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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793</atom:id><lastBuildDate>Thu, 16 Feb 2012 08:54:46 +0000</lastBuildDate><category>malaffare</category><category>miracoli</category><category>media</category><category>aids</category><category>relativismo</category><category>profilattici</category><category>abusi</category><category>papa</category><category>beatificazioni</category><category>democrazia</category><category>preservativi</category><category>violenza</category><category>diritti</category><category>cattolicesimo</category><category>politica</category><category>santi</category><category>fede</category><category>cambiamento</category><category>economia</category><category>vaticano</category><category>soldi</category><category>africa</category><category>la repubblica</category><category>molestie sessuali</category><category>bilancio</category><category>fascismo</category><category>aborto</category><category>notizie gay</category><category>suore</category><category>concilio vaticano II</category><category>discriminazione</category><category>molestie sessuali.</category><category>pedofilia</category><category>omosessuali</category><category>napoli</category><category>ausi</category><category>potere</category><category>madre teresa</category><category>omofobia</category><category>chiesa</category><category>preti</category><category>mistificazioni</category><category>televisione</category><category>valori</category><title>dossierchiesacattolica</title><description /><link>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Redazione)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Dossierchiesacattolica" /><feedburner:info uri="dossierchiesacattolica" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-7212555534658958777</guid><pubDate>Sun, 28 Oct 2007 17:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-28T10:24:53.783-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beatificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">santi</category><title>Omelia Pronunciata dal Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyTFzCWJBwI/AAAAAAAAC-Y/Ko83rlwENE8/s1600-h/repubblicani.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyTFzCWJBwI/AAAAAAAAC-Y/Ko83rlwENE8/s400/repubblicani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126439756448204546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 28 ottobre 2007&lt;br /&gt;(Zenit.org) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riportiamo l’omelia  pronunciata questa domenica in piazza San Pietro in Vaticano dal Cardinale  portoghese José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei  Santi, durante la cerimonia di beatificazione di 498 martiri del XX secolo in  Spagna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eminentissimi Signori  Cardinali,&lt;br /&gt;Eccellentissimi Signori Vescovi e fratelli nel sacerdozio,  Rispettabili autorità,&lt;br /&gt;Sorelle e fratelli in Cristo:  &lt;p&gt;1. Su mandato del Papa Benedetto XVI ho avuto il gradito compito di rendere  pubblico il documento mediante il quale il Santo Padre proclama beati  quattrocentonovantotto martiri che hanno effuso il loro sangue per la fede,  durante la persecuzione religiosa in Spagna negli anni  millenovecentotrentaquattro, trentasei e trentasette. Fra loro ci sono vescovi,  sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici, donne e uomini; tre di loro  avevano sedici anni e il maggiore settantotto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo gruppo così numeroso di beati ha manifestato fino al martirio il suo  amore a Gesù Cristo, la sua fedeltà alla Chiesa Cattolica e la sua intercessione  presso Dio per tutto il mondo. Prima di morire perdonarono a coloro che li  perseguitarono - addirittura pregarono per loro -, come si evince dai processi  di beatificazione istruiti nelle arcidiocesi di Barcellona, Burgos, Madrid,  Mérida-Badajoz, Oviedo, Siviglia e Toledo; e nelle diocesi di Albacete, Ciudad  Real, Cuenca, Gerona, Jaén, Malaga e Santander.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: " ...il martirio è la  suprema testimonianza resa alla verità della fede " ( a2473). Seguire Gesù,  infatti, significa seguirlo anche nel dolore e accettare le persecuzioni per  amore del Vangelo (cf. Mt.24,9-14; Mc.13,9-13; Lc 21,12-19): "sarete odiati da  tutti a causa del mio Nome" (Mc.13,13; cf.Gv.15,21). Cristo ci ha anticipato che  il nostro compito è legato al suo destino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2. Il logo di questa beatificazione che ha un rilievo storico, per il numero  davvero ingente dei beati, ha come elemento centrale una croce di colore rosso,  simbolo dell'amore spinto fino allo spargimento di sangue per Cristo. Accanto  alla croce c'è una palma stilizzata che, intenzionalmente, assomiglia a delle  lingue di fuoco nelle quali è possibile vedere rappresentata la vittoria  conseguita dai martiri che, con la loro fede, hanno vinto il mondo (cfr. 1 Gv  1,4); esse raffigurano anche il fuoco dello Spirito Santo che scese sugli  Apostoli il giorno di Pentecoste, e così pure il rovo che arde e non si consuma  (cfr. Es 3,1- 6), attraverso cui Dio si manifestò a Mosè nel brano dell'Esodo,  come espressione del suo stesso Essere: è l'Amore che si dona e non si estingue  mai.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi simboli si trovano incorniciati da una dicitura circolare, che ricorda  la mappa del mondo; in essa si legge: "Beatificazione martiri di Spagna". La  scritta dice «martiri di Spagna» e non «martiri spagnoli», perché la Spagna è il  luogo dove furono martirizzati, inoltre è la Patria della maggior parte di loro,  anche se, in verità, alcuni provengono da altri stati, come la Francia, il  Messico e Cuba. In ogni caso, i martiri non sono patrimonio esclusivo di una  diocesi o di una nazione, ma al contrario, per la loro speciale partecipazione  alla Croce di Cristo, Redentore dell'universo, appartengono al mondo intero,  alla Chiesa universale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;È stato scelto come lemma per questa beatificazione il brano del Vangelo di  San Matteo: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 14). Come afferma il Concilio  Vaticano II all'inizio della sua Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Cristo è  la luce delle genti [1]; questa luce nel corso dei secoli si riflette sul volto  della Chiesa e oggi, in modo particolare, risplende nei martiri la cui memoria  stiamo celebrando. Gesù Cristo è la luce del mondo (Gv l, 5-9), che illumina le  nostre intelligenze affinché, conoscendo la verità, viviamo secondo la dignità  umana, quella dei figli di Dio. Così anche noi, trasformati in luce del mondo,  illuminiamo tutti gli uomini con la testimonianza di una vita vissuta in piena  coerenza con la fede che professiamo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3. «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho  conservato la fede» (2 Tim 4, 7). Così scrive San Paolo, alla fine della sua  vita, nel testo della seconda lettura di questa domenica. Questi martiri, con la  loro morte, concretarono le convinzioni di San Paolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I martiri non hanno raggiunto la gloria solamente per loro stessi. Il loro  sangue, che impregnò la terra, fu sorgente di fecondità e abbondanza di frutti.  Così lo manifestava, invitandoci a conservare la memoria dei martiri, Sua  Santità Giovanni Paolo II in uno dei suoi discorsi affermava: «Se si perdesse la  memoria dei cristiani che hanno sacrificato la vita per affermare la loro fede,  il tempo presente, con i suoi progetti ed i suoi ideali, perderebbe una  componente preziosa, poiché i grandi valori umani e religiosi non sarebbero più  confortati da una testimonianza concreta, inserita nella storia» [2].&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non possiamo accontentarci solamente di celebrare la memoria dei martiri,  ammirare il loro esempio e andare avanti nella nostra vita stancamente. Qual è  il messaggio che trasmettono i martiri a ciascuno di noi qui presenti?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Viviamo in un'epoca in cui i cristiani sono minacciati nella loro vera  identità: e questo vuol dire che essi o sono 'martiri', cioè aderiscono alla  fede battesimale in modo coerente, o si adeguano. La vita cristiana è  confessione personale quotidiana della fede nel Figlio di Dio fatto uomo, che  può richiedere anche il sangue. La fede pagata con la vita anche da uno  soltanto, ha l'effetto di rinsaldare quella di tutta la Chiesa. Allora proporre  l'esempio dei martiri significa ricordare che la santità non consiste nella  riaffermazione di valori comuni a tutti, ma nella personale adesione a Cristo  salvatore del cosmo e della storia. Il martirio è paradigma di questa verità sin  dalla Pentecoste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La confessione personale della fede ci fa compiere un altro passo: ci  permette di scoprire un legame forte tra la coscienza e il martirio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Il senso più profondo della testimonianza di tutti i martiri - secondo  quanto scriveva il Cardinale Ratzinger - sta nel fatto che essi attestano la  capacità di verità dell'uomo quale limite di ogni potere e garanzia della sua  somiglianza divina. E' proprio in questo senso che i martiri sono i grandi  testimoni della coscienza, della capacità concessa all'uomo di percepire, oltre  al potere, anche il dovere e quindi di aprire la via al vero progresso, alla  vera ascesa" (J. Ratzinger, Elogio della coscienza, Roma, Il Sabato 16 marzo  1991, p.89).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. I martiri che oggi vengono iscritti all'albo dei beati si comportarono  come buoni cristiani e, arrivato il momento, non ebbero dubbi nell'offrire la  propria vita al grido di «Viva Cristo Re!». Agli uomini e alle donne di oggi  dicono a voce alta che tutti siamo chiamati alla santità, tutti, senza  eccezione, come ha dichiarato solennemente il Concilio Vaticano II, nel suo  documento più importante, la Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium,  nel capitolo V dal titolo «Chiamata universale alla santità» [3]. Dio ci ha  creato e redento per essere santi! Non possiamo accontentarci di un  cristianesimo vissuto tiepidamente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La vita cristiana non si può ridurre semplicemente ad alcuni individuali ed  isolati atti di pietà, ma piuttosto essa deve coinvolgere ogni attimo dei nostri  giorni su questa terra. Gesù Cristo deve essere presente nell'adempimento fedele  dei nostri doveri di vita ordinaria, intessuti di particolari apparentemente  piccoli e senza rilevanza, ma che acquistano rilievo e grandezza soprannaturale  quando sono fatti per amore di Dio. I martiri raggiunsero la vetta della  eroicità attraverso la battaglia con cui diedero la vita per Cristo. L'eroicità  alla quale Dio ci chiama va intravista nei molteplici contrasti della nostra  vita quotidiana. Dobbiamo essere persuasi che la nostra santità - cioè quella  santità a cui Dio ci chiama, senza dubbio - consiste nel raggiungere quello che  Giovanni Paolo II ha definito il «livello alto della vita cristiana ordinaria»  [4].&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il messaggio dei martiri è un messaggio di fede e amore. Dobbiamo sottoporci  ad un coraggioso esame di coscienza, e fare propositi, affinché questa fede e  questo amore si manifestino eroicamente nella nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eroicità della  fede e dell'amore nel nostro agire da persone inserite nella storia, come il  lievito che dà il giusto fermento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La fede, ci dice Benedetto XVI, contribuisce a purificare la ragione, perché  aiuta a percepire la verità [5]. Perciò, essere cristiani coerenti ci impone di  non inibirci di fronte al dovere, di dare il nostro contributo al bene comune e  di modellare la società sempre secondo giustizia, difendendo - in un dialogo  forgiato dalla carità - le nostre convinzioni sulla dignità della persona, sulla  vita, dal concepimento fino alla morte naturale, sulla famiglia fondata  sull'unione matrimoniale unica ed indissolubile tra un uomo e una donna, sul  diritto e dovere primario dei genitori all'educazione dei figli e sulle altre  questioni che nascono dall'esperienza quotidiana della società in cui  viviamo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Concludiamo, uniti al Santo Padre Benedetto XVI e alla Chiesa universale, che  si estende nei cinque Continenti, invocando l'intercessione dei martiri oggi  beatificati e rivolgendoci con fiducia alla Madonna, Regina dei martiri,  affinché, infiammati da un vivo desiderio di santità, ne seguiamo l'esempio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;[1] CONC. VA T. II, Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium,  21 nov. 1964, n. l.&lt;br /&gt;[2] GIOVANNI PAOLO II, Messaggio alla VIII Sessione  Pubblica delle Accademie Pontificie, 2003, n. 6.&lt;br /&gt;[3] CONC. V AT. II,  Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium, 21 nov. 1964, Capitolo  V.&lt;br /&gt;[4] GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Novo Millennio ineunte, 6 genn.  2001, n. 31.&lt;br /&gt;[5] BENEDICTO XVI, Lettera enciclica Deus caritas est, 25 dico  2005, nn. 28-29.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-7212555534658958777?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/MW5ZizJaW-g/omelia-pronunciata-dal-prefetto-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyTFzCWJBwI/AAAAAAAAC-Y/Ko83rlwENE8/s72-c/repubblicani.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/omelia-pronunciata-dal-prefetto-della.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-8728571081818765004</guid><pubDate>Sat, 27 Oct 2007 06:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-26T23:49:26.992-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cattolicesimo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">la repubblica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiesa</category><title>La Chiesa e "Repubblica": La difesa d'uficio di "Avvenire".</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyLXlCWJAuI/AAAAAAAAC2Y/piv7Sb8f3do/s1600-h/avvenire.speciali.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyLXlCWJAuI/AAAAAAAAC2Y/piv7Sb8f3do/s400/avvenire.speciali.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125896357185913570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Speciale&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Soldi alla Chiesa,  verità e bugie &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="RadEditorPlaceHolderControl1"&gt;&lt;em&gt;Spargere veleni sul rapporto tra Chiesa e  società. Con argomentazioni sbrigative e grossolane che cercano di mettere in  cattiva luce l'impegno dei sacerdoti, l'uso dell'otto per mille, perfino  l'insegnamento della religione cattolica. Il quotidiano romano «Repubblica», dai  primi di ottobre a oggi, ha cercato con un'inchiesta sviluppata su varie  puntate (e da ultimo - per ora - con l'intervento del suo direttore, Ezio Mauro)  di screditare la Chiesa. Innumerevoli gli svarioni, le cantonate, le  imprecisioni. Qui di seguito trovate una raccolta degli articoli con cui  «Avvenire» ha risposto a questi attacchi. Cercando di ragionare sulla realtà dei  fatti.&lt;/em&gt; p&lt;br /&gt;------&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;table style="color: rgb(0, 0, 0);" class="split2" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="100%"&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo il fondo di «Repubblica» &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(26 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20071026.htm"&gt;Democrazia, soprattutto &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Il  direttore di Repubblica, collega che stimo, non è piaciuto l’intervento del  segretario di Stato vaticano. «Finiamola», aveva esortato il cardinal Tarcisio  Bertone. «Come si permette di darci ordini?» ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Dino Boffo &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scuola e bugie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(25 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20071025.htm"&gt;Ora di religione, attacco fuori  bersaglio &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;L’insegnamento  della religione cattolica (Irc) non serve a nulla, se non a rimpinguare la  Chiesa, «un altro miliardo di obolo di Stato a san Pietro». A questa tesi  sbrigativa e grossolana va piegata la ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Umberto Folena &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Otto per mille &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(13 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20071013.htm"&gt;Chiesa &amp;amp; Ici: la saga delle  cantonate &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Con  un titolo rutilante, "Gli alberghi dei santi alla crociata dell'Ici", e il fiato  sempre più corto, Repubblica - il giornale di Carlo De Benedetti - dedicava ieri  altre due pagine alla novela (inchiesta ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Umberto Folena &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La lettera &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(06 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20071006.htm"&gt;Quell’inchiesta di «Repubblica»  una caricatura indegna &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Caro  Direttore, ho appena terminato di leggere il 'supplemento' di inchiesta sull’8  per mille alla Chiesa cattolica italiana pubblicato su Repubblica di mercoledì 3  ottobre a firma di Curzio Maltese e ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;Don  Felice Bacco, Canosa di Puglia &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chiesa e tasse &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(04 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/NR/exeres/99CA2148-B60D-45F5-8D37-A399CB0C707D.htm"&gt;Otto per mille i  «segreti» e la trasparenza &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Disinformazia,  parte seconda. Ieri su Repubblica la triade Maltese -Pontesilli-Turco ha  rifilato ai suoi lettori 'I soldi del vescovo- 2', una seconda dose di totali  menzogne e mezze verità a proposito ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Umberto Folena &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Intervista al professore Carlo Cardia  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(04 ottobre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20071004.htm"&gt;«Sembrano metodi da piccoli  Torquemada» &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Repubblica  l’ha accusato di aver cambiato casacca e idee sui finanziamenti alla Chiesa e  sul comunismo e ha contestato la sua partecipazione alla commissione governativa  per l’esame dell’otto per mille. ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Paolo Viana &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bilanci trasparenti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(29 settembre 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20070929.htm"&gt;Costi della Chiesa, svarioni e  verità &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;La  Chiesa come la politica? Con un notevole sforzo, parecchie omissioni e un  pizzico di demagogia, perché no? È l’operazione tentata ieri da Repubblica, ben  tre pagine firmate da Curzio Maltese , coadiuvato ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Umberto Folena &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lettera al sottosegretario dell'Economia  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(30 agosto 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/NR/exeres/C464D21E-1B6D-44DA-9B85-2E7E4DF3E7A3.htm"&gt;Onorevole Cento, un  po' di pudore &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Mi  presento: sono uno di quegli "imprenditori" entrati nel mirino suo,  sottosegretario Cento, e di alcuni altri suoi colleghi, comprensibilmente  preoccupati di salvare l'Italia dal fallimento economico ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  don Carlo Velludo* &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'inutile polemica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;(30 agosto 2007) &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/Speciali/Chiesa+e+denaro/20070830.htm"&gt;Tasse e immobili: la lunga lista  dei «privilegiati» &lt;/a&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p style="padding: 0px;"&gt;Perché  alcuni immobili della Chiesa cattolica  sono esenti dal pagamento dell'Ici? E da  quando questa agevolazione è riconosciuta? Se chi ha scritto o parlato di  «privilegi» concessi alla Chiesa si fosse ...&lt;/p&gt; &lt;p style="padding: 0px; text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;di  Massimo Calvi &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-8728571081818765004?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/KOTiwO4I5vU/la-chiesa-e-repubblica-la-difesa.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyLXlCWJAuI/AAAAAAAAC2Y/piv7Sb8f3do/s72-c/avvenire.speciali.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/la-chiesa-e-repubblica-la-difesa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-2809184752217724311</guid><pubDate>Fri, 26 Oct 2007 03:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T20:55:30.106-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">la repubblica</category><title>Gli alberghi dei santi alla crociata dell'Ici.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La Chiesa non paga l'imposta sui fabbricati appellandosi ad una legge del '92.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Ma la Cassazione la giudica illegittima e l'Ue ha messo l'Italia sotto processo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Secondo l'Anci in questo modo i Comuni non incassano ogni anno 400 milioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Curzio Maltese - La Repubblica) &lt;b&gt;U&lt;/b&gt;na terrazza da sogno sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa Brigida, con vista sull'ambasciata francese e perfino sull'attico di Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell'albergo delle Brigidine in piazza Farnese, "magnifico palazzo del '400" si legge nel depliant dell'hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici, caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli americani, per il buon rapporto qualità-prezzo e l'accoglienza delle suore. "Parlano tutte l'inglese e possono procurare lasciapassare gratis per le udienze del Papa" scrive un'entusiasta ospite da Singapore sul portale Trip Advisor ("leggi le opinioni e confronta i prezzi").&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;L'unico problema, avvertono, è trovare posto. Sorto intorno alla chiesa di Santa Brigida, quasi sempre vuota, l'albergo è invece sempre pieno. Prenotarsi però non è difficile. Basta inviare una e-mail a www. istitutireligiosi. org, il portale che raccoglie un migliaio di case albergo cattoliche in Italia, con il progetto di pubblicarle tutte nei prossimi mesi e "raggiungere accordi con i grandi tour operator stranieri per il lancio sul mercato internazionale". Oppure si può cliccare direttamente su brigidine. org, il sito ufficiale dell'ordine religioso fondato da Santa Brigida di Svezia, straordinaria figura di mistica e madre di otto figli, fra i quali un'altra santa, Caterina. Una notizia che in realtà dall'home page delle brigidine non si ottiene.