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	<title>Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Abruzzo al voto col disastro Marco Marsilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 20:58:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di certo non sapete che Giorgia Meloni, per un certo periodo ha fatto da badante a una signora anziana. Era la mamma di Marco Marsilio, primo governatore meloniano eletto 5 anni fa in Abruzzo, e ricandidato per le elezioni che vanno in scena tra una settimana. Sì perché Marco Marsilio, soprannominato il Lungo, non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/7jt0hdhgXHs?si=9szU2a0IOEy7CsTZ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe><br />
Di certo non sapete che Giorgia Meloni, per un certo periodo ha fatto da badante a una signora anziana.<br />
Era la mamma di Marco Marsilio, primo governatore meloniano eletto 5 anni fa in Abruzzo, e ricandidato per le elezioni che vanno in scena tra una settimana.<br />
Sì perché Marco Marsilio, soprannominato il Lungo, non è abruzzese. E’ romano, proprio della Garbatella, il quartiere della Meloni.<br />
Sono amici da molti anni, da quando Marsilio capeggiava il Fronte della Gioventù capitolina. E infatti è stata proprio la Meloni a spedire Marsilio all’Aquila, collegio nel quale si è candidata capolista alla Camera alle ultime politiche, dove Marsilio vinse le elezioni regionali nel 2019 credendo che l’Abruzzo affacciato sull’Adriatico fosse bagnato addirittura da 3 mari. Manco fosse stato la Sicilia.<br />
Del resto Marsilio è un parente d’Italia come da peggiore patriottismo meloniano. Sua sorella Laura Marsilio è dirigente nazionale di Fratelli d’Italia assieme ad Arianna Meloni e fu consigliera e assessora a Roma nella giunta del condannato Gianni Alemanno.<br />
Il suo ex marito, Pierpaolo Terranova, ex cognato di Marsilio, è a sua volta dirigente di Fratelli d’Italia a Roma.<br />
Assieme al ministro Lollo, marito di Arianna, Marsilio è stato di recente a cena al consolato italiano di Barcellona non si sa bene per quale motivo, ovviamente a spese dei cittadini. Marsilio ama la tavola. Ce lo ricordiamo a cena in riva al mare qualche estate fa, mentre sui monti intorno all’Aquila andavano in fumo 700 ettari di bosco e decine di soccorritori rischiavano la vita per spegnere le fiamme, il governatore rimase imperturbabile al ristorante con molto appetito.<br />
Era il periodo nel quale doveva decidere chi mettere alla poltrona di direttore generale della Regione. Scelse Antonio Sorgi, imputato nel processo per la strage di Rigopiano, alla faccia dei parenti delle vittime.<br />
Insomma , oggi Marco Marsilio si ritrova al termine di un mandato nel quale i sondaggi lo danno in leggero vantaggio sullo sfidante Luciano D’Amico, candidato indipendente sostenuto da tutto il centrosinistra che va da Renzi ai 5 stelle.<br />
Parliamo di circa 2 punti percentuali, 50, 8 per Marsilio, contro il 49,2 per D&#8217;Amico<br />
Allora chiediamoci da cosa può derivare questo gradimento? Stando ai fatti sembra che a diversi abruzzesi Marsilio stia piacendo in questi giorni perché ha appena dato contributi a pioggia con l’ultima finanziaria concomitante con la campagna elettorale.<br />
Per dire, la corte dei conti indaga con l’ipotesi di violazione della legge che vieta il  finanziamento pubblico ai partiti sul destino di 12 milioni di euro erogati a fiere, sagre, circoli, bocciofile, a premi per scrittori di destra, e ad associazioni varie, tra cui alcune che hanno partecipato a competizioni elettorali. L’inchiesta ha preso il via dopo un esposto denuncia presentato dall’ex governatore Luciano D’Alfonso.<br />
Il gradimento potrebbe venire anche dai balneari, per i quali Marco Marsilio si è detto felice del fatto che la Cassazione abbia bocciato la decisione del Consiglio di Stato di aver escluso dalla discussione della Bolkestein i sindacati dei balneari.<br />
In questo modo resta inapplicata la norma approvata nel ddl Concorrenza dal governo Draghi, che avrebbe mandato a bando pubblico le spiagge e messo fine alle multe salate che l’Italia paga all’Europa da anni a causa delle continue deroghe.<br />
Quelle che piacciono a Meloni e quindi anche a Marsilio.<br />
E comunque poiché anche per Marsilio i parenti e gli amici saltano la fila sui meritevoli e i competenti, ha pensato bene di nominare Commissario del post terremoto il senatore ed ex sindaco di Ascoli Piceno Giuliano Castelli, ovviamente fedelissimo patriota d’Italia, ma anche contestatissimo, persino dal vescovo di Norcia, visto che Castelli ha preso il posto dell’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, l’unico che era riuscito ad ottenere un fondo per la ricostruzione.<br />
Ah, non va dimenticato che Marsilio, in Abruzzo, è l’unico governatore che permette alla sua giunta di fare riunioni da remoto in pantofole o dalla spiaggia al modico stipendio di oltre 100 mila euro l’anno. Tra gli assessori incompatibili è rimasto in carica per 4 anni anche Guido Liris, nella doppia veste di senatore a Roma, da cui fino all’anno scorso ha fatto la spola dall’Aquila.<br />
E non è finita. A differenza dei consiglieri, gli assessori di Marsilio hanno il privilegio di riscuotere l’indennità facendosi sostituire in aula al momento del voto da gente pescata tra i primi non eletti nelle liste elettorali.<br />
Tuttavia, se si tratta di favorire i palazzinari che portano voti, si può arrivare a votare anche in piena notte, alle 2 e mezza come è successo il 29 dicembre scorso, quando la giunta Marsilio, con un emendamento ha cancellato 1000 ettari di Riserva Naturale protetta del Borsacchio, nel comune di Roseto degli Abruzzi (Teramo) così da poter costruire.<br />
Il tutto senza confronti in aula e senza seguire l’iter delle leggi nazionali.<br />
Il WWF parla di ennesima vergogna e il sindaco di Roseto Mario Nugnes, si dice incredulo, mentre l’opposizione parla di porcata.<br />
Porcata a fine mandato. Porcata a inizio mandato, quando con la scusa dell’emergenza Covid la giunta Marsilio approvò un condono fiscale chiamato restando seri “pace legale” che comprendeva quella fiscale, edilizia e processuale. Con un ammanco milionario alle casse pubbliche e un incentivo a delinquere.<br />
In tema di sanità, la gestione Marsilio è un disastro. La mancata approvazione del piano sanitario regionale ha prodotto disservizi ai cittadini e accordi con i privati. Gli ultimi dati disponibili dicono che la giunta dell’Abruzzo paga 120 milioni alle Regioni confinanti per garantire le cure degli abruzzesi, mentre il disavanzo sulla sanità ammonta a 150 milioni di euro.<br />
Vabbè ma tanto mica paga Marsilio&#8230;<br />
Lui si ricandida speranzoso di continuare la sua gestione amicale e familistica di una Regione che dovrebbe avere al centro dei propri interessi i cittadini.<br />
Ai cittadini a questo punto non resta che aprire gli occhi e votare informati.<br />
Prima di ritrovarsi incornati, o peggio incu…</p>
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		<title>Lingue umide al capezzale di Giorgio Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 20:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato uno dei peggiori presidenti della repubblica italiana. Forse peggio addirittura di Francesco Cossiga. Giorgio Napolitano è stato un custode finto della Costituzione, perché durante i suoi mandati ha firmato tutte le leggi più incostituzionali che la storia di questo paese ricordi. La peggior legge porcata che Napolitano ebbe a firmare, invece di opporsi [&#8230;]</p>
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<p>E’ stato uno dei peggiori presidenti della repubblica italiana. Forse peggio addirittura di Francesco Cossiga.<br />
Giorgio Napolitano è stato un custode finto della Costituzione, perché durante i suoi mandati ha firmato tutte le leggi più incostituzionali che la storia di questo paese ricordi.<br />
La peggior legge porcata che Napolitano ebbe a firmare, invece di opporsi e di sciogliere le camere, fu il lodo alfano, nell’estate del 2008.<br />
Le camere approvarono per legge che le 4 più alte cariche dello Stato non potevano essere processate. Guarda caso l’unica carica imputata all’epoca era l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Il reato era corruzione in atti giudiziari con l’avvocato David Mills, colui che mentì ai giudici dietro una tangente da 600 mila dollari.<br />
Il Lodo Alfano, com’era ovvio, fu bollato incostituzionale dalla Consulta. Confliggeva con l’articolo 3 che prevede l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.<br />
Eppure Berlusconi, grazie a quella famigerata firma di Napolitano, che oltre tutto era un odioso comunista per Forza Italia, riuscì a congelare la propria posizione nel processo, e ad evitare la sicura condanna che infatti investì in primo grado e in Appello David Mills.<br />
Che poi fu prescritto in Cassazione.<br />
Giorgio Napolitano lo ricorderemo per quel rifiuto a testimoniare nel processo sulla Trattativa perché “non ho nulla da dire” (come se lo decidesse lui, non i pm: infatti poi parla 3 ore).<br />
Ricorderemo Napolitano per aver negato il voto agli italiani in ossequio agli ordini della massoneria dei banchieri europei. Non dimentichiamo il governo Berlusconi del 2011, che di fronte al debito pubblico fuori controllo, si dimise lasciando il posto a Mario Monti. L’allora rettore dell’ateneo di Milano fu nominato premier proprio da Napolitano senza passare dalle urne. Monti ha svolto il ruolo di liquidatore fallimentare di questo povero Paese in mano alle mafie e alla massoneria.<br />
Stesso copione qualche anno dopo durante il governo Letta. Napolitano nominò premier Matteo Renzi, che da spavaldo sindaco di Firenze si ritrovò a palazzo Chigi senza lo straccio di un voto, sempre per garantire i banchieri. Se oggi Renzi fa il conferenziere in Arabia Saudita ben prezzolato, e il senatore a tempo perso, deve ringraziare Napolitano.<br />
Napolitano lo ricorderemo per essersi lasciato nominare per la seconda volta presidente della Repubblica benché avesse giurato di rinunciare.<br />
E’ stato il garante degli interessi loschi di questo Paese durante l’esordio del movimento 5 stelle che col 25% faceva paura al sistema.<br />
Ricorderemo Napolitano per i suoi moniti che con la costituzione non c’azzeccano. Tipo quelli di spegnere il conflitto tra la politica e la giustizia. Napolitano ha sposato il refrain di Berlusconi sull’inesistente competizione tra i politici e giudici.<br />
Ricorderemo Napolitano per aver firmato la controriforma Gelmini dell&#8217;Università. Con quel che ne è seguito ai danni della scuola.<br />
Insomma, l’Italia con Napolitano non perderà nulla.<br />
Anzi, magari coltivando la memoria l’Italia ci guadagna in consapevolezza.</p>
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		<title>Indagine per truffa sui cibi ai detenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 20:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[appalto]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro? Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità. L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/8UChUkwRYg0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro?<br />
Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità.<br />
L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità del cibo fornito, che risulta addirittura diverso da quello previsto nel capitolato.<br />
Per non dire in Emilia Romagna, dove il Tar ha annullato gli appalti affidati alla ditta Domenico Ventura srl in ben 8 penitenziari della Regione.<br />
L’azienda è una sorta di colosso nel settore del rifornimento dei pasti ai detenuti in Italia. E’ gestita dai fratelli Umberto e Achille Ventura (foto), quest’ultimo ex campione di moto d’acqua al vertice della Federazione Italiana Motonautica ed ex presidente del Circolo Canottieri Napoli.<br />
Sono loro i monopolisti del vitto e del sopravvitto acquistabili nelle carceri. Hanno centinaia di dipendenti e detengono svariate decine di appalti  con un fatturato da 30 milioni di euro all’anno.<br />
Una cifra monstre che stride di fronte a ciò che riescono a fare. Fino a poco tempo fa fornivano colazione, pasto e cena a un detenuto a 2 euro e 39 centesimi. Una cifra incredibilmente piccola da poco aggiornata a 3 euro e 90 centesimi. Che resta sempre molto poco.<br />
Ed è proprio stata questa la spia che ha prodotto le denunce dell’ex garante dei detenuti Gabriella Stramaccioni. Così il sostituto procuratore Giulia Guccione ha aperto un’indagine a carico dei vertici della Ventura perché sospettati di frodare l’appalto allungando ad esempio il latte dei detenuti con l’acqua, servendo carne avariata o preparando il caffè con i fondi.<br />
Già nel 2021 la Corte dei Conti ricusò il visto per i pasti a Rebibbia, dove l’appalto fu vinto con un ribasso di quasi il 60% sulla diaria pro capite di 5,70 euro.<br />
Ma la Ventura è riuscita a vincere di nuovo il bando che ha preoccpato anche il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma.<br />
Nel frattempo è intervenuta anche l’autorità garante della concorrenza convinta che ci sia un cartello di imprese che si divide gli appalti a tavolino.<br />
Alla lente ci sono gli appalti anomali assegnati nelle carceri di Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha da par suo chiuso il caso in quanto priva di elementi per accertare la violazione.<br />
Ma, come detto, non la pensa così l’ANAC, che ha acceso i fari per cercare di vederci chiaro.<br />
