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	<title>del visibile</title>
	
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		<title>del visibile</title>
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		<title>Oakland vs Houston</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:46:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

Proseguiamo quanto iniziato nel post precedente con un intervento di Nikos Salìngaros che mette a confronto due chiese contemporanee: la cattedrale Christ the light di Oakland e la co-cathedral of the Sacred Heart di Houston.
Il testo è tratto da Chiesa Oggi n 87/2009 (www.chiesaoggi.it)
Due Cattedrali, due stili
di Nikos Salìngaros
Sono due Cattedrali di recente edificazione, simili [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=896&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-900" title="Oakland christ the light" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/3101310773_5e468b729c_b.jpg?w=150&#038;h=99" alt="Oakland christ the light" width="150" height="99" /></p>
<p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-899" title="CathedralExterior Houston" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/cathedralexterior-02-lg.jpg?w=150&#038;h=120" alt="CathedralExterior Houston" width="150" height="120" /></p>
<p>Proseguiamo quanto iniziato nel post precedente con un intervento di Nikos Salìngaros che mette a confronto due chiese contemporanee: la cattedrale <em><a href="http://www.christthelightcathedral.org/" target="_blank">Christ the light</a></em><a href="http://www.christthelightcathedral.org/" target="_blank"> di Oakland</a> e la <em>co-cathedral of the <a href="http://www.archgh.org/cocathedral/dedication/anatomy-main.htm" target="_blank">Sacred Heart</a></em><a href="http://www.archgh.org/cocathedral/dedication/anatomy-main.htm" target="_blank"> di Houston</a>.</p>
<p>Il testo è tratto da Chiesa Oggi n 87/2009 (<a href="http://www.dibaio.com">www.chiesaoggi.it</a>)</p>
<p><strong>Due Cattedrali, due stili</strong><br />
di Nikos Salìngaros</p>
<p>Sono due Cattedrali di recente edificazione, simili per grandiosità dimensionale ma con architetture contrastanti. La contrapposizione tra i due approcci stilistici offre l’opportunità per dibattere il tema “tradizione o modernismo”, quale approccio architettonico è più adatto per lo spazio di culto?<br />
Nell’introdurmi in questo dibattito, considero anzitutto le ovvie caratteristiche stilistiche ma l’osservazione degli aspetti meno evidenti mi porta subito a superare la prima impressione. Così la questione si problematizza e, credo, diviene ben più fruttuosa di quanto non sia una critica fondata superficialmente sullo stile, e il dibattito tocca temi rilevanti per la progettazione delle chiese oggi. Premetto una osservazione cautelativa: non ho visitato i due edifici, per quanto sia questo l’unico modo per avere un’impressione completa di una struttura, per cui la mia critica rimane limitata.<br />
La cattedrale di Houston, di <a href="http://www.zieglercooper.com/projects.asp?indid=44&amp;projid=45" target="_blank">Ziegler-Cooper</a> Architects, ha uno stile evidentemente tradizionale, e segue una tendenza che si riscontra in molte chiese postbelliche dagli ingressi alti, aperti, verticali. Per l’antica pratica della fede è molto bello usare, anzi, ri-usare, tipologie tradizionali. Chi preferisce la tradizione nell’architettura delle chiese (e nella Chiesa stessa) non ha bisogno di altre spiegazioni. L’uomo da millenni si sente legato a Dio dalle pratiche rituali e le migliori soluzioni architettoniche sono quelle che attraversano questo lasso di tempo. Un progettista intelligente e sensibile le può porre abilmente in contesti contemporanei, come mostra questo ottimo esempio. I metodi validati dall’esperienza permettono di ottenere edifici ancorati alla tradizione e capaci di confortare il fedele attraverso immagini tradizionali.<br />
La Cattedrale di Oakland, di <a href="http://www.som.com/content.cfm/cathedral_of_christ_the_light" target="_blank">Skidmore Owings &amp; Merrill</a> Architects è un’innovazione postmodernista, manifesta nuove forme e tipologie. Offre una delle molteplici possibili risposte alla domanda “come possiamo portare avanti la tipologia ecclesiastica tradizionale usando metodi nuovi?” A prima vista è un’innovazione di evidente successo, genera spaziosità, luminosità, una sensazione di apertura, appare una gradevole alternativa alla progettazione neo-tradizionale. I materiali sono senza dubbio innovativi e hanno un ruolo importante  nel porre il fedele in uno certo stato d’animo al suo interno. Poiché la Chiesa è spinta sia dai fedeli, sia dalla gerarchia, a mostrarsi al passo coi tempi, questa committenza è vista come un passo avanti nel far proprie le forme dell’architettura contemporanea.<br />
Fin qui la questione si limita a un paragone superficiale: edificio tradizionale a fronte di edificio innovativo. Entrambi sembra possano funzionare bene e, se non fossero così distanti, potrebbero offrire al praticante la possibilità di scegliere l’ambiente più consono al suo sentire. Ma in realtà le cose non sono così semplici. Osserviamo i dettagli e l’ambiente interno.<br />
La cattedrale di Houston, vista da vicino, mostra un aspetto sorprendentemente non tradizionale. Sembra derivato dalla Secessione viennese: materiali ricchi, ma anche piani svuotati e volumi astratti. Di gran lunga un edificio non tradizionale. Qualcosa che nessuno dei miei amici impegnati nel progettare chiese tradizionali avrebbe mai fatto: infatti si sarebbero attenuti alla tradizione in tutti i dettagli (con risultati, devo dire, eccellenti). Qui invece i progettisti hanno ottenuto un risultato armonico spingendo, fino al limite del possibile, verso il modernismo le tipologie tradizionali e l’ornamentazione. Ricorda la Secessione viennese e l’Art Dèco: quel glorioso fiorire di architettura innovativa che si è manifestato prima che gli architetti eliminassero ogni vestigio della tradizione (e la maggior parte delle regole compositive che hanno un effetto positivo sull’essere umano). Questo mi porta a ritrattare l’impressione iniziale: la cattedrale di Houston è un edificio chiaramente innovativo. L’innovazione è usata per offrire un’impressione positiva: per questo l’edificio appare accogliente; sembra tradizionale anche se in realtà non lo è. Il risultato mi impressiona e deve avvertire i critici di non lasciarsi trascinare in un giudizio affrettato.<br />
Un edificio “moderno” in ogni senso della parola. Noto, tuttavia, che rischia di essere “freddo” là dove va verso l’astrazione. Che cosa dunque avrebbe potuto migliorare la Cattedrale di Houston? La risposta è ovvia. I miei amici avrebbero realizzato quei piccoli dettagli derivanti dall’ornamentazione tradizionale, fin negli aspetti più minuti, per quanto misurati. L’occhio ha bisogno di strutture ordinate su scala appena maggiore di quella della ricca granularità dei materiali naturali, e questo qui manca, in alcuni punti. Poiché si è posta una limitazione nel livello più piccolo del linguaggio formale, e la gerarchia si perde quando si arriva al dettaglio.<br />
L’ornamentazione armoniosa ottenuta grazie alle molteplici simmetrie nutre i sensi e ci dà una sensazione di sollievo. Come esseri umani, sempre antropomorfizziamo i nostri dèi e ci aspettiamo che essi condividano il nostro piacere più elevato. Per questo, il nostro amore verso Dio ci spinge ad adornare il luogo ove pratichiamo la fede, e a farlo in modo totalmente altruistico. Desideriamo creare un ambiente ove si manifesti il massimo piacere trascendente, partendo dal quale l’esperienza fisica ci accompagna alla comprensione.<br />
Guardando ora alla Cattedrale di Oakland, notiamo che dà libero spazio a una struttura molto interessante di lame lignee che si eleva verso il  cielo definendo un ampio spazio interno, aperto e pieno di luce. È il tipo di approccio progettuale che agli architetti innovativi piace percorrere quando non sono costretti a realizzare un volume di tipo tradizionale. Ma se pongo alcune domande fondamentali per il design, mi sembra che le risposte siano difettive. Perché le lame lignee sono orizzontali e non verticali? Non desideriamo noi collegarci verticalmente all’universo, trascendere la materialità dell’edificio in modo tale che le nostre anime possano elevarsi? Strano: forse le assicelle hanno la funzione di schermare i fedeli dal sole diretto; non so. I progettisti hanno lavorato molto sui pannelli orientabili della copertura, ma tutta questa tecnologia era veramente necessaria? Anzitutto, perché non fare un semplice tetto? Qui è la tecnologia che diventa il centro dell’attenzione.<br />
L’ingresso è purtroppo basso, orizzontale e molto arretrato. Nel complesso non invitante, poiché bisogna attraversare un volume superiore in cemento che appare difficile quanto pesante.<br />