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;La biografia della fondatrice occupa solo poche righe. In compenso si trovano minuziosi dettagli sulla catena di alberghi ("case religiose") gestiti dalle brigidine in 19 paesi, una specie di Relais &amp;amp; Chateux di gran fascino, per esempio il magnifico chiostro dell'Avana Vecchia, inaugurato da Fidel Castro in persona. Il prezzo di una camera a piazza Farnese è di 120 euro per la singola, 190 per la doppia, compresa colazione, maggiorato del tre per cento se si paga con carta di credito.&lt;br /&gt;La Casa di Santa Brigida, quattromila metri nella zona più cara di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di circa 60 milioni di euro ma è iscritto al catasto romano nella categoria "convitti". E non paga una lira di Ici. Ogni anno i comuni italiani perdono secondo gli studi dell'Anci ("basati su dati catastali lontani dal valore di mercato reale") oltre 400 milioni di euro a causa di un'esenzione fiscale illegittima e contraria alle norme europee sulla concorrenza. A questa stima vanno aggiunti gli immobili considerati unilateralmente esenti da sempre e mai dichiarati ai comuni, per giungere ad un mancato gettito complessivo valutato vicino al miliardo di euro annuali. Sarebbe più esatto dire che la perdita è per i cittadini italiani, perché poi i comuni i soldi mancanti li prendono dalle solite tasche.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;L'Avvenire, organo della Cei, ha scritto che bisogna smetterla di parlare di privilegio poiché esiste una legge di esenzione fin dal 1992. "Un regime che non aveva mai dato problemi fino al 2004" conclude. È vero. Ma ha dimenticato di aggiungere che il "problema" insorto è la correzione della Corte di Cassazione. Un problema non da poco in uno stato di diritto. Al quale si è aggiunto quest' anno un altro problemino, anticipato da "Repubblica", l'inchiesta della commissione europea sull'intero settore dei favori fiscali alla chiesa cattolica italiana, nell'ipotesi di "aiuti di Stato" mascherati. Con gran scandalo di alcune lobby parlamentari che hanno invocato la mano del papa contro Bruxelles.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Piccola storia della controversia. La legge del ' 92 sulle esenzioni dall'Ici è stata giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l'ha così corretta: sono esenti dall'Ici soltanto gli immobili che "non svolgono anche attività commerciale". La sentenza, come la precedente esenzione, si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietà ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai partiti, alle associazioni sportive e così via. Ma l'unica reazione furibonda è arrivata dalla Cei: "Una sentenza folle". Perché? Forse perché è l'unico fra i soggetti interessati a possedere un impero commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri, librerie, negozi.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;"Il fenomeno ha avuto un'impennata prima del Giubileo" spiegano i tecnici dell'Anci "ma negli ultimi dieci anni l'espansione commerciale degli enti religiosi è impressionante". Una parte della montagna di soldi pubblici (3500 miliardi di lire) stanziati per il Giubileo del 2000, più quote consistenti dell'otto per mille, sono finite in questi anni in ristrutturazioni immobiliari che hanno trasformato conventi, collegi e ostelli in moderne catene alberghiere.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Un po' ovunque, come a piazza Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale, primo settore per crescita dell'economia. Si calcola che gestisca quaranta milioni di presenze all'anno per l'Italia e verso luoghi di culto (Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorije...).&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;In cima alla piramide organizzativa si trova la ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), alle dipendenza del Vicariato di Roma e quindi della Santa Sede. L'attività è in larga misura esentasse, Ici a parte. Si capisce che la Cei di Ruini si sia mossa contro la "folle sentenza", "fonte di danni incalcolabili". Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e ripristinava l'esenzione totale dall'Ici per le proprietà ecclesiastiche, "a prescindere" (alla Totò) da ogni eventuale uso commerciale. E' l'autunno 2005 e Berlusconi anticipa nei fatti alla Cei l'abolizione dell'Ici che sei mesi più tardi, all'ultimo minuto di campagna elettorale, avrebbe soltanto promesso a tutti gli altri italiani. "Fu un'esplosione di gioia - si legge nel sito della Cei - "cin, cin", brindisi, congratulazioni, gratitudine per tutti coloro che si erano adoperati per l'approvazione di tali norme". Passate le elezioni, alla nuova maggioranza si è riproposto il nodo dell'illegittimità della norma, sollecitata dai rilievi della Commissione Europea. E il governo Prodi l'ha risolto nel più ipocrita dei modi. Con un cavillo inserito nei decreti Bersani, vengono esentati dall'Ici gli immobili che abbiano uso "non esclusivamente commerciale". In pratica, secondo l'Anci, significa che "il 90-95 per cento delle proprietà ecclesiastiche continua a non pagare". In termini giuridici il "non esclusivamente commerciale" rappresenta un non senso, una barzelletta sul genere di quella famosa della donna incinta "ma appena un poco". Nel secolare diritto civile e tributario italiano il "non esclusivamente" non era mai apparso, un'attività è commerciale o non commerciale.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Il resto è storia recente. Parte la richiesta di chiarimenti da Bruxelles il governo da un lato risponde che la "norma è chiarissima" e dall'altro istituisce una commissione per studiarne le ambiguità, voluta quasi soltanto dal ministro per l'Economia Tommaso Padoa Schioppa, europeista convinto. La relazione sarà consegnata fra pochi giorni, ma circola qualche riservata anticipazione. Il presidente Francesco Tesauro, dall'alto della sua competenza giuridica, difficilmente potrà avvalorare l'assurdità del "non esclusivamente" e quindi sarà inevitabile cambiare la norma. "Qui nessuno, per intenderci, pretende l'Ici dal bar o dal cinema dell'oratorio" commenta il presidente dell'Anci, il sindaco di Firenze Lorenzo Domenici. "Ma dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, in concorrenza con altri, da quelli sì. Abbiamo dato piena autonomia ai singoli comuni per trovare accordi con le curie locali e compilare elenchi attendibili". Ma una leale collaborazione nel separare il grano dal loglio, i templi dai mercati, insomma il culto dal commercio, da parte delle curie non c' è mai stata.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Nel marzo scorso, per far fronte all'espansione del settore, la Cei ha organizzato a Roma un mega convegno intitolato "Case per ferie, segno e luogo di speranza". Gli atti e gli interventi dei relatori, scaricabili dal sito ufficiale della Cei, compongono di fatto un eccellente corso di formazione professionale per operatori turistici, tenuto da esperti del ramo e commercialisti non solo molto preparati ma anche dotati di una capacità divulgativa singolare per la categoria. Una visita al sito è largamente consigliabile a qualsiasi laico titolare di un alberghi, pensioni, bar, ristoranti. Nelle molte e lunghe relazioni, fitte di norme civilistico-fiscali, compare anche l'aspetto spirituale, alla voce swiftiana "Qualche modesto suggerimento per difendervi nel prossimo futuro da accertamenti Ici (anche retroattivi)".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Si ricorda allora che "A) l'ospite deve riconoscere la piena condivisione degli ideali e delle regole di condotta della religione cristiana; B) l'ospite deve impegnarsi a rispettare gli orari di entrata e di uscita; C) la casa per ferie metta a disposizione degli ospiti la propria struttura e personale religioso per un'assistenza religiosa oltre l'annessa cappella" e così via. A parte che a piazza Farnese ci hanno dato subito le chiavi per entrare e uscire quando volevamo, è la Cei stessa a ridurre la vocazione spirituale e dunque "non commerciale" degli alberghi religiosi a un espediente da commercialisti furbi per evitare gli odiati accertamenti. Eppure sono passati duemila anni da quando Gesù rispose ai farisei, il clero dell'epoca, "date a Cesare quel che è di Cesare". Per finire, una precisazione penosa ma necessaria. Da settimane l'informazione cattolica pubblica le tabelle degli stipendi dei preti, bassi come quelli degli operai, per "sbugiardare un'inchiesta fondata sulla menzogna". Ora, i salari dei preti non sono mai stati né saranno oggetto di questa inchiesta. Si può anzi essere d' accordo con gli organi della Cei nel sostenere che i sacerdoti sono una categoria sottopagata rispetto all'impegno profuso nella società.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Per non dire delle suore, alle quali la Cei non versa un euro. Le sorelle brigidine di piazza Farnese, per esempio, si alzano all'alba e lavorano dodici ore al giorno, offrendo agli ospiti una cortesia e una dedizione che non s' imparano alla scuola alberghiera, eppure non avranno mai né uno stipendio né la pensione, a differenza dei preti. Ed è un'altra fonte d' imbarazzo laico dover contribuire con le tasse a un sistema tanto discriminatorio. La questione non sono i 350 milioni per gli stipendi prelevati con l'otto per mille, inventato per questo. Ma gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle missioni di carità, in parte più cospicua dentro una macchina di potere che influenza e condiziona l'economia, la politica, la vita democratica e a volte l'esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la libertà di stampa.&lt;br /&gt;                                                           &lt;!-- do nothing --&gt;                                                     (Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-2809184752217724311?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/v-1x_w-VR6U/gli-alberghi-dei-santi-alla-crociata_25.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/gli-alberghi-dei-santi-alla-crociata_25.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-1992028061322352539</guid><pubDate>Fri, 26 Oct 2007 03:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T20:51:32.972-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">la repubblica</category><title>Bertone contro le inchieste sulla Chiesa."Finiamola con questa storia dei costi"</title><description>Il segretario di Stato vaticano attacca gli articoli di "Repubblica".&lt;br /&gt;"L'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CITTA DEL VATICANO&lt;/b&gt; - "Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società". Il segretario di Stato Tarcisio Bertone, replica con durezza all'inchiesta sui costi dell'ora di religione. "C'è un quotidiano - lamenta - che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;"L'ora di religione è sacrosanta". La conversazione del segretario di Stato con i giornalisti tocca poi la "deriva anticlericale" in Spagna. E su questo Bertone si mostra più prudente: ci sono i vescovi spagnoli che prendono posizione in merito, io non so se sia davvero una proposta di Zapatero o solo una delle righe di un programma elettorale...". Esterna a tutto campo il cardinale, dopo la conferenza stampa sul Concerto di Ennio Morricone e dell'Arma dei Carbinieri che si terrà in Vaticano il prossimo 20 novembre. "Le difficoltà delle famiglie di arrivare alla fine del mese - risponde a un gionalista - sono reali. Mi auguro che le promesse del Governo vengano matenute. Il problema è quello delle risorse limitate, noi chiediamo che siano impiegate a favore della famiglia, dei figli, della solidarietà". Cita i cartelli di protesta che lo hanno accolto all'ospedale pediatrico promosso dal Vaticano (e gestito in convenzione con il Ssn e la Regione Lazio). I dipendenti lamentano il mancato rispetto del contratto di lavoro che prevedeva uno scatto che non è stato ancora erogato: "è un problema reale, in questo momento siamo in problemi difficili sia dal punto di vista regionale che nazionale. Mancano le risorse: non parliamo degli stipendi vaticani. Potessi avere la bacchetta magica farei subito dei miracoli". Gli domandano allora: "secondo lei la crisi politica sfiorata ieri è superata?". Serafico replica: "vediamo se è superata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;utto questo non basta ai giornalisti che lo hanno seguito al "Bambino Gesù" e così il cardinale è "costretto" a parlare anche dei limiti etici della pubblicità. Non gli è piaciuto lo spot del "neonato gay". In proposito Bertone dice: "è una cosa strana, mi sembra che non sia il caso di arrivare a uno spot di quel genere".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;                                                   &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/ora-religione/ora-religione.html" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;LEGGI LE QUATTRO PUNTATE DELL'INCHIESTA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-1992028061322352539?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/wmigObhz6hY/bertone-contro-le-inchieste-sulla.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/bertone-contro-le-inchieste-sulla.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-5161280205501325781</guid><pubDate>Fri, 26 Oct 2007 03:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T20:48:32.463-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">la repubblica</category><title>Religione, il dogma in aula un'ora che vale un miliardo.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L'ultimo dato ufficiale (2001): 650 milioni di stipendi agli insegnanti che nel frattempo sono diventati più di 25mila: di questi 14mila di ruolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La Spagna studia la revisione degli accordi con la Chiesa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;In Italia invece non se ne parla neppure.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Curzio Maltese - La Repubblica) &lt;b&gt;L&lt;/b&gt;'ultima ondata di bullismo nelle scuole ha convinto il governo a istituire dal prossimo anno due ore di educazione civica obbligatoria, chiamata Cittadinanza e Diritti Umani, in ogni ordine d' insegnamento, dalle materne ai licei. Durissima la protesta dei vescovi, che hanno parlato di "catechismo socialista" e invitato le associazioni di insegnanti e genitori cattolici a scendere in piazza e avvalersi dell'obiezione di coscienza. Il presidente del consiglio ha risposto in televisione che, nel rispetto totale della maggioranza cattolica del paese, la laicità dello Stato resta un valore fondante della democrazia e l'educazione civica non è né può essere in competizione con l'ora facoltativa di religioni (cattolica come ebraica, islamica o luterana) già prevista nei programmi. Il premier ha aggiunto di voler confermare i tagli ai finanziamenti delle scuole private cattoliche e non, definiti "un ritorno alla legalità costituzionale" rispetto alla politica del precedente governo di destra. A questo punto forse il lettore si sarà domandato: ma dov' ero quando è successo tutto questo? In Italia. Mentre la vicenda naturalmente si è svolta altrove, nella Spagna del governo Zapatero, otto mesi fa. Il braccio di ferro fra stato laico e vescovi è andato avanti e oggi il governo spagnolo studia addirittura una revisione del Concordato del 1979. Una realtà lontana da noi.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Nelle scuole italiane, più devastate dal bullismo di quelle spagnole, l'ora di educazione civica è abolita nelle primarie e quasi inesistente nelle superiori. Lo Stato in compenso si preoccupa di tutelare il più possibile l'ora di religione, al singolare: cattolica. Quanto ai finanziamenti alle scuole private cattoliche, in teoria vietati dall'articolo 33 della Costituzione ("Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato"), l'attuale governo di centrosinistra, con il ministro Fioroni all'Istruzione, è impegnato al momento a battere i record di generosità stabiliti ai tempi di Berlusconi e Letizia Moratti.&lt;br /&gt;L'ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all'anno. E' la seconda voce di finanziamento diretto dello Stato alla confessione cattolica, di pochi milioni inferiore all'otto per mille. Ma rischia di diventare in breve la prima. L'ultimo dato ufficiale del ministero parla di 650 milioni di spesa per gli stipendi agli insegnanti di religione, ma risale al 2001 quando erano 22 mila e tutti precari. Ora sono diventati 25.679, dei quali 14.670 passati di ruolo, grazie a una rapida e un po' farsesca serie di concorsi di massa inaugurati dal governo Berlusconi nel 2004 e proseguita dall'attuale.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Il regalo del posto fisso agli insegnanti di religione è al centro d' infinite diatribe legali. Per almeno due ordini di ragioni. La prima obiezione è di principio. L'ora di religione è un insegnamento facoltativo e come tale non dovrebbe prevedere docenti di ruolo. Per giunta, gli insegnanti di religione sono scelti dai vescovi e non dallo Stato. Ma se la diocesi ritira l'idoneità, come può accadere per mille motivi (per esempio, una separazione), lo Stato deve comunque accollarsi l'ex insegnante di religione fino alla pensione.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;L'altra fonte di polemiche è la disparità di trattamento economico fra insegnanti "normali" e di religione. A parità di prestazioni, gli insegnanti di religione guadagnano infatti più dei colleghi delle materie obbligatorie. Erano già i precari della scuola più pagati d' Italia. Nel 1996 e nel 2000, con due circolari, i governi ulivisti avevano infatti deciso di applicare soltanto agli insegnanti di religione gli scatti biennali di stipendio (2,5 per cento) e di anzianità previsti per tutti i precari della scuola da due leggi, una del 1961 e l'altra del 1980. Il vantaggio è stato confermato e anzi consolidato con il passaggio di ruolo, a differenza ancora una volta di tutti gli altri colleghi.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;L'inspiegabile privilegio ha spinto prima decine di precari e ora centinaia di insegnanti di ruolo di altre materie a promuovere cause legali di risarcimento. Nel caso, per nulla remoto, in cui le richieste fossero accolte dai tribunali del lavoro, lo Stato dovrebbe sborsare una cifra valutabile fra i due miliardi e mezzo e i tre miliardi di euro. A parte le questioni economiche e legali, chiunque ricordi che cos' era l'ora di religione ai suoi tempi e oggi chiunque trascorra una mattinata nella scuola dei figli non può evitare di porsi una domanda. Vale la pena di spendere un miliardo di euro all'anno, in tempi di tagli feroci all'istruzione, per mantenere questa ora di religione? Uno strano ibrido di animazione sociale e vaghi concetti etici destinati a rimanere nella testa degli studenti forse lo spazio d' un mattino. Pochi cenni sulla Bibbia, quasi mai letta, brevi e reticenti riassunti di storia della religione.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;In Europa il tema dell'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche è al centro di un vivace e colto dibattito, ben al di sopra delle vecchie risse fra clericali e anticlericali. Nello stato più laico del mondo, la Francia, il regista Regis Debray, amico del Che Guevara e consigliere di Mitterrand, a suo tempo ha rotto il monolitico fronte laicista sostenendo l'utilità d' inserire nei programmi scolastici lo studio della storia delle religioni. In Gran Bretagna la teoria del celebre biologo Roger Dawkins ("L'illusione di Dio"), ripresa dallo scienziato Nicholas Humprey, secondo il quale "l'insegnamento scolastico di fatti non oggettivi e non provabili, come per esempio che Dio ha creato il mondo in sei giorni, rappresenta una violazione dei diritti dell'infanzia, un vero abuso", ha suscitato un ricco dibattito pedagogico. Ma è un fatto, sostiene Dawkins, che "noi non esitiamo a definire un bambino cristiano o musulmano, quando è troppo piccolo per comprendere questi argomenti, mentre non diremmo mai di un bambino che è marxista o keynesiano, Con la religione si fa un'eccezione".&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;In Germania, Spagna, perfino nella cattolicissima Polonia di Karol Woytjla, il dibattito non si è limitato alle pagine dei giornali ma ha prodotto cambiamenti nelle leggi e nei programmi scolastici, come l'inserimento di altre religioni (Islam e ebraismo, per esempio) fra le scelte possibili o la trasformazione dell'ora di religione in storia delle religioni comparate, tendenze ormai generali nei sistemi continentali. In Italia ogni timido tentativo di discussione è stroncato sul nascere da una ferrea censura. L'ora di religione cattolica è un dogma. La sola ipotesi di affiancare all'ora di cattolicesimo altre religioni, come avviene in tutta Europa con le sole eccezioni di Irlanda e dell'ortodossa Cipro, procura un immediata patente di estremismo, anticlericalismo viscerale, lobbismo ebraico o addirittura simpatie per Al Quaeda. Quanto ad abolirla, come in Francia, è un'ipotesi che non sfiora neppure le menti laiche.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Gli unici ad avere il coraggio di proporlo sono stati, come spesso accade, alcuni intellettuali cattolici. Lo scrittore Vittorio Messori, per esempio: "Fosse per me cancellerei un vecchio relitto concordatario come l'attuale ora di religione. In una prospettiva cattolica la formazione religiosa può essere solo una catechesi e nelle scuole statali, che sono pagate da tutti, non si può e non si deve insegnare il catechismo. Lo facciano le parrocchie a spese dei fedeli~ Perciò ritiriamo i professori di religione dalle scuole pubbliche e assumiamoli nelle parrocchie tassandoci noi credenti".&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Messori non manca di liquidare anche gli aiuti di Stato alle scuole cattoliche, negati per mezzo secolo dalla Democrazia Cristiana, inaugurati con la legge 62 del 10 marzo 2000 dal governo D' Alema con Berlinguer all'Istruzione, dilagati nel periodo Berlusconi-Moratti (con il trucco dei "bonus" agli studenti per aggirare la Costituzione) e mantenuti dall'attuale ministro Fioroni, con giuramento solenne davanti alla platea ciellina del meeting di Rimini. "Lo Stato si limiti a riconoscere che ogni scuola non statale in più consente risparmio di danaro pubblico e di conseguenza conceda sgravi fiscali. Niente di più".&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;Il cardinale Carlo Maria Martini, da arcivescovo di Milano, aveva dichiarato che l'ora di religione delle scuole italiane doveva ritenersi inutile o anche "offensiva", raccomandando di raddoppiarla e farne una materia seria di studio oppure lasciar perdere. La Cei ha sempre risposto che l'ora di religione è un successo, raccoglie il 92 per cento di adesioni, a riprova delle profonde radici del cattolicesimo in Italia. Ma se la Cei ha tanta fiducia nei fedeli non si capisce perché chieda (e ottenga dallo Stato) che l'ora di religione sia sempre inserita a metà mattinata e mai all'inizio o alla fine delle lezioni, come sarebbe ovvio per un insegnamento facoltativo. Perché chieda (e sempre ottenga) il non svolgimento nei fatti dell'ora alternativa. In molte materne ed elementari romane ai genitori è stato comunicato che i bambini di 5 o 6 anni non iscritti all'ora di religione "potevano rimanere nei corridoi". Prospettiva terrorizzante per qualsiasi madre o padre.