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	<title>Economia Sicilia</title>
	
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	<description>Giornale che parla dell'economia in Sicilia</description>
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		<title>Banca Sant’Angelo emette le obbligazioni di risparmio per l’economia meridionale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:06:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta la Banca Popolare Sant’Angelo è in prima linea nelle iniziative volte a sostenere efficacemente l’economia della Sicilia, nella sua veste di unica Banca – eccettuata la sola Popolare di Ragusa – autenticamente siciliana e da sempre in totale sintonia con la sua terra di origine e di sviluppo. L’Istituto, presieduto dal dr. Nicolò Curella, ha infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-caption-dd"><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/nicolò-curella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-34688" title="nicolò curella" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/nicolò-curella.jpg" alt="" width="119" height="153" /></a>Ancora una volta la Banca Popolare Sant’Angelo è in prima linea nelle iniziative volte a sostenere efficacemente l’economia della Sicilia, nella sua veste di unica Banca – eccettuata la sola Popolare di Ragusa – autenticamente siciliana e da sempre in totale sintonia con la sua terra di origine e di sviluppo. L’Istituto, presieduto dal dr. Nicolò Curella, ha infatti già ottenuto dalla Consob le autorizzazioni per l’emissione dei Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale a tassazione agevolata, istituiti e disciplinati da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 1°dicembre 2011. Si tratta, a tutti gli effetti normativi, di titoli ordinari di debito, ossia di obbligazioni bancarie, che però godono di notevoli agevolazioni fiscali, poiché l’imposta sostitutiva sugli interessi è di solo il 5%. Le Banche collocatrici, di contro, si impegnano a utilizzare le risorse finanziarie così raccolte nel sostegno creditizio a favore delle piccole e medie imprese, al fine di favorire il riequilibrio territoriale dei flussi di credito per gli investimenti a medio e a lungo termine delle piccole e medie imprese del nostro meridione.</p>
<p>La Popolare Sant’Angelo, da sempre attenta al sostegno e alla valorizzazione del tessuto finanziario ed economico della Sicilia, con particolare attenzione proprio alle famiglie, ai professionisti e alle piccole e medie realtà imprenditoriali dell’isola, ha tempestivamente aderito all’importante iniziativa di incentivazione imprenditoriale, e già da alcuni giorni le nuove Obbligazioni BPSA per l’Economia Meridionale sono disponibili in tutte le agenzie della Banca. In tal modo, i risparmiatori che sottoscriveranno il titolo, oltre che godere di evidenti agevolazioni fiscali, avranno la consapevolezza di aver investito le proprie risorse finanziarie a sostegno della parte sana e costruttiva dell’imprenditoria siciliana, troppo spesso penalizzata in ragione di pregiudizi e interessi che nulla hanno a che vedere con il futuro della Sicilia,  né con il necessario sostegno bancario all’economia virtuosa e ai progetti imprenditoriali seri, per una corretta valorizzazione e rivitalizzazione del tessuto economico locale.</p>
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		<title>Banca Nuova: il consiglio di amministrazione nomina Umberto Seretti direttore generale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:05:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Umberto Seretti, da due anni Vice Direttore Generale di Banca Nuova, proviene dalla Capogruppo Banca Popolare di Vicenza, dove è entrato nel 1999 ricoprendo diversi ruoli tra i quali: Responsabile Direzione Estero, Responsabile Direzione Corporate, e Responsabile Divisione Crediti. La sua carriera è iniziata al Credito Italiano dove ha svolto diversi incarichi di prestigio fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/seretti.bmp"><img class="alignright size-full wp-image-47743" title="seretti" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/seretti.bmp" alt="" width="136" height="153" /></a>Umberto Seretti, da due anni Vice Direttore Generale di Banca Nuova, proviene dalla Capogruppo Banca Popolare di Vicenza, dove è entrato nel 1999 ricoprendo diversi ruoli tra i quali: Responsabile Direzione Estero, Responsabile Direzione Corporate, e Responsabile Divisione Crediti. La sua carriera è iniziata al Credito Italiano dove ha svolto diversi incarichi di prestigio fra i quali quello di Vice Presidente della sede di New York dal 1994 al 1998. Seretti è inoltre stato Consigliere di Amministrazione di diverse società tra cui: Sec Servizi, BPV Finance International (Irlanda) e Nordest Merchant, dove ha ricoperto la carica di Consigliere Delegato.</p>
<p>Banca Nuova, in linea con la mission del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, continua la politica di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, oltre a proporsi quale parte attiva nelle iniziative economiche e culturali dei territori nei quali opera. L’Istituto nei primi quattro mesi dell’anno ha aumentato in maniera sensibile gli impieghi, la raccolta e il numero di clienti.</p>
<p>Banca Nuova ha già pianificato l’apertura in tempi rapidi di tre nuove filiali: a Palermo, Lipari e Vibo Valentia. Inoltre, è previsto il rafforzamento della rete con l’apertura di nuovi sportelli nella Sicilia Orientale.</p>
<p>“Il Gruppo Banca Popolare di Vicenza ribadisce la propria volontà di sviluppare le proprie attività nel sud Italia, e, attraverso Banca Nuova, anche in Sicilia e Calabria – ha dichiarato Marino Breganze, Presidente di Banca Nuova &#8211; Umberto Seretti, coadiuvato da una squadra coesa, saprà rafforzare questo importante percorso valorizzando al meglio le potenzialità dei territori in cui l’Istituto opera”.</p>
