<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002</atom:id><lastBuildDate>Mon, 27 Feb 2012 20:55:43 +0000</lastBuildDate><category>nostalgia</category><category>luce</category><category>in memoriam</category><category>Loka</category><category>ristoranti</category><category>Pasqua</category><category>Stoccolma</category><category>avvocato</category><category>ungherese</category><category>Ungheria</category><category>Svezia</category><category>Budapest</category><category>sanità</category><category>cucina</category><category>gite</category><category>giornalismo</category><category>attori</category><category>storia</category><category>Toscana</category><category>neve</category><category>Praga</category><category>canzone ungherese</category><category>comparazione</category><category>statistiche</category><category>Lund</category><category>feste</category><category>televisione</category><category>italiano</category><category>socialismo</category><category>tedesco</category><category>italiani</category><category>polizia</category><category>Valpurga</category><category>Uffizi</category><category>negozi</category><category>case</category><category>1 maggio</category><category>studenti</category><category>clima</category><category>etimologia</category><category>Germania</category><category>Karlstad</category><category>trasferimento</category><category>qualità di vita</category><category>fiducia</category><category>campus</category><category>prodotti</category><category>lavoro</category><category>immigrati</category><category>Firenze</category><category>Jönköping</category><category>moda</category><category>politica</category><category>strade</category><category>Spagna</category><category>alberghi</category><category>fede</category><category>assicurazione</category><category>arte</category><category>equinozio</category><category>inglese</category><category>Natale</category><category>burocrazia</category><category>internet</category><category>matrimonio</category><category>Örebro</category><category>ferrovia</category><category>infanzia</category><category>ungheresi</category><category>sciopero</category><category>Mediterraneo</category><category>maratona</category><category>prezzi</category><category>musica</category><category>parcheggio</category><category>radio</category><category>pallavolo</category><category>svedese</category><category>università</category><category>bici</category><category>colleghi</category><category>amici</category><category>lingue</category><category>blog</category><category>polacco</category><category>residenza</category><category>primavera</category><category>letture</category><category>famiglia</category><category>premessa</category><category>musei</category><category>cartoni</category><category>macchina</category><category>hockey</category><category>viaggio</category><category>natura</category><category>identità</category><category>Londra</category><category>svedesità</category><category>partenza</category><category>Italia</category><title>Dalla Toscana in Svezia con un cuore ungherese</title><description>alla ricerca della propria identità tra tre paesi e quattro lingue</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Kata)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>114</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Diariosvedese" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="diariosvedese" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-4661631883225278486</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 19:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-22T20:07:03.526+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">italiani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nostalgia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">colleghi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">italiano</category><title>Fuori dagli schemi</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un post introspettivo. Si vede che la voglia di primavera si fa sentire... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Fuori dagli schemi". Un'altra espressione italiana che adoro. Non solo l'espressione per sé, ma anche ciò che esprime. &lt;a href="http://forum.wordreference.com/showthread.php?t=1630776&amp;amp;langid=14"&gt;Come dirla&lt;/a&gt; in inglese? In an unconventional way? Altri propongono &lt;i&gt;non-conformist&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;thinking outside the box&lt;/i&gt;. A mio parere è una di quelle espressioni italianissime che caratterizzano voi italiani. Una di quelle espressioni italiane che mi hanno insegnato qualcosa per ciò che esprimono (come "mettersi in discussione", "consapevolezza" e "serenità", già spiegate &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2011/03/espressioni-italianissime.html"&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ti piace vivere secondo schemi predefiniti e ben funzionanti, allora la Svezia fa per te. Se invece ti piace vivere un po' fuori dagli schemi, in modo spontaneo ed imprevedibile, allora ti sentirai un pesce fuor d'acqua qui. Io non sono una persona fuori dagli schemi. Sono però un'osservatrice e una persona curiosa di conoscere e di scoprire, ma senza il coraggio di essere fuori dagli schemi o di infrangere le regole. Detto così non sembra un difetto, ma io invece l'ho sempre percepito come se lo fosse. In Italia ho imparato a vivere in modo spontaneo se non altro. E per me è stata una grande conquista. L'ho vissuta come una crescita personale. Il problema è che mantenere questa conquista qui in Svezia non è banale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi spiego meglio. Porto un semplice esempio quotidiano: il pranzo. I miei colleghi pranzano sempre, ogni santo giorno, alle ore 12 in punto. Tutti. Siccome la maggioranza non viene all'università tutti i giorni perché vive fuori città (molti a Stoccolma), la composizione del gruppo varia di giorno in giorno, ma l'orario mai. Alle 12 si va, chi c'è c'è. Io generalmente non ci sono. Siccome Gabriele spesso mi raggiunge per pranzo e generalmente non ce la fa ad arrivare per le 12 (ma arriva una ventina minuti dopo), lo aspetto. Altre volte semplicemente non ho ancora fame a mezzogiorno. Altre volte ancora, quando ho troppo da fare, prendo solo un panino e me lo mangio in stanza. I colleghi, quando vanno a pranzo (alle 11.55) a volte si affacciano alla mia porta per chiedermi se vengo anch'io. (Sono persone gentili, su questo non c'è dubbio.) Invito che generalmente declino (ma non sempre, ovviamente) per i motivi di cui sopra. Mai nessuno mi ha proposto di aspettarmi. In un anno e mezzo mai nessuno che mi avesse detto "dai, vi aspetto, vengo anch'io venti minuti più tardi, non ci sono problemi".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora... se fossimo costretti a mangiare a quell'ora per via degli orari di apertura al pubblico oppure a causa di macchinari che si fermano solo per quella mezz'ora durante il giorno, capirei. E mi adeguerei. Ma il lavoro universitario è un lavoro dagli orari flessibili, a parte le lezioni, che però non hai tutti i giorni tutto il giorno. E, soprattutto, il lavoro di ricerca è un'attività creativa! Ci vuole ispirazione e concentrazione. Mi chiedo io, ma a nessuno dei miei colleghi capita mai che immerso in un lavoro alza gli occhi da un libro o dal computer e dice "cavolo, è già l'una e io non ho ancora mangiato!". A quanto pare no. Perché all'una alla mensa non c'è più un'anima. (Va bene, qualche anima sì, ma non i miei colleghi.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io come faccio? Per ora non mi sono adeguata. Custodisco gelosamente quel pezzo di conquista che la spontaneità ha rappresentato e rappresenta nella mia vita. Al prezzo di sentirmi esclusa dal contesto sociale. Non mi piacciono neanche le pause caffè, le famose &lt;i&gt;fika&lt;/i&gt;, che generalmente evito. Preferisco lavorare. Non perché non mi piaccia fare una pausa caffè in generale. Non mi piace come si fa qui. In modo forzato. Quasi obbligatorio. Rimpiango le nostre pause caffè con i colleghi fiorentini, spontanei e sinceri. Le nostre pause pranzo, di regola alle 12.45 per il semplice motivo pragmatico di evitare la folla alla mensa, ma capacissimi di rimandarla anche di un'ora per aspettare qualcuno che deve ancora finire o fare qualcosa. Mi mancano i miei amici fiorentini. E' passato un anno e mezzo e mi mancano come se fossi arrivata qui ieri...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho l'impressione che qui in Svezia, a dirla con una canzone degli The Ark, &lt;i&gt;it takes a fool to remain sane&lt;/i&gt;. Sarà un caso che l'ha scritto un gruppo svedese? &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;The Ark - It Takes a Fool to Remain Sane&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/wFbBwXNjYCA" width="448"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Every morning I would see her getting off the bus &lt;br /&gt;
The picture never drops, it's like a multicoloured snapshot &lt;br /&gt;
stuck in my brain &lt;br /&gt;
It kept me sane for a couple of years &lt;br /&gt;
as it drenched my fears &lt;br /&gt;
of becoming like the others &lt;br /&gt;
who become unhappy mothers &lt;br /&gt;
and fathers of unhappy kids &lt;br /&gt;
and why is that?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
'Cos they've forgotten how to play &lt;br /&gt;
Oh, maybe they're afraid to feel ashamed &lt;br /&gt;
to seem strange, to seem insane &lt;br /&gt;
to gain weight, to seem gay &lt;br /&gt;
I tell you this&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
That it takes a fool to remain sane &lt;br /&gt;
Oh, it takes a fool to remain sane &lt;br /&gt;
Oh, it takes a fool to remain sane &lt;br /&gt;
Oh, in this world all covered up in shame.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
[...]&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Do, do, do what you wanna do &lt;br /&gt;
Don't think twice, do what you have to do &lt;br /&gt;
Do, do, do, do, let your heart decide &lt;br /&gt;
what you have to do &lt;br /&gt;
That's all there is to find &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'Cos it takes a fool to remain sane &lt;br /&gt;
Oh, it takes a fool to remain sane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-4661631883225278486?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/02/fuori-dagli-schemi.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/wFbBwXNjYCA/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8712680315097040700</guid><pubDate>Sun, 19 Feb 2012 18:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-19T19:13:17.109+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">immigrati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Londra</category><title>Al centro del mondo</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Lo scorso fine-settimana l'abbiamo passato a Londra. Per me è stata la quarta volta nella capitale inglese, per Gabriele la prima. Infatti, siamo andati per festeggiare il suo compleanno. Io sono sempre stata molto entusiasta di Londra. E' una di quelle città con l'anima. L'ultima volta che ci sono stata, quattro anni fa, fu in occasione della consegna della mia tesi di dottorato. Mi regalai un soggiorno di cinque giorni da sola (anche perché ero single in quel periodo). Sempre in febbraio. Quattro giorni pieni dedicati ai musei. (Ecco il frutto di una giornata passata allora alla National Gallery: &lt;a href="http://kata.spazioblog.it/118614/Particolari+dalla+National+Gallery+-+Parte+Prima.html"&gt;parte 1a&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://kata.spazioblog.it/120191/Particolari+dalla+National+Gallery+-+Parte+Seconda.html"&gt;parte 2a&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa volta invece siamo stati semplicemente a zonzo per la città e a cena con amici che dalla Toscana si sono trasferiti a Londra o stanno passando un periodo là. Tutti e due abbiamo amici che adesso vivono nella capitale inglese e così li abbiamo fatti pure conoscere tra loro. Londra è davvero strapiena di italiani (ma quale posto in Europa non lo è...), sia di turisti (diverse classi scolastiche in gita) che di lavoratori o studenti. Ovunque ti giravi sentivi qualcuno parlare in italiano. E non solo. Londra è una città ormai fondamentalmente multiculturale, gli inglesi sembrano essere in minoranza. Puoi trovare gente da tutti gli angoli del mondo. Ma soprattutto Londra è la città dei giovani ed una città da giovani. Una città da sognatori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gNCZgpyywK0/T0E5m3I8NjI/AAAAAAAACPE/uE3oSg1gssY/s1600/IMG_5273+%28Large%29.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-gNCZgpyywK0/T0E5m3I8NjI/AAAAAAAACPE/uE3oSg1gssY/s320/IMG_5273+%28Large%29.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Passeggiare sulle strade di Londra è come essere una cellula nelle arterie del corpo dell'umanità. Catalizzatore di eventi che hanno determinato il corso della storia degli ultimi secoli. Nel bene e nel male. Per me poi rappresenta anche il luogo di nascita del rock europeo e il centro della vita musicale degli anni Sessanta. Quanto mi sarebbe piaciuto vedere Londra in quel periodo... Quando era ancora in funzione l'&lt;a href="http://www.beatlesbible.com/1967/12/07/the-apple-boutique-opens/"&gt;Apple Boutique&lt;/a&gt; in Baker Street, di proprietà dei Beatles.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4itqY6w6Zxs/T0E47iwtd4I/AAAAAAAACO8/JpZcuq0qgpk/s1600/apple_boutique_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="235" src="http://2.bp.blogspot.com/-4itqY6w6Zxs/T0E47iwtd4I/AAAAAAAACO8/JpZcuq0qgpk/s320/apple_boutique_01.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'Apple Boutique in Baker Street n. 94&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Siamo tornati da Londra con un ricordino poco simpatico: un bel virus intestinale che mi ha permesso di testare sia il pronto soccorso che il reparto di malattie infettive svedesi. Per fortuna nel giro di pochi giorni mi sono ripresa, ma ho passato una nottata davvero brutta. &lt;i&gt;Vinterkräksjuka&lt;/i&gt;, dicono gli svedesi...&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Rimanendo in tema (di Londra, non di virus intestinale...), vi propongo una canzone del mio gruppo ungherese preferito del periodo anni '60-'70, gli &lt;i&gt;Illés&lt;/i&gt;, che furono considerati un po' i nostri Beatles (per stile e popolarità).&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Illés - &lt;i&gt;Good Bye London &lt;/i&gt;(1972)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/r4-SkMNFKgM" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
Sono volati questi giorni, stiamo già dicendo addio.&lt;br /&gt;
Good old London, forse ti possiamo rivedere ancora.&lt;br /&gt;
Non prenderemo l'underground in direzione Westminster,&lt;br /&gt;
Se un autobus arriva da destra non attraversiamo.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Bye, Bye, London, Good Bye!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno striptease bar nel Soho, non stiamo più sognando,&lt;br /&gt;
Negozi in Regent's Street vi lasciamo per sempre,&lt;br /&gt;
Mary Ann non ti vedremo mai più.&lt;br /&gt;
Signor Ammiraglio Nelson, una foto di te porterò con me.&lt;br /&gt;
Bye, Bye, London, Good Bye!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bye bye vecchi marinari, continuate a suonare&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;La canzone del raggio di sole del mattino in Oxford Street!&lt;br /&gt;
Hyde Park Corner, continua ad essere paziente,&lt;br /&gt;
e ascolta tutti gli oratori qualsiasi cosa dicano!&lt;br /&gt;
Bye, Bye, London, Good Bye!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La luca serale della Piccadilly non mi abbaglia,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non so descriverla, è da vedere.&lt;br /&gt;
Sono volati questi giorni, stiamo già dicendo addio.&lt;br /&gt;