&lt;br /&gt;                                         &lt;br /&gt;D' altra parte la sicurezza ostentata dai vescovi si scontra con l'allarme lanciato nella relazione della Cei dell'aprile scorso sul progressivo abbandono dell'ora di religione, con un tasso di rinuncia che parte dal 5,4 delle elementari e arriva al 15,4 per cento delle superiori (con punte del 50 non solo nelle regioni "rosse" come la Toscana o l'Emilia-Romagna ma anche in Lombardia e nelle grandi città), man mano che gli studenti crescono e possono decidere da soli. Alla fine nessun argomento ufficiale cancella il dubbio. L'ora di religione, così com' è, costituisce davvero un insegnamento del catechismo ("che in ogni caso ciascuno si può portare a casa con poche lire" ricordava don Milani) o non piuttosto un altro miliardo di obolo di Stato a san Pietro?&lt;br /&gt;                                                            &lt;!-- do nothing --&gt;                                                     (Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-5161280205501325781?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/b1vZxeYfA7I/religione-il-dogma-in-aula-unora-che.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/religione-il-dogma-in-aula-unora-che.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-2129232973134995565</guid><pubDate>Fri, 26 Oct 2007 03:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-25T20:44:39.823-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">valori</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vaticano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">soldi</category><title>Chiesa, c'è un 8 per mille segreto. Ecco dove finisce un miliardo di euro.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyFikCWI_4I/AAAAAAAACvs/hhzp-2s7OBA/s1600-h/bagnasco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 174px; height: 261px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyFikCWI_4I/AAAAAAAACvs/hhzp-2s7OBA/s320/bagnasco.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125486222168883074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Nove milioni per la campagna pubblicitaria sullo tsunami ma alle vittime va solo un terzo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;E alla fine l' ottanta per cento dei contributi assegnati rimane alla Chiesa cattolica.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La maggior parte dei finanziamenti ai vescovi viene dal fondo che raccoglie i soldi di chi non ha fatto nessuna scelta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Curzio Maltese - La Repubblica) Le campagne dell' "otto per mille" della Chiesa cattolica, che ogni primavera invadono l' etere, Rai, Mediaset e radio nazionali, sono considerate nel mondo pubblicitario un modello di comunicazione. Ben girate, splendida fotografia, musiche di Morricone, storie efficaci, a volte indimenticabili. Chi non ricorda quella del 2005, imperniata sulla tragedia dello tsunami? Lo spot apre su un fragile villaggio di capanne, dalla spiaggia i pescatori scalzi scrutano l' orizzonte cupo. Voce fuori campo: "Quel giorno dal mare è arrivata la fine, l' onda ha trasformato tutto in nulla". Stacco sul logo dell' otto per mille: "Poi dal niente, siete arrivati voi. Le vostre firme si sono trasformate in barche e reti". Zoom su barche e reti. "Barche e reti capaci di crescere figli e pescare sorrisi". Slogan: "Con l' otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti". Un capolavoro. La campagna 2005, affidata come le precedenti alla multinazionale Saatchi &amp;amp; Saatchi, secondo Il Sole 24 Ore è costata alla Chiesa nove milioni di euro. Il triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello tsunami, tre milioni (fonte Cei), lo 0,3 per cento della raccolta. Nello stesso anno, l'Ucei, l' unione delle comunità ebraiche italiane, versò per lo Sri Lanka e l' Indonesia 200 mila euro, il 6 per cento dell' "otto per mille". Un' offerta in proporzione venti volte superiore, in un' area dove non esistono comunità ebraiche.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Gli spot della Chiesa cattolica sono per la maggioranza degli italiani l'unica fonte d'informazione sull' otto per mille. Consegue una serie di pregiudizi assai diffusi. Credenti e non credenti sono convinti che la Chiesa cattolica usi i fondi dell' otto per mille soprattutto per la carità in Italia e nel terzo mondo. Le due voci occupano la totalità dei messaggi, ma costituiscono nella realtà il 20 per cento della spesa reale, come conferma Avvenire, che pubblica per la prima volta il resoconto sul numero del 29 settembre. L' 80 per cento del miliardo di euro rimane alla Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;anto meno gli spot cattolici si occupano d' informare che le quote non espresse nella dichiarazione dei redditi, il 60 per cento, vengono comunque assegnate sulla base del 40 per cento di quanto è stato espresso e finiscono dunque al 90 per cento nelle casse della Cei. Questo compito in effetti spetterebbe allo Stato italiano. Lo Stato avrebbe dovuto illustrare e giustificare ai cittadini un meccanismo tanto singolare di "voto fiscale", unico fra i paesi concordatari.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;In Spagna per esempio le quote non espresse nel "cinque per mille" restano allo Stato. In Germania lo Stato si limita a organizzare la raccolta dei cittadini che possono scegliere di versare l' 8 o 9 per cento del reddito alla Chiesa cattolica o luterana o ad altri culti. Il principio dell' assoluta volontarietà è la regola nel resto d' Europa. Lo Stato italiano lo adotta infatti per il "cinque per mille". Anzi, fa di peggio. Il "cinque per mille" è nato nel 2006 per destinare appunto lo 0,5 dell' Irpef (660 milioni di euro, stima ufficiale delle Entrate) a ricerca e volontariato. Nel primo (e unico) anno hanno aderito il 61 per cento dei contribuenti, contro il 40 dell' "otto per mille": un successo enorme.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Le sole quote volontarie ammontano a oltre 400 milioni. Ma con la Finanziaria del 2007 il governo ha deciso di porre un tetto di 250 milioni al fondo, che si chiama sempre "cinque per mille" ma è ridotto nei fatti a meno del due. Le quote eccedenti verranno prelevate dall' erario. Con una mano lo Stato dunque regala 600 milioni di quote non espresse alla Cei e con l' altra sottrae 150 milioni di quote espresse a favore di onlus e ricerca. Nella stessa pagina del modulo 730 il "voto fiscale" espresso da un cittadino in alto a favore delle chiese vale in termini economici quattro volte il voto nel "cinque per mille". Perché due pesi e due misure? Lo Stato in diciassette anni non ha speso una parola pubblica, uno spot, una pubblicità Progresso, per spiegare il senso, il meccanismo e la destinazione reale dell' otto per mille. Ed è l' unico "concorrente" che ne avrebbe i mezzi, oltre al dovere morale. Gli altri (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio) dispongono di fondi minimi per la pubblicità, peraltro regolarmente denunciati nei resoconti. Mentre la Chiesa cattolica è l' unica a non dichiarare le spese pubblicitarie, riprova di scarsa trasparenza. L' unica voce a rompere il silenzio dello Stato fu nel 1996 quella di una cattolica, come spesso accade, la diessina Livia Turco, allora ministro per la Solidarietà. Turco propose di destinare la quota statale di otto per mille a progetti per l' infanzia povera. Il "cassiere" pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che "lo Stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Fine del dibattito. Oggi Livia Turco ricorda: "Nella mia ingenuità, pensavo che la mia proposta incontrasse il favore di tutti, compresa la Chiesa. L' Italia è il paese continentale con la più alta percentuale di povertà infantile. Al contrario la reazione della Chiesa fu durissima, infastidita, e dalla politica fui subito isolata. Ho vissuto quella vicenda con grande amarezza". La politica non ha mai più osato fare "concorrenza" alla Chiesa cattolica, anzi l' ha favorita con un pessimo uso del fondo. Nel 2004 i media hanno dato grande risalto alla trovata del governo Berlusconi di utilizzare 80 dei 100 milioni ricevuti dall' otto per mille per finanziare le missioni militari, in particolare in Iraq. Degli altri venti milioni, quasi la metà (44,5 per cento) sono finiti nel restauro di edifici di culto, quindi ancora alla Chiesa. La percentuale di "voti" allo Stato italiano è crollata dal 23 per cento del 1990 all' 8,3 del 2006.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;All' atteggiamento remissivo dello Stato italiano ha fatto da contraltare una crescente aggressività da parte delle gerarchie ecclesiastiche e soprattutto dei politici al seguito, cattolici e neo convertiti, nel rivendicare il denaro pubblico. In agosto, quando la commissione europea ha chiesto lumi al governo Prodi sui privilegi fiscali del Vaticano, nell' ipotesi si tratti di "aiuti di Stato" mascherati, l' ex ministro Roberto Calderoli, già protagonista delle battaglie anticlericali della Lega anni Novanta, ha chiesto al Papa di "scomunicare l' Unione Europea". Rocco Buttiglione ha avanzato un argomento in disuso fra gli intellettuali dai primi del '900, ma oggi di gran moda. Secondo il quale i privilegi concessi dalla Stato al Vaticano sarebbero "una compensazione per la confisca dei beni ecclesiastici dello Stato Pontificio". Un revanscismo già sepolto dalla Chiesa del Concilio. Nel 1970 Paolo VI aveva "festeggiato" con la visita in Campidoglio la breccia di Porta Pia: "atto della Provvidenza", una "liberazione" per la Chiesa da un potere temporale che ne ostacolava l' autentica missione. Joseph Ratzinger scrive ne "Il sale della terra": "Purtroppo nella storia è sempre capitato che la Chiesa non sia stata capace di allontanarsi da sola dai beni materiali, ma che questi le siano stati tolti da altri; e ciò, alla fine, è stata per lei la salvezza". La legge 222 del 1985 istitutiva dell' otto per mille, perlopiù sconosciuta ai polemisti, in ogni caso non accenna ad alcuna forma di "risarcimento" per le confische (argomento insensato nell' Italia di vent' anni fa).&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Lo scopo primario della legge di revisione del Concordato fascista del '29 era di garantire un sostituto della "congrua", ovvero lo stipendio di Stato ai sacerdoti. Nei primi anni lo Stato s' impegnava infatti a integrare l' otto per mille, fino a 407 miliardi, nel caso di una raccolta insufficiente per pagare gli stipendi. In cambio il Vaticano accettava che una commissione bilaterale valutasse ogni tre anni l' ipotesi di ridurre l' otto per mille nel caso contrario di un gettito eccessivo. Ora, dal 1990 al 2007, l' incasso per la Cei è quintuplicato e la spesa per gli stipendi dei preti, complice la crisi di vocazioni, è scesa alla metà, dal 70 al 35 per cento. Eppure la commissione italo-vaticana non ha mai deciso un adeguamento. Perché? Senza avventurarsi in filosofia del diritto, si può forse raccontare il percorso di uno dei componenti laici della commissione, Carlo Cardia. Il professor Cardia, insigne giurista di formazione comunista, consigliere di Enrico Berlinguer e Pietro Ingrao, ha esordito da fiero "difensore del diritto negato in Italia all' ateismo" ("Ateismo e libertà religiose", De Donato, 1973).&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Nel 2001 è Cardia a invocare una riduzione dell' otto per mille, in un saggio pubblicato dalla presidenza del consiglio: "Dall' otto per mille derivano ormai alla Chiesa cattolica, meglio: alla Cei, delle somme veramente ingenti, che hanno superato ogni previsione. Si parla ormai di 900-1000 miliardi l' anno di lire. Il livello è tanto più alto in quanto il fabbisogno per il sostentamento del clero non supera i 400-500 miliardi. Ciò vuol dire che la Cei ha la disponibilità annua di diverse centinaia per finalità chiaramente "secondarie" rispetto a quella primaria del sostentamento del clero; e che lievitando così il livello del flusso finanziario si potrebbe presto raggiungere il paradosso per il quale è proprio il sostentamento del clero ad assumere il ruolo di finalità secondaria". Previsione perfetta. "Tutto ciò - concludeva Cardia - porterebbe a vere e proprie distorsioni nell' uso del danaro da parte della Chiesa cattolica; e, più in generale, riaprirebbe il capitolo di un finanziamento pubblico irragionevole che potrebbe raggiungere la soglia dell' incostituzionalità se riferito al valore della laicità quale principio supremo dell' ordinamento". Nel tempo il professor Cardia è diventato illustre collaboratore di Avvenire, il giornale dei vescovi. I suoi temi sono cambiati: l' apologia del rapporto fra i giovani e Benedetto XVI, la lotta ai Dico, l' esaltazione del Family Day.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Ciascuno naturalmente ha il diritto di cambiare idea. Ma è opportuno che, avendole cambiate sul giornale della Cei, continui a far parte di una commissione governativa chiamata a stabilire quanti soldi lo Stato deve versare alla Cei? Nell' ultimo editoriale su Avvenire il professor Cardia tuona contro l' inchiesta di Repubblica, "una delle più colossali operazioni di disinformazione degli ultimi tempi". Senza contestare nel merito un singolo dato, nega con veemenza che la Chiesa costi troppo agli italiani e s' indigna per "l' indecente" accostamento con la "casta". E' lo stesso professor Cardia che il 20 febbraio scorso dichiara in un' intervista: "Io porterei la quota dell' otto per mille al sette, vista l' imponente massa di danaro che smuove. Basti pensare che dall' 84 a oggi nessuno, se non per controversie politiche, vi ha posto mano".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Con le altre confessioni lo Stato è assai meno generoso. In risposta a un' interrogazione dei soliti radicali, nel luglio scorso il ministro Vannino Chiti ha citato come prova della bontà del meccanismo "il fatto che anche i valdesi hanno chiesto e ottenuto le quote non espresse". Chiesto sì, ottenuto mai. Incontro la "moderatrice" della Tavola Valdese, Maria Bonafede, il "Ruini" dei valdesi, nella modesta sede vicino alla Stazione Termini. "Per motivi etici avevamo rinunciato alle quote non espresse, ma nel 2000, visto l' uso che ne faceva lo Stato, le abbiamo chiese. Abbiamo incontrato governi di destra e di sinistra, il vecchio Letta e il nuovo. Ogni volta ci rinviano. Se la ottenessimo oggi, la vedremmo solo nel 2010. Lo Stato anticipa i soldi alla Cei, ma agli altri li versa con tre anni di ritardo".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Ai valdesi sono andati nel 2006 circa 5 milioni 700 mila euro, ma avrebbero diritto a oltre 13 milioni. Il resto lo trattiene lo Stato. La Tavola Valdese usa i soldi dell' otto per mille al 94 per cento per la carità e il rimanente alla pubblicità. I pastori valdesi vivono delle donazioni spontanee. Lo stipendio base, uguale dalla "moderatrice" all' ultimo pastore, è di 650 euro al mese. Maria Bonafede spiega: "I soldi dell' otto per mille arrivano dalla società e vi debbono tornare. Se una Chiesa non riesce a mantenersi con le libere offerte, è segno che Dio non vuole farla sopravvivere".&lt;br /&gt;                                                   &lt;i&gt;                                       &lt;br /&gt;                                                           &lt;!-- do nothing --&gt;                                                     (hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco) &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-2129232973134995565?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/bXtZhc0vNV0/chiesa-c-un-8-per-mille-segreto-ecco.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RyFikCWI_4I/AAAAAAAACvs/hhzp-2s7OBA/s72-c/bagnasco.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/chiesa-c-un-8-per-mille-segreto-ecco.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-7450584730978973849</guid><pubDate>Mon, 22 Oct 2007 20:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-22T13:15:10.061-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omosessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cambiamento</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pedofilia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concilio vaticano II</category><title>Non è più tempo di una Chiesa monolitica.</title><description>di Robert Blair Kaiser.&lt;br /&gt;Siete tutti consapevoli del fatto che la nostra Chiesa è  in crisi, e che, a causa dei nostri attuali problemi, molti cattolici, giovani e  anziani, stanno abbandonando la Chiesa. Secondo i demografi del nostro Paese, i  cattolici rappresentano la prima confessione religiosa negli Stati Uniti. E la  seconda qual è? Quella degli ex cattolici.  Gary Wills, nel suo libro Papal Sins, ha argomentato che la Chiesa è  un’istituzione corrotta, guidata da un’élite più occupata a salvare se stessa  che a servire il popolo di Dio. Non stupisce che la gente abbandoni la Chiesa,  in particolare i giovani, ancora più in particolare le giovani donne, le quali  si rendono conto di essere state relegate ad una cittadinanza di terza classe.  Nei circoli della Chiesa ufficiale, le donne non sono solo membri del laicato,  ma membri difettosi del laicato, visto che non hanno il pene e quindi non  possono essere "immagine di Cristo". Qualsiasi cosa ciò significhi.   Wills ha pubblicato il suo libro nel giugno del 2000. Da  allora, le cose non hanno fatto che peggiorare. Nel gennaio 2002, gli scandali  sessuali hanno cominciato a guadagnare le prime pagine del New York Times. Grazie all’attenzione della  stampa, si sa molto sugli scandali sessuali, sui miseri preti che per decenni  hanno abusato di ragazzini e ragazzine.  Forse non siete ancora a conoscenza degli scandali  finanziari che sono destinati ad eclissare quelli sessuali. A Milwaukee, nel  Wisconsin, un arcivescovo può cercare di mettere a tacere il suo amante gay  ricattatore firmandogli un assegno da 450.000 dollari. Un monsignore in Florida  torna a casa, a Del Rey Beach in Florida, da una lunga vacanza in Irlanda per  affrontare l’accusa di essersi appropriato indebitamente di più di 7 milioni di  dollari della sua parrocchia, nel corso di vent’anni. A Montecito, in  California, una commissione finanziaria parrocchiale scopre che il proprio  pastore ha rubato più di un milione di dollari. Quando ne viene informato il  vescovo, lui silura la commissione finanziaria.  Un ulteriore segno di crisi: i nostri vescovi, che hanno  coperto e continuano a coprire gli scandali sessuali e quelli finanziari, non  capiscono il concetto di responsabilità, almeno non nei confronti delle persone  che sono chiamati a servire. È piuttosto interessante che tale mancanza di  responsabilità nella nostra Chiesa ci offra un’opportunità di correggere il  nostro percorso. Sono qui a dire che coloro che sono indignati per questa Chiesa  statunitense corrotta e in disgregazione non devono abbandonarla. Intendo  dimostrare come possiamo creare una Chiesa del nostro popolo negli Stati Uniti,  pur continuando ad essere buoni cattolici. In che modo? Non cambiando le cose in  cui crediamo, ma esigendo cambiamenti nel modo in cui ci  governiamo. La Chiesa non è sempre stata governata nel modo in cui lo è oggi,  da un capo assoluto che governa in modo assolutista, eletto in una votazione  segreta da 115 cardinali carichi di anni in un conclave. Per i primi sei secoli,  è stato il popolo di Roma a eleggere i suoi vescovi, alla fine chiamati "papi".  Non abbiamo avuto un Mosè cattolico che ha portato giù dal Monte Sinai le  tavolette di granito del diritto canonico. Sono stati gli uomini a inventare il  diritto canonico nel XII e XIII secolo. Gli uomini (e spero le donne) possono  reinventare altre forme di governo più adeguate al nostro tempo e al nostro  luogo. Non ho progettato questo piano tutto da solo. Sono stato  supportato da molti storici e teologi cattolici (la maggior parte a Roma) che  temono di dire in pubblico ciò che in via confidenziale sostengono in privato:  che la Chiesa cattolica statunitense può correggere il tipo di potere assoluto  esercitato in modo assolutista da uomini di Chiesa che non comprendono il  concetto prettamente americano di responsabilità. Nella lingua italiana, non c’è  una parola equivalente a "accountability" (un termine che unisce il concetto di  responsabilità e quello del dover rendere conto a qualcuno di qualcosa,  ndt). È una delle ragioni per cui gli  uomini di Roma (non le donne) continuano a cercare di governare la Chiesa  dall’alto in basso, anche se vivono in una sorta di mondo che va dal basso verso  l’alto.  Pongo questa domanda: i cattolici degli Stati Uniti  devono vivere per sempre in questa sorta di Chiesa monolitica? Nel mio ultimo  libro, A Church in Search of Itself  ("Una Chiesa in cerca di se stessa", ndt), parlo della mia intuizione originaria sul  fatto che la Chiesa non è un monolite. Dopo due viaggi intorno al mondo, in cui  ho osservato le Chiese locali dei cinque continenti, ho trovato una Chiesa unita  in un’unica fede, ma caratterizzata da forme molto diverse a seconda dei diversi  Paesi, e in teoria almeno i burocrati del papa dovrebbero essere soddisfatti di  questa situazione. Mi piace dirlo, perché, dai tempi e a causa del Concilio, la  Chiesa è più cattolica, meno romana. E, se crediamo alle parole di Gesù agli  apostoli sull’autorità, la Chiesa non ha mai voluto essere un monolite. Meno che  mai una monarchia, che è un incidente della storia.  Non penso che la monarchia fosse ciò che Gesù aveva in  mente quando disse agli apostoli che dava loro un nuovo tipo di autorità,  un’autorità di servizio, non di dominio. Nel capitolo 22 di Luca (e in altri  punti dei vangeli sinottici) Gesù dice: "il più grande tra di voi sia come il  più piccolo". Certo, gli apostoli non l’hanno capito subito. Hanno continuato a  discutere su chi fosse "il primo". Ma se analizziamo il discorso di Gesù,  possiamo concludere che la sua Chiesa avrebbe dovuto essere una Chiesa in  ascolto e al servizio, una Chiesa i cui pastori avrebbero dovuto essere in  costante dialogo con il loro popolo, in modo da poterlo servire meglio. Gesù,  che probabilmente osservava da vicino pastori e pecore sulle erbose coline della  sua nativa Galilea, ha gettato luce sul tipo di comunicazione che avrebbe dovuto  esserci tra un vescovo e il suo popolo. Il suo Buon Pastore avrebbe dovuto dire:  "Io conosco le mie pecore, e loro conoscono me". Quanta gente in questa sala conosce il proprio vescovo?  Quanti vescovi in ogni città americana conoscono il loro popolo? Il mio vescovo  di Phoenix, in Arizona, si sottrae al suo popolo di persone e anche al suo  popolo di preti. Ho partecipato ad un pranzo per una raccolta di fondi a Phoenix  per le Catholic Charities. Circa 700  tra le persone che contano a Phoenix erano presenti. Il vescovo non si è fatto  vedere. Conosco un monsignore che di recente è stato mandato a rilevare una  parrocchia in crisi in una periferia di Phoenix. Per sei mesi, non è riuscito a  parlare al telefono con il vescovo. Né il vescovo lo ha chiamato. "Io conosco le  mie pecore e loro conoscono me?". A quanto sembra, non certo a Phoenix. Né in  molte città americane, dove è molto più facile essere ricevuti dal sindaco.   