Insomma, per ora c’è puzza di truffa. Va chiarito se un cartello di ditte lucra sulla qualità dei cibi per i detenuti, che in quanto tali, hanno comunque diritto di essere rispettati.<br />
Benché non ne parli nessuna tivù e nessuna radio.</p>
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		<title>7 politici indagati per inerzia contro i veleni nell&#8217;aria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 20:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizia bomba di oggi domenica 6 agosto: la senatrice grillina Chiara Appendino è di nuovo indagata. Volete sapere di che cosa? Corruzione? Tangenti? Mafia? Peculato? No, niente di tutto questo. Chiara Appendino è indagata per inquinamento ambientale colposo. Ma non è mica la sola. Con lei ci sono Sergio Chiamparino, Piero Fassino, Alberto Valmaggia, Enzo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/HY0CBFq0pLI" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Notizia bomba di oggi domenica 6 agosto: la senatrice grillina Chiara Appendino è di nuovo indagata.<br />
Volete sapere di che cosa? Corruzione? Tangenti? Mafia? Peculato? No, niente di tutto questo.<br />
Chiara Appendino è indagata per inquinamento ambientale colposo.<br />
Ma non è mica la sola. Con lei ci sono Sergio Chiamparino, Piero Fassino, Alberto Valmaggia, Enzo Lavolta, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia.<br />
Si tratta di ex sindaci di Torino, ex presidenti della Regione Piemonte e di ex assessori all’ambiente.<br />
Secondo il pm Gianfranco Colace, i 7 politici, durante i loro mandati, hanno fatto poco nulla per contenere entro i limiti di legge le Pm10 nell’aria, che come sappiamo, soprattutto d’inverno, sforano praticamente ogni giorno un po’ dappertutto nell’intera pianura padana.<br />
L’accusa, è che a Torino non sono stati istituiti i ticket a pagamento di ingresso per i veicoli inquinanti.<br />
Non si è investito nel potenziamento del trasporto pubblico per disincentivare l’uso delle auto.<br />
Non c’è stato il coraggio di fare ordinanze di blocco dei veicoli inquinanti.<br />
Non si è fatto abbastanza per il bike saring.<br />
E quindi sono state fatte pochissime multe per i trasgressori. Parliamo di appena 136 nel 2016 e soltanto 39 nel 2015 in una Torino che ha quasi un milione di abitanti.<br />
Non solo. I 7 amministratori indagati – secondo l’accusa – dovevano controllare che le abitazioni non sforassero con le temperature del riscaldamento dimestico, così da limitare le emissioni di inquinanti nell’aria.<br />
Il pm evidenzia che tra il 2015 e il 2019 a Torino sarebbero morte 1.400 persone a causa dello smog.<br />
Bene, ora tocca all’Appendino e ai suoi colleghi incaricare i legali per difendersi. Il processo sarà un concentrato di consulenze scientifiche e di statistiche, volte a convincere i giudici che nonostante tutto a Torino, negli ultimi 30 anni, la qualità dell’aria sarebbe migliorata.<br />
Va detto che indagini così non sono nuove. Nel 2009, un’indagine analoga partita in Lombardia dopo un esposto del Codacons, portò all’archiviazione dopo 3 anni, dell’allora presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni assieme all’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, agli ex presidenti della Provincia Filippo Penati e Guido Podestà, oltre all’allora sindaco di Legnano Lorenzo Vitali.<br />
Nel caso di Torino l’indagine è partita da un esposto del comitato di cittadini Torino Respira.<br />
Ecco, l’indagine a carico dei politici piemontesi è doverosa, ma si risolverà presumibilmente con archiviazioni.<br />
Prima dei politici, in tema di inquinamento, andrebbero messi in galera i petrolieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/08/06/7-politici-indagati-per-inerzia-contro-i-veleni-nellaria/">7 politici indagati per inerzia contro i veleni nell&#8217;aria</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>La destra toglie il Rdc, il Pd in Lazio aumenta i vitalizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 21:16:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I politici di destra non si fanno mancare niente, ma quelli sinistra sono di un’ignordigia di soldi e di vitalizi da far impallidire di vergogna. Ma siccome la vergogna è un sentimento nobile, cioè di chi ha una dignità, sappiamo che la corsa dei politici regionali ai ricchi assegni è sintomo di menefreghismo nei confronti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/08/04/la-destra-toglie-il-rdc-il-pd-in-lazio-aumenta-i-vitalizi/">La destra toglie il Rdc, il Pd in Lazio aumenta i vitalizi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/oc5lX-7lIAE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>I politici di destra non si fanno mancare niente, ma quelli sinistra sono di un’ignordigia di soldi e di vitalizi da far impallidire di vergogna. Ma siccome la vergogna è un sentimento nobile, cioè di chi ha una dignità, sappiamo che la corsa dei politici regionali ai ricchi assegni è sintomo di menefreghismo nei confronti della povertà dilagante. Soprattutto ora che il governo Meloni ha tagliato il reddito di cittadinanza a ben il 60 % dei percettori dell’epoca del governo Conte.</p>
<p>Bene, allora dopo il bonus rinviato dai consiglieri della Puglia, a guida di centrosinistra, ecco i finti comunisti – stavolta del Lazio – che senza votare in aula hanno ottenuto un sostanzioso aumento dei vitalizi grazie ad un accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate.<br />
In che modo? Semplicemente grazie a un ricorso fatto dall’ex presidente del consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori (in foto), del Partito democratico, che nel 2016 chiese un parere all’Agenzia delle entrate di Roma sull’adeguamento della percentuale di vitalizio lordo esente da ritenuta fiscale e sulla restituzione dell’Irpef maggiore trattenuta. </p>
<p>Inoltre, il taglio agli assegni avvenuto nel 2019, ha comportato un’interpellanza in aula quest’anno a febbraio, e anche in quel caso, sempre l’Agenzia delle entrate, ha precisato che la tassazione va diminuita del 12,4%. Il pronunciamento ha portato così l’ufficio di presidenza di Antonello Aurigemma a fissare il ricalcolo per tutti i vitalizi e le reversibilità fino alla IX legislatura, quella della presidenza della berlusconiana Renata Polverini.</p>
<p>E allora, meno tasse significa innanzitutto più soldi in busta paga per i politici del Lazio. E poi, con effetto retroattivo. Tra ex presidenti ed ex consiglieri, considerando anche le reversibilità dovute agli eredi, parliamo di ben 250 politici ed ex politici che hanno vinto una vera e propria tombola.<br />
Parliamo di 12,5 milioni di euro di soldi dei cittadini, che finiranno sui conti correnti dei politici del Lazio soltanto per quel che concerne il 2022. Che tradotto singolarmente, significa una media di 2.700 euro netti per chi ha alle spalle una legislatura,<br />
4.300 per chi ha fatto 2 legislature e 5.300 per chi ne ha fatte 3.</p>
<p>Tra i fortunati a godere dell’assegno, moltissimi politici di sinistra, ci sono gli ex presidenti socialisti Giulio Santarelli, Bruno Landi, Gabriele Panizzi, Sebastiano Montali, oltre al democristiano Rodolfo Gigli e il verde Arturo Osio. Sempre in ambito di centrosinistra, assegno anche all’ex presidente Piero Badaloni, Piero Marrazzo e per il dem Esterino Montino, marito di Monica Cirinnà, quella della legge sulle coppie gay. Altri assegni sostanziosi vanno ad Angiolo Marroni, del centrosinistra, che supera i 6.000 euro. 5.000 per il verde Filiberto Zaratti e per la comunista Giulia Rodano. Oltre al dem Stefano Paladini. 5.500 euro mensili netti per il dem Michele Pompeo Meta, ex presidente del Consiglio di amministrazione di Trenitalia. C’è anche un ex presidente del Lazio che rinuncia vitalizio. E’ di destra, ed è Francesco Storace.</p>
<p>Insomma, gira e rigira, i cittadini con l’agenzia delle entrate devono sempre e solo versare. Oppure se hanno un reddito gli viene tagliato. Se si fa politica piove sempre sul bagnato. Ma in questo paese va bene così, visto che gli italiani scendono in piazza solo per le partite di calcio. </p>
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		<title>Lo sdegno fa rinviare in Puglia il ricco bonus per i consiglieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 07:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordate i 40 mila euro di bonus ai consiglieri regionali della Puglia che dovevano approvarsi in aula martedì scorso? Bene, lunedì scorso il governatore Michele Emiliano, ha riunito in assemblea gli esponenti del suo partito, il Pd, e ha chiesto di rinviare il voto di approvazione del bonus a settembre. Il motivo è lo sdegno [&#8230;]</p>
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<p>Ricordate i 40 mila euro di bonus ai consiglieri regionali della Puglia che dovevano approvarsi in aula martedì scorso?<br />
Bene, lunedì scorso il governatore Michele Emiliano, ha riunito in assemblea gli esponenti del suo partito, il Pd, e ha chiesto di rinviare il voto di approvazione del bonus a settembre.<br />
Il motivo è lo sdegno che la notizia ha provocato tra i cittadini. Visto che l’idea del bonus è di un esponente del Pd, Filippo Caracciolo.<br />
Parliamo di un trattamento di fine mandato con effetto retroattivo abolito nel 2012 dall’allora giunta di Nichi Vendola, che per i consiglieri in carica da due mandati significava una buonauscita fino a 100 mila euro.<br />
Ecco allora che martedì scorso, il consiglio regionale si è riunito, ma tranne che approvatre i debiti fuori bilancio, non ha approvato nient’altro perché in aula non c’era il numero legale.<br />
Erano assenti più di metà dei consiglieri, tra cui pressoché tutto il centrodestra, che è all’opposizione, ma anche alcuni rappresentanti della maggioranza di centrosinistra. Emiliano compreso.<br />
Insomma, oltre metà dei consiglieri pugliesi non si è presentato in aula per ripicca allo stop del ricco assegno.<br />
Così, oltre al trattamento di fine mandato, è saltato &#8211; per la terza volta &#8211; anche il voto sullo sconto in bolletta ai cittadini nell’ambito dell’incentivazione della transazione energetica,<br />
È saltato per la seconda volta il voto alla legge regionale sull’omotransfobia:<br />
Per non dire della nomina del garante dei disabili. Anche quella saltata benché sia attesa da ben 2 anni.<br />
Tutto rinviato alla prossima seduta del 20 settembre, dopo ben 8 settimane di vacanze molto ben pagate, nella speranza che lo sdegno del ricco bonus sia passato o magari dimenticato.<br />
Questo momentaneo passo indietro da parte della Regione Puglia di approvarsi l’assegno bonus, è l’effetto dell’eco mediatica che ha avuto parlando della notizia in rete, sui social. Che ha generato il giusto disgusto, e un po’ di imbarazzo da parte dei politici.<br />
Almeno in Puglia. Visto che lì i consiglieri guadagnano 12.300 euro al mese, mentre il governatore raggiunge i 13.800.<br />
Cifre fuori da ogni logica se paragonate agli stipendi di chi lavora. </p>
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		<title>In Liguria Toti vuole nuovo cemento in aree alluvionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 20:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni toti]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/jQtBI2SpX14" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Siamo a Portovenere, questo che vedete è un canale di scolo che scende dalla montagna. Accanto sorge la sede della Protezione civile inaugurata di recente. Quindi questa struttura che serve a intervenire nelle emergenze ambientali, sorge in area alluvionale. Questo edificio poggia su un terreno che è più basso del letto del canale. Nelle mappe è indicato col colore rosso e in parte giallo.<br />
Quindi qui, in caso di allerta meteo, la protezione civile, che dovrebbe intervenire prima di tutti in caso di smottamenti o di alluvioni, sarebbe al contrario la prima ad essere inondata dall’acqua.<br />
Questo esempio limite, ma reale, serve per spiegare i magheggi che la Regione Liguria sta facendo per approvare il nuovo regolamento dei Piani di bacino per le aree inondabili.<br />
Di cosa si tratta? Si tratta che il presidente berlusconiano renziano Giovanni Toti, vuole dare la possibilità agli speculatori e ai palazzinari di costruire in aree esondabili.<br />
In che modo?<br />
Semplice: le mappe delle aree alluvionali contrassegnate dal colore rosso, saranno ricolorate col giallo. Rendendole meno pericolose all’occhio e che saranno definite «a minor pericolosità», con la scusa che l’acqua scorre lenta.<br />
La Regione Liguria si giustifica brandendo alcuni studi sulle varie aree regionali inondabili. Ma il problema è che diverse università hanno già bocciato questi studi in quanto non hanno tenuto conto dei cambiamenti climatici in corso.<br />
E allora, siccome il Piano per le aree inondabili sarà approvato lunedì prossimo, il 31 luglio, nei giorni scorsi  a Roma, il Verde Angelo Bonelli ha interpellato in un question time il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.<br />
Gli ha chiesto come intende intervenire su questo sciagurato piano che punta a poter costruire in aree sondabili.<br />
Ebbene, il ministro ha risposto picche. O meglio, come Ponzio Pilato ha detto “questi sono gli atti della commissione regionale ligure, e io non ho motivo di oppormi”.<br />
In questo modo Toti farà subito felici i palazzinari e gli speculatori.<br />
Poi quando ci sarà l’alluvione sentiremo le solite frasi fatte del tipo: “Queste cose non devono succedere più”.<br />
Intanto si conteranno i morti e i danni.<br />
A Toti non è bastata l’alluvione di Genova del 2011, che costò la vita a 12 persone.<br />
