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	<title>DanieleSemeraro.it</title>
	
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	<description>Il sito web e portfolio di Daniele Semeraro - daniele.semeraro@gmail.com</description>
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		<title>Cani guidatori e benzina alla menta</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Smentire la propria morte poche ore prima della “vera” morte? È successo! Ma parleremo anche di chiamate al 113, di crisi e di ladri in cerca di qualcosa di particolare &#160; CANE INGRANA LA MARCIA E… LO INVESTE Mai visto un cane che guida un camion? Cristopher Bishop, 43 anni autotrasportatore di Idge Manor, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Smentire la propria morte poche ore prima della “vera” morte? È successo! Ma parleremo anche di chiamate al 113, di crisi e di ladri in cerca di qualcosa di particolare</b></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>CANE INGRANA LA MARCIA E… LO INVESTE</b><br />
Mai visto un cane che guida un camion? Cristopher Bishop, 43 anni autotrasportatore di Idge Manor, in Florida, sì. E l’ha anche “sentito”, se così si può dire. L’uomo, che lavora in una ditta di trasporti da oltre dieci anni, durante un viaggio ha avuto problemi con la coppa dell’olio e ha accostato il camion sulla corsia di emergenza dell’autostrada. Messa la marcia in folle e tirato il freno a mano, di buon grado ha estratto dal cofano il kit per le emergenze di questo tipo e con un carrello è scivolato sotto al camion per cercare di porre rimedio al problema. Nel frattempo un cane (spuntato chissà da dove) è entrato nel camion – l’autotrasportatore aveva inavvertitamente lasciato la portiera aperta – e, forse perché incastratosi nella cabina di guida, ha disattivato il freno a mano. Il camion ha iniziato a camminare lentamente travolgendo l’uomo; solo grazie alla sua agilità e a un colpo di fortuna il camionista è riuscito a salvarsi, riportando solo qualche qualche frattura. Il cane, neanche a dirsi, è scappato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>CANTANTE UCCISO DOPO AVER SMENTITO LA PROPRIA MORTE</b><br />
Ora vi raccontiamo una storia davvero incredibile che viene dallo stato settentrionale del Messico chiamato Sinaloa: un famoso cantante, Sergio Vega – conosciuto come El Shaka – si è ritrovato a smentire la notizia della propria morte poche ore prima della sua… vera morte! L’artista, 40 anni, si trovava sulla sua Cadillac rossa quando è stato raggiunto da un gruppo di ladri a bordo di un camion armati di tutto punto, che lo hanno ucciso perché egli si rifiutava di consegnare il portafogli, contenente il guadagno di un’importante serata canora. “Capita spesso che i media locali e nazionali parlino della mia morte, e ogni volta devo fare comunicati, apparire in televisione e soprattutto rassicurare i miei parenti sul fatto che si tratta di bufale” aveva detto qualche ora prima il cantante, all’ennesima notizia della sua morte che, chissà perché, ignoti continuavano da mesi a sottoporre ai media. Ma poche ore dopo l’appuntamento con la Nera Signora è arrivato per davvero.</p>
<p><span id="more-7460"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>“MIO MARITO NON MANGIA”, E CHIAMA 30 VOLTE IL 113</b><br />
C’è chi chiama la polizia perché non sa difendersi da un calabrone e chi la chiama per aver perso il gattino. Ma ancora non avevamo scritto, su queste pagine di notizie pazze ma vere dal mondo, di chi chiama la polizia perché il marito non mangia. È successo per davvero a Kerrville, in Texas, dove una donna è stata denunciata per procurato allarme per aver chiamato ben 30 volte nell’arco di tre mesi il servizio di emergenza statunitense 911. Alcune volte i poliziotti sentivano solamente delle urla (ed erano costretti a intervenire, non sapendo di cosa si trattasse), altre volte la donna chiamava e riagganciava. Le ultime volte – quelle che hanno convinto gli agenti a denunciarla – la 53enne aveva addirittura chiamato perché il marito non voleva mangiare la cena che lei gli aveva preparato. La signora non faceva prima a rivolgersi a un catering?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>DISOCCUPATO MINACCIA DARSI FUOCO, MA CON BENZINA “ALLA MENTA”</b><br />
Ora parliamo di una storia di disperazione che arriva da Gela, in provincia di Caltanissetta in Sicilia, dove un disoccupato ha minacciato di darsi fuoco. La crisi, ne parliamo spesso su queste pagine, non accenna a diminuire e sono tantissime le persone che si trovano in ristrettezze economiche ma soprattutto che ne risentono psicologicamente. Come quest’uomo, che appunto ha minacciato di darsi fuoco con una tanica di benzina… contenente però solamente un’innocua miscela di acqua e sciroppo alla menta. L’uomo, 40 anni sposato e padre di tre figli, era dipendente della “Omar”, un’azienda metalmeccanica di Porto Empedocle operante nell’indotto petrolchimico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ARRESTATO PERCHÉ RUBAVA ASSORBENTI (USATI)</b><br />
Non c’è mai limite alla perversione. Siamo in Germania, dove un uomo è stato condannato a trenta mesi di lavori socialmente utili per aver provato a rubare, per diverse volte, assorbenti usati da diverse abitazioni. L’uomo, in particolare, è stato trovato in possesso di arnesi da scasso: entrava nelle abitazioni (soprattutto di studentesse) e frugava nella spazzatura in cerca del “prezioso” bottino. L’uomo, in evidente stato di insanità mentale, è stato anche condannato a seguire un corso riabilitativo per maniaci sessuali.</p>
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		<title>Se il Tg1 scende sotto quota 4 milioni…</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[(Fotografia scattata ieri, 20 luglio, intorno alla mezzanotte in un chioschetto di grattachecca sul Lungotevere a Roma) ..vorrà dire che qualcosa non va, vero caro direttore Minzolini? Stiamo parlando di 4 milioni di telespettatori naturalmente. Sarà per caso colpa &#8211; oltre che del modo in cui vengono confezionate le notizie di politica, su cui sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>(Fotografia scattata ieri, 20 luglio, intorno alla mezzanotte in un chioschetto di grattachecca sul Lungotevere a Roma)</i></p>
