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	<title>EcoWiki</title>
	
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	<description>ambiente ecologia energia natura</description>
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		<title>Orti illegali per colpa dell’Europa? Bufala!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[bufale]]></category>
		<category><![CDATA[norme europee]]></category>
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		<description><![CDATA[Coltivare l&#8217;orto non sarà vietato dall&#8217;Europa, ci si potranno scambiare i semi e le varietà locali non diventano illegali. Le regole europee sul commercio dei semi (plant reproductive material law) stanno facendo infiammare il web, ma ho l&#8217;impressione che pochi tra coloro che rilanciano gli articoli di allerta abbiano letto la proposta. Lo si legge [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/05/orti-clandestini.jpg" alt="coltivazioni e registro dei semi europeo" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-14807" />Coltivare l&#8217;orto non sarà vietato dall&#8217;Europa, ci si potranno scambiare i semi e le varietà locali non diventano illegali. </p>
<p>Le regole europee sul commercio dei semi (<a href="http://ec.europa.eu/food/plant/plant_propagation_material/review_eu_rules/index_en.htm">plant reproductive material law</a>) stanno facendo infiammare il web, ma ho l&#8217;impressione che pochi tra coloro che rilanciano gli articoli di allerta abbiano letto la proposta. </p>
<p>Lo si legge bene nelle <a href="http://ec.europa.eu/food/plant/plant_propagation_material/review_eu_rules/docs/faq_regulation_proposal_en.pdf">FAQ sulla legge che regola lo scambio dei semi</a> a disposizione di tutti nel sito dove la Commissione Europea presenta la proposta. Ve ne traduco qualcuna di quelle che in questi giorni sono fonte di indignazione mediatica. </p>
<p>5. La nuova proposta <strong>regolerà quello che la gente pianta</strong> nel proprio giardino?<br />
<strong>No</strong> i giardinieri e i contadini che usano semi e piante per il proprio consumo non sottostanno a queste regole. </p>
<p><span id="more-14805"></span></p>
<p>6. La nuova proposta <strong>obbliga i contadini ad usare solamente semi certificati?<br />
No.</strong> La proposta offre la scelta ai contadini tra usare semi certificati o non certificati (standard). La scelta dipende dalle necessità e dalle preferenze di ogni coltivatore.</p>
<p>7. Come <strong>cambia lo scambio di semi tra coltivatori</strong> alla luce della nuova legge?<br />
Lo scambio di semi o altro materiale per la riproduzione delle piante <strong>tra non professionisti resta al di fuori degli scopi della legge</strong>. I professionisti dovranno rispettare i canoni di legge.</p>
<p>9. La proposta di legge <strong>obbliga a registrare le varietà tradizionali</strong> coltivate da tempo?<br />
L&#8217;obbligo esiste solo per le 150 specie ritenute importanti per il mercato europeo. <strong>Si possono registrare con procedure semplificate</strong> anche le varietà tradizionali, al fine di garantire al consumatore che queste circolino con un solo nome in tutta la UE. Per farlo basteranno le descrizioni eventualmente già presentate, i dati storici e le conoscenze pratiche accumulate nel tempo. Non sarà necessario che le varietà tradizionali rispettino i canoni richiesti per le commerciali (distinta, uniforme e stabile). I costi di registrazione saranno ridotti. </p>
<p>11. <strong>Le micro produzioni locali dovranno essere registrate</strong> per essere messe in vendita in quantità ridotte?<br />
<strong>No.</strong> Ciò che viene venduto da non professionisti o da micro imprese per mercati di nicchia e&#8217; esente dall&#8217;obbligo di registrazione. </p>
<p>14. La proposta di legge tiene conto degli <strong>interessi delle piccole imprese?</strong><br />
<strong>Si.</strong> Le imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di Euro possono vendere le loro varietà di piante di nicchia senza obbligo di registrazione.</p>
