<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265</id><updated>2024-09-23T06:15:52.864+02:00</updated><category term="Chaplin"/><category term="Leopardi"/><category term="Zibaldone"/><category term="febbre dell&#39;oro"/><category term="giacomone"/><category term="inquadrature"/><category term="omino"/><category term="the gold rush"/><title type='text'>Doppiovubi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://doppiovubi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>826</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-6261682618566814684</id><published>2023-10-21T08:10:00.000+02:00</published><updated>2023-10-21T08:10:03.232+02:00</updated><title type='text'>Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (5).</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Chiamatemi Ismaele.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima di svelare il Grande Segreto - invano per lunghissimi ventuno giorni (lasso di tempo mai casuale bensì psicologicamente voluto) avete compulsato questo blog, rimanendone delusi, fino a pensare sconsolatamente che la quinta - decisiva - puntata non sarebbe mai più arrivata - Doppiovubi dice: Non vi sto affatto consigliando di non combattere contro la Bestiaccia piumata entropica. Continuate a farlo, è necessario. Non dovete cessare la lotta. Non è giusto. E poi, siete &lt;i&gt;programmati &lt;/i&gt;per continuare a lottare &#39;fino alla fine&#39; (qualcuno lo chiama anche &lt;i&gt;istinto di sopravvivenza&lt;/i&gt;).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;importante è che sappiate bene che&lt;i&gt; avete già perduto. &lt;/i&gt;Sembra una banalità, ma basta poco per dimenticarselo. Fatevi un giretto al Parco Sempione, a Milano, alle sei di mattina.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;E&#39; ancora buio, ma alla fioca luce dei lampioni scorgerete frotte di uomini e donne che sbuffano, correndo a velocità variabile: tutti portano una strana Bestia appollaiata sulla loro spalla destra, che ridacchia mentre viene sballottata su e giù durante la corsa. Costoro credono di batterla. Costoro non hanno ancora capito niente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dunque, il pre-requisito imprescindibile, la condizione preliminare, il presupposto necessario, per accedere al Grande Segreto è quello di dare per persa la battaglia, e continuare a ripeterselo. Doppiovubi consiglia: andate davanti allo specchio, guardatevi negli occhi (resistendo alla tentazione di pensare a come attenuare qualche rughettina, perchè allora non avete capito un -diciamo- cavolo), e ripetete decine di volte, &lt;i&gt;Ho perso, ho perso, ho perso. &lt;/i&gt;Poi andate in cartoleria, se ancora ne esiste una, comprate un quaderno formato A5, possibilmente rossonero, e riempìtelo da cima a fondo con la ripetuta scritta&lt;i&gt;, Ho perso, ho perso, ho perso. &lt;/i&gt;Sia ben chiaro, per inciso, che tra il colore del quaderno e il contenuto del riempimento non vi è alcun nesso logico, era solo per suggerire un accostamento cromatico piacevole (o armocromia schleiniana che dir si voglia). &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fatto questo, possiamo cominciare a svelare il Grande Segreto per vincere Entropia. Ma come, Doppiovubi, non ci hai prima fatto comportare come l&#39;indimenticabile &lt;i&gt;serial killer &lt;/i&gt;di &lt;i&gt;Seven, &lt;/i&gt;suggerendoci atti compulsivi finalizzati a dirsi perdenti, e adesso sostieni che possiamo vincere Entropia?&amp;nbsp; Non è questa, forse, una lievissima contraddizione?&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;No.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima della puntata decisiva, che non è questa quinta, ma sarà la sesta (ebbene sì, là sopra Doppiovubi vi ha mentito), Doppiovubi vi dà un indizio preziosissimo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se intendete sconfiggere, &lt;i&gt;in qualche modo&lt;/i&gt;, ripeto, &lt;i&gt;in qualche modo,&lt;/i&gt; Carlsen, ha forse senso (a meno che non siate&amp;nbsp;Karthikeyan, ma si esclude che Karthikeyan legga il blog di Doppiovubi, se non altro per una questione di lingua) mettere tra voi due una scacchiera e chiedergli con un sorrisetto astuto &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;Magnus, dài, facciamo una partitina&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B. &amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/6261682618566814684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/6261682618566814684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/10/appollaiata-su-uno-scaffale-in-alto_21.html' title='Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (5).'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-1963469016691830544</id><published>2023-10-01T07:57:00.000+02:00</published><updated>2023-10-01T07:57:06.931+02:00</updated><title type='text'>Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (4).</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima di andare oltre, dobbiamo necessariamente passare in rassegna ciò che da sempre l&#39;essere umano ha escogitato per combattere Entropia. Cioè, andiamo per sottrazione. Ho scritto &#39;combattere&#39;, e non &#39;sconfiggere&#39;, perchè, come dicevo nei post precedenti, gli esseri umani combattono una battaglia persa in partenza, non combattono una guerra che pensano di poter vincere (ciò che vuol fare Doppiovubi). In realtà negano l&#39;evidenza, perchè, se fossero onesti con loro stessi, ammetterebbero la &lt;i&gt;vanità totale &lt;/i&gt;dei loro sforzi.&amp;nbsp; Ossia, puoi combattere finchè vuoi, ma sei destinato (e destinata, e destinat*) a soccombere (a meno che non ti affidi alla dottrina di Doppiovubi). Però costoro &#39;salvano le apparenze&#39;, e vanno avanti &#39;facendo finta che&#39;, &#39;come se&#39; il combattimento servisse a qualcosa. Dico &#39;esseri umani&#39; e non animali, perchè anche questi ultimi combattono, ma in virtù di istinto, e non a seguito di un ragionamento (ipoteticamente) libero. Dunque, ecco le strategie: ciascuno di voi le ha adottate, le adotta, le sta adottando, le adotterà, in tutto o in parte. Divertitevi (si fa per dire) a riconoscere quello che fate continuamente. In realtà sarà un riso amaro, se siete onesti con voi stessi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Costoro, dunque, costruiscono continuamente ipotesi su ipotesi, si chiedono perchè &lt;i&gt;è successo &lt;/i&gt;questo, e che cosa &lt;i&gt;succederà&lt;/i&gt; &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt; (il cervello, dicono alcuni neuroscienziati, non è nient&#39;altro che una macchina per costruire ipotesi causali e modelli probabilistici), e dunque anticipare il futuro, affinchè il loro futuro sia &lt;i&gt;migliore &lt;/i&gt;del loro presente; costoro accumulano &lt;i&gt;energia &lt;/i&gt;per vincere il disordine: nella società moderna, l&#39;energia, all&#39;esito delle trasformazioni, viene ormai quasi tutta incorporata nel &lt;span&gt;denaro, ossia il denaro incorpora l&#39;energia, anche psichica ed emotiva, che ci è voluta per ottenerlo; e via con le altre forme, le più disparate, di energia (fermo restando che, come diceva Richard Feynman, nessuno sa davvero &lt;i&gt;che cosa sia &lt;/i&gt;l&#39;energia): c&#39;è chi punta a incrementare l&#39;energia del proprio corpo, e così vive una vita &#39;sana&#39; - nattochinasi, curcuma e spirulina -, e c&#39;è chi mira ad accumulare, o a non sprecare, l&#39;energia in senso stretto, cioè quella descritta dalla fisica, di qui la follia de&lt;/span&gt;ll&#39;ossessione per il risparmio energetico globale, che trova la sua causa ultima in Entropia, la quale ride, appollaiata sul noto scaffale: grazie a &#39;più energia&#39; noi - dicono - riusciremo a combattere efficacemente Entropia. E poi costoro si ingegnano a inventare strategie per la &#39;gestione ottimale del tempo&#39;, strategie per una migliore &#39;organizzazione&#39; (oggi è tutto un &#39;organizzare&#39;, le relazioni si riducono ormai in gran parte soltanto a questo), strategie per &#39;mettere ordine&#39;, strategie per aumentare l&#39;attenzione, strategie per migliorare la concentrazione. Tutte queste ultime strategie si fondano sull&#39;aspetto quantitativo (ottenere &#39;di più&#39;, sempre di &#39;più&#39;), come se una maggiore quantità di risorse, e di risultati, potesse consentire di controbilanciare la perdita di risorse invariabilmente causata da Entropia, la quale rutta voluttuosamente dopo aver pasteggiato a nostre spese, lassù appollaiata. Poi ci sono i parassiti, gli esseri umani che sfruttano le energie e le risorse degli altri; lo scopo è sempre quello di combattere meglio Entropia. Mentre lui lavora, io dormo, quando lui è stanco io - bello fresco - mi pappo i suoi risultati (ma poi Entropia si pappa anche lui, il parassita, e sotto questo profilo Entropia esercita una certa qual &#39;giustizia&#39;). E c&#39;è il parassitismo cosiddetto &#39;lecito&#39; (lo sfruttamento dell&#39;uomo sull&#39;uomo) e quello illecito, ossia la delinquenza, che è una forma di parassitismo anti-entropico: si delinque, in ultima analisi, per combattere Entropia. Se eliminassimo dal mondo Entropia, probabilmente la delinquenza cesserebbe, quindi - se vogliamo - i suggerimenti di Doppiovubi potrebbero costituire un modello di riforma in tal senso, anzichè aumentare il personale delle cosiddette forze di polizia (le quali, a loro volta, per combattere Entropia, fanno come tutti, cioè si impegnano il meno possibile). E poi ci sono quelli che si credono furbi, cioè &#39;giocano d&#39;anticipo&#39; e sono per la &lt;i&gt;prevenzione&lt;/i&gt;: loro &#39;prevengono&#39; i problemi, sono plurivaccinati, fanno i check-up programmati, mettono in atto tutte le sicurezze possibili, sanitarie, assicurative e infortunistiche, fanno scorte, accumulano, pensano in anticipo alle evenienze, e soprattutto &lt;i&gt;comprano cose&lt;/i&gt;, perchè così si sentono più sicuri, ed ecco che qui Entropia si fa una &lt;i&gt;grassissima &lt;/i&gt;risata. Comprate, comprate pure. Poi ci sono quelli che approfittano di questi ultimi, cioè quelli che si arricchiscono perchè vendono le cose che quelli comprano, ed Entropia li guarda con commiserazione, perchè soccomberanno anch&#39;essi, una volta arrivato il Grande Momento (ma anche prima). Poi ci sono quelli che hanno sposato la &lt;i&gt;velocità&lt;/i&gt; : &#39;sagacemente&#39; hanno capito che se fanno più cose in meno tempo, &#39;si portano avanti&#39;, possono &#39;battere sul tempo&#39; Entropia, appunto; tu mi cacci indietro? va bene, accetto la sfida, tu Entropia mi mandi indietro a una certa velocità, ma io sono più veloce di te, faccio più cose che mi mandano avanti, e nel saldo vinco io, e così costoro sono Bianconigli sempre frettolosi, e adorano il dio Multitasking, si svegliano &#39;prima&#39;, e ottimizzano i tempi, non perdono nemmeno un secondo. Entropia, guardando di sottecchi l&#39;orologio, sorride. Poi ci sono quelli che vedono gli altri come potenziali &#39;ladri di risorse utili a combattere l&#39;entropia&#39;, e così diventano competitivi. Anzichè competere con Entropia, competono con gli altri esseri umani, ed è così che nasce il capitalismo, con la sua figlia prediletta, la competizione, che non è nient&#39;altro che una macro-st&lt;i&gt;rategia &lt;/i&gt;per combattere Entropia. Perchè i comunisti - quelli veri, quelli che non ci sono mai stati - non sono tollerati? perchè combattere il diritto di proprietà, e tutti i suoi corollari (tra cui la competizione per accaparrarsi le risorse a spese degli altri), significa in sostanza privare chi lo usa di uno strumento per combattere Entropia. Psicologicamente è devastante: è come togliere il pallone (nel senso di portarlo proprio a casa) a LAUTARO Martinez. Per cui gli americani, anzichè combattere Entropia in quanto tale e direttamente, combattono i comunisti, che vorrebbero privarli della loro arma principale. Poi ci sono i goduriosi, quelli che dicono Intanto godo, poi si vedrà (costoro fingono di fregarsene di Entropia, ma in realtà il loro essere viziosi disvela il terrore che hanno che tutto finisca); costoro hanno consacrato la loro vita al Benessere, in tutte le sue forme, ed Entropia banchetterà con loro per primi, perché di fatto sono le sue prede più facili, per tanti motivi che è inutile spiegare. Poi ci sono i furbacchioni, che vanno alla radice. Costoro dicono: visto che il mio desiderio (il &lt;i&gt;telos&lt;/i&gt;), il mio scopo di realizzare un certo ordine, è continuamente e inevitabilmente frustrato da Entropia, io fotto Entropia, &lt;i&gt;non desiderando più&lt;/i&gt;. Costoro vengono anche chiamati &#39;buddhisti&#39;, anche senza acca. Assomigliano molto a quel marito che per punire la moglie si tagliò i cosiddetti. Ciononostante, vedremo nell&#39;ultimo post che in questa loro idea c&#39;è un aspetto utile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Infine ci sono quelli (miliardi) che - come accade nella staffetta, in atletica leggera - fanno figli. Entropia, prima o poi, vincerà pure me, mi piegherà, ma io ho passato il testimone a mio figlio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; inutile che vi dica come reagisce Entropia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/1963469016691830544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/1963469016691830544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/10/appollaiata-su-uno-scaffale-in-alto.html' title='Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (4).'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-8796227003407060775</id><published>2023-09-22T19:13:00.000+02:00</published><updated>2023-09-22T19:13:07.494+02:00</updated><title type='text'>Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (3).</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ed ecco che un maldestro lettore di Doppiovubi (ossimoro), già esclama:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ho capito! Doppiovubi, in qualsiasi processo funzionale, intende isolare gli elementi essenziali da quelli non essenziali, e suggerisce, per combattere Entropia, di concentrare le nostre limitate risorse sugli elementi essenziali. Così, per esempio, è necessario curare il nostro cuore, ma trascurare le unghie dei piedi.&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non è così, Doppiovubi non suggerisce questo, per almeno due motivi. Primo, se così fosse, sarebbe una banalità, e Doppiovubi non dice mai banalità (meglio, le dice sempre, ma sostiene sempre di non dirle mai), perchè è troppo concentrato sugli elementi essenziali dei fenomeni. Secondo, Doppiovubi non intende semplicemente &lt;i&gt;combattere &lt;/i&gt;Entropia - lo facciamo tutti, continuamente, da sempre - , bensì intende &lt;i&gt;sconfiggere &lt;/i&gt;definitivamente Entropia (seppur a livello individuale, ci riusciranno soltanto quelli che seguiranno le prossime istruzioni di Doppiovubi). Soltanto a livello individuale? E&#39; anche vero che questa serie di post su Entropia potrebbe diventare virale, e quindi una massa critica di esseri umani potrebbe davvero sconfiggere Entropia, ma questo non accadrà, per almeno altri due motivi. Primo, se così fosse, Doppiovubi non potrebbe realizzare il suo progetto (si scoprirà quale), e Doppiovubi realizza sempre i suoi progetti (seppur con i suoi tempi, non propriamente fulminei). Secondo, è previsto che un post di Doppiovubi diventi virale, ma non questo. L&#39;Opus immortale di Doppiovubi, la cui bozza ascende -allo stato- a milletrecento pagine, ma nella stesura definitiva uscirà condensata in circa duecentodieci pagine (nessuno può tollerare milletrecento pagine nel 2024, che poi è il principale motivo per cui Guerra e Pace non lo legge più nessuno), inizia proprio col botto, ossia con un incredibile post scritto dal protagonista (in realtà, scritto da uno dei tre protagonisti) che diventa virale (il post, non il protagonista). In seguito a questo incredibile post, l&#39;umanità (nella &lt;i&gt;fiction&lt;/i&gt;) subisce uno scossone, il Sistema trema, e la vita del protagonista ovviamente cambia (non necessariamente in meglio). E&#39; evidente dunque che il post non viene scritto veramente in un blog reale, ma viene scritto in un libro di &lt;i&gt;fiction &lt;/i&gt;(scritto da Doppiovubi con la sua consueta maestria) che racconta di un post scritto su un blog fittizio; quindi il post (fittizio) diventa comunque virale ma in via mediata, cioè grazie al libro che contiene la &lt;i&gt;fiction&lt;/i&gt;. Ma l&#39;obiettivo - cambiare il senso comune e spostare l&#39;asse (concettuale) terrestre - viene (verrà, Doppiovubi realizza sempre i suoi progetti) comunque raggiunto. Ecco spiegato perchè questa serie di post non diventerà virale. Qualcuno eccepirà: non c&#39;è connessione logica tra il fatto che la viralità sarà caratteristica peculiare soltanto del post virtuale scritto nel libro di &lt;i&gt;fiction&lt;/i&gt; e il fatto che &lt;i&gt;questa&lt;/i&gt; serie di post sull&#39;entropizzazione di Entropia non sarà virale, ovvero: se questo post sarà virale o meno non lo decide Doppiovubi, e soprattutto Doppiovubi non può decidere che non sarà virale, se diventa virale lo diventa e basta, volente o nolente Doppiovubi (al massimo Doppiovubi può decidere ontologicamente, a monte, se pubblicarlo o meno). In realtà così non è, per almeno altri due ulteriori motivi. Primo, perchè proprio questa digressione, faticosissima a leggersi ed essenzialmente e strategicamente atta a scremare i lettori (come l&#39;&lt;i&gt;incipit &lt;/i&gt;de Il Nome della Rosa), impedisce &lt;i&gt;nel modo più assoluto&lt;/i&gt; che questa serie di post diventi virale. Al massimo può diventare soporifera, che poi, coi tempi che corrono, non sarebbe nemmeno un cattivo risultato. Secondo, perchè Doppiovubi ha sapientemente sparso un po&#39; di superbia e di arroganza tra queste parole, ed esse, superbia e arroganza, rappresentano le nemiche numero uno (e due) della viralità, anche se non della virilità.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;O forse no, forse si tratta soltanto di una squallidissima psicologia - sociale - inversa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8796227003407060775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8796227003407060775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/09/appollaiata-su-uno-scaffale-in-alto_22.html' title='Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (3).'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-4684153154879618618</id><published>2023-09-15T18:52:00.003+02:00</published><updated>2023-09-18T14:43:49.398+02:00</updated><title type='text'>Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (2).</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima di arrivare alle soluzioni - anzi, alla Soluzione - Doppiovubi deve ancora specificare meglio il suo pensiero.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per comprendere come funziona l&#39;entropia, e dunque per sconfiggerla, bisogna capire bene com&#39;è fatta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Essenziale, per questo, è il concetto di &lt;i&gt;telos&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; evidente che l&#39;entropia agisce su aggregati. Se parliamo di &#39;ordine&#39;, è necessario che ci siano più elementi aggregati tra loro, che &#39;funzionano&#39; insieme. Parliamo di &#39;congegni&#39; - naturali o artificiali. Un fegato non è un&#39;entità isolata: fa parte di un organismo, ha senso se è inserito in un corpo vivente. Da sè solo, un fegato è privo di significato, cioè, appunto, di una &lt;i&gt;funzione&lt;/i&gt;. Ma anche l&#39;interno del fegato è &#39;organizzato&#39;: ciascuna parte di esso - per &#39;funzionare&#39; - si avvale di altre parti più piccole, che sono &#39;ordinate&#39; per arrivare a un certo fine, il &lt;i&gt;telos&lt;/i&gt;, per l&#39;appunto. Ogni cellula epatica ha uno scopo - chiaramente non stiamo parlando di scopo cosciente e volontario (ma forse sì). E dentro ogni cellula epatica è contenuto un sistema complesso, che &#39;funziona&#39; a sua volta secondo un certo &#39;ordine&#39;. E così via, sempre più giù, fino agli atomi, e anche oltre, naturalmente. Un atomo è organizzato, al suo interno, secondo un certo ordine. Possiamo anche introdurre disordine nell&#39;atomo, e i giapponesi sanno bene che cosa succede in quel caso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se adesso torniamo su, dagli atomi alle cellule, e poi su fino al fegato, e poi su fino all&#39;intero organismo animale, constatiamo invariabilmente che ogni entità ordinata, è ordinata verso uno scopo. Il concetto stesso di &#39;ordine&#39; è in funzione di uno scopo, di un obiettivo. Il cilindro della Picasso, quello che si è rotto, intendo dire, aveva uno scopo, dettato dall&#39;uomo che lo ha progettato e costruito. Lo scopo del cilindro è quello di far salire e scendere un pistone, per far girare un albero (non chiedetemi di più). &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi, ecco, a un tratto qualcosa &#39;va storto&#39;, e lo scopo, il &lt;i&gt;telos&lt;/i&gt;, non si può più raggiungere. In questo gioco di scatole cinesi, dove una cosa è ordinata allo scopo di farne funzionare un&#39;altra, e poi quest&#39;ultima un&#39;altra, e poi un&#39;altra ancora, quando in tutta questa catena di &#39;strumentalità&#39; qualcosa &#39;va storto&#39;, &lt;i&gt;tutto quanto il sistema salta.&lt;/i&gt; Non si è rotta &lt;i&gt;tutta quanta &lt;/i&gt;l&#39;automobile, si è rotto &#39;soltanto&#39; un cilindro (e nemmeno tutto il cilindro, una piccola parte di esso). Eppure tutta quanta l&#39;automobile non funziona più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Entropia non ha bisogno di disordinare tutto il sistema nel suo complesso; Entropia&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;per arrivare al suo scopo&lt;i&gt; &lt;/i&gt;- curioso, Entropia distrugge gli scopi, ma a sua volta ha uno scopo (distruggere gli scopi), e chi distrugge lo scopo di Entropia? risposta: Doppiovubi - non ha bisogno di scompaginare tutto quanto. E&#39; sufficiente inserire un pochino di disordine in un punto qualsiasi dell&#39;algoritmo, in un punto anche minuscolo, e tutto quanto il sistema salta, appunto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un &#39;dentino&#39; della catena della bicicletta si rompe, e tu non la usi più.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4684153154879618618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4684153154879618618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/09/appollaiata-su-uno-scaffale-in-alto_15.html' title='Appollaiata su uno scaffale in alto a destra (2).'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-2872269321464615900</id><published>2023-09-08T06:54:00.004+02:00</published><updated>2023-09-08T07:03:00.568+02:00</updated><title type='text'>Appollaiata su uno scaffale in alto a destra.</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per Doppiovubi rimane imperscrutabile il motivo per cui, se egli pubblica un &lt;i&gt;post &lt;/i&gt;sulla transitorietà della vita, lo leggono in quattro gatti, mentre se discetta sull&#39;INTER i lettori sono molto, molto più numerosi. Può darsi che Doppiovubi non sia capace di trattare temi &lt;i&gt;elevati&lt;/i&gt; - Doppiovubi non è Agostino da Ippona - oppure può darsi che i lettori di Doppiovubi, perchè provati dall&#39;esistenza (e qui si ricorre in un circolo vizioso) semplicemente non abbiano alcuna voglia di confrontarsi con temi &lt;i&gt;alti&lt;/i&gt;. Oppure, più banalmente, tira più l&#39;INTER di un carro di buoi. E chi lo sa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Detto questo, oggi il Vostro amatissimo Doppiovubi vi porterà in territori tipicamente da quattro gatti. Il quinto gatto, e quelli successivi, sono avvisati: che se ne andassero subito a compulsare il loro caro &lt;i&gt;whatsapp, &lt;/i&gt;che certamente qualcuno vi avrà scritto qualcosa di vitale, da leggersi immediatamente.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Trattiamo dunque di una questione che dal 2007 a oggi (sedici anni, ma è dal 1824 che se ne parla) Doppiovubi ha trattato molte volte e sotto vari punti di vista, ossia (ri)parleremo della famigerata&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;ENTROPIA.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto quanto si muove ineluttabilmente verso il disordine, ovvero, il disordine aumenta. Le &#39;cose&#39; - genericamente dette - si deteriorano, si disgregano, si frammentano. Questo ormai lo sanno anche i bambini. Oggi Doppiovubi, che non è e che non ha un fisico, vuole analizzare l&#39;entropia sotto un particolare profilo, ossia quello &lt;i&gt;psicologico-emotivo.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Possiamo descrivere l&#39;esistenza - non solo umana, anche una pulce lo fa - come quel processo a tempo indeterminato attraverso il quale l&#39;essere vivente &lt;i&gt;continuamente e iterativamente &lt;/i&gt;cerca di porre rimedio all&#39;entropia. E così, le tue ascelle emanano un certo effluvio non piacevole, e tu le lavi - e poi le deodori. Il tuo stomaco reclama cibo, e tu&lt;i&gt; &lt;/i&gt;vi inserisci - attraverso una fessura posta più in alto - qualcosa di adatto&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;Le unghie dei tuoi piedi stanno ormai bucando i tuoi calzini, e tu le tagli con le forbicine. Ovviamente questi esempi non concernono direttamente l&#39;entropia, ma - &#39;di riffa o di raffa&#39; - a ben vedere l&#39;entropia indirettamente rappresenta la causa di tutti questi eventi: la colpevole è sempre l&#39;entropia. Il meccanismo è semplice: il disordine rovina la situazione di equilibrio faticosamente conquistata dall&#39;uomo (o dalla pulce)&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;e l&#39;uomo &lt;i&gt;reagisce&lt;/i&gt;, riportando la situazione in equilibrio (equilibrio percepito soggettivamente: un cammello non si preoccupa dell&#39;odore che emana, un dottore commercialista, prima di un&#39;importante riunione, sì). Equilibrio, disordine, reazione, equilibrio, disordine, reazione, equilibrio. E così via. La reazione dell&#39;uomo richiede energia. L&#39;uomo stesso - inteso quale organismo - è soggetto all&#39;entropia, con l&#39;andare del tempo la sua energia viene meno, e il giuoco è fatto. La reazione è sempre più blanda, e l&#39;entropia non molla, rimane costante nella sua irruenza. Fin qui, è abbastanza semplice. Cose dette e ridette, ma &lt;i&gt;repetita iuvant&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La Citroen Picasso di Doppiovubi - 98.000 km, immatricolata nel 2009, comprata (ovviamente usata) nel 2017 - il giorno 21 luglio 2023 ha deciso di cedere definitivamente all&#39;entropia. Doppiovubi e il Condore sono andati a Verona - a vedere l&#39;Aida (per inciso, alle 23:03 un&#39;acquazzone ha avuto la meglio sull&#39;equilibrio meteorologico, e ha interrotto la rappresentazione, ricominciata - cioè tornata in faticoso equilibrio - alle ore 00:16, con l&#39;Arena mezza vuota, e quei pochi rimasti, tra cui D&amp;amp;C, erano inzuppati e infreddoliti, perchè la temperatura notturna, dopo il temporale, era crollata a valori invernali). Al ritorno, il quarto cilindro del motore della Picasso si è rotto. Miracolosamente, in piena notte Doppiovubi e il C. sono riusciti a tornare a casa, senza (poter) superare gli 80 km/h, con conseguenti improperi dei camionisti che affollavano la A4, ignari del problema. Il capo meccanico dell&#39;officina ufficiale Citroen, con un certo sadismo, ha comunicato a Doppiovubi, qualche giorno dopo, che il cilindro non risponde, non c&#39;è compressione, e che per revisionare il motore occorrono almeno cinquemila euro (naturalmente l&#39;officina è direttamente collegata all&#39;attiguo concessionario, che si è subito occupato di &lt;i&gt;proporre il nuovo&lt;/i&gt;). Ovviamente si rottama. Se confrontiamo il primo giorno in cui Doppiovubi mise le mani sul volante della Picasso (2017) con la notte del 21 luglio 2023 (rottura del motore), le emozioni di Doppiovubi sono molto diverse. Nel 2017 Doppiovubi ha rimesso l&#39;entropia in equilibrio - sotto il profilo del possesso e uso di un discreto mezzo di locomozione; nel 2023 il disordine ha vinto di nuovo, e ha distrutto questo equilibrio. Nel 2017, soddisfazione e una certa qual contentezza. Nel 2023, disappunto e una certa qual frustrazione. Secondo lo schema innanzi delineato, dovrebbe seguire una &lt;i&gt;reazione &lt;/i&gt;di Doppiovubi, cioè il tentativo - che richiede energia, incorporata in moneta - di riportare in equilibrio la situazione, quanto meno in ambito &lt;i&gt;automotive&lt;/i&gt;. Nel frattempo l&#39;entropia osserva placidamente e dice Tranquillo, qualsiasi reazione avrai, prima o dopo vinco io. Così, Doppiovubi deve immettere energia (diconsi euro) nel sistema. Premesso che Doppiovubi di energia non ne ha (in ogni senso), è escluso che egli si compri una macchina nuova. Doppiovubi non ha mai avuto in tutta la sua vita una macchina nuova. Doppiovubi ha sempre pensato Sarebbe bello avere una macchina nuova, e poi ha sempre pensato Non avrò mai una macchina nuova. Doppiovubi, rassegnato, visti i prezzi del nuovo, e preoccupato del fatto che domattina Ursula si svegli e ci dia venti minuti venti -da adesso- per passare tutti all&#39;elettrico puro, è così entrato nel meraviglioso mondo-ginepraio del Noleggio a Lungo Termine, e ha scoperto che, appunto, prima entri in una specie di Eden, e poi, un po&#39; alla volta, ti rendi conto di un fatto che potevi ben prevedere ancor prima di entrarvi, cioè che gli asterischi ti avviluppano da tutte le parti e ti sussurrano Ma no, se mangerai di quel frutto - se firmerai il contratto triennale - diventerai come Dio. Doppiovubi pensa che alla fine, forse, non mangerà di quel frutto, troppi asterischi. Così, le ipotesi - inizialmente quattro, rimanere senza macchina, anzi cinque, rimanere senza macchina, rubarla, anzi sei, rimanere senza macchina, rubarla, farsela temporaneamente prestare dalla suocera &#39;e poi vedremo&#39;, comprarla nuova, entrare nel mondo degli asterischi del NLT, o, infine, comprarla usata, si riducono tristemente a una, quella della suocera, una Citroen C3 del 2008, un po&#39; piccolina ma funzionante, che tanto la suocera la usa poco o niente. Attenti lettori diranno Hai trascurato l&#39;ipotesi del furto e quella dell&#39;usato (oltre che quella del &#39;rimanere senza&#39;). Il furto no, perchè Doppiovubi non è capace di aprire una macchina senza chiavi e di collegare i fili (come farebbe Matt Damon nei panni di Jason Bourne), e poi sarebbe scomodo, ogni volta che la usi, chinarsi sotto il volante e collegare i fili, anche sapendolo fare, e l&#39;usato no, perchè il Condore ormai si era fatta la bocca all&#39;Eden, ritenendo erroneamente che ti concedessero &lt;i&gt;supercar&lt;/i&gt; a rate risibili, e se adesso proponi al Condore l&#39;usato ti dice subito No, vista l&#39;esperienza della Picasso, oppure emette frasi (abbastanza sensate) del tipo E se poi ci lascia di nuovo a piedi, oppure Con l&#39;usato non sai mai cosa vai a comprare, e altre banalità simili che - per carità - diciamo tutti. E&#39; rimasta fuori l&#39;ipotesi del rimanere senza macchina, perchè Doppiovubi pure ci riuscirebbe - immettendo energia supplementare -, ma pare che le persone normali non ci riescano, e Doppiovubi non vive da solo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Intanto l&#39;entropia, appollaiata su uno scaffale in alto a destra, osservava sorniona, dicevamo, tutti questi eventi. Osservava gli abiti inzuppati durante l&#39;Aida, dalle 23:03, osservava gli sforzi di Doppiovubi per non far spegnere il motore in autostrada alle 02:15, osservava i coniugi discutere animatamente - e animosamente - su quale delle sei soluzioni fosse praticabile, e sorrideva placidamente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A questo punto, Doppiovubi si è rotto le palle, e - avendo sentito ogni tanto dei bofonchi e delle sommesse risatine - si è girato verso lo scaffale in alto a destra, ha guardato l&#39;entropia nelle pupille nero-gialle da gufo e le ha detto con rabbia:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Adesso basta.