffè della moka, proprio casalingo abbestia! Poi ci sono un sacco di varianti, che aggiungono al caffè (polvere) degli aromi, come lo zenzero o il peperoncino, oppure usare al posto del sassolino un qualsiasi altro liquore all&#39;anice come il mistrà, insomma potete fare cosa vi pare, l&#39;importante è che un ne beviate troppi.... oppure sì?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------&lt;br /&gt;Bravi bimbi avete letto tutto! De! E ora FATEVELO. Anche se fosse agosto, con 35°. NDIAMO!&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/2277159884047755374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/2277159884047755374' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2277159884047755374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2277159884047755374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2013/05/il-ponce-alla-livornese-storia-varianti.html' title='Il Ponce alla Livornese: storia &amp; varianti della livornesità!'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-5665484382504749927</id><published>2012-06-10T18:07:00.001+02:00</published><updated>2012-12-02T17:54:08.285+01:00</updated><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia: Flash! (prima parte)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
Nelle precedenti puntate:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-come.html&quot;&gt;Come funziona la macchina fotografica?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-lesposizione.html&quot;&gt;L&#39;esposizione (parte prima)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.it/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-gli.html&quot;&gt;Gli Otturatori&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
FLASH! (parte prima)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;avete usato tante volte, l&#39;avete
visto tante volte, e l&#39;avete sicuramente maledetto quella sera che
eravate ubriachi, quando vi ha immortalato nella vostra forma
migliore da far vedere ai posteri, ed in un futuro lontano, oppure un
giorno vicino, quando direte ai vostri figli di non bere vi tornerà
in mente quella foto, e sentirete un tremito di vergogna dentro di
voi che vi dice “con che coraggio glielo sto dicendo?”. E tutto
per un piccolo flash notturno di una misera compattina!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Già, i flash delle compattine. Quegli
aggeggi che vi fanno sembrare spesso come degli extraterrestri dagli
occhi rossi, quelli che fanno perdere diottrie ad ogni lampo. Ma il
flash non è solo per la notte e per biechi ricatti! (anche se queste
cose le fa bene)&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Allora dato che l&#39;argomento è un po&#39;
più complesso dello “sparaflesha e sputtana in pubblico”,
secondo me è bene fare subito su di esso un po&#39; di... luce! Ahahah!
(no eh?)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Okay, allora cominciamo ad analizzare il flash, il suo funzionamento, e le sue caratteristiche un po&#39; più approfonditamente!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene, sappiate mortali che oggi esistono tre
macrotipi di flash:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Integrati&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Esterni con montaggio sul corpo
 macchina (Cobra, Anulari, Torcia)&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Esterni con stativi&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Prima esistevano anche quelli con
accensione manuale, nell&#39;800, ma non credo siano pratici o vogliate
usarli... se siete sani di mente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Gli integrati sono quelli che vediamo
tutti in tutte le macchine fotografiche, sono più o meno potenti, e
generalmente non sono regolabili. Sono alimentati direttamente dalla
batteria della macchina fotografica o nelle analogiche da due pile
stilo. Sono loro che vi ricattano di solito, ed il loro uso è
principalmente quello.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh83exJAl3NkTIKwS6nKxQGsiuGE3NBlr2MtjQd5gpxg2wD2rzO9se4ZC-zu0ki348n0UuwMkmTI-2iE_SFcgWbTiRuNANQ8_6sgGJguOdHCAjV0dC2EpsMO8ZzkkQqdw5KQsK4Y75b-fw/s1600/canon_350d_9.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;312&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh83exJAl3NkTIKwS6nKxQGsiuGE3NBlr2MtjQd5gpxg2wD2rzO9se4ZC-zu0ki348n0UuwMkmTI-2iE_SFcgWbTiRuNANQ8_6sgGJguOdHCAjV0dC2EpsMO8ZzkkQqdw5KQsK4Y75b-fw/s320/canon_350d_9.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Gli esterni con montaggio sul corpo
macchina sono dei flash semiprofessionali o professionali, che
permettono un controllo dell&#39;intensità della luce, e della
diffusione e del colore grazie ad eventuali filtri da porre davanti
alla lampada. Di solito si montano con una “slitta” (un innesto
meccanico a scorrimento e successivo bloccaggio) sopra la macchina
fotografica (slitta “calda”, cioè con collegamenti elettrici
macchina-flash, o slitta “fredda”, solo di montaggio), ma
esistono anche flash a forma di corona da montare direttamente
sull&#39;obiettivo, usati nella fotografia macro. Esistono poi anche dei
flash con montaggio laterale, tramite una staffa, per via del peso:
infatti, essendo molto potenti questi ultimi, necessitano di molta
energia per funzionare e quindi di una grande (e PESANTE) batteria,
per cui solo la slitta si rivela insufficiente. 
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZZyofl91sjJ47q4g1bSyySBk3bmO6k56Ul-CDwUS8U4MGo4uyfq_LOj7sD5uIajy9fHJws9RLgmVcsyQV44mN42Zib4chIgikRqvxyHBkbYk-FqAfSzE5h7PnqbbZbF3nMHUm1pkH0xg/s1600/slittaflash2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;146&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZZyofl91sjJ47q4g1bSyySBk3bmO6k56Ul-CDwUS8U4MGo4uyfq_LOj7sD5uIajy9fHJws9RLgmVcsyQV44mN42Zib4chIgikRqvxyHBkbYk-FqAfSzE5h7PnqbbZbF3nMHUm1pkH0xg/s320/slittaflash2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiQvTEYxPvdt5W9Cnjrw1KeTbCdw8gzfUx_4Fu8cgwS6HDt8u9D5aNBPTZGtCGUss4Rl64LJBvXPp6QmaMZ97Q1dh5bZrQxZoVJw4cZl371YEwv2p6H7Yf9Rsozr60OcoAKOIqahlfWrJs/s1600/ipt_F1JI_1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;185&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiQvTEYxPvdt5W9Cnjrw1KeTbCdw8gzfUx_4Fu8cgwS6HDt8u9D5aNBPTZGtCGUss4Rl64LJBvXPp6QmaMZ97Q1dh5bZrQxZoVJw4cZl371YEwv2p6H7Yf9Rsozr60OcoAKOIqahlfWrJs/s320/ipt_F1JI_1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQAv0IfZaapCLZ8RWkp2vDybM9rNWM57dOgpbhdUUTwP33Jp-U_hy3YN6OHcps3DtivMbAWt7ueJ6s79XVV54UdPhB2uH5YV3S9cmkqQ1WsJ_LikknKuPgOSGWWeWMhKWhUT2AovmdwXM/s1600/DSC_2906_600.jpg_20061016222519_DSC_2906_600.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQAv0IfZaapCLZ8RWkp2vDybM9rNWM57dOgpbhdUUTwP33Jp-U_hy3YN6OHcps3DtivMbAWt7ueJ6s79XVV54UdPhB2uH5YV3S9cmkqQ1WsJ_LikknKuPgOSGWWeWMhKWhUT2AovmdwXM/s320/DSC_2906_600.jpg_20061016222519_DSC_2906_600.jpg&quot; width=&quot;277&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjw2tERlX9-d6EmT9fgH4LNW8uwwqJ0TF-FXxDC0OmnSvmRL1qj0q8jdehF99TB5Izil9apircM8AVlQ-_Z2PkNHQMtB-xVuN7lMqTd69T7Q1LtIKCrDFLpnSS28e1Lns7pswRVcWA2Wgg/s1600/flash_torcia2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjw2tERlX9-d6EmT9fgH4LNW8uwwqJ0TF-FXxDC0OmnSvmRL1qj0q8jdehF99TB5Izil9apircM8AVlQ-_Z2PkNHQMtB-xVuN7lMqTd69T7Q1LtIKCrDFLpnSS28e1Lns7pswRVcWA2Wgg/s320/flash_torcia2.jpg&quot; width=&quot;305&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
I flash esterni con stativi sono flash
professionali di varia levatura, sono programmabili e devono essere
attaccati alla corrente elettrica, quindi li vedrete solamente negli
studi fotografici. Se li vedrete!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglB4t4ub-PahU9gzEmjusUjiKYkD7AnwkC_v3a3o5O4b6iJ0yz_utc5_n1KW-sNswEwvnmv7Yk84K55vD2w56NSl1xSO5TKgEq8K3CcmM6wxM7W4zK5_Xfuit8DJwzxJVWKVrsQyVxqIM/s1600/ESS_PasteBitmap000182.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglB4t4ub-PahU9gzEmjusUjiKYkD7AnwkC_v3a3o5O4b6iJ0yz_utc5_n1KW-sNswEwvnmv7Yk84K55vD2w56NSl1xSO5TKgEq8K3CcmM6wxM7W4zK5_Xfuit8DJwzxJVWKVrsQyVxqIM/s320/ESS_PasteBitmap000182.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZAFyLUArlDapKUijF_QJy2vayf7rqELUQWDdqWJzBzKc7lG5OkJUgV4kU1v_BU8qcA9tR7xU9swN47U4x7FkBtFnEvoH4H3LsBF8r66m2g-2fXJ-2mTVd9iveX3jStyqc2Z9DmpfxiM4/s1600/file_4_4.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZAFyLUArlDapKUijF_QJy2vayf7rqELUQWDdqWJzBzKc7lG5OkJUgV4kU1v_BU8qcA9tR7xU9swN47U4x7FkBtFnEvoH4H3LsBF8r66m2g-2fXJ-2mTVd9iveX3jStyqc2Z9DmpfxiM4/s320/file_4_4.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf2DRvAlQhdmYO3ULYoHiWu8UPGW5CunoaSD8tn98cAIW8in2TCIihRq3LbGpzY3PsQuLf2KNx72ocFd7Ewtbf98ld9mIlePRsZSXnm93RwnOnPz-96hqyHyPkbWQWV2zraG-JiofA3_w/s1600/flash_studio2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;220&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf2DRvAlQhdmYO3ULYoHiWu8UPGW5CunoaSD8tn98cAIW8in2TCIihRq3LbGpzY3PsQuLf2KNx72ocFd7Ewtbf98ld9mIlePRsZSXnm93RwnOnPz-96hqyHyPkbWQWV2zraG-JiofA3_w/s320/flash_studio2.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Dato che io sto scrivendo per me e per
voi, e VOI non siete professionisti (spero, perché sbaglierete alla
grande a leggermi) e IO non sono un fotografo ma solo un
appassionato, direi che scriverò a riguardo solamente del tipo 2.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Bene.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Siete arrivati fin qui. Almeno vi
interessa, sembra.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Se vi interessa, probabilmente ne
vorrete comprare uno (o l&#39;avete già fatto), e la prima domanda che
sorge a tutti (sempre) quando qualcuno vuole comprare un flash è:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
“Quanto cazzo è potente &#39;sto flèshe?
Boia de?”&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
L&#39;industria o i fotografi (non so chi)
pensando a noi (grazie), hanno inventato un numero magico, il Numero
Guida (NG), che ci narra della potenza luminosa che il nostro flash
può sprigionare in un lampo al nostro comando! (ah, ogni “flash”
si chiama “lampo” in realtà, ma insomma ci capiamo no...?)&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Sto benedetto NG però è
bello complicato da intendersi nella sua più pura spiegazione
fisica! Basti sapere che più è grande più è potente. Siccome però
non ci accontentiamo, allora vediamo cos&#39;è sto benedetto
NG!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#39;Numero Guida&#39; = &#39;Apertura del Diaframma&#39; x &#39;Distanza
del soggetto (in m)&#39;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Ecco qua!&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
NOTA BENE: questa formula è
valida solamente ad ISO 100: infatti, ad ogni raddoppio della ISO
bisogna moltiplicare il NG per 1,4 (cioè circa la radice di 2,
approssimando) mentre ad ogni dimezzamento si moltiplica per 0,7.
Inoltre, il valore è calcolato su di un obiettivo 50mm, ovviamente
con la massima potenza che il flash può emettere (ad essere precisi,
il flash emette luce sempre con la stessa intensità, ma varia la
durata del lampo).&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Un numero guida 43 quindi
(esempio a caso (il mio flash): Canon SpeedLite 430 ExII) con ISO 200
corrisponde ad un NG=60, ad ISO 400 un NG=84 ed ad un ISO 50 un NG=30
(ma il problema non si pone, perché la mia Canon non arriva ad ISO
50).&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEisYUc3qeEy0HyNlILIjzoEs0jy_Bx5vRQo5Bt2384QhycWgUVb7YvShun4BuyL6YHMkZaV6dtmj1BoILF4h2DImpXqfv2xUoUA_gUxEXOSD1eq_AAmG96NyMKhF8XmGA9tDJaCz07ch3k/s1600/canon-flash-slitta.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;245&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEisYUc3qeEy0HyNlILIjzoEs0jy_Bx5vRQo5Bt2384QhycWgUVb7YvShun4BuyL6YHMkZaV6dtmj1BoILF4h2DImpXqfv2xUoUA_gUxEXOSD1eq_AAmG96NyMKhF8XmGA9tDJaCz07ch3k/s320/canon-flash-slitta.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
La formula sopra riportata
comunque è utile anche per calcolare (approssimando) la giusta
apertura del diaframma da impostare per illuminare un soggetto,
conoscendo però la distanza da voi. Infatti voi, essendo tutti bravi
in matematica, avrete già intuito che basta invertire la formula in
funzione del diaframma et voilà, avrete ciò che vi interessa:&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;LEFT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&#39;Apertura del Diaframma&#39; = &#39;Numero Guida&#39; / &#39;Distanza del
soggetto (in m)&#39;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre prendendo ad esempio il mio flash, per illuminare un
soggetto posto a 3 m dovrei quindi impostare un diaframma di
f/14,3333..., che posso approssimare ad f/14, e quindi illumino a
poco più di 3 metri con ISO 100! Cambiando l&#39;ISO, posso quindi
illuminare più lontano (grazie, non ci voleva molto...). 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un elemento che concorre in maniera determinante all&#39;illuminazione
del flash è la cosiddetta “parabola motorizzata”: consiste
infatti nella regolazione dell&#39;elemento riflettente dietro il
lampeggiatore, e permette di concentrare o diffondere il fascio
riflesso. Sinteticamente, varia l&#39;angolo d&#39;impatto della luce del
nostro flash. Essa in pratica è espressa in mm, proprio come la
lunghezza focale degli obiettivi, e per avere una illuminazione
uniforme dell&#39;immagine deve essere uguale allo zoom del nostro
obiettivo in quel momento, altrimenti permette di illuminare parti
specifiche della scena, zoomando maggiormente dell&#39;obiettivo ed
orientandolo dove ci interessa oppure ancora rendere il tutto più
morbido con una focale inferiore. Questo modifica l&#39;intensità del
flash sulla scena ovviamente....&lt;br /&gt;
Infatti la lunghezza della parabola motorizzata incide
direttamente sul numero guida, modificandolo, e questo rapporto varia
di flash in flash, che ci viene fornito ogni volta dal produttore. Di
solito i flash hanno una lunghezza 24-105mm, che può essere spinta
su grandangoli maggiori grazie ai diffusori, integrati (18mm) ed
esterni (14mm o sotto).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto quanto detto sopra è da intendersi in modalità manuale:
infatti, oggi (anzi da molto tempo) esistono meccanismi di misura
della corretta esposizione che il flash deve ottenere con un lampo.
