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	<title>The Blog of Eingel</title>
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	<description>Una brezza che dà ebbrezza</description>
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		<title>Baricco, lo Zen e il tiro con l&#8217;arco</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:52:13 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/G_oHWaiS7Ho" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I ricordi e la felicità</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:48:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Come promesso, eccomi con la facciona di Arnold Schwarzenegger in &#8220;Total recall&#8221; (&#8220;Atto di forza&#8221; in italiano)&#8230; un capolavoro della fantascienza fine anni &#8217;80, non tanto per la performance del futuro Governator, quanto per la geniale storia firmata Philip K. Dick, il più grande scrittore di tutti i tempi. Qui vediamo Arnold con la moglie [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso, eccomi con la facciona di Arnold Schwarzenegger in <strong><em>&#8220;Total recall&#8221;</em></strong> (<em>&#8220;Atto di forza&#8221;</em> in italiano)&#8230; un capolavoro della fantascienza fine anni &#8217;80, non tanto per la performance del futuro Governator, quanto per la geniale storia firmata Philip K. Dick, il più grande scrittore di tutti i tempi.</p>
<p>Qui vediamo Arnold con la moglie Sharon Stone in tre momenti del film e del suo matrimonio: corteggiamento, amore e separazione.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Arnold_TotalRecall.jpg" alt="" /></p>
<p>Se qualcuno di voi non l&#8217;avesse visto, spero di non avergli rovinato la trama&#8230;scherzo!, c&#8217;è molto di più ed è anzi decisamente complessa.</p>
<p>Nel film, Arnold è ossessionato dal pianeta Marte e tutte le notti sogna di esserci già stato. Decide allora di comprare una &#8220;vacanza ricordo&#8221; da un&#8217;agenzia di viaggi del futuro, che gli può innestare direttamente nel cervello i ricordi di un soggiorno sul pianeta rosso, come se ci fosse stato per davvero ma senza i disagi di un&#8217;esperienza reale, ad esempio come quelli che ha dovuto invece affrontare Corrado Guzzanti in &#8220;Fascisti su Marte&#8221;.</p>
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		<title>La fallacia dello scommettitore</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Oltre alla genialità e alle rotelle disassate, i due brillanti scienziati hanno in comune qualcosa di molto più profondo: David Kahneman&#160;è considerato l&#8217;inventore della &#8220;finanza comportamentale&#8221;, ovvero la disciplina che studia l&#8217;effetto dei fattori emotivi e sociali in campo economico, mentre Benoît&#160;Mandelbrot&#160;ha scoperto per primo l&#8217;andamento non-lineare dei mercati finanziari. Eh sì,&#160;anche le più moderne [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre alla genialità e alle rotelle disassate, i due brillanti scienziati hanno in comune qualcosa di molto più profondo: David Kahneman&nbsp;è considerato l&#8217;inventore della &#8220;finanza comportamentale&#8221;, ovvero la disciplina che studia l&#8217;effetto dei fattori emotivi e sociali in campo economico, mentre Benoît&nbsp;Mandelbrot&nbsp;ha scoperto per primo l&#8217;andamento non-lineare dei mercati finanziari.</p>
<p>Eh sì,&nbsp;anche le più moderne teorie economiche che&nbsp;<strong><em>i professoroni insegnano alla Bocconi</em></strong>&nbsp;si basano ancora sulla statistica classica, per cui il &#8220;venerdì nero&#8221; del &#8217;29 può succedere una volta ogni &#8230; miliardi di anni. Il fatto è che la &#8220;curva a campana&#8221; di Gauss va bene per descrivere i fenomeni fisici, come il banale testa-o-croce, ma è totalmente inadeguato ad essere applicato ai fenomeni emotivi e virtuali come l&#8217;economia.</p>
<p>Cigno nero&#8230;Mediocristan ed Estremistan</p>
<p>Sono mille gli esempi sotto agli occhi di tutti&#8230;p.es la cosiddetta &#8220;fallacia dello scommettitore&#8221;, per cui quanto più tempo è che non esce un numero, tanti più soldi la gente scommette alla lotteria. Poiché questa correlazione è totalmente assente nel mondo reale (esiste solo nella testa della gente),&nbsp;l&#8217;unico effetto è quello di aumentare il monte premi e cioè le tasse volontarie che i cittadini versano volontariamente nelle casse dello stato.</p>
<p>E&#8217; molto più bravo di me a spiegare questo effetto il prof. Dervis Fontecedro in questo video&#8230;&#8221;un professore di statistica è uno che quando prende un aereo porta con sé una bomba perché è statisticamente impossibile che nello stesso aereo ce ne siano due. Il massimo della sicurezza: una bomba per ogni passeggero!&#8221;</p>
<div></div>
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		<title>Smettere di fumare è Zen</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Pensiamo che l&#8217;eroinomane soffra di crisi di astinenza quando decide di smettere. Forse per questo che ho sentito dire &#8220;non mi interessa smettere&#8221; di fumare? Perché si fa fatica (tutti i fumatori lo sanno) e provano le crisi di astinenza. In verità l&#8217;astinenza **è** il motivo per cui si fuma, si beve, ci si droga. [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Pensiamo che l&#8217;eroinomane soffra di crisi di astinenza quando decide<br />
di smettere. Forse per questo che ho sentito dire &#8220;non mi interessa<br />
smettere&#8221; di fumare? Perché si fa fatica (tutti i fumatori lo sanno) e<br />
provano le crisi di astinenza.</p>
<p>In verità l&#8217;astinenza **è** il motivo per cui si fuma, si beve, ci si<br />
droga. Perché le sostanze psicoattive danno un flash ma soprattutto<br />
creano il bisogno della &#8220;dose&#8221; successiva. È l&#8217;astinenza che ci dona<br />
il piacere della prossima sigaretta, di un&#8217;altra birra, della pera.</p>
<p>La prima sigaretta puzza da schifo ma forse neanche ce ne ricordiamo,<br />
tanto eravamo sbarbi deficienti. Poi ha iniziato a piacerci&#8230;perché<br />
il sollievo di alleviare l&#8217;astinenza supera la puzza. E così caschiamo<br />
nel grande bluff&#8230;pensiamo che il sollievo venga dalla sigaretta ma è<br />
solo l&#8217;aver colmato la mancanza&#8230;</p>
<p>Chi non beve fuma si buca è perfettamente felice&#8230;perché iniziamo?<br />
Perché c&#8217;è un buco di vuoto dentro ciascuno di noi&#8230;perché ci hanno<br />
lavato il cervello e ci hanno fatto sentire deboli&#8211;fango e cenere.</p>
<p>Lo scopo delle droghe è creare il bisogno della &#8220;dose&#8221; successiva.<br />
Così anche chi inizia per gioco senza averne voglia come Duchaussois<br />
alla fine ci casca alla stragrande.</p>
<p>***</p>
<p>A volte i fumatori dicono &#8220;non sento il bisogno di smettere&#8230;&#8221; come dire &#8220;smetto quando voglio, ora non ho semplicemente voglia di pensarci&#8221; &#8212; reazione sulla difensiva di chi si vuole illudere di avere il controllo.</p>
<p>Ma non ce l&#8217;ha, e in verità lo sa, ed è per questo che non smette&#8230;perché ha paura di affrontare la sconfitta.</p>
<p>Quando uno dice &#8220;sto tutto il giorno senza fumare&#8230;la prima sigaretta la fumo dopo cena&#8230;e normalmente sono bravo, tranne quando esco che bevo e allora vola via un pacchetto&#8221;.</p>
<p>Perché uno deve sentirsi bravo per questo? Di nuovo la paura di perdere il controllo. Se non ci fosse davvero nessun problema a non fare qualcosa per tutto il giorno fino a dopo cena, come chessò, mangiare carote, che bisogno ci sarebbe di dirlo?</p>
<p>E quante altre scuse che si sente dire&#8230;una sigaretta dopo il pasto è la morte sua&#8230;sono solo giustificazioni a cui ci attacchiamo sapendo che stiamo facendo una stronzata. Ma non vogliamo confessare di essere schiavi delle paglie e rinunciamo alla nostra onestà intellettuale&#8230;non sappiamo dire &#8220;fumo perché sono dipendente ed è per questo che credo di trarne vantaggio&#8221;. Perché allora i politici dovrebbero dire &#8220;faccio i miei interessi perché sono al potere?&#8221;</p>
<p>***</p>
<p>La schizofrenia del fumatore: vorrebbe smettere ma dice di non volerlo fare, quando smette o rallenta sogna ogni minuto il momento di ricominciare. La forza di volontà? Dello schizofrenico!</p>
<p>Chi smette con la forza di volontà si osserva per vedere se è capace di smettere. Contempla quindi il fatto di poter ricominciare perché la sua volontà potrebbe cedere. Conosco persone dotate di una grande forza di volontà che hanno smesso per anni e che ahimé hanno ricominciato.</p>
<p>Bisogna agire subito, non pensare di agire in futuro. Bisogna parlare al presente, non al futuro. Non si fanno sforzi per diventare un non-fumatore, si smette e si è già dei non-fumatori. Via l&#8217;insicurezza!</p>
<p>***<br />
Il fumo è una truffa. Ci hanno truffati, me compreso che ho fumato un pacchetto al giorno dai 13 ai 33 anni &#8212; 20 anni cioè settemila giorni cioè 35 mila Euro. Certo, il proibizionismo non aiuta perché rende ancora più preziosa la droga&#8230;ma neanche la legalizzazione aiuterebbe a diminuirlo (forse a ridurre il racket degli spacciatori sì, a beneficio dello stato che guadagnerebbe con le accise).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le briciole dei sogni</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:24:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[&#160; Chi mi conosce sa che ognitanto prendo in mano il cellulare ma non è sempre per controllare le mail&#8230;ognitanto prendo appunti, scrivo qualche frase&#8230;ho un file che si chiama &#8220;flash&#8221; (non c&#8217;entra niente il libro omonimo che ho appena finito di leggere!) in cui scrivo alcuni speciali tipi di flashback, come questo &#8220;&#8230;&#8221; Cosa [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Chi mi conosce sa che ognitanto prendo in mano il cellulare ma non è sempre per controllare le mail&#8230;ognitanto prendo appunti, scrivo qualche frase&#8230;ho un file che si chiama &#8220;flash&#8221; (non c&#8217;entra niente il libro omonimo <a title="Avete lo stomaco forte?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/avete-lo-stomaco-forte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che ho appena finito di leggere</a>!) in cui scrivo alcuni speciali tipi di flashback, come questo &#8220;&#8230;&#8221;</p>
<p>Cosa c&#8217;è di strano e cosa merita vi chiederete? E&#8217; che sono assolutamente scollegati dalle cose che sto facendo. P.es cambio il pannolino a Matilde e mi viene in mente &#8220;&#8230;&#8221;, oppure &#8230;</p>
<p>Non è molto che mi capita&#8230;sarà un paio d&#8217;anni non di più.</p>
<p>Dietro a ogni flashback c&#8217;è la sensazione di non volerlo dimenticare&#8230;come quando ci si sveglia con un sogno a metà e non ce lo vogliamo far sfuggire &nbsp;prima che si sciolga come neve al sole.</p>
<p>Ho provato a pensare che cosa siano questi flashback ma non l&#8217;ho capito. E allora lo scrivo e lo chiedo a voi.</p>
<p>Ho pensato a tante teorie, come a sogni tagliati come lombrichi che anche i pezzettini continuano a vivere.</p>
<p>O forse no&#8230;sono le briciole dei sogni, solo le briciole più grosse che sono rimaste nel setaccio della realtà.</p>
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		<title>Il Ribelle Zen</title>
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				<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 17:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[&#8211;       per seconda cosa .. prima di dirti cosa penso del tuo blog ..  devo chiederti “a cosa ti serve? … che risultati ti stà dando? … per quanto tempo proseguirai a gestirlo? … quanto tempo ti richiede giornalmente gestirlo? …” &#8211;       per prima cosa ho rilevato un comune [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211;       per seconda cosa .. prima di dirti cosa penso del tuo blog ..  devo<br />
chiederti “a cosa ti serve? … che risultati ti stà dando? … per quanto tempo<br />
proseguirai a gestirlo? … quanto tempo ti richiede giornalmente gestirlo? …”</p>
<p>&#8211;       per prima cosa ho rilevato un comune interesse a giocare con lo<br />
“zen”.<br />
In proposito: sono anni che uso come strumento di “scompaginamento dei loops<br />
mentali” delle carte zen (tarocchi).<br />
Così , ora in questo preciso momento li ho presi in mano .. e mentre li<br />
mescolo  &#8230;  chiedo  interiormente .. “su quale qualità ci dobbiamo<br />
focalizzare per rendere concretamente fruttuoso  il nostro rapporto ? “   ..<br />
ora pesco una carta .. e (come di solito mi succede) il responso è stato<br />
tonto inaspettato quanto azzeccat: infatti ho estratto un arcano maggiore<br />
chiamato “Il Ribelle”.<br />
In allegato ti invio la scheda ufficiale che interpreta questa carta …</p>
<p>La gente ha paura, una paura terrea di coloro che conoscono se stessi.<br />
Quegli esseri hanno un potere ben preciso, un&#8217;aura e un magnetismo,<br />
un carisma in grado di sradicare i giovani e coloro che sono vivi dalla<br />
prigione delle tradizioni.L&#8217;illuminato non può essere ridotto in schiavitù<br />
questa è la difficoltà e non può essere imprigionato, ogni genio che<br />
abbia conosciuto qualcosa della sfera interiore sarà inevitabilmente<br />
qualcosa che è difficile assimilare; sarà una forza che crea scompiglio. E<br />
le masse non vogliono essere disturbate, anche se vivono nell&#8217;infelicità;<br />
sono miserabili, ma ci hanno fatto l&#8217;abitudine. E chiunque non sia<br />
infelice sembra un estraneo.L&#8217;illuminato è lo straniero per eccellenza nel<br />
mondo: non sembra appartenere a nessuno. Nessuna organizzazione lo<br />
confina, nessuna comunità, nessuna società, nessuna nazione.</p>
<p>Commento:</p>
<p>La figura potente e autorevole di questa carta è evidentemente padrona del proprio destino.<br />
Sulle spalle ha un emblema del sole, e la torcia che tiene nella mano destra simboleggia la<br />
luce della sua verità, conseguita grazie a fatiche immani. Che sia ricco o povero, il Ribelle è<br />
un vero imperatore poiché ha spezzato le catene dei condizionamenti e delle opinioni della<br />
società repressiva. Egli ha dato forma a se stesso, abbracciando tutti i colori dell&#8217;arcobaleno,<br />
emergendo dall&#8217;oscurità e dalle radici informi del suo passato inconsapevole e sviluppando<br />
ali con cui volare alto nel cielo. Il suo stesso modo di essere è ribelle non perché lotti contro<br />
qualcuno o qualcosa, ma perché ha scoperto la propria vera natura ed è determinato a vivere<br />
in base a essa. L&#8217;aquila è il suo spirito animale, un messaggero tra la terra e il cielo.Il ribelle<br />
ti sfida a essere coraggioso a sufficienza per assumerti la responsabilità di ciò che sei e per<br />
vivere in funzione della tua verità.</p>
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		<title>Super Hot!</title>
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				<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 15:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>

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				<description><![CDATA[Il Tempo si Muove Solo Quando tu ti Muovi]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<p>Non sono un appassionato di <strong><em>videogiochi</em></strong>, anzi, sono decisamente fuori da quel mondo. Praticamente non ci ho mai giocato in vita mia, con alcune ristrettissime eccezioni.</p>



<p>Però questo è veramente <em>da paura</em>.</p>



<p>Si chiama Super Hot, non chiedetemi perché, ed è uno &#8220;sparatutto&#8221; basato su una nuova semplicissima idea del tutto geniale:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em><strong>Il Tempo si Muove Solo Quando tu ti Muovi</strong></em></p></blockquote></figure>



<p> In tempo reale si tratterebbe di un normalissimo sparatutto, ma grazie a questa idea si trasforma  un <strong>puzzle mentale</strong> di strategia cinematica.</p>



<p>Il gioco è una <em><strong>moviola infinita</strong></em>, dove <em>schivi pallottole</em>, tiri cazzotti e raccogli al volo le armi dei nemici, ponderando minuziosamente <em>ogni movimento</em>.</p>



<p>Più avanti si usa la <em>katana</em> per tagliare in due le pallottole… manco Toshiro Mifune.</p>



<figure class="wp-block-image is-style-default"><img src="https://steamcdn-a.akamaihd.net/steam/apps/322500/capsule_616x353.jpg?t=1529740166" alt="Super Hot videogiochi"/></figure>



<p>Da voci indiscrete, pare che <em><strong>John Woo</strong></em> abbia rinunciato al mondo reale per vivere nel cyberspazio di SuperHot.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;Mind is software&#8221;</em></p></blockquote>



<p>Il tutto è condito da un meraviglioso menu DOS-style e una storia filosofica di complotto cibernetico.</p>



<p>Nei livelli avanzati si usa la <em><strong>metempsicosi</strong></em> per <em>teletrasportarsi</em> nel corpo dei nemici, mentre una voce ci mostra il nostro destino di schiavi telecontrollati da un&#8217;entità superiore.</p>



<p>Meglio di così non mi viene in mente niente.</p>



<p>Addio mondo reale, torno dentro a Matrix!</p>



<p><a href="https://www.nintendo.com/games/detail/superhot-switch/">superhot</a> #superhot #videogiochi</p>
]]></content:encoded>
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							</item>
		<item>
		<title>I cammelli del Gobi e l&#8217;esistenza di Dio</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2014/04/cammello-che-piange/</link>
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				<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 11:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eingel.com/wordpress/?p=1816</guid>
				<description><![CDATA[Era davvero tanto tempo che non vedevo&#160;un film così sconvolgente. Crimini, tragedie, alieni, violenza, scandali? Niente di tutto ciò! Quello che ho visto è un documentario&#160;che&#160;si chiama &#8220;La Storia del Cammello che Piange&#8221;. È&#160;ambientato in Mongolia, nel deserto del Gobi, dove &#8212; come potete vedere &#8212; lo spazio non manca&#8230; Racconta la vita di una [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Era davvero tanto tempo che non vedevo<span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;un film così <strong><em>sconvolgente</em></strong>.</span></p>
<p>Crimini, tragedie, alieni, violenza, scandali? Niente di tutto <strong><em>ciò!</em></strong></p>
<p>Quello che ho visto è un <strong><em>documentario</em></strong>&nbsp;che&nbsp;si chiama &#8220;La Storia del Cammello che Piange&#8221;.</p>
<p>È&nbsp;ambientato in <strong><em>Mongolia</em></strong>, nel deserto del Gobi, dove &#8212; come potete vedere &#8212; lo <strong><em>spazio</em></strong> non manca&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1822" alt="Camel1" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel1.jpg" width="500" height="320" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel1.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel1-300x192.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Racconta la vita di una famiglia di <strong><em>pastori</em></strong>&nbsp;che allevano pecore e cammelli in mezzo al <strong><em>nulla</em></strong>&nbsp;e vivono nelle loro <em>yurte</em>.</p>
<p>Non è <strong><em>doppiato</em></strong> ma soltanto sottotitolato. La storia, per usare un eufemismo, non è particolarmente <strong><em>movimentata</em></strong>&#8230;</p>
<p>Insomma, ci sarebbero tutti i presupposti per un <strong><em>&#8220;mattone&#8221;</em></strong> di proporzioni bibliche!</p>
<p>Eppure&#8230;&nbsp;<strong><em>eppure</em></strong>&#8230; alla fine, rimani con la <strong><em>bocca</em></strong> aperta&#8230;</p>
<hr />
<p>Per capire <strong><em>perché</em></strong> bisogna raccontare la <strong><em>storia</em></strong>.</p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Non ci vorrà molto: una mamma-cammella </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>partorisce</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;un puledro-cammello e &#8212; per qualche inspiegabile motivo &#8212; non lo riconosce. Non vuole allattarlo&nbsp;e lo </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>scaccia</em></strong><span style="line-height: 1.5em;"> malamente quando si avvicina.</span></p>
<p>(Il puledro-cammello ovviamente non è felice)</p>
<p>I pastori fanno molti tentativi ma non c&#8217;è niente da fare. Lo allattano <strong><em>artificialmente</em></strong> per non farlo morire.</p>
<p>Finché il vecchio nonno propone di fare un&nbsp;<strong><em>rituale</em></strong>&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1855" alt="Camel3" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel3.jpg" width="500" height="271" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel3.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel3-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Due dei più giovani della famiglia partono per un viaggio in cerca di&nbsp;<span style="line-height: 1.5em;">un <strong><em>maestro</em></strong> di violino (il tradizionale&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="Morin Khuur" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Morin_khuur" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Morin Khuur</a></span>&nbsp;della Mongolia)</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Il suonatore di violino infine arriva all&#8217;accampamento e accompagna uno speciale&nbsp;<strong><em>canto</em></strong> per la mamma-cammella&#8230;</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">&#8230;ed ecco, per <strong><em>magia</em></strong>, che la mamma-cammella <strong><em>piange</em></strong> e lascia</span><span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;avvicinare il suo piccolo per <strong><em>allattarlo</em></strong>.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;"><strong><em>Fine</em></strong> della storia.&nbsp;</span><span style="line-height: 1.5em;"><span style="line-height: 1.5em;">(Il puledro-cammello ovviamente è felice)</span></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1823" alt="Camel2" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel2.jpg" width="500" height="472" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel2.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel2-300x283.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Il fatto abbastanza&nbsp;<strong><em>sconvolgente</em></strong>&nbsp;è che la cammella piange <strong><em>veramente</em></strong><em>:</em> dai suoi occhi sgorgano&nbsp;<strong><em>lacrime</em></strong>.</p>
<p>Ma bisogna essere sempre&nbsp;<strong><em>critici</em></strong>. Forse non dobbiamo &#8220;antropizzare&#8221; questa reazione&#8230;</p>
<p>Cosa vogliono dire quelle lacrime in <strong><em>cammellese?</em></strong>&nbsp;Magari ha capito che non è una brava mamma? O non <strong><em>sopporta</em></strong> la musica mongola? Chi può dirlo!</p>
<p>Invece sul fatto che <strong><em>prima</em></strong> del rituale la cammella scacciava il puledro, mentre <strong><em>dopo</em></strong> lo allatta &#8212; su questo non ci <strong><em>piove</em></strong>&nbsp;(soprattutto nel deserto del Gobi)</p>
<p>Potrebbe tuttavia sorgere il sospetto che si tratta solo di un <strong><em>montaggio</em></strong> fatto ad arte per raccontare una storia <strong><em>inventata</em></strong>.</p>
<p>Oppure che sono stati usati dei cammelli diversi, o chissà quali altre <strong><em>tecniche</em></strong>&#8230;</p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">&#8230;ma la storia è&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;"><strong style="line-height: 1.5em;"><em>vera</em></strong></span><span style="line-height: 1.5em;">.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Volevo togliermi il <strong><em>dubbio</em></strong> e ho scritto una mail al regista &#8212;&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;"><a style="line-height: 1.5em;" title="Luigi Falorni" href="http://www.luigifalorni.info/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luigi Falorni</a></span><span style="line-height: 1.5em;">, italiano, che vive e lavora a Berlino.</span></p>
<p>Luigi mi ha <strong><em>risposto:</em></strong></p>
<blockquote class="quotation"><p>Ti confermo che il rituale e il suo esito sono <strong>reali</strong>. La scena che segue il rituale, nella quale si vede la mamma-cammello e il piccolo da soli, è stata ripresa <strong>immediatamente</strong> dopo il rituale.</p></blockquote>
<hr />
<p>Tutto ciò è infinitamente&nbsp;<strong>potente</strong>&#8230; non so a voi, ma a me si è <strong><em>aperto</em></strong> un mondo.</p>
<p>Esistono popoli che vivono ancora a così stretto&nbsp;<strong><em>contatto</em></strong> con la Natura da non aver dimenticato quali sono le <strong><em>corde</em></strong> universali&nbsp;che vibrano nell&#8217;anima del mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1827" alt="Camel4" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel4.jpg" width="500" height="333" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel4.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel4-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Non credo proprio che i nostri grandi <strong><em>scienziati</em></strong> siano in grado di fare una cosa del genere&#8230; n</span><span style="line-height: 1.5em;">on penso che siano nemmeno in grado di <em><strong>interpretarla</strong></em>.</span></p>
<p>Perché viene naturale farsi delle domande e trarre delle <strong><em>conclusioni</em></strong>.</p>
<hr />
<p>I più <strong><em>religiosi</em></strong>&nbsp;<span style="line-height: 1.5em;">potrebbero pensare che si tratta di un <strong><em>miracolo</em></strong>, cioè di una prova dell&#8217;esistenza di <strong><em>Dio</em></strong>.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Il <strong><em>problema</em></strong> dei religiosi è che fanno una grande&nbsp;<strong><em>confusione</em></strong>.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">I religiosi tendono a confondere l&#8217;<em><span style="color: #0000ff;">esistenza di una prova</span></em> con la <em><span style="color: #ff0000;">prova dell&#8217;esistenza</span></em>.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Non è proprio la <strong><em>stessa</em></strong> cosa. Poi ovviamente ognuno è <strong><em>libero</em></strong> di pensare quello che vuole.</span></p>
<hr />
<p>Con questo non voglio fare il tifo per i&nbsp;<strong><em>laici</em></strong> e gli scienziati.&nbsp;Gli scienziati non sono da meno!</p>
<p>Hanno una <strong><em>fede</em></strong> cieca nel metodo scientifico nei confronti del quale (<span style="text-decoration: underline;"><a title="Il sig. Mandelbrot, Re del Caos" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/il-re-del-caos/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come sapete</a></span>) sono piuttosto <strong><em>critico</em></strong>&#8230;</p>
<p>Gli scienziati sono quelli che ci fanno degli <strong><em>esami</em></strong>&nbsp;all&#8217;ospedale e&nbsp;<span style="line-height: 1.5em;">ci dicono che possiamo stare <strong><em>tranquilli</em></strong>&nbsp;perché non abbiamo nessun tumore&#8230;</span></p>
<p>Noi tocchiamo legno, palle e ferro, poi ci rendiamo conto che anche gli scienziati<span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;fanno lo <strong><em>stesso</em></strong> tipo di errore: scambiano</span>&nbsp;l&#8217;<em><span style="color: #ff0000;">assenza della prova</span></em> con la <em><span style="color: #0000ff;">prova dell&#8217;assenza</span></em>.</p>
<p>Quello che non riescono a&nbsp;spiegare, non <strong><em>esiste!</em></strong> &#8212; cammelli che piangono <strong><em>compresi</em></strong>.</p>
<hr />
<p><span style="line-height: 1.5em;"><span style="line-height: 1.5em;">E quindi? Anche se lo <strong><em>nomino</em></strong> spesso, personalmente,&nbsp;di Dio penso di poter dire ben&nbsp;</span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>poco</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">.</span></span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;"><span style="line-height: 1.5em;">Di una cosa però mi sento abbastanza&nbsp;certo: s</span></span><span style="line-height: 1.5em;">econdo me, a Dio <strong><em>piace</em></strong> farsi raccontare delle belle <strong><em>storie</em></strong>&#8230;</span></p>
<p>Quella del cammello che piange è una storia di un&#8217;intensità formidabile, e<span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;</span><strong><em>grazie</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;anche a Luigi Falorni, è arrivata dalle lande <strong><em>recondite</em></strong> del deserto del Gobi fino a <strong><em>noi</em></strong>.</span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1828" alt="Camel5" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel5.jpg" width="500" height="435" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel5.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/Camel5-300x261.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
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		<title>Pedalando verso Nord</title>
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				<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 09:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Sono ormai mesi che ricevo decine di mail al giorno dalle mie fans&#160;che mi chiedono disperatamente: &#8220;Eingel, perché non scrivi più?&#8221; Beh&#8230; a parte le fans immaginarie, il fatto è che si cambia&#8211;interessi,&#160;progetti, attività&#8230; è naturale che sia così. E poi per scrivere, in verità, non c&#8217;è solo questo blog&#8230; (Intanto spero abbiate colto la [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono ormai <strong><em>mesi</em></strong> che ricevo decine di <em>mail</em> al giorno dalle mie <em>fans</em>&nbsp;che mi chiedono disperatamente: <em>&#8220;Eingel, <strong>perché</strong> non scrivi più?&#8221;</em></p>



<p>Beh&#8230; a parte le <em>fans</em> <strong><em>immaginarie</em></strong>, il fatto è che si <strong><em>cambia</em></strong>&#8211;interessi,&nbsp;<span style="line-height: 1.5em;">progetti, attività&#8230; è <strong><em>naturale</em></strong> che sia così. E poi per scrivere, in verità, non c&#8217;è <strong><em>solo</em></strong> questo <em>blog</em>&#8230;</span></p>



<p><span style="color: #008000;"><em>(Intanto spero abbiate colto la </em><strong>citazione</strong><em> di una delle mie canzoni italiane preferite di sempre:</em></span><em><span style="color: #008000;">&nbsp;</span><span style="text-decoration: underline;"><a title="Rotolando verso Sud" href="http://www.dailymotion.com/video/x29efe_negrita-rotolando-verso-sud_music" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Negrita &#8211; &#8220;<strong>Rotolando verso Sud</strong>&#8220;</a></span><span style="color: #008000;">&#8230;)</span></em></p>



<p>E insomma, anche se ultimamente scrivo poco, questo <strong><em>viaggio</em></strong> invece ve lo voglio proprio <strong><em>raccontare</em></strong>.</p>



<p>Iniziamo con un <strong><em>titolo</em></strong> più appropriato:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Pedalando00.jpg" alt="Pedalando00" class="wp-image-1765" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Pedalando00.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Pedalando00-300x118.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>Tutto è iniziato il 21 novembre scorso, quando sono partito <strong><em>da casa</em></strong>&nbsp;in <strong><em>bicicletta</em></strong> e invece che girare a sinistra verso la città, come faccio di <strong><em>solito</em></strong>, ho girato a destra, verso <strong><em>Nord</em></strong>.</p>



<p>Mentre <strong><em>pedalo</em></strong>&nbsp;tranquillo iniziano i primi pensieri <strong><em>demenziali</em></strong> a farmi compagnia durante la <strong><em>solitudine</em></strong> della strada:</p>



<p><span style="color: #008000;"><em><strong>&#8220;</strong>Non c&#8217;è dubbio: è </em><strong>stato</strong><em> un colpo di </em><strong>stato</strong><em>&#8230;</em><br /><em>Non mi interessa, quel che è </em><strong>stato</strong><em>, è </em><strong>stato</strong><em>!&#8221;</em><br /></span></p>



<p>Ma ora basta anche con le <strong><em>amenità</em></strong>.</p>



<p>Sono riuscito a partire che erano ormai le tre e mezza del <strong><em>pomeriggio</em></strong>, e questo significa che avevo poco più di&nbsp;<strong><em>un&#8217;ora di luce</em></strong> &#8212; le giornate <strong><em>corte</em></strong> sono il problema principale dei viaggi <strong><em>invernali</em></strong>.</p>



<p><strong><em>Obiettivo</em></strong>: stare lontano dal traffico e dalla civiltà.&nbsp;<strong><em>Strategia</em></strong>: infilarsi a caso negli stradelli di campagna &#8212; più stretti sono, meglio è &#8212; seguendo il Nord sulla mia bussola attaccata al manubrio. <strong><em>Tattica</em></strong>: usa la Forza. <strong><em>Certezza</em></strong>: alla fine arriverò&nbsp;a Ferrara.</p>



<p>I primi <strong><em>aironi</em></strong>, bianchi e grigi, che si alzano goffi in volo disturbati dal mio passaggio nei campi. I primi <strong><em>cani</em></strong> sciolti&#8230; &#8216;azz&#8230; sono per caso entrato in casa di qualcuno? I più piccoli si spaventano con un <strong><em>urlaccio</em></strong> <em>&#8220;pussa via!&#8221;</em>, ma c&#8217;è un <strong><em>grosso molosso</em></strong> nero che sta studiando la mia traiettoria e mi punta addosso.&nbsp;Forse un <strong><em>Rottweiler?</em></strong></p>



<p>Non ho vie di fuga, lo scontro è <strong><em>imminente</em></strong>&#8230; quando sono a tiro gli mollo un calcio prima che riesca a <strong><em>mordermi</em></strong> e proseguo a tutta velocità. Mi <strong><em>dispiace</em></strong> amico mio, spero di non averti fatto male! Ma credimi: non sarebbe stato facile <strong><em>spiegarti</em></strong> le che ero solo di passaggio e armato solo di&nbsp;<strong><em>buone intenzioni</em></strong>&#8230;</p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Sta arrivando il <strong><em>buio</em></strong> e rischio di finire in un <strong><em>fosso</em></strong>. Non vedo neanche più la mia <strong><em>bussola</em></strong> e poi in questi periodi dell&#8217;anno è meglio dormire all&#8217;<strong><em>asciutto</em></strong>&#8230; sono</span><span style="line-height: 1.5em;">&nbsp;costretto a tornare sulla strada statale per gli ultimi chilometri fino a <strong><em>Ferrara</em></strong>. Arrivo all&#8217;<strong><em>ostello</em></strong>, mi faccio consigliare un posto dove mangiare (come un <strong><em>maiale</em></strong>), poi a nanna.</span></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040668.jpg" alt="Pedalando01" class="wp-image-1758" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040668.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040668-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p>Il <strong><em>giorno dopo</em></strong> proseguo ancora verso <strong><em>Nord</em></strong>, attraversando la città e le sue mura fino ad arrivare all&#8217;<strong><em>argine</em></strong> destro del Po.</p>



<p>Salgo sulla ciclabile che corre in cima all&#8217;argine e giro a Est, <strong><em>verso il mare</em></strong> Adriatico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040650.jpg" alt="" class="wp-image-1761" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040650.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040650-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>Una giornata <strong><em>idilliaca</em></strong> di pedalate tranquille, senza incrociare una macchina, sulla strada perfettamente <strong><em>pianeggiante</em></strong>.</p>



<p>C&#8217;è qualche paesino in vista e un&#8217;area di sosta verso il fiume dove mi fermo per un panino.&nbsp;Per il resto,&nbsp;solo pianura a perdita d&#8217;occhio&#8230; il <strong><em>deserto</em></strong> fatto campagna&#8230; gli spazi <strong><em>solitari</em></strong> che mi <strong><em>scaldano</em></strong> il cuore.</p>



<p>Che volete che vi dica&#8230; <strong><em>sono fatto così</em></strong>&#8230;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="http://www.eingel.com/wordpress/eingel/Delta.panorama.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Delta.panorama.thumb_.jpg" alt="Delta.panorama.thumb" class="wp-image-1768" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Delta.panorama.thumb_.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/Delta.panorama.thumb_-300x66.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure></div>



<p><em><span style="color: #808080;">(clicca l&#8217;immagine per aprire la versione full-res)</span></em></p>



<p>E&#8217; quasi sera e spero di trovare da dormire. La ricettività della zona è piuttosto bassa, soprattutto <strong><em>fuori stagione</em></strong>&#8230; mi concedo solo una piccola sosta per ammirare il castello di <strong><em>Mesola</em></strong> poi proseguo, sempre lungo l&#8217;argine del Po. Voglio raggiungere il mare.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040651.jpg" alt="Pedalando02" class="wp-image-1759" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040651.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040651-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p><span style="line-height: 1.5em;">E&#8217; quasi <strong><em>buio</em></strong> quando arrivo a Gorino, un piccolo paesino di <strong><em>pescatori</em></strong>. Giusto il tempo per fare qualche foto senza bisogno del flash.&nbsp;</span><span style="line-height: 1.5em;">La <strong><em>fame</em></strong> si fa sentire. C&#8217;è solo un ristorante aperto, e ringraziare. Mangio la migliore <strong><em>orata alla griglia</em></strong> della mia vita.</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Finito di mangiare, sento una <strong><em>voce</em></strong> nella mia mente: è la <strong><em>testa</em></strong> del pesce nel piatto mi guarda e mi parla <strong><em>telepaticamente</em></strong>:</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;"><span style="color: #993300;"><em>&#8220;Certo che sono <strong>buono</strong> da mangiare! Fino a ieri ero un pesce libero e selvaggio e mi scopavo tante belle <strong>pescioline</strong>&#8230; sei </em><span style="text-decoration: underline;"><strong>tu</strong></span><em> che fai <strong>schifo!</strong>&#8220;</em></span></span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Capisco che è ora di andare a <strong><em>letto</em></strong>.</span></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040662.jpg" alt="Pedalando04" class="wp-image-1763" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040662.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040662-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p>I <strong><em>graffitari</em></strong> non mancano neppure qui! La <strong><em>classe</em></strong>, neanche quella.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040660.jpg" alt="Pedalando05" class="wp-image-1762" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040660.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040660-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p>Lo sapevo che doveva arrivare una terribile <strong><em>perturbazione</em></strong>, ma a <strong><em>novembre</em></strong> che ci vuoi fare? L&#8217;alternativa era restare a casa e <strong><em>aspettare</em></strong> chissà quanto prima che le previsioni dessero qualche giorno di bel tempo. Però era già da alcune settimane che pensavo a questo viaggio e stava diventando un&#8217;<strong><em>ossessione</em></strong>.</p>



<p>Quando succede così, <strong><em>bisogna</em></strong> partire, così dopo sei tranquillo.</p>



<p>Le fortissime <strong><em>raffiche</em></strong> di vento della bufera facevano sbattere le ante dell&#8217;ostello e non mi lasciavano dormire. Mi rigiravo continuamente nel letto pensando all&#8217;effetto &#8220;vela&#8221; della mia mantella antipioggia che mi avrebbe&nbsp;<span style="line-height: 1.5em;">fatto prendere il <strong><em>volo</em></strong> e finire dentro al <strong><em>fiume</em></strong>.</span></p>



<p>Una <span style="text-decoration: underline;"><strong>notte da orbi</strong></span>, come si suol dire&#8230;</p>



<p>Ma io ho battuto la bufera <strong><em>sul tempo</em></strong>: ho dormito fino a <strong><em>mezzogiorno</em></strong>, e al pomeriggio il vento si era calmato &#8212; pioveva a <strong><em>dirotto</em></strong> e basta.&nbsp;Non sono riuscito a fotografare nulla, neanche il cartello <strong><em>&#8220;Po di Gnocca&#8221;</em></strong> che genera false <strong><em>speranze</em></strong> negli uomini di buona volontà.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040654.jpg" alt="Pedalando06" class="wp-image-1764" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040654.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040654-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Tutta la giornata <strong><em>sotto</em></strong> l&#8217;acqua,&nbsp;attraverso il Delta su <strong><em>strisce</em></strong> di terra circondate dall&#8217;<strong><em>acqua</em></strong>. Non c&#8217;era proprio nessuno in strada&#8230; solo qualche&nbsp;<strong><em>nutria</em></strong>&nbsp;spiccicata e&nbsp;moltissimi&nbsp;aironi, gabbiani, <strong><em>fenicotteri</em></strong> e mille altri uccelli.</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">C&#8217;è anche u</span><span style="line-height: 1.5em;">n grosso <strong><em>gambero</em></strong> che attira la mia attenzione. Mi fermo, lui solleva le <strong><em>chele</em></strong> in segno di minaccia. Deve essere caduto da un camioncino che porta il pesce. Lo butto in acqua&#8230; <em>pluf!</em> Per un attimo mi viene il <strong><em>dubbio</em></strong>: e se è annegato?</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Alla sera arrivo a <strong><span style="text-decoration: underline;">Chioggia, che fa rima con pioggia</span></strong>.</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">Non ci ero ancora stato, una vera <strong><em>chicca</em></strong>. All&#8217;ostello mi dicono: <em>&#8220;E&#8217; una </em><strong>piccola</strong><em> Venezia, ma più antica&#8221;</em> &#8212; <em>&#8220;Immagino che non corra buon sangue&#8221;</em>. Come sono <strong><em>perspicace</em></strong>.</span></p>



<p><span style="line-height: 1.5em;">A cena la fame condisce una delle migliori mangiate di pesce in una <strong><em>piccola</em></strong>&nbsp;trattoria che mi aveva consigliato l&#8217;<strong><em>ostellante</em></strong>. E&#8217; talmente <strong><em>nascosta</em></strong> che se non la conosci non solo non la trovi, ma ti <strong><em>perdi</em></strong> a cercarla. Sono l&#8217;unico <strong><em>turista</em></strong> tra i chioggiotti.</span></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040671.jpg" alt="Pedalando06" class="wp-image-1769" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040671.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040671-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>L&#8217;indomani riparto verso <strong><em>Venezia</em></strong>, non piove più e anzi si sta aprendo un po&#8217;&#8230; passerò più tempo in <strong><em>traghetto</em></strong> che in sella: il <strong><em>primo</em></strong> mi porta all&#8217;isola di Pellestrina. Vedo solo coppiette che si lasciano andare ad&nbsp;<strong><em>effusioni</em></strong> amorose&#8230; forse perché è domenica ed è tornato bel tempo? Il <strong><em>secondo</em></strong> per Lido, dove invece non c&#8217;è anima viva, tranne due signore russe che gestiscono un bar costosissimo.</p>



<p>L&#8217;avvicinamento a&nbsp;Venezia è davvero <strong><em>suggestivo</em></strong>, con le cime innevate all&#8217;orizzonte che fanno da <strong><em>sfondo</em></strong>. Sono di nuovo su una striscia di terra, con la <strong><em>laguna</em></strong> veneta alla mia sinistra e il <strong><em>mare</em></strong> Adriatico a destra (<strong><em>zoomare</em></strong> per credere&#8230; vedi <span style="text-decoration: underline;"><strong>mappa</strong></span> in fondo all&#8217;articolo).</p>



<p>Mi piace andare in <strong><em>barca</em></strong> e sentire il vento sulla <strong><em>faccia</em></strong> senza far fatica sui pedali! Ma a Venezia non ci non si può andare in bici, <em>verboten</em>: invece del vaporetto, eccomi sul <strong><em>terzo</em></strong> traghetto per l&#8217;isola del Tronchetto. Da lì prenderò finalmente il treno per tornare a casa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040674.jpg" alt="Pedalando07" class="wp-image-1770" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040674.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/P1040674-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p><strong><em>Finisce</em></strong>&nbsp;così il mio viaggio solitario da <em>umarell</em> (trad. dal bolognese: <em>&#8220;uomo anziano&#8221;</em>). Un itinerario completamente pianeggiante e alla portata di <strong><em>tutti</em></strong>, persino la mia.</p>



<p>Non ho usato il GPS perché mi sono orientato con la <strong><em>bussola</em></strong> sul manubrio e la cartina, che è molto più <strong><em>divertente</em></strong>&#8230; però ho disegnato il percorso su Google Maps, per non farvi mancare un po&#8217; di <strong><em>modernità</em></strong>.</p>



<p>Ecco i dati di <strong><em>riepilogo</em></strong> del viaggio e, per finire, la <span style="text-decoration: underline;"><strong>mappa con zoom</strong></span><strong>:</strong>&nbsp;(come promesso)</p>



<ul><li>1° giorno 44 km</li><li>2° giorno 87 km</li><li>3° giorno 78 km</li><li>4° giorno 23 km</li><li><strong><em>Totale</em></strong>&nbsp;232 km</li></ul>



