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	<title>Divulgazione Scientifica.it » Raccontare la scienza</title>
	<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione</link>
	<description>Comunicazione scientifica e strategie per la ricerca</description>
	<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 11:36:54 +0000</pubDate>
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		<title>Il buco nero dell’informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Come la vedo io]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[CERN]]></category>

		<category><![CDATA[comunicare la scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ogni tanto mi sento come uno di quegli schiavi che costruivano le piramidi. Almeno loro dovevano studiare di meno.&#8221;
Me lo disse il mio vecchio amico Saverio, forse preso in un raro momento di sconforto. Sono passati cinque anni, forse anche più da quando parlavo con lui in un laboratorio di Frascati. Saverio è un fisico, [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Il buco nero dell&#8217;informazione", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/il-buco-nero-dellinformazione" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Ogni tanto mi sento come uno di quegli schiavi che costruivano le piramidi. Almeno loro dovevano studiare di meno.&#8221;</p></blockquote>
<p>Me lo disse il mio vecchio amico Saverio, forse preso in un raro momento di sconforto. Sono passati cinque anni, forse anche più da quando parlavo con lui in un laboratorio di Frascati. Saverio è un fisico, una delle migliaia di persone, sparse in tutto il mondo, che in questi lunghi anni hanno lavorato alla costruzione dell&#8217;LHC, il <a href="http://public.web.cern.ch/Public/en/LHC/LHC-en.html" target="_blank">Large Hadron Collider</a>, l&#8217;esperimento che partirà finalmente il 10 Settembre prossimo. Saverio mi spiegò il compito della sua equipe: produrre e verificare l&#8217;allineamento perfetto di sottilissimi fili indispensabili ad un pezzo di uno dei rivelatori. Era un lavoro di una precisione certosina, per il quale i ricercatori avevano sviluppato e costruito macchine apposite, computer e software che forse un giorno avrebbero avuto ricadute anche in altri campi. E tutto per costruire un piccolo pezzo del puzzle che avrebbe preso forma a Ginevra. Mi trovavo in uno di quei frangenti in cui pensi che il tuo lavoro, in confronto, non è poi così duro. Quando, recentemente, è venuta fuori la bufala mediatica del buco nero, (una storia creata ad arte da un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Otto_R%C3%B6ssler" target="_blank">oscuro biochimico tedesco</a> in cerca di notorietà secondo cui l&#8217;esperimento del LHC rischierebbe di creare un buco nero in grado di inghiottire la Terra) ho pensato alle risate un pò amare dei tanti che come Saverio hanno dedicato una parte importante della loro carriera, e della loro vita, a metter in piedi l&#8217; LHC. <a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/il-buco-nero-dellinformazione#more-181" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>La rockstar e la meccanica quantistica</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 08:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[Science Tunes]]></category>

		<category><![CDATA[documentari scientifici]]></category>

		<category><![CDATA[eels]]></category>

		<category><![CDATA[fisica]]></category>

		<category><![CDATA[hugh everett]]></category>

		<category><![CDATA[scienza e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo all&#8217;amico Ettore Perozzi la segnalazione di questa vera chicca-nerd per gli amanti di musica e scienza. Gli Eels sono una band ormai quasi mitica (nota ai più anche perchè alcuni brani sono stati entrati in colonne sonore di successo,come quella di American Beauty o Shrek). In realtà gli Eels sono una one-man band, il [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "La rockstar e la meccanica quantistica", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/la-rockstar-e-la-meccanica-quantistica" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo all&#8217;amico <a href="http://geocities.com/ettoreperozzi/">Ettore Perozz</a>i la segnalazione di questa vera chicca-nerd per gli amanti di musica e scienza. Gli <a href="http://www.eelstheband.com/">Eels</a> sono una band ormai quasi mitica (nota ai più anche perchè alcuni brani sono stati entrati in colonne sonore di successo,come quella di American Beauty o Shrek). In realtà gli Eels sono una one-man band, il man in questione essendo l&#8217;enigmatico e originale musicista americano Mark Oliver Everett.</p>
<p>Agli appassionati di fisica che leggono il forum questo nome avrà fatto già suonare un campanello nella testa. Non è un omonimia, nè un nome d&#8217;arte: Mark Oliver non è nientedimeno che il figlio di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hugh_Everett">Hugh Everett III</a>, genio della fisica e padre della teoria degli universi paralleli. Lo scienziato morì precocemente nel 1982, quando Mark Oliver era poco più che adolescente. In un recente e bellissimo <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7113098.stm">documentario</a> <strong><span style="font-weight: normal;">prodotto dalla BBC <strong>&#8220;Parallel Worlds, Parallel Lives</strong>&#8221; Mark Oliver racconta la riscoperta, da parte della rockstar, del padre (con cui , pur vivendo nella stessa casa, non aveva praticamente mai parlato) e del suo lavoro scientifico. Non è solo un fantastica storia personale, sottolineata da ottime musiche, ma un piccolo-grande prodotto di divulgazione scientifica, che fa uso tra l&#8217;altro di geniali animazioni.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Il film è passato sui piccoli schermi degli UK e, a giugno di quest&#8217;anno, negli USA, ma non so se è programmata prima o poi una versione italiana. Intanto si può vedere - per fortuna- su you tube. Per ora soltanto in inglese senza sottotitoli. Vale comunque la pena di vederlo e seguirlo tutto, (consiglio la modalità in alta risoluzione) alla bisogna facendosi aiutare a qualche amico anglofono.</span></strong></p>
<p><strong>Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 1</strong></p>
<p>
<object width="425" height="349"></p>
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XBiNzzYoBpA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
  <br />
  <embed src="http://www.youtube.com/v/XBiNzzYoBpA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="349" /><br />
</object></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Am7QuB9gV2Y&amp;feature=related">Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 2</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=byAA6fwCxxA&amp;feature=related">Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 3</a><br /></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wECAHB1Vl6s&amp;feature=related">Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 4</a><br /></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PQT30lvVDeg&amp;feature=related">Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 5</a><br /></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tneynAVhjFY&amp;feature=related">Parallel Worlds, Parallel Lives, parte 6</a></strong></p>
<p>Segue <a href="http://www.imeem.com/people/y9izwB8/playlist/a99Rn3sS/eels_playlist_music_playlist/">playlist</a> di brani degli Eels, giusto per dare un&#8217;idea.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=La+rockstar+e+la+meccanica+quantistica&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fla-rockstar-e-la-meccanica-quantistica">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>La perversione dei Nobel</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 18:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Come la vedo io]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[comunicazione scientifica]]></category>