Good bye London, forse ti possiamo rivedere ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Per il testo originale in ungherese vedete &lt;a href="http://www.zeneszoveg.hu/dalszoveg/1418/illes-egyuttes/good-bye-london-zeneszoveg.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8712680315097040700?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/02/al-centro-del-mondo.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-gNCZgpyywK0/T0E5m3I8NjI/AAAAAAAACPE/uE3oSg1gssY/s72-c/IMG_5273+%28Large%29.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8117960874873610424</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-07T21:31:00.122+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">studenti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polizia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">università</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>Piccoli episodi straordinari</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Oggi mi sono successe ben due cose da raccontare. Niente di trascendentale, solo due piccoli episodi straordinari che mi hanno fatto sorridere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Episodio n. 1&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Oggi tornata a casa ho trovato nella buca delle lettere una lettera a me indirizzata dalla polizia di stato. Attimo di panico. Che ho fatto?!? Mi pare di ricordare di aver già pagato quella multa! Non è arrivato il bonifico? Oppure mi vogliono come testimone in qualche caso strano? Oddio, che è successo? (Tutti questi pensieri mi passano per la mente in quei due secondi che prendo le forbici.) Apro la busta. Ci sta un foglio su cui c'è scritto che la somma da pagare è 0 corone. Beh, almeno non c'è da pagare, penso. Poi trovo nella busta un'altra piccola bustina con la sorpresa dentro: la mia patente di guida! Ma che ci fa la mia patente in questa busta?!? Guardo meglio il foglio di accompagnamento: ufficio mittente &lt;i&gt;Hittegodsexpedition&lt;/i&gt;, l'ufficio degli oggetti smarriti. Oddio, ho perso la patente?!? Non me ne ero nemmeno accorta! Controllo la mia borsa. Effettivamente lì dentro non c'è. E poi sembra proprio la mia patente. Allora l'ho persa davvero. L'avrò tirata fuori per sbaglio dalla borsa mentre cercavo qualcos'altro e sarà cascata per strada o in un negozio.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho constatato due cose. 1/ Chi ha trovato la mia patente l'ha consegnato all'ufficio degli oggetti smarriti. (Non che abbia grande valore una patente di guida ungherese da queste parti...) 2/ La polizia ha cercato il mio &lt;i&gt;personnummer&lt;/i&gt; e me l'ha spedita a casa, gratis.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ci sono quei momenti in cui realizzi che vivere in Svezia ha un suo perché...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Episodio n. 2&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Oggi pomeriggio. Università. Pausa della lezione. Cammino a passo svelto nel corridoio. Passo accanto a due miei studenti, due ragazzi francesi in Erasmus. In quel momento incrociano due ragazze bionde bellissime, presumibilmente svedesi. Una saluta i ragazzi e la butta lì: "Hej! Do you come to the party tonight?" Uno dei due ragazzi si accorge di me e, dopo un secondo di titubanza, risponde: "No, we have to work!" (Due studenti Erasmus!) Io continuo a camminare a passo svelto, ma con la coda dell'occhio vedo ancora lo sguardo interrogativo del suo amico. Accelero il passo e sparisco sulle scale. Va bene che dopodomani dovranno fare una presentazione in classe proprio loro due, ma non voglio mica fargli perdere l'occasione!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Due brevi episodi che mi hanno stampato il sorriso sulla faccia. Nel bel mezzo di un lungo inverno ogni tanto ci vuole...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8117960874873610424?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/02/piccoli-episodi-straordinari.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-6491142624862162787</guid><pubDate>Sat, 04 Feb 2012 19:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-04T20:05:34.313+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">case</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">negozi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">prodotti</category><title>Prodotti invernali nordici</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questo inverno ho una piccola raccolta di foto di prodotti particolari che non avevo incontrato prima né in Italia, né in Ungheria. Le ho scattate col cellulare via via che li ho trovati nei vari negozi. La maggioranza da &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Clas_Ohlson"&gt;Clas Ohlson&lt;/a&gt;, una bella catena di emporio che noi abbiamo affettuosamente soprannominato "clacson". Ha negozi solo in Nord Europa (in Scandinavia e in Inghilterra).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ecco alcune chicche nordiche:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SRUOiuep1-Q/Ty16wOgjMMI/AAAAAAAACOE/chgOM6AI0P8/s1600/10122011371.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-SRUOiuep1-Q/Ty16wOgjMMI/AAAAAAAACOE/chgOM6AI0P8/s320/10122011371.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Le stelle di carta illuminate immancabili nelle finestre da queste parti tra fine novembre e fine gennaio. In alternativa sono molto diffuse anche &lt;a href="http://www.cartinafinland.fi/sv/imagebank/image/9/9351/jultid+-+ljus+i+f%F6nster+9351.jpg"&gt;queste&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-msC_4GYH4hc/Ty18YSICz4I/AAAAAAAACOM/MCtxe2KQwR8/s1600/10122011373.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-msC_4GYH4hc/Ty18YSICz4I/AAAAAAAACOM/MCtxe2KQwR8/s320/10122011373.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Scaldastivali! &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-d683L1xVq70/Ty18m3KybUI/AAAAAAAACOU/xFeIp602I18/s1600/10122011374.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-d683L1xVq70/Ty18m3KybUI/AAAAAAAACOU/xFeIp602I18/s320/10122011374.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Gomme invernali chiodate per bici!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YAdekubryVE/Ty190MGuYMI/AAAAAAAACOk/sdrbt3s8Lx8/s1600/17122011382.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-YAdekubryVE/Ty190MGuYMI/AAAAAAAACOk/sdrbt3s8Lx8/s320/17122011382.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Coperta termica (questa so che esiste anche in Italia, ma qui si vede davvero ovunque in questi mesi).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AuYo5RU83fI/Ty1-J-sMt4I/AAAAAAAACOs/nKTWzZoQrVE/s1600/09012012418.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-AuYo5RU83fI/Ty1-J-sMt4I/AAAAAAAACOs/nKTWzZoQrVE/s320/09012012418.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Suola antiscivolo da mettere sotto la scarpa.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
A parte la stella di carta nella finestra, non ho comprato o usato nessuno di questi prodotti, ma si riconosce la loro utilità pratica. E, infine, un prodotto invernale svedese poco utile ma buono: il glögg!&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-T1EYfiyN2NA/Ty180lHtDbI/AAAAAAAACOc/Qu5vt0ngmKo/s1600/10122011378.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-T1EYfiyN2NA/Ty180lHtDbI/AAAAAAAACOc/Qu5vt0ngmKo/s320/10122011378.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Ogni paese ha la propria variante della bevanda calda per il periodo natalizio. In Svezia si chiama &lt;i&gt;glögg&lt;/i&gt;. Questa bevanda speziata è da aggiungere al vino rosso caldo. Per saperne di più vedete il &lt;a href="http://unitalianoinsvezia.com/2010/11/06/glogg/"&gt;post&lt;/a&gt; di Daniele.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-6491142624862162787?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/02/prodotti-invernali-nordici.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-SRUOiuep1-Q/Ty16wOgjMMI/AAAAAAAACOE/chgOM6AI0P8/s72-c/10122011371.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-5596493782956401983</guid><pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-04T22:10:07.307+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">clima</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">neve</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Foto di un inverno "caldo"</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Al contrario dell'anno scorso, in questi mesi non ho mai scritto un post sulle condizioni meteorologiche. Non è solo per il fatto che essendo il mio secondo inverno in Svezia ormai è passato l'effetto sorpresa dell'inverno scandinavo, ma anche perché questo inverno è davvero poco meritevole di essere raccontato. Dopo due inverni particolarmente freddi, di cui ho vissuto solo il secondo, adesso abbiamo un inverno "normale", medio-caldo. Sempre in termini nordici, certamente. In questi giorni per esempio ci sono meno quattro-cinque, una temperatura ancora molto sopportabile a queste latitudini. La cosa strana però, almeno rispetto all'anno scorso, che la temperatura non è mai scesa sotto i meno sette-otto. In più c'è poca neve. Nevica ognitanto, ma nel giro di pochi giorni si scioglie, quindi il panorama è spesso grigio e spoglio.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ecco qualche foto di questo inverno, tanto per illustrare. Comincio con una che sembra smentire quanto appena detto. E' stata scattata a inizio dicembre da una mia amica che ci è venuta a trovare. La macchina nera che si vede è la nostra nuova C3. E' stata una nevicata intensa durata una mezza giornata, ma dopo qualche giorno non ne è rimasta più traccia.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q7zyG1yDzr0/TyB-lQPvZwI/AAAAAAAACNc/POjdhWba8wM/s1600/foto%25281%2529.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-q7zyG1yDzr0/TyB-lQPvZwI/AAAAAAAACNc/POjdhWba8wM/s320/foto%25281%2529.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa foto invece mostra il fiume vicino a casa nostra in gennaio:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7r-pcraYCSw/TyB_TgY5eUI/AAAAAAAACNk/GWujotTtkaw/s1600/14012012420.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-7r-pcraYCSw/TyB_TgY5eUI/AAAAAAAACNk/GWujotTtkaw/s320/14012012420.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Paperelle forever :)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Soltanto la sponda si è ghiacciata un po': &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hJ4r4RDpH14/TyB_qiO_bKI/AAAAAAAACNs/TvBRY51Fh1w/s1600/14012012431.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-hJ4r4RDpH14/TyB_qiO_bKI/AAAAAAAACNs/TvBRY51Fh1w/s320/14012012431.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...e l'erba in alcune parti:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-m4LzqQEAUlY/TyB_5jN7V8I/AAAAAAAACN0/IWAUzTUUCnc/s1600/14012012433.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-m4LzqQEAUlY/TyB_5jN7V8I/AAAAAAAACN0/IWAUzTUUCnc/s320/14012012433.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
(i piedi sono di Gabriele)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dkUEe-_ewYc/TyUG7CvudWI/AAAAAAAACN8/sUhagh6gdIs/s1600/14012012421.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-dkUEe-_ewYc/TyUG7CvudWI/AAAAAAAACN8/sUhagh6gdIs/s320/14012012421.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Il ponte pedonale sul fiume di fronte a casa&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mi fa sorridere quando sento scherzare sul fatto che col &lt;a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&amp;amp;id=+14185"&gt;riscaldamento globale&lt;/a&gt; la Svezia sarà il nuovo Mediterraneo. Qui potrà essere caldo d'inverno quanto volete, ma il buio agli svedesi non glielo toglie nessuno. E come ho già scritto diverse volte, secondo me il vero problema (o fascino, chi come lo prende) dell'inverno scandinavo non è il freddo, ma il buio. Sperando che l'asse terreste non si sposti, il problema del buio comunque rimarrà. &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho &lt;a href="http://onewaytosweden.blogspot.com/2011/11/natale-con-la-neve-si-o-no.html"&gt;letto&lt;/a&gt; con grande sorpresa che l'inverno "caldo" è più una regola che un'eccezione da queste parti (centro e sud della Svezia). Secondo le statistiche solo un Natale su due è bianco pure in centro-Svezia (a sud addirittura soltanto uno su cinque!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Aggiornamento del giorno dopo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente appena ho pubblicato questo post sono arrivati i meno dieci...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;Canzoni ungheresi in appendice&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa volta senza la traduzione del testo, per mancanza di tempo. In cambio metto più di una canzone. Per farvi conoscere anche un po' di musica contemporanea, inizierei con i &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kisp%C3%A1l_%C3%A9s_a_Borz"&gt;&lt;i&gt;Kispál és a borz&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, protagonisti del rock alternativo ungherese. Fondati nel 1987 a Pécs, dallo stile inconfondibile, anche grazie alla voce particolare del cantante, Lovasi András, il volto del &lt;a href="http://www.kispalesaborz.hu/"&gt;gruppo&lt;/a&gt;. Ormai non più giovanissimi, ma fino al 2010 sempre attivi. Il loro nome significa "Kispál e il tasso" (Kispál è il cognome del chitarrista e tasso nel senso dell'animale).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Kispál és a borz - Ha az életben&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Se nella vita&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/kGfSB8VtwUw" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Kispál és a borz feat. Juci - De szeretnék... &lt;/b&gt;(&lt;i&gt;Quanto vorrei&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/E9cO2MLaaXY" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Kispál és a borz - Hang és fény&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Suono e luce&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/HM_vrHWY0LI" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;
Un'intervista recentissima (di inizio gennaio) al cantante del gruppo che la presentatrice definisce "dall'aspetto di un professore di geografia" - in ungherese (dal minuto 17:24) :&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;script src="http://videotar.mtv.hu/Videok/2012/01/05/22/DTK__D_Toth_Kriszta_show_2012_januar.aspx/Embed"&gt;
&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-5596493782956401983?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/foto-di-un-inverno-caldo.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-q7zyG1yDzr0/TyB-lQPvZwI/AAAAAAAACNc/POjdhWba8wM/s72-c/foto%25281%2529.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-3175063159537678658</guid><pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-22T21:14:05.780+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">immigrati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>La politica svedese e l'immigrazione</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Stamani leggendo il settimanale locale, l'&lt;i&gt;Örebroar'n&lt;/i&gt;, che ci arriva a casa gratuitamente ho trovato una breve notizia molto interessante che riguarda proprio l'&lt;i&gt;instegsjobb&lt;/i&gt; di cui ho raccontato nel &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/quando-essere-cittadini-comunitari-e.html"&gt;post&lt;/a&gt; precedente. Riguarda una proposta del partito di (ultra)destra (Sverigedemokraterna, o semplicemente SD), attualmente in opposizione, volta ad abolire, in nome del principio d'uguaglianza, questa opportunità offerta ai neo-immigrati extracomunitari. &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La notizia mi ha incuriosita molto, visto che proprio qualche giorno fa ho scritto dell'ingiustizia dell'&lt;i&gt;instegsjobb&lt;/i&gt; che esclude i comunitari. Dopo una breve ricerca su internet ho scoperto che una &lt;a href="http://www.politico.se/artikel/3410/c-vill-stoppa-instegsjobben/"&gt;proposta&lt;/a&gt; di modifiche al sistema è già stata avanzata l'estate scorsa anche dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_di_Centro_%28Svezia%29"&gt;Centerpartiet&lt;/a&gt; facente parte della coalizione di governo di centrodestra.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Siccome questa domenica la volevo dedicare ad esercitarmi con lo svedese, vi riporto la traduzione di alcuni testi. Per prima la brevissima notizia del settimanale locale.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;SD vill stoppa jobb för invandrare&lt;/b&gt;, &lt;i&gt;Örebroar'n&lt;/i&gt;, 18 gennaio 2012 &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'SD vuole abolire il lavoro riservato agli immigrati. Ieri alla seduta del consiglio comunale sono state presentate dodici mozioni. Tra l'altro vogliono che "sia fermata la discriminazione degli svedesi sul mercato di lavoro del comune di Örebro" e sia proibita la carne di macellazione halal e kosher nelle attività commerciali del comune. L'SD ritiene che l'&lt;/span&gt;instegsjobb&lt;span style="font-style: italic;"&gt; costituisca una discriminazione diretta in quanto indirizzato solamente ai gruppi etnici non svedesi. Ieri, martedì, il consiglio comunale ha preso una decisione sulla questione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'articolo non rivela quale sia stata questa decisione.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
C'è anche un altro &lt;a href="http://www.aftonbladet.se/nyheter/valet2010/sverigedemokraterna/article12518328.ab"&gt;articolo&lt;/a&gt; del &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2011/12/un-punto-di-vista-svedese.html"&gt;già citato&lt;/a&gt; Aftonbladet in cui si chiede l'opinione dei venti deputati parlamentari dell'SD sulla questione immigrazione. La domanda precisa è stata: "Perché volete fermare l'immigrazione e come pensate di farlo?" Ecco alcune delle risposte dei deputati:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Björn Söder, 34, segretario del partito, Helsingborg:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
"&lt;i&gt;Vogliamo ridurla considerevolmente, non fermarla. Vogliamo venire a capo della segregazione, dell'estraniazione e dell'alto tasso di disoccupazione. Il primo passo per gestire l'inondazione è chiudere il rubinetto.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Il primo provvedimento da prendere è ridurre notevolmente l'immigrazione dei profughi e dei loro familiari. Servono leggi più restrittive.&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mattias Karlsson, 33, segretario politico, Lund:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
"&lt;i&gt;Per diverse ragioni. In parte per motivi economici, perché sottrae risorse ad altri campi dello stato sociale. In parte perché crea una spaccatura nella società in quanto non si ha più una base comune di valutazione. L'immigrazione costituisce una minaccia per il modello solidale di stato sociale svedese da tempo. L'immigrazione di massa ha portato a un aumento della criminalità. Noi vogliamo più o meno importare la politica del governo danese. Vogliamo che siano stabiliti dei criteri intelligenti per l'immigrazione dei profughi e dei loro familiari. Reindirizzeremo ed aiuteremo le persone in casa loro attraverso l'UNCHR. Vogliamo che siano triplicati i finanziamenti all'UNCHR.&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sven-Olof Sällström, 41, direttore di negozio, Östersund:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