Questi meccanismi cadono sotto il nome TTL (Through The Lenses) e
furono sviluppati per la prima volta da Olympus nel 1979 con la Om-2,
quindi in pieno periodo analogico: il tutto consisteva nel misurare
la luce riflessa dalla pellicola, quindi l&#39;esposizione che essa
riceveva senza flash, e permetteva alla macchina di comunicare al
flash l&#39;intensità (con i parametri scelti) di luce da emettere.&lt;br /&gt;
Oggi non esiste più (o quasi, infatti vi è un solo produttore al
mondo, Fujifilm, dopo il recente fallimento di Kodak) la pellicola, e
di conseguenza il vecchio sistema TTL non poteva funzionare più come
prima, ma si è anzi evoluto in forme digitali che permettono di
raccogliere molte più informazioni di prima ed essere generalmente
più affidabile; ogni marca ha il suo sistema TTL proprietario (ad
esempio Canon attualmente utilizza il sistema E-TTL II), ma il
sistema di funzionamento è più o meno questo: il flash manda dei
prelampi a tendine dell&#39;otturatore chiuse, che hanno una colorazione
grigio neutra; queste riflettono la luce ed un apposito sensore
misura e calcola tutto quanto. La misura dell&#39;esposizione per il
flash nella fotografia digitale non avviene più sul sensore, perché
il sensore (generalmente CMOS) riflette molto di più la luce della
pellicola, e con cromatismi di vario grado; questo causava incertezza
e difficoltà, e quindi si è trovata la via più semplice del
riflesso sulla tendina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sappiate che però anche i flash hanno dei limiti, riguardo al
tempo di esposizione, che è dato dal tempo di Synchro-Flash! Sotto
certi tempi infatti, si hanno grossi problemi: provate ad esempio a
scattare al buio una foto a 1/500s con una macchina che ha un tempo
synchro di 1/250s (se potete farlo: ad esempio, la mia macchina fotografica non ti dà questa opportunità, si blocca. Immaginiamo che potreste farlo!). Il risultato sarà che una parte dell&#39;immagine
sarà NERA come la pece, ma il perché è dovuto al funzionamento
delle tendine dell&#39;otturatore. Sotto certi tempi, infatti, l&#39;immagine
viene impressionata “a pezzi”, e non tutta insieme, grazie ad un
gioco di scorrimento tra le tendine. La seconda tendina inizia a
chiudersi quando la prima non si è ancora completamente aperta,
mentre il flash parte solamente quando la prima tendina è arrivata a
fine corsa. La seconda tendina quindi copre una parte dell&#39;immagine,
che rimarrà impressionata senza flash (potete approfondire tutto nel
post sugli otturatori).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFFCgq8IvYekjUWT8zSk2ehsxMaa4Wt7vozk7yzqlqwFswbkwXJFucBGq7z3evPohjG8r678PyKUDjjWk07I_XA5-5sDWhWz6lKjcPvb0_oZnyqtJPB3l-x8xX3M5k2LRwdxXsvTbZNI8/s1600/_MG_0424_rid+(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFFCgq8IvYekjUWT8zSk2ehsxMaa4Wt7vozk7yzqlqwFswbkwXJFucBGq7z3evPohjG8r678PyKUDjjWk07I_XA5-5sDWhWz6lKjcPvb0_oZnyqtJPB3l-x8xX3M5k2LRwdxXsvTbZNI8/s320/_MG_0424_rid+(1).jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
A tal proposito, per il funzionamento delle tendine, rimando al seguente sito dove è presente un&#39;animazione interattiva estremamente buona:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://regex.info/blog/2008-09-04/925&quot;&gt;http://regex.info/blog/2008-09-04/925&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Come si può fare per tempi di esposizione più bassi? Alle volte siamo obbligati ad usarli, perché stiamo fotografando soggetti in movimento ad esempio: ecco che entra in gioco un &quot;trucchetto&quot; per andare oltre i limiti fisici della nostra macchina fotografica! (il tempo di synchro flash è una caratteristica della macchina, NON del flash!). Entra in gioco infatti il meccanismo dell&#39;Hi-Speed Flash, che come dice il nome è una sorta di flash ad alta velocità.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
In pratica, cosa succede? La macchina fotografica in pratica come già spiegato, fa partire la seconda tendina prima che si sia chiusa la prima, impressionando quindi l&#39;immagine a &quot;bande&quot; (&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.it/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-gli.html&quot;&gt;vedi l&#39;articolo sugli otturatori&lt;/a&gt;); il nostro flash (in questo caso rigorosamente esterno e dotato di questa caratteristica, l&#39;hi-speed flash!) allora, per adeguarsi, e per impressionare ogni banda via via impressionata, emette per il tempo di esposizione una raffica di lampi stroboscopici, che impressionano in continuazione varie parti del sensore. Il tutto è riassumibile dal seguente schema:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvjWZTc_3_aa-YO52TeOlv9Fwsqb5rtfUmerqX6S356_AqhOYCAbP_EclDZZfTWr92yDCGoOmQP9KuyD5I-5zxJTrBOn37nvvTiUiumLoJBEKoPoW9Wv5eN4OEASE56H0b9iV_R4eDdnk/s1600/fpflash.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;111&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvjWZTc_3_aa-YO52TeOlv9Fwsqb5rtfUmerqX6S356_AqhOYCAbP_EclDZZfTWr92yDCGoOmQP9KuyD5I-5zxJTrBOn37nvvTiUiumLoJBEKoPoW9Wv5eN4OEASE56H0b9iV_R4eDdnk/s320/fpflash.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
A proposito di sincronizzazione... avete notato che negli studi
fotografici è raro che ci sia un solo flash? Sono più flash! E
scattano tutti in contemporanea! Ora, ovviamente dovrete avere più
di un flash, ma sappiate che è possibile sincronizzare più flash
tramite collegamenti appositi cablati od addirittura con collegamento
ad infrarossi: in questo caso si ottiene un sistema d&#39;illuminazione
gerarchico, dove c&#39;è un “master” (flash principale, che coordina
e sincronizza) e uno o più “slave”, che “ubbidiscono” al
master. Questo sistema è un sistema prettamente da studio
fotografico, prendetelo più come un fatto da cultura generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si parlava anche di tendine però. I flash, infatti, sono belli,
costano un botto, lampeggiano e tutto, ma quand&#39;è che parte il
lampo??&lt;br /&gt;
Ci sono due momenti in cui il lampo può partire, che
vanno bene per qualunque tempo di exp. superiore al synchro-flash, e
sono quando si è aperta tutta la prima tendina e quando si sta per
chiudere la seconda tendina. &lt;br /&gt;
Con grande fantasia, la scelta nei
vari menù e manuali è definita come “Flash sulla prima tendina”
e “Flash sulla seconda tendina”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmSCDgyvTNIBJdkHM8XuZeOeWMC-i5GW8MMpt9TDbMU2m2a5kw-HbXLotu_IGadRw16mKB5DKZqTrgihp3b0ZjVfwbFutZPOoj059XFEJgxzO5dDikl3lOP73QtRDU4MdMAnhGswIYZNI/s1600/Flash-13.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;231&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhmSCDgyvTNIBJdkHM8XuZeOeWMC-i5GW8MMpt9TDbMU2m2a5kw-HbXLotu_IGadRw16mKB5DKZqTrgihp3b0ZjVfwbFutZPOoj059XFEJgxzO5dDikl3lOP73QtRDU4MdMAnhGswIYZNI/s320/Flash-13.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Di default è sempre impostato il flash sulla prima tendina,
perché è il momento più vicino alla pressione del pulsante di
scatto e permette di cogliere meglio l&#39;attimo in cui si vuole
scattare; tuttavia, per certe tecniche di fotografia (leggasi
PANNING) che cercano invece un effetto di movimento, di scia, è
opportuno (indispensabile) mettere il flash sulla seconda tendina
(utilizzando tempi “lunghi). Se si utilizzasse infatti la prima
tendina, si avrebbe un&#39;immagine statica, congelata, con delle scie
“insensate”, quasi quelle tipiche del mosso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjA8WRmOLB6xkelk8FKCTVC0ASNLOLFWdtwH9v16Nn6ecx2POKdkL1DA6W75sPQGCvo8uo2xMThoFH9fmTzs3vvSOKVc8epHgZG5SCjenfUl-AzHLsGBcfE8epMzM-8jaDsf8c6-7S658E/s1600/Flash-14.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;126&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjA8WRmOLB6xkelk8FKCTVC0ASNLOLFWdtwH9v16Nn6ecx2POKdkL1DA6W75sPQGCvo8uo2xMThoFH9fmTzs3vvSOKVc8epHgZG5SCjenfUl-AzHLsGBcfE8epMzM-8jaDsf8c6-7S658E/s320/Flash-14.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Un tipo di lampo però manuale esiste, e parte solamente quando lo
diciamo noi: si tratta del lampo pilota, che avviene quando pigiamo
il tasto PILOT del nostro flash. Questa opzione si rivela
fondamentale per tecniche di sovrapposizione in uno stesso scatto,
oppure per provare i settaggi manuali o sparafleshare gli occhi di un
vostro amico/a....&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parliamo velocemente per concludere anche di effetto occhi rossi:
dai, tutti abbiamo una foto dove sembriamo indemoniati! Solo io?
Merd..!&lt;br /&gt;
Comunque, l&#39;effetto occhi rossi viene sicuramente da un
fatto biologico umano, anche se vi sono due spiegazioni che non si
escludono a vicenda: la prima è che la pupilla, quando scatta il
flash, essendo troppo veloce il lampo non riesce a chiudersi in
tempo, cosicché la luce entra nella pupilla, colpisce la retina
(altamente vascolarizzata e quindi rossa), esce dalla pupilla, e ci
fa diventare gli occhi momentaneamente rossi. Una seconda spiegazione
è dovuta ad una proteina contenuta nell&#39;iride, che filtra la luce
del flash lasciando uscire solamente la caratteristica luce rossa.
Queste due ipotesi possono anche spiegare perché gli animali hanno
alle volte colorazioni degli occhi diverse dal rosso!&lt;br /&gt;
Ma niente
paura, non avete il demonio dentro: basta infatti far partire qualche
prelampo prima di quello effettivo, dando tempo alla pupilla di
chiudersi in tempo. E sennò, usate photoshop de!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora però... Dopo tutto st&#39;ambaradan, ancora non si sa come
funziona un cavolo di flash! Com&#39;è che parte il lampo???&lt;br /&gt;
Certo, non è che serva a molto in termini pratici, ma mi sembra
interessante metterlo per completare questa prima parte sul
funzionamento del flash, mentre nelle prossime due parti (che spero
di fare, tempo permettendo) vorrei scrivere a riguardo della storia
del flash (quindi uno sarà corto ed inutile, pure curiosità
fotografiche) e delle tecniche più comuni che includono il flash... 
(panning, fill-in, multiesposizione... ) Quindi, quanto segue non
serve prettamente a capire come utilizzare il flash, e potreste anche
fermarvi qua se non siete curiosi!&lt;br /&gt;
Vabbé, insomma, il funzionamento attuale dei flash è questo: si
basa su un dispositivo tipico dei circuiti elettrici, il condensatore
(sì, se avete studiato fisica è proprio quello). Le estremità del
condensatore però sono “lontane” (cioè sono ben distinte,
mentre nei condensatori elettrici la distanza è quasi nulla)
separate da un tubo contente gas nobili quali lo Xenon (tubo
Geissler). In pratica, questo tubo è collegato alle piastre del
condensatore che fanno da elettrodi, e quando viene chiuso il
circuito, si genera una tensione tra gli elettrodi, facendo sì che
il gas venga “stimolato” e diventi conduttore, emettendo di
conseguenza luce (gli elettroni, facendo i famosi “salti orbitali”
che si incontrano quando si studia chimica, emettono radiazione
elettromagnetica, che nello spettro del visibile diventa la comune
“luce”). Variando la durata nel tempo della tensione (fissa) ai
capi del  tubo Geissler, si ottiene un lampo più o meno lungo (e
quindi un&#39;esposizione maggiore o minore).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhHbnVd0NC25N2fhdPepUTomYeJxpWDlN9O9H4mn_Okggv76E6NeZFkdr2Frhi-remMZhMqUZgvO1wb9qG2V_k9j8XHkwDVJRyDb9LWqkeEVzZb2mNUaYk2SqX4h37Eb-XUjZ5j6eFL2Q4/s1600/geissler.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;260&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhHbnVd0NC25N2fhdPepUTomYeJxpWDlN9O9H4mn_Okggv76E6NeZFkdr2Frhi-remMZhMqUZgvO1wb9qG2V_k9j8XHkwDVJRyDb9LWqkeEVzZb2mNUaYk2SqX4h37Eb-XUjZ5j6eFL2Q4/s320/geissler.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
....&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco!