Poi ci sono le asimmetrie: strane, per non dire ostili. Perché alcuni componenti si protendono all’interno della chiesa? Qual è la ragione che giustifica l’ampia vetratura della parete e della copertura? Perché le pareti di base in cemento sono ricurve e in che modo si è definita questa specifica curvatura? Perché vi sono aspetti incoerenti nelle dimensioni e negli orientamenti delle porte che interrompono la parete di cemento? Mi spiace, ma non trovo risposte ovvie a tali domande; e se le risposte non discendono dalla geometria stessa, non credo a nessuna spiegazione inventata dagli architetti. Non potrebbe essere che qui stiano giocando con immagini di modernità e di postmodernità? In questo caso, tutti questi giochi distrarrebbero dallo scopo originario dell’edificio, che è di ricondurre a Dio. C’è un’ipotesi di risposta che mi infastidisce, per quanto non possa esserne sicuro: l’uso brutalista del calcestruzzo. Credo che questo materiale sia fondamentalmente empio. Grigio, triste e sordo sul piano acustico, è il contrario di quel che dovrebbe essere una superficie accogliente in un edificio di culto. Per millenni le pareti delle chiese sono state finite con materiali che comunicano un senso di amore per il Creatore. In questo materiale ostile non vedo amore, malgrado il tentativo compiuto da Le Corbusier.<br />
Mi spiace, ma mi sembra che vi siano ragioni sufficienti per sospettare che la Cattedrale di Oakland non sia così innovativa come sembrava sulle prime. Dico questo perché gli architetti sono ricorsi a tipologie tratte dal linguaggio modernista, quello che ha eliminato il linguaggio della Secessione viennese e dell’Art Dèco negli anni Venti. Il cemento brutalista è la rivelazione finale. All’esterno, l’edificio non si differenzia dalle altre torri di cristallo e acciaio: è uno dei tanti esempi di conformismo architettonico. Forse non sembra un edificio di uffici perché è tondeggiante invece che rettangolare, potrebbe apparire invece come un teatro o un palazzo sportivo. La barre metalliche che fuoriescono sulla copertura sono puramente decorative e non aggiungono uno iota di spiritualità alla struttura. Non danno leggerezza o direzionalità verticale come avviene invece con i pinnacoli del gotico. Inoltre c’è l’incongruenza postmodernista dell’incontro tra diversi materiali e ci sono gli elementi decostruttivisti nelle aperture di sghembo nella base in cemento. L’armonia è allontanata dall’obliquità delle pareti, dalla mancanza di allineamenti nelle porte, dall’assenza di corrispondenze tra gli elementi; l’impressione generale è di assenza di coerenza. Si tratta di un approccio architettonico che è considerato “alla moda”, ma questo non lo rende appropriato. Lo si ritrova nei musei di arte contemporanea, dove gli oggetti d’arte stessi spesso sono semplicemente tanto distorti e incoerenti quanto l’edificio che li ospita.<br />
Le lame lignee nella fascia bassa danno un che di naturale allo spazio interno, ma la quantità di cemento è tale che questo elemento naturale e positivo resta soffocato. Ancor più importante, le geometrie delle forme generate dalle stecche di legno appaiono tutt’altro che razionali: qual è la ragione per queste pareti ricurve e semitrasparenti? Tutto appare arbitrario, tutto frutto di “design”. C’è chi ama tutto questo, ma a me sembra semplicemente privo di armonia.<br />
Quindi la mia impressione iniziale resta capovolta. La Cattedrale di Houston è una struttura innovativa, che compie pienamente il suo scopo. Nella Cattedrale di Oakland trovo invece immaginazione e mode architettoniche usate in modo gratuito, malgrado le evidenti buone intenzioni. Non ho pregato in alcuna delle due chiese e così non so se i fedeli a Oakland sentono che l’architettura li privi di qualcosa nel partecipare alle Messe. Solo loro potranno esprimersi in merito. Può anche darsi che non ci facciano caso, per via della sensazione generata dall’apertura e dalla luminosità. Ma che accade in un giorno di pioggia? O in un momento di crisi? In tali circostanze, una chiesa modesta ma armoniosa, aiuta sia l’individuo, sia la comunità, a trovare  sollievo e sicurezza. La gioiosità va bene se i tempi sono favorevoli, ma aiuta in ogni circostanza? E lo stesso non è vero per la Chiesa stessa?<br />
Ancora più importante, nella Cattedrale di Houston trovo una fondamentale umiltà, il che è un notevole successo per un edificio così grande e imponente; e credo che questa modestia sia più vicina alla dottrina della Chiesa delle origini. Nella cattedrale di Oakland, tuttavia, trovo perlopiù “affermazioni” architettoniche che competono tra loro. Sono d’accordo che tale fenomeno sia rappresentativo dei nostri giorni e che una chiesa “dei nostri giorni” possa esprimere proprio questo clamore nelle sue strutture. Tuttavia non mi sembra che questo sia giusto o adatto per ospitare le verità eterne della religione.<br />
Il problema, credo, va al di là dell’architettura di chiesa, per riferirsi all’essenza del linguaggio architettonico. In una società tradizionale si evolve una forma di linguaggio adattativo. Può essere usato e riusato, modificato e sviluppato per nuove situazioni specifiche, si può evolvere in linguaggi dalle forme più innovative senza perdere la propria capacità espressiva, come avvenne col passaggio Beaux-Art verso l’Art Dèco. Le forme tradizionali del linguaggio hanno questa caratteristica: si possono adattare agli usi contemporanei e proprio questo dimostra la cattedrale di Houston. Invece il rifiuto modernista di tutte le forme tradizionali, ha allo stesso tempo imposto una negazione di tutte le forme espressive. Questo ha portato a una restrizione della tavolozza degli elementi di design, che non sanno adattarsi né unirsi a altre forme: è quindi un sostituto piuttosto limitativo che dà luogo a un linguaggio privo di capacità combinatorie e inadatto a coinvolgere. Per questo, cercare di utilizzare immagini moderniste e decostruttiviste allo scopo di ottenere una connessione che unisca all’edificio e all’universo è destinato a portare risultati insoddisfacenti.<br />
Costruire una chiesa usando un linguaggio formale architettonico che non crea connessioni, è il frutto di una specifica filosofia del design. Le lame lignee della Cattedrale di Oakland sono come quelle usate negli aeroporti e nei centri commerciali per definire ambienti piacevoli ma neutrali. Non sono un atto d’amore verso il Creatore paragonabile con l’afflato che ci cattura quando ci avviciniamo o entriamo in una cattedrale medievale.  Direi che invece dell’intenso piacere fisico, da tale chiesa si ottiene una ben diversa soddisfazione intellettuale. Ma questo è ottenuto al prezzo di rendere tutto il resto privo di intensità.</p>
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		<title>ars naturaliter christiana – 1</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 08:08:39 +0000</pubDate>
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La cattedrale di Oakland, Christ the light. Ha una forma riconoscibile, da lontano richiama la tenda (non quella di abramo, non quella del deserto, ma quella degli indiani d&#8217;America). Più da vicino emerge la continua intersezione di cerchi, ovvero la forma base del pesce, simbolo antico, ixthus, (l&#8217;acronimo che in greco ricorda Iesus Kristos Theou [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=850&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2937593142_8f0a15a3bb_b.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-888" title="Oakland Christ the light" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2937593142_8f0a15a3bb_b.jpg?w=150&#038;h=112" alt="Oakland Christ the light" width="150" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/3503617004_68a04f5ffd_b.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-889" title="oakland cathedral interior" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/3503617004_68a04f5ffd_b.jpg?w=150&#038;h=99" alt="oakland cathedral interior" width="150" height="99" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/3248583898_ac416d73da.jpg"><br />
<img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-892" title="oakland cathedral" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/3248583898_ac416d73da.jpg?w=150&#038;h=112" alt="oakland cathedral" width="150" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2893147622_cee7e04f4c_b.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-890" title="oakland altare" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2893147622_cee7e04f4c_b.jpg?w=150&#038;h=112" alt="oakland altare" width="150" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2106074113_8eeb0dd8dd_b.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-891" title="oakland cathedral" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/07/2106074113_8eeb0dd8dd_b.jpg?w=150&#038;h=100" alt="oakland cathedral" width="150" height="100" /></a></p>
