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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257</atom:id><lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 09:36:30 +0000</lastBuildDate><category>storia alternativa</category><category>lavoro</category><category>linguistica tecnologia</category><category>Claudio Magris</category><category>occhiali</category><category>tatuaggi</category><category>grande fratello</category><category>politica lega clandestini</category><category>militari</category><category>arte contemporanea</category><category>web</category><category>PD</category><category>religione</category><category>droga</category><category>politica</category><category>tecnologia</category><category>cucina</category><category>memento</category><category>memoria</category><category>popolodellarete</category><category>complexity</category><category>evolution</category><category>complotti</category><category>chen zhen</category><category>giornalismo</category><category>religione evoluzionismo ateismo pubblicità</category><category>arte</category><category>postmoderno</category><category>lega</category><category>compleanno</category><category>riformismo</category><category>chapman</category><category>moleskine</category><category>cultura</category><category>burocrazia</category><category>luoghi comuni</category><category>pigrizia</category><category>Repubblica</category><category>filosofia</category><category>educazione scuola</category><category>Il Giornale</category><category>Fregene</category><category>berlusconi</category><category>musica</category><category>sport</category><category>libri</category><category>tosse</category><category>sostanza</category><category>agenda</category><category>forma</category><category>radicchio</category><category>rock</category><category>marghera</category><category>trentino linguistica</category><category>musei twitter web2.0</category><category>fractals</category><category>experience</category><category>trentino</category><category>miopia</category><category>lennon</category><category>reti sociali</category><category>pop</category><category>soldi</category><category>sinistra</category><category>cattolici</category><category>logos</category><category>beatles</category><category>sesso</category><category>letteratura</category><category>cibo</category><category>giornalismo linguistica</category><category>veneto</category><category>velluto</category><category>giornalisti pigri</category><category>whatif</category><category>tecnofobia</category><category>cinema</category><category>musei</category><category>mathematics</category><category>marketing</category><category>mostre</category><category>ateismo</category><category>Vendola</category><category>corsa</category><category>autunno</category><category>paranoia</category><category>censura</category><category>finto reportage</category><category>cavilli</category><category>morte</category><title>diversamente agile</title><description /><link>http://lmelk.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (lmelk)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/DiversamenteAgile" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="diversamenteagile" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-2475387187777670060</guid><pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-31T01:36:30.030-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">popolodellarete</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luoghi comuni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">web</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornalisti pigri</category><title>Azzardo, porno, giochi di ruolo: le ossessioni che nascono fuori dal web</title><description>&lt;a href="http://www.consorzioparsifal.it/public/content/anziani_al_bar_390x292.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 390px; height: 292px;" src="http://www.consorzioparsifal.it/public/content/anziani_al_bar_390x292.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[OCCHIO: questo post è una presa in giro dell'articolo "&lt;a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/01/27/news/le_nuove_dipendenze-25923523/"&gt;Azzardo, porno, giochi di ruolo. Le ossessioni che nascono sul web", pubblicato tra&lt;/a&gt; "le inchieste" di Repubblica. I cambiamenti sono stati minimi. Tutti gli errori, le inesattezze, le frasi fatte e le circonlocuzioni sciatte sono state rigorosamente mantenute]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vecchie dipendenze &lt;/span&gt;nascono e si sviluppano al bar, nel salotto di famiglia, sul posto di lavoro, e non risparmiano nessuno. Uomini e donne schiavi di sesso e gioco, anziani incapaci di staccarsi da slto machine e giochetti psicologici. E ora qualcuno pensa a curarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commercianti incapaci di distaccarsi dalle &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Balle Dette Al Barbiere&lt;/span&gt;, giovani adulti calamitati da chiacchierate patetiche e inconcludenti con la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Collega Single Che Ammicca&lt;/span&gt;, famiglie portate alla disperazione per l'incapacità di gestire umanamente e economicamente queste crisi. Ne parlano i medici che sono in prima linea nel fronteggiare le nuove addiction.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le più penetranti: il gioco d'azzardo nei &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;locali coi vetri oscurati vicino alla stazione&lt;/span&gt;, tristi degradanti adulteri al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;motel&lt;/span&gt;, i &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;crudeli e infiniti giochetti di ruolo in ufficio&lt;/span&gt; in cui, fingendo di lavorare, si dà sfogo alla propria frustrazione. Ma non le uniche. Perché queste dipendenze non sono nemmeno nicchia, hanno attecchito nel tessuto sociale da qualche millennio, trascinandosi dietro migliaia di persone. E i giornali non ne parlano, perché prendere di mira il web è più facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rincorsa alle cure non è stata quindi immediata, ma qualcosa ora si muove. Anche da parte di strutture sanitarie pubbliche, come l'ospedale le Provette di Casale Monferrato e il policlinico Fratelli di Fregene, oltre a numerosi Surt, i servizi umani gratuiti che fanno capo al Servizio sanitario nazionale. E' qui che negli ultimi due anni i casi sono  aumentati del 70% fino a toccare punte del 100%. Lì dove fino a qualche tempo fa si curavano solo dipendenze da alcool o da droga, gli specialisti si sono trovati di fronte decine di casi di pazienti prigionieri di queste nuove ossessioni. Anche se, fino a oggi, numeri certi su quante persone ne siano vittime non ne esistono e quelli che circolano sono estrapolati da ricerche, studi contenuti e ricavati da "gruppi" e dunque su scala ridotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, però, il sottobosco, specie quello offline, moltiplica nuove dipendenze e la rincorsa si fa sempre più faticosa per gli esperti perché, come le ha definite già nel 1908 lo psichiatra M. D. Thompson, si tratta spesso di "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dipendenze emerse&lt;/span&gt;". A corrodere le anime, in questi casi, non è una sostanza (alcol, droghe, tabacco) ma un comportamento ossessivo che spesso non lascia spazio ad altro, e che è difficile da "catturare" perché "i sintomi sono evidenti a tutti. Non si può nemmeno dare la colpa a una tecnologia, o a qualcosa di nuovo e insolito. Ci tocca accettare che riguardano tutti noi. Per questo motivo, tendiamo a minimizzare il nostro coinvolgimento in questo tipo di attività", dice Giuseppina Michelini, coautrice con Lorenza Iori del Quaderno del CAsvom (Centro analisi volontariato Molise) "Le vecchie dipendenze, analisi e pratiche di intervento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio? Chi pensava che i &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bar&lt;/span&gt;, il mondo parallelo costruito sotto casa, fossero una moda passeggera dovrà ricredersi. E infatti quell'universo virtuale - nato nel 1920 da un'idea della società Unilever, fondata dal signor Unilever nel frattempo diventato miliardario - in 90 anni ha creato una community di due miliardi di iscritti che fattura milioni di dollari al mese. Ma trasformandosi in una realtà in grado, in alcuni casi, di intrappolare le anime. "Esistono casi di cinquantenni che arrivano da noi perché incapaci di staccarsi dal bar, come da altri giochi di ruolo dove la creazione di un avatar, l'immagine che viene usata per rappresentarli, crea non poche difficoltà relazionali. Il mondo reale pian piano scompare lasciando posto a una dipendenza totale e immaginifica", racconta marco Quaderni, psicoterapeuta e responsabile delle nuove dipendenze del Centro riflesisoni e scoperte Globos di Sarzana e autore di "Mondo Reale e le sue "dipendenze". Valutazione, diagnosi e trattamento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non meno pericolosa la passione per la zona "rossa" del mondo reale - le chiacchierate erotiche e il porno offline - come dimostrano i numeri messi insieme da un studio Globos del 2011: su 500 persone di età compresa tra i 17 e i 66 anni, il 4 per cento va a puttane tutti i fine settimana mentre il 6 non riesce a rinunciare a masturbarsi pensando alla vicina di pianerottoli, e in entrambi i casi si tratta di persone che non superano i 46 anni. Ma la realtà non è l'unico mezzo in grado di produrre e moltiplicare dipendenza: con lui lo shopping, il lavoro, l'uso spasmodico dei telefonini e dei social network, per fare degli esempi. Anche se la più temuta resta la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Realtà &lt;/span&gt;perché in grado di contenere tutte le passioni-ossessioni, ben più del web, ad esempio, che naturalmente non è frequentato da tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lo psichiatra armando Spaccalatte, responsabile del Surt Daunia "è fondamentale l'intervento di un esperto quando la situazione diventa per la famiglia ingestibile. Ci sono capitati casi di ragazzi dipendenti dal bullismo, che passavano le loro giornate a menare gli amici sfigati senza mai mangiare. Quando la famiglia provava ad affrontare la situazione c'erano scene drammatiche. Ma i genitori hanno un ruolo importante, sono loro a dover diventare i "registi" della situazione". &lt;br /&gt;E nel giro di pochi mesi al surt ligure sono arrivate oltre quaranta richieste di aiuto: fino a due anni erano rarissime. Secondo Marino Nonno, responsabile dell'ambulatorio per le vecchie dipendenze alle Provette di Casale, il gioco d'azzardo in bisca e le dipendenze dalla realtà sono "un fenomeno emerso con assoluta consapevolezza del disturbo, e paradosaslmente chi ne soffre non si presenta in ambulatorio. Accade solo quando la situazione diventa insostenibile all'interno della famiglia, sia per motivi comportamentali che economici, o quando il diretto interessato comincia a presentare gravi sintomi di dipendenza psicologica e quindi di astinenza". Dal suo osservatorio "le vittime delle old addiction sono soggetti di ogni età e di entrambi i sessi: una trasversalità che sottolinea l'importanza di dedicare attenzione al fenomeno sia in ambito clinico che di ricerca".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Franco Vanoni, responsabile dell'ambulatorio per le dipendenze tradizionali del Policlinico Fratelli di Fregene, dove in tre anni sono passate circa trecento persone, fa una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;netta distinzione&lt;/span&gt;: "Per un ragazzo che si sente solo, parlare con i compagni di classe è un modo di comunicare come lo sono i giochetti di ruolo "facciamo che ero...", dove lo spazio e il tempo vengono vissuti in maniera diversa, in cui è fondamentale il modo di rappresentarsi". &lt;br /&gt;E continua facendo notare che "un conto è l'aiuto che possono dare questi mondi a chi si sente solo e ha problemi a relazionarsi, un altro è come intervengono nella naturale crescita di un adolescente e nel suo processo di acquisizione di identità, visto che possono essere in grado di compromettere la capacità di stare soli, un valore che rende liberi e forti". Vanoni, peraltro autore di "Quando la scuola diventa una droga  -  Ciò che i genitori devono sapere", edito da Ribaudi, conclude avvertendo: "Non va dimenticato che si tratta di mondi seducenti, un'orgia di relazioni". Per lui la parola dipendenza non sempre è corretta: "Tra i giovani parlerei più di abuso. Un abuso che può portare a una dipendenza, a problemi psichiatrici oppure a nulla regredendo in maniera del tutto naturale. Dobbiamo metterci in testa  -  conclude  -  che abbiamo l'obbligo di imparare dai nostri figli e non essere autorevoli ma godere di autorevolezza. E credo che noi medici dovremmo intervenire solo quando c'è del dolore mentale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sofferenza in crescita, però, se come cartina di tornasole si prendono i gruppi di auto aiuto (del tutto gratuiti, ai quali partecipano persone che condividono lo stesso problema e si danno sostegno reciproco). E quelli dedicati alle vecchie dipendenze, dall'inizio del nuovo secolo a oggi, si sono moltiplicati, come testimoniano per fare solo un esempio le diramazioni che ha preso il programma di AA, Alcolisti anonimi: dai dodici passi come recupero e rinnovamento dello stile di vita, al sostegno reciproco, sino al confronto della propria dipendenza. Tantissimi e sparsi in tutta Italia quelli per giocatori anonimi e dipendenti affettivi: dal sesso compulsivo e dalla realtà, ovviamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-2475387187777670060?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2012/01/azzardo-porno-giochi-di-ruolo-le.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-1591792271340384739</guid><pubDate>Tue, 08 Nov 2011 09:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-09T00:45:29.694-08:00</atom:updated><title>Un governo tecnico per ripartire</title><description>Governo tecnico? Sì ma senza pericolose avventure tecnocratiche. Ecco le mie proposte per far ripartire l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.citv.co.uk/static/pocoyo1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 437px;" src="http://www.citv.co.uk/static/pocoyo1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premier&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;POCOYO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pocoyo, il paffuto e rassicurante amico dei bambini protagonista dell'omonimo cartone animato spagnolo, è indicato come possibile successore di Berlusconi negli ambienti della Commisisone Europea e da fonti anonime vicine all'elefante Elli. Sul nome di Pocoyo convergono i poteri forti, quelli deboli e perfino quelli medi, tutte le maggiori famiglie politiche europee con l'eccezione del Sinn Fein, ma anche la Chiesa Cattolica, il Grande Oriente, la L'Oreal e la maggior parte dei fanclub dei Tokyo Hotel. Di Berlusconi, a cui pare sia legato per via di alcuni investimenti nel campo dell'editoria, Pocoyo erediterebbe la statura, le competenze relazionali e un'innata predisposizione a sdrammatizzare con gag, scenette e frasi infantili. Ma in tutte le questioni che contando, dall'economia alle riforme, dalla politica estera alle politiche industriali, il simpatico pacioccone dalla tutina blu può offrire ai mercati e all'Europa garanzie ben maggiori del premier uscente. Significativo il commento di quest'ultimo "Pocoyo? E' un uomo di Prodi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro dell'economia&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SIDNEY SONNINO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sonnino, morto nel 1922, lo conosciamo più che altro perchè a lui è dedicata una piazza nel centro di Roma, quella dove ci si ferma per andare a Trastevere a bere e sfasciarsi. Meno noto è che il buon Sidney è riuscito a pareggiare il bilancio negli anni '80 dell'ottocento, garantendo al paese una delle condizioni essenziali per il forte sviluppo industriale dei decenni successivi. Pure da morto, ha tutte le carte in regola per fare meglio del governo uscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro degli interni&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ALAN FORD&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Scordatevi il ciuffo biondo e i lupetti neri. L'Alan Ford di oggi è uno splendido sessantenne dal profilo rassicurante e garbato. Degli anni giovanili ha mantenuto il sorriso, levigato però da una luce tutta nuova da quando ha al suo fianco una nuova compagna, l'elefante Elli. Polso fermo, sa evitare gli eccessi in un'ottica di coesione nazionale. Eccellente nel dialogo, sa troncare le trattative infruttuose per puntare diritto all'obiettivo. Ben visto, inspiegabilmente, dalle forze di polizia, non scorda le umili origini e la solidarietà istintiva con il derelitto, l'emarginato, lo zoppo e il guercio. Perfezionista, sa essere flessibile e spregiudicato quando la situazione precipita e improvvisare è tutto. L'Alan Ford di oggi è stato espulso dal gruppo TNT "perchè ha rotto i coglioni, quel perfettino" ha dichiarato Rock il nasone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro degli esteri&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SENOR BLANCO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pupazzo in vinile venduto dal mio amico Pierantonio Degasperi in un negozio di Bassano, Senor Blanco sarebbe la vera novità di questa squadra stagionata. Sei anni, obeso, liscio e brividoso al tatto, Senor Blanco è difficilmente inquadrabile con gli schemi tradizionali della politologia, ma anche con quelli vaporosi dell'ingegneria dei materiali e con quelli aleatori della Loop Quantum Theory non si va molto lontano. "Io, per decidere - ha dichiarato Senor Blanco a "La Naciòn" durante un raro viaggio nella natìà Argentina - scelgo a cazzo". Nome gradito agli albini e ai feticisti del vinile, Senor Blanco sarebbe l'uomo giusto per un riavvicinamento strategico dell'Italia ai mercati emergenti sudamericani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro della cultura&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GIANCARLO GALAN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Inutile disfarsi di un uomo già ben integrato a livello umano e professionale con gli altri membri del nuovo governo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro dell'ambiente&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LENA EK&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ek - non Ex come dice sempre scherzando Pocoyo - è la ministra dell'ambiente della Svezia. A quanto pare sa il fatto suo in questa nordica e affascinante novità che è la difesa dell'ambiente. Dopo un oscuro sforzo di relazioni pubbliche (pare da ricondurre ad ambienti vicini all'elefante Elli), avrebbe accettato la cittadinanza italiana in cambio della liberazione dell'anziana madre trattenuta in Barbagia dal '98. Ek, tra l'atro, sa pronunciare in italiano "dissesto idrogeologico" meglio dell'italiano medio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro dell'innovazione tecnologica&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GIOVANNI RANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'Italia, il paese di Galileo, Marconi, e Fermi, è in prima linea nell'innovazione tecnologica, come dimostrano le recenti adozioni nell'amministrazione pubblica del Fax, del distributore automatico di bevande calde e del foglio A4 prespaziato con scritta in Comic Sans. "Insistere e razionalizzare" - questo il motto di Rana, che risponde così alle capziose accuse di incompetenza: "E te, lo sai arricciare un tortellino?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro delle politiche giovanili&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;RENZO BOSSI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fa politica ed è giovane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro della salute&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VADIM&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' un tipo di Odessa, sul Mar Baltico, che ho conosciuto a Sofia nel '96 ad un corso dell'Unione Europea. Dinoccolato, scuro, oppresso da una vaga somiglianza con Stalin troppo imbarazzante per nominarla sia pure di passaggio, per ischerzo, Vadim si rendeva immediatamente riconoscibile per la noncuranza con cui trangugiava la Rakia, il liquore locale. Si era fatto un punto d'onore di non far passare invano l'occasione di conoscere tanti giuovani europei. Su un quadernetto logoro, rilegato presumo in pelle di yak, appuntava con la sua stentata calligrafia insettiforme parole su parole. Stava imparando a dire "Salute" in almeno diciotto lingue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianniletta&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ELEFANTE ELLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo di Vero Capo Del Governo è stato rinominato "Gianniletta" con un apposito decreto legge lo scorso 8 giugno, ma non lo sa nessuno perché in quel momento le frequenze di Radio Radicale erano coperte da quelle di Radio Maria. Caduto il governo, ne va preso atto. L'elefante rosa, sospettata da più parti di essere una figlia illegittima di Cossiga, porterebbe in dote al Paese grande serietà, competenza e senso civico. Come non trovare una convergenza sul suo nome?