"&lt;i&gt;Vogliamo limitare l'immigrazione e ridurre del 90 per cento l'arrivo dei profughi e dei loro familiari. La politica dell'immigrazione è stata un disastro negli ultimi 30 anni, sia socialmente che economicamente. E' meglio aiutare sul posto. Ci sono 46 milioni di profughi nel mondo. Bisogna cambiare la normativ, diminuire l'immigrazione dei familiari ed accettare soltanto coloro che abbiano dei motivi fondati per chiedere l'asilo. La Danimarca ha gestito bene questo cambio di rotta.&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sono posizioni forti e parole dure per essere detti da svedesi (anche se da quelli di destra). Chissà cosa ne pensano i socialdemocratici... Su quest'ultimi consiglio un &lt;a href="http://www.unitalianoastoccolma.com/2012/01/antligen-juholt/"&gt;post&lt;/a&gt; recente di Federico che mi pare che conosca molto bene la politica svedese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Grazie a Gattosolitario e Davide per la correzione. Avevo confuso le sigle dei partiti e ho fatto una valutazione sbagliata, pensando che fossero stati i socialdemocratici a presentare questa proposta. Infatti, non mi tornava, anche se poteva avere un senso, dato che parlavano di principio di uguaglianza...)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-3175063159537678658?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/i-socialdemocratici-svedesi-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-6307662147166753474</guid><pubDate>Thu, 19 Jan 2012 18:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-22T15:04:54.253+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">immigrati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>Quando essere cittadini comunitari è uno svantaggio</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In Svezia esistono due ottimi strumenti volti ad aiutare l'integrazione dei neo-immigrati. Uno è il corso gratuito di lingua svedese, il famoso SFI (&lt;i&gt;svenska för invandrare&lt;/i&gt;) che può essere anche intensivo (15 ore a settimana). L'altro è l'istituzione del c.d. &lt;a href="http://www.arbetsformedlingen.se/download/18.4b7cba481279b57bec180008031/sas_insteg_ag.pdf"&gt;&lt;i&gt;instegsjobb&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, una forma speciale di contratto di lavoro a tempo determinato nell'ambito del quale lo stato svedese paga l'80% dello stipendio e il datore di lavoro ci deve mettere solo il 20%. Ne può usufruire qualunque immigrato che sia arrivato in Svezia da non più di tre anni per un periodo massimo di 2 anni. Questi contratti normalmente durano 6 mesi, quindi uno ne può usufruire massimo 4 volte. E' un'agevolazione nei confronti di chi è arrivato da poco e non si è ancora inserito abbastanza bene nella società. I contratti sono generalmente part-time, così che nel frattempo si possa continuare a frequentare il corso SFI e studiare lo svedese.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sembra una cosa fantastica! Se non fosse che i cittadini comunitari non ne possono usufruire. Che ingiustizia! Fa rabbia vedere delle offerte di lavoro interessanti dalle quali sei escluso ab ovo perché proveniente dal paese sbagliato. Come ovviamente lo è per gli extracomunitari vedersi esclusi da un sacco di privilegi concessi ai cittadini comunitari. Ma lì esiste un perché, c'è una logica dietro. Probabilmente una logica c'è anche qui, ma io non riesco a trovarla. Perché mai i cittadini comunitari dovrebbero avere meno difficoltà nel trovare lavoro che gli extracomunitari che hanno comunque già il permesso di soggiorno? Si tratta pur sempre di stranieri che sono appena arrivati e si devono integrare. Fosse un'agevolazione per i rifugiati, capirei, ma così non è... Perciò ne possono usufruire gli americani, i canadesi o i brasiliani, ma non gli italiani, i francesi o gli ungheresi. Mah...&amp;nbsp; &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sapete se c'è un'agevolazione simile anche per i cittadini comunitari? Magari esiste un altro strumento analogo a questo riservato a loro (cioè noi). Mi lascio il beneficio del dubbio...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-6307662147166753474?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/quando-essere-cittadini-comunitari-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-5484209427036859783</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-19T13:00:18.737+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lingue</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">etimologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tedesco</category><title>Di patate, tartufo, Borgogna e pere di terra</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Come probabilmente avete già capito, adoro l'etimologia e la comparazione linguistica. Mi affascina scoprire i legami storici tra i diversi popoli attraverso le lingue. Scrivendo il post precedente sulla pizza giallo-blu mi sono ingarbugliata nella storia dell'origine della parola "patata" nelle diverse lingue. La mia "nota del traduttore" stava diventando così lunga che ho deciso di farne un post a parte. Così mi posso sbizzarrire con l'analisi etimologica. :)&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Allora, se vi chiedete cosa c'entrano le quattro parole del titolo l'una con l'altra, ecco la spiegazione. &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La mia curiosità è partita dal fatto che in ungherese abbiamo due parole equivalenti per la patata: &lt;i&gt;krumpli&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;burgonya&lt;/i&gt;. La prima è la parola popolare, di origine dialettale, la seconda è quella "ufficiale". &lt;i&gt;Krumpli&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://www.nyest.hu/hirek/honnan-ered-a-krumpli-szo"&gt;secondo alcuni&lt;/a&gt;, deriva dal tedesco (come molte parole popolari o dialettali ungheresi), più precisamente dalla parola &lt;i&gt;Grundbirne&lt;/i&gt; (letteralmente '&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_tuberosum#Etimologia"&gt;pera di terra&lt;/a&gt;') che in Baviera e in Austria si è trasformata in &lt;i&gt;Krumpel&lt;/i&gt;. Prima di chiamarsi &lt;i&gt;Kartoffel&lt;/i&gt;, quindi, in tedesco la patata era una pera di terra esattamente come in svedese: &lt;i&gt;jordpäron &lt;/i&gt;(leggasi 'iuudpeeron'). In nessuna delle due lingue si usa più però. &lt;i&gt;Kartoffel&lt;/i&gt; poi deriva da 'tartufo', data l'assomiglianza con il fungo. In svedese oggi si usa &lt;i&gt;potatis&lt;/i&gt;, la parola importata dall'America dagli spagnoli. Infatti, è stato lo spagnolo la fonte per molte altre lingue europee, ma gli spagnoli a loro volta l'hanno preso dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_nahuatl"&gt;nahuatl&lt;/a&gt;, la lingua degli aztechi. E' curioso che secondo Wikipedia però che il termine "patata" si diffuse in Europa attraverso l'italiano e l'inglese. Allo stesso tempo si diffuse anche il derivato di 'tartufo', sempre grazie all'italiano (così ad esempio nel russo e nel bulgaro). C'è pure un'altra variante del concetto di 'pera di terra': la 'mela di terra'! Si dice così in francese (&lt;i&gt;pomme de terre&lt;/i&gt;), in olandese (&lt;i&gt;aardappel&lt;/i&gt;), in ebraico, in tedesco austriaco, e pure in svedese esiste &lt;i&gt;jordäpple&lt;/i&gt; (almeno secondo il dizionario). In ogni caso nelle traduzioni europee c'è un legame con la terra (così anche in polacco e in slovacco, due lingue slave).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altra parola ungherese per 'patata', &lt;i&gt;burgonya&lt;/i&gt; (leggi: 'burgogna', con l'accento sulla prima sillaba), verrebbe invece dal nome della regione francese &lt;i&gt;Bourgogne&lt;/i&gt;, ma &lt;a href="http://www.nyest.hu/hirek/honnan-ered-valojaban-a-burgonya-szo"&gt;tramite l'italiano&lt;/a&gt;, cioè da &lt;i&gt;borgogna&lt;/i&gt;,  che però in italiano come nome comune viene utilizzato solo con  riferimento ai vini prodotti nell'omonima regione ed a una tonalità di  rosso. Resta un mistero il perché di tale origine. Se siete curiosi e capite l'ungherese vedete questo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=9E7yG4A0YWI"&gt;video&lt;/a&gt; (un po' ironico, un po' serio) girato proprio in Borgogna in cui si cerca di risolvere questo mistero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conclusione n. 1: nell'etimologia della parola patata ci sta tutta la storia del mondo occidentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conclusione n. 2: nella storia dell'Europa tutto passa per l'Italia prima o poi...&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;La canzone in appendice&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Adesso che le giornate sono ancora abbastanza corte qui in Svezia, mi è venuta in mente una bella canzone ungherese dedicata alle notti scandinave. Abbiamo un &lt;a href="http://www.charliemusic.hu/main.php"&gt;cantante&lt;/a&gt; di blues-rock-jazz-ecc. che ha vissuto per un periodo in Norvegia (ma anche in molti altri paesi durante gli anni Settanta-Ottanta, poi dopo il cambio di regime si è ristabilito in Ungheria). Questa canzone è il frutto di questa sua esperienza.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Horváth Charlie - &lt;i&gt;Skandináv éjszakák&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/FflVXjOq588" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;Notti scandinave&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appena apro gli occhi, li richiuderei subito.&lt;br /&gt;
La luce è tagliente, mi fa male la testa.&lt;br /&gt;
E' una guerra anche questa – il nemico è un altro lunedì.&lt;br /&gt;
Mi arrendo. Che mi prenda. Vorrei solo una birra.&lt;br /&gt;
Giuro che il nostro è il palazzo più buio.&lt;br /&gt;
Nella cassetta della posta una lettera, dalla calligrafia sconosciuta.&lt;br /&gt;
Il mittente... oh santo cielo! Sono sveglio o sto sognando?&lt;br /&gt;
Ad un tratto risplendono mille immagini perdute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nomi, volti, luoghi... Lunghe notti scandinave.&lt;br /&gt;
E' freddo ma non rigido questo mondo.&lt;br /&gt;
Ci sono stati nomi, volti, luoghi,&lt;br /&gt;
stanze anguste in alberghi economici.&lt;br /&gt;
Vedi il mondo ci ha dato qualche giorno&lt;br /&gt;
che continua a vivere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I bar sul lungomare, la stazione sempre deserta,&lt;br /&gt;
il cuoco indiano che beveva sempre il grog con noi e aveva freddo.&lt;br /&gt;
Forse ancora oggi ascolta blues da qualche parte ubriaco.&lt;br /&gt;
E la ragazza – mio dio! - mi ha scritto di nuovo! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Per testo originale in ungherese vedete &lt;a href="http://www.zeneszoveg.hu/dalszoveg/824/charlie/skandinav-ejszakak-zeneszoveg.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa canzone ha anche una &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IfFb3GAsVjw"&gt;versione inglese&lt;/a&gt;, cantata sempre da Charlie. Ma secondo me la canta molto meglio in ungherese...&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-5484209427036859783?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/di-patate-tartufo-borgogna-e-pere-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/FflVXjOq588/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8817691291990480233</guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-09T20:33:03.268+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in memoriam</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attori</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cucina</category><title>La pizza giallo-blu</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
(BACK TO SWEDEN) &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Stavolta non è una metafora. E' una cosa reale. Una ricetta che ho trovato in una rivista di cucina, &lt;i&gt;Mitt kök&lt;/i&gt; ("La mia cucina"), che ha pubblicato un numero interamente dedicato a piatti italiani. L'ho comprata sia per trovare nuove ricette da provare sia per leggere un po' di svedese. In copertina ci fu pure la foto di un cuoco italiano, un certo Roberto, che vive in Svezia e sembrava di prestare il suo nome a questo numero. Invece, solo alcune ricette erano sue. Questa che sto per farvi vedere non può provenire dalla mente di un cuoco italiano...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ovviamente non devo spiegare a nessun italiano che pizze strane si possono trovare all'estero. A volte pure in Italia, per carità... In Svezia la pizza-schifezza per eccellenza è la &lt;a href="http://vixani.blogspot.com/2010/10/il-pizzaiolo-impizzito.html"&gt;&lt;i&gt;pizza kebab&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. Sì, è proprio quel che sembra: pizza con kebab sopra. Ma posso portare anche un esempio ungherese (e non solo): la &lt;i&gt;pizza hawaii&lt;/i&gt; con prosciutto cotto e ananas. Quando ero piccola, sono stata pure capace di mangiarla. Poi mi sono trasferita in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco la ricetta in questione con un'illustrazione fotografica: &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-er4ZsivZ55w/TwCH4-UBFtI/AAAAAAAACNU/rZw1SioNJPg/s1600/08122011367.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-er4ZsivZ55w/TwCH4-UBFtI/AAAAAAAACNU/rZw1SioNJPg/s320/08122011367.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
(Non ho uno scanner a colori, perciò ho fatto una foto alla pagina col cellulare ed è venuta un po' così, ma se cliccate sull'immagine e la ingrandite potete leggere la ricetta.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome in natura è difficile trovare una verdura di color blu, ma l'inventore di questa pizza voleva essere leale alla patria e rappresentare la bandiera svedese, a tal scopo propone di usare un tipo di patata speciale, il c.d. &lt;i&gt;blå kongo-potatisar&lt;/i&gt;. Questa &lt;a href="http://sv.wikipedia.org/wiki/Bl%C3%A5_kongo"&gt;variante&lt;/a&gt; della patata, per me fino ad ora sconosciuta, è diventata "la patata dell'anno" in Germania nel 2006... In tedesco del resto questa patata si chiama &lt;i&gt;Blauer Schwede&lt;/i&gt;, "la svedese blu" (cosa non si impara leggendo &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Blauer_Schwede"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;...) Insomma, una variante nordica interessante della patata. Il colore giallo, altro elemento indispensabile di qualsivoglia simbolo patriottico svedese, è fornito da un comune peperone giallo (&lt;i&gt;gul paprika&lt;/i&gt;). Infine, per insaporire ecco che si mette qualche pomodorino fresco e un po' di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/V%C3%A4sterbotten_cheese"&gt;&lt;i&gt;västerbottenost&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, un formaggio tradizionale svedese, secondo alcuni (svedesi) dal sapore simile al parmigiano. Voi la provereste?&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;Canzone ungherese in appendice (In memoriam Garas Dezső)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dieci giorni fa, il giorno prima dell'ultimo dell'anno, il mio paese ha perso uno dei suoi attori più grandi. &lt;a href="http://hu.wikipedia.org/wiki/Garas_Dezs%C5%91"&gt;&lt;i&gt;Garas Dezső&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (o per gli stranieri Dezső Garas) è &lt;a href="http://www.sepolcri.it/news/7470-morto-dezso-garas-attore-ungherese/"&gt;scomparso&lt;/a&gt; dopo una lunga malattia a 77 anni. Un nostro Alberto Sordi, diciamo. E' stato un attore di teatro che però è diventato conosciuto grazie alla televisione e diversi film. Tra cui questa scena dal 1981, in cui insieme ad &lt;b&gt;András Kern&lt;/b&gt;, un altro attore e comico ungherese, canta &lt;i&gt;Egyedül nem megy&lt;/i&gt;, ovvero "Da solo non va". E' la canzone che in questi giorni si è sentita spesso in tv e alla radio in suo ricordo. (Garas è il secondo in ordine di apparizione, quello dal naso lungo.)&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/gjSF4bP_Xj8" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
dal film &lt;a href="http://www.imdb.it/title/tt0082997/"&gt;&lt;b&gt;Ripacsok&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (1981)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
(significa circa "&lt;i&gt;Gli istrionici&lt;/i&gt;")&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8817691291990480233?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2012/01/la-pizza-giallo-blu.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-er4ZsivZ55w/TwCH4-UBFtI/AAAAAAAACNU/rZw1SioNJPg/s72-c/08122011367.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-3622240777804557883</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-06T19:43:45.087+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ungheria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nostalgia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Metafore</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Pensieri gettati su un pezzo di carta qualche tempo fa&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La mia storia con l'Italia è un po' come una storia d'amore. Una storia finita di recente con tutti gli strascichi che ciò comporta. Ancora un tira e molla. Quella fase in cui la testa razionalmente sa che è finita, ma il cuore non riesce ancora ad accettarlo. Quella fase incerta in cui non puoi ancora sapere quanto tempo ti ci vorrà per superarlo. Se lo supererai. Perché credi ancora che non ci sia niente e nessuno di simile che lo possa sostituire. Quella fase in cui sai che devi tagliare i ponti per non soffrire troppo, ma ancora non ne sei capace e non sai neanche se è la cosa giusta da fare.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'Ungheria è un'altra cosa. E' il mio paese. Fa parte di me. Visceralmente ed irreversibilmente. E' come un genitore per me. Mi ha dato la vita. So che ci posso sempre contare. So che ci posso sempre tornare e mi aspetta a braccia aperte. Da un genitore puoi passare distante anche tanti anni, anche tutta la vita, e ti aspetterà sempre. Fa parte di te. Visceralmente. Irreversibilmente.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'amore è un'altra cosa. Ti può abbandonare. Ti può fare del male. L'Italia non è stata amore a prima vista per me. Per niente. All'inizio non mi sentivo a casa. Mi sentivo un'estranea che non capiva tante cose, che non parlava bene la lingua, che non vedeva l'ora di tornare a casa. Si è fatta scoprire pian piano e mi ha fatto innamorare. Forse sono proprio questi gli amori che durano tutta la vita. Non un colpo di testa, ma un amore profondo per qualcuno che conosci bene. Conosci bene anche i suoi difetti e le sue debolezze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come descrivere invece il mio rapporto con la Svezia? E' un po' come sposare un uomo che ti dà la stabilità e lo status che hai sempre sognato, ma di cui non sei innamorata. Che ti colpisce razionalmente, ma che non ti fa battere forte il cuore. Chissà però se col tempo, conoscendola meglio, non mi farà innamorare anche lei...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;
Concludo con una canzone meravigliosa. (Questa volta non ungherese però.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/6pHNkOQCIzk" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Love hurts,  &lt;br /&gt;
Love scars,  &lt;br /&gt;
Love wounds and mars&lt;br /&gt;
Any heart not tough or strong enough&lt;br /&gt;
To take a lot of pain, take a lot of pain&lt;br /&gt;
Love is like a cloud, it holds a lot of rain&lt;br /&gt;
Love hurts,  &lt;br /&gt;
love hurts.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I'm young,  &lt;br /&gt;
