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	<title>Blog immobiliare di Enormo.it</title>
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	<pubDate>Thu, 28 May 2009 08:36:10 +0000</pubDate>
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		<title>Le nuove norme edilizie in Toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 12:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Toscana  è la prima regione a legiferare sulle norma applicative del decreto legge che metterà in atto il cosiddetto “Piano Casa”, anticipando i novanta giorni di tempo che il Governo ha riservato alle regioni perché possano legiferare per quanto di loro competenza. Il Consiglio Regionale ha, infatti, approvato - con un’ampia maggioranza - una [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/italia/le-nuove-norme-edilizie-in-toscana/">Le nuove norme edilizie in Toscana</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">La Toscana <span> </span>è la prima regione a legiferare sulle norma applicative del decreto legge che metterà in atto il cosiddetto “Piano Casa”, anticipando i novanta giorni di tempo che il Governo ha riservato alle regioni perché possano legiferare per quanto di loro competenza. Il Consiglio Regionale ha, infatti, approvato - con un’ampia maggioranza - una legge sull’edilizia indicata con il nome di “Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” e che rimarrà in vigore fino alla fine del 2010. </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">L’intervento legislativo risale ai primi di maggio e, oltre a non contenere deroghe per i regolamenti comunali, si attiene a quanto indicato dal Decreto ministeriale 1444 del 1968 per quanto riguarda le altezze massime delle costruzioni e le loro distanze minime. <span> </span>Gli interventi di ristrutturazione o riqualificazione potranno interessare sia le abitazioni bifamiliari o unifamiliari che, e questo è un elemento interessante, edifici non residenziali, ma a condizione che la superficie utile totale sia inferiore a 350 metri quadri. </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Per beneficiare della norma, le costruzioni devono essere registrati al catasto con data antecedente al 31 marzo scorso o per i quali, a quella data, fosse già stata fatta richiesta di variazione catastale. <span> </span>D’altra parte la norma esclude, invece, gli edifici ritenuti abusivi o, che hanno beneficiato di condoni e quelli che si trovano all’interno di riserve naturali e centri storici, oltre a quelli che sono giudicati “di particolare valore storico, architettonico o culturale”. Altra condizione è che le abitazioni siano posizionate in centri abitati e in zone non soggette a rischi idrogeologici.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Gli interventi che sono ammessi per le unità abitative permettono ampliamenti di fino al 20% del volume iniziale per edifici di volumetria inferiore a mille metri cubi, vale a dire che al massimo si potrà effettuare un ampliamento di 200 mc. Se si decide di procedere alla demolizione dell’immobile e successiva ricostruzione allora si potrà effettuare un ampliamento di fino al 35%.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Per quanto riguarda gli edifici a destinazione non residenziale, i limiti di ampliamento sono gli stessi (20% e 35% in caso di abbattimento e riedificazione), ma l’ampliamento complessivo non potrà superare i 70 mq.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Chi volesse iniziare un intervento di ampliamento sarà sufficiente presentare una “Dichiarazione di inizio attività” ma l’edificio non potrà poi subire ulteriori modifiche per un periodo di 5 anni dal momento della comunicazione di termine dei lavori. Non viene consentito alcun cambio della destinazione d’uso, neppure nel caso di demolizione e ricostruzione, inoltre in questo tipo di interventi si dovrà avere cura di applicare le norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e di efficienza energetica. In particolare in caso di ampliamento dovrà essere ridotto del 20% l’impatto del riscaldamento (valore che sale al 50% per i casi di ricostruzione dopo abbattimento), per quello che riguarda il condizionamento, invece, non potranno essere utilizzati più di 30 Kw/h per metro quadrato per anno.</span></span></p>
<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog" >Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/italia/le-nuove-norme-edilizie-in-toscana/" >Le nuove norme edilizie in Toscana</a></p>
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		<title>Ancora case da sogno, anzi&#8230; chiese</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aste immobiliari]]></category>

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		<category><![CDATA[golden gate luthera. san francisco]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento delle case da sogno era destinato ad avere un periodo di riposo ma, neanche a farlo apposta, è spuntata oggi la notizia di una casa così particolare che non è possibile fare a meno di menzionarla in un blog di argomento immobiliare.