<figure><iframe src="https://mapsengine.google.com/map/embed?mid=zzBk34UJtLaY.kkT_bSaAmr1Y" width="500" height="400"></iframe></figure>
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		<title>Il cervello sotto all&#8217;iceberg</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/07/il-cervello-sotto-alliceberg/</link>
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				<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 08:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Gli scienziati dicono che usiamo solo il 10% del nostro cervello. Premetto che normalmente diffido di scienziati e specialisti, soprattutto se si tratta di passaparola che non riportano la fonte esatta. Il fatto è che abbiamo un problema, noi umani, che un fatto genetico e consolidato. Un esperimento fatto sui gorilla mostra che le madri [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Gli scienziati dicono che usiamo solo il 10% del nostro cervello.</p>
<p>Premetto che normalmente diffido di scienziati e specialisti, soprattutto se si tratta di passaparola che non riportano la fonte esatta.</p>
<p>Il fatto è che abbiamo un problema, noi umani, che un fatto genetico e consolidato.</p>
<p>Un esperimento fatto sui gorilla mostra che le madri gorilla non sanno come fare a gestire i propri piccoli e si scolaffidano al branco</p>
<p>Copiano i propri simili</p>
<p>Altre specie potrebbero finire sulla Luna che hanno tutto codificato nel DNA</p>
<p>Noi e i gorilla &#8220;prima(ti)&#8221; di noi lo abbiamo dimenticato e dobbiamo copiare ogni volta</p>
<p>Per questo esistono gli specialisti che ci spiegano come educare i nostri figli e per questo ogni periodo ha le sue mode di educazione</p>
<p>Pensate che non sanno ancora spiegare alle mamme come si allatta&#8230;parlo di Bologna e non del Mozambico ma ho sentito personalmente dire &#8220;è normale che ti vengano le ragadi per l&#8217;allattamento&#8221;</p>
<p>*******</p>
<p>Torniamo a noi</p>
<p>Usiamo solo il 10% del nostro cervello (quando va bene).</p>
<p>E&#8217; un caso che la solita metafora dell&#8217;iceberg dica che solo il 10% della nostra psicologia è conscia e che tutto il resto è inconscio?</p>
<p>Visto che non stiamo facendo misurazioni scientifiche precise (come nella pubblicità dello shampoo &#8220;64,1% di capelli più belli&#8221;), possiamo quasi pensare che il 90% di cervello che non usiamo è sotto alla superficie del visibile</p>
<p>Molto più scientifico è stato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Libet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Libet</a></span>, ritardo di mezzo secondo tra impulso volitivo e intenzione cosciente di volontà.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1651" alt="Darkness_Iceberg" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Iceberg.jpg" width="500" height="757" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Iceberg.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Iceberg-198x300.jpg 198w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>***</p>
<p>Se non le spiega, almeno ci aiuta a capire tante cose. Perché vogliamo dimagrire ma non andiamo mai in palestra&#8211;perché siamo noi a decidere la nostra routine, perché siamo noi a fare sempre le stesse cose, incapaci di decidere in ogni momento quello che vorremmo veramente fare (sorge spontaneo il dubbio su cos&#8217;è che vogliamo veramente&#8230;lo sappiamo veramente? Penso di no).</p>
<p>E&#8217; un anno che ho l&#8217;idea di scrivere un libro, tanto per il gusto di scriverlo. In tutto questo tempo, neanche una pagina. E invece continuo a scrivere su questo blog, anche delle cazzate come l&#8217;economia a crescita zero, che mica mi pagano come ai consulenti per pensare certe stronzate senza senso.</p>
<p>***</p>
<p>Siamo nel ventunesimo secolo e non sappiamo ancora vedere l&#8217;invisibile</p>
<p>Abbiamo demonizzato le droghe, come la comunissima canapa (in latino, &#8220;cannabis&#8221;), che negli anni &#8217;30 le aziende chimiche americane del petrolio (DuPont per prima) hanno combattuto, demonizzandola con l&#8217;aiuto dei media.</p>
<p>Pensate che addirittura la Ford Motor Company produsse un prototipo di automobile ecologica che funzionava con etanolo di canapa ed era composta in larga parte di tele e fibre di canapa.</p>
<p>Era il 1941, leggete per esempio <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenme.it/muoversi/auto/953-ford-hemp-car-lauto-ecologica-esisteva-gia-70-anni-fa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a></span> e anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hemp_Body_Car" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su Wikipedia</a></span>.</p>
<p>Altro che le auto a idrogeno di Grillo, che non ha ancora capito che l&#8217;idrogeno non è una fonte di energia, ma un mezzo per immagazzinarla (quella utilizzata per produrlo, l&#8217;idrogeno, dall&#8217;elettrolisi dell&#8217;acqua o altri processi).</p>
<p>Ma in quegli anni, l&#8217;industria chimica e del petrolio ebbero la meglio e la canapa scomparve.</p>
<p>Oggi pensiamo che chi fuma marijuana sia un drogato, mentre chi si fuma un pacchetto di sigarette al giorno sia soltanto &#8220;un fumatore/trice&#8221;.</p>
<p>Abbiamo paura della mistica ma una religione senza mistica è solo ideologia</p>
<p>Se non ci fondiamo con la Natura se non sentiamo il Creato che scorre nelle nostre vene come facciamo a capire la grandiosità del mondo?</p>
<p>Abbiamo paura di lasciarci andare</p>
<p>L&#8217;organo sessuale più importante? Il cervello. Non la punta dell&#8217;iceberg, quello che dice &#8220;cogito ergo sum&#8221;.</p>
<p>Anche la matematica dove sono sempre andato bene è questione di concentrazione, concentrazione è spegnere il cervello (the tip) e far uscire la soluzione dei problemi da soli</p>
<p>Abbiamo paura di perdere il controllo</p>
<p>Abbiamo paura di conoscere il nostro lato oscuro</p>
<p>Abbiamo paura</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1652" alt="Darkness_Nemo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Nemo.jpg" width="500" height="333" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Nemo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Darkness_Nemo-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Ma se abbiamo paura, come faremo a conoscerlo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Faremo migliore il mondo&#8221;</title>
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				<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 08:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[&#8220;Dobbiamo imparare di nuovo a sognare&#8230; ma tenendo gli occhi ben aperti&#8221; E&#8217; passato un po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta che ho parlato di un libro&#8230;questa volta però non vi servirà avere lo stomaco forte come per &#8220;Flash, viaggio a Kathmandu&#8220;&#8230; L&#8217;autore di &#8220;Faremo migliore il mondo&#8220; è Frans van der Hoff, il fondatore del commercio [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="quotation"><p><span style="color: #993300;"><strong><em>&#8220;Dobbiamo imparare di nuovo a sognare&#8230;<br />
ma tenendo gli occhi ben aperti&#8221;</em></strong></span></p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1647" alt="FransVanDerHoff" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/FransVanDerHoff.jpg" width="500" height="282" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/FransVanDerHoff.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/FransVanDerHoff-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>E&#8217; passato un po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta che ho parlato di <strong><em>un libro</em></strong>&#8230;questa volta però non vi servirà avere lo <strong><em>stomaco forte</em></strong> come per <strong><em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a title="Avete lo stomaco forte?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/avete-lo-stomaco-forte/" target="_blank">Flash, viaggio a Kathmandu</a></span>&#8220;</em></strong>&#8230;</p>
<p>L&#8217;autore di <em>&#8220;</em><span style="text-decoration: underline;"><em>Faremo migliore il mondo</em></span><em>&#8220;</em> è <strong><em>Frans van der Hoff</em></strong>, il fondatore del <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>commercio equo e solidale</em></strong></span>.</p>
<p>Mezzo prete, mezzo economista e mezzo olandese, racconta di <strong><em>un&#8217;utopia iniziata 40 anni fa e oggi diventata realtà mondiale</em></strong>.</p>
<p>I <strong><em>buoni</em></strong> di questa storia sono i <em>campesinos</em>, i <strong><em>contadini</em></strong> dell&#8217;America Latina che guadagnavano <strong><em><span style="text-decoration: underline;">un Euro</span> al mese</em></strong> per <strong><em>coltivare il caffè</em></strong>&#8211;che viene poi venduto nei nostri <strong>bar</strong> a <strong><em><span style="text-decoration: underline;">un Euro</span> a tazzina</em></strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Un applauso per i fantastici<em> <strong>miracoli del libero mercato..!</strong></em></p>
<hr />
<p>Facciamo un salto indietro nel tempo di <strong><em>mille anni</em></strong> con una citazione (che viene riportata nel libro) di S. Tommaso d&#8217;Acquino:</p>
<blockquote><p><span style="color: #808080;">&#8220;Quel che un uomo possiede <strong><em>in più</em></strong> lo deve, per una <strong><em>legge di Natura</em></strong>, al <strong><em>povero</em></strong> [&#8230;] Il pane che tieni da parte <strong><em>appartiene</em></strong> all&#8217;affamato, i vestiti che sciupi appartengono all&#8217;ignudo, e il denaro che sotterri è la redenzione e la <strong><em>libertà</em></strong> di chi non ha <strong><em>nulla</em></strong>.&#8221;</span></p></blockquote>
<p>Ai suoi tempi&#8211;correva la <strong><em>fine del 1200</em></strong> o giù di lì&#8211;il mondo era<em> </em>molto diverso rispetto ad oggi&#8230;lasciamo fare agli economisti il loro mestiere, ma credo (scusate se <span style="text-decoration: underline;"><a title="Tutti al fronte! Sotto a un ponte!" href="http://www.eingel.com/wordpress/2013/07/tutti-al-fronte/" target="_blank">mi ripeto</a></span>) che <strong><em>&#8220;nulla si crea e nulla si distrugge&#8221;</em></strong>, allora come oggi&#8230;</p>
<hr />
<p><em>I <strong>campesinos</strong> avevano già visto <strong><em>arrivare</em></strong> molte <strong><em>fondazioni umanitarie</em></strong></em>&#8230;poi però le avevano anche viste tutte quante <em><strong><em>ripartire da dove erano venute</em></strong>&#8212;</em><em>bye bye</em>, e chi le vedrà mai più.</p>
<p>E allora tutto ritornava esattamente <em></em><strong><em>come prima</em></strong>.</p>
<p><em>Frans van der Hoff</em> invece si è <strong><em>trapiantato</em></strong> in Messico&#8211;e <strong><em>lì è rimasto</em></strong>.</p>
<p>Un poco alla volta, <strong><em>anno dopo anno</em></strong>&#8211;come <em style="font-weight: bold;">Gandhi</em> <strong><em>in India</em></strong>&#8211;è riuscito  a creare <strong><em>aggregazione</em></strong> tra gli agricoltori per <strong><em>boicottare</em></strong> la dominazione (pseudo) <strong><em>coloniale</em></strong>.</p>
<p>Invece che sottostare agli <strong><em>squali</em></strong> del brokeraggio, hanno iniziato a vendere direttamente il caffè alle torrefazioni per <strong><em>saltare un anello</em></strong> della <strong><em>catena alimentare</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Eh sì&#8230;<em>l&#8217;</em><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>unione fa la Forza</em></strong></span>&#8211;diceva un certo <strong><em>Obi Wan Kenobi</em></strong>&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1692" alt="Fairtrade" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fairtrade.png" width="500" height="588" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fairtrade.png 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fairtrade-255x300.png 255w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Ebbene, visto che il <strong><em>diavolo</em></strong> si nasconde nei <strong><em>dettagli</em></strong>, devo dirvi che sono state alcune <strong><em>sfumature</em> </strong>a farmi riflettere di più&#8230;</p>
<p>A partire dalla <strong><em>traduzione del titolo</em></strong>&#8230;che in lingua originale recitava: <em>&#8220;Nous ferons <span style="text-decoration: underline;">un</span> monde <span style="text-decoration: underline;">équitable</span>&#8220;</em> (&#8220;<em>Faremo </em><span style="text-decoration: underline;">un</span> mondo <span style="text-decoration: underline;">equo</span><em>&#8220;</em>)&#8230; ma che abbiamo tradotto con &#8220;<em>Faremo <span style="text-decoration: underline;">migliore</span> <span style="text-decoration: underline;">il</span> mondo</em>&#8220;&#8230;</p>
<p>Senza dubbio, un mondo <strong><em>equo</em></strong> è <strong><em>un</em></strong> mondo <strong><em>migliore</em></strong>&#8230;ma un mondo migliore non è <strong><em>soltanto</em></strong> equo&#8211;è <strong><em>anche</em></strong> tante altre cose&#8230;</p>
<p>Un mondo <strong><em>equo</em></strong> sarebbe già qualcosa&#8211;anzi, saremmo già ben oltre la metà dell&#8217;opera&#8230;</p>
<p>E invece, siamo sempre a pensare a come si può <strong><em>(ri)fare</em></strong> migliore il mondo&#8230;magari <strong><em>(ri)partendo</em></strong> da <strong><em>zero</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8220;<em><strong>Tutti fenomeni</strong>, pronti a tornare <strong>vergini!</strong>&#8220;</em>, cantavano gli ultimi <strong><em>Litfiba</em></strong>&#8230;</p>
<p>Mentre <strong><em>Umberto Eco</em></strong> diceva già molti anni fa: <em>&#8220;Il problema non è di buttare a mare le regole, ma di vedere quante più ce ne siano&#8221;</em>&#8230;</p>
<p>(Traduco: <em>&#8220;non bisogna rifare sempre tutto da capo, ma capire cosa c&#8217;è di buono che si può ripetere per ottenere un risultato&#8221;&#8211;è</em> un po&#8217; <strong><em>cervellotica</em></strong> ma rimane una delle mie <strong><em>preferite</em></strong>).</p>
<hr />
<p>Se devo dare un personale suggerimento, inizierei ad <strong><em>abbandonare</em></strong> la parola<em> </em><strong><em>&#8220;</em></strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">migliore</span>&#8220;</em></strong>&#8230;mi sta proprio <strong><em>antipatica</em></strong>&#8230;</p>
<p>Suggerisce la <strong><em>competizione</em></strong>&#8211;quando abbiamo bisogno di <strong><em>rifondare</em></strong> le basi della <strong><em>meritocrazia</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;e puzza anche un po&#8217; di <strong><em>supremazia intellettuale</em></strong>&#8211;quando bisognerebbe <strong><em>mettere in discussione tutto</em></strong> e privilegiare l&#8217;apertura a <strong><em>nuovi modelli culturali</em></strong>&#8230;</p>
<hr />
<p>Torniamo a noi: perché Frans van der Hoff <strong><em>ci è riuscito</em></strong>&#8211;a fare il commercio equo e solidale&#8211;e invece l&#8217;<strong><em>Unicef</em></strong> e le fondazioni umanitarie no?</p>
<p>Perché lui ha capito <strong><em>la Natura di quelle persone</em></strong>.</p>
<p>Nel libro la spiega con molta attenzione, la vita e la cultura dei <em>campesinos</em>, a confronto con la <strong><em>cultura occidentale</em></strong>.</p>
<p>Quelle persone vivono <strong><em>vicino alla Natura</em></strong>, e</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">la Natura funziona <strong><em>per cicli</em></strong></span>.</p>
<p>Le <strong><em>stagioni</em></strong> che si ripetono un anno dopo l&#8217;altro; le <strong><em>generazioni</em></strong> nuove che prendono il posto di quelle vecchie; ogni evento prevede naturalmente la <strong><em>morte</em> </strong>e la <strong><em>nascita</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Noi occidentali</em></strong>, invece, puntiamo alla <span style="text-decoration: underline;"><strong>performance</strong></span>, al rendimento, alla prestazione&#8230;</p>
<p>Il mondo è in mano ai <strong><em>dirigenti</em></strong> (detti talvolta <em>manager</em>) che guardano solo al risultato di bilancio: l&#8217;anno successivo potrebbero non percepire i <strong><em>bonus</em></strong>&#8230;dopo di loro, il diluvio.</p>
<p>La <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>creazione di valore</em></strong></span> è un concetto molto <strong><em>semplice</em></strong> per le <strong><em>persone normali</em></strong>&#8230;tuttavia, non siamo ancora riusciti a tenerne conto nei <strong><em>bilanci</em></strong> delle aziende e delle comunità&#8230;</p>
<p>Il <strong><em>peggio</em></strong> del peggio? <strong>Hollywood</strong> e gli americani, con la loro maniacale fissazione di <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>salvare</em></strong></span> il mondo (non solo migliorarlo) dai terroristi, dagli alieni e dai cataclismi.</p>
<p><strong><em>Rinchiudeteli</em></strong>, non se ne può più&#8230;anzi, mandateli a <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>zappare</em></strong></span> nelle coltivazioni di <strong><em>caffè!</em></strong></p>
<p>Pensate che stia <strong><em>esagerando</em></strong>, vero? <strong><em>Eccovi serviti</em></strong>&#8230;guardate questo <strong>trailer</strong> e <strong><em>ditemi voi</em></strong> chi non ha più speranza!<strong><em></em></strong></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/iwsqFR5bh6Q" height="281" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Tutti al fronte! Sotto a un ponte!</title>
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				<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 22:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Stasera tornavo a casa con la bici ed avevo pure fatto una caduta che mi si era rotto il sellino&#8230; Così mi sono fatto il viaggio tutto in piedi sui pedali come Fantozzi, per evitare spiacevoli &#8220;intrusioni&#8221;&#8230; Passo davanti a Parco Nord e sento che è serata di concerti&#8230;una voce annuncia Manu Chao e dico: &#8220;cazzo [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera tornavo a casa con la <strong><em>bici</em></strong> ed avevo pure fatto una caduta che mi si era <strong><em>rotto il sellino</em></strong>&#8230;</p>
<p>Così mi sono fatto il viaggio tutto <strong><em>in piedi sui pedali</em></strong> come <strong><em>Fantozzi</em></strong>, per evitare spiacevoli <strong><em>&#8220;intrusioni&#8221;</em></strong>&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1659" alt="Fantozzi_bici" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fantozzi_bici.jpg" width="500" height="359" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fantozzi_bici.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Fantozzi_bici-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Passo davanti a Parco Nord e sento che è serata di <strong><em>concerti</em></strong>&#8230;una voce annuncia <strong><em>Manu Chao</em></strong> e dico: &#8220;cazzo <strong><em>mi sarebbe piaciuto</em></strong>&#8220;&#8230;</p>
<p>E invece la <em>band</em> (non so quale) stava annunciando <strong><em>&#8220;Bella ciao&#8221;</em></strong>&#8230;e dopo la prima strofa, tutti quanti a cantare <strong><em>in coro a squarciagola</em></strong>.</p>
<p>Evviva i valori dei partigiani&#8230;in effetti erano tempi &#8220;maschi&#8221;&#8230;non c&#8217;erano mica i &#8220;reppa&#8221; e gli &#8220;emo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">La <strong><em>catarsi</em></strong>&#8230;tutti ad <strong><em>esaltarsi</em></strong>&#8230;</p>
<blockquote class="quotation"><p><span style="color: #993300;"><em>&#8230;è arrivato l&#8217;invasor&#8230;</em></span></p></blockquote>
<p><strong><em>Oggi</em></strong> l&#8217;invasore c&#8217;è lo stesso. Non abbiamo cacciato via nessuno.</p>
<p>Oggi l&#8217;invasore è entrato dentro alle <strong><em>nostre</em></strong> file e ci ha <strong><em>venduto</em></strong>, rendendo l&#8217;Italia una <strong><em>colonia industriale</em></strong>.</p>
<p>Già&#8230;con la <strong><em>crisi</em></strong> del 2008 ci hanno comprato come al <strong><em>discount</em></strong>.</p>
<p>A proposito di fare la spesa&#8230;non so voi&#8230;ma <strong><em>io vorrei sapere</em></strong> a chi finiscono <strong><em>i miei soldi</em></strong>.</p>
<p>Ricordo <strong><em>Grillo</em></strong>, quando faceva solo il comico, che parlava di non-so-quale <strong><em>acqua minerale</em></strong> che aveva come azionistra <strong><em>Cirino Pomicino</em></strong>.</p>
<p>Che <strong><em>schifo!</em></strong> Ma almeno Cirino Pomicino era <strong><em>italiano</em></strong>&#8230;</p>
<p>Parliamo invece della <strong><em>birra Moretti</em></strong> e il suo baffone&#8230;birra italiana&#8230;<strong><em>sti cazzi</em></strong>.</p>
<p>Non lo sapevo, ma è della <strong><em>Heineken</em></strong>, e guarda caso, si guardano bene dal dircelo. Ecco tutte le altre birre di Heineken in Italia&#8230;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Heineken, Henninger, Baffo D&#8217;Oro, Birra Moretti, Moretti La Rossa, Sans Souci, Sans Souci Ice, Dreher, Ichnusa, Messina, Amstel, Von Wunster, Von Wunster analcolica, Buckler (analcolica), Mc Farland, Mc Farland Golden Fire, Diamond Super, Diamond Triple, Prinz, Murphy&#8217;s, Murphy&#8217;s Red, Gasoline Strong, Moretti Doppio Malto, Budweiser, Ichnusa Anniversario,  Loken, Messina, HB Premium, Reiner Brau, Brand, Golden Fire Strong, Mc Farland Strong</em>.</p>
<p>Non vi basta? Se volete approfondire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.docstoc.com/docs/116942333/CASO-HEINEKEN-ITALIA--BIRRA-MORETTI" target="_blank">studiate un po&#8217; qua</a></span>&#8230;per farvi una cultura.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1660" alt="Moretti" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Moretti.jpg" width="500" height="563" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Moretti.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/Moretti-266x300.jpg 266w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche oggi il nostro <strong><em>invasore</em></strong> è il tedesco&#8230;</p>
<p>Per <span style="text-decoration: underline;"><a title="Un’Europa a crescita zero?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2013/05/europa-crescita-zero/" target="_blank">ripetere</a></span> un esempio, tutti avete sentito parlare dello <strong><em>&#8220;spread&#8221;</em></strong>&#8230;</p>
<p>Significa che le nostre tasse, oltre che per gli <strong><em>F-35</em></strong> (come se non ci bastassero gli <strong><em>F-24</em></strong>) servono per pagare gli <strong><em>interessi</em></strong> finanziari sul <strong><em>debito</em></strong> pubblico.</p>
<p>I fondi pensione tedeschi, lo sapete dove investono per pagare le pensioni ai tedeschi? Non certo nei <em>&#8220;bund&#8221;</em> domestici, che sono a rendimento negativo.</p>
<p>I vecchi pensionati tedeschi finirebbero <strong><em>in mezzo a una strada</em></strong>.</p>
<p>Poverini.</p>
<p>Per fortuna (loro), ci sono i BTP italiani (oltre che greci e spagnoli) che danno rendimenti altissimi. Che però <strong><em>paghiamo noi</em></strong>&#8230;sì, noi paghiamo la pensione dei vecchi tedeschi.</p>
<p>Perché come diceva Lavoisier, <em><strong>&#8220;nulla si crea e nulla si distrugge&#8221;</strong></em>&#8230;</p>
<p>Era il 1700&#8230;oggi invece ci sono gli economisti della Bocconi&#8230;</p>
<p>E non basta&#8230;c&#8217;è la <strong><em>moneta unica</em></strong>&#8230;che permette alla bilancia commerciale tedesca di continuare a pendere dal lato giusto (per loro), perché il naturale apprezzamento della loro valuta nazionale viene diluito sul più largo bacino della moneta unica.</p>
<p>Qualcuno ha provato a stimare il valore di questo effetto: dal 2001 (anno di entrata in vigore dell&#8217;Euro) si stima che la Germania abbia <strong><em>&#8220;rubato&#8221;</em></strong> all&#8217;Italia più di <strong><em>un centinaio di miliardi di Euro</em></strong> all&#8217;anno.</p>
<p>Ho sentito persone molto colte dire che i tedeschi sono stati più bravi di noi. Io rispondo che ragionando su questo piano, allora <strong><em>la mafia</em></strong> è stata ancora più brava (quella però la combattiamo, i tedeschi no).</p>
<p>La verità è che <strong><em>noi italiani saremmo molto più bravi dei tedeschi</em></strong> e che i tedeschi della Merkel sono un <strong><em>branco di ladri</em></strong>.</p>
<p>Lo scrivevo per scherzo su Facebook&#8230;ma la verità è che una volta avremmo <strong><em>dichiarato guerra</em></strong> alla Germania da molto tempo.</p>
<p>E ripenso a &#8220;Bella ciao&#8221;&#8230;e tutto sommato questa <strong><em>invasione silenziosa</em></strong> è meglio per <strong><em>noi poveri stronzi</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Invece che andare al fronte&#8230;</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>finiremo sotto a un ponte</strong></em></span><em><strong>!</strong></em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1696" alt="RichPoor" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/RichPoor.jpg" width="500" height="315" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/RichPoor.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/RichPoor-300x189.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il lato oscuro della Luna</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/06/dark-side-moon/</link>
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				<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 00:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Sono un laureato in fisica, quindi ho il permesso di dire che gli astronomi si fanno un sacco di seghe mentali&#8230; (&#8220;Astronomi? ..a&#8217;stronzi!&#8221;&#8230;ma no, non esageriamo) Sì, gli astronomi&#8230;si eccitano con certe notizie: tra due settimane la Luna sarà a soli 356.991 km dalla Terra. Da non crederci, vero? Ma sono ancora più contenti di ricordarci che non è un record [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1624" alt="Luna" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Luna.jpg" width="500" height="427" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Luna.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Luna-300x256.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Sono un <strong><em>laureato in fisica</em></strong>, quindi ho il permesso di dire che gli <strong><em>astronomi</em></strong> si fanno un sacco di <strong><em>seghe mentali</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(&#8220;Astronomi? ..a&#8217;stronzi!&#8221;&#8230;ma no, non esageriamo)</span></em></p>
<p>Sì, gli astronomi&#8230;si eccitano con certe notizie: tra due settimane la Luna sarà a soli 356.991 km dalla Terra. Da non crederci, vero?</p>
<p>Ma sono ancora più contenti di ricordarci che non è un <strong><em>record assoluto</em></strong>: due anni fa, addirittura, era ancora più vicina&#8230;356.577 km, cioè 414 km in meno&#8211;lo <strong><em>0,1%</em></strong>&#8230;sti cazzi!</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(leggesi: lo <strong>zero</strong> virgola uno <strong>percento</strong> puntini puntini <strong>esse ti i ci a zeta zeta i</strong>).</span></em></p>
<hr />
<p>La <strong><em>Luna</em></strong>&#8230;il simbolo dell&#8217;uomore <strong><em>imprevedibile</em> </strong>dell&#8217;uomo e della <strong><em>donna&#8211;lunatica</em></strong> <em>by definition</em>.</p>
<p>Ah, Luna! Il Sole e la Luna&#8230;<strong><em>lo Yin e lo Yang</em></strong> del cielo!</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(&#8230;e chissenefrega?!)</span></em></p>
<p>Ma no, la Luna rappresenta la <strong><em>notte</em></strong>&#8230;il <strong><em>lato oscuro</em></strong> dell&#8217;umanità!</p>
<p>E i <strong><em>Pink Floyd</em></strong> che musica che ci hanno fatto, con il lato oscuro della Luna? Parliamone!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1626" alt="DSOTM" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/DSOTM.jpg" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/DSOTM.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/DSOTM-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Cosa c&#8217;è di <strong><em>più oscuro</em></strong>, se non il lato oscuro della Luna?</p>
<p>Il <strong><em>Cavaliere Oscuro!</em></strong> Il più grande film mai girato.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(senza dubbio</span>)</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1629" alt="Darknight" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Darknight.jpg" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Darknight.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/Darknight-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>E come dimenticare uno dei capolavori del sommo scrittore di fantascienza Philip K. Dick, &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_oscuro_scrutare" target="_blank">Un oscuro scrutare</a></span>&#8220;???</p>
<p>Poi c&#8217;è <a href="http://www.ironsky.net/site/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>&#8220;Iron Sky&#8221;</em></span></a>, un film internazio-finlandese in cui i Nazisti si erano rifugiati sul lato oscuro della Luna e oggi, grazie alla potenza di calcolo degli <em>smartphones</em> (sic!), sono pronti ad invadere la Terra&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(Tralasciamo il lato oscuro della Forza, ecc ecc&#8230;sennò non finiamo più)</span></em></p>
<hr />
<p>A me <strong><em>piace un casino, la Luna</em></strong>&#8230;quasi non mi basta: ne vorrei anche <strong><em>due o tre</em></strong> di satelliti che girano intorno al <strong><em>mio pianeta</em></strong>.</p>
<p>E poi mi piacerebbe avere anche <strong><em>due Soli</em></strong>, come in un sistema binario&#8230;vorrei poi vedere se vi lamentate delle <strong><em>mezze stagioni</em></strong>&#8230;con tanti soli e tante lune, <strong><em>non ci capirebbe</em></strong> un cazzo nessuno!</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(esattamente come oggi)</span></em></p>
<p>&#8230;no, perché <strong><em>voi scienziati</em></strong> sapete spiegarmi per caso perché le <strong><em>nuvole</em></strong> sembrano dei <strong><em>batuffoli</em></strong> di cotone?</p>
<p>I fisici si fanno delle belle seghe mentali anche loro&#8230;avete sentito parlare della <strong><em>teoria delle super-stringhe?</em></strong></p>
<p>Ho letto il libro <em>&#8220;l&#8217;Universo elegante&#8221;</em> scritto da uno di guru&#8230;questi <strong><em>non solo</em></strong> non le sanno risolvere, le <strong><em>equazioni</em></strong>, ma non sanno <strong><em>neanche scriverle!</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(lo capirebbe anche il mio salumiere che la teoria delle stringhe è una </span></em><strong><span style="color: #003300;">cagata pazzesca</span></strong><em><span style="color: #003300;">)</span></em></p>
<p>Oppure, <strong><em>voi medici</em></strong>, che volete stagliuzzarmi con il vostro <strong><em>bisturi</em></strong>, sapete spiegarmi cos&#8217;è&#8230;il <strong><em>prurito?</em></strong> Sì, il prurito&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(allora</span> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prurito" target="_blank">scrivetelo su Wikipedia</a></span></em><em>)</em></p>
<p>E ancora, mi chiedo: perché a <strong>Hollywood</strong> nessuno ha ancora pensato a un <em>disaster movie</em> in cui la <strong><em>Luna precipita sulla Terra?</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em></em></strong><em><span style="color: #003300;">(Così gli <strong>USA</strong> come sempre ci salvano il cul0 e viviamo tutti felici e contenti?)</span></em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1625" alt="LunaTerra" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/LunaTerra.jpg" width="500" height="528" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/LunaTerra.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/LunaTerra-284x300.jpg 284w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Mah&#8230;lasciamo perdere&#8230;sennò mi metto a pensare a come il <strong><em>petrolio</em></strong> ha rovinato il pianeta e poi ha vinto anche la guerra contro la <strong><em>canapa</em></strong>&#8230;rendendola illegale&#8230;<strong>fuck</strong>&#8230;</p>
<p>Per tirarmi su di morale, non mi resta che mettere su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=T5SZ5JBwLZ4" target="_blank"><em>&#8220;L&#8217;una per te&#8221;</em></a></span> di Vasco Rossi&#8230;</p>
<p>Che bella&#8230;e vai che mi parte uno <strong><em>tsunami di ricordi</em></strong> devastanti&#8230;</p>
<blockquote class="quotation"><p><em>Io che c&#8217;ho paura</em><br />
<em> perfino che</em><br />
<em> che un giorno in testa mi caschi la Luna</em><br />
<em> pur di perdere te&#8230;</em></p></blockquote>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/T5SZ5JBwLZ4" height="375" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il tiro con l&#8217;arco è Zen</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/05/tiro-arco-zen/</link>
				<pubDate>Thu, 16 May 2013 23:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Qualche anno fa ho letto un libricino di un filosofo tedesco (Eugen Herrigel) che fu tra i primi, sulla scia di Schopenhauer, a portare in Europa un pezzo di filosofia orientale&#8230; &#8230;studiò lo Zen, e si trasferì in Giappone per studiare tiro con l&#8217;arco. Perché l&#8217;arco? Ci risponde nella prefazione il sommo D. T. Suzuki: &#8220;Il tiro con l&#8217;arco [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1607" alt="ZenArco" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ZenArco.jpg" width="500" height="829" /></p>
<p>Qualche anno fa ho letto un <strong><em>libricino</em></strong> di un <strong><em>filosofo tedesco</em></strong> (Eugen Herrigel) che fu tra i primi, sulla scia di <strong><em>Schopenhauer</em></strong>, a portare in Europa un pezzo di <strong><em>filosofia orientale</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;studiò lo <strong><em>Zen</em></strong>, e si trasferì in Giappone per studiare <strong><em>tiro con l&#8217;arco</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Perché l&#8217;arco?</em></strong> Ci risponde nella prefazione il <strong><em>sommo D. T. Suzuki</em></strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>&#8220;Il tiro con l&#8217;arco non viene esercitato </em><strong>soltanto</strong><em> per colpire il </em><strong>bersaglio</strong><em>, [&#8230;] ma innanzitutto perché </em><strong>la coscienza si a</strong><strong>ccordi armoniosamente con l&#8217;i</strong><strong>nconscio</strong><em>.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Per essere veramente un maestro del tiro con l&#8217;arco, la conoscenza </em><strong>tecnica non basta</strong><em>. La tecnica va </em><strong>superata</strong><em>, perché l&#8217;appreso diventi un&#8217;</em><strong>arte inappresa</strong><em>, che </em><strong>sorge</strong><em> dall&#8217;inconscio.&#8221;</em></span></p>
<hr />
<p><strong><em>Nel mio piccolo</em></strong> (oltre che <em>incazzarmi</em> di tanto in tanto, come le <em>formiche di Gino &amp; Michele</em>), ho frequentato il <strong><em>corso base</em></strong> di tiro con l&#8217;arco e (forse) ho capito <strong><em>perché</em></strong> il tiro con l&#8217;arco <strong><em>è Zen</em></strong>&#8230;</p>
<ul>
<li>perché è maledettamente <strong><em>divertente</em></strong>, pur essendo lo sport più <strong><em>noioso</em></strong> che ci sia</li>
<li>perché&#8230;<strong><em>non posso spiegarvelo</em></strong> a parole, ma dovete <strong><em>provarlo voi stessi</em></strong>&#8230;</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>(&#8230;questo lo diceva anche Morpheus a Neo a prop</em><em>osito di </em><strong>Matrix</strong><em>&#8230;)</em></span></p>
<ul>
<li>perché è la ricerca del <strong><em>vuoto mentale&#8230;</em></strong><strong><em>riempiendosi</em></strong> di totale concentrazione&#8230;</li>
<li>perché <strong><em>non basta</em></strong> allenarsi: devi <strong><em>ricominciare da capo</em></strong> tutte le volte</li>
<li>&#8230;e poi perché come dicono gli orientali, &#8220;il <strong><em>bersaglio</em></strong> non è davanti a te, ma è <strong><em>dentro</em></strong> di te&#8221;&#8230;</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;">(&#8230;ma come diceva Quèlo&#8211;Corrado Guzzanti&#8211;&#8220;<strong><em>&#8230;però, è sbagliato!</em></strong>&#8220;)</span></p>
<hr />
<p>Alcuni passaggi del libro sono <strong><em>strepitosi</em></strong> e questo po&#8217; di pratica che ho fatto mi aiuta a rendermene davvero conto:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>&#8220;Disse il Maestro: lei deve </em><strong>tenere la corda tesa</strong><em> come un </em><strong>bambino piccolo</strong><strong> tiene il dito</strong><em> che gli si porge.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Lo tiene così </em><strong>stretto</strong><em> che non finiamo mai di meravigliarci di quel minuscolo pugno. E quando lo abbandona, il dito non fa la </em><strong>minima scossa</strong><em>.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Sa </em><strong>perché?</strong><em> Perché </em><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="text-decoration: underline;">il bambino non pensa</span></strong></span><em> &#8220;ora lascio il dito per afferrare quest&#8217;altra cosa&#8221;.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Si potrebbe dire che egli </em><strong>gioca</strong><em> con le cose se non fosse </em><strong>altrettanto giusto</strong><em> dire che le cose giocano con lui&#8221;.</em></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1600" alt="Arco" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Arco.jpg" width="500" height="404" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Arco.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Arco-300x242.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Dopo qualche lezione sono soddisfatto dei miei piccoli <strong><em>progressi</em></strong> e penso che <strong><em>preseguirò</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ma <strong><em>per quanto</em></strong>, prima di demoralizzarmi ed abbandonare?</p>
<p>Mi <strong><em>risponderebbe</em></strong> il Maestro:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>&#8220;Dei colpi </em><strong>cattivi</strong><em> non deve irritarsi. </em><em>Impari anche a </em><strong>non rallegrarsi</strong><em> di quelli buoni</em><em>.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Lei deve </em><span style="text-decoration: underline;"><strong>liberarsi dell&#8217;altalena del piacere e del dispiacere</strong></span><em>.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Deve imparare a starne al di sopra con </em><strong>distacco ed indifferenza</strong><em> e perciò rallegrarsi come se un altro avesse tirato bene, e non lei.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Anche in questo deve </em><strong>esercitarsi instancabilmente</strong><em>, e non può nemmeno immaginarsi quanto sia </em><strong>importante</strong><em>.&#8221;</em></span></p>
<p>Solo allora il <strong><em>discepolo</em></strong> Herrigel raggiunse l&#8217;<strong><em>Illuminazione</em></strong>, e rispose:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>&#8220;Arco e freccia, bersaglio ed Io </em><strong>si intrecciano tra loro</strong><em> in modo che io non so più separarli. E persino il </em><strong>bisogno di separarli</strong><em> è scomparso.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333300;"><em>Perché </em><strong>non appena</strong><em> tendo l&#8217;arco e tiro, </em><em>tutto diventa </em><strong>così chiaro e naturale</strong><em> e così ridicolmente </em><strong>semplice</strong><em>&#8230;&#8221;</em></span></p>
<p>E il Maestro gli rispose, per fargli capire che aveva <strong><em>fatto centro</em></strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8220;Ecco, proprio ora <strong><em>la corda dell&#8217;arco</em></strong> l&#8217;ha trapassata <strong><em>da parte a parte</em></strong>.&#8221;</p>
<hr />
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Spamyself (in three-dee)</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/04/spamyself-3d/</link>
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				<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 20:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p align=center><script type="text/javascript" src="http://jj.revolvermaps.com/2/1.js?i=99xrfu5cunx&amp;s=500&amp;m=0&amp;v=false&amp;r=false&amp;b=000000&amp;n=false&amp;c=ff0000" async="async"></script></p>
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		<item>
		<title>Il politico e il badile di Zarathustra</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/03/politica-badile-zarathustra/</link>
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				<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 22:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Un giorno Zarathustra disse ai suoi discepoli: &#8220;Tutte le sere, affilate il vostro badile!&#8220; Uno dei discepoli rispose: &#8220;Perché dobbiamo farlo, Maestro?&#8220; Zarathustra rispose: &#8220;Voi non sapete perché&#8230; ma il politico a cui lo darete sulla schiena&#8230; &#8230;lui invece lo saprà!&#8220; Così parlò Zarathustra.]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno <strong><em>Zarathustra</em></strong> disse ai suoi discepoli:</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;Tutte le sere, <strong><span style="text-decoration: underline;">affilate il vostro badile</span>!</strong>&#8220;</span></em></p>
<p>Uno dei <strong><em>discepoli</em></strong> rispose:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><em>&#8220;<strong>Perché</strong> dobbiamo farlo, <strong>Maestro?</strong>&#8220;</em></span></p>
<p><strong><em>Zarathustra</em></strong> rispose:</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #993300;">&#8220;<strong>Voi non sapete</strong> perché&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #993300;">ma il<span style="text-decoration: underline;"><strong> politico</strong></span> a cui lo darete <span style="text-decoration: underline;"><strong>sulla schiena</strong></span>&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #993300;"><strong>&#8230;lui invece lo saprà!</strong>&#8220;</span></em></p>
<p><strong><em>Così parlò Zarathustra</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Badile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1509" alt="Badile" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Badile.jpg" width="500" height="609" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Badile.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Badile-246x300.jpg 246w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
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							</item>
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		<title>Sia fatta la volontà di Zarathustra</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/03/zarathustra01/</link>
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				<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 22:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Un giorno Zarathustra disse ai suoi discepoli: «Non credete quando vi insegnano: il dovere viene prima del piacere» «Aprite la vostra mente e capirete: il dovere non esiste» «Il vostro dovere è soltanto il volere di qualcun&#8217;altro» «D&#8217;ora in poi direte: sia fatta la mia volontà!» Così parlò Zarathustra.]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno <strong><em>Zarathustra</em></strong> disse ai suoi discepoli:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">«<strong><em>Non credete</em></strong> quando vi insegnano: <em>il dovere viene prima del piacere</em>»</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">«Aprite la vostra mente e capirete: il dovere <strong><em>non esiste</em></strong>»</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><span style="color: #993300;">«</span><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Il vostro dovere</span></strong></span><strong><span style="color: #ff0000;"> è soltanto </span></strong><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">il volere di qualcun&#8217;altro</span></strong></span><span style="color: #993300;">»</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">«D&#8217;ora in poi direte: <strong><em>sia fatta la <span style="text-decoration: underline;">mia</span> volontà!</em></strong>»</span></p>
<p><strong><em>Così parlò Zarathustra</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Of7I7c9zwJM" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1502" alt="Hell" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Hell.jpg" width="515" height="338" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Hell.jpg 515w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/Hell-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></a></p>
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							</item>
		<item>
		<title>Introduzione&#8230;a niente</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/02/introduzione-a-niente/</link>
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				<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 22:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Normalmente, i blog hanno un argomento preciso: ad esempio i viaggi di Gulliver, le ricette di Nonna Papera&#8230;oppure novità e opinioni in tema di politica, moda, attualità, cinema, informatica, windsurf&#8230;chi più ne ha, più ne metta. Poi c&#8217;è una seconda categoria di blog: quelli dei personaggi famosi&#8230;anche perché, se sei famoso, non puoi non avere un blog, oggiggiorno&#8230; Insomma: i blog, o li trovi perché ti interessa qualcosa di particolare, oppure perché [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Normalmente, i <strong>blog</strong> hanno un <strong><em>argomento</em></strong> preciso: ad esempio i <strong><em>viaggi</em></strong> di Gulliver, le <strong><em>ricette</em></strong> di Nonna Papera&#8230;oppure <strong><em>novità e opinioni</em></strong><b><i> </i></b>in tema di <strong><em>politica</em></strong>, moda, <strong><em>attualità</em></strong>, cinema, <strong><em>informatica</em></strong>, <em>windsurf</em>&#8230;chi più ne ha, più ne metta.</p>
<p>Poi c&#8217;è una <strong><em>seconda</em></strong> categoria di blog: quelli dei <strong><em>personaggi famosi</em></strong>&#8230;anche perché, se sei famoso, non puoi non avere un blog, <strong><em>oggiggiorno</em></strong>&#8230;</p>
<p><strong><em>Insomma</em></strong>: i blog, o li trovi perché ti interessa <strong><em>qualcosa</em></strong> di particolare, oppure perché ti interessa <strong><em>qualcuno</em></strong> in particolare. Del resto&#8230;<strong><em>sennò che ci stanno a fare</em></strong>, i blog?</p>
<p>E <strong><em>questo</em></strong> blog? Non sono certo una persona famosa, né parlo di un tema specifico: una volta vi racconto i miei viaggi in <strong><em>bicicletta</em></strong>, la volta dopo faccio qualche considerazione di macro-economia, un&#8217;altra volta vi parlo di <strong><em>Zen</em></strong> e la volta dopo ancora vi storpio un <strong><em>cartone della Disney</em></strong>&#8230;</p>
<p>Sorge spontanea una domanda: ma allora, <strong><em>che ci sta a fare</em></strong> questo blog? Se non rientra in <strong><em>nessuna delle due</em></strong> categorie, che senso ha <strong><em>di esistere?</em></strong></p>
<p>Non sono in grado di <strong><em>rispondere</em></strong> ma posso semplicemente <strong><em>dedurre</em></strong> che:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Questo è un blog che troverai se non stai cercando niente e nessuno</strong></span></p>
<p>E <strong><em>come farai</em></strong> a trovarlo, allora?</p>
<p>Se sei arrivato sin qui, è bene che te lo <strong><em>chiedi!</em></strong></p>
<p>Anche nello Zen, i maestri <strong><em>non cercano</em></strong> i loro discepoli&#8230; non è come nel cristianesimo, non esistono i &#8220;missionari Zen&#8221; che cercano di convertire la gente alla &#8220;religione Zen&#8221; e cose del genere&#8230;</p>
<p>E quindi, molto semplicemente:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Questo è un blog Zen</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>[C.V.D.]</strong></p>
<p><strong>P.S.</strong> non <strong><em>fraintendetemi</em></strong>&#8230;non mi considero un esperto di Zen, né credo di avere raggiunto il <strong><em>Nirvana</em></strong>, né penso di avere compreso <strong><em>l&#8217;essenza del Buddha</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;stavo semplicemente scrivendo <strong><em>l&#8217;introduzione</em></strong> per un <em>post</em>&#8230;ma <strong><em>non mi ricordo più cosa volevo scrivere!</em></strong></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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							</item>
		<item>
		<title>I dolori del giovane Trekker</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/02/dolori-del-giovane-trekker/</link>
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				<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 23:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Da qualche tempo ho abbandonato definitivamente Windows e sul mio portatile ho montato Ubuntu&#8211;una &#8220;distro&#8221; di Linux davvero fichissima: gira alla grande ed è gratis, alla faccia di Microsoft e Apple&#8230;anche se, ahimé, non va molto d&#8217;accordo con il mio GPS&#8230; (sì che ve l&#8217;ho raccontato, l&#8217;ho comprato da un po&#8217; di tempo ormai&#8230; &#8230;ma nonostante ciò, amo [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo ho abbandonato definitivamente <strong><em>Windows</em></strong> e sul mio portatile ho montato <strong><em>Ubuntu</em></strong>&#8211;una <em>&#8220;distro&#8221;</em> di <strong><em>Linux</em></strong> davvero <strong><em>fichissima</em></strong>: gira alla grande ed è <strong><em>gratis</em></strong>, alla faccia di <strong><em>Microsoft</em></strong> e <strong><em>Apple</em></strong>&#8230;anche se, ahimé, non va molto d&#8217;accordo con il mio <strong><em>GPS</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #008000;">(sì che ve l&#8217;ho raccontato, l&#8217;ho comprato da un po&#8217; di tempo ormai&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #008000;">&#8230;ma nonostante ciò, <strong><span style="text-decoration: underline;"><a title="Perdersi…per ritrovarsi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/perdersi-per-ritrovarsi/" target="_blank"><span style="color: #008000; text-decoration: underline;">amo ancora perdermi</span></a></span></strong>&#8230;)</span></em></p>
<p>Oggi l&#8217;ho finalmente ri-collegato al PC di casa (Windows) per scaricare le &#8220;tracce&#8221; delle ultime <strong><em>escursioni</em></strong> e mi sono divertito a studiare <strong><em>la prima uscita</em></strong> dell&#8217;anno, di cui vi voglio parlare oggi.</p>
<p>Era il 12 gennaio e le <strong><em>previsioni meteo</em></strong> davano foschia a Bologna e sereno a Sestola: <strong><em>ne deduco</em></strong> che c&#8217;è nebbia in val Padana ma <strong><em>cielo blu in quota!</em></strong> Metto la sveglia presto e mi sparo verso il <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Monte Cimone</em></strong></span>&#8230;</p>
<p>Mentre la strada sale, un <strong><em>tornante</em></strong> dopo l&#8217;altro, il cielo d&#8217;un tratto <strong><em>si apre</em></strong>: l&#8217;entusiasmo di <strong><em>averci preso</em></strong> mi dà la <strong><em>propulsione</em></strong> di un <strong><em>razzo sparato</em></strong> verso la bianca <em><strong>piramide sommitale</strong></em> del più alto monte emiliano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1414" alt="Cimone2" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone2.jpg" width="500" height="211" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone2.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone2-300x126.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Parcheggio agli impianti di risalita e condivido la cabina della <strong><em>funivia</em></strong> con una famiglia di allegri sciatori. <strong><em>Loro</em></strong> scendono lungo le piste, mentre il vostro <strong><em>Messner dei poveri</em></strong> punta alla cima, solitario, con in <strong><em>mano</em></strong> i bastoncini da <em>nordic walking</em> e ai <strong><em>piedi</em></strong> le sue belle <strong><em>ciaspole dell&#8217;ovino Kinder</em></strong>&#8230;</p>
<p>Eh sì&#8230;e dire che ci sono anche stato, a un <strong><em>corso</em></strong> di <span style="text-decoration: underline;">escursionismo</span> invernale&#8230;e me l&#8217;hanno insegnato che <strong><em>oltre una certa pendenza</em></strong> si entra nell&#8217;ambito dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">alpinismo</span>: si lasciano a casa le <strong><em>ciaspole</em></strong> e si usano <strong><em>piccozza e ramponi</em></strong>, che io (ancora) non ho&#8230;</p>
<p>Ma io ci salgo ugualmente, per quel pendio che <strong><em>tanto morbido poi non è</em></strong>, rispetto a come sembrava da lontano&#8230;infatti devo procedere praticamente <strong><em>a carponi</em></strong> per non scivolare sul <strong><em>ghiaccio</em></strong> o perdere l&#8217;equilibrio <strong><em>ribaltandomi</em></strong> all&#8217;indietro&#8230;</p>
<p>Mentre salgo, lo sento che c&#8217;è <strong><em>qualcosa che non va</em></strong>&#8230;ma proseguo lo stesso verso la <strong><em>cima</em></strong>, dove oltre che da una <strong><em>vergognosa caserma</em></strong> abbandonata (<em>militari, sparatevele in testa, le vostre armi!</em>), vengo sopraffatto da una vista <strong><em>mozzafiato a 360 gradi</em></strong>&#8230;</p>
<p>La pianura Padana è letteralmente <strong><em>allagata da un mare di nuvole</em></strong>&#8211;così appare poeticamente dall&#8217;alto, quella che nella &#8220;bassa&#8221; è la solita grigia nebbia&#8211;si vedono i rilievi di <strong><em>tutta la penisola italiana</em></strong> a perdita d&#8217;occhio&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1407" alt="Cimone.panorama.thumb" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone.panorama.thumb_.jpg" width="500" height="147" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone.panorama.thumb_.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Cimone.panorama.thumb_-300x88.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p align="center"><span style="color: #808080;"><em>(<span style="text-decoration: underline;"><a title="Cinerama" href="http://www.eingel.com/wordpress/eingel/Cimone.panorama.jpg" target="_blank"><span style="color: #808080; text-decoration: underline;">clicca qui</span></a></span> per scaricare l&#8217;immagine panoramica completa)</em></span></p>
<p>Molti non lo sanno, ma il Monte Cimone, con i suoi 2.165 metri di altezza, è il punto geografico da cui è possibile vedere <strong><em>la maggior parte di territorio della penisola italiana</em></strong>&#8211;circa il <strong>40%</strong>.</p>
<p>Dice Wikipedia:</p>
<blockquote class="quotation"><p>Considerando la risoluzione spaziale dell&#8217;occhio umano, la cima del Monte Cimone è <span style="text-decoration: underline;">il punto geografico dal quale si vede più superficie italiana</span>. In condizioni di ottima visibilità, infatti, si può scorgere all&#8217;orizzonte <strong><em>tutto l&#8217;arco alpino</em></strong>, il mar <strong><em>Adriatico</em></strong>, il monte <strong><em>Amiata</em></strong>, l&#8217;<strong><em>Argentario</em></strong>, il mar <strong><em>Tirreno</em></strong>, l&#8217;isola d&#8217;<strong><em>Elba</em></strong> [e di <strong><em>Montecristo</em></strong>], la <strong><em>Corsica</em></strong> e l&#8217;isola di <strong><em>Capraia</em></strong>.</p></blockquote>
<p>La prospettiva è ben descritta da questa <strong><em>cartina</em></strong> che rende bene l&#8217;idea&#8230;beh, non è proprio vero: per rendere <strong><em>davvero l&#8217;idea</em></strong>, bisogna vederlo con i propri occhi&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1416" style="border: 1px solid black;" alt="CimoneVisione" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneVisione.jpg" width="500" height="639" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneVisione.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneVisione-234x300.jpg 234w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Mi guardo tutto intorno e mi rilasso un po&#8217;&#8230;<strong><em>giusto in tempo</em></strong> per evitare una <strong><em>perturbazione</em></strong> in arrivo dal <strong><em>Mar Tirreno</em></strong>&#8230;la mia escursione è stata organizzata con un <strong><em>tempismo perfetto!</em></strong></p>
<p>La neve sulla vetta del Monte Cimone è <strong><em>spazzata da venti</em></strong> che raggiungono i <strong><em>200 km/h</em></strong>&#8211;la <strong><em>velocità di un tornado</em></strong>&#8211;e quindi è dura come il ghiaccio&#8230;un motivo in più per non farmi raggiungere dalla perturbazione che ha ormai superato la valle limitrofa&#8230;</p>
<p>Ora però&#8230;è il momento della <strong><em>discesa!</em></strong> Ecco qual era il <strong><em>problema</em></strong> che <strong><em>intuivo</em></strong> mentre salivo con la mia attrezzatura da <strong><em>alpinista della domenica!</em></strong></p>
<p>Guardo verso il basso e mi rendo conto che non riuscirò <strong><em>mai</em></strong> a scendere&#8230;le mie <strong><em>povere ciaspole</em></strong> non faranno mai <strong><em>abbastanza presa</em></strong> su quei <strong><em>ripidi lastroni!</em></strong></p>
<p>E infatti, dopo non molto, <strong><em>scivolo</em></strong> con il culo a terra&#8230;e <strong><em>in pochi secondi prendo velocità</em></strong>&#8230;sempre più <strong><em>velocità&#8230;e non riesco più a fermarmi!</em></strong></p>
<p>Quel breve ed intenso momento è stato ben registrato nel <strong><em>grafico</em></strong> del mio GPS: in verde il profilo altimetrico e in azzurro la velocità&#8230;che è abbastanza costante, tranne che per un <strong><em>picco di 35 kilometri all&#8217;ora</em></strong> durante la discesa, mentre <strong><em>le mie chiappe planavano sul g</em></strong><strong><em>hiaccio</em></strong> senza freno per un paio di centinaia di metri&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1422" style="border: 1px solid black;" alt="CimoneGPS" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneGPS.png" width="500" height="304" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneGPS.png 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/CimoneGPS-300x182.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Poi il pendio è diminuito e mi sono fermato&#8230;per fortuna non c&#8217;era un <strong><em>precipizio</em></strong>&#8230;perché altrimenti <strong><em><span style="text-decoration: underline;">non</span> mi sarei fermato!</em></strong></p>
<p>Per qualche secondo, mentre rovinavo verso il basso, mi sono sentito <strong><em><span style="text-decoration: underline;">totalmente impotente</span></em></strong> e ho pensato al peggio&#8230;è poi così che la <strong><em>gente si ammazza</em></strong> d&#8217;inverno in montagna&#8230;anche senza bisogno di andare sull&#8217;<strong><em>Himalaya</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ma direte voi, nessuno è mai morto per una scivolata sul ghiaccio&#8230;il problema è stato che nel pendio c&#8217;era un gruppo di <strong><em>roccette che affioravano</em></strong>&#8230;e io ci sono letteralmente <strong><em>planato sopra</em></strong> a piena velocità&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1419" alt="Roccette" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Roccette.jpg" width="500" height="326" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Roccette.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/Roccette-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Il <strong><em>dolore</em></strong> è stato lancinante&#8230;ma la <strong><em>paura di più</em></strong>.</p>
<p>Quando mi sono finalmente fermato, sdraiato nella neve, dolorante e sanguinante, lo devo confessare: mi sono messo a <strong><em>piangere</em></strong>&#8230;non so se per la <strong><em>paura</em></strong> o per il <strong><em>male</em></strong>&#8230;o anche per la <strong><em>gioia</em></strong> di essermi finalmente <strong><em>riuscito a fermare</em></strong>.</p>
<p>Dopo tre settimane il dolore e le ferite sono ormai passate&#8230;ma la <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>lezione</em></strong></span> è rimasta ben impressa nella mia mente: una <strong><em>cagata</em></strong> del genere non la farò <strong><em>mai più</em></strong> in tutta la mia vita!</p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Storie di ordinaria povertà</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2013/01/storie-di-ordinaria-poverta/</link>
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				<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 22:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Ho letto un articolo sull&#8217;Internazionale che mi ha letteralmente piegato il cuore a metà&#8230; Non riesco ad aggiungere nessun commento&#8230;per cui lo ricopio così com&#8217;è: &#8221; Sono storie che si assomigliano. Spesso iniziano con la perdita del posto di lavoro. Ne consegue l’impossibilità di pagare il mutuo. L’appartamento comprato con fatica va all’asta. Come nella la storia [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.internazionale.it/opinioni/gerhard-mumelter/2013/01/29/storie-di-ordinaria-poverta/" target="_blank">un articolo</a></span> sull&#8217;Internazionale che mi ha letteralmente <strong><em>piegato il cuore a metà</em></strong>&#8230;</p>
<p>Non riesco ad aggiungere nessun commento&#8230;per cui lo ricopio così com&#8217;è:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><strong><em>&#8221; </em></strong>Sono storie che si assomigliano. Spesso iniziano con la perdita del posto di lavoro. Ne consegue l’impossibilità di pagare il mutuo. L’appartamento comprato con fatica va all’asta. Come nella la storia di Maurizio, che dirigeva un cantiere con settanta dipendenti e che è finito in una tenda alla periferia di Milano.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">E in quella di Irene, costretta a separarsi da un marito con grossi problemi di tossicodipendenza e alcolismo. Che si è ritrovata da sola a crescere i suoi tre figli, uno dei quali disabile. Disperata e minacciata da un’ingiunzione di sfratto perché non riesce a pagare l’affitto.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">C’è la triste vicenda di Antonio, che da ex-dirigente di un mobilificio è finito a vivere in macchina con un tumore allo stomaco. [Fa la chemioterapia, ma sa di non avere più un futuro e non ce la farà a guarire].</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Leggere alcune delle toccanti storie di disagio economico e sociale sulla pagina della “<span style="text-decoration: underline;"><a title="Fondazione Condividere" href="http://www.fondazionecondividere.org/pages/le-storie.php" target="_blank"><span style="color: #000080; text-decoration: underline;">Fondazione Condividere</span></a></span>” colpisce: ci insegna che spesso basta poco per scivolare da una situazione di benessere a una di povertà e ci dimostra che si tratta di un fenomeno sempre più vasto.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Basta passare davanti al mercato verso l’ora di chiusura per vedere un numero sempre maggiore di persone che frugano tra frutta e verdura destinata ai cassonetti. Aumenta il numero delle persone anziane che chiedono l’elemosina. Da settimane riceviamo quasi quotidianamente dati e notizie sull’impressionante aumento del disagio sociale.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">È salito del 33 per cento il numero delle persone costrette a rivolgersi alla Caritas. Oltre un quarto degli italiani (28,4 per cento) è a rischio povertà ed esclusione sociale. Sono 3,4 milioni, secondo l’Istat, gli italiani che vivono in povertà assoluta.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Il reddito della popolazione è tornato ai livelli del 1986. Il consumo delle famiglie, sceso nel 2012 di un ulteriore 3,2 per cento, si è abbassato al livello del dopoguerra.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Quasi la metà della popolazione (46,6 per cento) non si può permettere una settimana di ferie fuori casa. Il 18 per cento della popolazione non può riscaldare in maniera adeguata la propria casa.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Sono rimasto impressionato da una previsione dell’economista Alberto Quadrio Curzio: solo nel 2017 il pil italiano tornerà al livello del 2007. Secondo un sondaggio Swg il 41 per cento delle famiglie dichiara di non arrivare alla fine del mese.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">Unioncamere lancia l’allarme: in Italia chiudono mille imprese al giorno. Nel 2012 365mila aziende hanno chiuso i battenti. Tuttavia parole come povertà o disagio sociale sono inesistenti nella rumorosa campagna elettorale [&#8230;] <strong><em>&#8220;</em></strong></span></p>
<p>Dopo quasi due mesi di inattività, dal punto di vista &#8220;artistico&#8221; (le virgolette sono d&#8217;obbligo), so di non aver dato un grande contributo a questo <strong><em>blog</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ma a volte stare in <strong><em>silenzio</em></strong> e <strong><em>pensare</em></strong> è la sola cosa che si può fare&#8230;ed già un buon inizio&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fondazionecondividere.org/pages/le-storie.php" target="_blank">http://www.fondazionecondividere.org/pages/le-storie.php</a></span></p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/Povertà.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1394" alt="Povertà" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/Povertà.jpg" width="500" height="334" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/Povertà.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/Povertà-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
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		<title>Pippi contro Matrix</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/11/pippi-contro-matrix/</link>
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				<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 00:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Tutti voi (spero) conoscete questo fotogramma&#8230; Parliamo della storia del cinema&#8230;parliamo di Matrix&#8230; Voglio riflettere su un estratto del famoso discorso che Morpheus rivolge a Neo&#8230; &#8220;Hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. Curiosamente, non sei lontano dalla realtà [&#8230;]&#8221; &#8220;Adesso ti spiego perché sei qui. Sei [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1347" title="Pillola" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pillola.jpg" alt="" width="500" height="193" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pillola.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pillola-300x115.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Tutti voi (<strong><em>sper</em></strong><strong><em>o</em></strong>) conoscete questo <strong><em>fotogramma</em></strong>&#8230;</p>
<p>Parliamo della <strong><em>storia del cinema</em></strong>&#8230;parliamo di <strong><em>Matrix</em></strong>&#8230;</p>
<p>Voglio riflettere su un estratto del famoso <strong><em>discorso</em></strong> che Morpheus rivolge a Neo&#8230;</p>
<hr />
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Hai lo sguardo di un uomo che <strong><em>accetta quello che vede</em></strong> solo perché <strong><em>aspetta di risvegliarsi</em></strong>. Curiosamente, non sei lontano dalla realtà [&#8230;]&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Adesso ti spiego perché sei qui. Sei qui perché <strong><em>intuisci qualcosa</em></strong> che non riesci a spiegarti. Senti solo che c&#8217;è. E&#8217; <strong><em>tutta la vita</em></strong> che hai la sensazione che c&#8217;è <strong><em>qualcosa che non quadra</em></strong> nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma lo avverti. E&#8217; un <strong><em>chiodo fisso</em></strong> nel cervello. Da diventarci <strong><em>matto</em></strong> [&#8230;]&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8221; Ti interessa sapere che cos&#8217;è [Matrix]?&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;E&#8217; il <strong><em>mondo</em></strong> che ti è stato <strong><em>messo davanti</em></strong> agli occhi per <strong><em>nasconderti</em></strong> la verità.&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000080;">&#8220;Quale verità?&#8221;</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Che tu sei uno <strong><em>schiavo</em></strong>, Neo. Come tutti gli altri sei nato in <strong><em>catene</em></strong>, sei nato in una prigione che non ha <strong><em>sbarre</em></strong>, che non ha <strong><em>mura</em></strong>, non ha <strong><em>odore</em></strong>. Una prigione per <strong><em>la tua mente</em></strong>.&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;">[&#8230;]</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Pillola <strong><em>azzura</em></strong>, fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai quello che vorrai. Pillola <strong><em>rossa</em></strong>, e resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant&#8217;è <strong><em>profonda</em></strong> la tana del Bianconiglio.&#8221;</span></p>
<hr />
<p>Massimo rispetto per questo <strong><em>testo sacro</em></strong> di fine millennio&#8230;</p>
<p>E ora parliamo della svedese Pippi Calzelunghe&#8230;<strong><em>cazzo centra?</em></strong>, mi chiederete voi&#8230;</p>
<p>Calma&#8230;calma&#8230;anche lei ha una <strong><em>pillola</em></strong> davvero speciale&#8230;</p>
<p>Come per i cartoni della <strong><em>Disney</em></strong> (ricordate i miei &#8220;remix&#8221; di <span style="text-decoration: underline;"><a title="Cenerentola 2000 (Eingel remix)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/cenerentola-2000-eingel-remix/" target="_blank">Cenerentola</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a title="Che simpatica, Crudelia De Mon!" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/11/crudelia-de-mon/" target="_blank">La Carica dei 101</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a title="Le perversioni della Sirenetta" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/03/le-perversioni-della-sirenetta/" target="_blank">La Sirenetta</a></span>&#8230;) è sempre la <strong><em>piccola Matilde</em></strong> che mi apre questi <strong><em>nuovi orizzonti</em></strong> e gli interessantissimi spunti di riflessione che ne traggo&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1348" title="PippiMatrix" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/PippiMatrix.jpg" alt="" width="500" height="261" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/PippiMatrix.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/PippiMatrix-300x156.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Ecco allora un altro dialogo davvero <strong><em>filosofico</em></strong> tratto dalla serie televisiva&#8230;</p>
<hr />
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Sapete una cosa? Io non vorrei <strong><em>mai diventare grande</em></strong>.&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Neanch&#8217;io. Da grandi non si può <strong><em>giocare</em></strong> così bene. I grandi sono sempre <strong><em>troppo seri</em></strong>.&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Ma non si è mica<em> </em><strong><em>obbligati</em></strong> a crescere!&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;<strong><em>Tutti</em></strong> un giorno diventano grandi!&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;No, non è vero, solo quelli che non usano le <strong><em>pillole Crumelius</em></strong> crescono tanto.&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Pillole Crumelius? Che cosa sono?&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Se si prendono queste pillole <strong><em>non si cresce!</em></strong> Si resta sempre come siamo!&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"> [&#8230;]</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Ma Pippi, tu volevi diventare il capo dei pirati <strong><em>da grande</em></strong>, come farai adesso?&#8221;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;">&#8220;Ci sono anche i <strong><em>pirati piccoli</em></strong>, no?&#8221;</span></p>
<hr />
<p>Come <strong><em>darle torto!</em></strong></p>
<p>Ma può un episodio per bambini contenere tanta <strong><em>saggezza?</em></strong> Dipende solo da quanto vogliamo <strong><em>coglierla</em></strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><span><em><span style="color: #008000;">(e poi ve l&#8217;ho già detto che i bimbi sono saggi&#8230;anzi, dei</span> <span style="text-decoration: underline;"><a title="Nothing is impossible" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/nothing-is-impossible/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">super-eroi</span></a></span><span style="color: #008000;">&#8230;)</span></em></span></p>
<p>La <strong><em>verità</em></strong> si nasconde in ogni angolo&#8230;l&#8217;<strong><em>Illuminazione</em></strong> può arrivare in qualunque momento&#8230;</p>
<p>Per esempio Kyogen, <strong><em>monaco Zen</em></strong>, la stava cercando da una<em> </em><strong><em>vita</em></strong> ma la trovò per<em> </em><strong><em>caso</em></strong>, quando un <strong><em>sasso</em></strong> calciato contro una canna di <strong><em>bambù</em></strong> provocò un rumore <strong><em>inaspettato</em></strong>&#8230;</p>
<p>E voi <strong><em>quale pillola</em></strong> scegliete?</p>
<p>La pillola <strong><em>azzurra</em></strong>, la pillola <strong><em>rossa</em></strong>&#8230;oppure la pillola <strong><em>Crumelius???</em></strong></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Salsiccia &#038; dislivello</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/11/salsiccia-dislivello/</link>
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				<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 22:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Quando ero bambino mi chiedevo spesso se esisteva ancora un pezzettino di terreno che non fosse mai stato calpestato da nessuno. Mi tornano in mente tanti momenti in cui mi guardavo i piedi e interrogavo il &#8220;Grande DataBase Universale&#8221; con questa domanda a cui, del resto, non esisteva alcuna risposta&#8230; Nell&#8217;ultimo articolo ho parlato della pista non battuta&#8230;che strane certe [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero<strong><em> bambino</em></strong> mi <strong><em>chiedevo</em></strong> spesso se esisteva ancora un <strong><em>pezzettino di terreno</em></strong> che non fosse <strong><em>mai</em></strong> stato <strong><em>calpestato</em></strong> da <strong><em>nessuno</em></strong>.</p>
<p>Mi tornano in mente <strong><em>tanti momenti</em></strong> in cui mi guardavo i <strong><em>piedi</em></strong> e interrogavo il <em>&#8220;Grande DataBase Universale&#8221;</em> con questa <strong><em>domanda</em></strong> a cui, del resto, non esisteva alcuna <strong><em>risposta</em></strong>&#8230;</p>
<p>Nell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a title="Mettici un po’ di pazzia" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/11/mettici-po-di-pazzia/" target="_blank">ultimo articolo</a></span> ho parlato della <strong><em>pista non battuta</em></strong>&#8230;che strane certe combinazioni&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>(Groucho Marx avrebbe detto: certo che è una strana combinazione!</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Se non lo fosse&#8230;</em></span><em style="color: #008000;">tutti saprebbero aprire una <strong>cassaforte!</strong>)</em></p>
<p>&#8230;pochi giorni dopo, infatti, ho finito di leggere <span style="text-decoration: underline;"><a title="Quantum Man" href="http://www.amazon.com/Quantum-Man-Richard-Feynmans-Discoveries/dp/0393340651" target="_blank">una biografia scientifica</a></span> di <strong><em>Richard Feynman</em></strong>: il mio <strong><em>idolo</em></strong> e senza dubbio il <strong><em>fisico</em></strong> più <strong><em>carismatico</em></strong> di tutti i tempi.</p>
<p>Ebbene, proprio nell&#8217;<strong><em>ultima frase</em></strong> del libro, l&#8217;autore racconta come Feynman, quando andava a piedi al Caltech di Pasadena, cercava tutte le volte di <strong><em>non fare mai</em></strong> la stessa strada&#8230;</p>
<p>Era davvero ossessionato dalla ricerca della<em> </em><em></em><strong><em>pista non battuta</em></strong>&#8230;a tal punto che quando la sua curiosità infinita lo trascinava in una <strong><em>nuova</em></strong> ricerca, si <strong><em>asteneva</em></strong> dallo studio degli sviluppi più recenti per <strong><em>non rischiare</em></strong> di trovarsi su un sentiero <strong><em>già tracciato</em></strong> da qualcun altro.</p>
<p>Con un approccio analogo, Alex Supertramp di <strong>&#8220;Into the Wild&#8221;</strong> butta via la mappa per perdersi in <strong><em>Alaska</em></strong>&#8230;ma questa è un&#8217;altra storia e <span style="text-decoration: underline;"><a title="Perdersi…per ritrovarsi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/perdersi-per-ritrovarsi/" target="_blank">ne abbiamo già parlato</a></span>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Feynman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1333" title="Feynman" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Feynman.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Feynman.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Feynman-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Anch&#8217;io nel mio piccolo sono perseguitato dall&#8217;<strong><em>anticristo della routine</em></strong>&#8230;è un <strong><em>chiodo fisso</em></strong> nella mia testa da ormai così tanto tempo che ormai ho <strong><em>rinunciato</em></strong> a cambiarmi.</p>
<p>Qualche tempo fa ho fatto una delle mie solite <strong><em>escursioni</em></strong> nella Natura&#8230;non in <em>mountain-bike</em>, questa volta, ma a piedi, insieme al mio <strong><em>cane Olmo</em></strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a title="L’Abominevole Cane delle Nevi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/02/l-abominevole-cane-delle-nevi/" target="_blank">di cui vi ho già parlato</a></span>&#8230;</p>
<p>Per cambiare un po&#8217; rispetto alle mie abitudini, mi sono ispirato ad altri miti&#8230;a <strong><em>Elio e le Storie Tese</em></strong> che cantavano: &#8220;<em>io vado </em><strong>a zonzo</strong><em>, come uno</em><strong> stronzo</strong><em>, oh-oh-oh, </em><strong>che felicità!</strong>&#8221; (a <span style="text-decoration: underline;"><a title="Che felicità" href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=6WhV4UCsVjY#t=39s" target="_blank">questo link</a></span> trovate il video&#8230;la maturità artistica di una grande <em>band</em>&#8230;un vero <em>must!</em>)</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;">(attenzione però, ci sono <strong><em>miti e miti</em></strong>&#8230;</span><span style="color: #008000;">a differenza di <strong><em>Elio</em></strong>,</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>se</em><strong><em> Feynman</em></strong> fosse qui oggi, non avrebbe partecipato ad <strong><em>X-Factor</em></strong><em>)</em></span></p>
<p>E quindi ho preso su col mio cane, ho cercato un po&#8217; di <strong><em>bosco</em></strong> non troppo lontano da Bologna e senza seguire<em> </em><strong><em>nessun sentiero</em></strong> ce ne siamo andati a zonzo in mezzo agli alberi. Senza un meta, senza un&#8217;idea, <strong><em>come ci capitava</em></strong> e basta.</p>
<p>Fin tanto che, a un certo punto, ho visto un angolino <strong><em>perfetto</em></strong>: calma assoluta tutto intorno, terreno abbastanza pianeggiante, i rami giusti per fare un falò, un sasso che sembrava fatto apposta per diventare la mia <strong><em>panchina</em></strong>&#8230;</p>
<p>E allora giù di coltellazzo per fare legna e accendere un fuoco con l&#8217;<strong><em>acciarino</em></strong> come <strong><em>Rambo</em></strong> per cuocersi della <strong><em>salsiccia</em></strong>, che anche <strong><em>Olmo</em></strong> ha decisamente gradito.</p>
<p>Era più buono il <strong><em>primo</em></strong> pezzo, cotto sulla <strong><em>fiamma</em></strong>&#8230;oppure il <strong><em>secondo</em></strong>, cotto sulle <strong><em>braci?</em></strong></p>
<p>Sono domande <strong><em>esistenziali</em></strong> così profonde che non sono <strong><em>in grado</em></strong> di rispondere.</p>
<p>Non riesco nemmeno a raccontarvi <strong><em>la sublime sinfonia</em></strong> di &#8220;tsss! tsss!&#8221; &#8212; le gocce di grasso che colavano sul fuoco&#8230;</p>
<p>E&#8217; stato un momento <strong><em>topico</em></strong>, il culmine dell&#8217;<strong><em>auto-realizzazione</em></strong>. Da ripetere? Chissà.</p>
<p>Una cosa è certa però: d&#8217;ora in poi non misurerò più le mie escursioni in base ai <strong><em>metri di dislivello</em></strong>, ma soltanto in base ai <strong><em>metri di salsiccia!</em></strong></p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Fuoco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1352" title="Fuoco" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Fuoco.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Fuoco.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Fuoco-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
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		<title>Mettici un po&#8217; di pazzia</title>
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				<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 09:19:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Non sono John Grisham o Stephen King, che vendono milioni di copie e possono permettersi di dare nomi falsi a persone vere&#8230;io devo stare attento a non fare riferimenti specifici, perché se ci si ritrova in un blog da poco come questo ci si rimane male&#8230;e quindi devo essere generico&#8230; L&#8217;altro giorno volevo dire a una persona di [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono <strong><em>John Grisham</em></strong> o<em> </em><strong><em>Stephen King</em></strong>, che vendono milioni di copie e possono permettersi di dare <strong><em>nomi falsi</em></strong> a<em> </em><strong><em>persone vere</em></strong>&#8230;io devo stare attento a non fare riferimenti <strong><em>specifici</em></strong>, perché se ci si ritrova in un <em>blog</em> da poco come questo ci si rimane male&#8230;e quindi devo essere <strong><em>generico</em></strong>&#8230;</p>
<p>L&#8217;altro giorno volevo dire a una persona di metterci della <strong><em>grinta</em></strong>, di tirar fuori <strong><em>le palle</em></strong>, di darsi una <strong><em>svegliata</em></strong>. Un collega che mi aveva messo nei casini? Mia figlia che ha preso un brutto voto? Un compagno di squadra con la testa tra le nuvole gli ultimi cinque minuti della partita?</p>
<p>Fatto sta che aveva <strong><em>sbagliato</em></strong>, e io potevo pormi su un piano superiore e <strong><em>sgridarlo</em></strong>. Fargli una testa così.</p>
<p>Ma bisogna pensare più spesso alle <strong><em>conseguenze</em></strong> delle proprie azioni: ci sono <strong><em>tanti tipi</em></strong> di errori&#8230;in questo caso il <strong><em>neurone</em></strong> giusto non si era <strong><em>acceso</em></strong>. Encefalogramma piatto.</p>
<p>E una sgridata genera <strong><em>paura</em></strong>, che toglie<strong><em> ossigeno</em></strong> al cervello&#8230;la <strong><em>fantasia</em></strong> si deprime e senza fantasia non c&#8217;è <strong><em>motivazione</em></strong>.</p>
<p>Morale: avrei avuto l&#8217;effetto <strong><em>opposto</em></strong> e sarei diventato <strong><em>parte del problema</em></strong>. Senza rendermene conto. Come capita a chi fa troppo uso dell&#8217;autorità&#8230;a chi fa troppa leva sul senso di <strong><em>soggezione</em></strong>, sul rispetto di <strong><em>ruoli e regole</em></strong>. Nelle <strong><em>aziende</em></strong>, questa è molto spesso la normalità.</p>
<p>E allora mi è venuta da dire una cosa diversa: <strong><em>mettici della pazzia</em></strong>&#8211;Quanta?&#8211;<strong><em>Quella che vuoi</em></strong>, ti dirò poi io se è troppa&#8230;tu <strong><em>pesta sull&#8217;acceleratore</em></strong> e basta.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pazzo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1318" title="Pazzo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pazzo.jpg" alt="" width="500" height="520" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pazzo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Pazzo-288x300.jpg 288w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<div>
<p>Il miglior <strong><em>autovelox</em></strong> è la <strong><em>paura</em></strong> di prendere una multa (la <em>certezza</em> di prenderla, direbbe Beccaria). Anzi, per andare piano è ancora più efficace fare tutti quanti la <strong><em>stessa strada</em></strong> e trovarsi <strong><em>incolonnati</em></strong> nel traffico.</p>
<p>Quando siamo in <strong><em>troppi</em></strong> procediamo lentamente, seguendo le orme di chi sta davanti a noi. Ma se invece vuoi sfrecciare a <strong><em>tutta velocità</em></strong> devi trovare <strong><em>la pista non battuta</em></strong>.</p>
</div>
<p>Una volta mi dissero di non scrivere nel <strong><em>curriculum</em></strong> che tra i miei <strong>hobby</strong> c&#8217;è quello di scrivere un <em>blog</em>, perché per certi <strong><em>ambienti</em></strong> non bisogna essere <strong><em>troppo creativi</em></strong>. Ci ho pensato un po&#8217; su&#8230;e alla fine ho capito una cosa: non sono fatto per <strong><em>quegli ambienti</em></strong>.</p>
<p>Meglio capirlo in fretta e non <strong><em>perdere tempo</em></strong>&#8230;si ottengono più risultati e si diventa anche più <strong><em>felici</em></strong> ascoltando la propria vera <strong><em>Natura</em></strong>. Come diceva Paolo Coelho, <strong><em>il cuore ha sempre ragione</em></strong>&#8230;o no, forse era una pubblicità&#8230;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ssvjghB30HU" frameborder="0" width="500" height="375"></iframe></p>
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		<title>Cos&#8217;ho fatto per meritare questo?</title>
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				<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 21:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Sono in stazione a Milano che aspetto il treno per tornare a casa&#8230;sono arrivato in anticipo e mi tocca passare un&#8217;ora e mezzo in questo posto infernale. C&#8217;è un mega-schermo che trasmette pubblicità a ripetizione e telegiornali (che altrimenti non guarderei) con interviste a Monti, Formigoni, Bersani&#8230;sempre le solite facce da culo. L&#8217;audio per fortuna è [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in <strong><em>stazione</em></strong> a Milano che aspetto il treno per tornare a casa&#8230;sono arrivato in anticipo e mi tocca passare <strong><em>un&#8217;ora e mezzo</em></strong> in questo posto <strong><em>infernale</em></strong>.</p>
<p>C&#8217;è un mega-schermo che trasmette <strong><em>pubblicità a ripetizione</em></strong> e telegiornali (che altrimenti non guarderei) con interviste a Monti, Formigoni, Bersani&#8230;sempre <strong><em>le solite facce da culo</em></strong>.</p>
<p>L&#8217;audio per fortuna è coperto dagli annunci dei treni&#8230;incomprensibili per <strong><em>l&#8217;orrendo rimbombo</em></strong>.</p>
<p>Decido di cacciarmi su le <strong><em>cuffie a tutto volume</em></strong>&#8230;Dio benedica la <strong><em>techno</em></strong>, che crea una barriera di salvezza&#8230;inizio a respirare un po&#8217;&#8230;</p>
<p>La connessione <strong><em>Internet</em></strong> della chiavetta va a singhiozzo e mi dà sui nervi&#8230;fossi nei <strong><em>miei soliti boschi</em></strong> potrei capire (e non ne avrei bisogno)&#8230;ma qua siamo in centro a Milano! Mi sovvengono le <strong><em>pubblicità</em></strong> dei vari operatori che promettono velocità da urlo&#8230;la verità è che fanno tutti quanti <strong><em>schifo!</em></strong></p>
<p>C&#8217;è un manifesto alto <strong><em>diciotto metri</em></strong> mostra questa sconosciuta, Luna Del Rey o come cavolo si chiama, che indossa dei <strong><em>vestiti di merda</em></strong>. La mia prof. di latino c&#8217;aveva la faccia più simpatica&#8230;si può sapere chi caxxo è questa <strong><em>grandissima put**na strabica?</em></strong></p>
<p>Un altro poster gigantesco mostra un <strong><em>carciofone</em></strong> in giacca e cravatta che <strong><em>sorride a un cavallo</em></strong> credendosi l&#8217;uomo più affascinante del mondo&#8230;ma perché non ti <strong><em>spari un colpo</em></strong> in testa anche tu??</p>
<hr />
<p>Vorrei farmi <strong><em>detonare</em></strong> come un <strong><em>kamikaze talebano</em></strong> ma per fortuna non ho del <strong><em>tritolo</em></strong> nello zaino&#8230;respiro profondamente e decido di <strong><em>sfogarmi</em></strong> scrivendo sul blog&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Urlo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1289" title="Urlo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Urlo.jpg" alt="" width="500" height="405" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Urlo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Urlo-300x243.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Fin tanto che, a un certo punto, mi pongo una domanda apparentemente ingenua:</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;ma cos&#8217;ho fatto per </em><strong>meritare</strong><em> questo?&#8221;</em></p>
<div>E inizio a pensare&#8230;e a pensare&#8230;e mi rendo conto con sempre maggiore certezza che non ho fatto proprio <strong><em>niente</em></strong>. Che ho la <strong><em>coscienza a posto</em></strong>.</div>
<p>Ma allora com&#8217;è possibile? Cosa c&#8217;è che non va? Continuo a pensare&#8230;finché&#8211;<em>eureka!</em>&#8211;ecco la soluzione: è la <strong><em>domanda che è sbagliata!</em></strong></p>
<p>Eh sì&#8230;se ci dovessimo <strong><em><span style="text-decoration: underline;">meritare</span></em></strong> qualcosa, significherebbe che a <strong><em>questo mondo</em></strong> esiste un qualche tipo di giustizia&#8211;di <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>meritocrazia</em></strong></span>.</p>
<p>La verità è che viviamo nelle <strong><em>macerie del neo-liberismo</em></strong> e della sua <strong><em>promessa</em></strong> di meritocrazia&#8211;che non è <strong><em>mai esistita</em></strong>. Il nostro mondo è il frutto di questa e mille altre <strong><em>bugie</em></strong>.</p>
<p>Noi non ci meritiamo proprio niente&#8230;è chi ha contribuito a tutto questo&#8211;<strong><em>chi fa parte del Sistema</em></strong>&#8211;che si<em> </em><strong><em>merita</em></strong> qualcosa:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>&#8230;badilate nella schiena!</em></strong></p>
<hr />
<p>Finalmente <strong><em>arriva il treno</em></strong>, prendo posto e mi addormento, sempre con la mia <strong><em>techno</em></strong> nelle orecchie&#8230;</p>
<p>A un certo punto apro gli occhi e fuori dal <strong><em>finestrino</em></strong> c&#8217;è un <strong><em>tramonto</em></strong> fantastico: un <strong><em>limpido gradiente</em></strong> che parte dal <strong><em>giallo ocra</em></strong> e sale al<em> </em><strong><em>blu cobalto</em></strong>, passando per un <strong><em>verde elettrico</em></strong> che sembra finto&#8230;</p>
<p>I colori cambiano lentamente mentre le <strong><em>sagome nere</em></strong> di case ed alberi <strong><em>sfrecciano nitide</em></strong> e velocissime&#8230;</p>
<p>Mi immagino di trovarmi su un <strong><em>crinale </em></strong>a godermi la scena, <strong><em>davanti a un falò</em></strong>, con il freddo che mi <strong><em>entra nei polmoni</em></strong> mentre respiro&#8230;</p>
<p>&#8230;ed ecco che <strong><em>finalmente mi rilasso</em></strong> nel profondo e per davvero.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1295 alignone" title="Tramonto" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Tramonto.jpg" alt="" width="500" height="271" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Tramonto.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Tramonto-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Ancora una volta, il sollievo viene <strong><em>dalla Natura</em></strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(Vi sembra una banalità se vi dico che invece</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">lo </span></em><span style="color: #003300;"><strong>stress</strong></span><em><span style="color: #003300;"> nasce spesso dal </span></em><span style="color: #003300;"><strong>Sistema</strong></span><em><span style="color: #003300;"> i</span><span style="color: #003300;">n tutte le sue manifestazioni?)</span></em></p>
<p>Pensateci, <strong><em>ascoltatevi</em></strong>: forse molto spesso è così <strong><em>anche per voi</em></strong>.</p>
<div> Il problema è quando <strong><em>aprite gli occhi</em></strong> e iniziate a <strong><em>farci caso</em></strong>&#8230;</div>
<p>Come con la <strong><em>pillola</em></strong> rossa di <strong><em>Morpheus</em></strong>, una volta <strong><em>usciti dalla matrice</em></strong> non avrete alcuna possibilità di <strong><em>tornare indietro</em></strong>.</p>
<hr />
<p>Sono infine arrivato a <strong><em>casa</em></strong>.</p>
<p>E vi lascio con il <strong><em>video</em></strong> della nuova Go Pro&#8230;con la speranza che queste <strong><em>strepitose</em></strong> immagini possano <strong><em>farvi bene</em></strong> nel profondo della vostra<em> </em><strong><em>Anima</em></strong>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/A3PDXmYoF5U" frameborder="0" width="500" height="280"></iframe></p>
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		<title>Un mandala di bosco e pioggia</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/10/mandala-bosco-pioggia/</link>
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				<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 20:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Sembra l&#8217;Amazzonia, ma sono i nostri Appennini&#8230;è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si trova, grooosssomodo, tra Forlì ed Arezzo&#8230; Spazi infiniti in cui camminare, correre, pedalare, tuffarsi e perdersi con un biglietto di sola andata. Avevo sete di bosco, di solitudine, di freddo. Parcheggio la macchina in paese e prendo la prima stradina laterale in salita: l&#8217;asfalto [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra l&#8217;<strong><em>Amazzonia</em></strong>, ma sono i nostri <strong><em>Appennini</em></strong>&#8230;è il Parco Nazionale delle <strong><em>Foreste Casentinesi</em></strong>, che si trova, grooosssomodo, tra Forlì ed Arezzo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1254" title="Casentino01" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino01.jpg" alt="" width="500" height="325" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino01.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino01-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Spazi<em> </em><strong><em>infiniti</em></strong> in cui camminare, correre, pedalare, tuffarsi e <strong><em>perdersi</em></strong> con un biglietto di <strong><em>sola andata.</em></strong></p>
<p>Avevo <strong><em>sete</em></strong> di bosco, di <strong><em>solitudine</em></strong>, di freddo.</p>
<p>Parcheggio la macchina in paese e prendo la <strong><em>prima stradina</em></strong> laterale in salita: l&#8217;<strong><em>asfalto</em></strong> presto lascia il posto a una larga <strong><em>strada forestale</em></strong>, deserta e molto ben pedalabile&#8230;.</p>
<p>Mi ritrovo a canticchiare<em> &#8220;Goodbye cruel world</em>&#8220;&#8230;e chi non sa a cosa mi riferisco, si prenda il giusto tempo per guardare <strong><em>e ascoltare</em></strong> <span style="text-decoration: underline;"><a title="Pink Floyd - The Wall" href="http://www.youtube.com/watch?v=1jTmMU6sMgM" target="_blank">una grande opera</a></span>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Goodbye.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1272" title="Goodbye" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Goodbye.jpg" alt="" width="500" height="331" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Goodbye.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Goodbye-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>La pendenza della salita non è eccessiva e sulla mia <strong><em>fedelissima</em></strong> ho la sensazione di <strong><em>planare</em></strong>, come Peter Fonda sul suo <em>chopper</em> lungo la <strong>Route 66</strong>&#8230;</p>
<p>E sempre a proposito di grande musica, inizia a girarmi in testa Trent Reznor <span style="text-decoration: underline;"><a title="Nothing can stop me now" href="http://www.youtube.com/watch?v=JfCvcFLdq4Y" target="_blank">che canta</a></span> <em>&#8220;nothing can stop me now, &#8216;cause I don&#8217;t care, anymore&#8221;</em>&#8230;</p>
<p><em>Go</em> Eingel&#8230;<strong>go!</strong></p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1255" title="Casentino02" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino02.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino02.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino02-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Lo sapete che <span style="text-decoration: underline;"><a title="Perdersi…per ritrovarsi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/perdersi-per-ritrovarsi/" target="_blank">mi piace perdermi</a></span>: è un modo per fare <strong><em>nuove scoperte</em></strong> quando giro nei posti che conosco già&#8230;</p>
<p>Però da queste parti non ci sono mai stato e ho portato con me ho la cartina e il GPS&#8230;ma con una <strong><em>differenza</em></strong>: questa volta non ho <strong><em>nessuna meta</em></strong>&#8230;nessun percorso predefinito&#8230;</p>
<p>Tirerò dritto per il sentiero che mi piace di più&#8230;quando ci sarà un bivio, l&#8217;imboccherò come capita, <strong><em>senza chiedermi</em></strong> dove sto andando&#8230;senza pensare se arriverò da una parte o da un&#8217;altra&#8230;</p>
<p>&#8230;andrò avanti finché non <strong><em>verrà sera</em></strong> e troverò un posto in cui <strong><em>passare la notte</em></strong>&#8211;lì <strong><em>pianterò</em></strong> la mia tenda, <strong><em>e basta</em></strong>.</p>
<p>E così pedalo sulla mia <em>mountain-bike</em>, un&#8217;ora dopo l&#8217;altra, senza incontrare<em> </em><strong><em>nessuno</em></strong>&#8230;finché il bosco si apre per un attimo e mi lascia godere il tramonto.</p>
<p>E <strong><em>lì mi fermo</em></strong> per la notte.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1256" title="Casentino03" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino03.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino03.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino03-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Un <strong><em>piano</em></strong>, in verità, ce l&#8217;avevo: volevo capire se mi trovavo davvero <strong><em>a mio agio</em></strong> nella &#8220;<strong>wilderness</strong>&#8220;&#8230;</p>
<p>Due anni fa, durante la <strong><em>Via degli Dei</em></strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #3: che ci faccio qui?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-3-che-ci-faccio-qui/" target="_blank">la notte nel bosco</a></span> è stata un&#8217;esperienza piuttosto&#8230;<strong><em>intensa</em></strong>&#8230;perché volevo ripeterla? Era soltanto una sfida con me stesso?</p>
<p>Oppure mi <strong><em>piace proprio</em></strong> stare da <strong><em>solo</em></strong> in mezzo al <strong><em>nulla</em></strong>, dormire all&#8217;aperto sotto a un telo di stoffa, svegliarmi all&#8217;alba, smontare il campo e ripartire in sella?</p>
<p>Ebbene, nonostante le notti insonni in una tenda minimalista, il <strong><em>grugnito dei cinghiali</em></strong> tutto intorno, il <strong><em>sibilo del vento</em></strong> che non mi ha concesso un attimo di tregua, i <strong><em>rami spezzati</em></strong> dai passi di animali e di altre <strong><em>presenze</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;ebbene, la <strong><em>pace</em></strong> interiore che ho provato mi ha convinto che questo deve essere il <strong><em>Nirvana</em></strong>.</p>
<hr />
<p><strong><em>Anzi</em></strong>, sono stato <strong><em>così bene</em></strong> da capire <strong><em>molto di più</em></strong> di questo.</p>
<p>Ho capito che il viaggio è <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>circolare</em></strong></span>, come un <strong><em>mandala</em></strong>&#8230;</p>
<p>Qualunque <strong><em>partenza</em></strong> è inutile, se non c&#8217;è un <strong><em>ritorno</em></strong>.</p>
<p>E non solo con gli spazi, ma anche con le persone: la <strong><em>distanza</em></strong> crea la <strong><em>mancanza</em></strong>, diceva il saggio&#8230;</p>
<p>&#8230;ci si <strong><em>allontana</em></strong> per <strong><em>riavvicinarsi</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Mandala.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1275" title="Mandala" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Mandala.jpg" alt="" width="500" height="500" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Mandala.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Mandala-150x150.jpg 150w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Mandala-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Alle 7 del mattino, mentre il sole doveva ancora sorgere, ha iniziato a <strong><em>piovere</em></strong>.</p>
<p>Dentro alla tenda sembrava il <strong><em>diluvio universale</em></strong>. E dopo aver messo il naso fuori, devo dire che in effetti ci<strong><em> assomigliava abbastanza</em></strong>.</p>
<p>Ed è stato fantastico tirare tardi e <strong><em>rigirarsi</em></strong> dentro al sacco a pelo per un tempo <strong><em>indefinito</em></strong>&#8230;</p>
<p><strong><em>L&#8217;acquazzone</em></strong> non accennava a diminuire e mi sono infine deciso a <strong><em>uscire dalla tenda</em></strong>, smontare il campo e ripartire sotto alla pioggia.</p>
<p>Mi sono divertito a tal punto che mi sono chiesto: perché abbiamo <strong><em>paura di bagnarci?</em></strong> L&#8217;acqua non ha <strong><em>mai fatto male</em></strong> a nessuno!</p>
<p>In questa foto, ecco come mi si presentava il mondo&#8230;<strong><em>sembra nebbia</em></strong>, ma è <strong><em>pioggia</em></strong> che cade a <strong><em>dirotto</em></strong>&#8230;</p>
<p>Pedalarci sotto, in discesa in mezzo ai <strong><em>torrenti</em></strong> che si formano <strong><em>in mezzo</em></strong> ai sentieri, con <strong><em>le ruote</em></strong> della bici che vanno <strong><em>dove pare a loro</em></strong> mentre la <strong><em>gravità ti trascina</em></strong>&#8230;è una sensazione semplicemente<strong><em> indescrivibile</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1257" title="Casentino04" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino04.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino04.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/Casentino04-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>E che dire del pranzo a base di funghi <strong><em>porcini di stagione</em></strong> che mi aspettava al rientro nella civiltà?</p>
<p>Beh&#8230;<strong><em>anche quello</em></strong> non è proprio facile da descrivere!</p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Verrà il giorno</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/09/verra-il-giorno/</link>
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				<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 14:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un mondo in cui si poteva fumare in tutti i luoghi pubblici: &#8211; al cinema lo schermo era oscurato dalle nuvole di fumo degli spettatori davanti a te; &#8211; in treno per attraversare la carrozza fumatori occorreva la maschera anti-gas; &#8211; al ristorante dovevi distinguere il sapore del tuo piatto dalla puzza di chi [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>C&#8217;era una volta</em></strong> un mondo in cui si <strong><em>poteva fumare</em></strong> in tutti i luoghi pubblici:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8211; al <strong><em>cinema</em></strong> lo schermo era <strong><em>oscurato</em></strong> dalle nuvole di fumo degli spettatori davanti a te;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8211; in treno per attraversare la <strong><em>carrozza fumatori</em></strong> occorreva la <strong><em>maschera anti-gas</em></strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8211; al <strong><em>ristorante</em></strong> dovevi distinguere il sapore del tuo piatto dalla puzza di chi ti stava fumando <strong><em>in faccia</em></strong>&#8230;</p>
<p>Momenti di <strong><em>inciviltà</em> </strong>che oggi fortunatamente sono <strong><em>inconcepibili</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/Inquinamento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1241" title="Inquinamento" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/Inquinamento.jpg" alt="" width="500" height="331" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/Inquinamento.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/Inquinamento-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Trovo sia davvero un <strong><em>segnale positivo</em></strong> che il senso civico a volte faccia un salto in così poco tempo. <strong><em>Io</em></strong> per primo: ero un fumatore piuttosto <strong><em>accanito</em></strong> e poco rispettoso degli altri.</p>
<p>Spero capiate che <strong><em>non sto facendo</em></strong> della morale, ma solo cercando di <strong><em>tirare le somme</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;e di fare un ragionamento sul <strong><em>futuro</em></strong>&#8211;con una <strong><em>similitudine</em></strong>.</p>
<p>Le<em> </em><strong><em>automobili</em></strong> moderne inquinano molto meno di tanti anni fa, ma la <strong><em>puzza vomitevole</em></strong> che si sente su un <strong><em>viale trafficato</em></strong> è davvero insopportabile. Oltre che, naturalmente, a dir poco insalubre.</p>
<p><em>(Continuo sempre più a chiedermi cosa ci stanno a fare al mondo le </em><strong>città</strong><em>, con i loro costi più alti, la qualità della vita più bassa, l&#8217;inquinamento alle stelle&#8230;ma non divaghiamo).</em></p>
<p>Non ci facciamo caso, ma è così&#8230;<strong><em>ci siamo abituati</em></strong> a respirare lo <strong><em>smog</em></strong>, esattamente come una volta <strong><em>non facevamo caso</em></strong> a ci chi fumava di fianco, al cinema o al ristorante e dappertutto.</p>
<p>E allora, <strong><em>io spero e io prego</em></strong> che un giorno <strong><em>tutto questo</em></strong> possa cambiare.</p>
<hr />
<p>Da parte mia faccio qualche piccola scelta: ho un&#8217;auto <strong><em>ibrida</em></strong> che ha il <strong><em>record</em></strong> di minori emissioni&#8230;e soprattutto, tutte le volte che riesco, vado in giro in <strong><em>bicicletta</em></strong>.</p>
<p>Emissioni <strong><em>zero</em></strong>, consumi <strong><em>zero</em></strong>.</p>
<p>Ripeto:</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ZERO</strong></span></h1>
<p>Ma la mie mie scelte <strong><em>personali</em></strong> sono soltanto una <strong><em>parentesi</em></strong>&#8230;</p>
<p>Non scambiatemi per un ambientalista sfegatato, <strong><em>vi sto soltanto raccontando</em></strong> qual è per me il vero futuro e il <strong><em>vero progresso</em></strong> su cui dobbiamo investire capitali, intelligenza e tecnologia.</p>
<p>Verrà il giorno in cui <strong><em>non sentiremo più puzza</em></strong> di smog e potremo girare per strada rischiando minori malattie.</p>
<p>Quel giorno, ci sentiremo <strong><em>più evoluti</em></strong>&#8230;e ci chiederemo come abbiamo fatto a <strong><em>sopportare tutto questo</em></strong> per tutti questi anni.</p>
<p>Sto forse <strong><em>sognando?</em></strong> Spero proprio di no. Spero che un giorno questa <strong><em>visione</em></strong> sarà diventata realtà.</p>
<p><strong><em>E a te</em></strong>, vecchio <strong><em>furgoncino bastardo</em></strong> che eri davanti a me oggi in <strong><em>coda in tangenziale</em></strong> e che mi hai <strong><em>scoreggiato nafta</em></strong> addosso per tutto il tempo, ecco il mio pensiero più sincero e più profondo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/FuckYou.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1240" title="FuckYou" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/FuckYou.jpg" alt="" width="500" height="405" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/FuckYou.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/FuckYou-300x243.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La fecondità dell&#8217;ignoto</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/07/sibillini-2012-parte-2/</link>
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				<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 23:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Lo so&#8230;ho scelto un titolo del tutto particolare per la conclusione del mio viaggio solitario sui Monti Sibillini. Quando l&#8217;ho letta in &#8220;Strade Blu&#8221; di William Least Heat-Moon (un libro da portare sull&#8217;isola deserta) mi è piaciuta così tanto che ho dovuto usarla subito&#8230;compulsivamente&#8230; La scelta di questo titolo ha il suo perché: la scoperta può nascere solo affrontando ciò che non si [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so&#8230;ho scelto un <strong><em>titolo</em></strong> del tutto particolare per la <strong><em>conclusione</em></strong> del mio <span style="text-decoration: underline;"><a title="Monti Sibillini 2012 (parte 1)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/06/sibillini-2012-parte-1/" target="_blank">viaggio solitario sui Monti Sibillini</a></span>.</p>
<p>Quando l&#8217;ho letta in <strong><em>&#8220;Strade Blu&#8221;</em></strong> di <em>William Least Heat-Moon</em> (un libro da portare <strong><em>sull&#8217;isola deserta</em></strong>) mi è piaciuta così tanto che ho dovuto usarla subito&#8230;<strong><em>compulsivamente</em></strong>&#8230;</p>
<p>La scelta di questo titolo ha il suo perché: la<em> </em><strong><em>scoperta</em></strong> può nascere solo <strong><em>affrontando ciò che non si conosce</em></strong>&#8230;è la <strong><em>sete di imparare</em></strong> che ci fa mettere in <strong><em>viaggio</em></strong> e ci rende <strong><em>aperti</em></strong> verso le novità&#8230;gli imprevisti&#8230;<strong><em>le persone</em></strong>&#8230;</p>
<hr />
<p>Ricordate?, ero stato tutto il giorno a <strong><em>pedalare in mezzo al nulla</em></strong>&#8230;dal <strong><em>Monastero</em></strong> di San Leonardo <strong><em>nell&#8217;Infernaccio</em></strong> fino al <strong><em>rifugio</em></strong> di Bolognola, e stava ormai per <strong><em>tramontare</em></strong>&#8230;</p>
<p>In tre giorni ho percorso novanta kilometri e sono salito per quattromila metri di dislivello&#8230;<strong><em>il viaggio ormai è finito</em></strong>.</p>
<p>Sarò così stanco e soddisfatto che non visiterò le <strong><em>Lame Rosse</em></strong> e nemmeno le Gole del Fiastrone&#8230;<strong><em>miracoli della Natura</em></strong> semi-sconosciuti&#8230;come se volessi <strong><em>conservarli</em></strong> per la prossima visita&#8230;</p>
<p>Dopo la Moretti e la doccia mi affido alla <strong><em>cucina</em></strong> di Gabriella. La zona è famosa per il <strong><em>tartufo nero pregiato</em></strong> e senza entrare nei dettagli lascio immaginare a voi <strong><em>la fame</em></strong> che avevo e quanto mi sono <strong><em>gustato</em></strong> quella cena.</p>
<hr />
<p>Per un <strong><em>delicato</em></strong> gioco di schemi mentali, <strong><em>viaggiare da solo</em></strong> ti conferisce un potenziale incredibile per<strong><em> </em></strong>fare <strong><em>conoscenza</em></strong>. Non bisogna per forza girare il mondo con lo zaino in spalla: capita anche <strong><em>ai giardinetti</em></strong>&#8211;una mamma col passeggino, un papà col cane&#8230;<strong><em>se ne vedono comunque</em> </strong>delle belle, ma <strong><em>non è</em></strong> la stessa cosa&#8230;</p>
<p>Conosco Gabriella con la sua bimba Micole&#8211;dolcissima ma forse un po&#8217; annoiata a stare in mezzo alle montagne&#8230;poi Alberto e suo figlio Leonardo, che arrampica e fa mille altri sport (e si vede)&#8230;oltre a possedere un fuoristrada enorme che risveglia <strong><em>entusiasmi post-adolescenziali</em></strong>&#8230;</p>
<p>Alberto è un pastore che mi offre da bere e mi racconta la <strong><em>leggenda</em></strong> della nascita di Bolognola: <strong><em>tre esuli bolognesi</em></strong> nel Medioevo, durante la guerra tra <strong><em>Guelfi e Ghibellini</em></strong>, si insediarono da quelle parti e perpetrarono un <strong><em>&#8220;mini-ratto delle Sabine&#8221;</em></strong>&#8230;che, forse, era semplicemente il modo di andare a donne di quei tempi&#8230;</p>
<p>Poi conosco Enrico, che lavora lì da alcuni mesi e con cui tiro tardi a suon di <strong><em>chiacchiere e grappa</em></strong>. Quando tutti sono andati a letto, mette un po&#8217; di cibo <strong><em>fuori dalla finestra</em></strong> e non tarda ad arrivare <strong><em>una volpe</em></strong>, guardinga ed efficacissima, anche se è <strong><em>un&#8217;abituée</em></strong> del posto. È a pochissimi metri da me e per un <strong><em>lungo attimo</em></strong> ci guardiamo negli occhi e&#8230;mi entra dentro&#8230;<strong><em>l&#8217;infinito</em></strong>&#8230;</p>
<hr />
<p><strong><em>Racconto</em></strong> a Enrico il mio viaggio&#8230;di come sono partito tre giorni prima da Norcia, pernottando dall&#8217;affittacamere <strong><em>&#8220;Ar Manicomio&#8221;</em></strong>&#8230;un nome, un programma. Quando mi congedo, il proprietario mi saluta con: <strong><em>&#8220;vedi un po&#8217;..!&#8221;</em></strong> Credo volesse augurarmi buon viaggio&#8230;ma non ci faccio caso, del resto, la sera prima, prendeva le ordinazioni rispondendo: <strong><em>&#8220;&#8230;come te pare!!&#8221;</em></strong></p>
<p>Norcia è a seicento metri di altitudine e bisogna salire <strong><em>fino a milleottocento</em></strong> metri per svalicare e vedere il <strong><em>possente massiccio del Monte Vettore</em></strong>&#8230;è finalmente davanti a me e riesce a togliermi il fiato per molti, <strong><em>interminabili</em></strong> secondi.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Svalicamento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1195" title="Svalicamento" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Svalicamento.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Svalicamento.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Svalicamento-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>La <strong><span style="text-decoration: underline;">Montagna è Sacra</span><em>, </em><em>in tutte le </em><span style="text-decoration: underline;">religioni</span></strong>: ci sarà un perché?!</p>
<p>Il <strong><em>Golgota</em></strong> non è una vetta, ma nemmeno il fondo di una valle&#8230;</p>
<p>Dio consegnò a <strong><em>Mosè</em></strong> i dieci comandamenti a <strong><em>2.285</em></strong> metri sul livello del mare, sul Monte <strong><em>Sinai</em></strong>&#8230;</p>
<p>Alce Nero, <strong><em>sciamano dei Sioux</em></strong>, non aveva la <em>mountain-bike</em> ma è dovuto salire al punto più alto del <strong><em>South Dakota</em></strong> (<em>Harney&#8217;s Peak</em> a 2.207 metri s.l.m.) per vedere <strong><em>&#8220;il cerchio che unisce i popoli&#8221;</em></strong> (augh).</p>
<p>Il <strong><em>sommo Walter Bonatti</em></strong> diceva: <strong>&#8220;</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>la montagna più alta è dentro di noi</strong></span><strong>&#8220;</strong>&#8230;</p>
<p>E forse è per questo la cerchiamo <strong><em>fuori</em></strong>&#8230;per arrivare in cima&#8230;per <span style="text-decoration: underline;"><strong>capirla</strong></span>&#8230;</p>
<hr />
<p>Ai piedi del Monte Vettore dilagano i <strong><em>Piani di Castelluccio</em></strong>. Una stupefacente superficie piatta che era in procinto<em> </em><strong><em>di tingersi di mille colori</em></strong> per la famosa <strong><em>&#8220;fioritura&#8221;</em></strong>&#8230;</p>
<p>Un <strong><em>mare d&#8217;erba colorata</em></strong>. Era ancora presto&#8230;ma ugualmente impressionante. D&#8217;inverno, uno dei luoghi <strong><em>più freddi</em></strong> d&#8217;Italia con temperature spesso intorno ai <strong><em>-30° C</em></strong>, a causa di un fenomeno chiamato &#8220;inversione termica&#8221;, che è molto più semplice da capire (e interessante) del bosone di Higgs.</p>
<p>A <strong><em>Castelluccio</em></strong>, un delizioso paesino che si tiene <strong><em>aggrappato</em> </strong>in cima a una collinetta, sono residenti ormai soltanto <strong><em>dodici persone</em></strong>. Che possono vantarsi di abitare nel posto più alto degli Appennini. Una vera chicca.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Castelluccio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1177" title="Castelluccio" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Castelluccio.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Castelluccio.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Castelluccio-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Salgo in camera che ormai è tardi&#8230;ma non ho voglia di dormire. Così scendo di nuovo, e trovo Enrico che sta finendo di mettere a posto il locale&#8230;ma è <strong><em>pronto</em></strong> a farmi <strong><em>compagnia</em></strong> con un altro giro di grappa&#8230;</p>
<hr />
<p>Attraversare i Piani di Castelluccio, piatti come una tavola da <strong><em>biliardo</em></strong>, potrebbe sembrare <strong><em>l&#8217;antitesi</em></strong> della <em>mountain-bike</em>. E invece è un&#8217;esperienza <strong><em>incredibile</em></strong>. Anche percorrendo una lunga strada <strong><em>perfettamente piatta</em></strong>! Vorrei che durassero all&#8217;infinito&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PianiDiCastelluccio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1176" title="PianiDiCastelluccio" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PianiDiCastelluccio.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PianiDiCastelluccio.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PianiDiCastelluccio-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Presto abbandono la pianura e inizio a salire in una valle laterale superando un <strong><em>gregge</em></strong> di pecore. Sto per arrivare alla Forca di Presta, a piedi del Monte Vettore&#8230;mi sdraio per una pausa&#8230;<strong><em>chiudo gli occhi</em></strong>&#8230;ma li riapro <strong><em>molto presto</em></strong>, perché c&#8217;è un <strong><em>cane</em></strong> da pastore <strong><em>maremmano</em></strong> che mi sta <strong><em>sbavando dritto sulla faccia</em></strong>..!</p>
<p>Non faccio in tempo a <strong><em>spaventarmi</em> </strong>che se n&#8217;è già andando <strong><em>borbottando</em></strong>. Credo che si sia perso, ma parlando con Enrico scopro che i <strong><em>veri cani da pastore</em></strong> della zona fanno così: <strong><em>ti seguono</em></strong> per qualche kilometro <strong><em>per assicurarsi</em></strong> che tu non sia davvero una <strong><em>minaccia</em></strong>&#8230;<strong><em>poi</em></strong> ti lasciano tranquillo. Con un borbottio di avvertimento.</p>
<hr />
<p>Capisco sempre più quanto sia difficile creare una <strong><em>riserva naturale,</em></strong> <strong><em>strappandola</em></strong> a remote <strong><em>terre di pastori</em></strong>. Una situazione complessa e problematica, ancora <strong><em>tutta da risolvere</em></strong>, a differenza di quello che accade nelle ben più <strong><em>turisticizzate</em></strong> Dolomiti.</p>
<p>Documentandomi su Internet prima di partire, avevo trovato la notizia del ritrovamento di una <strong><em>testa di lupo mozzata</em></strong> e appesa a un cartello.</p>
<p>Il reportage fotografico completo (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cronachemaceratesi.it/2011/01/28/ritrovata-la-testa-mozzata-di-un-lupo/55668/" target="_blank">lo trovate qua</a></span>) mi aveva letteralmente <strong><em>sconvolto</em></strong> (è solo per <strong><em>stomaci forti</em></strong>&#8230;quelli che possono permettersi <span style="text-decoration: underline;"><a title="Avete lo stomaco forte?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/avete-lo-stomaco-forte/" target="_blank">questo mio vecchio post</a></span>!)&#8230;e morivo dalla voglia di saperne di più&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TestaLupoMozzata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1183" title="TestaLupoMozzata" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TestaLupoMozzata.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TestaLupoMozzata.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TestaLupoMozzata-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Scopro che i branchi di lupi fanno disastri con le mandrie e le greggi dei pastori, mentre gli <strong><em>indennizzi</em></strong> della Regione a volte sono davvero molto bassi, a fronte di danni economici considerevoli per i capi di bestiame uccisi.</p>
<p><strong><em>Disprezzo</em></strong> quell&#8217;atto vandalico nel modo più assoluto, ma capisco che il problema è davvero profondo e che <strong><em>ci vorranno molti anni</em></strong> per risolverlo&#8230;</p>
<p>Recentemente nel Parco è stato introdotto il <strong><em>camoscio</em></strong>&#8230;mi chiedo se non sia un tentativo di creare un <strong><em>eco-sistema</em></strong> più <strong><em>equilibrato</em></strong> ed autosufficiente&#8230;</p>
<hr />
<p>Lasciandomi alle spalle i Piani di Castelluccio, arrivo a Forca di Presta dove mi fermo per la notte, cenando in <strong><em>piacevole compagnia</em></strong> con Silvestro e la sua ragazza irlandese, che stanno camminando da due settimane da Siena fino al Gran Sasso e alla Majella.</p>
<p>Mentre ci servono la tipica zuppa di lenticchie, ai piedi del Monte Vettore si sta consumando un <strong><em>tramonto che si fa dare del &#8220;lei&#8221;</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TramontoVettore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1174" title="TramontoVettore" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TramontoVettore.jpg" alt="" width="500" height="244" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TramontoVettore.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TramontoVettore-300x146.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Il pensiero della faticosa <strong><em>salita alla cima</em></strong> del Monte Vettore che ho programmato per il giorno dopo mi <strong><em>rovina il sonno</em></strong>&#8230;a piedi non ci sarebbero grossi problemi, ma la pendenza e il fondo dissestato la rendono scarsamente <strong><em>pedalabile</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ma è soprattutto la discesa lungo quei <strong><em>dirupi</em></strong> sul fianco destro a sembrare <strong><em>ai limiti dell&#8217;impossibile</em></strong>&#8230;almeno per le mie capacità ciclistiche&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Vettore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1187" title="Vettore" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Vettore.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Vettore.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Vettore-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Diceva qualcuno: &#8220;ci sono <strong><em>due tipi di avventurieri</em></strong>: quelli che cercano l&#8217;avventura <strong><em>per davvero</em></strong> e quelli che in fondo <strong><em>sperano che non arrivi mai</em></strong>.&#8221;</p>
<p>E infatti, alla mattina, il cielo si è <strong><em>rannuvolato</em></strong> e il Monte Vettore è tutto <strong><em>coperto</em></strong>. Niente cima della montagna più alta, dunque.</p>
<p>In fondo, <span style="text-decoration: underline;"><a title="Un hacker verso i Monti Sibillini" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/05/hacker-sibillini/" target="_blank">ricorderete</a></span> che avevo programmato una <strong><em>due-giorni a piedi sul crinale</em></strong>, partendo dal Vettore fino al Monte Sibilla: <span style="text-decoration: underline;"><strong>tornerò</strong></span>, magari in compagnia di amici a cui sto solleticando l&#8217;appetito&#8230;</p>
<p>Dopo che il<em> </em><strong><em>Colonnello Bernacca</em></strong> mi ha tolto l&#8217;imbarazzo della rinuncia, procedo verso Nord costeggiando la montagna lungo il suggestivo <strong><em>Sentiero dei Mietitori</em></strong> (così chiamato&#8230;indovinate perché&#8230;)</p>
<p>Ho incontrato <strong><em>tre uomini a cavallo</em></strong> (come il film di <em>John Ford</em> del 1918) in vena di scambiare qualche parola&#8211;e poi basta. Anche quando ho attraversato i <strong><em>paesini</em></strong> di Altino e di Rubbiano, non ho visto <strong><em>anima viva</em></strong>. Locali e finestre: tutto chiuso!</p>
<p>Alla <strong><em>fine della giornata</em></strong> entro nelle Gole dell&#8217;<strong><em>Infernaccio</em></strong>. Un&#8217;esperienza davvero impressionante e suggestiva, grazie alla costante <strong><em>compagnia del fiume</em></strong> Tenna a fianco del sentiero e alla presenza imponente delle <strong><em>pareti di roccia</em></strong> del Monte Sibilla e del Monte Priora, che <strong><em>sovrastano</em></strong> il cielo fin quasi a toccarsi.</p>
<p>Seguo le indicazioni per salire al <strong><em>Monastero</em></strong> di San Leonardo, dove <strong><em>pianto la tenda</em></strong>&#8211;e <a title="Monti Sibillini 2012 (parte 1)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/06/sibillini-2012-parte-1/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">il resto della storia</span></a> già la sapete.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TendaSLeo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1194" title="TendaSLeo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TendaSLeo.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TendaSLeo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/TendaSLeo-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Mentre mi addormento, <strong><em>ascolto per la centesima</em></strong> volta in pochi giorni la <strong><em>colonna sonora</em></strong> d&#8217;eccezione di questo viaggio. Li avevo trovati per caso, gli <span style="text-decoration: underline;"><strong>Ogam</strong></span>, mentre mi documentavo nei mesi scorsi navigando su Internet alla ricerca di notizie sui Sibillini.</p>
<p>Sono musicisti di Macerata e nel 2001 hanno composto un album intitolato <strong><em>&#8220;Il Regno della Sibilla&#8221;</em></strong> (il secondo, dopo &#8220;Li Ma To&#8221; del 1995, e anche l&#8217;ultimo) che si ispira alle leggende che popolano quei luoghi magici.</p>
<p>Un disco di <em>world music</em> celtico/medioevale di <strong><em>straordinaria intensità</em></strong>, suonato con strumenti di tutti gli <strong><em>angoli del mondo</em></strong>&#8211;arpa e cornamusa celtiche, violoncello e chitarre, flauti di ogni tipo, percussioni etniche e <em>didjeridoo</em>&#8211;con alcune ricercate venature che richiamano il <em>progressive rock</em> e che lo rendono un <strong><em>raro capolavoro</em></strong>.</p>
<p><strong><em>La musica</em></strong> è stata come uno <strong><em>sciamano</em></strong> che ha aperto la <strong><em>dimensione mistica</em></strong> del mio viaggio nei Monti Sibillini. E che mi fa accompagna anche dopo il ritorno.</p>
<p>Naturalmente, gli Ogam sono quasi <strong><em>sconosciuti</em></strong> (<span style="text-decoration: underline;"><a title="www.artenomade.com" href="http://www.artenomade.com" target="_blank">www.artenomade.com</a></span>) e per riuscire ad ordinare i loro dischi ho dovuto faticare un po&#8217;&#8230;finché non ho trovato su Facebook il flautista del gruppo&#8211;Maurizio <em>&#8220;etilic piper&#8221;</em> Serafini&#8211;che mi ha annunciato il ritorno <strong><em>della banda</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Ogam.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1117" title="Ogam" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Ogam.jpg" alt="" width="500" height="353" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Ogam.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/Ogam-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Ripenso a quei paesaggi che mi sono ormai entrati nel cuore. Mi rendo conto che l&#8217;anno scorso, quando ho percorso <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank">la Via degli Dei</a></span>, stavo ancora <strong><em>imparando a viaggiare</em></strong>&#8230;ora provo una consapevolezza più profonda e sento che ho iniziato a <strong><em>viaggiare per imparare</em></strong>.</p>
<p>Perché il viaggio <strong><em>non è solo</em></strong> camminare, pedalare, spostarsi e guardarsi intorno&#8230;il viaggio è una forma convolgente e <strong><em>travolgente</em></strong> di conoscenza.</p>
<p>Ed è bellissimo anche il momento di <strong><em>tornare</em></strong> finalmente a casa&#8230;con una maglietta del Parco per ciascuno, così la famiglia è tutta marchiata!</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/LogoMontiSibillini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1179" title="LogoMontiSibillini" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/LogoMontiSibillini.jpg" alt="" width="498" height="676" /></a></p>
<p>Desidero ringraziare <a title="Sibillini-MTB" href="http://www.sibillini-mtb.it" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">www.sibillini-mtb.it</span></a> per i preziosi <strong><em>consigli</em></strong> e per il ricchissimo <strong><em>sito</em></strong> con cui ho potuto pianificare con soddisfazione il mio viaggio. E anche voi, pazienti e fedeli <strong><em>lettori</em></strong> del mio blog!</p>
<p>Ora vi lascio con <strong><em>un video</em></strong> di alcune fotografie e riprese panoramiche&#8230;sotto, ovviamente, la musica degli Ogam.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VX5SAOEoVYU" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>FINE.</em></strong></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Monti Sibillini 2012 (parte 1)</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/06/sibillini-2012-parte-1/</link>
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				<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 22:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Esco da una doccia calda ma puzzo ancora di camoscio&#8230;l&#8217;odore di selvatico mi è entrato sotto alla pelle. Sono davvero soddisfatto di questa intensa giornata. Sono più di dodici ore che sono in giro: stamattina sono partito presto&#8230;in tenda l&#8217;alba arriva puntuale alle 5:30&#8230;hai voglia a rigirarti nel saccoapelo&#8230; Più o meno, tutto procede secondo i programmi [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Esco da una doccia calda ma <strong><em>puzzo</em></strong> ancora di <strong><em>camoscio</em></strong>&#8230;l&#8217;odore di <strong><em>selvatico</em></strong> mi è entrato sotto alla pelle. Sono davvero <strong><em>soddisfatto</em></strong> di questa <strong><em>intensa</em></strong> giornata.</p>
<p>Sono più di <strong><em>dodici ore</em></strong> che sono in giro: stamattina sono partito presto&#8230;<strong><em>in tenda</em></strong> l&#8217;alba arriva puntuale alle <strong><em>5:30</em></strong>&#8230;hai voglia a <strong><em>rigirarti nel saccoapelo</em></strong>&#8230;</p>
<p>Più o meno, tutto procede secondo <span style="text-decoration: underline;"><a title="Un hacker verso i Monti Sibillini" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/05/hacker-sibillini/" target="_blank">i programmi che avevo studiato</a></span> nei mesi scorsi: mi trovo in cima a un <strong><em>cucuzzolo</em></strong> che si alza dalle profonde <strong><em>Gole dell&#8217;Infernaccio</em></strong>&#8211;un <em>canyon</em> scavato dal fiume Tenna tra il <strong><em>Monte Sibilla</em></strong> e il <strong><em>Monte Priora</em></strong>, che <strong><em>sovrastano l&#8217;orizzonte</em></strong> tutto intorno.</p>
<p>Lassù, <strong><em>quarant&#8217;anni fa</em></strong>, Padre Pietro ha iniziato a <strong><em>ricostruire il Monastero</em></strong> di San Leonardo, tagliando e sistemando <strong><em>a mano una pietra</em></strong> dopo l&#8217;altra.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/SanLeonardo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1123" title="SanLeonardo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/SanLeonardo.jpg" alt="" width="500" height="382" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/SanLeonardo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/SanLeonardo-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Smonto il campo e faccio <strong><em>colazione</em></strong> con una Ritter e dei biscotti, scambio <strong><em>qualche parola</em></strong> con due signore di Bolzano che hanno dormito all&#8217;addiaccio lì vicino, poi saluto il simpatico aiutante di Padre Pietro, che si appresta a scendere con la sua grande pancia, la <strong><em>barba bianca ancora più grande</em></strong> e un lungo bastone.</p>
<p>Non incontrerò <strong><em>nessun altro essere umano</em></strong> fino a sera. Nessunissimo.</p>
<p>Iniziare la giornata con una <strong><em>discesa</em></strong> in <em>single-track</em> in mezzo al bosco ti dà una bella carica, soprattutto visto che la stanchezza si fa sentire dopo<strong><em> tre giorni</em></strong> in <em>mountain-bike</em> in quel <strong><em>posto fantastico</em></strong> che è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini&#8211;<strong><em>in solitaria</em></strong>, come piace fare a me.</p>
<p>Ma la pacchia della discesa dura <strong><em>pochi minuti</em></strong>, perché a quota 900 metri si inizia di nuovo a <strong><em>salire, salire, costantemente salire</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;ancora più su nel <em>canyon</em> dell&#8217;Infernaccio, poi la valle si apre verso <strong><em>Passo Cattivo</em></strong>, quota 1.869 metri. <strong><em>Un nome, un programma</em></strong>. Finalmente si tira un respiro di sollievo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PassoCattivo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1124" title="PassoCattivo" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PassoCattivo.jpg" alt="" width="500" height="667" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PassoCattivo.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/PassoCattivo-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Ma si continua a salire ancora verso la cima del <em><strong>Monte Bove</strong></em>&#8230;eccomi a 2.169 metri di altitudine, ben <strong><em>quattro</em></strong> metri più in alto del nostro Monte Cimone!</p>
<p>Le <em><strong>nuvole</strong></em> sembrano appoggiate su una lastra di vetro poco sopra la mia testa e sono così vicine che <strong><em>rimbombano con tuoni</em></strong> profondi, anche se non si coglie il benché minimo sospetto di temporale.</p>
<p>Ancora <strong><em>nessuna traccia di vita umana</em></strong>. Il paesino di Frontignano mille metri più sotto <strong><em>devi proprio sapere che c&#8217;è</em></strong>, se vuoi vederlo.</p>
<p>Gli <strong><em>scheletri degli impianti</em></strong> di risalita sono semplicemente orrendi, ma il loro totale abbandono trasmette un <strong><em>senso di solitudine</em></strong> ancora più profondo. Sembra quasi di stare dentro al fumetto dell&#8217;<strong><em>Eternauta</em></strong>.</p>
<p>Anche i sentieri sono appena tracciati e fanno capire che l&#8217;uomo <strong><em>non ci passa proprio spesso</em></strong>, da quelle parti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/MonteBoveSud.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1125" title="MonteBoveSud" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/MonteBoveSud.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/MonteBoveSud.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/MonteBoveSud-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Faccio una sosta e mi chiedo cosa diavolo mi spinga a cercare questo <strong><em>mix di viaggio e solitudine</em></strong>. Cosa mi faccia stare bene in queste piccole/grandi fughe dalla realtà.</p>
<p>La domanda rimane una domanda, e va bene così. Semplicemente mi capita che quando lo raggiungo, <strong><em>questo vuoto</em></strong>, questo silenzio interiore <strong><em>totale</em></strong>, mi <strong><em>commuovo</em></strong> per un minuto&#8230;mi sento felice, <strong><em>senza sapere</em></strong> perché&#8230;</p>
<p>&#8230;forse anche per la voglia di tornare a <strong><em>fare la mia vita</em></strong> e stare con le persone che amo e che mi mancano ormai <strong><em>terribilmente?!</em></strong></p>
<hr />
<p>Dal Monte Bove resto sul crinale e procedo verso la <strong><em>Forcella della Neve</em></strong>&#8211;una <strong><em>lama</em></strong> di roccia a<em> </em><strong><em>strapiombo</em></strong> da entrambi i lati sulle valli circostanti.</p>
<p>La scelta di questo itinerario è stata inevitabile: è <strong><em>l&#8217;unico</em></strong> passaggio per procedere a Nord senza dover scendere a valle e risalire, aggiungendo <strong><em>altri mille metri</em></strong> di dislivello ai circa millecinquecento già percorsi oggi. Che sono già abbastanza.</p>
<p>I <em>bikers</em> di <span style="text-decoration: underline;"><a title="www.Sibillini-MTB.it" href="http://www.sibillini-mtb.it" target="_blank">www.sibillini-mtb.it</a></span> mi avevano <strong><em>sconsigliato</em></strong> di andarci da solo, perché alcuni tratti particolarmente esposti avrebbero richiesto di passarsi la bici tra compagni&#8230;così mi ero portato <strong><em>una fune</em></strong>, per potermela <strong><em>calare/sollevare da solo</em></strong>, la bici&#8230;</p>
<p>Non ricordo quanto tempo ho impiegato ad attraversare quel tratto, che è relativamente breve. <strong><em>La concentrazione </em></strong>è stata ai massimi livelli possibili per tutto il tempo: <strong><em>un solo passo falso</em></strong> e sarei caduto per centinaia di metri <strong><em>senza salvezza</em></strong>&#8230;una cinghia dello zaino che si <strong><em>impigliava</em></strong> nella bicicletta, ad esempio&#8230;</p>
<p>Ogni movimento era calcolato nei minimi dettagli per riuscire nell&#8217;impresa <strong><em>senza correre rischi</em></strong>. Tant&#8217;è che con qualche momento di semi-contorsionismo, non è servita <strong><em>nessuna fune</em></strong>.</p>
<p>Ovviamente, il momento più bello è stato quando ho passato le difficoltà e mi sono <strong><em>guardato indietro</em></strong>, chiedendomi <strong><em>come è stato possibile</em></strong> passare per di là con una bicicletta&#8230;ma ce l&#8217;ho fatta&#8230;sì, ce l&#8217;ho fatta. E ora avanti.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/ForcellaDellaNeve.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1122" title="ForcellaDellaNeve" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/ForcellaDellaNeve.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/ForcellaDellaNeve.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/ForcellaDellaNeve-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p><strong><em>Ma non è finita</em></strong> qua. Anche se il mio zaino da 16 kg mi rende autosufficiente per mangiare e dormire, è da stamattina che non ho ancora trovato una <strong><em>sorgente d&#8217;acqua</em></strong> che sia una. Sono tutte <strong><em>asciutte</em></strong> e ormai sta venendo <strong><em>sera</em></strong>&#8230;e sono ancora <strong><em>in mezzo al nulla!</em></strong></p>
<p>Mancano diversi kilometri al rifugio del Fargno dove pianifico di<em> </em><strong><em>trascorrere la notte</em></strong>&#8230;accendo il cellulare che trova un po&#8217; di campo e faccio una telefonata&#8230;ma sono chiusi (?!) perché non ci sono turisti in questo periodo (fine giugno!), quindi aprono solo nel weekend&#8230;</p>
<p>&#8230;e allora, se non c&#8217;è nessuno, <strong><em>perché ca#@%o</em></strong> avete costruito<em> </em><strong><em>un&#8217;orrendo bunker</em></strong> di cemento armato in un <strong><em>angolo fantastico di paradiso</em></strong> come quello&#8211;mi chiedo imprecando?!?</p>
<p>&#8230;ma quando non c&#8217;è nessuno ad ascoltarti, le incazzature finiscono <strong><em>prestissimo</em></strong>. Anche una mezz&#8217;ora più tardi, quando decido di concedermi una breve sosta sdraiandomi su un nido di <strong><em>processionarie urticanti</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/RifugioDelFargno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1132" title="RifugioDelFargno" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/RifugioDelFargno.jpg" alt="" width="500" height="375" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/RifugioDelFargno.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/RifugioDelFargno-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Sta per fare buio e <strong><em>non ho ancora trovato</em></strong> dell&#8217;acqua. Raggiungo il Fargno e <strong><em>per fortuna</em></strong> da lì inizia una strada bianca <strong><em>tutta in discesa</em></strong> verso un centro abitato (che per inciso si chiama <strong><em>Bolognola</em></strong>, e non lascerà certo a piedi un bolognese!)</p>
<p>La strada è <strong><em>sbarrata</em></strong> con un cartello: &#8220;<strong><em>divieto assoluto</em></strong> di transito, anche pedonale e ciclabile&#8221;&#8211;sì sì, <strong><em>provate a prendermi</em></strong>.</p>
<p>Il <strong><em>fondo stradale</em></strong> è tutto breccione ma come un <strong><em>missile balistico</em></strong> raggiungo il paesino di Pintura di Bolognola in pochi minuti. Arrivo nella piazzetta e <strong><em>per frenare</em></strong> devo aprire il paracadute come un <em>dragster</em>.</p>
<p>Entro al rifugio e dopo una flebo di <strong><em>Moretti da 66</em></strong> è il momento di fare una doccia&#8230;ve ne stavo giusto parlando all&#8217;inizio&#8230;</p>
<p>Ma ora facciamo una breve pausa-pubblicità, perché voglio raccontarvi di quella <strong><em>lunga serata</em></strong> e anche tutto <strong><em>il resto del viaggio</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>(continua <a title="La fecondità dell’ignoto" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/07/sibillini-2012-parte-2/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a>&#8230;)</strong></em></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Un hacker verso i Monti Sibillini</title>
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				<pubDate>Thu, 03 May 2012 14:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Oh no, è tornata. Eh sì&#8230;di nuovo, in ogni momento della giornata, un chiodo fisso nel mio cervello: il mio prossimo viaggio. Dopo la preparazione della Via degli Dei, mi è bastato qualche accorgimento e l&#8217;attrezzatura è già pronta&#8211;tre minuti per preparare lo zaino e potrei saltare in sella domattina. Un brivido di cui non riesco [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Oh no, <strong><em>è tornata</em></strong>. Eh sì&#8230;di nuovo, in ogni momento della giornata, un chiodo fisso nel mio cervello: il mio <strong><em>prossimo viaggio</em></strong>.</p>
<p>Dopo la <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank">preparazione della Via degli Dei</a></span>, mi è bastato qualche accorgimento e l&#8217;attrezzatura è già pronta&#8211;<strong><em>tre minuti</em></strong> per preparare lo zaino e potrei <strong><em>saltare in sella domattina</em></strong>. Un brivido di cui non riesco ancora a capacitarmi.</p>
<p>Ogni sera <strong><em>prima di addormentarmi</em></strong> penso a quando sarò <strong><em>sperduto in mezzo al nulla</em></strong>&#8211;in cima a una montagna, su un crinale <strong><em>spazzato dal vento</em></strong>&#8211;a piantare la <strong><em>tenda</em></strong> e a gonfiare il <strong><em>materassino</em></strong> mentre il <strong><em>sole tramonta</em></strong>. Stanco e soddisfatto per una <strong><em>giornata vissuta</em></strong> intensamente.</p>
<p>È  da un paio di mesi che ho ormai scelto la mia prossima destinazione: <strong><em>i Monti Sibillini</em></strong>. Non ne conoscevo praticamente l&#8217;esistenza finché mi hanno parlato dell&#8217;<strong><em>altopiano di Castelluccio</em></strong>&#8211;una distesa perfettamente pianeggiante che a <strong><em>primavera inoltrata</em></strong> si riempie dei colori della famosa <strong><em>fioritura</em></strong> per kilometri e kilometri quadrati&#8230;giallo, viola, rosso <strong><em>a perdita d&#8217;occhio</em></strong>&#8230;WOW!</p>
<p><img alt="" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Sibillini01.jpg" /></p>
<p>Scopro che nel Parco è stato progettato un percorso&#8211;il <strong><em>Grande Anello</em></strong> dei Sibillini&#8211;che si può percorrere in 8 o 9 giorni a piedi o in 3 o 4 giorni in <em>mountain-bike</em>. <strong><em>Super-WOW!</em></strong> La scelta è presa, il dado è tratto, <em>alea iacta est</em>&#8230;</p>
<p>&#8230;poi studio meglio la cartina del Parco e scopro che il Grande Anello <strong><em>gira soltanto intorno</em></strong> ai posti più belli, alle montangne più alte, alle valli più ripide. E io invece voglio <strong><em>mirare al cuore</em></strong> (<span style="text-decoration: underline;"><a title="Per un Pugno di Dollari" href="http://www.youtube.com/watch?v=GHMITQgT3ZI" target="_blank">come Ramon</a></span>) di quei luoghi <strong><em>avvolti dalle leggende</em></strong>. E scopro tanti siti di <em>trekkers</em> e di <em>bikers</em> che mi offrono <span style="text-decoration: underline;"><a title="Sibillini MTB" href="http://www.sibillini-mtb.it" target="_blank">le loro tracce GPS </a></span>da analizzare (eh sì, mi sono finalmente <span style="text-decoration: underline;"><a title="Perdersi…per ritrovarsi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/perdersi-per-ritrovarsi/" target="_blank">convertito</a></span> ai GPS moderni&#8230;ma non ho <strong><em>perso</em></strong> la voglia di <strong><em>perdermi</em></strong>&#8230;)</p>
<p>Così, ecco che nelle ultime settimane è iniziata una <strong><em>ricerca notturna</em></strong> pazzesca e disperatissima, come se cercassi di <strong><em>crackare le porte segrete</em></strong> di un <strong><em>mondo inesplorato</em></strong>, per <strong><em>assemblare percorsi e sentieri</em></strong> su mappe e <em>software</em> cartografici&#8230;</p>
<p>Mi sento come un <strong><em>hacker</em></strong> che sta preparando un <strong><em>virus</em></strong> per scatenarlo contro il <strong><em>firewall</em></strong> di un server <strong><em>inespugnabile</em></strong>, producendo <strong><em>geroglifici di linee</em></strong> su una cartina elettronica come porte di accesso a una <strong><em>dimensione parallela</em></strong>&#8230;</p>
<p>I <strong><em>toponimi</em></strong> aiutano a rendere <strong><em>mistico</em></strong> il mio progetto: <em>&#8220;il passo <strong>Cattivo</strong>&#8220;</em>, <em>&#8220;l&#8217;<strong>Infernaccio</strong>&#8220;</em>, <em>&#8220;l&#8217;antro della <strong>Sibilla</strong>&#8220;</em>, <em>&#8220;le <strong>Lame Rosse</strong>&#8220;</em>, <em>&#8220;il pizzo del <strong>Diavolo</strong>&#8220;</em>&#8230;</p>
<p>Valli infestate da leggende di <strong><em>streghe e negromanti</em></strong>, che rendono ancora più calzante la metafora dell&#8217;<strong><em>hacker</em></strong> in omaggio alla <span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a title="William Gibson - Neuromante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neuromante" target="_blank">bibbia del cyberpunk</a></strong></em></span> (e forse <strong><em>il più grande</em></strong> libro che sia mai stato scritto&#8230;)</p>
<p><img alt="" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Neuromancer.jpg" /></p>
<p>C&#8217;è anche il <strong><em>lago di Pilato</em></strong> dove il mito vuole che precipitò <strong><em>il corpo</em></strong> del pretore romano, <strong><em>condannato a morte</em></strong> dall&#8217;<strong><em>imperatore Tiberio</em></strong>, che lo rinchiuse <strong><em>in un sacco</em></strong> al traino di un carro di bufali, lasciati liberi, che si schiantarono nel lago scivolando dall&#8217;affilata cresta della <strong><em>Cima del Redentore</em></strong>.</p>
<p>Ma è <strong><em>la conformazione di quelle montagne</em></strong> ad eccitarmi più di ogni altra cosa. Forse siamo abituati a pensare all&#8217;Appennino come a monti morbidi e boscosi, mentre in questo caso si tratta di <strong><em>bastioni di pietra</em></strong> che sovrastano ripide valli dove i fiumi hanno scavato <strong><em>gole anguste e profondi canyon</em></strong>. La salivazione aumenta mentre pianifico le tracce attraverso quelle strette pareti di roccia gelida&#8230;</p>
<p><img alt="" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Sibillini03.jpg" /></p>
<p>E poi, sempre i miei preferiti: i <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>crinali</em></strong></span>. I Sibillini fanno parte di un <strong><em>segreto disegno geologico</em></strong>. Ho studiato un sacco di panorami <strong><em>mozzafiato</em></strong> e ho capito che c&#8217;era modo di ricercare e confezionare un <strong><em>percorso eccezionale</em></strong> che permette di stare <strong><em>costantemente sul crinale</em></strong> tra i 2.000 e i 2.500 metri di altezza.</p>
<p>Si parte dal paesino di Foce e si sale <strong><em>in cresta</em></strong> verso il Monte Vettore, <strong><em>la vetta più alta</em></strong> del Parco&#8230;poi si valica la Sella delle Ciaule e si torna a quota 2.500 metri sulla Cima del <strong><em>Redentore</em></strong>, si raggiunge Forca Viola e Palazzo Borghese, si prosegue ancora fino al Monte Porche e si resta ancora <strong><em>in cresta</em></strong> fino al <strong><em>Monte Sibilla</em></strong> per ridiscendere verso a Foce e <strong><em>chiudere il percorso ad anello</em></strong>.</p>
<p>È un giro molto lungo e ci vorranno <strong><em>due giorni, </em></strong>con <strong><em>pernottamento in quota</em></strong> incluso. In <em>mountain-bike</em> è scarsamente pedalabile&#8230;ma visto che non è il mezzo che giustifica il fine, bensì il fine che giustifica i mezzi, dopo 4 o 5 giorni sul sellino, la bicicletta rimarrà a valle e quel percorso me lo farò <strong><em>a piedi</em></strong>&#8230;</p>
<p>Trascorrrere una giornata a camminare su una passerella in <strong><em>cima al mondo, dovunque tu guardi</em></strong>, dormire in tenda e svegliarsi all&#8217;alba con un <strong><em>panorama</em></strong> di questo genere&#8230;sapendo che ti aspetta un altro giorno a camminare come <strong><em>galleggiando sopra alle nuvole</em></strong>&#8230;è una sensazione che non riesco ancora a definire&#8230;e che non vedo l&#8217;ora di raccontarvi&#8230;</p>
<p><img alt="" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/Sibillini02.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>(continua <a title="Monti Sibillini 2012 (parte 1)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/06/sibillini-2012-parte-1/" target="_blank">qui</a>…)</strong></em></p>
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		<title>Nothing is impossible</title>
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				<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 15:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[Ricordo un episodio di circa 6 anni fa&#8230;ero a capo della divisione estero e mi ero posto degli obiettivi davvero ambiziosi. Erano gli anni del boom, soprattutto in Russia, dove lavoravamo da tanti anni e dove si costruivano cose davvero pazze, tra cui il grattacielo più alto d&#8217;Europa. Quando si è trattato di decidere se [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo un episodio di circa <strong><em>6 anni fa</em></strong>&#8230;ero a capo della <strong><em>divisione estero</em></strong> e mi ero posto degli obiettivi davvero ambiziosi.</p>
<p>Erano gli anni del <strong><em>boom</em></strong>, soprattutto in <strong><em>Russia</em></strong>, dove lavoravamo da tanti anni e dove si costruivano cose davvero <strong><em>pazze</em></strong>, tra cui il <strong><em>grattacielo</em></strong> più alto d&#8217;Europa.</p>
<p>Quando si è trattato di decidere se partecipare alla <strong><em>gara</em></strong> non ho avuto un attimo di esitazione. C&#8217;era invece chi consigliava di <strong><em>lasciar perdere</em></strong>, perché senz&#8217;altro su un progetto così grosso i giochi erano già stati fatti, quindi stavamo solo <strong><em>perdendo del tempo</em></strong>.</p>
<p>Per chiarire il mio pensiero, ho scritto <strong><em>un&#8217;email</em></strong> a tutti i colleghi e i collaboratori che conteneva <strong><em>questa immagine:</em></strong> <img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/NothingIsImpossible.jpg" alt="" /></p>
<p><strong><em>Niente </em></strong><strong><em>è impossibile</em></strong>, questo era il messaggio.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(sì, lo so, è come la pubblicità dell&#8217;Adidas&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em></em><em><span style="color: #003300;">&#8230;ma non possono denunciarmi, perché sono arrivato prima io!)</span></em></p>
<p>Abbiamo lavorato tutti <strong><em>come dei pazzi</em></strong> per mesi a preparare quella gara e a seguire le estenuanti trattative, ma alla fine <strong><em>ce l&#8217;abbiamo fatta</em></strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(se questa me la copia l&#8217;amaro Montenegro, io invece li denuncio eccome!)</span></em></p>
<p>Noi, la <strong><em>squadra</em></strong>, tutti insieme. Senza ordini, <strong><em>senza gerarchie</em></strong>. Solo con il desiderio e <strong><em>la passione</em></strong>. A testa bassa e con il <strong><em>coltello tra i denti</em></strong>.</p>
<hr />
<p>Quante volte invece la paura di <strong><em>perdere</em></strong> non ci fa neanche iniziare?</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Sbagliare</em></strong></span> è normale&#8230;anzi, è addirittura un fatto <strong><em>positivo</em></strong> (se le conseguenze non sono troppo gravi, naturalmente)&#8230;perché è così che impariamo e che facciamo <strong><em>esperienza</em></strong>.</p>
<p>Mentre invece la <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>paura di sbagliare</em></strong></span> ci blocca ancor prima di partire&#8230;e allora andiamo avanti al <strong><em>rallentatore</em></strong>, soffochiamo il nostro talento, <strong><em>smorziamo</em></strong> l&#8217;entusiasmo e mentre i quarant&#8217;anni si avvicinano, la <strong><em>vita</em></strong> diventa un <strong><em>noioso incubo</em></strong> grigio da cui non sembra esserci via d&#8217;uscita.</p>
<hr />
<p>Voglio <strong><em>imparare</em></strong> a farmi una domanda:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><strong><em>Che cosa vorrei veramente fare</em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003300;"><strong><em>se non avessi paura di fare fiasco?</em></strong></span></p>
<p>Non so voi, ma trovo che non è poi così<em> </em><strong><em>facile</em></strong> rispondere&#8230;significa forse che <strong><em>ho smesso di sognare e di sfidare</em></strong> i miei limiti? No, no, NO!</p>
<hr />
<p>Ecco cosa bisogna fare: bisogna riprendere contatto con il <strong><em>piccolo super-eroe che credevamo di essere</em></strong> da bambini.</p>
<p>I super-eroi in fondo ci piacciono perché vanno sempre <strong><em>a colpo sicuro</em></strong>, forti della <strong><em>fiducia</em></strong> nei loro super-poteri.</p>
<p>Ecco, <strong><em>i bambini</em></strong> sono fatti così&#8211;<strong><em>non sanno</em></strong> cos&#8217;è la paura di non farcela.</p>
<p>E allora <strong><em>non dobbiamo</em></strong> diventare (troppo) adulti&#8230;</p>
<p>Eh no, perché i bambini, invece, <strong><em>non sbagliano mai</em></strong>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/SuperHero.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Facciamo il • della situazione&#8230;</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/il-punto-della-situazione/</link>
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				<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 22:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Con nessun grande tema da affrontare, giusto qualche riflessione qua e là come i blog che piacciono a me, che raccontano dell&#8217;ultimo modello di una borsetta o della delusione d&#8217;amore di un&#8217;amica carissima dei tempi del liceo. Dopo Cenerentola, La Carica dei 101 e La Sirenetta, ho guardato Il Libro della Giungla e&#8230;wow!, finalmente Freud non [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Con nessun grande tema da affrontare, giusto qualche riflessione qua e là come i <em>blog</em> che piacciono a me, che raccontano dell&#8217;<strong><em>ultimo modello di una borsetta</em></strong> o della <strong><em>delusione d&#8217;amore</em></strong> di un&#8217;<strong><em>amica carissima</em></strong> dei tempi del liceo.</p>
<hr />
<p>Dopo <span style="text-decoration: underline;"><a title="Cenerentola 2000 (Eingel remix)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/cenerentola-2000-eingel-remix/" target="_blank">Cenerentola</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a title="Che simpatica, Crudelia De Mon!" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/11/crudelia-de-mon/" target="_blank">La Carica dei 101</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a title="Le perversioni della Sirenetta" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/03/le-perversioni-della-sirenetta/" target="_blank">La Sirenetta</a></span>, ho guardato Il <strong><em>Libro della Giungla</em></strong> e&#8230;<em>wow!</em>, finalmente <strong><em>Freud</em></strong> non avrebbe avuto terreno fertile per le sue analisi dissacranti. Avrebbe detto <em>&#8220;che figata&#8221;</em> e basta, ne sono certo.</p>
<p>Comunque mi sono dimenticato di scriverlo, ma quando guardo la Sirenetta con Matilde, quando Tritone alla fine saluta la figlia e dice che <strong><em>sarà dura stare senza di lei</em></strong> e la figlia <strong><em>lo abbraccia</em></strong> e gli dice <em>&#8220;ti voglio bene papà&#8221;</em>&#8230;<strong><em>mi commuovo sempre</em></strong>. Eh beh, anche Freud amava il suo gatto.</p>
<p>Mi ha fatto un certo senso sentire la pantera <strong><em>Bagheera</em></strong> (che sarà di Marghèra?) che parla con la voce di <strong><em>Obi Wan Kenobi</em></strong> e l&#8217;orso <strong><em>Baloo</em></strong> che parla con la voce di <strong><em>Sean Connery</em></strong>. Ci sto abbastanza attento alle voci dei <strong><em>doppiatori</em></strong>, io&#8230;</p>
<p>La scena di <strong><em>Re Luigi</em></strong> che balla poi è da Oscar&#8230;ecco, <strong><em>ripassatevela mò qua</em></strong>&#8230;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3tBS8CKFH5k" frameborder="0" width="500" height="375"></iframe></p>
<p>Continuo a fare i miei giri in <strong><em>mountain-bike</em></strong> finché dura perché non so se durerà&#8230;anche per restare in forma perché non so se ci resterò.</p>
<p>Sto facendo <strong><em>programmi per quest&#8217;estate</em></strong>&#8230;monti <strong><em>Sibillini</em></strong> a fine maggio e <strong><em>Lagorai</em></strong> a settembre&#8230;ma sono così entusiasta dei miei programmi che ve li racconterò con più calma.</p>
<p>Il mio <span style="text-decoration: underline;"><a title="Perdersi…per ritrovarsi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/04/perdersi-per-ritrovarsi/" target="_blank">ultimo post</a></span> sulla <strong><em>bussola e il GPS</em></strong> ha suscitato qualche reazione un po&#8217; nervosa&#8230;magari mi avete frainteso: non voglio fare quello <strong><em>all&#8217;antica</em></strong> che si orienta solo con la cartina perché è più <strong><em>maschio</em></strong>. Ci mancherebbe per un <strong><em>nerd</em></strong> come me&#8230;</p>
<p>La tecnologia è solo lo <strong><em>strumento</em></strong>, dipende sempre <strong><em>dall&#8217;uso che se ne fa</em></strong>. Non disprezzo affatto il GPS con le tracce, anzi penso che sia un ottimo modo per scoprire posti nuovi. Forse un giorno me lo comprerò, così finalmente <strong><em>mi perderò di meno</em></strong>.</p>
<p>Ecco, infatti, anche l&#8217;ultima volta <strong><em>mi sono perso di nuovo</em></strong>, come un vero imbranato che gira in tondo, finendo in un sentiero talmente pieno di <strong><em>fango</em></strong> che non si <strong><em>stava in sella</em></strong>&#8230;poi mi sono imbattuto in questa <strong><em>cucciolata fantastica</em></strong> e tutto ha avuto di nuovo un senso&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Cucciolata.jpg" alt="" /></p>
<p>Parliamo un attimo di <strong><em>musica</em></strong>: per chi ha voglia di scoprire nuovi orizzonti, è uscito il remaster di <strong><em>Zopalki</em></strong> dei finlandesi <strong><em>Circle</em></strong>, il miglior disco della grandiosa <em>band</em> <strong><em>kraut-rock</em></strong> che supera qualunque definizione musicale. Roba per veri fanatici esigentissimi.</p>
<p><em>&#8220;Open your mind&#8221;</em>, dice <em>Morpheus</em> a <em>Neo</em> in <em>Matrix</em>, saltando da un grattacielo all&#8217;altro come se fosse niente. Non fate i <strong><em>plumoni</em></strong>, vi dico invece io: con €14 comprese spese di spedizione lo trovate su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ektrorecords.com/shop/" target="_blank">www.ektrorecords.com/shop</a></span>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/Zopalki.jpg" alt="" /></p>
<p>Ora ho un po&#8217; <strong><em>sonno</em></strong> e mi fa anche male una caviglia, devo aver messo male un piede.</p>
<p>Una prodezza di Del Piero ha riportato la Juventus in testa alla classifica, il Milan ha però dimostrato di non voler mollare.</p>
<p>&#8230;devo scrivere altre cazzate o vi siete già annoiati abbastanza?!?</p>
<p>Allora <strong><em>buonanotte</em></strong> miei cari, e come sempre, soprattutto, mie care.</p>
<p>E mi raccomando, <strong><em>se vi piace, piacetelo</em></strong>&#8230;anche se lo so bene che il mondo funziona come dice questa immagine qua&#8230;sigh&#8230;</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/FB_Like.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perdersi&#8230;per ritrovarsi</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 21:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Se ci fermiamo a pensarci un attimo&#8230;ma che razza di vita ci fanno fare? Tutti i giorni per andare in ufficio facciamo la stessa strada (e magari senza il navigatore ci sentiamo siamo persi lo stesso)&#8230;questo per 11 mesi all&#8217;anno&#8230;e quando finalmente arrivano le vacanze: &#8220;anche quest&#8217;anno non sbagliare, stessa spiaggia stesso mare&#8220;&#8230;sempre in agosto e magari sempre nello stesso posto&#8230; [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/GetLost2.jpg" alt="" /></p>
<p>Se ci fermiamo a pensarci un attimo&#8230;ma <strong><em>che razza di vita</em></strong> ci fanno fare?</p>
<p>Tutti i giorni per<strong><em> andare in ufficio</em></strong> facciamo la <strong><em>stessa strada</em></strong> (e magari senza il <strong><em>navigatore</em></strong> ci sentiamo siamo persi lo stesso)&#8230;questo per 11 mesi all&#8217;anno&#8230;e quando finalmente arrivano <strong><em>le vacanze</em></strong>: <em>&#8220;anche quest&#8217;anno non sbagliare, <strong>stessa spiaggia stesso mare</strong>&#8220;</em>&#8230;sempre <strong><em>in agosto</em></strong> e magari <strong><em>sempre nello stesso posto</em></strong>&#8230;</p>
<p>Pian piano ci si abitua a questa vita e ci si convince che <strong><em>per forza deve essere così</em></strong>&#8230;anzi, forse <strong><em>non ci si sogna neanche</em></strong> qualcosa di diverso. Ma io? A 37 anni suonati penso proprio di essere un i<strong>rr</strong>iducibile, ingua<strong>r</strong>ibile, i<strong>rr</strong>imediabile i<strong>rr</strong>equieto c<strong>r</strong>onico (e auguri con le &#8220;<strong>r</strong>&#8220;).</p>
<p>Anche se qualche certezza poi ce l&#8217;ho&#8211;prima di tutte quella di sapere che non voglio più partire per il giro del mondo ma essere un <strong><em>bravo papà</em></strong> per la mia bimba Matilde. Ma guai a <strong><em>negare la propria vera Natura</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ormai mi conosco: se sono in anticipo a un <strong><em>appuntamento di lavoro</em></strong>, magari pure in giacca e cravatta, faccio spesso una <strong><em>figuraccia</em></strong> perché entro nella stanza vuota e mi metto <strong><em>alla finestra</em></strong> per scoprire il <strong><em>panorama</em></strong>&#8230;poi ecco che <strong><em>entra della gente</em></strong> alle mie spalle e io rimango a guardar fuori <strong><em>senza accorgermi</em></strong> di niente. Ormai è un classico.</p>
<p>Penso sia un <strong><em>gesto di umiltà</em></strong>, quello di sentirsi <strong><em>minuscoli</em></strong> in un mondo vastissimo e <strong><em>tutto da scoprire</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ormai lo sapete: il mio sfogo è girare in <em>mountain-bike</em>&#8230;e la mia ossessione è cercare di fare ogni volta <strong><em>una strada diversa</em></strong>. Anche quando non mi allontano troppo da Bologna e le zone sono sempre quelle, <strong><em>non voglio tornare a casa</em></strong> senza aver scoperto un sentiero che non avevo <strong><em>mai percorso prima</em></strong>.</p>
<p>Ho scelto di comprare il GPS più &#8220;<strong><em>basic</em></strong>&#8221; che ci sia&#8211;senza cartine e senza la possibilità di caricare le tracce da PC&#8211;perché <strong><em>voglio potermi perdere in santa libertà</em></strong>&#8230;</p>
<p>Se proprio non so come venirne fuori uso le coordinate numeriche del GPS, <strong><em>la cartina e la bussola</em></strong>&#8230;non sono poi mica in mezzo al deserto come <strong><em>Obes Grandini!</em></strong> (Chi è? Sto parlando della <strong><em>leggenda vivente</em></strong> dei viaggiatori in bicicletta, e non solo&#8230;leggete <span style="text-decoration: underline;"><a title="Obes Grandini" href="http://www.pomodorozen.com/zen/amo-la-vita-obes-grandini/" target="_blank">questo passo</a></span>, per capirci&#8230;)</p>
<p><strong><em>Alex Supertramp</em></strong>, il ragazzo di <strong><em>Into The Wild</em></strong>, decide di andarsene in <strong><em>Alaska</em></strong> in cerca di solitudine: per avere la sensazione di trovarsi in una terra inesplorata, cosa fa? <strong><em>Butta via la mappa</em></strong>&#8230;poi mangia per errore una pianta velenosa e non riesce a tornare indietro, anche se era a pochi kilometri dalla salvezza (senza saperlo)&#8230;(un triste eroe che <strong><em>ha avuto molto successo</em></strong> perché realizza il nostro <strong><em>bisogno di libertà</em></strong>, ma la sua morte ci convince che è meglio starsene a casa e guardare il film davanti alla TV&#8211;<strong><em>catarsi fu</em></strong>).</p>
<p>A me piace <strong><em>poter decidere spensieratamente</em></strong> di andare <strong><em>per quel sentierino di là</em></strong>, oppure arrampicarmi <strong><em>su per quel colle di qua</em></strong>&#8230;(spero apprezziate la grammatica italiana evolutissima di questa frase, che mi ricorda <strong><em>Francesco Salvi</em></strong> e la sua famosa <strong><em>hit</em></strong>&#8230;cliccate la copertina per vedere il video del <em>live</em> con <strong><em>Jovanotti</em></strong>&#8230;aaah, i mitici anni &#8217;80!)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qkFbMjRn5Lw" target="_blank"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/FrancescoSalvi.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Mi piace imbucarmi <strong><em>dove capita</em></strong>, anche a costo di scoprire che la strada è impercorribile e che <strong><em>devo tornare indietro</em></strong>: quando sono a zonzo in libertà non ci sono <strong><em>problemi di autostima</em></strong> e a parte qualche gogliardica imprecazione, <strong><em>fare dietro-front</em></strong> non mette a rischio <strong><em>l&#8217;orgoglio e il testosterone</em></strong>.</p>
<p>Magari il sentiero <strong><em>finisce su uno strampiombo</em></strong> sul fiume (vedi sopra) e mi fermo un attimo a pensare come sarebbe fare un volo con la bici tuffandomi in acqua&#8230;poi torno indietro, che è meglio.</p>
<p>Oppure, qualche giorno fa mi sono arrampicato sui <strong><em>calanchi</em></strong> intorno a Bologna e ho scoperto una pista sterrata che corre tutta quanta <strong><em>lungo il crinale</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Il vento</em></strong> soffia senza ostacoli e <strong><em>riempie il candido senso di vuoto</em></strong> che provo guardando <strong><em>l&#8217;infinito da ogni parte</em></strong> intorno a me.</p>
<p>Davanti, la strada procede dritta coi suoi sali-scendi sulla cresta delle colline&#8230;le ruote girano sui sassi e sento che non mi manca nulla&#8230;ecco che <strong><em>l&#8217;irrequietezza si placa</em></strong>, in quel posto nuovo: d&#8217;un tratto, <strong><em>dentro di me tutto tace</em></strong>, almeno per un po&#8217;.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/GetLost.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le perversioni della Sirenetta</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/03/le-perversioni-della-sirenetta/</link>
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				<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 09:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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				<description><![CDATA[Questa mattina Matilde ci ha dato la sveglia alle 5:30 e le reminescenze degli studi di Freud si fanno spazio tra le spire di Orfeo allentate dal sonno, mentre guardiamo un cartone animato per provare a riaddormentarci&#8230; Mettiamo su la Sirenetta e presto mi chiedo se sono io ad essere un depravato o se questa volta il signor Disney non [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina Matilde ci ha dato la <strong><em>sveglia alle 5:30</em></strong> e le reminescenze degli studi di <strong><em>Freud</em></strong> si fanno spazio tra le <strong><em>spire di Orfeo</em></strong> allentate dal sonno, mentre guardiamo un cartone animato per provare a riaddormentarci&#8230;</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Freud.jpg" alt="" /></p>
<p>Mettiamo su <strong><em>la Sirenetta</em></strong> e presto mi chiedo se sono io ad essere <strong><em>un depravato</em></strong> o se questa volta il signor <strong><em>Disney non ha davvero esagerato</em></strong>&#8230;</p>
<p>La protagonista è appunto una sirena, non <strong><em>quella della polizia</em></strong>, ma una creatura <strong><em>mezza gnocca e mezzo pesce</em></strong> (se è vero che il pesce puzza sempre dalla testa, dove puzzerano invece le sirene?)</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta01.jpg" alt="" /></p>
<p>La Sirenetta si chiama <strong><em>Ariel, come il detersivo</em></strong>&#8230;la profezia di un futuro da casalinga, se non avesse dei <strong><em>lunghi capelli rossi</em></strong> che la rendono <strong><em>molto focosa</em></strong>, nonostante gli occhioni blu e l&#8217;aria gracile.</p>
<p>Dietro a questo visino dolce si nasconde un <strong><em><span style="text-decoration: underline;">inconscio oscuro</span></em></strong> rappresentato dalla <strong><em>strega Ursula</em></strong>: una <strong><em>cicciona coi tentacoli neri</em></strong> e gli istinti di una <strong><em>ninfomane malvagia e ricattatrice</em></strong>. Bisogna sempre stare attenti alle apparenze!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta02.jpg" alt="" /></p>
<p>La Sirenetta è una bambina che come tutte, chi più chi meno, soffre del <span style="text-decoration: underline;"><strong><em><a title="Complesso di Elettra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Elettra" target="_blank">complesso di Elettra</a></em></strong></span>, la versione femminine del complesso di <strong><em>Edipo</em></strong>: in parole povere è innamorata del padre <strong><em>Tritone, il dio del mare</em></strong>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta03.jpg" alt="" /></p>
<p>Un giorno, durante una <strong><em>festa in barca</em></strong>, la Sirenetta incontra il <strong><em>principe</em></strong> (eh sì, se fosse stato un <strong><em>marinaio qualunque</em></strong>, il film non lo andava a vedere nessuno&#8230;)</p>
<p>Il finale della festa è davvero esplosivo, hanno bevuto tutti e due più del solito e ci scappa <strong><em>un intrallazzo</em></strong>&#8230;e lei gli deve aver fatto un servizietto fatto davvero per bene, perché lui, <strong><em>di tutte quelle che si è fatto (&#8220;come fanno i marinai&#8221;)</em></strong>, si innamora perdutamente.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta04.jpg" alt="" /></p>
<p>Ma lei è una sirena&#8230;non ha le gambe come un&#8217;umana&#8230;o diciamo piuttosto che <strong><em>non può aprirle!</em></strong> Cioè non può vivere una sessualità normale facendo uso di <strong><em>quello che ci sta in mezzo</em></strong>, alle gambe&#8230;</p>
<p>Per perdere serenamente la sua <strong><em>verginità</em></strong>, deve sconfiggere <strong><em>le ombre del suo inconscio</em></strong>&#8230;e torniamo quindi alla strega Ursula, che le ha fatto un <strong><em>incantesimo</em></strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(se è vero che la strega rappresenta l&#8217;inconscio della </span></em><span style="color: #003300;"><strong>stessa Sirenetta</strong></span><em><span style="color: #003300;">,</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">&#8230;allora gli incantesimi sono </span></em><span style="color: #003300;"><strong>le catene dalla mente</strong><em>, direbbe</em><strong> William Blake.</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">Le </span></em><strong><span style="color: #003300;">forgiamo noi stessi</span></strong><em><span style="color: #003300;"> per limitare maoschisticamente la </span></em><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #003300; text-decoration: underline;">nostra libertà</span></strong></span><em><span style="color: #003300;">&#8230;)</span></em></p>
<p>La Sirenetta, <strong><em>ora con gambe umane</em></strong>, si fidanza con il principe e si diverte un sacco facendo la vita degli innamorati&#8230;ma ma non ha ancora realizzato <strong><em>il suo destino</em></strong> e questi momenti di felicità dureranno poco&#8230;</p>
<p><strong><em>Peccato per il principe</em></strong>, visto che la Sirenetta per l&#8217;incantesimo aveva anche <strong><em>perso la voce</em></strong>&#8230;una <strong><em>metafora profonda della vita pre-matrimoniale!</em></strong></p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta05.jpg" alt="" /></p>
<p>Iniziano i pasticci causati dalla <strong><em>strega-inconscio</em></strong> e dopo tanta sofferenza arriva il momento della <strong><em>lotta finale tra Ursula e suo padre Tritone</em></strong>, che la strega trasforma in un <strong><em>vecchio pesce</em></strong>&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta06.jpg" alt="" /></p>
<p>Dopo questa stregoneria, la Sirenetta si è liberata dell&#8217;<strong><em><span style="text-decoration: underline;"><a title="Invidia del pene" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fase_genitale" target="_blank">invidia del pene</a></span> (il tridente di Tritone)</em></strong> e riesce a vedere suo padre <strong><em>come un vecchio, invece che come un dio</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;è riuscita a conquistare la sua <strong><em>autonomia sessuale e può sposarsi</em></strong> con il principe. Alé!</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">(eh sì, libertà </span></em><strong><span style="color: #003300;">non è fare quello che ci pare</span></strong><em><span style="color: #003300;">, o girare in mountain-bike,</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">&#8230;ma togliersi il </span></em><strong><span style="color: #003300;">Velo di Maya</span></strong><em><span style="color: #003300;"> davanti agli occhi</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #003300;">e </span></em><strong><span style="color: #003300;">vedere le cose e le persone</span></strong><em><span style="color: #003300;"> come sono veramente&#8230;)</span></em></p>
<p><strong><em>&#8230;ma attenzione!</em></strong> L&#8217;inconscio sta prendendo il sopravvento, la vita <strong><em>è diventata un inferno</em></strong> e la Sirenetta finisce nel <strong><em>vortice che lei stessa ha creato</em></strong>&#8230;</p>
<p>Allora ecco che arriva il principe che<em> </em><strong><em>infilza la strega-inconscio col suo pennone</em></strong> e la mette a tacere una volta per tutte!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta07.jpg" alt="" /></p>
<p>Eh sì, perché il <strong><em>vero uomo</em></strong> deve saper <strong><em>tenere a bada gli istinti</em></strong> della propria donna&#8230;sennò che morale c&#8217;è!</p>
<p>Finalmente arriva <strong><em>la quiete dopo la tempesta</em></strong>&#8230;e vissero tutti <strong><em>felici e contenti</em></strong>. Vi è piaciuta la favola?</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Sirenetta08.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Il sogno dei sandali e i capelli blu</title>
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				<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 13:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[liceo]]></category>

