<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717</atom:id><lastBuildDate>Wed, 13 Jan 2010 18:10:22 +0000</lastBuildDate><title>Dario Santoro</title><description>... Fra Terra e Cielo</description><link>http://www.dariosantoro.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Dario)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/DarioSantoro" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="dariosantoro" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-2753451147172758108</guid><pubDate>Wed, 03 Sep 2008 17:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-03T19:00:00.914+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Assicurazioni auto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rca</category><title>GLI EFFETTI ASSICURATIVI DEL DECRETO BERSANI - Ma conviene o no?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come promesso, oggi cercherò di spiegarvi perché il decreto Bersani potrebbe riverlarsi di scarsa utilità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto bisogna capire una cosa: le Assicurazioni non si inventano le tariffe. Ci sono intere aree aziendali adibite alla creazione delle tariffe e dei loro prezzi, con &lt;b&gt;tecnici&lt;/b&gt; che hanno studiato solo ed esclusivamente per questo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cercherò di spiegare in breve: ipotizziamo di essere una compagnia già avviata. Osserviamo che un assicurato, in media, costa 1000€ l’anno (ovviamente chi non causa incidenti ha un costo minore di chi ne causa). Come compagnia prevediamo di avere per il prossimo anno 2500 assicurati: questo significa che dovrò incassare almeno 2500*1000 = 2.500.000 euro, altrimenti so che andrò in perdita (nota: i numeri portati ad esempio sono inventati e non verosimili). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la base: a questo punto come compagnia iniziamo a fare considerazioni di diverso tipo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad esempio dai nostri dati statistici notiamo che chi vive nelle grandi città in media ha più incidenti, quindi decidiamo di far pagare di più i residenti nelle città e di meno tutti gli altri. Poi notiamo anche che il numero di incidenti aumenta all’aumentare dei chilometri percorsi annualmente, quindi applichiamo tariffe maggiori a chi guida per molti chilometri, etc, etc… Queste che vi sto descrivendo sono le così dette variabili tariffarie: ogni compagnia ha le proprie, ma grosso modo sono sempre le stesse, non è che si possa lavorare troppo di fantasia; alcune incidono sul costo finale per il cliente molto più di altre.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra queste variabili esistono anche l’età e la classe di merito: l’età è importantissima come la classe di merito, che però ha la particolarità di essere una variabile imposta (nel senso che le leggi italiane dicono esplicitamente che le tariffe devono prevedere delle classi di merito). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che l’età sia importante è evidente dalle statistiche nazionali: chi è giovane corre purtroppo troppo e causa più incidenti (si vedano le &lt;a href="http://www.ania.it/studi_statistiche/stat_attuariali/documentazione/focus/FOCUS%20trends%2031%20marzo%202006.pdf"&gt;statistiche ufficiali ANIA&lt;/a&gt; a pagina 5). Pertanto, a parità di condizioni, pagherà molto di più un 18enne che un 50enne. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passiamo adesso alla classe di merito: altra variabile importantissima, serve a “punire” l’assicurato che causa incidenti, indipendentemente dall’età. Perciò chi causa incidenti nel corso di un anno si vedrà aumentare il premio l’anno successivo: la compagnia può persino rifiutarsi di assicurare nuovamente un soggetto che causa troppi incidenti. Queste regole sono ovviamente un deterrente: fare incidenti non conviene. Non sono regole campate in aria: statisticamente si osserva che quello di fare incidenti è un “vizio”. Un buon guidatore raramente avrà incidenti; al contrario chi non sa guidare ne avrà molto più spesso nel corso degli anni. Le classi di merito servono proprio ad identificare questi utenti, che con il trascorrere del tempo scenderanno verso le classi peggiori che comportano una spesa maggiore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, il sistema non è perfetto, ma i principi di base sono perfettamente condivisibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa ha fatto il decreto Bersani? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In pratica, ha reso le classi di merito “ereditabili”. Così avremo pletore di giovanissimi assicurati con la migliore classe presente in famiglia: abbiamo però visto che proprio i giovanissimi sono quelli che più di tutti creano incidenti, e che tenderebbero quindi a “migrare” verso le classi peggiori. Perciò il decreto Bersani regala classi di merito proprio ai soggetti che in teoria dovrebbero pagare di più!! Quale sarà l’effetto di tutto questo? E’ impossibile dirlo con certezza (ancora non esistono statistiche in merito), ma è facile notare che il decreto Bersani ha reso molto meno significativa la classe di merito intesa come variabile tariffaria: probabilmente le tariffe del futuro si baseranno molto meno su questo parametro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-2753451147172758108?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/09/gli-effetti-assicurativi-del-decreto.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-711383560473517278</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2008 16:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-02T19:02:41.892+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Assicurazioni auto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">risparmiare</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rca</category><title>Risparmiare sulle polizze auto!</title><description>Ho deciso di andare Off Topic: parliamo di assicurazioni e di come risparmiarci qualcosa. Premetto innanzitutto che io lavoro presso una compagnia di assicurazioni.&lt;br /&gt;
Parliamo allora del &lt;a href="http://www.parlamento.it/leggi/06248l.htm"&gt;decreto Bersani&lt;/a&gt;, quello delle famose liberalizzazioni: vedremo come è possibile risparmiare un po’ di soldi sulla polizza auto con questo decreto, cosa che certamente male non fa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
EREDITARE LA CLASSE DI MERITO DEI GENITORI:&lt;br /&gt;
Il decreto ha dato la possibilità, a chi stipula un nuovo contratto su un nuovo veicolo, di ereditare la classe di merito migliore esistente nel nucleo familiare. Quindi il 18 enne Mario, neopatentato, può ereditare la classe di merito del padre Giovanni, che presumibilmente avrà una buonissima classe (di certo non la 14, che viene di norma assegnata ai nuovi assicurati). Tuttavia per ereditare la classe è necessario presentare anche il passaggio di proprietà dei veicolo di Mario: in linea teorica Mario deve attestare di aver acquistato un nuovo veicolo (nb: nuovo nel senso che si tratta di un veicolo che entra a far parte del parco veicoli della famiglia, non deve essere nuovo di fabbrica). Se effettivamente avete acquistato un nuovo veicolo non c’è nessun problema: in caso contrario Mario può aggirare la regola “comprando” un veicolo appartenente al padre o alla madre. A questo punto è sufficiente presentare il passaggio di proprietà al vostro assicuratore, assieme allo stato di famiglia, e il gioco è fatto. Certo, il passaggio di proprietà ha un costo, ma potrebbe valerne la pena.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
INCIDENTE? FORSE NON PERDI LA CLASSE….&lt;br /&gt;
Una volta (prima di Bersani), chi aveva un incidente, indipendentemente dalla percentuale di responsabilità, perdeva una classe di merito. &lt;br /&gt;
Così quando il neopatentato Mario, in classe 1, causava un incidente con Filippo (classe 2), l’anno successivo Mario avrebbe avuto la classe 2 e Filippo la classe 3, anche se veniva appurato che la colpa era per il 70% di Mario e per il 30% di Filippo (nota: la percentuale di colpa non se la inventano le compagnie, ma esistono leggi che spiegano come assegnarla).&lt;br /&gt;
Oggi invece la classe scatta solo al raggiungimento del 51% della percentuale di colpa. Riprendendo l’esempio, Mario salirà di classe l’anno successivo mentre Filippo no. &lt;br /&gt;
Tuttavia rimarrà traccia del 30% di colpa di Filippo: se Filippo verrà coinvolto, nei 5 anni successivi, in un altro incidente, la sua percentuale di colpa verrà sommata a quella precedente. Al raggiungimento del 51%, scatterà di classe anche Filippo. &lt;br /&gt;
Ipotizziamo quindi che Filippo sia coinvolto in tre incidenti con un auto, una moto e un bus, a distanza di un anno uno dall’altro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Auto: 25% colpa a Filippo&lt;br /&gt;
Moto: 20% colpa a Filippo&lt;br /&gt;
Bus: 10% colpa a Filippo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Filippo aumenterà di classe solo dopo aver raggiunto la soglia del 51%, ovvero dopo l’incidente con il bus. &lt;br /&gt;
Notate che nel caso di due auto con colpa al 50%, nessuno subisce un peggioramento della classe. &lt;br /&gt;
Bello eh? Con questo sistema è un po’ più difficile “perdere” classi, ed avere una classe migliore significa pagare meno! &lt;br /&gt;
Bene ragazzi….. ho spiegato come è possibile risparmiare un pochino: domani vi spiegherò perché a lungo andare potrebbero non essere solo rose e fiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-711383560473517278?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/09/risparmiare-sulle-polizze-auto.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-1684989685249396866</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2008 09:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-28T11:55:01.008+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Videogiochi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Internet</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Microsoft</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><title>Videogiochi e Crack: l'eterna diatriba</title><description>L'altro giorno mi stavo chiedendo come è cambiato il mondo dei videogiochi e delle protezioni. Ricordo tempo addietro (15 anni fa!) che la legge italiana non prevedeva nessuna forma di diritto di autore per i videogiochi: in parole povere copiare i videogiochi era legale: naturalmente tutti ne approfittavano, si trovavano addirittura le compilation di giochi in edicola, allegate ai giornali! In tempi moderni le cose sono cambiate tantissimo, e le protezioni sono all'ordine del giorno: prendiamo ad esempio i PC. Il bisogno di una protezione antipirateria è così elevato che &lt;a href="http://forum.clonyxxl.org/index.php?showtopic=26740" id="t77m" title="alle volte si esagera"&gt;alle volte si esagera&lt;/a&gt;: alcune protezioni sono infatti accusate di causare problemi più o meno gravi ai nostri pc. Ma questo non va a discapito delle stesse software house? Tutto è relativo: le protezioni per pc durano normalmente ben poco, nel senso che le "patch" (programmi utilizzati per aggirare le protezioni di un gioco), vengono create non appena un gioco esce, di fatto rendendo inutile la protezione (per la quale, è bene ricordarlo, le software house pagano). Di qui la rincorsa a protezioni sempre nuove, sempre più difficili da aggirare... sempre più invadenti, che arrivano a causare veri e propri problemi. Tutto questo perchè, ormai, &lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/videogiochi/crytek-basta-con-i-giochi-in-esclusiva-pc_25162.html" id="nry:" title="per pc non si vende più nulla"&gt;per pc non si vende più nulla&lt;/a&gt;.&lt;br id="klmw0" /&gt;L'unica cosa che su pc "tira" ancora è l'&lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/videogiochi/npd-pc-principale-risorsa-del-gioco-online_24848.html" id="c4ep" title="online gaming"&gt;online gaming&lt;/a&gt;, per ovvi motivi: non è possibile crackare giochi online.&lt;br id="aezm0" /&gt;&lt;br id="m1g10" /&gt;Veniamo al dunque: osservando il mercato odierno notiamo l'esplosione del mercato console, che, con la ultima generazione, sono definitivamente approdate su internet, permettendo esperienze di gioco anche online e non solo offline. Anche le console sono crackabili: è necessario modificarle, aggiungendo dei chip aggiuntivi (è il caso della pluripremiata Nintendo Wii), o aggiornando il firmware del lettore dvd (è il caso della console di casa Microsoft, la Xbox 360). Ma allora come fa il mercato di queste console ad essere così florido se resta comunque così facile aggirare le loro protezioni? Perchè non finiscono come i Pc? Come diamine fanno a &lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/videogiochi/gta-iv-record-di-vendite-e-problemi-tecnici_25182.html" id="r3o4" title="macinare utili su utili"&gt;macinare utili su utili&lt;/a&gt;? Secondo me qui sta la genialità di Microsoft: infatti modificando la Xbox ci sono buone possibilità che si venga esclusi (in gergo "bannati") dai servizi Live, che comprendono tutto ciò che contempla in qualche modo internet, dal download di demo al vero e proprio gioco online, che ormai traina l'intero settore videoludico; inoltre si perde definitivamente la garanzia sulla console. Il messaggio di Microsoft è semplice: "Abbiamo una console protetta contro la pirateria, anche se sappiamo benissimo che ormai la protezione è facilmente aggirabile. Però, caro giocatore, prima di crackare la tua Xbox chiediti: ne vale davvero la pena?". A quanto pare molti sono convinti che non ne valga la pena... come dimostrano i dati di vendita. &lt;br id="hoi60" /&gt;&lt;br id="lcbe0" /&gt;A riprova di questo fatto basta prendere in considerazione il WII: Nintendo non ha preso nessun tipo di contromisura efficace contro il crack e, guardacaso, la pirateria Wii è già un &lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/videogiochi/titoli-virtual-console-e-wiiware-piratati_25218.html" id="e10t" title="discreto problema"&gt;discreto problema&lt;/a&gt;.&lt;br id="i45p1" /&gt;&lt;br id="i45p2" /&gt;E' interessante notare che nel corso degli anni tutte le protezioni contro le copie si sono dimostrate inefficaci: adesso è evidente che l'unico elemento che spinge gli utenti a comprare giochi originali è la paura di perdere funzionalità importanti del gioco/console che si sta utilizzando, e Microsoft pare essere l'unica ad averlo capito. &lt;br id="i45p3" /&gt;&lt;br id="jend0" /&gt;&lt;br id="jend1" /&gt;PS:&lt;br id="i45p4" /&gt;Non parlo di Sony e della sua Playstation3, perché per ora non è disponibile nessun crack per questa console.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-1684989685249396866?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/07/videogiochi-e-crack-leterna-diatriba.