		<category><![CDATA[kary mullis]]></category>

		<category><![CDATA[Nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pò di tempo fa avevo parlato della Sindrome del Nobel, quello strano e pernicioso fenomeno legato al conferimento del prestigioso premio, che a volte trasforma valentissimi e prudenti scienziati in tuttologi a cui tutti danno ascolto e credito, anche quando le loro esternazioni rasentano il ridicolo. In sintesi, la questione era: cosa fare per [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "La perversione dei Nobel", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/la-perversione-dei-nobel" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-content/uploads/2008/06/kary-mullis.jpg" width="236" height="236" alt="kary mullis.jpg" style="float:left;" />Un pò di tempo fa <a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/la-sindrome-del-nobel">avevo parlato della Sindrome del Nobel</a>, quello strano e pernicioso fenomeno legato al conferimento del prestigioso premio, che a volte trasforma <strong><span style="font-weight: normal;">valentissimi e prudenti scienziati in tuttologi a cui tutti danno ascolto e credito, anche quando le loro esternazioni rasentano il ridicolo. In sintesi, la questione era: cosa fare per evitare che il premio Nobel crei dei mostri?</span></strong></p>
<p>La mia visione un pò inconoclasta riguardo al Nobel si è rafforzata di recente, dopo che ho assistito, a Torino, dove ero di passaggio ad una delle note performaces del Nobel per la chimica <strong>Gary Mullis</strong>. Premiato come inventore della tecnica rivoluzionaria della PCR (ma la paternità dell&#8217;invenzione è sempre stata controversa), Mullis è generalmente catalogato dai media, a seconda dei casi, come scienziato &#8220;controverso&#8221; &#8220;anticonformista&#8221;, &#8220;eterodosso&#8221;. Tutti aggettivi che suscitare inevitabilmente l&#8217;interesse più o meno morbosa del pubblico. La sala del museo di Scienze Naturali era infatti abbastanza affollata, nonostante l&#8217;ora serale e il prezzo del biglietto di ingresso per l&#8217;evento, 12 euro.</p>
<p>Il Nobel statunitense non ha deluso le aspettative di chi era venuto per lo spettacolo. Dopo aver liquidato in poche battute il racconto sui suoi contributi scientifici ha ricordato le sue tre grandi passioni: le donne, il surf e l&#8217;LSD. Poco dopo arrivano le vere chicche: vengono letti brani dal libro di Mulllis, dove si racconta di suo incontro mistico-sessuale con una donna appena sbarcata da un viaggio siderale - poi misteriosamente ripartita. A seguire, una storia ancora più divertente di conversazioni notturne con un procione dalla testa fosforescente davanti alla sua porta di casa. Qualcuno della platea sorride.</p>
<p>Un pò di gelo si crea quando il Nobel decreta che la spiegazione più semplice di tutti questi strani fenomeni è l&#8217;esistenza di alieni. Lui stesso è stato più volte vittima di <span style="font-style: italic;">alien</span> <span style="font-style: italic;">adductions</span>, di rapimenti da parte degli alieni. Seduto non lontano da me c&#8217;è un collega bravo e piuttosto noto, una vecchia volpe del giornalismo scientifico. Con grande professionalità, ascolta senza battere ciglio i deliri lisergici del Nobel. Solo una rapida smorfia tradisce, per un attimo, il suo disappunto. Il resto del pubblico ascolta in religioso silenzio.</p>
<p>Chi conosce Mullis e suoi libri non si sorprende delle sue sparate. E&#8217; piuttosto sconcertante, invece, il silenzio che regna quando arriva il fatidico momento delle domande del pubblico. Possibile che una audience come quella, non proprio digiuna di scienza, si beva tranquillamente la storia dei rapimenti alieni del Nobel? Invece di una doverosa fila di domande stringenti, dal pubblico arrivano solo commenti accondiscenti, con il risultato che Mullis ha addirittura l&#8217;occasione di rincarare la sua dose di ragionamenti bislacchi.</p>
<p>Alla fine non reggo più e in una sala praticamente ammutolita mi alzo per fare una domanda al Nobel. Non ha pensato -chiedo a Mullis- che le sue strane esperienze si spieghino più semplicemente e razionalmente come allucinazioni -peraltro probabili, considerato il suo uso dichiarato e abituale di allucinogeni- invece che come manifestazioni di intelligenze galattiche? Mullis mi guarda tranquillo mentre il traduttore gli sussura in un orecchio il mio domandone scettico. Con altrettanta tranquillità mi risponde. No, nessun dubbio, non potevano essere allucinazioni. Non è giusto, dice, che ogni volta che qualcuno sperimenta qualcosa di insolito si parli di allucinazioni. I nostri sensi, l&#8217;universo, sono molto più complessi della nostra conoscenza razionale. E poi, aggiunge, è molto più bello pensare che ci sia qualcosa che vada al di là delle aride regole della scienza. Non replico, sperando di aver lanciato il sasso nello stagno. In fondo, qualcuno doveva pur rompere il ghiaccio. Ora il pubblico reagirà. In effetti, quando torno al mio posto, ricevo segni di approvazione da parte dei miei vicini, e commenti tipo: bravo, ben detto. Nessun altro però prende la parola.</p>
<p>Confesso che non mi aspettavo un&#8217;atteggiamento così passivo da parte del pubblico, visto il luogo e il contesto, che davano all&#8217;evento una parvenza di legittimità scientifica. Ma poi ho capito dove la mia previsione sbagliava: non avevo tenuto conto del potere dirompente del Nobel, un titolo di fronte al quale anche lo spirito più critico e razionale rischia di arenarsi. Mi sono reso conto ancor ancora una volta che il rapporto che il pubblico e i media hanno con il Nobel è di sudditanza assoluta, tale da risultare quasi perversa.</p>
<p>Nella storia dell&#8217;uomo è difficile trovare un titolo più assoluto e irrevocabile del premio Nobel. Quello che di per sè non è altro che un riconoscimento assegnato da una giuria di esperti per un lavoro eccellente, come nel cinema avviene per gli Oscar o il la Palma D&#8217; Oro, negli anni è diventato, anche grazie ad un lungo ed accurato lavoro di marketing, una patente assoluta e perenne di genialità, senza possibilità di revoca. Di fronte ad un premio Nobel non possiamo che sentirci minuscoli e impreparati. Se una cosa l&#8217;ha detta un Nobel, un fondo di verità ci dovrà essere.</p>