I know,  &lt;br /&gt;
But even so&lt;br /&gt;
I know a thing or two, I learned from you&lt;br /&gt;
I really learned a lot, really learned a lot&lt;br /&gt;
Love is like a flame  It burns you when it's hot&lt;br /&gt;
Love hurts, &lt;br /&gt;
love hurts.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Some fools think &lt;br /&gt;
Of happiness, blissfulness, togetherness&lt;br /&gt;
Some fools fool themselves, I guess&lt;br /&gt;
They're not foolin' me&lt;br /&gt;
I know it isn't true  I know it isn't true&lt;br /&gt;
Love is just a lie made to make you blue&lt;br /&gt;
Love hurts,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
love hurts.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
I know it isn't true  &lt;br /&gt;
I know it isn't true&lt;br /&gt;
Love is just a lie made to make you blue&lt;br /&gt;
Love hurts... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-3622240777804557883?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/12/metafore.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/6pHNkOQCIzk/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-5971711665662782536</guid><pubDate>Sat, 17 Dec 2011 11:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-17T12:39:53.659+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Firenze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sciopero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Un salto in Italia - Impressioni</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sono stata a Trento due giorni per un seminario.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Pensavo di tornare nel paese della luce, invece mi sono scordata che venivo nella Pianura Padana. Mi aspettava la nebbia. Anzi, il tassista mi ha corretto, la foschia. Non nebbia, perché problemi di visibilità non ce ne erano, solo quella cappa fitta nel cielo invece di sole e di azzurro. Questo almeno a Verona dove sono atterrata. A Trento la situazione era già meglio.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Da due mesi che non lasciavo la Svezia. Che gioia sentir parlare italiano intorno a me, poter fare due chiacchere con chiunque, capire subito tutto, riuscire ad esprimermi liberamente e spontaneamente in più di cinque sillabe...&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mi ha aspettato un paese colpito dagli omicidi razzisti di Firenze, commessi proprio sotto casa mia. Cioè sotto l'ultima casa che abbiamo avuto a Firenze. Prima di trasferirmi in Svezia abitavo in piazza Dalmazia. Adoravamo vivere in quella zona, non mancava niente. Una piazza ben servita, piena di negozi, un cinema, un locale rinomato, un lampredottaio, una buona pizzeria, un piccolo mercato tutte le mattine. In quel mercatino ci sono passata mille volte... &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mi ha aspettato anche uno sciopero generale venerdì. Proprio il giorno in cui dovevo tornare all'aeroporto di Verona. Fino alle 17 non passava nessun treno. Meno male un collega veronese mi ha gentilmente accompagnata in macchina. &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Giovedì, prima dell'inizio del seminario, ho avuto un'ora libera. Ne ho approfittato per andare a vedere il mercatino di Natale. Quante cosette deliziose. Per pranzo ho preso un succo di mela caldo e un panino con porchetta. Né il pane né la porchetta non c'entravano niente con quelli del Centro Italia. Ho visto un ragazzo (italianissimo) mettere mezzo chilo di maionese sulla porchetta.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Al ritorno, all'aeroporto di Monaco (di Baviera) gli svedesi erano facilmente riconoscibili. Erano quelli con una busta trasparente in mano con un paio di bottiglie di alcolici dentro.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ora eccomi di nuovo nel paese del buio. Non che in Italia ci sia stata tutta questa luminosità però, diciamocelo... Giovedì prossimo si riparte per le feste.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-5971711665662782536?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/12/un-salto-in-italia-impressioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-674524406894532182</guid><pubDate>Sat, 10 Dec 2011 18:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-10T21:36:17.984+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">macchina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>Comprare una macchina (usata) in Svezia</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Forse vi ricordate il &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/alla-ricerca-di-una-nuova-macchina-in.html"&gt;post&lt;/a&gt; sulla ricerca di una nuova macchina e i precedenti. L'abbiamo trovata! Alla fine non è una di quelle tre su cui avevo chiesto il vostro consiglio (e non ne ho ricevuto nessuno), ma una quarta. E' una C3 superaccessoriata del 2009 con soltanto 11 mila km. Siccome è stata la prima volta che ho comprato una macchina in Svezia (dopo una lunga procedura di registrazione della mia macchina ungherese distrutta da quel *!y%&amp;lt;@ vecchietto un tranquillo sabato pomeriggio), ho avuto anche l'occasione di scoprire come funziona il mercato svedese dell'usato... E per tutti i fastidi avuti con le procedure legate all'immigrazione e al &lt;i&gt;personnummer&lt;/i&gt;, ti rifai con l'efficienza e la semplicità delle procedure in altri ambiti, come la compravendita delle auto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GbWEI-ufS70/TuOjCdimp6I/AAAAAAAACNI/o-axIGKCfZQ/s1600/foto%25281%2529.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-GbWEI-ufS70/TuOjCdimp6I/AAAAAAAACNI/o-axIGKCfZQ/s320/foto%25281%2529.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;La nostra nuova macchinina sotto la prima nevicata dell'anno,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;mercoledì scorso &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Come avevo già menzionato, abbiamo usato il mitico &lt;a href="http://www.blocket.se/"&gt;Blocket.se&lt;/a&gt; che è anche un ottimo strumento per una ricerca di mercato. Salta subito all'occhio la dominanza della Volvo, marchio svedese per eccellenza. Nella nostra regione su 5 mila macchine in vendita più di 800 sono Volvo. Questo significa quasi un quinto del mercato. Un po' meno popolare l'altra marca svedese, la Saab (con 300 macchine in vendita nella regione di Örebro). L'altra cosa più evidente è la predominanza delle macchine di grossa cilindrata. Questo si capisce subito anche semplicemente guardandosi intorno. Per dirla con i numeri, di queste 5000 macchine in vendita soltanto 270 hanno meno di 80 cavalli! Qui certo lo spazio non manca, ma io ho sempre avuto una certa  avversione nei confronti delle macchine grosse che mi sembrano più dei  treni che delle macchine...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Presa dalla curiosità, esaminando il database di questo sito, ho scoperto che in un mio &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2010/12/apparenza-e-sostanza.html"&gt;post&lt;/a&gt; scritto un anno fa avevo torto. Scrivendo che qui la macchina non è uno status symbol (che è forse vero), ho anche scritto che si vedono poche Mercedes in giro. Insomma, questo non è vero. Ce ne sono tantissime. Dopo la Volvo e la Volkswagen è la marca più venduta, ha lo stesso share di mercato della Saab, almeno nella nostra regione. Dunque le macchine tedesche sono quelle più popolari, la BMW segue quasi di pari passo la Mercedes, mentre la Opel è un po' indietro. Poi vengono la Ford, le macchine giapponesi (Toyota, Hyundai, Mitsubishi e Nissan) e quelle francesi (Peugeot e Renault prima di tutte). Pochissime Fiat e, stranamente, pochissime Alfa Romeo. E, nonostante sia una marca giapponese, poche Suzuki. Siccome la nostra macchinina distrutta era una Suzuki Swift (che del resto si fabbrica in Ungheria, quindi nel mio paese è parecchio venduta), ho notato subito che sarebbe stato difficile trovarne un'altra uguale. Allora durante una visita a un concessionario di Citroen che vendeva anche Suzuki ho chiesto al venditore come mai ci fossero così poche Suzuki in giro. La risposta era che è perché la Suzuki non produce macchine di grossa cilindrata, quindi non è molto conosciuta in Svezia... E' evidente che qui la Smart serve a ben poco, ma non vedo neanche tutta questa esigenza di macchine grosse... Allo stesso tempo immagino che nella capitale il discorso cambi. Magari la prossima volta che andiamo a Stoccolma ci farò più caso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Detto questo volevo raccontarvi delle procedure burocratiche da seguire per acquistare una macchina usata. In realtà c'è poco da raccontare. La cosa è semplicissima e velocissima. Abbiamo scelto la macchina e il giorno dopo è stata nostra. L'abbiamo pagata con carta di credito e il concessionario ci ha sistemato l'assicurazione entrando nel database delle compagnie di assicurazione con una propria password, in modo che l'assicurazione fosse subito valida e potessimo subito circolare. Dopo una settimana ci sono arrivati a casa due bollettini da pagare: uno dell'assicurazione e uno per il bollo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, un'ultima cosa assolutamente da raccontare che ci ha entusiasmato: l'incredibile trasparenza dell burocrazia svedese. Si sa che questo è un paese trasparente, ma continua a sorprenderci, perché non si finisce mai di scoprire fino a che punto. Sul sito del &lt;i&gt;Transportstyrelsen&lt;/i&gt;, l'autorità responsabile dei trasporti, sono reperibili tutti i dati di tutte le macchine immatricolate in Svezia. In base al numero della targa puoi accedere (&lt;a href="http://www.transportstyrelsen.se/sv/E-tjanster/"&gt;qui&lt;/a&gt;) a dati come nome e cognome del proprietario, anno di produzione e di immatricolazione, caratteristiche tecniche (a volte perfino il consumo medio), data dell'ultima revisione, costo del bollo e il numero dei proprietari precedenti. Per fax si può richiedere anche i dati degli ultimi due proprietari precedenti a quello attuale. Così abbiamo fatto noi con tutte le macchine potenzialmente interessanti che siamo andati a provare.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;La canzone ungherese in appendice&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dopo alcune canzoni tristi è arrivato il momento di farvi sentire anche una allegra, se no pensate che gli ungheresi sanno fare soltanto musica lagnosa... :) I &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Beatrice_%28band%29"&gt;&lt;i&gt;Beatrice&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (leggasi come in italiano), una rockband degli anni Ottanta, hanno una canzone molto simpatica che si è soliti &lt;strike&gt;urlare&lt;/strike&gt; cantare in coro alle feste studentesche. E' una specie di "anti-canzoned'amore". Vi traduco il testo, così capite perché.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ah dimenticavo... pure i &lt;i&gt;Beatrice&lt;/i&gt; furono bannati dal regime, tanto per cambiare.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Beatrice - &lt;i&gt;Azok a boldog szép napok&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/sNWUNPg6tzY" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&amp;nbsp;Quei bei giorni felici&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ormai è solo un ricordo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quando ancora non c'eri.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quelle erano le estati vere,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il tempo vola così veloce.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quando non sei qui con me,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Mi prende la paura.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Mi sveglio a ogni minimo rumore,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Perché credo che tu sia tornata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Tu non lo senti,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Non conosci il tormento&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Di quando ti fermi per la notte,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E la speranza sogna la solitudine.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Appena arrivi diventa autunno,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E poi ad un tratto inverno,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;La terra e il mondo cambiano,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il vento soffia neve.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Addio bei giorni felici!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Non sai quanto è bello senza di te.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Addio bei giorni felici!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Non sai quanto è bello senza di te.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E' ormai solo un ricordo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quando non c'eri ancora.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quelle erano le estati vere,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il tempo vola così veloce.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il momento più bello è quando ci salutiamo,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E tu sali sul treno,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Con le lacrime agli occhi penso:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Speriamo che non lo perda!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Addio bei giorni felici!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Non sai quanto è bello senza di te.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Addio bei giorni felici!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Non sai quanto è bello senza di te.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il testo in ungherese vedete &lt;a href="http://www.zeneszoveg.hu/dalszoveg/679/beatrice/azok-a-boldog-szep-napok-zeneszoveg.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-674524406894532182?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/12/comprare-una-macchina-usata-in-svezia.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-GbWEI-ufS70/TuOjCdimp6I/AAAAAAAACNI/o-axIGKCfZQ/s72-c/foto%25281%2529.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8514871969933408616</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2011 18:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-08T00:01:31.487+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">avvocato</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Mediterraneo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Italia</category><title>Un punto di vista svedese sull'avvocatura italiana</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La settimana scorsa mi è capitato di trovare un &lt;a href="http://bloggar.aftonbladet.se/europanereforrakning/2011/12/01/rom-italien-medan-advokaterna-koar-star-naringslivet-stilla/"&gt;articolo molto interessante&lt;/a&gt; sugli avvocati italiani, pubblicato sul sito di un giornale svedese. &lt;i&gt;Aftonbladet&lt;/i&gt; forse non è il giornale più prestigioso della Svezia, ma questo articolo, effettivamente, descrive la realtà. Fa parte di una &lt;a href="http://bloggar.aftonbladet.se/europanereforrakning/"&gt;serie di cronache&lt;/a&gt; scritte da &lt;b&gt;Peter Kadhammar&lt;/b&gt; che si è preso l'impegno di fare il giro delle capitali dei paesi europei più afflitti dalla crisi economica. Il suo giro comprende, quindi, una sosta ad Atene, a Roma, a Madrid ed a Lisbona (mica male come gitarella...). In Italia ha scritto cinque articoli, tra cui quello che mi ha attirato l'attenzione in modo particolare. In pratica il giornalista svedese ha accompagnato un giovane avvocato italiano in tribunale e ha seguito la sua giornata di lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rXzs_Xbt2YM/Tt-w9JZD3nI/AAAAAAAACM4/YAQV8Y2flBE/s1600/kadhammar+aftonbladet.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="162" src="http://4.bp.blogspot.com/-rXzs_Xbt2YM/Tt-w9JZD3nI/AAAAAAAACM4/YAQV8Y2flBE/s400/kadhammar+aftonbladet.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Insieme a Giulia di &lt;a href="http://piccolivichinghi.blogspot.com/"&gt;Piccoli Vichinghi&lt;/a&gt; abbiamo tradotto in italiano l'intero articolo (in realtà il grosso del lavoro è stato fatto da lei, io ho dato una mano più che altro con i termini giuridici), così lo può leggere anche chi non capisce lo svedese. Ecco la traduzione:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;b&gt;Roma, Italia: mentre gli avvocati fanno la coda, gli affari stagnano&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Una mattina il giovane avvocato Pierpaolo Pomes ci porta in giro per il tribunale civile di Roma. È una visita ai gironi dell'Inferno. Infatti, gli avvocati chiamano uno degli uffici proprio l'Inferno. Si trova nello scantinato dove vengono emessi i decreti ingiuntivi.&lt;br /&gt;È l'inferno perché gli avvocati devono aspettare, aspettare e aspettare in coda. Lo studio di Pierpaolo, avveduto, serio, specializzato in diritto del lavoro, ha assunto un avvocato il cui compito principale è di fare la coda. Come è possibile che si consegua un titolo universitario solo per finire in fondo ad una lunga fila di persone che devono ritirare delle carte?&lt;br /&gt;La risposta è semplice. Con una burocrazia abbastanza complicata e ostile, le forze contro questo ostacolo devono essere massicce, enormi, come un'armata che si lancia all'assalto attraverso il campo di battaglia contro il fuoco nemico. Alla fine qualcuno riuscirà a sopravvivere e a raggiungere l'obiettivo! Solo la città di Roma ha un'armata di 23000 avvocati. Tanti quanti in tutta la Francia. In Svezia ci sono 5 000 avvocati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pierpaolo ha studiato all'università e ha fatto pratica all'estero. Giù all'inferno, all'ufficio dei decreti ingiuntivi, una volta stette in coda ad uno sportello per due ore. Doveva ritirare un decreto che il tribunale avrebbe benissimo potuto spedire per posta. Ma il tribunale non lo fa.&lt;br /&gt;Quando fu il turno di Pierpaolo, l'impiegata allo sportello gli disse che aveva fatto la coda sbagliata. - Ritorni un altro giorno! Patapum.&lt;br /&gt;Pierpaolo ha una risata che ricorda quella della stella del cinema Peter Sellers. Gli viene naturale. E' un uomo pacato. A proposito della sua attesa inutile dice solo: "È triste...".