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-4740031909176965065</guid><pubDate>Sat, 26 Jul 2008 13:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-26T18:14:44.876+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Google</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web 2.0</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Knol</category><title>Google Knol: la conoscenza in scatola</title><description>Siamo qui per parlare dell'ennesimo servizio di Google: &lt;a href="http://knol.google.com/"&gt;Knol&lt;/a&gt;. Si tratta fondamentalmente di un servizio che ricorda *molto* da vicino &lt;a href="http://it.wikipedia.org/"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; o l'&lt;a href="http://www.britannica.com/"&gt;enciclopedia Britannica&lt;/a&gt;, ma ci sono alcune differenze che rendono i progetti radicalmente differenti: non per l'utente finale, il quale avrà comunque a disposizione un'enciclopedia, ma per l'autore degli articoli. Analizziamo la cosa più approfonditamente. &lt;span class="fullpost"&gt; Google Knol permette di scrivere articoli e commenti solo a chi è iscritto: gli articoli sono "personali" nel senso che nessuno puo' editarli senza il consenso dell'autore stesso. Si prefigura qui un tipo di collaboratività radicalmente diverso da quello a cui siamo abituati con Wikipedia, dove tutti possono editare tutto. A mio modo di vedere quest'idea è coraggiosa: tende a responsabilizzare inconsciamente l'editore, il quale, mettendo in gioco il proprio nome, non dovrebbe scrivere inesattezze. Ma c'è il rovescio della medaglia: in caso di errori, sbadataggini, calunnie.. se l'autore non volesse editare l'articolo che accadrebbe? In Wikipedia un articolo viene revisionato in tempo zero... ma in Knol? Devo ammettere che non conosco la risposta a questa domanda... vedremo.&lt;br /&gt;Altra fondamentale differenza sono i banner: in Wikipedia i banner semplicemente non esistono, mentre in Knol l'autore puo' scegliere (attenzione! &lt;i&gt;NON&lt;/i&gt; è obbligato) se inserire gli &lt;a href="https://www.google.com/adsense"&gt;AdSense&lt;/a&gt; (ovviamente è un altro servizio Google!). In questo caso più un articolo è gettonato, più soldi entreranno nelle tasche dell'autore. Ho paura che questo spingerà molti a puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità.... spero proprio di sbagliarmi.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il resto.... Knol è decisamente carino! L'interfaccia è semplice e leggera, scrivere uno Knol è un po' come postare su Blogger. Si hanno a disposizione una serie di informazioni riepilogative sui propri Knol, è possibile scegliere il tipo di licenza sotto cui rilasciare i proprio scritti e si hanno a disposizione una serie di informazioni riguardo i lettori. Tutto è molto "Google Style": semplice, pulito, poche complicazioni e pochi fronzoli. Certamente è più facile scrivere in Knol che in Wikipedia, ma è pur vero che chi sa usare Wikipedia ha molta più scelta riguardo l'impaginazione dell'articolo in sè.&lt;br /&gt;Quello che non mi piace è il sistema di catalogazione dei Knol: ogni Knol è un articolo a sé stante, non è collegato direttamente con nessun altro Knol, non esiste un indice di argomenti, non esiste una catalogazione dei vari Knol. Questo è davvero male: il principale obiettivo di un'enciclopedia è quello di essere un recipiente di conoscenza, ma quello che differenzia una buona enciclopedia da una pessima (a parità di contenuti) è la catalogazione della conoscenza. E' inutile avere a disposizione tutto lo scibile umano... se poi non sappiamo come andare a cercare quello che ci serve! Knol da questo punto di vista ne dovrà fare parecchia di strada (ed è meglio che lo faccia in fretta), dal momento che il diretto concorrente è Wikipedia.. che da questo punto di vista rasenta la perfezione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-4740031909176965065?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/07/google-knol-la-conoscenza-in-scatola.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-7444337242996954875</guid><pubDate>Sat, 26 Jul 2008 08:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-26T18:12:40.947+02:00</atom:updated><title>Sono Tornato!!!</title><description>Credevate che questo Blog fosse morto... e invece si trattava solo di una morte apparente. I miei 3 lettori e mezzo (il mezzo sono io...) dovranno perdonarmi: in questi mesi ho cambiato lavoro e mi sono trasferito. Credo di aver sottovalutato la mole di cose che ci sono da fare una volta trasferiti.. senza contare che cambiano la tua vita, le tue priorità.... insomma il blog è passato un po' sotto silenzio. In ogni caso sono tornato... e stavolta per restare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-7444337242996954875?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/07/sono-tornato.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-8516769907471675285</guid><pubDate>Thu, 01 May 2008 19:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-02T00:43:00.913+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tutorial</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Hardware</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Software</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Internet</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dd-wrt</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fonera</category><title>La Fonera e dd wrt - Un ottimo router economico!</title><description>Vi ricordate di quando parlavo di &lt;a href="http://www.dariosantoro.com/2008/03/potenziare-la-rete-wireless-con-dd-wrt_24.html"&gt;Dd Wrt&lt;/a&gt; e delle sue numerose peculiarità? In questo tutorial vi mostrerò come crearvi un router davvero potente con pochissimi euro (meno di 30!), grazie alla &lt;a href="https://shop.fon.com/FonShop/shop/IT/ShopController"&gt;Fonera&lt;/a&gt;. Non è questo il momento di spiegare cosè il "&lt;a href="http://www.fon.com/it/"&gt;Movimiento Fon&lt;/a&gt;": lascio a voi l'onere di scoprirlo (Google vi sarà amico in questo), ma sappiate che il tutorial prevede che voi siate i possessori di una Fonera. Alla fine del tutorial potrete godere dei servizi di una Fonera (un router wifi che sta sul palmo di una mano), e DD WRT. Iniziamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OCCORRENTE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Una &lt;a href="http://www.fon.com/it/"&gt;Fonera&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Un pc con una scheda di rete ethernet (ormai la hanno tutti!)&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.chiark.greenend.org.uk/%7Esgtatham/putty/download.html"&gt;PuttY&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.rejetto.com/hfs/?f=dl"&gt;HFS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://tftpd32.jounin.net/"&gt;TFTP&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Una versione di DD WRT adatta alla Fonera (io uso &lt;a href="http://www.dd-wrt.com/dd-wrtv2/down.php?path=downloads%2Frelease+candidates%2FDD-WRT+v24+RC5%2FFonera/"&gt;questa&lt;/a&gt;: in particolare vi servono i file"root.fs" e "vmlinux.bin.l7")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine i seguenti tre file: per salvarli correttamente dovete cliccare col destro sul link e scegliere "salva destinazione con nome..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://uselesshacks.com/wp-content/uploads/2007/03/sshenable.htm"&gt;SSH enabler hack&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://fonera.info/camicia/openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma"&gt;OpenWrt&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://fonera.info/camicia/out.hex"&gt;out.hex&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fonera.info/camicia/out.hex" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;Tutto il software che vi chiedo di scaricare è gratuito e non richiede installazione; ricordatevi di scaricare tutto prima di iniziare i lavori, perché una volta iniziato non avrete a disposizione la connessione internet.&lt;br /&gt;Inoltre vi faccio notare che con le seguenti procedure rischiate di danneggiare irrimediabilmente la vostra fonera: non mi ritengo in nessun modo colpevole se questo dovesse accadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TUTORIAL:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) PRELIMINARI:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Scompattate tutti i file in una cartella e disabilitate tutte le connessioni internet: per fare questo spegnete la scheda di rete wireless se avete un portatile oppure agite via software andando su Start-&gt; Risorse di rete -&gt; Visualizza connessioni di rete (sulla sinistra) -&gt; cliccate col destro sulla scheda di rete che utilizzate per accedere a internet e scegliete "disabilita" (questo ovviamente vi impedirà di navigare normalmente... per ripristinare la situazione basta rifare la stessa procedura e scegliere "Abilita"):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBokZhuZmKI/AAAAAAAAAaw/9rSD6zj_oXA/s1600-h/1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBokZhuZmKI/AAAAAAAAAaw/9rSD6zj_oXA/s400/1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195505141093603490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;-Disabilitate qualsiasi tipo di firewall installato (oppure fate in modo di aprire le porte 22, 23, e 9000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) CONNETTERE LA FONERA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cambiate le impostazioni Tcp/Ip della scheda di rete che utilizzete per connettere la fonera. Per fare questo andate in Start-&gt; Risorse di rete -&gt; Visualizza connessioni di rete (sulla sinistra) -&gt; cliccate col destro sulla scheda di rete che utilizzate per accedere a internet e scegliete "proprietà"-&gt; cliccate due volte su "Protocollo internet TCP/IP" (fate attenzione a NON togliere la spunta: se accidentalmente la togliete, rimettetela!).&lt;br /&gt;(Segnatevi da qualche parte tutte le impostazioni che vedete in questa schermata: al termine dovrete rimettere tutto a posto, altrimenti la connessione internet non funzionerà.)&lt;br /&gt;A questo punto impostate il tutto così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IP: 169.254.255.2&lt;br /&gt;Subnet: 255.255.0.0&lt;br /&gt;Default Gateway: 169.254.255.1&lt;br /&gt;DNS: 169.254.255.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBoomRuZmLI/AAAAAAAAAa4/t-BDkPkr6Ks/s1600-h/MWSnapTCP1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBoomRuZmLI/AAAAAAAAAa4/t-BDkPkr6Ks/s400/MWSnapTCP1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195509758183446706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Connettete la fonera al vostro pc &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tramite il cavo di rete&lt;/span&gt;. Attendete un paio di minuti perchè la fonera si accenda: tutte le luci sulla vostra fonera dovranno esser accese.&lt;br /&gt;- digitate 169.254.255.1 nel browser e date invio: questo vi porterà in una pagina in cui sarà possibile vedere lo status del vostro router: dobbiamo capire che firmware monta la fonera in modo da scegliere l'opportuno metodo di hacking. Se vi viene chiesto nome utente e password, quelli di default sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nome Utente&lt;/span&gt;: root&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Password&lt;/span&gt;: admin&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;- Dovreste aver davanti qualcosa del genere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBorOxuZmNI/AAAAAAAAAbI/okqrvszTv0k/s1600-h/ScreenShot009.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBorOxuZmNI/AAAAAAAAAbI/okqrvszTv0k/s400/ScreenShot009.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195512652991404242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Osservate bene la parte evidenziata: se la versione del vostro firmware è la 0.7.1 r1 (o meno) potete proseguire. al punto 3: Abilitare SSH.&lt;br /&gt;Se invece è superiore provate a resettare la fonera: giratela e osservate il piccolo bottone che serve a resettarla. Tenetelo premuto per 40 secondi circa, dopodichè attendere il riavvio della fonera. Rieseguite la procedura per vedere la versione del vostro firmware: se è ancora superiore alla 0.7.1 r1 allora dovrete utilizzare l'&lt;a href="http://stefans.datenbruch.de/lafonera/#kolofonium"&gt;hack di Kolofonium&lt;/a&gt;: purtroppo non ho mai avuto una di queste fonere per le mani, quindi non so esser molto più preciso. Al termine dell'hack, andate al punto 4: abilitare RedBoot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) ABILITARE SSH:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abilitando il protocollo ssh potremo spedire file direttamente nella memoria della fonera dal nostro pc.&lt;br /&gt;Il passaggio è semplice: apriamo il file SSHEnable.htm che abbiamo precedentemente scaricato e clicchiamo su submit:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBot3huZmOI/AAAAAAAAAbQ/szc41cIbVT0/s1600-h/ScreenShot010.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBot3huZmOI/AAAAAAAAAbQ/szc41cIbVT0/s400/ScreenShot010.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195515552094329058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4) ABILITARE REDBOOT&lt;br /&gt;Questo ci permetterà di inviare in remoto alcuni comandi alla fonera. Apriamo HFS (scaricato in precedenza): la prima volta che lo aprirete vi verrà chiesto se inserire HFS nei menù contestuali di Windows. Se non sapete cosa significhi, dite di no; se invece lo sapete... bè non vi devo spiegare io cosa fare ;)&lt;br /&gt;Cliccate col destro sulla piccola casa, scegliete "Add Files..." e selezionate i file "openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma" e "out.hex" che dovreste aver scaricato in precedenza. Alla fine dovreste avere una situazione di questo tipo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo24huZmPI/AAAAAAAAAbY/PXNQhS1XXm4/s1600-h/ScreenShot011.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo24huZmPI/AAAAAAAAAbY/PXNQhS1XXm4/s400/ScreenShot011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195525464878848242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Adesso aprite Putty, selezionate "ssh" e in "Host name" scrivete 169.254.255.1. Vi si aprirà una finestra che vi avvisa di un errore: a dispetto delle parole decisamente poco incoraggianti, potrete tranquillamente ignorarlo cliccando su "yes". Avrete una finestra che somiglia vagamente a una finestra Dos (più precisamente è una shell Linux).