Non ha insegnato insegnato niente nemmeno l’alluvione delle 5 terre e della Lunigiana, sempre nel 2011, che costò la vita ad altre 10 persone.<br />
A Toti non sta insegnando niente nemmeno la recente alluvione in Romagna.<br />
A Toti adesso interessa che la Regione Liguria tiri dritto.<br />
Poi, quando ci sarà da contare i morti tra  un tot di anni, lui e i suoi assessori saranno da qualche altra poltrona, o magari a godersi il vitalizio riservato alla casta.<br />
Non è meraviglioso?</p>
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		<title>FDI &#8211; Lega, due nuove condanne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 19:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[alberto di rubba]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[peculato. mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul fronte della cronaca giudiziaria ci sono 2 importanti aggiornamenti del tutto taciuti in televisione. Il primo riguarda il meloniano Roberto Rosso di cui vi avevo parlato nel video del 22 maggio scorso intitolato “pappa e ciccia con la ‘ndrangheta”. Ebbene, l’ex assessore del Piemonte, è stato condannato anche in Appello, stavolta a 4 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/8T15hrVpyAE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sul fronte della cronaca giudiziaria ci sono 2 importanti aggiornamenti del tutto taciuti in televisione.<br />
Il primo riguarda il meloniano Roberto Rosso di cui vi avevo parlato nel video del 22 maggio scorso intitolato “pappa e ciccia con la ‘ndrangheta”.<br />
Ebbene, l’ex assessore del Piemonte, è stato condannato anche in Appello, stavolta a 4 anni 4 mesi per voto di scambio con la ‘ndrangheta, per aver pagato 2 boss locali con 8 mila euro in cambio di voti alle urne. In primo grado prese 5 anni.<br />
Rosso dovrà risarcire anche il partito di Fratelli d’Italia, costituitosi parte civile. Oltre a Rosso, il giudice ha inflitto altre 20 condanne, la più alta a Salvatore Arone, con 17 anni di reclusione.<br />
Il secondo aggiornamento riguarda il leghista Alberto Di Rubba, di cui vi avevo parlato della condanna in primo grado in un video del 17 aprile scorso, in quanto nominato da Salvini amministratore federale della Lega in sostituzione di Giulio Centemero, a sua volta condannato a 8 mesi per finanziamento illecito.<br />
Ebbene, l’ex revisore dei Conti alla Camera del Carroccio, è stato anche lui condannato in Appello, per peculato, stavolta a 2 anni e 10 mesi. Pena ridotta grazie ai benefici del rito abbreviato.<br />
Per il coimputato Andrea Manzoni, anche lui condannato in primo grado, i tempi sono più lunghi perché ha scelto il rito ordinario assieme ad altri 4 imputati. Sono accusati di aver usato 800 mila euro pubblici della Lombardia Film Commission per comprare a prezzo stragonfiato un capannone abbandonato e senza agibilità a Cormano. Compravendita di cui hanno beneficiato altri leghisti a loro volta sotto processo.<br />
Ecco, se fossimo in un Paese normale queste notizie le sapreste.<br />
E invece siamo ridotti a dircere su Tiktok.<br />
Mettete un dito sul segui, perché se aspettate i telegiornali campa cavallo…</p>
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		<title>Roma, il palazzinaro in arresto che realizza 17 milioni di €</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 04:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione]]></category>
		<category><![CDATA[stadio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Virginia Raggi, da sindaco di Roma, la ricordiamo per aver tenuto fede ad alcune promesse. Tipo quella di non finanziare le Olimpiadi del 2024 e nemmeno di costruire il Nuovo stadio Olimpico, che con la sua colata da un milione di metri cubi di cemento sarebbe diventata la più imponente operazione immobiliare da parte di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/SXCEx10spWk" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Virginia Raggi, da sindaco di Roma, la ricordiamo per aver tenuto fede ad alcune promesse. Tipo quella di non finanziare le Olimpiadi del 2024 e nemmeno di costruire il Nuovo stadio Olimpico, che con la sua colata da un milione di metri cubi di cemento sarebbe diventata la più imponente operazione immobiliare da parte di un privato a Roma.<br />
Il motivo era perché la Raggi voleva intanto ripianare i debiti miliardari di Roma Capitale.<br />
E soprattutto evitare che i soliti palazzinari facessero affari col cemento.<br />
Uno di questi palazzinari, è Luca Parnasi. Ha finanziato un po’ tutti negli anni. 40 mila euro all’ex governatore del Pd Piero Marrazzo. 35 mila a Forza Italia e via discorrendo…<br />
Nel 2013 ottenne 20 milioni di euro dall’Atac – la municipalizzata romana dei trasporti &#8211; per cambiare sede, ma poi la sede non cambiò e Parnasi quei soldi non li rese più.<br />
Salvatore Buzzi, il re delle cooperative condannato in Mafia Capitale, raccontò che Parnasi ricevette 180 milioni di euro per costruire il nuovo palazzo della Provincia di Roma, quando già si sapeva che la provincia sarebbe scomparsa in favore della Città Metropolitana. Soldi che sarebbero serviti a salvare Parnasi dal fallimento.<br />
Insomma, alla fine la giunta Raggi, siamo nel 2018, trova l’accordo con Parnasi per costruire il nuovo stadio a Tor di Valle, ma con solo metà delle cubature previste inizialmente.<br />
L’accordo arriva anche perché Parnasi minaccia di portare il Campidoglio in Tribunale. Poi però viene arrestato il capo di Acea Lanzalone, accusato di fare favori a Parnasi, e alla fine per Parnasi il nuovo stadio resterà un sogno incompiuto perché a sua volta viene arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Il processo è in corso con altri 16 imputati, ma Parnasi – in questi 5 anni &#8211; è riuscito comunque a guadagnare oltre 17 milioni di euro.<br />
Come?<br />
Semplicemente perché il socio in affari di Parnasi, il ceco Radovan Vitek, tramite la sua società, si è accordato col curatore fallimentare di chiudere la vertenza con Sias versando 5 milioni di euro.<br />
Cosicché Parnasi è diventato padrone dei terreni con appena 19 milioni versati anziché i 42 pattuiti col patronato che glieli aveva venduti.<br />
Con ben 23 milioni di differenza.<br />
Nel luglio del 2021, Vitek stipulò con Parnasi il contratto di acquisto dei terreni per 36 milioni di euro (in parte pagati cash e in parte scalando debiti che aveva con Parnasi). In questo modo Parnasi ne ha guadagnati 17 senza aver nemmeno scavato una buca e Vitek ne è entrato in possesso spendendone 41 invece di 42. Parliamo di terreni di altissimo valore immobiliare.<br />
Così i costruttori festeggiano, il curatore e i suoi consulenti incassano le parcelle, i creditori restano col cerino in mano, a cominciare dalla Sais, la proprietaria dei terreni che si ritrova fallita senza più niente in mano.<br />
Morale. Benché i 5 stelle a Roma siano riusciti a contenere la speculazione edilizia, i palazzinari sono riusciti comunque a fare i loro affari milionari.</p>
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		<title>Gli aumenti della Casta contagiano Regioni e Comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 16:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[privilegi]]></category>
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<p>I tagli dei vitalizi aboliti dal Senato e l’aumento delle indennità dei capigruppo alla Camera sono solo il fanalino di coda di una lunga sequela di aumenti e di prebende attuati un po’ in tutta Italia, tra consigli regionali e Comuni. Questo avviene dopo il boom anticasta del Movimento 5 stelle che a causa di candidati sbagliati, voltagabbana, oltre alla scomparsa di Gianroberto Casaleggio e il ritiro di Beppe Grillo con un indimenticabile “Draghi grillino”, ha relegato i pentastellati fuori dalle stanze dei bottoni. Cosicché i partiti possono fare scempio dei tagli e tornare a legiferarsi i privilegi nel totale silenzio dei telegiornali.</p>
<p>E allora come ha potuto la casta di destra e di sinistra trovare tanti soldi da mettersi in tasca con delibere, leggi e leggine?<br />
In primis grazie a una norma approvata nella legge di bilancio del 2021 operata dal Draghi e paradossalmente votata anche dai 5 stelle di Giuseppe Conte che era in maggioranza. Una norma che puntava a dare aumenti a sindaci e assessori comunali a patto che a pagare fossero solo i Comuni con i loro fondi. Poi va da sé che gli aumenti sono iniziati senza badare a questo aspetto.</p>
<p>E quindi gli ultimi in ordine di tempo, la Puglia di cui vi ho parlato nel precedente video, che ha istituito un bonus per ogni consigliere da 40 mila euro. E poi – sempre di recente &#8211; il Friuli Venezia Giulia, che ha già adeguato all’inflazione l’assegno dei vitalizi per gli ex componenti del consiglio regionale davanti alle sole proteste della capogruppo grillina Rosaria Capozzi, secondo la quale «in pochi mesi si sono visti aumentare l’assegno mensile dell’8% ». In Sicilia l’aumento per i deputati regionali è stato in un colpo solo di 850 euro al mese, passando così da 9 mila a 9.850 euro. In Sardegna, dove governa il pluriindagato Christian Solinas, i consiglieri regionali si sono aumentati lo stipendio di 300 euro mensili. In Trentino Alto Adige, sia a Trento che Bolzano, hanno incrementato non lo stipendio, ma i vitalizi del 4% per 3 anni.</p>
<p>Anche nei Comuni è corsa agli aumenti degli stipendi. A Roma, nonostante i debiti, i consiglieri comunali guidati dal sindaco Gualtieri, in aprile hanno delibertato il raddoppio dello stipendio (fino a 3.500 euro), dopo che in un primo tentativo era stato bocciato dalla Corte dei conti perché “mancava la previsione della spesa”. A Verona una determina del segretario generale stabilisce le nuove indennità: lo stipendio del sindaco è aumentato di 3 mila euro, passando da 6.767 euro a 9.672 al mese. A Palermo i consiglieri i comunali hanno fatto una sorta di sciopero bianco e per diverse settimane non si è raggiunto il numero legale delle sedute. Adesso è arrivata la promessa che almeno il 50% dell’aumento dell’indennità sarà garantito grazie ai fondi stanziati dalla Regione (che, per inciso ha un debito di 5 miliardi di euro).</p>
<p>Insomma, per i politici non c’è bisogno di scendere in piazza come fanno in Francia. Basta battere cassa, approvare per alzata di mano l’aumento e il gioco è fatto. Alla faccia dei cittadini per i quali esistono solo stipendi da fame e guai con i manganelli se osano protestare legittimamente.</p>
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		<title>Il politico in arresto è in carica. Zitti i tg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 16:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia. Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale [&#8230;]</p>
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<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia.<br />
Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale a Messina e di capogruppo in Regione Sicilia, di recente passato a Forza Italia e finito agli arresti domiciliari per concussione e corruzione.<br />
Interessato ai voti del consigliere berlusconiano Giovanni Bucalo, Catalfamo per fargli cambiare partito, gli offrì un’assunzione nella ditta delle pulizie che aveva vinto l’appalto all’ospedale Papardo di Messina.<br />
Infatti, Bucalo da Forza Italia è passato alla Lega in vista delle elezioni amministrative del giugno 2022 e delle regionali del settembre scorso.<br />
Senonché quando i vertici dell’ospedale si sono messi di traverso all’assunzione di Bucalo, Catalfamo – intercettato con il trojan inoculato nello smartphone dai finanzieri di Palermo – minacciava i dirigenti del Papardo con “pesanti ritorsioni politiche per piegarli ai suoi desiderata”, ha scritto la gip Tiziana Leanza nell’ordinanza di custodia cautelare. «Qualcuno me la deve risolvere altrimenti se loro mi creano problemi, io li comincio a caricare con un’interrogazione al giorno. E cominciamo a fare così»…<br />
E ancora «Se lui dà uno schiaffo a me, io a quattro a quattro gli rompo il culo».<br />
Ecco, alla fine Bucalo non è stato assunto perché non lo voleva nemmeno la ditta di pulizie, e Catalfamo è passato a Forza Italia.<br />
Intanto però l’inchiesta è partita e l’arresto di Catalfamo, avvenuto assieme a quello della dirigente medico Francesca Paratore,. ha posto fine a questo atteggiamento prepotente per non dire mafioso.<br />
Tenuto conto che Catalfamo dalle intercettazioni è emerso pure che avrebbe promesso un incarico anche a una consigliera comunale di Barcellona Pozzo di Gotto a patto che passasse nel suo partito..<br />
E allora sappiate che il governo Meloni col ministro Nordio, vuole vietare l’uso dei trojan, per fare in modo che questi comportamenti dei politici non vengano giudicati e anzi, arrivino all’obiettivo di corrompere i malcapitati e lasciare che vincano la prepotenza, l’illegalità e la sopraffazione.<br />
E così, nel totale silenzio delle tivù, Catalfamo – da arrestato &#8211; risulta tuttora in carica all’Ars con il lauto stipendio da 20 mila euro al mese.<br />
Ditemi voi in quale democrazia al mondo succede che nessun cittadino o quasi, sappia qualcosa di una storia di corruzione per un politico che milita in un partito di governo. Solo in Italia!</p>
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		<title>Il ritorno dei vitalizi grazie alla casta (e 5 stelle)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 16:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[privilegi]]></category>
