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	<title>Elena Lucchetti</title>
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	<description>Psicologa Lucca.  Elena Lucchetti psicologa clinica, consulenza sostegno psicologico.</description>
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	<title>Elena Lucchetti</title>
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		<title>LA SINDROME DELLA CAPANNA: la paura dopo il lockdown</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Lucchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 15:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo così tanto tempo di isolamento sociale e confinamento si è portati a pensare che chiunque abbia voglia di riprendere il contatto con il mondo esterno, vero? Ma non è così. Molte persone possono provare angoscia al solo pensiero di uscire di casa. In questi giorni molte cose sono cambiate: dopo circa due mesi in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo così tanto tempo di isolamento sociale e confinamento si è portati a pensare che chiunque abbia voglia di riprendere il contatto con il mondo esterno, vero? Ma non è così. Molte persone possono provare angoscia al solo pensiero di uscire di casa.</p>
<p>In questi giorni molte cose sono cambiate: dopo circa due mesi in cui siamo rimasti chiusi in casa e isolati socialmente, adesso possiamo uscire. Molte persone sono ritornate al lavoro e altri stanno riacquistando i ritmi e abitudini lasciate da inizio Marzo.</p>
<p>La <strong>SINDROME DELLA CAPANNA</strong> è proprio questa ansia e paura che ci invadono all&#8217;idea di varcare la soglia di casa e di riprendere gli impegni che avevamo. Parallelamente c&#8217;è l&#8217;idea e la sensazione che la propria abitazione sia l&#8217;unico luogo sicuro, in cui è possiamo trovare tutto quello che ci serve.</p>
<p>Questo è un fenomeno psicologico e non un vero e proprio disturbo, in quanto il nostro cervello si è abituato a quella condizione di vivere tra le mura domestiche.</p>
<p>Le prime descrizioni cliniche sono fatte risalire all&#8217;epoca della corsa all&#8217;oro negli Stati Uniti (1900): i cercatori passavano molti mesi isolati e all&#8217;interno di capanne. Questo perché cera la necessità di concentrare il lavoro in alcuni mesi dell&#8217;anno. Al termine di questo periodo, i cercatori d&#8217;oro mostravano ansia, stress e rifiuto di tornare alla civiltà.</p>
<h4>Quali sono i sintomi?</h4>
<p>Possiamo avere:</p>
<ul>
<li>aumentata  stanchezza e letargia</li>
<li>difficoltà maggiori di concentrazione e difficoltà di memoria</li>
<li>poca motivazione</li>
<li>emozioni quali tristezza, ansia, paura, angoscia, frustrazione</li>
<li>paura di uscire</li>
<li>stress (per un approfondimento sullo stress puoi leggere anche questo <a href="https://elenalucchetti.it/esercizi-mentali-e-addestramento-per-ridurre-lo-stress/">articolo</a>)</li>
</ul>
<h4>Cosa possiamo fare?</h4>
<ul>
<li>Bisogna innanzitutto darsi del tempo. Si tratta di una situazione emotiva normale dopo diverse settimane di isolamento. Se possibile, facciamo piccoli cambiamenti. Uno alla volta.</li>
<li>Distinguere tra la possibilità che accada un evento negativo dalla probabilità o certezza che accada realmente: quando siamo in ansia e/o abbiamo paura ci vengono in mente scenari apocalittici. Ma nella realtà non è detto che ciò avvengano. E&#8217; una possibilità che accadano, ma non una certezza assoluta. La paura in questo caso non è totalmente negativa perché ci protegge facendoci adottare le precauzioni e non ci fa essere irresponsabili.</li>
<li>Cambiare punto di vista: cerchiamo di eliminare i pensieri catastrofici con altri più razionali. Potremmo quindi pensare che esistono diverse gravità del coronavirus, che molte persone hanno avuto sintomi lievi e che molti lo hanno superato, avere fiducia nel personale sanitario e pensare che l&#8217;intero mondo sta lottando contro questo virus.</li>
</ul>
<p>Tutto ciò ci aiuta a ricordare che non siamo soli e che ogni giorno che passa  è un passo in avanti verso la normalizzazione (rispettando le precauzioni e ponendo attenzione a quello che facciamo!)</p>
<p>E ricorda, se c&#8217;è bisogno rivolgiti sempre a un professionista. Puoi chiamare me o trovare colleghi presso l?ordine degli <a href="https://www.ordinepsicologitoscana.it">Psicologi della Regione Toscana</a>.</p>
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		<title>Giornata Internazionale della Famiglia</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/giornata-internazionale-della-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Lucchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 13:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere famiglie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La famiglia ha sempre avuto un ruolo fondamentale nei processi di “socializzazione” permettendo al bambino di conoscere e interiorizzare le prime modalità di rispetto delle regole e le rappresentazioni che guidano le relazioni con gli altri.  La famiglia è il primo ambiente in cui queste competenze vengono acquisite e i genitori assumono le funzioni di un filtro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_649" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-649" class="wp-image-649 size-medium" src="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2020/05/family-day-300x300.png" alt="Happy International Family Day" width="300" height="300" /><p id="caption-attachment-649" class="wp-caption-text">Famiglia e i cambiamenti della fase 2.</p></div>
