<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124</atom:id><lastBuildDate>Sat, 05 Oct 2024 02:05:11 +0000</lastBuildDate><category>Il Segreto di Cenerentola</category><category>Microracconti</category><category>Racconti</category><category>Haiku</category><category>Aquileia</category><category>Attila</category><category>Concorsi letterari</category><category>Davide Corvaglia</category><category>Inchiostro Blu</category><category>La Penna Blu edizioni</category><category>La spada di marte</category><category>Le pergamene</category><category>Quinto</category><category>Romanzo Storico</category><title>davide corvaglia</title><description></description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Unknown)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>46</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-2943331191218716708</guid><pubDate>Thu, 04 Oct 2012 09:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-04T11:47:48.395+02:00</atom:updated><title>Presentazione Quinto a Sant&#39;Angelo Lodigiano</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-WwCpiyJUOd4/UG1ZfYACyAI/AAAAAAAAAVg/5ITX6Xl_Jfc/s1600/Il+cittadino_Presentazione+Quinto+a+Sant&#39;Angelo+Lodigiano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;216&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-WwCpiyJUOd4/UG1ZfYACyAI/AAAAAAAAAVg/5ITX6Xl_Jfc/s400/Il+cittadino_Presentazione+Quinto+a+Sant&#39;Angelo+Lodigiano.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Articolo apparso Lunedì 1 ottobre su Il Cittadino (Lodi).&lt;br /&gt;
Presentazione del romanzo storico Quinto, La penna blu edizioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il romanzo è acquistabile sul sito:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://lapennablu.it/catalogo/?17,quinto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La Penna Blu edizioni&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guarda l&#39;emozionante Book Trailer:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;allowfullscreen&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/fAj-ndzk6tY&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;

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Trama:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; display: inline !important; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Finalmente vide il campo circondato da alcuni uomini in posizione di guardia. Poté quasi guardarli in faccia e notare che erano vestiti di stracci e pelli di animali. Parlavano tra loro in una lingua incomprensibile, e non capì subito chi fossero. A un tratto trasalì e non ebbe più dubbi.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 8px; margin-left: 8px; margin-right: 8px; margin-top: 8px;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Barbari.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Erano arrivati.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
452 d.C. - La profezia degli avvoltoi visti da Romolo sta per compiersi. Dodici avvoltoi, dodici secoli fiorenti per l&#39;Impero Romano: quel tempo è quasi scaduto.&lt;br /&gt;
Attila, sconfitto un anno prima dal Generale Ezio, brama vendetta. La sua smania di porre fine all’Impero lo porta a varcare le Alpi per distruggere Aquileia e le principali città del Nord Italia, ma il suo vero obiettivo è rinvenire una delle armi più potenti della Storia e usarla contro Roma.&lt;br /&gt;
Tre orribili omicidi, la comparsa di insolite colonne di fumo e l’arrivo di un misterioso monaco sconvolgeranno la tranquilla e monotona vita della segreta Cesarea Gallica, una città nascosta tra le Alpi, ideata da Caio Giulio Cesare cinque secoli prima per custodire la leggendaria Spada di Marte, tanto agognata dal sovrano unno.&lt;br /&gt;
Quinto, il custode della Spada, dovrà affrontare un viaggio in cui rischierà la sua stessa vita pur di obbedire a un ordine giunto dal passato. Accanto a lui, Manlio e Livio daranno prova della loro amicizia e delle loro straordinarie abilità, fino a quel momento sconosciute.&lt;br /&gt;
Sin dove si spingerà la crudeltà degli uomini che ambiscono a dominare il mondo?&lt;br /&gt;
Un affresco storico attorno alla distruzione della città di Aquileia da parte degli Unni di Attila, condito da enigmi, superstizioni, cruda prigionia e sanguinose battaglie.&lt;br /&gt;
Un viaggio appassionante e pericoloso accanto a personaggi che credevano ancora nella potenza di Roma, nonostante il destino già segnato, e che hanno evitato alla Città Eterna di scomparire per sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ISBN 978-88-95974-18-7&lt;br /&gt;
Prezzo 16,00€&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2012/10/presentazione-quinto-santangelo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-WwCpiyJUOd4/UG1ZfYACyAI/AAAAAAAAAVg/5ITX6Xl_Jfc/s72-c/Il+cittadino_Presentazione+Quinto+a+Sant&#39;Angelo+Lodigiano.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-461340476496354379</guid><pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T22:45:41.811+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Racconto - Profili Notturni</title><description>&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Garamond, serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;PROFILI NOTTURNI&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;di Davide Corvaglia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Giulio entrò in macchina subito dopo la mezzanotte. L’aereo era atterrato in orario, nonostante il temporale, e i passeggeri avevano fatto in fretta a scendere e ritirare i bagagli, così lui e i suoi colleghi avevano potuto staccare subito senza fare altri straordinari. Ora aveva davanti a sé circa un’ora di strada prima di arrivare a casa e infilarsi nel letto, che a quell’ora sarebbe stato riscaldato da Spike, il suo enorme e vecchio gatto persiano.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Avrebbe potuto seguire il consiglio del suo collega Mario, e approfittare di una stanza d’albergo vicino all’aeroporto a spese della Compagnia, ma sperava di arrivare a casa e mettersi a proprio agio il prima possibile. Partì e imboccò una strada statale buia, immersa nel diluvio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Il suo telefonino, dopo essere rimasto in silenzio per tutta la giornata, si illuminò all’improvviso per un sms ricevuto. Giulio lo estrasse dalla tasca della giacca appoggiata sul sedile del passeggero e lesse la scritta sul display: &lt;i&gt;&quot;Stai attento!&quot;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Un tonfo alle sue spalle lo fece sobbalzare. Guardò nello specchietto retrovisore, ma non vide nulla. Forse era soltanto la valigia nel baule, pensò.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Di nuovo, il telefono si illuminò. Era un altro messaggio: &lt;i&gt;&quot;Sei certo di essere al sicuro?&quot;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Se è uno scherzo, non mi piace per niente» grugnì, scaraventando il cellulare sul sedile. «Sono troppo stanco per stare al gioco, mi spiace.» E tornò a concentrarsi alla guida, cercando a fatica di infilare lo sguardo tra i tergicristalli che lavoravano senza sosta per spazzare via l’acqua dal parabrezza. Si strofinò le palpebre. Gli occhi cominciarono a bruciargli lievemente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Giunse a un ingorgo. Con quella pioggia, di sicuro qualcuno era andato a sbattere da qualche parte, pensò. Approfittò della sosta per scoprire chi fosse il mittente dei messaggi, ma rimase stupito nello scoprire che la memoria del telefono non li conteneva. Nel frattempo, la strada fu libera e ripartì. «Merda!» esclamò dopo alcuni chilometri: un&#39;ombra tra la pioggia l’aveva fatto sbandare, ma era riuscito a mantenere la traiettoria e non invadere l&#39;altra corsia. Gli era sembrato di vedere un gatto nero. Un gatto persiano nero. Era molto simile a Spike, ma non poteva di certo essere lì. Scacciò il pensiero scuotendo la testa e si strofinò di nuovo le palpebre.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Sei certo di essere al sicuro?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Saltellò con lo sguardo dalla strada al telefono. Non si illuminava più. La radio suonava l&#39;ennesima canzone pop sconosciuta, mentre i fanali posteriori delle altre auto sembravano mescolarsi tra loro e scomporsi in mille frammenti per infilare la loro luce rossa tra la pioggia. Iniziò a pensare a casa, a quando sarebbe arrivato e avrebbe finalmente potuto sdraiarsi tra le coperte, ma capì che quei pensieri avrebbero potuto portarlo a un pericoloso colpo di sonno e trasse un profondo respiro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Tentò con l’accendere l’aria condizionata, ma il freddo non servì a molto. Provò allora ad alzare il volume della radio, ma nemmeno quello servì a togliere la nebbia che pian piano gli avvolgeva il cervello e gli appesantiva le palpebre. Cominciava a non distinguere il paesaggio, ma quella strada gli era parecchio famigliare e non temeva in alcun modo di perdersi. Anche se, a una certa ora della notte, con una pioggia del genere, ogni profilo nero è in realtà una rappresentazione qualcosa che non esiste.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Trasalì e iniziò a sbandare. Un uomo era seduto proprio alle sue spalle, sul sedile posteriore, ma poi si accorse di aver visto soltanto il profilo del poggiatesta. Sbuffò, nell’attesa di riportare il battito del cuore alla velocità normale. Qualcosa non va, pensò. Decise quindi di togliersi ogni dubbio e afferrò il telefono. Compose un numero breve e attese. Le sue intenzioni erano di chiedere informazioni sui messaggi ricevuti direttamente all’operatore telefonico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Sono spiacente, signore. Ma non è possibile fornire questa informazione. Sa&#39;, per la privacy» rispose una ragazza cordiale al di là del ricevitore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Capisco. Non importa, grazie lo stesso» disse con calma, anche se avrebbe voluto urlare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Ferma l’auto e scappa via, idiota!»&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Come, scusi?»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Dicevo: grazie per aver chiamato. Buonasera.»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Non ricambiò il saluto e chiuse la conversazione. Tenne il telefono in mano alcuni istanti, senza muoversi. Poi deviò di colpo la traiettoria dell’auto per evitare di investire un pedone incrociato lungo la strada che camminava nel senso opposto sulla banchina. Lo sconosciuto aveva sollevato l’ombrello e lo aveva fissato proprio negli occhi per un istante prima di sparire nel buio. Come se sapesse... Giulio accelerò.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Ferma l’auto e scappa via, idiota!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Cercò di non pensarci troppo, ma più si sforzava di allontanare le mille ipotesi che la mente cercava di formulare, più restava impigliato nel groviglio dei suoi pensieri. E, proprio in quel momento, il telefono cominciò a squillare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;«Pronto?» rispose urlando. Udì una scarica, poi forse una voce. Sembrava femminile, simile a quella dell&#39;operatrice di prima. Cercò di capire il discorso dalle due o tre parole chiare: «...scendere. Maledizione, cerca di... ascolto! Ci sarà una macchina davan... Scendi, prima... tardi.»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;La linea cadde pochi istanti dopo. Giulio fissò il cellulare spento. Si voltò di scatto, mentre una grossa auto lo superava a folle velocità, rombando furiosamente. Nel frattempo la pioggia aveva smesso di cadere, ma i tergicristalli erano ancora in funzione. Un S.U.V. bianco gli stava davanti, ora, e gli riversava addosso l’acqua sollevata dall’asfalto. Giulio strinse forte il volante e fissò il S.U.V. che lo precedeva a pochi metri di distanza. Lo vide spostarsi rapido a sinistra, quasi superando la linea di mezzeria, poi completamente a destra, sfiorando la banchina e, prima di pensare a qualunque cosa, lo vide saltare in aria con un’esplosione e, senza avere il tempo di frenare, si ritrovò avvolto e divorato dalle fiamme.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Un clacson lo fece ridestare. Era ancora fermo in coda, sapeva di non essersi addormentato. Che cosa era accaduto, allora? Si rese conto di sudare freddo. Ripartì al secondo suono del clacson: stava bloccando le auto dietro di lui. Aprì il finestrino, poi guardò nello specchietto retrovisore. Scorse un paio di fari a un’altezza maggiore rispetto a un’auto normale. Si spostavano a destra e sinistra. «Passa, maledizione. Non c&#39;è nessuno!» urlò, aiutandosi con un cenno del braccio, e rallentò per lasciarla passare. Vide l’auto sfilargli accanto e cercò di guardare all’interno per insultare il proprietario, ma i finestrini oscurati glielo impedirono. «Che imbecilli», borbottò. «Comprano una macchina così grossa e non sono neanche capaci di guidarla!» grugnì furioso, ma si bloccò all’improvviso. Aveva davanti a sé il S.U.V. bianco. Strinse lo sterzo, mentre un formicolio iniziava a percorrergli le braccia, e rallentò.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Il S.U.V. cominciò a sbandare. Il telefono prese a squillare. Giulio ingoiò a vuoto e afferrò il telefono, proprio nel momento in cui il fuoristrada stava perdendo il controllo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-tab-span&quot; style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Conosceva già il suo destino, eppure rispose ugualmente. «Pronto?»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Garamond, serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2012/01/racconto-profili-notturni.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-652929277619521899</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2012 21:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T22:26:37.039+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Aquileia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Attila</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Davide Corvaglia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">La Penna Blu edizioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">La spada di marte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Le pergamene</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Quinto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Romanzo Storico</category><title>Quinto, Davide Corvaglia - Romanzo Storico</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVkxLGMEqvDuQMypnekywS9ZpMuhQgJM8ImjIUJxrS3DFM1AUfoWteDiS7ACveD3azplKQZ5sb_fstXW90jfDqMhp63VjHcV__I9fROAcO1yGxCb6Vr3nFVrh4Grg5_ZvYgY_X-ayNO4s/s1600/lpb-per01-c01-1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVkxLGMEqvDuQMypnekywS9ZpMuhQgJM8ImjIUJxrS3DFM1AUfoWteDiS7ACveD3azplKQZ5sb_fstXW90jfDqMhp63VjHcV__I9fROAcO1yGxCb6Vr3nFVrh4Grg5_ZvYgY_X-ayNO4s/s320/lpb-per01-c01-1.jpg&quot; width=&quot;216&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Quinto disponibile su:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://lapennablu.it/catalogo/?17,quinto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La Penna Blu edizioni&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/gp/product/8895974182/ref=cm_sw_r_fa_alp_rVdmpb05J8CER&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Amazon.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788895974187/corvaglia-davide/quinto.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ibs.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.libreriauniversitaria.it/quinto-corvaglia-davide-penna-blu/libro/9788895974187&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Libreria Universitaria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.deastore.com/libro/quinto-davide-corvaglia-la-penna-blu/9788895974187.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DEA Store&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.unilibro.it/libro/corvaglia-davide/quinto/9788895974187&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Unilibro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.anobii.com/books/Quinto/9788895974187/01bc29e867842fcba5/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Anobii.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.librerialesmots.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Libreria Les Mots (Milano)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: right;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;&quot;Finalmente vide il campo circondato da alcuni uomini in posizione di guardia. Poté quasi guardarli in faccia e notare che erano vestiti di stracci e pelli di animali. Parlavano tra loro in una lingua incomprensibile, e non capì subito chi fossero. A un tratto trasalì e non ebbe più dubbi.&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;Barbari.&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;Erano arrivati.&quot;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; 452 d.C. - La profezia degli avvoltoi visti da Romolo sta per compiersi. Dodici avvoltoi, dodici secoli fiorenti per l&#39;Impero Romano: quel tempo è quasi scaduto.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp; Attila, sconfitto un anno prima dal Generale Ezio, brama vendetta. La sua smania di porre fine all’Impero lo porta a varcare le Alpi per distruggere Aquileia e le principali città del Nord Italia, ma il suo vero obiettivo è rinvenire una delle armi più potenti della Storia e usarla contro Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp; Tre orribili omicidi, la comparsa di insolite colonne di fumo e l’arrivo di un misterioso monaco sconvolgeranno la tranquilla e monotona vita della segreta Cesarea Gallica, una città nascosta tra le Alpi, ideata da Caio Giulio Cesare cinque secoli prima per custodire la leggendaria Spada di Marte, tanto agognata dal sovrano unno.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp; Quinto, il custode della Spada, dovrà affrontare un viaggio in cui rischierà la sua stessa vita pur di obbedire a un ordine giunto dal passato. Accanto a lui, Manlio e Livio daranno prova della loro amicizia e delle loro straordinarie abilità, fino a quel momento sconosciute.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp; Sin dove si spingerà la crudeltà degli uomini che ambiscono a dominare il mondo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp;Un affresco storico attorno alla distruzione della città di Aquileia da parte degli Unni di Attila, condito da enigmi, superstizioni, cruda prigionia e sanguinose battaglie.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &amp;nbsp;Un viaggio appassionante e pericoloso accanto a personaggi che credevano ancora nella potenza di Roma, nonostante il destino già segnato, e che hanno evitato alla Città Eterna di scomparire per sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ISBN 978-88-95974-18-7&lt;br /&gt;
