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	<title>Damym</title>
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	<description>Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando che l&#039;essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice respirare</description>
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		<title>Mare</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 18:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paesaggio dal treno, la linea Firenze-Pisa, la stessa che ho fatto due giorni prima per andare all&#8217;aeroporto a prendere B. Questa volta il percorso non è lo stesso, non scendo qui e non vado all&#8217;aeroporto, il treno è uno &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2012/04/29/mare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il paesaggio dal treno, la linea Firenze-Pisa, la stessa che ho fatto due giorni prima per andare all&#8217;aeroporto a prendere B.<br />
Questa volta il percorso non è lo stesso, non scendo qui e non vado all&#8217;aeroporto, il treno è uno di quelli che passano ogni ventisettesimo minuto di ogni ora da Empoli, arrivano fino a Pisa e poi prendono la costiera verso nord.<br />
Il mio biglietto, un cartoncino verde per un tuffo nel passato, sola andata perché domani torno in macchina. La ferrovia che passa nel verde, tra gli alberi, lungo l&#8217;Aurelia e l&#8217;A12, il nostro boschetto, casette per le vacanze disabitate per 10 mesi l&#8217;anno, una città distrutta e ricostruita dopo un disastro ferroviario. Il semaforo sulla strada accanto alla ferrovia, a pochi metri dall&#8217;esplosione, quello con il pulsante annerito e fuso dal calore delle fiamme che mi avevi fatto vedere tu.<br />
La stazione, la nostra colonna segreta e il binario 8 dove mi vedevi sempre partire.<br />
Il mio borsone con i libri di scuola, la roba sporca di educazione fisica e i vestiti per il fine settimana, il taxi fino a casa, le chiavi non le ho ma tanto il portone è rotto, non si chiude, e io suono sul pianerottolo. Pranzo, pasta fredda preparata il giorno prima perché è inutile riempire il frigorifero per due giorni e mezzo.<br />
Qui è tutto uguale a prima, fatta eccezione per il condominio accanto riverniciato, sono io che sono diverso e i ricordi delle mie estati che sono compromessi.</p>
<p>È colpa tua.<br />
Vaffanculo.</p>
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		<title>Alone</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 21:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; solo per una settimana, ma a me manchi già. Torna presto B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-421" title="volo" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/volo.png" alt="" width="629" height="309" /></p>
<p>E&#8217; solo per una settimana, ma a me manchi già. Torna presto B.</p>
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		<title>Vacanze</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 18:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domani, e per qualche giorno: Dubrovnik.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da domani, e per qualche giorno: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dubrovnik">Dubrovnik</a>.</p>
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		<title>Alive</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 22:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gennaio di fuoco, sonno arretrato, due occhiaie paurose. Da praticamente 10 giorni non leggo, non guardo la poca TV che guardavo (in pratica ho dovuto impostare il MySKY per gestirsi da solo il disco, cosa mai accaduta in vita mia), &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2012/01/21/alive/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gennaio di fuoco, sonno arretrato, due occhiaie paurose.</p>
<p>Da praticamente 10 giorni non leggo, non guardo la poca TV che guardavo (in pratica ho dovuto impostare il MySKY per gestirsi da solo il disco, cosa mai accaduta in vita mia), non ho vita sociale. Solo compiti in classe e interrogazioni.</p>
<p>Zero voglia di fare in questo periodo, come si è visto dal mio ritmo di stesura articoli. E’ praticamente da ottobre che non pubblico un post serio.</p>
<p>Scrivo, per conto mio, scrivo cose che non pubblicherò mai, scrivo cose che cancello all’istante. Strappo fogli e li faccio volare via. O li brucio nel camino, per scaldare l’inverno più assurdo che io ricordi.</p>
<p>Tanto è successo in questi mesi.</p>
<p>La mia nonnina, che si è spenta improvvisamente un mese fa dopo anni di infermità e malattie varie.</p>
<p>Il funerale, il giorno dopo, sotto un cielo bianco cadaverico mai più intonato all’occasione, il discorso di mio padre in una Chiesa gremita di gente, le strette di mano, gli abbracci, le lacrime, le parole di conforto. Perché in fondo, nonostante tutto, siamo una famiglia.</p>
<p>Il paese che si affaccia alle finestre e ci vede passare, il carro funebre e noi dietro, camicia e cappotti ancora troppo leggeri per essere il 13 dicembre. Un temporale finito appositamente qualche ora prima.</p>
<p>Natale, una persona in meno, senza regali per scelta, un vuoto incolmabile per noi che ci eravamo organizzati una routine in tutto questo.</p>
<p>Mio padre, che gira come un estraneo in casa sua, che c’è, che non c’è, che c’è a modo suo, che non capisce di perdermi, che fa i suoi soliti discorsi bigotti.</p>
<p>La scuola, soddisfazioni tante e delusioni ancor di più. Guardo con diffidenza certi professori. E, su suggerimento di qualcuno che nel dolore si è dimostrato vicino, smetto di logorarmici il fegato.</p>
<p>Una persona, importante, tanto. Che fa battere il cuore.</p>
<p>E Irene, sempre qui, a farmi compagnia, a piangere, a ridere, a scherzare.</p>
<p>Che fra 5 mesi ho 18 anni, e il mondo fa stranamente meno paura.</p>
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		<title>Ciao Steve</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 18:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ I am honored to be with you today at your commencement from one of the finest universities in the world. I never graduated from college. Truth be told, this is the closest I&#8217;ve ever gotten to a college graduation. Today &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/10/06/ciao-steve/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UF8uR6Z6KLc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<blockquote><p> I am honored to be with you today at your commencement from one of the finest universities in the world. I never graduated from college. Truth be told, this is the closest I&#8217;ve ever gotten to a college graduation. Today I want to tell you three stories from my life. That&#8217;s it. No big deal. Just three stories.</p>
<p>The first story is about connecting the dots.</p>
<p>I dropped out of Reed College after the first 6 months, but then stayed around as a drop-in for another 18 months or so before I really quit. So why did I drop out?</p>
<p>It started before I was born. My biological mother was a young, unwed college graduate student, and she decided to put me up for adoption. She felt very strongly that I should be adopted by college graduates, so everything was all set for me to be adopted at birth by a lawyer and his wife. Except that when I popped out they decided at the last minute that they really wanted a girl. So my parents, who were on a waiting list, got a call in the middle of the night asking: &#8220;We have an unexpected baby boy; do you want him?&#8221; They said: &#8220;Of course.&#8221; My biological mother later found out that my mother had never graduated from college and that my father had never graduated from high school. She refused to sign the final adoption papers. She only relented a few months later when my parents promised that I would someday go to college.</p>
<p>And 17 years later I did go to college. But I naively chose a college that was almost as expensive as Stanford, and all of my working-class parents&#8217; savings were being spent on my college tuition. After six months, I couldn&#8217;t see the value in it. I had no idea what I wanted to do with my life and no idea how college was going to help me figure it out. And here I was spending all of the money my parents had saved their entire life. So I decided to drop out and trust that it would all work out OK. It was pretty scary at the time, but looking back it was one of the best decisions I ever made. The minute I dropped out I could stop taking the required classes that didn&#8217;t interest me, and begin dropping in on the ones that looked interesting.</p>
<p>It wasn&#8217;t all romantic. I didn&#8217;t have a dorm room, so I slept on the floor in friends&#8217; rooms, I returned coke bottles for the 5¢ deposits to buy food with, and I would walk the 7 miles across town every Sunday night to get one good meal a week at the Hare Krishna temple. I loved it. And much of what I stumbled into by following my curiosity and intuition turned out to be priceless later on. Let me give you one example:</p>
<p>Reed College at that time offered perhaps the best calligraphy instruction in the country. Throughout the campus every poster, every label on every drawer, was beautifully hand calligraphed. Because I had dropped out and didn&#8217;t have to take the normal classes, I decided to take a calligraphy class to learn how to do this. I learned about serif and san serif typefaces, about varying the amount of space between different letter combinations, about what makes great typography great. It was beautiful, historical, artistically subtle in a way that science can&#8217;t capture, and I found it fascinating.</p>
<p>None of this had even a hope of any practical application in my life. But ten years later, when we were designing the first Macintosh computer, it all came back to me. And we designed it all into the Mac. It was the first computer with beautiful typography. If I had never dropped in on that single course in college, the Mac would have never had multiple typefaces or proportionally spaced fonts. And since Windows just copied the Mac, it&#8217;s likely that no personal computer would have them. If I had never dropped out, I would have never dropped in on this calligraphy class, and personal computers might not have the wonderful typography that they do. Of course it was impossible to connect the dots looking forward when I was in college. But it was very, very clear looking backwards ten years later.</p>
<p>Again, you can&#8217;t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards. So you have to trust that the dots will somehow connect in your future. You have to trust in something — your gut, destiny, life, karma, whatever. This approach has never let me down, and it has made all the difference in my life.</p>
<p>My second story is about love and loss.</p>
<p>I was lucky — I found what I loved to do early in life. Woz and I started Apple in my parents garage when I was 20. We worked hard, and in 10 years Apple had grown from just the two of us in a garage into a $2 billion company with over 4000 employees. We had just released our finest creation — the Macintosh — a year earlier, and I had just turned 30. And then I got fired. How can you get fired from a company you started? Well, as Apple grew we hired someone who I thought was very talented to run the company with me, and for the first year or so things went well. But then our visions of the future began to diverge and eventually we had a falling out. When we did, our Board of Directors sided with him. So at 30 I was out. And very publicly out. What had been the focus of my entire adult life was gone, and it was devastating.</p>
<p>I really didn&#8217;t know what to do for a few months. I felt that I had let the previous generation of entrepreneurs down &#8211; that I had dropped the baton as it was being passed to me. I met with David Packard and Bob Noyce and tried to apologize for screwing up so badly. I was a very public failure, and I even thought about running away from the valley. But something slowly began to dawn on me — I still loved what I did. The turn of events at Apple had not changed that one bit. I had been rejected, but I was still in love. And so I decided to start over.</p>
<p>I didn&#8217;t see it then, but it turned out that getting fired from Apple was the best thing that could have ever happened to me. The heaviness of being successful was replaced by the lightness of being a beginner again, less sure about everything. It freed me to enter one of the most creative periods of my life.</p>
<p>During the next five years, I started a company named NeXT, another company named Pixar, and fell in love with an amazing woman who would become my wife. Pixar went on to create the worlds first computer animated feature film, <em>Toy Story</em>, and is now the most successful animation studio in the world. In a remarkable turn of events, Apple bought NeXT, I returned to Apple, and the technology we developed at NeXT is at the heart of Apple&#8217;s current renaissance. And Laurene and I have a wonderful family together.</p>