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;entropia ha chiuso il becco, e ha taciuto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi: - Ho capito che sinora stai vincendo tu, ma adesso basta. Va bene tutto, ma piantiamola.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Entropia: - Che cosa vorresti che facessi, che mollassi la presa? che lasciassi che l&#39;ordine prosegua immutato? il mio compito è quello di aumentare il disordine. E lo svolgo bene. Nulla si sottrae a me.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Detto questo, Entropia chiuse gli occhi e si mise a dormire. Doppiovubi avrebbe voluto svegliarla - ossia tirarla fuori violentemente dal tentativo di ritrovare uno stato di equilibrio dopo la stanchezza (anche il sonno è una reazione all&#39;entropia), in una originalissima forma di paradossale &lt;i&gt;nemesis&lt;/i&gt;,&amp;nbsp; ma non lo fece. Guardò Entropia dormire e si disse Anche Entropia è soggetta all&#39;entropia. Rimase dunque a guardarla e quell&#39;ultima frase di Entropia - &lt;i&gt;nulla si sottrae a me &lt;/i&gt;- gli continuava a ronzare in mente.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pensò che effettivamente le sue ascelle avrebbero - prima o poi - a onta di qualsiasi deodorante, in spray o crema, a onta di qualsiasi progresso tecnologico-chimico, e di qualsiasi nuova crema anti-odore, le sue ascelle avrebbero emesso effluvi negativi. Pensò che avrebbe di nuovo avuto fame, non c&#39;era modo di saziarsi in modo definitivo. Pensava che, anche tagliando molto bene le sue unghie dei piedi - peraltro sempre più dure, con il passare degli anni - più tardi i suoi calzini sarebbero stati di nuovo a rischio. &lt;i&gt;Nulla si sottrae a me.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pensò che effettivamente, anche comprando la nuova C3&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;che l&#39;onesto concessionario gli aveva proposto, scontata, a soli euro sedicimila/00, così bella nel &#39;salone&#39;, lucida, profumata&lt;i&gt; &lt;/i&gt;dentro e fuori, con i cerchioni luccicanti e i copertoni su cui avresti potuto mangiare, anche comprandola spendendo soli euro sedicimila/00 (&lt;i&gt;by cash&lt;/i&gt;, chissà quanto TAEG ci sarebbe voluto a rateizzarla, meglio non pensarci, sono cose che è meglio non sapere), facendo un grosso sforzo, economizzando ancor di più su tutto, rinunciando a molto, avrebbe finalmente messo le sue mani su quel volante, il primo giorno in strada, e sarebbe stato &lt;i&gt;felice&lt;/i&gt;, un po&#39; &lt;i&gt;felice&lt;/i&gt;, abbastanza &lt;i&gt;felice&lt;/i&gt;, ma poi sarebbe venuto un secondo giorno, e la C3 sarebbe stata sempre più &lt;i&gt;conosciuta&lt;/i&gt;, e sarebbero gradualmente emersi dei difetti, dapprima marginali, e poi ci sarebbe stato il terzo giorno, e Doppiovubi avrebbe trovato in quel parcheggio un segno, avrebbe sperato che fosse un segno di sporco, e allora avrebbe inumidito il polpastrello con un po&#39; di saliva, e - accidenti, non è sporco, il segno non se ne va, il segno avrebbe chiamato nome, e sarebbe diventato un &lt;i&gt;graffio. &lt;/i&gt;E poi il quarto, il ventesimo, il centesimo giorno, è passato un anno da quando abbiamo comprato la C3, forse abbiamo sbagliato, è bellina, sì, però, &lt;i&gt;a posteriori &lt;/i&gt;son tutti bravi, in quel momento ci sembrava la scelta migliore, forse una Focus&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;lasciamo stare. &lt;i&gt;Nulla si sottrae a me.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pensò che effettivamente - sotto il profilo emotivo e psicologico - la vita, il percorso terrestre di tutti gli esseri umani, si muove secondo questa curva dall&#39;andamento sinusoidale, appena hai battuto l&#39;entropia, sul breve&lt;i&gt;, brevissimo&lt;/i&gt;, periodo - lavando le ascelle con cura, mangiando bene e a sazietà, e tagliando le unghie addirittura dal &lt;i&gt;pedicure -&lt;/i&gt;, la curva della soddisfazione si alza, ma poi Entropia entra in azione, e la curva si abbassa, e tu reagisci per trovare nuova soddisfazione, e compri la C3, ma poi, vabbè abbiamo capito. La ricerca di un piccolo, fugace benessere. Far finta continuamente che Entropia non entrerà in azione. Far finta di aver trovato un Equilibrio, anzichè un equilibrio. Ma non è così, perchè basta allargare lo spettro temporale, al medio e soprattutto al lungo periodo, per capire che nulla si sottrae a lei.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E mentre osservava Entropia dormire, senza disturbarla, Doppiovubi pensava, Ci deve essere un modo. Mise da parte le soluzioni &lt;i&gt;ingegneristiche &lt;/i&gt;al Problema. Un Ingegnere - le maiuscole stanno abbondando troppo in questo post - avrebbe detto, tra le altre cose, Avere meno &#39;cose&#39; riduce l&#39;energia necessaria per contrastare l&#39;entropia. Giusto. E&#39; chiaro che se hai un telefono fisso, e basta, col filo per giunta, le probabilità che si rompa - detto meglio: &lt;i&gt;che la tua comunicazione con l&#39;ambiente esterno sia interrotta a seguito di un guasto &lt;/i&gt;- si riduce molto. Se hai un iPhone 14 il cavo di alimentazione si può rompere, i circuiti del jack spannarsi, il software da aggiornare non aggiornarsi, puoi dimenticare come si fa a fare questo o quello (la memoria umana stessa è soggetta a entropia), e così via, potremmo trovare centinaia di applicazioni dell&#39;entropia, e se poi hai uno smartTV uno smartWatch uno smartSailcazzo, tutti collegati tra loro, le probabilità di trovarsi in difficoltà aumentano. Astraendo, più emerge complessità, più il terreno è fertile per la discesa in campo - vincente - di Entropia: motivo per cui la vita c.d. moderna è diventata letteralmente un inferno e la gente è sempre più stressata. Paradossalmente, se vuoi spostarti - per brevi tratti - è meglio una vecchia bicicletta - possibilmente senza cambio - piuttosto che una Tesla. Entropia, al massimo, può farti saltare un freno, ma è evento abbastanza raro e tutto sommato facilmente rimediabile. Dentro la complessità di una Tesla, Entropia si frega le mani e si butta a pesce. Al che, sui lunghi tratti puoi reagire col treno - possibilmente un treno senza aria condizionata e senza riscaldamento, con tecnologia degli anni &#39;80 e poca elettronica - e così via. Sostanzialmente si tratterebbe del &lt;i&gt;downshifting&lt;/i&gt;, ma Doppiovubi non stava cercando soluzioni ingegneristiche. Mise Doppiovubi da parte anche le soluzioni religiose. Mentre Doppiovubi scriveva Anche se mangi avrai di nuovo fame, gli venne in mente ovviamente Gesù con la samaritana, al pozzo, e Gesù disse proprio questo, in perfetto tema con Entropia, se bevi l&#39;acqua che ti darò io, non avrai mai più sete. E Doppiovubi, lo sapete, ci crede, e non ha dubbi che nell&#39;altra vita non avremo più sete (se accetteremo Gesù). Ma ora Doppiovubi non stava pensando a soluzioni religiose, stava pensando al qui e ora. Qui e ora Entropia, con i suoi artigli, è inesorabile. E Doppiovubi continuava a pensare a quella curva sinusoidale, sulla quale si collocano i nostri desideri, le nostre paure, le nostre frustrazioni, le nostre speranze, sostanzialmente più ci pensava più Doppiovubi si convinceva che la nostra vita, le nostre vite, non sono nient&#39;altro che quella curva lì. E ciò che non gli andava giù era il momento in cui la curva scendeva, corrispondente a una immediata reazione da parte del soggetto, per disperatamente riportare la curva su. E così Doppiovubi studiava gli esseri umani, impegnati freneticamente nelle loro attività, nello spuntare le loro miserabili &lt;i&gt;to do list &lt;/i&gt;quotidiane, e li vedeva muoversi su quella curva, alla disperata ricerca di un innalzamento. E diceva loro, silenziosamente Guarda che la curva, per quanto tu ti impegni, tornerà giù, perchè esiste una forza - di fatto l&#39;entropia ha una misteriosa connessione con la forza di gravità, tema che Doppiovubi sta silenziosamente studiando da almeno quindici anni - che la spinge giù, e questa forza è immensamente più potente di qualsiasi sforzo farai tu per tirarla su. Eppure Doppiovubi osservava gli esseri umani e non riusciva a capire come mai non riuscissero a capire, e insistessero, e insistessero, e insistessero, come quando Rocky, il primo Rocky, si rialza col volto tumefatto e Apollo Creed scuote la testa e ricomincia a picchiarlo ferocemente, con la differenza - non da poco - che quello è un film. E poi Doppiovubi avrebbe voluto fermare un essere umano a caso e dirgli, Ascolta, non solo la curva viene spinta giù da una forza immensamente più potente di qualsiasi energia riuscirai a immettere nel sistema, ma c&#39;è un&#39;incognita, cioè che da un momento all&#39;altro, senza avvisarti, la curva si ferma, si spezza, stop, fine dei giochi, e tu non ci sei più, exitus. La bestia, pulciosa, spennacchiata e sonnecchiante, nell&#39;angolo in alto a destra, avrebbe conquistato la sua vittoria finale; persino l&#39;organismo, soggetto a entropia, avrebbe raggiunto un livello di entropia tale da non essere nemmeno più soggetto a entropia, cioè il non-essere, il non-esserci.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E, a forza di pensarci, Doppiovubi trovò la soluzione.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2872269321464615900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2872269321464615900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/09/appollaiata-su-uno-scaffale-in-alto.html' title='Appollaiata su uno scaffale in alto a destra.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-7179938913653609737</id><published>2023-08-28T15:37:00.004+02:00</published><updated>2023-08-31T15:40:18.579+02:00</updated><title type='text'>Un commento a bocce ferme (amala).</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi si è veramente stancato di questa &lt;i&gt;totale mancanza di sportività&lt;/i&gt;. Il web, all&#39;indomani della finale di Istanbul del 10 giugno 2023, era stato invaso da migliaia di vergognosi &#39;meme&#39; incentrati su una presunta sconfitta nerazzurra, quando - di fatto, e nella sostanza, se non proprio nella forma - l&#39;INTER, poco più di due mesi fa, ha vinto la &#39;Champions League&#39;, la sua quarta. Forse la più bella.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo aver &#39;pescato&#39; le squadre più &#39;difficili&#39; nelle urne - nell&#39;ordine, Porto, Benfica e Milan (1) - la &lt;i&gt;jellatissima &lt;/i&gt;INTER è stra-meritatamente approdata in finale, contro un City che, dotato di un incredibile &#39;fondo&#39;, aveva affrontato, ai quarti e in semifinale, soltanto Bayern - una squadra ormai finita, come tutti sanno, con i tedeschi (storicamente) molli, demotivati e indolenti - e Real Madrid - un vergognoso simulacro del &lt;i&gt;magic&lt;/i&gt; &lt;i&gt;team &lt;/i&gt;che conosciamo. Dunque, sorteggi ben diversi, che hanno indubbiamente favorito il City, che ha giocato contro delle &#39;mezze calzette&#39;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Liquidato il Porto in scioltezza (seppur con salvataggi sulla linea, pali e traverse, e traverse e pali negli ultimi concitati minuti a Oporto), l&#39;INTER si sottopose ai sorteggi in totale serenità, e Doppiovubi peraltro ricorda che Saverio Zanetti, quando fu estratto il Benfica (da affrontarsi, si noti, prima in Portogallo e poi a San Siro), non nascose un sorriso cavallino. Dato che tutte le squadre europee temevano come la morte il Benfica - una squadra &lt;i&gt;monstre &lt;/i&gt;che avrebbe affossato chiunque - quel sorriso del simpatico e phonato sudamericano va interpretato nel senso che egli gioiva del fatto che l&#39;INTER, affrontando la squadra senza alcuna discussione più forte d&#39;Europa (eccettuata ovviamente l&#39;INTER), avrebbe dimostrato all&#39;intero pianeta la sua superiorità. Peraltro, il Benfica affrontò l&#39;INTER senza il suo capitano Nicolàs Otamendi (qualche maligno sostiene che sia un giocatore importante per il Benfica, ma trattasi soltanto di un nazionale argentino, con cento presenze e che aveva sempre giocato in precedenza in Champions League), ma questo non ha alcuna importanza: sono cose che succedono. All&#39;&lt;i&gt;Estadio da Luz &lt;/i&gt;di Lisbona, i portoghesi sono stati surclassati e ridicolizzati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sorvoliamo naturalmente sul fatto che poche ore prima della semifinale con l&#39;INTER, il 6 maggio, contro la Lazio, Rafael Leao - punta di diamante rossonera, e in un momento di grandissima forma - si fermò improvvisamente e inspiegabilmente (!) per un infortunio che non aveva mai avuto prima in tutta la sua carriera. Ma sono cose che succedono.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La finale, poi, è stata dominata dai nerazzurri, dal primo all&#39;ultimo minuto (compreso il recupero e anche a partita finita, e anche durante l&#39;intervallo e a tutt&#39;oggi i nerazzurri stanno ancora dominando quella stessa gara). Gli inglesi sono stati presi letteralmente &#39;a pallonate&#39;, ma, come spesso accade nel calcio, un fortunoso rimpallo ha portato in vantaggio il City del tutto immeritatamente: fino a quel momento non avevano mai passato il centrocampo. L&#39;infortunio di De Bruyne verso la mezz&#39;ora (sono cose che succedono), che qualcuno maliziosamente ha annoverato nella lista dei &#39;colpi di fortuna&#39; dell&#39;INTER, in realtà si è rivelato essere una dannatissima &lt;i&gt;jella &lt;/i&gt;per la grande INTER, perchè il sostituto, Phil Foden, avrebbe giocato molto meglio del rossiccio e incazzoso belga.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Molto, poi, si è ironizzato sui &#39;salvataggi&#39; di Big Rom LUKAKU. Come è stato dimostrato successivamente, LUKAKU ci tiene molto all&#39;INTER e ai suoi colori (è uomo sommamente leale), e va certamente elogiato, perchè sa trovarsi sempre al posto giusto al momento giusto (inoltre sa dire, e fare, la cosa giusta). Peraltro il Direttore sportivo meneghino, alla ricerca di un portiere dopo la gravosa perdita di ONANA, aveva a disposizione proprio LUKAKU: sarebbe bastato infilargli due guantoni gialli o meglio ancora arancioni. Invece hanno insistito a considerarlo in altro ruolo, diciamo offensivo. Doppiovubi non ha dormito per svariate notti. Lacrime dense rigavano le sue gote, al pensiero dello stato d&#39;animo del povero Big Rom LUKAKU, accusato ingiustamente di essere il colpevole della presunta sconfitta. Doppiovubi peraltro non dimentica che il Signor BOLINGOLI (originario cognome congolese di Big Rom, dunque valido sinonimo) proferì, con la sua consueta raffinatezza, all&#39;indirizzo di Zlatan I. la beneaugurante espressione &quot;&lt;i&gt;tu sei un uomo morto&lt;/i&gt;&quot;, e il simpatico preannuncio &quot;&lt;i&gt;ti sparo in testa&lt;/i&gt;&quot;, dopo che lo svedese di origine bosniaca aveva offeso la specifica forma di religiosità della mamma del BOLINGOLI. In quella circostanza noi tutti capimmo che a) Big Rom è un uomo buono, perchè difende la mamma e b) Big Rom è molto sensibile e c) Big Rom sa totalmente controllare il suo eloquio e la sua emotività. Sul punto b), Doppiovubi pianse calde lacrime proprio pensando, appunto, allo stato d&#39;animo di B.R.L. dopo la &#39;parata&#39; di Istanbul sul tiro di Dimarco, e soprattutto dopo il suo colpo di testa fallito a porta sostanzialmente spalancata. Che peccato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma c&#39;è una buona notizia per tutti i tifosi nerazzurri: è iniziato un nuovo campionato, e come sempre l&#39;Inter è la squadra nettamente più forte, la &#39;favorita&#39;, quella &#39;meglio attrezzata tecnicamente&#39;, quella coi giocatori &#39;di qualità&#39;, quindi lo scudetto - e la conseguente seconda stella - sono già &#39;in cassaforte&#39;. Quanto alla Champions, amici dell&#39;INTER, Doppiovubi vi consiglia di acquistare, adesso, subito, immediatamente un volo per Londra e una camera d&#39;albergo per la finale del 1° giugno 2024, perchè in quell&#39;occasione l&#39;INTER vincerà certamente la sua quinta &#39;Champions&#39;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quanto alla Coppa Italia, &lt;span&gt;&lt;i&gt;ça va sans dire.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;W.B.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(1) Qui si dice che il Milan era una squadra &#39;difficile&#39;, non perché lo fosse nè lo sia (per l&#39;INTER &lt;i&gt;nessuna&lt;/i&gt; squadra è difficile), ma per una questione puramente logica, ossia questa: delle due l&#39;una: o il Milan, come dicono sempre i tifosi dell&#39;INTER, è squadra mediocre (e allora l&#39;INTER è stata fortunata nella composizione del tabellone e nei relativi pregressi sorteggi, pescando i rossoneri), o il Milan non è mediocre (e allora i tifosi dell&#39;INTER sbagliano a definirlo tale). Tuttavia, questa considerazione, apparentemente logica, rappresenta anche un paradosso, perchè i due kantiani assiomi dell&#39;intuizione - necessariamente e contemporaneamente e sempre veri - sono che (I) l&#39;INTER è sfortunata (e non tutelata dagli arbitri), &lt;i&gt;e&lt;/i&gt; che (II) i tifosi dell&#39;INTER non sbagliano mai.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7179938913653609737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7179938913653609737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/08/un-commento-bocce-ferme-amala.html' title='Un commento a bocce ferme (amala).'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-5655683281827676562</id><published>2023-08-14T08:29:00.000+02:00</published><updated>2023-08-14T08:29:06.042+02:00</updated><title type='text'>Perchè sei polvere, e in polvere ritornerai.</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Chiunque abbia superato la gioventù, più o meno ha realizzato di dover morire, prima o poi. Dovrebbe aver capito di essere polvere, e che ritornerà nella polvere.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quello che dovrebbe essere osservato, dunque - a seguito di questa elementare presa di coscienza - è un comportamento improntato alla massima umiltà.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per converso, Doppiovubi osserva quotidianamente atteggiamenti di arroganza e superbia. Sostanziali sopravvalutazioni di sé.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si tratta di una questione &lt;i&gt;logica&lt;/i&gt;, innanzitutto. Si tratta di &lt;i&gt;coerenza interna&lt;/i&gt;. Esiste un solo caso, che rivela un errore assoluto e inconfutabile: esso si dà quando vengono dichiarate due affermazioni incompatibili tra loro. Magari non si sa quale delle due sia sbagliata, ma una delle due è certamente sbagliata. Non è possibile, dunque, essere polvere e, allo stesso tempo, comportarsi come se si avesse &lt;i&gt;un certo valore&lt;/i&gt;. O non è vero che sei polvere, o non è vero che hai valore. Ma il nostro assunto di base è proprio quello di aver capito di essere polvere, e lo si è capito, primariamente, dall&#39;osservazione delle morti altrui. &lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Avrete sicuramente presenti quei cagnetti da borsetta, con le zampe sottili e storte, e gli occhi sporgenti. Quei cagnetti sono noti per ringhiare e abbaiare agli esseri umani poco graditi, o anche ai cani di grossa taglia, i quali li osservano senza reagire, stupiti per la loro tracotanza. Non fanno paura a nessuno, anzi. Sono patetici. A questi cagnetti da borsetta possiamo perdonare la superbia, proprio perchè non sanno di essere innocui, e si comportano &lt;i&gt;come se &lt;/i&gt;potessero incutere timore.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma non possiamo perdonare la superbia a chi - pur sapendo, o dovendo sapere (il che è lo stesso) - di essere polvere, si industria ad atteggiarsi &lt;i&gt;come se &lt;/i&gt;avesse un certo valore. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sarà ormai chiaro al lettore avveduto, come si è detto sopra, che stiamo parlando di &lt;i&gt;umiltà&lt;/i&gt;. L&#39;unico atteggiamento compatibile con la presa di coscienza di essere polvere è quello dell&#39;umiltà. Evidentemente - se non si è umili - si accantona il fatto inconfutabile di essere polvere. Lo si rimuove. Come avviene, per l&#39;appunto, quando si caccia la polvere sotto il tappeto.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Certamente, se gli esseri umani fossero &lt;i&gt;umili &lt;/i&gt;- come la comune radice semantica peraltro suggerisce - non ci sarebbero conflitti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Certamente, se gli esseri umani fossero &lt;i&gt;umili&lt;/i&gt;, non ci sarebbe sopraffazione dell&#39;uomo sull&#39;uomo, nè fisica, nè psicologica, nè economica.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Certamente, se gli esseri umani fossero &lt;i&gt;umili&lt;/i&gt;, il sistema di vita occidentale - costruito interamente su desideri indotti, idonei, in ipotesi, ad affermare la propria superiorità sugli altri - non starebbe in piedi. Non vorresti le &lt;i&gt;Air Jordan, &lt;/i&gt;non vorresti l&#39;&lt;i&gt;Audi Q8, &lt;/i&gt;non vorresti gli addominali &lt;i&gt;scolpiti&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;obiezione è facile: &lt;i&gt;proprio perchè &lt;/i&gt;l&#39;uomo sa di essere polvere, reagisce a questo mediante una compensazione, seppur transitoria. Finchè son qui, finchè ho la facoltà di essere &lt;i&gt;cool&lt;/i&gt;, di essere ammirato, di avere &lt;i&gt;valore&lt;/i&gt;, cercherò di fare di tutto per averlo. Grazie ai miei due &lt;i&gt;master&lt;/i&gt;, alle competenze sviluppate all&#39;estero, alla mia assoluta padronanza delle lingue, al mio sapere &lt;i&gt;enciclopedico&lt;/i&gt;, io posso, almeno temporaneamente, avere valore. Posso far sì che gli altri riconoscano il mio valore. Posso essere &lt;i&gt;potente.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi sostiene con forza che la presa di coscienza del comune destino finale, ossia il ritornare nella polvere, non può non avere un effetto sul modo in cui trascorriamo la vita da qui a là, ossia fino al momento (peraltro ignoto) del ritorno nella polvere. La presa di coscienza di essere polvere, quindi, ha un fondamentale valore di indirizzo &lt;i&gt;etico&lt;/i&gt;, di indicazione sul tipo di vita da seguire &lt;i&gt;adesso&lt;/i&gt;. Questo non significa che ci si debba vestire di sacco. Ma tra indossare una maglietta normale, senza &lt;i&gt;griffe&lt;/i&gt;, e una maglietta il cui &lt;i&gt;brand&amp;nbsp; &lt;/i&gt;è nascosto sotto il colletto, che dunque va alzato all&#39;uopo, ce ne corre.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per migliorare il mondo non occorrono provvedimenti legislativi. Basta l&#39;umiltà.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;è su Youtube un video (intitolato &quot;Depeche Mode - Everything counts - Supeflash 1983&quot;) dove si possono vedere un Dave Gahan ventunenne, e un Martin Gore ventiduenne. A parte il fatto che &lt;i&gt;inaccettabilmente&lt;/i&gt; Mike Bongiorno, alla fine del brano - rigorosamente in &lt;i&gt;playback&lt;/i&gt; - motteggia i Depeche (prima chiede a Martin se è un ragazzo o una ragazza, e infine &lt;i&gt;tocca &lt;/i&gt;i capelli di Dave, chiedendogli come fanno a stare su così, e &lt;i&gt;giustamente &lt;/i&gt;Dave, di rimando, tocca i capelli di Mike), quarant&#39;anni dopo, fa impressione osservare lo sguardo rassegnato di un sessantaduenne Martin Gore - appoggiato a una lapide nel video di &quot;Ghosts Again&quot;. I Depeche Mode hanno ideato e scritto &quot;Memento Mori&quot;, prima della morte del loro compagno Andy Fletcher, e non a seguito di essa. A Doppiovubi piace pensare che Dave e Martin abbiano avuto un&#39;evoluzione di pensiero, e che abbiano capito, o almeno stiano capendo, di essere polvere. Probabilmente non si stanno ancora atteggiando in coerenza e di conseguenza - soprattutto Dave, quando si presenta col &lt;i&gt;gilet &lt;/i&gt;sul torso nudo, con le braccia tatuate e con gli occhiali da sole sul palco, e come potrebbe non farlo, ormai -, ma qualcosa, forse, si sta muovendo, o si muoverà.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/5655683281827676562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/5655683281827676562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/08/perche-sei-polvere-e-in-polvere.html' title='Perchè sei polvere, e in polvere ritornerai.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-8133238794855419661</id><published>2023-06-08T18:36:00.000+02:00</published><updated>2023-06-08T18:36:13.117+02:00</updated><title type='text'>Gunter Glieben Glauten Globen</title><content type='html'>&lt;p&gt;Sono tornato.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rimanete sintonizzati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8133238794855419661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8133238794855419661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2023/06/gunter-glieben-glauten-globen.html' title='Gunter Glieben Glauten Globen'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-7202618916970585314</id><published>2022-09-02T13:43:00.001+02:00</published><updated>2022-09-02T13:43:40.759+02:00</updated><title type='text'>C&#39;è poco da ridere (1)</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualcuno dei residui lettori di Doppiovubi - sopravvissuti alla terribile superpandemia che ha mietuto moltissimi miliardi di vittime e che è ancora recrudescentemente in pieno corso, dunque non abbassiamo la guardia e soprattutto RESTIAMO A CASA e comunque osserviamo il DISTANZIAMENTO SOCIALE - si sarà chiesto, leggendo l’ultimo vergognoso post, come fa Doppiovubi a scherzare in una situazione come questa? Rischiamo una catastrofe nucleare a Zaporizhzhia - il cui doppio ‘zh’ finale i lettori dei telegiornali pronunciano nei modi più disparati e originali, un po’ come per Charles De Ketelaere, il centrocampista belga appena acquistato dal Milan, il cui cognome viene pronunciato nei modi più bizzarri, Doppiovubi ha colto addirittura un incredibile &lt;i&gt;De Catelar&lt;/i&gt;, che richiama molto &lt;i&gt;Cattelan&lt;/i&gt;, il simpaticissimo - nonchè interista (appunto), Doppiovubi ha visto coi suoi stanchi occhi un’immagine orrifica di un abbraccio fraterno tra Cattelan e Romelu LUKAKU, durante la passeggiata di Inter-Cremonese, mentre il nostro amico Romelu, fintamente e strategicamente infortunato prima del derby (salvo guarire &lt;i&gt;in extremis&lt;/i&gt; e segnare dopo cento secondi), a bordo campo stava freneticamente compulsando il suo smartphone a fini certamente di acculturamento personale, perchè è interessato a come Nikola Tesla progettò il suo motore elettrico (dicono che Romelu sia poliglotta, come se questo volesse dire che è un ‘uomo di cultura’, ma Doppiovubi ricorda che l’altro giorno ha conosciuto un simpatico e attempato senegalese seduto su una panchina del Parco Sempione, con un cartone di Castellino mezzo vuoto a fianco, un certo Mor, che parlava abbastanza bene l’italiano, ma che conosce anche bene francese, inglese, arabo e ovviamente lingua nativa, ma non per questo si può appellare come ‘uomo di cultura’), immagine orrifica, quella di Cattelan che abbraccia sorridente Romelu, che rimarrà sempre scolpita nella memoria di Doppiovubi come la scena de &lt;i&gt;La Casa&lt;/i&gt; in cui c’è una botola ove sono rinchiusi gli &lt;i&gt;zombies&lt;/i&gt; da uno spiraglio della quale botola spunta una mano ossuta e verdastra, e si nota dallo spiraglio l’occhio folle e sadico dello &lt;i&gt;zombie&lt;/i&gt; che con una matita pugnala la caviglia di una signorina, rigirando la matita stessa nelle carni mentre la vittima urla disperatamente, il simpaticissimo Cattelan che fa divertentissimi e intelligentissimi spot per Vodafone e che definì &#39;troppo elitari&#39; i tifosi del Milan - rischiamo una catastrofe nucleare a Zaporjscja - a proposito, pare che la centrale sia in totale controllo russo da mesi, ma Kiev accusa Mosca di bombardare la centrale stessa, praticamente i russi si bombardano da soli, si auto-bombardano - come uno che per far pipì si denuda e si stende supino -, c’è qualcosa di un filo strano, ma comunque noi crediamo per presunzione &lt;i&gt;iuris et de iure&lt;/i&gt; a Kiev e soprattutto a &lt;i&gt;Joe&lt;/i&gt; Zelensky - rischiamo una catastrofe nucleare a Zaporik, l’economia sta crollando sotto il peso dei rincari energetici, la temibile ‘West Nile’ ci punge e ci distrugge il cervello e dintorni (insomma tutta la roba neurologica che abbiamo dentro), l’Inter ha un punto più del Milan, e in questa situazione drammatica, anzi &lt;i&gt;tragica&lt;/i&gt;, Doppiovubi scherza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;W.B.