&lt;br /&gt;Un altro giorno dopo aver fatto la coda si presentò all'impiegata dello sportello. Doveva registrare un atto di citazione per conto di una società contro un'altra. L'impiegata guardò le firme e, con aria visibilmente irritata, chiese: "E chi mi dice che queste firme sono autentiche?"&lt;br /&gt;Fu troppo anche per il giovane avvocato, che minacciò di chiamare la polizia se l'impiegata non avesse accettato e registrato i documenti.&lt;br /&gt;Giriamo per i corridoi, da edificio ad edificio nel quartier generale della giustizia. Dappertutto c'è molta attività: gli avvocati si affrettano, attendono, fanno la coda, parlano tra loro. Anche i loro clienti si affrettano, attendono, fanno la coda e parlano tra loro. I particolari cambiano continuamente ma nell'insieme è tutto fermo. &lt;br /&gt;Incontriamo una collega di Pierpaolo che sta aspettando dalle 8.40 del mattino. Ora sono le 12.15.&amp;nbsp; Si torce dall'irritazione, sta per scoppiare. Sta aspettando per sapere quando sarà la prossima udienza per la sua causa. Tra quattro mesi? Sei? Che giorno? Che ora?&lt;br /&gt;Anche queste informazioni si potrebbero inviare per posta, ma perché mai il tribunale dovrebbe prendersi questo disturbo? Gli avvocati possono fare la coda!&lt;br /&gt;In una sala delle udienze siede un giudice con uno spesso maglione blu e gli occhiali che pendono sopra la pancia da un cordicella. Le parti stanno chinate sulla sua scrivania. Indossano le toghe. Dietro di loro, in coda, altri aspettano di sottoporre il proprio caso al giudice.&lt;br /&gt;Un'udienza può richiedere da 30 secondi a due ore. Ma un'udienza è solo una parte di un processo molto, molto lungo. Ecco un abbozzo schematico del purgatorio di un avvocato. Prendiamo per esempio una società che fa causa a un'altra società:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coda di due ore per registrare l'atto di citazione.&lt;br /&gt;Attesa di 10 giorni per avere la data della prima udienza che sarà di regola dopo 6 mesi.&lt;br /&gt;Coda di 30 minuti alla cancelleria del giudice per ritirare l'atto. Fare una copia della decisione sulla data dell'udienza.&lt;br /&gt;Attesa di 30 minuti per autenticare la copia.&lt;br /&gt;Coda per la notifica 2-3 ore.&lt;br /&gt;Coda all'udienza da 30 minuti a 4 ore.&lt;br /&gt;Udienza di dieci minuti. Il giudice sente i testimoni, chiede i documenti e… "Ci rivediamo tra 5 mesi."&lt;br /&gt;Nuova udienza dopo 5 mesi. Sentenza: La società X deve pagare 10 000 euro di risarcimento.&lt;br /&gt;Dopo alcune settimane viene depositata la motivazione della sentenza. L'avvocato sta in coda per un'ora per ritirarla.&lt;br /&gt;Coda per fare una copia autentica della sentenza. Un'ora.&lt;br /&gt;Coda all'ufficio che appone la formula esectuvia sulla sentenza. Due-tre ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sicuramente dimenticato qualcosa. Ma diciamo che un avvocato aspetta in coda - in coda, cioè non studia, argomenta, ricerca né si occupa del caso - per 13 ore. Per un singolo caso. Questo spiega come mai a Roma ci siano 23 000 avvocati.&lt;br /&gt;L'esempio sopra non esagera per niente.&lt;br /&gt;Lo studio di Pierpaolo aveva come cliente un allenatore di tennis a cui fu riconosciuto una somma di 300 000 euro dal suo datore di lavoro a titolo di mancata retribuzione tra il 1975 e il 2004. Aveva anche diritto agli interessi. Un caso complicato. La motivazione della sentenza arrivò dopo 26 mesi!&lt;br /&gt;Questo era naturalmente inaccettabile. Lo studio di Piepaolo ha chiesto un risarcimento allo stato. Il processo è iniziato nel 2008 ed è tuttora in corso.&lt;br /&gt;Oppure prendi l'azienda di caffè che è stata condannata per aver licenziato 15 dipendenti senza giusta causa. Il processo è durato nove anni. Se una delle parti avesse presentato appello sarebbe durato due o tre anni di più. Forse ancora di più.&lt;br /&gt;- Mi sento… impotente... quando sono in coda, dice Pierpaolo.&lt;br /&gt;Non è solo lui ad essere impotente. Il sistema giudiziario italiano è così lento da divenire una minaccia per l'economia della nazione. La Banca Mondiale colloca l'Italia all'87esimo posto nel mondo per quanto riguarda il clima imprenditoriale. Il paese che ha dato al mondo la Ferrari e la Fiat finisce tra la Mongolia e la Giamaica (la Svezia è il numero 14).&lt;br /&gt;Riguardo la possibilità di far rispettare un contratto scritto, l'Italia è al 158 posto su 183, solo due posizioni sopra l'Afganistan ed un bel po' sotto il Sudan (la Svezia è il numero 54).&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;- Il sistema giudiziario crea insicurezza negli affari, dice Pierpaolo. Un imprenditore non può vivere nell'incertezza per anni, che abbia ragione o torto. Questo paralizza l'economia.&lt;br /&gt;Paolo ha scelto di fare il giurista perché gli piace il ragionamento limpido e logico. Gli chiedo se veda ancora così il diritto. Risponde: - Essere avvocato è vedere le funzioni della società nella loro forma più pura.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Commento mio: purtroppo il giornalista non esagera nella descrizione dei fatti. A Firenze la situazione è meno pesante che a Roma, città più piccola, meno cause, giudici un po' più organizzati (in quanto per esempio la data dell'udienza e la motivazione della sentenza vengono inviate per fax allo studio dell'avvocato), ma i problemi sono gli stessi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8514871969933408616?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/12/un-punto-di-vista-svedese.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-rXzs_Xbt2YM/Tt-w9JZD3nI/AAAAAAAACM4/YAQV8Y2flBE/s72-c/kadhammar+aftonbladet.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-5712799740315195862</guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 16:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-30T22:39:33.988+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">strade</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">università</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Gli svedesi e gli orari di lavoro</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nel paese forse più organizzato e più efficiente d'Europa viene spontanea la domanda: ma quanto lavorano gli svedesi? La risposta è sorprendente: non molto. O meglio, il giusto! (&lt;i&gt;Lagom&lt;/i&gt;, come direbbe uno svedese, appunto).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il mio lavoro non è molto indicativo, all'università ci sono orari flessibili come in Italia o in altri paesi. Nessuno controlla a che ora arrivi al lavoro e a che ora vai via, l'importante è che tu faccia quel che devi fare: le tue lezioni, i tuoi esami, le tesi da seguire, la ricerca e le altre cose amministrative. C'è chi ci spende più tempo, c'è chi ci spende meno. A volte puoi anche lavorare da casa se preferisci. Insomma, un po' te lo gestisci il tempo. Io per esempio non porto mai il lavoro a casa (tranne gli esami da correggere), ma piuttosto vado in Dipartimento anche sabato e domenica, per diversi motivi. Prima di tutto a casa ci sono troppe distrazioni, non mi concentro bene, e mi mancano anche tutti i materiali, file, ecc. E, poi, è anche una questione di principio: casa è casa e deve avere questa funzione non quella di "casa che ognitanto si trasforma in posto di lavoro".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Per farvi avere un'idea dell'organizzazione di lavoro in ambito accademico, ecco qualche mini-fumetto di valore universale, da un sito mitico:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Pub-DEEdlwk/TtZgAYa1deI/AAAAAAAACMg/pGvGvUoJPx4/s1600/phd043010s.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://1.bp.blogspot.com/-Pub-DEEdlwk/TtZgAYa1deI/AAAAAAAACMg/pGvGvUoJPx4/s320/phd043010s.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rhjihL9kpxs/TtZhf_R4WgI/AAAAAAAACMo/1by7VMhTQEo/s1600/phd021611s.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-rhjihL9kpxs/TtZhf_R4WgI/AAAAAAAACMo/1by7VMhTQEo/s320/phd021611s.gif" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ybFuMW7_eJM/TtZpKw3ACAI/AAAAAAAACMw/vsftrQkuZOY/s1600/phd102210s.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://4.bp.blogspot.com/-ybFuMW7_eJM/TtZpKw3ACAI/AAAAAAAACMw/vsftrQkuZOY/s320/phd102210s.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Chiusa questa parentesi, vorrei raccontare degli orari di lavoro svedesi tanto diversi da quelli italiani, fuori dall'ambito accademico. Sono diversi non soltanto perché qui i negozi tutti fanno orario continuato e la pausa pranzo non dura più di una mezz'ora, ma anche perché le ore lavorative in genere vengono severamente rispettate, nonché gli straordinari vengono regolarmente calcolati e pagati. I datori di lavoro non sono affatto interessati a far lavorare i dipendenti oltre l'orario di lavoro regolare, anche perché il compenso per gli straordinari sono tassati pesantemente. Più straordinari uno fa, più costa al datore di lavoro. I principi della socialdemocrazia permeano la vita di questo paese negli ambiti più disparati, anche in quelli dove meno ve lo immaginereste, figuratevi se non si riflettono nel campo del lavoro...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I lavori di ufficio qui iniziano alle 8:00-8:30 e finiscono alle 16:30-17:00. Oggi mi è capitato di uscire dall'università alle 4 e mezza, e le vie principali erano quasi intasate. Almeno pensando in termini svedesi. Qui a Örebro ti può capitare di non riuscire a passare con la prima onda di verde (cioè di dover aspettare due rossi) in due momenti della giornata: tra le 7:30-8:30 di mattina e tra le 16:30-17:30 del pomeriggio. Per trovare un casino vero e proprio però ci vuole la partita di calcio, preferibilmente in fase play-off. (Se il play-off esiste nel campionato di calcio... sono ignorante in materia.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente anche qui c'è chi lavora di più e si fa in quattro per dare il meglio di sè e ci sono altri che si approfittano dei propri diritti e fanno soltanto il minimo indispensabile, però l'impressione generale che ho è che rispetto agli italiani (e ungheresi) mediamente lavorino meno. (Pensate solo alla polizia chiusa tutti i weekend!) Nonostante ciò il paese funziona e anche molto bene. La conclusione che ne ho tratto è che una buona organizzazione risparmia molto tempo ai lavoratori. Certamente la spiegazione non è così semplice. Sono fattori molto importanti l'uniformità del paese, la bassa densità di popolazione e la centralizzazione della gestione delle risorse, nonché il principio di trasparenza tanto caro a questo paese.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;Appendice musicale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa volta non musica ungherese, ma musica sugli ungheresi. Forse conoscete Johannes Brahms e le sue &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danze_ungheresi_%28Brahms%29"&gt;Danze ungheresi&lt;/a&gt;, composte nel 1869, nell'epoca dell'Impero austro-ungarico. Mi piace in modo particolare la&lt;b&gt; n. 4&lt;/b&gt;. Credo che si addica perfettamente all'atmosfera di Budapest e allo spirito degli ungheresi: un po' allegro, un po' malinconico, un po' drammatico.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/HSNAy0ML-cg" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-5712799740315195862?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/gli-svedesi-e-gli-orari-di-lavoro.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-Pub-DEEdlwk/TtZgAYa1deI/AAAAAAAACMg/pGvGvUoJPx4/s72-c/phd043010s.gif" height="72" width="72" /><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8395123662398122462</guid><pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-24T22:01:27.172+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Parlo svedese?</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Forse è giusto porsi questa domanda nel post n. 100 di questo blog. Per ora è una domanda, ma sta per trasformarsi in un'affermazione. Non dichiaro ancora tra le mie lingue parlate lo svedese. Anche se capisco abbastanza bene quando lo leggo, non posso dire lo stesso quando lo ascolto. E poi l'ultimo scoglio ancora da superare: non lo parlo fluentemente.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La situazione in Svezia è particolare. Quasi tutti parlano inglese o almeno tutti lo capiscono. E' veramente eccezionale trovare una persona che non capisce l'inglese. Mi è capitato di recente con un venditore di auto, ma avevo dei seri dubbi se non lo capiva per davvero o si rifiutasse di capirlo. In genere tutti capiscono l'inglese - soprattutto come lo parlo io, in termini semplici e con una pronuncia tranquilla - anche perché lo sentono sempre in tv. I numerosi film, serie, reality e talkshow che arrivano dagli Stati Uniti o dall'Inghilterra sono trasmessi in lingua originale con i sottotitoli in svedese. Quindi l'inglese qui ti entra nell'orecchio anche senza volerlo. Si aggiungono poi l'affinità tra le due lingue e le migliaia di parole in comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il punto è che, di conseguenza, qui in Svezia non sei assolutamente costretto a imparare la lingua, ma puoi benissimo cavartela con l'inglese. Ci sono diversi stranieri che vivono qui da tanti anni senza parlare lo svedese. Se non gli serve né al lavoro né a casa, molti non si sentono motivati per impararlo. Allo stato attuale, dunque, io lo svedese tendenzialmente lo capisco, ma lo parlo raramente. Tendo a rispondere in inglese, vuoi per mancanza di pazienza, vuoi per timidezza. Certamente è già un grande passo in avanti iniziare a capire, perché mi oriento e mi muovo molto meglio in qualsiasi contesto, ma è imbarazzante e frustrante non riuscire ad esprimermi in svedese se non al livello di un bambino di cinque-sei anni. Sebbene non mi serva né al lavoro (anche se ultimamente mi sono consapevolmente incollata degli impegni che richiedono la conoscenza dello svedese), tantomento a casa, sento molto l'esigenza di impararlo. La mia vita si è impoverita considerevolmente da quando nella quotidianità non riesco a capire le sfumature in quel che leggo e sento. Per me, curiosa di tutto e soprattutto di tutti, è un grosso limite. E la strada da fare è ancora tanta. Ci vogliono tanti anni per arrivare a un buon livello in una lingua che usi soltanto saltuariamente e non in tutti i contesti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;La canzone ungherese in appendice&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ancora un cantante della generazione dei miei genitori, e una sua bella canzone malinconica. Si tratta di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zor%C3%A1n_Sztevanovity"&gt;Zorán&lt;/a&gt; e la sua &lt;i&gt;Bella Giulia&lt;/i&gt;. E' un cantautore di origine serba, nato a Belgrado ma cresciuto in Ungheria. Scrive e canta in ungherese. Anche suo fratello Dusán è un musicista e soprattutto scrittore di testi di canzoni (anche lui scrive in ungherese). Negli anni Sessanta (fino al 1972) entrambi furono membri della beat band &lt;a href="http://hu.wikipedia.org/wiki/Metro_%28egy%C3%BCttes%29"&gt;Metro&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Zorán - &lt;i&gt;Szép Júlia&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/CgNt1DeusKE" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra noi c'erano un paio di case e forse un anno o due,&lt;br /&gt;
E io ero ancora un bambino rispetto a te.&lt;br /&gt;
Avevo paura che se te lo dicevo tu ci ridevi,&lt;br /&gt;
E avevo paura che te ne fossi già accorta da tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quante volte sono partito per venire da te,&lt;br /&gt;
E tu eri sempre sempre di fretta.&lt;br /&gt;
Ti aspettavano in delle macchine lunghe,&lt;br /&gt;
E io non ci credevo che non avevo chance.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi ricordo che ho pensato: va bene così,&lt;br /&gt;
Un giorno avrò fama e denaro,&lt;br /&gt;
Starò sotto i riflettori cantando sottovoce,&lt;br /&gt;
E allora anche tu mi avresti amato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nella nostra viuzza fangosa&lt;br /&gt;
E' appena accesa qualche luce.&lt;br /&gt;
Io avevo sempre freddo quando aspettavo te,&lt;br /&gt;
Sento ancora il profumo dell'inverno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bella Giulia, bella Giulia,&lt;br /&gt;
Forse ormai non ti riconoscerei,&lt;br /&gt;
Bella Giulia, bella Giulia,&lt;br /&gt;
Rimani allora bella per l'eternità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pubblico rimane all'ombra,&lt;br /&gt;
E il mio cuore batte più forte,&lt;br /&gt;
A volte mi sembra di vederti qui,&lt;br /&gt;
Ma so che non sei mai venuta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E in una via lontana&lt;br /&gt;
Forse piena di lampade luminose,&lt;br /&gt;
In macchine da sogno aspettano te,&lt;br /&gt;
E tu non guardi più indietro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bella Giulia, bella Giulia,&lt;br /&gt;
Forse ormai non ti riconoscerei,&lt;br /&gt;
Bella Giulia, bella Giulia,&lt;br /&gt;
