<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316</id><updated>2018-07-30T14:30:58.568+02:00</updated><category term="curiosità"/><category term="animali"/><category term="spazio"/><category term="tecnologia"/><category term="biologia"/><category term="ricerca"/><category term="ambiente"/><category term="astronomia"/><category term="storia"/><category term="scoperte"/><category term="archeologia"/><category term="mare"/><category term="misteri"/><category term="medicina"/><category term="tecnologia bellica"/><category term="Giappone"/><category term="Terra"/><category term="video"/><category term="Attualità"/><category term="robotica"/><category term="Asia"/><category term="astronautica"/><category term="robot"/><category term="pianeti"/><category term="intelligenza"/><category term="evoluzione"/><category term="Cina"/><category term="Marte"/><category term="chimica"/><category term="esplorazione spaziale"/><category term="cultura"/><category term="tecnologia antica"/><category term="Ufo"/><category term="misticismo"/><category term="Altro"/><category term="classifiche ed elenchi"/><category term="energia"/><category term="extraterrestri"/><category term="Luna"/><category term="piante"/><category term="Africa"/><category term="cinema"/><category term="cospirazioni"/><category term="religione"/><category term="arti marziali"/><category term="criptozoologia"/><category term="crimine"/><category term="diritti umani"/><category term="arte"/><category term="Corea del Nord"/><category term="fulmine"/><category term="giove"/><category term="fantasmi"/><category term="bufala 2012"/><category term="titano"/><category term="Europa"/><category term="Phobos"/><category term="filosofia"/><category term="musica"/><category term="vulcani"/><category term="Polonia"/><category term="encelado"/><category term="mummie"/><category term="Letture consigliate"/><category term="apocalisse"/><category term="vampiri"/><category term="guadagnare online"/><category term="svago"/><title type='text'>Dita di Fulmine</title><subtitle type='html'>Selezione di curiosità dalla Terra e dallo Spazio - tecnologia, scienza, astronomia, marte e pianeti, robotica, natura e ambiente, animali e genere umano</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2020</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-811982781717851667</id><published>2013-12-06T10:26:00.000+01:00</published><updated>2013-12-06T10:26:16.684+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="intelligenza"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ricerca"/><title type='text'>Animali meno intelligenti dell&#39;uomo? Niente affatto!</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-OthDBeFAkEs/UqGWeh5_-qI/AAAAAAAALEE/UA6p62EWUoE/s1600/animal_intelligence.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;intelligenza animale&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-OthDBeFAkEs/UqGWeh5_-qI/AAAAAAAALEE/UA6p62EWUoE/s320/animal_intelligence.jpg&quot; title=&quot;&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;essere umano si è distinto dal resto delle specie animali grazie al raggiungimento di traguardi incredibili, soprattutto considerando le nostre origini di cacciatori-raccoglitori, non molto differenti dalle abitudini di moltissimi animali. Ogni sfida superata ed ogni risultato ottenuto hanno contribuito a convincerci della nostra superiorità intellettiva rispetto a &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2009/08/intelligenza-canina.html&quot;&gt;cani&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2013/07/i-delfini-si-chiamano-per-nome.html&quot;&gt;delfini&lt;/a&gt;, orsi o pesci, ma la realtà sembra essere ben differente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Per millenni, ogni genere di autorità, da quella religiosa a quella scientifica, ha ripetuto lo stesso concetto fino alla nausea: l&#39;essere umano è straordinario in virtù del fatto che è l&#39;essere vivente più intelligente dell&#39;intero regno animale&quot; sostiene Arthur Saniotis, ricercatore della University&#39;s School of Medical Sciences. &quot;Tuttavia, la scienza ci dice chiaramente che gli animali possono avere facoltà cognitive superiori a quelle dell&#39;essere umano&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;idea della superiorità umana sembra nascere nel periodo della Rivoluzione Agricola, circa 10.000 anni fa, quando l&#39;aver domato alcune specie del regno vegetale come i cereali convinse l&#39;uomo della sua superiorità sul resto della natura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il problema di questo concetto risiede nel fatto che l&#39;essere umano e gli animali possono essere considerati ugualmente intelligenti, con la differenza che gli animali utilizzano le loro capacità cognitive in ambiti del tutto differenti, portando ad un&#39;errata interpretazione su quale livello possa raggiungere la loro intelligenza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Il fatto che gli animali possano non comprenderci, insieme al fatto che noi non riusciamo a capirli, non significa che le nostre &#39;intelligenze&#39; si trovano a livelli differenti, sono soltanto di tipo diverso&quot; spiega Maciej Henneberg, professore di anatomia antropologica e comparativa della School of Medical Sciences. &quot;Quando uno straniero tenta di comunicare utilizzando una versione imperfetta del nostro linguaggio, la nostra impressione è che non sia molto intelligente. Ma la realtà è molto diversa&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rispetto a qualche decade fa, quando si parlava di intelligenza in modo estremamente generico, oggi siamo arrivati a distinguere fino a nove ambiti distinti d&#39; intelligenza: se l&#39;essere umano eccelle, per esempio, nell&#39;intelligenza musicale, linguistica e logico-matematica, la maggior parte delle specie animali è letteralmente imbattibile in una o più nicchie differenti, come nello sfruttamento dell&#39;intelligenza naturalistica e di quella corporea.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Gli animali esibiscono diversi tipi di intelligenze che sono stati finora sottovalutati per colpa della fissazione umana per il linguaggio e per la tecnologia. Alcuni mammiferi, come i &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/08/quanto-sono-forti-le-grandi-scimmie.html&quot;&gt;gibboni&lt;/a&gt;, possono produrre una vasta gamma di suoni, circa 20 suoni diversi con differenti significati che consentono a questi primati di comunicare attraverso la foresta tropicale. Il fatto che non costruiscano case [contrariamente all&#39;essere umano] è del tutto irrilevante per i gibboni&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In effetti, il ragionamento non fa una piega. Alcune tribù umane considerate &quot;incontaminate&quot; per l&#39;assenza di contatti con la civiltà continuano a comunicare con un bagaglio linguistico estremamente ridotto, spesso costituito da &quot;click&quot; e fischi. Non sentono nemmeno la necessità di possedere una casa per ogni famiglia, condividendo lo stesso tetto con il resto della comunità; e la loro necessità di essere protetti dagli agenti atmosferici deriva esclusivamente dal fatto che, al contrario dei gibboni o di moltissimi altri animali, il corpo nudo dell&#39;essere umano non è &quot;a prova di clima&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come alcuni animali sembrano non essere particolarmente portati per le lingue o la matematica, l&#39;essere umano non è dotato di alcuni meccanismi biologici estremamente complessi che coinvolgono necessariamente un elaboratissimo grado di computazione da parte di un cervello animale. &quot;Molti quadrupedi lasciano impronte olfattive complesse nell&#39;ambiente in cui vivono, e alcuni, come i koala, hanno speciali ghiandole pettorali per lasciare tracce olfattive. Gli esseri umani, con il loro limitato senso dell&#39;olfatto, non possono nemmeno afferrare la complessità dei messaggi contenuti in questo sistema di comunicazione, che può essere ricco d&#39;informazioni quanto il mondo visivo&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Noi esseri umani siamo abituati a dimostrare la nostra intelligenza logico-linguistico-matematica attraverso la comunicazione verbale o scritta, comportamento che ha pregiudicato moltissimi esperimenti volti a rilevare il livello di intelligenza animale. Per quale motivo? Semplice: non possiamo pretendere che il resto del regno animale possa/voglia comunicare nel modo in cui comunicano solo poche specie del pianeta. Come non possiamo pretendere che, per misurare la loro intelligenza, si parta da parametri quasi esclusivamente tarati sulla nostra specie.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-qmmnzahFlSk/UqGXgN-p_KI/AAAAAAAALEQ/QZnEeA_hnm8/s1600/intelligenza_elefanti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;156&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-qmmnzahFlSk/UqGXgN-p_KI/AAAAAAAALEQ/QZnEeA_hnm8/s400/intelligenza_elefanti.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/12/elefanti-intelligenze-evolute-come-i.html&quot;&gt;elefanti&lt;/a&gt;, per esempio, sono stati tra i primi mammiferi ad essere esaminati per scoprire la loro capacità di utilizzare oggetti per risolvere un problema. Questa caratteristica, che sicuramente ha contribuito in buona parte al successo dell&#39;essere umano, è da sempre considerata un sintomo di intelligenza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Agli elefanti è stato dato un bastone tramite l&#39;utilizzo del quale era possibile raggiungere del cibo altrimenti fuori dalla portata degli animali. Curiosamente gli elefanti, sebbene noti per la loro intelligenza e memoria, non hanno utilizzato il bastone per ottenere il cibo, nonostante si siano dimostrati capaci di localizzare il cibo e di afferrare il bastone con la proboscide.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;esperimento suscitò qualche grattacapo fino a quando i ricercatori individuarono di un errore di fondo nel test: afferrare il bastone con la proboscide lasciava gli elefanti privi del tatto e dell&#39;olfatto, sensi su cui fanno affidamento in modo molto più massiccio rispetto alla vista.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non appena il bastone fu sostituito da una scatola (da spostare per raggiungere il cibo), gli elefanti hanno ottenuto la ricompensa in brevissimo tempo calciando ripetutamente la scatola.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/1GpIZQ239Ls?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo è solo un esempio di come tendiamo ad interpretare l&#39;intelligenza animale secondo parametri del tutto inadatti. Gli scoiattoli, ad esempio, fingono di seppellire i semi di cui sono ghiotti se si accorgono di essere osservati, dimostrando di essere in grado di pensare al futuro e di saper depistare potenziali competitori per il cibo. I &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/01/il-corvo-serba-rancore-per-anni.html&quot;&gt;corvi&lt;/a&gt; invece sono in grado di costruire uncini utilizzando cavi metallici allo scopo di ottenere cibo altrimenti irraggiungibile, esprimendo una capacità di problem solving incredibile soprattutto considerando che i loro unici strumenti di manipolazione sono le zampe e il becco.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E che dire dei &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/02/il-calabrone-puo-o-non-puo-volare.html&quot;&gt;calabroni&lt;/a&gt;, capaci di risolvere problemi più velocemente di un computer quando si tratta di calcolare il percorso migliore per raggiungere una serie di punti (o fiori) nello spazio tridimensionale? La realtà è che stiamo ampiamente sottovalutando l&#39;intelligenza animale per via di parametri di ricerca e preconcetti che ci impediscono di cogliere le incredibili espressioni cognitive dei nostri parenti più o meno prossimi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://phys.org/news/2013-12-humans-smarter-animals-experts.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Humans not smarter than animals, just different, experts say&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://phys.org/news/2013-10-animals-smart-dumb.html#inlRlv&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Are animals as smart, or as dumb, as we think they are?&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/811982781717851667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/12/animali-meno-intelligenti-delluomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/811982781717851667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/811982781717851667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/12/animali-meno-intelligenti-delluomo.html' title='Animali meno intelligenti dell&#39;uomo? Niente affatto!'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-OthDBeFAkEs/UqGWeh5_-qI/AAAAAAAALEE/UA6p62EWUoE/s72-c/animal_intelligence.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-2113796510771186888</id><published>2013-07-23T12:25:00.002+02:00</published><updated>2013-07-23T12:25:51.423+02:00</updated><title type='text'>I delfini si chiamano per nome</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-5bYe3FNmosA/Ue5aJUgnldI/AAAAAAAAK4E/8pugKtdGl8I/s1600/delfini.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;255&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-5bYe3FNmosA/Ue5aJUgnldI/AAAAAAAAK4E/8pugKtdGl8I/s400/delfini.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La biologia marina ha ormai scoperto da tempo che i &lt;b&gt;delfini&lt;/b&gt; sono in grado di parlare. Utilizzano un linguaggio complesso e ancora parzialmente misterioso, composto da dialetti locali o lingue a più vasta diffusione, fino ad arrivare a vere e proprie &quot;lezioni di vita&quot; impartite dai delfini adulti ai più piccoli a colpi di vocalizzazioni, fischi e click.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I ricercatori della University of St Andrews hanno recentemente scoperto che alcune specie di &lt;b&gt;delfini&lt;/b&gt;, durante le loro vocalizzazioni, utilizzano suoni ben definiti che potrebbero essere associati a nomi propri. Ogni delfino ha un suono che lo contraddistingue, e gli individui del gruppo sono in grado di capire e memorizzare il suo nome per utilizzarlo in qualche conversazione futura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;I delfini vivono in un universo tridimensionale, lontano dalla costa, senza alcun punto di riferimento, e hanno bisogno di rimanere in gruppo&quot; spiega Vincent Janik, ricercatore della Sea Mammal Reserach Unit dell&#39;università. &quot;Questi animali vivono in un ambiente in cui è necessario possedere un sistema di contatti molto efficiente&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le relazioni sociali nel mondo dei delfini sono particolarmente complesse, e non sempre idilliache come mostrano alcuni documentari: alla spiccata &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2009/08/la-creativita-dei-delfini.html&quot;&gt;intelligenza&lt;/a&gt; spaziale, linguistica e matematica si associano anche casi di violenza deliberata verso individui del sesso opposto o appartenenti ad altri gruppi sociali, fino ad arrivare a stupri e infanticidi. In un mondo in cui il tuo compagno potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte, identificarsi nel mezzo dell&#39;oceano diventa indispensabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot; class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://img.youtube.com/vi/_J2N5ttFBN8/0.jpg&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://youtube.googleapis.com/v/_J2N5ttFBN8&amp;source=uds&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot;  src=&quot;http://youtube.googleapis.com/v/_J2N5ttFBN8&amp;source=uds&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Bande di delfini, violenza nel branco e accoppiamenti forzati sono all&#39;ordine del giorno nel mondo dei delfini &quot;naso a bottiglia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; da molto tempo che si sospetta che i delfini utilizzino dei suoni distintivi per chiamarsi per nome, in modo molto simile a quanto fa quotidianamente l&#39;essere umano. Questi suoni, insoliti se paragonati ai set vocali più tradizionali, vengono appresi dagli altri delfini e utilizzati, pare, per riferirsi ad altri individui del proprio gruppo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; la prima volta, tuttavia, che viene dimostrato come i delfini rispondano al richiamo corrispondente al proprio nome. I ricercatori hanno registrato i segnali sonori distintivi di alcuni delfini &quot;naso a bottiglia&quot; (&lt;i&gt;Tursiops truncatus&lt;/i&gt;), facendoli ascoltare agli stessi mammiferi marini attraverso alcuni speaker subacquei.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Abbiamo riprodotto i fischi distintivi degli animali di quel gruppo, abbiamo anche riprodotto alcuni suoni del loro repertorio, per finire con fischi provenienti da diverse popolazioni di delfini, animali che non avevano mai visto nella loro vita&quot; spiega Janik.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I ricercatori hanno scoperto che i delfini hanno reagito (rispondendo con lo stesso richiamo) soltanto ai loro suoni distintivi, proprio come farebbe un essere umano nel momento in cui sente chiamarsi per nome.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;La maggior parte del tempo i delfini non riescono a mantenere il contatto visivo, non possono usare l&#39;olfatto sott&#39;acqua, cosa molto importante nella fase di riconoscimento dei mammiferi, e non tendono a rimanere in un solo posto, per cui non hanno nidi o tane in cui ritornare&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo i ricercatori, è la prima volta che si osserva un animale utilizzare suoni particolari per riferirsi ad un individuo utilizzando un vero e proprio sistema di nomi. Anche se, rimanendo nella sfera dei mammiferi marini, un altro animale potrebbe comportarsi in modo molto simile: il capodoglio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel 2011, &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/03/i-capodogli-potrebbero-chiamarsi-per.html&quot;&gt;una ricerca pubblicata su Marine Mammal Sciences&lt;/a&gt; riportava come un piccolo gruppo di capodogli che vive al largo delle coste caraibiche utilizzi delle particolari vocalizzazioni in grado di distinguere ogni individuo della comunità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questi capodogli approcciavano gli altri membri del gruppo emettendo una serie di vocalizzazioni uniche, &quot;presentandosi&quot; agli altri e rendendosi riconoscibili a distanza di chilometri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-23410137&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Dolphins &#39;call each other by name&#39;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/2113796510771186888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/07/i-delfini-si-chiamano-per-nome.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2113796510771186888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2113796510771186888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/07/i-delfini-si-chiamano-per-nome.html' title='I delfini si chiamano per nome'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-5bYe3FNmosA/Ue5aJUgnldI/AAAAAAAAK4E/8pugKtdGl8I/s72-c/delfini.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-7174032804988122594</id><published>2013-05-22T10:40:00.001+02:00</published><updated>2013-05-22T10:40:37.893+02:00</updated><title type='text'>Fucile intelligente trasforma chiunque in un provetto cecchino</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9TOFRjkhHZI/UZyDJhltctI/AAAAAAAAK3Q/QVDPU6wgCTM/s1600/338T-right-quarterfrontcloser.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9TOFRjkhHZI/UZyDJhltctI/AAAAAAAAK3Q/QVDPU6wgCTM/s400/338T-right-quarterfrontcloser.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il futuro delle armi portatili si è appena fatto più semplice (e probabilmente più pericoloso) grazie ad un nuovo sistema di mira intelligente chiamato Precision Guided Firearm (&lt;i&gt;PGF&lt;/i&gt;). Alla &quot;modica&quot; cifra di 17-22.000 dollari, l&#39;azienda TrackingPoint promette di trasformare un tiratore mediocre in un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/01/simo-hayha-cecchino-leggendario.html&quot;&gt;eccellente cecchino&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il sistema di mira PGF è molto simile ai sistemi di guida dei missili aria-aria utilizzati dagli aerei da caccia: consente di prendere la mira con precisione approssimativa pur continuando a colpire il bersaglio ogni volta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il PGF permette al tiratore di selezionare nel mirino il bersaglio da colpire, mentre il calcolatore interno al sistema di mira si preoccupa di calcolare il miglior momento per sparare tenendo in considerazione velocità del vento, movimenti involontari del tiratore, rinculo, temperatura dell&#39;aria, umidità e l&#39;effetto della gravità sul proiettile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il sistema operativo del PGF è basato su una piattaforma Angström Linux, un telemetro laser, una telecamera e un display a colori ad alta risoluzione in cima al sistema di mira. Al tiratore non serve altro che selezionare il bersaglio, premere un pulsante per marcare l&#39;obiettivo, schiacciare il grilletto e attendere che l&#39;arma faccia fuoco al momento adatto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-rbZJajuf_Hg/UZyDXB2tspI/AAAAAAAAK3g/oPNlXi3US2U/s1600/tp-scope.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-rbZJajuf_Hg/UZyDXB2tspI/AAAAAAAAK3g/oPNlXi3US2U/s320/tp-scope.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il display fornisce informazioni come distanza, velocità del vento, temperatura, pressione atmosferica e orientamento spaziale, rendendo molto più semplice il calcolo del punto esatto in cui il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/01/proiettile-intelligente-colpisce.html&quot;&gt;proiettile&lt;/a&gt; terminerà la sua corsa. Il sistema di mira, inoltre, compensa in tempo reale per la distanza dal bersaglio: a 1000 yard (circa 900 metri) i proiettili utilizzati dalle armi dotate di PGF tende a perdere 6 metri in altezza a causa della forza di gravità, ma il campo visivo del display viene spostato automaticamente in base alla distanza del bersaglio designato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-Bu_FnZy0a0o/UZyDP8v7CAI/AAAAAAAAK3Y/iANLy1lKa4s/s1600/tp-track.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;127&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-Bu_FnZy0a0o/UZyDP8v7CAI/AAAAAAAAK3Y/iANLy1lKa4s/s400/tp-track.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta definito il target, all&#39;operatore non rimane altro che far collimare il centro del suo mirino con il punto di mira calcolato dal PGF; ad allineamento avvenuto, il sistema di mira provvederà autonomamente a far fuoco, sparando il colpo nelle migliori condizioni possibili.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto questo evita che l&#39;operatore debba passare attraverso il durissimo addestramento da tiratore scelto: non è necessario che trattenga il respiro e regoli il suo battito cardiaco prima e durante lo sparo, e non c&#39;è alcun bisogno di saper fare calcoli &quot;segreti&quot; a memoria per poter colpire il bersaglio nel punto designato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante i test, il PGF ha dimostrato di rendere un&#39;arma estremamente precisa anche se il tiratore è totalmente inesperto, colpendo bersagli a distanze comprese tra i 500 e i 900 metri con precisione chirurgica.