Infatti a San Francisco è stata messa in vendita una casa molto speciale, [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/ancora-case-da-sogno-anzi-chiese/">Ancora case da sogno, anzi&#8230; chiese</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento delle case da sogno era destinato ad avere un periodo di riposo ma, neanche a farlo apposta, è spuntata oggi la notizia di una casa così particolare che non è possibile fare a meno di menzionarla in un blog di argomento immobiliare.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.boingboing.net/2009/05/19/for-sale-san-francis.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.boingboing.net');"><img title="chiesa" src="http://www.boingboing.net/images/church111.jpg" alt="Lutheran Norwegian (da Boing Boing)" width="480" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Lutheran Norwegian (da Boing Boing)</p></div>
<p>Infatti a San Francisco è stata messa in vendita una casa molto speciale, realizzata ristrutturando un edificio dei primi del secolo scorso e che ha passato la maggior parte degli scorsi 110 anni con una destinazione d&#8217;uso molto differente da quella residenziale.<span id="more-698"></span> Progettata dall&#8217;architetto Francis Reid dello studio Meiker &amp; Reid nel 1909, la costruzione è iniziata il 27 marzo del 1909, nell&#8217;area di Mission Dolores, e ha portato alla realizzazione, nello stesso anno, della Norwegian Lutheran Church of San Francisco (Chiesa luterana norvegese di San Francisco) di cui era pastore lo stesso architetto che, oltre alla sua attività ecclesiastica, svolgeva appunto quella di architetto, progettando e costruendo varie chiese e residenze private nella Bay Area.<br />
Nel 1930 la chiesa viene messa in vendita per la prima volta e vede subito alcuni interventi di redesign degli interni, con rivestimenti in legno e la realizzazione dei soffitti a imitazione di una chiesa storica svedese.<br />
Per qualche motivo la chiesa fin dagli inizi era dotata di una fontana che nel 1960 fu trasformata in gymnasium, 3 anni dopo fu installato un nuovo organo (e già queste variazioni suggeriscono una storia particolare questo edificio) e nei primi anni &#8216;70 del ventesimo secolo si ha anche un cambio di nome, che si trasforma in &#8220;The Golden Gate Lutheran Church&#8221;.</p>
<p>Si prosegue così per circa trent&#8217;anni, fino al 2005, quando viene deciso di interrompere l&#8217;uso della chiesa come luogo di culto a causa della sempre minore presenza di fedeli nella congregazione e alla contemporanea esigenza di apportare significativi interventi per mettere la costruzione a norma delle più recenti legislazioni in materia di terremoti. E&#8217; così che la chiesa viene messa in vendita per la prima volta e, nel 2007, acquistata da un imprenditore locale che ne vuole fare la sua casa dei sogni.</p>
<p>Un anno di ristrutturazioni e vari milioni di dollari dopo, la ex-chiesa diviene una della residenze più esclusive di San Francisco e, senza ombra di dubbio, una delle più grandi.</p>
<p>La costruzione mantiene l&#8217;esterno realizzato nello stile &#8220;Gothic Revival&#8221; in mattoni rossi, che si usava al tempo della costruzione. La proprietà messa in vendita include l&#8217;ex-chiesa con i suoi arredi originali in mogano, le vetrate illustrate in vetro colorato, quattro caminetti, una cucina e una sala da pranzo moderne e un appartamento principale - al piano rialzato - è completo di bagno in marmo con vasca di epoca romana.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 488px"><a href="http://www.boingboing.net/2009/05/19/for-sale-san-francis.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.boingboing.net');"><img title="chiesa 2" src="http://www.boingboing.net/images/church555.jpg" alt="Golden Gate Church - SF. USA (img da Boing Boing)" width="478" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Golden Gate Church - SF. USA (img da Boing Boing)</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Il piano terra comprende un&#8217;ampia zona destinabile a spazio espositivo, uffici, una palestra e perfino uno studio di registrazione. Nessun problema di parcheggio grazie ad un garage da 6 posti auto. Infine come dimenticare la disponibilità di un campanile che offre una vista eccezionale sulla città e sul parco che confina con la proprietà.</p>
<p>A questo punto se disponete di 10 milioni di dollari (7,4 milioni di euro al cambio attuale) potete acquistare questa casa decisamente speciale, che viene messa in vendita addirittura con <a href="http://www.castleonthepark.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.castleonthepark.com');">un sito dedicato</a>.</p>
<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog" >Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/ancora-case-da-sogno-anzi-chiese/" >Ancora case da sogno, anzi&#8230; chiese</a></p>
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		<title>Risparmio verde</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 07:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Se invece dell&#8217;euro avessimo i dollari il gioco di parole verrebbe piuttosto bene: risparmiare energia in modo ecologico significa anche risparmiare &#8220;verdoni&#8221; (per dirla con la terminologia di Topolino), ma visto che le banconote da 100 euro sono verdi e che risparmiare almeno un centinaio di euro (ma spesso molto di più) investendo saggiamente in [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/risparmio-verde/">Risparmio verde</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se invece dell&#8217;euro avessimo i dollari il gioco di parole verrebbe piuttosto bene: risparmiare energia in modo ecologico significa anche risparmiare &#8220;verdoni&#8221; (per dirla con la terminologia di Topolino), ma visto che le banconote da 100 euro sono verdi e che risparmiare almeno un centinaio di euro (ma spesso molto di più) investendo saggiamente in energia non è difficile, proseguiamo nella sicurezza che il titolo funziona.<br />
