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	<title>Il blog di Daniele Martinelli</title>
	
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		<title>Cocaina a Milano, nulla di nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Mi chiedo che notizia sia chiudere l&#8217;Hollywood di Milano per spaccio e consumo di cocaina. Non vedo che meraviglia debba esserci se Belen dichiara di aver sniffato la polvere bianca assieme alla Canalis o ad altre muse incantatrici del tubo catodico.
A Milano la cocaina si respira nell&#8217;aria e scorre a fiumi nelle fogne già da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5118" title="coca" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/coca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Mi chiedo che notizia sia chiudere l&#8217;Hollywood di Milano per spaccio e consumo di cocaina. Non vedo che meraviglia debba esserci se Belen dichiara di aver sniffato la polvere bianca assieme alla Canalis o ad altre muse incantatrici del tubo catodico.<br />
A Milano la cocaina si respira nell&#8217;aria e scorre a fiumi nelle fogne già da anni. La trovi dappertutto: te la offrono lungo i marciapiedi, all&#8217;ingresso di moltissimi locali e anche in stazione centrale. La Milano da bere e da sniffare pervade elite e masse. La Milano &#8220;innevata&#8221; da Natale a Ferragosto è soltanto espressione della berlusconizzazione di tutti gli strati sociali che hanno volgarizzato e svuotato di sacralità e di valori le istituzioni. Il rifiuto di decine di parlamentari di sottoporsi al test antidroga dietro la foglia di fico della privacy è la prova che la coca è di casa proprio nei palazzi del potere, prima che all&#8217;Hollywood di corso Como.</p>
<p>Soltanto due settimane fa il numero uno del Ros Gianpaolo Ganzer è stato condannato a 14 anni di galera per aver organizzato l&#8217;importazione e il traffico di cocaina dal Sudamerica, con operazioni truccate vendute alla stampa in qualità di brillanti operazioni contro il traffico di sostanze stupefacenti.<br />
Soltanto l&#8217;estate scorsa i giornali scrivevano che in viale Sarca a Milano, c&#8217;erano bimbi di 9 anni utilizzati come vedette per avvisare i pusher dell’arrivo della polizia durante lo spaccio della &#8220;neve&#8221;. La notizia che fece il giro del mondo indusse il celebre autore di thriller Frederick Forsyth a trascorrere il Ferragosto proprio a Buccinasco, periferia di Milano, su consiglio dell&#8217;Fbi per lavorare sul suo libro in tema di grande traffico di cocaina. Affare della &#8216;Ndrangheta padana e  vergogna tutta italiana, che portò la sindaca Moratti assai critica con l&#8217;inasprimento della Fini-Giovanardi nonché abituale frequentatrice della comunità di San Patrignano, a consigliare gli spacciatori di non patteggiare. Al suo appello si unì il prefetto meneghino Gian Valerio Lombardi.</p>
<p>La Milano da sniffare fa rima pure con Gianpi Tarantini, che oltre alle protesi è anche un trafficante di cocaina. Il filone escort per cui è imputato a Roma si discosta da quello di spaccio. Non soltanto orge e festini con le escort. Gianpi nell&#8217;estate del 2008 avrebbe portato alla villa in comodato d&#8217;uso all&#8217;&#8221;<em>amico speciale</em>&#8221; premier puttaniere 700 grammi di coca. Almeno secondo quanto riferito da Nico D&#8217;Ascola e Nicola Quaranta.<br />
Il puttaniere ufficialmente non ha mai sniffato. Ma fatti due conti c&#8217;è da chiedersi dove trova tutte quelle energie a quasi 75 anni per volare dagli States alla Bulgaria, dalle ville alle Bermuda fino dal suo amico Gheddafi con intermezzo di comizio in cui spande merda sulle istituzioni e sulla magistratura. Va bene! Continuiamo a pensare che la droga del puttaniere siano latte miele e particole. Assai diverse dagli intrugli della sua bianca Milano  che sbianca addirittura l&#8217;Atm. La procura del capoluogo lombardo ha avviato un&#8217;inchiesta proprio tra conducenti di autobus tram e metro per giri di cocaina. Alcuni di loro avrebbero guidato dopo aver sniffato coca fornita da due loro colleghi spacciatori definiti nel rapporto dei carabinieri &#8220;<em>consumatori abituali da essere un pericolo sociale</em>&#8220;.<br />
Ecco, mi chiedo se sia proprio Belen il pericolo sociale.</p>

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		<title>Un facia dè cul dè la madòna…</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 21:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Il nano corruttore ci prova pure con la madonnina. Annuncia che contribuisce al restauro delle guglie del duomo di Milano con un milione di euro perché &#8220;la Madunina mi ha protetto e salvato la vita&#8220;, dopo che Tartaglia gliene ha tirato in faccia uno in miniatura. La soave corruzione ingentilisce il custode del Cenacolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5112" title="berlusconi culo" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi-culo.jpg" alt="" width="300" height="264" /></p>
<p>Il nano corruttore ci prova pure con la madonnina. Annuncia che contribuisce al restauro delle guglie del duomo di Milano con un milione di euro perché &#8220;<em>la Madunina mi ha protetto e salvato la vita</em>&#8220;, dopo che Tartaglia gliene ha tirato in faccia uno in miniatura. La soave corruzione ingentilisce il custode del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, che incurante del divieto ai comuni mortali di scattare foto, permette al piduista di farsi immortalare in piano americano col presidente russo Dmitrij Medvedev sullo sfondo del capolavoro. Le proteste dei comuni mortali possono andare a fanculo, come in un pio rosario. Nemmeno il devoto al puttaniere Maurizio Lupi si indigna di cotanto sfregio alle regole. Mentre con amore ricorda che &#8220;<em>nel Pdl il dissenso non è ammesso</em>&#8220;, intende consegnare ai probiviri del popolo delle luridità Fabio Granata, colpevole di chiedere chiarezza sui mandanti delle stragi di mafia in sintonia con Gianfranco Fini, che con un barlume di rara lucidità vuole piazza pulita di indagati nel parlamento. Nessun appello, invece, ai condannati, che evidentemente possono restare.</p>
<p>Secondo Wikipedia i probiviri sono &#8220;<em>i cosiddetti uomini onesti che, per particolare autorità morale, sono investiti di poteri giudicanti e arbitrali sull&#8217;andamento di un&#8217;istituzione o associazione, sugli eventuali contrasti interni, sui rapporti con altri enti e simili</em>.&#8221; Il popolo delle laidità ha il pregio di essere l&#8217;unico partito a disporne perché come ricorda Frattini &#8220;<em>la legalità è nel Dna del Pdl</em>.&#8221;Onde evitare equivoci Dna sta per &#8220;<em>discrepanza netta arbitraria</em>&#8221; dalla realtà. Perché altrimenti non si spiegherebbe l&#8217;ampia solidarieta&#8217; e piena fiducia del puttaniere al sottosegretario alla Giustizia <strong>Giacomo Caliendo</strong>, indagato dalla procura di Roma nell&#8217;inchiesta sulla P3.<br />
Mentre i Verdini e i Carboni ricevono i soliti vergognosi onori del piduista, Fini viene fucilato dall&#8217;intero pltone del Pdl e anche del Pd, che per voce dell&#8217;ex presunto scalatore di banche <strong>Nicola Latorre</strong> fa sapere che &#8220;<em>il governo della legalità non è all’ordine del giorno.</em>&#8221; Del resto come si può parlare di legalità nel governo di un corruttore che oltre alle bustarelle confeziona cravatte, vini pregiati e convegni a quei magistrati che devono decidere le sorti di cause come Mondadori?</p>
<p><strong>Italo Bocchino</strong> che paragona il Pdl &#8220;<em>a certi partiti sudamericani</em>&#8221; è fin troppo buono! In Sudamerica a nessuno è venuto in mente di imporre ai blog la pubblicazione di rettifiche entro 48 ore. Senza arrivare in Islanda, dove i blogger verranno difesi da costosissimi processi alla faccia di quel fantoccio del ministro <strong>angelino inaffanno</strong>, tanto più patetico mentre ostenta inadeguatezza dell&#8217;esecutivo di cui fa parte. Talmente squallido e putrido che una commissione d&#8217;inchiesta sulla P3 come vuole <strong>Rosy Bindi</strong> sortirebbe l&#8217;effetto di un bicchier d&#8217;acqua su un incendio.</p>
<p>Intanto Merdini non ha convinto i pm di Roma sui 2,6 milioni pagati dalla &#8220;<em>Toscana Edizione</em>&#8221; allo stesso coordinatore, alla moglie Simonetta Fossombroni ed al coordinatore toscano del partito Parisi. I pm sostengono che i danari erano destinati ad attività illecite.<br />
<strong>Macciello Dell&#8217;Utri</strong> si conferma emulo di Vittorio Mangano. Dai giudici ha scelto il silenzio. Un vero eroe per il puttaniere allergico ai magistrati &#8220;<em>metastasi della democrazia</em>&#8220;. Compreso quei 3 pm anti Gomorra minacciati e senza protezione e senza più auto di scorta nonostante una preziosa intercettazione rivela che un malavitoso dica di loro&#8221;<em>Fino a mo´ abbiamo scherzato, basta. Bisogna fare come a Palermo. Ammazziamoli!</em>&#8220;.<br />
O mia bela Madunina, se ci sei guarda giù tra bocchiniani e bocchinari perché se guardo su io&#8230;</p>

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		<title>“La legalità di Zoccarato”</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 21:08:31 +0000</pubDate>
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Riporto un editoriale  apparso ieri sulla prima pagina di Repubblica Genova col titolo del post.
L&#8217;idillio bipartisan della recente fiaccolata di Sanremo contro la mafia, la più grande manifestazione politica del ponente ligure degli ultimi dieci anni, è stato rotto, come si sa, dal sindaco Zoccarato, che, irritato da pochi fischi e dalla battuta scontata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5109" title="zoccarato" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/zoccarato-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></p>
<p>Riporto un editoriale  apparso ieri sulla prima pagina di <strong>Repubblica Genova</strong> col titolo del post.</p>
<p><em>L&#8217;idillio bipartisan della recente fiaccolata di Sanremo contro la mafia, la più grande manifestazione politica del ponente ligure degli ultimi dieci anni, è stato rotto, come si sa, dal sindaco Zoccarato, che, irritato da pochi fischi e dalla battuta scontata di un manifestante («va a casa»), ha lasciato la piazza polemizzando duramente. Non era passato neppure un minuto dall&#8217;inizio del suo intervento che Zoccarato aveva già perduto ogni aplomb istituzionale e dato sfogo agli istinti del capobranco disturbato in casa sua. Con questo, il giovane sindaco di Sanremo ha dimostrato di essere un buon campione degli uomini nuovi che hanno preso il potere nel nostro paese. Sia dal punto di vista politico che da quello antropologico. Zoccarato è il tipo che parla prima ancora di aver pensato. Schietto e irriflessivo, diretto e senza misura. La carica che ricopre non lo fa più moderato e garbato, ma più spinto e rude. Queste persone in genere vantano la propria sincerità, che confondono con la verità. Sparano subito, e solo dopo si domandano se hanno fatto bene. Come gli sceriffi cattivi del west, che prima ammazzano uno e poi gli chiedono i documenti.<br />
Sul piano politico, Zoccarato rivela un´altra caratteristica della &#8220;gente nuova&#8221;. L´insofferenza per l´avversario. «Vieni qui», ha subito replicato al manifestante dalla battuta infelice. Da perfetto piediellista Zoccarato concepisce il confronto politico come un incontro di pugilato. Le ragioni coincidono con la forza, elettorale quando va bene o, se no, fisica. Altro che ragionamenti! Nel caso specifico, poi, il ragionamento, per Zoccarato, era solo una trappola della sinistra genovese ai danni della sua città. Come se a Sanremo ci fosse la mafia! Qui scatta un´altra proprietà del tipo Zoccarato: il commerciante. Per i commercianti, si sa, non c´è mai criminalità organizzata, anche se in genere ne sono le prime vittime. La sicurezza è un problema creato da ladri, scippatori, assassini: cioè da operatori isolati del crimine. Tutto ciò che è organizzato non rientra nella categoria della criminalità ma degli affari e del mercato. A Palermo come a Sanremo, i commercianti minimizzano e disertano le manifestazioni antimafia, anzi ne mostrano aperto fastidio. Ma la stessa persona che tace il ricatto della mafia, insegue armi in pugno il rapinatore da quattro soldi e, se può, gli spara. Zoccarato, seccato perché a Sanremo si protestava contro la criminalità organizzata, quando lui da mesi fa la guerra agli ambulanti irregolari e ai mendicanti fastidiosi, è espressione autorevole di questa speciale gerarchia della sicurezza, severa con i deboli e arrendevole con i forti. Ma la principale caratteristica del tipo Zoccarato è la novità, che lui rivendica persino rispetto al suo partito. Perché per questa gente solo chi è nuovo è buono. Anche il cattivismo è una virtù perché nuovo rispetto al buonismo politico di prima. Non importa se uno è bravo, intelligente, preparato. Chi è nuovo ha tutte le qualità, come l´ultimo modello di automobile che Zoccarato. Per questo i tipi Zoccarato hanno successo. Parlano un linguaggio elementare, fisico e commerciale: la lingua della classe vincente. Agli altri, ai critici, ai vecchi, ai nostalgici di una politica ragionata e benpensante, ai perdenti che non si rassegnano, all´esasperato che grida «va a casa», rispondono decisi «vieni qui» (e solo se <strong>si fa avanti un tizio grande e grosso lasciano il ring</strong>, come è successo a Sanremo, l´altra sera).</em></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjo2vu5c1vfFSj1e-2ezbLJEtZI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjo2vu5c1vfFSj1e-2ezbLJEtZI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjo2vu5c1vfFSj1e-2ezbLJEtZI/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rjo2vu5c1vfFSj1e-2ezbLJEtZI/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>In tv con Angelo Ciocca, leghista dei sospetti</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:34:23 +0000</pubDate>
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Propongo la trasmissione di Telelombardia in cui sono stato invitato come controparte al leghista Angelo Ciocca, finito nel mirino dei sospetti dopo che i giornali hanno pubblicato una foto della Dia in cui è ritratto assieme a Pino Neri, arrestato con altre 300 persone in una maxi inchiesta contro la &#8216;Ndrangheta infiiltrata in Lombardia condotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LecI8LvZBbY" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5103" title="ANGELO CIOCCA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/ANGELO-CIOCCA-300x185.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Propongo la trasmissione di Telelombardia in cui sono stato invitato come controparte al leghista <strong>Angelo Ciocca</strong>, finito nel mirino dei sospetti dopo che i giornali hanno pubblicato una foto della Dia in cui è ritratto assieme a Pino Neri, arrestato con altre 300 persone in una maxi inchiesta contro la &#8216;Ndrangheta infiiltrata in Lombardia condotta dal magistrato della procura di Milano Ilda Boccassini.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GYo6cXiFC_KEK-iFbqGmD3xgYLk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GYo6cXiFC_KEK-iFbqGmD3xgYLk/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GYo6cXiFC_KEK-iFbqGmD3xgYLk/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GYo6cXiFC_KEK-iFbqGmD3xgYLk/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La ‘Ndrangheta padana decisa a Paderno (MI)</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/24/la-ndrangheta-padana-decisa-a-paderno-mi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[presidio]]></category>