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-1591792271340384739?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2011/11/un-governo-tecnico-per-ripartire.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-6071611357710947278</guid><pubDate>Wed, 14 Sep 2011 12:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-14T05:08:52.982-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">corsa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sport</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pigrizia</category><title>Southern Walking: un Manifesto</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blog.lavorincasa.it/wp-content/uploads/2011/03/63ac0e488f7378b3deb3430d61f23226.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 250px;" src="http://blog.lavorincasa.it/wp-content/uploads/2011/03/63ac0e488f7378b3deb3430d61f23226.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inatteso successo del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nordic Walking&lt;/span&gt; ha stupito molte persone. Eravamo tutti convinti che per camminare non servissero le stampelle, a meno di non essersi rotti un piede. La fallacia di questo argomento, ho scoperto, sta nel fatto che il Nordic Walking serve essenzialmente a vendere stampelle. Non è possibile quindi giocare a calcio senza pallone, a meno di praticare l'air-soccer, e allo stesso modo non si può indulgere ai piaceri morigerati ed ecologici del Nordic Walking senza stampelle, bacchette, protesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà per questo, sarà perché non mi hanno mai regalato le bacchette, ma ho deciso di lanciare il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Southern Walking&lt;/span&gt;, alternativa economica, dionisiaca e saporita.&lt;br /&gt;Ecco un manifesto tecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Southern Walking è per tutti: non è uno sport faticoso, non richiede investimenti economici, non è connotato in termini di comunità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Nel Southern Walking non si cammina, si riposa e si corre con l'immaginazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Al Southern Walker je piacerebbe lasciarsi andare all'anarchia più totale, ma caspita c'è un limite a tutto quindi una limitazione ci vuole: si corre (per modo di dire) solo verso sud&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Facciamo che il sud è magnetico e non reale, se non sai che casino a calcolare i gradi di correzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Piccole e occasionali deviazioni verso altri punti cardinali sono consentite, perchè mica siamo qua a farci le menate con le regole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Le soste, anche frequenti, sono incoraggiate, perché mica siamo qua a fare le corse &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Il Southern Walker corre da solo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Non chiederti cosa può fare il Southern Walking per te, ma fermati a bere una limonata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Non strafare: ci si stanca anche in poltrona, se ci si applica troppo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Non c'è l'app del Southern Walking&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-6071611357710947278?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2011/09/southern-walking-un-manifesto.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8583995529268535350</guid><pubDate>Fri, 08 Jul 2011 13:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-08T07:06:14.782-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">burocrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">filosofia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sesso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">logos</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">letteratura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>Il timbratore è maschio o femmina?</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/50276_47933357987_2643711_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/50276_47933357987_2643711_n.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;timbratore&lt;/span&gt;. Questa presenza incongrua, fuori luogo, questa reliquia di un mondo sommerso. Muto spettatore di drammi e pasticci umani, angelo della morte lenta, riparo dei pedanti, simulacro del nulla, totem sindacale. Ho caricato i toni, ne sono conscio, ma è colpa del timbratore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro ormai da un sacco di tempo, ma solo recentemente ho cominciato a timbrare il cartellino. Una "tessera", &lt;a href="http://it.wikisource.org/wiki/Odi_barbare/Delle_Odi_Barbare_Libro_II/Alla_stazione_in_una_mattina_d'autunno"&gt;per dirla col Carducci&lt;/a&gt;, di plastica a una banda magnetica, che va infilata in una bocchetta stretta stretta strettuliella e strisciata, augurandosi di sentire un singolo, fesso bip.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il timbratore, come il cinema e gli incidenti automobilistici, esiste soltanto in alcuni momenti esaltanti, e poi ne prescindiamo. Quando c'è, c'è intensamente. Quando non c'è, il suo non esserci è un tipo di assenza assimilabile a una pulsione vitale; non è una negatività che si dà per autoesclusione, ma piuttosto una permanenza intima e sottotraccia di possibilità inespresse. Il timbratore, teorizzano alcuni eresiarchi del dipartimento Esegesi e Redenzione del &lt;a href="http://www.innovazionepa.gov.it/"&gt;Ministero della Funzione Pubblica&lt;/a&gt;, non è in realtà partecipe di alcuna assenza, ma piuttosto di uno stand-by diffuso e trascendentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo la filosofia a Laterza, tuttavia, e concentriamoci qui piuttosto su un mistero squisitamente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di genere&lt;/span&gt;. Il timbratore è maschio o femmina? Non mi si dica, per favore, che questo tipo di ambiguità va accettata e compresa come una ricchezza. Voglio vederci chiaro.  Già ad una prima occhiata salta all'occhio una contraddizione macroscopica. Il nome di quest'oggetto è non solo maschile, bensì maschio in maniera esagerata, predatoria, grottesca. "Timbratore" suggerisce una virilità rapace, insensibile e collezionistica. Un elemento in più per considerare l'oggetto fuori corso.&lt;br /&gt;Tuttavia, se dal logos scendiamo alla percezione, il timbratore si palesa come mondo cavo, accogliente, in vigile e umida attesa di tessere penetranti. Non penso sia dignitoso, nè necessario, proseguire ulteriormente su questa strada. Il problema è squadernato: il timbratore è fallico o uterino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dicotomia si ripete pari pari nei livelli alti della mediazione sociolinguistica e nelle onde concentriche dei memi correlati all'oggetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo caso, ci si limiti a considerare questa fraseologia. Incompleta ma veritiera. Sono tutti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mots trouvè&lt;/span&gt;, non ho aggiunto un'acca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Se squilla due volte, ripassi la tessera e lo fai contento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cavolo, ho sbagliato, dovevo entrare e sono uscito. Che faccio?&lt;br /&gt;- Fai finta di niente e rientra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Vieni, datti una mossa che se no arriviamo in ritardo al timbratore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo esempio parrebbe deviare dalla sfera vitalistico-generativa, per quanto ambigua, verso quella esoterico-numerologica, con chiari accenni alla morte-dell-io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Se devi andartene fuori, fai il 39 e poi striscia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restano da analizzare le immagini veicolate dalla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;cultura popolare&lt;/span&gt; attorno al timbratore. Il riferimento obbligatorio è Fantozzi, per cui il timbratore è un &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=P2UWhwvoOaU"&gt;traguardo sportivo&lt;/a&gt; e un capestro. Campione di una mascolinità inadeguata e complessata, Fantozzi finchè confinato all'interno del mondo-timbratore insegue donne androgine (la signorina Silvani). Appena ne esce, le sue possibilità di costruzione di una dinamica erotica appagante svaniscono del tutto. Nel mondo esterno ai confini presidiati dal timbratore vivono invece esemplari di una mascolinità primordiale e minacciosa (Franchino non timbra cartellini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, il timbratore è un elemento di confusione sessuale, nonchè veicolo di dipendenza, che gli enti pubblici dovrebbero combattere per questioni di igiene e progresso. Va da sè che in Italia, negli ultimi quindici anni, si è forse esagerato con la lotta alle dipendenze - il lavoro dipendente è del resto insidioso - mettendo forse in minorità i gender studies. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ora di porvi rimedio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8583995529268535350?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2011/07/il-timbratore-e-maschio-o-femmina.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-3768263292775206357</guid><pubDate>Sun, 17 Apr 2011 10:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-17T03:29:20.635-07:00</atom:updated><title>La pietà di Moretti</title><description>Nella &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=fjAkH8xey7I&amp;feature=player_embedded"&gt;conferenza stampa di presentazione&lt;/a&gt; di "Habemus Papam", Nanni Moretti dice di aspettarsi letture del film a molti livelli ("quasi tutte sono autorizzate"). &lt;br /&gt;Ho visto il film è mi è sembrato bellissimo. Dopo sei o sette recensioni lette sul web, la cosa che più mi colpisce è che si stia assestando un senso comune secondo il quale l'ultimo film di Moretti racconta il dramma di un uomo "che non vuole fare il Papa". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/H/habemus_papam_sitoweb--400x300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/H/habemus_papam_sitoweb--400x300.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, la questione è sottile. Il nuovo Papa, nel film, non vuole mostrarsi alla folla. Grida "non ce la faccio", scappa dai pontifici appartamenti, girovaga tra le strade di Roma, sussurra "vorrei scomparire". Ma il personaggio, interpretato con un tocco di leggerezza geniale da Michel Piccoli, non mette mai in dubbio di essere stato "scelto da Dio". "Ha problemi con la fede?" gli chiede a un certo punto Moretti, interpretando lo psicanalista ateo chiamato in Vaticano come ultima spiaggia. "No", risponde il Papa stupito - e forse scandalizzato. In un 'altra scena, fondamentale, il portavoce vaticano interpretato da Jerzy Stuhr rabbonisce il pontefice depresso dicendogli di prendersi tutto il tempo necessario, di pregare, e di stare tranquillo: a un certo punto "sarà pronto per essere il Papa". Ma quello risponde "Sono già il Papa". E infatti, non chiede mai una volta di voler essere destituito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' questo il punto centrale: una volta accettato, come impone la dottrina cattolica, che la scelta del conclave non è un'operazione umana, ma la manifestazione della volontà di Dio, se il predestinato si sente inadeguato, allora vuol dire che Dio ha scelto, per qualche motivo oscuro all'umanità, che la Chiesa cattolica debba essere condotta da un uomo inadeguato. Bel casino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Piccoli riesce, con una recitazione eccezionale, a rendere evidente che il nuovo Papa non solo si sente inadeguato, ma &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;lo è davvero&lt;/span&gt;, in modo oggettivo. La carriera artistica a cui ha rinunciato per diventare prete non prometteva granchè: all'esame di ammissione alla scuola teatrale era stato bocciato. E anche il suo tentativo di unirisi a una compagnia di attori che recitano Cechov, dopo la fuga dal Vaticano, fallisce; pur conoscendo a memoria il testo, non riesce a imporsi e a prendersi la parte, perchè non è all'altezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa di Moretti è insomma un papa eletto, regnante, "scelto da Dio". E' la persona "giusta", dal punto di vista soprannaturale, per guidare la Chiesa. E lo stile, il programma, di questo particolare Papa è il seguente: la rinuncia al proprio ruolo.&lt;br /&gt;Non si tratta quindi, della storia di un uomo che non vuole fare il Papa, ma di un uomo che, eletto Papa, si sente costretto a vivere il pontificato "scomparendo nella vita", cosa che fa soffrire tutti, a cominciare da lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moretti è stato molto indulgente con la Chiesa. Il suo non è uno sguardo cristiano, ma post-cristiano sì. La rivendicazione della "terribile bellezza del darwinismo", che il suo personaggio contrappone ad una sciocca vulgata della teoria del disegno intelligente enunciata da un cardinale, è gonfia di pietà. Anche i darwinisti militanti alla Richard Dawkins, infatti, parlano di "bellezza" del darwinismo. Ma non la connotano come "terribile", bensì come "&lt;a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=2&amp;ved=0CB8QtwIwAQ&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DVxGMqKCcN6A&amp;ei=m72qTf6xGcfssgajuKGSCA&amp;usg=AFQjCNE5KuCjigpuMVJXOlCI8TD7LRpRzA"&gt;economica&lt;/a&gt;": la teoria di Darwin spiega la complessità appellandosi a un'idea semplice, mentre l'ipotesi di Dio spiega la complessità ricorrendo a un'idea ancora più complicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moretti invece guarda all'estinzione di chi "è inadeguato" come a un processo doloroso, e non esita a partecipare di persona a questo dolore. E' incredibile, ma dopo Marx, dopo Nietschze, dopo l'Olocausto, dopo Hiroshima e dopo il postmoderno di massa, il cristianesimo rispunta sempre fuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-3768263292775206357?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2011/04/la-pieta-di-moretti.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8888166741097382862</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 17:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-03T09:27:42.916-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">censura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">storia alternativa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">paranoia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">droga</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">finto reportage</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnofobia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnologia</category><title>Già sui libri a 11 anni. Ma quali sono i rischi?</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.gifttool.com/charities/www.826valencia.org/images/EN/Shop/Products/wberg_cover.51396.1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 360px; height: 298px;" src="http://www.gifttool.com/charities/www.826valencia.org/images/EN/Shop/Products/wberg_cover.51396.1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brian ha 11 anni, e ha la Sindrome Da Lettura di Libri. La diagnosi è stata precoce. Ma questo non rassicura i suoi genitori. La &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SDLL &lt;/span&gt;è insidiosa, sfuggente, e nessuno ne conosce il decorso. Come la depressione, l’anoressia o l’alcolismo, chi ne soffre fatica ad accettare la diagnosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passato due pomeriggi con Brian e la sua famiglia in un paesino del nord Italia. Il ragazzino è sveglio, irrequieto, testardo. Lo sguardo veloce e vorace, ha un ciuffo nerissimo che, ci giurerei, avvita per dispetto con il gel di papà quando nessuno lo vede. Appena può, Brian scappa dalla postazione web del salotto di casa per rifugiarsi in camera sua. Tra le mani ha un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;libro&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Legge da solo, senza adulti vicino per aiutarlo a capire, e senza nessun filtro in grado di proteggerlo da contenuti non adatti alla sua età.&lt;br /&gt;Ha imparato a leggere ormai da un paio d'anni, e i libri sono diventati la sua finestra privilegiata sul mondo.&lt;br /&gt;Li legge per distrarsi, e per imparare. O almeno così sembra. Ma quello che davvero succede è che Brian delega ai libri l’autorità per confermare o smentire nozioni raccolte sul web. &lt;br /&gt;Li usa per cercare storie, per far volare la fantasia. Questo è quello che dice lui. La verità è che sui libri Brian dà sostanza mentale alle confuse pulsioni morali ed erotiche che lo agitano. La sua mente di ragazzo viene piegata e plasmata dalla forza sovrumana e millenaria di quelle storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bookworship.com/wp-content/uploads/2010/12/situation-ethics-sm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 415px; height: 378px;" src="http://bookworship.com/wp-content/uploads/2010/12/situation-ethics-sm.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brian, com'è naturale, non ha consapevolezza di questo magma di contraddizioni. Ho cercato di mettere ordine tra i suoi pensieri, in una chiacchierata surreale e frammentaria nella sua stanzetta al secondo piano di una bella villetta a schiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Devi leggere questo - mi dice Brian lanciandomi un misterioso volume intitolato "Le anime morte" - è una figata."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brian frulla tutto. Mi parla di storie di fantasmi, di un'enciclopedia sui minerali, della scoperta di una sessualità immaginaria, e di scariche di violenza inaudita mediate da romanzi come "I miserabili", di un certo Victor Hugo, o come questo "anime morte", che sembra non promettere niente di buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema, com'è ormai noto, è che la lettura dei libri espone a una marea di informazioni eterogenee, difficili da gestire, impossibili da controllare. E soprattutto, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;irresistibili&lt;/span&gt;. I libri sono affollati di personaggi negativi dall’indubbio potere di seduzione per i ragazzi. Chi ne ha letti molti è pronto anzi a giurare che i libri-droga sono proprio quelli zeppi di patti sanguinosi, fallimenti epocali, inferni familiari, battaglie cruente, orrendi tradimenti e oscene viltà. A volte tutte insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sappiamo a quali rischi possa andare incontro un ragazzo esposto ai libri per molte ore al giorno - sostiene il dottor Cazzuglio dell'Università di Pavia, autore del video "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il nemico in casa. I giovani e lettura&lt;/span&gt;", hKi9.oOsd7.?it - ma di sicuro stiamo tutti sottovalutando il problema. Gli studi che porto avanti con il generoso finanziamento della Wunga Corporation fin dal 2282 dimostrano chiaramente che la corteccia frontale trilobata di lettori precoci, osservata in un periodo di sei anni, mostra un rigonfiamento simmetrico di 25 micron, particolarmente accentuato lungo il filamento grigio di Chucrou-Superkatzulan. Stiamo solo iniziando a interrogarci sul significato di queste modificazioni, ma il fatto che esistano è già un campanello d'allarme che non possiamo ignorare. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più conciliante un team di antropologi dell'università “Mark Zuckerberg” di Bangalore, capitanato da Divendra Sardapanalawardene. &lt;br /&gt;"I libri spaventano perché ci siamo scordati di loro. Di fatto vengono vissuti come una novità - sostiene Sardapanalawardene (d'ora in avanti "S.") - Ci si scorda in fretta che tutte le tecnologie, al loro apparire, sono nuove, e ci fanno sentire senza difese. Non voglio dire che i rischi non esistano, ovviamente. Ma se scatta l'automatismo per cui è la nuova tecnologia in sé a rappresentare un problema, allora siamo nei guai, perché non avremo più la lucidità per capire che sono i comportamenti, e non gli strumenti, che vanno controllati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simili opinioni radicali non sono rare negli ambienti intellettuali indiani, e vengono riprese, con accenti diversi, anche in alcuni circoli del vecchio continente. Ma si tratta delle speculazioni astratte di alcuni intellettuali: le famiglie, le scuole, le comunità sanno bene che i pericoli sono reali, e in certi casi addirittura drammatici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due settimane fa, a Nizza, un caso di Sindrome Da Lettura di Libri è stati diagnosticato alla piccola Claire (il nome è di fantasia), di appena &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;10 anni&lt;/span&gt;. Che la SDLL potesse colpire una bambina non se l'aspettava nessuno. Uno specialista arrivato da Parigi, che preferisce rimanere anonimo, mi ha fatto capire che dietro al dramma di Claire ci sarebbe un'intera collana di romanzetti a tema vampiresco. "Certo, può aver contribuito l'assenza del padre, una malattia respiratoria contratta ancora in fasce, e le costanti umiliazioni patite a scuola a causa di qualche chilo di troppo. Ma le mie analisi dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la colpa è dei libri. La bambina si è persa in un mondo virtuale, popolato da esseri inesistenti, ed è stata ghermita da un male oscuro e molto, molto reale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come se non bastasse, i genitori di questi ragazzi si rivelano spesso altrettanto indifesi dei loro figli di fronte a questi rischi. &lt;br /&gt;La madre di Brian, Styxia, non ha mai preso in mano un libro in vita sua. E' una docente di letteratura cinese in una piccola università, e ammette candidamente di sentirsi incapace di penetrare un mondo da un lato fantastico e minaccioso, e dall’altra disarmante nella sua inutilità. I libri la annoiano e la atterriscono allo stesso tempo. Sapere che il proprio figlio ha perso la testa per qualcosa che troviamo contemporaneamente atroce e banale è una brutta esperienza.