<span id="more-688"></span></p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 427px"><a href="http://www.flickr.com/photos/22079885@N02/3139206390/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.flickr.com');"><img alt="Energia eolica" src="http://farm4.static.flickr.com/3123/3139206390_b7375fcddb.jpg" title="Eolico" width="417" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Energia eolica</p></div>Mai come in tempi di recessione, infatti, si punta l&#8217;attenzione su risparmi grandi e piccoli, non necessariamente per tirchieria, ma anche solo per poter indirizzare le nostre risorse economiche nel modo che preferiamo, evitando gli sprechi. Un modo semplicissimo e banale è quello di eliminare le lampade ad incandescenza dalle nostre abitazioni per passare a quelle a risparmio energetico, ormai arrivate ad un livello tecnologico tale da rendere possibile una qualità di luce quantomeno pari - ma spesso superiore - a quella delle obsolete lampadine a filamento, inventate Goebel nel lontano 1854 (ma rese funzionali e commercialmente valide solo nel 1878 da Thomas Alva Edison).</p>
<p>Una lampada fluorescente da 13 Watt svolge il compito di una incandescente da 60W e la sua lunga durata si traduce in un risparmio di fino a 40 euro nel corso della vita della lampadina, sufficienti a coprire abbondantemente il maggior costo iniziale. Inoltre alcune regioni offrono incentivi o, come nel caso della Toscana nel 2008, inviano addirittura qualche lampadina omaggio direttamente a casa.<br />
Rimanendo nel campo della spesa per l&#8217;energia elettrica, sono soluzioni eccellenti anche l&#8217;uso di elettrodomestici in Classe A o superiore, e di computer e periferiche compatibili con le specifiche Energy Star. Non sembra, ma al giorno d&#8217;oggi i molti dispositivi informatici e elettronici che usiamo per l&#8217;<em>Home enterteinment</em> rappresentano una grossa fetta dei nostri consumi domestici.  Inoltre molte multiprese - più volgarmente chiamate &#8220;ciabatte&#8221; - dispongono di interruttori che permettono di staccare contemporaneamente varie utenze quando non sono in uso, eliminando quindi gli sprechi di corrente dovuti alle apparecchiature in stand-by. Questi rappresentano consumi minimi ma che, sommati, possono arrivare a quantità complessive di corrente piuttosto significative.</p>
<p>Un&#8217;altra prospettiva interessante è quella di prodursi una parte, seppur piccola, della corrente elettrica che consumiamo. I sistemi disponibili sono essenzialmente due: i pannelli fotovoltaici e le turbine elettriche. I pannelli fotovoltaici sono i più semplici, in Italia l&#8217;insolazione è quasi ovunque sufficiente e il &#8220;conto energia&#8221; rappresenta un buon ritorno sull&#8217;investimento, anche insieme ai vari incentivi fiscali a disposizione di chi decida di dedicare parte del lastrico solare o del tetto al posizionamento dei pannelli. L&#8217;investimento è comunque a lungo termine, ci vogliono in media da 15 a 20 anni per iniziare a vedere un ritorno positivo, però è un&#8217;opportunità interessante anche a fronte degli indubbi benefici per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Recentemente sono comparse dei generatori eolici, o turbine a vento, di dimensioni adatte all&#8217;uso abitativo (il cosiddetto microeolico) e che sono in grado di generare tra 5 e 15 kilowattora e che possono essere installate con costi che partono da 3.500 euro e funzionano anche con una velocità del vento di soli 3 metri al secondo. Ovviamente è necessario che l&#8217;abitazione si trovi in una zona esposta a venti abbastanza costanti e che non ci siano restrizioni all&#8217;installazione imposte dal piano regolatore o dal rispetto dell&#8217;architettura locale, in questi casi il ritorno sull&#8217;investimento si può avere anche in pochi anni.</p>
<p>Altri sistemi di risparmio energetico sfruttano il sole o la geotermia per ricavare acqua caldo, ma li vedremo in un prossimo post.</p>
<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog" >Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/risparmio-verde/" >Risparmio verde</a></p>
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		<title>Case da sogno&#8230; case di design</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arredamento e Design]]></category>

		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettere su casa con una proprietà immobiliare è un&#8217;impresa che si può affrontare in tanti modi diversi, dal rivolgersi ad un muratore artigiano esperto che costruirà una abitazione semplice e convenzionale, all&#8217;acquisto &#8220;sulla carta&#8221; di un&#8217;offerta della locale cooperativa edilizia, all&#8217;investimento su una abitazione d&#8217;epoca recentemente ristrutturata oppure, se se ne hanno mezzi e opportunità, [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/case-da-sogno-case-di-design/">Case da sogno&#8230; case di design</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettere su casa con una proprietà immobiliare è un&#8217;impresa che si può affrontare in tanti modi diversi, dal rivolgersi ad un muratore artigiano esperto che costruirà una abitazione semplice e convenzionale, all&#8217;acquisto &#8220;sulla carta&#8221; di un&#8217;offerta della locale cooperativa edilizia, all&#8217;investimento su una abitazione d&#8217;epoca recentemente ristrutturata oppure, se se ne hanno mezzi e opportunità, rivolgersi ad un architetto o a uno studio di design per farsi progettare un immobile escluisivo e d&#8217;immagine, plasmato su quelle che sono le nostre esigenze e i nostri desideri.</p>
