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	<title>Elettronica In: La tua rivista di elettronica</title>
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		<title>Modulo semaforo a LED per Arduino caratteristiche collegamenti e test</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:18:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Il modulo semaforo a LED rappresenta una soluzione compatta e immediata per la gestione di segnalazioni luminose in progetti elettronici. Integra tre LED distinti – rosso, giallo e verde – su un’unica scheda, semplificando sia il cablaggio sia lo sviluppo. Inoltre, funziona con una tensione compresa tra 3,3 V e 5 V, risultando compatibile con numerose piattaforme di prototipazione. Adrirobot lo ha utilizzato e recensito nel suo BLOG. Struttura del modulo e configurazione elettrica Il modulo utilizza una configurazione a catodo comune. In pratica, tutti i terminali negativi dei LED convergono su un unico pin di massa, mentre i terminali...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/08/modulo-semaforo-a-led-per-arduino-caratteristiche-collegamenti-e-test/">Modulo semaforo a LED per Arduino caratteristiche collegamenti e test</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="300" height="233" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test-300x233.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test-300x233.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test-370x287.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test-600x466.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-test.png 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Il modulo semaforo a LED rappresenta una soluzione compatta e immediata per la gestione di segnalazioni luminose in progetti elettronici. Integra tre LED distinti – rosso, giallo e verde – su un’unica scheda, semplificando sia il cablaggio sia lo sviluppo. Inoltre, funziona con una tensione compresa tra 3,3 V e 5 V, risultando compatibile con numerose piattaforme di prototipazione. <a href="https://www.adrirobot.it/modulo-semaforo-led-per-arduino/">Adrirobot lo ha utilizzato e recensito nel suo BLOG.</a></p><h2 class="wp-block-heading" id="h-struttura-del-modulo-e-configurazione-elettrica">Struttura del modulo e configurazione elettrica</h2><p>Il modulo utilizza una configurazione a catodo comune. In pratica, tutti i terminali negativi dei LED convergono su un unico pin di massa, mentre i terminali positivi vengono controllati separatamente.</p><p>Ogni LED è associato a una resistenza dedicata. Questo elemento è fondamentale perché limita la corrente e protegge i componenti. Nello specifico, il LED rosso utilizza una resistenza da circa 330 ohm, il giallo da 220 ohm e il verde da 470 ohm. Di conseguenza, ogni colore può essere pilotato in modo stabile e indipendente.</p><p>Il connettore principale presenta quattro pin: uno per ciascun LED e uno per la massa comune. Questa configurazione permette un’interfaccia diretta con i pin digitali di una scheda di controllo.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-collegamenti-e-controllo-con-microcontrollore">Collegamenti e controllo con microcontrollore</h2><div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="430" height="640" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-Test-Arduino.png" alt="" class="wp-image-102219" style="width:328px;height:auto" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-Test-Arduino.png 430w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-Test-Arduino-202x300.png 202w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/HRS0538-Modulo-semaforo-LED-Test-Arduino-370x551.png 370w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></figure></div><p>Il collegamento del modulo risulta semplice e immediato. I tre pin dedicati ai LED si connettono alle uscite digitali del microcontrollore, mentre il pin GND va collegato alla massa del sistema.</p><p>Quando il microcontrollore imposta un pin su livello HIGH, il LED corrispondente si accende. Al contrario, impostando il pin su LOW, il LED si spegne. Questo comportamento consente di gestire facilmente sequenze luminose e logiche di segnalazione.</p><p>Inoltre, è possibile utilizzare un pin digitale configurato come uscita LOW per simulare una massa, creando così una soluzione alternativa utile in fase di prototipazione.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-funzionamento-e-sequenze-di-test">Funzionamento e sequenze di test</h2><p>Una configurazione tipica prevede l’assegnazione dei tre LED a tre pin digitali distinti. Successivamente, un semplice programma può attivare i LED in sequenza.</p><p>Ad esempio, ogni LED può lampeggiare per un determinato intervallo, con cicli di accensione e spegnimento regolari. Dopo aver completato la sequenza dei tre colori, il sistema può introdurre una pausa e poi ripetere il ciclo. Questo tipo di test consente di verificare rapidamente il corretto funzionamento del modulo.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-applicazioni-pratiche">Applicazioni pratiche</h2><p>Il modulo semaforo a LED trova impiego in diversi ambiti. In particolare, si adatta bene a contesti didattici, dove facilita la comprensione della logica digitale e della gestione degli output.</p><p>Inoltre, può essere utilizzato per simulare sistemi di traffico o incroci, offrendo un esempio concreto di controllo sequenziale. Nei sistemi di automazione, invece, può indicare lo stato di un processo: rosso per errore, giallo per attesa e verde per funzionamento attivo.</p><p>Altri utilizzi includono il monitoraggio di dispositivi, la gestione di code o accessi e l’integrazione in progetti di modellismo o domotica. Grazie alla sua semplicità, il modulo si presta a molteplici scenari senza richiedere circuiti complessi.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-integrazione-nei-progetti-elettronici">Integrazione nei progetti elettronici</h2><p>Grazie alla struttura compatta e ai collegamenti ridotti, il modulo si integra facilmente in prototipi e sistemi più avanzati. Inoltre, la presenza delle resistenze già integrate elimina la necessità di componenti aggiuntivi.</p><p>Questo approccio consente di ridurre errori di cablaggio e velocizzare lo sviluppo. Di conseguenza, il modulo rappresenta una soluzione pratica per chi desidera implementare segnalazioni luminose chiare ed efficaci all’interno di un progetto elettronico.</p><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/08/modulo-semaforo-a-led-per-arduino-caratteristiche-collegamenti-e-test/">Modulo semaforo a LED per Arduino caratteristiche collegamenti e test</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Lampada LED multiuso con telecomando IR e controllo luminosità</title>
		<link>https://ei.futuranet.it/2026/04/07/lampada-led-multiuso-con-telecomando-ir-e-controllo-luminosita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:31:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-759x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>La lampada LED multiuso, pubblicata sul numero 290 di Elettronica In, rappresenta un progetto pratico pensato per offrire un’illuminazione portatile e versatile. Il dispositivo funziona a pile e sfrutta i vantaggi dei LED, tra cui maggiore autonomia, minore produzione di calore e luce bianca. Inoltre, integra un sistema di controllo che permette di gestire diversi livelli di luminosità. Come indicato nelle prime pagine del documento , il circuito utilizza due gruppi distinti di LED ad alta efficienza orientati nella stessa direzione. Questa configurazione consente di ottenere una luce modulabile in base alle esigenze. Configurazione e livelli di luminosità Il sistema...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/07/lampada-led-multiuso-con-telecomando-ir-e-controllo-luminosita/">Lampada LED multiuso con telecomando IR e controllo luminosità</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-759x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="222" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-222x300.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-222x300.png 222w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-759x1024.png 759w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-768x1037.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-370x499.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1-600x810.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_1.png 792w" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" /><p>La lampada LED multiuso, pubblicata sul <a href="https://futuranet.it/prodotto/n-290-aprile-maggio-2026/">numero 290 di Elettronica In</a>, rappresenta un progetto pratico pensato per offrire un’illuminazione portatile e versatile. Il dispositivo funziona a pile e sfrutta i vantaggi dei LED, tra cui maggiore autonomia, minore produzione di calore e luce bianca. Inoltre, integra un sistema di controllo che permette di gestire diversi livelli di luminosità.