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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0"><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701</id><updated>2009-01-04T05:22:04.802-08:00</updated><title type="text">Enrico Sabatino</title><subtitle type="html">RIFLESSIONI IN ORDINE SPARSO...</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://enricosabatino.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://enricosabatino.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>325</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><logo>http://www.feedburner.com/fb/images/pub/fb_pwrd.gif</logo><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/EnricoSabatino" type="application/atom+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-2141096088985128432</id><published>2009-01-04T03:56:00.000-08:00</published><updated>2009-01-04T05:22:04.828-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2009-01-04T05:22:04.828-08:00</app:edited><title type="text">L'ipocrisia della comunita' internazionale davanti alla carneficina di Gaza</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SWC053J7mHI/AAAAAAAAAyM/ED9ZjLIXIc8/s1600-h/02.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 184px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SWC053J7mHI/AAAAAAAAAyM/ED9ZjLIXIc8/s320/02.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287424868684109938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La prevista offensiva terrestre da parte dell'esercito israeliano e' iniziata la scorsa notte.&lt;br /&gt;Violenti combattimenti tra soldati israeliani e miliziani palestinesi sono tuttora in corso alla periferia di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora il bilancio dei nove giorni di bombardamenti è salito a 480 vittime palestinesi e oltre 2.300 feriti.&lt;br /&gt;Tutti gli pseudo-tentativi delle varie diplomazie di imporre un cessate il fuoco si sono rivelati fallimentari. Ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la seconda volta in pochi giorni gli USA hanno infatti bloccato al Consiglio di Sicurezza dell'Onu un documento della Libia che chiedeva il cessate il fuoco immediato.&lt;br /&gt;E Hamas ha giustamente definito la riunione del Consiglio di Sicurezza "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una farsa che mostra l�??ampiezza della sovranità sulle sue decisioni esercitata dall�??America e dall�??occupazione sionista&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Come dargli torto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione Europea ha invece bonfonchiato un appello ad Israele perché assicuri "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;uno spazio umanitario per distribuire gli aiuti nella Striscia di Gaza&lt;/span&gt;" e ha annunciato un aiuto supplementare di tre milioni di euro per il territorio palestinese.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Impedire l'accesso dei soccorsi alla gente che soffre e muore è una violazione del diritto umanitario&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un milione e mezzo di persone sono ammassate in un territorio che rappresenta poco più dell'1% della superficie del Belgio. Per sopravvivere essi dipendono dagli approvvigionamenti esterni e la loro situazione diventa ogni giorno più esasperata&lt;/span&gt;", ha detto il commissario allo Sviluppo Louis Michel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che bravi che siete a Bruxelles, ve ne siete accorti solo ora? Dopo 500 palestinesi massacrati?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;E l'inutile governo italiano, che fa?&lt;br /&gt;Come e' suo solito, dorme o e' al mare in Sardegna oppure in montagna a sciare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il mancato tennista e sciatore finito per caso alla Farnesina e' riuscito dalla sua baita a emettere questo fetido peto "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi siamo fortemente preoccupati e ovviamente molto addolorati per le vite innocenti che i civili palestinesi pagano purtroppo questa situazione orrenda causata purtroppo da Hamas che ha violato la tregua, ma ovviamente facciamo un appello fortissimo e accorato a Israele perchè eviti in assoluto azioni che possano compromettere la vita e l'incolumità fisica di tanti civili innocenti&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mancato tennista si e' completamente dimenticato che Israele ha gia' massacrato centinaia di civili nei giorni scorsi. E continua a farlo in queste ore.&lt;br /&gt;Ha aggiunto inoltre che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;si debba anzitutto trovare un accordo in Consiglio di sicurezza dell'Onu poichè la credibilità della comunità internazionale è tutta in gioco&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;E' il caso che qualcuno comunichi al mancato tennista cio' gli USA hanno fatto in sede ONU in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto e' il caso che qualcun altro dica a Frattini che la credibilita' della comunita' internazionale e' gia finita nello scarico del cesso. E da un bel pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza: cronaca di un massacro annunciato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Alberto Terenzi - Clarissa - 3 Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come per tutti gli avvenimenti che rischiano di ampliarsi fino a minacciare la pace mondiale, è necessaria una messa a punto in merito alla responsabilità su quanto sta accadendo in Palestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo comodamente infatti i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mass media&lt;/span&gt; occidentali stanno accogliendo, per ragioni che non è possibile analizzare in questa sede, la tesi israeliana che vuole presentare l'operazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cast Lead&lt;/span&gt; ("Piombo fuso") come una semplice ritorsione contro il lancio da parte di Hamas di svariate decine di razzi contro i centri abitati israeliani più prossimi al confine con la striscia di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo è bene chiarire che la forza militare di Hamas è di gran lunga inferiore rispetto a quella dello Stato ebraico. A fronte dei circa 15.000 militanti armati attribuiti al movimento Hamas, Israele può schierare circa 3.630 carri armati pesanti (di cui circa 1.350 di ultima generazione), 6.870 altri mezzi corazzati, 896 pezzi di artiglieria pesante, 250 mortai e 48 lanciatori multipli di razzi da 227 mm., 520 aerei e 180 elicotteri da combattimento, 13 navi da guerra e 3 sottomarini, 630.000 uomini (inclusi i riservisti), di cui più di mezzo milione nell'esercito, oltre a 7.650 uomini della polizia di frontiera. Lo Stato ebraico è poi accreditato di disporre di almeno 150 ordigni nucleari di cui alcuni lanciabili da sottomarini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da anni del resto il puro rapporto quantitativo fra le vittime del conflitto presenta un rapporto numerico del tutto sfavorevole ai palestinesi: dal 28 settembre 2000, inizio della cosiddetta seconda Intifada, infatti si contano oggi 5.302 palestinesi uccisi a fronte di 1.082 israeliani, con un rapporto quindi assai vicino ai 5 a 1 (Internazionale, n. 775, dicembre 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo raccapricciante body count non è del tutto gratuito poiché questi rapporti quantitativi sono tenuti in notevole considerazione dai responsabili militari israeliani nella valutazione dei risultati di questo tipico conflitto a bassa intensità: lo dimostra il fatto che il capo dello Shin Bet israeliano, Yuval Duskin, ha presentato al governo israeliano, nel gennaio 2008, i "risultati ottenuti" dalla sua organizzazione vantando appunto gli 810 palestinesi uccisi negli ultimi due anni (G. Levy, "Strong in numbers", Ha'aretz, 21 gennaio 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una analisi di dettaglio degli avvenimenti cruenti che hanno prodotto questo stillicidio di caduti nel 2007 e 2008, rimandiamo, senza alcuna pretesa di completezza, alla cronologia in appendice.&lt;br /&gt;�? quindi possibile affermare che non esistono ragioni strettamente militari che possano giustificare l'attacco israeliano contro la Striscia di Gaza, dato che Israele ha dimostrato di essere pienamente in grado di gestire con risultati soddisfacenti questo tipo di conflitto, definito asimmetrico dagli specialisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche riguardo al secondo elemento di "colpa" attribuita ad Hamas, la responsabilità nella rottura della tregua, la semplice, spassionata ricostruzione degli avvenimenti degli ultimi mesi, purché condotta sulla base dei fatti, mette in chiara evidenza invece le responsabilità di Israele, che dipendono da una lucida e consapevole scelta politica di fondo adottata da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è stato osservato da autorevoli esponenti israeliani (intervista al generale israeliano Shlomo Gazit, "L'obiettivo? �? politico, non militare", Il Messaggero, 29 dicembre 2008), le motivazioni dell'offensiva israeliana sono squisitamente politiche, a prescindere dal livello di intensità militare e dai rischi di un sempre possibile ampliamento del conflitto che questo potrebbe comportare in futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tregua fra Hamas e Israele è stata raggiunta il 19 giugno 2008 grazie alla mediazione egiziana: lo scopo era quello di favorire un accordo fra al-Fatah e Hamas, a seguito dello scontro fratricida in atto da mesi, come premessa indispensabile per arrivare ad un accordo con lo Stato ebraico, secondo le aspettative di Egitto e Arabia Saudita, allineati con i Paesi occidentali, a favore della spartizione, sia pure ineguale, della Palestina fra Israele e Palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta chiaro che la tregua era indispensabile per Hamas che aveva appena assunto il governo della Striscia di Gaza, trovandosi stretta fra la pressione delle forze armate israeliane, il blocco delle frontiere ed il conflitto civile con al-Fatah. Lo dichiara del resto, senza mezzi termini, quello che sembra essere oggi l'uomo forte israeliano, il ministro della Difesa ed ex comandante delle forze speciali dello Stato ebraico, Ehud Barak. Al giornalista italiano che, in pieno periodo di tregua, lo intervista, chiedendogli: "Il governo israeliano ha siglato una tregua con Hamas. �? l'ammissione che la strategia dell'embargo, politico ed economico, è fallita?" - risponde con estrema chiarezza e lucidità: "Al contrario. Hamas ha chiesto il cessate il fuoco sotto la pressione dell'embargo e delle operazioni militari contro i lanci di razzi Qassam. Noi non negoziamo con Hamas, stiamo solo trattando per il rilascio del soldato rapito (il caporale Gilad Shalit, ndr). E non negozieremo con Hamas, fino a quando non accetteranno le richieste del Quartetto: riconoscimento di Israele e degli accordi firmati in passato, rinuncia alla violenza. Insomma, quando Hamas smetterà di essere Hamas" (Corriere della Sera, 7 agosto 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 30 ottobre, come segno di apertura verso Al-Fatah, Hamas ha rilasciato tutti i diciannove detenuti della fazione avversaria in suo possesso, in vista dell'apertura di colloqui diretti che dovevano iniziare sabato 8 novembre al Cairo. Lunedì 3 novembre, Hamas invia in anticipo al Cairo una propria delegazione, per esaminare le proposte egiziane e di Fatah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 5 novembre, un'unità di paracadutisti israeliani compie un attacco "mirato" presso la cittadina di Deir-al-Balah nella striscia di Gaza, allo scopo, si dice, di distruggere un tunnel destinato al trasporto di uomini e materiali nel territorio palestinese: nell'operazione muore un guerrigliero palestinese. Hamas risponde con colpi di mortaio contro il territorio israeliano. Israele lancia un attacco aereo nel quale vengono uccisi altri cinque guerriglieri di Hamas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il pretesto del lancio dei razzi, seguito all'uccisione dei sei militanti, Israele a questo punto chiude tutti i passaggi attraverso i quali transita tutto il cibo, i carburanti e le medicine diretti al milione e mezzo di abitanti della striscia di Gaza.&lt;br /&gt;"L'attacco sopraggiunge poco prima dell'incontro che doveva tenersi questo sabato al Cairo, dove Hamas ed il suo rivale politico al Fatah dovevano tenere colloqui in merito alla composizione delle divergenze attuali in vista della creazione di un governo unitario. Sarebbe stata la prima occasione nella quale le due organizzazioni si incontravano a questo livello dallo scoppio della quasi guerra civile di oltre un anno fa", commenta da Gerusalemme Rory McCarthy del Guardian.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'Associated Press la decisione dell'attacco è stata approvata personalmente dal Ministro della Difesa israeliana, appunto Ehud Barak: non si tratta quindi di un'operazione di routine ma di un'operazione militare politicamente motivata, in quanto essa rompe la tregua in atto dal giugno 2008 e lo fa proprio quando i Palestinesi avevano la prima seria opportunità dopo un anno di ricostituire un governo unitario, per trattare riuniti con Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La valenza politica dell'attacco, tuttavia, non è solo quella di rendere impossibile una rappacificazione fra le 13 fazioni palestinesi in lotta: la posta politica in gioco è per Israele molto più alta, investendo un elemento strategico di fondo, cioè quello di evitare l'internazionalizzazione del conflitto israelo-palestinese, e riportarne la gestione delle trattative all'interno dello Stato ebraico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 novembre, infatti, a Sharm-el-Sheik, in Egitto, si deve riunire il cosiddetto Quartetto, composto da Usa, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite, il cui compito principale è quello di tenere in vita il processo di pace di Annapolis, avviato senza grandi risultati dal presidente americano Bush. Il proposito, enunciato nel novembre 2007, era infatti quello di arrivare ad un accordo fra Israele e Palestinesi di Al-Fatah entro il 2008, per evitare il definitivo affossamento del processo di pace.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, i colloqui del 9 novembre 2008 non fanno altro che registrare il completo arresto delle trattative: dato che sia gli Usa che Israele si presentano con una dirigenza uscente, la sola novità avrebbe potuto essere proprio quella di una riunificata leadership palestinese, che avrebbe potuto imprimere una forte sollecitazione sul piano internazionale al processo di pace, giacché solo i Palestinesi hanno un effettivo interessere a concludere entro l'anno un accordo, consapevoli che altrimenti Israele risolverà a suo modo la questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attacco israeliano ha dunque scongiurato anche questo rischio. Tzipi Livni, ministro degli esteri di Israele, dichiarerà infatti molto esplicitamente: "noi ci siamo mossi per assicurare che questo processo [di pace] rimanga bilaterale e che il mondo non intervenga sui contenuti dei colloqui e li sostenga senza cercare di imporre soluzioni o di presentare soluzioni transitorie". Rimandata ad un incerto futuro, forse a Mosca nella primavera del 2009, l'iniziativa internazionale, Israele riacquista quindi lo spazio politico per riprendere l'iniziativa in Palestina, senza interferenze esterne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'11 novembre il premier israeliano Olmert dichiara che lo scontro con Hamas è inevitabile e il giorno seguente, a rafforzare il messaggio rivolto ad Hamas ed alla comunità internazionale, Israele attua un raid  che causa l'uccisione di altri quattro militanti di Hamas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 novembre, Hamas, sempre su stimolo dell'Egitto, decide di sospendere i tiri di razzi e di riprendere il colloquio con Al-Fatah, ponendo come sola condizione che Israele riapra i passaggi nella striscia di Gaza.&lt;br /&gt;L'8 ed il 9 dicembre, Israele raggiunge un altro fondamentale risultato sul piano internazionale, nel quale l'Unione Europea, sotto la presidenza di turno francese, assume, nel particolare momento in cui si colloca, cioè a dire dopo il nulla di fatto di Sharm-el-Sheik e le azioni di rottura israeliane a Gaza, una valenza particolarmente grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti i Ministri degli Esteri della UE approvano una dichiarazione intitolata Council Conclusions Strengthening of the EU bilateral relations with its Mediterranean partners - upgrade with Israel.&lt;br /&gt;La prima cosa davvero singolare di questo avvenimento è che il documento viene approvato dai Ministri europei senza tenere in considerazione il fatto che pochi giorni prima, il 5 dicembre, il Parlamento europeo, nonostante il personale intervento di Tzipi Livni, si fosse pronunciato contro il rafforzamento dei rapporti con Israele, proprio in considerazione della delicatezza della situazione a Gaza ("Israël devra attendre", Le Monde, La valise diplomatique, 5 dicembre 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma davvero significativo è il contenuto dell'allegato tecnico al documento, nel quale sono indicate le principali attività derivanti dal rafforzamento del dialogo politico con Israele: regolari riunioni congiunte dei capi di Stati e di governo della UE e di Israele, privilegio accordato fino ad ora solo a Stati come Cina, Russia; intensificazione del dialogo fra Parlamenti; partecipazione degli esperti israeliani ai comitati UE sul processo di pace, diritti umani e lotta contro il terrorismo ed il crimine organizzato; colloqui informali sui problemi strategici e scambi in tema di diritti umani e antisemitismo; coinvolgimento di Israele nella politica estera, di sicurezza e di difesa (la cosiddetta Pesc) dell'UE, inserendo anche esperti israeliani nelle missioni extra-europee dell'Unione, in Africa e oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato poi che Israele non può partecipare alle attività del gruppo Asia nell'ambito delle Nazioni Unite, l'UE tenterà di inserire lo Stato ebraico nel "Gruppo occidentale e altri gruppi" (Western European and other Groups, WEOG), in modo che Israele, come sua antica aspirazione, potrà essere presente in numerosi Consigli dell'organizzazione internazionale, tra cui quello di Sicurezza dell'Onu!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Israele registra quindi, grazie all'attivismo della Francia, un risultato di straordinaria importanza sul piano strategico, giacché in questo modo capitalizza un inedito rapporto privilegiato con l'Unione Europea, con implicazioni enormi per la sua proiezione internazionale, nell'area mediterranea e in quella mondiale. Insieme al non-risultato di Sharm-el-Sheik, Israele ha in questo modo raggiunto in pochi giorni un assetto internazionale straordinariamente favorevole, che gli lascia praticamente carta bianca nella gestione del problema Hamas e in generale dei Territori occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo prova il fatto che il 14 dicembre lo Stato ebraico si può permettere di fermare e respingere all'aeroporto di Tel Aviv, nel generale silenzio dei principali media occidentali, il prof. Richard Falk, inviato speciale (Special Rapporteur) delle Nazioni Unite, per conto delle quali, dopo una lunga permanenza nei Territori occupati, aveva steso in agosto un durissimo rapporto sulle violazioni del diritto internazionale compiute da Israele nei territori occupati della Palestina (il documento integrale è scaricabile &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.clarissa.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;QUI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base delle informazioni da lui raccolte fra il gennaio ed il luglio 2008, Falk aveva infatti affermato "l'evidenza di continue e deliberate violazioni da parte di Israele, nella sua occupazione del territorio Palestinese," della Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei civili in tempo di guerra e del I protocollo addizionale di Ginevra del 1977 relativo alla protezione delle vittime di conflitti armati, ovverosia delle norme di base del diritto internazionale in materia di diritti umani delle popolazioni civili in occasione di conflitti armati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 dicembre, giusto alla vigilia dello spirare della tregua, Israele lancia un altro attacco aereo contro Gaza, al quale Hamas risponde sparando otto razzi e cinque colpi di mortaio contro cittadine ebraiche nel Sud. Al tempo stesso, il portavoce ufficiale di Hamas, Ayman Taha, annuncia che, poiché Israele non sta più rispettando da novembre gli accordi sulla tregua, Hamas non intende rinnovare la tregua dopo la sua scadenza, le ore 6 del mattino del 19 dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 4 novembre, intanto, Israele ha ucciso complessivamente almeno 18 palestinesi, principalmente ma non solamente guerriglieri, in varie operazioni, mentre Hamas ha lanciato circa 200 fra razzi e colpi di mortaio, senza provocare vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso 17 dicembre, a causa della ripresa delle ostilità, Israele chiude nuovamente i passaggi, impedendo all'UNRWA (l'organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati) di consegnare il cibo destinato ai circa 750.000 Palestinesi assistiti nella striscia di Gaza.&lt;br /&gt;I 20 dicembre la tregua non è stata rinnovata, dopo la scadenza del 19 dicembre, tuttavia Hamas, ancora una volta su proposta egiziana, si è dichiarata disponibile ad ulteriori ventiquattro ore di tregua, a condizione che Israele riapra i passaggi per gli aiuti umanitari e sembra disponibile a ridiscutere la possibilità di prolungare la tregua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Israele come tutta risposta chiude i passaggi e lancia numerosi attacchi aerei contro diverse località della Striscia di Gaza: il 20 dicembre, nell'attacco contro Beith Lahiya, uccide un militante palestinese, Ali Hijazi, e ferisce quattro civili fra cui due bambini.&lt;br /&gt;Il 21 dicembre l'Italia è direttamente in ballo, perché le autorità israeliane hanno bloccato la mensile distribuzione da parte dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) a 47.000 famiglie dei fondi stanziati dall'Italia, pari a 20 milioni di euro, di cui 9,36 milioni sono destinati alle famiglie povere. I fondi che Israele ha bloccato servono a pagare gli assegni sociali destinati alla popolazione di Gaza, distribuiti dalla Ue e finanziati dal Governo italiano a circa 24 mila famiglie povere, che avrebbero dovuto ricevere il loro contributo mensile (Il Messaggero, 22 dicembre 2008).&lt;br /&gt;Non risulta che il governo italiano abbia elevato alcuna protesta per questa aperta violazione di accordi internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 dicembre, su proposta egiziana, Hamas decide, si osservi, unilateralmente una tregua di ventiquattro ore e non effettua più lanci di missili contro Israele, in attesa di un incontro fra Mubarak e Abu Mazen, previsto per il 23, e con Tzipi Livni, invitata al Cairo per il 25 dicembre. Prosegue intanto da parte israeliana il blocco delle frontiere, che esasperano il problema della sopravvivenza della popolazione della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;Secondo notizie di stampa, tuttavia, a questa data, il premier uscente Olmert, Barak (Difesa) e la Livni (Esteri) "si sarebbero già messi d'accordo su tempi e modi di un'eventuale escalation che sarà preceduta da una campagna diplomatica e di stampa a livello internazionale" (Il Messaggero, 23 dicembre 2008).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un leader di Hamas, Mahmoud Zahar rilascia lo stesso giorno alla tv israeliana "Channel 10" una dichiarazione secondo la quale Hamas è pronta a rinnovare la tregua con Israele, dato che questo è "il prezzo da pagare per le vite dei Palestinesi", chiedendo in contropartita che tornino regolari le forniture di cibo ed elettricità e vegano cessate le azioni militari a Gaza e in Cisgiordania (Associated Press, 23 dicembre 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno seguente, le dichiarazioni saranno ripetute ad altre agenzie di stampa, per esempio dallo stesso Mahmoud Zahar all'autorevole France Press (FP, 23 dicembre 2008) e da un altro portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, alla BBC britannica (BBC, 23 dicembre).&lt;br /&gt;Nel frattempo Israele continua ad effettuare manovre con mezzi corazzati ai confini della Striscia di Gaza, iniziate il 22 dicembre. Il 23 dicembre poi Israele uccide in altri raid nella Striscia di Gaza tre militanti di Hamas e un quarto il 24 dicembre, Yahi Al-Shaaher, 23 anni, colpito insieme a tre altri palestinesi a Rafah, mentre riprendono i tiri di mortaio e di razzi da parte dei palestinesi contro Sderot. Così facendo, la possibilità di una ripresa della tregua e dello sviluppo di una qualsiasi trattativa è definitivamente sepolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colloquio al Cairo della Livni, il 25 dicembre, non serve ad altro che a ribadire le accuse contro Hamas, mentre il 26 dicembre Olmert dichiara alla televisione Al-Arabya che "non esiterà ad usare la forza di Israele per colpire Hamas e la Jihad islamica".&lt;br /&gt;Con la copertura internazionale opportunamente predisposta nel frattempo, si apre lo spazio all'azione militare del 27 dicembre, alla quale da mesi il governo israeliano e le fonti di stampa internazionale ad esso collegate hanno gradualmente preparato l'opinione pubblica interna e mondiale, riversando la "colpa" della nuova offensiva su Hamas, come da esplicita direttiva che il ministro degli esteri dello Stato ebraico ha impartito a tutte le proprie sedi diplomatiche nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, come in ogni operazione militare che si rispetti, la grande massa di informazioni diffuse attraverso i media ed i colloqui diplomatici in corso hanno attentamente preservato un certo margine di sorpresa all'azione militare israeliana: pare infatti, secondo il sito israeliano Debka specializzato in questioni strategiche e dotato di buone entrature negli ambienti militati dello Stato ebraico, che i dirigenti di Hamas siano stati rassicurati da almeno due elementi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"1. Le notizie di stampa espressione di fonti ufficiali di Gerusalemme venerdì (26 dicembre) davano l'impressione che l'operazione militare principale approvata dal governo israeliano fosse stata disdetta per l'immediato, almeno finché il governo non fosse stato riconvocato per una nuova valutazione della situazione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. l'Egitto ha sviato Hamas, riportando l'informazione di fonte sicura secondo cui Israele non avrebbe attaccato di sabato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono questi dunque i nudi fatti che mettono in chiara evidenza il fatto che lo Stato ebraico, a sessant'anni dalla propria costituzione, in un momento delicatissimo del quadro internazionale, ha semplicemente deciso di avviare una nuova sanguinosa operazione militare in Palestina, per risolvere il problema rappresentato dall'entità ostile Hamas, in continuità con una strategia di potenza nel Medio Oriente e nel Mediterraneo che nei prossimi mesi potrebbe produrre effetti ancora più devastanti per gli equilibri mondiali: è difficile pensare infatti che la prova di forza avviata da Israele non abbia tenuto conto, nella sua pianificazione, dell'Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Cronologia dei principali eventi cruenti nei Territori palestinesi occupati da Israele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'analisi comprende l'intero anno 2007 e il 2008 fino alla tregua fra Hamas e Israele (giugno 2008), in quanto gli eventi successivi sono discussi nel testo.&lt;br /&gt;Le notizie sono ricavate da fonti di stampa e possono quindi essere incomplete e presentare inesattezze ed errori. Sono stati prevalentemente indicati gli avvenimenti riguardanti la Striscia di Gaza, anche se sono ricordati alcuni dei principali eventi avvenuti nella Cisgiordania. Gli avvenimenti politici sono stati riportati solo quando necessari alla comprensione dei fatti: da questo punto di vista, la cronologia non ha alcun carattere di completezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;4 gennaio, proseguono gli scontri fra Hamas e Al Fatah nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;15 gennaio, due membri dei Comitati di resistenza popolare uccisi nella Striscia di Gaza dall'esercito israeliano.&lt;br /&gt;24 gennaio, un palestinese disarmato ucciso a Kissufim, al posto di frontiera fra Striscia di Gaza e Israele.&lt;br /&gt;25 gennaio, almeno 35 caduti negli scontri a Gaza fra Hamas e Al Fatah. Il giorno successivo alla proclamazione di una tregua, viene ucciso un membro di Hamas, Hussein al Shubassi.&lt;br /&gt;4 febbraio, in cinque giorni sono caduti 28 palestinesi negli scontri a Gaza, dopo la rottura delle tregua fra Hamas e Al Fatah.&lt;br /&gt;8 febbraio, Hamas e Al Fatah raggiungono alla Mecca, con la mediazione dell'Arabia Saudita, un accordo sulla formazione di un governo di unità nazionale. Il ministro Olmert ha minacciato di boicottare il nuovo esecutivo se esso non accoglierà tutte le richieste del Quartetto per il Medio Oriente.&lt;br /&gt;21 febbraio, l'esercito israeliano uccide il capo dell'ala militare della Jihad islamica a Jenin, Mahmud Qassem Abu Obeid.&lt;br /&gt;28 febbraio, tre attivisti della Jihad islamica uccisi dai soldati israeliani nella città di Jenin.&lt;br /&gt;12 marzo, nella Striscia di Gaza viene rapito il giornalista della Bbc alan Johnston (il 15 aprile il rapimento verrà rivendicato da un gruppo palestinese sconosciuto).&lt;br /&gt;14 marzo, accordo fra Hamas a Al Fatah sul nuovo governo di unità nazionale (nove ministeri a Hamas e sei a Fatah). Israele ha ribadito la sua posizione.&lt;br /&gt;17 marzo, il nuovo governo, guidato da Ismail Haniyeh di Hamas entra in carica. Israele proclama il boicottaggio totale finché Hamas non riconoscerà esplicitamente lo Stato ebraico.&lt;br /&gt;21 marzo, un commando armato rapisce Adham al Sufi, professore all'università islamica di Gaza.&lt;br /&gt;27 marzo, due miliziani delle brigate dei martiri di Al Aqsa uccisi a Nablus dall'esercito israeliano.&lt;br /&gt;28 marzo, un membro della Jihad islamica ucciso dai soldati israeliani a Jenin.&lt;br /&gt;4 aprile, raid israeliano contro Beit Hanun nella Striscia di Gaza: uccisione di un membro della Jihad islamica, Ramez Awad al Zaanin.&lt;br /&gt;7 aprile, un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza uccide un membro del Fronte democratico di liberazione della Palestina, Fuad Nabil Maaruf.&lt;br /&gt;15 aprile, due palestinesi caduti negli scontri tra gruppi rivali a Khan Yunis nel sud della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;17 aprile, un membro delle Brigate dei martiri di Al Aqsa, Ashraf Hanaysha, viene ucciso dall'esercito israeliano nella striscia di Jenin, nel nord della Cisgiordania.&lt;br /&gt;21 aprile, tre militanti palestinesi, un poliziotto ed una giovane di 17 anni sono uccisi dall'esercito israeliano a Jenin, in Cisgiordania. Un militante della Jihad islamica viene ucciso a Jabalya, nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;22 aprile, due membri delle Brigate dei martiri di Al Aqsa vengono uccisi a Nablus, in Cisgiordania.&lt;br /&gt;24 aprile, a causa delle operazioni israeliane a Gaza e a Cisgiordania, che hanno provocato nove caduti fra i Palestinesi,  le Brigate Ezzedin al Qassam, organizzazione armata di Hamas, dichiarano la rottura del cessate il fuoco proclamato in vigore dal novembre 2006 e rivendicano lanci di razzi contro il sud di Israele.&lt;br /&gt;28 aprile, tre militanti delle Brigate Ezzedin al Qassam vengono uccisi dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;16 maggio, almeno 38 palestinesi cadono negli scontri fra Hamas e Al Fatah a Gaza: le violenze scoppiano dopo il raggiungimento di un accordo fra Abu Mazen e Ismail Haniyeh per un piano di sicurezza nei Territori occupati. Lanci di razzi Qassam contro Sderot. Tre palestinesi caduti a seguito di due raid israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;19 maggio, le fazioni palestinesi raggiungono una tregua, dopo nove giorni di scontri, che hanno provocato 50 vittime nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;23 maggio, 36 caduti palestinesi nella Striscia di Gaza, a seguito di una serie di raid aerei israeliani contro Hamas. I razzi lanciati dai gruppi palestinesi uccidono una donna israeliana a Sderot.&lt;br /&gt;24 maggio, l'esercito israeliano arresta trenta membri di Hamas in Cisgiordania, tra cui il ministro dell'istruzione Nasser al Shaer e alcuni deputati.&lt;br /&gt;27 maggio, il governo israeliano ha ordinato ulteriori raid aerei nella Striscia di Gaza: dal 16 maggio sono caduti 50 palestinesi e 2 israeliani uccisi dai razzi a Sderot.&lt;br /&gt;1 giugno, due palestinesi di 12 e 13 anni sono stati uccisi dall'esercito israeliano vicino all'ex insediamento ebraico di Dugit nel nord della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;9 giugno, un palestinese caduto in un attacco contro una postazione militare in territorio israeliano vicino alla Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;13 giugno, 67 palestinesi caduti negli scontri fra Hamas e Al Fatah nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;18 giugno, Hamas assume il controllo della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;27 giugno, nove palestinesi uccisi e più di quaranta i feriti nelle operazioni militari condotte da Israele nel nord della Striscia di Gaza; tra i caduti, Raed Fanuna, uno dei leader della Jihad islamica.&lt;br /&gt;30 giugno, sette caduti palestinesi a seguito di due raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza, tra cui Ziad al Ghanam, uno dei leader delle brigate al Quds, ala militare della Jihad islamica.&lt;br /&gt;5 luglio, undici miliziani palestinesi, tra cui sei membri di Hamas, uccisi in una serie di raid israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;20 agosto, sei miliziani di Hamas caduti in un raid israeliano a Gaza.&lt;br /&gt;21 agosto, due bambini uccisi da soldati israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;22 luglio, due membri di Hamas e due della Jihad islamica caduti nei raid israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;25 agosto, due miliziani palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza caduti in un attacco in territorio israeliano; quattro palestinesi uccisi dai soldati israeliani nella Striscia di Gaza (un palestinese ed un arabo-israeliano in Cisgiordania).&lt;br /&gt;29 agosto, due bambini palestinesi uccisi dall'esercito israeliano a Jabalya, Gaza.&lt;br /&gt;6 settembre, sei miliziani palestinesi uccisi dai soldati israeliani nell'attacco ad un avamposto dell'esercito nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;11 settembre, 69 soldati israeliani feriti dall'esplosione di un razzo Qassam nella base di Zikim, vicino ad Ashkelon.&lt;br /&gt;19 settembre, il governo israeliano dichiara la Striscia di Gaza controllata da Hamas entità ostile.&lt;br /&gt;26 settembre, sette palestinesi uccisi dall'esercito israeliano nel nord della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;17 ottobre, un soldato israeliano ed un membro di Hamas caduti nei combattimenti nella zona sud della Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;18 ottobre, quattro palestinesi caduti negli scontri a Gaza fra le forze di sicurezza di Hamas e seguaci di Al Fatah.&lt;br /&gt;25 ottobre, il governo israeliano inasprisce le sanzioni contro la popolazione della Striscia di Gaza; i tagli alle forniture di carburante ed elettricità sono sospesi su richiesta del procuratore generale dello Stato ebraico Menachem Mazuz.&lt;br /&gt;29 ottobre, quattro miliziani di Hamas caduti in un raid aereo israeliano a Khan Yunis, Gaza.&lt;br /&gt;12 novembre, la polizia di Hamas spara sulla folla a Gaza, durante una manifestazione organizzata da Al Fatah: sette caduti. Oltre duecento gli arresti.&lt;br /&gt;20 novembre, tre miliziani palestinesi uccisi dai soldati israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;27 novembre, conferenza di Annapolis, durante la quale Ehud Olmert e Abu Mazen si impegnano ad arrivare ad un accordo di pace entro la fine del 2008.&lt;br /&gt;27 novembre, a Hebron, la polizia palestinese di Al Fatah reprime con la forza in Cisgiordania una manifestazione contro la conferenza di Annapolis. Un caduto e 35 feriti.&lt;br /&gt;4 dicembre, tre miliziani di Hamas uccisi da un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;11 dicembre, sei miliziani di Hamas caduti in una serie di raid israeliani nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;18 dicembre, tredici militanti palestinesi caduti in una serie di raid israeliani nella Striscia di Gaza, fra i quali il capo militare della Jihad islamica, Majed al Harazin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1 gennaio 2008, otto palestinesi uccisi negli scontri fra i sostenitori di Hamas e Al-Fatah nella striscia di Gaza.&lt;br /&gt;3 gennaio 2008, raid aerei israeliani e distruzione di case nella zona settentrionale della striscia di Gaza: undici palestinesi uccisi, fra cui due donne.&lt;br /&gt;15 gennaio, diciassette palestinesi uccisi da un raid dell'esercito israeliano ad Al Zeitoun, nella striscia di Gaza; Hamas lancia razzi e colpi di mortaio contro Sderot provocando quattro feriti leggeri fra i civili israeliani; due palestinesi sono uccisi in un attacco dell'esercito israeliano a Beit Hanoun.&lt;br /&gt;16 gennaio, il leader della Jihad islamica Walid Obeidi viene ucciso dall'esercito israeliano vicino a Jenin, nella Cisgiordania.&lt;br /&gt;17 gennaio, il governo israeliano decreta la chiusura di tutte le frontiere intorno a Gaza.&lt;br /&gt;20 gennaio, chiusura per mancanza di carburante della centrale elettrica di Gaza.&lt;br /&gt;23 e 25 gennaio, abbattimento di parte del muro divisorio della frontiera fra Gaza e l'Egitto, per permettere a decine di migliaia di palestinesi di approvvigionarsi in Egitto, per poi rientrare nella Striscia.&lt;br /&gt;27 febbraio, cinque membri dell'ala militare di Hamas uccisi in un raid aereo nella città di Khan Yunis nella striscia di Gaza. Un israeliano ucciso a Sderot da un razzo Qassam lanciato dalla striscia di Gaza.&lt;br /&gt;3 marzo, inizio di una offensiva israeliana nella striscia di Gaza, in risposta alla morte dell'israeliano caduto a Sderot: in totale si contano 123 vittime fra i palestinesi, delle quali almeno la metà sono civili; si tratta della più sanguinosa offensiva da otto anni.&lt;br /&gt;12 marzo, il leader di Hamas, Ismail Haniyeh propone ad Israele un cessate il fuoco, a condizione che lo Stato ebraico sospenda le sanzioni economiche e riapra le frontiere.&lt;br /&gt;4 aprile, due israeliani e due palestinesi cadono in un attacco al posto di frontiera di Nahal Oz nella striscia di Gaza.&lt;br /&gt;9 aprile, cinque palestinesi uccisi per rappresaglia dall'esercito israeliano; un soldato israeliano ed un palestinese sono caduti in un raid dell'esercito nel sud della striscia di Gaza.&lt;br /&gt;16 aprile, uccisione di tre soldati israeliani nei pressi del posto di frontiera di Nahal Oz; nella rappresaglia da parte dell'aviazione israeliana cadono almeno nove persone, tra cui alcuni bambini ed un cameraman dell'agenzia Reuters.&lt;br /&gt;18 aprile, tre militanti di Hamas sono uccisi nell'attacco al posto di frontiera di Kerem Shalom, nella striscia di Gaza.&lt;br /&gt;23 aprile, il governo israeliano autorizza la consegna di un milione di litri di gasolio per la centrale elettrica di Gaza, dove sono quasi esaurite le scorte di carburante; le NU comunicano che in assenza di rifornimenti dovranno sospendere le attività umanitarie in atto a Gaza.&lt;br /&gt;27 aprile, una donna palestinese ed i suoi quattro figli sono uccisi nel corso di un raid israeliano nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;14 maggio, un razzo di Hamas lanciato da Gaza causa decine di feriti in un centro commerciale di Ashkelon.&lt;br /&gt;5 giugno, un israeliano del kibbutz di Nir Oz viene ucciso da un razzo Qassam lanciato dalla striscia di Gaza; nella rappresaglia l'esercito uccide una bambina di quattro anni; il premier Olmert minaccia un'offensiva su larga scala.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barak e la "guerra lampo"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;Michel Warschawski* - Il Manifesto - 3 Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bisogna dirlo e ripeterlo: quella che si svolge nella Striscia di Gaza non è una guerra, ma una carneficina compiuta dalla terza forza aerea al mondo contro una popolazione indifesa.&lt;br /&gt;Bisogna dirlo e ripeterlo: la carneficina di Gaza non è una reazione «sproporzionata» ai razzi lanciati dai militanti della Jihad Islamica e altri gruppuscoli palestinesi sulle località israeliane vicine alla Striscia di Gaza, ma un'azione premeditata e preparata da molto tempo, come d'altronde riconosce la maggior parte dei commentatori israeliani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dirlo e ripeterlo: quei razzi non sono, come vogliono far credere certi diplomatici europei, «provocazioni ingiustificabili», ma risposte, peraltro abbastanza insignificanti, a un embargo selvaggio imposto da Israele, da un anno e mezzo, a un milione e mezzo di residenti della Striscia di Gaza, donne, bambini, e vecchi compresi, con la complicità criminale degli Stati uniti ma anche dell'Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dirlo e ripeterlo: non assistiamo, come si cerca di spiegare a tutti quelli che hanno la memoria corta o selettiva, a un atto di autodifesa a lungo procrastinato di fronte a un'aggressione palestinese assolutamente ingiustificabile. Ehud Barak lo confessa tranquillamente, sono mesi che l'esercito israeliano si prepara a colpire «l'entità terrorista» denominata Gaza. Come spiegava opportunamente Richard Falk, relatore speciale dell'Onu per i diritti umani nei territori occupati, quando si definisce «entità terrorista» una zona popolata da un milione e mezzo di esseri umani si entra in una logica genocida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aggressione israeliana a Gaza, come l'attacco al Libano nel 2006, s'inscrive nella guerra globale permanente e preventiva degli strateghi neoconservatori in forza a Tel Aviv, e per qualche mese ancora, alla Casa Bianca. Come il significato indica, questa strategia è preventiva, non ha bisogno di pretesti immediati e tangibili: l'occidente democratico sarebbe minacciato da un nemico globale, che prima è stato definito «terrorismo internazionale», poi «terrorismo islamico» per diventare infine semplicemente l'Islam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo «scontro di civiltà» di Huntington non è una descrizione della realtà politica internazionale, ma il quadro ideologico della strategia offensiva dei neoconservatori americani e israeliani, per com'è stata elaborata di comune accordo dalla seconda metà degli anni '80. In questa strategia di guerra, la minaccia islamica ha sostituito quello che è stato il pericolo comunista durante la guerra fredda: un nemico globale che giustifica una guerra globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il bombardamento criminale di Gaza gode in Israele di un sostegno consensuale, se la sinistra istituzionale, e in particolare il partito Meretz, si è unita al coro di guerra diretto da Ehud Barak, è appunto perché condivide questa visione del mondo che fa dell'Islam una minaccia esistenziale che bisogna imperativamente neutralizzare prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'orrore per questo crimine bisogna aggiungere quello per l'abiezione delle sue motivazioni contingenti: in meno di due mesi si svolgeranno in Israele le elezioni generali, e le vittime palestinesi sono anche argomenti elettorali. I martiri dell'attacco israeliano su Gaza sono oggetto di una gara mediatica tra Ehud Barak, Tsipi Livni et Ehud Olmert, fra chi sarà il più determinato nella brutalità. Il criminale di guerra che dirige il Partito laburista, o piuttosto quel che ne resta, si vantava ieri mattina di aver guadagnato quattro punti nei sondaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre al cinismo senza limiti di barattare 350 vittime palestinesi innocenti contro qualche decina di migliaia di voti, Barak mostra, una volta di più, la sua miopia politica: nel crescendo di bestialità, e malgrado tutti gli sforzi, non riuscirà mai a superare Benjamin Netanyahu, gli elettori preferiscono sempre l'originale alla copia. Tantopiù che il guerrafondaio si trova oggi di fronte allo stesso problema di colui che ha trasformato la guerra del Libano nel fiasco israeliano, un problema ben noto a tutti quelli che hanno iniziato le guerre coloniali: come porvi termine?