<p>Insomma, per quanto condivida il timore che l&#8217;Europa venga invasa da ogm e che la Monsanto stia usando le sue migliori energie per venderci robaccia chimica di cui possiamo fare a meno, non mi pare che questa proposta di legge sia così tremenda come si legge su facebook. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/suzettesuzette/4696886619/#/photos/suzettesuzette/4696886619/lightbox/">suzettesuzette</a></p>
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		<title>Il peggio del design a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 10:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia ed ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign ridicolo]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisalone]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[salone]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutto quello che era esposto al fuorisalone era bello. Durante la settimana del design a Milano abbiamo visto anche alcune cosette meritevoli di critica. Nei prossimi giorni vi mostreremo anche un sacco di cose belle, ma oggi iniziamo da queste. Il muro verde che ospita l&#8217;enorme pubblicità della prima foto e&#8217; di plastica. L&#8217;edera [...]]]></description>
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<p>Non tutto quello che era esposto al fuorisalone era bello. Durante la settimana del design a Milano abbiamo visto anche alcune cosette meritevoli di critica. Nei prossimi giorni vi mostreremo anche un sacco di cose belle, ma oggi iniziamo da queste. </p>
<p>Il <a href="http://www.ecowiki.it/muri-verdi-meglio-degli-alberi-per-pulire-laria-in-citta.html">muro verde</a> che ospita l&#8217;enorme pubblicità della prima foto e&#8217; di plastica. L&#8217;edera ha foglie tutte dello stesso verde, tutte della stessa misura, tutte impolverate allo stesso modo. Tristissime in mezzo a esempi ben più riusciti di giardinaggio verticale sparsi ovunque in città.  </p>
<p><span id="more-14790"></span><br />
<strong>Plastica e cemento</strong> sono anche i materiali di cui sono composti i vasi quadrati e i virgulti verdastri che ne escono. Da lontano sembrano gradevoli, avvicinandosi passa la voglia di toccarli. Le piante sono fatte di plastica semi sciolta e filata. </p>
<p>La sedia con schienale in rami e seduta in cemento, oltre a essere una trappola per <strong>vestiti che si impigliano</strong> e si strappano facilmente, non permette sostituzioni dei pezzi che si dovessero rompere. Un cattivo design che sfuma nell&#8217;usura programmata. </p>
<p>La <strong>bambola in vetroresina</strong> che abita nel suo cubo/lampadario viene proposta come giocattolo in zona Brera. Quale genitore darebbe alla sua bambina un oggetto di vetroresina con cavetti di led attaccati? </p>
<p>La sedia fatta di copertoni, indipendentemente dalla copertura leopardata che può piacere o no, e&#8217; <strong>bassa e scomoda</strong>. Riciclare va bene, ma farne delle installazioni inutilizzabili e&#8217; come mettersi la spazzatura in casa etichettandola arte. </p>
<p>Il <strong>buco nel vetro per far entrare le piante</strong> in casa e&#8217; un&#8217;idea tanto poetica quanto poco pratica. Le piante non crescono spontaneamente verso un luogo buio. Le piante, anche forzate nel buco, crescono e si ingrossano fino a raggiungere il limite del foro e a quel punto che si fa? Le si deve tagliare perché non e&#8217; più possibile sfilarle. </p>
<p>Le <strong>etichette per piante in cartoncino</strong> non sono una buona idea. Assorbono l&#8217;umidità dal terreno o dalla pioggia e si rovinano subito. Meglio stampare le indicazioni su un sasso. </p>
<p>Voi che idee strampalate avete trovato in giro?</p>
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		<title>Attrezzi da lavoro in prestito e artigiani con referenze social</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 08:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>
