<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232</id><updated>2024-09-16T04:37:32.193+02:00</updated><category term="EMDR"/><category term="Bambini dislessici"/><category term="Comportamento interpersonale del genitore ed efficacia del processo educativo con gli adolescenti"/><category term="Comprendere le implicazioni psichiche del trauma in età infantile"/><category term="Coppia 1+1= 3: istruzioni per l’uso"/><category term="DIPENDENZA AFFETTIVA"/><category term="DONNE CHE AMANO TROPPO"/><category term="Difficoltà di apprendimento e dislessia"/><category term="Disturbi di personalità"/><category term="Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività"/><category term="EMDR  III^ parte"/><category term="Enuresi: la pipì al letto"/><category term="GENITORI e FIGLI"/><category term="Gli stili di attaccamento dei bambini"/><category term="Hai bisogno di  aiuto?"/><category term="I Disturbi dell&#39;Apprendimento"/><category term="I bambini vedono e fanno: il processo di copia"/><category term="I buoni propositi per l&#39;anno nuovo: come rispettarli"/><category term="I disturbi alimentari nei bambini"/><category term="I problemi dell&#39;adolescenza"/><category term="Il Binge Eating Disorder"/><category term="Il benessere della famiglia"/><category term="Il viaggio"/><category term="L&#39;Analisi Transazionale nella scuola"/><category term="L&#39;uso del contratto nella Psicoterapia analitico transazionale"/><category term="LA RELAZIONE DI COPPIA E LE SUE CONTRADDIZIONI"/><category term="La Depressione"/><category term="La Dipendenza affettiva"/><category term="La Dislessia"/><category term="La crisi di coppia"/><category term="La relazione madre-bambino"/><category term="Le malattie psicosomatiche"/><category term="Linee-guida per la segnalazione e la presa in carico dei casi di abuso sessuale e maltrattamento ai danni di minori"/><category term="L’Analisi Transazionale e la Psicoterapia Analitico Transazionale"/><category term="L’INTERVENTO STRATEGICO NEI CONTESTI EDUCATIVI: Comunicazione e problem-solving per i problemi scolastici"/><category term="MIP 2011;"/><category term="ONICOFAGIA. Ovvero: autolesionarsi mangiandosi le unghie."/><category term="Psicoterapia"/><category term="Quando l&#39;amore diventa violenza: lo STALKING"/><category term="SESSUALITA&#39; E CORPOREITA&#39;"/><category term="STALKING: “La Sindrome del molestatore assillante”"/><category term="Smettere di fumare"/><category term="Stabilità della relazione di coppia e processi inconsci"/><category term="TEORIA DELLA MENTE E RELAZIONI FAMILIARI.  Ovvero: come si impara a comprendere gli stati emotivi altrui.  (PRIMA PARTE)"/><category term="TERAPIE PSICOLOGICHE EFFICACI CON BAMBINI DISATTENTI E IPERATTIVI: La formazione dei genitori"/><category term="TEST OTTIMISMO E PESSIMISMO"/><category term="Terapia Indiretta con Bambini e Ragazzi difficili"/><category term="Un pericolo per il cuore: la perdita di una persona amata."/><category term="genitorizzazione"/><category term="incidenti stradali"/><category term="traumi"/><title type='text'>Dott.ssa Donatella Ghisu Ѱ</title><subtitle type='html'>Scopo di questo spazio è far conoscere il mio impegno e la mia attività mirata a garantire e/o ripristinare il benessere psicologico e sociale attraverso il problem solving strategico applicato ai problemi umani, associando e utilizzando differenti approcci terapeutici (Analisi Transazionale, Gestalt, Terapia cognitivo-comportamentale...) che si rivelano più consoni, funzionali ed efficaci rispetto alla problematica, alla persona, alla situazione presente e al modo in cui essa la vive.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>76</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-5235658556416122683</id><published>2012-03-21T11:37:00.001+01:00</published><updated>2012-03-21T11:37:30.971+01:00</updated><title type='text'>fare pipi&#39; a letto da adulti (Psicologo)</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://www.bbprofessional.com/articolo/1991/fare-pipi-a-letto-da-adulti.aspx#.T2mvSh-wSq0.blogger&quot;&gt;fare pipi&#39; a letto da adulti (Psicologo)&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/5235658556416122683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/03/fare-pipi-letto-da-adulti-psicologo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/5235658556416122683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/5235658556416122683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/03/fare-pipi-letto-da-adulti-psicologo.html' title='fare pipi&#39; a letto da adulti (Psicologo)'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-6778913021586778897</id><published>2012-01-29T16:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T16:16:30.260+01:00</updated><title type='text'>Il cambiamento</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEieqQVIj2qAoSuE4JKzKVU-eHFpTvUAooioLcbGgGD0V5UL6GNCLyCuZ62lxJU8q8cM4QjUtVX-ubExMwkMNJBFgYDaVziIaFSctBh23zdBPkIU7bNVKNc6Lj36RcYajm9vAFyxJxXOkn-2/s1600/cambiamento.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEieqQVIj2qAoSuE4JKzKVU-eHFpTvUAooioLcbGgGD0V5UL6GNCLyCuZ62lxJU8q8cM4QjUtVX-ubExMwkMNJBFgYDaVziIaFSctBh23zdBPkIU7bNVKNc6Lj36RcYajm9vAFyxJxXOkn-2/s320/cambiamento.jpg&quot; width=&quot;280&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le emozioni guidano e favoriscono i processi decisionali e la soluzione dei problemi. Sono estremamente importanti ed altrettanto importante è riconoscerle per far sì che ci indichino il nostro stato d’animo e la direzione che, rispetto a questo, vogliamo intraprendere.&lt;br /&gt;Le emozioni, dunque, ci forniscono informazioni sui nostri interessi; stabiliscono gli obiettivi per elaborare in modo cognitivo e comportamentale ciò che si può ritenere utile per risolvere i problemi.&lt;br /&gt;Per tale motivo ritengo importante focalizzarmi, in terapia, sulle emozioni e sulla loro integrazione con l’aspetto cognitivo al fine di produrre un nuovo significato a ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo. &lt;br /&gt;Le emozioni emergono in un processo costruttivo che riguarda informazioni affettive, cognitive, motivazionali e senso motorie: tutte aiutano a determinare l’esperienza e l’azione umana.&lt;br /&gt;È pur vero, tuttavia, che nel momento in cui arriviamo ad elaborare ciò che genera un determinato sentimento portandolo al livello di consapevolezza, nel momento in cui rivolgiamo l’attenzione ad una sensazione corporea che è così simbolizzata in consapevolezza. In sintesi, lo schema emotivo che è attivato in una certa situazione, guida il pensiero cosciente, l’azione e il senso degli eventi carico della colorazione emotiva che lo contraddistingue e che possiamo sentire anche a livello corporeo.&lt;br /&gt;È questo che svolge un ruolo decisivo che ci porta verso una decisione, una scelta e che ci fornisce il senso di benessere (“essere in cima al mondo”) o il senso di malessere (“essere giù di corda”).&lt;br /&gt;Le emozioni, allora, fungono da base per la nostra coscienza. Sono sempre presenti e più o meno intense.&lt;br /&gt;Tutti noi organizziamo la nostra esperienza in modo particolare e integrando il nostro apprendimento culturale col nostro senso emozionale di essere al fine di creare nuovi significati. &lt;br /&gt;Se mi sveglio la mattina emotivamente pronto ad affrontare la giornata, intraprenderò dei progetti con entusiasmo e penserò a come portarli avanti. Se, invero, mi sveglio impaurito e depresso, le mie emozioni mi segnalano che qualcosa non va nel modo in cui conduco la mia vita o che è accaduto qualcosa a cui è necessario dare attenzione. &lt;br /&gt;Ascoltando il segnale emotivo inizio a riflettere in modo consapevole su ciò che sto vivendo per riorganizzare il mio mondo. &lt;br /&gt;Per far questo ho, innanzitutto, da tollerare i miei sentimenti e integrarli in ciò che penso di me stesso, per ascoltarli e utilizzarli. &lt;br /&gt;Se da tali sentimenti arriva il segnale che tutto va bene, posso procedere all’azione; ma se ricevo la segnalazione dell’esistenza di un problema, mi attivo in modo consapevole per individuare soluzioni ai problemi che hanno fatto scaturire tale stato d’animo negativo. &lt;br /&gt;In tal modo le emozioni mi motivano, guidano le mie azioni e mi pongono dei problemi per far sì che, razionalmente, io li risolva.&lt;br /&gt;Ma, nel momento in cui mi rendo conto di non riuscire ad utilizzare i segnali inviati dalle emozioni, quando non riesco più a comprendere e gestire il problema che ha generato il mio malessere col quale mi blocco dall’agire, è giunto il momento di ricorrere all’aiuto di un esperto.&lt;br /&gt;Un esperto che faccia sì che il blocco, l’impasse nel quale mi trovo sia superato attingendo alle risorse personali che ho, ma che in quel determinato momento della mia vita, non mi riconosco e non riesco ad utilizzare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’esperto mi aiuterà, dunque, a riconoscere ed utilizzare il potere che ho per cambiare la mia vita e i miei modi di fare, pensare e agire disfunzionali rispetto alla realtà che sto vivendo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/6778913021586778897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/01/il-cambiamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/6778913021586778897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/6778913021586778897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/01/il-cambiamento.html' title='Il cambiamento'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEieqQVIj2qAoSuE4JKzKVU-eHFpTvUAooioLcbGgGD0V5UL6GNCLyCuZ62lxJU8q8cM4QjUtVX-ubExMwkMNJBFgYDaVziIaFSctBh23zdBPkIU7bNVKNc6Lj36RcYajm9vAFyxJxXOkn-2/s72-c/cambiamento.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-3929454936951259481</id><published>2012-01-05T17:15:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T17:15:39.894+01:00</updated><title type='text'>L&#39;equilibrio per il benessere della coppia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjovMRwabdOGpe7N2p78mDSvQqQ5745RbTh_nbjqJCZcpO6UlzNCdGU1FzkYMphzUeiC2vIEwEVLdqbPbSK_zzyzOa9R0ayiUp4F2H40NMXOzTbg62jegrxHc1GuPMI06e-FXNGfO8UMZ8T/s1600/equilibrio+di+coppia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjovMRwabdOGpe7N2p78mDSvQqQ5745RbTh_nbjqJCZcpO6UlzNCdGU1FzkYMphzUeiC2vIEwEVLdqbPbSK_zzyzOa9R0ayiUp4F2H40NMXOzTbg62jegrxHc1GuPMI06e-FXNGfO8UMZ8T/s1600/equilibrio+di+coppia.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sempre più spesso sento coppie
che lamentano disagi nella relazione personale. Disagi causati dalle più
disparate problematiche: la relazione interpersonale col partner relativa ad
incomprensioni sui problemi della vita quotidiana, all’intimità, all’affrontare
difficoltà lavorative, amicali, familiari, al lamentarsi perché non ci si sente
compresi, a dinamiche riguardanti l’educazione dei propri figli, o la gestione
economica familiare, quella della casa in particolare quando anche la donna
lavora fuori casa, e così via.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Son davvero tantissime le
situazioni a causa delle quali insorgono molteplici difficoltà, ma è anche vero
che queste stesse, talvolta, non sono altro che una maschera di qualcosa – che a
volte è di natura inconsapevole – che riguarda altre difficoltà legate all’uno
o all’altro partner o ad entrambe!&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mi capita sovente di ascoltare le
persone che lamentano e sottolineano l’altro come “apparente” causa del proprio
disagio, attribuendo all’altro i motivi delle difficoltà: “Eppure io dico cosa
voglio, come lo voglio. Io dico cosa non va, dico cosa sarebbe bene fare o non
fare. Dico (sempre all’altro) chiaramente cosa non mi va”. Queste sono alcune
delle cose che le persone dicono a me ma in prima battuta a se stesse e, in
questo modo, si scrollano di dosso ogni responsabilità attribuendola – di conseguenza
– all’altro.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se poi i disagi son causati da
difficoltà dei figli, il problema cresce ancor di più fino ad innescare dei
circoli viziosi, dai quali le persone non riescono ad uscire creando delle
impasses, dei blocchi, che portano i partner stessi, a risolvere (quale unica modalità
definitiva) il problema stesso, con la separazione.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per tale ragione ritengo opportuno
e alquanto risolutivo e basato su un comportamento Adulto, accostarsi allo&lt;span style=&quot;font-size: 10.0pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sportello d’Ascolto rivolto alle
Coppie&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’obiettivo è di creare uno
spazio di accoglienza attivo per tutte le coppie che vogliono confrontarsi con
un esperto su argomenti che ritengono importanti per il loro benessere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
&lt;ul style=&quot;margin-top: 0cm;&quot; type=&quot;disc&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;mso-list: l2 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Creare
     uno spazio d’ascolto e lettura dei bisogni dell’individuo e della coppia&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul style=&quot;margin-top: 0cm;&quot; type=&quot;disc&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 36.0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Favorire
     l’elaborazione positiva di particolari momenti di disagio della coppia&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul style=&quot;margin-top: 0cm;&quot; type=&quot;disc&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;mso-list: l1 level1 lfo3; tab-stops: list 36.0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Informare
     ed orientare sulle risorse offerte dal territorio &lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
L’iniziativa
nasce dall’esigenza nonché dalle richieste, di dare uno &lt;strong&gt;spazio di&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;accoglienza immediato&lt;/strong&gt; per le coppie ed un punto di riferimento
che sia anche &lt;strong&gt;economicamente accessibile a tutti&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Il primo
colloquio è di ascolto e conoscenza delle esigenze e delle problematiche
contingenti. Successivamente insieme si delineerà l’eventuale opportunità di un
percorso psicologico o psicoterapeutico. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Tutti i colloqui
sono estremamente riservati e coperti dal segreto professionale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Allo sportello
d’ascolto si accede tramite appuntamento telefonando &lt;strong&gt;dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 20.00 al 3925543431&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/3929454936951259481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/01/lequilibrio-per-il-benessere-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3929454936951259481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3929454936951259481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2012/01/lequilibrio-per-il-benessere-della.html' title='L&#39;equilibrio per il benessere della coppia'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjovMRwabdOGpe7N2p78mDSvQqQ5745RbTh_nbjqJCZcpO6UlzNCdGU1FzkYMphzUeiC2vIEwEVLdqbPbSK_zzyzOa9R0ayiUp4F2H40NMXOzTbg62jegrxHc1GuPMI06e-FXNGfO8UMZ8T/s72-c/equilibrio+di+coppia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-8773057336233962605</id><published>2011-11-27T19:18:00.000+01:00</published><updated>2011-11-27T19:18:14.217+01:00</updated><title type='text'>Dinamiche psicologiche, relazionali e comunicative nel processo educativo:  l’incidenza della qualità nel rapporto genitori-figli</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgP2yxP3T7YF_Eq6eWGU2ACknWIInsuz8T23ro9gcrjUSG3enm7F7WZCa60rVJHHTP5r9fsgrt1r-w-gbgEdyRmiBdAGoNV6GnrfqqmnAEji-PlCPnoByvxi2EsnwbiIxQKZ7aE8DBTfbMd/s1600/fami.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgP2yxP3T7YF_Eq6eWGU2ACknWIInsuz8T23ro9gcrjUSG3enm7F7WZCa60rVJHHTP5r9fsgrt1r-w-gbgEdyRmiBdAGoNV6GnrfqqmnAEji-PlCPnoByvxi2EsnwbiIxQKZ7aE8DBTfbMd/s400/fami.jpg&quot; width=&quot;395&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Da 20 anni mi occupo e mi interesso, del
rapporto genitori-figli prima come educatrice di asilo nido, insegnante di
scuola materna, educatrice di minorati sensoriali e insegnante di scuola
elementare; poi come psicologa e psicoterapeuta. Per tale ragione ho voluto
approfondire gli studi con diversi master e corsi di specializzazione perché, nel
corso degli anni, ho constatato quanto sia fonte di disagio, per i genitori
nell’educare i figli e nella relazione con essi, la scarsa e a volte nulla,
conoscenza a volte di se stessi, a volte dei figli stessi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Proprio per questo, ho capito e notato che la
conoscenza delle necessità e dei bisogni propri e dei figli –appunto- può esser
di sostegno e incoraggiamento in quella che io, ma non solo io, definisco un’ARTE.
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Un’arte
che, tuttavia, non si riceve come scienza infusa e che non è data una volta per
tutte: non si nasce genitori, né automaticamente lo si diviene nel momento in
cui nascono dei figli se non dal punto di vista anagrafico e affettivo. La
capacità, la possibilità, la facilità, in qualche modo, di procreare non è,
automaticamente, sinonimo della capacità e facilità d’essere genitori, nel
senso stretto del termine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Sicuramente, per quel che attiene al punto di
vista educativo e relazionale, tutto cambia. Per diventare insegnanti ed
educatori da sempre esistono corsi di studio anche universitari, percorsi
costruiti ad hoc, con i relativi tirocini che prevedono dei supervisori cui
fare riferimento, coi quali confrontarsi e ai quali chiedere supporto, conferme
e suggerimenti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Per divenire genitori no: e sì che se nel primo
caso –a mio parere e sempre per esperienza personale- è sicuramente più
semplice acquisire determinate competenze [ma mi riferisco qui a quelle
prettamente educative, poiché quelle relazionali difficilmente si possono
imparare una volta per tutte] e, per certi aspetti, mantenerle inalterate; nel
secondo caso, ossia nel caso dei genitori, è senz’altro più complesso. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;Ma
qual è la differenza? &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La differenza è davvero “semplice”, ma nel
contempo assai complessa, poiché, davvero va a toccare molteplici aspetti e
tutti tra loro strettamente correlati e interrelati, ma sicuramente
riconducibili ad un’unica peculiarità: l’affettività.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L’implicazione affettiva, l’essere coinvolti dal
punto di vista emotivo, cambia completamente il punto d’osservazione, cambia
completamente le lenti degli occhiali coi quali ci si ritrova a guardare e
osservare le situazioni familiari. È sicuramente molto difficile mantenere
l’oggettività quando si è coinvolti emotivamente, no?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Sovente
capita, quando ci troviamo coinvolti, in particolare, in situazioni che toccano
anche aspetti emotivi che comportano scelte, decisioni per le quali abbiamo da
rimanere legati a dati di realtà, di sforzarci e, per certi aspetti anche di
essere convinti, di mantenerci “oggettivi”, poiché ci sforziamo di mettere da
parte emozioni e sentimenti, per riuscire a stare sul “razionale”. Ma è anche
vero che, di fatto, una parte seppur minima di soggettività proprio legata alla
sfera emotiva, ai nostri desideri e bisogni si “insinua”. In altre parole e per
dirla con F. Perls (padre della terapia della Gestalt), non esiste
l’oggettività, in quanto nell’esser oggettivi siamo, sempre e comunque,
soggettivi, perché anche nei dati di realtà ci mettiamo ciò che attiene a noi
stessi: alla nostra personale percezione delle cose e al nostro personale modo
di interpretare la realtà stessa, influenzata dalle nostre arcaiche esperienze
di vita, alle nostre credenze e convinzioni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
E
questo è ancor più vero in riferimento alla relazione tra genitori e figli.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La colorazione affettiva che assume la relazione
genitori-figli è altro e non è solo una, in effetti, perché è come se si
trattasse di un prisma estremamente sfaccettato il quale rimanda colori
diversi, ora più intensi ora più tenui; ora singoli e distinguibili ora
molteplici e confondibili con altri, in base a come lo si pone, alla posizione
che assume e in base al modo in cui lo si guarda. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;E
tutto questo da cosa dipende? O meglio, da cosa dipendono tutti questi
cambiamenti di colore e della sua intensità?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Dall’aspetto affettivo, dalle emozioni che di
volta in volta, emergono nell’uno o nell’altro membro della famiglia; emozioni
che son comunque anche legate alle diverse età dei membri stessi, ma anche dal
ciclo di vita che la famiglia sta attraversando e si trova in quel dato
momento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il ciclo di vita familiare è essenzialmente
legato anche, ma non solo, alle età dei suoi componenti e, soprattutto, dei
figli stessi e, nel contempo e cosa affatto trascurabile, da quelle della
realtà sociale in cui la famiglia è inserita e vive e delle famiglie d’origine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;v&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Devo dire che il ciclo di vita familiare così
come quello individuale, fondamentalmente, resta invariato nel tempo. E, a ben
vedere, è caratterizzato sempre dalle stesse fasi.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
In
quello familiare:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La fase che precede il matrimonio;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il matrimonio e quindi la formazione della nuova
coppia coniugale;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La nascita di un figlio con tutte le fasi
inerenti quest’ultimo in giovane età;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Quello della fase adolescenziale dei figli in
cui avviene un primo svincolo di questi dalla famiglia;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La fase in cui i figli si allontanano
fisicamente dalla famiglia d’origine o per lavoro e scelta personale o per
costituire una nuova famiglia, lasciando così il “nido vuoto”;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 27pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Wingdings; mso-bidi-font-family: Wingdings; mso-fareast-font-family: Wingdings;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;Ø&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La famiglia nella fase terminale col pensionamento,
la vecchiaia e così via.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 9pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Ovviamente, ogni fase prevede un cambiamento, un
assestamento, un adeguamento dei suoi componenti ed è anche vero che se i
componenti stessi e tutto il sistema non sono pronti a questo, iniziano le difficoltà,
i problemi, le crisi che, spesso, sfociano in eventi dolorosi e drammatici.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 9pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;E ciò su cui voglio focalizzarmi è proprio la
fase inerente la relazione coi figli e, rispetto a questa, quella che, nella
fattispecie, riguarda proprio l’aspetto relazionale ed educativo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Come ho già detto, fondamentalmente, le fasi del
ciclo di vita son sempre le stesse in ogni famiglia. È anche vero, però, che
qualcosa sembra esser cambiata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;In effetti si nota una certa differenza tra le
famiglie di oggi e quelle di un tempo nemmeno tanto lontano, poi. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Guardando anche solo alle nostre famiglie e,
comunque, alle famiglie di 40-50 anni fa e dunque ai nostri genitori, si
percepisce una differenza nella relazione tra loro e noi e tra noi e i nostri
figli.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Viene da chiedersi in cosa consiste tale
cambiamento e perché, tale cambiamento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;È chiaro ed evidente, dunque, il cambiamento e
l’evoluzione che la società ha avuto già del dopoguerra, col passaggio dalla &lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;famiglia patriarcale&lt;/i&gt; [una famiglia
numerosa, comandata dal padre &quot;patriarca&quot;, cioè il capo e in cui i
figli maschi prendevano moglie e restavano in famiglia facendone aumentare i
componenti: genitori, figli, zii, zie, nipoti, nonno, nonna... Essere in&amp;nbsp;
tanti aumentava&amp;nbsp; la&amp;nbsp; forza-lavoro perché per lavorare nei campi servivano
molte braccia. La scuola passava in secondo piano: era più importante lavorare
per poter mangiare che imparare a leggere e a scrivere] alla &lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;famiglia nucleare&lt;/i&gt; [comunità riproduttiva
composta da &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Madre&quot; title=&quot;Madre&quot;&gt;madre&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Padre&quot; title=&quot;Padre&quot;&gt;padre&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Figlio&quot; title=&quot;Figlio&quot;&gt;figli&lt;/a&gt; che
spessissimo vivono lontano dai genitori . La famiglia nucleare nelle società
occidentali è la forma più diffusa di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_%28societ%C3%A0%29&quot; title=&quot;Famiglia (società)&quot;&gt;famiglia&lt;/a&gt;. Oltre a questa esistono diverse altre
forme di famiglia o di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio&quot; title=&quot;Matrimonio&quot;&gt;matrimonio&lt;/a&gt;, ovviamente].&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Nelle famiglie odierne il numero dei componenti
è notevolmente diminuito con un aumento di quelle che optano per il figlio
unico. Da qui il rovesciamento degli alberi genealogici nel senso che ora,
sull’unico genito, si riversano le attenzioni di genitori, nonni, zie e zii,
sempre più spesso single.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;C’è anche da considerare il cambiamento della
condizione femminile e il miglioramento [se così vogliamo chiamarlo, ma che,
per certi aspetti, così è] della situazione lavorativa della donna.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Questo fa sì che la donna sia oggi, spesso, più
autonoma dal punto di vista economico, cosa che si riverbera inevitabilmente
sulla sua autostima e su una maggiore forza e autonomia di pensiero, decisione
e azione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Proprio per tale ragione, soprattutto la vita
familiare è sicuramente impostata in maniera differente rispetto al passato,
laddove la donna che lavora anche fuori casa, ha maggiori responsabilità e
oneri che vanno a sommarsi a quelli acquisiti col matrimonio e la maternità.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Non ultima è la possibilità della donna, grazie
proprio alla sua indipendenza economica, di svincolarsi, staccarsi e poter fare
a meno, se lo vuole, del vincolo matrimoniale, laddove questo diviene senza
senso e perciò indesiderato per i più svariati motivi. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La donna quindi non è più costretta a perpetrare
il suo matrimonio, la sua convivenza e dipendenza economica ed emotiva con un
uomo (il marito) dal quale ora è libera di separarsi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Nel nostro millennio, a bene vedere, le esigenze
della vita familiare sono cambiate e i desideri, i bisogni, sia dei genitori,
sia dei figli, cambiano ogni giorno che passa, &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;e sono questi ultimi a diventare sempre più i
principali protagonisti e vittime, allo stesso tempo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L’infanzia, definita come quel riferimento