<p>Vediamo qualche esempio,<span id="more-679"></span> giusto per far sognare la fantasia, partendo dalla &#8220;House of inclusion&#8221; (la casa dell&#8217;inclusione), progettata da Kouichi Kimura Architects (FORM) per un cliente giapponese che voleva la massima privacy ma senza nascondere il paesaggio circostante, anzi includendolo nel posizionamento architettonico della casa come è possibile vedere dalle due fotografie che seguono.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="house of inclusion" src="http://www.dezeen.com/wp-content/uploads/2009/04/09_fkhs_032_s.jpg" alt="House of Inclusion -1" width="450" height="300" /><p class="wp-caption-text">House of Inclusion -1</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img title="house of inclusion" src="http://www.dezeen.com/wp-content/uploads/2009/04/squ02_fkhs_003_s.jpg" alt="House of Inclusion - 2" width="450" height="450" /><p class="wp-caption-text">House of Inclusion - 2</p></div>
<p>L&#8217;intero progetto è visibile qui: <a href="http://www.dezeen.com/2009/04/28/house-of-inclusion-by-formkouichi-kimura-architects/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.dezeen.com');">http://www.dezeen.com/2009/04/28/house-of-inclusion-by-formkouichi-kimura-architects/</a></p>
<p>Un&#8217;altra casa da sogno è stata realizzata a Ljubljana, in Slovenia, dallo studio di architettura Bevk Perovic Architects e chiamata &#8220;House D&#8221;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img title="house D" src="http://www.dezeen.com/wp-content/uploads/2009/05/housed_08-squ-housed_10.jpg" alt="House D" width="450" height="450" /><p class="wp-caption-text">House D</p></div>
<p>Anche in questo caso il design si amalgama bene con i dintorni ma è anche un deciso &#8220;statement&#8221; in termini di stile e unicità architettonica, che mettono a frutto alcune tecniche &#8220;furbe&#8221; come quella di abbinare il verde della parte terrazzata della casa -le cui dimensioni sono necessariamente limitate dal terreno privato disponibile - con il verde pubblico presente nel circostante terreno comunale. Visualmente si assiste al crearsi di una continuità che fa apparire il giardino come un grandissimo parco. All&#8217;interno troviamo una grande area semi-aperta che unisce la zona living con l&#8217;ingresso e la cucina aperta sulla zona prazo e le fa continuare con la terrazza esterna, di fatto raddoppiando lo spazio sia fisicamente che a livello percettivo.</p>
<p>Per chi non può ancora permettersi una costruzione moderna come quelle appena descritte, oppure vuole provare l&#8217;esperienza di vivere in una abitazione dal taglio squadrato, molto architettonica e poco tradizionale, almeno per un breve periodo, si può suggerire una vacanza in Spagna, a Teruel, dove sorge l&#8217;<a href="http://www.consolacion.com.es" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.consolacion.com.es');" target="_blank">Hotel Consolacion</a> che è stato progettato dallo studio di architettura Camprubí i Santacana. L&#8217;hotel si sviluppa su una zona comune ricavata da una struttura pre-esistente e ristrutturata per l&#8217;occasione e in una serie di camere indipendenti di forma squadrata , con ampie finestre e un design decisamente moderno che però si armonizza alla perfezione con il paesaggio di questa zona rurale della penisola iberica. L&#8217;interno vede un arredamento altrettando moderno e funzionale che non rinuncia all&#8217;eleganza.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 810px"><img title="hotel" src="http://www.consolacion.com.es/images/galeria/01.jpg" alt="Hotel Consolacion" width="400" height="266" /><p class="wp-caption-text">Hotel Consolacion</p></div>
<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog" >Enormo.it</a></p>
<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/case-da-sogno-case-di-design/" >Case da sogno&#8230; case di design</a></p>
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		<title>Calano i tassi, ma non i mutui</title>
		<link>http://community.enormo.it/blog/uncategorized/calano-i-tassi-ma-non-i-mutui/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 09:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[È notizia di ieri che la Banca Centrale Europea ha deciso un nuovo taglio del costo del denaro pari a 25 punti base. La modifica andrà a colpire il denaro prestato in tutta la zona che utilizza l’Euro come moneta di scambio, la cosiddetta Eurozona. Sfortunatamente il risparmio andrà a beneficio soltanto delle banche e degli [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.flickr.com/photos/hanneorla/287160329/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.flickr.com');"><img title="Eurotower" src="http://farm1.static.flickr.com/107/287160329_f104705eef_m.jpg" alt="La Eurotower di Francoforte" width="180" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">La &quot;Eurotower&quot; di Francoforte</p></div>
<p>È notizia di ieri che la Banca Centrale Europea ha deciso un nuovo taglio del costo del denaro pari a 25 punti base. La modifica andrà a colpire il denaro prestato in tutta la zona che utilizza l’Euro come moneta di scambio, la cosiddetta Eurozona. Sfortunatamente il risparmio andrà a beneficio soltanto delle banche e degli enti finanziari ma non toccherà i mutui e, anzi, sarà dannoso per i risparmiatori che si vedranno con ogni probabilità ridurre presto gli interessi attivi su conti correnti e investimenti.</p>
<p><span id="more-673"></span>Il taglio deciso dalla BCE ha portato così il costo del denaro all’1 percento, dal già molto basso 1,25% al quale si trovava dal mese scorso. Questa nuova riduzione porta il tasso al minimo mai raggiunto dal 1999 ovvero il minimo assoluto nella storia della Banca Centrale Europea. La mossa comunque era attesa dai mercati.</p>
<p><span lang="IT"> Nel corso della conferenza stampa che ha chiuso il meeting del consiglio direttivo che ha stabilito questo nuovo taglio, Jean-Claude Trichet <span> </span>- Presidente della Banca centrale - ha aggiunto che le loro analisi e rilevazioni sullo stato attuale dell’economia indicano che la situazione nell’eurozona ha continuato a indebolirsi da gennaio ad oggi e che rimarrà debole per tutto l’anno in corso, mentre ci sarebbe segnali significativi di un graduale miglioramento a partire dal 2010. Trichet ha anche annunciato che la BCE metterà in atto anche delle “misure non convenzionali di sostegno all’economia” come l’acquisto di obbligazioni garantite “covered bond” in euro presso la BEI (Banca Europea degli Investimenti).</span></p>