<p>I&#8217;m pretty sure none of this would have happened if I hadn&#8217;t been fired from Apple. It was awful tasting medicine, but I guess the patient needed it. Sometimes life hits you in the head with a brick. Don&#8217;t lose faith. I&#8217;m convinced that the only thing that kept me going was that I loved what I did. You&#8217;ve got to find what you love. And that is as true for your work as it is for your lovers. Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven&#8217;t found it yet, keep looking. Don&#8217;t settle. As with all matters of the heart, you&#8217;ll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don&#8217;t settle.</p>
<p>My third story is about death.</p>
<p>When I was 17, I read a quote that went something like: &#8220;If you live each day as if it was your last, someday you&#8217;ll most certainly be right.&#8221; It made an impression on me, and since then, for the past 33 years, I have looked in the mirror every morning and asked myself: &#8220;If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?&#8221; And whenever the answer has been &#8220;No&#8221; for too many days in a row, I know I need to change something.</p>
<p>Remembering that I&#8217;ll be dead soon is the most important tool I&#8217;ve ever encountered to help me make the big choices in life. Because almost everything — all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure &#8211; these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important. Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose. You are already naked. There is no reason not to follow your heart.</p>
<p>About a year ago I was diagnosed with cancer. I had a scan at 7:30 in the morning, and it clearly showed a tumor on my pancreas. I didn&#8217;t even know what a pancreas was. The doctors told me this was almost certainly a type of cancer that is incurable, and that I should expect to live no longer than three to six months. My doctor advised me to go home and get my affairs in order, which is doctor&#8217;s code for prepare to die. It means to try to tell your kids everything you thought you&#8217;d have the next 10 years to tell them in just a few months. It means to make sure everything is buttoned up so that it will be as easy as possible for your family. It means to say your goodbyes.</p>
<p>I lived with that diagnosis all day. Later that evening I had a biopsy, where they stuck an endoscope down my throat, through my stomach and into my intestines, put a needle into my pancreas and got a few cells from the tumor. I was sedated, but my wife, who was there, told me that when they viewed the cells under a microscope the doctors started crying because it turned out to be a very rare form of pancreatic cancer that is curable with surgery. I had the surgery and I&#8217;m fine now.</p>
<p>This was the closest I&#8217;ve been to facing death, and I hope it&#8217;s the closest I get for a few more decades. Having lived through it, I can now say this to you with a bit more certainty than when death was a useful but purely intellectual concept:</p>
<p>No one wants to die. Even people who want to go to heaven don&#8217;t want to die to get there. And yet death is the destination we all share. No one has ever escaped it. And that is as it should be, because Death is very likely the single best invention of Life. It is Life&#8217;s change agent. It clears out the old to make way for the new. Right now the new is you, but someday not too long from now, you will gradually become the old and be cleared away. Sorry to be so dramatic, but it is quite true.</p>
<p><strong>Your time is limited, so don&#8217;t waste it living someone else&#8217;s life. Don&#8217;t be trapped by dogma — which is living with the results of other people&#8217;s thinking. Don&#8217;t let the noise of others&#8217; opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.</strong></p>
<p>When I was young, there was an amazing publication called <em>The Whole Earth Catalog</em>, which was one of the bibles of my generation. It was created by a fellow named Stewart Brand not far from here in Menlo Park, and he brought it to life with his poetic touch. This was in the late 1960&#8242;s, before personal computers and desktop publishing, so it was all made with typewriters, scissors, and polaroid cameras. It was sort of like Google in paperback form, 35 years before Google came along: it was idealistic, and overflowing with neat tools and great notions.</p>
<p>Stewart and his team put out several issues of <em>The Whole Earth Catalog</em>, and then when it had run its course, they put out a final issue. It was the mid-1970s, and I was your age. On the back cover of their final issue was a photograph of an early morning country road, the kind you might find yourself hitchhiking on if you were so adventurous. Beneath it were the words: &#8220;Stay Hungry. Stay Foolish.&#8221; It was their farewell message as they signed off. Stay Hungry. Stay Foolish. And I have always wished that for myself. And now, as you graduate to begin anew, I wish that for you.</p>
<p>Stay Hungry. Stay Foolish.</p>
<p><strong>Thank you all very much.</strong></p></blockquote>
<p>Grazie a te, Steve.</p>
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		<title>Ottobre</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 21:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ottobre. Ottobre, sbatto la porta di casa alle sette meno cinque per andare a scuola, per prendere l&#8217;autobus che ogni giorno per nove mesi l&#8217;anno mi porta via da questo male per qualche ora. Ottobre, litigo con i miei dopo &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/10/01/ottobre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre.<br />
Ottobre, sbatto la porta di casa alle sette meno cinque per andare a scuola, per prendere l&#8217;autobus che ogni giorno per nove mesi l&#8217;anno mi porta via da questo male per qualche ora.<br />
Ottobre, litigo con i miei dopo due minuti che sono sveglio.<br />
Ottobre, che qui è sempre più un&#8217;unica lite infinita.<br />
Ottobre senza abbonamento, cinque euro buttati nel cesso tra andata e ritorno in biglietti.</p>
<p>Ottobre, gli intervalli a scuola con la mia migliore amica mano nella mano.<br />
Ottobre, destiamo scalpore tra la gente che ormai ci crede fidanzati.<br />
Ottobre, e pianifichiamo il viaggio dell&#8217;estate prossima.</p>
<p>Ottobre, in piedi sul tetto di casa mia a tirare i cavi per il computer.<br />
Ottobre, un&#8217;altra battaglia vinta.<br />
Ottobre, abbiamo scoperto che ci piace così, a guardare il tramonto, con le foglie mezze attaccate agli alberi e mezze no, seduti sul tetto, insieme, a parlare. Con i cavi in mano e la centralina dell&#8217;antenna appesa per i cavi.<br />
Ottobre, a mezze maniche ma senza sudare.</p>
<p>Eccoci qui, schiavi delle mezze stagioni. L&#8217;estate un ricordo, l&#8217;inverno un presentimento. Morte e rinascita. Nero e bianco. Buio e luce.</p>
<p>E le lamentazioni dei miei, le prediche moralistiche di $padre. E la laurea, il matrimonio, la mia vita già scritta nella sua mente, indelebile, scandita al ritmo degli anni. E il cavo in mezzo alla stanza, e la scrivania troppo vicina al muro. E tu e lei, ma non è che state insieme vero?, beh insomma, avete fatto sporco nel tirare i cavi ieri.<br />
<em> &#8220;La convivenza è una scorciatoia.&#8221;</em></p>
<p>Non sarò mai così. Non mi ritroverò a 50 anni a vivere nello stesso posto dove sono nato e cresciuto.<br />
Prendetemi così come sono. Ateo, agnostico, o credente. Gay, bisessuale o etero. Rivoluzionario o tradizionalista. Contro i vostri valori, contro i vostri principi bigotti, o a favore.</p>
<p>Mi avete voluto, ora mi prendete così come sono.<br />
E non è colpa dei professori comunisti, come dite voi.<br />
Non è nemmeno una fase, come dite sempre voi.</p>
<p>Un&#8217;estate. La mia ultima estate da minorenne. Nuove, tante nuove esperienze, nuove persone, nuovi amici, nuovi orizzonti, nuovi odori, colori, rumori.</p>
<p>New York è qui, sempre presente. Ma non fa più male.<br />
Non dimenticherò mai lo sguardo di B. quando l&#8217;aereo toccò il suolo italiano e partì la spinta inversa per frenare la sua corsa verso la fine della pista. Non voglio andare a casa. Non ora, non oggi, forse non in questa vita.<br />
<em> Io non voglio che questo aereo atterri in questo continente. Lo dirottiamo?</em></p>
<p>Anche i suoi occhi sono ancora qui, impressi nella mia mente, che mi guardano, specchio di anima tormentata che non era altro. Occhi di chi ha giocato con me, con i miei sentimenti, mi ha illuso, e poi mi ha definito una semplice pazzia estiva e nulla di più.<br />
<em> La tua fata ignorante.</em></p>
<p>Che vada a farsi fottere.<br />
Che vada a farsi fottere la gente, chi non sa, chi non può sapere o chi proprio non ci arriva. Chi si vanta dei propri finti traguardi, e chi rovina gli altri.</p>
<p>Quest&#8217;estate ho imparato a saper aspettare. A lasciare che il tempo faccia il suo corso. Se deve succedere, succederà. Non metterò più fretta alle cose.<br />
E tu, società bacata, mi hai fatto credere il contrario per diciassette anni.<br />
Che in fondo, alla resa dei conti, se continuavo ad aspettare era meglio.<br />
Vivere pensando al domani, ho imparato a fare anche questo.</p>
<p>Non ho rimpianti. Solo sogni futuri che si realizzeranno, e stenderanno uno strato di polvere sul passato.</p>
<p>Ottobre, esco di casa correndo lasciandomi alle spalle urla e tensioni, metto le cuffie e clicco su Ligabue, assaporo quest&#8217;aria già troppo fredda di mattino autunnale, guardo l&#8217;alba oltre le colline.<br />
Ottobre, tre euro di biglietto a bordo senza gestione del resto.</p>
<p>Ottobre, ho guardato la data sul mio biglietto di fuga verso la scuola, ho mollato lo zaino in una fila di sedili vuota e mi sono stravaccato su due sedili vuoti tutti per me.</p>
<p>Ottobre, immerso nel silenzio del sabato mattina sull&#8217;autobus mezzo vuoto.</p>
<p>Ottobre, ho guardato casa mia allontanarsi oltre le colline mentre l&#8217;autobus scendeva verso la valle.<br />
Ottobre, mi è salito un sorriso spontaneo alla bocca e sono scoppiato a ridere, e ho alzato il volume, e mi sono ripetuto mentalmente che devo correre via di casa più spesso, e ho tirato fuori la Moleskine, e ho scritto buona parte di questo.</p>
<p>Ottobre, cappuccino al cacao del bar vicino a scuola per festeggiare.</p>
<p>Ottobre, altro giro di boa.</p>
<p>Anche questa volta.<br />
Come sempre.</p>
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		<title>Doccia in Damym-Casa HowTo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 12:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo richiesto: dalle 2 alle 4 ore, per una doccia di 15 minuti. Preparazione: Diciamo un 2-3 ore prima, avvicinarsi con timore al bagno del piano terra e premere l’interruttore grande vicino alla porta lato pianerottolo, quello che i più &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/09/18/doccia-in-damym-casa-howto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><u>Tempo richiesto</u>: dalle 2 alle 4 ore, per una doccia di 15 minuti.</p>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<ol>
<li>Diciamo un 2-3 ore prima, avvicinarsi con timore al bagno del piano terra e premere l’interruttore grande vicino alla porta lato pianerottolo, quello che i più scambiano per l’interruttore della luce del bagno stesso suscitando l’ira di $padre. Si udirà il tic del boiler che parte.</li>
<li>(facoltativo) Se la doccia avviene in giorno feriale o comunque dopo le 8 di sera, appostarsi in zona interruttore per evitare che $padre lo spenga, in preda a una delle sue solite manie da risparmio energetico.</li>
<li>(alternativo al punto 2) Se è $padre a lavarsi, sarà $madre a preoccuparsi di accendere il boiler per lui. In tal caso, il boiler non va mai spento, neanche in caso di interruzione di energia elettrica per carico eccessivo sul contatore, pena il risvegliare l’ira di cui sopra, con l’esclusiva aggiunta di considerazioni personali dell’individuo omonimo che si ritiene, a quel punto, considerato al di sotto dei vari animali domestici di cui la Damym-Casa dispone.</li>
<li>Preparare l’accappatoio, che si trova normalmente attaccato al gancio sulla porta del bagno, che però è il bagno del Damym, al piano superiore, e non quello del piano terra.</li>
<li>(facoltativo, a seconda dell’umore) Sfilando l’accappatoio dal gancio, buttare un occhio alla vasca che giace inutilizzata nel bagno del Damym, perché siccome idraulici, muratori ed elettricisti sono degli idioti, quando si tenta di utilizzarla o si schizza la caldaia che va in cortocircuito o l’acqua entra nei muri e fa cortocircuitare qualche cavo elettrico provocando il blackout totale della Damym-Casa fino all’asciugatura del muro. O entrambe le cose insieme.</li>
<li>Aspettare un’oretta.</li>
<li>Se $padre non era in casa durante tutto questo tempo, allora la doccia è pronta all’uso (luce rossa del boiler spenta e lancetta della temperatura almeno a metà quadrante, meglio 3/4). Se $padre era in casa (e non dormiva), allora sicuramente il boiler è stato spento. In caso, riaccenderlo.</li>
<li>(solo se luce rossa accesa) Ripetere i punti 6-7 quanto basta.</li>
</ol>
<p><strong>Svolgimento:</strong></p>
<ol>