prezioso di sogni, di fantasie, di fisicità, di giochi, di sentimenti, di
scoperte, di paure, si manifesta nei confronti dello stile di vita della
società moderna, caratterizzata dal consumismo, come un disagio psicofisico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;In altre parole, i bambini stanno perdendo la
loro diversità: non è più lasciato loro il tempo per stupirsi e scoprire il
mondo. Infatti, appena aprono gli occhi devono consumare, essere adulti e
competere con gli altri. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La nostra è una società che consuma l’infanzia
(laddove per infanzia intendo la fanciullezza, ossia ogni età che precede la
vita adulta), la sua freschezza, i suoi sogni, la sua fantasia e i suoi gesti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Pertanto, è importante poter usufruire di una
«valutazione qualitativa» nel &lt;i&gt;processo educativo&lt;/i&gt;, che pone l’accento
sull’integrazione di diversi fattori che agiscono su ciascuno di noi e, più in
particolare, sui bambini: la valenza affettiva, la conoscenza psicologica, la
modalità relazionale e comunicativa e, infine, la valutazione soggettiva
dell’espressione del sé. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Comunque sia, i genitori, impegnati nel processo
di formazione dei propri figli per mandato biologico, psicologico e sociale,
risulterebbero così i veri agenti “significativi” di tale possibile
integrazione. Diventa, a questo punto, relativamente spontaneo pensare che educare
i propri figli è un fatto naturale per un genitore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;Che
cosa si deve intendere per &lt;span style=&quot;mso-bidi-font-style: italic;&quot;&gt;processo
educativo?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il concetto di &lt;i&gt;educazione &lt;/i&gt;è senza dubbio
molto più ampio di quanto si creda comunemente: coinvolge tutti gli stimoli che
provengono dal mondo esterno, dalle cure familiari ai contatti con il mondo
della scuola e con il sociale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L’educazione interessa quindi la crescita
psicologica e fisica di ciascuno di noi. La parola &lt;i&gt;educare&lt;/i&gt;, infatti,
deriva dal verbo latino &lt;i&gt;ex ducere&lt;/i&gt;, che significa «tirar fuori», «sviluppare»,
portare a compimento; in altre parole, educare vuol dire aiutare a crescere in
modo positivo. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;In senso molto lato, il termine educazione sta
ad indicare il processo di formazione dell’uomo (inteso sia come individuo sia
come gruppo) nella direzione di una lenta ma autentica scoperta e
chiarificazione di sé, ovvero delle proprie peculiari caratteristiche.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il processo educativo è, dunque, quell’&lt;i&gt;atto
educativo &lt;/i&gt;che,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in qualche modo,
prevede un intervento che ha una continuità nel tempo: in pratica, è una
procedura formativa che dura tutta la vita.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Educare un figlio oggi, significa rivelare ai
genitori (sarebbe più giusto parlare di educatori), i segreti per difenderlo
dalla TV che diventa sempre più la “baby-sitter domestica”, dal computer che
indubbiamente rimaneggia le relazioni interpersonali verso un modello sempre
più diadico: «io-computer», dal cibo (problemi alimentari come, ad esempio,
anoressia e bulimia sono in continuo aumento), dalla dipendenza da telefonino
(o “cellularemania”), dalla droga, dai videogames, ecc., cioè da tutti quei
prodotti del presunto ed inefficace &lt;i&gt;benessere&lt;/i&gt; attuale, che creano
appunto dipendenza e quindi isolamento sociale. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;13&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;13&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Le nuove identità infantili e adolescenziali,
oggi paiono il risultato di creazioni non più del contesto familiare o
comunitario, bensì di tutti questi strumenti che tengono in serbo, isolando un
bambino/ragazzo per ogni fascia di età. I figli diventano comunque esseri “a
rischio”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Questo processo rappresenta però un &lt;i&gt;momento
critico speculare&lt;/i&gt;: &lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;pesa
cioè non solo sui bambini ma anche sui genitori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Infatti, è sempre questa realtà, che costringe
questi ultimi a capire e ascoltare meno i bisogni dei loro figli, poiché è più
potente l’influenza dell’attuale sistema sociale dei consumi e della globalizzazione
dei mercati che si riflette sui ritmi di vita delle persone, della società e
sugli impegni lavorativi di noi tutti.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il mondo dei grandi è sempre più caratterizzato
da modelli di persone come super-manager, super-man, semidei…, in pratica, tutti
“super” impegnati nel ricercare la propria realizzazione, ma poco empatici,
incapaci di ascoltare e parlare con i loro figli e con la speranza di
compensare alla loro assenza attraverso regali sempre più mega, con l’illusione
che, accontentandoli e dando loro ciò che desiderano di materiale, di fatto poi
riescano a porre una pezza nella loro assenza affettiva.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Nella nostra società risulta chiaro come il
sistema famiglia si presenta con delle problematiche che non rendano il
genitore pienamente consapevole e responsabile del suo ruolo (impegni di lavoro
frenetici e totalizzanti, crisi di coppia, separazioni, immaturità psicologiche
che portano a rivestire il ruolo di madre-padre in modo poco responsabile,
incertezza per il futuro e il lavoro, ecc.).&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Sembra quindi evidenziarsi uno sviluppo umano e
socioculturale in continuo espandersi, dove i genitori sembra non abbiano più
“tempo e spazio”, a causa degli impegni, per poter stare con il proprio
bambino, mostrando così carenza di valori affettivo-emotivi e ludici che nella
normale vita quotidiana frantumano e disturbano la relazione e i suoi aspetti
interattivi.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ma la qualità della relazione genitori-figli,
quale mezzo e oggetto della comunicazione, induce a sottolineare l’importanza
degli aspetti personali, relazionali e sociali che permettono di privilegiare
nel rapporto la dimensione dell’ascolto, in senso lato, allo scopo di cogliere
le difficoltà del bambino.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il &lt;i&gt;come &lt;/i&gt;educare i propri figli richiede
dunque dei momenti di confronto e di relazione con loro, ovviamente, che
valorizzino il proprio ruolo, le proprie risorse, che diano la possibilità di
esternare le dinamiche interiori e fare in modo che siano affettivamente
sostenuti.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Essere genitore non garantisce il &lt;i&gt;saper fare &lt;/i&gt;i
genitori, risulta chiaro che questo ruolo (o mestiere!) non è così facile. Di
certo, non esiste un decalogo del bravo genitore: non esistono né genitori né
figli perfetti e non ci sono nozioni scientifiche o informazioni tecnico
pratiche che possano dire con assoluta certezza cosa sia giusto fare o non fare
con un figlio, o libri che possano spiegare come non sbagliare mai.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Col grande Bruno Bettelheim possiamo confermare
che “nel lavoro di crescere i figli, le cose importanti si fanno momento per
momento, mentre accadono i fatti della vita. Non esistono lezioni né momenti
specifici per imparare”.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Fare il genitore è, pertanto, un’ “impresa
creativa” che si formula in modo soggettivo, che nasce dal confronto delle
esperienze della propria vita e stili comportamentali acquisiti empiricamente,
si evolve attraverso la consapevolezza delle proprie modalità relazionali e
comunicative e si consolida nel riconoscere il &lt;i&gt;cambiamento &lt;/i&gt;(visto,
appunto, come aspetto caratteristico di qualunque crescita) come una risorsa, e
non come aspetto negativo.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;In questo senso, abbiamo da ricordare sempre che
la comunicazione è molto importante nel rapporto genitori-figli poiché è una &lt;i&gt;conditio
sine qua non&lt;/i&gt;, fondamentale e indispensabile della vita umana e
dell’ordinamento sociale.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-list: l2 level2 lfo5; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ma per comunicare nella relazione coi propri
figli abbiamo da ascoltare i loro bisogni per salvare insieme a loro anche gli
adulti e così l’umanità. [Qui apro una parentesi, per spiegare cosa intendo per
“salvare insieme ai figli anche gli adulti e l’umanità”: &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Ogni cosa che noi facciamo, in bene e in male,
è imitata, presa e appresa dai minori e le acquisizioni fatte che si porteranno
dietro, caratterizzeranno la loro vita futura e la vita di coloro coi quali
entreranno poi in relazione, ivi compresi quelli che saranno li loro figli].&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
Per riuscire a fare questo,
credo sia necessario imparare ad ascoltare i propri bisogni e a riconoscere e
distinguere le proprie emozioni da quelle dei bambini.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-list: l2 level2 lfo5; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Per ascoltare le emozioni dei propri figli è
indispensabile tener conto del fatto che, nella crescita umana, intervengono un
insieme di fattori, quali: l’unicità del figlio e il suo personale modo di
rispondere agli stimoli; l’unicità dei genitori che si pongono di fronte al
proprio figlio con il loro peculiare modo d’essere; infine, l’unicità della
loro interazione dovuta al particolare incontro di quel determinato individuo
con quei genitori.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-list: l2 level2 lfo5; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Questo significa che il processo di crescita è
molto complesso e va al di là di semplici interazioni causa-effetto del tipo
“Se attiverò questo comportamento, otterrò questa reazione”.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-list: l2 level2 lfo5; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Molto importanti, sono i comportamenti, gli
atteggiamenti e gli stili che i genitori possono dare a loro stessi e al
figlio, al fine di facilitare un “sano” sviluppo di quest’ultimo e una loro
efficace interazione.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; mso-layout-grid-align: none; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; margin-left: 0cm; mso-layout-grid-align: none; mso-list: l2 level2 lfo5; tab-stops: 18.0pt; text-align: justify; text-autospace: none; text-indent: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;*&quot; height=&quot;19&quot; src=&quot;file:///C:/DOCUME%7E1/USERPC%7E1.000/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image003.gif&quot; width=&quot;19&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ci sarebbe davvero tanto ancora da dire, in un
discorso che è davvero impossibile esaurire in poche parole: è pur vero,
tuttavia, che il messaggio principale che io vorrei inviare tramite questo
articolo, è che, proprio come si evince dal titolo stesso, è necessario sapersi
prender cura di sé, per potersi prender cura dei propri figli e, soprattutto,
che se è vero che è importante conoscere le fasi di evoluzione dei propri
figli, caratterizzati da determinati bisogni e mete di sviluppo differenti per
ogni fase; è altrettanto vero che è necessario tener conto dei comportamenti
che aiutano i figli ad attraversare quella determinata fase evolutiva definiti
“compiti” dei genitori verso i figli stessi; e, ancora, conoscere i potenziali
problemi dovuti ad un’inadeguata genitorizzazione, evidenziando gli interventi
che possono, invero, sortire effetti positivi sulla crescita. È, inoltre, vero
che i GENITORI hanno da ricordare e considerare e mai da metter da parte, i
PERMESSI che hanno bisogno di dare a se stessi e i bisogni che è importante soddisfare,
per essere in grado di avere cura dei propri figli nel momento in cui ri-sperimenteranno
insieme a questi ultimi, quel determinato stadio di sviluppo.&lt;span style=&quot;font-size: 16.0pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/8773057336233962605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/11/dinamiche-psicologiche-relazionali-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8773057336233962605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8773057336233962605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/11/dinamiche-psicologiche-relazionali-e.html' title='Dinamiche psicologiche, relazionali e comunicative nel processo educativo:  l’incidenza della qualità nel rapporto genitori-figli'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgP2yxP3T7YF_Eq6eWGU2ACknWIInsuz8T23ro9gcrjUSG3enm7F7WZCa60rVJHHTP5r9fsgrt1r-w-gbgEdyRmiBdAGoNV6GnrfqqmnAEji-PlCPnoByvxi2EsnwbiIxQKZ7aE8DBTfbMd/s72-c/fami.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-3251544367393282118</id><published>2011-06-29T19:16:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T19:16:30.499+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="L&#39;Analisi Transazionale nella scuola"/><title type='text'>L&#39;Analisi Transazionale nella scuola</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGDvbpjypOtdLHT9YCztDuQ1tZy_naQajH9Xr0u77CPTzly7G3v7jSLQ7UwmrlyBpLW4ov46QrUShGrBo0DyzbkzJ8GhrO6o1VArSHiRfKVzpBSAEaeW-4viuK-BDzDdUU_g0OjLNSZ6Q7/s1600/scuola.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGDvbpjypOtdLHT9YCztDuQ1tZy_naQajH9Xr0u77CPTzly7G3v7jSLQ7UwmrlyBpLW4ov46QrUShGrBo0DyzbkzJ8GhrO6o1VArSHiRfKVzpBSAEaeW-4viuK-BDzDdUU_g0OjLNSZ6Q7/s1600/scuola.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGDvbpjypOtdLHT9YCztDuQ1tZy_naQajH9Xr0u77CPTzly7G3v7jSLQ7UwmrlyBpLW4ov46QrUShGrBo0DyzbkzJ8GhrO6o1VArSHiRfKVzpBSAEaeW-4viuK-BDzDdUU_g0OjLNSZ6Q7/s400/scuola.jpg&quot; width=&quot;397&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;Analisi Transazionale può senz&#39;altro accrescere l&#39;efficacia in quasi tutte le imprese umane nelle quali le persone siano in interazione con altre persone.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;AT è utilizzata in una grande varità di setting educativi e organizzativi. Ciascuno di essi ha le proprie caratteristiche ed esigenze.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La teoria fondamentale dell&#39;AT è la stessa per il lavoro educativo e organizzazionale (EO) che per le applicazioni cliniche. Ma vi sono delle differenze di acentuazione e di tecniche.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel lavoro clinico il &lt;i&gt;contratto &lt;/i&gt;è di solito bilaterale, perché è negoziato tra terapeuta e paziente. All&#39;opposto i contratti nei setting EO sono il più delle volte trilaterali. Il contratto d&#39;affari sarà negoziato tra il terapeuta e l&#39;ente a favore di altri membri di questo ente. Per esempio, un&#39;azienda può assumere un fromatore di AT per lavorare coi suoi dipendenti. Il contratto di trattamento probabilmente sarà anch&#39;esso almeno in parte negoziato tra il terapeuta e l&#39;ente, più che coi singoli o i gruppi coi quali egli lavorerà effettivamente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo implica che tutte le parti devono essere particolarmente attente a mantenere chiare e nette procedure contrattuali per evitare dei giochi a tre. Per esempio un&#39;azienda può assegnare dei dipendenti a un corso di formazione in AT anche se questi non hanno nessuna motivazione iniziale a seguirlo. A meno che il punto di partenza sia reso esplicito nellke trattative di contratto tra l&#39;azienda, il terapeuta e i membri del gruppo, ci sono immediate possibilità che tutte e tre le parti assumano dei ruoli del triangolo drammatico con successivi passaggi e giochi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel lavoro con le EO il terapeuta fugne da facilitatore, da addestratore o allenatore pià che da terapeuta.&amp;nbsp; Il più delle volte inviterà i membri del gruppo ad affrontare ciò che sta avvenendo a &lt;i&gt;livello sociale&lt;/i&gt; più che a &lt;i&gt;livello psicologico&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel lavoro con le EO, dunque, il terapeuta si incentrerà il più delle volte su come la persona o il gruppo possono risolvere nel modo più efficace dei problemi pensando e agendo nel presente piuttosto che esplorando quale problema del passato debba risolvere una persona.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;autonomia implica chiarezza di pensiero ed efficacia nel risolvere i problemi. L&#39;educatore mira ad aiutare i propri studenti a sviluppare queste capacità. Pertanto l&#39;autonomia è un obiettivo generale altrettanto importante nei setting educativi come nel lavoro clinico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;educatore di solito avrà modo di rapportarsi coi propri studenti su un periodo più lungo e in modo più personale di quanto sia possibile al terapeuta di organizzazioni. Per la natura stessa dei setting educativi è particolarmente probabile che gli studenti possano &lt;i&gt;mettere il viso di qualcun altro &lt;/i&gt;su quello dell&#39;insegnante e che questi a sua volta possa rispondere a queste riproposizioni del passato, assumendo un ruolo Genitoriale. Può evitare di farlo acquisendo una coscienza della teoria del copione e imparando il contenuto del proprio copione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le teorie dell&#39;AT sullo sviluppo infantile possono guidare l&#39;educatore ad affrontare efficacemente i giovani in svariate fasi dello sviluppo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: red; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;u style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;STATI DELL&#39;IO&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il modello fondamentale degli stati dell&#39;Io è chiaramente comprensibile ai bambini sin dall&#39;età in cui cominciano ad andare a scuola. La semplicità di linguaggio dell&#39;AT aiuta in questo. Esaminando il contributo e le motivazioni di tutti e tre gli stati dell&#39;Io, gli studenti diventano più capaci di imparare con una chiara consapevolezza delle proprie intenzioni e desideri. Le esperienze d&#39;apprendimento stesse sono, probabilmente, più efficaci se fanno appello a tutti e tre gli stati dell&#39;Io. E&#39; particolarmente importante rendersi conto che il Bambino Libero è la fonte della creatività e dell&#39;energia nella personalità e va coinvolto nel processo di apprendimento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lo stesso educatore deve avere libero accesso a tutti e tre i propri stati dell&#39;Io. Per gran parte del tempo egli esibirà una capacità di problem solving propria dell&#39;Adulto. Spesso avrà bisogno di porre dei netti limiti a partire dal Genitore Normativo positivo e di prendersi cura degli altri a partire dal Genitore Affettivo positivo. Può entrare nel proprio Bambino per modellare la spontaneità, la capacità intuitiva e la gioia dell&#39;apprendere.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;u style=&quot;color: blue;&quot;&gt;TRANSAZIONI , CAREZZE, STRUTTURAZIONE del TEMPO&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;analisi delle transazioni è utile nel mantenere la cominicazione tra gli insegnanti e gli studenti chiara, produttiva e libera da programmi nascosti. L&#39;impiego delle &lt;i&gt;opzioni &lt;/i&gt;può aiutare sia gli insegnanti sia gli studenti a uscire dalle interazioni &quot;bloccate&quot; Genitore-Bambino.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Individuare ed evitare il comportamento &lt;i&gt;Spinta &lt;/i&gt;può essere di grande aiuto nel chiarire la cominicazionie. C&#39;è una grande differenza tra imparare qualcosa e cercare d&#39;impararla. Chi tiene una lezione giunge più chiaramente agli altri quando si prende il tempo necessario invece di sbrigarsi. Gli studenti migliorano le loro tecniche di studio quando si accontentano di studiare abbastanza, invece di cercare di essere perfetti studiando tutto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;attenzione agli schemi delle &lt;i&gt;carezze &lt;/i&gt;e della &lt;i&gt;strutturazione del tempo &lt;/i&gt;è impoertante nella scuola in modo molto simile che nel lavoro con le organizzazioni. L&#39;aula e la sala conferenze sono dei terreni di coltura di &lt;i&gt;giochi &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;racketeering &lt;/i&gt;[1] particolarmente fertili.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Gli studenti possono effettuare giochi quali &quot;Lo Stupido&quot;, &quot;Non Puoi Costringermi a&quot; o &quot;Fammi Qualcosa&quot; (col suo potenziale passaggo a &quot;Guarda Cosa mi hai Fatto Fare&quot;). Gli insegnanti possono giocare a &quot;Non è la Volontà che mi Manca&quot;, &quot;Sto Solo Cercando di Aiutarti&quot;, &quot;Perchè non...&quot; o &quot;Il Difetto&quot;. Una conoscenza dell&#39;analisi dei giochi permette agli studenti e agli insegnanti di evitare questi scambi improduttivi e di passare all&#39;attività d&#39;insegnamento o di apprendimento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;impiego della s&lt;i&gt;tipulazione dei contratti &lt;/i&gt;aiuta gli educatori e i discenti a raggiungere un chiaro e manifesto accordo su cosa devono fare e sul modo migliore per ottenerlo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;u style=&quot;color: magenta;&quot;&gt;AFFRONTARE LA PASSIVITA&#39;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nei setting educativi è particolarmente probabile che ci si aspetti una simbiosi. Questa aspettativa può persino essere manifesta in alcune culture nelle quali gli insegnanti sono tradizionalmente tenuti a impersonare il ruolo di Genitore e di Adulto mentre lo studente fa il Bambino. Gi attuali approcci all&#39;educazione sono d&#39;accordo con l&#39;AT nel considerare questa una svalutazione delle capacità di entrambe le parti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una conoscenza dei concetti schiffiani aiuta gli insegnanti e gli studenti a rimanere fuori della simbiosi e a fare pieno impiego di tutti e tre gli stati dell&#39;Io. Gli educatori possono imparare a riconoscere i quattro comportamnti passivi e ad affrontarli, invece di entrare nei giochi. Se il setting istituzionale lo rende possibile si possono costituire dei gruppi e delle classi di esercitazione che forniscano un ambiente reattivo nel quale insegnanti e studenti si assumano la reciproca responsabilità di promuovere chiarezza di pensiero e attiva risoluzione dei problemi.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/3251544367393282118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/06/lanalisi-transazionale-nella-scuola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3251544367393282118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3251544367393282118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/06/lanalisi-transazionale-nella-scuola.html' title='L&#39;Analisi Transazionale nella scuola'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGDvbpjypOtdLHT9YCztDuQ1tZy_naQajH9Xr0u77CPTzly7G3v7jSLQ7UwmrlyBpLW4ov46QrUShGrBo0DyzbkzJ8GhrO6o1VArSHiRfKVzpBSAEaeW-4viuK-BDzDdUU_g0OjLNSZ6Q7/s72-c/scuola.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-9059534090448099066</id><published>2011-06-24T16:37:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T16:37:18.264+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="EMDR"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="incidenti stradali"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="traumi"/><title type='text'>Incidenti stradali e EMDR</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;color: red; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;b&gt;Come sconfiggere la paura di rimettersi alla
guida dopo un incidente stradale&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;color: red; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp;A seguito di un incidente
stradale possono emergere difficoltà legate al rimettersi alla guida. Tali
difficoltà possono emergere nel periodo immediatamente successivo all’incidente
ed essere facilmente attribuite all&#39;evento stesso; oppure, possono emergere
anche a distanza di mesi o anni magari sotto forma di attacchi di panico o
ansia legata alla guida e difficilmente vengono ricollegati all&#39;incidente
avvenuto tempo prima. Anche i bambini possono essere vittime di traumi
psicologici legati ad incidenti stradali, persino in età pre-verbale. Bambini
che hanno subito incidenti stradali prima dei tre anni di età non ricordano
l’evento (la memoria esplicita non si era ancora sviluppata), ma permane in
loro una memoria implicita, ovvero non consapevole, e corporea di quanto è
accaduto. Il malessere che provano quando salgono in macchina potrebbe essere
legato a quell’incidente a cui nessuno aveva mai pensato in precedenza. In
tutti questi casi rivolgersi ad uno psicologo con formazione EMDR (Eye Movement
Desensitization and Reprocessing) può essere d’aiuto&quot;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Rimettersi alla guida, infatti, spesso fa paura perché si riattiva il ricordo
del pericolo, e quindi c’è l’evitamento. Rimane bloccato il ricordo con la
sensazione negativa e la persona fa fatica a guidare di nuovo per questo collegamento
emotivo che fa. L’EMDR sblocca questo meccanismo e la persona non associa più
la guida alla paura.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/9059534090448099066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/06/incidenti-stradali-e-emdr.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/9059534090448099066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/9059534090448099066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/06/incidenti-stradali-e-emdr.html' title='Incidenti stradali e EMDR'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-334883795307335354</id><published>2011-05-31T16:02:00.002+02:00</published><updated>2011-05-31T16:24:59.257+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="genitorizzazione"/><title type='text'>Il processo evolutivo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgVqM6YMek2ka8fkwWkf2ArR2qvDGlDha_IMSRxeqVBTEqFs1DPlf4qRuAO8cn8fAM7gvudURNgL7UW6iH_B7Ioq6pSvTRhkTNWa4xAMGlu9IPhyphenhyphenzzWxycbaEiw0wuGlGCraZ_MEZZg1Efw/s1600/gen.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;287&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgVqM6YMek2ka8fkwWkf2ArR2qvDGlDha_IMSRxeqVBTEqFs1DPlf4qRuAO8cn8fAM7gvudURNgL7UW6iH_B7Ioq6pSvTRhkTNWa4xAMGlu9IPhyphenhyphenzzWxycbaEiw0wuGlGCraZ_MEZZg1Efw/s400/gen.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La funzione genitoriale è quella di educare un bambino fino alla 
maturità e all’indipendenza, in modo che egli sia sano. E’ condizione 
necessaria alla realizzazione di questo compito la formazione di una 
smbiosi sana, seguita da una sua risoluzione che proceda gradualmente e a
 un passo proporzionato al funzionamento biologico e sociale del bambino
 e alle richieste dell’ambiente in cui il bambino vive.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;GENITORIZZAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sicuramente la prima responsabilità dei genitori è di &lt;em&gt;proteggere &lt;/em&gt;i propri figli dalle minacce fisiche alla loro sopravvivenza e al loro sviluppo sano.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A un primo livello ciò significa 
controllare che essi abbiano cibo, calore e riparo. Poiché i bambini 
sono per un certo periodo di tempo incapaci di anticipare gli eventi 
futuri o di pianificare mete non immediate, i genitori assolvono queste 
funzioni in relazione a molti aspetti della salute fisica, quali la 
nutrizione, l’esercizio fisico, le cure mediche e dentistivhe. 