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		<category><![CDATA[sharing economy]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non abbiamo bisogno del trapano, ma di fare un buco. Non c&#8217;è bisogno di comprare il trapano perché on line si trovano sia lo strumento in prestito che chi lo sa usare.&#8221; questa, in estrema sintesi, la filosofia alla base dell&#8217;economia di scambi, prestiti e condivisione di cui si e&#8217; parlato a Fa&#8217; la cosa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/04/baratto-artigiani.jpg" alt="referenze social per artigiani" width="240" height="172" class="alignleft size-full wp-image-14784" />&#8220;Non abbiamo bisogno del trapano, ma di fare un buco. Non c&#8217;è bisogno di comprare il trapano perché on line si trovano sia lo strumento in prestito che chi lo sa usare.&#8221; questa, in estrema sintesi, la filosofia alla base dell&#8217;<strong>economia di scambi, prestiti e condivisione</strong> di cui si e&#8217; parlato a Fa&#8217; la cosa giusta &#8220;Sharing economy: felici di condividere, ma cosa?&#8221;.</p>
<p>Fabrizio Bacchini ha presentato <a href="http://www.sfinz.com/">Sfinz.com</a>, il servizio che trova servizi a pagamento e li valuta x qualità. Risolve il problema di <strong>scegliere un artigiano referenziato grazie ai feedback degli utenti</strong>, cosa impossibile da fare usando solo le pagine gialle o i volantini pubblicitari.</p>
<p>Il database di Sfinz fa incontrare domande e offerte locali on line. L&#8217;utente medio è un professionista il cui tempo vale più del tempo dello sfinzer quando si tratta di tinteggiare o portare a spasso il cane e i servizi scambiati sono a metà tra le prestazioni professionali e i <strong>lavori non fatti per mancanza di tempo</strong>. Ad offrire la propria competenza ci sono studenti che arrotondano, parttimers abili, hobbysti, artigiani occasionalmente disoccupati, ognuno con un profilo personale in cui inizialmente autodichiara le proprie capacità e poi accumula referenze. </p>
<p><span id="more-14729"></span></p>
<p>In pratica <strong>Sfinz permette di essere pagati per un hobby</strong> al di fuori della propria cerchia di conoscenze. Sfinz, per adesso fa gratuitamente da intermediario, poi tratterà una percentuale su ogni transizione. Ogni pagamento tra coloro che si accordano su Sfinz e&#8217; un accordo tra privati e può essere gestito a piacimento delle parti. Il sito e&#8217; partito sei mesi fa e oggi gli iscritti sono concentrati soprattutto a Roma e Milano. </p>
<p>Il trapano per fare il buco di cui parlavamo all&#8217;inizio lo trovi in <a href="http://www.zerorelativo.it/prestito-gratuito.php">prestito gratuito su Zerorelativo</a> oppure, volendo proprio averlo sempre in casa, ce ne sono di usati anche su <a href="http://www.reoose.com/">Reoose.com</a>, il sito di baratto asincrono fondato da Luca Leoni e sua moglie Irina nel settembre 2011. </p>
<p>Chi carica gli oggetti che non usa più su Reoose e trova un acquirente che li acquista, riceve crediti spendibili nel sito. <strong>Il valore degli oggetti e&#8217; deciso a priori</strong> in ogni categoria e l&#8217;innovazione del sistema asincrono, rispetto a siti di baratto tradizionali come Zerorelativo, sta nel non doversi cercare subito e da soli una controparte per lo scambio che abbia qualcosa che ci interessa, ma nel poter dare la borsa a X e prendere il trapano da Y. In questo modo si perde un po&#8217; lo scambio umano che ha fatto diventare Zerorelativo una community e non una semplice vetrina on line, ma si ampliano le possibilità di incontro tra domanda e offerta. </p>
<p>Su Reoose si <strong>guadagnano crediti anche invitando amici</strong> a partecipare agli scambi. Si possono donare crediti a delle onlus e si possono comprare crediti se quelli già accumulati non bastano per avere l&#8217;oggetto scelto. Mentre gli ideatori di ZeroRelativo erano tutti volontari, su Reoose lo scopo e&#8217; fare utili grazie al commercio dei crediti. In pratica, comprando i crediti per ottenere un oggetto visto sul sito, si paga a Luca e Irina il servizio di averlo messo in una vetrina on line. </p>
<p>Insomma, molte delle cose che possediamo vengono effettivamente usate per pochissimo tempo e il loro valore resta sepolto. In tempi di crisi come questi molti iniziano a riconsiderare la possibilità di prendere in prestito quel che serve invece di acquistare tutto, di condividere quel che si ha e di <strong>usare le reti sociali per lavorare meglio</strong>. La crisi ci potrebbe davvero aiutare a ottimizzare quel che abbiamo e che ora sprechiamo.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/39747297@N05/5229733311/">Samuel M. Livingston</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Ecowiki/~4/1WoPHjkUnhI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Co-working e co-baby: inaugurazione Arcamfactory Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 08:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia ed ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[asili privati]]></category>