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la gioia vostra, ho finito!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spero di non avervi annoiato troppo con questo articolo
particolarmente lungo, ma il funzionamento del flash è una cosa
unica, e spezzarlo in più parti non mi sembrava opportuno... Spero
che vi sia anche utile, prima o poi! :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/5665484382504749927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/5665484382504749927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5665484382504749927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5665484382504749927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2012/06/nozioni-di-fotografia-flash-prima-parte.html' title='Nozioni Base di Fotografia: Flash! (prima parte)'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh83exJAl3NkTIKwS6nKxQGsiuGE3NBlr2MtjQd5gpxg2wD2rzO9se4ZC-zu0ki348n0UuwMkmTI-2iE_SFcgWbTiRuNANQ8_6sgGJguOdHCAjV0dC2EpsMO8ZzkkQqdw5KQsK4Y75b-fw/s72-c/canon_350d_9.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-22348922963987362</id><published>2012-04-16T21:19:00.002+02:00</published><updated>2012-04-16T21:26:05.353+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Bamboccioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Project Glass"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Realtà Aumentata"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Robocop"/><title type='text'>Project Glass e la realtà aumentata (da Google): bamboccioni o Robocop?</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Annunciata negli anni &#39;40, realizzata nel 1968, implementata negli anni &#39;80, sviluppata negli anni &#39;90 e perfezionata negli anni 2000, sta arrivando anche al pubblico consumer/business: ma cos&#39;è la realtà aumentata?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Nient&#39;altro che una realtà con informazioni aggiuntive a quelle date dai 5 sensi, come ad esempio “Quando è stato costruito questo edificio?” oppure “Come arrivo là?” e così via. Sono tutte informazioni che magari sappiamo se stiamo parlando della nostra città, ma in una straniera?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%; &quot;&gt;&lt;i&gt;Un esempio di realtà aumentata su computer&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/KzYlO-5EEsY&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Nei lab. Google [x] però si sta sviluppando qualcosa di più, un occhiale per la realtà aumentata, basato su Android, che potrebbe anche sostituire gli smartphone in un prossimo futuro. Il suo impatto nella vita quotidiana però sarebbe molto più grande di uno smartphone, in quanto distorcerebbe sicuramente la nostra percezione della realtà, potendo vivere un esperienza totalizzante per tutta la giornata. Ecco un video di una giornata tipo con indosso i Project Glass (gli occhiali in questione):&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/9c6W4CCU9M4&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Compaiono notifiche mentre si fa colazione, si registrano filmati romantici e trasmessi in diretta con tanto di reazione dell&#39;interessata, addirittura si chiede dove è la sezione musica all&#39;interno di una libreria! Connessi tutto il tempo, aiutati tutto il tempo dalla Rete. Ci renderà schiavi della tecnologia  e inabili quando a questi occhiali si scarica la batteria, o invece avremo il doppio degli impulsi e dimezzeremo i tempi morti? Personalmente credo più la prima (pessimismo docet), ma nessuno lo sa veramente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Comunque, lo sapremo a breve: infatti il loro arrivo sul mercato è previsto verso la fine dell&#39;anno! Quindi, tecnofili agguerriti, nerd incalliti e geek irrecuperabili risparmiate un po&#39; di soldi, riparate qualche computer di qualche amico (a pagamento), e potrete soddisfare questa curiosità (una volta schiavi però è difficile tornare indietro...)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;P.S.: se siete VERAMENTE impazienti, potreste sempre comprare gli occhiali della Epson!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://malditech.corriere.it/2012/04/16/google-project-glass-domani-per-ora-i-visori-come-epson-moverio-la-prova/&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;http://malditech.corriere.it/2012/04/16/google-project-glass-domani-per-ora-i-visori-come-epson-moverio-la-prova/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;Per approfondire:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 100%;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_aprile_05/occhiali-google-dipasqua_c7a3349c-7f1b-11e1-a959-e67ffe640cb1.shtml&quot;&gt;http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_aprile_05/occhiali-google-dipasqua_c7a3349c-7f1b-11e1-a959-e67ffe640cb1.shtml &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/22348922963987362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/22348922963987362' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/22348922963987362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/22348922963987362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2012/04/project-glass-e-la-realta-aumentata-da.html' title='Project Glass e la realtà aumentata (da Google): bamboccioni o Robocop?'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/KzYlO-5EEsY/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-8780084264538699413</id><published>2011-03-12T13:26:00.006+01:00</published><updated>2012-06-10T23:02:01.101+02:00</updated><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia - Gli Otturatori</title><content type='html'>Nelle precedenti puntate:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-come.html&quot;&gt;Come funziona la macchina fotografica?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-lesposizione.html&quot;&gt;L&#39;esposizione (parte prima)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
GLI OTTURATORI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver parlato (accennato) dell&#39;esposizione, tempo di esposizione e apertura del diaframma, e aver visto come funziona a grandi linee una macchina fotografica, è bene arricchire la conoscenza fotografiHa (così direbbero a Firenze) con un mix tra esposizione e parti meccaniche: gli otturatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa sono gli otturatori? Su cosa influiscono? Bisogna che qualcuno, CI VA A PARLARE! E nello specifico non vado a parlare io ma un certo &quot;Pera&quot;, a.k.a. Alessandro Lattante, giovane studioso di fotografia in erba (io sono in germoglio per intendersi). Voilà!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Niépce, nel 1826, ebbe bisogno di circa 8 ore di esposizione per la prima immagine fotografica della storia. Ovviamente adesso noi potremmo arrivare addirittura ad un tempo di esposizione di 1/1000 di secondo. Ma come fa la macchina a catturare la luce per così poco tempo? Esiste un affarino, chiamato otturatore. Esistono due tipi di otturatori diversi, quello a tendina e quello a lamelle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Otturatore a tendina:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2mYFJN0YR2jh9_pvRooJTdMdy30BmRWpNw_5QMfecWoAhs3J-6or_N_q5gkY69QV4zC4EoU7Qgz2YRDvRPRKZnKIKF91f-x5Xm9hliqXu7ifp4PLWs7-zseXVw7PIEJ9Kz2XQMlIVNM8/s1600/1192716041.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5583169926093064034&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2mYFJN0YR2jh9_pvRooJTdMdy30BmRWpNw_5QMfecWoAhs3J-6or_N_q5gkY69QV4zC4EoU7Qgz2YRDvRPRKZnKIKF91f-x5Xm9hliqXu7ifp4PLWs7-zseXVw7PIEJ9Kz2XQMlIVNM8/s400/1192716041.jpg&quot; style=&quot;cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 128px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;otturatore a tendina si trova sul piano focale, esattamente davanti alla pellicola. Il congegno è capace di proteggere la pellicola dalla luce, a parte il momento in cui premete il pulsante di scatto. L&#39;otturatore si apre solo per il tempo determinato da voi nel modo illustrato nell&#39;immagine, durante il quale la luce impressiona la pellicola.&lt;br /&gt;
Nel dettaglio i movimenti delle tendine con un tempo di esposizione 1&quot;&lt;br /&gt;
- Nel momento dello scatto la prima tendina si apre spostandosi da sinistra verso destra (o dall&#39;alto verso il basso).&lt;br /&gt;
- Appena dopo 1&quot; dall&#39;apertura della prima tendina, parte la seconda, che chiude l&#39;otturatore coprendo la pellicola.&lt;br /&gt;
Noterete (dall&#39;immagine) che la prima parte che viene scoperta è anche la prima ad essere chiusa, l&#39;otturatore garantisce quindi un identico tempo di esposizione per ogni punto della pellicola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Otturatore a lamelle:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimRg18h2v0weX2Flrl_kN573JlM2y3fpjeryKX_17VP83wSxKXnkQXl1um92-iaEU-0svpUM72ifcUflkdx8x9dSL32ITw172E824zXPjJyveARqLiYl-LiMLG9SRRboQgS0971PB_AyU/s1600/14209_89_2.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5583170079086493714&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimRg18h2v0weX2Flrl_kN573JlM2y3fpjeryKX_17VP83wSxKXnkQXl1um92-iaEU-0svpUM72ifcUflkdx8x9dSL32ITw172E824zXPjJyveARqLiYl-LiMLG9SRRboQgS0971PB_AyU/s400/14209_89_2.jpg&quot; style=&quot;cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 207px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;otturatore a lamelle, comunemente chiamato otturatore centrale ha la medesima funzione dell&#39;otturatore a tendina, ovvero garantire un&#39;esposizione uniforme alla pellicola per un tempo predeterminato. Questo tipo di otturatore è un tutt&#39;uno con l&#39;obiettivo, per questo la sua forma è circolare.&lt;br /&gt;
Funziona in questo modo: Una serie di lamelle si aprono al momento dello scatto, lasciando così entrare la luce. Una volta che le lamelle si aprono totalmente e trascorso il tempo impostato, le lamelle si chiudono fino a ritornare al posto da cui sono partite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
NB: Con questo tipo di otturatore si ha, ad ogni scatto, una apertura completa delle lamelle. In questo modo consente l&#39;utilizzo del flash anche con tempi brevi che, comunque, arrivano solamente a 1/500&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I punti di forza dell&#39;otturatore a tendina sono:&lt;br /&gt;
- I tempi di esposizione brevissimi&lt;br /&gt;
- La collocazione sul piano focale, che lo rende perfettamente idoneo per l&#39;utilizzo in apparecchi reflex&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A favore dell&#39;otturatore centrale vanno invece:&lt;br /&gt;
- La semplicità costruttiva&lt;br /&gt;
- La sincronizzazione totale con il flash&lt;br /&gt;
- L&#39;estrema silenziosità&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-------------------------&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scala dei tempi di esposizione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhGAqtpLbdRy-0Ab9dmVyY7VdOKU57rhmFotDHi7DAvP48F1TArBFJuiCbMQbuYe5uMtWzvLdcliEWWY3-Rg0njVPwTog4brUaf1cuvKLQ1WiLF8CfE5btBAzPKK8L5AnSmCUtbw2Zm8hY/s1600/tempi.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5583170418299734226&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhGAqtpLbdRy-0Ab9dmVyY7VdOKU57rhmFotDHi7DAvP48F1TArBFJuiCbMQbuYe5uMtWzvLdcliEWWY3-Rg0njVPwTog4brUaf1cuvKLQ1WiLF8CfE5btBAzPKK8L5AnSmCUtbw2Zm8hY/s400/tempi.jpg&quot; style=&quot;cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 92px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/8780084264538699413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/8780084264538699413' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8780084264538699413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8780084264538699413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-gli.html' title='Nozioni Base di Fotografia - Gli Otturatori'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2mYFJN0YR2jh9_pvRooJTdMdy30BmRWpNw_5QMfecWoAhs3J-6or_N_q5gkY69QV4zC4EoU7Qgz2YRDvRPRKZnKIKF91f-x5Xm9hliqXu7ifp4PLWs7-zseXVw7PIEJ9Kz2XQMlIVNM8/s72-c/1192716041.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-4111471926384008299</id><published>2011-03-05T14:58:00.001+01:00</published><updated>2012-06-10T23:01:39.152+02:00</updated><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia - L&#39;esposizione (parte prima)</title><content type='html'>Nelle precedenti puntate:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-come.html&quot;&gt;Come funziona la macchina fotografica?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;ESPOSIZIONE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Orbene, abbiamo capito quale macchina fotografica scegliere, abbiamo capito come funziona alla &quot;buona&quot; una macchina fotografica, ora manca l&#39;aspetto tecnico del funzionamento!!! Eccoci quindi alla fantomatica ESPOSIZIONE, croce e delizia di chi va oltre l&#39;impostazione &quot;Auto&quot; nelle macchine fotografiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che cos&#39;è però l&#39;esposizione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;errore comune nei profani (sì mi piace ergermi a portatore della conoscenza (sebbene molto piccola), oramai l&#39;avrete capito) è confondere l&#39;esposizione con il tempo di esposizione (Tv). SONO COSE DIVERSE!!! Infatti il tempo di esposizione indica (come suggerisce il nome) per quanto tempo la luce incide direttamente sul sensore, mentre l&#39;esposizione ci dice la QUANTITÀ DI LUCE che incide direttamente sul sensore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti, in un determinato tempo, la luce che entra e impressiona il sensore può variare in base all&#39;apertura del diaframma (Av). Il diaframma è quell&#39;aggeggio dalla forma famosa, che è più facile da far capire con un&#39;immagine che altro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Diaphragme_Photo.png&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Diaphragme_Photo.png&quot; style=&quot;cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 156px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 538px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, avete capito cos&#39;è.&lt;br /&gt;
Più lo spazio centrale è aperto, più luce entrerà. Più è chiuso, meno ne entrerà. Semplice e lineare.&lt;br /&gt;
Tuttavia, non lo è la sua quantificazione!!! Ma questo verrà fatto vedere più avanti, analizzando tutti e 3 i fattori che influenzano l&#39;esposizione...&lt;br /&gt;
3 fattori? Ma non erano due?!?&lt;br /&gt;
Sorpresa sorpresa, sono 3! A volte sono proprio un burlone.&lt;br /&gt;
Il terzo fattore segreto di Fatima che influenza l&#39;esposizione è la VELOCITÀ della pellicola, altresì trasposta nel digitale con la SENSIBILITÀ del sensore. Se avete mai comprato dei rullini, vi sarete accorti che c&#39;era sempre un numerino accanto ad una scritta, ASA, ed i numeri erano soprattutto 100, 200, 400 (in Germania usavano i DIN, ma non vi interessa...). Nelle macchine digitali, per fortuna, non è più necessario comprare rullini, ma possiamo ugualmente impostare la sensibilità tramite l&#39;ISO, che come detto è l&#39;esatto corrispettivo dell&#39;ASA. In certe macchine digitali si arriva fino a 12800 ISO, ma se non avete una reflex che costa più di mille euro sconsiglio vivamente valori così alti. Comunque, più è alto il valore, più la velocità della pellicola è elevata, cioè richiede un minor tempo di esposizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giunti a questo punto, conosciamo i 3 fattori, come combinarli???&lt;br /&gt;
È molto semplice: sono tutti e 3 inversamente proporzionali. Infatti, l&#39;esposizione può rimanere la stessa aumentando un fattore, diminuendone però un altro. Tuttavia, si tende a tralasciare il fattore ISO per vari motivi: il primo, è che è un valore &quot;fissato&quot;, mi spiego meglio: ho un soggetto da fotografare, ed ho una determinata luce ambiente. In base all&#39;effetto che voglio ottenere, scelgo un valore di ISO, e successivamente agisco su Tv e Av. Questa pratica, oltre ad una sua logica intrinseca che verrà capita mano a mano che si avanza nella conoscenza fotografica, deriva anche da un fatto pratico delle analogiche: ora, v&#39;immaginate cambiare rullino per ogni fotografia??? Impossibile!!!&lt;br /&gt;