L’attività dei genitori in quest’ambito sarà incorporata nel Genitore 
del figlio sotto forma di messaggi del tipo “Prenditi cura di te stesso”
 o “Tu sei importante” e nel Bambino come apprendimento di abitudini.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Man mano che crescono i figli si 
assumono crescenti responsabilità per quelle funzioni che richiedono una
 pianificazione preliminare, e la realizzazione efficace di queste 
funzioni è un’indicazione che essi hanno della loro autonomia e della 
consapevolezza del loro valore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un’altra responsabilità genitoriale è la
 facilitazione del funzionamento sociale dei figli. Durante tutto il 
periodo della maturazione esistono delle mete identificabili di 
apprendimento socciale che sono le più coerenti con la maturazione 
biologica del bambino e con le richieste dell’ambiente sociale. Se 
queste mete non vengono raggiunte all’età prescritta, la successiva 
consapevolezza di questa mancanza e l’effettiva risoluzione o non 
risoluzione del problema, andranno probabilmente a scapito delle risorse
 di energie, delle mete evolutive di quel periodo e del senso di essere 
OK del bambino.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Gli stati dell’Io di un neonato si 
possono visualizzare come spazi vuoti. Tali spazi sono riempiti man mano
 che l’infante cresce, osserva e impara. I genitori influenzano in larga
 misura il tipo di messaggi, di definizioni e di idee che verranno 
incorporati in ogni stato dell’Io. E’ consigliabile che i genitori siano
 consapevoli delle mete che essi hanno rispetto ai propri figli e che le
 mete siano attentamente vagliate in vista dei requisiti di 
funzionamento sano in relazione sia alle richieste interne, sia a quelle
 esterne.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una struttura genitoriale sensata e 
coerente è necessaria per fornire un’adeguata protezione, non solo per 
il benessere fisico del figlio, ma anche per stabilire un clima in cui 
il bambino possa crescere sano, verificare i propri limiti e arrivare a 
un massimo sviluppo di sponaneità e creatività. Devono esserci 
opportunità per l’intimità, e anche per la separazione, fiducia nella 
capacità di risolvere problemi e difucia nell’essere OK degli estranei e
 dell’ambiente sociale allargato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per ogni bambino è importante incorporare dei messaggi specifici:&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;

&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
1) – puoi risolvere i problemi;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
2) – puoi pensare;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
3) – puoi fare le cose.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In ogni stadio sono importanti le carezze.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I bambini hanno bisogno di carezze sia 
positive sia negative: alla fine del periodo di simbiosi la somma totale
 deve essere a favore di quelle positive, ma durante particolari periodi
 può essere appropriata una prevalenza delle negative.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E’ da sottolineare che anche in questi 
casi i bambini ottengono carezze positive dall’investimento e 
dall’interessamento dei genitori per loro. Dopo il periodo orale è 
importante che le carezze diventino in parte condizionali, cioè 
riguardanti gli aspetti sia interni, sia esterni del bambino, così da 
facilitare la consapevolezza sociale e anche per assicurare che il 
figlio abbia una consapevolezza certa della sollecitudine dei suoi 
genitori.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un errore frequente nella 
genitorizzazione si determina quando i bambini non ricevono abbastanza 
messaggi su “cosa fare”, in quanto è quasi inevitabile che da ciò i 
bambini incorporino messaggi sul “non fare”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questo caso, possono predere la 
capacità di usare questi messaggi in assenza di messaggi prescrittivi 
concernenti, quali alternative comportamentali siano socialmente 
accettabili. Una esagerazione del non fare, oltre a non facilitare un 
funzinamento efficace, può molto probabilmente determinare agitazine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una buona regola pratica è che, ogni 
qualvolta viene detto ai bambini cosa non fare, venga anche detto loro 
cosa fare al posto di ciò che viene vietato. Questo contribuirà a 
costruire una fiducia in se stessi in quanto OK e nelle proprie capacità
 di risolvere i rpoblemi, stabilirà una struttura per verificare i 
propri limiti e insegnerà a pensare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E’ importante che il genitore sia 
potente. I bambini hanno bisogno di icorporare un genitore che faccia 
far loro le cose che non vogliono fare e che impedisca loro di fare cose
 che non dovrebbero fare. La locuzione “dovresti” ha il solo risultato 
di far sì che i bambini si sentano non-Ok, se essi sanno che cosa 
“dovrebbero”, ma non sono in grado di farlo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Durante la crescita, i bambini devono 
prendre su di sé la responsabilità di fare la cosa “giusta” e 
verificarla facendo la cosa sbagliata. Il genitore deve essere 
sufficientemente flessibile da permettere al figlio di usare questo 
procediemnto e, quindi, di reagire con le carezze appropriate al caso, 
positive o negative.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/334883795307335354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/il-processo-evolutivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/334883795307335354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/334883795307335354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/il-processo-evolutivo.html' title='Il processo evolutivo'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgVqM6YMek2ka8fkwWkf2ArR2qvDGlDha_IMSRxeqVBTEqFs1DPlf4qRuAO8cn8fAM7gvudURNgL7UW6iH_B7Ioq6pSvTRhkTNWa4xAMGlu9IPhyphenhyphenzzWxycbaEiw0wuGlGCraZ_MEZZg1Efw/s72-c/gen.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-8322464637463695456</id><published>2011-05-12T00:28:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T22:35:16.767+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="MIP 2011;"/><title type='text'>Cos&#39;è il MIP e perché</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Anche quest’anno la Dott.ssa Donatella Ghisu partecipa al programma MIP 2011&lt;/b&gt;,
 Maggio di Informazione Psicologica,&amp;nbsp; un’iniziativa di Psycommunity, la 
comunità&amp;nbsp;web degli psicologi italiani che si impegnano, a titolo 
volontario, a promuovere eventi e manifestazioni culturali inerenti la 
psicologia. Molte sono le potenzialità applicative della psicologia per 
il benessere dell’individuo, della coppia, della famiglia, dei gruppi e 
della società.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il MIP, che avrà luogo per il quarto anno consecutivo, si pone gli 
obiettivi di diffondere un’adeguata cultura del benessere psicologico, 
di sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico, di facilitare 
l’incontro con lo psicologo e lo psicoterapeuta, di divulgare corrette 
informazioni e sfatare pregiudizi, d’incoraggiare e promuovere la 
cultura psicologica in Italia, di far conoscere gli ambiti di 
applicazione della psicologia, di fare chiarezza sulla professionalità 
dello psicologo e dello psicoterapeuta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per tutto il mese di maggio 2011 gli psicologi presenti in tutte le 
città italiane metteranno gratuitamente la propria esperienza e le 
proprie conoscenze a disposizione delle persone, incontrandole e 
fornendo informazioni sulla prevenzione e sul benessere psicologici, 
sulla psicologia e sugli psicologi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Gli psicologi offriranno un colloquio psicologico gratuito a chi ne farà richiesta.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;color: red;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Edizione MIP 2011 – Prenota il tuo Colloquio Gratuito qui!&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.elencopsicologi.it/nominativo.asp?cod=3266&quot;&gt;&amp;nbsp; http://www.elencopsicologi.it/nominativo.asp?cod=3266&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si svolgeranno, inoltre, presso gli studi degli psicologi e presso 
luoghi pubblici: iniziative, seminari, incontri a tema ed esperienziali 
del tutto gratuiti a carattere informativo su tutti gli ambiti di 
applicazione della psicologia.&lt;br /&gt;
Ogni utente del MIP, inoltre, riceverà materiale informativo gratuito.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;h1&gt;

&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=fCyxrtfu7To&amp;amp;feature=player_embedded&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/8322464637463695456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/cose-il-mip-e-perche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8322464637463695456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8322464637463695456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/cose-il-mip-e-perche.html' title='Cos&#39;è il MIP e perché'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-6643221155597993551</id><published>2011-05-08T13:01:00.000+02:00</published><updated>2011-05-08T13:01:06.604+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Psicoterapia"/><title type='text'>Perchè la Psicoterapia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJi_YxYOJ7_dNVbAnpUvCeMJHQxTF0Rf5s6JDfOCnpxWQE8EF9les0RBXB7i7d06BSbIkkNLw17ZsJvChOEi69izzE88GdZ7Cr3NL5RxKsI30Ay_hDdVZJviCz7uw6t4bUNrLIfstMqiNp/s1600/psico.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;288&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJi_YxYOJ7_dNVbAnpUvCeMJHQxTF0Rf5s6JDfOCnpxWQE8EF9les0RBXB7i7d06BSbIkkNLw17ZsJvChOEi69izzE88GdZ7Cr3NL5RxKsI30Ay_hDdVZJviCz7uw6t4bUNrLIfstMqiNp/s400/psico.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; Un
 disturbo psichico, prima di diventare tale, spesso, rimane per lungo 
tempo un disagio trascurato, nella magica attesa “che passi”.&lt;br /&gt;Contrariamente
 a quanto avviene quando il corpo risulta malato, il disagio e la 
sofferenza psichica talvolta non vengono “ascoltati”, con la conseguenza
 di un inasprimento della sintomatologia e un aumento progressivo del 
dolore psichico.&lt;br /&gt;La psicoterapia è un’importante risorsa nei casi 
conclamati, ma anche una preziosa attività di prevenzione in situazioni 
di disagio o di assenza di benessere.&lt;br /&gt;A questo proposito, mi pare 
importante riflettere sulla definizione di “salute” fornita 
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di: “uno stato di 
completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente 
assenza di malattia o di infermità.”&lt;br /&gt;La salute è da intendere, 
quindi, come sviluppo delle proprie potenzialità, come attuazione di 
cambiamenti che vadano in favore di se stessi, come ricerca di 
benessere.&lt;br /&gt;La psicoterapia è un percorso fatto a due, terapeuta e 
cliente, con un obiettivo condiviso. Si tratta di un rapporto paritario 
nell’ambito del quale ognuno mette a disposizione le proprie competenze 
in vista del cambiamento: il terapeuta attinge alle sue conoscenze 
teoriche e tecniche, nonché umane, acquisite nel corso della sua 
formazione; il cliente attinge alla conoscenza che ha di sé, del suo 
disagio, della sua sofferenza, ma anche alla sua voglia di cambiare e di
 uscire dal tunnel in cui sente di essere entrato.&lt;br /&gt;L’idea centrale 
dell’Analisi Transazionale è che l’essere umano, in qualsiasi età e in 
qualsiasi condizione psicologica si trovi, può ritrovare in se stesso le
 potenzialità di cui ha bisogno per vivere a pieno la propria esistenza.&lt;br /&gt;Trovo
 molto suggestiva la metafora utilizzata dallo psicoanalista Armando B. 
Ferrari (2005) il quale, per descrivere il modello terapeutico da lui 
utilizzato, parla del “pulviscolo di Giotto”; egli si riferisce 
all’opera di restauro iniziata dopo il violento terremoto che, nel 1997,
 danneggiò la Basilica di San Francesco ad Assisi all’interno della 
quale si trovava una importante serie di affreschi di Giotto.&lt;br /&gt;Sebbene
 questi affreschi siano stati praticamente polverizzati dal terremoto, 
un’èquipe di tecnici ne ha ricostruita una parte. Analogamente, analista
 e analizzato, nel percorso terapeutico, ricostruiscono un nuovo modo di
 pensare la vita, anche a partire da situazioni che possono far pensare 
ad una “polverizzazione” delle capacità di vivere la vita con gioia e 
pienezza, anche quando di queste capacità non rimangono che semplici 
frammenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/6643221155597993551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/perche-la-psicoterapia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/6643221155597993551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/6643221155597993551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/05/perche-la-psicoterapia.html' title='Perchè la Psicoterapia'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJi_YxYOJ7_dNVbAnpUvCeMJHQxTF0Rf5s6JDfOCnpxWQE8EF9les0RBXB7i7d06BSbIkkNLw17ZsJvChOEi69izzE88GdZ7Cr3NL5RxKsI30Ay_hDdVZJviCz7uw6t4bUNrLIfstMqiNp/s72-c/psico.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-8463320639578106717</id><published>2011-04-04T23:46:00.000+02:00</published><updated>2011-04-04T23:46:15.141+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il benessere della famiglia"/><title type='text'>Su facebook la pagina per il benessere della famiglia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/8463320639578106717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/04/su-facebook-la-pagina-per-il-benessere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8463320639578106717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/8463320639578106717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/04/su-facebook-la-pagina-per-il-benessere.html' title='Su facebook la pagina per il benessere della famiglia'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj2GZediKrjQLiVPYlOgKRX-64-X-vZc4xMwbGNTv9rvIG1WWJr6rchtokg0g9j6lAs57fJWVhTwcTtRKvBqGRgeB1gWK4DGKLFKSWegBaXeM-9JBD3hNgNxcG4a79rJ4_fqJGbomokGC3c/s72-c/badge.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-4101562691197347224</id><published>2011-04-02T23:00:00.000+02:00</published><updated>2011-04-02T23:00:09.113+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Smettere di fumare"/><title type='text'>Smettere di fumare</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvpIyiTTa6O03db5AH4YuaM4gsXynlyqxfY_2H-VTkHEtvGWfQKnSpHxdj6bEG81qYQ-Fn3GYsufBM9X-n7E1P0rCW4ek3HNlCCu1-wBl8HL29SRQTU4MvoadbBkpHpN0fbRXHo2D9V5si/s1600/fumo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvpIyiTTa6O03db5AH4YuaM4gsXynlyqxfY_2H-VTkHEtvGWfQKnSpHxdj6bEG81qYQ-Fn3GYsufBM9X-n7E1P0rCW4ek3HNlCCu1-wBl8HL29SRQTU4MvoadbBkpHpN0fbRXHo2D9V5si/s400/fumo.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il tabagismo è una dipendenza comportamentale, pertanto ogni fumatore
presenta caratteristiche differenti di tolleranza e craving in relazione alla
nicotina.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’intervento psicologico per il fumatore prevede pertanto l’attuazione di un
programma personalizzato, variabile in funzione dei bisogni e dei problemi
portati dal singolo individuo e di quelli eventualmente individuati nel corso
degli incontri. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il duplice scopo è quello di intervenire sulla &lt;strong&gt;dipendenza fisica&lt;/strong&gt;
da nicotina e sulla &lt;strong&gt;dipendenza psicologica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;legata all’atto
del fumare, attraverso il quale si portano a compimento tutta una serie di
rituali come accendere la sigaretta, portarla alla bocca, tenerla tra le mani,
che impegnano in modo significativo il tempo della persona, soddisfacendo così
a diversi bisogni emotivi, sociali, oltre che fisici.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;FALSE CREDENZE SUL FUMO:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;b&gt;VERO O FALSO?&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span&gt;1.&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;L’unico
metodo efficace per smettere di fumare è la forza di volontà:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;FALSO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
La forza di volontà è utile,
ma non è sufficiente nei casi di forte dipendenza nei quali sono necessari
supporti terapeutici (agopuntura, omeopatia, psicoterapia, gruppi&amp;nbsp;di autoaiuto)
altrimenti raramente si smette. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 42pt; text-align: justify; text-indent: -24pt;&quot;&gt;
&lt;span&gt;1.&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Pipa e sigari fanno meno male:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;FALSO.&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
La nicotina e altre sostanze tossiche entrano indistintamente
in circolo attraverso le mucose della bocca e creano gli stessi disastri di chi
fuma le sigarette. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 42pt; text-align: justify; text-indent: -24pt;&quot;&gt;
&lt;span&gt;2.&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il fumo provoca tumori ai polmoni solo nelle persone
predisposte:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;FALSO.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Il 90% dei tumori ai polmoni è
dovuto alle sigarette, sia nei forti che nei modesti fumatori. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
4. Fumare sigarette leggere fa
meno male:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;FALSO.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Le sostanze nocive che
derivano dalle sigarette non sono solo le percentuali di &amp;nbsp;nicotina
presenti, ma anche le sostanze inalate, durante il processo di&amp;nbsp;combustione
che sono simili a quelle dei gas di scarico delle macchine. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 42pt; text-align: justify; text-indent: -24pt;&quot;&gt;
&lt;span&gt;3.&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Quando si smette di fumare si ingrassa di almeno 10
Kg:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;FALSO.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Se si aumenta sensibilmente di
peso è perché si è sostituita, dopo il periodo di &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;crisi d’astinenza, durante la quale aumenta il
desiderio di mangiare dolci, la dipendenza dal fumo con quella del cibo e ci si
butta sul mangiare. È importante perciò evitarlo controllando la quantità di
cibo che si consuma. &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/4101562691197347224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/04/smettere-di-fumare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/4101562691197347224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/4101562691197347224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/04/smettere-di-fumare.html' title='Smettere di fumare'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvpIyiTTa6O03db5AH4YuaM4gsXynlyqxfY_2H-VTkHEtvGWfQKnSpHxdj6bEG81qYQ-Fn3GYsufBM9X-n7E1P0rCW4ek3HNlCCu1-wBl8HL29SRQTU4MvoadbBkpHpN0fbRXHo2D9V5si/s72-c/fumo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-3791204976811132920</id><published>2011-03-31T15:31:00.000+02:00</published><updated>2011-03-31T15:31:57.766+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Quando l&#39;amore diventa violenza: lo STALKING"/><title type='text'>Quando l&#39;amore diventa violenza: lo STALKING</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiaT6LhnNMkGKXhhEiQlq7E2DCfYbZVfk4GLup6xleaA3-dmjlD2kwEUla09nKFLH3LnvDPNctVGA8v1NV0a8gTHlBAlqc6rq_VzDN34vwcqjPiezCK-cYlGBBnKF-pmwxxCUhtkN5lUsHd/s1600/stal.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;347&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiaT6LhnNMkGKXhhEiQlq7E2DCfYbZVfk4GLup6xleaA3-dmjlD2kwEUla09nKFLH3LnvDPNctVGA8v1NV0a8gTHlBAlqc6rq_VzDN34vwcqjPiezCK-cYlGBBnKF-pmwxxCUhtkN5lUsHd/s400/stal.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il termine stalking deriva dall’inglese “to stalk” che vuol dire 
inseguire, appostarsi durante la caccia, ed è utilizzato per indicare 
una sistematica violazione della libertà personale. Comprende un vasto 
campionario comportamentale che va dalle telefonate, lettere anonime, 
sms, pedinamenti ossessivi, inseguimenti ecc. La modalità più diffusa è 
la telefonata, ma sono in aumento anche gli sms e il cyberstalking 
ovvero attraverso le chat&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;CHI È LO STALKER&lt;/strong&gt;: Può essere qualcuno che conosciamo
 bene come un ex partner, o che abbiamo conosciuto occasionalmente come 
un vicino di casa o uno sconosciuto magari incontrato al supermercato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;LE MOTIVAZIONI DELLO STALKER:&lt;/strong&gt; lo stalker ha 
desiderio di avvicinare una persona da cui si sente ossessionato, vuole 
recuperare il partner perso, vuole cominciare una nuova relazione, vuole
 vendicarsi. Sperimenta un forte bisogno di relazionarsi, è immaturo 
emotivamente, egocentrico, sente una forte esigenza di riconoscimento e 
attenzione, spesso è preda dei suoi impulsi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno (Mullen P. E. &amp;amp; al., 
2000) hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali 
si può attuare lo stalking: La prima tipologia comprende le 
comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo 
di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli 
impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, sia relativi a stati affettivi
 amorosi che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di 
persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con 
l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino 
graffiti o murales. Il secondo tipo di comportamenti di stalking è 
costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso 
comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o 
sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto, quali 
visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. 
Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers,
 ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue
 la seconda specie di azioni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A tal proposito, sono particolarmente importanti tre caratteristiche di una molestia perché si possa parlare di “stalking”:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
1. l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una 
persona che è designata come vittima in virtù di un investimento 
ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure 
parzialmente o totalmente immaginata&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
2. lo stalking si manifesta attraverso una serie di comportamenti 
basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati 
dalla ripetizione, insistenza e intrusività;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
3. la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale 
dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la 
vittima, definita stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza
 e di stress psicologico. Questi vissuti emotivamente forti possono 
essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come 
sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia
 derivanti dalla paura per la propria incolumità.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una ricerca australiana del 2001 ha identificato 5 tipologie di 
stalker: Il risentito, il respinto, il bisognoso di affetto, il 
corteggiatore incompetente e il predatore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Il risentito&lt;/strong&gt;: Agisce spinto dal desiderio di 
vendetta per un torto che ritiene di aver subito. Si tratta di una 
categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della 
persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla 
scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare 
giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di 
controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Il respinto:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt; è un persecutore che diventa tale in 
reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la 
relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due 
desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che
 non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla 
vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di 
relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come 
intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore 
assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento 
sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare
 angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o 
meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia 
di annientamento e di annullamento del Sé.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Il bisognoso di affetto&lt;/strong&gt;: è in cerca di un rapporto 
intimo di qualsiasi tipo, materno, romantico, amichevole, con un partner
 idealizzato. La vittima in genere viene considerata, per via di una 
generalizzazione a partire da una o più caratteristiche osservate anche 
superficialmente, vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che 
si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a 
risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto 
dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che 
egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà 
psicologica o concreta. Questa categoria include anche la forma definita
 “delirio erotomane”, in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e 
lo/la stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a
 cui lei/lui resiste. L’idea di un rifiuto, vissuto come 
un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e 
strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione 
reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene 
sostituita da quella immaginaria.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il corteggiatore incompetente: il suo&amp;nbsp; comportamento è alimentato 
dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in 
comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i
 risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di 
molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la 
persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi
 comportamentali cambiando persona da molestare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Il predatore&lt;/strong&gt;: ha un unico scopo: il rapporto 
sessuale con la vittima. Egli prova soddisfazione e una sensazione di 
potenza nell’osservarla di nascosto e nel pianificare l’agguato, la 
vittima rappresenta infatti un oggetto compensatorio di carenze 
personali, affettive e sociali. La paura, infatti, eccita questo tipo di
 stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo
 genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche 
da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o 
feticisti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non tutti gli stalkers sono malati o affetti da una patologia 
psichiatrica, il loro problema principale è da cercare nella difficoltà 
che incontrano nel rapportarsi con gli altri, l’unica modalità che 
conoscono è l’imposizione violenta e aggressiva sull’altro e l’invasione
 della vita privata altrui.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In Italia solo recentemente lo stalking viene considerato reato ed è 
perseguibile con la reclusione, la polizia interviene solo se ci sono 
minacce di morte o lesioni alla persona, per questo a volte purtroppo si
 interviene troppo tardi, il limite tra una condotta accettabile e un a 
ossessiva è davvero sottile e spesso soggettivo. Infatti per alcune 
persone dieci telefonate al giorno sono normali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;COSA FARE:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Dal momento che non tutte le situazioni 
di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente delle 
modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate alle 
circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Esistono tuttavia 
alcune regole utili: Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, 
dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a 
evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il 
rischio e aiutando così lo stalker. Il primo passo è allora sempre 
quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni 
maggiori. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi 
reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è 
possibile, gli atti di molestia assillante.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una
 relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una 
sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio 
persecutore insistente, comprese improvvisate interpretazioni 
psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, 
saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi 
rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche la 
restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una 
risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che 
rinforzano lo stalking.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di 
aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini 
routinarie e prevedibili, in orari maggiormente affollati e in luoghi 
non isolati, magari adottando un cane addestrato alla difesa, un modo 
che si è rivelato molto utile sia come concreta difesa che per aumentare
 la sensazione di sicurezza.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo
 caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È 
meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia 
linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, 
magari mentre azzerate la suoneria e rispondete gradualmente sempre 
meno.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi 
prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui
 fastidi subiti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per 
chiamare in caso di emergenza. Se si pensa di essere in pericolo o 
seguiti, non andare mai di corsa a casa o da un amico, ma recarsi dalle 
forze dell’ordine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;LE CONSEGUENZE DELLO STALKING&lt;/strong&gt;: Purtroppo&amp;nbsp; molto 
spesso, i comportamenti di stalking possono essere protratti a lungo con
 conseguenze psicologiche negative principalmente per la 
vittima.Quest’ultima, per quanto possa essere breve il periodo in cui 
viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie 
ferite. Le conseguenze dello stalking infatti,&amp;nbsp; sono spesso diverse e si
 trascinano per molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti 
subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e
 problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri 
quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si può parlare di stalking quando la persona subisce almeno una 
decina di comportamenti molesti nell’arco di un mese, ma non 
dimentichiamo che quello che nasce come un gesto di amore o cortesia può
 presto divenire un atto persecutorio.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/3791204976811132920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/quando-lamore-diventa-violenza-lo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3791204976811132920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3791204976811132920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/quando-lamore-diventa-violenza-lo.html' title='Quando l&#39;amore diventa violenza: lo STALKING'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiaT6LhnNMkGKXhhEiQlq7E2DCfYbZVfk4GLup6xleaA3-dmjlD2kwEUla09nKFLH3LnvDPNctVGA8v1NV0a8gTHlBAlqc6rq_VzDN34vwcqjPiezCK-cYlGBBnKF-pmwxxCUhtkN5lUsHd/s72-c/stal.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-1476089758217056998</id><published>2011-03-28T16:27:00.000+02:00</published><updated>2011-03-28T16:27:22.208+02:00</updated><title type='text'>UNA LEGGE PER LA DISLESSIA Petition</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html&quot;&gt;UNA LEGGE PER LA DISLESSIA Petition&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/1476089758217056998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/una-legge-per-la-dislessia-petition.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1476089758217056998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1476089758217056998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/una-legge-per-la-dislessia-petition.html' title='UNA LEGGE PER LA DISLESSIA Petition'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-440246608510823921</id><published>2011-03-25T15:12:00.000+01:00</published><updated>2011-03-25T15:12:11.597+01:00</updated><title type='text'>Balance  1989: Una eccellente animazione che traccia il delicato equilibrio di ogni società. By Wolfgang e Christoph Lauenstein</title><content type='html'>&lt;iframe src=&quot;http://www.youtube.com/embed/3vpmuMHor6Q?fs=1&quot; allowfullscreen=&quot;&quot; width=&quot;425&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/440246608510823921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/balance-1989-una-eccellente-animazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/440246608510823921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/440246608510823921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/balance-1989-una-eccellente-animazione.html' title='Balance  1989: Una eccellente animazione che traccia il delicato equilibrio di ogni società. 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&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWqJSFay4mVH9eM2vhz9DecX8T5ozVPJfpiJUk-KZkonoDs4ad7uxDTA5gpijJgPyvCj3LpBjKIPjQJsiKMxBlAh9zPIc6PJ95_p_0ZP5IA1lbu0KOGCAKN3NOhRIzH-o-Uy5KnEXo4EuT/s1600/ma.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWqJSFay4mVH9eM2vhz9DecX8T5ozVPJfpiJUk-KZkonoDs4ad7uxDTA5gpijJgPyvCj3LpBjKIPjQJsiKMxBlAh9zPIc6PJ95_p_0ZP5IA1lbu0KOGCAKN3NOhRIzH-o-Uy5KnEXo4EuT/s320/ma.jpg&quot; width=&quot;213&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La personalità, o “lo stile d’attaccamento”,
emerge dalla matrice delle interazioni tra il bambino e chi si occupa della sua
cura nei primi mesi e nei primi anni di vita. Ciò che comincia come interazione
viene poi internalizzato come personalità. È dunque da non trascurare il fatto
che lo sviluppo della personalità ha da essere considerato in termini di
influenza ambientale piuttosto che in termini di istinto o di patrimonio
genetico. Pertanto, differenti pattern di attaccamento sono il risultato di
differenti pattern di interazione, non già il riflesso del temperamento del
bambino o dell’istinto. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I bambini e le bambine, possono
essere indolenti o attivi/e, “coccoloni/e” o non coccoloni/e, lenti/e o
rapidi/e, e tuttavia essere tutti classificati come sicuri. I bambini hanno
differenti pattern di attaccamento coi loro due genitori e possono essere
classificati sicuri con uno e insicuri con l’altro. Perciò i pattern di
attaccamento sono caratteristiche della “relazione” genitore-bambino, non
ancora internalizzati all’età di un anno, sebbene a 18 mesi diventino più stabili
(tali pattern) con quelli materni che dominano su quelli paterni. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le madri dei bambini di un anno con
attaccamento sicuro sono “sensibili e comprensive” verso i loro bambini; quelle
dei bambini con attaccamento insicuro-ambivalente sono “sensibili e comprensive”
ma in modo “non costante”. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La chiave dell’attaccamento sicuro
è l’interazione attiva e reciproca e, dunque, la qualità dell’interazione stessa
piuttosto che la quantità. Il solo contatto passivo non promuove
necessariamente l’attaccamento. Molti bambini sono infatti fortemente attaccati
ai propri padri anche se passano relativamente poco tempo con loro e i bambini
cresciuti negli istituti sono più fortemente attaccati alle loro madri rispetto
alle bambinaie che li nutrono e li seguono durante il giorno con le quali
spesso manca un’interazione attiva. Nei primi tre mesi le madri di bambini
sicuri rispondono più prontamente quanto essi piangono; queste guardano,
sorridono e parlano più ai loro bambini e offrono loro un holding più
affettuoso e gioioso. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le madri dei bambini evitanti tendono
a interagire di meno e in modo più funzionale nei primi tre mesi, mentre le
madri degli ambivalenti tendono a ignorare i segnali dei loro bambini che richiedono
attenzione e tendono a essere generalmente imprevedibili nella loro risposta. Nella
seconda parte del primo anno si possono osservare evidenti differenze tra i
bambini e quelli che saranno classificati come “sicuri” piangono di meno degli
insicuri e si godono di più il contatto corporeo e paiono chiederlo di meno.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le madri sensibili quando
interagiscono coi loro bambini modulano i ritmi dei loro piccoli in modo che
quando il livello di attività cade e il bambino sembra annoiato, la madre lo
stimola, quando diviene sovraeccitato la madre si ritrae un poco in modo da
ristabilire l’equilibrio. Nella “sintonizzazione intermodale” la madre segue il
parlottio, lo calciare e il saltellare del bambino con suoni e movimenti che si
accordano e armonizzano con quelli del bambino. Mentre il piccolo salta su e
giù, lei può dire: &lt;span style=&quot;font-size: 8pt;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/span&gt;Ooooooh… Aaaaah…&lt;span style=&quot;font-size: 8pt;&quot;&gt;&amp;gt;&amp;gt;, &lt;/span&gt;sincronizzando il tempo e l’ampiezza
delle sue risposte coi movimenti del bambino. Ciò aiuta il bambino a sviluppare
il senso di integrazione del Sé. Tali processi di sintonizzazione sono
ostacolati nelle madri di bambini attaccati in modo insicuro e conducono al “deragliamento”
o alla non sincronizzazione della risposta materna: in tal modo le madri di
bambini con attaccamento ambivalente si sforzano di giocare col bambino che sta
già giocando felicemente o lo ignorano quando ha dei problemi. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si propone un modello nel quale
sono suddivisi le componenti dei pattern d’interazione madre-bambino nell’attaccamento
sicuro in quattro caratteristiche principali: 1) sincronia (sintonia temporale);
2) simmetria (armonizzazione delle azioni); 3) contingenza (darsi
reciprocamente il segnale d’inizio); 4) “trascinamento” (catturare le risposte
dell’altro in una sequenza di attività reciproca). Su tale base emerge poi il
gioco e la successiva autonomia infantile.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’attaccamento insicuro è il
risultato dell’intrusività o di insufficienti risposte sensibili. Il alcuni
esperimenti nei quali il bambino viene posto per pochi momenti alla presenza di
un’immagine immobile della madre alla quale è proibito di prendere in braccio
il bambino o rispondere ad esso, il bambino mostra disappunto e strategie di
avversione nello sguardo e di auto consolazione che corrispondono a quelle
osservabili in madri clinicamente depresse. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’aggressività, inoltre, è una
elle principali componenti della risposta iniziale alla minaccia di
separazione. Qui ambedue i pattern di attaccamento insicuro possono esser
compresi riguardo all’interscambio tra il bisogno di attaccamento e la risposta
aggressiva alla minaccia di separazione. Il bambino con attaccamento
ambivalente mostra un’aggressività aperta verso la madre incostante che lo
abbraccia appena al suo riaccostarsi al bambino dopo averlo lasciato solo per
un certo periodo di tempo anche se breve: ma come può saperlo un bambino di un
anno che il tempo è così breve? È come se lui le dicesse: &lt;span style=&quot;font-size: 8pt;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/span&gt;Non osare farlo mai più!&lt;span style=&quot;font-size: 8pt;&quot;&gt;&amp;gt;&amp;gt;,&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ma
allo stesso tempo si aggrappasse a lei dato che sa per esperienza che lo rifarà.
I bambini con attaccamento evitante, invece, mostrano poca aggressività aperta al
ritorno della madre, sebbene mostrino molto spesso esplosioni di aggressività
ingiustificata in altri momenti. La risposta evitante può essere un modo di
tenere a bada l’aggressività stessa e così pacificare la madre alla quale il
bambino ha disperatamente bisogno di sentirsi vicino, ma che egli teme lo
rimproveri se rivela troppo apertamente i suoi bisogni, oppure se le mostra
quanta rabbia egli senta per esser stato abbandonato.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/4729147369165597205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/gli-stili-di-attaccamento-dei-bambini.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/4729147369165597205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/4729147369165597205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/gli-stili-di-attaccamento-dei-bambini.html' title='Gli stili di attaccamento dei bambini'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgWqJSFay4mVH9eM2vhz9DecX8T5ozVPJfpiJUk-KZkonoDs4ad7uxDTA5gpijJgPyvCj3LpBjKIPjQJsiKMxBlAh9zPIc6PJ95_p_0ZP5IA1lbu0KOGCAKN3NOhRIzH-o-Uy5KnEXo4EuT/s72-c/ma.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-7198055708754084840</id><published>2011-03-24T23:22:00.000+01:00</published><updated>2011-03-24T23:22:15.021+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="STALKING: “La Sindrome del molestatore assillante”"/><title type='text'>STALKING: “La Sindrome del molestatore assillante”</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghlxy6-xM4nE2TVEL3Feb-9DRpW-muysENfIDdao9QiMp-rfz1GYuXoYaUqcb-4ylm4C8AUkLL1ALP7Jtja2qXz5JBJsL3DHdlt-zUd_jyTrsFHnlLmJqMesgE2Kr5-xJa48j7-falXp-o/s1600/sta.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghlxy6-xM4nE2TVEL3Feb-9DRpW-muysENfIDdao9QiMp-rfz1GYuXoYaUqcb-4ylm4C8AUkLL1ALP7Jtja2qXz5JBJsL3DHdlt-zUd_jyTrsFHnlLmJqMesgE2Kr5-xJa48j7-falXp-o/s400/sta.jpg&quot; width=&quot;265&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E’
 possibile indicare genericamente con il termine stalking un insieme di 
comportamenti, ad es. molestie, minacce, pedinamenti, telefonate 
indesiderate, ripetute lettere, plurimi messaggi nella posta elettronica
 ecc.) ripetuti ed intrusivi comportamenti di sorveglianza e di 
controllo, di ricerca di contatto e comunicazione che una persona compie 
nei confronti di una «vittima» che risulta infastidita e/o preoccupata 
da tali attenzioni e comportamenti non graditi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si tratta quindi di una condotta riferibile ad un modello di 
comportamento e non invece alle motivazioni ed agli effetti che tale 
comportamento persegue ed ottiene. Sebbene si tratti di un fenomeno che 
ha iniziato ad interessare gli psichiatri ed i medici forensi intorno 
alla prima metà degli anni novanta,sia in ambito internazionale che 
nazionale, a tutt’oggi è spesso ancora celato dalle stesse vittime, 
mentre è oggetto di studio principalmente da parte di sociologi,medici 
legali e psichiatri forensi, oltre che delle forze dell’ordine. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;Lo stalking è un comportamento caratterizzato da ripetuti
 e assillanti comportamenti caratterizzati da persecuzione, molestie, 
minacce, aggressione verso&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;una persona (non consenziente) (Krammer e coll. 2007). I comportamenti dello stalker sono caratterizzati da&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;reiterazione sgradita&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di:
 pedinamento, violazione spazio di vita, ricerca di contatto, accesso, 
dialogo, intimità con violazione privacy, controllo, minacce. 
Caratteristiche le molestie telefoniche, telematiche o dirette, con 
costante intrusione nell’ambiente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Il
 termine stalking deriva originariamente dal linguaggio tecnico della 
caccia ed in italiano si può tradurre con la locuzione “fare la posta” o
 come “braccatura”.&lt;br /&gt;
In realtà, nell’ultimo secolo, l’accezione si è sempre più estesa verso 
il senso figurato e familiare del termine, intendendo il verbo “to 
stalk” come assillare, inseguire, molestare, braccare, ricercare, ma 
anche in senso più lato seccare, disturbare, perseguitare, fare qualcosa
 di nascosto cioè coperto da qualcuno o qualcosa.&lt;br /&gt;
Benché in letteratura non esista un’univoca definizione di stalking nel 
corso degli anni se ne sono succedute molteplici tra cui quella di Meloy
 e Gothard nel 1995 che lo definivano come 
l’ostinato, malevolo, ripetitivo ed opprimente inseguimento di un’altra 
persona con minaccia della sua sicurezza. Gli stessi Autori nella 
definizione clinica segnalavano la presenza di un atto manifesto non 
desiderato dalla vittima e percepito da questa come molesto.&lt;br /&gt;
Nel 1997 Pathè e Mullen adottavano, invece, la definizione di un insieme
 di diversi comportamenti con cui un soggetto impone ad un altro 
ripetute intrusioni e comunicazioni quali il pedinare, il sorvegliare, il 
sostare nelle vicinanze o tentare approcci con la vittima, mentre per 
comunicazioni si intendono l’invio di lettere e-mail, l’effettuare 
telefonate e lasciare messaggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1998 Meoly indicava come stalking la «persecuzione e molestia 
voluta, ripetuta e malintenzionata, perpetrata nei confronti di una 
persona che sente così minacciata la sua sicurezza personale.&lt;br /&gt;
Sempre nel 1998 Tjaden e Thoennes definirono lo stalking come un insieme
 di condotte dirette verso una precisa persona che implica un 
avvicinamento visivo o fisico, una comunicazione senza consenso, minacce
 o verbali o scritte o implicite, o una combinazione di esse, che 
comporta una ragionevole paura nella persona per messaggi ripetuti in 
due o più occasioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre nel 1998 in America veniva promulgata una legge specifica, la 
«Model Antistalking Law», che indicava come stalli un insieme di 
comportamenti che comprendevano un avvicinamento fisico ripetuto e/o 
minacce continue, che si erano verificati per almeno due volte, 
includevano minacce esplicite o implicite nei confronti della vittima, 
che erano rivolte verso una persona o i membri della sua famiglia e che 
causavano alla vittima ed ai suoi familiari intensi sentimenti di 
angoscia,paura o ansia.&lt;br /&gt;
In Italia, nel 2001, Galeazzi e Curci introdussero il concetto di sindrome dalle molestie assillanti» intendendo con queste un insieme 
di comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza e controllo, di 
ricerca di contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che 
risulta infastidita e/o allarmata da tali attenzioni e comportamenti»; si
 tratta in sostanza di un quadro sintomatico che rimanda ad una 
patologia della comunicazione e della relazione,quadro che,dunque, mette
 al centro dell’attenzione la relazione molestatore-vittima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il fenomeno appare sottostimato&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in
 letteratura per vari motivi fra cui: una ridotta segnalazione data la 
presenza di condotte di per sé stesse innocue e non oggettivamente 
illecite o dannose; un comprensibile senso di pudore o riservatezza (dal 
momento che i predetti comportamenti hanno luogo nel corso di una 
qualche relazione personale già conclusa); un sentimento di paura o 
sfiducia per le concrete difficoltà di affrontare e risolvere la 
campagna di molestie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Nei molteplici studi eseguiti in tema di stalking sono stati delineati gli elementi costitutivi dello stesso.&lt;br /&gt;
Nella sindrome del molestatore assillante è, infatti, possibile 
distinguere: 1) un attore ovvero il molestatore (stalker), 2) una 
vittima nei cui confronti lo stalker sviluppa un’intensa polarizzazione 
ideo-affettiva e verso cui mette in atto una serie ripetuta di 
comportamenti tesi alla sorveglianza e/o comunicazione e/o ricerca di 
contatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;In sintesi dunque :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;I comportamenti associati allo Stalking sono:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpFirst&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;minacce&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;con&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;passaggio all&#39;atto (aggressione, stupro, tentativo di sottrazione minore, omicidio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;danneggiamento dei beni (auto, casa), furto;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;furto di identità telematica;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpLast&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;controllo con microspie, videoriprese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Il profilo della vittima è tipicamente:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpFirst&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;una donna, con storia di vittimizzazione familiare, personalità dipendente, separata – divorziata&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Se
 c&#39; è stato rapporto intimo con lo stalker ha un alto rischio di 
aggressione /stupro. Altrettanto se isolata socialmente ed 
economicamente;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;altre possibili vittime sono gli psichiatri ed operatori sociali e giudiziari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;sconosciuti, coi quali&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;lo stalker, ha avuto anche semplici contatti i diverbi e che&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;prende come vittima;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpLast&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;personaggi celebri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Sinteticamente le conseguenze sulla vittima sono:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpFirst&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;alterazione stile di vita, angoscia, “helplessness”;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;costi economici&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(danni ai beni, spese legali, costi da perdita /cambio di lavoro, trasferimento, ecc.);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;perdita di aspettativa affettiva verso il&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;futuro;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;rischio per incolumità;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;angoscia per i figli – conseguenze anche su di loro;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;PTSD (disturbo da stress post traumatico);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpLast&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Disturbi d’ansia e dell’umore,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Le conseguenze nello specifico dello Stalking&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;Purtroppo
 spesso, soprattutto per via di norme giuridiche che limitavano gli 
interventi di prevenzione delle situazioni di emergenza, i comportamenti
 di stalking possono essere protratti a lungo con conseguenze 
psicologiche negative principalmente per la vittima, ma anche per chi lo
 agisce e, talvolta, per chi lo osserva. La vittima, per quanto possa 
essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare
 a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking 
infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per 
molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti subiti e alle 
emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di 
insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo
 Post Traumatico da Stress. &lt;i&gt;Lo stalker che agisce 
compulsivamente tende a seguire i propri bisogni e a negare la realtà, 
danneggiando progressivamente la propria salute mentale e la qualità 
della propria vita sociale che si deteriorano sempre di più, via via che
 la persecuzione si protrae nel tempo. &lt;/i&gt;Il pubblico degli episodi di 
stalking può essere il ristretto pubblico familiare che, identificandosi
 empaticamente alla vittima, può sviluppare preoccupazioni per la 
persona cara o forme vicarie di paura ed ansia. Ma il pubblico in senso 
ampio, grazie all’importante ruolo dei mass media, è la società, in cui 
l’esempio della violazione della privacy tollerata può rappresentare un 
modello comportamentale che alimenta le possibilità di nuovi fenomeni, 
anche perché quelli agiti spesso vengono spiegati (e parzialmente 
giustificati) sulla base di “possibili raptus” o di “eccessi di amore”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Profilo dell’autore&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;In genere trattasi di un uomo che ha avuto pregresso rapporto con la vittima ( maggior&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rischio
 se intimo). Ha una storia di persecuzione e/o violenza vs terzi, che 
spesso viene da famiglia con padre violento o controllante. In genere è 
socialmente incompetente e solo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Tipologie di Stalker (socio – situazionali)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;La
 coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di 
delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema 
fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato 
osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da 
vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, 
conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, 
dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla 
persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non 
risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono 
perfino a trarre piacere dal perseguitare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;È
 molto importante sottolineare altresì che lo stalking non è un fenomeno
 omogeneo; pertanto, risulta difficile fare rientrare i molestatori 
assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la
 presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli 
stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se 
esistono alcune forme di persecuzione che sono agite nel contesto di un 
quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così
 come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento 
stalkizzante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;Ciò
 che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia 
simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A 
questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il
 profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è
 giunti ad individuare &lt;b&gt;cinque tipologie di stalkers&lt;/b&gt; , distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale (Mullen et al., 1999).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ol type=&quot;1&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita &lt;b&gt;“il risentito” o &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;“Rancoroso” (frustrati, soli, rivendicativi, rifiutati dalla vittima in contatto anche casuale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;
 . Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un 
danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato 
dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto 
pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la 
persona stessa. Il problema più grave è legato alla s carsa analisi 
della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i 
propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla 
realtà, tendono a loro volta a rinforzarli. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;La seconda tipologia di stalker è stata denominata &lt;b&gt;“il bisognoso d’affetto”&lt;/b&gt;
 , una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di 
attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in 
genere viene considerata, per via di una generalizzazione a partire da 
una o più caratteristiche osservate anche superficialmente, vicina al 
“partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, 
attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di 
amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e 
reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di 
sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. Questa 
categoria include anche la forma definita “delirio erotomane”, in cui il
 bisogno di affetto viene erotizzato e lo/la stalker tende a leggere 
nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei/lui resiste. L’idea 
di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene 
respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata 
sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue 
reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella 
immaginaria. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Una terza tipologia di persecutore è quella definita &lt;b&gt;“il corteggiatore incompetente o inadeguato ” o “infatuato”&lt;/b&gt;
 , che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente 
competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, 
espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche 
aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno 
resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa 
vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando
 persona da molestare 6&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Esiste poi &lt;b&gt;“il respinto”&lt;/b&gt;
 , un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in 
genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per
 l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando 
comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano 
intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la 
persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che 
rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. 
Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un 
ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle 
forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate 
all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole,
 a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e
 di annullamento del Sé. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraph&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;5.&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita &lt;b&gt;“il predatore”. &lt;/b&gt;E’
 costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con
 una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, 
infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere 
nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche 
bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera 
sessuale, quali pedofili o feticisti.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;I &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;“Predatori” sono ad alto rischio violenza, agiscono anche verso sconosciuti&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;sono potenziali criminali sessuali, con elementi in comune con i serial killers.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;Nel 1999 Mullen et al. Distinsero lo stalker in:&lt;br /&gt;
a) rifiuto (si oppone alla fine di una relazione intima con azioni finalizzate a ripristinarla);&lt;br /&gt;
b) rancoroso ( compie molestie per vendicarsi di un torto che ritiene di aver subito da parte della vittima);&lt;br /&gt;
c) predatore (insegue la vittima, nei cui confronti prepara l’attacco, costituito spesso da una violenza sessuale);&lt;br /&gt;
d) corteggiatore inadeguato8trattasi del corteggiatore fallito in cerca di patner);&lt;br /&gt;
e) cercatore di intimità (aggredisce vittime sconosciute e personaggi celebri di cui è innamorato per istaurare una relazione).&lt;br /&gt;
f) Nel 2005 Hege segnalava 3 tipi di stalking rispettivamente quello 
«emotivo» (Emotional Stalking: trattasi del tipo più comune, perpetrato 
da ex coniugi, ex fidanzati ,ex amanti, ma anche ex pazienti, ex vicini di 
casa o ex colleghi:in tutti i casi sussisteva una precedente relazione 
affettiva interrotta e che non risulta accettata dallo stalker. In 
questo caso l’interesse che spinge lo stalker può essere sia positivo 
ovvero un tentativo di riavvicinamento sia negativo ovvero una vendetta;
 ne conseguono comportamenti ambigui e paradossali come ad esempio le 
minacce di morte seguite da invio di costosi regali. In questo gruppo 
rientrano il «Respinto», il «Bisognoso di affetto», il «Corteggiatore 
incompetente», il «Predatore» quello «delle celebrità». (Star Stalking: 
trattasi della persecuzione perpetrata ai danni di persone di una certa 
visibilità come ad esempio personaggi dello spettacolo,della politica 
ecc., ad opera di sostenitori o invidiosi. In questo gruppo rientrano i 
«Bisognosi di affetto» ed il «Corteggiatore Incompetente»:entrambi 
ricercano infatti un rapporto idealizzato, concretamente impossibile. 
Nel caso di stalker spinti da odio e gelosia si sono verificati casi 
estremi di ferimento o addirittura omicidio della vittima) e quello 
«occupazionale» (trattasi di un particolare tipo di stalking che inizia 
sul posto di lavoro che poi sconfina nella vita privata della vittima, 
ovvero, la motivazione proviene dal mondo del lavoro dove lo stalker ha 
realizzato, subito o desiderato una situazione di conflitto o 
persecuzione. L’interesse nello stalking occupazionale è quasi sempre 
negativo e lo stalker occupazionale più comunemente rientra nella 
tipologia del «risentito»).&lt;br /&gt;
Nella maggior parte dei casi trattasi di soggetti di sesso maschile che 
non accettano la fine di un rapporto affettivo; in particolare, è stato 
segnalato in letteratura che è più probabile che gli uomini stalker 
agiscano nei confronti di una persona con cui hanno avuto in precedenza 
una relazione intima. Inoltre, è stato segnalato che quanto più la 
relazione interrotta era stata lunga e seria, tanto maggiori risultano 
gli atti posti in essere dello stalker ed in particolare l’approccio 
scelto è maggiormente quello fisico. Inoltre, si tratta di soggetti di 
etnia caucasica, di circa 34 anni nel caso di pregresse relazioni intime
 e di 36 anni e mezzo nel caso di relazioni non intime,con un livello di
 occupazione inferiore alla vittima prescelta, con una storia affettiva 
caratterizzata da relazioni intime sfortunate e che solitamente non vive
 una relazione affettiva al momento della condotta di stalking. Inoltre,
 è segnalato in letteratura, un pregresso uso di alcol o droghe, 
pregressi episodi di violenza o maltrattamenti, pregressa diagnosi di 
malattia mentale o di precedenti penali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Temi clinici dello Stalker&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Narcisismo, psicopatia =&amp;gt; Disturbo Personalità di Gruppo II&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Attaccamento paranoide&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;/ patologia dell&#39;attaccamento&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Parafilia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Psicosi (durata della persecuzione di anni )&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;S. come “droga endogena”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;(Donne stalkers: psicosi, depressione)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Pericolosità dello stalker&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Rischio evoluzione in comportamenti associati è massimo in “ s. predatori”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraph&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Fattori di rischio: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;storia dell&#39;autore e della vittima&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;pregresse minacce non denunciate&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;isolamento e vulnerabilità della vittima&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Psicopatia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Comportamento pregresso di lunga durata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Effetti intervento / terapia&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;I provvedimenti di protezione sono utili per bloccare recidiva (quindi: scelta consapevole)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Negli S. psicotici è utile la terapia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Nessuna utilità del trattamento per psicopatici, narcisisti, perversi ( sono egosintonici)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Sempre pericoloso (salvo psicotico trattato)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Stalking e perizia psichiatrica&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt 18pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Quanto
 alla sussistenza di sindromi o disturbi psichiatrici tipici degli 
stalker non risultano sussistere fattispecie. Di fatto alcuni non hanno 
problematiche psichiatriche altri sì. Egli soffre spesso di una 
combinazione di disturbi ma lo stalker può anche essere un individuo 
sano di mente allo stesso modo di tutti coloro che pongono in essere 
atti illeciti.&lt;br /&gt;
Tra le ipotesi patologiche è indicata l’erotomania e il delirio 
erotomanico, spesso espressioni di un quadro psicotico più complesso; 
spesso sono presenti disturbi della personalità (in particolare i quadri
 border-line, paranoidi e narcisistici).&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;L’ infermità (Vizio parziale o totale di mente) &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;interessa alcuni&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Disturbi della Personalità e Sindromi&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;psicoticche (“reato – sintomo”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;span&gt;Ulteriori dati forniti dalla letteratura rilevano tra gli stalkers alti tassi di prevalenza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;di disturbi di personalità.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;span&gt;Disturbi di personalità borderline, narcisistico e paranoide risultano più frequenti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;nei molestatori motivati da “vendetta”.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;Si segnalano anche casi con disturbo di personalità NAS.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;Schizofrenia, disturbo delirante (tipo erotomanico e di persecuzione), disturbo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;bipolare – soprattutto nella fase maniacale – configurano ulteriori quadri psicopatologici&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;span&gt;associati al comportamento dei molestatori assillanti, tra i quali, peraltro,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;span&gt;sembra esistere un alto tasso di abuso e dipendenza da sostanze&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;
&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Altre&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;informazioni utili: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto all’età della vittima nel 1998 Tjaden et al. Identificavano nei 
giovani adulti compresi nella fascia di età fra i 18 ed i 29 anni, 
l’obiettivo primario dello stalker; nel 1999 palarea et al. Segnalavano 
che l’età media della vittima di stalking è di 32. 3 anni nei casi di 
persone che avevano/hanno avuto una relazione no Gli atti che 
costituiscono lo stalking sono comportamenti solitamente accettati 
socialmente e considerati normali, ma che nel caso dello stalking si 
caratterizzano per invadenza e persistenza nel tempo, causando effetti 
psicologici sulla vittima e rischio di violenza associato:lo 
stalker,infatti, agisce con minacce esplicite ed atti di violenza a cose
 e persone, anche se la maggior parte degli stalker non è violenta.&lt;br /&gt;
Tra i predetti atti- comportamenti- sono ricompresi: l’invio ripetuto di
 regali,gfiori,telefonate assillanti o solo squilli, posta assillante e 
disturbante (bigliettini, lettere, messaggi fax), il pedinamento 
cibernetico (con ripetuto invio di e-mail ma anche messaggi di 
messaggeria istantanea sms), gli appostamenti, i frequenti 
incontri(apparentemente casuali,ma in realtà voluti e ricercati) sul 
luogo di lavoro della vittima o nelle vicinanze di esso o nei pressi 
dell’abitazione, gli atti vandalici nella casa o dei beni di proprietà 
della vittima (come ad esempio il danneggiamento 
dell’automobile), l’appropriazione della sua posta, l’osservazione della 
vittima da lontano o il furto di suoi oggetti. Va sottolineato che non 
esiste un comportamento o una serie di comportamenti sempre presenti 
nello stalking.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ dunque, se non ogni attenzione indesiderata va interpretata quale 
atto di stalking e neanche ogni atto persecutorio o molesto, ne consegue
 che risulta estremamente difficile individuare il momento preciso in 
cui è possibile identificare il fenomeno come tale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perciò, in ogni caso d’ipotetico stalking occorrerà prestare attenzione a
 tutte le condotte dell’asserita vittima, in particolare alla 
ripetitività dell’atto subito ed al suo perdurare nonché all’esistenza 
di una precedente relazione tra molestatore e vittima.&lt;br /&gt;
Quanto al numeros minimo di eventi molesti necessari ed all’arco di 
tempo in cui questi si devono sviluppare per qualificare come stalking 
una determinata condotta ripetitiva,tra gli studiosi non sussiste 
accordo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su quanto possa durare il periodo in cui la vittima patisce lo stalking,
 in letteratura è indicato un lasso di tempo variabile; Hall, nel 
1998, indicava un periodo compreso tra 1 e 3 anni, mentre i dati della 
NVAW Survey (National Violence Against Women Survey) segnalavano una 
durata fino a un anno con un periodo significativamente maggiore nei 
casi di stalking coinvolgenti persone che avevano una relazione intimas;
 Aramini segnalava una durata variabile fra 3 settimane e 2 anni; Hege 
segnalava come parametro minimo una durata di tre mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto alla frequenza degli atti a parere di Pathè e Mullen lo stalking 
si verifica solo se le intrusioni hanno raggiunto una frequenza di 
almeno dieci episodi nell’arco di quattro settimane; a parere di 
Hege, invece, le azioni moleste devono avere cadenza almeno settimanale.&lt;br /&gt;
Riguardo al tipo di violenza essa può essere sia fisica (uso di 
qualsiasi atto teso a far male od a spaventare la vittima:può trattarsi 
di aggressione fisica grave con ferite che richiedono cure mediche, ma 
anche di un semplice contatto fisico mirante a spaventare ed a rendere 
la vittima soggetta al controllo dell’aggressore) che 
psicologica (rappresentata da una serie di atteggiamenti intimidatori, 
minacciosi,vessatori, con tattiche di isolamento poste in essere 
mediante ricatti, insulti verbali, colpevolizzazioni pubbliche e private,
 ridicolizzazioni e svalutazioni continue, denigrazioni ed umiliazioni; 
di fatto l’aspetto psicologico più grave è l’imprevedibilità 
dell’aggressione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati riportati in letteratura sono molto controversi: la maggior parte
 degli stalker non sembrerebbero di indole violenta ed i loro gesti 
sarebbero per lo più benigni come l’offerta di regali, l’invio di 
lettere o messaggi lasciati sull’auto o sulla porta di casa, i 
pedinamenti ecc.; le predette azioni, però, vengono percepite dalla 
vittima con paura ed è stato osservato che,proprio i ripetuti rifiuti 
possono portare lo stalker ad assumere comportamenti estremi come 
minacce esplicite e violenze.&lt;br /&gt;
Di fatto, occorre tenere presente, che le azioni dello stalker possono 
essere percepite in maniera diversa a seconda della vittima ovvero della
 percezione soggettiva della stessa che risulta direttamente correlata 
al suo stato culturale:ad esempio un soggetto potrebbe trovare violenta 
ed intollerabile un’azione che invece un’altra persona potrebbe 
considerare come una sciocchezza neanche fastidiosa.&lt;br /&gt;
Passando ora ad analizzare le caratteristiche della vittima, trattasi 
nella preponderanza dei casi di soggetti di sesso femminile, con cui lo 
stalker uomo ha avuto in precedenza una relazione; al contrario, le 
donne Autrici di stalking per lo più agiscono nei confronti di una 
vittima con la quale hanno avuto una relazione non intima.n intima.&lt;br /&gt;
Secondo uno studio condotto da Hall et al. Nel 1998, e successivamente è
 confermato anche da altri Autori, si tratterebbe di donne che non hanno
 una situazione relazionale stabile al momento dello stalking in 
particolare meno di ¼ delle vittime è sposata o risposata o convivente. 
Trattasi di donne il cui livello d’istruzione risulta più elevato di 
quello dello stalker e nella maggior parte dei casi appartenenti alla 
razza caucasica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ stato segnalato che una pregressa relazione tra stalker e vittima è 
un fattore discriminante, ovvero, sono più frequenti le minacce verso la
 vittima,la violenza verso le persone e verso le proprietà e le minacce 
effettivamente seguite da violenza rispetto ai casi in cui la vittima 
non è intima; vi è, inoltre, la ricerca da parte dello stalker di un 
rapporto più fisico con la vittima anche per il fatto di conoscere il 
suo stile di vita ed i luoghi frequentati;inoltre,i comportamenti di 
stalking possono essere alimentati da risposte affettive alla 
dissoluzione della relazione (collera, gelosia, rifiuto, ecc.) che sono più
 intense se la relazione è intima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Non
 è nemmeno escluso che le vittime dello stalker possano essere più 
persone appartenenti ad un medesimo gruppo familiare:è il caso di 
persecuzioni e molestie telefoniche perpetrate contro i coniugi e 
persino contro i figli della coppia da parte di un ex amico di famiglia,
 innamorato della donna: sono le cosiddette vittime secondarie ovvero 
vittime coinvolte nelle molestie senza esserne l’oggetto primario.&lt;br /&gt;
E’ inoltre segnalata la tipologia di vittime fittizie. Trattasi di 
stalker con inversione di ruolo o persone affette da deliri persecutori o
 da disturbi fittizi propriamente detti o di simulatori che, appunto, 
simulano per ottenere benefici economici o di altro tipo.&lt;br /&gt;
Quanto al profilo sociale la vittima può anche essere un personaggio 
dello spettacolo, oppure un medico (è il caso del paziente che 
perseguita il proprio terapeuta), o il caso di un infermiere, un perito,
 un giudice, un assistente sociale, ma anche un vicino di casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;In
 sintesi a diventare “molestatore assillante” o “stalker” può essere una
 persona conosciuta con cui si aveva qualche tipo di relazione o perfino
 uno sconosciuto con cui ci si è scontrati anche solo per caso, magari 
per motivi di lavoro. Inseguimento, molestia e persecuzione possono 
manifestarsi sotto innumerevoli forme. &lt;br /&gt;
Esse possono essere qualcosa di sporadico oppure possono essere 
insistenti manifestazioni di un fenomeno psicologico e sociale 
conosciuto soprattutto con il nome di&lt;span&gt; “stalking”&lt;/span&gt; , ma chiamato anche &lt;span&gt;“sindrome del molestatore assillante”&lt;/span&gt; , &lt;span&gt;“inseguimento ossessivo” &lt;/span&gt;o anche &lt;span&gt;obsessional following&lt;/span&gt;
 . La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con
 la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua 
inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto
 molestie assillanti e per questo viene definito “stalker”. &lt;br /&gt;
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di 
comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione 
“fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere 
informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che 
sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle 
differenze rilevate di situazione in situazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span&gt;In effetti alcuni studi compiuti su questo fenomeno (Mullen P. E. &amp;amp; al., 2000) hanno distinto &lt;span&gt;due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;
&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul type=&quot;disc&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;La prima tipologia comprende le &lt;b&gt;comunicazioni intrusive&lt;/b&gt;, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi
 sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o 
sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in 
forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I 
metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di 
comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, 
e-mail o perfino graffiti o murales. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai &lt;b&gt;contatti&lt;/b&gt;, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo 
diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante 
comportamenti di &lt;i&gt;confronto diretto&lt;/i&gt;, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separa &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/7198055708754084840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/stalking-la-sindrome-del-molestatore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/7198055708754084840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/7198055708754084840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/stalking-la-sindrome-del-molestatore.html' title='STALKING: “La Sindrome del molestatore assillante”'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghlxy6-xM4nE2TVEL3Feb-9DRpW-muysENfIDdao9QiMp-rfz1GYuXoYaUqcb-4ylm4C8AUkLL1ALP7Jtja2qXz5JBJsL3DHdlt-zUd_jyTrsFHnlLmJqMesgE2Kr5-xJa48j7-falXp-o/s72-c/sta.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-604071810081639651</id><published>2011-03-24T22:17:00.000+01:00</published><updated>2011-03-24T22:17:02.878+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="I bambini vedono e fanno: il processo di copia"/><title type='text'>I bambini vedono e fanno: il processo di copia</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Ch_33u2MFWE&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Ch_33u2MFWE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/604071810081639651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-bambini-vedono-e-fanno-il-processo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/604071810081639651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/604071810081639651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-bambini-vedono-e-fanno-il-processo-di.html' title='I bambini vedono e fanno: il processo di copia'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-9059100587414775363</id><published>2011-03-20T16:46:00.000+01:00</published><updated>2011-03-20T16:46:14.308+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Bambini dislessici"/><title type='text'>Bambini dislessici</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjT_qIm8lJ8ZJHclfIyM4bnz89BnwjAFXeyhQYNe83Qyr6PXh8hgYTeifZTPuv488uWZNykq0NhErGm4wQKLzEdj_G7YUwrjL84KfsinBEfHlECsWrUi0ev4rhZCS20UX9YmsOtb89aKPJI/s1600/dis.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjT_qIm8lJ8ZJHclfIyM4bnz89BnwjAFXeyhQYNe83Qyr6PXh8hgYTeifZTPuv488uWZNykq0NhErGm4wQKLzEdj_G7YUwrjL84KfsinBEfHlECsWrUi0ev4rhZCS20UX9YmsOtb89aKPJI/s400/dis.jpg&quot; width=&quot;348&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span class=&quot;titolo11&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;La dislessia
è un problema che colpisce circa il 5% della popolazione in età scolare. In
Italia, secondo l’&lt;strong&gt;Aid (Associazione Italiana Dislessia&lt;/strong&gt;) le
persone colpite da dislessia sono 1.500.000, soprattutto maschi, il cui numero
supera di quattro volte quello delle femmine.&lt;br /&gt;
Si manifesta solitamente tra i 6 e i 10 anni, età in cui il bambino impara a
leggere e a scrivere. Nella lettura e nella scrittura di un bambino dislessico
emergono sostituzioni, elisioni, inversioni di lettere e numeri (21 - 12),
confusione tra suoni omologhi e nei rapporti spazio temporali (destra-sinistra,
ieri-domani...). Può avere difficoltà nell’apprendimento delle tabelline e con
i compiti che implicano abilità motorie come allacciarsi le scarpe. È molto
lento nella lettura, si ferma a ogni parola, scandendo lettere e sillabe o al
contrario è molto veloce, ma non comprende ciò che sta leggendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;La disgrafia
(scrittura quasi incomprensibile), la disortografia (difficoltà a scrivere
senza errori ortografici), la discalculia (difficoltà di calcolo) sono fenomeni
quasi sempre associati alla dislessia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;Gli
insegnanti delle scuole elementari e i genitori possono svolgere un ruolo
fondamentale nell’individuazione di questo disturbo per evitare una dolorosa
esperienza di frustrazione e incomprensione nel bambino dislessico, spesso
colpevolizzato per una supposta pigrizia mentale che lo porterebbe a perdere la
fiducia in se stesso e nelle sue capacità. Infatti, secondo una ricerca svolta
da &lt;strong&gt;Gabriel Levi&lt;/strong&gt;, neuropsichiatra infantile dell’Università La Sapienza di Roma, il 40%
dei bambini dislessici soffre di disturbi depressivi. &quot;I genitori non
devono drammatizzare la situazione e l’insegnante, appena constata difficoltà
anomali nell’apprendimento, deve segnararle&quot; avverte &lt;strong&gt;Massimo
Molteni, neuropsichiatria infantile presso l’Irccs E. Medea di Bosisio Parini
(Lecco).&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;Occorrono un
riconoscimento precoce del problema, una diagnosi corretta da parte di esperti
(neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti) in grado di operare una
rieducazione efficace, un progetto didattico e un sostegno psicologico al
bambino e alla famiglia. Per questo è fondamentale una stretta collaborazione
tra scuola, famiglia, Enti locali e Aziende Sanitarie. Più in fretta si agisce,
infatti, più tempestivamente si possono mettere in atto tecniche di
riabilitazione e compenso, attraverso strumenti compensativi come la riduzione
del carico di attività del bambino a scuola, la sostituzione di prove scritte a
quelle orali, la concessione di più tempo per lo svolgimento di compiti, o
dispensativi come l’uso del computer, di videocassette, registratore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;Recentemente,
a questi metodi, sono stati affiancate nuove tecniche tra cui quella di far
indossare ai bambini una mascherina per limitare il loro campo visivo e quindi
costringerli a puntualizzare meglio la funzione visiva. La dislessia è un
disturbo con caratteristiche ben precise che nulla ha a che vedere con l’intelligenza,
anzi il quoziente intellettivo può anche essere superiore alla media (basti
pensare a &quot;dilessici famosi&quot; come Leonardo ed Einstein) e nulla
impedisce carriere professionali di successo: l’attore Tom Cruise ne è un
esempio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;Ecco un breve
decalogo sulla dislessia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; line-height: 150%;&quot;&gt;Eccolo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ol start=&quot;1&quot; type=&quot;1&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;in caso di sospetta dislessia consigliare una consulenza
     specialistica tempestiva &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;coordinarsi con gli operatori sanitari e la famiglia &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;incoraggiare sempre il bambino &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;non assegnarli incarichi troppo onerosi e fuori dalla sua portata &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;concedergli più tempo per rispondere, per leggere per scrivere &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;mettere in evidenza le altre capacità che possiede &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;concedergli molta attenzione e infondergli fiducia &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;non metterlo in imbarazzo davanti alla classe &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;non confrontare i suoi risultati con quelli dei compagni &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;color: black; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;se necessari usare sussidi e supporti didattici come cassette video
     audio, cd rom, computer&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgVnJ2XcIa04yvdzbyhl6RyYLUHcoFph2Fzl2-6XfZZyCjk9peZ_wzIIBGANKdrUtX2wG1wQp4Io972twlPlId40hcRabBJv4E6dPPQTnbFgzeJxU_RvY9oRNd-R7-Xx4_r5o-ECgxwZUcz/s1600/disl.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgVnJ2XcIa04yvdzbyhl6RyYLUHcoFph2Fzl2-6XfZZyCjk9peZ_wzIIBGANKdrUtX2wG1wQp4Io972twlPlId40hcRabBJv4E6dPPQTnbFgzeJxU_RvY9oRNd-R7-Xx4_r5o-ECgxwZUcz/s400/disl.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/9059100587414775363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/bambini-dislessici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/9059100587414775363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/9059100587414775363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/bambini-dislessici.html' title='Bambini dislessici'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjT_qIm8lJ8ZJHclfIyM4bnz89BnwjAFXeyhQYNe83Qyr6PXh8hgYTeifZTPuv488uWZNykq0NhErGm4wQKLzEdj_G7YUwrjL84KfsinBEfHlECsWrUi0ev4rhZCS20UX9YmsOtb89aKPJI/s72-c/dis.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-3842156745621582073</id><published>2011-03-19T17:29:00.001+01:00</published><updated>2011-03-19T17:32:04.652+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="I problemi dell&#39;adolescenza"/><title type='text'>I problemi dell&#39;adolescenza</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiw8aj2gv9QRTwBtZy4iN375fNl2w1MxhQGKwBEEANdjvsB_0kujIF5-aV-_sKymv-tCtHgkab9Z8vO2Dllu3EqD2MYSXwXM4bIt2sUPXj054wctqmszIRrKv0JcJXZ4auTk9KA76ETfiQc/s1600/ad.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiw8aj2gv9QRTwBtZy4iN375fNl2w1MxhQGKwBEEANdjvsB_0kujIF5-aV-_sKymv-tCtHgkab9Z8vO2Dllu3EqD2MYSXwXM4bIt2sUPXj054wctqmszIRrKv0JcJXZ4auTk9KA76ETfiQc/s400/ad.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’adolescenza è un momento di vita unico e
irripetibile, l’individuo è bombardato da una così grande quantità di richieste
e di stimoli da parte del mondo esterno che parlare di un’unica adolescenza e
dei suoi tratti caratteristici non è possibile: risulta difficile infatti
inquadrare rigidamente questa fase del ciclo vitale a causa delle mille
peculiarità relative alle &lt;i&gt;differenze sociali, di genere ed individuali&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È possibile tuttavia evidenziare delle tendenze
di comportamenti ed atteggiamenti, che presuppongono una fase di vita nuova a
livello personale.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhp2QpbL3qQbPBEgtMz9oI3LdG8cg-2EbUGNRRhUQBFtPfl0wyUdc7a_bxAowR1hZcuQOsZA3Vb_ky8LrPnycsWuFJyu6g4FC5XmyBf8HipcPabMItzFDj1TmhYtrBP6T3SCoNhKBSOcv8b/s1600/ado.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;268&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhp2QpbL3qQbPBEgtMz9oI3LdG8cg-2EbUGNRRhUQBFtPfl0wyUdc7a_bxAowR1hZcuQOsZA3Vb_ky8LrPnycsWuFJyu6g4FC5XmyBf8HipcPabMItzFDj1TmhYtrBP6T3SCoNhKBSOcv8b/s400/ado.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;L’Adolescenza
- Età di Passaggio&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Spesso si sente dire “&lt;i&gt;L’adolescente non è ne
carne né pesce&lt;/i&gt;…” ad indicare che non è più bambino ma non è nemmeno ancora
adulto. Effettivamente non appartiene a nessuna delle due categorie, possiamo
definire quindi l&#39;adolescenza come età di passaggio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A livello psicologico, il &lt;b&gt;bambino&lt;/b&gt;
presenta una struttura mentale rivolta all’esplorazione del mondo esterno, e le
sue curiosità si soddisfano per la maggior parte nel presente e nel concreto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;L’adolescente&lt;/b&gt;, invece, è ora
capace di concentrarsi sulla sua vita interiore. Il reale diventa possibile,
gli orizzonti si allargano e nello stesso tempo il certo diventa incerto.