		<category><![CDATA[coworking]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisalone]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Coworking e cobaby con una tavola di mezzo: Arcamfactory è uno spazio dove lavorare sapendo che il proprio bambino sta giocando a due porte di distanza e che ci si potrà incontrare per mangiare insieme. Questa l&#8217;idea di Andrea Mancini che sarà inaugurata a Milano durante il Fuorisalone. &#8220;Sono un padre separato e questa soluzione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/04/asilo-coworking.jpg" alt="bambini nei luoghi di lavoro" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-14776" />Coworking e cobaby con una tavola di mezzo: Arcamfactory è uno spazio dove lavorare sapendo che il proprio bambino sta giocando a due porte di distanza e che ci si potrà incontrare per mangiare insieme. Questa l&#8217;idea di Andrea Mancini che sarà inaugurata <strong>a Milano durante il Fuorisalone</strong>. </p>
<p>&#8220;Sono un padre separato e questa soluzione mi permette di migliorare la relazione con mia figlia, ho pensato anche alle <strong>mamme che riprendono il lavoro</strong> e che hanno necessità di stare a contatto con i propri cuccioli. Mi ricordo i pranzi di quando ero piccolo, con la famiglia riunita attorno al tavolo, e ho voluto recuperare quella buona abitudine.&#8221; </p>
<p>Oggi chi lavora lontano da casa ha difficoltà a far combaciare orari e necessità professionali e famigliari. Lo spazio delle idee Arcamfactory è una soluzione pensata <strong>per professionisti con figli piccoli</strong> al seguito: ha una stanza per i giochi e una dedicata al riposino dei piccoli. Il parcheggio riservato, proprio di fronte all&#8217;ingresso, facilita anche il trasporto di tutto il necessario.</p>
<p><span id="more-14768"></span> </p>
<p>Elsa Cano ha le idee ben chiare sulla conduzione dello spazio bimbi: le attività e <strong>i giochi saranno liberi e spontanei</strong>, senza imposizioni in modo da lasciare libera espressione alle emozioni e ai talenti individuali. Anche <strong>gli anziani sono benvenuti</strong>: i piccoli partecipano a laboratori di vita (arte, musica, scienze, magia, teatro, ecologia..) nelle mani sicure dei nonni saggi coadiuvati da babysitter specializzate. </p>
<p>Le postazioni dove poter svolgere le attività dei grandi sono 16 e se ne potranno prenotare anche per uso occasionale. Giusto per fare un esempio concreto, una scrivania e un posto nel laboratorio dei piccoli costano <strong>500 euro al mese</strong> e sono previsti pacchetti flessibili e personalizzabili a partire da 1 ora fino ad un anno. Per accedere allo spazio occorre diventare soci dell&#8217;associazione, nata non per lucrare su un bisogno diffuso, ma per semplificare la vita e venire incontro ai problemi. </p>
<p>Lo spazio, situato in <strong>Piazzale Lodi</strong> con accesso da Via Sannio 26 o Corso Lodi 49, ospiterà eventi, mostre, feste e laboratori, con un calendario che presto sarà consultabile sul sito <a href="http://www.arcamfactory.com">www.arcamfactory.com</a></p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/dumfstar/8553474140/sizes/l/in/photostream/">the UMF</a></p>
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		<title>Maglieria in bicicletta: creatività a Fa’ la cosa giusta</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 10:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia ed ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[biciclette]]></category>
		<category><![CDATA[fa' la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria femminile]]></category>
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		<category><![CDATA[maglieria]]></category>