<p style="text-align: justify;">La famiglia ha sempre avuto un ruolo fondamentale nei processi di<em> “socializzazione” permettendo</em> al bambino di<em><strong> conoscere e interiorizzare le prime modalità di rispetto delle regole e le rappresentazioni che guidano le relazioni con gli altri. </strong></em> La famiglia è il primo ambiente in cui queste competenze vengono acquisite e i genitori assumono le funzioni di un filtro. Sono dei mediatori.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;emergenza sanitaria che ci ha colpito ha cambiato notevolmente i nostri modi di vivere e nei mesi precedenti, la famiglia si è ritrovata al centro di enormi capovolgimenti: i membri di una stessa famiglia si sono ritrovati a vivere costantemente a contatto, delicati equilibri  e punti di riferimento sono stati spostati, gli ambienti della casa sono stati vissuti 24 ore su 24. Ci siamo ritrovati a lavorare da casa in <em><strong>smart working</strong></em> e i più piccoli hanno cominciato l&#8217;avventura della <em><strong>didattica a distanza</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un iniziale stop delle attività quotidiane e di isolamento sociale, adesso ci troviamo nel bel mezzo della fase 2 in cui nuovamente dobbiamo attuare un altro cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci possiamo sentire stanchi, preoccupati o arrabbiati per l’incertezza del futuro e spesso ci chiediamo<em><strong> “Cosa facciamo adesso?”</strong></em></p>
<h4 style="text-align: justify;">Per affrontare questa fase 2 e le prossime settimane possiamo&#8230;</h4>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Per prima cosa suggerisco di fare dei<span style="color: #ff0000;"><em><strong> piccoli cambiamenti e non tutti insieme (per quanto sia possibile!)</strong></em></span>: essere passati da una completa libertà a essere rinchiusi in casa è stato uno shock, ma  vale anche il contrario! Passare da dover restare in casa ad avere una maggiore libertà (molte aziende hanno riaperto e molti  hanno ricominciato a lavorare) è un cambiamento altrettanto importante e se possibile da affrontare introducendo piccoli passi alla volta. Quindi, se possibile, inserire una nuova abitudine poco per volta.</li>
</ol>
<p style="padding-left: 40px; text-align: justify;">2. <em><strong><span style="color: #ff0000;">Creare un nuovo calendario o programma</span>: </strong></em>inserire le tappe fondamentali della giornata come l’orario della sveglia, la colazione, pranzo, orario per dormire e così via. Inserire inoltre le attività della giornata e le nuove abitudini (una/due per settimana).</p>
<p style="padding-left: 40px; text-align: justify;">3. Per chi ha bambini piccoli potrà essere utile <span style="color: #ff0000;"><strong>effettuare la programmazione insieme, cogliendo l’occasione di spiegare i cambiamenti a cui si va incontro e anticiparli. Inserire momenti di gioco e attività creative.</strong></span> Attenzione! chiaramente la programmazione ha uno scopo di orientare e guidare la giornata. Non dovrà essere imposizione rigida! Inoltre ricordiamoci che la noia, non dovrà essere combattuta e non è un qualcosa di negativo, anzi spesso si può trasformare in un momento di creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine credo che sia importante accettare le varie emozioni di questo periodo, anche quelle negative. E <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>darsi del tempo</strong></span></span>: l’essere umano ha comunque grandi capacità di apprendimento e di adattamento all’ambiente circostante, oltre che alle situazioni che gli accadono.</p>
<h6 style="text-align: justify;">Per un approfondimento sullo stress puoi leggere questo <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://elenalucchetti.it/esercizi-mentali-e-addestramento-per-ridurre-lo-stress/">articolo</a></span>.</h6>
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		<title>Evento STUDI APERTI</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/evento-studi-aperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Lucchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 08:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, prevista per il 10 ottobre 2019, aderirò all’iniziativa STUDI APERTI che prevede la possibilità di effettuare un primo colloquio psicologico GRATUITO dal 14 al 23 ottobre. “La GIORNATA&#160; NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA è promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi con il patrocinio del Ministero della Salute. Lo scopo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, prevista per il 10 ottobre 2019, aderirò all’iniziativa STUDI APERTI che prevede la possibilità di effettuare un primo colloquio psicologico GRATUITO dal 14 al 23 ottobre.</p>