&lt;br /&gt;Paolo, il padre, ha invece una certa dimestichezza coi libri. Ma è la familiarità tipica di chi usa una tecnologia che non ama, perché non può farne a meno. Consulente creativo presso una grossa multinazionale, Paolo è costretto per lavoro a macinare storie stampate. Solo così riesce ad elaborare le nuove idee necessarie a competere nel settore di mercato in cui lavora. L'innovazione creativa è rimasta l'unica riserva in cui la sua azienda è inattaccabile. Brian ha provato di tutto, ma per riuscire a "restare in sella" ha bisogno di leggere libri. Se ne vergogna, ovviamente, e cerca in tutti i modi di alzare un muro. Ai colleghi non lo dice. Finge di trovare ispirazione in rete, nelle relazioni, a teatro. In realtà, tutte queste esperienze gli servono non per produrre, ma per vivere. I drogati, del resto, si drogano per vivere, e vivono così tanto da morirne.&lt;br /&gt;Appena può, Paolo chiude i libri che tiene clandestinamente in ufficio e torna a casa, per distrarsi sul web. Paolo sa bene che il lato più subdolo dei libri è il potere di creare relazioni forti e pervasive, in cui le giovani menti si possono perdere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fino a qualche anno fa, con Brian, navigavamo insieme 2-3 ore al giorno. Era bello. Si giocava, naturalmente, ma per me era anche un modo per capire il suo mondo interiore, e per trasmettergli le mie passioni, la mia idea del bello. Insieme, potevamo condividere le immagini e i suoni che ci piacciono. Eravamo in rete col mondo, ma sapevamo di essere in un contesto sicuro, controllato. Dopotutto, gli altri, sul web, sono entità immaginarie. Ora ho la sensazione di averlo perso. E' accaduto così in fretta. Ho scoperto per caso un libro di Borges sul suo comodino. Era stato letto in modo....come dire...furioso. Anch'io, sa, ho letto Borges, anche se non proprio quel libro lì. Uno scrittore di libri argentino. E' stato tanto tempo fa. Per me quella lettura era stata una provocazione intellettuale. Non capivo quasi nulla, ma mi restavano dentro delle immagini. Brian, invece, questo libro l'aveva divorato. Le pagine erano consumate. Ho cominciato a rovistare, e nel suo armadio ho trovato "Il processo" di Franz Kafka, e non so quale storia deprimente e asfissiante di un certo Thomas Bernhard. Li ho letti anch’io, a quel punto, e poi ho messo insieme i pezzi. Ho capito che Brian aveva cercato Kafka perché incuriosito da un commento di Borges. E il dolore e la solitudine lette nelle pagine di Kafka lo hanno condotto a questo Bernhard, che quando va bene descrive malati di tisi in orribili sanatori austriaci del ventesimo secolo. &lt;br /&gt;Vede, è questo che mi preoccupa. I libri sono in relazione tra di loro, e ogni libro parla di altri libri. Io forse un po’ sono stato catturato da questa cosa…ma il fatto è che nessuno di noi se ne rende conto, abbiamo tutti sottovalutato la pericolosità di questi oggetti. Figuratevi cosa può capire Brian. Entrando in quel mondo, diventa preda di una rete di idee, storie ed emozioni sulle quali non può avere nessun controllo. Questa cosa mi fa paura. Ho provato a proporgli di navigare il web per cercare immagini di donne nude, ma non ne vuole sapere."&lt;br /&gt;Gli scenari che abbiamo di fronte sono inquietanti. Regolamentare la diffusione e l’uso dei libri sembrerebbe la soluzione ovvia. Tuttavia, i problemi pratici rendono questo approccio impraticabile. Solo nel 2201 sono stati stampati, se dobbiamo credere al minuzioso censimento dell’agenzia governativa europea per la lotta alle dipendenze Addiction Watch, tra i 300.000 e i 400.000 libri. E’ probabile che questa stima sia al ribasso, visto che non sono stati considerati – chissà poi perché – libri molto piccoli, volumi illustrati e manuali tecnici. La stima di Addiction Watch presume inoltre, in base a una proiezione statistica molto accurata, che il 15-18% dei libri siano diretti ad un pubblico di adolescenti. &lt;br /&gt;La produzione di libri per bambini è vietata in tutto il mondo, ovviamente, ma quella per adolescenti non è illegale in nessun paese del mondo, eccetto Cuba, Singapore e la Svezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Abbiamo un vuoto legislativo – ammette sconsolata Gudrun De Francesco, sottosegretario federale europeo alla Giustizia – che va colmato con un’azione rapida, determinata e condivisa. Voglio essere molto sincera: il problema non è solo impedire la produzione e la diffusione di oggetti libreschi destinati al mercato infantile. Bisogna dotarsi di strumenti legali che ci consentano di individuare e distruggere le biblioteche russe e turche, che sono il vero centro di proliferazione incontrollata di libri.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bookworship.com/wp-content/uploads/2010/09/knowledge-most-worth-having-sm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 415px; height: 429px;" src="http://bookworship.com/wp-content/uploads/2010/09/knowledge-most-worth-having-sm.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteche? Davvero esistono ancora le biblioteche? La notizia, se confermata, sarebbe eccezionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Trippengucken è un reporter freelance tedesco. Sta realizzando un documentario per FNL-2 che si intitolerà “La Biblioteca di Babele”. Sono riuscito a vederne qualche fotogramma, e sono rimasto senza fiato. Bunker sotterranei, di cui Michael non rivela l’esatta localizzazione, sprofondano nel buio e rivelano alla sua telecamera, dopo un’avventurosa discesa, stanze enormi piene di libri. “Adesso posso farti vedere solo pochi minuti – spiega Michael – ma quando vedrai il video montato su FNL-2 scoprirai che non ci sono dubbi. Questa è una vera biblioteca. Contiene almeno un milione di libri. Non sto scherzando. Qui dentro ci sono un milione di libri.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono riuscito a verificarlo. Trippengucken è un bravo reporter, ma è anche un esaltato. Ha una lunga cicatrice che gli decora una guancia, e fuma tabacco. Le sue immagini mostrano cataste altissime di volumi rilegati. Ci sono libri di storia, di cucina, faldoni amministrativi, romanzi, e perfino raccolte di poesie. Trippengucken probabilmente si è inventato di sana pianta il milione tondo tondo con il quale vuole scioccare il mondo. Ma se anche questo luogo ne conservasse la metà, di libri, saremmo comunque nei guai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fermati! – gli grido a un certo punto – torna indietro. Ancora un po’. Ora avanti lentamente. Guarda quello”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un frame del video mostra un pavimento sporco, di legno chiaro, con cinque libri accatastati in una piccola torre. Quello in fondo, di formato molto più largo degli altri, presenta un disegno infantile. Raffigura una bambina vestita con delle calze rosse e verdi, legate – giuro che non sto inventando – da una specie di giarrettiera. Il volto della bimba non si vede, ma ho notato una treccia di capelli rossi. Del titolo si legge solo una porzione, che recita “pi Calzelunghe”. Non ho idea di cosa voglia dire. Ma è fin troppo chiaro che siamo di fronte a un libro per bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho in mano una stampa di quel fotogramma, in questo momento. Non lo userò per questo articolo. Sarebbe troppo facile. Sarebbe sbagliato. La battaglia ora va portata avanti a livello politico, e questa consapevolezza ci impone rigore e sangue freddo. Quando, centoventi anni or sono, l’ente che allora si faceva chiamare ONU deliberò la distruzione di tutti i libri del mondo, non trovò la collaborazione generale e trasparente che formalmente tutti auspicavano. E’ stato uno sbaglio che non si deve ripetere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’immaginazione, la libertà e la naturale logica dei bambini sono ciò che di più prezioso abbiamo al mondo. Non possiamo permettere che questi mostri di cellulosa la violentino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo dobbiamo a Brian e a Claire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8888166741097382862?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2011/03/gia-sui-libri-11-anni-ma-quali-sono-i.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7202570272150010935</guid><pubDate>Wed, 08 Dec 2010 12:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-08T05:05:22.317-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beatles</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rock</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lennon</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">whatif</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complotti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chapman</category><title>E se Lennon fosse morto nel 1980?</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/TP-CXqk_izI/AAAAAAAAAEc/1JXMh1Xwaz8/s1600/oldlennon.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 164px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/TP-CXqk_izI/AAAAAAAAAEc/1JXMh1Xwaz8/s200/oldlennon.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548296609021791026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;John Lennon compie 70 anni. E' un compleanno diverso dagli altri, per un uomo che ha avuto almeno tre vite, e che non ha mai cessato di stupire. John non è mai stato così presente, così &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;duro&lt;/span&gt;, così radicale. Un nuovo disco, la polemica con Assange, il viaggio in Corea del Nord in cui per poco non ci lasciava le penne. Oggi John rappresenta l'unica icona globale rimasta in piedi. Ma non è solo questo. John è anche l’unico cordone ombelicale che ancora ci lega al mondo com'era prima del 2001. Lui questa camicia di forza del sopravvissuto, è chiaro, non l’accetta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto la fortuna di incontrare John due settimane fa a Liverpool, grazie all’intercessione del figlio Julian e dell’ufficio stampa della EMI, per una volta cordiale oltre che efficiente. Non posso dire che si sia trattato esattamente di un’intervista. Foto, neanche a parlarne. John sarà anche vecchio, ormai, ma di sicuro non ha perso il gusto per la provocazione, e ha finito per tempestare di domande me. “Perché porti la barba?” “Ma è proprio vero che Pompei sta crollando?” “Non sarai anche tu così coglione da farmi una domanda su Julian Assange, vero?”. E via così. Tra un interrogativo e l’altro, è riuscito in qualche modo a dirmi che no, non si sente un sopravvissuto. “Se proprio devo fare una variazione sul tema, diciamo che mi sento un immortale”. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le spara ancora grosse, John&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è inutile girarci intorno. Per la prima volta da più di mezzo secolo si avverte con dolorosa evidenza che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;l'era di John Lennon è finita&lt;/span&gt;, e nessuno può farci niente. Non volercene John, per questo compleanno amaro: sei stato tu del resto a insegnarci a guardare sempre avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mitomani non sono mai mancati attorno ai Beatles. Ma stranamente hanno lasciato sempre in pace John, nonostante le derive messianiche di cui Lennon è riuscito a liberarsi solo a metà anni Ottanta. Ora è cambiato tutto. Decine e decine di invasati inondano il web di storie improbabili, che avvolgono il mito di Lennon in una nuvola tossica. I pazzi sono per le Leggende Viventi quello che le petizioni online sono per le lingue in via d'estinzione: lo spot finale prima dell'ultimo atto. Tra gli spostati dell'ultim'ora ce n'è però uno che ha una storia sorprendente. Naturalmente è un pazzo. Ma vale la pena ascoltarlo, perché c’è del metodo nella sua follia. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quest'uomo sostiene di aver ucciso John Lennon, con cinque proiettili alla schiena, l'8 dicembre 1980&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La persona che deve farmi una rivelazione sorprendente mi ha già tirato il bidone due volte. Ma entrando nella stretta e buia saletta interna del “Red Rooster”, a Soho, capisco che è la volta buona. Mentre mi siedo all'unico tavolo occupato, squadro il personaggio. Il sollievo di non essere stato preso ancora una volta per il culo lascia subito il posto a un pungente fastidio. Il mio informatore è untuoso, sgradevole. Avrà circa sessant'anni. Ed è chiaramente un paranoico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nel 1980 ho ucciso John Lennon” - esordisce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari. Sto facendo un fast forward. Il nostro primo scambio di parole in realtà è stato il seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora...eccoci qua. Niente foto, come ho già detto, niente domande personali. E niente registratore”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come niente registratore?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Puoi prendere appunti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come ti devo chiamare?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna esitazione: “Winter Duck”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Eh?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Winter Duck”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma che dici. E' ridicolo. Non puoi aspettarti alcuna credibilità se ti fai chiamare Winter Duck”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non me ne frega niente. La mia credibilità è un problema tuo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Winter Duck”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Esatto, Winter Duck”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un’ora Winter Duck mi ha parlato di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Obama &lt;/span&gt;e della sua presunta doppia vita da musulmano. Cosa c’entra, pensavo. Sono stato sul punto di alzarmi e andarmene per tre volte, ma qualcosa nello sguardo di quel pazzo mi ha trattenuto. A un certo punto, senza cambiare registro, mi ha guardato negli occhi e ha cominciato a dire: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L'8 dicembre 1980 mi sono piazzato davanti al Dakota Building, di fronte al Central Park, dove Lennon abitava con Yoko e Sean. Ci sono andato con una pistola. Volevo sparargli. Ci avevo già provato la mattina, in realtà, ma arrivato al dunque non ho retto, e gli ho chiesto un autografo sulla copertina di “Double Fantasy”. &lt;br /&gt;“&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Se è tutto quello che ti serve&lt;/span&gt;” mi ha detto lui. Capite? Quell’uomo meritava di morire.&lt;br /&gt;Per un incredibile disattenzione, però, non l'ho visto uscire nel pomeriggio. Allora ho aspettato fino a sera. Quando finalmente è arrivato - erano le 11 di sera passate - ho incrociato lo sguardo di Yoko. In quel momento ho provato il desiderio di uccidere anche lei, oltre a lui. Ma sparare a due persone è tecnicamente difficile. E comunque l'essenziale era fermare Lennon. Lui sapeva dove vanno le anatre d'inverno, e non lo voleva dire. Gli ho ficcato cinque proiettili nella schiena, e poi sono entrato nel Central Park a leggere Il Giovane Holden. E' un libro eccezionale sa? C'è dentro tutto. La mia idea era quella di aspettare la polizia e farmi arrestare, ma non ne ho avuto il coraggio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questa confessione spettacolare – che ovviamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ho &lt;/span&gt;registrato, di nascosto – l'anonimo personaggio mi ha inchiodato alla sua paranoia e mi ha costretto a sorbirmi un trattato di teologia evangelica e un modesto, anche se minuzioso, saggio critico su John Salinger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo faccia a faccia con la follia non è stato inutile. Winter Duck (anche il nomignolo, ora è chiaro, è un riferimento in codice a Salinger) sostiene di aver voluto uccidere Lennon per punirlo. Di essere un “blasfemo”, ovviamente. Ma soprattutto di essere “fasullo”. Winter Duck è un uomo di fede, anche se stralunata, e il suo libro sacro è appunto il Giovane Holden di Salinger. Durante una complicata adolescenza, quest'uomo si è aggrappato al libro con la maniacale e livida tenacia del frustrato, ed è giunto ad identificarsi in Holden Caulfield, il protagonista del romanzo. Il risentimento di Holden per i “fasulli” è diventato l'odio di Winter Duck per un idolo globale che era “bigger than Jesus”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ce lo siamo scordato, ma verso la fine degli anni 70 Lennon si attirava molte accuse di ipocrisia, perfino da chi lo amava. Per Lennon – sempre in controtendenza col mondo – il 1980 ha segnato una rinascita umana ed artistica, ma gli anni immediatamente precedenti lo hanno visto recluso, su una barca a vela, infilato in un riflusso domestico che strideva con l’impegno politico e sociale a cui aveva abituato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo carnefice mancato è una persona macerata dal dolore, che ha individuato nella popstar più famosa del mondo l'agnello sacrificale, il Re dei Fasulli. L'intellettuale pacifista che abbandona moglie e figlio e li tratta come appestati. Il geniale artista che senza Paul McCartney suona rauco e pretenzioso. La decisione di uccidere Lennon per Winter Duck rappresentava un atto di ribellione. La sua rappresentazione, di fronte al Dakota Building, poteva essere la chance di elaborare l’odio e superarlo. Evidentemente non è andata così, perché quest’uomo è veramente convinto di aver ucciso Lennon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma scusa, se l’hai ucciso, come dici, perché nessuno ha visto niente? Dov’è finito il cadavere? Chi l’ha fatto sparire? Chi ha preso il posto di Lennon? Chi è salito sul palco con David Byrne per un anno di fila? Com’è possibile che Yoko abbia accettato di vivere altri 6 anni con un sosia? Come avrebbe potuto convincere i bambini? E soprattutto: come pensi che anche una sola persona possa crederti? La tua storia non è nemmeno originale, c’è già la menata su Paul”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Infatti non mi crede nessuno”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mondo senza Lennon. Come sarebbe stato? Ho fatto ricerche diligenti, e sono giunto alla conclusione che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;non se l’è chiesto mai nessuno&lt;/span&gt;. E già questo ci dice qualcosa. Tutte le redazioni del mondo hanno pronto il coccodrillo per Lennon, ma nessuno riesce davvero a pensarlo inesistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammettere che avrebbe potuto morire significherebbe buttare via anche l’ultimo legame con quel mondo incantato e fasullo, il ‘900, in cui sembrava che “everything’s gonna be allright”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’uomo nato in un porto industriale depresso, con una famiglia disastrata, poca cultura e un carattere spigoloso, è diventato un genio della musica, un attivista politico. un regista visionario, un pioniere del web, un innovatore nel campo della comunicazione. E alla fine, è assurto al rango di elemento naturale. Come un iceberg, un’isola o un ciliegio giapponese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon compleanno, John.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7202570272150010935?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/12/e-se-lennon-fosse-morto-nel-1980.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/TP-CXqk_izI/AAAAAAAAAEc/1JXMh1Xwaz8/s72-c/oldlennon.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-1322949734805370524</guid><pubDate>Fri, 03 Dec 2010 22:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-03T14:25:50.972-08:00</atom:updated><title>Che fave?