<p>Mullis da l&#8217;impressione di conoscere bene il potere che deriva dal titolo che gli è stato assegnato, e sembra deciso a sfruttarlo fino in fondo. A modo suo, anche lui ha un rapporto piuttosto perverso con il Nobel. Intascando il prezioso titolo, Mullis ha in fondo implicitamente accettato le regole della scienza, basate sull&#8217;osservazione, sulla verifica e sulla razionalità delle ipotesi, e si dovrebbe fare carico anche delle responabilità morali che inevitabilmente accompagnano un riconoscimento del genere. E invece, come un figlio degenere, se ne va in giro a sputare sul metodo scientifico, spacciando banali aneddoti come prove di fenomeni paranormali. Sfrutta i vantaggi di un riconoscimento scientifico importantissimo, ma disconosce i principi della scienza.</p>
<p>L&#8217; Accademia delle Scienze svedese dovrebbe chiedere a Mullis, e ad altri, di restituire il premio Nobel, almeno simbolicamente. Ma non mi risulta che sia previsto alcun modo per rinunciare a questo riconoscimento quasi sacro. Perfino il diritto nobiliare prevede la revoca dei titoli, in casi gravissimi. Un Nobel invece è per sempre, come i diamanti.</p>
<p>Anche di fronte ad un Nobel non dobbiamo perdere il senso della realtà: fuori dal proprio ristretto campo di competenza, l&#8217;opionione di un premio Nobel non è necessariamente più autorevole di quella di qualunque persona intelligente e discretamente informata. Per questo dobbiamo smetterla di dare credito incondizionato ai premi Nobel, amanti o meno dell&#8217;LSD, quando parlano di cose che non sanno.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=La+perversione+dei+Nobel&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fla-perversione-dei-nobel">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<title>La comunicazione scientifica: come evitare la “sindrome di Rain Man”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 16:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Impara a divulgare]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[La divulgazione scientifica condotta dai grandi enti di ricerca è fondamentale per la diffusione della cultura scientifica, sia per i contenuti che può offrire che per le risorse economiche che è in grado di mettere in campo. Più di altre, tuttavia, questo tipo di comunicazione è esposta al rischio di una deriva autoreferenziale, con spreco [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "La comunicazione scientifica: come evitare la &#8220;sindrome di Rain Man&#8221;", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/la-comunicazione-scientifica-come-evitare-la-sindrome-di-rain-man" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-content/uploads/2008/05/comunicazione-scientifica-rain-man.jpg" width="238" height="187" alt="comunicazione scientifica rain man.jpeg" style="float:left;" />La divulgazione scientifica condotta dai grandi enti di ricerca è fondamentale per la diffusione della cultura scientifica, sia per i contenuti che può offrire che per le risorse economiche che è in grado di mettere in campo. Più di altre, tuttavia, questo tipo di comunicazione è esposta al rischio di una deriva autoreferenziale, con spreco di risorse e di opportunità.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; quello che, <a href="http://www.analysis-online.net/numero07-4/gallavotti_pistoi.pdf">in un piccolo saggio scritto a quattro mani con Barbara Gallavotti per la rivista Analysis</a>, abbiamo chiamato <strong>la Sindrome di Rain Man</strong>: un approccio autoreferenziale, talvolta ai limiti dell’autismo, peraltro per niente in linea con la natura stessa della mentalità scientifica. Quello che vi propongo qui è un estratto dall&#8217;introduzione, rimandando per il resto <a href="http://www.analysis-online.net/numero07-4/gallavotti_pistoi.pdf">all&#8217;articolo completo su Analysis</a>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Alcuni case studies dimostrano che questo rischio si può minimizzare coinvolgendo professionisti della comunicazione ed altri soggetti esterni al mondo accademico. Da questi ed altri esempi nasce la proposta di unca ex-post delle iniziative di divulgazione.</p>
<p style="text-align: left;">Il ciclo autorefenziale si innesca quando i decisori all’interno dell’ente di ricerca, molte volte ricercatori e non specialisti della comunicazione, selezionano autonomamente quali iniziative di divulgazione finanziare, stabiliscono la strategia di azione e infine ne valutano l’esito con metodi soggettivi.</p>
<p style="text-align: left;">Quando questo meccanismo si innesca, le iniziative da portare avanti vengono scelte in base all’intuito e all’inclinazione dei decisori, di conseguenza l’identificazione degli obiettivi di partenza perde il suo ruolo primario e comunque diviene quasi impossibile verificare se questi siano stati raggiunti e con quale rapporto costi/benefici. Trattandosi di iniziative fornite a titolo gratuito, in genere i destinatari (collettività, scuole, musei etc..) se non interrogati in maniera sistematica e professionale rispondono positivamente o comunque non in modo negativo; con grande soddisfazione degli organizzatori ingannati dal fatto di essere, quasi senza rendersene conto, privi degli indizi provenienti da una vera valutazione indipendente. In assenza di indicatori oggettivi, possiamo solo constatare che esiste una nutrita anedottica che accanto a iniziative di indubbio valore ne segnala altre costose e probabilmente poco efficaci.</p>
<p style="text-align: left;">Dato che la comunicazione non è una scienza esatta, il rischio di una deriva autoreferenziale è da prendere sempre in considerazione e per questo i professionisti della comunicazione si avvalgono (o dovrebbero avvalersi) di metodi e strumenti per prevedere e valutare gli effetti di un iniziativa nel modo più oggettivo possibile.</p>
<p style="text-align: left;">[&#8230;]</p>
<p style="text-align: left;">Lungi dal proporre ricette preconfezionate, pensiamo che i seguenti case-studies, scelti fra tanti, illustrino come un approccio strategico alla comunicazione abbia permesso di evitare, o almeno di limitare, il rischio di una deriva autoreferenziale.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=La+comunicazione+scientifica%3A+come+evitare+la+%26%238220%3Bsindrome+di+Rain+Man%26%238221%3B&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fla-comunicazione-scientifica-come-evitare-la-sindrome-di-rain-man">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<title>Preghiera Darwiniana: Intervista con Michele Luzzatto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 08:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