<p><span lang="IT">Come dicevamo in apertura, questa caduta del costo del denaro, non andrà a beneficio dei contraenti di mutui. Infatti le banche vedranno sì un vantaggio nei costi del mercato interbancario, ma questo vantaggio non verrà trasmesso ai consumatori – che in genere sono favoriti dal taglio dei tassi d’interesse, in quanto a questi sono indicizzati gli interessi dei mutui da loro accesi - in quanto in questo caso rimarrà sensibile l’effetto dello spread (ovvero il guadagno della banca) che vari istituiti hanno già rivisto verso l’alto. Peraltro non si tratta di una novità, i dati storici mostrano che dall’autunno 2008 a marzo scorso lo spread è aumentato in media da meno dell’1,10% all’attuale 1,35%, un aumento di quasi il 25%. </span></p>
<p><span lang="IT">Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori in particolare, si sono dette contente di vedere questa riduzione (che in assenza di quanto abbiamo descritto potrebbe ridurre le rate dei mutui anche di 10-15 euro al mese) e si ripromettono di attuare un monitoraggio che tenda a controlla se di questa situazione beneficeranno solo le banche, situazione che –come abbiamo visto – è invece quella con le maggiori probabilità di verificarsi. </span></p>
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		<title>Facciamo il punto sugli affitti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Affitti]]></category>

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		<category><![CDATA[centro studi tecnocasa]]></category>

		<category><![CDATA[mercato affitti 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa il centro studi di Tecnocasa ha pubblicato il suo rapporto semestrale sulle locazioni. Il documento offre una panoramica sullo stato del mercato immobiliare per quanto riguarda gli affitti che, prevedibilmente, hanno risentito della crisi e mostrato una diminuzione dei canoni di locazione anche se le città più richieste (Roma e Milano), rimangono [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa il centro studi di Tecnocasa ha pubblicato il suo rapporto semestrale sulle locazioni. Il documento offre una panoramica sullo stato del mercato immobiliare per quanto riguarda gli affitti che, prevedibilmente, hanno risentito della crisi e mostrato una diminuzione dei canoni di locazione anche se le città più richieste (Roma e Milano), rimangono particolarmente costose. Con prezzi medi per un bilocale pari a, rispettivamente, 850 euro e 750-1000 euro.</p>
<p><img class="aligncenter" title="affitasi" src="http://farm1.static.flickr.com/13/94283774_dfa89bdb5d.jpg" alt="" width="345" height="500" /></p>
<p>Confermate le tendenze per le tipologie di case maggiormente ricercate. I trilocali attirano il 34% delle rischieste e i bilocali il 38%, i locatari cercano zone centrali nel 39% dei casi ma la maggioranza preferisce zone più tranquille a ridosso del centro, le cosiddette &#8220;semi-centrali&#8221;, desiderate nel 54% dei casi, lo studio prevede che queste tipologie vedranno un aumento nei primi mesi di quest&#8217;anno.</p>
<p>La seconda metà del 2008 ha, invece, visto una riduzione media generalizzata dei canoni, pari all&#8217;1% nel segmento dei bi- e trilocali, mentre questo tipo di abitazioni ha visto un calo medio del 2% nelle grandi aree metropolitane. Il calo più significativo è stato registrato a Bologna, con un -4,2% . Lo studio di Tecnocasa dimostra anche che la richiesta di abitazioni in affitto è sostenuta in particolar modo dalle difficoltà di accedere al credito - accentuate dal credit-crunch collegato alla crisi economica - delle famiglie neoformate, dei cittadini stranieri e dei single che si spostano per lavoro. Queste fasce demografiche non riescono (o non desiderano nel caso del nomadismo da lavoro) ad acquistare un immobile e, quindi, si vedono costrette a rivolgersi al mercato delle locazioni. La riduzione dei canoni, pur limitata, è anche da ascrivere al fatto che il mercato era in ascesa da alcuni anni e, quindi, prima o poi ci si aspettava una stabilizzazione e un calo come quello che si è in effetti verificato. Nelle città universitarie non si può poi considerare l&#8217;agguerrito mercato degli affitti per studenti che, però, è più difficile da monitorare vista la tendenza a operare &#8220;in nero&#8221;.</p>
<p>D&#8217;altra parte è anche aumentato l&#8217;interesse per l&#8217;acquisto, rivela lo studio, grazie al crollo dei tassi di interesse e all&#8217;attenzione posta al mattone in periodi di crisi, quando il suo status di bene rifugio classico viene ad acquisire una maggiore importanza che non in condizioni di economia vivace, quando altri investimenti a maggiore rendimento nel breve e medio periodo risultano avere una maggiore attrattiva. <span id="more-666"></span>La revisione dei canoni verso il basso è anche una conseguenza del desiderio dei locatori di mantenere i loro inquilini attuali, per limitare i costi legati alla necessità di risistemare l&#8217;abitazione prima di affittarla nuovamente. Vista la pressione fiscale indotta dalla proprietà immobiliare, i proprietari hanno anche poco interesse a tenere sfitte le abitazioni.</p>
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		<title>Un progetto per urbanizzare le baraccopoli</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 20:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Sostenibilità ambientale]]></category>

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Un tipo di abitazione molto particolare, e situate all’estremo opposto di quelle che sono oggetto di interesse del mercato immobiliare, sono le case di fortuna che costituiscono le baraccopoli, note anche come bidonville o, con termine altrettanto dispregiativo ma meno volgare, “slums”.