<p><em>“La GIORNATA&nbsp; NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA è promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi con il patrocinio del Ministero della Salute.</em></p>



<p><em> Lo scopo è quello di informare la popolazione sulle tematiche più importanti di interesse psicologico, far conoscere  ai cittadini e alla comunità le potenzialità della Psicologia sia come scienza che come professione.</em></p>



<p><em>La Giornata si celebra il 10 ottobre coincide con la Giornata Mondiale della Salute Mentale e sono previste iniziative su tutto il territorio nazionale.</em> Ti lascio di seguito il link per vedere tutti gli eventi. <a href="http://www.psy.it/giornatapsicologia/calendar/">http://www.psy.it/giornatapsicologia/calendar/</a></p>



<p><em>Quest&#8217;anno il tema è “PSICOLOGIA E DIRITTI UMANI: la psicologia dà vita ai diritti!”. In questo mondo veloce e impazzito, sembra quasi che i diritti umani vengano meno. Per questo è importante rifletterci e dargli la giusta importanza. </em></p>



<p><em><strong>Il Benessere psicologico è un diritto e lo psicologo professionista può aiutarti a promuoverlo!</strong></em> </p>



<p><a href="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2019/10/Studi-Aperti-2019.pdf">scarica la locandina in pdf </a></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>RICERCA PER LA VALIDAZIONE DEL PDS-5</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/ricerca-per-la-validazione-del-pds-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Lucchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 12:15:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[PTSD]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti chiedo di fermarti un poco su questo articolo. Ho bisogno della tua collaborazione e il tuo aiuto sarebbe molto prezioso.Sto conducendo una nuova ricerca psicologica per la validazione di un questionario sull&#8217;esposizione a un evento traumatico. Questo qua sotto, è il link per rispondere ai test.&#160; https://docs.google.com/…/1FAIpQLSdzkphq7Rlge_H-FP…/viewform Chi può partecipare? Tutte le persone maggiorenni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ti chiedo di fermarti un poco su questo articolo. Ho bisogno della tua collaborazione e il tuo aiuto sarebbe molto prezioso.<br>Sto conducendo una nuova ricerca psicologica per la validazione di un questionario sull&#8217;esposizione a un evento traumatico. Questo qua sotto, è il link per rispondere ai test.&nbsp;</p>



<p><a href="https://docs.google.com/…/1FAIpQLSdzkphq7Rlge_H-FP…/viewform">https://docs.google.com/…/1FAIpQLSdzkphq7Rlge_H-FP…/viewform</a></p>



<p>Chi può partecipare? Tutte le persone maggiorenni, che parlano fluentemente italiano.&nbsp;<br>Una volta compilato il questionario, ti manderò  una mail con il risultato dei test solo nel caso in cui, dopo la parte anagrafica, sei passato alla fase compilazione dei test.&nbsp;</p>



<p>Grazie per la collaborazione!&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Esercizi mentali e addestramento per ridurre lo stress</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/esercizi-mentali-e-addestramento-per-ridurre-lo-stress/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 11:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[processi mentali]]></category>
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		<category><![CDATA[funzioni cognitive]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Stress Test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente studio condotto dai ricercatori del Max-Planck-Institut di Leipzig in Germania, specifico per le Neuroscienze e le scienze cognitive umane, ha dato prova che praticare alcuni esercizi mentali porta a un miglioramento delle funzioni cognitive e a ridurre lo stress. Il cambiamento favorevole è accompagnato da un ispessimento della corteccia cerebrale. Gli esercizi praticati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Un recente studio condotto dai ricercatori del Max-Planck-Institut di Leipzig in Germania, specifico per le Neuroscienze e le scienze cognitive umane, ha dato prova che praticare alcuni esercizi mentali porta a un miglioramento delle funzioni cognitive e a <strong>ridurre lo stress</strong>. Il cambiamento favorevole è accompagnato da un ispessimento della corteccia cerebrale. Gli esercizi praticati comprendono la meditazione e sono stati analizzati i risultati di praticanti abituali, mentre non sono presenti informazioni su persone che da poco tempo si dedicano a questa pratica.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Gli esigui studi longitudinali presenti fino a questo momento hanno inoltre preso in considerazione piccoli gruppi e senza un rigoroso controllo.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Due diversi esperimenti sono stati condotti per verificare se effettivamente vi è un cambiamento nella morfologia del cervello.