</title><description>Si fa presto a dire fave. Anzi, non si fa presto affatto: le fave sfuggono, resistono, respingono. Se già è difficile sbucciarle, pare addirittura impossibile parlarne. &lt;br /&gt;Nobile e antico alimento, la fava è il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;legume delle contraddizioni&lt;/span&gt;. Da un lato, la sua natura marginale la trascolora, la rende quasi priva di identità. Dove sono finite le fave? Le ricette a disposizione dell'utente finale sono poche, elementari, e spesso svaporano nel metaforico: le inquietanti "&lt;a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBsQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DXpbJQrQwIKU&amp;ei=Umr5TMagOM_AswabsujAAw&amp;usg=AFQjCNGGbufyL1V3XW-y6z_dYACR-E8E9Q&amp;sig2=Znf70xUtp90BbRxME_u31g"&gt;Fave dei morti&lt;/a&gt;" sono in realtà dolcetti alla mandorla. &lt;br /&gt;Il fatto è che le fave non ci sono, sono assenti - o per meglio dire &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;estinte&lt;/span&gt;. L'assenza della fave non è un nascondino. Ha qualcosa di letale, è un non-esserci-per-la-morte, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=iVlkZVAw8Gc"&gt;come ben sapeva &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Hannibal Lecter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Introvabili al supermercato - al nord perfino se di stagione - le fave sono ignorate anche da un'industria alimentare che inscatola ormai di tutto. Ci sarebbe, a dire il vero, una confezione di &lt;a href="http://www.bonduelle.it/prodotti/prodotti_dettaglio_conserve.php?prod_id=69&amp;gamma_id=22"&gt;fave in scatola della Bonduelle&lt;/a&gt;. Da esteta della fava, l'ho provata. Piccole, dolciastre, innocue. Una cosa ributtante.&lt;br /&gt;Insomma, della natura assente delle fave si è detto, e non vedo come si possa contestarmi su questo punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.blogo.it/gustoblog/fave_.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 432px; height: 324px;" src="http://static.blogo.it/gustoblog/fave_.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[immagine da &lt;a href="http://www.gustoblog.it"&gt;www.gustoblog.it&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La contraddizione sta nel fatto che le fave dispongono di una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vita parallela&lt;/span&gt;: che paradossalmente è ricca, pittoresca, sguaiata. Il mio legume preferito può contare su una periferia semantica vernacolare che lo associa al membro maschile, o meglio alla sua protuberanza finale. Come i piselli, si direbbe. Ma laddove il pisello è autorizzato e tende all'infantile, la fava è inaccettabile e solo per adulti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non saprei dire quando l'accezione sessuale della fava sia passata dal toscano all'italiano comune. Sta di fatto che è avvenuto, e oramai il termine risuona profondamente, gioiosamente osceno. In questo senso la fava è pienamente presente, altro che estinta! Il versante priapico e orgiastico della fava, com'è evidente, non sta nelle cose, ma nelle &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;parole&lt;/span&gt;. Si potrebbe dire che la fava tende al tanathos nella realtà e all'eros nel linguaggio. Sparita  dalle nostre tavole, questa pianta tenace rientra trionfalmente nei nostri discorsi. E siccome anche tacere è un atto linguistico, la strategia evolutiva della fava è ben congegnata. Non è necessario pronunciare la parola "fave" per sentirsi spostati in territorio erotico, carnevalesco e un tantino disdicevole. Basta sentirla. Di più: basta immaginarla. La doppia vita della fava è persistente e infestante, perchè le parole corrodono le cose. Chiunque senta dire "fave col pecorino" non può fare a meno di sentire risuonare, come echi di armoniche lontane, termini come "pecoreccio" - o altri ancor peggiori, che questo pudibondo blog non può permettersi di, ahem, vergare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fave quindi? I fantasmi dei legumi masticati per secoli dagli italiani e ormai rinnegati? Oppure quelle irriducibili, vitali, chiassose del linguaggio sboccato da taverna? Non sarebbe la prima volta che un'idea abbandona il mondo perchè trova più soddisfazione nelle parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-1322949734805370524?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/12/che-fave.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-2556586809812982414</guid><pubDate>Mon, 01 Nov 2010 20:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-01T14:29:49.495-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ateismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sinistra</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Claudio Magris</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">berlusconi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">velluto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autunno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cattolici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Vendola</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il Giornale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Repubblica</category><title>Antiberlusconismo for dummies</title><description>10 consigli per sembrare un vero antiberlusconiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quanto pare, è arrivato l'autunno del patriarca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://jeandler.blog.lemonde.fr/files/2006/12/20-nov-2006-051copie.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; " src="http://jeandler.blog.lemonde.fr/files/2006/12/20-nov-2006-051copie.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_novembre_01/della-loggia-editoriale-coraggio-verita_e17361ec-e586-11df-b5c0-00144f02aabc.shtml"&gt;Il paese è senza guida&lt;/a&gt;, e il pasticciaccio combinato dal nostro primo ministro potrebbe segnare la fine della sua rutilante attività politica. Io non l'ho mai votato, e ritengo che un sommario bilancio della sua gestione potrebbe essere il seguente: risultati ottenuti 3, fallimenti 443.176.297,34. Non mi mancherà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, essendo l'Italia il paese che conosciamo, mi pongo un problema, per così dire, di galateo: nel giro di qualche settimana, se salta la baracca, avremo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;50 milioni di antiberlusconiani&lt;/span&gt;. Per molti di loro, sarà la prima volta. Trepidazione, godimento, curiosità, autocommiserazione. Cosa mai si agiterà nel cuore dell'antiberlusconiano dell'ultimo minuto? Quello che l'ha sempre votato e ora dice sprezzante dal barbiere "Io l'ho sempre detto che Silvio era un bastardo"? Sono misteri, abissi, slalom giganti. Bisogna però evitare figuracce. Ecco alcuni consigli per simulare un antiberlusconismo di qualità accettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Smetti di chiamarlo "Silvio". Non si fa, da noi, suvvia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Vuoi usare un nomignolo? Accomodati. Ma con attenzione! La scelta denota appartenenza, e ti muoverai all'interno di un territorio frastagliato. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Berlusca &lt;/span&gt;è da radical chic lombardo nevrotico, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Caimano &lt;/span&gt;non lo usa nessuno e rivelerebbe subito il bluff, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cainano &lt;/span&gt;è di Dagospia e non impegna, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"B."&lt;/span&gt; fa Severgnini e quindi terzista liberale, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Berluskaiser &lt;/span&gt;ha connotazioni anarco-sindacaliste, mentre con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Psiconano&lt;/span&gt; ti arruoli addirttura tra i grillini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Per quanto possa sembrare incredibile, non tutti gli antiberlusconiani sono di sinistra, e non tutti sono esagitati. Non è necessario strafare. Un sorrisino sghembo, saputello, sarcastico e sollevato va benissimo, e non ti posiziona necessariamente a sinistra. Ma occhio al look! Se vesti in vellutino, smetti di sorridere o &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_nrcvoqDu31c/SRRt80VkuzI/AAAAAAAAAOw/_qS1ISDMSbo/s400/cremaschi.jpg"&gt;assomiglierai al leader della FIOM&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Mai parlare di Veltroni, neanche per fare esempi. Anche questo da noi non si fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Attenzione alla coerenza. Non vale a niente insultare Berlusconi se poi chiami Vendola "terrone travestito" o &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/23/lunga_tradizione_dell_insulto_politico_co_9_100823028.shtml"&gt;Claudio Magris "intellettuale comunista"&lt;/a&gt;. Potrebbero farti delle domande trabocchetto. E' da qui che vengono le insidie maggiori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Sei cattolico? Puoi continuare ad esserlo anche nel nuovo schieramento, ma devi sapere che quando ti troverai in mezzo agli antiberlusconiani atei, ti prenderanno per il culo (a sinistra è un rito socialmente accettato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. E' vero, dovrai comperare Repubblica almeno ogni tanto, da lì non si può scappare. Ma, attenzione! Concediti 10-20 secondi di meditazione e convinciti di avere tra le mani "Il Giornale". Dopo un po', noterai che i due quotidiani sono quasi indistinguibili. Su Repubblica ci sono un po' più di fatti e prime pagine più varie, ma finisce lì: presto ti sentirai a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Tutta quella storia lì sul conflitto d'interessi era vera. Gli antiberlusconiani pensano davvero che sia un problema reale. Si lo so...è strano, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Quando vedi Sabina Guzzanti devi far finta di ridere. In compenso ora puoi gustarti le battute di quel geniaccio di suo fratello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Puoi continuare a non pagare le tasse. La differenza è che non puoi parlarne&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-2556586809812982414?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/11/antiberlusconismo-for-dummies_01.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8198427152980757981</guid><pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-18T09:11:30.435-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complexity</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mathematics</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">evolution</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">experience</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fractals</category><title>Ten things I learned by wasting time on Mandelbrot's fractals</title><description>Benoit Mandelbrot &lt;a href="http://www.bbc.co.uk/news/magazine-11564766"&gt;died&lt;/a&gt; before I realized he was still alive. Well, here's a couple of things his work taught me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://images.pcworld.com/news/graphics/208073-mandelbrot1_original.jpg" border="0" alt="" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; " /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. If it's simple on the surface, it might be complex deep inside&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. The intuitive idea that an infinite loop of organized and evolving system holds a special meaning for a single node of that system is unquestionably wrong&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. The fact that from your point of view you can use reason and experience to trace back your story does not mean that your story leads only to you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. And YET, it is wiser to accept that only a minor portion of the possible stories can be accessed with a limited time, and that only one of those stories can be really followed at once&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Regularities happen when you don't expect them&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Witnessing a symmetry being broken is a source of physical pleasure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Never browse fractals while smoking a joint (or after, for that matter)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. The fact that plants, snowflakes, lizards and other natural elements seem so individually unlikely does not set them away from the structure of the universe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Repeated details add meaning, depth and suspense&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. The road not taken smells forever of cauliflower&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8198427152980757981?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/10/ten-things-i-learned-by-wasting-times.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-4912851985412498156</guid><pubDate>Fri, 08 Oct 2010 15:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-10-09T05:33:10.483-07:00</atom:updated><title>Complexity vs Technology</title><description>One of the reason why it's wise to allow technology inside museums is that once you do it, you no longer have to worry about technology. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This is rather slippery ground. Italian museums, and most of the people who work in and around them, are in a relationship with technology which reminds me of an eating disorder pathology. Like puritans who for one reason or another always end up talking about sex, they are all the time pointing their fingers at people working with technology. What they are mumbling is not "Hey, what are you working on?", but rather "Hey, with whom are you chatting online?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;These were the depressing thoughts I had in mind while reaching the "&lt;a href="http://www.fitzcarraldo.it/formaz/2010/surfing.htm"&gt;Surfing &amp; Walking&lt;/a&gt;" conference, held at &lt;a href="http://maps.google.it/maps?q=oval+lingotto&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=oval&amp;hnear=Lingotto,+Torino,+Piemonte&amp;t=h&amp;z=16"&gt;Oval - Lingotto&lt;/a&gt; in Turin on saturday 2nd october. Organized as a session of the &lt;a href="http://www.salonednaitalia.it"&gt;DNA Italia&lt;/a&gt; Fair, the panel of discussion skillfully arranged by &lt;a href="http://www.fitzcarraldo.it"&gt;Fondazione Fitzcarraldo&lt;/a&gt; also comprised &lt;a href="http://www.brooklynmuseum.org/"&gt;Brooklyn Museum&lt;/a&gt; Chief of Technology Shelley Bernstein. Her work can loosely be summarized by "give up control, engage with communities and let people speak, not the institution". Bernstein's achievements are usually copied by people like myself in museums around the world, while her "mistakes" (of which she spoke during a workshop in Turin) often turn out to be even more useful than the achievements, because they map uncharted territory. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bernstein behaves as if she was the director of the museum and forces you to deal with that. She does this not out of arrogance, but because she is so passionate and true about her work that she feels responsible for everything that goes on in the institution. At the same time, her work is subtly disrupting the institution itself, something which has not gone unnoticed in the &lt;a href="http://nyti.ms/aS44TO"&gt;new york contemporary art scene&lt;/a&gt;. In Italy Bernstein would have been fired or "promoted" to an harmless place in a couple of weeks. The fact that this does not happen at Brooklyn Museum is possible, I think, because of a deeply rooted libertarian tradition in american cultural heritage politics which allows talented individuals to reform institutions from within without rotting in the process.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I had chosen to modify &lt;a href="http://www.slideshare.net/lmelk/surfing-walking-5330556"&gt;my presentation&lt;/a&gt; according to the main points made by the other speakers at the conference. Bernstein's concept of "giving up power" was certainly one major point. &lt;a href="http://www.fizz.it/home/articoli/2010/292-surfing-and-walking-i-musei-e-le-sfide-del-20"&gt;The second one was put forward by the host of the event itself, Alessandro Bollo of Fondazione Fitzcarraldo&lt;/a&gt;. He said that "People developing web2.0 strategies for museums should be very careful not to split the institutions in two, with an engaged and community-oriented online image that does not match a dusty and authoritarian reality once you step inside the building". I added some spice, but that's what he said. Finally, a third interesting moment from my perspective was when Giuseppe Ariano, of &lt;a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html"&gt;MiBAC&lt;/a&gt; (the Italian Ministry oc Culture) said that he and a colleague had launched a facebok page overnight "without telling our bosses, or we'd have been stopped", and that their strategy is to "reach out to young people".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;My point was that, given the situation of most italian museums, if you present your strategy as focusing on "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;technology&lt;/span&gt;" and "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;young people&lt;/span&gt;", you will face growing difficulties on the long run, and you may end up with exactly the "divided institution" that Bollo spoke about.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When negotiating with italian museum directors and curators, the idea that the web2.0 is a move to "catch up with technology" and "reach out to young people" might be very effective in the beginning. It may be the key to at least start doing something. However, there is a downside: in italian culture, "technology" and "youth" share a common problem: they are perceived as fashionable, disposable items, and portrayed by   virtually all media (including high-quality newspapers) as "something detached from reality". In order to be perceived as taking part in the spirit-of-your-time, right now, in Italy you need to be old and anti-technology. This says a lot about the mess we're in in the &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bel Paese&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In our culture it is perfectly acceptable to declare you despise technology and get away with an image of charme, originality and self-confidence. This applies to popular culture, to conservative petite bourgeoisie and even to leftist radicals.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It's no surprise then that many museum curators in Italy are ready to accept a web 2.0 strategy based on "tech and youth": it fits in perfectly with their view of the world. If you accept this outside-imposed narration of your own work, you will end up finding, one day, that what you do is considered disposable and not real.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;My advice is to avoid confrontation on these grounds, and to look for other ways of presenting your web2.0 strategy. There are literally dozens of reasons why using social networks inside a museum is a good idea. Statistically, some of them &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;must&lt;/span&gt; be likely to be shared by your boss without putting your work in a minority condition. &lt;br /&gt;As an example, I have put forward the idea that social network help museums to let people understand and benefit from their &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;complexity&lt;/span&gt;. From this particular perspective, I am using &lt;a href="http://www.amazon.com/Quark-Jaguar-Adventures-Simple-Complex/dp/0716727250"&gt;Murray Gell-Mann's definition of complexity&lt;/a&gt; which goes something like: "the length of the concise description of the regularities encountered in a pattern". Translated, this means that museums with, say, an important permanent collection on Sumerian ritual body paintings find it easy to talk about a single exhibition, but find it difficult to convey the depth and preciousness of their decades-long work on researching and showing their collection. Regularities in the pattern are A LOT, and their description, however concise, takes a lot of time and commitment to be read.&lt;br /&gt;On the other hand, if you upload 2,000 images of Sumerian body paintings on flickr and have your users tag, discuss, share, promote, share, correct, print, use and "own" them, complexity will be there - it's magic at work under your eyes!&lt;br /&gt;Your audience will even shape descriptions of objects in a way which makes it possible for other people to find them, which is something museum cannot do and sometimes don't &lt;span style="font-style:italic;"&gt;want &lt;/span&gt;to do.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The hard part is precisely this: exposing museum curators and directors to this magic. This is what we have failed to do up to now - with &lt;a href="http://www.palazzomadamatorino.it"&gt;some notable exceptions&lt;/a&gt;, and this is what I think our goal should be in 2011.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-4912851985412498156?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/10/complexity-vs-technology.