Questo fa sì che gli interrogativi a cui sente di dover rispondere siano molti
ed urgenti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La &lt;b&gt;percezione del mondo adulto&lt;/b&gt;
che sino ad ora era stata fonte di sicurezza e di appoggio, trova nuove
valenze. Il ragazzo si accorge delle lacune dei genitori, si persuade che non
hanno tutte le risposte. &lt;i&gt;Quelle che prima erano le figure di riferimento
devono essere confutate&lt;/i&gt;. L’adolescente ha l’esigenza di mettere in
discussione tutto e tutti. Spesso vive il rapporto con gli adulti in modo competitivo:
critica i loro comportamenti, sente che lui farà scelte diverse e migliori. Gli
adulti possono cominciare ad essere visti come detentori di potere, coloro che
impongono regole scomode e faticose.&lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3629561470908017232&amp;amp;postID=3842156745621582073&quot; name=&quot;Adolescenza_e_Problemi_2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhH42a6exWgrL9wKbFgiZAuuzJNOAZXKWi4TJLbuU5ocBz4mAO3K8KfE6-w85r_cz2q-a_TvgDXa3k0RrxAVGKXujecu653OajvQgyhk57J9JsXzShdDUr6yurP_2AKWhM5XVI3Lqjeha-Q/s1600/add.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhH42a6exWgrL9wKbFgiZAuuzJNOAZXKWi4TJLbuU5ocBz4mAO3K8KfE6-w85r_cz2q-a_TvgDXa3k0RrxAVGKXujecu653OajvQgyhk57J9JsXzShdDUr6yurP_2AKWhM5XVI3Lqjeha-Q/s400/add.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;Adolescenza
e Corpo &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I cambiamenti del corpo hanno forte rilevanza ad
ogni età. Ci basti pensare alla signora che scorge la prima ruga o al bambinone
un po’ goffo che ancora non sa gestire il suo nuovo ingombrante corpo...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Durante l’adolescenza, in particolar modo,&amp;nbsp;i
cambiamenti sono molto rapidi e vistosi, quindi fortemente risonanti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Inconsapevolmente le trasformazioni possono
essere vissute come perdita del corpo infantile.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I cambiamenti maggiormente visibili sono &lt;i&gt;l’altezza,
il peso, la dimensione di certe parti del corpo, le proporzioni&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Strettamente correlata è la questione del
confronto con i coetanei, che può influire sull’autostima: l’adolescente si
concentra sulle differenze vivendo come definivo lo stato attuale del suo
sviluppo; proprio per questo rimanere indietro assume il valore di inferiorità
permanente, uno dei rischi che ne può derivare è quello della &lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/22-depressione-e-adolescenza.html&quot;&gt;&lt;b&gt;depressione&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nei &lt;b&gt;ragazzi&lt;/b&gt; essere precoce o
tardivo, seppure si tratti sempre di allontanamento dalla norma, non assume lo
stesso valore: i maschi più forti e più sviluppati (soprattutto relativamente
alla comparsa dei caratteri sessuali secondari) risultano più popolari e meglio
integrati.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quelli con sembianze che ricordano ancora la fase
precedente, cioè l’infanzia, possono invece essere presi di mira e rischiare di
diventare vittime di &lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/26-bullismo-e-violenza.html&quot;&gt;&lt;b&gt;bullismo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In realtà non è tanto il compagno ad essere
rifiutato quanto piuttosto ciò che rappresenta, a causa di un complesso
fenomeno di rispecchiamento...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In ogni caso il ritardo rischia di relegare il
ragazzo in una posizione di subordinazione psicologica e, se accade il modo
continuativo, potrebbe influenzare alcuni tratti della sua personalità.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel caso delle &lt;b&gt;ragazze&lt;/b&gt; il
fenomeno può risultare anche opposto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sebbene anche per loro la voglia di diventare
adulte possa facilmente giocare la sua parte, in alcuni casi&amp;nbsp;lo sviluppo
può&amp;nbsp;essere considerato “&lt;i&gt;pericoloso e da evitare&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questi casi sarebbe molto più desiderabile
rimanere nello stato di preadolescente. A volte&amp;nbsp;tale obbiettivo è perseguito
talmente intensamente da portare l&#39;adolescente a&amp;nbsp;tentare di ridurre le
proprie forme, agendo sull’alimentazione e sul peso ed attuando condotte più o
meno pericolose.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Uno dei rischi estremi di questo fenomeno è l’&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/36-lanoressia-nervosa-campanelli-dallarme.html&quot;&gt;&lt;b&gt;anoressia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitaEOBOaIjvnEDcPg1H7rdjpSplbDAe5sfhT6UUOPEy5nGGA3_0aopBcjfOyKHNxNWtHRgjRXEZGWTF4-ajCQ5D3WrXg7ldSVNjnd-Oc1f2ROwWWLYXChonQ-y_JBN04tO8wqml67ljaPn/s1600/sex.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;256&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitaEOBOaIjvnEDcPg1H7rdjpSplbDAe5sfhT6UUOPEy5nGGA3_0aopBcjfOyKHNxNWtHRgjRXEZGWTF4-ajCQ5D3WrXg7ldSVNjnd-Oc1f2ROwWWLYXChonQ-y_JBN04tO8wqml67ljaPn/s320/sex.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;Adolescenza
e&amp;nbsp;Sessualità&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La sviluppo della sessualità durante
l’adolescenza è preponderante.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Durante l’adolescenza infatti si completa la
maturazione sessuale e si evidenziano in modo definitivo i caratteri sessuali
secondari.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Nelle ragazze&lt;/b&gt; intorno ai 10-11
anni, &lt;i&gt;cioè &lt;/i&gt;più precocemente che nei maschi, &lt;i&gt;compare la prima
mestruazione, cresce il seno, si presentano i primi peli sul pube, si
arrotondano i fianchi e il grasso corporeo si distribuisce diversamente.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un momento particolarmente importante è quello
dell’arrivo delle &lt;b&gt;mestruazioni&lt;/b&gt;. Questo evento può essere
vissuto con reazioni di rifiuto&amp;nbsp;e negazione, o come segnale a volte
lungamente atteso, di progresso e conquista dell’autonomia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lo sviluppo sessuale &lt;b&gt;nei maschi &lt;/b&gt;è
più lungo e tardivo. Esistono ampie variazioni individuali, ma in genere
avviene intorno ai 12-13 anni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Uno dei primi segni è &lt;i&gt;l’ingrossamento dello
scroto e dei testicoli, &lt;/i&gt;successivamente vi è &lt;i&gt;l’aumento del pene&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Appaiono &lt;i&gt;peli più grossi, arricciati e sparsi
sul pube&lt;/i&gt;, arrivano le&lt;i&gt; prime eiaculazioni&lt;/i&gt;, compare &lt;i&gt;l’acne&lt;/i&gt;
e la &lt;i&gt;traspirazione ascellare&lt;/i&gt;, più tardi compare la &lt;i&gt;peluria
facciale&lt;/i&gt; e il cambiamento &lt;i&gt;della voce&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Molti giovani adolescenti hanno i primi contatti
con la pratica della &lt;b&gt;masturbazione&lt;/b&gt;, attività sessuale
piuttosto normale a questa età, ma spesso vissuta con forte ansietà a causa di
atteggiamenti sociali e personali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Durante questa fase del ciclo vitale cambia anche
l’&lt;b&gt;atteggiamento verso l’altro sesso&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;Il contatto con l’altro
è capace di scatenare ansie e timori; non è infrequente ad esempio la paura di
essere rifiutati. L’esperienza con l&#39;altro sesso può costituire una dolorosa
delusione. Essa consiste spesso in una semplice soddisfazione fisica non
accompagnata da fiducia e tenerezza. Può generare sensazioni di solitudine e
lontananza.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ciò rafforza la dipendenza dal gruppo di compagni
dello stesso sesso che sembra una protezione contro la paventata &lt;i&gt;intimità
eterosessuale&lt;/i&gt;.&lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3629561470908017232&amp;amp;postID=3842156745621582073&quot; name=&quot;Adolescenza_e_Problemi_4&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9XAQCwLk9i6X1mN857XQR8o94S5eIy1R62NkCOrnqa26OOEgHLGMiNpwGJ0rAMP_TIOLsD5VO7MRc0QzCMC_LL9HfJyIzql6uARQYSfUno4qTx9OQt50Sge5tDhxi6mQOFhuKcmteZnoP/s1600/cre.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9XAQCwLk9i6X1mN857XQR8o94S5eIy1R62NkCOrnqa26OOEgHLGMiNpwGJ0rAMP_TIOLsD5VO7MRc0QzCMC_LL9HfJyIzql6uARQYSfUno4qTx9OQt50Sge5tDhxi6mQOFhuKcmteZnoP/s400/cre.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;Adolescenza
e Crescita &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Adolescenza è per molti sinonimo di crescita.
Infatti è durante questo periodo che il ragazzo acquisisce un nuovo modo di
porsi di fronte al mondo. Il gusto dell’adolescente per l’&lt;b&gt;introspezione&lt;/b&gt;,
la sua propensione alla &lt;b&gt;discussione&lt;/b&gt;, la tendenza a costruire o
ad accettare entusiasticamente &lt;b&gt;ideologie innovatrici&lt;/b&gt;,
corrispondono alla maturata capacità di operare anche su dati espressivi e
linguistici.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A differenza del bambino, l’adolescente non si
limita ad accettare nozioni e relazioni che gli vengono offerte dal suo
ambiente familiare e dal mondo adulto più in generale, ma elabora, mette in discussione,
guarda al possibile...&lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=3629561470908017232&amp;amp;postID=3842156745621582073&quot; name=&quot;Adolescenza_e_Problemi_5&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgTi6CPDdaCJ92iBjEdjusCHId50IhsR91jjHX4VcA_S0b68zM9CoHsHg6vym0zQoRUXLkbdz5X1duf0ae0WAP7SfjVDfsP2654v7JO1Csdhvj15fjd6SG0xBvgsyDl_c9cRjYsqlG3IZE9/s1600/gru.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;268&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgTi6CPDdaCJ92iBjEdjusCHId50IhsR91jjHX4VcA_S0b68zM9CoHsHg6vym0zQoRUXLkbdz5X1duf0ae0WAP7SfjVDfsP2654v7JO1Csdhvj15fjd6SG0xBvgsyDl_c9cRjYsqlG3IZE9/s400/gru.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;Adolescenza
e&amp;nbsp;Gruppo &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il gruppo, di grande importanza per l’equilibrio
ed il benessere personale in adolescenza, si costituisce come spazio di
confronto e rispecchiamento, con sue regole specifiche spesso in opposizione a
quelle del mondo degli adulti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il modo di relazionarsi con il gruppo cambia nel
tempo. Possiamo idealmente suddividere l’adolescenza in due fasi: la &lt;b&gt;prima
&lt;/b&gt;e la &lt;b&gt;tarda adolescenza&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- la prima fase si stabilizza all’incirca tra gli
10 e 12 anni e&amp;nbsp;vede la costruzione di &lt;b&gt;gruppi dello stesso sesso&lt;/b&gt;.
In questo momento l’altro rappresenta lo specchio di sé. Il ragazzo si
identifica nel gruppo e il gruppo rappresenta la proiezione di quello che sente
di essere. &lt;i&gt;L’essere parte del gruppo aiuta a superare le angosce relative
alla propria identità sessuale &lt;/i&gt;attraverso una chiara distinzione dei
sessi. All’altro gruppo, costituito da individui di sesso opposto, si tende ad
attribuire caratteristiche negative o indesiderabili, quasi con atteggiamento
paranoide.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- la seconda fase più tardiva, prevede la
formazione del &lt;b&gt;gruppo misto&lt;/b&gt;. Si tratta generalmente di un
gruppo&amp;nbsp;dove ogni membro esprime una tendenza.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgAMqLKJHZ4uldihXKtk_L39n7_QbeQfTtJlj2Ypl46ndK9QpfICIDq5cGbTQmJHkkAFdhZOeSzTGMIRbHKt7yfJKVK4IpHO7iC70er5qBzt_q9X5_tf7OZfWStPU5cDexj3nkY04f3Qs6e/s1600/adl.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgAMqLKJHZ4uldihXKtk_L39n7_QbeQfTtJlj2Ypl46ndK9QpfICIDq5cGbTQmJHkkAFdhZOeSzTGMIRbHKt7yfJKVK4IpHO7iC70er5qBzt_q9X5_tf7OZfWStPU5cDexj3nkY04f3Qs6e/s320/adl.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;Adolescenza
– Una? &lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ogni individuo si pone di fronte alle dinamiche
adolescenziali in modo unico e personale. Di conseguenza possiamo dire che
adolescenze ve ne sono tante quante sono gli adolescenti stessi. &lt;br /&gt;
Infatti, se è
vero che si tratta di un fenomeno esclusivo ed irripetibile, è altrettanto vero
che esistono&amp;nbsp;punti in comune, che ci permettono di descrivere &lt;i&gt;adolescenze
adeguate, ritardate, prolungate, sacrificate, antisociali e dipendenti&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- Parliamo di &lt;b&gt;adolescenza adeguata&lt;/b&gt;
quando il processo di crescita pone il ragazzo di fronte ad un livello di
stress che riesce a tollerare. Nonostante il cambiamento sia faticoso e lento,
malgrado siano presenti momenti in cui si avverte il bisogno di tornare
indietro, ad uno stadio di vita precedente e ben conosciuto, non si evidenziano
problematiche particolari. Si tratta di ragazzi che, se di fronte ad una
difficoltà, sanno chiedere aiuto in maniera spontanea.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- &lt;b&gt;Adolescenza ritardata&lt;/b&gt;: si
tratta di una condizione molto frequente. Il soggetto non abbandona le
strategie, le difese e le modalità comunicative della fase precedente. In
genere appartengono a famiglie borghesi, portano avanti i loro studi,
intraprendono carriere già avviate in famiglia, sposano persone accettate dai
genitori e riproducono il modello familiare. Spesso verso i 30 anni, o al primo
impatto con la realtà, si trovano a fare i conti con la propria adolescenza non
superata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- &lt;b&gt;Adolescenza prolungata&lt;/b&gt;: è meno
frequente. In questi casi si ha un arresto all’adolescenza. Parliamo di giovani
che cercano di evitare scelte definitive, sono spesso eterni studenti, sul
piano dell’autoaffermazione hanno frequentemente&amp;nbsp;progetti grandiosi.
Diventare adulto significa per loro rinunciare, scegliendo una strada, a poter
diventare qualsiasi cosa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;-&lt;/i&gt; &lt;b&gt;Adolescenza sacrificata&lt;/b&gt;:
per motivi diversi, questi adolescenti non possono disporre del tempo
necessario da dedicare alla formazione della loro personalità. Rientrano in
questa categoria i ragazzi che entrano precocemente nel mondo del lavoro e quelli
che sostengono ruoli di tipo genitoriale all’interno della famiglia d’origine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- &lt;b&gt;Adolescenza antisociale&lt;/b&gt;: si
tratta di un esito in stretta correlazione con le dinamiche del &lt;b&gt;bullismo&lt;/b&gt;.