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un &lt;a href=&quot;http://arstechnica.com/gadgets/2013/03/bullseye-from-1000-yards-shooting-the-17000-linux-powered-rifle/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;test eseguito lo scorso aprile dai giornalisti di ArsTechnica&lt;/a&gt; il Precision Guided Firearm, manovrato da uno dei giornalisti (che non aveva mai sparato un colpo in vita sua), ha colpito un bersaglio largo quanto un piatto da cucina alla distanza di 900 metri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/fIEKN7DEbVY?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La TrackingPoint produce attualmente tre tipi di armi guidate dal PGF, tutte e tre fucili realizzati dalla Surgeon Rifles: .338 LM XS1, .300 WinMag XS2 e .300 WinMag XS3. .338LM. Ma non è escluso che il sistema possa essere applicato ad altre armi da guerra o da caccia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Il nuovo fucile intelligente dona troppa potenza a disposizione del mondo civile&quot; spiega Noel Sharkey, specialista di armi intelligenti alla University of Sheffield. &quot;Essere un cecchino è un ruolo molto specializzato e richiede un lungo addestramento, ma ora chiunque può essere un assassino preciso a lunghe distanze&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Se dovesse iniziare a prendere piede tra individui che hanno l&#39;intenzione di usare questo sistema per altri scopi&quot; sostiene Matthew Lang della Xavier University, &quot;si dovranno spendere molto tempo e denaro per mettere in sicurezza ogni area pubblica nel caso il numero di possibili sniper dovesse aumentare significativamente&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.newscientist.com/article/dn23571-selfaiming-rifle-turns-novices-into-expert-snipers.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&#39;Self-aiming&#39; rifle turns novices into expert snipers&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/7174032804988122594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/05/fucile-intelligente-trasforma-chiunque.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/7174032804988122594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/7174032804988122594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/05/fucile-intelligente-trasforma-chiunque.html' title='Fucile intelligente trasforma chiunque in un provetto cecchino'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-9TOFRjkhHZI/UZyDJhltctI/AAAAAAAAK3Q/QVDPU6wgCTM/s72-c/338T-right-quarterfrontcloser.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1576118910433132620</id><published>2013-05-05T21:44:00.000+02:00</published><updated>2013-05-05T22:26:44.991+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giappone"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia bellica"/><title type='text'>Muramasa, le spade maledette</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-2f0N6cOhJUA/UYa0MBi6cSI/AAAAAAAAK1k/1Q_h1O-m-9w/s1600/muramas.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;151&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-2f0N6cOhJUA/UYa0MBi6cSI/AAAAAAAAK1k/1Q_h1O-m-9w/s400/muramas.JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le leggende che riguardano gli antichi guerrieri sono colme di racconti su armi leggendarie impugnate da grandi eroi, ma non accade frequentemente di imbattersi in armi considerate così pericolose e malvagie da meritarsi la messa al bando.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; il caso delle famigerate spade create dal clan giapponese &lt;b&gt;Muramasa&lt;/b&gt;: tra il XIV° e il XVI° secolo, il clan Muramasa produsse alcune delle armi da taglio più straordinarie della storia, armi che si meritarono la fama di maledette e assetate di sangue.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La nascita della leggenda del clan Muramasa inizia con &lt;b&gt;Muramasa Sengu (o Sengo)&lt;/b&gt;, capostipite del clan considerato uno dei forgiatori di spade più abili del suo tempo, ma anche un uomo sull&#39;orlo della follia. Secondo la leggenda, durante la lavorazione delle sue spade più micidiali Sengo infuse parte del suo animo malvagio nell&#39;acciaio nelle lame, rendendo le armi da lui prodotte dotate di una sete di sangue inestinguibile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Scremando tra realtà e fantasia, sappiamo che il clan Muramasa ha effettivamente prodotto alcune delle armi più affilate mai viste in Giappone; tutta la scuola della &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/02/ise-jungu-il-posto-piu-sacro-del.html&quot;&gt;provincia di Ise&lt;/a&gt; era nota per creare armi estremamente taglienti fin dall&#39;inizio del 1400.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni contemporanei sostengono che l&#39;abilità del clan Muramasa derivi dagli insegnamenti di colui che viene considerato il più grande costruttore di spade della storia giapponese, Goro Nyudo Masamune, ma Muramasa Sengo e Masamune vissero in due epoche distanziate da diversi secoli di storia, rendendo altamente improbabile questo scenario.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; più probabile, invece, che Muramasa Sengu sia stato un apprendista di una qualche scuola di artigiani della provincia di Ise, perfezionando &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/10/katana-curiosita.html&quot;&gt;l&#39;arte dell&#39;affilatura di una katana&lt;/a&gt; oltre il livello di abilità dei forgiatori del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La cattiva sorte delle lame Muramasa non inizia con la nascita del clan e la comparsa delle prime affilatissime spade, ma qualche secolo dopo, quando il celebre shogun Tokugawa Ieyasu salì al potere nel 1603. Secondo il racconto degli storici del tempo (tutt&#39;altro che attendibili e obiettivi), Ieyasu si era ferito da solo con una lama wakizashi Muramasa in gioventù, e aveva perso alcuni familiari e amici proprio a causa di una lama prodotta dal clan.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come narrano alcune fonti vicine a Tokugawa Ieyasu, nel 1535 Kiyoyasu, nonno di Ieyasu, fu ferito con una lama Muramasa dal suo servitore Abe Masamoto, finendo tagliato di netto in due metà. Matsudaira Hirotada, padre di Ieyasu, subì una sorte simile circa 10 anni dopo, quando fu attaccato e ucciso da un suo servitore con un&#39;altra lama Muramasa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vicenda differente fu quella di Nobuyasu, figlio di Ieyasu costretto al seppuku da Oda Nobunaga nel 1579; la sua testa venne recisa alla fine del rituale con una lama Muramasa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-MAbKOeQLJJA/UYaz7XQr8bI/AAAAAAAAK1c/ff4UfL1U14g/s1600/tanto+muramasa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;175&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-MAbKOeQLJJA/UYaz7XQr8bI/AAAAAAAAK1c/ff4UfL1U14g/s400/tanto+muramasa.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Tanto custodito al &lt;a href=&quot;http://www.britishmuseum.org/research/search_the_collection_database/search_object_details.aspx?objectid=768523&amp;amp;partid=1&amp;amp;output=Terms%2F!!%2FOR%2F!!%2F15712%2F!%2F%2F!%2FMomoyama+Period%2F!%2F%2F!!%2F%2F!!!%2F&amp;amp;orig=%2Fresearch%2Fsearch_the_collection_database%2Fadvanced_search.aspx&amp;amp;currentPage=4&amp;amp;numpages=10&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;British Museum&lt;/a&gt; attribuito alla scuola Muramasa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla luce di questi episodi, durante il suo shogunato Ieyasu impedì a qualunque &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/03/william-adams-il-primo-samurai-europeo.html&quot;&gt;samurai&lt;/a&gt; di armarsi di una lama Muramasa, contribuendo ad alimentare la leggenda secondo la quale le spade prodotte dal clan erano maledette.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ad ingigantire la reputazione delle spade Muramasa, una nota leggenda racconta del confronto tra una lama prodotta da Masamune e una da Muramasa. Come accennato in precedenza, i due vissero in due epoche distinte, ma vale la pena citarla nonostante l&#39;impossibilità di un incontro tra questi due grandi forgiatori giapponesi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In una sfida tra allievo e maestro, Muramasa propone a Masamune di costruire la spada più affilata mai vista in Giappone. Entrambi lavorano senza sosta per settimane, e a lavoro compiuto decidono di mettere alla prova i loro capolavori immergendoli in un corso d&#39;acqua con il filo della lama rivolto verso la corrente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/02/seppuku-suicidio-rituale-che-salva.html&quot;&gt;spada&lt;/a&gt; di Muramasa (&lt;i&gt;Juuchi Yosamu&lt;/i&gt; - Diecimila Notti di Gelo) tagliò qualunque cosa avesse osato sfidare il suo filo tagliente: pesci, foglie, l&#39;aria stessa che soffiava attorno alla parte di lama che emergeva dall&#39;acqua; la spada di Masamune (&lt;i&gt;Yawarakai-Te&lt;/i&gt; - Mani Tenere), invece, non tagliò nulla, risultando apparentemente una lama meno affilata di quella creata dal suo allievo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un monaco che aveva assistito alla scena si avvicinò a Muramasa, che nel frattempo si stava vantando della qualità della sua lama. &quot;La prima delle spade&quot; iniziò a spiegare il monaco, &quot;è sicuramente una spada sopraffina, ma è assetata di sangue, è una lama malvagia, dato che non discrimina tra chi o cosa tagliare. Potrebbe tagliare farfalle come decapitare. La seconda era sicuramente la migliore delle due, perché non taglia senza ragione ciò che è innocente&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Esistono diverse versioni della leggenda, versioni che sicuramente non contribuiscono a creare un quadro realistico sul personaggio di Muramasa Sengu. Sappiamo tuttavia che le lame del clan Muramasa, oltre ad essere estremamente affilate, dimostrano un&#39;abilità decorativa del tutto unica. Ad esempio l&#39;hamon, l&#39;effetto visivo che appare sul filo della lama dopo la tempra dell&#39;acciaio di una &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2009/09/la-furia-della-katana.html&quot;&gt;katana&lt;/a&gt;, è quasi del tutto speculare sui due lati, un effetto difficile da ottenere dato che occorre saper lavorare con estrema precisione l&#39;argilla che ricopre la lama al momento della tempra.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-oAgGLl222T4/UYa1Sko3nLI/AAAAAAAAK1w/MA80oLwE0kY/s1600/muramasa_sengu.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-oAgGLl222T4/UYa1Sko3nLI/AAAAAAAAK1w/MA80oLwE0kY/s400/muramasa_sengu.jpg&quot; width=&quot;266&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;Muramasa Sengo su una stampa della metà del 1800&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nonostante la loro cattiva reputazione alimentata da oltre due secoli di shogunato Tokugawa, le spade Muramasa sono ricomparse a partire dalla Restaurazione Meiji alla cintura di alcuni ufficiali governativi giapponesi, senza tuttavia privarsi delle leggende che le circondavano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nell&#39;anno 1823, infatti, le spade Muramasa tornano a fare notizia per via di un incidente nel castello di Edo (l&#39;attuale Tokyo). &quot;&lt;i&gt;Si racconta di un incidente verificatosi al castello di Edo&quot;&lt;/i&gt; racconta il contemporaneo Albert Yamanaka&amp;nbsp;&lt;i&gt;&quot;Si dice che Matsudaira Geki abbia ucciso tre uomini verso i quali nutriva un forte risentimento da lungo tempo, e la spada che usò Geki era una Muramasa. Geki stava lavorando con altre 5 persone alla libreria di Nishimaru, quando si è alzato improvvisamente e ha iniziato a brandire la spada senza dire una parola, momento in cui si presume che sia caduta la testa di Honda Iori. Toda Hikonoshin si è alzato e ha iniziato a scappare, ma Geki lo ha colpito diagonalmente con un colpo attraverso le spalle. Numata Sakyo è stato tagliato lungo la vita, con un secondo colpo sulle spalle. I tre sono stati uccisi con 4 colpi. [...] Questo dimostra le capacità di una lama Muramasa nelle mani di un discreto spadaccino&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-0o7TKbkm2hY/UYaz1BL46rI/AAAAAAAAK1U/eCIQcx8UwYE/s1600/Katana_Muramasa.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;63&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-0o7TKbkm2hY/UYaz1BL46rI/AAAAAAAAK1U/eCIQcx8UwYE/s400/Katana_Muramasa.JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cosa rimane oggi delle lame Muramasa? Molte leggende e non molte lame, purtroppo. Una di queste, prodotta dalla scuola Muramasa nel corso del XVI° secolo (probabilmente da Sengu stesso), è custodita al Museo Nazionale di Tokyo, ma si tratta di un esemplare più unico che raro: la messa al bando durante lo shogunato Tokugawa contribuì a rallentare enormemente la produzione di spade Muramasa, portando il clan quasi all&#39;estinzione.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;Fortunatamente, alcune delle lame Muramasa sono sopravvissute al bando dei Tokugawa e si trovano oggi sotto custodia al British Museum e al Museo Nazionale di Tokyo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nihonto.ca/muramasa/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sengo Muramasa&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sho-shin.com/tokai2.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ISE &amp;nbsp;- &amp;nbsp;SENGO MURAMASA School&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1576118910433132620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/05/muramasa-le-katane-maledette.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1576118910433132620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1576118910433132620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/05/muramasa-le-katane-maledette.html' title='Muramasa, le spade maledette'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-2f0N6cOhJUA/UYa0MBi6cSI/AAAAAAAAK1k/1Q_h1O-m-9w/s72-c/muramas.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-2949622104935670870</id><published>2013-04-17T21:12:00.000+02:00</published><updated>2013-04-17T21:12:04.297+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="extraterrestri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spazio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia"/><title type='text'>La vita è più antica della Terra?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-4QQfsrsDwz8/UW7y9y30ayI/AAAAAAAAK08/fDeq0oPsHak/s1600/panspermia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;232&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-4QQfsrsDwz8/UW7y9y30ayI/AAAAAAAAK08/fDeq0oPsHak/s400/panspermia.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La celebre Prima Legge di Moore stabilisce che ogni 18 mesi il numero di transistor all&#39;interno di un circuito elettronico raddoppia, creando una crescita di complessità esponenziale. Ma cosa succederebbe se applicassimo questa regola (che finora descrive in modo valido gli ultimi 50 anni di dati sui microprocessori) in un altro ambito, come l&#39;origine della vita?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Due genetisti, Alexei Sharov del National Institute on Aging di Baltimora e Richard Gordon del Gulf Specimen Marine Laboratory, hanno applicato la Legge di Moore alla vita terrestre nel tentativo di scoprire con quale ritmo aumenta di complessità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il numero di transistor è stato sostituito dal numero di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/11/necropanspermia-virus-alieni-morti-che.html&quot;&gt;nucleotidi&lt;/a&gt;, i blocchi fondamentali che compongono DNA e RNA, e i circuiti integrati con il patrimonio genetico, lasciando ad un modello computerizzato il compito di fare i calcoli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il risultato? Non solo è possibile, ma è anche probabile, che la vita si sia originata ben prima della nascita della Terra, fuori dal nostro Sistema Solare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;ipotesi di Sharov e Gordon è questa: la complessità della vita, che si misura in modo approssimativo dal numero di nucleotidi funzionali non ridondanti, deve aver avuto una crescita esponenziale per via del &quot;comportamento&quot; degli elementi che compongono il nostro patrimonio genetico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo la simulazione, la vita avrebbe fatto la sua comparsa circa 9,7 miliardi di anni fa, con un raddoppiamento della complessità ogni qualche decina d&#39; anni. Per Sharov e Gordon è possibile che alcuni &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2013/03/vita-in-abbondanza-nella-fossa-delle.html&quot;&gt;microrganismi &lt;/a&gt;o frammenti di essi provenienti da altre parti della galassia siano atterrati sulla Terra primordiale, trovando un luogo particolarmente adatto al loro sviluppo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli &quot;autobus interstellari&quot; che potrebbero aver trasportato questi organismi sono comete e asteroidi, potenziali veicoli di diffusione di (altrettanto potenziali) microrganismi extraterrestri.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;420&#39; height=&#39;300&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/Z34dEdojgi8?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;We Are The Aliens (BBC 2006)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I calcoli di Sharov e Gordon non sono affatto una prova scientificamente accettabile che la vita sia nata prima della Terra: non sappiamo se è mai esistita (o se ancora esiste) su altri pianeti in altre regioni dell&#39;universo, e non abbiamo molte certezze nemmeno sulla nascita della vita che conosciamo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non si può inoltre stabilire come regola che la vita aumenti di complessità ad un ritmo esponenziale costante, considerando le innumerevoli variabili che incidono sulla sopravvivenza e sullo sviluppo di un organismo più o meno complesso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per stessa ammissione dei due ricercatori, l&#39;esperimento è da considerarsi un semplice esercizio teorico. &quot;Ci sono moltissimi elementi ipotetici nella nostra ricerca...ma per avere una visuale più ampia sull&#39;argomento, c&#39;è bisogno di avere elementi ipotetici&quot; sostiene Sharov.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;intento di base è stato quello di aprire gli occhi su un settore fin troppo trascurato della ricerca, la possibilità che la vita non sia nata sul nostro pianeta ma sia giunta da mondi lontani, dopo viaggi che farebbero impallidire il capitano Kirk.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se le loro supposizioni dovessero risultare anche solo vagamente aderenti alla realtà dei fatti (e sappiamo che è probabile che non lo siano), il &quot;mito&quot; di alieni iper-evoluti potrebbe essere parzialmente sfatato: se la vita segue un ritmo di sviluppo esponenziale e prevedibile, la maggior parte delle &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/12/la-nuova-equazione-di-drake.html&quot;&gt;civiltà extraterrestri&lt;/a&gt; esistenti nell&#39;universo si troverebbe ad uno stadio evolutivo non molto differente dal nostro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rimangono ancora moltissimi dubbi sull&#39;attendibilità della simulazione si Sharov e Gordon, ma la possibilità che la vita possa non essere nata sulla Terra sarà sicuramente un argomento di dibattito in futuro, viste gli indizi che siamo riusciti a raccogliere negli ultimi anni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ormai abbiamo la certezza che alcuni asteroidi, come &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/04/trovata-acqua-e-molecole-organiche-su.html&quot;&gt;24 Themis&lt;/a&gt;, trasportano acqua e materiale organico, gli elementi fondamentali per lo sviluppo della vita o la sopravvivenza di organismi viventi provenienti da altri corpi celesti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;La contaminazione di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/11/batteri-usano-funghi-per-creare-ponti.html&quot;&gt;spore &lt;/a&gt;batteriche dallo spazio sembra essere l&#39;ipotesi più plausibile per spiegare la comparsa della vita sulla Terra&quot; sostengono i due ricercatori nella loro &lt;a href=&quot;http://arxiv.org/abs/1304.3381v1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ricerca pubblicata sul sito della Cornell University Library&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.livescience.com/28787-could-life-be-older-than-earth-itself.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Could Life Be Older Than Earth Itself?&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/2949622104935670870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/04/la-vita-e-piu-antica-della-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2949622104935670870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2949622104935670870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/04/la-vita-e-piu-antica-della-terra.html' title='La vita è più antica della Terra?'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-4QQfsrsDwz8/UW7y9y30ayI/AAAAAAAAK08/fDeq0oPsHak/s72-c/panspermia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1065224551417622713</id><published>2013-04-15T17:10:00.001+02:00</published><updated>2013-04-15T17:10:42.030+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><title type='text'>Florida invasa da lumache giganti africane</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come prima cosa, mi scuso con i lettori per la mia assenza. Impegni di lavoro improrogabili mi hanno costretto a lavorare anche di notte e nei weekend, e durante le poche occasioni in cui sono riuscito a ricavare del tempo libero non avevo la minima spinta motivazionale a scrivere un singolo articolo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-hfHY37B-tOQ/UWwXIUGZLTI/AAAAAAAAK0k/Y7V4XGfM5mk/s1600/Achatina_fulica_Hawaii.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;245&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-hfHY37B-tOQ/UWwXIUGZLTI/AAAAAAAAK0k/Y7V4XGfM5mk/s400/Achatina_fulica_Hawaii.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ritorno oggi con l&#39;apparentemente bizzarro annuncio che la contea di Miami-Dade è sotto invasione: decine di migliaia di lumache giganti africane della specie &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; stanno rapidamente colonizzando&amp;nbsp;&amp;nbsp;la Florida.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il problema non è affatto nuovo, dato che si è già presentato sotto forme molto simili anche in altre regioni del mondo: nelle isole Barbados, ad esempio, le &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; sono così numerose che i loro escrementi e la loro bava ricoprono interamente pareti e pavimenti delle case, o bucano i pneumatici di automobili e camion con il loro grosso &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/06/paguri-formano-strategie-complesse-per.html&quot;&gt;guscio&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; è una delle specie più grandi di lumache terrestri ed è inclusa nell&#39;elenco delle 100 specie infestanti più dannose sul pianeta. Se state sorridendo all&#39;idea di una lumaca che compromette l&#39;economia di uno Stato come la Florida, il problema vi sarà più chiaro dopo una breve introduzione su questo terribile invertebrato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La lumaca&amp;nbsp;&lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt;, sebbene sia originaria delle regioni orientali dell&#39;Africa, è stata trasportata in tutto il mondo a partire dagli anni &#39;30 del secolo scorso sia come fonte di cibo sia come &quot;animale da compagnia&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un esemplare adulto può superare i 20 centimetri di lunghezza ed essere protetto da un guscio conico lungo oltre 10 centimetri che si colora in base alla dieta dell&#39;animale. Inutile dire quando possa essere pericoloso un guscio appuntito e duro come un osso che capita malauguratamente sotto alle ruote di un camion, ma la vera pericolosità di questa lumaca risiede nelle sue abitudini alimentari.