<p>..vorrà dire che qualcosa non va, vero caro direttore Minzolini? Stiamo parlando di 4 milioni di telespettatori naturalmente. Sarà per caso colpa &#8211; oltre che del modo in cui vengono confezionate le notizie di politica, su cui sarebbe necessario un saggio a parte &#8211; della sovrabbondanza di questo genere di servizi &#8220;leggeri&#8221;? E quindi del  conseguente graduale abbandono delle notizie serie?</p>
<p><span id="more-7449"></span></p>
<p>In particolare &#8211; dati alla mano &#8211; il Tg1 è passato da una media del 32,79 per cento di share del 2006 (era Riotta) al 32,69 del 2007, al 29,64 del 2008 e al minimo storico del 27,5 per cento registrato ad aprile 2010. Passata la soglia del 30 per cento di share, il Tg1 &#8211; pagato con i nostri soldi &#8211; non è più &#8220;un riferimento&#8221; per gli italiani.</p>
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		<title>Più tasse per tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un esempio su tutti che denota l&#8217;enorme pantano e l&#8217;enorme difficoltà (soprattutto comunicativa) in cui si trova la Sinistra oggi? Il fatto di non essere mai riuscita a sfatare il mito che la destra abbassa le tasse mentre i democratici le alzano. In realtà, complice anche la ridicola lotta all&#8217;evasione, negli ultimi anni le tasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un esempio su tutti che denota l&#8217;enorme pantano e l&#8217;enorme difficoltà (soprattutto comunicativa) in cui si trova la Sinistra oggi? Il fatto di non essere mai riuscita a sfatare il mito che la destra abbassa le tasse mentre i democratici le alzano. In realtà, complice anche la ridicola lotta all&#8217;evasione, negli ultimi anni le tasse sono aumentate, e non di poco.</p>
<p>Eppure non dovrebbe essere così difficile comunicare le tante magagne e le tante bugie dei vari governi Berlusconi, soprattutto partendo da elementi così concreti e sotto gli occhi di tutti!</p>
<p>I dati sono contenuti in un interessante articolo <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/07/19/news/berlusconi_pi_tasse-5667946/">uscito oggi su Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p>Il sogno: &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;. La realtà: nel 2000 le entrate complessive dello Stato rappresentavano il 45,4% cento del Pil, nel 2009, alla fine del &#8220;decennio berlusconiano&#8221;, questa percentuale è salita al 47,2%, il valore più alto mai raggiunto. In termini assoluti, nello stesso periodo le entrate sono cresciute del 33%, un valore superiore di ben 12 punti percentuali rispetto alla crescita dei prezzi, ferma al 20,6%.<br />
<span id="more-7442"></span><br />
Degli slogan elettorali di Berlusconi quello sulle tasse che diminuiscono, liberando risorse per famiglie e imprese, è certamente il più riuscito. Non c&#8217;è dubbio: nell&#8217;immaginario collettivo di moltissimi italiani i suoi governi si sono caratterizzati come quelli che non hanno &#8220;messo le mani nelle tasche della gente&#8221;. Al contrario, gli stessi slogan del centrodestra e dei media di Berlusconi (tv e giornali) hanno accreditato i governi di centro sinistra come quelli che hanno sempre puntato ad alzare le tasse. Al punto che negli ultimi giorni della campagna elettorale del 2006 Prodi perse terreno sulla base della martellante campagna mediatica di Berlusconi. Con il risultato che quella che fino a poche settimane prima sembrava per il centro sinistra una marcia trionfale si trasformò invece in una risicata vittoria, per non dire una mezza deblacle, come si vide meglio un anno e mezzo dopo.<br />
Chi ha creduto a quest&#8217;abile costruzione propagandistica di Berlusconi potrà trovare sorprendenti i dati contenuti nelle relazioni annuali della Banca d&#8217;Italia. Dati che smentiscono in toto le roboanti affermazioni che il nostro premier ci ha regalato in tutti questi anni.</p>
<p>In estrema sintesi, i numeri evidenziano con chiarezza due circostanze: 1) le entrate dello Stato nel &#8220;decennio berlusconiano&#8221; non soltanto non sono diminuite ma sono addirittura aumentate, in relazione sia all&#8217;inflazione, sia al prodotto interno lordo. Non soltanto non c&#8217;è quindi stata la promessa riduzione delle tasse, ma al contrario è aumentata la voracità dello Stato. 2) L&#8217;incremento delle entrate dello Stato non è stato però causato da un incremento omogeneo delle principali fonti di gettito, ossia imposte dirette (quelle sul reddito), imposte indirette (Iva e accise) e contributi previdenziali (essenzialmente Inps e Inpdap).</p>
<p>In effetti, analizzando le principali componenti delle entrate dello Stato, vediamo che le imposte dirette sono cresciute tra il 2000 ed il 2009 del 33 per cento, una percentuale più alta di quasi 12 punti percentuali rispetto al 20,6 dell&#8217;inflazione, ma in relazione alla crescita del Pil sono rimaste sostanzialmente immutate (soltanto 0,2 punti percentuali in più nello stesso periodo).<br />
È quindi corretto ammettere che il gettito delle imposte che si pagano con la busta paga (lavoratori dipendenti) o con la dichiarazione dei redditi (autonomi) non è aumentato, ma questo risultato può dipendere anche dal diverso livello di evasione fiscale. Infatti, confrontando le aliquote Irpef per gli anni 2000, 2005 e 2009, non si riscontra una palese riduzione delle stesse, che anzi tendono ad aumentare per i redditi più bassi, sebbene tale incremento possa risultare neutralizzato da maggiori detrazioni. In conclusione, le imposte dirette non sono aumentate, ma neppure diminuite, ed in ogni caso non vi sono state &#8220;meno tasse per tutti&#8221;. </p>
<p>È invece leggermente diminuito il gettito delle imposte indirette, ossia Iva e accise, se lo si rapporta all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione (meno 2,3 per cento nel periodo considerato), ed in particolare, se lo si confronta con il Pil: da un 14,7 per cento del 2000 si è scesi ad un 13,6 del 2009. In particolare, c&#8217;è da notare che la riduzione più accentuata è avvenuta negli ultimi due anni, e cioè nel 2008 e nel 2009 (nel 2007 era ancora uguale a quella del 2000).</p>