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		<description><![CDATA[
A breve il video
La morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non rappresenta soltanto il simbolo della lotta alla mafia. Sono stati anche lo stimolo per il procuratore aggiunto della Dia Ilda Boccassini, a continuare le indagini che hanno portato all&#8217;arresto di oltre 300 persone in una vasta operazione contro le cosche della &#8216;Ndrangheta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZxozVexPRW8" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5101" title="falcone e borsellino" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/falcone-e-borsellino-300x169.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a><br />
A breve il video</p>
<p>La morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non rappresenta soltanto il simbolo della lotta alla mafia. Sono stati anche lo stimolo per il procuratore aggiunto della Dia Ilda Boccassini, a continuare le indagini che hanno portato all&#8217;arresto di oltre 300 persone in una vasta operazione contro le cosche della &#8216;Ndrangheta trapiantate in Lombardia, che hanno messo le mani nell&#8217;economia e nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Pasquale Zappia è stato eletto capo della &#8216;Ndrangheta lombarda in un locale di Paderno Dugnano il 31 ottobre scorso con un brindisi durante una cena. Qui, a due passi da Milano, in piazza Falcone e Borsellino, dove sul muro del circolo ricreativo capeggia la foto dei due giudici. Una beffa dal sapore cinico e macabro, che ha indotto un nutrito gruppo di cittadini a ritrovarsi di fronte al locale per un presidio all&#8217;insegna della memoria.</p>
<p>Zappia è stato arrestato assieme al cosiddetto &#8220;capo dei capi&#8221; Domenico Oppedisano, 80 anni, che in Lombardia poteva contare su 500 affiliati sparsi in almeno 15 locali pubblici.<br />
Il presidio di Paderno si è chiuso con una simbolica catena umana lunga tutto il perimetro del circolo ricreativo. Per dire ancora una volta no alla &#8216;Ndrangheta. No alla mafia collusa con gli uomini delle istituzioni.<br />
Presto il video.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_wkKA-a7fkytRVCZ3mpqYtqD_rc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_wkKA-a7fkytRVCZ3mpqYtqD_rc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Lettera di Gianluca</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Caro Daniele
mi chiamo Gianluca Daluiso, ho 17 anni, mi sono appena diplomato, faccio il giornalista free lance e sono un attivista del “Popolo delle agende rosse”. Sono nato appena 26 giorni dopo la strage di via D&#8217;Amelio che segnò uno dei momenti più terribili per l’Italia intera. Adesso sono trascorsi 18 anni da quella data, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5096" title="salvatore e ingroia" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/salvatore-e-ingroia.jpg" alt="" width="400" height="288" /></p>
<p>Caro Daniele</p>
<p>mi chiamo Gianluca Daluiso, ho 17 anni, mi sono appena diplomato, faccio il giornalista free lance e sono un attivista del “Popolo delle agende rosse”. Sono nato appena 26 giorni dopo la strage di via D&#8217;Amelio che segnò uno dei momenti più terribili per l’Italia intera. Adesso sono trascorsi 18 anni da quella data, dalla morte di Paolo Borsellino, l’amico di Giovanni Falcone, il servitore dello Stato che mori insieme agli uomini della sua scorta da martire cristiano della giustizia.Nonostante sia passato cosi tanto tempo da quella data, non si è ancora riusciti ad assicurare alla giustizia i veri assassini, i veri mandanti, quel doppio stato che tradì quegli eroi che hanno sacrificato la loro esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di legalità e delle istituzioni.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di poter conoscere una persona straordinaria come Salvatore Borsellino, che da un po’ di tempo a questa parte gira per l’Italia a gridare la sua rabbia, la sua sete di giustizia, ma soprattutto a risvegliare le coscienze degli italiani, caduti purtroppo in coma farmaceutico, e lo ringrazierò sempre per questo perché ci ha riacceso la speranza perché è capace di trasmetterci quella energia necessaria che ci serve per combattere, o meglio, per resistere. Salvatore, come altri, stanno ridando speranza alla mia generazione, un barlume di futuro per noi giovani. Io chiedo, io esigo che sia fatta giustizia, che si sappia la verità su quel terribile periodo che portò il formarsi di questa disgraziata seconda repubblica.</p>
<p>Io esigo questo, da semplice cittadino, perché sono convinto che il futuro sia nella mia terra, sia nel mio paese ed io e come tutte quelle altre persone, specialmente i giovani, dobbiamo combattere per riappropriarci del nostro stato, perché lo stato è nostro, lo stato siamo noi. Ho molta fiducia nell’onestà e nelle capacità di quei magistrati, che da Palermo a Caltanisetta, da Firenze alla Super Procura Nazionale, stanno conducendo queste indagini, e so che noi, italiani onesti, dobbiamo stare vicino a questi magistrati, non dobbiamo farli sentire soli, abbandonati a una politica sciacalla nei loro confronti, dobbiamo far vedere che ci siamo e che vogliamo che sia rispettato un nostro diritto importantissimo, che è quello di avere giustizia.</p>
<p>Io continuerò sempre a rivendicare questo diritto, insieme a tutte quelle persone come Salvatore Borsellino, come Genchi, come tanti altri italiani onesti, perché lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Beppe Alfano a tutte quelle persone che nonostante non ci fossero speranze hanno continuato a combattere perché credevano nello stato, quello Stato con la esse maiuscola. Come ho detto sono molto giovane e non chiedo di avere una vera classe politica. Io la pretendo, perché è un mio diritto avere dei dirigenti di cui poterne andare fieri, gente che fa politica per un ideale e non che se la sceglie come professione.</p>
<p>Io, noi, probabilmente potremo perdere pure tutte le nostre battaglie, ma avremo sempre la possibilità di poterci guardare allo specchio e sapere di avere la coscienza pulita, e di aver fatto continuamente il nostro dovere. Quanti dei nostri politici la mattina si possono svegliare, guardarsi allo specchio e non vergognarsi di loro stessi? Hanno distrutto il nostro paese, hanno tolto ogni speranza per noi giovani, ed è tempo che tolgano il disturbo. Noi vogliamo una classe politica che non faccia trattative con la mafia, che non scenda a compromessi, che non mangi sulle spalle di noi giovani, togliendoci il futuro.</p>
<p>Allora è arrivato il momento di fare la nostra rivoluzione, che non vuol dire andare per le strade con le spranghe e con le armi. La nostra è una rivoluzione culturale e morale, che smuoverà tutte le coscienze degli italiani. Quindi noi oggi, in questo giorno, possiamo, dobbiamo urlare che Paolo, Agostino, Emanuela, Claudio, Vincenzo e Walter non sono morti, è inutile che ogni anno politici andiate in via D&#8217;Amelio per assicurarvi che siano morti, poiché siamo noi a dirvi che loro non sono morti, non moriranno mai, perché ciascuno di loro continuerà sempre a vivere dentro ognuno di noi, anche quando sarà fatta giustizia.</p>
<p>Gianluca Daluiso, Riccione</p>
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		<title>A Bordighera rimane il consiglio chiacchierato</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 22:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Bordighera, per ora, avrà ancora il suo sindaco. Giovanni Bosio non si è dimesso. Anzi, ha avuto l&#8217;appoggio della sua maggioranza in consiglio comunale durante la seconda convocazione, dopo che venerdì l&#8217;aula era andata pressoché deserta.
E&#8217; bastata la presenza di 7 consiglieri per validare la seduta. Bosio governa Bordighera con una coalizione di centrodestra dal 2007. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=314HcBfYyXk" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5093" title="consiglio comunale bordighera" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/consiglio-comunale-bordighera-300x169.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Bordighera, per ora, avrà ancora il suo sindaco. Giovanni Bosio non si è dimesso. Anzi, ha avuto l&#8217;appoggio della sua maggioranza in consiglio comunale durante la seconda convocazione, dopo che venerdì l&#8217;aula era andata pressoché deserta.<br />
E&#8217; bastata la presenza di 7 consiglieri per validare la seduta. Bosio governa Bordighera con una coalizione di centrodestra dal 2007. Consiglio e giunta sono finiti nel mirino del comando provinciale dei carabinieri di Imperia, che in una relazione inviata al prefetto hanno chiesto di aprire un&#8217;istruttoria in cui valutare lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. La relazione segue 8 arresti eseguiti nei giorni scorsi, 3 dei fermati componenti della famiglia calabrese dei Pellegrino hanno avuto in appalto alcuni lavori dal comune di Bordighera.</p>
<p>La notizia che ha avuto rilevanza nazionale ha provocato la decisione del sindaco di sfiduciare l&#8217;intera giunta, cui si sono aggiunte le dimissioni spontanee di 4 consiglieri di maggioranza: 3 del Pdl e un leghista. Per la città della riviera ligure conosciuta come meta turistica di prestigio, è un momento di grande ed inedito imbarazzo. Nell&#8217;aula comunale gremita di cittadini la tensione si tagliava a fette.</p>
<p>L&#8217;opposizione ha tentato la spallata dichiarando illegittima la seduta per mancanza del presidente del consiglio comunale, la dimissionaria Donatella Albano del Pd, minacciata con un santino bruciato recapitatole per posta. Ma secondo il regolamento dello statuto comunale il ruolo lo può ricoprire il consigliere anziano, che non non è quello anagraficamente più vecchio, ma colui che ha ricevuto il maggior numero di voti durante le elezioni. Infatti il consiglio lo ha presieduto l&#8217;ex assessore Fonti.</p>
<p>I consiglieri di minoranza dopo un po&#8217; di tentennamento hanno lasciato l&#8217;aula. A quel punto il consiglio è proceduto con la surroga dei 4 consiglieri dimissionari. I nuovi componenti sono tre del Pdl e uno dell&#8217;Udc, e con sorpresa, poco dopo è rientrata in aula la minoranza, che ha assistito alla nomina della nuova giunta formata da 4 assessori: Giovanna Borelli in qualità di nuovo vice sindaco con delega a cultura e turismo, Franco Biamonti ai lavori pubblici e all&#8217;ambiente, Emilio Rossi al commercio e al demanio, e Stefano Raimondo al bilancio e patrimonio</p>
<p>Da quel momento sono seguiti gli infuocati interventi della minoranza. Da quello di Donatella Albano a quello di Sergio Iorio. Parole di vergogna e sdegno sono volate nell&#8217;aula non senza momenti concitati e di estrema tensione che ha rasentato lo scontro fisico. Le opposizioni hanno definito i nuovi assessori prestanome di facciata e hanno chiesto al sindaco di spiegare i motivi del ricambio. Motivi che Bosio non ha chiarito in aula davanti alle svariate centinaia di cittadini intervenuti.</p>
<p>Morale: il consiglio comunale ha retto. Potrà scioglierlo soltanto un&#8217;eventuale decisione del prefetto. Che per ora, dopo due settimane, non si è ancora espresso. Presto il video.</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/od_ZP2k-t-7g5HYKmY4QoZ5ABwY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/od_ZP2k-t-7g5HYKmY4QoZ5ABwY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>A Bordighera l’ora della verità</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bordighera]]></category>
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Giovanni Bosio, sindaco di Bordighera (Im)
La &#8216;ndrangheta è diventata il tormentone dell&#8217;estate. Ha fatto la sua apparizione sui giornali con scalpore per la sua penetrazione nel ricco ed operoso nord Italia. L&#8217;hanno lanciata i magistrati di varie procure grazie alle intercettazioni telefoniche. In Lombardia come in Liguria i mafiosi della Calabria hanno trovato linfa vitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5085" title="giovanni bosio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/giovanni-bosio-300x225.jpg" alt="" width="450" height="337" /><br />
<strong>Giovanni Bosio, sindaco di Bordighera (Im)</strong></p>
<p>La &#8216;ndrangheta è diventata il tormentone dell&#8217;estate. Ha fatto la sua apparizione sui giornali con scalpore per la sua penetrazione nel ricco ed operoso nord Italia. L&#8217;hanno lanciata i magistrati di varie procure grazie alle intercettazioni telefoniche. In Lombardia come in Liguria i mafiosi della Calabria hanno trovato linfa vitale nella corruttibilità di certa classe politica in carica, che in cambio di 4 voti avrebbero promesso e mantenuto favori nei settori degli appalti pubblici che vanno dalla sanità ai trasporti, dalle licenze per i casinò ai sub appalti nelle infrastrutture. Con buona pace degli italiani onesti.<br />
Direttori di asl, leghisti, ciellini e berlusclones di varia estrazione si scopre che erano pedine di logge pitripliste piuttosto che agli ordini di boss calabresi vogliosi di affari e guadagni facili.<br />
Lombardia, capitolo di cui mi occuperò prossimamente, fa rima con la <strong>Liguria</strong> in cui di recente sono stati arrestati Domenico Gangemi e Domenico Belcastro (fruttivendolo della &#8216;Ndrangheta del comizio a senso unico del sindaco sanremese Zoccarato) ma anche  8 presunti esponenti di clan della &#8216;ndrangheta calabrese che ha già messo le radici da <strong>Genova a Ventimiglia</strong>. Il filone seguito è quello delle minacce ai politici per il business degli appalti, tentata estorsione, sfruttamento della prostituzione e affari nel settore del movimento terra. Gli 80 agenti in assetto antisommossa che hanno eseguito gli arresti su ordine della procura di Sanremo capitanata dal procuratore <strong>Roberto Cavallone</strong> hanno usato un elicottero. Hanno eseguito decine di perquisizioni tra Sanremo, Ventimiglia e Bordighera. Degli 8 arrestati 3 fanno parte della famiglia Valente, 3 della famiglia Pellegrino oltre a Rocco Demarte e Francesco Barilaro di Vallecrosia. Quest&#8217;ultimo si era presentato assieme a Giovanni Pellegrino a casa dell&#8217;ex assessore al turismo di Bordighera <strong>Marco Sferrazza</strong>, che in giunta aveva bocciato il progetto di realizzazione di una sala giochi con slot machine. Gli hanno chiesto &#8220;<em>perché ti sei rifiutato?</em>&#8220;. Una domanda al sapore di minaccia che ha accelerato il loro arresto.<br />
La presenza della ‘ndrangheta nel ponente ligure è stata più volte ribadita dalle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia. E&#8217; a Ventimiglia che agisce una &#8220;<em>camera di controllo</em>&#8221; incaricata di gestire una &#8220;<em>struttura di collegamento in grado di assicurare stabilità di rapporti, sinergie logistiche e operative, strutture integrate, a sostegno di una serie di attività di vario tipo, che vanno dal traffico di sostanze stupefacenti, alle attività di usura che si muovono abitualmente intorno alle case da gioco, al riciclaggio di proventi illeciti in attività commerciali e nell´acquisto di beni immobili, e infine al dorato rifugio di latitanti eccellenti.</em>&#8221;<br />
L&#8217;inchiesta può aprire molti scenari come quelli che portano a Bordighera ammorbata da colossali affari di massoneria. Come ad esempio la trasformazione dell&#8217;ex ottocentesco hotel Angst, su cui ha messo gli occhi l&#8217;impresa dei Pellegrino già titolari dell&#8217;appalto di costruzione del maxi porto della vicina Ospedaletti.</p>
<p>Proprio a Bordighera si sviluppa l&#8217;importante filone delle minacce a politici e amministratori, tanto che i carabinieri di Imperia hanno chiesto al prefetto di intervenire per presunte infiltrazioni di &#8216;Ndrangheta nel consiglio comunale presieduto dal sindaco <strong>Giovanni Bosio</strong>. Presente giovedì scorso alla fiaccolata contro la mafia di Sanremo e dove si è sentito dire dal primo cittadino Maurizio Zoccarato &#8220;<em>E tu che ci fai qui?</em>&#8220;.<br />
Ebbene, dopo le dimissioni dell&#8217;intera giunta di Bordighera venerdì era stato convocato il consiglio, che però in mancanza del numero legale, è stato rimandato a <strong>stasera</strong>. Quando il primo cittadino Bosio farà la conta dei componenti che lo sosterranno. Solo allora si saprà se il consiglio regge o cade. Ho prolungato la mia sosta in Liguria proprio per documentare quello che accadrà stasera. Non da facinoroso. Da semplice cronista.</p>