</p><p>Come indicato nelle prime pagine del documento , il circuito utilizza due gruppi distinti di LED ad alta efficienza orientati nella stessa direzione. Questa configurazione consente di ottenere una luce modulabile in base alle esigenze.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-configurazione-e-livelli-di-luminosita">Configurazione e livelli di luminosità</h2><p>Il sistema prevede tre livelli di illuminazione. In particolare, un primo gruppo di LED si attiva alimentando il circuito, mentre un secondo gruppo entra in funzione tramite un interruttore dedicato. Inoltre, il gruppo principale può variare la propria intensità luminosa tra due livelli.</p><p>Il controllo avviene sia localmente, tramite un pulsante, sia a distanza utilizzando un telecomando IR compatibile con portante a 38 kHz. Come descritto nel testo, ogni pressione del pulsante modifica il livello di luminosità, alternando le condizioni operative.</p><p>Questa soluzione rende il dispositivo adatto a molteplici applicazioni. Ad esempio, può essere utilizzato come luce ambientale oppure installato a soffitto per garantire un’illuminazione di base con incremento su richiesta.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-struttura-del-circuito-elettronico">Struttura del circuito elettronico</h2><p>Il circuito si suddivide in quattro blocchi principali: gruppo LED principale, gruppo LED aggiuntivo, contatore decimale e ricevitore a infrarossi. A questi si aggiunge un regolatore di tensione a 5V.</p><p>I LED sono organizzati in rami con due diodi in serie, collegati tra loro in parallelo e limitati da resistenze dedicate. Come riportato nello schema, i LED principali sono D1–D12, mentre quelli aggiuntivi sono D13–D18.</p><p>Il controllo della luminosità avviene tramite un transistor PNP configurato come emitter-follower. In base al livello logico applicato alla base, varia la tensione sull’emettitore e quindi la corrente nei LED. Di conseguenza, si ottengono due livelli distinti di intensità luminosa.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-gestione-tramite-contatore-e-telecomando-ir">Gestione tramite contatore e telecomando IR</h2><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="479" height="331" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_3.png" alt="" class="wp-image-102189" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_3.png 479w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_3-300x207.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/FK045_3-370x256.png 370w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure></div><p>Il cuore logico del sistema è il contatore CD4017, utilizzato come flip-flop. Questo componente riceve impulsi sia dal pulsante sia dal modulo IR. Ogni impulso provoca il cambio di stato delle uscite, determinando la variazione della luminosità.</p><p>Il ricevitore IR VS1738 rileva segnali a infrarossi e filtra quelli con frequenza diversa da 38 kHz. Il segnale in uscita replica gli impulsi ricevuti e li invia al circuito di controllo. </p><h2 class="wp-block-heading" id="h-alimentazione-e-stabilizzazione">Alimentazione e stabilizzazione</h2><p>La lampada può funzionare con una batteria da 9V oppure tramite un alimentatore esterno da 9 a 12V in corrente continua. Il sistema include una presa con commutazione automatica che esclude la batteria quando si collega l’alimentatore.</p><p>Il regolatore 78L05 fornisce una tensione stabile a 5V per il contatore e il modulo IR. Inoltre, i condensatori di filtro riducono i disturbi e garantiscono un funzionamento stabile del circuito.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-montaggio-e-realizzazione-pratica">Montaggio e realizzazione pratica</h2><p>Il montaggio prevede l’uso di componenti THT su circuito stampato a doppia faccia. Come descritto nelle ultime pagine , si parte dalle resistenze e dallo zoccolo del CD4017, per poi inserire condensatori, pulsanti, LED e componenti attivi.</p><p>Il modulo IR deve essere orientato verso l’esterno per garantire una corretta ricezione. Inoltre, è necessario rispettare la polarità dei componenti, in particolare LED ed elettrolitici.</p><p>Infine, il circuito può essere inserito in un contenitore plastico, preferibilmente trasparente, che consente l’uso diretto del pulsante e l’accesso ai collegamenti.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/07/lampada-led-multiuso-con-telecomando-ir-e-controllo-luminosita/">Lampada LED multiuso con telecomando IR e controllo luminosità</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Armadi RACK e custodie per server del marchio Lanberg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-1024x354.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Articolo sponsorizzato Che si stia organizzando una sala server avanzata o un’installazione di rete locale in un piccolo ufficio – la scelta migliore per alloggiare l’installazione saranno gli armadi RACK. Il marchio Lanberg offre soluzioni standardizzate, specializzate e solide in questo ambito. I sistemi di telecomunicazione sono quasi sempre costruiti basandosi su armadi RACK, poiché offrono flessibilità in molti aspetti: gestione dei cavi, raffreddamento, scalabilità e accesso facilitato per i tecnici di servizio e il personale di manutenzione. Gli armadi RACK del marchio Lanberg sono una soluzione completa per organizzare, montare e proteggere le apparecchiature di telecomunicazione, server, switch, router...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/03/armadi-rack-e-custodie-per-server-del-marchio-lanberg/">Armadi RACK e custodie per server del marchio Lanberg</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-1024x354.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="300" height="104" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-300x104.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-300x104.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-1024x354.png 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-768x266.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-370x128.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-600x208.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/LANBERG-scaled.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><div class="ei-article-lanberg">
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.tme.eu/it/katalog/?queryPhrase=teltonika_202602_lp&amp;keywordSetName=extended&amp;utm_source=ei.futuranet.it&amp;utm_medium=banner&amp;utm_campaign=2026-04-01_Teltonika_MTM-15559_(p" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-102207" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-1024x73.jpg" alt="" width="840" height="60" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-1024x73.jpg 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-300x21.jpg 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-768x55.jpg 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-370x26.jpg 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-600x43.jpg 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/IT_1260x90-scaled.jpg 1200w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo sponsorizzato</em></p>
<p>Che si stia organizzando una sala server avanzata o un’installazione di rete locale in un piccolo ufficio – la scelta migliore per alloggiare l’installazione saranno gli armadi RACK. Il marchio Lanberg offre soluzioni standardizzate, specializzate e solide in questo ambito.</p>
<p>I sistemi di telecomunicazione sono quasi sempre costruiti basandosi su armadi RACK, poiché offrono flessibilità in molti aspetti: gestione dei cavi, raffreddamento, scalabilità e accesso facilitato per i tecnici di servizio e il personale di manutenzione.</p>
<p>Gli armadi RACK del marchio Lanberg sono una soluzione completa per organizzare, montare e proteggere le apparecchiature di telecomunicazione, server, switch, router e molti altri dispositivi di rete. Questi prodotti rispettano lo standard RACK 19”, che è ampiamente utilizzato nell’industria IT, nelle telecomunicazioni e nei sistemi di monitoraggio. L’offerta Lanberg include modelli sospesi, da pavimento e aperti (open rack) in varie dimensioni e colori. Di seguito analizziamo questo assortimento suddiviso nei tipi di soluzioni di base.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.tme.eu/it/manufacturers/p%2Clanberg_1996/?utm_source=elettronicain&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=lanberg_article" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><strong>Armadi RACK da Lanberg</strong></a></p>
<h2 id="custodie-per-server">Custodie per Server</h2>
<p>Le custodie per server servono a montare schede madri e i componenti su di esse all’interno di un armadio RACK. Lanberg offre diverse soluzioni in questo senso. Tutte sono progettate per armadi con larghezza di 19 pollici, ma sono disponibili in versioni adattate per schede madri in formato ATX (inclusi Micro-ATX e ITX) o solo ITX (più compatto) e altezze da 1U a 4U. Queste ultime permettono il posizionamento libero delle schede di espansione negli slot del computer, ad esempio interfacce di rete o coprocessori grafici sempre più utilizzati per calcoli di intelligenza artificiale. Poiché l’espansione del sistema comporta una maggiore produzione di calore, le custodie hanno installati o prevedono l’installazione di ventole (fino a 120 mm), sia anteriore, posteriore e sulla parete divisoria, per migliorare la circolazione dell’aria.</p>