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-pjshLcXNIeI/UWwXNg0q-iI/AAAAAAAAK0s/5TnuIzu6V2U/s1600/lumaca.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;262&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-pjshLcXNIeI/UWwXNg0q-iI/AAAAAAAAK0s/5TnuIzu6V2U/s400/lumaca.JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt;, infatti, si nutre di qualunque cosa di vegetale dovesse capitarle a tiro: si calcola che siano oltre 500 le specie di piante che rientrano nella sua dieta, incluse alcune verdure e alcuni tipi di frutta largamente consumati dall&#39;essere umano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ogni tanto, inoltre, ingerisce granelli di sabbia, piccole pietre o carcasse di insetti per fare rifornimento di calcio, necessario al mantenimento dell&#39;integrità del guscio protettivo. Sono state osservare ingerire piccoli frammenti di cemento o gesso per rifornirsi di calcio fino ad arrivare, in rari casi, al cannibalismo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ogni lumaca costituisce una vera e propria colonia: la &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; è ermafrodita e può riprodursi in totale autonomia, anche se l&#39;autofecondazione si verifica sono in determinate condizioni ambientali e in popolazioni dal numero molto ridotto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla fecondazione segue la deposizione delle &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/05/copidosoma-floridanum-la-vespa-killer.html&quot;&gt;uova&lt;/a&gt;, circa 200 per ogni deposizione per un totale di 1000-1200 uova all&#39;anno, il 90% delle quali (specialmente in assenza di predatori naturali) è destinato a diventare una vera e propria lumaca e probabilmente a raggiungere l&#39;età adulta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un esemplare di &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; può superare i 9 anni di età, deponendo circa una decina di migliaia di uova che nello spazio di poco più di sei mesi saranno individui adulti in grado di riprodursi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/lzSkmIEZYhE?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; sono ormai un serio problema in Florida, e lo saranno probabilmente in futuro anche negli Stati limitrofi. Secondo il Florida Department of Agriculture and Consumer Services, ogni settimana vengono raccolte oltre 1.000 lumache dalla sola contea di Miami-Dade, per un totale di 117.000 da settembre 2011.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In aggiunta ai danni che causano all&#39;agricoltura e alle abitazioni (i muri e i pavimenti ricoperti di muco ed escrementi di lumaca non sono il massimo della pulizia...), questi invertebrati sono anche pericolosi per l&#39;essere umano: nelle regioni più calde, le &lt;i&gt;Achatina fulica&lt;/i&gt; possono ospitare un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/06/halicephalobus-mephisto-verme-che-vive.html&quot;&gt;nematode&lt;/a&gt; parassita, il&#39;&lt;i&gt;Angiostrongylus cantonensis&lt;/i&gt;, la causa più comune della meningite nei paesi tropicali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non occorre necessariamente ingerire le lumache per contrarre il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2013/01/crostaceo-parassita-si-sostituisce-alla.html&quot;&gt;parassita&lt;/a&gt;: nel 2012 in Ecuador si sono registrati quasi 100 casi di meningite causata dal solo contatto con questi invertebrati. &quot;Le persone prima toccano le lumache, poi il cibo, e questo è sufficiente&quot; spiega Luz Elena Velasquez dell&#39; Università di Antioquia, Colombia. &quot;E si può entrare in contatto con la loro bava molto facilmente, perché la rilasciano in grandi quantità e le si possono trovare ovunque. Non sono affatto timide, spesso si avventurano all&#39;interno delle case&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Sono enormi, si spostano, sembra che ci stiano guardando...comunicando con noi, e la gente le ama per questo&quot; ha spiegato Denise Feiber, portavoce del Florida Department of Agriculture and Consumer Services, al Giant African Land Snail Science Symposium tenutosi la scorsa settimana. &quot;Ma nessuno realizza la devastazione che possono creare se vengono rilasciate in un ambiente in cui non hanno nemici naturali e possono prosperare&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-22155219&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giant snails on advance in Florida&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bbc.co.uk/news/magazine-19077138&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;African snail: Deadly invasion in South America&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1065224551417622713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/04/florida-invasa-da-lumache-giganti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1065224551417622713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1065224551417622713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/04/florida-invasa-da-lumache-giganti.html' title='Florida invasa da lumache giganti africane'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-hfHY37B-tOQ/UWwXIUGZLTI/AAAAAAAAK0k/Y7V4XGfM5mk/s72-c/Achatina_fulica_Hawaii.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-5605946628960946722</id><published>2013-03-18T20:20:00.000+01:00</published><updated>2013-03-18T20:20:00.526+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="biologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mare"/><title type='text'>Vita in abbondanza nella Fossa delle Marianne</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-sEMxhARXchg/UUdn7JQ4pOI/AAAAAAAAK0U/ZkrdXre9odE/s1600/fossa_delle_marianne.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-sEMxhARXchg/UUdn7JQ4pOI/AAAAAAAAK0U/ZkrdXre9odE/s400/fossa_delle_marianne.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il punto più profondo degli oceani terrestri, la &lt;b&gt;Fossa delle Marianne&lt;/b&gt;, non è affatto un ecosistema privo di vita: nella Fossa, infatti, vivrebbero comunità di batteri in numeri 10 volte superiori ad altre regioni di fondale meno profonde.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/11/batteri-usano-funghi-per-creare-ponti.html&quot;&gt;batteri&lt;/a&gt; che vivono sul fondale marino fanno spesso affidamento ai nutrienti che precipitano dagli strati più superficiali degli oceani: quando la carcassa di un animale marino raggiunge il fondale, viene immediatamente aggredita da una serie di organismi più o meno microscopici in attesa di un pasto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si calcola che a circa 3-4000 metri di profondità giunga sul fondale solo una percentuale pari a 1-2% della materia organica di superficie, ma non si ha alcun dato certo sulla quantità di nutrienti che riesce a raggiungere strati più profondi, o addirittura la Fossa delle Marianne.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo il prelievo del materiale fangoso che compone il fondale del Challenger Deep, il punto più profondo della Fossa, i ricercatori hanno analizzato il consumo di ossigeno dei sedimenti, un dato che può rivelare la quantità di organismi microscopici presenti nei campioni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I livelli di ossigeno sono risultati insolitamente alti, indicando che le comunità microscopiche sono due volte più attive di quelle osservate a circa 60 km di distanza e a &quot;soli&quot; 6.000 metri di profondità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Nel punto più remoto e inospitale si può avere un&#39;attività biologica più alta che nei dintorni&quot; spiega Ronnie Glud, biochimico della Southern Danish University .&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I sedimenti hanno inoltre densità di microrganismi molto superiori ad altre località limitrofe, probabilmente perché la Fossa rappresenta una trappola naturale per tutti i sedimenti provenienti dall&#39;alto, come accade in alcuni canyon sottomarini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/PIxDSfvQUPA&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;La Fossa agisce come trappola perché si tratta di un grande buco. Se c&#39;è un buco in giardino, tenderà a riempirsi perché le cose che gli si avvicinano tenderanno a caderci dentro, e lo stesso vale per il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/02/ritrovata-la-two-brothers-la-nave-del.html&quot;&gt;fondale marino&lt;/a&gt;&quot; sostiene Glud.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La regione, inoltre, si trova in corrispondenza della sovrapposizione di due placche tettoniche, i cui movimenti possono provocare enormi frane di fango che trasportano grandi quantità di sedimenti verso il basso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma i movimenti tettonici sono incostanti, e potrebbero non garantire il giusto ricambio di nutrienti necessario a questi microrganismi per sopravvivere. E&#39; possibile, quindi, che queste creature non facciano affidamento sul materiale organico che precipita dall&#39;alto, ma su altri processi chimici non ancora chiari.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un esempio potrebbero essere le comunità microscopiche recentemente scoperte all&#39;interno della crosta terrestre, a profondità comprese tra i 300 e i 600 metri dal fondale marino. Apparentemente, questi microrganismi sopravviverebbero traendo energia da alcune reazioni chimiche tra acqua e roccia, invece che fare affidamento sul materiale organico piovuto dall&#39;alto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il prossimo passo sarà quello di capire la reale natura di questi &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/05/batteri-misteriosi-scoperti-nella.html&quot;&gt;microrganismi&lt;/a&gt;. Per ora sappiamo soltanto che esiste vita in abbondanza a quelle profondità, ma non sappiamo a quali specie appartenga e come possa sopravvivere senza problemi a pressioni 1.100 volte superiori a quelle a cui siamo abituati e alla virtuale assenza di grandi quantità di nutrienti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.livescience.com/27954-microbes-mariana-trench.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Microbes Thrive in Deepest Spot on Earth&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/5605946628960946722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/vita-in-abbondanza-nella-fossa-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5605946628960946722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5605946628960946722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/vita-in-abbondanza-nella-fossa-delle.html' title='Vita in abbondanza nella Fossa delle Marianne'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-sEMxhARXchg/UUdn7JQ4pOI/AAAAAAAAK0U/ZkrdXre9odE/s72-c/fossa_delle_marianne.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-6132417621558459934</id><published>2013-03-15T02:00:00.000+01:00</published><updated>2013-03-15T02:00:00.678+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="biologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="intelligenza"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ricerca"/><title type='text'>Alterare il &quot;filtro&quot; del cervello aumenta la creatività</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-4DME9BOPxlo/UUJFs2IXa_I/AAAAAAAAK0E/NDElXPQZ9p4/s1600/cervello.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-4DME9BOPxlo/UUJFs2IXa_I/AAAAAAAAK0E/NDElXPQZ9p4/s400/cervello.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La corteccia prefrontale del cervello umano è una porzione del lobo frontale considerata come il &quot;filtro&quot; del nostro organo pensante. Ad essa si connettono quasi tutte le altre aree corticali, e sembra essere la sede dei processi cognitivi e una sorta di blocco che impedisce ai pensieri non rilevanti di fare capolino nella nostra mente durante l&#39;esecuzione di un compito.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cosa accadrebbe se questo filtro fosse rimosso? Lo hanno scoperto alcuni ricercatori della University of Pennsylvania inibendo l&#39;azione della corteccia prefrontale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I partecipanti dell&#39;esperimento hanno dovuto osservare alcune immagini di oggetti d&#39;uso quotidiano, per poi elencare un elenco di possibili utilizzi di questi oggetti, specialmente gli impieghi meno ordinari.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ogni partecipante ha osservato una sequenza di 60 immagini al ritmo di una ogni nove secondi, mentre i ricercatori appuntavano il tempo impiegato per ottenere il possibile impiego di ogni oggetto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;esperimento si è basato su questa ipotesi: alti livelli di controllo cognitivo (con sede nella corteccia prefrontale) sarebbero d&#39;impiccio per la formulazione di risposte creative e poco comuni. &quot;Quando usiamo oggetti quotidiani, il nostro controllo cognitivo ci aiuta a focalizzarci sull&#39;utilizzo tipico di quell&#39;oggetto, ed esclude le sue proprietà irrilevanti&quot; spiega uno dei ricercatori. &quot;In ogni caso, per arrivare all&#39;idea di usare una mazza da baseball come mattarello bisogna considerare cose come la sua forma e il materiale con cui è stata realizzata&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Quando si fornisce un compito per il quale non è noto lo scopo, come mostrare un oggetto e chiedere: &#39;Cos&#39;altro puoi fare con questo?&#39;, ogni cosa che normalmente facciamo per filtrare le informazioni irrilevanti dell&#39;oggetto potrebbe avere effetti negativi sull&#39;abilità di eseguire il compito assegnato&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il team di ricercatori ha quindi sottoposto nuovamente i partecipanti all&#39;esperimento, manipolando però la loro corteccia prefrontale tramite ciò che viene definita &quot;stimolazione elettrica diretta transcranica&quot; (TDCS), una serie di piccole scariche elettriche direzionate verso un&#39;area specifica del &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/06/vivere-in-citta-cambia-il-nostro.html&quot;&gt;cervello&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Queste scariche possono alterare l&#39;attività elettrica dell&#39;organo e inibire o amplificare le sue capacità. &quot;La TDCS provoca cambiamenti nel potenziale elettrico delle membrane dei neuroni. Ad esempio, abbiamo utilizzato la stimolazione in modo tale che i neuroni fossero inibiti, diminuendo la loro rilevanza in quell&#39;area del cervello&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In aggiunta al &quot;gioco&quot; degli oggetti, i partecipanti hanno dovuto anche memorizzare alcune sequenze numeriche, un esercizio che normalmente non richiede l&#39;utilizzo della corteccia prefrontale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I dati hanno mostrato che sebbene la stimolazione della corteccia prefrontale non sia riuscita ad alterare la memoria relativa alle sequenze numeriche, ha invece ottenuto importanti effetti sulla creatività delle risposte nel quiz degli oggetti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In media, i partecipanti sottoposti alla TDCS hanno ottenuto risultati migliori del gruppo placebo di controllo, fornendo anche risposte in tempi più veloci (almeno un secondo prima, in media). &quot;Un secondo in meno è un&#39;enorme differenza nella ricerca psicologica. Siamo abituati a misurare le differenze in &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/10/pianta-carnivora-usa-tentacoli.html&quot;&gt;millisecondi&lt;/a&gt;. Questo è probabilmente l&#39;effetto più evidente che abbia mai visto nei miei 20 anni di ricerca&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questi risultati confermerebbero l&#39;idea che alti livelli di controllo cognitivo siano, in alcuni casi, uno svantaggio. &quot;Siamo diversi dai primati non umani perché abbiamo un lungo periodo di immaturità, per cui abbiamo iniziato a pensare che questo non sia un incidente sfortunato della natura ma una caratteristica dello sviluppo della nostra specie&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il lento sviluppo della corteccia prefrontale è una delle ragioni per cui i bambini falliscono in molti compiti basati sull&#39;attenzione, ma ottengono risultati eccellenti in ambito creativo. &quot;Ci sono cose importanti che non devono essere filtrate, specialmente quando si impara. Se si considera irrilevante un&#39;informazione, si perde l&#39;opportunità di imparare&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17588928.2013.768221?journalCode=pcns20&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Noninvasive transcranial direct current stimulation over the left prefrontal cortex facilitates cognitive flexibility in tool use&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/6132417621558459934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/alterare-il-filtro-del-cervello-aumenta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/6132417621558459934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/6132417621558459934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/alterare-il-filtro-del-cervello-aumenta.html' title='Alterare il &quot;filtro&quot; del cervello aumenta la creatività'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-4DME9BOPxlo/UUJFs2IXa_I/AAAAAAAAK0E/NDElXPQZ9p4/s72-c/cervello.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-5458078380881418391</id><published>2013-03-13T21:12:00.000+01:00</published><updated>2013-03-13T21:12:07.981+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="astronomia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pianeti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spazio"/><title type='text'>Misteriosi oggetti super-densi potrebbero essere pianeti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-6pVjwY5HLKY/UUDdYCAvKSI/AAAAAAAAKzs/TiVnrgggBWw/s1600/pianeta_superdenso.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-6pVjwY5HLKY/UUDdYCAvKSI/AAAAAAAAKzs/TiVnrgggBWw/s400/pianeta_superdenso.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come spesso accade in ambito scientifico, quando si realizza uno strumento per ottenere risposte ad alcune delle domande più affascinanti dell&#39;universo, non si fa altro che sollevare nuovi interrogativi, sempre più misteriosi, circa la natura dello spazio che ci circonda.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; il caso di Kepler, lanciato per svelare alcuni segreti del cosmo ma che contemporaneamente ha sollevato nuove questioni, come il problema dei &lt;b&gt;corpi celesti super-densi&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel corso degli ultimi 3 anni, infatti, Kepler ha scoperto che alcuni sistemi extrasolari sono popolati da oggetti del tutto particolari: hanno dimensioni ridotte (a volte simili a quelle terrestri), ma una densità troppo elevata, spesso identica a quella del &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/05/batteri-misteriosi-scoperti-nella.html#.UUDcidYXLTo&quot;&gt;ferro puro&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel nostro sistema solare non esiste nulla di simile, e finora mancano esempi concreti relativi a questo particolare tipo di oggetti celesti. &quot;Non c&#39;è modo di spiegare questo fenomeno nei limiti del Sistema Solare&quot; spiega Olivier Grasset, geofisico dell&#39;Università di Nantes.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Grasset e i suoi colleghi hanno elaborato una teoria in grado di spiegare la presenza e l&#39;origine di questi oggetti super-densi. Proposta inizialmente nel 2011, questa idea prevede che questi corpi misteriosi non siano altro che i nuclei di pianeti ghiacciati giganti avvicinatisi troppo alla loro stella.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La dinamica del fenomeno sarebbe la seguente: un pianeta gigante ghiacciato (del tutto simile, ad esempio, a Nettuno) si forma ai margini del suo sistema solare per poi avvicinarsi gradualmente (a causa di innumerevoli possibilità gravitazionali) alla sua stella, perdendo la sua copertura ghiacciata e lasciando esposto il nucleo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-lkvSrQt-jlU/UUDdgd_5L_I/AAAAAAAAKz0/0Glj7Prp6xc/s1600/nettuno.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-lkvSrQt-jlU/UUDdgd_5L_I/AAAAAAAAKz0/0Glj7Prp6xc/s400/nettuno.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/01/clima-gli-estremi-delle-condizioni.html&quot;&gt;temperature &lt;/a&gt;dell&#39;atmosfera stellare, infatti, farebbero evaporare gli strati più superficiali del pianeta, principalmente composti da elementi volatili come idrogeno, elio e acqua, lasciando soltanto roccia e metalli, i materiali che si suppone compongano anche il nucleo della Terra.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il fatto che questi nuclei rimanenti abbiano un diametro pari o superiore a quello del nostro pianeta suggerirebbe che si siano formati a partire da pianeti giganti in grado di esercitare pressioni di 500 gigapascal (5 milioni di volte la pressione atmosferica terrestre) sul loro nucleo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Recentemente, Grasset e Antoine Mocquet hanno creato un modello computerizzato in grado di simulare in modo approssimativo la generazione di un pianeta super-denso, scoprendo che occorre moltissimo tempo per ottenere un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/12/sfera-di-tre-metri-simulera-nucleo.html&quot;&gt;nucleo planetario&lt;/a&gt; esposto di questo tipo, e non è affatto certo che l&#39;erosione dovuta alla radiazione e alla temperatura stellare riesca a fare il suo lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se il pianeta gigante perde il suo strato superficiale nell&#39;arco di miliardi di anni, il materiale del nucleo tende a rilassarsi, raggiungendo densità ordinarie per un corpo celeste di quelle dimensioni. Ma se il fenomeno si verifica nell&#39;arco di tempi geologicamente brevi, il repentino raffreddamento del nucleo lo manterrebbe in uno stato di elevata densità a tempo indeterminato. &quot;Se il processo è veloce, si ottiene una super-Terra estremamente compressa&quot; sostiene Grasset.