<p>Questo spostamento dal prelievo indiretto a quello diretto viene in genere considerato nei testi di Scienza delle Finanze come un fatto equitativo: infatti con le imposte dirette si paga in maniera progressiva a seconda del reddito (più è alto più si versa al fisco). In altre parole, i più &#8220;poveri&#8221; pagano meno tasse in proporzione al proprio reddito. Al contrario, sempre nella dottrina classica, il minore peso delle imposte indirette può essere considerato un fatto positivo dal punto di vista sociale, in quanto le imposte indirette non hanno natura progressiva, e quindi rappresentano un fardello evidentemente più pesante per i percettori di redditi più bassi.</p>
<p>Calando questi argomenti nella situazione italiana, caratterizzata da un&#8217;evasione fiscale impressionante (si stimano ormai 120 miliardi di euro di imposte non pagate), la riduzione del gettito delle imposte indirette che si è verificato, ad aliquote Iva e importi delle accise invariati, potrebbe segnalare una maggiore evasione, che si realizza essenzialmente con le attività in nero e con il meccanismo delle cartiere, ossia delle società create per emettere fatture false. </p>
<p>Quindi, non ci sono state complessivamente meno tasse per tutti. Anzi sono cresciute le imposte dirette &#8211; che colpiscono particolarmente coloro che, come i dipendenti (ma anche molti autonomi) non possono evadere &#8211; e questo non è in Italia e nelle attuali circostanze un fatto positivo: dice soltanto che si accresciuto l&#8217;obolo che lo Stato pretende sui redditi effettivamente dichiarati. Ovvero, come ha detto di recente il Governatore della Banca d&#8217;Italia, sostanzialmente sulle stesse persone. Mentre non ci sono stati nel decennio berlusconiano segnali di un recupero dell&#8217;evasione, altrimenti si sarebbe visto anche un aumento delle imposte indirette. </p>
<p>Va comunque detto che il calo delle imposte indirette negli ultimi due anni è certamente da mettere in relazione anche con la crisi economica. Da notare, tuttavia, che nel decennio considerato l&#8217;anno in cui il gettito delle imposte indirette è stato più alto in assoluto è il 2007, al tempo del secondo governo Prodi: 227 miliardi, poi scesi 216 nel 2008 e a 207 nel 2009. Insomma, comunque la si voglia vedere, di certo i governi di Berlusconi non si sono caratterizzati per una lotta all&#8217;ultimo sangue contro l&#8217;evasione e l&#8217;elusione. Anzi.</p>
<p>Un altro dato molto interessante viene dalla voce contributi sociali, che è in assoluto la componente della pressione fiscale cresciuta di più (+46,6% in 9 anni), sia rispetto all&#8217;aumento del costo della vita (+26 punti), sia in relazione al Pil (dal 12,4% del 2000 al 14,1% del 2009). In altre parole è aumentata di molto la pressione fiscale sul fattore lavoro, in particolare su quello dipendente.</p>
<p>Abbiamo visto fin qui i trend decennali, dal 2000 al 2009. Ma qual è l&#8217;esatto contributo anno per anno degli esecutivi Berlusconi, visto che quest&#8217;ultimo ha governato per 6 anni e mezzo su 10 (di cui 5 in modo esclusivo)? Riconoscendo che gli incrementi più significativi della pressione fiscale si sono realizzati nel 2006, anno di transizione dal terzo Governo Berlusconi al secondo Governo Prodi, è interessante comunque fare un confronto tra i 5 anni di completa responsabilità dei governi di centrodestra (2002, 2003, 2004, 2005, 2009) con i due anni gestiti dal governo di centrosinistra (2000 e 2007).</p>
<p>Considerando solo l&#8217;andamento del gettito in funzione del Pil, ovvero in altri termini i valori della pressione fiscale, vediamo che nei cinque anni di governo continuativo di centrodestra la pressione fiscale è leggermente diminuita nel complesso di 0,6 punti rispetto al Pil, ossia 0,12 punti l&#8217;anno, mentre nei due anni di centrosinistra è cresciuta di mezzo punto del Pil, ovvero 0,25 punti l&#8217;anno. Non c&#8217;è dubbio, ma non è una sorpresa, che i governi di Berlusconi abbiano effettivamente prodotto un&#8217;esigua riduzione del gettito fiscale rispetto al Pil in questo primo periodo, anche se è difficile dire se questo risultato dipenda più da leggi tributarie più favorevoli che da una maggiore evasione fiscale o dall&#8217;abbondante ricorso alla risorsa &#8220;condoni&#8221; che premiamo soprattutto quelli che di solito non pagano le tasse. Tuttavia, dopo la crescita del 2006-2007, la pressione fiscale negli ultimi due anni di governo Berlusconi è rimasta sostanzialmente invariata intorno al 43 per cento. Anzi, a voler essere precisi, nel 2009 la pressione fiscale ha raggiunto il picco massimo del decennio: 43,2 per cento.<br />
Andando ad analizzare le varie componenti della tassazione, scopriamo che sul fronte delle imposte dirette, i primi cinque anni di governo del Cavaliere hanno contribuito ad una riduzione di gettito pari a 2,1 punti del Pil (0,42 l&#8217;anno), mentre il centrosinistra ha contribuito ad una crescita: nei 2 anni di suo governo ad un aumento di 0,3 punti di Pil (0,15 l&#8217;anno). Tuttavia, nel 2009, il peso delle imposte dirette sul Pil era maggiore di quello che c&#8217;era nell&#8217;ultimo anno &#8220;pieno&#8221; del precedente ciclo del centro sinistra, ovvero il 2000: 14,6 contro 14,4. Un decennio inutilmente trascorso in attesa che le promesse di Berlusconi si concretassero sulle buste paga e sui redditi.</p>
<p>Il contributo del centrodestra alla riduzione del gettito delle imposte indirette è di soli 0,2 punti di Pil in cinque anni, la stessa misura del centrosinistra (ma in soli 2 anni). Anche l&#8217;incremento dei contributi sociali, in termini di gettito rapportato al Pil è opera in misura simile degli esecutivi di centrodestra e di centrosinistra, visto che i primi hanno portato ad un incremento di 0,8 punti del Pil (0,16 l&#8217;anno), ed i secondi di mezzo punto in 2 anni (0,25%) l&#8217;anno.</p>