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		<title>Accordo Banca Mezzogiorno-Fideo Confcommercio per pmi Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Banca del Mezzogiorno-Medio Credito Centrale (BdM-Mcc), interamente controllata da Poste Italiane, ha firmato un accordo-quadro con Fideo Confcommercio Palermo, che permettera&#8217; alle imprese associate al Confidi siciliano di avvalersi di Banca del Mezzogiorno come interlocutore per l&#8217;accesso al credito legato a investimenti in progetti innovativi in campo industriale, artigiano, commerciale e turistico e di giovarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/rinaudo.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-29172" title="rinaudo" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/rinaudo.bmp" alt="" /></a>Banca del Mezzogiorno-Medio Credito Centrale (BdM-Mcc), interamente controllata da Poste Italiane, ha firmato un accordo-quadro con Fideo Confcommercio Palermo, che permettera&#8217; alle imprese associate al Confidi siciliano di avvalersi di Banca del Mezzogiorno come interlocutore per l&#8217;accesso al credito legato a investimenti in progetti innovativi in campo industriale, artigiano, commerciale e turistico e di giovarsi della rete di garanzia assicurata dal Confidi Fideo, grazie alla quale le Pmi potranno accedere a maggiori volumi di finanziamento. L&#8217;accordo amplia l&#8217;ambito operativo di BdM a supporto dell&#8217;economia regionale siciliana e segue il protocollo di intesa stipulato ad aprile con Assoconfidi-Sicilia. Sul piano operativo la Banca del Mezzogiorno assumera&#8217; il ruolo di volano finanziario per le Pmi e diventera&#8217; l&#8217;istituto di appoggio ai quali il Confidi indirezzera&#8217; per il finanziamento le proposte imprenditoriali da loro gia&#8217; adeguatamente selezionate. La sede BdM di Palermo avra&#8217; quindi il compito di valutare con rapidita&#8217; i progetti e definire l&#8217;operazione di finanziamento in caso di giudizio positivo. I Confidi partner di Banca del Mezzogiorno coprono tutto l&#8217;arco operativo delle piccole e medie imprese: artigianato, commercio, piccola e media industria del territorio. BdM sta inoltre negoziando accordi di collaborazione con banche del territorio per interventi di cofinanziamento di iniziative delle medie imprese della Sicilia e delle altre sette regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna) incluse dalla legge nel perimetro di intervento della Banca del Mezzogiorno. (ITALPRESS)</p>
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		<title>Crisi: sindacati e imprese scrivono a Napolitano e Monti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:04:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un appello a Napolitano e Monti per una “interlocuzione diretta” delle forze economiche e sociali siciliane con presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio, “per sottoporre alla loro attenzione l’urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari, nei confronti della Regione siciliana”. A richiederlo Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Casartigiani, Confartigianato, Claai, Agci, Confapi, Cia, Confagricoltura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/monti-e-napolitano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-47738" title="monti e napolitano" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/monti-e-napolitano-e1337891455871.jpg" alt="" width="250" height="171" /></a>Un appello a Napolitano e Monti per una “interlocuzione diretta” delle forze economiche e sociali siciliane con presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio, “per sottoporre alla loro attenzione l’urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari, nei confronti della Regione siciliana”. A richiederlo Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Casartigiani, Confartigianato, Claai, Agci, Confapi, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, Confcommercio, Confesercenti e Ugl. Sono le diciotto associazioni regionali, sindacali e dell’imprenditoria, che l’1 marzo hanno sfilato assieme a Palermo, per la prima volta nella storia dell’Autonomia, nella “Marcia per il lavoro produttivo” che ha chiesto una svolta sul terreno delle politiche regionali, economiche e sociali. La nota è stata consegnata al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, in occasione della visita alla città di Napolitano e Monti, per il ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Sindacati e imprese siciliani denunciano “l’aggravamento” della situazione economica, sociale e occupazionale; “l’insostenibile crisi finanziaria della Regione ancor più evidenziata – sottolineano &#8211; dall’incertezza legata alla vicenda del bilancio 2012. L’assenza “di strategie e politiche mirate al risanamento” del bilancio regionale. La mancanza di una “efficace programmazione per l’utilizzo dei fondi strutturali e delle poche risorse disponibili per arginare gli effetti della recessione economica”. Ancora, la “consapevole preoccupazione che di fronte alle crescenti tensioni sociali e all’impoverimento ulteriore del nostro tessuto economico-produttivo, l’attuale classe politica e dirigente regionale continui a mostrare inadeguatezza e mancanza di responsabilità mentre necessitano scelte coraggiose in direzione del risanamento finanziario e dell’attivazione dello sviluppo dell’Isola”. “Siamo molto allarmati – concludono le diciotto sigle &#8211; che il clima pre-elettorale alimenti un ulteriore saccheggio delle nostre risorse pubbliche come in passato purtroppo è sempre avvenuto, portando la Sicilia in una condizione di fragilità maggiore rispetto ad altre regioni, senza prospettive e in una situazione di oggettivo default che aggrava anche le condizioni finanziarie dell’intero Paese”. Da qui la nota affidata al prefetto per un primo passo istituzionale in vista del confronto con il governo e con il Quirinale.</p>