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo strato superficiale del pianeta gigante, tuttavia, potrebbe venire distrutto in modo violento anche da fenomeni di tipo catastrofico, come collisioni con altri corpi celesti o l&#39;azione di elementi ancora sconosciuti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora come ora, quindi, è impossibile dire con certezza statistica se l&#39;ipotesi di Grasset sia coerente con la realtà dei fatti, specialmente perché non conosciamo a fondo il comportamento di materiali sottoposti a temperature e pressioni estreme; l&#39;idea rimane comunque plausibile, anche se non ancora verificabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nature.com/news/super-dense-celestial-bodies-could-be-a-new-kind-of-planet-1.12599&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Super-dense celestial bodies could be a new kind of planet&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/5458078380881418391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/misteriosi-oggetti-super-densi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5458078380881418391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5458078380881418391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/misteriosi-oggetti-super-densi.html' title='Misteriosi oggetti super-densi potrebbero essere pianeti'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-6pVjwY5HLKY/UUDdYCAvKSI/AAAAAAAAKzs/TiVnrgggBWw/s72-c/pianeta_superdenso.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-3077955172903348013</id><published>2013-03-08T16:30:00.000+01:00</published><updated>2013-03-08T16:30:01.246+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia antica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia bellica"/><title type='text'>Macuahuitl, la &quot;spada&quot; azteca che decapitava cavalli</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-thP7IaDv8CQ/UTnMl_EN7rI/AAAAAAAAKzM/mNZEm_McVnQ/s1600/Macuahuitl_replica.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;138&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-thP7IaDv8CQ/UTnMl_EN7rI/AAAAAAAAKzM/mNZEm_McVnQ/s400/Macuahuitl_replica.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima del rame, del bronzo, del ferro e dell&#39;acciaio, cosa usavano i nostri antenati come arma di offesa? Principalmente legno e pietra. Ma la natura di questi due materiali (il primo relativamente debole rispetto ai metalli, il secondo più fragile) non deve trarre in inganno: pietra e legno, combinati sapientemente, hanno consentito di creare una delle armi bianche più devastanti della storia: il &lt;b&gt;Macuahuitl&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando gli Spagnoli giunsero in Messico, si trovarono di fronte i temibili guerrieri aztechi armati di strumenti che impallidivano in quanto a tecnologia e resistenza di fronte alle armi europee: archi relativamente primitivi contro corazze in grado di respingere colpi di balestra, nessuna corazza contro &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/01/proiettile-intelligente-colpisce.html&quot;&gt;armi da fuoco&lt;/a&gt; che falciavano il nemico ancor prima che potesse avvicinarsi, e una strategia militare quasi inesistente contro una tecnicamente impeccabile supportata da secoli e secoli di guerre europee.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-n2n9LA59LQY/UTnM1F-mLGI/AAAAAAAAKzU/_slJuWL3sIY/s1600/Macuahuitl_guerrieri_aztechi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;180&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-n2n9LA59LQY/UTnM1F-mLGI/AAAAAAAAKzU/_slJuWL3sIY/s400/Macuahuitl_guerrieri_aztechi.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ciò che gli Spagnoli non realizzarono immediatamente è che le corazze tecnologicamente avanzate, le armi da fuoco e la ultracentenaria esperienza bellica non erano elementi sufficienti a vincere facilmente una guerra come quella. I conquistadores rimasero particolarmente colpiti da un&#39;arma, il &lt;b&gt;macuahuitl&lt;/b&gt;, un bastone di legno ricoperto sui bordi da schegge di ossidiana, apparentemente capace di decapitare un cavallo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli Aztechi avevano, nel corso della loro storia, sviluppato una particolare abilità nella lavorazione del legno e della pietra lavica. Questa loro capacità consentì, tra le altre cose, la nascita dell&#39;&lt;b&gt;atlatl&lt;/b&gt;, un&#39;arma da getto realizzata anche in altre regioni del mondo, e una serie di lame in ossidiana incredibilmente decorate e taglienti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2013/01/scoperto-cumulo-di-antichi-teschi-umani.html&quot;&gt;pietra lavica&lt;/a&gt;, tuttavia, non è il materiale più adatto alla creazione di lame lunghe più di 15-20 centimetri: dopo una certa lunghezza, infatti, il rischio di frattura è troppo elevato per poter considerare una lama di pietra affidabile e durevole.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma il combattimento corpo a corpo non è fatto soltanto di pugnali: più la nostra arma colpisce con potenza, più i danni causati saranno ingenti. Per aumentare la potenza inferta dal colpo di un&#39;arma da taglio o contundente ci sono essenzialmente due metodi: aumentarne il peso o incrementare il suo raggio d&#39;azione, in modo tale che la parte terminale dell&#39;arma acquisisca maggiore velocità durante i tipici movimenti circolari di una spada, un&#39;ascia o una mazza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli aztechi ovviarono al problema della fragilità dell&#39;ossidiana e della lunghezza delle loro armi da combattimento ravvicinato mescolando legno e pietra. Il macuahuitl era essenzialmente un bastone di legno di quercia lungo dai 50 ai 100 centimetri e dalla vaga forma di remo, ricoperto sui bordi dell&#39;estremità più larga da schegge di pietra taglienti come rasoi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-Yo2eNaIAdF0/UTnM_PIm9YI/AAAAAAAAKzc/DdDT4oLpeqc/s1600/lama_ossidiana.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-Yo2eNaIAdF0/UTnM_PIm9YI/AAAAAAAAKzc/DdDT4oLpeqc/s400/lama_ossidiana.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ogni scheggia era larga da 2 a 5 centimetri, e veniva incastrata nel corpo in legno dell&#39;arma utilizzando anche una miscela adesiva probabilmente ricavata dalla resina di pino. Una scheggia di ossidiana non è altro che materiale roccioso vetrificato, un vero e proprio vetro naturale del tutto somigliante a quello prodotto artificialmente, dal quale è possibile ricavare superfici affilatissime.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quanto era efficace il macuahuitl? Secondo Bernal Díaz del Castillo, al seguito di Hernán Cortés, quest&#39;arma poteva facilmente decapitare un uomo, arrivando addirittura a tagliare la testa di un cavallo con un solo, potente colpo dall&#39;alto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per la trasmissione Deadliest Warrior di SpikeTV, la produzione ha ricreato un macuahuitl per utilizzarlo contro la replica della testa di un cavallo dotata di scheletro e ricoperta da gel balistico. Éder Saúl López, che manovrava l&#39;arma, è stato in grado di decapitare il cavallo utilizzando tre colpi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;esperimento dimostrò anche che il macuahuitl aumenta la sua potenza se, dopo il colpo, viene trascinato verso il manovratore dell&#39;arma, lacerando qualunque tessuto incontrato dalle lame.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nonostante l&#39;utilizzo di materiali primitivi, il macuahuitl era un&#39;arma temibile in battaglia, ma fu anche una delle ragioni fondamentali delle sconfitte militari azteche. Un&#39;arma del genere prevede movimenti ampi e circolari, quindi molto spazio tra un soldato e l&#39;altro; i guerrieri aztechi avanzavano in modo disordinato menando fendenti verso qualunque cosa si muovesse, mentre i conquistadores, abituati alla disciplina e a mantenere fila serrate, combattevano compatti difendendo e attaccando come un unico corpo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/cvW-CrkC4ww?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le lame di ossidiana, inoltre, tendevano a staccarsi dal corpo in legno per incastrarsi nei tessuti della vittima, o a frantumarsi quando incontravano materiale osseo o l&#39;acciaio delle corazze. Il macuahuitl, quindi, perdeva velocemente la sua efficacia come arma da taglio dopo qualche decina di fendenti, rimanendo soltanto una lunga e pesante mazza minimamente competitiva nei confronti della tecnologia bellica spagnola del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In ogni caso, il macuahuitl rappresenta un&#39;arma unica che ha consentito ai guerrieri aztechi di avere il predominio sul Messico per almeno un secolo. Era un&#39;arma destinata a guerrieri dalla grande forza fisica, e realizzata da artigiani che padroneggiavano le tecniche di lavorazione del legno e della pietra come pochi altri nel mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ad oggi non esiste alcun esemplare di macuahuitl risalente al periodo pre-conquista. L&#39;ultimo macuahuitl venne distrutto dall&#39;incendio all&#39; Armeria Real di Madrid nel 1884.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://suite101.com/article/macuahuitl--aztec-sword-with-obsidian-blades-a217476&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Macuahuitl – Aztec Sword with Obsidian Blades&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/3077955172903348013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/macuahuitl-la-spada-azteca-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/3077955172903348013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/3077955172903348013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/macuahuitl-la-spada-azteca-che.html' title='Macuahuitl, la &quot;spada&quot; azteca che decapitava cavalli'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-thP7IaDv8CQ/UTnMl_EN7rI/AAAAAAAAKzM/mNZEm_McVnQ/s72-c/Macuahuitl_replica.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1662444200735848101</id><published>2013-03-07T21:02:00.000+01:00</published><updated>2013-03-07T21:02:17.139+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="biologia"/><title type='text'>Api sotto caffeina sono dotate di una memoria di ferro</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-eQ-oN1OgmGw/UTjwFyoJIvI/AAAAAAAAKy8/0uzJZFZNS8w/s1600/api_caffeina.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;217&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-eQ-oN1OgmGw/UTjwFyoJIvI/AAAAAAAAKy8/0uzJZFZNS8w/s400/api_caffeina.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un recente ricerca pubblicata su &lt;i&gt;Science&lt;/i&gt; mostra come le &lt;b&gt;api mellifere&lt;/b&gt; che hanno ingerito &lt;b&gt;caffeina&lt;/b&gt; sono più propense a ricordare la posizione di fiori e piante, in particolare delle piante dei generi &lt;i&gt;Citrus&lt;/i&gt; (come l&#39;arancio, il limone o il pompelmo) e&lt;i&gt; Coffea&lt;/i&gt; (che racchiude le circa 90 specie conosciute di caffè).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ricordare i tratti distintivi dei fiori è difficile da fare a ritmi veloci quando si vola di fiore in fiore, e abbiamo scoperto che la caffeina aiuta le api a ricordare la posizione dei fiori&quot; spiega Geraldine Wright, ricercatrice alla Newcastle University e autrice della ricerca. &quot;Quindi, la caffeina nel nettare delle piante probabilmente migliora la capacità delle api di raccogliere cibo, fornendo contemporaneamente alla piante un fedele insetto impollinatore&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La caffeina, in realtà, è uno dei peggiori nemici degli insetti: è un insetticida naturale con effetti paralizzanti, e ha un sapore terribilmente amaro. Se per l&#39;uomo la dose letale media si aggira tra i 150/200 mg per chilogrammo di peso corporeo (l&#39;equivalente di 80-100 tazzine per un uomo adulto), per gli insetti la dose mortale è molto più ridotta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché, quindi, le &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/05/api-che-bevono-lacrime-umane.html&quot;&gt;api&lt;/a&gt; sembrano gradire così tanto la caffeina presente nel nettare e nel polline di alcune piante? &quot;La caffeina è una sostanza chimica difensiva per le piante, e ha un sapore amaro per molti insetti, api incluse, per cui siamo rimasti sorpresi nel trovarla all&#39;interno del nettare. In ogni caso, è presente in dosi troppo basse per essere percepita dalle api, ma in quantità tale da avere effetti sul loro comportamento&quot; sostiene Phil Stevenson, co-autore della ricerca.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il team ha verificato l&#39;impatto sulle api del nettare e del polline di alcune piante del genere &lt;i&gt;Citrus&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Coffea&lt;/i&gt;, incluse le specie utilizzate per creare le miscele di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/03/il-segreto-del-caffe-kopi-luwak.html&quot;&gt;caffè&lt;/a&gt; &quot;robusta&quot; e &quot;arabica&quot;. Secondo i dati, le api sotto caffeina erano tre volte più efficaci nel riconoscere fiori avvistati 24 ore prima, e due volte più propense a riconoscerne l&#39;odore anche dopo tre giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tipicamente, il nettare di un fiore della pianta di caffè contiene una quantità di caffeina pari a quella presente in una tazza di caffè istantaneo. Nonostante il sapore disgustoso e la possibilità di assumere una dose letale, le api continuano a raccogliere il nettare di queste piante a causa di una sorta di &quot;caffeinismo&quot;, fenomeno che si riscontra (in modo ovviamente differente) anche negli esseri umani dopo l&#39;assunzione cronica di caffeina.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/6VXVcwCC-8k&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Attratte dal &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/12/lincredibile-metabolismo-del-colibri.html&quot;&gt;nettare&lt;/a&gt; della pianta di caffè, una sostanza che consente loro di migliorare le prestazioni sul campo, le api si riempiono di caffeina per poi rimettersi alla ricerca di altre piante simili; nel frattempo, inconsapevolmente, contribuiscono all&#39;impollinazione di queste piante e ne favoriscono la diffusione.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non sono ancora chiari quali altri effetti possa esercitare la caffeina sulle api, ma la comprensione dei meccanismi chimici legati a questa sostanza potrebbe fornirci importanti indizi su suoi reali effetti sul cervello umano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Anche se il cervello degli esseri umani e quello delle api hanno ovviamente moltissime differenze, quando si osservano le loro cellule, proteine e geni, questi due cervelli lavorano in modo molto simile. In questo modo possiamo usare le api per capire come la caffeina agisca sul nostro cervello e sul nostro comportamento&quot; spiega Julie Mustard, membro del team di ricerca.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Comprendere come le api scelgano di cibarsi e ritornino verso alcuni fiori rispetto ad altri ci aiuterà a capire come gestire al meglio il territorio. Comprendere le abitudini delle api e le loro preferenze ci potrà aiutare a rinforzare la specie per proteggere la nostra industria agricola e le nostre campagne&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://phys.org/news/2013-03-bees-caffeine.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bees get a buzz from caffeine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1662444200735848101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/api-sotto-caffeina-sono-dotate-di-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1662444200735848101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1662444200735848101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/api-sotto-caffeina-sono-dotate-di-una.html' title='Api sotto caffeina sono dotate di una memoria di ferro'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-eQ-oN1OgmGw/UTjwFyoJIvI/AAAAAAAAKy8/0uzJZFZNS8w/s72-c/api_caffeina.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-621301752262627917</id><published>2013-03-03T21:46:00.001+01:00</published><updated>2013-03-03T21:46:50.026+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="astronautica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pianeti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spazio"/><title type='text'>Astronauti useranno feci e urina per proteggersi dalle radiazioni cosmiche</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-pDbgrm6c5os/UTO0jlFgfgI/AAAAAAAAKyk/7X5a5vbYbJo/s1600/scudo_radiazioni.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-pDbgrm6c5os/UTO0jlFgfgI/AAAAAAAAKyk/7X5a5vbYbJo/s320/scudo_radiazioni.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Raggiungere &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/10/maledizione-di-marte-ce-davvero-un.html&quot;&gt;Marte&lt;/a&gt; rappresenterà un traguardo sociale e tecnologico unico per l&#39;intero genere umano. Ma prima di mettere piede per la prima volta su un pianeta diverso dal nostro, gli astronauti e gli ingegneri coinvolti nelle future missioni umane dovranno risolvere il principale tra tutti i problemi del viaggio nello spazio: le &lt;b&gt;radiazioni&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tralasciando l&#39;atrofia muscolare, &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/03/essere-umano-nello-spazio-curiosita-ed.html&quot;&gt;altri cambiamenti più o meno permanenti del corpo umano&lt;/a&gt; e l&#39;aspetto psicologico di una missione così difficile, in primo luogo è fondamentale evitare che i futuri astronauti in rotta verso Marte vengano &quot;fritti&quot; dalle intense &lt;b&gt;radiazioni &lt;/b&gt;stellari e cosmiche che permeano il Sistema Solare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come risolvere il problema evitando pesantissime schermature in piombo e cemento tradizionalmente utilizzate sulla Terra come schermatura dalle radiazioni? Realizzando pareti anti-radiazioni composte da cibo, acqua e feci umane. &quot;Suona un po&#39; disgustoso, ma non c&#39;è altro spazio in cui conservare le feci, e tutto sommato rappresentano un&#39;ottimo scudo contro le radiazioni&quot; spiega Taber MacCallum, membro del team Ispiration Mars che punta a portare una coppia di esseri umani su Marte nel 2018.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il piano è questo: una volta espulse, le &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/10/bagno-pubblico-crea-compost-tramite.html#.UTO1r6IXLTo&quot;&gt;feci umane&lt;/a&gt; sono ancora piene di preziosissima acqua riciclabile. Deidratando le feci e inserendole in sacchetti posizionati in corrispondenza delle pareti dell&#39;astronave, si realizzerebbe una perfetta schermatura dalle radiazioni totalmente organica, risolvendo contemporaneamente il problema dell&#39;accumulo di rifiuti organici.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo MacCallum, anche il cibo può essere utilizzato per creare queste pareti isolanti. &quot;Il cibo verrà immagazzinato attorno alle pareti dell&#39;astronave perché blocca le radiazioni. Non sarà pericoloso, dato che il cibo si limiterebbe soltanto a bloccare le radiazioni, senza immagazzinarle&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-uhYUXeALXY8/UTO2hq56YQI/AAAAAAAAKys/83TDblodrLA/s1600/water_walls_radiazioni.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;387&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-uhYUXeALXY8/UTO2hq56YQI/AAAAAAAAKys/83TDblodrLA/s640/water_walls_radiazioni.jpg&quot; width=&quot;540&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uno dei primi progetti di schermatura alternativa proposti alla NASA è Water Walls, che prevede di sfruttare l&#39;acqua potabile o di scarto per proteggere gli astronauti dai raggi cosmici. &quot;L&#39;acqua è meglio del metallo come protezione&quot; spiega Marco Durante della Technical University of Darmstad, &quot;perché i nuclei sono i responsabili del blocco dei raggi cosmici e le molecole d&#39;acqua, composte da tre piccoli atomi, contengono più nuclei per volume rispetto al metallo&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;acqua utilizzata come scudo, inoltre, può essere bevuta senza pericolo, anche se è stata estratta da urina e feci umane: Water Walls, infatti, prevede l&#39;utilizzo di sacchetti di polietilene che, tramite un processo di osmosi, depureranno le acque reflue rifornendo costantemente gli astronauti di acqua potabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questi sacchetti formeranno uno strato protettivo spesso 40 centimetri, e saranno inizialmente riempiti di acqua potabile che verrà gradualmente rimpiazzata da acqua riciclata dai rifiuti organici dell&#39;equipaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il progetto Water Walls prevede anche l&#39;utilizzo di sacchetti capaci di depurare l&#39;aria dall&#39;eccesso di anidride carbonica, di regolare la temperatura della navetta o di creare micro-habitat per la crescita di piante e &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/10/microscopica-pianta-marina-nuota-per.html&quot;&gt;alghe&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rimangono tuttavia ancora molti problemi da risolvere. Anche se i sacchetti sono già stati testati in orbita durante l&#39;ultimo volo dello Shuttle, la loro efficacia in ambiente di microgravità è pari al 50% di quella dimostrata sulla Terra, non abbastanza per mantenere in vita un equipaggio bombardato da dosi costanti di radiazioni cosmiche.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-7QzHg_j33-c/UTO0fobTM3I/AAAAAAAAKyc/_sylhBvRC2Q/s1600/schermo_magnetico_radiazioni.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-7QzHg_j33-c/UTO0fobTM3I/AAAAAAAAKyc/_sylhBvRC2Q/s400/schermo_magnetico_radiazioni.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel caso di brillamenti solari, infine, non c&#39;è muro d&#39;acqua che tenga. &quot;In questo caso, probabilmente nemmeno uno schermo di cemento spesso tre metri sarebbe in grado di proteggere gli astronauti&quot; spiega Ruth Bamford, ricercatrice del Rutherford Appleton Laboratory e responsabile della progettazione di uno &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/04/ams-esplorera-la-possibilita-di-uno.html&quot;&gt;scudo magnetico anti-radiazioni&lt;/a&gt; solari.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbe tenere attaccato alla navetta l&#39;ultimo stadio del razzo di lancio, orientandolo verso il Sole durante gli eventi che prevedono consistenti emissioni di radiazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.newscientist.com/article/dn23230-mars-trip-to-use-astronaut-poo-as-radiation-shield.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mars trip to use astronaut poo as radiation shield&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/621301752262627917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/astronauti-useranno-feci-e-urina-per.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/621301752262627917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/621301752262627917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/03/astronauti-useranno-feci-e-urina-per.html' title='Astronauti useranno feci e urina per proteggersi dalle radiazioni cosmiche'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-pDbgrm6c5os/UTO0jlFgfgI/AAAAAAAAKyk/7X5a5vbYbJo/s72-c/scudo_radiazioni.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-2777062326686149986</id><published>2013-02-28T00:35:00.000+01:00</published><updated>2013-02-28T00:35:27.032+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="biologia"/><title type='text'>Tritoni &quot;drogano&quot; le femmine usando feromoni</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9UZat2ydLEQ/US6XQqSIDgI/AAAAAAAAKxY/gYrfGG6YcSs/s1600/tritoni.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;246&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-9UZat2ydLEQ/US6XQqSIDgI/AAAAAAAAKxY/gYrfGG6YcSs/s400/tritoni.