<p>La cattedrale di Oakland, <a href="http://www.christthelightcathedral.org/" target="_blank">Christ the light</a>. Ha una forma riconoscibile, da lontano richiama la tenda (non quella di abramo, non quella del deserto, ma quella degli indiani d&#8217;America). Più da vicino emerge la continua intersezione di cerchi, ovvero la forma base del pesce, simbolo antico,<em> ixthus</em>, (l&#8217;acronimo che in greco ricorda <em>Iesus Kristos Theou Uios Soter &#8211; Gesù Cristo salvatore figlio di Dio</em>). Archi e vetro si alzano a sesto acuto richiamando modelli gotici (e la mitria vescovile); di stile gotico è anche il grande Cristo raffigurato nella parte absidale e reso possibile dalla luce che attraversa innumerevoli fori realizzati nell&#8217;alluminio: Christ the light, appunto. L&#8217;altare è un altare sobrio e solenne, l&#8217;ambone posto sul lato sinistro con un grande crocifisso, la cattedra del Vescovo è laterale in posizione chiastica con l&#8217;ambone. Un grande fonte battesimale è posto centralmente in fondo alla chiesa, fuori dall&#8217;aula, in una posizione un po&#8217; troppo esposta al passaggio, ma emana una forza che supplisce bene.</p>
<p>Legno, vetro, cemento. Siamo abituati a vedere questi materiali combinati in soluzioni aniconiche. Qui la grande immagine di Cristo smentisce quella pretesa &#8220;purista&#8221;. Certo, l&#8217;immagine qui risulta accostata e non integrata, ma perlomeno il problema, se non pienamente risolto, almeno è stato posto.</p>
<p>L&#8217;aspetto che mi lascia un po&#8217; perplesso è la forma che racchiude la cattedrale e che esternamente appare tronca: ricorda la torre di Babele o le piramidi con tutto il <a href="http://www.menphis75.com/dollaro_esoterico.htm">cascame di simbologia</a> poco ortodosso che si è riversato su queste forme. In ogni caso, mi pare che le ambiguità qui riescano comunque a dissolversi.</p>
<p>Insomma, possiamo considerare quest&#8217;opera una chiesa fatta bene? Possiamo metterla tra quelle che perlomeno iniziano a mediare, magari un po&#8217; ingenuamente, la tradizione con il nuovo?</p>
<p>Meglio poi ricordare che la forma del pesce ha vinto contro l&#8217;occhio-conchiglia, che era il progetto concorrente (preferito in un primo tempo, ma poi scartato) di Santiago Calatrava. Ecco alcune immagini del suo progetto:</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-852" title="calatrava 1 crist the light" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-1.jpg?w=102&#038;h=150" alt="calatrava 1 crist the light" width="102" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-21.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-854" style="text-decoration:underline;" title="calatrava 2 - oakland" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-21.jpg?w=150&#038;h=114" alt="calatrava 2 - oakland" width="150" height="114" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-3.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-855" title="calatrava 3 oakland christ the light" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/calatrava-3.jpg?w=150&#038;h=142" alt="calatrava 3 oakland christ the light" width="150" height="142" /></a></p>
<p>Mi pare che a Oakland sia andata bene.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/delvisibile.wordpress.com/850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/delvisibile.wordpress.com/850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/delvisibile.wordpress.com/850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/delvisibile.wordpress.com/850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/delvisibile.wordpress.com/850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/delvisibile.wordpress.com/850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/delvisibile.wordpress.com/850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/delvisibile.wordpress.com/850/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/delvisibile.wordpress.com/850/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/delvisibile.wordpress.com/850/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=850&subd=delvisibile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La magnifica arte</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 16:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendiamo, ad esempio, il Cristo Giallo di Paul Gauguin.

Il Crocifisso è rappresentato con una sua forza, una forza ancestrale. Un palo verticale fisso nella campagna, un asse orizzontale, un giusto suppliziato, alcune donne che pregano. Tutti i colori sono in relazione a questo centro.  Gauguin, riconosce la potenza di questa scena, e sceglie di prenderne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=879&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Prendiamo, ad esempio, il Cristo Giallo di Paul Gauguin.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/gauguin-christ-jaune.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-883" title="gauguin christ-jaune" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/gauguin-christ-jaune.jpg?w=117&#038;h=150" alt="gauguin christ-jaune" width="117" height="150" /></a></p>
<p>Il Crocifisso è rappresentato con una sua forza, una forza ancestrale. Un palo verticale fisso nella campagna, un asse orizzontale, un giusto suppliziato, alcune donne che pregano. Tutti i colori sono in relazione a questo centro.  Gauguin, riconosce la potenza di questa scena, e sceglie di prenderne le distanze, si allontana. Mette di mezzo quelle donne. Sono queste donne bretoni che si inginocchiano, che pregano, che riflettono quella forza ancestrale in una ritualità. Il pittore può starsene più indietro, osservare la scena con occhio da antropologo e restituire il suo protocollo su tela, come se quel giallo non lo riguardasse. Chi si avvicina al quadro di Gauguin non prega, ma vede una scena che rappresenta la preghiera.</p>
<p>Prendiamo ora un altro esempio, le 14 opere dal titolo Via Crucis di Frank Stella.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-11.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-884" title="frank stella 1" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-11.jpg?w=99&#038;h=150" alt="frank stella 1" width="99" height="150" /></a></p>
<p>Qui l&#8217;artista non ha rappresentato nulla, ma per via di astrazione toglie ogni mediazione fino a rimanere con quanto non è più ulteriormente sottraibile (perlomeno secondo l&#8217;artista). Questo tipo di astrazione vuole giungere a presentare il concreto. Immagini, metafore, ironia, qualunque cosa ti dica &#8220;più in là&#8221; è bandita. E&#8217; una via che porta ad avvicinare il naso. Anche se tenuta a distanza, l&#8217;opera risulta talmente vicina che nulla è più distinguibile. C&#8217;è solo quello che si vede. E&#8217;, per fare un parallelo, come se l&#8217;apostolo Tommaso si fosse avvicinato per vedere e toccare la ferita del costato, ma senza poi poter rialzare la schiena, cercare gli occhi e riconoscere il maestro. Frank Stella pretende una mistica di sola andata.</p>
<p>Questi qui sopra sono due esempi, uno di eccessiva lontananza, l&#8217;altro di eccessiva vicinanza. Non è detto che lontananza e vicinanza siano sbagliate. Sbagliato è fissarle come criteri unici.</p>
<p>Faccio un esempio letterario che ritorna nella via crucis. Nel salmo 22, c&#8217;è un continuo muoversi tra l&#8217;esperienza della <em>vicinanza</em> di colui che si vede stretto dai nemici con quel &#8220;Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?&#8221;, e l&#8217;esperienza della <em>distanza</em> che invece permette una visione ampia, capace di annunciare &#8220;alle generazioni che verranno la sua giustizia; al popolo che nascerà diranno: ecco l&#8217;opera del Signore&#8221;. Qui l&#8217;occhio è allenato a creare lo spazio dentro al quale si muovono morte e silenzio, ma anche speranza e affidamento. E&#8217; lo spazio che riesce a render conto della storia e della vita, dei corpi e dei volti.</p>
<p>Ecco, per iniziare, l&#8217;arte deve allenare ad attraversare questo spazio. Deve rendere grande e resistente l&#8217;anima di colui che la guarda. Deve allenarlo ad essere <em>magnificato</em>.</p>
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		<title>Ciò che non siamo</title>
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		<comments>http://delvisibile.wordpress.com/2009/06/18/cio-che-non-siamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 21:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[bce]]></category>

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		<description><![CDATA[«Ciò che non siamo capaci di capire è perché le pubbliche autorità promuovono ufficialmente scuole d&#8217;arte che, a causa della loro estrema arbitrarietà sogettiva e della loro arrogante esclusività, non possono contribuire in nessun modo alla cosa pubblica.