La diversità, cuore della  cattolicità A Baltimora, l’autunno scorso, i vescovi americani si  sono incontrati solennemente in assemblea e hanno ulteriormente dimostrato  quanto siano sordi di fronte alle questioni che preoccupano la maggior parte dei  cattolici. Hanno parlato di controllo delle nascite e di matrimonio omosessuale,  e hanno detto che coloro che praticano il controllo delle nascite (secondo le  stime, circa il 96% delle coppie cattoliche Usa) e coloro che hanno  "un’inclinazione omosessuale" non dovrebbero fare la comunione. Speravano forse  che, minacciandoci, non notassimo ciò che hanno fatto e continuano a fare alla  nostra Chiesa? Sono qui per dire che invece l’abbiamo notato. E che  sempre più voci si stanno unendo per chiedere una Chiesa statunitense, una  Chiesa responsabile e in ascolto in America. Esse ci dicono che la nostra Chiesa  non è abbastanza statunitense. Che è troppo romana e non abbastanza cattolica, e  per "cattolica" intendo universale. La Chiesa non è un monolite. È diversa, in  diverse parti del mondo. Lo è sempre stata e penso che sempre lo sarà,  nonostante sottolineiamo la nostra unità nella fede, accanto alla nostra  diversità culturale.  Ho iniziato a rendermi conto della diversità della Chiesa  quando la rivista Time mi ha mandato  a coprire il Vaticano II nell’autunno del 1962. Durante la prima sessione del  Concilio, ogni giorno ero in piazza san Pietro, dopo le 12, con i miei colleghi  della Stampa Vaticana, in attesa che i 2.200 Padri conciliari uscissero dalla  sessione mattutina, in modo tale da poter parlare con i vescovi e i teologi che  erano al Concilio mentre noi eravamo fuori ad aspettare. Guardavamo queste vere  e proprie Nazioni Unite della Chiesa scendere i gradini di San Pietro, in una  sorta di cascata color porpora. E com’erano diversi tra loro! Visi neri e  olivastri e visi orientali, con la barba, e rubicondi visi irlandesi. Per la  prima volta, avevamo la vivida prova dell’uni-versalità della Chiesa, che è la  sua cattolicità. Una prova più chiara ancora del diverso modo di essere  della Chiesa veniva dalle liturgie conciliari che ogni giorno avviavano i  lavori. Non solo la messa romana in latino, ma le messe celebrate di volta in  volta secondo il rito melkita, bizantino e copto. Questi riti rappresentavano  una parte della Chiesa poco conosciuta (almeno a noi occidentali): le altre 20  Chiese autoctone antiche e moderne (alcune delle quali, come quella caldea, più  antiche di quella cattolica di rito romano), per lo più del Medio Oriente, con  il loro governo, i loro patriarchi, le loro liturgie nelle loro lingue, il loro  clero, sposato o non sposato. Ma tutte Chiese cattoliche bona fide. Il Concilio stesso ha ripudiato la posizione di Leone  XIII che condannava, nel 1899, ciò che lui chiamava Americanismo, l’idea, cioè,  che i cattolici americani potessero introdurre la democrazia nelle strutture  della Chiesa negli Stati Uniti ed essere diversi dalla Chiesa che egli conosceva  a Roma! La lettera di Leone (la chiamò "Pegno di Nostra benevolenza") gettò la  gerarchia Usa in uno stato catatonico: i vescovi si ritirarono in una deferenza  codarda nei confronti di Roma, permettendole di esercitare un crescente  centralismo e (aggiungerei) di imporre un conformismo che non era coerente con  la libertà dal dominio della Chiesa che Cristo predicò durante la sua vita  pubblica. Tom Doyle l’ha detto efficacemente al congresso nazionale  dell’organizzazione Call to Action a  Milwaukee. I capi dei malvagi nel racconto evangelico erano l’antico equivalente  dei cardinali della Chiesa di oggi, gli scribi e i farisei che spadroneggiavano  sul popolo e lo soffocavano con una rete di leggi disumane e di regole che si  supponeva venissero "da Dio". A Gesù questo non piaceva. Infatti, ha detto  Doyle, "L’unica volta in cui Gesù è davvero diventato matto è stata quando è  andato in chiesa". Al Vaticano II, i Padri conciliari scrissero un documento  per un nuovo tipo di Chiesa del popolo, che cercava di rovesciare la vecchia  struttura piramidale. Nel progetto chiamato De  ecclesia (quello che diventò poi uno dei documenti chiave del  Concilio, Lumen gentium) ridefinirono  la Chiesa come Popolo di Dio. Il papa e i vescovi, che occupavano un posto  preminente nel capitolo uno, furono spostati al capitolo tre, e fu dato loro un  nuovo mandato: non di dominare, ma di servire il popolo di Dio. In una serie di  altri documenti, venne sottolineato e risottolineato il fatto che questa avrebbe  dovuto essere una Chiesa del popolo. Non ho tempo di addentrarmi in ognuno di  questi documenti, posso solo citare la decisione del Concilio di restituire la  messa al popolo, passando dalla lingua dell’élite alle lingue vernacolari. I  Padri ne discussero per un mese. L’Ufficio stampa vaticano ci riferì di un  sostanziale equilibrio tra favorevoli e contrari. Immaginate la nostra sorpresa  quando i Padri approvarono la messa nelle lingue vernacolari con una proporzione  di 2.000 contro 200! Caspita! Votando a favore della messa nelle varie lingue  dell’intero pianeta, rendevano la Chiesa meno romana, più cattolica.   I Padri piantarono i semi di un ulteriore cambiamento  creativo quando elaborarono il fondamento teorico per una Chiesa inculturata,  rivisitando 400 anni di imperialismo romano, correggendo la storia della Chiesa  e riscrivendo la sua teologia. Richiamarono alla memoria il XV secolo, quando i  missionari europei arrivarono in Africa e in Asia, imponendo la loro cultura e  la loro lingua sui cosiddetti selvaggi senza Dio. Sostenuti dai soldati  coloniali, e basandosi sulla legge coloniale, insegnarono devozioni coloniali e  una teologia coloniale in chiese coloniali costruite nello stile architettonico  di Lisbona, Parigi e Roma. Ne abbiamo abbastanza, dissero coloro che redigevano  il documento per il Vaticano II. Cristo doveva avere un volto africano in Africa  e asiatico in Asia. Gesù non aveva bisogno di un passaporto. Dai tempi del Vaticano II, le autorità di Roma hanno  cautamente avallato l’inculturazione, soprattutto in Congo. Lì, il clero  congolese locale e il suo popolo hanno dato vita ad una liturgia congolese  locale, con percussioni e danze e messe in ognuno dei numerosi dialetti  congolesi. I cattolici statunitensi possono capire perché gli africani abbiano  bisogno di una Chiesa che sia in sintonia con il modo in cui gli africani  pensano e sentono. Ma pochi hanno pensato a costruire una Chiesa negli Stati  Uniti coerente con il modo in cui la maggior parte degli americani pensa e  sente. Alcuni hanno cercato di farlo all’inizio della storia  degli Stati Uniti. Il primo vescovo americano, John Carroll, fu eletto da un  voto popolare dei preti della nazione nel 1789. E negli anni Venti del XIX  secolo il vescovo di Savannah, in Georgia, John England, scrisse una  costituzione per la sua diocesi che dava al suo popolo voce e diritto di voto.  In seguito, purtroppo, Roma insistette sul diritto di nominare i vescovi di  questo Paese, spesso stranieri scelti per la loro fedeltà a Roma e non per la  loro volontà di servire il popolo, lo stile locale, e quei vescovi stabilirono  un modello per la Chiesa Usa che ha resistito fino ad oggi. Molti vescovi  agiscono come se lavorassero per il papa, e molti preti agiscono come se  lavorassero per i vescovi, e il popolo-popolo è lasciato a pregare, pagare e  tacere. Che cosa possiamo fare? Nulla, dicono alcuni,  considerando la stretta mortale di Roma sull’America da 200 anni a questa parte  e l’abituale, quasi automatico sospetto da parte del Vaticano stesso verso  qualsiasi tipo di cambiamento. Altri sostengono che potremmo ribellarci,  seguendo l’esempio dei Padri fondatori americani. Ma noi sosteniamo che non è  necessario andare verso uno scisma formale o di fatto. Dobbiamo semplicemente  convincere i vescovi (mai sottovalutare il potere dell’opinione pubblica…) ad  inculturare il Vangelo negli Usa, creando una Chiesa americana autoctona  moderna, sul modello dei maroniti, dei melchiti, dei bizantini, dei copti e di  altre sedici Chiese autoctone del Medio Oriente. "Autoctono" è un parolone greco che esprime un concetto  più semplice di quanto sembri. "Autoctono" non significa "autonomo". Significa  cresciuto in casa, tessuto in casa, fatto in casa. Significa  "vero". La Chiesa degli Stati Uniti può diventare una Chiesa moderna e  autoctona? Non è impensabile. Nel 1925, il cardinale belga Mercier, un pioniere,  propose che la Comunione anglicana tornasse unita a Roma come Chiesa autoctona,  con il suo clero sposato e la sua liturgia inglese. Mercier era avanti sui  tempi. Ora, poco più di 70 anni dopo, si parla più spesso di autoctonia. I  vescovi indonesiani hanno rivendicato una Chiesa autoctona in Indonesia al  Sinodo per l’Asia di Roma nel 1998, in base al principio che Roma non aveva "né  la conoscenza né la competenza" per prendere decisioni pastorali in Indonesia.  Nel 2001, ad un altro sinodo a Roma, i vescovi indonesiani hanno chiesto un  nuovo concilio ecumenico che potesse lanciare la radicale decentralizzazione  insita nel concetto di autoctonia. "Solo allora – hanno detto – potremmo essere  liberi di proclamare il Vangelo". Poco dopo il Vaticano II, un teologo di nome Joseph  Ratzinger suggerì che il futuro della Chiesa, in particolare nelle terre di  missione, potesse trovarsi nell’autoctonia. Giovanni Paolo II disse una volta  che anche lui avrebbe considerato l’ipotesi di approvare nuove Chiese autoctone  nelle terre di missione. Forse pensava alla Cina, dove voleva così fortemente  che la Chiesa cattolica fosse riconosciuta, da essere pronto a pagare il prezzo  di Pechino, il diritto di nominare nuovi vescovi. Se Benedetto XVI lo farà, darà  alla Chiesa in Cina un provvedimento di autoctonia. Potrebbe anche approvare l’autoctonia negli Stati Uniti,  se solo comprendesse che sarebbe un modo (l’unico) per rendere la Chiesa  americana di nuovo credibile e contrastare così la straordinaria emorragia di  giovani, in particolare di giovani donne, da una Chiesa che si trova bloccata,  per esempio, in una teoria del ministero che impedisce a metà dei suoi membri  l’accesso al sacerdozio in un’epoca in cui vi è una drammatica carenza di  preti. Senza chiedere permesso  Oso dire, tuttavia, che non dobbiamo aspettare  l’appro-vazione del Vaticano per procedere nell’autoctonia. Secondo me, i  vescovi indonesiani hanno fatto un errore fatale nel chiedere il permesso di  creare una Chiesa autoctona. Avrebbero dovuto "farlo e basta". La Chiesa di Roma  avrebbe forse dichiarato la Chiesa indonesiana scismatica solo perché aveva  bisogno di creare una Chiesa cattolica indonesiana in Indonesia? Nell’arcipelago  indonesiano, uno dei Paesi più grandi del mondo? Ne dubito. Qualche volta, come  ho imparato quando ero novizio nella Compagnia di Gesù, è meglio chiedere il  perdono che il permesso. Allora, come possiamo creare una Chiesa cattolica Usa? Il  diritto canonico prevede un processo per la ristrutturazione, da parte dei  cattolici, del loro governo in ogni nazione. Si chiama Sinodo regionale o  nazionale. La Chiesa americana ne ha avuti tre nel XIX secolo, il primo, secondo  e terzo Concilio di Baltimora, in cui i delegati, tutti vescovi, non laici,  stabilirono norme per i cattolici americani. Il diritto canonico aggiornato ora  afferma, tuttavia, che un Sinodo nazionale può comprendere non-vescovi fino al  50% dei delegati. Se questi delegati fossero eletti dai cattolici in ogni Stato  e rivendicassero un ruolo attivo, il Sinodo potrebbe assumere il carattere di  una assemblea costituzionale, e i delegati potrebbero redigere una carta per la  Chiesa del popolo. I delegati sicuramente discuterebbero sui singoli aspetti  della carta, come fecero i Padri fondatori di questo Paese nell’Assemblea  costituente del 1787. Ci vollero tre interi mesi di discussioni roventi per  scrivere la Costituzione degli Stati Uniti. E anche così non fu perfetta.  Dovettero tornarci sopra e scrivere dieci emendamenti, che noi oggi chiamiamo  Carta dei Diritti. E nemmeno allora tutto filò liscio. I Padri fondatori non  affrontarono con giustizia la questione della schiavitù, e questo determinò una  febbre razzista che non abbiamo ancora eliminato. Se i delegati di un quarto Concilio di Baltimora  volessero guidare una Chiesa del e per il popolo, potrebbero seguire il modello  costituzionale americano, con un ramo esecutivo, uno legislativo e uno  giudiziario. Potrebbero convocare l’elezione popolare di due organi  parlamentari: un Senato dei vescovi e una Camera dei comuni, un presidente (o un  consiglio esecutivo) eletto, e un giudiziario nominato con il consiglio e il  consenso di entrambi gli organi. Radicale? Sì, radicale viene dalla parola latina  radix, radice. Tale cambiamento nel  modo di governarci (non un cambiamento in ciò in cui crediamo) va alla radice  dei nostri problemi. Rivoluzionario? Sì, anche rivoluzionario. Siamo americani  fieri del fatto che il nostro Paese abbia avuto inizio con una rivoluzione. Ma  che cosa può spingere i vescovi (e il papa) ad aprire le porte ad una  rivoluzione radicale nella Chiesa statunitemse come questa? Noi. Noi, il popolo,  possiamo farlo, se e quando raggiungeremo un punto critico, una massa critica di  opinione pubblica. Se è abbastanza massiccia, l’opinione pubblica può far cadere  i governi dalla sera alla mattina. E non c’è bisogno che sia massiccia fino a questo punto.  Gli esperti in dinamiche di gruppo affermano che già il 5% della popolazione è  sufficiente a creare una pressione pubblica in grado di smuovere anche i governi  dittatoriali. È stata forse l’intera popolazione di Manila (otto milioni circa  di persone) a marciare contro il presidente Ferdinando Marcos obbligandolo a  fuggire dalle Filippine nel 1983? No. Appena il 5% di essa, 400.000 persone, ha  marciato in Avenida Epifanio de los Santos, una grande arteria nell’area  metropolitana di Manila, mentre i militari di Marcos stavano da parte, senza  sparare nemmeno un colpo. Abbiamo con modestia dichiarato, qui, che i cattolici  degli Stati Uniti hanno il potere di dare vita a una rivoluzione radicale nella  Chiesa americana. Ciò di cui abbiamo più bisogno è comprendere che non siamo  soli. Prima che inizi la rivoluzione, dobbiamo sapere chi siamo, quanti siamo, e  dove vogliamo andare. Ecco perché dovete visitare il sito  www.takebackourchurch.org e firmare a favore della rivoluzione. Se riprenderci  la nostra Chiesa è una buona idea, se cioè, è ispirata dallo Spirito Santo, ce  lo farà sapere. Se non lo è, cadrà nel vuoto. Ma dobbiamo fare la nostra parte.  Nel 1978 Giovanni Paolo II si recò a Varsavia, in Polonia, e disse a milioni di  polacchi "Potete riprendervi il vostro Paese se lo chiedete!". Noi stiamo  dicendo la stessa cosa. "Possiamo riprenderci la nostra Chiesa, se lo  chiediamo". È tempo di impadronirci della cittadinanza nella nostra Chiesa con  una voce ed un voto.  Queste parole potrebbero spaventare alcuni cattolici  americani. Se è così, bene. È tempo, nella nostra Chiesa in frantumi, di  spaventarsi seriamente, e questo sentimento ci scuoterà spingendoci ad agire  come fecero i nostri Padri fondatori quando scrissero la Dichiarazione di  indipendenza, e decisero di combattere con moschetto e palla di cannone. Noi,  però, non stiamo parlando di una rivoluzione violenta. Non scriveremo nemmeno  una Dichiarazione di Indipendenza. Scriveremo una Dichiarazione di Autoctonia,  che lancerà la sfida al nostro popolo-clero e al nostro popolo-popolo affinché  elabori una costituzione per la Chiesa americana che accantoni con cautela i  legalismi codificati nel diritto canonico, romanizzati, caratterizzati dal  segreto, limitati, culturalmente condizionati, per tornare a un tipo di Chiesa  di servizio, prefigurata al Vaticano II. Non vogliamo uno scisma né stiamo lanciando una sfida  alla fede che abbiamo o alla fede che esprimiamo a Messa nel Credo niceno. Non  stiamo nemmeno promuovendo il rovesciamento dei nostri vescovi. Vorremmo amare i  nostri vescovi, perché è proprio la loro presenza a dirci che siamo parte di una  tradizione che risale agli uomini che per primi seguirono Gesù, gli apostoli.  Vogliamo soltanto che siano ciò che Gesù voleva che fossero: vescovi servi, non  vescovi signori, in un mondo che ha bisogno del messaggio salvifico del Vangelo  ora, oggi, più che mai. (da www.adista.it)&lt;br /&gt;________________________&lt;br /&gt;Robert Blair Kaiser (nato nel 1930) è uno scrittore e giornalista, meglio conosciuto per la sua  scrittura sulla Chiesa  cattolica. As a correspondent for Time  Magazine ,  he won the Overseas  Press Club’s Ed  Cunningham Award in 1962 for the "best magazine reporting from  abroad" for his reporting on the Second  Vatican Council [1] Come corrispondente di Time  Magazine ha vinto la  Overseas Press Club’s Ed Cunningham Award nel 1962 per il "miglior rivista  segnalazione dall’estero" per la sua segnalazione sul Concilio Vaticano II. Egli  è il redattore capo della linea ufficiale, Just Good Company.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-7450584730978973849?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/YCjktoQAhFE/non-pi-tempo-di-una-chiesa-monolitica.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/non-pi-tempo-di-una-chiesa-monolitica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-833367244684849109</guid><pubDate>Sun, 14 Oct 2007 20:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-14T13:07:41.251-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">napoli</category><title>Il Papa a Napoli. La Jervolino: «Il Papa ci darà coraggio, coraggio, coraggio».</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxJ2f7rsf9I/AAAAAAAABx8/KPNhXfEIC64/s1600-h/rosetta-gioca.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxJ2f7rsf9I/AAAAAAAABx8/KPNhXfEIC64/s320/rosetta-gioca.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121286017242660818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;Iervolino: non siamo ricchi ma il  Pontefice ci trasmetterà fiducia e saprà esaltare le qualità della nostra  città.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(Luigi Roano Il Mattino) «Coraggio, coraggio, coraggio. Mi  aspetto che il suo arrivo dia coraggio a Napoli, ai napoletani, a tutti noi».  Ecco cosa il sindaco Rosa Iervolino si attende dalla &lt;strong&gt;visita  &lt;/strong&gt;di papa Benedetto XVI che arriverà tra due domeniche, il 21. Ormai  siamo già in piena vigilia e l’attesa per il pontefice è febbrile. Del resto  quello sarà il giorno clou del meeting interreligioso promosso dalla Curia  napoletana e dalla Comunità di Sant’Egidio che comincerà proprio il 21 e si  concluderà il 23. «Posso immaginare - spiega il sindaco - che il Pontefice si  ricordi che non siamo una città ricca dal punto di vista economico, ma che lo  siamo culturalmente ed umanamente. Quindi è giusto che emerga il buono di Napoli  e siano isolate quelle nicchie di violenza». Il primo cittadino sottolinea come  la visita di Papa Ratzinger assume un significato di fiducia ed incoraggiamento  considerando che avviene all’interno di un più ampio appuntamento di preghiera  per la pace. «È giusto pregare per la pace pensando a tutti quei Paesi in guerra  e dove sono in atto guerre civili, come la Birmania». L’arrivo del Papa per i  napoletani è un evento non nuovo, ma comunque attesissimo e ricco di aspetti  tipicamente collegati alla fede ma anche al folklore. L’arte di arrangiarsi - si  sa - è una caratteristica locale e in queste ore in molte fabbrichette più o  meno regolari si stanno stampando bandiere con i colori del Vaticano e gadget  che ricorderanno la visita di Benedetto XVI. Una attività molto intensa  soprattutto nei quartieri più popolari della città. La macchina organizzativa si  è messa in moto, in città arriveranno delegazioni da tutto il mondo, anche  nazioni segnate dalle guerre si ritroveranno nella stessa piazza. Il Santo Padre  arriverà il 21 mattina alla Stazione marittima. Intorno alle 9 dovrebbe  atterrare in elicottero, poi la recita dell’Angelus in piazza Plebiscito alle  10. Successivamente tappa al salone del Seminario Arcivescovile in viale Colli  Aminei. Benedetto XVI si recherà poi alla Cappella del Tesoro di San Gennaro per  la venerazione delle reliquie del Santo Patrono. Infine ritorno alla Stazione  marittima e partenza per il Vaticano. Otto ore durerà la visita del Papa, otto  ore che però stanno già facendo trepidare di attesa i fedeli. Napoli si  presenterà agli occhi dei visitatori come capitale delle religioni, la città  sarà al centro dell’attenzione internazionale così come è toccato l’anno scorso  a Washington e prima ancora a Lione, Milano, Barcellona e Lisbona, solo per  citare alcune delle città che hanno ospitato l’evento. Trecento i delegati delle  più diverse confessioni religiose, si tratta del più grande appuntamento  mondiale dell’anno sotto il segno del dialogo. Organizzare l’evento non è  semplice e Palazzo San Giacomo sta lavorando sodo d’intesa con la Curia. Per  assistere alla Santa Messa sono arrivate 52mila richieste per la prenotazione  dei biglietti e fino al 19 gli organizzatori stimano che ce ne saranno altre  53mila per un totale di 105mila presenze. Ma i posti a disposizione non andranno  oltre i 20.800. Sul palco, per autorità e schola cantorum, spazio per 1500, con  il coro che ne occuperà da solo 400. La piazza verrà suddivisa in 16 settori per  7.800 posti a sedere e 10 settori per 13.000 posti in piedi, totale appunto  20.800. Numero preciso e non flessibile perché per accedere alla piazza sarà  necessario essere in possesso di un biglietto che segnalerà anche il colore del  settore di destinazione. Per ovviare alla differenza posta dalla capienza della  piazza rispetto alle richieste verranno posti vari maxischermi lungo il percorso  del corteo papale e la celebrazione verrà trasmessa in diretta su  Raiuno.&lt;br /&gt;-----&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxJ207rsf-I/AAAAAAAAByE/CI6tdemNZFc/s1600-h/papa-benedicente.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 241px; height: 160px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxJ207rsf-I/AAAAAAAAByE/CI6tdemNZFc/s320/papa-benedicente.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121286378019913698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;IL  PIANO SICUREZZA &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Percorso blindato sul lungomare  &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vigilia di intenso lavoro per il piano sicurezza del  meeting interreligioso dove non mancano i distinguo e le differenze. Alla  Iervolino non piace la zona rossa. Però ieri al termine di una giornata  abbastanza tesa sull’asse Prefettura-Palazzo San Giacomo la decisione adottata  dalle forze dell’ordine per l’evento dal richiamo mondiale va in quella  direzione. «Via Partenope sarà chiusa per tre quarti - spiega l’assessore al  Traffico Gennaro Mola - dal Borgo Marinari all’hotel Excelsior, in quello spazio  saranno messe fioriere e dissuasori di cemento armato. Resterà disponibile una  sola corsia per il transito di auto e pedoni. Il piano partirà alle 18 del  giorno 19 e terminerà alle 13 del 24». Insomma una sorta di «mini zona rossa».  Che ricorda a tratti quella del G7. Basta pensare che il percorso del Papa sarà  transennato e anche dove Benedetto XVI non passerà - cioè via Roma e il centro  storico - ci saranno transenne e percorsi obbligati per i pedoni. Misure che le  forze dell’ordine ritengono necessarie per lo svolgimento dell’evento in  serenità. Vista la recrudescenza criminale di queste ore in città e il  concentrarsi di tanti capi religiosi è chiaro che ogni precauzione è lecita.  Mancano ancora 10 giorni al meeting e quindi non sono esclusi nuovi cambiamenti.  