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Il primo, condotto da Sofie Valk e colleghi, ha esaminato le scansioni di risonanza magnetica cerebrale di alcuni soggetti tra i 20 e i 55 anni, fatte durante il periodo di addestramento mentale. Il training comprendeva tre tipologie di esercizi da eseguire in moduli di tre mesi e comprendeva sessioni di gruppo (1 volta a settimana) e sessioni individuali da fare tramite smartphone o online.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">I risultati hanno messo in luce un effettivo aumento di volume della materia grigia e un incremento di diverse funzioni cognitive quali la compassione, l’attenzione o la perspective-taking, ovvero l’abilità di percepire o comprendere pensieri, sentimenti e prospettive proprie e altrui.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Nel secondo studio, condotto da Veronica Engert e colleghi, sono stati valutati differenti tipologie di esercizio mentale e la loro efficacia nel ridurre le risposte da stress psicosociale. Ad alcuni soggetti volontari è stato somministrato il Social Stress Test, un test che riproduce esperienze quotidiane e che sommandosi, possono condurre a stress cronico. Allo stesso tempo, a questi soggetti sono stati misurati frequenza cardiaca, livelli di cortisone, un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in condizioni di stress psicofisico, e altri indicatori di un disequilibrio nel sistema immunitario dovuto a stress. </span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Anche in questo secondo studio i risultati mostrano una minore reattività allo stress nei soggetti del gruppo sperimentale, con i tre moduli di esercizi, rispetto al gruppo di controllo. Dei tre moduli, solo gli esercizi riguardanti la capacità intersoggettiva, hanno abbassato la secrezione di cortisone e quindi della risposta allo stress dell’organismo. In questo studio i ricercatori non hanno riscontrato effetti del training mentale, sui marker immunitari. Risultati in contrasto con i dati passati. </span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span lang="it-IT">Le informazioni ottenute possono condurre a promuovere interventi di training mentale in svariati ambiti, trattandosi di un metodo d’intervento a basso costo e capace di contrastare e prevenire malattie correlate allo stress.</span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="da-DK"><b>Sofie L. Valk, Boris C. Bernhardt, Fynn-Mathis Trautwein, Anne B</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="sv-SE"><b>ö</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b>ckler, Philipp Kanske, Nicolas Guizard, D. Louis Collins and Tania Singer</b></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b> (2017). </b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><b>Structural plasticity of the social brain: Differential change after socio-affective and cognitive mental training</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>.</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><b>Science Advances</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>. Vol. 3, no. 10.</b></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Veronika Engert, Bethany E. Kok, Ioannis Papassotiriou, George P. Chrousos and Tania Singer</b></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b> (2017). </b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><b>Specific reduction in cortisol stress reactivity after social but not attention-based mental training</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>. </b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><b>Science Advances</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>.</b></span></span></span><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b> </b></span></span><u><b> </b></u><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><b>Vol. 3, no. 10.</b></span></span></span></span></span></span></p>
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		<title>10 ottobre 2018 &#8220;STUDI APERTI&#8221; Giornata Nazionale della Psicologia</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/10-ottobre-2018-giornata-nazionale-della-psicologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 11:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[giornata nazionale psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Studi Aperti&#8220;. In occasione della giornata Nazionale della Psicologia sarà possibile, su appuntamento, avere un primo colloquio informativo e di consulenza GRATUITO. Questa iniziativa, patrocinata dal Ministero della Salute, ha come obiettivo quello di valorizzare e far conoscere  ai cittadini e alla comunità più in generale le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione. Per informazioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><a href="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-504 size-medium" src="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1-212x300.jpg 212w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1-768x1086.jpg 768w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1-724x1024.jpg 724w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-Aperti-2018-1-1080x1527.jpg 1080w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></span></div>
