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	<title>Sergio Pistoi</title>
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	<description>Giornalista scientifico. Divulgazione e consulenza</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Dec 2025 08:50:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nella giungla della comunicazione  il bambino nel bosco sei tu.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 08:47:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte ai contenuti divisivi siamo sperduti e senza difese cognitive. E forse non lo sappiamo</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/nella-giungla-della-comunicazione-il-bambino-nel-bosco-sei-tu/">Nella giungla della comunicazione  il bambino nel bosco sei tu.</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-tf-not-load="1" fetchpriority="high" loading="auto" decoding="auto" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="Haensel_Gretel.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/12/Haensel_Gretel.jpg" alt="Haensel Gretel" width="580" height="386" border="0" /><br />Ogni mattina un media manager stipendiato da un partito politico, da qualche autocrazia o da entrambe si sveglia sapendo che si dovrà far venire in mente un contenuto in grado di triggerare gli utenti delle piattaforme. Ogni mattina, una o più agenzie di &#8220;comunicazione&#8221; aspettano di ricevere quell&#8217;input per poi amplificarlo sulle piattaforme a botte di sponsorizzate e con legioni di bot e commentatori a libro paga che cercano di rendere quel contenuto virale.</p>
<p>Ogni giorno- credetemi: ogni giorno- c&#8217;è chi prova a lanciare un contenuto divisivo e triggerante sperando che faccia breccia sugli animi, ma soprattutto sugli algoritmi, e diventi virale, suscitando rabbia, indignazione, bava alla bocca, opinioni inutili e non richieste. Tutta roba utile a creare spaccature, divisioni, polarizzazioni da sfruttare abilmente. Oppure a distrarre in un certo preciso momento. Come funziona l&#8217;ho già descritto molte volte, non ci tornerò.</p>
<p>Spesso va male: molti contenuti non decollano e smettono di propagarsi, come un&#8217;epidemia che ha abortito. I motivi sono tanti, ma il cimitero dei memi che nin ce l’hanno fatta è grande-e chissà forse in qualche drive di qualche agenzia lo potresti anche visitare.<br />Ogni tanto qualche contenuto decolla, e allora arriva anche sulla tua bacheca. E tu, che pensi di essere una persona intelligente, razionale, abituata a usare gli strumenti tecnologici, ci caschi come un pollo. Magari la comunicazione la fai pure di lavoro, e ci caschi lo stesso perchè alla fine sei un povero Sapiens, e il tuo cervello è lo stesso dei tuo antenati che popolavano le savane.</p>
<p>E allora commenti, dici la tua, trasmetti al mondo non già informazioni utili ma solo la tua opinione, i tuoi sentimenti, come se il mondo, gli altri, ne avessero bisogno.<br />Perchè tutti di colpo si sentono obbligati a scrivere qualcosa su una famiglia nel bosco? Perchè è un meme che ce l&#8217;ha fatta. Da qualche parte, un media manager si è svegliato quella mattina e ha detto: &#8220;toh, proviamo un po&#8217; a spingere questa storia di cronaca. Ha potenziale virale, farà discutere, tutti si sentiranno autorizzati a dire la loro. Metà sarà d&#8217;accordo metà no- il che è perfetto per creare polarizzazione anche dove non c&#8217;era. Proviamoci!&#8221;</p>
<p>Tu pensi di essere razionale, intelligente, di avere cose da dire ma stai solo rispondendo ad uno stimolo prederminato da qualcuno. Sei vittima del FOMO, la tua paura innata di restare fuori dai giochi. La tua risposta ti metterà nel campo A o nel campo B, e avrai contribuito agli obiettivi di gente che di solito schifi. Gente a cui dai degli idioti, dei corrotti, delle merde ma lo fai commentando i loro post, condividendo e diffondendo i loro contenuti e contribuendo così a renderli rilevanti.</p>
<p>Pensi di essere persona preparata e onesta, e sicuramente lo sei. Ma senza volerlo diventi un piccolo strumento di diffusione dell&#8217;odio, dalla polarizzazione e della disinformazione. Perchè non hai interessi tuoi ma segui il flusso, il trend, l&#8217;agenda degli altri. E perchè non hai pazienza, attenzione, voglia di capire come funziona, anche se gli altri te lo spiegano. I tuoi istinti basilari prendono il sopravvento.</p>
<p>Ora fermati, guardati allo specchio e chiediti : quanto davvero me ne frega di quella faccenda? E se sì, devo per forza parlarne qui? Ho qualcosa di davvero originale da trasmettere? E perchè di colpo tutti ne parlano? E perche’ fra poco tutti, di colpo, parleremo d’altro?</p>