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo4uBuZmQI/AAAAAAAAAbg/JfB5VU07-ig/s1600-h/ScreenShot013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo4uBuZmQI/AAAAAAAAAbg/JfB5VU07-ig/s400/ScreenShot013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195527483513477378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questo momento state comandando la fonera in remoto: qualsiasi comando scriviate in questa shell, sarà come se lo aveste scritto da una ipotetica tastiera attaccata alla fonera. Dovete loggare con le seguenti credenziali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nome Utente&lt;/span&gt;: root&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Password&lt;/span&gt;: admin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Quando scriverete la password noterete che il cursore non si muove: è normale, vedetela come una misura di sicurezza per non fare scoprire la vostra password ad altri. Continuate a digitare e premete invio: adesso potrete inviare qualsiasi comando alla fonera! Possiamo iniziare: copiate il seguente comando (se lo copiate in memoria, per incollarlo nella finestra di putty basta che clicchiate col tasto destro del mouse sulla finestra... usate questo trucco, vi aiuterà a non sbagliare sintassi!) e inviatelo al router:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="style4"&gt;&lt;code&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;mv /etc/init.d/dropbear /etc/init.d/S50dropbear&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;/span&gt;questo serve ad abilitare in maniera permanente SSH. Notate che dopo aver eseguito correttamente il comando, la finestra di putty ritorna al prompt iniziale, ovvero "root@openwrt:&lt;b&gt;~#&lt;/b&gt;": questo è il segnale che vi indica che il comando è stato eseguito correttamente. Se tarda ad arrivare, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aspettate&lt;/span&gt;: significa che il router sta ancora eseguendo il comando. Adesso eseguite i seguenti comandi: per ogni riga dovete dare un invio e attendere il prompt prima di passare alla seconda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:courier new;font-size:78%;"  &gt;cd /tmp  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;wget http://169.254.255.2/openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;mtd -e vmlinux.bin.l7 write openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma vmlinux.bin.l7&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;reboot&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo comando causa il riavvio della fonera e il termine della connessione con putty, che vi avviserà con una finestrella che dice pressapoco "Server unexpectedly closed network connection": date ok senza problemi. Attendete che la fonera completi il riavvio.&lt;br /&gt;Adesso cliccate con il destro  sulla barra del titolo di putty e scegliete "restart session": putty stabilirà di nuovo una connessione con la fonera e dovrete reinserire nome utente e password come in precedenza.&lt;br /&gt;Adesso dovete inserire, con le stesse modalità viste precedentemente, i seguenti comandi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: left;font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;cd /tmp&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;   &lt;span style="font-size:78%;"&gt; &lt;span style="font-family:courier new;"&gt;wget http://169.254.255.2/out.hex&lt;/span&gt; &lt;code style="font-family: courier new;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;mtd -e "RedBoot config" write out.hex "RedBoot config"&lt;/code&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;reboot&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;come prima, la fonerà si riavvierà e putty perderà la connessione. Congratulazioni, avete appena abilitato RedBoot!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) FLASHARE LA FONERA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiate le impostazioni TCP/IP secondo la seguente immagine:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aprite Tftpd32, dovreste vedere qualcosa di simile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo91xuZmSI/AAAAAAAAAbw/xD8YzXQyiF4/s1600-h/MWSnap014tftp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo91xuZmSI/AAAAAAAAAbw/xD8YzXQyiF4/s400/MWSnap014tftp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195533114215602466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Adesso controllate che i file "root.fs" e "vmlinux.bin.l7" siano nella stessa cartella che Tftpd32 indica come "Current Directory". Se non è così, cambiate la "current diretory" facendola puntare alla cartella in cui quei file sono contenuti.&lt;br /&gt;Adesso useremo di nuovo Putty, ma anzichè utilizzare il protocollo ssh ci collegheremo tremite il protocollo telnet. Aprite Putty, selezionare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prima telnet&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dopo impostare la porta 9000 &lt;/span&gt;(è importante che non impostiate prima la porta perchè poi quando cliccherete su "telnet" Putty reimposterà in automatico la porta predefinita):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo_rRuZmTI/AAAAAAAAAb4/Q0igKhQ1sXY/s1600-h/MWSnap015ptty.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBo_rRuZmTI/AAAAAAAAAb4/Q0igKhQ1sXY/s400/MWSnap015ptty.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195535132850231602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vi si aprirà una finestrella simil dos, che servirà a inserire manualmente alcuni comandi. Notate che questa volta il prompt è &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;"RedBoot&gt;", ma per il resto non cambia nulla: attendete il prompt prima di inserire qualsiasi altro comando. Questo è molto importante: nel seguito troverete una serie di comandi "fis": alcuni di questi ci mettono molto tempo (anche 15 min) prima che il router ne termini l'esecuzione. Non abbiate fretta e attendete!&lt;br /&gt;Infine vi faccio notare che alcuni di questi comandi faranno in modo che la vostra finestrella si riempia di simboli più o meno incomprensibili, e quando vi riapparirà il prompt, sarà letteralmente circondato da robaccia. Se dovesse accadere e se i simboli vi dessero fastidio (io ad esempio non li sopporto..), premete invio un po' di volte in modo da far apparire nuove righe pulite.&lt;br /&gt;Inserite adesso i seguenti comandi (come al solito al cambio di linea dovete dare invio e attendere il prompt):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;ip_address -l 192.168.1.254/24 -h 192.168.1.166&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fis init&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBpB7huZmUI/AAAAAAAAAcA/0H0XljPOHF4/s1600-h/ScreenShot018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBpB7huZmUI/AAAAAAAAAcA/0H0XljPOHF4/s400/ScreenShot018.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195537611046361410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;premete "y" e date invio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;code&gt;load -r -v -b 0x80041000 root.fs&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;code&gt;fis create -b 0x80041000 -f 0xA8030000 -l 0x002C0000 -e 0x00000000 rootfs&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;/span&gt;&lt;code&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;load -r -v -b 0x80041000 vmlinux.bin.l7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fis create -r 0x80041000 -e 0x80041000 -l 0x000E0000 vmlinux.bin.l7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fis create -f 0xA83D0000 -l 0x00010000 -n nvram&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;reset&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt; a questo punto non vi resta che ripristinare le impostazioni iniziali di rete, abilitare le eventuali schede di rete che avevate disabilitato.... e connettervi alla vostra fonera aggiornata con dd wrt!&lt;code&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-8516769907471675285?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/05/la-fonera-e-dd-wrt-un-ottimo-router.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/SBokZhuZmKI/AAAAAAAAAaw/9rSD6zj_oXA/s72-c/1.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3137294609853017</guid><pubDate>Wed, 16 Apr 2008 13:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-02T00:34:20.711+02:00</atom:updated><title /><description>Rapidamente: mi scuso per la scarsità di post in questo periodo, ma mi sto trasferendo e non so bene quando l'adsl verrà attivata... e speriamo che Tiscali funzioni come si deve!       &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3137294609853017?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/04/rapidamente-mi-scuso-per-la-scarsit-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-5571633171894198862</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2008 17:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-07T21:51:29.596+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tutorial</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Software</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">utilities</category><title>Zip File - Guida rapida alla scelta!</title><description>I programmi che servono a zippare/unzippare i file sono sempre utili.. ma quando si tratta di scegliere quale installare, ci si trova sempre davanti alla fatidica domanda: ma esiste un'alternativa valida all'ottimo &lt;a href="http://www.winrar.it/"&gt;WinRar&lt;/a&gt;? &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo dal presupposto di non voler spendere nemmeno un centesimo per un programma simile, cercherò di fare una rapida cernita dei programmi più famosi. Iniziamo con escluderne uno: WinZip. E' un programma che tutto sommato fa il suo dovere, ma supporta davvero troppo pochi formati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.blogger.com/www.altools.net/ALTools/ALZip/tabid/53/Default.aspx"&gt;AlZip&lt;/a&gt;: programma veramente carino che supporta 36 formati e permette di eseguire anche una serie di operazioni avanzate sugli archivi (creazione di file autoscompattanti in primis). Decisamente accattivante la veste grafica, anche se c'è un piccolo banner all'interno della finestra del programma, che non è opensource.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.zipgenius.it/ita/"&gt;ZipGenius&lt;/a&gt; è un'alternativa italiana: è un sofware ormai maturo, supporta circa 20 formati, e mette a disposizione moltissime opzioni avanzate. Unico difetto di questo software è che non è opensource, ma è perfettamente gratuito!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.7-zip.org/"&gt;7Zip&lt;/a&gt;: è la prima alternativa opensource fra i programmi che consiglio, ma è davvero notevole. Oltre a supportare circa 20 formati differenti, mette a disposizione numerosissime opzioni avanzate. Inoltre il progetto opensource è decisamente vivo e attivo: nuove funzionalità e migliorie vengono continuamente aggiunte. Fra le varie cose 7Zip promette un rapporto di compressione decisamente buono: utilizzando il formato 7zip dovreste riuscire a comprimere i file dal 30% al 70% in più che comprimendo nel classico zip. E vi assicuro che non è assolutamente una trovata pubblicitaria! Decisamente buono e veloce, ma ha un difetto: l'interfaccia grafica è piuttosto essenziale e le icone sono a mio modo di vede poco immediate. E' un mio difetto, ma sono sensibile a questo genere di accortezze... comunque se per voi non contano è decisamente il miglior programma in circolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.jzip.com/"&gt;Jzip&lt;/a&gt;: anche questa è un'alternativa Opensource, ed ha una peculiarità: è semplicemente una versione graficamente migliorata dell'appena menzionato &lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;a href="http://www.7-zip.org/"&gt;7Zip&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;, pertanto, a livello di funzionalità jzip è identico a 7zip, senza il pregio dell'interfaccia poco accattivante. Qual'è il problema? Bè... ok sarò pure incontentabile, ma l'interfaccia di jzip per me è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;troppo spartana. &lt;/span&gt;Le opzioni più o meno ci sono tutte, ma sono a portata di mano solo quelle basilari.. se siete utenti che non si preoccupano di questo, allora avete trovato il vostro programma... altrimenti meglio se lasciate stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://www.izarc.org/"&gt;Izarc&lt;/a&gt;: semplicemente, è il mio preferito. Supporta uno sterminio di formati differenti (siamo sui 40), è gratuito e non presenta banner di sorta (anche se purtroppo non è opensource). Supporta tutte le funzionalità avanzate che vi possano venire in mente (dalla crittografia ai file autoestraibili), e l'interfaccia è funzionale e completa. Insomma promosso a pieni voti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi quale programma di compressione utilizzate?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-5571633171894198862?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/04/zip-file-guida-rapida-alla-scelta.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-573577873843440440</guid><pubDate>Sun, 06 Apr 2008 11:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-06T13:43:26.554+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">blog</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Privacy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Internet</category><title>SPAM Experiment: andiamo in cerca di guai!</title><description>Una delle cose che più preoccupano gli esperti di sicurezza informatica è che spesso l'utente non si rende conto quanto valgano i propri dati. O meglio: non ci si rende conto di quante cose si possano fare con una manciata di dati personali, che a prima vista non sembrano dati "eccessivamente" personali. E' proprio per questo che il furto di identità (sopratutto negli USA) cresce a velocità spaventose di anno in anno; l'Italia, però, ci tiene a non restare indietro: &lt;a href="http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/sicurezzaweb/ricerca-crif/ricerca-crif.html"&gt;dati 2005&lt;/a&gt;, e &lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/sicurezza/italia-tra-i-paesi-piu-colpiti-dalle-frodi-online_24842.html"&gt;dati attuali&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;Che il furto di identità sia ampiamente sottovalutato è stato anche dimostrato da un &lt;a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/01/disastri-informatici-lezione-sui-rischi.html"&gt;illuminato presentatore televisivo&lt;/a&gt;, il quale, convintosi che i furti di identità fossero poco più che una montatura, ha dovuto brutalmente fare marcia indietro (andate a leggervi la storia, perché è davvero notevole nella sua semplicità).&lt;br /&gt;E' per questo che &lt;a href="http://www.mcafee.com/it/"&gt;McAfee&lt;/a&gt;, società produttrice dell'omonimo antivirus, ha deciso di lanciare lo &lt;a href="http://www.mcafeespamexperiment.com/"&gt;SPAM EXPERIMENT&lt;/a&gt;: scelti 50 volontari in giro per il mondo, li ha dotati di 250 sterline a testa esortandoli a navigare senza nessun tipo di freno. Durante la prima settimana i volontari si iscriveranno a qualsiasi offerta gratuita in cui incapperanno, per poi passare ai servizi di download di mp3 nella seconda e ai siti che offrono facili guadagni da casa nella terza. E la quarta? Ovviamente è dedicata a farmaci vari ("pills and drugs"). I volontari saranno dotati di pc "puliti", con installato sopra Windows Xp e un antivirus, entrambi aggiornati; le mail che verranno utilizzate saranno create per l'occasione. La cosa più bella è che tutto quello che accadrà verrà... &lt;a href="http://www.mcafeespamexperiment.com/italy.html"&gt;"bloggato" in diretta&lt;/a&gt; dagli stessi volontari . C'è pure la versione in Italiano per i meno anglofoni... chissà cosa accadrà da qui a un mese!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-573577873843440440?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/04/spam-experiment-andiamo-in-cerca-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3597385128246711300</guid><pubDate>Tue, 01 Apr 2008 17:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-01T19:09:07.155+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OpenOffice</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Internet</category><title>Crackiamo OpenOffice, vende di più!