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		<title>Bizzarrie giornalistiche del Secolo XIX</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 10:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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&#8220;Sicuramente, l&#8217;altra sera in piazza Cassini, quando Zoccarato ha annunciato di &#8216;disobbedire al partito e andare via&#8217;, è successo qualcosa di più rilevante di quanto possa apparire a prima vista, cioè il colpo di teatro di un personaggio provocatorio al limite della bizzarria.&#8221;
Frasi apparse in un articolo del Secolo XIX di ieri a pagina 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5079" title="DANIELE CARABINIERE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DANIELE-CARABINIERE-300x225.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<p>&#8220;<em>Sicuramente, l&#8217;altra sera in piazza Cassini, quando Zoccarato ha annunciato di &#8216;disobbedire al partito e andare via&#8217;, è successo qualcosa di più rilevante di quanto possa apparire a prima vista, cioè il colpo di teatro di un personaggio provocatorio al limite della bizzarria.</em>&#8221;</p>
<p>Frasi apparse in un articolo del Secolo XIX di ieri a pagina 9 dal titolo &#8220;<em>Zoccarato non si pente e apre un caso nel Pdl</em>&#8221; che ho ritenuto precisare inviando al giornale la seguente mail agli indirizzi imperia@ilsecoloxix.it e redazione@ilsecoloxix.it.</p>
<p>Buongiorno<br />
scrivo la risposta che vi chiedo di pubblicare con la stessa evidenza data all&#8217;articolo pubblicato oggi sul Secolo XIX a pagina 9 dal titolo &#8220;<em>Zoccarato non si pente e apre un caso nel Pdl</em>&#8221; a firma di Marco Menduni.<br />
Dichiaro sotto mia responsabilità la veridicità di quanto scritto di seguito. Dichiaro questa email documento di valore legale.</p>
<p>Testo: BIZZARRIE DI ZOCCARATO E MENDUNI</p>
<p>In risposta a quanto scritto sul vostro giornale da Marco Menduni a pagina 9 nell&#8217;articolo &#8220;<em>Zoccarato non si pente e apre un caso nel Pdl</em>&#8221; vorrei fare un pochino di informazione corretta. A partire dalla mia persona. Intanto io non sono &#8220;un personaggio provocatorio al limite della bizzarria&#8221;. Sono un giornalista e anche un blogger che produce informazione da ormai 20 anni. Ho lavorato in tante redazioni televisive, ho diretto un telegiornale, sono stato inviato ufficiale del blog di Beppe Grillo, sono tuttora cronista giudiziario per i siti e i blog di Italia dei valori, col quale sto tuttora collaborando. Preferisco stare dietro la telecamera piuttosto che davanti.</p>
<p>A differenza di tanti miei colleghi il piglio della notizia mi viene per il vezzo della memoria. Amo fare domande che &#8220;giornalisti&#8221; come Menduni evidentemente non amano fare più. Ero venuto apposta a Sanremo per documentare la fiaccolata contro la mafia nello stile che ritengo più corretto. Interviste a caldo e domande fuori copione ai politici usi a parlare nelle piazze a senso unico. Lo faccio da anni in giro per l&#8217;italia.</p>
<p>A Sanremo ho raccolto testimonianze dell&#8217;ex assessore di Bordighera Marco Sferrazza, del sindaco Bosio, dei sindacati di polizia e di alcuni cittadini. Ho ritenuto che fossero due le notizie in quella manifestazione contro la mafia e &#8216;ndrangheta: la prima vedere sfilare bandiere del Pdl e di Berlusconi difensore di Marcello Dell&#8217;Utri, fresco di condanna in appello a 7 anni e mezzo per essere stato il trat-d&#8217;union tra il pluriergastolano e pluriomicida mafioso Vittorio Mangano &#8220;eroe&#8221; e l&#8217;allora costruttore milanese Silvio Berlusconi. Indagati assieme dalla procura di Firenze nel &#8216;96 come mandanti delle stragi di Firenze, Milano oltre che di Falcone e Borsellino archiviati per scadenza dei termini. Non perché a loro carico non ci fossero elementi. Tanto che ancora oggi, dopo oltre 15 anni, i processi in corso per far luce sui mandanti di quelle stragi sono addirittura 3. Firenze, Palermo e Caltanissetta.</p>
<p>La seconda notizia sono state le dichiarazioni del sindaco di Sanremo Maurzio Zoccarato, ex pupillo di Claudio Scajola, che durante il comizio in quella piazza a senso unico ha giustamente invocato un ricambio della dirigenza del suo partito: il Pdl del corruttore di testimoni e di giudici (tramite Previti) Silvio Berlusconi, dello stesso Claudio Scajola che compra appartamenti con vista su Colosseo senza conoscere i galeotti donatori (Anemone), per non parlare di Nicola Cosentino che secondo la procura di Napoli è il cartello della Camorra alla Camera, del presunto riciclatore Vincenzo Nespoli e del forzitaliota Eugenio Minasso. Che sul vostro giornale ha strenuamente difeso il &#8220;misterioso&#8221; aiuto ricevuto in campagna elettorale da esponenti del clan dei Pellegrino, finiti in galera qualche giorno fa su ordine della procura sanremese per inchieste di &#8216;ndrangheta che abbracciano il ponente ligure.</p>
<p>Qui, come ha giustamente dichiarato Zoccarato in piazza, non si tratta di destra e di sinistra. Si tratta solo di coerenza. Il mio stile &#8220;provocatorio al limite della bizzarria&#8221; è stato in realtà porre una semplice domanda al primo cittadino sanremese: &#8220;Il ricambio lo cominciamo da Scajola?&#8221; La cui posizione, se è vero che Anemone avrebbe recuperato il suo &#8220;obolo&#8221; di 900 mila euro infilandoli nell&#8217;appalto di ristrutturazione della caserma romana destinata ai Servizi Segreti, ergo alle spalle di noi cittadini onesti, è ancora di grande attualità e non immune da sorprese. Claudio Scajola seguito da Aldo Brancher e Nicola Cosentino, rappresenta il primo anello della triade, o se preferite della tresca allontanata da Berlusconi in seguito a quello che è emerso dalle inchieste sugli affari delle cricche.</p>
<p>Se Marco Menduni si fosse informato, o fosse stato in buona fede, avrebbe colto il significato di quella mia domanda a Zoccarato. Anzi, mi avrebbe preceduto a porgliela, e magari avrebbe bollato &#8220;personaggio provocatorio &#8216;oltre&#8217; la bizzarria&#8221; proprio Zoccarato e la sua tracotante arroganza di funzionario pubblico pagato coi soldi dei cittadini, che dopo la sceneggiata sui fruttivendoli della ìNdrangheta se l&#8217;è data a gambe senza rispondere<span> tra gli insulti dei suoi sodali rivolti a me mentre lo seguivo armato di videocamera</span>. Comportamento che purtoppo, nel Pdl, non è &#8220;<em>un caso</em>&#8221; come avete titolato voi a pagina 9 del Secolo di oggi. E&#8217; norma consolidata di cui anche Zoccarato purtroppo &#8220;<em>non si pente</em>&#8220;. Almeno finché i giornalisti cani da guardia non continueranno a fare i cagnolini da salotto come il signor Menduni.<br />
Andatevi a vedere il video che ho pubblicato su Youtube e riportato nel mio blog all&#8217;indirizzo www.danielemartinelli.it. In sole 24 ore ha già avuto 3mila click. Vi renderete conto di come sono andati i fatti alla fiaccolata contro la mafia di Sanremo.</p>
<p>Grazie<br />
Daniele Martinelli</p>
<p>Sul Secolo XIX di oggi <strong>non è apparso nulla</strong>.</p>
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		<title>Sanremo, rissa sfiorata alla fiaccolata</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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&#8220;Bisogna avere la forza di cambiare i candidati, di cambiare gli organi dirigenti dei partiti, attuare una rivoluzione per estirpare la mafia e ripristinare l&#8217;ordine&#8220;. Parole del sindaco berlusconiano di Sanremo Maurizio Zoccarato nonché pupillo di Claudio Scajola, che mi hanno spinto a chiedergli se il repulisti non debba iniziare proprio dal suo padrino e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5uf8pSR62ng" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5074" title="FIACCOLATA SANREMO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/FIACCOLATA-SANREMO-300x169.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Bisogna avere la forza di cambiare i candidati, di cambiare gli organi dirigenti dei partiti, attuare una rivoluzione per estirpare la mafia e ripristinare l&#8217;ordine</em>&#8220;. Parole del sindaco berlusconiano di Sanremo <strong>Maurizio Zoccarato</strong> nonché pupillo di Claudio Scajola, che mi hanno spinto a chiedergli se il repulisti non debba iniziare proprio dal suo padrino e conterraneo ex ministro con casa vista sul Colosseo pagata da noi cittadini tramite l&#8217;appalto alla caserma riservata ai servizi segreti. E&#8217; la <strong>domanda-miccia</strong> che fa traboccare il vaso. Per i simpatizzanti del partito del corruttore di teste, nonché piduista Silvio Berlusconi, io sono un rompi coglioni, un imbecille e un cretino.</p>
<p>Si sono infastiditi perché ho posto le questioni aperte con mafia e camorra dei capi bastone berlusconiani presenti sia alla Camera che al Senato. Ho reso l&#8217;idea che portare bandiere del Pdl e di Berlusconi in una fiaccolata antimafia è come portare un pedofilo dentro l&#8217;oratorio.<br />
Mia intenzione era solo raccontare la serata e sentire dalla viva voce dei suoi protagonisti un parere su quello che sta emergendo dalle inchieste in corso in Liguria. La procura di Sanremo sta indagando su affari nel mondo dei videopoker, prostituzione e immobili ai latitanti. Gli arresti dei fratelli Pellegrino rientrano nel tentativi di minaccia fatti a un paio di assessori comunali di Bordighera. Uno dei quali l&#8217;ho intervistato nei giorni scorsi. Non era mia intenzione fare il facinoroso. Infatti non lo sono stato. Ho solo posto questioni vere, che probabilmente agli ipocriti danno fastidio.</p>
<p>Per il resto la fiaccolata contro la mafia di Sanremo è andata davvero oltre ogni più rosea previsione. Erano davvero in tanti a sfilare con le fiaccole. C&#8217;erano imprenditori, operai, pensionati, ragazzi, sindacati e persino il governatore della Liguria Claudio Burlando.  Mancava il deputato berlusconiano di Sanremo Eugenio Minasso, amico dei Pellegrino. Fiero di avere avuto il loro appoggio in campagna elettorale per le elezioni a consigliere regionale nel 2005.</p>
<p><a target="_blank" href=""></a><br />
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		<title>Il partito di Dell’Utri contro la mafia (!!)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 22:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sanremo 15 luglio 2010, Daniele bloccato da un carabiniere mentre fa domande ai militanti del Pdl intervenuti alla fiaccolata contro la mafia in Liguria. Seguirà video.

Intervista a Marco Sferrazza
“Fa piacere vedere persone che non hanno le stesse idee politiche. Quello che vogliamo sottolineare, però, è la necessità di un cambio di direzione. Ci vuole la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5057" title="DANIELE BLOCCATO DALLA POLIZIA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DANIELE-BLOCCATO-DALLA-POLIZIA-300x200.jpg" alt="" width="495" height="330" /><br />
<strong>Sanremo 15 luglio 2010, Daniele bloccato da un carabiniere mentre fa domande ai militanti del Pdl intervenuti alla fiaccolata contro la mafia in Liguria.</strong> Seguirà video.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JAQ4dbDOeHw" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5069" title="NDRANGHETA A BORDIGHERA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/NDRANGHETA-A-BORDIGHERA-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><br />
<strong>Intervista a Marco Sferrazza</strong></p>
<p>“<em>Fa piacere vedere persone che non hanno le stesse idee politiche. Quello che vogliamo sottolineare, però, è la necessità di un cambio di direzione. Ci vuole la consapevolezza dei partiti, di fare una volta per tutte una rivoluzione. Ci vuole il coraggio di fare pulizia e se il caso di cambiare anche le classi dirigenti</em>”. Applauso scrosciante dalla piazza per il sindaco di Sanremo del Pdl <strong>Maurizio Zoccarato</strong> che a quel punto incalzo io. Gli chiedo se è d&#8217;accordo che il repulisti del Pdl cominci dall&#8217;ex ministro Scajola. Zoccarato non mi risponde e si avvia a gambe levate tra un gruppetto di suoi sostenitori per lasciare la piazza. Io lo seguo insistendo sulla domanda. A quel punto cominciano gli insulti dei suoi sodali: &#8220;<em>Ci hai rotto i coglioni! cretino, imbecille</em>&#8221; mi gridano mentre parte qualche manata sinistra e qualche pedata agli stinchi. Il resto (tutto documentato da immagini e audio) sarà riassunto nel video che sto preparando sulla serata della fiaccolata contro la mafia che si è svolta a Sanremo. Sì, avete letto bene! C&#8217;erano proprio anche loro, quelli del Pdl con in bella vista &#8220;Popolo della libertà Berlusconi&#8221;. Ho intervistato i giovani del Pdl, il sindaco di Bordighera del Pdl e un po&#8217; di cittadini in corteo. Una bella iniziativa e anche un&#8217;ottima occasione per fare un pochino di informazione. Senza megafono, nè microfono. Quello era riservato ai soliti comizianti allergici alle domande.</p>