Parliamo di adolescenti che tendono ad auto-idealizzarsi e provano spesso
piacere nell’infliggere agli altri pene e dolore. Sono ragazzi che amano
manipolare il mondo secondo i propri disegni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
- &lt;b&gt;Adolescenza dipendente&lt;/b&gt;: in
questa categoria rientrano moltissime tipologie di&amp;nbsp;dipendenze,
tanto&amp;nbsp;che spesso è difficile parlare di tratti comuni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tra le più frequenti vi sono la &lt;i&gt;dipendenza
affettiva,&lt;/i&gt; quella &lt;i&gt;da alcool e altre sostanze&lt;/i&gt;, la &lt;i&gt;dipendenza
da internet&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e dal &lt;i&gt;gioco d’azzardo&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In tutti questi casi è presente un bisogno
continuo di vicinanza rispetto alla fonte di dipendenza; spesso esiste una &lt;b&gt;sottocultura&lt;/b&gt;
più o meno vasta di individui che palesano gli stessi bisogni, generando un
senso di appartenenza e di identità. Il rischio è che si crei tuttavia un forte
distacco dalla realtà vissuta come scomoda e poco desiderabile.&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;La Psicoterapia Familiare&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se tutto questo non porta ai risultati sperati si
tenga presente che la &lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/psicoterapia.html&quot; title=&quot;Psicoterapia Familiare&quot;&gt;&lt;b&gt;psicoterapia familiare&lt;/b&gt; &lt;/a&gt;offre
ottime possibilità di risoluzione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per mezzo di uno specifico &lt;b&gt;lavoro
psicoterapeutico&lt;/b&gt; si avrà la possibilità di indagare sul disagio del
bambino e sul miglior modo di rispondere da parte dei genitori e delle altre
persone che se ne prendono cura.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È di fondamentale importanza,&amp;nbsp;inoltre, dare
il giusto peso al &lt;b&gt;valore relazionale&lt;/b&gt; &lt;b&gt;del sintomo&lt;/b&gt;:
è probabile che il bambino attraverso il suo rifiuto voglia dirci qualcosa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un genitore, in condizioni di alimentazione
inadeguata del proprio bambino, &lt;b&gt;può sentirsi inadeguato egli stesso&lt;/b&gt;,
arrivando ad esperire &lt;b&gt;vissuti&lt;/b&gt; &lt;b&gt;di ansia e di impotenza&lt;/b&gt;,
difficili da gestire.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il bambino, d’altra parte, può leggere la
preoccupazione del genitore come un segnale di pericolo ed accentuare il suo
stato di disagio. In questi casi c’è il rischio che si instauri un &lt;b&gt;vero
e proprio circolo vizioso in cui lo stato emotivo dell’uno mantiene e rafforza
lo stato emotivo dell’altro.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Attraverso la terapia si utilizza in modo
appropriato &lt;b&gt;la più grande risorsa in nostro possesso: noi stessi.&lt;/b&gt;
Infatti &lt;i&gt;il momento del pasto ha un valore significativo perché nutriamo
nostro figlio, oltre che con gli alimenti, con le nostre emozioni e la nostra
affettività,&lt;/i&gt; quello che passa attraverso questo canale lo nutre ad un livello
profondo e, attraverso l’azione di un &lt;b&gt;circolo,&lt;/b&gt; questa
volta&amp;nbsp;&lt;b&gt;virtuoso&lt;/b&gt;,&amp;nbsp;&amp;nbsp;potrà proteggerlo da eventuali
disagi e blocchi.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/3842156745621582073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-problemi-delladolescenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3842156745621582073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3842156745621582073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-problemi-delladolescenza.html' title='I problemi dell&#39;adolescenza'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiw8aj2gv9QRTwBtZy4iN375fNl2w1MxhQGKwBEEANdjvsB_0kujIF5-aV-_sKymv-tCtHgkab9Z8vO2Dllu3EqD2MYSXwXM4bIt2sUPXj054wctqmszIRrKv0JcJXZ4auTk9KA76ETfiQc/s72-c/ad.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-1748166398699515497</id><published>2011-03-17T16:35:00.000+01:00</published><updated>2011-03-17T16:35:31.638+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="I disturbi alimentari nei bambini"/><title type='text'>I disturbi alimentari nei bambini</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;
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&lt;br /&gt;


&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUCVojE8wDWwvamSg1Qt8mUAP1OYotXtXvejU6yx41u1nnhNHoGcVeKt7oc8k8rgUIeECjCY1PfWgD1LtOWclYqXQrobb3DUdZQXrmfZmJxk1GFNcq1cZamJw5qwPGDoTBPzh7TseGblx3/s1600/disturbi+alimentari+nei+bambini.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUCVojE8wDWwvamSg1Qt8mUAP1OYotXtXvejU6yx41u1nnhNHoGcVeKt7oc8k8rgUIeECjCY1PfWgD1LtOWclYqXQrobb3DUdZQXrmfZmJxk1GFNcq1cZamJw5qwPGDoTBPzh7TseGblx3/s320/disturbi+alimentari+nei+bambini.jpg&quot; width=&quot;215&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Da sempre le mamme si preoccupano perché i propri figli si nutrano
adeguatamente. Non dimenticherò mai gli anni trascorsi all’asilo nido e alla
scuola dell’infanzia: quando le mamme venivano a prendere i propri bimbi, la
prima domanda che veniva posta alle insegnanti e alle educatrici era: “Ha
mangiato, oggi? E cosa? E quanto?”. Ovviamente, in base alla risposta, andavano
via più o meno soddisfatte… &lt;br /&gt;
Questo perché l’alimentazione, in quanto elemento &lt;em&gt;osservabile e misurabile&lt;/em&gt;
attraverso il peso corporeo e la crescita, è da tempi immemorabili considerata
uno dei terreni più fertili per misurare il&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/21-linfanzia-ed-il-suo-sviluppo.html&quot;&gt;&lt;strong&gt;sano
sviluppo del bambino&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, soprattutto nei primi anni di vita.&lt;br /&gt;


&lt;br /&gt;
Questa è una delle ragioni per cui un bambino più&amp;nbsp;in carne è spesso considerato
più sano e più&amp;nbsp;bello.&lt;br /&gt;
L’opinione di molti esperti&amp;nbsp;attualmente è differente: ad oggi si è inclini
a considerare che &lt;strong&gt;ogni bimbo ha il suo modo di crescere ed i suoi tempi&lt;/strong&gt;.
Catalogare età e pesi è spesso fuorviante. Il più delle volte si deve ammettere
che la natura, nella sua perfezione, non sbaglia facilmente... Per un bambino
più esile, ad esempio, &amp;nbsp;risulterà più facile muoversi nello spazio e
probabilmente camminerà prima.&lt;br /&gt;


&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Considerando che quando il peso
aumenta&amp;nbsp;siamo di fronte ad uno sviluppo sano ed&amp;nbsp;equilibrato, lasciamo
che sia il pediatra a fare controlli e diagnosi e non ci preoccupiamo prima del
tempo.&lt;br /&gt;
Esistono comunque&amp;nbsp;delle &lt;strong&gt;difficoltà alimentari&lt;/strong&gt;, più o
meno&amp;nbsp;transitorie&amp;nbsp;e di diversa entità, che sono trattabili in tempi
più o meno brevi.&lt;a href=&quot;&quot; name=&quot;Disturbi_Alimentari__2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;I Disturbi Alimentari nell’Infanzia- Lo
Svezzamento&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per iniziare è bene tener presente che vi
sono&amp;nbsp;dei &lt;strong&gt;momenti critici&lt;/strong&gt; in cui l’insorgere di piccoli
rifiuti da parte del bambino è favorito dalla tappa di sviluppo che sta
vivendo. Uno di questo delicati momenti è quello dello &lt;strong&gt;svezzamento&lt;/strong&gt;,
in cui il bimbo passa dai cibi liquidi, come il latte e le tisane,&amp;nbsp;a cibi
più consistenti, le pappe.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando decidiamo, di comune accordo con il pediatra, che è arrivato il
momento di fare il grande passo, &lt;strong&gt;è necessario prepararsi&amp;nbsp;per
trovare quella tranquillità e quella &amp;nbsp;sicurezza di cui ha bisogno nostro
figlio: &lt;/strong&gt;l’introduzione di un cibo nuovo e di diversa consistenza&amp;nbsp;può
essere fonte di ansia per lui, sarà il nostro atteggiamento ad indirizzarlo e
guidarlo. Nostro figlio si fida di noi,&lt;em&gt; i nostri occhi sono lo specchio che
usa per leggere il mondo&lt;/em&gt;, quando ci vedrà sereni e affatto preoccupati&amp;nbsp;capirà
che il compito è alla sua portata, e lo affronterà al meglio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I Disturbi Alimentari nell&#39;Infanzia- Introdurre Nuovi Cibi&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihTbBUNYUymExj7_vGOY_gsNLpWLroYQG9ygcsd8_g2SWONxOdXFQ4OyABNstdr1DZZig1xXjHex3OCiqnoQ8W9cdLboQILIGzznU9_9Cj2ZQozC2aPiWjRRfRaAeT5-uDb3DEwNApj_TY/s1600/bambino+-+svezzamento.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihTbBUNYUymExj7_vGOY_gsNLpWLroYQG9ygcsd8_g2SWONxOdXFQ4OyABNstdr1DZZig1xXjHex3OCiqnoQ8W9cdLboQILIGzznU9_9Cj2ZQozC2aPiWjRRfRaAeT5-uDb3DEwNApj_TY/s320/bambino+-+svezzamento.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h1 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/h1&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Superato il primo scoglio dello svezzamento, ci troveremo di fronte &lt;strong&gt;all’inserimento
graduale di nuovi cibi&lt;/strong&gt;: il bimbo si troverà a sperimentare
sapori,&amp;nbsp;consistenze e colori diversi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Generalmente ci vuole del tempo perché il piccolo
accetti la nuova varietà.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tra le problematiche alimentari più frequenti vi
è quella del &lt;strong&gt;bambino che mangia&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;solo alcuni cibi&lt;/strong&gt;,
a discapito della ricchezza alimentare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Spesso caratteristiche come il &lt;strong&gt;colore&lt;/strong&gt; o la &lt;strong&gt;forma&lt;/strong&gt;
possono influenzare la scelta; in questi casi è necessario operare per
riattivare la curiosità verso nuovi sapori; possiamo variare consistenze e
forme frullando, arrotolando, tagliuzzando... Attenzione a non esagerare,
però... Il nostro obbiettivo finale rimane sempre&amp;nbsp;quello di &lt;em&gt;introdurre
cibi&amp;nbsp;nuovi, con forma colore e consistenza naturali&lt;/em&gt;; quindi una volta
accettato il sapore, lavoreremo&amp;nbsp;sul resto...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;


&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In altri casi&amp;nbsp;i bambini &lt;strong&gt;rifiutano il
cibo&lt;/strong&gt; mettendo in atto condotte di rinuncia o ricorrendo al vomit&lt;a href=&quot;&quot; name=&quot;Disturbi_Alimentari__4&quot;&gt;&lt;/a&gt;o&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;h1&gt;
Il Disturbo dell’Alimentazione della Prima Infanzia&lt;/h1&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8v1h3OUpi02CGCfU2axxTF-udI9uWCwW0c_smKfINZGTAnL6r5Ie4S3gbw_6mAfsx0QMqBaSBMV_NMA4X7TUFSr3Sziu1_pX_BrtrS5l08j38MxHMIcTbzJ0jPmHF9KO4kmjopZNLYD7A/s1600/bambino+-+alimentazione.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg8v1h3OUpi02CGCfU2axxTF-udI9uWCwW0c_smKfINZGTAnL6r5Ie4S3gbw_6mAfsx0QMqBaSBMV_NMA4X7TUFSr3Sziu1_pX_BrtrS5l08j38MxHMIcTbzJ0jPmHF9KO4kmjopZNLYD7A/s320/bambino+-+alimentazione.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se l’alimentazione risulta davvero povera e non
garantisce una crescita adeguata, si può trattare del &lt;strong&gt;&lt;i&gt;Disturbo&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;
&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;dell’Alimentazione della Prima Infanzia &lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;(DSM IV
tr), ossia &lt;em&gt;l’incapacità di mangiare adeguatamente, come manifestato dalla
significativa incapacità di aumentare di peso o dalla significativa perdita di
peso&lt;/em&gt; durante un periodo di almeno un mese.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Di fronte ad una condizione di questo tipo, è
bene escludere&amp;nbsp;ragioni di ordine&amp;nbsp;&amp;nbsp;fisiologico e dopo di che&amp;nbsp;agire
prontamente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Molto spesso l’esordio del sintomo può farsi
risalire ad eventi specifici occorsi nella vita del bambino, come una malattia,
un trasloco o l’affidamento ad una nuova figura di accudimento...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il rifiuto del cibo, in questi casi, potrebbe rappresentare
una &lt;strong&gt;forma di protesta&lt;/strong&gt; che il bambino metterebbe in atto
per&amp;nbsp;opporsi ad un cambiamento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il più delle volte il disagio rientrerà non
appena il bambino avrà familiarizzato con la nuova condizione; per facilitare
il processo&amp;nbsp;è importante tuttavia la cooperazione tra tutte le figure di
accudimento, con lo scopo di condividere obbiettivi e strategie, abitudini e
routine: &lt;em&gt;pianificare insieme &lt;/em&gt;è importante per far sì che il bambino
ritrovi sempre le &lt;strong&gt;stesse modalità educative&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/1748166398699515497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-disturbi-alimentari-nei-bambini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1748166398699515497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1748166398699515497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/i-disturbi-alimentari-nei-bambini.html' title='I disturbi alimentari nei bambini'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUCVojE8wDWwvamSg1Qt8mUAP1OYotXtXvejU6yx41u1nnhNHoGcVeKt7oc8k8rgUIeECjCY1PfWgD1LtOWclYqXQrobb3DUdZQXrmfZmJxk1GFNcq1cZamJw5qwPGDoTBPzh7TseGblx3/s72-c/disturbi+alimentari+nei+bambini.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-1361658742124622088</id><published>2011-03-17T16:15:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T16:23:36.825+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La Depressione"/><title type='text'>La Depressione</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLIKsx03-MA4PaIqno1960Q1FbMEFwt54DquxuJsjKDfo8mKepm4MJyu9MOaL2J4yVH9-pkH6kHC_CBiuEoQuy4wuLil6-v8nAncQWSfPdMB6ILx57mSptkhTms_mrbvz0IxXIGSQ6lgCs/s1600/depressione+olistica.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLIKsx03-MA4PaIqno1960Q1FbMEFwt54DquxuJsjKDfo8mKepm4MJyu9MOaL2J4yVH9-pkH6kHC_CBiuEoQuy4wuLil6-v8nAncQWSfPdMB6ILx57mSptkhTms_mrbvz0IxXIGSQ6lgCs/s320/depressione+olistica.jpg&quot; width=&quot;270&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Esistono&amp;nbsp;momenti nella nostra vita in cui ci abbandoniamo a quella &lt;b&gt;profonda
tristezza&lt;/b&gt; chiamata, a volte non proprio a ragione, &lt;b&gt;depressione.
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sono momenti&lt;b&gt; &lt;/b&gt;in cui tutte le nostre difese, tutte le nostre
risorse sembrano vane, momenti in cui il &lt;i&gt;mondo e i suoi colori sembrano
spegnersi&lt;/i&gt; e le nostre possibilità d&#39;azione ridursi fino a scomparire.&lt;/div&gt;
La serenità di una volta sembra lontana e ormai irraggiungibile, si possono
vivere stati di &lt;b&gt;rassegnazione profonda&lt;/b&gt; che intrappolano,
impedendo di vedere la via d&#39;uscita.&lt;br /&gt;
Le ragioni scatenanti possono essere molte, possono riguardare la &lt;i&gt;vita
amorosa e/o relazionale&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;mondo sociale&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;lavoro&lt;/i&gt;. A
volte lo stato depressivo sorge in concomitanza a &lt;i&gt;problemi di salute&lt;/i&gt;.
Può succedere, anche,&amp;nbsp;che non si colga nessun punto di contatto tra la
tristezza e l&#39;origine della sua insorgenza, tanto da rendere difficile capire
perché esista e perché proprio ora.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quel che è certo è che ne risulta uno stato di &lt;b&gt;tristezza
intensa e duratura&lt;/b&gt;, che ci accompagna giorno dopo giorno, facendoci
sentire &lt;b&gt;malinconici e vuoti&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;h2 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;I Sintomi della Depressione&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma che cosa cambia esattamente nella nostra
vita&amp;nbsp;quando siamo depressi? Quello che prima ci sembrava interessante e
appassionante, non ci coinvolge più. Le nostre passioni, gli hobby a cui prima
dedicavamo tutto il tempo libero, non ci danno più nessuno stimolo,
nessun&amp;nbsp;piacere...&lt;br /&gt;
Ci possiamo sentire &lt;strong&gt;spenti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;senza energia&lt;/strong&gt;.
Ciò che fino a quel momento riuscivamo a fare in poco tempo e&amp;nbsp;&amp;nbsp;senza
nessuna fatica, ora ci richiede molto &lt;strong&gt;sforzo&lt;/strong&gt; e ci procura un’enorme
&lt;strong&gt;stanchezza&lt;/strong&gt;, lasciandoci &lt;strong&gt;affaticati&lt;/strong&gt;, a volte &lt;strong&gt;sfiniti&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Lo stile di vita adottato sino a&amp;nbsp;quel momento non funziona più;&amp;nbsp;i &lt;strong&gt;ritmi
sonno-veglia&lt;/strong&gt; si possono modificare (portandoci&amp;nbsp;a dormire molte
ore in più di prima oppure viceversa a soffrire di insonnia, sino a farci
vivere in&amp;nbsp;uno stato di torpore per tutta la giornata); l&lt;strong&gt;’alimentazione&lt;/strong&gt;
ne può risentire, il nostro appetito o il nostro peso corporeo&amp;nbsp;possono
variare in modo significativo, dando adito ad ulteriori
preoccupazioni;&amp;nbsp;a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;livello psico-motorio&lt;/strong&gt;
possiamo&amp;nbsp;tendere al rallentamento o al contrario sentirci più agitati del
solito; la nuova predisposizione in ogni caso ci accompagna per gran parte
della giornata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche le nostre &lt;strong&gt;convinzioni si
modificano;&lt;/strong&gt; ci può sembrare di aver sopravvalutato
precedenti&amp;nbsp;capacità, competenze... finanche noi stessi. Non è infrequente
passare ore a rimuginare, senza riuscire a concentrarsi realmente; gli errori
possono diventare una tematica ricorrente, facendo avvertire forti &lt;strong&gt;sensi
di colpa&lt;/strong&gt;, quindi mettere in discussione il &lt;strong&gt;valore personale&lt;/strong&gt;,
persino la vita condotta sino a quel momento. Può sembrare di poter cogliere
solo ora la verità... l’importanza di quello che si era trascurato... e allo
stesso modo &amp;nbsp;la vanità di ciò che prima appariva vitale...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Nella vita esistono momenti in cui siamo particolarmente sensibili e
quindi&amp;nbsp;particolarmente esposti a questo tipo di malessere. Si tratta di
tutti&amp;nbsp;quelle situazioni in cui ci troviamo di fronte ad un &lt;strong&gt;cambiamento&lt;/strong&gt;;
infatti se è vero che cambiare può significare introdurre qualcosa di nuovo e
per certi versi positivo&amp;nbsp;nella nostra vita, è altrettanto vero che
significa abbandonare qualcosa di familiare e ben conosciuto... È il caso per
esempio dell’&lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/22-depressione-e-adolescenza.html&quot; title=&quot;depressione in adolescenza&quot;&gt;&lt;strong&gt;adolescenza&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, in cui
perdiamo&amp;nbsp;lo status&amp;nbsp;di bambino per avvicinarci al mondo adulto, di
alcune fasi della &lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/disagi-psicologici/42-depressione-e-coppia.html&quot; title=&quot;Coppia e Depressione&quot;&gt;&lt;strong&gt;vita di coppia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;
della &lt;strong&gt;maternità&lt;/strong&gt;, che è spesso accompagnata dalla &lt;em&gt;depressione
post partum e&lt;/em&gt; di tutti i casi in cui ci troviamo ad avere a&amp;nbsp;che fare
con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cambiamenti sociali, &amp;nbsp;lavorativi&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fisici&lt;/strong&gt;
e&amp;nbsp;ovviamente &lt;strong&gt;di ordine affettivo&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjZ_vMbD4pl6nb00bH_1l2EU7pmongYiw8py7A51tKieW47ZVf9KifGi44rzvXHmAx53Lpr7UfUdk9pKZhuBT947ZRsmFnhoTKZg-2zzQT4z4_TCXVHfSGSTKP6W3SN_qvyFwqNQ1nhPKz/s1600/combattere+la+depressione.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhjZ_vMbD4pl6nb00bH_1l2EU7pmongYiw8py7A51tKieW47ZVf9KifGi44rzvXHmAx53Lpr7UfUdk9pKZhuBT947ZRsmFnhoTKZg-2zzQT4z4_TCXVHfSGSTKP6W3SN_qvyFwqNQ1nhPKz/s320/combattere+la+depressione.jpg&quot; width=&quot;304&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;

&lt;b&gt;Come Combattere la Depressione&lt;/b&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nonostante tutto,&lt;b&gt; uscire dalla
depressione è possibile!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene sia sempre più comune, la si può combattere, basta volerlo!&lt;br /&gt;
Guarire da soli, contando unicamente sulla propria forza di volontà, è
realizzabile, ma risulta molto difficile&amp;nbsp;e richiede molta
energia,&amp;nbsp;specie se si ha a che fare con una forma&amp;nbsp;di depressione
intensa e persistente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A volte amici e parenti cercano di offrire il
proprio supporto offrendo suggerimenti ed esortazioni. È bene tener presente
che&amp;nbsp;consigliare ad una persona depressa di &quot;&lt;i&gt;reagire e tirarsi su&lt;/i&gt;&quot;
non risulta efficace: se la persona fosse stata in grado,&amp;nbsp;lo avrebbe già
fatto!&lt;br /&gt;
E&#39; necessario considerare inoltre che si tratta di un disagio
psicologico&amp;nbsp;da non sottovalutare, quindi contando su adeguati supporti, il
percorso risulta più leggero e diretto.&lt;br /&gt;
Per queste ragioni è consigliabile chiedere un &lt;b&gt;aiuto psicologico&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Una strada efficace è quella del &lt;a href=&quot;http://www.biondistudiopsicologia.it/psicoterapia.html&quot; title=&quot;percorso psicoterapeutico&quot;&gt;&lt;b&gt;percorso psicoterapeutico&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
La cura della depressione può prevedere la presenza della singola persona, del
partner o della famiglia nucleare, oppure può essere associata, laddove ce ne
sia bisogno, ad una terapia farmacologica.&lt;br /&gt;
La psicoterapia con il paziente depresso ha l’&lt;b&gt;obbiettivo&lt;/b&gt; di
agire sul malessere partendo dall&#39;indagine psicologica ed esistenziale. Il
disagio che si prova è un segnale di allarme che la mente invia per dire
qualcosa. È importante ascoltarlo ed accoglierlo, lavorando sul significato e
sulle conseguenze della sofferenza. L’umore depresso, considerato come &lt;b&gt;campanello
d’allarme&lt;/b&gt;, si trasforma in una risorsa importante, che permette alla
persona sofferente di uscire dal suo malessere più forte e con una più profonda
conoscenza di sé.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/1361658742124622088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/la-depressione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1361658742124622088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1361658742124622088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/la-depressione.html' title='La Depressione'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjLIKsx03-MA4PaIqno1960Q1FbMEFwt54DquxuJsjKDfo8mKepm4MJyu9MOaL2J4yVH9-pkH6kHC_CBiuEoQuy4wuLil6-v8nAncQWSfPdMB6ILx57mSptkhTms_mrbvz0IxXIGSQ6lgCs/s72-c/depressione+olistica.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-1318643643815473608</id><published>2011-03-09T12:55:00.000+01:00</published><updated>2011-03-09T12:55:43.950+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Enuresi: la pipì al letto"/><title type='text'>Enuresi: la pipì al letto</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjucIr10tE1PVeq7XeLpCAbL9a6LjftquE39sGBBRPcmV0srq9wVMXmItiXV0PDrx-xWUcMeb3auz9nMQFp-q6N3zXr7AA4l0nSt40rLrfX_I4bcjCBlLUeY-wH5C7A1n60j7wBf2Snu7Iu/s1600/pip.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;281&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjucIr10tE1PVeq7XeLpCAbL9a6LjftquE39sGBBRPcmV0srq9wVMXmItiXV0PDrx-xWUcMeb3auz9nMQFp-q6N3zXr7AA4l0nSt40rLrfX_I4bcjCBlLUeY-wH5C7A1n60j7wBf2Snu7Iu/s400/pip.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Cos&#39;è l&#39;enuresi, la pipì a letto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si parla di &lt;strong&gt;enuresi&lt;/strong&gt; quando un bambino/a rilascia ripetutamente le proprie urine (&lt;strong&gt;pipì&lt;/strong&gt;) durante le ore diurne o nel sonno nel &lt;strong&gt;letto&lt;/strong&gt; o nei vestiti (da cui il nome che significa urinare dentro).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questa emissione di urine (pipì) è prevalentemente involontaria ma talvolta avviene anche consapevolmente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Diagnosi di enuresi o pipì a letto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La diagnosi vera e propria di &lt;em&gt;enuresi&lt;/em&gt; si ha quando l’emissione di &lt;em&gt;urine&lt;/em&gt; avviene per un periodo di almeno tre mesi con una frequenza di almeno due volte a settimana.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si
  parla comunque di enuresi anche quando ci sono frequenze diverse da   
quelle indicate nella situazione in cui l’emissione di urine comporti   
conseguenze psicologiche tali da indurre nella vita del bambino una   