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		<category><![CDATA[creazionismo]]></category>

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		<category><![CDATA[scienza e fede]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlare di &#8220;preghiera Darwiniana&#8221; sembra un ossimoro, ma solo in apparenza. In realtà, accostare i due termini è meno strano di quanto appaia a prima vista, ci racconta Michele Luzzatto, autore di un bel libro che offre una prospettiva inedita e interessante nell&#8217;annosa contrapposizione fra evoluziosmo e creazionismo (scienza e pseudo-scienza) e sulla presunta &#8220;empietà&#8221; [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Preghiera Darwiniana: Intervista con Michele Luzzatto", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/preghiera-darwiniana-intervista-con-michele-luzzatto" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-content/uploads/2008/05/michele-luzzatto-darwin.jpg" width="199" height="149" alt="michele luzzatto darwin.JPG" style="float: left" />Parlare di &#8220;preghiera Darwiniana&#8221; sembra un ossimoro, ma solo in apparenza. In realtà, accostare i due termini è meno strano di quanto appaia a prima vista, ci racconta Michele Luzzatto, autore di un <a href="http://www.raffaellocortina.it/catalogo_scheda.asp?idlibro=1159">bel libro</a> che offre una prospettiva inedita e interessante nell&#8217;annosa contrapposizione fra evoluziosmo e creazionismo (scienza e pseudo-scienza) e sulla presunta &#8220;empietà&#8221; del pensiero di Charles Darwin rispetto ai dogmi della fede. Biologo di formazione, editor per la saggistica scientifica di Einaudi (e non credente), Luzzatto accosta arditamente, ma con cognizione di causa, la figura di Darwin con quella di due personaggi biblici, Giobbe e Giacobbe. La conclusione è che &#8220;proprio che si scaglia contro Darwin finisce, paradossalmente, col trovarsi piuttosto distante da Dio, se c&#8217;è un Dio&#8221;. <img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-content/uploads/2008/05/preghiera-darwiniana.jpg" width="123" height="198" alt="preghiera darwiniana.jpg" style="float: right" />Ho intervistato l&#8217;autore per parlare del libro, di religione e di alcuni aspetti interessanti della vita di Darwin. Ascolta l&#8217;intervista: <object type="application/x-shockwave-flash" data="http://channels.ourmedia.org/players/1pixelout/player.swf" id="audioplayer1" height="24" width="260"> 
<param name="movie" value="http://channels.ourmedia.org/players/1pixelout/player.swf"></param>
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<param name="wmode" value="transparent"></param>   <img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-content/uploads/2008/05/200805131452.jpg" width="480" height="774" alt="200805131452.jpg" style="float: left" /></object></p>
<p> </p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=Preghiera+Darwiniana%3A+Intervista+con+Michele+Luzzatto&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fpreghiera-darwiniana-intervista-con-michele-luzzatto">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<title>Divulgazione scientifica in 3 minuti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 15:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[american society for cell biology]]></category>

		<category><![CDATA[comunicazione scientifica]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riuscite a raccontare il vostro lavoro in modo spumeggiante e in soli 3 minuti? Se pensate di farcela, siete pronti per partecipare alla seconda edizione del CellSlam, una divertente e interessante iniziativa destinata, sembra, a diventare una tradizione al Meeting Annuale della American Society for Cell Biology (ASCB). Nella stessa occasione di tiene anche il [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Divulgazione scientifica in 3 minuti", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/divulgazione-scientifica-in-3-minuti" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riuscite a raccontare il vostro lavoro in modo spumeggiante e in soli 3 minuti? Se pensate di farcela, siete pronti per partecipare alla seconda edizione del <a href="http://www.ascb.org/meetings/video.cfm">CellSlam</a>, una divertente e interessante iniziativa destinata, sembra, a diventare una tradizione al <a href="http://www.ascb.org/meetings/index07.cfm">Meeting Annuale della American Society for Cell Biology (ASCB).</a> Nella stessa occasione di tiene anche il <a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/drammi-al-microscopio">CellDance Festival, di cui ho già parlato in un altro post</a>.Nella loro semplicità, questo tipo di eventi sono probabilmente molto più utili di tante altre (costose) iniziative tese a favorire la divulgazione scientifica, perchè seguono un precetto fondamentaledella comunicazione scientifica: <span style="font-style: italic">mai prendersi troppo sul serio</span>.Le <a href="http://www.ascb.org/meetings/video.cfm">regole</a> dell CellSlam sono poche ma semplici:
<ul>
<li>3 minuti di tempo</li>
</ul>
<ul>
<li>Nessun audiovisivo (dimenticatevi le slides). Volendo, però, si possono usare strumenti musicali o altre diavolerie</li>
</ul>
<ul>
<li>Obbligo di divertirsi ed essere divertenti</li>
</ul>
<p>Per darvi un&#8217;idea, guardate <a href="http://www.ascb.org/meetings/video.cfm#CS06">in questo video</a> i concorrenti dell&#8217;anno scorso. Alcuni sono veramente bravi e divertenti.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=Divulgazione+scientifica+in+3+minuti&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fdivulgazione-scientifica-in-3-minuti">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Addio a Folkman, celebrità silenziosa</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/DivulgazioneScientifica/~3/wuY4JdkDRB4/addio-a-folkman-celebrita-silenziosa</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 13:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[angiogenesi]]></category>