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		<item>
		<title>Ombra di ‘Ndrangheta nella Riviera dei fiori</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Propongo un&#8217;intervista all&#8217;ex assessore comunale al turismo di Bordighera (IM) Marco Sferrazza, sfiduciato dal sindaco assieme a tutta la giunta comunale dopo che un pregiudicato e Michele Pellegrino, arrestato assieme a 2 fratelli nei giorni scorsi, si sono presentati a casa sua per chiedere i motivi della sua contrarietà all&#8217;apertura di una sala giochi nella cittadina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5H0Szib5oPE" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JAQ4dbDOeHw" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5069" title="NDRANGHETA A BORDIGHERA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/NDRANGHETA-A-BORDIGHERA-300x169.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Propongo un&#8217;intervista all&#8217;ex assessore comunale al turismo di Bordighera (IM) Marco Sferrazza, sfiduciato dal sindaco assieme a tutta la giunta comunale dopo che un pregiudicato e Michele Pellegrino, arrestato assieme a 2 fratelli nei giorni scorsi, si sono presentati a casa sua per chiedere i motivi della sua contrarietà all&#8217;apertura di una sala giochi nella cittadina ligure. La procura di Sanremo indaga su infiltrazioni di &#8216;Ndrangheta nel mondo della prostituzione, dei locali adibilti a slot machine e immobili destinati ai latitanti rifugiati tra la Liguria e la Costa Azzurra. Una relazione dei carabinieri inviata al Prefetto di Imperia chiede di intervenire e di non escludere la possibilità di sciogliere il consiglio comunale di Bordighera per infiltrazioni mafiose. Il sindaco, Giovanni Bosio, si dice fiducioso. Non molla, intende andare avanti con nuovi assessori.</p>
<p>Intanto oggi, nel cosiddetto regno scajolano, è prevista una fiaccolata anti mafia a Sanremo e domani, venerdì, ci sarà la prima convocazione del consiglio comunale di Bordighera per prendere atto delle dimissioni anche di 4 consiglieri di maggioranza, tutti del Pdl. Gli sviluppi delle inchieste sono destinate ad influire sulla vita pubblica imperiese. Ricordo che tra i 305 arrestati su ordine di Ilda Boccassini, ci sono anche due genovesi che secondo gli investigatori sono collegati agli affari della Riviera dei Fiori. L&#8217;inchiesta in corso potrebbe riservare ulteriori sorprese. Cercherò di seguirle.</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lG9I60J7CHVlntzmLzdW_zFoTws/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lG9I60J7CHVlntzmLzdW_zFoTws/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sssht!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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La destra liberale italiana fondata sul silenzio piduista si è arricchita con sporchi affari alle spalle dei cittadini onesti. Quelli che credono ai concorsi, quelli che pagano le tasse, quelli che lo prendono in quel posto da &#8220;4 vecchi sfigati&#8221; che nonostante tutto sono riusciti ad inculare intere generazioni di giovani anche col pisello flaccido.
L&#8217;establishment [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5041" title="silenzio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/silenzio-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></p>
<p>La destra liberale italiana fondata sul silenzio piduista si è arricchita con sporchi affari alle spalle dei cittadini onesti. Quelli che credono ai concorsi, quelli che pagano le tasse, quelli che lo prendono in quel posto da &#8220;<em>4 vecchi sfigati</em>&#8221; che nonostante tutto sono riusciti ad inculare intere generazioni di giovani anche col pisello flaccido.<br />
L&#8217;establishment della destra italiana fondata sul silenzio piduista svela che i gusti dei Carboni, dei Verdini e dei Dell&#8217;Utri appaiono assai più perversi della falsa promiscuità sessuale attribuita in un falso dossier su Stefano Caldoro. Con rispetto per trans e <em>&#8220;culattoni&#8221;</em>, sputtanati come capro espiatorio da un presunto affiliato alla Camorra che fa il sottosegretario di nome <strong>Nicola Cosentino</strong>, che inacidito come una &#8220;femminiella&#8221; avrebbe fatto carte false pur di essere eletto governatore della Campania.</p>
<p>La destra liberale fondata sui finti svampiti come l&#8217;arricchito Claudio Scajola, svela che il suo appartamento con vista sul Colosseo fu sì pagato da Diego Anemone con 900 mila euro di prima mano, ma riversato su di noi con gli interessi gonfiando i costi dell&#8217;appalto di ristrutturazione della caserma romana affidata ai Servizi segreti.</p>
<p>La destra liberale fondata sulla bugia piduista trova un fidato silente nella Lega nord venduta alla causa di un privato corruttore di testimoni, secondo la quale &#8220;<em>la mafia in Lombardia non esiste</em>&#8221; (Matteo Salvini a Telelombardia) o se proprio esiste al punto che non si può più negare &#8220;<em>è tutta roba di importazione</em>&#8221; (Daniele Belotti sempre a Telelombardia). Oggi scopriamo che un magistrato esposto come <strong>Ilda Boccassini</strong> ha scardinato una buona fetta di &#8216;Ndrangheta alimentata da centinaia di famiglie &#8216;ndrine sparse tra Milano, la Val Brembana e la Brianza golose di appetiti criminali su Expo grazie ad una maxi inchiesta infarcita da migliaia di preziose intercettazioni.</p>
<p>Insomma, la destra liberale italiana fondata sul silenzio piduista è stata l&#8217;autostrada per le cosche calabresi in Lombardia e in Liguria. Fa quasi tenerezza pensare che il primo solco alla mafia sulla tratta Palermo-Arcore lo tracciò Vittorio Mangano nel lontano &#8216;74, grazie alle ruspe di Dell&#8217;Utri.</p>
<p>Intanto i 305 arresti di ieri stridono col chiassoso silenzio dei Formigoni, dei Podestà e delle Moratti. E&#8217; un silenzio in salsa piduisto-mafiosa che piace tanto ai nuovi &#8220;pitriplisti&#8221; di vecchia generazione. E&#8217; quel silenzio morboso che piace tanto a Berlusconi da volerlo imporre in matrimonio per legge a giornalisti e magistrati. E&#8217; lo stesso silenzio che scelgono migliaia di piccoli imprenditori lombardi minacciati dalla &#8216;Ndrangheta d&#8217;importazione quando trovano teste di animale mozzate agli ingressi dei loro capannoni. Oppure quando gli bruciano auto e furgoni. Imprenditori della piccola economia lombardo-leghista che hanno scelto il silenzio al posto della denuncia perché sanno di avere perso la certezza del Diritto. Non hanno fiducia nello Stato a cui pagano le tasse col loro lavoro. Sanno senza dirlo che lo Stato governato da Berlusconi non li potrà mai difendere perché le cosche lo hanno votato. Col silente beneplacito della Lega distratta da crocifissi, dialetti e burqa.</p>
<p>I metastasati potentati locali della destra comunista di Berlusconi lo stanno a dimostrare. I lombardi Ponzoni, gli Abelli consulenti a nero di truffatori della sanità sposati con patteggiatrici di denaro sporco, i Cosentino nella Campania dei Casalesi, i Dell&#8217;Utri nella Sicilia dei Cinà e dei Provenzano, i Verdini in Toscana, i Carboni i Corona, i Farris e i Cappellacci in Sardegna. Il cancro ha metastasato l&#8217;Italia con un elenco assai più lungo dei morti ammazzati per i silenti interessi della &#8216;Ndrangheta.</p>
<p>Ecco perché gentaglia come Carboni, Dell&#8217;Utri, Verdini e Lombardo sguazzano nel silenzio. Perché il bel tacer non fu mai scritto. Ecco perché Vittorio Mangano è stato un eroe per il senatore condannato in appello a 7 anni in concorso esterno in associazione mafiosa. Perché il silenzio è garanzia di buona mafiocrazia mascherata da destra liberale sorretta dalla stampella della sinsitra.</p>
<p>La destra liberale fondata sul silenzio piduista che ha travalicato la satira al punto di vietarla in tivù, fa breccia anche in teatro: lo spettacolo &#8220;<em>Orgia</em>&#8221; sulla storia di Pierpaolo Pasolini proposto dall&#8217;Out Off di Milano, inserito nella trentennale iniziativa &#8220;<em>Invito a Teatro</em>&#8221; organizzata dalla provincia, secondo l&#8217;assessorato alla Cultura non è educativo perché &#8221;<em>tocca temi scabrosi come l&#8217;omosessualità</em>&#8220;.<br />
Un silenzio da spettacolo perché tocca argomenti cari a porno-attori come il berluscoide Nicola Cosentino. Con rispetto per trans e culattoni&#8230;</p>

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		<title>14 anni a Ganzer, i complimenti di Maroni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 14:33:30 +0000</pubDate>
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Il generale del Ros Bruno Ganzer è amareggiato. il tribunale di Milano lo ha condannato a 14 anni di carcere e interdetto dai pubblici uffici per aver diretto e organizzato l´importazione e il traffico di cocaina dal Sudamerica. La pm Luisa Zanetti ne aveva chiesti 27. I giudici hanno ritenuto che non ci sia stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XAW--g2JfaU" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5038" title="PROCESSO GANZER" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/PROCESSO-GANZER-300x240.jpg" alt="" width="500" height="400" /></a></p>
<p>Il generale del Ros Bruno Ganzer è amareggiato. il tribunale di Milano lo ha condannato a 14 anni di carcere e interdetto dai pubblici uffici per aver diretto e organizzato l´importazione e il traffico di cocaina dal Sudamerica. La pm Luisa Zanetti ne aveva chiesti 27. I giudici hanno ritenuto che non ci sia stata nessuna associazione per delinquere. Prescritto, invece, il capo d&#8217;imputazione di traffico d´armi.<br />
Ganzer avrebbe fatto arrivare dal Libano 4 bazooka, 119 kalashnikov, 2 lanciamissili e centinaia di proiettili nel dicembre 1993 vendendoli pochi mesi dopo a una cosca calabrese alla quale, subito dopo, l´arsenale fu sequestrato.<br />
Ganzer ha detto di rispettare le sentenze e ha incassato la fiducia di Maroni oltre alla solidarietà dell&#8217;Arma per la &#8220;grande professionalità&#8221; e gli &#8220;straordinari risultati nella lotta al crimine organizzato.&#8221; </p>
<p>Oltre a Ganzer i giudici hanno condannato a 7 anni e 10 mesi con annessa interdizione dai pubblici uffici l&#8217;ex colonnello del Ros Mauro Obinu, oggi membro dei servizi segreti e sotto processo anche a Palermo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano, 13 anni e 6 mesi all&#8217;ex sottufficiale Gilberto Lovato, 18 anni al narcotrafficante Jean Ajaj Bou Chaaya, il gestore dell&#8217;importazione della droga in Italia e trat-d&#8217;union con gli spacciatori libanesi. Reati commessi tra il 1991 e il 1997, quando il Ros gestì una serie di attività di copertura che servivano ad attirare i trafficanti per poi arrestarli.<br />
Secondo la procura i carabinieri oltre ad intercettare le rotte della droga, avevano creato un canale nuovo per consentire sequestri che dessero visibilità &#8211; e quindi avanzamenti di carriera &#8211; oltre a introiti economici ai vertici del Ros. </p>
<p>Oltre due anni fa <a target="_blank" href="http://www.danielemartinelli.it/2009/03/17/associazione-a-delinquere-fra-i-ros/">parlai di questo processo</a> oscurato dalle televisioni. Lo ripropongo con i dettagli validi per l&#8217;epoca, con un po&#8217; rammarico visto che dopo quell&#8217;occasione non ebbi più tempo di seguirlo. </p>
<p>La giornata di oggi è da record. Con 300 nuovi arresti e vecchi personaggi di nuovo indagati tra politici e forze dell&#8217;ordine. si torna a parlare di Gian Carlo Abelli, ex assessore alla sanità formigoniana con un curriculum di tutto rispetto. E&#8217; stato il consulente pagato a nero del più grande truffatore della sanità regionale Poggi Longostrevi. Con questi nuovi arresti Milano si rivela capitale economica delle cosche. Ne riparleremo.</p>