Ma se ci saranno si andrà a rafforzare quanto già stabilito. I controlli nei  punti critici saranno moltiplicati: Capodichino, Beverello e Mergellina, gli  svincoli autostradali ma anche tutte le zone maggiormente popolate da immigrati.  Il piano del resto è già partito viste le bonifiche in atto, tutto dovrà essere  perfettamente oleato almeno due giorni prima del 21, quando cominceranno ad  arrivare le delegazioni. Il Comune mette in campo ben 600 volontari della  Protezione civile e in queste ore si sta facendo opera di raccordo con molte  associazioni cattoliche che aiuteranno le varie security nella gestione della  città e dei pellegrini. lu.ro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-833367244684849109?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/-9qRwWygL8M/il-papa-napoli-la-jervolino-il-papa-ci.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxJ2f7rsf9I/AAAAAAAABx8/KPNhXfEIC64/s72-c/rosetta-gioca.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/il-papa-napoli-la-jervolino-il-papa-ci.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-3276385548485097913</guid><pubDate>Sun, 14 Oct 2007 13:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-14T06:27:35.696-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vaticano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">soldi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">preti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">suore</category><title>Gli alberghi dei santi alla crociata dell’ICI.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxIY5brsfnI/AAAAAAAABvM/XtX_TH0M7Uk/s1600-h/piazza_farnese.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxIY5brsfnI/AAAAAAAABvM/XtX_TH0M7Uk/s400/piazza_farnese.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121183101236313714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La chiesa non paga l’imposta sui fabbricati appellandosi a una legge del ‘92 ma la Cassazione la giudica illegittima e l’UE ha messo l’Italia sotto processo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Curzio Maltese . La Repubblica) Una terrazza da sogno sul cuore della Roma barocca, sormontata dal campanile di Santa Brigida, con vista sull’ambasciata francese e perfino sull’attico di Cesare Previti. È soltanto uno dei vanti dell’albergo delle Brigidine in piazza Farnese, «magnifico palazzo del ‘400» si legge nel depliant dell’hotel, classificato con cinque stelle nei siti turistici, caldamente consigliato nei blog dei visitatori, soprattutto dagli americani, per il buon rapporto qualità prezzo e l’accoglienza delle suore.&lt;br /&gt;«Parlano tutte l’inglese e possono procurare lasciapassare gratis per le udienze del Papa» scrive un’ entusiasta ospite da Singapore sul portale Trip Advisor («leggi le opinioni e confronta i prezzi»). L’unico problema, avvertono, è trovare posto. Sorto intorno alla chiesa di Santa Brigida, quasi sempre vuota, l’albergo è invece sempre pieno . Prenotarsi però non è difficile. Basta inviare una email a www.isfitutireligiosi.org, il portale che raccoglie un migliaio di case albergo cattoliche in Italia, con il progetto di pubblicarle tutte nei prossimi mesi e «raggiungere accordi con i grandi tour operator stranieri per il lancio sul mercato internazionale». Oppure si può cliccare direttamente su brigidine.org, il sito ufficiale dell’ordine religioso fondato da Santa Brigida di Svezia, straordinaria figura di mistica e madre di otto figli, fra i quali un’altra santa, Caterina. Una notizia che in realtà dall’homepage delle brigidine non si ottiene. La biografia della fondatrice occupa solo poche righe. In compenso si trovano minuziosi dettagli sulla catena di alberghi («case religiose») gestiti dalle brigidine in 19 paesi, una specie di Relais &amp;amp; Chateux di gran fascino, per esempio il magnifico chiostro dell’Avana Vecchia, inaugurato da Fidel Castro in persona. Il prezzo di una camera a piazza Farnese è di 120 euro per la singola, 190 per la doppia, compresa colazione, maggiorato del tre per cento se si paga con carta di credito.&lt;br /&gt;La Casa di Santa Brigida, quattromila metri nella zona più cara di Roma, più lo sterminato terrazzo, ha un valore di mercato di circa 60 milioni di euro ma è iscritto al catasto romano nella categoria “convitti”. E non paga una lira di lei.&lt;br /&gt;Ogni anno i comuni italiani perdono secondo gli studi dell’Alici («basati su dati catastali lontani dal valore di mercato reale») oltre 400 milioni di euro a causa di un’esenzione fiscale illegittima e contraria alle norme europee sulla concorrenza. A questa stima vanno aggiunti gli immobili considerati unilateralmente esenti da sempre e mai dichiarati ai comuni, per giungere ad un mancato gettito complessivo valutato vicino al miliardo di euro annuali. Sarebbe più esatto dire che la perdita è per i cittadini italiani, perché poi i comuni i soldi mancanti li prendono dalle solite tasche. L’Avvenire, organo della Cei, ha scritto che bisogna smetterla di parlare di privilegio poiché esiste una legge di esenzione fin dal 1992. «.Un regime che non aveva mai dato problemi fino al 2004» conclude. È vero. Ma ha dimenticato di aggiungere che il “problema” insorto è la correzione della Corte di Cassazione. Un problema non da poco in uno stato di diritto. Al quale si è aggiunto quest’ anno un altro problemino. anticipato da “Repubblica”, l’inchiesta della commissione europea sull’intero settore dei lavori fiscali alla chiesa cattolica italiana, nell’ipotesi di “aiuti di Stato” mascherati. Con gran scandalo di alcune lobby parlamentari che hanno invocato la mano del papa contro Bruxelles.&lt;br /&gt;Piccola storia della controversia. La legge del ‘92 sulle esenzioni dall’ICI è stata giudicata illegittima dalla Cassazione, che nel 2004 l’ha così corretta: sono esenti dall’Ici soltanto gli immobili che «non svolgono anche attività commerciale». La sentenza come la precedente esenzione, si applicava a tutti i soggetti interessati. Oltre alle proprietà ecclesiastiche, non solo cattoliche, anche alle Onlus, ai sindacati, ai partiti, alle associazioni sportive e cosi via.&lt;br /&gt;Ma l’unica reazione furibonda è arrivata dalla Cei: «Una sentenza folle». Perché? Forse perché è l’unico fra i soggetti interessati a possedere un impero commerciale: alberghi, ristoranti, cinema, teatri,librerie, negozi. «Il fenomeno ha avuto un’impennata prima del Giubileo» spiegano i tecnici dell’ Anci «ma negli ultimi dieci anni . espansione commerciale degli enti religiosi è impressionante». Una parte della montagna di soldi pubblici(3500miliardi di lire) stanziati per il Giubileo del 2000, più quote consistenti dell’otto per mille sono finite in questi anni in ristrutturazioni immobiliari che hanno trasformato conventi, collegi e ostelli in moderne catene alberghiere. Un po’ ovunque, come a piazza Farnese, le chiese si svuotano ma gli hotel religiosi si riempiono. Le ragioni non mancano: sono belli, ben gestiti, concorrenziali nei prezzi e possono far leva su una capillare rete di propaganda. La chiesa cattolica è oggi uno dei più potenti broker nel turismo mondiale, primo settore per crescita dell’economia. Si calcola che quaranta milioni di presenze all’anno per l’Italia e verso i luoghi di culto (Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorije…). In cima alla piramide organizzative, si trova la ORP (Opera Romana Pellegrinaggi), alle dipendenza del Vicariato di Roma e quindi della Santa Sede. L’attività è in larga misura esentasse, lCI a parte.&lt;br /&gt;Sì capisce che la Cei di Ruini si sia mossa contro la «folle sentenza»,fonte di danni incalcolabili». Fino a ottenere dal governo Berlusconi il colpo di spugna per decreto. Un decreto che rovesciava la Cassazione e ripristinava l’esenzione totale dall’ICI per le proprietà ecclesiastiche, «a prescindere» (alla Totò) da ogni eventuale uso commerciale. E’ l’autunno 2005 e Berlusconi anticipa nei fatti alla Cei l’abolizione dell’Ici che sei mesi più tardi, all’ultimo minuto di campagna elettorale, avrebbe soltanto promesso a tutti gli altri italiani.&lt;br /&gt;Fu un’esplosione di gioia—si legge nel sito della Cei — “cin, cin”, brindisi, congratulazioni, gratitudine per tutti coloro che si erano adoperati per l’approvazione di tali norme».&lt;br /&gt;Passate le elezioni, alla nuova maggioranza si è riproposto il nodo dell’illegittimità della norma, sollecitata dai rilievi della Commissione Europea. E il governo Prodi l’ha risolto nel più ipocrita dei modi. Con un cavillo inserito nei decreti Bersani, vengono esentati dall’Ici gli immobili che abbiano uso «non esclusivamente commerciale». In pratica, secondo l’Anci, significa che «il 90 - 95 per cento delle proprietà ecclesiastiche continua a non pagare». In termini giuridici il «non esclusivamente commerciale» rappresenta un non senso, una barzelletta sul genere di quella famosa della donna incinta «ma appena un poco». Nel secolare diritto civile e tributario italiano il «non esclusivamente» non era mai apparso, un’attività è commerciale o non commerciale. Il resto è storia recente. Parte la richiesta di chiarimenti da Bruxelles il governo da un lato risponde che la «norma è chiarissima»e dall’altro istituisce una commissione per studiarne le ambiguità, voluta quasi soltanto dal ministro per l’Economia Tommaso Padoa Schioppa, europeista convinto. La relazione sarà consegnata fra pochi giorni, ma circola qualche riservata anticipazione. Il presidente Francesco Tesauro, dall’alto della sua competenza giuridica, difficilmente potrà avvalorare l’assurdità del «non esclusivamente» e quindi sarà inevitabile cambiare la norma.&lt;br /&gt;«Qui nessuno, per intenderci, pretendete dal bar o dal cinema dell’oratorio» commenta il presidente dell’Anci. il sindaco d Firenze Lorenzo Domenici. Ma dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, in concorrenza con altri, da quelli si. Abbiamo dato piena autonomia ai singoli comuni per trovare accordi con le cune locali e compilare elenchi attendibili». Ma una leale collaborazione nel separare il grano dal loglio, i templi dai mercati, insomma il culto dal commercio, da parte delle curie non c’è mai stata.&lt;br /&gt;Nel marzo scorso, per far fronte all’espansione del settore, la Cei ha organizzato a Roma un mega convegno intitolato«Case per ferie, segno e luogo di speranza». Gli atti e gli interventi dei relatori, scaricabili dal sito ufficiale della Cei, compongono di fatto un eccellente corso di formazione professionale per operatori turistici, tenuto da esperti del ramo e commercialisti non solo molto preparati ma anche dotati di una capacità divulgativa singolare per la categoria. Una visita al sito è largamente consigliabile a qualsiasi laico titolare di un alberghi, pensioni, bar, ristoranti. Nelle molte e lunghe relazioni, fitte di norme civilisticofiscali, compare anche l’aspetto spirituale, alla voce swiftiana «Qualche modesto suggerimento per difendervi nel prossimo futuro da accertamenti ICI (anche retroattivi)». Si ricorda allora che «A) l’ ospite deve riconoscere la piena condivisione degli ideali e delle regole di condotta della religione cristiana; B) l’ospite deve impegnarsi a rispettare gli orari di entrata e di uscita; C) la casa per ferie metta a disposizione degli ospiti la propria struttura e personale religioso per un’assistenza religiosa oltre l’annessa cappella» e così via. A parte che a piazza Farnese ci hanno dato subito le chiavi per entrare e uscire quando volevamo, è la Cei stessa a ridurre la vocazione spirituale e dunque «non commerciale» degli alberghi religiosi a un espediente da commercialisti furbi per evitare gli odiati accertamenti. Eppure sono passati duemila anni da quando Gesù rispose ai farisei, il clero dell’ epoca, «date a Cesare quel che è di Cesare». Per finire, una precisazione penosa ma necessaria.&lt;br /&gt;Da settimane l’informazione cattolica pubblica le tabelle degli stipendi dei preti, bassi come quelli degli operai, per «sbugiardare un’inchiesta fondata sulla menzogna». Ora. i salari dei preti non sono mai stati né saranno oggetto di questa inchiesta. Si può anzi essere d’accordo con gli organi della Cei nel sostenere che i sacerdoti sono una categoria sottopagata rispetto all’impegno profuso nella società. Per non dire delle suore, alle quali la Cei non versa un euro. Le sorelle brigidine di piazza Farnese, per esempio, si alzano all’alba e lavorano dodici ore al giorno, offrendo agli ospiti una cortesia e una dedizione che non s’imparano alla scuola alberghiera, eppure non avranno mai né uno stipendio né la pensione, a differenza dei preti. Ed è un’altra fonte d’imbarazzo laico dover contribuire con le tasse a un sistema tanto discriminatorio. La questione non sono i 350 milioni per gli stipendi prelevati con l’otto per mille, inventato per questo. Ma gli altri quattro miliardi che vanno altrove, in parte certo alle missioni di carità, in parte più cospicua dentro una macchina di potere che influenza e condiziona l’economia, la politica, la vita democratica e a volte l’esercizio dei diritti costituzionali, fra i quali la libertà di stampa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-3276385548485097913?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/lAvp0jhjs5k/gli-alberghi-dei-santi-alla-crociata.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RxIY5brsfnI/AAAAAAAABvM/XtX_TH0M7Uk/s72-c/piazza_farnese.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/gli-alberghi-dei-santi-alla-crociata.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-109418151726293236</guid><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-10T09:58:10.900-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">valori</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><title>La Chiesa ci insegna a guardare la tv,</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rw0EWN-tLTI/AAAAAAAABcM/gFKUvym84Fc/s1600-h/vetrata.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 151px; height: 186px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rw0EWN-tLTI/AAAAAAAABcM/gFKUvym84Fc/s320/vetrata.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119753131146423602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come ritagliarsi una giusta “dieta televisiva”&lt;/span&gt; &lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;b&gt;Intervista al prof. Armando Fumagalli sulle fiction televisive&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;(Zenit.org) La televisione? Sì, però con criterio. Il prof.  Armando Fumagalli, Direttore del Master in Scrittura e produzione per la fiction  e il cinema presso l’Università Cattolica di Milano, spiega a ZENIT come aiutare  gli spettatori a districarsi all'interno del palinsesto  televisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fumagalli è coautore insieme a Chiara Toffoletto del volume  &lt;i&gt;Scegliere la Tv. Una mappa ragionata da “Affari tuoi” a “Wink Club”&lt;/i&gt;  (Edizioni Ares, Milano, 424 pagine, 18 Euro), un libro pubblicato recentemente  che raccoglie una riflessione critica sui programmi della televisione.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La  mappa intende aiutare ad orientarsi sui modelli di vita e sui valori di cui i  programmi Tv si fanno portatori, e a scovare il meglio e il peggio di quanto va  in onda.&lt;br /&gt;L'opera riporta circa 130 schede ed è frutto di più di 8.000 ore  di televisione monitorate da uno staff di giovani professionisti del settore,  formatisi presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La buona  televisione esiste. Dov'è? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fumagalli: La buona televisione va  un pò cercata nelle pieghe del palinsesto. L'aiutare gli spettatori a trovarla  era uno degli obiettivi che ci siamo posti in questo libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo la  buona televisione non sempre si trova negli orari di maggior ascolto. Ci sono  buoni programmi la mattina alle otto o la sera a mezzanotte come "La storia  siamo noi" di Giovanni Minoli, come "Tv talk", che va in onda il sabato mattina,  come alcuni programmi di approfondimento giornalistico che di solito sono in  seconda serata, o come "Otto e mezzo", che spesso è molto interessante, su La7.&lt;br /&gt;Ma ci sono ogni tanto buoni programmi anche fra le fiction e il varietà.  Per le fiction nella stagione in corso sono senz'altro ottimi il “Chiara e  Francesco” andato in onda su Raiuno il 7 e l'8 ottobre, il “Guerra e pace” che  arriverà fra qualche settimana, mentre altre fiction magari uniscono buoni  propositi e buoni contenuti con una fattura non sempre all'altezza, come la  fiction su Giuseppe Moscati andata in onda recentemente su Raiuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché dice che la televisione è una presenza “invadente” e  “irrinunciabile”?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fumagalli: Che sia invadente e irrinunciabile  è un dato di fatto e lo dimostra la media italiana di fruizione della  televisione che è di più di tre ore al giorno per ogni persona.&lt;br /&gt;Di fatto  pochi sono coloro che non accendono la televisione tutte le sere, e quindi ci  sembrava molto importante offrire almeno qualche segnale in questo mare così  vasto, qualche “avviso ai naviganti”, sia per segnalare, come dicevamo, le cose  migliori, sia per aiutare a riflettere su alcune proposte di modelli di vita  molto diffuse (purtroppo molto diffuse) nella televisione attuale: si pensi ai  programmi di Maria De Filippi, si pensi alla glorificazione di un amore come  forza incontrollabile che spazza via ogni ragionevolezza, che nasce e muore  senza un perché, che non è capace di creare legami stabili ma solo passioni  violente che nascono, crescono e poi inevitabilmente muoiono...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una  visione molto determinata e pervasiva della vita e dell'uomo, che bisogna  riconoscere come originata da un'ideologia, da una visione del mondo, e in  qualche modo occorre crearsi qualche “vaccino” intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che valori si incontrano in serie come “Lost”, “Law and Order” o  “Desperate Housewives”? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fumagalli: Qui dovrei passare la parola  al nostro grande esperto di serie americane, che è Paolo Braga, ma posso solo  accennare che si tratta di serie molto diverse come valori di riferimento.&lt;br /&gt;Se “Lost” cerca di aprire squarci metafisici e “Law and Order” si  mantiene sostanzialmente (almeno nella serie principale) su un quadro di valori  classici (i buoni contro il crimine), “Desperate housewives” si fa portatore di  una idea sempre più pervasiva nelle serie americane più recenti: siamo soli a  questo mondo; l'amicizia può lenire di compassione questa sostanziale  solitudine, ma in fondo non c'è spazio né per il cambiamento vero, né quindi per  la speranza, solo per il rimpianto.&lt;br /&gt;E' in fondo, l'aria che si respira  anche in una serie giovanile di grande successo come “Dawson's Creek”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci sono veramente programmi e fiction – per lo più di matrice  USA – da non perdere in Tv?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fumagalli: Da “non perdere” in  assoluto direi che non c'è niente. Credo però che sia interessante, e sia un  esercizio importante, costruire un proprio menù equilibrato di “dieta  televisiva”.&lt;br /&gt;I telefilm americani, di cui recentemente si parla tanto e  che oggi vengono tanto lodati, sono quasi sempre molto ben fatti da un punto di  vista tecnico, ma dal punto di vista valoriale spesso sono molto discutibili,  perché scivolano pericolosamente verso il nichilismo.&lt;br /&gt;Uno degli impegni  che abbiamo preso nel libro è proprio quello di fornire molte schede su questi  telefilm, che sono i prodotti più visti dai giovani: confidiamo infatti che il  libro possa essere usato sia dai giovani sia in contesti educativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di  fronte a questi prodotti la fiction italiana è spesso più semplice, a volte più  raffazzonata, ma almeno in alcuni prodotti l'anno – perché altri sono peggiori  delle serie americane – riesce a dare degli esempi positivi e dei chiari segnali  di impegno valoriale e civile.&lt;br /&gt;Non penso solo ad alcune fiction  religiose, ma anche a miniserie come “Perlasca”, “Borsellino”, “Bartali”, “De  Gasperi”, che a mio parere erano eccellenti prodotti, grandi racconti davvero  popolari e coinvolgenti, da vedere e anche utilizzare in molti contesti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-109418151726293236?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/wctJ41FvyBs/la-chiesa-ci-insegna-guardare-la-tv.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rw0EWN-tLTI/AAAAAAAABcM/gFKUvym84Fc/s72-c/vetrata.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/la-chiesa-ci-insegna-guardare-la-tv.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-796278031359175162</guid><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 12:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-10T05:21:57.765-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><title>Ratzinger avalla la prima svolta culturale.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwzDnd-tKzI/AAAAAAAABYM/TXLhth3P-PU/s1600-h/papa_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwzDnd-tKzI/AAAAAAAABYM/TXLhth3P-PU/s320/papa_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119681959243361074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Nuovi poteri al ministero dell'educazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo Rodari - Il Riformista) È una vera e propria riforma culturale quella che Benedetto XVI intende iniziare (l’annuncio pare venga dato oggi o al più tardi domani) con la nomina del nuovo segretario della congregazione per l’educazione cattolica - dalla Spagna arriva l’attuale segretario generale della conferenza episcopale del paese, ovvero monsignor Antonio Martinez Camino - e con un cambio di competenze tra questa congregazione e quella per il clero.&lt;br /&gt;Una riforma culturale perché è dalla congregazione per l’educazione cattolica (più che da altre congregazioni o pontifici consigli) che il Pontefice vuole dettare, da qui in futuro, le linee a cui dovranno attenersi nel loro insegnamento innanzitutto le innumerevoli università ecclesiastiche dotate del tanto prestigioso imprimatur Vaticano (alias, le chiavi di Pietro).&lt;br /&gt;La prima mossa è dunque la nomina di Antonio Martinez Camino - con il pensionamento del cardinale Juliàn Herranz c’era necessità di chiamare uno spagnolo in curia e lo si è scelto tra quelli della scuola dei ratzingeriani Antonio Cañizares Llovera (Toledo) e Antonio María Rouco Varela (Madrid) - a cui, nel giro di un paio di anni, dovrebbe seguire quella del nuovo prefetto della stessa congregazione (oggi il posto è occupato dal cardinale Zenon Grocholewski).&lt;br /&gt;A Martinez Camino, e al futuro prefetto, verrà affidata la svolta culturale che nelle idee del Pontefice deve essere diretta innanzitutto all’interno della Chiesa prima che fuori.&lt;br /&gt;Prima, insomma, occorre lavare i panni sporchi dentro la propria casa. O meglio, occorre intervenire su un aspetto fondante la vita della Chiesa quale è l’insegnamento che essa diffonde nelle sue facoltà e scuole.