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				<description><![CDATA[Ho ritrovato un foglio che avevo scritto quindici anni fa: era l&#8217;ultimo anno dell&#8217;università e avevo appena iniziato a frequentare un master&#8211;l&#8217;unico studente in mezzo a un gruppo di imprenditori. Possiamo dire che sia stata la mia prima esperienza del &#8220;mondo del lavoro&#8221;&#8230; Mi sono reso conto che a 22 anni scrivevo come un matusalemme stitico di [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ritrovato un foglio che avevo scritto <strong><em>quindici anni fa</em></strong>: era l&#8217;ultimo anno dell&#8217;università e avevo appena iniziato a frequentare un master&#8211;l&#8217;unico studente in mezzo a un gruppo di imprenditori. Possiamo dire che sia stata la mia prima esperienza del &#8220;mondo del lavoro&#8221;&#8230;</p>
<p>Mi sono reso conto che<strong><em> a 22 anni scrivevo come un matusalemme stitico di fine &#8216;800</em></strong>&#8230;guardate un po&#8217; qua!</p>
<hr />
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>&#8220;Prima giornata, oggi 30 giugno <strong>&#8217;97</strong>, del corso &#8220;progetto Gabbiano&#8221;. Mi sono ritrovato a confronto, su argomenti generali fortunatamente, con un gruppo di imprenditori, anche molto più anziani di me.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>Teneva il corso uno psicologo, Gianfranco Contini, che ha parlato della &#8220;Socializzazione&#8221;, dei rapporti personali e del problema di prendere decisioni.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>Centrale è stata a mio avviso la discussione sulla differenza tra <strong>complicato e complesso</strong>. Il primo è ciò che può essere risolto con l&#8217;azione e la spiegazione.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>Il secondo comprende invece tutto che è frammentato, e per quanto si vada fondo nell&#8217;analisi, presenta delle sfaccettature nuove ed irrisolte. Come i rapporti tra le persone, per fare un esempio.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>Complessità è il fronteggiare <strong>l&#8217;incertezza</strong>, sentire la tensione di una situazione difficile. Ed in fondo, tranquillità è in verità quella giusta dose di &#8220;ansia&#8221;, che mi permette di ottimizzare le prestazioni, senza cadere nello stress.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;">[&#8230;bla bla bla&#8230;]</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em style="color: #000080;">Dopo la prima giornata posso solo dire che tutto sommato il fatto di sentirmi stanco pur non avendo ragionato di cose <strong>difficili</strong> mi rende sereno e disteso, come se i miei orizzonti fossero stati aperti su qualcosa di nuovo.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>La <strong>finestra su me stesso</strong> si facendo più larga, e <strong>più luce potrà entrare</strong>.&#8221;</em></span></p>
<hr />
<p>Allora che ne pensate&#8230;<em><strong>ma che modo di scrivere è..?!</strong></em></p>
<p>Difficile giudicare dopo così tanto tempo, ma in quelle pagine mi sono rivisto come un ragazzo <strong><em>troppo introverso</em></strong>, che cercava di pianificare&#8230;di trovare delle certezze&#8230;di <strong><em>affermare delle verità</em></strong>. Una noia pazzesca!</p>
<p>Poi, <strong><em>un giorno, <span style="text-decoration: underline;">ho fatto un sogno</span></em></strong>: non mi ricordo dov&#8217;ero né cosa stavo facendo&#8230;avevo un paio di <strong><em>sandali mezzi slacciati</em></strong>&#8230;una sensazione di disagio che è ancora così <em>fucking clear in my mind&#8230;and </em><strong>so exciting</strong>&#8230;</p>
<p>Dovevo decidere se fermarmi per stringerli oppure se continuare ad andare avanti. E andavo avanti&#8230;fregandomene di quelle fibbie, di quella sensazione di non avere il controllo&#8230;fregandomene di <strong><em>perdere dei pezzi</em></strong>.</p>
<div>Dopo pochi mesi da quel 1997 mi sono dato <strong><em>una bella svegliata</em></strong>: ho lasciato la ragazza con cui stavo insieme da tempi immemorabili, mi sono laureato con la lode, i capelli blu e la cravatta <em>ton-sur-ton</em>&#8230;</div>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Laurea.jpg" alt="" /></p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #3: che ci faccio qui?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-3-che-ci-faccio-qui/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">29 settembre &#8217;98</a></span>, lo sapete già, sono partito per la <strong><em>Finlandia</em></strong>&#8230;e per due anni mi sono divertito alla stra-grande&#8230;(pure troppo&#8230;ma dovevo recuperare!)&#8230;poi sono tornato, e da allora, un po&#8217; alla volta, sto scoprendo la mia <strong><em>vera Natura</em></strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #003300;"><em>(sì, Natura con &#8220;N&#8221; maiuscola: </em></span><em style="color: #003300;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003300; text-decoration: underline;"><a title="Più nero del viola" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/06/piu-nero-del-viola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non ho dimenticato la promessa</a></span></span>:</em></p>
<p style="text-align: right;"><em style="color: #003300;">un giorno vi parlerò delle <strong>tre lettere della felicità</strong>&#8230;</em><span style="color: #003300;"><em>)</em></span></p>
<p>Bisogna <strong><em>slacciare tutte le fibbie</em></strong>, i lacci e le imbragature per precipitare nel <span style="text-decoration: underline;"><a title="La magia di Kintulampi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/la-magia-di-kintulampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vuoto più nero che ci sia</a></span>&#8230;</p>
<p>Dobbiamo <strong><em>attraversare l&#8217;Inferno</em></strong> come Dante, se vogliamo <strong><em>vedere il Paradiso</em></strong>.</p>
<p>Bisogna <strong><em>dimenticare il proprio nome</em></strong> per scoprire <strong><em>chi siamo veramente</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Cosa farò da grande?</em></strong> Diamo tempo al tempo&#8230;ve lo saprò dire <strong><em>quando l&#8217;avrò fatto</em></strong> (o quando sarò grande).</p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;Abominevole Cane delle Nevi</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/02/l-abominevole-cane-delle-nevi/</link>
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				<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 00:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>