Allo stesso tempo ci opponiamo, con uguale vigore, a un falso e pietrificato conservatorismo che, mancando la volontà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=877&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>«Ciò che non siamo capaci di capire è perché le pubbliche autorità promuovono ufficialmente scuole d&#8217;arte che, a causa della loro estrema arbitrarietà sogettiva e della loro arrogante esclusività, non possono contribuire in nessun modo alla cosa pubblica.</p>
<p>Allo stesso tempo ci opponiamo, con uguale vigore, a un falso e pietrificato conservatorismo che, mancando la volontà di un rinnovamento reale, ha avuto soltanto l&#8217;effetto di rinforzare le correnti che sono in rivolta contro la sua mediocrità, e ha conferito loro il prestigio di essere &#8220;audaci&#8221; e la cui restaurazione, oggi, darebbe solo un nuovo impeto a quelle correnti rivoluzionarie.</p>
<p>Sfortunatamente dobbiamo, in coscienza, affermare che molte della autorità ecclesiastiche responsabili &#8211; spesso soltanto a causa di un senso inadeguato dell&#8217;arte &#8211; applicano indiscriminatamente in modo erroneo il nome di &#8220;arte&#8221; a una mediocre mezza-arte sacra, sia essa vecchia o nuova, e che sono ancora oggi troppo indulgenti nei confronti di essa come altri lo furono nei confronti dell&#8217;&#8221;avant-garde&#8221; di ier l&#8217;altro quando essa fece la sua apparizione nell&#8217;arte delle gallerie».</p>
<p>Hans Sedlmayr, <em>Memorandum sull&#8217;arte ecclesiastica cattolica</em>, 1962</p>
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		<title>14 opere dal titolo “Via Crucis” di Frank Stella</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[bce]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora Frank Stella ha realizzato una serie di 14 opere dal titolo &#8220;Via Crucis&#8221;. Una scelta apprezzabile, non fosse che, invece di rimanere appese nel suo studio, pare siano destinate alla chiesa romana di Tor Tre Teste, quella progettata da Richard Meier. Ecco due foto di queste pezzi d&#8217;arte, fatti di metallo attorcigliato.


Secondo me queste [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=865&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Allora Frank Stella ha realizzato una serie di 14 opere dal titolo &#8220;Via Crucis&#8221;. Una scelta apprezzabile, non fosse che, invece di rimanere appese nel suo studio, pare siano destinate alla chiesa romana di Tor Tre Teste, quella progettata da Richard Meier. Ecco due foto di queste pezzi d&#8217;arte, fatti di metallo attorcigliato.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-866" title="frank stella 1" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-1.jpg?w=99&#038;h=150" alt="frank stella 1" width="99" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-2.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-867" title="frank stella 2" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/06/frank-stella-2.jpg?w=150&#038;h=86" alt="frank stella 2" width="150" height="86" /></a></p>
<p>Secondo me queste opere non possono essere collocate in una chiesa. Semplicemente perché sono iper-devozionali. Una devozione che non si eleva da un percorso personale, intimo, unico, magari anche autentico, ma che rimane fondamentalmente insindacabile quanto incomunicabile.</p>
<p>L&#8217;arte cristiana riconosce un lessico comune che definisce la stessa comunità cristiana.  La creatività dell&#8217;artista, quindi, esercita una libertà che riconosce un&#8217;appartenenza: non è arbitrio, ma riconosce alla comunità cristiana la libertà di partecipare dell&#8217;opera artistica.</p>
<p>Alla base di questo lessico comune c&#8217;è una consegna ricevuta, condivisa, annunciata: il Verbo di Dio si è fatto carne. L&#8217;arte cristiana è <em>parola seconda</em> che si fonda, non su un sentimento da inseguire lungo le curve del Calvario, né su un&#8217;idea brillante o una necessità incombente, ma sulla rivelazione di Dio in Gesù di Nazaret. Fin dal principio del cristianesimo, la rappresentazione iconografica ha direttamente a che fare con la retta fede nell&#8217;incarnazione del Verbo di Dio.</p>
<p>La pratica della via crucis non può astrarsi fino a perdere la parola, la storia e il corpo. Altrimenti non è più via crucis ma via degli affetti, devozione emozionata che rimane al massimo espressione di una soggettività autoreferenziale.</p>
<p>Ma penso si possa fare anche una considerazione di carattere più ampio.</p>
<p>Frank Stella è un artista rigoroso. Tutti ormai abbiamo letto su wikipedia quella sua frase &#8220;nei miei lavori esiste solo ciò che si può vedere&#8221;. Questo principio, o perlomeno questa asserzione, esprime bene il suo minimalismo. Minimalismo raggiunto per astrazione: non c&#8217;è più rappresentazione, che è pur sempre una finzione, un mondo ricostruito, una proiezione, ma tutto viene man mano sottratto. Rimane solo il segno puro nella sua matericità che rimanda, o pretende di rimandare solo a se stesso. L&#8217;arte astratta infatti è concretissima. Un peso che, anche se leggero come un segno, rimane comunque un peso che non si alza da se stesso.</p>
<p>L&#8217;astrazione è una delle vie che l&#8217;arte negli ultimi due secoli ha intrapreso per perseguire un ideale di purezza e di originarietà. L&#8217;arte negli ultimi due secoli ha fatto di tutto per sapersi sciolta dalla storia, dalla tradizione, dal saper fare. L&#8217;arte ha da essere pura e assoluta. E quando la storia ha l&#8217;ardire di perdurare, è sfregiata o derisa; mai essa potrà più ergersi a modello. L&#8217;arte, e quindi l&#8217;artista, ha da essere il principio.</p>
<p>Se perseguìta con rigore, l&#8217;astrazione permette di distruggere ogni segno, di scomporre la materia fino a tritarla, fino a ritrovare un segno puro, un nuovo concreto, una materia disposta a un nuovo inizio. L&#8217;astrazione qui non si eleva dal singolare all&#8217;universale, ma pretende di restituire l&#8217;<em>idea concreta</em>. Ogni artista diventa un piccolo demiurgo.</p>
<p>In architettura, giusto per fare un esempio, il cemento è immagine, è materia iconica (diciamo così) della potenza dell&#8217;astrazione: la forza di una materia senza memoria pronta a tutto.</p>
<p>Il fatto è questo. Che questo tipo di astrazione gioca al ribasso, fino a ritrovarsi con un punto, una linea, una superficie. Da piccolo demiurgo l&#8217;artista qui pensa di trovarsi all&#8217;origine, di dominare sugli elementi primi, di poter iniziare a creare e dare il nome alle cose. Ma tutto quello che riesce a fare è mettere un punto vicino all&#8217;altro, una riga vicina a una macchia, un colore vicino a un&#8217;altro colore. Magari riesce anche a ritrovarsi tra le mani alcuni sprazzi di emozioni che saltan fuori dalla tela, ma non crea nulla che sia vita. Questa deve essere sempre presupposta, perché precede l&#8217;onnipotenza dell&#8217;artista. La vita non sorge per incastro. Piuttosto, il piccolo demiurgo è condannato a vederla morire.</p>
<p>Insomma, per tornare alla nostra via crucis, Frank Stella con la sua astrazione si è guadagnato la sua materia prima, il suo concreto, le sue linee, i suoi punti e le sue superfici. Ma per quanto le incastri, quelle ricomposizioni rimangono estranee alla vita, alla parola, al corpo, alla storia.</p>
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		<title>Lo scenario, e oltre</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 15:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[bce]]></category>

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		<description><![CDATA[A una prima ricognizione, il panorama generale delle chiese costruite dopo il Concilio vaticano II è sconsolante: da un lato, abbiamo opere che reiterano stancamente antichi e nobili modelli e, dall&#8217;altro, opere solitamente avvitate attorno alla soggettività dell&#8217;architetto che declina per l&#8217;occasione la sua personalissima idea di &#8220;sacro&#8221;.