Un ulteriore motivo per cui si tende a tralasciare l&#39;ISO è data dalla misura dell&#39;esposizione, l&#39;EV: infatti l&#39;EV viene sempre calcolato ad un valore di ISO 100, e modificando l&#39;ISO devo modificare di conseguenza gli altri fattori calcolati tramite l&#39;EV (piccola curiosità: l&#39;EV varia da +2 a -2).&lt;br /&gt;
Per questi motivi, si tende a considerare il calcolo &quot;empirico&quot; (sul momento) dell&#39;esposizione principalmente tramite Tv ed Av.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(So che il post sta diventando un calderone di concetti che sembrano legati ma non si sa bene ancora come, vi chiedo solo di avere pazienza perché l&#39;esposizione non è un concetto semplice da spiegare, anche nella versione base...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ahem, dicevamo? Ah sì! Fissato 1 ISO, Tv ed Av diventano inversamente proporzionali. Si ha una sorta di relazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tv x Av = EV (a ISO 100)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però siccome i fotografi sono brutti e cattivi, la proporzionalità inversa non è propriamente numerica, e cioè: trovata 1 coppia di valori Tv ed Av, si riesce a mantenere invariata l&#39;EV agendo per STOP. Cos&#39;è uno STOP, direte voi?&lt;br /&gt;
Uno stop è un salto. Un salto da un valore ad un valore immediatamente adiacente. Due stop, indica due salti, e così via.&lt;br /&gt;
I valori però non sono valori a caso, ma sono valori standard in tutto il mondo. Quindi, 1 stop mi indica un salto ben preciso, e non sono ammesse incomprensioni.&lt;br /&gt;
Perciò, tornando all&#39;EV, e trovata la coppia Tv-Av, posso modificarla a questa maniera senza cambiare l&#39;esposizione: se aumento di 1 stop Tv, devo diminuire di 1 stop Av, se aumento Av di 3 stop devo diminuire Tv di 3 stop, e così via... in pratica, si ragione in STOP.&lt;br /&gt;
Ovviamente, la stessa cosa è per le ISO. Se aumento di 1 stop l&#39;ISO, devo diminuire di 1 stop o Av oppure Tv, è indifferente. Tutte queste scelte arbitrarie vengono definite dalle condizioni dello scatto e dall&#39;effetto che vogliamo ottenere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto, per concludere questa prima parte sull&#39;esposizione, vi darei una carrellata di valori standard per ISO, Tv ed Av (tra un valore e l&#39;altro c&#39;è 1 solo STOP):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ISO:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
50&lt;br /&gt;
100&lt;br /&gt;
200&lt;br /&gt;
400&lt;br /&gt;
800&lt;br /&gt;
1600&lt;br /&gt;
3200&lt;br /&gt;
6400&lt;br /&gt;
12800&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tv (frazioni di secondo, crescenti):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1/4000&lt;br /&gt;
1/2000&lt;br /&gt;
1/1000&lt;br /&gt;
1/500&lt;br /&gt;
1/250&lt;br /&gt;
1/125&lt;br /&gt;
1/60&lt;br /&gt;
1/30&lt;br /&gt;
1/15&lt;br /&gt;
1/8&lt;br /&gt;
1/4&lt;br /&gt;
1/2&lt;br /&gt;
1&lt;br /&gt;
2&lt;br /&gt;
...&lt;br /&gt;
Bulb&lt;br /&gt;
T&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Av (da diaframma più chiuso a diaframma più aperto):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
f/64&lt;br /&gt;
f/45&lt;br /&gt;
f/32&lt;br /&gt;
f/22&lt;br /&gt;
f/16&lt;br /&gt;
f/11&lt;br /&gt;
f/8&lt;br /&gt;
f/5,6&lt;br /&gt;
f/4&lt;br /&gt;
f/2.8&lt;br /&gt;
f/2&lt;br /&gt;
f/1.4&lt;br /&gt;
f/1&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi gli incrementi di 1 STOP. Notare che sia ISO che Tv hanno una progressione geometrica di ragione 2, Av invece ha una progressione geometrica di ragione √2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se nella vostra macchina fotografica avete dei valori intermedi tra questi, non preoccupatevi! È del tutto normale: infatti, le macchine fotografiche possono procedere per avanzamenti di 1/2 o, come nella maggior parte dei casi 1/3 di STOP nei vari fattori (ISO esclusa)!!! Quindi, ora impadronitevi del concetto di esposizione e andate in pace. Buone foto a tutti! :D</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/4111471926384008299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/4111471926384008299' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4111471926384008299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4111471926384008299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-lesposizione.html' title='Nozioni Base di Fotografia - L&#39;esposizione (parte prima)'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-2444232220596289492</id><published>2011-03-05T14:45:00.003+01:00</published><updated>2012-06-10T18:20:21.918+02:00</updated><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia</title><content type='html'>Ecco l&#39;elenco di tutte le pubblicazioni sul blog riguardanti la fotografia:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-come.html&quot;&gt;Come funziona la macchina fotografica?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-lesposizione.html&quot;&gt;L&#39;Esposizione (parte prima)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-gli.html&quot;&gt;Gli Otturatori&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.it/2012/06/nozioni-di-fotografia-flash-prima-parte.html&quot;&gt;Flash! (prima parte)&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/2444232220596289492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/2444232220596289492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2444232220596289492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2444232220596289492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia.html' title='Nozioni Base di Fotografia'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-2571966866580264873</id><published>2011-03-05T12:00:00.002+01:00</published><updated>2011-03-05T15:02:47.445+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotocamera"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotografia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotografica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Funziona"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Funzionamento; Come"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Macchina"/><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia - Come funziona la macchina fotografica?</title><content type='html'>Nelle precedenti puntate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL FUNZIONAMENTO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa essenziale per qualsiasi fotografo, è conoscere la propria macchina fotografica. Conoscere i meccanismi che fanno sì che compaia sul rullino o il nostro schermo un&#39;immagine permette di ottenere il massimo da ogni singolo scatto.&lt;br /&gt;A parole uno scatto funziona così: la luce riflessa sugli oggetti passa attraverso le lenti del nostro obiettivo, colpisce una superficie sensibile (rullino, oppure sensore CCD o CMOS nelle digitali (il CMOS è di qualità superiore)) che viene impressionata in base alla quantità e alla lunghezza d&#39;onda della luce stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica una macchina fotografica funziona come una camera oscura! E come in essa, l&#39;immagine apparirà rovesciata ed invertita. N.B.: una macchina fotografica digitale funziona né più né meno come l&#39;occhio umano, solo che al posto del chip di rielaborazione grafica abbiamo il cervello, ed al posto del sensore abbiamo la retina. La nostra lente è il cristallino. La differenza sostanziale, che ci permette di calcolare le distanze a &quot;vista&quot; è che noi abbiamo 2 occhi, e non uno solo, altrimenti avremmo grandi problemi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camera Oscura:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;http://img695.imageshack.us/img695/1671/cameraoscura.gif&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 554px; height: 265px;&quot; src=&quot;http://img695.imageshack.us/img695/1671/cameraoscura.gif&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Reflex:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDxe5DUhMUAUWfGsXdBDEUa8cF4BVHllyDNxZdCWQPa-iE-v1A-vEsYcOhbg99k8Ei6C92tjuspsaSBfQNo1HP25Xd9e5bH7qeOfQBGZtn0gLjm0pADe-9OWJddbKNMkjdSIbjmTPBdZY/s1600/Sezione+reflex.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float:left; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDxe5DUhMUAUWfGsXdBDEUa8cF4BVHllyDNxZdCWQPa-iE-v1A-vEsYcOhbg99k8Ei6C92tjuspsaSBfQNo1HP25Xd9e5bH7qeOfQBGZtn0gLjm0pADe-9OWJddbKNMkjdSIbjmTPBdZY/s320/Sezione+reflex.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5540954121176756114&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell&#39;immagine qua sopra ci si riferisce al funzionamento di una macchina reflex, ma il funzionamento è lo stesso anche per tutte le macchine, escluse le Polaroid: l&#39;unica differenza è che se alcuni tipi di macchina (compatte e micro-quattro terzi) non hanno lo specchio, e quindi il sensore è continuamente esposto alla luce entrante e quindi più soggetto a rumore e usura, mentre quando lo specchio è presente, esso si alza solo per il tempo impostato, durante lo scatto, lasciando quindi passare la luce per un periodo limitato di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------&lt;br /&gt;Questo insieme di nozioni, conoscenze etc. etc. è Under Construction, e comunque non avrà mai una pretesa di essere il Sancta Sanctorum della fotografia, ma un utile post dove è possibile informarsi in maniera veloce e pratica. Vi consiglio anche questi siti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.robertosartori.net/corsofoto.htm&quot;&gt;Corso Foto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.webfandom.com/fotografia/documentario-in-pieno-stile-vintage-sulla-storica-macchina-fotografica-della-polaroid-la-sx-70/&quot;&gt;Polaroid&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/2571966866580264873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/2571966866580264873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2571966866580264873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2571966866580264873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/03/nozioni-base-di-fotografia-come.html' title='Nozioni Base di Fotografia - Come funziona la macchina fotografica?'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDxe5DUhMUAUWfGsXdBDEUa8cF4BVHllyDNxZdCWQPa-iE-v1A-vEsYcOhbg99k8Ei6C92tjuspsaSBfQNo1HP25Xd9e5bH7qeOfQBGZtn0gLjm0pADe-9OWJddbKNMkjdSIbjmTPBdZY/s72-c/Sezione+reflex.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-1300103861432263134</id><published>2011-03-01T14:29:00.000+01:00</published><updated>2011-03-01T14:30:13.366+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Einstein"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Panta Rei"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Relatività"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Standstill"/><title type='text'>Il tempo che scorre.</title><content type='html'>Panta Rei, qualcuno aveva detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo e spazio possono cambiare, inversamente proporzionali, teoria della relatività, ha detto qualcun&#39;altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se il tempo FOSSE spazio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensieri corrono veloci, forse per nulla. Ma se, ma se il tempo e lo spazio fossero ciò che ci accade tra due attimi infinitamente lunghi?&lt;br /&gt;Cambierebbe qualcosa nella nostra percezione se ci fosse da qualche parte un tizio, in Matrix direbbero &quot;l&#39;architetto&quot;, che ha un telecomando con un tasto Pause e lo premesse in continuazione? Teorie complottistiche certo, ma non negabili. La realtà potrebbe essere il filmato da noi vissuto come continuo, ma spezzettato in attimi non quantificabili e forse visti dall&#39;architetto come lustri, decenni, secoli e non ce ne accorgeremmo mai. La velocità della luce è sempre la stessa, ovunque: sarebbe comodo essere luce, avremmo sempre tutto il tempo che vogliamo per fare cosa vogliamo. Vivremmo davvero il tempo che abbiamo, lo spazio che abbiamo, sempre, mentre noi siamo costretti a sottostare ai capricci di un telecomando troppo lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, non sarebbe più Panta Rei, ma uno Standstill continuo: la realtà avanzare per stadi finiti, in periodi infiniti. Esattamente come lo spazio, dove ogni punto è un momento diverso. Esiste, punto e basta, e vivendo non facciamo altro che unire i puntini come in un gioco d&#39;enigmistica. Scorre davvero il tempo quindi? O siamo noi che per comodità lo facciamo scorrere, perdendoci in più un sacco di cose? Ogni attimo è uno Standstill, e dovremmo assaporarlo a pieno, perché chi ci dice che poi l&#39;architetto premerà di nuovo Play?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un inno alla vita per ogni suo attimo, o una deprimente visione della stessa come un nulla in qualcosa di più grande? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono domande, forse, senza senso, senza né capo né coda, forse inutili. A qualcuno sicuramente scapperà il pensiero &quot;Fuma di meno!!!&quot; o robe simili. Ma dovrebbero fumare loro un po&#39; di più credo, se non esplorano un minimo la loro fantasia, e il perché del mondo, e ciò che ci circonda. Che anche se inutile, inconcludente, almeno potrai dire &quot;Ho esplorato&quot;, ed è come conoscere un po&#39; di più sé stessi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/1300103861432263134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/1300103861432263134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/1300103861432263134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/1300103861432263134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/03/il-tempo-che-scorre.html' title='Il tempo che scorre.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-6499598728678904926</id><published>2011-02-09T21:36:00.006+01:00</published><updated>2011-02-09T22:42:09.761+01:00</updated><title type='text'>Composizione I</title><content type='html'>Eccoci qua... finalmente, dopo mill&#39;anni, ebbi a mettere i renderings del progetto per Composizione I online...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;L’inserimento urbano di un edificio moderno in un centro storico come San Miniato (PI) comporta varie problematiche, tra cui la principale è la buona integrazione fra antico e moderno come naturale successione: passeggiando per le strade, si deve aver coscienza della diversità temporale e concettuale dei vari edifici, ma senza compromettere quell’atmosfera di accoglienza, immediatezza e diversità che porta con sé l’urbanistica e l’architettura medievale. Ecco perché è importante nella progettazione tener di conto non solo dell’uso dei materiali tradizionali (come la pietra e l’intonaco) in combinazione con i nuovi (come la ghisa), ma anche di una composizione non aggressiva ma ugualmente diversa dal tessuto urbano circostante.&lt;br /&gt;In tutto questo non bisogna rinunciare alla funzionalità e alle esigenze spaziali attuali, ben diverse da quelle di anche solo pochi anni fa: l’uso di piani sfalsati permette di raggiungere una superficie di calpestio totale maggiore nello stesso volume, ed è possibile inoltre inserire più corpi uscenti dal tetto, senza però guastare la visione dalla strada, permettendo inoltre la presenza di un’affaccio non semplice (per via degli edifici circostanti) sulla splendida vista paesaggistica presente ad Ovest di San Miniato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLICK ON IMAGE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://picasaweb.google.com/Jagtree/ComposizioneI?feat=blogger#slideshow/5571784950089099074&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjSzPwkvgej_0QTzXtkiDDjbpsyoBSugjAPUMmLfcLrWbigCVZcYPNY29LNdOJNqiil29M_60nkKXUJ5l2Ft5g7Gr4tpPl9xPVzjMYLYXNURiQHTNoxXt4jUG5a-Vjekmgop_UZR48wK2g/s720/Zenitale%20(Ombre).jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLICK ON IMAGE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’edificio presenta due ingressi su livelli differenti: dal livello più basso (Ovest) si accede o dal garage o direttamente dalla strada, mentre dal livello più alto (Est) si giunge direttamente nella zona giorno. La cucina, zona estremamente importante nella casa, è stata privilegiata dal punto di vista planimetrico, in quanto presenta un’estensione di circa 25 mq complessivi, e le ampie finestrature permettono una buona aerazione. &lt;br /&gt;Data l’articolazione su piani sfalsati, è stato inserito un bagno ogni due livelli, così che ovunque ci si trovi non si debba percorrere più di due rampe di scale per raggiungere il bagno.