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				<description><![CDATA[Spesso i blog raccontano la vita di tutti i giorni&#160;degli autori che parlano dei fatti loro&#8230;cittadini qualunque&#160;(di Metrocity)&#8230;e spesso fanno venire due palle pazzesche. Non parlerò del mio cane ma di quanto sia bello rendersi conto&#160;in un giorno qualunque di come una circostanza inaspettata possa condizionare il resto della nostra vita. Nove anni fa, un&#160;giorno [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Olmo01.jpg" alt=""/></p>
<p>Spesso i <strong><em>blog</em></strong> raccontano la vita di<strong> <em>tutti i giorni</em></strong>&nbsp;degli autori che parlano dei fatti loro&#8230;<strong><em>cittadini qualunque</em></strong>&nbsp;(di <span style="text-decoration: underline;"><a title="Megamind" href="http://www.megamind.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Metrocity</a></span>)&#8230;e spesso fanno venire <strong><em>due palle</em></strong> pazzesche.</p>
<p>Non parlerò del mio cane ma di quanto sia bello <strong><em>rendersi conto</em></strong>&nbsp;in un <strong><em>giorno qualunque</em></strong> di come una <strong><em>circostanza inaspettata</em></strong> possa condizionare <strong><em>il resto della nostra vita</em></strong>.</p>
<p>Nove anni fa, un&nbsp;giorno <strong><em>come un altro</em></strong>, ad esempio&nbsp;<strong><em>come oggi</em></strong>, un mio amico mi dice che un&#8217;amica di una sua amica ecc ecc, ha una cagna (in inglese:&nbsp;<strong><em>&#8220;bitch&#8221;</em></strong>) che ha avuto dei cuccioli&nbsp;in campagna vicino a Bologna e che li devono <strong><em>sbolognare</em></strong>&nbsp;sennò chissà che fine faranno&#8230;</p>
<p>&#8230;magari arriva <span style="text-decoration: underline;"><a title="Che simpatica, Crudelia De Mon!" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/11/crudelia-de-mon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Crudelia De Mon</a></span>, oppure il ristorante cinese del quartiere!</p>
<p><strong><em>Spensieratamente</em></strong>, come quando si fanno <strong><em>le cose più belle</em></strong> della vita, la mia <del>futura/attuale</del>/ex moglie ed io andiamo a vedere com&#8217;è&nbsp;la situazione.</p>
<p>Quando siamo là, il cucciolotto più <strong><em>smilzo, dolce e sfigato</em></strong> della cucciolata si dirige verso di noi e ci si addormenta in braccio.</p>
<p><em style="font-weight: bold;">Ci ha scelto lui</em>&nbsp;e quel momento ha radicalmente&nbsp;<strong><em>cambiato il suo destino</em></strong>.&nbsp;Ma non è stato il frutto di alcuna <strong><em>pianificazione</em></strong>, né di un atteggiamento&nbsp;<strong><em>determinato&nbsp;</em></strong><strong><em>e prepotente</em></strong>. Vi pare?</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Olmo02.jpg" alt=""/></p>
<p>E&#8217; colpa dei <strong><em>film sul Vietnam</em></strong> e soprattutto dei <strong><em>documentari di Piero Angela</em></strong> se pensiamo che la vita degli esseri viventi sia decisa dalle <strong><em>guerre</em></strong>, dai <strong><em>contrasti</em></strong>, dalle lotte tra maschi per diventare <strong><em>capobranco</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;<strong><em>per fortuna</em></strong> non è così che funziona il mondo.</p>
<p>Dico &#8220;per fortuna&#8221; perché immaginatevi di essere <strong><em>Rambo</em></strong> in un <strong><em>giorno qualunque</em></strong> come oggi: sareste da <strong><em>soli</em></strong> in una foresta, <strong><em>senza un amico</em></strong> che sia uno, non <strong><em>sorridereste</em></strong> per nessuna ragione al mondo&#8230;non solo per colpa della faccia da Sylvester Stallone, ma perché non avreste nessuna ragione per sorridere.</p>
<p>Per <strong><em>&#8220;pisciare sulle scarpe alla noia&#8221;</em></strong>, come cantavano i&nbsp;<strong><em>Litfiba</em></strong>&nbsp;ai tempi d&#8217;oro, dovreste&nbsp;smitragliare qualche centinaio di <strong><em>Vietcong</em></strong>: wow!, <strong><em>fichissimo!</em></strong>&#8230;ma alla lunga poi ci stanca anche di quello&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Rambo.jpg" alt=""/></p>
<p>(Apro una parentesi&#8230;ognitanto mi sembra di prendermi in giro da solo&#8230;ma non lo faccio apposta: nel <em>post</em> precedente&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="La ricerca della felicità" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/01/la-ricerca-della-felicita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vi avevo promesso</a></span>&nbsp;<strong><em>Arnold Schwarzenegger</em></strong> mentre invece eccovi qua una foto di <strong><em>Sylvester Stallone</em></strong>&#8230;il tutto senza alcuna premeditazione! Non trovate che sia a dir poco<strong><em>&nbsp;perverso?!</em></strong>)</p>
<p>Ma torniamo a noi: in quel <strong><em>giorno qualunque</em></strong>&nbsp;di nove anni fa, quella patacca di un <strong><em>cucciolo qualunque</em></strong>, con un gesto banale e spontaneo, ha cambiato le sorti della sua vita&#8211;e, scopro oggi, ha pure condizionato <strong><em>le passioni e i sogni</em></strong> della mia&#8230;</p>
<p>Infatti, pochi mesi dopo il suo arrivo, ci siamo sposati, e per il&nbsp;<strong><em>viaggio di nozze</em></strong>, invece che in&nbsp;<strong><em>Polinesia</em></strong> come fanno (quasi) tutti, abbiamo deciso di andare in Val Gardena, un ambiente a lui più congeniale&#8230;ed è lì che è nato <strong><em>il mio amore per la montagna</em></strong>, mentre guardavo dalla finestra <span style="text-decoration: underline;"><a title="Il Sassopiatto e il ruscello Zen" href="http://www.eingel.com/wordpress/2010/08/la-salita-al-sassopiatto-e-il-ruscello-zen/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Sassopiatto (e il ruscello Zen)</a></span>&nbsp;tutte le sere prima di andare a letto&#8230;</p>
<p><strong><em>Senza Olmo</em></strong>, cane mezzo-Husky, oggi invece che&nbsp;<strong><em>ciaspolare sulla neve</em></strong>&nbsp;forse sognerei di andare in&nbsp;<strong><em>barca</em></strong>&#8230;e questo di per sè non sarebbe così male&#8230;</p>
<p>&#8230;ma forse farei meno attività fisica, e quindi sarei&nbsp;<strong><em>più ciccione</em></strong>&#8230;e&nbsp;soprattutto, invece che percorrere&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la Via degli Dei</a></span>&nbsp;in&nbsp;<strong><em>mountain bike</em></strong>, avrei tentato di attraversare l&#8217;Adriatico in&nbsp;<em><strong>pedalò</strong></em>. Bello schifo!</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Olmo03.jpg" alt=""/></p>
<p>A parte pedalare, quello che importa davvero è che <strong><em>solo guardando la vita indietro di diec&#8217;anni</em></strong> si capisce cosa è stato importante e cosa no&#8230;</p>
<p>&#8230;e quindi è altrettanto vero che solo guardando avanti <strong><em>diec&#8217;anni nel futuro</em></strong> si può capire <strong><em>cosa è veramente importante oggi</em></strong>&nbsp;e cosa non lo è.</p>
<p>Così, ecco che in un giorno qualunque come oggi mi rendo conto che devo dire grazie un po&#8217; anche al mio cane.&nbsp;Dimenticavo di dirvi che il suo nome è&nbsp;<strong><em>Olmo</em></strong>&nbsp;e la sua carta d&#8217;identità canina riporta <strong><em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a title="Segni particolari: bellissimo" href="http://www.youtube.com/watch?v=WQMajRS9tXo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">segni particolari: bellissimo</a></span>&#8220;</em></strong>&#8230;</p>
<p>&#8230;lo amiamo alla follia, anche se negli anni lo abbiamo (affettuosamente) soprannominato: Fiatellus,&nbsp;Bastardo Figlio D&#8217;Un Cane (senza offesa: è la verità),&nbsp;Cane Bêige,&nbsp;Maschio All&#8217;Anagrafe (ahimé, per curare un&#8217;iperplasia prostatica),&nbsp;Il Brad Pitt Dei Cani,&nbsp;Pelîde Olmo,&nbsp;Delicane,&nbsp;Sempre Domenica,&nbsp;L&#8217;Abominevole Cane Delle Nevi,&nbsp;Bà-Bàû (by Matilde)&#8230;</p>
<p>Ma <span style="text-decoration: underline;"><a title="Adesso basta" href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/adesso-basta.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">adesso basta</a></span> filosofeggiare e <strong><em>scrivere di (da) cani</em></strong>, è ora di andare <strong><em>a nanna</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Bye-bye.</em></strong></p>
<p><strong><em>B</em></strong><strong><em>au-bau</em></strong>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Olmo04.jpg" alt=""/></p>
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		<title>La ricerca della felicità</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/01/la-ricerca-della-felicita/</link>
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				<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 22:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Per gli americani la ricerca della felicità è un diritto costituzionale&#8230;&#8220;the pursuit of happiness&#8221;&#160;viene risaputamente definita da Gabriele Muccino&#160;&#38;&#160;Will Smith nell&#8217;omonimo film&#8230;che in verità richiama la&#160;Dichiarazione d&#8217;Indipendenza del 4 luglio del 1776&#8230;che in verità è una dichiarazione di guerra all&#8217;Inghilterra (altrimenti quei bombaroli degli americani non ne sarebbero mica così fieri). Meno risaputo è il [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli americani <strong><em>la ricerca della felicità</em></strong> è un diritto costituzionale&#8230;<em>&#8220;the pursuit of happiness&#8221;</em>&nbsp;viene risaputamente definita da <strong><em>Gabriele Muccino</em></strong>&nbsp;&amp;<em>&nbsp;</em><strong><em>Will Smith</em></strong> nell&#8217;omonimo film&#8230;che in verità richiama la&nbsp;<strong><em>Dichiarazione d&#8217;Indipendenza</em></strong> del 4 luglio del 1776&#8230;che in verità è una <strong><em>dichiarazione di guerra</em></strong> all&#8217;Inghilterra (altrimenti quei bombaroli degli americani non ne sarebbero mica così fieri).</p>
<p>Meno risaputo è il fatto che è stato il <strong><em>filosofo italiano Filippo Mazzei</em></strong> a consigliare George Washington, Thomas Jefferson e il resto della banda. Oggi li ricordiamo come i primi presidenti degli Stati Uniti d&#8217;America, ma 250 anni fa erano come Luke Skywalker e la Principessa Leila in Guerre Stellari: <strong><em>i comandanti delle colonie ribelli contro l&#8217;Impero</em></strong> (inglese).</p>
<p>Questa divagazione, che mi appresto rapidamente a concludere, e che non c&#8217;entra nulla con il titolo di questo articolo, è l&#8217;ennesima dimostrazione che <strong><em>Jung aveva ragione</em></strong> quando sosteneva l&#8217;esistenza di un <strong><em>&#8220;inconscio collettivo&#8221;</em></strong>&nbsp;e che pure il <strong><em>Buddha</em></strong>, quando parlava di <strong><em>&#8220;reincarnazione&#8221;</em></strong>, sapeva certamente il fatto suo&#8230;</p>
<p>Eh sì, è evidente che&nbsp;<strong><em>le nostre radici emotive</em></strong>&nbsp;affondano negli <strong><em>strati più profondi della storia</em></strong>&#8230;altrimenti <strong><em>George Lucas</em></strong> non avrebbe fatto i miliardi con la sua Saga&#8230;e nel 2012 la gente non starebbe incollata alla TV a guardare le partite che giocano allo stadio, esattamente come faceva ai <strong><em>giochi circensi, duemila (e mezzo) anni fa</em></strong>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/SPQR.jpg" alt=""/></p>
<p>Voglio presentarvi un video molto interessante di TED.com in cui <strong><em>il&nbsp;famoso psicologo David Kahneman</em></strong> spiega come <strong><em>i nostri ricordi</em></strong> influiscono sulla percezione della <strong><em>felicità</em></strong>.</p>
<p>Possiamo decidere <strong><em>se essere felici</em></strong> ripercorrendo la storia della nostra vita o magari proiettandoci nei nostri sogni del futuro. Oppure possiamo essere felici <strong><em>ora e adesso</em></strong>, <em>hic et nunc</em>. Sono due tipi di felicità diversi&#8230;il problema è che è facile confondersi con questi due <strong><em>&#8220;stili&#8221;</em></strong> di felicità&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a title="Cenerentola 2000 (Eingel remix)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/cenerentola-2000-eingel-remix/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vi ricordate <strong><em>Cenerenola</em></strong></a></span>, che si sveglia cantando <em>&#8220;dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà?&#8221;</em> E&#8217; un punto di vista più che giustificabile, se <strong><em>la vita fa schifo</em></strong> come la sua&#8230;agli opposti c&#8217;è la filosofia del&nbsp;<strong><em>&#8220;carpe diem&#8221;</em></strong> di Orazio, che tutti conoscete, che ha ispirato la generazione degli <em><strong>hippies</strong></em> e che qualche simpaticone ha usato come nome del suo <strong><em>negozio di pesca</em></strong>&#8230;</p>
<p>Meglio lavorare come dei matti per costruirsi <strong><em>un solido futuro</em></strong> oppure godersi il presente <strong><em>accontentandosi di poco?</em></strong>&nbsp;Dipende innanzitutto da quale dei due &#8220;io&#8221; vogliamo accontentare&#8230;ed è proprio di ciò che si parla in questo video che vi aprirà la mente.</p>
<p>In un recente articolo vi ho raccontato che&nbsp;Benoît Mandelbrot ha inventato il concetto di <strong><em>dimensione frattale</em></strong> analizzando&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="Il sig. Mandelbrot, Re del Caos" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/il-re-del-caos/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la costa della Norvegia</a></span>&#8230;qui invece David Kahneman studia il rapporto tra <strong><em>i ricordi e la felicità</em></strong> parlando del modo di fare una <strong><em>colonscopia</em></strong>&#8230;si vede che per essere dei grandi scienziati bisogna proprio avere <strong><em>qualche rotella fuori posto!</em></strong></p>
<p>I due luminari hanno in comune qualcos&#8217;altro di molto più profondo&#8230;che riguarda<strong><em> l&#8217;economia</em></strong>&#8230;ma questo articolo mi sembra già troppo caotico per introdurre un altro argomento (no, dai&#8230;sono davvero tutti così??)&#8230;lo farò comunque presto (eh eh eh!)</p>
<p>Vi lascio al <strong><em>video</em></strong> di David Kahneman su TED.com&#8230;che è molto ultile anche per chi volesse ripassare un po&#8217; di inglese (magari con l&#8217;aiuto dei sottotitoli, disponibili anche in italiano, in slovacco ed altre 32 lingue)&#8230;</p>
<p>Guardatelo con attenzione perché ne vale la pena&#8230;lo commenteremo <strong><em>nel prossimo articolo</em></strong>, intitolato <em>&#8220;i ricordi e la felicità&#8221;</em>&#8230;che si aprirà con il faccione del mio attore preferito di tutti i tempi,&nbsp;<strong><em>Arnold Schwarzenegger</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.ted.com/talks/daniel_kahneman_the_riddle_of_experience_vs_memory.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Kahneman.png" alt=""/></a></p>
<hr />
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		<title>Ecco come bruciano i nostri soldi</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2012/01/come-bruciano-i-nostri-soldi/</link>
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				<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 05:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[economics]]></category>