<li>Controllare la presenza nella doccia di tutto il necessario: spugna, shampoo, docciaschiuma, detergente per il viso (o scrub) (fuck adolescenza). Attenzione a non farsi ingannare dai contenitori vuoti che $padre è solito lasciare in giro. In caso di assenza di uno di questi prodotti, il mobile del lavandino aiuterà sicuramente.</li>
<li>(se nessuno si deve lavare dopo) Spegnere il boiler usando l’interruttore del punto 1 di cui sopra.</li>
<li>(se il tempo, l’umore, la voglia lo permettono) Togliere dalla doccia tutti i contenitori vuoti, appoggiarli temporaneamente sul lavandino o buttarli nel bidet, promettendosi di toglierli in un secondo momento.</li>
<li>(importante) Aprire l’acqua del lavandino girando il miscelatore su “caldo ustionante”.</li>
<li>Attendere quanto basta perché l’acqua sia calda. Per accelerare i tempi, denudarsi fino a rimanenere in boxer o giù di lì.</li>
<li>Sempre mettendo il miscelatore su “caldo ustionante”, aprire l’acqua della doccia. Però prima chiudere quella del lavandino.</li>
<li>Denudarsi ed entrare nella doccia.</li>
<li>L’acqua sarà gelida. Perché così deve essere. Improvvisamente (senza rumori sinistri a precederla, lamentele di $padre o che altro), nel giro di 2 secondi l’acqua passerà da 15 a 85 gradi, effetto “doccia di un qualche campo di concentramento nazista”.</li>
<li>Non appena si sarà riacquistato la sensibilità della propria pelle (forse sarà necessario attendere che tutto il proprio epidermide sia dolcemente scivolato nello scarico), realizzare che il miscelatore va girato dall’altra parte per continuare a vivere.</li>
<li>Dopo 2 secondi, realizzare che va girato di nuovo in una posizione umana per prevenire l’assideramento.</li>
<li>Non appena l’acqua sarà alla temperatura desiderata, $madre accenderà la lavatrice, la lavastoviglie, farà partire un ciclo di irrigazione supplementare perché il prato è beige, tirerà lo sciacquone, rigovernerà. Oppure si farà aiutare da $padre, e faranno 2 o e 3 di queste cose tutte insieme.</li>
<li>Conseguentemente al punto 11 (o 16), notare come l’acqua perda di pressione, fino a costringervi a portare il selettore dei getti sul 4 (getto forte e stretto), che normalmente va bene per perforare il cranio a qualcuno ma in questo caso funziona sì e no per bagnarsi i capelli prima dello shampoo.</li>
<li>Sentire in lontananza un debole suono meccanico. Poi togliere il “debole”. Infine, uno scatto preoccupante e il presentimento che l’intensità della luce sia aumentata.</li>
<li>Realizzare che, dato il calo di pressione nell’impianto, è partita l’autoclave. Che sta pompando l’acqua stantia del proprio serbatoio nell’impianto.</li>
<li>Nel frattempo, la pressione si è praticamente stabilizzata, quindi togliere la testa dal getto della doccia per evitare uno dei buchi nel cranio di cui sopra.</li>
<li>Dato che l’autoclave ha un intervallo di tolleranza per la pressione “accettabile”, sarà necessario scendere ai livelli del punto 12 prima che la pompa si rimetta in moto.</li>
<li>Ripetere i punti 11-16 quanto basta.</li>
<li>(solo se si è $padre) Rendersi conto che ci si è scordati l’accappatoio. Suonare quindi il campanello della doccia per farselo portare. Attendere che il Damym o $madre entrino in bagno, per sentirsi dire che l’accappatoio glie l’hanno già portato loro, perché ormai ci hanno fatto l’abitudine eccetera eccetera.</li>
<li>Uscire dalla doccia con gli occhi fuori dalle orbite, escoriazioni varie e la metà inferiore del corpo mezza insaponata. Perché chiaramente per una doccia di 15 minuti ne sono occorsi 45, e nel frattempo l’acqua calda è diventata fredda, perché il boiler è stato spento precedentemente e quindi non ha scaldato l’acqua a mano a mano che serviva.</li>
<li>(solo se si è Damym, $madre o entrambi, e per disgrazia si è usciti entrambi di casa mentre $padre faceva la doccia) Rientrare in casa all’orario previsto, dopo aver avuto cura di portare a $padre l’accappatoio in bagno prima di uscire. Trovarsi $padre vestito che vi urla contro che nella Damym-casa non si trova mai nulla, che chiederà il divorzio (solo se $madre) e che si sente trattato come un animale domestico eccetera eccetera. Notare che la casa è completamente allagata. Realizzare quindi che non è esploso nessun tubo, sono solo le pedate di $padre che ha camminato su e giù per diverse volte cercando invano l’accappatoio. Mantenere la calma (gioverà ai lettori ricordare che $padre vi sta urlando contro) e far notare, gentilmente, che l’accappatoio è nel bagno del piano terra, accanto alla doccia, pronto all’uso, preparato da non si sa quando.</li>
<li>(conseguenza al punto 20) Asciugare tutta la casa.</li>
</ol>
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		<title>25/08/1991 &#8211; 25/08/2011</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 12:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Path: gmdzi!unido!fauern!ira.uka.de!sol.ctr.columbia.edu!zaphod.mps.ohio-state.edu!wupost!uunet!mcsun!news.funet.fi!hydra!klaava!torvalds From: torvalds@klaava.Helsinki.FI (Linus Benedict Torvalds) Newsgroups: comp.os.minix Subject: What would you like to see most in minix? Summary: small poll for my new operating system Keywords: 386, preferences Message-ID: &#60;1991Aug25.205708.9541@klaava.Helsinki.FI&#62; Date: 25 Aug 91 20:57:08 GMT Organization: University &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/08/25/25081991-25082011/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>Path: gmdzi!unido!fauern!ira.uka.de!sol.ctr.columbia.edu!zaphod.mps.ohio-state.edu!wupost!uunet!mcsun!news.funet.fi!hydra!klaava!torvalds
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Date: <strong>25 Aug 91 20:57:08 GMT</strong>
Organization: University of Helsinki
Lines: 20

Hello everybody out there using minix -

I'm doing a (free) operating system (just a hobby, won't be big and
professional like gnu) for 386(486) AT clones.  This has been brewing
since april, and is starting to get ready.  I'd like any feedback on
things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat
(same physical layout of the file-system (due to practical reasons)
among other things). 

I've currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I'll get something practical within a few months, and
I'd like to know what features most people would want.  Any suggestions
are welcome, but I won't promise I'll implement them <img src='http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> 

		Linus (torvalds@kruuna.helsinki.fi)

PS.  Yes - it's free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT protable (uses 386 task switching etc), and it probably never
will support anything other than AT-harddisks, as that's all I have <img src='http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> .</pre>
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		<title>Senso della Democrazia FAIL</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 12:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Possiamo essere d&#8217;accordo con questo Governo o meno. Con questo Presidente (oddio, stavo per scrivere Primo Ministro, ecco cosa succede a guardare la TV in Inglese), questi Ministri, queste leggi, queste politiche e blablabla. Io, personalmente, per tutta una serie &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/08/25/senso-della-democrazia-fail/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo essere d&#8217;accordo con questo Governo o meno. Con questo Presidente (oddio, stavo per scrivere Primo Ministro, ecco cosa succede a guardare la TV in Inglese), questi Ministri, queste leggi, queste politiche e blablabla.</p>
<p>Io, personalmente, per tutta una serie di motivi, non ne vado particolarmente fiero. Ma, oh, si chiama Democrazia, il bello del gioco è proprio questo. Vince chi ha più carisma, più carattere, più amicizie importanti, chi è più in gamba.</p>
<p>Però una cosa, dopo i commenti alla manovra finanziaria, voglio dirla. Di solito la politica non è esattamente una cosa che mi va a genio. Di solito non parlo di politica, anzi, tendo a tagliare il ponte orecchie-cervello nel momento in cui viene intavolato un discorso del genere nelle vicinanze. Ma questa volta, basta. Strappo alla regola.</p>
<p>Una buona fetta degli Italiani <strong>NON HA DIRITTO</strong> di criticare questa roba. Come non ha diritto di criticare il 99,9% della politica del Paese.</p>
<p>Una buona fetta degli Italiani <strong>NON MERITA</strong> i diritti che vengono loro concessi.</p>
<p>Perché? Semplice. Perché una buona fetta di Italiani non mi fa lo scontrino, la fattura, la ricevuta fiscale o quel che è. Una buona fetta di Italiani sale sui mezzi pubblici senza biglietto. Assume dipendenti in nero. Evade le tasse.</p>
<p>Poi, però, inspiegabilmente, tutti si lamentano perché aumentano le tasse e perché il debito pubblico del Paese è fuori controllo. Logico, no? Non fa una piega.</p>
<p>Poi, inspiegabilmente, chissà, ci chiediamo perché noi (parlo della mia generazione ma anche di quelle immediatamente precedenti) non avremo una pensione. Ma che strano. Per avere una pensione bisogna versare i contributi ai dipendenti, e per farlo bisogna stilare un regolare contratto di lavoro. Ma guarda un po&#8217;.</p>
<p>La mentalità degli Italiani è sbagliata. Completamente. La visione della legge, del controllo, del dovere è semplicemente qualcosa come &#8220;devo farlo perché altrimenti mi beccano&#8221;.</p>
<p>Già. Devo pagare i contributi alla badante, perché se poi le succede qualcosa mentre è qui vado nei casini. Devo pagare il biglietto dell&#8217;autobus, perché se arriva il controllore mi fa la multa. (c&#8217;è poi la categoria &#8220;non pago niente, tanto se mi faranno mai una multa spenderò comunque meno di quanto avrei speso pagando tutto regolarmente&#8221;. Quelli sono coloro che stanno praticando l&#8217;eutanasia a questo Paese in stato vegetativo).</p>
<p>Personalmente mi fa schifo questo Paese. Scapperei a gambe levate, ora, se ne avessi la possibilità. Vado all&#8217;estero ogni volta che posso (quest&#8217;anno ho fatto tre viaggi oltre i confini nazionali, sia da solo che con i miei, e se va tutto bene ne farò altri due). Molto probabilmente i miei figli, se mai ne avrò, non cresceranno qui.</p>
<p>Non mi sento particolarmente Italiano, non sono particolarmente fiero del mio Paese. All&#8217;estero dico di essere Italiano senza problemi, non me ne vergogno come tanti, ma non costituisce per me un vanto.</p>
<p>Però, come tanta gente si è dimenticata (politici in primis eh, non sto difendendo la classe dirigente italiana), l&#8217;Italia ha delle leggi. Che vanno, ma guarda un po&#8217;, rispettate. Appunto <strong>perché ci sono</strong>.</p>
<p>(in realtà, tanta altra gente si è dimenticata che tutto il mondo ha delle leggi, e questo ha fatto sì che la visione del turista Italiano all&#8217;estero sia quella che è)</p>
<p>Quindi, la prossima volta che al controllo passaporti vi fanno notare che non avete la marca da bollo per l&#8217;anno corrente, per favore, non estraetela dal portafogli millantando mille scuse e distrazioni per lo stress pre-partenza che vi hanno fatto dimenticare di attaccarla. E&#8217; una tassa dannatamente stupida, è vero. E&#8217; la prima di una serie di cazzate che andrebbero eliminate, e io sono il primo a dirlo. Seguita immediatamente da bollo auto, canone RAI e via dicendo. E&#8217; solo un esempio, il più prevedibile da maniaco di passaporti, biglietti aerei e viaggi a lunga distanza quale sono, ma è la pura verità.</p>
<p>Le tasse ci sono, e vanno pagate. Non dovete e <strong>NON POTETE</strong> sentirvi furbi perché le evadete a discapito degli altri.</p>
<p><strong>E non potete neanche venirvi a lamentare.</strong></p>
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		<title>Think Different</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 10:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[[via Melablog]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fpCa78V61nA" frameborder="0" width="640" height="390"></iframe></p>
<p>[via <a href="http://www.melablog.it/post/14594/think-different-unera-per-apple">Melablog</a>]</p>
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		<title>Reboot</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 11:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene bene bene. Nelle ultime quattro settimane ho vissuto in tre posti diversi, nessuno dei quali è casa. Praticamente tutti i miei vestiti sono sparsi sul pavimento della lavanderia. Sulla valigia c’è ancora l’etichetta del New York – Pisa. Qualche &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/08/02/reboot/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene bene bene.</p>
<p>Nelle ultime quattro settimane ho vissuto in tre posti diversi, nessuno dei quali è casa.</p>
<p>Praticamente tutti i miei vestiti sono sparsi sul pavimento della lavanderia. Sulla valigia c’è ancora l’etichetta del New York – Pisa. Qualche giorno fa, sotto l’ombrellone, in Versilia, ho aperto la tasca esterna della tracolla perché sentivo qualcosa all’interno, e mi sono trovato in mano passaporto, quello che restava della carta d’imbarco e lo scontrino della cena in aeroporto di dieci giorni prima. Tutto questo per dare un’idea dello stato mentale in cui mi trovavo.</p>