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<p>Vale la pena notare che le custodie più grandi presentate sono adattate per l’uso in applicazioni di tipo NAS o direttamente nei data center, poiché offrono spazio per 10 dischi HDD da 3.5&#8243; e 3 dischi da 2.5&#8243; (naturalmente nulla vieta di usare adattatori per altri formati SSD). Per motivi di manutenzione, le custodie sono dotate di porte con interfaccia USB conformi alla generazione 3.0.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.tme.eu/it/katalog/custodie-a-sistema-19-pollici_112552/p%2Clanberg_1996/?params=316%3A2070638%2C2105280&amp;utm_source=elettronicain&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=lanberg_article" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><strong>Custodie per Server</strong></a></p>
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<h2>Armadi Rack</h2>
<p>Nella sezione successiva, descriviamo gli armadi RACK progettati per il montaggio di computer e altri componenti di infrastruttura. Va sottolineato che le foto sono illustrative e rimandano al catalogo originale, dove è possibile scegliere tra molti modelli diversi – chiusi, aperti, perforati, vetrati, in colori chiari e scuri, ecc.</p>
<h3 id="armadi-sospesi-da-10-pollici">Armadi sospesi da 10 pollici</h3>
<p>In uffici, officine e edifici residenziali, è molto comune utilizzare armadi sospesi montati a parete, ad esempio sotto il soffitto, dove non disturbano le persone che lavorano o si trovano nella stanza. Sono disponibili in versioni capaci di ospitare computer a grandezza naturale, ma più spesso si opta per soluzioni più compatte da 10 pollici, nelle quali si possono montare switch, router e persino un alimentatore, un piccolo file server o eventualmente controller di automazione degli edifici.</p>
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<p>L’offerta Lanberg include versioni chiuse con pareti perforate nonché porte vetrate, che facilitano l’ispezione visiva degli indicatori solitamente presenti sui dispositivi in formato RACK sul pannello frontale. Questo permette al tecnico di verificare rapidamente se una linea è attiva e se i computer segnalano un funzionamento corretto.</p>
<p>L’altezza di questi armadi varia da 4U a 12U, e la loro profondità non supera i 310 mm. Lanberg offre modelli in grigio chiaro e nero, con diverse opzioni di chiusura (inclusi lucchetti).</p>
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<h3 id="armadi-sospesi-da-19-pollici">Armadi sospesi da 19 pollici</h3>
<p>Se c’è bisogno di montare componenti RACK a grandezza naturale da 19 pollici, esiste comunque la possibilità di utilizzare una custodia sospesa. La sua profondità può variare da 200 mm a 600 mm, quindi anche questo formato consente di ottenere dimensioni di custodia compatte. Le altezze disponibili sono da 4U a 27U, capaci di ospitare un’infrastruttura complessa sufficiente a servire un intero ufficio o persino un server di database o servizi web.</p>
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<div style="border: 1px solid #ddd; padding: 18px; text-align: center; background: #fafafa;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-102198" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-1024x768.png" alt="" width="840" height="630" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-1024x768.png 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-300x225.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-768x576.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-1536x1152.png 1536w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-370x278.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-600x450.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/WF01-6612-23S-scaled.png 1200w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></div>
<p> </p>
</div>
</div>
<p>Le custodie sono dotate di numerose fessure di ventilazione, e alcuni modelli includono anche porte di ispezione aggiuntive. La costruzione rinforzata e modulare garantisce un montaggio sicuro e punti di ancoraggio stabili per i componenti di rete – anche se queste custodie sono fornite in parti e progettate per l’autoassemblaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.tme.eu/it/katalog/custodie-a-sistema-19-pollici_112552/p%2Clanberg_1996/?params=2712%3A1548786%3B1382%3A2061226&amp;utm_source=elettronicain&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=lanberg_article" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><strong>Armadi sospesi 19”</strong></a></p>
<h3 id="armadi-rack-aperti-e-da-pavimento-da-19">Armadi RACK aperti e da pavimento da 19”</h3>
<p>L’offerta comprende soluzioni modulari di open rack 19”. Sono realizzati con parti in acciaio. Le altezze variano da 9U a 15U (577…844 mm). Soddisfano le esigenze di installazioni collocate in locali tecnici designati – fornendo sia una struttura solida per i dispositivi sia un raffreddamento ottimale dei componenti. Sono dotati di ruote e viti stabilizzatrici con piedini. La loro profondità è di 657 mm, il che significa che possono contenere router, switch e computer, offrendo abbastanza spazio per costruire un server compatto. I modelli più grandi possono reggere un carico totale fino a 600 kg.</p>
<div style="margin: 24px 0;">
<div style="border: 1px solid #ddd; padding: 20px; text-align: center; background: #fafafa;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-102204" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-1024x768.png" alt="" width="840" height="630" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-1024x768.png 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-300x225.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-768x576.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-1536x1152.png 1536w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-370x278.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-600x450.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/OR01-6115-B-scaled.png 1200w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><br />L’armadio è dotato sia di ruote che di stabilizzatori a livellamento.</div>
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</div>
<p>L’offerta comprende soluzioni modulari di open rack 19”. Sono realizzati con parti in acciaio. Le altezze variano da 9U a 15U (577…844 mm). Soddisfano le esigenze di installazioni collocate in locali tecnici designati – fornendo sia una struttura solida per i dispositivi sia un raffreddamento ottimale dei componenti. Sono dotati di ruote e viti stabilizzatrici con piedini. La loro profondità è di 657 mm, il che significa che possono contenere router, switch e computer, offrendo abbastanza spazio per costruire un server compatto. I modelli più grandi possono reggere un carico totale fino a 600 kg.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.tme.eu/it/katalog/custodie-a-sistema-19-pollici_112552/p%2Clanberg_1996/?params=2712%3A1548786%3B1382%3A2079061&amp;utm_source=elettronicain&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=lanberg_article" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><strong>Armadi RACK da pavimento 19”</strong></a></p>
</div><p></p><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/03/armadi-rack-e-custodie-per-server-del-marchio-lanberg/">Armadi RACK e custodie per server del marchio Lanberg</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Elettronica In Aprile-Maggio 2026: Laboratorio portatile, robot e open claw</title>
		<link>https://ei.futuranet.it/2026/04/01/elettronica-in-aprile-maggio-2026-laboratorio-portatile-robot-e-open-claw/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprima Rivista]]></category>
		<category><![CDATA[amplificatore classe A]]></category>
		<category><![CDATA[Automazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Raspberry Pi]]></category>