Chi si trova a vivere in queste condizioni solitamente pensa più alle esigenze [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Un tipo di abitazione molto particolare, e situate all’estremo opposto di quelle che sono oggetto di interesse del mercato immobiliare, sono le case di fortuna che costituiscono le baraccopoli,<span> </span>note anche come bidonville o, con termine altrettanto dispregiativo ma meno volgare, “slums”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img title="Slum project" src="http://www.dezeen.com/wp-content/uploads/2009/05/inside-netaji-nagar_sq.jpg" alt="Riqualificare le bidonville" width="450" height="450" /><p class="wp-caption-text">Riqualificare le bidonville</p></div>
<p>Chi si trova a vivere in queste condizioni solitamente pensa più alle esigenze legate alla sopravvivenza immediata che non all’evoluzione architettonica della sua casa. Ma una via per uscire da queste situazioni spesso drammatiche passa anche dalla riqualificazione delle baraccopoli per trasformarle, lentamente e con gradualità, in sobborghi urbanizzati, puliti e vivibili.</p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"><span id="more-661"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT">Questo concetto è alla base dell’idea portata avanti dagli architetti Sara G</span></span><span lang="IT">öra<span>nsson e Filipe Balestra, che hanno progettato un processo che possa portare ad un distretto urbano permanente a partire dall’architettura casuale e disorganizzata degli slum. La novità insita in questo nuovo processo è nel fatto che la riqualificazione non passa più dal radere a zero la baraccopoli esistente per poi costruire sul terreno così liberato delle abitazioni di maggior pregio, quanto piuttosto nell’idea di completare la trasformazione attraverso il miglioramento graduale delle abitazioni esistenti. Il sistema di G</span>öra<span>nsson e Balestra è stato chiamato IHS, acronimo di Incremental Housing Strategy, ed è stato sviluppato in India, tra le Bidonville di Mumbay, anche se il primo progetto pilota verrà attuato sempre in India, ma nella città di Pune. Gli architetti comunque lo propongono come una soluzione applicabile in qualunque area con caratteristiche simili.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span lang="IT"> </span></span></p>
<p><span><span lang="IT">L’architettura proposta si basa su tre tipologie di abitazione che si basano su un semplice telaio portante che permette una futura espansione senza dover poi applicare particolari variazioni alla struttura di base.</span></span><span lang="IT"> <span> </span>Il concetto è quello di riutilizzare le caratteristiche organiche di ogni specifico slum, migliorandolo senza alterare le strutture sociali che supportano la popolazione locale, quindi i vicini rimarranno vicini e le realtà locali non saranno traslate in contesti totalmente diversi da quelli nei quali sono nate.</span></p>
<p><span lang="IT">Le tre strutture si differenziano soprattutto per la diversa possibilità di future espansioni. La prima versione è ampliabile in verticale, arrivando fino a 3 piani, la seconda può essere allargata al piano terra puntanto per esempio a famiglie che vorrebbero creare una attività commerciale, come per esempio un negozio. L’ultima tipologia è invece ampliabile al piano intermedio. Tutte hanno una superficie di 25 metri quadrati.</span></p>
<p><span lang="IT">Il governo indiano ha apprezzato il progetto e lo ha giudicato meritevole di un contributo che consiste in un prestito di 300.000 rupie per famiglia (circa 4500 euro) per migliorare le loro abitazioni. Il prestito è destinato a tutte quelle famiglie che vivono in una struttura temporanea preesistente ma non considerata abitabile, (in indiano queste baracche<span> </span>sono dette “kaccha”).</span></p>
<p><span lang="IT">L’interesse verso un progetto come questo è abbastanza ovvio se si considera che al giorno d’oggi quasi un terzo della popolazione mondiale vive in “slum” disseminati in vari paesi del terzo e quarto mondo.</span></p>
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		<title>Ma che casa e casa d&#8217;Egitto&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 21:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendiamo  in prestito il modo di dire, e lo storpiamo un pochino, per introdurre una opportunità immobiliare dotata di un certo fascino. Vale a dire l&#8217;idea di comprare una casa per le vacanze, ma anche per risiederci se lo si desidera, sulle rive del Mar Rosso. Infatti, pur essendo l&#8217;Egitto uno stato con un territorio [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo  in prestito il modo di dire, e lo storpiamo un pochino, per introdurre una opportunità immobiliare dotata di un certo fascino. Vale a dire l&#8217;idea di comprare una casa per le vacanze, ma anche per risiederci se lo si desidera, sulle rive del Mar Rosso. Infatti, pur essendo l&#8217;Egitto uno stato con un territorio molto esteso, buona parte è deserto e le altre zone non raggiungono ancora standard che sarebbero da molti ritenuti sufficienti per vivere stabilmente nella zona.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="hurghada" src="http://farm4.static.flickr.com/3177/2577554817_2fc019a74f.jpg" alt="costruzioni vicino al mare in Egitto" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">costruzioni vicino al mare in Egitto</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Il Sinai e la costa orientale - affacciata sul Mar Rosso - sono, invece, una meta turistica particolarmente cara agli europei e a noi italiani in particolare, che spesso tendiamo a considerarla una sorta di riviera per vacanze economiche, o comunque dall&#8217;elevato rapporto costo/benefici. La distanza relativamente breve dall&#8217;Italia, il fatto che si raggiunga in 3-4 ore di aereo e che molti degli abitanti della zona che sono a contatto con i turisti, parlino discretamente la nostra lingua sono tutti considerati vantaggi.</p>
<p><span id="more-652"></span></p>