<p>Cosa si desume dai numeri sopra indicati? Innanzitutto che, al di là degli altisonanti proclami su una loro riduzione, le tasse non sono complessivamente calate. Né potevano esserlo per via dell&#8217;enorme, e crescente finora, spesa pubblica (vedi nostra inchiesta del 31 maggio 2010) e di un debito pubblico (vedi nostra inchiesta del 1° febbraio 2010) che ha continuato la sua ascesa. È vero però che sul fronte delle imposte dirette gli esecutivi di Berlusconi hanno prodotto una sia pur leggerissima riduzione del gettito. Sostanzialmente compensata però da maggiori contributi sociali. In altre parole, è possibile che soprattutto i lavoratori autonomi siano stati avvantaggiati dai governi di Berlusconi, a scapito dei lavoratori dipendenti.</p>
<p>Non solo, ma il maggior gettito dei contributi sociali, riverberandosi sul costo del lavoro, può aver contribuito alla riduzione della competitività del nostro sistema produttivo, che molto dipende, com&#8217;è noto, da questo fattore. Certamente i dati nudi e crudi non dicono che agli italiani sia convenuto avere Berlusconi al governo: neppure per le tasse.</p></blockquote>
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		<title>Magico Salento</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune foto del mio recente (breve) viaggio in Puglia, da Trani alla costa leccese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune foto del mio recente (breve) viaggio in Puglia, da Trani alla costa leccese.</p>

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		<title>Tv dei ragazzi e Dvd erotici</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 21:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un uomo fa irruzione in una banca… per dormire. Una maestra consegna agli alunni un Dvd porno. Nuovo appuntamento con le news più strane ma vere della settimana! &#160; È LA TV DEI RAGAZZI O PLAYBOY CHANNEL? Apriamo il nuovo appuntamento con il “Follini ma Vero” con uno scandalo che sta colpendo, questi giorni, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Un uomo fa irruzione in una banca… per dormire. Una maestra consegna agli alunni un Dvd porno. Nuovo appuntamento con le news più strane ma vere della settimana!</b></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>È LA TV DEI RAGAZZI O PLAYBOY CHANNEL?</b><br />
Apriamo il nuovo appuntamento con il “Follini ma Vero” con uno scandalo che sta colpendo, questi giorni, la Time Warner Cable, una delle società di produzione televisiva più importanti degli Stati Uniti. Perché lo scandalo? È presto detto: su un canale televisivo di cartoni animati per bambini in North Carolina sono andate in onda, per oltre un’ora e nella fascia di maggiore ascolto, le immagini di Playboy Channel. Due alti dirigenti sono stati licenziati, ma tanto non è bastato a placare gli animi. Un portavoce dell’emittente televisiva ha chiesto più volte scusa e ha ringraziato tutti i genitori che hanno chiamato il centralino per segnalare l’errore. Errore che, secondo quanto dichiarato, non era visibile sui monitor del centro di controllo della messa in onda. A quanto pare, secondo una prima indagine, c’è stato uno scambio di segnali video all’interno della centrale televisiva, e quelli di Playboy Channel (rete anch’essa prodotta dalla Time Warner) si sono inseriti su quelli dei cartoni animati. Per protesta numerosi genitori si sono accampati davanti alla sede dell’emittente per chiedere le dimissioni, in massa, di tutto il consiglio di amministrazione. Non sarà troppo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>BAMBINI? HO UN BEL DVD PER VOI!</b><br />
Restiamo in tema per un’altra storia incredibile. Gli insegnanti dovrebbero essere selezionati per la loro competenza, attenzione e bravura, considerato che formano e plasmano il futuro del mondo. Eppure a volte riescono a cacciarsi nei guai più assurdi. È quello che è successo a una maestra della scuola elementare di Homosassa, in Florida, negli Stati Uniti. La donna, insegnante di seconda elementare, aveva pensato bene di creare un Dvd con le foto scattate durante le attività extracurriculari svolte durante l’anno e di consegnarlo, per ricordo, ai suoi 19 studenti. Peccato che una ragazzina di otto anni, inserito il Dvd nel lettore di casa, ha potuto assistere a scene che poco c’entravano con le attività scolastiche: la maestra e suo marito che si esibivano in pratiche sessuali degne di pornoattori professionisti. La maestra si è giustificata spiegando che il marito l’aveva aiutata a masterizzare i dischi e il Dvd porno doveva essersi confuso con gli altri per errore. Dopo essersi scusata, la maestra ha però aggiunto che forse era eccessivo alzare un polverone per l’errore… di un solo disco su 19!</p>
<p><span id="more-7420"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>UBRIACO DOPO UNA SERA AL NIGHT? NON CHIAMARE IL 113!</b><br />
Sembra incredibile, ma sotto gli effetti dell’alcol noi umani riusciamo a fare delle stupidaggini di altissimo livello. In Connecticut, ad esempio, un uomo ha chiamato per ben sei volte la polizia per farsi riaccompagnare a casa dopo una sera passata a guardare le ballerine di un night club. “L’uomo, 28 anni – ha reso noto la polizia di New Haven – ha chiamato per ben sei volte il 911 (il numero statunitense per le emergenze, ndr) chiedendo di essere riaccompagnato a casa perché aveva bevuto troppo e aveva paura di essere fermato dalla polizia (!) per guida in stato di ebbrezza. Abbiamo provveduto – si legge ancora nel comunicato – a elevare una multa di mille dollari (poco più di 800 euro, ndr), e l’uomo dovrà comparire davanti a un tribunale per rispondere di procurato allarme”. E lui che voleva solo fare le cose secondo la legge!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ARRESTATO PERCHÉ TROVATO A FARE SESSO CON UN CANE. E NON ERA LA PRIMA VOLTA</b><br />
L’amore per gli animali – argomento già affrontato su queste pagine qualche tempo addietro – può giocare brutti scherzi. È successo a un ventenne di Wichita, in Kansas, arrestato perché trovato a fare sesso con il cane di una coppia di vicini. In particolare, il ragazzo avrebbe sfondato il cancello del garage dell’abitazione di fronte alla propria e avrebbe iniziato a fare sesso col cane di famiglia, un rottweiler (che, a quanto pare, sembra gradisse). Non è la prima volta che il ragazzo viene arrestato per atti del genere: qualche mese fa, infatti, successe la stessa identica cosa con un altro cane di un’altra coppia di vicini. Probabilmente questa volta il nostro amante della zoofilia non verrà rilasciato tanto presto…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>IRROMPE IN BANCA PER… DORMIRE</b><br />