<p>L’aereo che mi ha riportato a casa si è spento in pista. A New York. Di botto. Motori, luci, aria condizionata e quant’altro. In compenso si sono accese le luci di emergenza, il comandante ha fatto un annuncio non particolarmente tranquillizzante e nel giro di tre minuti i motori sono ripartiti. Se sono qui a scrivere vuol dire che poi non ci sono stati altri problemi… <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/wlEmoticon-smile.png" /></p>
<p>Sono sceso dall’aereo mettendo fine ufficialmente alle mie due settimane americane. Penso che il giro fatto al JFK di New York per arrivare all’Immigration sia stato più corto di quello che ho dovuto fare a Pisa dal finger al controllo passaporti. Successivamente, visto che l’unica corsia per i cittadini comunitari era chiusa, ho fatto la fila nella corsia comune. Il tizio dall’altra parte del vetro mi ha chiesto (tutte a me eh?) perché fossi lì. Gli ho fatto notare che all’altro sportello non c’era nessuno. Prima di ridarmi il passaporto ha telefonato a qualcuno per far notare che mancava il funzionario, che era arrivato il volo da New York, insomma, che figura facciamo fare a questo paese di fronte agli americani!</p>
<p>Ritiro bagagli regolare, la mia valigia arriva quasi subito e supero la dogana senza intoppi. L’impatto visivo dell’ecomostro-Galilei è comunque allucinante provenendo dagli States.</p>
<p>All’uscita c’era $madre, che questa volta aveva parcheggiato dalla parte giusta dell’aeroporto, in un parcheggio regolare, era dotata di biglietto, era puntuale, si era presa la briga di scendere dalla macchina ed entrare nel terminal. E si era portata pure i nonni. Testimonianze dirette (tra cui $madre stessa) affermano che $nonna si è lanciata in un coro di applausi e grida non appena ha visto “atterrato” sul tabellone. Nei trenta secondi successivi, visto che io non avevo ancora telefonato (per dire cosa poi? Che ero atterrato? Non si vedeva?), le due signore hanno elaborato la teoria secondo cui io potevo aver perso il prezioso aereo e mi potessi ancora trovare dall’altra parte del pianeta.</p>
<p>[<em>avrei tanto voluto che fosse così</em>]</p>
<p>$madre aveva lavato la macchina ed era stata dal parrucchiere per l’occasione. In pratica, mancava solo lo striscione con i palloncini ed eravamo al completo.</p>
<p>Durante il viaggio in macchina per la mia sosta-lampo a casa, il povero Damym (io) si è ritrovato sommerso dai casini successi nelle sue due settimane di assenza: si è rotta la lavastoviglie, la lampadina centrale dello specchio del bagno del primo piano è bruciata, la lavastoviglie non era in garanzia con il produttore ma solo con il Mediaworld, devi fare una raccomandata e spedire tutto a Bergamo per il rimborso, la televisione del salotto si vede fucsia (?), non riusciamo a inserire l’allarme dopo l’ultima volta che è saltato (3 giorni prima), non riusciamo a staccare la segreteria telefonica (chi l’ha attaccata?) e via dicendo.</p>
<p>In parole povere, morale alle stelle.</p>
<p>Ce la faremo? –.-</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Off to NYC</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/07/03/off-to-nyc/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 06:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci vediamo lunedì 18 luglio…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vediamo lunedì 18 luglio… <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/wlEmoticon-smile.png" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tra una settimana tutto questo sar&#224; solo un lontano ricordo</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/06/27/tra-una-settimana-tutto-questo-sar-solo-un-lontano-ricordo/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 20:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica. Millanto una giornata al mare da amici. $madre mi porta in stazione ad ora antelucana. C’è uno sciopero dei treni di cui chiaramente nessuno aveva parlato. Altrettanto chiaramente, il mio treno è soppresso. Tutto questo si scopre solo quando &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/06/27/tra-una-settimana-tutto-questo-sar-solo-un-lontano-ricordo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>Domenica. Millanto una giornata al mare da amici. $madre mi porta in stazione ad ora antelucana. C’è uno sciopero dei treni di cui chiaramente nessuno aveva parlato. Altrettanto chiaramente, il mio treno è soppresso. Tutto questo si scopre solo quando $madre è già sulla via del ritorno.</li>
<li>Domenica, quattro ore dopo. $padre si offre gentilmente di accompagnarmi in macchina. Zero traffico e arrivo praticamente prima di pranzo. Mangiamo talmente tanto e finiamo talmente tanto tardi che non ho il coraggio di entrare in acqua. Risultato, non faccio il bagno e non vado neanche in spiaggia.</li>
<li>Domenica sera. Chiaramente, nonostante lo sciopero finisca non prima di altre due ore, il treno del ritorno viaggia regolarmente. Altrettanto chiaramente, nessuna delle macchinette della stazione di Cecina funziona. Ancora più chiaramente di prima, facciamo il biglietto al bar, con 10 minuti di fila.</li>
<li>Il treno arriva puntuale, ma è pieno. Troviamo un vagone praticamente vuoto in testa al treno. Pensiamo che il vagone sia di prima classe (mentre noi, poveri barboni che non siamo altro, abbiamo biglietti di seconda). Dallo stato del treno, comunque, è impossibile capire in che classe siamo. Scopriremo di essere stati in prima classe solo scendendo all’arrivo ad Empoli e vedendo l’”1” sulla porta del vagone.</li>
<li>A Pisa Centrale il treno accumula venti minuti di ritardo. O meglio: arriva con venti minuti <em>di anticipo</em> rispetto a quello che il display sul binario dice. Nel frattempo, arrivano 43489 treni navetta dal Galilei, i cui passeggeri si riversano copiosamente nel nostro treno. Anche loro abusivi in prima classe, quindi.</li>
<li>Tra sei giorni ho un volo per gli USA e la mia agenzia di viaggio non si è ancora degnata di farmi l’ESTA. Se ne saranno dimenticati?</li>
<li>$padre ritira in banca la mia prepagata nuova. La provo facendo una ricarica per Skype. Risultato: non funziona. Bisogna abilitare l’acquisto via web attraverso l’internet banking. Ma non quello della banca. No, la carta ne ha uno indipendente. No, non ho la password. Impiego dieci minuti a capire quale dei codici devo usare per registrarmi. Mi registro. Faccio la rava e la fava come richiesto, clicco su “attiva servizi dispositivi” e mi becco un “Servizio momentaneamente disabilitato”.</li>
<li>Comunque, sono riuscito ad aggiungere la carta al mio conto PayPal e a verificarla. Almeno, di tutto quel sito fatto con i piedi, l’estratto conto in tempo reale funziona. E Skype è contentissimo di prendersi i miei soldi via PayPal.</li>
<li>Fatto sta che io non posso usare la carta con siti che non si appoggiano a PayPal per il pagamento. E comunque, volevo prendere una SIM Truphone per chiamare spendendo poco dagli USA, ma oltre ad essere troppo tardi (chiaramente la carta è arrivata con una settimana di ritardo), ora scopro che non potrei proprio farlo perché la carta non funzionerebbe.</li>
<li>Sempre tra sei giorni ho lo stesso volo di cui sopra, e non ho ancora neanche vagamente iniziato a fare una sottospecie di valigia, perché, la valigia, ancora <em>la devo comprare</em>. Devo solo attendere pazientemente che $madre sia sufficientemente motivata a portarmi al centro commerciale.</li>
</ul>
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		<title>E&#8217; arrivato il biglietto&#8230; :)</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 11:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym through his mobile phone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Posted using MobyPicture.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="See more at MobyPicture.com" href="http://www.mobypicture.com/user/Damym/view/9858246"><img src="http://img.mobypicture.com/60be90bc8a6d3cb4abcc2523330b1524_view.jpg" alt="Image posted by MobyPicture.com" width="400px" /></a><br />
- Posted using <a href="http://www.mobypicture.com">MobyPicture.com</a></p>
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		<title>NY Automatic Reminder :)</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 10:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca veramente poco&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/dopplr_ny.jpg"></a><a href="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/dopplr_ny.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-361" title="Dopplr NY Reminder" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/dopplr_ny.jpg" alt="" width="599" height="357" /></a><br />
Manca <strong>veramente</strong> poco&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>It&#8217;s over</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/06/18/its-over/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 09:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ finita. E anche bene, direi. Media del sette, cinque crediti e dieci a Inglese. Rispetto ai miei calcoli (e al debito a Fisica sfiorato per un pelo), è andata decisamente bene. Tanta gente mi dice che sarebbe stato meglio &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/06/18/its-over/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ finita. E anche bene, direi. Media del sette, cinque crediti e dieci a Inglese. Rispetto ai miei calcoli (e al debito a Fisica sfiorato per un pelo), è andata decisamente bene.</p>
<p>Tanta gente mi dice che sarebbe stato meglio non fare lo scambio e dedicarmi di più allo studio, che mi sarei risparmiato tante rogne, tante notti insonni. Ho rischiato, sì, e anche tanto. Fisica me l’hanno abbonata. Sicuramente mi daranno lo studio autonomo. Ma non mi importa. Io mi sono divertito, e questo è quello che conta.</p>
<p>Se potessi tornare indietro, rifarei le stesse scelte.</p>
<p>Allo stesso modo.</p>
<p><em>-15 a New York</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#8217;efficienza, italica e non, dei trasporti aerei e non.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 22:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Episodio 1 Oggi sentivo lo sfrenato desiderio di farmi del male (leggasi: la mia agenzia di viaggi voleva una fotocopia del passaporto, e altre amenità burocratiche), quindi mi sono armato di pazienza e genitore di sesso femminile e sono partito &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/06/16/sullefficienza-italica-e-non-dei-trasporti-aerei-e-non/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Episodio 1</strong></p>
<p>Oggi sentivo lo sfrenato desiderio di farmi del male (leggasi: la mia agenzia di viaggi voleva una fotocopia del passaporto, e altre amenità burocratiche), quindi mi sono armato di pazienza e genitore di sesso femminile e sono partito alla volta della grande città. Firenze.</p>
<p>Dato che la genitrice è scoordinata (anche io lo sono, non fatevi grosse illusioni) ed ha paura a guidare nel traffico cittadino, abbiamo optato per il treno, che poi effettivamente dovrebbe essere comodo: l’agenzia è in centro, la macchina andrebbe infilata nel parcheggio della stazione per poi sciropparsi le vie dello shopping a piedi, quindi tanto vale scendere da un treno e fare la stessa cosa senza pensare al traffico (con Pitti Uomo in corso, tra l’altro, la città è ancora più impraticabile).</p>
<p>Dopo esserci sciroppati 20 km di guida fino alla stazione del treno più vicina (aka Empoli), abbiamo iniziato la nostra odissea con i trasporti su rotaia della regione Toscana. La prima necessità era fare due biglietti di andata. Mi sono avvicinato timidamente ad una delle due macchinette self service della stazione, ho pestato e cliccato a caso ed ho ottenuto quello che desideravo: due biglietti per Firenze. Sei euro e venti, prego.</p>
<p>Inizio quindi con l’inserire una banconota da cinque. L’importo residuo diventa magicamente un euro e venti, procedo quindi con l’inserire le due monetine mancanti. Al che, la macchinetta impazzisce e non le vuole. Ok, bene, andiamo dall’omino dei biglietti. Premo annulla, chiaramente “Resto non erogabile”, sputa la ricevuta di credito e ti arrangi. Fila immane alla biglietteria. Il treno delle 16.21 per Firenze SMN parte, ma noi siamo ancora in coda.</p>
<p>All’omino presento la ricevuta di credito per un valore di 5 (cinque) euro, 1,20 (uno e venti) euro in monete ed esordisco con la richiesta “due biglietti per Firenze” (costo: sei euro e venti). L’omino ci dà i biglietti e trenta centesimi di resto. Penso che ci sia qualcosa di sostanzialmente sbagliato in tutto ciò, ma comunque non importa. Il treno delle 16.34 sta partendo e noi corriamo al binario 1 per prendere posto in un vagone strapieno, vecchio e sudicio.</p>
<p><strong>Episodio 2</strong></p>