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				<description><![CDATA[Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda.&#160;[Voltaire] Anche se non è il mio argomento preferito, vi parlerò di mercati finanziari&#8230;in verità, di una notizia sconvolgente che sta passando inosservata&#160;sotto agli occhi di tutti&#8230;forse perché non è più sconvolgente di tante altre? Se non lo sapevate, ieri&#8211;in un giorno soltanto&#8211;Unicredit [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Crack.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-829" title="Crack" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Crack-e1325739294861.jpg" alt="" width="500" height="372"/></a></p>
<blockquote class="quotation">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;">Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda.&nbsp;<strong>[Voltaire]</strong></span></p>
</blockquote>
<p>Anche se non è il mio argomento preferito, vi parlerò di mercati finanziari&#8230;in verità, di <strong><em>una notizia sconvolgente</em></strong> che sta passando inosservata&nbsp;<strong><em>sotto agli occhi di tutti</em></strong>&#8230;forse perché non è più sconvolgente di tante altre? Se non lo sapevate, ieri&#8211;in un giorno soltanto&#8211;<strong><em>Unicredit ha perso il 14,4%</em></strong> in borsa.</p>
<p>Me ne ha parlato un amico che possiede qualche azione e che si è visto i suoi risparmi dimagrire di botto&#8230;come se fosse arrivato <strong><em>Mago Merlino</em></strong>&nbsp;(anzi, la <strong><em>Befana</em></strong>) che ha aperto il suo <strong><em>salvadanaio</em></strong> e, ogni sette <strong><em>monetine</em></strong> da un Euro,&nbsp;ne ha fatta <strong><em>scomparire</em></strong> una.</p>
<p>Non sono un assiduo lettore del <strong><em>Sole 24 Ore</em></strong>&nbsp;e visto che con <strong><em>Minzolini</em></strong> (RAI), <strong><em>Berlusconi</em></strong> (Mediaset) e <strong><em>Tronchetti Provera</em></strong> (LA7) non vado molto d&#8217;accordo, non guardo spesso nemmeno i <strong><em>telegiornali</em></strong>: se il mio amico non me ne avesse parlato, molto probabilmente non l&#8217;avrei nemmeno saputo&#8230;<strong><em>e voi?</em></strong></p>
<p>Eppure sono stati&nbsp;<strong><em>bruciati 2 miliardi di Euro</em></strong> in un colpo solo! Per dare un termine di paragone, la <strong><em>manovra del governo</em></strong> &#8220;tecnico&#8221; di Monti porterà circa <strong><em>20 miliardi</em></strong>&nbsp;di nuove entrate allo Stato&#8211;<strong><em>lacrime e sangue</em></strong> per gli Italiani (aumentano&nbsp;<strong><em>le tasse</em></strong>), ordinaria amministrazione per la politica (<strong><em>nessun&nbsp;taglio alla spesa pubblica</em></strong>).</p>
<hr />
<p>Com&#8217;è possibile un tracollo così improvviso delle azioni Unicredit? Basta documentarsi un po&#8217; per scoprire che<strong><em>&nbsp;una ragione c&#8217;è</em></strong>: la Consob ha approvato l&#8217;aumento di capitale da 7,5 miliardi di Euro deliberato dal CdA con uno <strong><em>sconto del 43%</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Saldi di fine stagione?</em></strong>&nbsp;Mi pare una <strong><em>roba da pazzi</em></strong>&#8230;per un maglione di Benetton si possono accettare questi <strong><em>svarioni</em></strong>, ma stiamo parlando di importi molto, molto diversi. Torniamo al <strong><em>mondo reale</em></strong> per un attimo: se aveste comprato un&#8217;automobile da 15 mila Euro e il giorno dopo la vedeste in vendita a 9 mila Euro, cosa fareste? <strong><em>Ve lo dico io:</em></strong>&nbsp;entrereste nella concessionaria e attacchereste il rivenditore al muro.</p>
<p>Normalmente, gli aumenti di capitale servono a finanziare gli investimenti necessari nelle <strong><em>fasi di crescita</em></strong> delle aziende. Ma non pare proprio che sia così: sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marketmovers.it/2011/11/unicredit-e-laumento-di-capitale-da-75.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">marketmovers.it</a></span>, viene presentata una situazione di <strong><em>profonda crisi</em></strong> della più importante banca italiana che ha in programma di <strong><em>tagliare più di cinquemila posti di lavoro</em></strong>.</p>
<p><strong><em>Ecco svelato il mistero!</em></strong>&nbsp;Beh&#8230;la verità vera non ce la racconta nessuno, ma almeno <strong><em>la puzza di bruciato</em></strong> (e di altre sostanze organiche) siamo riusciti a sentirla.&nbsp;Ne ho già parlato qualche mese fa della <span style="text-decoration: underline;"><a title="La crisi? Paraponzi-ponzi-pò!" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/06/la-crisi-paraponzi-ponzi-po/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mia visione della crisi</a></span>: <strong><em>nulla si crea e nulla si distrugge</em></strong>, ma tutto si trasforma.</p>
<p>A proposito di puzza, sono ancora convinto che <strong><em>non è possibile bruciare</em></strong> 2 miliardi da un giorno all&#8217;altro&#8230;ma soltanto portarli <strong><em>dalle tasche dei più deboli a quelle dei più forti</em></strong>&#8230;dai risparmi di chi legge <strong><em>notizie finte</em></strong> sui giornali, al conto corrente chi prende le decisioni su come manovrare <strong><em>i soldi degli altri</em></strong>&#8230;</p>
<p>E&#8217; un <strong><em>gioco a somma zero</em></strong>&#8230;come lo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">schema di Ponzi</a></span>&nbsp;che funziona solo quando c&#8217;è crescita, altrimenti collassa&#8230;una <strong><em>rapina</em></strong> portata avanti con <strong><em>concetti ectoplasmatici</em></strong>: non più guerre di <strong><em>spade</em></strong>, ma&nbsp;mercati finanziari e simili<em> </em><strong><em>stregonerie</em></strong>.</p>
<hr />
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		<title>Il diamante sulla strada fangosa</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/il-diamante-sulla-strada-fangosa/</link>
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				<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 22:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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				<description><![CDATA[Oggi vi racconto una famosa storia Zen, una metafora della vita come viaggio&#8230; Un giorno come un altro, arriva l&#8217;Illuminazione che ti cambia la vita. Ma non basta: bisogna seguirla fino in fondo e non tornare mai indietro. Il titolo è &#8220;Trovare un diamante su una strada fangosa&#8220;&#160;e mi ha emozionato un po&#8217;&#8230; &#8220;Gudo era [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi racconto una famosa storia Zen, una metafora della vita come viaggio&#8230;</p>
<p>Un giorno come un altro, arriva l&#8217;Illuminazione che ti cambia la vita.</p>
<p>Ma non basta: bisogna seguirla fino in fondo e non tornare mai indietro.</p>
<p>Il titolo è <strong>&#8220;<em>Trovare un diamante su una strada fangosa</em>&#8220;</strong>&nbsp;e mi ha emozionato un po&#8217;&#8230;</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiamanteStradaFangosa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-779" title="DiamanteStradaFangosa" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiamanteStradaFangosa.jpg" alt="" width="500" height="498" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiamanteStradaFangosa.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiamanteStradaFangosa-150x150.jpg 150w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiamanteStradaFangosa-300x298.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&#8220;Gudo era l&#8217;insegnante dell&#8217;imperatore del suo tempo. Però viaggiava&nbsp;sempre da solo come un mendicante girovago. Una volta, mentre era in&nbsp;cammino verso Edo, il centro culturale e politico del shogunato, si&nbsp;trovò nei pressi di un piccolo villaggio chiamato Takenaka.</p>
<p>Era sera e&nbsp;pioveva a dirotto. Gudo era bagnato fradicio. I suoi sandali di paglia&nbsp;erano a pezzi. In una casa colonica vicino al villaggio vide quattro o&nbsp;cinque paia di sandali su un davanzale e decise di comprarne un paio.&#8221;</p>
<hr />
<p>&#8220;La donna che gli vendette i sandali, vedendolo così bagnato, lo invitò&nbsp;a passare la notte lì in casa. Gudo accettò con molti ringraziamenti.&nbsp;Entrò e recitò un sutra davanti al reliquiario della famiglia. Poi la&nbsp;donna lo presentò a sua madre e ai suoi figli. Notando che avevano&nbsp;tutti un&#8217;aria afflitta, Gudo domandò se fosse accaduta qualche&nbsp;disgrazia.</p>
<p>«Mio marito gioca d&#8217;azzardo ed è un beone» gli spiegò la padrona di&nbsp;casa. «Quando gli capita di vincere si ubriaca e diventa manesco.&nbsp;Quando perde si fa prestare i soldi dagli altri. A volte, quando è&nbsp;ubriaco fradicio, non rincasa nemmeno. Che posso fare?».</p>
<p>«Lo aiuterò io» disse Gudo. «Ecco un po&#8217; di denaro. Procurami un&nbsp;gallone di vino buono e qualcosa di stuzzicante da mangiare. Poi andatevene a dormire. Io resterò in meditazione davanti al&nbsp;reliquiario».&#8221;</p>
<hr />
<p>&#8220;Quando, intorno alla mezzanotte, il marito della donna rincasò&nbsp;completamente ubriaco, si mise a berciare: «Ehi, moglie, io sono a&nbsp;casa. Non c&#8217;è niente da mangiare?».</p>
<p>«Qualcosa ce l&#8217;ho io» disse Gudo. «Sono stato sorpreso dalla pioggia,&nbsp;e tua moglie mi ha gentilmente invitato a passare qui la notte. Per&nbsp;ringraziarla ho comprato del pesce e un po&#8217; di vino, sicché puoi&nbsp;gustarne anche tu». L&#8217;uomo fu tutto contento. Bevve subito il vino e&nbsp;si sdraiò sul pavimento. Gudo rimase in meditazione accanto a lui.&#8221;</p>
<hr />
<p>&#8220;Quando il marito si svegliò la mattina dopo, non ricordava più nulla&nbsp;della sera prima. «Chi sei? Di dove vieni?» domandò a Gudo che stava&nbsp;ancora meditando.</p>
<p>«Sono Gudo di Kyoto e sto andando a Edo» rispose il maestro di Zen.&nbsp;L&#8217;uomo provò un&#8217;immensa vergogna. Non la finiva più di scusarsi con&nbsp;l&#8217;insegnante del suo imperatore.</p>
<p>Gudo sorrise. «In questa vita tutto è instabile» spiegò. «La vita è&nbsp;brevissima. Se tu continui a giocare e a bere, non ti resterà il tempo di fare altro, e farai soffrire anche la tua famiglia».&#8221;</p>
<hr />
<p>&#8220;Fu come se la coscienza del marito si ridestasse da un sogno. «Come potrò mai compensarti di questo meraviglioso ammaestramento? Lascia&nbsp;che ti accompagni e che porti la tua roba per un pezzo di strada».</p>
<p>«Come vuoi» acconsentì Gudo.&nbsp;I due si misero in cammino.</p>
<p>Dopo tre miglia Gudo disse all&#8217;uomo di tornare indietro. «Altre cinque miglia soltanto» lo pregò quello.&nbsp;Continuarono a camminare.</p>
<p>«Ora puoi tornare indietro» disse Gudo.&nbsp;«Faccio ancora dieci miglia» rispose l&#8217;uomo.</p>
<p>«Adesso torna indietro» disse Gudo quando ebbero percorso le dieci miglia.</p>
<p>«Voglio seguirti per tutto il resto della mia vita» dichiarò l&#8217;uomo.</p>
<p>In Giappone, gli odierni insegnanti di Zen discendono da un famoso&nbsp;maestro che fu il successore di Gudo. Il suo nome era Mu-nan, l&#8217;uomo&nbsp;che non tornò mai indietro.&#8221;</p>
<hr />
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		<title>Il sig. Mandelbrot, Re del Caos</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/il-re-del-caos/</link>
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				<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 01:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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				<description><![CDATA[Quando Dio ha creato l&#8217;Uomo&#160;gli ha donato un&#160;cannocchiale formidabile con cui osservare l&#8217;Universo. Questo cannocchiale si chiama Scienza&#160;e le sue lenti sono così meravigliose&#160;che riescono a fotografare dettagli praticamente infiniti di ciò che vedono. Come sempre, tuttavia, ogni cosa ha un prezzo, e al Destino come sappiamo non manca il senso dell&#8217;ironia&#8230;infatti, il &#8220;cannocchiale-Scienza&#8221; non [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Mandelbrot3D.jpg" alt=""/></p>
<p>Quando <strong><em>Dio</em></strong> ha creato l&#8217;<strong><em>Uomo</em></strong>&nbsp;gli ha donato un&nbsp;cannocchiale formidabile con cui osservare l&#8217;<strong><em>Universo</em></strong>.</p>
<p>Questo cannocchiale si chiama <strong><em>Scienza</em></strong>&nbsp;e <strong><em>le sue lenti</em></strong> sono così meravigliose&nbsp;che riescono a fotografare <strong><em>dettagli praticamente infiniti</em></strong> di ciò che vedono.</p>
<p>Come sempre, tuttavia, ogni cosa ha un prezzo, e al Destino come sappiamo non manca il senso dell&#8217;ironia&#8230;infatti, il &#8220;cannocchiale-Scienza&#8221; <strong><em>non consente di vedere le cose nel loro insieme</em></strong>&#8230;ed è anche molto difficile da <strong><em>posizionare con precisione</em></strong> su un obiettivo!</p>
<p>Ogni tanto, qualche scienziato baciato dalla Fortuna <strong><em>crede di aver trovato qualcosa di interessante</em></strong>&nbsp;e dedica molti sforzi per mettere a fuoco l&#8217;immagine&#8230;poi arrivano altri scienziati che <strong><em>senza troppa fatica</em></strong>&nbsp;puntano il loro cannocchiale e gli dimostrano che si tratta di un riflesso, un abbaglio, una chimera&#8230;</p>
<p>Tuttavia, tra un secolo e l&#8217;altro, accade che uno scienziato scopra qualcosa di veramente nuovo: nel 1600,&nbsp;<em></em><strong><em>Galileo e Keplero</em></strong>, osservando il moto delle stelle e dei pianeti, formularono le leggi che spiegano <strong><em>le interazioni tra i corpi</em></strong>.</p>
<p>Eh sì&#8230;dovete sapere che <strong><em>i fisici sono dei &#8220;nerds&#8221; pazzeschi</em></strong>&nbsp;anche se a volte usano queste <strong><em>espressioni erotiche</em></strong>&#8230;</p>
<p>Un secolo dopo&nbsp;<strong><em>Newton</em></strong> perfezionò queste leggi, poi non è successo nulla di interessante fino alla <strong><em>Teoria della Relatività</em></strong> agli inizi del &#8216;900.</p>
<p>Ma <strong><em>la minestra è sempre quella</em></strong>: le equazioni di questi grandi fisici erano sempre tutte quante&nbsp;<strong><em>lineari</em></strong>. Ovvero&nbsp;<strong><em>approssimazioni della realtà</em></strong>.</p>
<p>Perché appena spuntava&nbsp;<strong><em>il Demone della Non-Linearità</em></strong>, i fisici se la facevano sotto e alzavano <strong><em>bandiera bianca</em></strong>&#8230;</p>
<p><img style="border: 1px solid black;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Mandelbrot-bifurcation.jpg" alt=""/></p>
<p>Poco più di anno fa ci ha lasciato, nel silenzio generale, un certo signor <strong><em>Benoît&nbsp;Mandelbrot</em></strong>, un fisico-matematico di origini franco-polacche che ha raccolto i suoi primi successi al celeberrimo centro di ricerca T. J. Watson dell&#8217;IBM.</p>
<p>Molto probabilmente non l&#8217;avete mai sentito nominare&#8230;eh sì, purtroppo 60 anni di <strong><em>egemonia culturale americana</em></strong> ci hanno inculcato il <strong><em>mito della competizione</em></strong>, e sul <strong><em>podio dei fisici</em></strong> c&#8217;è posto solo per i baffoni di Einstein.</p>
<p>Non che Mandelbrot fosse un povero ingenuo&#8230;in verità era un vero figlio di buona donna, a tal punto da diventare <strong><em>il capo della banda</em></strong> di cui facevano parte altri sconosciuti come Mitchell Feigenbaum e Edward Lorenz&#8230;.i ragazzacci che&nbsp;rubarono la famosa&nbsp;<strong><em>&#8220;Teoria del Caos&#8221;</em></strong> agli Dei&#8211;come fece Prometeo con il fuoco di Zeus ai tempi dell&#8217;Antica Grecia&nbsp;per rivenderlo al <strong><em>mercato nero</em></strong>, per intenderci.</p>
<p>Mandelbrot <strong><em>non aveva paura</em></strong> del Demone della Non-Linearità&#8230;anzi, ne era <strong><em>diabolicamente attratto</em></strong>.</p>
<p>Dopo secoli e secoli di linearità, aveva capito che <strong><em>nel mondo reale</em></strong> non c&#8217;è nulla di lineare (con ogni probabilità è stato uno dei primi fisici ad avere una relazione stabile con una donna).</p>
<p>Capì questo studiando <strong><em>la costa della Norvegia</em></strong> e l&#8217;andamento del <strong><em>prezzo del riso</em></strong>&#8230;ehi!, ve l&#8217;ho detto che <strong><em>i fisici sono dei nerds</em></strong> pazzeschi!</p>
<p>Un bel giorno decise di puntare il suo &#8220;cannocchiale-Scienza&#8221; su&nbsp;<strong><em>una formula</em></strong> stupendamente banale: <strong><em>z</em>&nbsp;=&nbsp;<em>z</em><sup>2</sup>&nbsp;+&nbsp;<em>c</em></strong>&#8230;e ne venne fuori l&#8217;<strong><em>oggetto matematico più pazzeschissimo</em></strong> mai visto&nbsp;<strong><em>dopo il didietro della Charlize Theron</em></strong>.</p>
<p>Ebbene sì, sto parlando dei <strong><em>frattali</em></strong>&#8230;di questi ne avrete forse sentito parlare e li avrete certamente visti, come quelli qui sopra.</p>
<p>Ma oggi non voglio spiegarvi cosa sono. Basta parole! Vi propongo invece un video mozzafiato per <strong><em>toccarlo con mano</em></strong> ed&nbsp;<strong><em>entrarci dentro in profondità</em></strong>&#8230;altolà, sto parlando dei frattali di Mandelbrot, non della Charlize Theron!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/CharlizeTheron.jpg" alt=""/></p>
<p>Lo zoom che state per vedere è un vero e proprio record ai confini dell&#8217;immaginazione umana, che ha richiesto mesi e mesi di calcolo a <strong><em>clusters di super-computers</em></strong>&#8230;</p>
<p>State per vedere uno zoom di un fattore di&nbsp;<strong><em>10<sup>&nbsp;228</sup></em></strong>&#8230;intendo dire <strong><em>duecento-ventotto &#8220;zeri&#8221;</em></strong>. Una quantità incomprensibile per l&#8217;uomo.</p>
<p>Provo a spiegarmi con alcuni esempi: se tu, lettore qualunque del mio blog, diventassi d&#8217;un tratto l&#8217;<em><strong>uomo più ricco del mondo</strong></em>, avresti appena&nbsp;<em><strong>cento miliardi di Euro</strong></em> nel tuo conto corrente. Wow! Ma saresti soltanto a undici zeri, cioè te ne mancherebbero 217. A te basterebbero, lo so&#8230;anche a me&#8230;ma <strong><em>la morale</em></strong> è che non ha senso parlare di 228 zeri in <strong><em>economia</em></strong>.</p>
<p>Lo zoom che state per vedere&nbsp;è incommensurabile <strong><em>anche a livello fisico</em></strong>. Volete fare <strong><em>una pila di fogli di carta fino alla Luna?</em></strong>&nbsp;Dovreste usarne <strong><em>15 mila milardi</em></strong>, che non farebbe bene alle <strong><em>foreste del pianeta</em></strong>&nbsp;e sarebbero comunque <strong><em>solo 13 zeri</em></strong>.</p>
<p>La dimensione più piccola che si possa concepire è&nbsp;<em><strong>10<sup>-41</sup>&nbsp;metri</strong></em>&nbsp;mentre le stelle ai confini dell&#8217;Universo sono distanti&nbsp;<strong><em>dieci miliardi di anni luce</em></strong>, cioè&nbsp;<strong><em>10<sup>&nbsp;26</sup>&nbsp;metri</em></strong>: da -41 a +26 sono &#8220;soltanto&#8221; 67 zeri&#8230;<strong><em>neanche un terzo</em></strong> della strada per arrivare a 228.</p>
<p>Insomma, grazie a Mandelbrot posso offrirvi &nbsp;un viaggio che parte dalla radiazione di fondo del <strong><em>Big Bang</em></strong> e arriva fino ai <strong><em>neutrini di Mariastella &nbsp;Gelmini</em></strong>, proseguendo altre 4 volte ancora più in profondità in <strong><em>10 minuti esatti di estasi suprema</em></strong>.</p>
<p>Il video è disponibile anche in HD per i palati più fini&#8230;inizia lentamente ed è molto ripetitivo, ma portate pazienza perché pian piano si avvia un&nbsp;<strong><em>crescendo esponenziale</em></strong>&nbsp;sempre più esplosivo di <strong><em>dettagli ricorsivi</em></strong> oltre la possibilità di immaginazione, fino ad arrivare&nbsp;alla <strong><em>complessità infinita</em></strong>&nbsp;e <strong><em>tornare al punto di partenza</em></strong>&#8230;</p>
<p>Mettetelo <strong><em>full-screen</em></strong>, rilassatevi 10 minuti ed avrete un&#8217;esperienza di cos&#8217;è la <strong><em>Teoria del Caos</em></strong>&#8230;delle farfalle in Messico e dei cicloni in Giappone ne parliamo la prossima volta: per ora, <strong><em>buona visione!</em></strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/foxD6ZQlnlU" frameborder="1" width="500" height="281"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Discesa agli Inferi (in the mix)</title>
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				<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:16:39 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un ragazzo che aveva vent&#8217;anni, che si faceva chiamare Eingel DJ e a cui piacevano tanti tipi di musica ma soprattutto molta techno&#8230;non quella commerciale, nemmeno quella &#8220;tunz tunz&#8221; del Coccoricò (più pesante, ma sempre commerciale)&#8230; Gli piaceva la techno underground, quella più ricercata, sperimentale&#8230;ad esempio la psychedelic trance degli Astral Projection, o la [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta un ragazzo che aveva vent&#8217;anni, che si faceva chiamare <strong><em>Eingel DJ</em></strong> e a cui piacevano tanti tipi di musica ma soprattutto molta <strong><em>techno</em></strong>&#8230;non quella commerciale, nemmeno quella &#8220;tunz tunz&#8221; del Coccoricò (più pesante, ma sempre commerciale)&#8230;</p>
<p>Gli piaceva la techno <strong><em>underground</em></strong>, quella più ricercata, sperimentale&#8230;ad esempio la <strong><em>psychedelic trance</em></strong> degli <strong><em>Astral Projection</em></strong>, o la<strong><em> progressive house</em></strong> che suonano nei <em>clubs</em> europei di un certo livello, soprattutto <strong><em>in Inghilterra</em></strong>&#8230;oppure la <strong><em>minimal-techno</em></strong> di <strong><em>Plastikman</em></strong> di cui <span style="text-decoration: underline;"><a title="Schopenhauer ascoltava la Tecnho" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/schopenhauer-ascoltava-la-tecnho/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vi ho già parlato</a></span>&#8230;</p>
<p><strong><em>In Italia&#8230;lasciamo perdere</em></strong>: sono tutti generi e terminologie praticamente sconosciute&#8230;c&#8217;è soltanto <strong><em>&#8220;la disco&#8221;</em></strong>, dove ti porta <strong><em>&#8220;il PR&#8221;</em></strong>, così entri <strong><em>&#8220;in lista&#8221;</em></strong>&#8230;dove ci <strong><em>&#8220;si veste fighetti&#8221;</em></strong>, dove mettono solo la musica commerciale di Radio DJ e schifezze analoghe, e dove c&#8217;è <strong>&#8220;il vocalist&#8221;</strong> che non sta zitto un attimo e che se non dice <strong><em>&#8220;su le mani!!&#8221;</em></strong> ogni tre minuti la gente sembra non essere contenta&#8230;<strong><em>disgustorama</em></strong>.</p>
<p>Il sottoscritto Eingel DJ pensava di poter fare delle cose diverse ma ha presto scoperto che: <strong><em>1)</em></strong> a ciascuno il suo mestiere, e al di là degli entusiasmi giovanili la musica non era certamente il mio; <strong><em>2)</em></strong> là fuori c&#8217;erano troppi pecoroni e fargli cambiar gusti era certamente impossibile, almeno per me; <strong><em>3)</em></strong> non bisogna scambiare il lavoro con la bella vita, perché la bella vita si fa dopo aver avuto successo nel lavoro, e non viceversa; <strong><em>4)</em></strong> meglio fare qualche esperimento di mixaggio a casa, ascoltare la musica che si vuole e quando si vuole.</p>
<p>Così mi sono preso un minimo di attrezzatura e ho speso qualche soldino nella mia collezione di vinili, CD ed MP3, che ha ormai raggiunto i mille brani per oltre <strong><em>cento ore</em></strong> di <em>singles</em> e<em> remix</em>&#8230;ho fatto i miei primi esperimenti casalinghi finché ho registrato <strong><em>&#8220;Discesa agli Inferi&#8221;</em></strong> nei miei &#8220;Paradise Studios&#8221; (vivevo in via Paradiso, a Bologna..:))</p>
<p>Era qualche anno che non lo riascoltavo, ma <span style="text-decoration: underline;"><a title="Avete lo stomaco forte?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/avete-lo-stomaco-forte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dopo aver letto <strong><em>&#8220;Flash&#8221;</em></strong></a></span> mi è tornato in mente con un po&#8217; di nostalgia&#8230;</p>
<p>Come copertina avevo scelto un&#8217;opera di <strong><em>Jouka Mattila</em></strong>, un amico e artista finlandese <em>underground</em> che lavorava con me in Nokia a Tampere&#8230;</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/DiscesaAgliInferi.jpg" alt="Discesa Agli iInferi" width="500" height="500" /></p>
<p>All&#8217;interno della copertina avevo scritto <strong><em>un testo psichedelico</em></strong> a dir poco delirante, <strong><em>pur non avendo assunto alcuna sostanza stupefacente</em></strong>&#8230;se la mescalina di cui parlo l&#8217;avessi presa veramente non so cosa ne sarebbe potuto venir fuori.</p>
<p>Ve lo ricopio qui sotto e lo faccio tutto colorato <strong><em>per trasferirvi al meglio qualche allucinazione</em></strong>. Per me è stata proprio una sorpresa rileggerlo dopo così tanto tempo&#8230;</p>
<p>Per ascoltare il disco, a cui il testo si ispira come fasi di narrazione e cambio di stili, <span style="text-decoration: underline;"><a title="Scarica album" href="http://www.eingel.com/wordpress/eingel/DAI/Eingel_DJ_-_Discesa_agli_Inferi.zip" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricatelo qui</a></span>.</p>
<p>Buona lettura&#8230;buon ascolto&#8230;e buone visioni allucinogene!</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><em><strong>&#8220;&#8230;</strong></em></span>stavo ballando nella discoteca e <strong><em>la mescalina fece effetto</em></strong> di colpo. La folla intorno a me <strong><em>diventò tribù</em></strong> e la musica si trasformò lentamente dando inizio a <strong><em>un rituale</em></strong>&#8230; ero solo, in quella dimensione parallela, e al tempo stesso facevo parte di <strong><em>quell’orda di spiriti trasparenti</em></strong> che danzavano<em> <strong>stregati dalla follia più pura</strong></em>.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #008000;">Mi ritrovai <strong><em>al centro del cerchio</em></strong> e le figure attorno a me presero a <strong><em>intrecciarsi lentamente</em></strong>&#8230; a incastrarsi e ad avvolgersi, a fondersi insieme, <strong><em>trasformandosi</em></strong>&#8230; tutt’intorno, ovunque mi girassi, potevo solo vedere un’unica immensa <strong><em>macchina cibernetica</em></strong> che pulsava di luci lampeggianti e vibrava di movimenti convulsi in ogni sua parte. Quelle <strong><em>forme di metallo</em></strong> si levavano in alto fino ad oscurare il cielo&#8230; mi trovavo all’interno di <strong><em>una torre vivente che si arrampicava verso il sole</em></strong>&#8230; e quello spettacolo mi incantava&#8230; mi stava ipnotizzando&#8230; finché una <strong><em>luce accecante</em></strong> coprì ogni cosa e <strong><em>persi il senso della gravità</em></strong>.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #0000ff;">Fluttuai senza peso in <strong><em>quel vuoto senza spazio</em></strong> per un periodo che non aveva durata, poi mi sentii precipitare verso il basso, sempre più veloce verso il centro della galassia&#8230; e le sue <strong><em>spirali luccicanti di stelle</em></strong> mi avvolgevano e dipingevano nel cielo <strong><em>un’aurora boreale di fotogrammi spezzati</em></strong> in continua accelerazione&#8230; una <strong><em>mente infuriata li stava lacerando</em></strong> con degli <strong><em>artigli veloci come un laser</em></strong> e migliaia di <strong><em>volti conosciuti si affacciavano</em></strong> per guardarmi poi scomparire in quel tunnel vorticoso che pareva non aver fine.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff6600;">Poi attorno a me il nulla più completo&#8230; <strong><em>il mio corpo stava emettendo un’aurea rossa</em></strong> di calore mentre <em><strong>fibre sinuose di luce gialla mi crescevano sulla pelle</strong></em>&#8230; le mie mani disegnavano una <strong><em>scia luminosa nello spazio</em></strong>&#8230; e io giocavo con quegli effetti lasciandomi estasiare dalle <strong><em>vampate fluorescenti</em></strong> che seguivano i miei movimenti.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808000;">E <strong><em>dal centro della mia mente proveniva una musica astratta</em></strong>&#8230; non la stavo semplicemente ascoltando e ballando&#8230; no, la sincronia era troppo perfetta&#8230; era come se fosse il mio corpo a generarla&#8230; ogni mio movimento una melodia, un ritmo, una vibrazione, un lampo di energia. Era bellissimo&#8230; <strong><em>una danza incontrollabile</em></strong> che riempiva l’atmosfera di quei suoni nuovi, di quelle <strong><em>percussioni ossessive</em></strong> e al tempo stesso mutevoli e sfuggenti.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;"><strong><em>Di nuovo fui in mezzo alla folla</em></strong>, circondato dai riflessi sensuali di corpi che si nascondevano dietro a <em><strong>profonde ombre</strong></em> e ai flash della luce artificiale. <strong><em>La realtà stava riprendendo significato</em></strong>&#8230; ma davanti alla mia retina vedevo il mondo sfrecciare <strong><em>come elettricità iniettata nel cervello</em></strong>&#8230; stavo <strong><em>sorvolando i profondi canyons</em></strong> tra altissime montagne&#8230; e nella velocità dell’adrenalina sentivo una calma pervadere il mio corpo dall’interno come mai non avevo provato prima.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808000;"><span style="color: #008080;">Avevo perso completamente <strong><em>la cognizione del tempo</em></strong>. Pian piano le luci smisero di pulsare e le persone intorno a me tornarono a svanire nell’oscurità. <strong><em>Un’energia primordiale mi esplose dentro</em></strong>&#8230; mi sentivo enorme e pesante come <strong><em>una fiamma di pietra tagliente</em></strong>, bruciavo della <strong><em>linfa succhiata alla terra con radici profondissime</em></strong> che si estendevano ovunque&#8230; e ogni singolo <strong><em>muscolo ruggiva al ritmo tribale dei canti di guerra</em></strong> di milioni di popoli che gridavano nelle mie orecchie&#8230; ero felice, <strong><em>e piangevo di gioia per la bellezza dell’Universo</em></strong></span><span style="color: #000000;"><em><strong>&#8230;&#8221;</strong></em></span></span></p>
<hr />
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		<title>Avete lo stomaco forte?</title>
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				<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 09:33:19 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[&#8230;no? Allora lasciate perdere e cambiate pagina. Se invece vi piacciono le sensazioni estreme,&#160;ho quello che fa per voi:&#160;il libro più sconvolgente che abbia mai letto&#8230;è&#160;di Charles Duchaussois e si&#160;chiama &#8220;Flash&#8220;. E&#8217; un libro che parla di viaggi&#8230;di due viaggi: un&#8217;Odissea in Medio Oriente&#8211;che termina a Katmandu, in Nepal&#8211;e una vertiginosa &#8220;discesa agli inferi&#8221;&#160;nel mondo [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;no? Allora lasciate perdere e cambiate pagina.</p>
<p>Se invece vi piacciono le sensazioni estreme,&nbsp;ho quello che fa per voi:&nbsp;<strong><em>il libro più sconvolgente che abbia mai letto</em></strong>&#8230;è&nbsp;di Charles Duchaussois e si&nbsp;chiama &#8220;<strong><em>Flash</em></strong>&#8220;.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Duchaussois02.jpg" alt=""/></p>
<p>E&#8217; un libro che parla di viaggi&#8230;di due viaggi: <strong><em>un&#8217;Odissea in Medio Oriente</em></strong>&#8211;che termina a Katmandu, in Nepal&#8211;e una vertiginosa &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><strong><em><a title="Discesa agli Inferi" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/12/discesa-agli-inferi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">discesa agli inferi</a></em></strong></span>&#8221;&nbsp;nel mondo delle droghe, in picchiata verso lo stadio terminale.</p>
<p>Ho letto diverse cose su questo genere e pensavo di essermi fatto una cultura, ma questo li batte tutti&#8230;al confronto <strong><em>Bukowski sembra i Teletubbies</em></strong>&#8230;</p>
<p>Le sue avventure sono pazzesche&#8230;visita&nbsp;<strong><em>i villaggi segreti del Libano</em></strong> nascosti nelle piantagioni clandestine di <em>hashish</em>, i bassifondi di Istanbul dove conosce i&nbsp;<strong><em>trafficanti d&#8217;armi</em></strong>, le città dell&#8217;India dove&nbsp;<em><strong>i bambini vengono mutilati per mendicare</strong></em>&#8230;attraversa i deserti sul cammello <strong><em>coperto di piaghe</em></strong> per le ustioni (e le cura con lo sterco dell&#8217;animale che lo trasporta)&#8230;sfida le &#8220;torri della morte&#8221; dove la setta dei Parsi&nbsp;<strong><em>sacrifica i cadaveri agli avvoltoi</em></strong>&#8230;e molto, molto altro ancora&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Duchaussois01.jpg" alt=""/></p>
<p>Il viaggio nella droga inizia per caso:&nbsp;Duchaussois incontra prima i trafficanti di <em>hashish</em> in Libano, scopre l&#8217;oppio a Kabul con gli <em>hippies</em>&nbsp;e le loro numerose comunità&#8230;poi finisce a Katmandu, il capolinea del suo giro del mondo.&nbsp;<strong><em>La capitale della droga&nbsp;</em></strong>negli anni &#8217;60.</p>
<p>Questo è il viaggio più profondo, più scioccante. Ogni dose di eroina, ogni buco nelle vene, è un <strong><em>pugno nello stomaco</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ma alla fine ce la fa&#8211;torna a Parigi dopo&nbsp;<strong><em>un soggiorno all&#8217;inferno</em></strong>&nbsp;in Nepal che dura alcuni mesi e da cui esce vivo più volte per miracolo&#8211;e riesce infine a disintossicarsi, e raccontare la sua storia.</p>
<hr />
<p>Ma <strong><em>non bisogna farsi di eroina</em></strong> per arrivare al cuore dell&#8217;esperienza di questa lettura.</p>
<p>E&#8217; automatico pensare ad un eroinomane come a&nbsp;<strong><em>tossicodipendente</em></strong>, una persona che vive ai confini della società&#8230;mentre invece, ad esempio, chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno è <strong><em>solo un fumatore</em></strong>.</p>
<p>Purtroppo però <strong><em>le statistiche</em></strong> parlano diversamente: il fumo ogni&nbsp;anno fa <strong><em>120 volte i morti</em></strong> dell&#8217;eroina e chi inizia a fumare ha una <strong><em>probabilità 35 volte superiore</em></strong>&nbsp;di morire rispetto a chi utilizza le droghe illegali.</p>
<p>La verità è che siamo tutti quanti vittima di un <strong><em>lavaggio del cervello</em></strong> mondiale. Ci hanno inculcato mille&nbsp;<strong><em>finti bisogni</em></strong>&#8230;che è con un Campari che un uomo può conquistare le Donne in Rosso&#8230;che è solo trovando il Principe Azzurro che una donna può vivere per sempre felice e contenta&#8230;</p>
<p>Volete aprire il vaso di Pandora e farvi un viaggio alla velocità della luce <strong><em>negli abissi del nostro&nbsp;lato oscuro?</em></strong></p>
<p>Allora&nbsp;<a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/Flash-Katmandu-viaggio-Universale-reprint/dp/8805058653/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1322415826&amp;sr=8-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">leggete</a>&nbsp;&#8220;<strong><em>Flash</em></strong>&#8220;&#8230;prendete la&nbsp;&#8220;pillola rossa&#8221; di Morpheus e vedrete <strong><em>quant&#8217;è profonda la tana del Bianconiglio</em></strong>&#8230;</p>
<hr />
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		<title>Che simpatica, Crudelia De Mon!</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 21:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[remix]]></category>