Voi direte: una persona che irrompe in una banca è preparata, attrezzata e soprattutto determinata a rubare i soldi e scappare il prima possibile. Niente di tutto questo è accaduto a Edimburgo, dove un uomo è riuscito a entrare nel sottosuolo di una banca… solo per difendersi dal freddo e continuare a bere la sua bottiglia di whiskey. Le telecamere di sorveglianza mostrano chiaramente l’uomo che, intorno alle 3 di notte, fa irruzione nello scantinato, ma invece di puntare al caveau, finisce la sua bottiglia e si mette a dormire per terra. L’uomo, rintracciato, è stato denunciato, ma probabilmente se la caverà solo con una multa, considerato che le sue intenzioni non erano, chiaramente, quelle di rubare.</p>
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		<title>Il senso del silenzio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due opinioni sullo sciopero di domani firmate Ezio Mauro e Fiorenza Sarzanini: &#8220;Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la &#8220;legge bavaglio&#8221;. Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d&#8217;informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--nevermore-->
<p>Due opinioni sullo sciopero di domani firmate Ezio Mauro e Fiorenza Sarzanini:</p>
<blockquote><p>&#8220;Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la &#8220;legge bavaglio&#8221;. Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d&#8217;informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l&#8217;attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.</p>
<p>Non si tratta di uno sciopero corporativo, ma di una protesta a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta. A questo diritto fondamentale, corrisponde il dovere dei giornali di dare tutte le notizie utili ai lettori, con un autonomo e libero lavoro di ricerca, selezione e gerarchia delle informazioni, che viene giudicato ogni giorno dal mercato.</p>
<p><span id="more-7428"></span></p>
<p>Questo sciopero è anche l&#8217;unico modo, in uno sfortunato Paese di improprio monopolio televisivo, per portare a conoscenza del pubblico delle televisioni ciò che sta avvenendo nel circuito tra il potere, la giustizia, l&#8217;informazione e la pubblica opinione: e cioè il tentativo con la legge di ostruire questo circuito, perché i magistrati che indagano vengano limitati nel loro lavoro di ricerca delle prove, i giornalisti che informano debbano tacere, e i cittadini che possono giudicare rimangano al buio. Di questo, i telegiornali di corte non parlano: per un giorno il black out televisivo parlerà per loro, e i telespettatori sapranno finalmente che c&#8217;è un problema, e li riguarda.</p>
</blockquote>
<p><b><i><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/08/news/silenzio_stampa-5468348/">Ezio Mauro</a> (direttore &#8220;la Repubblica&#8221;, 8 luglio 2010)</b></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Una giornata di silenzio che in realtà serve a parlare. Una giornata senza radio, televisioni, giornali e siti Internet per far sì che siano i cittadini a rivendicare il proprio diritto a essere informati. Perché la protesta indetta dalla Federazione nazionale della stampa non è la difesa corporativa dei giornalisti, ma il grido di allarme di chi si preoccupa per gli effetti che avrà la nuova legge sulle intercettazioni: limiti forti alla possibilità di diffondere notizie; di fare informazione.</p>
<p>Decine di parlamentari, non soltanto dell’opposizione, si sono espressi sui rischi delle nuove norme. Ma è stato soprattutto il presidente della Repubblica, fatto non usuale, ad evidenziare più volte le «criticità» del provvedimento che riscrive le regole per imagistrati ancor prima di quelle per la stampa. Sullo sfondo rimane lo scontro politico che di fatto sta trasformando questa legge in un trofeo per uno degli schieramenti &#8211; ormai trasversali &#8211; che riuscirà a farla approvare oppure a farla finire su un binario morto.</p>
<p>Si parla di intercettazioni, ma quello che riguarda le conversazioni telefoniche e ambientali è soltanto uno dei tanti divieti di pubblicazione. Nessun colloquio registrato potrà mai più essere reso noto fino alla celebrazione del processo, così come gli atti di indagine anche non più segreti, perché ormai conosciuti dalle parti. «Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini », ripetono i sostenitori della legge. Principio sacrosanto, è vero, ma che va salvaguardato senza intaccare il diritto-dovere dell’informazione.</p>
<p>La scelta di imporre ai giornalisti di poter soltanto riassumere le carte processuali in realtà aumenta il pericolo che il contenuto di ogni documento possa essere riportato in termini lacunosi o strumentali. E priva persino gli indagati o gli arrestati della possibilità di utilizzare, per far valere le proprie ragioni, quanto affermato dal giudice o dalla pubblica accusa. Almeno fino al dibattimento. In quella sede la privacy evidentemente non si deve più tutelare, visto che anche le intercettazioni potranno comunque diventare pubbliche.</p>
<p>La corsa all’approvazione della legge, con la possibilità che si proroghino addirittura le sedute della Camera fino a metà agosto come se ci si trovasse di fronte ad un’emergenza, non sembra giustificata. A questo punto dovrebbe essere la stessa maggioranza, di fronte a una mobilitazione forte e a un dibattito politico tanto acceso, a comprendere che il momento di fermarsi è ormai arrivato. Nessuno deve avere paura delle regole, tantomeno i giornalisti. Ma questo non può trasformarsi in una limitazione o addirittura in una censura preventiva. Esistono già leggi che puniscono gli abusi, anche per quanto attiene agli aspetti deontologici. Nulla vieta che si possano cambiare in alcune parti per renderle ancora più efficaci. Tenendo però sempre presente che conoscere quanto sta accadendo è un diritto primario dei cittadini. Il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca possono convivere, come avviene in tante altre democrazie. Perché da noi no?</p>
</blockquote>