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		<description><![CDATA[La macchina da maglieria funziona stando sul rimorchio di una bicicletta. La bicicletta dell&#8217;Unione Magliaie gira per i mercati (hanno una licenza da ambulante) e, oltre ad attirare l&#8217;attenzione con una attività artigianale, offrono alla gente servizi di rammendo, riciclo e upcycling di maglieria. &#8220;L&#8217;idea mi e&#8217; venuta pensando a come tagliare i costi fissi. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/unione-magliaie.jpg" alt="maglieria ambulante a Milano" width="480" height="360" class="alignleft size-full wp-image-14757" /></p>
<p>La macchina da maglieria funziona stando sul rimorchio di una bicicletta. La bicicletta dell&#8217;Unione Magliaie gira per i mercati (hanno una licenza da ambulante) e, oltre ad attirare l&#8217;attenzione con una attività artigianale, offrono alla gente servizi di <strong>rammendo, riciclo e upcycling</strong> di maglieria. </p>
<p><span id="more-14687"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;idea mi e&#8217; venuta pensando a come tagliare i costi fissi. Un negozio costa troppo ed e&#8217; fermo in un solo posto, mentre una bicicletta può andare in cerca della giusta clientela in mercati rionali diversi e ha bisogno di molto meno spazio.&#8221; mi ha raccontato Alessandra Ceiana nel suo stand a metà tra la zona fashion e quella dedicata alla mobilità sostenibile a Fa&#8217; la cosa giusta. </p>
<p>Le donne dell&#8217;Unione Magliaie aggiustano maglie (quando possibile) o le trasformano. Paola Pellegrini mi mostra cuscini, spille, sacchetti profuma biancheria realizzati riciclando in modo creativo i tessuti non più indossati. </p>
<p>&#8220;Se qualcuno e&#8217; proprio affezionato ad un modello di maglia ormai introvabile perché fuori commercio, noi possiamo rifarlo con i filati scelti dal cliente.&#8221; mi spiegano. La moda passa, ma i gusti restano e trovano nuovi modi per restare attuali. </p>
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		<title>Smarketing: il libro sulla comunicazione commerciale eco-etica</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 08:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[fa' la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[green marketing]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Smarketing è un agile manuale per chi ha qualcosa da vendere e, dopo averlo prodotto in modo eco-etico, vorrebbe farlo conoscere continuando ad usare gli stessi principi. Le tecniche proposte sono calibrate sulle necessità dell&#8217;artigiano e consigliano, per esempio, di non ricercare picchi di popolarità che generano richieste concentrate nel tempo, quanto di affidarsi a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/smarketing-libro.jpg" alt="libro di Marco Geronimi Stoll" width="240" height="348" class="alignleft size-full wp-image-14738" /><a href="http://libri.smarketing.it/">Smarketing</a> è un agile manuale per chi ha qualcosa da vendere e, dopo averlo prodotto in modo eco-etico, vorrebbe farlo conoscere continuando ad usare gli stessi principi.  </p>
<p>Le tecniche proposte sono calibrate sulle necessità dell&#8217;artigiano e consigliano, per esempio, di non ricercare picchi di popolarità che generano richieste concentrate nel tempo, quanto di affidarsi a promozioni con effetti più diluiti nel tempo. Gli esempi degli <strong>errori da evitare</strong> comprende infatti molti capisaldi del marketing, adatti alle grandi aziende ma letali per i piccoli imprenditori. </p>
<p>Mi piace soprattutto l&#8217;<strong>incoraggiamento a diventare competenti</strong> e a non delegare tutto a un esperto, che magari sa tutto di comunicazione ma nulla di quello che tu hai da dire. Al comunicatore di mestiere bisogna far fare poche cose, solo quelle, ma queste occorre proprio che siano fatte bene da chi ci ha studiato sopra e passa anche parte del suo tempo professionale ad aggiornarsi: il marchio e l&#8217;immagine coordinata.</p>
<p><span id="more-14736"></span></p>
<p>Mi piace anche che il libro sia pubblicato sotto <strong>licenza creative commons By-Nc-Sa</strong> e che sia disponibile nel sito della rete Smarketing. A tal proposito Marco Geronimi Stoll spiega: &#8220;che mi copino pure il libro, alla fine più il testo gira, più la gente mi chiama per delle consulenze. Possono duplicare le parole che scrivo, non la mia persona in carne e ossa e non possono fare il lavoro al posto mio!&#8221;</p>