<p>Il bambino nel bosco sei tu. Sperduto e senza difese cognitive nella giungla dei media, preda dei lupi. Solo che ancora non l&#8217;hai capito. E forse non lo capirai mai.</p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/nella-giungla-della-comunicazione-il-bambino-nel-bosco-sei-tu/">Nella giungla della comunicazione  il bambino nel bosco sei tu.</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quello che non sai sul colesterolo</title>
		<link>https://www.greedybrain.com/divulgazione/quello-che-non-sai-sul-colesterolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quello-che-non-sai-sul-colesterolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 14:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LDL e HDL sono lo stesso colesterolo. Perché allora si parla di colesterolo buono e cattivo?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il colesterolo a 300! Meno male che le HDL sono alte?<br />Eh, già  ma forse non sai  che LDL e HDL sono…lo stesso colesterolo. Perché allora si parla di colesterolo buono e cattivo? Te lo spiego nel nuovo video sul canale Rockscience.</p>
<p><div class="post-video"><iframe data-tf-not-load="1" title="La verità su colesterolo BUONO e CATTIVO spiegata da un biologo." width="1165" height="655" src="https://www.youtube.com/embed/Czu7nN-qGDA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Sullo stesso argomento guarda anche:<a href="https://youtu.be/oQRPwbifVeM"> i falsi miti sul Colesterolo</a></p>

<!-- wp:themify-builder/canvas /--><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/quello-che-non-sai-sul-colesterolo/">Quello che non sai sul colesterolo</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nuove speranze e cautele per la terapia genica della corea di Huntington</title>
		<link>https://www.greedybrain.com/divulgazione/nuove-speranze-e-cautele-per-la-terapia-genica-della-corea-di-huntington/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nuove-speranze-e-cautele-per-la-terapia-genica-della-corea-di-huntington</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 16:28:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie rare]]></category>
		<category><![CDATA[terapia genica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone notizie per laterapia genica della Corea di Huntington. Ma gli esperti avvertono che sono ancora necessarie prove più rigorose di efficacia.</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/nuove-speranze-e-cautele-per-la-terapia-genica-della-corea-di-huntington/">Nuove speranze e cautele per la terapia genica della corea di Huntington</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="Screenshot 2025-10-01 alle 18.17.41.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/10/Screenshot-2025-10-01-alle-18.17.41.jpg" alt="Screenshot 2025 10 01 alle 18 17 41" width="600" height="364" border="0" /></p>
<p>Buone notizie per la terapia genica della Corea di Huntington dal trial clinico uniQure. Ma gli esperti avvertono che sono ancora necessarie prove più rigorose di efficacia.</p>
<p><a href="https://www.lescienze.it/news/2025/10/01/news/terapia_genica_corea_huntington-20159915/">Il mio articolo su Le Scienze</a> con interviste a Elena Cattaneo e Ferdinando Squitieri.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/nuove-speranze-e-cautele-per-la-terapia-genica-della-corea-di-huntington/">Nuove speranze e cautele per la terapia genica della corea di Huntington</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il vero caso clinico dell&#8217;uomo che mangiava 25 uova al giorno. Quanto aveva di colesterolo?</title>
		<link>https://www.greedybrain.com/divulgazione/luomo-che-mangiava-25-uova-al-giorno-caso-clinico-vero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=luomo-che-mangiava-25-uova-al-giorno-caso-clinico-vero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 17:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sfatiamo scientificamente i FALSI MITI  sul COLESTEROLO e scopriamo cosa DAVVERO BISOGNA EVITARE.</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/luomo-che-mangiava-25-uova-al-giorno-caso-clinico-vero/">Il vero caso clinico dell’uomo che mangiava 25 uova al giorno. Quanto aveva di colesterolo?</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/oQRPwbifVeM?si=m2Xt8pzHd7Hkx9jx" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Lo sapevi? Si possono mangiare due dozzine di UOVA al giorno e avere il colesterolo perfetto. Scienza, non fantascienza. Un video per raccontare l&#8217;incredibile caso clinico dell&#8217;uomo che mangiava 25 uova al giorno e sfatare i falsi miti sul colesterolo e la dieta. Vuoi  imparare qualcosa di utile sulla tua alimentazione? Quali sono i grassi  da tenere d&#8217;occhio?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://youtu.be/oQRPwbifVeM">Guarda il video.</a></p>