&lt;br /&gt;E, in effetti, proprio a guardare le facoltà pontificie, gli istituti religiosi e le scuole cattoliche, si notano alcune crepe. Da una parte, lo smisurato incremento di facoltà teologiche e istituti religiosi ha portato all’effettiva impossibilità di controllare la qualità dei docenti chiamati a insegnarvi. Dall’altra, anche a causa di questa poca qualità, ecco lo scardinamento, nell’insegnamento filosofico, della metafisica e il conseguente dilagare (con le dovute eccezione e certamente non dappertutto) del relativismo e del soggettivismo. Una situazione che porta parte dell’insegnamento teologico in uno stato di sofferenza perché mancando un impianto filosofico adeguato, anche la stessa dottrina teologica tende a relativizzarsi.&lt;br /&gt;Gli esempi potrebbero sprecarsi. Capita, tanto per citare alcuni casi, che coloro che fanno richiesta di eseguire una tesi teologica di critica, ad esempio, a Karl Rahner e alla sua “svolta antropologica”, vengano bollati come integralisti e la medesima cosa accade a quei poveretti che si azzardano a proporre una difesa dell’esegesi dei testi di liturgia del Vaticano II in chiave di rinnovamento nella continuità.&lt;br /&gt;Quanto al cambio di competenze tra educazione cattolica e clero occorre dire come, fin dai tempi del concilio di Trento, la cura della pratica catechetica è stata appannaggio della congregazione per il clero (allora si chiamava Congregatio Cardinalium Concilii Tridentini interpretum). Ora, pare logico che questa competenza passi nelle mani di chi dal “ministero” dell’educazione cattolica detta le linee d’insegnamento della dottrina, mentre l’occhio sui seminari (dove studiano coloro che sacerdoti ancora non sono ma candidati ad esserlo sì) e dunque sulla formazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale dei futuri sacerdoti divenga appannaggio del “ministero” del clero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-796278031359175162?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/_OsZr-xw5DQ/ratzinger-avalla-la-prima-svolta.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwzDnd-tKzI/AAAAAAAABYM/TXLhth3P-PU/s72-c/papa_01.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/ratzinger-avalla-la-prima-svolta.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-1596588961890504645</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 19:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-08T12:30:38.037-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cattolicesimo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiesa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discriminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><title>L'illuminata posizione della Chiesa.</title><description>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwqE69-tJoI/AAAAAAAABOw/kmphKuCOGQ4/s1600-h/papa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwqE69-tJoI/AAAAAAAABOw/kmphKuCOGQ4/s320/papa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119050075064837762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;“Accanimento terapeutico”, “espressione fasulla”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;ROMA, domenica, 7 ottobre 2007 (ZENIT.org).-  Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica l’intervento di Carlo Valerio  Bellieni, Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico  Universitario "Le Scotte" di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro  Vita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un’espressione nelle lingue latine che  difficilmente è traducibile in inglese: “accanimento terapeutico”. Questa  difficoltà di traduzione ha una motivazione profonda: si tratta di  un’espressione “fasulla”.&lt;strong&gt; In realtà è un “ossimoro”, cioè un’espressione  che racchiude due concetti opposti e inconciliabili, un po’ come dire “cadavere  vivente”, o “ghiaccio bollente”. Perché si usa quest’espressione, nel sud  Europa, mentre nei Paesi anglosassoni si usa distinguere più correttamente tra  terapia futile e terapia utile? Probabilmente perché alle nostre latitudini  c’era bisogno di creare uno stato d’ansia verso le cure di fine-vita, per  formare l’idea nell’opinione pubblica che esistano medici che contro il parere  degli assistiti si scatenano a far trapianti, interventi &lt;/strong&gt;e cure  dolorose per prolungare indefinitamente la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che questi  medici esistano, in primis perché la vita non la si può prolungare più di tanto.  Scrive Giovanni Battista Guizzetti, gerontologo: “È incredibile come ormai tutti  siamo convinti che malati e disabili vivano nel terrore dell’accanimento  terapeutico, di diventare vittima del delirio di onnipotenza di una classe  medica che ha perso il vero significato del suo compito. La mia esperienza di  medico, ma anche l’esperienza umana di tutti noi, ci dice ben altro. Ci dice che  quello che l’ammalato teme veramente è di essere abbandonato(…). Teme una  pratica medica che, superata la fase della guaribilità, non si faccia più carico  di lui” (Avvenire, 12 ottobre, 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro motivo per cui tali medici  non esistono non è perché i medici siano “buoni”, ma semplicemente e  utilitaristicamente perché prolungare la vita non conviene a nessuno. E non  intendo qui parlare del paziente. Non conviene agli ospedali, che avrebbero  posti letto poco redditizi occupati, aumento del tempo medio di degenza,  occupazione del personale spesso scarso. Non conviene neanche al singolo medico,  che non si capisce per quale motivo passerebbe giornate intere a fare  trattamenti inutili e dolorosi, mentre sicuramente avrebbe altro da fare con  altri pazienti più collaborativi e interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ma perché  nel sud Europa si usa allora questa terminologia? Forse perché creando ansia è  più facile far passare l’idea che il suicidio assistito o l’eutanasia siano un  diritto, per salvarsi da questi medici “torturatori”. Un accanimento terapeutico  (cioè, dicendolo correttamente, un “uso inutile” delle terapie) può esistere, ma  molto in teoria: chi andrebbe a fare un trapianto di cuore ad un paziente  morente, o inizierebbe una pesante chemioterapia a chi ha pochi giorni di vita?  &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E qui urgono due precisazioni. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  prima è che mentre per la maggioranza delle persone “accanimento terapeutico” è  quello volto proditoriamente a non far morire chi sta morendo, purtroppo per  alcuni l’espressione intende invece il continuare le cure in caso di prognosi  sfavorevole non per la sopravvivenza, ma soprattutto dal punto di vista  neurologico. &lt;strong&gt;Questo è inquietante, perché in fondo si sottende che  esista una “vita che è peggiore della morte”, cosa che se così fosse come primo  effetto porterebbe a un alto tasso di suicidi tra i disabili, cosa che invece  non si ha. E’ il caso dei bambini altamente prematuri, che hanno un alto rischio  di morte e di disabilità, ma in cui questo rischio è oltretutto solo statistico,  non essendo possibile determinare né alla nascita né nelle prime ore di vita una  prognosi valida al 100% in quel singolo bambino.&lt;/strong&gt; Ma anche se il bambino  suddetto risultasse con danni cerebrali, questi hanno, lo sappiamo, vari livelli  di gravità, ma anche il livello più grave non ha la potenza di rendere la vita  “sbagliata” (wrongful life). D’altronde una recente ricerca neozelandese mostra  che i neonatologi che sospendono più facilmente le cure ai neonati, sono quelli  che più hanno paura per se stessi di ammalarsi o di morire; indipendentemente  dal grado di malattia del bambino. Insomma: trasponiamo sui pazienti le nostre  ansie, facendo due errori: il primo è credere che tutti la pensino come noi e  abbiano le nostre fobie; il secondo è pensare che da malati (senza una gamba,  con una paralisi) ragioneremmo come da sani, cioè se da sani pensiamo “se non  potessi camminare preferirei morire”, non è certo che lo ripeteremmo se fossimo  paralizzati dopo un incidente di auto. Tanti sportivi disabili ce lo  dimostrano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La seconda è che invece esiste, purtroppo, un altro  accanimento. È l’accanimento diagnostico. Questo è un vero problema. Inizia,  come ha spiegato il presidente del Comitato Nazionale Francese di Bioetica, in  epoca prenatale col diffondersi degli screening a tappeto per la ricerca delle  minime anomalie, e continua in ogni stadio della vita creando  ipermedicalizazzione, talora favorita dalle industrie in un cosiddetto “disease  mongering”, cioè il “mercato delle malattie”. &lt;/strong&gt;C’è alla base spesso una  cosiddetta “medicina difensiva”: si tratta del moltiplicarsi di indagini e esami  per ripararsi dal rischio di possibili richieste di risarcimenti qualora un  minimo (o grave) particolare fosse sfuggito durante un esame di  routine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Insomma: attenzione a non confondere il trattamento  inutile (che raramente viene fatto, a meno di non trovare medici negligenti) con  il prodigarsi per assicurare ai disabili tutte le cure, al pari degli altri. E  attenzione piuttosto a non accanirsi a medicalizzare la vita: noi e i nostri  figli valiamo più dei nostri acciacchi, dei nostri disordini e della nostra  disabilità.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-1596588961890504645?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/iLRDujThBoI/lilluminata-posizione-della-chiesa.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwqE69-tJoI/AAAAAAAABOw/kmphKuCOGQ4/s72-c/papa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/lilluminata-posizione-della-chiesa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-2766789229312772211</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-08T09:44:08.975-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">relativismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">malaffare</category><title>Santa Madre Natura, ora pro nobis.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwpdat-tJdI/AAAAAAAABNY/UKW4d18qjII/s1600-h/cardinali_sfocata.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 267px; height: 178px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwpdat-tJdI/AAAAAAAABNY/UKW4d18qjII/s320/cardinali_sfocata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119006640060573138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(Alternativa Liberale)&lt;span xxxxx="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: navy; FONT-FAMILY: Verdana"&gt; Da quando una parte degli abitanti del nostro pianeta, sconvolti dagli orrori  della Seconda Guerra Mondiale, ha portato alla ribalta il tema dei diritti  umani, la Chiesa cattolica ha ritenuto suo dovere farsi paladina di tali  diritti: secondo Benedetto XVI, la "vera garanzia offerta ad ognuno per vivere  libero e rispettato nella sua dignità e difeso da ogni manipolazione ideologica  e da ogni arbitrio e sopruso del più forte" è un dono di Dio, non una conquista  dell'evoluzione della consapevolezza umana.&lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;span xxxxx="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: navy; FONT-FAMILY: Verdana"&gt;Credo sia  giusto ricordare che la Santa Sede, stato sovrano a tutti gli effetti, non si è  ancora decisa a firmare la Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo. "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo" target="_targetblank"&gt;&lt;span xxxxx="COLOR: navy"&gt;La Dichiarazione dei diritti dell'uomo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è un  codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo  documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte  del mondo) i diritti che spettano all'essere umano", quindi sottoscriverla  significa farsi un bell'esame di coscienza, nel caso in cui ci si sia distinti  nella negazione dei principi e dei valori su cui si basa, e dei diritti che  vengono definiti universali e irrinunciabili. Tanto per fare un esempio, la  Chiesa si appella al diritto alla libertà religiosa, sacrosanto, dopo averlo  negato per secoli. Ma alla Chiesa non basta la semplice libertà di professare la  propria fede. Dopo aver scoperto improvvisamente che ogni essere umano (donne  comprese) ha una dignità intangibile, ritiene di dover puntare l'indice contro  chi sta sovvertendo i veri fondamenti della dignità umana, in nome del  "relativismo etico".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xxxxx="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: navy; FONT-FAMILY: Verdana"&gt;Il papa non  lo dice, ma si riferisce a un preciso soggetto culturale e politico, l'Unione  Europea, che ha incluso nella propria Costituzione una versione aggiornata della  Carta del '48: in Europa non si può discriminare nemmeno sulla base  dell'orientamento sessuale, e su questo la Chiesa romana è profondamente in  disaccordo (il papa evita pure di notare che grazie al relativismo etico  l'individuo è libero di decidere come comportarsi, ma non di mettere in  discussione i principi e i valori su cui si fondano le società occidentali  moderne). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span xxxxx="FONT-SIZE: 11pt; COLOR: navy; FONT-FAMILY: Verdana"&gt;&lt;a href="http://notizie.alice.it/notizie/politica/2007/10_ottobre/05/papa_su_vita_e_famiglia_la_legge_umana_non_sovverta_legge_dio,13245465.html" target="_blank"&gt;&lt;span xxxxx="COLOR: navy"&gt;Rivolgendosi alla Commissione Teologica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,  Benedetto XVI ha detto che "nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la  norma scritta dal Creatore". La norma si chiama legge morale naturale e sta  scritta "nel cuore dell'uomo". Il Creatore non poteva mandare un fax, far  trovare un libro a un bookcrosser, lasciare un messaggio sulla segreteria del  Santo Padre? Ma non lo sapeva il Creatore che il cuore dell'uomo è quanto di più  indecifrabile si possa trovare nelle sue creature? Siccome leggere cos'ha da  dirci un muscolo è opera alquanto complicata, i teologi della suddetta  Commissione dovranno trasformarsi in cardiomanti e riferire quanto sta scritto  per illuminarci? Macché, la Chiesa sa già tutto, l'umanità intera deve  semplicemente prenderne atto e adeguarsi o alla "legge morale naturale" o alla  dottrina della Chiesa cattolica, che, manco a farlo apposta, coincidono. Per la  Chiesa è per esempio contro-natura abortire, anche se la Natura è la principale  causa di aborti; è invece naturale oltre che doveroso alimentare artificialmente  un corpo in stato vegetativo; il sesso secondo natura ha come unico scopo  l'accoppiamento eterosessuale monogamico finalizzato alla procreazione, anche se  almeno 1500 specie animali non disdegnano l'omosessualità e la monogamia, non  solo tra gli uomini, è un'eccezione; il preservativo è contro la vita, i "metodi  naturali" di controllo della fertilità no; e via di questo passo. Sono opinioni  rispettabilissime, finché rimangono tali, ci mancherebbe. Grazie all'avvento  della democrazia, la Chiesa cattolica e i suoi "fedeli" sono liberi di elaborare  e di adottare un codice etico ritenuto di ispirazione divina (tanto liberi da  disattenderlo in massa). Il giorno in cui i cattolici, praticanti e fedeli,  fossero la maggioranza, avrebbero pure il diritto di estendere la proprie  convinzioni all'intera società, vietando per legge non solo le pratiche  omosessuali e l'aborto, ma l'uso dei preservativi, il sesso prematrimoniale,  l'infedeltà, lo shopping domenicale e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nel frattempo, perché  non dedicarsi a trovare un nuovo nome per identificare i fondamenti teologici su  cui si basa la religione e l'etica cattolica? &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dogma" target="_blank"&gt;&lt;span xxxxx="COLOR: navy"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;"Dogma"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; in greco significa  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;"opinione personale non certa"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; : se  non è relativismo questo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-2766789229312772211?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/bgSxkr2RYBU/santa-madre-natura-ora-pro-nobis.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwpdat-tJdI/AAAAAAAABNY/UKW4d18qjII/s72-c/cardinali_sfocata.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/santa-madre-natura-ora-pro-nobis.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-7044120398278735172</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 03:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T11:15:20.481-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omosessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">santi</category><title>I Santi gay: Sergio e bacco.</title><description>&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwkfaN-tJII/AAAAAAAABKw/aVwcBpt56Mw/s1600-h/sergio%2Bbacco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 126px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwkfaN-tJII/AAAAAAAABKw/aVwcBpt56Mw/s320/sergio%2Bbacco.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118656986773005442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(blog.libero.it/parolenondette/) I &lt;b&gt;Santi Sergio e Bacco&lt;/b&gt; erano due  &lt;strong&gt;soldati &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;romani&lt;/strong&gt; di  &lt;strong&gt;religione cristiana&lt;/strong&gt;. Erano stanziati in oriente e avevano  un'alta posizione presso la corte di &lt;strong&gt;Massimino Daia&lt;/strong&gt;,  tetrarca d'Oriente dal &lt;strong&gt;305&lt;/strong&gt;. Secondo la  leggenda agiografica  furono denunciati da nemici invidiosi e quando si rifiutarono di  &lt;strong&gt;sacrificare a &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Giove&lt;/strong&gt; furono  martirizzati.   &lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;IL MARTIRIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I dettagli dell'agiografia spingono a collocare il  &lt;strong&gt;martirio&lt;/strong&gt; nell'ambito della terribile persecuzione anticristiana  (&lt;strong&gt;l'ultima, peraltro&lt;/strong&gt;) scatenata dai tetrarchi in quegli anni,  per iniziativa di &lt;strong&gt;Diocleziano&lt;/strong&gt; e  specialmente in oriente.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);" align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;tradizione &lt;/strong&gt;è prodiga di  dettagli riguardo le modalità con cui i due &lt;strong&gt;martiri&lt;/strong&gt; furono  uccisi. &lt;strong&gt;Bacco&lt;/strong&gt; sarebbe stato  &lt;strong&gt;flagellato a morte&lt;/strong&gt;, mentre &lt;strong&gt;Sergio&lt;/strong&gt; sarebbe stato costretto a fare il giro dei  &lt;i&gt;castra&lt;/i&gt; della zona &lt;strong&gt;camminando con chiodi confitti nei piedi, e  infine sarebbe stato decapitato&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;UNA RELAZIONE  AFFETTIVA?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La cosa che balza agli occhi però è  che entrambi, come prima cosa, furono costretti a sfilare davanti alla  popolazione vestiti da donna, e a subire il dileggio  generale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);" align="justify"&gt;Secondo uno storico di Yale, il  &lt;strong&gt;prof. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;John  Boswell&lt;/strong&gt;, questo dettaglio inusuale sarebbe  il primo segnale di una tradizione sotterranea, tacitamente proseguita nei  secoli (&lt;strong&gt;nei rimandi letterari e, soprattutto, nelle rappresentazioni  iconografiche&lt;/strong&gt;): i due, oltreché colleghi, &lt;strong&gt;sarebbero stati legati da un rapporto d'amore  &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;omosessuale&lt;/strong&gt;, che &lt;strong&gt;il  travestimento femminile intendeva mettere alla berlina  pubblicamente&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(0, 0, 0);" align="justify"&gt;Fra gli argomenti a favore della sua tesi,  &lt;strong&gt;Boswell&lt;/strong&gt; cita il fatto che &lt;strong&gt;nell'iconografia  medievale&lt;/strong&gt; dei due santi emergerebbe a suo dire &lt;strong&gt;talvolta l'allusione al loro stretto legame, ad esempio nel  raffigurare le due aureole che li coronano come intrecciate, e non  divise&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Inoltre un antico manoscritto greco, la  "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Passio antiquior Ss. Sergii et Bacchi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;" descrive  Sergio come "&lt;strong&gt;dolce compagno e amante" di  Bacco&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;letteralmente "ho glykys hetairos kai erastes";  erastes è connesso con &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;eros&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;, che  indica l'amore fisico&lt;/strong&gt;) (Patrologia Graeca 115:1024B).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-7044120398278735172?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/38Q9K_sE4E8/santi-gay-sergio-e-bacco.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwkfaN-tJII/AAAAAAAABKw/aVwcBpt56Mw/s72-c/sergio%2Bbacco.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/santi-gay-sergio-e-bacco.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-3155812059577094727</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2007 01:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T09:43:47.902-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vaticano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omosessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discriminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">preti</category><title>Preti omosessuali: tutto il servizio mandato in onda su La7.</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c9f7002fce88680b" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;