&lt;br /&gt;La composizione complessiva delle stanze è quindi: 1 soggiorno, 1 cucina, 3 camere, 5 bagni, 1 ripostiglio, 1 cantina, 1 lavanderia, 1 garage, 1 studio e 2 terrazzi.&lt;br /&gt;I due terrazzi hanno funzioni diversificate: uno, il più alto, permette un’affaccio dallo studio sul panorama mediante grandi porte-finestre in vetro, che non compromettono la facciata in quanto non visibili dalla strada. Il secondo, invece, ha due accessi: uno da un pianerottolo, e l’altro direttamente dalla camera matrimoniale, cui assolve la funzione tramite ancora una porta-finestra in vetro all’aerazione della stanza, lasciando libera la facciata da altre aperture. Inoltre, questo terrazzo è coperto da un frangisole, che permette di godere di un clima più fresco d’estate e una gradevole illuminazione.&lt;br /&gt;Il piano nobile è composto secondo un concetto di rifiuto verso elementi divisori forti, come possono essere le porte: l’ingresso infatti guida con la sua forma allungata e l’orditura del parquet verso il vano scale, permettendo un doppio affaccio sul soggiorno: questo ruota attorno al grande elemento murario centrale, che può accogliere ogni esigenza multimediale tipica di un salotto.  Inoltre la presenza di un piccolo bagno rompe la monotonia compositiva, creando un discorso di “scatola nella scatola”, senza comunque compromettere l’abitabilità. &lt;br /&gt;Dal vano scale è possibile accedere alle camere ai piani superiori, oppure scendere in cucina: il più grande spazio della casa, con una cucina in linea e una grande finestra per una buona aerazione.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLICK ON IMAGE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://picasaweb.google.com/Jagtree/ComposizioneI#slideshow/5571797788432354770&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXKzjsduT1nL9o-w3B289SvSJUCZZsdoAb8iaXprUhwT4LmfgmXwpi4Pic5EgfuXt3ayd15ZMPxmvyO71frVY78eiFTtUxvwY46FTgcWdgySMQpxpYkPRKm2DUATzcOOxGktJAkqKWeoA/s720/1%20a%20100%20-%20Copia.png&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLICK ON IMAGE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Docente: Antonello Boschi&lt;br /&gt;Collaboratori: Andrea Bulleri, Michela Pucciariello, Ferdinando Cardella, Massimiliano Francesconi</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/6499598728678904926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/6499598728678904926' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/6499598728678904926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/6499598728678904926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/02/composizione-i.html' title='Composizione I'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjSzPwkvgej_0QTzXtkiDDjbpsyoBSugjAPUMmLfcLrWbigCVZcYPNY29LNdOJNqiil29M_60nkKXUJ5l2Ft5g7Gr4tpPl9xPVzjMYLYXNURiQHTNoxXt4jUG5a-Vjekmgop_UZR48wK2g/s72-c/Zenitale%20(Ombre).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-8865017889297645570</id><published>2011-01-22T00:01:00.000+01:00</published><updated>2011-01-22T00:02:14.590+01:00</updated><title type='text'>Bianco.</title><content type='html'>Bianco. Tutto bianco. Foglio, sei tutto bianco e sei davanti a me, e io ti devo scrivere, perché è così che si fa.&lt;br /&gt;Per ora sei tutto per me: non esiste altro. Mi fai dimenticare il resto, mi fai liberare, mi fai immergere nel tuo bianco di mille colori, e ricreare mille e ancora mille forme con la fantasia. Ah, la fantasia! Strana bestia, eh? Tutti ce l’ hanno, pochi la usano, nessuno la capisce. Se tutti la usassero, pochi la capissero e nessuno l’avesse, sarebbe più fantasioso no? Mentre se tutti la capissero, pochi l’avessero e nessuno la usasse sarebbe molto brutto. Poco fantasioso. Oppure più fantasioso? Mah.&lt;br /&gt;Chissà perché la parola fantasia se provo a pensarla mi viene a mente un rigoglire di colori provenienti da un unico punto, in tutte le direzioni: colori caldi e colori freddi, su uno sfondo bianco, nero, celestino, rosso, giallo, verde, o mescolato. E suoni, suoni di tutti i tipi, messi lì come a caso ma ognuno con una sua ragione. E ci si sposta, ci si sposta velocemente nel dentro di questi colori come a ricercarne la fonte, ma trovando solo altri colori, nel dentro di questi suoni ma trovando solo altri suoni.&lt;br /&gt;No, ecco: ora vedo. Ho ritrovato il foglio, il foglio bianco, tu. Scuoto un po’ la testa, perplesso: eh sì, sei proprio tu. Possibile che tu contenga così tante cose? Eppure non le vedo subito, devo tuffarmi dentro di te.&lt;br /&gt;Forse è proprio questo il trucco: tuffarsi, tuffarsi nell’acqua per schizzare come la fantasia. E se nella vita facessi lo stesso? E se mi tuffassi? Cosa succederebbe? Se l’acqua fosse la mia vita, e mi ci tuffassi, la mia vita schizzerebbe? Non riesco proprio a immaginarlo.&lt;br /&gt;O forse sì: la mia vita sarebbe come la fantasia. Sarebbe infinita, sarebbe eccezionale, sarebbe incredibile, sarebbe… poca. Sì, poca; perché se la mia vita fosse fantasia, nessuno eccetto me la capirebbe, e avrebbe senso solo per me. Ma come gli schizzi, che non possono essere visti da chi si tuffa, hanno significato solo per chi li guarda. E la vita non ha senso se nessuno è con te a guardarla, ma per essere guardata ha bisogno della fantasia. Ma quindi cosa devo fare? Cosa?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mille forme, e mille colori.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/8865017889297645570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/8865017889297645570' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8865017889297645570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8865017889297645570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2011/01/bianco.html' title='Bianco.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-2090490952799296252</id><published>2010-11-07T11:47:00.024+01:00</published><updated>2011-03-05T14:40:44.582+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Analogica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Base"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Bridge"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Compatta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Corso"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Digitale"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotocamera"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotografia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fotografica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Funziona"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Funzionamento; Come"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Macchina"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Micro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nozioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Polaroid"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Quattro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Reflex"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Terzi"/><title type='text'>Nozioni Base di Fotografia - Quale macchina per noi?</title><content type='html'>Nelle precedenti puntate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html&quot;&gt;Quale macchina scegliere?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, buondì! Disse quello che vendeva merendine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, svegliatomi di buon grado, decido di iniziare un mini-progetto che non so se finirò mai! E cioè, fare un post dove (con l&#39;aiuto di altri siti, wikipedia su tutti) cercherò di spiegare i meccanismi base della fotografia e come scegliere la macchina fotografica, nei limiti delle mie capacità. Questo perchè sono un po&#39; appassionato alla fotografia, e reputo che la base per chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo sia conoscere che diavolo stiamo facendo con questa o quella macchinetta nelle nostre mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUALE MACCHINA FOTOGRAFICA SCEGLIERE?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che attanaglia qualunque neofito che non abbia i soldi che escono da parti strane è: quale macchina scegliere? E poi: digitale o analogica? La scelta del mercato sta volgendo rapidamente (se non totalmente) al digitale, soprattutto per comodità e costi.&lt;br /&gt;Comodità: le compatte spopolano, te le puoi mettere in tasca, e oggi come oggi è molto più facile trovare una digitale da comprare, ed i rullini pure non sono sempre dietro l&#39;angolo. Inoltre, la funzionalità Live View permette di vedere come verrà una foto, e possiamo comunque provare e riprovare a scattare la stessa foto senza tanti pensieri. Per non parlare di tutte le potenzialità legate al fotoritocco o ad un semplice aggiustamento dell&#39;esposizione... in una parola, Photoshop! (per utilizzare Photoshop sulle foto analogiche dovremmo avere uno scanner apposito dei negativi... ma non è proprio il massimo della comodità!)&lt;br /&gt;Costi: con una digitale fai 500 foto a costo 0 (quello di una scheda di memoria, che è riutilizzabile) mentre con un&#39;analogica sono 36 a rullino, e i rullini... Costano! Tuttavia, avere una reflex a rullino e svilupparsi le foto da soli con gli acidi, bacinelle e luci rosse, ha un suo fascino... anziché mandare un mero ordine di stampa da qualche parte nel mondo. Inoltre, i colori hanno sicuramente una resa migliore se non si usano digitali di qualità, e anche qui il dibattito è ancora aperto (il mito che i fotografi veri usano solo macchine analogiche è completamente da sfatare: tanti fotografi professionisti usano ancora macchine analogiche perchè le usavano 20 e più anni fa, quindi hanno una conoscenza estremamente profonda della loro attrezzatura e non vedono un valido motivo per cambiare tutto, sia per un discorso di costi che di riadattamento delle proprie conoscenze. Poi, appunto: l&#39;analogico ha un fascino maggiore!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo: oggi è generalmente più conveniente prendere una macchina digitale, scegliere un&#39;analogica può avere senso solo in relazione a particolari situazioni, come un corredo fotografico ereditato (peraltro riutilizzabile con le digitali, mediante appositi adattatori) o questioni affettive, perché la questione riguardante la qualità è oggetto di discussione solo ad alti livelli (e si spera a quel punto che una persona non venga nel mio blog a informarsi su che cosa scegliere, ma sappia già il fatto suo, dato che è principalmente una questione di gusto per la resa finale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tipi di Macchine Fotografiche (esistono sia in versione digitale che analogica):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usa e Getta (solo analogica)&lt;br /&gt;Compatta&lt;br /&gt;Polaroid&lt;br /&gt;Bridge&lt;br /&gt;Micro-Quattro Terzi&lt;br /&gt;Reflex&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usa e Getta: da usare solo nei casi d&#39;emergenza, quando si è in vacanza. Non si ha nessun&#39;altra macchina fotografica e vogliamo un ricordo del posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compatta: è il modello che attualmente sta spopolando sempre più. Comodo, portatile, di buona qualità. Ultimamente ne stanno tirando fuori di tutti i colori. Io ad una persona che non ha particolari esigenze fotografiche, cioè si accontenta di fotografare quel che vede ad occhio nudo, consiglio una compatta. Qualità, prezzo e portabilità tutti insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Polaroid: per questo tipo di macchina vale un discorso a parte. È costosa sia nell&#39;acquisto che nel mantenimento (carta, inchiostri), però ha un fascino incredibile: volete mettere che scattate una foto e l&#39;avete già stampata pochi secondi dopo? Da prendere solo se amate il genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bridge: a prima vista, un novizio la potrebbe scambiare per una reflex. In effetti, ha molte cose in comune, se non fosse per il fatto che non ha ottiche intercambiabili. È la scelta giusta per chi pretende qualcosa di più di una compatta, sia come qualità che ergonomia e soprattutto potenza nella scelta dei dettagli tecnici, ma sa che non avrà mai bisogno di particolari ottiche. L&#39;obiettivo che c&#39;è è quello che rimarrà per tutto il life-cycle della macchina. Se vi va bene, la bridge fa per voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Micro Quattro-Terzi: un modello riproposto da qualche anno in versione digitale dall&#39;Olympus per i 50 anni del modello Pen, che ha trascinato anche altri produttori quali Panasonic e Samsung. Sono caratterizzate per essere una via di mezzo tra reflex e compatta: unisce la potenza di una reflex (e i sensori di una reflex) e le ottiche intercambiabili con la portabilità di una compatta. Differenza principale? Le micro quattro-terzi non hanno lo specchio. Quindi scordatevi il mirino (se non elettronico) e il classico rumore di quando scatta una reflex. Valida scelta, ma la qualità di una reflex è ancora superiore, anche per un discorso di esposizione del sensore: nella micro quattro-terzi il sensore è sempre esposto alla luce, e quindi soffrirà di più gli effetti di rumore luminoso, ma comunque rimane una scelta di ottima qualità. Leggermente inferiore alla bridge come qualità, ha dalla sua un design retrò inconfondibile e appunto la buona portabilità con ottiche intercambiabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reflex: il paradiso fotografico. In base al budget, avrete uno strumento più o meno potente, più o meno buono, ma sempre superiore a tutti i tipi precedenti (generalmente). Si ha il pieno controllo della foto e la migliore qualità, migliorabile inoltre grazie ad ottiche via via sempre più raffinate. Consiglio di scegliere marche blasonate per questa tipologia, come Canon e Nikon, più che per un discorso di qualità esclusivamente per un discorso di parco ottiche più ampio. Anche Sony comunque sta iniziando ad avere un discreto parco ottiche, dopo l&#39;acquisizione di Konica-Minolta. Oppure, se ereditate da qualcuno una collezione di obiettivi, scegliete la marca per cui sono fatti quegli obiettivi, che esistono degli adattatori appositi per ottiche analogiche al digitale. Unica nota di demerito: oggi, tutti si comprano una reflex. Perché? Perché è meglio. Non fate un discorso del genere: comprate una reflex solo se sapete che ne avrete bisogno, altrimenti risparmiate soldi puntando su qualcos&#39;altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------&lt;br /&gt;Questo insieme di nozioni, conoscenze etc. etc. è Under Construction, e comunque non avrà mai una pretesa di essere il Sancta Sanctorum della fotografia, ma un utile post dove è possibile informarsi in maniera veloce e pratica. Vi consiglio anche questi siti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.robertosartori.net/corsofoto.htm&quot;&gt;Corso Foto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.webfandom.com/fotografia/documentario-in-pieno-stile-vintage-sulla-storica-macchina-fotografica-della-polaroid-la-sx-70/&quot;&gt;Polaroid&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/2090490952799296252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/2090490952799296252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2090490952799296252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2090490952799296252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/11/nozioni-base-di-fotografia.html' title='Nozioni Base di Fotografia - Quale macchina per noi?'