		<category><![CDATA[vitalizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato ripristina i vitalizi per gli ex onorevoli con effetto retroattivo e così se ne vanno 70 milioni di euro all’anno. Pari al reddito di cittadinanza per 100.000 famiglie povere. La decisione avvenuta nel giorno dell’informativa in Aula di Daniela Santanchè, è del Consiglio di garanzia del Senato (che per inciso è in prorogatio [&#8230;]</p>
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<p>Il Senato ripristina i vitalizi per gli ex onorevoli con effetto retroattivo e così se ne vanno 70 milioni di euro all’anno.<br />
Pari al reddito di cittadinanza per 100.000 famiglie povere.<br />
La decisione avvenuta nel giorno dell’informativa in Aula di Daniela Santanchè, è del Consiglio di garanzia del Senato (che per inciso è in prorogatio da ormai 9 mesi).<br />
Venendo al dunque, il consiglio è formato da senatori che hanno deciso per sé stessi.<br />
E’ un po’ come immaginare un gruppo di operai che decide il vitalizio da mettere in carico all’azienda per cui lavorano.<br />
Una follia..<br />
Bene, dopo una serie di ricorsi contro la delibera sul taglio operata dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, ora gli ex senatori potranno farsi pagare tutto quello che non hanno percepito durante i tagli dei governi a 5 stelle, ossia gli assegni in vigore prima del 2018.<br />
Quindi, il privilegio della casta, torna in toto, e con gli interessi.<br />
Chi materialmente ha votato il ripristino dei vitalizi?<br />
Intanto il presidente del Collegio di garanzia Luigi Vitali, di Forza Italia, il cui voto è valso doppio. Vitali era un cortigiano di Berlusconi, e nel 2011 depositò la richiesta di una leggina per accorciare i termini di prescrizione dei reati se a commetterli era un incensurato ultra65enne. Berlusconi era imputato in vari processi, tra cui quello di Mediatrade e quello di corruzione in atti giudiziari per aver pagato David Mills affinché mentisse ai giudici.<br />
Si è astenuta Valeria Valente del Pd, dunque non votando è come se il partito di Elly Schlein avesse dato il proprio assenso al ripristino dei vitalizi.<br />
Poi viene il bello.<br />
Hanno votato contro i vitalizi la Lega e Fratelli d’Italia.<br />
Ed ecco che l’ultimo voto utile e determinante per farli passare è arrivato dall’ex docente universitario napoletano Ugo Grassi. Che entrò in Senato col Movimento 5 stelle e poi se ne andò nella Lega e finì con Mastella fino al Conte 2.<br />
Insomma, non proprio un acquisto azzeccato da Luigi Di Maio, che lo mise in lista assieme ai vari Paragone e al capitano anti-Schettino.. Gregorio De Falco e tanti altri…<br />
Grassi, che è tornato ad insegnare diritto all’università, si è giustificato dicendo che la delibera di Fico, che doveva essere eterna, è stata ridotta da una sentenza della Corte costituzionale a soli 3 anni di validità, in quanto i 5 stelle, secondo i giudici,<br />
tagliarono con motivazioni irragionevoli e cariche di vendetta.<br />
Morale, per questo risultato, ha contribuito moltissimo l’impegno dei parlamentari dei partiti.<br />
Dunque, alla fine, la causa di questo scandaloso ritorno dei vitalizi, sono i grillini.<br />
In primis perché hanno predisposto il taglio in maniera frettolosa che si è prestata a profili di illegittimità per i quali la Consulta li ha ristabiliti.<br />
E poi grazie anche alle sfortunate e inopportune scelte dei candidati come Grassi, che anziché passare per la selezione dei meetup sono stati messi in lista da Di Maio col beneplacito di Grillo.<br />
Che tanto ha fatto per creare un Movimento pulito, tanto ha fatto per distruggerlo. </p>
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		<title>A Genova i tramini di Toti sulla strage del Morandi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 20:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni toti]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[ponte morandi]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Genova nell’agosto del 2018 durante un temporale crolla il ponte Morandi sopra il Polcevera. Muoiono 43 persone. Al governo c’è il Conte 1 in accoppiata con la Lega di Salvini. Le indagini mirano fin da subito alla gestione dell’autostrada. Di giorno in giorno esce un quadro devastante. Si viene a sapere che Autostrade per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/9dfiK1frzn0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>A Genova nell’agosto del 2018 durante un temporale crolla il ponte Morandi sopra il Polcevera. Muoiono 43 persone. Al governo c’è il Conte 1 in accoppiata con la Lega di Salvini. Le indagini mirano fin da subito alla gestione dell’autostrada. Di giorno in giorno esce un quadro devastante. Si viene a sapere che Autostrade per l’Italia e Altantia, controllate dai Benetton, sono in mano a un manipolo di manager e ingegneri senza scrupoli. Si viene a capire che il crollo è avvenuto per la mancanza di manutenzione degli stralli e che gli allarmi sulla tenuta della struttura lanciati a più riprese da alcune università sono rimasti inascoltati.</p>
<p>La procura di Genova avvia le indagini e inizia ad intercettare un po’ di gente che potrebbe aiutare a velocizzare le responsabilità.<br />
In quei giorni di dolore e di costernazione, durante i quali il ponte Morandi fa il giro del mondo, iniziano i tramini dei politici locali per aggraziarsi gli imputati e garantirsi qualche opera.</p>
<p>In Liguria viene nominato commissario per la ricostruzione del ponte il sindaco di Genova Marco Bucci, di centrodestra. Ministro delle infrastrutture è il grillino Danilo Toninelli. E’ lui che avvia il progetto di ricostruzione denominato “Modello Genova”, che infatti esce indenne da inchieste di corruzione e tangenti. Con i 5 stelle una volta tanto, su una grande opera, non ci lucra nessuno. Intanto il governatore della Liguria Giovanni Toti trama con l’imputato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e della collegata Aspi.</p>
<p>I 5 stelle partono in quinta per revocare le concessioni autostradali ai Benetton, che come sapete hanno incassato per anni con la benedizione sia di Berlusconi che di Prodi, miliardi di euro in pedaggi senza investire adeguatamente nella sicurezza.<br />
Alla fine Giuseppe Conte dirà che la revoca non è stata possibile perché i rischi economici erano troppo alti per lo Stato, a causa dei governi precedenti che avevano concesso clausole troppo vantaggiose per i privati Benetton. E qui il responsabile è stato il centrosinistra, il Pd dell’ex ministro Graziano Delrio.</p>
<p>Torno a Toti, perché in quei giorni, mentre i 5 stelle inchiodavano i Benetton, Toti, assieme a Renzi li benediva. Li difendeva. Poi si è capito il perché. Al processo in corso a Genova, in cui sono imputate 59 persone, ci sono agli atti alcune intercettazioni tra Toti e Castellucci.<br />
Succede che Toti si promuove ambasciatore a Roma per conto di Castellucci, per evitare che il governo tolga le concessioni ai Benetton. Si cerca di coinvolgere Giorgetti, Garavaglia, il ligure Rixi, Luigi Di Maio e tramite il professor Alpa, anche direttamente Giuseppe Conte.<br />
La condizione dell’accordo era che se Toti fosse riuscito a salvare gli interessi dei Benetton, i Benetton avrebbero contribuito a costruire la Gronda, oltre che salvare dal tracollo la banca Carige. Anche lì, una banca gestita in modo delinquenziale… Insomma, due piccioni con una fava. </p>
<p>Queste intercettazioni in un Paese normale dovrebbero imbarazzare un governatore che trama con degli imputati per la morte di 43 persone.<br />
Bene, in consiglio regionale in Liguria, il capo dell’opposizione Ferruccio Sansa, chiedendo conto di questi tramini a Toti con Castellucci, è stato ammonito 2 volte, gli è stata tolta la parola e la seduta è stata sospesa.<br />
Cosicché Toti ha evitato di rispondere.</p>
<p>Adesso, i legali degli imputati stanno cercando di far invalidare la perizia sulla carcassa del Morandi per ottenere un’improbabile assoluzione dei loro assistiti, sull’onda della sentenza di assoluzione emessa in Abruzzo, nei confronti del gruppo Toto, in quanto l’ammaloramento di alcuni viadotti lungo la Roma L’Aquila gestiti dai Toto, non avrebbe compromesso la stabilità e la sicurezza delle strutture. </p>
<p>Tolto che i 2 processi hanno impostazioni e cause diverse, visto che a Genova il ponte è crollato davvero, resta questo comportamento poco etico di Toti sostenuto dal silenzio delle tivù e per il quale andrebbe raccontata la gestione della Liguria. Che in quanto regione più anziana d’Italia si è vista tagliare finora ben 1.500 posti letto negli ospedali in favore della sanità privata. Argomento per il quale ci saranno video più avanti.</p>
<p>Senza contare l’inchiesta di fine anno che dovrà stabilire le responsabilità del governatore ligure, che in occasione dell’ultima notte di San Silvestro, ha permesso la festa in piazza De Ferrari, e ha trasformato il palazzo della Regione come backstage per gli artisti.<br />
Questo è lo spessore etico dei politici partoriti da Berlusconi. Anche su questo versante ci saranno aggiornamenti a tempo debito.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto, l&#8217;incompiuto per il boiardo che &#8220;ciuccia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete perché Giorgia Meloni vuole inserire nella Legge di bilancio l’approvazione del Ponte sullo Stretto di Messina? Perché quel ponte – che non si farà mai e che finora è costato tra progetti e risarcimenti oltre 14 miliardi di euro – è una greppia di soldi pubblici dallo Stato che le società appositamente create per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/07/05/ponte-sullo-stretto-lincompiuto-per-il-boiardo-che-ciuccia/">Ponte sullo Stretto, l&#8217;incompiuto per il boiardo che &#8220;ciuccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/sn4U8fJUwIU" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sapete perché Giorgia Meloni vuole inserire nella Legge di bilancio l’approvazione del Ponte sullo Stretto di Messina?<br />
Perché quel ponte – che non si farà mai e che finora è costato tra progetti e risarcimenti oltre 14 miliardi di euro – è una greppia di soldi pubblici dallo Stato che le società appositamente create per costruirlo, succhiano a suon di penali per un ecomostro che sanno essere insensato, fuorilegge europea, contro l’ecosistema e senza nessun beneficio all’economia.</p>
<p>In cambio, Meloni e Salvini, col sostegno di queste holding di cartapesta che controllano un bel po’ di voti, garantiscono poltrone a pioggia anche ad una serie di boiardi arricchiti alle spalle dei cittadini<br />
L’ultimo in ordine di tempo è Pietro Ciucci, voluto da Salvini e nominato amministratore delegato della società Stretto di Messina, controllata al 51% dal Ministero del Tesoro, e per la quale ha chiesto di destinare 300 milioni di euro.<br />
Ciucci, 73 anni, è un boiardo di lungo corso per il quale la Lega ha fatto approvare un emendamento ad personam che permette ai pensionati di guidare, remunerati, anche partecipate pubbliche. </p>
<p>Quel che fa specie è che Pietro Ciucci non è per niente un nome nuovo e frugale nei confronti dello Stato. Al contrario è un furbo e vorace profittatore. Intanto è già stato per 10 anni Ad della Stretto di Messina e presidente del suo azionista di maggioranza, l’Anas, nonché commissario per l’opera voluto dai governi Berlusconi con un contratto su misura. Nel 2006, alla guida della Stretto di Messina, firmò il contratto con l’Eurolink di Salini, due mesi prima che vincesse l’Unione di Romano Prodi, contrario all’opera, fregandosene delle proteste.<br />
3 anni dopo, nell’aprile del 2009, quando – rientrato Berlusconi a Palazzo Chigi – ripartì alla carica Eurolink, l’allora presidente della Società stretto di messina Giuseppe Zamberletti con l’assenso di Ciucci, firmò una modifica che blindava le penali garantite a Impregilo&#038;Company. </p>
<p>Fu il governo Monti nel 2011 a bloccare in extremis il finanziamento del Ponte con un decreto.<br />
Da allora, con un ricorso fatto da Pietro Ciucci nel 2012, si è aperto il contenzioso della Eurolink, nel frattempo diventata Webuild, sempre di Salini, contro lo Stato per 700 milioni, ma che in primo grado ha perso.<br />
Insomma Ciucci è il garante delle penali che in questa fase può trovare un nuovo accordo sempre con la Webuild di Salini per tentare la cabala delle penali con i soldi dei cittadini.</p>
<p>Chiudo solo col ricordare che il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, nel 2013, si auto licenziò in tronco tramite una raccomandata inviata all’amministratore Pietro Ciucci, con una buouscita da quasi 2 milioni di euro.<br />
Poi, siccome il licenziamento fu eseguito senza il dovuto preavviso, il signor Ciucci ha così potuto ciucciare altri 800 mila euro dalle casse dell’Anas in qualità di indennità di risoluzione senza preavviso.<br />
Non è meraviglioso che Salvini abbia riesumato oggi un personaggio di questo spessore per la greppia del ponte sullo stretto?<br />
Poi, amen se le migliaia di chilometri di strade provinciali in capo all’Anas sono uno schifo, i ponti crollano e il problema è il reddito di cittadinanza.<br />
L’importante per Meloni e Salvini è garantire gli amici e intanto fare propaganda sulla cocaina e le patenti.<br />
Aprite gli occhi, gente…</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/07/05/ponte-sullo-stretto-lincompiuto-per-il-boiardo-che-ciuccia/">Ponte sullo Stretto, l&#8217;incompiuto per il boiardo che &#8220;ciuccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>In Molise il voto farsa. Ecco chi è il padrone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 20:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[aldo patriciello]]></category>