<p><b><i><a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_08/sarzanini-liberta-di-tutti_68fa2414-8a4e-11df-966e-00144f02aabe.shtml">Fiorenza Sarzanini</a> (editorialista &#8220;Il Corriere della Sera&#8221;, 8 luglio 2010)</b></i></p>
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		<title>Aspettando la rivolta dei giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 09:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non condivido al 100%, ma di certo questo articolo di Curzio Maltese fa molto riflettere &#160; Ma perché questi ragazzi non si ribellano? A chi serve andare avanti così? Essere giovani in Italia significa ormai rinunciare alla dignità del vivere. Il lavoro, quando c&#8217;è, fa schifo, è precario e sottopagato. Ma sempre più spesso non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Non condivido al 100%, ma di certo questo articolo di Curzio Maltese fa molto riflettere</b></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!--nevermore--></p>
<p>Ma perché questi ragazzi non si ribellano?</p>
<p>A chi serve andare avanti così?</p>
<p>Essere giovani in Italia significa ormai rinunciare alla dignità del vivere. Il lavoro, quando c&#8217;è, fa schifo, è precario e sottopagato. Ma sempre più spesso non c&#8217;è. Gli hanno raccontato che con la flessibilità non vi sarebbe stata disoccupazione e se la sono bevuta, incredibilmente: hanno condiviso il finto liberismo dei padroni e sono diventati schiavi. Il risultato è che un giovane su tre è disoccupato. Comunque anche i fortunati, si fa per dire, con lo stipendio non riescono a mantenersi e devono pescare dalla borsetta di mammà, come cantava Carosone.</p>
<p>Ora si berranno forse la favola che la colpa di tutto è dei lavoratori più anziani, dei loro diritti acquisiti. Ma quei diritti le generazioni precedenti se li sono conquistati al prezzo di lotte durissime, mica abboccando alle balle dei presidenti di Confindustria o dei miliardari prestati alla politica.</p>
<p><span id="more-7424"></span></p>
<p>L&#8217;Italia è un Paese di vecchi che odiano i giovani e le donne. Ma giovani e donne votano per una classe dirigente di uomini vecchi e quindi il cerchio si chiude.</p>
<p>Il progressivo rimbecillimento della nazione si compie senza conflitti generazionali.</p>
<p>Da giovane detestavo chi parlava di «giovani», senza distinguere, perché i «giovani» naturalmente non esistono come categoria. Eppure quanto avviene da noi nel rapporto fra generazioni merita attenzione, perché non accade altrove. Non esiste un Paese europeo dove il governo possa tagliare fondi all&#8217;istruzione senza provocare rivolte di piazza. I giovani europei sanno benissimo che l&#8217;unica speranza di avere un futuro nel mondo globalizzato consiste nel ricevere una buona formazione in scuole e università di eccellenza.</p>
<p>Ora da noi le scuole pubbliche non hanno i soldi per la carta nei cessi e le università se la battono nelle classifiche internazionali con l&#8217;Africa. Ebbene il governo demolisce quel poco che rimane e gli studenti stanno zitti e buoni. Ad aspettare che cosa? Un lavoretto per l&#8217;estate e un altro per l&#8217;autunno? A prendersela con gli immigrati?</p>
<p>In Italia non esiste sostegno ai giovani disoccupati, non esiste una politica della casa per le nuove coppie. Tutto è delegato a mammà e papà. Vi sta bene? Si fa davvero fatica a capirvi. Certo, tutta quella televisione assunta fin dalla prima infanzia deve aver fatto parecchio male.</p>
<p>Ma, insomma, ragazzi svegliatevi, non fidatevi di delegare a qualche furbastro la protesta, scendete in piazza, fate qualcosa, arrangiatevi. Oppure smettetela di arrangiarvi. Che cosa avete da perdere?</p>
<p><i>(Curzio Maltese)</i></p>
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		<title>Garfagnana, Alpi Apuane, Lucca</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente trovo il tempo di pubblicare le foto del mio ultimo viaggio tra le località più remote degli Appennini. Destinazione la Garfagnana, tra le province di Lucca e Pistoia, le Alpi Apuane e l&#8217;Appennino tosco-emiliano. Una tre giorni tra oasi naturali, ponti sospesi, paesi fantasma e suggestivi borghi medievali. Protagoniste assolute del viaggio le passeggiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente trovo il tempo di pubblicare le foto del mio ultimo viaggio tra le località più remote degli Appennini. Destinazione la <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;source=s_q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=castelnuovo+garfagnana&#038;sll=44.113534,10.436926&#038;sspn=0.030688,0.077162&#038;ie=UTF8&#038;hq=&#038;hnear=Castelnuovo+di+Garfagnana+Lucca,+Toscana&#038;z=12">Garfagnana</a>, tra le province di Lucca e Pistoia, le Alpi Apuane e l&#8217;Appennino tosco-emiliano. Una tre giorni tra oasi naturali, ponti sospesi, paesi fantasma e suggestivi borghi medievali.</p>
<p>Protagoniste assolute del viaggio le passeggiate in boschi ombrosi al suono di decine di tipi diversi di uccelli; la gastronomia, con una cucina ricca a base di farro, farina di castagna, funghi e formaggi; le strade tortuose, da percorrere tra costoni di roccia sporgenti e panorami mozzafiato.</p>
<p>Il parco dell&#8217;Orecchiella, il ponte del diavolo a Borgo a Mozzano, l&#8217;eleganza liberty di Barga, le feste di paese a Castiglione di Garfagnana, la Grotta del Vento o il paese fantasma di Fabbriche di Careggine ma anche il centro storico medievale di Lucca sono solo alcune delle meraviglie della zona. Guardare la galleria fotografica per credere!</p>
<p><span id="more-7413"></span></p>

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	<!-- Slideshow link -->
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			[Mostra presentazione]		</a>
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			<a href="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/IMG_3787.jpg" title="Lago di Pontecosi, vicino Pieve Fosciana" class="thickbox" rel="set_16" >
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			<a href="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/IMG_3816.jpg" title="Il lago di Vagli e, sotto l'acqua, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine. Si tratta di un villaggio abbandonato nel 1947 a causa dell'allagamento dovuto alla costruzione di un bacino idroelettrico.