Prezzo 16,00€&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;color: #222222; font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/fAj-ndzk6tY&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2012/02/quinto-davide-corvaglia-romanzo-storico.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVkxLGMEqvDuQMypnekywS9ZpMuhQgJM8ImjIUJxrS3DFM1AUfoWteDiS7ACveD3azplKQZ5sb_fstXW90jfDqMhp63VjHcV__I9fROAcO1yGxCb6Vr3nFVrh4Grg5_ZvYgY_X-ayNO4s/s72-c/lpb-per01-c01-1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-5595217923708854498</guid><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 21:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-20T23:11:23.275+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Racconti - Origami</title><description>&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify; &quot;&gt;ORIGAMI&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify; &quot;&gt;di Davide Corvaglia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-JjoQGYsryQo/Ta9LpAN1HiI/AAAAAAAAABo/WODpMAzKRQA/s1600/pari001631_308px.jpg&quot; onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 247px; height: 320px;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-JjoQGYsryQo/Ta9LpAN1HiI/AAAAAAAAABo/WODpMAzKRQA/s320/pari001631_308px.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5597776029649542690&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualcuno aveva bussato alla porta d&#39;ingresso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il signor Poe alzò gli occhi dal suo taccuino e rimase in silenzio a fissare la porta insieme al portiere dell&#39;albergo, che fino a un istante prima stava sdraiato sul divano a leggere un libro. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fuori, il temporale non accennava a placarsi. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Potrebbe essere un gatto, o un cane che si ripara da questa brutta pioggia, non vi pare?» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Certo, signor Poe, ma non ne sono convinto. È come se...» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Bussarono per la seconda volta, e entrambi sobbalzarono ancora. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il portiere appoggiò con cura il suo libro su un tavolino e andò ad aprire. Una vecchietta arzilla entrò, bagnando il pavimento, e mise il suo ombrello accanto allo stipite, poi sorrise. «Vi ringrazio giovanotto. C&#39;è un tempaccio là fuori. Avreste per caso una stanza libera?» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe, che nel frattempo si era tranquillizzato, non mancò di notare la reazione del portiere, che invece era rimasto immobile, come spaventato a morte da quella vecchietta. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«State bene, giovanotto?» domandò la signora. «Tranquillo, sono troppo vecchia per riuscire a derubarvi» e sorrise ancora. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A quel punto, il portiere sembrò rinsavire e, fissando la cliente, le indicò di avvicinarsi al bancone. «Restate qui solo questa notte?» le domandò.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Oh, no. Credo che rimarrò per tutto il fine settimana. Sapete, sono la proprietaria del circo che è arrivato in paese due giorni fa, ma la mia tenda ha il tetto malconcio e non posso stare lì dentro con questo tempo.»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Ah, capisco. Venite che vi accompagno alla vostra camera» disse, e le fece cenno di seguirlo al primo piano. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe era rimasto tutto il tempo con la penna appoggiata sul taccuino a osservare la scena, incuriosito dal suo giovane amico, che sembrava essere spaventato dall&#39;innocua vecchina. Decise di andare a letto, e raggiunse la sua camera, ma la curiosità di saperne di più lo fece rigirare più volte nel letto, fino a che fu scosso da un rumore improvviso proveniente dal corridoio. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Piano, senza fare rumore, si alzò e si avvicinò alla porta. Si appoggiò con l&#39;orecchio e rimase ad ascoltare. Per alcuni istanti ci fu il silenzio più totale, poi avvertì il suono di passi veloci e dischiuse la porta per spiare nel corridoio. Anche se al buio, riuscì a distinguere un&#39;ombra che dapprima percorse tutto il corridoio, poi oltrepassò la porta della sua camera, e infine scese le scale. A quel punto, illuminato dalla luce tenue della hall, riuscì a riconoscere il profilo del portiere. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe tornò a letto, ma non chiuse occhio. Conosceva quel ragazzo da quando portava ancora i calzoni corti e mai lo aveva visto comportarsi così. In qualche modo, l&#39;arrivo della vecchia lo aveva turbato, eppure la cliente sembrava non conoscere il giovane amico. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rimase sveglio fino all&#39;alba, poi si vestì, si lavò, e scese a fare colazione. Incrociò il portiere che stava per andare via dall&#39;albergo, lasciando il posto al fratello. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe non riusci a incrociare il suo sguardo, che rimaneva sfuggente, anche se era scomparso il disagio della sera prima. Aveva voglia di chiedergli cosa gli fosse successo, perché avesse deciso di girovagare nel corridoio in piena notte, ma si trattenne. Qualcosa gli diceva che in quel modo non avrebbe ricavato nulla, e decise di restare a guardare l&#39;evolversi dei fatti. Nel frattempo, pensò bene di appuntare alcuni dettagli sul suo taccuino nero.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La sua attesa non fu lunga: la scena si ripresentò tale e quale le due notti successive. Spiare il ragazzo mentre arrivava in punta di piedi, entrava nella stanza della vecchia signora e poi ritornava nella hall era diventato una specie di rituale misterioso a cui non poteva sottrarsi. L&#39;ultima sera, domenica, Poe non volle ritirarsi in camera troppo presto. L&#39;intuito gli diceva che avrebbe dovuto rimanere di più nella hall con il suo giovane amico. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo cena, finse di lavorare al suo ultimo racconto, ma ogni tanto alzava lo sguardo verso il portiere, che, sdraiato sul divano, con in mano il suo libro, continuava a voltarsi verso le scale, come se avesse sentito qualcuno chiamare il suo nome, ed era sempre più turbato. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A un certo punto si alzò e andò verso il bancone. Prese un foglio di carta bianco e cominciò a piegarlo, con cura, e ogni tanto tornava a spiare le scale. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nascose le mani alla vista del signor Poe. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&#39;improvviso si mosse e salì le scale. Poe lo seguì e vide che aveva un altro foglio in mano, non piegato, e lo pedinò fino alla stanza della vecchia signora, nascondendosi al buio, dietro una colonna. Avrebbe potuto proseguire, e ritirarsi in camera, ma restò lì, immobilizzato dalla curiosità. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni istanti dopo, vide il portiere tornare in corridoio e passargli davanti con aria serena, come mai lo era stato negli ultimi due giorni, ma aveva la camicia coperta di chiazze scure. Anche se nella semioscurità del corridoio, non gli fu difficile immaginare cosa fosse accaduto. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Senza perdere tempo, Poe sgattaiolò nella stanza della signora e accese velocemente una lampada. Il corpo della proprietaria del circo giaceva sul letto, immersa in una grossa pozza di sangue, che ancora sgorgava copioso dal taglio profondo alla gola. Il forte odore dolciastro gli riempì le narici. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A quel punto, si meravigliò della sua stessa reazione, perché si era avvicinato al letto e stava fissando la signora, come se fosse un&#39;immagine della sua fantasia, un personaggio delle sue storie. Decise di scoprire l&#39;origine di quel gesto, il motivo di quell&#39;esecuzione. Guardò il suo taccuino qualche istante, quasi a cercare una risposta, poi lo ripose in tasca e ridiscese nella hall.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il giovane amico era seduto sulla poltrona, proteso in avanti e con il viso tra le mani. Fissava la fiamma che danzava nella stufa. Poe gli si avvicinò, prese una sedia e gli si sedette accanto. Lo guardò alcuni istanti, in silenzio, e attese, finché il suo amico iniziò a parlare. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Ho dovuto farlo», sussurrò. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Hai dovuto?» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Oh, certo. E vorrei che fosse chiara una cosa, che l&#39;ho uccisa mentre ero perfettamente lucido e che preferisco passare la vita in un carcere, piuttosto che essere rinchiuso in un manicomio.»&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Certamente. Va&#39; pure avanti.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Io non sono pazzo, come ho ripetuto molte volte ai medici. Loro pretendono di sapere che cosa passa per la testa di un uomo e di etichettarlo, come se fosse un barattolo di carne sullo scaffale di una bottega. Ma sbagliano e vi dirò perché. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Non capita forse a tutti, voi compreso, di restare a guardare qualcosa per ore, di contemplarla a tal punto da entrare in essa? Tanto da perdere la cognizione del tempo e dello spazio? &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco, questo succede a me da una vita, da quando ero bambino, e andavo in spiaggia e me ne stavo lì, pomeriggi interi, ad osservare il mare.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe guardò le mani del portiere, che sfregavano l&#39;una contro l&#39;altra, e lasciò che il racconto proseguisse, così come l&#39;amico aveva deciso di esternarlo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Non era il moto eterno delle onde» continuò, «né il loro suono incessante sulla risacca, né il colore azzurro intenso, a emozionarmi. Bensì il semplice contemplare la linea dell&#39;orizzonte, quella netta divisione tra cielo e mare, così lontana da me e dal mio mondo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La guardavo, la desideravo. Avrei voluto toccarne il bordo , e farlo davvero, anziché limitarmi a sfiorarlo a distanza, con un occhio chiuso e uno aperto.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe mise una mano sul taccuino che aveva in tasca, ma decise di non prenderlo per il momento. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Molti medici hanno sostenuto che tutto sia cominciato da lì. Ma come si può, mi chiedo, paragonare una persona sana a una con le rotelle fuori posto solo perché vuole cercare elementi perfetti in un mondo così caotico? Io li ho visti, i matti. I matti veri. Alcuni disegnano linee a caso, in aria, mentre altri vanno in giro con sguardo vuoto, senza proferire parola. Io non sono come loro. Io ho sempre e soltanto cercato la perfezione. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Quando ero un bambino, e passavo il mio tempo sulla spiaggia, colpito dalla linea impeccabile di una distesa agitata da mille venti, da centinaia di correnti, ero ancora troppo piccolo per capire che si trattava del risultato di precise armonie fisiche e chimiche, regolate da leggi immutabili. Per me era soltanto un movimento disordinato. Ad attirarmi era, e lo è ancora, la precisione nelle forme. E perciò sarei pazzo? No, no di certo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«A ogni modo, il momento della rivelazione è arrivato l&#39;anno successivo, quando mio padre portò me e i miei fratelli a vedere il circo, che per un mese intero sarebbe stato nel nostro paesino. Dopo aver attraversato l&#39;area delle bancarelle, giungemmo davanti all&#39;enorme tendone, ancora chiuso, dove una vecchia signora stava seduta a un tavolino molto basso. Mi avvicinai, lasciando la mano di mio padre, e cercai di intrufolarmi in mezzo agli altri bambini. Fu in quel momento che la vera meraviglia mi colpì: la signora, il cui aspetto mi ricordava molto quello delle streghe, creava forme e animali partendo da un semplice foglio di carta. Mi parve di assistere a una magia, e rimasi lì tutto il pomeriggio. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Avvertii un senso di disagio allo stomaco, ma lo scambiai per fame, perciò non mi allontanai prima di sera, quando mio padre dovette venire a recuperarmi per tornare a casa.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe annuì, e cominciò a collegare alcuni dettagli del racconto, anche se ancora non osava interrompere. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Tornammo lì anche il giorno successivo, domenica, e sgomitai per raggiungere il posto in prima fila. La maga mi guardò e sorrise. Mi ricordo un brivido in mezzo alle scapole, ma in quel momento non mi preoccupai. Presi a contemplare il movimento lento e misurato delle sue mani che plasmavano un foglio di semplice carta trasformandolo in un animale, prima, o in un fiore, poi. Le dita della vecchia passavano e ripassavano il bordo appena piegato con una precisione assoluta e le forme create erano perfette. Il risultato strappava sempre un applauso agli altri bambini. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Loro applaudivano all&#39;opera finale, alla magia. Io lo facevo, dentro di me, a ogni piega del foglio. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Quella vecchia strega!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pregai mio padre di accompagnarmi tutti i giorni. Mi ci portava prima di andare al lavoro e tornava a prendermi all&#39;uscita. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Durante la settimana non c&#39;erano tanti bambini e un giorno mi ritrovai addirittura da solo. La signora mi portò nella sua tenda e iniziò a insegnarmi le basi da cui trarre qualunque forma. Imparavo in fretta, e mi esercitavo a casa. Volevo eguagliare la sua bravura, anche se all&#39;inizio mi sembrava impossibile.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il signor Poe si alzò, lentamente. Il desiderio di prendere il suo taccuino era diventato irrefrenabile. Lo estrasse senza essere visto dal portiere, che continuava a parlare guardando di fronte a sé, perso nella fiamma nella stufa. Tornò a sedersi sulla sedia, e scribacchiò alcune parole. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Ma c&#39;era qualcosa che turbava le mie visite. Il fatto di non ricordare quasi nulla del tempo passato con lei cominciò a inquietarmi. Mi ricordavo soltanto, a sprazzi, alcuni momenti in cui ero intento a modellare i fogli di carta, poi nient&#39;altro. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Cos&#39;hai combinato al braccio? &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non lo so, papà. Credo di essere caduto, ma non ricordo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E quei lividi? &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non lo so, papà!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ancora non mi spiego perché, nonostante tutto, io continuai ad andare lì da lei. Iniziai a odiarla come quando si odia un compagno di classe solo perché è più bravo a fare i compiti e ha un occhio di riguardo da parte della maestra. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Imparerai col tempo&quot; mi disse. &quot;Non avere fretta.&quot; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Alla fine del mese, però, il circo andò via e la vecchia lasciò il nostro paesino. Non la salutai. Cominciai a rinchiudermi in camera, per ore, circondato da decine di fogli. Non avevo i soldi per comprare tutta quella carta, né l&#39;avevano i miei genitori, così una sera entrai di nascosto nella tipografia appena fuori dal paese. Mi intrufolai dal retro attraverso una finestra rotta e, una volta dentro, mi trovai di fronte a tutto ciò di cui avevo bisogno: una fonte inesauribile di fogli. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ci tornai ogni sera, per una settimana, portando via una risma alla volta per evitare di dare nell&#39;occhio. Avevo riempito la mia stanza di fogli. Erano bianchi, candidi, anche se per alcuni dovetti soffiarci su per liberarli dalla polvere. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mia madre si chiese a cosa mi servissero, poi iniziò ad apprezzare il mio nuovo passatempo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il problema sorse, però, quando il mio gioco si trasformò nella mia unica attività. Sembra incredibile, ma non riuscivo a fare altro che creare origami e farlo meglio ogni volta. Mi dimenticavo persino di mangiare, e di bere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Iniziai a fare origami anche per i vicini, strappando qualche complimento, ma ben presto mi resi conto che i loro complimenti erano unicamente diretti a me, un bambino capace di fare &quot;quelle cose&quot;, e non alle mie creazioni, che invece miglioravano di giorno in giorno. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«E allora mi accinsi a elaborare forme più complesse, uscendo dallo schema iniziale della vecchia signora, e cominciai ad inventare, concentrandomi sul mio unico interesse, mentre gli altri ragazzi sperimentavano decine di giochi per strada, il pescare al fiume, il fumare, lo spiare le ragazze dalle finestre, marinare la scuola. Insomma, la vita. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io mi impegnavo a ottenere la perfezione nei miei modelli e, un giorno, finalmente, la raggiunsi. Lo ricordo come se fosse ieri. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Era da poco tramontato il sole, e me ne stavo in veranda a godermi l&#39;aria fresca e il cielo, che iniziava a imbrunire al di là del campo di granturco. Avevo in mano l&#39;ennesimo foglio e, assorto in pensieri assolutamente nuovi, lasciai che le mani lavorassero senza controllo. Pensavo a una ragazza, la mia compagna di classe Alice, e alle sue trecce. Non sto a spiegarvi che cosa mi aveva attirato tanto in quelle linee intrecciate che le si appoggiavano sulle spalle, ma per la prima volta, dopo tanto tempo, ero assorto nei miei pensieri anziché in quello che avevo davanti agli occhi. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&#39;improvviso sentii una fitta ad un dito, poi un bruciore lieve. Una goccia di sangue scivolò lungo la pelle, cadendo sui pantaloni. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Maledetta strega!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Restai a guardare la macchia per alcuni secondi, poi fremetti silenziosamente per l&#39;eccitazione. Avrei urlato, se non fosse che i miei genitori dormissero già. Avevo finalmente raggiunto la perfezione. La figura creata era quella di un cigno, una tra le più semplici, eppure assunse per me un&#39;importanza straordinaria. Chiusi gli occhi e inspirai l&#39;aria come se fosse tutta mia, poi presi a guardare il cigno candido, ma con un&#39;ala tinta di rosso. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Farai fatica a volare così&quot;, gli sussurrai. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Piano, premetti il pollice sull&#39;altra ala fino a colorare anch&#39;essa. Sorrisi di nuovo, poi mi leccai la ferita. Guardai il campo davanti a me e mi alzai, poi spinsi il cigno in aria, lontano, e lo vidi prendere il volo e andare in su, come se fosse davvero vivo, per scomparire dietro il granturco. Lo persi per sempre e, con esso, tutto il mio interesse per gli origami. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Già nei giorni successivi cercai di avvicinarmi ad Alice, di scambiare con lei alcune frasi che suonarono sconclusionate fino a che abbandonai la mia timidezza. Riuscii a convincerla a venire al cinema, e accettare i miei inviti per le domeniche successive. La mia attenzione era sempre rivolta a lei e al suo viso. Ai suoi lineamenti perfetti. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Accettò ogni invito, anche quello più importante, e ci sposammo qualche anno più tardi e fummo felici fino al giorno in cui la tubercolosi me la portò via. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ricordo quel momento come uno dei peggiori della mia vita. Accadde proprio il giorno successivo alla mia assunzione come portiere, qui in questo vecchio albergo. Un lavoro tranquillo, quasi noioso, con tantissimo tempo libero da dedicare alla lettura, l&#39;altra mia passione. Ho divorato moltissimi libri, sdraiato lì, su quel divano. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Avevo da tempo dimenticato gli origami e l&#39;infanzia passata a cercare ossessivamente la perfezione nelle mie opere. Restavo ancora affascinato dalle cose belle, ma riuscivo con facilità a voltare lo sguardo da un&#39;altra parte, lasciando alle spalle la mia contemplazione. Avevo preso a vivere di nuovo, fino all&#39;altro giorno.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe notò che l&#39;amico aveva cambiato tono di voce. La malinconia nella sua voce era scomparsa. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il giovane rimase in silenzio alcuni secondi, caricò il fuoco della stufa e riprese a parlare. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Quando ho visto entrare lei» disse, indicando il soffitto, «rimasi impietrito. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Devi obbedirmi, piccolo bastardo, o ti darò in pasto ai leoni!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho capito quasi subito che non mi aveva riconosciuto. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Non ti lascerò andare a casa prima di aver finito!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando tornai a leggere, poco dopo che voi foste andato a dormire, mi sorpresi a buttare l&#39;occhio alla sommità delle scale. Rilessi più volte la stessa riga, senza riuscire ad andare avanti, e mi resi conto di stringere troppo il libro, tanto da stropicciarne le pagine. Quindentro, il silenzio mi parve insolito e, insieme allo scoppiettio della legna, mi parve di sentire un respiro, debole e regolare. Mi tappai le orecchie. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Basta&quot;, mi dissi. &quot;Sei cresciuto, non dovresti più temerla, ormai&quot;. Ma continuavo a sentire il suo respiro, e speravo fosse soltanto un&#39;impressione. Decisi di cacciarla via l&#39;indomani, convincendo il mio titolare con una scusa, e mi concentrai a fissare la fiamma nella stufa, ma senza riuscire a distrarmi. A quel punto mi venne l&#39;idea di salire a vedere se il respiro, che mi si era ormai infilato nel cervello, fosse davvero della vecchia strega. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Finisci tutto, prima che tuo padre passi a prenderti. O preferisci passare la notte qui?) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Salii le scale, cercando di non farle scricchiolare troppo, e raggiunsi la porta della sua camera dopo essermi sfilato le scarpe. Ho cercato di non fare rumore, per non disturbarvi, signor Poe, ma forse voi avete il sonno leggero...» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il signore Poe rimase a fissarlo, cercando di interpretare il tono dell&#39;ultima frase, e smise di scrivere. Si aspettava che il portiere si voltasse a guardarlo, ma non lo fece. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Tirai fuori dal taschino la chiave passpartout e aprii, facendo passare almeno due o tre minuti tra uno scatto e l&#39;altro. Appoggiai la mano sulla maniglia e la feci ruotare, piano piano,  fintanto che non avevo aperto abbastanza da far entrare la mia testa, tutta, al di là della porta. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi abituai presto all&#39;oscurità tanto che mi bastò il sottile raggio di luce, che dal lampione della strada si infilava per un foro della persiana, per scorgere la sagoma della strega, quindi raggiunsi il letto e mi inginocchiai. Trasalii: il respiro arrivava proprio dalle sue vecchie narici! &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Rimasi dunque a fissarla, ripetendo a me stesso di essere ormai cresciuto, che la megera, da sola, avrebbe potuto fare ben poco, eppure sentivo il cuore impazzire nel petto. Mi accarezzai d&#39;istinto una cicatrice sul polso, poi uscii dalla stanza con la stessa misurata lentezza con cui ero entrato un&#39;ora prima. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La mattina dopo la vidi scendere le scale per andare a fare colazione. Mi sorrise. Voi eravate sceso poco prima, ed eravate già al tavolo. Per assicurarmi di non esser stato notato, chiesi alla vecchia come avesse dormito e se la camera fosse di suo gradimento. Mi sorrise di nuovo e mi rispose di aver passato una buona notte. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Maledetta strega!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ripetei la stessa visita per le due notti successive, finché non mi fu chiaro che avrei dovuto riscattarmi in qualche modo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi avete visto, mentre stavo dietro al bancone e, anche se non mi potevate vedere le mani, avrete capito di certo, signor Poe, che stavo ricreando qualcosa di grandioso. Cosicché ho preso un tagliacarte e ho tagliato un foglio di carta bianca, e in esso ho ritrovato quel cigno perso nel campo e ho capito cosa avrei dovuto fare. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Una volta salito in camera sua, la mia intenzione era di lasciarle accanto al letto il mio origami e di andarmene, senza svegliarla. Arrivai quindi alle sponde del letto e la fissai, riuscendo quasi a distinguere ogni ruga del viso e tutte le pieghe del vecchio collo, meno perfette dei suoi origami. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Appoggiai il cigno sul comodino e feci per andare via, ma mi fermai all&#39;istante. Sentivo ancora il suo respiro martellarmi le tempie e capii che non sarei mai stato libero, che avrei dovuto fare qualcosa di più clamoroso. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Scorsi la sua borsa, dalla quale sbucavano alcuni fogli di carta, gli stessi con cui avevo imparato. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Eppure avevo imparato...) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne estrassi uno a caso e iniziai a piegarlo. Fissavo il viso della strega, e mi lasciavo guidare dal suo respiro senza abbassare mai gli occhi. A un tratto fermai le mani: sentii un solletico caldo scivolare sul polso. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(Ti tagli sempre, dannato moccioso!) &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Guardai in basso e trasalii, lasciando cadere l&#39;origami per terra. Un largo e affilatissimo pugnale di carta, uguale al tagliacarte che avevo riposto nella tasca dei pantaloni, giaceva per terra, macchiato del sangue del mio pollice. Mi fu tutto chiaro. Lo estrassi lentamente e sollevai di scatto gli occhi su di lei: stava per svegliarsi. Guardai la sua gola rugosa e non persi tempo.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E fu in quel momento che il portiere volse lo sguardo verso di lui. Lo fissò prima negli occhi, poi  abbassò lo sguardo sul taccuino, e sorrise. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Dobbiamo porre rimedio» sussurrò Poe. «Bisogna nascondere il corpo.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sapeva che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di avvertire le autorità e far arrestare l&#39;assassino. Ma c&#39;era qualcosa che ancora voleva sperimentare, prima di far venire a galla la verità. Riprese il taccuino e rilesse quello che aveva scritto durante la confessione. Lo richiuse, rimase a fissarne la copertura nera alcuni istanti, poi sorrise. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;«Vieni con me» sussurrò. «Ti spiegherò come fare. Ma deve essere un lavoro pulito, preciso.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo sguardo del ragazzo si snebbiò e assunse una carica inaspettata. Si alzò e disse di essere pronto a seguire le sue istruzioni. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il signor Poe aveva immaginato quella storia da un altro punto di vista. Era una storia parallela, che si era costruita nella sua mente mentre ascoltava le parole del ragazzo. Una storia ancora avvolta nella nebbia dell&#39;imprecisione, sulla quale ci avrebbe lavorato su. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe gli disse di segare il corpo della vecchia, di farlo in maniera molto pulita, in modo da raccogliere tutto il sangue in un catino e non sporcare nulla in quella stanza. Poi gli disse di rimuovere le assi di legno dal pavimento, e di nascondere il corpo sotto l&#39;impiantito. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il ragazzo fece tutto quello che il suo cliente più abituale gli aveva descritto, ed eseguì il compito alla lettera, stupendo il signor Poe per come si muoveva preciso. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poe lo aveva osservato per tutta la sua esecuzione. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando ebbe finito, il ragazzo prese una sedia e si sedette proprio là dove aveva nascosto il cadavere. «Mi sento un po&#39; meglio», disse. «Ma non so quanto resisterò. Mi sembra di sentire ancora il suo respiro, mi sembra di sentire ancora il suo cuore.» &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E pianse. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il signor Poe decise di lasciarlo lì. Sapeva che sarebbe stato questione di ore, poi il ragazzo sarebbe andato a costituirsi. Era quasi l&#39;alba. Il suo treno sarebbe partito dopo un&#39;ora circa. Prese la sua valigia e uscì dall&#39;albergo, incamminandosi sovrappensiero. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Era dispiaciuto per tutta la storia che gli aveva raccontato il suo giovane amico, e sapeva che non lo avrebbe mai più rivisto in quell&#39;albergo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Salì sul treno in partenza, e si sedette accanto al finestrino, poi estrasse il suo taccuino e tirò fuori dalla nebbia il racconto che aveva immaginato.&lt;/div&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2011/04/racconti-origami.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-JjoQGYsryQo/Ta9LpAN1HiI/AAAAAAAAABo/WODpMAzKRQA/s72-c/pari001631_308px.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-3249292394551123864</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2010 17:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-14T18:43:24.224+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Inchiostro Blu</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Inchiostro Blu - Numero 0 - “Jonathan Gavino e la Notte di Guy Fawkes”</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://lapennablu.it/bw/wp-content/uploads/2010/11/ib001cover.