Rimani allora bella per l'eternità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Per il testo in ungherese vedete &lt;a href="http://www.zeneszoveg.hu/dalszoveg/270/zoran/szep-julia-zeneszoveg.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8395123662398122462?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/parlo-svedese.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/CgNt1DeusKE/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-4909132478854878524</guid><pubDate>Sat, 19 Nov 2011 19:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-26T17:24:41.076+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">prezzi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">macchina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Alla ricerca di una nuova macchina in Svezia</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho sempre avuto la macchina da quando vivo in Svezia, ma non ne ho mai comprato una qui. Adesso invece ci tocca esplorare il mercato svedese delle macchine (per i motivi vedete il post precedente). Ormai che l'assicurazione ha deciso di non pagarci la riparazione della Suzuki e di farci un'offerta decente per ripagare il valore della macchina, ci siamo attivati per trovarne una nuova. Usata, naturalmente. Nuova costerebbe troppo, e poi una (non molto) usata ci va benissimo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Abbiamo cominciato la ricerca spulciando tra gli annunci del mitico &lt;a href="http://www.blocket.se/"&gt;Blocket.se&lt;/a&gt;, sito in cui trovi di tutto e di più, dalle case ai vestiti ai mobili. Ultimamente anche degli annunci di lavoro. La cosa ganza di questo sito è che nella sezione "&lt;i&gt;Bilar&lt;/i&gt;" (cioè: macchine) puoi raffinare la ricerca non solo in base alla marca o al prezzo, ma anche in base all'età, al chilometraggio e alla potenza del motore (impostando il minimo e/o il massimo desiderato). Noi siamo alla ricerca di una macchina che costi non più di 100mila corone (10.800 euro), abbia massimo 5 anni, un chilometraggio non superiore a 70 mila km, almeno 60 cavalli, e cinque porte. Queste sono le nostre esigenze. Il database contiene i dati di quasi 5 mila macchine nella regione di Örebro. Di queste non più di cento corrispondono alle nostre esigenze sopra descritte. Una buona metà degli annunci sono inseriti da concessionari. Noi, per motivi pratici, abbiamo limitato la ricerca alle macchine offerte da loro.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In settimana abbiamo visitato due concessionari a Örebro e oggi abbiamo preso una macchinina a noleggio per andare a vedere alcune macchine fuori città. Siamo andati fino a Norrköping, dove abbiamo trovato alcune offerte interessanti. Il sito ti permette di estendere la ricerca alle regioni confinanti con la tua, senza dover fare una ricerca separata per ogni regione. Finora abbiamo visto undici macchine, di cui abbiamo provato otto. E quelli che ci sono piaciute sono:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
- una Skoda Fabia 1.4 16v Elegance del 2008, 68mila km, 86 hp, per 82.000 corone (nota negativa: il colore rosso acceso e la forma non proprio bella),&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
- una VW Polo 1.4 del 2008, 29mila km, 80 hp, per 96.000 corone (nota negativa: il prezzo, ma c'è da considerare che è una Volkswagen, una signora macchina),&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
- tre Citroen C3 1.4i, 73 hp: una del 2008/12, 44mila km, per 80.000 corone (color bordeaux, almeno non rosso acceso...); una del 2006/10, 60mila km, con il tagliando appena fatto, per 74.000 corone (colore verde chiaro bellino); e una del 2007/01, 32mila km, per 70.000 corone, lo stesso colore verde chiaro (nota negativa: la frizione è forse un po' allentata. Sarà il motivo del prezzo così basso?).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questi sono i prezzi finali, perché - incredibilmente - siamo riusciti a trattarli praticamente tutti. Sarà che è novembre e per i concessionari è bassa stagione. E sarà che non diamo un'altra macchina usata indietro, ma paghiamo il prezzo intero. Insomma, adesso c'è da decidere. Voi quale scegliereste? Accettiamo volentieri consigli.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Poi ad affare concluso, scriverò più ampiamente del mercato svedese delle macchine usate e delle nostre esperienze. C'è qualche nota interessante.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In appendice vi lascio una canzone ungherese in tema, dal titolo "&lt;i&gt;Corsa, Porsche, amore&lt;/i&gt;" ('corsa' nel senso di andare veloce in macchina...). E' una canzone simpatica degli anni Ottanta, molto famosa e popolare in Ungheria. Questa volta non la traduco. Forse si può intuire che non c'è molta poesia nel testo (cioè, in un certo senso sì, perché è un'oda alla velocità, alle macchine e all'amore). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Cserháti Zsuzsa &amp;amp; Charlie: &lt;i&gt;Száguldás, Porsche, szerelem &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/je8VtCSTUSY" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-4909132478854878524?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/alla-ricerca-di-una-nuova-macchina-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/je8VtCSTUSY/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-8092126979742723987</guid><pubDate>Sat, 12 Nov 2011 20:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-24T21:59:32.957+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Budapest</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polizia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">assicurazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">macchina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>In ogni male c'è un po' di bene</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;i&gt;Minden rosszban van valami jó&lt;/i&gt;. In ogni male c'è un po' di bene, dice un detto ungherese (ora l'equivalente italiano non mi viene...). Quanto ciò è vero lo posso illustrare con un fatto successo recentemente. Un evento di sfiga pura, di quelli che capitano a tutti ogni tanto nella vita, e che non puoi spiegare in altro modo che con la sfiga (o, ma sarebbe meno elegante, con la saggezza popolare "shit happens"). Ma sono quelle cose che quando ti succedono, cerchi di vederne i lati positivi o, per lo meno, pensare che poteva andarti anche peggio...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Vengo al dunque. L'ultima domenica di ottobre un signore ultrasessantenne (età precisa sconosciuta) in pieno giorno, alle quattro del pomeriggio, ha pensato bene a non vedere la nostra macchina tranquillamente e pacificamente parcheggiata al lato destro della nostra larghissima e scarsamente trafficata via, e ci ha dato una bella botta. Non so a che velocità sia successo l'impatto, ma fatto sta che la nostra macchina ha urtato contro altre due macchine parcheggiate davanti, quindi il signore con una sola svista è riuscita a distruggere tre macchine. O meglio, ha distrutto solo la mia, le altre due hanno subito un danno minore. Ma faccio prima a fare vedere la foto che spiegarlo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2-tx3s8dL7o/TrxOTeivUPI/AAAAAAAACIQ/sFrnwWVEW88/s1600/30102011357.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-2-tx3s8dL7o/TrxOTeivUPI/AAAAAAAACIQ/sFrnwWVEW88/s320/30102011357.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Come vedete, la ruota è fuori asse e l'urto è stato proprio dal lato del serbatoio. Noi abbiamo trovato la macchina così la domenica mattina, abbandonata da sola al lato della strada con un nastro della polizia sul cofano su cui si leggeva "fordon kontrollerad" (veicolo controllato). Niente messaggi, né un foglio. Le altre due macchine danneggiate non c'erano più, e noi fino a lunedì non abbiamo saputo cosa era successo. Certamente siamo subito andati alla polizia, la domenica stessa, ma in Svezia (almeno a Örebro, speriamo che almeno a Stoccolma no) la domenica la polizia è chiusa. E' &lt;a href="http://www.polisen.se/sv/Kontakta-oss/Polisstationer/Orebro-lan1/Orebro/"&gt;chiusa pure il sabato&lt;/a&gt; e nei giorni feriali dopo le 18 di pomeriggio (che qui è considerata sera). L'edificio era proprio fisicamente chiuso ed inaccessibile. Sinceramente non mi sembrava il caso di chiamare il 112. C'è anche un altro numero della polizia che uno può chiamare (114 14), ma è a pagamento, e mi dava venti minuti di attesa. Quindi anche no. Abbiamo preferito aspettare il lunedì mattina per sapere cos'era successo (e  ci sono voluti alcuni giri prima di arrivare alla persona giusta che ce  lo sapeva dire). Tanto il nastro della polizia sul cofano era rassicurante. Sapevamo che la polizia ci era già stata, e probabilmente sanno che cos'è successo.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
(Non posso non rammentare che l'unica denuncia, di furto, che ho dovuto fare in Italia l'ho fatta il 25 aprile, e l'ufficio delle denunce di Firenze era apertissimo.)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Insomma, lunedì mattina abbiamo chiamato i carri attrezzi che hanno portato la macchina da un carrozziere. Siccome non conoscevamo alcun carrozziere in città, ci siamo affidati ai carri attrezzi. Certo che ci hanno portato la macchina dal carrozziere più caro! Finché non è arrivato il preventivo, ero tranquilla. Tanto sappiamo chi è stato, e paga l'assicurazione - pensavo. Poi è arrivato il preventivo. Di 108 mila corone... (circa 12 mila euro). Il doppio del valore della macchina. Ergo non si ripara. Ci toccherà comprare una nuova macchina con i soldi che ci dà l'assicurazione, e la nostra Suzuki, con un motore e un abitacolo intatti, sarà radiata. Se non fossi in Svezia, penserei a un inciucio tra il carrozziere e l'assicurazione. (Anche perché siccome mi verrà pagato il valore della macchina, non posso riprendere quel che ne rimane, ma se la tiene l'assicurazione...).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con questa storia volevo però illustrare che in ogni male c'è un po' di bene, ovvero che poteva andare molto peggio. Prima di tutto avevo firmato il contratto di assicurazione due giorni prima dell'incidente. Non più o meno, ma esattamente due giorni prima. Avevo cominciato la procedura per immatricolare la macchina in Svezia a fine agosto, e mi hanno fatto fare un'assicurazione temporanea per il periodo in cui dovevo girare con una targa temporanea (di color rosso). La targa definitiva ci è arrivata una settimana prima dell'incidente, e ho scelto di fare anche la casco la prima volta in vita mia (con lo stipendio svedese me la posso permettere, e poi il rischio maggiore qui è una scivolata d'inverno o uno scontro con un animale piuttosto che un urto con un'altra macchina). Ve la immaginate che casino gestire un caso del genere con un'assicurazione straniera? Sarebbe stato un vero calvario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, a questa macchina non ero ancora affezionata. L'ho presa questa estate (ereditata da mio padre). Se fosse successo alla mia Punto Sporting che ho venduto questa estate, ci sarei rimasta molto male. Mi avrebbe preso proprio al cuore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, se succedeva d'inverno era peggio. Ora tutto sommato si può ancora girare in bici, quindi posso muovermi liberamente (più lentamente, ma liberamente, non legata agli orari degli autobus). E c'è anche un altro piccolo male che ora invece si è rivelato di essere un bene: non sono riuscita a trovare un posto in garage da affittare da novembre, ma solo da dicembre (nel parcheggio sotterraneo del palazzo di fronte al nostro). Con l'esperienza di un novembre come quello dell'anno scorso, ero preoccupata. Adesso invece mi romperebbe decisamente dover pagare il garage senza avere una macchina da parcheggiarci dentro. E abbiamo pure un novembre decisamente più mite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, ma non da ultimo, gestire tutta questa faccenda mi ha costretto a parlare in svedese a volte, e molto spesso a leggere o ascoltare lo svedese. Con una signora dell'assicurazione mi è capitato di parlare un misto di svedese e inglese. Cioè lei mi parlava in svedese, e io le rispondevo in inglese con un pizzico di svedese. E' stata in ogni caso una soddisfazione capirla. Le lettere e le comunicazioni ufficiali, poi, naturalmente sono tutte in svedese. Così ho potuto imparare diverse parole nuove, tipo &lt;i&gt;fordon&lt;/i&gt; (veicolo), &lt;i&gt;ersättning&lt;/i&gt; (compenso), &lt;i&gt;skade&lt;/i&gt; (danno), ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E via... Si comprerà una nuova macchina. Appena torna Gabriele dall'Italia iniziamo a girare i concessionari. Per fortuna l'assicurazione ci ha offerto una somma onestra, quindi aggiungendo magari due-tre mila euro possiamo comprarci una macchina decente (in ogni caso si parla di macchina usata...). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;b&gt;La canzone ungherese in appendice&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
A Pest (parte orientale di Budapest), nella piazzetta sotto i piloni del mio ponte preferito, il Ponte Elisabetta, si trova questa lapide:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-S2t4qbzpMJ0/Tr1uslV7W7I/AAAAAAAACIY/LnvmWJ1QC04/s1600/mienk_itt_a_ter_1253978_8392_n.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-S2t4qbzpMJ0/Tr1uslV7W7I/AAAAAAAACIY/LnvmWJ1QC04/s320/mienk_itt_a_ter_1253978_8392_n.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le iscrizioni sono in lingue diverse e hanno significati diversi. L'unica scritta in ungherese è "miénk itt a tér". Vuol dire "questa piazza è nostra". Per un turista non vuol dire niente, ma se la legge un ungherese pensa subito a una canzone. E' una canzone del 1973 dei &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Locomotiv_GT"&gt;Locomotiv GT&lt;/a&gt;, o LGT, una delle rockband storiche del mio paese. Ed è una canzone con un significato per gli ungheresi. Se leggete il testo, capite anche perché gli LGT non furono ben visti dal regime e perché l'album in cui uscì questa canzone fu bannato, e uno dei chitarristi-cantanti si approfittò di un tour negli Stati Uniti, e non tornò mai più in Ungheria (morì otto anni dopo, a soli 34 anni, in circostanze poco chiare, sparato nel proprio letto). Ecco la canzone:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;LGT - &lt;i&gt;Miénk itt a tér&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/KDwKaQQT90I" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Questa piazza è nostra che ci siamo cresciuti,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Anche il palazzo è nostro che ce lo sopportiamo,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
A noi tocca poca luce, c'è più ombra,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Nella nostra stanza buia anche il ragno tesse male la tela.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Questa piazza è nostra, questa piazza è nostra.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Nel nostro cortile crescono solo dei sommacchi,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
La pietra delle nostre scale è consumata,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Questa piazza è nostra che ci siamo cresciuti,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Sono familiari i fischi che si parlano.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Questa piazza è nostra, questa piazza è nostra.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Andavamo spesso in giro nel pomeriggio,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
In giardini curati, dove si sdraiava l'estate,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
E quando veniva sera tornavamo a casa,&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Lì ci accoglieva il canto della piazza.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
(Per il testo in lingua originale vedete &lt;a href="http://www.zeneszoveg.hu/dalszoveg/1753/lgt/mienk-itt-a-ter-zeneszoveg.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho scelto questa canzone per la prima appendice musicale perché abbiamo scoperto non molto tempo fa la lapide nella foto, insieme a Gabriele, passeggiando lungo il Danubio come spesso facciamo. A me l'iscrizione ha subito ricordato la canzone, lui però non la conosceva. Perciò urgeva una spiegazione completa, insieme alla canzone stessa. :)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
(P.S. Questo forse è il post più lungo finora nella storia di questo blog...)&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-8092126979742723987?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/in-ogni-male-ce-un-po-di-bene.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-2-tx3s8dL7o/TrxOTeivUPI/AAAAAAAACIQ/sFrnwWVEW88/s72-c/30102011357.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-2304677755044231127</guid><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 20:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-25T19:18:50.919+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimonio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Con la musica nel cuore</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ricominciano i tempi bui. Fa ancora relativamente caldo (con una massima sui 10 gradi), e ancora niente neve. Invece tante nuvole e sempre meno verde. Insomma, l'inverno è sempre più vicino, anche se pare che sarà più mite degli anni scorsi (così dicono...). Peggio. Perché tanto il vero problema dell'inverno scandinavo, a mio parere, non è il freddo, ma il buio. E la neve aiuta ad alleviare il buio.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Però non volevo scrivere di questo. Stavo pensando a un'altra cosa. Un pensiero che da tanto che vuole essere raccontato. Questo weekend mi è capitato di viaggiare in treno da sola e, essendo troppo stanca per fare qualcosa di più impegnativo, tipo leggere, ho semplicemente ascoltato musica sul mio iPod per due ore e lasciavo fluire i miei pensieri liberi. E pensavo anche al mio rapporto con la musica. Tante note che accompagnano la mia vita. Ogni periodo ha la sua colonna sonora. Ammiro la capacità della musica di richiamare emozioni, di portare alla superficie vecchi sentimenti sepolti nell'inconscio, di ricreare un'atmosfera ormai dimenticata (ne avevo già &lt;a href="http://kata.spazioblog.it/159986/La+musica%3A+melodia+e+poesia.html"&gt;scritto&lt;/a&gt; una volta sull'altro blog). Per me è vero in modo particolare. E' incredibile quanto una canzone riesca a portarmi indietro nel tempo. Ed è incredibile quante volte mi abbia aiutato in momenti difficili. Fa parte di un mio rito di meditazione. E funziona un po' come una medicina omeopatica. La malinconia la combatto con le canzoni tristi. (E qui potrei anche citare un &lt;a href="http://kata.spazioblog.it/102000/M%E1rai+con+dedica.html"&gt;pensiero&lt;/a&gt; dello scrittore ungherese Sándor Márai, già &lt;a href="http://kata.spazioblog.it/102000/M%E1rai+con+dedica.html"&gt;tradotto&lt;/a&gt; sull'altro blog).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/PN9n1bAahg4" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;Words are flowing out like endless rain into a paper cup,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;They slitter wildly as they slip away across the universe.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;Possessing and caressing me.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;(...)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;i&gt;Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world....&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Il punto è che mentre l'inverno scorso ho cercato di illuminare il buio scandinavo con delle opere d'arte, con delle pitture in particolare, questa volta lo vorrei fare con la musica. Per me la musica è la prima tra le arti, quella che amo di più se dovessi scegliere. E forse avete già capito che la musica che mi affascina e mi trascina di più è il rock, sia quello classico che quello psichedelico degli anni Sessanta-Settanta. Sarà che sono figlia della generazione hippy (mio padre durante gli anni dell'università faceva il dj alla radio della casa dello studente dove abitava a Budapest, dove mia madre invece faceva da presentatrice, tra il 1970 e il 1975, proprio negli anni d'oro del rock), e a casa nostra c'era sempre la musica che così ha fatto parte della mia vita dal primo momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome mi piace anche far conoscere il mio paese a chi è interessato, questo inverno, invece di opere d'arte degli Uffizi, in appendice ci saranno canzoni ungheresi con il relativo testo da me tradotto in italiano (pure tradurre mi piace, e saltuariamente lo faccio anche come lavoro). Quindi ogni tanto, tempo permettendo, troverete una canzone ungherese in appendice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per cominciare vi riporto il testo di una canzone ungherese che nella mia vita ha una certa attualità e che di certo associerò sempre a un momento particolare. E' una canzone il cui testo fu recitato dall'officiante al nostro matrimonio (non su richiesta nostra, ma come parte del suo discorso). Io prima non la conoscevo neanche (figuratevi Gabriele...). E' il testo di una canzone del 1972 di Zsuzsa Koncz, la nostra Mina, diciamo.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/Z1YXdS3TxCU" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Koncz Zsuzsa - &lt;i&gt;Itt a két kezem&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;Ecco le mie mani&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