</title><description>Un &lt;a href="http://associazioneplio.wordpress.com/2008/04/01/lassociazione-plio-annuncia-ooocrackz-unestensione-per-un-uso-alternativo-di-openofficeorg/"&gt;pesce d'Aprile&lt;/a&gt; all'arsenico quello del &lt;a href="http://www.plio.it/"&gt;PLIO&lt;/a&gt; (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice), che collabora attivamente con il progetto &lt;a href="http://it.openoffice.org/"&gt;OpenOffice&lt;/a&gt;, suite OpenSource alternativa a Microsoft Office. E' ovviamente un post ironico, ma purtroppo i dati che riporta sono tristemente corretti. Non ci resta che piangere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: times new roman;" class="entrybody"&gt;    &lt;div class="snap_preview"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Trieste, 1° aprile 2008 - L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, annuncia la disponibilità di OOoCrackz, un’estensione che attiva la suite libera per l’ufficio in modalità “craccata”, e risponde alle esigenze del 51% degli utenti italiani che utilizza copie illegali dei software. L’estensione può essere scaricata da questo indirizzo: &lt;a href="http://www.plio.it/ooocrackz.oxt"&gt;http://www.plio.it/ooocrackz.oxt&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“Quando abbiamo visto i risultati di una recente ricerca IDC*, sponsorizzata dalla Business Software Alliance, ci siamo resi conto che la licenza di OpenOffice.org rappresenta un ostacolo all’adozione del prodotto per la metà degli utenti italiani, che usa soprattutto copie illegali dei software”, afferma Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO. “L’installazione di OOoCrackz toglie all’utente tre delle quattro libertà fondamentali, e rende illegale l’accesso al codice, la modifica e la distribuzione del software, proprio come se OpenOffice.org fosse un programma proprietario”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;OOoCrackz è stato sviluppato da Paolo Mantovani, dell’Associazione PLIO, che è uno tra gli esperti più noti in materia di macro ed estensioni per OpenOffice.org: “La prima versione dell’estensione permette solo l’attivazione in modalità illegale, ma abbiamo previsto l’evoluzione verso un prodotto completo che - per esempio - impedisce di rilasciare i documenti con licenza Creative Commons, per evitare che gli utenti corrano il rischio - senza averne coscienza - di rispettare la legge sul diritto d’autore”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per rendere completa l’esperienza degli utenti che vogliono usare OpenOffice.org in modo illegale, come se si trattasse di un programma proprietario, OOoCrackz impedisce la registrazione e quindi blocca tutti gli aggiornamenti, in modo tale da portare il software - in breve tempo - a essere soggetto a problemi di sicurezza e a diventare obsoleto rispetto all’evoluzione delle tecnologie, proprio come nel caso delle copie illegali dei software utilizzate dal 51% degli italiani. L’estensione crea una voce nel menù “Aiuto”, con tutte le informazioni necessarie per l’utente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“L’assemblea annuale dell’Associazione PLIO aveva annunciato delle iniziative di marketing per aumentare la penetrazione di OpenOffice.org sul mercato italiano. Con questo annuncio, andiamo all’attacco del settore del software illegale, verso il quale fino a oggi non avevamo né una strategia né un’offerta adeguata, anche per pareggiare il conto sul calcolo delle quote di mercato, che ci ha sempre visto un po’ penalizzati”, afferma Italo Vignoli, Consigliere dell’Associazione PLIO. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* The Economic Benefits of Lowering PC Software Piracy, gennaio 2008 (il link alla sintesi dei risultati &lt;a href="http://www.bsa.org/upload/idc-findings_summary.pdf"&gt;http://www.bsa.org/upload/idc-findings_summary.pdf,&lt;/a&gt; e il link alla metodologia &lt;a href="http://www.bsa.org/upload/idc_methodology_final.pdf"&gt;http://www.bsa.org/upload/idc_methodology_final.pdf&lt;/a&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Download&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;OpenOffice.org 2.4 in italiano: &lt;a href="http://it.openoffice.org/download/"&gt;http://it.openoffice.org/download/&lt;/a&gt;&lt;a href="http://extensions.services.openoffice.org/"&gt;&lt;br /&gt;Modelli in Italiano:&lt;/a&gt;&lt;a href="http://extensions.services.openoffice.org/"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli"&gt;http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli&lt;/a&gt;&lt;a href="http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Modelli"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;OpenOffice.org nelle altre lingue: &lt;a href="http://download.openoffice.org/"&gt;http://download.openoffice.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Estensioni per OOo: &lt;a href="http://extensions.services.openoffice.org/"&gt;http://extensions.services.openoffice.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre da più del 90% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere usato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.plio.it/"&gt;&lt;em&gt;http://www.plio.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per informazioni: Italo Vignoli (348.5653829), &lt;a href="mailto:ufficiostampa@plio.it"&gt;ufficiostampa@plio.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3597385128246711300?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/04/crackiamo-openoffice-vende-di-pi.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-5045917770532365223</guid><pubDate>Mon, 31 Mar 2008 11:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-31T13:00:00.642+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Videogiochi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Privacy</category><title>Rapporto Byron: un'analisi seria sulla violenza nei videogiochi</title><description>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ha fatto piuttosto scalpore in rete l’uscita del così detto &lt;a href="http://www.dfes.gov.uk/byronreview/"&gt;rapporto Byron&lt;/a&gt; che parla dei pericoli a cui i ragazzi preadolescenti sono esposti a causa di internet e dei videogiochi, con particolare riguardo alle problematiche che incorrono con i nuovi videogiochi, dal momento che hanno la capacità di mettere in contatto ragazzi con altri ragazzi che stanno giocando in quel momento (chat vocali, testuali, webcam etc etc). Il rapporto in questione è stato commissionato alla dottoressa Byron dal Primo Ministro inglese, pertanto è necessario sottolineare che quanto scritto da Byron fa specificatamente riferimento al mercato inglese (che per quanto riguarda i videogiochi è uno dei più sviluppati in Europa) e alla società inglese. Metto da subito le mani avanti: parlo da videogiocatore navigato: ho 27 anni, gioco da quando ne avevo 10 e continuo a giocare tutt’ora. Ho sempre giocato molto (adesso lo ammetto: in alcuni periodi anche troppo), e mi sono dedicato sia al gioco offline che al gioco online. Mi disturbano le critiche generiche e qualunquiste ai videogiochi: “sono violenti”, “non è roba per bambini” etc etc… quante volte mi sono sentito ripetere queste cose!! Mi hanno sempre dato fastidio non perché non fosse vero (molti videogiochi SONO violenti ed alcuni contenuti NON sono adatti a bambini!), ma perché mi ritenevo abbastanza maturo da giocarci lo stesso e soprattutto perché accendendo la televisione si vedevano le stesse cose, ma nessuno aveva da obiettare.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Leggo adesso delle critiche in rete che vengono scagliate contro questo rapporto (vedere ad esempio &lt;a href="http://www.hwupgrade.it/news/videogiochi/rapporto-byron-i-videogiochi-vanno-trattati-come-le-sigarette_24782.html"&gt;Hardware Upgrade&lt;/a&gt;  &lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;e i relativi commenti alla news): giusto per curiosità, mi sono scaricato il rapporto completo (226 pagine) e l’ho letto. Ebbene, devo dire che è un lavoro con i fiocchi. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Iniziamo a sfatare un “mito”: la dottoressa NON dice che i videogiochi fanno male.&lt;br /&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Cito: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;There is evidence in adult populations that visual perception skills are improved by prolonged action video game usage. Improvements were noted in visual processing and attentional processing. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Moreover, these effects generalised&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;to other tasks (Green and Bavelier, 2007). It is unknown for how long the brain effects last if the person stops playing the video game. This will be a question for future research.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Traduzione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“Ci sono prove che nella popolazione adulta le capacità di percezione visiva vengono migliorate da un prolungato uso di Video Games. Miglioramenti sono stati notati nell’elaborazione di dati visivi e nell’attenzione. Inoltre, questi effetti si sono riflessi anche in altri campi [oltre a quello dei videogiochi]. Non si conosce la durata di questi effetti sul cervello una volta che la persona cessa di videogiocare. Altre ricerche tenteranno di rispondere a questo quesito in futuro”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quindi, il rapporto analizza oggettivamente l’effetto dei videogiochi sul cervello, e ne riconosce i benefici. Ma non è tutto rose e fiori: &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;“Many gamers told me that it is not unusual for them to be exposed to inappropriate language, racist comments, or other verbal abuse when playing online, or for gamers to gang up on another gamer to prevent them progressing in a game . This is a point that is further illustrated by a recent poll of online gamers, where 87% of respondents said they had experienced conduct from other players (e.g. bad language or abusive comments) which they would deem inappropriate for children or young people under 18 to encounter, compared with 10% who said they had not (TNWA poll, 2008). However, gamers also told me that it is usually the younger players who use bad language and threaten each other, whilst older players tend to use the mute options more and ignore the younger players. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Traduzione:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“Molti giocatori mi hanno riferito che non è inusuale per loro essere esposti a linguaggi inappropriati, commenti razzisti, o altri abusi verbali quando giocano online, oppure osservare giocatori riunirsi per ostacolare la loro crescita nel gioco. Questo punto è meglio illustrato da un recente sondaggio condotto fra videogiocatori, in cui l’87% dei partecipanti ha dichiarato di aver osservato comportamenti di altri giocatori (linguaggio volgare, commenti offensivi)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che loro ritengono inappropriati per bambini o persone al di sotto dei &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;18 anni, contro il 10% che affermava il contrario. Tuttavia, i videogiocatori hanno anche affermato che sono i videogiocatori più giovani ad utilizzare un linguaggio volgare e a minacciarsi fra loro, mentre i videogiocatori più anziani tendono a utilizzare l’opzione “mute” [silenenziare le chat vocali/verbali] &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e ad ignorare i giocatori più giovani”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come non essere d’accordo? Quante bestemmie, parolacce, minacce ho sentito giocando online? Ho sempre creduto che fosse un modo per certa gente di “farsi grande”… proprio perché magari erano 14enni, che di grande avevano ben poco: queste parole di Byron centrano in pieno il problema. Tuttavia la domanda resta: lascereste vostro figlio 13enne in una chat in cui volano insulti, bestemmie e minacce come se fossero saluti? Io cercherei di evitare…&lt;br /&gt;Naturalmente, esistono degli organismi che classificano i videogiochi, che identificano le fasce d’età più adatte per il prodotto. &lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Ma questi organismi funzionano? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;“The process for classifying games in the UK works reasonably well. (…) Despite the fact that most video games don’t have to be classified by law, the vast majority of games are voluntarily rated through PEGI, demonstrating that this is an industry that wants to be responsible, is willing to self-regulate, and recognises the concerns around children’s well being and the need to give consumers information about the content of games.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;TRADUZIONE:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“Il processo di classificazione dei videogiochi in Inghilterra funziona ragionevolmente bene.(…) A dispetto del fatto che la legge non obbliga ad una classificazione la maggior parte dei videogiochi, la maggior parte dei videogiochi viene volontariamente [da parte delle software house] fatta classificare da PEGI, dimostrando che l’industria videoludica vuole essere responsabile, è in grado di autoregolarsi e riconosce le preoccupazioni esistenti che riguardano i bambini ed ha il bisogno di dare ai consumatori informazioni riguardo il contenuto del videogioco” &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Chiarissimo: l’industria videoludica riconosce i rischi che i ragazzi potrebbero correre, ed ha creato un organismo interno di autoregolamentazione che funziona bene. Ma come funziona la classificazione, una volta che i videogiochi sono sugli scaffali?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;“It was also quite clear that age ratings on video games generally do not have the impact they should in terms of influencing purchasing behaviour, and do not hold the same weight as the same ratings on DVDs. For instance, almost half of respondents to a 2007 YouGov survey said they rarely or never took notice of the ratings on video game packaging when they purchased or played games. This may be because ‘games’ are perceived to be part of childhood and not something that parents traditionally worry about.