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;http://lapennablu.it/bw/wp-content/uploads/2010/11/ib001cover.jpg&quot; width=&quot;219&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;“Jonathan Gavino e la Notte di Guy Fawkes”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;di Davide Corvaglia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;L’aereo era atterrato in orario. Jonathan Gavino  ritirò il bagaglio e si avviò con calma verso l’uscita dell’aeroporto.  L’aria londinese gli sbatté sul viso, facendogli venire un piccolo  brivido, e rimpianse per un momento di aver accettato quell’incarico  così lontano da casa.&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;Il suo committente, di cui non conosceva neanche il  nome, lo aveva pregato di raccogliere informazioni su una vicenda,  apparentemente famosa nel Regno Unito, allegando all’e-mail una serie di  numeri, quelli di un conto a lui intestato, nel quale erano stati già  versati ben cinquemila euro.&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;All’inizio non si era fidato, considerando la cifra  troppo alta per quel che avrebbe dovuto fare e, poiché non era né un  giornalista professionista, né uno scrittore famoso, non si sarebbe mai  sognato di meritare un anticipo tanto sostanzioso, neanche quando, con  la sua storia, aveva permesso di rinvenire le lettere segrete di  Federico II di Svevia, nascoste per secoli nel Castello di Barletta, la  cittadina di nascita dei nonni paterni. Per quella scoperta, solo una  targa di ringraziamento dal museo della città, ma nient’altro.&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;Quel che invece lo riempiva di orgoglio era aiutare  la polizia nelle indagini su persone scomparse o morte in circostanze  troppo ambigue. Bastava che gli portassero un oggetto che aveva un  significato particolare per le vittime ed ecco che lui le incontrava,  morte o vive, ovunque esse fossero.&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;A molti spaventava questo suo “dono”. Lui ci era  abituato. Gli bastava soltanto non farsi coinvolgere, una volta che le  visioni svanivano. Aveva perciò imparato a distaccarsi emotivamente da  quello che i protagonisti delle sue visioni gli chiedevano di fare.  Pretese spesso assurde e pericolose, come quando, da piccolo, stava per  eseguire l’ordine di uccidere suo fratello solo perché un colonnello,  assassinato durante la seconda guerra mondiale, glielo aveva ordinato  facendogli rivivere il momento del suo omicidio.&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div id=&quot;_mcePaste&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://lapennablu.it/bw/402-2/numero-0-sommario/numero-0-racconto-jonathan-gavino-e-la-notte-di-guy-fawkes-di-davide-corvaglia/&quot;&gt;Continua a leggere il racconto sul Magazine &quot;Inchiostro Blu&quot; (La Penna Blu Edizioni) &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/12/inchiostro-blu-numero-0-jonathan-gavino.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-3357148327787941743</guid><pubDate>Sat, 13 Nov 2010 12:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-13T13:50:09.336+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Racconti - Le Jumelle</title><description>&lt;div align=&quot;CENTER&quot; lang=&quot;it-IT&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;LE JUMELLE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;(Racconto liberamente ispirato al pittore impressionista pugliese &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_De_Nittis&quot;&gt;Giuseppe De Nittis&lt;/a&gt;)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Adesso voltati lentamente, senza fare scherzi.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Giovanni Rizzi trasalì, poi si voltò con le mani alzate, facendo tintinnare il mazzo di chiavi con cui aveva chiuso l&#39;ingresso della Pinacoteca, e fissò l&#39;uomo che gli stava davanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Lo sconosciuto era vestito di nero, con un passamontagna che lasciava intravedere soltanto gli occhi, e aveva una pistola. «Dov&#39;è?» chiese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Che cosa?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non fare lo stupido, vecchio.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Davvero, non so di che cosa stia parlando» disse Giovanni, con il sudore che gli si era congelato sulla nuca.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sto parlando» rispose l&#39;uomo, «dell&#39;unica tela non esposta.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Ma non è possibile, sono tutte esposte. Non ce ne sono altre.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Lo sconosciuto scosse il capo, e sollevò la pistola. A Giovanni parve di ingoiare un cubetto di ghiaccio, e fissò la bocca del silenziatore puntato verso di lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Le... le sto dicendo la verità. Lei sicuramente...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Un sibilo, e un dolore acuto all&#39;altezza della clavicola; Giovanni fu costretto a sedersi. Si tastò la spalla, da cui si allargava una grossa macchia scura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Dove tenete il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; di De Nittis?» urlò l&#39;uomo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;?» sospirò il custode. «Ma io non...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Stesso sibilo e stesso dolore acuto all&#39;altra clavicola. Giovanni si accorse di non riuscire ad alzare le braccia. Cercò di mettersi in piedi, respirando affannosamente, poi fissò lo sconosciuto e si mise a sorridere. «Qui non troverai nulla del genere, povero illuso.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Devo trovarlo assolutamente. Hanno preso mio figlio.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non è un mio problema. Per me può anche bruciare all&#39;infer...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Giovanni non terminò la frase, e cadde a terra. L&#39;ultima cosa che sentì fu il calcio della pistola che gli sfondava una tempia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Michelino si svegliò di soprassalto: qualcosa di umido gli bagnava il viso. Allargò le braccia e strinse a sé il cucciolo che gli aveva regalato il suo papà. Era un po&#39; spelacchiato, ma per lui Balto era il cane più bello del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Alzò gli occhi verso l&#39;uomo di guardia. La stanza semi buia era più spaventosa adesso che il sole non c&#39;era più e quel tizio silenzioso, che ogni tanto lo squadrava dalla testa ai piedi, come se fosse stato il più schifoso degli scarafaggi, gli metteva addosso una paura tremenda. «Posso avere un po&#39; d&#39;acqua, per favore?» gli chiese gentilmente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;L&#39;uomo silenzioso si alzò, si avvicinò alla porta e bussò un paio di volte; attese che qualcuno gli aprisse, uscì dalla stanza e tornò pochi istanti dopo con un bicchiere pieno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Grazie» si sforzò di dire Michelino, un po&#39; a disagio. «Dov&#39;è il mio papà?» chiese, accorgendosi subito che la domanda aveva infastidito l&#39;uomo, e, intuendo che non avrebbe mai avuto una risposta da lui, bevve d&#39;un fiato e si appoggiò di nuovo a Balto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco osservò il custode crollare a terra con un taglio profondo alla tempia. Appoggiò la pistola sulla scrivania e gli si inginocchiò accanto. Sicuro che il vecchio non sarebbe morto dissanguato, estrasse alcune bende dallo zaino e medicò velocemente le ferite, poi gli fece un&#39;iniezione di sedativo. Aveva deciso di risparmiarlo, ma se il vecchio si fosse ripreso non sarebbe stato di nuovo così fortunato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Lo legò, gli sfilò le chiavi dalla cintura e si guardò attorno: l&#39;allarme non era ancora attivo, quindi avrebbe avuto ancora un paio d&#39;ore per lavorare, altrimenti non avrebbe più potuto toccare i quadri. Si sfilò il passamontagna e si asciugò il sudore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il cellulare prese a vibrare e Marco rispose nervosamente: «Sì?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sei dentro, Moreschini?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sì.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Fa&#39; presto. Ricorda che hai tempo fino alle quattro, altrimenti tuo figlio...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Riattaccò senza ribattere e salì le scale di corsa, visto che la mostra di De Nittis era al secondo piano. Cercò di elencare mentalmente le opere che avrebbe trovato, e tra esse - ne era sicuro - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; non c&#39;era.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Con la torcia del custode illuminò i quadri. Prima il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Ponte della Senna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, poi spostò la luce su &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Incrocio dei treni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;. Nessun indizio valido: tutte le opere erano sistemate come lui stesso aveva controllato nei giorni precedenti. Rischiarò anche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; Colazione in giardino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, indugiandovi un istante, ma scosse la testa e decise di controllare altrove. Estrasse il cellulare e compose un numero. Attese qualche secondo, poi una voce assonnata rispose dall&#39;altra parte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Oui&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Gerard, sono io.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Oui&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, ma scerto che sei tu. Sei l&#39;unico che ancora mi chioma Gerard. Sono venti anni che mi fascio chiomore Michelon...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Scusa se ti interrompo, Gerard. E scusa se ti chiamo a quest&#39;ora, ma ho bisogno di aiuto. Non posso spiegarti tutto, ma ho bisogno di trovare una tela di De Nittis, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;adesso&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«A quest&#39;ora?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Hanno preso Michelino.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Oh, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;mon dieu&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;. Chi ha osato?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non ora, Gerard. Ascolta, la tela che mi serve si chiama &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, ma non ne ho mai sentito parlare.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«No, neonche io» rispose stupito. «Sei sicuro?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sì, e proprio per questo ho pensato di chiedere a te, il miglior mercante d&#39;arte di Parigi.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Oh, non solo di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Paris&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, dicono. Anche se tonte persone mi appellano in altri modi» disse. «Fascio un paio di telefonate e ti richiomo.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco riattaccò. Prese a misurare la stanza con ampi passi, prima di decidersi a riprovare. Aprì lo zaino e estrasse un piccolo computer. Lo accese e si collegò a un motore di ricerca, digitando diverse parole chiave, anche se tutte lo conducevano a pagine già consultate in precedenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Riesaminò la biografia del pittore, dalla sua nascita a Barletta ai suoi studi in Francia, al suo far parte del movimento impressionista, e visitò per l&#39;ennesima volta il sito della Pinacoteca: nessuna nuova informazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;A un certo punto si ricordò di un particolare e richiamò Gerard.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Oui&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, Marco?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Volevo chiederti qualcosa in merito a De Nittis. Mi pare fosse amico di Manet e di Renoir e ho pensato che potesse esserci utile. Ti viene in mente qualcosa?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«No, ma conosco una persona che ci può aiutore. A dopo.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco riattaccò, spense il computer e attese, giocherellando nervosamente con la fede che aveva ancora al dito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il cellulare vibrò poco dopo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sono o non sono il miglior merconte d&#39;arte del mondo?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sei riuscito a sapere qualcosa?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Oh, molto di più! Ho proprio trovato chi ha &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;fr-FR&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Jumelle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, il dipinto più importonte per De Nittis. E resterai sorpreso quando lo vedrai.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Dov&#39;è?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non sci crederai, ma è proprio lì, a Barletta. Prescisamonte, vediamo un po&#39;, a Piassa del Castellò. Troverai un portone, con uno strascio bianco legato alla maniglia. Il proprietario è un tipo un po&#39;... Beh, lo conoscerai presto. Lo dico sempre che sei molto fortunato.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Va bene, vedrò come posso entrare.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Gerard soffocò una risata divertita: «No, no, stasera fasciamo a modo mio. Ho promesso al proprietario un Modiglianì in cambio.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Un Modigliani? Ma io non posso permettermi di...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non hai bisogno di pagarmi» rispose prontamente, come se si aspettasse l&#39;obiezione, e sussurrò: «Grassie a te, ogni mattina posso ammirare il sorriso di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;madamoiselle&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; Da Vinscì accanto al mio letto.» Tossì divertito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco abbozzò un sorriso e lo salutò. Corse veloce al pianterreno e si avvicinò al corpo del custode per scoccare una rapida occhiata ai monitor e controllare la via di fuga. Si guardò per un istante la fede al dito, la baciò e, alzando gli occhi, sussurrò: «Non preoccuparti. Riuscirò a riportarlo a casa.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Rincuorato dalle parole di Gerard, infilò il passamontagna e uscì dal Palazzo della Marra per raggiungere la sua Audi Station Wagon nera, parcheggiata proprio dietro l&#39;angolo. Salì, e imboccò la strada a destra, di corsa verso il castello.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le strade di Barletta erano deserte. Marco giunse in piazza un paio di minuti più tardi. Il luogo indicato sembrava un palazzo come tutti gli altri. L&#39;antico portone in legno, indicato da un fazzoletto bianco, era aperto. Entrò e salì le scale fino all&#39;ultimo piano, trovandosi davanti a una porta blindata, anonima, senza un campanello a cui suonare. Bussò e attese qualche istante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;La porta si aprì. Marco indugiò un secondo, ma la voglia di riprendersi Michelino gli fece passare ogni dubbio e avanzò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Dopo un ingresso vuoto, con le pareti completamente bianche, si ritrovò in una stanza che sembrava far parte di una mostra. Alcuni dipinti erano appesi, ordinati sul muro di destra, e tra essi si stagliava un quadro che Marco riconobbe immediatamente. Si avvicinò lentamente, poi sussultò.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Quello è il mio pezzo forte» sibilò una voce alle sue spalle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco si voltò, ma non vide il viso di chi aveva parlato perché lo sconosciuto si teneva nell&#39;unico angolo buio della stanza. «Sbaglio o è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;La colazione dei canottieri&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; di Renoir?» chiese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Esatto. Arriva da Washington, ed è l&#39;unico pezzo autentico della mia collezione, per il momento, prima di avere il Modigliani che mi avete promesso. Ci deve essere di mezzo qualcosa di estremamente importante, non è così, signor Moreschini?