<p>Siamo sempre qui. Dopo aver espletato le formalità di cui sopra, era necessario anche far ritorno a casa. In questo caso, ci è semplicemente bastato fare quindici minuti di fila alla macchinetta del self service, davanti a due distinte signore munite di AmEx Oro, che tentavano di acquistare due biglietti in seconda classe sul FrecciaRossa per Milano che sarebbe partito di lì a poco. Quando il terminale ha esordito un bel “Un posto rimanente a questa tariffa”, non hanno sbattuto ciglio e hanno acquistato ugualmente i due biglietti. In prima classe. A parte questo, e a parte la corsa per prendere il treno, anche questo lento e sudicio, che poi è partito comunque in ritardo, è andata bene, direi. Recuperata la macchina, il cui termometro registrava la temperatura di quarantadue virgola cinque gradi centigradi, abbiamo fatto ritorno a casa.</p>
<p><strong>Episodio 3</strong></p>
<p>Sulla via di casa mi squilla il telefono. E’ la mia migliore amica, chiamiamola B. B si trova (ancora, mentre scrivo, 23:35 ora Italiana) all’aeroporto di Gatwick. Gatwick, per chi non lo sapesse, oltre ad essere l’aeroporto a pista singola più trafficato del mondo, è anche il secondo aeroporto di Londra dopo Heathrow.</p>
<p>I fatti sono questi: B ha un biglietto sul volo Meridiana 351 Londra Gatwick – Firenze delle 19.55. La ricevuta del suo biglietto elettronico riporta la partenza dal terminal sud. Arrivata all’aeroporto, non so bene se dal Gatwick Express (treno che collega Gatwick a Londra, ndr) o se da un autobus, si spulcia bene la lista delle compagnie aeree raggruppate per terminal, e scopre che la Meridiana parte da Gatwick North. Prende quindi lo shuttle per cambiare di terminal (la stazione dei treni/bus è a Gatwick South). Arrivata al North, scopre che non c’è il suo volo sul tabellone. Riprende lo shuttle, torna al South ma il volo non c’è nemmeno lì. A quel punto chiama me, leggermente (eufemismo) preoccupata.</p>
<p>A 15 km dal computer più vicino, in roaming su TIM 2G perché lì 3 non prende, non ho modo di consultare Internet (una volta a casa scoprirò poi che non mi sarebbe stato di grande aiuto). Senza pensarci troppo, chiamo il 12.54 con un telefono, mi faccio dare il numero dell’aeroporto di Firenze, lo compongo nell’altro, poi l’operatore mi chiede se voglio che mi colleghi automaticamente, rispondo sì senza riflettere, premo uno per confermare il collegamento come richiesto dalla vocina. La chiamata parte. E io mi rendo conto che sto chiamando un telefono fisso italiano a due virgola quattro centesimi di euro al secondo. Tutto questo, dopo aver cancellato il numero dell’aeroporto dall’altro telefono.</p>
<p>Dopo una spasmodica attesa (non poi tanto lunga, a dire il vero), mi risponde una sgarbatissima signora, a cui chiedo semplicemente se l’ultimo volo della serata in arrivo da Londra fosse previsto. Mi risponde con un secco “No, vola su Bologna. I passeggeri sono andati a Bologna”. Le chiedo se è sicura e le ripeto che sto parlando del volo in arrivo, non in partenza (questa mi parla di passeggeri andati a Bologna…). Conferma, molto scocciata.</p>
<p>Ri-chiamo B, che risponde una volta su tre perché o non ha campo, o la telefonata non si instrada, o chissà cosa. Le dico di guardare bene sui tabelloni perché a questo punto il volo dovrebbe essere per Bologna. Risponde che non c’è. Lei è al South Terminal, le dico di andare al North. Difatti, dopo venti minuti (fortuna che era arrivata all’aeroporto con 3 ore di anticipo) mi richiama soddisfatta dicendo di essere in fila al check-in del suo volo, in partenza dal North, riportato come “Bologna (Florence)”. Il volo ritarda di un’oretta, e sicuramente ci sarà uno scalo tecnico (?) a Bologna per poi ripartire per Firenze. E vissero tutti felici e contenti…</p>
<p><strong>Episodio 4</strong></p>
<p>…ma anche no. Il volo, chiaramente, non parte all’ora prevista. Il sito dell’aeroporto di Firenze ha continuato, fino a poco fa (poi è scoccata la mezzanotte e il cambio di data ha azzerato lo status dei voli), a darlo come “Previsto”. Il sito della Meridiana riporta tuttora “Volo cancellato”. Il sito del Marconi di Bologna lo riporta in arrivo “originale” alle 00:10, ma poi ritardato all’1:55. Il sito dell’aeroporto di Gatwick ha dato notizie frammentarie per tutta la sera, fino ad arrivare ad un “Gate open” alle 22:20 ora locale, per poi passare a “Boarding” pochi minuti fa. Per tutta la sera ha mostrato “Delayed xx:xx+5”, dove xx:xx era l’ora corrente. Ritardava di cinque minuti ogni cinque minuti.</p>
<p>Insomma, per farvela breve, B è tuttora a Gatwick che aspetta la navetta che dal terminal la porterà all’aereo. Si sciropperà due ore di volo fino a Bologna, poi un’altra ora e mezza di autobus sostitutivo fino a Firenze. Originariamente, sarebbe dovuta atterrare alle 22.55.</p>
<p><span style="color: #000000;"><del><strong>To be continued…</strong> (domattina, spero con una bella notizia per la nostra B)</del></span></p>
<p><strong>Update</strong>: B, alla fine, è atterrata a Bologna alle 2.35. L&#8217;hanno caricata su un pullman sostitutivo e l&#8217;hanno portata all&#8217;aeroporto di Firenze, dove è arrivata alle 4AM. La motivazione di tutto questo macello è che l&#8217;aereo che avrebbe dovuto prendere si era rotto (parole testuali della tizia del check-in, a suo dire), e che quindi ne hanno mandato uno sostitutivo da Bologna. Che però, a quanto pare, doveva ritornarci.</p>
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		<title>Tophost Epoch Fail</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 10:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Tentando di rinnovare un dominio in scadenza (operazione tra l&#8217;altro andata a buon fine)&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/tophost_epoch_fail.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-363" title="tophost_epoch_fail" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/tophost_epoch_fail.jpg" alt="" width="596" height="239" /></a>Tentando di rinnovare un dominio in scadenza (operazione tra l&#8217;altro andata a buon fine)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diciassette.</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/06/05/diciassette/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 21:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminare sopra agli specchi. Pensare in due lingue diverse. Riconoscere chi ti è vicino, mettere in discussione tutto e tutti. Una nuova, grande amicizia, che ti fa sentire meno solo. Guardarsi intorno e vedere il mondo con occhi diversi ogni &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/06/05/diciassette/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Camminare sopra agli specchi. Pensare in due lingue diverse. Riconoscere chi ti è vicino, mettere in discussione tutto e tutti. Una nuova, grande amicizia, che ti fa sentire meno solo. Guardarsi intorno e vedere il mondo con occhi diversi ogni volta.</p>
<p>Auguri a me per i miei 17 anni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Dies Slowly</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 13:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dies Slowly he who becomes a slave of habit, repeating same path every day, he who never changes brands. Who doesn&#8217;t risk wearing a new color and doesn&#8217;t speak to whom he doesn&#8217;t know. Dies Slowly he who makes the &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/05/08/dies-slowly/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dies Slowly<br />
he who becomes a slave of habit,<br />
repeating same path every day,<br />
he who never changes brands.<br />
Who doesn&#8217;t risk wearing a new color<br />
and doesn&#8217;t speak to whom he doesn&#8217;t know.<br />
Dies Slowly<br />
he who makes the television his guru.<br />
he who avoids a passion,<br />
he who prefers black on white<br />
and dotted &#8220;i&#8221;s to a whirlwind of emotions,<br />
precisely those that rescue the brilliance of one&#8217;s eyes,<br />
smiles from yawns,<br />
hearts from disappointments and sorrows.<br />
Dies Slowly<br />
he who doesn&#8217;t turn the table when he&#8217;s unhappy at his job,<br />
he who doesn&#8217;t risk the certain for the uncertain to follow a dream,<br />
he who doesn&#8217;t permit himself at least once in his life,<br />
to flee from sensible advice.<br />
Dies Slowly<br />
he who doesn&#8217;t travel, he who doesn&#8217;t read,<br />
he who doesn&#8217;t listen to music,<br />
he who doesn&#8217;t find humor in himself.<br />
Dies Slowly<br />
he who destroys his own love,<br />
he who doesn&#8217;t allow himself to help.<br />
Dies Slowly<br />
he who passes the days complaining of his bad luck<br />
or of the incessant rain.<br />
Dies Slowly<br />
he who abandons a project before starting it,<br />
not asking about an unfamiliar subject<br />
or not answering when they inquire about something he knows.<br />
We avoid death in soft quotes, remembering that to be alive requires<br />
an effort much greater than the simple fact of breathing.<br />
Only with ardent patience will we conquer a splendid happness.</p></blockquote>
<p>[<em>Martha Medeiros - originale in spagnolo, credo</em>]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Walking on the timeline of my life</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/05/06/walking-on-the-timeline-of-my-life/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 17:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 3 aprile atterravo in Italia, dopo l’idolatrata settimana di scambio in Olanda. Ci sono stati miglioramenti, sì. Adesso non ho più l’automatismo fisiologico di rapportare i due paesi. Riesco a parlarne senza che mi vengano i lucciconi agli &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/05/06/walking-on-the-timeline-of-my-life/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 3 aprile atterravo in Italia, dopo l’idolatrata settimana di scambio in Olanda.</p>
<p>Ci sono stati miglioramenti, sì. Adesso non ho più l’automatismo fisiologico di rapportare i due paesi. Riesco a parlarne senza che mi vengano i lucciconi agli occhi, ho fatto di nuovo l’abitudine allo stato delle strade italiane e, a quanto pare, ho di nuovo la capacità di isolare il mio apparato uditivo dal cervello quando ne sento il bisogno. L’oppressione iniziale che avevo tornato a casa si è affievolita. Mi piace la mia solitudine. Riesco a pensare di nuovo in Italiano, nonostante quando stia facendo qualcosa che è collegato in qualche modo all’Olanda, ritorni a mischiare le lingue. <em>Scaring.</em></p>
<p><em>It’s like walking above other people.</em></p>
<p>Ma in fondo, è come se non fossi mai partito. Non c’è stata un’Olanda, o un’Inghilterra, non c’è un’Italia adesso e non ci sarà un’America tra due mesi. E’ solo parte di un percorso non prefissato che mi sto costruendo.</p>
<p><em>I discovered what traveling means, and now I feel I couldn’t live without it any longer.</em></p>
<p>Adesso mi restano due carte d’imbarco usate, il biglietto di ingresso al Van Gogh Museum di Amsterdam, un attestato per il conseguimento del credito formativo, numeri di telefono, amici su Facebook, qualcosa come cinque gigabytes di foto e, soprattutto, tanta voglia di riprovarci, di farlo ancora. Ripartire, scoprire, rimettermi in gioco, vincere le mie paure.</p>
<p><em>I once felt the world in my own hands, and it was awesome.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Prova post da telefono</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/04/27/prova-post-da-telefono/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 18:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym through his mobile phone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[- Posted using MobyPicture.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mobypicture.com/user/Damym/view/9344159" title="See more at MobyPicture.com"><img src="http://img.mobypicture.com/aba7145361f4005f0ffb30373a25fe36_view.jpg" width="400px" alt="Image posted by MobyPicture.com" /></a><br />
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		<title>Meanwhile in the Netherlands</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 15:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa mi è piaciuto dell&#8217;Olanda: Praticamente tutte le strade hanno le corsie per le biciclette ai lati. Una per senso di marcia. Anche nelle rotonde. I ciclisti hanno una propria segnaletica stradale, dei propri percorsi consigliati, i propri &#8220;turni&#8221; al &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/04/19/meanwhile-in-the-netherlands/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa mi è piaciuto dell&#8217;Olanda:</p>
<ul>
<li>Praticamente tutte le strade hanno le corsie per le biciclette ai lati. Una per senso di marcia. Anche nelle rotonde.</li>
<li>I ciclisti hanno una propria segnaletica stradale, dei propri percorsi consigliati, i propri &#8220;turni&#8221; al semaforo.</li>
<li>Non ci sono cavi volanti o antenne sui tetti (rarissime le parabole). E&#8217; tutto interrato.</li>
<li>L&#8217;acqua del rubinetto non ha sapore ed è indistinguibile da quella in bottiglia.</li>
<li>Le scuole sono belle, nuove, pulite, attrezzate, con le smartboard in ogni aula, con tanti laboratori e tanti computer a disposizione degli studenti.</li>
<li>Non esistono i bidelli. Sono gli studenti e gli insegnanti che puliscono, INSIEME, le aule dopo le lezioni.</li>
<li>Conseguentemente a quanto accade sopra, non ci sono scritte sui muri o sui banchi.</li>
<li>Le autostrade sono gratuite.</li>
<li>Le persone sono MOLTO più open-minded, complice anche il distacco dalla Chiesa.</li>