		<category><![CDATA[Sensori]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1.jpg" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Il numero 290 di Elettronica In, relativo ai mesi di Aprile e Maggio 2026, presenta una raccolta completa di progetti e approfondimenti tecnici. In questo numero emerge con chiarezza il passaggio dall’elettronica tradizionale a sistemi sempre più integrati con software e controllo digitale. L’elettronica, infatti, assume oggi un ruolo centrale anche nei sistemi meccanici. Sensori, attuatori e microcontrollori trasformano oggetti e dispositivi in sistemi intelligenti e connessi. https://youtube.com/shorts/HGUDEVVpIfI Dalla meccanica al bit Il tema principale del numero riguarda proprio questa evoluzione. L’elettronica non si limita più a gestire segnali, ma entra direttamente nel controllo di sistemi complessi. Oggi ogni componente...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/01/elettronica-in-aprile-maggio-2026-laboratorio-portatile-robot-e-open-claw/">Elettronica In Aprile-Maggio 2026: Laboratorio portatile, robot e open claw</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1.jpg" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="225" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1-225x300.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="EI290 - Aprile / Maggio 2026" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1-225x300.jpg 225w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1-370x493.jpg 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/EI290-600x450-1.jpg 450w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p>Il <a href="https://futuranet.it/prodotto/n-290-aprile-maggio-2026/">numero 290 di Elettronica In</a>, relativo ai mesi di Aprile e Maggio 2026, presenta una raccolta completa di progetti e approfondimenti tecnici. In questo numero emerge con chiarezza il passaggio dall’elettronica tradizionale a sistemi sempre più integrati con software e controllo digitale.</p><p>L’elettronica, infatti, assume oggi un ruolo centrale anche nei sistemi meccanici. Sensori, attuatori e microcontrollori trasformano oggetti e dispositivi in sistemi intelligenti e connessi.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Elettronica In 290 Aprile Maggio #elettronicain #elettronica #futuranet #maker #embedded #raspberry" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/HGUDEVVpIfI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><h2 class="wp-block-heading" id="h-dalla-meccanica-al-bit">Dalla meccanica al bit</h2><p>Il tema principale del numero riguarda proprio questa evoluzione. L’elettronica non si limita più a gestire segnali, ma entra direttamente nel controllo di sistemi complessi.</p><p>Oggi ogni componente dialoga con gli altri. Sensori e attuatori generano dati che vengono elaborati da microcontrollori e sistemi embedded. Inoltre, il software diventa parte integrante del progetto.</p><p>Questa trasformazione coinvolge numerosi ambiti. Ad esempio, si passa dall’automazione industriale fino ai dispositivi di uso quotidiano. Per questo motivo, la progettazione richiede competenze sempre più trasversali.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-progetti-e-applicazioni-pratiche">Progetti e applicazioni pratiche</h2><p>Il numero include diversi progetti operativi. Tra questi, una lampada LED multiuso che permette il controllo tramite pulsante e telecomando.</p><p>Successivamente, viene presentato un laboratorio portatile compatto. Questo dispositivo integra multimetro, oscilloscopio e generatore di segnali, offrendo uno strumento completo per test e misure.</p><p>Inoltre, è descritto un evaporimetro per applicazioni meteorologiche. Il sistema misura l’evaporazione in modo indiretto tramite una pompa peristaltica, garantendo precisione e semplicità.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-sistemi-avanzati-e-sperimentazione">Sistemi avanzati e sperimentazione</h2><p>Tra i contenuti più avanzati compare un amplificatore mono in classe A. Questo progetto permette di approfondire il comportamento dei circuiti analogici.</p><p>Segue un pendolo perpetuo elettronico, capace di mantenere oscillazioni costanti grazie a un circuito dedicato.</p><p>In particolare, viene trattato anche il tema del Power Delivery. L’analisi riguarda librerie e firmware per microcontrollori, con attenzione alla gestione dei protocolli.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-automazione-e-controllo-intelligente">Automazione e controllo intelligente</h2><p>Ampio spazio è dedicato anche a soluzioni automatizzate. Un esempio è l’umidificatore a ultrasuoni, progettato per ambienti domestici e dotato di LED RGB.</p><p>Inoltre, viene presentato un robot basato su Raspberry Pi. Il sistema integra architettura software ottimizzata, configurazione automatizzata e controllo remoto tramite interfaccia grafica.</p><p>Un altro progetto riguarda OpenClaw su Raspberry Pi. In questo caso, il sistema funge da gateway AI personale, capace di collegare moduli hardware e servizi di messaggistica.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-approfondimenti-tecnici-e-didattici">Approfondimenti tecnici e didattici</h2><p>Il numero include anche contenuti formativi. Tra questi, un articolo dedicato ai sistemi X-by-Wire, che sostituiscono i collegamenti meccanici con controlli elettronici.</p><p>Successivamente, vengono introdotti i primi passi con gli amplificatori operazionali. Questo contenuto guida nella comprensione dei circuiti analogici attraverso esempi pratici.</p><p>Infine, si approfondisce il tema dei pannelli solari. L’articolo descrive il funzionamento dei sistemi MPPT e le strategie di ottimizzazione della ricarica.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-live-di-presentazione-del-numero">Live di presentazione del numero</h2><p>È prevista una live dedicata alla presentazione del numero. L’evento si terrà l’8 aprile alle ore 15 e sarà trasmesso su <a href="https://youtube.com/live/k3jlc6yUyXU?feature=share">YouTube</a>, <a href="https://fb.me/e/gebWGEOO7">Facebook </a>e <a href="https://livewebinar.com/977-286-011">LiveWebinar</a>.</p><p>Durante la diretta sarà possibile scrivere e partecipare attivamente, ponendo domande sui contenuti e sui progetti trattati.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Recensione live Rivista n.290 Elettronica In - Aprile / Maggio 2026" width="840" height="630" src="https://www.youtube.com/embed/k3jlc6yUyXU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/04/01/elettronica-in-aprile-maggio-2026-laboratorio-portatile-robot-e-open-claw/">Elettronica In Aprile-Maggio 2026: Laboratorio portatile, robot e open claw</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Architetture multichip e chiplet: evoluzione dei semiconduttori</title>
		<link>https://ei.futuranet.it/2026/03/30/architetture-multichip-e-chiplet-evoluzione-dei-semiconduttori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprima Rivista]]></category>
		<category><![CDATA[chiplet]]></category>
		<category><![CDATA[CMOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-759x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>L’elettronica digitale allo stato solido nasce con le famiglie logiche basate su transistor, inizialmente con tecnologia TTL e successivamente con MOSFET, adottati per ridurre ingombro e consumo energetico. A partire da porte logiche fondamentali come OR, AND e NOT, si sviluppano funzioni sempre più complesse fino alle unità aritmetico-logiche, cuore di CPU, microprocessori e microcontrollori. Di questo parliamo sul numero 289 di Elettronica In. Evoluzione delle tecnologie MOS Le memorie e i dispositivi logici condividono la tecnologia MOSFET, che consente l’accumulo e la rimozione di cariche elettriche. Inizialmente, i MOS presentavano limiti legati alla velocità di commutazione, dovuti alla natura...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/30/architetture-multichip-e-chiplet-evoluzione-dei-semiconduttori/">Architetture multichip e chiplet: evoluzione dei semiconduttori</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-759x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="222" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-222x300.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-222x300.png 222w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-759x1024.png 759w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-768x1037.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-370x499.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1-600x810.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_1.png 792w" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" /><p>L’elettronica digitale allo stato solido nasce con le famiglie logiche basate su transistor, inizialmente con tecnologia TTL e successivamente con MOSFET, adottati per ridurre ingombro e consumo energetico. A partire da porte logiche fondamentali come OR, AND e NOT, si sviluppano funzioni sempre più complesse fino alle unità aritmetico-logiche, cuore di CPU, microprocessori e microcontrollori. Di questo parliamo sul numero 289 di Elettronica In.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-evoluzione-delle-tecnologie-mos">Evoluzione delle tecnologie MOS</h2><p>Le memorie e i dispositivi logici condividono la tecnologia MOSFET, che consente l’accumulo e la rimozione di cariche elettriche. Inizialmente, i MOS presentavano limiti legati alla velocità di commutazione, dovuti alla natura capacitiva del gate. Tuttavia, grazie al progresso delle tecnologie dei semiconduttori e della fotolitografia, i MOSFET hanno raggiunto prestazioni comparabili ai transistor bipolari, migliorando al contempo il contenimento dei consumi e la dissipazione termica.