		<category><![CDATA[molise]]></category>
		<category><![CDATA[sanità ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Molise è stato eletto presidente il sindaco di Termoli, Francesco Roberti, che per non farsi mancare niente è pure presidente della provincia di Campobasso, berlusconiano doc. Ma Roberti, esattamente come i presidenti precedenti, è solo la testa di legno del vero padrone del Molise che da diversi lustri è l’europarlamentare Aldo Patriciello da Venafro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/3_BoQrdWTq8" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In Molise è stato eletto presidente il sindaco di Termoli, Francesco Roberti, che per non farsi mancare niente è pure presidente della provincia di Campobasso, berlusconiano doc.<br />
Ma Roberti, esattamente come i presidenti precedenti, è solo la testa di legno del vero padrone del Molise che da diversi lustri è l’europarlamentare Aldo Patriciello da Venafro.</p>
<p>Patriciello è un altro berlusconiano. O meglio, è un Berlusconi in 16esimo: è uomo di affari e di politica, è padrone di una tv (TeleIsernia), è campione di conflitti d&#8217;interesse, vanta una sfilza di procedimenti giudiziari, culminati in una condanna definitiva per finanziamento illecito ai partiti. Il suo grande business è la sanità, giro d&#8217;affari di oltre 250 milioni per un impero di oltre 20 cliniche private tra Molise, Puglia, Lazio e Campania, prima fra tutte la Neuromed di Pozzilli.<br />
Negli anni ha cavalcato tutti i principali partiti, a cominciare dalla Dc, passando per il Partito popolare, poi nell&#8217;Udc, infine in Forza Italia. </p>
<p>In Molise Patriciello è un vero e proprio Ras. Non c’è famiglia che per qualche motivo abbia interessi diretti o indiretti con le sue aziende sanitarie. Non solo per quel che riguarda le forniture, ma anche per quanto concerne i servizi come il controllo delle cooperative delle pulizie.</p>
<p>Pensate che prima del Covid, fu denunciato dai suoi 5 fratelli per truffa aggravata al tribunale di Isernia. Secondo l’accusa aveva dribblato la firma di un accordo per la nomina di un amministratore indicato dai familiari in alcune società che controllano la Nuromed.<br />
Il fratello Gaetano disse ai giornali: “Ci ha fregato. E se fa così coi fratelli, come tratterà gli elettori?”.<br />
Capite? Mi fermo qui per non fare un video di un quarto d’ora.</p>
<p>Dico solo che il neopresidente Roberti ha già detto che valorizzerà le politiche di Michele Iorio, dominus della Regione per 3 mandati dal 2001 al 2013 con Forza Italia (oggi è passato a Fratelli d’Italia), che nel 2012 incappò in una condanna a un anno e mezzo per abuso d’ufficio in un’inchiesta sulle consulenze per la gestione dello zuccherificio regionale. La condanna fu confermata in Appello e poi prescritto nel 2014. Quindi candidato al Senato nel 2018.</p>
<p>Dopo Iorio arrivò a governare il Molise il Pd con Paolo Frattura, ma che a dispetto del cognome ha tenuto il Molise ingessato nel sistema Patriciello. E poi appunto l’uscente berlusconiano Donato Toma, non ricandidato per una serie di disastri che hanno tenuto il Molise con i bilanci in predissesto. Ecco, ora tocca la poltrona a Francesco Roberti. Che come i precedennti terrà nella veste di vice l’eterno Vincenzo Cotugno e – salvo novità – anche tutti o quasi gli assessori precedenti.</p>
<p>Eventuali approfondimenti sul Molise li farò più in là con delle series a pagamento disponibili su Tik tok, tempo permettendo.<br />
Intanto vi chiedo di mettere il dito sul segui in modo da poter ampliare la platea di tiktoker un pochino più informati rispetto al mainstream che come sapete, queste cose non ve le dice.</p>
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		<title>Benvenuti nella Repubblica dell&#8217;impunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 21:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il precedente video sulla miracolosa assoluzione di Flavio Briatore, merita un’analisi un po’ più approfondita su quanti processi e inchieste sono andate in frantumi per effetto delle leggi ad personam attuate negli anni a vantaggio di Silvio Berlusconi, e talvolta dal centrosinistra. Intanto l’Italia vanta il sistema giudiziario più lento del mondo e con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/27/benvenuti-nella-repubblica-dellimpunita/">Benvenuti nella Repubblica dell&#8217;impunità</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/X238sGkjHL0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il precedente video sulla miracolosa assoluzione di Flavio Briatore, merita un’analisi un po’ più approfondita su quanti processi e inchieste sono andate in frantumi per effetto delle leggi ad personam attuate negli anni a vantaggio di Silvio Berlusconi, e talvolta dal centrosinistra.<br />
Intanto l’Italia vanta il sistema giudiziario più lento del mondo e con la prescrizione più breve.<br />
I maggiori beneficiari di un sistema nello stallo sono i potenti. Spesso condannati in primo grado e poi con non luogo a procedere in Appello o in Cassazione.<br />
Se ci aggiungiamo che alcune importanti inchieste non hanno nemmeno visto l’udienza preliminare, ci rendiamo conto di come delinquere in Italia equivalga a rimanere pressoché impuniti. </p>
<p>Vediamo che sorti hanno avuto negli anni alcune importanti inchieste.<br />
La Cassazione nell’agosto del 2019 dichiarò prescritta la truffa che permise alla Lega Nord di Umberto Bossi di ottenere i milioni di rimborsi elettorali non dovuti. Che dovevano sommarsi ai famosi 49 milioni pagabili in comode rate per 60 anni. Non luogo a procedere anche per l’ex tesoriere del Carroccio Belsito e Claudio Scajola.<br />
Nel maggio del 2015 il Tribunale dei ministri chiuse l&#8217;inchiesta per cooperazione colposa in omicidio del professor Marco Biagi.<br />
Prescritto anche l&#8217;ex capo della Polizia De Gennaro<br />
L&#8217;ultima prescrizione per Berlusconi risale al 2 luglio 2018, per aver corrotto con 5 milioni di euro il senatore De Gregorio. Le altre 8 prescrizioni riguardavano la corruzione di giudici, frode e falso in bilancio.</p>
<p>Nel maggio 2003 Giulio Andreotti fu assolto e prescritto per associazione a delinquere commessa “fino alla primavera del 1980?. L’articolo 416 fu introdotto nell’82. Con alcune condanne definitive, Walter Lavitola ha scontato oltre 4 anni di reclusione. Salvato dalla prescrizione nel processo sulla compravendita dei senatori e in quello sulle tangenti a Panama.<br />
Prescritti i capisquadra dei picchiatori dopo la sciagurata irruzione nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001: il reato di lesioni è evaporato. Condannati invece i dirigenti per le false prove, ma è andata prescritta la calunnia.<br />
Prescritti i devastatori della città e quasi tutti i reati dei carcerieri di Bolzaneto </p>
<p>Nel febbraio 2015 la Cassazione prescrisse il reato perché ritenne che fosse cessato quando l&#8217;azienda fallì nel 1986. Il magnate svizzero condannato a 18 anni non ha più versato nulla degli 89 milioni di euro per le parti civili:<br />
L&#8217;ex senatore Alberto Tedesco fu indagato con l’accusa di essere a capo di un sodalizio che gestiva nomine e appalti nella sanità in Puglia. La sentenza di primo grado arrivò 10 anni dopo: tutto prescritto.<br />
Prescritto Francesco Colucci, ex questore di Genova, accusato di falsa testimonianza per le frasi dette al processo per l&#8217;irruzione alla scuola Diaz.<br />
Prescritto l&#8217;ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni coinvolto nell&#8217;inchiesta Mose. Accusato di finanziamento illecito, fu in parte anche assolt</p>
<p>Prescritto Luciano Moggi in Calciopoli. L&#8217;ex direttore generale della Juve fu coinvolto nell&#8217;indagine che nel 2006 travolse il calcio. Il caso arrivò in Cassazione solo a marzo del 2015 per associazione a delinquere.<br />
Denis Verdini, suocero di Salvini, per la Scuola dei Marescialli di Firenze fu accusato di corruzione per il suo interessamento per la nomina di De Santis, il caso andò in prescrizione dopo 4 mesi dalla condanna di primo grado a 2 anni.</p>
<p>Il patron della Lazio Claudio Lotito fu accusato in Calciopoli di una frode calcistica. Condannato a un anno e 3 mesi in primo grado, il caso andò prescrizione in appello. Idem L&#8217;ex ministra Josefa Idem finì nei guai per i contributi erogati dal Comune di Ravenna  per essersi fatta assumere dal marito, poi diventò assessore allo sport nel 2006. Prescritta. Alfredo Romeo fu accusato nella tangentopoli napoletana di aver pagato una mazzetta all&#8217;ex parlamentare Vito, condannato in appello a 2 anni e mezzo, prescritto in Cassazione Per il banchiere italo-svizzero Pierfrancesco Pacini Battaglia fu dichiarata la prescrizione il 7 gennaio 2007 dalla Cassazione<br />
L&#8217;ex capo dell&#8217;ufficio gip di Roma Renato Squillante, tra i personaggi di Imi-Sir e Sme, fu prescritto in terzo grado dopo 10 anni tra indagine e rinvio a giudizio.</p>
<p>Questi i casi più noti. Ma ce ne sarebbero altre migliaia simili che riguardano frodi di ogni tipo, soprattutto fiscali, che hanno garantito l’impunità a molti vip e boiardi del sottobosco politico e non soltanto.<br />
Poi ci chiediamo come mai alle elezioni vincono sempre gli stessi.</p>
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		<title>Conte lo sfollavoti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 21:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[molise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso settembre il M5S in Molise prese il 24%. Alle regionali è precipitato al 9%. Quanto ci vuole ad ammettere che Giuseppe Conte è a fine corsa? E&#8217; diventato il Renzi dei 5 stelle. Uno sfollavoti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/27/conte-lo-sfollavoti/">Conte lo sfollavoti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso settembre il M5S in Molise prese il 24%. Alle regionali è precipitato al 9%. Quanto ci vuole ad ammettere che Giuseppe Conte è a fine corsa? E&#8217; diventato il Renzi dei 5 stelle. Uno sfollavoti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/27/conte-lo-sfollavoti/">Conte lo sfollavoti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Sommergibile? La tragedia è la giustizia in mano a Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 19:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giornali e le tivù distraggono gli italiani con la tragedia di 5 buontemponi nel sommergibile come se fosse una cosa alla portata di tutti. Ma la vera tragedia sono le chicche che giungono dal pianeta giustizia ogni giorno che passa. Come già sapete l’abolizione del reato di abuso d’ufficio approvato dal governo meloni e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/23/sommergibile-la-tragedia-e-la-giustizia-in-mano-a-meloni/">Sommergibile? La tragedia è la giustizia in mano a Meloni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/FNDQeo8JCRw" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>I giornali e le tivù distraggono gli italiani con la tragedia di 5 buontemponi nel sommergibile come se fosse una cosa alla portata di tutti. Ma la vera tragedia sono le chicche che giungono dal pianeta giustizia ogni giorno che passa. Come già sapete l’abolizione del reato di abuso d’ufficio approvato dal governo meloni e dal guardasigilli Carlo Nordio, è criticato da tutti. Non solo dai magistrati italiani, ma anche dall’Europa. Che giudica la mossa un modo per rendere più opaco il destino delle rate Pnrr, al punto che potrebbero saltare.</p>
<p>Ma il disastro giustizia non riguarda solo questo. Il disastro riguarda gli organici dentro i tribunali. A Milano i gip e i gup denunciano in una lettera indirizzata al Consiglio giudiziario che la situazione è insostenibile. Sono in 30 anziché 39, il minimo per garantire una giustizia più celere. Se consideriamo i giudici in toto, ne mancano almeno 50. Sono 250 anziché 300. E quelli operativi sono sono soggetti a turni pesantissimi. Intanto Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e persino il duo Calenda-Renzi, puntano con alcuni emendamenti a vietare l’utilizzo del trojan nei telefonini che così diventano microspie ambientali che portano alla luce i reati dei politici e non solo contro la Pubblica amministrazione, tra cui la corruzione. </p>
<p>Il trojan è un sistema infallibile che porta alla luce la corruzione tra i pubblici ufficiali, politici e talvolta imprenditori.<br />
Fu l’ex ministro Bonafede ad ampliarne l’impiego non solo per i reati associativi, ma anche appunto per la corruzione. È proprio per effetto della riforma Bonafede che la Procura di Perugia potè installare il trojan nel cellulare dell’ex pm Luca Palamara, che per le trame delle nomine delle procure era inizialmente indagato per corruzione. Accusa poi riqualificata in traffico di influenze (rimediata con un patteggiamento a un anno, pena sospesa). </p>
<p>Secondo la presidente della commissione Giustizia della Lega, Giulia Bongiorno, che ha scritto la relazione dell’indagine conoscitiva sulle intercettazioni che sarà votato la prossima settimana, il trojan sarebbe in grado di manipolare i dati nei telefoni degli intercettati. E dunque, a suo dire, servirebbe un certificato di garanzia di un ente terzo. Un modo per complicare le indagini ai pm.</p>
<p>Sempre in tema di intercettazioni il governo Meloni vuole mettere un tetto alla spesa per le intercettazioni per ogni procura.<br />