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando si tratta di accoppiamento, i &lt;b&gt;tritoni&lt;/b&gt; alpini (&lt;i&gt;Ichthyosaura alpestris&lt;/i&gt;) non hanno eguali: i maschi di questa specie di anfibio sono in grado di rilasciare feromoni capaci di eccitare alla follia le femmine.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/04/animali-nello-spazio.html&quot;&gt;tritone&lt;/a&gt; alpino è una specie diffusa in quasi tutta Europa. Gli esemplari di sesso maschile sono caratterizzati da una colorazione vivace in corrispondenza del ventre ed esibiscono delle bande laterali bianche e nere durante la stagione dell&#39;accoppiamento, per attirare le femmine della loro specie.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante la loro vita adulta, i &lt;b&gt;tritoni alpini&lt;/b&gt; spendono la maggior parte del loro tempo fuori dall&#39;acqua, immergendosi soltanto per trovare una partner con cui accoppiarsi. Quando un maschio di tritone alpino incontra una femmina, inizia a rilasciare un mix di feromoni che viene &quot;agitato&quot; da un movimento ondeggiante della coda.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Le femmine reagiscono come se fossero sotto l&#39;influenza di droghe&quot; spiega Franky Bossuyt, biologo della Vrije Universiteit Brussel in Belgio. &quot;Siamo convinti che se mettessimo un giocattolo di plastica che si muove alla giusta velocità, le femmine seguirebbero pure quello&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per anni i biologi si sono chiesti se i tritoni agitassero la coda per disperdere i &quot;feromoni d&#39;attrazione&quot; in grado di segnalare la propria presenza alle femmine nelle vicinanze; ma il fatto che il maschio si sia già &quot;presentato&quot; alla femmina ben prima di rilasciare feromoni ha sempre fatto scartare questa ipotesi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In realtà, il movimento della coda serve a disperdere &quot;feromoni del corteggiamento&quot;, una miscela di sostanze che altera il comportamento della femmina inducendola a seguire a distanza ravvicinata qualunque maschio riesca a &quot;drogarla&quot; per primo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Bossuyt ha effettuato esperimenti con i tritoni alpini e i tritoni palmati (&lt;i&gt;Lissotriton helveticus&lt;/i&gt;) allo scopo di verificare l&#39;importanza di questi feromoni nel rituale d&#39;accoppiamento.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Immergendo due femmine in una soluzione ad alto contenuto di feromoni (alcune coppie erano composte da individui della stessa specie, altre da esemplari differenti), se una delle femmine riconosce il feromone della propria specie inizia spontaneamente il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/09/pesce-palla-crea-cerchi-nella-sabbia.html&quot;&gt;rituale di corteggiamento&lt;/a&gt; con l&#39;altra femmina della coppia, che sia una sua vicina o una lontana parente tra i salamandridi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; 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In natura, questo comportamento si verifica probabilmente in situazioni insolite, quando ad esempio un maschio è troppo stanco per eseguire il rituale di corteggiamento&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La ricerca di Bossuyt suggerisce che i feromoni non vengano utilizzati per annunciare l&#39;arrivo di un maschio, ma per attrarre irresistibilmente una femmina. I tritoni, infatti, tendono ad accoppiarsi in acque torbidedalla scarsissima visibilità e popolate da altre specie di salamandridi; non è affatto raro, basandosi sulla sola vista, scambiare per potenziali partner tritoni appartenenti a specie differenti, o perdere di vista un maschio che sta conducendo la femmina alle preziose spermatofore che la feconderanno.&lt;br /&gt;Utilizzando i loro potenti feromoni di corteggiamento a breve distanza dalla potenziale partner, i tritoni alpini &quot;costringono&quot; le femmine a seguirli ed evitano che altre specie di tritone le possano indurre in errore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.livescience.com/27471-newt-pheromones-mating-frenzy.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Newt Pheromones Put Females into Mating Frenzy&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/2777062326686149986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/tritoni-drogano-le-femmine-usando.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2777062326686149986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2777062326686149986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/tritoni-drogano-le-femmine-usando.html' title='Tritoni &quot;drogano&quot; le femmine usando feromoni'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-9UZat2ydLEQ/US6XQqSIDgI/AAAAAAAAKxY/gYrfGG6YcSs/s72-c/tritoni.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-4316568712678314068</id><published>2013-02-23T12:01:00.000+01:00</published><updated>2013-02-23T12:01:21.599+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="archeologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><title type='text'>Il mattone romano che viaggiò per l&#39;Atlantico</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FUDOmrjfnQA/USicnZUQulI/AAAAAAAAKwQ/TbtzDHPerJI/s1600/mattone.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FUDOmrjfnQA/USicnZUQulI/AAAAAAAAKwQ/TbtzDHPerJI/s400/mattone.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Circa 2000 anni fa, quando la Britannia era sotto il dominio romano, un operaio inconsapevole del futuro successo archeologico delle sue realizzazioni creò un tipico &lt;b&gt;mattone&lt;/b&gt; del tempo, di forma squadrata e composto per lo più da argilla umida probabilmente prelevata dai depositi sedimentari di un fiume locale. Durante il periodo di essiccazione, sembra inoltre che un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2013/01/i-gatti-uccidono-miliardi-di-animali.html&quot;&gt;gatto&lt;/a&gt; abbia fatto la sua comparsa nei pressi del cantiere, lasciando l&#39;impronta delle sue zampe impressa sulla superficie del mattone.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/10/fisica-delle-arti-marziali-la-rottura.html&quot;&gt;mattone&lt;/a&gt;&amp;nbsp;come questo non è solitamente considerato un oggetto dotato di una qualche rilevanza affettiva, ed è quindi stato dimenticato come miliardi di altri mattoni realizzati nel corso della storia fino al momento della sua accidentale scoperta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quasi 2000 anni dopo la realizzazione del mattone, Kristin Converse, studentessa alla Sonoma State University, si è imbattuta nell&#39;antico mattone romano durante una visita al Fort Vancouver National Historic Site nello stato di Washington.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A Converse fu subito chiaro che non si trattava di un mattone nordamericano, ma somigliava stranamente ad uno realizzato in Europa durante il periodo dell&#39;espansione britannica dell&#39;Impero Romano. Che ci faceva un mattone vecchio di 2000 anni a migliaia di chilometri dal suo sito di costruzione?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Converse portò il mattone a Karl Gurcke, archeologo esperto nell&#39;analisi e nell&#39;identificazione di antichi mattoni e materiali da costruzione. &quot;Il solo mattone che somiglia a questo è ciò che definiamo &#39;mattone romano&#39;&quot; sostenne Gurcke dopo una prima veloce analisi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Converse ha quindi determinato la composizione chimica del materiale utilizzato per realizzare il mattone, in modo tale da confermarne la provenienza. &quot;Hanno testato anche mattoni romani provenienti dall&#39; Inghilterra. I dati ci indicano una direzione: le dimensioni e l&#39;analisi chimica sono favorevoli con il mattone di origine romana&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-zMRXIWHaOrA/USicr9AxSxI/AAAAAAAAKwY/g74RFbR_st4/s1600/mattone_zampa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-zMRXIWHaOrA/USicr9AxSxI/AAAAAAAAKwY/g74RFbR_st4/s400/mattone_zampa.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta determinata l&#39;origine del mattone, la domanda successiva a cui rispondere fu: come è giunto dall&#39;altra parte dell&#39;America del Nord, a poca distanza dalle coste del Pacifico? L&#39;ipotesi più probabile è che sia arrivato in Nordamerica attraverso una nave della Hudson&#39;s Bay Company, un&#39;antica compagnia commerciale statunitense.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fort Vancouver era un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/07/bouvet-island-lisola-piu-remota-del.html&quot;&gt;avamposto&lt;/a&gt; nordamericano della Hudson&#39;s Bay Company negli anni &#39;20 del 1800. Si trovava nella congiunzione tra due grandi rotte commerciali, ma era un forte americano isolato circondato da 25 tribù di nativi americani (non tutte pacifiche) e le materie prime a disposizione erano scarse. La popolazione del forte, quindi, doveva ottenere il necessario alla sopravvivenza tramite importazioni e scambi commerciali sul posto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Potevano sicuramente portarsi dei fabbricanti di mattoni per dare un&#39;occhiata ai depositi del fiume Columbia, ideali per realizzare mattoni. Ma al tempo, quando i coloni erano appena arrivati e stavano realizzando l&#39;avamposto, se avessero voluto un mattone per realizzare un caminetto non l&#39; avrebbero trovato&quot; spiega Gurcke. &quot;Quindi, se li facevano mandare dall&#39;Inghilterra. Abbiamo alcuni resoconti di spedizioni di mattoni dall&#39;Inghilterra&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I mattoni, spesso riciclati da antiche rovine romane per abbassare i costi, eseguivano il viaggio dall&#39;Inghilterra a Fort Vancouver in circa 2 anni, problema che nel giro di una decade dalla creazione dell&#39;avamposto fece nascere diversi mattonifici locali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I mattoni che compongono il forte, infatti, sono in gran parte realizzati sfruttando l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/04/il-piu-antico-testo-decifrabile-europeo.html&quot;&gt;argilla&lt;/a&gt; locale estratta dalla Willamette Valley, ma durante il primo periodo di esistenza di Fort Vanvouver, specialmente quando venne eretto &quot;the Village&quot;, un insediamento esterno al forte che ospitava oltre 600 persone tra inglesi, francesi, scozzesi, irlandesi, hawaiani e irochesi, i mattoni era quasi totalmente di provenienza europea e spesso riciclati da antichi edifici in rovina.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta giunto sul posto, il mattone romano ha trovato la stessa sorte di migliaia di altri mattoni d&#39;importazione: è stato cementato alle strutture abitative utilizzando malta a base di polvere di corallo importata dalle Hawaii, e sfruttando la manodopera portoghese o irochese.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;A prima vista, i mattoni sembrano tutti uguali, ma dopo un&#39;analisi approfondita possono esibire un frustrante grado di variazione. I mattoni hanno una storia da raccontare se solo riuscissimo a svelarla, e contengono informazioni potenzialmente importanti sullo sviluppo dell&#39;industria, sulle rotte commerciali, sulle tecniche di costruzione e sull&#39;utilizzo delle risorse&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.theatlantic.com/technology/archive/2013/02/1-kitty-2-empires-2-000-years-world-history-told-through-a-brick/273320/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;1 Kitty, 2 Empires, 2,000 Years: World History Told Through a Brick&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/4316568712678314068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/il-mattone-romano-che-viaggio-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4316568712678314068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4316568712678314068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/il-mattone-romano-che-viaggio-per.html' title='Il mattone romano che viaggiò per l&#39;Atlantico'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-FUDOmrjfnQA/USicnZUQulI/AAAAAAAAKwQ/TbtzDHPerJI/s72-c/mattone.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-4768840024775741014</id><published>2013-02-15T12:07:00.004+01:00</published><updated>2013-02-15T16:39:52.354+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="astronomia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spazio"/><title type='text'>Meteoriti in Russia: collezione video</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-O2wY59bpUcM/UR4cZ180GrI/AAAAAAAAKvQ/q0bmJyikjwQ/s1600/meteorite_russia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;222&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-O2wY59bpUcM/UR4cZ180GrI/AAAAAAAAKvQ/q0bmJyikjwQ/s400/meteorite_russia.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;La foto non rende giustizia all&#39;evento. Guardate i video.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I Marziani ci bombardano! Ovviamente si tratta di uno scherzo, ma lo spettacolare (e pericoloso) &lt;b&gt;meteorite&lt;/b&gt; russo del 15 febbraio è stato un episodio così raro che verrà ricordato nei prossimi anni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La città di &lt;b&gt;Chelyabinsk&lt;/b&gt; è rimasta paralizzata per diverse ore dopo le conseguenze dell&#39;onda d&#39;urto di un meteorite che ha investito gli edifici cittadini. Oltre 250 persone sono rimaste ferite, tre delle quali si trovano in condizioni critiche, tra Chelyabinsk e altre sei cittadine coinvolte nell&#39;episodio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Alle 9.00 ora locale è stato osservato un oggetto sopra Chelyabinsk che volava a grande velocità e lasciava una scia. In due minuti si sono sentite due esplosioni&quot; spiega Yuri Burenko, ufficiale loale. &quot;L&#39;onda d&#39;urto ha frantumato i vetri di Chelyabinsk e di altre città della regione&quot;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il meteorite sembra essere caduto a circa 80 km dalla città di Satki, ma non c&#39;è ancora alcuna conferma ufficiale del sito dell&#39;impatto. &quot;Ci sono state migliaia di chiamate che dicevano che qualcosa è stato trovato e che la foresta è in fiamme. Ma non ci sono ancora informazioni confermate che qualcosa sia effettivamente caduto sulla superficie della Terra&quot;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non è ancora chiaro se questa meteora sia collegata all&#39;asteroide 2012 DA 14 che stanotte passerà a soli 27.000 km di distanza dalle nostre teste (&lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/11/2012-da14-lasteroide-che-non-colpira-la.html&quot;&gt;godetevi lo spettacolo, se ci riuscite&lt;/a&gt;), ma secondo l&#39;astronomo russo Sergei Smirnov era sicuramente un bolide del peso di diverse decine di tonnellate.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La maggior parte dei danni riguarda l&#39;onda d&#39;urto delle prime due esplosioni nell&#39;atmosfera, ma alcuni edifici o autoveicoli sono stati colpiti da frammenti di meteorite. In una fabbrica di zinco di Chelyabinsk, i frammenti hanno quasi totalmente distrutto il tetto e parte delle pareti perimetrali (uno dei video qui sotto mostra lo stabilimento distrutto).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;  &lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/36MEsWC1Pzc&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/XIAm5hq8WWc&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/fTqss1Lddx8&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/ZLcsZ-CxsIA&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/1kvHl5Qcnzc&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/MHgIIOIn8IM&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/sl_RknL9G-Q&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/lOYsAZ9tTRY&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/sg_-ADNanU4&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;incredibile sequenza di boati dopo l&#39;esplosione  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/-tG8IxHk--Q&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/4768840024775741014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/meteoriti-in-russia-collezione-video.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4768840024775741014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4768840024775741014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/meteoriti-in-russia-collezione-video.html' title='Meteoriti in Russia: collezione video'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-O2wY59bpUcM/UR4cZ180GrI/AAAAAAAAKvQ/q0bmJyikjwQ/s72-c/meteorite_russia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-5865292384520434520</id><published>2013-02-14T11:39:00.000+01:00</published><updated>2013-02-14T11:39:54.793+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="biologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ricerca"/><title type='text'>Pesticidi agiscono sulla memoria delle api</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-4kA1oJ4IOhA/URy9eDIHoJI/AAAAAAAAKuQ/HfoeNcFaQ4I/s1600/api_polline.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;250&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-4kA1oJ4IOhA/URy9eDIHoJI/AAAAAAAAKuQ/HfoeNcFaQ4I/s400/api_polline.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le &lt;b&gt;api&lt;/b&gt; stanno sparendo dal pianeta, ormai è un dato tristemente accertato dall&#39;osservazione di numerosissimi alveari in diverse località del mondo. Il perché le api stiano sparendo, invece, rimane ancora una questione misteriosa: si tratta di un virus? Di un batterio? Di pesticidi? O di un cocktail di diversi elementi che risulta letale per questi operosi insetti?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In attesa di conoscere la risposta, dobbiamo accontentarci dei risultati di alcune ricerche che hanno analizzato gli aspetti del &lt;i&gt;Colony Collapse Disorder&lt;/i&gt; legati all&#39;utilizzo di &lt;b&gt;pesticidi&lt;/b&gt;. Una di queste ricerche, condotta dai ricercatori della Newcastle University, sembra collegare alcuni pesticidi con l&#39;incapacità delle api di procurarsi il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/04/api-sigillano-polline-contaminato.html&quot;&gt;polline&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ogni impedimento nella loro abilità a procurarsi il cibo potrebbe avere forti ripercussioni sulla loro sopravvivenza&quot; spiega Geraldine Wright, co-autrice della ricerca pubblicata lo scorso 7 febbraio su &lt;i&gt;Journal of Experimental Biology&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La ricerca di Wright si è focalizzata sulla capacità delle api di crescere in modo sano in presenza di alcuni pesticidi comunemente utilizzati nell&#39;agricoltura e nell&#39;apicoltura. &quot;I pesticidi sono molto probabilmente coinvolti nel &lt;i&gt;Colony Collapse Disorde&lt;/i&gt;r e nella scomparsa di altri tipi di impollinatori&quot; sostiene Wright.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante una singola giornata, un&#39;ape visita centinaia, a volte migliaia di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/03/la-valle-dei-fiori-sull-himalaya.html&quot;&gt;fiori&lt;/a&gt; in cerca di polline. Le api riescono a ricordare la posizione di molti fiori in modo tale da riuscire a sfruttare le risorse alimentari più produttive dell&#39;area in cui prospera la colonia, ma per recuperare la maggior quantità di polline devono percorrere viaggi lunghi anche otto chilometri e comunicare alle loro compagne la posizione di queste risorse.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per ricordare la posizione dei fiori, le api utilizzano quella che viene definita &quot;memoria olfattiva&quot;; per comunicare la posizione di questi fiori agli altri membri della colonia, invece, eseguono la &quot;danza delle api&quot;, un particolare movimento a 8 &amp;nbsp;tramite il quale questi insetti comunicano informazioni come distanza dei fiori e sorgenti d&#39;acqua.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;object class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://1.gvt0.com/vi/nga4Z_HRUsU/0.jpg&quot; height=&quot;266&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/nga4Z_HRUsU&amp;fs=1&amp;source=uds&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot;  src=&quot;http://www.youtube.com/v/nga4Z_HRUsU&amp;fs=1&amp;source=uds&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni tipi di pesticidi sono tuttavia capaci di danneggiare seriamente la memoria olfattiva delle api e di rallentare la capacità di apprendimento sfruttata per imparare nuove informazioni dalla danza eseguita dalle compagne esploratrici.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Le api imparano ad associare i colori e i profumi dei fiori alla qualità del cibo. I pesticidi influiscono sui neuroni coinvolti in questi comportamenti. Le api colpite dai pesticidi hanno probabilmente difficoltà a comunicare con gli altri membri della colonia&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli esperimenti di Wright hanno visto coinvolte alcune api raccolte dall&#39;ingresso di diverse colonie. Le api sono state posizionate all&#39;interno di flaconi di vetro prima di essere trasferite in un sacchetto di plastica all&#39;interno del quale veniva inserita una sostanza zuccherosa contenente dosi non letali di pesticidi. Il team ha quindi registrato le conseguenze sulla &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/01/il-corvo-serba-rancore-per-anni.html#.URy_YB3tTTo&quot;&gt;memoria&lt;/a&gt; a breve e lungo termine dopo 10 minuti e 24 ore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I risultati dicono che quando i diversi pesticidi sono combinati, i danni aumentano esponenzialmente. &quot;Questo è di fondamentale importanza perché uno dei pesticidi che abbiamo usato, il Cumafos, è la sostanza utilizzata per curare le infestazioni di Varroa nelle colonie di api in tutto il mondo&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni pesticidi, inoltre, sebbene non direttamente letali per le api, potrebbero abbassare le difese immunitarie di questi insetti e renderli più suscettibili a infezioni e altri pesticidi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Cumafos è un pesticida utilizzato fino a poco tempo fa su larga scala per controllare le infestazioni di acari &lt;i&gt;Varroa destructor&lt;/i&gt;, parassiti che attaccano ferocemente gli &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/06/le-api-non-sono-le-migliori.html#.URy-1x3tTTo&quot;&gt;insetti impollinatori&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo pesticida, una volta molto efficace, sta perdendo la sua tossicità perché i Varroa stanno sviluppando una forma di resistenza al composto; il suo utilizzo, inoltre, è in corso di diminuzione per le conseguenze potenzialmente catastrofiche per l&#39;ambienta acquatico e gli insetti impollinatori.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://news.nationalgeographic.com/news/2013/13/130213-honeybee-pesticide-insect-behavior-science/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Are Honeybees Losing Their Way?&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/5865292384520434520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/pesticidi-agiscono-sulla-memoria-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5865292384520434520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/5865292384520434520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/pesticidi-agiscono-sulla-memoria-delle.html' title='Pesticidi agiscono sulla memoria delle api'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-4kA1oJ4IOhA/URy9eDIHoJI/AAAAAAAAKuQ/HfoeNcFaQ4I/s72-c/api_polline.