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		<title>Con la P2 al governo non esiste giustizia</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/12/con-la-p2-al-governo-non-esiste-giustizia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 11:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Dibattito a Telelombardia su giustizia e intercettazioni col leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, secondo il quale contro Berlusconi i giudici si accaniscono un po&#8217; troppo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=a9tbdL1J66Y" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5031" title="DAVIDE BONI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DAVIDE-BONI-300x170.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Dibattito a Telelombardia su giustizia e intercettazioni col leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, secondo il quale contro Berlusconi i giudici si accaniscono un po&#8217; troppo.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wXXOyqa8yVKkV0riJ3I-XkQzn3U/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wXXOyqa8yVKkV0riJ3I-XkQzn3U/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>“Nuova” P2, la notizia è Giancarlo Capaldo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 09:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Oggi il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo mette sotto indagine per presunta associazione segreta vietata dalla legge post P2 (Anselmi), l&#8217;ex assessore comunale socialista a Napoli Arcangelo Martino, il magistrato tributarista ed ex militante democristiano Pasquale Lombardi e il &#8220;losco faccendiere&#8221; (secondo un rapporto del Sisde dei primi anni &#8216;80) Flavio Carboni. Avrebbero cercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5022" title="giancarlo capaldo 2" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/giancarlo-capaldo-2.jpg" alt="" width="242" height="212" /></p>
<p>Oggi il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo mette sotto indagine per presunta associazione segreta vietata dalla legge post P2 (Anselmi), l&#8217;ex assessore comunale socialista a Napoli <strong>Arcangelo Martino</strong>, il magistrato tributarista ed ex militante democristiano <strong>Pasquale Lombardi</strong> e il &#8220;<em>losco faccendiere</em>&#8221; (secondo un rapporto del Sisde dei primi anni &#8216;80) <a href="http://www.danielemartinelli.it/2010/04/20/il-cassiere-della-mafia-nonche-socio-di-b/" target="_blank"><strong>Flavio Carboni</strong></a>. Avrebbero cercato di ottenere interventi e decisioni a livello politico, giudiziario e amministrativo a favore di personaggi &#8220;protetti&#8221;, ivi compresa la Corte costituzionale nel merito del Lodo Alfano.<br />
Il filone di indagine nasce dall&#8217;inchiesta sugli appalti dell&#8217;eolico in Sardegna. Dalle intercettazioni emerge che diversi imprenditori interessati ad ottenere gli appalti senza bando di gara, avrebbero versato svariati milioni di euro sui conti del Credito cooperativo fiorentino che fa capo a <strong>Denis Verdini</strong>, deputato e coordinatore nazionale del Pdl. Circorstanza che ha già fatto scattare da tempo le indagini a carico dei suddetti per associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio.</p>
<p>L&#8217;indagine di Capaldo mira a stabilire se i 3 hanno violato la &#8220;legge Anselmi&#8221;, istituita all&#8217;indomani della relazione della Commissione di inchiesta presieduta da <strong>Tina Anselmi</strong> dopo la scoperta dell&#8217;elenco di affiliati alla Loggia propaganda 2 nella residenza aretina di <strong>Licio Gelli</strong>. Eppure giornali e tivù di regime rievocano la massoneria e la Loggia P2 come fosse roba da archeologia giudiziaria. Riesumano immagini del venerabile maestro piduista come se il suo personaggio fosse legato a una breve parentesi giudiziaria al pari del mostro di Firenze. Aperta e chiusa. C&#8217;è voluto Capaldo per far riemergere lo spettro della massoneria &#8220;risorta&#8221; come fosse un capitolo nuovo. Un attentato eversivo in salsa revival. La Anselmi condanna le &#8220;<em>associazioni segrete</em>&#8221; che con i loro piani intendono perseguire &#8220;<em>finalità e attività sociali, con attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale</em>&#8220;.</p>
<p>Con queste legittime premesse la violazione della Anselmi dovrebbe aver costituito il filone principale delle <strong>inchieste degli ultimi 30 anni</strong> su mafia e corruzione. I Rotary potrebbero essere equiparati a logge massoniche locali assieme a Comunione e Liberazione. Mafia, &#8216;Ndrangheta, Sacra corona unita e Camorra sono di fatto logge massoniche criminali che da sempre agiscono come &#8220;<em>associazioni segrete che con i loro piani perseguono finalità e attività sociali interferendo sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale</em>&#8220;. E&#8217; così da intere generazioni con la differenza che oggi non c&#8217;è più nulla di segreto. E&#8217; tutto alla luce del sole altrimenti Nicola Cosentino, Marcello Dell&#8217;Utri e Vincenzo Nespoli non si spartirebbero poltrone tra Camera e Senato salvati dal voto contrario all&#8217;autorizzazione a procedere dei loro colleghi disonorevoli.</p>
<p>Anche il <strong>Consiglio superiore della Magistratura</strong> andrebbe indagato per violazione della Anselmi, soprattuttto dopo che il suo plenum ha trasferito i procuratori Lombardi da Catanzaro e Apicella da Salerno (perché?) senza restituire le inchieste Poseidone e Why not a <strong>Luigi De Magistris</strong>. Il Csm andrebbe indagato per violazione della Anselmi anche nel merito del &#8220;<em>rimprovero</em>&#8221; con conseguente trasferimento di <strong>Clementina Forleo</strong> dalla procura di Milano a quella di Cremona, che stava indagando sulla scalata di Unipol. Il Csm andrebbe indagato per violazione della Anselmi anche nel merito di un personaggio ambiguo e sospetto come <strong>Nicola Mancino</strong> nel ruolo di vice presidente dell&#8217;organo di autogoverno della magistratura.</p>
<p>Andrebbe indagato per violazione della Anselmi l&#8217;intero cda della Rai che non condanna e non induce a destituire un fantoccio moralmente corrotto travestito da direttore di telegiornale come <strong>Augusto Minzolini</strong>, nonostante le vergognose bugie quotidiane che fa raccontare ai suoi sottoposti del Tg1 ormai da anni, tanto da far sembrare Gianni Riotta simile a Gianni Barbacetto. Andrebbero a loro volta indagati tutti i giornalisti del Tg1 per silente compiacenza al direttore che ha come vice una navigata attrice porno-giornalistica come <strong>Graziella Petruni</strong>. Moderatori di opinioni di massa a suon di &#8220;Mills assolto&#8221;. Andrebbe indagata la commissione di vigilanza Rai e tutte le authority. A cominicare dall&#8217;Agcom che è tutto fuorché un organo imparziale.<br />
Andrebbe indagato per massoneria tutto l&#8217;asset del Corriere della sera che permette a personaggi come <strong>Piero Ostellino</strong> di tifare lunedì in prima pagina il piduista ed eversore Silvio Berlusconi, e il martedì sbatterci una foto di <strong>Antonio Di Pietro</strong> con Francesco Pazienza come fosse uno scoop.</p>
<p>In questo senso la <a href="http://www.danielemartinelli.it/2008/02/01/massoneria-fuorilegge-a-32-denti/" target="_blank">massoneria sorridente</a> ha già perseguito finalità e attività sociali perché i grandi evasori fiscali sono pressoché al sicuro. I bancarottieri come Geronzi dirigono l&#8217;asset bancario italiano. I capi mafia come Provenzano hanno già avuto la protezione da alcuni vertici delle forze dell&#8217;ordine. Le istituzioni &#8220;democratiche&#8221; sono già tutte interferite. Fino al Quirinale. Perché gli organi costituzionali e le amministrazioni pubbliche, nonché enti, anche economici e di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale, sono già inquinati da baronaggio massonico.</p>
<p>Ecco perché l&#8217;indagine su presunta violazione della Anselmi a carico di Verdini, Martino e Carboni <strong>mi fa un pochino sorridere</strong>. Perché i giudici della Corte costituzionale non si sono fatti condizionare da Martino, Lombardi e Dell&#8217;Utri. Hanno affossato il Lodo Alfano per ciò che è: una porcheria incostituzionale di un governo massonico ed eversore. Mi ha fatto un pochino sorridere perché l&#8217;indagine sulla presunta violazione della Anselmi viene mostrata come filone nuovo e inedito, quando invece, Capaldo, ha fatto ciò che a mio avviso avrebbero dovuto fare centinaia di magistrati prima di lui.</p>
<p>E qui entra in gioco la qualità dei magistrati e della magistratura ammorbata dalle correnti. Magistratura democratica, Magistratura indipendente e co. Piccole logge massoniche che non hanno battuto ciglio nei confronti dei soliti De Magistris e Forleo, tanto per rimanere circoscritti a due magistrati certamente liberi, certamente validi e certamente non iscritti a correnti.</p>
<p>Flavio Carboni faceva il losco faccendiere già alla fine degli anni &#8216;70 quand&#8217;era socio di Berlusconi nell&#8217;operazione Oasi2, la colata di cemento sulla costa Smeralda che ha comportato un &#8220;costo politico&#8221; all&#8217;allora gran maestro della Loggia P2 Armando Corona. Il Cappellacci dell&#8217;epoca, secondo l&#8217;allora segretario di Carboni <strong>Emilio Pellicani</strong>, incassò 7 miliardi di lire in contanti stipati a rate in valigette che consegnava a mano <strong>Fedele Confalonieri</strong>. A quell&#8217;epoca nessuno indagò Carboni e Corona perché il questore di Cagliari era i scritto alla P2 assieme ad altri 4 magistrati della procura cittadina. Tutti sottoposti di grado massonico a Corona.</p>
<p>Ecco perché mi fa un pochino sorridere che anche certa stampa &#8220;di sinistra&#8221; cavalchi con meraviglia e stupore la riesumazione della Anselmi da parte di Capaldo. Una legge che avrebbe una sua logica giuridica in un paese normale. Non nell&#8217;Italia forzosamente unita dalla massoneria garibaldina alleata con la mafia siciliana. Ciò a dimostrare che non sono le istituzioni ad essere sacre. Sono le singole persone che le rappresentano. Ecco da dove va rifondata l&#8217;Italia: <strong>dalle persone</strong>. Per il resto del ciarpame istituzionale rimangono solo i forconi.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/evI6fw0x1Ah5FbdY2OzDlkJv3hU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/evI6fw0x1Ah5FbdY2OzDlkJv3hU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Berlusconi e la “cricca di delinquenti”</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 18:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Dibattito su manovra economica e intercettazioni, con annessa sentenza Dell&#8217;Utri di primo mattino a Telelombardia in &#8220;Buongiorno Lombardia&#8221; condotto da Giorgia Colombo. Ospiti al &#8220;contradditorio&#8221; il leghista Matteo Salvini e il pidiellino Carlo Fidanza.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qz6eNXaeZ2s" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-5017" title="BERLUSCONI E LA CRICCA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/BERLUSCONI-E-LA-CRICCA-300x170.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Dibattito su manovra economica e intercettazioni, con annessa sentenza Dell&#8217;Utri di primo mattino a Telelombardia in &#8220;Buongiorno Lombardia&#8221; condotto da Giorgia Colombo. Ospiti al &#8220;contradditorio&#8221; il leghista Matteo Salvini e il pidiellino Carlo Fidanza.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/K2b9HB5eyM3465P7pNLre5FvVoY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/K2b9HB5eyM3465P7pNLre5FvVoY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Aiutato dal clan? Che male c’è!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:08:39 +0000</pubDate>
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Eugenio Minasso (Pdl), di spalle, festeggia con Michele Pellegrino (a sinistra) l’elezione a consigliere regionale ligure nel 2005 
Bordighera è la località più a sud della Liguria. Conurbata a Ventimiglia, è ambita meta turistica situata lungo l&#8217;ultima propaggine italiana attaccata alla Francia. La Costa Azzurra terra di rifugio per latitanti, e Montecarlo, sono a un tiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5006" title="minasso e pellegrino" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/minasso-e-pellegrino.jpg" alt="" width="205" height="308" /></strong></p>
<p><strong>Eugenio Minasso (Pdl), di spalle, festeggia con Michele Pellegrino (a sinistra) l’elezione a consigliere regionale ligure nel 2005 </strong></p>
<p>Bordighera è la località più a sud della Liguria. Conurbata a Ventimiglia, è ambita meta turistica situata lungo l&#8217;ultima propaggine italiana attaccata alla Francia. La Costa Azzurra terra di rifugio per latitanti, e Montecarlo, sono a un tiro di schioppo da qui tanto che dal lungomare si vede benissimo. I carabinieri di Imperia hanno inviato una relazione al prefetto e al questore in cui chiedono una Commissione d&#8217;inchiesta per verificare eventuali rapporti tra assessori e consiglieri comunali di Bordighera con esponenti della &#8216;Ndrangheta, dopo gli 8 arresti eseguiti il 13 giugno su ordine della procura di Sanremo che indaga su esponenti della &#8220;<em>camera di controllo</em>&#8221; della &#8216;Ndrangheta nella vicina Ventimiglia, in affari che si intrecciano tra casinò, night e residenze per latitanti. In manette anche 3 fratelli della famiglia <strong>Pellegrino</strong>, tutti esponenti dell&#8217;omonimo clan calabrese, accusati di intimidazioni e ricatti ad almeno due assessori comunali di Bordighera. Uno di loro, <strong>Marco Sferrazza</strong>, ormai ex al Turismo dopo che il sindaco di Bordighera <strong>Giovanni Bosio</strong> ha messo le mani avanti azzerando l&#8217;intera giunta comunale, ha raccontato di aver ricevuto la visita a casa del pregiudicato <strong>Francesco Barilaro</strong> assieme a <strong>Giovanni Pellegrino</strong> per chiedergli conto della sua contrarietà all’apertura di una sala di slot machine. &#8220;<em>Da allora dormo con la pistola sotto al cuscino</em>&#8221; avrebbe aggiunto.</p>
<p>A Bordighera negli ultimi mesi si sono moltiplicati incendi dolosi a locali pubblici, macchine e furgoni. Impossibile, per ora, ritenere se siano tutti riconducibili alla stessa matrice. A differenza di Ventimiglia, in cui gli incendi ai locali avvengono da anni, Bordighera, secondo un rapporto della commissione antimafia del 2003, è una zona cuscinetto di tranqullità voluto per consentire gli scambi con i latitanti rifugiati in Costa Azzurra a differenza delle limitrofe Ospedaletti e Sanremo, dove la &#8216;Ndrangheta dà segni di presenza già da qualche anno. Il sindaco Bosio ha detto che &#8220;<em>Piuttosto che rischiare uno scioglimento del Comune per mafia è meglio che il consiglio comunale vada a casa da solo, per dignità e per il bene dei cittadini</em>.&#8221; Lo hanno ascoltato <a href="http://www.bordighera.net/bordighera-ufficiali-le-dimissioni-del-consigliere-comunale-piacentini-n2245" target="_blank">4 consiglieri della sua maggioranza</a> del Pdl. Si sono dimessi negli ultimi giorni diversamente dal primo cittadino, che aggiunge: &#8220;<em>Resto al mio posto per i miei concittadini: se il Prefetto deciderà di mandare gli ispettori per verificare l&#8217;eventuale presenza di infiltrazioni mafiose, li aspetterò tranquillo. Vedranno che tutto è a posto: un Comune parla per carte, per delibere.</em>&#8221;</p>
<p> Intanto, al vaglio dell&#8217;antimafia, ci sono anche alcune intercettazioni da cui trapelano voci di presunti episodi di voto di scambio. L&#8217;unica traccia certa di contatti tra esponenti del clan Pellegrino e il mondo della politica ligure riguarda l&#8217;ex aennino ora scajolano <a href="http://www.eugeniominasso.it/it/informazioni/chisono.cfm" target="_blank">Eugenio Minasso</a>, vice segretario ligure del Pdl e deputato in carica. Abita a Sanremo. Qualche giorno fa, in un&#8217;intervista rilasciata al <a href="http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2010/07/03/AM4JX4pD-ipotesi_aiutato_bordighera.shtml" target="_blank">Secolo XIX</a> ha ammesso candidamente: &#8220;<em>Il clan dei Pellegrino m’ha dato una mano nelle campagne elettorali, come molti altri, specie alle Regionali 2005, quando ho ottenuto un grosso successo.</em>&#8221; La foto postata è inequivocabile e non proprio &#8220;<em>a distanza siderale da certi ambienti</em>&#8221; come aveva già dichiarato in precedenza Minasso: Michele Pellegrino ed Eugenio Minasso si abbracciano per l&#8217;elezione di quest&#8217;ultimo. Che lo scorso febbraio ha incontrato a Genova l&#8217;ex ministro Scajola per definire la rosa dei candidati alle regionali liguri di marzo.</p>
<p>Che tipo di aiuti abbia avuto l&#8217;onorevole Minasso da un esponente di un clan della &#8216;Ndrangheta non è dato a sapere. L&#8217;ex ministro Lunardi, secondo il quale &#8220;<em>con la mafia bisogna convivere</em>&#8221; che a sua volta aveva candidamente chiesto &#8220;<em>che male c&#8217;è avere avuto favori da Diego Anemone?</em>&#8220; è finito indagato assieme al cardinale Sepe per corruzione nella maxi inchiesta sugli appalti del G8 condotta dalla procura di Perugia. Eugenio Minasso, invece, se ne sta allegramente in parlamento grazie all&#8217;aiuto del clan dei Pellegrino arrestati il 13 giugno scorso. Qualcuno, a parte l&#8217;indignazione del Pd ligure, riuscirà a chiedergliene conto?</p>