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ci fermeremo solo dopo aver finito il lavoro», egli dichiara con l'arroganza dei capetti. Ma quando sarà finito «il lavoro»? Quando la popolazione di Gaza e di Cisgiordania accetterà di capitolare di fronte ai sogni coloniali dei dirigenti israeliani e limitare le sue aspirazioni nazionali a uno «Stato palestinese» ridotto a una decina di riserve isolate le une dalle altre e circondate da un muro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tale è il «lavoro» che Barak spera di poter realizzare, il popolo israeliano deve allora essere pronto a una guerra che non solo sarà estremamente lunga ma anche interminabile. E se lo Stato ebraico è ben attrezzato per le guerre-lampo (blitz krieg, in tedesco), soprattutto quando queste sono condotte dall'aviazione, entra rapidamente in crisi quando si tratta di una prova di resistenza in cui i palestinesi, come tutti gli altri popoli vittime dell'oppressione coloniale, sono maestri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo spiega perché meno di una settimana dopo il suo inizio, e malgrado le dichiarazioni trionfalistiche dei politici e dei militari, l'aria in Israele sta già cominciando a cambiare. Sabato scorso, qualche ora dopo il bombardamento di Gaza, eravamo poco più di mille persone a manifestare, spontaneamente, la nostra rabbia e la nostra vergogna. Ma saremo molti di più il prossimo sabato sera a esigere sanzioni internazionali contro Israele, a esigere che Ehud Barak e soci siano tradotti davanti a una corte di giustizia internazionale. Ne sono convinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Portavoce del Centro d'Informazione Alternativa a Gerusalemme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il vero scopo del massacro di Gaza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Jonathan Cook - Global Research - 1 Gennaio 2009&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tradotto da JJULES per www.comedonchisciotte.org&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Hamas non può essere sconfitto e quindi deve essere messo in ginocchio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin da quando Hamas ha trionfato nelle elezioni palestinesi di quasi tre anni fa, le voci che circolavano in Israele sostenevano che era imminente un�??invasione di terra totale della Striscia di Gaza. Ma anche quando l�??opinione pubblica era pronta per un attacco decisivo contro Hamas, il governo ha fatto marcia indietro all�??idea di un assalto frontale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il mondo attende che Ehud Barak, il ministro della Difesa, invii i carri armati e i soldati perché la logica di questa operazione sta spingendo inesorabilmente verso una guerra di terra. Tuttavia, i funzionari hanno preso tempo. Notevoli forze di terra sono ammassate sul confine con Gaza, ma in Israele si parla ancora di �??strategie di uscita�??, tregue e rinnovi del cessate il fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se i carri armati israeliani si muoveranno con gran fracasso nei territori, avranno il coraggio di muoversi nel vero campo di battaglia del centro di Gaza? Oppure verranno usati semplicemente, come è stato in passato, per terrorizzare la popolazione civile delle periferie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli israeliani sono consapevoli del motivo ufficiale del riserbo di Barak di far seguire ai bombardamenti aerei un attacco di terra totale. E�?? stato loro ricordato innumerevoli volte che le peggiori perdite subite dall�??esercito nel corso della seconda intifada avvennero nel 2002 durante l�??invasione del campo profughi di Jenin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza, come gli israeliani sanno benissimo, è un campo profughi gigantesco. I suoi stretti vicoli, impossibili da attraversare per i carri armati Merkava, obbligheranno i soldati israeliani a combattere in campo aperto. Gaza, nell�??immaginario israeliano, è una trappola mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In modo analogo, nessuno ha dimenticato il pesante dazio pagato dai soldati israeliani durante la guerra di terra con Hezbollah nel 2006. In un paese come Israele, con un esercito cittadino, l�??opinione pubblica è diventata indubbiamente ossessionata da una guerra nella quale buona parte dei propri figli verrà messa in prima linea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella paura viene solamente aumentata dalle notizie diffuse dai media israeliani che Hamas sta pregando per avere la possibilità di coinvolgere l�??esercito di Israele in un pericoloso combattimento. La decisione di sacrificare numerosi soldati a Gaza non è quella che Barak, leader del Partito Laburista, prenderà così alla leggera, con le elezioni tra sei settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c�??è un altro problema che gli sta dando eguale motivo di esitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la retorica popolare in Israele, nessun alto funzionario crede realmente che Hamas possa essere sconfitto, sia dal cielo o con battaglioni di soldati. Hamas è semplicemente troppo radicato a Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa conclusione è stata riconosciuta nelle fiacche giustificazioni offerte finora per le operazioni di Israele. �??Ristabilire la calma nel sud del paese�?? e �??cambiare l�??ambiente di sicurezza�?? sono stati preferiti alle precedenti dichiarazioni, come �??estirpare l�??infrastruttura del terrore�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un�??invasione il cui vero scopo sarebbe il rovesciamento di Hamas richiederebbe, come si rendono conto Barak e i suoi funzionari, una rioccupazione militare permanente di Gaza.&lt;br /&gt;Ma uno stravolgimento del disimpegno da Gaza �?? partorito nel 2005 dalla mente di Ariel Sharon, all�??epoca primo ministro �?? comporterebbe un enorme impegno militare e finanziario da parte di Israele. Ancora una volta occorrerebbe assumersi la responsabilità degli aiuti alla popolazione locale, e l�??esercito sarebbe obbligato a svolgere pericolose operazione di vigilanza negli accampamenti di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, un�??invasione di Gaza per spodestare Hamas rappresenterebbe un�??inversione di tendenza nella politica di Israele dagli accordi di Oslo dell�??inizio degli anni �??90.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu allora che Israele consentì al leader palestinese da tempo in esilio, Yasser Arafat, di ritornare nei territori occupati nel nuovo ruolo di capo dell�??Autorità Palestinese. Ingenuamente, Arafat pensava di guidare un governo ombra ma, in verità, diventò il più importante mercenario di Israele.&lt;br /&gt;Arafat fu tollerato nel corso degli anni �??90 perché fece ben poco per fermare l�??effettiva annessione di vaste zone della Cisgiordania da parte di Israele, attraverso la rapida espansione degli insediamenti e l�??imposizione ai palestinesi di rigide limitazioni sugli spostamenti. Piuttosto Arafat si concentrò nel potenziamento delle forze di sicurezza dei suoi lealisti Fatah, contenendo Hamas e preparando una condizione di Stato che non arrivò mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scoppiò la seconda intifada, Arafat dimostrò di non servire più ad Israele e la sua Autorità Palestinese fu via via indebolita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla morte di Arafat e dal suo disimpegno da Gaza, Israele ha cercato di consolidare la separazione fisica della Striscia dalla molto più ambita Cisgiordania. Anche se in origine non era tra le aspirazioni di Israele, il controllo di Hamas su Gaza ha contribuito in modo significativo a quello scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Israele ora è fronteggiato da due movimenti nazionali palestinesi. Il primo è Fatah, di stanza in Cisgiordania e guidato da un presidente debole, Mahmoud Abbas, ed è ampiamente screditato e sottomesso. L�??altro, Hamas, di stanza a Gaza, si è guadagnato sempre maggiore fiducia perché sostiene di essere il vero guardiano della resistenza all�??occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incapace di distruggere Hamas, Israele ora sta considerando l�??idea di vivere a fianco del gruppo armato. &lt;br /&gt;Hamas ha dimostrato di poter imporre il suo predominio su Gaza come fece una volta Arafat su entrambi i territori occupati. Il problema in discussione nel governo israeliano e nella stanza dei bottoni della guerra è se, come Arafat, Hamas può essere colluso con l�??occupazione. Si è dimostrato forte, ma può rendersi utile anche ad Israele?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, questo significherebbe la sottomissione di Hamas piuttosto che il suo annientamento. Mentre Israele sta cercando di potenziare Fatah in Cisgiordania offrendogli una carota, sta utilizzando l�??attuale massacro di Gaza come un grosso bastone con cui sottomettere Hamas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??obiettivo ultimo è un�??altra tregua che fermi il lancio di razzi al di fuori della Striscia, come il cessate il fuoco di sei mesi che è appena terminato, ma a condizioni ancor più favorevoli ad Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blocco selvaggio che per molti mesi ha privato la popolazione di Gaza di beni essenziali ha fallito il suo scopo. Piuttosto, Hamas si è rapidamente interessato ai tunnel per il contrabbando che sono diventati un�??ancora di salvezza per gli abitanti. I tunnel hanno aumentato, in egual misura, le finanze e la popolarità di Hamas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dovrebbe costituire una sorpresa il fatto che Israele non si sia nemmeno preoccupato di colpire la leadership di Hamas o la sua ala militare. Invece ha bombardato i tunnel, il forziere di Hamas, e ha ucciso un numero considerevole di poliziotti, i garanti della legge e dell�??ordine a Gaza. Le ultime voci indicano che Israele sta ora progettando di estendere i bombardamenti aerei alle organizzazione di assistenza di Hamas, gli enti benefici che sono la base della sua popolarità.&lt;br /&gt;La campagna aerea sta intaccando la possibilità di Hamas di ricoprire realmente il ruolo di governante di Gaza. Stanno indebolendo le basi del potere politico di Hamas. La lezione non è che Hamas può essere distrutto militarmente ma che può essere indebolito in patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quanto pare Israele spera di convincere la leadership di Hamas, come ha fatto per diverso tempo con Arafat, che i suoi interessi più importanti saranno raggiunti collaborando con Israele. Il messaggio è: lasciate perdere il vostro mandato popolare di resistere all�??occupazione e concentratevi invece sul rimanere al potere con il nostro aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle nebbie di guerra, gli eventi potrebbero ancora intensificarsi a tal punto che una pericolosa invasione di terra non potrà essere evitata, specialmente se Hamas continuerà a sparare razzi su Israele. Ma qualunque cosa accada, è quasi certo che alla fine Israele e Hamas diranno di sì ad un altro cessate il fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema sarà se nel farlo Hamas, come Arafat in precedenza, perderà di vista il suo compito principale, quello di obbligare Israele a porre fine alla sua occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     &lt;i&gt;&lt;br /&gt;Jonathan Cook&lt;/i&gt;&lt;i&gt; è uno scrittore e giornalista e vive a Nazareth, in Israele. Il suo ultimo libro è �??Disappearing Palestine: Israel�??s Experiments in Human Despair�?? (Zed Books). Il suo sito web è www.jkcook.net &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Pacifici quesiti: Gaza delenda est?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;di Paolo Maccioni - Megachip - 4 Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alcune domande sulle cose lette negli ultimi giorni a proposito dell�??attacco di Israele nella Striscia di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??analogia scomodata dal signor Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma intervistato su Epolis il 30 dicembre 2008, mette a dura prova l�??ostinazione di chi �?? come me �?? vuole credere a tutti i costi alla buona fede altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può credere che calzi l�??analogia: «è come se Firenze o Bologna si trovassero costantemente sotto il lancio di razzi da parte di un paese, non so, come l�??Austria, e si chiedesse al governo italiano di non fare nulla»? Davvero si pensa che quest�??analogia possa funzionare? Che chi legge possa bersela supinamente? L�??Austria, che evoca boschi, montagne innevate, castelli e carrozze, Sachertorte e sale da concerto stuccate dove si suonano concerti mozartiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c�??entra dunque l�??Austria? L�??Austria è forse assediata su tre lati dall�??Italia? Forse l�??Austria subisce da parte dell�??Italia l�??imposizione del blocco all�??accesso di cibo, carburante, forniture mediche? Forse l�??Italia controlla lo spazio aereo, tutta l�??acqua, tutta l�??elettricità e le altre risorse austriache? Forse anziché i concerti mozartiani si sentono i caccia italiani che superano il muro del suono sopra le misere baracche di Vienna e Salisburgo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potevano scomodare esempi storici più aderenti alla realtà della Striscia di Gaza. Troia assediata dagli Achei, Lisbona assediata dai Mori, il Kuwait invaso dall�??esercito iracheno, Grozny occupata dai carri armati russi, o ancora, come dice bene il parlamentare greco Theodoros Pangalos: «Le azioni come quelle che attualmente esercitano i militari di Israele a Gaza, ricordano gli olocausti dei greci a Kalavrita, Doxato, Distomo e certamente nel ghetto di Varsavia.» Analogie forse fallaci, forse non appropriatissime, ma che diventano improvvisamente adeguate se paragonate a quella infelice e fuorviante dell�??Austria che gratuitamente lancerebbe razzi sulle città italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto indigeribile è l�??ostinato ritornello che alcuni alti esponenti e funzionari di paesi occidentali, fra cui il nostro ministro Frattini, ripetono: la colpa è di Hamas. Come si può sostenere una cosa del genere, quando si sa che questo piano d�??attacco era stato &lt;a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/world/2008/dec/29/israel-attack-hamas-prepartions-repercussions"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;meditato e preparato da sei mesi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paese occupante, un paese occupato; la quarta potenza bellica del mondo contro un ghetto di un milione e mezzo di persone alla fame, allo stremo. Un Paese che contravviene all�??articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra contro un paese che subisce il coinvolgimento della popolazione civile nelle operazioni militari. Eppure si chiede che a fermarsi sia l�??assediato, non l�??assediante. Accadrà: se l�??esercito israeliano non si ferma fino alla soluzione finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quando avremo colonizzato il paese, tutto quello che agli arabi resterà da fare è darsi alla fuga come scarafaggi drogati in una bottiglia» (Raphael Eitan, Capo di Stato Maggiore delle forze armate israeliane, �??New York Times�??, 14/04/1983).&lt;br /&gt;Allora sì, accadrà: a Gaza riusciranno finalmente ad accontentare coloro che chiedono ad Hamas di fare il primo passo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che la propaganda ha scomodato parallelismi fuorvianti, sarà permesso azzardarne un altro, meno infelice di quello �??austriaco�??.&lt;br /&gt;I militari argentini dell�??ultima dittatura potevano ben dire �?? come oggi fanno i vertici militari e politici di Israele �?? di difendersi. E secondo il metro dei nostri soloni che oggi imperversano nei notiziari e quotidiani, i militari argentini ne avevano ben d�??onde: d�??altronde Montoneros ed ERP mettevano a segno attentati più distruttivi di quelli causati dai razzi Qassam, cilindri di latta con dentro polvere da sparo che qualcuno arditamente definisce �??missili�??. Pure i militari argentini �??per estirpare il terrorismo�?? si scatenarono contro la popolazione civile. Detenevano il potere, non solo quello militare, ma pure quello di poter etichettare gli avversari come �??terroristi�?? e pertanto screditare chi non fosse d�??accordo con loro: �??chi si oppone a noi flirta con i terroristi�??, identica accusa che oggi viene mossa contro chi osi sollevare obiezioni all�??operato di Israele.&lt;br /&gt;Tuttavia, trent�??anni dopo, sia in sede storica che in sede giudiziaria, l�??operato dei militari argentini verrà definito come "genocidio". E complici sono definiti coloro che allora li appoggiarono, o guardarono dall�??altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non basterà la mastodontica macchina di propaganda bellica apparecchiata dal ministro Tzipi Livni che ha perorato pubblicamente la causa del giornalismo embedded. La gittata di questo tipo di propaganda per quanto lunga si esaurirà nell�??ambito della cronaca. La Storia non la scriveranno coloro che oggi fanno finta di non capire e cadono di buon grado nello stesso vecchio tranello retorico del generale Videla, che fu già del gerarca nazista Hermann Goering e in seguito del procuratore generale Usa John Ashcroft e oggi dei vertici israeliani e dei loro proseliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Storia se ne ride delle menzogne dei contemporanei da ben 2500 anni, quando il maestro Sun Tzu in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L�??arte della guerra scriveva &lt;/span&gt;�??tutte le guerre si fondano sulle menzogne�??.&lt;br /&gt;Anche questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Storia considererà tutti coloro che non vogliono vedere, per bene che possa loro andare, complici. I conduttori radiofonici e gli editorialisti arruolati all�??unico pensiero �??Delenda Gaza�??. Non una parola spendono costoro sulle sofferenze del popolo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non voglio essere complice di questa carneficina, di questa punizione collettiva.&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condannare le «due parti»: peggio degli assassini!&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;Michel Warschawski - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alternative Information Center �?? Beit Sahour/Gerusalemme - &lt;/span&gt;31 Dicembre&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;2008&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Barak, Olmert, Livni e Ashkenazi un giorno dovranno rispondere di crimini di guerra davanti a una corte di giustizia, come altri criminali. Di conseguenza, è nostro dovere informare sui loro atti e dichiarazioni per essere sicuri che paghino per i massacri che hanno ordinato e commesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma un�??altra categoria di criminali potrebbe sfuggire ai tribunali. Questi non si sporcano le mani del sangue dei civili, ma forniscono le giustificazioni intellettuali e pseudo morali agli assassini. Formano l�??unità di propaganda del governo e dell�??esercito di assassini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli scrittori israeliani Amos Oz e A. B. Yehoshua sono gli esempi tipici di simili miserabili intellettuali, e non è la prima volta! Ad ogni guerra si offrono volontari nello sforzo militare israeliano, senza neanche l�??arruolamento ufficiale. Il loro primo compito è quello di fornire delle giustificazioni all�??offensiva israeliana, poi, in un secondo tempo, piangono la verginità perduta e accusano il campo avverso di averci costretto ad essere brutali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La giustificazione fornita da Oz sul Corriere della Sera  e da Yehoshua su La Stampa è chiaramente di dover reagire ai missili su Sderot, come su tutto fosse iniziato con questi missili: «Ho dovuto spiegare agli italiani �?? scrive Yehoshua su Haaretz del 30 dicembre 2008 �?? perché l�??azione israeliana era necessaria�?�»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yehoshua e Oz hanno dimenticato i 19 mesi di brutale assedio israeliano imposto a un milione e mezzo di esseri umani, privandoli delle forniture più elementari. Hanno dimenticato il boicottaggio israeliano e internazionale verso il governo palestinese democraticamente eletto. Hanno dimenticato l�??isolamento forzata tra Gaza e la Cisgiordania, separazione imposta per isolare e punire la popolazione di Gaza per la sua scelta democratica scorretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver scelto di riscrivere la cronologia degli eventi, Oz e Yehoshua usano l�??argomento della simmetria: la violenza è usata dalle due parti e risono vittime innocenti a Gaza come in Israele. In effetti, ogni civile ucciso è una vittima innocente. Allo stesso tempo, la cronologia e i numeri non sono fuori luogo: 3 civili israeliani sono stati uccisi nel sud di Israele, ma solo dopo che l�??aviazione israeliana aveva messo in atto il massacro pianificato nel centro della città di Gaza, ammazzandone oltre 300.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa posizione degli intellettuali più noti di Israele serve da giustificazione morale al sostegno che il partito della sinistra sionista Meretz offre all�??aggressione criminale del ministro della difesa Barak. A tempo debito anche Meretz esprimerà la sua opposizione alle uccisioni, ossia quando la comunità internazionale esprimerà la propria preoccupazione per le colpe di Israele. Per il momento questa comunità internazionale resta silenziosa e sembra anche felice del contributo israeliano alla propria santa crociata contro la minaccia islamica globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dimostrare preoccupazione, l�??Europa invia un�??assistenza sanitaria (simbolica) alla popolazione di Gaza. Sentendo il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner sostenere l�??azione israeliana, mentre annuncia la decisione di inviare generi umanitari a Gaza, non ho potuto fare a meno di ricordare le informazioni sulle delegazioni della Croce Rossa Internazionale che avevano visitato i campi di sterminio nazisti con cioccolata e biscotti. So che non è la stessa cosa, ma nessuno può determinare le associazioni mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bernard Kouchner ha comunque una circostanza attenuante: i regimi arabi, in particolare quello di Hosni Mubarak, sostengono l�??aggressione israeliana. E anch�??essi manderanno cioccolato e biscotti ai bambini di Gaza, salvo, ovviamente, a quelli che giacciono morti all�??ospedale di Shifa.&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/QNY76jz_tOI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2141096088985128432?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2141096088985128432?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/QNY76jz_tOI/lipocrisia-della-comunita.html" title="L'ipocrisia della comunita' internazionale davanti alla carneficina di Gaza" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SWC053J7mHI/AAAAAAAAAyM/ED9ZjLIXIc8/s72-c/02.JPG" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2009/01/lipocrisia-della-comunita.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-7782130047581204248</id><published>2009-01-03T02:31:00.000-08:00</published><updated>2009-01-03T02:57:37.933-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2009-01-03T02:57:37.933-08:00</app:edited><title type="text">2009: recessione, deflazione, iperinflazione o decrescita?</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV9CBoYR6KI/AAAAAAAAAyE/LhW6GZmJb8c/s1600-h/american_recession.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287017083342809250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 256px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV9CBoYR6KI/AAAAAAAAAyE/LhW6GZmJb8c/s320/american_recession.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche oggi affrontiamo il tema della crisi economica globale, delle sue conseguenze che con molta probabilita' vedremo quest'anno e di come e' possibile, in teoria, cambiare i nostri comportamenti individuali adattandoli al futuro che ci attende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La crisi che verra' &lt;/strong&gt;di Joseph Halevi - Il Manifesto - 2 Gennaio 2009&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il mondo alla vigilia di un anno di crisi. Quale ripresa, se tutti vogliono il rilancio della domanda ma nessuno - nè in Usa nè in Europa - è disposto ad aumentare i salari? Regina dello scacchiere, la Cina, ancora zona di produzione a basso costo Quali prospettive si aprono per il sistema eonomico negli Stati Uniti e nei paesi ed aree più significative? Tutti vogliono il rilancio della domanda, stavolta reale, nessuno però contempla l'abbandono della deflazione salariale. &lt;/p&gt;A Washington il Senato aveva bocciato i sussidi alle aziende automobilistiche Usa perchè queste si erano accordate con i sindacati per la riduzione dei salari ai livelli delle filiali delle aziende giapponesi e coreane a partire dal 2011 invece che dal 2009! La valanga di soldi catapultata, di fatto gratuitamente, verso le banche dal 2007 non ha rilanciato il credito. I soldi finiscono in titoli garantiti e in conti presso le banche centrali. Il perchè è ovvio: la bolla creditizia è scoppiata per via della sparizione dei valori dei titoli collaterali usati sia come garanzia che come indici di lucro futuro. Dietro di essi vi erano famiglie e persone insolventi, senza redditi sufficienti. Alla base di tale insufficienza sta la deflazione salariale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La facile concessione di crediti ha simultaneamente agito da palliativo e da amplificatore della deflazione salariale, permettendo di mantenere un livello di spesa non raggiungibile con il solo salario, mentre il conseguente indebitamento riduce ulteriormente il salario reale attraverso il peso del servizio del debito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti gli aiuti finanziari decisi pochi giorni fa in favore degli hedge fund hanno come obiettivo il rilancio del credito alle famiglie, le quali, nell'attuale recessione, non hanno alcuna speranza in una ripresa dei salari. Ma ciò significa riproporre esattamente lo stesso meccanismo in condizioni ove le famiglie hanno minori disponibilità. Le prospettive di ripresa negli Usa sono alquanto problematiche. Dipenderanno dalla dimensione e natura della spesa pubblica. Questa sarà determinata solo parzialmente da Obama, ma dalle esigenze che verranno accampate dalle nuove concentrazioni capitalistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il salvataggio pubblico di banche ed affini e le operazioni di fusione patrocinate dal governo, hanno creato dei mastodonti finanziari deboli economicamente, in quanto ancora pieni di cartacce derivate senza appurabile valore, ma influentissimi nelle decisioni economiche del governo per via dellea loro dimensione. Il resto del mondo nell'ultimo venticinquennio ha poggiato sugli Usa per chiudere il proprio circuito macroeconomico diventando così creditore netto verso Washington.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'eurozona la deflazione salariale è diventata sia il perno del compromesso tra i vari capitalismi continentali che lo strumento per la lotta neomercantilistica all'interno dell'Ue. La deflazione dei salari soddisfa gli interessi microeconomici di tutte le imprese che vedono il salario come un costo. Contemporaneamente ciascun paese mira ad una deflazione salariale maggiore della media per esportare in Europa. La dinamica europea dipende però dalle esportazioni nette extraeuropee e dalla spesa pubblica visto che gli investimenti sono a loro volta molto dipendenti dalle esportazioni e da spese esogene alle decisioni di impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi della Germania, colpita dalla crisi Usa, acuisce, bloccando la dinamica intraeuropea, la calamità macroeonomica costituita dalla deflazione salariale. Inoltre la rivalutazione dell'euro rispetto al dollaro allontana la possibilità di trovare la via d'uscita nei mercati extraeuropei. In Giappone la ripresa economica è stata tirata dalla crescita e l'espansione globale delle proprie multinazionali nipponiche ha permesso il rimpatrio di grandi profitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tasso di espansione della Cina calerà notevolmente colpendo le esportazioni nipponiche. La Cina manterrà però la sua posizione di esportatrice netta, sempre più a scapito del Giappone. E'possibile dunque che si apra una nuova fase in cui la posizione dei conti esteri nipponici sarà assai problematica. L'eventualità del fenomeno deve essere collegata anche alle perdite subite dalle multinazionali nipponiche per via della crisi negli Usa ed in Europa. Ne discende un probabile calo nel rimpatrio dei profitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Giappone può quindi entrare in un periodo di recessione con perdite nella bilancia dei pagamenti. Prolungata nel tempo, tale situazione potrebbe determinare un cambiamento profondo negli assetti capitalistici del paese con delocalizzazioni anche massicce verso la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminiamo la rassegna con la Cina, che aumenterà il proprio peso nell'economia mondiale senza però sfuggire alla crisi. Il governo di Pechino cercherà di arginarla per non bloccare lo sviluppo. Ma le zone più esposte alle esportazioni specialmente nei prodotti la cui produzione mondiale è altamente localizzata in Cina, verranno ulteriormente colpite. Continueranno anche le delocalizzazioni verso la Cina come nell'ipotesi summenzionata del Giappone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente, secondo le corrispondenze dagli Usa della Bbc, locali aziende di macchine utensili in crisi, si stanno spostando in Cina per usufruire dei minori costi salariali ed esportare la loro produzione verso gli Usa. Nella sostanza la Cina subirà l'effetto negativo del calo della domanda nei paesi maturi, mantre continuerà a funzionare da zona di produzione a basso costo salariale per molti settori dell'economia mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La deflazione sta gia' colpendo duro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;a cura di &lt;a href="http://georgewashington2.blogspot.com/"&gt;http://georgewashington2.blogspot.com/&lt;/a&gt; - 16 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che ancora non credono che siamo in deflazione dovrebbero leggere quanto segue:- Bloomberg &lt;a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;amp;sid=aEi6BxdPOOyc&amp;amp;refer=home"&gt;scrive&lt;/a&gt;: "In seguito a un rapporto del governo di oggi, gli economisti hanno detto che il costo della vita negli Usa è caduto a novembre probabilmente più di quanto non fosse mai successo prima, dato che il valore del petrolio è crollato e i negozianti hanno tagliato i prezzi per dare una spinta alle vendite prima delle vacanze. I prezzi al consumo sono probabilmente caduti dell'1,3% lo scorso mese, la maggiore caduta da quando sono iniziate le statistiche nel 1947..."-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famosa società di consulenza finanziaria Agora Financial dice: "esclusi i riaggiustamenti l'indice dei prezzi al consumo è sceso dell'1,9%, la più grande diminuzione dal 1932". - I &lt;a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;amp;sid=auOy6acS8Rh0&amp;amp;refer=home"&gt;prezzi di produzione Usa sono scesi&lt;/a&gt; del 2,2% novembre, molto più di quanto previsto.- Barclays &lt;a href="http://research.sen-lan.com/userfiles/file/Commodity%20Daily%20briefing%20-%202%20Dec%202008(1).pdf"&gt;riferisce che&lt;/a&gt; i prezzi base dei metalli sono scesi almeno altrettanto velocemente che durante la Grande Depressione. - La &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Velocity_of_money"&gt;velocità del denaro&lt;/a&gt; sta rallentando, nonostante le massicce iniezioni di contante da parte della Fed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se la Fed ha iniettato migliaia di miliardi nell'economia le banche stanno accumulando piuttosto che prestando, perciò quel denaro non ha rallentato la &lt;a href="http://georgewashington2.blogspot.com/2008/10/pumping-dollars-into-airplane-with-hole.html"&gt;distruzione del credito e della ricchezza&lt;/a&gt;. La deflazione ha già colpito duro. Naturalmente è probabile che dopo &lt;a href="http://georgewashington2.blogspot.com/2008/10/forecast-2-years-of-deflation-followed.html"&gt;verrà una iperinflazione&lt;/a&gt;. Vedete anche &lt;a href="http://globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=11401"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nota: Per vedere i grafici provenienti da Fed, GaveKal e John Mauldin, vai &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ritholtz.com/blog/2008/12/the-velocity-factor/"&gt;&lt;em&gt;qui&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dai saldi alla decrescita. Qualche riflessione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Carlo Gambescia - &lt;a href="http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/"&gt;http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/&lt;/a&gt; - 2 Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che da oggi, 2 gennaio 2009, il destino dell�??economia italiana e mondiale sia legato, come non mai, ai saldi. Non è un battuta, basta sfogliare i giornali (come qui: &lt;a href="http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/Previsioni:-top-o-flop/55705"&gt;http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/Previsioni:-top-o-flop/55705&lt;/a&gt; ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, e per dirla rozzamente, un sistema che si regge sui consumi, come quello capitalistico, ha necessità che la gente consumi. Il �??volano�?? dell�??economia è nei consumi: più si consuma, più si produce; più le imprese vendono, più crescono profitti e salari. Tuttavia l�??ago della bilancia sembra pendere in favore dei profitti (e secondo il vecchio Marx da sempre...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con particolare gravità nelle situazioni di crisi economica. E per una semplice ragione: tutti rischiano di tirare la cinghia, ma chi è alto ha un potere contrattuale maggiore nei riguardi della politica (come istituzione). O se si vuole più forza per influire a proprio vantaggio sulla ripartizione profitti-salari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si tratta di una questione sociologica e non solo economica.Di regola, nella società post-1945, l'idea stessa di crisi economica è sempre stata percepita dai diversi gruppi sociali come potenzialmente riduttrice del proprio stile di vita, inevitabilmente collegato, in una società dei consumi, al crescente possesso di denaro. Di qui la strenua difesa della propria condizione sociale. Se c�??è una caratteristica che distingue la società attuale, questa è data dalla angoscia di perdere ciò che si possiede. Si teme di perdere, come non mai, quel poco o tanto che si possieda. E lo si vuole difendere strenuamente. E a maggior ragione in una crisi molto seria come quella attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente la difesa è collegata alla propria posizione nella scala sociale. E quanto più si è in alto, tanto più ci si difende meglio. Dando per scontato il non intervento della politica in ambito redistributivo, come continua a dettare, pur con qualche timido ripensamento, l�??ideologia neo-liberista.Ora, in un quadro del genere, dove i salari si riducono e i profitti restano comunque sempre consistenti, imporre alla gente di consumare, approfittando dei saldi, è offensivo e ridicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fare allora? Tre possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno. Intervenire politicamente sulla ripartizione profitti-salari, con occhio attento anche alle rendite sociali (spesso frutto di speculazioni finanziarie e immobiliari). Tenendo però presente che in una situazione di crisi, come l�??attuale, la �??torta da dividere�?? tende comunque �??oggettivamente�?? a divenire più piccola. Di qui perciò la necessità "sviluppista" di produrre di più, ma sempre in un quadro oligopolistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due. Ridurre i consumi e ritmi produttivi puntando sulla modificazione del tenore di vita di tutti. E dunque utilizzando la crisi come volano di una decrescita economica generalizzata. Ma come convincere gli oligopolisti a cambiare strada ? Si tratta di un antico quesito: si può insegnare all'uomo ad essere libero, se ogni uomo a un'idea diversa della libertà? Certo, lo si può, favorendo la libertà formale. A che prezzo però? Quello di trascurare la libertà sostanziale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre. Conciliare crescita produttiva dei beni collettivi (scuola, università, cultura sanità, trasporti, edilizia pubblica, energie alternative) e �??decrescita�?? degli stili di vita consumistici. Ferma restando la necessità di introdurre una più equa ripartizione profitti-salari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente le tre soluzioni impongono maggiore attivismo governativo. O se si preferisce crescente interventismo pubblico. Con il rischio però, soprattutto nel caso di scelta "decrescista" (seconda e terza possibilità), di scatenare perverse dinamiche di tipo autoritario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, per dirla brutalmente, il vero nodo della questione è nella difficoltà di introdurre la sobrietà individuale per legge collettiva. E principalmente di come persuadere gli oligopolisti a tornare sui propri passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, in linea teorica, si può preparare il terreno puntando sull�??auto-educazione e sull�??auto-organizzazione sociale. Due forme di �??azionismo sociale�?? che però richiedono tempi lunghi. E in modo particolare al cospetto di un�??economia capitalistica, che dal punto di vista della temporalità sociale (per dirne solo una...), si regge in chiave programmatica e previsionale su rendiconti economici, finanziari e patrimoniali di tipo mensile, trimestrale, semestrale e annuale�?�&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di qui, anche per chi sia in buona fede, il rischio del leninismo: quello di affrettare i processi sociali ricorrendo soltanto all'uso della forza...&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/5PJTgcN43Lc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/7782130047581204248?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/7782130047581204248?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/5PJTgcN43Lc/2009-recessione-deflazione.html" title="2009: recessione, deflazione, iperinflazione o decrescita?" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV9CBoYR6KI/AAAAAAAAAyE/LhW6GZmJb8c/s72-c/american_recession.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2009/01/2009-recessione-deflazione.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-5623758758521174192</id><published>2009-01-02T03:09:00.000-08:00</published><updated>2009-01-02T04:21:34.846-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2009-01-02T04:21:34.846-08:00</app:edited><title type="text">Viva Cuba</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV4FkSgg2MI/AAAAAAAAAx8/9f090f4_b2U/s1600-h/rivocuba.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV4FkSgg2MI/AAAAAAAAAx8/9f090f4_b2U/s320/rivocuba.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286669133581179074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A 50 anni dalla vittoria della Rivoluzione contro il regime di Batista, Cuba ha tenuto botta a un numero indefinito di tentativi di rovesciare il governo rivoluzionario e al blocco economico imposto dagli USA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fidel Castro ha governato per 48 anni e da un anno il fratello Raúl è presidente. Nel frattempo sono passati dieci presidenti americani e cinque Papi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Revolución ha tenuto, ma il futuro e' pieno di incognite.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Que viva Cuba!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Un brindisi per Cuba&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;di Fabrizio Casari - Altrenotizie - 1 Gennaio 2009&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cinquant�??anni fa, mentre il mondo era intento a celebrare l�??arrivo del nuovo anno, a Cuba fu anno nuovo per sempre. Barbudos si chiamavano, terroristi venivano definiti dal regime sanguinario che mordeva il cuore dell�??isola; guerriglieri erano, liberatori furono. Quella casa da gioco a cielo aperto, postribolo di mafiosi e vergogna di un popolo, spirava i suoi ultimi respiri mentre il crepitare dei fucili annunciava il nuovo ordine che rimetteva gli uomini al comando delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dio denaro soccombeva alla rivolta degli dei, gli esclusi diventavano protagonisti, i fucili si giravano e i sadici fuggivano mentre i giusti prendevano casa. Persino le bandiere ondeggiavano in senso opposto, il vento della dignità spirava dalla Sierra Maestra e soffiava forte verso Miami, restituendo l�??immondizia al suo luogo d�??origine. I grattacieli delle banche diventavano ospedali, le strade si trasformavano in residenze permanenti del popolo, le fabbriche si tingevano di lavoro degno e le ruote delle auto macinavano futuro. Fidel Castro, con Ernesto "Che�?? Guevara de la Cerna e Camilo Cienfuegos, guidavano le colonne liberatrici che entravano nella capitale, di colpo divenuta una città cubana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??impero del nord, comprensivo con i suoi rifiuti e iracondo con chi li rifiuta, si rese conto subito che gli orologi del suo dominio viravano, dolorosamente ma definitivamente, verso l�??ora legale: l�??ora appena passata, era passata per sempre. Mafiosi e biscazzieri, puttane e faccendieri, avanzi della Florida e cialtroni di New York, si trovarono come un solo fuggitivo; erano loro i balseros del nuovo anno. Provarono a tornare due anni più tardi, in una spiaggia chiamata Playa Giron: ne presero tante quante non avevano immaginato e, per la seconda volta in due anni, da padroni divennero ostaggi; cacciati senza gentilezza prima, scambiati con medicine poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano gli avanzi di un regime marcio, che sulla morte di trentamila cubani aveva edificato le sue vergogne. Era il prezzo che un sergentino analfabeta di terza fila, stupido come solo i crudeli sanno essere e servo come solo gli stupidi possono diventarlo, pagava all�??impero nella speranza di venir considerato qualcuno d�??importante. Ma quell�??avvocato di grandi prospettive, guerrigliero per disputare la più grande delle cause, gli aveva fatto intendere sin dal Moncada che il tempo delle sue angherie sarebbe finito presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pulizia delle strade e delle case dell�??isola fu rapida, efficiente, discreta. Quasi un gesto di buona educazione, un omaggio dovuto al nuovo anno che apriva la nuova era. Non c�??era tempo da perdere: alfabetizzare, curare, riparare, edificare, ordinare, organizzare; alla fine, cambiare. Il razzismo andava spazzato insieme all�??apparato repressivo. Gli alberghi e i casinò avevano abbandonato l�??inglese e il francese, lo slang era ormai l�??habanero. I latifondisti cercavano il mare e i contadini trovavano la terra. L�??apartheid moriva sotto i piedi degli afro che entravano ovunque, padroni finalmente di quello che era loro. Il vecchio ordine saltava in aria, quello nuovo piantava i piedi a terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cinquant�??anni di vittorie, di cadute e risalite, Cuba non è diventata mai il paradiso sulla terra, spesso l�??alibi dei suoi detrattori a tempo pieno che su di lei esercitano l�??arma della critica solo come sottofondo alla critica delle armi. Ma Cuba è stata ed è, in barba a quanti si ostinano a non voler alfabetizzarsi, il luogo più egualitario della terra, quello almeno della distanza più ridotta di tutti con ognuno. Una piccola isola che ha saputo resistere per 50 anni a ciò che nessuna potenza avrebbe sopportato per 50 giorni, che si ostina a svicolare dalla sua collocazione geografica e politica proponendosi come protagonista e che, con la testa e il cuore rivolti a sud, presenta numeri migliori del ricco nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per colmo di picardìa, oltre a cambiare se stessa ha cambiato persino Miami, divenuta nel contempo la città più anomala e forse meno ipocrita degli Usa. Ricettacolo degli avanzi di ogni dittatura, le paludi che la circondano sono divenute il luogo più trasparente e con gli animali meno pericolosi. Lì, nella sponda opposta al paese degno, un esercito di rancorosi, fuggitivi dalla decenza, continua a sognare sangue e saccheggi, svegliandosi inevitabilmente, giorno dopo giorno, piatto dopo piatto da lavare, più solo e più frustrato. Nell�??inutile speranza di strappare Cuba ai cubani, si prende in faccia ogni giorno l�??America degli americani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo le nuove generazioni di cubano americani, quelle che sono nate senza l�??onta della sconfitta, cambieranno progressivamente la gusanerìa. Cinquant�??anni dopo, Cuba emoziona ancora. Scatena passioni e solleva discussioni, rompe equilibri, mette in mora i �??se�?? e i �??ma�??, cambia l�??ordine logico dell�??argomentare. Ha cambiato e fatto crescere diverse leve di uomini giusti, di anime che hanno aperto serragli e divelto cuori. Ha dato un senso alla solidarietà e ha privato di senso l�??egoismo. Ha sconvolto l�??ordine delle probabilità e umiliato la legge dei grandi numeri, rovesciando logiche e sovvertendo menti. L�??essenza di una Rivoluzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;50 anni fa nacque Cuba&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;di Janette Habel - Il Manifesto - 31 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Uscire dal caos senza finire sotto il giogo della legge della giungla». Così il sociologo Aurelio Alonso riassume il dilemma cubano. Mezzo secolo dopo la conquista del potere da parte dell'esercito ribelle, l'isola si trova di nuovo a un momento cruciale della sua storia. Assente «provvisoriamente» per ragioni di salute dal luglio 2006, Fidel Castro non è più presidente da quando ha rinunciato alle sue responsabilità nel 2008. Ma resta il primo segretario del Partito comunista cubano (Pcc) fino al prossimo congresso previsto da suo fratello Raúl Castro per l'autunno 2009. Per il fratello Raúl, un'eredità delicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La successione, appena iniziata, si scontra con una concomitanza imprevista di difficoltà congiunturali (aumento dei prezzi delle materie prime agricole, gravità dei disastri provocati da tre cicloni consecutivi, crisi finanziaria, diminuzione della crescita cubana) e di ostacoli strutturali (forte dipendenza delle importazioni, debole produttività, dualità monetariai, ipercentralizzazione burocratica). I margini di manovra finanziaria per realizzare i cambiamenti annunciati nel 2007 per modernizzare l'apparato produttivo sono limitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008, le importazioni agroalimentari e petrolifere dovrebbero rappresentare almeno 5 miliardi di dollari, la metà dell'attuale capacità di esportazione di Cuba, comprese le vendite di servizi al Venezuela. Il decentramento dei circuiti agricoli, l'usufrutto delle terre incolte ai piccoli contadini, la politica di sostituire le importazioni basata sui coltivatori diretti, la nuova politica salariale, fanno parte delle misure significative già prese dal nuovo esecutivo. Per alcuni economisti, bisogna «liberare le forze produttive», come avrebbe fatto con successo il Vietnam. L'attuale sistema non può, secondo loro, costituire un punto di partenza per lo sviluppo. Per l'economista Pedro Monreal è necessaria una «rifondazione economica, sociale e politica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, il sostegno all'attività privata e le conseguenze di un'estensione dell'economia di mercato potrebbero aggravare le disuguaglianze sociali già molto impopolari, e in un momento in cui i salari sono insufficienti come ha pubblicamente riconosciuto Raúl Castro, e prosperano l'economia informale e il mercato nero. Lo scarto tra i giovani e la vecchia generazione rivoluzionaria non è mai stato così grande. La sensazione di non avere un avvenire professionale corrispondente alla qualifica raggiunta è diffusa e in molti cercano di lasciare l'isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel febbraio 2008, nel corso di un faccia a faccia molto pubblicizzato sui media, uno studente ha espresso le sue rimostranze al presidente dell'Assemblea nazionale Ricardo Alarcón. Perché serve un'autorizzazione per viaggiare? Perché l'accesso a internet resta limitato? In un'inchiesta durata diversi mesi, una storica americana, Michelle Chase, sottolinea che le critiche principali riguardano l'assenza di dibattito e la sclerosi delle istituzioni. Alcuni studenti giovani e ricercatori mettono l'accento sulla necessità di «socializzare il potere». Nel 2007 hanno organizzato un incontro pubblico di informazione sulla rivoluzione d'Ottobre all'università dell'Avana a cui hanno partecipato seicento persone. Eredi della rivoluzione, rivendicano il socialismo, rileggono i «classici» del marxismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, segno dei tempi, nessuno di loro si definisce «fidelista». Da due anni, l'espressione collettiva delle critiche sulle disfunzioni attuali o sui bilanci passati è palese. A gennaio del 2007, durante la convalescenza di Fidel Castro, la diffusione di una trasmissione televisiva accomodante nei confronti di ex censori degli anni '70 provocò una petizione collettiva denominata «guerra delle e-mail» perché si manifestò per la prima volta su internet. Firmato da numerose personalità della politica culturale (Alfredo Guevara, Mariela Castro, figlia di Raúl) e religiosi (monsignor Carlos Manuel de Cespedes) il testo darà luogo a un ciclo di conferenze e a un libro che traccia un bilancio critico degli «anni di piombo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dibattiti sono proseguiti nell'aprile 2008, durante il congresso dell'Unione degli scrittori cubani (Uneac), alla Fiera del libro, nelle riunioni organizzate dalla rivista Temas, o nei centri di formazione quali il Centro Martin Luther King. L'esistenza del sito internet Kaosenlared che diffonde testi cubani consente di recuperare e amplificare gli scambi e le discussioni a un livello finora sconosciuto. Di cosa si discute? Su cosa si basano le differenze? Militanti, ricercatori, intellettuali o alcuni circoli di studenti sono alla ricerca di un socialismo alternativo. Una ricerca che si accompagna a un ritorno di critica al socialismo reale e al bilancio della caduta dell'Unione sovietica la cui analisi, come ricorda lo scrittore Ambrosio Fornet, è sempre stata rinviata «per non mettere in pericolo l'unità e non offrire argomenti all'avversario».