<p> </p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/luomo-che-mangiava-25-uova-al-giorno-caso-clinico-vero/">Il vero caso clinico dell’uomo che mangiava 25 uova al giorno. Quanto aveva di colesterolo?</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Dado Boncinelli, eclettico sornione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 08:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ricordo di Edoardo Boncinelli, scienziato e divulgatore</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/dado-boncinelli-eclettico-sornione/">Dado Boncinelli, eclettico sornione</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="Screenshot 2025-07-22 alle 10.08.25.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/07/Screenshot-2025-07-22-alle-10.08.25.jpg" alt="Screenshot 2025 07 22 alle 10 08 25" width="496" height="332" border="0" /></p>
<p>Dovete sapere che c&#8217;è stato un lungo periodo, all&#8217;inizio degli anni 2000, in cui non c&#8217;era redattore scientifico a cui <strong>non venisse chiesto di inserire un virgolettato di Boncinelli</strong> da qualche parte nel pezzo, a prescindere dall&#8217;argomento. Lui non si sottraeva mai, vuoi per il suo grande eclettismo, vuoi perché gli piaceva comunque esserci. Nell&#8217;ambiente si diceva scherzosamente che se invitato avrebbe partecipato senza battere ciglio anche ad una tavola rotonda sui semi di cucurbitacee alla <strong>Sagra del Cocomero,</strong> e forse l&#8217;ha fatto davvero (lui ci rideva, per questo lo scrivo con affetto). Il suo essere &#8220;prezzemolino&#8221; per qualche tempo me lo aveva vagamente alienato ma va detto che i suoi commenti raramente erano banali o superficiali, ed erano invariabilmente divertenti e toscanamente graffianti, per chi li sapeva capire.</p>
<p><strong>Ho ripensato ai miei incontri con Edoardo “Dado&#8221; Boncinelli,</strong> che è mancato in questi giorni, e ne ho concluso che più che incontri sono stati incroci fugaci di traiettoria.<br />Il primo è stato un maggio a Capalbio, primi anni &#8217;90. Boncinelli non era ancora l&#8217;icona divulgo-pop che sarebbe poi diventato, ma un emergente (anche se non giovanissimo) esperto di biologia dello sviluppo, noto nell&#8217;ambiente per il suo lavoro pionieristico sui geni omeotici. I capi del mio laboratorio decisero di portare tutti a Capalbio dove si teneva un piccolo meeting, includendo generosamente anche l&#8217;ultima ruota del carro che ero io, imberbe tesista di Biologia. Il talk di Boncinelli era uno dei tanti ma già allora si faceva notare, ed è ancora l&#8217;unico che ricordo distintamente. Mi colpirono il linguaggio schietto e il piglio ironico, che stridevano alquanto con l&#8217;andatura piuttosto incollata e vagamente soporifera del classico meeting scientifico di allora.</p>
<p>Passato io al giornalismo scientifico e lui alla divulgazione (tra le altre cose che ha fatto) l&#8217;ho poi reincrociato molte altre volte come intervistato, co-panelist (<a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/quasi-artificiale-la-vita-al-tempo-della-biologia-sintetica/">come qui</a>) o come sempre frizzante commensale a margine di qualche meeting o evento.</p>
<p>Nel lontano 1998 un incrocio  divertente che con altri sarebbe andato peggio. Avevo publicato su Tempo Medico la <strong>recensione di un suo libro</strong> che mi era piaciuto solo a metà e dove segnalavo un evidente errore di distrazione: c&#8217;era scritto che la mucca pazza (che allora faceva notizia) era causata da un virus! Qualche tempo dopo ci trovanno nella stessa tavolata ad un evento e lui collegò la recensione al sottoscritto. Anche se dalla sua <strong>mimica felina</strong> traspariva che gli giravano per il “refuso”,  non diede a vedere il minimo fastidio di fronte alla critica  di un tizio sconosciuto (io) che aveva scritto fino ad allora tre articoletti in croce. Finì in  una risata e lui attribuì ovviamente la colpa dell’errore a qualche redattore.</p>
<p>Il suo <strong>carattere sornione</strong> era leggendario. Un aspetto curioso che forse ho notato solo io, ma mi ha sempre divertito era la sua capacità di assopirsi durante le tavole rotonde quando parlavano gli altri, ma di riprendere perfettamente il filo del discorso appena toccava a lui, con osservazioni argute che tenevano conto di tutto quello che era stato detto. Pareva non essersi perso neanche una parola- oppure aveva le idee talmente chiare da sapere in anticipo cosa avrebbe detto tizio o caio. Non l&#8217;ho mai capito.</p>
<p>Per  lui che arrivava dalla Fisica ma che aveva lavorato vent’anni nel campo allora pionieristico della genetica molecolare, con un lungo sodalizio con Antonio Simeone, un altro grande della Biologia italiana, la notorietà scientifica di Boncinelli ebbe un picco ripido legato al lavoro fondamentale sugli omeobox &#8211; sequenze di DNA che dirigono lo sviluppo embrionale- per poi calare  quasi altrettanto velocemente negli anni a venire. La mia personale spiegazione &#8211; forse errata- è che semplicemente si era stufato di fare sempre la stessa cosa- come molte persone dall&#8217;intelligenza fuori dal comune- dedicandosi alle altre sue passioni: divulgazione, scrittura, psicoanalisi, citando solo quelle che conosco.</p>