Fino allo scorso secolo la meraviglia di Fabbriche di Careggine riemergeva dalle acque del lago artificiale ogni 10 anni circa per i lavori di manutenzione degli impianti, che obbligavano a svuotare l'invaso. Con le moderne tecnologie di monitoraggio questo costoso, lungo e anche pericoloso procedimento non è più attuato e il lago custodisce gelosamente il suo antico segreto." class="thickbox" rel="set_16" >
								<img title="Il lago di Vagli e, sotto l'acqua, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine. Si tratta di un villaggio abbandonato nel 1947 a causa dell'allagamento dovuto alla costruzione di un bacino idroelettrico.  Fino allo scorso secolo la meraviglia di Fabbriche di Careggine riemergeva dalle acque del lago artificiale ogni 10 anni circa per i lavori di manutenzione degli impianti, che obbligavano a svuotare l'invaso. Con le moderne tecnologie di monitoraggio questo costoso, lungo e anche pericoloso procedimento non è più attuato e il lago custodisce gelosamente il suo antico segreto." alt="Il lago di Vagli e, sotto l'acqua, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine. Si tratta di un villaggio abbandonato nel 1947 a causa dell'allagamento dovuto alla costruzione di un bacino idroelettrico.  Fino allo scorso secolo la meraviglia di Fabbriche di Careggine riemergeva dalle acque del lago artificiale ogni 10 anni circa per i lavori di manutenzione degli impianti, che obbligavano a svuotare l'invaso. Con le moderne tecnologie di monitoraggio questo costoso, lungo e anche pericoloso procedimento non è più attuato e il lago custodisce gelosamente il suo antico segreto." src="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/thumbs/thumbs_IMG_3816.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="In una fotografia di alcuni anni fa, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine, ora completamente sommerso dalle acque del lago di Vagli" alt="In una fotografia di alcuni anni fa, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine, ora completamente sommerso dalle acque del lago di Vagli" src="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/thumbs/thumbs_IMG_3902.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="La diga di Vagli, costruita dall'Enel nel 1947. Sotto le acque, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine" alt="La diga di Vagli, costruita dall'Enel nel 1947. Sotto le acque, il paese fantasma di Fabbriche di Careggine" src="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/thumbs/thumbs_IMG_3922.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Stalattiti, stalagmiti e altre formazioni all'interno della Grotta del Vento a Vergemoli, una delle grotte più importanti d'Italia" alt="Stalattiti, stalagmiti e altre formazioni all'interno della Grotta del Vento a Vergemoli, una delle grotte più importanti d'Italia" src="http://www.danielesemeraro.it/wp-content/gallery/garfagnana/thumbs/thumbs_IMG_3981.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>Follini Mondiale</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un Follini ma Vero molto particolare quello che ospita questo numero de lo Stivale Bucato: è dedicato, infatti, alle curiosità dei Mondiali 2010: dagli stregoni ai wc preriscaldati di Maradona, dalle nazionali più antipatiche all’epidemia da calcio &#160; A NAZIONALE PIÙ ANTIPATICA? DI CERTO LA FRANCIA E pensare che non siamo nemmeno noi italiani a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Un </i>Follini ma Vero<i> molto particolare quello che ospita questo numero de </i>lo Stivale Bucato<i>: è dedicato, infatti, alle curiosità dei Mondiali 2010: dagli stregoni ai wc preriscaldati di Maradona, dalle nazionali più antipatiche all’epidemia da calcio</b></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>A NAZIONALE PIÙ ANTIPATICA? DI CERTO LA FRANCIA</b><br />
E pensare che non siamo nemmeno noi italiani a dirlo! Il quotidiano francese “L’Equipe” ha infatti pubblicato un sondaggio – con il titolo “Disamore mondiale” – nel quale si legge che la nazionale di Raymond Domenech non solo è tra le meno quotate tra le possibili vincitrici del Mondiale, ma è anche la più antipatica. Secondo lo studio, condotto fra appassionati di calcio di Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Germania, Olanda, Brasile, Stati Uniti e Cina, il Brasile risulta la nazionale più simpatica per il 28 per cento degli intervistati, davanti a Spagna (13 per cento) e Argentina (11 per cento). Al quarto posto ci siamo noi italiani (9 per cento) al pari con gli inglesi di Fabio Capello. La Francia, lo dicevamo, è invece ultima con il 4 per cento delle simpatie. E se per l’Italia i francesi sono i più odiati, indovinate, invece, per i francesi qual è la nazionale più antipatica? Ma quella italiana, ovviamente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>EPIDEMIA DA MONDIALE</b><br />
Una vera e propria epidemia sta per colpire l’Inghilterra. Non si tratta dell’influenza A né di quella aviaria, bensì di quella da pallone. Secondo un sondaggio, infatti, un impiegato su tre potrebbe essere colto da “febbre da mondiali di calcio” e darsi malato in occasione delle partite della Nazionale guidata da Capello. Secondo la Bbc, infatti, il 32 per cento degli intervistati avrebbe risposto di essere pronto a darsi malato al lavoro per poter riuscire a vedere tranquillamente la partita. La percentuale sale al 68 per cento tra coloro che seguono abitualmente le partite. Non si tratta di una novità: il problema anzi tra i manager inglesi è molto sentito, e si verifica puntualmente ogni quattro anni. Molte aziende, così, hanno deciso di approntare aree speciali dove i dipendenti, durante l’orario di lavoro, potranno seguire le partite della Nazionale; altre aziende, invece, si sono dette pronte a concedere agli impiegati permessi (non retribuiti) per seguire le partite.</p>
<p><span id="more-7402"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>GIORNALISTI, UN’ACCOGLIENZA CON GLI STREGONI</b><br />
Accoglienza particolare per i giornalisti che arriveranno in Sudafrica per seguire i Mondiali di calcio: a ricevere i reporter con danze e canti particolari sarà un folto gruppo di stregoni “sangomas”, che daranno una benedizione ai giornalisti spiegando che la loro filosofia segue la tradizione Nguni ed è basata sulla “fede negli spiriti ancestrali”. Curiosità tra le curiosità: a volte questi stregoni si “esprimono” – se così si può dire – con sacrifici di animali. Ma durante i Mondiali di calcio hanno promesso di non farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>MARADONA E LE SUE STRANEZZE, DAL BIDET ALLE PROMESSE</b><br />