<p>La prima &#8220;bollicina&#8221; immobilaire degli acquisti da parte di italiani risale alla metà degli anni 90, con alcuni intraprendenti che hanno comprato appartamenti in villaggi residenzial/turistici o vere e proprie ville approfittando dei costi ridotti, un altro boom si è avuto nel 2004 e ancora nel 2007 si stimava che entro il 2010 le abitazioni acquistate da stranieri avrebbero raggiunto le ventimila unità. La crisi ha fatto rivedere rapidamente le stime, ma le abitazioni che erano già state iniziate o, anche terminate, in attesa degli acquirenti sono sul mercato a prezzi interessanti e con buone opportunità che si rivalutino negli anni a venire. Considerando sempre il fatto che l&#8217;Egitto vive dure tensioni sociali al suo interno e quindi, vista anche l&#8217;instabilità generale dei paesi islamici, si tratterà comunque di un investimento sicuramente più rischioso che non l&#8217;acquisto di immobili in Italia.</p>
<p>Le leggi egiziane consentono agli stranieri di comprare beni immobiliari in tutto il Paese, con un limite di diecimila metri quadrati di terreno e la necessità di scegliere un avvocato egiziano per seguire le procedure presso il tribunale della capitale. Se si desidera superare il vincolo dei 10mila metri quadri sarà, invece, necessario agire in società con un cittadino egiziano. Diverse invece le cose per i terreni situati nella Penisola del Sinai in quanto le zone edificabili, o. meglio quelle per le quali c&#8217;è un interesse immobiliare, sono quelle lungo la costa nelle zone di Dahab e, soprattutto, di Sharm el Sheik così che negli ultimi 20 anni si è arrivati a non avere più lotti disponibili, da cui i vincoli.</p>
<p>Nel Sinai il terreno non viene venduto ma solo concesso e il limite è di tremila metri quadrati, oltre i quali serve di nuovo la società con un cittadino di quel Paese. Il terreno viene però dato in concessione per un periodo di tempo di 99 anni, a meno di strattagemmi legali che consentono di inserirlo in un asse ereditario, aggirando così l&#8217;ostacolo. Serve sempre l&#8217;avvocato locale per le registrazioni.</p>
<p>Sulla costa orientale, invece, la prima località a destare l&#8217;interesse degli investitori italiani è stata Hurghada, satura ormai da anni, anche se si avvicendano le nuove costruzioni nella fascia di territorio arretrata rispetto alla costa. Invece fioriscono le vendite nella zona sud, che si estende verso Marsa Alam e, poi, Berenice. Siamo a circa 100km a sud di Hurghada e queste sono le aree attualmente raggiunte dallo sviluppo turistico.</p>
<p>Non parliamo di prezzi a causa dell&#8217;elevata volatilità del mercato a causa dell&#8217;attuale situazione economica e del fatto che questi variano molto da zona a zona e in base al tipo di residenza che si cerca, paradossalmente una grande villa potrebbe costare meno, al metro quadro, che non un bilocale all&#8217;interno di un villaggio residenziale di alto livello.</p>
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		<title>La crisi e le case galleggianti</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 20:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi tempi di discesa dei tassi e dei prezzi delle abitazioni, investire nel mattone è ancora sicuro e attualmente anche abbastanza conveniente, seppure non per chi desidera aumentare rapidamente il valore del capitale che decide di investire nell&#8217;immobile che acquiesterà. I media ci ripetono in continuazione che la crisi è nata in USA, dagli [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi tempi di discesa dei tassi e dei prezzi delle abitazioni, investire nel mattone è ancora sicuro e attualmente anche abbastanza conveniente, seppure non per chi desidera aumentare rapidamente il valore del capitale che decide di investire nell&#8217;immobile che acquiesterà. I media ci ripetono in continuazione che la crisi è nata in USA, dagli ormai famosi -anzi famigerati- mutui &#8220;subprime&#8221; che, non appena l&#8217;economia ha rallentato, si sono afflosciati facendo traballare le banche che a loro si appoggiavano. Sempre in tv e in rete si sono viste le sistemazioni di fortuna di chi si è visto confiscare la casa, in quanto non più in grado di fare fronte alle rate del muto, e si è dovuto arrangiare a vivere in tendopoli che, a quanto pare, sono arrivate ad essere oltre 150 con città come Sacramento che starebbero valutando se e come destinare delle aree di terreno pubblico a questo uso.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Houseboat Seattle" src="http://farm3.static.flickr.com/2280/1929324807_aa69a0f6c0.jpg" alt="Houseboat nei dintorni di Seattle" width="500" height="344" /><p class="wp-caption-text">Houseboat nei dintorni di Seattle</p></div>
<p>Il caso americano, fortunatamente per noi, è molto differente da quello che accade in Italia e, in generale, in Europa, dove l&#8217;accesso al credito immobilaire è sempre stato più difficile e, quindi, non si sono avute masse ingenti di persone non più in grado, tutte piò o meno allo stesso momento, di non coprire più il dovuto.<span id="more-642"></span> Questo ha dato fondamenta più solide alle banche e, grazie ai piandi di aiuto dei vari governi, ha anche reso meno drammatica la situazione di chi era in difficoltà coi pagamenti.</p>
<p>Costruire o comprare mattoni, dicevamo, è un investimento classico. Ma in altri paesi c&#8217;è chi fa una scelta radicalmente diversa e vive in case galleggianti, le cosiddette Houseboat. Chiaramente si tratta di una soluzione non solo coraggiosa, ma anche molto legata al tipo di vita e di attività delle persone che le occupano. In Italia il problema principale per chi volesse avvicinarsi a questo tipo di abitazioni è la mancanza di una tradizione in questo senso e, conseguentemente, la mancanza di infrastrutture e perfino di un quadro normativo che preveda questa fattispecie, al di fuori dell&#8217;uso strettamente turistico. Inoltre abbiamo anche una lacuna &#8220;geografica&#8221; ovvero l&#8217;assenza di zone di acqua tranquilla e salubre come i canali di città come Amsterdam, Seattle, Miami, Stoccolma, Helsinky, Amburgo e Copenhagen.</p>
<p>Differente, appunto,  invece la situazione in altri Paesi. Si parte dalla Danimarca dove, a causa dei costi elevati delle abitazioni, gravate -mirabile dictu- da una imposizione fiscale perfino maggiore di quella italiana, è abbastanza frequente trovare house boat ancorate nei canali della capitale Copenhagen, e non si tratta di abitazioni da senza tetto, ma di living space ben arredati e usati spesso da quei giovani che, negli anni &#8216;80 dello scorso secolo, avremmo chiamato Yuppies. Anche Seattle, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, ha una vasta rete di canali e zone allagate in stretta prossimità della città, tali da consentire l&#8217;uso di case galleggianti. Se ci aggiungiamo la maggiore propensione agli spostamenti per seguire il lavoro tipici del nord america, vediamo che è una proposta che non stenta ad attecchire.</p>