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si trattava di un «simulacro di unanimità»: Due grandi questioni sono al centro dei dibattiti. Prima di tutto, l'economia. E poi, l'assenza di partecipazione popolare. Perché l'economia non funziona? Quali sono le relazioni tra lo Stato e il mercato in un'economia di transizione al socialismo? Quali insegnamenti trarre a Cuba dalle esperienze cinesi e soprattutto vietnamita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra «raúlistas» e «fidelistas» le risposte divergono. Fino a dove può spingersi Raúl Castro? Attraverso le riforme economiche, Raúl intende perpetuare il sistema politico, ma senza destabilizzarlo, per preparare il dopo-Castro. Da qui l'interesse per l'esperienza vietnamita che sembra confermare che si può prendere dal capitalismo quello che è efficace, l'economia di mercato, senza rimettere in questione il sistema politico e il partito unico. Ma un'esperienza simile è trapiantabile a Cuba? E i cubani ne sopporterebbero il costo sociale dopo tanti anni difficili? Una volta scartata ogni idea di terapia d'urto, si fa strada quella di una transizione lenta e graduale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, Raúl Castro ha 77 anni: il tempo è tiranno. Per contro, quelli che si oppongono alle riforme di mercato denunciano il pericolo che esse rappresentano per il sistema. Fidel Castro non ha mai nascosto le sue riserve riguardo a quei «meccanismi capitalistici» di cui teme le conseguenze politiche. Il politologo Juan Valdès Paz riassume così le differenze: «Per alcuni la rivoluzione è un processo storico che avanza per salti e che, per progredire, deve proporsi l'impossibile. �? un filone di pensiero molto forte, forse il più forte nella rivoluzione. Altri rivoluzionari paiono invece più realisti: valutano che la rivoluzione non ha mezzi per superare certe situazioni. �? un interessante dibattito fra utopisti, per così dire, fra marxisti soggettivisti, e militanti più realisti, attenti agli obiettivi concreti e alle circostanze». Non si sa se la generazione storica che occupa ancora i posti-chiave può riformare ciò che ha costruito o se, spaventata dai cambiamenti, sceglierà l'immobilismo. Fra quelli a cui resta poco tempo e quelli per cui il tempo stringe, la storia non ha ancora deciso. &lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/iMVxm9NCyXg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5623758758521174192?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5623758758521174192?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/iMVxm9NCyXg/viva-cuba.html" title="Viva Cuba" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SV4FkSgg2MI/AAAAAAAAAx8/9f090f4_b2U/s72-c/rivocuba.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2009/01/viva-cuba.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-8867887942906851756</id><published>2009-01-01T03:52:00.000-08:00</published><updated>2009-01-01T04:14:32.451-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2009-01-01T04:14:32.451-08:00</app:edited><title type="text">Gaza: il silenzio del mondo</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVyycldMFaI/AAAAAAAAAxs/hXOoyYkI4DQ/s1600-h/silence.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286296266786739618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVyycldMFaI/AAAAAAAAAxs/hXOoyYkI4DQ/s320/silence.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mentre da sei giorni proseguono senza sosta i raid israeliani su Gaza, oggi e' stata bloccata dagli Stati Uniti la bozza di risoluzione presentata dalla Libia al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e sostenuta dalla Lega Araba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington ha avuto il coraggio di definire il testo "&lt;em&gt;poco equilibrato&lt;/em&gt;" e "&lt;em&gt;unilaterale&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allucinante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento libico, oltre ad esprimere una "&lt;em&gt;forte condanna degli attacchi militari israeliani&lt;/em&gt;", chiedeva ad Israele "&lt;em&gt;l'immediata apertura dei valichi di frontiera della Striscia di Gaza&lt;/em&gt;" per ragioni umanitarie.&lt;br /&gt;Infatti Karen Abu Zayd, commissario dell'Unwra (l'agenzia delle Nazioni Unite che assiste i palestinesi nei Territori) ha confermato oggi che gli ospedali ormai sono sovraffollati e mancano di tutto, le scorte di cibo sono pochissime e la principale centrale elettrica della Striscia di Gaza e' chiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma davanti a tutto cio' l'omicida silenzio del mondo e' sempre piu' assordante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre Gaza viene distrutta Obama tace e gioca a golf&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Jason Ditz - &lt;a href="http://news.antiwar.com/"&gt;http://news.antiwar.com/&lt;/a&gt; - 30 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il bilancio delle vittime nella striscia di Gaza continua a crescere rapidamente, la reazione iniziale del presidente entrante Barack Obama di "&lt;a href="http://www.uruknet.info/2008/12/27/obama-on-gaza-no-comment/"&gt; nessun commento immediato&lt;/a&gt;" si è trasformata senza soluzione di continuità in una politica ufficiale di no comment, punto e basta. Mentre Obama e famiglia continuano a godersi una lussuosa vacanza alle Hawaii, la sua attenzione sembra molto più focalizzata sulle &lt;a href="http://www.starbulletin.com/news/hawaiinews/20081230_Obama_hits_links_at_Lanikai.html"&gt;sue partite a golf&lt;/a&gt; piuttosto che sulla crisi in politica estera che sembra destinato ad ereditare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/world/americas/obama-maintains-silence-in-first-major-test-1218223.html"&gt;Il silenzio dalle Hawaii è quasi assordante&lt;/a&gt;, mentre lo staff di Obama utilizza la spesso ripetuta scusa che gli Usa "hanno un solo presidente alla volta" per giustificare la sua mancanza di commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio, combinato con le sue scelte di gabinetto, ha sottolineato &lt;a href="http://africa.reuters.com/wire/news/usnLU485459.html"&gt;quello che molti già credono&lt;/a&gt;: che quando l'amministrazione Obama si insedierà alla casa bianca il prossimo mese, poco sarà veramente cambiato. &lt;a href="http://www.reuters.com/article/vcCandidateFeed2/idUSN30356444"&gt;Un piccolo gruppo di manifestanti&lt;/a&gt; di fronte alla casa che ha affittato per le vacanze spera di far sì che, almeno, il presidente eletto sia consapevole di quello che sta succedendo. Ma se Obama ha visto i manifestanti mentre il suo corteo di macchine &lt;a href="http://www.starbulletin.com/news/breaking/36895759.html"&gt;lo portava a giocare a basket&lt;/a&gt;, non lo ha dato a vedere. Non è stato detto quanti punti abbia segnato Obama, ma è difficile che abbiano potuto rivaleggiare in una sola partita con il numero di vittime nella striscia di Gaza. Il silenzio continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il silenzio uccide quanto le bombe israeliane&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;a cura di &lt;a href="http://desertpeace.wordpress.com/"&gt;http://desertpeace.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni maggiore città degli Stati Uniti e in tutto il mondo vengono tenute manifestazioni contro il massacro di Israele a Gaza. Le persone di coscienza si stanno levando e protestano... ma dove sono i loro governi? Ci sono state poche ' condanne verbali' ma nessuna azione. I tentacoli della malvagia lobby si sono estesi attraverso gli oceani? Il mondo ha paura di Israele? Dove è l'Onu? Dove è l'unione europea?? Tutti sappiamo dov'è il presidente eletto Obama, è lì fuori che gioca a golf.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha troppa paura di parlare apertamente contro queste atrocità? Ha paura che facendo così potrebbe ripresentarsi l'"accusa" di essere un musulmano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i leader del mondo arabo? persino quelli che non riconoscono Israele sono rimasti in silenzio... che cosa vuol dire tutto ciò?? Israele ha dimostrato con queste sue ultime azioni di non essere una nazione civilizzata. Non merita di avere l'appoggio di alcuno nella comunità internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devono essere mandati degli appelli a tutti i i funzionari eletti per spingerli ad appoggiare la mossa di richiamare tutti i rappresentanti diplomatici dal suolo di Israele. A tutti i rappresentanti diplomatici di Israele deve essere chiesto di lasciare immediatamente i paesi che li ospitano. Israele deve essere rimosso dalle Nazioni Unite. Ha dimostrato innumerevoli volte di non avere alcun riguardo per tale istituzione rigettando ogni risoluzione mai passata contro di esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i beni prodotti in Israele devono essere boicottati. Tutte le aziende che hanno accordi con Israele devono essere boicottate. Israele deve essere completamente isolata, solo allora realizzerà che non può continuare con l'olocausto sionista che ha creato. Solo voi potete far sì che ciò si realizzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordate che...LA COMPLICITA' UCCIDE!&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/qEBxImCS618" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8867887942906851756?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8867887942906851756?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/qEBxImCS618/gaza-il-silenzio-del-mondo.html" title="Gaza: il silenzio del mondo" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVyycldMFaI/AAAAAAAAAxs/hXOoyYkI4DQ/s72-c/silence.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2009/01/gaza-il-silenzio-del-mondo.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-4915419860559937726</id><published>2008-12-31T02:35:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T03:09:25.183-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-31T03:09:25.183-08:00</app:edited><title type="text">Buon 2009...</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVtQKNEdXQI/AAAAAAAAAxk/F52VecftWwQ/s1600-h/happy-new-years.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285906723886685442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVtQKNEdXQI/AAAAAAAAAxk/F52VecftWwQ/s320/happy-new-years.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Predizioni per il 2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di Sharon Astyk - 15 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D'AMICO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di questo scrivo un po' in anticipo, quest'anno - mancano un paio di settimane ai "Giorni dell'Indipendenza" [1], e prevedo un bel po' di clamore quando le consuete previsioni di fine anno cominceranno a bombardarci. Così ho pensato di tagliare la testa al toro e di fare le mie adesso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma prima: come mi è andata l'anno passato? (Guardate, solo perché l'anno scorso ne ho imbroccata qualcuna giusta non vuol dire che dobbiate prendere per oro colato tutto quello che dico - Non credo mica che quello che mi esce dalle chiappe sia sempre la verità assoluta, e di certo non dovreste crederci nemmeno voi ;-))&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quest'anno l'ho chiamato "Hic Sunt Leones" sostenendo che è la situazione in cui ci ritroviamo quando le carte geografiche che danno un senso al nostro mondo diventano inaffidabili. Credo di averci azzeccato abbastanza - credo che in molti non si rendano conto di quanto grande sia questa inaffidabilità, di quanto il funzionamento dell'economia, il nostro ecosistema, la nostra cultura siano completamente differenti da quello che ci è stato insegnato. Penso che tutti possiamo vedere come gli stessi esperti si sentano smarriti, non perché siano stupidi, ma solo perché non sono capaci di operare fuori dalla mappa. Quello che ci raccontiamo plasma la nostra percezione del mondo - e la narrazione comunemente accettata ha ostacolato la nostra comprensione delle cose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Queste erano le mie previsioni per il 2008, le mie annotazioni e la loro verifica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. Quest'anno le parole "picco della produzione di petrolio" andranno alla grande, ma quest'uso massiccio non si accompagnerà a una profonda o articolata comprensione del loro significato. Nel senso che "picco di produzione" sarà usato a scopi politici, non necessariamente commendevoli.-- Qui ci ho preso. Mentre il prezzo del greggio saliva, la CNN e il resto dei grossi media sembravano non averne mai abbastanza dei testimonial del PdP, tipo Simmons e Kunstler. Ma naturalmente per quei media era impossibile generare nel pubblico una comprensione abbastanza approfondita da fargli capire che il Picco di Produzione non è svanito nel nulla solo perché i prezzi sono crollati, anzi, che a lungo termine quel crollo è la probabile conferma che il picco l'abbiamo superato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. Entro la fine dell'anno avrà inizio l'accaparramento di vettovaglie e attrezzatura di sopravvivenza, in stile panico da fine millennio.-- Nel settore equipaggiamento le cose non sono state drammatiche come alla vigilia del 2000, anche se gli ordini di stufe a legna e bici elettriche sono andati alle stelle. Ma la cosa notevole è stata la ressa per accaparrarsi le confezioni di riso dei discount, come è successo in primavera. Sfortunatamente temo che la cosa si ripeterà, anche se per altre ragioni. Anche qui ci ho preso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3. I neocon non usciranno di scena tanto docilmente - dovremo aspettarci almeno una grossa sorpresa. Voglia D-o che non richieda la parola "nuculare" [2] o qualche suo derivato.-- Ritengo che qui ci abbia azzeccato al 50% - credo che l'escalation con la Russia sia stata in effetti l'ultimo tentativo dei neocon di farsi passare come l'ancora di salvezza in un mondo ostile (con l'Alaska a fare da Terra di Nessuno), ma è andata meglio di quanto temessi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4. Hillary non vincerà le elezioni del 2008. E ad onta delle email che continua a mandarmi un sacco di gente, preannunciandone il successo, nemmeno Ron Paul.-- Azzeccato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5. L'economia se la vedrà brutta. Eh, qui sono proprio in minoranza..-- Azzeccato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;6. Molti di noi si accorgeranno di essere presi più sul serio del previsto. Certo sempre meno sul serio del divorzio di qualche celebrità, comunque.-- �? andata proprio così, almeno per me - non conosco le reazioni di John Michael Greer, Kunstler o Orlov [3], ma per me è stata sorprendente l'attenzione verso le mie predizioni, e la scarsità di gente che ha pensato che esagerassi, anche se magari lo facevo, stando ai rilevamenti di un'affiliata ABC. Ma ovviamente anche la serietà ha i suoi limiti - se è vero che sono in pochi a criticare l'ideologia dominante, è anche perché sono in pochi a occuparsene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;7. Vedremo rivolte per il cibo in ancora più paesi, e ancora più fame. L'idea dei "Victory Garden" [4] non sembrerà più così bizzarra.-- Eh già! Quest'anno 31 nazioni hanno già avuto qualche forma di rivolta per il cibo, e la lista si allunga. E Michael Pollan ha scritto "Farmer in Chief" [Coltivatore in Capo] e l'idea dell'Orto della Casa Bianca imperversa in rete [5].&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;8. Si comincerà a riconsiderare la mattana del bio-diesel - ma troppo tardi per impedirla.-- Come volevasi dimostrare... Naturalmente il crollo del prezzo del petrolio fa la sua parte, ma anche prima di questo abbiamo visto finalmente aprirsi un dibattito serio sul concetto di bio-carburante, in Europa almeno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;9. Vedremo almeno una immagine (o più) di gente disperata che abbandona la propria città, non avendo altra scelta. E molte immagini di sfratti.-- Mi sono sbagliato solo nella prima parte di questa previsione, e nemmeno del tutto. La gente se ne andava da Houston, e frotte di persone si aggiravano a Memphis e Atlanta, in cerca di benzina... Ma non ho percepito una risonanza alla Katrina o da 11 settembre - i media erano distratti, e non c'è stato l'evento iconico che mi aspettavo. Per il resto, ci ho preso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;10. "La Fine del Mondo per Come lo Conosciamo" (ammettendo che arrivi) verrà rinviata abbastanza a lungo da permettere l'uscita del mio libro, in autunno, così da ammortizzare almeno il mio anticipo e non dare al mio editore un motivo per farmi causa ;-).-- Non ne sono sicura, ma credo che a quest'ora abbiano già recuperato il mio anticipo (tutti i quattromila), e l'editore non è nemmeno fallito. Chissà, potrei addirittura guadagnarci qualcosa!D'accordo, d'accordo, vogliamo parlare dell'anno che verrà?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pur ritenendo che sia stato nel 2008 che ci si è accorti di più che qualcosa stava andando storto, devo mettermi di nuovo in minoranza (non proprio una forte, ma abbastanza) affermando che il 2009 sarà l'anno in cui diremo che la situazione è "al collasso". Non credo che sfangheremo l'anno senza che ci siano, in quasi tutto il mondo, radicali e strutturali cambiamenti nello stile di vita. Vorrei chiamarlo, citando "Il Secondo Avvento" di Yeats, "l'Anno di 'è giunta finalmente la sua ora'" [6].&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa intendo per collasso? Usiamo spesso questa parola, ma sul suo significato è facile equivocare. Intendo che è probabile che gli Stati Uniti vadano incontro a un collasso finanziario in stile Grande Depressione - disoccupazione dilagante, masse di persone che affrontano la fame, il freddo e la mancanza di assistenza medica, la disarticolazione di servizi che consideriamo ormai diritti acquisiti, e la percezione che il sistema non è più in grado di funzionare. Non sto dicendo che ci daremo da un giorno all'altro al cannibalismo - anzi, credo che ci accorgeremo di riuscire a cavarcela sorprendentemente bene in questa situazione di collasso, per quanto grave.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Negli scorsi anni sono stata piuttosto faceta nei miei pronostici - quest'anno mi è impossibile. Spero davvero di sbagliarmi. E spero che prenderete decisioni basate sul vostro giudizio, non sul mio. Queste sono previsioni, il risultato di analisi e intuizioni, e qualche volta la cosa mi riesce bene. Ma non sto dicendo che ogni parola che mi esce di bocca (o dalla tastiera) sia la verità, tanto meno che dobbiate prenderla come tale. Sono parole avute gratis in rete - pensate a quanto le avete pagate e valutatele di conseguenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. Un certo grado di normalità reggerà fino a primavera inoltrata o all'inizio dell'estate, più che altro grazie alle speranze legate alla presidenza Obama. Ma entro la fine dell'estate 2009 l'insieme della perdita di posti di lavoro, credito e reddito, provocherà una crisi economica che farà sembrare rosea la situazione attuale. Con una prevista perdita fino a un milione di posti di lavoro al mese, arriveremo al punto in cui l'economia, per come la concepiamo adesso, non potrà più funzionare - avremo oggi l'equivalente delle file per il pane e dei broker che vendono mele per strada, [come nella Grande Depressione].&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. Molti dei progetti di investimento in infrastrutture che oggi vengono proposti non andranno mai in porto, e molti nemmeno vedranno un inizio, perché lo stato non sarà in grado di ottenere il credito per finanziarli. Il prezzo della globalizzazione sarà salato, in termini di ridotta disponibilità di fondi e risorse �?? e ad onta di quelli che credono che continueremo a costruire con un collasso in corso, questo non accadrà. Negli USA ci sarà qualche variazione sul tema New Deal Verde, altre nazioni continueranno a lavorare su infrastrutture ecosostenibili, ma molti di noi dovranno continuare a convivere con infrastrutture fatiscenti costruite per gente che ha a disposizione molta energia a basso costo. I progetti di maggior successo saranno programmi di piccole dimensioni, a livello locale, capaci di distribuire risorse il più diffusamente possibile.Prego perché abbiamo l'intelligenza di soprassedere su altre questioni e occuparci della creazione di un qualche tipo di sistema sanitario, uno che ammortizzi la contingenza. In caso contrario siamo davvero fregati - l'ultimissima cosa che ci possiamo permettere è un'assistenza sanitaria come quella di oggi nel contesto di un'economia inoperante. Sfortunatamente prevedo che non affronteremo il problema, ma prego Dio di sbagliarmi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3. Il 2009 sarà l'anno in cui i più appassionati attivisti del problema climatico (e non escludo me stessa) saranno costretti ad ammettere che dovrà prima gelare l'inferno (e l'inferno invece scotta sempre di più) perché riusciamo a prevenire l'aumento di 2º della temperatura del pianeta. Troppo pochi, troppo tardi, ecco. Questo non significa che dobbiamo mollare - la differenza tra emissioni incontrollate e controllate è comunque una questione di vita o di morte per milioni di persone - ma che, con orrore, rammarico e dolore, l'insieme di una nostra sempre maggiore consapevolezza dello stato attuale del clima e della situazione economica ci spingerà a operare a partire dalla constatazione che il mondo che lasceremo ai nostri figli sarà più degradato di quanto sperassimo, e la nostra eredità più povera e striminzita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4. Il 2008 sarà probabilmente l'anno del Picco di Produzione a livello mondiale, ma per un po' non ce ne renderemo conto. La consapevolezza sarà una bastonata tra capo e collo, perché saremo già impantanati nelle spire della nostra crisi economica, energetica e climatica. La mancanza di investimenti nell'anno prossimo comporterà che, alla fine dei conti, sempre più petrolio resterà inestratto, il che per il clima sarà positivo, ma scomodo per il nostro obbiettivo di un'economia basata su energie rinnovabili. A lungo termine, in ogni caso, il Picco si avventerà a mordere le nostre chiappe collettive.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5. Il minore accesso a cibo, beni e servizi quest'anno diventerà una realtà. In parte questo si dovrà agli esercizi che chiuderanno - dovremo fare più strada per avere quello che ci serve. In parte sarà dovuto al fallimento dei fornitori, provocato dalla bancarotta delle banche commerciali. Inoltre potrebbero esserci disservizi nel campo di spedizioni e trasporti. Altre difficoltà deriveranno dall'aumento di domanda per generi di nicchia che, finora, vengono prodotti in piccola quantità per un numero ridotto di fanatici dell'ecosostenibile, ma che adesso si scopriranno di diffusa utilità. Potrebbe intervenire la deflazione - coltivatori che non potranno fare il raccolto perché il guadagno sarà inferiore alla spesa, e il collegamento tra chi possiede i beni e chi ne ha bisogno rischierebbe di spezzarsi del tutto. E nel frattempo, altri milioni di americani si troveranno a scegliere tra un paio di scarpe nuove e una visita medica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;6. Molti americani conosceranno un drastico taglio nei servizi sociali e negli ammortizzatori sociali. I fondi di molti stati e di molti programmi locali si volatilizzeranno e basta. La disoccupazione diventerà galoppante, e il governo federale dovrà venir meno ad alcuni dei suoi impegni anche solo per impedire agli affamati di riempire le strade. Nel frattempo i solchi non saranno arati, l'immondizia non verrà raccolta, e le classi saranno di 40 alunni e più (con asilo accorpato), con una scuola di tre o quattro giorni alla settimana.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;7. Gli stati mancheranno alla grande i loro impegni finanziari nei confronti dei paesi poveri, e in tutto il mondo le persone che meno hanno arrecato danni all'ambiente moriranno di fame sempre di più. Non sarà un evento inevitabile, ma i paesi ricchi affermeranno di sì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;8. Finalmente affronteremo il problema della crisi degli alloggi, ma il valore decrescente degli immobili renderà l'iniziativa improduttiva. Ogni volta che abbasseremo i prezzi delle case al livello della situazione reale, questa ci sfuggirà da sotto i piedi. Molti di quelli che riceveranno aiuto finiranno per essere sfrattati di nuovo (come già succede) e altri semplicemente non vedranno alcuno scopo nel continuare a pagare il mutuo visto che, proprio per la loro situazione, sarebbero qualificati per un alleggerimento del mutuo stesso (come già succede). Alla resa dei conti, la questione probabilmente si risolverà da sola, magari attraverso in qualche tipo di piano redistributivo che riassegni a un mutuo minimo le abitazioni sequestrate, se i sequestri di case porteranno giù con sé abbastanza banche da rendere fattibile per la gente smettere di pagare mutui che sono di fatto inesigibili, o magari ci saranno disordini che porteranno la gente a a riappropriarsi delle case. Non propendo per l'una o l'altra soluzione, e non credo che la faccenda si concluderà col 2009.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;9. Per la fine dell'anno, il dibattito se il collasso ci sia stato o stia per arrivare continuerà accanito, almeno per chi potrà permettersi di mantenersi collegato alla rete. Non ci sarà nessun accordo sulla definizione di collasso, moltissimi continueranno con la loro vita, solo con un tono minore, mentre altri sperimenteranno perdite davvero tragiche e apocalittiche. Alcuni accuseranno le vittime di essere pigre, stupide, superflue e inutili, non importa il loro numero. Altri si guarderanno attorno chiedendosi: "Come ho fatto a non capire che tutto questo era inevitabile?" Parecchi saranno costretti a rendersi conto che i poveri non sono un abisso di pigrizia ed egoismo, quando toccherà a loro diventare poveri. Comprenderemo la situazione in cui ci troviamo solo in retrospettiva, col senno di poi - i nostri figli avranno per quest'esperienza una definizione migliore della nostra, confusa dalla molteplicità di punti di vista. Per intanto, ogni volta che le cose peggioreranno i più fra noi penseranno che si sia toccato il fondo, che le cose si siano "normalizzate", finché diventerà difficile ricordare quali fossero le nostre antiche aspettative.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;10. Tutto questo è terribile, ma la realtà è che non tutto cadrà a pezzi. Qui negli Stati Uniti la vita sarà dura e deprimente, ma ci saranno anche passi avanti. La gente tapperà i buchi e riprenderà a remare. Si scoprirà che per la gente comune trovare il modo di cavarsela è sempre stato più facile di quanto pensino gli opinionisti - è per questo che ha smesso di fare shopping nonostante tutti li implorassero di continuare a spendere. Andranno a vivere coi parenti, coltiveranno orti e lasceranno le loro case sovrastimate, o combatteranno per tenersele. Molti per questo soffriranno, e tanto, ma un numero sorprendente di persone si adeguerà a situazioni che, finora avrebbe considerato invivibili. Terranno duro, talvolta addirittura amando la loro nuova esistenza. Vedremo atti di grande eroismo e forza morale, così come atti di profondo egoismo e malvagità. Perderemo tantissimo - ma scopriremo anche che in molti di noi c'è di più di quello che pensavamo, che possediamo più spirito di sopportazione, più coraggio, più generosità di quanto credessimo.Un Buon Anno in anticipo a tutti voi. Che in voi la saggezza superi i meriti, e che conosciate nel prossimo, in questi tempi difficili, solo il meglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Note del traduttore&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[1] Si tratta di indipendenza alimentare, principalmente. L'autore si riferisce a un'espressione di Carla Emery (usata nel suo libro "Encyclopedia of Country Living") per definire il periodo in cui le famiglie si sostentavano con quello che producevano nei loro orti e campi. Attualmente i Giorni dell'Indipendenza sono stati rilanciati, nel contesto della crisi (anche ideologica) che stanno attraversando gli Stati Uniti, per diffondere sempre di più le idee di consumo locale, riduzione della produzione di rifiuti, "urban farming", e in genere quello che si potrebbe accostare al concetto di decrescita. Il sito da cui è tratto questo articolo ha anche promulgato una "Indipendence Days Challenge": i blogger che vi aderiscono fanno la cronaca dei risultati che ottengono (ad esempio nella produzione e nel trattamento del cibo) all'interno dell'ottica "indipendentistica".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[2] Celebre strafalcione di George W. Bush ("nukular" per "nuclear").&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[3] Alri intellettuali che, come Sharon Astyk, dibattono di problemi energetici e produttivi nella prospettiva di un'incombente crisi di scarsità. Comedonchisciotte ha pubblicato diversi interventi di Kunstler.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[4] Si tratta della coltivazione in aree urbane e suburbane, diffusa dallo stato nei paesi anglosassoni nel corso delle Guerre Mondiali per sopperire alla carenza di generi alimentari nel periodo bellico. Quello dei Victory Garden è una sorta di emblema del movimento "frugalista" di cui l'autore fa parte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[5] Quella di Michael Pollan [&lt;a href="http://www.commondreams.org/view/2008/10/10-13"&gt;http://www.commondreams.org/view/2008/10/10-13&lt;/a&gt;] è una lettera aperta al neo-presidente Obama sulle tematiche cibo-energia. L'Orto della Casa Bianca è quello di Eleanor Roosevelt, a sostegno dell'iniziativa dei Liberty Garden (vedi nota precedente).[6] Occorre sottolineare che la citazione di Yeats non ha nulla di pedante. La poesia, col suo tono apocalittico e profetico da catastrofe incombente, negli USA è popolarissima e citatissima. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Pesci selvatici e le melodie delle foreste andaluse &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Daniele Luttazzi - &lt;a href="http://www.danieleluttazzi.it/"&gt;http://www.danieleluttazzi.it/&lt;/a&gt; - 3o Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Penso sia un titolo migliore di Interviste recenti 2009, ma potrei sbagliarmi. ( "Ma potrei sbagliarmi": non sarebbe bello se ogni discorso del papa terminasse così? )Ho mandato una copia di queste interviste recenti ai pensionati che hanno perso tutto nel crack Parmalat e quei pensionati adesso dicono:-Almeno ho una copia di queste interviste recenti.-Se invece siete giovani, ma non volete ancora lasciare il Paese, buona fortuna con le grandi opportunità educative che il Mercato vi offre, per esempio imparare quanti flaconcini di coca riuscite a infilarvi su per il culo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un romantico 2009!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensi del ruolo che i satiristi hanno assunto oggi in Italia? Del fatto che siete diventati �??punti di riferimento�?? (politico) per la gente? La ritieni una situazione inevitabile data la contingenza storico-politica? Come vivi questa grande attribuzione di responsabilità da parte della gente? Come ti poni rispetto al fatto che molta parte del tuo pubblico ti vede più come un punto di riferimento politico che non come un artista satirico?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La nostra credibilità è dovuta al fatto che abbiamo detto certe cose in tv fregandocene della conseguenze in termini di convenienza economica: restare in tv facendo i paraculi era molto più vantaggioso. Essere un artista satirico e essere un punto di riferimento politico è inevitabile in generale, e non c�??è affatto contraddizione fra le due cose. La responsabilità non me la dà la gente, me la dà la mia arte. Fa parte di questa responsabilità non strumentalizzare la gente e il loro consenso. Quanto ai politici italiani, hanno mentito ripetutamente e spudoratamente, hanno mostrato di difendere all�??unisono gli interessi della propria casta, hanno rivelato la loro mediocrità diffusa. La gente si è rotta le scatole. E ci hai fatto caso? In Italia, ogni volta che scoppia uno scandalo, tutti lo sapevano già da tempo. Che razza di Paese!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L�??8 luglio di quest�??anno, in piazza Navona a Roma si è tenuto il �??no Cav Day�??. Qui hanno dato espressione del loro pensiero anche alcuni comici attraverso la satira. Per esempio erano presenti Grillo e la Guzzanti. Perché tu non c�??eri?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché la piazza favorisce il populismo. Non mi piace ingenerare equivoci: è il mio modo di rispettare il pubblico. La satira dev�??essere contro il potere. Anche contro quello della satira. A teatro, le intenzioni dell�??artista sono limpide. In piazza, in una manifestazione partitica, no. Guai al pubblico che si mette a guardare ai satirici come a cavalieri senza macchia e senza paura, e guai ai satirici che finiscono per crederci.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Si passa senza soluzione di continuità [per citare solo dei due poli della faccenda] dalle imitazioni del Bagaglino ai comizi in piazza di Beppe Grillo. In mezzo, modulazioni di queste tipologia. Per quale motivo è accaduto tutto ciò? �? una trasformazione solo italiana o un fenomeno globale?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira pare scomparsa perché non è più ammessa in tv nella forma libera che le è propria. In questo modo le tolgono impatto. E�?? un fenomeno solo italiano, che rende il nostro Paese una provincia asfittica e poco democratica. La satira in tv fa picchi di ascolto, ma non la si vuole. Quindi il problema è politico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Le profezie di Guy Debord a proposito della Società dello spettacolo si avverano sotto i nostri occhi: il governo si occupa della «percezione» delle cose da parte dei cittadini più che della sostanza materiale, dei bisogni, dei fatti. L�??invenzione dell�??«emergenza sicurezza» è un caso lampante. Come pensi ci si debba muovere in questo scenario?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come suggeriva Debord: con pratiche di vita alternative.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;C�??è necessariamente contraddizione tra satira e impegno civile/politico attivo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira è politica, dato che esprime una critica dell�??esistente. E nasce politica: Aristofane attaccava il demagogo Cleone e il partito dei democratici, che volevano la guerra. Chi dice che la satira non deve fare politica vuole solo censurare la satira. Esprime un punto di vista, quindi è faziosa. Uno può fare benissimo satira e candidarsi al senato: in America, lo ha fatto Al Franken. Ed è stato eletto. Una volta intrapresa la carriera politica, però, ha giustamente abbandonato gli spettacoli satirici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Del panorama satirico tedesco mi ha colpito il fatto che molti cabarettisti che fanno satira politica ritengono che la satira non possa essere più che gehobene Unterhaltung, intrattenimento di livello. I cabarettisti tedeschi sono tendenzialmente scettici circa la possibilità di poter incidere con la propria satira sulla realtà; molti di loro concepiscono il mezzo televisivo essenzialmente come moltiplicatore, come strumento pubblicitario per attrarre la gente a teatro. Il divario rispetto alla situazione italiana, in particolare per quanto riguarda il valore e il potere che nel nostro paese alla satira è attribuito (nel bene e nel male) è incolmabile.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il loro scetticismo ha forse un�??origine storica: Karl Kraus non ha fermato Hitler; ma, anche così, la loro è una visione molto angusta della potenza satirica. I suoi effetti sono culturali e riverberano sulle generazioni a venire. Ma devi avere dentro una rabbia vera, sennò fai solo del �??colore�?? sull�??attualità: non dai fastidio a nessuno, anzi sei perfetto per il marketing.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L�??ottima salute (in quanto a causticità e aggressività) di cui gode la satira in Italia non può prescindere dal collasso socio-politico del paese? La satira deve in altre parole tendere al suo annullamento? Una società sana non ha bisogno di satira?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira esisterà finchè esisterà l�??umanità, con tutte le sue contraddizioni. La �??società sana�?? è un�??utopia nazista.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Qual è l�??obiettivo del tuo �??fare satira�??? Difendere / rafforzare la democrazia? Affinare lo spirito critico della gente?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??obiettivo della satira è esprimere un punto di vista in modo divertente. Divertente per chi la fa. Se il pubblico ride, tanto meglio, ma non è un criterio per giudicare la bontà della satira: ogni risata dell�??autore contiene una piccola verità umana; a volte la verità fa male e non tutti sono disposti a riderne. Il pericolo per chi fa satira è ritenere che sei sul palco a dire la verità: questo abbaglio ti trasforma in un predicatore, in un leader di masse, in una persona di potere. L�??arte ti abbandona.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Credi che la satira abbia anche una funzione di valvola di sfogo o di conforto? O al contrario contribuisce ad aumentare il disagio?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira nasce dalla rabbia, ma non è mai consolatoria. Induce alla conversione e all�??azione. Il disagio che aumenta è solo quello dei parrucconi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il linguaggio della satira è espressivo al punto che può infastidire chi lo ascolta. Ciò, a volte, crea un effetto di rigetto su una determinata fascia di pubblico. La gente, quindi, deve essere preparata per poter comprendere la satira?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira è un gusto. Il gusto per la libertà di pensiero. In Italia siamo regrediti al punto che la gente dev�??essere preparata alla libertà di pensiero? Certo, secoli di Vaticano non aiutano. E comunque la satira mica può piacere a tutti: i suoi bersagli, ad esempio, non ridono. Lo scandalo della satira non è nei termini indecenti, ma nel fatto che la sua libertà espressiva corrode i nostri pregiudizi. I pregiudizi rassicurano. La satira no.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Come mai secondo te, da un po' di anni in Italia le informazioni si hanno più dai comici che non nei telegiornali e sui giornali?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo è un luogo comune. Ci sono tanti giornalisti formidabili che onorano la propria professione. Vediamo però di continuo giornali e telegiornali fare propaganda: edulcorano o cassano o mistificano le notizie. La satira, nel commentare i fatti, li ricorda. E così il grosso pubblico, che non legge i giornali, apprende le notizie dalla satira! Ma la satira è uno stormo di piccioni. Da qui l�??attenzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quale credi sia il potere della satira? A tuo avviso quali risvolti concreti ha o può avere la critica della satira? La satira può �??cambiare il mondo�??? (o, come tu hai domandato ad altri autori satirici, la satira può agire sulla Storia? Se sì, come? Se no, perché?)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La satira è innanzitutto arte: in quanto tale, agisce sulla Storia offrendo all�??umanità uno sguardo rinnovato sul mondo; per questo, fin dai tempi di Aristofane, la satira è contro il potere, di cui riesce ad annullare la natura mortifera mantenendo viva nel nostro immaginario quella sana oscillazione fra sacro e profano che chiamiamo dubbio. L�??effetto concreto della satira è quello della liberazione dell�??individuo dai pregiudizi inculcati in lui dai marketing politici, culturali, economici, religiosi. Il potere si accorge che questo va contro i suoi interessi e ti tappa la bocca. E�?? sempre stato così ed è un ottimo motivo per continuare a farla. Dove è possibile. ( Il mio sottoscala. )&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Negli Usa hanno eletto Obama e i media magnificano l�??evento, come se i guasti del passato fossero definitivamente alle spalle e ci attendesse una rinascita generale. Come minimo occidentale. Forse addirittura planetaria. Ti associ anche tu all�??euforia generale?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??euforia generale è dovuta soprattutto al cambiamento che Obama ha promesso. A settembre ero a New York da Letterman il pomeriggio che ha intervistato Obama. Ero in prima fila, Obama era a cinque metri da me, me lo sono studiato bene. Dopo la sua prima risposta il pubblico era già in visibilio: Obama non dice nulla di diverso da quello che i democratici USA hanno sempre detto, ma sa dirlo in maniera avvincente. E con meno ambiguità rispetto a una Hillary. E�?? ancora presto per giudicare. Le questioni cruciali, come si sa, saranno la politica estera ( ritiro dall�??Iraq e dall�??Afghanistan, rilancio della diplomazia e delle relazioni internazionali ) e la politica economica (new deal, fine della speculazione finanziaria ). Non ci resta che aspettare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Adesso un passo indietro. Torniamo al famigerato �??editto bulgaro�??. Biagi ha fatto in tempo a rientrare in Rai, Santoro ha recuperato stabilmente il suo spazio; com�??è che tu sei ancora fuori?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché sono un cane sciolto. L�??Italia è divisa in clan che si spartiscono il potere. Se non appartieni a nessuno di essi, ti fanno fuori in due secondi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;E come lo si vive questo ostracismo? Al di là dell�??orgoglio per non essere scesi a compromessi, viene mai il dubbio che alla fine non ne valga la pena?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la satira è un�??arte! Gli artisti non ragionano in termini di convenienza materiale: obbediscono alla loro musa. I greci la sapevano lunga. Va da sé che la mordacchia alla satira, oltre a essere anticostituzionale, è insopportabile. I bacchettoni mi fanno schifo. Chi ne giustifica le azioni censorie, ancora di più.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Di nuovo il presente. L�??unico aspetto positivo della crisi in cui stiamo sprofondando è che ha messo in luce, come non mai, i vizi e le contraddizioni del capitalismo, specialmente di quello finanziario. La tua impressione quale è?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il capitalismo troverà il modo di proseguire nello sfruttamento. E�?? il suo mestiere. Fra qualche decina d�??anni, però, la crisi ambientale romperà il giocattolo: quello capitalistico è un modello insostenibile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Si sta avviando un vero ripensamento dello schema nevrotico �??nasci produci consuma crepa�??, oppure c�??è solo il rammarico per non poter continuare a inebriarsi con lo shopping, eventualmente con la carta di credito e i pagamenti �??in comode rate�???&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La decrescita è una necessità. A poco a poco diventerà un sapere di tutti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Che aspettative hai da parte del tuo pubblico, e come sono cambiate, se sono cambiate, nel corso del tempo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scrivo e recito cose che fanno ridere me. Quando il pubblico si rivolge a te come a un guru senza macchia, o come a un leader che è lì a indicarti la verità e la via, sbaglia e gli va detto. In questo Paese, i demagoghi attecchiscono troppo facilmente, coi risultati che vediamo e da cui la storia del secolo scorso pare non averci immunizzato. Il mio punto di riferimento è Lenny Bruce. Diceva:�?? Io faccio parte della corruzione che metto alla berlina.�?? Un atteggiamento molto più sano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Lenny Bruce è uno dei tuoi personaggi di riferimento&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lenny Bruce ha rinnovato il genere del monologo satirico, che negli USA ha una lunga tradizione. Bruce diceva sempre: �??la realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere�??. Nello scarto fra le due cose si situa la risata satirica. Prendete ad esempio la campagna pubblicitaria del Partito Democratico. Era perfetta. Mancava solo il prodotto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Con «Barracuda» sei stato il primo a portare nella televisione italiana il talk show sul modello di David Letterman. Poi in tanti hanno provato a copiare quel programma, attenuando i contenuti o trasformando l�??intervista in salotto televisivo. C�??