		<category><![CDATA[folkman]]></category>

		<category><![CDATA[il mio lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/folkman.jpg" onclick="window.open('http://www.greedybrain.com/divulgazione/folkman.jpg','popup','width=190,height=250,scrollbars=no,resizable=yes,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=yes,left=0,top=0');return false"><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/folkman-tm.jpg" height="200" width="152" border="1" hspace="4" vspace="4" alt="Folkman" /></a><br />
<br />E&#8217; <strong>morto lunedì scorso</strong>, ma si è saputo dai media solo oggi, <strong>Judah Folkman</strong>, pioniere della ricerca sull&#8217; angiogenesi (da cui deriva una strategia che combatte i tumori &#8220;affamandoli&#8221;, togliendo cioè loro la capacità di ricevere nuovi vasi sanguigni). Il suo lavoro divenne celebre nel 1998 grazie ad un articolo  di Gina Kolata sul New York Times. Ne venne fuori un<em> media frenzy </em>che <strong>fece di Folkman una specie di divo</strong> ma, in prospettiva,  non rese giustizia al valore scientifico di questa nuova disciplina.
</p>
<p>
<strong>Ho un bel ricordo</strong> di Folkman. Lo Intervistai nel 2002<strong>,</strong> nel suo laboratorio a Boston, insieme alla mia <strong>collega Chiara Palmerini</strong>. Vista la fama, e la nostra tenera età, ci aspettavamo un incontro  difficile,  frettoloso.
</p>
<p>
Al contrario,<strong> l&#8217;intervista superò le nostre migliori aspettative</strong>. Scoprimmo che Folkman era un personaggio <strong>schivo, quasi timido,</strong> l&#8217;ultima persona che ti aspetteresti di vedere sotto i riflettori. Di lui mi colpì la grande pacatezza, la <strong>calma quasi ipnotica con cui rispondeva a tutte le nostre domande</strong>, anche quelle più impertinenti e, a volte, stupide. Raccontò con franchezza della sua inaspettata fama. Non che gli dispiacesse, ma ci <strong>sembrò sincero quando disse che non l&#8217;aveva cercata</strong>. Ci venne in mente un titolo che lo descriveva bene:&#8221;<strong><em>Quiet Celebrity</em></strong>&#8220;, un celebrità silenziosa. Divenne il titolo di un nostro pezzo.
</p>
<p>
Alla fine  <strong>parlammo per quasi due ore</strong>, e fu buffo (e un punto di  onore per Folkman) che proprio noi, i piccoli giornalisti davanti al grande scienziato, dovemmo a malincuore congedarci  per non arrivare tardi ad un&#8217;altra intervista.
</p>
<p>
Da quel colloquio <strong>vennero fuori due articoli</strong>, scritti a quattro mani con Chiara, su<strong> </strong><strong><a href="http://www.greedybrain.com/ita/Stories/Folkman_angiogenesi.html">Panorama</a></strong> e su <strong><a href="http://www.sciam.com/article.cfm?chanID=sa004&amp;articleID=00077C61-DE6E-1DC2-AF71809EC588EEDF">Scientific American</a></strong><strong>.</strong> Ve li ripropongo, sperando vi interessino.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=Addio+a+Folkman%2C+celebrit%C3%A0+silenziosa&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Faddio-a-folkman-celebrita-silenziosa">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Il virus della pubblicità</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/DivulgazioneScientifica/~3/9jPiry7g70c/il-virus-della-pubblicita</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 13:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Impara a divulgare]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