<p>Il libro si legge, volendo, in meno delle 20 ore indicate dall&#8217;autore. A differenza di molti altri manuali di marketing che ti fanno pagare le ripetizioni, le pause e i giri di parole, questo testo è denso, essenziale, accuratamente sfrondato del superfluo e le ore extra andrebbero applicate per rimuginare sui concetti appena letti o per approfondire gli spunti suggeriti dai link. E&#8217; evidente che l&#8217;autore non cerca di vendermi qualcosa di cui non ho bisogno e che non abusa del mio tempo. </p>
<p>Non appena lo avranno letto alcuni amici, lo metteremo a disposizione in catena di lettura su Anobii. </p>
<p><a href="http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=214">Smarketing</a>, comunicazione per tutti i piccoli che hanno grandi cose da dire. Altreconomia, 12 Euro</p>
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		<title>Agnelli, vitelli e formaggi: le ragioni del menu di Pasqua</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 08:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[agnelli]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[pecore]]></category>
		<category><![CDATA[vegan]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dibattito sul mangiare o no gli agnelli a Pasqua si combatte a suon di foto di cuccioli e accuse di strage, ma raramente affronta il nocciolo della questione. La scomoda verità è che mangiamo gli agnelli perché sono nostri competitori. Alcuni animali fanno un latte che noi usiamo per fare il formaggio. Per avere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/agnello_pasqua.jpg" alt="dibattito sulla strage degli agnelli" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-14749" />Il dibattito sul <strong>mangiare o no gli agnelli a Pasqua</strong> si combatte a suon di foto di cuccioli e accuse di strage, ma raramente affronta il nocciolo della questione. La scomoda verità è che mangiamo gli agnelli perché sono nostri competitori. </p>
<p>Alcuni animali fanno un latte che noi usiamo per fare il formaggio. <strong>Per avere quel latte, dobbiamo impedire al cucciolo di berlo</strong>. Non si possono salvare capre e cavoli e nemmeno cuccioli e caciotte: se il latte lo beve il cucciolo, non ci potremo fare mozzarelle, caprini, parmigiani e yogurt. Certo, è molto spiacevole ammettere che uccidiamo i cuccioli per attaccarci alle poppe delle loro madri, ma il succo della questione è proprio questo. Succede anche per i vitelli nel resto dell&#8217;anno: le mucche non fanno il latte spontaneamente, lo fanno per darlo ai loro piccoli. </p>
<p><span id="more-14746"></span></p>
<p>A seconda del clima, i cuccioli degli ovini nascono quando c&#8217;è erba in abbondanza per crescere. Gli erbivori trasformano una risorsa a noi inutile (l&#8217;erba) in carne e latte, ovvero proteine e grassi di cui possiamo nutrirci. Dove le estati sono aride, per esempio <a href="http://www.agrinnovazione.regione.sicilia.it/rassegna_stampa/zootecnia_latte/file/latte_tutto_l_anno_con_gli_ovini_conviene.pdf">in Sicilia, la maggior parte degli agnelli nasce a settembre</a> (avete presente il pastorello con l&#8217;agnello a tracolla del presepio?). Le bufale, altro esempio, farebbero nascere i loro piccoli tra l&#8217;estate e l&#8217;autunno e quindi il latte di bufala è più facile da ottenere d&#8217;inverno. Purtroppo la gente vuole le mozzarelle tutto l&#8217;anno e specialmente d&#8217;estate. Gli allevatori rimediano con gravidanze forzate. </p>
<p>In regioni con piogge primaverili la <strong>tradizione contadina</strong> prevedeva che si ammazzassero gli agnelli in primavera. Si mangiavano agnelli non per abitudine, ma per fame quando le scorte dell&#8217;inverno erano finite e i frutti dell&#8217;estate non erano ancora disponibili. Non è un caso che la quaresima, il tempo cattolico dedicato al digiuno, si faccia proprio in primavera: la religione ha santificato una necessità stagionale. </p>
<p>Con questo articolo non intendo schierarmi (e tantomeno far prendere posizione al blog). Vorrei solo che la discussione sul menu di Pasqua possa svilupparsi basandosi su dati reali e non su ondate emotive. Ognuno è libero di fare le sue scelte e di caricarsi delle conseguenze di esse; il mio compito non è giudicare, ma informare. </p>