è ancora spazio per la televisione intelligente?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La televisione è tutta intelligente. Ma c�??è una intelligenza al servizio della libertà artistica, e una (preponderante) al servizio del potere. Negli USA, i media controllano il potere, da noi è il contrario. Ecco perché non c�??è più spazio per chi è libero. Essere liberi significa non essere ricattabili. In Italia, che è una rete di clan, essere liberi è un difetto per il sistema e così il senso della dignità personale è in vendita al miglior offerente. In questo momento c'è la fila per vendersi. Fine del pudore. Dove non c'è più pudore, c'è solo potere. Film consigliato: Salò di Pasolini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Fabrizio Cicchitto in un�??intervista rilasciata a il Giornale del 17 marzo 2001 dichiarò: �??La trasmissione Satyricon è un�??autentica operazione politica pensata e montata da due settori che costruiscono un pezzo (non tutta) della sinistra post-comunista. [�?�] il loro modo di combattere è appunto quello della criminalizzazione dell�??avversario per via mediatica-giudiziaria�??. Quasi tutta la destra era d�??accordo sul fatto che lei, Marco Travaglio e l�??allora direttore di Raidue Carlo Freccero aveste tentato di sabotare la campagna elettorale, proprio attraverso la presentazione del contenuto del libro e proponendo la famosa intervista a Paolo Borsellino. Cosa puoi dire in proposito?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che è una balla. Ho letto il libro e ho invitato l�??autore, tutto qui. Autore che, non va dimenticato, all�??epoca nessuno conosceva. Per la prima volta introdussi in Rai il tema tabù �??Berlusconi�??, che nessun giornalista tv aveva osato affrontare. Sono libertà che non ti perdonano, come si è visto. Quanto a Cicchitto, era iscritto alla P2 di Gelli, una formazione eversiva. Dovrebbe avere il pudore di vergognarsene in eterno e tacere per sempre. Se un giornalista racconta i misfatti di Berlusconi, la colpa deve ricadere su Berlusconi, non sul giornalista. Per inciso: avendo sostenuto la tesi del complotto, Bruno Vespa è stato querelato per diffamazione dall�??ex- presidente Rai Zaccaria e ha perso la causa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Durante le vicende sull�??editto Bulgaro, nonostante tu fossi stato uno dei tre nominati, non ti sei esposto molto. Le testate riportano davvero solo tue rare dichiarazioni. Per quale motivo decidesti di sottrarti alla stampa?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I fatti erano evidenti, non c�??era bisogno di aggiungere altro. Né mi abbasso a replicare alle fetecchie. Tutti hanno visto il loro gioco sporco: prima ti tolgono di mezzo con la censura, poi ti intimano di non fare la vittima. E chi ha detto niente? Bastardi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;In «Decameron», il tuo programma andato in onda su La7 lo scorso anno, prima che decidessero di chiuderlo con una scusa, sei stato tra i pochissimi a parlare senza eufemismi ipocriti o omissioni delle violenze della polizia al G8 di Genova del 2001. Anche in quel caso, la verità è stata estromessa dai grandi media, è trapelata solo grazie all�??insistenza di chi ha lavorato per far sapere a tutti quello che era successo. �? solo un�??eccezione o un caso emblematico che allude alla possibilità che i media indipendenti riescano a costruire senso comune, anche nel silenzio dei grandi media?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E con lo sketch �??Missione di pace�?? ho denunciato l�??ipocrisia guerrafondaia del neonato PD. E�?? una libertà che dà fastidio perché ricorda al pubblico come sarebbe bello se fosse sempre così. Insistere è un�??ottima tattica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il festival TTV di Riccione ti ha dato il suo premio tv per Decameron. Che cosa significa per te, visto che in tv è durato poco...?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Decameron sarebbe durato di più, se non l�??avessero soffocato di notte con un cuscino. Il significato del premio è questo: la satira è più forte dei cuscini. Ma il pericolo resta: che i nuovi comici si auto-censurino per evitare grane. Prendi Gesù. 33 anni a raccontar parabole. Non sapeva neanche una barzelletta? L�??hanno fatto fuori comunque.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Secondo Dario Fo, il programma sarebbe stato chiuso invece per i contenuti a proposito della puntata numero 6 sull'enciclica in preparazione da parte di Benedetto XVI. Ci puoi dire qualcosa a riguardo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho registrato il monologo sull�??enciclica venerdì pomeriggio, come sempre alla presenza di funzionari di La7. La sera stessa, a mezzanotte e 4 minuti, il direttore Campo Dall�??Orto mi invia un sms per dirmi che sospendeva il programma per via della battuta su Ferrara nella puntata precedente (già replicata tre volte). Sabato mattina alle 7 sono in auto per recarmi al montaggio della sesta puntata e leggo l�??sms. Repubblica e Corriere avevano già una pagina dedicata alla notizia. Ho lanciato in aria un anatema candomblè e adesso La7 è spacciata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Come ti spieghi questa tempestività, da una parte della censura e dall�??altra nel dare la notizia ai media prima di avere una tua replica a riguardo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Me lo spiego col fatto che il sistema funziona.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Di cosa parla il tour Decameron?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Temi scabrosi, argomenti polemici e risate feroci: un antidoto alla comicità tranquilla che la tv commerciale e la Rai hanno ormai imposto agli italiani come modello, la comicità che ha lo scopo di rassicurare e intontire con i suoi parossismi prevedibilissimi. Tutta merda che mi sono già mangiato da un pezzo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Berlusconi ora gioca a fare il cavaliere evocando immagini di padri costituenti che duellavano verbalmente con eleganza di fioretto. Cerca, si dice, di rifarsi l'immagine per un futuro al Quirinale. Ma perché gli italiani credono alle sue bugie? La nostra malattia è una memoria straordinariamente corta?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali, ma una visione del mondo. Quella di Berlusconi è molto ben definita: il padre autoritario. Il PD non ne ha nessuna, si sposta al centro. E così perde. La destra non ha bisogno di spostarsi al centro per vincere le elezioni. E�?? un problema di framing. Da 30 anni, coi suoi media, Berlusconi sta promuovendo il suo modello. La paura del terrorismo e quella per l�??extracomunitario, così come la strumentalizzazione dei temi etici, servono a rinforzare il modello del padre autoritario. Il PD deve ancora cominciare a elaborare il proprio, che dovrebbe essere alternativo. Nel frattempo va a rimorchio della terminologia della destra. Quando il PD parla di �??sgravi fiscali�??, ad esempio, rinforza il modello della destra, che usa quella terminologia perché considera le tasse un peso. Nel modello alternativo (che il PD neanche sta immaginando) le tasse sono una protezione per il futuro dei nostri figli. Se tagli le tasse, i diritti tuoi e dei dei tuoi figli (sanità, scuola, pensione) diventano servizi a pagamento. Non c�??è più giustizia sociale. Effetto domino: col taglio delle tasse, di fatto la destra decurta i fondi per i programmi sociali che si prendono cura della gente. Lo stesso dicasi delle privatizzazioni. Sono bravi quelli, o allocchi questi? Entrambe le cose. Il modello alternativo è pieno di idee migliori, ma il PD le ha abbandonate: adesso è eccitante come un catalogo di sementi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il tipo di cultura politica incarnata da Berlusconi è ormai diffusa e pervasiva. Che immagine ne hai? Come ci si difende?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Frequentando persone che non si siano lasciate corrompere dai soldi che il berlusconismo elargisce con dovizia ai servi. La risposta deve essere collettiva. L�??arte ( non solo quella satirica ) aiuta a formare le coscienze e a tenerle deste. Ha tempi più lunghi, ma è inesorabile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Perché nessuno si ribella quando, poco prima delle elezioni, Dell'Utri dichiara in un'intervista che Mangano è un eroe di Stato?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché il framing elaborato da Berlusconi attraverso i suoi media è diventato ambiente. Se una cornice è forte, i fatti vengono ignorati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Hai fiducia in internet?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Internet venne ideato come tecnologia a scopi militari e conserva qualche vizio dell�??origine. Ad esempio è un panopticon ancor più micidiale di quello ipotizzato da Bentham e ricordato da Foucault; più micidiale perché con internet i sorvegliati sono contemporaneamente i sorveglianti. Anche per questo motivo, internet favorisce il pensiero dietrologico. Ed è molto più evidente, adesso, una relazione già emersa con l�??avvento della tv: la tecnologia elettronica condiziona il modo con cui il pensiero esplora il reale. Non mi stupisce il successo web di demagoghi populisti come Grillo. L�??internet dei social network poi è un ipnotico potentissimo. Solo la crisi economica ha un po�?? risvegliato le coscienze: erano talmente intorpidite che c�??è voluto il crack MONDIALE delle borse, per risvegliarle. Internet è utile solo per le nicchie: se sei un fan di Takato Yamamoto, grazie a internet hai tutte le info che ti servono in proposito, più l�??elenco delle gallerie d�??arte dove puoi acquistare i suoi lavori. Sei un appassionato di idee nuove e bizzarre? Ecco Boingboing.net. Ti piace aggirarti su spiagge nudiste con dei palloncini colorati legati al pisello? Clicca &lt;a href="http://www.partitomonarchico.org/"&gt;http://www.partitomonarchico.org/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Fai spesso riferimento alle �??perversioni�?? più varie. Come nasce questo interesse? C�??è un rapporto tra perversione e satira?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In ogni perversione c�??è un elemento meccanico che la rende comica. Il tutto ha a che fare con l�??impulso di morte di cui parlava Freud. La risata annulla la morte: ridi perché sei vivo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;E la pornografia? �? offensiva? Utile? E, prima ancora, cosa, per te, è pornografico?&lt;/strong&gt;La vera pornografia è la violenza. Va sottolineato come, in una democrazia, quella contro la violenza (sia essa pensiero, parola, opera o omissione) sia l�??unica censura davvero necessaria. Come dice padre Zanotelli, la guerra dovrebbe essere un tabù come l'incesto. Lo stesso vale per i rigurgiti xenofobi e razzisti. Prendi Borghezio. Ne ho conosciuti di razzisti, ma mai di questo voltaggio. Le idee violente sono già giudicate dalla storia. Ad esempio fascismo e nazismo: una volta al potere, cancellano la democrazia. Non possono essere riammesse nel campo argomentativo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Secondo te, come mai la xenofobia ha preso piede così fortemente nella società italiana?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al capitale convengono le leggi speciali. La propaganda spinge alla xenofobia anche per questo. Al governo ci finisce così una figura di padre autoritario. La parte offensiva di tutto l�??andazzo è che il padre autoritario ci tratta da bambini che devono essere accuditi, non da adulti responsabili. Temo però che alla regressione culturale del Paese corrisponda una regressione psicologica: a molti italiani non piace essere adulti responsabili. Preferiscono delegare al capo, e poi trattarlo da capro espiatorio. E�?? una specie di piorrea spirituale. Sentitevi pur liberi di usare queste frasi per comporre una canzone di protesta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il quarto rapporto sulla secolarizzazione italiana, che a giorni verrà presentato dalla Cgil nuovi diritti con Critica Liberale dice che l'Italia è sempre meno un Paese di cattolici praticanti. Eppure in questi giorni il governo parla di fare un "tagliando alla 194", si vorrebbe ripristinare il divieto di diagnosi preimpianto che le sentenze hanno detto incostituzionale e via di questo passo. Come la vedi?&lt;/strong&gt;La Chiesa pratica il voto di scambio: appoggia i governi se le danno qualcosa. La lista dei suoi desiderata è lunga; e fatta apposta per indurre in tentazione il politico bramoso di voti e di potere. Alla Chiesa fa gola uno Stato in cui peccati e reati coincidono: il suo modello è quindi l�??Islam. La Chiesa vuole mettere becco nelle vicende dello Stato italiano? Prima deve pagare il biglietto d�??ingresso: deve pagare le tasse. L�??8 per mille è una cuccagna fraudolenta. E' incredibile a che bassezze si arriva, pur di essere i rappresentanti di Cristo in terra! La religione è una ideologia, ovvero una forma di potere. Esercita un controllo sociale. Lo fa nei modi che purtroppo conosciamo: plagiando le coscienze col catechismo e muovendo azioni di lobbying sulla politica. Gli interessi economici in gioco sono enormi. Se si considera che Cristo non ha mai fondato la Chiesa cattolica, come mistificazione è notevole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Che ne pensi di chi, come Giovanardi o Ferrara, tira in ballo l'eugenetica quando si tratta di selezione degli embrioni per evitare la trasmissione di malattie genetiche?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??eugenetica è una imposizione praticata da uno Stato. La scelta dei genitori riguardo alla prole si chiama senso di responsabilità. Spetta forse a Giovanardi o a Ferrara decidere sui tuoi figli? No, e se lo dici non sei certo nazista, come Giovanardi e Ferrara insinuano coi loro ragionamenti del menga.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;E chi, come Roccella, ora sottosegretaria alla Salute, scrive di Ru-486 chiamandola "kill pill " o "veleno per feti "?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La destra usa i temi etici e le definizioni a effetto per rinforzare il proprio modello di potere, che è quello del padre autoritario. Legge 194 e RU-486 sono una sfida diretta a tale modello. Il padre autoritario dice:-Se le donne possono gestire da sé le gravidanze indesiderate, quando mai impareranno la lezione?- Nessuno impone ai cattolici di servirsi della RU-486 o dell�??aborto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Sei favorevole alla ricerca di nuovi tipi di energia? E nel tuo quotidiano cosa fai per salvare l�??ambiente?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Evito gli sprechi. Così i miei vicini possono dissipare liberamente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i tuoi prossimi progetti?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un nuovo monologo teatrale. E rileggere Histoire d�??O, un classico che mi ha sorretto nei miei momenti più bui.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Che cosa ti fa incazzare di più in Italia o nel mondo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I soprusi del potente sul debole. Soprusi che oggi sono sistema: il pensiero unico reazionario e guerrafondaio sta governando il mondo col precariato di massa, le politiche antisociali e le speculazioni finanziarie. E�?? la peste attuale, cui alludo col mio Decameron. La peste del Boccaccio segnò la fine del medioevo e l�??inizio del Rinascimento. Auguriamocelo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Che ne pensi del Berlusconi 4?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che penso di chi l�??ha votato. E di chi ha fatto una campagna elettorale disastrosa. Come ho detto al Financial Times, �?? in the last 20 years Italian TV (both Rai and Mediaset) has been giving shape to a propagandistic framing of right-wing values: God, Family, Fatherland. We are in a permanent electoral campaign grounded on fear and xenophobia. Tv is constantly promoting right-wing values and trying to shape the country�??s mentality both through news and entertainment. The Italian Left ignores the virtues of counter-framing and that's why it has lost the elections. Left-wing values ( civil rights, solidarity, peace ) have been lost and must be recovered. �?? Lasciamolo in inglese, così Veltroni deve farselo tradurre nel loft. Il loft della Left, il left loft. Negli anni, il fronte neutralista ( �?? Non si deve demonizzare Berlusconi�?? ) si è esteso. Con che bei risultati, si è visto. La strategia politica di Veltroni è molto simile a quella di uno che non ce l�??ha. Nel frattempo, andiamo tutti in Iraq, prima che lo rovinino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Visto che nel 2001 era arrivato l'editto bulgaro, quali possibilità ci sono ora per te di tornare in tv?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inesistenti. I politici usano la tv come vetrina per il proprio marketing. Che ci sia qualcuno a suggerire dubbi gli scoccia parecchio e non lo permetteranno più. Io però non faccio satira perché voglio andare in tv. Vado in tv per fare la mia satira. Per starci dovrei cambiare seguendo i dettami del padrone? E�?? un ricatto inaccettabile. Pazienza: passerò i prossimi anni al sud, fra gli immigrati clandestini che coltivano lampadine nel Tavoliere. Sapevi che il raccolto delle lampadine è notturno? Si vedono meglio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Com�??è stata l�??infanzia di Daniele Fabbri? E la sua educazione?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infanzia serena, piacevolissima, ricca di stimoli alla fantasia. A Santarcangelo di Romagna, negli anni 60, la generazione dei miei genitori sperimentava a scuola tecniche innovative di insegnamento che attingevano a piene mani dalle arti: letteratura, musica, pittura, cinema. Imparavi a nutrire il tuo spirito col meglio. A quattro anni sapevo già leggere e scrivere. Dalla prima elementare saltai alla terza. A 13 anni realizzai il mio primo cartone animato. Al ginnasio perfezionai il mio ruolo di secchione dalle battute micidiali. A 18 anni fondai un gruppo pop new-wave: cantavo le mie canzoni e suonavo le tastiere. All�??università ( medicina ) capii come va il mondo ( baronie, raccomandazioni, coltellate alle spalle ) e decisi di tornare al mio ruolo di secchione dalle battute micidiali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Quanto ha influito la vita di paese, di un paese come Santarcangelo?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Santarcangelo c�??è gente arguta, dalla battuta pronta: devi essere all�??altezza. C�??è un aneddoto famoso. Un giorno la proprietaria del bar Centrale dice a un cliente anziano che aveva la patta aperta:-Frisoni, avete il morto sulla porta.- E lui subito:-Sarà morto, ma non di fame.- Gente così. Per non parlare degli artisti: Raffaello Baldini, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Tonino Guerra, Federico Moroni. E del festival del teatro in piazza con Dario Fo, Gaber, Bolek Polivka, Jerzy Stuhr, l'Odin. La scuola di Bornaccino. La stamperia artigiana di mio zio Alfonso Marchi. Antonioni che gira Deserto rosso abitando con la Vitti a Santarcangelo. Zvanòun che recita nella scena del ballo del Gattopardo. Vespignani. Cose mitiche.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Hai sempre pensato che saresti diventato famoso?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non così tanto. :-)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Qual è secondo te il compito di un uomo di cultura nel mondo di oggi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello di sempre: trasmettere la propria curiosità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;E�?? stata riportata sull�?? Independent on Sunday una ricerca fatta dall�??università canadese del Western Ontario in cui analizzando il senso dello humour in duemila gemelli inglesi e in altrettanti gemelli americani è emerso che quelli inglesi hanno una sorta di �??base genetica�??, di attitudine innata, ma che questa risulti essere associabile a problemi di depressione e ansia, forse semplicemente perché il porsi più quesiti e l�??essere più acuti pone davanti alla cruda realtà, tu cosa ne pensi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??umorista non è depresso, è malinconico, come ogni artista. Perché è sensibile alla bellezza, e sa che questa bellezza finirà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Pensi che ritornerai in tv?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E�?? ovvio. Sono sempre in agguato. Come c�??è una breccia, mi ci infilo.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/66zIWgULQNI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/4915419860559937726?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/4915419860559937726?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/66zIWgULQNI/buon-2009.html" title="Buon 2009..." /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVtQKNEdXQI/AAAAAAAAAxk/F52VecftWwQ/s72-c/happy-new-years.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/buon-2009.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-5914528765939191342</id><published>2008-12-30T02:54:00.000-08:00</published><updated>2008-12-30T03:36:10.832-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-30T03:36:10.832-08:00</app:edited><title type="text">Il terrorismo israeliano</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVoDr2zhQII/AAAAAAAAAxc/VOS_7Xnc5EQ/s1600-h/gaza0.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVoDr2zhQII/AAAAAAAAAxc/VOS_7Xnc5EQ/s320/gaza0.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285541164653559938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Proseguono senza sosta i bombardamenti aerei israeliani su Gaza, con un bilancio finora di circa 400 morti e 1700 feriti secondo l'agenzia di stampa palestinese Maan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tutto cio' nel silenzio tombale dei vari leader mondiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito si affronta il tema della violenza insita nel popolo israeliano e dei vari significati della parola terrorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Come i leader israeliani uccidono in cambio di voti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Gilad Atzmon - http://palestinethinktank.com - 29 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Traduzione di Gianluca Freda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire l�??ultima devastante spedizione omicida degli israeliani contro Gaza bisogna comprendere a fondo l�??identità israeliana e il suo odio innato verso chiunque non sia ebreo, l�??odio verso gli arabi in particolare. Questo odio è contenuto nel curriculum israeliano, viene predicato dai leader politici e sottinteso dalle loro azioni. E�?? veicolato da categorie culturali, perfino all�??interno della cosiddetta �??sinistra israeliana�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono cresciuto in Israele negli anni �??70, gli individui della mia generazione oggi sono in Israele a capo dell�??esercito, della politica, dell�??economia, della cultura e delle arti. Siamo stati abituati a pensare che �??un arabo buono è un arabo morto�??. Qualche settimana prima che entrassi a far parte della IDF [le Forze di Difesa Israeliane, NdT] nei primi anni �??80, il generale Raphael Eitan, all�??epoca capo di stato maggiore, annunciò che gli arabi erano come �??scarafaggi imprigionati in una bottiglia�??. La fece franca, così come la fece franca dopo l�??assassinio di migliaia di civili libanesi durante la prima guerra del Libano. In una parola, gli israeliani riescono sempre ad ammazzare la gente e passarla liscia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente, e per ragioni che tuttora sfuggono alla mia comprensione, a un certo punto mi risvegliai da questo mortifero sogno ebraico. A un certo punto me ne andai dallo stato degli ebrei, evasi dal dilagare dell�??odio ebraico, diventai oppositore dello stato ebraico e di ogni altra forma di politica ebraica. In tutti i modi, sono fortemente convinto che sia mio dovere primario informare chiunque desideri ascoltarmi di cosa abbiamo contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il sionismo mirava a trasformare gli ebrei, e se pensava che �??donandogli un proprio stato�?? li avrebbe resi simili a qualunque altro popolo, allora ha miseramente fallito. La barbarie israeliana, quale abbiamo potuto osservarla questa settimana e in infinite occasioni precedenti, va ben al di là della bestialità pura e semplice. E�?? l�??uccidere per il gusto di uccidere. Ed è indiscriminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche persone in occidente si rendono conto di una realtà devastante: che ammazzare gli arabi, e i palestinesi in particolare, è una ricetta politica israeliana di grande efficacia. Gli israeliani sono in realtà un popolo confuso. Per quanto insistano a vedere se stessi come una nazione in cerca di �??Shalom�?? (1), in realtà amano essere guidati da politici che abbiano alle spalle un impressionante curriculum di massacri ingiustificati. Che si tratti di Sharon, Rabin, Begin, Shamir o Ben Gurion, gli israeliani vogliono che i loro �??leader democraticamente eletti�?? siano falchi bellicosi, con le mani grondanti sangue e con alle spalle un solido background di crimini contro l�??umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manca qualche settimana alle elezioni in Israele e sembra che tanto il candidato di Kadima, il ministro degli esteri Tzipi Livni, quanto il candidato laburista, il ministro della difesa Ehud Barak, si trovino molto indietro nelle preferenze rispetto al candidato del Likud, il noto falco Benjamin �??Bibi�?? Netanyahu. Livni e Barak hanno bisogno della loro piccola guerra. Devono dimostrare agli israeliani che sanno come gestire uno sterminio di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia Livni che Barak devono offrire all�??elettore israeliano un�??esibizione di devastante carneficina, così che gli israeliani possano aver fiducia nella loro leadership. E�?? la loro unica possibilità contro Netanyahu. In pratica, Livni e Barak stanno lanciando tonnellate di bombe sui civili palestinesi, sulle scuole e sugli ospedali perché questo è esattamente ciò che gli israeliani vogliono vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfortunatamente, gli israeliani non sono conosciuti per la loro pietà o per la loro compassione. Al contrario sono appagati dalla ritorsione e dalla vendetta, gioiscono della loro stessa brutalità senza limiti. Quando all�??ex comandante in capo delle Forze Aeree Israeliane, Dan Halutz, fu chiesto che cosa si provasse a sganciare una bomba su un quartiere di Gaza densamente popolato, la sua risposta fu breve e precisa: �??Si prova una leggera turbolenza sull�??ala destra�??. La freddezza omicida di Halutz fu sufficiente a garantirgli la promozione a capo di stato maggiore della IDF poco tempo dopo. Fu il generale Halutz a guidare l�??esercito israeliano nella seconda guerra del Libano, fu lui a perpetrare la distruzione delle infrastrutture libanesi e di ampie zone di Beirut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quanto sembra, nella politica israeliana il sangue degli arabi si traduce in voti. Ovviamente sarebbe molto ragionevole incriminare Livni, Barak e l�??attuale capo di stato maggiore della IDF, Ashkenazi, per omicidio di primo grado, crimini contro l�??umanità e per la palese infrazione delle Convenzioni di Ginevra. Ma è molto più comprensibile tenere conto del fatto che Israele è una �??democrazia�??. Livni, Barak e Ashkenazi stanno dando al popolo israeliano ciò che vuole: si chiama sangue arabo e deve essere fornito in abbondanti quantità. Questa ininterrotta pratica omicida condotta dai politici israeliani riflette le attitudini del popolo israeliano nel suo insieme piuttosto che quelle di un manipolo di politici e generali. Abbiamo a che fare con una società barbarica, guidata, sul piano politico, da inclinazioni sanguinarie e assassine. Non può esservi dubbio, non c�??è posto per questa gente fra le nazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché gli israeliani siano un popolo così lontano da qualsiasi nozione di umanità è una bella domanda. Gli studiosi della natura umana più generosi ed ingenui potrebbero sostenere che la Shoah abbia lasciato un�??enorme cicatrice nell�??animo degli israeliani. Ciò potrebbe spiegare perché gli israeliani coltivino tale ricordo in modo ossessivo, con il sostegno dei loro fratelli e sorelle della Diaspora. Gli israeliani dicono �??mai più�?? e ciò che vogliono dire è che non dovrà più esserci una nuova Auschwitz, il che in qualche modo li fa sentire legittimati a punire i palestinesi per i crimini commessi dai nazisti. I più realistici tra noi non credono più a questa tesi. Oggi iniziano ad ammettere che è più che probabile che gli israeliani siano così incredibilmente brutali perché semplicemente è questo che sono. E�?? qualcosa che va oltre la razionalità e le teorizzazioni pseudo-analitiche. Essi affermano: �??Questo è ciò che gli israeliani sono e non c�??è più nulla da fare�??. I realistici arrivano perfino ad ammettere che uccidere sia il modo in cui gli israeliani interpretano il significato dell�??essere ebrei. Con tristezza, molti di noi sono arrivati ad ammettere che non esiste un sistema di valori laici alternativo con cui gli ebrei possano sostituire la pulsione ebraica all�??omicidio. Lo stato ebraico sta lì a dimostrare che l�??autonomia nazionale ebraica è un concetto inumano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono cresciuto nell�??Israele degli anni dopo il 1967. Sono stato allevato nel culto della mitica vittoria israeliana, siamo stati abituati ad adorare l�??�??israeliano che combatte in posizione di svantaggio�??, l�??eroico plotone che punta il suo Uzi automatico verso gli arabi e riesce a sconfiggere quattro eserciti in soli sei giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ci sono voluti due decenni di troppo per capire che l�??�??israeliano che combatte svantaggiato�?? era in realtà un maestro dello sterminio indiscriminato. Barak era uno di quegli eroi del 1967, un maestro dell�??assassinio indiscriminato. A quanto sembra, l�??esecutivo israeliano ha appena approvato un progetto per il più massiccio attacco contro Gaza dal 1967. Livni ha più o meno la mia età e, a giudicare dalle notizie, ha interiorizzato quel messaggio. Ora si sta costruendo le necessarie credenziali come assassina indiscriminata. Sia Barak che la Livni stanno conducendo Israele in una campagna elettorale di sterminio. Il sangue degli arabi e dei palestinesi è il carburante della politica israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei suggerire a Barak e alla Livni che non è detto che ciò li aiuti nei sondaggi. Netanyahu è un falco autentico e genuino. Non ha bisogno di atteggiarsi ad assassino e, per quanto io possa disprezzarlo, non ha ancora condotto Israele in una guerra. Probabilmente egli capisce meglio di loro che cosa sia il potere della deterrenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non bisogna confondere �??Shalom�?? con �??pace�?? o con �??Salam�??. �??Pace�?? e �??Salam�?? esprimono riconciliazione e compromesso, mentre �??Shalom�?? significa sicurezza per il popolo ebraico a spese del territorio circostante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;Gaza. �? terrorismo. �? strage. Si può raccontare il crimine&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;di Pino Cabras - Megachip - 30 Dicembre 2008&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;Nei giorni dell�??atroce strage di Gaza l�??orrore si condensa inevitabilmente sulle immagini e le voci delle vittime. Tanti piccoli tasselli che non riescono a ricomporre ancora il quadro della tragedia. Capire e riflettere in mezzo a tanta sciagura è difficile. Ma dobbiamo farlo, per ricostruire i fatti e il contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di occupazione, l�??11 settembre 2005, l�??esercito israeliano ammainò la bandiera a Gaza, non appena fu completato il rapido sgombero delle colonie ebraiche sulla Striscia, troppo costose da tenere. Lunghe colonne di mezzi militari si allontanavano. Era il disimpegno unilaterale di Ariel Sharon: nessun riconoscimento politico che mettesse alla pari gli interlocutori palestinesi. Gli israeliani salutavano, ma non se ne andavano. Il mare e il cielo erano interamente sotto controllo israeliano. E che controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mare, la misera marineria palestinese non aveva più diritto a pescare nemmeno sulla battigia. Nessun molo funzionante, nemmeno per commerciare un po�?? di derrate alimentari fresche.&lt;br /&gt;In cielo, nel corso degli ultimi tre anni non si contano le azioni di bombardamento. In cielo, soprattutto, i jet con la stella di David hanno volato di proposito e di continuo a velocità supersonica, specie di notte, per creare insopportabili rumori. Un trauma senza posa che non ha risparmiato i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In terra, tutto il confine con Israele era una barriera chiusa e impenetrabile. Non bastava lo sfiato esiguo del confine con l�??Egitto a trasformare questo territorio in qualcosa di diverso da una prigione. Serrato in via definitiva il passaggio di Karni, da cui potevano entrare le importazioni palestinesi sbarcate nel vicinissimo porto israeliano di Ashdod, pochi chilometri a nord, i palestinesi dovevano affidarsi ai porti egiziani di Port Said o Alessandria, a 200 chilometri l�??uno, a 400 l�??altro, con costi insostenibili per una popolazione già stremata. Questa era Gaza resa libera. La più grande prigione del mondo, un popolo intero, un milione e mezzo di persone. E più di ogni altra prigione, piena di innocenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando nel 2005 ci fu il �??ritiro�?? unilaterale, uno sguardo spassionato alle circostanze avrebbe permesso di capire al volo che quello non era un refolo di speranza, ma la base per un aggravarsi della situazione. Sarebbe bastato rileggersi l�??intervista concessa il 6 ottobre 2004 al quotidiano «Haaretz» da Dov Weisglass, braccio destro di Sharon, quando dichiarò che il cosiddetto piano di disimpegno da Gaza (che prevedeva anche la costruzione del muro in Cisgiordania) era solo una manovra diversiva intesa a fornire a Israele «una quantità di formaldeide sufficiente affinché non ci sia un processo politico con i palestinesi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mese dopo, moriva Yasser Arafat, il padre della patria, presidente dell�??Anp, l�??Autorità nazionale palestinese. Gli esponenti della classe dirigente laica di al-Fatah, fino ad allora tenuta insieme dal carisma di Arafat, apparivano ormai nudi nei loro terribili difetti. Avevano rubato a man bassa e si costruivano ville palladiane in mezzo alla miseria dei Territori occupati, mentre non avevano risultati tangibili da offrire come frutto della loro negoziazione continuamente soverchiata dal pugno di ferro del governo israeliano e mestamente instradata verso un percepito collaborazionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contro cresceva nella popolazione il prestigio del "Movimento di Resistenza Islamico". Il suo acronimo arabo, Hamas, significa �??zelo, entusiasmo�??. I dirigenti di Hamas conducevano una vita frugale, intanto che in mezzo alle rovine tessevano reti di solidarietà materiale, una sorta di welfare residuale, ma infinitamente più credibile del disastro in cui sprofondava l�??Anp.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che nel gennaio 2006 Hamas vinse le elezioni parlamentari palestinesi, con 76 seggi della camera su 132, mentre al-Fatah ne prese 43. Una vittoria autentica ed elettoralmente pulita, ma anche una variabile che nei calcoli delle potenze coinvolte non si considerava accettabile. Quando la democrazia ha due pesi e due misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora Dov Weisglass, stavolta in veste di coordinatore di una squadra di governo che comprendeva anche i capoccioni delle forze armate e incaricata delle azioni anti-Hamas, commentò così subito dopo le elezioni l�??intento di avviare una crudele stretta economica all�??Autorità palestinese:  «è come andare dal dietista: i palestinesi dimagriranno un bel po�??, ma non moriranno mica». I presenti, tra cui Tzipi Livni, scoppiarono a ridere (vedi Gideon Levy, �??As the Hamas team laughs�??, «Haaretz», 19 febbraio 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Weissglass in fondo è uno spiritoso. Nella famosa intervista ad «Haaretz» del 2004 aveva ben rimarcato quanta formaldeide servisse per imbalsamare le velleità di un accordo di pace: «noi abbiamo istruito il mondo, affinché capisca che non c�??è nessuno con cui trattare. E abbiamo ricevuto un attestato... [che non c�??è nessuno con cui trattare]. L�??attestato sarà revocato solamente quando la Palestina diventerà come la Finlandia». La versione moderna delle calende greche, per chi osasse ancora vagheggiare due popoli in due stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I palestinesi della grande prigione non sono diventati finlandesi. Hanno subito fino in fondo la dieta, giorno dopo giorno. Nonostante la difficile tregua, la vite si stringeva sempre di più, venivano fatti passare sempre meno camion di aiuti, e nulla usciva dal campo della disperazione concentrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza è il caso più disgraziato. Ma anche in Cisgiordania non si scherza. Il governo israeliano ha disposto la chiusura di decine di organizzazioni caritatevoli. La scusa è tagliare qualsiasi flusso che possa favorire Hamas. Quel che accade in realtà è la desertificazione di tutti i corpi intermedi, di tutte le formazioni sociali in seno alla popolazione palestinese, per lasciare spazio solo all�??emergenza umanitaria in mano altrui. Magari in mano all�??Onu, purché non rompa le scatole come faceva con &lt;a target="_blank" href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;amp;op=viewarticle&amp;amp;artid=8459"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Richard Falk&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, relatore speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi, un ebreo cui è ormai vietato entrare in Terra Santa per aver espresso forti critiche sulla politica di occupazione israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al solito, di fronte a vicende di guerra, i media occidentali più importanti manipolano pesantemente le notizie. Sono complici di quelle classi dirigenti che �?? dopo l�??11 settembre  - hanno fatto di tutto per distruggere un ordinamento giuridico internazionale che ammetteva norme non basate sul solo diritto di potenza, inquinare i punti di riferimento concettuali per la definizione di ciò che è aggressione o tirannia o resistenza, mentre potenti interessi imperialistici condizionano l�??economia �?? vicina a un baratro finanziario �?? entro la gabbia delle priorità militari. Gli Stati Uniti non stanno sollevando alcuna obiezione, rispetto all�??ennesima azione scellerata del governo israeliano. Ma anche le voci europee sono flebilissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ernesto Balducci, quando nel 1991 scorreva il bollettino delle vittime nella Guerra del Golfo notava che a fronte di qualche centinaio di americani, c�??erano centinaia di migliaia di morti iracheni: non più una guerra codificata dalla ragione e dal diritto, ma una strage. Credo che anche oggi la parola strage sia la più adatta a descrivere la scena di Gaza. Un�??immane strage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i responsabili dell�??eccidio c�??è il ministro della difesa israeliano, l�??ex premier Ehud Barak. Giustifica anche lui tutta questa ferocia pianificata in nome della lotta al terrorismo.&lt;br /&gt;Pur essendo la parola �??terrorismo�?? una delle più usate nella politica degli ultimi anni, la sua definizione non ha affatto interpretazioni univoche. In molte occasioni i vertici di capi di stato e di governo hanno trovato difficoltà quasi insormontabili quando hanno cercato una definizione minima comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si ragiona un po�?? sulla questione, si scoprono tante sfumature che sottostanno alle definizioni polimorfe di un fenomeno sfuggente. A stento troverete fattispecie ben delineate, mentre vi imbatterete più spesso in parole che si adatterebbero tranquillamente alla descrizione di certi atti di guerra e di spionaggio che invece sono coperti da una qualche vernice di legalità.&lt;br /&gt;Dimenticate per un minuto i bersagli di solito segnalati da politici e mass media, scordate l�??iconografia di un gruppo di kamikaze che si auto-organizza. Troppo facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provate invece a pensare a certe azioni fatte con la copertura di eserciti, Stati, organizzazioni non governative, servizi, multinazionali della security imparentate con il mondo dello spionaggio. Saranno diversi i gradi di visibilità della copertura dei governi, ma vedrete che quelle definizioni tornano indietro come un boomerang.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima grande ondata di attacchi aerei in Iraq nel 2003 venne chiamata «Shock and Awe». Non è facile tradurre questa espressione in due parole, per la densità di richiami che contiene. Normalmente i giornali italiani tradussero �??colpisci e terrorizza�??, �??colpisci e sgomenta�??, per mantenere la forza icastica dell�??espressione e approssimarsi comunque al significato. Ma è interessante perdere un po�?? dell�??effetto per cogliere i significati di un�??altra possibile traduzione: �??sconvolgi e induci in soggezione�??. Si coglie così non tanto la furia cieca del fanatico rozzo, quanto la risolutezza metallica del fanatico freddo, che distilla la �??strategia della tensione�?? in un blitzkrieg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte ritorna l�??espressione �??Terrorismo di Stato�?? e di �??Stato terrorista�??, nella Grozny annientata dai carri armati russi, nel Libano devastato dall�??aviazione israeliana, nelle lotte di potere in Pakistan, nella memoria degli anni di piombo italiani? A ogni buon conto, l�??organo neocon italiano, «Il Foglio», ha plaudito anche stavolta in prima pagina alla rivendicata �??strategia shock and awe�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos�??è dunque il terrorismo? Il terrorismo non è solo una questione di terroristi. In un certo senso ce lo dicono anche le Convenzioni di Ginevra. Anche se non definiscono la nozione di �??terrorismo�??, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 si riferiscono a �??misure di terrorismo�?? e ad �??atti di terrorismo�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??articolo 33 della IV Convenzione di Ginevra in modo esplicito vieta che la popolazione civile venga fatta oggetto di «pene collettive, come pure [di] qualsiasi misura d�??intimidazione o di terrorismo». La vicenda di Gaza è un caso lampante di pena collettiva inflitta alla popolazione. E gli ultimatum che dicono �??stiamo per bombardarvi�??, lungi dal significare �??vogliamo salvarvi la vita, spostatevi�?? sono atti d�??intimidazione e induzione del terrore. Come stupirsi delle parole non prevenute di Richard Falk, pronunciate nel 2007, quando ancora l�??assedio di Gaza non era giunto alle punte di crudeltà più recenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Falk dichiarava: «�? forse un�??esagerazione irresponsabile associare il trattamento dei palestinesi alle pratiche di atrocità collettiva dei nazisti? Non credo. I recenti sviluppi a Gaza sono particolarmente inquietanti perché esprimono in modo sconvolgente un�??intenzione deliberata da parte di Israele e dei suoi alleati di sottoporre una comunità umana nella sua interezza a condizioni di massima crudeltà che ne mettono in pericolo la vita. La suggestione che questo modello di comportamento sia un olocausto in erba rappresenta un appello disperatissimo ai governi del mondo e all�??opinione pubblica internazionale affinché agiscano d�??urgenza per impedire che queste attuali tendenze al genocidio finiscano in una tragedia collettiva».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??articolo 4 del Secondo Protocollo Aggiuntivo delle Convenzioni di Ginevra stabilisce che contro tutte «le persone che non partecipano direttamente o non partecipano più alle ostilità [�?�] siano proibiti in ogni tempo e in ogni luogo [�?�] atti di terrorismo». Ancora una volta, senza arrivare alle definizioni �??teologiche�?? di terrorismo, quelle della Guerra al Terrorismo per intenderci, il diritto internazionale ha cercato di codificare fattispecie precise. In entrambi i disposti delle Convenzioni di Ginevra si enfatizza che né singoli individui né la popolazione civile in quanto tale possono essere fatti oggetto di punizioni collettive che, fra l�??altro, indurrebbero in essa una condizione di terrore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo concetto si rafforza nel Primo Protocollo Aggiuntivo, laddove, all�??articolo 51, è stabilito che «sia la popolazione civile che le persone civili non dovranno essere oggetto di attacchi» e che «sono vietati gli atti o minacce di violenza, il cui scopo principale sia di diffondere il terrore fra la popolazione civile.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche azzeccagarbugli del diritto umanitario proverà a confondere le acque, giocando fra le definizioni di politica interna e internazionale degli interventi militari. Ma il disposto ricompare quasi alla lettera nel Secondo Protocollo Aggiuntivo: la qualificazione del conflitto come internazionale o interno non ha grande rilevanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strage di Gaza è una misura di terrorismo. Un atto di terrorismo. Affermare che si volevano colpire i soldati di Hamas è una giustificazione sottile come la carta velina. I poveri poliziotti massacrati nel giorno del loro giuramento non erano certo persone che �??partecipano direttamente alle ostilità�??. Erano parte di una fragile infrastruttura di sicurezza interna del territorio. Fragile come il miraggio del misero stipendio�?? cosa rara in un luogo in cui ormai tutti sono disoccupati - che forse li allontanava dallo spettro della denutrizione toccata in sorte ai loro connazionali. In tutto e per tutto vittime civili anche i poliziotti morti, come i bambini morti nelle macerie delle scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che l�??obiettivo fosse distruggere qualsiasi dimensione civile dei territori, lo dimostra in modo flagrante la disintegrazione dell�??Università. Che si aggiunge alle devastazioni inflitte anni addietro a tutte le infrastrutture palestinesi. Sono rimasti i forni, senza elettricità e senza pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle indecenti corrispondenze di molti giornali e telegiornali si asseconda il concetto che l�??incursione delle forze armate israeliane servirà a distruggere la percezione di utilità di Hamas nella popolazione civile. Ridurre tutti alla disperazione per rovesciare Hamas, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo intendimento, ci basta rispolverare la definizione ufficiale di �??terrorismo�?? adottata dal Dipartimento della Difesa Usa: «Il terrorismo è l�??uso calcolato della violenza o della minaccia di violenza per indurre paura, intesa a coartare o intimidire stati o società nonché al perseguimento di obiettivi che sono generalmente politici, religiosi e ideologici».