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		<title>Da corruttore di testimoni a testimonial</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/07/da-corruttore-di-testimoni-a-testimonial/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[michela vittoria brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[spot]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il &#8220;conduttore&#8221; dello spot e la &#8220;catena&#8221; di signore perché sono bello&#8230;
&#8220;Scegli l’Italia per le tue vacanze, perché è un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte, un Paese straordinario, che devi ancora scoprire&#8220;. Sono le parole del piduista testimonial in uno spot [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=njpxTyS_7AA" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4998" title="BERLUSCONI SPOT" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/BERLUSCONI-SPOT-300x180.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a><br />
<strong>Il &#8220;conduttore&#8221; dello spot e la &#8220;catena&#8221; di signore perché sono bello&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;<em>Scegli l’Italia per le tue vacanze, perché è un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte, un Paese straordinario, che devi ancora scoprire</em>&#8220;. Sono le parole del piduista testimonial in uno spot istituzionale di 30 secondi, realizzato dalla Presidenza del Consiglio e dal ministero del Turismo per invitare gli italiani a passare le vacanze in Italia. Lo spot, che andrà in onda nei prossimi giorni sulle 6 tivù di regime, è stato presentato a palazzo Chigi dalla ministra rossa <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong>, mentre all&#8217;esterno del quasi attiguo Palazzo Grazioli (residenza romana del piduista) c&#8217;era il corteo di protesta diretto proprio a palazzo Chigi con migliaia di aquilani manganellati dai poliziotti.</p>
<p>Lo spot che invita a scoprire l&#8217;Italia in cui c&#8217;è la più alta concentrazione al mondo di beni culturali, artistici e paesaggistici, ha lo scopo di &#8220;<em>sostenere l’economia dell&#8217;Italia per gli italiani</em>&#8220;. Insomma, il piduista non si presenta alle udienze dei processi in cui è imputato di appropriazione indebita e corruzione in atti giudiziari di testimoni, perché del turismo si trasforma testimonial.<br />
E sì che il 21 gennaio del 2000 promise: &#8220;<em>Sarò il presidente del consiglio che non appare, sarò il presidente del consiglio del fare</em>&#8220;. &#8220;<em>Mi vedrete solo a fine anno per dare conto di ciò che avremo fatto</em>&#8220;.Già perché &#8220;<em>io odio andare in tv.</em>&#8221;</p>
<p>Poi, riavvolgi il nastro della memoria da quella data fino ad oggi, e ti accorgi che nel decennio appena concluso il presidente del consiglio dei piduisti si è travestito di tutto: da Masaniello a Gandhi, da Sancho Panza a principe azzurro, da suora a fioraio, da grecista ad agricoltore, da imprenditore ad artigiano, da acrobata a operaio e marine, da cantante a giardiniere, da De Gasperi a Don Sturzo. Tutto, tranne che condannato in tribunale grazie a decine di sortilegi porcaioli camuffati da leggi democratiche.</p>
<p>Lo spot televisivo dell&#8217;imbonitore piduista arriva in un momento in cui, oltre ai suoi processi per presunta evasione fiscale di migliaia di miliardi di lire, ci sono i Bertolaso indagati di corruzione, i Verdini indagati perché nelle loro banche sarebbero transitati soldi di imprenditori disposti a tutto pur di aggiudicarsi gli appalti dell&#8217;eolico in Sardegna senza gara, ci sono governatori regionali del suo partito inquisiti e indagati: da Cappellacci in Sardegna fino a Iorio in Molise. Oltre ai vari Formigoni-Errani-Rossi-Vendola-Caldoro-Polverini sul piede di guerra per i tagli, ci sono i giornalisti che scenderanno in piazza il 9 luglio contro il decreto intercettazioni, i giudici che promettono scioperi, lavoratori e poliziotti sui tetti, operatori dello spettacolo con un diavolo per capello, e <strong>Gianfranco Fini</strong>! Col quale, secondo il piduista &#8220;<em>Non ha più senso continuare la sceneggiata, con Fini l&#8217;unica cosa da discutere sono le sue dimissioni da presidente della Camera</em>.&#8221;</p>
<p>Mentre l&#8217;Italia va a rotoli il piduista pensa allo spot e finge di accantonare il &#8220;<em>progetto Avatar</em>&#8220;, ossia trasformare il Pdl da Popolo della libertà (vigilata) a promotori della libertà (di evadere il fisco, di agevolare la mafia e di proteggere i delinquenti mettendoli al riparo dalle intercettazioni telefoniche).<br />
Mentre l&#8217;Italia va a puttane al piduista interessa &#8220;<em>come arrivare all&#8217;epurazione della minoranza finiana</em>&#8220;. Insomma, come far cadere il governo. Ormai, raggiunti i due anni e mezzo di legislatura, la scoppola di parlamentari avrà diritto alla pensione. &#8220;<em>Scegli l&#8217;Italia che è un paese unico per i tuoi loschi affari! L&#8217;italiano medio è al livello di un ragazzo di seconda media, nemmeno di primo banco. Più lo fotti, più gli piace</em>&#8230;&#8221;. E&#8217; uno spunto al piduista per il prossimo spot. Magari da girare nel giorno di qualche sentenza che lo riguarda.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Uh1NKqZ0B_0" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4999" title="SPOT BERLUSCONI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/SPOT-BERLUSCONI-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>Pagine Utili (agli speculatori)</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/06/pagine-utili-agli-speculatori/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 12:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[pagine utili]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tra le tante migliaia di disoccupati che la televisione del regime piduista nasconde, c&#8217;è anche la realtà di 40 cassintegrati di Pagine Utili, edito da Mondadori. Si sono riuniti in protesta a Milano in via Paleocapa, davanti alla storica sede della Fininvest per chiedere garanzie al loro futuro.
La storia
La vicenda riguarda la Pagine Utili srl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FNIkupPXWoU" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4987" title="PAGINE UTILI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/PAGINE-UTILI-300x168.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Tra le tante migliaia di disoccupati che la televisione del regime piduista nasconde, c&#8217;è anche la realtà di 40 cassintegrati di Pagine Utili, edito da Mondadori. Si sono riuniti in protesta a Milano in via Paleocapa, davanti alla storica sede della Fininvest per chiedere garanzie al loro futuro.</p>
<p>La storia</p>
<p>La vicenda riguarda la Pagine Utili srl della Società Editoriale Annuaristica Srl, costola di Publitalia e del gruppo Fininvest, il cui fondatore e amministratore delegato era il co-fondatore di Forza Italia <strong>Marcello Dell&#8217; Utri</strong>.</p>
<p>Pagine utlili, nonostante gli utili li facesse davvero, è stata sempre <strong>mantenuta in perdita</strong> per poter usufruire dell&#8217; aiuto economico di Fininvest, che in questo modo faceva girare ingenti somme di denaro a fronte di un formale giustificativo.<br />
Esaurito lo scopo del giochetto Pagine utili è stata ceduta in due trance all&#8217; <strong>ingegner Alessandro Falciai</strong>, già proprietario di <a href="http://www.dmtonline.com/it/societa/index.html" target="_blank">DMT</a>, che nell&#8217;aprile del 2008, con pochi spiccioli, l&#8217;ha acquisita accollandosi <strong>40 milioni</strong> di euro di debiti. Dopo l&#8217;acquisto, Falciai ha subito speso altri 500 mila euro per ristrutturare l&#8217;azienda, che ha poi messo in liquidazione il 29 dicembre 2008. Dopo soltanto 8 mesi.</p>
<p>I lavoratori, che in quel periodo erano in ferie obbligate, hanno saputo della messa in liquidazione di Pagine utili da un articolo apparso sul &#8220;Sole 24 ore&#8221;. Sempre in quei giorni l&#8217;amministratore delegato della società è stato ricollocato alla DMT di Falciai, mentre altri dirigenti e funzionari sono tornati in Publitalia. Un altro ancora è finito all&#8217; Expo 2015 per la modica cifra di 240 mila euro l&#8217;anno. Dirigenti che hanno continuato a percepire gli emolumenti anche dopo la messa in liquidazione di Pagine utili, che nel frattempo sono sparite dalla circolazione. Tra loro anche i senatori <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00004509.htm" target="_blank">Massimo Palmizio</a> e l&#8217;ex <a href="http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/00017573.htm" target="_blank">Romano Comincioli</a>, entrambi del Pdl.</p>
<p>I 40 lavoratori cassintegrati dall&#8217;aprile del 2009, sono sul piede di guerra perché ritengono di essere stati usati da una società <em>&#8220;servita a garantire loschi interessi di speculatori senza scrupoli&#8221;</em>. Oggi, nonostante le promesse, si  ritrovano senza prospettive di impiego. Perciò si sono riuniti in protesta davanti alla sede Fininvest di via Paleocapa a Milano.<br />
Dall&#8217;ultimo incontro avvenuto in Confcommercio il 14 maggio tra sindacati e dirigenza, non sono emerse iniziative da parte dei dirigenti Publitalia per ricollocare i dipendenti. Che rimarranno in cassa integrazione fino a fine 2010. Dopo di ché, salvo miracoli, dovranno arrangiarsi.</p>
<p>Ultimo dettaglio: al presidio di protesta nel centro di Milano non c&#8217;erano televisioni presenti. Nemmeno quelle locali.</p>
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		<title>Le dimissioni di Brancher. In tribunale!</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/05/le-dimissioni-di-brancher-in-tribunale/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[aldo brancher]]></category>
		<category><![CDATA[antonio fazio]]></category>
		<category><![CDATA[giampiero fiorani]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
200 mila euro utilizzati per finanziare la campagna elettorale del 2005 dell&#8217;aspirante senatore all&#8217;epoca di Forza Italia, Aldo Brancher, oltre ad ampi e ingiustificabili fidi assegnati senza garanzie a sua moglie.
Aldo Brancher, storico trait d&#8217;union tra il piduista e la Lega, è imputato a Milano assieme alla moglie Luana Maniezzo di appropriazione indebita e ricettazione, in seguito alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=h3immMqcB0Q" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4981" title="MARTINELLI BELOTTI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/MARTINELLI-BELOTTI-300x170.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>200 mila euro utilizzati per finanziare la campagna elettorale del 2005 dell&#8217;aspirante senatore all&#8217;epoca di Forza Italia, <strong>Aldo Brancher</strong>, oltre ad ampi e ingiustificabili fidi assegnati senza garanzie a sua moglie.<br />
Aldo Brancher, storico trait d&#8217;union tra il piduista e la Lega, è imputato a Milano assieme alla moglie Luana Maniezzo di <strong>appropriazione indebita e ricettazione</strong>, in seguito alle accuse dell&#8217;ex banchiere <strong>Giampiero Fiorani</strong>, imputato a sua volta nel processo Unipol.</p>
<p>E&#8217; il pm di Milano <strong>Eugenio Fusco</strong> ad acquisire le prove a carico di Brancher e consorte. Nel filone dell&#8217;inchiesta anche il ministro <strong>Roberto Calderoli</strong> con l&#8217;ipotesi di ricettazione, archiviata in maggio dopo che l&#8217;uomo porcata ha respinto le accuse.<br />
Fiorani nel dicembre del 2005 dichiara di aver chiesto l´intervento della Lega già nel 2000 per il sostegno al candidato sindaco di Lodi <strong>Massimo Rossi</strong>. Per ottenerlo, serviva un fido da <strong>150 milioni</strong> di lire. Il tramite tra Fiorani e Calderoli, Aldo Brancher, che in pochi giorni avrebbe comunicato a Fiorani che anziché il fido, &#8220;<em>Calderoli preferiva contanti</em>&#8220;.<br />
Fiorani incarica il suo fido <strong>Silvano Spinelli</strong>, che in aula dichiara di incontrare Brancher nell&#8217;aprile del 2000 all&#8217;autogrill di San Donato Milanese &#8220;<em>dove gli consegnai la busta senza che fosse sceso dalla sua macchina. La prese salutandomi.</em>&#8221; Replica nel marzo 2005, quando Fiorani mette a verbale che &#8220;<em>Brancher in un incontro a Roma, mi fece presente che assieme a Calderoli avevano bisogno di <strong>200 mila euro</strong> per la campagna elettorale</em>&#8220;. Denaro puntualmente consegnato nelle mani di Brancher a un convegno a Lodi. Se poi, metà di quella somma sia arrivata a Calderoli non c&#8217;è conferma. Come detto, Calderoli, per ora, è archiviato.</p>
<p>Brancher non si presenta all&#8217;interrogatorio del 19 aprile 2010. Si fa spedire alla fiera di Hannover dal piduista con una banale scusa di impegno istituzionale. Il 17 giugno si fa nominare <strong>ministro del federalismo</strong> derubricato al decentramento. <strong>Fini</strong> non ne sa nulla, la Lega fa il pesce in barile con <strong>Bossi</strong>, che a Pontida rivendica i poteri sul federalismo e vuole che Brancher sia nominato all&#8217;Agricoltura. Il piduista, all&#8217;imbarazzo per la nomina del finiano <strong>Andrea Ronchi</strong> che ne chiede conto, risponde che &#8220;<em>Ho deciso di farlo ministro perché è utile che una persona così esperta possa seguire da vicino l´attuazione del federalismo fiscale</em>.&#8221; In realtà Brancher marina l&#8217;udienza del 26 giugno con queste parole: &#8220;<em>Non ho nulla da rimproverarmi, devo organizzare il mio ministero.</em>&#8221;</p>
<p>Mentre l&#8217;opposizione grida alla vergogna, crescono le pressioni e gli imbarazzi anche con la Lega. Brancher si vede costretto ad ammettere che non sa quali deleghe siano previste per il suo incarico senza portafoglio. Il piduista con la faccia come il c&#8230; lo difende ancora: &#8220;<em>Contro Aldo stanno mettendo in piedi una polemica assurda, lui è un uomo capace e leale e sa lavorare con spirito di squadra. Per me è stato fondamentale nei rapporti con Bossi.</em>&#8221; Che il giorno dopo fa lo scemo per non andare alla guerra fingendo di rendersi conto soltanto allora che Brancher è imputato. &#8220;<em>Mi sento truffato</em>&#8221; dice Bossi. Per <strong>Matteo Salvini</strong> a Pontida la vicenda &#8220;<em>è una notizia minore, non me ne importa</em>.&#8221;<br />
Al coro di no Brancher ministro si unisce <strong>Giorgio Napolitano</strong>:&#8221;<em>Non può avvalersi del legittimo impedimento senza portafoglio</em>&#8220;. Misteriosi e incomprensibili i motivi, visto che per avvalersi del vergognoso legittimo impedimento basta essere ministro.<br />
Intanto Bossi, a Paderno Dugnano, aumenta le distanze da Brancher cercando di limitare i danni visto che il nome di Fiorani fa rima con <strong>Credieuronord</strong>, la banca fallimentare dei leghisti che doveva piacere al partito dell&#8217;ex numero uno di Bankitalia Antonio Fazio (imputato assieme a Fiorani).</p>
<p>Brancher, senza pudore, sfora nel patetico: &#8220;<em>Qualcuno manovra il Quirinale contro di me, non penso di dimettermi</em>&#8220;. Ma ormai la vergogna è pubblica. Parla del destino del suo inutile dicastero &#8220;<em>con amici per capire cosa devo fare</em>&#8220;. Che evidentemente gli consigliano di gettare la maschera. Passano poche ore e il 26 giugno Brancher ritratta: &#8220;<em>Rinuncio al legittimo impedimento ma mi sento preso in giro</em>&#8220;. La frittata viene ribaltata. Continua la sua farsa pregando di &#8220;<em>prendersela coi mondiali di calcio, non con me</em>&#8220;. Gli fa eco Calderoli che incolpa i &#8220;<em>poteri forti</em>&#8220;. Quindi la promessa di presentarsi in aula il <strong>5 luglio</strong>, cioè oggi. Per annunciare le <strong>dimissioni ai giudici</strong>. Non in parlamento.</p>
<p>Il piduista, dopo una settimana di latitanza in America durante la quale ha attaccato come al solito giornalisti e magistrati, rientra in Italia da ribaltato: &#8220;<em>Non serve la mozione di sfiducia delle opposizioni. Brancher si dimetterà stamane. <strong>Condivido la sua scelta</strong> </em>(!!)&#8221;. La frittata è servita. Colui che lo ha nominato per salvarlo dai processi condivide l&#8217;invito a levarsi di mezzo. Fini, che finalmente invoca un po&#8217; di <strong>legalità nel Pdl</strong> si becca del traditore. Non da un balordo qualunque! Bensì dal piduista impunito, prescritto autoassolto e imputato di corruzione in atti giudiziari e appropriazione indebita in 3 processi: il disonorato presidente del consiglio del governo italiano.</p>