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-6175409391230938805</id><published>2013-02-11T21:22:00.001+01:00</published><updated>2013-02-11T21:22:48.761+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><title type='text'>Il Brontosauro, in realtà, non esiste</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-FClZvx2eFHY/URlQIWZyldI/AAAAAAAAKsA/OxYEyXuUXc4/s1600/brontosaurus.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;253&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-FClZvx2eFHY/URlQIWZyldI/AAAAAAAAKsA/OxYEyXuUXc4/s400/brontosaurus.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ricordate il &lt;b&gt;Brontosauro&lt;/b&gt;, il bestione lungo qualche decina di metri che dominava il panorama del Jurassic Park? Durante la creazione del film è sembrato più che naturale includere anche questo enorme lucertolone, così facilmente riconoscibile da chiunque e dal nome così evocativo (&lt;i&gt;Brontosaurus&lt;/i&gt; significa infatti &quot;lucertola del tuono&quot;).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In realtà, il Brontosauro non è affatto ciò che ci hanno raccontato i libri e i film. Per essere onesti, il Brontosauro non è mai esistito.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per circa 130 anni abbiamo creduto che i brontosauri fossero tra le più ciclopiche lucertole erbivore mai esistite sulla Terra per colpa di un errore risalente al periodo definito &quot;La Guerra delle Ossa&quot;, una dura competizione tra due celebri paleontologi del passato: O.C. Marsh e Edward Drinker Cope.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ci sono storie sia su Cope che su Marsh secondo le quali i due paleontologi ordinavano ai loro collezionisti di rompere scheletri ancora da disseppellire, in modo tale che l&#39;altro ricercatore non potesse appropriarsene&quot; spiega Matt Lamanna, curatore del Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;accesa rivalità tra Cope e Marsh raggiunse il culmine nel 1877, quando Marsh ricercatore scoprì tre grandi vertebre di un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/02/tyrannosaurus-rex-piu-iena-che-leone.html&quot;&gt;dinosauro&lt;/a&gt; dal collo lungo che chiamò &lt;b&gt;Apatosauro&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Apatosaurus ajax&lt;/i&gt;). Allo scheletro mancava il cranio, per cui Marsh riuscì solo a ipotizzare la struttura della testa basandosi sulla forma del teschio di un altro dinosauro, il &lt;i&gt;Camarasaurus&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;Apatosauro, oggi noto anche per il suo muso allungato, fu dipinto da Marsh come un animale dotato di un muso piatto e robusto. Per quale motivo? Nessuno in particolare: pare che la fretta di pubblicare nuove scoperte prima del suo rivale portò Marsh a utilizzare come cranio dell&#39;Apatosauro un fossile di Camarasauro rinvenuto nella stessa zona.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La stessa valutazione arbitraria venne compiuta sulla coda, raffigurata come corta e tozza prendendo a modello quella del &lt;i&gt;Camarasaurus&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-9tvkymjgL9I/URlQPBRmlCI/AAAAAAAAKsI/J7Ow1HXGwcI/s1600/large_osborn_apatosaurus.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;217&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-9tvkymjgL9I/URlQPBRmlCI/AAAAAAAAKsI/J7Ow1HXGwcI/s400/large_osborn_apatosaurus.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Qualche anno più tardi&quot; spiega Lamanna, &quot;i suoi collezionisti che lavoravano nell&#39;Ovest gli inviarono un secondo scheletro che si credeva appartenesse ad una diversa specie di dinosauro chiamata Brontosauro&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anche il nuovo scheletro di dinosauro era privo del cranio, sebbene il resto delle sue caratteristiche fisiche ricordasse molto da vicino il primo scheletro di Marsh: coda corta e tozza, cranio corto e robusto (che Marsh, anche in questo caso, modellò sulla base di un &lt;i&gt;Camarasaurus&lt;/i&gt;). Il nuovo dinosauro venne classificato come &lt;i&gt;Brontosaurus excelsus &lt;/i&gt;principalmente per via della differenza di dimensioni l&#39;Apatosauro, un errore che ebbe ripercussioni nei successivi 130 anni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ZRWIZplkIGg/URlQb_lzUXI/AAAAAAAAKsQ/g8_WApZzUGE/s1600/160px-Apatosaurus_Camarasaurus_head_compairison.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ZRWIZplkIGg/URlQb_lzUXI/AAAAAAAAKsQ/g8_WApZzUGE/s1600/160px-Apatosaurus_Camarasaurus_head_compairison.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il secondo scheletro, in realtà, era anch&#39;esso uno scheletro quasi completo di Apatosauro. Marsh, in preda alla frenesia dovuta alla corsa dei fossili con Cope, non fu in grado di riconoscere le somiglianze tra gli scheletri, e fu tratto in inganno dalle differenti dimensioni dei fossili, ritenendoli appartenenti a genere e specie differenti. A sua parziale discolpa possiamo dire che la ricostruzione di uno &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/01/fu-la-volpe-il-primo-miglior-amico.html&quot;&gt;scheletro completo&lt;/a&gt; a partire da alcune sue componenti non era affatto una scienza esatta (come non lo è tutt&#39;ora) al tempo di Marsh; ma il suo giudizio fu certamente annebbiato dalla sua competizione con Cope, tanto che anche in questo caso riciclò il cranio del Camarasauro per colmare l&#39;assenza di fossili corrispondenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Era l&#39;anno 1883 quando il Brontosauro fece il suo ingresso nel mondo della paleontologia, ma esattamente 20 anni dopo la comunità scientifica si rese &amp;nbsp;conto dell&#39;errore: il Brontosauro era in realtà un Apatosauro, e quest&#39;ultimo aveva cranio e coda del tutto differenti da quelli raffigurati da Marsh. Occorre tuttavia aspettare la fine degli anni &#39;70 per avere la conferma dell&#39;errore di Marsh: il ritrovamento di un terzo scheletro di Apatosauro completo di cranio fece sparire il Brontosauro dal mondo della paleontologia, relegandolo al ruolo di puzzle tra diverse specie di grandi dinosauri erbivori.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La specie di Apatosauro identificata da Marsh come &lt;i&gt;Brontosaurus excelsus&lt;/i&gt; era tipica degli stati occidentali del Nord America. Il suo cugino più grande, l&#39;&lt;i&gt;Apatosaurus ajax&lt;/i&gt;, raggiungeva invece i 25 metri di lunghezza, e la sua classificazione ha superato (per ora) il vaglio del mondo scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-cPQzkwDgQcY/URlR6iaTvII/AAAAAAAAKsc/EUnwj8HFkvI/s1600/Apatosaurus.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;115&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-cPQzkwDgQcY/URlR6iaTvII/AAAAAAAAKsc/EUnwj8HFkvI/s400/Apatosaurus.png&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi il Brontosauro non esiste più (è comunque sinonimo di Apatosauro), e il fossile erroneamente classificato da Marsh come &lt;i&gt;Brontosaurus&lt;/i&gt; appartiene ora alla specie &lt;i&gt;Apatosaurus excelsus&lt;/i&gt;, la più piccola (18 meteri di lunghezza) delle tre specie a noi note.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il cranio dell&#39;Apatosauro (e dell&#39;ex Brontosauro) non è affatto corso e robusto come quello inventato da Marsh nel suo primo ritrovamento, ma allungato come quello di un &lt;i&gt;Diplodocus&lt;/i&gt;. La coda, inoltre, non è tozza e corta, ma lunga e &quot;a frusta&quot;, una caratteristica già riscontrata in altri grandi dinosauri erbivori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/govuPSdpPR4?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.npr.org/2012/12/09/166665795/forget-extinct-the-brontosaurus-never-even-existed?ft=1&amp;amp;f=1007&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Forget Extinct: The Brontosaurus Never Even Existed&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/6175409391230938805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/il-brontosauro-in-realta-non-esiste.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/6175409391230938805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/6175409391230938805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/il-brontosauro-in-realta-non-esiste.html' title='Il Brontosauro, in realtà, non esiste'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-FClZvx2eFHY/URlQIWZyldI/AAAAAAAAKsA/OxYEyXuUXc4/s72-c/brontosaurus.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1335832508232031816</id><published>2013-02-06T21:06:00.002+01:00</published><updated>2013-02-06T21:06:41.193+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><title type='text'>Varano di Komodo vs Homo sapiens</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-eAXHitzWvMQ/URK0h7Qn3UI/AAAAAAAAKpg/ikSCZoE-Ue8/s1600/komodo-varano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;263&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-eAXHitzWvMQ/URK0h7Qn3UI/AAAAAAAAKpg/ikSCZoE-Ue8/s400/komodo-varano.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; possibile sfuggire all&#39;attacco di un &lt;b&gt;varano di Komodo&lt;/b&gt;? Per quanto bizzarra possa sembrare la domanda, sono incappato nel &amp;nbsp;&quot;dilemma&quot; durante la visita di &lt;a href=&quot;http://reptilis.net/herp-faq.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo sito&lt;/a&gt;. La notizia di un recente attacco di varano sull&#39;isola di Rinca, inoltre, ha contribuito al mio interesse: due persone sono state aggredite da un varano di Komodo all&#39;interno dell&#39;ufficio delle guardie del parco al Komodo National Park.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; possibile sfuggire all&#39;attacco di un &lt;b&gt;varano di Komodo&lt;/b&gt; e all&#39;eventuale inseguimento sulla breve, media o lunga distanza? La risposta potrebbe non piacervi, anche se, fortunatamente, i due ranger citati poco fa sono sopravvissuti riportando qualche ferita non mortale e un principio di infezione batterica.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il varano di Komodo (&lt;i&gt;Varanus komodoensis&lt;/i&gt;) non è sicuramente un animale che potreste incontrare durante una passeggiata in un qualunque parco naturale europeo. L&#39;unico modo per competere per la sopravvivenza con questo lucertolone è quello di recarsi nell&#39;isola di Komodo o in altre 4 isole vicine, gli unici habitat naturali di questo affascinante rettile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il varano di Komodo è la più grande lucertola vivente: può raggiungere i 3 metri di lunghezza per oltre 70 kg di peso, e pare essersi scavata la sua nicchia evolutiva oltre 3 milioni di anni fa, iniziando a cacciare invertebrati, uccelli e mammiferi di taglia medio-grande.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il varano di Komodo utilizza una strategia predatoria basata su tre elementi: una bocca devastante, una velocità insospettabile, e una resistenza incrollabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La bocca del varano di Komodo è munita di 60 &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/01/mal-di-denti-e-aglio-rimedio-casalingo.html&quot;&gt;denti&lt;/a&gt; lunghi fino a 2,5 centimetri e ricoperti da tessuto gengivale. Durante un attacco, il tessuto gengivale si lacera lasciando fuoriuscire piccole quantità di sangue che creano l&#39;ambiente ideale per la proliferazione di oltre 50 specie di batteri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I batteri e la saliva creano un cocktail velenoso in grado di abbattere un bufalo in un periodo relativamente breve. Il solo morso, infatti, può facilmente provocare profonde lacerazioni ma solitamente non causa ferite mortali a breve termine ad un mammifero di grossa taglia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-u8i36tvX7DA/URK0mvHbx0I/AAAAAAAAKpo/FON8s5sSam0/s1600/varano_komodo_bufalo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-u8i36tvX7DA/URK0mvHbx0I/AAAAAAAAKpo/FON8s5sSam0/s400/varano_komodo_bufalo.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come può un bestione di queste dimensioni raggiungere e abbattere un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2009/07/i-dieci-animali-piu-letali-della-terra.html&quot;&gt;bufalo&lt;/a&gt; utilizzando solo la sua bocca e le sue zampe tozze? Questo rettile è solitamente opportunista e non disdegna affatto le carcasse di animali morti, ma se messo alle corde attacca senza paura, ed è un esperto in agguati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Riesce a localizzare visivamente una preda ad oltre 300 metri, e può rilevare la carcassa di un uccello alla distanza di 10 km utilizzando soltanto l&#39;olfatto. Una volta vicino al suo bersaglio, può effettuare uno sprint a 20 km/h per un breve periodo di tempo e, se necessario, può utilizzare i suoi artigli per arrampicarsi su rocce e alberi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot; class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://2.gvt0.com/vi/n6Riq-d4W_o/0.jpg&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/n6Riq-d4W_o&amp;fs=1&amp;source=uds&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot;  src=&quot;http://www.youtube.com/v/n6Riq-d4W_o&amp;fs=1&amp;source=uds&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;Da 0:29 è possibile apprezzare la tecnica di caccia del varano di Komodo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I varani di Komodo non hanno dalla loro parte solo uno scatto insospettabile: diversi varani sono stati osservati utilizzare la loro coda per colpire violentemente grossi maiali selvatici e cervi, per poi morderli con ferocia alla gola fino ad ucciderli. Nel caso di prede più grosse o tenaci, invece, il varano si limita a tenere serrate le mascelle il più a lungo possibile, avvelenando la preda con la sua &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/12/pipistrello-vampiro-fatti-e-finzione.html&quot;&gt;saliva&lt;/a&gt;. Un animale di grossa taglia potrà sicuramente divincolarsi dalla presa e darsi alla fuga, ma il &quot;veleno&quot; del varano farà effetto nel giro di poche ore, dando modo alla lucertola di inseguire la vittima moribonda sfruttando il suo olfatto infallibile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IlcmueC4YVM/URK05VEuq_I/AAAAAAAAKp4/3uXMEBp7M2U/s1600/Komodo_varano_saliva.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;263&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IlcmueC4YVM/URK05VEuq_I/AAAAAAAAKp4/3uXMEBp7M2U/s400/Komodo_varano_saliva.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo questa &quot;breve&quot; introduzione alla bestia che ci troveremo ad affrontare, torniamo alla questione principale: un essere umano può sopravvivere all&#39;attacco di un varano di Komodo? Sicuramente. Potrà mai sfuggire, a parità di condizioni, alle conseguenze di un suo attacco? La risposta dipende dal nostro stato di salute, da una buona dose di intelligenza e da un pizzico di fortuna.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Immaginiamo uno sfortunatissimo essere umano in buona forma fisica sperduto sull&#39;isola di Komodo, in compagnia dei 2.500 varani del Komodo National Park. L&#39;ingegno umano e la fame pongono in apparente svantaggio il lucertolone, ma sottovalutare un varano adulto potrebbe risultare un errore imperdonabile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La velocità massima raggiungibile da un uomo in discreta forma fisica è di 20-27 km/h per un breve tratto, a patto che il tragitto da percorrere sia pianeggiante e rettilineo. Un varano raggiunge i 20-25 km/h in brevi sprint su terreni accidentati, anche se ha meno opzioni di movimento di un essere umano. Ma la pazienza è dalla sua parte: vi inseguirà fino a trovarvi, per decine e decine di chilometri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-ZswCGbPmxMI/URK0uPKKEoI/AAAAAAAAKpw/CYhHOu3pwRU/s1600/varano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-ZswCGbPmxMI/URK0uPKKEoI/AAAAAAAAKpw/CYhHOu3pwRU/s400/varano.jpg&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se la soluzione più immediata per sfuggire ad un varano sembra essere quella di arrampicarsi sulla cima di un albero, potrebbe non essere la migliore delle idee: gli artigli del varano consentono alla lucertola di arrampicarsi (non senza fatica) facendo presa sulla &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/05/alberi-in-via-di-estinzione.html&quot;&gt;corteccia&lt;/a&gt; del tronco. In età giovanile, infatti, qualunque varano di Komodo ha imparato ad arrampicarsi sulla vegetazione locale per fuggire da predatori e da altri varani adulti cannibali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se il varano vi dovesse mordere, inoltre, le conseguenze primarie contemplerebbero un dolore lancinante, la lacerazione di tessuti più o meno vitali, e una perdita profusa di sangue che non farà altro che eccitare la lucertola e condurla verso di voi. L&#39;odore del sangue, inoltre, attirerà altri varani in cerca di un pasto facile nel raggio di 10 km.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I ranger del parco aggrediti recentemente sono stati in grado di sopravvivere perché la scena si è svolta in un ambiente controllato: telefono per i soccorsi e un team medico a poca distanza hanno contribuito al lieto fine della vicenda. In condizioni molto simili, tuttavia, una donna ha rischiato la vita nel 2009 dopo aver riportato gravi ferite a seguito dell&#39;attacco di un varano di Komodo avvenuto a poca distanza dagli uffici del Komodo National Park.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/5OComAuGDOY?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;I varani di Komodo se la prendono con un team della BBC&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anche se la ferita non dovesse essere mortale, dopo qualche ora, tuttavia, l&#39;assenza di immediato trattamento medico inizierebbe a farsi sentire: il vostro organismo, avvelenato da oltre 50 specie di batteri particolarmente aggressivi, inizierà a cedere e a rallentarvi, dando modo al varano di accorciare le distanze.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mix batterico vi porterà allo sfinimento in breve termine, anche se l&#39;avvelenamento del sangue potrebbe causare paralisi o shock anafilattico ben prima che la fatica possa iniziare a farsi sentire.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;unico modo per battere un varano di Komodo è quello di superarlo in astuzia. Ma per quanta astuzia possediate, l&#39;isola di Komodo non è il vostro ecosistema naturale, e non offre molte possibilità di salvezza: si tratta di circa 390 km quadrati di superficie che ospita non più di 2.000 abitanti e oltre 1.700 varani. Vagando per l&#39;isola, è statisticamente più facile imbattersi in un&#39;altra lucertola gigante che in altri esseri umani.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A parità di condizioni, quindi, la sfida tra varano di Komodo ed essere umano non ha affatto un esito certo. Tutto dipende dalle condizioni fisiche dei contendenti, dall&#39;ambiente in cui si svolge l&#39;attacco o l&#39;inseguimento, e dalla capacità di saper sfruttare le rispettive armi naturali: da una parte denti, batteri e artigli, dall&#39;altra intelligenza e versatilità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://news.xin.msn.com/en/regional/indonesia/indonesian-komodo-dragon-attack-leaves-two-hospitalised-1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Indonesian Komodo dragon attack leaves two hospitalised&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1335832508232031816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/varano-di-komodo-vs-homo-sapiens.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1335832508232031816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1335832508232031816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/varano-di-komodo-vs-homo-sapiens.html' title='Varano di Komodo vs Homo sapiens'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-eAXHitzWvMQ/URK0h7Qn3UI/AAAAAAAAKpg/ikSCZoE-Ue8/s72-c/komodo-varano.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-8236417235684599145</id><published>2013-02-04T11:48:00.000+01:00</published><updated>2013-02-04T11:48:54.805+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia bellica"/><title type='text'>L&#39;arco di Penobscot</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-HzxFTp7Zte4/UQ-PyjenQxI/AAAAAAAAKoU/OxAlWxtc4sI/s1600/Penobscot+arco.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-HzxFTp7Zte4/UQ-PyjenQxI/AAAAAAAAKoU/OxAlWxtc4sI/s400/Penobscot+arco.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La mia passione per le armi bianche è stata talvolta criticata da qualcuno per via della natura brutale e sanguinolenta delle armi stesse. Questo è vero se ci limitiamo a vedere un&#39;arma come un semplice oggetto d&#39;offesa, senza soffermarci a riflettere sul suo reale significato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le armi bianche sono la testimonianza dei progressi tecnologici del tempo in cui sono state realizzate. Superando il limite dell&#39;arma bianca intesa come strumento di morte, ci si accorge che, in realtà, costituisce una delle più intense espressioni della tecnologia, della società e anche della moda del tempo in cui è stata costruita.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa noiosa introduzione (perdonatemi) serve a presentare un&#39;arma ben poco conosciuta ma che, come moltissime altre armi bianche del passato, ha dimostrato quanto la povertà di materiali non sia affatto un limite per l&#39;ingegno umano: l&#39;&lt;b&gt;arco di Penobscot&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando parliamo dell&#39;arco ciò che ci viene in mente è l&#39;immagine dell&#39; arco lungo inglese, o di qualche arco composito turco o dell&#39;Estremo Oriente. Si tratta di armi formidabili, spesso funzionanti su principi differenti ma altrettanto efficaci: l&#39;arco lungo inglese, per esempio, basava la sua potenza e la sua straordinaria gittata sulla natura e sulle dimensioni (fino a 2 metri) del legno utilizzato per realizzarlo; gli archi compositi, invece, potevano essere costruiti con materiali lignei dalle scarse proprietà meccaniche grazie all&#39;utilizzo di tendine e &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/02/gli-animali-piu-rari-del-mondo.html&quot;&gt;corno animale&lt;/a&gt; (il primo resistente in tensione, il secondo in compressione) o di bambù (straordinariamente flessibile e resistente in tensione).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-ZpfUdz31-Bk/UQ-QILiia1I/AAAAAAAAKoc/yQO0ciXR8tw/s1600/arco_coreano_composito.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;162&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-ZpfUdz31-Bk/UQ-QILiia1I/AAAAAAAAKoc/yQO0ciXR8tw/s400/arco_coreano_composito.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In alcune regioni del mondo, tuttavia, la disponibilità di buoni materiali per la fabbricazione di archi era decisamente scarsa. Gli Inuit, per esempio, non disponevano di legname adatto se non quello ottenuto da alberi dalle scarse proprietà meccaniche; ma come molti antichi popoli nordamericani, gli Inuit erano esperti di nodi: riuscivano a legare qualunque cosa sfruttando come corda...qualunque cosa, e questa loro abilità li rese in grado di realizzare archi con ossa di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/04/megattere-diffondono-i-loro-canti-ad.html&quot;&gt;balena&lt;/a&gt; e tendini di renna senza l&#39;ausilio di nessun collante.