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi piace? Volete quella dell�??Fbi? Eccola: «Il terrorismo è l�??uso illegale della forza o della violenza a danno di persone o proprietà per intimidire o coartare un governo, la popolazione civile o un loro segmento, seguendo obiettivi politici o sociali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definizioni troppo americane? Torniamo in Europa, allora. La Decisione quadro sulla lotta contro il terrorismo, adottata dal Consiglio Europeo il 13 giugno 2002 lo definiva come «ogni atto terroristico commesso, da uno o più individui, contro uno o più Stati, intenzionalmente, o tale da arrecare pregiudizio a un�??organizzazione internazionale o a uno Stato. Deve trattarsi di atti terroristici commessi con l�??intenzione di minacciare la popolazione e di ledere gravemente o distruggere le strutture politiche, economiche o sociali di uno Stato (omicidi, lesioni personali, cattura di ostaggi, ricatti, fabbricazione d�??armi, attentati fatti eseguire da terzi, minaccia di porre in atto simili azioni �?�).».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, sfumiamo i termini statuali dei soggetti, andiamo agli atti concreti. Siamo lì. Siamo nell�??ambito di fattispecie che definiscono forme di azione violenta e illegale, tali da mettere in pericolo la popolazione civile, e quindi indurre una condizione di �??terrore�?? diffuso così da ottenere alcuni risultati di tipo politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo certo riconoscere questa definizione anche a carico di chi lancia i razzi Kassam, che lo spudorato corrispondente del Tg1 definisce missili, ma che sono poco più che delle catapulte, dagli effetti drammatici ma strategicamente trascurabili. Ma perché non riconoscerla a carico di chi invece �?? tranne le sue bombe atomiche �?? ha usato sinora  tutto il resto di un armamentario spaventoso e senza proporzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa critica dura e senza sconti alle classi dirigenti israeliane e ai loro alleati significa avere la volontà o la velleità di distruggere Israele? No, è la semplice opposizione alla �??normale�?? e spregiudicata politica di potenza di uno Stato guerresco contemporaneo. Uno Stato che �?? al pari degli altri Stati �?? non deve essere considerato in odore di santità né pervaso da fumi demoniaci, ma semplicemente valutato con tutto l�??arsenale della critica razionale, per quello che fa e che progetta, per il potere che ha e per lo scontro che il suo potere genera.&lt;br /&gt;Relativizziamo, anche in questo caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di costruzione di Israele come nazione non si è risparmiato indicibili crudeltà e ingiustizie, ma è stato così anche per gli Stati-nazione più forti che conosciamo. La Francia che passa per guerre civili e religiose e accresce la sua economia a spese delle colonie, la Spagna della "limpieza de la sangre" e della Conquista, gli Stati Uniti con la Nuova Frontiera che schiaccia i nativi, la Russia che edifica un impero con impressionanti democidi, la Germania che prende le misure del mondo con enormi massacri e genocidi, la Cina che calpesta le minoranze, la stessa nostra Italia che si unifica con grandi tributi di sangue e dove Cristo è più o meno sempre fermo a Eboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro tante epopee nazionali c�??è un terribile bagno di sangue, che dovrebbe spingere a non demonizzare, ma semplicemente a riconoscere il crimine quando esso si manifesta con tanta capacità di devastazione. In questo caso, oltre al diritto alla vita delle persone, oltre al diritto del popolo palestinese, oltre al diritto internazionale, è in gioco la pace a livello globale, per l�??insieme di relazioni che si disputano nello scenario mediorientale. Cui si aggiunge la pericolosissima tradizionale unilateralità del governo israeliano, ancora una volta �??pares non recognoscens�??, ora in una polveriera più sconvolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, per come si stanno comportando i mass media, è in gioco la possibilità di raccontare ancora delle verità sulla barbarie.&lt;br /&gt;Denunciare la strage di Gaza con una capacità di esecrazione equivalente a quella consumata per la strage di Mumbai. Si può?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrastare subito le aggressioni, adesso, non con invisibili autocritiche �??a babbo morto�??, come è avvenuto per l�??aggressione della Georgia all�??Ossetia del Sud. Si può?&lt;br /&gt;Non lasciar passare in cavalleria terrificanti crimini di guerra, come si è fatto per Bush che candidamente ha ammesso che la devastazione dell�??Iraq è nata da falsi pretesti. Si può? Si può farlo ora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccontare che i razzi Kassam di questi giorni non c�??entrano nulla, perché anche «Haaretz» riferisce che l�??attacco era pianificato da mesi e mesi. Si può?&lt;br /&gt;Se non si fa disinformazione, si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;big style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;"&gt;�??IL GOVERNO ISRAELIANO E' UN PERICOLO PER LA PACE NEL MONDO�??&lt;/big&gt;&lt;br /&gt;            &lt;br /&gt;      &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solidarietà al popolo palestinese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;L'assalto sanguinoso, e vile, di Israele contro la popolazione della striscia di Gaza è una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vergogna per la comunità internazionale&lt;/span&gt; che ha permesso che avvenisse e che non ha fatto nulla per impedirlo e per fermarlo.&lt;br /&gt;La       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stampa occidentale descrive gli eventi con la stessa, intollerabile faziosità&lt;/span&gt; con cui raccontò l'aggressione georgiana contro l'Ossetia del Sud, lo scorso agosto.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Vorrei che si ricordasse che la Russia fu condannata dal Parlamento Europeo per reazione "sproporzionata". &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa firmeranno adesso i parlamentari europei che allora firmarono quella condanna?&lt;/span&gt; Se ne rimarranno in silenzio?&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;La mia solidarietà piena va al popolo palestinese, Popolo martire.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Il       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;governo israeliano&lt;/span&gt;, con questo ennesimo massacro, dimostra di essere un       &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pericolo per la pace del mondo&lt;/span&gt;. E, come accade sovente agli stupidi, finisce per essere un pericolo per se stesso, come tutti coloro che ignorano non solo la legge internazionale, ma anche la storia dei popoli.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giulietto Chiesa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;span style="font-style: italic;"&gt;parlamentare europeo&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;A Gaza è un lento morire in vano ascolto&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;di Vittorio Arrigoni - &lt;/span&gt; &lt;a target="_blank" href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/"&gt;http://guerrillaradio.iobloggo.com/&lt;/a&gt; - 30 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'aria acre odore di zolfo, nel cielo lampi intermezzano fragorosi boati.&lt;br /&gt;Ormai le mie orecchie sono sorde dalle esplosioni e i miei occhi aridi di lacrime dinnanzi ai cadaveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi trovo dinnanzi all'ospedale di Al Shifa,&lt;br /&gt;il principale di Gaza, ed è appena giunta la terribile minaccia che Israele avrebbe deciso di bombardare la nuova ala in costruzione.&lt;br /&gt;Non sarebbe una novità, ieri è stato bombardato l'ospedale Wea'm.&lt;br /&gt;Insieme ad un deposito di medicinali a Rafah,&lt;br /&gt;l'università islamica (distrutta),&lt;br /&gt;e diverse moschee sparse per tutta la striscia.&lt;br /&gt;Oltre a decine di installazioni CIVILI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che non trovando più obbiettivi "sensibili",&lt;br /&gt;l'aviazione e la marina militare si diletti nel bersagliare luoghi sacri, scuole e ospedali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un 11 settembre ad ogni ora, ogni minuto, da queste parti,&lt;br /&gt;e il domani è sempre una nuovo giorno di lutto, sempre uguale.&lt;br /&gt;Si avvertono gli elicotteri e gli aerei costantemente in volo,&lt;br /&gt;quando vedi il lampo, sei già spacciato,&lt;br /&gt;è troppo tardi per mettersi in salvo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono bunker antibombe in tutta la Striscia,&lt;br /&gt;nessun posto è al sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a contattare più amici a Rafah,&lt;br /&gt;neanche quelli che abitano a  Nord di Gaza city,&lt;br /&gt;spero perchè le linee sono intasate.&lt;br /&gt;Ci spero.&lt;br /&gt;Sono 60 ore che non chiudo occhio,&lt;br /&gt;come me, tutti i gazawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri io e altri 3 compagni dell'ISM abbiamo trascorso tutta la nottata all'ospedale di al Awda del campo profughi di Jabalia. Ci siamo andati perchè temevamo la tanto paventata incursione di terra che poi non si è verificata.&lt;br /&gt;Ma i carri armati israeliani stazionano pronti lungo il confine tutto il confine della Striscia,&lt;br /&gt;il loro cingoli affamati di corpi pare si metteranno in funerea marcia questa di notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le 23:30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall'ospedale,&lt;br /&gt;l'onda d'urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.&lt;br /&gt;Un' ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell'ora.&lt;br /&gt;Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili,&lt;br /&gt;la bomba israeliana ha distrutto anche l'edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.&lt;br /&gt;5 sono morte, una è gravissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno adagiato le bambine sull'asfalto cabonizzato,&lt;br /&gt;e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili.&lt;br /&gt;Non è un errore, è volontario cinico orrore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo a quota 320 morti,&lt;br /&gt;più di un migliaio i feriti,&lt;br /&gt;secondo un dottore di Shifa il 60% è destinato a morire nelle prossime ore,&lt;br /&gt;nei prossimi giorni di una lunga agonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decine sono i dispersi,&lt;br /&gt;negli ospedali donne disperate cercano i mariti, i figli,&lt;br /&gt;da due giorni, spesso invano.&lt;br /&gt;E' uno spettacolo macabro all'obitorio.&lt;br /&gt;Un infermiere mi ha detto che una donna palestinese dopo ore di ricerca fra i pezzi di cadaveri all'obitorio,&lt;br /&gt;ha riconosciuto suo marito da una mano amputata.&lt;br /&gt;Tutto quello che di suo marito è rimasto,&lt;br /&gt;e la fede ancora al dito dell'amore eterno che si erano ripromessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di una casa abitata da due famiglie,&lt;br /&gt;è rimasto ben poco dei corpi umani.&lt;br /&gt;Ai parenti hanno mostrato un mezzo busto,&lt;br /&gt;e tre gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in questo momento una delle nostre barche del Free Gaza Movement sta lasciando il porto di Larnaca in Cipro. Ho parlato coi miei amici a bordo. Eroici, hanno ammassato medicinali un pò in ogni dove sull'imbarcazione.&lt;br /&gt;Dovrebbe approdare al porto di Gaza domani verso le 0800 am.&lt;br /&gt;Sempre che il porto esista ancora dopo quest'altra notte di costanti bombardamenti.&lt;br /&gt;Starò in contatto con loro tutto questo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno fermi questo incubo.&lt;br /&gt;Rimanere in silenzio significa supportare il genocidio in corso.&lt;br /&gt;Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo "civile",&lt;br /&gt;in ogni città, in ogni piazza,&lt;br /&gt;sovrastate le nostre urla di dolore e terrore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vik in Gaza&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/mcdx8p_5ulw" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5914528765939191342?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5914528765939191342?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/mcdx8p_5ulw/il-terrorismo-israeliano.html" title="Il terrorismo israeliano" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVoDr2zhQII/AAAAAAAAAxc/VOS_7Xnc5EQ/s72-c/gaza0.JPG" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/il-terrorismo-israeliano.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-8421999775463186896</id><published>2008-12-29T04:16:00.000-08:00</published><updated>2008-12-29T04:49:29.883-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-29T04:49:29.883-08:00</app:edited><title type="text">Le bolle col buco</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVjEMwnoZ1I/AAAAAAAAAxU/sKQ_eXAcfTo/s1600-h/bolle_di_sapone1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285189886207878994" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 302px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVjEMwnoZ1I/AAAAAAAAAxU/sKQ_eXAcfTo/s320/bolle_di_sapone1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche altro articolo su cio' che ci aspetta nel 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Misure anti-crisi: in ordine sparso contro lo tsunami&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Mario Braconi - Altrenotizie - 29 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L�??Italia è in recessione. Le stime OCSE prevedono che il prodotto interno italiano decrescerà dello 0,4% nel 2008 e dell�??1% nel 2009. Nel nostro Paese ben 400.000 persone perderanno il lavoro, mentre il tasso di disoccupazione toccherà l�??8% (oggi è il 6,9%). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad aggravare la preoccupazione dei cittadini, lo spettacolo di un�??Europa concorde nel riconoscere il fallimento del mercato, eppure incapace di attuare misure unitarie o almeno fortemente coordinate contro la crisi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??Ecofin del 2 dicembre scorso, infatti, si è concluso con una dichiarazione piuttosto generica che, oltre a stabilire un tetto per gli interventi dei governi (200 miliardi di euro, ovvero l�??1,5% - circa - del Prodotto Interno Lordo UE), contiene affermazioni piuttosto ovvie (ad esempio �??gli stimoli fiscali a breve termine devono essere coerenti con strategie di bilancio a medio termine prudenti�??; gli interventi �??aumenteranno temporaneamente i deficit pubblici�??). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Francia e (meno prevedibilmente) la Gran Bretagna, da versanti politici opposti, costituiscono la nuova avanguardia keynesiana, favorevole ad un intervento massiccio dello Stato nel rilancio dell�??economia, anche a costo di un peggioramento temporaneo dei conti pubblici. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se Sarkozy ha licenziato un pacchetto da 26 miliardi di euro e, senza falsi pudori, ha annunciato ai colleghi che il rapporto tra deficit/PIL con ogni probabilità sarà superiore al prescritto 4%, Mr. Brown ha messo sul piatto ben 20 miliardi di sterline per sostenere l�??economia, pari all�??1% del prodotto interno lordo del paese. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In un discorso che ha tenuto a New York a novembre il Primo Ministro britannico ha esplicitamente evocato Sir John Maynard Keynes, ricordando come, alla fine degli anni Venti, le proposte del grande economista britannico furono liquidate dall�??allora Ministro dell�??Economia con una sentenza composta di tre, durissime, parole: �??Inflazione, stravaganza, fallimento�??.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se Francia e Gran Bretagna assomigliano un po�?? alle allegre cicale della favola di Esopo, la Cancelliera tedesca Angela Merkel sembra confinata al ruolo della formica guastafeste. Che i tedeschi restino piuttosto freddi di fronte alle insistenze degli altri due Paesi a fare di più è comprensibile: infatti, anche dopo aver messo a disposizione 32 miliardi di euro per combattere la recessione (1,3% del Prodotto Interno Lordo), il governo tedesco quest�??anno presenterà un bilancio pubblico in pareggio (cosa che non accadeva da quasi 40 anni) e vuole difendere ad ogni costo questo importante risultato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la questione dell�??entità dell�??impegno finanziario forse non è il cuore del problema: se infatti, a margine dell�??incontro del 12 dicembre, la Cancelliera ha dichiarato di appoggiare il piano Barroso (il che vuol dire che aumenterà l�??entità dell�??intervento), la frattura che separa la Germania dagli altri due partner è di carattere filosofico: i tedeschi, forse per motivi legati alla loro storia, non amano gli interventi in �??deficit spending�??, privilegiando invece un approccio orientato alla stabilità macroeconomica di lungo periodo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E�?? indicativo il commento tranchant rilasciato dal Ministro tedesco delle Finanze al settimanale NewsWeek a proposito della riduzione dell�??IVA decisa dal governo Brown: �??Con il suo piano di rilancio da 24 miliardi di euro, il Governo Brown aumenterà il debito a un tale livello che ci vorrà una generazione per ripianarlo�??.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A proposito di �??deficit spending�??, la riduzione dell�??IVA britannica (dal 17,5% al 15%, soglia minima per tutti i Paesi della Unione Europea), da cui il Cancelliere dello scacchiere Alistair Darling si attende effetti positivi per 12,5 miliardi di sterline, non piace per niente nemmeno agli amici francesi, convinti che �??altre misure, come quelle di insistere sull'innovazione e sulla ricerca siano più efficaci per le nostre economie�??. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aggiungiamo sommessamente che, se da un lato la manovra sull�??IVA è semplice da agire, ha il difetto di avvantaggiare indifferentemente tutti i cittadini indipendentemente dal reddito. In ogni caso, va dato atto a Darling di aver finanziato le misure anti-crisi con una stangata sui redditi più elevati: per chi guadagna oltre 150.000 sterline l�??anno, a partire da aprile 2011, l�??aliquota passerà infatti da 40 a 45%.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto riguarda l�??Italia, possiamo dire che (a parole) era partita benissimo, annunciando un piano da 80 miliardi (16 novembre) e che poi si è un po�?? persa per strada. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A forza di continue revisioni al ribasso, il valore del decreto anti-crisi è sceso fino a 6 miliardi di euro, per poi, miracolosamente, trasformarsi in un intervento a costo zero, cioè senza impatto sulle casse dello Stato: anzi, secondo un interessante studio dell�??economista Tito Boeri, il valore assoluto delle misure di sostegno messe in campo (social card, bonus, misure a favore dei mutuatari�?�) sarebbe addirittura inferiore a quello delle coperture reperite, il che produrrebbe un profitto netto di circa 400 milioni di euro per il governo: insomma, lo Stato guadagna anche sugli interventi di incentivo all�??economia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E�?? sempre interessante rilevare come il nostro Paese, nelle mani dell�??innegabile �??genio finanziario-creativo�?? di Giulio Tremonti, si muova sempre in controtendenza rispetto al resto del mondo. Se dappertutto si incentivano i cittadini a investire nell�??efficienza energetica, noi li bastoniamo con provvedimenti retroattivi (salvo poi tornare indietro); mentre altri Paesi, come la Gran Bretagna, mettono in campo enormi quantità di risorse abbassando le tasse in modo veloce (sia pur con i distinguo di cui sopra) salvo poi ritrovare la copertura con un aumento delle aliquote sui redditi più alti a crisi superata, ecco che noi finanziamo le misure anticrisi aumentando le tasse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il lavoro di Boeri dimostra ad esempio come il costo complessivo del bonus famiglia, del contratto di servizio con Trenitalia e del contributo interessi sui mutui (3.230 milioni di euro) venga integralmente coperto con aumenti di tasse (imposte sulla rivalutazioni immobili, voce che peraltro include anticipazioni di entrate che si vedranno solo in futuro, più i due celeberrimi provvedimenti assurti all�??onore delle cronache: l�??aumento IVA sulla pay-tv �??non berlusconiana�?? e la tassa sul porno). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Senza considerare che bonus e social card, pur avendo il merito di produrre una lieve ed assai imperfetta redistribuzione del reddito a favore delle fasce più povere della popolazione (il limite di età finisce per escludere i giovani dai benefici del provvedimento), produrranno un enorme iperlavoro burocratico in grado di limitarne fortemente i benefici. Ed, in ogni caso, ridistribuire va bene, ma non è quello lo scopo di una misura di stimolo economico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Concludendo, fa sorridere l�??ironica situazione dell�??Italia, che in questo frangente si trova allineata al partito del rigore di Angela Merkel e quindi contrapposta a Gran Bretagna e Francia: solo che la Cancelliera è contraria ad eccessi di spesa per uno schietto senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future, cosa che dovrebbe animare ogni politico con la P maiuscola, quale che siano le sue idee. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tremonti, dopo anni di spese pazze, è diventato più sobrio di un trappista solo per un motivo di mercato: se gli spread sui BTP italiani continuano a crescere (oggi pagano circa 1,5% in più rispetto agli equivalenti Bund tedeschi) il carico di interessi rischia di mandare fuori controllo il budget di cassa, innescando una caduta dei prezzi dei titoli ed un conseguente ulteriore aumento dei tassi: una pericolosissima reazione a catena. Forse Sacconi non sarà un grande comunicatore, ma certo in queste condizioni il rischio di bancarotta non è poi così remoto. Voce dal sen fuggita�?�&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La bolla piu' grande della storia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Nouriel Roubini - La Stampa - 29 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il sistema finanziario del mondo ricco si sta dirigendo verso un crollo. Per la prima volta in settant�??anni si è avuto paura di una corsa indiscriminata a ritirare i depositi dalle banche, mentre il sistema bancario «ombra» - agenti, prestatori di mutui non bancari, strumenti strutturati di investimento, hedge funds, fondi monetari di mercato e società di private equity - sta correndo rischi sulle sue passività a breve termine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dal lato dell�??economia reale, tutte le economie avanzate - che rappresentano il 55 per cento del Prodotto interno lordo globale - erano entrate in recessione anche prima del pesante shock finanziario iniziato alla fine dell�??estate 2008. Di conseguenza, ci troviamo oggi di fronte a una recessione, a una crisi finanziaria severa e a una profonda crisi bancaria nelle economie avanzate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I mercati emergenti hanno inizialmente subito le conseguenze di questa crisi solo quando gli investitori stranieri hanno cominciato a ritirare i loro investimenti. Poi il panico si è diffuso sui mercati di credito, monetari e valutari. Evidenziando così la vulnerabilità dei sistemi finanziari di molti Paesi in via di sviluppo e di settori aziendali che, di fronte all�??espansione del credito, si sono indebitati a breve e in valute estere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I più fragili sono stati i Paesi con un grande deficit di conto corrente e/o con un grande deficit fiscale e con forti debiti in valute estere a breve termine. Ma anche quelli con la migliore performance - come Brasile, Russia, India e Cina - sono adesso a rischio di un atterraggio brusco. Molti mercati emergenti stanno quindi rischiando una grave crisi finanziaria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La crisi è stata causata dalla più grande bolla finanziaria e creditizia della storia, causata da un uso estremo della leva finanziaria. L�??utilizzo della leva finanziaria e le bolle speculative non si sono limitati al mercato immobiliare americano, ma hanno caratterizzato il mercato immobiliare anche di altri Paesi. Inoltre, al di là del mercato immobiliare, in molti sistemi economici vi è stata un�??eccessiva concessione di prestiti da parte di istituzioni finanziarie e di alcuni settori di impresa e della pubblica amministrazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il risultato è che ora stanno esplodendo contemporaneamente una bolla immobiliare, una bolla dei mutui ipotecari, una bolla del mercato azionario e obbligazionario, una bolla del credito, una bolla delle materie prime, una bolla del private equity e degli hedge fund.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??illusione che la contrazione economica negli Stati Uniti e nelle altre economie avanzate sarebbe stata profonda ma breve - una recessione cioè di sei mesi a V - è stata sostituita dalla certezza che la crisi sarebbe stata una lunga e protratta recessione a U, che può durare almeno due anni negli Stati Uniti e si avvicina ai due anni in gran parte dei Paesi nel resto del mondo. In più, dato il rischio crescente di un collasso del sistema finanziario globale, non si può neppure escludere la prospettiva di una recessione a forma di L della durata di una decina d�??anni: come quella vissuta dal Giappone dopo il collasso della sua bolla immobiliare e azionaria. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nouriel Roubini (Docente di Economia presso la New York University e presidente di RGE Monitor)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La Cina e la crisi finanziaria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Andrew Hughes - Global Research - 17 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Traduzione per &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;&lt;em&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; a cura di Angela Corrias &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con le ondate di distruzione causate dal crollo finanziario globale è arrivato un significativo momento di riflessione obbligatoria. Se tale disastro ha investito il pianeta, quali lezioni si possono trarre per smantellare il meccanismo che lo ha causato in primo luogo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I rimedi proposti dai governi in tutto il mondo non stanno funzionando come conferma ogni reale indicatore economico. L�??eterna influenza corruttrice dei soldi nelle politiche e disegni del governo non ha fatto altro che garantire che qualunque metodo verrà usato per salvare l�??economia dalla bocca della balena sarà come gocce di pioggia su un fiume. L�??unico schiacciante fattore che non sembra venir preso in considerazione nell�??equazione è che per tirarsi fuori dal pasticcio finanziario si ha bisogno di risorse finanziarie. Non quelle prese in prestito ma quelle risparmiate. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui è l�??asso nella manica della Cina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli Stati Uniti hanno un deficit finanziario reale di 53 trilioni di dollari che non potranno mai ripagare.L�??Inghilterra è sulla buona strada nel distruggere la sua moneta e far crescere il suo debito e così è la Francia.La Cina, invece, è nella particolare condizione di avere 1.9 trilioni di dollari in riserve di moneta estera. Questo la mette in una posizione esclusiva rispetto al resto del mondo. Mentre quest�??ultimo era impegnato nel consumare tutto quello che la Cina produceva, i Cinesi stavano accumulando un enorme cuscino di contante reale che adesso possono usare per deviare la concentrazione da un�??economia che verte sull�??esportazione a una che comincia a focalizzarsi sulla domanda interna. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I principi economici per una ripresa in Cina sono più evidenti che nel resto del mondo perché non c�??è mai stato lo stesso consumo esagerato spinto dal credito che era la forza trainante per il PIL in tanti altri paesi. Persino su base individuale i risparmi familiari &lt;a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;amp;sid=a8bzsy9KM95A&amp;amp;refer=home"&gt;sono saliti&lt;/a&gt; a 382.7 miliardi di yuan rispetto al mese precedente (ottobre 2008).Il &lt;a href="http://english.people.com.cn/90001/90780/91342/6556367.html"&gt;piano di stimolo&lt;/a&gt; di 585 miliardi di dollari della �??Central Economic Work Conference�?? si rivolge a molte aree che sono essenziali nell�??incrementare la domanda e il potere d�??acquisto del consumatore interno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Progetti per le abitazioni in città per famiglie a basso reddito, sussidi per le famiglie di campagna a basso reddito, fondi per l�??assistenza sanitaria e l�??educazione. La Cina sta anche sostenendo le industrie dell�??acciaio, automobilistiche e delle telecomunicazioni abbassando le tasse e incoraggiando l�??innovazione con sussidi per la ricerca e lo sviluppo. L�??importazione di ferro grezzo sta &lt;a href="http://steelguru.com/news/index/2008/12/16/NzU1NjQ=/Mitsui_OSK_and_other_shipping_lines_advance_on_Baltic_Index.html"&gt;aumentando&lt;/a&gt; e l�??acciaio prodotto viene conservato per un utilizzo futuro. L�??ultimo punto è importante perché presenta la Cina con un vantaggio nei costi di fabbricazione di base visto che la caduta dei prezzi nel trasporto e nella merce ha mostrato che essa ha costituito le sue riserve a prezzi da reparto delle occasioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo è investimento reale con denaro reale disponibile. La Cina ha risparmiato per i tempi di magra e, adesso che sono arrivati, può approfittare delle sue risorse. Ci vorrà del tempo per la Cina per risollevare la sua enorme economia ma almeno non si devono preoccupare di ripagare un debito impossibile da pagare al resto del mondo. Mentre tutti gli altri paesi stanno cercando disperatamente di formulare un piano di salvataggio alimentato da un incremento nel debito pubblico, la Cina non si deve preoccupare, e questo sarà il suo vantaggio principale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??investimento nel potere d�??acquisto e nelle prospettive di occupazione della popolazione migliorando le infrastrutture del paese e offrendo agevolazioni fiscali e sussidi ripagherà molto di più che il buttare soldi in istituzioni finanziarie. Questo i Cinesi già lo sapevano e sapevano anche che è inutile nel risollevare una cattiva situazione. Il Poliziotto del mondo sarà pure occidentale, ma il maestro del mondo risiede ancora, come è stato per millenni, in Oriente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Un analista: un terzo delle banche potrebbe crollare nel 2009&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Paul Joseph Watson - Prison Planet - 24 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;tradotto per &lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;http://www.comedonchisciotte.org/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt; da ALCENERO &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Ralph Silva ha dichiarato alla CNBC che migliaia di banche affronteranno un fallimento o saranno costrette a una fusione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'analista finanziario Ralph Silva della TowerGroup ha detto alla CNBC questa mattina che si aspetta che non meno di un terzo delle banche fallirà nel 2009 e che qualcosa come un migliaio di banche potrebbe crollare se non partecipa a una fusione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Silva ha detto che solo cinque o sei banche globali hanno sufficienti fondi per sopravvivere comodamente per tutto il 2009. "Il resto delle banche, il che vuol dire un migliaio di altre banche, non ha sufficiente denaro per superare il 2009", ha aggiunto Silva. "Nel 2009 vedremo scomparire un terzo delle banche dei paesi del G8, partecipando, volenti o nolenti, a una fusione, o sparendo completamente" ha detto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'analista ha previsto che piuttosto che lasciar fallire le banche, i governi le costringeranno a fondersi, citando l'esempio della Bradford e della Bingley in Gran Bretagna, cosa che porterà "a molte poche banche che saranno proprietarie di qualcosina in più".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Silva ha avvertito che le banche non saranno in grado di prestare denaro per tutto il 2009 perché saranno più preoccupate semplicemente a sopravvivere e ad essere capaci di pagare i loro dipendenti.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/cSzWCJt0eSc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8421999775463186896?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8421999775463186896?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/cSzWCJt0eSc/le-bolle-bucate.html" title="Le bolle col buco" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVjEMwnoZ1I/AAAAAAAAAxU/sKQ_eXAcfTo/s72-c/bolle_di_sapone1.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/le-bolle-bucate.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-2445312364067408316</id><published>2008-12-28T02:35:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T03:47:59.270-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-28T03:47:59.270-08:00</app:edited><title type="text">Massacro di Gaza: Israele l'esecutore, l'ANP il mandante</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVdj431e6rI/AAAAAAAAAxE/QmgkezR6ml0/s1600-h/04.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVdj431e6rI/AAAAAAAAAxE/QmgkezR6ml0/s200/04.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284802516454664882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il bilancio del piu' massiccio bombardamento aereo israeliano dal 1948 sul territorio palestinese si e' aggravato ulteriormente: oggi fonti mediche parlano di 280 morti e piu' di 600 feriti, mentre per Hamas i morti sono 400 e i feriti piu' di 1000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non basta. Carri armati israeliani sono schierati al confine con la Striscia di Gaza, segno di un prossimo attacco da terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se Israele e' lo spietato esecutore materiale di questo massacro, tra i mandanti invece c'e' l'ANP (l'Autorita' Nazionale Palestinese) e il presidente palestinese Abu Mazen che, con l'aiuto fondamentale di Israele, si stanno vendicando contro Hamas e gli abitanti di Gaza per la sonora sconfitta militare subita nella guerra civile del giugno 2007, quando Hamas ha conquistato il controllo di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi infatti l'ANP ha gettato la maschera.&lt;br /&gt;Abu Mazen ha dichiarato "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I palestinesi avrebbero potuto evitare i massacri in corso a Gaza&lt;/span&gt;". Agghiaccianti parole pronunciate da chi in teoria dovrebbe rappresentare tutto il popolo palestinese.&lt;br /&gt;Mentre un funzionario dell'ANP ha detto al quotidiano israeliano The Jerusalem Post "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'autorità nazionale palestinese (Anp) è pronta a tornare nella Striscia di Gaza e ad assumerne il controllo, se Israele riuscirà a liberarsi del regime di Hamas. Siamo pronti a tornare a Gaza, crediamo che la gente sia stufa di Hamas e voglia vedere un nuovo governo&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E un altro funzionario ha fatto inoltre sapere che il partito Al Fatah di Abu Mazen ha dato istruzione a tutti i suoi membri presenti a Gaza di tenersi pronti a tornare al potere "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Abbiamo un numero sufficiente di uomini nella Striscia di Gaza pronti a riempire il vuoto di potere, naturalmente tutto dipende da Israele se riuscirà a liberarsi del regime di Hamas&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- fine TESTO 14 --&gt;Piu' chiaro di cosi'...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, dopo i raid aerei israeliani, al Fatah e l'ANP attendono fiduciosi l'attacco finale terrestre per riprendersi definitivamente il potere a Gaza.&lt;br /&gt;                        &lt;!-- metadata PUBDATE 13 "11:05:42 28-12-2008" --&gt;&lt;!-- metadata LOGO 13 "" --&gt;                     &lt;span class="orario"&gt;&lt;a name="evento13"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="dir-title"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="javascript:toggleShowEvento(13);void(0);"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Crimini di guerra a Gaza&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;da www.infopal.it - 27 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Israele ha scelto il momento opportuno per bombardare: l'ora di uscita dei bambini dalle scuole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gaza - Infopal. Circa 200 morti e 300 feriti: questo è il bilancio attuale (ore 14, ora locale) degli attacchi aerei israeliani in corso contro la Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aviazione da guerra israeliana sta bombardando diverse sedi delle forze di sicurezza palestinesi a Gaza. E' un vero massacro! Sul terreno ci sono già 200 morti e centinaia di feriti, ma il bilancio è destinato a salire tragicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ambulanze stanno accorrendo sul luoghi dei bombardamenti per soccorrere i feriti e portare via i cadaveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono decine di cadaveri di membri della polizia sparsi per terra, a seguito del bombardamento delle postazioni 17, Tawam, la sede delle forze preventive, Ansar, la direzione civile, al-Safina, la sede dei passaporti. Sono state bombardate tutte le sedi amministrative e politiche della Striscia di Gaza. Ucciso anche il capo generale della polizia di Gaza il colonello Tawfiq Jaber.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti mediche hanno riferito che ci sono centinaia di feriti.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Gli aerei da guerra israeliani continuano a sorvolare lo spazio della Striscia di Gaza.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Stato criminale. E' una vera guerra: gli attacchi aerei stanno colpendo il nord, il sud e il centro della Striscia. Israele ha scelto il momento opportuno per bombardare: l'ora di uscita dei bambini dalle scuole. E' una tragedia immensa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I nostri giornali e le nostre tv, le cui direzioni hanno perso completamente il senso della dignità professionale, ci stanno raccontando che ad essere bombardate sono le basi dei "terroristi". Non è così! Sono i civili, i bambini, la dirigenza delle forze dell'ordine, dell'amministrazione pubblica, a essere colpiti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La propaganda mediatica italiana filo-sionista ha iniziato già da qualche settimana a prepararci alla ineluttabilità di questa guerra a senso unico, vera carneficina di biblica memoria, dando la colpa a Hamas e ai razzetti Qassam, quando la verità è un'altra: Israele ha bisogno di queste stragi di innocenti in funzione elettorale. Hamas era disposta alla tregua a patto di far fermare gli attacchi israeliani mai sospesi, nonostante il cosiddetto "cessate il fuoco" siglato a giugno, e di far riaprire i valichi per far entrare i rifornimenti alimentari e il carburante, necessari alla sopravvivenza di 1,5 milioni di persone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo i nostri sempre più indecenti giornali e tg non ce lo hanno raccontato.&lt;/p&gt; Siamo di fronte alla morte dell'informazione, al Grande Fratello che manipola le menti e le coscienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Stanno facendo una strage&lt;br /&gt;www.infopal.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Infopal in collegamento telefonico con Vittorio Arrigoni, da Gaza: stanno facendo una strage.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Infopal.&lt;/strong&gt; Ore 13 ora di Gaza. Abbiamo appena parlato al telefono con Vittorio Arrigoni, dell'International Solidarity Mov., rientrato a Gaza con l'ultimo viaggio di Dignity, l'imbarcazione del Free Gaza. &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vittorio, com'è la situazione al momento, a Gaza?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Gli F16 israeliani stanno bombardando dalle 11,30 di questa mattina. E' una vera carneficina: sono già 200 le vittime. Hanno tirato giù due palazzine di civili, vicino a casa mia, nella zona del porto. Stanno ammazzando poliziotti e cittadini".&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;Qui i nostri tg e i siti dei nostri quotidiani stanno raccontando che sono in corso bombardamenti contro "basi terroristiche"...&lt;/strong&gt; &lt;p&gt;"Balle! Che vergogna! Stanno ammazzando poveri cristi, poliziotti, altro che terroristi! Non ho mai visto tanta violenza contro Gaza come ora....Hanno attaccato con caccia e con la Marina da guerra".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi aspettavate questi attacchi?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;"A dir il vero, no. Ieri, Israele aveva aperto i valichi lasciando entrare qualche rifornimento alimentare...L'ha fatto apposta, così oggi ha potuto prendere alla sprovvista la popolazione, i bambini che uscivano da scuola, i poliziotti che si stavano addestrando per funzioni di sicurezza interna...".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mentre Vittorio parla, si sente il suono delle bombe che cadono su Gaza...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"Sto andando all'ospedale ash-Shifa, per vedere se hanno bisogno di sangue...".&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tamburi di guerra, banditori italiani e violenze continue&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Da Infopal - 26 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Lo stato israeliano ha diramato &lt;em&gt;world wide&lt;/em&gt; l'annuncio di guerra contro la Striscia di Gaza affamata da due anni di folle e crudele, oltreché illegale, assedio. Come consueto, i banditori di corte, cioè i nostri media &lt;em&gt;embedded&lt;/em&gt;, hanno rimbalzato la decisione del tiranno giustificandola con il "provvidenziale" (per Israele) lancio di razzetti palestinesi. Ovviamente, non avesse avuto questa "scusa", il regime sionista, avrebbe aggredito comunque, perché è parte della natura di un potere impostosi con la forza, il terrorismo e l'inganno, mantenerlo con la violenza e la sopraffazione. Machiavelli insegna.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Passiamo ora a raccontare ciò che i nostri tg e giornali non scrivono mai: in una settimana, le forze di occupazione-invasione israeliane hanno condotto 25 incursioni contro la Cisgiordania - dove, a giustificazione di tali crimini, non ci sono lanci di razzi della resistenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La denuncia viene dal PCHR, che sottolinea come gli attacchi israeliani sono diventati "giornalieri", senza per questo attirare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e dei mezzi di informazione, invece molto sensibili a ogni missile artigianale e generalmente innocuo, lanciato dalla Striscia di Gaza su territorio israeliano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell'ultima settimana, inoltre, 18 palestinesi - tra cui 4 minori - sono stati sequestrati dalle forze israeliane, per un totale di 2329 prigionieri rinchiusi dall'inizio dell'anno nelle prigioni di Israele.&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;strong&gt;A Gaza, l�??esercito israeliano bombarda anche  alla vigilia di Natale: ucciso un resistente e feriti altri  quattro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mercoledì sera, vigilia di Natale, le forze di occupazione israeliane hanno bombardano la zona dell�??aeroporto internazionale di Gaza, a est di Rafah, nel sud della Striscia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonti mediche palestinesi hanno riferito che all�??ospedale di Abu Yusef an-Najjar, a Rafah, è arrivato il cadavere di un giovane combattente, Yahya Zakaria al-Shaer (23 anni), insieme ad altri quattro, feriti nello stesso bombardamento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno  dichiarato che il resistente ucciso e i feriti appartengono al loro gruppo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La resistenza palestinese ha lanciato diverse granate contro il passaggio di Karm Abu Salem, prima di essere colpita dall�??aviazione israeliana.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I Tg e la fine della libera informazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;da Infopal - 27 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come ti ribalto, deformo e manipolo la verità: i tg e la fine della libera informazione. Un giornalista di punta, comodamente seduto nel suo studio, a Gerusalemme, ha "raccontato" la guerra di Israele contro Gaza. Neanche la briga di "essere sul posto". Nulla. Le notizie, era ben chiaro, arrivavano da media e esercito israeliani. Il giornalista ha parlato di "basi di Hamas distrutte" quando invece si tratta della sede della polizia del ministero degli Interni, che oggi ospitava un corso di addestramento per nuove, giovani, reclute delle forze dell'ordine. Dunque, non c'erano resistenti o combattenti vari, ma ragazzini disoccupati che si erano arruolati in polizia, come fanno molti italiani nel nostro sud economicamente depresso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il corrispondente ha parlato di 150 miliziani uccisi e di qualche civile: si tratta, invece, di poliziotti, di bambini che uscivano da scuola e di altre persone prese alla sprovvista dai &lt;strong&gt;30 e oltre attacchi aerei simultanei &lt;/strong&gt;contro la Striscia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ha parlato di "risposta" ai lanci di razzetti Qassam dalla Striscia contro Israele, ma, contraddicendosi, forse senza neanche rendersi conto, ha affermato che il piano di attacco israeliano era in gestazione da mesi...Dalla tregua, dunque, rispettata da Hamas ma quotidianamente violata dalle forze di occupazione. Va ricordato, infatti, che la ripresa del lancio di missiletti artigianali è coincisa con la strage condotta a novembre dall'esercito israeliano. Non prima. Sostenere, come ha riportato il giornalista, che il piano di attacco era in studio da mesi implica necessariamente il fatto che Israele, nonostante la tregua, volesse trovare la scusa per bombardare Gaza e distruggere Hamas.