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-1710535259637883603</guid><pubDate>Thu, 23 Sep 2010 21:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-23T15:12:28.794-07:00</atom:updated><title>Dopo "Manifesta" e "Documenta", ecco "Giumenta", "Rapimenta" ed altri mille eventi da non perdere</title><description>&lt;div&gt;Questa storia inizia nel 1955. In quell'anno nacque Documenta, anzi &lt;a href="http://www.documenta.de/"&gt;documenta&lt;/a&gt;, perchè le iniziali maiuscole per i nomi sono da fessi. E' la mostra più prestigiosa del mondo, e si tiene ogni 5 anni in Germania. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, nel 1996, arrivò &lt;a href="http://manifesta.org/"&gt;Manifesta&lt;/a&gt; (con la maiuscola), biennale itinerante di arte contemporanea. Se sei nel giro, devi andarci, a Manifesta. Dopo il successo di questo evento, il sistema dell'arte ha prestato al più ampio e vorace mondo del marketing l'ideona di far terminare obbligatoriamente i nomi degli eventi in &lt;b&gt;-a&lt;/b&gt;. Ed è stato il &lt;b&gt;delirio&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo questo mese, nella città dove vivo ho registrato la presenza di &lt;a href="http://www.artingegna.it/"&gt;Artingegna&lt;/a&gt; (artigianato), di &lt;a href="http://www.educaonline.it/"&gt;Educa&lt;/a&gt; (insegnanti) e perfino di Alimenta (commercianti di alimentari). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è il caso di escludere da questa benemerita tendenza eventi magari più decentrati e meno rodati. Anzi, un bel nome in -a può servire a dare un impulso tutto nuovo a convegni, fiere e sagre! Le mie modeste proposte per l'anno venturo, corredate da alcuni semplici slogan:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Decrementa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il contenimento demografico non può più aspettare. Produrre di meno si può, si deve. Prezzo del biglietto d'ingresso doppio per famiglie numerose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Escrementa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritorniamo al concime biologico! La mostra mercato dell'anno torna con una zaffata di novità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Dementa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Convivere con l'Alzheimer si può. Prova anche tu. A proposito, chi hai detto che eri?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Rapimenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il rilancio della Barbagia e del Gennargentu passa anche attraverso una rivalutazione del banditismo sardo in chiave di giacimenti culturali. I convegnisti sono cortesemente invitati a portare con se i medicinali salvavita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Lamenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vaffanculo a te e agli organizzatori di eventi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Manolesta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Borseggiatori, Erotomani, Pianisti. L'agilità manuale ci unisce, e sarà il nostro asso nella manica in un mondo sempre più globalizzato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Soppressa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarebbe la fiera del salame di Felino, ma Felino finiva in -o e poi c'è sempre quello che pensa che ci mangiamo i gatti quindi stavolta vendiamo la soppressa vicentina (che poi ironia della sorte sono i vicentini che mangiano i gatti) e che sia finita lì&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.bagliodegliulivi.com/foto/giumenta_g.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 150px;" src="http://www.bagliodegliulivi.com/foto/giumenta_g.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Giumenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La fiera delle cavalle da monta come non l'avete mai vista!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Virulenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;SARS, Influenza A, HIV, TBC, e TVUMDB. Saremo mai al sicuro? Scoprilo a Virulenta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Deprimenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un convegno così così, che di solito non decolla mai. Uuuhh e poi inizia di sabato, e il sabato è un giorno no-no. Piove.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Cementa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecomostri a chi? Il calcestruzzo è bello se lo usa Zumthor e fa schifo per le palazzine in riva al mare? Demoliamo insieme questo e mille altri pregiudizi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Miconsenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poche ironie, è un intercalare che funziona, non lasciamolo cadere nell'oblio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Tormenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il sadomaso ha una nuova dimensione. Grrrrrr.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Assorbenta&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le convegniste sono pregate di arrivare in paracadute, rotolando su un prato, facendosi strada tra auto parcheggiate molto strette o comunque grazie ad attività fisiche potenzialmente imbarazzanti ma - oh! - così sexy&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-1710535259637883603?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/09/dopo-manifesta-e-documenta-ecco.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-2781387264403763306</guid><pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-26T09:20:32.392-07:00</atom:updated><title>Nomi femminili sgradevoli - A</title><description>Abietta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acerrima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adiratha&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adunka&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afonica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amarezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analgesika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angosha&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aniconica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anoressika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anoxia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ansia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antitetika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aorta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apatika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arcuata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arkana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asettika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asimmetrica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asinina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asociale (detta ale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atavika&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attonita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avulsa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-2781387264403763306?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/07/nomi-femminili-sgradevoli.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-47849385004478675</guid><pubDate>Tue, 20 Jul 2010 13:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-20T06:20:03.594-07:00</atom:updated><title>Brainstorming, Brainsnowing o Brainscattering?</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Come si fa un brainstorming? In Italia non si può fare, ma esistono valide alternative. Più economiche della palestra, più terapeutiche di un matrimonio, le recenti tendenze della Riunione Show dettano moda a Londra, Amsterdam e Rovigo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.laurinapaperina.com/works/braindead/paint/10.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 375px; height: 375px;" src="http://www.laurinapaperina.com/works/braindead/paint/10.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:78%;"  &gt;Laurina Paperina - "My little brain" -  water-based enamel, pen on canvas - 20x20 cm - 200. La trovi su &lt;a href="http://www.laurinapaperina.com/"&gt;http://www.laurinapaperina.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brainstorming, questo sconosciuto. Il termine è uno di quei rari anglismi giustificati perchè effettivamente non ce l'abbiamo, nel repertorio antropologico dei dialoghi italiani, il brainstorming. Abbiamo il chiacchiericcio diffuso, il litigio con turpiloquio, il sarcasmo a innesco lento, il cazziatone in pubblico, la vendetta mascherata da adulazione, il confronto sospettoso e reticente, la cacofonia, il mutismo aggressivo, la concione pontificata, l'eco servile, la menzogna tattica, il fuori tema creativo, il lampo risolutore, il parlare a nuora perchè suocera intenda, le interruzioni e il viva voce a tradimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il brainstorming ce manca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta ho ascoltato una lezione in proposito. La tenne un ricercatore di storia economica in un seminario all'&lt;a href="http://www.shc.ed.ac.uk/esh/"&gt;Università di Edimburgo&lt;/a&gt;. Ricordo solo alcuni assunti chiave: il brainstorming si pianifica, ci vuole rispetto per chi parla, ognuno deve avere la possibilità di dire la propria, bisogna assegnarsi un tempo massimo. Organizzazione, rispetto, democrazia, calcolo dei costi/benefici. Come si vede, il brainstorming è una cosa da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fessi&lt;/span&gt;, e quindi impraticabile in Italia, dove invece siamo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;furbi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Archiviato quindi il b. nel consueto scaffale delle Pratiche Esterofile Che Si Fanno Per Finta, andiamo a valutare la fattibilità pratica di possibili mutazioni dell'originale, più adatte al nostro temperamento. Ogni proposta è valutata in una scala ascendente da 0 a 10 secondo un apposito Indice di Fattibilità Locale (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IFL&lt;/span&gt;) che tiene conto di sottilissime rilevazioni di cui non ho intenzione di rilasciare le specifiche, cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainstreaming&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Discussione di lavoro in libertà che si svolge online tramite video in streaming. Quando c'è lag, si può lavorare davvero.&lt;br /&gt;IFL: 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Braindrizzling&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Il brainstorming deludente, in cui la prevista tempesta di creatività è sostituita da una pioggerellina di spunti rimasticati e impraticabili. Dopo 15 minuti, si umilia il deficiente che ha avuto l'idea del brainstorming e si passa alla riunione vera&lt;br /&gt;IFL: 9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainscattering&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;E' il brainstorming pulp. Facile farlo male, non crediate. Il brainscattering sta prendendo piede tra i timidi, e per essere goduto al meglio va preceduto da una danza Maori e da tre o quattro canne. Richiede tuttavia una gestione autoritaria. Il Master of Puppets della riunione presiede all'osservazione di poche ma fondamentali regole: non è permesso argomentare alcunchè, ma solo esprimere la propria idea tramite il contatto fisico; niente cravatta, nè gioielli appuntiti; non è permessa la formazione di fazioni istantanee, tranne che per attaccare il capo tutti insieme.&lt;br /&gt;IFL: 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainsnowing&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Discussione soffice e ovattata, fintamente innocua, potenzialmente letale. Si fa un giro di opinioni con la regola inderogabile del divieto di commentare. Ognuno dice la sua, senza alcuna interruzione. Va notato che il brainsnowing è per sua natura inefficiente e privo di ricadute pratiche. Va quindi considerato alla stregua di un esercizio ascetico o di una raffinata punizione.&lt;br /&gt;IFL: 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainmudding&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;La lotta nel fango verbale. Differisce dal normale litigio con turpiloquio in due punti essenziali. Il turpiloquio è obbligatorio, e non sono ammessi silenzi. Il pavido e il debole di voce vanno esclusi da questo sano, virile ed erotico sfogo. Dà i migliori risultati se i contendenti sono freelance frustrati.&lt;br /&gt;IFL: 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainthundering&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Uno scambio di opinioni velocissimo, violento, corale, che lascia il segno. Ci si accorda su un orario preciso, meglio se verso la fine della riunione. In un unico, fragoroso momento che non deve superare i 4 - 5 secondi, i partecipanti eruttano un mare di idee represse. Segue contemplazione attonita del Mistero della Natura. Può essere preceduta, se in location raffinata, da un Brainlightning (1 secondo di silenzio carico di angoscia).&lt;br /&gt;IFL: 9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brainspotting&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;Non va dichiarato, ma buttato là. Gli altri seguiranno. Per liberarsi dalla responsabilità di far seguire i fatti alle proprie idee, basta rubare le idee degli altri. Identificata una buona idea nel commento  casuale del collega, lo si interrompe e ci si avvita in una lunga argomentazione dalla quale emergerà che la buona idea era tua. O che era in effetti un'idea di merda.&lt;br /&gt;IFL: 10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-47849385004478675?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/07/brainstorming-brainsnowing-o.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8735026904230060333</guid><pubDate>Sun, 30 May 2010 13:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-24T14:34:37.215-08:00</atom:updated><title>L'iPad, l'effetto Xerox e il nonno</title><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ho provato l'&lt;b&gt;iPad&lt;/b&gt;, con la scusa di regalarlo a &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/lucamelk/2753926877/"&gt;&lt;b&gt;mio padre&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, visto che il direttore di &lt;a href="http://www.wired.it/magazine.aspx"&gt;&lt;b&gt;Wired Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; ci ha esortato a regalare le tavolette Apple ai nonni dei nostri figli, per allargare la base sociale favorevole agli investimenti sulla banda larga. Poi non l'ho comprato perchè costa un botto, ma che c'entra; i soldi, come dicono sempre i ricchi, non sono un problema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://images.apple.com/it/ipad/features/images/overview_maps_20100225.jpg" border="0" alt="" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mezz'ora di iPad ha fatto venire il mal di testa a mio padre. Per lui, che non ha mai usato un computer, il problema era non avere la carta, il CD, e non avere idea di dove "siano" davvero i contenuti. Ma è uno che non si ferma di fronte alle difficoltà, e parte avvantaggiato dal fatto che l'idea di portarsi dietro al mare o in campagna quell'oggetto gli sembra &lt;i&gt;naturale&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A me usare l'iPad ha lasciato l'impressione persistente di aver compiuto un'operazione antica, lenta, piacevole. Gestita dal mio cervello e dal mio corpo con naturalezza e concentrazione. E tutto questo, con un sottofondo di larvata inquietudine, che appunto non dipende dal prezzo. Quello che mi ha turbato è la sensazione vertiginosa di vedere tutto il mondo in un oggetto, come nell'&lt;a href="http://borges.netfirms.com/borges11.htm"&gt;&lt;b&gt;Aleph di Borges&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Naturalmente non è vero che c'è dentro tutto il mondo, ma ho un problema di dipendenza da citazioni di Borges e non riesco a smettere.In ogni caso l'iPad non ha niente a che vedere con un noteboook. Avere a portata di mano la mia vita digitale senza il computer mi ha dato una nuova percezione della realtà e singolarità di questa vita. Mi rendo conto di essere probabilmente l'ultimo a notarlo, ma insomma pazienza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho toccato un prodotto concepito e realizzato in base ad una scommessa molto netta: quella che i consumatori ricchi occidentali techno-fetish &lt;b&gt;non ne possano più del multitasking&lt;/b&gt; e non vedano l'ora di vivere la loro vita digitale facendo una cosa alla volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Naturalmente, non è che quelli della Apple possano vendere il prodotto in questo modo, perchè i messaggi negativi non fanno vendere. E infatti hanno girato il concetto in modo positivo: il loro claim è &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.apple.com/it/ipad/features/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;"&lt;a href="http://www.apple.com/it/ipad/features/"&gt;iPad è il miglior modo di godersi il web&lt;/a&gt;."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma sarà così? Se devo giudicare dalla mia esperienza personale, la mentalità &lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multitasking"&gt;multitasking&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;ha ridotto negli anni la mia percentuale di pensiero analitico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stando alle sirene allarmate della stampa italiana chi multitaska fa "&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_23/multitasking-rodota_b6937564-6685-11df-b272-00144f02aabe.shtml"&gt;Tutto insieme e tutto male&lt;/a&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la stampa italiana (anche nella versione sofisticata e aggiornata rappresentata da Rodotà) non è credibile, essendo a rimorchio di una cultura in cui la tecnologia è alternativamente il Messia o Belzebù, e mai uno strumento al servizio della conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:-PNssWyWvT9E6M:http://www.thedonutproject.com/wp-content/uploads/2009/02/ie-devil_03.png" border="0" alt="" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 115px; height: 125px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Naturalmente la consapevolezza che si è meno disposti verso il pensiero analitico è moderata e compensata dalla maggiore estensione dei dati sensibili che è possibile analizzare. Prima del web ascoltavo molti album musicali dall'inizio alla fine, nell'ordine "giusto", leggendo i testi e mandando a memoria le formazioni delle band. Ero consapevole dell'esistenza di una quota di musica che probabilmente ammontava allo 0,01% di quella prodotta nel mondo, ed ero del tutto ignaro di questa esiguità. A saperlo, mi avrebbe atterrito, perchè raffiguravo me stesso come uno che conosceva tanta musica. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi ascolto ancora tanto, ma quasi sempre a caso. Me la godo molto di più, ho imparato ad amare dei generi che non frequentavo per ignoranza, vivo la musica in modo meno onanistico. Non ricordo più chi suonava nel &lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miles_Davis"&gt;primo quintetto di Miles Davis&lt;/a&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;ma in compenso ho ascoltato &lt;a href="http://my.opera.com/paul2363/blog/1957-cookin"&gt;&lt;b&gt;tutti gli album incisi da quella formazione&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, invece che solo "Relaxin'". Alla fine, ho una consapevolezza globale di cos'è la musica mostruosamente più solida. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'obiezione del convertito digitale non è tanto, come ci imputano, &lt;blockquote&gt;"penso male ma chi se ne frega, tanto mi diverto."&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' piuttosto: &lt;blockquote&gt;"ma con che coraggio mi dici che penso male, tu uomo del '900 che ignori il 99% della base dei dati che dovresti analizzare? Magari io non so scegliere, ma tu non sai nemmeno che cosa ci sia da scegliere. La tua conoscenza è falsa e non te ne rendi conto."&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come avrete capito, io il multitasking non lo voglio abbandonare. Anche perchè, se vogliamo sottilizzare, la propensione a privilegiare una conoscenza concepita come accumulazione di dati che non verranno analizzati è cominciata ben prima dell'arrivo del web. &lt;a href="http://wapedia.mobi/itwikiquote/Umberto_Eco"&gt;Secondo una celebre definizione di Umberto Eco&lt;/a&gt;, la mania di accumulare testi che non si leggono sarebbe un portato della riproducibilità tecnica dei documenti. E' l'&lt;b&gt;effetto xerox&lt;/b&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;blockquote&gt;"Del resto la fotocopia è uno strumento di estrema utilità, ma molte volte costituisce anche un alibi intellettuale: cioè uno, uscendo dalla biblioteca con un fascio di fotocopie, ha la certezza che non potrà di solito mai leggerle tutte, non potrà neanche poi ritrovarle perché incominciano a confondersi tra di loro, ma ha la sensazione di essersi impadronito del contenuto di quei libri. Prima della xerociviltà costui si faceva lunghe schede a mano in queste enormi sale di consultazione e qualcosa gli rimaneva in testa. Con la nevrosi da fotocopia c'è il rischio che si perdano giornate in biblioteca a fotocopiare libri che poi non vengono letti." (da De bibliotheca)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Additare una tecnologia come responsabile di una degenerazione cognitiva di massa è rischioso: c'è sempre qualcuno che scopre una tecnologia antecedente che manifestava lo stesso problema, e prima o poi bisognerà ammettere che gli strumenti al limite rendono visibile l'evoluzione dello spirito umano, ma non la guidano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:swz81aefSEmhDM:http://www.leader-values.com/Images%2520newsletter/Steve_Jobs.jpg" border="0" alt="" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 111px; height: 91px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'iPad è quindi un dono spedito dal Cielo, e da Steve Jobs, Suo profeta, per riequilibrare i nostri cervelli che stanno per schizzare? E' la redenzione dall'effetto xerox, o troveremo il modo per trasformare anche l'iPad in alibi? E' la mamma perduta che tutti desideriamo senza poterlo ammettere? E' un colpo di coda patetico del mercato, in controtendenza rispetto a una direzione ormai inarrestabile?