Ma fermarsi a questo scenario non basta.
Io sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=861&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A una prima ricognizione, il panorama generale delle chiese costruite dopo il Concilio vaticano II è sconsolante: da un lato, abbiamo opere che reiterano stancamente antichi e nobili modelli e, dall&#8217;altro, opere solitamente avvitate attorno alla soggettività dell&#8217;architetto che declina per l&#8217;occasione la sua personalissima idea di &#8220;sacro&#8221;.</p>
<p>Ma fermarsi a questo scenario non basta.</p>
<p>Io sono stufo di inseguire, lamentandomi, o tempora o mores!, le chiese brutte. Allo stesso modo, non mi esalta vedere rispolverare idee recuperate in sacrestia. Inutile ripetere quello che fa Langone e accoliti. Il fatto è che quando le posizioni si cristallizzano in uno scenario di opposti, ne esce una stasi che uccide ogni corpo vivo.</p>
<p>Il lavoro, e quindi un risorgere, mi pare sia altrove. Trovare chiese non solo contemporanee, ma nuove. Nuove perché gravide di tutta la storia che le ha generate (non solo quindi della storia degli ultimi cinquant&#8217;anni). E belle di una bellezza forte delle proprie ferite. Ecco il compito. Non per mediare, non per stilare compromessi, non per tiepidezza, ma per trovare <em>testimonianze di un&#8217;</em><em>ermeneutica della continuità</em>.</p>
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		<title>Oakland Cathedral of Christ the Light</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 06:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[


Oakland Cathedral of Christ the Light,
originally uploaded by m.bibelot.
 
Ecco la nuova cattedrale di Oakland &#8220;Christ the Light&#8221;: legno e vetro, struttura tronca ed ellissi che si intersecano a formare la figura della mandorla. 
&#8220;Abbiamo cercato di onorare la tradizione liturgica millenaria della Chiesa, ma anche di accogliere questo particolare momento storico, quando la comunità globale &#8211; così [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=829&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/mbibelot/3247717107/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3425/3247717107_32294859c9_t.jpg" alt="Oakland Cathedral of Christ the Light" /></a></p>
<p><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/mbibelot/3247717107/">Oakland Cathedral of Christ the Light</a>,<br />
originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/mbibelot/">m.bibelot</a>.</span></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;">Ecco la nuova cattedrale di Oakland <a href="http://www.christthelightcathedral.org/">&#8220;Christ the Light&#8221;:</a> legno e vetro, struttura tronca ed ellissi che si intersecano a formare la figura della mandorla. </p>
<p style="text-align:left;"><em>&#8220;Abbiamo cercato di onorare la tradizione liturgica millenaria della Chiesa, ma anche di accogliere questo particolare momento storico, quando la comunità globale &#8211; così compiutamente riflessa nello spirito multiculturale di Oakland &#8211; e le sfide contemporanee sono benpresenti nella nostra coscienza&#8221;</em> (arch. Craig W. Hartman, Skidmore Owings &amp; Merrill).</p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;avrete vista sull&#8217;ultimo numero di <a href="http://www.dibaio.com/chiesaoggi/">Chiesa Ogg</a>i (il sito invece non è ancora aggiornato). La rivista, inoltre, invita studiosi, professionisti e appassionati ad inviare una loro opinione su questa opera a chiesaoggi@dibaio.com per &#8220;iniziare un dialogo aperto&#8221;. </p>
</div>
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			<media:title type="html">Oakland Cathedral of Christ the Light</media:title>
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		<title>del visibile su twitter</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 14:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[bce]]></category>

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		<title>Get that almost baptized feeling!</title>
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		<comments>http://delvisibile.wordpress.com/2009/05/24/get-that-almost-baptized-feeling/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 21:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[hortensius]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto vado a vedere cosa combina la Roman Catholic Church di New York, che sicuramente ha già mostrato di saper utilizzare i media. Forse, ora, anche un po&#8217; troppo.

Qui la pagina web che riprende il video lanciato su youtube: soulwow.
Ah, dimenticavo, pare che la campagna abbia avuto anche un discreto successo.
     [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=825&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ogni tanto vado a vedere cosa combina la Roman Catholic Church di New York, che sicuramente ha già mostrato di saper utilizzare i media. Forse, ora, anche un po&#8217; troppo.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://delvisibile.wordpress.com/2009/05/24/get-that-almost-baptized-feeling/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Dpqi56EWnQ8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Qui la pagina web che riprende il video lanciato su youtube: <a href="http://soulwow.com/" target="_blank">soulwow</a>.</p>
<p>Ah, dimenticavo, pare che la campagna abbia avuto anche un discreto successo.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/delvisibile.wordpress.com/825/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/delvisibile.wordpress.com/825/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/delvisibile.wordpress.com/825/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/delvisibile.wordpress.com/825/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/delvisibile.wordpress.com/825/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/delvisibile.wordpress.com/825/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/delvisibile.wordpress.com/825/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/delvisibile.wordpress.com/825/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/delvisibile.wordpress.com/825/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/delvisibile.wordpress.com/825/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=825&subd=delvisibile&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>S. Maria delle Grazie al Naviglio – Milano</title>
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		<comments>http://delvisibile.wordpress.com/2009/05/20/s-maria-delle-grazie-al-naviglio-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 21:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lc</dc:creator>
				<category><![CDATA[bce]]></category>

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		<description><![CDATA[100 anni fa, il Cardinal Ferrari consacrava la chiesa di S. Maria delle Grazie al Naviglio, a Milano. Nel contesto dei festeggiamenti per il centenario della chiesa, il 10 maggio scorso, ho avuto modo di condurre il pubblico, tra cui molti parrocchiani, in un percorso di lettura della chiesa: arte, architettura, arredi, ogni elemento parla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=delvisibile.wordpress.com&blog=276453&post=809&subd=delvisibile&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>100 anni fa, il Cardinal Ferrari consacrava la chiesa di S. Maria delle Grazie al Naviglio, a Milano. Nel contesto dei festeggiamenti per il centenario della chiesa, il 10 maggio scorso, ho avuto modo di condurre il pubblico, tra cui molti parrocchiani, in un percorso di lettura della chiesa: arte, architettura, arredi, ogni elemento parla della fede cristiana. </em></p>
<p><em>Questo momento fa parte dell&#8217;iniziativa più ampia &#8220;I Centenari&#8221; che l&#8217;Associazione Cardinal Ferrari, storica associazione di Milano con cui collaboro, sta portando avanti per fare memoria di questo grande vescovo della diocesi ambrosiana. Iniziativa avviata l&#8217;anno scorso, questa è circa la decima chiesa in cui l&#8217;associazione interviene. Il Cardinal Ferrari, dal 1894 al 1921, ha consacrato 280 chiese.</em></p>
<p><em>Metto qui di seguito il canovaccio del percorso fatto il 10 maggio 2009; percorso che ovviamente cambia per ogni chiesa e che, in ogni caso, non supera mai i 30 minuti. </em></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/2542773714_92c59a9c81.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-810" title="S Maria delle Grazia al Naviglio" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/2542773714_92c59a9c81.jpg?w=150&#038;h=111" alt="S Maria delle Grazia al Naviglio" width="150" height="111" /> </a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/1714181632_a6b84a5678_b.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-811" title="Facciata Maria Grazie Naviglio" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/1714181632_a6b84a5678_b.jpg?w=112&#038;h=150" alt="Facciata Maria Grazie Naviglio" width="112" height="150" /></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="color:#3366ff;">Chiesa di S. Maria delle Grazie al Naviglio &#8211; Milano</span></strong></p>