</p><p>Successivamente, si afferma la tecnologia CMOS, basata su transistor complementari. Questa soluzione consente di ridurre il consumo energetico, che avviene quasi esclusivamente durante la commutazione. Inoltre, il continuo miglioramento dei processi produttivi ha ridotto dimensioni, capacità parassite e tensioni di lavoro, fattori determinanti per la dissipazione di potenza.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-limiti-della-tecnologia-planare-e-nuove-soluzioni">Limiti della tecnologia planare e nuove soluzioni</h2><p>La produzione dei MOSFET avviene tramite tecnologia planare, utilizzando wafer di silicio monocristallino e processi fotolitografici. Questo approccio ha dominato per decenni, permettendo una progressiva riduzione delle dimensioni fino a pochi nanometri.</p><p>Tuttavia, la miniaturizzazione ha raggiunto limiti fisici. La riduzione eccessiva delle dimensioni genera dispersioni di corrente e difficoltà nello spegnimento del transistor. Per questo motivo, sono state introdotte architetture tridimensionali come i FinFET, nei quali il gate avvolge il canale su più lati, migliorando il controllo elettrostatico. Questa soluzione consente maggiore velocità di commutazione ed efficienza energetica.</p><p>Successivamente, la tecnologia RibbonFET evolve ulteriormente il concetto, avvolgendo il gate attorno a sottili nastri di silicio. Questa configurazione migliora l’elettrostatica del dispositivo e promette un incremento dell’efficienza energetica rispetto ai FinFET.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-architetture-multi-chip-e-chiplet">Architetture multi-chip e chiplet</h2><p>Con l’aumento della complessità dei microprocessori e del numero di core, diventa impossibile realizzare sistemi avanzati su un singolo chip. Nasce quindi l’architettura multi-chip, che utilizza chiplet separati interconnessi all’interno di un unico package.</p><p>Questa soluzione consente maggiore flessibilità progettuale e migliori rese produttive. I chiplet possono essere omogenei o eterogenei e permettono di combinare diverse funzionalità, come core di calcolo, cache e interfacce I/O. Inoltre, tecnologie di packaging avanzate 2D, 2,5D e 3D migliorano la comunicazione tra i chip e riducono la latenza.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-tecnologie-avanzate-di-interconnessione">Tecnologie avanzate di interconnessione</h2><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="415" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_4.png" alt="" class="wp-image-102177" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_4.png 651w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_4-300x191.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_4-370x236.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/Chip_4-600x382.png 600w" sizes="(max-width: 651px) 100vw, 651px" /></figure></div><p>Per supportare le architetture multi-chip, sono state sviluppate soluzioni innovative. La tecnologia PowerVia introduce interconnessioni posteriori che separano il routing dei segnali dalla distribuzione dell’alimentazione, migliorando prestazioni e utilizzo dell’area del chip.</p><p>Inoltre, tecnologie come Foveros Direct 3D ed EMIB consentono l’interconnessione ad alta densità tra chiplet, garantendo elevata larghezza di banda e flessibilità architetturale. Queste soluzioni permettono la realizzazione di sistemi complessi e scalabili all’interno di un unico package.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-dalla-miniaturizzazione-alla-disaggregazione">Dalla miniaturizzazione alla disaggregazione</h2><p>L’evoluzione della microelettronica ha portato dalla miniaturizzazione dei transistor alla disaggregazione delle architetture. I chip complessi vengono suddivisi in più die, che vengono poi assemblati e interconnessi. Questo approccio consente di superare i limiti della fotolitografia e di realizzare sistemi con elevata densità di calcolo e prestazioni avanzate.</p><figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Tecnologia in 3D per semiconduttori - Rivista Elettronica In 289 #elettronica #futuranet #maker" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/CAWaK_B1D50?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/30/architetture-multichip-e-chiplet-evoluzione-dei-semiconduttori/">Architetture multichip e chiplet: evoluzione dei semiconduttori</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Maker Faire Trieste tredicesima edizione tra innovazione e creatività</title>
		<link>https://ei.futuranet.it/2026/03/26/maker-faire-trieste-tredicesima-edizione-tra-innovazione-e-creativita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:08:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-1024x682.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>La Maker Faire Trieste 2026 rappresenta la tredicesima edizione di un evento dedicato a innovazione, scienza, creatività e cultura maker. L’iniziativa si svolge nel centro cittadino e coinvolge un ampio pubblico grazie a un programma ricco di attività e partecipazione attiva. Date e location dell’evento La manifestazione si terrà sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 in Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste. L’ingresso è gratuito, quindi l’evento risulta accessibile a tutti. Durante i due giorni, il pubblico potrà visitare numerosi spazi espositivi. Inoltre, saranno presenti centinaia di espositori che mostreranno progetti e soluzioni innovative. Attività e contenuti La Maker Faire...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/26/maker-faire-trieste-tredicesima-edizione-tra-innovazione-e-creativita/">Maker Faire Trieste tredicesima edizione tra innovazione e creatività</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-1024x682.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="300" height="200" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-300x200.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-300x200.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-1024x682.png 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-768x512.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-1536x1024.png 1536w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-2048x1365.png 2048w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-370x247.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-600x400.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/IMG_1096-1-scaled-1-scaled.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://trieste.makerfaire.com/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-102168" style="width:466px;height:auto" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-1024x1024.png 1024w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-300x300.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-150x150.png 150w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-768x768.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-370x370.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-600x600.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-100x100.png 100w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2-500x500.png 500w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/call2025_2.png 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div><p>La <a href="https://trieste.makerfaire.com/">Maker Faire Trieste 2026</a> rappresenta la tredicesima edizione di un evento dedicato a innovazione, scienza, creatività e cultura maker. L’iniziativa si svolge nel centro cittadino e coinvolge un ampio pubblico grazie a un programma ricco di attività e partecipazione attiva.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-date-e-location-dell-evento">Date e location dell’evento</h2><p>La manifestazione si terrà sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 in Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste. L’ingresso è gratuito, quindi l’evento risulta accessibile a tutti.</p><p>Durante i due giorni, il pubblico potrà visitare numerosi spazi espositivi. Inoltre, saranno presenti centinaia di espositori che mostreranno progetti e soluzioni innovative.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-attivita-e-contenuti">Attività e contenuti</h2><p>La Maker Faire Trieste propone un programma articolato. Infatti, include laboratori interattivi, talk e dimostrazioni pratiche.</p><p>I contenuti riguardano diversi ambiti tecnologici. In particolare, si trovano progetti legati a open source, robotica e tecnologia. Inoltre, l’evento integra attività pensate per coinvolgere direttamente i visitatori.</p><p>Successivamente, i partecipanti possono assistere a dimostrazioni dal vivo. Queste attività permettono di osservare da vicino il funzionamento dei progetti presentati.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-organizzazione-e-supporto">Organizzazione e supporto</h2><p>L’evento è organizzato dal Comune di Trieste e dal Centro Internazionale di Fisica Teorica ICTP. Inoltre, riceve il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.