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non saprei dire, anni di multitasking mi hanno definitivamente convinto che la congestione di domande è la condizione normale dell'esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8735026904230060333?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/05/lipad-leffetto-xerox-e-il-nonno.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7617997014649732703</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2010 12:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-29T03:46:45.831-07:00</atom:updated><title>Primavera, tempo di magia</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/516bdtESl0L._SS500_.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/516bdtESl0L._SS500_.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_-6j_ha0QajE/SZuHcvdHNnI/AAAAAAAABoM/mhgUOzw8fZE/s1600/mad1.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Lo sanno tutti che ci sono cose da non mischiare: la coca cola con l'aspirina, la guida dell'automobile con il sonno, il sesso coi soldi. Queste cose, essendo io timorato e tendenzialmente ossequioso, non le ho mai provate, e poi non mi piacciono le bevande gassate.&lt;br /&gt;Ma ho imparato a mie spese che ci sono mix letali imboscati nel nulla, che uno non si aspetta. E ti possono schiantare. Non mischiate mai, e dico mai, nella stessa sera la lettura di &lt;a href="http://www.jodorowsky.com/"&gt;Alejandro Jodorowsky&lt;/a&gt; con quella di &lt;a href="http://www.douglasadams.com/"&gt;Douglas Adams&lt;/a&gt;; e se lo fate, non peggiorate le cose con l'assunzione di cibi salati e saporiti come i crostini ai fegatini ricoperti di pomodori secchi.&lt;br /&gt;Presi isolatamente tutti gli ingredienti sono deliziosi, ma insieme fanno male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono sparato, qualche settimana fa, un centinaio di pagine de "&lt;a href="http://www.amazon.com/Madwoman-Sacred-Heart-Alexandro-Jodorowsky/dp/1569711364/ref=sr_1_37?ie=UTF8&amp;amp;s=books&amp;amp;qid=1270636582&amp;amp;sr=8-37"&gt;La pazza del Sacro Cuore&lt;/a&gt;". Con la testa in fiamme e un filo di tachicardia, ho deciso che non potevo andare a letto con la testa farcita di misticismo psicomagico. La soluzione, così mi era parso, l'ha offerta un volume di Douglas Adams che giaceva a portata di mano. Un po' di razionalismo british - questo il ragionamento - avrebbe riequilibrato su un versante più rassicurante il tenore dei miei sogni. Ma avevo anche fame, e mi piace sporcare i libri di cibo. Così ho unto abbondantemente di olio al pomodoro e di aloni di patè alle milza alcune pagine di "&lt;a href="http://www.amazon.com/So-Long-Thanks-All-Fish/dp/0345479963/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;s=books&amp;amp;qid=1272535633&amp;amp;sr=1-1"&gt;So Long and Thanks for All the Fish&lt;/a&gt;", e via a nanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei sogni sono stati quindi visitati da un cast cinematografico d'eccezione: il &lt;a href="http://www.amazon.com/Life-Universe-Everything-Douglas-Adams/dp/0345418905/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;s=books&amp;amp;qid=1272535739&amp;amp;sr=1-1"&gt;Senso della Vita, dell'Universo e Tutto Quanto&lt;/a&gt;, la &lt;a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_19880325_vergine-maria_it.html"&gt;Vergine Maria&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Heidegger"&gt;Heidegger&lt;/a&gt;, la &lt;a href="http://www.museocivico.rovereto.tn.it/pubblicazioni.jsp?ID_LINK=111246&amp;amp;area=3"&gt;psilocibina&lt;/a&gt;, le &lt;a href="http://www.stradanove.net/news/testi/sesso-01a/xalar0606011.html"&gt;possibili spiegazioni evoluzionistiche dell'erezione del pene&lt;/a&gt;, l'uso del Marsala nella &lt;a href="http://www.turismo.intoscana.it/intoscana2/export/TurismoRT/sito-TurismoRT/Contenuti/Prodotti-tipici/Carni/visualizza_asset.html_360763684.html"&gt;ricetta del crostino di milza toscano&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.torrenthound.com/hash/c8aa7d9db23e1b2e22d2ae05b03151051f1d461c/torrent-info/Andrea-Pazienza--Zanardi--La-Prima-Delle-Tre-st-bt-com-fumetti-ita-jpg"&gt;Zanardi&lt;/a&gt; di Pazienza, le aule grigie dell'Università di Bologna in &lt;a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=s_q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=via+centotrecento,+bologna&amp;amp;sll=40.983489,12.289507&amp;amp;sspn=7.545259,14.128418&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;hq=&amp;amp;hnear=Via+Centotrecento,+40126+Bologna,+Emilia+Romagna&amp;amp;z=16"&gt;via Centotrecento&lt;/a&gt; nel 1991, e il Senso di Sgomento connesso alla Contemplazione degli &lt;a href="http://www.nasa.gov/images/content/258961main_B_starburst_Hubble-516.jpg"&gt;Spazi Siderali&lt;/a&gt;. A colazione mi sono tenuto leggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.massimilianocontri.it/blog/Milkcrudo.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 249px;" src="http://www.massimilianocontri.it/blog/Milkcrudo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scacciare i fantasmi, l'indomani, dopo un pranzetto niente male, mi sono affidato a una passeggiata condita dal salmodiare di &lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Salif+Keita"&gt;Salif Keita&lt;/a&gt; nell'iPod. Passando di fronte a un'edicola, la prima pagina di un giornale locale ha attirato la mia attenzione. Il titolo centrale strillava: "&lt;a href="http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?page=2&amp;amp;&amp;amp;id_cat=4&amp;amp;id_news=63794"&gt;Muore nel sonno a 27 anni: aneurisma&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;Un nodo di terror panico mi ha afferrato alla gola con dita di ghiaccio. La voce salmodiante (l'ho già detto?) di Salif sembrava lontana, stonata, insufficiente. Mi sono ripetuto che siamo meno di niente, e che vivere non è strano, è semplicemente accaduto. Non è servito a molto, il mio corpo si è irrigidito in una posa animale, che ricordo di aver visto, con altri arti, altre articolazioni, nei documentari sulle antilopi: è la Paura della Morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.roansafaris.com/images/antilope.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 254px; height: 242px;" src="http://www.roansafaris.com/images/antilope.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fatti neanche dieci passi ho incrociato un gruppetto di bambini seduti sul prato vicino all'oratorio. Uno di essi aveva una maglietta con scritto "&lt;a href="http://www.amazon.com/Be-Not-Afraid-Words-Faith/dp/076242642X/ref=ntt_at_ep_dpt_6"&gt;Non abbiate paura&lt;/a&gt;", una frase di Wojtila che molti anni fa sentivo mia, e che in quel contesto mi ha colpito come una mazzata.&lt;br /&gt;Ho pensato che se cose di questo tipo non accadessero davvero, non si potrebbe neanche pensarle. Ho pensato a Chesterton, che non leggo più, ma di cui ricordo "&lt;a href="http://www.amazon.com/Complete-Father-Brown-G-Chesterton/dp/160096737X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;s=books&amp;amp;qid=1272536317&amp;amp;sr=1-1"&gt;La cosa più incredibile dei miracoli è che succedono&lt;/a&gt;". La paura mi è rimasta incollata addosso, come la maglietta di poliestere del bimbo oratoriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo a trovare irricevibile l'onestà sfacciata e irrazionale di Jodorowsky, ma in compenso mi consola meno di prima il cinismo dignitoso e leggero di Douglas Adams.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7617997014649732703?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/04/primavera-tempo-di-magia.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7686300652491078178</guid><pubDate>Tue, 06 Apr 2010 11:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-06T06:15:08.311-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tosse</category><title>Malanni di stagione</title><description>[Nota: questo raccontino è una risposta al post "&lt;a href="http://ruphus.wordpress.com/2010/04/05/un-uomo-piu-completo/"&gt;Un uomo più completo&lt;/a&gt;" dell'amico Ruphus]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2043/2418844628_f211d06667.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 180px; height: 271px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2043/2418844628_f211d06667.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da parecchi anni, ormai, a precise cadenze annuali, ricevo dietro al bancone della farmacia dove lavoro, i malati di &lt;a href="http://www.tosse.it/"&gt;tosse&lt;/a&gt;. Per essere una categoria fluida e transitoria, costituita non da elementi fissi ma da comportamenti, ha una coerenza impressionante: i malati di tosse sono tutti uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi anni del mio lavoro - quando ancora tolleravo questo lavoro - li riconoscevo mentre facevano la fila. Le nari arrossate, ma non sempre, questo modo nervoso e provvisorio di respirare, le mani che tamburellano impazienti sull'espositore di prodotti omeopatici. Poi ho cominciato a osservarli tossire fuori dalla porta, ancora prima di entrare. Ora si potrebbe quasi dire che li riconosca idealmente, che viva con loro una specie di comunione estatica nella Tosse, e che ne riesca a presentire l'arrivo già dalle prime luci dell'alba, quando, proni su di un'inutile tazza di latte col miele, decidono di andare, alla buon'ora, in farmacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conversazione con i miei malati di tosse segue uno schema fisso, che nulla può cambiare o intaccare. A me tocca chiedere:&lt;br /&gt;"E' una tosse secca o grassa?"&lt;br /&gt;A loro tocca negare, dubitare, fermarsi interdetti.&lt;br /&gt;"Non saprei? Qual è la differenza?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3604/3630762553_9255bd6934.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 178px; height: 266px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3604/3630762553_9255bd6934.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perchè nessun malato di tosse, nemmeno il tisico più incallito, sembra in grado di capire la semplice distinzione tra tosse secca e grassa. I primi tempi ci restavo male. Non mi pareva un concetto particolarmente difficile da comprendere e maneggiare. La tosse è secca, oppure è grassa. Fine. Non c'è molto da capire - eppure nessun malato di tosse sembra in grado di fornire questa prima, approssimativa diagnosi, fondamentale tuttavia per la corretta cura del disturbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al malato di tosse va quindi resa una sommaria spiegazione, da parte mia, sul concetto di secchezza o grassezza della tosse. Nozioni astratte, goffe, che risultano sempre, senza eccezione alcuna, del tutto inconcludenti. Non sono mai stato bravo a parlare, questo lo ammetto. Ma la verità è che non c'è molto da dire. Si nasce aggressivi o miti, ci sono gli asparagi verdi e quelli bianchi, e la tosse è secca o grassa.&lt;br /&gt;Naturalmente ci sarebbe un sistema semplice e definitivo per chiarire la situazione: un colpetto di tosse. Ma i malati di tosse, questa moltitudine che ha reso amara la mia vita e secchi i miei lombi, non sanno tossire in farmacia.&lt;br /&gt;Per strada o sulla soglia eruttano come vulcani, ma di fronte a me sembrano sani come pesci. Ho accarezzato l'idea di avere poteri taumaturgici, e ho fantasticato sull'istituzione di un sanatorio per tossaioli, da me diretto secondo principi illuminati, e fondato su vigili percorsi di consapevolezza per i degenti: si entra ignoranti, si esce non solo guariti, che è il meno, ma edotti circa il grado di secchezza della propria tosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati gli anni, e non solo non fantastico più, ma nemmeno faccio più caso a quello che dico. Da tempo ormai è in commercio il farmaco Xxxxyxxyxsszz, che cura con uguale efficacia la tosse grassa e quella secca. Non per questo ho smesso di domandare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' una tosse secca o grassa?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne provo un piacere sottile, indubbiamente perverso, che posso prolungare a piacimento. E' mia soddisfazione personale eludere le richieste di chiarimenti ricorrendo a termini tecnici, tautologie, esempi inefficaci.&lt;br /&gt;Ormai non provo nemmeno più senso di vergogna per questo teatrino: sono malanni di stagione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7686300652491078178?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/04/nota-questo-raccontino-e-una-risposta.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://farm3.static.flickr.com/2043/2418844628_f211d06667_t.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7120947887773330967</guid><pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-06T06:12:08.437-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">marghera</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chen zhen</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">grande fratello</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">veneto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lega</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">trentino</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">radicchio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musei</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><title>Zaia: "via le opere venete dal Mart"</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ts4.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1666354185415&amp;amp;id=5c64f126411bf8bc85c750eccabc8693&amp;amp;url=http%3a%2f%2fwww.primadanoi.it%2fFOTO%2fGENERICHE%2fzaia_luca.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 160px; height: 97px;" src="http://ts4.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1666354185415&amp;amp;id=5c64f126411bf8bc85c750eccabc8693&amp;amp;url=http%3a%2f%2fwww.primadanoi.it%2fFOTO%2fGENERICHE%2fzaia_luca.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;[visto che ormai siamo fuori contesto: quello che segue è uno sberleffo-pesce d'aprile]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il neo-governatore del Veneto &lt;a href="http://www.lucazaia.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca Zaia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (nella foto) non fosse particolarmente tenero con i trentini era cosa nota. Ma la dichiarazione resa ieri sera, a margine di una conferenza stampa all'hotel "Moana" di &lt;a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=s_q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=rosolina+mare&amp;amp;sll=45.125867,12.32357&amp;amp;sspn=0.110215,0.220757&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;hq=&amp;amp;hnear=Rosolina+Mare,+Rosolina+Rovigo,+Veneto&amp;amp;ll=45.137795,12.323484&amp;amp;spn=0.027548,0.055189&amp;amp;z=14&amp;amp;iwloc=A"&gt;Rosolina Mare (RO)&lt;/a&gt;, ha lasciato di stucco. "Il &lt;a href="http://www.mart.trento.it/"&gt;Mart&lt;/a&gt; di Rovereto - ha detto Zaia - possiede una quantità enorme di opere d'arte di proprietà di collezionisti veneti. Si va dai capolavori del Novecento della collezione Ferro, alle decine di opere di artisti contemporanei in arrivo proprio &lt;a href="http://www.mart.tn.it/context_mostre.jsp?ID_LINK=10&amp;amp;area=42&amp;amp;page=1&amp;amp;id_context=2610"&gt;in queste settimane al museo trentino&lt;/a&gt;. Si tratta a volte di cose di dubbio gusto, e in certi casi di arte degenerata: basta vedere la volgarità di quella scopa [il ministro agita la foto di un'opera di &lt;a href="http://www.chenzhen.org/"&gt;Chen Zhen&lt;/a&gt;], che poi l'ha fatta un cinese, mi dicono. Non ho nulla contro gli attrezzi da lavoro, ghe mancherìa, ma personalmente non andrei a vedere una scopa in un museo, neanche se mi pagassero. E tuttavia non vedo perchè queste opere debbano essere conservate a Rovereto, se i legittimi proprietari sono veneti. Uno dei primi impegni della mia nuova giunta sarà di legiferare per far tornare in Veneto tutte queste croste, dalla prima all'ultima."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mart.tn.it/UploadImgs/2740_Chen_Zhen___Black_broom.jpg?w=120"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 120px; height: 179px;" src="http://www.mart.tn.it/UploadImgs/2740_Chen_Zhen___Black_broom.jpg?w=120" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Più di un cronista presente alla conferenza stampa ha chiesto al ministro maggiori spiegazioni. In particolare, desta perplessità la futura destinazione di queste opere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non serve costruire musei - ha spiegato Zaia - nè tantomeno pensare a gallerie civiche comunali. Queste sono menate da intellettuali, e i veneti non ne vogliono sapere. Tra l'altro, per quanto mi riguarda penso che i musei facciano male al turismo. Prendete Rovereto: al Mart vanno ogni anno più di duecentomila persone. Secondo voi quanto spendono? &lt;a href="http://www.mart.tn.it/context.jsp?ID_LINK=289&amp;amp;area=42"&gt;Il biglietto costa poco&lt;/a&gt; e quasi tutti entrano gratis. Tutta gente sottratta ai centri commerciali, di cui del resto &lt;a href="http://www.millenniumcenter.info/"&gt;il Trentino non abbonda&lt;/a&gt;. Le "opere" venete ora conservate al Mart - quelle giudicate decenti da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'apposita commissione&lt;/span&gt; ovviamente - abbelliranno i numerosi outlet e &lt;a href="http://www.lecortivenete.com/"&gt;centri commerciali della nostra regione&lt;/a&gt;. L'arte appartiene alla gente, non alle solite elites di fannulloni politicizzati. Tra l'altro faccio notare che la &lt;a href="http://www.cgil.it/"&gt;CGIL&lt;/a&gt; è d'accordo con me, avranno un 15% di opere d'arte contemporanea a Marghera. Se gli operai non le apprezzano, possono sempre smantellarle per trarne parti di ricambio."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla composizione della commissione esaminatrice è giallo: in un primo documento fatto circolare dall'ufficio stampa di Zaia erano presenti i nomi di Lori del Santo (foto) e Mauro del Grande Fratello. Una giornalista de "&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;il manifesto&lt;/a&gt;" ha chiesto "Mi ripete il cognome? E' proprio "Del Grande - Fratello"? E' sicuro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta smo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.gossipnews.it/cinema/premiere_buio_anima/images/lory_del_santo_b2b8.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 139px; height: 195px;" src="http://www.gossipnews.it/cinema/premiere_buio_anima/images/lory_del_santo_b2b8.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rzatesi le risate e i lanci di radicchio, Zaia ha sconfessato il documento, retrocedendolo a "provocazione", e ha fatto sapere che i membri della commissione saranno eletti direttamente dal popolo veneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque potrà candidarsi, purchè in possesso della cittadinanza veneta. Nel periodo transitorio in cui la nazione veneta non dovesse essere dimostrabile come esistente dal punto di vista amministrativo e costituzionale, va bene l'autocertificazione, il porto d'armi o il patentino per la conduzione di grossi natanti fluviali.&lt;br /&gt;Si potrà votare comodamente dall'interno dello stadio Bengodi, durante tutte le partite di ritorno del &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.chievoverona.it/"&gt;Chievo&lt;/a&gt;, a partire da domenica prossima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7120947887773330967?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/04/zaia-via-le-opere-venete-dal-mart.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-2245089084291674477</guid><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-14T15:20:26.876-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">linguistica tecnologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">compleanno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><title /><description>&lt;div&gt;Il &lt;b&gt;20 marzo&lt;/b&gt; compio 39 anni. Mi sembra disdicevole far passare la ricorrenza senza dare la possibilità ad amici e parenti di spendere dei soldi per farmi avere degli oggetti che agogno. La lista dei libri, che è lunghetta, è nella wishlist di Amazon, nel box a destra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.bookworks.org.uk/uploads/CZ4_shrigley_new_2008.