forte riduzione e compromissione del “normale” funzionamento nelle aree 
  del rapporto con i coetanei, nella vita scolastica e, più in generale,
   nel suo rapporto con gli altri e con il modo esterno Infine si parla 
di  enuresi quando l’età in cui avvengono le ripetute  emissioni di 
urine è  maggiore di 5 anni e cioè quando normalmente il  bambino ha già
  imparato a controllare le funzioni corporali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nella maggioranza delle situazioni, la &lt;em&gt;pipì a letto&lt;/em&gt;
 o enuresi è  notturna, avvenendo nelle ore di sonno del bambino (spesso
  nell’arco  delle prime tre ore del sonno notturno). Alcune volte  
l’emissione di  urine (pipì) è associata a sogni “bagnati”, in cui il  
bambino sogna di  stare urinando in varie situazioni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Enuresi diurna&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’enuresi
  diurna, invece, è quella che avviene mentre i bambini sono   
regolarmente svegli. In genere riguarda più le bambine che i bambini e  
 raramente si presenta dopo i 9 anni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nelle situazioni in cui c’è 
 pipì (enuresi) diurna lo stimolo ad urinare  può sopraggiungere  
improvviso ed incontenibile oppure il bambino ritarda  e resiste allo  
stimolo ad urinare fino ad arrivare poi all’incontinenza  con il  
rilascio dell’urina.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In alcune di queste situazioni il  
trattenimento dell’urina è  direttamente collegato alla presenza di un  
ansia sociale e quindi alla  forte paura di vivere situazioni di  
imbarazzo nell’uso del bagno in  situazioni comuni per esempio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Altra
  correlazione è quella legata ad un forte coinvolgimento in  
determinate  attività, coinvolgimento tale che porta il bambino a  
posticipare  innaturalmente il momento di urinare. Esistono poi  
situazioni in cui  l’enuresi diurna e quella notturna coesistono.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;La sofferenza psicologica nell&#39;enuresi (pipì a letto)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sebbene
  solo l’1% dei bambini che soffrono dell’ enuresi continuano ad  avere 
 il problema dopo l’adolescenza la sofferenza psicologica che vi è   
legata può essere di notevole portata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In particolare il disagio  
psicologico provocato dalla pipì a letto  (enuresi) è direttamente  
collegato alla limitazione dei momenti sociali  del bambino. In molte  
situazioni porta ad un vero e proprio isolamento  sociale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Molto  
forte può essere il senso di vergogna provato e il rifiuto verso   
qualsiasi attività che implichi l’uscita dall’ambiente familiare e il   
pernotto fuori casa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fonte di grande sofferenza nell’enuresi può  
anche essere il  comportamento derisorio dei coetanei o anche  
l’incomprensione, la rabbia  e talvolta il disgusto di chi si prende  
cura del bambino.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Date queste conseguenze, pur essendo molto  
spesso l’enuresi un sintomo  temporaneo e trattabile farmacologicamente,
  non va per questo  sottovalutato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La presenza dell’enuresi  
segnala comunque un disagio psicologico e  comprenderne il significato  
può prevenire ulteriori più gravi sviluppi o  una cronicizzazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Pipì a letto e difficoltà&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ad
  esempio può segnalare la difficoltà che il bambino sta affrontando  
nel  gestire importanti cambiamenti nel suo sviluppo come la nascita di 
 un  fratello oppure l’inizio della vita scolastica. Può verificarsi in 
  presenza di un conflitto nella coppia genitoriale oppure può essere la
   conseguenza di una non adeguata e/o tardiva educazione al controllo  
 degli sfinteri.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Terapia per l&#39;enuresi o pipì a letto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A
  conforto di quanto finora detto vi è il fatto che il trattamento   
farmacologico ha molto più successo laddove sia associato ad un   
trattamento psicoterapeutico spesso non diretto soltanto al bambino ma  
 anche al nucleo familiare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ulteriore attenzione e necessità di  
ricorrere ad un aiuto psicologico vi  è laddove l’enuresi sia  
accompagnata da encopresi (perdita di feci) o  attacchi di terrore nel  
sonno.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/1318643643815473608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/enuresi-la-pipi-al-letto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1318643643815473608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/1318643643815473608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/enuresi-la-pipi-al-letto.html' title='Enuresi: la pipì al letto'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjucIr10tE1PVeq7XeLpCAbL9a6LjftquE39sGBBRPcmV0srq9wVMXmItiXV0PDrx-xWUcMeb3auz9nMQFp-q6N3zXr7AA4l0nSt40rLrfX_I4bcjCBlLUeY-wH5C7A1n60j7wBf2Snu7Iu/s72-c/pip.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3629561470908017232.post-3771080847677298758</id><published>2011-03-02T17:41:00.000+01:00</published><updated>2011-03-02T17:41:33.633+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività"/><title type='text'>Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtiSASvos1k1NorEXueTyA0nI0xsW3IGUQuVsBlpbgNwZMR6S5kaRS6p_5hD2jBomiPpefjjC-48PffcEfy-NN5ozPjb0wuX2PFnQAKKdySiCTt4fFHeyTiSJMLZPMSeoKA7rLD7bSkkJL/s1600/pag.5.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;316&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtiSASvos1k1NorEXueTyA0nI0xsW3IGUQuVsBlpbgNwZMR6S5kaRS6p_5hD2jBomiPpefjjC-48PffcEfy-NN5ozPjb0wuX2PFnQAKKdySiCTt4fFHeyTiSJMLZPMSeoKA7rLD7bSkkJL/s400/pag.5.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Caratteristiche
diagnostiche&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
La
caratteristica fondamentale del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
è una persistente modalità di disattenzione e/o di iperattività-impulsività che
è più frequente e più grave di quanto si osserva tipicamente in soggetti ad un
livello di sviluppo paragonabile (Criterio A). &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Alcuni sintomi
di iperattività-impulsività o di disattenzione che causano menomazione devono
essere stati presenti prima dei 7 anni di età, sebbene molti soggetti siano
diagnosticati dopo che i sintomi sono presenti da diversi anni (Criterio B). &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Una certa
compromissione a causa dei sintomi deve essere presente in almeno 2 contesti (a
casa e a scuola o al lavoro) (Criterio C). Deve chiaramente risultare un’interferenza
col funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo adeguato rispetto al
livello di sviluppo (Criterio D). &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
L’anomalia non
si manifesta esclusivamente durante il decorso di un &lt;i&gt;Disturbo Generalizzato
dello Sviluppo&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Schizofrenia&lt;/i&gt;, o di un altro &lt;i&gt;Disturbo Psicotico&lt;/i&gt;
e non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale (per es., un Disturbo
dell’Umore, un Disturbo d’Ansia, un Disturbo Dissociativo o un Disturbo di
Personalità (Criterio E).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
La disattenzione
può manifestarsi in situazioni scolastiche, lavorative o sociali. I soggetti
con questo disturbo possono non riuscire a prestare attenzione ai particolari o
possono fare errori di distrazione nel lavoro scolastico o in altri compiti
(Criterio A1a). Il lavoro è spesso disordinato e svolto senza cura e senza
ponderazione. I soggetti spesso hanno difficoltà a mantenere l’attenzione nei
compiti o nelle attività di gioco e trovano difficile portare a termine i
compiti (Criterio A1b). Spesso sembra che la loro mente sia altrove o che essi
non ascoltino o non abbiano sentito quanto si è appena detto loro (Criterio
A1c). Possono esservi frequenti passaggi da un’attività ad un’altra senza
completarne nessuna. I soggetti a cui è stato diagnosticato questo disturbo
possono cominciare a fare qualcosa, passare ad altro, poi dedicarsi a qualcos’altro
ancora, prima di portare a termine qualsiasi cosa. Essi spesso non soddisfano
le richieste o non riescono a seguire le istruzioni e non portano a termine
compiti, incombenze o altri doveri (Criterio A1d). L’incapacità di portare a
termine i compiti dovrebbe essere presa in considerazione nel fare questa
diagnosi solo se è dovuta a disattenzione piuttosto che ad altre possibili
ragioni (per es., incapacità di comprendere le istruzioni). Questi soggetti
hanno spesso difficoltà nell&#39;organizzarsi per svolgere compiti e attività
(Criterio A1e). I compiti che richiedono sforzo mentale protratto vengono
avvertiti come spiacevoli e notevolmente avversati. Di conseguenza, questi
soggetti tipicamente evitano o hanno forte avversione per attività che
richiedono protratta applicazione e sforzo mentale o che richiedono capacità
organizzative o particolare concentrazione (per es., compiti a casa o lavoro a
tavolino) (Criterio A1f). Questo evitamento deve essere dovuto alle difficoltà
del soggetto connesse all’attenzione e non dovuto ad un&#39;attitudine oppositiva
primaria, anche se può esservi un’oppositività secondaria. Il modo di lavorare
è spesso disorganizzato e il materiale necessario per svolgere il compito viene
spesso disperso, oppure maneggiato senza cura e danneggiato (Criterio A1g). I
soggetti con questo disturbo sono facilmente distratti da stimoli irrilevanti e
frequentemente interrompono compiti in corso di svolgimento per prestare
attenzione a rumori senza importanza o ad eventi che di solito sono con tutta
probabilità ignorati da altri (per es., il clacson di un’auto, una
conversazione di sottofondo) (Criterio A1h). Sono spesso sbadati nelle attività
quotidiane (per es., mancano ad appuntamenti, dimenticano di portarsi il
pranzo) (Criterio A1i). Nelle situazioni sociali, la disattenzione può essere
espressa dal fatto che cambiano spesso d’argomento nella conversazione, non
ascoltano gli altri, non prestano attenzione alle conversazioni e non seguono
le indicazioni o le regole di giochi o attività.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
L’iperattività può
essere manifestata agitandosi e dimenandosi sulla propria sedia (Criterio A2a),
non restando seduti quando si dovrebbe (Criterio A2b), correndo senza freni o
arrampicandosi in situazioni in cui ciò è fuori luogo (Criterio A2c) o può
esprimersi con difficoltà a giocare o a dedicarsi tranquillamente ad attività
da tempo libero (Criterio A2d) o con il sembrare spesso &quot;sotto
pressione&quot; o &quot;motorizzati&quot; (Criterio A2e), oppure col parlare
troppo (Criterio A2f). L’iperattività può variare con l’età del soggetto e col
livello di sviluppo e la diagnosi dovrebbe essere fatta con cautela nei bambini
piccoli. I bambini che muovono i primi passi e i bambini in età prescolare con
questo disturbo differiscono dai bambini con una attività normale per il fatto
che sono sempre in movimento e sempre tra i piedi; essi saltellano avanti e
indietro, escono &quot;con le brache ancora in mano&quot;, saltano o si
arrampicano sui mobili, corrono per la casa e hanno difficoltà a partecipare ad
attività di gruppo sedentarie all’asilo (per es., stare ad ascoltare una
favola). I bambini in età scolare mostrano comportamenti simili, ma di solito
con meno frequenza o intensità rispetto ai bambini che muovono i primi passi e
ai bambini in età prescolare. Essi hanno difficoltà a rimanere seduti, si
alzano frequentemente e si dimenano sulla propria sedia oppure si aggrappano al
suo bordo. Giocherellano nervosamente con oggetti, picchiettano con le mani e
agitano troppo piedi e gambe. Spesso si alzano da tavola durante i pasti,
mentre guardano la televisione o mentre fanno i compiti; parlano di continuo e
fanno troppo rumore durante attività che dovrebbero comportare la calma. Negli
adolescenti e negli adulti, i sintomi di iperattività assumono la forma di
sensazioni di irrequietezza e di difficoltà a dedicarsi ad attività tranquille
e sedentarie.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
L’impulsività si
manifesta con l’impazienza, la difficoltà a tenere a freno le proprie reazioni,
&quot;sparando&quot; le risposte prima che le domande siano state completate
(Criterio A2g), con difficoltà ad attendere il proprio turno (Criterio A2h) e
con l’interrompere spesso gli altri o l’intromettersi nei fatti altrui fino al
punto di causare difficoltà nell’ambiente sociale, scolastico o lavorativo
(Criterio A2i). Gli altri possono lamentarsi di non riuscire a dire una parola
in una conversazione. I soggetti affetti da questo disturbo tipicamente fanno
commenti quando non è il momento, non ascoltano le direttive, iniziano
conversazioni quando non è il momento, interrompono eccessivamente gli altri,
sono invadenti nei confronti degli altri, arraffano oggetti altrui, toccano
cose che non dovrebbero toccare e fanno i pagliacci. L’impulsività può portare
ad incidenti (per es., far cadere oggetti, sbattere contro gli altri,
agguantare un tegame rovente) e al coinvolgimento in attività potenzialmente
pericolose senza considerare le possibili conseguenze (per es., usare lo
skateboard su un terreno estremamente accidentato).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Le
manifestazioni comportamentali compaiono di solito in diversi contesti, che comprendono
casa, scuola, lavoro e situazioni sociali. Per fare diagnosi, deve essere
presente una certa compromissione in &lt;u&gt;almeno due contesti&lt;/u&gt; (Criterio C). È
molto raro che un soggetto mostri lo stesso livello di malfunzionamento in
tutti i contesti o tutte le volte nello stesso contesto. I sintomi tipicamente
peggiorano in situazioni che richiedono attenzione o sforzo mentale protratti o
che mancano di attrattiva o di novità (per es., ascoltare gli insegnanti in
classe, fare i compiti in classe, ascoltare o leggere brani lunghi o lavorare a
compiti monotoni e ripetitivi). I segni del disturbo possono essere minimi o
assenti quando il soggetto è sotto controllo molto stretto, in un ambiente
nuovo, quando è impegnato in attività particolarmente interessanti, in una
situazione a due (per es., lo studio del medico) o quando il soggetto viene ben
ricompensato se si comporta in modo adeguato. È più probabile che i sintomi si
manifestino in situazioni di gruppo (per es., giochi di gruppo, classi o
ambienti di lavoro). Il clinico dovrebbe quindi indagare sul comportamento del
soggetto in diverse situazioni in ciascun contesto.&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;Sottotipi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Sebbene la
maggior parte dei soggetti abbiano sintomi sia di disattenzione che di
iperattività-impulsività, vi sono alcuni soggetti in cui predomina o l’una o l’altra
caratteristica. Il sottotipo appropriato (per una diagnosi attuale) dovrebbe
essere indicato sulla base della caratteristica sintomatologica predominante
negli ultimi 6 mesi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
La maggior parte
dei bambini e degli adolescenti con questo disturbo presentano il Tipo
Combinato. Non si sa se ciò vale anche per gli adulti affetti dal disturbo.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #e00058;&quot;&gt;Manifestazioni e disturbi associati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Caratteristiche
descrittive e disturbi mentali associati &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Le
caratteristiche associate variano a seconda dell’età e del livello di sviluppo
e possono includere scarsa tolleranza alla frustrazione, accessi d’ira,
prepotenza, caparbietà, eccessiva e frequente insistenza sul fatto che le
richieste siano soddisfatte, labilità d’umore, demoralizzazione, disforia,
rifiuto da parte dei coetanei e scarsa autostima. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
I risultati
scolastici sono spesso compromessi e svalorizzati, e comportano tipicamente
conflitti con la famiglia e con le autorità scolastiche. Un’inadeguata
applicazione a compiti che richiedono sforzo protratto è spesso interpretata
dagli altri come indice di pigrizia, di scarso senso di responsabilità e di
comportamento oppositivo. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Le relazioni
familiari sono spesso caratterizzate da risentimento e antagonismo, specie
perché la variabilità del quadro sintomatologico del soggetto porta spesso i
genitori a credere che tutto il comportamento inopportuno sia volontario. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
I soggetti con
Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività possono conseguire un livello di
istruzione inferiore rispetto ai compagni e avere risultati lavorativi più
scarsi. Lo sviluppo intellettivo, valutato con test di QI individuali, sembra
essere un po’ minore nei bambini affetti da questo disturbo. Nelle sue forme
gravi, il disturbo è molto limitante, e compromette l&#39;adattamento sociale, familiare,
e scolastico. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Una quantità
sostanziale di bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
inviati all’osservazione clinica ha anche un &lt;i&gt;Disturbo Oppositivo
Provocatorio&lt;/i&gt; o un Disturbo della Condotta. Nei bambini con Disturbo da
Deficit di Attenzione/Iperattività può esservi una maggiore prevalenza di &lt;i&gt;Disturbi
dell’Umore&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Disturbi d’Ansia&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Disturbi dell’Apprendimento&lt;/i&gt;
e di &lt;i&gt;Disturbi della Comunicazione&lt;/i&gt;. Questo disturbo non è infrequente nei
soggetti con &lt;i&gt;Disturbo di Tourette&lt;/i&gt;; quando i due disturbi coesistono, l’esordio
del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività spesso precede l’esordio del
&lt;i&gt;Disturbo di Tourette&lt;/i&gt;. Può esservi una storia di maltrattamento o di
abbandono infantile, sistemazioni adottive multiple, esposizione a neurotossici
(per es., avvelenamento da piombo), infezioni (per es., encefalite),
esposizione a farmaci in utero, basso peso alla nascita e &lt;i&gt;Ritardo Mentale&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;Reperti di laboratorio associati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Non vi sono test
di laboratorio che siano stati ritenuti di valore diagnostico nella valutazione
clinica del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Si è notato che i
test che richiedono un’elaborazione mentale con sforzo intenso sono anormali in
gruppi di soggetti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività rispetto
ai controlli, ma non è ancora del tutto chiaro quale fondamentale deficit
cognitivo sia responsabile di ciò.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;Caratteristiche collegate a cultura, età e genere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
È noto che il
Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività si manifesta in diverse culture,
con variazioni nella prevalenza riportata tra i paesi occidentali che
probabilmente derivano più dalle diverse prassi diagnostiche che da differenze
nel quadro clinico.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
È
particolarmente difficile stabilire questa diagnosi nei bambini con meno di 4 o
5 anni di età, perché il loro comportamento caratteristico è molto più
variabile di quello dei bambini più grandi e può includere caratteristiche
simili ai sintomi del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Inoltre,
i sintomi di disattenzione nei bambini che muovono i primi passi o nei bambini
in età prescolare non sono spesso prontamente osservati perché ai bambini
piccoli tipicamente viene richiesta di rado un’attenzione prolungata. Comunque,
anche l’attenzione dei bambini che fanno i primi passi può essere tenuta desta
in diverse situazioni (per es., un bambino medio di 2-3 anni può tipicamente
sedere con un adulto e guardare un libro illustrato). Al contrario, i bambini
piccoli con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività si muovono eccessivamente
e sono tipicamente difficili da contenere. Un’indagine su un’ampia varietà di
comportamenti in un bambino piccolo può essere utile per assicurarsi che sia
stato raggiunto un quadro clinico completo. Quando i bambini crescono, i
sintomi di solito divengono meno cospicui. Nella tarda fanciullezza e nella
prima adolescenza, i segni di attività motoria eccessiva e grossolana (per es.,
correre e arrampicarsi troppo, non rimanere seduti) sono meno comuni e i
sintomi di iperattività possono essere limitati a irrequietezza o ad un
sentimento interiore di nervosismo o di inquietudine. Nei bambini in età
scolare, i sintomi di disattenzione compromettono il lavoro in classe e le
prestazioni scolastiche. I sintomi di impulsività possono anche portare alla
infrazione di regole familiari, interpersonali, e scolastiche, specie durante l’adolescenza.
Nell’età adulta, l’irrequietezza può comportare difficoltà di partecipare ad
attività sedentarie e l’evitamento di passatempi ed occupazioni che limitino l’opportunità
di movimento spontaneo (per es., lavori da scrivania).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Il disturbo è
molto più frequente nei maschi che nelle femmine e il rapporto maschi-femmine
varia da 4:1 a 9:1 a seconda dell’ambiente (cioè, popolazione generale o
soggetti ospedalizzati).&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;Decorso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
La maggior parte
dei genitori osserva dapprima un’eccessiva attività motoria quando i bambini
muovono i primi passi, che spesso coincide con lo sviluppo della deambulazione
indipendente. Comunque, dato che &lt;u&gt;molti bambini iperattivi a questa età NON
svilupperanno poi un Disturbo&lt;/u&gt; da Deficit di Attenzione/Iperattività, si
dovrebbe usare cautela nel fare questa diagnosi nei primi anni di vita. Di
solito, il disturbo viene diagnosticato per la prima volta durante le scuole
elementari, quando l’adattamento scolastico risulta compromesso. Nella maggior
parte dei casi osservati in ambiente clinico, il disturbo è relativamente
stabile durante la prima adolescenza. Nella maggior parte dei soggetti, i
sintomi si attenuano durante la tarda adolescenza e l’età adulta, sebbene una
minoranza dispieghi l’intero corredo dei sintomi del Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività nella media età adulta. Altri adulti possono mantenere
solo alcuni sintomi, nel qual caso si dovrebbe usare la diagnosi di Disturbo da
Deficit di Attenzione/Iperattività, in Remissione Parziale. Questa diagnosi si
adatta a soggetti che non hanno più il disturbo completo ma mantengono ancora
alcuni sintomi che causano compromissione del funzionamento.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; line-height: 150%;&quot;&gt;Diagnosi differenziale&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
Nella prima
fanciullezza, può essere difficile distinguere i sintomi del Disturbo da
Deficit di Attenzione/Iperattività dal comportamento adeguato all&#39;età di
bambini vivaci (per es., correre intorno o fare chiasso).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
I sintomi di
disattenzione sono comuni tra i bambini con basso QI che sono collocati in
ambienti scolastici inadeguati alle loro capacità intellettive. Questi comportamenti
devono essere distinti da segni similari in bambini con Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività. &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
(…)&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;
I sintomi di
disattenzione, iperattività o impulsività correlati all’uso di farmaci (per
es., broncodilatatori, isoniazide, acatisia da neurolettici) nei bambini con
meno di 7 anni non sono diagnosticati come Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività ma sono invece diagnosticati come &lt;i&gt;Altri Disturbi
Correlati a Sostanze Non Altrimenti Specificati&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/feeds/3771080847677298758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/disturbo-da-deficit-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3771080847677298758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3629561470908017232/posts/default/3771080847677298758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/2011/03/disturbo-da-deficit-di.html' title='Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività'/><author><name>D.ssa Donatella Ghisu Psicologa Ѱ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17447702707429659554</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtiSASvos1k1NorEXueTyA0nI0xsW3IGUQuVsBlpbgNwZMR6S5kaRS6p_5hD2jBomiPpefjjC-48PffcEfy-NN5ozPjb0wuX2PFnQAKKdySiCTt4fFHeyTiSJMLZPMSeoKA7rLD7bSkkJL/s72-c/pag.5.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>