<p>Cento anni fa, è stata costruita questa chiesa. Ed è stata edificata in un modo che non fosse solo funzionale, che non servisse solo a delle necessità pratiche (un tetto per ripararsi dalla pioggia, degli spazi dove sedersi e dove deambulare, delle porte per tener fuori il freddo, ecc.), ma è stata edificata in modo che parlasse della fede cristiana. In modo che fosse annuncio. </p>
<p>Infatti, le forme architettoniche di una chiesa, e tutti i suoi particolari, come i quadri, le vetrate, gli arredi liturgici, sono lì perché accompagnano colui che entra, da solo o con la comunità, e indicano un percorso che conduce all’incontro con Dio. L’edificio non parla di se stesso, ma rispecchia la comunità che vi si raccoglie nel suo andare incontro al Signore.</p>
<p>Se guardiamo anche alla parola “chiesa” indica l’edificio fatto di pietra, ma indica anche (e soprattutto) la comunità di fedeli. E nella lettera di Pietro (2,5) è scritto “Voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”. Le pietre dell’edificio, quelle che reggono la struttura, si rapportano ad altre pietre, alle pietre vive, alle persone della comunità di fedeli</p>
<p>Ora, qual è questo percorso che la chiesa come edificio indica alla chiesa come comunità? Ne delineo uno in quattro brevi tappe.</p>
<p> </p>
<p><strong>1° momento: entriamo in chiesa, varchiamo la soglia della chiesa</strong></p>
<p>Passando attraverso la porta della Chiesa, entrando in Chiesa, i fedeli costituiscono anche fisicamente una comunità. Una comunità che si unisce nel nome di Cristo. Il segno di croce fatto all’ingresso ricorda anche questo.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/2541949251_057c8835b8_o.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-812" title="interno S Maria Grazie Naviglio" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/2541949251_057c8835b8_o.jpg?w=150&#038;h=112" alt="interno S Maria Grazie Naviglio" width="150" height="112" /></a></p>
<p>L’aula, qui strutturata con le tre la navate separate dalle colonne di granito rosa di Baveno, esprime un unirsi, una comunione, ma anche, allo stesso tempo, nella sua lunghezza, un cammino. Abbiamo, quindi, il costituirsi di una unità e l’indicazione di un cammino. E la direzione è data ed  esplicitata dall’abside, in particolare dal Crocifisso, qui sottolineato anche dal mosaico fatto con tessere di oro, che diffonde una luce quasi senza tempo.</p>
<p>Quindi anche solo il risalire la chiesa nella sua lunghezza esprime, diventa immagine di un essere in cammino verso il Signore.</p>
<p>Ma la chiesa ci dice molto di più. Ci richiama al fatto che il nostro percorso non rimane isolato ma fa parte di un cammino molto più ampio che si inserisce dentro la storia della salvezza. Storia della salvezza che qui vediamo resa presente dalle vetrate.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-054.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-813" title="vetrate S Maria Grazie Naviglio" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-054.jpg?w=150&#038;h=112" alt="vetrate S Maria Grazie Naviglio" width="150" height="112" /></a><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-055.jpg"></a></p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-055.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-814" title="milano 055" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-055.jpg?w=150&#038;h=112" alt="milano 055" width="150" height="112" /></a></p>
<p>Se iniziamo a guardare dal fondo vediamo ricapitolata tutta la storia, dalla creazione di Adamo ed Eva (Ish e Isha, uomo e donna) e poi Abramo, Mosé, Davide, Rut, Ester, i profeti e altri ancora. </p>
<p>Risalendo la chiesa (che è come risalire la storia) incontriamo poi le vetrate con gli apostoli: man mano che ci si avvicina all’altare, dove c’è il pane e nel vino, dove c’è l’eucaristia, dove si rende presente Cristo, qui abbiamo gli apostoli, i testimoni diretti della vicinanza di Dio tra gli uomini. </p>
<p>Le due vetrate in fondo all’abside fanno riferimento a coloro che continuano oggi a essere testimoni, e si riferiscono specificamente a questa chiesa, a questa comunità: c’è Maria a cui è dedicata questa chiesa, c’è il vicolo delle lavandaie qui sui Navigli, c’è la facciata della chiesa, ci sono persone che ricordano persone e fatti concreti di questa comunità parrocchiale.</p>
<p> </p>
<p><strong>2° momento: siamo giunti di fronte al presbiterio</strong></p>
<p>Questo cammino, che abbiamo riconosciuto anche nella struttura della chiesa, non è affidato solo alla comunità, non è solo la persona e la comunità che vanno verso Dio ma è Dio, per primo, che viene incontro.</p>
<p>E qui la chiesa ci mostra come Dio viene incontro.</p>
<p>Al centro, sull’altare, abbiamo subito la sintesi: Dio Padre, lo Spirito Santo (in forma colomba) e Gesù, il Figlio, in croce.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-086.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-815" title="milano 086" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-086.jpg?w=112&#038;h=150" alt="milano 086" width="112" height="150" /></a> </p>
<p>Abbiamo la SS. Trinità: Dio uno e trino che esprime una perfetta comunione. Lo Spirito Santo posto in mezzo esprime proprio l’agire di questa comunione.</p>
<p>Qui siamo posti davanti al mistero più grande, ma un mistero che non ci esclude, è un mistero che si fa avanti, fino a farsi visibile. Certo rimane ancora profondissimo, inesauribile. Ma allo stesso tempo siamo chiamati a partecipare di questo mistero.</p>
<p>Infatti questo altare è come se ci ricordasse l’affermazione di Gesù “chi vede me vede il Padre”. Il figlio è immagine visibile, è icona del Padre.</p>
<p>Il mistero di Dio si rivela nel Crocifisso, si rivela nell’amore che si dona totalmente.</p>
<p>Dicevamo… Dio viene incontro al cammino dell’uomo. E qui nella chiesa molti elementi ci fanno vedere più in specifico, ci fanno capire più in profondità come questo avviene.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-051.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-816" title="milano 051" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-051.jpg?w=150&#038;h=112" alt="milano 051" width="150" height="112" /></a></p>
<p>Innanzi tutto c’è l’ambone, luogo della parola di Dio. Infatti  Dio è venuto incontro all’uomo parlandogli: le sacre Scritture riportano proprio quel processo di avvicinamento di Dio all’uomo, quel andargli incontro, quelle parole che lo hanno educato nel tempo, un po’ alla volta, ad avere confidenza con lui. </p>
<p>Qui vediamo due pulpiti, questi anche oggi continuano a sottolineare l’importanza della parola. E ci si avvicina si vede che nel legno sono scolpite scene del Nuovo Testamento e dell’Antico Testamento. Proprio per sottolineare le relazioni feconde del percorso storico, come il Nuovo Testamento illumini l’Antico Testamento, e come l’antico renda comprensibile il nuovo.</p>
<p>E poi c’è l’altare, simbolo di Cristo stesso. Perché Dio non si è limitato a parlare, ma si è fatto uomo lui stesso. </p>
<p>Dio non è rimasto nascosto, ma ha come piegato il cielo per venire incontro all’uomo e alla donna. E non ha solo parlato ma ha agito, ha iniziato una alleanza, una storia della salvezza, ha agito liberando il suo popolo, e si è consegnato a chi lo ascoltava, anzi si è talmente consegnato da farsi lui stesso uomo: il verbo si fece carne. Si è consegnato in tutto, fino a morire.</p>
<p>Gesù è il Verbo incarnato. Scrive un teologo, de Lubac: “Niente delle verità antiche, niente degli antichi precetti è andato perduto, ma tutto è passato a uno stato migliore. Tutte le Scritture si riuniscono nelle mani di Gesù come il pane eucaristico”.</p>
<p> </p>
<p><strong>3° momento: la libertà davanti all’eterno</strong></p>
<p>Abbiamo visto che Dio viene incontro come Parola e cibo di vita eterna, unite nella persona di Cristo.</p>
<p>Cristo ha condiviso tutto con l’uomo: ha vissuto, ha insegnato, ha pregato, è morto, e con la risurrezione ha testimoniato a quale pienezza di vita è chiamato tutto il creato. Ha testimoniato a nostro favore affinché sofferenza e morte non avessero l’ultima parola.</p>
<p>A questo punto ci troviamo davanti a un’altra, una nuova soglia, non più una soglia di mattoni, ma <a href="http://delvisibile.wordpress.com/2008/05/27/segni-1/#comment-2093" target="_blank">una soglia che è dentro il nostro cuore</a>, cuore che è chiamato a rispondere in piena libertà a Dio che gli viene incontro nella persona di Gesù. Siamo chiamati a una trasformazione, è il “cuore di pietra che è chiamato a diventare un cuore di carne”. </p>
<p>Trasformazione che non è per niente scontata, che implica attesa e fatica. Ma che sappiamo anche contenere l’esperienza del centuplo ora e fa pregustare la pienezza del Regno dei Cieli.</p>