&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7202618916970585314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7202618916970585314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/09/ce-poco-da-ridere-1.html' title='C&#39;è poco da ridere (1)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-2146387562223195538</id><published>2022-09-01T15:25:00.001+02:00</published><updated>2022-09-02T07:19:57.354+02:00</updated><title type='text'>Come superare la crisi energetica in 17 mosse</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;1. Non pensare (soprattutto con l’avvicinarsi del 25 settembre): pensare è un’attività energetica dispendiosissima. Fissiamo inebetiti il vuoto, come quando qualcuno volò sul nido del cuculo.&lt;br /&gt;2. Montare dei mini-mulini alla base dei grattacieli, in corrispondenza delle tubazioni fognarie. Le deiezioni di coloro i quali vivono agli ultimi piani, precipitando al suolo, muoveranno le pale, le quali, collegate con mini-generatori, accenderanno per brevi istanti qualche piccola lampadina.&lt;br /&gt;3. Un’intelligente estensione analogica del superbonus edilizio da coibentazione: compriamo sessanta milioni di bare a tenuta stagna, con idonei forellini di aerazione, e giaciamo tutti dentro di esse per la gran parte del nostro tempo (e comunque non appena fa buio). Il nostro calore naturale, di circa 37°, sarà preservato e non si disperderà nell’ambiente. Altra idea similare è quella di spalmarsi sulla pelle, con continuità e in abbondanza, grasso di foca monaca.&lt;br /&gt;4. Con semplici calcoli trigonometrici, spostiamo tutta la popolazione mondiale in un punto preciso del globo, in modo da modificare l’asse terrestre, e in tal modo accrescere la temperatura del pianeta, deviando il pianeta stesso rispetto al sole, quando fa più freddo; quando fa meno freddo, rispostiamoci tutti da un’altra parte. Oppure - strategia leggermente più facile e meno rischiosa - a ottobre andiamo tutti e sessanta milioni in Argentina, da parenti, e a marzo torniamo tutti in Italia.&lt;br /&gt;5. Scaviamo un tunnel sotterraneo molto molto profondo dall’Europa alla Russia e nascostamente nottetempo andiamo a prenderci il gas naturale direttamente da sotto i loro stessi piedi, così gabbandoli.&lt;br /&gt;6. Acquistiamo milioni di criceti e facciamoli correre dentro le loro ruotine, in modo da generare elettricità secondo il principio della dinamo. Al loro cibo penseremo più tardi. Quando saranno morti di stanchezza, ci sfameremo con i loro cadaveri, senza però cucinarli (cfr. 8), ma a crudo, pelo incluso, che è buono, sano (contiene cheratina) ed ecosostenibile.&lt;br /&gt;7. Un po’ di sana coprofilia: scaldiamoci nelle nostre stesse feci, e raccogliamo la nostra preziosa urina in borse tipo acqua calda, da tenere dentro le nostre bare insieme, appunto, alle calde e amate feci (vedi punto 3). Riciclare, riciclare sempre.&lt;br /&gt;8. Smettiamo completamente di mangiare. Questo ci farà risparmiare su forni, fornelli e frigoriferi. Mangiare è antistorico, volgare e rozzo. Solo gli animali mangiano.&lt;br /&gt;9. Smettiamo di pensare alle bollette. Se non ci pensiamo più (vedi punto 1), il problema delle bollette è in gran parte risolto.&lt;br /&gt;10. Non è un problema se chiudono decine di migliaia di imprese: questo equivale a un grande risparmio energetico. Piuttosto forniamo gratuitamente l’elettricità, così risparmiata, alle imprese che producono armi, che servono alla sacra causa della democrazia e della libertà.&lt;br /&gt;11. Evitiamo l uso dell apostrofo e dell accento in tutti gli scritti. Tanto il senso si capira lo stesso. Ogni apostrofo e ogni accento non digitato equivarra a un notevole risparmio energetico.&lt;br /&gt;12. Usare batterie portatili (pile). Comode e pratiche. Da usarsi soprattutto dentro (3).&lt;br /&gt;13. Mangiare molti legumi e convogliare tutti i conseguenti peti dentro enormi tubi e così raccogliere tutti i gas intestinali di tutti gli italiani, da riciclare sul mercato dell’energia olandese ed eventualmente nelle case dei politici (tutti) che ci hanno condotto sin qui.&lt;br /&gt;14. Sfregare freneticamente e a lungo le mani sulle coperte e generare così elettricità statica (qualcuno, prima o poi, inventerà un sistema per accumularla e usarla). In alternativa, attaccare un cavo alla nostra DeLorean e convogliare un fulmine nel flusso canalizzatore. &lt;br /&gt;15. Come esiste la realtà virtuale, esiste il gas virtuale: giriamo le manopole e convinciamoci fermamente che il gas sta uscendo per davvero (vedi punto 9). Convinti, però: non siamo nel 1400 (quasi 1500). Mi raccomando, convinti.&lt;br /&gt;16. La lamentela ha una carica energetica molto elevata: usiamo la rabbia e i piagnistei dei tifosi dell’Inter per generare energia quasi illimitata, soprattutto dopo i derby.&lt;br /&gt;17. Suicidiamoci tutti quanti, tanto le bare sono già pronte all’uso.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2146387562223195538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2146387562223195538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/09/come-superare-la-crisi-energetica-in-17.html' title='Come superare la crisi energetica in 17 mosse'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-4863675074407555828</id><published>2022-08-08T07:02:00.006+02:00</published><updated>2022-08-09T12:12:41.922+02:00</updated><title type='text'>3:16</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;
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   Name=&quot;footnote text&quot;/&gt;
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   Name=&quot;annotation text&quot;/&gt;
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   Name=&quot;index heading&quot;/&gt;
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   Name=&quot;envelope address&quot;/&gt;
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   Name=&quot;envelope return&quot;/&gt;
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   Name=&quot;footnote reference&quot;/&gt;
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   Name=&quot;annotation reference&quot;/&gt;
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   Name=&quot;line number&quot;/&gt;
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   Name=&quot;endnote reference&quot;/&gt;
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   Name=&quot;endnote text&quot;/&gt;
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   Name=&quot;toa heading&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List Bullet&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List Number&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List 5&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Bullet 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Bullet 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Bullet 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Bullet 5&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Number 2&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List Number 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;List Number 4&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Closing&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Body Text Indent&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List Continue&quot;/&gt;
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   Name=&quot;List Continue 2&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Message Header&quot;/&gt;
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  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Salutation&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Date&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Body Text First Indent&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Body Text First Indent 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Note Heading&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Body Text 2&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Body Text 3&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Body Text Indent 2&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Body Text Indent 3&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Block Text&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Hyperlink&quot;/&gt;
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   Name=&quot;FollowedHyperlink&quot;/&gt;
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  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;20&quot; QFormat=&quot;true&quot; Name=&quot;Emphasis&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Document Map&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Plain Text&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;E-mail Signature&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Top of Form&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Bottom of Form&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Normal (Web)&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Acronym&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Address&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Cite&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Code&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Definition&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Keyboard&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Preformatted&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Sample&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Typewriter&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;HTML Variable&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Normal Table&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;annotation subject&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;No List&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Outline List 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Outline List 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Outline List 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Simple 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Simple 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Simple 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Classic 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Classic 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Classic 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Classic 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Colorful 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Colorful 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Colorful 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Columns 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Columns 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Columns 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Columns 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Columns 5&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 5&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 6&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 7&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Grid 8&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 4&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 5&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 6&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 7&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table List 8&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table 3D effects 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table 3D effects 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table 3D effects 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Contemporary&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Elegant&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Professional&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Subtle 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Subtle 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Web 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Web 2&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Web 3&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Balloon Text&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;39&quot; Name=&quot;Table Grid&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; UnhideWhenUsed=&quot;true&quot;
   Name=&quot;Table Theme&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; SemiHidden=&quot;true&quot; Name=&quot;Placeholder Text&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;1&quot; QFormat=&quot;true&quot; Name=&quot;No Spacing&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;60&quot; Name=&quot;Light Shading&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;61&quot; Name=&quot;Light List&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;62&quot; Name=&quot;Light Grid&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;63&quot; Name=&quot;Medium Shading 1&quot;/&gt;
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  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;65&quot; Name=&quot;Medium List 1&quot;/&gt;
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  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;70&quot; Name=&quot;Dark List&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;71&quot; Name=&quot;Colorful Shading&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;72&quot; Name=&quot;Colorful List&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;73&quot; Name=&quot;Colorful Grid&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;60&quot; Name=&quot;Light Shading Accent 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;61&quot; Name=&quot;Light List Accent 1&quot;/&gt;
  &lt;w:LsdException Locked=&quot;false&quot; Priority=&quot;62&quot; Name=&quot;Light Grid Accent 1&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Grid Table 7 Colorful Accent 1&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Grid Table 7 Colorful Accent 2&quot;/&gt;
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   Name=&quot;Grid Table 7 Colorful Accent 3&quot;/&gt;
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&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere ricchezze, senza avere un corpo sano, non è così importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere un corpo sano è più importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere un corpo sano, senza avere una ‘mente’ perfettamente
funzionante, non è così importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere una ‘mente’ perfettamente funzionante è più importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere una ‘mente’ perfettamente funzionante, ma senza informazioni&lt;i&gt;
&lt;/i&gt;da elaborare, non è così importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere informazioni da elaborare è più importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Avere informazioni &lt;i&gt;vere&lt;/i&gt; da elaborare è importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Conoscere la &lt;i&gt;Verità &lt;/i&gt;è importante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;W.B.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4863675074407555828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4863675074407555828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/08/g-316.html' title='3:16'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-6204105495198539443</id><published>2022-07-06T15:08:00.000+02:00</published><updated>2022-07-06T15:08:31.754+02:00</updated><title type='text'>Inspiegabili, incontrollabili e liberatorie.</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nella puntata de La Zanzara di lunedì 4 luglio 2022 (ne trovate il file completo su Spotify), a partire dal quindicesimo secondo del sedicesimo minuto della seconda ora (1:16:15), si è collegato telefonicamente un ‘personaggio’ (come lo ha chiamato Giuseppe Cruciani), dal nome pittoresco di Evangelist Elia. La telefonata dura sino a 1:24:45, ossia poco più di otto minuti.&lt;br /&gt;Ovviamente David Parenzo insulta pesantemente Elia, che non reagisce. Si parla, nella telefonata, soprattutto di omosessuali, e in particolare del gay pride. Cruciani, da par suo, butta benzina sul fuoco. Lo introduce dicendo che “è un signore molto incazzato con i gay”, ma ovviamente non è così, nel senso che Elia è sicuramente contro la pratica omosessuale, ma non appare per niente “incazzato con i gay”. Cruciani, mentre duetta con lui, lo prende palesemente in giro, dietro un ‘rispetto’ di facciata.&lt;br /&gt;Elia - che è un nero - dice cose semplici, in modo semplice, anche in un italiano stentato, essendo ovviamente straniero, con voce tipicamente gutturale. Poi a 1:24:08, Evangelist Elia dice una cosa, anche questa molto semplice, e Doppiovubi ha sentito per la prima volta Cruciani esitante, un’esitazione di un secondo, un secondo e mezzo, dalla quale si riprende subito, buttandola in caciara e dicendo “… diciamo tante parolacce”, e poi una ‘provvidenziale’ sirena toglie le castagne dal fuoco al duo Cruciani-Parenzo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;***&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Successivamente, Doppiovubi - incuriosito dal personaggio - l’ha cercato su Google (“Evangelist Elia”). A parte i video suggeriti (che Doppiovubi non ha visto e che non vi consiglia di vedere, per non ‘bruciarsi’, e quindi per ripetere la stessa ‘esperienza’ di Doppiovubi), compare la pagina Facebook di “Fratello ELIA” (sic). Una pagina che non si presenta come &#39;elegante&#39;, va detto subito. Come tutti sanno, Doppiovubi non utilizza alcun &#39;social&#39;, ma questa pagina Facebook è visibile anche senza accesso. Scorrendo post e video, dopo circa otto preview, Doppiovubi è rimasto colpito da un video (riconoscibile perchè la prima immagine ritrae Elia con una camicia azzurra, la cravatta blu e la Bibbia sotto il braccio sinistro, video del 4 giugno 2022 ore 18:07, registrato in streaming per le vie del centro di Bologna). Doppiovubi l’ha fatto partire.&lt;br /&gt;Dopo circa novanta secondi di introduzione, come un pugile che si carica prima di salire sul ring, Elia ‘si lancia’.&lt;br /&gt;La telecamera è posta evidentemente su un treppiede davanti a lui.&lt;br /&gt;Il campo riprende le persone che camminano per la strada, che sono tante (il 4 giugno era un sabato). Ci sono quelli che vanno verso la telecamera, e quelli che vanno via, di spalle alla telecamera.&lt;br /&gt;Elia procede con le sue frasi brevi - frasi ascoltate mille volte, nelle nostre vite. Frasi che, a forza di essere state dette e ascoltate, hanno -quasi- perso di significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Doppiovubi, a un certo punto, ha subìto suo malgrado un processo di astrazione dal significato delle frasi di Elia, che si ripetevano come una forma musicale, con un ritmo continuo in sottofondo. &lt;br /&gt;Doppiovubi, in quel frangente, non ha avuto alcun dubbio sulla totale buona fede di Elia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli ha voluto bene.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi ha quindi cominciato a concentrarsi sulla folla in movimento. E ha visto che nessuno era sviato dal proprio cammino. Ognuno continuava la sua strada come se non ci fosse un bizzarro uomo che, con la Bibbia sotto il braccio, gridava alla folla. Come fosse trasparente. Indifferenza totale. A 14:20 Elia grida “Non volete Gesù? Non volete Gesù?!”, e poichè nessuno risponde o reagisce, si picchia -sorridendo- una mano sulla fronte, incredulo. &lt;br /&gt;No, Gesù non lo vogliono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo spettacolo, di centinaia e centinaia di passanti completamente impermeabili all’evento, è successa una cosa imprevista a Doppiovubi, una cosa imprevedibile. Improvvisamente, senza che fossero precedute da alcun pensiero razionale, da alcun momento concettuale, e dunque svincolate da qualsiasi principio causale noto o riconoscibile, sono sgorgate dagli occhi di Doppiovubi lacrime copiose, e scendevano sempre di più, inspiegabili, incontrollabili e liberatorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/6204105495198539443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/6204105495198539443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/07/inspiegabili-incontrollabili-e.html' title='Inspiegabili, incontrollabili e liberatorie.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-7434153169161899772</id><published>2022-07-01T07:48:00.001+02:00</published><updated>2022-07-01T12:44:09.744+02:00</updated><title type='text'>Poco prima che si addormentasse.</title><content type='html'>&lt;p&gt;Lei lo osservava, poco prima che si addormentasse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non osava avvicinarsi a lui. Lo osservava, nella camera da letto. Lui si muoveva stanco, toglieva la sua maglietta verde e - per il caldo della Romania (si trovava segretamente a Costanza, per questioni di sicurezza, anche se tutti credevano fosse in Ucraina) - si sdraiava, esausto, sul letto, a torso nudo, sotto il fresco del ventilatore a soffitto. A lei non piaceva quella ventola, la infastidiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lei lo osservava. Lui non si era nemmeno girato verso di lei. E forse era meglio così.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era in carne, non grasso, ma in carne. A lei piaceva. Lo osservava a lungo, senza muoversi, come faceva con gli altri. Lui prese il suo smartphone, lo sollevò con la mano destra, mentre il braccio sinistro era ripiegato dietro la nuca.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lei cominciò a desiderarlo. Sentiva tutto il suo odore, sottilissimi effluvi di afrore che emanavano dalla sua pelle. Il suo calore, lo percepiva tutto dentro di sè. Ma rimase ancora immobile, a osservarlo. In fondo, lo temeva. Tutti lo temevano.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infine gli occhi di lui si chiusero per la stanchezza. Lei sapeva che cosa doveva fare. Era lì per lui.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E fu così che lei, leggera e silenziosa come sempre, gli si avvicinò e - senza che lui nemmeno se ne accorgesse - si appoggiò su di lui. Il desiderio di lei, ormai incontenibile, doveva essere liberato. I suoi istinti erano prorompenti. Adesso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infilò lo stiletto nella sua carne.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Individuato un buon capillare, infilò lo stiletto boccale nella sua carne e aspirò il sangue con godimento, si staccò lieve dalla sua pelle e, ancora stordita per l&#39;abbondante suzione, volò nuovamente sul soffitto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;W.B.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7434153169161899772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/7434153169161899772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/07/poco-prima-che-si-addormentasse.html' title='Poco prima che si addormentasse.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-813736340676972272</id><published>2022-06-29T19:58:00.000+02:00</published><updated>2022-06-29T19:58:02.530+02:00</updated><title type='text'>Prima di addormentarsi.</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ma dove cazzo mi sono imbarcato, si diceva la sera, prima di addormentarsi. Male si addormentava, ma alla fine si addormentava. Era una &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt; più grande di lui.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Io non sono adeguato a &lt;i&gt;questa cosa&lt;/i&gt;, si diceva mentre si vestiva. Era un po&#39; ingrassato. Non che fosse altissimo, e quindi si notava di più. Si guardava allo specchio, e si trovava un po&#39; grasso. Allora tirava indietro la pancia, e non respirava. Diceva a se stesso Non va bene se pensano che sono ingrassato, devo dimagrire.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per rimediare faceva un po&#39; di pesi. Però i bicipiti non diventavano definiti, perchè era svogliato. Sognava di avere bicipiti pieni di vene azzurrognole, ma non li aveva. Aveva solo braccia grasse. Insisteva a indossare magliette &lt;i&gt;slim&lt;/i&gt;, in effetti doveva farlo, perchè La moda è la moda, si diceva la sera, prima di addormentarsi, e poi ripeteva, Ma dove cazzo mi sono andato a imbarcare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tanta gente conta su di me, tanta, troppa gente conta su di me. All&#39;inizio fu per gioco, mi divertivo, poi il gioco divenne realtà, e infine venne febbraio, e io mi ci sono trovato in mezzo, pensava prima di addormentarsi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Aveva voglia di mollare tutto, era stanco, ma sentiva il peso di quella che gli altri chiamavano &lt;i&gt;responsabilità&lt;/i&gt;. Pensava, forse se fossi stato all&#39;altezza di &lt;i&gt;questa cosa&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;questa cosa&lt;/i&gt; sarebbe finita subito. Non sono all&#39;altezza, alla fine sto recitando, loro non lo sanno, loro non lo sanno, ma io lo so, che sto recitando. Tutti i giorni, continuamente. Non ne posso più.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qualche volta pensava che fosse tutto un sogno, pensava di svegliarsi e di essersi sognato tutto, tutto quanto, i video, i messaggi, i copioni, i consigli, i dispacci, tutto sognato, tutto irreale. Ma perchè proprio io, perchè proprio a me.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi si diceva, Ma io potrei anche mollare tutto adesso, e se mollassi tutto magari qualcuno migliore di me potrebbe gestirla meglio, &lt;i&gt;questa cosa&lt;/i&gt;. E&#39; colpa mia, alla fine mi piace occupare questa posizione. Ma questo pensiero lo pensava, e subito lo ripudiava.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi, di nuovo, indossava la sua consueta maglietta verde militare col tridente bizantino, sedeva alla scrivania, davanti alla telecamera, si schiariva la voce, ripassava la scaletta e, mentre pensava &lt;i&gt;Ma dove cazzo mi sono imbarcato&lt;/i&gt;, con piglio determinato registrava il suo videomessaggio quotidiano, chiedendo Più armi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;WB&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/813736340676972272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/813736340676972272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2022/06/prima-di-addormentarsi.html' title='Prima di addormentarsi.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-8037646420560985376</id><published>2021-11-16T20:04:00.002+01:00</published><updated>2021-11-16T20:04:29.478+01:00</updated><title type='text'>Un&#39;esperienza mistica.</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di recente Doppiovubi ha accompagnato sua madre, che ha ben ottantasette anni, a fare la vaccinazione anti-influenzale dal medico c.d. &#39;di base&#39;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In realtà, ben si potrebbe entrare in farmacia e comprare la scatolina contenente una siringhetta in formato &lt;i&gt;mignon, &lt;/i&gt;già pronta all&#39;uso. Doppiovubi ha quasi sempre fatto così: pagava (molto più del dovuto, ma il farmacista deve pur nutrirsi), tornava a casa con il suo sacchettino semitrasparente, pure lui &lt;i&gt;mignon&lt;/i&gt;, con la croce greca verde sopra, sacchettino di un materiale stranissimo dicono biodegradabile lo puoi pure mangiare senza conseguenze anche se non sei un pesce, e che si distrugge solo con la forza del pensiero, tirava fuori la siringhina e con atto di coraggio degno di un pelide Achille infilava, con gesto rapido come fosse una &lt;i&gt;katana&lt;/i&gt;, il minuscolo ago nel suo molliccio deltoide, sentendosi pure figo per questo. In realtà la cosa più utile di tutta l&#39;operazione è che la siringhina &lt;i&gt;mignon &lt;/i&gt;in genere, dopo l&#39;iniezione, è sempre stata ri-utilizzata da Doppiovubi per aspirare inchiostro Pelikan dalla boccettina e spararlo dentro la cartuccia della sua stilografica, onde risparmiare sulle cartucce usa-e-getta e continuare a usare per anni e anni la stessa cartuccia. Doppiovubi si è sempre trovato bene con tale siringhina &lt;i&gt;mignon, &lt;/i&gt;ad aspirare l&#39;inchiostro, e quindi vi consiglia di vaccinarvi. Si sappia, in ogni caso, che i documenti scritti a mano dal Doppiovubi contengono una frazione microscopica di vaccino anti-influenzale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Comunque è un dato di fatto che il SSN rilascia una certa &lt;i&gt;dose &lt;/i&gt;di&amp;nbsp;denaro al medico &#39;di base&#39; (denaro che proviene dall&#39;Erario, e quindi dagli inoculati stessi, ma anche da quelli che non sono stati inoculati) per il fatto che il medico &#39;di base&#39; ti inocula. Doppiovubi non sa esattamente quanto denaro il medico &#39;di base&#39; percepisca per ogni inoculazione, o inoculamento, o inoculaggio, ma per certo e di vero non si tratta di centesimi di euro. D&#39;altra parte il tempo del medico &#39;di base&#39; è prezioso, e quindi è giusto che sia pagato per questa inoculata che ti dà, che è attività supplementare (anche se il medico &#39;di base&#39; percepisce già uno stipendio, che dovrebbe essere fisso, a prescindere da quello che fa, perchè il medico &#39;di base&#39; mica guadagna &#39;a cottimo&#39; o a provvigione, non è un agente immobiliare). Qualcuno potrebbe dire: sì ma con l&#39;inoculata che ti pratica il medico &#39;di base&#39;, costui si assume una forte responsabilità, se qualcosa dovesse &#39;andare storto&#39;; quale sia, in concreto, questa responsabilità non si capisce benissimo, però i giuristi dicono che ci sia, e noi crediamo sempre ai giuristi. Per esempio, potrebbe sfuggirgli di mano la siringhina e involontariamente accecarti. Comunque sia, l&#39;inoculaggio non è nel suo &#39;mansionario&#39;; per esempio, il personale A.T.A. (che una volta si chiamava in un altro modo, ma adesso è giustamente considerato offensivo) della scuola elementare dove sono andati ambedue i figli di Doppiovubi, a un certo punto, alla mensa, dava da mangiare i piatti freddi ai bambini perché gli addetti A.T.A. dicevano che mettere i piatti nel micro-onde e schiacciare il pulsante relativo non rientrava nel loro &#39;mansionario&#39;, e dunque volevano più soldi, cioè un compenso supplementare rispetto al normale, onde compensare -appunto- l&#39;imprevista fatica della pressione del pulsante e dell&#39;apertura dello sportello dopo il triplice fischio di compiuto riscaldamento. E&#39; dunque ben comprensibile che un medico &#39;di base&#39; voglia più soldi per inocularti, ed è assolutamente&amp;nbsp;&lt;i&gt;giusto &lt;/i&gt;che sia così. In definitiva Doppiovubi sostiene che i medici che inoculano debbano percepire un equo compenso, vista l&#39;indiscutibile importanza sociale della funzione. Ma non divaghiamo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il medico &#39;di base&#39;, che poi è una medica, o una medico, o unə medicə (abituiamoci a usare finalmente lo schwa, anzi, ələ schwa, non si capisce perchè tale carattere debba essere al maschile)&amp;nbsp;ha lo &#39;studio&#39; al terzo piano di una casa &#39;di ringhiera&#39;; si accede salendo a piedi (l&#39;ascensore ha la chiave, riservata ai condomini). Comunque&amp;nbsp;ələ medicə fornisce -su richiesta- le chiavi dell&#39;ascensore, ma è una procedura un po&#39; laboriosa e farraginosa, e quindi si fa prima a salire a piedi. Doppiovubi e la sua ottantasettenne madre si inerpicano, e arrivati in prossimità dell&#39;ingresso, lungo le scale in penombra, constatano che c&#39;è una coda formatasi sulle scale stesse, cioè un &#39;serpente&#39; (metaforico, s&#39;intende) di &#39;mutuati&#39; (o &#39;assistiti&#39;) che arriva sino al punto intermedio tra il secondo e il terzo piano. Doppiovubi con piglio contestatore &amp;nbsp;esclama Ma che roba è mai questa, ecchè adesso ci fanno stare in attesa sulle scale, e un mutuato risponde piccato C&#39;è il Covid, non si può entrare nella sala d&#39;attesa, e Doppiovubi dice Dove sta scritto, e il mutuato, L&#39;ha detto &lt;i&gt;la Dottoressa. &lt;/i&gt;Ecco, quel &quot;L&#39;ha detto la Dottoressa&quot; è stato pronunciato come un salmodiante salmodia timoroso il nome di Dio, &amp;nbsp;e quando Doppiovubi ha percepito quella frase trasudante di &lt;i&gt;metus,&lt;/i&gt; ha capito che il Medico ormai è definitivamente assurto a Divinità, e nominare invano il Suo Nome è atto blasfemo che reca conseguenze che è meglio non sapere. Doppiovubi opta dunque saggiamente per il silenzio. Il fedele Mutuato accoglie con soddisfazione il silenzio di Doppiovubi: con la Divinità non si scherza.