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		<title>Mercato immobiliare, secondo semestre 2011 prezzo giù del 3,4%</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:03:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli interventi per stabilizzare l’economia italiana, un aumento della disoccupazione,  il timore di un aggravio fiscale sugli immobili ma, soprattutto, la diminuzione della concessione del credito da parte delle banche sono stati gli elementi più determinanti nel rallentamento delle dinamiche immobiliari nella seconda parte del 2011. L’incertezza che ha connotato il comportamento dei potenziali acquirenti subito dopo l’estate, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/foto-aerea-immobili-e1332453455780.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-46857" title="foto aerea immobili" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/foto-aerea-immobili-e1337891158461.jpg" alt="" width="250" height="183" /></a>Gli interventi per stabilizzare l’economia italiana, un aumento della disoccupazione,  il timore di un aggravio fiscale sugli immobili ma, soprattutto, la diminuzione della concessione del credito da parte delle banche sono stati gli elementi più determinanti nel rallentamento delle dinamiche immobiliari nella seconda parte del 2011. L’incertezza che ha connotato il comportamento dei potenziali acquirenti subito dopo l’estate, ha continuato ad influenzare il mercato immobiliare anche nei mesi successivi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il secondo semestre del 2011, infatti, si chiude con un ulteriore ribasso delle quotazioni immobiliari.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ad essere colpiti in particolare sono stati coloro che hanno avuto necessità di ricorrere ad un mutuo per l’acquisto dell’abitazione e che si sono trovati di fronte ad un atteggiamento molto selettivo delle banche che ha ristretto le possibilità di accesso al credito. Pur dimostrando di avere i requisiti richiesti per ottenere un finanziamento i potenziali acquirenti  hanno comunque dovuto fare i conti con un aumento delle tempistiche di erogazione e con una diminuzione dell’importo di mutuo. Non si sono invece riscontrate particolari difficoltà per chi ha già il capitale a disposizione e che ha deciso di investire nell’abitazione, considerata  ancora  un investimento sicuro e per questo preferito a quello  finanziario. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si registra flessibilità dei venditori  a ribassare i prezzi solo quando hanno necessità di vendere l’immobile (per bisogno di liquidità o per acquistare un’altra abitazione) mentre è diverso il comportamento di  coloro che non hanno questa necessità e che, in alcuni casi, posticipano la vendita. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutto questo ha comportato anche un aumento delle tempistiche di vendita ed una maggiore offerta di immobili sul mercato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gli ultimi dati ci dicono che nelle </span><a href="http://www.tecnocasa.it/site/it/globals/specialegc.html" target="_blank"><span style="color: #000000;">grandi città italiane</span></a><span style="color: #000000;"> le tempistiche di vendita si attestano intorno ai 184 giorni contro i 168 giorni registrati a gennaio 2011.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nei capoluoghi di provincia i tempi di vendita hanno una media di 210 gg contro i 201 gg di gennaio 2011 ed  i comuni dell’hinterland delle grandi città hanno fatto registrare 205 gg come un anno fa .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dall’analisi delle quotazioni immobiliari nel secondo semestre del 2011 si registra una riduzione dei prezzi nelle grandi città del 3,4%, un risultato leggermente peggiorativo rispetto agli ultimi semestri e che determina, per l’intero 2011, una contrazione complessiva dei prezzi del 4,7%.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutte le grandi città hanno registrato un ribasso dei valori, che è  più significativo nelle metropoli del Sud: Palermo (-6,6%), Bari (-5,2%),  Napoli (-3,3%).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le zone periferiche e semicentrali delle grandi città hanno registrato una diminuzione dei prezzi maggiore rispetto a quelle centrali i cui valori sono diminuiti di poco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’esame dei prezzi per dimensione urbana rileva una contrazione del 3,4% sia per le grandi città che per i loro hinterland. Nei capoluoghi di provincia il ribasso è stato del 3,2%.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’analisi per aree geografiche vede un risultato migliore per i capoluoghi del Nord Italia (-2,9%), seguiti da quelli del Centro Italia (-3,3%) e infine  da quelli del Sud Italia (-3,4%).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le tipologie abitative usate ma in buone condizioni hanno, ancora una volta, riscontrato un maggior interesse tra i potenziali acquirenti. Anche le tipologie da ristrutturare possono incontrare il favore dell’acquirente soprattutto se si possono spuntare notevoli ribassi sui prezzi richiesti dai  venditori. Il quartiere e il contesto in cui è inserito l’immobile sono importanti per la scelta finale dell’acquisto. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le soluzioni con riscaldamento autonomo sono apprezzate e l’attenzione dei potenziali acquirenti si focalizza sull’ammontare delle spese condominiali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Continuano ad essere poco apprezzati gli appartamenti ai piani alti ma senza ascensore e quelli che necessitano di  importanti lavori di ristrutturazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’analisi delle compravendite realizzate dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che il 78% di coloro che hanno acquistato la casa in questa seconda parte del 2011 si è indirizzata verso l’abitazione principale, la restante parte ha acquistato la casa vacanza (5,2%) e poi quella ad uso investimento (16,8%). </span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’analisi per fasce di età registra il 62,6 % degli acquirenti nella classe compresa tra 18 e 44 anni. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ed infatti, anche dai dati relativi ai mutui erogati dalle agenzie di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, l’età media del mutuatario è di 39 anni e l’età che viene finanziata maggiormente è quella compresa tra 30 e 39 anni. Questi ultimi talvolta sono aiutati nell’acquisto dai genitori che, in molti casi, hanno smobilizzato altri investimenti .</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’analisi della domanda nelle grandi città evidenzia una maggiore concentrazione delle richieste per il trilocale (35,2%), seguito dal bilocale (31,1%). Rispetto ai dati di luglio si registra un aumento della percentuale della domanda di bilocali che è passata da 30,5% a 31,1%. Milano, Roma,  Napoli e Torino sono le città dove è più elevata la concentrazione della domanda di bilocali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nei capoluoghi di regione la tipologia abitativa più richiesta è sempre il trilocale che raccoglie il 49,1% delle preferenze, in aumento la percentuale della domanda dei bilocali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’analisi della disponibilità di spesa registra nelle grandi città una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra  170 e 249 mila € con un incremento nella fascia  più bassa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dal lato dell’offerta si rileva una maggiore concentrazione di trilocali (32%) seguiti dai bilocali (24,9%) ed infine dai quadrilocali (23,9%).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nelle grandi città il mercato delle locazioni registra una diminuzione dei valori: -1,4% per i bilocali e -1,7% per i trilocali. La domanda di immobili in affitto vede la prevalenza di richieste (45,7%) tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni. A scegliere l’affitto sono coloro che non riescono ad acquistare, gli studenti e lavoratori fuori sede.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I rendimenti immobiliari sono del 3,9% annuo lordo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In base ai nuovi dati raccolti sull’andamento del mercato immobiliare dell’anno 2011 si rivedono al ribasso le previsioni immobiliari per il 2012.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il contesto macroeconomico incerto rende difficile effettuare delle stime ma riteniamo che i prezzi nelle grandi città nel 2012 potranno avere un’oscillazione compresa tra -2% e 0%.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le dinamiche immobiliari delle grandi città potrebbero essere migliori rispetto a quelle che si registreranno nelle realtà dell’hinterland, così come quelle del Nord e del Centro Italia rispetto al  Sud Italia.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per restituire vitalità al mercato immobiliare diventa sempre più importante un’attenta analisi della capacità di spesa dei potenziali acquirenti e una valutazione in linea con il reale valore dell’immobile che orienti il potenziale venditore nella determinazione del prezzo della richiesta, così da colmare il gap esistente tra domanda e offerta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Inoltre, secondo gli operatori del nostro Gruppo nei prossimi mesi si potrebbero riscontrare ancora difficoltà legate alla certezza di conservare il posto di lavoro e di accesso al credito, elemento quest’ultimo che rappresenta un nodo cruciale per restituire fiducia alle famiglie italiane che, anche in questi mesi incerti, non hanno mai rinunciato al progetto di acquistare casa per la prima volta o di migliorare quella di proprietà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">MERCATO IMMOBILIARE SICILIA</span></p>
<p><span style="color: #000000;">PALERMO</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A Palermo nel secondo semestre del 2011 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 6,6% rispetto al semestre precedente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’area centrale della città i ribassi si sono attestati sul -7,7%. Sono in diminuzione i prezzi in zona Libertà,dove si acquista prevalentemente con l’aiuto di mutui ed attualmente si registrano difficoltà di accesso al credito. Inoltre, i proprietari difficilmente ribassano i prezzi e questo determina lentezza nelle compravendite. La domanda di appartamenti proviene sia da famiglie che da investitori. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella seconda parte dell’anno nella macroarea Università-Brancaccio i valori sono diminuiti del 6,5%. Sono in calo i prezzi delle abitazioni in zona Università-Villaggio Santa Rosalia, in particolare il ribasso è più evidente per soluzioni dalle metrature ampie, troppo costose ed attualmente poco accessibili a gran parte dei potenziali acquirenti, i quali in questa seconda parte dell’anno si sono dimostrati più riflessivi. Una maggiore tenuta dei valori si registra per tipologie più economiche e posizionate in zone più popolari, apprezzate anche da investitori alla ricerca di rendimenti elevati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella macroarea Uditore il ribasso dei prezzi è stato del 3,9%. Sono in calo le quotazioni in zona Leonardo Da Vinci, quartiere periferico di Palermo. Si registrano infatti difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti, una diminuzione del numero di richieste di acquisto ed un allungamento dei tempi medi di vendita (circa 4-5 mesi per le compravendite effettuate con l’ausilio di un mutuo).