<p>Come questa chiesa ci parla di questa trasformazione a cui siamo chiamati?</p>
<p>Abbiamo visto che da un lato c’è il cammino dell’umanità verso Dio, dall’altro c’è Dio che viene incontro all’umanità. Qui tra navata e presbiterio è come il luogo di incontro di questo due dinamiche. E tra navata e presbiterio la chiesa si alza: è come se la volta del cielo si aprisse.</p>
<p>Alzando lo sguardo vediamo la forma ottagonale, abbiamo la cupola che appoggia sul tiburio. Abbiamo 8 lati.</p>
<p><a href="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-073.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-817" title="milano 073" src="http://delvisibile.files.wordpress.com/2009/05/milano-073.jpg?w=150&#038;h=112" alt="milano 073" width="150" height="112" /></a></p>
<p>Il numero 8 richiama l’8 ottavo giorno; il numero otto indica il giorno del Signore. </p>
<p>Se il sette è legato ai sette giorni della creazione e quindi alla Legge dell’Antico Testamento, l’otto si riferisce al Nuovo Testamento, al completamento e all’inveramento della legge antica, alla nuova creazione resa possibile dalla venuta e dalla resurrezione di Gesù Cristo. Sette è gia perfetto; otto è la sovrabbondanza della perfezione con Cristo, la sovrabbondanza della grazia.</p>
<p>L’ottagono contraddistingue spesso anche i battisteri proprio perché il battesimo segna l’inizio, ricrea l’uomo nuovo, introduce alla vita nuova, alla rinascita in Cristo. L&#8217;ottagono quindi fa riferimento a una trasformazione. A conferma di questo, se guarderete sopra al fonte battesimale vedrete ripetersi anche lì la forma dell’ottagono.</p>
<p>Ora, la cupola ottagonale è come se dicesse che la volta del cielo si apre e si apre per far discendere la pace. All’uomo trasformato in Cristo sia apre la pace, caparra di vita eterna.</p>
<p>E’ una breve preghiera tratta dal Messale che sintetizza tutto in modo mirabile:</p>
<p><em>Dio dei viventi, suscita in noi<br />
</em></p>
<p><em>il desiderio di una vera conversione,</em></p>
<p><em>perché rinnovati dal tuo Santo Spirito<br />
</em></p>
<p><em>sappiamo attuare in ogni rapporto umano</em></p>
<p><em>la giustizia, la mitezza e la pace,</em></p>
<p><em>che l’incarnazione del tuo Verbo</em></p>
<p><em>ha fatto germogliare.</em></p>
<p> </p>
<p><strong>4° momento: usciamo dalla chiesa</strong></p>
<p>Tutto questo percorso che abbiamo compiuto può sembrare difficile, astratto, lontano, riservato a pochi. Invece anche questa chiesa, ci dice il contrario. </p>
<p>I santi che possiamo vedere ai lati della chiesa, sulle vetrate, nelle statue sui dipinti, ma anche quelli a cui ognuno può essere legato sono esempi che testimoniano la storia di persone concrete che hanno accolto la parola si sono nutriti di essa, si sono lasciati ricreare dallo Spirito Santo e hanno incarnato la parola nella loro vita a servizio di tutti.</p>
<p>Ecco quindi che prima di uscire possiamo avere come un conforto e un aiuto nel compiere in noi questo percorso che abbiamo fatto.</p>
<p>Come questo avvenga lo ha ricordato anche papa Benedetto XVI a un’udienza di questa estate (20 agosto 2008):</p>
<p><em>[...] Giorno dopo giorno la Chiesa ci offre la possibilità di camminare in compagnia dei santi. <br />
</em></p>
<p><em>La loro esperienza umana e spirituale mostra che la santità non è un lusso, non è un privilegio per pochi, un traguardo impossibile per un uomo normale; essa, in realtà, è il destino comune di tutti gli uomini chiamati ad essere figli di Dio, la vocazione universale di tutti i battezzati. </em></p>
<p><em>La santità è offerta a tutti; naturalmente non tutti i santi sono uguali, e non necessariamente è un grande santo colui che possiede carismi straordinari. </em></p>
<p><em>Ce ne sono infatti moltissimi i cui nomi sono noti soltanto a Dio, perché sulla terra hanno condotto un’esistenza apparentemente normalissima. E proprio questi santi &#8220;normali&#8221; sono i santi abitualmente voluti da Dio. Il loro esempio testimonia che, soltanto quando si è a contatto con il Signore, ci si riempie della sua pace e della sua gioia e si è in grado di diffondere dappertutto serenità, speranza e ottimismo. </em></p>
<p> </p>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">
<p>Chiesa</p>
<p> </p>
<p>di S. Maria delle Grazie al Naviglio &#8211; Milano</p></div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Cento anni fa, è stata costruita questa chiesa. Ed è stata edificata in un modo che non fosse solo funzionale, che non servisse solo a delle necessità pratiche (un tetto per ripararsi dalla pioggia, degli spazi dove sedersi e dove deambulare, delle porte per tener fuori il freddo, ecc.), ma è stata edificata in modo che parlasse della fede cristiana. In modo che fosse annuncio. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Infatti, le forme architettoniche di una chiesa, e tutti i suoi particolari, i quadri, le vetrate, gli arredi liturgici, sono lì perché accompagnano colui che entra, da solo o con la comunità,</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">e indicano un percorso che conduce all’incontro con Dio. L’edificio non parla di se stesso, ma rispecchia la comunità che vi si raccoglie nel suo andare incontro al Signore.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Se guardiamo anche alla parola “chiesa” indica l’edificio fatto di pietra, ma indica anche (e soprattutto) la comunità di fedeli. E nella lettera di Pietro (2,5) è scritto “Voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”. Le pietre dell’edificio, quelle che reggono la struttura, si rapportano ad altre pietre, alle pietre vive, alle persone della comunità di fedeli</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ora, qual è questo percorso che la chiesa come edificio indica alla chiesa come comunità?</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ne delineo uno in quattro brevi tappe.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">1° momento: entriamo in chiesa, varchiamo la soglia della chiesa</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Passando attraverso la porta della Chiesa, entrando in Chiesa, i fedeli costituiscono anche fisicamente una comunità. Una comunità che si unisce nel nome di Cristo. Il segno di croce fatto all’ingresso ricorda anche questo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">L’aula, qui strutturata con le tre la navate separate dalle colonne di granito rosa di Baveno,</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">esprime un’unirsi, una comunione, ma anche, allo stesso tempo, nella sua lunghezza, un cammino.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Abbiamo, quindi, il costituirsi di una unità e l’indicazione di un cammino. E la direzione è data ed  esplicitata dall’abside, in particolare dal Crocifisso, qui sottolineato anche dal mosaico fatto con tessere di oro, che diffonde una luce quasi senza tempo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Quindi anche solo il risalire la chiesa nella sua lunghezza esprime, diventa immagine di un essere in cammino verso il Signore.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ma la chiesa ci dice molto di più. Ci richiama al fatto che il nostro percorso non rimane isolato ma fa parte di un cammino molto più ampio che si inserisce dentro la storia della salvezza. Storia della salvezza che qui vediamo resa presente dalle vetrate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Se iniziamo a guardare dal fondo vediamo ricapitolata tutta la storia, dalla creazione di Adamo ed Eva (Ish e Isha, uomo e donna) e poi Abramo, Mosé, Davide, Rut, Ester, i profeti e altri ancora. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Risalendo la chiesa (che è come risalire la storia) incontriamo poi le vetrate con gli apostoli: man mano che ci si avvicina all’altare, dove c’è il pane e nel vino, dove c’è l’eucaristia, dove si rende presente Cristo, qui abbiamo gli apostoli, i testimoni diretti della vicinanza di Dio tra gli uomini. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Le due vetrate in fondo all’abside fanno riferimento a coloro che continuano oggi a essere testimoni, e si riferiscono specificamente a questa chiesa, a questa comunità: c’è Maria a cui è dedicata questa chiesa, c’è il vicolo delle lavandaie qui sui Navigli, c’è la facciata della chiesa, ci sono persone che ricordano persone e fatti concreti di questa comunità parrocchiale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">2° momento: siamo giunti di fronte al presbiterio</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Questo cammino, che abbiamo riconosciuto anche nella struttura della chiesa, non è affidato solo alla comunità, non è solo la persona e la comunità che vanno verso Dio ma è Dio, per primo, che viene incontro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">E qui la chiesa ci mostra come Dio viene incontro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Al centro, sull’altare, abbiamo subito la sintesi: Dio Padre, lo Spirito Santo (in forma colomba) e Gesù, il Figlio, in croce. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Abbiamo la SS. Trinità: Dio uno e trino che esprime una perfetta comunione. Lo Spirito Santo posto in mezzo esprime proprio l’agire di questa comunione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;"> </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Qui siamo posti davanti al mistero più grande, ma un mistero che non ci esclude, è un mistero che si fa avanti, fino a farsi visibile. Certo rimane ancora profondissimo, inesauribile. Ma allo stesso tempo siamo chiamati a partecipare di questo mistero.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Infatti questo altare è come se ci ricordasse l’affermazione di Gesù “chi vede me vede il Padre”. Il figlio è immagine visibile, è icona del Padre.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Il mistero di Dio si rivela nel Crocifisso, si rivela nell’amore che si dona totalmente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Dicevamo… Dio viene incontro al cammino dell’uomo… E qui nella chiesa molti elementi ci fanno vedere più in specifico, ci fanno capire più in profondità come questo avviene.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">  </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Innanzi tutto c’è l’ambone, luogo della parola di Dio. Infatti  Dio è venuto incontro all’uomo parlandogli: le sacre Scritture riportano proprio quel processo di avvicinamento di Dio all’uomo, quel andargli incontro, quelle parole che lo hanno educato nel tempo, un po’ alla volta, ad avere confidenza con lui. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">  </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Qui vediamo due pulpiti, questi anche oggi continuano a sottolineare l’importanza della parola. E ci si avvicina si vede che nel legno sono scolpite scene del Nuovo Testamento e dell’Antico Testamento. Proprio per sottolineare le relazioni feconde del percorso storico, come il Nuovo Testamento illumini l’Antico Testamento, e come l’antico renda comprensibile il nuovo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">E poi c’è l’altare, simbolo di Cristo stesso. Perché Dio non si è limitato a parlare, ma si è fatto uomo lui stesso. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Dio non è rimasto nascosto, ma ha come piegato il cielo per venire incontro all’uomo e alla donna. E non ha solo parlato ma ha agito, ha iniziato una alleanza, una storia della salvezza, ha agito liberando il suo popolo, e si è consegnato a chi lo ascoltava, </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">anzi si è talmente consegnato da farsi lui stesso uomo: il verbo si fece carne. Si è consegnato in tutto, fino a morire.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Gesù è il Verbo incarnato. Scrive un teologo, de Lubac: “Niente delle verità antiche, niente degli antichi precetti è andato perduto, ma tutto è passato a uno stato migliore. Tutte le Scritture si riuniscono nelle mani di Gesù come il pane eucaristico”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;"> </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;"> </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">3° momento: la libertà davanti all’eterno</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Abbiamo visto che Dio viene incontro come Parola e cibo di vita eterna, unite nella persona di Cristo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;"> </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Cristo ha condiviso tutto con l’uomo: ha vissuto, ha insegnato, ha pregato, è morto, e con la risurrezione ha testimoniato a quale pienezza di vita è chiamato tutto il creato. Ha testimoniato a nostro favore affinché sofferenza e morte non avessero l’ultima parola.</div>
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<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">A questo punto ci troviamo davanti a un’altra, una nuova soglia, non più una soglia di mattoni, ma una soglia che è dentro il nostro cuore, cuore che è chiamato a rispondere in piena libertà a Dio che gli viene incontro nella persona di Gesù. Siamo chiamati a una trasformazione, è il “cuore di pietra che è chiamato a diventare un cuore di carne”. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Trasformazione che non è per niente scontata, che implica attesa e fatica. Ma che sappiamo anche contenere l’esperienza del centuplo ora e fa pregustare la pienezza del Regno dei Cieli.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Come questa chiesa ci parla di questa trasformazione a cui siamo chiamati?</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Abbiamo visto che da un lato c’è il cammino dell’umanità verso Dio, dall’altro c’è Dio che viene incontro all’umanità. Qui tra navata e presbiterio è come il luogo di incontro di questo due dinamiche. E tra navata e presbiterio la chiesa si alza: è come se la volta del cielo si aprisse.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Alzando lo sguardo vediamo la forma ottagonale, abbiamo la cupola che appoggia sul tiburio. Abbiamo 8 lati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Il numero 8 richiama l’8 ottavo giorno; il numero otto indica il giorno del Signore. </div>
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<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">L’ottagono contraddistingue spesso anche i battisteri proprio perché il battesimo segna l’inizio, ricrea l’uomo nuovo, introduce alla vita nuova, alla rinascita in Cristo. L&#8217;ottagono quindi fa riferimento a una trasformazione. A conferma di questo, se guarderete sopra al fonte battesimale vedrete ripetersi anche lì la forma dell’ottagono.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ora, la cupola ottagonale è come se dicesse che la volta del cielo si apre e si apre per far discendere la pace. All’uomo trasformato in Cristo sia apre la pace, caparra di vita eterna.</div>
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<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">I santi che possiamo vedere ai lati della chiesa, sulle vetrate, nelle statue sui dipinti, ma anche quelli a cui ognuno può essere legato sono esempi che testimoniano la storia di persone concrete che hanno accolto la parola si sono nutriti di essa, si sono lasciati ricreare dallo Spirito Santo e hanno incarnato la parola nella loro vita a servizio di tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ecco quindi che prima di uscire possiamo avere come un conforto e un aiuto nel compiere in noi questo percorso che abbiamo fatto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Come questo avvenga lo ha ricordato anche papa Benedetto XVI a un’udienza di questa estate (20 agosto 2008):</div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">[...] Giorno dopo giorno la Chiesa ci offre la possibilità di camminare in compagnia dei santi. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">La loro esperienza umana e spirituale mostra che la santità non è un lusso, non è un privilegio per pochi, un traguardo impossibile per un uomo normale; essa, in realtà, è il destino comune di tutti gli uomini chiamati ad essere figli di Dio, la vocazione universale di tutti i battezzati. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">La santità è offerta a tutti; naturalmente non tutti i santi sono uguali, e non necessariamente è un grande santo colui che possiede carismi straordinari. </div>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:31px;width:1px;height:1px;">Ce ne sono infatti moltissimi i cui nomi sono noti soltanto a Dio, perché sulla terra hanno condotto un’esistenza apparentemente normalissima. E proprio questi santi &#8220;normali&#8221; sono i santi abitualmente voluti da Dio. Il loro esempio testimonia che, soltanto quando si è a contatto con il Signore, ci si riempie della sua pace e della sua gioia e si è in grado di diffondere dappertutto serenità, speranza e ottimismo. </div>
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			<media:title type="html">S Maria delle Grazia al Naviglio</media:title>
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			<media:title type="html">Facciata Maria Grazie Naviglio</media:title>
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			<media:title type="html">interno S Maria Grazie Naviglio</media:title>
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			<media:title type="html">vetrate S Maria Grazie Naviglio</media:title>
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			<media:title type="html">milano 055</media:title>
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			<media:title type="html">milano 086</media:title>
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			<media:title type="html">milano 051</media:title>
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			<media:title type="html">milano 073</media:title>
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