</p><p>Questa collaborazione contribuisce alla realizzazione di una manifestazione strutturata e orientata alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-call-for-makers-e-partecipazione">Call for Makers e partecipazione</h2><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://trieste.makerfaire.com/call-makers-ita/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-724x1024.png" alt="" class="wp-image-102170" style="width:550px;height:auto" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-724x1024.png 724w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-212x300.png 212w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-768x1086.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-1086x1536.png 1086w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-1448x2048.png 1448w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-370x523.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-600x849.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/TSMF26_call_A4_b-scaled-1-scaled.png 848w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure></div><p>La Call for Makers è attualmente aperta. Maker, fablab, studenti e artigiani digitali possono candidarsi per partecipare.</p><p>I partecipanti hanno la possibilità di proporre stand, workshop o performance. Inoltre, l’organizzazione mette a disposizione spazi attrezzati con tavoli, elettricità e illuminazione.</p><p>La candidatura rimane aperta fino al 14 aprile. Tuttavia, viene consigliato di iscriversi in anticipo.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-evoluzione-dell-evento">Evoluzione dell’evento</h2><p>La Maker Faire Trieste nasce nel 2014 come Trieste Mini Maker Faire. Nel tempo, l’evento è cresciuto fino a raggiungere una dimensione internazionale.</p><p>Inoltre, è stata introdotta un’area dedicata alla scienza interattiva. Questa sezione è pensata per famiglie e appassionati, ampliando ulteriormente il pubblico coinvolto.</p><p>Infine, la manifestazione continua a svilupparsi, mantenendo un forte legame con il mondo maker e con l’innovazione tecnologica.</p><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/26/maker-faire-trieste-tredicesima-edizione-tra-innovazione-e-creativita/">Maker Faire Trieste tredicesima edizione tra innovazione e creatività</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Sensore radar HLK-LD2420 applicazioni domotiche e sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:36:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Il rilevamento della presenza o del movimento di persone, animali o veicoli può avvenire tramite diverse tecnologie. Tra queste, i sensori radar a microonde rappresentano una soluzione avanzata, soprattutto quando è necessario individuare movimenti anche minimi. Il modulo presentato sul numero 289 di Elettronica In è il MICRORADARSENS basato sul dispositivo HLK-LD2420, progettato per applicazioni in ambienti chiusi e aperti. Questo sensore utilizza tecnologia radar a onde millimetriche e algoritmi avanzati per ottenere una rilevazione precisa, inclusi micromovimenti del corpo umano. Il modulo è realizzato su un circuito stampato compatto di 20x20 mm. Integra antenne calibrate per la frequenza operativa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/25/sensore-radar-hlk-ld2420-applicazioni-domotiche-e-sicurezza/">Sensore radar HLK-LD2420 applicazioni domotiche e sicurezza</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="225" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1-225x300.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1-225x300.png 225w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1-370x493.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1-600x800.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_1.png 767w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p>Il rilevamento della presenza o del movimento di persone, animali o veicoli può avvenire tramite diverse tecnologie. Tra queste, i sensori radar a microonde rappresentano una soluzione avanzata, soprattutto quando è necessario individuare movimenti anche minimi. Il modulo presentato sul <a href="https://futuranet.it/prodotto/n-289-febbraio-marzo-2026/">numero 289 di Elettronica In</a> è il <a href="https://futuranet.it/prodotto/sensore-movimento-hmmd-24-ghz-radar-micro-movimenti/">MICRORADARSENS </a>basato sul dispositivo HLK-LD2420, progettato per applicazioni in ambienti chiusi e aperti.</p><p>Questo sensore utilizza tecnologia radar a onde millimetriche e algoritmi avanzati per ottenere una rilevazione precisa, inclusi micromovimenti del corpo umano.</p><p>Il modulo è realizzato su un circuito stampato compatto di 20&#215;20 mm. Integra antenne calibrate per la frequenza operativa e può essere inserito in contenitori plastici per installazioni a parete o soffitto. Opera nella banda ISM a 24 GHz ed è conforme alle normative FCC e CE.</p><p>Inoltre, il sistema combina:</p><ul class="wp-block-list"><li>SoC radar millimetrico integrato</li>

<li>Antenna ricetrasmittente a 24 GHz</li>

<li>Microcontrollore per gestione ed elaborazione</li></ul><p>Il dispositivo rileva movimenti fino a una distanza configurabile tra 6 e 8 metri. Tramite software è possibile impostare sensibilità, distanza e intervalli di rilevamento.</p><p>Una caratteristica distintiva è la capacità di rilevare attraverso le pareti, permettendo di individuare movimenti anche oltre ostacoli.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-funzionamento-con-tecnologia-fmcw">Funzionamento con tecnologia FMCW</h2><p>Il sensore utilizza la tecnica FMCW (Frequency-Modulated Continuous Wave). Questa tecnologia trasmette un segnale continuo modulato in frequenza, consentendo di determinare la distanza del bersaglio.</p><p>A differenza dei radar a onda continua semplice, il sistema FMCW:</p><ul class="wp-block-list"><li>misura la distanza degli oggetti</li>

<li>rileva oggetti stazionari</li>

<li>calcola velocità e posizione</li></ul><p>Il principio si basa sulla differenza tra frequenza trasmessa e ricevuta, che permette di stimare il tempo di transito del segnale.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-applicazioni-del-sensore-radar">Applicazioni del sensore radar</h2><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="368" height="269" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_4.png" alt="" class="wp-image-102164" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_4.png 368w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/microwave_4-300x219.png 300w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /></figure></div><p>Il modulo HLK-LD2420 trova impiego in diversi ambiti:</p><ul class="wp-block-list"><li><strong>Domotica:</strong> controllo automatico di luci e dispositivi</li>

<li><strong>Smart Office:</strong> gestione presenza e attivazione sistemi</li>

<li><strong>Sicurezza:</strong> sistemi anti-intrusione e videosorveglianza</li></ul><p>Inoltre, può essere integrato con piattaforme come ESP32 ed ESPHome per realizzare sistemi automatizzati e connessi.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Sensore Radar a Microonde - Rivista Elettronica In 289 #elettronica #futuranet #elettronicain #maker" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/1-8kebCdpzM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/25/sensore-radar-hlk-ld2420-applicazioni-domotiche-e-sicurezza/">Sensore radar HLK-LD2420 applicazioni domotiche e sicurezza</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>FMmino1.0 collaudo interfaccia e utilizzo come generatore di segnali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprima Rivista]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-762x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Il progetto FMmino1.0 entra nella fase operativa, passando dalla teoria alla pratica nella puntata 2 pubblicata sulla rivista 289 di Elettronica In. Dopo aver analizzato il modulo trasmittente e lo schema elettrico, si procede con il collaudo e l’utilizzo reale del dispositivo. L’obiettivo consiste nel verificare il corretto funzionamento dell’alimentazione, programmare il microcontrollore e testare la trasmissione FM. Interfaccia utente e configurazione Dopo l’accensione, il dispositivo mostra le schermate iniziali e visualizza la frequenza di trasmissione, la sorgente audio e la modalità mono o stereo. La configurazione iniziale prevede frequenza a 108 MHz, trasmissione stereo e parametri audio al massimo....</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/24/fmmino1-0-collaudo-interfaccia-e-utilizzo-come-generatore-di-segnali/">FMmino1.0 collaudo interfaccia e utilizzo come generatore di segnali</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-762x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="223" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-223x300.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-223x300.png 223w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-762x1024.png 762w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-768x1033.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-370x498.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1-600x807.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_1.png 792w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /><p>Il progetto FMmino1.0 entra nella fase operativa, passando dalla teoria alla pratica nella puntata 2 pubblicata sulla rivista 289 di Elettronica In. Dopo aver analizzato il modulo trasmittente e lo schema elettrico, si procede con il collaudo e l’utilizzo reale del dispositivo. L’obiettivo consiste nel verificare il corretto funzionamento dell’alimentazione, programmare il microcontrollore e testare la trasmissione FM.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-interfaccia-utente-e-configurazione">Interfaccia utente e configurazione</h2><p>Dopo l’accensione, il dispositivo mostra le schermate iniziali e visualizza la frequenza di trasmissione, la sorgente audio e la modalità mono o stereo. La configurazione iniziale prevede frequenza a 108 MHz, trasmissione stereo e parametri audio al massimo.</p><p>L’interfaccia LED&amp;KEY consente il controllo completo. I pulsanti permettono di modificare la frequenza con incrementi di 1 MHz o 50 kHz, selezionare la sorgente audio e cambiare la modalità di trasmissione.</p><p>Inoltre, il sistema offre diverse sorgenti:</p><ul class="wp-block-list"><li>connettori RCA</li>