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La macroarea Parco della Favorita ha segnalato, nel secondo semestre del 2011, una contrazione dei valori pari al 7,7%. Sono in calo le quotazioni immobiliari in zona Cruillas ed in zona De Gasperi, a frenare le compravendite sono quasi sempre le difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">CATANIA</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Durante il secondo semestre del 2011 i prezzi delle abitazioni di Catania hanno fatto registrare un calo dell’1%.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le quotazioni degli immobili delle aree centrali di Catania hanno mantenuto il proprio valore e questo trend si è confermato nei primi mesi del 2012. Tuttavia, le tempistiche medie di vendita sono leggermente aumentate ed ora si attestano a circa 3 mesi, ma le tipologie particolarmente prestigiose, ricercate da chi non ha problemi di liquidità, vengono compravendute anche in breve tempo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel secondo semestre del 2011 il mercato delle aree periferiche e semicentrali di Catania ha segnalato un andamento al ribasso. Queste sono zone popolari e spesso i potenziali acquirenti non hanno un’elevata capacità di spesa e acquistano prevalentemente tramite mutuo: le difficoltà di accesso al credito hanno reso ancora più problematico acquistare casa, cosicché il mercato ha subito una battuta d’arresto, protrattasi anche nei primi mesi del 2012.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">PAESI ETNEI</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella seconda parte del 2011 si registrano quotazioni in calo nei comuni che si trovano nella periferia  a nord di Catania e la tendenza si conferma anche nei primi mesi del 2012.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il comune di San Gregorio, che si sviluppa nell’area a nord-est di Catania, ha vissuto un forte sviluppo a partire dagli anni ’80, le ultime costruzioni sono villette a schiera e indipendenti, le quotazioni vanno da 1600-1650 al mq per un appartamento usato in buone condizioni a 300-350 mila € per l’acquisto di una villetta a schiera di recente costruzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sant’Agata Li Battiati è un comune che si trova nella zona a nord-ovest di Catania. Si tratta di un’ area residenziale e signorile caratterizzata dalla presenza di ville dal valore compreso tra un milione e due milioni di €.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Più popolare l’area di Gravina composta da condomini. Il comune evidenzia un mercato immobiliare attivo, grazie alla maggiore disponibilità dei venditori a rivedere verso il basso il prezzo richiesto. Attualmente un appartamento usato in buone condizioni ha un valore di 1250-1300 € al mq. Da segnalare che nei pressi dell’uscita della tangenziale è stato da poco realizzato un nuovo centro commerciale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Prezzi invariati a San Giovanni La Punta nella seconda parte del 2011, ma nei primi mesi del 2012 si registra una tendenza al ribasso.  Il medio usato si vende ad un prezzo di 1400 € al mq mentre per il nuovo la spesa sale a 1700 € al mq.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Trecastagni è un comune che si estende sulle pendici dell’Etna ed è caratterizzato da soluzioni con vista panoramica sul mare in direzione del siracusano. L’edilizia è costituita prevalentemente da ville singole e a schiera, questa ultime si possono acquistare con una spesa compresa tra 300 e 350 mila €.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">MESSINA</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella seconda parte del 2011 le quotazioni delle abitazioni a Messina sono rimaste stabili. Nei primi mesi del 2012 si registra una diminuzione sostanziale delle compravendite mentre sul fronte dei prezzi si assiste ad una contrazione dei valori sul nuovo e sulle abitazioni posizionate in zone periferiche. Hanno sostanzialmente conservato valore  le  tipologie con ottime  caratteristiche qualitative. La motivazione del ribasso è da ricercarsi nella bassa disponibilità delle banche a concedere credito con la conseguenza che il  il mercato immobiliare della città si è decisamente rallentato. Le zone più centrali, zona Tribunale e zona Centro, sono quelle che hanno una domanda sostenuta e di conseguenza hanno registrato una tenuta di compravendite e di valori. La domanda si concentra sugli appartamenti più centrali ed in particolare su quelli presenti nelle vie limitrofe a viale San Martino, dove una soluzione degli anni ’40 in buone condizioni non supera 1800 € al mq.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella zona semicentrale che si sviluppa intorno a via Garibaldi il mercato immobiliare registra comportamenti diversi a seconda che ci si trovi nella parte collinare dove ci sono soluzioni costruite a partire dagli anni ’70 che in questo momento soffrono maggiormente sul mercato perché incontrano poco il favore dei potenziali acquirenti. Le abitazioni che si sviluppano a ridosso della passeggiata a mare e nella zona della Fiera sono quelle più richieste (palazzi storici costruiti tra gli anni ’20 e gli anni ’40) ma hanno una bassa offerta e di conseguenza le quotazioni hanno tenuto e si sono stabilizzate intorno a 1800-2000 € al mq.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’area centro nord tra le zone più richieste da segnalare viale della Libertà, area residenziale domandata prevalentemente da acquirenti con una buona disponibilità di spesa.</span></p>