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco si accigliò, poi annuì. «Ha proprio ragione, ma perché possiede una collezione di falsi?» gli chiese incuriosito e, anche se non lo vedeva in faccia, si accorse che quella domanda aveva fatto sorridere il suo interlocutore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Vediamo come posso spiegarglielo. Non si tratta di semplici falsi. Vede, ognuna di quelle riproduzioni ha un valore affettivo molto più alto dei rispettivi originali. La Storia ha sempre dato visibilità a chi poneva il suo nome in risalto, a chi letteralmente “firmava” un&#39;opera d&#39;arte, ma molte volte i capolavori venivano eseguiti da persone che lavoravano a stretto contatto con gli artisti e alcuni di questi, finito il lavoro, lo ripetevano a casa in segreto, magari per se stessi, per diletto, o per qualcuno che amavano davvero, che non li avrebbe mai traditi, denunciandoli come comuni falsari. Per esempio quello» e indicò un dettaglio noto a tutto il mondo, il dito di Dio che sfiora quello di Adamo, «quello è stato riprodotto fedelmente da uno dei discepoli di Michelangelo per regalarlo a un suo prezioso amico. Si dice che fu lui, il discepolo, a dipingere lo schizzo per il suo maestro. Ritrovata anni dopo, debitamente nascosta a casa del prezioso amico, quella tela ha un enorme valore per me ed è, ovviamente, sconosciuta al mondo intero.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Cosa mi dice del quadro di De Nittis?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Quel dipinto mi ha sempre incuriosito e l&#39;ho voluto soltanto per questo» disse. «Per decenni i mercanti d&#39;arte l&#39;hanno scambiato con il vero &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Colazione in giardino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, finché non sono stati trovati due errori. Uno, il viso estremamente triste della moglie di De Nittis, che guarda verso il marito e non verso il figlio, era stato divulgato per molto tempo come prova dell&#39;autenticità del quadro, come se lo stato d&#39;animo della moglie fosse turbato dalla malattia dell&#39;artista.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«E non può essere la verità?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Lo sconosciuto, sebbene nella penombra, riuscì a farsi scorgere mentre scuoteva la testa. «No, non è possibile. E il secondo è nei tratti della mano di Léontine, che sembrano essere stati dipinti da un pennello diverso, anche se la differenza è davvero impercettibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«I test agli ultravioletti hanno più volte dato gli stessi esiti dell&#39;originale, ma è stato appurato da diversi esperti che si tratta di un falso e da quel momento il quadro ha preso il nome di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;la gemella per l&#39;appunto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; Infine, dimenticavo, la storia della mappa di un ipotetico tesoro, che sicuramente conoscerà, è una farsa, una leggenda.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Dov&#39;è adesso?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«È già nella sua auto. Spero che lei possa trovare quello che cerca, signor Moreschini. Buona fortuna.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco credette di aver parlato con un fantasma, che sparì nel buio così com&#39;era apparso. Guardò l&#39;orologio: soltanto poche ore alle quattro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Tornò in macchina, dove scorse un pacco enorme nel baule, si sfilò il passamontagna e sfrecciò verso il suo magazzino, appena poco fuori città. Spiò nel retrovisore, poi intorno all&#39;auto, quindi scese, scaricò il quadro accuratamente rivestito di carta ed entrò nel magazzino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Rimase sbalordito. Aveva di fronte la copia perfetta di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Colazione in giardino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;. L&#39;appoggiò su un cavalletto e iniziò a esaminarlo: il viso di Léontine aveva davvero un&#39;espressione diversa. Il figlio Jacques, invece, era nella stessa posizione e giocava con le oche. I tratti della mano di Léontine, a occhio, non mostravano differenze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnsjVlZrl5ODZyfheaCjmaoER6ewcCFlbFv3CIHN_zT_3vZhI26_kB5pEu6FAfMkyGyR4FWWOiD_VUlm6hG9_Xq8tgxoijj35p12c4F9QVNr1gdXpXflFXqGc9D8apJi9XqcUPevWofAk/s1600/Colazione_in_giardino.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;220&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnsjVlZrl5ODZyfheaCjmaoER6ewcCFlbFv3CIHN_zT_3vZhI26_kB5pEu6FAfMkyGyR4FWWOiD_VUlm6hG9_Xq8tgxoijj35p12c4F9QVNr1gdXpXflFXqGc9D8apJi9XqcUPevWofAk/s320/Colazione_in_giardino.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Avvicinò la lampada di Wood e l&#39;accese, puntando la luce blu là dove lo sconosciuto gli aveva parlato della differenza di pennello utilizzato, ma tutta quell&#39;area rifletteva la luce nello stesso modo, come in un quadro autentico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;A un tratto si ricordò di aver avuto una sensazione di disagio nella Pinacoteca, proprio di fronte a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Colazione in giardino. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Una sensazione che riconobbe subito, ma che da tempo aveva deciso di ignorare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Sua madre gli aveva sempre detto che quello era un dono, che il sentire ciò che i più grandi artisti avevano provato nell&#39;estasi delle loro creazioni non era una cosa da persone comuni e che lui, volendo, avrebbe potuto avere la fortuna di vivere quelle emozioni immortali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Purtroppo, però, a sua madre era sfuggito un particolare: molte volte, gli artisti non provano gioia. Tutt&#39;altro. Gli artisti, molto spesso, dipingono una realtà che vorrebbero, e non quella in cui vivono. Sua madre non gli aveva detto che avrebbe vissuto la solitudine di Van Gogh, la follia di Munch, il delirio di onnipotenza di Leonardo. No, gli aveva solo mostrato la parte buona del dono. Un dono che però lo aveva portato a isolarsi dal mondo reale, a rovinare il suo matrimonio, a spingere sua moglie a scappare via di casa nel cuore della notte. Una di quelle notti fredde, in cui la strada è talmente coperta di ghiaccio che è quasi impossibile frenare, specialmente quando lo fai all&#39;improvviso, dopo aver visto all&#39;ultimo istante il TIR che sta attraversando l&#39;incrocio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Quella stessa notte aveva deciso di smettere di addentrarsi nei luoghi appartenuti a un altro essere umano, là dove l&#39;arte prende vita. Volle considerare l&#39;arte come un semplice prodotto di scambio, senza emozioni e senza valore, se non quello economico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Scosse la testa. Tremava, ma non aveva scelta. Si avvicinò di nuovo alla tela e la sfiorò con una mano. Cominciò a sentirsi triste, come se fosse giunto alla fine di un viaggio e già ne soffriva la mancanza. Si mise l&#39;altra mano sugli occhi, che erano sul punto di piangere. Si sentì mancare, e appoggiò un ginocchio a terra, ricordando una conversazione lontana, di molti anni prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(Volevo dirti una cosa...)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(Oui?)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(Sono molto malato.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(Oh, ma conosco un medìco che potrebbe aiutore te.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(No, è troppo tardi. Devi prenderti cura di loro. Promettimelo. Loro, e voi, siete il mio più grande...)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco staccò la mano dal quadro. Sudava. Non ricordava di aver mai avuto una conversazione del genere con Gerard. Né di aver mai scoperto di essere malato. Poi alzò gli occhi e mormorò:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;(...tesoro.)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Un particolare lo attrasse. La mano sinistra di Léontine non era quasi chiusa a pugno, come nell&#39;originale, ma indicava qualcosa. Prese un taglierino e grattò piano, staccando un lembo sottilissimo. Lo tirò, e rimosse con cura un sottile strato di tessuto, una pergamena completamente bianca dal lato opposto alle pennellate. Avvicinò di nuovo la lampada di Wood al quadro e questa volta la luce blu diede chiari segni precisi, anche se non leggibili, là dove era rimasta la forma della pergamena. Ebbe un sussulto al cuore quando capì che stava guardando delle frasi rovesciate. Prese una fotocamera e scattò qualche foto, poi trasferì il tutto al computer e capovolse l&#39;immagine sullo schermo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Riconoscendo la calligrafia, iniziò a leggere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Michelino non riusciva a dormire: aveva gli occhi dell&#39;uomo quasi sempre addosso e si sentiva spiato. Si girò dal lato opposto e abbracciò di nuovo il cane, ma sentì che qualcosa gli grattava l&#39;osso dell&#39;anca. Lentamente, portò la mano alla parte dolorante e si bloccò. Si era dimenticato di avere in tasca il suo telefonino. Chissà come mai quegli uomini non glielo avevano trovato. Anzi, a pensarci bene, quelli non lo avevano neanche perquisito, come facevano di solito nei film.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Si voltò a spiare l&#39;uomo da sopra la spalla e vide che era ancora seduto al suo posto. Estrasse lentamente il cellulare, poi lo nascose sotto la pancia del cucciolo, sperando di coprire il suono dei tasti. Doveva soltanto scorrere la rubrica e far partire la chiamata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Si rannicchiò, infilando la testa sotto la coperta, e premette un tasto. Rimase immobile, con la fronte contro il cucciolo, che se ne stava fermo e in silenzio come se avesse capito le sue intenzioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;L&#39;uomo non si era mosso. Non si era accorto di nulla.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Michelino scorse la rubrica. Era breve.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.25cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Casa...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.25cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Mamma...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Si fermò un istante a fissare il display e, ingoiando a vuoto, si fece forza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.25cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Nonna...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Ancora un momento e ce l&#39;avrebbe fatta. Ogni istante gli sembrava lungo un anno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.25cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Papà.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Trattenne il respiro e chiamò. Uno squillo, poi si sentì strattonare verso l&#39;alto e investire da un brivido freddo improvviso. Cadde per terra, di faccia. Le coperte volarono via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Una mano si infilò sotto la pancia del cucciolo, lo scaraventò via dal letto e afferrò il cellulare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il proprietario della mano, l&#39;uomo che lo aveva fissato per tutte quelle ore, posò lo sguardo quasi divertito sul telefono, senza dire nulla. Inarcò la bocca in un ghigno terribile, poi gettò il telefono sul pavimento e lo calpestò. Infine, lanciando un&#39;ultima occhiata al suo piccolo prigioniero, che sanguinava dal labbro, uscì dalla stanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;“&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Il capolavoro della mia vita, la mia famiglia, la affido a voi, miei grandi amici. Proteggeteli. Proteggete il mio tesoro più grande.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Chino sul monitor a leggere quelle poche righe in italiano, Marco sentì vibrare il telefono e lo estrasse velocemente. Trasalì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Michelino?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Decise di sbrigarsi, che era meglio non provare a richiamare. Smise di leggere, stampò le frasi, ripose in tasca il foglietto e spense il computer, poi finì di preparare il necessario per quando i rapitori sarebbero venuti a prendersi il quadro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Sistemò un faretto al centro della tela, come se avesse dovuto ricevere dei visitatori, e scattò un paio di foto con una vecchia Polaroid. Attese che la pellicola facesse apparire le immagini e infilò in tasca anche quelle, poi uscì di corsa e tornò in città più in fretta possibile. Passò di nuovo davanti al Castello Svevo, la cui sagoma si ergeva fiera alla luce dei lampioni, e non fece a meno di buttare lo sguardo verso il palazzo dello sconosciuto che aveva incontrato poche ore prima. Lo straccio non c&#39;era più. Quell&#39;uomo era a conoscenza di ciò che aveva scoperto? No, sicuramente non lo era.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Spinse ancora sull&#39;acceleratore, e raggiunse la via parallela a quella della Pinacoteca, dopo aver incrociato una volante della polizia e un&#39;ambulanza, entrambi diretti verso il Palazzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Mancavano pochi minuti alla scadenza, ma era quasi arrivato. Parcheggiò e si infilò in un portone. Salì le scale senza accendere le luci - come aveva chiesto il suo mandante - e, giunto all&#39;ultimo piano, bussò a una vecchia porta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Intravide la luce muoversi attraverso lo spioncino, prima che la porta venisse aperta. Entrò lentamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Stai fermo, immobile» disse una voce alle sue spalle, mentre mani forti gli stringevano le braccia dietro la schiena e lo spingevano in avanti, lungo un corridoio buio, fino a una stanza ben illuminata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Seduto su un divano di scarsa qualità c&#39;era un uomo panciuto, ma dall&#39;aspetto tutt&#39;altro che buffo. «Lasciatelo andare, non credo voglia fare il furbo» disse, alzandosi lentamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Dov&#39;è mio figlio?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Io non vedo il mio quadro, però.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non vi consegno nulla, se prima non vedo mio figlio» disse con voce ferma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;L&#39;uomo panciuto fece un cenno a un tizio, che andò ad aprire la porta. Il bambino si alzò dal letto, si mise a correre, ma fu afferrato al volo da qualcuno nella stanza con lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;La porta si richiuse e Marco serrò i pugni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Allora, Moreschini?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco non rispose. Lentamente si infilò una mano in tasca ed estrasse le foto. Poi le buttò sul tavolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Che cosa me ne faccio di queste? La mappa è sul quadro!»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco lo fissò a lungo, e indicò il tavolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;L&#39;uomo panciuto le afferrò senza distogliere lo sguardo dagli occhi di Marco, poi osservò le immagini. «E allora? Non è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;questa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;» disse. «Qui c&#39;è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Colazione in giardino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;, ed è anche rovinata: la mappa era là sotto, per caso?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sì, la mappa è lì.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Hai dovuto rubarlo dalla Pinacoteca, vero?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Veramente no. Mi ci è voluto un po&#39; per capirlo, ma poi mi è apparso tutto molto chiaro.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;L&#39;uomo panciuto prima lo guardò, poi mosse le mani in modo plateale e ironizzò: «Oh, capisco. E vuoi tenerci sulle spine o possiamo avere l&#39;onore di conoscere qual è questo mistero?