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poco dopo &#39;&lt;i&gt;la Dottoressa&#39;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;mette la testa fuori dalla porta d&#39;ingresso, come Giove che fa capolino tra le nubi dell&#39;Olimpo (e Doppiovubi costernato - non vedeva ələ medicə della madre da qualche anno - si accorge con subitaneo orrore che sulla testa dələ medicə campeggia un&#39;inguardabile tinta di capelli fattincasa da &lt;i&gt;discount&lt;/i&gt;), e &#39;la Dottoressa&#39; dice:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;&lt;i&gt;Ma cosa fate in coda sulle scale, entrate, no? mettetevi in sala d&#39;attesa!&quot;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il Mutuato salmodiante si butta -metaforicamente- in ginocchio e tremolante osa dire, temendo un&#39;imminente folgorazione Ma Dottoressa prima lei ci ha detto di non entrare in sala d&#39;attesa.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;&lt;i&gt;Ma cercate di ragionare, prima era piena, adesso è vuota, cosa fate sulle scale?&lt;/i&gt;&quot;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I fedeli, lentamente, con riverenza e a capo chino, salgono le scale e disciplinatamente si introducono in sala d&#39;attesa, in umile attesa, appunto, di essere inoculati, uno a uno, ed essere, così, Salvàti.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8037646420560985376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8037646420560985376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/11/unesperienza-mistica.html' title='Un&#39;esperienza mistica.'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-2430493355353347074</id><published>2021-09-05T08:10:00.006+02:00</published><updated>2021-09-06T15:49:58.539+02:00</updated><title type='text'>[Intervallo-5 : Getting Older]</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;i&gt;post&lt;/i&gt; che state leggendo &lt;i&gt;ora &lt;/i&gt;rappresenta l&#39;ideale completamento di quello del 1° novembre 2012, che riscosse un notevole successo. Bei tempi, quelli: i commenti erano &#39;aperti&#39; (e &lt;i&gt;che&lt;/i&gt; commenti).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualche giorno fa Doppiovubi si trovava in macchina (&#39;macchina&#39; nel senso di &#39;auto&#39;, &#39;auto&#39; nel senso di &#39;automobile&#39;) con la sua bella &lt;i&gt;famigliola&lt;/i&gt;, e a un certo punto, visto il tardo orario, il Condore così ha gracchiato (*) un ordine categorico, abbastanza abilmente camuffato da gentil proposta:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;i&gt;Cosa dici se prendiamo qualche pizza d&#39;asporto?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi dice Sì, e, per limitare i &#39;danni economici&#39; - gli secca pagare un sovrappiù, sotto il profilo della notoria cortezza delle sue braccia, perché le pizze ormai già costano uno sproposito, oltre al fatto in sé di farsi portare a casa la pizza da un &#39;cammello&#39;, che non è una bella cosa sotto il profilo umano - aggiunge ipocritamente:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;i&gt;Visto che siamo già in giro, facciamo che chiami la pizzeria e dici che passiamo noi a ritirarle.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Il Condore accetta, e dispiega le lunghe ali sul cellulare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&#39;orario stabilito per l&#39;estrazione, Doppiovubi militarmente si avvicina al &lt;i&gt;target &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;ovviamente &lt;/i&gt;le pizze non sono pronte, e &lt;i&gt;ovviamente&lt;/i&gt;&amp;nbsp;non c&#39;è posto per parcheggiare. Doppiovubi allora si &#39;piazza&#39; in diagonale davanti a un limitrofo passo c.d. &#39;carrabile&#39;. Il Condore scende svolazzando con ampie volute e aspetta la chiamata del pizzaiolo in strada, perché c&#39;è il Covid19 ed entrando un attimo, come tutti sanno, si rischia &#39;grosso&#39;, nonostante doppiovaccino-Green Pass-dist.soc.-gel-masch. e (soprattutto) speranza (non il &#39;ministro&#39;), le sei (***) &#39;armi&#39; di cui disponiamo contro il &#39;nemico invisibile&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi studia attentamente la collocazione spazio-temporale della sua macchina, in relazione alla posizione, sul vicino marciapiede, del motorino (quello con il contenitore/cubo giallo) del &#39;ragazzo&#39; che si appresta a consegnare le pizze &#39;a domicilio&#39; (espressione burocratica chissà perchè trasferita nel gergo logistico-culinario). Doppiovubi, mediante la geometria euclidea, fa due veloci ed errati calcoli sulle traiettorie, e preoccupato pensa &lt;i&gt;Quando tra poco il ragazzo partirà, non riuscirà mai a scendere dal marciapiede col motorino. &lt;/i&gt;Mentre di conseguenza si guarda ansiosamente e vanamente in giro per trovare, eventualmente, un altro luogo dove &#39;parcheggiare&#39;, ecco che si verifica il &#39;fattaccio&#39;. Il &#39;ragazzo&#39;, doppio-orecchinato, esce svelto dalla pizzeria, portando sei/sette pizze impilate, apre lo sportello del contenitore/cubo, e, in men che non si dica, prima ancora che Doppiovubi giri la chiave d&#39;accensione, il &#39;ragazzo&#39; compie un gesto del tutto imprevedibile (per Doppiovubi).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre Doppiovubi si prepara a ricevere una serie di contumelie (e/o bestemmie), e dunque mentre Doppiovubi si prepara a scusarsi ed eventualmente a contrattaccare, nel caso il &#39;ragazzo&#39; avesse esagerato con le proteste, ecco l&#39;imponderabile:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;il &#39;ragazzo&#39; delle pizze parte e, con manovra lesta e agile, gira il motorino di centottantagradi, scendendo da un altro lato del marciapiede.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma, soprattutto, il &#39;ragazzo&#39; delle pizze&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;non dice nemmeno una parola a Doppiovubi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel senso che proprio non ha niente da dirgli, non è per niente &#39;incazzato&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi, alquanto stupito, tira il classico &#39;sospiro di sollievo&#39; e riprende la lunga attesa. I figli stranamente sono tranquilli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Passano circa tre minuti, durante i quali &lt;i&gt;ovviamente &lt;/i&gt;dalla pizzeria non perviene alcuna notizia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&#39;orizzonte si profila una minaccia. Un &#39;vecchio&#39; (**) si avvicina a piedi, accompagnato al braccio da quella che potrebbe essere sua nipote. Il &#39;vecchio&#39; cammina assai lentamente, conformemente alla sua età e soprattutto al ruolo che ritiene di dover recitare. Sta facendo una &lt;i&gt;bella passeggiata serale&lt;/i&gt;, nel &#39;nulla&#39;, visto che evidentemente la sua vita è talmente &#39;vuota&#39; da far apparire come un&#39;avventura &#39;mozzafiato&#39; anche un giretto a piedi nel traffico, in una zona semidesertica, in mezzo a sciami di zanzare. Tutto è relativo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tra il cofano della macchina di Doppiovubi e il muro dell&#39;edificio adiacente ci saranno stati due metri buoni. Quando il &#39;vecchio&#39; entra nello spazio doppiovubiano, comincia a inveire, a maledire, a bofonchiare, a borbottare, agita il braccio, si &#39;scalda&#39;, poi fulmina Doppiovubi con lo sguardo e con ira funesta gli grida &lt;i&gt;Comodo, eh? &lt;/i&gt;più altre cose non propriamente &#39;carine&#39; che Doppiovubi non ha percepito fonicamente a causa del fatto che stava proteggendo se stesso e i figli dalle zanzare (le quali sono più aggressive del Covid19, e sono un nemico visibile), tenendo i finestrini chiusi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ed ecco la riflessione odierna:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;il &#39;vecchio&#39; è riconoscibile - tra le altre cose - perchè di fronte a un &#39;problema&#39; lo ingigantisce, s&#39;incazza, si turba, cerca un colpevole, e lo trova (chi cerca, trova), e - in poche parole e in ultima analisi - &lt;i&gt;rompe pesantemente i coglioni&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &#39;giovane&#39;, per converso, è riconoscibile - tra le altre cose - perchè di fronte a un &#39;problema&#39; si concentra su di esso, cerca una soluzione, in genere la più facile, diretta e sbrigativa (non necessariamente quella giusta), e non cerca un colpevole da accusare. Una macchina mi ostacola il passaggio? cerco una via alternativa. Il &#39;giovane&#39; non reclama, non fa polemiche, non cerca la lite e non è interessato a &#39;personalizzare&#39; il problema.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ha &lt;i&gt;ben&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;altro &lt;/i&gt;da fare, nella vita.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tristemente, invece, il &#39;vecchio&#39; cerca disperatamente di portare un &lt;i&gt;contenuto &lt;/i&gt;a qualcosa che, lentamente ma inesorabilmente, va svuotandosi di qualsiasi contenuto significativo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&#39;Vecchio&#39; e &#39;giovane&#39; sono termini che qui prescindono dall&#39;età - come si suol dire - &#39;anagrafica&#39; (bel termine di origine greca che ormai è abusato). Si può essere &#39;vecchi&#39; a vent&#39;anni, e &#39;giovani&#39; a ottanta, anche se - &lt;i&gt;grosso modo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;- le invettive proferite vanno di pari passo con l&#39;entropia biologica.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi, infine, ha tristemente fatto &#39;mente locale&#39; sul fatto che - in una sua giornata-tipo - fa polemiche con tutti, dalla mattina alla sera, e per futili motivi. E ciò &lt;i&gt;da sempre.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) &lt;i&gt;Absit iniuria verbis&lt;/i&gt;, se l&#39;appellativo del Condore è, come è, etimologicamente riferibile al relativo aggressivo volatile, occorreva poeticamente reperire un verbo adatto (come in seguito nel testo).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(**) &lt;i&gt;Absit iniuria verbis&lt;/i&gt;, qui la parola &#39;vecchio&#39; è priva di accezioni negative. D&#39;altra parte, se la usa Dante A., che è un epigono di Doppiovubi, non si vede perché, &lt;i&gt;a maggior ragione&lt;/i&gt;, non la debba usare lo stesso Doppiovubi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(***) In realtà il G.P. sarebbe conseguenza immediata e diretta del doppiovaccino (quindi le &#39;armi&#39; sarebbero cinque), ma il &lt;i&gt;vairus&lt;/i&gt; (come disse il &#39;ministro&#39; Degli Affari Esteri), che ha una sua propria psicologia (il &lt;i&gt;vairus&lt;/i&gt;), è spaventato dal G.P. in quanto tale. E&#39; evidente che il &lt;i&gt;vairus&lt;/i&gt;, essendo un&#39;entità latamente &lt;i&gt;vivente&lt;/i&gt;, ha una sua forma embrionale di intelletto, e appena si accorge del G.P., per un banale calcolo di costi-benefici, gira &#39;alla larga&#39;. Le &#39;armi&#39;, dunque, sono sei.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2430493355353347074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2430493355353347074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/09/intervallo-5-getting-older.html' title='[Intervallo-5 : Getting Older]'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-4931735633245162746</id><published>2021-08-29T09:53:00.002+02:00</published><updated>2021-08-29T09:53:59.385+02:00</updated><title type='text'>[Intervallo-4 : Good Enough]</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se tutto è perfettibile, allora è logico che, tra il compiere un&#39;azione in modo pessimo, totalmente errato, e il compierla in modo perfetto, totalmente giusto, come la compirebbe un ipotetico Essere Perfetto, intercorrono infinite graduazioni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si tratta di due punti estremi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; evidente a tutti che ogni azione è indirizzata a un fine. Il giocare una partita a tennis è compiuto in vista di un fine, che può essere quello di vincere la gara, di divertirsi, di &#39;primeggiare&#39;, di migliorare la propria tecnica, di allenare i muscoli, di adempiere a un obbligo (morale o sociale), di compiacere qualcuno o semplicemente di &#39;passare il tempo&#39; (o anche implica alcuni di questi fini insieme, o addirittura tutti; ma ce n&#39;è sempre uno &#39;primario&#39;). In ogni caso, uno scopo non può mai mancare. E ciò anche se il soggetto non se ne accorge. Infatti raramente, ormai (anche se sembra incredibile), gli esseri umani sono consapevoli del fine (o dei fini) per cui compiono un&#39;azione qualsiasi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo scopo è tipicamente &#39;soggettivo&#39;: ognuno ha il suo. Se consideriamo che a volte i fini sono più di uno, come detto, e in grado diverso, con il gioco delle combinazioni diventa abbastanza difficile che un soggetto abbia un fine del tutto identico a quello di un altro soggetto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I due punti estremi di cui sopra (compiere un&#39;azione malamente, o compierla perfettamente) rappresentano due modi opposti di interpretare il rapporto tra azione e fine; eppure, nell&#39;esperienza di Doppiovubi, tutti vogliono raggiungere il proprio scopo: non fanno qualcosa &#39;tanto per farla&#39;. Anche coloro i quali compiono le azioni malamente, tendono a realizzare il proprio fine; soltanto, sperano di riuscire a ottenerlo &lt;i&gt;investendo &lt;/i&gt;meno energia e tempo possibili. Sono coloro che avevamo già incontrato in un &lt;i&gt;post&lt;/i&gt; precedente. Un ragazzino che studia malamente, ha &lt;i&gt;comunque&lt;/i&gt; lo scopo di ottenere un buon voto, o comunque un voto sufficiente. In genere l&#39;essere umano si chiede: &lt;i&gt;che cosa devo fare per ottenere questo mio scopo? &lt;/i&gt;e a seconda della risposta che si dà, orienta il proprio comportamento. Tutto parte dallo scopo che, per così dire, &#39;guida&#39; le azioni. Gli scopi sono come magneti. Una volta che abbiamo uno scopo in mente, e ci siamo posti quella domanda vista sopra (e vi abbiamo risposto), allora tutto procede &#39;in automatico&#39; (per inciso, questo &#39;automatismo&#39; è la causa primaria della pigrizia e della noia, perché si vorrebbe &#39;saltare&#39; direttamente al conseguimento del risultato).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cristiano Ronaldo vuole segnare più gol possibili in una gara, esattamente come Patrick Cutrone, odierno attaccante dell&#39;Empoli. Applicata la tara del talento naturale, tuttavia, i due certamente non compiono le stesse azioni per pervenire allo stesso scopo. Con tutto il rispetto per Cutrone (che è un giocatore diligente e serio), Ronaldo - che è indiscutibilmente un &#39;perfezionista&#39; - si allena in modo compulsivo e ossessivo, e cura ogni singolo aspetto del &lt;i&gt;procedimento &lt;/i&gt;che - secondo lui - lo condurrà al fine di &#39;segnare più gol possibili&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Detto questo, torniamo ai due punti estremi. Coloro i quali fanno le cose del tutto malamente (primo estremo) hanno di mira soltanto il fine. Se uno vuole &#39;caricare&#39; la lavastoviglie - procedimento in sé banale, ma paradigmatico - e ha in mente soltanto il fine (chiuderla al più presto, premere il pulsante di avvio e andare a guardarsi i nuovi messaggi su &lt;i&gt;whatsapp&lt;/i&gt;), tutto il procedimento sarà svolto malamente, in fretta, e sarà prono all&#39;errore. Questo per un semplice motivo: l&#39;attenzione non è rivolta al singolo passo del procedimento stesso, ma al fine. La mente è tutta fissata sullo scopo, dunque - durante il procedimento - il soggetto non &lt;i&gt;pensa &lt;/i&gt;a ciò che sta facendo (per esempio, non pensa a disporre gli oggetti in modo ordinato, tale per cui non vadano a urtare la pala girevole che semina acqua, impedendone il tragitto), ma pensa ad altro (ai messaggi &lt;i&gt;whatsapp&lt;/i&gt; che sta per leggere). Il risultato è che è probabile che la pala girevole venga bloccata, e due ore dopo, all&#39;apertura della lavastoviglie, i piatti siano ancora pieni di sugo. Doppiovubi - forse per sua fortuna - non è dentro la testa di Cristiano Ronaldo, ma è convinto che il portoghese, quando cerca di dribblare gli avversari, sia spasmodicamente concentrato &lt;i&gt;non &lt;/i&gt;sulla rete che vuole segnare, ma sulla perfezione del singolo gesto che gli consentirà di superare l&#39;uomo. Lo scopo finale è &#39;sullo sfondo&#39;, quale mera &#39;guida&#39; del procedimento. La differenza - ripetesi, fatta la tara del talento naturale - è tutta lì. Il pianista &#39;di grido&#39;, mentre sta suonando, non ha lo scopo di arrivare agli applausi alla fine dell&#39;esecuzione, ma si concentra sul singolo suono - o gruppo di suoni - che sta causando, cercando di causarli in modo &#39;perfetto&#39;. Ma basta con gli esempi, tanto vi è chiaro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Naturalmente questo ragionamento conduce a una &#39;frammentazione degli scopi&#39;: il soggetto, pur avendo sempre di mira, sullo sfondo, il fine primario, quale guida, quale &#39;faro&#39;, si concentra sull&#39;attuazione consapevole (o inconsapevole, a un certo livello) di centinaia, migliaia, decine di migliaia di &#39;micro-scopi&#39;, che, riuniti tutti insieme all&#39;esito del procedimento, condurranno all&#39;ottenimento del risultato finale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Detto per inciso, tutte le discipline di meditazione - che invariabilmente attribuiscono importanza fondamentale all&#39;attimo presente - mettono l&#39;accento sul singolo gesto. Alla luce di questo aspetto, considerato che ogni singolo gesto può a sua volta essere frammentato in innumerevoli micro-gesti, e così via (tendenzialmente all&#39;infinito), fin dove può estendersi la concentrazione (l&#39;atto mentale di attenzione ha un limite minimo temporale, correlato alla velocità dell&#39;azione - come vedremo -, il che tra l&#39;altro è uno dei motivi per cui Doppiovubi è lentissimo nei suoi movimenti), più il gesto su cui ci si concentra è &#39;piccolo&#39;, più l&#39;azione nel suo complesso sarà compiuta (tendenzialmente) perfettamente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tornando al discorso principale, detto in modo molto sintetico: i &#39;pasticcioni&#39; si concentrano sul fine in quanto tale, i &#39;perfezionisti&#39; sui singoli micro-gesti che conducono al fine.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma - per natura - l&#39;uomo cerca di &#39;conservare&#39; le proprie energie.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; dunque &#39;giusto&#39; trovare il punto intermedio tra questi due estremi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perchè un punto intermedio c&#39;è.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tornando all&#39;esempio della lavastoviglie, non ha &lt;i&gt;senso &lt;/i&gt;concentrarsi (*) sulla modalità di ottenimento della posizione del singolo cucchiaino, mirando alla sua perfetta collocazione. Abbiamo detto prima che la lentezza estrema favorisce la concentrazione sul singolo gesto (e quindi la sua tendenziale perfezione). Ma è chiaro a tutti che è assurdo caricare la lavastoviglie mettendoci quattro ore, in modo assolutamente irreprensibile: tanto vale lavare i piatti a mano. La perfezione del singolo micro-gesto, dunque, non è un valore assoluto, ma relativo, e relativo al raggiungimento del fine primario. Tornando, per la seconda volta, nella testa di Cristiano Ronaldo, è vero - c&#39;è da scommetterci - che si concentra sul singolo micro-gesto, ma non &lt;i&gt;così tanto&lt;/i&gt;&amp;nbsp;da smarrire il senso stesso del procedimento complessivo che lo conduce al gol. Diversamente, tutte le energie sarebbero dissipate in un dribbling perfetto, ma la partita dura novanta minuti (salvo casi rari, ossia quando l&#39;Inter sta perdendo, allora dura molto di più, ma questo è un altro discorso).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per chiarire questo discorso, vale l&#39;esempio della lettura, attività che - chi più, chi meno, e con contenuti molto diversi - tutti noi svolgiamo quotidianamente. C&#39;è chi legge Husserl, c&#39;è chi legge un &#39;meme&#39;, ma lo schema dell&#39;operazione è quello: trasformare, mediante una decodifica, segni grafici in un significato ideale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Da almeno trent&#39;anni (per la precisione dal 1990) Doppiovubi studia e riflette sulla c.d. &#39;lettura veloce&#39;. Sapete benissimo che la suddetta disciplina promette di &#39;salvare capra e cavoli&#39;: investire poco (o pochissimo) tempo nella lettura di un testo &lt;i&gt;e &lt;/i&gt;- al &lt;i&gt;tempo &lt;/i&gt;stesso - comprendere il significato. Nei nostri esempi, &#39;comprendere il significato&#39; è il fine, il procedimento di lettura è il mezzo. Immaginiamo di avere una ipotetica &#39;levetta&#39;, e di spostare la velocità di lettura. Più la spostiamo verso l&#39;alto (verso l&#39;estremo corrispondente a leggere &lt;i&gt;Guerra e Pace &lt;/i&gt;nello stesso tempo occorrente per sfogliare fisicamente il libro - anzi i quattro volumi - , od occorrente per toccare il display e voltare la pagina elettronica) e teoricamente più difficile diventa la comprensione. Più la spostiamo verso il basso (verso l&#39;estremo di metterci una vita intera, concentrandoci spasmodicamente su ogni singola parola, anzi, quasi su ogni lettera di ogni singola parola) più &lt;i&gt;teoricamente&lt;/i&gt; diventerebbe facile e completa la comprensione. Tutti voi avrete provato a leggere &#39;troppo velocemente&#39;: la concentrazione ne soffre, e alla fine avrete capito poco, o niente. Ma non tutti voi avrete provato a leggere &lt;i&gt;così lentamente &lt;/i&gt;da ottenere lo stesso negativo risultato (o forse addirittura peggiore): non avete capito niente, perché non avete &#39;legato insieme&#39; le singole parole (che nei nostri esempi precedenti rappresentano i micro-gesti) (**). In altre parole, la &#39;lettura lenta&#39; (&lt;i&gt;troppo &lt;/i&gt;lenta) non rappresenta una garanzia di ottenimento del risultato (esattamente come la lettura &lt;i&gt;troppo veloce&lt;/i&gt;). Tutto questo inutile sbrodolìo di parole (a proposito, qual è il &amp;nbsp;&lt;i&gt;tuo &lt;/i&gt;fine, caro lettore, nel leggere questo &lt;i&gt;post&lt;/i&gt;?) per confermare l&#39;esattezza di un concetto:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;occorre trovare il giusto mezzo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per individuarlo, prima occorre sapere &lt;i&gt;dove &lt;/i&gt;andarlo a stanare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In primo luogo, occorre capire se si tratta di un &lt;i&gt;giusto mezzo oggettivo &lt;/i&gt;oppure &lt;i&gt;soggettivo. &lt;/i&gt;Di primo acchito, lo so, tutti voi, o quasi, direte che &lt;i&gt;ognuno ha il suo giusto mezzo&lt;/i&gt;. Io leggo a questa velocità (&lt;i&gt;ergo&lt;/i&gt;, concentrazione). Io carico la lavastoviglie &lt;i&gt;così&lt;/i&gt;. Io dribblo l&#39;avversario in &lt;i&gt;questo&lt;/i&gt; modo. &#39;A modo mio&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi sostiene l&#39;ardita tesi per cui il &lt;i&gt;giusto mezzo &lt;/i&gt;sia un dato oggettivo. Questo da un lato ci facilita le cose, perché trovarlo è garanzia di &#39;successo&#39; per tutti. D&#39;altra parte, è molto più &#39;comodo&#39; sostenere che ognuno abbia la sua &#39;giusta velocità&#39; e dunque la sua &#39;giusta concentrazione&#39;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per stanare il &#39;giusto mezzo oggettivo&#39; abbiamo dunque a disposizione alcune &#39;variabili&#39; che devono essere combinate insieme. Esse sono: il grado di concentrazione sull&#39;azione e la velocità nel compimento dell&#39;azione, &lt;i&gt;in primis&lt;/i&gt;. Sembrerebbe che tra i due parametri (concentrazione e velocità) intercorra un &lt;i&gt;trade-off &lt;/i&gt;: a una maggiore velocità corrisponde una minore concentrazione, e viceversa. Ma non è detto: Lewis Hamilton è velocissimo (non (sol)tanto la sua macchina, ma i suoi riflessi), eppure è - per necessità - concentratissimo. Le stesse tecniche di &#39;lettura rapida&#39; insistono sul tema per cui una maggiore velocità, in qualche modo, costringe a una maggiore concentrazione: una lettura lenta consente alla mente di &#39;divagare&#39;, distraendosi. La velocità costituirebbe una sorta di &#39;vincolo naturale&#39; alla concentrazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo Doppiovubi la velocità e la concentrazione sono legate insieme da un collante speciale: il &lt;i&gt;significato.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il punto di equilibrio tra velocità e concentrazione è dato dunque da un evento di coscienza, tipicamente umano: l&#39;agente deve andare a una velocità adeguata che gli consenta una concentrazione atta a conferire &lt;i&gt;significato&lt;/i&gt; all&#39;azione nel suo complesso. In altri termini, mentre si compie il singolo gesto, occorre mantenere vivo (presumibilmente in un&#39;area parallela,&amp;nbsp;&lt;i&gt;a latere &lt;/i&gt;del/nel cervello) l&#39;intero procedimento, e naturalmente il fine primario per cui si sta compiendo un passo di quel procedimento.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutti &#39;si riempiono la bocca&#39; del concetto di &#39;algoritmo&#39;; una macchina, a differenza di un uomo, non &#39;sa&#39; &lt;i&gt;dove &lt;/i&gt;un certo algoritmo la condurrà. Una macchina esegue la procedura &lt;i&gt;istruzione per istruzione. &lt;/i&gt;Quando sarà inventata una macchina che autogenera l&#39;algoritmo per raggiungere un fine qualsiasi, allora ci troveremo proiettati dentro i film di fantascienza. Per il momento, la differenza tra uomo e macchina è questa. Che l&#39;uomo &lt;i&gt;sa &lt;/i&gt;che vuole caricare la lavastoviglie. Un ipotetico &lt;i&gt;robot &lt;/i&gt;non lo sa, ma esegue ogni micro-gesto. Certamente sono già stati inventati &lt;i&gt;software&lt;/i&gt; che modulano il comportamento concreto in funzione dell&#39;ottenimento del risultato (pre-impostato). Ma qui Doppiovubi sta parlando di &lt;i&gt;conoscere e tenere presente il significato dell&#39;intero procedimento in relazione al suo fine. &lt;/i&gt;Questo significa che il tempo di esecuzione, e la concentrazione (che è una risorsa non illimitata), possono e anzi devono variare, a seconda del &#39;passo&#39; del procedimento e del contesto. Ci sono, in ogni procedimento, momenti più &#39;critici&#39;, e momenti meno &#39;critici&#39;. Non è necessario che Cristiano Ronaldo metta &lt;i&gt;tutta la sua energia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in un banale tocco di palla, ma è necessario che metta &lt;i&gt;gran parte&amp;nbsp;della sua energia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nel saltare l&#39;ultimo uomo che lo fronteggia prima di presentarsi solo davanti al portiere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quindi, velocità, concentrazione, procedimento nel suo complesso, scopo finale. I primi due elementi sono variabili, i secondi due sono costanti e stabiliti &lt;i&gt;a priori&lt;/i&gt;. In qualche modo potremmo dire che ci sono due modalità di concentrazione, che lavorano &#39;in parallelo&#39;: da un lato la concentrazione sul singolo gesto, dall&#39;altro la concentrazione sul procedimento complessivo e sul suo esito. Naturalmente, affinché ciò &#39;funzioni&#39;, è indispensabile che il soggetto, &#39;a monte&#39;, &lt;i&gt;conosca il suo fine &lt;/i&gt;(e abbiamo detto inizialmente che, coi tempi che corrono, ciò spesso non accade), e &lt;i&gt;conosca il procedimento&lt;/i&gt;&amp;nbsp;per arrivarci. Sul procedimento si potrebbe scrivere un &lt;i&gt;post&lt;/i&gt; chilometrico - in senso stretto. Doppiovubi ve lo risparmia, ma basti qui dire che ci sono milioni di persone che si muovono verso un fine che non conoscono esattamente (e che spesso non hanno nemmeno deciso, ma altri hanno stabilito al loro posto), e &lt;i&gt;durante il sentiero &lt;/i&gt;decidono, in tempo reale, l&#39;algoritmo da seguire, senza averlo previamente stabilito. Chiaramente, in questi casi tutto questo &lt;i&gt;post &lt;/i&gt;va, come si diceva una volta, con espressione bizzarra, &#39;a farsi friggere&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I più sagaci tra i lettori di Doppiovubi, a questo punto, avranno forse intuito che si pone la questione generale (l&#39;eterna questione) del rapporto tra &lt;i&gt;mezzo &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;fine&lt;/i&gt;, tra &lt;i&gt;strumento &lt;/i&gt;ed &lt;i&gt;esito&lt;/i&gt;, tra &lt;i&gt;forma &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;contenuto&lt;/i&gt;. Infatti, possiamo considerare le due variabili (concentrazione e velocità), e una delle due costanti (il procedimento nel suo complesso) come &lt;i&gt;strumenti &lt;/i&gt;utili al raggiungimento del &lt;i&gt;fine&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Detto in termini più &#39;romantici&#39;, si pone l&#39;eterna questione del &lt;i&gt;viaggio&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nel suo rapporto con la &lt;i&gt;destinazione. &lt;/i&gt;Si tratta di un tema stra-trattato e stra-studiato. Fa molto &#39;figo&#39; sostenere che &lt;i&gt;il viaggio in sè è importante&lt;/i&gt;, e i più estremisti - quelli che si mettono i sandali e vanno a piedi a Santiago de Compostela - ti dicono addirittura che il viaggio è &lt;i&gt;più importante &lt;/i&gt;della destinazione. Nei nostri esempi, è come dire che caricare piatti, pentole e cucchiaini nella lavastoviglie è più importante del trovarli già lavati e ben posizionati nello scolapiatti. Andate a raccontare a un trasportatore che riceve un ordine di consegna urgente di un pezzo necessario a far funzionare una turbina di una centrale idroelettrica, e si deve svegliare nel cuore della notte (magari mentre si riprende da altre notti insonni), montare sul suo furgone bianco, giallo e nero, e farsi novecento chilometri, andate a dire a lui che &lt;i&gt;il viaggio è più importante della destinazione.