<div>&#8220;<strong>Studi Aperti</strong>&#8220;. <span style="color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">In occasione della giornata Nazionale della Psicologia sarà possibile, su appuntamento, avere un primo colloquio informativo e di consulenza GRATUITO.</span></div>
<div><span style="color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Questa iniziativa, patrocinata dal Ministero della Salute, ha come obiettivo quello di valorizzare e far conoscere  ai cittadini e alla comunità più in generale le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione.</span></div>
<div style="padding-left: 60px;">Per informazioni e appuntamenti telefonare al 349/5005635 oppure scrivere a lucchetti.elena@gmail.com<br />
www.elenalucchetti.it</div>
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		<title>Maggiori disturbi del sonno in bambini che hanno madri con umore depresso</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/maggiori-disturbi-del-sonno-in-bambini-che-hanno-madri-con-umore-depresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 11:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno bambini]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psicologici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente studio condotto da Jianghong Liu dell’Università della Pennsylvania sui maggiori disturbi del sonno in bambini che hanno madri con umore depresso, mette in luce come le emozioni che la madre sperimenta durante la gravidanza possono significativamente influire sul comportamento del bambino. In particolare ciò che viene influenzato è la qualità del sonno: se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente studio condotto da <strong>Jianghong Liu</strong> dell’Università della Pennsylvania sui <strong>maggiori disturbi del sonno in bambini che hanno madri con umore depresso</strong>, mette in luce come le emozioni che la madre sperimenta durante la gravidanza possono significativamente influire sul comportamento del bambino. In particolare ciò che viene influenzato è la qualità del sonno: se le madri manifestano sintomi depressivi, vi è maggiore tendenza nei bambini di soffrire di disturbi del sonno durante la crescita. Ciò sembra non accadere nei bambini che hanno avuto madri serene durante la gestazione.<br />
Sempre la ricerca constata come l’emozione della gioia, sperimentata in modo sempre più crescente durante il secondo e terzo trimestre, risulta essere un fattore protettivo nei confronti di queste difficoltà.<br />
Lo studio ha preso in considerazione un totale di 833 bambini che si trovavano alla scuola materna e con un’età media di circa sei anni.<br />
Gli studiosi hanno valutato le madri e le loro emozioni, sia prima che dopo il parto, con particolare attenzione posta all’emozione della gioia. Quest’ultima veniva esaminata attraverso una serie di domande che si basavano su una scala licere a 5 punti. Alcune domande sulla depressione erano poste con risposte a 3 punti.<br />
Nei bambini sono stati valutati sia i disturbi del sonno, sia più in generale le difficoltà comportamentali utilizzando nel primo caso la sottoscala del sonno della lista di controllo del comportamento del bambino (CBCL) e nel secondo caso usando il punteggio totale (CBCL).<br />
Il legame tra disturbi del sonno infantile e lo stato emotivo materno è stato analizzato effettuando dei modelli generali, i cui risultati hanno evidenziato che i bambini con madri che avevano emozioni dello spettro depressivo durante il periodo prenatale o postnatale, avevano probabilità maggiori di avere difficoltà nel sonno.<br />
Contrariamente, livelli elevati di felicità nel secondo e terzo trimestre erano significativamente connessi a un rischio ridotto di sviluppo di disturbi nel sonno.<br />
I risultati ottenuti rafforzano l’importanza di prestare attenzione anche alla salute emotiva delle madri fin dai primi momenti della gestazione e come essa abbia un forte impatto anche sulla salute del nascituro. Questo conferma l’importanza di un adeguato sostegno familiare e della comunità verso madri che sono in attesa.</p>
<h3>Bibliografia</h3>
<p><em><strong>Sexton M.B., Bennett D.C., Muzik M., Rosenblum K.L. (2018) Resilience, Recovery, and Therapeutic Interventions for Peripartum Women with Histories of Trauma. In: Muzik M., Rosenblum K. (eds) Motherhood in the Face of Trauma. Integrating Psychiatry and Primary Care. Springer, Cham.</strong></em></p>