<li>sola portante RF</li>

<li>tono a 1 kHz su canale sinistro</li>

<li>tono a 1 kHz su canale destro</li>

<li>tono stereo</li></ul><p>I parametri principali includono potenza RF, preamplificazione, bass boost e miglioramento audio. Le impostazioni vengono salvate manualmente e restano memorizzate alla riaccensione.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-utilizzo-pratico-e-trasmissione-fm">Utilizzo pratico e trasmissione FM</h2><p>Per iniziare la trasmissione, si seleziona una frequenza libera sul ricevitore FM. Successivamente, si imposta la stessa frequenza sul trasmettitore. In questo modo, è possibile ricevere la portante e l’eventuale segnale audio.</p><p>È importante bilanciare correttamente potenza RF e preamplificazione. Valori troppo elevati possono causare distorsione, mentre valori troppo bassi aumentano il rumore.</p><p>Il sistema integra anche una funzione di controllo automatico del livello (ALC), che gestisce la compressione del segnale audio.</p><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="925" height="595" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2.png" alt="" class="wp-image-102159" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2.png 925w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2-300x193.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2-768x494.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2-370x238.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/fmmino2_2-600x386.png 600w" sizes="(max-width: 925px) 100vw, 925px" /></figure></div><h2 class="wp-block-heading" id="h-principio-della-modulazione-fm">Principio della modulazione FM</h2><p>La modulazione di frequenza varia la frequenza della portante in base al segnale audio. Questo approccio migliora la resistenza al rumore e garantisce una qualità sonora superiore.</p><p>Nel caso stereo, il segnale trasmesso include:</p><ul class="wp-block-list"><li>componente L+R</li>

<li>segnale L−R modulato</li>

<li>tono pilota a 19 kHz</li></ul><p>Questi elementi permettono al ricevitore di ricostruire correttamente i due canali audio.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-utilizzo-come-strumento-di-test">Utilizzo come strumento di test</h2><p>FMmino1.0 può funzionare anche come generatore di segnali RF. Genera una portante modulata e un tono sinusoidale a 1 kHz, utile per la taratura dei ricevitori FM.</p><p>Il dispositivo consente di:</p><ul class="wp-block-list"><li>verificare la sensibilità del ricevitore</li>

<li>regolare la separazione stereo</li>

<li>bilanciare i canali audio</li></ul><h2 class="wp-block-heading" id="h-generazione-del-tono-e-filtro-di-quarto-ordine">Generazione del tono e filtro di quarto ordine</h2><p>Il tono sinusoidale viene ottenuto filtrando un’onda quadra tramite un filtro passa-basso a quattro stadi RC. Ogni stadio contribuisce a ridurre le armoniche e a rendere il segnale sempre più simile a una sinusoide.</p><p>Il risultato finale è un segnale di circa 180 mVpp, adatto per test audio e regolazioni.</p><figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Trasmettitore FM stereo - Rivista Elettronica In 289#elettronica #elettronicain #maker #futuranet" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/6pYxFg9YvmA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/24/fmmino1-0-collaudo-interfaccia-e-utilizzo-come-generatore-di-segnali/">FMmino1.0 collaudo interfaccia e utilizzo come generatore di segnali</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Arduino Nano ESP32 con matrice LED MAX7219 per un clock preciso via WiFi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 15:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[ESP32]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino Nano ESP32]]></category>
		<category><![CDATA[Bluetooth BLE]]></category>
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		<category><![CDATA[NTP]]></category>
		<category><![CDATA[PCB]]></category>
		<category><![CDATA[regolazione luminosità]]></category>
		<category><![CDATA[stampa 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Questo progetto presenta un clock digitale realizzato con Arduino Nano ESP32 e una matrice LED 8x32 con controller MAX7219. L’obiettivo è ottenere un orologio compatto, con cifre ben visibili, luminosità moderata e aggiornamento preciso dell’ora tramite rete WiFi. Inoltre, il sistema prevede la configurazione manuale tramite Bluetooth BLE e l’alimentazione via USB C. Architettura del progetto Il cuore del sistema è Arduino Nano ESP32, scelto per la presenza integrata di WiFi, BLE, memoria interna, porta USB C e dimensioni contenute. Il display utilizza quattro moduli 8x8 a matrice LED, gestiti da MAX7219 e alimentati a 5 volt. Poiché il microcontrollore...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/18/arduino-nano-esp32-con-matrice-led-max7219-per-un-clock-preciso-via-wifi/">Arduino Nano ESP32 con matrice LED MAX7219 per un clock preciso via WiFi</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="300" height="225" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE-300x225.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE-300x225.png 300w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE-768x576.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE-370x278.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE-600x450.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/9HcemwQKbE.png 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p>Questo progetto presenta un clock digitale realizzato con <a href="https://futuranet.it/prodotto/arduino-nano-esp32-con-wi-fi-e-bluetooth/">Arduino Nano ESP32</a> e una <a href="https://futuranet.it/prodotto/4-display-a-matrice-8x8-con-max7219-led-rossi/">matrice LED 8&#215;32 con controller MAX7219</a>. L’obiettivo è ottenere un orologio compatto, con cifre ben visibili, luminosità moderata e aggiornamento preciso dell’ora tramite rete WiFi. Inoltre, il sistema prevede la configurazione manuale tramite Bluetooth BLE e l’alimentazione via USB C.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-architettura-del-progetto">Architettura del progetto</h2><p>Il cuore del sistema è Arduino Nano ESP32, scelto per la presenza integrata di WiFi, BLE, memoria interna, porta USB C e dimensioni contenute. Il display utilizza quattro moduli 8&#215;8 a matrice LED, gestiti da MAX7219 e alimentati a 5 volt. Poiché il microcontrollore lavora a 3,3 volt, il circuito include un convertitore di livello bidirezionale per adattare correttamente la comunicazione.</p><p>Il progetto integra anche una fotoresistenza LDR per la regolazione automatica della luminosità. In aggiunta, sono presenti tre pulsanti e un LED per la configurazione manuale dell’ora quando la connessione WiFi non è disponibile. La struttura comprende anche un PCB dedicato, una scatola stampata in 3D, viti, distanziatori, un adattatore USB C a squadra e un pannello frontale in plexiglass rosso.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-configurazione-e-sincronizzazione-dell-ora">Configurazione e sincronizzazione dell’ora</h2><p>La configurazione dei parametri WiFi e del fuso orario avviene entrando nella modalità Setup e collegandosi al clock via Bluetooth. Il sistema accetta stringhe di testo per impostare nome della rete, password e time zone. Successivamente, i dati vengono salvati nella memoria EEPROM interna. Se il parametro della rete resta vuoto, il controllo NTP via WiFi non viene eseguito e l’orario deve essere impostato manualmente tramite i pulsanti dedicati a ore e minuti.</p><p>Con una rete disponibile, il clock sincronizza l’ora all’accensione in circa 30 secondi e poi ripete l’aggiornamento ogni ora. Il codice gestisce anche la correzione DST per l’ora legale dell’Europa centrale. Inoltre, lo stato dei punti luminosi segnala se la sincronizzazione recente è avvenuta oppure se l’orario può risultare impreciso o impostato manualmente.