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		<title>E i mutui giù del 25,29% nel IV trimestre 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.114,16 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011. Rispetto allo stesso trimestre del 2010 si registra una contrazione delle erogazioni del -25,29% per un controvalore di -3.761,81 mln di euro. E’ quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico pubblicato da Banca d’Italia nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.114,16 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011. Rispetto allo stesso trimestre del 2010 si registra una contrazione delle erogazioni del -25,29% per un controvalore di -3.761,81 mln di euro. E’ quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Aprile 2012. L’andamento delle erogazioni trimestrali, in raffronto ai periodi precedenti, conferma la tendenza alla contrazione già rilevata nel corso del secondo e del terzo trimestre dell’anno in osservazione, incrementando e rafforzando un trend ribassista iniziato già nel 2010 con le rilevazioni del secondo trimestre. I volumi restano influenzati principalmente dalla congiuntura socio economica che ha interessato l’Area Euro già a partire dal Luglio 2011. Da non sottovalutare anche il forte rallentamento delle operazioni di sostituzione e surroga che secondo l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa hanno rappresentano nel quarto trimestre 2011 circa il 1,5% dei volumi, mentre un anno prima erano stimanti in circa il 10%.</p>
<p>Analizzando l’intero 2011, sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per un controvalore di 49.239,30 mln di euro. Il saldo annuo, se confrontato con il 2010, segna dunque una calo dei volumi erogati pari al -11,84% con 6.612 mln di euro in meno rispetto a quanto erogato nel precedente anno. Rispetto all’osservazione sui 12 mesi dello scorso trimestre il calo è stato pari a -7,10%. Dopo un inizio d’anno all’insegna della sostanziale tenuta, il mercato si è andato via via deteriorando con il trascorrere dei mesi. In chiusura d’anno il mercato ha varcato al ribasso quota 50 miliardi di euro annui, attestandosi sui livelli di erogato del 2004: allora i finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione erogati furono poco meno di 49 miliardi di euro. Dopo il rimbalzo avvenuto nel 2010 si consolida con la rilevazione di fine 2011 il movimento al ribasso dei volumi erogati che dura ormai dal 2007. In calo anche la richiesta di credito da parte delle famiglie. Nel 2011 ha fatto registrare una brusca contrazione.</p>
<p>L’andamento delle erogazioni nel quarto trimestre 2011 ha visto tutte le regioni italiane registrare una contrazione rispetto al medesimo periodo del 2010. La migliore performance è stata quella del Trentino Alto Adige che è riuscita ad arginare la contrazione al –8%. Le altre rilevazioni sono tutte superiori al -15% registrato dalle Marche, seguita dalla Lombardia con un calo di oltre il -20%. Tra le variazioni più sostenute registriamo il calo della regione Molise, oltre il -48%, seguito dalla Sardegna (-46%). Importante calo anche in Basilicata dove la rilevazione si è attestata oltre il 41%.</p>
<p>Leggermente migliore, ma sempre negativa, la situazione registrata in chiusura del 2011. Il Trentino Alto Adige è l’unica regione in Italia che non solo limita i danni ma fa segnare un incremento rispetto alla rilevazione del 2010 di quasi il +7%. Tutte le altre regioni sono in contrazione a cominciare dal Lazio con quasi il -4% per chiudere con la brusca frenata della regione Toscana, oltre il 26%. Dal punto di vista dell’incidenza rispetto al totale erogato, la Lombardia è la regione che maggiormente contribuisce ai volumi nazionali con il 23,93%, seguita dal Lazio 13,77%, il Veneto con il 8,99% e l’Emilia Romagna con un’incidenza del 8,55%. Da rilevare che l’aggregato di queste quattro regioni influisce per oltre il 55% dei volumi erogati a livello nazionale. Valle d’Aosta, Molise e Basilicata sono quelle che per ovvie ragioni di dimensioni meno contribuiscono, rispettivamente per il 0,20%, 0,28% e 0,34%.</p>
<p>Attraverso la base dati interna all’Ufficio Studi Tecnocasa è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo. Tale indicatore è da intendersi riferito alle media delle operazioni erogate nei dodici mesi antecedenti la data di rilevazione. Nel quarto trimestre del 2011, a livello nazionale, è stata rilevato un lieve incremento del ticket medio di mutuo rispetto allo scorso trimestre. Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 126.300€.  Rispetto a quanto rilevato nel terzo trimestre 2011 (125.600€) si è dunque riscontrata una maggiore quota media erogata per singolo finanziamento. La differenza è pari a circa +700€ (+0,56%). Tale incremento trova giustificazione dalla sempre minor presenza dei prodotti di surroga nel campione analizzato e quindi la conseguente preponderanza del prodotto per acquisto che ha importi medi decisamente più elevati. La crescita dell’erogato medio di un mutuo risulta  uniforme per tutte le Macroaree.</p>
<p>A livello regionale il ticket medio continua ad essere per ragioni socio economiche difforme sul territorio nazionale. La regione con il valore più alto si è confermata essere anche in questo trimestre l’Emilia Romagna con 137.500 euro. Il Lazio e la Toscana si confermano rispettivamente al secondo e al terzo posto rispettivamente con un ticket medio di 136.600 e 135.400.</p>
<p>IL MERCATO DEI MUTUI IN SICILIA</p>
<p>Le famiglie in Sicilia hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 465,21 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni in regione del -30,16% per un controvalore di -200,87 mln di euro.</p>
<p>Nel quarto trimestre 2011 la regione Sicilia ha fatto registrare un importo medio di mutuo (media ponderata a 12 mesi) pari a 118.400 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante il trimestre precedente quando il ticket medio ammontava a 116.500 euro.</p>
<p>Palermo ha erogato volumi per 127,96 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -33,57%.</p>
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		<title>Anche gli affitti in calo: in Sicilia -1,7% nel secondo semestre 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2011 i canoni di locazione hanno registrato una diminuzione dei valori dell’1,2% sui bilocali e dell’1,3% sui trilocali. Nelle grandi città la contrazione è stata simile: -1,4% per i bilocali e         -1,7% per i trilocali. 