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-5486903169473173084</id><published>2010-11-02T19:34:00.004+01:00</published><updated>2010-11-18T19:36:01.495+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fisica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Termodinamica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Università"/><title type='text'>Appunti di Andrea</title><content type='html'>Buondì. Siccome mi sono svegliato bene, ho detto: perchè non mettere a disposizione di tutti i miei appunti? Credo possano essere utili, piano piano ne aggiungerò un po&#39;. Per oggi, un giorno prima del mio compleanno, vi regalo gli appunti di Termodinamica per Fisica Generale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fileden.com/files/2007/1/15/647521//Fisica%20(Termodinamica).pdf&quot;&gt;Termodinamica (appunti per Fisica Generale)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fileden.com/files/2007/1/15/647521//Fisica%20-%20Meccanica%20-%20Momento%20Lineare%20ed%20Angolare.pdf&quot;&gt;Meccanica e Momento Lineare (appunti per Fisica Generale)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fileden.com/files/2007/1/15/647521//Chiesa%20di%20San%20Michele%20Arcangelo%20in%20Borgo%20-%20COPIA%20CON%20PASSWORD.pdf&quot;&gt;Tesina su Chiesa di San Michele in Borgo&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/5486903169473173084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/5486903169473173084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5486903169473173084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5486903169473173084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/11/appunti-di-andrea.html' title='Appunti di Andrea'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-3645408677184403120</id><published>2010-09-19T12:52:00.006+02:00</published><updated>2010-11-28T15:16:29.209+01:00</updated><title type='text'>Lo stereotipo dello stereotipo.</title><content type='html'>Stereotipo: &quot;Lo stereotipo (o cliché) è, nell&#39;uso moderno, la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Stereotipo&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, non è una definizione presa da un Devoto Oli o uno Zingarelli, però calza abbastanza bene come definizione. È, come dice appunto Wikipedia, una semplificazione, per identificare un qualcosa, qualcuno, nella società di oggi, troppo complessa per essere analizzata, troppo vasta per essere esplorata. Tuttavia, mi sembra che oggi se ne abusi un po&#39; troppo: è il rifugio di chi non ha voglia di pensare, e si è stancato di fare troppi zig-zag nelle differenze culturali, e quindi etichetta ogni cosa in un macrogruppo con caratteristiche salienti che possiamo ritrovare in un sottogruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma.&lt;br /&gt;C&#39;è un Ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi c&#39;è una nuova figura nel panorama sociologico: lo stereotipo dello stereotipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è lo stereotipo dello stereotipo? È una figura, sempre più diffusa, che stereotipizza qualunque cosa, sia che rientri nelle sue idee o meno, senza mai approfondire nulla. Esso è apparenza, mascherata da una velata conoscenza della realtà in ogni suo ambito. Perchè oggi dire &quot;non ho un&#39;idea precisa&quot; su qualunque argomento, è sintomo di ignoranza e menefreghismo. Quindi, devi avere un&#39;idea: quale miglior cosa dello sfruttare idee comuni e consolidate, apparenti e diffuse? Ecco quindi la nascita dello stereotipo dello stereotipo: applicando questo concetto ad ogni aspetto della società circostante, si giunge ad un livello culturale bassissimo, che non approfondisce nulla ma sa ugualmente tutto. Moltiplicate questo effetto per la massa delle persone che lo sfrutta, ed avrete una frangia di persone unita, potente, ignorante e menefreghista. In pratica, il trionfo dell&#39;apparenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È paradossale, che per non ammettere l&#39;ignoranza, si giunga ad un&#39;ignoranza maggiore: sì, perchè l&#39;ignoranza velata e nascosta sottopelle fa sicuramente meno effetto di un&#39;ignoranza manifesta. Ma è più pericolosa, subdola, e difficile da togliere: da qui, l&#39;impoverimento culturale generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo, basterebbe essere più umili, ammettere le proprie mancanze e saper ascoltare chi ce le può colmare. Ma sarebbe un&#39;ammissione troppo grande, per troppe persone.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/3645408677184403120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/3645408677184403120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3645408677184403120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3645408677184403120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/09/lo-stereotipo-dello-stereotipo.html' title='Lo stereotipo dello stereotipo.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-3283521377325151230</id><published>2010-08-26T20:42:00.027+02:00</published><updated>2012-04-11T15:07:10.930+02:00</updated><title type='text'>Aforismi dal bosco.</title><content type='html'>Piccola raccolta di aforismi, scritti da me o da altri (firmati).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasgressione non è solo il soddisfacimento di un proprio piacere personale, ma soprattutto la sovrastazione dell&#39;ego sulle regole della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;amore eterno dura 3 mesi. [Woody Allen]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammettere di sbagliare con dignità è una cosa in cui riescono in pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non rimettersi mai al giudizio degli altri è la maniera più semplice di tutelare le proprie azioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero amico ti giudicherà sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parlar male degli altri è la povertà dello spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;essere intelligenti consiste nel riuscire non solo a trovare il bello in tutte le cose, ma riuscire ad apprezzarlo e capirlo, e scegliere fra tutte le cose &quot;belle&quot; solo quelle che ci piacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno è più idiota di un idiota convinto di non essere idiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sai che sta per accadere qualcosa di brutto, sarà sempre più brutto di quel che pensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema non è far ridere una donna, ma PERCHÉ la fai ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;architetto è un pittore senza pennello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il miglior amico dell&#39;uomo è un buon libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose belle finiscono, sennò non sarebbero tali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pessimista è solo un ottimista ben informato. [Oscar Wilde]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il più orrendo fetore, il lezzo peggiore, l&#39;afrore più nero e mortale, si sa che nel giro di ore si riesce a scordare, si arriva persino a pensare, che forse è sembrato, l&#39;odore è passato, se mai qualche odore c&#39;è stato, ma intanto l&#39;olezzo ti intride, pian piano ti uccide, e chi l&#39;ha prodotto sorride. [Daniele Silvestri]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sua. [Clint Eastwood]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La puntualità è la virtù di chi si annoia.[A.Breton]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Happiness only real when shared. [Christopher McCandless &quot;Alexander Supertramp&quot;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bigamia significa avere una moglie di troppo. Monogamia anche. [Oscar Wilde]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io amo l&#39;umanità. È la gente che odio! [Linus Van Pelt - Charles M. Schulz]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo come patatine fritte, nel grande arrosto della vita! [Rat-Man - Leonardo Ortolani]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza per la maggior parte è solo una guerra tra poveri ad alto impatto mediatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso... L&#39;amore non è mai presuntuoso o pieno di se, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore. L&#39;amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità. È sempre pronto a scusare, a dare fiducia, a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta. [Dal film &quot;I Passi dell&#39;Amore - Jamie, dal diario della madre]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in un&#39;epoca dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità. [Oscar Wilde]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica è tra le migliori compagnie che si possano avere: dice cosa vogliamo noi, quando lo vogliamo noi, come lo vogliamo noi, ma è indipendente da noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lunghezza di un libro e la profondità dello stesso sono (nella maggior parte dei casi) inversamente proporzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffida sempre da chi al bar prende sempre e solo una tazzina di caffé.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/3283521377325151230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/3283521377325151230' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3283521377325151230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3283521377325151230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/08/aforismi-dal-bosco.html' title='Aforismi dal bosco.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-8831537742695192383</id><published>2010-07-23T00:40:00.004+02:00</published><updated>2010-07-23T01:12:08.006+02:00</updated><title type='text'>22 luglio.</title><content type='html'>Ecco, ci risiamo. 22 luglio. Una data innocua, per i più. NON PER ME.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esattamente due anni fa, accadeva l&#39;avventura a Barcellona, sì quella in stile survivor, quella che ho raccontato proprio qua su questo blog. Ecco, oggi pensavo che era il suo secondo anniversario! Che bello!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è sempre un ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma al destino crudele e bastardo, al dio nullafacente e infingardo, al caso meschino e bugiardo, tutto questo ancora non bastava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;era una volta un corso del secondo anno di edile-architettura. Era un corso composto di persone allegre, vivaci, ragazze biondemorerossecastanenerescure, e chi più ne ha più ne metta. Ignari del pericolo che li aspettava, come uno specializzando che si trova nelle vicinanze di Jack, il paziente dall&#39;alzhaimer galoppante (Scrubs docet), questo povero grumo di persone si accingeva nel lontano martedì 6 ottobre del 2009 ad affrontare le prime 7 ore dell&#39;esame che avrebbe loro rovinato la vita sociale dell&#39;anno corrente: composizione architettonica, I. Ora, già il professore si chiama Boschi, io mi chiamo Albero, facciamo un po&#39; i nostri conti... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, allegri e spensierati (?) concludiamo trascinandoci dietro ore ed ore di lavoro e ancora più ore di sonno arretrato l&#39;anno accademico. Bene! Si dà l&#39;esame!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece NO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè, dopo che hai studiato almeno 8 ore al giorno per un bel po&#39; di tempo, dopo che ti alleni e tutto, è normale prendersi una piccola pausa. Per rilassarsi. Che fai? Come ho detto prima (ehh mica le dico così per fare le cose io!), Scrubs docet. Quindi guardo scrubs. Con un bel bicchiere di latte zuccherato pronto da bere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardi scrubs sul letto. Bicchiere di latte con CUCCHIAIO. Sei rilassato. Ti giri un secondo per cambiare posizione. Sei stanco, mezzo addormentato, volevi uscire con i tuoi amici: hai la testa chissà dove. Il cucchiaio si muove, ma tu non lo vedi. Sei insettofobico, e qualche volta hai visto qualche animale strano in casa, che hai prontamente schiacciato, ma non te lo aspetti nel bicchiere di latte. Scambi il cucchiaio che si muove per un animale. Reazione istintiva: movimento veloce del braccio. Il bicchiere di latte è pieno: straripa. Dove? Ma sul computer! Ovvio! Murphy docet, pure lui!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problema: latte = liquido -&gt; danno al computer. Quindi: giri immediatamente il computer dopo una breve asciugatina. Secondo pensiero: liquido -&gt; evapora -&gt; phon. Phon! Prendi il phon per asciugare il computer. Tragicomico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passi il phon sulla tastiera. Velocemente. Non ti soffermi su nemmeno un tasto. Contento e felice, lo sollevi. Orrore: dei tasti di plastica, per via del calore si sono deformati e non funzionano più!!! Ben 3 tasti del cavolo diventano inutilizzabili! Mannaggia! Allora li stacco, cercando di ripararli, rimodellarli col calore... niente. Ma niente da fare. Allora? Non posso mica lasciare tutto così!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come ho fatto a scrivere questo post? Semplice! Siccome sono inggggegnere, allora ho pensato subito a una repentina soluzione: devo trovare qualcosa da appiccicare sulla gommina rimbalzante del tasto per aumentarne la base di pressione, adatta ai miei polpastrelli e camuffabile. Pensa, pensa, pensa... dove cavolo lo trovo un quadrato (anzi 3 quadrati) 1.8x1.8 cm, a mezzanotte, in casa? Non lo trovo! ... cartonlegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cartonlegno. Mi fabbricherò i tasti col cartonlegno e poi lo riporterò in assistenza una volta dato disegno 2! Perfetto... fortuna, l&#39;intelligenza non dipende dalla sfiga, e quindi l&#39;idea funzionò... e funziona tutt&#39;ora, ad articolo finito. Alcuni tasti vecchi, sono un po&#39; più duri per via dello zucchero, ma ho fiducia che tutto si risistemerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione? Sono insettofobico paranoico, ho un computer con 3 tasti di cartonlegno dipinto (eh sì perchè l&#39;ho dipinti di nero proprio come gli altri tasti) e altri 3 induriti tantissimo, e non ho ancora finito Scrubs. Che ne dite, secondo voi, c&#39;è una qualche relazione particolare che tutto questo mi sia accaduto il 22 luglio??? Ai posteri l&#39;ardua sentenza. (e ai poster... ai poster... boh, i poster si attaccano al muro e via).</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/8831537742695192383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/8831537742695192383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8831537742695192383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8831537742695192383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/07/22-luglio.html' title='22 luglio.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-5777655300267299942</id><published>2010-07-06T21:22:00.003+02:00</published><updated>2010-07-06T23:01:05.343+02:00</updated><title type='text'>Elleapostrofo.</title><content type='html'>Siamo uomini. Nella storia, è sempre venuto fuori qualcuno a dirci che siamo soli, siamo in compagnia, o che qualcuno ci vuole bene lassù. Ma prima di tutto siamo uomini, inteso come specie.&lt;br /&gt;E vaghiamo così, uomini perduti su questa cosa non sommersa dal mare che chiamiamo Terra. Perché? Ce lo siamo chiesto tutti prima o poi. Che vogliamo fare? Perché lo facciamo?&lt;br /&gt;In realtà siamo solo egoisti. Vaghiamo per noi stessi, per il nostro puro desiderio di vita, inscritto nelle fila del nostro istinto, che si è formato da qualche milione di anni a questa parte, da qualche misera cellula a uomo completo. Egoismo… sano, puro e giusto egoismo. Nessuno dice il contrario. Almeno, nessuno che venga bollato come “normale”.&lt;br /&gt;Il problema è che non sappiamo cos’è la vita. E allora ci poniamo degli obiettivi noi stessi, giusto per distrarci dal nostro senso di ignoranza: soldi, famiglia, piaceri, vizi, conoscenza… ma latente sotto di noi rimane quella sensazione di incompletezza. Come ha scritto Primo Levi, l’uomo non è mai contento: vede sempre la sua vita come una successione di problemi, e quando ne togliamo uno, ne vediamo un altro che era nascosto proprio dietro di lui. E non siamo mai contenti. Siamo solo dei grandi problem solvers noi. O meglio, ci siamo ammaestrati da soli ad esserlo.&lt;br /&gt;C’è chi è più furbo e dice: voglio raggiungere la felicità. Si crede molto furbo, ma non lo è, perché la sua sarà solo una felicità fittizia, che si auto-impone: per molto tempo può andare bene, ma poi arriva alla resa dei conti e ti accorgi del tuo teatrino costruito su misura, di quello che hai ignorato per far tornare tutto nell’equazione della felicità. Sì, perché la vera felicità è bastarda: arriva da sola, quando le pare, come le pare. Il massimo che uno può dire è che vive per quei momenti, ed è giusto e furbo per davvero questa volta, perché la vera felicità ti travolge e ti fa sentire in risonanza con tutto l’esistente del mondo.