<p>Se sei interessato all&#8217;argomento leggi anche :<a href="http://www.stateofmind.it/2018/07/disturbi-sonno-bambini/"><strong>Gli effetti negativi dei “media digitali” sulla qualità del sonno dei bambini</strong></a><span id="ctrlcopy"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ansia, Panico, Stress. venerdì 14 settembre &#8211; Consulenza gratuita sull&#8217;ansia</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/ansia-panico-stress-consulenza-gratuita-venerdi-14-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 22:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[preoccupazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 14 Settembre presso il Centro Campus Maior (sede di Lido di Camaiore e sede di Camaiore secondo gli orari indicati) è promosso un servizio di consulenza gratuita sull&#8217;ansia. Il servizio è rivolto a tutti coloro che nella vita quotidiana provano sensazioni sia fisiche, sia mentali di preoccupazione, tensione e/o stress. E&#8217; inoltre rivolto a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-386 alignleft" src="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/Consulenza-Ansia-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/Consulenza-Ansia-300x225.jpeg 300w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/Consulenza-Ansia-768x576.jpeg 768w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/Consulenza-Ansia.jpeg 1024w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/Consulenza-Ansia-510x382.jpeg 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div>Venerdì 14 Settembre presso il Centro Campus Maior (sede di Lido di Camaiore e sede di Camaiore secondo gli</div>
<div>orari indicati) è promosso un servizio di <strong>consulenza gratuita sull&#8217;ansia</strong>.</div>
<div>Il servizio è rivolto a tutti coloro che nella vita quotidiana provano sensazioni sia fisiche, sia mentali di preoccupazione, tensione e/o stress. E&#8217; inoltre rivolto a tutti coloro che vorrebbero migliorare il proprio benessere psicofisico.</div>
<div>La consulenza può avvenire  tramite un primo colloquio gratuito o anche solo ponendomi poche domande.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER.pdf">Scarica locandina in pdf</a></div>
<div> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-390" src="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER-212x300.jpg 212w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER-768x1087.jpg 768w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER-724x1024.jpg 724w, https://elenalucchetti.it/wp-content/uploads/2018/09/SCREENING-ANSIA-POSTER-1080x1528.jpg 1080w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></div>
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		<title>Il sonno controbilancia l’intensità delle sinapsi &#8211; Omeostasi Sinatpica</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/il-sonno-controbilancia-lintensita-delle-sinapsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2018 09:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Cirelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Tononi]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[sinapsi]]></category>
		<category><![CDATA[Wisconsin Center for Sleep and Consciousness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La teoria dell’omeostasi sinaptica durante le ore notturne è stata confermata da recenti scoperte. Infatti le connessioni tra neuroni diminuiscono di volume, di circa il 20 per cento, e di intensità durante il sonno, permettendo così un migliore apprendimento e consolidamento di informazioni acquisite durante il giorno in memoria. In anni precedenti sono state portate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">La teoria dell’omeostasi sinaptica durante le ore notturne è stata confermata da recenti scoperte. Infatti le connessioni tra neuroni diminuiscono di volume, di circa il 20 per cento, e di intensità durante il sonno, permettendo così un migliore apprendimento e consolidamento di informazioni acquisite durante il giorno in memoria.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In anni precedenti sono state portate avanti diverse teorie su quale fosse la funzione del sonno per il cervello, da quella ristorati a quella di consolidamento della memoria e dei processi cognitivi più in generale. Due nuovi studi apparsi su “Science” confermano con forza una terza ipotesi: il sonno serve per effettuare una sorta di “potatura” delle sinapsi, controbilanciandone in questo modo l’aumento che avviene durante il giorno. Quindi il sonno serve per diminuire il numero di connessioni tra neuroni e diminuire l’intensità di queste sinapsi. In un’ottica di omeostasi sinaptica, ci doveva essere qualche meccanismo che bilanciasse questa crescita, in modo da evitare una saturazione delle sinapsi che avrebbe condotto poi a un’annullamento del segnale e delle memorie più in generale.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Le ore notturne e il sonno sono la condizione migliore per questo processo di ristrutturazione, in quanto quando dormiamo non prestiamo molta attenzione agli stimoli esterni e siamo svincolati da “qui e ora”. Le sinapsi, aumentando di intensità, aumentano anche la loro dimensione divenendo più grandi. Al contrario quando si indeboliscono, vanno incontro ad una riduzione di scala e si contraggono.