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che nel secondo semestre del 2011 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/affittasi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-47728" title="affittasi" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/affittasi.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Nel secondo semestre del 2011 i canoni di locazione hanno registrato una diminuzione dei valori dell’1,2% sui bilocali e dell’1,3% sui trilocali. Nelle grandi città la contrazione è stata simile: -1,4% per i bilocali e         -1,7% per i trilocali. </p>
<p>L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che nel secondo semestre del 2011 il 49,3% è rappresentato da single, il 37,0 % da coniugati, il 10,9% da separati.</p>
<p>Per quanto riguarda le fasce di età: il 45,7% di coloro che cercano casa in affitto ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 29,5% ha un’età compresa tra 35 e 44 anni.</p>
<p>Il 51,2% di chi cerca in affitto lo fa per trovare l’abitazione principale, seguono coloro che cercano casa in affitto per motivi legati a trasferimenti di lavoro e quindi una motivazione di tipo professionale (37,3%) ed, infine, ci sono coloro che si trasferiscono per  motivi di studio (11,5%). </p>
<p>In questo semestre non sono emerse particolari novità, resta la maggiore rigidità da parte dei proprietari ad affittare l’immobile. Si desiderano sempre maggiori garanzie sull’affidabilità dell’inquilino e la continuità dei pagamenti dei canoni di locazione.</p>
<p>L’introduzione dell’Imu sta determinando dei timori nei proprietari che appaiono disorientati e cercano più informazioni possibili sull’impatto che potrà avere la nuova tassa sulla redditività del loro investimento.</p>
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		<title>Sammarco (uilca): Continua l’ingiustizia: cresciuti i compensi di Ceo e presidenti bancari</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:00:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Secondo un&#8217;analisi annuale realizzata dall&#8217;ufficio studi della uilca &#8211; ha detto il segretario nazionale uilca Massimo Masi nella sua relazione &#8211; le retribuzioni dei Ceo, amministratori delegati e direttori generali, sono aumentate del 36% rispetto al 2010 e risultano 85 volte superiori a quelle dei bancari, malgrado i costanti richiami alle aziende ad adottare politiche di moderazione ed equità e una crisi sempre più aggressiva che ha prodotto aumento della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali&#8221;.</p>
<p>  &#8221;Continua l&#8217;ingiustizia : cresciuti i compensi di  Ceo e presidenti bancari, malgrado la crisi e le pressioni per  moderazione ed equità&#8221; &#8211;  ha aggiunto Gino Sammarco, segretario  della uilca sicilia, a margine  del  convegno su occupazione e credito svoltosi oggi a Palermo – anche la casta dei banchieri come quella dei politici resta insensibile ad ogni ipotesi di ridimensionamento delle proprie prebende”.</p>
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		<title>Autonomia finanziaria: Sicilia, dopo quarant’anni parte negoziato</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dopo un serrato confronto a distanza, durato un anno e mezzo, si e&#8217; aperta oggi la trattativa sull&#8217;autonomia finanziaria della Regione siciliana. Sono passati oltre quaranta anni dalla riforma tributaria del 1971 (legge delega n. 825) che prevedeva l&#8217;emanazione di norme di coordinamento che mai hanno visto la luce. La &#8217;sopravvivenza&#8217; delle norme di attuazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/armao-e1290713595151.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30740" title="armao" src="http://www.economiasicilia.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/armao-e1290713595151.jpg" alt="" width="135" height="147" /></a>&#8220;Dopo un serrato confronto a distanza, durato un anno e mezzo, si e&#8217; aperta oggi la trattativa sull&#8217;autonomia finanziaria della Regione siciliana. Sono passati oltre quaranta anni dalla riforma tributaria del 1971 (legge delega n. 825) che prevedeva l&#8217;emanazione di norme di coordinamento che mai hanno visto la luce. La &#8217;sopravvivenza&#8217; delle norme di attuazione in materia fiscale del 1965 ha poi bloccato l&#8217;applicazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto, e con essi l&#8217;acquisizione di ingenti risorse finanziarie da parte della Regione, mentre l&#8217;art 38 (fondo di solidarieta&#8217; nazionale) e&#8217; stato progressivamente svuotato di finanziamenti&#8221; Cos l&#8217;assessore regionale per l&#8217;Economia, Gaetano Armao a conclusione dell&#8217;insediamento del tavolo per il negoziato sull&#8217;autonomia finanziaria ed il federalismo fiscale svoltosi oggi col Ministro per gli Affari Regionali, Piero Gnudi, il sottosegretario all&#8217;Economia, Vieri Ceriani ed i vertici burocratici dei ministeri economici interessati, al quale ha partecipato anche il Ragioniere generale della Regione, Biagio Bossone.</p>