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Come può pensare di limitarsi a ritoccare i termini della vita  autonoma del feto (iniziativa pure necessaria) nelle linee guida?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per  Casini “è necessario modificare l’azione dei consultori affinché nel loro lavoro  diano la preferenza alla vita che rappresenta l’interesse sociale, culturale e  perfino demografico del Paese”, e “alcune riforme pure importanti possono  addirittura essere introdotte per via amministrativa senza immaginare  sconvolgimenti legislativi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Movimento per la Vita ha  chiesto che “venga cambiato il modo di elaborare la Relazione annuale riportando  in essa non solo il numero dei morti (gli aborti), ma anche quello dei vivi,  bambini sottratti all’aborto attraverso la solidarietà pubblica e privata alle  loro madri, indirizzata non alla interruzione volontaria di gravidanza ma alla  nascita, o che venga introdotto il riscontro diagnostico sugli embrioni abortiti  in caso di presunta malformazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Critico anche Riccardo Cascioli,  presidente del Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo (&lt;a href="http://www.cespas.org/" target="_blank"&gt;Cespas&lt;/a&gt;), che ha detto a ZENIT che  “dal 1978 ad oggi 4milioni 800mila bambini sono stati eliminati con l'aborto, ma  per il Ministro Turco la 194 dimostra di essere una buona legge solo perchè nel  2006 si è registrata una leggera diminuzione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Cespas  ha fatto notare che “se entriamo nel merito dei numeri offerti dalla Relazione  annuale presentata al Parlamento, non possiamo passare sotto silenzio il fatto  che ormai una parte consistente di aborti sfugge a ogni calcolo dato l'uso  sempre più diffuso – soprattutto tra le adolescenti – della ‘pillola del giorno  dopo’, che è abortiva a tutti gli effetti anche se viene ipocritamente chiamata  ‘contraccezione d'emergenza’”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Inoltre – ha continuato Cascioli – il  Ministro dovrebbe essere allarmato dal fatto che in 10 anni è triplicato il  numero delle donne straniere che fanno ricorso all'aborto, un fenomeno dovuto in  massima parte a motivi economici e sociali. Segno che è totalmente disattesa la  parte della legge che prevede la prevenzione e la rimozione degli ostacoli alla  maternità. E l'esperienza dei Centri di Aiuto alla Vita dimostra che in tante  occasioni basta un piccolo gesto di solidarietà concreta per salvare i bambini  dall'aborto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito alla disposizione normativa, il presidente del  Cespas ha sottolineato che “la Legge 194 è profondamente ingiusta e disumana  perché elimina i più deboli della società; provoca una banalizzazione  dell'aborto, soprattutto nelle giovani generazioni, come dimostra l'uso sempre  più disinvolto della ‘pillola del giorno dopo’; acuisce il problema dei bassi  livelli dei tassi di fertilità nel nostro Paese, causa di conflitti sociali e  generazionali che si faranno sempre più acuti”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ciò di cui abbiamo  bisogno – ha concluso Cascioli – è anzitutto un cambiamento di cultura,  un'educazione che apra alla vita e ponga le premesse per un cambiamento radicale  della Legge 194”.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-1864009299150786601?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/ljUG-lev2V4/laborto-stabilizzato-ma-su-cifre.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjjBt-tJDI/AAAAAAAABKI/4NYv1a0i8Gs/s72-c/movimento_vita.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/laborto-stabilizzato-ma-su-cifre.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-5873688287109300212</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 21:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T14:59:36.511-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bilancio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vaticano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiesa</category><title>Segreto pontificio.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwlWjt-tJMI/AAAAAAAABLQ/NQXCsUS75Bk/s1600-h/emblema-vaticano.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwlWjt-tJMI/AAAAAAAABLQ/NQXCsUS75Bk/s320/emblema-vaticano.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118717623121290434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;I crimini sessuali nella Chiesa  nascosti da papa Wojtyla e dal cardinale-prefetto Ratzinger.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;(Valter Vecellio - da &lt;a title="Radicali Italiani" href="http://www.radicali.it/" target="_blank"&gt;www.radicali.it)&lt;/a&gt; Di una cosa si può esser sicuri: “Segreto pontificio. I crimini sessuali  nella Chiesa nascosti da papa Wojtyla e dal cardinale-prefetto Ratzinger” (Kaos  edizioni, pagg.186, 15 euro) è un libro destinato a essere “silenziato”. Saranno  ben poche, si conteranno sulle dita di una mano, le recensioni; e certamente di  questo libro non si occuperà alcuna trasmissione di approfondimento politico.  Subirà, insomma, più o meno la stessa sorte di una precedente pubblicazione: “I  legionari di Cristo” di Jason Berry e Gerald Renner (Fazi editore, pagg.380,  23,50 euro). Il libro di Berry e di Renner parte dall’inquietante serie di abusi  sessuali compiuti da preti cattolici negli Stati Uniti, e arriva alla misteriosa  Legione di Cristo, l’organizzazione ultraconservatrice fondata nel 1941 dal  messicano Marcial Maciel Degollado; una struttura oggi diffusa in una ventina di  paesi, una rete capillare di preti e di laici, centinaia di scuole medie,  superiori e numerose università sotto “controllo”. Berry e Renner raccontano  come varie inchieste, avviate dopo la ventina di accuse per abusi sessuali nei  confronti di Maciel siano state insabbiate dal Vaticano; di come Giovanni Paolo  II lo abbia pubblicamente elogiato durante una solenne cerimonia, nel 2004; di  come Ratzinger, nella sua veste di capo della Congregazione per la Dottrina  della Fede abbia eluso ogni richiesta di mettere il prete messicano sotto  processo; e di come l’allora segretario di Stato Angelo Sodano lo abbia difeso  strenuamente. Scrivono Berry e Renner: “I legionari di Cristo esplora  l’insabbiamento vaticano presentando le vite di due preti, Doyle e Maciel: uno  dei due chiede giustizia, l’altro è un bastione dell’ingiustizia. Nel registrare  gli eventi principali che riguardano questi uomini, mettiamo anche in evidenza  le persecuzioni di teologi e pensatori della Chiesa, sotto l’autorità del  cardinale Joseph Ratzinger…”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Torniamo a “Segreto pontificio”. Gli autori si firmano “Discepoli di verità”.  Non è il primo libro che hanno sfornato per le edizioni Kaos. Hanno pubblicato  “Bugie di sangue in Vaticano”, sulla strage che costò la vita al comandante  della Guardia svizzera Alois Estermann, a sua moglie e al vice-caporale Cédric  Tornay, trovati cadaveri la sera del 4 maggio del 1998 in Vaticano; “All’ombra  del papa infermo”, che racconta il lungo pontificato di Giovanni Paolo II e le  lotte di potere all’interno della nomenklatura vaticana, del radicamento  dell’Opus Dei, la bancarotta dello Ior-Ambosiano e altre edificanti vicende;  sono poi arrivati “Senza misericordia”, biografia non solo non autorizzata ma  certamente pochissimo gradita di Ratzinger: da soldato della Wehrmacht nazista  al sodalizio con il cardinale filo-hitleriano Michael von Faulhaber,, fino  all’approdo alla curia romana e l’elezione a papa. “I triangoli rosa di  Benedetto XVI” documenta l’omofobia manifestata ufficialmente e pubblicamente da  Ratzinger, sia nella sua veste di cardinale-prefetto della Congregazione per la  dottrina della fede, sia da pontefice. Ed eccoci, ora, a “Segreto pontificio”:  “i due massimi timonieri della Chiesa di Roma”, scrivono gli anonimi autori del  libro, “papa Giovanni Paolo II e il cardinale-prefetto Joseph Ratzinger si  comportarono come uomini politici votati all’esercizio del potere temporale.  Infatti inizialmente si limitarono a ignorare il problema; poi si prodigarono  nel nasconderlo, quindi si impegnarono a minimizzarlo; infine avocarono a sé  tutti i poteri di giudizio, invocando il “segreto pontificio”, e giudicarono  alcuni peccatori a seconda delle convenienze e delle opportunità, delle amicizie  e dei tornaconto”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’accusa contenuta nel libro (e sostenuta, argomentata in modo convincente),  è durissima: “Nel periodo tra il 2001 e il 2006, la Congregazione per la  dottrina della fede ha ricevuto un migliaio di denunce e segnalazioni di abusi  sessuali commessi da sacerdoti, i processi avviati dal dicastero ratzingeriano  sono stati una decina. E a fronte di centinaia di provvedimenti gravi e  gravissimi sentenziati e inflitti dal cardinale-prefetto Ratzinger a carico di  sacerdoti colpevoli di ‘deviazioni dottrinarie’, non risulta un solo processo  canonico per abusi sessuali su minori concluso con una condanna”. Il libro  racconta casi emblematici: quelli dell’arcivescovo di Vienna, Hans hermann  Groer, del già citato padre Maciel Degollado, del vescovo argentino Edgardo  Gabriel Storni; in appendice le denunce di casi di suore stuprate da preti, a  metà degli anni Novanta, nell’indifferenza della gerarchia vaticana, il testo  della famosa trasmissione televisiva “Sex Crimes and the Vatican”, della “BBC” e  successivamente trasmesso da “Annovero” su RAI2; l’articolo pubblicato sul  “Boston Globe” il 31 gennaio 2002 che portava alla luce lo scandalo dei preti  pedofili nell’arcidiocesi di Boston, denunciando le responsabilità del cardinale  Bernard Francis Law; il testo di un’importante risoluzione del Parlamento  Europeo del 5 aprile 2001, e le interrogazioni di Maurizio Turco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 29 ottobre di un anno fa, “Repubblica” annotava: “Grandi diocesi sull’orlo  della bancarotta; ipoteche bancarie su seminari e cattedrali; risarcimenti  milionari e migliaia di vittime di abusi sessuali da parte di preti e religiosi;  ma, quel che è peggio, milioni e milioni di fedeli sempre più delusi e  sconcertati. E’, grosso modo, questa la drammatica fotografia di quelle Chiese  cattoliche locali – USA in testa – dove negli ultimi anni sono venuti a galla i  più clamorosi casi di pedofilia, con centinaia di esponenti del clero sul banco  degli imputati”. “Segreti pontifici” è il racconto di questa “drammatica  fotografia”: Wojtyla e Ratzinger hanno caratterizzato il loro operato prima con  il silenzio e la minimizzazione; poi hanno centralizzato e cercato di coprire  ogni cosa con il segreto. “L’esito di questa politica è stato disastroso: la  fase dell’indifferenza e della minimizzazione ha permesso alla piaga degli abusi  sessuali di dilagare il tutto il mondo…”. Libri come “Segreto pontificio”  dovrebbero diventare occasione per dibattiti, riflessioni, momenti di confronto.  Finirà come solitamente accade per questo tipo di libri: letti da chi potrebbe  farne a meno, ignorato da chi ne trarrebbe qualche profitto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-5873688287109300212?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/ePdwy3c6SEk/segreto-pontificio.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwlWjt-tJMI/AAAAAAAABLQ/NQXCsUS75Bk/s72-c/emblema-vaticano.gif" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/segreto-pontificio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-6385946596112142277</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 21:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T06:30:54.532-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">notizie gay</category><title /><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwjd9d-tJBI/AAAAAAAABJ4/NPBD8uRSJh8/s1600-h/notizie_logo_sm.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwjd9d-tJBI/AAAAAAAABJ4/NPBD8uRSJh8/s320/notizie_logo_sm.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118585024595960850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I tag:&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://notiziegay.blogspot.com/search/label/chiesa"&gt; chiesa&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://notiziegay.blogspot.com/search/label/clero"&gt;clero&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;a href="http://notiziegay.blogspot.com/search/label/vaticano"&gt;vaticano&lt;/a&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://notiziegay.blogspot.com/search/label/preti"&gt;preti&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-6385946596112142277?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/QYmomf4dHZc/i-tag-chiesa-clero-vaticano-preti.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/Rwjd9d-tJBI/AAAAAAAABJ4/NPBD8uRSJh8/s72-c/notizie_logo_sm.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/i-tag-chiesa-clero-vaticano-preti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-4825622994140432529</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 21:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T06:14:56.966-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">democrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beatificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fascismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><title>Benedetto XVI beatificherà 500 franchisti.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjaI9-tI9I/AAAAAAAABJY/OmeY1qCIzP4/s1600-h/franco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjaI9-tI9I/AAAAAAAABJY/OmeY1qCIzP4/s320/franco.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118580824117945298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(L'Unità) La chiesa spagnola ha nostalgia del fascismo, e il Vaticano le dà corda,  accogliendo la decisione di beatificare quasi 500 fascisti spagnoli. Sono  religiosi e laici che secondo i vescovi sono stati perseguitati durante la  Repubblica e che vengono ora beatificati per rispondere ai tentativi del governo  Zapatero di rifare i conti con il passato spagnolo. È una vera e propria  battaglia a colpi di memoria, quella tra il Governo e la Chiesa spagnola. Da una  lato, quindi, l’esecutivo guidato da Zapatero che si prepara a varare una legge  in cui il franchismo venga finalmente condannato e in cui si dichiari  l’illegittimità di ogni suo “strascico”, come ad esempio le sentenze emesse dai  tribunali duranti il regime. Dall’altra invece la Chiesa spagnola che si prepara  al 28 ottobre data in cui ha deciso di beatificare 498, tra religiosi e civili,  «martiri della Repubblica». Racconta la vicenda &lt;em&gt;El Pais&lt;/em&gt;, quotidiano  progressista iberico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra venti giorni, dunque, papa Benedetto XVI  celebrerà la funzione in piazza San Pietro: mai prima d’ora si era verificata  una beatificazione così numerosa, e il numero dei beati potrebbe anche salire.  La Conferenza episcopale spagnola calcola che il numero di religiosi e laici,  che sarebbero stati perseguitati e uccisi durante la guerra civile (1936-1939)  che portò alla fine della Repubblica e all’avvento della dittatura del generale  Francisco Franco, potrebbe oscillare tra i duemila e i diecimila. Numerosissimo  anche il pubblico di pellegrini che la Chiesa prevede parteciperà alla funzione.  «Piazza San Pietro – dicono dalla Cei iberica – non sembrerà vuota. Sarà una  grande festa, perché grande è la pagina di storia che rappresenta». Non c’è  dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nessuna megalomania» ribadiscono dal Vaticano, ma una risposta  alla legge sulla Memoria Storica voluta dal governo. Il portavoce dei vescovi  spagnoli, Martínez Camino, ci tiene a sottolineare la «persecuzione religiosa  durante la Repubblica» subita dai futuri beati: «Non un caso isolato – insiste  Camino – ma rientra nella grande persecuzione subita nel corso del XX secolo in  Europa dai cristiani di tutte le confessioni». La cerimonia a Roma, conclude il  portavoce «aiuterà l’opinione pubblica italiana conoscere una pagina incompresa  della storia della Chiesa spagnola».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iniziativa dei vescovi iberici, è  un nuovo capitolo della «memoria è rimasta in frigorifero» come l’ha definita su  &lt;em&gt;Le Monde Diplomatique&lt;/em&gt; lo scrittore Josè Manuel Fajardo: la democrazia  spagnola rinata con la fine del franchismo «per evitare atti di violenza e di  vendetta» avrebbe scartato «qualsiasi ipotesi di messa sotto accusa di coloro  che avevano partecipato alla dittatura e ai suoi crimini». In questo senso, la  legge sulla memoria servirà a «ridare dignità alle vittime tramite iniziative  come la dichiarazione di nullità dei processi franchisti e l'esumazione dei  cadaveri dei repubblicani sotterrati anonimamente in fosse comuni». Ma sta  scatenando accese polemiche nella politica spagnola: per la sinistra è troppo  timida, mentre la destra continua a boicottarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-4825622994140432529?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/XgNGonCpF_Q/benedetto-xvi-beatificher-500.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjaI9-tI9I/AAAAAAAABJY/OmeY1qCIzP4/s72-c/franco.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/benedetto-xvi-beatificher-500.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-3311588228312075965</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 21:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T06:05:54.996-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">aids</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omofobia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">profilattici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discriminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><title>Cardinale Lozano: una tecnologia senza etica è come “una Ferrari senza volante”.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjZKN-tI8I/AAAAAAAABJQ/wFaEQ6kmuXk/s1600-h/lozano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjZKN-tI8I/AAAAAAAABJQ/wFaEQ6kmuXk/s320/lozano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118579746081153986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Intervista al Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della  Salute.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;(Zenit.org) Una tecnologia senza etica, per quanto  sviluppata, è sempre neutra, senza una finalità, spiega il Cardinale Javier  Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della  Salute&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ha detto il porporato in una intervista concessa a ZENIT al  margine del Convegno internazionale di un giorno, organizzato il 28 settembre  scorso dall’Istituto Acton, con il Patrocinio del Dicastero vatico per la  pastorale della salute, presso la Pontificia Università Gregoriana, sul tema  “Salute, Tecnologia e Bene Comune”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eminenza, oggi si fa molta  confusione sul concetto di salute. Quale sarebbe, secondo lei, la definizione  giusta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano Barragán: La Dichiarazione di Alma Ata  sull'assistenza sanitaria primaria afferma che la salute consiste in uno stato  di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di  malattia o infermità. Tuttavia, questo stato di perfetto benessere è utopico. Si  fonda su fondamenti che non esistono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Paolo II, nel Messaggio  giubilare per la Giornata Mondiale del Malato del 2000, al numero 13, afferma,  invece, che la salute è una tensione verso l'armonia, non soltanto fisica,  mentale e sociale, ma anche psichica e spirituale; è quindi ciò che permette a  una persona di adempiere la missione che il Signore gli ha affidato, secondo la  fase della vita che sta vivendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una persona è veramente sana quando è  armonica. Una società è sana quando è armonica. Questo è un aspetto molto  importante da sviluppare e sul quale si trova la salute eterna. Perché la salute  temporale non è distinta in quel senso da quella eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali  sono le opportunità e le sfide create dal rapido sviluppo delle tecnologie nel  campo della promozione della salute?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano Barragán: Le  sfide per le nuove tecnologie stanno nel fatto di non essere finalizzate alla  vera promozione della salute. Proprio questa è la distruzione della salute! E lo  vediamo in tutte le tecniche biogenetiche che vengono tante volte dirette  all’uccisione della persona umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettono fine alla vita con  l’eutanasia e anche con l'uccisione degli embrioni che loro chiamano  pre-embrioni, che è soltanto un modo per cammuffare l'uccisione delle persone  umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono i frutti della mentalità malthusiana che camuffa con  diversi nomi lo stesso ammazzare. Giovanni Paolo II – e Benedetto XVI lo  conferma – parlava a questo proposito di “cultura della  morte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La cultura attuale definisce la salute come uno stato di  perfetto benessere ma paradossalmente combatte la vita in se stessa, dall’aborto  all’eutanasia. Quali sono le condizioni vere che promuovono il completo  benessere della persona umana, ovvero il bene comune?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card.  Barragán: Il perfetto benessere non esiste su questa Terra perché il Signore ci  ha promesso la felicità, non il benessere. Dunque, l’errore fondamentale di  questo tipo di concezione postmoderna è la confusione fra benessere e felicità.  La persona può non avere benessere ma essere felice o avere molto benessere ma  essere molto infelice, come provano i tanti suicidi nelle società più  sviluppate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le conseguenze di questo atteggiamento  della “cultura della morte” che l’umanità di oggi non vuole vedere e  riconoscere?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano Barragán: L’invecchiamento dei Paesi,  del mondo, cioè la morte. Per esempio, l’Italia è il Paese più vecchio del mondo  perché ci sono poche nascite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che legame esiste tra la  promozione della salute, lo sviluppo delle tecnologie e la promozione del bene  comune?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano Barragán: Dovrebbe esistere un collegamento  intimo, nel senso che le tecnologie dovrebbero essere sostenute dall’etica: la  tecnologia come tale ha, infatti, come legge la possibilità, mentre l’etica ha  la finalità. Se lasciamo la tecnologia soltanto come possibilità è neutra. Può  distruggere o può costruire. Chi gli dà la direzione è l’etica. Dunque, una  tecnologia sviluppatissima senza etica è come una Ferrari senza volante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le priorità nel lavoro del Pontificio Consiglio per  la Pastorale della Salute in questo contesto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano  Barragán: Le priorità stanno nel donare al mondo, come portavoci del Magistero  pontificio, il senso della sofferenza, il senso del dolore e il senso della  morte nella Resurrezione del Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo il suo  Pontificio Consiglio cerca di combattere queste tendenze negative della odierna  cultura globalizzata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Lozano Barragán: Organizzando  conferenze, attraverso le pubblicazioni e anche agendo in modo da orientare la  carità dei fedeli alla beneficenza verso i Paesi meno sviluppati e alle  Istituzioni della salute che soffrono di carenza di mezzi. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-3311588228312075965?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/yllgX8oy0zE/cardinale-lozano-una-tecnologia-senza_07.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjZKN-tI8I/AAAAAAAABJQ/wFaEQ6kmuXk/s72-c/lozano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/cardinale-lozano-una-tecnologia-senza_07.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-4056439284075862507</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 21:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T06:02:04.064-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omosessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discriminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mistificazioni</category><title>Eugenetica.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjYud-tI7I/AAAAAAAABJI/hc4LzRXJ43w/s1600-h/vetrata.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 189px; height: 234px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjYud-tI7I/AAAAAAAABJI/hc4LzRXJ43w/s320/vetrata.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118579269339784114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(metilparaben.blogspot.com)&lt;a href="http://metilparaben.blogspot.com/2007/09/omofobia-eugenetica.