<li>Non ci sono politici che vanno a letto con le minorenni. O almeno, io non li ho trovati.</li>
<li>TUTTI (non ne ho trovato neanche uno, dal contadino al cassiere del supermercato al professore di chimica) parlano Inglese.</li>
<li>Non esistono programmi doppiati in Olandese. Audio originale, sottotitoli  tradotti e via.</li>
<li>Se sei omosessuale puoi passeggiare tranquillamente senza essere aggredito.</li>
<li>Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero.</li>
<li>Le persone ti trattano bene anche se hai un passaporto italiano in tasca (specialmente dopo che scoprono che parli Inglese decentemente).</li>
<li>C&#8217;è molta più sorveglianza per quanto riguarda il consumo di alcool, le feste e le discoteche. Mi hanno chiesto un documento ogni volta che sono entrato (lo chiedono anche quando uno ordina da bere, ma sono astemio e con me non funziona). C&#8217;è un orario preciso di chiusura (mai più tardi delle due, e di locali ne ho girati parecchi, forse nelle grandi città è diverso ma non saprei dire), allo scattare del quale tutti escono disciplinatamente. Si spengono le luci e via.</li>
<li>Non ci sono prostitute ai lati delle strade. Certo, Amsterdam ha il quartiere a luci rosse, ma tutto è comunque molto più discreto che in Italia. Quello che posso dire è che di giorno è un quartiere come tutti gli altri, magari con qualche sexy shop e cinema di troppo.</li>
<li>Al supermercato ti chiedono l&#8217;ID anche se compri le sigarette.</li>
<li>La tessera sanitaria NON è un documento valido per entrare in discoteca (in Italia mi è successo di vederla usare).</li>
<li>Quando esci da una discoteca, il sabato sera, fuori ci sono gli autobus e i taxi, non gli ubriachi al volante.</li>
<li>Puoi fare 10km in bicicletta alle tre di notte, tornando dalla discoteca suddetta, sentendoti perfettamente al sicuro.</li>
<li>Le biciclette possono svoltare a destra anche se il semaforo è rosso.</li>
<li>Gli automobilisti si fermano alle strisce pedonali. SEMPRE.</li>
<li>Il clacson non è uno strumento usato per attirare l&#8217;attenzione di aspiranti partner per l&#8217;accoppiamento.</li>
<li>Sono tutti gentili, cordiali e disponibili. Anche il più poveraccio di Amsterdam ti indica la strada. In Inglese.</li>
<li>Non c&#8217;è gente per le strade a chiedere l&#8217;elemosina. Nemmeno ad Amsterdam.</li>
<li>Davanti alle scuole ci sono le distese di biciclette, non di motorini.</li>
<li>Van Gogh.</li>
<li>La scuola inizia alle 8.45. Vuol dire che puoi alzarti alle 7.30, fare una doccia, fare colazione CON CALMA, prendere la tua bella bicicletta e pedalare fino a scuola (questo vale sopratutto se il tuo partner abita a 700 metri dalla suddetta). Non devi alzarti alle 6.40 per passare cinque minuti in bagno, prendere un caffè volante e salire su un autobus stracolmo e puntualmente in ritardo per essere a scuola per le 8.</li>
<li>Hanno meno compiti. Vuol dire che non devono tirare via a scrivere post come questo perché il giorno dopo hanno compito di matematica e interrogazione di filosofia insieme.</li>
<li>I bagni pubblici sono pulitissimi. Anche quelli in aeroporto.</li>
</ul>
<p>Cosa non mi è piaciuto:</p>
<ul>
<li>Bevono VERAMENTE troppo.</li>
<li>Non hanno il bidet (avrò pure lo spirito del viaggiatore, ma Italiano resto). Compensano con il tempo da dedicare alla doccia. Io, ad esempio, con la mia routine italiana non riesco a fare la doccia ogni giorno.</li>
<li>La suddivisione delle vacanze. Se non ho capito male, lo stop estivo dura 6 settimane. I giorni effettivi di vacanza sono più o meno gli stessi, ma non è la stessa cosa.</li>
<li>Il caffè-brodaglia-liquido marrone semitrasparente che in molti ti rifilano. Lui però aveva una macchina del caffè ultra-tecnologica con un programma &#8220;Caffè Italiano&#8221;, che era bevibile.</li>
</ul>
<p>Stranezze varie:</p>
<ul>
<li>Olanda, tulipani, mulini a vento. Ebbene: nella parte sud non ci sono. Indovinate dov&#8217;ero io? Appunto.</li>
<li>Gli Olandesi ammettono esplicitamente di sbagliare il nome del loro Stato. L&#8217;Olanda è una regione dei Paesi Bassi (a dire la verità sono due, c&#8217;è quella settentrionale e quella meridionale). E&#8217; come dire &#8220;Lazio&#8221; invece di &#8220;Italia&#8221;.</li>
<li>Hanno una fissa per i punti luce. In OGNI casa in cui sono entrato ci  sono ottomila interruttori, ma ne funzionano quattro. Predispongono  cavi per lampadari che non useranno mai.</li>
<li>Per dire &#8220;prelevare al bancomat&#8221; esiste un&#8217;espressione idiomatica la cui traduzione in Inglese è più o meno &#8220;take some money out of the wall&#8221;.</li>
<li>Essendo più a nord, alba e tramonto durano più che da noi. Se aggiungiamo a questo il fatto che nove ore prima del mio volo di andata era entrata in vigore l&#8217;ora legale, otteniamo insonnia e mal di testa.</li>
<li>Il pollo con la mozzarella (che però era buono).</li>
<li>Le patatine Pringles da tuffare nella salsa di avocado.</li>
<li>Le doppie vocali, nelle parole olandesi, si leggono esattamente come se ce ne fosse una sola.</li>
</ul>
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		<title>Just empty your Internet cache</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 14:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;poi ditemi se è cambiato qualcosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;poi ditemi se è cambiato qualcosa <img src='http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>That dream can&#8217;t come true</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[BEEP! Apro gli occhi. Attaccato allo schienale del sedile davanti al mio c&#8217;è il cartello con le dotazioni di sicurezza tipico della Ryanair. Si è acceso il segnale delle cinture di sicurezza. Sono su un Boeing 737 blu e giallo. &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/04/15/that-dream-cant-come-true/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          BEEP!<br /> Apro gli occhi. Attaccato allo schienale del sedile davanti al mio c&#8217;è il cartello con le dotazioni di sicurezza tipico della Ryanair.<br /> Si è acceso il segnale delle cinture di sicurezza.<br /> Sono su un Boeing 737 blu e giallo. Viaggio da solo. Sento il carrello d&#8217;atterraggio che scende. Vedo la pista. Touchdown.<br /> Le trombette che annunciano l&#8217;atterraggio suonano.
<p />  Sono nel piazzale dell&#8217;aeroporto. Guardo verso il tetto.<br /> Oltre la terrazza panoramica, oltre i vetri dell&#8217;ultimo piano. C&#8217;è scritto il nome dell&#8217;aeroporto ma non riesco a leggerlo.<br /> Non mi importa, lo riconosco, so dove sono e sono felice di esserci.
<p />  Ritiro bagagli. Prendo la valigia e vado verso l&#8217;uscita.<br /> Riconosco il cartello che vieta l&#8217;esportazione di stupefacenti dal Paese.<br /> La porta scorrevole si apre e io posso uscire nel terminal. Li vedo.
<p />  BEEP! BEEP! BEEP! BEEP!<br /> Apro gli occhi. Soffitto di camera mia. Sono le 6.45.<br /> &#8220;Cazzo, ho il compito di latino oggi!&#8221;</p>
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		<title>Che dolce ritorno</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 14:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri abbiamo scattato l&#8217;ultima foto di gruppo, fuori dall&#8217;aeroporto. Poi sono entrato nel terminal, senza voltarmi, mentre fuori incominciava a piovere. Quando l&#8217;aereo si è staccato da terra ero quasi contento di tornare a casa. Più che altro avevo accettato &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/04/04/che-dolce-ritorno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          Ieri abbiamo scattato l&#8217;ultima foto di gruppo, fuori dall&#8217;aeroporto.<br /> Poi sono entrato nel terminal, senza voltarmi, mentre fuori incominciava a piovere.<br /> Quando l&#8217;aereo si è staccato da terra ero quasi contento di tornare a casa.<br /> Più che altro avevo accettato l&#8217;idea.<br /> La vista delle Alpi con il sole mi ha messo di buon unore.
<p />  Poi siamo atterrati, e lì è cominciato il finimondo.<br /> Il Galilei sempre disorganizzato, sporco, vecchio, deprimente.<br /> Caldo italiano.<br /> Ci hanno stipati sulla navetta per fare quaranta metri di strada.<br /> Dieci minuti per vedere il nastro bagagli ricominciare a girare, altri cinque abbondanti prima che la mia valigia arrivi. Dogana senza intoppi.<br /> All&#8217;uscita non c&#8217;è nessuno ad aspettarmi. In compenso, il monitor degli arrivi continua a segnalare il mio volo come previsto, nonostante io sia sul suolo italiano da almeno venti minuti.
<p />  $padre è in ritardo. Al telefono chiarisce che non intende parcheggiare (sapete, può costare diversi quattrini).<br /> Accosta la macchina dalla parte sbagliata dell&#8217;aeroporto, bloccando il traffico del piazzale e urlandomi nel telefono di correre immediatamente da lui.<br /> Io agli arrivi internazionali, lui alle partenze. Dell&#8217;altra hall. Ovvero, dall&#8217;altra parte dell&#8217;aeroporto.<br /> Della serie: se è di così tanto disturbo, la prossima volta prendo il treno. (detto in faccia al signore di cui sopra)
<p />  In macchina soliti discorsi su quanto l&#8217;Italia sia bella, su quanto la politica italiana sia perfetta, su quanto mi possa essere mancata l&#8217;Italia (zero).<br /> Nel frattempo la diramazione di Pisa si immette sulla superstrada.<br /> Tre chilometri di coda, lavori in corso da decenni, asfalto toppato, strada inguardabile.
<p />  Intanto scrivo un SMS alla prof. spiegandole perché sono letteralmente scappato via dall&#8217;aeroporto.
<p />  Empoli è grigia, spenta. La mia scuola, dopo una settimana di Udens College, è un carcere.<br /> Intanto le notizie che ho avuto in una settimana all&#8217;estero (lettura di sfuggita della prima pagina del De Telegraaf, in Olandese) sull&#8217;Italia sono diametralmente opposte rispetto a quelle che $padre mi sta fornendo.<br /> (dichiara di non sapere nulla di George Clooney coinvolto nello scandalo sessuale di B.)
<p />  Casa sempre uguale. Malinconia. Trattengo le lacrime tutta la sera.<br /> Chissà perché, ogni volta che vado via da solo non voglio mai tornare.
<p />  Quand&#8217;è che parto di nuovo? Ah, sì, il 3 luglio avrei questo volo per New York&#8230; Tre mesi, ce la posso fare&#8230;</p>
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		<title>I&#8217;m an alien</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 14:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Fermata dell&#8217;autobus. Ore 14.15 circa. Devo dire a Max tutta una serie di cose. Inizio a scrivere un SMS (ovviamente in Inglese). Dopo un po&#8217; mi rendo conto che ci metterò anni prima di avere scritto tutto, e che magari &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/03/24/im-an-alien/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          Fermata dell&#8217;autobus. Ore 14.15 circa.<br /> Devo dire a Max tutta una serie di cose. Inizio a scrivere un SMS (ovviamente in Inglese). Dopo un po&#8217; mi rendo conto che ci metterò anni prima di avere scritto tutto, e che magari una telefonata con Skype costerebbe meno di tutta la serie di SMS che dovrei inviare. Detto fatto, apro Skype e chiamo. Anche lui ha tutta una serie di cose da dirmi, quindi la cosa va per le lunghe.<br /> Dopo 3,2 secondi dall&#8217;inizio della telefonata, realizzo che:<br /> &#8211; la totalità della gente alla fermata si è zittita<br /> &#8211; 3/4 delle persone mi fissano con sguardo stranito<br /> &#8211; una buona metà ridacchia sommessamente<br /> &#8211; uno continua a ripetere &#8220;ma chi si crede di essere?&#8221;
<p />  Quindi, la domanda che vado ponendomi da un tre ore a questa parte è la seguente: sono stupido io che parlo decentemente una lingua straniera o gli altri?<br /> Perché ho come l&#8217;impressione di conoscere già la risposta, ma mi serve la conferma di qualcuno con qualche neurone in più di questi signori.<br /> Grazie.</p>
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		<title>Considerazioni sparse</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 17:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Exchange in Olanda: confermato Vacanza-studio a New York: confermata Passaporto: in arrivo Compito di Inglese: 9/10 Life: not so bad, thanks.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          Exchange in Olanda: confermato<br /> Vacanza-studio a New York: confermata<br /> Passaporto: in arrivo<br /> Compito di Inglese: 9/10<br /> Life: not so bad, thanks.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di come la vita ha ricominciato a sorridermi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 20:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho avuto la conferma ufficiale da parte della scuola che il mio exchange non sarà parziale (in teoria non sarei dovuto andare nei Paesi Bassi) ma completo. Ho avuto un grandissimo CULO in questo progetto, non solo oggi ma &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/03/03/di-come-la-vita-ha-ricominciato-a-sorridermi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>    Oggi ho avuto la conferma ufficiale da parte della scuola che il mio exchange non sarà parziale (in teoria non sarei dovuto andare nei Paesi Bassi) ma completo.