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco sorrise, come se non aspettasse altro, ma decise di non rivelare tutto per non tradire l&#39;importante segreto di De Nittis: «Mi sono procurato la copia gemella del quadro, quella trovata a Cagnes sur Mer, la più fedele mai realizzata, quella che avete indicato come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt; e ho dovuto fare qualche modifica alla tela per trovare finalmente delle tracce lasciate in segreto da De Nittis e quindi la mappa. Per sicurezza, ho portato tutto nel mio magazzino, all&#39;indirizzo che trovate dietro le foto. Io voglio soltanto riavere mio figlio.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Prima che potesse avere una risposta, le braccia che lo avevano spinto nell&#39;appartamento lo afferrarono di nuovo, gli legarono i polsi con una corda e lo strattonarono verso la stanza di Michelino. L&#39;uomo di guardia gli mise una mano in tasca, estrasse con violenza il telefono e gettò a terra anche quello, distruggendolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sappi che, se hai mentito, sarà la fine per voi due» minacciò l&#39;uomo panciuto, prima di chiudere a chiave la porta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Michelino, ti hanno fatto del male?» chiese preoccupato Marco, appena furono da soli, osservando la piccola ferita sul labbro superiore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«No, no. Sto bene» rispose il ragazzino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Tranquillo, adesso ci sono qua io. Non dobbiamo fare rumore, però, o qualcuno entrerà di nuovo. Cerca di slegarmi i polsi, così troveremo il modo di uscire da qui. Quello è il tuo telefono?» sussurrò, indicando i pezzi per terra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il bambino annuì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco si liberò e raccolse i frammenti dei due cellulari: il suo non sembrava essere ridotto male. Quello di Michelino, invece, era diviso a metà, ma la batteria era ancora in buono stato. Li assemblò alla meglio e sorrise: il cellulare si era acceso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Si avvicinò alla porta e appoggiò un orecchio. Poi tornò da Michelino e si sedette sul letto, accanto a lui. Gli mise un braccio attorno alle spalle e rimase in silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;All&#39;improvviso, il telefono vibrò. Sul display, un SMS mostrava la scritta:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;ATTENZIONE.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;VIOLAZIONE IN CORSO.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco sorrise.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Fuori dalla stanza, qualcuno rispose a un telefono: «Sì, capo. Sono ancora tutt&#39;e due dentro. Come? Quel figlio di... Ah, certo. Va bene, lo faccio subito, poi mi faccio trovare in strada. A dopo.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco non attese oltre e, ripiegando la coperta sul figlio, mormorò: «Ora, Michelino, stammi a sentire. Qualunque cosa accada, rimani qui sotto la coperta e non ti muovere finché non te lo dico io, va bene?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il bambino annuì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Un istante dopo, Marco era già dietro la porta. Udì il clangore della serratura e accolse l&#39;uomo senza dargli il tempo di voltarsi, raggiungendolo alla gola con un pugno. Poi gli voltò la testa con forza, e lo uccise prima di lasciarlo cadere a terra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Raccolse la pistola, la nascose nei pantaloni e coprì il corpo con il lenzuolo dell&#39;altro letto, poi guardò il telefono, che vibrò di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;SICUREZZA ATTIVATA!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Immaginò come le grate alle finestre e alla porta scendessero rapidamente, tirate dal loro stesso peso, e come quegli uomini stessero imprecando per cercare di uscire. Premette un secondo tasto e si avviò verso Michelino. «Tutto finito, vieni, andiamo via da qui.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Raggiunsero l&#39;auto in pochi istanti e si allontanarono in fretta. Un&#39;ultima occhiata al telefono. Un altro SMS.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;INCENDIO.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;CONTATTARE 115?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Certo che no» disse, lanciando il telefono nel portaoggetti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;CENTER&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;La sagoma del Castello Svevo era enfatizzata dalle prime luci dell&#39;alba. Marco, che accarezzava i capelli del piccolo Michelino, alzò gli occhi. Poi inspirò profondamente: l&#39;odore del mare, mosso da una brezza leggera e fresca, gli riempì i polmoni. Lesse le ultime parole scritte da De Nittis: &quot;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Vi lascio anche quello che abbiamo trovato e nascosto nel Palazzo. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;È &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;ancora lì.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Chiuse gli occhi, e la scena prese vita nella sua testa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Un uomo apre la porta di casa. Sulla soglia c&#39;è uno dei suoi più cari amici, col viso stanco, e non accenna a nessun sorriso. Entra veloce in casa e appoggia una tela su un cavalletto libero. Invita il padrone di casa a osservare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Gli dice che è un&#39;altra tela di Giuseppe, che l&#39;ha ricevuta poche ore prima, che non ha avuto il coraggio di guardarla bene: a suo dire, questa non porta buone notizie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il padrone di casa inforca gli occhiali, si accarezza la barba, e inizia a guardare. Poche occhiate esperte lo portano su un particolare: la mano di Léontine indica qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Gratta via un po&#39; di colore, scopre un lembo di una lettera, la estrae delicatamente, la legge. Guarda l&#39;amico che esce di casa, piangendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Rimasto solo, ripara la parte scorticata della tela con una pergamena bianca, dipingendoci sopra. Sa che dovrebbe distruggere il quadro, come tutti quelli che si sono scambiati nel corso di una vita, ma questa volta non riesce: non ne ha il coraggio. Il quadro dell&#39;amico è un capolavoro di colori e di emozioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Intinge la penna, e risponde alla missiva di Giuseppe. Spera che, con quelle parole, possa rassicurare e convincere l&#39;amico a ridipingerlo. Crede fermamente che il mondo ne abbia bisogno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco riaprì gli occhi, ripiegò il foglio e lo strappò diverse volte. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Le Jumelle &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;era stata distrutta, e lui n&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;on avrebbe mai cercato quello che De Nittis lasciò ai suoi amici. Tutto ciò di cui gli importava era lì ed era sdraiato con la testa sulle sue ginocchia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Michelino, mi spiace che tu abbia dovuto...»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Non importa, papà. L&#39;importante è che adesso stiamo insieme.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Vedrai che non ti accadrà mai più niente. Stanotte ho promesso alla mamma di riportarti a casa, sano e salvo, e di stare sempre con te.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«La mamma era vicina a me, stanotte. L&#39;ho sognata. Ho sognato che mi teneva la mano, e che mi diceva di tenere duro, che saresti arrivato presto.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Marco si voltò, aspettando che la voglia di urlare gli passasse, poi cercò di sciogliere il nodo che gli si era stretto in gola e chiese: «Ti piace il mare?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sì, certo.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Hai voglia di andare in un posto dove è sempre estate?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Posso portare anche lui?» chiese, indicando il cagnolino che sembrava di aver capito, giacché agitava la coda come un pazzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;«Sì, tutt&#39;e tre, dov&#39;è sempre estate.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% transparent;&quot;&gt;Il sorriso di Michelino mise fine alle paure di Marco. Gli accarezzò la testa e tornò a osservare il mare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/11/racconti-le-jumelle.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnsjVlZrl5ODZyfheaCjmaoER6ewcCFlbFv3CIHN_zT_3vZhI26_kB5pEu6FAfMkyGyR4FWWOiD_VUlm6hG9_Xq8tgxoijj35p12c4F9QVNr1gdXpXflFXqGc9D8apJi9XqcUPevWofAk/s72-c/Colazione_in_giardino.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-3853004018170239220</guid><pubDate>Sun, 07 Nov 2010 11:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-07T12:52:10.765+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Haiku</category><title>Haiku - Novembre</title><description>Scuote il vento&lt;br /&gt;
le foglie tremanti.&lt;br /&gt;
Autunno.</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/11/haiku-novembre.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-6773275615923483465</guid><pubDate>Fri, 22 Oct 2010 15:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-22T17:57:41.017+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;XVIII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Epilogo -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbandonate le ossa del lupo nella miniera, tornarono tutti a casa. I sette nani accompagnarono i porcellini a seppellire il loro fratello. - Oct 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principesse stavano accanto al camino a casa dei nani. Erano rimaste sole. Biancaneve cercava di medicare piano la ferita di Cenerentola. - Oct 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;A cosa pensi?&quot; le chiese. &quot;Penso alle parole del lupo... di mio fratello&quot; rispose Cenerentola. &quot;Al fatto che forse sono davvero come lui.&quot; - Oct 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Non credo sia così come credi&quot; cercò di confortarla. &quot;Oh, sì invece&quot; rispose l&#39;altra. &quot;Non ho avuto scrupoli a uccidere degli innocenti.&quot; - Oct 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;E me ne manca una, adesso&quot; aggiunse Cenerentola, alzando gli occhi fino a incontrare quelli di Biancaneve, che indietreggiava spaventata. - Oct 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Che cosa vuoi fare?&quot; chiese Biancaneve. La voce le tremava. Cenerentola si alzò dalla sedia, in silenzio, e si avvicinò alla credenza. - Oct 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aprì un cassetto ed estrasse piano un lungo coltello, poi avanzò verso l&#39;altra principessa, mettendola con le spalle contro il muro. - Oct 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Biancaneve guardò verso la finestra, sperando di scorgere i nani, e si sentì afferrare per un braccio. Si lasciò sfuggire un gemito di paura - Oct 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Devo terminare quel che ho iniziato, e mi rattrista doverlo fare proprio ora che ti ho incontrata. Ma non posso far finta di nulla.&quot; - Oct 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#39;improvviso, Biancaneve urlò: l&#39;altra si era infilata la lama nel petto, sospirando un debole &quot;Addio&quot;, e si era accasciata in ginocchio. - Oct 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ma che cosa fai?&quot; chiese Biancaneve. &quot;Lo sai che è inutile. Tu non puoi morire!&quot; Cenerentola la guardò e rispose: &quot;Mi dispiace, ma devo.&quot; - Oct 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;No, non hai capito! Tu non puoi proprio morire. Hai bevuto la pozione, non ricordi?&quot; insistette Biancaneve, tenendo la mano di Cenerentola. - Oct 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Hai ragione, anche se non ero in me mentre la bevevo. Quasi stessi sognando. Ma è talmente irreale che potrebbe essere solo una leggenda.&quot; - Oct 20, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La principessa tentò di nuovo, e si infilò il coltello nel cuore. La pozza di sangue sotto i piedi senza scarpette si allargava rapidamente. - Oct 20, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola allora si prese il viso tra le mani, rassegnata. Guardò il suo sangue che dal petto sgorgava sul vestito ormai lacero e sudicio. - Oct 21, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Allora la pozione funziona davvero&quot; sospirò Cenerentola. Poi si rialzò, afferrò uno straccio dalla cucina e tornò alla pozza di sangue. - Oct 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E Biancaneve osservò Cenerentola, che infagottata ne&#39; suoi cenci, a ripulir il pavimento, mormorava: &quot;E vissero tutti, felici e contenti.&quot; - Oct 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;FINE&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/il-segreto-di-cenerentola_22.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-8217810983992804514</guid><pubDate>Fri, 15 Oct 2010 16:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-15T18:28:50.586+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;Capitolo XVII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Il Segreto di Cenerentola -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Biancaneve guardava l&#39;altra principessa senza fiatare, protetta dai suoi nani. Avrebbe voluto darle una mano, ma era terrorizzata. - Oct 02, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo riprese a girare attorno a Cenerentola, poi disse: &quot;Hai ucciso tutti quelli che intralciavano i tuoi piani, sei proprio come me.&quot; - Oct 02, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Io non sono come te&quot; rispose Cenerentola, digrignando i denti. &quot;Non ho niente a che fare con una bestia tanto ripugnante e malvagia.&quot; - Oct 03, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Invece sì. Anche tu sei attratta dalla vista e dal sapore del sangue, e dalla morte, con la differenza che tu non ne comprendi il motivo.&quot; - Oct 04, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;E sono anche certo che il paparino non ti hai mai detto nulla&quot; concluse il lupo. A Cenerentola parve che il cuore avesse mancato un battito. - Oct 04, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Cosa avrebbe dovuto dirmi?&quot; domandò la principessa. - &quot;Avrebbe dovuto mostrarti per quel che lui era davvero... E parlarti di tuo fratello.&quot; - Oct 05, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Un fratello?&quot; si stupì Cenerentola. &quot;Sì,&quot; riprese il lupo &quot;e tuo padre è stato sempre bravo a tenere nascoste le verità più scomode.&quot; - Oct 05, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ha passato la sua vita a cercare la cassa con la pozione di Merlino, pensando che bevendola potesse guarire dal male che lo tormentava.&quot; - Oct 05, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Scommetto, cara Cenerentola, che non si è mai mostrato di notte al buio, vero? E che è stato lui a raccontarti la storia della pozione.&quot; - Oct 06, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Proprio così, me ne parlava spesso&quot; rispose la principessa. &quot;Ma io so perché si nascondeva di notte: non voleva che lo vedessi piangere.&quot; - Oct 06, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Piangere? E per cosa? Per la morte della moglie? Ah, lascia che ti spieghi qualcosa...&quot; disse il lupo, fissando gli occhi di Cenerentola. - Oct 07, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola, combattuta tra il desiderio di azzittire il lupo e il volerne sapere di più, rimase concentrata sulle parole della bestia. - Oct 07, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lui continuò: &quot;Non è un onore rendere pubblico di essere metà animale, di aver sbranato la propria moglie e di avere per figlio... un lupo.&quot; - Oct 07, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola si lasciò sfuggire un gemito di terrore, e abbassò la spada. &quot;Proprio così, sorellina!&quot; rivelò il lupo e si lanciò all&#39;attacco. - Oct 08, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo travolse Cenerentola, e le si lanciò alla gola, ma dovette fermarsi: la spada della ragazza era già tra le costole. Si rialzò - Oct 09, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indietreggiò alcuni passi. Ringhiava. Poi scorse la fiala in un angolo vicino e si mosse in quella direzione: &quot;Devo bere la pozione, ora!