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">I ricercatori Chiara Cirelli e Giulio Tononi del </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">del Wisconsin Center for Sleep and Consciousness</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> hanno analizzato se le dimensioni delle sinapsi avessero un cambiamento tra sonno e veglia. Prendendo una popolazione di topi, hanno analizzato la loro corteccia cerebrale e in particolare le dimensioni di circa 6.920 sinapsi, utilizzando una tecnica di immagini ad altissima risoluzione (microscopia elettronica tridimensionale).</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Prendendo in considerazione ogni sinapsi hanno verificato a quale topo appartenesse e per quanto tempo l’animale avesse dormito nelle 6-8 ore precedenti alla registrazione. I risultati fanno emergere come le ore di sonno conducano a una diminuzione generale delle dimensioni delle sinapsi in entrambe le aree corticali studiate e in modo più proporzionale, alle dimensioni delle sinapsi. Questo ridimensionamento coinvolge circo l’80% delle sinapsi, ma non sembra interessare le sinapsi più grandi, legate a memorie più stabili.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Giulio Tononi afferma che </span></span><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>estrapolando dai topi agli esseri umani, i nostri risultati implicano che ogni notte migliaia di miliardi di sinapsi nella nostra corteccia si assottigliano di circa il 20 per cento</i></span></span><span style="font-size: medium;">”</span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">In un secondo studio condotto da Graham Diering, della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltomore, nel Maryland, sono state analizzate le proteine che formano i recettori posizionati sui neuroni post sintetici nel cervello dei topi. In particolare, sono stati analizzate le proteine di questi recettori, in due aree specifiche: l’ippocampo e la corteccia, che sono aree essenziali per l’apprendimento e la memoria. I dati finali mostrano che è presente una riduzione del 20 per cento nel livelli di proteine repertoriali, il che indica una diminuzione delle sinapsi nei roditori.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Hanno esaminato le proteine che costituiscono i recettori posti sui neuroni postsinaptici nel cervello di topi, in particolare in due aree cerebrali fondamentali per apprendimento e memoria: l&#8217;ippocampo e la corteccia. L&#8217;analisi ha dimostrato che nei roditori si verifica una diminuzione del 20 per cento nei livelli di proteine recettoriali, indicativo di una diminuzione d&#8217;intensit</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="fr-FR">à </span></span><span style="font-size: medium;">delle sinapsi.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"> <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=http://science.sciencemag.org/content/355/6324/507"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></a></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><b>L</b></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>.</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="pt-PT"><b> de Vivo, M</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>. Bellesi, W. </b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="en-US"><b>Marshall, E</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>.</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="en-US"><b> A. Bushong, M</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>.</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><b> H. Ellisman, G</b></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>. Tononi, C. Cirelli (2017). </b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="en-US"><b>Ultrastructural evidence for synaptic scaling across the wake/sleep cycle</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>. </b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="en-US"><b>Science</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>. </b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="pt-PT"><b>Vol. 355</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b> (</b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><b>6324</b></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>) </b></span></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><b>pp. 507-510</b></u></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span lang="it-IT"><b>.</b></span></u></span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b>G</b><span lang="it-IT"><b>.</b></span><span lang="de-DE"><b> H. Diering, R</b></span><span lang="it-IT"><b>.</b></span><b> S. Nirujogi, R</b><span lang="it-IT"><b>. </b></span><span lang="en-US"><b>H. Roth, P</b></span><span lang="it-IT"><b>. </b></span><span lang="en-US"><b>F. Worley, A</b></span><span lang="it-IT"><b>. </b></span><b>Pandey, R</b><span lang="it-IT"><b>. </b></span><b>L. Huganir</b><span lang="it-IT"><b> (2017).</b></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><b>Homer1a drives homeostatic scaling-down of excitatory synapses during sleep</b></span><span lang="it-IT"><b>. Science.</b></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="pt-PT"><b> Vol. 355</b></span><span lang="it-IT"><b> (</b></span><b>6324</b><span lang="it-IT"><b>)</b></span><b>, pp. 511-515</b><span lang="it-IT"><b>.</b></span></span></span></span></p>