Il sole dà luce alla stella,&lt;br /&gt;
La terra dà fiore al prato,&lt;br /&gt;
Il fiore dà miele alle api,&lt;br /&gt;
Ma cosa posso dare io a te?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sorgente dà l'acqua al fiume,&lt;br /&gt;
La madre dà vita al figlio,&lt;br /&gt;
Il cielo dà stella alla notte,&lt;br /&gt;
Ma cosa posso dare io a te?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sto pensando a cosa posso dare a te,&lt;br /&gt;
a cosa ti piacerebbe,&lt;br /&gt;
qualcosa che potresti tenere sempre con te?&lt;br /&gt;
Eccole, ti dò le mie mani,&lt;br /&gt;
lo sai bene che te le dò&lt;br /&gt;
perché è tutto quello che ho.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Un grazie speciale alla mia amica Veronika che ha fatto da interprete al nostro matrimonio e che in quell'occasione ci ha letto la propria traduzione.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il testo in lingua originale vedete &lt;a href="http://gitartab.hu/hu/tab/koncz-zsuzsa/itt-a-ket-kezem/456"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-2304677755044231127?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/11/con-la-musica-nel-cuore.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/PN9n1bAahg4/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-652968764848886108</guid><pubDate>Sat, 29 Oct 2011 18:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-29T23:35:11.517+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">residenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimonio</category><title>Personnummer reloaded</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Avevo già scritto un post dal titolo "&lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2010/09/personnummer-e-altre-bestemmie.html"&gt;Personnummer e altre bestemmie&lt;/a&gt;" l'anno scorso, quando ero alla presa con gli uffici svedesi per ottenere il mio numero identificativo personale, e dal titolo potete intuire il tenore del racconto. Adesso si riparte per ottenere un personnummer per Gabriele. E la faccenda è ancora più complicata, dato che lui non ha ancora un contratto di lavoro in Svezia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CKmIU_GyuJc/Tqw_Q53TMqI/AAAAAAAAB3E/ljZvOqJEt44/s1600/migrationsverket-logo.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="92" src="http://2.bp.blogspot.com/-CKmIU_GyuJc/Tqw_Q53TMqI/AAAAAAAAB3E/ljZvOqJEt44/s200/migrationsverket-logo.gif" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Abbiamo avuto modo di sperimentare il sistema svedese sia come &lt;i&gt;sambo&lt;/i&gt;, ovvero conviventi, sia come coppia sposata. Avevamo iniziato la procedura già prima del matrimonio confidando nel fatto che qui la convivenza dal punto di vista legale dovrebbe equivalere al matrimonio. Almeno le aspettative erano queste. Probabilmente è pure vero, però il problema è dimostrare di essere conviventi. Siccome io sono arrivata in Svezia un anno prima di Gabriele, e lui non risulta nel contratto d'affitto, non c'è alcuna prova che conviviamo in Svezia (e per tre anni non è possibile inserire un'altra persona nel contratto d'affitto, per motivi per me ancora ignoti). La signora al &lt;i&gt;Migrationsverket&lt;/i&gt; (il significato del nome dell'ufficio si intuisce, credo) ci ha spiegato che in qualche modo dobbiamo pure dimostrarlo, se no potrei portare chiunque in questo paese. Ero tentata di dirle che però potevo portare in Svezia al massimo un uomo solo dato che la poligamia non è ammessa, quindi non è che debbano temere l'invasione di uomini single, ma mi sono trattenuta (e poi, parlando sul serio, so che non è un argomento valido). Ci ha proposto l'alternativa di dimostrare che avevamo convissuto in Italia, cosa altrettanto difficoltosa dato che nessuno di noi due aveva spostato la residenza a Firenze nell'appartamento dove vivevamo. In ogni caso dopo due settimane siamo tornati al Migrationsverket attrezzati di vecchia corrispondenza italiana da cui risultava che avevamo lo stesso indirizzo (domicilio) per un periodo (su suggerimento della prima tipa, ma accolto con un po' di sospetto da quella che ci abbiamo trovato la seconda volta). Insomma, fatto sta che poi per un mese non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal Migrationsverket.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il Migrationsverket non è l'ufficio che ti dà il personnummer. Loro decidono soltanto se hai il diritto di residenza in Svezia (per i cittadini comunitari è più facile), che però è un prerequisito del personnummer. Il numero personale è rilasciato dallo &lt;i&gt;Skatteverket&lt;/i&gt;, l'Agenzia delle Entrate svedese. (Mica sono scemi loro... L'ufficio delle tasse funge anche da anagrafe!) Abbiamo presentato tutto l'occorrente anche a questo ufficio, e la prima risposta è stata di rigetto. La motivazione: non perché non siamo riusciti a dimostrare di essere conviventi, ma perché io dovevo dimostrare di avere un contratto di lavoro di durata almeno annuale, cosa che non ho (per il momento ho un contratto che mi rinnovano ogni sei mesi).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dg9B9SVFTxk/Tqw_eJDP_0I/AAAAAAAAB3M/YDAO04b4-P0/s1600/Skatteverket-staende-farg.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="181" src="http://2.bp.blogspot.com/-dg9B9SVFTxk/Tqw_eJDP_0I/AAAAAAAAB3M/YDAO04b4-P0/s200/Skatteverket-staende-farg.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
La seconda volta che siamo tornati allo Skatteverket, a metà ottobre, abbiamo portato dietro una lettera in cui il mio capo spiega la situazione e le mie prospettive lavorative, nonché una copia del nostro certificato di matrimonio. Questa volta il problema è stato che non avevamo il certificato originale. Abbiamo provato a spiegare che l'unica copia originale è all'&lt;a href="http://www.ambbudapest.esteri.it/Ambasciata_Budapest/Menu/Informazioni_e_servizi/Servizi_consolari/Stato_civile/"&gt;Ambasciata d'Italia a Budapest&lt;/a&gt; alla quale l'avevamo dovuto spedire al fine del riconoscimento del nostro matrimonio in Italia (lo so, siamo una coppia complicata...), ma non c'è stato verso. Mi hanno consigliato di compilare intanto un modulo per comunicare il cambiamento del mio stato civile e il cambio di nome (avrò il doppio cognome, giusto perché mi voglio complicare la vita), visto che io sono già registrata nell'anagrafe svedese, e intanto ho attivato mia madre in Ungheria per chiedere un'altra copia originale del nostro certificato e spedircela per posta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto siamo tornati anche al Migrationsverket (da cui non arrivava alcuna risposta) per portare una copia del certificato di matrimonio, sperando che così si eliminino i problemi legati alla dimostrazione della convivenza. E così è stato! La prima battaglia l'abbiamo vinta! Questa settimana è arrivata la decisione del Migrationsverket in cui riconoscono il diritto di residenza di Gabriele in quanto mio familiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel frattempo è arrivato il certificato originale dall'Ungheria e siamo pronti per tornare allo Skatteverket lunedì e continuare a combattere. Speriamo bene!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la storia non finisce qui... Venerdì mattina mi è arrivata una mail dallo Skatteverket (prima avevano provato a chiamarmi, ma non ero in stanza) in cui mi chiedono chiarimenti riguardo alla mia domanda, scrivendomi: "Har fått in en anmälan om efternamn av dig och jag undrar om namnet C. var kommer det ifrån?" Ovvero: "Ho ricevuto una domanda relativa al tuo cognome e mi chiedo da dove venga il nome C.?" Ecco, io rimango basita. Ovviamente avevamo allegato la copia del certificato di matrimonio, e avevo fatto anche domanda di cambio di stato civile, ma forse erano domande disgiunte. Lunedì mi tocca anche chiamare questa tipa per spiegarglielo. Anche perché non lavora qui all'ufficio di Örebro, ma in un'altra città dove la mia domanda è stata inoltrata... Il fatto di centralizzare l'amministrazione ha senza dubbio un aspetto pratico e di efficienza, ma dall'altro lato a volte complica le cose. E sulle differenze relative ai nomi da sposati tra i paesi europei ci sarebbe da scrivere un altro post.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-652968764848886108?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/10/personnummer-reloaded.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-CKmIU_GyuJc/Tqw_Q53TMqI/AAAAAAAAB3E/ljZvOqJEt44/s72-c/migrationsverket-logo.gif" height="72" width="72" /><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-9196699811588526728</guid><pubDate>Sat, 22 Oct 2011 21:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-23T10:22:32.841+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimonio</category><title>Ritorno alla vita svedese</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
In realtà siamo tornati già una settimana fa, ma tra una cosa e l'altra non ho mai trovato, o meglio, dedicato tempo al blog. Eccoci qua di nuovo in Svezia, arricchiti di tante belle emozioni. I preparativi del matrimonio sono stati impegnativi (soprattutto per il fatto che la maggior parte degli ospiti, sia italiani che ungheresi, venivano da lontano, e noi gli aiutavamo nell'organizzazione del viaggio e dell'alloggio), ma ne è valsa decisamente la pena. Forse non ha mai fatto così caldo il 1 ottobre. C'erano 26 gradi e un cielo azzurrissimo. Una bellissima giornata in compagnia della famiglia e degli amici. Ci siamo divertiti.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Due giorni dopo il matrimonio siamo partiti per l'Egitto per un breve (almeno secondo i standard italiani) viaggio di nozze. Due giorni al Cairo e quattro in crociera sul Nilo. Non è stato il periodo giusto per visitare l'Egitto. Ho passato gran parte del viaggio in ansia e non me lo sono goduto come avrei potuto. (Non mi sto a dilungare sui dettagli.) Nota positiva, però, che abbiamo imparato tanto della storia (antica e moderna) e della cultura di quel paese, e abbiamo passato il viaggio in ottima compagnia, con altre due coppie coetanee molto simpatiche di Napoli (tutto il gruppo consisteva di noi sei...).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Adesso pian piano stiamo riprendendo i ritmi svedesi. O meglio, stiamo perdendo i ritmi italo-ungheresi... Mi toccano due settimane di fuoco al lavoro, anche per recuperare il tempo perso (dal punto di vista del lavoro si intende, ovviamente, per il resto altro che tempo perso!), ma novembre poi dovrebbe essere più tranquillo. Aspetto curiosa come vivrà Gabriele questo inverno. Non ha mai vissuto un inverno vero, tolti quei pochi giorni di neve capitati in Toscana negli ultimi anni, e non è mai stato in Svezia d'inverno (purtroppo la Ryanair sospende il volo Pisa-Stoccolma per il periodo invernale, quindi l'anno scorso tra novembre e marzo ci vedevamo altrove).&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Insomma, questo post era solo un aggiornamento. Tornerò a raccontare della mia vita (cioè, della nostra vita, a questo punto) in Svezia e di cose varie a breve. Intanto vi lascio una foto scattata in Ungheria quel bellissimo 1 ottobre.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6HuiICma7qo/TqMujRJRSjI/AAAAAAAAB24/0ugPKSuD33k/s1600/DSC_0605+%2528Large%2529.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://3.bp.blogspot.com/-6HuiICma7qo/TqMujRJRSjI/AAAAAAAAB24/0ugPKSuD33k/s320/DSC_0605+%2528Large%2529.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-9196699811588526728?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/10/ritorno-alla-vita-svedese.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-6HuiICma7qo/TqMujRJRSjI/AAAAAAAAB24/0ugPKSuD33k/s72-c/DSC_0605+%2528Large%2529.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-5096908735008286463</guid><pubDate>Sun, 25 Sep 2011 20:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-25T22:14:18.168+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">feste</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ungheresi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimonio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">canzone ungherese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ungheria</category><title>Matrimonio comparato - La festa</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Sono ancora in debito con il secondo post sul matrimonio all'ungherese. Non vi ho ancora raccontato delle tradizioni legate alla festa che in Ungheria ha un ruolo fondamentale e dà luogo a una serie di usanze, giochi, scherzi. Come avevo già menzionato nel primo &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2011/07/matrimonio-comparato-il-rito.html"&gt;post&lt;/a&gt;, la cerimonia, in chiesa o in comune che sia, si svolge praticamente sempre nel pomeriggio, poiché è seguita da una cena e una festa che dura tutta la notte. Abbiamo pure una parola apposita per dire "festa di matrimonio": &lt;i&gt;lakodalom&lt;/i&gt;, in forma abbreviata &lt;i&gt;lagzi&lt;/i&gt;, che non vuole dire nient'altro se non il ricevimento nuziale.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Questa festa è sempre accompagnata da musica dal vivo (raramente da un dj) e si balla fino all'alba. E' nato pure un nuovo genere musicale attorno alla festa matrimoniale che si chiama &lt;i&gt;lakodalmas rock&lt;/i&gt;, una specie di musica leggera che in realtà non sarebbe degna del nome rock... In ogni caso è molto popolare, soprattutto tra le persone di una certa età, e molti credono che a un matrimonio è la musica d'obbligo. Esiste pure un musicista ungherese che porta il nome di Lagzi Lajcsi, che ha fatto la sua fortuna con questa musica. Per illustrarvi il genere, ecco un suo video. A voi il giudizio. Noi preferiamo evitarla.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="252" src="http://www.youtube.com/embed/ooRtGjjqPU8" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Un esempio di gioco/scherzo che si fa agli sposi: a un certo punto della serata, quando lo sposo è distratto, alcuni amici rapiscono la sposa (intendi: la portano fisicamente via dal posto), e lo sposo viene sottoposto a diverse prove per riavere la sua dolce metà. Le prove possono essere varie, dipende dalla fantasia degli amici. E' un classico far bere dello spumante o vino da una delle scarpe della sposa. In Ungheria, al contrario dell'Italia, non si usa invece fare gli scherzi alla casa degli sposi, ma solo alla festa.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Altro: una sposa ungherese ha due vestiti. Oltre al classico bianco per la cerimonia, anche uno rosso, un vestito da sera corto, spesso tradizionale. A mezzanotte in punto cambia vestito e si mette il vestito rosso (che può essere anche di un altro colore caldo, tipo arancione). Il motivo sta nel fatto che dopo mezzanotte non è più una sposa, ma una moglie! E a mezzanotte, con la sposa già vestita di rosso, si comincia il &lt;i&gt;menyecsketánc&lt;/i&gt;. Questo significa che tutti, ma proprio tutti gli invitati fanno la fila per ballare un po' con la sposa (un minuto o due), ed è anche il momento della consegna del regalo di nozze. Perché per poter ballare con la sposa si paga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'altra particolarità della festa è la figura del &lt;i&gt;vőfély&lt;/i&gt;, in origine un amico o parente ma ultimamente spesso un professionista, una specie di animatore. E' lui che tiene le redini della serata e intrattiene gli ospiti con giochi, scherzi (agli sposi), discorsi divertenti, e sta dietro a tutto quel che succede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, questi sono gli elementi che a un vero matrimonio ungherese non possono mancare. Alcuni, invece, al nostro mancheranno (per esempio non ci sarà nessuno che faccia da "vőfély").&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusate se sono stata sbrigativa, ma a meno di una settimana dal matrimonio le giornate si fanno intense (pure al lavoro)... Siamo ancora in Svezia, ma dopodomani sera partiamo per l'Ungheria per ultimare i preparativi là. Dopo il matrimonio partiremo per una settimana di crociera sul Nilo. Quindi ci sentiamo tra qualche settimana!&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-5096908735008286463?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/09/matrimonio-comparato-la-festa.