<p>Nel <strong>mondo iper-targettizzato e verticale di oggi</strong> dove <strong>l&#8217;eclettismo è sistematicamente penalizzato</strong> e se fai un contenuto appena fuori dal recinto gli algoritmi ti massacrano, la figura di Boncinelli resterà un esempio raro e invidiabile di chi ha voluto e saputo fare le cose che gli piacevano.</p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/dado-boncinelli-eclettico-sornione/">Dado Boncinelli, eclettico sornione</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La medicina ha bisogno di più Darwin: conversazione con David Quammen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 12:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Univadis.it Maggio 2025. La medicina ha bisogno di Darwin: conversazione con David Quammen</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/la-medicina-ha-bisogno-di-piu-darwin-conversazione-con-david-quammen/">La medicina ha bisogno di più Darwin: conversazione con David Quammen</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La medicina ha bisogno di Darwin: ua lunga conversazione <a href="https:/www.univadis.it/viewarticle/medicina-deve-riscoprire-darwin-conversazione-scrittore-2025a1000fzf"> con David Quammen</a>, celebre autore di Spillover- il libro su pandemie e zoonosi scritto nel 2012 che anticipò- con scientifica precisione- l&#8217;epidemia di Covid-19). Tra un paio di ottime cene abbiamo spaziato tra pandemie, aviaria, Trump Darwin e il mestiere di scrittore. David è un personaggio unico e una voce autorevole e originale, oltre che un tipo davvero simpatico con cui è impossibile non fare amicizia. Off the record, una piacevolissima chiacchierata sulle passioni in comune oltre la scienza, come il kayak, la montagna e l’outdoors. </p>
<p>https://www.univadis.it/viewarticle/medicina-deve-riscoprire-darwin-conversazione-scrittore-2025a1000fzf</p>
<p> </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="IMG_0049.jpeg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/06/IMG_0049.jpeg" alt="IMG 0049" width="600" height="450" border="0" /></p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/la-medicina-ha-bisogno-di-piu-darwin-conversazione-con-david-quammen/">La medicina ha bisogno di più Darwin: conversazione con David Quammen</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che fine faranno i dati di 23andMe?</title>
		<link>https://www.greedybrain.com/divulgazione/che-fine-faranno-i-dati-di-23andme/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=che-fine-faranno-i-dati-di-23andme</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:36:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le Scienze, 8 Aprile 2025. La grande banca dati commerciale di DNA è in bancarotta, e ci si interroga sulla custodia dei dati che ha raccolto finora e sulla tutela della privacy di milioni di utenti</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/che-fine-faranno-i-dati-di-23andme/">Che fine faranno i dati di 23andMe?</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’azienda californiana 23andMe, fondata nel 2006, ha inaugurato l’era della genomica di consumo (direct to consumer genomics, in inglese) dove con pochi click e un campione di saliva chiunque può scoprire tratti genetici curiosi, ottenere informazioni sulla predisposizione a malattie e fare ricerche genealogiche alla ricerca di parenti e delle proprie origini etniche.</p>
<p>Concepita come un vero e proprio social network genetico, 23andMe ha raccolto oltre 15 milioni di profili genetici e raggiunto una capitalizzazione in borsa di sei miliardi di dollari nel 2021. Poi, una lenta ma inesorabile discesa culminata il 23 marzo scorso con la bancarotta. Come ha fatto a finire sul lastrico una delle più famose aziende della Silicon Valley, nata sotto l’egida di Google (la co-fondatrice Anne Wojcicki è stata la moglie di Sergey Brin e la sorella Susan Wojcicki ha diretto per quasi dieci anni Youtube)? E soprattutto che fine faranno i dati genetici di milioni di clienti? (segue…)</p>
<p>https://www.lescienze.it/news/2025/04/08/news/dati_genetici_23andme-18867958/</p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/che-fine-faranno-i-dati-di-23andme/">Che fine faranno i dati di 23andMe?</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tuo cugino è un serial killer?</title>
		<link>https://www.greedybrain.com/divulgazione/tuo-cugino-e-un-serial-killer/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tuo-cugino-e-un-serial-killer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 17:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cold case]]></category>