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		<title>Pensieri ripetitivi e negativi durante il sonno</title>
		<link>https://elenalucchetti.it/pensieri-ripetitivi-e-negativi-durante-il-sonno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 08:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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		<category><![CDATA[ruminazione ansiosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coloro che hanno un sonno di scarsa qualità tendono a fissarsi maggiormente su preoccupazioni e pensieri negativi, elementi che vengono condivisi con disturbi importanti come l’ansia e la depressione. Ad oggi non è ancora stato chiarito se la mancanza di sonno sia una causa o la conseguenza di questi disturbi. Due ricercatori della Binghamton University [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Coloro che hanno un sonno di scarsa qualità tendono a fissarsi maggiormente su preoccupazioni e pensieri negativi, elementi che vengono condivisi con disturbi importanti come l’ansia e la depressione. Ad oggi non è ancora stato chiarito se la mancanza</span></span><b> </b><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">di sonno sia una causa o la conseguenza di questi disturbi.</span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Due ricercatori della Binghamton University di New York hanno pubblicato uno studio sul “Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychitry” in cui mostrano che un sonno inferiore alle otto ore correla con difficoltà maggiori a evitare pensieri di tipo negativo e intrusivi, definiti come “ruminazione ansiosa”.</span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ad un gruppo di soggetti con alti livelli di “ruminazione ansiosa” sono state presentate delle immagini in grado di attivare una risposta emotiva, contemporaneamente un dispositivo tracciava i movimenti oculari. Successivamente è stata analizzata la durata complessiva del sonno e i suoi cicli di questo gruppo di persone. I ricercatori J. Nota e M. Coles hanno dimostrato che la mancanza di sonno o la qualità povera, sono correlate a una maggiore difficoltà della persona a spostare l’attenzione dalle informazioni negative contenute nelle immagini che avevano visto. Una probabile spiegazione è il fatto che un sonno non adeguato contribuisce ad esporre il paziente a fissarsi su preoccupazioni e pensieri negativi, ovvero a iniziare un circolo vizioso di ruminazione ansiosa.</span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Coles e Nota hanno così scoperto che la mancanza di sonno o la sua cattiva qualità erano associate a una notevole difficoltà del soggetto a distogliere l’attenzione dalle informazioni negative contenute nelle immagini. Una possibile interpretazione di questa correlazione è che un sonno inadeguato contribuisca a rendere il soggetto più esposto alla ruminazione ansiosa e alla fissazione su preoccupazioni e pensieri negativi. M. Coles afferma che &#8220;</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>le persone coinvolte nello studio hanno mostrato alcune tendenze ad avere pensieri negativi ossessivi, e l&#8217;elevato livello di questi pensieri negativi rende loro difficile distogliere l&#8217;attenzione dagli stimoli negativi a cui li abbiamo esposti</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">” e quindi di avere notevoli dei problemi a ignorarle.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Le informazioni acquisite con lo studio sono importanti perché si reputa che i pensieri ossessivi negativi siano un elemento importante presente in diversi disturbi psicologici, tra i quali anche l’ansia e la depressione. Sempre M. Coles afferma che la ricerca condotta è importante in quanto per la prima volta vengono indagate le connessioni tra deprivazione di sonno e meccanismi neuropsicologici, in particolare quelli che permettono di ignorare i pensieri negativi.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Occorre procedere con ulteriori studi che vadano ad analizzare se la mancanza di sonno è solo correlata al sopraggiungere di ansia o depressione oppure se contribuisce a mantenere un disturbo già presente.</span></span></span></span></span></p>
<h2 align="LEFT">Bibliografia</h2>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="da-DK"><b>Jacob A.Nota</b></span><span lang="it-IT"><b>, </b></span><span lang="en-US"><b>Meredith E.Coles</b></span><span lang="it-IT"><b> (2018). </b></span><span lang="en-US"><b>Shorter sleep duration and longer sleep onset latency are related to difficulty disengaging attention from negative emotional images in individuals with elevated transdiagnostic repetitive negative thinking</b></span><span lang="it-IT"><b>. </b></span><span lang="en-US"><i><b>Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry</b></i></span><span lang="it-IT"><b>, Vol. 58</b></span><b>,</b><b> </b><span lang="pt-PT"><b>Pag</b></span><span lang="it-IT"><b>.</b></span><b> 114-122</b><span lang="it-IT"><b>.</b></span></span></span></span></p>
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