		<category><![CDATA[virus]]></category>

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		<description><![CDATA[
Gli esperti lo chiamano viral advertising, pubblicità virale. La forma che conosciamo meglio di questo virus sono gli spot, veri o finti, spesso irriverenti, che vengono prodotti e messi sul web da famose marche.
Lo scopo è far girare il marchio sfruttando canali di social networking (vedo il filmato, mi piace e lo invio ad un [...]<script type="text/javascript">SHARETHIS.addEntry({ title: "Il virus della pubblicità", url: "http://www.greedybrain.com/divulgazione/il-virus-della-pubblicita" });</script>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/virus.gif" onclick="window.open('http://www.greedybrain.com/divulgazione/virus.gif','popup','width=304,height=381,scrollbars=no,resizable=yes,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=yes,left=0,top=0');return false"><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/virus-tm.jpg" height="200" width="159" border="1" align="top" hspace="4" vspace="4" alt="Virus" /></a><br />
Gli esperti lo chiamano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Viral_marketing">viral advertising</a>, pubblicità virale. La forma che conosciamo meglio di questo virus <strong>sono gli spot, veri o finti</strong>, spesso irriverenti, che vengono prodotti e messi sul web da famose marche.</p>
<p>Lo scopo è <strong>far girare il marchio</strong> sfruttando canali di social networking (vedo il filmato, mi piace e lo invio ad un amico a cui so che piacerà). Molti di questi spot sono veramente divertenti, e giustificano una seppur momentanea infezione da parte di questi &#8220;untori&#8221; online.</p>
<p>Ne parlo perchè, grazie alla segnalazione di un collega, ho visto quella che forse è la <strong>prima campagna di viral advertising</strong> mirata in modo specifico <strong>a chi lavora in campo biomedico.</strong><br />
E&#8217; una gustosa parodia del video di &#8220;<a href="http://youtube.com/watch?v=WmxT21uFRwM">We are the World</a>&#8220;, con tanto di musica e testo originali.<br />
L&#8217;ha fatta la <strong>Biorad</strong>, una nota marca di prodotti di laboratorio, per pubblicizzare la propria linea di macchine per PCR (anche chi non è entrato in un laboratorio ma ha visto almeno una puntata di CSI dovrebbe sapere cos&#8217;è una macchina per PCR).<br />
Lo spot <strong><a href="http://bio-rad.cnpg.com/lsca/videos/ScientistsForBetterPCR/">lo trovate qui</a></strong>. A me è piacuto e, no, purtroppo non prendo percentuali dalla casa produttrice.</p>
<p>La cosa interessante è che le stesse tecniche di <strong>viral advertising potrebbero servire ottimamente alla divulgazione scientifica</strong>. Uno spot divertente (ma fatto bene) sull&#8217;evoluzione, o sul DNA, potrebbe girare e arrivare allo scopo meglio di tante (altrettanto costose) iniziative di vecchio stampo. Eppure non ne ho trovati. Forse basta provarci. Se trovate qualche esempio, fatemi sapere.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=Il+virus+della+pubblicit%C3%A0&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fil-virus-della-pubblicita">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<title>Il Natale del secchione</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 19:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi e annunci]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[natale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/1_1-1.jpg" onclick="window.open('http://www.greedybrain.com/divulgazione/1_1-1.jpg','popup','width=144,height=211,scrollbars=no,resizable=yes,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=yes,left=0,top=0');return false"><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/1_1-1-tm.jpg" height="220" width="140" border="0" align="left" hspace="4" vspace="4" alt="1 1-1" /></a><br />
<br />Un amico mi ha confessato di aver fatto <strong>un giro di siti e blog alla ricerca di idee per i regali di Natale</strong>. Se state leggendo questo post con lo stesso scopo, <strong>rimarrete delusi</strong>.<br />
<br />Non ho suggerimenti per i regali, anche perchè qualche anno fa<strong> sono coraggiosamente uscito dal tunnel</strong> dello shopping forzato, annunciando ad amici e parenti che mi sarei tirato fuori dalla mischia. Quasi sempre ci sono riuscito.