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 157px; height: 231px;" src="http://www.bookworks.org.uk/uploads/CZ4_shrigley_new_2008.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Arte&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bookworks.org.uk/asp/detail.asp?uid=book_E30BCB01-4284-49B5-B6A8-D2C3B481961D&amp;amp;sub=pas"&gt;Err&lt;/a&gt; è un libretto di disegni di David Shrigley&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.artmetropole.com/index.cfm?fuseaction=shop.FA_dsp_browse_details&amp;amp;InventoryUnitsID=9b36e74b-471f-4ddc-9c2e-cf5ffb6ac103&amp;amp;CategoryID=33c7e129-4f29-481b-a111-a4d511fdc844&amp;amp;UnitsType=0_0"&gt;Black spot&lt;/a&gt; è un libro d'artista di Douglas Gordon&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://gif.chl.it/g/140917g.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; " src="http://gif.chl.it/g/140917g.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Tecnologia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella mia &lt;a href="http://www.chl.it/chlload/$wishlistpublic?rif=268C9DF363BEE87F"&gt;wishlist su chl&lt;/a&gt; ci sono un aggeggio per disegnare e un monitor LCD 22''&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-2245089084291674477?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/03/il-20-marzo-compio-39-anni.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8999121391991441696</guid><pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-08T09:46:18.942-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">miopia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">militari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">forma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">occhiali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cavilli</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sostanza</category><title>Forma/sostanza</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.inkdryerdesign.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/reald-3d-glasses.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; " src="http://www.inkdryerdesign.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/reald-3d-glasses.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989"&gt;1989&lt;/a&gt;, e stavano per finire i "tre giorni" della &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;visita militare obbligatoria&lt;/span&gt;. Io ero lì beato e tranquillo, in un ufficio del distretto militare di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Trento&lt;/span&gt;. "Con la mia miopia esagerata - ragionavo - ma chi vuoi che mi prenda nell'esercito? Al massimo potrei fare del fuoco amico." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lei è arruolato." mi disse l'ufficiale medico&lt;br /&gt;"Ma come? Ho -6 diottrie da tutti e due gli occhi. I miei occhiali correggono per 6 diottrie, guardi, mica posso andare in giro con gli occhiali sbagliati, no? Mi sono informato, con meno sei mi dovete esonerare"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorriso sarcastico dell'ufficiale, che sicuramente aveva letto (oh se l'aveva letto!) il mio presuntuoso commento pacifista sul componimento libero che ci avevano fatto vergare il giorno prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A me non risulta. Lei ha -6 dall'occhio sinistro, è vero. Ma dal destro ha solo -5.45. Ci vede benissimo! Arruolato"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8999121391991441696?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/03/formasostanza.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-3863977327613145850</guid><pubDate>Sun, 07 Feb 2010 14:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-07T07:16:15.897-08:00</atom:updated><title>Emigrare fa muovere il mondo</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.torremaggiore.com/saccoevanzetti/images/sacco1.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 246px;" src="http://www.torremaggiore.com/saccoevanzetti/images/sacco1.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.nymag.com/arts/art/features/warhol070212_560.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; " src="http://images.nymag.com/arts/art/features/warhol070212_560.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rt.com/s/obj/2009-02-13/Sergey_Brin_Biography.486.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://rt.com/s/obj/2009-02-13/Sergey_Brin_Biography.486.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.birchfld.bham.sch.uk/images/citizenship/Heroes/batuta3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 186px; height: 250px;" src="http://www.birchfld.bham.sch.uk/images/citizenship/Heroes/batuta3.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.librarything.it/picsizes/5d/f0/e3f1e919ccef9cef2ec41adaaaee2e70.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 214px;" src="http://www.librarything.it/picsizes/5d/f0/e3f1e919ccef9cef2ec41adaaaee2e70.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.rumpojazzphoto.com/bilder/gr/9-D-18A-J.Zawinul.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 564px; height: 388px;" src="http://www.rumpojazzphoto.com/bilder/gr/9-D-18A-J.Zawinul.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://whatafoolbelieves.files.wordpress.com/2009/11/nabokov.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 371px; height: 433px;" src="http://whatafoolbelieves.files.wordpress.com/2009/11/nabokov.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2008/06/26/platini4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2008/06/26/platini4.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.autismhangout.com/userfiles/image/240x240_bioim_cel_2_1-05-mm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 240px;" src="http://www.autismhangout.com/userfiles/image/240x240_bioim_cel_2_1-05-mm.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1986/soyinka.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 162px; height: 227px;" src="http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1986/soyinka.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-3863977327613145850?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/02/emigrare-fa-muovere-il-mondo.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7107868519880375850</guid><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 20:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-18T12:53:49.274-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Fregene</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinema</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">agenda</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tatuaggi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">moleskine</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">memento</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">memoria</category><title>Moleskin. Appunti per un'agenda definitiva.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://listverse.files.wordpress.com/2008/06/memento1-tm.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://listverse.files.wordpress.com/2008/06/memento1-tm.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta non usavo mai l'agenda. Non ci potrei giurare, ma mi sa che addirittura mi compiacevo della cosa, irridendo amici e colleghi, proni sulle loro agendone omaggio della banca (ancora non c'erano le Moleskine per fare i fighi facendo vedere che non ci tieni a fare il figo). Di mio, ero mostruosamente disorganizzato. Compleanni, esami, concerti, merende: non c'era nulla che non potessi scordare. Per dire, una volta ho scordato il mio amico Sissio in spiaggia a Fregene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, non avevo notato la correlazione tra le due cose. Mi sono quindi sorpreso, e anche parecchio, quando - per imitare il mio collega Andrea Tomasi nella patetica illusione di poter diventare figo come lui - ho cominciato a usare un'agenda e la mia vita sociale e professionale è migliorata. Che sia tutto merito dell'agenda lo dimostra il fatto che a ogni inizio di anno nuovo io mi ritrovo senza agenda - essendomi scordato di comprarla - e va tutto a puttane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le alternative techno-optimist, diciamocelo, non funzionano. Finchè non saremo dei cyborgs, i gadget elettronici sono troppo lontani dal nostro corpo. Magari non da quello di tutti, ma di sicuro lo sono da quelli dei disorganizzati embrionali come me, che sono appunto i soggetti da salvare. A ben pensarci, anche l'agenda cartacea è una mediazione insoddisfacente tra la realtà e la goffaggine del corpo, dove risiede il problema. Lo sanno benissimo i disadattati corporei per eccellenza, gli adolescenti, che infatti prendono appunti con la biro sulle mani (lo fanno ancora? Spero di si).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce da qui la mia idea di un'agenda-epidermide. Abasso la Moleskine, residuo di un minimalismo che ormai non ci soddisfa più; viva la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moleskin&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Si tratta di sviluppare e commercializzare dei pennarelli tatuatori. Devono essere atossici, ergonomici, senza glutine, a zero chilometri e tutte le altre boiate che servono per farci credere di essere sani, buoni e progressisti. Li si usa per scriversi le to-do-lists sul corpo, come il protagonista di &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0209144/"&gt;Memento&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo sei mesi dal successo della prima ondata, va messa in commercio la versione "Lui &amp; Lei", con inchiostro commestibile alla liquirizia, bergamotto, burro e muschio bianco (non necessariamente mescolati). Naturalmente, i miei pennarelli Moleskin possono essere usati con profitto anche nel fine settimana. Dopo un bagno purificatore, lavate le liste, mondati in un turbine di vapore i peccati di noi disorganizzati, potremo usare la morbida punta a cuspide del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moleskin Saturday &lt;/span&gt;per vergarci sul petto, all'incontrario, non più un prosaico diktat, ma un poetico messaggio esistenziale da leggere la domenica mattina, ignudi di fronte allo specchio. Io ad esempio, oggi scriverei, per motivi che ora non è il caso di sviscerare "Ma quanto sei coglione." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ci sono tanti giorni sereni in cui il Moleskin Saturday (e ora anche il nuovissimo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Moleskin Cinque Terre&lt;/span&gt; al chinotto!) saprà tenervi compagnia e - perchè no - strapparvi un sorriso a fior di pelle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7107868519880375850?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2010/01/moleskin-appunti-per-unagenda.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-9003448149594373062</guid><pubDate>Thu, 31 Dec 2009 10:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-31T07:51:43.269-08:00</atom:updated><title>Ricordando gli anni Dieci</title><description>Sono passati in un lampo, e come ogni volta siamo ancora qui a chiederci "Ma cos'è successo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;davvero&lt;/span&gt;?"&lt;br /&gt;Gli anni Dieci sono stati caotici e dispersivi, ma spulciando vecchi blog e ridicole trasmissioni tv, è facile scoprire che già dieci anni fa, nel 2009, la sensazione dominante era che gli anni Zero fossero stati caotici e dispersivi. Da parte mia, prima di cominciare a ragionare, mi accontento di fare una lista degli avvenimenti cruciali del decennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 febbraio Mahmoud Ahmadinejad annuncia a sorpresa un rimpasto di governo che accoglie alcuni riformisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 28 marzo Barack Obama annuncia di aver "Annientato Al Qaeda". Per la prima volta nella tradizione politica americana, vengono diffuse in tempo reale informazioni precise e documentate su un'operazione militare: un doppio raid notturno in Yemen e Pakistan e un'operazione di intelligence compiuta a Parigi, Milano e Haiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'11 luglio 2010 in Sudafrica l'Inghilterra vince i mondiali di calcio battendo in finale il Brasile. Non succedeva dal 1966.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invitato a parlare alla cattedrale di San Patrizio a New York, il 3 agosto il Papa lascia il mondo di stucco proponendo all'Occidente una Santa Alleanza tra Cristianesimo, Scienza e Liberalismo contro l'Islam. Centinaia di morti tra le comunità cristiane in Iraq, Pakistan e Indonesia negli scontri che scoppiano la sera stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 ottobre 2010 Jose Serra batte Dilma Roussef nelle elezioni brasiliane. Il nuovo governo di centrodestra promette di fare del Brasile la terza economia del mondo non entro 10 anni, come promesso da Lula, ma addirittura entro 5. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni di mezzo termine del 2 novembre 2010, negli USA, segnano una batosta per Obama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 dicembre: la conferenca dell'ONU sui cambiamenti climatici a Città del Messico si conclude con un nulla di fatto. Durante lo stesso giorno il Nobel per la pace viene assegnato alla comunità degli sviluppatori di Wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 gennaio Wen Jiabao annuncia "La Cina finanzierà il debito pubblico americano anche nel 2012". Obama annuncia a sorpresa un piano di sostegno alle imprese americane per investimenti nel mercato interno cinese, facendo supporre un accordo informale e ancora oscuro tra le due superpotenze. I mercati salgono e l'economia USA esce dalla recessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 aprile, a 63 anni muore di morte naturale (rottura di un aneurisma) lo scrittore anglo indiano Salman Rushdie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 maggio Google sigla uno storico accordo con la RIIA e lancia Googlemusic. Milioni di brani musicali diventano disponibili gratuitamente sui server di Google, che distribuisce profitti con una raccolta pubblicitaria senza precedenti per il web&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 agosto uno Tsunami devasta le isole Maldive. Tra gli oltre 200 morti anche il cantante degli Strokes Julian Casablancas, che si trovava sull'isola in vacanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera di Natale, una nuova formazione terroristica islamica, che si fa chiamare "Le tigri di Maometto", fa saltare in aria la cattedrale cattolica di Lovanio, in Belgio, causando 223 morti e oltre 300 feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'inchiesta di Newsweek uscita in aprile rivela che i dodicenni considerano la televisione un oggetto d'antiquariato, e non la guardano perchè "poco sexy". Nasce il culto della televisione degli anni zero ("Lost", "Dexter") tra i loro coetanei geek&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blogger-hacker americano ventiduenne James Estevez, tra lo sconcerto dei grandi giornali, piazza uno scoop rivelando che la CIA non solo sapeva del possibile attentato sul volo Amsterdam-Detroit del dicembre 2009, ma lo aveva comunicato a due senatori del Partito Reubblicano, e non al Presidente. Grave crisi nel GOP, in cui torna a prevalere la destra religiosa. Obama torna sopra il 50% dei consensi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 settembre la Linden Corporations e Google lanciano "Second Earth", un metaverso basato sulla griglia di Google Earth, nel quale le transazioni economiche sono svolte in valuta reale e possono riguardare oggetti e servizi del mondo reale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 novembre Barack Obama viene confermato Presidente degli Stati Uniti vincendo di misura su Sarah Palin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Nobel per la Letteratura a Philip Roth&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incidente nucleare nella Cina del Nord avvolto per oltre tre mesi nel mistero più totale. A sorpresa, il 12 dicembre, Pechino ammette la stampa sul luogo del disastro - peraltro contenuto - e inaugura di fatto una parziale svolta verso la trasparenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo non è finito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2013 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Milano, un cittadino italiano di origine marocchina uccide 35 persone in un centro commerciale prima di togliersi la vita. La ricostruzione degli eventi vede sul banco degli imputati la Lega Nord, che subisce un notevole calo di consensi nel capoluogo lombardo, tenendo invece nelle periferie operaie venete e emiliane conquistate durante la precedente legislatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 aprile Gianfranco Fini vince le elezioni italiane alla testa del partito di centro "Rifare l'Italia", che ha rubato molti consensi nel bacino degli elettori del Popolo delle Libertà. Modesta la prova del PD, insidiato da una sinistra più aggressiva dopo l'uscita dalla politica di Di Pietro, impegnato a Napoli nella difesa per un'accusa di peculato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 maggio muore a L'Avana Fidel Castro. Tre mesi dopo Raul castro annuncia l'apertura all'economia di mercato nel 2014, ma conferma che non ci saranno modifiche alla struttura politica e costituzionale dell'isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 16 giugno, i riformisti tornano al potere in Iran. Tra le prime decisioni, l'istituzione di una conferenza internazionale a Teheran sul nucleare civile e militare, e l'invito a tornare ai giornalisti della BBC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ottobre il genetista olandese Piet De Groot pubblica su "Nature" i risultati di una ricerca rivoluzionaria sul ruolo di porzioni del DNA ritenute "silenti"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo dell'anno, viene trovato suicida nella sua casa di Phuket l'ex ministro italiano Sandro Bondi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2014&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 luglio, in Brasile, dalla finale dei mondiali calcio esce vincitrice la Germania di Mesut Özil, dopo un'infuocata lotta con l'Argentina. Scene di panico e almeno tre suicidi tra i supporters brasiliani dopo l'eliminazione in semifinale con la Germania. Buon quarto posto per la sorprendente Corea del Sud, delusione cocente per l'Italia, punita ai quarti dalla Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna il punk, con i norvegesi Snakepussies: 8 milioni di copie venduti negli USA e 19 nel mondo per il loro album d'esordio "Who the fuck do I think I am?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 marzo Paolo Sorrentino vince ben 7 Oscar con "La resa". Miglior attore Thom Yorke dei Radiohead, e Oscar anche a Sean Lennon per la colonna sonora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogue USA manda in copertina un anonimo ventenne con un largo camicione a scacchi "The 90s are back"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asos commercializza a partire da settembre una linea di abbigliamento in cui i singoli capi possiedono un sistema elettronico integrato che funziona da interfaccia web&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mercato dell'arte torna alle follie che avevano caratterizzato gli anni '90 e '00, con i 120 milioni di dollari pagati a Christie's da un anonimo collezionista per avere l'arazzo "Village" del britannico Chris Ofili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2015&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna a crescere l'economia giapponese, entrata in recessione nel 2008 e ristrutturata profondamente grazie alla totale conversione all'idrogeno della Toyota, e a una delocalizzazione di molte piccole imprese in Cina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zadie Smith mette sottosopra il mondo letterario con "Prima di voi", un'epica ricostruzione della vita quotidiana dei pellerossa americani scritta con il linguaggio della contemporaneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tigre siberiana viene dichiarata ufficialmente estinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Biennale di Venezia ammirazione e stupore per l'installazione sottomarina di Maurizio Cattelan&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 settembre torna sulla Terra la coppia di robot del Mars Sample Return, la missione della Nasa che ha raccolto materiale roccioso sulla superficie di Marte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visa, Verizon, Apple e Nokia presentano una generazione di cellulari predisposta per funzionare come carta di credito con tutti i punti vendita del mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2016&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle olimpiadi di Rio de Janeiro cadono molti record tra cui quello del salto in lungo maschile (Robert Thaw, USA 8,98) e quello del salto con l'asta femminile (Li Ling, CINA, 5,10)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susan Boyle, la cantante inglese passata dall'anonimato alla celebrità nel giro di una notte alla fine degli anni zero, viene trovata morta nella vasca da bagno del suo attico a Chelsea, il 4 agosto, stroncata da una dose di barbiturici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "'68 indiano" scoppia a Bangalore il 6 settembre. Tre studenti di informatica contestano violentemente il piano di studi. La protesta sfugge di mano alle forze di polizia e provoca oltre 15 morti e più di 200 feriti in scontri di piazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il team di scienziati che dirige il Large Hadron Collider di Ginevra rivela il 10 ottobre di aver provato l'esistenza del Bosone di Higgs e di aver dimostrato la Teoria della Grande Unificazione. Il Times dedica la copertina all'acceleratore di particelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli USA tornano a destra, eleggendo alla presidenza il miliardario californiano Andrew Bolton. Il motto vincente "Non diventeremo una seconda Europa, ne basta una."