<p />Ho avuto un grandissimo CULO in questo progetto, non solo oggi ma anche svariate altre volte nei mesi precedenti, e se oggi sono qui a scrivere che il 27 partirò per i Paesi Bassi è soprattutto grazie a questo.
<p /> Avevo dato la disponibilità ad ospitare per il Belgio (a dicembre scorso si parlava di 20 posti vuoti), verso metà gennaio un&#039;altra classe aderisce al progetto e noi disgraziati non possiamo più ospitare.<br />Dopo due giorni mi (ci) dicono che ci sono tre Olandesi senza un host partner, e che se voglio sono dentro al progetto come prima riserva. Tra quelli che avevano dato disponibilità ad ospitare per il Belgio sono quarto in classifica per rendimento scolastico, la seconda si ritira, scalo di un posto e divento terzo. Mi abbinano con Max, che arriva il 14 febbraio e riparte il 20. Sto male nel sapere che gli altri andranno poi in Olanda e io me ne dovrò restare in Italia. <br /> Insieme a un altro ragazzo che non sarebbe dovuto partire iniziamo a tartassare la prof che coordina il progetto. La risposta è sempre la stessa. Non si può.
<p />L&#039;unico spiraglio che rappresenta una parvenza di scambio anche per noi è la conferenza finale del progetto (lo scambio Italia-Olanda si svolge in un contesto in cui sono coinvolte più scuole da altre nazioni, coordinato dall&#039;UE), che si terrà in un weekend di Maggio nel sud della Francia. Tutto spesato dalla scuola per 2 insegnanti e 3-4 studenti. Cediamo e ci iscriviamo. Intanto, però, scriviamo alla Preside chiedendo di poter comunque fare lo scambio completo. La Preside è malata e tornerà solo a fine settimana. Ieri decidiamo di non poter più aspettare e parliamo con il Vicepreside. Si dimostra disponibile e dice che ne parlerà con la Preside la sera stessa, e che oggi alle 11 ci avrebbe fatto sapere.
<p /> Ierisera parlo con Max, su Skype. Gli spiego la situazione e gli dico che attendiamo fiduciosi una risposta. Ci salutiamo e io vado a letto. Dopo due minuti mi arriva un SMS da lui. il testo è &quot;You&#039;re coming to my place&quot;. Lo chiamo, ma non prendo la linea. Torno su Skype e gli chiedo spiegazioni. Mi gira una mail che la sua coordinatrice gli ha inviato. È in Olandese e la traduco con Google Translate, il succo è &quot;i vostri [io e l&#039;altro ragazzo] partner hanno ricevuto l&#039;autorizzazione dalla scuola italiana a venire nei Paesi Bassi&quot;. Vado a letto fiducioso. Il mio amico non sa ancora nulla.
<p /> Stamattina parliamo con la prof. Dice che ancora non c&#039;è nulla di certo, ma sembra che la Preside abbia dato l&#039;ok e così lei si è avvantaggiata chiedendo se anche per gli olandesi era tutto ok. Poi, alle 11, torniamo dal Vicepreside. E&#039; ufficiale, la scuola ha autorizzato il viaggio e noi possiamo partire.
<p /> &quot;Adesso però non mi svenite&quot; ci dice la prof.
<p />My (our) two cents.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Svantaggi della globalizzazione</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/02/27/svantaggi-della-globalizzazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh, che ci volete fare, avete sempre ragione voi. Sono io il problema, io ho le ruote. &#8230;mai sentito parlare di gap generazionale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          Eh, che ci volete fare, avete sempre ragione voi.<br /> Sono io il problema, <i>io ho le ruote</i>.
<p />  &#8230;mai sentito parlare di gap generazionale?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Itaglia</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2011/02/26/itaglia/</link>
		<comments>http://www.clubinformatica.it/2011/02/26/itaglia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 13:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Esco da scuola alle 11.55. Ho 65 minuti (se escludiamo gli altri 10 di ritardo) prima dell&#8217;autobus per tornare a casa. Il mio programma prevede: rinnovo dell&#8217;abbonamento mensile per l&#8217;autobus (tempo previsto: 2 minuti) e ricarica sulla SIM dell&#8217;allarme che &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/02/26/itaglia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          Esco da scuola alle 11.55.<br /> Ho 65 minuti (se escludiamo gli altri 10 di ritardo) prima dell&#8217;autobus per tornare a casa. Il mio programma prevede: rinnovo dell&#8217;abbonamento mensile per l&#8217;autobus (tempo previsto: 2 minuti) e ricarica sulla SIM dell&#8217;allarme che è a zero con il credito, e la cosa non va bene perché se l&#8217;allarme suona e noi non siamo in casa è un problema (tempo previsto: 1 minuto). Insomma, già mi vedevo morto dalla noia sulla pensilina della stazione aspettando l&#8217;autobus.
<p />  Ebbene. Per perdere ulteriore tempo faccio il tragitto scuola-stazione a piedi (10 minuti) invece di prendere l&#8217;autobus.<br /> Biglietteria deserta. Vado allo sportello, faccio vedere la tessera e dico cosa voglio. Si scopre così che ora l&#8217;azienda di trasporti (anzi, il consorzio a cui fanno capo diverse aziende di trasporti, tra cui quella che fa la mia tratta) è entrato in un consorzio più grande, a livello regionale. Ora non si chiama più PiùBus ma CTT (Compagnia Toscana Trasporti).
<p />  &#8220;Cittittì?&#8221;<br /> &#8220;Sì, e ora devo passare i tuoi dati sul nuovo sistema.&#8221;
<p />  La donnina comincia così a ricopiare tutti i dati dalla tessera al computer. Finisce e mi ridà la tessera. Poi si accorge che non ha scritto la data di nascita. Rivuole la tessera. La ridà a me. Si rende conto che non ho un documento di identità associato (non avevo l&#8217;età minima all&#8217;epoca del primo abbonamento). Faccio vedere la carta d&#8217;identità, inserisce i dati anche di quella e riesce a rompere un pezzo della custodia protettiva.<br /> Alla fine esco dalla biglietteria dopo poco meno di un quarto d&#8217;ora, con 40 euro in meno nel portafogli (2 euro in più rispetto all&#8217;anno scorso) e un abbonamento nuovo e più figo, visto che ora è stampato in orizzontale. In alto campeggiano sia il logo PiùBus che quello CTT.
<p />  Seconda tappa. Entro nel primo tabaccaio che trovo. Dico quello che voglio, pago (5 euro), prendo lo scontrino ed esco.<br /> Mentre sono in coda al semaforo per attraversare mi scorro il suddetto scontrino. C&#8217;è scritto, grosso come una casa, &#8220;Errore di comunicazione&#8221;.<br /> Ok. BEEEENE. Ritorno indietro, rifaccio la fila. Sorpresona, la ricarica non è andata a buon fine.<br /> La tizia riprova 4 o 5 volte. Niente da fare, la ricarica non va.<br /> Esco dopo essermi fatto ridare i miei 5 euro.
<p />  Cambio strategia ed entro in un centro TIM. 10 minuti di fila e poi tocca a me. Spiego la situazione, dico il numero anche a questa tizia qui. Terminale bloccato, non riesce a vedere se la SIM è ancora attiva. Riavvia tutto, riprova, ovviamente nulla. La sua personalissima (e non richiesta) opinione sull&#8217;argomento è che Moubarak abbia interrotto Internet a mezza Europa. Esco dal negozio con fare tendente all&#8217;incazzoso. Sono le 12.50, attraverso la strada e salgo sull&#8217;autobus fermo nel parcheggio, che partirà 10 minuti dopo l&#8217;orario previsto, probabilmente a causa della sigaretta dell&#8217;autista che non si consumava abbastanza velocemente.
<p />  E son cose&#8230;</p>
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		<title>You have been the one for me</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 20:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;è in arrivo al binario 1. Ferma a Montelupo, Lastra a Signa, Firenze Rifredi, Firenze Santa Maria Novella&#8221; L&#8217;annuncio di un treno ascoltato a metà ha scandito l&#8217;inizio della settimana più bella che io possa ricordare. Lunedì 14 febbraio, stazione &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/02/21/you-have-been-the-one-for-me/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>    &#8220;&#8230;è in arrivo al binario 1. Ferma a Montelupo, Lastra a Signa, Firenze Rifredi, Firenze Santa Maria Novella&#8221; <br />L&#8217;annuncio di un treno ascoltato a metà ha scandito l&#8217;inizio della settimana più bella che io possa ricordare. <br />Lunedì 14 febbraio, stazione di Empoli, mezzogiorno passato. <br />Reflex al collo, zaino con i libri e l&#8217;autorizzazione per uscire prima da scuola ancora in mano dopo la corsa. <br />Dal treno scendono 27 ragazzi olandesi e due professori. <br />E&#8217; stato in quel momento che ho conosciuto Max, il mio &#8220;guest partner&#8221; per la settimana successiva.
<p /> In 4 giorni e mezzo, 3 città visitate (Firenze, Pisa, Siena) più Empoli e dintorni. <br />Noi come guide, la testa che scoppia per la nuova lingua, i miei genitori che ascoltano a bocca aperta le nostre interminabili conversazioni davanti alla cena che lui divora in cinque minuti. Dal mio &#8220;nice to meet you&#8221; balbettato il lunedì mattina, ai discorsi sulla politica dei nostri due paesi del martedì sera. <br />Futuro, amicizie, scuola, aspirazioni, amore, viaggi. <br />Due paesi così vicini, eppure così lontani. Due mondi completamente diversi che si incontrano.
<p /> Il suo trauma nell&#8217;alzarsi alle 6.30 per prendere l&#8217;autobus, il mio nello scoprire che non usa l&#8217;accappatoio e il phon. <br />English breakfast con l&#8217;&#8221;American bread&#8221; e il cioccolato in chicchi (me ne farò spedire venti scatole il prima possibile), pranzo al volo da qualche parte e cena all&#8217;italiana.
<p /> Venerdì sera, goodbye party. <br />Dopo aver passato tutto il giorno tra laboratorio di informatica, conferenza finale, pranzo al centro commerciale e una partita di calcio (indovinate quale delle due nazioni ha vinto?). <br />Si comincia a ballare, e da quel momento il mondo esterno cessa di esistere. <br />Non ci importa se tra meno di due giorni loro ripartono. <br />Non ci importa se ci sono mille chilometri nel mezzo, due ore di aereo, una barriera linguistica che tuttosommato siamo riusciti ad abbattere.
<p /> WE ARE YOUNG! WE ARE STRONG! WE&#8217;RE NOT LOOKING FOR WHERE WE BELONG! <br />We&#8217;re not cool, we are free, and we&#8217;re running with blood on our knees!
<p /> E dopo un sabato sera in discoteca, la settimana è finita, nello stesso modo in cui era iniziata. <br />Con un annuncio automatico coperto da voci, lacrime represse e sospiri. <br />Aeroporto di Pisa. Stessa voce elettronica, tono diverso ma stessa espressione fredda. <br />Un aereo della Ryanair che si stacca dalla pista del Galilei e vira verso nord. <br />70 interminabili chilometri per tornare a casa, gli stessi che all&#8217;andata erano volati.
<p /> Tanta malinconia, tanto silenzio, una sola certezza. <br />Max non è il mio guest partner. <br />Lo è stato, sì. Per i primi cinque minuti.