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giornalista avrebbe dovuto parlare di crimini di guerra, ma non l'ha fatto, e ha fornito a milioni di telespettatori italiani la versione dell'esercito di Israele, della propaganda sionista.&lt;/p&gt; La TV disinforma e manipola la verità. In Italia la libertà di informazione, la dignità di informare, sono definitivamente defunte. Ormai ci troviamo all'interno di un grande, pericoloso,  video-game globale e apocalittico, dove l'Umanità è piegata, torturata, uccisa per mano di bande di criminali, i cui capi controllano le principali corporation mondiali. Media compresi. I colleghi che hanno ancora un po' di coscienza, s'indignino per favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;      Buon Natale e felice anno nuovo a Gaza da Israele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Vittorio Arrigoni - 28 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti, ma anche il tg3: ANDATE A FARE IN CULO. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Siamo sotto le bombe a Gaza, e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia. E amici miei, ci sono rimasti sotto. Siamo a 160 morti sinora, una strage senza precedenti. Terroristi? Hanno spianato il porto, dinnanzi a casa mia e raso al suolo le centrali di polizia. Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate. Cazzate. Li ho conosciuti, questi ragazzi, li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro. Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sono giovani, diciotto-vent'anni,  per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas, che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l�??80 percento di popolazione disoccupata.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Aprite le orecchie, colletti bianchi della disinformazione occidentale. Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civili che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola) sono i nostri poliziotti di quartiere. Se ne stavano tutti i giorni dell�??anno a presidiare la stessa piazza, la stessa strada, li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbacuccati per ripararsi dal freddo, dinnanzi a casa mia. Non hanno mai sparato un colpo verso Israele, ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione. Si occupano della sicurezza interna, e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman, perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non ce la faccio. Non riesco perchè sto piangendo anche io. Ambulanze e sirene in ogni dove, in cielo continuano a sfrecciare i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte. Devo correre, all�??ospedale AL Shifa necessitano di sangue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sono umani, credo che non lo siano mai stai.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gaza, l'orrore viene dal cielo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Giovanni Gnazzi - Altrenotizie - 28 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Operazione �??piombo fuso�??. Così, con un nome niente affatto scelto a caso, Israele ha gettato nel sangue Gaza. Sono già duecentoventisette i morti, centinaia i feriti e decine e decine le case distrutte, le strade divelte dai razzi partiti dagli elicotteri israeliani e il bilancio, purtroppo, é destinato a crescere. Il pretesto, anche quello, è il solito: i razzi Qassam che l�??idiozia di Hamas invia più per dare concreta quanto macabra testimonianza della sua esistenza che per tentare di piegare Israele e costringerla a fantomatici negoziati. Errore. Tel Aviv non ha nessuna intenzione, a nessuna condizione, di negoziare alcunché: né il ritiro dai Territori occupati, né la fine degli insediamenti dei coloni, né il rientro della diaspora palestinese, né l�??esistenza di due stati. Israele, semplicemente, vuole che la realtà resti quella che è: immutabile. Semmai, coglie ogni occasione per impedire che il negoziato nasca. E dunque, al rituale dei Qassam, si oppone quello, molto più sanguinoso, dei raid aerei. Non è stata la prima volta, non sarà l�??ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel Aviv ha ormai nella rappresaglia la modalità principale della sua contrapposizione ai palestinesi. La scusa, questa volta, è appunto quella dell�??annuncio da parte di Hamas della fine della tregua fino ad ora osservata e dei razzi lanciati verso gli insediamenti dei coloni. Israele non aspettava altro per dispiegare un�??operazione militare a base di terrore, bombardando dall�??alto e a più ondate la popolazione inerme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccontano ora, i cantori della propaganda occidentale, che l�??obiettivo della rappresaglia israeliana era Hamas e non la popolazione palestinese; ma le decine di donne e bambini che in queste ore si tenta di trasferire in Egitto, dove hanno sede le uniche strutture ospedaliere in grado di far fronte alla catastrofe umanitaria, raccontano invece un'altra storia. Quella dell�??ennesimo episodio di pulizia etnica che il governo israeliano attua da decenni nei confronti dei palestinesi. Siano essi governati dall�??Olp o da Hamas, non c�??è differenza: bombe su bombe, embargo su embargo. Un milione e mezzo di palestinesi, ancora una volta, diventano la carne da macello per la sopravvivenza dello stato d�??Israele e per il mantenimento del suo complesso militar-industriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "democrazia" israeliana conferma il suo sistema valoriale che fa da sfondo alla sua esistenza: quello che prevede di dominare a ferro e fuoco tutti coloro che ne mettono in discussione l'inviolabilità e l'invincibilità, entrambe ormai categorie presunte. In effetti, a ben vedere, a Israele non risulta l�??esistenza di palestinesi innocenti; nelle case o ai posti di blocco, nelle strade o negli ospedali; con bombe lanciate dagli aerei o dai cannoni, con attentati e raid, la fantasia degli Stranamore israeliani non conosce limiti. La politica è chiara: ucciderne quanti più possibile, diffondere terrore e paura, imporre alla comunità internazionale una ritualità di morte che renda ogni strage parte del racconto infinito dell�??occupazione israeliana, come il ripetersi stanco di una lotta impari e di un destino ineluttabile, così da far ritenere come inutile ogni possibile intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dure le prese di posizione del mondo arabo e nette quelle dell�??Europa, in particolare per bocca del Presidente francese Sarkozy e persino di Berlusconi, che chiedono a Israele di fermarsi immediatamente. Il Segretario generale dell�??ONU ha chiesto l�??immediata cessazione dei raid con la stella di David, ma il governo di Tel Aviv non pare disposto all�??ascolto. Del resto, il suo principale sponsor, Washington, si è distinta ancora una volta per il sostegno diretto, a tutto campo, ai crimini peggiori ideati e realizzati dallo stato ebraico in terra di Palestina. L�??ormai ex-presidente George Bush, consultatosi con l�??ormai ex-segretario di Stato Condoleeza Rice, ha fatto spallucce all�??ennesima tragedia consumatasi sulla pelle dei palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la durezza delle prese di posizioni risulta, nello stanco ripetersi della ritualità, l�??emblema più evidente di una sostanziale indifferenza dell�??Occidente, che celebra l�??ennesima ipocrisia della sua politica: quella dell�??indignazione a mezzo comunicato stampa cui segue l�??ignavia più totale. Nessuna misura, tanto meno ritorsiva, contro Israele, che può continuare ad essere, nello stesso tempo, il primo violatore del diritto e anche l�??unico che la comunità internazionale continua a lasciar libero di non subirne le conseguenze.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/4aV08o0VXYc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2445312364067408316?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2445312364067408316?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/4aV08o0VXYc/massacro-di-gaza-israele-lesecutore.html" title="Massacro di Gaza: Israele l'esecutore, l'ANP il mandante" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVdj431e6rI/AAAAAAAAAxE/QmgkezR6ml0/s72-c/04.JPG" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/massacro-di-gaza-israele-lesecutore.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-2093780329029161889</id><published>2008-12-27T03:30:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T03:59:25.555-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-27T03:59:25.555-08:00</app:edited><title type="text">L'ennesimo massacro di palestinesi</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVYYErhCZoI/AAAAAAAAAw0/1NHI8YBF16E/s1600-h/gaza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284437681445693058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVYYErhCZoI/AAAAAAAAAw0/1NHI8YBF16E/s320/gaza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La prevista offensiva israeliana contro Gaza è arrivata oggi dal cielo. Una serie di raid aerei lanciati in mattinata hanno colpito il porto e quasi tutti i posti di polizia della principale città del territorio controllato da Hamas.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il bilancio delle vittime è gravissimo, fonti mediche parlano di 120 morti e 200 feriti tra i palestinesi solo a Gaza. Tra le vittime anche il capo della polizia, Tawfiq Jabber. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A Khan Younis e Rafah, invece, avrebbero perso la vita altre 23 persone. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'ondata di attacchi israeliani è infatti proseguita anche in altre zone della Striscia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il portavoce dell'esercito israeliano "&lt;em&gt;Le nostre operazioni andranno avanti e, se necessario, saranno allargate. L'offensiva e' appena all'inizio&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo quanto riferisce l'inviato della tv Al-Arabiya, i raid aerei israeliani compiuti sulla striscia di Gaza hanno causato il ferimento anche di diversi bambini colpiti mentre si trovavano all'interno della loro scuole o nei dintorni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hamas ovviamente ha promesso vendetta e ha infatti "&lt;em&gt;ordinato alle Brigate Ezzedine al Qassam di rispondere all'aggressione degli occupanti in tutti i modi. Il mondo rimarrà sorpreso della nostra risposta all'aggressione degli occupanti&lt;/em&gt;" ha detto Fawzi Barhoum, esponente di Hamas. "&lt;em&gt;Ora le Brigate Ezzedine al Qassam&lt;/em&gt; - ha aggiunto - &lt;em&gt;hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un appello simile è stato lanciato dalla Jihad islamica "&lt;em&gt;Tutti i combattenti hanno ricevuto l'ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Subito dopo l'attacco, l'Iran ha confermato che manderà la sua prima nave di aiuti destinati alla Striscia di Gaza malgrado il blocco navale israeliano. "&lt;em&gt;A dispetto del blocco del regime sionista...la nave di aiuti iraniani partirà oggi e arriverà in 12 giorni in Palestina&lt;/em&gt;", ha detto la televisione iraniana, aggiungendo che saranno a bordo 12 dottori iraniani e uomini addestrati per il soccorso, e che il cargo conterrà "&lt;em&gt;più di 2000 tonnellate di cibo, medicine e apparecchiature&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Arriva anche la condanna dell'Egitto "&lt;em&gt;Condanniamo la strage senza precedenti che sta avvenendo a Gaza&lt;/em&gt;" ha detto ad al Jazeera, Mustafa al Faqqi, presidente della commissione Esteri del parlamento egiziano, "&lt;em&gt;Il mondo non può stare a guardare quello che sta avvenendo nella Striscia&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E invece il mondo ancora un volta restera' a guardare il massacro che si sta compiendo ai danni della popolazione palestinese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Gaza: La fame prima della tempesta&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Sameh A. Habeeb - &lt;a href="http://electronicintifada.net/"&gt;http://electronicintifada.net/&lt;/a&gt; - 26 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I politici israeliani, in questo periodo che precede le elezioni, stanno promettendo, come vuole la politica israeliana, di sferrare un duro colpo contro Gaza. Eppure, ogni famiglia di Gaza è già sotto assedio. A Gaza si possono trovare soltanto visi frustrati, arrabbiati e pallidi. Se fate visita alla mia casa non troverete energia elettrica, mentre il mio vicino non ha più gas. Un altro vicino è in cerca di acqua potabile, dato che le mancanze di elettricità lo hanno lasciato senz'acqua per quattro giorni. Un terzo vicino cerca disperatamente latte per suo figlio, ma invano. Un altro amico che vive all'angolo ha bisogno di medicine che attualmente non si trovano a Gaza. Non c'è carenza di storie simili a Gaza, anche se c'è carenza praticamente di ogni altra cosa. Forse trasmettere queste storie metterebbe sotto pressione i leader israeliani perché fermino l'assedio. Perché ciò che sta accadendo è che l'intera popolazione di Gaza, un milione e mezzo di persone densamente concentrate in una piccola area, viene punita per il lancio contro Israele di rudimentali razzi da parte di pochi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Shaher Mazen, 25 anni, ha una laurea in scienze politiche ma lavora come tassista per mettere a tavola del pane per la sua famiglia. Ho parlato con lui mentre mi dirigevo da alcuni forni di Gaza per raccogliere la notizia di quanto accadeva lì. Shaher era frustrato a causa dell'assedio e furioso verso i due governi palestinesi rivali, che considera deboli nei confronti di Israele. Mazen ha detto: "Siamo sotto una campagna mediatica organizzata da Israele. Veniamo affamati e puniti ingiustamente da Israele. Il mondo pensa che siamo noi ad assediare Israele, non il contrario. Israele sta montando la questione del lancio di razzi per assediarci sempre di più". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il panificio Al-Shanty a Gaza City è uno dei maggiori della striscia e fornisce pane a decine di migliaia di persone. Ieri centinaia di persone si sono radunate fuori dal panificio in una lunghissima coda nell'attesa di una busta di pane. Bambini, donne e uomini stavano aspettando l'occasione di comprare un po' di pane, che è diventato scarso da quando Israele non ha permesso l'importazione di adeguati rifornimenti di farina e di gas da cucina. "Il nostro panificio è senza pane da giorni ormai, e quello che abbiamo durerà solo per altre ventiquattr'ore. Infatti abbiamo smesso di lavorare ieri quando siamo rimasti senza farina. Ormai stiamo usando mangime per animali che finirà in poche ore" ha spiegato il ventiquattrenne Abed Masod mentre era impegnato a lavorare al panificio. La voce di una donna si è sollevata dalla folla. Ha iniziato a gridare e a invocare Dio per la salvezza e il soccorso della terribile situazione di Gaza. Il volto sfinito della quarantacinquenne Om Ali Shoman porta l'impatto delle sofferenze di Gaza. "Questo è il nostro destino" ha detto. "�? una congiura progettata contro di noi. Cos'hanno mai fatto i miei bambini per rimanere a casa senza pane? Hanno forse lanciato razzi? Hanno ucciso degli israeliani? Possiedono pistole?"Solo una dozzina dei 47 panifici di Gaza sono attualmente in funzione, ma stanno rapidamente esaurendo le forniture. L'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha dovuto fermare le sue consegne di aiuti alimentari perchè Israele non le ha permesso di rifornire i suoi magazzini. Ciò colpisce 750.000 rifugiati nella striscia di Gaza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli abitanti di Gaza temono però che il peggio debba ancora venire, dal momento che il governo israeliano rinnova le sue minacce per una grossa offensiva contro la striscia di Gaza, senza alcun riguardo per le perdite civili che un'invasione inevitabilmente provocherebbe. Il tempo si sta esaurendo a Gaza, e la carestia si profila minacciosa mentre i cieli di Gaza sono resi più scuri dalle minacce di un'incursione militare israeliana. Come giornalista, pacifista e come uno delle centinaia di migliaia di abitanti di Gaza che vengono collettivamente puniti da Israele, esorto chi legge questo articolo ad appellarsi ai propri governanti perché chiedano che Israele renda conto delle proprie azioni di fronte alla legge internazionale, compresa la quarta convenzione di Ginevra il cui articolo 33 proibisce la punizione collettiva di una la popolazione civile. Sebbene abbia rimosso unilateralmente le sue colonie illegali dalla striscia di Gaza nel 2005, Israele ha mantenuto il controllo dei confini di Gaza, del suo mare e del suo spazio aereo, così come dell'anagrafe della sua popolazione, e rimane una Potenza occupante, e come tale è obbligata a rispettare la legge umanitaria internazionale, compresa la quarta convenzione di Ginevra. Esorto i lettori affinché facciano pressioni sui loro governanti perché costringano Israele a rispettare le innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite che affermano i diritti dei palestinesi, e che i leader palestinesi chiedono che vengano immediatamente implementate. Per favore, non lasciate che la triste condizione di Gaza venga dimenticata, ed esortate ad agire anche coloro che vi circondano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Sameh A. Habeeb è un fotoreporter ed attivista per la pace e i diritti umani residente a Gaza, Palestina. Scrive come freelance per diversi notiziari web.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La tregua di Israele: 49 morti, tra cui 2 nziani e 7 bambini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a cura di &lt;a href="http://www.palestine-info.co.uk/"&gt;http://www.palestine-info.co.uk/&lt;/a&gt; - 19 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo un rapporto della Quds Press, 49 palestinesi, tra cui sette bambini e otto combattenti della resistenza sono stati uccisi in Cisgiordania e nella striscia di Gaza durante la tregua di sei mesi mediata dalle autorità egiziane, che è terminata lo scorso venerdì mattina.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le fazioni palestinesi avevano accordato una tregua il 19 giugno di quest'anno a condizione che l'occupazione israeliana terminasse la sua aggressione e ponesse fine all'assedio, e che la tregua fosse estesa ad includere la Cisgiordania. Secondo il rapporto della Quds Press, 22 palestinesi sono stati uccisi nella striscia di Gaza dove la tregua era attiva, altri 22 sono stati uccisi in Cisgiordania e cinque nella Gerusalemme occupata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Queste statistiche comprendono sette bambini al di sotto dei diciott'anni, un uomo anziano e una donna anziana. Degli otto combattenti della resistenza uccisi durante la tregua, 7 sono stati assassinati in Cisgiordania da forze speciali degli occupanti. Nella striscia di Gaza nel mese di novembre si è assistito al più alto numero di vittime, con 17 palestinesi uccisi da colpi di artiglieria degli occupanti israeliani e durante incursioni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Articoli tradotti da Alcenero per &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;&lt;em&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La mia espulsione da Israele &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Richard Falk - The Guardian - 20 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando sono arrivato in Israele come rappresentante delle Nazioni Unite sapevo che vi potevano essere dei problemi all�??aeroporto. E c�??erano. Il 14 Dicembre sono arrivato all�??aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per svolgere il mio incarico di relatore speciale per le Nazioni Unite sui territori palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stavo conducendo una missione che aveva lo scopo di visitare la Cisgiordania e Gaza per preparare un rapporto sull�??osservanza da parte di Israele dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Erano stati fissati degli incontri al ritmo di uno l�??ora durante i sei giorni previsti, a cominciare da quello, il giorno seguente, con Mahmoud Abbas, presidente dell�??Autorità Palestinese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sapevo che vi potevano essere dei problemi all�??aeroporto. Israele si era fortemente opposta al mio incarico alcuni mesi prima e il suo ministro degli esteri aveva rilasciato una dichiarazione secondo cui avrebbe proibito il mio ingresso se fossi venuto in Israele nel mio ruolo di rappresentante dell�??Onu.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allo stesso tempo, non avrei fatto il lungo viaggio dalla California, dove vivo, se non fossi stato ragionevolmente ottimista sulle mie possibilità di riuscire a entrare. Israele era stata informata che avrei guidato la missione e avrei fornito una copia del mio itinerario, e aveva rilasciato i visti alle due persone che mi assistevano: un addetto alla sicurezza e un assistente, che lavorano entrambi nell�??ufficio dell�??alto commissario per i diritti umani a Ginevra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per evitare un incidente all�??aeroporto, Israele avrebbe potuto o rifiutarsi di accettare i visti o comunicare alle Nazioni Unite che non mi avrebbero permesso di entrare, ma non è stata presa nessuna delle due misure. Sembra che Israele abbia voluto impartire a me, e in modo assai più significativo alle Nazioni Unite, una lezione: non vi sarà nessuna collaborazione con coloro che esprimono forti critiche sulla politica di occupazione israeliana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo che mi è stato negato l�??ingresso, sono stato tenuto in custodia cautelare insieme a circa altre 20 persone con problemi d�??ingresso. Da questo momento, sono stato trattato non come un rappresentante delle Nazioni Unite, ma come una sorta di minaccia per la sicurezza, sottoposto ad una perquisizione corporale minuziosa e alla più puntigliosa ispezione dei bagagli che abbia mai visto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono stato separato dai miei due colleghi delle Nazioni Unite, a cui è stato permesso di entrare in Israele, e condotto nell�??edificio di detenzione dell�??aeroporto, distante circa un miglio. Mi è stato chiesto di mettere tutti i miei bagagli, insieme al cellulare, in una stanza e sono stato portato in un piccolo locale chiuso a chiave che puzzava di urina e di sudiciume. Conteneva altri cinque detenuti e costituiva uno sgradito invito alla claustrofobia. Ho passato le successive 15 ore rinchiuso in questo modo, il che è equivalso ad un corso intensivo sulle miserie della vita carceraria, inclusi lenzuola sporche, cibo immangiabile e luci che passavano dal bagliore all�??oscurità, controllate dall�??ufficio di guardia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Naturalmente, la mia delusione e la mia dura reclusione sono cose insignificanti, non meritevoli di notizia per sé stesse, date le serie privazioni sopportate da milioni di persone in tutto il mondo. La loro importanza è soprattutto simbolica. Sono una persona che non ha fatto nulla di sbagliato, se non esprimere la propria forte disapprovazione per la politica di uno stato sovrano. Soprattutto, l�??ovvia intenzione era di umiliare me come rappresentante dell�??Onu, e di mandare perciò un messaggio di sfida alle Nazioni Unite.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Israele mi ha sempre accusato di essere prevenuto e di aver fatto accuse incendiarie sull�??occupazione dei territori palestinesi. Nego di essere stato prevenuto ma insisto invece che ho cercato di essere obbiettivo nel valutare i fatti e la legislazione di pertinenza. Il carattere dell�??occupazione è di dare adito ad aspre critiche sull�??atteggiamento israeliano, specialmente sul rigido blocco imposto a Gaza, che ha come conseguenza la punizione collettiva di un milione e mezzo di abitanti. Prendendo di mira l�??osservatore, invece di quello che viene osservato, Israele gioca una partita scaltra. Distoglie l�??attenzione dalle realtà dell�??occupazione, praticando in modo efficace una politica di diversione. Il blocco di Gaza non assolve nessuna funzione legittima da parte di Israele. Si dice che sia stato imposto come rappresaglia per alcuni razzi di Hamas e della Jihad islamica che sono stati lanciati oltreconfine sulla città israeliana di Sderot. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??illegalità di lanciare questi razzi è indiscutibile, ma non giustifica in alcun modo l�??indiscriminata rappresaglia israeliana contro l�??intera popolazione di Gaza.Lo scopo dei miei rapporti è di documentare a nome delle Nazioni Unite l�??urgenza della situazione a Gaza e altrove, nella Palestina occupata. Questo lavoro è di particolare importanza ora che vi sono segnali di una rinnovata escalation di violenza e persino di una minacciata rioccupazione da parte di Israele.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima che una tale catastrofe accada, è importante rendere la situazione il più trasparente possibile, e questo è quello che avevo sperato di fare esercitando il mio compito. Nonostante l�??ingresso negato, il mio sforzo sarà di continuare a utilizzare tutti i mezzi disponibili per documentare la realtà dell�??occupazione israeliana nel modo più veritiero possibile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Richard Falk è professore di diritto internazionale alla Università di Princeton e relatore speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Traduzione da &lt;a style="FONT-STYLE: italic" href="http://andreacarancini.blogspot.com/2008/12/israele-e-i-diritti-umani.html" target="_blank"&gt;andreacarancini.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/HJc-1yV3-4M" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2093780329029161889?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2093780329029161889?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/HJc-1yV3-4M/lennesimo-massacro-di-palestinesi.html" title="L'ennesimo massacro di palestinesi" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVYYErhCZoI/AAAAAAAAAw0/1NHI8YBF16E/s72-c/gaza.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/lennesimo-massacro-di-palestinesi.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-5910848610924148075</id><published>2008-12-26T03:28:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T04:05:49.876-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-26T04:05:49.876-08:00</app:edited><title type="text">C'e' crisi, c'e' tanta crisi...</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVTFkeU__iI/AAAAAAAAAws/FnuAeIFjb6k/s1600-h/2125697998_b053ac13e1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVTFkeU__iI/AAAAAAAAAws/FnuAeIFjb6k/s320/2125697998_b053ac13e1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284065493219540514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mentre in Giappone la produzione industriale a novembre ha segnato uno storico -8,1%, in Inghilterra rischiano la bancarotta almeno 15 catene di negozi e grandi magazzini entro la fine di gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrive il quotidiano britannico The Independent, secondo cui gli sconti dei saldi natalizi inglesi toccheranno il 90%.&lt;br /&gt;Finora la crisi ha gia' fatto chiudere 12 catene, comprese Woolworths e Zavvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse in Giappone hanno trovato un rimedio anticrisi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;L'informazione di guerra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Beppe Grillo - &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2008/12/linformazione_d.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;blog Beppe Grillo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; - 26 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa hanno in comune &lt;strong&gt;Islanda&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt; e  &lt;strong&gt;Ecuador&lt;/strong&gt;? Un'economia di guerra.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/1256-islanda-noi-popolo-di-ipotecati.html" target="_blank"&gt;L'Islanda&lt;/a&gt; è fallita, la  Grecia è in rivolta e Correa, presidente dell'Ecuador, ha dichiarato &lt;a href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;amp;Art=14414&amp;amp;Cat=1&amp;amp;I=null&amp;amp;IdTipo=0&amp;amp;TitoloBlocco=Esteri" target="_blank"&gt;il "default" del Paese&lt;/a&gt;: i titoli di Stato in scadenza  nel 2012 non saranno pagati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia è stata &lt;strong&gt;oscurata dai  media&lt;/strong&gt;. Non si sa quello che vi succede. Si fa passare una rivoluzione come una manifestazione di ragazzi esagitati, di no global, di anarchici. La Grecia è vicina al fallimento economico e per questo bisogna: "&lt;em&gt;Sopire,  troncare.., troncare, sopire&lt;/em&gt;". Il contagio fa paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  &lt;strong&gt;Italia&lt;/strong&gt;, la scorsa settimana sono andate &lt;a href="http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1584227&amp;amp;codiciTestate=7" target="_blank"&gt;deserte due aste di BTP&lt;/a&gt; e una terza ha venduto circa un terzo dei titoli. Lo sapevate? Nooooooooooo? Vi capisco, i telegiornali erano troppo occupati a spiegare che &lt;strong&gt;sulle Alpi nevica in dicembre&lt;/strong&gt; e  a descrivere...   la frenetica corsa agli acquisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è in guerra. Una  guerra economica. Non molto diversa da quelle combattute con le armi.  &lt;strong&gt;L'informazione di guerra serve a rassicurare&lt;/strong&gt;. Gli alpini  stavano per sfondare a &lt;strong&gt;Stalingrado&lt;/strong&gt; e il giorno dopo già attuavano una veloce ritirata strategica verso l'Italia. Questo Stato si regge ormai solo sulle balle. La sua ultima frontiera. Preparate le &lt;strong&gt;scarpe da  lancio&lt;/strong&gt; per il 2009.&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le premonizioni della Grande Crisi&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;di Pino Cabras - Megachip - 23 Dicembre 2008&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;Si sprecano le parole di sorpresa per la Grande Crisi in corso. Se ne parla il più delle volte come di un evento improvviso e imprevedibile.&lt;br /&gt;In realtà c�??era già chi riusciva a intravedere il tracollo, anche senza andare a spulciare le vecchie carte americane dei soliti ottimi Nouriel Roubini e Joseph Stiglitz. Prendiamo ad esempio il compianto Paolo Sylos Labini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un appassionato intervento a un convegno della Cgil nell�??ormai lontano 2002 il grande economista italiano fece una lucida analisi sull'imminente indebolimento del dollaro e l�??insostenibilità del debito pubblico e privato negli Stati Uniti. Una disamina ricca di dati precisi, cui corrispondevano analisi poi rivelatesi esatte. Un anno dopo, al momento di ripubblicare quell�??opera, Sylos Labini scriveva: «esprimevo gravi preoccupazioni sulle prospettive dell�??economia americana, che condiziona fortemente le economie degli altri paesi e, in particolare, quelle europee. La mia diagnosi fu giudicata da molti pessimista, ma i fatti, finora, mi hanno dato ragione. Oggi la mia diagnosi è ancora più pessimista, ma, giusta o sbagliata che sia, essa si fonda non su intuizioni o sul fiuto, bensì su un�??analisi approfondita.» La chiave giusta di quello studio era proprio la profondità. Conviene leggerlo per intero, è una lettura veramente istruttiva: [&lt;a target="_blank" href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2008/09/267-sylos-labiniita.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;QUI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente a quegli economisti-sacerdoti che in questi ultimi anni hanno officiato i riti e i dogmi neoliberisti, Sylos Labini usava la memoria plurisecolare delle scienze economiche, interessandosi ai cicli economici prosperi e a quelli recessivi o perfino depressivi del capitalismo: «Da almeno due anni avevo notato alcune rassomiglianze fra la situazione che si era determinata in America negli anni Venti del secolo scorso, un periodo che sboccò nella più grave depressione nella storia del capitalismo, e la situazione che si andava delineando oggi in America», ricordava Sylos Labini. « Il motore dello sviluppo ciclico è costituito dalle innovazioni: più sono importanti, più sono diffuse le occasioni di investimento che offrono e più dura la fase di prosperità. Al tempo stesso, però, sono più vigorose le ondate speculative, più frequenti sono gli errori dei manager e più crescono i debiti, le cui dimensioni, cessata la prosperità, condizionano la durata della crisi.»&lt;br /&gt;Certo, Sylos Labini non era tanto di moda, nelle pagine economiche della nostra grande stampa, compresa quella economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si preferiva dar retta ai signori del �??rating�??, quelli che ancora pochi giorni prima che Lehman Brothers sprofondasse nel gorgo dei debiti, quest�??anno, le attribuivano uno sconsiderato AAA. Per loro era una bestemmia pensare che i manager potessero commettere errori, per giunta «più frequenti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L�??analogia con gli anni venti non finiva qui. L�??altra grande affinità (dalle conseguenze enormi, ricordava Sylos Labini) era la disuguaglianza distributiva: «si indebolisce la domanda di beni di consumo e vengono alimentate le operazioni speculative e i debiti contratti per finanziarle.» Ecco le bolle speculative, che nel capitalismo di oggi diventano più grosse del PIL mondiale e si contagiano istantaneamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sylos Labini non riteneva che quei debiti fossero una scatola nera misteriosa, da tralasciare. Rivendicava anzi la necessità di una «teoria dell�??instabilità finanziaria fondata sull�??indebitamento». Nel mondo bastava una mano a contare, oltre a lui, gli economisti che se ne occupavano. Ma era in ottima compagnia: fra questi c�??era &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Krugman"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paul Krugman&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, un signore che poi nel 2008 ha vinto il Nobel per l�??Economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro della riflessione era la nuova fabbrica dei debiti, gli Stati Uniti. L�??insostenibilità dei tanti modi d�??indebitarsi compresenti nel sistema statunitense, per i comuni cittadini come per il sistema-Paese, era evidente a uno sguardo attento. Il Nobel dell�??economia &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joseph Stiglitz&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; lo faceva in qualche modo notare, ma rimaneva anche lui inascoltato. Stiglitz ricordava che nel gli USA prendevano a prestito dal resto del mondo oltre &lt;a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/business/2005/jan/01/globalrecession.oilandpetrol"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;due miliardi di dollari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; al giorno: «è improbabile che si possa andare avanti così; [�?�] rimane vero che qualsiasi cosa sia insostenibile non è sostenibile per sempre».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mainstream preferiva amplificare le enunciazioni autogratificanti dell�??amministrazione Bush che vantavano una crescita economica sostenuta del prodotto interno lordo USA. Invece la qualità dell�??occupazione era in decadimento, la produzione interna crollava e l�??economia nel suo complesso si riorientava verso la guerra. Il debito con l�??estero già da anni era a un livello critico, senza precedenti per un paese industrializzato. I giornali ignoravano perfino allarmi del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che vedevano in questa situazione �?? ad oggi precipitata �?? un serio &lt;a target="_blank" href="http://www.nytimes.com/2004/01/08/business/08FUND.html?ex=1388984400&amp;amp;en=512216c6ed4732f5&amp;amp;ei=5007&amp;amp;partner=USERLAND"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pericolo per l�??economia mondiale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ammaestrati dalla crisi delle borse dopo la bolla della New Economy, i media riportavano acriticamente i comunicati trionfali diffusi a fine 2003 dal Dipartimento del Commercio USA, proprio nel momento in cui i tassi d�??interesse erano minimi e partiva la bolla immobiliare, così come decollavano alla grande i fondi d�??investimento che si portavano in pancia una finanza opaca e incomprensibile che rendeva illeggibili i rischi e i debiti, la finanza dei derivati e delle «posizioni su veicoli di investimento strutturati». Con un rialzo dell�??8,2% del PIL per il terzo trimestre, si magnificava il fatto che il paese non avesse mai conosciuto una crescita così forte da 19 anni. La stampa salutava «il ritorno della crescita negli Stati Uniti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sylos Labini smontava già allora pezzo per pezzo questa euforia irresponsabile.&lt;br /&gt;Alle osservazioni dell�??economista possiamo aggiungere il nostro senno di poi. Intanto aumentava la disoccupazione. Ma soprattutto l�??entusiasmo rimuoveva due questioni di eccezionale importanza. E cioè il fatto che le performance di crescita del PIL erano legate a una spirale d�??indebitamento e a una riallocazione della enorme spesa pubblica in direzione del settore militare. L�??incapacità operativa di fronte all�??uragano Katrina �?? che nel 2005 spazzò via New Orleans �?? è uno dei più terribili sintomi di questa riallocazione delle priorità. Obama punterà molte carte sulla manutenzione. Aumenterà la domanda aggregata di beni e darà segni tangibili di cura del bene comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La base della crescita degli Stati Uniti prima del Grande Crollo borsistico del 2008 si è fondata finanziariamente sull�??indebitamento. Mentre negli anni della presidenza di Bill Clinton si arrivò addirittura a un forte surplus, nel 2002, per la prima volta dal 1997 gli USA scontarono di nuovo un deficit di bilancio. Era all�??1,5% nel 2002, al 3,5% nel 2003, al 4,2% nel 2004. L�??aumento delle spese militari non si bilanciava nemmeno con i pesanti tagli sociali, come l�??abbattimento del sistema di assistenza sanitaria Medicare. Negli ultimi mesi del 2008 questi parametri impazziscono. �? come se si buttassero banconote dagli elicotteri. Il deficit schizza verso l�??alto, la massa monetaria esplode, e per il momento viene accalappiata dalla più tipica �??trappola della liquidità�?? keynesiana. Ma è una bomba a tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo solo immaginare quale sarebbe stato lo sguardo di Sylos Labini di fronte al pauroso grafico che segue (&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.effedieffe.com/content/view/5613/179/"&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che mostra l�??aumento della base monetaria negli Stati Uniti a partire dalla prima guerra mondiale. Alti e bassi, com�??è ovvio. Eppure mai - neanche durante la costosissima seconda guerra mondiale - la Federal Reserve aveva osato espandere la crescita della base monetaria a tassi del 300% su base annua, come è avvenuto nel 2008. Praticamente un asintoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta questa immane massa di moneta resta oggi disperatamente congelata nei buoni del tesoro statunitensi. Poiché oggi questi buoni perdono meno rispetto ad investimenti alternativi, le banche li comprano, anche per mostrarsi meno avventuriste rispetto al passato. Il fatto è che se i buoni del tesoro a breve non rendono o addirittura fanno perdere qualcosa, tanto vale ricorrere al vecchio materasso: non guadagni interessi da una banconota, ma di sicuro non ne perdi. Nessuno presta denaro, e questo per ora si traduce in deflazione. Ma per quanto? L�??acquisto dei titoli del debito pubblico statunitense è l�??ennesima bolla, forse la più devastante delle �??bolle atomiche�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del 2009 gli Stati Uniti per poter sperare di reggere in qualche modo dovranno emettere nuovi titoli per un valore di 2 trilioni (due milioni di milioni) di dollari. I compratori sono ormai pochi e stanno fuori dagli Stati Uniti. Pretenderanno che ci sia un certo rendimento. Ecco perché non è da escludere che si avvii la macchina trituratrice dell�??inflazione, in grado di far collassare il sistema basato sul dollaro. Quando la bolla scoppierà potrà interagire con le altre terribili bolle compresenti e da tutti temute. Salteranno in aria gli hedge funds. Non potranno reggere molti soggetti finanziari che emettono carte di credito, per le troppe insolvenze dei debitori (un buco previsto con valori che oscillano intorno ai cento miliardi di dollari).&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che il valore nozionale dei derivati finanziari - ossia futures, options, swaps, tutta la materia cosiddetta �??&lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercato_over_the_counter"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Over the Counter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;�?? (OTC) in gestione fuori dai bilanci supera varie volte il PIL di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parliamo dell�??esplosione del debito estero. In questo quadro, un�??anomalia pur gigantesca rischia di apparire poca cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tendenze convergono dunque per l�??indebitamento privato e per quello pubblico. Nel 2004, secondo l�??Ufficio di Bilancio del Congresso, il debito avrebbe dovuto spingersi fino a 14mila miliardi entro il 2014. L�??ex Ministro del Tesoro Paul O�??Neill �?? oggi una figura molto critica nei confronti dell�??amministrazione Bush, perfino sul punto dell�??11 settembre �?? aveva fatto proiezioni ancora più pessimistiche. Tutte queste previsioni hanno avuto una brusca accelerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;�? prevedibile che ancora per un po�??, la �??bolla estrema�?? riesca daccapo ad assorbire buona parte dell�??extra-risparmio dei paesi con attivo delle partite correnti.&lt;br /&gt;Fino al 2000 i risparmiatori del resto del mondo finanziavano la crescita degli investimenti americani. Dopo l�??11 settembre la crescita dei consumi. Ora sono chiamati a finanziare la crescita dei debiti che tentano disperatamente di salvare il sistema in panico, mentre si prosciuga la possibilità di finanziare investimenti produttivi.&lt;br /&gt;Se non si troveranno più acquirenti per questi titoli si stamperà moneta. Il famoso elicottero di Ben Bernanke che volteggerà a lanciare banconote su Main Street.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro economista che non si era fatto ammaliare dal mainstream, lo statunitense Robert Freeman, nel 2004 �?? mentre osservava l�??aumento eccessivo del debito che sormontava di gran lunga la solvibilità del paese �?? si chiedeva &lt;a target="_blank" href="http://www.commondreams.org/views04/0105-08.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quali possibili strategie d�??uscita&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; avrebbe potuto usare l�??amministrazione statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopra tutte le strategie, ciascuna con le sue specifiche controindicazioni (aumentare le imposte, stampare dollari, privatizzare gli asset nazionali e svenderli all�??estero in un perfetto contrappasso del &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Washington_consensus"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Washington Consensus&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, rifiutarsi di onorare i debiti secondo una sorta di �??soluzione bolscevica�??) Freeman vedeva una strategia più estrema: il saccheggio: «Quando il rimborso del debito di una nazione diviene così imponente che diventa impossibile rassicurare i creditori, questo paese deve cercare una qualche sorgente di ricchezza, non importa quale sia la fonte.»&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che la vera uscita dalla Grande Depressione avvenne con una guerra mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella brochure della UK Defence Conference, tenutasi a Londra il 10 settembre 2007, sul tema �??Defence in 2020 and beyond�?? (La Difesa nel 2020 e oltre, ndt), il testo riassumeva le sfide affrontate �?? anche con errori �?? in materia di politica di Difesa, e proiettandosi sul 2020 lasciava cadere, come se niente fosse, la seguente &lt;a target="_blank" href="http://www.janes.com/events/conferences/ukdc2007"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;frase&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: «Il Joint Doctrine and Concepts Centre delle forze armate britanniche prevede un collasso generale dell�??ordine globale nel prossimo decennio, e altri pensatori strategici sono parimenti pessimistici.»&lt;br /&gt;Il Joint Doctrine and Concepts Centre è l�??organo più importante di pianificazione e valutazione preventiva delle forze armate del Regno Unito. Con una certa noncuranza ci ha informati sul fatto che i grandi strateghi intendono prepararsi al peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro c�??è un senso paralizzante di attesa anche nei piani alti della finanza. In un�??&lt;a target="_blank" href="http://www.elpais.com/articulo/economia/desconfianza/total/elpepieco/20081221elpepieco_1/Tes"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;intervista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; a «El Pais» del 21 dicembre 2008, il governatore della Banca di Spagna, Miguel �?ngel Fernández Ordóñez, lamenta che «la sfiducia è totale» e teme un collasso generale, nel momento in cui la velocità di circolazione della moneta è spaventosamente bassa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti elementi portano a fare previsioni, ma non sono in gioco soltanto variabili strettamente finanziarie. Da sempre in molti raccomandano �??Never Bet Against FED�??, mai scommettere contro la banca centrale federale degli USA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora torniamo all�??opera di Paolo Sylos Labini. Era una critica competente dei difetti del sistema, ma conteneva molti apprezzabili elementi di prudenza che non spingevano la sua analisi sino a studiare la scena ancora ipotetica di un crollo sistemico. Esprimeva semmai un ragionamento sull�??intervento pubblico, che avrebbe prodotto grandi risultati se fosse stato applicato per tempo. Abbiamo invece visto che l�??improvvisa corsa allo statalismo da parte delle ex vestali del liberismo è stata disordinata e sbigottita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sylos Labini citava la prospettiva, deprimente, fatta da John Maynard Keynes nella sua &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_generale_dell%27occupazione,_dell%27interesse_e_della_moneta"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Teoria generale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, quando osservava che «una caratteristica preminente del sistema economico nel quale viviamo è che [�?