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;arco di Penobscot è un&#39;altra soluzione alla povertà di buon materiale per la costruzione di archi. Esistono sei differenti varianti dell&#39;arco di Penobscot, ma la più conosciuta è la versione Penobscot/Wabenaki.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;arco di Penobscot fu realizzato dall&#39;omonima tribù nativa che viveva nell&#39;area nord-orientale degli Stati Uniti, in particolare in quello che oggi è lo Stato del Maine. La tribù di Penobscot apparteneva alla Confederazione Wabenaki, una confederazione di popoli nativi del Nord America nota principalmente per la realizzazione di straordinari mezzi di trasporto fluviali: le canoe in legno di betulla.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-WRbYBKacEnQ/UQ-QQh1vMNI/AAAAAAAAKok/yPRj1vpC4dk/s1600/Encyclopedia+of+Native+American+Bows,+Arrows+&amp;amp;+Quivers.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-WRbYBKacEnQ/UQ-QQh1vMNI/AAAAAAAAKok/yPRj1vpC4dk/s400/Encyclopedia+of+Native+American+Bows,+Arrows+&amp;amp;+Quivers.jpg&quot; width=&quot;296&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La regione Wabenaki non offriva legno decente per archi, ma solo materiale scarso in tensione, pessimo per sopportare lo stress a cui sono sottoposti i flettenti di un arco. La soluzione al problema fu la creazione di quello che alcuni considerano il primo &quot;arco compound&quot; della storia: fu aggiunto un piccolo arco di fronte all&#39;arco principale, in modo tale da aumentare la potenza generale dell&#39;arma.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa tecnologia consentiva di ottenere, a partire da legno dalle scarse proprietà meccaniche, archi corti dalla potenza regolabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo tipo di design è antico: risalirebbe ad almeno 1.500 anni fa, ben prima dell&#39;arrivo dei primi esploratori europei, e viene classificato generalmente come &quot;arco col dorso incordato&quot;, un metodo utilizzato da millenni per amplificare la potenza di un arco.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per aumentare la resistenza e l&#39;energia sprigionata da un arco, infatti, il dorso dell&#39;arma (la parte rivolta verso il bersaglio) veniva spesso ricoperta da tessuto tendineo animale, flessibile e resistente, o da materiali in grado di alleviare la tensione che si genera quando l&#39;arco si incurva verso l&#39;arciere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/6az2K2-jhXg?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcune metodologie di irrobustimento del dorso prevedevano, al posto di colla e tendini, l&#39;utilizzo di corda legata &quot;a secco&quot; al dorso dell&#39;arco. Gli Inuit sfruttavano questo metodo per evitare che i loro archi in corno e ossa di balena si rompessero quando sottoposti a tensioni eccessive.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;arco di Penobscot porta l&#39;incordatura del dorso ad un livello superiore aggiungendo un vero e proprio arco in miniatura al fusto. L&#39;arco secondario non solo allevia la tensione e prolunga la durata dell&#39;arma, ma aumenta sensibilmente l&#39;energia impartita alla freccia al momento del lancio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un arco di Penobscot manovrato da un arciere esperto era in grado di uccidere un caribù o l&#39;alce più grosso in circolazione con un colpo ben assestato; nonostante le scarse proprietà dei materiali utilizzati per la sua costruzione, la tecnologia inventata dai nativi consentiva di superare le limitazioni del legno e di ottenere armi superbe per la caccia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/8236417235684599145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/larco-di-penobscot.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/8236417235684599145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/8236417235684599145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/02/larco-di-penobscot.html' title='L&#39;arco di Penobscot'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-HzxFTp7Zte4/UQ-PyjenQxI/AAAAAAAAKoU/OxAlWxtc4sI/s72-c/Penobscot+arco.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1868938679839752753</id><published>2013-01-31T11:21:00.000+01:00</published><updated>2013-01-31T11:21:07.114+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><title type='text'>Crostaceo parassita si sostituisce alla lingua dei pesci</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-oLZBPX_k0t8/UQpEUbSv--I/AAAAAAAAKnQ/7ljT958Ktls/s1600/parassita_Cymothoa+exigua.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-oLZBPX_k0t8/UQpEUbSv--I/AAAAAAAAKnQ/7ljT958Ktls/s400/parassita_Cymothoa+exigua.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mondo dei parassiti, per quanto alcune volte possa apparire rivoltante e crudele, è estremamente interessante per chi riesce a superare il ribrezzo e il terrore per le piccole creature striscianti che colonizzano un corpo vivente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uno dei parassiti più particolari è un piccolo &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/08/crostaceo-si-nutre-del-legno-affondato.html&quot;&gt;crostaceo&lt;/a&gt; della famiglia delle &lt;i&gt;Cymothoidae&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt;. Il &lt;i&gt;C. exigua&lt;/i&gt;, che attacca generalmente i pesci delle specie &lt;i&gt;Lutjanus guttatus&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Oligoplites saurus&lt;/i&gt;, è l&#39;unico parassita noto in grado di divorare e sostituire un organo in modo funzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt;, lungo tra i 7 e i 30 millimetri, penetra nel corpo del suo ospite attraverso le branchie, per poi attaccarsi saldamente alla base della lingua per nutrirsi del sangue del pesce.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non si hanno molti dettagli su come i &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt; possano raggiungere i loro ospiti, e nemmeno si sa molto sul loro ciclo vitale. Pare che raggiungano le branchie dei pesci durante l&#39;età giovanile, diventando maschi e sopravvivendo per un po&#39; di tempo tra gli organi respiratori del loro ospite; dopo qualche tempo, alcuni maschi diventano femmine, accoppiandosi in prossimità delle branchie. Nel caso siano presenti soltanto due individui di sesso maschile, invece, uno dei due può tramutarsi in femmina dopo aver raggiungo i 10 millimetri di lunghezza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo l&#39;accoppiamento, le femmine raggiungono la base della &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/04/lingua-la-mappa-dei-sapori-e-sbagliata.html&quot;&gt;lingua&lt;/a&gt;, vi si aggrappano con le loro chele frontali e iniziano ad estrarre sangue, portando lentamente il muscolo all&#39;atrofia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-OmQOLTB0C_Q/UQpEa7eiTrI/AAAAAAAAKnY/v816ZkvLpkU/s1600/parassita_lingua_Cymothoa+exigua.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;281&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-OmQOLTB0C_Q/UQpEa7eiTrI/AAAAAAAAKnY/v816ZkvLpkU/s400/parassita_lingua_Cymothoa+exigua.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo qualche tempo la lingua è ormai un frammento di carne morta inutilizzabile destinato prima o poi a staccarsi da solo; ma il pesce non ha molto da preoccuparsi: il &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt; sostituirà la sua lingua in modo funzionale aggrappandosi alla radice muscolare dell&#39;organo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il pesce, infatti, sarà capace di utilizzare il crostaceo come una vera e propria lingua, senza subire ulteriori danni dal &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/06/scimpanze-usano-foglie-per-combattere.html&quot;&gt;parassita&lt;/a&gt;. I maschi continueranno a trascorrere la loro esistenza nutrendosi del muco prodotto dal pesce, mentre la femmina-lingua continuerà a nutrirsi del sangue dell&#39;animale, senza tuttavia causare alcun danno evidente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima che qualcuno di voi possa iniziare a preoccuparsi, vale la pena sottolineare che i &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt; non hanno gli strumenti per attaccare altri animali se non alcune specie di pesci marini. Nessun pericolo per l&#39;essere umano, quindi, se non un fastidioso pizzicotto dalle loro &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/12/granchio-yeti-fertilizza-il-proprio.html&quot;&gt;chele&lt;/a&gt; nel caso li si maneggiasse incautamente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/uKqAu1hSIfo?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta presente soltanto nelle acque dell&#39;America Centrale tra i 2 e i 60 metri di profondità, nel 2005 è stato avvistato anche nel Regno Unito. Non è chiaro se il &lt;i&gt;Cymothoa exigua&lt;/i&gt; stia espandendo il suo raggio d&#39;azione colonizzando nuove regioni di mare, o abbia semplicemente viaggiato attraverso l&#39;Atlantico nella bocca del suo ospite.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1868938679839752753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/crostaceo-parassita-si-sostituisce-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1868938679839752753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1868938679839752753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/crostaceo-parassita-si-sostituisce-alla.html' title='Crostaceo parassita si sostituisce alla lingua dei pesci'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-oLZBPX_k0t8/UQpEUbSv--I/AAAAAAAAKnQ/7ljT958Ktls/s72-c/parassita_Cymothoa+exigua.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-1751510575010672904</id><published>2013-01-29T18:49:00.000+01:00</published><updated>2013-01-29T18:49:08.730+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><title type='text'>I gatti uccidono miliardi di animali ogni anno</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-uvgO9p3BpJ8/UQgKlbebwvI/AAAAAAAAKmU/pXry7U6aoeY/s1600/gatti4.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;251&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-uvgO9p3BpJ8/UQgKlbebwvI/AAAAAAAAKmU/pXry7U6aoeY/s400/gatti4.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo una ricerca pubblicata il 29 gennaio sulla rivista Nature Communications, i &lt;b&gt;gatti domestici&lt;/b&gt; americani uccidono ogni anno miliardi (esatto, miliardi) di animali tra uccelli, roditori e altri piccoli mammiferi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I dati pubblicati sono del tutto inaspettati: secondo i ricercatori, i &lt;b&gt;gatti&lt;/b&gt; che risiedono negli Stati Uniti uccidono ogni anno tra 1,4 e 3,7 miliardi di uccelli, e tra i 6,9 e i 20,7 miliardi di piccoli mammiferi come scoiattoli e altri roditori selvatici.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La ricerca è iniziata con l&#39;obiettivo di capire quali fossero le cause della scomparsa della fauna selvatica americana, focalizzandosi sulle problematiche di natura umana come pesticidi e insediamenti urbani che, più o meno prepotentemente, si impongono sul paesaggio naturale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima di procedere, tuttavia, Pete Marra dello Smithsonian Conservation Biology Institute e i suoi colleghi hanno verificato l&#39;impatto sulla fauna locale delle popolazione di felini domestici, considerati i maggiori responsabili della scomparsa degli uccelli locali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sebbene sia difficile fare una stima di quanti volatili trascorrano la loro esistenza in territorio statunitense, secondo i ricercatori i &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/05/scienziati-studiano-la-vita-segreta-dei.html&quot;&gt;gatti&lt;/a&gt; sarebbero responsabili della morte del 15% della popolazione di uccelli nordamericana.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per verificare il reale impatto dei gatti domestici sulla massa di uccelli che sorvola quotidianamente gli Stati Uniti, i ricercatori hanno dovuto inizialmente stimare la popolazione di gatti domestici americana: circa 84 milioni di felini, la maggior parte dei quali trascorre buona parte del suo tempo all&#39;aperto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/rrEwsFw5Zwc?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Molti di questi gatti possono uscire e recarsi in 10 case differenti, ma tornano sempre alla loro casa per farsi coccolare&quot; sostiene Marra. Durante la sua attività all&#39;aperto, un gatto domestico nordamericano uccide mediamente 18 uccelli all&#39;anno, in aggiunta a 8-21 piccoli mammiferi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma i veri predatori inarrestabili non sono i gatti che dispongono di un posto caldo in cui dormire: i gatti randagi (che secondo i ricercatori sarebbero tra i 30 e gli 80 milioni) ucciderebbero tra i 23 e i 46 uccelli all&#39;anno, oltre a 129-338 piccoli mammiferi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Basta fare qualche semplicissimo calcolo aritmetico e si arriva a miliardi di animali uccisi ogni anno, animali che per lo più appartengono a specie locali per nulla fastidiose per l&#39;essere umano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se la soluzione sembra essere quella di limitare il periodo d&#39;uscita dei nostri gatti domestici, per i gatti randagi la questione è più complessa. Non ci si può infatti fermare soltanto al dato numerico: &quot;In alcuni casi, i gatti potrebbero tenere circoscritto il numero di altre specie che potrebbero avere effetti negativi su uccelli e piccoli mammiferi&quot; sostiene Bruce Kornreich, veterinario del Cornell University&#39;s Feline Health Center.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La Nuova Zelanda è già passata alle vie di fatto con la proposta &quot;Cats to Go&quot; dell&#39;ambientalista Gareth Morgan. Cats to Go non è una campagna di sterilizzazione o di limitazione del numero di gatti domestici neozelandesi, ma vuole sensibilizzare il grande pubblico sul fatto che un gatto domestico sia, di fatto, un killer naturale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Alla fine, le persone responsabili non dovrebbero considerare la sostituzione di un gatto quando muore, e nel frattempo tenere il proprio felino nel giardino, in un recinto a prova di gatto&quot; sostiene Morgan. &quot;Abbiamo da tempo accettato il fatto che i &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/12/cane-canoro-selvatico-avvistato-in.html&quot;&gt;cani&lt;/a&gt; non possono andarsene in giro liberamente, ma i proprietari di gatti sembrano offendersi all&#39;idea di dover tenere i loro felini in casa&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;E&#39; innegabile che i gatti diano la caccia agli uccelli, e che in alcuni casi questo atto predatorio abbia un impatto negativo sulla popolazione nativa di uccelli&quot; ha risposto Kornreich in una dichiarazione successiva alla presentazione della campagna Cats to Go. &quot;E&#39; importante far notare, tuttavia, che alcune ricerche hanno mostrato che gli uccelli sono molto più adattabili all&#39;attività predatoria di quanto si pensasse in precedenza, e che di fatto i felini possono fornire loro un vantaggio controllando i roditori e la popolazione di potenziali predatori&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.livescience.com/26670-cats-kill-billions-animals.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Staggering Stats: Cats Kill Billions of Animals a Year&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/1751510575010672904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/i-gatti-uccidono-miliardi-di-animali.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1751510575010672904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/1751510575010672904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/i-gatti-uccidono-miliardi-di-animali.html' title='I gatti uccidono miliardi di animali ogni anno'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-uvgO9p3BpJ8/UQgKlbebwvI/AAAAAAAAKmU/pXry7U6aoeY/s72-c/gatti4.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-2504092601320586861</id><published>2013-01-28T18:56:00.000+01:00</published><updated>2013-01-28T22:07:51.817+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><title type='text'>Paraponera clavata, la temibile formica proiettile</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-nLmONgxOtxE/UQa6L1fWVnI/AAAAAAAAKkE/xRmVUEJ80iw/s1600/Paraponera_clavata.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;272&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-nLmONgxOtxE/UQa6L1fWVnI/AAAAAAAAKkE/xRmVUEJ80iw/s400/Paraponera_clavata.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualche tempo fa pubblicai un articolo sulle più &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/03/punture-di-insetti-le-piu-dolorose.html&quot;&gt;dolorose punture di insetti&lt;/a&gt;; in prima posizione si trovava la famigerata &lt;b&gt;formica proiettile&lt;/b&gt;, un temibile insetto al quale ho deciso di dedicare questo articolo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quella che viene comunemente definita &quot;formica proiettile&quot; appartiene alla specie &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt;, unica rappresentante dell&#39;intero genere &lt;i&gt;Paraponera&lt;/i&gt;. Si tratta di una formica unica nel suo genere: lunga da 18 a 30 millimetri, è una predatrice formidabile grazie alla sua naturale aggressività e ad un pungiglione capace di inoculare un veleno dolorosissimo anche per l&#39;essere umano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt; formano colonie che consistono in diverse centinaia di individui e sono generalmente posizionate alla base degli alberi. Le operaie si procurano il cibo cacciando piccoli insetti che vivono sull&#39;albero sorvegliato dalla colonia, o raccogliendo il nettare prodotto dalla pianta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-XerHo2aA1IU/UQboi7MA9ZI/AAAAAAAAKlY/Dh9mog814S8/s1600/formica_proiettile_2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;263&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-XerHo2aA1IU/UQboi7MA9ZI/AAAAAAAAKlY/Dh9mog814S8/s400/formica_proiettile_2.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La &lt;b&gt;formica proiettile&lt;/b&gt; vive nelle foreste pluviali di Nicaragua, Brasile, Honduras e Paraguay, e si è guadagnata dai locali il soprannome di &quot;formica delle 24 ore&quot; (&lt;i&gt;hormiga veinticuatro&lt;/i&gt;) per via del fatto che il suo veleno provoca un dolore terrificante che dura circa 24 ore dopo la puntura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dalla maggior parte degli occidentali, la &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt; è stata invece definita &quot;formica proiettile&quot; perché il dolore che causa viene spesso paragonato a quello di un colpo di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/11/armi-subacquee-sovietiche.html&quot;&gt;pistola&lt;/a&gt; a bruciapelo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo la puntura segue un periodo di 3-5 ore in cui il dolore è tale da non consentire di compiere alcun movimento complesso. La mente rimane totalmente annebbiata e concentrata sul dolore fino a quando, diverse ore dopo l&#39;inoculazione della tossina, la sofferenza diventa solo vagamente tollerabile, lasciando un po&#39; di spazio per respirare e per recuperare la salute mentale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-xqGhwBdAFT4/UQa6Yv3TiOI/AAAAAAAAKkU/D3oqh3f_g0Q/s1600/formica_proiettile.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;277&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-xqGhwBdAFT4/UQa6Yv3TiOI/AAAAAAAAKkU/D3oqh3f_g0Q/s400/formica_proiettile.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La prima descrizione degli effetti della poneratossina, la componente principale del veleno delle &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt;, è stata fatta negli anni &#39;20 del secolo scorso da Joseph Charles Bequaert, il primo a definire questa specie &quot;formica proiettile&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La poneratossina è stata descritta solo nei primi anni &#39;90 ed è un peptide neurotossico che causa una contrazione incontrollabile e prolungata dei muscoli e il blocco della trasmissione sinaptica. Nel caso dei vertebrati, 30 punture di formiche proiettile per ogni chilogrammo di peso corporeo possono sicuramente uccidere tra dolori inconcepibili e tremori incontrollabili.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il veleno della &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/10/formiche-pazze-di-rasberry.html#.UQa74R0mZFs&quot;&gt;formica&lt;/a&gt; proiettile non è soltanto un efficacissimo repellente per i predatori della foresta pluviale (essere umano incluso), ma viene utilizzato da alcune comunità locali per i riti di iniziazione all&#39;età adulta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Xwdo3w5GNBQ/UQa6b28OI_I/AAAAAAAAKkc/gJohiaDEtAY/s1600/formica_proiettile_guanto.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;288&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Xwdo3w5GNBQ/UQa6b28OI_I/AAAAAAAAKkc/gJohiaDEtAY/s400/formica_proiettile_guanto.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le comunità Satere-Mawe brasiliane usano intenzionalmente le formiche proiettile durante i loro riti di passaggio: le formiche vengono &quot;addormentate&quot; sfruttando un sedativo naturale e vengono incastrate all&#39;interno di un guanto di foglie verdi, con il pungiglione rivolto verso l&#39;interno.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I giovani Satere-Mawe che si apprestano a diventare adulti dovranno indossare 20 volte, nell&#39;arco di diversi mesi o anni, il guanto pieno di formiche per almeno 10 minuti, dando prova di poter superare dignitosamente i giorni di atroci sofferenze che li attendono.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/VarqiOM4-Fg?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;Siete pronti a sperimentare questo dolore?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma le &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt; sono anche un&#39;importante risorsa medicinale locale. Il loro veleno, in minuscole dosi, viene utilizzato per curare i reumatismi, mentre le potenti &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/10/vespa-guerriera-gigante-dalle-enormi.html&quot;&gt;mandibole&lt;/a&gt;, data la loro capacità di rimanere chiuse anche dopo la morte della formica, sono state impiegate per chiudere ferite più o meno profonde.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dal punto di vista evolutivo, le &lt;i&gt;Paraponera clavata&lt;/i&gt; sono considerate &quot;relitti evolutivi&quot;: la loro specie si è separata dalle altre formiche oltre 90 milioni di anni fa, bene o male poco dopo la stessa comparsa delle formiche sulla Terra. Rappresentano quindi un&#39;occasione più unica che rara per avvicinarsi alle origini delle formiche e capire la loro evoluzione nel corso di decine di milioni di anni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://myrmecos.net/2011/02/28/paraponera-clavata-the-bullet-ant/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Paraponera clavata, the bullet ant&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/2504092601320586861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/paraponera-clavata-la-temibile-formica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2504092601320586861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/2504092601320586861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/paraponera-clavata-la-temibile-formica.html' title='Paraponera clavata, la temibile formica proiettile'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-nLmONgxOtxE/UQa6L1fWVnI/AAAAAAAAKkE/xRmVUEJ80iw/s72-c/Paraponera_clavata.