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		<item>
		<title>Comunicato per telerincoglioniti</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/07/04/comunicato-per-telerincoglioniti/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 22:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[pietro taricone]]></category>
		<category><![CDATA[polemica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Nei licei un tema su tre è stato insufficiente. La nuova generazione di taricoglioni non sa scrivere. E probabimente nemmeno leggere. Perché non c&#8217;è altra spiegazione al clamore dell&#8217;esercito di commentatori del post dedicato a Pietro Taricone che se la prende con me anziché con le cagne da salotto, che come avvoltoi si sono messe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img class="alignnone size-medium wp-image-4975" title="telerincoglionito" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/telerincoglionito-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></p>
<p>Nei licei <a href="http://www.corriere.it/cronache/speciali/2010/maturita/notizie/30-giugno-Maturita-che%20fatica-scrivere-in-italiano-Nei-licei-un-tema-su-tre-insufficiente_56c6c5f6-8407-11df-a860-00144f02aabe.shtml" target="_blank">un tema su tre è stato insufficiente</a>. La nuova generazione di taricoglioni non sa scrivere. E probabimente nemmeno leggere. Perché non c&#8217;è altra spiegazione al clamore dell&#8217;esercito di commentatori del post dedicato a Pietro Taricone che se la prende con me anziché con le cagne da salotto, che come avvoltoi si sono messe sul culo il rispetto verso Taricone che si era rifiutato di apparire in quel ciarpame catodico di bigotta ignoranza.<br />
Se la prendono con me e non col Tg1 di Minchiolini, che ha anteposto nei titoli il volo rovinoso di Taricone alla condanna di Dell&#8217;Utri per mafia.<br />
Se la prendono con me e non con quei cinici orchi da salotto, che hanno fatto a polpette la privacy di una bimba di 6 anni dal &#8220;<em>dov&#8217;è papà?</em>&#8221; fino all&#8217; &#8220;<em>oggi le diranno di papà</em>&#8221; nella settimana in cui il governo ha anticipato il ddl intercettazioni e il piduista se ne è stato in America per la vergogna.<br />
L&#8217;esercito di tariboccaloni se la prende con me anziché con Dell&#8217;Utri, pagato da senatore coi soldi di tutti per essere stato il ponte tra la mafia siciliana e l&#8217;imprenditoria milanese.<br />
L&#8217;esercito di taricafoni se la prende con la mia franchezza rivolta a Taricone, elevato a eroe del tritacarne mediatico suo malgrado dopo aver fatto una fine da irresponsabile pirla.<br />
Come al solito, quasi tutti a condannare il dito che punta la luna. L&#8217;esercito di taricreduloni è caduto in trappola senza afferrare il senso della mia lettera che mi pare più che chiara. Chissà se rideranno pure i familiari dei morti sul lavoro a mille euro mensili&#8230;<br />
Se pensate che non leggermi più mi facciate paura vi sbagliate. Sappiate che faccio volentieri a meno degli ipocriti da salotto che giudicano i morti un gradino sopra i vivi in maniera anonima e con gli insulti. Del resto mi sembra che Benito Mussolini fascista da vivo lo si ricordi fascista anche da morto. O no?<br />
Chiudo qui con l&#8217;argomento. Gli insulti dell&#8217;esercito di tarigenuflessi, su questo mio libero e gratuito spazio di pensiero, saranno opportunamente cancellati. Anzi, da questo post i commenti andranno in coda di moderazione tranne quelli di coloro che si qualificheranno con nome, cognome e indirizzo mail raggiungibile. Gli altri, tutti a fanculo, o magari sui banchi a imparare a leggere e a scrivere.</p>

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		<item>
		<title>Lettera a Pietro Taricone</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 17:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[pietro taricone]]></category>

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		<description><![CDATA[
Caro Pietro Taricone, io non l&#8217;ho mai conosciuta di persona. Mi ricordavo di lei perché la associavo vagamente ai reality. Da una breve ricerca su internet ho saputo che lei fu il primo vincitore del Grande fratello edito dalla Endemol dell&#8217;allora presidente Marco Bassetti, nonché marito di Stefania Craxi nonché figlia di Bettino, valoroso ladro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4964" title="taricone" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/taricone-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></p>
<p>Caro Pietro Taricone, io non l&#8217;ho mai conosciuta di persona. Mi ricordavo di lei perché la associavo vagamente ai reality. Da una breve ricerca su internet ho saputo che lei fu il primo vincitore del Grande fratello edito dalla Endemol dell&#8217;allora presidente Marco Bassetti, nonché marito di Stefania Craxi nonché figlia di Bettino, valoroso ladro arricchito di tangenti e morto da latitante in Tunisia protetto dal premier Ben Alì, il grande amico di Silvio Berlusconi che in tutta la Tunisia ha oscurato Youtube.<br />
Mi spiace che nonostante lei abbia scelto di non farsi macinare dal vacuo spoils system televisivo pomeridiano, sia diventato suo malgrado il protagonista del piccolo schermo della settimana. Mi spiace perché la sua patetica sovraesposizione mediatica ha colmato il vuoto catodico imposto dall&#8217;uscita di scena della nazionale italiana di calcio dai mondiali, in una settimana cruciale per il governo piduista che pensava di uscire indenne da alcune porcate ben più volgari del suo indimenticabile amplesso televisivo assieme a Cristina Pievani. Il governo ha anticipato al 29 luglio il voto alla camera del decreto intercettazioni, e giusto mercoledì è arrivata la condanna in appello a 7 anni per mafia a Marcello Dell&#8217;Utri, senatore del partito della Endemol, tra i fondatori e pionieri della tivù salottiera di cui lei rimarrà indimenticato protagonista.</p>
<p>Pensi, caro Taricone, che proprio questa settimana noi giornalisti blogger assieme a tanti cittadini, siamo scesi in piazza per protestare contro la legge bavaglio che vieterà ai magistrati di indagare, ai giornalisti di raccontare e ai cittadini di sapere. Alla manifestazione ha aderito persino la Fnsi, pappa e ciccia con l&#8217;Ordine dei giornalisti al quale io sono iscritto assieme a gente moralmente corrotta come Augusto Minchiolini ed Umilio Fede, che l&#8217;Ordine ha avuto il coraggio di premiare per i suoi 50 anni di attività linguista-giornalistica. Un pornografico insulto ai giornalisti degni di tale nome, schifati di comparire in un elenco assieme ad un arricchito ciambellano come Fede che ha passato la sua vita consumando la lingua sulle natiche del puttaniere piduista eversore Silvio Berlusconi, il finanziatore tangentista del genero del presidente di &#8220;<em>Endemol Grande fardello</em>&#8221; Bettino, protagonista della politica italiana degli ultimi 15 anni grazie ai quali ha evitato la galera subordinando le istituzioni ridotte a &#8221;<em>uffici leggi su misura</em>&#8220; coperte dal controllo di stampa e tivù.<br />
Pensi, caro Taricone, che Berlusconi ha scaricato senza appello l&#8217;ex ministro Scajola, nemmeno indagato, soltanto perché si è fatto regalare mezzo appartamento da un imprenditore finito in galera per corruzione, e non ha proferito parola per Marcello Dell&#8217;Utri, che non pago della condanna ha reiterato l&#8217;acclamazione del pluriergastolano e pluriomicida Vittorio Mangano.</p>
<p>Il chiassoso silenzio per questa vergognosa sentenza che sancisce il patto Berlusconi-Mafia tramite le tangenti che la &#8220;<em>Fininvest-Grande fardello</em>&#8221; pagava ai boss siciliani strangolatori di bambini, non sbiadisce l&#8217;onta del disonore e dello sdegno da parte dei cittadini pensanti. La lontananza fisica dall&#8217;Italia di quell&#8217;omuncolo corruttore che ha scelto di passare la settimana nel lontano sud-America, non ha per nulla sbiadito la bassezza morale di questo governo che ha tentato di far sembrare Renato Brunetta un vatusso.<br />
Ad oggi, che la settimana è ormai finita, nessun giornalista italiano ha incalzato il premier sulla questione Dell&#8217;Utri-Mafia. Sa perché caro Taricone? perché i giornalisti in Italia sono quasi tutti cagnolini da salotto che non fanno domande. Al contrario, le cagne da salotto stile Barbara D&#8217;Urso, hanno sacrificato l&#8217;informazione televisiva per dedicarle interi pomeriggi replicanti a mo&#8217; di loop, con la sua fine da uomo vizioso e irresponsabile scambiata per gesto eroico solo perché &#8220;<em>Taricone è Taricone</em>&#8220;.</p>
<p>Il 57enne Armando Iannetta era un tecnico ferroviario che morì investito dall&#8217;Espresso 1940 Palermo &#8211; Torino nel dicembre scorso entre stava lavorando lungo la linea Roma-Cassino. In quello stesso giorno a Chilivani (SS) tra i rottami del treno deragliato morì anche un macchinista dopo essersi schiantato contro alcuni massi caduti sui binari. I due fanno parte dello sterminato elenco di morti sul lavoro senza cagne da salotto al seguito, costretti a lavorare per sbarcare il lunario. La particolarità è che quei due lavoratori sono morti di sabato, che per molti è giorno di festa. Mentre Iannetta e il macchinista non hanno avuto la visibilità che ha avuto lei, caro Taricone, nessuno ha notato che lei è morto di lunedì, durante un pomeriggio di svago per la disgraziata idea di azzardare una mossa col paracadute che nessuno le ha imposto, se non il suo scarso senso di responsabilità nei confronti di sua figlia: una bimba di 6 anni che probabilmente, un giorno, si renderà conto di che padre fatuo ha avuto.</p>
<p>Caro Taricone, queste considerazioni le avrei fatte anche se lei si fosse salvato, come sarebbe stato meglio. Per me non fa differenza vita e morte. Un valido pirla da vivo rimane valido pirla anche da morto. Pure qui, in questa penisola di falsi miti, di luoghi comuni e di non luogo a procedere, ammorbata da un esercito di tele-deficienti dediti all&#8217;applauso e al vacuo piagnisteo.<br />
La sua rovinosa caduta, caro Taricone, rimarrà purtroppo la miglior trasposizione dell&#8217;Italia berlusconiana e post ideologica che andiamo vivendo. Pur non avendola mai conosciuta, caro Taricone, le posso dire che quello schianto a terra diffuso a reti unificate è stato il milgior reality italiano che lei poteva offrire alla platea. Una fine silenziosa, degna di citazione eroica pure da parte di Dell&#8217;Utri, che assieme all&#8217;esercito di inguaribili tele-consumatori la ricorderà nel suo essere &#8220;<em>Taricone</em>&#8220;: un effimera icona di un popolo senza anticorpi plagiato dal piano di rinascita piduista, che fa del silenzio dell&#8217;informazione l&#8217;antidoto al fingere di non sapere. Mi sa che Vittorio Mangano fu davvero un eroe&#8230;</p>
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		<title>Lombardia, licenziamenti alla Indesit</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[indesit]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mentre il governo è tutto preso a zittire i giornalisti, a impedire le indagini ai magistrati e a nominare ministri inutili per salvarli dai processi, in Italia ci sono centinaia di aziende che chiudono e migliaia di posti di lavoro che saltano.
Nella sola Lombardia, da inizio anno, sono già stati 11 mila i lavoratori licenziati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FlE4hChXfco" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4958" title="INDESIT" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/INDESIT-300x170.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Mentre il governo è tutto preso a zittire i giornalisti, a impedire le indagini ai magistrati e a nominare ministri inutili per salvarli dai processi, in Italia ci sono centinaia di aziende che chiudono e migliaia di posti di lavoro che saltano.<br />
Nella sola Lombardia, da inizio anno, sono già stati 11 mila i lavoratori licenziati. Tra loro anche i 430 dipendenti della Indesit, gloriosa azienda di elettrodomestici. La sede di Brembate Sopra, alle porte di Bergamo, è ormai quasi del tutto smantellata, dopo l&#8217;annuncio del 9 giugno scorso, giorno in cui è cominciato il presidio di protesta dei lavoratori.</p>
<p>A nulla finora sono serviti gli incontri tra esponenti del governo regionale lombardo, sindacati e la famiglia Merloni proprietaria della Indesit. La produzione degli stabilimenti di Bergamo e Refrontolo, è stata accorpata alle sedi di Fabriano e Caserta.<br />
Nessuna novità nemmeno dopo l&#8217;ultimo incontro tra il gruppo Merloni e i sindacati avvenuto lunedì 28 giugno a Roma. La Indesit di Brembate è ormai chiusa. Il governo latita.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nyHPjVhy7UUmup6Do3VUAtwg-JY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nyHPjVhy7UUmup6Do3VUAtwg-JY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Contro il bavaglio, diretta dalle piazze</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 13:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script src="http://www.sevenow.tv/diretta.js" type="text/javascript"></script></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ATS3jjflUyG4nBkZB8lbg0jV9tw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ATS3jjflUyG4nBkZB8lbg0jV9tw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		</item>
		<item>
		<title>Delitto Rasman, confermata la condanna</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/06/30/delitto-rasman-confermata-la-condanna/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[agenti]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo rasman]]></category>