		<category><![CDATA[crime]]></category>
		<category><![CDATA[dna]]></category>
		<category><![CDATA[indagini forensi]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[test DNA tumori]]></category>
		<category><![CDATA[yara gambirasio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Scienza, Marzo 2025. La genealogia investigativa rivoluziona le indagini criminali, risolve casi impossibili e solleva nuove sfide etiche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Serio Pistoi</p>
<p>Il 24 Aprile 1981 tre ragazzi che passeggiano lungo una strada a Troy, in Ohio, notano una giacca abbandonata in un fosso. E’ un poncho di pelle di daino con le frange, come andava di moda all’epoca. Incuriositi, siavvicinano per prenderlo. Dentro l’indumento scoprono il cadavere di una giovane donna che giace in posizione fetale, scalza. Terrorizzati, chiamano la<br />polizia. L’autopsia rivelerà che è stata picchiata e strangolata, probabilmente<br />il giorno prima del ritrovamento. Un campione di sangue della ragazza viene<br />prelevato e conservato ma per 37 anni quel corpo resterà noto solo con lo<br />pseudonimo “Buckskin Girl” ( in Inglese “buckskin” indica  la giacca in pelle di daino come quella che indossava). Nel 2001 viene estratto il DNA dal campione di sangue conservato della vittima ma non corrisponde a nessun profilo presente nelle banche dati  della polizia. Nel 2018 si fa strada una strategia di identificazione genetica mai tentata prima. Si chiama Investigative Genetic Genealogy (IGG, genealogia genetica investigativa)  e consiste nell’identificare un DNA ignoto anche se non è presente in nessuna banca dati, attraverso il confronto con il DNA di parenti anche lontani che possano aiutare a ricostruire l’albero familiare e arrivare ad associare il campione ad una persona. Dal DNA della Buckskin Girl viene creato un profilo genetico e il file del profilo viene caricato su una piattaforma genealogica da poco apparsa in rete chiamata GEDmatch, di proprietà di una azienda privata, <br />dove milioni di persone inviano i loro profili genetici proprio alla ricerca delle loro parentele. Gli algoritmi della piattaforma confrontano il DNA della ragazza con la sua enorme banca dati, come se fosse il campione di un qualunque cliente del sito, e trova dei lontani cugini della vittima. Da lì si ripercorre l’albero familiare fino a trovare una famiglia e dare finalmente un nome ai poveri resti:  appartengono a  Marcia Lenore King, di Little Rock in Arkansas, 21 anni all’epoca dell’omicidio, che girava l’America in autostop.</p>
<p>L’identificazione  della  Buckskin Girl, rimasta senza nome per quasi quattro decenni, segna il  battesimo ufficiale della IGG come primo caso in cui la tecnica è impiegata con successo….(segue)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="Screenshot 2025-07-02 alle 18.19.50.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/07/Screenshot-2025-07-02-alle-18.19.50.jpg" alt="Screenshot 2025 07 02 alle 18 19 50" width="599" height="386" border="0" /></p>
<p>https://www.lescienze.it/archivio/articoli/2025/03/28/news/tuo_cugino_e_un_serial_killer-18783751/</p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/tuo-cugino-e-un-serial-killer/">Tuo cugino è un serial killer?</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>OGM, TEA e Ecopirla: quando le reti da pollaio non bastano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 09:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[divulgatore scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Gene editing]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[piante geneticamente modificate]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sergio pistoi]]></category>
		<category><![CDATA[TEA]]></category>
		<category><![CDATA[vite ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca applicata deve dotarsi  di persone che sappiano leggere e gestire il mondo reale, non solo di brillanti scienziati</p>
<p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/ogm-tea-e-ecopirla-quando-le-reti-da-pollaio-non-bastano/">OGM, TEA e Ecopirla: quando le reti da pollaio non bastano</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-16.41.39_855df16a.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/02/Immagine-WhatsApp-2025-02-13-ore-16.41.39_855df16a.jpg" alt="Immagine WhatsApp 2025 02 13 ore 16 41 39 855df16a" width="599" height="399" border="0" /></p>
<p>Un post del genere non può che iniziare con l&#8217;indignazione incondizionata per l&#8217;ennesima <a href="https://www.avvenire.it/economia/pagine/attacco-vite-tea-valpolicella">distruzione vandalica nottetempo</a> di un campo sperimentale di vitigni <a href="https://www.lescienze.it/news/2023/06/13/news/ogm_tea_tecniche_genomiche_regolamenti_confusione_termini-12365070/">TEA </a> e mi adeguo. Quindi premetto: amici ricercatori, consideratevi solidarizzati, compatiti e co-indignati dal sottoscritto. Sull&#8217;idiozia di questi gesti e di chi li compie c&#8217;è poco da discutere. Sui presupposti animaleschi di attaccare una qualunque tecnologia e non -eventualmente &#8211; una sua specifica applicazione, ho già scritto ampiamente da queste parti.</p>