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				<description><![CDATA[Con Matilde guardo &#38; riguardo cartoni animati che altrimenti non riguarderei&#8230;con l&#8217;occasione della ripetizione della visione, mi diverto&#160;a fare dei&#160;remix&#8230;come Cenerentola&#8230; Orbene&#8230;.anche oggi siamo a casa Disney (alla faccia del monopolio!) con &#8220;La Carica dei 101&#8220;&#8230;un altro grande classico. La personalità più interessante è&#160;Crudelia De Mon, una personaggia sottovalutatissima&#8230;a tal punto che, con una punta [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Crudelia01.jpg" alt=""/></p>
<p>Con Matilde <strong><em>guardo &amp; riguardo cartoni animati</em></strong> che altrimenti non riguarderei&#8230;con l&#8217;occasione della ripetizione della visione, mi diverto&nbsp;a fare dei&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><strong><em><a title="Cenerentola 2000 (Eingel remix)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/cenerentola-2000-eingel-remix/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">remix&#8230;come Cenerentola</a></em></strong></span>&#8230;</p>
<p>Orbene&#8230;.anche oggi siamo a casa Disney (alla faccia del monopolio!) con &#8220;<strong><em>La Carica dei 101</em></strong>&#8220;&#8230;un altro <strong><em>grande classico</em></strong>.</p>
<p>La personalità più interessante è&nbsp;<strong><em>Crudelia De Mon, una personaggia sottovalutatissima</em></strong>&#8230;a tal punto che, con una punta di saccenza, mi sento di affermare la tesi che <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Crudelia è la vera ed indiscussa protagonista del film</em></strong></span>.</p>
<p><strong><em>Senza di lei</em></strong>, infatti, la storia si riassumerebbe così: Rudy e Pongo (<strong><em>i maschi</em></strong>&#8211;uomo &amp; cane, rispettivamente) incontrano Anita e Peggy (<strong><em>donna &amp; cagna</em></strong>, rispettivamente); gli umani si sposano, i cani fanno 15 cuccioli, punto. Fine della storia&#8230;wow.</p>
<p><strong><em>Chi mette in moto l&#8217;avventura è Crudelia</em></strong>.&nbsp;Tanto per inziare, è lei a dare l&#8217;ispirazione a Rudy per <strong><em>i testi della sua melodia</em></strong>&nbsp;(&#8220;<em>Crudelia De Mon, farebbe paura persino a un leon&#8230;</em>&#8220;) Senza le&nbsp;<em>royalties</em>&nbsp;di questa canzone, quell&#8217;imbranato di Rudy come potrebbe altrimenti sfamare la sua famiglia?</p>
<p>E non dimentichiamo che <strong><em>senza Crudelia De Mon, i cuccioli sarebbero solo 15&#8230;non 101</em></strong>.&nbsp;Walt Disney non avrebbe quindi comprato <strong><em>i diritti</em></strong> di una storia così banale&#8230;</p>
<p>Anzi, affermo con assoluta certezza che <strong><em>Walt Disney ha sfruttato Crudelia De Mon</em></strong> e il suo debole per le <strong><em>pellicce</em></strong>: in quel periodo era molto forte la <strong><em>lobby degli antivivisezionisti</em></strong>&#8230;ebbene, non possono essere stati che loro a <strong><em>finanziare</em></strong> la produzione del film.</p>
<p>Oggiggiorno esiste il <strong><em>Goretex</em></strong>&nbsp;e sono d&#8217;accordo con voi: <strong><em>le pellicce sono fuori moda</em></strong>. Ma perché demonizzare Crudelia per la sua vanitosa passione? E&#8217; soltanto&nbsp;<strong><em>figlia dei suoi tempi</em></strong>.&nbsp;Con la stessa logica dovremmo mandare <em>Humprey Bogart</em> all&#8217;inferno con molti altri colleghi di Hollywood&nbsp;perché fumavano nei locali pubblici&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Humphrey.jpg" alt=""/></p>
<p>Crudelia De Mon è impulsiva&#8230;ma segue <strong><em>con estrema coerenza la sua morale</em></strong>.</p>
<p>Ad esempio, è&nbsp;disposta a pagare i 15 cuccioli <strong><em><span style="text-decoration: underline;">il doppio</span> del loro valore</em></strong>&#8230;è colpa sua se Rudy e Anita non glieli vogliono dare? E&#8217; colpa sua se si ritrova&nbsp;<strong><em>costretta ad arrangiarsi</em></strong>&nbsp;e a rubarli?&nbsp;Di necessità virtù&#8230;di tutta un&#8217;erba un fascio&#8230;di palo in frasca&#8230;</p>
<p>&#8230;ed ecco che Crudelia i 15 cuccioli li fa rubare, servendosi di quei <strong><em>babbei di Orazio e Gaspare</em></strong>&#8230;e li piglia a <strong><em>sonori schiaffoni</em></strong>, quei due babbei&#8211;come tutti noi vorremmo fare con simili idioti rompiscatole&#8230;</p>
<p>Non è così? Volete fare gli &#8220;gnorri&#8221;? Non avete mai avuto questa tentazione con certe persone? Beati voi!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Crudelia02.jpg" alt=""/></p>
<p><strong><em>Al volante</em></strong>, Crudelia è molto più che un <strong><em>pericolo costante</em></strong>&#8230;in un mondo di automobilisti rincoglioniti, chi come lei è <em><strong>orientata al </strong></em><strong>business&#8211;</strong><em><strong>e quindi ha <span style="text-decoration: underline;">sempre fretta</span></strong></em>&nbsp;e non può arrivare <strong><em>in ritardo ai suoi appuntamenti</em></strong>.&nbsp;Come non capirla quando sgomma in testacoda&nbsp;col suo macchinone suonando il clacson per togliere i pedoni dalla strada! Cosa preferireste, una <em>sdaura</em>&nbsp;con la cinquecento che blocca il traffico?</p>
<p>La <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>morale della favola</em></strong></span> è che Crudelia è dipinta come una donna cattiva perché è ricca, <strong><em>zitella</em></strong> e avezza agli eccessi&nbsp;(fumo, gioielli, pellicce, automobili&#8230;), mentre negli&nbsp;anni &#8217;60 per Walt Disney era molto più conveniente far presa sul <strong><em>crescente ceto medio</em></strong> (Rudy e Anita + i cani) che, da <strong><em>bravi consumatori</em></strong>, con i grandi numeri, <strong><em>fanno girare l&#8217;economia</em></strong>.</p>
<p>I <strong><em>ricchi incartapecoriti</em></strong> come Crudelia De Mon ci sono ancora oggi&#8230;sono sempre gli stessi, <strong><em>tali e quali</em></strong> come allora. A loro dell&#8217;economia non gliene importa niente, tanto ci guadagnano ugualmente.</p>
<p>Ma in tutto ciò vi confesso che Crudelia De Mon <strong><em>mi sta proprio simpatica</em></strong>&#8230;alla grande&#8230;anche se le piacciono i&nbsp;lussi.</p>
<p>Perché? Nei miei appunti di 15 anni fa ho ritrovato una citazione del<em>&nbsp;</em><strong><em>sommo Thoreau</em></strong>: &#8220;<em>the man is the richest, whose needs are the cheapest</em>&#8221; (l&#8217;uomo più ricco è quello che riesce a spendere meno)&#8230;non avevo ancora letto&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><strong><em>il libro dei libri</em></strong></span>&#8211;il &#8220;<em>Walden</em>&#8220;&#8211;e ritrovare oggi questi appunti mi ha davvero colpito&#8230;</p>
<p>Forse tutto è scritto&#8230;<strong><em>il destino è quel che è&#8230;non c&#8217;è scampo più per me?!?</em></strong></p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/FrankensteinJr.jpg" alt=""/></p>
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		<title>La Via degli Dei #3: che ci faccio qui?</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-3-che-ci-faccio-qui/</link>
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				<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 22:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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				<description><![CDATA[(Qui trovate la&#160;prima puntata&#160;e qui la seconda puntata del racconto&#8230;) E rieccoci&#8230;eravamo alla fine del&#160;secondo giorno&#160;e avevo raggiunto il monte &#8220;Poggiaccio&#8221;&#8211;il punto più alto della &#8220;Via degli Dei&#8221;. Mi ero accampato, come vedete in questa foto; avevo esplorato i dintorni; poi, al tramonto, mi ero messo a letto per riposare. Con tutta la stanchezza che [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>(Qui trovate la&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima puntata</a></span>&nbsp;e qui la <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #2: in viaggio…" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-2-in-viaggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seconda puntata</a></span> del racconto&#8230;)</strong></em></p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei06.jpg" alt=""/></p>
<p>E rieccoci&#8230;eravamo alla fine del&nbsp;<em><strong>secondo giorno</strong></em>&nbsp;e avevo raggiunto il monte &#8220;Poggiaccio&#8221;&#8211;<strong><em>il punto più alto</em></strong> della &#8220;Via degli Dei&#8221;.</p>
<p>Mi ero accampato, come vedete in questa foto; avevo esplorato i dintorni; poi, al tramonto, mi ero messo a letto per riposare. Con tutta la stanchezza che avevo addosso speravo di addormentarmi di sasso, ma ahimé il <em>comfort</em> del mio <strong><em>equipaggiamento minimalista</em></strong> era molto ridotto&#8230;passo un&#8217;ora, forse due, a rigirarmi nel saccoapelo, mentre il sole è tramontato da un pezzo e dentro alla tenda è ormai completamente buio&#8230;</p>
<p>Speravo che questa oscurità fosse accompagnata da un silenzio degno della desolazione di quella radura, in cima a una collina, al centro di un bosco, lontano da tutto e da tutti. E invece sembrò quasi che <strong><em>il bosco non aspettasse altro</em></strong> che l&#8217;arrivo della notte <strong><em>per scatenarsi</em></strong> in un concerto di rumori incessanti e sinistri.</p>
<p>Ho affrontato condizioni più difficili (ricordo ad esempio i -40° C con vento a raffica&nbsp;in Russia) ma avevo sempre la possibilità di proteggermi e rifugiarmi da qualche parte finché tutto non fosse finito; questa volta, invece, sono completamente solo ed indifeso&#8230;e l&#8217;ho capito soltanto ora: <strong><em>è proprio questo che volevo</em></strong>&#8230;entrare nel cuore della foresta per essere da solo faccia a faccia con <strong><em>il lato oscuro della Natura</em></strong>.</p>
<p>Di notte <strong><em>il bosco si trasforma</em></strong>: da ovatta silenziatrice dei rumori della civilizzazione, diventa un teatro primordiale di echi furibondi&#8230;che assomigliano allo <strong><em>sciabordio delle onde del mare</em></strong>&#8230;ma&nbsp;è come se il suono andasse <strong><em>al rallentatore</em></strong>&nbsp;come un macigno gigante, attraversando lo spazio in lungo e in largo. <strong><em>I rombi più profondi</em></strong> arrivavano&nbsp;dall&#8217;orizzonte&#8211;da ogni direzione nello spazio&#8211;poi mi passano attraverso, lenti e inesorabili, proseguendo verso l&#8217;infinito e facendomi&nbsp;sentire <strong><em>una particella sospesa nel vuoto cosmico</em></strong> dentro alla mia piccola tenda.</p>
<p>Riesco quasi ad abituarmi alla burrasca del vento ed ecco che riconosco <strong><em>mille altri suoni</em></strong>&#8230;dal nulla si ricrea l&#8217;orrore di <strong><em>un fruscio sospetto</em></strong> poco distante&#8230;ecco!, un altro rumore&#8230;veniva sempre da quella parte? Uoi un altro ancora&#8230;<strong><em>forse sono dei passi?</em></strong>&nbsp;&#8230;si sta avvicinando? <strong><em>&#8230;che cos&#8217;è?</em></strong> &#8230;e se anche lo sapessi, cosa potrei mai fare..?! Tra un fruscio e il successivo <strong><em>passa un&#8217;eternità</em></strong>&#8230;in quell&#8217;attesa, penso che da un momento all&#8217;altro la mia tenda potrebbe venire <strong><em>travolta da quel &#8220;qualcosa&#8221;</em></strong> senza offrire il benché minimo riparo&#8211;poi l&#8217;attesa dura più del solito&#8230;non sento e non succede niente&#8230;intanto la burrasca dei suoni del vento continuava ad imperversare e d&#8217;un tratto e mi è chiaro che nessuno l&#8217;ha mai detto, ma &#8220;Via degli Dei&#8221; è un nome dal fascino del tutto<strong><em>&nbsp;pagàno</em></strong>&#8230;</p>
<p>Durante quella notte ho perso la concezione del tempo e naturalmente ho dormito <strong><em>poco e malissimo</em></strong>. Ho sentito suoni e rumori <strong><em>mai sentiti prima</em></strong>&#8230;latrati, muggiti!..la mia fantasia ha creato <strong><em>un universo di presenze</em></strong>&nbsp;nel buio che non potevo vedere intorno a me&#8230;mancava soltanto il&nbsp;<strong><em>tintinnio di elmi e scudi</em></strong>&nbsp;dell&#8217;esercito romano sulla <strong><em>Flaminia Minor</em></strong>&nbsp;in versione &#8220;<strong><em>zombie</em></strong>&#8221;&nbsp;come nel film <strong><em>&#8220;L&#8217;Armata delle Tenebre&#8221;</em></strong>&nbsp;di <em>Sam Raimi..!</em></p>
<p>Mi sveglio per l&#8217;ennesima volta nel cuore della notte, non guardo neanche che ore sono perché sto&nbsp;<strong><em>battendo i denti dal freddo</em></strong> mentre il vento continua ad ululare in tutte le direzioni&#8230;mi sento un <strong><em>vero idiota</em></strong> e come <em>Bruce Chatwin</em>&nbsp;nel suo famoso libro mi chiedo:&nbsp;<strong><em>&#8220;che ci faccio qui?&#8221;</em></strong>&#8211;anzi, con molta più modestia e sincerità mi sono detto&#8230;&nbsp;<strong><em>&#8220;ma si può sapere chi #!*@% me l&#8217;ha fatto fare?!?!?&#8221;</em></strong></p>
<p>Poi mi riaddormento finché le luci dell&#8217;alba non mi svegliano del tutto: sono le 6 e mezzo del mattino ma resto ancora a letto, aspettando che i primi raggi del sole mi scaldino un po&#8217;&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei07.jpg" alt=""/></p>
<p>Inizia così <strong><em>il terzo giorno</em></strong> e smonto la tenda che sono ancora tutto infreddolito&#8230;ma appena salto in sella <strong><em>ritorno a sorridere</em></strong>: mi trovavo in cima a una collina&#8230;significa che <strong><em>per colazione</em></strong> mi aspettava una <em><strong>discesa</strong></em> lungo un sentiero ripido e dissestato, dove <strong><em>buttarmi a tutta velocità</em></strong> con la&nbsp;<em>mountain-bike</em>&#8230;vi giuro che non esiste modo migliore di iniziare la giornata&#8211;peccato non poterlo fare tutti i giorni&#8230;o anche solo ognitanto&#8230;</p>
<p>La foresta è di nuovo solitaria e silenziosa mentre solco i suoi sentieri con le mie due ruote da fuoristrada. Macino i kilometri a denti stretti e arrivo al passo della Futa poi al passo dell&#8217;Osteria Bruciata&#8230;incontro solamente: 1) un ragazzo veneto che sta facendo la Via degli Dei a piedi senza cartina e che ha con sé soltanto con due pagine con le indicazioni del percorso, 2) un&nbsp;<em>bird-watcher</em> olandese che si era appostato con un cannocchiale gigantesco per avvistare l&#8217;<em><strong>aquila reale</strong></em>&#8230;credo di averne vista una anch&#8217;io lassù&#8211;non ne sono sicuro, ma di certo aveva un&#8217;apertura alare davvero enorme&#8230;e &nbsp;3) una <strong><em>coppia di cinghiali</em></strong> che a vedermi si sono presi paura più che io di loro e sono scappati per primi, trottando via alla velocità della luce e facendo tremare la terra&#8230;</p>
<p>Nel primo pomeriggio raggiungo infine Sant&#8217;Agata e San Piero a Sieve&#8230;<strong><em>mancano 25 km</em></strong> a Firenze e poiché i treni di ritorno per Bologna che consentono di trasportare la bici partono soltanto la sera tardi, non voglio perdere altro tempo: <strong><em>salto il pranzo</em></strong> e imbocco una scorciatoia per evitare un&#8217;altra notte fuori a così poca distanza da Firenze.</p>
<p>&#8230;e poi <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>ho una gran voglia di tornare a casa</em></strong></span>. Mentre pedalo, le ore passano senza pensieri e preoccupazioni&#8230;sono in uno stato di <strong><em>vuoto mentale</em></strong>&nbsp;professato dai maestri Zen&#8230;ma <strong><em>ormai è la fine</em></strong> del mio viaggio&#8230;ho risalito il fiume e incontrato il <strong><em>colonnello Kurtz</em></strong>&#8230;dopo tre giorni di <em>blackout</em> mi manca un sacco casa e <strong><em>spingevo sui pedali come un pazzo</em></strong>.</p>
<p>L&#8217;arrivo a<em> </em><strong><em>Firenze</em></strong>&nbsp;di sera è stato trionfale tanto quanto la partenza da San Luca a Bologna. Il <strong><em>cupolone del Brunelleschi</em></strong> che si erge sulla città&nbsp;mi provoca <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #2: in viaggio…" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-2-in-viaggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un altro attacco</a></span> di<strong> <em>Sindrome di Stendhal</em></strong>&#8230;settecento anni fa, lo abbiamo fatto noi, il cupolone (tutt&#8217;ora) più grande del mondo, quando l&#8217;Italia sapeva e/o poteva dare spazio ai propri talenti&#8230;scendo ancora verso la città e quando passo a fianco del cartello &#8220;Firenze&#8221; esplodo ed esulto con tutto me stesso, alzando le braccia come se fossi sul traguardo del giro d&#8217;Italia&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei10.jpg" alt=""/></p>
<p>Il primo treno&nbsp;con cui posso tornare a casa è alle 22:30 e ho tempo per fare il biglietto e <strong><em>cenare</em></strong> in modo appropriato ed adeguato all&#8217;occasione. Scelgo il mitico ristorante &#8220;<strong><em>Perseus</em></strong>&#8221; dove le <strong><em>bistecche alla fiorentina</em></strong> hanno <strong><em>tre dimensioni</em></strong> anche senza occhiali stereoscopici, pesano <strong><em>almeno un chilo</em></strong>&nbsp;e regalano dei sapori indescrivibili&#8211;<strong><em>che voi umani non potete neanche immaginare</em></strong>&#8211;direbbe senz&#8217;altro il &#8220;replicante&#8221;&nbsp;<em>Rutger Hauer</em>&nbsp;di&nbsp;<em>Blade Runner</em>&nbsp;se fosse stato al tavolo con me&#8230;</p>
<p>Mentre divoro la mia bistecca, chiacchiero con una tavolata di <strong><em>americani</em></strong> ubriachi a sinistra e con un <strong><em>francese</em></strong> anche lui appassionato di <strong><em>MTB</em></strong> (<em>mountain-bike</em>) a destra&#8230;soltanto alla fine mi rendo conto che la formula: <strong><em>tre giorni</em></strong> di fatica, <strong><em>sommati</em></strong> all&#8217;euforia di avere terminato il mio viaggio e <strong><em>moltiplicati</em></strong> per l&#8217;abbondante <strong><em>Chianti</em></strong> con cui accompagno la cena, danno un <strong><em>risultato esplosivo ed esponenziale</em></strong>: sono ebbro ed esultante e mentre pedalo per le strade di Firenze mi sento veloce e leggero come un falco&#8230;per andare verso la stazione è come se volassi in picchiata&#8230;non sto attraversando il centro della città, ma scorrazzo come un pirata sulla&nbsp;<strong><em>mia &#8220;</em>biga<em>&#8221;&nbsp;a due ruote</em></strong>&nbsp;contromano e sui marciapiedi&#8230;mi sento come&nbsp;<strong><em>Attila</em></strong> che ha conquistato l&#8217;impero romano (forse è passato anche lui sulla <em>Flaminia Minor?</em>)&#8230;ma in tutto questo entusiasmo, sono sereno perché so bene che Firenze mi ignora come uno qualsiasi delle migliaia e migliaia di turisti che passano ogni giorno per le sue strade.</p>
<p>Il <strong><em>treno del ritorno</em></strong>&#8211;il regionale Firenze-Bologna&#8211;è la migliore possibile conclusione che potessi immaginare per la Via degli Dei. Nell&#8217;èra dell&#8217;<strong><em>Alta Velocità</em></strong>, invece di mezz&#8217;ora, impiego <em>un&#8217;ora e quaranta minuti</em>&#8230;e mi chiedo&#8211;<strong><em>anzi&nbsp;vi chiedo</em></strong>&#8211;cosa me ne importerà mai di <strong><em>risparmiare un&#8217;ora</em></strong>&nbsp;con il Frecciarossa (su cui non potrei comunque salire con la bici), se ce ne ho messe <strong><em>settantadue, di ore</em></strong>, per fare il viaggio di andata?!</p>
<p>La popolazione del treno regionale è molto più &#8220;<strong><em>verace</em></strong>&#8221; di quella che si incontra normalmente nell&#8217;<em>Eurostar</em>. Scambio due parole con un simpaticissimo ragazzo di Palermo che si è laureato a Bologna in filosofia con una tesi su <em>Heidegger</em> e che non poteva permettersi il lusso di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/17/lavorare-gratis-no-grazie-indignamoci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavorare gratis</a></span>, così è andato a guadagnarsi da vivere in una bottega che faceva fibbie per cinture e una volta entrato nel mondo della <em>fashion</em>&nbsp;non ne è più uscito: ora lavora per <em>Prada</em> direttamente al cospetto di <em>Miuccia</em> (dice lui).</p>
<hr />
<p>Prendo gli ultimi appunti sul diario e mentre scrivo la data mi accorgo che è il <strong><em>29 settembre</em></strong>&#8230;ho quasi uno svenimento&#8230;<strong><em>non voglio crederci</em></strong>&#8230;per me il 29 settembre è un giorno davvero speciale&#8211;non per la canzone di Battisti, nemmeno per il simultaneo compleanno dei due attuali leader politici di centro-destra/sinistra&#8230;</p>
<p>Dovete infatti sapere che era l&#8217;alba del 29 settembre 1998 quando <strong><em>sono partito per la Finlandia</em></strong>&nbsp;sul volo <em>KLM</em> per andare a lavorare alla Nokia di <em>Tampere</em>&#8230;e dopo <strong><em>due anni esatti</em></strong>, sempre di primo mattino, sono rientrato a Bologna attraversando la Francia con la Marcy che mi era venuta a prendere in macchina a <em>Calais</em>&nbsp;(<span style="text-decoration: underline;"><a title="Chi sono" href="http://www.eingel.com/wordpress/chi-sono/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel frattempo</a></span> ero andato a vivere a <strong><em>Londra</em></strong>). Poi&#8211;esattamente un anno dopo&#8211;il&nbsp;<em><strong>29 settembre 2001</strong></em>&#8211;noi due e il mio amico Mauri abbiamo inaugurato&nbsp;il <strong><em>Circolo Pavese</em></strong>&#8211;un locale storico di Bologna quando era la capitale della comicità e dell&#8217;avanguardia italiana, prima dell&#8217;attuale decadenza&#8230;</p>
<p>Per fortuna mi sono laureato in Fisica e non credo alla Cabala e cose simili&#8230;ma ancora oggi&#8211;esattamente <strong><em>dieci anni dopo</em></strong>&#8211;ricordo ognitanto la fantastica serata dell&#8217;inaugurazione in cui abbiamo riempito il locale con centinaia di amici che hanno letteralmente invaso&nbsp;<strong><em>tutta via del Pratello</em></strong>&#8230;</p>
<p><img style="border: 1px black solid;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Pavese.jpg" alt=""/></p>
<p>Una fermata dopo l&#8217;altra e il treno è quasi arrivato a Bologna&#8230;l&#8217;euforia è passata e sto crollando dalla stanchezza mentre provo a <strong><em>tirare le somme</em></strong> di questi tre sconvolgenti giorni di fuga dalla realtà. Speravo che il viaggio mi avrebbe aiutato a capire le situazioni che sto attraversando ma il costante stato di <strong><em>fatica fisica e vuoto mentale</em></strong>&nbsp;non mi ha lasciato apparentemente nessuna conclusione&#8230;</p>
<p>Non ho niente da scrivere sul diario ma sono ugualmente&nbsp;<strong><em>felice e soddisfatto</em></strong>&#8230;ci metto un po&#8217; a capire perché, poi mi rendo infine conto che anche se non so rispondere a nessuna domanda,&nbsp;<strong><em>le cose</em></strong>&nbsp;prima di tutto <strong><em>semplicemente succedono</em></strong>&#8211;come sassi che cadono nello stagno delle emozioni&#8211;e soltanto dopo che le onde si sono infrante sulle sponde e hanno disperso tutta la loro energia, possiamo&nbsp;sperare di <strong><em>capire</em></strong>&nbsp;le cose come vorremmo&#8230;</p>
<p>E così, oggi, quando vado a letto,&nbsp;<strong><em>non sogno più</em></strong> di <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">addormentarmi nella mia tenda</a></span>&nbsp;da solo nella Natura; quando guardo la basilica San Luca che brilla lontana dalla finestra della mia camera,&nbsp;<strong><em>non sento più il richiamo</em></strong>&nbsp;di partire con la <em>mountain-bike</em> e lo zaino in spalla&#8230;</p>
<p>Un giorno forse mi metterò di nuovo in viaggio&#8211;non so quando, dove e con chi&#8211;ma&nbsp;ora sono solo felice di potere finalmente scrivere la parola&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>&#8230;<span style="text-decoration: underline;">FINE</span>.</em></strong></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>La Via degli Dei #2: in viaggio&#8230;</title>
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				<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 22:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[(Qui la prima puntata del racconto&#8230;) “Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi”&#8211;diceva  Marcel Proust&#8230;ed è quello che stavo provando mentre attraversavo il centro di Bologna con la mountain-bike e lo zaino in spalla&#8230; Com&#8217;è diversa la tua città se puoi guardarla con [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>(Qui la <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank">prima puntata</a></span> del racconto&#8230;)</strong></em></p>
<hr />
<p>“<em>Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi</em>”&#8211;diceva  <strong><em>Marcel Proust</em></strong>&#8230;ed è quello che stavo provando mentre attraversavo il <strong><em>centro di Bologna</em></strong> con la<em> mountain-bike</em> e lo zaino in spalla&#8230;</p>
<p>Com&#8217;è diversa la tua città se puoi guardarla con gli <strong><em>occhi di un vagabondo</em></strong> che non ha una mèta precisa, che non deve presentarsi a un appuntamento, che <strong><em>non ha fretta</em></strong> di arrivare da nessuna parte perché non c&#8217;è nessuno che lo aspetta&#8230;con gli occhi di chi tornerà a casa&#8211;ma che dopo un&#8217;intensa <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #1: preparazione" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-1-preparazione/" target="_blank">preparazione</a></span>, intanto <strong><em>sta partendo</em></strong>&#8230;</p>
<p>La Via degli Dei ha un inizio simbolico, quasi trionfale: la salita del Meloncello a fianco dei suoi famosi <strong><em>666 portici</em></strong>&#8230;una processione espiatoria, uno sforzo durissimo contro la gravità premiato dalla comparsa della <strong><em>basilica di San Luca</em></strong> all&#8217;uscita di una curva&#8230;un&#8217;immagine che normalmente mi provoca un attacco di <strong><em>Sindrome di Stendhal</em></strong> ma che dopo questa faticaccia mi fa addirittura entrare in uno stato di <strong>trance<em> mistica</em></strong>&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei02.jpg" alt="" /></p>
<p>Appena superata la basilica&#8230;eccola là!, <strong><em>la via di fuga</em></strong> dalla città—la <strong>backdoor</strong> per uscire dal Sistema: è il sentiero “dei Bregoli”, una ripida e divertentissima discesa nel bosco che atterra all&#8217;inizio di Parco Talon. Improvviso una deviazione alla <strong><em>“chiusa” sul fiume Reno</em></strong> con tanto di <em>slalom</em> tra le ruspe che lavorano alla diga e proseguo lungo un sentiero in <em>single-track</em> nella <strong><em>boscaglia lungo l&#8217;argine del fiume</em></strong>.</p>
<p>A parte i coccodrilli, poteva essere il parco naturale <em>Everglades</em> in <em>Florida</em>&#8230;ma poco più in là, dall&#8217;altra parte del fiume, c&#8217;era Casalecchio e il traffico della <em>Porrettana</em> e dell&#8217;autostrada&#8230;la bellezza si nasconde nelle pieghe segrete del tempo e <em><strong>fuori dai luoghi comuni</strong></em>&#8230;non è mai stato così vero.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei03.jpg" alt="" /></p>
<p>Scavalcando tronchi e sfondando i cespugli che sbordano sul sentiero mi accorgo di aver smarrito la pompetta dei pneumatici&#8211;un bel problema in caso di foratura e più mi allontano da Bologna, più diminuiscono le possibilità di trovare un negozio di biciclette per rimediare. Chiedo indicazioni a un <strong><em>anziano signore</em></strong> che stava zappando le sue vigne&#8230;si interrompe e facciamo due chiacchiere, poi con la voce rauca di uno che si è fumato <strong><em>un milione di sigarette</em></strong> come <em>Tom Waits</em> mi consiglia un negozio a Sasso Marconi. Faccio una deviazione in paese e lì trovo il negozio del suo amico, che ha <strong><em>un milione di anni</em></strong> e che mi serve con una gentilezza infinita.</p>
<p>Poco dopo pranzo con <strong><em>birra e panino alle melanzane e salame piccante</em></strong> (lo consigliano i preparatori atletici dei campioni!) e proseguo esplorando alcune deviazioni in cerca di scorci interessanti&#8230;finché il sole sta per tramontare e mi rendo conto di aver <strong><em>girovagato parecchio</em></strong>: sono riuscito a fare quasi 40 km per arrivare a Badolo mentre secondo la guida ne bastavano 23&#8230;ma non mi importa niente: è il primo giorno, sono sereno e <strong><em>pianto la tenda</em></strong> per la notte.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei04.jpg" alt="" /></p>
<p>Non ho dimenticato lo spirito con cui sono partito e la &#8220;<em>mission</em>&#8221; del gruppo escursionistico bolognese<strong> </strong><strong></strong><em><strong>&#8220;Dû pâs e &#8216;na gran magné&#8221;</strong></em> che ha inaugurato la Via degli Dei&#8230;è pertanto ora di fare una <strong><em>gran mangiata</em></strong> presso l&#8217;osteria di Badolo, di cui sono l&#8217;unico ospite della sera&#8211;situazione che facilita un piacevole scambio di chiacchiere con l&#8217;oste fino a tardi.</p>
<p>Per digerire la cena pantagruelica decido di fare una passeggiata. E&#8217; notte fonda e a un tratto succede <em><strong>una cosa davvero strana</strong></em>&#8230;saranno state le undici passate, forse mezzanotte&#8230;vi ricordo che sono <strong><em>da solo</em></strong>&#8230;è <em><strong>buio pesto</strong></em> e la <em><strong>strada è deserta</strong></em>&#8230;si sentono solo dei cani che ognitanto abbaiano in lontananza. Cammino nel nero e nel silenzio con un grande senso di pace ed eccitazione&#8230;finché, a un certo punto, la mia torcia illumina <strong><em>una persona che sta correndo verso di me</em></strong>&#8230;dovrei preoccuparmi?! Gli punto la luce contro (lui quindi non può vedermi) e gli chiedo a voce alta&#8230; <strong><em>“ehi, chi va là?!?”</em></strong>&#8230;</p>
<p>In meno di un secondo mi risponde: <em><strong>&#8220;&#8230;sei Eingel?&#8221;</strong></em> Se vi dicessi che sono rimasto a bocca aperta è poco&#8230;non mi ha lasciato tempo di chiederglielo: era un amico che avevo incontrato proprio <em>il giorno prima</em>&#8230;ed erano diversi<em> anni</em> che non ci vedevamo&#8230;<strong><em>alla faccia delle coincidenze!</em></strong> Corriamo qualche kilometro insieme chiacchierando piacevolmente poi ci salutiamo.</p>
<p>Mi infilo nella tenda e nel sacco a pelo ma la digestione continua a tormentarmi&#8230;davvero strano&#8230;e il materassino <em>super-light</em> da soli 2,5 cm di spessore non mi aiuta proprio a prendere sonno. Mi addormento alle 2 di notte e alle 7 le luci dell&#8217;alba mi svegliano anche se mi sarei riposato volentieri ancora un po&#8217;&#8230;inizia così il <strong><em>secondo giorno</em></strong> e la fatica prende il posto dell&#8217;euforia&#8230;mi rendo conto che è così che <strong><em>inizia il viaggio vero</em></strong>&#8230;e le mie deviazioni non sono più dettate dalla curiosità ma dalla distrazione che qualche volta mi fa sbagliare strada&#8230;</p>
<p>Il percorso è davvero fantastico: si arriva a monte Adone e a Brento, poi a Monzuno e da lì, <em><strong>lungo il crinale</strong></em>, verso Le Croci, il parco eolico di monte Galletto fino a Madonna dei Fornelli&#8211;dove faccio una sosta per pranzare (questa volta leggero) e per <strong><em>aggiustare il cambio</em></strong> perché il deragliatore centrale ha preso un sasso e si è piegato pericolosamente&#8230;rischia di sfasciare la catena <strong><em>costringendomi alla ritirata</em></strong>. Grazie al cielo, il meccanico del paese passa dal bar a prendere il caffé e mi dà gentilmente una mano a trovare una <strong><em>soluzione di fortuna</em></strong> che, anche se con qualche limitazione, mi consente di proseguire.</p>
<p>Proseguo verso Pian di Balestra dove si incontrano <strong><em>alcuni tratti dell&#8217;antica Flaminia Minor</em></strong>. Quei pietroni imponenti che spuntano nel bosco nella stessa disposizione in cui sono stati posati <strong><em>duemiladuecento anni fa</em></strong> mi provoca delle sensazioni contrastanti di fascino e soggezione&#8230;come se la presenza del possente esercito romano riecheggiasse tutto intorno&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei05.jpg" alt="" /></p>
<p>Si sale lungo <strong><em>sentieri ripidi e malandati</em></strong> che mettono a dura prova il fisico e la mente&#8230;sono in buona parte &#8220;impedalabili&#8221;&#8230;in alcuni tratti si fa fatica a stare in piedi&#8211;figurarsi con 20 kg di bici da spingere.</p>
<p>Anche se potrei contare su un&#8217;altra ora abbondante di luce, decido di fermarmi al &#8220;Poggiaccio&#8221;&#8211;una <strong><em>radura nel bosco a 1200 m di altezza</em></strong> che rappresenta il punto più alto del percorso. Questa volta nessuna cena, soltanto un panino&#8230;forse stando leggeri si dorme meglio&#8230;</p>
<p>Assetto il campo in tutta calma ed <strong><em>esploro i dintorni</em></strong> per ambientarmi&#8230;pian piano <em><strong>il sole tramonta</strong></em> e anche se mi considero al sicuro da presenze inopportune&#8211;vista la faticosa salita necessaria a raggiungere la cima&#8211;provo un crescente senso di <strong><em>inquietudine</em></strong>&#8230;come se mi sentissi un <strong><em>ospite indesiderato</em></strong> di quel luogo così remoto&#8230;</p>
<p>Le ultime luci del giorno si spengono e mi chiudo nella tenda. Il silenzio viene rotto pian piano dai lontani <strong><em>ululati del vento</em></strong> che si avvicinano mentre ormai, tutt&#8217;intorno,<em> </em><em></em><strong><em>regna l&#8217;oscurità&#8230;</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>(continua <span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #3: che ci faccio qui?" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-3-che-ci-faccio-qui/" target="_blank">qui</a></span>&#8230;)</strong></em></p>
<hr />
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		<title>La Via degli Dei #1: preparazione</title>
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				<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 23:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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				<description><![CDATA[Una volta pensavo che tutti i fatti, gli eventi e le azioni delle persone potessero essere spiegati scientificamente. Così, per comprendere le leggi che governano il mondo, mi sono iscritto alla facoltà di Fisica, mentre per capire le persone e le loro azioni ho studiato la psicologia di Freud. Poi, dopo anni di studi molto [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/VDei01.jpg" alt=""/></p>
<p>Una volta pensavo che <em><strong>tutti i fatti</strong></em>, gli eventi e <em><strong>le azioni delle persone</strong></em> potessero essere <em><strong>spiegati scientificamente</strong></em>. Così, per comprendere le leggi che governano il mondo, mi sono iscritto alla facoltà di <strong><em>Fisica</em></strong>, mentre per capire le persone e le loro azioni ho studiato la psicologia di <strong><em>Freud</em></strong>.</p>
<p>Poi, dopo anni di studi molto interessanti, che però non avevano dato alcuna risposta alle mie domande di adolescente che vuole scoprire il mondo, ho capito che il metodo scientifico è <em><strong>molto sopravvalutato</strong></em>&#8230;funziona quando è applicato a situazioni concrete: la Fisica ai laboratori di ricerca, la psicologia di Freud alla cura delle persone&#8230;ma si dimostra totalmente inadeguato nel fornire un quadro generale delle cose e a rispondere alle <em><strong>Grandi Domande dell&#8217;Uomo</strong></em>.</p>
<p>Con qualche anno in più sulle spalle, ho imparato a capire meglio le persone&#8230;ma non abbastanza per spiegare alcune scelte così stravaganti o addirittura inspiegabili. E questo vale anche per me stesso&#8211;la persona che dovrei conoscere meglio! &#8220;<em><strong>Conosci te stesso</strong></em>&#8220;&#8211;dicevano nel corso dei millenni&nbsp;i saggi come Socrate, i monaci Zen e l’oracolo di Matrix. Noi occidentali abbiamo gradualmente trasformato questo insegnamento in &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><em>capisci</em></span> te stesso&#8221;&#8230;ma dopo tantissimi tentativi sono giunto alla conclusione che l&#8217;interpretazione del pensiero di Socrate che può renderci felici è una soltanto: &#8220;<em><span style="text-decoration: underline;">ascolta</span></em> te stesso&#8221;&#8230;<strong><em>la tua vera Natura</em></strong>, i tuoi desideri e le tue speranze più profonde.</p>
<p>Questa lunga premessa è soltanto per spiegare quella specie di&nbsp;<strong><em>senso di imbarazzo</em></strong> che sto provando nell&#8217;accingermi a raccontarvi questa impresa.&nbsp;Non ho minimamente compreso le motivazioni che mi hanno portato a sognarla per tanto tempo e, non so perché, mi sento in dovere di spiegarvelo, senza tuttavia sapere nemmeno <em><strong>da che parte incominciare</strong></em>.</p>
<hr />
<p>Andiamo allora ai fatti&#8230;tutto è iniziato diversi mesi fa, quando ho deciso per qualche strana ragione che avrei percorso&nbsp;con la mountain-bike la <em><strong>Via degli Dei</strong></em>, che attraversa l’Appenino <em><strong>da Bologna a Firenze</strong></em> lungo sentieri e mulattiere e, in parte, lungo il tracciato della strada militare romana del 187 a.C.&#8211;la <em><strong>“Flaminia Minor”</strong></em>&#8211;di cui sono ancora visibili alcuni tratti. Per chi volesse approfondire, oltre ad un&#8217;ottima guida delle <span style="text-decoration: underline;"><a title="Edizioni Tamari" href="http://www.tamari.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">edizioni Tamari</a></span>, esiste il sito&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dabolognaafirenze.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.dabolognaafirenze.it</a></span>.</p>
<p>Il viaggio durerà 3 giorni ed affrontandolo da solo devo essere dotato di tutta l&#8217;attrezzatura necessaria. <em><strong>La preparazione è davvero importante</strong></em> per evitare che potenziali imprevisti&#8211;da una foratura a una caduta&#8211;che in un normale giro domenicale possono essere spiacevoli&#8211;si trasformino in problemi molto più gravi che compromettono l&#8217;intera escursione.</p>
<p>Innanzitutto, un’esperienza davvero completa a contatto con la Natura deve essere vissuta <em><strong>dormendo in tenda</strong></em>, anche se portarla nello zaino insieme al materassino e al saccoapelo&nbsp;appesantisce notevolmente la marcia. Dopo numerose ricerche, ho optato per una tenda monoposto leggerissima (1 kg e mezzo) e un materassino <em>super-light</em> della <em>Ferrino</em>; il saccoapelo, nonché il&nbsp;<em>pile</em> e la giaccavento sono invece della <em>Salewa</em> (così come le ghette <span style="text-decoration: underline;"><a title="Bikin’ in the rain" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/bikin-in-the-rain/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">di cui ho già parlato</a></span>)&#8230;marche <em>top</em>&nbsp;e&nbsp;<em><strong>made in Italy</strong></em>, tanto per ravvivare il nostro debolissimo orgoglio nazionale.</p>
<p>A bordo della bici ho attaccato un <em>GPS,</em>&nbsp;la pompa per i pneumatici e due borsette&#8211;una sotto alla sella con tre camere ad aria, l’altra sul tubo orizzontale del telaio per consultare con facilità le cartine e la bussola.&nbsp;Non poteva mancare il mio <em>Leatherman</em> (il coltello multi-uso che ogni vero uomo deve avere!), una torcia, diario e penna, fazzoletti, cioccolate e barrette, il lucchetto per la bici e la pompa per gli ammortizzatori.</p>
<p>Come potrete immaginare, tutte le sere, quando si monta la tenda, si deve disfare quasi completamente lo zaino; la stessa cosa succede alla mattina quando si deve ripartire: ecco perché è importante che sia tutto ben pianificato e ordinato; per non lasciare gli oggetti più piccoli&nbsp;sparsi nello zaino, mi sono dotato di&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lowealpine.com/ita/prod_app_det.php?catid=16&amp;itemid=384" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo</a></span> “<em>organizer</em>” con tante tasche per contenere gli attrezzi&nbsp;per la bici (diversi cacciaviti e chiavi a brugola, smaglia-catena e scalza-copertoni), nonché un accendino, scotch, spago, sacchetti, repellente per zanzare e batterie di ricambio (faccio invidia a <strong><em>MacGyver</em></strong>).</p>
<p>Sempre all&#8217;interno dell&#8217;<em>organizer</em>, <strong><em>nel malaugurato caso</em></strong> di un incidente in&nbsp;bicicletta a diverse ore di distanza dalla civiltà&#8211;per di più in solitaria e in luoghi privi di frequentazione&#8211;ho appostato una sezione “<em>pronto soccorso</em>”: ghiaccio istantaneo, garze e cerotti, disinfettante e qualche farmaco (manca solo l&#8217;ago e il filo per cucirsi come <strong><em>Rambo</em></strong>).</p>
<p>Tutto ciò trova la sua collocazione in uno zaino da 36 litri, ben ventilato e strutturato per non pesare sulla schiena, insieme alla “sacca idrica” (che sostituisce l’ormai superata borraccia) dalla capacità di ben 3 litri&#8230;è un altro peso notevole nello zaino ma è fondamentale per <strong><em>non disidratarsi</em></strong> quando si pedala per diverse ore nei boschi senza incontrare sorgenti d’acqua.</p>
<hr />
<p>Beh&#8230;a meno che non siate appassionati di escursionismo, forse vi ho un po&#8217; annoiato con questi dettagli. Ma come vi ho detto, <em><strong>la preparazione</strong></em> è stata una fase davvero importante di questo viaggio. Del resto, per quanto non mi aspettasse una spedizione particolarmente estrema o pericolosa, non avevo ancora affrontato un viaggio di alcuni giorni&nbsp;<em><strong>in solitaria</strong></em>.</p>
<p>In questi ultimi mesi ho lavorato alla lista degli oggetti da portare con me sul cellulare per averla sempre a disposizione quando mi veniva un nuova idea, oppure quando acquistavo dell&#8217;attrezzatura su Internet o in negozio: ho contato più di cinquanta revisioni prima di arrivare alla versione definitiva&#8230;<strong><em>vi devo addirittura confessare</em></strong> che quando ero sovrappensiero, mi ritrovavo spesso a immaginare le situazioni che avrei potuto affrontare&#8211;preparando l&#8217;accampamento alla sera, riparando la bicicletta da un guasto, affrontando un imprevisto&#8230;qualche volta,&nbsp;<strong><em>prima di addormentarmi</em></strong>, immaginavo mentalmente di chiudermi dentro al mio saccoapelo. <em><strong>Qual è il fascino di tutto ciò</strong></em>&#8230;lo immaginavo soltanto, e lo avrei scoperto alcuni mesi più tardi.</p>
<p>Poi, un giorno, avevo finalmente completato la lista.&nbsp;<em><strong>Ero pronto a partire</strong></em>.</p>
<p>Mi sono ricordato di&nbsp;un&#8217;ultima cosa importante da portare con me: un senso di <em><strong>spensieratezza</strong></em> e una punta di <em><strong>gogliardia</strong></em>&#8230;il viaggio sarebbe stato molto impegnativo, <em><strong>ai limiti della fatica</strong></em>&#8230;ma tutti quei sentimenti troppo &#8220;virili&#8221; come la competizione, la sfida, l&#8217;ambizione&#8230;dovevano&nbsp;<strong><em>starsene a casa</em></strong>.&nbsp;Secondo la guida, ai <em>bikers</em> allenati occorrono due giorni&#8211;ma <span style="text-decoration: underline;"><em>non</em></span> essendo tale, me ne sono presi tre&#8230;se fosse servito, anche quattro. Del resto, il progetto della Via degli Dei nasce dal <em><strong>gruppo escursionistico bolognese &#8220;Dû pâs&nbsp;e &#8216;na&nbsp;gran magné&#8221;</strong></em>&#8230;ed è anche codesto spirito godereccio che deve darci ispirazione prima di mettersi in marcia!</p>
<p>E così, il 27 settembre ho caricato <em><strong>lo zaino in spalla</strong></em>, sono saltato sulla bicicletta e sono partito&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>(continua&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><a title="La Via degli Dei #2: in viaggio…" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/09/via-degli-dei-2-in-viaggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a></span>&#8230;)</strong></em></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Matilde e gli aironi di Bologna</title>
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				<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 21:58:46 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Alcuni momenti hanno qualcosa di magico. Li riconosco dalla sensazione di calore lontano, come lava incandescente che ribolle sotto a un vulcano che trema, pronto ad esplodere. Ma c&#8217;è una forza ben più grande che sa trattenere quell&#8217;euforia in una bolla immobile e silenziosa: è la consapevolezza del fatto che il Tempo può cancellare anche [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Airone.jpg" alt="aironi" width="500" height="167" /></p>
<p><em><strong>Alcuni momenti</strong></em> hanno qualcosa di magico. Li riconosco dalla sensazione di calore lontano, come <em><strong>lava incandescente</strong></em> che ribolle sotto a un <em><strong>vulcano che trema, pronto ad esplodere</strong></em>.</p>
<p>Ma c&#8217;è una forza ben più grande che sa trattenere quell&#8217;euforia in una <strong><em>bolla immobile e silenziosa</em></strong>: è la consapevolezza del fatto che <em><strong>il Tempo può cancellare anche i ricordi più belli</strong></em>, soprattutto se capitano senza preavviso, come nulla di speciale in <em><strong>un giorno come un altro</strong></em>.</p>
<p>Quando viaggiamo o facciamo una festa abbiamo le macchine fotografiche pronte a far fuoco, ma quando torniamo a casa non teniamo traccia delle scoperte più speciali. Forse è anche per questo che perdiamo <em><strong>la capacità di stupirci</strong></em> e che la vita di tutti i giorni diventa <em>routine</em>&#8230;</p>
<p>Quando il giorno finisce arriva la paura del buio&#8230;la paura di perdere quei momenti per sempre. Faccio fatica ad addormentarmi e dopo essermi girato nel letto per ore decido di alzarmi per buttar giù almeno qualche appunto prima che le ali della notte portino via tutto quanto.</p>
<p>Qualche giorno fa <strong><em>ho rubato un pomeriggio di Tempo</em></strong> e sono stato a casa <em><strong>con Matilde</strong></em>. I bambini sono delle<strong> <em>centrali nucleari di energia pura e incontaminata</em></strong>.</p>
<p>Sono al tempo stesso l&#8217;inizio e <strong><em>l&#8217;unico ragionevole elemento di continuità della nostra esistenza</em></strong>&#8230;sempre che non crediate nell&#8217;<strong><em>aldilà</em></strong>, nella <strong><em>reincarnazione</em></strong> o nell&#8217;eternità del vostro operato su <strong><em>questo microscopico pianeta</em></strong>.</p>
<p>Stare con i bambini è un&#8217;occasione per ricordarci che tutti iniziamo così: come bambini <strong><em>con il pieno di gioia di vivere</em></strong>&#8230;poi, per tutto il resto della vita, non facciamo altro che consumare la benzina e sporcare il motore. Stando con loro, diventa chiaro come il sole che <strong><em>l&#8217;unica cosa saggia da fare nella vita</em></strong> è tenere il più integro possibile il bambino che siamo mentre il Tempo passa&#8230;</p>
<p>Ho ripreso a mano gli appunti che sono quasi indecifrabili, un po&#8217; come i monosillabi con cui Matilde comunica, nonostante ciò in modo del tutto efficientissimo. E&#8217; stato semplicemente <em><strong>un pomeriggio pieno e stupendo</strong></em>&#8230;non ha neanche fatto la nanna dopo pranzo&#8230;salvo poi stramazzare sul tappeto un minuto prima dell&#8217;ora di cena&#8230;</p>
<p><em><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Matilde-stramazzata.jpg" alt="" /></em></p>
<p>Per stare bene insieme bisogna obbedire <em><strong>alle sue regole e al suo linguaggio di cucciola</strong></em>, e non è per nulla un sacrificio o una forzatura. Siamo in <strong><em>perfetta sintonia</em></strong>&#8230;ad esempio, anche a lei piace moltissimo stare <strong><em>in giardino nello spazio aperto verso il cielo e i campi tutto intorno a noi</em></strong>.</p>
<p>Mentre giochiamo nell&#8217;erba, d&#8217;un tratto alzo lo sguardo e vedo che da lontano sta arrivando un <em><strong>airone bianco</strong></em>. Vola veloce e con <em><strong>grande eleganza</strong></em>; passa sopra al nostro giardino ad ali aperte proseguendo oltre cercando uno spazio più sicuro.</p>
<p>Matilde ha imparato a guardare nel cielo per fare &#8220;ciao ciao&#8221; agli aerei quando li sente passare, ma lui è troppo silenzioso perché possa notarlo. Sembra quasi <em><strong>scivolare su binari invisibili nel cielo</strong></em>.</p>
<p>Non sapevo che nella prima campagna di Bologna si potessero incontrare degli aironi. Forse quello era solo un esploratore curioso, o forse ce ne sono tanti altri che che si muovono <em><strong>da un nascondiglio all&#8217;altro intorno alla città</strong></em>.</p>
<p>Mi sento vicino a lui pensando alla <em><strong>cartina che tengo sempre con me</strong></em>&#8230;per osservare anch&#8217;io <em><strong>il mondo dall&#8217;alto</strong></em> in cerca di <em><strong>percorsi segreti</strong></em>&#8230;sognando il momento in cui andrò a scoprire degli <em><strong>angoli dimenticati</strong></em>, e quindi <em><strong>tutti per me</strong></em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bikin&#8217; in the rain</title>
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				<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 11:43:00 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Sono rientrato dalle vacanze soltanto da una settimana ma sento già la mancanza delle montagne, come se fossero un ricordo lontanissimo&#8230; Quest&#8217;anno è stato ancora più bello perché da &#8220;semplice&#8221; camminatore (trekker, all&#8217;inglese) sui&#160;grandi massicci delle Dolomiti&#160;mi sono trasformato in&#160;mountain-biker&#8230;la prospettiva è diversa: non si cercano i sentieri&#160;ripidi sulle rocce&#8211;che sono &#8220;impedalabili&#8221; in bicicletta&#8211;ma le [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Off-the-Road-again.jpg" alt=""/></p>
<p>Sono rientrato dalle vacanze soltanto da una settimana ma sento già la mancanza delle montagne, come se fossero un ricordo lontanissimo&#8230;</p>
<p>Quest&#8217;anno è stato ancora più bello perché da &#8220;semplice&#8221; camminatore (<em>trekker</em>, all&#8217;inglese) sui&nbsp;<a title="Il Sassopiatto e il ruscello Zen" href="http://www.eingel.com/wordpress/2010/08/la-salita-al-sassopiatto-e-il-ruscello-zen/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">grandi massicci delle Dolomiti</a>&nbsp;mi sono trasformato in&nbsp;<em>mountain-biker</em>&#8230;la prospettiva è diversa: non si cercano i sentieri&nbsp;ripidi sulle rocce&#8211;che sono &#8220;impedalabili&#8221; in bicicletta&#8211;ma le mulattiere, le carrareccie e le strade forestali sterrate, immerse nella foresta.</p>
<p>Ho anche sperimentato per la prima volta il&nbsp;<em><strong>down-hill</strong></em>: una&nbsp;variante estrema della&nbsp;<em>mountain-bike</em>&nbsp;in cui si va&nbsp;solo in discesa&nbsp;(si sale in seggio/funivia) con biciclette iper-resistenti e pesantissime&nbsp;<em><strong>a rotta di collo per pendenze tendenzialmente folli e suicide</strong></em>. In due ore ho&nbsp;bruciato&nbsp;<em>quattrocentocinquantamila calorie</em>&nbsp;e sudato&nbsp;<em>ottantasette litri</em>&nbsp;di sudore&#8230;non sono caduto, per fortuna, ma credevo di morire ugualmente: sarà l&#8217;inesperienza&#8230;sarà che tengo famiglia&#8230;sarà che nonostante le apparenze ho perso l&#8217;incoscienza dei vent&#8217;anni&#8230;ma a tenermi attaccato a quel manubrio impazzito mi sono semi-paralizzato le dita delle mani per due giorni da sembrare un malato di Parkinson. Però sentivo che discesa dopo discesa miglioravo e con la soddisfazione cresce l&#8217;appetito&#8230;e quindi l&#8217;anno prossimo sicuramente ripeterò! (Forse anche prima&#8230;se capita l&#8217;occasione&#8230;)</p>
<p><em><strong>Il giro più bello dell&#8217;estate</strong></em> è stato però la &#8220;circumnavigazione&#8221; del <em><strong>Corno Nero</strong></em>, partendo da Cavalese e salendo fino al passo della Cùgola, poi al passo Oclini e al passo Lavazè per scendere di nuovo a Cavalese e chiudere il percorso ad anello. Quaranta kilometri e milleseicento metri di dislivello in salita&#8230;ricompensati da altrettanta divertentissima discesa. Amo la bici anche per questo: <em><strong>velocità pura a zero emissioni</strong></em>.&nbsp;La cartina indicava il percorso come “molto impegnativo” e da questo punto di vista non mi ha deluso. Ma ho tenuto il mio ritmo, senza fretta, perché ero da solo e non c&#8217;era <em><strong>nessuna medaglia</strong></em> da vincere e nessuna ansia di arrivare <em><strong>in ritardo a nessun appuntamento</strong></em>.</p>
<p>La prima parte sono mille metri secchi di salita al passo della Cùgola&#8230;un guasto al cambio mi ha dato il pretesto di una sosta un po&#8217; più lunga in cui sistemare la catena che “scarrellava” e non teneva le marce più basse&#8211;fondamentali in salita, soprattutto quando vuoi conservare le energie per finire il giro. Così mi sono improvvisato meccanico: bici a ruote in aria e attrezzi alla mano&#8230;o la aggiustavo, o si tornava a casa a piedi&#8230;cheppalle. Già avevo trovato una gomma a terra alla mattina e avevo cambiato la mia prima camera ad aria&#8230;era proprio giornata. Alla fine ce l&#8217;ho fatta, anche se non mancherò di passare dalla mia officina di fiducia&#8211;da &#8220;Padre Vanes&#8221; di&nbsp;<a title="Bike World Extreme" href="http://www.bikeworldextreme.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bike World Extreme</a>&#8211;per un &#8220;tagliando&#8221; prima del prossimo giro&#8230;</p>
<p>Mentre salivo, salivo e salivo ancora, tutto quel calore mi dava la sensazione di sciogliermi il cervello in una poltiglia grigia ed indistinta&#8230;prendevo distanza dal mio corpo sfinito e osservavo con distacco il funzionamento della nostra mente. Ecco che a un tratto mi è parso chiarissimo <em><strong>perché&nbsp;gli scalatori vogliono raggiungere la cima di una montagna</strong></em>: non tanto per il panorama quanto per la gioia della fatica&#8230;perché sanno che il nostro cervello&nbsp;funziona per <em><strong>obiettivi</strong></em>.</p>
<p>Non ci mettiamo a dieta perché&nbsp;<strong><em>dobbiamo&nbsp;</em></strong>dimagrire ma perché&nbsp;<strong><em>vogliamo</em></strong>&nbsp;apparire migliori per l&#8217;estate&#8230;siamo nel duemilaundici ma i dipendenti delle aziende timbrano ancora il cartellino invece che lavorare per obiettivi, per progetti&#8230;quando cambierà il mondo? La nostra testa non funziona con le&nbsp;<em><strong>procedure (devi fare questo e quello)</strong></em>, ma con&nbsp;<strong><em>i sogni, le avventure, le emozioni, i desideri, le sfide</em></strong>.</p>
<p>E chissenefrega di arrivare in cima alla montagna, in verità&#8230;se leggete i racconti dei grandi scalatori, raggiungono la vetta ma ci stanno pochi minuti. Ma come!, dopo tutta quella fatica&#8230;solo una paginetta o due? Sì, certo&#8230;il trionfo, la vittoria&#8230;ma la cosa che rimane davvero è la fatica. L&#8217;uomo <em><strong>è nato per fare fatica fisica</strong></em>&#8230;non può rinnegare <em><strong>la sua vera Natura</strong></em> in poco più di cinquant&#8217;anni di TV e PC. Ci siamo evoluti in milioni di anni per produrre le 2 droghe più straordinarie&#8211;<em><strong>adreanalina &amp; serotonina</strong></em>&#8211;in modo sano e naturale: semplicemente facendo fatica&#8230;e sono pure gratis! Vi avevo già promesso&nbsp;di parlare delle <em><strong>tre lettere della felicità</strong></em>, ricordate? <a title="Più nero del viola" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/06/piu-nero-del-viola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Avevo accennato alla &#8220;<strong>N</strong>&#8221; di Natura</a> e oggi arriva la &#8220;<strong>F</strong>&#8221; di fatica&#8230;ma non divaghiamo troppo e torniamo in <em><strong>Val di Fiemme</strong></em>&#8230;</p>
<p>Ci sono altre soddisfazioni stupende che la montagna può regalarti: quando arrivi in cima, Dio apre il sipario, e davanti a te, ecco il panorama. Lo <em><strong>spazio dell&#8217;orizzonte è una grande ricompensa</strong></em>. Ci ho fatto attenzione e in questi momenti vengo invaso da una sensazione di pace profonda a tal punto che rallenta il respiro e le pulsazioni&#8230;capita anche a voi? <em><strong>Quando abitavo in Finlandia</strong></em> avevo una stanza all&#8217;undicesimo piano e cercavo di tornare a casa in tempo <em><strong>per non perdermi&nbsp;il tramonto</strong></em>. Visto che hanno poco sole, i finlandesi fanno delle case con delle finestre grandissime che diventano dei quadri spettacolari grazie ai <em><strong>colori micidiali dei tramonti nordici</strong></em>: il solito gradiente blu-giallo-arancio-rosso si arricchisce del&nbsp;viola, del marron e persino del verde..! Giuro che non serve l&#8217;LSD&#8230;chi c&#8217;è stato può testimoniare.</p>
<p>Un&#8217;altra ricompensa della montagna è <em><strong>la sosta al rifugio</strong></em>&#8230;a passo Oclini, da vero <em>nerd</em> urbano, ho postato su Facebook: “<em>questa weisse-bier sembra nettare degli dei&#8230;fraulein! Another one, s&#8217;il vous plaît!</em>”. Eh sì, la fatica rende i sapori migliori&#8230;ricordo ai tempi delle medie e del liceo, che buona quell&#8217;<em><strong>acqua del rubinetto</strong></em>&nbsp;a fiumi dopo 2 ore di preparazione atletica al rientro dell&#8217;estate, prima della ripresa della stagione di basket&#8230;</p>
<p>E poi inizia <em><strong>la discesa</strong></em>&#8230;un&#8217;altra fantastica ricompensa di quella fatica&#8230;giù a palla per questa forestale in cui non ho incontrato una singola anima viva&#8230;a un certo punto vedo la fine della strada&#8211;&#8220;<em>frena&#8230;frena FRENAAAA!!!&#8230;OK&#8230;e adesso, alza la sbarra&#8230;</em>&#8220;. Poi mi accorgo che il freno posteriore non funziona più&#8230;che brutta sensazione tirare la leva a vuoto&#8230;e come finisco la discesa? Sono fermo proprio all&#8217;incrocio con la strada asfaltata che riporta a Cavalese, così decido di non attraversarla per proseguire sulla sterrata, ma di imboccarla e concludere sul cemento l&#8217;ultima parte della discesa. Una scelta meno emozionante&#8230;ma più sicura, potendo contare su un freno soltanto.</p>
<p>Credevo di essere in fondo ma l&#8217;ultima emozione arriva dal cielo. Dopo due settimane di tempo sereno ecco un acquazzone di quelli che solo chi è stato in montagna sa di cosa parlo. Diventa tutto grigio e scendono le prime gocce, così tolgo gli occhiali da sole e metto sullo zaino la sua apposita copertura impermeabile&#8230;continuo a scendere ma la pioggia diventa presto un&nbsp;<em><strong>temporale</strong></em>&#8230;non riesco a tenere gli occhi aperti dall&#8217;acqua che mi arriva in faccia e rimetto gli occhiali da sole&#8230;sarebbe carino averci i tergicristalli sopra. E&#8217; fantastico viaggiare sotto la pioggia&#8230;il tic-tic-tic delle gocce sul casco come se fosse una notte buia e tempestosa in una baita&#8230;l&#8217;acqua che ti investe come un fiume ai 50 kilometri all&#8217;ora. <em><strong>Te ne freghi di bagnarti, te ne freghi di tutto</strong></em>.</p>
<p>Dagli eventi inaspettati si traggono lezioni interessanti. Ad esempio pensavo&nbsp;di essere a posto con le mie scarpe impermeabili in Goretex: in effetti le Salomon sono davvero ottime per camminare sul bagnato&#8230;ma se piove, l&#8217;acqua entra dall&#8217;alto e <strong><em>le scarpe si riempiono come delle caraffe</em></strong>&#8230;tale situazione potrebbe essere critica nei miei prossimi viaggi nei boschi&#8230;due o tre giorni in mountain-bike con <em><strong>tenda e saccoapelo</strong></em>&#8230;e così mi sono dotato di <em><strong>ghette</strong></em> da tenere nello zaino in caso di necessità. Credetemi&#8230;non prendetemi per matto&#8230;è così bello andare in bici sotto alla pioggia che non vedo proprio l&#8217;ora di poterle usare.</p>
<hr />
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		<title>Schopenhauer ascoltava la Tecnho</title>
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				<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[Non posso pretendere di scrivere&#160;una storia esistenzialista di androidi che ascoltano l&#8217;arpa e sperare che il giorno dopo arrivino migliaia di lettori da tutto il mondo (in effetti le visite sono state un po&#8217; inferiori alla media)&#8230;ma visto che ne ho parlato, dovrò proprio farvelo leggere, &#8220;Nyx&#8220;&#8230;un mio vecchio racconto in cui lo stesso scienziato [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso pretendere di scrivere&nbsp;una storia esistenzialista di <em><a title="L’androide Karloff e il suo ego" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/08/landroide-karloff-il-suo-ego/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">androidi che ascoltano l&#8217;arpa</a></em> e sperare che il giorno dopo arrivino migliaia di lettori da tutto il mondo (in effetti le visite sono state un po&#8217; inferiori alla media)&#8230;ma visto che ne ho parlato, dovrò proprio farvelo leggere, &#8220;<strong><em>Nyx</em></strong>&#8220;&#8230;un mio vecchio racconto in cui lo stesso scienziato che ha creato Karloff cerca di attraversare <em><strong>il &#8220;Muro&#8221; dell&#8217;autocoscienza</strong></em>.</p>
<p>Quanto scrissi &#8220;<em>Nyx</em>&#8221; ero <em><strong>un&#8217;adolescente di 20 anni</strong></em>&#8230;era&nbsp;una giornata del 1995 in cui alla mattina avevo fatto <em><strong>fughino da scuola</strong></em> e mi ero rifugiato <em><strong>in biblioteca</strong></em> a leggere l&#8217;<em>Estetica Trascendentale</em>&#8211;la prima parte della &#8220;<em>Critica della Ragion Pura</em>&#8221; di Kant. Il concetto di un soggetto conoscente così intellettualmente opposto rispetto all&#8217;oggetto conosciuto, mi ispirava davvero tanta <em><strong>solitudine</strong></em>&#8230;anche perché allora ero un soggetto&nbsp;un po&#8217; <em><strong>instabile e irrequieto</strong></em>&#8230;e così ho pensato al &#8220;Muro&#8221;, come i Pink Floyd.</p>
<p>Erano gli ultimi anni del liceo e leggevo qualche testo di filosofia&#8230;mi ha colpito come lo stesso&nbsp;<em><strong>Schopenhauer</strong></em>, nella sua tesi di laurea intitolata &#8220;<em>Il Quadruplice Principio di Ragion Sufficiente</em>&#8221; (che egli considera fondamentale per la comprensione di tutto il suo lavoro successivo) sostiene che &#8220;<em>la differenza tra soggetto e oggetto, il conoscente che non è mai conosciuto e il conosciuto che non è mai conoscente, è <span style="text-decoration: underline;">la&nbsp;maggiore delle differenze da noi concepibili</span></em>&#8220;.</p>
<p>Ci ho ricamato sopra mille fantasie&#8230;una notte ho scritto una lunga riflessione che avrebbe potuto ispirare &#8220;<em><strong>Matrix</strong></em>&#8221; (che in verità si è ispirato a <em><strong><a title="William Gibson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Gibson" target="_blank" rel="noopener noreferrer">William Gibson</a></strong></em>, il padre fondatore del <em><strong>cyberpunk</strong></em>)&#8230;mi chiedevo se nel futuro avessimo potuto creare un computer così potente da somministrare una &#8220;<em><strong>realtà virtuale</strong></em>&#8221; perfettamente credibile a un <em><strong>cervello &#8220;in provetta&#8221;</strong></em>, cioè al di fuori del corpo umano, ma collegato alla macchina con un&#8217;interfaccia neurale al posto del midollo osseo. Quello che sostenevo è che l&#8217;autocoscienza che si sviluppava in quel cervello non avrebbe riconosciuto la differenza con il mondo reale. Pensate un po&#8217; che viaggi mentali che mi facevo&#8230;beh, in effetti ricorda il destino degli umani in &#8220;<em>Matrix</em>&#8220;, tralasciando il resto del film&#8230;</p>
<p>La verità è <em><strong>quando ero adolescente non avevo capito un cazzo dalla vita</strong></em> (Schopenhauer invece aveva capito tutto, ma a quei tempi fare i filosofi era un gran bel mestiere). Non so se siete stati mezz&#8217;ora ad ascoltare un&#8217;arpa&#8230;l&#8217;androide Karloff e il sottoscritto lo hanno fatto, ed è quell&#8217;esperienza che ha motivato il mio racconto. Non avevo capito che non si può dividere il soggetto dall&#8217;oggetto&#8211;l&#8217;io dal tu&#8211;perché <em><strong>l&#8217;uno non esiste senza l&#8217;altro</strong></em>. Questo l&#8217;hanno capito anche <em><strong>i maestri Zen</strong></em> millecinquecento anni fa: <em><strong>è un problema che non si può affrontare con la ragione</strong></em>.</p>
<p>Troppo spesso cerchiamo di essere razionali, di usare <em><strong>la logica</strong></em> per affrontare i problemi&#8230;ma la soluzione non nasce <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>mai</em></strong></span> dalla ragione. Quando facevo <em><strong>gli esercizi di matematica</strong></em> a scuola, se mi concentravo per bene entravo in una specie di &#8220;<em><strong>trance</strong></em>&#8221; e li risolvevo in fretta; se invece ragionavo come se stessi parlando tra me e me, la soluzione non sempre arrivava. Per non far fatica in matematica non bisogna pensare di risolvere i problemi ma <em><strong>lasciare che le soluzioni vengano fuori da sole</strong></em>.</p>
<p>Non è <em><strong>la forza di volontà</strong></em> che ci fa fare le cose, è l&#8217;<em><strong>immaginazione</strong></em> che alimenta il <em><strong>desiderio</strong></em>, che ci muove.&nbsp;La verità è che&nbsp;<em><strong>la ragione è un freno</strong></em>, una zavorra del nostro cervello. Ci fa agire più lentamente fino ad atrofizzare&nbsp;<em><strong>la nostra vera intelligenza</strong></em>. Ci riempie di ansia facendoci credere di essere i responsabili delle nostre vite e ci intasa il cervello con problemi intellettuali senza soluzione. Anche questo lo dicevano&nbsp;<em><strong>i monaci Zen</strong></em>&nbsp;mille e passa anni fa&#8230;ma&nbsp;<a title="Pillole di Zen (parte 1)" href="http://www.eingel.com/wordpress/2011/04/pillole-di-zen-parte-1/">ne abbiamo già parlato</a>.</p>
<p>Volete sapere di più? Senza dubbio noi tutti siamo convinti di essere <em><strong>padroni delle nostre azioni</strong></em>&nbsp;che nascono&nbsp;da un nostro pensiero cosciente. Tuttavia, in un famoso esperimento, il <em><strong>neuropsicologo&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Libet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Libet</a></strong></em>&nbsp;ha dimostrato che la volontà razionale a compiere un certo gesto si manifesta nel nostro cervello soltanto&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><strong><em>dopo</em></strong></span>&nbsp;che è partito l&#8217;impulso motorio da altre zone del cervello&#8211;possiamo dire,&nbsp;<em><strong>dai piani più bassi</strong></em>. Insomma, è come se&nbsp;<em><strong>la nostra coscienza</strong></em>, la sede dei nostri pensieri razionali, abbia solo il compito di <em><strong>giustificare&nbsp;a posteriori</strong></em>&nbsp;le decisioni prese delle nostre forze inconscie.</p>
<p>E il <em><strong>libero arbitrio</strong></em> che fine fa in tutto ciò? Difficile a dirsi&#8230;e allora non potrebbe essere che anch&#8217;io sto scrivendo queste parole perché sono in un momento particolare della mia vita, in un certo stato emotivo, e che un altro giorno potrei sostenere una tesi diversa? Forse sono semplicemente condizionato dalla musica nelle mie cuffie: oggi non c&#8217;è l&#8217;arpa delle <em><strong><a title="Alarc'h" href="http://www.alarch.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alarc&#8217;h</a></strong></em> ma la <strong><em>Techno</em>&nbsp;minimalista&nbsp;</strong>del canadese Richie Hawtin&#8211;a.k.a. &#8220;<em><strong>Plastikman</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Ho appena ricevuto il suo cofanetto <em>super-deluxe</em> con 15 CD, un DVD e 6 vinili&#8230;alcune decine di ore di musica&#8230;oltre a una monografia di 94 pagine personalizzata che in prima pagina riporta: &#8220;<em><strong>Kreated for Eingel</strong></em>&#8220;&#8230;wow!, mi sono commosso&#8230;quasi come ascoltando l&#8217;arpa.&nbsp;Gli &#8220;<em><strong>Arkives</strong></em>&#8221; di Plastikman sono certamente <em><strong>l&#8217;evento discografico dell&#8217;anno</strong></em>.</p>
<p>C&#8217;è del sentimento in questa musica così <strong><em>acid?</em></strong>&nbsp;Sentimento&#8230;no; ma tanta, tanta altra roba. Un&#8217;esperienza quasi mistica.</p>
<p><a title="Plastikman" href="http://plastikman.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img style="border: 1px solid black;" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Arkives.jpg" alt=""/></a></p>
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		<title>Marcovaldo e il 7 in condotta</title>
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				<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 23:46:41 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[È arrivata l&#8217;estate e si va in vacanza. Ogni anno mi rendo conto che come per magia scatta un interruttore nascosto che attiva un programma segreto&#8230;il cervello si spegne quasi completamente, come lo stand-by degli elettrodomestici. Allora mi si scioglie un po&#8217; il blocco&#8230;prendo in mano il cellulare e mi lascio andare senza troppa paura [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Escher.gif" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>È arrivata l&#8217;estate e si va in vacanza. Ogni anno mi rendo conto che come per magia scatta un interruttore nascosto che attiva un programma segreto&#8230;il cervello si spegne quasi completamente, come lo <em>stand-by</em> degli elettrodomestici.</p>
<p>Allora mi si scioglie un po&#8217; il blocco&#8230;prendo in mano il cellulare e mi lascio andare senza troppa paura di non avere niente di entusiasmante di cui parlare&#8230;</p>
<p>Eh sì&#8230;penso di averci preso gusto con questo blog&#8230;a tal punto da credere di dover scrivere grandi cose&#8230;lo Zen, le scalate alle montagne, la regione dei laghi in Finlandia&#8230;e così, non avendo particolari avventure o scoperte da raccontarvi, ecco che mi fermo prima ancora di partire&#8230;</p>
<p>Appoggio il cellulare e prendo su un libro&#8230;era da qualche tempo che volevo rileggere <em>Marcovaldo</em> &#8230;me lo devono avere imposto a scuola chissà quanti anni fa e ovviamente non mi era piaciuto un gran che. (Per fortuna invecchiando per certe cose si migliora).</p>
<p>E mi stupisco della modestia e della potenza con cui Calvino riesce a riempire delle pagine a dir poco fantastiche, per esempio raccontando di una semplicissima &#8220;pietanziera&#8221; per il lavoro in cui la moglie gli prepara il pranzo a base di rape e salsiccia puzzolente per 3 giorni di fila&#8230;</p>
<p>Serve davvero pensare di fare grandi imprese nella vita? C&#8217;è davvero un mondo che ha bisogno di noi là fuori? Chi è bravo sul serio ti supera in retromarcia, sbadigliando&#8230;e senza neanche farci caso.</p>
<p>Un collega era il migliore della facoltà di fisica a Bologna. Voleva fare carriera e ha vinto una borsa di studio per fare il PhD a Stanford. Tra i suoi docenti c&#8217;era un ragazzo pakistano che aveva 3 anni meno di lui.</p>
<p>(Io invece a scuola prendevo dei bei voti ma non andavo d&#8217;accordo con alcuni insegnanti. Nella pagella di cui vado più fiero ho fatto scala reale: 4 in ginnastica, 5 in disegno, 6 in religione, 7 in condotta; gli altri voti erano dall&#8217;8 in su).</p>
<p>Forse è proprio la paura di non eccellere che non mi fa decidere che strada prendere: dopo aver studiato fisica all&#8217;università sono andato in Finlandia con l&#8217;idea di non tornare mai più a casa, ma dopo 2 anni sono rientrato in Italia e ho lavorato nell&#8217;informatica&#8230;con una parentesi da DJ e <em>nightlife</em>&#8230;in quegli anni avevo una Ducati ma oggi mi sono convertito alla <em>mountain bike</em>&#8230;poi sono diventato imprenditore e <em>manager</em>&#8230;ora questo blog e la mezza idea di scrivere qualcosa di più&#8230;</p>
<p>Ma continuerò? In verità ho sempre scritto tantissimo, ma solo per me stesso. Da tanti anni tengo un diario&#8230;ora ho rallentato, ma il <em>Moleskine</em> nel mio zaino è il numero #29. Al liceo era la fase dei pensieri filosofici&#8230;non riuscivo a smettere di scriverli che un giorno ho deciso di stamparli&#8230;erano 200 pagine e le ho rilegate in azzurro, del colore del mare come Joyce volle la copertina dell&#8217;Ulisse. (Lui ha venduto milioni di copie e ha fatto la storia, i miei pensieri non sono ancora riuscito a rileggerli nemmeno io, tanto sono tremendamente ingarbugliati).</p>
<p>Secondo me, molto spesso il <em>nemico #1</em> del nostro spirito d&#8217;iniziativa è il nostro stesso <em>buon gusto</em>: quanto più siamo capaci di fare qualcosa, quanto più sappiamo discernere ciò che è bello da ciò che non lo è&#8230;quando siamo agli inizi, i risultati sono normalmente modesti e giudichiamo il nostro operato in modo impietoso, col risultato di smorzare l&#8217;entusiasmo e dargliela su. (Ecco perché nella vita riescono i cocciuti che non si fanno troppe domande).</p>
<p>È quello che mi capita leggendo Calvino&#8230;mi dico: <em>Eingel, ma lascia ben perdere, metti in ordine il secchiaio e vai a letto che domattina devi lavorare</em>. (Ma io scrivo lo stesso&#8230;mi sforzo un po&#8217; di essere cocciuto e non gettare la spugna).</p>
<p>Ecco&#8230;però&#8230;vi ringrazio moltissimo di avermi letto sin qui&#8230;vi voglio bene&#8230;e proprio per questo vi consiglio di spegnere il computer e leggere qualcosa di serio&#8230;ad esempio? Il grande Marcovaldo.</p>
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		<title>Più nero del viola</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/06/piu-nero-del-viola/</link>
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				<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 22:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[Sono in giardino e sto leggendo un libro di Marco Aime, &#8220;Sensi di viaggio&#8220;&#8230;non sto viaggiando da nessuna parte ma vengo colto da un raptus e prendo la matita&#8230;scrivo sulle pagine bianche in fondo al libro (mi sono sempre chiesto cosa le mettevano a fare)&#8230;e dopo qualche tempo eccomi qua che le copio nel mio blog. [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Nero.jpg" alt="Luna cielo, nero" width="580" height="387" /></p>
<p>Sono in giardino e sto leggendo un libro di Marco Aime, &#8220;<em><strong>Sensi di viaggio</strong></em>&#8220;&#8230;non sto viaggiando da nessuna parte ma vengo colto da un <em>raptus</em> e prendo la matita&#8230;scrivo sulle pagine bianche in fondo al libro (mi sono sempre chiesto cosa le mettevano a fare)&#8230;e dopo qualche tempo eccomi qua che le copio nel mio <em>blog</em>.</p>
<p>E&#8217; <em>venerdì 17</em> giugno&#8230;è circa mezzanotte e io mi godo di poter stare finalmente all&#8217;aperto&#8211;senza stanze, tetto e mura&#8211;perché è solo da ieri che siamo venuti a vivere a Cadriano, finalmente <em><strong>fuori dalla città</strong></em>.</p>
<p>Una brezza fresca spazza via le ultime nuvole e apre il cielo su una luna piena fresca di <em><strong>eclissi</strong></em>&#8230;è pazzesco e non so come altro descriverlo, questo cielo&#8230;è <em><strong>viola</strong></em>&#8230;no, non è viola, è <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>violento</strong></em></span>&#8211;no&#8230;è ancora di più&#8230;è <strong><em>più nero del viola</em></strong>&#8230;</p>
<p>La matita scava sulle pagine tutte le domande sul mio futuro, le mie riflessioni, le mie insicurezze, ma ci pensa la luna a spazzare via tutto quanto, con l&#8217;aiuto del vento&#8211;io lo amo, il vento&#8230;può soffiare forte quanto vuole, per me è una &#8220;brezza che dà ebbrezza”..:)</p>
<p>E a un certo punto basta scrivere&#8230;appoggio libro e matita e prendo su i <em><strong>nuchacko</strong></em> (ricordate Bruce Lee? Ecco, io sono come lui&#8230;alla moviola e senza avversari)&#8230;per un quarto d&#8217;ora in cui svuoto completamente il cervello (tutto torna&#8230;anche le serate al Circolo Pavese nel 2001 le avevo chiamate <strong><em>Blackout</em></strong>&#8230;)</p>
<p>Rientro in casa dopo aver dato il benvenuto a un rospo che saltella nel nostro giardino&#8230;nel frattempo un grillo è riuscito a entrare in casa: si è infilato sopra lo stipite della porta, da cui spuntano le antenne che mi aiutano a localizzare le sue modulazioni di frequenza&#8230;anche Mr. Moog e Graeme Revell con il suo &#8220;<em><a title="Insect Musician" href="http://www.discogs.com/viewimages?release=146597" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Insect Musician</a></em>&#8221; si fermerebbero ad ascoltarlo in religioso silenzio come faccio io.</p>
<p>Mi convinco che devo proprio scrivervi delle <em><strong>tre lettere della felicità</strong></em>&#8230;tra cui la più importante è la &#8220;<strong>N</strong>&#8220;&#8230;che sta per &#8220;Natura&#8221;&#8230;</p>
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		<title>La crisi? Paraponzi-ponzi-pò!</title>
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				<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 23:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[economics]]></category>