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		<description><![CDATA[
La notizia è giunta in serata: Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi, i tre agenti condannati in primo grado a 6 mesi di reclusione con la condizionale per eccesso di colpa nell&#8217;omicidio di Riccardo Rasman, hanno avuto la stessa condanna in appello. Confermata anche l&#8217;assoluzione per Francesca Gatti.
Il collegio di giudici del tribunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4949" title="riccardo rasman morto" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/riccardo-rasman-morto-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></p>
<p>La notizia è giunta in serata: Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi, i tre agenti condannati in primo grado a 6 mesi di reclusione con la condizionale per eccesso di colpa nell&#8217;omicidio di Riccardo Rasman, hanno avuto la stessa condanna in appello. Confermata anche l&#8217;assoluzione per Francesca Gatti.<br />
Il collegio di giudici del tribunale di Trieste presieduto da Morelli con Solinas e Ciriotto a latere, hanno letto la sentenza poco prima delle 18.<br />
I tre agenti sono gli stessi che mi hanno querelato per &#8220;lesa onorabilità&#8221; relativa al testo del mio servizio pubblicato nel gennaio del 2009 sul blog di Beppe Grillo.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3oAtCx7BFtHocuzVv_nqJ8PdGh0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3oAtCx7BFtHocuzVv_nqJ8PdGh0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3oAtCx7BFtHocuzVv_nqJ8PdGh0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3oAtCx7BFtHocuzVv_nqJ8PdGh0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La cricca del Corriere contro Di Pietro</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/06/29/la-cricca-del-corriere-contro-di-pietro/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 16:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[cricca]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Un giudice che condanna lo Stato ad assegnare un appalto di 34 milioni all&#8217;impresa di cui è consulente. L&#8217;impresario che i magistrati ritengono elemento della cricca, pappa e ciccia con alcuni funzionari pubblici che assegnano appalti con i soldi di tutti trasformati in affari sotto le mentite spoglie di opere urgenti. Il ministro che fiuta i brogli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=G8bZWMHNW5g" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4940" title="CRICCA ADP CORRIERE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/CRICCA-ADP-CORRIERE-300x170.jpg" alt="" width="450" height="255" /></a></p>
<p>Un giudice che condanna lo Stato ad assegnare un appalto di 34 milioni all&#8217;impresa di cui è consulente. L&#8217;impresario che i magistrati ritengono elemento della cricca, pappa e ciccia con alcuni funzionari pubblici che assegnano appalti con i soldi di tutti trasformati in affari sotto le mentite spoglie di opere urgenti. Il ministro che fiuta i brogli prega i suoi funzionari di verificare che le procedure dell&#8217;assegnazione degli appalti rispettino i crismi della legalità e che i controllori non siano anche i controllati.<br />
Quel ministro è Antonio Di Pietro, il cui nome oggi finisce in un articolo veritiero nella descrizione dei fatti ma <strong>deviato nel titolo</strong>: il solo che molti lettori affrettati di giornali si accontentano di leggere per ritenersi informati e per farsi un&#8217;idea di ciò che accade.<br />
Il Corriere da ormai tempo ha fatto la sua scelta piduista. Prima con la foto in copertina dell&#8217;ex pm a fianco dell&#8217;allora incensurato Bruno Contrada ai tempi di Mani pulite come se fosse uno scoop. Poi la bufala dell&#8217;associazione che riscuoterebbe i rimborsi elettorali di cui beneficerebbero soltanto pochi intimi. Ora &#8220;<em>A Di Pietro rispose la cricca</em>&#8220;. Roba da massoneria deviata.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CFv6fBxGWzviC2OUKfSirFpewjs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CFv6fBxGWzviC2OUKfSirFpewjs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CFv6fBxGWzviC2OUKfSirFpewjs/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CFv6fBxGWzviC2OUKfSirFpewjs/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Contro il bavaglio fascista</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 16:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Con questo breve post annuncio che aderirò all&#8217;iniziativa del 1 luglio contro il ddl intercettazioni promossa dal Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza, cartello che raggruppa Fnsi, Cgil, Arci, Popolo Viola e molte altre associazioni.
Sarà una giornata di mobilitazione che avrà il suo centro nella manifestazione di Roma a Piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=om40Jai12oQ" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-4933" title="NO BAVAGLIO DAY" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/NO-BAVAGLIO-DAY-300x168.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Con questo breve post annuncio che aderirò all&#8217;iniziativa del 1 luglio contro il ddl intercettazioni promossa dal Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza, cartello che raggruppa Fnsi, Cgil, Arci, Popolo Viola e molte altre associazioni.<br />
Sarà una giornata di mobilitazione che avrà il suo centro nella manifestazione di Roma a Piazza Navona, ma si estenderà anche a decine di altre piazze in tutta Italia. Io sarò a Milano in piazza Cordusio.<br />
A partire dalle 17 diretta web in collaborazione con liberarete.tv</p>

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		<title>Regione Puglia, 8 baby pensionati</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Pubblico un articolo di Lello Parise apparso su Repubblica Bari di ieri.
Il nuovo presidente del assemblea regionale, Onofrio Introna, non più tardi di tre settimane fa aveva pronunciato parole giudiziose: «Non sarebbe irragionevole beneficiare del vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno d´età».
Il vitalizio è l´assegno destinato agli ex consiglieri. In Puglia passano all´incasso da quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4929" title="puglia" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/puglia-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></p>
<p>Pubblico un articolo di Lello Parise apparso su Repubblica Bari di ieri.</p>
<p><em>Il nuovo presidente del assemblea regionale, Onofrio Introna, non più tardi di tre settimane fa aveva pronunciato parole giudiziose: «Non sarebbe irragionevole beneficiare del vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno d´età».<br />
Il vitalizio è l´assegno destinato agli ex consiglieri. In Puglia passano all´incasso da quando hanno 60 anni, ma «a domanda» può esserci la «corresponsione anticipata» del mandato di pagamento ridotto di qualche centinaio di euro, «al compimento dei 55 anni». Visto che la regola del gioco è ancora questa, saltano fuori otto veri e propri baby pensionati, tra i 55 e i 58 anni. Vanno ad aggiungersi ad altri dieci &#8220;parlamentari&#8221;, di cui solo quattro hanno più di 65 anni. Risultato: quattordici dei diciotto vitalizi potevano continuare a rimpinzare le casse della Regione. Invece ogni anno saranno spesi quasi 1 milione 500mila euro con l´obiettivo di garantire una serena vecchiaia ai rappresentanti del popolo che per forza di cose (o degli elettori) tirano i remi in barca.<br />
Due dei &#8220;magnifici otto&#8221; ritornano a casa dopo una legislatura: il socialdemocratico Renato Cioce e la riformista Pina Marmo guadagneranno rispettivamente 4mila e 3mila 700 euro lordi al mese; gli altri sei appartengono alla categoria dei &#8220;veterani&#8221;: dal verde Mimmo Lomelo e dal pidiellino Enrico Santaniello (8mila 500 euro per quattordici anni vissuti tra i banchi del Consiglio) a Roberto Ruocco (Pdl) e Luciano Mineo (Pd), entrambi con quindici anni di anzianità e 10mila euro, per finire con Enzo Russo (Pd) e Tommy Attanasio (Pdl) che al termine di dieci anni in servizio permanente effettivo intascano 7mila 200 euro. Sempre al mese.<br />
Poi ci sono sei consiglieri che hanno tra i 61 e i 64 anni e che s´infileranno in tasca dai 4mila 400 euro di Francesco Visaggio (Psi), Stefano Giampaolo (Primavera pugliese) e Carlo De Santis (Sel) ai 10mila euro di Nicola Tagliente (Pdl); nel mezzo, i 7mila 200 euro del democristiano Gigi Loperfido e di Luigi Caroppo (Puglia prima di tutto) per due mandati al servizio dei cittadini.<br />
Rimangono i quattro over 65: da Giovanni Copertino (Pdl), sulla breccia per diciannove anni (10mila euro al mese), a Piero Pepe (Pd), quattordici anni e 8mila 500 euro; in coda alla classifica, due rifondazionisti, Pietro Manni e Pietro Mita (cinque anni e 4mila 400 euro).<br />
Oltre al vitalizio c´è a disposizione di tutti e diciotto un altro assegno, quello di fine mandato. Anche in questo caso Introna agli inizi di giugno aveva spiegato che sarebbe stato «più sensato» versare cinque mensilità per una legislatura e non dodici come accade adesso. Ma aggiungeva pure che eliminare queste due &#8220;voci&#8221; non sarà possibile: «Un quarto di quanto percepiamo &#8211; sì, insomma, non proprio spiccioli &#8211; è accantonato per alimentare l´uno e l´altro». </em></p>

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		<title>Un calcio alla nostra (gloriosa) storia</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2010/06/26/un-calcio-alla-nostra-gloriosa-storia/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 14:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielemartinelli</dc:creator>
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Premetto che non sono un appassionato di calcio, e nemmeno un intenditore. Conosco tuttavia molto bene il mondo dello sport. Quello vero del sacrificio, della fatica e della costanza. Ho vissuto per anni nel mondo dell&#8217;atletica leggera a fianco di professionisti di livello: velocisti e fondisti. Ho visto la loro condotta di vita, i lunghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4920" title="mondiali calcio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/mondiali-calcio-300x164.jpg" alt="" width="424" height="248" /></p>
<p>Premetto che non sono un appassionato di calcio, e nemmeno un intenditore. Conosco tuttavia molto bene il mondo dello sport. Quello vero del sacrificio, della fatica e della costanza. Ho vissuto per anni nel mondo dell&#8217;atletica leggera a fianco di professionisti di livello: velocisti e fondisti. Ho visto la loro condotta di vita, i lunghi periodi di ritiro, ho assistito decine di volte alle loro sedute di allenamento possibili grazie alle loro doti innate. Allenarsi per correre una maratona ai campionati italiani, europei o ai mondiali è un impegno nervoso prima che fisico. Sia per il campione che per l&#8217;amatore pur avendo obiettivi cronometrici per forza diversi. Io stesso pratico la corsa da sempre. Per un certo periodo l&#8217;ho praticata a un discreto livello amatoriale, per raggiungere il quale ho dovuto faticare. Ho passato tutta la mia giovinezza lontano da vizi, ore piccole e cocaina pur non avendo mai vinto campionati. E&#8217; stata comunque una fortuna perché oggi, alla vigilia dei 41 anni, posso permettermi di correre ancora a buon livello, meditando di portare a termine una maratona in meno di 3 ore entro un anno. Per fare ciò mi sto allenando nei ritagli di tempo (poco) che dispongo e spero, infortuni permettendo, di farcela. Quando ce l&#8217;avrò fatta il mio percorso di preparazione sarà una delle migliaia di storie personali che riguardano anche altri atleti capaci di fare altrettanto. Con 2 ore e 50 minuti non si fa storia, come non la fanno quelli da 2 ore e 30 tanto quelli da 4 ore. Ma una cosa è certa: per tutti questi anonimi sportivi la condizione fisica è di gran lunga migliore del miglior bomber del calcio italiano.</p>
<p>Perdonatemi la presunzione ma l&#8217;esperienza mi ha insegnato che la corsa è in assoluto lo sport più faticoso e più vero che esista. E&#8217; un termometro di vita. Perciò è lo sport base per tutte le altre discipline perché se hai fiato fai tutto il resto con meno fatica. Non c&#8217;è ciclismo o basket che tengano. Per non parlare del calcio! L&#8217;ho sempre osservato con occhio assai distante e con la consapevolezza che i calciatori sono anni luce dai sacrifici degli atleti di altre discipline: non solo della corsa, ma anche dell&#8217;atletica pesante, degli sport acrobatici e quelli di resistenza.<br />
Ho sempre ritenuto che se i calciatori avessero fiato per correre non avrebbero la vista annebbiata nell&#8217;arco di una partita. E&#8217; vero che il calcio richiede doti esplosive e di velocità in corsa unite al coordinamento sulla palla, ma è altrettanto vero che la corsa e la velocità li devi allenare in maniera tosta. Non bastano 10 scatti da 30 metri con partenza dai blocchi tra una chiacchiera e una battuta. Non basta abbozzare qualche allungo in diagonale sul campo per costruirsi un motore resistente. La resistenza alla velocità la si costruisce miscelando sedute lattacide con un po&#8217; di fondo. Correndo! La corsa dovrebbe essere quasi sempre presente nelle sedute dei calciatori. Coprire almeno 10 chilometri in 40 minuti dovrebbe essere normale per un calciatore professionista, non una follia. Almeno per un&#8217;ala un terzino e un difensore. Il resto della bravura del calciatore dovrebbe risiedere nelle sue doti innate di giocoliere, che coach e scuole di calcio non potrebbero mai insegnare.</p>
<p>La differenza tra i calciatori di nazioni evolute da quelli dei paesi emergenti si fa sempre più marcata perché la differenza la fa la cattiveria agonistica. Nei paesi evoluti la tendenza è quella di assistere a squadre impostate su schemi che puntano tutto sul bomber. Lavorano molto in campo con gli schemi di gioco ma senza sacrificio. Senza pathos. Le nazionali di questi paesi sono formate da ragazzotti presi dalla pubblicità, dalla Porsche, dai festini e viziati dai miliardi. Non glielo impone nessuno di farsi il culo in pista a correre. Tanto poi se perdono in campo qualche scusa ci sarà, e comunque il loro lauto ingaggio se lo saranno messi in cascina.<br />
Nei paesi emergenti, invece, è tutto diverso. La nazionale del Camerun, per esempio, schiera una squadra di calciatori che tecnicamente non saranno sopraffini come gli argentini, ma quasi tutti hanno una base aerobica che li porta a correre i 5 mila metri in meno di 17 minuti. Crono impensabile per un calciatore italiano perché correre a 18 chilometri orari per 5 chilometri signfica essere atleti evoluti. Significa correre 12 giri e mezzo di pista a una media di 80 secondi a tornata. Dotarsi di un motore così potente significa giocare al risparmio quando si è in campo in 11 calciatori. La vista non si annebbia, la concentrazione e la fatica si gestiscono assai meglio, giungere sulla palla prima dell&#8217;avversario significa crearsi maggiori opportunità di tirarla in rete. Infatti nazioni come il Camerun e altri paesi africani avanzano meritatamente verso la rosa delle squadre finaliste ai mondiali di calcio.</p>
<p>La nazionale italiana ha perso con la nazionale slovacca durante le qualificazioni dopo un sofferto pareggio col Paraguay perché i giovani del calcio italiano rappresentano la generazione di tanti loro connazionali svaporati che non conoscono il sacrificio. E&#8217; così anche in atletica. Finiti i Cova, i Bordin, i Bettiol e i Baldini all&#8217;orizzonte c&#8217;è ben poco. Sotanto fino agli anni &#8216;80 si è assistito agli ultimi scampoli di reclutemento sportivo scolastico. I giochi studenteschi erano la norma dove tutti partecipavano, dal primo all&#8217;ultimo senza mamme che correvano a denunciare gli insegnanti se il loro pargolo tornava a casa raffreddato da una sudata in campo. Non succedeva anche perché fino più o meno a quell&#8217;epoca si stava all&#8217;aria aperta senza troppi patemi.<br />
Le nuove generazioni sono tutte play station, merendine, tivù e sovrappeso, salvo poche eccezioni. Troppo poche per essere indiviuate e sportivamente proiettate in una dimensione nazionale. Notorietà e visibilità che ne conseguono favoriscono soltanto pochi paraculi senza meriti. Soprattutto nel dorato mondo del calcio fatto di tante chiacchiere a differenza dell&#8217;atletica, che siccome è scienza non la puoi inventare. Vinci soltanto se corri davvero.</p>
<p>Ecco perché sono felice che la squadra italiana di calcio abbia fallito il mondiale. Perché ha fatto la fine che si merita una banda di paraculi viziosi senza pathos e senza meriti. Una banda di inaffidabili narcisi dove la dimensione rovesciata del lusso, cocaina e agi non vanno per niente d&#8217;accordo con la prestazione sportiva. Infatti nel mondiale proseguirà meritatamente la Slovacchia e altri paesi in cui ci sono giocatori che cercano di dare il proprio meglio per essere dei veri campioni. L&#8217;Italia, il titolo mondiale del 2006, lo vinse per il rotto della cuffia dopo un estenuante finale a base di rigori. Fu una vittoria da paraculi dopo una serie di partite combinate con paesi senza campioni.<br />
Oggi, dopo 4 anni, siamo ancora un paese più alla deriva. Rappresentiamo un&#8217;Italia ancora meno competitiva anche se ce la suoneremo e ce la canteremo. Col tempo ci racconteremo che non è stata colpa nostra. Meglio così. Intanto c&#8217;è più spazio per le notizie delle porcate di governo. Che a forza di tagliare cultura, scuola e competitività per arricchirsi loro, hanno mandato affanculo un intero paese. Hanno dato un calcio alla nostra gloriosa storia calcistica e atletica. Trasformandoci in un paese finito.</p>
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