&quot; - Oct 09, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Non puoi più berla, fermo!&quot; urlò Cenerentola. Ma il lupo non si era accorto di aver leccato un liquido che era ormai di nuovo scarlatto. - Oct 10, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#39;improvviso, la bestia iniziò a inarcarsi per il dolore. Il suo manto nero cominciò a fumare. I presenti urlarono per lo spavento. - Oct 11, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola gli si inginocchiò accanto, iniziò ad accarezzarlo, ma ormai il lupo si stava dissolvendo come se fosse stato bagnato dall&#39;acido - Oct 12, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Sei davvero mio fratello? Perché non me l&#39;hai detto prima? Volevi bere la pozione per diventare uomo?&quot; Il lupo annuì con fatica, poi spirò. - Oct 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola restò a contemplarlo, poi si alzò e inspirò. &quot;È finita...&quot; disse e gettò la spada a terra, accanto alle ossa del fratello. - Oct 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I sette nani e i due porcellini esultarono e si abbracciarono. Biancaneve si gettò al collo di Cenerentola e la baciò a lungo, sulle labbra. - Oct 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;esultanza terminò in un istante, giacché tutti, nani e porcellini, rimasero esterrefatti. Cenerentola chiuse gli occhi e ricambiò il bacio - Oct 14, 2010</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/il-segreto-di-cenerentola.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-3391802297669463399</guid><pubDate>Sat, 02 Oct 2010 13:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-15T18:29:59.533+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XVI&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- La prescelta -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&quot;Cenerentola, ti prego, non aprire quella cassa. È pericoloso&quot; disse Biancaneve. L&#39;altra, invece, rispose: &quot;Devo farlo, fidati di me.&quot; - Sep 21, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo osservava immobile la scena, bloccato dietro i nani armati. Vide Cenerentola che apriva la cassa, e ne estraeva una piccola ampolla. - Sep 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ricordati quel che è scritto nel libro!&quot; urlò il porcellino maggiore. Cenerentola agitò l&#39;ampolla: il liquido all&#39;interno era rosso sangue. - Sep 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcuni istanti dopo averla presa nelle mani, il liquido all&#39;interno iniziò a sbiadire, fino a diventare completamente trasparente. - Sep 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola rammentò le parole del libro. La pozione aveva scelto lei. Stappò l&#39;ampolla e iniziò a bere il contenuto, denso e insapore. - Sep 23, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza perdere tempo, il lupo spiccò un balzo e oltrepassò i nani. Andò a colpire prima Biancaneve, che cadde, poi si avventò su Cenerentola. - Sep 23, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;ampolla volò via, lontano, e non si ruppe. I porcellini non si mossero, ma i 7 accorsero da Biancaneve. Cenerentola fronteggiava il lupo. - Sep 24, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ormai è tardi&quot; disse Cenerentola. &quot;Non l&#39;hai bevuto tutto&quot; ribatté il lupo, &quot;potrò finirlo io dopo averti sbranato&quot; &quot;Provaci... se riesci.&quot; - Sep 24, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo si inarcò. Il suo manto, nero come la pece, non rifletteva la luce delle torce. Si avventò su Cenerentola con tutta la sua forza. - Sep 26, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola schivò la prima carica del lupo, si voltò e si mise in guardia. Non aveva paura, ma un&#39;insolita eccitazione la faceva sorridere. - Sep 26, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo, con un balzo, raggiunse di nuovo Cenerentola. Questa volta non sbagliò, e affondò una zampata veloce sul suo braccio. - Sep 26, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sanguinante, Cenerentola indietreggiò senza colpire il lupo. Rimase immobile a fissarlo negli occhi. Il dolore era ancora sopportabile. - Sep 27, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;È vero, dunque, che hai ucciso il tuo principe? E dire che quando l&#39;ho saputo, non volevo crederci, anche se avrei dovuto immaginarlo...&quot; - Sep 27, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola lo guardò in tralice, sorpresa. “Che cosa vorresti dire?” Ma il lupo non rispose e prese a girarle intorno, fissando la spada. - Sep 27, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un porcellino stava per parlare, ma il lupo lo fulminò: &quot;Zitto, piccolo impertinente dall&#39;alito flautolento, o farai la fine di tuo fratello!&quot; - Sep 28, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo di aver colpito con la minaccia, affondò il colpo: “Il principe non ha dato una festa per trovare moglie, ma perché l&#39;ho convinto io.&quot; - Sep 28, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Fingendo di cercare moglie,&quot; continuò &quot;abbiamo attirato tutte le ragazze del regno. Anche quelle che, come te, erano solo delle sguattere.&quot; - Sep 30, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo fece una pausa, per fare in modo che le sue rivelazioni affondassero bene nell&#39;animo duro della principessa che aveva di fronte. - Sep 30, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi riprese: &quot;Non convinto che fossi tu la prescelta, il principe ha provato con le tue sorelle.&quot; Un&#39;ombra passò sul viso di Cenerentola. - Sep 30, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Quindi la mia sorellastra non aveva una relazione con lui?&quot; domandò. Il lupo rispose: &quot;Certo che no, povera sciocca. E tu l&#39;hai uccisa.&quot; - Oct 01, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/il-segreto-di-cenerentola.html&quot;&gt;Continua al Diciassettesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/capitolo-xvi-la-prescelta-il-lupo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-8069691546068002216</guid><pubDate>Fri, 01 Oct 2010 09:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:39:33.659+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XV&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Lupus in fabula -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La luna era alta. &quot;Ecco la miniera, siamo arrivati&quot; esultò il porcellino più piccolo, indicando la grossa caverna scura in fondo alla valle. - Sep 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;State attenti lì dentro&quot; ammonì Cenerentola. &quot;Cerchiamo qualcosa per far luce.&quot; Il più piccolo dei tre, però, aveva già in mano una torcia. - Sep 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Per di qua&quot; disse il porcellino. Gli altri lo seguirono attraverso un tunnel fino alla stanza dove avevano lasciato la cassa. Trasalirono. - Sep 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Videro subito che la cassa era per terra e sembrava rovesciata di proposito. Cenerentola estrasse la spada: &quot;Attenti, non siamo soli.&quot; - Sep 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#39;improvviso un&#39;ombra si mosse. Vennero alla luce dapprima delle zampe nere che pian piano portarono il lupo fuori dalle tenebre. - Sep 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;E tu perché sei qui?&quot; chiese Cenerentola, con la spada dritta tra sè e il lupo. Le rispose uno dei tre porcellini:&quot;Te-temo sia qui per noi 3.&quot; - Sep 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Pensate che abbia fatto tutta questa strada solo per tre salamelle?&quot; sbeffeggiò il lupo. &quot;Avanti, aprite la cassa e non vi farò del male.&quot; - Sep 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Una volta aperta la cassa&quot;, disse Cenerentola, &quot;non accadrà nulla. Non c&#39;è niente che ti possa servire, là dentro.&quot; - Sep 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo si passò la lingua sulle zanne e scosse la testa. &quot;Non ti facevo tanto ingenua, Cenerentola. La vita di palazzo ti ha rammollito?&quot; - Sep 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Non osare insultarmi&quot; ribatté Cenerentola, ma la bestia si mosse di scatto, azzannò un porcellino alla gola e gli staccò di netto la testa. - Sep 20, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;E, adesso, apri quella dannata cassa&quot; ringhiò il lupo. Il sangue del porcellino gli colava dalle zanne. Gli altri 2 rimasero pietrificati. - Sep 20, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola sostenne lo sguardo del lupo, poi si mosse verso la cassa e afferrò il lucchetto. Una voce di donna urlò: &quot;Ferma, non lo fare!&quot; - Sep 21, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Armate di piccone e martello, sette piccole ombre si mossero attraverso il tunnel e allontanarono il lupo. Una ragazza entrò nella stanza. - Sep 21, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/capitolo-xvi-la-prescelta-il-lupo.html&quot;&gt;Continua a leggere il Sedicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/cerano-una-volta-le-fiabe.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-5548087445262795171</guid><pubDate>Wed, 15 Sep 2010 17:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:39:17.723+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XIV&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Troppo difficile farlo da soli -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Con le zanne scoperte, che simulavano un sorriso, il lupo entrò nella stanza illuminata della miniera, dove una fiaccola era rimasta accesa. - Sep. 7, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si avvicinò alla torcia accesa, posta vicino a una cassa. La luce tremula faceva brillare il lucchetto, sul quale era impressa un&#39;immagine. - Sep. 8, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La contemplò a lungo, come se vi leggesse qualcosa, e afferrò il lucchetto tra i denti. Tentò di stringere forte, di romperlo, invano. - Sep. 12, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo tirò a sè la cassa e la lasciò precipitare al suolo, ma la cassa rimase intatta. Il lupo allora cominciò a ringhiare per la rabbia. - Sep. 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fiaccola, consumata, si spense. Il lupo fu al buio. L&#39;unico suono era il suo ringhio sordo. Poi sobbalzò: rumore di zoccoli all&#39;esterno. - Sep. 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Afferrò la cassa con le zanne e cercò di trascinarla, ma si fermò quasi subito. Annusò l&#39;aria, riconobbe i loro odori e andò a nascondersi. - Sep. 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/10/cerano-una-volta-le-fiabe.html&quot;&gt;Continua al Quindicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_9233.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-5362682868828067294</guid><pubDate>Wed, 15 Sep 2010 17:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:39:02.874+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XIII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Una meta ambita -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Cenerentola non credette alle sue orecchie: la storia che raccontava il padre era reale. La pozione esisteva davvero. - Sep 2, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Dobbiamo andare alla miniera&quot; disse lei, alzandosi in piedi. Il porcellino maggiore richiuse il volume e annuì. &quot;Stanotte stessa.&quot; - Sep 3, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola si riprese la sua spada, uscì e montò a cavallo, poi si voltò verso i tre e disse: &quot;Presto, anche voi. Dietro di me.&quot; - Sep 3, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lanciò il cavallo al galoppo. I tre si reggevano l&#39;un l&#39;altro e tenevano gli occhi chiusi, chiedendosi se sarebbero morti prima di arrivare. - Sep 4, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Costeggiarono il fiume e si diressero verso est: non mancava molto alla miniera. A un tratto rallentarono. Cenerentola scrutò tra gli alberi. - Sep 4, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Abbiamo compagnia&quot; sussurrò. I tre porcellini riaprirono gli occhi e guardarono anche loro: otto figure saltellavano con lo stesso ritmo. - Sep 5, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola scese da cavallo e si mosse nella loro direzione, ma rimase nascosta. Una ragazza e sette omini le sfilarono davanti. - Sep 5, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Credo sia Biancaneve con i suoi nanerot...ehm... Con i suoi amici&quot; disse Cenerentola, tornando dai tre porcellini. &quot;Ma non capisco.&quot; - Sep 6, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Beh, i nani sanno tutto&quot; disse uno dei 3. &quot;Erano con noi quando abbiamo scoperto la cassa di legno, di certo l&#39;han riferito a Biancaneve.&quot; - Sep 6, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola rimontò a cavallo. L&#39;espressione seria. &quot;Salite&quot;, ordinò. &quot;Ho una brutta sensazione. Dobbiamo arrivare per primi alla miniera.&quot; - Sep 7, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_9233.html&quot;&gt;Continua al Quattordicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_2673.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-39529303417132567</guid><pubDate>Wed, 15 Sep 2010 17:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:38:40.291+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Il lupo trova la miniera -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
La creatura, grande quanto un vecchio cane, correva nel vento freddo della radura. Scorse da lontano l&#39;ingresso della miniera e rallentò. - Sep 1, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo attese che le nuvole si spostassero e che scoprissero la luna. Poi si guardò attorno. Qualcosa gli diceva di essere molto prudente. - Sep 1, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aspettava di trovare la vecchia strega, lì ad attenderlo. Invece non c&#39;era nessuno, forse. Inarcò la schiena, in guardia, ed entrò - Sep 1, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel buio completo, annusò l&#39;aria, cercando di individuare l&#39;odore lasciato dai nani e dai porcellini e si spinse fino in fondo alla grotta. - Sep 2, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non si aspettava di trovare nessuno là dentro, ma una luce tremula giungeva da lontano. Arrivò alla fine del tunnel, si sporse e sorrise. - Sep 2, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_2673.html&quot;&gt;Continua al Tredicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_15.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-160066124325002960</guid><pubDate>Mon, 13 Sep 2010 08:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-13T10:57:15.039+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Racconti</category><title>Solo uno sguardo</title><description>&lt;span class=&quot;postbody&quot;&gt;Incroci migliaia di persone, ogni giorno, e quasi  non te ne accorgi nemmeno. Ma prova a guardarle negli occhi: migliaia  di storie prendono subito vita. &lt;br /&gt;
Per Claudio era diverso. Dal suo letto riusciva a vederle passare solo attraverso uno specchio appeso al soffitto. &lt;br /&gt;
Osservava un mondo che pareva essere molto distante, fino al giorno in cui ebbe in regalo una tastiera. &lt;br /&gt;
Era piccola, senza troppe pretese, perché quando hai solo tre dita, che  disubbidiscono alla paralisi totale, più piccola è la tastiera e meglio  è. &lt;br /&gt;
Ebbe così un modo tutto suo di immaginare le loro storie. Di avvicinarsi a loro. Per ognuno suonava una melodia diversa. &lt;br /&gt;
Si accontentava di strimpellare, però: i veri concerti appartenevano al passato. &lt;br /&gt;
Ma un giorno, una domenica, vide lei. Non avrebbe mai conosciuto il suo  nome, ma a Claudio bastò quell&#39;istante. Lei passeggiava col suo cane.  Lui non riuscì a suonare. Gli parve che le dita si fossero arrese, ma si  mossero al momento giusto e da sole composero una melodia sconosciuta e  sublime. &lt;br /&gt;
Lei si voltò e guardò proprio verso la sua finestra prima di svoltare l&#39;angolo. &lt;br /&gt;