Altro modo per complicare le indagini. E forza Italia, nel nome di Berlusconi chiede proprio di escludere dall’utilizzo del trojan i reati contro la Pubblica amministrazione. Una follia che vede contraria persino la Lega di Salvini. Non è finita. Io governo Meloni col ministro Nordio hanno sospeso i fondi per la desecretazione e digitalizzazione degli atti legati alle stragi» di Ustica. Questo alla vigilia del 43esimo anniversario della strage avvenuta il 27 giugno 1980. </p>
<p>Chiudo con una testimonianza che mi è giunta e che chiede anonimato. E’ di un perito forense. Dice che le procure generali, per effetto della riforma Cartabila approvata dal governo Draghi e mantenuta in toto dal governo Meloni, stanno complicando ulteriormente i processi col blocco del riversamento dell’audio delle intercettazioni, rendendo complicata la trascrizione per l’utilizzo nelle udienze.<br />
Allungano i tempi della consegna perché obbligano la lavorazione degli audio dai programmi del tribunale e non da quelli in uso dei periti, necessari per la corretta trascrizione.</p>
<p>Insomma, costringono a riversare i testi delle intercettazioni su supporti diversi. Queste notizie dovrebbero preoccuparci tutti perché dovremmo augurarci di non aver bisogno della giustizia. Ma soprattutto perché chi delinque, in questo modo, è più tutelato grazie alla burocrazia e all’inefficienza che gli ultimi governi, tranne quelli a trazione 5 stelle, hanno creato per trasformare il processo in un Calvario infinito. Altro che il sommergibile!</p>
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		<title>Il senatore sciacallo sulla pelle della piccola Kata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 18:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
		<category><![CDATA[kata]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Firenze scompare una bimba di 5 anni di cui si teme il peggio. Il contesto è un hotel abbandonato, occupato abusivamente da 150 stranieri perlopiù del Sudamerica. Quel luogo di degrado era già stato segnalato al Comune sia dagli abitanti del quartiere, sia dal proprietario che si era rivolto alla procura. Tralascio il tema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/G6MCJnDotws" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>A Firenze scompare una bimba di 5 anni di cui si teme il peggio.</p>
<p>Il contesto è un hotel abbandonato, occupato abusivamente da 150 stranieri perlopiù del Sudamerica. Quel luogo di degrado era già stato segnalato al Comune sia dagli abitanti del quartiere, sia dal proprietario che si era rivolto alla procura. Tralascio il tema dell’immigrazione e dell’emergenza abitativa che sono il frutto di politiche sbagliate dei governi di tutti i colori di questo Paese.</p>
<p>Vengo però al sodo della questione. Vengo a Matteo Renzi che utilizza questa tragedia di degrado e di abbandono per fare lo sciacallo. Il lobbista al soldo del pincipe arabo che fa macellare i giornalisti scomodi, che ha i genitori condannati per fatture false, e che lui stesso è indagato per finanziamento illecito alla sua fondazione Open, e in ultimo senatore a tempo perso pagato dai cittadini, ecco Renzi attacca i magistrati di Firenze, colpevoli, a suo dire, di essere intervenuti tardi, non aver sgomerato prima quell’hotel.</p>
<p>Il lobbista Renzi, in quanto ex sindaco proprio di Firenze, dovrebbe sapere che gli articoli 50 e 54 del codice civile, dispongono che sia il sindaco a provvedere allo sgombero di stabili occupati abusivamente. Magari di concerto col Prefetto. E preoccuparsi che una volta sgomberati, lì non ci entri più nessuno.</p>
<p>E allora a Firenze, il primo responsabile di quel degrado, e indirettamente delle sorti di quella povera bambina, è Dario Nardella. Sindaco renziano di Firenze. Non i magistrati. Sulla pelle della piccola peruviana si nutre la meschinità di un senatore, che cerca consensi facili tra i berlusconiani rimasti orfani, attaccando i magistrati – che nel caso di Firenze – sono intervenuti adesso che c’è notizia di reato.</p>
<p>Sono intervenuti perché gli amministratori – come è stato per l’orso assassino in Trentino – delle emergenze del territorio se ne lavano le mani. Renzi supporta le porcherie ai danni della giustizia operate dal ministro Nordio con la stretta alle intercettazioni e con l’abolizione dell’abuso d’ufficio, benedetto persino dal Pd DI Nardella.</p>
<p>La Meloni, dal canto suo, di qui all’anno prossimo cercherà di abbassare la soglia minima di ingresso al parlamento eruopeo, portandola dal 4 al 3%. Per far felice Renzi, e qualche altro sciacallo come lui.</p>
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		<title>Le cause perse di Salvini contro i giornalisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 05:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Salvini ha perso la causa contro il giornale che aveva querelato. La Corte di Cassazione ha condannato definitivamente il leader della Lega a pagare circa 8 mila euro tra spese processuali e alla cassa delle ammende. Salvini ha querelato Diego Minonzio, direttore del quotidiano della Provincia di Como, a causa di 3 articoli che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/v7prAwi0bss" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Matteo Salvini ha perso la causa contro il giornale che aveva querelato.<br />
La Corte di Cassazione ha condannato definitivamente il leader della Lega a pagare circa 8 mila euro tra spese processuali e alla cassa delle ammende.<br />
Salvini ha querelato Diego Minonzio, direttore del quotidiano della Provincia di Como, a causa di 3 articoli che documentavano una parentopoli e raccomandopoli a beneficio dell’ex compagna di Salvini Giulia Martinelli.<br />
Il giornale ha scritto che Salvini l’aveva raccomandata per un incarico da 60 mila euro all’anno all’assessorato lombardo alla Famiglia della leghista Maria Cristina Cantù.<br />
La donna ottenne in effetti la nomina fiduciaria, ma senza concorso pubblico e con uno stipendio doppio rispetto al precedente incarico all’Asl.<br />
Salvini, per far ottenere l’incarico in Regione alla madre del suo primo figlio, aveva aggirato norme e tetti sulle assunzioni fiduciarie proprio per raccomandarla.<br />
I 3 articoli nel mirino del leghista, raccontavano la verità dei fatti, ma Salvini ha tentato di intimidire i giornalisti con una querela per diffamazione, che alla fine ha miseramente perso in tutti e tre i gradi di giudizio.<br />
Il giudice scrive che gli articoli riportavano “con esattezza i termini dello scontro politico scaturito a seguito della nomina di Martinelli in Regione Lombardia, senza eccedere nella forma e dando congruo spazio alle repliche di Salvini”.<br />
Questa notizia è anche l’occasione per esprimere solidarietà al collega Diego Minonzio e a tutti quei giornalisti – e ce ne sono &#8211; che lavorano onestamente per informare i propri lettori spesso in condizioni di difficoltà, data la terribile crisi che da ormai diversi anni colpisce il mondo dell’editoria.<br />
Le querele dei politici, sono spesso un’arma di intimidazione preventiva per tentare di zittire i giornalisti.<br />
Di recente Salvini ha minacciato querele anche nei confronti di chi parla del papocchio russo che vi ho spiegato nel video di ieri, e che ha coinvolto il suo fido Savoini nel tentativo di ottenere 65 milioni di euro dalla compravendita di petrolio in Russia.<br />
Una vicenda ben documentata e supportata da prove video e intercettazioni che lasciano poco spazio alle querele preventive. </p>
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		<title>Lega, la trattativa dei 65 milioni russi che Salvini nega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 23:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete che la Lega di Matteo Salvini era pronta a incassare 65 milioni di euro dai russi? Peccato che gli sia andata male e adesso sbraitano di complotti e di bugie, ma i più bugiardi sono proprio Salvini e il suo amico Gianluca Savoini. Urlano al complotto, Salvini vuole che intervenga il Copasir, l’organo parlamentare [&#8230;]</p>
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<p>Sapete che la Lega di Matteo Salvini era pronta a incassare 65 milioni di euro dai russi? Peccato che gli sia andata male e adesso sbraitano di complotti e di bugie, ma i più bugiardi sono proprio Salvini e il suo amico Gianluca Savoini.<br />
Urlano al complotto, Salvini vuole che intervenga il Copasir, l’organo parlamentare che sovrintende i servizi segreti e la sicurezza nazionale, ma è tutta una pagliacciata, appunto, perché Salvini sa che in Italia nessun telegiornale spiega il papocchio combinato in Russia. </p>
<p>Allora ve lo spiego io nei punti salienti. Nel 2018 Salvini è vicepremier assieme a Di maio del governo Conte 1. E’ uomo di governo e di certo non può battere cassa a una potenza straniera, che in cambio potrebbe influenzare pesantemente l’attività politica in Italia.<br />
Bene nel 2018, Gianluca Savoini, faccendiere braccio destro di Salvini, assieme a Francesco Vannucci e all’avvocato calabrese Gianluca Meranda, titolare di una sede romana del Comitato per Salvini premier. Ed è pure general manager della banca Euro Ib, che doveva fare da tramite nell’acquisto del petrolio e la rivendita col ricarico del 4% da cui doveva uscire la cresta dei 65 milioni.</p>
<p>Bene, il trio di italiani incontra per ben 40 volte 3 figuri russi, di cui 2 identificati: ossia lo 007 dei servizi russi Andrey Karchenko, che è pure direttore del partito dell’ideologo di Putin Alexander Dugin, e Ilya Yakunin, vicedirettore di una grossa holding russa controllata dal Cremlino, che tradotta in italiano si chiama Società per lo sviluppo del Caucaso settentrionale.<br />
I 40 incontri avvengono tra Roma e l’hotel Metropol di Mosca, a volte anche alla presenza dello stesso Salvini. Che infatti in quel periodo in cui era vicepremier, spesso si assentava da Roma per andare in missione in Russia.</p>
<p>In quegli incontri, il trio Savoini Meranda Vannucci insisteva per ottenere una grossa partita di petrolio dalla Rosneft, che includesse uno sconto di 65 milioni di euro da girare alla Lega. Che come sapete ne deve rendere 49 allo Stato dopo la sentenza del tribunale di Genova. L’accordo viene scritto in una bozza di contratto e la prova sta nelle intercettazioni. In particolare in una del 26 settembre 2018, in cui l’avvocato Meranda dopo aver incontrato Yakunin, scrive a Savoini questo messaggio: “Confermato prezzo e quantità. Ha detto, firmeremo tra 3 settimane, subito dopo il previsto incontro tra Masa (Matteo Salvini) e Dmko (Dmitry Kozac, riferito al vicepremier russo con delega all&#8217;energia)”. </p>
<p>Infatti, l’incontro avviene il 17 ottobre 2018 e Salvini è a Mosca in via ufficiale. L’incontro viene registrato di nascosto da Meranda, che poi lo gira all’Espresso. Cioè, l’uomo del Comitato per Salvini premier fa la soffiata al settimanale l’Espresso che è di sinistra e che infatti per primo svela lo scoop degli incontri nel febbraio del 2019.</p>
<p>Perché questa soffiata? Meranda ha detto che lo ha fatto per una questione politica, visto che secondo la procura di Milano, il ritorno dei soldi alla Lega “sarebbe avvenuto mediante un&#8217;entità schermata da costituire a Londra, garantita da un contratto intestato a Vannucci”. Insomma, la trattativa tra la Lega e gli emissari russi per ottenere un po’ di milioni tramite la compravendita di gas c’è stata di sicuro, ma non è andata in porto perché secondo il il gip, Savoini aveva chiesto uno scontro troppo alto ai russi.<br />
Senza contare alcune mail finite agli atti dell’inchiesta nelle quali Savoini ci provava anche con Gazprom a chiedere forniture di petrolio scontate. Gazprom ha sempre risposto picche.</p>
<p>Vabbè, alla fine l’indagine è stata archiviata perché i magistrati non sono riusciti ad ottenere per rogatoria i documenti richiesti alla Russia. In particolare volevano sapere se gli emissari di Putin da corrompere erano pubblici ufficiali, condizione necessaria per contestare la corruzione internazionale al trio Savoini-Meranda-Vannucci.</p>
<p>Quindi, Mosca non ha risposto e poi è iniziata la guerra con l’Ucraina. Che per la Lega si è rivelata una vera e propria manna.<br />
Ecco, adesso i leghisti negano tutto, anche l’evidenza delle immagini e delle registrazioni degli incontri. Aggiungo solo che agli atti c’è un’altra intercettazione del 17 luglio in cui Savoini riferisce dell&#8217;incontro a Vannucci che ne parla a Meranda. E gli dice: “La sera c&#8217;è stata la cena, K è entrato nell&#8217;argomento: Matteo hai bisogno di una mano? Eh, dice, sì, sa tutto lui, non mi tenete nel mezzo, non fate il mio nome, non mi chiamate perché sono fottuto, però è una cosa che mi va bene, per me è la tranquillità”.</p>
<p>Ecco di tutto questo le tivù tacciono, e anzi, vanno dietro passivamente a Salvini senza spiegare ai telespettatori quello che vi ho detto io in questi 3 o 4 minuti. C’è una tale distorsione della realtà in questo Paese, al punto che Salvini può uscirsene con la pagliacciata del Copasir perché i giornali di destra, i vari Belpietro e Sallusti, gli hanno servito una fake news sui loro giornali.<br />
La notizia falsa la pubblicata La Verità, un nome, una garanzia. Ha scritto di una macchinazione della sinistra e dei magistrati così da dare modo a Salvini di starnazzare.</p>
<p>Lo hanno fatto per tentare di ridargli verginità politica in vista delle Europee dell’anno prossimo perché all’estero, per queste vicende, Salvini viene descritto molto vicino a Putin.</p>
<p>In Italia le tivù l’hanno fatta sparire, ma all’estero se la ricordano bene quella figura patetica di Salvini durante la finta missione di pace per l’Ukraina col sindaco polacco che gli spiattellò la maglietta con Putin… Ricordate?<br />