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di sicuro, nel considerare il rapporto tra viaggio e destinazione, tra procedimento complessivo e ottenimento del risultato, possiamo affermare questo: il procedimento (il viaggio) appare quasi sempre &lt;i&gt;sproporzionato &lt;/i&gt;rispetto al fine. Lo abbiamo già detto in un lunghissimo post precedente. Per sua natura, il &#39;risultato&#39; (la consegna del pezzo della turbina, e il pagamento del corrispettivo al vettore, i piatti lavati, il gol di Cristiano Ronaldo) ottenuto, se guardato in rapporto al &lt;i&gt;costo pagato &lt;/i&gt;per ottenerlo (novecento chilometri, disporre tutte le stoviglie, farsi allenamenti massacranti), appare come &lt;i&gt;poca cosa&lt;/i&gt;. Ma è vero che l&#39;uomo, &lt;i&gt;quando e se &lt;/i&gt;(quando e se) raggiunge il risultato tende a &#39;dimenticare&#39; (o quanto meno a considerare più lieve) il prezzo pagato per ottenerlo, e questo forse, come si diceva altrove, per un meccanismo genetico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Deriva da tutto questo che il rapporto tra strumento e fine, tra viaggio e destinazione, tra algoritmo e risultato, è complesso e non immediato. E&#39; un rapporto difficile, intricato, ricco di sfaccettature. Tutta la nostra vita è fatta, in fondo, di milioni di piccoli o grandi algoritmi, che conducono a milioni di piccoli o grandi risultati. Non è possibile risolvere la questione in modo superficiale: riguarda il senso stesso della nostra vita. Ci buttiamo a fare qualcosa - qualsiasi cosa, davvero &lt;i&gt;qualsiasi &lt;/i&gt;cosa - e applichiamo procedimenti su procedimenti, e ogni giorno ci svegliamo e attiviamo algoritmi, e facciamo &lt;i&gt;cose &lt;/i&gt;(e vediamo gente), e poi facciamo altre cose, e poi altre ancora, algoritmi e risultati, algoritmi e risultati, algoritmi e risultati, e poi, la fine.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo per dire che dobbiamo almeno pensarci un po&#39; su. Che poi è il fine - eccolo qui, ancora, il fatidico &#39;fine&#39; - di Doppiovubi quando dedica un po&#39; di tempo a scrivere queste centinaia di post: pensarci su lui stesso, e far pensare voi. Non offrire risposte - quelle sì, si offrono, ma non hanno alcuna importanza - ma farsi domande, e sperabilmente far sì che ve le poniate anche voi, cari lettori. E ancora una volta, farsi domande su se stessi significa differenziarsi ulteriormente dalle macchine. Essere un po&#39; più umani.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E allora aggiungiamo altra &#39;carne al fuoco&#39;, cerchiamo di essere ancora più umani.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La tesi che Doppiovubi vuole sostenere qui è che il mezzo ha un&#39;importanza speciale, non &#39;in sè&#39; (come nel caso del cammino di Compostela), ma proprio in rapporto al fine. Secondo Doppiovubi è sbagliato vedere il fine come avulso dall&#39;algoritmo. Non è corretto scindere la strada dalla destinazione. Una non esiste senza l&#39;altra. Il desiderio - come fine - non ha senso senza il percorso necessario per arrivare a esso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E non è neanche vero che il fine è più importante dell&#39;algoritmo. Non è neanche vero che lo strumento è meno importante del risultato. Uno dei mali più perniciosi di questo tempo è l&#39;assoluta concentrazione sul fine: come dicevamo prima, quando ti concentri soltanto sul fine, nove su dieci sbagli il procedimento e combini pasticci. L&#39;assoluta concentrazione sul fine ti spinge poi ad abbreviare il più possibile il tempo che intercorre tra il momento in cui è scattato il desiderio, e quello in cui realizzi il desiderio stesso (che poi è un altro modo per dire che questo genera velocità, anzi, &#39;fretta&#39;, e sappiamo che &quot;la gattina frettolosa ha fatto i gattini ciechi&quot;).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Proviamo, allora, a prendere la questione del rapporto tra mezzo e fine da un altro lato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A Giancarlo - nome di fantasia - piace prendere appunti vocali sul suo iPhone. La &#39;app&#39; (che poi sarebbe un &lt;i&gt;programma&lt;/i&gt;, non si capisce perché, a un certo punto, si è sentito il bisogno di cambiare nome, da &lt;i&gt;programma &lt;/i&gt;ad &lt;i&gt;applicazione, &lt;/i&gt;ma comunque ci adeguiamo, come diceva Maurizio Ferrini in &lt;i&gt;Quelli della notte, &lt;/i&gt;non capisco, ma mi adeguo) si chiama &#39;Memo Vocali&#39;. Giancarlo ama registrare memo vocali con la sua app. Il suo fine è quello di ricordare velocemente &#39;cose da fare&#39;, o prendere nota di alcuni pensieri che gli vengono in mente. E&#39; una buona cosa. E&#39; un buon fine. La &#39;app&#39; &#39;Memo Vocali&#39; ti consente di fare una cosa che solo qualche anno fa potevi fare soltanto comprando un microregistratore, e spendendo un centinaio di euro almeno (soltanto che un microregistratore esigeva batterie ministilo, a volte una microcassetta con nastro magnetico, aveva problemi di capacità e di organizzazione delle registrazioni, nonché una modesta &#39;qualità audio&#39;).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per ottenere questo fine, Giancarlo attua un algoritmo. Saltiamo la fase preliminare (individuare dove si trova il suo telefono (o &lt;i&gt;smartphone&lt;/i&gt;), prenderlo in mano, schiacciare il pulsante centrale, spostarsi nella pagina dove c&#39;è l&#39;icona &#39;Extras&#39; (o altro a seconda delle versioni), dove è contenuta (se non è stata cambiata la configurazione di &lt;i&gt;default&lt;/i&gt;) l&#39;icona di &#39;Memo Vocali&#39; ed entrarci, ed ecco che non abbiamo affatto saltato la fase preliminare)&amp;nbsp;- che comunque costituisce parte dell&#39;algoritmo, e andiamo al punto. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta che Giancarlo preme l&#39;icona &#39;Memo Vocali&#39;, che è tutta nera con un&#39;onda sonora stilizzata, separata in due parti da una linea verticale blu, a sinistra l&#39;onda è rossa e più accentuata, a destra è bianca e meno accentuata, a significare che c&#39;è stata una registrazione dove il volume del suono in ingresso in un primo momento era maggiore e poi è diminuito (vi direte, ma perché Doppiovubi insiste su questi dettagli inutili? un motivo c&#39;è, lo vedremo dopo), una volta che Giancarlo preme l&#39;icona &#39;Memo Vocali&#39;, davanti a Giancarlo si aprono due possibilità. La prima è la più immediata: premere il tasto rosso e registrare, parlare dentro il suo &lt;i&gt;smartphone &lt;/i&gt;per un tempo anche molto lungo, e poi ritrovare un file che viene automaticamente denominato &#39;Nuovo memo &lt;i&gt;x&lt;/i&gt;&#39; dove &lt;i&gt;x &lt;/i&gt;è un numero progressivo che parte da 1 e termina con il massimo numero consentito dalla memoria dell&#39;iPhone (o dell&#39;iCloud). Se Giancarlo segue questa strada, non c&#39;è dubbio che realizzi &lt;i&gt;immediatamente&lt;/i&gt;&amp;nbsp;il suo &lt;i&gt;fine &lt;/i&gt;primario, che è quello di &#39;registrare un suono&#39; (nel caso di specie, la sua voce) e poterlo riascoltare quanto vuole.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La seconda possibilità che si apre davanti a Giancarlo è meno immediata, e richiede che Giancarlo investa un po&#39; di tempo ed energie. Giancarlo può dunque osservare con attenzione la schermata iniziale, e ritrovare in essa la cartella &#39;Tutte le registrazioni&#39; con il numero complessivo di esse, poi l&#39;icona di un cuore, che rappresenta la cartella &#39;Registrazioni preferite&#39;, che è utile perché se le registrazioni sono tante, possono essere ritrovate più facilmente, poi la cartella contrassegnata da un orologio (&#39;Registrazioni Apple Watch&#39;) sempre che G. abbia l&#39;orologio Apple, e infine il classico cestino &#39;Eliminati di recente&#39;. Ma in basso a destra compare anche il simboletto della cartella con un &#39;+&#39;, che vuol dire che G., se vuole, può creare tante cartelle dal nome personalizzato, e infilarci dentro alcuni memo vocali a seconda del tema, dell&#39;argomento specifico.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo esame può continuare all&#39;interno del singolo Memo vocale, e G. può scoprire che può rinominare la registrazione, rendendola significativa e reperibile, può modificarla, riprenderla, cancellare il rumore di fondo, tagliare pezzi indesiderati e sostituirli, condividerla, copiarla, duplicarla, salvarla come file separato dalla &#39;app&#39;, e altro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Insomma, le scelte a disposizione si moltiplicano, se solo si dedica un po&#39; di tempo a &lt;i&gt;studiare &lt;/i&gt;le funzioni di &#39;Memo Vocali&#39;. Se poi G. va sul sito Apple, alla voce &lt;i&gt;support&lt;/i&gt;, troverà varie guide - assolutamente ben costruite - su come usare &#39;Memo Vocali&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La cosa interessante non è questa, perchè ovviamente sapevate già che si può approfondire l&#39;uso di un qualsiasi&amp;nbsp;&lt;i&gt;software&lt;/i&gt;, è una banalità. La cosa interessante è che il numero di scelte (che in gergo informatico si chiamano &lt;i&gt;opzioni&lt;/i&gt;) di &#39;Memo vocali&#39; è un numero chiuso, un &lt;i&gt;numerus clausus&lt;/i&gt;. Doppiovubi non si mette a contarle, ma ipotizza che siano una trentina, non di più. Per conoscerle e capirle tutte &lt;i&gt;bene&lt;/i&gt;, fino in fondo, occorreranno, a esagerare, circa trenta minuti. Alla fine Giancarlo certamente potrà utilizzare Memo vocali in modo completo, al 100% - come si suol dire. Anche questa non è una novità. Sapevate benissimo che si può conoscere un &lt;i&gt;software &lt;/i&gt;in tutti i suoi dettagli, è ovvio. Ma Doppiovubi richiama la vostra attenzione sul fatto che confrontando la prima possibilità che si pone a G. (un uso immediato, e due opzioni, forse una sola), e la seconda (trenta minuti di analisi, e trenta opzioni), il rapporto è nettamente sbilanciato a favore della seconda. L&#39;uso di &#39;Memo Vocali&#39;, nel secondo caso, consentirà un &lt;i&gt;risultato &lt;/i&gt;migliore (avremo &lt;i&gt;files&lt;/i&gt;&amp;nbsp;puliti quanto al suono, privi di silenzi inutili, nominati secondo un criterio, inseriti in una cartella dal nome significativo, magari copiati in una cartella fuori dalla &#39;app&#39;, etc.) e dunque una &lt;i&gt;soddisfazione &lt;/i&gt;maggiore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div&gt;E&#39; poi l&#39;idea in base alla quale Salvatore Aranzulla ha avuto successo. Non ha fatto altro che andare a studiare le funzioni, le &lt;i&gt;opzioni&lt;/i&gt;, di ogni &lt;i&gt;software&lt;/i&gt;, anche di quelli che controllano gli &lt;i&gt;hardware,&lt;/i&gt; una per una, funzione per funzione, e poi le ha &#39;spezzettate&#39; in testi separati; così, ha creato migliaia di &#39;articoli&#39;, per esempio,&amp;nbsp;&lt;i&gt;non&amp;nbsp;&lt;/i&gt;su &#39;Excel&#39; in generale, ma su come realizzare una specifica funzione in&amp;nbsp;&#39;Excel&lt;i&gt;&#39;.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Un mondo di persone ha un mondo di esigenze, quindi, prima o poi, qualcuno &amp;nbsp;- che non ha studiato &#39;Excel&#39; perché non ne ha voglia -, si chiede come realizzare una specifica funzione che gli occorre, e - oplà - ecco un articolo specifico su come farlo. Il segreto del successo di Aranzulla è la pigrizia (e la fretta, sua sorella) altrui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; chiaro a tutti che stiamo ancora parlando di &#39;strumenti&#39; in relazione al &#39;fine&#39;. Qualcuno potrà eccepire: il fine di G., registrare e ascoltare, è realizzato in venti secondi, &#39;risparmiando&#39; così quasi trenta minuti. E&#39; un argomento apparentemente logico, ma pericoloso. In primo luogo, con tale argomento si confrontano due entità non omogenee: la prima (venti secondi), con la seconda (trenta minuti) sembrano essere tali, cioè omogenee (ed è chiaro che se così fosse, sarebbe lapalissiano che è meglio dedicare a un&#39;operazione venti secondi anziché trenta minuti), ma in realtà non è così: nel primo caso Giancarlo è &#39;condannato&#39;, per così dire, a registrare centinaia, migliaia di memo vocali senza alcun uso consapevole e soddisfacente, nel secondo caso l&#39;investimento di trenta minuti è svolto &lt;i&gt;una tantum&lt;/i&gt;, e i suoi frutti saranno raccolti in abbondanza, su ogni singolo file registrato ed elaborato in futuro. Infatti G. non è un essere vivente che nasce e muore con l&#39;unico fine di registrare un singolo file sonoro: si spera che la sua vita duri a lungo, e i suoi fini - anche solo in quell&#39;ambito - si ripetano molte volte. Ci sono poi vantaggi più sfumati, di tipo psicologico, ma non da poco: come la consapevolezza, in sé considerata, di &lt;i&gt;conoscere appieno le funzioni di un oggetto&lt;/i&gt;, la sensazione di &lt;i&gt;controllarlo&amp;nbsp;&lt;/i&gt;anziché &lt;i&gt;esserne controllati, &lt;/i&gt;e infine uno speciale rapporto (seppur indiretto) con chi ha creato la &#39;app&#39;. Quando vai a studiare le singole funzioni, in qualche modo ricostruisci a ritroso il &lt;i&gt;modus cogitandi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di un &lt;i&gt;team &lt;/i&gt;di esperti, che non solo sono programmatori, ma anche ingegneri progettisti, che hanno riflettuto a lungo (e bene, stiamo parlando della Apple), su quali opzioni fosse giusto inserire e quali no, perché avrebbero &#39;appesantito&#39; il sistema; su come visualizzarle, per consentire a un utente &lt;i&gt;medio &lt;/i&gt;di capire, su quali icone usare (ricordate la descrizione dell&#39;icona colorata?) e dove posizionarle. Gli &#39;aggiornamenti&#39;, poi, rappresentano prese di posizione su errori commessi, oppure volontà di miglioramento.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Infine, non dimentichiamo che l&#39;iPhone non ci è costato &#39;poco&#39;. Se vogliamo dare un senso al prezzo che abbiamo pagato, è &#39;giusto&#39; studiare &#39;bene&#39; le funzioni di una &#39;app&#39; in esso contenuta. Altrimenti, tanto valeva comprarsi un telefono da € 29,99, che pure ha -ormai- la funzione di registratore vocale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div&gt;Si tratta della 7a e ultima regola (salvo l&#39;ottava, individuata nel 2004) di Stephen R. Covey (&quot;Affila la lama&quot;), che cita Lincoln, il quale (dicono che) disse: &quot;Se avessi a disposizione otto ore per abbattere un albero, ne passerei sei ad affilare l’ascia&quot;. Lo &#39;strumento&#39; è fondamentale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Possiamo dunque interpretare &lt;i&gt;tutto quello che ci circonda&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nel &#39;mondo&#39; come fosse la &#39;app&#39; &#39;Memo Vocali&#39;, presa a esempio. Un rene, per esempio, è un &#39;oggetto&#39; contenuto nella nostra &#39;pancia&#39;, che fa &#39;delle cose&#39;. E&#39; nascosto, non lo vedremo mai (il &#39;nostro&#39; rene), non ci sono &#39;iconcine&#39; sopra che ci spiegano che cosa è in grado di fare, ma una &#39;Guida&#39;, un &#39;Supporto&#39;, volendo, c&#39;è: ci sono migliaia di libri e testi che ci spiegano, più o meno approfonditamente, che cosa fa un rene, quali sono le sue &lt;i&gt;opzioni&lt;/i&gt;, e come possiamo &#39;usarlo&#39; meglio, evitando alcuni errori, o migliorandone la funzionalità.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Conoscendo lo strumento-rene, ne &#39;onoriamo&#39; l&#39;esistenza. Come nel caso di &#39;Memo Vocali&#39; avevamo stabilito un rapporto con i progettisti Apple, nel caso del rene, studiandone le funzioni, entriamo in rapporto con Chi l&#39;ha costruito: se proprio volete mantenervi, con pervicacia, sul piano dell&#39;ateismo o dell&#39;agnosticismo, entriamo in rapporto con la &#39;Natura&#39; e con l&#39;&#39;evoluzione&#39;. E studiando il rene giustifichiamo anche il prezzo che abbiamo pagato per averlo, come per l&#39;iPhone. Come dite? non abbiamo pagato alcun prezzo per averlo e mantenerlo in opera? forse, ma andate a leggervi il chilometrico post di qualche giorno fa, e poi ne riparliamo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Insomma, l&#39;atteggiamento che possiamo avere nei confronti del &lt;i&gt;mondo&lt;/i&gt;, e della nostra &lt;i&gt;vita &lt;/i&gt;in generale, è quello descritto inizialmente. Se ci riferiamo al &lt;i&gt;fine &lt;/i&gt;che di volta in volta ci poniamo, passeremo inconsapevolmente e distrattamente sopra l&#39;esistenza di tutti i &lt;i&gt;mezzi &lt;/i&gt;che ci occorrono per raggiungerlo. Ma i &lt;i&gt;mezzi &lt;/i&gt;rappresentano il mondo stesso, la vita stessa, non possiamo &lt;i&gt;by-passarli&lt;/i&gt;, come se non esistessero. Lo strumento &lt;i&gt;conta&lt;/i&gt; quanto il fine, e un uso consapevole dello strumento conferisce un significato stesso all&#39;insieme inscindibile costituito da mezzo &lt;i&gt;e &lt;/i&gt;fine,&amp;nbsp;procedimento &lt;i&gt;e &lt;/i&gt;risultato, viaggio &lt;i&gt;e &lt;/i&gt;destinazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi, peraltro, non vuole sostenere qui che il mezzo, lo strumento, l&#39;algoritmo, possa assurgere a importanza tale da diventare &lt;i&gt;fine a se stesso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo ci conduce all&#39;esito del ragionamento: i &lt;i&gt;contenuti&lt;/i&gt;. Finora abbiamo detto: conoscere tutte le funzioni di &#39;Memo Vocali&#39; ci consente di registrare file migliori e meglio organizzati. Ma non abbiamo ancora detto niente riguardo ai contenuti. Giancarlo, infatti, potrebbe registrare un file di sessanta secondi - perfettamente realizzato e organizzato con il suo bravo nome e inserito nella giusta cartella - consistente in un minuto intero di versi privi di significato, tipo &quot;&lt;i&gt;ba... baa... baaa...&quot;. &lt;/i&gt;Oppure potrebbe incidere un suo importante commento critico alla teoria di Fritjof Capra esposta in &#39;Vita e Natura&#39;, sul pensiero sistemico. In altre parole, una perfetta conoscenza, e un perfetto uso di uno strumento, ci consente sì di realizzare il nostro fine (registrare e salvare), ma se non ci riferiamo anche ai contenuti, siamo ancora a &lt;i&gt;zero.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; chiaro a tutti che parliamo di fasi progressive, e del concetto di &#39;condizione necessaria&#39;, ma &#39;non sufficiente&#39;. Posso conoscere perfettamente un lettore DVD, con tutte le sue funzioni, ma se inserisco nella fessura &#39;Driven&#39; con Sylvester Stallone oppure &#39;Americani&#39; con Al Pacino, le cose cambiano.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Un conto è sapere&amp;nbsp;&lt;i&gt;come&amp;nbsp;&lt;/i&gt;si può realizzare una fotografia, conoscere tutte le opzioni &lt;i&gt;software&lt;/i&gt; possibili, un altro conto è&amp;nbsp;&lt;i&gt;scegliere un soggetto,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;inquadrarlo,&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;decidere la propria posizione, la luce, il momento: quello&amp;nbsp;&lt;/i&gt;è il vero &#39;contenuto&#39; della fotografia, e della vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma, studiando lo&amp;nbsp;&lt;i&gt;strumento&lt;/i&gt;&amp;nbsp;si ricava una certa soddisfazione, in ogni caso, sia nella fase di&amp;nbsp;&lt;i&gt;apprendimento&lt;/i&gt;, sia nella migliore&amp;nbsp;&lt;i&gt;realizzazione del fine&amp;nbsp;&lt;/i&gt;che ci siamo proposti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per inciso, il guaio di questi tempi, &#39;che corrono&#39;, è che non solo la quasi totalità degli esseri &#39;umani&#39; non è interessata a conoscere e a usare &#39;bene&#39; gli strumenti, ma salta a pie&#39; pari quella &lt;i&gt;noiosa fase&lt;/i&gt;, e - oltre tutto - si &#39;nutre&#39; di contenuti pessimi. Non solo &#39;non mi interessa&#39; conoscere il funzionamento dello stomaco e dell&#39;intestino (&lt;i&gt;tanto funzionano da soli, anche se non so come fanno&lt;/i&gt;), ma ci butto dentro anche cibo-spazzatura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le azioni hanno un &#39;significato&#39;, che prescinde dai nostri scopi contingenti. Noi pensiamo di &#39;registrare un file&#39; per un certo tipo di &#39;fine&#39;, ma il significato dell&#39;operazione si eleva al di sopra di ciò che &lt;i&gt;intendiamo &lt;/i&gt;fare nello specifico. In realtà, tramite quella registrazione, &amp;nbsp;a un livello superiore (il livello del &lt;i&gt;significato&lt;/i&gt;)&amp;nbsp;stiamo &lt;i&gt;superando il problema dell&#39;oblio&lt;/i&gt;. Stiamo fornendo la nostra piccola, personale, soluzione all&#39;enorme problema dell&#39;oblio. La &#39;scrittura&#39;, come attività umana che ha avuto inizio millenni fa, voleva superare proprio questo stesso problema. Quando CR7 - dopo allenamenti estenuanti, protrattisi per anni - supera un difensore e segna un gol, che cosa sta facendo? da un punto di vista prettamente formale - superficiale - sta realizzando il suo &#39;fine&#39;: segnare un gol, anzi, segnare più gol possibili. Ma dal punto di vista del &lt;i&gt;significato della sua azione&lt;/i&gt;, sta, tra l&#39;altro,&amp;nbsp;&lt;i&gt;soddisfacendo bisogni emotivi legati al valore personale, &lt;/i&gt;suo e dei suoi tifosi (ora, inglesi). E&#39; per questo che un conto è un gol con una altissima e spettacolare rovesciata (come quello che lo stesso CR7, giocando con gli spagnoli, siglò lasciando attonito il povero De Sciglio in Juventus - Real Madrid), e un altro, ben diverso, conto è un gol di ginocchio-coscia frutto di un rimpallo fortuito (come quello che fece Christian Vieri nel finale del derby del 3 marzo 2002 a un Milan che perse, ma meritava la vittoria). Entrambi i gol &#39;segnano 1&#39;, entrambi &#39;valgono 1&#39;, realizzano il &#39;fine&#39; di &#39;segnare un gol&#39;, ma il &lt;i&gt;significato &lt;/i&gt;del primo è molto diverso dal &lt;i&gt;significato &lt;/i&gt;del secondo. E&#39; chiaro che, dal punto di vista oggettivo - che sarebbe la modalità di osservazione compiuta da una &lt;i&gt;macchina &lt;/i&gt;- una sfera di 69 centimetri di circonferenza, composta da poliuretano, poliestere e viscosa, che varca, attraversa, un piano ideale (perpendicolare rispetto al terreno) a forma di rettangolo delle misure di 7,32 metri per 2,44 metri, non è nient&#39;altro che un oggetto che si sposta da un luogo a un altro luogo. Ma dietro alla traiettoria di quell&#39;oggetto abbiamo costruito una serie di &lt;i&gt;significati&lt;/i&gt; emotivi, psicologici, esistenziali e sociali, &lt;i&gt;enormemente &lt;/i&gt;più complessi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ancora una volta, è necessario salire di livello, e chiedersi il &lt;i&gt;senso, &lt;/i&gt;il &lt;i&gt;significato&amp;nbsp;&lt;/i&gt;di quello che stiamo facendo. Se tutta la nostra vita si riduce a una serie di micro o macro algoritmi, utili a realizzare fini materiali, allora la vita non è degna di essere vissuta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E perchè mai siamo &#39;chiamati&#39; a conferire un &lt;i&gt;significato&lt;/i&gt; alle nostre azioni? la risposta è: perchè siamo fatti così, perchè l&#39;attribuzione di un &lt;i&gt;significato &lt;/i&gt;a ciò che si compie definisce e qualifica l&#39;essere umano in quanto tale. Ancora una volta, gli esseri umani non sono macchine, e le macchine non danno significato a quello che fanno. Per la verità, e proprio perché oggi non si attribuisce un &lt;i&gt;significato &lt;/i&gt;a quello che si fa, che purtroppo gli esseri umani, ormai, stanno diventando sempre più simili a macchine. Il principio è che bisogna fare, e dunque è &#39;giusto&#39; fare, ciò che ci qualifica e ci definisce.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Καλῶς πάντα πεποίηκεν&quot; (Marco, 7:37).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) Ha senso concentrarsi, in modo &#39;totale&#39;, sul singolo gesto soltanto se miriamo al &lt;i&gt;sati. &lt;/i&gt;In questo caso, però, il fine non sarà più quello di &#39;caricare la lavastoviglie&#39;, ma quello, diverso e avulso da qualsiasi fine contingente, di entrare nell&#39;attimo presente, così &#39;dilatando&#39; il tempo. Per inciso, per chi volesse affidarsi -purtroppo- a Wikipedia, non cerchi &#39;Sati&#39; in italiano (perchè l&#39;unico fuorviante risultato sarà la divinità induista), bensì, dopo un&#39;opportuna &lt;i&gt;disambiguation&lt;/i&gt;, &#39;Sati (Buddhism)&#39;, soltanto in inglese, quale &lt;i&gt;settimo elemento &lt;/i&gt;dell&#39;ottuplice sentiero. Per una pura coincidenza (?!), nel testo di questo &lt;i&gt;post&lt;/i&gt;, si è fatto riferimento alla &lt;i&gt;settima regola&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di S. R. Covey, il quale stabilì un totale di &lt;i&gt;otto&lt;/i&gt; regole.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(**) In realtà non è così semplice. Qualche anno fa, S.S. raccontò a Doppiovubi che - in una delle sue lunghe notti insonni - visse la volontaria esperienza di muoversi in modo &lt;i&gt;lentissimo&lt;/i&gt;. Doppiovubi sta pensando e ripensando a quell&#39;esperienza da molto tempo, e ora quelle riflessioni &#39;tornano buone&#39;. Se compi un gesto in modo così lento, si verifica chiaramente uno smarrimento del fine. Se devi andare dalla cucina al salotto, e ti muovi alla velocità di un bradipo, è molto difficile, dal punto di vista psicologico, mantenere &#39;vivo&#39; lo scopo di &#39;raggiungere il salotto&#39;. Questo ci porta a dire che lo &#39;scopo&#39; non esiste in senso oggettivo, ma soltanto soggettivo e psicologico. E&#39; la mente che interpreta il microscopico gesto come facente minuscola parte di un algoritmo che si concluderà con il risultato di &#39;trovarsi in salotto&#39;. La lentezza assoluta fa emergere - sempre psicologicamente - l&#39;importanza del &#39;fine&#39; come &#39;ciò che ci guida&#39;. Ed è forse l&#39;&lt;i&gt;intensità&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(una variabile che purtroppo non è stata considerata in questo &lt;i&gt;post&lt;/i&gt;)&amp;nbsp;con cui desideriamo il risultato, a determinare la &lt;i&gt;velocità &lt;/i&gt;con la quale realizziamo il procedimento stesso. Forse, senza scherzi, occorrerebbe studiare a fondo il bradipo. A luglio 2021 è uscita la traduzione italiana - per HarperCollins Italia - di un libro spettacolare: &quot;Zanzare. Il più micidiale predatore della storia dell&#39;umanità.&quot;, del bravissimo Timothy Winegard. Ci vorrebbe un libro simile sui bradipi, e forse capiremmo qualcosa di più, anche sotto il profilo fisiologico, sul rapporto tra velocità, fine e &lt;i&gt;mindfulness.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4931735633245162746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4931735633245162746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/08/intervallo-4-good-enough.html' title='[Intervallo-4 : Good Enough]'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-5151469026110295227</id><published>2021-08-25T09:33:00.000+02:00</published><updated>2021-08-25T09:33:39.682+02:00</updated><title type='text'>[Intervallo-3]</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nelle more del prossimo chilometrico &lt;i&gt;post&lt;/i&gt;, che è in avanzata fase di (de)composizione, Doppiovubi intende sottolineare che ieri sera a &#39;Milan TV&#39;, il leggendario Luca Serafini, dialogando con Mauro Suma, si è riferito al neo-acquisto dell&#39;Inter (numero 10, che indossa però la maglia n. 20) in questi termini: &quot;&lt;i&gt;... il turco, di cui adesso non ricordo il nome...&quot;, &lt;/i&gt;e con ciò ha acquistato circa un miliardo di punti. Grande Luca.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/5151469026110295227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/5151469026110295227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/08/intervallo-3.html' title='[Intervallo-3]'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-8047197813370232857</id><published>2021-08-21T11:39:00.000+02:00</published><updated>2021-08-21T11:39:03.677+02:00</updated><title type='text'>[Intervallo-2]</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Prima Parte (per molti).&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Forse, prima di andare avanti a vivere le nostre vite, dovremmo fermarci un attimo, a riflettere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il semplice&amp;nbsp;&lt;i&gt;tentativo&lt;/i&gt; di raggiungimento di un qualsiasi &#39;obiettivo&#39; desiderato, comporta una rinuncia, un sacrificio, una perdita. Non esiste in natura un&#39;attività &#39;a costo zero&#39;. Il Sistema è costruito così, e, al momento (almeno, fino a quando non colonizzeremo altri pianeti, ciò che, probabilmente, accadrà nel giro di un centinaio di anni), è l&#39;unico Sistema di cui disponiamo (da vivi, s&#39;intende).