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2017&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'anno si apre con l'annuncio che la Cina è diventata la prima economia al mondo, superando il PIL degli Stati Uniti. Ancora più notevole è l'aumento del PIL pro capite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il CEO di Windows Al Kaminski presenta "Doors", un nuovo sistema operativo che torna sui computer locali, abbandonando la rete. Notevoli i riscontri dal mercato. Wired USA titola "Back home": i nuovi utenti della rete tornano a immagazzinare dati sui propri computer locali e sembrano disinteressati alla condivisione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una decennale battaglia, in Australia viene annunciata la distruzione delle rane infestanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo cinque anni di crescita al 10%, una riforma agraria e un'incremento dell'estrazione e comercializzazione del titanio, in Mozambico torna a crescere l'aspettativa di vita media e a calare la mortalità infantile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'industria dei videogiochi sottosopra dopo gli entusiasmi e le proteste in rete per il lancio di "Sunday", il primo action game controllato direttamente dal sistema cerebrale. Un milione di copie venduto nelle prime 24 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2018&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disastro ambientale in Russia. Il lago Bajkal, la seconda maggiore riserva d'acqua dolce del mondo, viene invaso da un mare di petrolio. Dopo settimane di mobilitazione internazionale, si scopre che l'oleodotto voluto da Putin dieci anni prima non era stato costruito lungo il tracciato previsto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In aprile il centrosinistra italiano torna al governo "Per ripartire dal lavoro" come dichiara il nuovo primo ministro Matteo Renzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successo popolare a livello mondiale per il gruppo comico Zły otwór - soprannominati "i Monty Python polacchi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 luglio, gli Stati Uniti vincono in casa il mondiale di calcio battendo ai rigori l'Italia allenata da Del Piero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mondo islamico scioccato dall'annuncio della figlia di Rania di Giordania, la ventiduenne Iman, che posta su YouTube un video in cui dichiara di essere lesbica e di convivere felicemente da un anno con la sua fidanzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine di una battaglia legale durata sei anni, gli attivisti indiani di Greenpeace ottengono una sentenza definitiva da parte della Corte Costituzionale che dichiara la soia "alimento tossico". Pesanti le conseguenze per l'economia cinese e brasiliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2019&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taylor Hu, un ventenne di Seattle, inventa un software per la traduzione dall'inglese al cinese la cui performance è indistinguibile da quella di un traduttore bilingue umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 maggio Yama Rade, 42 anni, batte il socialista Benoît Hamon e diventa presidente della repubblica Francese. E' la prima presidente donna, la prima preseidente nera e la più giovane presidente mai eletta in Francia. Il partito socialista, dopo la terza sconfitta consecutiva, si scioglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 aprile la Cina invade l'Afghanistan. "La Cina entra in guerra solo per vincere" dichiara il primo ministro Jing Ji&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'autorevole blog Nu, negli anni venti "Dopo diecimila anni scomparirà l'agricoltura"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 dicembre un cancro stronca Bob Dylan all'età di 78 anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-9003448149594373062?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2009/12/ricordando-gli-anni-dieci.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-8560732134700094016</guid><pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-29T02:08:17.386-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte contemporanea</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pop</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cibo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">soldi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">religione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">filosofia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sesso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">postmoderno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tecnologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">morte</category><title>I grandi dilemmi del postmoderno di massa</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lapalestradellafelicita.com/wp-content/uploads/2009/10/televisore-hd-gratis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://lapalestradellafelicita.com/wp-content/uploads/2009/10/televisore-hd-gratis.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando ho sentito un tipo molto serio pronunciare la frase "postmoderno di massa", non faccio che leggere questa solenne espressione ovunque. Mensili patinati, fogli universitari, blogs autoreferenziali. Ogni contesto è buono per pontificare sul postmoderno di massa. Il guaio è che, essendo noi appunto immersi nel postmoderno di massa, non possiamo metterci a spiegare cosa sia. Un'analisi minuziosa, dettagliata e strutturata sarebbe infatti un imperdonabile passatismo modernista. E' una situazione di stallo, di quelle che apprezzo moltissimo. Non resta quindi altro da fare se non interrogarsi, e fare una lista dei molti dilemmi che affliggono l'Uomo che vive il postmoderno di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;esiste una vita dopo la morte?&lt;br /&gt;mi faccio il televisore HD?&lt;br /&gt;la mia vicina è incinta?&lt;br /&gt;si vede che sono ingrassato?&lt;br /&gt;la civiltà occidentale è in pericolo?&lt;br /&gt;gli animali provano emozioni?&lt;br /&gt;l'arte contemporanea è una gran presa per il culo? E se sì, del mio in particolare?&lt;br /&gt;perchè le maglie delle squadre di calcio cambiano ogni anno?&lt;br /&gt;perchè i belgi sono brutti?&lt;br /&gt;i celiaci sono pericolosi?&lt;br /&gt;perchè i ricchi sono di sinistra?&lt;br /&gt;se mio figlio chiama gli anziani "vecchi" penseranno che lo educo male?&lt;br /&gt;perchè la polenta è considerata un piatto tradizionale padano se il mais è una roba azteca?&lt;br /&gt;se intesto le fatture a una società che non esiste mi beccano?&lt;br /&gt;esistono delle dimensioni che non riusciamo a percepire?&lt;br /&gt;perchè hanno sparato a Kennedy ma non a Clinton?&lt;br /&gt;se perdo sempre a Risiko, vuol dire che non sono un grande stratega?&lt;br /&gt;cosa sono le macchie rosse che ho sul petto?&lt;br /&gt;perchè i preti parlano in quel modo?&lt;br /&gt;facebook rovina le famiglie?&lt;br /&gt;i giocattoli fabbricati in Cina sono pericolosi?&lt;br /&gt;la fioraia del negozio all'angolo pratica sesso orale?&lt;br /&gt;che cosa ha detto veramente Kierkegaard?&lt;br /&gt;come si installa Blue Mars?&lt;br /&gt;come si fa un buon soffritto?&lt;br /&gt;Fidel Castro è morto?&lt;br /&gt;i canederli sono un piatto trentino o tirolese?&lt;br /&gt;perchè i giapponesi si mettono le dita nel naso quando sono in treno?&lt;br /&gt;le luci al neon sul posto di lavoro fanno male?&lt;br /&gt;come si sintonizza il digitale terrestre?&lt;br /&gt;perchè la gente fa sport?&lt;br /&gt;è vero che i rumeni puzzano?&lt;br /&gt;le persone violente sono meno represse?&lt;br /&gt;ci si aspetta che faccia regali costosi anche se c'è la crisi?&lt;br /&gt;perchè le persone anziane si iscrivono ai corsi di merengue?&lt;br /&gt;perchè non sono mai riuscito a imparare il tedesco?&lt;br /&gt;dovrei mangiare prodotti biologici?&lt;br /&gt;aderire a una petizione su internet è sicuro?&lt;br /&gt;perchè i cantanti brasiliani sembrano stonati?&lt;br /&gt;se vesto sempre allo stesso modo avrò più successo?&lt;br /&gt;se compro il pane in un negozio di pakistani, devo comportarmi in modo affettato e gentile?&lt;br /&gt;devo dire a mia moglie che ho l'AIDS?&lt;br /&gt;perchè sparare alla gente nei videogiochi dà così tanta soddisfazione?&lt;br /&gt;perchè non ho provato niente quando è morto mio nonno?&lt;br /&gt;dovrei parlare a qualcuno del fatto che gli incidenti stradali mi eccitano?&lt;br /&gt;è vero che Dean Martin in realtà era albanese?&lt;br /&gt;ma che cos'è Twilight?&lt;br /&gt;perchè non si vede casa mia su Google Earth?&lt;br /&gt;come si fa il brodo?&lt;br /&gt;come viaggiano i treni?&lt;br /&gt;quanto può costare un panda?&lt;br /&gt;esiste la reincarnazione?&lt;br /&gt;i pugili hanno una vita interiore ricca e soddisfacente?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-8560732134700094016?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2009/12/i-grandi-dilemmi-del-postmoderno-di.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7179878496996251257.post-7938154583386628183</guid><pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-16T15:25:14.586-08:00</atom:updated><title>Brera com'è</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHVHqtaNVI/AAAAAAAAABw/9zxZlAAj0tU/s1600/11112009804.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHVHqtaNVI/AAAAAAAAABw/9zxZlAAj0tU/s400/11112009804.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404835355521856850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei mesi fa una mia amica che gestiva il blog “&lt;a href="http://salviamobrera.blogspot.com/"&gt;salviamo Brera&lt;/a&gt;” lasciò un commento sibillino al mio post “&lt;a href="http://lmelk.blogspot.com/2009/05/cromatologia-prof-viola.html"&gt;Cromatologia prof. Viola&lt;/a&gt;”. &lt;br /&gt;“Dovresti fare un giro a Brera...” mi scriveva.&lt;br /&gt;Bene, l’ho fatto. E quello che ho visto non mi è piaciuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosco tutti i termini della questione, ma ho trascorso in quel posto un’ora e mezza e quello che mi sento di dire è che non penso affatto che Brera vada salvata. Mi sembrerebbe molto più logico spostare le opere, radere tutto al suolo e seminare pomodori. Anche a prato va bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ero mai stato a &lt;a href="http://www.accademiadibrera.milano.it/"&gt;Brera&lt;/a&gt; fino al 10 novembre scorso. La mia impressione, varcando l’ingresso, è stata da un lato quella di entrare nel corpo putrefatto di un cadavere attraverso la bocca; e dall’altra quella di addentrarmi in un luogo familiare. E’ l’effetto New York: hai visto tutto al cinema, e quando ci arrivi davvero la combinazione di novità e familiarità è straniante. Io ho “vissuto Brera” a Bologna, nei primi anni Novanta. Ma sapere com’era non mi ha salvato dallo shock.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHWHMj65TI/AAAAAAAAACA/G43CsSSvGu4/s1600/11112009792.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHWHMj65TI/AAAAAAAAACA/G43CsSSvGu4/s400/11112009792.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404836446940620082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHW0USlvnI/AAAAAAAAACI/2EL2ivEr2b8/s1600/11112009796.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHW0USlvnI/AAAAAAAAACI/2EL2ivEr2b8/s400/11112009796.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404837222109527666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il sentimento generale che domina Brera è il disprezzo, che soffoca ogni forma di vita come una cappa di diossina. Chi ha installato ovunque un’illuminazione modello George Orwell disprezza gli studenti che in quella luce devono vedere e leggere. Chi nega a questo luogo finanziamenti adeguati disprezza la cultura. Chi usa male, anzi pessimamente, i pochi soldi che ci sono, disprezza i cittadini e gli iscritti all'Accademia. Gli studenti disprezzano me, che vado in giro vestito diversamente da tutti gli altri, e quindi, secondo la logica fascista degli alternativi, sono Colpevole di Qualcosa. Il gestore del bar interno disprezza i suoi clienti, visto che serve dei panini di merda e li fa pagare pure tanto. La ditta di pulizie probabilmente non disprezza nessuno per il semplice motivo che non esiste nessun servizio di pulizia. Gli artisti falliti che indossano la sporcizia credendo che in qualche modo li purifichi dalla Nausea disprezzano se stessi. I professori disprezzano gli studenti, perché non c’è traccia di corpo docente. La loro presenza è testimoniata da un paio di sessantenni con la divisa (barbetta e sorriso sarcastico), e da irritanti fogli A4 appiccicati con lo sputo agli stipiti delle porte. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHX1JXg29I/AAAAAAAAACg/ohcFGXkOse4/s1600/11112009793.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHX1JXg29I/AAAAAAAAACg/ohcFGXkOse4/s400/11112009793.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404838335868885970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHXCg-usII/AAAAAAAAACQ/OZvLeliQPco/s1600/11112009801.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHXCg-usII/AAAAAAAAACQ/OZvLeliQPco/s400/11112009801.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404837466034057346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHXR1myiuI/AAAAAAAAACY/BkQOrq7vBgk/s1600/11112009794.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHXR1myiuI/AAAAAAAAACY/BkQOrq7vBgk/s400/11112009794.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404837729268828898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, la tecnologia e la modernità hanno comunque trovato modo di infilarsi in questi sepolcri per ravvivarli. Esiste infatti un corso, tenuto dal prof. Fabio Zanzotto, intitolato “Storia e Teoria dei Nuovi Media”. Molto opportunamente, vengo a sapere dell’esistenza di questo corso dal solito foglio A4 attaccato con lo sputo a uno stipite. Una mano saggia e paziente ha indicato con una freccia dissacrante che la parola chiave, qui, è proprio “Teoria”. Immagino che il prof. Zanzotto sappia il fatto suo, ma trovo esilarante che un corso sui Nuovi Media si occupi non di Pratica e Applicazioni, ma di Storia e Teoria. Sembra una di quelle discipline ossimoriche di Umberto Eco (“Istituzioni di Rivoluzione”, “Storia del teatro nell’Islam”). E invece è vero: “Storia e Teoria dei Nuovi Media”. C’è una Cosa Nuova, e a Brera che fanno? Ne studiano la Storia e la Teoria. Non riesco a smettere di ridere e fotografare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione di morte e putrefazione è leggermente attenuata dalla prospettiva di visitare la Biblioteca Braidense. Non c’è dolore che una vecchia biblioteca non possa sanare. Dopo aver lasciato lo zaino in un armadietto la cui chiave è tenuta insieme con una cordicella che sa di piscio e benzodiazepine, entro in Biblioteca e – invece di Fare Qualcosa A Capo Chino – oso l’inimmaginabile: mi metto a guardarmi intorno. Vengo quindi puntualmente sgamato dall’Addetto, che mi trafigge con un &lt;br /&gt;“Prego? Deve consultare?”&lt;br /&gt;“No, vorrei solo visitare la Biblioteca”&lt;br /&gt;Una pausa greve di disprezzo precede il suo “Non si può”&lt;br /&gt;Mi aggiro colpevole nell’atrio, ammirando e sbavando di fronte all’ingresso che conduce a una lunga e magnifica sala ricoperta di libri fragilissimi, ammuffiti e deliziosamente inutili. L’Addetto mi ha scordato, ma io lo incalzo. &lt;br /&gt;“E…senta…se volessi consultare, allora posso entrare?”&lt;br /&gt;“Certo c’è da compilare qua e qua, deve scrivere il suo numero di carta d’identità”&lt;br /&gt;Ecco, è tutto a posto ora. Finché ho preteso di restare in quel luogo e basta, la mia neutralità mi ha reso un anarchico malvisto. Avendo accettato, anzi, proposto, di rientrare in una casistica burocratica, sono diventato di colpo innocuo e disinfettato. Faccio anche io parte di un Grande Gioco del Mondo. L’Universo, che altri chiamano Biblioteca, è un luogo spaventoso, e non si può visitare senza Riti Scaramantici. Ho ammirato a lungo libri come “Delle virtù di Maria” (2 tomi), per poi riscendere verso le aule, con una tristezza enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stata quella scalinata che ha cominciato a trasformare la mia immagine interiore di Brera. La metafora corporea del cadavere ha cominciato a lasciare il posto a quella di un giallo, freddo Inferno. Ogni tanto incontravo lo sguardo di uno studente, un graffito su legno, una lavagna storta. Arte? Da nessuna parte. Mi pareva di sentire la noia di centinaia di studenti, arrivati in quel posto carichi di speranze lentamente dissolte. Sono riusciti a cambiarvi. &lt;br /&gt;Alle pareti era visibile, nella vicinanza lessicale e formale tra graffiti e annunci ufficiali, il grottesco spettacolo di una moltitudine di docenti e studenti accomunati dal fallimento. Non avrei creduto che morte ne avesse tanti disfatti. E ogni morto mi sembrava insieme inconsapevole e soddisfatto della propria putrefazione. Brera è quel posto dove anche le ragazze belle sembrano brutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscito di corsa da quel girone, mi sono girato per prendere fiato, e solo allora ho notato uno scalone, inondato di luce celestiale. E ho capito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHZOOiBD7I/AAAAAAAAACo/sqEMch9VFNA/s1600/11112009803.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHZOOiBD7I/AAAAAAAAACo/sqEMch9VFNA/s400/11112009803.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404839866263474098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Pinacoteca, illuminata e perfettissima, sta sopra. L’Accademia, oscura e dannata, sta sotto. E’ così semplice. Nessuno sale. Nessuno scende. Ho fatto le scale per quattro volte, e sono sempre stato da solo, se vogliamo escludere i marmi di Parini e Beccaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero, però, anche il Paradiso della Pinacoteca è quello di un dio minore. La caffetteria? Non c’è. Un guardaroba? Ha ha, bella questa. Per un secondo ho provato il desiderio di chiedere se ci fosse il wi-fi, ma non me la sono sentita di umiliare gli Addetti. &lt;br /&gt;La mia passeggiata tra le sale espositive è stata gradevole, ma non c’è stato nessun cantico celestiale: le didascalie sono insufficienti, o addirittura assenti, e il percorso complessivo è molto disordinato. C'è la "&lt;a href="http://www.civita.it/var/plain_site/storage/images/mostre_e_musei/mostre/caravaggio_ospita_caravaggio/caravaggio_cena_in_emmaus_milano_pinacoteca_di_brera_c_archivio_fotografico_della_soprintendenza/302430-1-ita-IT/caravaggio_cena_in_emmaus_milano_pinacoteca_di_brera_c_archivio_fotografico_della_soprintendenza.jpg"&gt;Cena in Emmaus&lt;/a&gt;" di Caravaggio. Una sala buia avvicina l’arte Etrusca alle sculture di Marino Marini, e il raffronto è emozionante. Ho visto grandi capolavori, ma non mi è rimasto quasi nulla. E quel poco era già dentro di me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sceso voltando le spalle agli inferi e ho riletto lo striscione. "No al trasferimento dell'Accademia". &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHV2zNZd3I/AAAAAAAAAB4/WcGULbOzxxc/s1600/11112009790.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHV2zNZd3I/AAAAAAAAAB4/WcGULbOzxxc/s400/11112009790.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404836165257361266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo mi ha lasciato interdetto. Sono sicuro che chi vuole restare in quel posto di merda ha delle ottime ragioni dalla sua. Ma così, a occhio, non sono riuscito a trovarne mezza.&lt;br /&gt;Ho ripensato a quando, due ore prima, ero passato in una via piena di banche e studi legali. A duecento metri da lì. In questi casi si dice “ma è un altro mondo”. Invece no. E’ lo stesso mondo, con un altro profumo. La mandria di avvocati in divisa da milanese mi è sembrata triste e irreggimentata, inquieta e autocompiaciuta, stanziale e condannata. Non c’è uno di questi aggettivi che non userei per Brera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7179878496996251257-7938154583386628183?l=lmelk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lmelk.blogspot.com/2009/11/brera-come.html</link><author>noreply@blogger.com (lmelk)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ByJKX8en41c/SwHVHqtaNVI/AAAAAAAAABw/9zxZlAAj0tU/s72-c/11112009804.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total></item></channel></rss>