<p>A questo si aggiunga che la prima boat house ufficialmente riconosciuta fu costruita proprio a Seattle nel 1905, negli anni &#8216;30 in quell&#8217;area c&#8217;erano circa 2000 case galleggianti.</p>
<p>Dopotutto i vantaggi potenziali sono vari: vicinanza all&#8217;ambiente e al potere calmante dell&#8217;acqua e delle leggere onde che increspano i canali, maggiore distanza dai vicini e possibilità di muoversi -anche di poco- per cambiare vicinato e prospettive. Da non dimenticare anche il fascino di una soluzione come questa che, però, non deve far scordare rischi e inconvenienti: il fatto appunto che la casa si possa muovere la espone a rischi legati al maltempo, i rischi di incendio sono più alti a causa dei materiali usati e, ovviamente, non si può ignorare il rischio di affondare (pericoli che fanno anche aumentare i costi assicurativi).  Il costo dell&#8217;abitazione galleggiante, peraltro, è tutt&#8217;altro che economico e in media è di 350.000$ (circa 260.ooo euro) arredata.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Houseboat amsterdam" src="http://farm1.static.flickr.com/218/510745195_0a23f6e004.jpg?v=0" alt="Una casa galleggiante ad Amsterdam" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Una casa galleggiante ad Amsterdam</p></div>
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<p>In conclusione forse le case galleggianti sono una scelta da riservare a un rilassante periodo di vacanza, magari in giro per i canali dell&#8217;Olanda, ma per chi ha il coraggio di affrontare consapevolmente i rischi, perchè non tentare di viverci?</p>
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<p><a href="http://community.enormo.it/blog/uncategorized/la-crisi-e-le-case-galleggianti/" >La crisi e le case galleggianti</a></p>
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		<title>Riparliamo di assicurazioni contro le catastrofi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 09:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosie Cade</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Torniamo a parlare delle assicurazioni per proteggere i beni immobili dagli effetti di catastrofi ed altri eventi naturali in seguito a quanto ha dichiarato il Presidente dell’Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) Fabio Cerchiati che sostiene che se l’assicurazione contro le catastrofi divenisse obbligatoria per tutte le abitazioni presenti sul suolo nazionale, sarebbe possibile ottenerla [...]<p>Post da: <a href="http://community.enormo.it/blog">Enormo.it</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo a parlare delle assicurazioni per proteggere i beni immobili dagli effetti di catastrofi ed altri eventi naturali<span> </span>in seguito a quanto ha dichiarato il Presidente dell’Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) Fabio Cerchiati che sostiene che se l’assicurazione contro le catastrofi divenisse obbligatoria per tutte le abitazioni presenti sul suolo nazionale, sarebbe possibile ottenerla con premi di importo piuttosto basso, dell’ordine di grandezza di poche centinaia di euro l’anno.</p>
<p><img class="aligncenter" title="sisma" src="http://farm4.static.flickr.com/3413/3478971725_f95282471a.jpg" alt="" width="500" height="375" /><br />
Una delle opzioni per contenere i costi è la creazione di un modello misto, cooperativo, tra privati cittadini e Stato che dovrebbe esercitare un ruolo di controllo e di garante per catastrofi di dimensioni tali da non essere interamente sopportabili dall’industria delle assicurazioni. Un modello di questo tipo viene utilizzato in alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, <span> </span>e prevede un meccanismo di compensazione nel quale parte di quello che viene versato alle aziende assicurative venga passato allo Stato per garantire la copertura dei costi che eccedono le possibilità delle assicurazioni stesse.</p>
<p><span lang="IT"><span id="more-636"></span></span></p>
<p><span lang="IT">Un’altra necessità che impone la copertura “globale” a livello nazionale è evitare che le costruzioni realizzate in zone a maggiore rischio sismico vengano penalizzate da polizze molto alte mentre altre zone con rischi minori avrebbero premi inferiori. In realtà allargare l’obbligo a tutti avrebbe il vantaggio di coprire contro rischi di catastrofi di ogni tipo, non solo quelle di natura sismica, come gli eventi idrogeologici e le alluvioni.</span></p>
<p><span lang="IT">Dando uno sguardo alle cifre si scopre che un appartamento di dimensioni attorno ai cento metri quadrati potrebbe essere coperto da una polizza che richiedere un premio attorno ai 150 euro all’anno. La necessità di avere una diffusione a livello nazionale delle abitazioni coperte da polizza richiederebbe, chiaramente, un intervento del Governo, con una normativa che imponesse la sottoscrizione dell’assicurazione, condizione indispensabile per un contenimento dei prezzi alle cifre sopra citate. <span> </span>Una strada potrebbe essere quella di offrire agevolazioni fiscali, come potrebbe essere la detraibilità del premio di polizza, in modo da non rendere eccessivamente oneroso questo impegno per i proprietari degli immobili. A fronte di questo premio le assicurazioni offrirebbero la copertura dei danni fino a 150.000 euro, un importo medio che, però, potrebbe essere insufficiente in zone di particolare pregio dove il mercato immobiliare impone prezzi molto più alti per abitazioni delle dimensioni usate nel nostro esempio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La cronaca, intanto, registra i primi rimborsi per le abitazioni assicurate e colpite dal sisma in Abruzzo. <span> </span>Sfortunatamente si tratta di pochissimi immobili i cui proprietari avevano acquistato una polizza nelle settimane precedenti il terremoto e che, quindi, possono ritenersi relativamente “fortunati”, se accettiamo di usare la parola fortuna nel contesto di una tragedia.</span></p>
<p>Il dibattito su questo tema si mantiene comunque vivace ed offre prospettive interessanti per quella che, se trasformata da potenziale tassa a vero e proprio intervento precauzionale, potrebbe rappresentare una soluzione interessante per proteggere il proprio patrimonio immobiliare.</p>
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