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Da &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica" target="_blank"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;:&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt; &lt;p&gt;Con il termine eugenetica ci si riferisce a quella disciplina  pseudoscientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo  studio, la selezione e la “promozione” dei caratteri fisici e mentali ritenuti  positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica  negativa).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt;Ora, è piuttosto evidente che la donna cui viene diagnosticata una  malformazione del feto e decide di abortire non pratica l’eugenetica: non sta  cercando di migliorare la razza, non vuole perfezionare la specie, non ha a  cuore le vicende riproduttive dell'umanità. Semplicemente, interrompe una  gravidanza che mette a rischio la propria salute psichica.&lt;br /&gt;Il bello è che  quelli che &lt;a style="font-weight: bold; font-style: italic;" href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_09_26/articolo_793375.html" target="_blank"&gt;paragonano  l’aborto terapeutico all’eugenetica&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;sono gli stessi che continuano ad  opporsi alle adozioni gay, nel terrore (peraltro ingiustificato) che chi vive  con due omosessuali possa diventare omosessuale a sua volta: sono loro a  selezionare i caratteri che ritengono negativi; sono loro a cercare  disperatamente di evitare che quei caratteri si riproducano. Sono loro, non le  donne che abortiscono, a praticare l’eugenetica.&lt;br /&gt;Giù il cappello, gente:  siamo al cospetto di un classico.&lt;br /&gt;Le parole che si ritorcono contro chi le ha  pronunciate.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-4056439284075862507?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/TmNeFBatRKo/eugenetica.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjYud-tI7I/AAAAAAAABJI/hc4LzRXJ43w/s72-c/vetrata.bmp" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/eugenetica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-2885849628159224743</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 20:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T05:51:12.423-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beatificazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">madre teresa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">santi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">miracoli</category><title>Madre Teresa santa, c’è il miracolo.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjV-N-tI5I/AAAAAAAABI4/W40O85lv5N0/s1600-h/madreteresa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 201px; height: 154px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjV-N-tI5I/AAAAAAAABI4/W40O85lv5N0/s320/madreteresa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118576241387840402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La suora  di Calcutta verso la canonizzazione: "Guarì un religioso"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="articologirata"&gt;&lt;br /&gt;(Giacomo Galeazzi -La Stampa) Madre Teresa a un passo dalla  santità per la guarigione miracolosa di un salesiano. A due mesi dalla  pubblicazione del clamoroso epistolario che aveva gettato ombre sulla sua fede  rivelando una drammatica crisi religiosa che la tenne per molti anni «lontana da  Dio», adesso grazie ai referti medici di padre V.M. Thomas, anche l’ultimo  ostacolo verso la canonizzazione sta per essere superato. Secondo la procedura,  perché sia proclamata santa è necessario un miracolo avvenuto dopo la sua  beatificazione (19 ottobre 2003). L’arcivescovo di Guwati, Thomas Menamparampil  ha inoltrato i referti scientifici: manca solo il definitivo sigillo vaticano  sulla guarigione del sacerdote. I medici hanno certificato che aveva un calcolo  di 13 millimetri di diametro all’uretra, diabete e ipertensione. Un mese fa  avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico, ma il calcolo è scomparso  in modo «inspiegabile» dopo aver celebrato la messa e pregato Madre Teresa il 5  settembre, anniversario della sua morte. Il salesiano, 56 anni, vive a Guwahati,  centro principale dell’India nord-orientale, a duemila chilometri da Nuova  Delhi. Ha frequentato Madre Teresa fino alla sua morte nel 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  sacerdote è entrato in ospedale a Guwahati il 4 settembre scorso. Gli esami  hanno confermato la presenza di un calcolo nell’uretra e i medici hanno fissato  l’intervento per il 6 settembre. Ma quando gli è stata fatta l’ultima  radiografia prima dell’operazione, i medici non sono riusciti a trovare il  calcolo. Anche gli altri esami hanno dato esito negativo. I medici hanno  disposto ulteriori verifiche agli ultrasuoni, ma anche stavolta nessuna traccia  del calcolo che da tre mesi era la causa di violente coliche renali e di «dolori  atroci». Il chirurgo, perciò, ha certificato che «la scomparsa del calcolo non  ha spiegazioni mediche». Il calcolo sarebbe stato miracolosamente rimosso dal  corpo del salesiano durante la celebrazione della messa a Shishu Bhavan, una  casa per bambini abbandonati che Madre Teresa aveva fondato a Guwahati. Il  sacerdote si era recato lì dall’ospedale il 5 settembre, contro il parere dei  medici, per officiare una funzione religiosa e chiedere l’intercessione della  Beata perché l’operazione andasse a buon fine e la convalescenza fosse rapida.  Al suo ritorno, si sentiva bene e ha dormito tranquillamente. Nel rapporto,  firmato l’11 settembre e reso noto dalle agenzie cattoliche «UCA News» e Zenit,  il chirurgo Subhash Khanna afferma: «Sembrava davvero un miracolo che il  calcolo, che non era stato eliminato con la medicina, fosse scomparso. Il  calcolo non era più nell’uretra e non era stato espulso urinando. L’operazione è  stata quindi cancellata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-2885849628159224743?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/1FWWYe4AMKg/madre-teresa-santa-c-il-miracolo.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjV-N-tI5I/AAAAAAAABI4/W40O85lv5N0/s72-c/madreteresa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/madre-teresa-santa-c-il-miracolo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-5542566384726546193</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 20:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T05:48:30.519-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omosessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omofobia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pedofilia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discriminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">abusi</category><title>Sesso a ruoli alternati.</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjVM9-tI4I/AAAAAAAABIw/fItkWLpQeaE/s1600-h/bishops.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjVM9-tI4I/AAAAAAAABIw/fItkWLpQeaE/s320/bishops.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118575395279283074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(Trotzky blog) La  corruzione trionfante, che, come la bestia  dell'&lt;strong&gt;Apocalisse&lt;/strong&gt;, accoglie nel suo seno arrivisti senza  scrupoli, che si deliziano nel guardare il mondo che precipita negli abissi  dell'i&lt;strong&gt;mmoralità&lt;/strong&gt;, ha oramai minato irrimediabilmente le  fondamenta della nostra società allo sbando.&lt;br /&gt;Il reverendo &lt;strong&gt;Gerard M.  Connally&lt;/strong&gt;, cappellano del carcere di &lt;strong&gt;Johnstown&lt;/strong&gt; in  California, ha trasformato i detenuti, ai quali doveva portare la sua parola di  conforto, in vittime sacrificali delle sue &lt;strong&gt;bramosie&lt;/strong&gt;  sessuali.&lt;br /&gt;Una di queste, un certo &lt;strong&gt;William Victor&lt;/strong&gt;, arrestato  perché sbarcava il lunario rapinando e stuprando le signore che abitano nelle  ville fuori mano, prima gli ha &lt;strong&gt;estorto&lt;/strong&gt; migliaia di dollari con  la minaccia di rendere nota la loro rivoltante relazione e poi ha  &lt;strong&gt;raccontato&lt;/strong&gt; tutto alla direzione del carcere.&lt;br /&gt;Eludendo la  sorveglianza dei secondini, padre Gerard - riporta il quotidiano locale,  &lt;strong&gt;The Tribune&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Democrat &lt;/strong&gt;- portava ogni giorno una  bottiglia di &lt;strong&gt;whisky&lt;/strong&gt; al malavitoso, per comprarne i favori. La  cella diveniva a quel punto testimone di un susseguirsi bestiale di  &lt;strong&gt;violenze&lt;/strong&gt; sessuali, in cui i ruoli di  &lt;strong&gt;stupratore&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;vittima&lt;/strong&gt;  dello stupro si  alternavano senza soluzione di continuità.&lt;br /&gt;Il reverendo è stato denunciato  per violenza sessuale reiterata e &lt;strong&gt;contrabbando&lt;/strong&gt; di alcool in una  prigione di Stato e il malavitoso per estorsione.&lt;br /&gt;Il difensore di  quest'ultimo, intervistato dai media, ha alluso al possesso da parte sua di  &lt;strong&gt;prove&lt;/strong&gt; in grado di dimostrare che le  &lt;strong&gt;responsabilità&lt;/strong&gt; di padre Gerard sono molto più gravi di quanto  le autorità locali non vogliano far apparire.&lt;br /&gt;Commentare con il solito "ma di  questo passo dove andremo a finire?" è perfettamente inutile. Il  &lt;strong&gt;fondo&lt;/strong&gt; dell'abisso è stato già toccato.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--     &lt;rdf:rdf rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"&gt;     &lt;rdf:description about="http://trotzky.splinder.com/post/14168243" identifier="http://trotzky.splinder.com/post/14168243" title="" subject="crollo_morale,sesso_nelle_carceri,contrabbando_di_alcoliciestorsio" ping="http://www.splinder.com/trackback/14168243"&gt;     &lt;/rdf:RDF&gt;     --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-5542566384726546193?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/kdkRxRjBsf8/sesso-ruoli-alternati.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjVM9-tI4I/AAAAAAAABIw/fItkWLpQeaE/s72-c/bishops.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/sesso-ruoli-alternati.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-1088646156017075094</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 20:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T05:43:45.662-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">democrazia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti</category><title>Il vero problema è la Chiesa cattolica e ... viceversa .</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjT8d-tI3I/AAAAAAAABIo/7If56PhSxaY/s1600-h/angelus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjT8d-tI3I/AAAAAAAABIo/7If56PhSxaY/s320/angelus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118574012299813746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(Silvio Pergameno - Agenzia Radicale) Se si leggono i giornali, le riviste e i libri e se si seguono i media, il coro  è unanime: il grande problema dell'Italia sarebbe il comunismo: lo dicono tutti,  lo dicono (o lo lasciano capire) i riformisti, lo dice Berlusconi...e,  certo, se si guarda agli equilibri immediati sembra che sia proprio così. I  riformisti viaggerebbero tanto bene se non ci fossero i comunisti (anche perché  Berlusconi non potrebbe più agitare lo spettro del comunismo) ma anche a destra,  al di là delle polemiche spicciole, senza i comunisti tante cose nella sostanza  sarebbero più facili.&lt;br /&gt;Pure, scendendo a livelli meno  immediati, il vero problema dell'Italia, alla lunga, non sono i comunisti: il  vero problema è la Chiesa cattolica. E viceversa. Perché anche per la Chiesa  cattolica il vero problema è l'Italia. Vorrei fosse chiaro che non muovo da  motivi aprioristicamente polemici nei confronti della Chiesa cattolica, nella  quale non solo vanno rintracciati motivi fondamentali della cultura, anche  politica, italiana ma alla quale va riconosciuto il fatto di aver compiuto con  il Concilio Vaticano 2° e con il pontificato di Giovanni Paolo II  grandi cambiamenti e che con Benedetto XVI si pone sul terreno del  confronto nella società civile (e politica), compensando questa dislocazione  formale (ma la forma quanto è rilevante!) con l'accentuazione dei forti legami  con la tradizione e con la propria storia.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po' il contrario della  interpretazione terzomondista del concilio propria della c.d. teologia della  liberazione, ma anche perchè il Papa parla per tutti i cattolici e tra cattolici  e cattolici ci sono differenze enormi, dalle personificazioni animistiche di  tanti fedeli latinoamericani o africani a Maritain o  Bernanos.   Il vero problema delle democrazia  italiana è la Chiesa cattolica, perché se è vero che la democrazia moderna non è  concepibile se non sull'innesto della tradizione cristiana è d'altra parte  altrettanto vero che la versione liberale della democrazia europea (o  euroamericana) scaturisce dalla riforma protestante.  E la Chiesa cattolica forse non è  pronta a fare i conti con la riforma. E non a caso il contatto con gli altri  cristiani è stato cercato più verso il mondo degli ortodossi greco scismatici  che verso luterani e calvinisti e metodisti e anglicani...più verso Mosca o  Costantinopoli  che verso Londra o Ginevra.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere i principi base della  cultura della sinistra hanno un fondamento cattolico: la pace, l'egalitarismo,  l'attenzione finalizzata sui deboli, l'anticapitalismo, la concezione  moralistica dell'economia. Giorni fa, dico così esemplificando, Emanuele  Severino lamentava che Benedetto XVI accettasse il profitto solo se giusto.   Ma nel liberalismo economico il  profitto è lo strumento di orientamento degli investimenti, perchè si dirigano  verso i settori più proficui e, instaurandovi una sempre maggiore concorrenza  attraverso l'aumento dell'offerta portino alla riduzione dei prezzi, il che poi  non è altro che un aspetto particolare dell'insistenza sulla responsabilità  (cioè il farsi carico delle conseguenze di quel che si dice o si fa o, in altre  parole, la condanna dell'ideologia e delle prese di posizione astratte).    La Chiesa è allora di sinistra? O non si deve  piuttosto pensare che sia la sinistra a non essere progressista...?   Ma se in Italia chiedessimo a tutti  gli italiani se il profitto debba essere giusto, credo che la percentuale di  quelli che risponderebbero che il profitto è...il profitto, e in sé non è né  giusto né ingiusto, sarebbe infinitesimale, e che solo pochi condividerebbero il  giudizio che il profilo diventa ingiusto quando usa del potere politico per  eliminare la concorrenza, cioè per impedire o quanto meno scoraggiare il  movimento dei capitali. Allora Luigi Einaudi o Ernesto Rossi  liberisti...  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'Italia il problema è la Chiesa  cattolica perché senza i cattolici non si costruisce una democrazia liberale  consistente. E' un passaggio difficile, ma va discusso. E per la Chiesa  Cattolica il problema è l'Italia perché senza l'Italia, con la quale esistono un  interscambio culturale e una presenza fisica articolata in due millenni, la  Chiesa cosa sarebbe altrove? Ma dall'Italia viene una spinta verso la Chiesa  a fare i conti con la democrazia liberale?   Ma forse in Italia più che alto si  mira a dirottare dalla propria parte il mondo cattolico tirandolo per le maniche  della giacchetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-1088646156017075094?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/ryrxWbd6sUQ/il-vero-problema-la-chiesa-cattolica-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjT8d-tI3I/AAAAAAAABIo/7If56PhSxaY/s72-c/angelus.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/il-vero-problema-la-chiesa-cattolica-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1856803745939519793.post-6041722304544610950</guid><pubDate>Sun, 07 Oct 2007 20:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-07T05:45:10.393-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bilancio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vaticano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">economia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">potere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiesa</category><title>"Lupus in pagina".</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjSbt-tI2I/AAAAAAAABIg/0kk4mbrFtNI/s1600-h/concistoro1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 272px; height: 136px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjSbt-tI2I/AAAAAAAABIg/0kk4mbrFtNI/s320/concistoro1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118572350147470178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Polemiche e sorrisi su cifre e "padri" rivalutati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ieri  ("Repubblica", p. 31: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;La  Chiesa e la libera stampa&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;") il direttore Ezio Mauro si è stupito  per la "reazione senza precedenti": "'Avvenire' e 'Famiglia Cristiana' si sono  scagliati contro l'inchiesta giornalistica di 'Repubblica' di &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;Curzio  Maltese &lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sui costi della Chiesa cattolica agli italiani".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Rosso Malpelo-Gianni  Gennari&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lo dava per scontato: tanto quelli non reagiscono mai! Ma  allo stupore non segue altro: infatti per lui "l'inchiesta di Maltese non ha  bisogno di difesa"! &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A leggere le "reazioni" di "Avvenire"  e "Famiglia Cristiana" non pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quello scrive e ripete che  la Cei tiene "segreti" i bilanci dell'8 per mille? Falso! Sono pubblici sui  giornali " anche su "Repubblica"! " e su Internet! Quello protesta che nella  ripartizione dell'8 per mille contano solo le scelte espresse? È regola di ogni  scelta democratica: altrimenti in Parlamento il 30% dei seggi resterebbe vuoto.  &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più: "Repubblica" scende in attacchi personali in nome  di un passato letto a modo proprio! Discorso serio? Possiamo indagare tutti sul  passato dei colleghi di "Repubblica"? In realtà contano fatti e numeri. Senza  teorie: sicuri che, rispetto a quanto dà, ciò che la Cei riceve è troppo: in  tutto un miliardo di euro? Sempre ieri per "Repubblica" (p. 1, 25 e 26) è  l'esatto incasso di un solo anno di multe! E per "Panorama" (4/10, copertina) un  solo ministro "ci costa 40 miliardi". Bastano a ripianare l'esborso Cei di 40  anni! Da ultimo: ieri, proprio accanto al suo lamento, Mauro pubblica una  lettera cordiale di mons. Javier Echevarría, prelato dell'Opus Dei. Che nel caso  non c'entra niente. Un sorriso. Di solito lì, in pagina, l'Opus è  bistrattatissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em style="font-weight: bold;"&gt;Ecco la lettera di cui parla Rosso  Malpelo:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La lezione di Escrivá  &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JAVIER ECHEVARRiA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Caro direttore, sono passati  cinque anni dalla canonizzazione di San Josemaria, fondatore dell' Opus Dei.  Ricordo ancora quel 6 ottobre del 2002 quando Giovanni Paolo II proclamava la  santità del fondatore dell' Opus Dei in un' affollatissima Piazza San Pietro,  brulicante di persone provenienti da tutto il mondo. In quei giorni il Santo  Padre definì San Josemaria il santo dell' ordinario, sintetizzando il nucleo dei  suoi insegnamenti: le cose della vita di tutti i giorni sono la strada che  conduce in Cielo. San Josemaria diceva: «C' è un qualcosa di santo, di divino,  nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi  scoprire». Una fabbrica, un ufficio, le pareti domestiche, tutto può divenire lo  scenario di un dialogo fra Dio e l' uomo, fra il Creatore e la creatura. Fondere  la vita di fede con quella ordinaria è una questione di amore che si riflette  nelle relazioni interpersonali: quando si nutre un vero amore per Dio, si sente  l' esigenza di impregnare con il balsamo della carità i rapporti familiari,  sociali, e professionali. Oggi, in un mondo in cui sono crollate le vecchie  ideologie e dove sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze negative delle  azioni ispirate dalla logica del potere, questo ideale di carità cristiana è di  straordinaria attualità. Vivere la carità nella vita di tutti i giorni, dice San  Josemaria, richiede «cuore grande, sentire le preoccupazioni di quelli che ci  circondano, saper perdonare e comprendere, sacrificarsi in unione a Gesù Cristo  per tutte le anime». La carità è l' opzione fondamentale della vita del  cristiano, come ha scritto Benedetto XVI nella Deus caritas est. In questo  quinto anniversario della canonizzazione di San Josemaria il mio pensiero va ai  tanti fedeli e cooperatori della Prelatura dell' Opus Dei i quali, assieme ad  amici e colleghi, spendono la propria vita in iniziative sociali e assistenziali  di profonda radice cristiana, in molti Paesi dei cinque continenti. Queste  iniziative nascono dagli insegnamenti di San Josemaria che sempre incoraggiò i  suoi figli a compiere opere di evangelizzazione e di promozione umana in favore  dei più poveri, come ebbe a ricordare Giovanni Paolo II nel suo discorso il  giorno successivo alla canonizzazione. Eppure, la carità cristiana non si limita  ad essere esercitata solo in attività di tipo assistenziale. La carità è  qualcosa che deve essere vissuta personalmente, ciascuno nella sua situazione,  in famiglia, con i colleghi di lavoro e nelle amicizie. Per il cristiano, la  carità è amare gli altri nella vita quotidiana con manifestazioni visibili. San  Josemaria affermava che l' evangelizzazione è un compito proprio di persone con  il cuore grande e le braccia spalancate. In questi tempi di conflitti nelle  famiglie, nella società e tra le nazioni è urgente sottolineare che mettere in  pratica la carità significa, in gran misura, offrire e accettare il perdono. Il  perdono e la comprensione sono la base per costruire la pace: per mantenere  unita la famiglia, per favorire la coesione sociale, per illuminare le relazioni  internazionali. Il Concilio Vaticano II ha indicato nel divorzio fra la fede e  la vita quotidiana uno dei più grandi mali del mondo moderno (cfr. Gaudium et  spes, 43). Cinque anni dopo la canonizzazione di San Josemaria, il santo dell'  ordinario, supplico Dio affinché, con la sua intercessione, aiuti in modo  speciale noi cristiani a unire nella nostra anima l' amore di Dio all' amore  verso tutti gli uomini, per costruire un mondo migliore. L' autore è prelato  dell' Opus Dei. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1856803745939519793-6041722304544610950?l=dossierchiesacattolica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Dossierchiesacattolica/~3/ZS0Cnqu7A2Q/lupus-in-pagina.html</link><author>noreply@blogger.com (Redazione)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_3j2edQDYUbU/RwjSbt-tI2I/AAAAAAAABIg/0kk4mbrFtNI/s72-c/concistoro1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://dossierchiesacattolica.blogspot.com/2007/10/lupus-in-pagina.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