Claudio morì tre giorni dopo. Le sue dita suonarono quella melodia fino a quando non si fermarono per sempre.&lt;/span&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/solo-uno-sguardo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-2235608490904984613</guid><pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:38:08.310+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo XI&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- I sette nani raccontano -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Nella radura, dove sorgeva la minuscola, graziosa casina dei 7, l&#39;aria era diventata irrespirabile per via del corpo della strega nel pozzo. - Aug 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In casa, l&#39;eccitazione era al massimo. I nani avevano raccontato a Biancaneve di una scoperta. Lei era incuriosita, ma non sembrava sorpresa - Aug 22, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ma io so cos&#39;è quel simbolo che avete visto&quot; disse Biancaneve. &quot;Molta gente malvagia è sulle sue tracce per via di quello che nasconde.&quot; - Aug 23, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;E anche lei lo cercava&quot; rivelò, indicando il pozzo attraverso la finestra. &quot;Altro che &#39;Specchio-Specchio-Dei-Miei... Ehm... Delle-Mie-Brame&#39;&quot; - Aug 23, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I nani, intanto,&amp;nbsp;si erano disposti in cerchio, come quando Biancaneve raccontava loro una storia. Lei cominciò a spiegare. - Aug 24, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Miei cari, il simbolo è inciso su un lucchetto che chiude una cassa in cui è nascosta una pozione magica inventata da Merlino in persona.&quot; - Aug 24, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;La pozione può dare eterna giovinezza, ma Merlino ha fatto in modo che la possa bere solo una persona. E sarà la pozione a decidere chi.&quot; - Aug 25, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Oooh!&quot; sussurrarono in coro i 7 nani. &quot;La pozione&quot; continuò lei, &quot;si può bere solo quando diventa limpida, altrimenti...si muore.&quot; &quot;Ooooh!&quot; - Aug 26, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Per fortuna, l&#39;unica persona malvagia che era alla ricerca della pozione ora è morta.&quot; Eolo scosse la testa: &quot;Ti sbagli, cara Biancaneve.&quot; - Aug 26, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Cosa vuoi dire, mio caro Eolo?&quot; &quot;Tornando qui, abbiamo visto qualcosa nel bosco correre verso il fiume, e stamattina anche Cenerentola.&quot; - Aug 27, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Lei ci ha stupito: era strana.&amp;nbsp;Però non abbiamo riconosciuto l&#39;ombra che correva nel sottobosco, quella vista mentre rientravamo a casa.&quot; - Aug 27, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Allora quella bellissima ragazza a cavallo era Cenerentola? Non aveva la scarpetta, però. Buon per lei! Ma perché andava verso il fiume?&quot; - Aug 30, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Uff, noi stiamo qui a blaterare, ma c&#39;è solo un modo per scoprirlo&quot; disse Brontolo. &quot;Ed è andare a dare un&#39;occhiata.&quot; Biancaneve assentì. - Aug 30, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe_15.html&quot;&gt;Continua al Dodicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-2625595198597259332</guid><pubDate>Sun, 22 Aug 2010 09:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:37:47.040+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo X&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Troppa fretta -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Sul tetto, al buio, l&#39;unica parte visibile erano i denti, che luccicavano al chiaro di una debole luna. Ascoltò. Gli venne voglia di ululare. - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Finalmente sapeva dove andare a cercare. Non perse tempo e si lanciò dal tetto, in silenzio. Con un paio di falcate, il lupo sparì nel bosco. - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il lupo era stato troppo frettoloso. Nella casetta, il porcellino non aveva ancora finito di rivelare il segreto della pozione. - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/09/cerano-una-volta-le-fiabe.html&quot;&gt;Continua all&#39;Undicesimo Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_22.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-768292167350235741</guid><pubDate>Fri, 20 Aug 2010 09:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:37:30.722+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo IX&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Una scoperta pericolosa&amp;nbsp;-&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Co-cosa ti porta qui?&quot; le chiese uno dei tre. Cenerentola fissò il porcellino che chiudeva la porta, poi si voltò verso gli altri. Sorrise. - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Qualcuno m&#39;ha chiesto di venire a prendervi&quot; rispose Cenerentola, dritta al dunque. Non sorrideva più. &quot;Quindi non fate storie e seguitemi.&quot; - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Noi non verremo mai con te&quot; risposero in coro. &quot;Non sai in che guaio ti stai cacciando per dar retta al lupo.&quot; Cenerentola scosse il capo. - Aug 14, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;A me non interessa né di voi, né di lui,ho fatto una promessa e voglio mantenerla. Adesso andiamo&quot; disse, osservando i loro visi spaventati . - Aug 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;M-ma cosa ti è s-successo&quot; disse uno dei porcellini, tremando. &quot;E la scarpetta?&quot; &quot;Adesso basta, vi mostro io cos&#39;ho fatto con la scarpetta.&quot; - Aug 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Brandì la spada e avanzò per lanciarsi contro i 3, quando il più grande urlò: &quot;Ferma, dobbiamo mostrarti qualcosa!&quot; Cenerentola si irrigidì. - Aug 15, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza attendere oltre, il porcellino si diresse verso una libreria e si mise a cercare. Qualche istante dopo, estrasse un grosso volume. - Aug 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;In miniera abbiamo fatto una scoperta!&quot; si affrettò, sfogliando il grosso libro. &quot;Qualcosa di veramente importante.&quot; Cenerentola ascoltava. - Aug 16, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guardò con sospettosa curiosità l&#39;immagine sbiadita sul libro. &quot;Cos&#39;è questo simbolo?&quot; chiese. Il porcellino sospirò e iniziò a raccontare. - Aug 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Stamattina eravamo alla miniera dei nani, a scavare per estrarre i diamanti, quando le nostre pale hanno urtato contro qualcosa di legno.&quot; - Aug 17, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli altri due porcellini portarono una sedia a Cenerentola, che si sedette e appoggiò il viso tra le mani, attenta alle parole del maggiore. - Aug 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il porcellino le si avvicinò. Era agitato. &quot;Abbiamo trovato una cassa di legno massiccio&quot; le disse. &quot;E aveva questo simbolo sul lucchetto.&quot; - Aug 18, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#39;improvviso, Cenerentola sussultò. &quot;Che idiota. Questo simbolo lo conosco: era su un libro che mio padre mi leggeva quando ero piccola.&quot; - Aug 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si alzò di scatto. I 3 sobbalzarono. &quot;Credevo non potesse esistere davvero, che fosse una favola, che non si potesse vivere per sempre.&quot; - Aug 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il porcellino era soddisfatto. &quot;Ora hai capito finalmente: non è una storiella. La pozione esiste davvero, ed è nascosta nella miniera.&quot; - Aug 19, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_22.html&quot;&gt;Continua al Decimo Capitolo&lt;/a&gt;.</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_20.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-4486558021336539851</guid><pubDate>Fri, 13 Aug 2010 17:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:44:47.310+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo VIII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Il lupo - &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vide la ragazza entrare in casa, proprio come aveva previsto. Avanzò rapido, nascosto dall&#39;erba e dal buio, si avvicinò e salì sul tetto. - Aug 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lupo si arrampicò in fretta. Mancava poco: avrebbe azzannato i 3 per avere il segreto, e divorato chiunque avesse favorito la predizione. - Aug 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mise le zampe sul comignolo e avvicinò l&#39;orecchio. Cominciò a udire delle voci, indistinte, poi riuscì a capire. La ragazza parlò per prima. - Aug 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bramava la loro carne, ma doveva attendere. Annusò l&#39;aria: percepiva la paura dei tre e la follia di lei. Chiuse gli occhi e li ascoltò. - Aug 13, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_20.html&quot;&gt;Continua al Nono Capitolo&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_13.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-3983166909685984587</guid><pubDate>Thu, 12 Aug 2010 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:45:11.051+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Capitolo VII&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;- Cenerentola e I tre porcellini -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Si caricò sulle spalle il corpo della bella addormentata e lo ripose là dove il principe l&#39;aveva risvegliata. Contemplò a lungo il suo viso. - Aug 09, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sfilò la spada dal petto di Aurora, e leccò la lama sporca di sangue. Brividi. Salì sul cavallo e si avviò verso il fiume. Era quasi sera. - Aug 09, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cenerentola superò il fiume senza fermarsi. Il sole era già tramontato. Scorse da lontano tre casette vicine tra loro. Due erano distrutte. - Aug 09, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella casa intatta, la luce era accesa. Cenerentola scese da cavallo, ma si voltò a guardare il bosco appena oltrepassato: si sentì spiata. - Aug 10, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bussò più volte alla porta dei 3. Silenzio. Riprovò ancora e un coro rispose:&quot;Chi è?&quot; Cenerentola sorrise e ululò: &quot;Sono il lupo cattiiivo!&quot; - Aug 10, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Percepì la paura dei tre giungere da oltre la porta e urlò: &quot;Scherzavo, sono Cenerentola.&quot; La finestra del piano terra si aprì lentamente. - Aug 11, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Tu... Tu non sei chi dici di essere, non vediamo la scarpetta!&quot; Cenerentola sbuffò e strinse i pugni. &quot;Sono io, vi dico!&quot; - Aug 11, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Vogliam una prova del fatto che tu sia tu&quot; dissero in coro. Cenerentola sospirò e fu costretta: &quot;E va bene! Salaga Doola, Mencica Boola...&quot; - Aug 11, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Va bene, va bene. Basta, non cantare più. Abbiamo capito&quot; dissero i tre, e le aprirono la porta. Cenerentola si voltò ancora verso il bosco - Aug 12, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_13.html&quot;&gt;Continua all&#39;Ottavo Capitolo.&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/capitolo-vii-cenerentola-e-i-tre.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-8187027243108951356</guid><pubDate>Wed, 11 Aug 2010 18:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-11T20:42:00.253+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Microracconti</category><title>Microracconti - Senza una parola</title><description>&lt;span class=&quot;status-body&quot;&gt;&lt;span class=&quot;status-content&quot;&gt;&lt;span class=&quot;entry-content&quot;&gt;L.  riempì la borsa, anche con la camicia sporca di rossetto. La chiuse e  la lanciò in strada, in lacrime. M. l&#39;afferrò e andò via. In silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/microracconti-senza-una-parola.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-6769964882249877243</guid><pubDate>Tue, 10 Aug 2010 18:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-10T20:41:00.121+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Microracconti</category><title>Microracconti - Il nuovo virus</title><description>&lt;span class=&quot;status-body&quot;&gt;&lt;span class=&quot;status-content&quot;&gt;                              &lt;span class=&quot;actions&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;a class=&quot;fav-action non-fav&quot; href=&quot;&quot; id=&quot;status_star_20571021916&quot; title=&quot;aggiungi questo tweet ai preferiti&quot;&gt; &lt;/a&gt;Lavorava sempre al microscopio,  senza orari. Amava il suo lavoro, fino a quando non dovette scegliere  tra la sua vita e l&#39;umanità intera.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;entry-content&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/microracconti-il-nuovo-virus.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-1278286195417844059</guid><pubDate>Tue, 10 Aug 2010 00:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-10T02:24:00.345+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Microracconti</category><title>Microracconti - Ti amo da morire</title><description>Viaggiavano su una strada isolata, quando fermò l&#39;auto. &quot;È buio qui, non ti fermare. Ho paura.&quot; &quot;Pensa a me, che dovrò proseguire da solo.&quot;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/microracconti-ti-amo-da-morire.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-9099021950962695168</guid><pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-08T20:45:00.311+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Segreto di Cenerentola</category><title>Il Segreto di Cenerentola</title><description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;Capitolo VI&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&amp;nbsp;- Pulizie -&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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Biancaneve stava asciugando il pavimento, quando si sentì raggelare il sangue. Il cuore mancò un battito: qualcuno, nel bosco, aveva gridato. - Aug 06, 2010&lt;br /&gt;
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Si alzò e oltrepassò i pezzi del cadavere della vecchia strega, pronti per essere gettati nel pozzo. Doveva sapere chi era stato a urlare. - Aug 06, 2010&lt;br /&gt;
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Biancaneve si affacciò alla finestra, cercando di intravedere qualcosa tra gli alberi, e canticchiò: &quot;Non sento gli uccellini cinguettar...&quot; - Aug 07, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rimase un po&#39; lì, a cercare di capire, poi rientrò, ma lasciò la finestra aperta: il corpo della vecchia cominciava a decomporsi. - Aug 07, 2010&lt;br /&gt;
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Raccolse i brandelli del corpo della vecchia e li depose in un sacco, poi si accorse che era troppo pesante. Doveva attendere i sette amici. - Aug 08, 2010&lt;br /&gt;
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Poi portò fuori il secchio, con l&#39;acqua ormai piena di sangue, e lo rovesciò nell&#39;erba, lontano dai fiori. Un&#39;ombra passò tra gli alberi. - Aug 08, 2010&lt;br /&gt;
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Spaventata, Biancaneve rientrò in casa. Sentì freddo all&#39;improvviso. Da lontano sopraggiunsero i suoi sette amici. Correvano. - Aug 08, 2010&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Che succede, perché siete spaventati?&quot; chiese Biancaneve. &quot;Siediti&quot; risposero in coro, sbarrando la porta. &quot;Dobbiamo raccontarti una cosa.&quot; - Aug 09, 2010&lt;br /&gt;
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&lt;a href=&quot;http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/capitolo-vii-cenerentola-e-i-tre.html&quot;&gt;Continua al Settimo Capitolo.&lt;/a&gt;</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/cerano-una-volta-le-fiabe_09.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5524348245077318124.post-8094890190931652778</guid><pubDate>Mon, 09 Aug 2010 00:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-09T02:26:00.621+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Microracconti</category><title>Microracconti -  Al crepuscolo</title><description>Dopo il tramonto, la fantasia galoppa. Guidava ed era stanco. Per un istante vide un uomo sdraiato sul ciglio, tra l&#39;erba, che lo fissava. Trasalì.</description><link>http://dcorvaglia.blogspot.com/2010/08/microracconti-al-crepuscolo.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>