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-gestione-software-e-consumo">Gestione software e consumo</h2><p>Per lo sviluppo è stato utilizzato Arduino Web Editor. Nel testo viene indicato che alcune parti del codice hanno richiesto adattamenti specifici, in particolare per la gestione della EEPROM e per la comunicazione con il display MAX7219. La libreria LedControl, infatti, non ha funzionato direttamente su Nano ESP32, quindi è stato implementato un sistema di trasmissione sincrona seriale con tre pin digitali e codice integrato nello sketch.</p><p>La luminosità disponibile va da 0 a 15, ma il progetto consiglia di restare fino al livello 5 per contenere il consumo entro il limite tipico dell’alimentazione USB. Il testo riporta assorbimenti indicativi di 75 mA al livello 0, 245 mA al livello 2, 525 mA al livello 6 e 725 mA al livello 10, con tutti i 256 LED accesi. Inoltre, il font numerico resta completamente personalizzabile agendo sulle matrici definite nel codice.</p><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/18/arduino-nano-esp32-con-matrice-led-max7219-per-un-clock-preciso-via-wifi/">Arduino Nano ESP32 con matrice LED MAX7219 per un clock preciso via WiFi</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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		<title>Conteggio persone con Raspberry Pi e YOLO11: progetto di visione artificiale con MQTT e Grafana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Boris Landoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprima Rivista]]></category>
		<category><![CDATA[Raspberry Pi]]></category>
		<category><![CDATA[computer vision]]></category>
		<category><![CDATA[conteggio persone]]></category>
		<category><![CDATA[Grafana]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-760x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div>
<p>Nel numero 289 della rivista Elettronica In viene presentato un progetto di visione artificiale basato su Raspberry Pi che consente di contare automaticamente le persone presenti in un’area ripresa da una telecamera. L’articolo mostra come utilizzare il modello YOLO11 per analizzare immagini o flussi video e generare un conteggio aggiornato in tempo reale, integrando il risultato con servizi cloud e piattaforme di visualizzazione dati. Il sistema nasce dall’evoluzione delle tecnologie di computer vision open source, che negli ultimi anni hanno reso accessibili strumenti di analisi delle immagini molto potenti. In questo progetto YOLO11 viene utilizzato per identificare automaticamente le persone...</p>
<p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/16/conteggio-persone-con-raspberry-pi-e-yolo11-progetto-di-visione-artificiale-con-mqtt-e-grafana/">Conteggio persone con Raspberry Pi e YOLO11: progetto di visione artificiale con MQTT e Grafana</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-760x1024.png" style="margin-bottom:15px" alt=""/></div><img width="223" height="300" src="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-223x300.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" decoding="async" srcset="https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-223x300.png 223w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-760x1024.png 760w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-768x1035.png 768w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-370x498.png 370w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1-600x808.png 600w, https://ei.futuranet.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/03/yolo_1.png 792w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /><p>Nel numero <strong><a href="https://futuranet.it/prodotto/n-289-febbraio-marzo-2026/">289 della rivista Elettronica In</a></strong> viene presentato un progetto di visione artificiale basato su Raspberry Pi che consente di contare automaticamente le persone presenti in un’area ripresa da una telecamera. L’articolo mostra come utilizzare il modello YOLO11 per analizzare immagini o flussi video e generare un conteggio aggiornato in tempo reale, integrando il risultato con servizi cloud e piattaforme di visualizzazione dati.</p><p>Il sistema nasce dall’evoluzione delle tecnologie di computer vision open source, che negli ultimi anni hanno reso accessibili strumenti di analisi delle immagini molto potenti. In questo progetto YOLO11 viene utilizzato per identificare automaticamente le persone presenti nell’inquadratura e trasformare l’informazione visiva in un dato numerico utilizzabile da altre applicazioni.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-architettura-del-progetto">Architettura del progetto</h2><p>Il cuore del sistema è una <strong>Raspberry Pi 5</strong>, che esegue diversi programmi Python incaricati di elaborare il video e distribuire i dati. La comunicazione tra i vari moduli avviene tramite <strong>MQTT</strong>, un protocollo leggero molto diffuso nel mondo IoT.</p><p>Il flusso operativo è semplice ma efficace. Il primo programma analizza lo streaming video utilizzando YOLO11 e rileva la presenza delle persone all’interno dell’immagine. Il modello individua gli oggetti attraverso le bounding box e restituisce il numero di soggetti rilevati nel fotogramma. Il valore ottenuto viene quindi pubblicato su un topic MQTT, rendendolo immediatamente disponibile agli altri componenti del sistema.</p><p>L’utilizzo di MQTT permette di separare le varie funzioni del progetto, evitando un software monolitico e rendendo l’architettura più modulare. In questo modo ogni processo può svolgere un compito specifico, mantenendo il sistema semplice da sviluppare ed espandere.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-rilevamento-delle-persone-con-yolo11">Rilevamento delle persone con YOLO11</h2><p>YOLO11 è un modello di visione artificiale in grado di riconoscere fino a 80 categorie di oggetti in immagini e video. Nel progetto viene utilizzato per individuare esclusivamente la classe “person”, cioè le persone presenti nella scena.</p><p>Durante l’elaborazione il modello analizza il fotogramma, genera le bounding box sugli oggetti riconosciuti e assegna a ciascun rilevamento un livello di confidenza. Il numero di bounding box associate alla classe persona corrisponde al conteggio delle persone presenti nell’inquadratura.</p><p>Nei test descritti nell’articolo il sistema è in grado di identificare correttamente diversi elementi della scena, come persone e oggetti presenti nell’ambiente, dimostrando l’efficacia del modello anche su piattaforme compatte. Il tempo di inferenza osservato è di circa 600 millisecondi per immagine, un valore che rende possibile l’utilizzo su Raspberry Pi senza acceleratori hardware dedicati.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-integrazione-con-servizi-cloud">Integrazione con servizi cloud</h2><p>Una volta generato il conteggio, il dato viene utilizzato da altri programmi Python per creare servizi aggiuntivi. Un modulo aggiorna automaticamente la descrizione di un account <strong>WhatsApp Business</strong> utilizzando le API di Meta, in modo che il numero di persone presenti venga mostrato direttamente nel profilo.</p><p>Un secondo modulo invia invece il dato a <strong>InfluxDB Cloud</strong>, dove viene salvato come serie temporale. Questo database consente di archiviare e interrogare le misurazioni nel tempo, rendendo possibile l’analisi dei dati raccolti.</p><h2 class="wp-block-heading" id="h-visualizzazione-con-grafana">Visualizzazione con Grafana</h2><p>Per visualizzare le informazioni in modo chiaro viene utilizzata una dashboard <strong>Grafana Cloud</strong> collegata al database InfluxDB. La dashboard mostra in tempo reale il numero di persone rilevate e può essere pubblicata tramite un link accessibile da qualsiasi browser.</p><p>Questo approccio consente di utilizzare il sistema anche su schermi informativi o totem pubblici, ad esempio per monitorare l’affluenza in negozi, sale d’attesa o spazi aperti al pubblico.</p><p>Il progetto dimostra quindi come strumenti di visione artificiale, protocolli IoT e servizi cloud possano essere integrati in una soluzione compatta basata su Raspberry Pi. L’architettura modulare e l’uso di software open source rendono il sistema facilmente estendibile verso applicazioni più complesse di analisi e monitoraggio.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Contapersone con RaspberryPi - Rivista Elettronica In n. 289 #elettronica #futuranet #elettronicain" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/Rfy8hhBmhsw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://ei.futuranet.it/2026/03/16/conteggio-persone-con-raspberry-pi-e-yolo11-progetto-di-visione-artificiale-con-mqtt-e-grafana/">Conteggio persone con Raspberry Pi e YOLO11: progetto di visione artificiale con MQTT e Grafana</a> proviene da <a href="https://ei.futuranet.it">Elettronica In: La tua rivista di elettronica</a>.</p>
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