</p>
<p>
Non ho resistito però alla tentazione di fare<strong> il solito giro degli &#8220;speciali&#8221; natalizi e di regalarvi</strong> (si fa per dire) qualche chicca di sapore natal-divulgativo sulla Madre di tutte le Feste, tanto per tenere occupata la mente mentre <strong>il resto del corpo è impegnato negli  sforzi post-prandiali</strong> delle feste.
</p>
<p>
In ordine sparso:
</p>
<p>
<strong>1) Buon Compleanno, Isaac: </strong>la più bella, e politicamente scorretta, come piace a me, arriva da  <strong>Richard Dawkins</strong>, grandissimo divulgatore e strenuo difensore dell&#8217;ateismo, che ha pubblicato sul <strong>NewStatesman</strong> e sul suo blog <a href="http://richarddawkins.net/article,2026,n,n">una lucida e istruttiva lettera sul  significato del Natale </a>(non è sfuggita a <a href="http://www.internazionale.it">Internazionale</a>, che l&#8217;ha tradotto in italiano nell&#8217;ultimo numero). Per non rovinare le feste a nessuno, neanche agli atei, Dawkins suggerisce di festeggiare comunque il 25 dicembre come <strong>compleanno di Isaac Newton</strong>.
</p>
<p>
<strong>2)</strong> I <strong><a href="http://link.brightcove.com/services/player/bcpid1250579695?bclid=1252300654&amp;bctid=1350269445">top video scientifici </a></strong>scelti da  New Scientist.
</p>
<p>
<strong>3)</strong> Se vi ricordate anche le<strong> scoperte più trendy</strong> dell&#8217;anno, è <a href="http://www.newscientist.com/quizoftheyear2007.ns">la vostra occasione per vincere un Mac</a><a href="http://www.newscientist.com/quizoftheyear2007.ns" title="End of the Year Quiz (New Scientist) ">.</a>
</p>
<p>
<strong>4)</strong> Un <strong>bellissimo </strong><strong><a href="http://www.newscientist.com/screensaver.ns">screensaver</a></strong><strong> </strong>per PC e Mac
</p>
<p>
<strong>5)</strong> Le più <strong>importanti notizie scientifiche </strong>dell&#8217;anno secondo <a href="http://www.newscientist.com/channel/opinion/dn13097-2007-news-review.html">New Scientist</a>, <a href="http://www.sciencemag.org/sciext/btoy2007/">Science</a> e <a href="http://www.nature.com/news/specials/2007/index.html">Nature</a>.
</p>
<p>
6) I<strong> </strong><strong><a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=virtual-gifting-holidays">regali virtuali </a></strong>raccontati da Scientific American
</p>
<p>
7) La <strong>classifica dei </strong><strong><a href="http://www.wired.com/gadgets/gadgetreviews/multimedia/2007/12/YE_Gadgets_Top10Letdowns">più grandi flop tecnologici</a></strong> dell&#8217;anno, firmata Wired
</p>
<p> <img src='http://www.greedybrain.com/divulgazione/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> <strong>Perchè i bambini,</strong> che scemi non sono, <strong>credono a Babbo Natale</strong>? E&#8217; la domanda a cui cerca di rispondere <a href="http://www.newscientist.com/channel/opinion/mg19626351.500-the-santa-delusion.html">Gail Vines nell&#8217;ultimo numero</a> di New Scientist. Le risposte sono intriganti (per leggerle però  sappiate che il pezzo è pagamento per i non abbonati).
</p>
<p>
Di italiano ho poco da segnalarvi. Le nostre riviste di divulgazione (forse per condivisibile scelta, o più probabilmente  per scarsità di risorse ) non si sono lanciate in grandi speciali di fine anno. Con sforzo encomiabile Focus ha messo in rete <a href="http://www.focus.it/Natale%5F2007/">una sfilza di video raccattati</a> con due bracci e una lira da youtube (roba stile cuccioli di orso &#38; co.). Forse era meglio lasciare perdere.
</p>
<p>
Visto quante belle cose? Poi non dite che sono di braccino corto. Chi ha suggerimenti da condividere con tutti noi, si accomodi.
</p>
<p>
A proposito. <strong>Buone Feste</strong>.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.3.3&amp;publisher=49f8f1a2-706d-4b18-a749-ae309a11843f&amp;title=Il+Natale+del+secchione&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greedybrain.com%2Fdivulgazione%2Fil-natale-del-secchione">ShareThis</a></p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Gonfiamento programmato (e non si parla di seni)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 18:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serioga</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Come la vedo io]]></category>