<p>Detto questo, <strong>l&#8217;idiozia di quegli  ecopirla  è pari solo alla ingenuità  di chi ha messo a dimora quelle piantine</strong> con tanto di cerimonia pubblica e giornalisti e p<strong>roteggendole con  qualche rete da pollaio</strong> (quelle che si vedono nelle immagini, che dalle mie parti non terrebbero lontano neanche i cinghiali) e (a quanto si legge) con qualche telecamera atta a immortalare il folle gesto. Come se le minacce non fossero state chiare, come se il campo non fosse geolocalizzato obbligatoriamente per una legge punitiva verso la sperimentazione, come se gli ecopirla non avessero già sistematicamente e <a href="https://www.ilpost.it/2024/06/21/distrutto-campo-riso-sperimentale-ris8imo-pavia/">impunemente distrutto</a> per anni tutto quello che è già stato piantato e non è di loro gradimento. A giugno scorso la comunità scientifica aveva già pianto e lanciato petizioni per la <a href="https://www.ilpost.it/2024/06/21/distrutto-campo-riso-sperimentale-ris8imo-pavia/">vandalizzazione di un campo sperimentale TEA</a> di riso. </p>
<p>Cosa faceva pensare che stavolta sarebbe stato diverso?</p>
<p>Non voglio colpevolizzare le vittime, che poi siamo soprattutto noi contribuenti e futuri beneficiari di queste tecnologie, ma i<strong>l debriefing dopo questi fatti dovrebbe essere un atto dovuto e </strong>una  misura strategica essenziale per evitare di ripetere gli errori. La domanda pertanto è d&#8217;obbligo: <strong>quante volte ancora vogliamo rimettere a dimora piantine indifese per poi piangere e scrivere petizioni in lacrime?</strong></p>
<p>Da persona abituata a ragionare strategicamente, maniaco dell’analisi  <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/SWOT_analysis">SWOT</a>, non riesco a immaginare una pianificazione in cui non si prenda in considerazione la “T” di “threats”. Non riesco a capire come in un progetto del genere  non si sia prevista la possibilità, o meglio la certezza di un attacco, e la necessità di misure di prevenzione adeguate. Cosa che evidentemente non è stata fatta. </p>
<p>Posto che la geolocalizzazione è obbligatoria, <strong>perché non adottare misure di sicurezza più solide?</strong></p>
<p>Considerata la posta in gioco di cui è giustamente investita questa tecnologia (il futuro dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;economia e per traslato la possibilità futura di mettere del cibo sotto i denti) non sarebbe stato il caso di valutare meglio il posizionamento, le misure di sicurezza, anche solo prevedere un budget  per un servizio di vigilanza, tipo quelli che controllano attività ben meno vitali come le autorimesse o i negozi? Chiedo da contribuente prima ancora che da commentatore. Chi ha rivisto, approvato e finanziato questo progetto ha valutato questi aspetti essenziali e ha dato loro il giusto peso?</p>
<p>Posso solo dire che se un dossier del genere fosse passato sulla mia scrivania (non succederà mai) non avrei mai approvato il funding di un progetto del genere senza  un budget e misure di sicurezza adeguate, per il chiaro e prevedibile  rischio di distruzione e spreco. Mi pare chiaro che questi aspetti siano stati presi alla leggera e mi spiace che siano assenti  dal dibattito ex ante ed ex post di questi eventi. </p>
<p>In questo atteggiamento <strong>si percepisce  la distanza tra una certa classe di ricercatori, il mondo reale e il senso pratico</strong> Se  non sei in grado neanche di contrastare le mosse prevedibilissime di due minus sabens che saltano una rete come puoi ambire ad incidere sulla società e sul dibattito pubblico?</p>
<p>Se<strong> la ricerca vuole davvero incidere sulla società</strong> e il futuro <strong>deve dotarsi al suo interno anche di persone che sappiano leggere e gestire il mondo reale, </strong>di professionisti con mentalità e approccio strategico nel campo del project management e della <strong>comunicazione </strong>e non solo di brillanti scienziati, passacarte e istrioni da festival. Lo scrivo ormai da 25 anni e non mi sono stancato (un po’ si ma non ditelo in giro).</p>
<p>La ricerca applicata che risolve i problemi reali deve scrollarsi di dosso l&#8217;odiosa patina di superiorità morale ed intellettuale per cui &#8220;il mondo prima o poi dovrà capire e nel frattempo insistiamo&#8221; e sporcarsi le mani con le storture del mondo, perché tanto esistono ed esisteranno sempre. </p>