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per portare un banalissimo esempio: se vuoi dormire, e di fatto dormi, riacquisti sì le energie psico-fisiche, ma ti perdi certamente qualcosa che avresti potuto sperimentare in stato di coscienza vigile. Se invece vuoi svolgere un&#39;attività qualsiasi, non puoi dormire, e dunque sarai più &#39;stanco&#39; di prima. E&#39; semplice.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A ogni guadagno corrisponde una perdita.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il motivo di questa correlazione è assai semplice: il tempo. Il maledetto (o benedetto) &#39;tempo&#39;, che esiste in questo mondo e lo caratterizza, impedisce a qualsiasi ente che &#39;esista&#39; qui,&amp;nbsp;di svolgere due attività con&lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt;raneamente, ma mette le attività &#39;in fila&#39;, una &lt;i&gt;dopo &lt;/i&gt;l&#39;altra.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di conseguenza, se fai questo, non fai quello.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per chi ha una propensione &#39;spaziale&#39;, più che &#39;temporale&#39; (Doppiovubi, per sua inclinazione, ragiona meglio in termini di &#39;tempo&#39;, anche se sappiamo che non esiste il &#39;tempo&#39; in quanto tale, bensì unicamente lo &#39;spazio-tempo&#39;, come entità unitaria e inscindibile), si può anche dire che &lt;i&gt;nulla si crea e nulla si distrugge&lt;/i&gt;, ovvero tutto si trasforma, o ancora, come ama dire Doppiovubi in termini molto più semplici, &lt;i&gt;tutto &#39;si&#39;&amp;nbsp;sposta da un luogo all&#39;altro, ossia tutto non fa altro che spostarsi o essere spostato. &lt;/i&gt;Quindi se &#39;fai&#39; qualcosa in un luogo, stai semplicemente togliendo, sottraendo, spostando, muovendo, qualcos&#39;altro da un altro luogo. Nulla può &#39;trovar&lt;i&gt;si&lt;/i&gt;&#39; (come direbbe Martin Heidegger) in due luoghi con&lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt;raneamente. Se sei qui, non sei là (come direbbe Adriano Celentano).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rinunce, sacrifici, perdite, da una parte, e acquisizioni, realizzazioni, guadagni, dall&#39;altra parte.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nessuno può ottenere un guadagno senza subire, al tempo stesso, la correlativa perdita (qui la parola-chiave, da ricordare, è &#39;correlativa&#39;, quindi il nesso).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A volte la perdita è nascosta, il prezzo non si vede, perché magari lo vedrete soltanto anni dopo, ma statene pur certi, il prezzo da pagare c&#39;è. Piccolo o grande, ma c&#39;è, anche soltanto in termini di impossibilità di fare (o non fare) qualcos&#39;altro. E&#39; una legge di &#39;natura&#39;, e in quanto tale si può studiare, analizzare, descrivere, maledire, subire, ma non la si può cambiare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se sei un bambino, insegui la felicità e il benessere, senza sapere che devi, dovrai, pagare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E se è così - ed è così -, diventa tutta e soltanto una questione di scelte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uno, ormai, ha irrimediabilmente perduto la sua &#39;forma fisica&#39;, ma si gusta (spesso) un buon &lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt; con untissime patatine fritte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un altro, invece, ha gli addominali molto scolpiti, ma deve fare una notevole fatica per mantenerli, e mentre lui suda agli attrezzi, un altro ancora si rilassa in poltrona, guardando l&#39;ultima intrigante serie su &lt;i&gt;Netflix&lt;/i&gt;, pescando compulsivamente da un bel paccone di &lt;i&gt;Cipster.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uno ha studiato Husserl per vent&#39;anni; è vero, è un po&#39; pallido ed emaciato, ma su quella locandina campeggia il suo cognome, principale relatore a quel convegno annuale di filosofi che provengono da tutta Europa, che un po&#39; lo invidiano, e un po&#39; lo stimano. Lui però si sente orgoglioso della sua conoscenza esclusiva (e state pur certi che conoscere e comprendere Husserl non è da tutti), e di sicuro questa conoscenza lo ha migliorato sotto il profilo evolutivo dell&#39;essere. Ma quanto ha &#39;perduto&#39;, in questi vent&#39;anni?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un altro, invece, ama stare in compagnia, parlare con tanti &#39;amici&#39;, sedersi al tavolino di un bar a sorseggiare allegramente un Negroni, a discorrere del più e del meno. &#39;Husserl&#39; per lui rappresenta semplicemente un suono, e niente di più: mai sentito nominare, forse sarà l&#39;ultimo acquisto dell&#39;Inter, magari un esterno proveniente dal Werder Brema. E costui, che ama stare in compagnia, ha sicuramente migliorato il suo tessuto di relazioni sociali. Al tempo stesso, in termini di introspezione e schemi di pensiero, ha perso molto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Certamente questi sono esempi estremi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni, pochissimi invero, riescono a trovare forme di equilibrio grazie alle quali non rinunciano a un piccolo piacere, ma al tempo stesso non &#39;esagerano&#39;, e dunque non pagano un &#39;grande&#39; prezzo correlato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma il prezzo da pagare, per quanto sia piccolo, c&#39;è. E se non c&#39;è in termini di &#39;danno&#39;, c&#39;è sempre e comunque in termini di tempo ed energia dissipata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se stai bevendo un mezzo bicchiere di vino, e ti fermi lì, certamente il tuo fegato riuscirà ad azzerare completamente il &#39;danno&#39;, ma -necessariamente- avrai &#39;consumato&#39; il &lt;i&gt;tempo &lt;/i&gt;necessario a gustare il vino stesso, che non è solo il tempo occorrente per fare scendere il liquido in gola, ma è anche l&#39;approvvigionamento del vino stesso - o comunque la gestione del rapporto con chi ha provveduto all&#39;approvvigionamento, per conto tuo -, la scelta e il costo del vino, la scelta di un luogo adatto dove berlo, la disponibilità di almeno un calice, che poi sarà da lavare, e lo laverai tu (con un detersivo e una spugna che previamente hai dovuto procurarti) o far lavare, da una persona, magari da te pagata, o da una macchina che consuma energia elettrica e che hai dovuto scegliere, comprare e installare, e che ha bisogno di manutenzione, e in più hai avuto &#39;in carico&#39; la gestione concreta del rapporto umano con chi sta bevendo insieme a te (se c&#39;è qualcuno che sta bevendo insieme a te), o se sei solo, la gestione dei tuoi pensieri durante il sorseggio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&#39;Bere un bicchiere di vino&#39; equivale pertanto a un notevole e complesso investimento di tempo e risorse, e dunque, per la legge inviolabile che stiamo descrivendo, implica una correlativa perdita, e non da poco.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma il &#39;benessere&#39; - o il &#39;guadagno&#39; - sono fatti così: relegano &#39;dietro le quinte&#39; tutta l&#39;attività &#39;preparatoria&#39;. In quei momenti, quando gusti il vino (sempre che alla fine non si riveli pessimo), le perdite sono rintanate in un&#39;area nascosta e ben poco visibile (è fatto psicologico), tant&#39;è vero che Doppiovubi ha dovuto pensarci un po&#39; su, per enucleare tutte le &#39;perdite nascoste&#39; del sorseggio di un mezzo bicchiere di vino (e certamente ce ne sono molte altre che ha dimenticato, senza contare che quelle descritte sono perdite &lt;i&gt;certe&lt;/i&gt;, poi ci sono quelle &lt;i&gt;possibili&lt;/i&gt;, derivanti dalla &#39;sfortuna&#39;, per esempio, il rovesciarsi qualche goccia di vino rosso sulla tua bella camicia di lino bianco, da duecento euro).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualcuno penserà - erroneamente - che Doppiovubi voglia andare a parare là, dove si ponga l&#39;opzione di &lt;i&gt;non fare nulla per non avere problemi. &lt;/i&gt;Ma ovviamente non è quello il punto di caduta, abbiate pazienza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; tutta e soltanto una questione di scelte.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre hai &#39;scelto&#39; di fare - o non fare - qualcosa, qualsiasi cosa, stai &lt;i&gt;contestualmente&lt;/i&gt; pagando il relativo prezzo. Dato che il prezzo è necessario, già ora, mentre stai facendo - o non stai facendo - quella determinata cosa, stai pagando il prezzo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ciò che è necessario in futuro, esiste già ora. Il modello-base di questa argomentazione è la morte. Essendo ineluttabile, è già presente ora, non è &#39;futura&#39;. Possiamo, forse dobbiamo, considerarla come attuale. E&#39; propriamente &#39;futuro&#39; solo il &#39;possibile&#39;, quello che potrà accadere o potrà anche &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; accadere. Ma ciò che necessariamente accadrà, è già presente. Questo è un antichissimo &#39;pallino&#39; di Doppiovubi. Doppiovubi ha infatti elaborato questo originale concetto di &#39;evento presente&#39;: come detto, l&#39;evento &#39;presente&#39; è anche l&#39;evento &#39;futuro&#39; che necessariamente accadrà. E più è probabile l&#39;accadimento, più si deve considerare &#39;presente&#39;, anche se è - formalmente - collocato nel futuro. Se noi abbiamo la ragionevole certezza che un &amp;nbsp;evento accadrà, esso sta accadendo già adesso, quanto meno nella nostra sfera della coscienza (che è poi, per ciascuno di noi, l&#39;intero mondo che esiste; infatti quando, con la morte, scompare la coscienza, scompare il mondo intero, il che pone un serio problema di esistenza oggettiva del mondo stesso, come direbbe Philip Dick, per intenderci).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; per questo che stiamo pagando già ora il prezzo di quello che abbiamo scelto di fare, o di non fare, adesso. Questo ha un&#39;importanza centrale, come vedremo oltre, sotto molti profili. Pensare, erroneamente, che il prezzo da pagare sia collocato nel futuro, non ci consente di stabilire la giusta correlazione tra guadagni e perdite. Più sopra Doppiovubi, scriveva che la parola-chiave è &#39;&lt;i&gt;correlativa&lt;/i&gt;&#39;&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;riferita a &#39;perdita&#39;: è un&#39;arte molto difficile e rara quella di riuscire a&amp;nbsp;&lt;i&gt;correlare&lt;/i&gt; esattamente ciascun guadagno alla sua specifica perdita (unica via per un confronto razionale tra benefici e costi), essendo quest&#39;ultima, come abbiamo detto, nascosta e quindi difficilmente individuabile. E poi, forse - qui Doppiovubi azzarda un po&#39; - siamo &#39;programmati&#39; per &lt;i&gt;non vedere subito&amp;nbsp;&lt;/i&gt;il prezzo da pagare, naturalmente offuscato dal benessere del guadagno che stiamo ottenendo, o a cui stiamo &#39;puntando&#39;. Per questo la &#39;scelta&#39; &#39;giusta&#39; è difficile da realizzare, e l&#39;esercizio del libero arbitrio estremamente tortuoso e complicato, al punto da far dire a molti che il libero arbitrio nemmeno esista.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma, eccepiranno i più &#39;concreti&#39; tra voi, che senso ha evidenziare sin da ora che sto pagando un prezzo? non è meglio, forse, gustare senza pensieri il mio saporito&amp;nbsp;&lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt;, e non pensare ai danni che mi sta arrecando e alle perdite che comporta? non è meglio, forse, correre, sudare e sollevare pesi, per costruire il mio fisico da CR7, e non pensare a tutto ciò che mi sto perdendo, dedicando le mie preziose ore all&#39;esercizio in una palestra? Ma lasciamo il pensiero del prezzo da pagare, o che stiamo già pagando, a dopo, anzi, a mai! Altrimenti ci rovineremo&amp;nbsp;&lt;i&gt;anche&lt;/i&gt; il presente. Chi vuol essere lieto, sia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi crede invece che sia davvero molto importante pensare &#39;adesso&#39; al prezzo che stiamo pagando &#39;adesso&#39;. Qualificare il prezzo come &#39;attuale&#39;, lo trasporta nel suo luogo naturale, che è il presente. In quanto prezzo &#39;presente&#39;, va dunque considerato subito, esattamente insieme all&#39;esperienza di &#39;guadagno&#39;, che viaggia a suo braccetto. Sempre di momento presente stiamo parlando, ed è inutile fingere che non sia così.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se uno non ha ben presente il prezzo che sta pagando già ora, la scelta è falsata.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anzi, la scelta è - diremo di più - &lt;i&gt;sbagliata&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Introduciamo qui un nuovo, particolare e originale significato di &#39;sbagliato&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non è sbagliato &lt;i&gt;in sé&lt;/i&gt; mangiare l&#39;&lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt;. Se io credo che mangiare un &lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt;, anzi, mangiare tanti, tantissimi &lt;i&gt;hamburgers&lt;/i&gt;, sia una buona cosa per me, e accetto di pagare il prezzo di andare -anche irreversibilmente- sovrappeso, la mia scelta rimane (seppur solo formalmente, come vedremo) &#39;giusta&#39;. La scelta, invece, diventa incontestabilmente &#39;sbagliata&#39; quando io mangio tantissimi &lt;i&gt;hamburgers&lt;/i&gt;, e non ho capito (o non ho considerato, o non ho &lt;i&gt;voluto&lt;/i&gt; considerare) che diventerò molto grasso, con quello che ne consegue. Oppure spero, invano, di non ingrassare. Per ora mi mangio gli &lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt;, poi &#39;si vedrà&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Suonare il violino per dieci ore al giorno, tutti i giorni, è profondamente, oggettivamente e inconfutabilmente sbagliato, &lt;i&gt;se&lt;/i&gt; non ho capito che cosa dovrò (anzi, devo) pagare, e dunque che cosa avrò (ho) perso, per arrivare a essere il primo violino della Scala (ammesso che ci arrivi, ed è molto più probabile che non ci arrivi). Quelle belle frasi da Facebook (&lt;i&gt;inseguire un sogno&lt;/i&gt;) rappresentano tante volte - troppe volte - l&#39;inizio della fine.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Più che un sogno, è un&#39;orribile trappola mortale: &lt;i&gt;inseguire un incubo&lt;/i&gt;, sarebbe meglio dire.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;è da sottolineare, comunque, che qui, qualificando la scelta come &#39;sbagliata&#39;, non entriamo nei &lt;i&gt;contenuti &lt;/i&gt;della scelta, ma ci riferiamo unicamente all&#39;elemento formale del concetto di &#39;scelta&#39;. Una &#39;scelta&#39; che non tenga in considerazione le conseguenze inerenti e correlate alla &#39;scelta&#39; stessa, non è una &#39;scelta&#39;, ma un mero comportamento etero-orientato (dipendente e non autonomo), che prescinde da un reale e sensato elemento volontaristico. Sotto questo profilo, anziché chiamarla &#39;scelta sbagliata&#39;, potremmo anche qualificarla meglio come &#39;non-scelta&#39; (anche se porre il &#39;non&#39; davanti a un ente, dice poco, perchè suddivide il mondo in due categorie, di cui una è troppo ampia). Peraltro, anche una &#39;scelta&#39; che si può definire tale, dunque assunta con la piena consapevolezza di tutti gli effetti che ne derivano, potrebbe essere &#39;sbagliata&#39;, in seconda battuta, riguardo ai contenuti. Tornando all&#39;esempio di cui sopra, se io mangio venti&amp;nbsp;&lt;i&gt;hamburgers&lt;/i&gt;,&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;molto&amp;nbsp;elaborati, ogni giorno, nella totale consapevolezza del fatto che, a causa di questa scelta, morirò a breve (consapevolezza che probabilmente ebbe Elvis Presley negli ultimi mesi della sua povera esistenza, anzi, meglio, nei poveri ultimi mesi della sua straordinaria esistenza), la scelta è &#39;giusta&#39; nella forma, ma &#39;sbagliata&#39; nei contenuti. Il primo livello, imprescindibile, è quello di compiere scelte che siano &lt;i&gt;davvero&lt;/i&gt; scelte, e il secondo livello è quello di compiere scelte che, giuste formalmente (dunque consapevoli), siano tali anche nei contenuti. In questo noiosissimo post ci riferiamo soprattutto alle scelte &#39;sbagliate&#39; a livello formale, anche perché il giudizio di &#39;sbagliato&#39; sul piano formale (per come lo abbiamo strutturato qui) è abbastanza semplice e inconfutabile, mentre sul piano contenutistico diventa opinabile (anche se certamente esiste ciò che è &#39;giusto&#39; in senso oggettivo, nonostante questa qualificazione oggettiva sfugga all&#39;essere umano, o comunque sfuggano i criteri di discernimento).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E allora diviene vitale comprendere &lt;i&gt;l&#39;esatta correlazione&lt;/i&gt; tra quello che stiamo facendo e l&#39;inevitabile prezzo da pagare. &lt;i&gt;Questa&lt;/i&gt; è la vera libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il guaio è che spesso viviamo in mondi di fantasia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pensiamo che dieci ore al giorno di violino ci porteranno alla perfezione nell&#39;esecuzione, e dunque a &amp;nbsp;diventare celebri e a essere acclamati, e forse falliremo nell&#39;obiettivo. Che poi, è sempre e solo quello della felicità. Perchè l&#39;uomo, senza dubbio, è stato &#39;progettato&#39; per &lt;i&gt;anelare alla felicità.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma il prezzo, quello, sì, lo pagheremo comunque, e lo pagheremo &lt;i&gt;comunque&lt;/i&gt; proprio perché lo stiamo già pagando ora, per definizione, come abbiamo detto e ridetto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Intanto le dieci ore al giorno di esercizio al violino (oltre a tutte le altre &#39;perdite nascoste&#39;, che emergeranno un poco alla volta, col tempo) sono svanite per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Con riferimento all&#39;obiettivo di &#39;primeggiare&#39;, poi, c&#39;è da aggiungere una considerazione molto importante. Strada facendo &amp;nbsp;può accadere di &#39;abbassare l&#39;asticella&#39;, come moltissimi tra noi fanno quando falliscono la realizzazione del &#39;sogno primario&#39;. Questo &#39;ripiegamento&#39; rappresenta soltanto un misero tentativo di auto-consolazione, anche per dare un significato &lt;i&gt;a posteriori , &lt;/i&gt;nell&#39;esempio,&amp;nbsp;a migliaia di ore di esercizio sprecate.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se non l&#39;avete capito, che il prezzo viene pagato subito, e dunque (in quanto &lt;i&gt;già pagato&lt;/i&gt;) è irrecuperabile, pensateci su ancora e meglio, e non potrete non convenirne.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Forse, prima di andare avanti nelle nostre vite, dovremmo fermarci un attimo a riflettere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E chiederci: ma ne vale la pena?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lo scriviamo di nuovo, così forse è più chiaro: &lt;i&gt;ne vale la pena&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I casi più gravi sono quelli che si verificano quando, per il tramite di coercizioni più o meno sofisticate (ma, stringi stringi, sono sempre coercizioni, ricatti, materiali o morali, estorsioni dirette o trasversali), imponiamo &lt;i&gt;ad altri&lt;/i&gt; che osservino certi comportamenti che &lt;i&gt;noi &lt;/i&gt;abbiamo ritenuto come degni di essere compiuti, o impediamo ad altri di tenere certi comportamenti che &lt;i&gt;noi &lt;/i&gt;abbiamo considerato censurabili, e sono i casi più gravi perché il prezzo lo facciamo pagare a loro, ovvero alle nostre &#39;vittime&#39;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si tratta dello schema del &#39;se non fai questo... allora...&#39;, oppure del &#39;se fai questo... allora...&#39;, schema che di questi tempi è molto &#39;di moda&#39;, e anche &#39;politicamente corretto&#39;, perchè così si salvano le apparenze: nella facciata, mantieni la tua &#39;vittima&#39; libera di scegliere, ma di fatto è costretta a fare quello che vuoi tu, che sei il suo aguzzino e ricattatore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sapete bene quanto sia frequente questo modello. E&#39; lo schema della violenza, fisica o psicologica. Soprattutto psicologica.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In quei casi non si pone un problema di scelta &#39;sbagliata&#39;, perchè il soggetto che &lt;i&gt;compie&lt;/i&gt; l&#39;azione, o l&#39;omissione, non coincide con quello che ha &lt;i&gt;deciso&lt;/i&gt; l&#39;azione o l&#39;omissione. Ma anche nel migliore dei casi, quando &#39;imponiamo&#39; a qualcuno qualcosa &#39;per il suo bene&#39;, se &lt;i&gt;noi&lt;/i&gt; &#39;sbagliamo&#39; scelta (perchè il bene non arriva, o forse ne deriva addirittura un male), il prezzo lo pagherà quel &#39;qualcun altro&#39; che noi abbiamo &#39;indotto&#39; ad agire (o non agire) in un certo modo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E questo non è bello.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ci siamo passati tutti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando eravamo bambini, ci hanno imposto di fare qualcosa, o ci hanno impedito di fare qualcos&#39;altro. Lo hanno fatto, pare, &#39;per il nostro bene&#39;. Ma il prezzo, poi, lo abbiamo pagato tutto (c&#39;è &amp;nbsp;scritto &#39;tutto&#39;, ma va bene anche se, distrattamente, avete letto &#39;tutti&#39;) noi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I più sfortunati tra noi non hanno nemmeno conseguito il &#39;traguardo&#39; che qualcuno &#39;sognava&#39; al posto loro; perchè un bambino non ha &#39;traguardi&#39; da raggiungere, se non quelli che altri (la famiglia e la società) hanno progettato e scelto per lui e hanno inculcato in lui, fino a convincerlo, un po&#39; alla volta, che si tratta del &#39;suo&#39; &#39;sogno&#39;, personale e unico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se non ritornerete come bambini: ossia, se non vi libererete dei sogni altrui, che diventano incubi vostri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dunque, un fallimento a cui si è sommato il prezzo da pagare, anzi già pagato. Non, un premio e il correlativo prezzo da pagare. Bensì, un fallimento &lt;i&gt;e&lt;/i&gt;&amp;nbsp;il correlativo prezzo da pagare. La combinazione peggiore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sofferenza su sofferenza. Poveri bambini.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ho perso la mia vita dietro a un fottutissimo violino, e dopo tutto questo, adesso non sono nessuno. Tiro avanti con qualche lezione privata, quando mi capita.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ho passato anni e anni ad allenarmi, sotto la canicola e la pioggia, per inseguire il sogno di diventare un giocatore dell&#39;Inter, e ora sono qui a giocare a calcetto con altri cinquantenni, falliti come me, un po&#39; panciuti e ansimanti, ma tutti molto frustrati.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi si cresce, ma si continuano a fare scelte &#39;sbagliate&#39; (nel particolare senso, qui esposto, di non considerare il corrispettivo da pagare, anzi, pagato).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se si hanno figli, si scarica ignobilmente su di loro l&#39;errore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcuni tra voi, lettori, sono genitori, altri lo saranno, alcuni non lo saranno mai. Tutti, però, hanno avuto genitori, che hanno &lt;i&gt;sbagliato&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si badi bene, l&#39;errore del genitore non è solo quello di coartare la volontà del figlio - dirigendola verso una scelta perniciosa - ma anche quello di lasciare al figlio troppa libertà di &#39;sbagliare&#39;. Il prezzo lo pagherà comunque il figlio. E poi, naturalmente, ma solo in seconda battuta, lo pagherà anche il genitore, in termini di senso di colpa, ammesso (e non concesso) che il genitore abbia una coscienza, e, anche ammesso (e non concesso) che ce l&#39;abbia, che decida di ascoltarla. Un sistema per discolparsi, o per trovare giustificazioni, o incolpare l&#39;&lt;i&gt;altro &lt;/i&gt;genitore,&amp;nbsp;bene o male un genitore lo trova, frugando bene da qualche parte.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le colpe dei padri, e delle madri, ricadranno sui figli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Forse, prima di andare avanti, dovremmo fermarci un attimo a riflettere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne vale la pena?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non stiamo parlando delle &#39;grandi scelte della vita&#39;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Decidere se andare a vivere a New York o nel &lt;i&gt;nulla &lt;/i&gt;di&amp;nbsp;un paesino della Brianza dal nome improbabile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stiamo invece parlando di piccole scelte banali, compiute ogni singolo giorno, ogni singolo minuto, ogni singolo secondo. Ogni più piccolo bivio che si presenta, e continuamente, lungo il nostro tortuoso percorso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stiamo parlando di dire qualcosa o di tacere, di compiere un singolo atto oppure no.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Di scegliere il benessere proprio, o quello di chi ti è vicino.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tante piccole scelte - microscelte, ancora una volta il lato microscopico della realtà, quello &#39;invisibile&#39; - che determinano tutta la nostra esistenza. Poi tiri le somme, ti guardi allo specchio, e ti chiedi:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;come sono arrivato sin qui? come ho potuto?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le scelte sbagliate, quelle inconsapevoli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alcune volte sono scusabili. Io non lo sapevo - nessuno lo sapeva - che quel particolare &#39;farmaco&#39; avrebbe portato queste conseguenze. Ero in buona fede. Ma le scelte sbagliate in buona fede, e dunque sotto un certo profilo nemmeno si possono dire &#39;sbagliate&#39;, sono relativamente poche.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma la scelta inconsapevole, la scelta &#39;sbagliata&#39;, dove una maggiore attenzione, introspezione, e lucidità, &amp;nbsp;in ordine alla comparazione con il prezzo da pagare, avrebbero condotto a una scelta diversa, quella è inescusabile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E il guaio è che quando ti incammini lungo una strada, diventa sempre più difficile deviare. La strada stessa, a un certo punto, ti governa, ti indirizza, decide per te. Arrivato sin qui, vado avanti, cerco di raggiungere &#39;l&#39;obiettivo&#39;, &lt;i&gt;a ogni costo&lt;/i&gt;. La &#39;sindrome del giocatore di poker&#39; che ha perso molto e non può (vuole) più fermarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Meglio sarebbe, tante volte, girarsi, tornare indietro, e ricominciare tutto da capo, ma su basi diverse e nuove.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E poi, accade che quando, prima o dopo, ci troviamo di fronte il prezzo da pagare - nel senso che ormai &#39;lo tocchiamo con mano&#39;, ne sentiamo tutta la durezza e la concretezza -, e non possiamo più negarlo, allora ci arrabbiamo, diventiamo tristi, delusi, frustrati, addolorati, quello che in inglese, con parola multiforme e ricca, si definisce&amp;nbsp;&lt;i&gt;upset&lt;/i&gt;. Però non eravamo &lt;i&gt;upset&lt;/i&gt;&amp;nbsp;quando godevamo del nostro benessere, cullavamo il nostro desiderio, &#39;mettevamo nel carniere&#39; il nostro guadagno, il nostro momento &#39;positivo&#39;. Questo sì, è &#39;infantile&#39; nel senso deteriore del termine, pretendere il guadagno e rifiutare la correlativa perdita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ci fu Qualcuno che suggerì di &lt;i&gt;provocare la perdita&lt;/i&gt;, addirittura, anziché perseguire il guadagno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qualcuno infatti disse:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;... e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello.&quot;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il che significa rovesciare il comune, &#39;umano&#39;, modo di ragionare. Vedremo nella Seconda Parte che il rovesciamento della logica &#39;umana&#39; è un&#39;opzione da considerare attentamente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;è ancora tempo. Non siamo condannati a sbagliare per sempre. &quot;&lt;i&gt;Ormai è andata così&lt;/i&gt;&quot; non esiste. Finchè ci rimane un anelito di vita, un flebile respiro, finchè qualcuno non decreterà la nostra morte cerebrale, ogni singola scelta che compiamo potrà essere ancora &#39;giusta&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Doppiovubi per molti anni ha riflettuto sulla teoria della &#39;metempsicosi&#39;, o &#39;reincarnazione&#39;. L&#39;idea ha in sè un certo fascino, e, se vogliamo, un&#39;apparente sua logicità. Ma - anche a prescindere totalmente dal fatto che essa è incompatibile con il cristianesimo, il che di per sè sarebbe dirimente per chi è cristiano, come lo è Doppiovubi, come sapete - purtroppo la teoria è errata, per tanti motivi, anche logici e dunque &#39;laici&#39;, che non staremo qui a enucleare. Se la teoria è errata, significa che abbiamo una sola vita a disposizione. E se abbiamo una sola vita a disposizione, dobbiamo &#39;usarla&#39; bene, o comunque al meglio, quindi cercare di &#39;sbagliare&#39; il meno possibile. Pensiamo bene a quello che stiamo facendo, adesso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div&gt;Detto questo, forse è giunto il momento di tentare di elevarsi a un livello superiore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Seconda Parte (per pochi).