�] esso sembra capace di rimanere in una condizione cronica di attività inferiore al normale per un periodo considerevole, senza una tendenza decisa verso la ripresa o verso la rovina totale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale soluzione pubblica, dunque? Per Sylos Labini «Il problema centrale, che a mio parere rende incerta e probabilmente lontana la ripresa, è quello dei debiti a lungo termine, ossia degli immobilizzi. Non credo che convenga riesumare la formula IRI, come pare voglia fare il Giappone. Forse bisognerà pensare a un�??altra soluzione, in cui tuttavia l�??intervento pubblico svolga pur sempre un ruolo di rilievo per rendere sostenibili i debiti a lungo termine, promuovendo attivamente, nello stesso tempo, misure per la ripresa. Si potrebbero ottenere effetti importanti attraverso un accordo fra i principali paesi industrializzati volto a stimolare l�??espansione reciproca dei mercati: penso a una serie coordinata di trattati commerciali, che fra loro s�??intarsino e promuovano una politica opposta a quella del protezionismo emulativo (&lt;a target="_blank" href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Inglese/Italiano/parola/beggar-my-neighbour.aspx?idD=3&amp;amp;Query=beggar-my-neighbour"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;beggar-my-neighbour policy&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), adottata dai paesi industrializzati negli anni Trenta e ripescata da Bush con le sue misure protezionistiche. Per uscire dalla crisi penso anche a misure di tipo keynesiano, con un forte aumento delle spese pubbliche in deficit e tagli fiscali.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, noi possiamo immaginare come una politica di questo tipo, sebbene sospinta dalla necessità, potrebbe essere resa inefficace dalle strutture corrotte del potere di un paese come l�??Italia, in deficit di morale e perciò segnato in troppe sue fibre da amoralità, immoralità e demoralizzazione.&lt;br /&gt;Sylos Labini ricordava che comunque era necessaria una grande e mobilitante riforma intellettuale e morale, perché «tale strategia comporterebbe l�??impegno di tante e tante persone per attività, retribuite e volontarie, e potrebbe offrire ideali degni di essere perseguiti dalle nuove generazioni, in luogo dell�??ossessiva caccia ai soldi che oggi domina e immiserisce la vita sociale dei paesi sviluppati: i giovani hanno un bisogno addirittura biologico di ideali.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2009 inaugurerà una crisi durissima che colpirà pesantemente il lavoro. Non ci sono ricette per uscirne magicamente. Siamo entrati in un territorio senza mappe, dove non funzionano i GPS. �? il momento in cui riacquistano dignità pensieri e idee trascurate, nonché studiosi di straordinario spessore, che ridanno un�??anima alla �??scienza triste�??, l�??economia. Sylos Labini è fra questi. E ci sarebbe anche un autore da lui citato, &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Irving_Fisher"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Irving Fisher&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, un economista eclettico che aveva studiato a fondo il problema del debito e della velocità di circolazione della moneta (proprio quel che oggi si è quasi fermato). Fisher era arrivato a scrivere un librettino di straordinario interesse («&lt;a target="_blank" href="http://userpage.fu-berlin.de/%7Eroehrigw/fisher/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stamp Scrip&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;») che conteneva la proposta di instaurare la moneta deperibile, un sistema con le banconote bollate. Fisher propose a Franklin D. Roosevelt si sperimentare il sistema in dimensione nazionale. Ogni banconota andava bollata ogni settimana, recando un bollo pari al 2% del valore facciale. Era impossibile speculare con una simile moneta, intaccata dal punto di vista della funzione di &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_di_valore"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riserva di valore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ma sicuramente si risvegliava la velocità di circolazione. Alcuni esperimenti realizzati in Austria avevano funzionato così bene da essere spenti bruscamente dalle autorità monetarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Congresso bocciò un disegno di legge che proponeva l�??adozione del sistema.&lt;br /&gt;Si badi che Fisher non era un �??eretico�??, ma un economista capace di inserirsi bene nel sistema. Soprattutto aveva una conoscenza profonda dell�??economia, capace di scardinare le pretese dogmatiche di �??teologi�?? di scarsa scienza. Altre sue proposte andavano in direzione di una finanza più ancorata alla dotazione materiale dell�??economia, senza i sostituti monetari che l�??ingegneria finanziaria è in grado di creare in totale contiguità con poteri forti e intrinsecamente criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre aspettiamo Godot, cioè la nuova Bretton Woods, le banche centrali lanciano la loro liquidità dagli elicotteri, non tanto al cittadino comune, quanto ai soliti speculatori. Basterebbe una legge di un solo articolo per porre fine allo scempio. Ma il Grande Casinò vive alla giornata, e rinvia ancora, di poco, il conto più salato, che intanto iniziano a pagare milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rompere piatti e tazzine, la cura contro la rabbia da crisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Cristina Nadotti - La Repubblica - 26 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rabbia repressa è pericolosa e in questi tempi di crisi economica, in cui molti si sentono burattini schiacciati dalle manovre truffaldine della grande finanza, è una liberazione trovare un modo per sfogare le frustrazione. Si sa, c'è sempre chi guadagna dalle disavventure economiche altrui, ma il modo trovato da Katsuya Hara, un chiropratico di Tokyo, per lucrare sui guai del prossimo, gli dona quasi l'aura di benefattore. Hara ha trovato l'uovo di Colombo: dà alla gente di Tokyo la possibilità di prendersela con qualcosa. Questo qualcosa sono vasellame e una lastra di cemento armato, poiché Hara sostiene che non c'è niente di meglio che rompere qualcosa facendo un gran rumore per liberare la rabbia repressa e lo stress. E la terapia, che costa da un minimo di un euro e mezzo a un massimo di 7, funziona.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La gente si affolla e fa la fila in un angolo del frenetico quartiere dei gadget elettronici di Sunda, nella capitale giapponese, per sottoporsi alla cura di Katsuya Hara. Quando è il loro turno, uomini d'affari in abito scuro e signore in tailleur e tacchi alti scelgono piatti, bicchieri e vasellame in genere che desiderano distruggere, una gamma che va da una tazza da 200 yen (poco più di un euro) fino a grandi piatti di portata da mille yen. Ai pazienti vengono fatte indossare protezioni e occhiali di plastica per evitare danni con le schegge e quindi vengono accompagnati dentro un furgone, che riporta la scritta promettente: "Il posto in cui sfogarsi". All'interno del camion sono liberi di frantumare piatti e tazze contro una lastra di cemento e, grazie alle pareti insonorizzate, di urlare insulti e imprecazioni contro chi loro aggrada.Katsuya Hara spiega così la sua terapia: "Sappiamo tutti che rompere qualcosa ha un effetto euforizzante e liberatorio, ci aiuta a sfogare la rabbia accumulata. Il nostro metodo funziona - sostiene - vediamo la gente andare via più sorridente e rilassata. Ci rivolgiamo soprattutto a uomini e donne d'affari e siamo convinti che la nostra diventerà la terapia più seguita per combattere lo stress".&lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;Non è casuale che la nuova cura nasca in Giappone, una nazione in cui le regole sociali impongono grande autocontrollo e continua padronanza delle emozioni. Il Giappone è il Paese nel quale grandi aziende hanno dovuto obbligare i dipendenti a frequentare corsi di divertimento che spiegassero loro perché è importante andare in ferie e nel quale il livello di pressione sul lavoro è parossistico.&lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;Nel magnificare le proprietà della sua cura, Katsuya Hara ci tiene a sottolineare che i suoi pazienti devono preoccuparsi solo di pagare una cifra accessibile a tutti: "Anche rompere una sola tazza ha un immediato effetto benefico - afferma convinto Hara - e non ci sono effetti collaterali. I pazienti non devono neanche mettere scrupoli per l'impatto ambientale della cura". Il chiropratico si riferisce ai cocci che restano nel "posto dello sfogo": riciclati serviranno a fare nuovi piatti e tazze da scagliare contro il cemento, urlando a squarciagola insulti al proprio capo o a Bernard Madoff.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/1cWPYiPa2gM" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5910848610924148075?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5910848610924148075?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/1cWPYiPa2gM/ce-crisice-tanta-crisi.html" title="C'e' crisi, c'e' tanta crisi..." /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVTFkeU__iI/AAAAAAAAAws/FnuAeIFjb6k/s72-c/2125697998_b053ac13e1.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/ce-crisice-tanta-crisi.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-3975881509628619309</id><published>2008-12-25T04:23:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T04:30:30.134-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-25T04:30:30.134-08:00</app:edited><title type="text">Buon Natale...</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVN8DfrTvAI/AAAAAAAAAwM/zhUbqPyCRgM/s1600-h/santa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283703187320323074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 186px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVN8DfrTvAI/AAAAAAAAAwM/zhUbqPyCRgM/s320/santa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Racconti di Natale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;stostretto.blogspot.com - 19 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando non ho fretta amo fare la spesa al supermercato. Girare tra gli scaffali in cerca di prodotti in offerta o cose mai provate. Mi piace guardare i prezzi e le novità gastronomiche. Un buon spunto per un�??analista.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??altro pomeriggio mi aggiravo quindi con il mio carrellino nel mio solito supermercato, stranamente non troppo affollato. Fuori pioveva a dirotto e soprattutto non c�??era nulla che mi premesse fare fuori da lì. All�??entrata notai due anziani, marito e moglie che discutevano sull�??opportunità di prendere il carrello e non i cestini. Con calma e pazienza, lei valutava la capienza dei recipienti verdi in plastica. No è meglio il carrello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avevo notato una sorta di leggerezza in quei dialoghi. Frasi �??minime�?? ma come farcite di felicità nuova. Avevano vestiti modesti e facce da nonni. Lui aveva un giaccone cremisi e pantaloni pesanti marroni. Lei un cappotto di lana grigio scuro e una gonna nera. Sembravano due bambini dentro un negozio di dolciumi. Mi stupiva e mi rallegrava allo stesso tempo osservare quell�??alone di serenità in due anziani coniugi, segnati dalle vicende che segnano tutti nella vita, con l�??evidente ristrettezza economica che traspariva dai loro abiti e dalle rughe dei loro volti. Li intravedevo di tanto in tanto nei corridoi e provavo una infinita tenerezza. Vicini l'uno all'altra si aggiravano come persi in mezzo a quella festa di cose da comprare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ero nel reparto dei dolciumi. Insieme a quello dei vini è il mio preferito. Biscottini e cioccolatini di ogni forma e gusto. La festa del cacao, in ogni sua forma e stato. Eccoli di nuovo. Il carrello conteneva un panettone farcito, un pandoro, delle bacchette di torrone, una bottiglia di spumante asti, due bottiglie di cocacola, due di aranciata e dei succhi di frutta. La spesa di natale pensavo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi passarono accanto e si fermarono per prendere dallo scaffale una confezione di torroncini assortiti. Lui chiese: a quanto siamo? Lei rispose: quasi 40 euro. Sorrisi e mi allontanai verso la bottiglieria.Non sono un bevitore di vino però mi piace possedere qualche bottiglia di marca. Preferisco i vini siciliani e mi fermo a cercare qualche etichetta che non conosco. L�??ultimo reparto che visito è quello dei surgelati. Dalle figure riportate sulle confezioni si possono vedere pietanze prelibate e molto elaborate che a leggere l�??etichetta sono realizzabili con il solo inserimento del prodotto in un microonde. A volte mi sono fatto fregare dalle splendide illustrazioni. Guardo l�??orologio e mi accorgo che la mia tranquilla spesa anti-stress deve concludersi. Dentro il carrellino una bottiglia di vino Calatrasi, una bustina di risotto liofilizzato ai frutti di mare e poco altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi avvio alle casse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poca fila. Rivedo i due anziani clienti e mi accodo al loro carrello. Ora ci sono dentro due confezioni colorate contenenti due bambole tipo barby e una macchinina della polizia. I regali per i nipotini. Tre pacchettini di cioccolatini misti kinder e un paio di pantofole di velluto per uomo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I due continuavano a scambiarsi rapide frasi quasi sottovoce. Sorridevano spesso. Arriva il loro turno alla cassa. Il bip dello scanner contava e sommava gli importi degli articoli. Mi accorsi anche di un latte detergente Nivea da 3,90. La cassiera gentile e sorridente chiese se volevano comprare un biglietto telethon da due euro. La signora sorrise e con degli occhi azzurro chiaro che non avevo notato prima annuì. Centotrenta e ventisette.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La signora chiede al marito qualcosa. Lui le porge la &lt;a href="http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/italia/1229-carta-oro.html" target="_blank"&gt;Social Card&lt;/a&gt; e quindici euro. La cassiera la passa nel pos. Non passa. Riprova. Niente. Signora c�??è qualche problema con la carta, credo non ci siano soldi dentro. Loro sorridono entrambi un po�?? perplessi ora. Noi non l�??abbiamo mai usata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dal microfono viene chiamato un responsabile. Mi spiace le stiamo bloccando la cassa dice sottovoce l�??anziana cliente. Arriva un signore dai modi sbrigativi e decisi, prende la carta, la passa nel lettorino e dice: �??questa carta non ha credito perché ancora deve essere caricata, capita.�??&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Parlando senza alcuna espressione spiega che alcune carte arrivano senza credito e che verranno caricate nei prossimi giorni. Non si può fare altro che pagare in contanti. �??Ma noi non abbiamo questi soldi.�?? &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella frase sembrava pronunciata da una bambina a cui chiedono un milione di euro. Con stupore e rassegnazione. Era la spesa di natale. C�??erano i giochi dei nipotini e le pantofole nuove. C�??era la crema da passare la sera prima di dormire ed i dolcetti da offrire per le feste. L�??uomo con la sua raggelante inespressività dice alla cassiera di stornare l�??operazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I due clienti imbarazzati riposano la carta nel borsellino e salutando mestamente vanno verso l�??uscita. Signorina ci scusi ancora e tanti auguri. Auguri anche a voi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Usciti per come sono entrati. Lei con la borsa nera e lui con l�??ombrello. I capelli bianchi e le rughe sul volto. Un cappotto grigio ed un giaccone cremisi si allontanano sotto la pioggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Signore prego... Guardo la cassiera. Poso il cestino sul pavimento. No grazie devo andare. &lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/w-jzS81f5Yo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3975881509628619309?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3975881509628619309?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/w-jzS81f5Yo/buon-natale.html" title="Buon Natale..." /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVN8DfrTvAI/AAAAAAAAAwM/zhUbqPyCRgM/s72-c/santa.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/buon-natale.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-2480266164620375711</id><published>2008-12-23T03:34:00.000-08:00</published><updated>2008-12-23T04:30:54.508-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-23T04:30:54.508-08:00</app:edited><title type="text">Il solito Buon Natale palestinese</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVDWUek8YeI/AAAAAAAAAwE/TRG8qPSShbY/s1600-h/muro_03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282958010199335394" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 204px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVDWUek8YeI/AAAAAAAAAwE/TRG8qPSShbY/s320/muro_03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mentre oggi sembra reggere il cessate-il-fuoco di 24 ore, dopo la rottura nei giorni scorsi della pseudo tregua durata circa sei mesi, va ricordato che solo pochi giorni fa l'Agenzia dell'ONU per il supporto e l'aiuto ai rifugiati Palestinesi (Unrwa) aveva annunciato la sospensione della distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza con effetto immediato e fino a data da stabilire, a causa dell'esaurimento di tutte le scorte di farina nei depositi dell'Onu per il blocco operato da Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Unrwa aveva inoltre precisato che il carico più recente di grano sarebbe dovuto arrivare il 9 e 10 dicembre scorso, ma non è riuscito a entrare a Gaza per la chiusura dei valichi.&lt;br /&gt;L'Unrwa in media distribuisce cibo a circa 20mila persone al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella terra dove e' nato Gesu', un altro Buon Natale si aggiunge alla gia' lunga lista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scherzare col fuoco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Naoki Tomasini - Peacereporter - 22 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tregua di sei mesi tra Hamas e Israele è terminata da tre giorni, ma le due parti, anziché concordare il modo per proseguire il silenzio delle armi, ne approfittano per minacciarsi guerra aperta e fare campagna elettorale. Un braccio di ferro che rischia di avere conseguenze catastrofiche per entrambe le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 20 dicembre dalla Striscia di Gaza sono partiti 13 razzi Qassam e 20 colpi di mortaio. Altri 19 razzi sono stati sparati ieri, provocando solo pochi danni materiali e il ferimento di una persona. E di lì a poco è arrivata la risposta israeliana: con due raid aerei e colpi di artiglieria che hanno ucciso un miliziano e ferito cinque persone, tra cui una donna e un bambino. Dalla scadenza della tregua, Hamas non ha ancora rivendicato alcun lancio di razzi, che invece sono stati opera di Jihad Islamica e delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa. Questo significa che il governo di Hamas a Gaza ha mollato le redini dei due gruppi armati, che nei mesi scorsi avevano accettato la tregua, ma deve anche essere interpretato come un avvertimento: quando sarà Hamas in prima persona a riprendere le ostilità, le cose andranno molto, molto peggio. �? noto infatti che il pontenziale del partito islamico gli consentirebbe di sparare centinaia di razzi al giorno, non le attuali decine. I servizi segreti israeliani sostengono che l'arsenale di Hamas comprenda oggi anche missili katyusha, capaci di colpire fino alla città di Beersheva, ma questa potrebbe anche essere una sovrastima volontaria, per accrescere il livello di allarme e, soprattutto, per preparare l'opinione pubblica alla guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla scadenza della tregua, infatti, il governo israeliano e non solo ha iniziato una martellante campagna mediatica - che ha immancabilmente trovato ampio risalto sui quotidiani internazionali - per creare la basi di consenso rispetto a un'ipotetica offensiva su larga scala a Gaza. Ha cominciato il generale Gabi Ashkenazi, capo dello Stato Maggiore israeliano, annunciando che le forze di difesa "sono pronte per qualsiasi operazione necessaria nella Striscia di Gaza". E ha rincarato la dose il deputato di Kadima Yisrael Hasson, che ha proposto l'evacuazione forzata delle zone della Striscia da cui vengono lanciati i razzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, infine, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha annunciato di avere ordinato la preparazione dei piani per le diverse opzioni militari, L'azione di lobbying per l'offensiva è partita anche al Palazzo di Vetro di New York, dove l'inviata di Israele alle Nazioni Unite, Gabriele Shalew, ha annunciato che il suo Paese " non esiterà a intraprendere azioni militari contro Hamas".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da cosa dipende tutto questo fervore? In questo periodo i politici israeliani hanno una sola cosa in mente: le elezioni del prossimo 10 febbraio, in cui si deciderà il successore del primo ministro Ehud Olmert. In lizza ci sono soprattutto due candidati: l'attuale ministro degli Esteri e leader di Kadima, Tzipi Livni, e Benjamin Netanyahu del Likud. In questi giorni i due hanno ingaggiato una sfida a distanza per dimostrare di essere potenziali premier dal pugno di ferro: la Livni ha promesso che, se verrà eletta, rovescerà il governo di Hamas, e lo stesso ha fatto anche Nethanyahu, che spinge per una soluzione militare. "Prenderemo le misure necessarie ma col necessario senso di responsabilità" ha potuto invece dire il premier uscente Olmert il quale, non a caso, non parteciperà alle elezioni di febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre in Israele le uniche voci che insistono per il dialgo con Hamas sono quelle del pacifista Uri Avnery e del giornalista di Haaretz Gideon Levy, anche dall'altra parte si alzano i toni delle minacce, come quelle del deputato di Hamas Ayman Taha, secondo cui all'offensiva israeliana il suo partito risponderebbe riprendendo gli attacchi kamikaze contro Israele. O quelle del capo di Hamas in esilio in Siria, Khaled Meshaal, secondo cui Israele pagherebbe l'invasione con un altissimo numero di caduti. Questo però lo sanno bene anche i capi dell'esercito israeliano, che lasciano 'abbaiare' i politici, ma poi precisano di non avere ricevuto alcun ordine di preparare le truppe di terra. Sanno bene che Hamas ha avuto il tempo di disseminare di trappole il suo territorio e che i suoi miliziani sono pronti a combattere fino alla morte in caso di invasione. Sanno anche che una simile offensiva significherebbe la morte per il soldato Gilad Shalit, nelle mani di Hamas da due anni e mezzo. C'è dunque da scommettere che Israele continuerà a rispondere ai razzi con i raid aerei e le uccisioni mirate, e infatti i leader di Hamas sono nuovamente entrati in latitanza per non essere colpiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un altro motivo per cui, probabilmente, il progetto di invasione rimarrà solo una minaccia: se anche la riconquista di Gaza riuscisse, infatti, il governo israeliano non sarebbe affatto in grado di gestirne nuovamente l'occupazione. Lo conferma l'ex comandante dell'esercito israeliano a Gaza, Shmuel Zakai: "Negli ultimi hanni - ha dichiarato lunedì ai quotidiani israeliani - abbiamo fatto ogni sforzo per separarci dai palestinesi, ora che senso avrebbe ritornare a controllare il territorio dove ne vivono un milione e mezzo?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Zakai, il principale errore di Israele durante la tregua, è stato quello di sfruttare la calma per migliorare, anziché esasperare, la situazione economica dei palestinesi della Striscia. "E' ovvio che ora Hamas cerchi di ottenere qualcosa di più" ha concluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Olmert: �??Obama, dateci anche torto, per salvare davvero Israele�??. Ma è vero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Giulietto Chiesa - Megachip - 22 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;�??Olmert a Obama: ripensaci�??. La domanda è nel titolo di un commento di International Herald Tribune di qualche giorno fa (inizio dicembre). Ripensare a cosa? Alla politica degli Stati Uniti verso Israele in tutti questi anni, non solo bushiani ma anche clintoniani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è davvero Olmert che parla? La stampa americana talvolta offre sorprese che il nostro mainstream ci concede sempre più raramente. L'autore di questa è un giornalista ebreo americano, Roger Cohen, commentatore di punta del New York Times, che prova a �??immaginare�?? un dialogo tra il premier (uscente) del governo israeliano e il presidente (entrante) degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove il primo si rivolgerebbe così al secondo: «Gli Stati Uniti si sono sbagliati firmando assegni in bianco a Israele, anno dopo anno; si sono sbagliati fingendo di non vedere gl'insediamenti israeliani sulla riva occidentale; si sono sbagliati nel non essere più espliciti sulla necessità di (con)dividere Gerusalemme; si sono sbagliati nel darci armi così sofisticate da convincerci che la sola potenza militare è la risposta a tutti i nostri problemi; si sono sbagliati, infine, nel non averci aiutato a contattare la Siria. Il suo futuro segretario di Stato, Hillary Clinton, ha detto in campagna elettorale che gli Usa stanno con Israele ora e per sempre. Ebbene, non basta. Voi dovete talvolta stare contro di noi, per aiutarci a evitare una linea di eterno militarismo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente un tale monologo non c'è mai stato, sebbene sia di non poco interesse vederlo scritto, nero su bianco, sull'&lt;a href="http://www.iht.com/articles/2008/11/30/opinion/edcohen.php"&gt;Herald Tribune&lt;/a&gt;. Ma, come sottolinea l'autore dell'articolo, Olmert queste cose le ha effettivamente dette, anzi scritte: in una &lt;a href="http://www.nybooks.com/articles/22112"&gt;intervista&lt;/a&gt; al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna, come si usa dire, farci la tara, perché una tale giravolta intellettuale e politica in un falco come Olmert �?? non si dimentichi, autore e organizzatore della guerra contro il Libano �?? forse si spiega con il fatto che la sua carriera politica è finita nel fango sotto accuse di corruzione molto gravi. Ma, come in tutti i pentimenti, bisogna tenere conto che esiste anche una voglia di sgravarsi da una parte almeno delle responsabilità morali che si è voluto, o dovuto, assumere mentre si era in carica. Se non altro per questo Olmert dovrebbe dunque essere preso sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Washington, prima di tutto, ma anche a Bruxelles. Roger Cohen �?? che sottolinea, a scanso di equivoci, di non essere minimamente disposto a mettere a repentaglio l'esistenza e la sicurezza dello Stato d'Israele �?? suggerisce a Hillary Clinton, cioè a Obama, di far incidere a fuoco, sulla parete dell'ottavo piano del Dipartimento di Stato dove si collocherà il suo ufficio, le parole che Olmert ha vergato come proprio epitaffio politico: «Noi dobbiamo trovare un accordo con i palestinesi, che significhi il ritiro da quasi tutti, se non da tutti, i territori (occupati, ndr). Una certa quota di essi resterà in nostre mani, ma noi dobbiamo dare loro, da qualche altra parte, la stessa quota. Senza questo non vi sarà pace. Inclusa Gerusalemme».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà capace Barack Hussein Obama di spiegarlo a Hillary Clinton?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I pogrom in Palestina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Luca Mazzucato - Altrenotizie - 23 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta non sono i russi a linciare gli ebrei come accadeva un secolo fa: ora sono i coloni israeliani a voler linciare i palestinesi a Hebron. La scena è una casa in fiamme abitata da venti palestinesi, tutti donne e bambini eccetto tre uomini. Attorno alla casa, decine di coloni ebrei col volto mascherato, dopo aver appiccato il fuoco alla proprietà, lanciano pietre nelle finestre rotte per stanare i palestinesi. Le urla terrorizzate dei bambini sovrastano il frastuono dell'incendio: gridano aiuto, ma nessun vicino corre in soccorso. L'edificio infatti è isolato dal resto del quartiere da centinaia di coloni e guardie armate, accorsi dal vicino insediamento illegale di Kyriat Arba per godersi lo spettacolo. I vigilantes con i mitra spianati si occupano di tenere a distanza le ambulanze e i vigili del fuoco palestinesi. Esercito e polizia israeliani non sembrano interessati agli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di giornalisti israeliani si trova sul posto per coprire l'evacuazione di una casa occupata dai coloni e vede quello che sta succedendo. Avi Issacharoff, corrispondente per Ha'aretz, riporta una drammatica testimonianza. Dopo aver cercato invano di convincere tre soldati diciottenni ad intervenire, un manipolo di giornalisti israeliani, armati di carta, penna e macchina fotografica, prendono il coraggio a due mani e decidono di sfidare il presidio di coloni mascherati. Corrono dentro la casa in fiamme e salvano donne e bambini da una morte certa. La scena che descrivono è questa: una donna giace a terra, svenuta a causa del fumo denso, mentre un bambino di cinque anni brandisce un bastone per prepararsi a difendersi dai coloni e il resto della famiglia urla di terrore e implora pietà. I giornalisti li portano fuori, proteggendoli dai coloni che continuano a lanciare pietre. Dopo un po' arriva la polizia israeliana, che scorta via i palestinesi e disperde i coloni mascherati, che facendosi da parte apostrofano la polizia al grido (sic!) di �??Nazisti, vergognatevi!�??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è cominciato con l'evacuazione di un grande edificio di proprietà di una famiglia palestinese, situato strategicamente tra la Tomba dei Patriarchi e il popoloso insediamento ebraico di Kiryat Arba, ad Hebron. Ribattezzato beffardamente �??Casa della Pace�?? dagli occupanti, lo stabile è diventato il fulcro dello scontro degli estremisti ebrei del movimento dei coloni, tra i quali molti giovani e adolescenti, con il governo israeliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte Suprema israeliana in novembre ha accolto il ricorso del proprietario palestinese dell'edificio, decretando l'evacuazione degli occupanti, dopo che questi avevano rivendicato la proprietà falsificando i documenti. Il governo aveva deciso di tergiversare, per raggiungere un accordo con il consiglio dei coloni, per tema di uno scontro aperto. Nel frattempo, centinaia e centinaia di coloni ultra-ortodossi si sono riversati nell'area da tutta la West Bank, decisi a non mollare, barricandosi nell'edificio armati ed agguerriti. I rabbini delle yeshivot, le scuole ebraiche ultra-ortodosse, hanno apertamente appoggiato gli occupanti, incoraggiando gli studenti ad organizzare dei turni per andare a difendere la Casa della Pace in vista della prova di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni rabbini estremisti hanno portato un rotolo della torah nella casa, trasformandola in una sinagoga e dunque rendendone sacrilega l'evacuazione (stratagemma usato anche durante il ritiro da Gaza). Il governo ha dichiarato Hebron zona militare proibita, per bloccare l'afflusso di coloni in vista dello sgombero imminente. I coloni a loro volta si sono organizzati in ronde in tutta la West Bank, per tenere sotto controllo il movimento di truppe dell'IDF e riuscire a prevedere il momento dell'evacuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci giorni fa, fallito l'ennesimo tentativo di mediazione tra il Ministro della Difesa Barak e i rappresentanti dei coloni, seicento tra poliziotti della Border Police e soldati dell'IDF sono piombati sulla Casa della Pace e in venti minuti hanno sgomberato le centinaia di coloni asserragliati all'interno, con un bilancio di alcune decine di feriti da entrambe le parti. Tuttavia alcuni soldati si sono rifiutati di obbedire agli ordini ed uno di essi è stato filmato mentre insieme ai coloni lancia pietre contro la Border Police: insomma uno stato di totale anarchia. Subito dopo l'evacuazione, si è scatenato l'inferno. Gruppi di coloni inferociti si sono riversati nella città di Hebron, sia nella parte occupata e sotto coprifuoco che in quella sotto il controllo dell'ANP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I coloni si sono vendicati mettendo a ferro e fuoco la città. Tre case palestinesi e decine di automobili sono state date alle fiamme, mentre coloni armati sparavano contro i passanti palestinesi terrorizzati. Il video shock di un attivista di �??B'Tselem�?? mostra un colono israeliano che spara a distanza ravvicinata ad un ragazzino palestinese disarmato e quest'ultimo che si accascia al suolo privo di sensi (l'aggressore si è poi consegnato spontaneamente alla polizia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla vista del video, Ehud Olmert stesso, il premier uscente, ha dichiarato a caldo: �??La vista di ebrei che sparano contro palestinesi innocenti non ha altro nome che Pogrom.�?? Quattro altri civili palestinesi sono stati feriti da colpi di arma da fuoco nello stesso quartiere. Squadre di coloni hanno devastato cimiteri palestinesi e moschee, imbrattando tombe e pareti di scritte spray con i loro slogan d'elezione: �??morte agli arabi�?? e paragoni tra Maometto e i suini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I coloni si sono evidentemente organizzati per tempo, perché pochi minuti dopo l'evacuazione della Casa della Pace, gli scontri si sono estesi contemporaneamente a tutta la West Bank. Mentre a Gerusalemme Est attivisti ultra-ortodossi bloccavano la principale superstrada per Hebron, gruppi armati sono entrati a Ramallah e interi uliveti sono stati dati alle fiamme nel nord della West Bank. Ma la polizia palestinese, sotto il controllo dell'ANP, si è ben guardata dal proteggere la popolazione palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il premier palestinese ad interim Fayyad ha infine avvertito il governo israeliano di non esagerare nel lasciare mano libera ai coloni, altrimenti prima o poi la polizia palestinese non sarebbe più riuscita a controllare la rivolta della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione nella West Bank è lentamente rientrata nei giorni successivi, dopo che i coloni hanno rioccupato alcuni edifici palestinesi sgomberati con difficoltà negli anni scorsi e minacciato di riprendersi la Casa della Pace quanto prima. Dopo l'ampio risalto dato dai media alle violenze, è chiara ormai ai cittadini israeliani l'esistenza di uno �??stato parallelo�?? nei Territori Occupati, formalmente sotto Occupazione ma di fatto sotto il controllo dei coloni, armati e pronti a tutto pur di difendere il progetto della �??Grande Israele.�??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la recente visita di stato in Gran Bretagna, il presidente israeliano Shimon Peres ha riassunto la situazione in maniera efficace. Nel suo discorso al Parlamento inglese, Peres ha dichiarato per la prima volta che �??lo Stato di Israele avrà difficoltà a smantellare le colonie in West Bank senza causare una guerra civile in Israele.�??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra ormai chiaro che il movimento dei coloni, inventato da Ariel Sharon come strumento di pulizia etnica nei Territori, vezzeggiato da trent'anni di governi di destra e sinistra, è ormai diventato una potenza politica e militare del tutto autonoma, con cui persino il governo e l'IDF hanno paura a confrontarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Auguri da un Muro: a Ramallah &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Doriana Goracci - &lt;a href="http://www.reset-italia.net/"&gt;http://www.reset-italia.net/&lt;/a&gt; - 22 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La foto ritrae un piccolo murales che si trova a Ramallah ed è stata scattata da un�??amica che vi si è recata quest�??anno. Volentieri ve la inoltro, con i miei sinceri auguri di buone feste ed un proficuo anno 2009».&lt;br /&gt;Così ci scrive &lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.palestinercs.org/" target="_blank"&gt;Yousef Salman&lt;/a&gt;, delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguirebbero a non finire le testimonianze di tanti piccoli, minori, �??terroristi�?? in erba con kefiah in testa o al collo e sasso in mano. Peccato che quei piccoli terroristi, sono cresciuti in decenni e si sono fatti uomini adulti e ne nascono altri, anche nella notte del 24 dicembre. Da queste parti, i muri non sono stati abbattuti, anzi, se ne sono edificati di nuovi e alti, sradicando olivi. Rametti di pianta vitale in Palestina, i cui frutti sono a noi ben noti anche nelle nostre case e benedetti, per altre feste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito &lt;a href="http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale.html" target="_blank"&gt;Pressante&lt;/a&gt;, riporto la parte finale di �??A letter from Gaza�??: «Sono alla fine tornato a casa poche ore fa dopo aver aspettato per molto tempo per trovare un mezzo di trasporto. Ma quando alla fine sono riuscito tornare a Rafah sono crollato per un riposo di un�??ora. Il mio sonno è stato spezzato: mi sono svegliato terrorizzato da quello che seppi poi essere il bombardamento da parte degli F-16. Sono corso dal mio letto per tutta la nostra casa buia e non vedendo nessuno della mia famiglia all�??interno, sono corso scalzo per strada. Molte persone erano per strada, i giovani uomini correvano. Non capii, non sapevo cosa stessi facendo, a parte correre senza sapere dove ero diretto. Molta gente aveva chiuso le finestre e abbassato le persiane visto che al momento c�??è un freddo gelido. Sono stato contento di non essermi ferito con i vetri rotti e le macerie sulle strade. Sono tornato a casa per scrivere questa lettera sul mio portatile. Ma ho deciso che tornare a dormire non è una buona idea, non importa quanto io sia esausto. Se devo morire (e non lo desidero) voglio essere sveglio per sapere che sto morendo e per colpa di chi. Non addormentato».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è sfuggito, presi come siamo da una pagina attuale, già lanciata il 23 giugno 2007 dal «Corriere della Sera» - Fini cambia tutto anche per noi- quello che è accaduto a Gerusalemme il 15 dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A marzo il Consiglio per i diritti umani dell�??Onu con sede a Ginevra aveva assegnato a Richard Falk, un ebreo americano e professore emerito alla Princeton University, un incarico di sei anni per monitorare la situazione umanitaria nei Territori palestinesi. Ma Falk ha dichiarato che gli israeliani si comportano con i palestinesi come i nazisti contro gli ebrei (il predecessore di Richard Falk, il sudafricano John Dugard, aveva paragonato la situazione di vita dei palestinesi a quella dell�??apartheid) e rifiutandosi di ritirare il controverso paragone, il ministero degli Esteri israeliano lo aveva avvisato che non gli sarebbe stato consentito il permesso. Per cui il 15 dicembre, come promesso, l�??ingresso in Israele gli è stato impedito. Bloccato all�??aeroporto Ben Gurion. Vano rammarico del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Richard Falk, l�??uomo dell�??Onu, sta fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E oggi, domenica 21 dicembre 2008, Israele ha permesso l�??approdo a Gaza della �??Ss Dignity�??, l�??imbarcazione che dall�??estate scorsa periodicamente porta aiuti umanitari alla stremata popolazione del territorio-prigione. La stiva porta il latte per i bambini e una tonnellata di medicinali messi a disposizione dal gruppo �??Free Gaza�??, promotore dell�??iniziativa. Su tutti grava il blocco navale imposto un anno e mezzo fa dallo Stato ebraico. I diciassette attivisti appartengono a varie nazionalità, tra cui quattro membri di una fondazione benefica del Qatar, tre libanesi e due cittadini israeliani, un giornalista e la pacifista Neta Golan, residente nella città cisgiordana di Ramallah e fondatrice del Movimento di Solidarietà Internazionale. Nelle stive recano il latte per i bambini e una tonnellata di medicinali. Basteranno per una piccola percentuale dei bisognosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Bil�??in gli abitanti, con pacifisti stranieri e israeliani, hanno marciato come di consueto da tanti venerdì, contro il muro e la confisca di terre palestinesi, ostentando le scarpe, lanciate poi contro i militari. Il bilancio è stato di decine di intossicati dai lacrimogeni e otto feriti dai proiettili, tra cui un giornalista israeliano e uno palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le agenzie di stampa fanno sapere che la tregua è rotta, se mai c�??è stata�?� seguiranno altre rivendicazioni dall�??uno e dall�?? altro fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da noi, in Italia, si ri-batte con ottimismo: «Bisogna battere questa atmosfera di paura. Questa canzone della crisi, questa negatività che si respira ha diffuso la paura anche tra chi nulla ha da temere. Ed è questo che può inasprire la crisi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parola di Silvio Berlusconi, altro che Merry CRISIS and a happy new FEAR�?�E così dal checkpoint, si fa Natale anche così, disegnandolo su un Muro e ci mandano gli auguri.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/16wrt8ALVgc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2480266164620375711?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2480266164620375711?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/16wrt8ALVgc/il-solito-buon-natale-palestinese.html" title="Il solito Buon Natale palestinese" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SVDWUek8YeI/AAAAAAAAAwE/TRG8qPSShbY/s72-c/muro_03.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/il-solito-buon-natale-palestinese.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-3215920589259329292</id><published>2008-12-22T03:35:00.000-08:00</published><updated>2008-12-22T03:57:59.863-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-22T03:57:59.863-08:00</app:edited><title type="text">Gioco sporco</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU9_tB46vkI/AAAAAAAAAv8/U3MBCp8ZDro/s1600-h/incendio+mega.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU9_tB46vkI/AAAAAAAAAv8/U3MBCp8ZDro/s320/incendio+mega.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282581299506888258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche oggi c'e stato l'ennesimo raid aereo americano nel sud Waziristan, zona tribale nel nord ovest del Pakistan. Due missili lanciati da un drone statunitense hanno provocato la morte di sette persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficiali della polizia pakistana riferiscono che un missile ha colpito un'automobile nel villaggio di Wana uccidendo 4 persone; un altro missile ha distrutto una casa in un villaggio vicino uccidendo altre tre persone. Per la rabbia, diversi uomini che vivono nelle zone tribali nel nord-ovest del Paese hanno aperto il fuoco contro il drone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo di Islamabad sta da tempo subendo forti pressione da parte dell'opinione pubblica che lo accusa di essere incapace di difendere il Pakistan da attacchi di questo tipo. Ieri due fratelli afghani sono stati uccisi perché accusati di collaborare con gli Stati Uniti. I loro corpi sono stati ritrovati crivellati di colpi nel villaggio di Khan Zada, nel nord Waziristan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo rientra nel pericoloso gioco di sponda tra USA, India e Pakistan attraverso la fantomatica lotta al terrorismo, le cui conseguenze saranno evidenti tra qualche mese quando arriveranno migliaia di soldati USA provenienti dall'Iraq e dislocati sul confine afghano-pakistano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le avvisaglie di quanto sporco sara' questo gioco le abbiamo avute a Mumbai nelle scorse settimane.&lt;br /&gt;Se ne era gia' parlato&lt;a href="http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/quando-il-terrorismo-e-di-stato.html"&gt; qui&lt;/a&gt;  e se ne riparla anche oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;Mumbai, un altro 11 settembre? Sì, anche nelle balle&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;di Alessandro Cisilin - Megachip - 22 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Rieccoli, gli invasati fondamentalisti che se la prendono coi civili nei luoghi simbolo dell'opulenza. Bersagliando prioritariamente i �??sionisti�?? e gli stranieri anglo-americani. Il male contro il bene, col portato strappalacrime delle storie individuali di dolore, di morte e talora di eroismo. Un racconto confortante, pur nella sua atrocità.  Per riassumere tutto basta una parola, anzi due: terrorismo islamico. Peccato che la dinamica dei fatti raccontataci senza ombre di dubbio dai nostri media non sta evidentemente in piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrove, perfino in India, i giornalisti si fanno delle domande e consultano gli esperti. In Italia no, ci si limita a ripetere i mantra delle due o tre agenzie che controllano l'informazione globale. Le prime notizie riferivano di un attacco portato da centinaia di miliziani indiani. C'era anche una rivendicazione, quella dei �??&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mujahiddeen del Deccan&lt;/span&gt;�?? (l'enorme altopiano del centrosud indiano), e una foto, quella di un giovane armato fino ai denti che portava un braccialetto arancione tipico degli estremisti indù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E già qui i conti non tornavano. L'India è la patria del sincretismo, con tradizioni religiose che si compenetrano anche nei simboli e nelle divinità (Gesù Cristo è venerato da gruppi indù come reincarnazione di &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vishnu"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vishnu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), ma i fondamentalisti fanno un po' più attenzione. Quando insomma un fanatico musulmano va alla guerra vestito da fanatico indù difficilmente attinge al paradiso di Allah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi però la versione è improvvisamente cambiata, tenendo ferma solo una variabile, quella del terrorismo islamico. Le centinaia di attentatori sono diventate una decina, e gli indiani sono diventati pakistani, sbarcati curiosamente da un natante di Delhi attraverso la �??Gateway of India�?? che fa spesso da copertina alle guide turistiche. Pakistani, quindi sunniti, quindi Al Q�?