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				<description><![CDATA[E&#8217; passato un po&#8217; di tempo dal mio ultimo post e non voglio che vi dimentichiate del mio blog. Qui nella casa nuova sono ancora senza connessione Internet&#8230;ma mi sono dotato di chiavetta&#8211;et voilà, eccomi qua. Stavolta però non voglio fare le 5 del mattino come al solito, anche perché domattina alle 5 suona la sveglia per prendere il [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato un po&#8217; di tempo dal mio ultimo <em>post</em> e non voglio che vi dimentichiate del mio blog. Qui nella casa nuova sono ancora senza connessione Internet&#8230;ma mi sono dotato di chiavetta&#8211;<em>et voilà</em>, eccomi qua.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Stavolta però non voglio fare le 5 del mattino come al solito, anche perché domattina alle 5 suona la sveglia per prendere il treno. Eh sì!</em></span></p>
<p style="text-align: left;">Ho iniziato questo <em>blog</em> da poco tempo e molte persone che mi conoscono sono rimaste un po&#8217; spiazzate&#8230;&#8221;Eingel è diventato <strong><em>Zen?</em></strong> Ma dai! Non me lo immaginavo così <em><strong>filosofo!</strong></em>&#8221; Eccetera eccetera&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Eh eh&#8230;<strong><em>sono davvero felice di avervi ingannati tutti</em></strong>. In buona fede, poi, dicendo sempre la verità e senza che mi venga in tasca niente. Spero di riuscirci ancora! Cambio spesso perché ho paura di annoiarmi&#8230;come quando studiavo Fisica: una volta capito un certo argomento, si dava l&#8217;esame e poi la si poteva anche dimenticare, tanto non serviva più&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Eh no! Io non voglio mica essere dimenticato&#8230;almeno non prima di essere conosciuto!</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #008000;">E allora scriverò un teorema, per diventare famoso in poco tempo&#8230;ma su che cosa? </span></em><em><span style="color: #008000;">Potrei parlare dell&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #008000;">(da che pulpito!)</span></em></p>
<p style="text-align: left;">Una volta una persona mi disse che secondo lui l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo è una costante universale: la popolazione è in aumento, quindi l&#8217;intelligenza media sta diminuendo.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;avete visto <em><strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0387808/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Idiocracy</a></strong></em>? Il film più realistico che sia mai stato fatto sul futuro dell&#8217;umanità&#8230;ma non voglio raccontarvi la storia. Per oggi vi dico solo che è il capolavoro di Mike Judges, l&#8217;autore di <em><strong>Beavis &amp; Butthead</strong></em>&#8230;li conoscete? Eccoli qua, i mitici, in una grandiosa <em>performance</em>:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/G47nY-eMsUM" width="500" height="400" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Secondo me <em>l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo è relativistica</em>, cioè dipende dal sistema di riferimento da cui la si misura: in un piccolo gruppo è probabile che ci sia un livello di intelligenza medio-alto, perché le persone tendono a scegliersi, ad avere un dialogo e a confrontarsi, imparando le une dalle altre.</p>
<p style="text-align: left;">In generale, mi viene da dire che <em>l&#8217;intelligenza media è inversamente proporzionale alla quantità di persone</em> rispetto a cui la si osserva. Possiamo dire che la <em>qualità</em> è inversamente proporzionale alla <em>quantità</em>? Capita molto spesso che sia così, anziché il contrario.</p>
<p style="text-align: left;">Chi ha fatto esperienza in politica ha provato sulla sua pelle che è più difficile convincere un gruppo di poche persone piuttosto che manipolare una grande massa di gente&#8230;spesso l&#8217;amministrazione di un piccolo paese è più di buon senso di quella delle grandi città. (Non parliamo della politica nazionale, su cui ogni commento è ahimé sprecato).</p>
<p>Dipende tutto dal sistema di riferimento, come diceva Einstein e Galileo prima di lui.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Anche Battiato cercava un centro di gravità permanente&#8230;</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Ma la sto prendendo molto alla larga&#8230;arriviamo al dunque: qual è il </em><span style="text-decoration: underline;"><strong>fenomeno di massa</strong></span><em> più enorme e pazzesco che ci sia?</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Senz&#8217;altro </em><span style="text-decoration: underline;"><strong>l&#8217;economia e la finanza</strong></span><em> dei nostri tempi.</em></span></p>
<p>L&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ricardo_Semler" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autore</a> di un <a href="http://www.ibs.it/code/9788845258039/semler-ricardo/senza-gerarchie-lavoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro</a> molto divertente che ho letto distingueva tra <em><strong>economia reale</strong></em> ed <em><strong>economia virtuale</strong></em> con una <em><strong>barzelletta</strong></em>.</p>
<p>C&#8217;era un volta un signore che esce dal lavoro e perde l&#8217;autobus. Lo insegue di corsa fino alla fermata dopo, ma lo perde ancora, così lo insegue fino alla fermata successiva&#8230;e così via per tutta la strada fino a casa.</p>
<p>La moglie lo vede arrivare tutto trafelato e lui le spiega: &#8220;<em>Ciao amore, scusami&#8230;(pant pant)&#8230;ho corso dietro all&#8217;autobus dal lavoro fino a qui&#8230;(pant pant)&#8230;almeno ho risparmiato i soldi del biglietto&#8230;(pant pant)</em>&#8220;.</p>
<p>Ma la moglie, sagace, gli risponde: &#8220;<em>Caro, sei proprio uno stupido! Potevi correre dietro a un taxi, visto che c&#8217;eri&#8230;così avresti risparmiato di più!</em>&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Non so a voi, ma a me questa barzelletta non fa poi tanto ridere&#8230;anzi, mi fa venire il dubbio che esista qualche mente bacata che ha pensato a come guadagnare da una situazione del genere&#8230;</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Magari esiste già un &#8220;prodotto finanziario&#8221; basato proprio su un presupposto simile&#8230;</em></span></p>
<p>Alla fine del TG ci dicono se siamo diventati più ricchi o più poveri a seconda dell&#8217;andamento degli indici di borsa e della crescita del PIL&#8230;alcuni anni fa volevo padronare questi concetti e ho studiato qualche testo di macroeconomia e di mercati finanziari&#8230;purtroppo però, nessuno di quei libri spiegava se <em><strong>l&#8217;economia è un gioco a somma zero</strong></em>, oppure no&#8211;e perché.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Monopoli.jpg" alt="" /></p>
<p>Mi è rimasta la sensazione che tutto sia soltanto <em><strong>un gigantesco Monopoli</strong></em>&#8230;un gioco che finisce con gli stessi soldi che c&#8217;erano sul tavolo all&#8217;inizio&#8211;distribuiti diversamente tra i partecipanti a seconda di chi ha guadagnato e di chi ha perso. L&#8217;uno non può esistere senza l&#8217;altro, a Monopoli.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #008000;"><em>Osteria numero cinque&#8230;paraponzi-ponzi-pò&#8230;c&#8217;è chi perde e c&#8217;è chi vince&#8230;</em></span></p>
<p>A proposito di <em><strong>paraponzi-ponzi-pò</strong></em>&#8230;lo conoscevate lo <em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">schema di Ponzi</a></strong></em>? Funziona così: si viene attirati ad investire in qualche opportunità, ma presto o tardi si perdono i propri soldi, che vanno ad arricchire chi è già &#8220;dentro al giro&#8221;.</p>
<p>A questo punto, l&#8217;unico modo per recuperare la perdita è portare dentro altre persone, che vengono fregate a loro volta, e così via&#8230;il gioco si propaga come una <em>catena di Sant&#8217;Antonio</em> e non si interrompe <strong><em>fintanto che si trovano nuove persone da coinvolgere e il &#8220;giro&#8221; cresce</em></strong>&#8230;che coincidenza: <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>proprio come il PIL</strong></em></span>.</p>
<p>Non so a voi, ma a me fa molto pensare&#8230;<em><strong>la più grande truffa</strong></em> mai scoperta è stata ideata da Bernard Madoff, già presidente del Nasdaq, sempre a proposito di coincidenze. Un giro da più di 50 miliardi di dollari&#8211;un anno di fatturato della Fiat, la più grande azienda italiana.</p>
<p>Nel nostro piccolo mondo è tutto reale&#8230;il nostro conto corrente con le sue entrate e uscite, come le banconote del Monopoli&#8230;ma nei mercati finanziari globali cosa succede veramente? Studierò ancora e vi saprò dire&#8230;ma se vi capita di scoprire qualcosa di interessante, sappiatemi dire qualcosa prima voi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se incontrate il Buddha, uccidetelo!</title>
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				<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 00:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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				<description><![CDATA[Potrebbe sembrare la raccomandazione di un serial-killer: &#8220;Hey, quando vedi Franco, salutalo (e uccidilo) da parte mia!&#8221; Si tratta invece di un famoso discorso del maestro Lin-Chi, vissuto durante il IX secolo: &#8220;Se volete pervenire alla comprensione dello Zen non dovete lasciarvi ingannare dagli altri. Se incontrate il Buddha, uccidetelo! Questa è la sola via della liberazione. [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe sembrare <em><strong>la raccomandazione di un serial-killer:</strong> &#8220;Hey, quando vedi Franco, salutalo (e uccidilo) da parte mia!&#8221;</em></p>
<p>Si tratta invece di un famoso discorso del <em><strong>maestro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Linji" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lin-Chi</a></strong></em>, vissuto durante il IX secolo:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em>&#8220;Se volete pervenire alla comprensione dello Zen non dovete lasciarvi ingannare dagli altri. <strong>Se incontrate il Buddha, uccidetelo!</strong> Questa è la sola via della liberazione.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #000080;"><em><strong>Non vincolatevi a nessun oggetto ma restate liberi.</strong> Se confidate nella forza delle vostre braccia, ve le troncherò; se confidate nella vostra eloquenza, vi ridurrò al silenzio; se confidate nell&#8217;acutezza della vostra vista, vi acciecherò!</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #000080;"><strong>Non esistono realtà all&#8217;esterno</strong></span><span style="color: #000080;">, né esiste qualcosa dentro di voi su cui possiate posare le mani. Quindi </span></em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><strong>non restate attaccati al significato letterale di quel che vi dico!</strong></span></span><em><span style="color: #000080;">&#8220;</span></em></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Buddha01.jpg" alt="Buddha" width="500" height="281" /></p>
<p>Che <em><strong>potenza</strong></em> che hanno queste parole&#8230;vanno lette con molta attenzione, più di una volta, perché dentro di esse c&#8217;è <em><strong>tutto il significato dello Zen</strong></em>&#8230;</p>
<hr />
<p>Ma <em><strong>voglio farvi una domanda</strong></em>&#8230;ve lo immaginate <em><strong>il prete <em><strong>durante la messa</strong></em></strong></em> che parla in questi termini <em><strong>a proposito di Gesù?</strong></em> Neanche per sogno!</p>
<p>E allora&#8230;<em><strong>perché invece un venerato maestro può dire una cosa simile sul Buddha???</strong></em></p>
<p>E’ evidente che <em><strong>non è possibile paragonare cristianesimo e buddhismo</strong></em>&#8230;la logica e il senso comune <em><strong>fanno cilecca</strong></em>.</p>
<p>Siamo davanti a un <span style="text-decoration: underline;"><strong>paradosso</strong></span>, dietro cui si nasconde <strong><em>l&#8217;abisso culturale che separa l&#8217;Oriente dall&#8217;Occidente</em></strong>.</p>
<hr />
<p>Facciamo un passo indietro.</p>
<p>Il primo libro della Bibbia è <em><strong>la Genesi</strong></em>, che inizia così:</p>
<p style="padding-left: 30px;">“<em>In principio <strong>Dio creò il cielo e la terra</strong>.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>La terra era informe e deserta</strong> e le tenebre ricoprivano l&#8217;abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque</em>”.</p>
<p>Noi uomini siamo stati creati da Dio: <em><strong>prima </strong><strong><em>eravamo fango</em>, poi torneremo cenere</strong></em> (wow!): il nostro corpo è mortale e così tutto quello che appartiene a questo mondo&#8230;<em><strong>la nostra anima invece è eterna</strong></em> e in essa risiedono tutte le nostre qualità. Dopo la morte ci aspetta l’inferno, il purgatorio o il paradiso&#8230;a seconda del “<em>voto della giuria</em>”.</p>
<p>In estrema sintesi: nel mondo occidentale, <span style="text-decoration: underline;"><strong>da una parte c’è il mondo divino</strong></span><strong>, </strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>dall’altra il mondo terreno, mortale, umano</strong></span><em><strong>.</strong></em></p>
<hr />
<p><em><strong>Nel buddhismo</strong></em>, invece, <strong><em>il punto di partenza è totalmente diverso</em></strong>.</p>
<p><em><strong>Non c’è distinzione</strong></em> “celeste/terreno”, “divino/mortale”&#8230;anzi, è proprio il contrario: secondo il Buddha, è questa <em><strong>visione dualistica del mondo</strong><strong> che </strong><strong>genera </strong><strong>l’infelicità</strong></em>.</p>
<p>Lo scopo dell’uomo è esercitarsi per raggiungere <em><strong>l’illuminazione</strong></em> (il &#8220;Satori&#8221;, la &#8220;Sambhodi&#8221;) scoprendo <span style="text-decoration: underline;"><strong>la profonda unità di tutte le cose</strong></span>: soggetto/oggetto, divino/terreno, spirito/Natura.</p>
<p>Da cosa nasce la vita? Cosa c&#8217;è dopo la morte? Anche questa contrapposizione <em><strong>vita/morte</strong></em> deve essere superata.</p>
<p>Nel buddhismo <span style="text-decoration: underline;"><strong>l’uomo è il baricentro della sua vita</strong></span> e può bastare a se stesso.</p>
<hr />
<p><em><strong>Arrivamo al punto</strong><strong>&#8230;</strong></em></p>
<p>Penso che Gesù abbia predicato un messaggio stupendo, profondo, <em><strong>universale</strong></em>. Le sue parole sono però state raccolte da un mondo che era già “occidentale” sin dai tempi della <em><strong>filosofia dei Greci</strong></em> e della <em><strong>religione pagana dei Romani</strong></em>.</p>
<p>Nel film di fantascienza “<em><strong><a href="http://www.imdb.it/title/tt0133093/">Matrix</a></strong></em>”, le macchine tenevano in schiavitù l&#8217;uomo somministrandogli un mondo fittizio e controllato&#8230;</p>
<p>Oggi, <span style="text-decoration: underline;"><strong>il Sistema</strong></span> ci tiene legati a sé con una <em><strong>visione del mondo</strong></em> che ci considera in partenza <em><strong>imperfetti</strong></em>&#8211;nel senso latino del termine: &#8220;<em><strong>incompleti</strong></em>&#8220;.</p>
<p>E allora abbiamo bisogno di possedere denaro ed oggetti, di ottenere dei riconoscimenti&#8230;<strong><span style="text-decoration: underline;">abbiamo bisogno</span> <em>di cercare qualcosa al di fuori di noi stessi per trovare la felicità</em>.</strong></p>
<p>Ne consegue che è ci naturale <em><strong>dare la colpa a qualcosa o a qualcuno</strong></em> per la nostra <em><strong><span style="text-decoration: underline;">in</span>felicità e per tutti i mali del mondo</strong></em>.</p>
<p>E&#8217; facile capire come mai il <em><strong>consumismo</strong></em> abbia attecchito così bene qui da noi, mentre in Oriente, con il maestro Zen che ci bacchetta per liberarci di qualunque oggetto&#8211;Buddha compreso&#8211;stia facendo molta più fatica&#8230;</p>
<hr />
<p>Ecco fatto&#8230;non voglio dilungarmi oltre. Forse vi sarò sembrato profano ed irriverente. Non era il mio scopo e mi dispiace. Potete sempre smettere di leggere questo blog quando volete&#8230;non lo sto scrivendo per avere migliaia di lettori.</p>
<p>Che ci piaccia o no, il <em><strong>confronto culturale con l&#8217;Oriente</strong></em> è iniziato da molto tempo ed <em><strong>è destinato a diventare sempre più profondo.</strong></em></p>
<p>Questa &#8220;crisi economica mondiale&#8221; sta spostando <em><strong>l&#8217;ago della bilancia verso Est</strong></em>&#8230;quando Matilde avrà la mia età, molto probabilmente <em><strong>il centro del mondo non sarà più New York, ma Pechino</strong></em>.</p>
<p>Ce ne rendiamo conto soltanto in parte, ma <em><strong>sta già succedendo</strong></em>. E chissà come andrà a finire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cenerentola 2000 (Eingel remix)</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/05/cenerentola-2000-eingel-remix/</link>
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				<pubDate>Sun, 29 May 2011 02:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[remix]]></category>