<p /> Max è il mio Dutch friend. <br />Lo stesso vale per Douwe, Dwayne, Rob, Alix, Yoni, Fleur e tutta la gente che la mia reflex ha immortalato in questi giorni. <br />Anche se dovrò aspettare mesi prima di poterli rivedere, e sarà solo per qualche giorno, e probabilmente neanche tutti. <br />Anche se questa settimana mi è costata una bronchite e diverse lezioni saltate. <br />Questi Olandesi che urlavano per le vie del centro di Firenze a me mancano. Tanto.</p>
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		<title>Campanelli d&#8217;allarme</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 12:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Le due meno venti antimeridiane, ora di Greenwich pi&#249; due. Damym &#232; disteso nel letto sotto l&#8217;effetto di paracetamolo, la febbre sta scendendo e il suddetto dorme in un bagno di sudore. $padre e $madre, dalla loro camera, odono rumori &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2011/01/04/campanelli-dallarme/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le due meno venti antimeridiane, ora di Greenwich pi&ugrave; due.<br /> Damym &egrave; disteso nel letto sotto l&#8217;effetto di paracetamolo, la febbre sta scendendo e il suddetto dorme in un bagno di sudore.<br /> $padre e $madre, dalla loro camera, odono rumori preoccupanti, del tipo:
<p />  AEH!
<p />  [silenzio]
<p />  AEH!
<p />  [silenzio]
<p />  AEEEEEH!! AEEEEEH!! [...] AEEEEEH!!
<p />  $padre si sveglia pensando che uno dei nonni stia male. L&#8217;essere in questione si alza, cianfrica con la tastiera dell&#8217;allarme per inserire il &#8220;seguimi&#8221; (modalit&agrave; che consente di disattivare temporaneamente tutti i sensori interni della casa), cianfrica di nuovo perch&eacute; non si ricorda cosa fare, scende le scale, gira intorno al piano terra, ri-sale le scale e, continuando a sentire nel frattempo i rumori di cui sopra, giunge in camera di $nonno, trovandolo seduto sul letto, con la luce accesa, intento a produrre tali rumori attraverso la propria bocca.
<p />  $nonno spiega di aver sentito suonare il campanello di casa, sicuramente per mano di qualche ladro. Il suddetto ha provveduto, nell&#8217;intento di spaventare ed allontanare tali ladri immaginari, ad accendere la luce della propria camera da letto e a produrre rumori con la propria bocca non dissimili (secondo il di lui cervellino bacato) da quelli della sirena dell&#8217;allarme. $nonno sostiene di aver poi sentito un camion passare (non avendo i doppi vetri, la finestra ha tremato).
<p />  Spiegazione: Damym vive su una provinciale sottodimensionata il cui traffico &egrave; interdetto ai mezzi pesanti. Tali mezzi pesanti passano di notte per evitare di essere visti (furbi eh?). Damym vive anche su una curva chiusa della succitata provinciale. Probabilmente, due di questi maledetti mezzi pesanti si sono incrociati sulla curva. Uno dei due ha suonato il clacson, che $nonno ha interpretato come il campanello della porta, si &egrave; fermato e poi &egrave; ripartito, facendo tremare i vetri delle finestre.
<p />  Fast forward.<br /> Le due e venti pomeridiane, ora di Greenwich pi&ugrave; due.<br /> $nonno suona il proprio campanello (la mia vita &egrave; scandita dai campanelli). Damym sale a vedere cosa vuole.<br /> $nonno (in passato in possesso di porto d&#8217;armi) chiede che il proprio fucile venga rimosso dalla cassaforte in cui si trova e posizionato tra il letto e il comodino della propria camera da letto. Chiede inoltre di essere dotato di un cospicuo numero di munizioni per il suddetto fucile.<br /> Damym declina.</p>
<p>Note a margine:</p>
<ul>
<li>$nonno ha 85 anni</li>
<li>$nonno vive su una sedia a rotelle</li>
</ul>
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		<title>Incident</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 16:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[via xkcd.com Se anche voi state ridendo a crepapelle in questo momento proprio come me, beh, mi dispiace dirvelo ma state male. =)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="posterous_bookmarklet_entry">
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<a href="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/media_httpimgsxkcdcom_kgrlh-scaled10002.png"><img alt="Media_httpimgsxkcdcom_kgrlh" height="222" src="http://www.clubinformatica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/media_httpimgsxkcdcom_kgrlh-scaled10002.png?w=300" width="500" /></a>
</div>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://xkcd.com/838/">xkcd.com</a></div>
<p>Se anche voi state ridendo a crepapelle in questo momento proprio come me, beh, mi dispiace dirvelo ma state male.
</p>
<p>=)</p>
</div>
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		<title>Neve, ci risiamo</title>
		<link>http://www.clubinformatica.it/2010/12/17/neve-ci-risiamo/</link>
		<comments>http://www.clubinformatica.it/2010/12/17/neve-ci-risiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 19:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damym</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non fraintendiamoci, io non odio la neve. Odio il modo con cui viene gestita la cosa in Italia. Sono uscito da scuola alle 13, il mio autobus delle 13.05 non è partito, anzi, per quanto ne so, non è &#8230; <a href="http://www.clubinformatica.it/2010/12/17/neve-ci-risiamo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>          No, non fraintendiamoci, io non odio la neve. Odio il modo con cui viene gestita la cosa in Italia.<br /> Sono uscito da scuola alle 13, il mio autobus delle 13.05 non è partito, anzi, per quanto ne so, non è mai uscito dal deposito.<br /> Per le strade di Empoli il delirio, code infinite in tutti in sensi di marcia e i pochi pedoni rimasti (me compreso) che camminavano sull&#8217;asfalto tra le macchine ferme.<br /> Non riuscivo a chiamare nessuno, i ponti radio della 3 sono caduti praticamente subito e la cella TIM, pur funzionando, era sovraccarica (&#8220;Rete occupata&#8221;).
<p />  Nella zona della stazione, tra le sirene delle ambulanze e i clacson, risuonava l&#8217;eco della vocina ebete di Trenitalia che annunciava ritardi, cancellazioni e &#8220;disagi generali dovuti alle avverse condizioni meteo&#8221;.<br /> Poi mi sono messo ad aspettare mio padre sotto al cavalcavia della superstrada, anche quella bloccata tra Empoli e Firenze, tra la gente che si fermava (così, nel bel mezzo del raccordo) per mettere le catene o semplicemente per aspettare la fine della bufera.<br /> Cellulari sempre fuori uso, nonostante vedessi perfettamente (gioverà ricordare che era in corso una tempesta di neve) il ripetitore.<br /> Sono stato lì sotto per più di un&#8217;ora, al freddo. In tutto, sono passate, oltre alle auto, una macchina della protezione civile e un&#8217;automedica a sirene spiegate, che, tra l&#8217;altro, uscendo dalla rotatoria a forte velocità ha sbandato e per poco non è finita contro la macchina ferma in coda nel senso opposto.<br /> Non uno spazzaneve, uno spargisale, polizia, carabinieri, niente.<br /> Non ho visto un vigile per tutta Empoli, e ho attraversato almeno 3-4 incroci &#8220;critici&#8221; (sempre ignorando i semafori rossi per i pedoni, tra l&#8217;altro, perché tanto era tutto fermo).
<p />  Per tornare a casa ho percorso la SP51, la SP4 e la SP125. In totale quasi 20 km.<br /> Sono tutte e 3 strade provinciali.<br /> Ebbene, per quanto ne so (la SP125 la vedo da 8 finestre e un portone), adesso (22.10) in tutte queste strade siamo nello stesso stato di prima. Ero su un fuoristrada 4&#215;4 con le gomme termiche e ce l&#8217;abbiamo fatta in un&#8217;ora scarsa, ok, ma ho visto tanta gente che abbandonava letteralmente le proprie auto sul bordo della strada per cercare riparo da qualche parte.<br /> All&#8217;ultima salita prima del bivio SP4-SP125 (che è anche stretta perché ci sono case da entrambi i lati della strada), il delirio.
<p />  Nell&#8217;ordine, quanto segue:<br /> &#8211; donna, Citroen C1, niente catene o gomme da neve. Pretendeva di percorrere la salita a tutti i costi e, per riuscire nell&#8217;impresa, che tutte le persone lì presenti spingessero la sua fottuta macchina francese su per la fottuta salita.<br /> &#8211; uomo, Hummer (sì, Hummer). La macchina era troppo larga per passare nell&#8217;unica corsia rimasta libera (il tratto non ha nemmeno la linea centrale spartitraffico da come è stretto), ma il tipo insisteva nel voler passare.<br /> &#8211; uomo, macchina non precisata ma comunque figa, nonmiimportasenonèadattaperlaneve-ioholegommetermicheesalgo. Al terzo tentativo di fare la salita decide che ne ha abbastanza e fortunatamente si arrende da solo.<br /> &#8211; altri non degni di nota.
<p />  In totale, 20 minuti di coda per fare questa fottuta salita.
<p />  Ora.<br /> Era una settimana che era prevista neve.<br /> C&#8217;era un&#8217;allerta meteo della protezione civile, almeno 3-4 fonti diverse confermavano che AVREBBE NEVICATO oggi.<br /> Prepararsi, stanotte, era faticoso?<br /> La provincia, il circondario (sì, perché qui c&#8217;è anche questo, la provincia non bastava a puppare tasse a noi), i comuni (Empoli, Montespertoli per dirne due, ma potrei continuare fino a 10-15 perché la situazione è stata la stessa in tutta la zona), non potevano fare qualcosa?<br /> Che so, magari, spargere il sale sulle strade stanotte, PRIMA che cominciasse il finimondo?<br /> Mettere qualche vigile a dirigere il traffico?<br /> Mettersi d&#8217;accordo con la Global Service (che gestisce la superstrada), in modo che tutto fosse COORDINATO, e non che la suddetta Global Service aprisse e chiudesse gli svincoli della suddetta superstrada a suo piacimento, con il risultato che tutto il traffico di lunga percorrenza si sia riversato sulle strade intorno a Empoli (SS67? SS429?) senza che ci fosse QUALCUNO a dirigerlo, questo benedetto traffico.<br /> Mettere delle pattuglie in giro, per controllare che la gente senza catene o gomme termiche NON VIAGGIASSE NEMMENO.<br /> Perché poi, oh, siamo in Italia, il cretino che vuol fregare il sistema c&#8217;è sempre, il fatto che poi come minimo te lo trovi infilato in un fosso dopo 200 metri è un dettaglio insignificante, ma lasciamo perdere.<br /> In questo momento, la suddetta superstrada è ancora interrotta tra Empoli e Lastra a Signa (5km da Firenze) in entrambe le direzioni. La A12 è quasi completamente chiusa. In A1, A11, A15 il traffico è bloccato praticamente ovunque. Mi fermo qui perché in Toscana non ci sono altre autostrade, oltre a queste.<br /> C&#8217;è gente bloccata in FI-PI-LI da 6-7 ORE, e probabilmente ci dormirà stanotte.<br /> Ma CHIUDERLA PRIMA, questa strada, no eh?<br /> Almeno si evitava che la gente ci entrasse.<br /> Mobilitare gli spazzaneve?<br /> Mettere il sale nelle piazzole di sosta, come si fa nel resto di questo continente?<br /> Ah già, dimenticavo, le piazzole di sosta le avete chiuse quasi tutte perché non erano più a norma di legge e rifarle faceva fatica.<br /> Ma no, oh, VA TUTTO BENE, evviva, possiamo andare a fare a pallate di neve, CHISSENEFREGA.<br /> Il mio migliore amico (altra scuola, altra città, altra provincia) è uscito da scuola alle 13, come me.<br /> E&#8217; tornato a casa alle 19, dopo 6 ore in macchina per fare poco più di 25 km. In fuoristrada anche lui, perché mettersi in viaggio con una macchina normale in questo momento è assurdo.<br /> Il mio suddetto migliore amico è nato in Romania (che è un paese leggermente più freddo di questo), e di fronte a come vengono gestite queste cose, in Italia, si mette a ridere.
<p />  Non possiamo continuare a dire che in Italia si sta bene perché c&#8217;è caldo d&#8217;estate, il mare, il sole, si mangia bene eccetera eccetera.<br /> Continuerei fino a domattina, ma ho un sonno boia e credo che mi fermerò qui.<br /> Tanto scrivere come la penso, da piccola mosca bianca che non sono altro, non mi porterà a niente.</p>
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