Ecco, tutte le balle e i vuoti di memoria servono alla Lega per inventarsi i complotti e tirare in ballo il Copasir senza senso.<br />
Solo in Italia può succedere una presa per i fondelli così colossale e ridicola ai danni dei cittadini, tenuti completamente all’oscuro di quel che combinano i loro politici al governo.<br />
Salvini è l’attuale vice della Meloni nella somma ignoranza anche dei loro elettori di destra. Che a quanto pare ne vanno fieri.</p>
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		<title>Funerali di Stato (mafia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 19:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[funerale]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata bassa per la Repubblica per il governo che patrocina con funerali di Stato la morte di Silvio Berlusconi. Finanziatore di tutti i peggiori mafiosi, gli stessi che hanno mietuto migliaia di vittime di mafia tra cui i giudici Falcone e Borsellino. Per i quali non ci fu nessun funerale di Stato.</p>
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<p>Una giornata bassa per la Repubblica per il governo che patrocina con funerali di Stato la morte di Silvio Berlusconi. Finanziatore di tutti i peggiori mafiosi, gli stessi che hanno mietuto migliaia di vittime di mafia tra cui i giudici Falcone e Borsellino. Per i quali non ci fu nessun funerale di Stato.</p>
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		<title>Morto Silvio Berlusconi, vivo il berlusconismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 16:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Morto Silvio Berlusconi, vivo e vegeto il berlusconismo inteso come idea che tutto si compra e tutto si vende. Berlusconi è stato un grande personaggio carismatico. Ha saputo assecondare le debolezze degli italiani per capitalizzarle a suo favore. Ha speso un’intera vita ad accerchiarsi di yes men per tutelare i propri interessi. Ci è riuscito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0s9zXjEHScI" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Morto Silvio Berlusconi, vivo e vegeto il berlusconismo inteso come idea che tutto si compra e tutto si vende. Berlusconi è stato un grande personaggio carismatico. Ha saputo assecondare le debolezze degli italiani per capitalizzarle a suo favore. Ha speso un’intera vita ad accerchiarsi di yes men per tutelare i propri interessi.</p>
<p>Ci è riuscito perché lungo il suo percorso ha trovato collaboratori fedeli in tutti i gangli della società, che gli hanno concesso ciò che altri non si sarebbero potuti permettere. Imprenditori, avvocati, giornalisti, politici e persino giudici. Berlusconi comprava chiunque si rendeva disponibile a servirlo. E’ riuscito a far credere di essere un perseguitato e a far credere di essersi fatto da solo. </p>
<p>Ma Berlusconi era figlio del proprietario della Banca Rasini, non proprio un poverello. Ha iniziato come imprenditore edile e con grande spregiudicatezza è ha arraffato più che ha potuto perché aveva capito che con i soldi avrebbe avuto il potere. La Banca Rasini è stata il crocevia di tanti soldi, i cosiddetti fondi neri di cui le inchieste negli anni non sono mai riuscite a chiarire la provenienza.</p>
<p>Berlusconi era iscritto alla Loggia P2 e con la sua propensione all’azzardo e al rischio, ha corrotto i piani alti del Paese. Dopo aver speculato nell’edilizia si è buttato nell’editoria. Ha corrotto un giudice per farsi assegnare la Mondadori. Ha corrotto l’allora premier Bettino Craxi con almeno 9 miliardi di vecchie lire su un conto svizzero per farsi consegnare il monopolio nell’editoria televisiva. Ha corrotto la finanza per far ammorbidire i controlli nelle sue aziende. Ma soprattutto ha pagato per anni con almeno 600 milioni di lire a botta Cosa nostra per aggraziarsi la Sicilia e ambire alla scalata a Palazzo Chigi.</p>
<p>Berlusconi è riuscito ad arrivare nelle istituzioni per trasformarle in organi al proprio servizio. Ha rivoluzionato anche in positivo il modo di fare televisione, ma al tempo stesso l&#8217;ha militarizzata di servi che lo celebrassero. Si è accerchiato di un esercito di cortigiani che spesso lo hanno spremuto fino a che hanno potuto. Olgettine comprese. Berlusconi è morto da indagato come mandante delle stragi di mafia. Dopo quasi 40 anni di vita pubblica, Berlusconi si lascia dietro i finti piagnistei, mentre gli eredi ridono contenti dell’impero che si ritrovano. </p>
<p>Ora che il Re è morto attendiamo i Graviano e i Baiardo con rivelazioni postume che serviranno magari a diradare le nubi che avvolgono il personaggio. Sentiremo che – come è stato per Craxi – bisognerà intitolare a Berlusconi vie e piazze. Alla fine consentitemi di dire che con la morte di un corruttore così capace, una democrazia ha solo da guadagnarci. Ben sapendo che per l’Italia il problema non è stato Berlusconi. Il problema sono stati gli italiani. E Giorgia Meloni col suo governo attuale, è la sua continuazione. La tutrice degli interessi degli eredi di Berlusconi. La sua viva e prospera sopravvivenza istituzionale.</p>
<p>E con questo faccio le mie umili e forse inutili condoglianze ai familiari di Silvio Berlusconi.</p>
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		<title>Sprechi Rai, a New York di tutto di più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 11:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[sprechi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’inchiesta per spese pazze e rimborsi gonfiati da un milione di euro, investe la sede della Rai di New York. E’ la Corte dei conti del Lazio che ha aperto un’inchiesta per far luce sui costi mastodontici di una sede televisiva sottoutilizzata e di poca utilità. E’ quella stessa Corte dei conti che il governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/08/sprechi-rai-a-new-york-di-tutto-di-piu/">Sprechi Rai, a New York di tutto di più</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0whmJvr32ZQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un’inchiesta per spese pazze e rimborsi gonfiati da un milione di euro, investe la sede della Rai di New York.<br />
E’ la Corte dei conti del Lazio che ha aperto un’inchiesta per far luce sui costi mastodontici di una sede televisiva sottoutilizzata e di poca utilità.<br />
E’ quella stessa Corte dei conti che il governo Meloni, con un emendamento fatto passare a Montecitorio, ha escluso dai controlli sul destino dei fondi milionari del Pnr.<br />
Ma torniamo alla sede Rai di New York. I giudici contabili indagano per Danno erariale e stanno setacciando le spese sostenute tra il 2014 e il 2021, periodo durante il quale i soldi pare siano stati letteralmente scialacquati.<br />
Nel mirino delle indagini, affidate alla Guardia di Finanza, ci sono 5 dirigenti Rai.<br />
Ad esempio, è emerso un esborso non dovuto per presunti lavori ai locali, che invece spetterebbero alla proprietà, visto che il canone di affitto comprende anche le spese di manutenzione della sede.<br />
La Rai ha pagato 6 mesi di affitto all’Agenzia per la promozione all’estero per le imprese italiane, per dei locali da cui aveva già traslocato.<br />
Ci sono poi dei rimborsi spettanti al personale tecnico che non avrebbe mai incassato.<br />
Insomma, un buco di soldi pubblici che ha dato il via all’inchiesta nelle mani del procuratore Pio Silvestri, grazie su denuncia del gruppo dipendenti della sede di New York, che però hanno voluto rimanere anonimi.<br />
La notizia di questa inchiesta di sprechi e presunte ruberie, è ovviamente del tutto taciuta dalla stessa Rai.<br />
Report compreso, visto che per le televisioni, inchieste di questo tipo equivalgono ai panni sporchi da lavare in casa.<br />
Tutto ciò nonostante si tratti della televisione di Stato a canone obbligatorio, di tutti i contribuenti italiani che per primi dovrebbero essere informati di indagini di questo tipo.<br />
E invece niente.<br />
La Rai si sta occupando solo dell’ennesima faida familiare. Quella di Alessandro Impagniatiello che ha ucciso la madre del bimbo che portava in grembo.<br />
Un orrore che andrebbe trattato eventualmente solo nelle ore piccole. Non dato in pasto alle famiglie mentre sono a tavola. Soprattutto in questo Paese, dove con una media di 3 ore e mezze medie davanti al teleschermo, siamo i maggiori televisionari d’Europa. I telespettatori più incalliti di un Paese ribaltato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/08/sprechi-rai-a-new-york-di-tutto-di-piu/">Sprechi Rai, a New York di tutto di più</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Virtuali e strapagati, la pacchia dei patrioti d&#8217;Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 19:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete che la Giunta meloniana della Regione Abruzzo si riunisce da remoto senza che gli assessori ci smenano nemmeno un centesimo dalla propria ricca diaria? Questo grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia fatto passare in Aula, che ha cancellato la sanzione pari al doppio dell’importo che frutta lavorare in presenza. Quindi, in Abruzzo gli [&#8230;]</p>
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<p>Sapete che la Giunta meloniana della Regione Abruzzo si riunisce da remoto senza che gli assessori ci smenano nemmeno un centesimo dalla propria ricca diaria? Questo grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia fatto passare in Aula, che ha cancellato la sanzione pari al doppio dell’importo che frutta lavorare in presenza.</p>
<p>Quindi, in Abruzzo gli assessori possono fare giunta in pantofole direttamente da casa, o anche dalla spiaggia, senza perdere nulla degli oltre 100 mila euro all’anno di stipendio.<br />
Vediamo chi sono: Emanuele Imprudente, vicepresidente dell’Abruzzo con delega all’Agricoltura e all’Ambiente; Umberto D’Annuntiis, addetto ai Trasporti e Infrastrutture; Nicola Campitelli, responsabile del Territorio ed energia; Nicoletta Verì, titolare della Salute e pari opportunità; Daniele D’Amario, assessore al commercio e turismo; Pietro Quaresimale, con delega al Lavoro e Istruzione; Mario Quaglieri, assessore al Bilancio.</p>
<p>Lo smartworking piace anche al patriota meloniano Marco Marsilio (in foto), presidente della Regione Abruzzo da 150 mila euro all’anno, perché lavorare da casa significa non incappare più nelle fastidiose gabelle dell’assenza che fino a prima dell’emendamento, prevedeva meno soldi in busta paga.</p>
<p>Finora gli assessori dell’Abruzzo avevano sempre partecipato alla giunta in presenza. Da oggi potranno godere di questo privilegio dello smartworking, negato invece ai consiglieri. La notizia, taciuta da tutte le tivù come succede sempre quando si tratta di parlare di chi fa politica, la sappiamo nei dettagli grazie al consigliere abruzzese del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, il quale ci fa sapere che gli assessori possono farsi – diciamo così – surrogare, da altri politici, ossia si fanno sostituire dai primi tra i non eletti consiglieri.<br />
Una pacchia per gli assessori dell’Abruzzo che a differenza del passato, dovevano essere presenti in Aula per garantire la maggioranza al momento del voto. Parliamo di 3 o 4 giorni a settimana di giunta.</p>
<p>Ecco, alla fine il capogruppo meloniano Massimo Verrecchia, dice che con lo smartworking, la Regione risparmia i rimborsi dei viaggi degli assessori. Ma in realtà continueranno a incassare l’intera indennità di carica oltre a quella di funzione sebbene la loro presenza sia solo virtuale. Non è meraviglioso? Soprattutto nel silenzio dei media generalisti?</p>
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		<title>Il pregiudicato a capo di Confindustria Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 07:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia non vanta solo il primato dei politici inquisiti o condannati in parlamento. L’Italia ha anche i suoi condannati a rappresentare gli imprenditori. E’ il caso del presidente di Confindustria Sardegna Maurizio De Pascale, ingegnere condannato definitivamente a un anno e 4 mesi per omicidio colposo, a causa della morte di un operaio avvenuta nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia non vanta solo il primato dei politici inquisiti o condannati in parlamento. L’Italia ha anche i suoi condannati a rappresentare gli imprenditori.<br />
E’ il caso del presidente di Confindustria Sardegna Maurizio De Pascale, ingegnere condannato definitivamente a un anno e 4 mesi per omicidio colposo, a causa della morte di un operaio avvenuta nel cantiere di un suo subappaltatore.</p>
<p>De Pascale non si è dimesso. Da pregiudicato continua a rivestire il ruolo di presidente nonostante il codice etico di Confindustria lo vieti. Tanto che sono stati alcuni tesserati a Confindustria Sardegna a sollevare il caso con una lettera di richiesta di dimissioni inviata ai Probiviri dell’associazione e al presidente nazionale Carlo Bonomi. Bonomi è andato a Cagliari per discutere a porte chiuse con De Pascale sull’opportunità che resti presidente, ma poi alla fine nulla è cambiato, e la lettera non ha avuto risposta.</p>
<p>Maurizio De Pascale, che è pure presidente della Camera di commercio di Cagliari e Oristano, è anche indagato a Cagliari insieme ai vertici della Regione Sardegna (dal presidente Christian Solinas, di area leghista, all’assessore all’industria Anita Pili), per corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita, perché secondo l’accusa del Pm Andrea Vacca, De Pascale assieme al segretario della Confindustria Marco Santoru, avrebbe cercato di pilotare la nomina di un funzionario regionale, in accordo con l’assessora Pili, da mettere a capo del settore Cave della Regione Sardegna, e che avrebbe poi dovuto vigilare su alcune attività di interesse dello stesso De Pascale.<br />