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TRADUZIONE:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“E’ chiaro che la classificazione dei videogiochi non ha normalmente l’impatto che dovrebbe avere nell’influenzare l’acquisto, e non ha lo stesso peso importanza che può avere la classificazione dei DVD. Nella fattispecie, quasi la metà di coloro che ha risposto ad un sondaggio di YouGov nel 2007, hanno risposto che hanno solo raramente o mai si sono accorti del bollino di classificazione del videogioco quando lo hanno acquistato o giocato. Ciò accade probabilmente perché i “giochi” sono percepiti come parte dell’infanzia e non come qualcosa di cui i genitori dovrebbero preoccuparsi”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qui nascono i problemi: non è l’industria che manca di regolamentazione (anche se questa potrebbe essere migliorata) ma sono i genitori che non sono abbastanza consapevoli del contenuto dei videogiochi. E’ bello riempirsi la bocca di parole riguardo la censura dei videogiochi, la limitazione della vendita ai minori di XX anni, ma poi che senso ha tutto ciò se poi i genitori non controllano gli avvisi sulle scatole? &lt;span style="" lang="EN-US"&gt;In definitiva, queste sono le proposte del rapporto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;“(…) the group should consider the best way to ensure parents and children are aware of and understand the online classification system(s), the general risks of online gaming, and how to minimise those risks using the online scheme(s). Given the current low levels of awareness amongst parents, I suggest this includes prominent notices on the front of games packaging, or during the online buying process where games have online networking capabilities – clearly informing consumers of this fact and directing them to further information. Age ratings for online games should be more prominent and consideration should be given to incorporating static flash screens at the beginning of online games with audio warnings about the age rating.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;TRADUZIONE:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“Il gruppo [che dovrebbe occuparsi di classificare i giochi online o che hanno una forte componente online] deve trovare il modo migliore di assicurarsi che i genitori e i bambini siano consapevoli e capiscano i sistemi di classificazione dei giochi online, i rischi generali dei giochi online e come minimizzare questi rischi. Dato l’attuale basso livello di attenzione da parte dei genitori, suggerisco di introdurre avvisi evidenti sulla confezione del videogioco, oppure durante l’acquisto online del videogioco, quando i videogiochi hanno funzionalità online, informando chiaramente i consumatori dei rischi dirigendoli verso [pagine web] con maggiori informazioni. I limiti di età per i giochi online dovrebbero essere più evidenti e bisognerebbe prendere in considerazione l’idea di incorporate schermate lampeggianti all’inizio dell’esperienza di gioco online, con avvisi sonori riguardo l’eta consigliata per il gioco.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Notate bene quello che il rapporto dice: allo stato attuale il maggior problema non sono i videogiochi, ma sono i genitori che non sorvegliano abbastanza i propri figli, e pertanto le “contromisure” da prendere servono a rendere più evidente il rating del gioco agli occhi degli adulti. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;In definitiva, vorrei spezzare una lancia a favore del rapporto: è scritto di una persona che ha studiato e analizzato minuziosamente l’argomento, ed è consapevole di cosa dice. Il rapporto non fa mai dichiarazioni affrettate, non si schiera dalla parte dell’industria dei videogiochi, né dalla parte di coloro che vorrebbero “proteggere” i ragazzi dai videogame. Il rapporto osserva la situazione, ne fa emergere le criticità e propone delle possibili contromisure. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il nodo è uno: internet espone ovviamente a dei pericoli, soprattutto quando parliamo di ragazzi, ed è necessario che sia i ragazzi stessi che i genitori siano consapevoli di ciò, in modo da prendere le dovute contromisure, qualora fosse necessario, magari limitando l’accesso ad alcune famiglie di siti (ne parlo nel mio &lt;a href="http://www.dariosantoro.com/2008/03/potenziare-la-rete-wireless-con-dd-wrt_24.html"&gt;post su dd wrt&lt;/a&gt;).&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Come non esser d’accordo?&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ps:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho notato una frase in questo rapporto, che chiarisce (almeno in parte) la diatriba fra violenza e videogiochi:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" lang="EN-US" &gt;“There is also some evidence of a correlation between playing violent video games and aggressive behaviour/personality in the real world, but this does not prove that one&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;causes the other”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Traduzione:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:9;" &gt;“Ci sono inoltre alcune prove della correlazione fra il giocare a videogiochi violenti e comportamenti/personalità aggressive nel mondo reale, ma questo non prova che il primo fattore sia la causa del secondo. “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Abbastanza chiaro no? Posso essere anche un violento facinoroso nel videogioco, ma questo non significa necessariamente che lo diventerò nella vita reale… piuttosto se sono una persona violenta nella vita reale, è facile che lo sia anche nei videogiochi. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Se solo questo fosse capito da tutti…&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-5045917770532365223?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/rapporto-byron-unanalisi-seria-sulla.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-367584377836825507</guid><pubDate>Sun, 30 Mar 2008 09:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-30T12:06:25.812+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Linux</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">MacOs</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><title>Vista insicuro? MacOs anche di più!!!</title><description>Ho parlato &lt;a href="http://www.dariosantoro.com/2008/03/hacking-contest-in-canada.html"&gt;qualche giorno fa&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://cansecwest.com/"&gt;CanSecWest&lt;/a&gt;, evento dedicato alla sicurezza informatica. I partecipanti sono stati sfidati a violare dei laptop con Linux, Vista e MacOsX installati... in palio c'erano i portatili stessi e un bel po' di soldi. Avrei scommesso che Vista sarebbe caduto per primo... e invece no! Ma andiamo con ordine: il primo giorno sono stati messi in rete i tre portatili, con nessun tipo di programma in esecuzione, a parte ovviamente il sistema operativo. In questa prima fase nessuno è riuscito a "bucare" i pc. Nella seconda giornata le regole sono state ammorbidite: gli hacker potevano decidere di far visitare alla macchina vittima una certa pagina web o di leggere la posta elettronica. In questa situazione il MacAir che ospitava MacOs è caduto in circa due minuti. L'hacker (Charlie Miller) ha &lt;a href="http://dvlabs.tippingpoint.com/blog/2008/03/27/day-two-of-cansecwest-pwn-to-own---we-have-our-first-official-winner-with-picture"&gt;sfruttato una falla&lt;/a&gt; nel browser di casa Apple, Safari: tecnicamente non è stato MacOs ad essere violato, ma Safari. Durante il terzo giorno le regole sono state ulteriormente cambiate: gli attaccanti potevano scegliere di far girare sui pc un'applicazione a caso, purchè questa fosse sufficientemente famosa (a discrezione degli organizzatori). &lt;a href="http://dvlabs.tippingpoint.com/blog/2008/03/28/pwn-to-own-final-day-and-wrap-up"&gt;A farne le spese&lt;/a&gt; è stato stavolta Vista, e in particolare l'ultima versione di Adobe Flash. Adesso aspettiamo che cada anche Linux!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: le falle sfruttate non saranno rese note finchè non verranno patchate: sia Apple che Adobe sono stati informati delle vulnerabilità.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Qui finisce il post.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-367584377836825507?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/vista-insicuro-macos-anche-di-pi.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3001019976480914885</guid><pubDate>Tue, 25 Mar 2008 21:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-25T22:00:01.073+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web 2.0</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Privacy</category><title>Sicurezza in rete - Focus di Punto Informatico</title><description>Non molto tempo fa, &lt;a href="http://www.dariosantoro.com/2008/03/se-ne-parlava-da-un-po-di-tempo-ma-alla.html"&gt;parlando di analisi genetica&lt;/a&gt;, ho discusso della sicurezza dei dati personali nel mondo dell'informazione. Lo stesso tema è ripreso da &lt;a href="http://punto-informatico.it/"&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt; in un suo mini video (lo trovate sulla sinistra). Vi riporto il video, che è decisamente interessante:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="left: 355px ! important; top: -3px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-007558672919615983 visible ontop" href="http://punto-informatico.it/player.swf"&gt;&lt;/a&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://punto-informatico.it/player.swf" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="id=wlonhvVuEdI=&amp;amp;file=http://video.punto-informatico.it/show.aspx?v=wlonhvVuEdI=&amp;amp;image=http://video.punto-informatico.it/show.aspx?v=wlonhvVuEdI=%26img=1&amp;amp;type=flv" height="194" width="230"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Qui finisce il post.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3001019976480914885?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/sicurezza-in-rete-focus-di-punto.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-113464401088408479</guid><pubDate>Tue, 25 Mar 2008 18:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-25T19:49:24.175+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sicurezza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Hardware</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Linux</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><title>Hacking Contest in Canada!</title><description>&lt;a href="http://cansecwest.com/"&gt;CanSecWest&lt;/a&gt; è una conferenza dedicata alla sicurezza informatica che si tiene annualmente in Canada, in quel di Vancouver. Fra le varie cose (decisamente tecniche) che questa conferenza produce, si segnala una geniale sfida: la "&lt;a href="http://cansecwest.com/post/2008-03-20.21:33:00.CanSecWest_PWN2OWN_2008"&gt;CanSecWest PWN to OWN contest&lt;/a&gt;". Fondamentalmente vengono montati tre pc portatili, che montano tre diversi sistemi operativi: Windows Vista Ultimate su un &lt;a href="http://store.shopfujitsu.com/fpc/Ecommerce/buildseriesbean.do?series=U810"&gt;Fujitsu U810&lt;/a&gt;, Linux Ubuntu 7.10 su un VAIO VGN-TZ37CN e infine Mac Os X su un &lt;a href="http://www.apple.com/it/macbookair/"&gt;MacBook Air&lt;/a&gt;. Tutti i sistemi operativi sono perfettamente aggiornati; la sfida sta nel riuscire ad hackare questi sistemi nel minor tempo possibile. Il vincitore si porta a casa il pc che è riuscito ad hackare (e si tratta di gran bei pezzi di... hardware) e un piccolo premio di incoraggiamento da 20mila dollari, per passare un buon Wend (se volete maggiori info riguardo le regole le trovate &lt;a href="http://dvlabs.tippingpoint.com/blog/2008/03/19/cansecwest-pwn-to-own-2008"&gt;qui&lt;/a&gt;, ma vi dico subito che per partecipare vi tocca fare un viaggetto in Canada). Questo genere di iniziative non è certo nuovo, anzi sono numerose le gare di questo tipo, anche di respiro internazionale, che permettono tentativi di hacking in "remoto" (basta avere una connessione ad internet)... e gli italiani ogni tanto &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2144258"&gt;si sono pure distinti&lt;/a&gt;. Ma la vera domanda è: secondo voi, quanto resiste Vista??&lt;span class="fullpost"&gt;Qui finisce il post.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-113464401088408479?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/hacking-contest-in-canada.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-54998135496148680</guid><pubDate>Mon, 24 Mar 2008 19:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-24T20:28:25.530+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Linux</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Software</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">utilities</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dd-wrt</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><title>Potenziare la rete Wireless con DD-WRT</title><description>Ormai tutti abbiamo un router in casa (magari senza nemmeno saperlo): i router sono i nostri ponti verso l'universo wireless. Ci permettono di collegare i nostri pc ad internet senza cavo, possono fungere da collegamento fra il nostro &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Media_center"&gt;media center&lt;/a&gt; in salotto e il pc, fungono da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firewall"&gt;firewall&lt;/a&gt; tenendo a bada i vari cracker che cercano di infettare il nostro pc quando navighiamo. Ma chi di voi sa che è possibile potenziare il vostro router a costo zero? In fondo, è tutta una questione di software (che nel caso dei router si chiama &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firmware"&gt;firmware&lt;/a&gt;). Mi spiego meglio: un router è uno scatolotto che al suo interno contiene un'antenna wireless, che riceve e manda segnali via etere, un processore (piccolo, 200 mhz sono abbastanza nella maggior parte dei casi), un po' di memoria ram e una rom (come se fosse una piccola pennina usb). In fondo è un mini pc (non per niente esistono &lt;a href="http://www.openlinuxrouter.com/"&gt;sistemi operativi&lt;/a&gt; che trasformano il vostro pc in un enorme router... ma questa è un'altra storia) che funge da diga fra voi e internet, e permette di collegare tanti pc in rete, instradando correttamente tutti segnali che riceve.&lt;span class="fullpost"&gt;La vera differenza fra la maggior parte dei router sta nel software: è la bontà del software di un router a decretare la bontà o meno del prodotto. Perchè non scrivere un software apposito, che offra una serie di opzioni presenti solo in router decisamente costosi (si parla di cifre oltre i 600euro...)?&lt;br /&gt;Detto fatto! &lt;a href="http://www.dd-wrt.com/"&gt;DD-WRT&lt;/a&gt; è sicuramente quello che fa per voi. Fondamentalmente si tratta di una versione particolare di Linux che è stata adattata e modificata in modo che potesse girare su un hardware limitato come quello di un router, ma non per questo vi deluderà, anzi!&lt;br /&gt;DD-WRT vi mette a disposizione una grandissima varietà di opzioni che sicuramente non avrete mai visto originariamente nel vostro router.. ma andiamo con calma.&lt;br /&gt;Installare DD-WRT significa hackare il vostro router, facendoci girare sopra un software non previsto dalla casa madre: perciò se decidete di installarlo, perderete la garanzia. Questo è particolarmente importante perchè a seconda del modello del vostro router l'installazione di DD-WRT puo' rivelarsi piuttosto difficile, e se qualcosa dovesse andare male vi ritrovereste con un router irrecuperabile (il così detto "Bricked router", ovvero il router trasformato in un perfetto mattoncino -brick- inutile).