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-4357214884307085036</id><published>2013-01-27T14:31:00.001+01:00</published><updated>2013-01-27T15:12:37.862+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="archeologia"/><title type='text'>Scoperto cumulo di antichi teschi umani in Messico</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-p4kIntbGYdA/UQUsCHfCt6I/AAAAAAAAKjI/wGOkNK8_d8E/s1600/tlaloc.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;251&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-p4kIntbGYdA/UQUsCHfCt6I/AAAAAAAAKjI/wGOkNK8_d8E/s400/tlaloc.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Raffigurazione di Tlaloc, divinità acquatica precolombiana, scoperta nel sito del lago Xaltocan&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli archeologi della Georgia State University hanno scoperto un enorme deposito di teschi umani nei pressi dell&#39;antico lago Xaltocan, sede di alcune popolazioni precolombiane totalmente differenti da quella di Teotihuacan.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il lago Xaltocan ospitava, tra il VII e IX secolo d.C., una cultura che nutriva probabilmente qualche attrito con la decadente &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/08/scoperto-tunnel-sotto-al-tempio-del.html&quot;&gt;Teotihuacan&lt;/a&gt;, la città che ospitava la famigerata Piramide del Sole sede di numerosissimi sacrifici umani rituali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante un&#39;analisi delle immagini satellitari dell&#39;area attorno a Teotihuacan, Christopher Morehart e i suoi colleghi hanno scoperto la presenza di un sito che mostrava segni di saccheggio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;investigazione sul posto ha portato alla scoperta di oltre 150 teschi umani completi, molti dei quali presentano anche alcune vertebre quasi intatte ancora attaccate alla base del cranio. Le ossa finora analizzate appartengono per lo più a uomini, e risalirebbero ad oltre 1.100 anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il ritrovamento è importante perché testimonia la pratica di sacrifici umani anche in culture ben diverse da quelle dei grandi insediamenti urbani del tempo. &quot;E&#39; incredibilmente interessante pensare che questo piccolo posto nel bel mezzo della regione possa essere uno dei più grossi siti di sacrifici umani dell&#39;antica Mesoamerica&quot; sostiene Morehart.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il lago Xaltocan ospitava al tempo il popolo Otomi, una delle prime culture complesse delle Americhe che praticava una forma di sciamanesimo particolarmente legato agli animali locali, come il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/07/dieci-terribili-modi-di-morire-per-un.html&quot;&gt;giaguaro&lt;/a&gt; o il puma.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fino ad ora non c&#39;era alcuna testimonianza di sacrifici umani di massa nelle popolazioni che vivevano sulle rive del lago Xaltocan, specialmente in quelle del tutto differenti dalla cultura di Teotihuacan e di altre grosse potenze regionali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/07/resti-di-sacrifici-umani-scoperti-in-un.html&quot;&gt;sacrifici umani&lt;/a&gt; rituali venivano generalmente effettuati nel centro di grandi città, in particolare nei pressi o sulla cima delle grandi piramidi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;In questo caso si tratta di un grande evento in un piccolo posto&quot; sostiene Destiny Crider, archeologa al Luther College dello Iowa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vicino ai crani è stato scoperto un piccolo santuario contenente statuette raffiguranti alcune divinità locali legate all&#39;acqua e all&#39;agricoltura. La presenza del santuario e il fatto che le vittime sacrificali fossero per la maggior parte uomini suggerisce che si sia trattato di un atto ben pianificato, e non del semplice massacro di un intero villaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I ricercatori ritengono che questi rituali siano emersi durante la caduta di Teotihuacan, un periodo in cui alcune culture locali in precedenza marginali iniziavano ad affermarsi come nuove potenze regionali. &quot;Forse avevano bisogno di intensificare le loro attività perché tutto il loro mondo stava cambiando. Quando la situazione è incerta, si tentano nuove strategie&quot; sostiene Crider.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/07/il-cervello-potrebbe-sopravvivere-per.html&quot;&gt;decapitazione&lt;/a&gt; rituale in Mesoamerica era una questione un po&#39; più sanguinolenta che in altre parti del mondo. La lavorazione del metallo per farne lame affilate e appuntite non arrivò in Messico prima dell&#39;arrivo dei conquistadores spagnoli, ma i locali si erano attrezzati bene con uno strumento letale quanto una spada e brutale come una mazza ferrata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per quanto riuscissero a lavorare rame, argento e oro (solo da qualche secolo), i locali non riuscirono mai a sfruttare le potenzialità del bronzo o del ferro, preferendo la pietra lavica come strumento da taglio. L&#39;ossidiana è eccellente per la fabbricazione di lame di pietra, ma una lama realizzata con questo materiale presenta un filo non uniforme, e tende a frammentarsi in piccole schegge che rimangono inevitabilmente incastrate nel corpo del bersaglio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-MU3XsAfSC1A/UQUr79o2C8I/AAAAAAAAKjA/EIAc-8waP14/s1600/maquahuitl.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;172&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-MU3XsAfSC1A/UQUr79o2C8I/AAAAAAAAKjA/EIAc-8waP14/s400/maquahuitl.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per decapitare le loro vittime, gli antichi messicani utilizzavano principalmente un &lt;i&gt;maquahuitl&lt;/i&gt; (o macana), una sorta di mazza di legno duro e denso armata di affilate schegge d&#39;ossidiana. Secondo le cronache spagnole del tempo, un maquahuitl era in grado di decapitare un cavallo con un solo fendente; secondo la ricostruzione nello show televisivo &quot;Deadliest Warrior&quot;, invece, sarebbero necessari tra colpi ben assestati e il sacrificio di alcune grosse schegge d&#39;ossidiana.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Che siano uno o tre fendenti, il colpo di un maquahuitl causa lacerazioni non uniformi e ingenti danni da impatto, uno spettacolo decisamente più brutale di una &quot;semplice&quot; decapitazione eseguita con una spada d&#39;acciaio affilata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.livescience.com/26609-mass-human-sacrifice-pile-of-ancient-skulls-found.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mass Human Sacrifice? Pile of Ancient Skulls Found&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/4357214884307085036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/scoperto-cumulo-di-antichi-teschi-umani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4357214884307085036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4357214884307085036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/scoperto-cumulo-di-antichi-teschi-umani.html' title='Scoperto cumulo di antichi teschi umani in Messico'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-p4kIntbGYdA/UQUsCHfCt6I/AAAAAAAAKjI/wGOkNK8_d8E/s72-c/tlaloc.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-4280665550127356170</id><published>2013-01-23T20:40:00.000+01:00</published><updated>2013-01-23T20:40:32.600+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="astronomia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="curiosità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spazio"/><title type='text'>Ho visto una meteora verde</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-3jQz3XAEtK0/UQA5yteez6I/AAAAAAAAKhI/V72mk3LR9w8/s1600/meteorite_verde.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;238&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-3jQz3XAEtK0/UQA5yteez6I/AAAAAAAAKhI/V72mk3LR9w8/s400/meteorite_verde.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa notte, tornando da Milano, mi sono imbattuto in un fenomeno curioso che molti di voi potrebbero non aver mai ammirato, ma che ho avuto il privilegio di vedere per almeno una volta nella mia vita: l&#39;entrata di una &lt;b&gt;meteora&lt;/b&gt; nella nostra atmosfera.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il bello dell&#39;esperienza è che non ho dovuto utilizzare alcun tipo di attrezzatura astronomica: l&#39;ho osservata mentre percorrevo l&#39;autostrada A8 in direzione Varese, dal parabrezza della mia auto. E sfido chiunque ad utilizzare un &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2010/05/acquisto-del-primo-telescopio-consigli.html#.UQA68x0mZFs&quot;&gt;telescopio&lt;/a&gt; o un teleobiettivo da un&#39;automobile in corsa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco brevemente ciò che ho visto: un puntino verde nel cielo, delle dimensioni di un aereo di linea in quota di crociera osservato da terra, che ha percorso almeno 20-25° del mio campo visivo, apparentemente da Nord-Ovest verso Ovest.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;avvistamento sarà durato in tutto un paio di secondi: il puntino verde si è acceso all&#39;improvviso, lasciandosi dietro una scia verde fino ad illuminarsi ulteriormente e sparire nel cielo notturno.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Escludiamo fin dal principio che possa essersi trattato delle fantomatiche &quot;green fireballs&quot; che hanno fanno nascere diverse ipotesi (spesso tirate per i capelli) su UFO e extraterrestri. Questo è il caso di una &quot;semplice&quot; meteora, e il comportamento del bolide lo confermerebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questi fenomeni celesti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la nostra tendenza a tenere lo sguardo orientato verso la superficie del pianeta non consente di goderceli come meriteremmo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ogni giorno, da 10 a 50 &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/02/le-misteriose-sfere-di-fuoco-di.html#.UQA7Ex0mZFs&quot;&gt;sfere di fuoco&lt;/a&gt; colorate solcano i cieli terrestri. La maggior parte di questi fenomeni si verificano sugli oceani, in regioni scarsamente popolate o durante il giorno, ma capita che alcuni di questi bolidi inizino ad attraversare la nostra atmosfera al momento giusto per essere osservati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ciò che viene definita &quot;sfera di fuoco&quot; altro non è che una meteora dalla luminosità anomala, superiore alla magnitudine -4. Attualmente la American Meteor Society conserva oltre 4.500 rapporti di palle di fuoco avvistate in tutto il mondo&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;evento è raro, molto raro: le aree densamente popolate del pianeta ricevono ogni giorno da 2 a 12 meteoroidi di questa natura, che sia giorno o notte. A partire da questo, è stato calcolato che ogni km quadrato del pianeta ha la probabilità media di ricevere una &quot;palla di fuoco&quot; in caduta libera ogni 50.000 anni.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;oggetto che ho avuto il piacere di osservare ha lasciato ciò che viene definita &quot;scia a treno&quot;, una scia di gas ionizzati che si origina dal passaggio di un meteoroide ad alta velocità ad una quota superiore agli 80 km.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il colore verde suggerisce che la meteora potesse avere un alto contenuto di nickel, anche se è difficile abbozzare una composizione chimica di massima senza averne un frammento o conoscere la sua velocità. Con l&#39;aumentare della velocità, infatti, la frizione con l&#39;atmosfera tende ad intensificare alcuni colori a discapito di altri, mascherando la reale composizione dell&#39;oggetto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Al contrario della meteora che osservai ad occhio nudo nel dicembre del 2009, questo avvistamento è stato più breve ma non per questo meno spettacolare. Nel 2009, dal mio giardino di casa ho potuto osservare un meteoroide giallo-arancio che esplodeva ben tre volte nell&#39;atmosfera prima di sparire completamente; per quanto riguarda il bolide di ieri sera, è stato come un fiammifero verde che si è acceso e spento nel cielo nello spazio di un paio di secondi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Purtroppo per me, forse anche per voi, non avevo alcuna opportunità di fotografare o riprendere l&#39;evento, ma per rendere l&#39;idea dei colori del bolide potere vedere questo video del meteorite di Peekskill.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/B17TmSSb5aI?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il meteorite di Peekskill cadde nel 1992 e venne filmato da ben 16 telecamere mentre precipitava in direzione di un&#39;auto parcheggiata a Peekskill, New York (l&#39;auto è oggi custodita al Macovich Collection of Meteorites). Era composto al 20% da nickel e ferro, e pesava quasi 1 kg al momento dell&#39;impatto con l&#39;automobile (su una stima di 12 kg totali prima dell&#39;ingresso nell&#39; atmosfera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-Gn23UTDi99Y/UQA7buDJvwI/AAAAAAAAKiE/VzXUCBGiU58/s1600/peekskill_meteorite.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;227&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-Gn23UTDi99Y/UQA7buDJvwI/AAAAAAAAKiE/VzXUCBGiU58/s400/peekskill_meteorite.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Al contrario del meteorite di Peekskill, durante mio avvistamento non si è verificata alcuna frammentazione del &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/11/2012-da14-lasteroide-che-non-colpira-la.html&quot;&gt;bolide&lt;/a&gt;, anche se il colore dell&#39;oggetto e della scia era dello stesso verde brillante. Il proiettile ha attraversato l&#39;atmosfera senza frammentarsi, probabilmente disgregandosi in minuscoli frammenti dopo aver tracciato una scia verde ben visibile, anche se poco persistente nel cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; la seconda volta che mi capita di vedere ad occhio nudo un oggetto così particolare come una &quot;palla di fuoco&quot;. Purtroppo, dalla mia prospettiva d&#39;osservazione non so dirvi esattamente in quale direzione stesse cadendo il bolide; la direzione di massima che ho fornito all&#39;inizio del post potrebbe non essere assolutamente accurata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; possibile che a terra sia giunta soltanto polvere e granelli di roccia ad alto contenuto di ferro e nickel, ma so che ci sono alcuni cacciatori di meteoriti nei dintorni, e l&#39;informazione potrebbe essere interessante per loro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #0b5394;&quot;&gt;P.S. Per chiarire velocemente i termini utilizzati nel post:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;meteora&lt;/b&gt;: frammento di &quot;qualcosa&quot; (cometa, asteroide, pianeta, luna) che entra in rotta di collisione con l&#39;atmosfera terrestre incendiandosi al contatto con i gas che la compongono;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;bolide&lt;/b&gt;: termine non scientifico per indicare una meteora molto luminosa.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;meteorite&lt;/b&gt;: ciò che resta di una meteora quando raggiunge il suolo;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amsmeteors.org/fireballs/faqf/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Fireball FAQs&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/4280665550127356170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/ho-visto-una-meteora-verde.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4280665550127356170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/4280665550127356170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/ho-visto-una-meteora-verde.html' title='Ho visto una meteora verde'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-3jQz3XAEtK0/UQA5yteez6I/AAAAAAAAKhI/V72mk3LR9w8/s72-c/meteorite_verde.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18879316.post-9197583954424451120</id><published>2013-01-22T16:01:00.001+01:00</published><updated>2013-01-22T16:01:33.992+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="animali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scoperte"/><title type='text'>Scoperti ragni in cripte vecchie di 150 anni</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--KFq-aso78g/UP6o091o2UI/AAAAAAAAKf8/JTIDOfkvtTg/s1600/ragni_HighgateCemetary.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;257&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--KFq-aso78g/UP6o091o2UI/AAAAAAAAKf8/JTIDOfkvtTg/s400/ragni_HighgateCemetary.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nello scorso dicembre 2012, lo staff del London Wildlife Trust ha scoperto una colonia di &lt;b&gt;ragni&lt;/b&gt;, appartenenti ad una rara specie di caverna, che aveva colonizzato alcune cripte della Egyptian Avenue all&#39;interno del Cimitero di Highgate.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il primo dato interessante su questo ritrovamento è che questi &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/01/ragni-saltatori-sfruttano-vista-sfocata.html#.UP6p_x0mZFs&quot;&gt;ragni&lt;/a&gt;, presenti a centinaia all&#39;interno del cimitero, appartengono alla specie Meta bourneti, la più rara tra le due specie Meta e nota per vivere in caverne e miniere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I &lt;i&gt;Meta bourneti&lt;/i&gt; sono ragni fotofobici che vivono all&#39;interno di caverne o tunnel scavati da animali. La loro fotofobia è tale che anche la luminosità di una notte senza luna sembra essere troppo per loro; pare quindi curioso che abbia scelto Londra come casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-9ixA-sjHtzI/UP6o6Um1NUI/AAAAAAAAKgE/NCWWBZoJv-U/s1600/ragni_cimitero.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;236&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-9ixA-sjHtzI/UP6o6Um1NUI/AAAAAAAAKgE/NCWWBZoJv-U/s400/ragni_cimitero.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;i&gt;Meta bourneti&lt;/i&gt;, in realtà, non è totalmente fotofobico: gli esemplari maturi fuggono dalle fonti di luce, ma gli individui giovani ne sono invece attratti, in modo tale da poter colonizzare nuovi siti idonei alla loro vita da adulti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo modo potrebbero aver trovato terreno fertile all&#39;interno delle cripte del cimitero di Highgate, e aver prosperato nella loro oscurità totale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il dato più sensazionale riguardo alla scoperta è invece la possibilità che questi ragni si siano insediati nel cimitero oltre 150 anni fa, e non se ne siano mai andati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2012/12/scoperto-cimitero-con-crani-deformi.html#.UP6qIx0mZFs&quot;&gt;cimitero&lt;/a&gt; di Highgate è stato aperto nel 1839 come risposta alle richieste di sepoltura non più evadibili dai cimiteri londinesi preesistenti. Nel corso del tempo è arrivato ad accogliere oltre 53.000 tra tombe e cripte e si è meritato il titolo di riserva naturale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Al suo interno sono sepolti, tra gli altri, Karl Marx, il fratello minore di Dickens, Michael Faraday e Adam Worth, la mente criminale che ha probabilmente ispirato il personaggio di Professor Moriarty.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcune delle cripte sono veri e propri monumenti di valore storico risalenti all&#39;epoca vittoriana, e non sono mai state aperte se non al momento della deposizione dei corpi che sono ospitati al loro interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-C_dE6AbM6ww/UP6o_CSW-AI/AAAAAAAAKgM/lkKnpN7Fmfw/s1600/metabourneti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-C_dE6AbM6ww/UP6o_CSW-AI/AAAAAAAAKgM/lkKnpN7Fmfw/s400/metabourneti.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; possibile, quindi, che i ragni &lt;i&gt;Meta bourneti&lt;/i&gt; si siano insediati al loro interno oltre un secolo e mezzo fa, vivendo in totale oscurità fino ad oggi e affidando ai giovani ragni il compito di trovare nuove cripte in cui abitare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A giudicare dalle loro dimensioni (tre centimetri di un esemplare adulto in natura), non sembrano soffrire l&#39;isolamento o la fame, anzi, sembrano essersi ambientati alla perfezione all&#39;ambiente del cimitero.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I &lt;i&gt;Meta bourneti&lt;/i&gt; si nutrono generalmente di piccoli insetti, e hanno bisogno di temperatura (7°C) e umidità costanti durante tutto l&#39;arco della loro vita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La loro riproduzione avviene tra luglio e agosto: la femmina crea un bozzolo di 2-3 centimetri di diametro appeso ad una serie di fili di seta, al cui interno verranno deposte tra le 200 e le 300 uova.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo due o tre mesi le uova si schiuderanno e i piccoli ragni inizieranno a colonizzare l&#39;habitat della nascita o nuovi territori, forti della loro resistenza alla luce naturale o artificiale. Per sopravvivere non faranno affidamento su una ragnatela più o meno complessa, ma rimarranno appesi ad un &amp;nbsp;robusto filo di &lt;a href=&quot;http://www.ditadifulmine.net/2011/05/tarantole-emettono-seta-dalle-zampe.html#.UP6qTh0mZFs&quot;&gt;seta&lt;/a&gt; in attesa che qualche insetto incauto si avvicini troppo a loro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;La scoperta di questa importante popolazione di ragni nel cuore di Londra mostra che i cimiteri come Highgate possono fornire un rifugio alla fauna selvatica&quot; spiega Tony Canning del London Wildlife Trust.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.wildlifeextra.com/go/news/orb-weaver-london.html#cr&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rare and spectacular spider find in 150 year-old tombs in London!&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zonwu.blogspot.com/feeds/9197583954424451120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/scoperti-ragni-in-cripte-vecchie-di-150.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/9197583954424451120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18879316/posts/default/9197583954424451120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zonwu.blogspot.com/2013/01/scoperti-ragni-in-cripte-vecchie-di-150.html' title='Scoperti ragni in cripte vecchie di 150 anni'/><author><name>ZonWu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14405659580514991229</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_JbOknwQdKo4/SP3o6zX6ucI/AAAAAAAAAAM/6dFHFLXz9Ds/S220/spiritato2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/--KFq-aso78g/UP6o091o2UI/AAAAAAAAKf8/JTIDOfkvtTg/s72-c/ragni_HighgateCemetary.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>