<p>Foto | <a href="http://http://www.flickr.com/photos/rogdavies/4671169814/sizes/l/in/photostream/">A Roger Davies</a></p>
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		<title>Maglie tinte con succhi vegetali a Fa’ la cosa giusta</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 08:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia ed ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento sostenibile]]></category>
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		<category><![CDATA[moda critica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il design e&#8217; morto, non ci sono più imprese che fanno design in Italia, quindi dobbiamo inventarci cose nuove da soli.&#8221; Ha le idee chiare Paolo Liaci di re.rurban, laureato in design di prodotto mentre mi mostra le magliette tinte con generi alimentari vari. &#8220;Invece di andare a fare stage gratuiti dove ti sfruttano e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/tintura-naturale.jpg" alt="colori alimentari per tingere capi di abbigliamento eco-chic" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-14669" />&#8220;Il design e&#8217; morto, non ci sono più imprese che fanno design in Italia, quindi dobbiamo inventarci cose nuove da soli.&#8221;</p>
<p>Ha le idee chiare Paolo Liaci di <a href="http://www.rerurban.it">re.rurban</a>, laureato in design di prodotto mentre mi mostra le magliette tinte con generi alimentari vari. &#8220;Invece di andare a fare stage gratuiti dove ti sfruttano e non impari nulla, abbiamo preferito metterci in gioco da soli e coltivare i nostri progetti. Per adesso riusciamo solo a coprire le spese, ma vuoi mettere la soddisfazione?&#8221;</p>
<p><span id="more-14666"></span></p>
<p>Mentre mi parla, scorrono le immagini di un evento in cui una tavolata di cuochi e artisti usava gli stessi ingredienti per dare spettacolo e prodotti al pubblico. Da una parte gli alimenti venivano cucinati, dall&#8217;altra venivano usati per tingere magliette. Il risultato e&#8217; appeso nello stand: <a href="http://www.rerurban.it/seme30/">magliette Seme 30°</a> tinte con caffè, cipolla, melograno, aceto balsamico, tabacco, sangue, nero di seppia, ribes, more, lamponi, fragole, barbabietola, zafferano, curry, pomodoro&#8230; </p>
<p>Il pubblico poteva portarsi da casa un capo di abbigliamento da tingere e usare maschere o elementi naturali per dare forma al colore. Il processo di tintura si fa usando l&#8217;aceto come fissante. Il colore tiene bene, va lavato a 30 gradi e quando (col tempo) sbiadisce, può essere riconsegnato al laboratorio per una nuova tintura. </p>
<p>La prossima buona occasione per vederli all&#8217;opera e&#8217; il <a href="https://www.facebook.com/events/306574889464704/?ref=22">DO UT DESign al fuorisalone</a> del mobile, il prossimo aprile. </p>
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		<title>Luffa sotto i piedi: ciabattine massaggianti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 08:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia ed ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento estivo]]></category>
		<category><![CDATA[fa' la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[la moda di oggi]]></category>
		<category><![CDATA[luffa]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[vegan]]></category>

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		<description><![CDATA[Le suole di luffa permettono alla pianta del piede di restare più asciutta grazie all&#8217;intreccio delle fibre vegetali che caratterizzano questa spugna vegetale. Zuccaluffa, una ditta di Redondesco in provincia di Mantova, ha lanciato una linea di sandali e ciabattine da donna con suola in luffa. Oltre alla circolazione dell&#8217;aria, la luffa esercita anche un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/suole-luffa.jpg" alt="piedi massaggiati e areati" width="240" height="158" class="alignleft size-full wp-image-14703" />Le suole di luffa permettono alla pianta del piede di restare più asciutta grazie all&#8217;intreccio delle fibre vegetali che caratterizzano questa spugna vegetale. <a href="http://www.zuccaluffa.it">Zuccaluffa</a>, una ditta di Redondesco in provincia di Mantova, ha lanciato una linea di sandali e ciabattine da donna con suola in luffa.</p>