&lt;br /&gt;DD-WRT può girare su molti router, ma non tutti: fra questi segnalo gli ottimi Linksys e i Dlink diffusissmi in Italia. Per una lista completa dei router compatibili andate a guardare &lt;a href="http://www.dd-wrt.com/wiki/index.php/Supported_Devices"&gt;qui&lt;/a&gt;: se il vostro router non dovesse apparire nella lista, purtroppo non c'è molto da fare :(&lt;br /&gt;La procedura di installazione varia da router a router: la pagina di riferimento è sempre quella linkata &lt;a href="http://www.dd-wrt.com/wiki/index.php/Supported_Devices"&gt;in precedenza&lt;/a&gt;. Se nulla è specificato, semplicemente basterà aggiornare il firmware del vostro router con quello scaricabile dal sito di dd-wrt e aggiornare: vi prego di leggere con grande attenzione la pagine relativa al vostro router e di cercare online report di persone che già hanno aggiornato il firmware, perchè il rischio di brickare il router se non sapete cosa state facendo è altissimo. Tenete inoltre presente che durante il l'aggiornamento del firmware il vostro router sarà inutilizzabile; se qualcosa va male non potrete utilizzarlo per andare a cercare aiuto in rete.&lt;br /&gt;Ok, credo di avervi terrorizzato abbastanza: se doveste aver bisogno di aiuto/consigli riguardo l'aggiornamento e il successivo setup, non esitate a lasciare un commento.&lt;br /&gt;Una volta aggiornato il vostro router fra le varie cose potrete:&lt;br /&gt;-Impostare IP statici (tramite router)&lt;br /&gt;-Impostare filtri in base ai mac adress&lt;br /&gt;-Impostare policy di sicurezza in caso vi siano bimbi in casa: ad esempio potrete inibire la navigazione su siti che contengono certe parole, o appoggiarvi a dei servizi online che faranno il lavoro per voi&lt;br /&gt;-Impostare delle fasce orarie in cui è possibile navigare (...e inibire la navigazione durante le altre fasce!)&lt;br /&gt;-Impostare particolari regole per il routing avanzato&lt;br /&gt;-Avere più di una rete wireless in casa&lt;br /&gt;-Impostare delle priorità sui pacchetti (ad esempio potrete dare la priorità al traffico generato da Skype o il game online e tralasciare il traffico p2p..)&lt;br /&gt;-Aumentare la potenza delle antenne, o diminuirla per evitare che la zona coperta dalla vostra rete sia troppo grande&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono solo alcune delle cose che potrete fare... allora che aspettate ad aggiornare i vostri router?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: per dovere di cronaca segnalo anche altri firmware alternativi:&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://www.polarcloud.com/tomato"&gt;Tomato&lt;/a&gt;: meno ricco di dd-wrt, ma molto più immediato&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://openwrt.org/"&gt;OpenWrt&lt;/a&gt;: solo per professionisti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-54998135496148680?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/potenziare-la-rete-wireless-con-dd-wrt_24.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3376857453540807514</guid><pubDate>Wed, 19 Mar 2008 23:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-20T00:44:43.767+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Google</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Gmail</category><title>Google Mail perde il nome?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' notizia di oggi che il signor Daniel Giersch, titolare del servizio di email denominato &lt;a href="http://gmail.de/_content.php"&gt;G-mail&lt;/a&gt;, ha &lt;a href="http://www.appuntidigitali.it/1155/niente-piu-gmail-in-europa/"&gt;vinto anche in appello&lt;/a&gt; contro Google: lo &lt;a href="http://oami.europa.eu/"&gt;OHIM&lt;/a&gt; (organismo per l'armonizzazione del mercato europeo) ha infatti decretato che il marchio di &lt;a href="http://mail.google.com/"&gt;Gmail&lt;/a&gt; appartiene di diritto a Daniel Giersch.&lt;span class="fullpost"&gt; L'organismo infatti ha reputato che i nomi dei due servizi sono troppo simili, e che il marchio appartiene a Daniel Giersch, dal momento che il suo servizio esiste da prima di quello di Google. Chi attualmente possiede mail @gmail.com non deve aver comunque timore dal momento che conserverà il proprio indirizzo, ma con tutta probabilità i futuri iscritti avranno un suffisso differente (forse in @googlemail.com?). Veramente non so come commentare questa notizia: il signor Girsch ha certamente le sue ragioni dal momento che il suo servizio nasce prima di Gmail. Nonostante questo mi pare doveroso far notare che mentre la realtà del servizio di Girsch è locale, Google è una realtà di respiro mondiale, e certamente nel corso degli anni il servizio di Girsch ha beneficiato della notorietà dell'"avversario". Sia come sia, l'Unione Europea ha sempre riconosciuto e protetto i servizi e le realtà locali: normalmente realtà locali e internazionali non entrano in conflitto, ma in questo specifico caso, dal momento che Google è presente in Germania con il marchio Gmail è nata la possibilità di un conflitto sul quale lo OHIM si è pronunciato. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Google avesse utilizzato in Germania il marchio Googlemail e nel resto del mondo il canonico Gmail.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3376857453540807514?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/google-mail-perde-il-nome.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-6697087335041752966</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2008 20:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-18T22:09:55.248+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cross Site</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">XSS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ebay</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hack</category><title>Ebay Crackato? - XSS colpisce ancora</title><description>&lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt; oggi si è posta in prima linea nel lanciare un allarme riguardo una vulnerabilità di &lt;a href="http://www.ebay.com/"&gt;Ebay&lt;/a&gt;. Questa vulnerabilità permette a un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cracker"&gt;cracker&lt;/a&gt; di carpire i dati di una persona che partecipa ad un'asta studiata appositamente per frodare.&lt;span class="fullpost"&gt; Nello specifico si tratta di una vulnerabilità di tipo cross-site scripting (abbreviata con XSS: ne parla in maniera veramente efficace un &lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/msdn/risorsemsdn/security/editoriale/cross_site.mspx"&gt;articolo di Microsoft&lt;/a&gt;). Questo nome identifica una classe di vulnerabilità che può potenzialmente essere utilizzata su qualunque sito che permette l'esecuzione di script. Per i meno ferrati in materia: gli script sono dei mini programmi che possono essere creati da un utente e fatti girare -attenzione- all'interno di un browser. In altre parole, il sito che permette l'utilizzo di script non esegue nessun tipo di programma sui propri server, ma invia gli script (incapsulati in normali pagine web) al browser dell'internauta: il browser si occupa poi di interpretare questi script ed eseguirli sul pc dell'utente. Essendo gli script dei programmi, con essi è possibile potenzialmente fare tutto: benchè tipo di approccio sia molto potente, è anche molto pericoloso per l'utente, che potrebbe essere indotto ad eseguire inconsapevolmente dei programmi non desiderati sulla propria macchina. Per limitare questo tipo di rischio, il linguaggio di scripting è studiato in modo che lo script non possa accedere ai file del pc, ad eccezione dei file utili alla navigazione; inoltre il sito su cui gli script risiedono può limitare i privilegi degli stessi. E' come se uno script potesse agire solo ed esclusivamente sul proprio orticello: il sito su cui è ospitato è il padrone che decide quanto questo orticello può essere grande. Tutto ciò serve ad alzare delle barriere contro l'utilizzo di script potenzialmente pericolosi. Porrei inoltre l'attenzione su una sottigliezza non da poco: quando si parla di hack di un sito di norma si pensa ad un hacker (erroneamente: sarebbe meglio dire cracker) che sfrutta una vulnerabilità che gli consente di fare breccia sui server del sito-vittima in modo da sottrarre le informazioni desiderate. Questo significa che l'hacker deve:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Trovare un modo per entrare nel server vulnerabile&lt;br /&gt;- Entrare nel server&lt;br /&gt;- Rubare i dati che gli interessano (o inserire sul server hackato dei programmi che gli recapitino periodicamente dati sensibili degli utenti come password, numero di carte di credito, etc etc)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece quando l'hack avviene tramite XSS la modalità è sostanzialmente diversa. L'hacker deve:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- trovare una vulnerabilità nel browser che gli consenta di eseguire script malevoli&lt;br /&gt;- cercare un servizio web (come Ebay) che permetta all'utenza di creare pagine contenenti script&lt;br /&gt;- attendere che gli script malevoli agiscano e raccogliere i dati sensibili di tutti gli utenti che visitano la pagina su cui lo script è caricato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notate la differenza? Nel primo caso la responsabilità è del gestore del sito che lascia aperta una vulnerabilità sui suoi sistemi; nel secondo caso il sito non ha colpa alcuna, in quanto l'errore risiede nel browser, il quale consente agli script di eseguire codice malevolo. In realtà le cose sono un po' più complesse perchè come ho accennato in precedenza il sito su cui risiedono gli script può decidere quanto deve essere grosso l'orticello in cui possono vivere gli script (anche se in effetti esistono tecniche per scavalcare il recinto dell'orticello... è una continua guerra fra sviluppatori e cracker). Quindi cosa è successo ad Ebay? Semplicemente un cracker ha creato uno script che, caricato nella pagina dell'asta, spedisce l'internauta che tenta di fare un'offerta in una pagina identica a quella di Ebay (ma che ovviamente non è di Ebay): inserendo nome utente, password e magari anche il numero di carta di credito, l'ignaro utente sta consegnando a dei malintenzionati le chiavi del proprio conto corrente. Purtroppo non c'è nulla di nuovo in questo: è un copione &lt;a href="http://www.us-cert.gov/cas/alerts/SA06-117A.html"&gt;visto già nel 2006&lt;/a&gt;. Come fare a proteggersi? Difficile a dirsi: se comprate molto su Ebay vi consiglio caldamente di utilizzare &lt;a href="http://www.paypal.com/"&gt;Paypal&lt;/a&gt; (che vi offre una garanzia in caso di frodi); prendete in considerazione l'idea di utilizzare la &lt;a href="http://pages.ebay.it/ebay_toolbar/"&gt;toolbar di Ebay&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://toolbar.google.com/T4/intl/it/index.html"&gt;quella di Google&lt;/a&gt;, le quali vi dicono se le pagine che state visualizzando sono effettivamente quelle che dicono di essere (se utilizzate i filtri antiphishing di internet &lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/athome/security/online/phishing_filter.mspx"&gt;Explorer&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.blogger.com/firefox%20antiphishing"&gt;Firefox&lt;/a&gt; non serve questa precauzione). Infine la soluzione drastica: disabilitate gli script sul vostro browser (per &lt;a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/722"&gt;Firefox&lt;/a&gt; e per &lt;a href="http://www.cert.org/tech_tips/malicious_code_FAQ.html#steps"&gt;Explorer&lt;/a&gt;). Certo vi perderete tantissime funzionalità su molti siti (potreste non riuscire ad utilizzare alcuni, attenzione!), ma almeno dormirete tranquillamente la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: andando a vedere il &lt;a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&amp;amp;cont_id=18467&amp;amp;showtab=Copertina"&gt;video messo online&lt;/a&gt; da Repubblica, il giornalista mostra come un hacker abbia fatto a rubare il suo nome utente e la password da Ebay. Purtroppo non da consigli su come evitare lo stesso errore: sarei curioso di sapere se è possibile accorgersi della frode osservando l'indirizzo indicato nella barra di navigazione del browser (ho il sospetto di si). Nel corso del video inoltre il giornalista dice anche che nel corso della prova un altro utente è cascato nella trappola. Sembra di capire che quest'ultimo utente fosse di passaggio... salvo che poi le immagini mostrano anche la sua password: "thisisatest". Giusto per non smentirsi mai, siamo italiani....&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-6697087335041752966?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/repubblica.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-7436865134096278389</guid><pubDate>Sun, 16 Mar 2008 23:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-17T00:13:08.281+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Tutorial</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">virtualizzazione</category><title>Virtualizzazione - Duplicare il sistema operativo</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso ci si trova nella situazione di voler provare un certo programma un po' particolare (magari un antivirus o firewall), ma di esitare per la paura di non trovarsi bene: capita infatti che le &lt;a href="http://service1.symantec.com/support/inter/tsgeninfointl.nsf/it_docid/20050407160511924"&gt;disinstallazioni &lt;/a&gt;dei programmi non siano perfette... e a volte rimane qualche riga di codice sparsa per il computer. Di norma questo non crea grossi problemi (anche se alla lunga appesantisce il pc), ma quanto parliamo di programmi delicati come quelli citati, questo potrebbe creare diversi contrattempi. Peggio ancora, se state pensando di provare 4/5 antivirus per vedere quale si adatta meglio alle vostre esigenze, potreste trovarvi con programmi che vanno in conflitto fra di loro. La virtualizzazione del sistema operativo risolve questo problema. &lt;span class="fullpost"&gt;Fondamentalmente, virtualizzare un sistema operativo (badate bene: qualunque sistema operativo) significa utilizzare un programma che vi permette di installare un sistema operativo (da ora in poi abbreviamo sistema operativo con SO) all'interno del vostro SO attuale. Praticamente si tratta di un gioco di scatole cinesi ;)&lt;br /&gt;Vi consiglio alcuni programmi che vi permettono di virtualizzare SO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;a href="http://www.virtualbox.org/"&gt;Virtual Box&lt;/a&gt; (da poco acquisita da &lt;a href="http://it.sun.com/"&gt;SUN&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/products/winfamily/virtualpc/default.mspx"&gt;Virtual PC&lt;/a&gt;  (di &lt;a href="http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx"&gt;Microsoft&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;E infine, forse il migliore:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;a href="http://www.vmware.com/"&gt;VMware&lt;/a&gt; (della società omonima)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Personalmente vi consiglio, se siete alle prime armi, di inizare con VirtualBox: è totalmente gratuito e decisamente semplice da utilizzare. Forse è meno snello e ottimizzato di altri programmi analoghi, che però potrebbero mettervi in difficoltà per l'alto numero di parametri da impostare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Utilizzare VirtualBox è decisamente facile dopo averlo scaricato e installato, basta andare nel menù Macchina -&gt; Nuova. A questo punto dovete:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;1) Scegliere il nome della macchina virtuale e il sistema operativo da visualizzare:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92aszDedgI/AAAAAAAAAZQ/v_ST3otao3o/s1600-h/VirtualBox2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92aszDedgI/AAAAAAAAAZQ/v_ST3otao3o/s400/VirtualBox2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178465240955647490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;2) Scegliere la quantità di memoria da destinare alla macchina virtuale (attenzione, questa memoria durante l'esecuzione della macchina virtuale non sarà disponibile per altre operazioni). Tenete però presente che potrete variare questo parametro in seguito in caso di bisogno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92buDDedhI/AAAAAAAAAZY/rddWfy5FsL8/s1600-h/VirtualBox3.