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/ooRtGjjqPU8/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-7494683497256389163</guid><pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-13T23:07:58.012+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gite</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>Alla scoperta della flora scandinava</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Domenica abbiamo passato una giornata da svedesi. Tra svedesi, in un posto da svedesi, dedicandoci a un'attività da veri svedesi... Non ci siete ancora arrivati? Lingonplockning! Ovvero raccolta di mirtilli rossi in un bosco a un'ora da Örebro verso nord. E' stata una gitarella organizzata dal nostro "padrone di casa", il mitico &lt;a href="http://www.obo.se/"&gt;ÖBO&lt;/a&gt;, ovvero l'ufficio del comune che gestisce gli affitti comunali. Ognitanto attraversa la nostra buca delle lettere qualche offerta dell'ufficio in questione con proposte di momenti conviviali o sconti su partite di calcio. Questa è stata la prima offerta che ci ha incuriosito, e abbiamo detto: perché no? Appena un mese fa siamo stati a raccogliere mirtilli (quelli blu) in Garfagnana (avevo &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2011/08/e-ora-comincia-la-vera-avventura.html"&gt;postato&lt;/a&gt; una &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jpDCnK5x7x4/Tk6Khayt8LI/AAAAAAAABWs/MxvXPWsn2Tg/s1600/06082011261.jpg"&gt;foto&lt;/a&gt; se vi ricordate), e siccome l'abbiamo trovato divertente, era un peccato perdere l'occasione nel Paradiso dei Frutti di Bosco, ovvero in Svezia.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nel pacchetto erano incluse anche due merende (cioè &lt;i&gt;fika&lt;/i&gt;), una la mattina, una nel pomeriggio. Non sapevamo però che la prima avesse luogo all'&lt;a href="http://www.operapaskaret.se/pages/"&gt;Opera på Skäret&lt;/a&gt;, ovvero a un teatro lirico allestito in mezzo al bosco, collegato direttamente con Stoccolma da una linea ferroviaria, operativo solo d'estate. Dopo il caffè e gli &lt;i&gt;smörgås&lt;/i&gt; (panini) offerti sul posto, un tizio dall'aria molto British (ma era svedese) ci ha fatto una breve visita guidata di cui abbiamo capito il giusto... Comunque è stata simpatica questa gitarella da pensionati svedesi (l'età media del gruppo era 65 anni), soprattutto perché abbiamo avuto modo di scoprire la flora nordica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Il seguito del racconto svela la mia assoluta ignoranza in materia di botanica!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il bosco era così, il terreno ricoperto di una specie di muschio morbidissimo (camminarci sopra è come camminare su un materasso) e pieno di questa erba bianca che da lontano sembra corallo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WtO4gIu7gfo/Tm--9k1uliI/AAAAAAAABXE/u18mD5B3OaM/s1600/11092011305.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-WtO4gIu7gfo/Tm--9k1uliI/AAAAAAAABXE/u18mD5B3OaM/s320/11092011305.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La giornata non era delle migliori. Cielo coperto, pioggia a tratti (ovviamente fitta proprio in quelle due ore in cui ci siamo dedicati alla raccolta di mirtilli). Ma avevamo visto le previsioni e ci eravamo attrezzati con stivali e impermeabili, nonché di un aggeggio che facilita la raccolta. L'uso di questo "raccoglibacche" in Italia è vietato, ma qui ce l'hanno tutti e lo vendono tutti i supermercati.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Fyq01xCaOw0/Tm-_xt4cUAI/AAAAAAAABXI/YbSjoQNN1Ag/s1600/11092011306.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-Fyq01xCaOw0/Tm-_xt4cUAI/AAAAAAAABXI/YbSjoQNN1Ag/s320/11092011306.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La pianta del mirtillo rosso è molto diversa da quella del mirtillo blu. E' un arbusto molto basso, quindi praticamente lo raccogli per terra. Anche il sapore è molto diverso. Il mirtillo rosso non è dolce, ma aspro, quindi non ti viene voglia di mangiarlo direttamente dalla pianta. Questo senz'altro aumenta l'efficienza della raccolta. :) (In Garfagnana mi sarò mangiato mezzo chilo di mirtillo blu durante la raccolta...)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NYagEFQWVX8/Tm_Ak_zya3I/AAAAAAAABXM/wLtN6xvHDB8/s1600/11092011307.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-NYagEFQWVX8/Tm_Ak_zya3I/AAAAAAAABXM/wLtN6xvHDB8/s320/11092011307.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tra i mirtilli abbiamo notato anche diversi funghi.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-PhcKEHog-C8/Tm_A0HrfOKI/AAAAAAAABXQ/_0YedY4AN_k/s1600/11092011308.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-PhcKEHog-C8/Tm_A0HrfOKI/AAAAAAAABXQ/_0YedY4AN_k/s320/11092011308.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il risultato della raccolta: 1,6 chili netti di mirtilli rossi! (Di cui un chilo stasera si è trasformato in marmellata...) :)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VzidpkQru_k/Tm_Bg2IyJGI/AAAAAAAABXU/2wJrc1Dal94/s1600/11092011313.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-VzidpkQru_k/Tm_Bg2IyJGI/AAAAAAAABXU/2wJrc1Dal94/s320/11092011313.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Il bosco era pieno di funghi di tutti i tipi. Purtroppo, non essendo esperti di funghi, non sapevamo riconoscere quelli commestibili, quindi non ne abbiamo raccolto nessuno. Colgo l'occasione per chiedervi se qualcuno di voi riconosce questi funghi. Alcuni sembrano proprio porcini! Enormissimi! (Se cliccate sulla foto, si ingrandisce.)&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-azMryDimu-A/Tm_Cg7887GI/AAAAAAAABXY/2tdK8gC7pQw/s1600/11092011311.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-azMryDimu-A/Tm_Cg7887GI/AAAAAAAABXY/2tdK8gC7pQw/s200/11092011311.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;1&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8m26iRosCZ0/Tm_CrWf03OI/AAAAAAAABXc/dAlgojh-lKU/s1600/11092011319.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-8m26iRosCZ0/Tm_CrWf03OI/AAAAAAAABXc/dAlgojh-lKU/s200/11092011319.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;2&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7l75XL2v43M/Tm_CxCoXPTI/AAAAAAAABXg/Idz9MLOO0pQ/s1600/11092011320.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-7l75XL2v43M/Tm_CxCoXPTI/AAAAAAAABXg/Idz9MLOO0pQ/s200/11092011320.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;3&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-enXZ4bkGF6A/Tm_C3qYqB8I/AAAAAAAABXk/NoJW9to4jzM/s1600/11092011322.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-enXZ4bkGF6A/Tm_C3qYqB8I/AAAAAAAABXk/NoJW9to4jzM/s200/11092011322.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;4&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dCFtfwi6hzo/Tm_C9NLIwCI/AAAAAAAABXo/8ao5oifOHN0/s1600/11092011324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-dCFtfwi6hzo/Tm_C9NLIwCI/AAAAAAAABXo/8ao5oifOHN0/s200/11092011324.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;5&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-udB8D3XU89A/Tm_DDBxl84I/AAAAAAAABXs/gIpvkrcFZ-o/s1600/11092011325.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-udB8D3XU89A/Tm_DDBxl84I/AAAAAAAABXs/gIpvkrcFZ-o/s200/11092011325.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;6&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dZGLaCDowe0/Tm_DJxjZu1I/AAAAAAAABXw/5fEeZ3CELLQ/s1600/11092011330.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-dZGLaCDowe0/Tm_DJxjZu1I/AAAAAAAABXw/5fEeZ3CELLQ/s200/11092011330.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;7&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NUX4aq2xBFI/Tm_DRA48iAI/AAAAAAAABX0/_fpLiBHhdwI/s1600/11092011334.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/-NUX4aq2xBFI/Tm_DRA48iAI/AAAAAAAABX0/_fpLiBHhdwI/s200/11092011334.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;8&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-AuMi2GKFrJA/Tm_DYQQwijI/AAAAAAAABX4/AwTMfC0KFlY/s1600/11092011335.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-AuMi2GKFrJA/Tm_DYQQwijI/AAAAAAAABX4/AwTMfC0KFlY/s200/11092011335.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;9&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-7494683497256389163?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/09/alla-scoperta-della-flora-scandinava.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-WtO4gIu7gfo/Tm--9k1uliI/AAAAAAAABXE/u18mD5B3OaM/s72-c/11092011305.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-4855620014653688638</guid><pubDate>Wed, 07 Sep 2011 19:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-08T10:12:10.632+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>Mi piace della Svezia...</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che la natura è tutta intorno a te, anche in città...&lt;br /&gt;
...che vedi i cambiamenti della natura come un documentario sulle stagioni rallentato... &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che il tuo lavoro viene apprezzato, anche economicamente...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che si vedono tante mamme giovani, anche tra le studentesse universitarie...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che si vedono tanti padri in giro da soli con bimbi piccini (anche neonati)...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che non ci sono mai code in città...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che trovi sempre parcheggio...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che le case d'inverno sono ben riscaldate...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che si beve l'acqua del rubinetto, e non c'è da comprare le casse d'acqua al supermercato...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che i supermercati sono aperti fino a tardi, anche nei giorni festivi...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che in qualsiasi ristorante l'acqua è gratis...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che non c'è buca sulla strada che sopravviva per più di qualche settimana...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...la cultura del riciclaggio ed i milioni di negozi di oggetti usati...&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
...che puoi andare ovunque in bici, perché la città è piena di piste ciclabili, parcheggi per le bici e pompe pubbliche (e gratuite)...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voi che aggiungereste?&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ho anche una lista "Non mi piace della Svezia...", ma restiamo positivi! :)&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-4855620014653688638?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/09/mi-piace-della-svezia.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-6085476685694117881</guid><pubDate>Fri, 02 Sep 2011 21:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-13T23:08:45.824+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">natura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">clima</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luce</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Svezia</category><title>Bollettino meteorologico n. x</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
L'autunno è alle porte. Considerando le temperature in realtà è già arrivato un mesetto fa, ma adesso pure la natura inizia a mostrare i primi segni. Ecco qualche foto scattata oggi nel campus:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pgU6313oamA/TmFHSB286iI/AAAAAAAABW0/B71CD1Fa94w/s1600/02092011284.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-pgU6313oamA/TmFHSB286iI/AAAAAAAABW0/B71CD1Fa94w/s320/02092011284.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SDeeaXtO-B0/TmFHZWkRHhI/AAAAAAAABW4/YjoIpvXShQ0/s1600/02092011287.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-SDeeaXtO-B0/TmFHZWkRHhI/AAAAAAAABW4/YjoIpvXShQ0/s320/02092011287.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ohxE0FPwAvk/TmFHfwQhlAI/AAAAAAAABW8/y1ukz1OAq2Q/s1600/02092011289.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-ohxE0FPwAvk/TmFHfwQhlAI/AAAAAAAABW8/y1ukz1OAq2Q/s320/02092011289.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3V3iC3sNKKo/TmFHmw7Ny4I/AAAAAAAABXA/-_-_k9f3Ovk/s1600/02092011290.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-3V3iC3sNKKo/TmFHmw7Ny4I/AAAAAAAABXA/-_-_k9f3Ovk/s320/02092011290.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Temperatura massima media in questo periodo tra i 18 e 20 gradi. Stamattina nebbia fitta fino alle 9 e mezza circa, poi però bellissima giornata di sole con poche nuvole. Speriamo che la storia si ripeti e succeda come l'anno scorso che agosto era grigio e piovoso e dal 1 settembre in punto è arrivato il bel tempo. Per ora il tempo promette bene, speriamo che regga.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Quanto alle &lt;a href="http://www.gaisma.com/en/location/orebro.html"&gt;ore di luce&lt;/a&gt;: oggi il sole è stato sull'orizzonte dalle 6 di mattina alle 8 di sera circa. Adesso le giornate si stanno accorciando di cinque minuti ogni giorno. Mancano ancora 20 giorni all'equinozio d'autunno (di cui avevo già scritto &lt;a href="http://diariosvedese.blogspot.com/2010/09/equinozio-dautunno.html"&gt;qui&lt;/a&gt; l'anno scorso), giorno dal quale le giornate inizieranno ad essere più corte che più a sud.&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-6085476685694117881?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/09/bollettino-meteorologico-n-x.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-pgU6313oamA/TmFHSB286iI/AAAAAAAABW0/B71CD1Fa94w/s72-c/02092011284.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4307792379445513002.post-2053446505052502258</guid><pubDate>Sat, 27 Aug 2011 10:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-27T12:18:00.835+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">parcheggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">campus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svedesità</category><title>La funzione educativa del parcheggio</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Dal parcheggio si conosce il paese" - potrebbe essere un nuovo proverbio. Una mattina questa settimana ho avuto un attimo di sconforto a vedere il parcometro nuovo di zecca nel parcheggio finora gratuito del campus. Il parcheggio davanti all'edificio principale è sempre stato a pagamento, ma se andavi un po' più lontano, in fondo al campus, trovavi un grande parcheggio sterrato e gratuito. Sono andata a vedere meglio questo parcometro, di un colore insolito, rosso, mentre i parcometri sono generalmente blu qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CJixsZrpaao/Tli4E164MiI/AAAAAAAABWw/DtKrke2U4a8/s1600/25082011276.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-CJixsZrpaao/Tli4E164MiI/AAAAAAAABWw/DtKrke2U4a8/s200/25082011276.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Infatti, era un parcometro diverso. Il parcheggio è diventato a pagamento solo per la notte e per i giorni non feriali! Fin qui ancora posso capire la ragione, ma poi ho guardato meglio gli orari: &lt;b&gt;dalle 18 in poi&lt;/b&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora... che pure il parcometro presupponga che tu finisci di lavorare alle 17, è una cosa fantastica! Probabilmente si sono sentiti anche generosi a dare un'ora in più per arrivare a riprendere la macchina dopo il lavoro. Il problema è di quelli (pochi e quasi tutti stranieri) che lavorano fino a più tardi. L'anno scorso uscivo&amp;nbsp;dall'università&amp;nbsp;regolarmente alle 19 (senza considerare poi che ogni tanto mi fermavo in palestra che l'università mette a disposizione gratuitamente), e non era raro che nei weekend solitari sono andata a lavorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come si farà, quindi, da ora in poi? Alle 18 ti tocca uscire dal lavoro per pagare il parcheggio o per spostare la macchina nel parcheggio davanti all'edificio principale che invece è a pagamento soltanto fino alle 17 (e solo nei giorni feriali, per fortuna, quindi nel weekend il problema non si pone). D'inverno con meno dieci fuori non è una soluzione molto comoda... L'alternativa è pagare subito la mattina quando parcheggi la macchina per evitare di dover uscire la sera appositamente, ma questo invece presuppone una certa prevedibilità della giornata lavorativa che certo non contraddistingue il lavoro universitario, soprattutto quello di ricerca, in cui un giorno riesci a fare tanto, un altro invece ti manca proprio l'ispirazione. Quindi è difficile prevedere a che ora uscirai la sera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Meno male che andando un pochino più lontano ancora ho scoperto un altro parcheggio gratuito che mi salva dal dover fare questi ragionamenti tutte le mattine. Ma chissà se prima o poi non introdurranno anche &amp;nbsp;lì delle misure anti-stacanoviste... Vi terrò aggiornati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh, questo post chiaramente voleva essere ironico. In realtà un'idea ce l'ho del motivo reale dell'introduzione del pagamento notturno e festivo. Quest'anno la sera prima dell'inizio del ponte di Pasqua mi sono accorta che nel parcheggio sterrato e gratuito si è radunato un bel gruppetto di camperisti che, chissà per quale misterioso motivo, ha pensato a passare le feste nel parcheggio dell'università. (Ci sono delle piccole colonne dalle quali possono prendere l'elettricità.) Probabilmente questo nuovo sistema a pagamento è rivolto a loro. Ma far pagare la gente dalle 18 di pomeriggio, non pensando a chi al campus ci lavora, mi sembra davvero irragionevole... (Anche se i parcheggi qui a Örebro hanno un costo ragionevole. Ma comunque.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dei parcheggi in Svezia ci sarebbe tanto da dire, come le quattro multe da me finora subite, per quattro motivi completamente diversi. Magari in un altro post...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4307792379445513002-2053446505052502258?l=diariosvedese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://diariosvedese.blogspot.com/2011/08/la-funzione-educativa-del-parcheggio.html</link><author>noreply@blogger.com (Kata)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-CJixsZrpaao/Tli4E164MiI/AAAAAAAABWw/DtKrke2U4a8/s72-c/25082011276.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>11</thr:total></item></channel></rss>