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				<description><![CDATA[“Grazie figlio per avermi fatto riscoprire il mondo attraverso i tuoi occhi”, diceva qualcuno&#8230;stando con i bambini si torna bambini&#8230; E&#8217; vero in tantissime situazioni&#8230;ad esempio, con Matilde ho rivisto da poco Cenerentola di Walt Disney come non l’avevo mai vista prima&#8230; (e soprattutto quanto non l’avessi mai vista sino ad ora&#8230;una decina di volte [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>“<em><strong>Grazie figlio per avermi fatto riscoprire il mondo attraverso i tuoi occhi</strong></em>”, diceva qualcuno&#8230;stando con i bambini si torna bambini&#8230;</p>
<p>E&#8217; vero in tantissime situazioni&#8230;ad esempio, con Matilde ho rivisto da poco <em><strong>Cenerentola di Walt Disney</strong></em> come non l’avevo mai vista prima&#8230;</p>
<p>(e soprattutto <strong><em>quanto</em></strong> non l’avessi mai vista sino ad ora&#8230;una decina di volte in due settimane?! Eh sì&#8230;i bimbi sono fatti così&#8230;)</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Titolo.jpg" alt="Cenerentola - Titolo"/></p>
<p>Cenerentola è un capolavoro che ha fatto la storia dei cartoni animati&#8230;non dimentichiamo poi che è del <em><strong>1950</strong></em>. Oggi però vorrei suggerirvi&nbsp;<em><strong>una chiave di lettura dissacrante</strong></em>&#8230;un&nbsp;<em><strong>remix</strong></em>, usando il gergo dei&nbsp;<em><strong>DJ</strong></em>.</p>
<p>Innanzitutto, mi sono un poco documentato e pare che Cenerentola sia la&nbsp;<em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cenerentola" target="_blank" rel="noopener noreferrer">favola più antica del mondo</a></strong></em>&#8230;veniva raccontata già <em><strong>cinquemila anni fa</strong></em> ai tempi dell&#8217;antico Egitto&#8230; è davvero sbalorditivo pensare che in tutto questo tempo da una favola così popolare&nbsp;<em><strong>non ci abbiano fatto una religione!</strong></em></p>
<p>Come spettatore adulto ed assuefatto al terzo millennio, mi è parso subito&nbsp;evidente che oggi la giovane protagonista sarebbe senz&#8217;altro&nbsp;<em><strong>una giovane &#8220;badante&#8221; dell&#8217;Est</strong></em>, immigrata in Italia alla ricerca di un uomo benestante.</p>
<p>Molto sintetico&#8230;altrettanto <em><strong>cinico</strong></em>&#8230;ma in due righe ecco riassunta la trama di tutto il film.</p>
<p>Hey!, non predentemi per maschilista, siamo qui per scherzare. E non fraintendetemi, non sono razzista&#8230;né tanto meno Leghista!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Gnocca.jpg" alt="Cenerentola - Gnocca"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(in questo primo piano dietro alle sbarre di una gabbietta per topi, è chiaro che Cenerentola è proprio una bella gnocca)</span></em></p>
<p>All’inizio del film, <em><strong>Cenerentola si sveglia cantando insieme agli uccellini</strong></em> “<em>i sogni son desideri di felicità</em>”&#8230;sotto, i rintocchi dell’orologio. I bambini non lo fanno, ma io&nbsp;li ho contati, i rintocchi: sono sei&#8230;</p>
<p>Anche se di sera va volentieri a ballare, la ragazza è una che <em><strong>si sveglia presto e&nbsp;lavora sodo!</strong></em></p>
<p>Niente di strano quindi se più tardi nella giornata ha delle <strong> </strong><em><strong>allucinazioni psichedeliche</strong></em> con le bolle di sapone&#8230;con tutto quello che si sniffa durante il giorno!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Bolle.jpg" alt="Cenerentola - Bolle"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(Cenerentola è povera e può permettersi solo di sniffare del sapone, ma si fa qualche bel viaggio lo stesso)</span></em></p>
<p>La canzone del mattino continua con una frase che mi ha toccato: “<em><strong>dimentica il presente e il sogno diventerà realtà</strong></em>”&#8230;</p>
<p>Vedete, negli anni ‘50 la vita era davvero durissima: come ahimé accade oggi nei&nbsp;paesi emergenti,&nbsp;<em><strong>anche i minorenni dovevano lavorare</strong></em>, perché dappertutto <em><strong>c’era la miseria più nera</strong></em>.</p>
<p>Ma in questa totale miseria <em><strong>c’era un sogno in cui credere</strong></em>: il mondo devastato dalla Guerra era tutto da ricostruire e <em><strong>l’economia era in costante crescita</strong></em>.&nbsp;C&#8217;era spazio per creare, rischiare e guadagnare. Se ci si provava, il mondo offriva più <em>happy endings</em> che delusioni e scottature.&nbsp;Le nuove generazioni diventavano sempre più benestanti di quelle passate.</p>
<p>I giovani d&#8217;oggi invece saltano il turno: lo abbiamo sentito anche <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-ac742dde-4902-4f31-a5dd-128dc31828bf.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella puntata di Report</a> della settimana scorsa. Ovviamente, le uniche a fare eccezione sono le giovani badanti dell&#8217;Est!</p>
<p><em><strong>L’ottimismo di quegli anni</strong></em> si manifesta anche nei <em><strong>topolini</strong></em>, i veri protagonisti del film, che vogliono bene a Cenerentola a tal punto da affrontare una vera e propria <em><strong>lotta di classe</strong></em>&#8211;povertà contro aristocrazia&#8211;sfidando col sorriso il gattaccio di casa, come Davide contro Golia.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Prudente.jpg" alt="Cenerentola - Prudente"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(“Sii prudente!” &#8211; “Sì sì, pruderò moltissimo!” &#8211; questi topolini sono proprio gagliardi)</span></em></p>
<p>Potrà sembrarvi strano, ma una cosa che mi ha davvero colpito che in tutto il film&nbsp;<em><strong>non si vedono piedi nudi</strong></em>&#8230;anche i topi e gli uccellini hanno i calzini!</p>
<p>I piedi di Cenerentola si vedono solo per pochi attimi: quando si infila le scarpe da lavoro (al mattino) e le celeberrime&nbsp;<em><strong>decolleteé di cristallo</strong></em> (alla sera)&#8230;</p>
<p>Ci avete fatto caso che non si vedono <em><strong>le dita? </strong></em>Le uniche che si vedono sono quelle delle <em><strong>due sorellastre racchie</strong></em>&#8230;che c’hanno pure dei piedoni enormi che non entrano nella <em>Chanel</em> di cristallo ritrovata dal Principe.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Piedi.jpg" alt="Cenerentola - Piedi"/></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><em>(Tutti hanno le scarpe, anche uccellini e topi. Cenerentola ha i piedini senza dita come la Barby, mentre le sorellastre hanno delle fette orribili)</em></span></p>
<p>Si tratta di un <em><strong>retaggio culturale</strong></em> per cui, in quegli anni, il piede femminile doveva essere <em><strong>piccolo</strong></em>, come nell’antica Cina, come per le <em><strong>Geishe</strong></em> del Giappone. Anche le <em><strong>nostre nonne</strong></em> usavano scarpe scomode e strettissime&#8230;non so si vi ricordate i loro piedi! Poverette&#8230;</p>
<p>Oggi per fortuna <em><strong>la moda</strong></em> ha valorizzato il piede della donna, soprattutto con i sandali che fioccano con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate. E non parliamo di <em><strong>Quentin Tarantino</strong></em>&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Uma-Thurman.jpg" alt="Uma Thruman"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(Quentin Tarantino, che con la sua fissazione feticista per i piedi, avrebbe dato tutt&#8217;altra interpretazione alla scarpetta della favola)</span></em></p>
<p>Ma nonostante questo progresso, le mie scarpe preferite, le <em><strong><a href="http://www.vibramfivefingers.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Five Fingers</a></strong></em> della <em><strong>Vibram</strong></em>, generano ancora sconcerto in chi me le vede ai piedi&#8230;non sanno quello che si perdono!</p>
<p><a href="http://www.vibramfivefingers.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Vibram-Fivefingers.jpg" alt="Vibram Fivefingers"/></a></p>
<p>Ma non divaghiamo troppo e torniamo a Cenerentola&#8230;</p>
<p>Sappiamo tutti che è grazie alla scarpetta di cristallo che riesce a dimostrare di essere <strong> </strong><em><strong>la ragazza misteriosa</strong></em> di cui il Principe si è innamorato al ballo.</p>
<p>Forse però non ci ricordavamo che dopo aver smarrito la scarpetta durante la &#8220;fuga di mezzanotte&#8221;, finito l&#8217;incantesimo, a Cenerentola è rimasta <em><strong>l’altra scarpetta</strong></em>.</p>
<p>La conserverà con moltissima premura&#8230;vestita di stracci com’è, ci mancava che la buttasse nella raccolta differenziata&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Backup-2.jpg" alt="Cenerentola - Backup 2"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(Finito l&#8217;incantesimo, a Cenerentola del ballo resta soltanto un bellissimo ricordo&#8230;e la seconda scarpetta di cristallo)</span></em></p>
<p>Bene&#8230;alla fine del film, quando <em><strong>l&#8217;invidiosa Matrigna riesce a distruggere la scarpetta</strong></em> ritrovata dal Principe&#8211;l’unica traccia che gli consente di ritrovare la sua amata&#8211;Cenerentola non si dispera, bensì estrae <em><strong>la scarpetta di riserva</strong></em>. A quel punto resta poco di cui parlare e la nostra paladina convola tosto a nozze con l&#8217;amato Principe&#8211;e <em><strong>vissero felici e contenti</strong></em>&#8230;</p>
<p>Brava Cenerella che ha preparato il piano di riserva&#8230;questa sì che è <em><strong>strategia!</strong></em> Ditemi voi se la ragazza non ha <em><strong>le idee chiare</strong></em> su come raggiungere il suo obiettivo, combattendo contro persone malvagie e sleali ma ottenendo infine <em><strong>giustizia</strong></em> e riconoscimento delle sue qualità.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Backup.jpg" alt="Cenerentola - Backup"/></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><em>(Senza scomporsi quando </em><em>la Matrigna riesce a rompere la scarpetta trovata dal Principe</em>, Cenerentola tira fuori quella di &#8220;backup&#8221;)</span></p>
<p>Un altro personaggio che non vorrei tralasciare è la <em><strong>Fatina</strong></em>. Dopo aver trasformato zucche, cavalli e cocchieri, prepara un <em><strong>vestito da ballo</strong></em> che non si sognerebbe neanche <em><strong>Armani</strong></em>. Per Cenerentola è più di quanto avesse mai sognato, e infatti la Fatina le ricorda che, <em><strong>come tutti i sogni</strong></em>, anche questo è destinato a <em><strong>non durare troppo a lungo</strong></em>.</p>
<p>Anche se non possiamo contare sulla Fatina, <em><strong>oggi le cose vanno esattamente nello stesso modo</strong></em>: se Cenerentola si ritrovasse senza il vestito giusto per una grande serata, andrebbe alla&nbsp;<em><strong>boutique</strong></em> a comprarnselo.</p>
<p>Poi però,&nbsp;<em><strong>a fine mese</strong></em>, ecco che arrivano le bollette, la rata del mutuo e <em><strong>l’estratto conto della carta di credito</strong></em>. Buonanotte fiorellino&#8230;</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Armani.jpg" alt="Cenerentola - Armani"/></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><em>(Cenerentola vestita da Armani)</em></span></p>
<p>Ci sono davvero tante altre cose fantastiche di cui parlare&#8230;Walt Disney dimostra di essere stato un vero genio del marketing, quando nell&#8217;incensurabile <em><strong>bon ton</strong></em> di questo film del 1950, riesce addirittura ad inserire una <em><strong>scena pseudo-erotica</strong></em>: prima del ballo, le sorellastre invidiose strappano con violenza il vestito a Cenerentola lasciandola con una <em><strong>spalluccia scoperta</strong></em>&#8230;</p>
<p>Ci sono volute<em><strong> le tette di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fujiko_Mine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fujiko</a></strong></em><em><strong> </strong></em>per rimpiazzare queste immagini nell&#8217;inconscio collettivo dei <strong><em>teenagers</em></strong>!</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Sadomaso.jpg" alt="Cenerentola - Sadomaso"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(Cenerentola per pochi fotogrammi in versione &#8220;sado maso&#8221;)</span></em></p>
<p>Veniamo al <em><strong>Principe</strong></em>&#8230;una figura <em><strong>davvero al passo coi tempi</strong></em>: frequenta ancora l&#8217;università ed è&nbsp;<em><strong>quattro anni fuori corso</strong></em>&#8230;fa il&nbsp;<em><strong>mantenuto</strong></em> e non ha mezza voglia di uscir di casa per metter su famiglia. Sarebbe il protagonista perfetto di <em><strong><a href="http://www.imdb.it/title/tt0274155/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tanguy</a></strong></em> (&#8230;non l&#8217;avete visto?!)</p>
<p>Persino la <em><strong>parata di Veline</strong></em>, organizzata in suo onore per invogliarlo a prender moglie, lo fa soltanto sbadigliare.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Tanguy.jpg" alt="Cenerentola - Tanguy"/></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #999999;">(Il Principe non pare interessato alle sfilate di moda che si tenevano al palazzo)</span></em></p>
<p>Suo padre, <em><strong>il Re</strong></em>, è un vecchio dal temperamento impetuoso che si è fatto da sé. Dopo una vita di fatiche vorrebbe <em><strong>andare in pensione</strong></em> ma deve accasare il figlio per&nbsp;fare il nonno a tempo pieno.</p>
<p>Anche nel mondo delle favole degli anni ‘50 le cose andavano come oggi: <em><strong>i giovani non vogliono assumersi delle responsabilità</strong></em>&#8211;prima di tutto quella di <em><strong>avere dei figli</strong></em>&#8211;mentre i nonni, che sono vecchi, e quindi anche saggi, scoprono <em><strong>il senso della vita</strong></em>, cioè passare il loro tempo con <em><strong>i loro nipotini</strong></em>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Nonno.jpg" alt="Cenerentola - Nonno"/></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><em>(Il vecchio Re sogna di tornar bambino con i suoi futuri nipotini)</em></span></p>
<p>Ma <em><strong>ciò che mi ha impressionato di più è <span style="text-decoration: underline;">un’altra, sottile sfumatura</span></strong></em>&#8230;</p>
<p>Nelle premesse, molto brevemente, viene raccontato che Cenerentola è la figlia di <em><strong>un buono e ricco signore</strong></em> che, dopo la morte della moglie, <em><strong>si risposa con una vedova</strong></em> (la Matrigna) che ha due figlie (le sorellastre) dal precedente matrimonio.</p>
<p>Ahimé il vecchio signore <em><strong>muore prematuramente</strong></em>, lasciando del tutto&nbsp;<em><strong>orfana</strong></em> Cenerentola.</p>
<p>Forse <em><strong>molti di voi, come me</strong></em>, non avevano dato troppa attenzione al fatto che Cenerentola, dopo la morte del padre, viene <em><strong>ridotta in schiavitù</strong></em> dalla Matrigna <em><strong>all’interno della sua casa di sua proprietà</strong></em>.</p>
<p><img src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Cenerentola-Matrigna.jpg" alt="Cenerentola - Matrigna"/></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #999999;"><em>(La perfida Matrigna vive nella casa della &#8220;badante&#8221;&#8230;non dovrebbe essere casomai il contrario?)</em></span></p>
<p>Vorrei chiedervi&#8230;non vi sembra la stessa condizione di <em><strong>noi Italiani?</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em>Sono convinto che molti di voi, al di là del partito di preferenza, non vi sentiate più rappresentati da una <em><strong>classe politica</strong></em> che da molto tempo non risolve i veri problemi del Paese ma che, nonostante questo, non vuole rispondere del suo operato ai&nbsp;<em><strong>padroni di casa</strong></em>&#8211;che siamo poi noi.</p>
<p>Caro Walt Disney, se fossi qui vorrei proprio chiederti: <em><strong>ma quando arriverà il nostro benedetto principe?!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La magia di Kintulampi</title>
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				<pubDate>Wed, 18 May 2011 01:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>

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				<description><![CDATA[Kintulampi è un vecchio cottage sulla riva di un laghetto sperduto nella foresta che circonda Tampere. Si trova nel cuore della &#8220;Regione dei Laghi&#8221;&#8211;in Finlandia ce ne sono duecentomila&#8211;e ci si arriva solo a piedi attraversando i boschi, che d&#8217;estate sono spesso allagati e d&#8217;inverno sepolti nella neve. Tanto tempo fa, una notte, sono andato da solo in [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Kintulampi" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Kintulampi-1999.jpg" alt="Kintulampi" width="500" height="375" /></p>
<p>Kintulampi è un vecchio <em>cottage</em> sulla riva di un laghetto sperduto nella foresta che circonda Tampere.</p>
<p>Si trova nel cuore della <em>&#8220;Regione dei Laghi&#8221;&#8211;</em>in Finlandia ce ne sono <em>duecentomila</em>&#8211;e ci si arriva solo a piedi attraversando i boschi, che d&#8217;estate sono spesso allagati e d&#8217;inverno sepolti nella neve.</p>
<p>Tanto tempo fa, una notte, sono andato da solo in fondo al molo&#8230;mi guardavo attorno ma non c&#8217;era nessuna luce, nessun rumore&#8230;sono rimasto immobile alcuni minuti cercando qualcosa da vedere o da sentire, ma c&#8217;era soltanto il <em>buio più nero</em> e il silenzio più <em>totale</em>.</p>
<p>Il <em>blackout</em> dei sensi&#8230;a destra e a sinistra, in alto e in basso, dappertutto. Solo le dita dei miei piedi che afferravano lo spigolo di legno del molo mi tenevano attaccato alla realtà. Allora mi sono spinto sulle gambe con tutte le mie forze per saltare più in alto che potevo&#8230;e per una frazione di secondo ho vissuto <em>un&#8217;indimenticabile</em> sensazione di nulla, di niente, di vuoto, di assenza di gravità&#8230;&#8230;.poi <em>splash!</em> nelle fredde acque del lago.</p>
<p>Qualche mese fa, ricordando Kintulampi dopo tanti anni, avevo iniziato un micro-blog &#8220;minimalista&#8221; che è durato solo qualche settimana; voglio chiuderlo definitivamente quindi lo ricopio qui.</p>
<p>È forse per questo che scriviamo? Per imbottigliare il distillato dei nostri pensieri e lasciarli invecchiare, senza paura che evaporino, sperando di ritrovarli buoni come ci sembravano quando li abbiamo scritti la prima volta?</p>
<p>Ora facciamo silenzio&#8230;camminiamo attraverso il bosco, e torniamo&#8230;</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8230;a Kintulampi, in mezzo al ghiaccio con la sauna a legna che brucia soffiando vapore come una locomotiva.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi, ne sono certo, nessuno mi farà venire il malincuore.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Un giorno giuro che ci porterò Matilde, a Kintulampi.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi i rompiscatole devi proprio portarteli dietro.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Vorrei avere il tempo per andare a Kintulampi con le persone che amo.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi ho capito che “successo” è il participio passato di “succedere”: come posso sapere se avrò successo, se deve ancora succedere?</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi&#8230;e a fanculo tutti quanti.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>L’acqua di Kintulampi è liscia come uno specchio e profonda come il cielo sotto ai tuoi piedi.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Se passi dalle parti di Kintulampi, facci un salto e non te ne pentirai.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi non servono a niente i soldi, neanche il bancomat e le carte di credito.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Se andrò di nuovo a Kintulampi, non sarà per caso.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Una volta ero a Kintulampi e facevano 32° C sottozero.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Quando sarai a Kintulampi capirai che non c’è la mente, ma solo il cervello.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>A Kintulampi è da non credere, ma il silenzio ti assorda.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Kintulampi è dove ho promesso a me stesso di essere quando non mi sarà rimasto altro tempo da vivere.</em></p>
<hr />
]]></content:encoded>
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		<title>Pillole di Zen (parte 1)</title>
		<link>http://www.eingel.com/wordpress/2011/04/pillole-di-zen-parte-1/</link>
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				<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 21:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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				<description><![CDATA[Da&#160;ormai molti&#160;anni, l&#8217;Occidente guarda verso Est per riscoprire una fonte di spiritualità.&#160;Tra le tante filosofie, religioni e discipline si sente&#160;spesso parlare di&#160;Zen, famoso soprattutto per i suoi paradossi, i&#160;Kōan&#8230;come questo: &#8220;Nel suo ultimo giorno di vita Tanzan scrisse sessanta cartoline postali e incaricò un suo assistente di impostarle. Poi morì. Sulle cartoline c’era scritto: Sto [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-73" title="Zen!" alt="" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Zen.jpg" width="500"/></p>
<p>Da&nbsp;ormai molti&nbsp;anni, l&#8217;Occidente guarda verso Est per riscoprire una fonte di spiritualità.&nbsp;Tra le tante filosofie, religioni e discipline si sente&nbsp;spesso parlare di&nbsp;<strong><em>Zen</em></strong>, famoso soprattutto per i suoi paradossi, i&nbsp;<strong><em>Kōan</em></strong>&#8230;come questo:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #999999;">&#8220;Nel suo ultimo giorno di vita Tanzan scrisse sessanta cartoline postali e incaricò un suo assistente di impostarle. Poi morì. Sulle cartoline c’era scritto: Sto per andarmene da questo mondo. Questo è il mio ultimo annuncio. Tanzan 27 luglio 1892.&#8221;</span></em></p>
<p>Ma oltre che cercare (inutilmente) un significato in queste storielle curiose, sappiamo cosa sia veramente, lo Zen, o utilizziamo questo termine soltanto per <em>zen</em>tito dire??</p>
<p>Il mio viaggio (interiore) lungo la Via della Seta è iniziato con diverse letture, finché non ho imboccato di recente la strada maestra dei &#8220;<strong><em>Saggi sul Buddhismo Zen</em></strong>&#8220;.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;opera in tre volumi del venerando maestro&nbsp;<strong><em><a title="D.T. Suzuki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daisetsu_Teitar%C5%8D_Suzuki" target="_blank" rel="noopener noreferrer">鈴木 大拙 貞太郎</a></em></strong>, <strong><em>Daisetsu Teitarō</em></strong><strong><em> Suzuki</em></strong>, a cui si deve la diffusione dello Zen in Occidente e&nbsp;che non&nbsp;ha nulla a che fare&nbsp;con le moto (né con <a title="Tsuyoshi" href="http://www.myspace.com/djtsuyoshi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tsuyoshi Suzuki</a>,&nbsp;un DJ giapponese <em>underground</em>, meno famoso delle motociclette ma che mi piace da matti).</p>
<p><span class="note">Prima di tutto vorrei però chiarire che anche se <a title="Il Sassopiatto e il ruscello Zen" href="http://www.eingel.com/wordpress/2010/08/la-salita-al-sassopiatto-e-il-ruscello-zen/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non è la prima volta che parlo di Zen</a>,&nbsp;questo <em><strong>non è un blog mistico</strong></em>&#8230;semmai è un blog <em><strong>misto</strong></em>. Si professa la <em><strong>libertà</strong></em> di scrittura e di lettura. Non ho intenzione di convertirmi al Buddhismo, tantomeno di tentare di convertire voi; vi riporterò soltanto qualche &#8220;pillola&#8221; tratta della parte introduttiva dell&#8217;opera, dove&nbsp;D.T. Suzuki ci spiega <em><strong>cos&#8217;è lo Zen</strong></em>.</span></p>
<blockquote class="quotation"><p><em>Nella sua essenza, </em><strong><em>lo Zen è l&#8217;arte di vedere nella propria Natura</em></strong>.</p></blockquote>
<p>Questa era la prima riga della prima pagina.</p>
<p>D.T. Suzuki va subito al sodo senza &#8220;supercazzole&#8221; o sproloqui filosofici&#8230;in queste poche parole, era difficile&nbsp;essere <em><strong>più chiari di così</strong></em>.</p>
<blockquote class="quotation"><p><em>All&#8217;<strong>intelletto</strong> è proprio il far sorgere un problema che lui stesso non è in grado di risolvere: <strong>distrugge</strong> la felice pace dell&#8217;ignoranza senza saper ristabilire il precedente stato di <strong>equilibrio</strong>.</em></p></blockquote>
<blockquote class="quotation"><p><em>Poiché svela l&#8217;ignoranza, esso viene spesso considerato come una facoltà illuminatrice; di fatto, invece, esso <strong>disturba</strong>, senza portare sempre e necessariamente della luce sul cammino.</em></p></blockquote>
<blockquote class="quotation"><p><em>Lo Zen non vuole misurarsi con la <strong>logica</strong>, procede semplicemente <strong>sul cammino dei fatti</strong> lasciando il resto al proprio destino. Solo quando la logica, disconoscendo la propria funzione, cerca di por piede nella via dello Zen, esso reclama i suoi principî e <strong>mette rudemente fuori l&#8217;intrusa</strong>.</em></p></blockquote>
<p>In queste frasi c&#8217;è tutta la condanna al pensiero occidentale, che con il suo &#8220;<em><strong>cogito ergo sum</strong></em>&#8221; ha creduto di poter mettere le briglie alla nostra natura e dare al fantino-intelletto la guida delle nostre vite.</p>
<p>Con il solo ragionamento logico non si può trovare l&#8217;equilibrio e la felicità: bisogna&nbsp;<em><strong>conoscere se stessi</strong></em> e comprendere l&#8217;unità di tutte le cose, anziché pretendere di imporre regole artificiose o usare la sola <em><strong>forza di volontà</strong></em>.&nbsp;Trovo davvero difficile aggiungere altro a queste parole di D.T. Suzuki.</p>
<p>Detto ciò, cosa dobbiamo fare per raggiungere il <em><strong>Satori</strong></em>, l&#8217;illuminazione?&nbsp;Non certo tramite l&#8217;intelletto: i filosofi occidentali si sono posti tutte le possibili domande esistenziali senza aver mai saputo dare una risposta.</p>
<p>Il Buddhismo non ha nemmeno un vero e proprio&nbsp;<strong><em>testo sacro</em></strong> da recitare ai propri fedeli.</p>
<p>Semplicemente, non c&#8217;è una ricetta, non esiste&nbsp;una scuola dove ce lo possono insegnare. Dobbiamo impararcelo da noi.&nbsp;Perché infatti&#8230;</p>
<blockquote class="quotation"><p><em>&#8230;<strong>solo un Buddha può capire un altro Buddha</strong>.</em></p></blockquote>
<p>Detta così, sembra un vicolo cieco: per capire cos&#8217;è l&#8217;illuminazione devi essere già illuminato&#8230;grazie Graziella&#8230;ma ecco qualche ulteriore indicazione sulla strada da percorrere:</p>
<blockquote class="quotation"><p><em>La verità dello Zen è tale, che se vogliamo comprenderla appieno dobbiamo impegnarci in una <strong>lotta aspra</strong>, in una lotta spesso lunghissima che richiede una continua, spossante <strong>vigilanza</strong>.</em></p></blockquote>
<blockquote class="quotation"><p><em>Il Buddha <strong>non fu il semplice scopritore</strong> della catena delle Dodici Cause che portano all&#8217;ignoranza; egli prese una tale catena nelle sue mani e <strong>la spezzò</strong>, così che essa non potesse più tenerlo in servitù.</em></p></blockquote>
<p>Queste considerazioni rappresentano le fondamenta della dottrina e ci aiutano a capire la funzione centrale dei&nbsp;<em><strong>Kōan</strong></em>, le storielle paradossali dello Zen, che spazzano via il ragionamento logico e liberano la mente prima di affrontare la vera <em><strong>meditazione</strong></em>.</p>
<p>Ed è proprio tramite la meditazione che si comprende l&#8217;unità di tutte le cose del mondo e si raggiunge l&#8217;illuminazione&#8230;ma di questo parleremo nelle prossime puntate.</p>
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		<title>Il flauto di Gaudí</title>
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				<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 23:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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				<description><![CDATA[Immagino che molti di voi siano stati a Barcellona&#8230;ci sono andato a primavera dell&#8217;anno scorso e ricordo che c&#8217;era un sole stupendo, mentre a Bologna era ancora inverno. Ci sarebbe molto da dire&#8230;Barcellona è una città davvero favolosa e vorrei tornarci anche subito. Chi di voi c&#8217;è stato quasi sicuramente ha visitato la Pedrera, un palazzo [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che molti di voi siano stati a <em><strong>Barcellona</strong></em>&#8230;ci sono andato a primavera dell&#8217;anno scorso e ricordo che c&#8217;era un sole stupendo, mentre a Bologna era ancora inverno. Ci sarebbe molto da dire&#8230;Barcellona è una città davvero favolosa e vorrei tornarci anche subito.</p>
<p>Chi di voi c&#8217;è stato quasi sicuramente ha visitato la <em><strong>Pedrera</strong></em>, un palazzo dell&#8217;architetto <em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoni_Gaud%C3%AD" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antoni Gaudí</a></strong></em>. Come in tutte le sue opere, le linee rette sono proibite: il condominio e le sue stanze hanno una forma sinuosa ed irregolare.</p>
<p><a href="http://www.edwud.com/2008/12/14/la-pedreras-central-atrium/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img class="alignnone" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/La-Pedrera.jpg" alt="" width="500" height="323" /></a></p>
<p>A Barcellona si racconta una storia&#8230;che quando un&#8217;inquilina si lamentò con Gaudí perché nessuna delle stanze riusciva a contenere il suo <em><strong>pianoforte</strong></em>, lui le suggerì di iniziare a suonare il <em><strong>flauto</strong></em>&#8230;</p>
<p>Risposte del genere bisogna potersele permettere&#8230;e con tutte le opere fantastiche che ci ha lasciato, un genio come lui sicuramente può.</p>
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		<title>Un sabato sera a casa</title>
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				<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 15:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Vorrei darvi il buongiorno con il racconto di un &#8220;normalissimo&#8221; sabato sera in famiglia: Matilde ha fatto il suo record: si è addormentata all&#8217;una e un quarto! Cosa c&#8217;è di strano&#8230;per una bimba di un anno e mezzo?! :-) La mamma si è svegliata per una riunione alle 8:00&#8230;potrebbe sembrare una cosa normale, ma faccio presente che [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei darvi il buongiorno con il racconto di un &#8220;normalissimo&#8221; sabato sera in famiglia:</p>
<ul>
<li><em><strong>Matilde</strong></em> ha fatto il suo record: si è addormentata all&#8217;<strong><em>una e un quarto!</em></strong> Cosa c&#8217;è di strano&#8230;per una bimba di un anno e mezzo?! :-)</li>
<li>La <em><strong>mamma</strong></em> si è svegliata per una riunione alle <strong><em>8:00</em></strong>&#8230;potrebbe sembrare una cosa normale, ma faccio presente che oggi è <strong><em>domenica</em></strong>.</li>
<li><em><strong>Io</strong></em> sono andato a letto alle <strong><em>5:30</em></strong> per metter su questo sito&#8230;e mi sono svegliato alle <strong><em>11:30</em></strong> con Matilde.</li>
</ul>
<p>Direi che l&#8217;unico normale in famiglia è il nostro <em><strong>cane Olmo</strong></em>&#8230;</p>
<p>Vi lascio con una foto di noi quattro in seggiovia quest&#8217;estate&#8230;buona domenica a tutti!</p>
<p><em>Eingel</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://lh6.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmXve4XA3I/AAAAAAAAAfg/W8QYaH2oAfc/h500/P1010239.JPG" alt="P1010239.JPG" width="500" height="375" /></p>
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		<title>Il Sassopiatto e il ruscello Zen</title>
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				<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 22:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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				<description><![CDATA[È un anno che aspetto questo giorno&#8230;sono determinato come non mai. Voglio raggiungere la cima del Sassopiatto, quota 2.958 metri, salendo lungo la possente rampa inclinata da cui prende il nome questa montagna, che fa parte del gruppo del Sassolungo. Matilde ci dà la sveglia con i suoi versetti, sono le 7:37. Facciamo colazione tutti [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>È un anno che aspetto questo giorno&#8230;sono determinato come non mai.</p>
<p>Voglio raggiungere la cima del Sassopiatto, quota 2.958 metri, salendo lungo la possente rampa inclinata da cui prende il nome questa montagna, che fa parte del gruppo del Sassolungo.</p>
<p><a href="http://www.clikon.it/index.php?module=image&amp;method=view&amp;key=id=281027" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img class="alignnone wp-image-167 size-full" title="Il Gruppo del Sassolungo dalla Val Gardena" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Sassolungo-dalla-Val-Gardena.jpg" alt="" width="500" height="224" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Sassolungo-dalla-Val-Gardena.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Sassolungo-dalla-Val-Gardena-300x134.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Matilde ci dà la sveglia con i suoi versetti, sono le 7:37. Facciamo colazione tutti insieme e dopo un’ora abbondante di macchina da Cavalese arrivo a Campitello. Sono da solo con Olmo; compriamo il giunzaglio dimenticato a casa e prendo i biglietti per la funivia “Col Rodella”.</p>
<p><a title="P1010438.JPG" href="http://lh3.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaa3WiHoI/AAAAAAAAAkE/gKobFMP3b3E/P1010438.JPG"><img title="P1010438.JPG" src="http://lh3.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaa3WiHoI/AAAAAAAAAkE/gKobFMP3b3E/s500-c/P1010438.JPG" alt="P1010438.JPG" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Alle 10:30 usciamo dagli impianti di risalita e imbocchiamo il sentiero che dal rif. Federico Augusto ci porterà al rif. Pertini poi al rif. Sassopiatto, il punto di partenza della nostra salita.</p>
<p>Proprio come l’anno scorso: il sentiero è affollato come un formicaio. Un’autostrada di camminatori di ogni età, anziani e bambini compresi. Del resto siamo in agosto, in Val di Fassa, lungo un percorso con bellissimi panorami sul Sella, Catinaccio e Marmolada che si mantiene in quota con un tracciato pianeggiante. Non può che essere un formicaio.</p>
<p>Ho ben a mente l’errore della scorsa estate: ho avuto troppa fretta e ho bruciato tutte le mie energie prima di averne davvero bisogno per i momenti più faticosi. Quest’anno però porto pazienza e sto al passo delle comitive; dopo un’ora e mezzo siamo finalmente alle pendici del Sassopiatto, pronti a salire. Non avevo dubbi: non c’è nessuna comitiva che segue la nostra direzione.</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010379.JPG" href="http://lh4.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaC1Y7DbI/AAAAAAAAAjk/VfLwJeLQ9Cs/P1010379.JPG"><img class="alignnone" title="P1010379.JPG" src="http://lh4.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaC1Y7DbI/AAAAAAAAAjk/VfLwJeLQ9Cs/w500/P1010379.JPG" alt="P1010379.JPG" width="500" /></a></p>
<p>E&#8217; mezzogiorno esatto e mando un messaggio alla Marcy: “Ore 12: Sassopiatto!” Lei e Matilde sono a casa e stanno sperimentando il “letto piatto&#8221;…parto con un sorriso e un&#8217;ondata di calore nel petto.</p>
<p>Il paesaggio davanti a noi è piuttosto monotono e non aiuta a distrarsi dalla fatica. La vegetazione finisce ben presto e rimane solo una ripida distesa di sassi, roccia e ghiaia, che sembra non finire più. Solo l’altimetro del mio Suunto mi fa compagnia: ogni 100m di dislivello in più è una conquista verso la cima.</p>
<p>Olmo, cane fedele, mi sta sempre al passo e riceve la simpatia degli altri escursionisti; è l’unico cane che incontriamo lungo il percorso. Mi fermo ognitanto per dargli da bere nella sua ciotola e per tenere le mie pulsazioni sotto la soglia anaerobica. Dopo poco più di due ore la salita sulla pancia ghiaiosa di quel gigante è finita e siamo finalmente in vetta.</p>
<p>Il gruppo del Sassolungo visto dalla cima è semplicemente mastodontico. Pale di roccia dolomitica di proporzioni straordinarie a strapiombo sul resto del mondo, che tolgono il fiato. Altezze che fanno sentire il senso del vuoto anche a chi non soffre le vertigini.</p>
<p><a href="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/Sassopiatto-thumbnail.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="Sassopiatto thumbnail" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/Sassopiatto-thumbnail.jpg" alt="" width="500" height="137" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/Sassopiatto-thumbnail.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/Sassopiatto-thumbnail-300x82.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<address style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">(</span><a title="Sassopiatto (panorama hi-res)" href="http://www.eingel.com/wordpress/eingel/Sassopiatto.panorama.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;">clicca qui</span></a><span style="color: #808080;"> per scaricare l&#8217;immagine panoramica a 41 megapixel)</span></address>
<p>Faccio qualche foto e scambio alcune battute con gli escursionisti che si ristorano con noi vicino alla croce di cima. Olmo è il protagonista di quel gruppo, un cane eroico.</p>
<p><a title="P1010404.JPG" href="http://lh4.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaGL367KI/AAAAAAAAAjo/e0aUutLLK1I/P1010404.JPG"><img title="P1010404.JPG" src="http://lh4.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaGL367KI/AAAAAAAAAjo/e0aUutLLK1I/w500/P1010404.JPG" alt="P1010404.JPG" width="500" /></a></p>
<p>Mi sdraio a pancia su per riposarmi e guardare il cielo da più vicino. Poi gli ultimi sguardi a quei panorami infiniti, alcuni respiri dell&#8217;aria più pura che abbia mai respirato&#8230;una stretta ai lacci degli scarponcini e si parte a tutta velocità per la stessa strada da cui siamo saliti. Dopo poco più di un’ora siamo a valle, di nuovo al rif. Sassopiatto.</p>
<p>Sono ormai le 16:00 e rischiamo di perdere l’ultima funivia per scendere a Campitello. Decido allora di imboccare il sentiero che porta più a valle della funivia, verso il rif. Micheluzzi, la porta d’accesso alla Val Duron, che fiancheggia il gruppo del Sassolungo. Scendiamo ancora, prima lungo il costone della valle poi attraverso un bosco di conifere; di buona lena, in un’ora abbondante siamo al rifugio.</p>
<p>Dal Micheluzzi è disponibile un servizio di Jeep che porta fino a Campitello dove ho parcheggiato la macchina. Però c’è davvero parecchia gente in coda che aspetta. Abbiamo finito l’acqua, Olmo ha sete, e pure io. E soprattutto siamo entrambi davvero stanchi, esausti… ma felici e soddisfatti per concederci una pausa, per bere dell’acqua (Olmo), una birra (io) e per mangiare un piatto di speck (a metà).</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010215.JPG" href="http://lh3.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmXS1BmJEI/AAAAAAAAAe4/qIrcRzmKyLM/P1010215.JPG"><img class="alignnone" title="P1010215.JPG" src="http://lh3.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmXS1BmJEI/AAAAAAAAAe4/qIrcRzmKyLM/s500-c/P1010215.JPG" alt="P1010215.JPG" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Mentre sono seduto al tavolo guardo la cima del Sassopiatto lassù. La croce della cima è ancora visibile, piccolissima…pochi pixel della mia Lumix. Bisogna proprio sapere che c&#8217;è, per vederla.</p>
<p>Il numero di persone cha aspettano la Jeep non diminuisce e con loro il senso di relax e appagamento che sto via via provando. Come potrei mai mettermi in fila dopo queste ore di natura pura? Sarebbe un peccato mortale finire così un’avventura come questa. C’è il ruscello della Val Duron che scorre poco distante e decido di aspettare la Jeep mettendo i piedi a mollo nell’acqua fresca.</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010420.JPG" href="http://lh6.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaSiQqEpI/AAAAAAAAAj4/hEoKDjcCdpU/P1010420.JPG"><img class="alignnone" title="P1010420.JPG" src="http://lh6.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaSiQqEpI/AAAAAAAAAj4/hEoKDjcCdpU/s500-c/P1010420.JPG" alt="P1010420.JPG" width="500" height="500" /></a></p>
<p>È la parte più bella della giornata. Fino a poco prima, anche se a differenza dell’anno scorso avevo abbandonato ogni frenesia, rimaneva ancora una punta di ansia da prestazione, una traccia di paura di non giungere alla cima, o di arrivare in ritardo e perdere l’ultima corsa della funivia per tornare in paese.</p>
<p>Mi rendo conto che stavo pensando solo al “là”, alla vetta, all’obiettivo da raggiungere, al mio programma dei tempi da rispettare. Ora invece penso solo al “qui”, al rumore del ruscello, al brivido violento di freddo che mi penetra fino alle ossa, a Olmo che corre dietro ai sassi che gli lancio finché non si sdraia sull’altra sponda davanti a me.</p>
<p>È un momento davvero Zen. La beatitudine che proviene da quel ruscello mi rapisce completamente. La Jeep non è importante. Il tempo non è importante. Il tempo si ferma. Mi congelo per bene i piedi nell’acqua finché tutto è fermo, immobile nel tempo e nello spazio. Soltanto il fiume scorre. Tutto è silenzio. Anche i pensieri. Si sente soltanto il ruscello che canta il suo canto sempre uguale.</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010426.JPG" href="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaVbOiGUI/AAAAAAAAAj8/Nb2iACvRnAU/P1010426.JPG"><img class="alignnone" title="P1010426.JPG" src="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaVbOiGUI/AAAAAAAAAj8/Nb2iACvRnAU/w500/P1010426.JPG" alt="P1010426.JPG" width="500" /></a></p>
<p>Ci riposiamo ancora e ancora. Non mi interessa più la Jeep, mi sento come nuovo, posso scendere a piedi. Così ci mettiamo di nuovo in marcia verso Campitello, per un sentiero bellissimo tra i boschi, soli Olmo ed io, con la Marmolada immobile come una galassia che sorge dritto davanti a noi.</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010432.JPG" href="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaYD77qNI/AAAAAAAAAkA/bK-MSsEfg-k/P1010432.JPG"><img class="alignnone" title="P1010432.JPG" src="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaYD77qNI/AAAAAAAAAkA/bK-MSsEfg-k/s500-c/P1010432.JPG" alt="P1010432.JPG" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Il sentiero diventa una mulattiera ghiaiosa in ripida discesa ma ormai tengo un passo così rapido che è come se avessi le ruote. Alle 19:30 arriviamo finalmente al parcheggio della funivia, dove ho lasciato la macchina.</p>
<p>Sono contento per la mia forma fisica, sono profondamente provato, ma appagato, ancora pieno di energie. Un anno di Yoga mi ha fatto davvero bene, non pensavo. Non sono più quello che la città voleva che pensassi di essere.</p>
<p>Faccio salire Olmo in macchina e prima di salire anch’io mi giro indietro per l’ultima volta a guardare il gruppo del Sassolungo, che domina la valle e si staglia contro il cielo. Se penso che 9 ore fa stavo salendo per arrivare lassù in cima, 1.600 metri più in alto di dove sono ora, sento un brivido lungo la schiena. Ed è magia.</p>
<p><a class="thickbox" title="P1010440.JPG" href="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaeOZvtFI/AAAAAAAAAkI/Mja4LIRsN_8/P1010440.JPG"><img class="alignnone" title="P1010440.JPG" src="http://lh5.ggpht.com/_d1IHjcHNldI/TKmaeOZvtFI/AAAAAAAAAkI/Mja4LIRsN_8/w500/P1010440.JPG" alt="P1010440.JPG" width="500" /></a></p>
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		<title>1998 &#8211; Fuga dal mio Blog</title>
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				<pubDate>Wed, 28 Oct 1998 22:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eingel]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Oggi ho fatto un viaggio nel tempo&#8230; Ho resuscitato i miei file di backup fino al lontano millenovecentonovantotto&#8230; Nel 1998 mi stavo per laureare con i capelli blu, stavo partendo per la Finlandia con l&#8217;idea di non tornare più a casa. In quegli anni il mio hobby era la computer grafica, e non c&#8217;era mica Windows, [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho fatto un <strong><em>viaggio nel tempo</em></strong>&#8230;</p>
<p>Ho resuscitato i miei file di <strong><em>backup</em></strong> fino al lontano <strong><em>millenovecentonovantotto</em></strong>&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1796 size-full" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/BTTF.jpg" alt="BTTF" width="500" height="351" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/BTTF.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/BTTF-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Nel 1998 mi stavo per laureare con i </span><span style="text-decoration: underline;"><a title="Il sogno dei sandali e i capelli blu" href="http://www.eingel.com/wordpress/2012/03/sogno-sandali-capelli-blu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capelli blu</a></span><span style="line-height: 1.5em;">, stavo partendo per la Finlandia con l&#8217;idea di non tornare più a casa.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">In quegli anni il mio hobby era la </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>computer grafica</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">, e non c&#8217;era mica </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>Windows</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">, si usava ancora il </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>DOS</em></strong><span style="line-height: 1.5em;">&#8230;Silvia rimembri ancora?</span></p>
<p>Con un amico, per qualche settimana di studio matto e disperatissimo, abbiamo realizzato un&#8217;<strong><em>animazione 3D</em></strong> che si chiama <strong><em>&#8220;Bug Fix&#8221;</em></strong> e che ho appena caricato su <strong><em>YouTube</em></strong>&#8230;</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/TjbsQXJ6ZQs" width="500" height="375" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel 1998 esisteva già <strong><em>Internet</em></strong>, ma si usavano ancora i <strong><em>modem</em></strong> che quando si connettevano <strong><em>gracchiavano</em></strong> come i fax&#8230;andavano a <strong><em>14k</em></strong> e ci mettevi un casino a vedere un sito, ma tanto ce n&#8217;erano <strong><em>pochi</em></strong>.</p>
<p>Nel 1998 avevo fatto una prima versione di <span style="text-decoration: underline;">www.eingel.com</span> e<span style="line-height: 1.5em;">d è il momento di </span><strong style="line-height: 1.5em;"><em>rispolverare</em></strong><span style="line-height: 1.5em;"> anche questa&#8230;siete pronti a fare un <strong><em>viaggio</em></strong> indietro nel tempo?</span></p>
<p>Allora <strong><em>cliccate il logo</em></strong> e buona navigazione!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.eingel.com/wordpress/1998/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img class="aligncenter size-full wp-image-1812" src="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Geocities.jpg" alt="Geocities" width="500" height="170" srcset="http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Geocities.jpg 500w, http://www.eingel.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/Geocities-300x102.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
]]></content:encoded>
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