Maradona non smette di ripeterlo: “Se l’Argentina vincerà il Mondiale in Sudafrica, corro nudo per Buenos Aires partendo dall’Obelisco”. Non si tratta dell’unica stranezza dell’allenatore sicuramente più simpatico e curioso di tutto il Mondiale. Diego Armando, infatti, ha preteso un bagno tutto nuovo nel Centro di Alto Rendimento dell’università di Pretoria (scelto dalla sua nazionale come luogo di ritiro). Secondo quanto riferito dal domenicale sudafricano “Sunday Times”, il direttore sportivo della Seleccion avrebbe chiesto ai responsabili del centro di sostituire il lavandino, di installare water con tavoletta riscaldata e di aggiungere un bidè con acqua a tre velocità. Gli albiceleste, come avevamo accennato, se la passano meglio di molto altri giocatori. Oltre al sesso con la propria compagna, potranno anche giocare alla PlayStation e durante la cena potranno mangiare arrosti succulenti e vini di prima qualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>MA IL SESSO FA BENE O FA MALE?</b><br />
Il sesso fa bene ai giocatori e non pregiudica il rendimento degli sportivi impegnati nel Mondiale. Può, invece, provocare conseguenze negative “una vita notturna non controllata”. Ne è sicuro il mitico Pelè, che ha voluto commentare i comportamenti diversi adottati da alcuni tecnici tra cui il brasiliano Carlos Dunga (che ha predicato disciplina anche nelle ore libere) e Diego Armando Maradona (favorevole ai rapporti sessuali sia pure solo con la compagna abituale e non nelle ore dedicate al riposo). In realtà, però, il sesso è solo uno degli argomenti di discussione di esperti e appassionati di calcio: i giocatori, infatti, dovranno sottostare a norme di spogliatoio sempre più rigide, affinché la disciplina ferrea porti alla massima concentrazione. Ne è convinto l’allenatore inglese Fabio Capello, ad esempio, che ha proibito ai suoi di utilizzare i social network come Facebook, FriendFeed e Twitter. Ma non dite a Mr. Fabio – che già s’infuria se uno dei suoi ragazzi si presenta a tavola munito di cellulare – che Wayne Rooney e Steven Gerrard fanno orecchie da mercante! Stesso discorso anche per l’allenatore della Spagna Vincente Del Bosque mentre i brasiliani, che potranno navigare online, dovranno però rispettare i rigorosi precetti di Dunga: cena alle 19, a letto alle 23. In clausura più che in ritiro, invece, i nordcoreani: fedele alla fama di paese più chiuso del mondo, la Corea del Nord ha deciso che non saranno concesse foto né interviste o riprese. Attorno ai giocatori è stato infatti innalzato un vero e proprio muro insormontabile. Poverini: scortati dalla polizia, si recano agli allenamenti in silenzio, a testa bassa e con lo sguardo incollato a terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>SUORE IN CAMPO CONTRO IL BOOM DEL MERCATO DEL SESSO</b><br />
“Diamo un calcio alla tratta delle persone”. Con questo slogan centinaia di suore provenienti da ogni parte del mondo hanno lanciato l’allarme: i campionati del mondo in Sudafrica non si trasformino in una miniera d’oro per le centinaia di organizzazioni criminali coinvolte nello sfruttamento della prostituzione. E così hanno deciso di arrivare in Sudafrica per scoraggiare il mercato del sesso e per evitare che soprattutto minori, studenti e persone emarginate cadano nella trappola del mercato del sesso. Le suore hanno anche redatto diverse lettere dirette a capi religiosi locali, tifosi, potenziali vittime e facilitatori inconsapevoli del mercato del sesso. Il messaggio è stato divulgato in tutto il Paese e nei paesi limitrofi. Rispetto ai Mondiali del 2006 in Germania – sottolineano le suore – in cui “le vittime dello sfruttamento furono poche, la situazione sudafricana è ben diversa a causa di frontiere più permeabili e dell’assenza di una legge anti-tratta”.</p>
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<p><b>CANADA METTE TEMPORANEAMENTE AL BANDO LA LEGGE ANTI-ALCOL</b><br />
Gli abitanti di Toronto sono avvertiti: approfittatene finché siete in tempo! Non c’è niente di meglio che una bella birra ghiacciata durante una partita in Tv, ma per colpa del fuso, in Canada, i mondiali in Sudafrica andranno in onda la mattina presto. In un orario in cui la legge locale vieta la vendita di alcol. Ecco perché il vicesindaco di Toronto, Joe Pantalone (di chiare origini italiane, tra l’altro), è riuscito a far approvare una norma grazie alla quale i bar e i ristoranti della città potranno servire alcolici – solo nel mese durante il quale si gioca la Coppa del Mondo – a partire dalle 10 di mattina. La legge dell’Ontario, infatti, prevede che gli alcolici possano essere serviti solo a partire dalle 11 di mattina e fino alle 2 di notte.</p>
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<p><b>GABINETTI “TROPPO PUBBLICI”? “ANDIAMO A CAPE TOWN E SPACCHIAMO TUTTO”</b><br />
Durante i Mondiali 2010 gli hooligans non saranno gli unici a preoccupare i responsabili dell’ordine pubblico. Un leader giovanile dell’African National Congress ha infatti minacciato di portare nella città sudafricana la protesta contro le condizioni di vita miserabili nelle townsip nere della periferia: “Distruggeremo tutto e renderemo la città ingovernabile, basta ai ‘gabinetti troppo pubblici’“. In una delle baraccopoli più grandi del paese, Makhaza, da quasi un anno 51 famiglie si lamentano perché i wc provisori costruiti all’aperto dall’amministrazione comunale sono senza pareti: e così le persone sono costrette a fare i loro bisogni senza altro riparo che una coperta (da portare da casa, ovviamente). Dopo numerose proteste l’amministrazione ha fatto recintare i gabinetti con barriere di lamiera, ma non è servito: i giovani dell’Anc hanno infatti assaltato i gabinetti e abbattuto le lamiere, pretendendo che ne vangano costruite altre in muratura. Sulla questione è intervenuto anche il presidente sudafricano Jacob Zuma, che si è appellato ai cittadini: “Ameno per quattro settimane siate buoni”. “In questo momento – ha poi aggiunto – abbiamo bisogno di sudafricani buoni. Dimentichiamo per un attimo i nostri problemi e facciamo sentire gli altri a casa nel nostro Paese”. Come non dargli ragione? In bocca al lupo al Sudafrica!</p>
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		<title>La “legge bavaglio” nega ai cittadini il diritto di essere informati</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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