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92buDDedhI/AAAAAAAAAZY/rddWfy5FsL8/s400/VirtualBox3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178466361942111762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;3) Dovete adesso creare un hard disk virtuale, cliccando su "nuovo". In pratica si tratta di un grosso file che verrà utilizzato dal SO virtuale come hard disk. Scegliendo di creare un hard disk ad "espansione dinamica" verrà creato un file che diventerà più grande a seconda del bisogno del SO virtualizzato (ad esempio installando molte applicazioni avrete necessità di più spazio); tuttavia tale file non supererà mai la dimensione massima impostata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92dIzDediI/AAAAAAAAAZg/_owH6UqG7gY/s1600-h/ScreenShot001.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92dIzDediI/AAAAAAAAAZg/_owH6UqG7gY/s400/ScreenShot001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178467921015240226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Terminata la creazione della macchina virtuale avrete una situazione simile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92deTDedjI/AAAAAAAAAZo/RhyAusOQDJI/s1600-h/ScreenShot002.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92deTDedjI/AAAAAAAAAZo/RhyAusOQDJI/s400/ScreenShot002.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178468290382427698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La mia macchina virtuale come potete vedere si chiama XP. Sulla parte destra della schermata vedete quali sono le caratteristiche della macchina virtuale: cliccando su "generale" per esempio possiamo reimpostare tutte le caratteristiche base della macchina (dimensione memoria, hard disk, etc etc etc); cliccando su "cartelle condivise" è possibile decidere se condividere delle cartelle fra il SO virtualizzato e il vostro pc (come se aveste due pc in rete!); cliccando su audio potete decidere se virtualizzare o meno la scheda di rete e via dicendo. Il tutto è decisamente semplice: è come costruirsi un pc "virtuale". La mia filosofia è quella di virtualizzare il meno possibile: niente audio, niente cartelle condivise, niente floppy, niente porte seriali e nemmeno nessuna porta usb. Attenzione però: se volete provare un qualche tipo di periferica usb senza installarla sul vostro pc, vi sarà sufficiente attivare le porte usb sul pc virtuale, e collegare la periferica usb cliccando sul tasto evidenziato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92fvjDedkI/AAAAAAAAAZw/EPowD5FerGo/s1600-h/ScreenShot003.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92fvjDedkI/AAAAAAAAAZw/EPowD5FerGo/s400/ScreenShot003.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178470785758426690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo quasi al termine: finora abbiamo "solo" configurato la macchina virtuale, ma non abbiamo installato sopra nessun sistema operativo. Per fare questo bisogna "inserire" il cd: clicchiamo su "CD-DVD ROM":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92gXDDedlI/AAAAAAAAAZ4/fX9oY0ThRPo/s1600-h/ScreenShot004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92gXDDedlI/AAAAAAAAAZ4/fX9oY0ThRPo/s400/ScreenShot004.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178471464363259474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Impostando le cose come in figura, la macchina virtuale "vedrà" nel suo cdrom tutto ciò che trova nel disco E: (che è appunto la lettera del cdrom del mio portatile).&lt;br /&gt;In alternativa cliccando su "file immagine ISO" potrete impostare un'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine_ISO"&gt;immagine ISO&lt;/a&gt; che la macchina virtuale vedrà come CD. In entrambi i casi per virtualizzare Windows dovete inserire un cd (o un'immagine) della vostra copia di windows XP!&lt;br /&gt;A questo punto non vi resta che dare l'ok, cliccare sul tasto "AVVIA" in alto sulla sinistra, e la vostra macchina virtuale partirà con l'installazione di Windows XP, e potrà navigare in rete come se fosse un normale pc (sempre che il vostro pc "fisico" sia connesso).&lt;br /&gt;Notate le potenzialità di questo approccio: potrete provare qualsiasi programma che credete, perchè tutte le modifiche che eseguirete avranno effetto solo sul SO virtualizzato: potrete infettarlo con &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_%28informatica%29"&gt;virus&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spyware"&gt;spyware&lt;/a&gt; e quant'altro, giusto per prova; potrete installare diversi programmi per controllare che siano compatibili fra loro, o semplicemente potete provarli prima di installarli sul vostro pc ufficiale. Oppure potete provare quella distribuzione di Linux di cui avete tanto sentito parlare, ma che non avete mai installato per paura di installare un sistema operativo nuovo (vi consiglio veramente &lt;a href="http://www.ubuntu.com/"&gt;Ubuntu&lt;/a&gt; ^^). Per non parlare delle applicazioni in ambito aziendale: vi siete mai chiesto cosa sono i virtual server che &lt;a href="http://webhosting.lycos.it/expert/comparevds"&gt;moltissimi&lt;/a&gt; &lt;a href="http://we.register.it/hosting/servervirt.html"&gt;web&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.ngi.it/virtuo/"&gt;hoster&lt;/a&gt; offrono?&lt;br /&gt;Nulla più che macchine virtuali! Anche in altri ambiti le macchine virtuali sono utilizzatissime: ad esempio potreste avere una connessione remota ad una macchina virtuale, gestita da un host in rete. Potreste lavorare solo ed esclusivamente in remoto, demandando a terzi tutto ciò che concerne il backup dei vostri dati e la "pulizia" del sistema virtuale alla società che vi fornisce il servizio; la macchina remota potrebbe essere molto più potente di qualsiasi pc standard, e potrebbe essere upgradata con pochi click: questo tipo di approccio sta prendendo piede sempre di più (con tutte le sue problematiche... la società che ha in custodia le macchine virtuali può  teoricamente leggere tutti i vostri dati personali e/o aziendali!), e sicuramente ne sentiremo riparlare in futuro. Chi di voi ha avuto esperienze con le macchine virtuali?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-7436865134096278389?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/virtualizzazione-duplicare-il-sistema.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_8i6FovliEGY/R92aszDedgI/AAAAAAAAAZQ/v_ST3otao3o/s72-c/VirtualBox2.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-7846637434023750646</guid><pubDate>Fri, 14 Mar 2008 23:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-15T00:26:31.596+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Windows</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">utilities</category><title>Windows File Manager - Semplifichiamoci la vita!</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi siete mai sentiti "soffocare" dalla mancanza di opzioni che dovete per forza di cose subire quando navigate fra le cartelle di Windows? Pensateci bene: non avete una vista dell'albero delle cartelle che state navigando; se avete necessita di navigare fra due cartelle diverse, magari per spostare una serie di file, dovete per forza di cose tenere due finestre aperte, le quali poi (in ossequio alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Murphy"&gt;legge di Murphy&lt;/a&gt;) si sovrapporranno rendendovi impossibile il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Drag_and_drop"&gt;drag'n drop&lt;/a&gt;, o, peggio ancora, facendovi sbagliare nello spostamento dei file. A chi non è mai successo di dover rinominare in massa parecchi file? Certo possiamo utilizzare "esplora risorse": le cose migliorano un po', perlomeno si ha la visibilità dell'albero delle cartelle... ma a dire il vero non cambia poi troppo. Per fortuna esistono diversi programmini che vi possono togliere dai guai.. naturalmente gratis!&lt;span class="fullpost"&gt;Per i più tradizionalisti consiglio &lt;a href="http://www.simtel.net/product.php?id=59298"&gt;DMEXBAR&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://qttabbar.wikidot.com/"&gt;QTTABBAR&lt;/a&gt;. Fondamentalmente si tratta di due programmi che si integrano con Windows aggiungendo opzioni su opzioni. Sono entrambi ben realizzati, ma devo dire che fra i due preferisco certamente &lt;a href="http://qttabbar.wikidot.com/"&gt;QtTabBar&lt;/a&gt;, dal momento che applica il concetto (nuovo solo su Windows) di "navigazione a schede" alle cartelle. Il programma è scritto in .net, questo implica che dovrete avere il relativo framework (gratuito) di Microsoft installato: si scarica serenamente tramite Windows Update, o, in alternativa, &lt;a href="http://msdn2.microsoft.com/it-it/netframework/aa569263.aspx"&gt;da qui&lt;/a&gt;. I pregi di questo tipo di approccio sono evidenti: una volta installato il programma potete semplicemente dimenticarvene (anche se presto inizierete a venerare gli autori per quello che hanno fatto), dal momento che integrandosi con Windows, avrete a disposizione tutte le nuove opzioni ogni qual volta navigate nelle cartelle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Esistono poi altri programmi stand-alone, indipendenti da Windows: fra questi uno dei più notevoli è certamente &lt;a href="http://zabkat.com/"&gt;Xplorer2&lt;/a&gt;. Questi si presenta simile ad esplora risorse, ma è decisamente più potente: supporta la navigazione a schede fra le cartelle, indica nella testata di ogni scheda la cartella in cui siete, e vi mostra l'albero delle cartelle sulla sinistra. Integra una serie di strumenti decisamente potenti, quali un batch renamer e una piccola console in cui potete scrivere qualche riga di codice se ne avete la necessità; supporta il protocollo FTP (potrete navigare fra le cartelle del server FTP come se fossero le cartelle del vostro pc) e infine vi permette di creare dei bookmark per le vostre cartelle. Le opzioni che  &lt;a href="http://zabkat.com/"&gt;Xplorer2&lt;/a&gt; mette a disposizione sono veramente tantissime, ed è davvero molto personalizzabile. Il programma è gratuito per uso personale (ci sono delle piccole limitazioni perfettamente trascurabili), ed è strutturato tanto bene che ho deciso di acquistarlo per utilizzarlo sul lavoro!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Esistono anche altri programmi di questo genere, come &lt;a href="http://www.mustangpeak.net/ultraexplorer.html"&gt;UltraExplorer&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.cubicreality.com/cubicexplorer/"&gt;CubicExplorer&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.freecommander.com/"&gt;FreeCommander&lt;/a&gt;: sono tutti prodotti validissimi, ma non mi hanno convinto a lasciare Xplorer2. Voi sapete consigliarmi programmi simili?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-7846637434023750646?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/windows-file-manager-semplifichiamoci.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-345487995432275605</guid><pubDate>Mon, 10 Mar 2008 21:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-10T22:55:22.884+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">blog</category><title>Blog - Layout Definitivo!</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I miei pochi lettori avranno notato che in questi giorni ho fatto diversi cambiamenti al template di questo blog... e finalmente siamo arrivati alla versione definitiva!! Devo ringraziare per questo &lt;a href="http://www.eruditeblog.com/the-erudite-template-released/"&gt;Jashanjeet Singh Khehra...&lt;/a&gt;.&lt;span class="fullpost"&gt; ossia l'autore di questo meraviglioso template. L'unico problema di questo template stava nel fatto che la colonna centrale era un po' piccina, avrei gradito avere uno spazio per gli articoli un po' maggiore. Ho lasciato un messaggio a Jashanjeet sul suo blog, il quale in giornata mi ha risposto creandomi  un template ah hoc!! E tengo non lo conoscevo affatto.. grazie mille!! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-345487995432275605?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/blog-layout-definitivo.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3087389906324563484</guid><pubDate>Sun, 09 Mar 2008 21:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-09T22:59:34.899+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Hardware</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Silent Pc</category><title>Silent pc - La scheda madre capricciosa</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver acquistato la scheda madre di cui parlavo nel &lt;a href="http://www.dariosantoro.com/2008/02/costruiamo-un-pc-economico-e-silenzioso.html#links"&gt;mio post&lt;/a&gt; qualche giorno fa, ho tentato di farla funzionare...  &lt;span class="fullpost"&gt;Dico "tentato" perchè in realtà ho avuto un bel po' di noie! La scheda madre "sentiva" l'alimentatore (c'è un comodissimo led verde che indica quando è alimentata), ma di avviarla proprio non c'era verso. Nessun tipo di beep, nessun tipo di segnale video.. ho provato con e senza RAM. Dopo una mezza giornata di prove e smadonnamenti vari lascio perdere, rassegnato a spedire indietro la scheda madre. Poi mi viene in mente una cosa... vado a vedere le specifiche della scheda madre, e noto che il bus di sistema è a 533mhz, ma la scheda madre supporta memorie ddr2 fino a 667. La memoria che montavo io era a 800mhz. Ho dubitato che si trattasse di questo, dal momento che ben più di una volta ho montato memorie in teoria più veloci della massima velocità supportata dal chipset del mainboard... nel qual caso mi è sempre successo che le memorie funzionassero alla massima velocità consentita dalla scheda madre. Perciò, dubitando, ho montato sulla mia fida &lt;a href="http://www.intel.com/cd/channel/reseller/emea/ita/products/desktop/bdb/d201gly2/feature/index.htm"&gt;D201GLY2&lt;/a&gt;  delle memorie a 667mhz... ed è partita senza problemi!!! Sono stato decisamente sorpreso... e anche parecchio contento ;) Chi di voi ha avuto strane esperienze con compatibilità hardware?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3087389906324563484?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/silent-pc-la-scheda-madre-capricciosa.