<p>Facilities di ricerca più facilmente difendibili, una più attenta valutazione di quello che succede fuori dalle mura degli atenei sono un investimento migliore di molti discorsi e piagnistei. Altrimenti si può sempre restare a fare ricerca di base in laboratorio, che va benissimo, e lasciare ad altri le applicazioni.</p>
<p>Amici ricercatori, <strong>siamo dalla stessa parte ma vi dò una notizia: Il mondo là fuori è vario e pieno di gente stupida, cattiva, polarizzata</strong>, violenta e pronta a sganciare il napalm sulle piantine che avete messo a dimora con tanto amore, sui vostri cellule, sui vostri modelli animali. Lo sapete benissimo perché lo hanno sempre fatto. Mentre cercate di cambiare la percezione pubblica (e anche lì avrei parecchio da dire sui risultati) provate anche a difendere materialmente il vostro perimetro. E’  brutto, avete ragione, ma è il mondo che non è simpatico.</p>
<p>Amici, promettetemi che con le prossime piantine proverete a dare del filo da torcere agli eco-pirla. Se non per voi, fatelo almeno per loro, che ormai saranno perfino imbarazzati a tornare vittoriosi nei loro covi pirleschi senza neanche un po&#8217; di fatica.</p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/ogm-tea-e-ecopirla-quando-le-reti-da-pollaio-non-bastano/">OGM, TEA e Ecopirla: quando le reti da pollaio non bastano</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Agent of Chaos: come funziona la comunicazione di Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[serioga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 12:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cosa mira  la comunicazione del presidente americano, forgiata sui social media.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" title="41F34LRljlL._AC_UY1000_.jpg" src="https://www.greedybrain.com/divulgazione/files/2025/02/41F34LRljlL._AC_UY1000_.jpg" alt="41F34LRljlL AC UY1000" width="371" height="398" border="0" /></p>
<p> </p>
<p>Cosa c’è davvero dietro alle parole di Donald Trump?<br />In questo post proverò a decodificare la strategia comunicativa del presidente americano e le sue esternazioni, evitando di esprimere giudizi (per nulla positivi) sul personaggio e tenendomi alla larga dalle  analisi politiche anche se ormai, come si vede, la politica la decidono le piattaforme di comunicazione. Concentriamoci dunque sugli aspetti comunicativi che possiamo sintetizzare come segue:</p>
<p><strong>La dottrina comunicativa di Trump si basa essenzialmente sul caos.</strong></p>
<p>Le sue dichiarazioni sono (o appaiono) estemporanee e ondivaghe, non teme di contraddirsi perché sa che il suo target di riferimento non rileva le contraddizioni logiche e così facendo crea attorno a se un turbine di confusione che disorienta allo stesso modo gli avversari e gli alleati (che nella sua logica appaiono comunque come avversari).</p>
<p><strong>Trump è un prodotto dei social media</strong>, in particolare di Twitter e TikTok, e i<strong>l suo stile comunicativo si è forgiato su queste piattaforme</strong>. Assertività estrema, contenuti a valanga, dichiarazioni che si accavallano senza sosta e catalizzano l&#8217;attenzione in modo ipnotico. Lo scopo- proprio come nelle piattaforme- è non dare fisicamente il tempo al target di riflettere, pensare, esercitare una analisi critica e quindi agire di conseguenza. Mentre <strong>le testate di tutto il mondo fanno l&#8217;esegesi della sua ultima esternazione, Trump ne ha già sfornate altre quattro,</strong> spesso contraddicendo quelle precedenti.</p>
<p>E&#8217; una strategia ondivaga e distruttiva che demolisce la credibilità dell&#8217;intera nazione che si trova a dirigere, ma per lui funziona benissimo.  L’unico obbiettivo che sembra perseguire in modo coerente (già dal primo mandato, senza contare l’assalto al Campidoglio dei suoi) è  infatti il   caos- condizione essenziale per la democratura che sembra voler realizzare. La sua comunicazione, totalmente disintermediata e mutuata dalle piattaforme è funzionale a <strong>creare confusione, divisione e distrazione dal fallimento prevedibile dei traguardi reali rispetto alle promesse e agli slogan. </strong></p>
<p>Un esempio recentissimo (che domani sarà già dimenticato): <strong>l&#8217;esternazione pesantissima, di  Trump rispetto all&#8217;Ucraina (la guerra è colpa di Zelensky!)</strong>. Si tratta verosimilmente, un modo per distrarre tutti dal sostanziale fallimento dei colloqui con la russia del giorno prima, evento pubblicizzato come decisivo che non ha portato di fatto alcun risultato. il classico decoy, un fuoco di sbarramento il cui shock paralizza chi voglia analizzare e decodificare i risultati reali del giorno prima. </p>