&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giusto qualche giorno fa, Doppiovubi ha fatto una fugace puntatina a St. Moritz. Davanti al meraviglioso Badrutt’s Palace erano posteggiate un’elegante e lucidissima Rolls Royce, e un’aggressiva e sportiva Aston Martin Vantage, tutta bianca con losanghe grigio/azzurre, e proprio mentre Doppiovubi stava osservando queste due -antitetiche- meraviglie della tecnica, è arrivata, assai rombante, quasi a dire &lt;i&gt;Non c’è limite al lusso&lt;/i&gt;, una McLaren 720S coupé, color granata [sui trecentomila euro (considerato qualche immancabile&amp;nbsp;&lt;i&gt;optional&lt;/i&gt;), e 341 km/h di velocità massima], contenente un cinquantenne, dall’aspetto apparentemente annoiato, e al suo fianco una donna dall’età imperscrutabile, dall’aspetto certamente annoiato. Il cinquantenne è sceso, e ha depositato le chiavi, per il parcheggio, nel palmo della mano di un ossequioso e deferentissimo incaricato, che vestiva una divisa, casualmente dello stesso colore della McLaren, con in più degli alamari gialli. L’addetto ha ‘parcheggiato’ la McLaren con perizia e rapidità. ‘Parcheggiato’ è scritto tra virgolette perchè, più che essere stata parcheggiata, la McLaren è stata semplicemente ‘spostata’ di tre-quattro metri, ed è stata lasciata, per così dire, in ‘esposizione’, in bella mostra, ‘a spina di pesce’, davanti al piazzale dell’hotel. Un perfetto oggetto del desiderio per i comuni mortali che non se la possono permettere, ma che, ciononostante, &lt;i&gt;inseguono il sogno&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed ecco che, pochi metri oltre, compare dal nulla - infatti, forse, non è mai esistita - una coppia, che passeggia e si ferma a osservare, con totale distrazione e noia &lt;i&gt;consolidata&lt;/i&gt;, l’adiacente vetrina di &lt;i&gt;Cartier&lt;/i&gt;. Lei, settantenne, ma dall’aspetto di una cinquantenne, cammina leggiadra, come fosse su un immaginario cuscinetto d’aria - ma forse il cuscinetto c’è davvero -, e indossa un vestitino rosa quasi trasparente, ma comunque adeguato ai classici ventidue gradi del luogo. Lui, ottantacinquenne, ma dall’aspetto di un sessantacinquenne, cammina a scatti, come se avesse le giunture meccaniche di un androide - e forse le ha davvero, le giunture meccaniche -, e indossa una giacca molto attillata, di lino marrone, e pantaloni chiari fascianti, corti alla caviglia, come usa tra i giovani d’oggi. La porzione di caviglia così audacemente scoperta, rivela purtroppo una pelle biancastra, secca e raggrinzita, ricoperta di un reticolo di venuzze azzurre, come fossero fiumi su una carta geografica. Al polso s’intravede un orologio che potrebbe valere - diecimila euro più, diecimila euro meno -, quanto la Aston Martin Vantage vista poco fa. I due passano davanti a Doppiovubi, che in quel momento diventa -per loro- diafano e dunque del tutto invisibile, anche perché - da previdente e cauto uomo del volgo - egli sta portando al braccio un pesantissimo giaccone totalmente invernale, in quanto, alla rag. Fantozzi, aveva ‘previsto’ di trovarsi in mezzo a para-siberiane tormente di neve, e aveva &lt;i&gt;tragicamente&lt;/i&gt; sbagliato tutto. Doppiovubi, a bocca semiaperta (già in quel momento veniva concepito questo post), ruota su se stesso, di centottanta gradi, seguendo, come calamitato, i movimenti della magnetica coppia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E proprio la visione del dinamico duo ha fatto riflettere Doppiovubi e germogliare le idee che state assimilando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche il duo, nonostante il cuscinetto d’aria e il costosissimo orologio, pagherà (anzi, paga già ora) un prezzo. Il loro ‘guadagno’ è rappresentato dalla vita di gran benessere che stanno vivendo, e che probabilmente vivono da quando sono nati. Il loro ‘Prezzo’, in ultima analisi, è costituito dalla morte, il contraltare della vita, la grande perdita. La grande perdita sta per abbattersi, inesorabile, anche sul dinamico duo, spazzando via tutto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Potremmo anche chiamarlo il ‘Prezzo’, con la ‘P’ maiuscola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tutti noi paghiamo, già ora, il Prezzo. In un gioco di cerchi concentrici, o ‘scatole cinesi’, in ogni cerchio troviamo un piccolo guadagno che otteniamo, che corrisponde a un piccolo prezzo che paghiamo. E a ogni cerchio di diametro più grande, corrisponde un guadagno ancora maggiore e un prezzo ancora maggiore. Fino all’ultimo cerchio, quello dove al grande Guadagno, la vita stessa, corrisponde il grande Prezzo da pagare, la morte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In fondo al percorso c’è la cassa, e il cassiere che ci attende, con un sorriso ammiccante, per la riscossione definitiva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di fronte allo spauracchio del cassiere, alcuni protestano, con una notevole dose di arroganza e tracotanza: dobbiamo cercare di lottare, dicono, per equiparare il grande Prezzo, che pagheremo, e anzi stiamo già pagando, con la vita che stiamo vivendo; dobbiamo cercare di rendere la vita degna del prezzo-morte; dobbiamo cercare di vivere al meglio, altrimenti, non ne vale la pena.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E allora, con riferimento a questo tema, esistono tre ‘categorie’ di individui, pur considerando che di categorie nette, in natura, non vi è traccia alcuna, perchè vi sono infinite graduazioni e sfumature: si passa da una categoria all’altra senza soluzione di continuità.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Queste ‘categorie’ rappresentano l’evoluzione umana.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prima categoria è costituita da coloro i quali non capiscono, né capiranno mai, che si deve verificare sempre, per inviolabile legge di natura, un equilibrio tra guadagno e perdita. Sono coloro che, istintivamente e geneticamente, inseguono soltanto il ‘benessere’ in quanto tale, e che, di conseguenza, ne sono succubi e dipendenti; vedono soltanto &#39;una faccia della medaglia&#39;. Quando la perdita, ovvero il prezzo, si presentano ai loro occhi, si disperano e si arrabbiano, sono frustrati e delusi, pestano i piedi per terra e inveiscono contro il Sistema, imprecano contro la ‘sfortuna’, e sentono di ‘non meritare’ la &#39;sofferenza&#39; che li avvinghia. Costoro sono moltissimi, rappresentano la quasi totalità degli esseri umani. Non vedono minimamente il ‘quadro complessivo’. A costoro è dedicata la Prima Parte di questo post.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La seconda categoria è formata da coloro i quali hanno bensì capito, in linea generale, che è necessario e insuperabile l’equilibrio tra guadagni e perdite. Quando la perdita, ovvero il prezzo, si disvela, di norma sono abbastanza preparati a &#39;fronteggiare&#39; l&#39;evento negativo, ma qualche volta non lo comprendono, non ne sono consapevoli, perchè non avevano colto appieno la correlazione tra guadagno e perdita. In quei casi anche loro si arrabbiano. Ma non si evolvono quasi mai, bensì, quale reazione, combattono, imperterriti, per aggiungere alle loro vite nuovo e ulteriore ‘benessere’, per superare, in un infinito gioco al rialzo, il dolore (che, ineluttabile, li raggiunge), attraverso nuovi momenti di ‘guadagno’, e così lottano colpo su colpo. Costoro, che appartengono a questa seconda categoria, credono di &#39;aver capito tutto&#39;, credono di aver colto il ‘quadro complessivo’, ma in realtà si illudono. La Seconda Parte di questo post è riferibile anche a loro. Il dinamico duo di St. Moritz fa perfettamente parte di questa categoria. Ed è molto difficile che il dinamico duo evolva mai verso la terza categoria. I più ‘ricchi’, tra quelli che appartengono alla seconda categoria, ricevono, accumulano e perpetuano ingenti patrimoni - materiali ed esperienziali -, per lasciarli ai loro figli, e così - vanamente - tentar di vincere la tenzone contro la morte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La terza categoria è costituita da coloro i quali sono andati ‘oltre’, e hanno capito perfettamente che il cerchio più esterno, formato dalla vita (quale guadagno ‘complessivo’), e dalla morte (come supremo e definitivo Prezzo), è quello che domina, sotto il fondamentale profilo del significato, tutti gli altri cerchi in esso contenuti, e dunque questi ultimi devono giocoforza essere interpretati alla luce del cerchio più grande: il ‘quadro completo’ o ‘quadro complessivo’. Diversamente da quanto meticolosamente spiegato nella Prima Parte di questo post (finalizzata (vanamente) a cominciare a smuovere le coscienze della prima categoria), costoro hanno capito che la scelta ‘giusta’ non è la singola scelta, la piccola e speciale scelta che si presenta a ogni bivio, a cui deve corrispondere la consapevolezza di un guadagno correlato, come se si trattasse di un’equazione, dove a un ‘+1’ che compare a sinistra corrisponde necessariamente un ‘-1’ a destra, per ottenere la somma zero. Costoro hanno capito non solo che l’equazione non può mai risolversi in un guadagno maggiore della perdita, ma anche che l’equazione è inserita in una serie di equazioni sempre più grandi tra loro, fino a raggiungere la Grande Equazione tra vita e morte, dove la morte, quale evento istantaneo, è maledettamente capace di elidere un’intera vita fatta di ipotetici momenti di ‘felicità’. Ma costoro si fermano qui, a questa comprensione, e ritengono che la Grande Equazione non sia superabile. Vedono il quadro complessivo, ma non lo trascendono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non risponde al vero che le categorie siano soltanto tre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C’è infatti, e infine, una quarta categoria di individui, composta invero da pochissimi esemplari. Costoro non si accontentano di aver semplicemente compreso che la Grande Equazione è tra vita, come congerie di potenzialità, e morte, come annichilimento di ogni potenzialità. Costoro non cercano unicamente di rendere la vita degna di essere vissuta, in correlazione con il supremo Prezzo. Costoro vogliono superarla, questa Grande Equazione, ed entrare in una logica superiore e folle, assurda per tutti gli altri esseri umani (e infatti ‘gli altri’ li considerano visionari e sognatori), una logica anormale e anomala, per la quale il saldo tra guadagno e prezzo da pagare sia positivo. Essi, come tutti, anelano alla felicità, ma a una felicità duratura, imperitura, e quindi reale (solo ciò è imperituro è reale, il resto è illusorio), non compensata, e quindi elisa e annullata, da un corrispondente dolore. Perchè l’uomo, dicevamo, è sì progettato per anelare alla felicità, ma a quella reale, non a un traballante simulacro di effimera felicità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All’inizio della Prima Parte, forse lo ricordate, dicemmo che il Sistema, per come è costruito, prevede che sia impossibile non ‘pagare un prezzo’ quale corrispettivo al ‘benessere’ desiderato e (talvolta) conseguito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La quarta categoria di individui, che pure ha ben compreso questa legge, indissolubilmente legata allo spazio-tempo, arditamente ha deciso di superarla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qualcuno disse: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma fatevi coraggio; io ho vinto il mondo”. Tradotto nel linguaggio adottato in questo post, significa che abbiamo la possibilità, unica e irripetibile (la vita è una, dicevamo alla fine della Prima Parte), di andare oltre questo Sistema, e di entrare in un Regno dove sia possibile ciò che qui non lo è in alcun modo, ossia godere di un guadagno immenso, al quale - incredibilmente - non sia correlata alcuna perdita. Un Regno dove, dunque, si possa raggiungere la vera ‘felicità’. Per entrare in quel Regno, quel Qualcuno ha dato istruzioni precise da seguire, a disposizione di chiunque lo desideri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E se, anche adesso, volete insistere a puntare tutte le vostre &lt;i&gt;fiches&lt;/i&gt; sul prossimo &lt;i&gt;hamburger&lt;/i&gt;, sul prossimo addominale scolpito, sul prossimo &lt;i&gt;spritz&lt;/i&gt;, sul prossimo convegno internazionale di filosofia, o sulla prossima McLaren 720S coupé, fate il vostro gioco, perchè siete ovviamente liberi di farlo. Tanti auguri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8047197813370232857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/8047197813370232857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/08/intervallo-2.html' title='[Intervallo-2]'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-3688072716383033123</id><published>2021-08-07T08:23:00.009+02:00</published><updated>2021-08-10T09:20:56.828+02:00</updated><title type='text'>[intervallo]</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vi sarete chiesti che cosa sia successo a Doppiovubi. E&#39; presto detto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come sapete, ieri è entrato in vigore il &lt;i&gt;green pass &lt;/i&gt;o, come lo chiama il &#39;governatore&#39; De Luca, la &lt;i&gt;green card&lt;/i&gt;, confusione semantica su cui Doppiovubi non fa commenti, tanto lo capite da soli cosa Doppiovubi pensa di De Luca. E&#39; entrato in vigore alle 00:00 (meglio: 00:01, meglio ancora: 00:00:01, perché le 00:00 sono un momento metafisico di transizione, come accadeva nell&#39;&lt;i&gt;Isola del Giorno Prima &lt;/i&gt;di U. Eco per quanto concerne il meridiano), e nessuno si è chiesto: &lt;i&gt;ma se uno si trovava già in un ristorante al chiuso, o stava facendo una maratona Star Wars in un cinema, alla mezzanotte doveva mostrare il green pass? &lt;/i&gt;Poniamo che un ristoratore abbia voluto, per recuperare i mancati incassi, tenere aperto 24/7 dal 5 agosto fino al 31 agosto ininterrottamente, con i suoi clienti che praticamente vivevano lì, si lavavano nella &lt;i&gt;toilette&lt;/i&gt;, e passavano tutto il giorno a mangiare - lentissimamente come i giapponesi con i loro particolari scioperi - pranzi da otto-nove ore l&#39;uno, senza soluzione di continuità, per intenderci alla &#39;YouTubo Anche Io&#39;. E dunque, &lt;i&gt;io mi trovo già dentro&lt;/i&gt;, mica &lt;i&gt;sto entrando&amp;nbsp;&lt;/i&gt;al ristorante (**). Ma comunque si può discutere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Allo stesso modo, v&#39;è da chiedersi che ne è di quei clienti che si materializzano - mediante una stampante 3D - direttamente dentro il ristorante. Infatti il decreto dice testualmente: &quot;è consentito in zona bianca &amp;nbsp;esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all&#39;articolo 9, comma 2, l&#39;accesso ai seguenti servizi e attività:&quot; (***), quindi si parla di &#39;accesso&#39;; premesso che in base alla fattispecie precedente io ero &lt;i&gt;già &lt;/i&gt;dentro il cinema per una maratona Star Wars o Trek, quindi non ho compiuto nessun accesso, nel caso di stampante 3D, il mio corpo (e forse anche la mente) viene trasferito telematicamente dentro il ristorante, non si ha alcun accesso. Ma su questo i Professori della Cabina di Regia si devono ancora esprimere (sul concetto di &#39;Cabina di Regia&#39; potremmo scrivere una monografia).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E ancora: i calciatori, per entrare nel campo da calcio (il campo fa parte dello stadio, senza stadio non c&#39;è campo, anche se a volte allo stadio non c&#39;è campo, nel senso di rete, rete in senso telefonico, non nel senso di gol, senso nel senso di significato, non nel senso di &#39;senso del gol&#39; che ha, per esempio, il nostro R. Lukaku, il quale formalmente a oggi è ancora dell&#39;Inter, ma probabilmente abiurerà), vi accedono, ma non dovrebbero.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E ancora: la polizia, che entra nel ristorante per controllare quelli che vi sono acceduti, pur vi accede, ma non può senza green pass. E dunque il ristoratore può/deve chiedere il green pass al poliziotto che accede? E se il poliziotto non ha il green pass, o rifiuta di mostrarlo, il ristoratore deve impedirgli l&#39;accesso? deve forse chiamare la polizia?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non vale rispondere &#39;per esigenze di servizio&#39; si accede comunque, perché le esigenze di servizio non hanno niente a che vedere con il &lt;i&gt;bio hazard&lt;/i&gt;. Se la &lt;i&gt;ratio&lt;/i&gt; è quella di non contagiare (ma vedremo oltre che non lo è), &lt;i&gt;tutti quelli che accedono devono avere il green pass. &lt;/i&gt;A meno che il poliziotto non abbia meno di 12 anni (improbabile) o mi dimostri di aver fatto un tampone (improbabile). Il che significa, il mio diritto di cittadino alla salute prevale sul tuo dovere di poliziotto di far applicare la norma.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E ancora: il decreto parla di &#39;servizi di ristorazione per il consumo al tavolo&#39;; e se il ristoratore fa sedere gli avventori per terra? dunque comprendiamo che non è l&#39;accesso in sè e per sè a essere vietato, ma un accesso finalizzato a &#39;consumare&#39; al tavolo, e dato che il poliziotto non consuma ma controlla e sanziona, ecco che la corretta risposta al quesito precedente è data: il poliziotto, a meno che non si sieda al tavolo per compilare meglio il verbale (e intanto si mangia uno stuzzichino), può accedere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rimane il caso estremo di uno (uno qualunque, non un poliziotto) che accede ma non si siede, e poi una volta che è dentro, si siede &#39;alla vigliacca&#39;, come si dice dalle nostre parti al Nord, cioè &#39;a sorpresa&#39;. Teoricamente quando è entrato non aveva l&#39;animo di sedersi, ma quando si è seduto, l&#39;accesso ormai vi era già stato. Oppure accedo al ristorante, vorrei mangiare ma non mangio, non mi siedo, ma poi mi viene un mancamento e mi lascio cadere su una sedia, a quel punto dovrei essere buttato fuori, se non ho il green pass. Epperò non ho &#39;consumato&#39;. Sul requisito del &#39;consumo&#39; potremmo disquisire: cosa significa &#39;consumare&#39;? finché mastico solamente, non consumo. E se mastico e sputo, mastico e sputo, sto forse &#39;consumando&#39;? e se vomito tutto (prima che il metabolismo faccia il suo corso) come gli antichi romani nelle loro lunghe libagioni, ho tecnicamente &#39;consumato&#39;? e se mi siedo al tavolo con tre amici ma non consumo perché ho la gastrite?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; chiaro che qualche benpensante mi dirà: ma dài, stai ciurlando nel manico, è chiaro che l&#39;obiettivo (*) è evitare i contagi in un luogo chiuso. Ma la caratteristica primaria del ristorante è quella di&amp;nbsp;&lt;i&gt;mangiare&lt;/i&gt;, non possiamo, quando ci troviamo in difficoltà sul concetto di &#39;accesso&#39; e &#39;consumo&#39; e &#39;tavolo&#39;, retrocedere sul concetto di &#39;luogo chiuso&#39;, perché poi ci troveremmo in difficoltà con l&#39;art. 3 Cost. su tutti quei luoghi chiusi dove non si mangia ma pure non c&#39;è obbligo di green pass, o card. Ma ormai &quot;Cost.&quot; è un oggetto sconosciuto. Carneade, chi era costui? (cit.).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma comunque il motivo per cui i post di Doppiovubi sulle micromisure si sono interrotti è: dato che il blog è un luogo sostanzialmente chiuso, e dato che voi vi cibate dei miei ragionamenti, sostanzialmente mi sono chiesto, ma forse è assimilabile ai ristoranti, per analogia? e come faccio a chiedervi il green pass?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E dato che Doppiovubi non vuole responsabilità, ha cessato di scrivere, il che significa, fuor di metafora, ha abbassato la serranda, e anzi anche questo post non è mai esistito, e si autodistruggerà in cinque secondi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) In realtà, come molti sanno, l&#39;obiettivo &lt;i&gt;non è (più)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;quello di &#39;evitare i contagi&#39;, bensì quello di &lt;i&gt;indurre il gregge a vaccinarsi&lt;/i&gt;&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;Infatti, qual è l&#39;elemento comune alle attività ricomprese nella lista di ciò che non puoi fare se non sei vaccinato? sono tutte attività che, almeno teoricamente, l&#39;uomo comune &lt;i&gt;desidera fare&lt;/i&gt;, e che teoricamente gli portano &#39;benessere&#39;. Il criterio-base &lt;i&gt;non è quello della contagiosità dell&#39;attività vietata&lt;/i&gt;: se così fosse, ben diversa sarebbe la lista.&amp;nbsp;Nell&#39;elenco non è ricompreso qualcosa che a qualcuno &lt;i&gt;non piace fare o che è, suo malgrado, obbligato a fare&lt;/i&gt;. Colpisci, e fai leva, sul &#39;far mancare&#39; qualcosa di &#39;bello&#39;. Se smanettare col joypad avesse in qualche modo a che fare con il &#39;contagio&#39;, nella lista ben sarebbe potuto comparire &quot;&lt;i&gt;è vietato&amp;nbsp;acquistare videogiochi per la Playstation5, se non si è in possesso di Green Pass&lt;/i&gt;&quot; (per esempio, non puoi giocare a &lt;i&gt;The Last Of Us, &lt;/i&gt;perché di virus trattasi). E se fosse verificabile - e sanzionabile (ma non manca molto, cfr. &#39;1984&#39;), comparirebbe &quot;&lt;i&gt;è vietato&amp;nbsp;fare sesso, se non si è in possesso di Green Pass&lt;/i&gt;&quot;. Infine, potreste trovare scritto &quot;&lt;i&gt;è vietato leggere i posts di Doppiovubi, se non si è in possesso di Green Pass&lt;/i&gt;&quot;, salvo comprendere se il leggerli dia benessere o malessere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Hanno imposto agli insegnanti di vaccinarsi, altrimenti non possono entrare in classe. Ovviamente, scritta così, la norma non andava bene, perché l&#39;insegnante contrario al vaccino avrebbe detto &lt;i&gt;Pazienza! Vorrà dire che, purtroppo, rimarrò a casa! Me ne farò una ragione!&lt;/i&gt;, e hanno dunque aggiunto, quale rinforzino, la perdita dello stipendio dopo cinque giorni di &#39;assenza forzata&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(**) C&#39;è da dire che il Governo ha un po&#39; la fissa dei &#39;ristoranti&#39;, nel senso della parola e della sua radice; chiude o limita l&#39;attività dei &#39;ristoranti&#39;, ma anche, poi, eroga &#39;ristori&#39;. In realtà, in senso giuridico, il &#39;ristoro&#39; è la compensazione che chi ha&lt;i&gt; provocato &lt;/i&gt;il danno&amp;nbsp;corrisponde al danneggiato. Dire che il Governo &#39;ristora&#39;, dunque, a meno di usare un&#39;altra parola tra le altre possibili (per esempio, &#39;aiuto&#39;, più generale ma più semplice, sarebbe potuta andar meglio, e in effetti ogni tanto qualcuno la usa), implica che sia stato proprio il Governo - e non la situazione obiettiva a cui il Governo &#39;ha risposto&#39; - a procurare il danno. &#39;Ristori per i ristoratori&#39;, poi, genera una specie di curioso&amp;nbsp;&lt;i&gt;loop&lt;/i&gt;: chi ristorava viene ristorato, da chi gli ha impedito di ristorare, affinché il ristoratore continui a ristorare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Già che ci siamo, diciamo che il participio presente &#39;ristorante&#39;, riferito alla struttura che ristora, è strano. Il &#39;ristorante&#39; (&#39;colui che&#39; ristora) sarebbe più propriamente il &#39;ristoratore&#39;. Per metonimia, ad avviso di Doppiovubi, sarebbe meglio chiamare il luogo &#39;ristoro&#39; (&lt;i&gt;stasera quasi quasi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;vado al ristoro, dove mostrerò il mio amato Green Pass al ristoratore)&lt;/i&gt;. Ma non fatelo - vi riderebbero dietro (anche se non c&#39;è niente di male a farsi ridere dietro, anzi, coi tempi che corrono potrebbe anche essere una nota di merito), perchè, ormai e da tempo immemore, abbiamo costruito la parola &#39;ristorante&#39; sul calco del francese &#39;restaurant&#39; (chissà perché), parola che pure ha il merito - ogni tanto, raramente, i francesi (che copiamo spudoratamente) qualche merito ce l&#39;hanno - di rifarsi più direttamente al latino &#39;restaurare&#39;, che sarebbe la derivazione ultima. Dunque, il Governo, se vogliamo, dovrebbe fornire dei &#39;restauri&#39; ai &#39;ristoratori&#39; o ancor meglio, &#39;dei restauri ai restauratori&#39;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(***) Sulle parole usate nel Decreto, si potrebbe dir molto. Basti pensare a &#39;munito&#39;: a parte il fatto che &#39;munito&#39; è una parola bellissima (&#39;sono &lt;i&gt;munito&amp;nbsp;&lt;/i&gt;di Green Pass&#39;), richiama le &#39;munizioni&#39;, essere &#39;muniti&#39; significa essere &#39;pronti&#39;, &#39;preparati&#39; all&#39;offesa e alla difesa. &#39;Munito&#39;, etimologicamente, ci riporta a significati antichi di armi, fortificazioni e assedi. Psicologicamente, è come se il Green Pass fosse una vera e propria &#39;arma&#39;. Infatti non si dice &#39;munito di carta d&#39;identità&#39;, ma si dice - e lo si scrive addirittura in un Decreto - &#39;munito di Green Pass&#39;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/3688072716383033123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/3688072716383033123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/08/intervallo.html' title='[intervallo]'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-3628195955694958479</id><published>2021-07-31T07:48:00.000+02:00</published><updated>2021-07-31T07:48:13.781+02:00</updated><title type='text'>Tre (settima parte)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E&#39; anche vero che descrivere una disequazione di secondo grado tramite la visualizzazione di una nonna e delle mele non è così semplice. Ma, con un po&#39; di buona volontà, visto che la parabola può essere usata per risolvere le disequazioni di secondo grado (così dicono), si potrebbe anche disegnare una nonna che scivola al supermercato e descrive, nell&#39;atto di rompersi il femore, una parabola. A volte basta la fantasia.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma torniamo al micrometro.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Abbiamo detto che corrisponde a un milionesimo di metro. Perché non diciamo che corrisponde a un miliardesimo di chilometro? Detto in altri termini, perché prendiamo come unità di riferimento il &lt;i&gt;metro&lt;/i&gt; e non, per esempio, il &#39;centimetro&#39; (ovviamente se avessimo preso il centimetro come base, non lo chiameremmo più &#39;centimetro&#39;)?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Secondo Doppiovubi, questo accade perchè l&#39;uomo, in generale, è alto - o lungo, quando è morto - un &lt;i&gt;metro &lt;/i&gt;e qualcosa. Se fossimo alti mediamente centosettanta metri, a Parigi avremmo una sbarra di platino-iridio lunga cento metri, conservata dentro una lunghissima teca. Direte voi, che siete arguti - siete arguti perché leggete Doppiovubi o leggete Doppiovubi perché siete arguti - ma l&#39;uomo medio è più vicino ai due metri che al metro, perché allora non sono stati presi i due metri, risposta: perché il nostro sistema di misurazione mentale/metafisica va da 0 a 1, non da 0 a 2, ma soprattutto perché a introdurre il metro come unità di misura base fu un certo Napoleone, che tutti sappiamo non essere stato molto vicino ai due metri di altezza, anche se probabilmente superava i centocinquanta centimetri (ma non è detto). E&#39; anche vero che su internet si trova scritto &quot;Il medico personale dell’impero, quando eseguì l’autopsia sul suo cadavere, registrò un’altezza di &lt;i&gt;5 pieds et 2 pouces&lt;/i&gt;, pari a 168 cm&quot;, ma secondo Doppiovubi, con tutto il rispetto per la fonte) è una &lt;i&gt;fake news&lt;/i&gt;, Doppiovubi potrebbe sostenere impunemente che &quot;Il medico personale dell’impero, quando eseguì l’autopsia sul suo cadavere, registrò un’ altezza di 110 cm&quot;; che poi sia tecnicamente una &lt;i&gt;fake news&lt;/i&gt;, quella dei 168 cm, non possiamo né dimostrarlo né sostenerlo, perché tecnicamente la &lt;i&gt;news &lt;/i&gt;è una &lt;i&gt;news &lt;/i&gt;attuale&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;non un riferimento storico (Alessandro Barbero quando racconta di Dante potrebbe semmai scrivere inesattezze, non &lt;i&gt;fake news&lt;/i&gt;), e quindi non possiamo sostenere che nemmeno quella di Doppiovubi sia una &lt;i&gt;fake news &lt;/i&gt;(anche se è probabile che Doppiovubi stia mentendo). Comunque, in ogni caso, pare strano che nell&#39;Impero fosse stato introdotto, da molti anni, il metro, e che il medico di N. (in questo caso la N. maiuscola ci sta) misurasse ancora in piedi e pollici. D&#39;altra parte, a Doppiovubi è piaciuta la battuta su N. e il metro come unità di misura, secondo lui gli è venuta abbastanza bene e quindi piuttosto insiste con una &lt;i&gt;fake &lt;/i&gt;qualcosa, anziché smontare tutto il concetto del perché un metro anziché no.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dunque noi basiamo tutto sul metro, e quindi diciamo micrometro, perché noi siamo nell&#39;ordine del metro e qualcosa. Ma, e qui viene il bello, il mondo non siamo noi. Come si suol dire, questa è una visione antropocentrica. Prendiamo una formica, per esempio, che ha una visione formicocentrica del mondo (*). Una formica vede tutto dall&#39;alto (o dal basso) del suo millimetro di altezza da terra. Una formica media, nell&#39;esperienza di Doppiovubi, è lunga circa quattro-cinque millimetri (quelle le vediamo senza microscopi), e rispetto al terreno sarà a un millimetro, forse due, ma più uno che due. I trattati dicono che la formica va da un millimetro di lunghezza a trenta millimetri, ma è chiaro che sono estremi (terribile incontrare una formica di tre centimetri che ti entra nel colletto della camicia e che, presumiamo, ha mandibole proporzionate, e sappiamo che le mandibole della formica sono tra le più forti e più rapide dell&#39;intero regno animale).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per semplicità, diciamo che la formica è lunga un centimetro, anche se sappiamo che stiamo esagerando. Un centimetro di lunghezza significa zampe più o meno lunghe cinque millimetri (anche l&#39;uomo più o meno ha una proporzione simile con le sue gambe, a parte N, naturalmente). Si trova scritto sempre su internet: &quot;La velocità media delle formiche è di circa due metri al minuto che corrisponde a 0,12 km/h. Il rapporto lineare d&#39;ingrandimento formica/uomo è R = 500. Pertanto la velocità di una formica rapportata alle dimensioni umane è 0,12 x 500 = 60 km/h.