&lt;br /&gt;Sono riuscito a scrivere finora senza nominare la parola più spaventosa dell’intero vocabolario italiano: l’amore. Sì, perché l’amore, quello con “elleapostrofoamore” tutto scritto maiuscolo, fa paura. Perché è lui la vita, è lui che non riusciamo a trovare, e ci costruiamo delle distrazioni tutto intorno a noi quasi per dimenticarcene. L’amore è ciò che ci manca, e tutto il resto sta piano piano prendendo il sopravvento: non ce ne accorgiamo, ma il processo è lento ed inesorabile, e come la pappina preconfezionata del neonato va bene a tutti, fino poi ad arrivare ad affermare che “non è poi così male”. C’è chi si innamora delle proprie distrazioni poi: chi del proprio lavoro, chi della propria compagna un po’ bruttina ma sempre gentile o di quella bella e stronza, o di quella bella e sempre gentile ma sbagliata, chi dei soldi, chi di sé stesso. Non è un grande male: alla fine, qualcosa così si guadagna sempre. Un po’ di felicità, un po’ di serenità, sebbene sia dettata dall’abitudine e non dalla passione vibrante scritta dentro di noi e coperta da una pesante coltre, che non riusciamo a togliere da soli. Questa passione ce l’abbiamo tutti diversa: ma quando trovi chi o cosa riesce a toglierti questa coltre, allora hai trovato davvero l’amore. L’amore è qualcosa che riesce a levarti questo peso dal cuore, troppo grande per te, con la stessa leggerezza che si ha nel soffiare una piuma verso l’alto. L’amore è qualcosa cui ti puoi abbandonare a braccia aperte, perché sai che anche dall’altra parte sta succedendo la stessa cosa. E non te ne frega più di niente, tutto il resto è in secondo piano, grigino e spento al suo confronto. Non ha bisogno di parole, di gesti eclatanti, di nulla: è lui che comanda e fa tutto, è il terzo incomodo tra due soggetti innamorati. Con l’amore, due persone non hanno bisogno di fare nulla. Basterebbe lasciarli da soli in un luogo bianco, senza pareti, rumori, completamente vuoto, per vederli sorridere l’un l’altro mentre si guardano negli occhi, felici come non mai. Perché hai la vita, le distrazioni le puoi lasciare agli altri. Hai l’amore.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/5777655300267299942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/5777655300267299942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5777655300267299942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/5777655300267299942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/07/elleapostrofoamore.html' title='Elleapostrofo.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-4844722190378689571</id><published>2010-06-15T11:21:00.002+02:00</published><updated>2010-06-15T11:21:34.574+02:00</updated><title type='text'>Infelice</title><content type='html'>Ci vuole coraggio, e la faccia come il culo, oggi come oggi, per dire di sentirsi infelici.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/4844722190378689571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/4844722190378689571' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4844722190378689571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4844722190378689571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/06/infelice.html' title='Infelice'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-7500995584449999605</id><published>2010-04-04T16:41:00.003+02:00</published><updated>2010-04-04T16:45:07.130+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="bistrot"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="dolce"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mele"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parigi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tarte"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tatin"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="torta"/><title type='text'>Tarte Tatin (la Torta delle Sorelle Tatin)</title><content type='html'>Allora... premetto che questa è la prima ricetta che scrivo, quindi non siate troppo cattivi! :p I parigini comunque sanno quanto sia buona e deliziosa questa fantastica torta francese! :D Stranamente mi riesce molto bene! O.O&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qua allora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;&lt;br /&gt;STORIA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Tarte tatin è un classico dolce della tradizione francese nato all&#39;inizio del secolo grazie all&#39;inventiva delle sorelle Carolina e Stephanie Tatin albergatrici a Loret-Cher, in Francia.&lt;br /&gt;In realtà sembra che, come di solito accade, questa buonissima torta sia nata a causa (sarebbe meglio dire per merito) di uno sbaglio.&lt;br /&gt;Le due sorelle Tatin, avevano nell&#39;albergo due ruoli diversi, mentre la giovane Carolina si occupava di accogliere i clienti, Stephanie, cuoca provetta, si occupava della cucina: in particolar modo era apprezzata la sua buonissima torta di mele.&lt;br /&gt;La leggenda narra che, un giorno in cui l&#39;albergo era pieno di cacciatori che aspettavano di poter pranzare, Stephanie si accorse di non aver preparato la sua torta di mele; senza farsi prendere dal panico corse in cucina, imburrò e cosparse di zucchero una tortiera, ci mise dentro le mele e la infornò. Solo dopo si rese conto di non aver foderato la tortiera con la pasta brisè! Ancora una volta Stephanie prese in pugno la situazione, ricoprì la tortiera con un solo strato di pasta e rimise tutto in forno. La storia finisce, naturalmente, con il lieto fine: infatti terminata la cottura, Stephanie rovesciò la torta su un piatto e la portò in sala dove fu letteralmente divorata. Era nata così la tarte tatin. &lt;br /&gt;Successivamente, visto il discreto successo riscosso, la tarte tatin fu adottata dal celebre ristorante parigino Maxim&#39;s che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.&lt;br /&gt;Oggigiorno è uno dei dolci più amati in Francia ed è immancabile nelle Brasseries e nei ristoranti, dai più modesti ai più lussuosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMPOSIZIONE: base di pastafrolla + mele cotte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TEMPO DI PREPARAZIONE: 1 ora e mezzo (2 ore al max)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STRUMENTI NECESSARI:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tortiera in alluminio, diametro circa 30 cm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INGREDIENTI :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mele cotte:&lt;br /&gt;4 mele Golden (o Renette)&lt;br /&gt;90 g burro&lt;br /&gt;80 g zucchero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pastafrolla:&lt;br /&gt;115 g burro&lt;br /&gt;50 g zucchero&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;200 g farina&lt;br /&gt;1/4 di cucchiaino di sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREPARAZIONE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) MELE: Mettere 90 g di burro e 80 di zucchero nella tortiera, a sciogliere a fuoco basso. Successivamente prendete le mele, togliete il torsolo e la buccia, poi tagliatele in otto parti ciascuna. Una volta fatto, metterle nella tortiera a cuocere con il burro e lo zucchero a fuoco medio/mediobasso, girandole ogni tanto per ottenere una cottura più uniforme per 45 minuti circa, finchè non si ha un colore un po&#39; più marroncino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) PASTAFROLLA: la scrivo per chi non la sapesse fare, comunque se non la avete già pronta si può preparare anche subito dopo le mele, dato che vi è il tempo necessario. Mettete la farina in un recipiente sufficientemente grande per la lavorazione, insieme con lo zucchero e il sale. Fate un&#39;incavo nel centro, e mettetete su tutta la superficie piccoli pezzettini di burro morbido. Aggiungete l&#39;uovo, e iniziate a lavorare il tutto con la punta delle dita prima, poi quando raggiunge una consistenza più compatta anche con le mani. Quando è perfettamente omogenea, fate una palla con questa pasta e avvolgetela in una pellicola trasparente, dopodichè mettetela in frigo per circa mezz&#39;ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Accendete il forno a circa 220°C, levate la tortiera dal fuoco, prendete la pastafrolla e stendete un disco un po&#39; più grande della tortiera di circa 2-3 cm. Dopodichè stendete il disco sopra le mele cotte nel burro e zucchero, e premete la pastafrolla sul bordo, per farla andare leggermente più profonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Infornate la tortiera con mele e pastafrolla nel forno a 220°C, per 18-25 minuti circa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Una volta cotta la torta, lasciatela riposare a temperatura ambiente per 2-3 minuti, dopodichè ponete un piatto sopra la tortiera e capovolgete il tutto con un colpo secco, così che la pastafrolla poggi sul piatto. Se avanza del liquido, distribuitelo sopra la torta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) La torta ora è pronta, ma è consigliabile servirla tiepida/calda (potete riscaldarla a bagnomaria), magari in abbinamento a un bicchierino di Calvados!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;IMG src=&quot;http://www.passioneventi.it/wp-content/uploads/2008/10/taret-tatin.jpg&quot;&gt;&lt;br /&gt;&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi vogliate troppo male se è scritta da cani, ma vi assicuro è una cosa assurda, è troppo buona!!!!!! Ne mangerei a chili, chili, chili... e anche a tabasco, tabasco, tabasco...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/7500995584449999605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/7500995584449999605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/7500995584449999605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/7500995584449999605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/04/tarte-tatin-la-torta-delle-sorelle.html' title='Tarte Tatin (la Torta delle Sorelle Tatin)'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-4643116781314090059</id><published>2010-03-22T12:31:00.000+01:00</published><updated>2010-03-22T12:49:17.221+01:00</updated><title type='text'>Telai</title><content type='html'>Dicono che la vita è un filo.&lt;br /&gt;Forse è vero, forse no, forse ci è solo appesa, ma non conta niente.&lt;br /&gt;I fili si aggrovigliano. La vita pure. Questo, sì, questo torna. Questo purtroppo torna. Non si vorrebbero i nodi, si vorrebbe un filo dritto e liscio dall&#39;inizio alla fine, perfetto esempio di geometria, linea retta dello scorrere tra le dita del tempo. Ma ci sono. I nodi. E nessuno li può togliere del tutto.&lt;br /&gt;Forse la vita è un&#39;insieme di fili: uno spago per ogni cosa, ognuno accasciato su un telaio a volte troppo grande per noi che sappiamo a malapena fare l&#39;uncinetto se ci va bene. Uno spago per il tempo che abbiamo, uno spago per ogni singola passione, uno spago per i nostri desideri, uno spago per..., e a volte capita che si intrecciano, si mischiano, anche se li conosciamo a memoria, li numeriamo, li teniamo stretti sotto il nostro occhio essi sfuggono, corrono. Si perdono.&lt;br /&gt;A volte fanno dei nodi tra loro. Si accumulano. Se nascono più velocemente di quanto impieghiamo a scioglierli, beh, è lì il vero problema. Il nodo dei nodi, che non può essere districato direttamente, ma solo districando quelli minori. E ti accorgi, vedi sotto i tuoi occhi crescerli tutti questi aggrovigliamenti, li vedi aumentare a dismisura, diventare più forti, fino a che il telaio è da buttare. Ma vorresti farlo con un sorriso, e non ce la fai però. Ecco qua: un nodo alla gola. Un&#39;altro. E&#39; un rincorrere inutile la pace, un tremendo vortice in cui senti che finisce ogni tuo singolo filo. Ogni.&lt;br /&gt;Non c&#39;è speranza da quel punto di vista, forse l&#39;unica certezza nel mondo. E allora ignoriamo, ignoriamo, è l&#39;unica soluzione, fino a che poi non viene l&#39;inverno e si ha freddo, senza i vestiti costruiti dal telaio. Io non ne ho ancora finito uno. Ne ho ammezzati tanti, di vestiti, e posso farci solo una coperta per l&#39;inverno, ma non posso uscire di casa. Una bellissima coperta, certo, ma nemmeno un vestito. Ne basterebbe uno. Mi basterebbe che non venisse chi, cosa, qualcuno a tagliarmi le maniche quando lo sto per finire, a distruggere le cerniere quando sto per concludere. Vorrei, vorrei, vorrei. Vorrei che io potessi fare quel che voglio, senza pensare che c&#39;è chi sta molto peggio, chi non ha una coperta, chi non ha nulla, che in fondo non ho così freddo. Non è vero. Io ho freddo. Molto freddo. E non mi accontento. Nessuno, dovrebbe farlo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/4643116781314090059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/4643116781314090059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4643116781314090059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/4643116781314090059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/03/telai.html' title='Telai'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-3110405858178723572</id><published>2010-03-14T23:39:00.002+01:00</published><updated>2010-03-22T12:24:14.787+01:00</updated><title type='text'>Distanze</title><content type='html'>Due respiri, vicini,&lt;br /&gt;si ascoltano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due animi, vicini,&lt;br /&gt;si sentono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due persone, lontane,&lt;br /&gt;si parlano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma due, due cuori vibrano, ovattati e forti, timidi e puri, impauriti da sè stessi e dalla loro voglia di vivere che poi si allontanano senza fuggire, guardandosi, da lontano, lontano... Che fare? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://photos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs504.snc3/26483_1350141083546_1531921800_30899434_2641589_n.jpg&quot; &gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/3110405858178723572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/3110405858178723572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3110405858178723572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3110405858178723572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/03/distanze.html' title='Distanze'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-2545881915658557616</id><published>2010-01-11T00:41:00.005+01:00</published><updated>2010-01-12T01:35:34.824+01:00</updated><title type='text'>La volpe, l&#39;uva e l&#39;uomo.</title><content type='html'>Dai, il post precedente era un&#39;elogio alla bellezza, non potete criticarmi se poi torno nel mio vecchio stile autodecadente, eh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È che manca qualcosa. Anzi, mancano. Una fuori, ed una dentro. Perchè è sempre complicato? Non si sa mai dove cascare, c&#39;è il vuoto da ambo le parti.&lt;br /&gt;Dentro: dentro c&#39;è una scintilla, una molla, una rabbia. Che scatta quando si chiede di più a sè stessi. Che fa affrontare sprezzanti di tutto l&#39;obiettivo, nell&#39;esaltazione dello stesso. Ma come un&#39;accendino troppo usato che non funziona più, come una molla troppo tirata che non tira più, come l&#39;ira cui sussegue il torpore, è sbiadita, in favore dell&#39;accomodamento, questa cosa, questa bellissima e pesante cosa da avere dentro. E alla fine, senza rendertene conto, sei cambiato: puoi tornare come prima quando vuoi, ma sai che ti costa tanto. E l&#39;accomodamento è lì ad attendere, pronto ad uscire fuori e farti rinunciare. Lo chiamano adattamento: bella parola per dire che tu, volpe, non arrivi all&#39;uva; ma invece è l&#39;uva che deve scendere, e tu, volpe, devi far piegare il ramo, o vincere la gravità, o quello che ti pare. Ma è più faticoso. Accomodamento è il termine giusto, che racchiude la componente facile e terribile dell&#39;ignavo.