<p>Oltre alla circolazione dell&#8217;aria, la luffa esercita anche un delicato massaggio che rimuove le cellule morte e stimola la microcircolazione. La ciabatta di luffa può essere lavata e rigenerata, non a caso hanno iniziato ad usarla nei centri benessere.</p>
<p>Alcune delle donne che l&#8217;hanno provata hanno chiesto di poterne avere anche dei modelli da indossare fuori casa e sono state accontentate. Presto i nuovi modelli saranno anche acquistabili on line. </p>
<p>La luffa e&#8217; una cucurbitacea di cui, quando si secca, resta uno scheletro fibroso usato per l&#8217;igiene della persona e delle stoviglie grazie alla sua resistenza ed ecologicità. Essendo di origine vegetale, la ciabatta in luffa e&#8217; vegan friendly. </p>
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		<title>Ludoteca per cani e padroni a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 08:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone pratiche e consigli]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[fa' la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti animali]]></category>

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		<description><![CDATA[A Milano c&#8217;e la prima ludoteca cinofila della SIUA (Scuola di interazione Uomo Animale). la SIUA punta al gioco di coppia tra cane e uomo, andando molto oltre il banale &#8220;ti lancio una palla e tu me la riporti&#8221;. Giocare insieme fa crescere la relazione e il piacere di stare insieme. I cani sono animali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2013/03/gioco-cani.jpg" alt="giocare con gli animali domestici" width="240" height="159" class="alignleft size-full wp-image-14681" />A Milano c&#8217;e la prima ludoteca cinofila della SIUA (<a href="http://www.siua.it/site/index.php">Scuola di interazione Uomo Animale</a>). </p>
<p>la SIUA punta al gioco di coppia tra cane e uomo, andando molto oltre il banale &#8220;ti lancio una palla e tu me la riporti&#8221;. Giocare insieme fa crescere la relazione e il piacere di stare insieme. <strong>I cani sono animali intelligenti</strong> e anche la loro mente va stimolata con giochi intelligenti. Me lo spiegano a Fa&#8217; la cosa giusta con queste parole: &#8220;Anche loro ogni tanto smettono di rincorrere la palla e hanno bisogno di un po&#8217; di sudoku.&#8221; Si possono costruire giochi che stimolino i cani ad ottenere dei premi risolvendo dei problemi (infilando i loro croccantini in una bottiglia basculante che devono ruotare per avere il premio, per esempio).</p>
<p><span id="more-14679"></span></p>
<p>Molti dei problemi tra uomini e cani nascono da incomprensioni. Noi esseri umani comunichiamo in modo prevalentemente verbale, mentre i cani percepiscono e analizzano maggiormente il <strong>linguaggio non verbale</strong>. Diventa quindi importante per costruire un buon rapporto sapersi esprimere fisicamente in modo chiaro e comprensibile per l&#8217;animale, senza inviare messaggi contraddittori. </p>
<p>Altro errore di relazione che viene purtroppo diffuso da alcuni terribili programmi tv e&#8217; l&#8217;uso del <strong>guinzaglio strangolante</strong>. Per il cane, il momento più bello della giornata, quello che ha atteso a lungo per incontrare altri cani e stare in giro col suo amico umano diventa un momento in cui si insinua la paura di morire. Come si fa a voler bene a uno che ti strozza a sua discrezione? Meglio usare le pettorine che tirare il collare quando si porta un cane al guinzaglio.</p>
<p>Alla <a href="http://www.ludotecacinofila.it">ludoteca cinofila</a> (sito in allestimento) ci sono istruttori ed educatori cinofili che possono far giocare i cani che stanno troppo tempo da soli e se ne possono occupare anche durante cerimonie. I cani socializzano e fanno un po&#8217; di movimento e i padroni possono imparare a giocare meglio con loro. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/crazbabe21/2381609522/">crazebabe21</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Ecowiki/~4/noocaVW7KXA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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