&quot;, e stavolta c&#39;è da crederci (anche perché è funzionale all&#39;argomento di Doppiovubi). Ancora una volta ritorna la &lt;i&gt;relazione. &lt;/i&gt;L&#39;uomo vede il mondo da uomo, la formica da formica; quando li confrontiamo però dobbiamo omogeneizzare i numeri, e relativizzarci alla struttura del rapporto U/F (Uomo/Formica). Ne deriva che tra un uomo e una formica, vince sempre la formica (**). Bolt nel suo record tuttora imbattuto, ma manca poco, ha tenuto la media di 37,57 km/h, eppure una qualsiasi formica che trovate in un giardinetto va a 60 km/h, ma non partecipa alle Olimpiadi. Perché non partecipa alle Olimpiadi? per un solo motivo: perché non hanno ancora inventato un tampone abbastanza piccolo. La sicurezza, innanzitutto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) Non è escluso che le formiche, per ammazzare il tempo nei lunghi pomeriggi invernali, nei loro profondi cunicoli, discutano animatamente di noi in termini di alterità.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(**) Chi è più veloce, nel rapporto F/S? Credete davvero che disporre di un solo flagello non consenta di raggiungere velocità incredibili?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/3628195955694958479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/3628195955694958479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/07/tre-settima-parte.html' title='Tre (settima parte)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-2653247278429220715</id><published>2021-07-29T08:20:00.001+02:00</published><updated>2021-07-29T08:24:41.901+02:00</updated><title type='text'>Tre (sesta parte)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dice Wikipedia: &quot;il micromètro (simbolo: µm) ... corrisponde a un milionesimo di metro (cioè un millesimo di millimetro): 1 µm = 1×10&lt;span face=&quot;sans-serif&quot; style=&quot;background-color: white; caret-color: rgb(32, 33, 34); color: #202122; font-size: 11.6667px; text-align: left; white-space: nowrap;&quot;&gt;−6&lt;/span&gt;&amp;nbsp;m.&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cominciamo &lt;i&gt;molto molto &lt;/i&gt;male. Innanzitutto il riferimento al &#39;metro&#39; è un pelino, o flagellino, lontano. La nostra mente, diciamo, o cervello, diciamo, o quello che è, diciamo, fa fatica a pensare al concetto di &#39;&lt;i&gt;un milionesimo di&lt;/i&gt;&#39;. Praticamente, siamo sinceri, non ce la facciamo. Possiamo pensare alla metà di una pizza, possiamo pensare a un terzo di una &lt;i&gt;goleador &lt;/i&gt;di liquirizia, possiamo dire, Siamo a un quarto del campionato di calcio, ma &lt;i&gt;un milionesimo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;no, proprio no. E&#39; dunque un&#39;espressione puramente matematica, puramente astratta, cioè, che poi è il problema di tutta la matematica. Finché i bambini devono confrontarsi con La nonna di Piero ha due cestini pieni in totale di nove mele e due nipotini oltre a Piero, tutto sommato ce la facciamo ancora, perché sono cose che più o meno abbiamo la possibilità di proiettare nella mente (il concetto di &#39;nonna&#39; è abbastanza immediato, un po&#39; meno quello di &#39;Piero&#39; (i Pieri vanno scomparendo), ma vabbe&#39;, il cestino ci sta, anche se il vimini è sempre più antistorico, le mele -come no- quelle esistono, di plastica ma esistono, i nipotini sono in realtà ciò che descrive la nonna, cioè, non so se ci avevate mai pensato, ma ci sono delle definizioni, come quella di &#39;nonna&#39;, che stanno in piedi soltanto grazie ad altri concetti simmetrici, cioè non c&#39;è nipotino senza nonna, e non c&#39;è nonna senza nipotino; il concetto di &#39;maestra&#39; esiste perché esiste lo studente, in un mondo senza studenti la parola &#39;maestra&#39; evaporerebbe; il concetto di &#39;giudice&#39; sta in piedi perché esiste il concetto di &#39;reo&#39;, in un mondo di innocenti il giudice evaporerebbe, quindi il giudice dovrebbe trattare il preteso reo con la massima deferenza, perché il reo è condizione della sua stessa esistenza). Infatti nei libri di matematica, fino alle scuole secondarie di primo grado (più propriamente, &lt;i&gt;secondo livello del primo ciclo di studio dell&#39;istruzione obbligatoria,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;cioè, detto in termini più onesti, le scuole medie, perché &#39;scuola secondaria di primo grado&#39; sarebbe un eufemismo, oggi si fa ampio uso del&amp;nbsp;&lt;i&gt;maquillage&lt;/i&gt; linguistico (e &lt;i&gt;maquillage &lt;/i&gt;è un eufemismo per dire &#39;eufemismo&#39;), l&#39;oggetto è sempre quello, mentre si cambia la denominazione e ciò inganna il destinatario dell&#39;atto comunicativo, esempio, &lt;i&gt;Ma quanto ci mette &#39;sto rider a portare il panino? &lt;/i&gt;sarebbe, deprivato del&amp;nbsp;&lt;i&gt;rimmel &lt;/i&gt;linguistico,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Ma quanto ci mette &#39;sto schiavo a portare il panino?&lt;/i&gt;, e le due affermazioni puntano a descrivere lo stesso concetto, ma illudono l&#39;utilizzatore della app di essere una brava persona (e di fatto magari lo sarebbe anche, se non ci fosse stato il &lt;i&gt;maquillage &lt;/i&gt;di cui egli non è responsabile), e così si va a lenire il suo senso di colpa; in genere quando vuoi fare un buon &lt;i&gt;maquillage&lt;/i&gt;&amp;nbsp;devi allargare le maglie del concetto, infatti &lt;i&gt;rider &lt;/i&gt;è colui che va a cavallo, il cavaliere, il primo significato di &lt;i&gt;to ride&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è &lt;i&gt;cavalcare&lt;/i&gt;, poi si passa per traslato alla bicicletta e solo infine alla moto - e questi passaggi linguistici progressivi rappresentano tra l&#39;altro l&#39;avvento della rivoluzione industriale; dunque dire &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è operazione di &lt;i&gt;generalizzazione&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;rider, &lt;/i&gt;correttamente,&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;sarebbe &lt;i&gt;uno che usa un mezzo individuale che spesso - ma non necessariamente - lui stesso guida per muoversi più velocemente&lt;/i&gt;, nella parola &lt;i&gt;rider &lt;/i&gt;però (per come è usata nel gergo attuale)&amp;nbsp;non esiste alcuna sfumatura legata al fatto che chi si sposta lo fa perché un altro lo sottopaga (*) per spostarsi, ovvero, si usa &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che non sarebbe legato al sottopagamento per evitare di usare un&#39;altra parola direttamente legata al sottopagamento; invece quando uno parla &#39;pane al pane, vino al vino&#39; (direbbe Antonio Di Pietro, chi si ricorda più di Di Pietro? &lt;i&gt;sic transit gloria mundi&lt;/i&gt;), restringe il significato, diventa più preciso, dire &lt;i&gt;schiavo &lt;/i&gt;magari non riflette &lt;i&gt;esattamente &lt;/i&gt;la condizione del &lt;i&gt;rider &lt;/i&gt;(non ci sono catene - se non la catena della bicicletta - né navi dall&#39;Africa verso gli Stati Uniti, non ci sono piantagioni di cotone, nè incappucciati con i cappucci bianchi a punta), ma almeno richiama l&#39;idea della &lt;i&gt;soggezione,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;se non fisica, &lt;i&gt;economica &lt;/i&gt;di un essere umano rispetto a un altro essere umano), dicevamo, prima che si aprisse la parentesi, fino alle scuole medie nei libri sono disegnate nonne, cestini, Pieri, nipotini (multicolori, perché siamo inclusivi), e soprattutto mele, alla fine è più una questione grafico/estetica che matematica, perché si sa che abbiamo bisogno di &lt;i&gt;visualizzare&lt;/i&gt;, che è il &lt;i&gt;leit-motiv&lt;/i&gt; di questa serie, il &#39;vedere&#39;, e a un certo punto, in genere collegato con i licei o similari, &lt;i&gt;bam&lt;/i&gt;, le immagini spariscono di botto, le parole - che sono prima di tutto suoni ma poi evocano immagini - si rarefanno sempre più, e i &lt;i&gt;simboli &lt;/i&gt;la fanno da padroni, le pagine dei libri di matematica si riempiono di tanti&amp;nbsp;&lt;i&gt;simboli&lt;/i&gt;. Prima avevamo &lt;i&gt;segni&lt;/i&gt;, cioè parole e immagini, e dunque intrinseche ambiguità (ma più semplicità), ora abbiamo &lt;i&gt;simboli &lt;/i&gt;(fondamentale la distinzione hegeliana tra &lt;i&gt;segno &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;simbolo&lt;/i&gt;), ora entriamo in un mondo inequivoco (ma più complesso), dove le mele e le nonne sono totalmente bandite.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E lì cadono in molti studenti, come mele, o come pere, e cominciano a mollare la matematica, e spesso addirittura la scuola, e tante volte la vita stessa, e questo solo per colpa dell&#39;assenza delle nonne.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) In realtà il giovine utilizzatore della &lt;i&gt;app &lt;/i&gt;non avrebbe particolari colpe, perché non sottopaga direttamente il &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;, anzi, se vogliamo lo strapaga, perchè in realtà è chi &#39;offre lavoro&#39; a sottopagare il &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;; perché se il rider non fosse sottopagato, chi &#39;offre lavoro&#39; al &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt; non guadagnerebbe sul &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;, questo ce lo ha insegnato negli anni sessanta del XIX secolo il vecchio e barbuto KM (qui per &#39;sottopagamento&#39; intendiamo un minusvalore rispetto al guadagno del suo &#39;datore&#39;). Non è che il giovine utilizzatore della app non abbia alcuna responsabilità, perchè comunque &lt;i&gt;sa benissimo &lt;/i&gt;che - rispetto al prezzo finale del panino - una frazione molto piccola, una microfrazione, finisce nelle scure mani del &lt;i&gt;rider&lt;/i&gt;, ma comunque è una responsabilità indiretta. Il tema comunque è spinoso, perché Doppiovubi è convinto che parte dei suoi lettori - che ormai sono alcuni milioni - non abbiano niente contro il fenomeno del &lt;i&gt;riderismo&lt;/i&gt;, anzi, il che potrebbe portare a un deciso crollo dei consensi in capo al NAP (Nostro Autore Preferito). E&#39; anche vero che coloro i quali si indignano per il fenomeno del &lt;i&gt;riderismo&lt;/i&gt;&amp;nbsp;vivono serenamente in un sistema strapieno di schiavitù (e spesso loro stessi, senza esserne minimamente consapevoli, sono &#39;schiavi&#39; di altri).&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2653247278429220715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/2653247278429220715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/07/tre-sesta-parte.html' title='Tre (sesta parte)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-4162790081740519390</id><published>2021-07-27T06:46:00.000+02:00</published><updated>2021-07-27T06:46:55.269+02:00</updated><title type='text'>Tre (quinta parte)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ordunque, che cos&#39;è mai un &#39;micrometro&#39;?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cominciamo subito col dire che il micrometro non esiste. Ovvero: se diciamo che il micrometro esiste, allora dobbiamo anche dire che esistono Batman, Topo Gigio ed Harry Potter.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cioè, il micrometro è una convenzione. Ci siamo messi d&#39;accordo, tra noi. E &#39;noi&#39; non siamo &#39;tutti&#39;, per esempio gli anglosassoni, come è ben noto, non considerano il millimetro (che è la base del micrometro, però, quando scendono a scale subatomiche, devono cedere al nostro Sistema). E non c&#39;è un &#39;noi&#39; soltanto &#39;spaziale&#39;, ma anche &#39;temporale&#39;. Nell&#39;antica Grecia, per esempio, ma anche a Roma, consideravano il &#39;dito&#39;, come misura di cose piccole (il &lt;i&gt;digitus &lt;/i&gt;era &lt;span class=&quot;italiano&quot;&gt;la sedicesima parte del piede romano, corrispondente a circa 18 mm, il digitus, non il piede)&lt;/span&gt;. Il dito di Atene, il dito &#39;attico&#39;, poi, non corrispondeva al dito di Egina, che dista (Egina, non il piede) da Atene circa cinquanta chilometri (cioè alcune &#39;parasanghe&#39;, o molti &#39;stadi&#39;). Questo ci riporta al &#39;vedere&#39;. E&#39; ovvio che gli antichi non avevano i microscopi, quindi si fermavano alle misure corrispondenti alla risoluzione dei loro occhi, o poco più. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quindi il micrometro sarebbe una &#39;cosa&#39;, che è &#39;lunga&#39; un &#39;tot&#39;, e qui e ora ci siamo messi d&#39;accordo su quel &#39;tot&#39;. Peraltro non basta nemmeno il &#39;qui&#39; e &#39;ora&#39;: non è che votiamo in parlamento un disegno di legge per cambiare la misura del micrometro; G. Conte e B. Grillo non vanno a pranzo a mangiare il pesce e intanto discutono sulla misura del micrometro. Domani i soloni del Sistema Internazionale, riuniti intorno a un tavolo ovale come la testa di uno spermatozoo, potrebbero decidere - e noi, succubi, saremmo costretti ad adeguarci - che la testa dello spermatozoo (quella vera) è diventata il doppio, e non perché lo spermatozoo sia cresciuto nella realtà (che anzi, con l&#39;uso che ormai se ne fa, è destinato a restringersi e a scomparire), ma perché il micrometro si è dimezzato quanto a valore convenzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quindi il micrometro non esiste in natura. Tutte le volte in cui studiamo una cosa di costruzione umana, cioè che non esiste in natura, dobbiamo andare con i &#39;piedi di piombo&#39;, che vuol dire lentamente, perché sollevare un piede di piombo ci rallenta non poco (e ci stanca). Quindi, per sillogismo, ne deriva che studiare le costruzioni puramente umane stanca. Figuratevi, indi, quanto possa essere stanco un commercialista a fine giornata, soprattutto se confrontato con un entomologo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qui, sulle unità di misura, torna in gioco la relatività. Per esempio, potremmo dire: dato che sappiamo che il diametro di un globulo rosso è di otto micrometri, e sappiamo (ma solo perché ci fidiamo della Treccani, che a sua volta si fida di quelli che hanno guardato dentro i microscopi, che a loro volta si fidano di quelli che li hanno costruiti, nonché si fidano dei loro propri occhi (cioè gli occhi di quelli che guardano nei microscopi, non gli occhi di quelli che li hanno costruiti) e soprattutto della loro propria mente, che non giochi brutti scherzi tipo allucinazioni, è tutta questione di fiducia, sempre e comunque, &lt;i&gt;tutte le nostre esistenze si basano continuamente sul concetto di fiducia&lt;/i&gt;), sappiamo che la testa di uno spermatozoo ha il diametro di 4-5 micrometri, potremmo dire appunto, di conseguenza, che un globulo rosso è circa il doppio di uno spermatozoo. Cioè, se dietro un angolo si incontrassero uno spermatozoo e un globulo rosso, il globulo rosso lo guarderebbe con un certo senso di altezzosità, E tu chi sei. E se un globulo rosso avesse la bocca, e uno stomaco, e avesse fame, e la testa dello spermatozoo fosse commestibile per il globulo rosso, lo spermatozoo, incontrando per caso (appena uscito tranquillamente dall&#39;epididimo, come si esce da un bar), un globulo rosso, dovrebbe fuggire a flagello levato, prima di fare una brutta fine. Sulla velocità relativa dei due parleremo tra due puntate esatte, quando discuteremo di formiche ed Olimpiadi. Quanto veloce è un globulo rosso? la velocità dello spermatozoo è nota, presto la scopriremo. Anche quella del globulo è nota, ma quest&#39;ultimo, non essendo flagellato, più che &#39;veloce&#39; si può definire prono alla spinta: il globulo è passivo, si fa trasportare. Oppure ne seguirebbe, tra i due, una furiosa colluttazione (spostando la disciplina dall&#39;atletica leggera alla lotta greco-romana), dove alla possanza del globulo lo s. opporrebbe l&#39;uso sapiente del suo flagello, come fosse una frusta alla Indiana Jones. Ma, si sa, quando uno ha fame ha fame, e il globulo è grosso il doppio dello spermatozoo. In più il globulo ha un altro vantaggio, è rosso, e il rosso incute spavento (c&#39;è da dire che lo s. non ha occhi (forse), e, inoltre, fuori dall&#39;epididimo c&#39;è un certo buio pesto (sicuramente), quindi avremmo un qualche problema di colori, ma stiamo ragionando sulla base di micrometri, e sappiamo che i micrometri non esistono in natura, quindi -inesistenza per inesistenza- vale tutto; il vero spavento, da parte dello s., ci sarebbe fuori dall&#39;organismo, ma entrambi &#39;all&#39;aperto&#39; non sopravvivono granchè (magari scriveremo una serie sulla questione della sopravvivenza all&#39;aperto del globulo rosso), cioè il paradosso è che il globulo &lt;i&gt;sarebbe&lt;/i&gt; anche rosso, quindi spaventoso, ma peccato che quando è vivo nel suo &lt;i&gt;habitat&lt;/i&gt; il rosso non si vede, mentre se si vede il rosso, il problema non si pone più, perchè il globulo fuori dal corpo crepa (come la capra), e perchè Quando un uomo con un fucile incontra un uomo con la pistola, ma quello è un altro film, mi pare con Clint Eastwood, non più con Harrison Ford).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Teoricamente nulla osterebbe a prendere la Testa dello Spermatozoo come unità di misura. Potremmo misurare tutto in TS, un globulo rosso sarebbe 2 TS, lo spessore di un capello equivarrebbe a 40 TS, un Filo di Ragnatela sarebbe spesso 1 TS (dunque potremmo anche switchare al FR, equivalente a un TS, ci sarà sicuramente una &lt;i&gt;app&lt;/i&gt; per convertire da TS a FR o altro). Ma non sarebbe molto comodo, esattamente come misurare il valore delle cose in Bottiglie di Acqua Sangemini da un litro e mezzo (circa 0,75 euro): il biglietto del tram a Milano, potremmo dire, ormai costa addirittura 2,65 BAS, dove andremo a finire con questi prezzi. Ma non sarebbe molto comodo, appunto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ormai ci troviamo tra le palle i micrometri, come se fossero una roba normale, e dunque ci tocca studiarli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4162790081740519390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4162790081740519390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/07/tre-quinta-parte.html' title='Tre (quinta parte)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-681539183956271182</id><published>2021-07-25T08:26:00.001+02:00</published><updated>2021-07-25T08:26:29.185+02:00</updated><title type='text'>Tre (quarta parte)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il micrometro e il nanometro. Viene prima - cioè, è più grande - il micrometro o il nanometro?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nella vita di tutti i giorni, &#39;visto&#39; che gli occhi risolvono a non più di 0,1 millimetri, non è che usiamo molto queste misure.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Wikipedia, ingenuamente, scrive: &quot;Per avere un&#39;idea dell&#39;ordine di grandezza di questa lunghezza, si consideri che il diametro di un globulo rosso è pari a 8 µm&quot;. &quot;Per avere un&#39;idea&quot;: come no, infatti noi i globuli rossi li maneggiamo continuamente, come se fossero monete al supermercato.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non andiamo a comprare qualcosa e ci basiamo sui micrometri. Quando stai cercando di fare qualche semplice lavoretto in casa - del tipo, riparare un frigorifero o sostituire la caldaia a condensazione - e chiedi alla tua adorata mogliettina &lt;i&gt;Mi passi la chiave del dodici? &lt;/i&gt;non ti riferisci ai micrometri. Per questo motivo, quando leggiamo nei &lt;i&gt;links &lt;/i&gt;di cui alla puntata precedente &quot;... la testa dello spermatozoo umano ha il diametro di 4-5 μm&quot;, che sia di 5 &#39;micrometri&#39; o di 20 &#39;micrometri&#39; non ci sposta più di tanto. Infatti tempo zero (misurato in microsecondi), e ci dimentichiamo queste misure (a meno che non facciamo di mestiere l&#39;andrologo, ma anche lì, se non a fini accademici e di ricerca, contano di più il numero, la vitalità, la struttura e la motilità degli spermii (altro nome degli spermatozoi) piuttosto che la grandezza della loro testina in micrometri. E dunque qui introduciamo un concetto importante, che è tutto di Doppiovubi: quello di &lt;i&gt;grandezza relativa. &lt;/i&gt;Non è tanto importante conoscere la misura della testa dello spermio in sé, quanto di essa &lt;i&gt;rispetto &lt;/i&gt;a un altro ente (ovviamente, a esso ricollegabile: per esempio il rapporto tra la testa dello spermio e lo spessore di un capello di Frank Kessiè non rileva, anche se potrebbe finire su &lt;i&gt;Il piacere di saperlo &lt;/i&gt;della Settimana Enigmistica). E&#39; interessante capire invece, rispetto alla misura della testa dello spermio, quanto è grande un ovocita secondario - che per chi non lo sapesse è il gamete femminile (*), e gamete per chi non lo sapesse è la cellula, maschile o femminile, specializzata nella riproduzione (in prospettiva) dell&#39;intero organismo, mica poco - e in particolare quanto è spesso il suo rivestimento esterno (che è costituito da vari strati abbastanza complicati ma che oggi con i microscopi elettronici conosciamo bene), e qui, oltre alla misura dello spermio, rientra molto in giuoco anche la struttura dello spermio stesso, su cui avevamo discettato. Doppiovubi ve lo dice in un altro modo: non ha alcun senso ricordare l&#39;anno della Presa della Bastiglia &lt;i&gt;in sè&lt;/i&gt;, ma ha molto senso ricordarlo &lt;i&gt;in relazione &lt;/i&gt;a qualche evento successo &lt;i&gt;prima &lt;/i&gt;(che dunque può esserne stata la (con)causa) o &lt;i&gt;dopo &lt;/i&gt;(che dunque ne costituisce l&#39;effetto). E dunque, cari i miei studenti ritornati sui banchi di scuola, ogni volta che troviamo quello che definiamo in termini crudi e moderni un &#39;dato&#39;, cioè una &#39;cosa&#39; che potremmo inserire in un &lt;i&gt;data base&lt;/i&gt;, o in un volgarissimo&amp;nbsp;&lt;i&gt;foglio excel , &lt;/i&gt;dobbiamo sempre cercare di capire la sua relazione con un altro ente rilevante (o, meglio ancora, con &lt;i&gt;tanti&amp;nbsp;altri &lt;/i&gt;enti rilevanti). Per fare un esempio alla pagina, potreste andare a cercare - adesso che siete (quasi) esperti di micrometri, ma non ancora di nanometri - a meno che non lo sappiate già, &lt;i&gt;quanto è grande un Sars-CoV-2&lt;/i&gt;, e ci mettete poco con Google, ma - ecco - l&#39;umanità si divide in due, per meiosi diremmo, tra &#39;i curiosi&#39;, cioè quelli che apprendono la suddetta misura e dicono &lt;i&gt;Ma dai! Non lo sapevo! &lt;/i&gt;e subito dopo tornano su whatsapp a sfogliare i &lt;i&gt;memes, &lt;/i&gt;e gli &#39;studiosi&#39;, che prendono questa misura, e la confrontano con i pori della mascherina chirurgica ordinaria, per capire (senza che te lo dica uno con un decreto ministeriale) se il virus ci passa attraverso, oppure no.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) Doppiovubi non vuole certo urtare la giusta sensibilità dei sostenitori della fluidità (di fluidi in effetti stiamo indirettamente parlando) di genere, o della parità, parlando della distinzione tra &#39;maschile&#39; e &#39;femminile&#39;; purtroppo la &#39;natura&#39; li ha suddivise così, le cellule, e dato che le cellule obiettivamente - a prescindere dunque dalla loro auto-percezione, che (forse) non hanno - sono &lt;i&gt;per struttura e funzione&lt;/i&gt;, costruite in tal modo, al massimo potremmo definirle &#39;alfa&#39; e &#39;beta&#39; (anzi &#39;x&#39; e &#39;y&#39;, perché qualcuno potrebbe sentirsi offeso perchè &#39;alfa&#39; viene prima di &#39;beta&#39; e dunque discrimina, anzi &#39;x&#39; e &#39;y&#39; le hanno già usate per i cromosomi, quindi diciamo &#39;1&#39; e &#39;2&#39;, no, anche lì c&#39;è un problema di discriminazione perché uno viene prima di due, allora diremo &#39;così&#39; e &#39;cosà&#39;, che a prima vista sembrano essere distinzioni neutre), per non discriminare, ma per il momento non vi offenderete, spero.&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/681539183956271182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/681539183956271182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/07/tre-quarta-parte.html' title='Tre (quarta parte)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4122583418620862265.post-4263812848609278964</id><published>2021-07-23T19:08:00.001+02:00</published><updated>2021-07-23T19:08:12.450+02:00</updated><title type='text'>Tre (terza parte)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Torniamo felicemente, dunque, sui banchi di scuola.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se noi cerchiamo appunto &quot;quanto è grande uno spermatozoo&quot; (in italiano), i risultati sono:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;1. su Treccani.it: &quot;... la testa dello spermatozoo umano ha il diametro di 4-5 μm; la coda è lunga circa 50 μm...&quot;;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;2. su Wikipedia: &quot;... la testa, di circa 5-10 µm di lunghezza, e la coda, lunga circa 60 µm.&quot; (e già cominciamo a vedere che gli spermatozoi, su Wikipedia, sono un filino, un flagellino, più grandi (però solo con riguardo alla &#39;coda&#39;, perché su Wikipedia si parla di &#39;lunghezza&#39; della testa, mentre su Treccani di &#39;diametro&#39;);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;3. su &#39;MyPersonalTrainer&#39;, che cominciò molti anni fa parlando del viver sano, e adesso c&#39;insegna anche &amp;nbsp;letteratura latina e Proof-of-Work, leggiamo che &quot;... gli spermatozoi hanno una lunghezza di 50-60 µm ed uno spessore di 1 µm, con una testa appiattita, di forma ovale o ellittica se visti di faccia, piriforme se visti di profilo.&quot;: accidenti, qui si parla (argutamente) di &lt;i&gt;spessore&lt;/i&gt;, un concetto per noi nuovo, cioè la testa dello spermatozoo non sarebbe una roba sferica tridimensionale, ma una specie di testa di lucertola (in effetti la forma della lucertola, zampe a parte, lo ricorda). Poi la dott.ssa Giulia Bertelli, che ha scritto l&#39;articolo, ed è un ottimo articolo, usa l&#39;espressione &#39;piriforme&#39;, che francamente non è proprio di uso comune, e che non ha a che fare col fuoco (anche se il fuoco divampante ha comunque, guarda caso, la forma di pera, anche quando è stilizzato in un&#39;icona), ma viene dal latino &lt;i&gt;pirum&lt;/i&gt;, cioè &#39;pera&#39;, e dunque &#39;piriforme&#39; significa &#39;a forma di pera&#39;; Doppiovubi non ha ben capito la storia del &#39;visti di faccia&#39; o &#39;visti di profilo&#39; (a parte il fatto che &#39;visti&#39; non è cosa di tutti i giorni, appunto, perché quasi nessuno ha &#39;visto&#39; lo spermatozoo, perché &lt;i&gt;nessuno &lt;/i&gt;vede nell&#39;ordine dei micromètri), forse la dott.ssa Bertelli voleva dire il contrario, cioè visto dall&#39;alto è pera, di profilo sembra ovale, o forse Doppiovubi non ci ha capito dentro niente, ma una cosa sembra certa: se noi avessimo delle manine lunghe pochi &lt;i&gt;micromètri, &lt;/i&gt;e potessimo maneggiare uno spermatozoo (deceduto, perché vivo tenderebbe a sgusciarti via, suppone Doppiovubi), e girassimo la sua testina, la testina non sarebbe simmetrica. Forse in effetti questa forma particolare - che comunque approfondiremo - &#39;serve&#39; a &#39;trapassare&#39; l&#39;uovo, perché se sei piatto in genere ti infiltri meglio, come una spada in un costato, come un coltello in una torta, come uno spermatozoo in un ovocita;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;4. su sapere.it, cioè la De Agostini: si tace - stranamente - sulle misure dello spermatozoo;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;5. il dott. Gian Luca Milan, urologo/andrologo, sul suo interessante sito, tra l&#39;altro, dice: &quot;... lo spermatozoo umano misura 0,07 millimetri&quot;: per la prima volta non si parla di &#39;micromètri&#39;, ma di millìmetri, che riusciamo a &#39;pensare&#39; e a &#39;figurarci&#39;. Ed eccoci all&#39;unità di misura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E il dott. Milan (buon cognome non mente) ci dà lo spunto, direi meglio, l&#39;&lt;i&gt;assist&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;per passare ai micromètri (ma non temete, non agitatevi, torneremo presto agli spermatozoi (*), perché dobbiamo capire meglio le loro misure e soprattutto la loro &#39;volontà&#39;). Che cos&#39;è un &#39;micromètro&#39;? che differenza corre tra un &#39;micromètro&#39; e un &#39;nanomètro&#39;? e poi, dire &#39;nanomètro&#39; è forse una forma linguistico/scientifica indirettamente discriminatoria e non inclusiva, e dunque illegale?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Risponderemo (abbastanza) presto a tutti questi interessantissimi quesiti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(segue)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;W.B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;(*) Doppiovubi ha consultato per voi anche lo spettacoloso&amp;nbsp;&lt;i&gt;Dizionario Enciclopedico della Salute e della Medicina &lt;/i&gt;della Treccani, alla voce &#39;Gamete&#39;, vol. VI, pag. 410, voce scritta nel 2006 dal leggendario Prof. Jacques Testart, che non è l&#39;ultimo arrivato, perché ha realizzato nel 1982 la prima fecondazione &lt;i&gt;in vitro&lt;/i&gt;, però in quella voce enciclopedica non si parla delle dimensioni del nostro s., evidentemente perché il Prof. Testart, a differenza del Doppiovubi, non le ritiene importanti. In ogni caso, Doppiovubi non ha ancora trovato nessuno che abbia ragionato a fondo su questo: lo spermatozoo sarà anche una cellula come tutte le altre, seppur specializzata e flagellata, ma è l&#39;&lt;i&gt;unica che&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;fisicamente esce dall&#39;organismo a cui appartiene&amp;nbsp;e se ne va&lt;/i&gt; &lt;i&gt;altrove da esso&lt;/i&gt;, seppur continuando la sua funzione, anzi proprio espletando la sua funzione. Cioè, della &#39;roba mia&#39;, che contiene il mio DNA e non è materiale di scarto, ha lo &#39;scopo&#39; (è il caso di usare questa espressione) precipuo di andarsene da me. Su questo &#39;staccarsi&#39; dall&#39;organismo che l&#39;ha prodotto, seppur all&#39;interno di un liquido-veicolo che lo trasporta, secondo Doppiovubi bisogna riflettere, e tanto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4263812848609278964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4122583418620862265/posts/default/4263812848609278964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://doppiovubi.blogspot.com/2021/07/tre-terza-parte.html' title='Tre (terza parte)'/><author><name>W.B.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09715244465225646652</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cVHE-JjH3eXpAqs1TCUKCh3lFo9sgcRqmVb03M100_Xh7h7UjSrdylNBmwaNJ8j03sXoL93KZcQ2Wdj4o35noDES6K2mUQRBNOp_Tjl_6-64UkE1rlUt2QBOqGFLNOY/s220/Batman-The-Dark-Knight-Rises-the-dark-knight-rises-30411051-967-1450.jpg'/></author></entry></feed>