<p>L’idea di base è sempre la stessa: se la dichiarazione di oggi è sempre più forte di quella di ieri, non c&#8217;è spazio e tempo per approfondire e ragionare. Ad ogni nuova esternazione, la posta deve salire, e ben preso rischia di arrivare oltre i limiti estremi. La ricerca di un nemico e non può fermarsi, trasformando alleati in avversari. La credibilità politica, economica e diplomatica diventa zero. La narrazione è destinata ad allontanarsi sempre più dalla realtà. Paura e odio sociale sfuggono dal controllo. Nulla di inedito nel mondo della comunicazione se non fosse, per la prima volta, lo stile distintivo e l&#8217;unica arma dialettica di un presidente americano. Che con una frase  può distruggere decenni di alleanze, equilibri e relazioni internazionali.  Di nuovo: caos, l&#8217;unico obbiettivo che si possa intravedere oggi in Trump.</p>
<p><strong>Enrico Mattei</strong> notoriamente si vantava di usare i giornali come taxi, pagando la corsa. Oggi, usare le <strong>piattaforme come taxi per creare realtà alternative</strong> funziona ancora meglio ma significa pagare un tassametro che arriva a cifre milionarie in pochi giorni. Stare a bordo per anni e non perdere rilevanza significa disporre di budget faraonici, oppure di potere di scambio ai più alti livelli- che è quello che vediamo abbastanza chiaramente con Trump.  Tutte insieme, le sette più <strong>grandi piattaforme social e web rappresentano in revenue meno del 2% del totale USA</strong>. Pochissimo rispetto ad altri settori, ma abbiamo visto i capi di queste piattaforme fare da vessilli (e a volte vassalli) dello show trumpiano.</p>
<p>Il potere sovradimensionato di queste piattaforme  non si basa sulla forza economica  ma <strong>sulla conoscenza e analisi dei target,</strong> la capacità di creare e presentare narrazioni alternative alla realtà diverse per ogni utente, con il risultato di far agire di pancia  milioni di persone contro il loro stesso interesse. Quando la tua proposta politica non esiste se non in una realtà parallela, hai bisogno di strumenti per far vivere i tuoi elettori in una realtà del genere e mantenerti  rilevante. In questo, lo stile comunicativo trumpiano non è così diverso da quello dei movimenti populisti europei, e da quello del cremlino, e nell&#8217;economia delle piattaforme queste realtà comunicative sono probabilmente più vicine e contigue di quello che si vede da fuori. </p>
<p><strong>Quali contromisure comunicative si possono attuare</strong> rispetto ad una strategia così distruttiva? </p>
<p>Una prima risposta è che <strong>il chiasso è sempre a vantaggio di chi lo crea, mentre il silenzio rischia di renderlo irrilevante. </strong></p>
<p>Un esempio positivo è quello offerto dalla <strong>Danimarca</strong> che di fronte alle esternazioni di Trump sulla <strong>Groenlandia</strong> ha scelto, strategicamente, il <strong>no-comment</strong> invitando i parter europei a fare altrettanto. Dal giorno dopo, Trump ha cambiato argomento, la rilevanza del suo discorso di colpo ha perso trazione e di quella cosa non si è quasi più parlato. Tornerà all&#8217;attacco con mezzi più concreti? Anche se fosse, averlo silenziato ed essersi presi  il tempo di reagire sarà stato comunque la migliore opzione. Se era solo una sparata, ancora meglio.</p>
<p><strong>Il deplatforming</strong> (letteralmente: togliere il podio da sotto i piedi) <strong>è la contromisura d&#8217;elezione per chi vive molto di visibilità e poco o niente di risultati.</strong> Quando Twitter (ancora non nelle mani di E.M) <strong>chiuse l&#8217;account di Trump</strong> fu un&#8217;azione plateale di deplatforming. La rilevanza di Trump crollò a tal punto che fu costretto a creare un suo social (non particolarmente di successo) e infine ad allearsi con il nuovo padrone di Twitter, pardon, X. Creare una piattaforma da zero non è per nulla facile, neanche per lui. </p>
<p>A medio termine, nel contesto di rapporti meno collaborativi con gli alleati di un tempo, l&#8217;Europa potrebbe (secondo me dovrebbe) anche <strong>valutare misure draconiane per limitare </strong>l&#8217;influenza delle piattaforme e dei troll. In caso contrario, milioni di elettori continueranno sempre più a votare e agire contro il loro stesso interesse,  convinti da notizie false e spesso ridicolmente assurde create a tavolino  e diffuse a pagamento sulle piattaforme social. </p>
<p>L&#8217; identificazione obbligatoria degli utenti che aprono un account (non necessariamente i dati sarebbero pubblici) sarebbe un primo passo, anche se parziale. Molto meglio sarebbe imporre alle piattaforme un diverso modello di business, basato sull&#8217;iscrizione a pagamento e non sulle inserzioni. Ma quella è un&#8217;altra storia. </p><p>The post <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione/agent-of-chaos-come-funziona-la-comunicazione-di-trump/">Agent of Chaos: come funziona la comunicazione di Trump</a> first appeared on <a href="https://www.greedybrain.com/divulgazione">Sergio Pistoi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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