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-7570844573610042602</guid><pubDate>Thu, 06 Mar 2008 22:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-07T00:07:21.375+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">File revisioning</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Software</category><title>File Versioning - Come non perdere il proprio lavoro</title><description>Vi è mai capitato di salvare il vostro lavoro di una settimana, per rendervi conto subito dopo di aver appena sovrascritto informazioni utilissime? Tutti, almeno una volta si sono mangiati le mani perchè non avevano salvato una copia di quel file...&lt;br /&gt;Purtroppo queste disgrazie sono all'ordine del giorno, ma è possibile evitarle: andiamo alla scoperta del così detto "file versioning"...&lt;span class="fullpost"&gt;L'idea di base è piuttosto semplice: salvare una copia del file ogni volta che che vi apportiamo una modifica. Semplice ma geniale! Certo, ma come fare?&lt;br /&gt;Se utilizzate Windows Vista, questo sistema operativo fa il lavoro sporco per voi: anche se non ve ne siete mai accorti, il sistema salva per voi un backup del file che state modificando ogni volta che lo salvate. In teoria questa feature sarebbe accessibile solo per chi ha acquistato Windows Vista.. però basta utilizzare &lt;a href="http://www.shadowexplorer.com/"&gt;ShadowExplorer&lt;/a&gt; e riuscirete a navigare fra le vecchie copie del vostro documento senza nessun problema!&lt;br /&gt;Se invece utilizzate Windows Xp, la situazione è più complicata: al contrario di Vista, XP non include nessun tipo di file versionig, quindi è necessario appoggiarsi ad applicazioni esterne. Eccone una paio:&lt;br /&gt;1) &lt;a href="http://www.mogware.com/FileHamster/"&gt;FileHamster&lt;/a&gt;: con questa semplice utility (totalmente free) dovrete impostare una serie di cartelle che verrano monitorate, specificare quali tipo di file tenere d'occhio, e... basta!&lt;br /&gt;Semplicemente, FileHamster creerà in una cartella da voi scelta una copia di tutti i file che verranno modificati nelle cartelle monitorate. E' inoltre possibile specificare dei particolari file da escludere, una grandezza massima del file che da salvare, un limite di tempo massimo oltre il quale le vecchie versioni dei file salvati decradranno in automatico, e un limite massimo della cartella  di backup. Semplicissimo, immediatissimo ma sopratutto utilissimo!&lt;br /&gt;2) &lt;a href="http://beanland.net.au/AutoVer/"&gt;AutoVer&lt;/a&gt;: Praticamente identico a FileHamster, sia a livello di funzionalità che di opzioni disponibili. Non l'ho ancora testato a fondo, ma mi è parso veramente un ottimo progetto... teniamolo d'occhio!&lt;br /&gt;3) &lt;a href="http://codeville.org/"&gt;Codeville&lt;/a&gt;: Concettualmente simile al primo, ma ha la peculiarità di salvare solo la differenza fra la vecchia versione del file e la nuova, risparmiando così molto spazio su disco. Purtroppo il supporto per Windows è piuttosto limitato, ed è un po' più difficile da installare... lo proverò prossimamente, vi farò sapere come funziona!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono anche altri software analoghi a pagamento (e che per questo motivo non verranno trattati in questo blog), e sicuramente esisteranno altre alternative free.. se le conoscete non esitate a dirmelo!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-7570844573610042602?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/vi-mai-capitato-di-salvare-il-vostro_06.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-3012851608300009762</guid><pubDate>Tue, 04 Mar 2008 22:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-04T23:59:40.406+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Genetica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web 2.0</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Privacy</category><title>Analisi Genetica - Sacrilegio o Manna divina?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ne parlava da un po' di tempo, ma alla fine ci siamo arrivati: iniziano a trovarsi in giro per la rete tutta una &lt;a href="https://www.23andme.com/"&gt;serie&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.decode.com/"&gt;società&lt;/a&gt; che si offrono di &lt;a href="http://www.dnaancestryproject.com/"&gt;analizzare&lt;/a&gt; il vostro genoma. Ognuna ha le sue peculiarità: c'è chi si prefigge il compito di trovare delle debolezze nel DNA, in maniera da avvisarci in anticipo del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;potenziale &lt;/span&gt;insorgere di certe patologie, altre invece si "limitano" a chiarire quali sono le vostre origini più antiche, ma tutte hanno un comune denominatore: frugano nei vostri geni per carpirne i segreti. Funziona così: voi pagate, vi recapitano in casa un kit in cui dovrete &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sputare&lt;/span&gt;. Rispedite il tutto al mittente, il quale si farà carico di analizzare il dna contenuto nella vostra saliva. Al termine delle analisi, potrete agevolmente consultare i risultati online. Ragazzi, voi siete l'espressione del vostro DNA: queste società vi tengono in pugno, di voi sanno molto più di quello che potreste immaginare: sicuramente sul vostro conto sono molto più informate di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;voi stessi...&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Ma siamo così sicuri che sia terribile? Queste società, a mio modo di vedere, vi offrono un servizio a dir poco inestimabile. Non solo sanno dirvi se siete soggetti a certe patologie di origine genetica, ma sanno anche dirvi quali sono gli eventuali punti forti del vostro genoma (potreste essere &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2002/09_Settembre/26/aids.shtml"&gt;immuni all'AIDS!&lt;/a&gt;). Sono molti i dubbi che aleggiano attorno a tutto ciò, ma mi chiedo: dove sta il problema? Certamente non sul piano strettamente umano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Cosa accadrebbe se scoprissi di aver "passato" una brutta malformazione genetica a mio figlio? Farei il possibile perché abbia le migliori cure. Inoltre, che vantaggio avrei nel non saperlo? Certo, vivrei forse con meno pensieri, ma probabilmente la qualità della vita di mio figlio sarebbe peggiore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;La consapevolezza di essere maggiormente soggetto a certe patologie rispetto ad altre mi spingerebbe sicuramente ad evitare comportamenti a rischio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per me; &lt;/span&gt;potrei predisporre in vecchiaia una serie di analisi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tarate&lt;/span&gt; sul mio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;personale&lt;/span&gt; genoma&lt;span style="font-style: italic;"&gt; (&lt;/span&gt;chi non ha mai sentito parlare di prevenzione?&lt;span style="font-style: italic;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;In altre parole, non vedo come una conoscenza migliore si se stessi possa in qualche modo, di per se stessa, danneggiare altri: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sapere è sempre meglio che non sapere&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Qui si aprono una serie infinita di possibilità sanitarie, assicurative, previdenziali,  e sociali: tutto ciò però spalanca una serie di dubbi legati alla privacy di certe informazioni. Cosa direbbe la vostra &lt;a href="http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/chi-dna_nyt_natl_slider_2.23feb24,1,3292029,full.story"&gt;Compagnia di assicurazioni&lt;/a&gt; sapendo che siete particolarmente soggetti a infarti? E come la prenderebbe il vostro &lt;a href="http://thenetworkhub.ca/robert/?p=122"&gt;datore di lavoro&lt;/a&gt; sapendo che siete particolarmente soggetti allo stress?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Queste problematiche però mi paiono essere legate più a tematiche giuridiche che etiche: queste informazioni di tipo sanitario sono strettamente personali, e pertanto solo il diretto interessato può decidere se concedere o meno a terzi l'uso di tali informazioni. Molte persone ribattono a questo argomento dicendo che certe società senza scrupoli rivenderanno certamente a terzi le informazioni del nostro DNA, non pensando al fatto che (sopratutto in USA), le società rischiano grosso per certe manchevolezze, e che i rispettivi capi finiscono davvero in prigione se colti con le mani nel sacco. Certo il rischio resta comunque, ma va riportato alla sua giusta dimensione: non credo che sia maggiore di quello cui siamo attualmente sottoposti con i nostri dati in mano a diversi enti e istituzioni, sia &lt;a href="http://www.cnn.com/2003/TECH/02/17/creditcard.hack/index.html"&gt;privati&lt;/a&gt; che &lt;a href="http://punto-informatico.it/2207704/PI/Commenti/Quante-ASL-possono-essere-bucate-/p.aspx"&gt;non&lt;/a&gt;. Quindi lasciate perdere chi dipinge un futuro a tinte fosche, ipotizzando una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica"&gt;nuova eugenetica&lt;/a&gt;: l'analisi del DNA non può che migliorare la conoscenza scientifica di se stessi, finché tali dati sono adeguatamente protetti dalla legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-3012851608300009762?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/se-ne-parlava-da-un-po-di-tempo-ma-alla.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-1508850742067059476</guid><pubDate>Sun, 02 Mar 2008 21:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-02T22:44:40.204+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Google</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web Application</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web 2.0</category><title>ClearCheckBook: come ti gestisco lo stipendio!</title><description>Ciao a tutti!&lt;br /&gt;Girovagando per il web 2.0 ho scoperto un sito decisamente interessante: si tratta di &lt;a href="https://www.clearcheckbook.com/"&gt;ClearCheckBook.com&lt;/a&gt;. Questo sito vi permette di tenere traccia delle vostre entrate e uscite finanziarie, in modo da capire dove spendete più soldi. Inoltre, ClearCheckBook mette a disposizione una serie di report e grafici in modo da avere la situazione sotto controllo a colpo d'occhio.&lt;br /&gt;Devo dire che non avevo mai avuto necessità di un simile servizio, dato che avevo sempre la precisa idea di dove fossero i miei soldi, ovvero nella mia immaginazione!!!&lt;br /&gt;Scherzi a parte, sto provando il servizio da un paio di settimane e devo dire che funziona benissimo: si possono impostare una serie di "conti" (io ad esempio ho creato "cash" e "conto bancario", ma non c'è un limite) e impostare un ammontare di partenza. Dopodichè si devono creare una serie di categorie di spesa, come "cibo", "trasporti" etc etc...&lt;br /&gt;A questo punto dovete inserire le vostre movimentazioni ogni volta che spendete o guadagnate qualcosa... può sembrare un po' noioso ma il sito in questo vi aiuta moltissimo, dato che inserire un movimento è cosa di pochissimi secondi: si imposta la categoria, l'importo, il conto e via, tutto a posto.&lt;br /&gt;Il tutto vi permette di avere sott'occhio le vostre spese... e devo dire che è utilissimo!&lt;br /&gt;Infine, è disponibile anche un &lt;a href="https://www.clearcheckbook.com/blog/view.php?id=33"&gt;gadget&lt;/a&gt; per la homepage personalizzata di google, che vi permette di gestire i vostri conti direttamenente da Google. Dimenticato.. il tutto è ovviamente gratuito. Che ne pensate? Conoscete altri siti simili?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-1508850742067059476?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/clearcheckbook-come-ti-gestisco-lo.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7010494701781917717.post-648171364031867624</guid><pubDate>Sat, 01 Mar 2008 17:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-01T19:56:33.404+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Google</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Web Application</category><title>Google Sites: i siti secondo Google</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nemmeno faccio in tempo a sistemare il blog su &lt;a href="http://www.blogger.com/home"&gt;Blogger&lt;/a&gt; , che Google se ne esce con un'altra idea delle sue: da qualche giorno è infatti disponibile &lt;a href="http://www.google.com/a/help/intl/en/users/sites.html"&gt;Google Sites&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il servizio è &lt;a href="http://sites.google.com/"&gt;disponibile per tutti&lt;/a&gt;, ed è già stato integrato nel pannello di controllo di coloro che già utilizzano &lt;a href="http://www.google.com/a/?hl=it"&gt;Google Apps&lt;/a&gt;; esso permette, fondamentalmente, di creare siti web collaborativi. Non vi si richiede nessun tipo di conoscenza informatica: le pagine possono essere create direttamente dal vostro browser, tramite un editor molto semplice e funzionale che riprende Google Docs.&lt;br /&gt;E' possibile specificare chi può accedere (sia in lettura che in scrittura) alle pagine create, in modo da rendere l'intero sito collaborativo sullo stile di Wikipedia. Infine il tutto è perfettamente integrato con le altre applicazioni Web 2.0 di Google, dal &lt;a href="http://www.google.com/calendar"&gt;Calendar&lt;/a&gt; a &lt;a href="http://docs.google.com/"&gt;Google Docs&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire... utilizzando Google Apps per il mio dominio non ho resistito alla tentazione e ho provato questo nuovo servizio. La semplicità con cui si attiva (un paio di click e via) è disarmante e il sito risulta online istantaneamente. A questo punto siete pronti per iniziare a scrivere contenuti che andranno direttamente sul web: effettivamente il tutto ricorda un wiki, ma l'immediatezza del servizio mi ha lasciato di stucco.&lt;br /&gt;Certo, il rischio è quello di veder fiorire una serie di siti "fotocopia", ma Google Sites si rivolge principalmente alle aziende per la creazione delle loro Intranet: in quest'ambito è fondamentale che il sito sia chiaro e semplice, il resto passa in secondo piano. Inoltre esiste la possibilità di personalizzare il sito in maniera simile ai blog di Blogger: al momento le opzioni sono alquanto limitate, ma certamente la comunità online reagirà riversando sul web una serie di personalizzazioni e hack che permetteranno, a chi vorrà, di stravolgere il layout standard di Google Sites. Il tutto è perfettamente gratuito, se escludiamo i 10 dollari l'anno che costa comprare un nome di dominio.&lt;br /&gt;Personalmente credo che Google abbia per l'ennesima volta fatto centro: il servizio è già ottimo, ma sono moltissime le direzioni verso cui potrebbe espandersi e migliorare, sempre in ambito business. Ad esempio pensate a un Google Sites ottimizzato per la creazione di un negozio web, integrato magari con Google Checkout per i pagamenti online, e con la capacità di generare statistiche, grafici e documentazione contabile. Il tutto con due click.... spettacolare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7010494701781917717-648171364031867624?l=www.dariosantoro.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.dariosantoro.com/2008/03/google-sites-i-siti-secondo-google.html</link><author>noreply@blogger.com (Dario)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item></channel></rss>