		<category><![CDATA[Raccontare la scienza]]></category>

		<category><![CDATA[editoria scientifica]]></category>

		<category><![CDATA[nature]]></category>

		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a href="http://www.greedybrain.com/divulgazione/pesce%20palla.jpg" onclick="window.open('http://www.greedybrain.com/divulgazione/pesce%20palla.jpg','popup','width=400,height=438,scrollbars=no,resizable=yes,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=yes,left=0,top=0');return false"><img src="http://www.greedybrain.com/divulgazione/pesce%20palla-tm.jpg" height="200" width="182" border="0" align="left" hspace="4" vspace="4" alt="Pesce Palla" /></a>
</p>
<p>
Per i giornalisti è un&#8217;abitudine, ma <strong>quando lo racconto nei miei seminari</strong>, i ricercatori  di solito sgranano gli occhi.<br />
<br />Il fatto è questo: gli <strong>uffici stampa di  tutte le riviste scientifiche</strong> più importanti, quelle dove tutti sognano di piazzare i loro <em>papers</em>, inviano regolarmente ai giornalisti <strong>comunicati stampa in cui pubblicizzano uno o più ricerche in via di pubblicazione.<br />
<br /></strong>Vi siete chiesti come mai avete ricevuto quella strana telefonata dal giornalista, anche se non avete mai contattato la stampa, e addirittura il vostro agognato <em>paper</em> non è ancora uscito? Ebbene, ora lo sapete. E&#8217; la <strong>rivista che ha contattato i giornalisti al posto vostro</strong>, che vi piaccia o  no.
</p>
<p>
Quello di <strong><em>Nature</em></strong> è  manco a dirsi, <strong>l&#8217;ufficio stampa di gran lunga più attivo</strong>, almeno a giudicare dalle mail che ricevo.<br />
<br />E proprio oggi, in calce all&#8217; ultimo comunicato stampa della rivista britannica ho trovato un&#8217;avvertenza esilerante e sconcertante allo stesso tempo:
</p>
<blockquote><p>
<strong>HYPE: We take great care not to hype the papers mentioned on our press releases, but are sometimes accused of doing so. If you ever consider that a story has been hyped, please do not hesitate to contact us at press@nature.com, citing the specific example.</strong>
</p></blockquote>
<p>
Tradotto liberamente e in soldoni dal gergo giornalistico, significa: &#8220;Di solito <strong>cerchiamo di non gonfiare</strong> le notizie che diamo nei nostri comunicati. Tuttavia, <strong>se pensate che una delle nostre notizie sia gonfiata</strong>, fatecelo sapere&#8221;.
</p>
<p>
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<br /><em>Nella foto: un esempio di  gonfiamento programmato<br />
<br /></em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;
</p>
<p>
Insomma, una specie di<strong> disclaimer anti-bufala</strong>. La cosa spiazzante è che stiamo  parlando della più importante e prestigiosa rivista scientifica, <strong>nella cui redazione lavorano i migliori professionisti della comunicazione specialistica</strong>: da una  fonte affidabile e prestigiosa  di questo genere <strong>ci si aspetta  tutto tranne che escano notizie gonfiate</strong>.<br />
<br />E&#8217; un pò come se <strong>comprando il televisore nuovo </strong>trovaste scritto sul manuale:<br />
<br />&#8220;<em>Caro Cliente, ci sforziamo di produrre</em><strong><em> televisori funzionanti e sicuri</em></strong><em>. Se però lo schermo dovesse esplodere mentre state stravaccati sul divano a guardare la partita, please ce lo faccia sapere</em>&#8220;.
</p>
<p>
D&#8217;accordo, <strong>verificare le notizie è prerogativa del buon giornalista</strong>. Però voglio proprio vedere quanti giornalisti  &#8220;medi&#8221; arriverebbero a scoprire da soli che l&#8217;ultimo risultato sui protoni paraschioppali sinciziali pubblicato su <em>Nature</em> (fonte affidabile e prestigiosa) è una notizia insufflata stile  &#8220;pesce palla&#8221;.
</p>
<p>
Comunque ho già in mente<strong> il mio personale disclaimer anti-anti-bufala</strong> per il  mio prossimo articolo, se parlerò di una ricerca pubblicizzata da <em>Nature</em>:<br />
<br />&#8220;<em>Caro lettore, ho fatto del mio meglio per scrivere notizie accurate e veritiere. Se consideri che questa notizia sia una bufala, ti prego di farmelo sapere, così lo farò sapere a Nature</em>.&#8221;</p>
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