&lt;br /&gt;Fuori: fuori c&#39;è una scintilla, una molla, un&#39;amore. Che scatta quando si vuole di più di sè stessi. Che fa affrontare col sorriso la vita, nell&#39;esaltazione della stessa. Ma come un&#39;accendino che non fa ardere un fuoco da solo, come una molla che non fa funzionare un motore da sola, come la passione, che da sola lentamente cede al vuoto, è stata soppiantata dalla paura, questa cosa, questa bellissima e leggera cosa da avere dentro e fuori. E alla fine, senza rendertene conto, non sei mai cambiato: guardi indietro e rivedi il solito copione, e sai che anche questa volta non sarà diverso. E la paura è lì ad attendere, pronta ad uscire fuori e paralizzarti. La chiamano timidezza: bella parola per dire che tu, uomo, non vuoi farti capire dagli altri; ma invece gli altri devono capirti, e tu, uomo, sai farti capire, puoi farti capire, o quello che ti pare. Ma è più duro rompere il vetro che ti imprigiona. Paura è il termine giusto, perchè in realtà non vuoi perdere quello che hai già trovato, perchè ti accontenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dentro ed il fuori sono strettamente collegati: paradossalmente il dentro è la cosa che più agisce sul fuori, ed il fuori è la cosa che più ti agisce dentro. Il punto di contatto sei tu, che non ci capisce più nulla. Hai bisogno dell&#39;uno e dell&#39;altro per sistemarli entrambi. Sai che affrontare sprezzante delle conseguenze il fuori, ti porterà un po&#39; di ordine dentro. Ma il limbo è come il letto caldo alla mattina, in cui anche se sveglio e vuoi uscire, temi il gelo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------&lt;br /&gt;Perchè le cose tue, quelle che hai, le hai dovute prendere sputando dolore? E perchè, invece, le cose belle non sono mai tue, sono già prese, da altri, da qualcun&#39;altro, e non puoi averle? Perchè, perchè poi finisce che devi cercare altrove la bellezza? L&#39;egocentrica mia stupida e infantile ingiustizia...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/2545881915658557616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/2545881915658557616' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2545881915658557616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/2545881915658557616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2010/01/la-volpe-luva-e-luomo.html' title='La volpe, l&#39;uva e l&#39;uomo.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-6175489370659702463</id><published>2009-12-27T12:51:00.003+01:00</published><updated>2009-12-27T13:02:10.676+01:00</updated><title type='text'>Sogno di una fuga nella Sicilia.</title><content type='html'>Tratto da &quot;Il Gattopardo&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ottobre 1860&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pioggia era venuta, la pioggia era andata via; ed il sole era risalito sul trono come un re assoluto che, allontanato per una settimana dalle barricate dei sudditi, ritorna a regnare iracondo ma raffrenato da carte costituzionali. Il calore ristorava senza ardere, la luce era autoritaria ma lasciava sopravvivere i colori, e dalla terra rispuntavano trifogli mentucce cautelose, sui volti diffidenti speranze.&lt;br /&gt;Don Fabrizio insieme a Teresina ed Arguto, cani, e a don Ciccio Tumeo, seguace, passava Lunghe ore a caccia, dall’alba al pomeriggio. La fatica era fuori d’ogni proporzione con i risultati, perché anche ai più esperti tiratori riesce difficile colpire un bersaglio che non c’è quasi mai, ed era molto se il Principe rincasando poteva far portare in cucina un paio di pernici così come don Ciccio si reputava fortunato se a sera poteva sbattere sul tavolo un coniglio selvatico, il quale del resto veniva ipso facto promosso al grado di lepre, come usa da noi.&lt;br /&gt;Un’abbondanza di bottino sarebbe stata d’altronde per il Principe un piacere secondario; il diletto dei giorni di caccia era altrove, suddiviso in molti episodi minuti. Cominciava con la rasatura nella camera ancora buia, al lume di una candela che rendeva enfatici i gesti sul soffitto dalle architetture dipinte; si acuiva nel traversare i saloni addormentati, nello scansare alla luce traballante i tavoli con le carte da gioco in disordine fra gettoni e bicchierini vuoti, e nello scorgere fra esse il cavallo di spade che gli rivolgeva un augurio virile; nel percorrere il giardino immoto sotto la luce grigia nel quale gli uccelli si strizzavano per far saltar via la rugiada dalle penne; nello sgusciare attraverso la porticina impedita dall’edera; nel fuggire, insomma; e poi sulla strada, innocentissima ancora ai primi albori, ritrovava don Ciccio sorridente fra i baffi ingialliti mentre sacramentava affettuosamente contro i cani; a questi, nell’attesa, fremevano i muscoli sotto il velluto del pelo. Venere brillava, chicco d’uva sbucciato, trasparente e umido, e di già sembrava di udire il rombo del carro solare che saliva l’erta sotto l’orizzonte; presto s’incontravano le prime greggi che avanzavano torpide come maree, guidate a sassate dai pastori calzati di pelli; le lane erano rese morbide e rosee dai primi raggi; poi bisognava dirimere oscuri litigi di precedenza fra i cani da mandria e i bracchi puntigliosi, e dopo quest’intermezzo assordante si svoltava su per un pendio e ci si trovava nell’immemoriale silenzio della Sicilia pastorale. Si era subito lontani da tutto, nello spazio e ancor più nel tempo. Donnafugata con il suo palazzo e i suoi nuovi ricchi era appena a due miglia ma sembrava sbiadita nel ricordo come quei paesaggi che talvolta s’intravedono allo sbocco lontano di una galleria ferroviaria; le sue pene e il suo lusso apparivano ancor più insignificanti che se fossero appartenuti al passato, perché rispetto all’immutabilità di queste contrade fuori di mano sembravano far parte del futuro, esser ricavati non dalla pietra e dalla carne ma dalla stoffa di un sognato avvenire, estratte da una Utopia vagheggiata da un Platone rustico e che per un qualsiasi minimo accidente avrebbe anche potuto conformarsi in foggie del tutto diverse o addirittura non essere; sprovviste così anche di quel tanto di carica energetica che ogni cosa passata continua a possedere, non potevano più recar fastidio.&lt;br /&gt;&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;La bellezza fatta prosa, il fascino impresso con l&#39;inchiostro, la tranquillità che scorre dentro.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/6175489370659702463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/6175489370659702463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/6175489370659702463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/6175489370659702463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2009/12/sogno-di-una-fuga-nella-sicilia.html' title='Sogno di una fuga nella Sicilia.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-3614641342188741241</id><published>2009-10-13T21:46:00.005+02:00</published><updated>2009-10-13T21:53:29.180+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fake"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fake plastic trees"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lyrics"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Plastic"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Testo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Traduzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Tree"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Trees"/><title type='text'>Fake Plastic Trees</title><content type='html'>In questo intervento non voglio scrivere io: saranno i Radiohead a farlo per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;Fake Plastic Trees&lt;/span&gt; - &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Her green plastic watering can&lt;br /&gt;For her fake chinese rubber plant&lt;br /&gt;In the fake plastic earth&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;That she bought from a rubber man&lt;br /&gt;In a town full of rubber plans&lt;br /&gt;To get rid of itself&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It wears her out&lt;br /&gt;It wears her out&lt;br /&gt;It wears her out&lt;br /&gt;It wears her out&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She lives with a broken man&lt;br /&gt;A cracked polystyrene man&lt;br /&gt;Who just crumbles and burns&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He used to do surgery&lt;br /&gt;For girls in the eighties&lt;br /&gt;But gravity always wins&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And it wears him out&lt;br /&gt;it wears him out&lt;br /&gt;It wears him out&lt;br /&gt;It wears him out&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She looks like the real thing&lt;br /&gt;She tastes like the real thing&lt;br /&gt;My fake plastic love&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;But I can’t help the feeling&lt;br /&gt;I could blow through the ceiling&lt;br /&gt;If I just turned and ran&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And it wears me out&lt;br /&gt;It wears me out&lt;br /&gt;It wears me out&lt;br /&gt;It wears me out&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If I could be who you wanted&lt;br /&gt;If I could be who you wanted&lt;br /&gt;All the time&lt;br /&gt;All the time.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo innaffiatoio di plastica verde&lt;br /&gt;Per la sua piantina di gomma cinese finta&lt;br /&gt;Nella terra di plastica finta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ha comprato da un uomo di gomma&lt;br /&gt;In una città piena di piani di gomma&lt;br /&gt;Per sbarazzarsi di se stessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo la consuma&lt;br /&gt;La consuma&lt;br /&gt;La consuma&lt;br /&gt;La consuma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vive con un uomo rotto&lt;br /&gt;Un uomo di polistirolo rotto&lt;br /&gt;Che si sbriciola e brucia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo lui faceva operazioni chirurgiche&lt;br /&gt;Per ragazze negli anni ottanta&lt;br /&gt;Ma la gravità vince sempre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo lo consuma&lt;br /&gt;Lo consuma&lt;br /&gt;Lo consuma&lt;br /&gt;Lo consuma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei sembra reale&lt;br /&gt;Lei sa di reale&lt;br /&gt;Il mio finto amore di plastica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non posso evitare di sentirlo&lt;br /&gt;O esploderei attraverso il soffitto&lt;br /&gt;Se mi voltassi e fuggissi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo mi consuma&lt;br /&gt;Mi consuma&lt;br /&gt;Mi consuma&lt;br /&gt;Mi consuma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se potessi essere chi tu vuoi&lt;br /&gt;Se potessi essere chi tu vuoi&lt;br /&gt;Sempre&lt;br /&gt;Sempre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche canzoni mi hanno toccato così tanto, e poche ancora si sono avvicinate a come mi sento, come questa. Sembra scritta per me, dal titolo fino alla fine. Purtroppo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/3614641342188741241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/3614641342188741241' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3614641342188741241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/3614641342188741241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2009/10/fake-plastic-trees.html' title='Fake Plastic Trees'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-1945125823629912863</id><published>2009-09-29T18:50:00.003+02:00</published><updated>2009-09-29T19:10:58.383+02:00</updated><title type='text'>Il fanatico di fantascienza.</title><content type='html'>Un blog dimenticato da Dio. Nessuna storia da raccontare. Tante parole, messe dietro l&#39;una all&#39;altra per il piacere della grammatica. Bukowski sarebbe orgoglioso di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuoto. Dentro. Fuori. In pratica, il niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, scrivo solo quando sono triste. Sono un demodè del peggior dandy ubriaco inglese di fine &#39;800, una caricatura che prende solo i difetti e non ne gode le gioie. Ma tant&#39;è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Siamo soli su questo mondo?&quot; si chiederebbe un fanatico di fantascienza. Il poeta gli risponde che lo siamo. &quot;Ma tu non sei uno scienziato!&quot; - &quot;Il solo fatto che mi chiedo se siamo soli o no implica che fino ad ora sono solo. Non c&#39;è dubbio nella solitudine: se ti permea attraverso, anche solo per un secondo, probabilmente lo sei. Perchè il vuoto se trova una fessura entra e butta fuori tutto, facendoti diventare vuoto. Dentro. Fuori. In pratica, il niente.&quot; - &quot;Ma che stai dicendo?!?&quot; - &quot;Guardati. Ora siamo io e te. In città c&#39;è un proliferare di vite affannate, convinte di vivere. Sei solo? Direi di sì, non hai nessuno cui importa di te.&quot; - &quot;Ma tu stai parlando con me!&quot; - &quot;Ma non me ne importa nulla di te. Sei poco più di un soffio nel mio cammino, un filo d&#39;erba in un campo. Domani mi ricorderò ancora di te, e forse anche tra un anno, dieci anni, una vita. Ma non sei stato niente per me, solo un frammento di memoria che tende a rimanere, che non fa nient&#39;altro che occupare posto con la sua presenza. Sei come lo sfigato al ballo della scuola: esisti (ed esisterai), ma che tu sia a lucido o ricoperto di polvere cambia ben poco. In pratica, occupi solo posto, ma non fai nient&#39;altro. Non balli nemmeno un minuto.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;..&lt;br /&gt;Quanto odio essere un fanatico di fantascienza.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/1945125823629912863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/1945125823629912863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/1945125823629912863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/1945125823629912863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2009/09/il-fanatico-di-fantascienza.html' title='Il fanatico di fantascienza.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-141098072399059998.post-8381037546237033375</id><published>2009-07-17T23:42:00.004+02:00</published><updated>2009-07-18T21:12:49.022+02:00</updated><title type='text'>L&#39;amarezza.</title><content type='html'>Amarezza. La bocca è sporca di birra, ma non è per quello che la senti. La serata è passata, ma sembra non sia trascorsa: è ancora sospesa, che attende di essere vissuta, e nell&#39;etereo qualcosa vibra, in sordina. Ecco da dove viene l&#39;amarezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sento, mentre mi sfrego quella barba che irriverente cresce a mia insaputa, e che mi stanca. I fili del mondo mi prosciugano, prima fuori, poi dentro, ma l&#39;amarezza me la lasciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo si può togliere solo con un po&#39; di dolcezza: ma non è quella di un chicco, di una zolletta di zucchero, di una ciambella, di una torta. Quella dolcezza che tutti vogliono tenersi per sè, perchè gli altri potrebbero rovinarla, e pochi si fidano davvero a lasciarla in mano a qualcun&#39;altro, che per egoismo forse, prende e trasforma in amarezza prima o poi, restituendola nella nuova forma al mittente. Forse lo fa invece per incapacità, ma il risultato non cambia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io quella dolcezza non l&#39;ho mai ricevuta. Però l&#39;amarezza sì, quella sì, da fuori, da chi non voleva tenersela perchè in fondo è solo una patata bollente che ci si porta dentro, e si pensa che liberandocene cambi qualcosa, ma le ustioni rimangono comunque, e sono quello il vero problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che sotto la neve tutti siamo uguali: non è vero. Sembriamo. Ma non lo siamo. Rimane il tarlo, che tutto rode, il tarlo dell&#39;amarezza che tutto consuma, e solo dopo anni ti accorgi che anche la neve dei tetti di legno può crollare. A che punto sono? La neve non me lo fa vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tarlo ha già fatto molto comunque. Sta solo sperando per far crollare tutto che la primavera non arrivi prima che lui abbia finito, altrimenti lo vedranno con il disgelo. Se arrivasse la dolce primavera, per lui sarebbe finita. Dovrebbe passare molto tempo, prima che possa ricominciare indisturbato. Sa che lo farà, ma non sa quando nevicherà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Alla fine, comunque, rimane sempre.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jagtree.blogspot.com/feeds/8381037546237033375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/141098072399059998/8381037546237033375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8381037546237033375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/141098072399059998/posts/default/8381037546237033375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jagtree.blogspot.com/2009/07/lamarezza.html' title='L&#39;amarezza.'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>