<p>&#8220;L&#8217;incontro odierno puo&#8217; essere considerato un punto di svolta nei rapporti tra Stato e Regione Siciliana perche&#8217; ha consentito di entrare nel merito dell&#8217;attuazione di parti fondamentali del nostro Statuto. Possiamo affermare che dopo 66 anni dalla sua nascita abbiamo avviato un percorso per la sua piena attuazione, a partire dagli articoli 36, 37 e 38 e di inquadrare questa problematica nel piu&#8217; ampio contesto dei principi del federalismo, a partire da quello municipale e dalla perequazione infrastrutturale. Il lavoro che ci attende e&#8217; certamente complesso, ma oggi la disponibilita&#8217; solo verbale degli anni scorsi si e&#8217; trasformata in concreto confronto con il Governo nazionale su temi specifici. L&#8217;impegno e&#8217; di cominciare con i gruppi di lavoro tecnici dalla prossima settimana e chiudere entro luglio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il lungo lavoro di questo anno e mezzo &#8211; ha detto Armao -, condotto anche con le altre regioni a statuto speciale, ha avuto oggi, per quanto ci riguarda, un primo riscontro. E questo risultato e&#8217; anche il frutto del successo della nostra linea nei contenziosi risolti dalla Corte costituzionale (da ultimo con le sentenze 64 e 71 del 2012). Abbiamo illustrato l&#8217;articolata posizione della Regione sul tema delle nuove entrate e delle funzioni da trasferire alla Sicilia, a partire dall&#8217;art. 37, a tutt&#8217;oggi in gran parte inattuato, della individuazione di eventuali strumenti di perequazione della minore capacita&#8217; fiscale della nostra Regione, attraverso la compartecipazione alle accise dei prodotti petroliferi, e l&#8217;introduzione di un criterio certo che vincoli lo Stato nella erogazione del contributo di solidarieta&#8217; nazionale di cui all&#8217;art. 38 dello Statuto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo formulato &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore &#8211; pur consapevoli che si e&#8217; trattato dell&#8217;insediamento del tavolo di confronto proposte e possibilita&#8217; di soluzioni al lungo contenzioso che speriamo di lasciare alle nostre spalle. Lavoreremo nei prossimi giorni con i Ministeri degli Affari regionali, dell&#8217;Economia e della Coesione territoriale per giungere a chiudere un negoziato che dia finalmente attuazione allo Statuto&#8221;.</p>
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		<title>Lavoro: Venturi, “si a osservatorio permanente su crisi commercio”</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 22:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Condivido la necessita&#8217; di istituire un tavolo permanente che abbia come obiettivo principale quello di monitorare la crisi del commercio con particolare riferimento al settore terziario. Nei prossimi giorni, d&#8217;accordo con le parti sindacali, stabiliremo luoghi e modalita&#8217;&#8221;. Lo dice l&#8217;assessore regionale alle Attivita&#8217; produttive, Marco Venturi, incontrando una delegazione di lavoratori dei gruppi Migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Condivido la necessita&#8217; di istituire un tavolo permanente che abbia come obiettivo principale quello di monitorare la crisi del commercio con particolare riferimento al settore terziario. Nei prossimi giorni, d&#8217;accordo con le parti sindacali, stabiliremo luoghi e modalita&#8217;&#8221;. Lo dice l&#8217;assessore regionale alle Attivita&#8217; produttive, Marco Venturi, incontrando una delegazione di lavoratori dei gruppi Migliore e Li Volsi, da stamane in sit-in davanti alla sede dell&#8217;assessorato.</p>
<p>&#8220;I problemi del commercio &#8211; aggiunge l&#8217;assessore &#8211; sono sovrapponibili a tutti gli altri settori produttivi dell&#8217;economia siciliana, tali da suggerire risposte organiche e urgenti se e&#8217; vero, come e&#8217; vero, che soltanto nell&#8217;ultimo anno sono circa 15 mila le aziende chiuse in Sicilia. I lavoratori di certo devono essere considerati una risorsa su cui investire e non certo un problema. E&#8217; auspicabile dunque che le aziende siano in grado di compiere scelte di politica industriale e commerciale adeguate alle sfide del nostro tempo&#8221;.</p>
<p>Per questo motivo, l&#8217;assessore si e&#8217; detto d&#8217;accordo sulla necessita&#8217; di attivare l&#8217;osservatorio permanente e ha anche accolto la proposta di &#8220;stipulare un protocollo d&#8217;intesa che subordini il rilascio di nuove autorizzazioni per la grande distribuzione organizzata all&#8217;assunzione, in percentuali da stabilire successivamente di lavoratori in cassa integrazione o in mobilita&#8217;, provenienti da aziende in crisi.</p>
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