Che in Sardegna, con una operazione di fusione, sta anche cercando di creare una maxi holding per privatizzare gli aeroporti dell’isola e sottrarli così alla Regione Sardegna.</p>
<p>Insomma, De Pascale sta mirando ad avere il monopolio dei trasporti aerei dell’Isola contro il parere dell’Enac, che di recente si è messa di traverso per bloccare il progetto.<br />
Insomma, in Sardegna c’è un presidente incompatibile in quanto pregiudicato e indagato, che cura i propri affari nel silenzio pressoché totale delle televisioni.<br />
Ditemi un po’ voi se in una democrazia europea tutto questo è possibile.</p>
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		<title>Quei sindaci rieletti nonostante i guai con la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 21:46:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel totale silenzio delle televisioni, nessuno dice che le elezioni comunali appena andate in scena, hanno prodotto l’elezione di alcuni sindaci che hanno guai con la giustizia., I casi più eclatanti sono 3, tutti in Sicilia. Il primo riguarda Giovanni Di Giacinto, ex sodale di Crocetta e ultimamente diventato fan di Salvini, rieletto per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/U7Q884mAyTQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel totale silenzio delle televisioni, nessuno dice che le elezioni comunali appena andate in scena, hanno prodotto l’elezione di alcuni sindaci che hanno guai con la giustizia.,</p>
<p>I casi più eclatanti sono 3, tutti in Sicilia. Il primo riguarda Giovanni Di Giacinto, ex sodale di Crocetta e ultimamente diventato fan di Salvini, rieletto per la quarta volta sindaco di Casteldaccia, vicino Bagheria, e appena condannato in primo grado dal Tribunale di Termini Imerese a 3 anni e 5 mesi per omicidio colposo. Oltre all’interdizione dai pubblici uffici.</p>
<p>La vicenda riguarda la morte di 9 persone, tra cui 2 bambini rimasti intrappolati in una villetta abusiva travolta dall’esondazione del fiume Milicia. Condanna che non farebbe scattare la legge Severino sull’interdizione. Di Giacinto è a processo anche per corruzione – dopo aver scontato gli arresti domiciliari – accusato di aver affidato il servizio raccolta rifiuti senza bando di gara a una srl alla quale il sindaco avrebbe chiesto 6 assunzioni in cambio di un sovrapprezzo sull&#8217;affidamento.</p>
<p>A Priolo, vicino Siracusa, è stato rieletto Pippo Gianni, leghista di Matteo Salvini, dimessosi a gennaio dopo 3 mesi di arresti domiciliari e ancora in attesa di sentenza con le accuse di istigazione alla corruzione, concussione, falsità materiale e ideologica in atti pubblici.</p>
<p>Gianni, avrebbe fatto pressioni sui dirigenti comunali per cancellare multe o indirizzare l&#8217;affidamento di servizi, oltre che di aver preteso tangenti da alcuni imprenditori, minacciato i manager del polo petrolchimico per ottenere assunzioni e finanziamenti a società sportive e assumere personale su richiesta per entrare nelle sue grazie. In caso di condanna, per Pippo Gianni scatterebbe la legge Severino, con la sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi.</p>
<p>Al ballottaggio ad Acireale c’è infine l’ex sindaco Roberto Barbagallo, in testa di 8 punti su un altro ex primo cittadino. Barbagallo è stato condannato in primo grado a un anno e 4 mesi con pena sospesa per “tentata induzione indebita a promettere utilità” ma durante la campagna elettorale è stato raggiunto da un nuovo avviso di garanzia per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio in veste di ingegnere in un’inchiesta sulla costruzione di alcuni campi di padel. L’udienza è attesa il prossimo 15 settembre.</p>
<p>Il lato più grottesco di queste elezioni, non è la faccia di tolla degli imputati o dei condannati che si ricandidano. La cosa sconvolgente è che questi sindaci con guai giudiziari vengono rieletti a furor di popolo.</p>
<p>Segno che la percezione della legalità di molti cittadini non esiste più.<br />
E allora non possiamo lamentarci con la classe politica se ci ritroviamo una classe dirigente così compromessa anche a Roma.<br />
Questo perché i politici, spesso e volentieri, rappresentano proprio il popolo che governano.</p>
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		<title>In Lazio il collaboratore cacciato dall&#8217;assessore per razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 21:23:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco rocca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se l’avete saputo,. Ma l’ultimo acquisto in Regione Lazio, o meglio dell’assessore all’Agricoltura e al Bilancio, Giancarlo Righini, è Andrea Ruspandini. Un ritwittatore seriale di Simone Di Stefano, ex leader di CasaPound approdato poi nel partito Exit e di Roberto Fiore fondatore di Forza Nuova. Quando Paola Egonu e Karima Moual denunciavano il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/C4ZKRadtHpE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Non so se l’avete saputo,. Ma l’ultimo acquisto in Regione Lazio, o meglio dell’assessore all’Agricoltura e al Bilancio, Giancarlo Righini, è Andrea Ruspandini. </p>
<p>Un ritwittatore seriale di Simone Di Stefano, ex leader di CasaPound approdato poi nel partito Exit e di Roberto Fiore fondatore di Forza Nuova. Quando Paola Egonu e Karima Moual denunciavano il razzismo in Italia, Ruspandini era d’accordo con chi le insultava con frasi del tipo «Tornate nei vostri paesi». </p>
<p>Per non dire quando sui social ha persino dileggiato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.<br />
Insomma, si tratta di un vero e proprio fratello d’Italia. Nel senso che Andrea Ruspandini è fratello di Massimo, ex missino e deputato di FdI che nel 2006, da consigliere comunale di Alleanza Nazionale a Ceccano, si bruciò Il Codice da Vinci di Dan Brown perchè lo riteneva blasfemo. Questo mentre la folla gli urlava: «Fascista, leggiteli i libri». </p>
<p>Ecco, giusto il tempo che uscisse la notizia nascosta tra le pieghe delle brevissime dei quotidiani locali, ed ecco che dopo appena 5 giorni dalla firma del contratto, l’interessato si è già anche dimesso dall’incarico.</p>
<p>L’assessore Righini si è giustificato che non sapeva delle esternazioni razziste del suo dipendente.<br />
Idem il governatore del Lazio Francesco Rocca.</p>
<p>Nessuna rinuncia invece da parte dell’ex terrorista nero Marcello De Angelis, cognato di Luigi Ciavardini.<br />
Per lui il posto di capo ufficio stampa alla regione per 110 mila euro resta ben saldo. Senza nessuna remora.</p>
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		<title>Quei collaboratori d&#8217;oro del ministro Gennaro Sangiuliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 07:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro sangiuliano]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete qual è il record del ministro della Cultura del governo Meloni Gennaro Sangiuliano? E’ quello dei collaboratori a contratto e profumatamente pagati che ha voluto personalmente per ruoli alquanto vaghi, per non dire impalbabili. Il ministro secondo cui Dante era di destra, che in passato ha diretto il Tg1, il Tg2 e vicediretto il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/26/quei-collaboratori-doro-del-ministro-gennaro-sangiuliano/">Quei collaboratori d&#8217;oro del ministro Gennaro Sangiuliano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/sW0au9AJPGQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sapete qual è il record del ministro della Cultura del governo Meloni Gennaro Sangiuliano?<br />
E’ quello dei collaboratori a contratto e profumatamente pagati che ha voluto personalmente per ruoli alquanto vaghi, per non dire impalbabili.</p>
<p>Il ministro secondo cui Dante era di destra, che in passato ha diretto il Tg1, il Tg2 e vicediretto il quotidiano Libero, con la nomina di ben 16 consiglieri personali, ha battuto il già esoso record del precedente ministro del Pd Dario Franceschini.<br />
Vediamo chi sono i miracolati e quanto guadagnano:<br />
Beatrice Venezi, direttore d’orchestra &#8211; al maschile &#8211; come spiegò di voler essere chiamata a Sanremo del 2021, è figlia di un ex candidato sindaco di Forza Nuova a Lucca.</p>
<p>E’ stata nominata da Sangiuliano consigliera per la musica a 40 mila euro all’anno.<br />
Francesco Giubilei, editore 30enne e opinionista televisivo, noto per i suoi frequenti vaniloqui, si occupa di “promozione della cultura tra i giovani”. Compenso 40.000 euro. Di recente, Giubilei ha detto che “Se invece di fare il campeggio fuori dall’università, certi pseudo studenti passassero il tempo a studiare, potrebbero costruirsi un futuro migliore”.<br />
Passiamo al sociologo Nuccio Bovalino, docente a Reggio Calabria, gradito alla Meloni come opinionista in Rai per la propaganda di Fratelli d’Italia, si occupa di innovazione. Anche per lui 40.000 euro annui. </p>
<p>Altri 40.000 euro anche per Laura Valente, moglie del compianto cantante Mango, manager lirica – già collaboratrice con realtà pubbliche e private a Napoli, Roma e Milano – già consigliera di Franceschini: è rimasta al ruolo per i “nuovi progetti museali”.<br />
20.000 euro annui vanno all’esperto di comunicazione e collaboratore di Rai e Mediaset, Fabio Longo.<br />
Ma udite udite, la paga più alta va a Giorgio Carlo Brugnoni, ex Cassa Depositi e Prestiti, in veste di consigliere economico per 130.000 euro all’anno.. </p>
<p>In totale l’entourage di consiglieri del ministro Sangiuliano, costa 360.000 euro lordi l’anno:<br />
che sono 150.000 in più del massimo speso dal già esoso predecessore Pd.<br />
Al gruppo di nominati aggiungiamo l’avvocato missino Luciano Schifone, ex consigliere regionale di FdI in Campania, che si occupa di “questioni del Mezzogiorno”. </p>
<p>Poi, l’avvocato  Rino Sica, collocato al diritto d’autore e digitalizzazione;<br />
il professor  Gianni Lepre; l’avvocato ed ex sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, Emma Giammattei, professoressa emerita di Letteratura all’Università Sant’Orsola di Napoli, Antonio Cilento, docente all’Università di Napoli, e la magistrata Bianca Bellucci.<br />
Tranne qualcuno che presta opera gratuitamente – almeno sulla carta &#8211; da notare che quasi tutti sono campani come il ministro Sangiuliano, o comunque hanno forti legami con Napoli.<br />
Questo alla faccia della ripartizione di provenienza territoriale dei collaboratori, e soprattutto alla faccia dei disoccupati, dei poveri e dei senza santi in paradiso.<br />
Per la casta i soldi ci sono sempre, con paghe molto alte che al cospetto di un precario gridano vendetta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/26/quei-collaboratori-doro-del-ministro-gennaro-sangiuliano/">Quei collaboratori d&#8217;oro del ministro Gennaro Sangiuliano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Meloni, Commissione antimafia di imputati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 12:50:14 +0000</pubDate>
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<p>23 maggio 2023, 31esimo anniversario della strage di Capaci in cui morì il giudice Falcone, ecco nominata la nuova Commissione Antimafia del governo Meloni.<br />
Presidente è Chiara Colosimo, sodale in una fotografia con Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna e anche per l’omicidio del magistrato Mario Amato (che indagava sui legami tra destra eversiva, Loggia P2 e apparati dello Stato, oltre che per la strage di Bologna.</p>
<p>La Colosimo è stata scelta nonostante il niet di tutte le associazioni dei parenti delle vittime delle stragi, oltre che dei 5 stelle e della Sinistra. Una nomina quantomeno inopportuna che però sta passando sotto silenzio sui telegiornali, o comunque laddove se ne parla, i toni sono celebrativi. Vicepresidente è Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale Antimafia, ora deputato del M5S.</p>
<p>Ma poi fa specie che in Commissione ci siano ben 3 imputati.<br />
Uno è Giuseppe Castiglione, deputato di Calenda, a processo per corruzione per la promessa di “assunzioni al Centro di accoglienza richiedenti asilo di Mineo” in cambio di voti. Vicenda che riguarda appalti</p>
<p>Poi c’è il berlusconiano Francesco Silvestro, imputato di tentata concussione quand’era presidente del consiglio comunale di Arzano, vicino Napoli, poi sciolto per infiltrazioni camorristiche. Silvestro l’ha spuntata col governo Meloni ma fu già dichiarato impresentabile alla precedente Commissione antimafia dell’epoca grillina.</p>
<p>Poi c’è il deputato della Lega Anastasio Carrà, vicesegretario della Carroccio in Sicilia e sindaco di Motta Sant’Anastasia, imputato per delitto colposo contro la salute pubblica nel suo comune. I magistrati di Catanila lo accusano di aver favorito l’uso di un bypass non autorizzato in cui sarebbero confluiti scarichi abusivi delle acque reflue, contenenti percentuali di elementi chimici e batterici superiori ai limiti previsti, che avrebbero compromesso il fosso acquifero e il suolo. Sempre per reati ambientali è sotto inchiesta la senatrice Dafne Musolino, eletta con Sud chiama Nord, il partito di Cateno De Luca, che risponde della mancata bonifica dell’ex discarica di Portella Arena.</p>
<p>Questa è la situazione paradossale e indegna di un Paese civile. Con un governo che spadroneggia come vuole, visto che l’opposizione è inerme e poco incisiva. Sono ormai lontani i tempi in cui i 5 stelle esibivano striscioni e protestavano sui tetti del Palazzo.</p>
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