�??ida. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Voilà, les jeux sont faits, rien ne va plus.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fonte del dirottamento dei fatti è l'apparato di sicurezza indiano. Fonte che andrebbe quantomeno presa con prudenza, e non solo perché l'India è di fatto in conflitto permanente con Islamabad sulla regione contesa del Kashmir. C'è dell'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto, il colpevole ritardo nell'intervento delle forze indiane (per giunta abbondantemente preallertate con inquietante precisione da informazioni d�??intelligence) risulta, oltre che sospetto, anche non nuovo nella storia dei più sanguinosi episodi di violenza di matrice religiosa nel paese, e in particolare nell�??eccidio perpetrato negli ultimi anni su migliaia di musulmani (fatto irrilevante per i media d�??Occidente) e centinaia di cristiani (e questo dà un po�?? più fastidio, ma se serve cade anch�??esso nell�??oblio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, già in passato l'India ha conosciuto attentati compiuti da induisti e fatti sembrare islamici, per screditare questi ultimi. A svelare l'arcano, nonché la collusione tra uomini dell'esercito e fondamentalisti indù, era stato tra gli altri il capo dell'antiterrorismo &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hemant_Karkare"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hemant Karkare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, anch'egli guarda caso ammazzato negli attentati di Mumbai. Inoltre, non ultimo, il nucleo pakistano accusato dei fatti si chiama Lashkar-e-Toiba, che di solito è felice di rivendicare i propri attacchi e che stavolta, curiosamente, smentisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo: si tratterebbe di gente pronta a morire per la causa e al contempo timorosa di vantare le proprie gesta. Islamici così ortodossi da portare braccialetti dei radicali indù e di uccidere uno dei più acerrimi nemici di questi ultimi. Terroristi addestrati alla guerriglia e a incursioni kamikaze, ma (incongruenza sottolineata dagli analisti militari di ogni latitudine) capaci stavolta di improvvisare in dieci unità un assalto bellico degno dei migliori servizi segreti. Insomma, la sceneggiata è stavolta costruita proprio male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di servizi, erano curiosamente sul posto anche quelli britannici e israeliani. Non è chiaro quale funzione abbiano svolto, al di fuori di quella di avallare la nuova versione ufficiale. A essa hanno immediatamente aderito Londra e Washington, senza esclusione per lo staff del presidente entrante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapremo mai esattamente chi ha perpetrato gli attentati e chi c�??è dietro, ma è già palese a chi fa comodo questa nuova catena di sciocchezze sulla fantomatica jihad globale azionata dal Pakistan. Di certo agli Stati Uniti, impegnati nell'escalation militare in Afganistan, già controfirmata come prioritaria da Obama, col corollario dei quotidiani raid oltre il confine pakistano che suscitano le vane proteste di Islamabad. E naturalmente giova all'India, o meglio a quelle forze interne che hanno interesse a fermare il faticoso dialogo di pace col Pakistan e a far salire quello stato di tensione che fa gioco alla destra indù in vista delle elezioni federali della prossima primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inciso: ancor più lacerante della conflittualità politica e religiosa, sta dilagando in questi anni in India quella sociale, legata alla rivolta per le crescenti divaricazioni economiche e per la dilagante povertà (sulla cui presunta diminuzione, determinata dalle politiche liberiste, si sono costruite in Italia fortune editoriali). Vi agiscono gruppi di ribelli, specie di matrice marxista, con capacità organizzative e militari probabilmente inedite nella storia dei movimenti del subcontinente. Ma questo non fa notizia, ed è ben più scomodo del racconto su qualche belzebù musulmano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia si ripete. Quella del cosiddetto terrorismo. E anche quella di India e Pakistan, nate divise nel 1947 come estremo dono del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;divide et impera&lt;/span&gt; britannico.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/ehUcgXaAXFc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3215920589259329292?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3215920589259329292?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/ehUcgXaAXFc/gioco-sporco.html" title="Gioco sporco" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU9_tB46vkI/AAAAAAAAAv8/U3MBCp8ZDro/s72-c/incendio+mega.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/gioco-sporco.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-3430696541308614382</id><published>2008-12-21T01:01:00.000-08:00</published><updated>2008-12-21T01:18:10.368-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-21T01:18:10.368-08:00</app:edited><title type="text">Made in Italy</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU4JN6iEidI/AAAAAAAAAqg/84UhR0N2VOc/s1600-h/culiinaria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 220px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU4JN6iEidI/AAAAAAAAAqg/84UhR0N2VOc/s320/culiinaria.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282169547607280082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qui di seguito un paio di articoli su alcune peculiarita' italiote, che comunque si possono facilmente riscontrare in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si sa, il marchio "Made in Italy" rende il prodotto finale molto piu' sofisticato ed elegante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;La casta delle caste&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Alessio Mannino - La Voce del Ribelle -  Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Libro fortunato. Siamo d�??accordo. E utile. Ma anche pericoloso, a dire il vero. Per la sua capacità, talvolta, di neutralizzare la protesta più vera. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è arrivato anche l�??aggiornamento al libro-tormentone di questi ultimi due anni. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno aggiunto le ultime notizie alla loro magistrale inchiesta su sprechi e privilegi della politica, la Casta (Rizzoli). I detrattori, in genere gli stessi mandarini sotto accusa, li hanno additati come qualunquisti, quasi come antidemocratici. Ma non è così. �??Non si capisce perché l�??indignazione di un britannico sia indignazione, e l�??indignazione di un italiano sia qualunquismo�??1, ha sbottato in tivù lo stesso Stella in risposta al sottosegretario Roberto Castelli, che aveva liquidato al solito modo i dati inoppugnabili enumerati dal giornalista del Corriere della Sera. Il quale, intendiamoci, è un segugio di razza: documentato, ficcante, con la suola consumata sul campo come le migliori penne di una volta. E con il merito indiscutibile di aver messo nero su bianco una tale montagna di scandali e ruberie da giustificare in pieno un sacrosanto disgusto per questi pover�??uomini, i politici, dediti al basso saccheggio satrapesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, lasciando stare gli inglesi, imbattibili quanto a senso civico ma poco invidiabili su tanti altri fronti (l�??alienazione capitalistica l�??hanno inventata loro, mica noi), Stella ha torto e Castelli, benché sia dura ammetterlo, ha ragione. Ma non per i motivi suoi. Non perché denunciare il feudalesimo straccione della politica corrisponda a un insulso e indistinto rifiuto della politica tout court. Solo a lorsignori, difatti, può venire la sfacciataggine di negare che sono proprio loro, coi loro maneggi e carrozzoni clientelari, a incancrenire la storica estraneità degli italiani alla cosa pubblica. No, è per un�??altra ragione che ha torto, il vendicatore dei torti di bilancio. Una ragione decisiva. Questa: l�??italiano medio, col suo atavico disprezzo misto a ipocrita riverenza per lo Stato, si nutre di un�??irritazione facilona, ciclica, pompata interessatamente dai poteri forti attraverso i media, poiché una regoletta antica quanto l�??arte di governare dice che scoppi controllati di costernazione popolare sono un ottimo strumento per tenere il guinzaglio al collo della plebe. Mantenendola così insensibile alla stretta dall�??alto, che resta ben salda nelle mani dei grandi interessi economici. Che il Quirinale ci costi di più di Buckingham Palace è di sicuro un oltraggio per quell�??Italia impoverita che non arriva a fine mese. Ma limitarsi educatamente a chiedere tagli etici quando è l�??intero edificio della res publica a costituire un�??infamia fondata sul furto di sovranità, equivale a indicare il dito e non guardare la luna. Insomma, ci vogliono mezzi ciechi e spodestati, oltre che derubati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;b style="font-style: italic;"&gt;Antipolitica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene possa sembrare un paradosso ai più, questo risentimento da ragioneri contribuisce al qualunquismo come nessun Beppe Grillo potrà mai fare. Anche perché Grillo non è qualunquista: fa politica, altrochè antipolitica. Come definire altrimenti le centinaia di migliaia di persone che al V-Day 1 dell�??8 settembre 2007 firmarono per �??ripulire�?? il parlamento dagli indagati, limitarne i mandati e reintrodurre la preferenza elettorale, seguite da altrettante nel V-Day 2 del 25 aprile scorso per abolire l�??Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all�??editoria e la legge Gasparri? Ma tanto bastò all�??informazione di regime, in testa il Corriere, per far risuonare il fuoco di fila della Casta sbertucciata fino a un giorno prima, con l�??intero arco parlamentare che liquidava il movimento del Vaffanculo come una marmaglia di estremisti, populisti, addirittura terroristi e, immancabilmente, qualunquisti. Uno per tutti, basti ricordare il compagno D�??Alema, che, sinceramente protervo come sempre, dichiarava un «fastidio antropologico»2 per quei minus habens scesi in piazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;b style="font-style: italic;"&gt;Il vero qualunquismo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il qualunquista vero sta ai piani alti. Più alti delle Camere del Parlamento. Siede dietro le lussuose scrivanie di ciliegio degli editori di giornali e televisioni, ovvero i gruppi industriali e finanziari che finanziano e ricattano gli omuncoli della partitocrazia (i quali sono molto contenti di entrambe le cose: sono palanche e visibilità garantite). Sono i signorotti delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni, cioè i reali detentori delle leve del Potere, quello con la P maiuscola: quell�??Idra di interessi poco visibili che condiziona le scelte politiche e la gestione dei beni pubblici in misura incomparabilmente superiore rispetto al voto del gregge, a cui resta il contentino della crocetta elettorale. Sono i più bei nomi dell�??imprenditoria e dei salotti bancari a muovere le truppe cammellate dei giornalisti loro dipendenti su un unico obbiettivo: il politicante arraffone. Mettere alla gogna una Casta per garantire la perpetua salvezza delle altre, compresa quella degli scribacchini a libro paga. Ma soprattutto per rendere eternamente al di sopra di ogni contestazione la propria casta: la Casta delle Caste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;b style="font-style: italic;"&gt;Pensiero unico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornalisti come Stella, piaccia a loro o meno, scrupolosi e seri quanto si vuole, sono complici di questa operazione. Sono davvero qualunquisti, ma perché evitando di puntare il dito contro l�??ingiustizia di fondo, fanno credere al popolo bue che il problema sia soltanto la pensione del deputato. Mentre le prebende stratosferiche e i baracconi per sistemare amici e parenti sono la punta dell�??iceberg. Per affondare il quale ci vuole ben altro che un ente in meno o un risparmio in più. Ci vuole un cambiamento culturale, profondo, di sistema. Antropologico. Non devono cambiare solo le leggi, dobbiamo cambiare noi italiani. Piantandola di autoassolverci facendo i conti della portinaia, perché la portinaia dovrebbe stramaledire prima di tutto chi, con le tariffe in perenne aumento, i rincari della spesa, gli affitti impossibili, la benzina come l�??oro, fa i gran soldi sulla sua pelle. Non illudersi che sia sufficiente incolpare chi raccoglie le briciole dei finanziamenti elettorali e del posto fisso da Vespa o Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;b style="font-style: italic;"&gt;Tutto per denaro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soldi sono diventati tutto, siamo schiavi di un pensiero unico: i danè, gli schei, i piccioli. Per far girare la macchina, la loro macchina, dobbiamo trasformare le nostre coscienze in calcolatrici. Dobbiamo ragionare sempre e comunque in termini di ricavi e perdite. Ma per distoglierci da questo orrore, una verità troppo brutta da sopportare, hanno ridotto la politica a una commedia delle parti. In cui mai e poi mai qualcuno si azzarda a mettere in discussione il pensiero unico del mercato, del dio quattrino. La gente si appassiona al teatrino di pupi, e non s�??avvede che dietro le quinte la regìa è dei pupari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;�? una democrazia mafiosa, la nostra. In cui il gioco delle cupole economiche è educare il popolo a una politica in ostaggio dei partiti, i loro picciotti. L�??equazione è facile facile: politica uguale partiti, non si scappa. E chi scappa, Dio lo fulmini: è un pazzo, un paria, un sovversivo. Un qualunquista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è un pericolo. Perché il corollario prevede che chi non si genuflette alla sacralità della forma-partito è un anti-democratico. Perciò, in quanto tale, perde ogni diritto a dire la sua, e se lo fa andando in piazza, luogo primigenio della democrazia, aggiunge scandalo a scandalo. Il popolo puzza, eccezion fatta per quello che si raccoglie nelle adunate di partito per contarsi e fare a gara a chi ce l�??ha più lungo �?? il consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica, in altri termini, va lasciata ai professionisti inquadrati in apparati mafiosi, che oggi giorno, per soprammercato, lo sono ancora di più poiché a decidere tutto, eclissatesi le diatribe ideologiche, rimangono solo i clan personali di questo o quel leader. Solo coloro che si riconoscono nello status quo sono considerati buoni cittadini. Tutti gli altri, se si fanno gli affari loro, che votino o non votino, pazienza: �??lasciateci lavorare in pace�??, è il messaggio dei mandarini partitocratici. Ma guai ai facinorosi che osino rifiutare questo regime di tessera in cui, come scriveva Panfilo Gentile nel suo ancora attualissimo saggio �??Democrazie mafiose�?? (1969), «solo i conformisti sono cittadini di pieno diritto»3. Morale della favola: se ti impegni politicamente senza i paraocchi dell�??appartenenza alla destra e alla sinistra, sei un qualunquista. Se invece ti lagni e sbraiti della destra e della sinistra solo perché costano troppo, va bene, anzi comprati pure l�??inchiestona di Stella e indìgnati. Ma fermati lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una democrazia mafiosa, la nostra. In cui il gioco delle cupole economiche è educare il popolo a una politica in ostaggio dei partiti, i loro picciotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;b style="font-style: italic;"&gt;Pensiero forte&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il qualunquismo è un pensiero debole. Anzi, è il più debole di tutti, perché basato esclusivamente sul denaro. E�?? un pensiero contabile, che come in un�??azienda, misura la vita comune con criteri economicistici: costi-benefici, efficienza, risultati. Una critica da topi di bilancio a una società che non conosce più ideali ma solo valori, come in Borsa (che non a caso in origine si chiamava, e si chiama ancor oggi, �??Borsa Valori�??), è fare critica miope. Da quattro soldi. Che il Sistema economico tollera, anzi vuole e perciò sollecita, facendo risuonare la gran cassa della campagna anti-sprechi. Rafforzando nella gente la convinzione che la politica, in fin dei conti, non è diversa da tutto il resto: è una merce, con un suo prezzo e un suo mercato. Questo è il più puro e il più becero qualunquismo, di cui anche un bravissimo Stella è il portato. Al contrario, non lo è il pensiero forte di chi vorrebbe dare un calcio nel sedere a questa cultura bottegaia perfettamente funzionale all�??economia e ai profitti di industriali e banchieri. Alcuni dei quali, riuniti nel cosiddetto �??salotto buono�?? italiano, sono non a caso gli editori e i datori di lavoro di Stella. �?�&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  &lt;a href="http://www.ilribelle.com/%3Cbr"&gt;www.ilribelle.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Dicembre 2008 - Anno 1, Numero 3 - Sommario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Anno Zero, 13 novembre 2008&lt;br /&gt;2) Festa dell�??Unità, intervista di Bianca Berlinguer, 13 settembre 2007&lt;br /&gt;3) Democrazie mafiose, Ponte alle Grazie, 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt; Per gentile concessione de �??La Voce del Ribelle�??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;La Voce del Ribelle è un mensile - registrato presso il Tribunale di Roma, autorizzazione N° 316 del 18 settembre 2008 - edito da Maxangelo s.r.l., via Trionfale 8489, 00135 Roma. Partita Iva 06061431000&lt;br /&gt;Direttore Responsabile: Valerio Lo Monaco&lt;br /&gt;All rights reserved 2005 - 2008, - ilRibelle.com - RadioAlzoZero.net&lt;br /&gt;Licenza SIAE per RadioAlzoZero n° 472/I/06-599&lt;br /&gt;Privacy Iscrizione ROC - Registro Operatori della Comunicazione - numero 17509 del 6/10/2008.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Tangenti rosse&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di Gianluca di Feo e Marco Lillo - L'Espresso - 18 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Le mazzette di Pescara e Potenza. Gli appalti di Firenze e di Napoli. Il Pd vive i suoi giorni più neri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Arresti e sospetti, tangenti e favori: l'onda di piena è arrivata, tracimando a Potenza e Pescara, mentre a Napoli e Firenze ormai le voci di nuove retate sono incontrollate e fanno salire alle stelle il nervosismo negli ultimi palazzi della sinistra al potere. I magistrati colpiscono Margherita e Ds, contestando un sistema di governo dove si è perso il senso dell'illecito. &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il presidente della Regione Basilicata accusato di rivelare notizie segrete, il vicepresidente della Commissione ambiente di Montecitorio che avrebbe manovrato per gli affari nati dal petrolio, il sindaco di Pescara che si fa scarrozzare dal jet e dalla Mercedes di Mister Air One. Ma soprattutto un groviglio di appalti che sembra avvinghiare le giunte rosse di Toscana e Campania in un intreccio tra politici, professionisti e imprenditori... &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt; I risultati del voto abruzzese sono più di un campanello di allarme: la sconfitta secca del centrosinistra, lo spostamento delle preferenze verso la componente dipietrista dell'opposizione e soprattutto l'ondata dell'astensionismo. Il tutto con lo choc dell'arresto di Luciano D'Alfonso, numero uno del Pd regionale e sindaco di Pescara che ha tenuto nascosto il suo coinvolgimento nelle inchieste fino alla chiusura dei seggi. Un vero de profundis, con la bordata di contestazioni per la privatizzazione dei cimiteri a suon di mazzette. E poi la limousine messa a disposizione da Carlo Toto, i voli gratis su Air One, le cene elettorali omaggiate, i contributi alle associazioni amiche: una lista di doni destinati a ingraziarsi il primo cittadino nelle concessioni per le aree del centro. Regalie di poco conto per il magnate di Air One che grazie alla nuova Alitalia potrà realizzare i suoi sogni milionari, episodi che per il codice penale potrebbero non essere nemmeno reato, ma che feriscono profondamente la credibilità del Pd. Insomma, un Natale da incubo per la leadership democratica, alle prese con quest'onda alimentata ormai da una decina di inchieste.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;A Firenze, per esempio, le indagini offrono una radiografia impietosa che non riguarda solo il Pd, ma l'intera società italiana. Perché mostrano come la logica dell'intrallazzo abbia contagiato anche le categorie che dovrebbero disegnare il Paese del prossimo decennio. I protagonisti sono giovani architetti e ingegneri, quarantenni con cattedre universitarie e studi di prestigio internazionale, uniti da un motto ripetuto nelle intercettazioni: "A buon rendere. Se tu poi hai bisogno della stessa cosa in altri comuni, conta su di noi". I compassi d'oro si scambiano appalti da un capo all'altro della Penisola, pilotando sistematicamente le gare. Al telefono si vantano: "Era tutto telecomandato". Il reato contestato non fa scandalo: turbativa d'asta ha un suono soft da peccato veniale. In realtà si traduce in milioni e milioni d'euro spesi in cantieri assegnati ai soliti noti e ai loro padrini politici, che gestiscono le opere pubbliche come se fossero feudi nobiliari: "Firenze è un po' divisa, a seconda delle zone ci sono delle imprese...". Il rapporto con i partiti - e in questo caso con il Pd - è di osmosi: "Altrimenti qui si arriva alle elezioni e il sindaco non ha impicciato nulla". Il rapporto con i costruttori ha il sapore del vassallaggio, come nelle corti rinascimentali. Casamonti, professionista famoso che a soli 43 anni guida l'atelier Archea con 70 laureati, si inchina davanti a Salvatore Ligresti: "Ho stima di lei. Io mi sono un po' innamorato: lei ha carisma, è un grande imprenditore".&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; Casamonti è stato l'unico a finire in cella per l'inchiesta fiorentina. I pm lo definiscono "un instancabile e formidabile organizzatore di trame". Nell'affaire di Castello, il piano urbanistico che partorirà la Firenze della prossima generazione, è stato indagato a piede libero: secondo il giudice, l'assessore all'Urbanistica Gianni Biagi impose a Ligresti il suo nome, con un compenso di mezzo milione di euro. Invece Casamonti è stato travolto per un appalto che vale meno di 100 mila euro, nel piccolo comune aretino di Terranuova Bracciolini. �? rimasto in carcere due notti, poi per tre ore ha risposto alle domande dei magistrati, che si sono mostrati soddisfatti e lo hanno mandato a casa. "Ho fatto solo del bene a questa città", aveva detto prima dell'arresto: "Non mi va di essere fregato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo davanti a un nuovo Mario Chiesa, capace di aprire un'altra Tangentopoli? I suoi avvocati minimizzano: "Ha reso ampie e particolareggiate dichiarazioni rispondendo a tutte le domande. Non si nega l'evidenza. I fatti storici sono quelli contestati, ha risposto contestualizzandoli e spiegando che il suo impegno era legato alla volontà che le opere fossero fatte bene". Gli inquirenti ostentano cautela. Il gip Rosario Lupo è abituato ai grandi casi: ha svolto lo stesso ruolo a Milano nell'ultima fase di Mani Pulite, sequestrando i beni di Paolo Berlusconi e pronunciando la celebre assoluzione del Cavaliere e di Cesare Previti per il lodo Mondadori. Ma basterebbe che Casamonti avesse spiegato le sue telefonate sulla lottizzazione degli appalti per moltiplicare le inchieste. Nelle intercettazioni parlava del Consorzio Etruria, un colosso delle coop attivo da Gallipoli a Bologna che nel 2007 ha gestito cantieri per un valore di 2 miliardi, inclusa parte dell'Alta velocità: "In quella zona c'è un'impresa che comanda, ma comanda davvero. �? il Consorzio Etruria". O che avesse chiarito le sue entrature con gli assessori di Palazzo Vecchio e con la Provincia, guidata da Matteo Renzi, indagato e candidato alle primarie sempre più grottesche per il candidato sindaco. O che avesse fatto il punto dei tanti scambi di favori tra professionisti. Tra gli altri, nelle registrazioni raccomanda Francesco Salinitro che a sua volta, come dirigente urbanistico del Comune di Como, affida allo studio di Casamonti un contratto da favola per risistemare un'area industriale comasca: parte del Sistema Sviluppo Fiera, un'organizzazione che si affaccia sul grande business dell'Expo 2015. Non a caso i magistrati parlano di "trasversalità di Casamonti". Che nel suo smistare incarichi è stato registrato anche mentre manovrava una gara di progettazione napoletana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trasversalità sembra essere anche la parola chiave del sistema costruito da Alfredo Romeo, imprenditore per tutte le stagioni. Anche a Napoli la Procura si è concentrata sull'accusa di turbativa d'asta. Ma gli appalti che finivano nelle mani del re dei palazzi, che sogna di ripetere i fasti di Achille Lauro, valgono centinaia di milioni. Dagli atti dell'indagine emerge il profondo coinvolgimento della giunta comunale, con l'intervento politico del sindaco Rosa Russo Iervolino per far approvare il contratto da 330 milioni che affidava a Romeo la manutenzione di tutte le strade di Napoli. Nella ricostruzione della Procura sarebbe stato fondamentale il sostegno di Italo Bocchino, che sta spodestando Nicola Cosentino nella sala di controllo del Pdl campano. Il contratto del Global Service fu varato nel marzo 2006 quando mancavano solo due mesi al voto che vide rieleggere la Iervolino con il 57 per cento dei consensi. L'anno prima Antonio Bassolino si era imposto alla Regione proprio su Bocchino con percentuali bulgare: 61 per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la situazione è drasticamente cambiata, con un partito dilaniato, i consigli provinciali e regionali popolati di indagati e ben sette assessori già costretti a lasciare la giunta comunale. Un sondaggio Swg commissionato dal 'Mattino' ha evidenziato il crollo della popolarità, facendo infuriare il sindaco. Anche gli interventi del vertice del Pd per un rinnovamento del gruppo dirigente cadono nel vuoto. In municipio come in Regione, l'unico cambiamento sembra potere arrivare dalla magistratura. Bassolino è a processo per l'emergenza rifiuti e il contratto a Impregilo. Altre indagini vanno avanti, con esiti imprevedibili, sulla torta più grande amministrata dalla Regione: la spese sanitaria, con debiti miliardari che hanno alimentato un oscuro reticolo di cartolarizzazioni. Ma tutti restano arroccati sulle loro poltrone. Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, non si è mai presentato in consiglio comunale dall'inizio della crisi giudiziaria. Rosa Russo Iervolino mostrando le "mani candide" respinge le richieste di dimissione che tentano anche la sua maggioranza. Il primo cittadino di Pescara, invece, pare che avesse promesso ai magistrati di farsi da parte subito dopo il voto, cercando un accordo per evitare l'arresto. E per tentare di salvare la faccia si era già rivolto a una società di public relation: perché l'immagine conta più dell'etica. &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, avrebbe repentinamente cambiato atteggiamento nei confronti di un imprenditore. Secondo le accuse del pm Henry John Woodcock, prima lo avrebbe appoggiato, incontrandolo durante una cena elettorale, poi dopo le prime voci di inchiesta si sarebbe mosso pubblicamente contro di lui. Adesso si ritrova un avviso di garanzia per favoreggiamento e rivelazione del segreto di ufficio: uomini del suo entourage avrebbero comunicato al costruttore Francesco Rocco Ferrara notizie su un'indagine che lo riguardava. Il presidente è già dimissionario per le beghe della maggioranza bianco-rossa che da 13 anni governa la regione. E questa istruttoria rilegge la grande occasione della Basilicata: il petrolio. La vicenda ruota attorno al giacimento da 130 milioni di barili scoperto negli anni Novanta a Tempa Rossa e affidato in concessione nel 2006 dalla Regione a un'associazione di imprese con a capo la Total (con una quota del 50 per cento) insieme a Shell e Exxon (25 per cento ciascuna).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'azienda è privata ma, essendo titolare di una concessione, è tenuta ai doveri del pubblico ufficiale. I manager della Total, secondo Woodcock, invece avrebbero brigato con i politici e gli imprenditori locali. L'obiettivo? Il solito: un appalto. La costruzione dell'impianto di estrazione, cinque pozzi per 35 milioni di euro, da assegnare a un pool di aziende lucane guidate dall'impresa di Francesco Rocco Ferrara. L'imprenditore, già coinvolto nell'inchiesta su Alfonso Pecoraro Scanio, secondo il pm avrebbe incontrato i leader regionali del Pd e ottenuto il loro sostegno. La Procura ha chiesto alla Camera di mandare agli arresti domiciliari l'onorevole Salvatore Margiotta: avrebbe fatto pressioni per aiutarlo e avrebbe acquisito informazioni per favorirlo in cambio della promessa di una mazzetta di 200 mila euro. Margiotta, rutelliano di ferro, è il numero uno nella lista di Potenza e ricopre la carica di vicepresidente della commissione Ambiente di Montecitorio. Il 16 dicembre 2007 gli agenti hanno pedinato Ferrara mentre discuteva con il deputato in una stradina di Potenza, all'aperto, sfidando il freddo glaciale. Per l'accusa in quell'incontro Ferrara ottenne il suo appoggio per la gara in cambio della mazzetta promessa da 200 mila euro. Ma per l'appalto - scrivono i magistrati - c'è chi è disposto a fare di tutto: pochi giorni dopo gli uomini della Total entrano di soppiatto nella sede per cambiare il contenuto dell'offerta di Ferrara, che così vince la commessa milionaria. Alla faccia del mercato e della legalità. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/N6YtMawQKNs" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3430696541308614382?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3430696541308614382?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/N6YtMawQKNs/made-in-italy.html" title="Made in Italy" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SU4JN6iEidI/AAAAAAAAAqg/84UhR0N2VOc/s72-c/culiinaria.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/made-in-italy.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-5397271391043856962</id><published>2008-12-19T04:13:00.000-08:00</published><updated>2008-12-19T04:51:59.811-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-19T04:51:59.811-08:00</app:edited><title type="text">PD? Boh!</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUuXv2pN2wI/AAAAAAAAAqY/SqwIZ-S9qQM/s1600-h/VELT--140x180.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281481836400073474" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 140px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUuXv2pN2wI/AAAAAAAAAqY/SqwIZ-S9qQM/s320/VELT--140x180.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo gli arresti e la debacle elettorale dei giorni scorsi, il PD si sta letteralmente scavando la fossa con le proprie mani, dando addirittura a Berlusconi il destro per impartire la sua incredibile lezione di moralita' al partito.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il colmo dei colmi, veramente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un partito nato senza alcuna identita' precisa, senza idee innovative, senza un benche' minimo ricambio generazionale ai suoi vertici, e' naturalmente destinato a continuare la sua corsa sfrenata verso la pattumiera della storia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E i suoi dirigenti continuano a far finta di niente. Bravi continuate cosi', resterete all'opposizione vita natural durante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi poi Veltroni ha proseguito con la sua cieca difesa a spada tratta del partito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco qui alcuni stralci del suo esilarante intervento "&lt;em&gt;Il PD e' formato da centinaia di migliaia di amministratori che sono persone perbene, per i disonesti non c'è posto[...]la crisi politica e morale pone un'alternativa secca: o innovazione o fallimento[...]O aiutiamo il Pd a saltare nel futuro oppure rischiamo di legarci ad un presente che la crisi precipita nel passato[...]Quanto sta accadendo in questi giorni determina in noi inquietudine, ma anche voglia di reagire. Il bollettino delle inchieste giudiziarie, ormai quotidiano racconta di opacità amministrative e compromessi morali. �? un'immagine deformata e ingiusta, perché i nostri amministratori, che sono centinaia di migliaia, sono persone perbene. Il Pd è un partito di persone perbene. Un partito nato anche per prevenire il malcostume politico. Intendiamo farlo sul serio, anche se questo vuol dire pagare un prezzo in termini di consenso elettorale[...] Se non innoviamo saremo travolti. Bisogna creare le condizioni di un forte avvicendamento con una nuova generazione[...] I prossimi mesi e il prossimo congresso, che svolgeremo dopo le elezioni, saranno l'occasione per l'affermazione definitiva di una nuova generazione di dirigenti alla guida del partito. Alle prossime elezioni vogliamo diventare il primo partito italiano"&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma ci fa o ci e'?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Con questi dirigenti non vinceremo mai &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Gennaro Carotenuto - 18 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ripropongo nel &lt;a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5049-piazza-navona-oggi/" target="_blank"&gt;videoblog&lt;/a&gt; le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: �??con questi dirigenti non vinceremo mai�??. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E�?? il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c�??è mai una parola chiara su nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non c�??è perché l�??unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono �??un sodalizio�??. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l�??incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l�??unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La moglie di Cesare, Veltroni�?� Non temono Silvio Berlusconi ma disprezzano Antonio di Pietro alla stessa maniera di come disprezzano il popolo di sinistra che non può accettare, che non accetterà mai che facciano politica per carriera e non per servizio. Un politico di centro-sinistra non può dovere la propria legittimità ad altri che non alla fiducia degli elettori, che sia un banchiere, un cardinale o un faccendiere come Alfredo Romeo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo così, illusi, stupidi, ingenui, non vogliamo la luna né la Rivoluzione e siamo perfino disposti ai sacrifici, ma se i dirigenti non sono degni di mettersi alla testa delle nostra ingenuità del volere un�??Italia migliore allora dovranno rotolare le teste dei dirigenti. Una, dieci, mille teste dovranno cadere perché, come diceva Moretti, con questi dirigenti non vinceremo mai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fanno finta di non capire che non si può non consegnare una regione come l�??Abruzzo alla destra più impresentabile se si va alle elezioni perché il nostro governatore, quello fatto votare dai cittadini, è stato arrestato per corruzione. Non si può governare come a Napoli negli ultimi anni. Dimettetevi. Non si può far finta di non vedere il disastro dei rifiuti. Non si può fare un governo ombra che è così ombra da essere impalpabile. Non si può candidare Riccardo Villari e chi ha messo in lista Riccardo Villari si deve dimettere. Non si può inciuciare con le destre (quelle destre) su tutto. Il garantismo non può significare la mancanza di qualunque codice etico, ovvero che fino a condanna definitiva (tra cent�??anni) il politico, il ministro come il consigliere di circoscrizione, può fare quello che gli pare. Soprattutto non si può andare a cena con i palazzinari ma si deve andare a cena con gli inquilini. Se vanno a cena con i palazzinari allora questi politici non possono pretendere di rappresentare gli inquilini. E non solo perché il palazzinaro può essere un ottimo pagatore di tangenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E qui viene il punto. Non possono far finta che il problema siano due o dieci assessori corrotti e dirci che non dobbiamo fare di ogn�??erba un fascio e continuare (a perdere) come se niente fosse. Il problema, come si diceva un tempo, è politico. Un dibattito veramente costituente sul PD non può non toccare i nodi centrali di cosa voglia essere il PD. Se non si ha una cultura propria, e il PD non ce l�??ha, non esiste altro che la subalternità culturale alle destre (ma il PD è subalterno a chiunque), su tutto, dal modello economico, all�??etica, al ruolo dello Stato come perequatore delle differenze sociali alla questione morale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gianfranco Pasquino solleva da tempo un problema semplice: perché avete liquidato la socialdemocrazia che con qualche ombra ma parecchie luci continua ad essere uno strumento per garantire in mezza Europa le parti più deboli della società pur all�??interno di una società capitalista? Deragliato il treno del PCI era necessario scavalcare a destra la socialdemocrazia per finire nella palude dell�??accettazione del modello? Non può essere quello ancora oggi un ancoraggio minimo dal quale ripartire?&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché ripartire si deve. Abbiamo il nemico in casa che sta facendo scempio da Palazzo Chigi del nostro paese, abbiamo 3 regioni e spezzoni di altre in mano alla criminalità organizzata. Abbiamo adottato un modello economico fallito e fallimentare che ha gettato nella disperazione della precarietà le nuove generazioni. Non s�??illudano quindi e non celebrino quelli che da sinistra criticano giustamente il Partito democratico. Perché il PD o quello che verrà dopo il PD restano centrali per governare questo paese e senza una grossa forza di centro-sinistra che corrisponda all�??SPD, al PSOE, al PSF e al Labour Party, questo paese lo governeranno Berlusconi e berluscones fino al 25 aprile 2045.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci sono altre vie. Rigidi codici etici per i quali vogliamo sapere anche se il candidato sindaco ha preso una multa per divieto di sosta, e sennò non si candida e va (o torna) a lavorare. La presunzione d�??innocenza deve valere solo rispetto al processo, non rispetto alla carica che si occupa ed è necessario un vero salto generazionale, un profondo rinnovamento della classe dirigente attraverso primarie vere su tutto. E la nuova classe dirigente del PD deve finalmente decidere. Sulla scuola e sulle staminali, sul PSE e sull�??ambiente, su tutto quello che fino adesso non ha deciso. Perché noi non siamo come loro. &lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/eGxWVNNNHRY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5397271391043856962?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5397271391043856962?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/eGxWVNNNHRY/pd-boh.html" title="PD? Boh!" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUuXv2pN2wI/AAAAAAAAAqY/SqwIZ-S9qQM/s72-c/VELT--140x180.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/pd-boh.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-3062155288374782615</id><published>2008-12-18T03:51:00.000-08:00</published><updated>2008-12-18T04:26:00.635-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-18T04:26:00.635-08:00</app:edited><title type="text">Crisi economica globale: un 2009 da favola...</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUpBHn0qZII/AAAAAAAAAqQ/OQxkyGQKbYA/s1600-h/dollar_falling.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 236px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUpBHn0qZII/AAAAAAAAAqQ/OQxkyGQKbYA/s320/dollar_falling.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281105112250082434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="option"&gt;Ieri il &lt;/span&gt; Centro studi di &lt;span class="option"&gt;Confindustria ha stimato in circa 600.000 i posti di lavoro che saranno perduti nei prossimi 6 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece l'Istat ha comunicato che&lt;/span&gt; nel terzo trimestre dell'anno il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato il terzo aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.527.000 unità (+127.000 unità, pari al +9% rispetto al terzo trimestre 2007).&lt;br /&gt;E ha aggiunto che il tasso di disoccupazione è aumentato di mezzo punto percentuale rispetto a un anno prima, posizionandosi al 6,1%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli USA da ieri il costo del denaro e' sceso virtualmente allo zero. Con una mossa senza precedenti la Fed ha infatti fissato per il tasso di riferimento una forchetta compresa fra lo 0 e lo 0,25%. La decisione storica, che porta i tassi americani al livello piu' basso del mondo, sembrerebbe richiedere ora una risposta quasi obbligata da parte della Banca Centrale Europea, che si pronuncera' all'inizio di gennaio.&lt;br /&gt;Naturalmente l'annuncio della Fed ha subito rafforzato l'euro, con il dollaro che scivola ai minimi degli ultimi due mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma dopo tutte queste "buone" notizie, si prevede un 2009 di rose e fiori...Berlusconi ne e' fermamente convinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;La grande redistribuzione a tasso zero, come preparare la catastrofe&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;di Enrico Guado - Megachip - 17 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Con l�??ultima mossa di Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, la banca centrale degli Usa, è stato spedito un messaggio incontrovertibile a tutto il mondo: tagliare il costo del denaro fino a eliminare, o quasi, il tasso di interesse significa mettersi con le spalle al muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I banchieri centrali statunitensi hanno fatto tutto ciò che era possibile. Ora tocca ai governi e ai Parlamenti.&lt;br /&gt;Se si sveneranno per salvare le banche e le industrie, la crisi avrà un impatto duro, ma probabilmente non catastrofico. Se invece resisteranno, gli effetti potrebbero essere incalcolabili.&lt;br /&gt;Segnali analoghi sono giunti dal &lt;a href="http://www.fsforum.org/"&gt;Financial Stability Forum&lt;/a&gt;, dove Mario Draghi ha detto che per attutire la crisi occorre fare di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si guarda a questi eventi con un minimo di freddezza si possono indicare quali sono i fatti e quali potranno essere le conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il dividendo trimestrale è stato negli ultimi lustri la variabile indipendente sulla quale si è basata tutta l�??economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ciò ha prodotto due effetti: una fortissima redistribuzione del reddito a favore dei ceti che hanno potuto gestire l�??attività finanziaria e decidere i propri prezzi (manager, banchieri, operatori di mercato, consulenti, azionisti consapevoli, ma anche detentori di posizioni di forza nei servizi ) e a sfavore dei produttori materiali dei beni; la ricerca spasmodica di forzare gli affari con ogni mezzo, dall�??uso spregiudicato ( diciamo così) della leva finanziaria (per esempio, la costruzione piramidale realizzata a partire dai mutui subprime) fino alla fortissima pressione per l�??induzione ai consumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ora che la crisi ha reso visibili i meccanismi di questa lunga fase di ristrutturazione gerarchica della società (una gerarchizzazione che ha ri-portato ai ceti affluenti il potere logorato dalle conquiste dei lavoratori, dai diritti sociali, dal welfare), la risposta da dare alla crisi per evitare guai peggiori è quella che il capitalismo ha imparato dall�??esperienza vissuta nelle drammatiche convulsioni del passato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)    socializzazione delle perdite (salvataggio delle banche, nazionalizzazione totale o parziale delle industrie in difficoltà, finanziamenti a pioggia);&lt;br /&gt;b)    lavori pubblici;&lt;br /&gt;c)    nuova austerità per i ceti meno abbienti (i denari dello Stato servono per finanziare infrastrutture e salvare le imprese);&lt;br /&gt;d)    tendenza alla difesa di qualsiasi produzione industriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Solo che tra la crisi di oggi e quelle del passato c�??è la scoperta ormai evidente della saturazione del pianeta. Gli economisti continuano a considerare la Terra come un reddito e invece è un patrimonio che stiamo nemmeno tanto lentamente consumando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Risultato: viene ri-nascosto il problema della sopravvivenza della specie, pur di evitare che il meccanismo della produzione senza fine e senza limite si inceppi, pur di evitare di mettere alle strette coloro che questo disastro hanno provocato. Così, per salvare l�??economia come l�??abbiamo conosciuta fino ad oggi è stata seguita la ricetta tecnica conosciuta. A cominciare proprio dall�??immissione di una quantità enorme di denaro liquido a basso costo, anzi a costo zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Tutto ciò potrà evitare un impatto ancora più drammatico, a breve termine, della crisi su occupazione, consumi. Ma pone anche un enorme problema per il futuro e crea anche i presupposti per una nuova crisi futura. Appena l�??economia mostrerà i primi, deboli segnali di ripresa, tutta la liquidità immessa in giro per il mondo potrebbe trasformarsi in un potentissimo detonatore per l�??inflazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Così, dopo aver pagato con le tasse, con la perdita del posto di lavoro, con i risparmi su salari, stipendi e compensi, i ceti meno abbienti non solo rischiano di subire le ripercussioni di un modello di sviluppo insostenibile, ma anche di pagare un�??altra volta il costo della crisi con la perdita del loro potere di acquisto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-weight: bold;"&gt;La bomba atomica della disperazione di Bernanke&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;di Federico Rampini - La Repubblica - 17 Dicembre 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Audace, avventurosa, o disperata. La Federal Reserve ha tagliato i tassi d�??interesse a un livello senza precedenti nella storia americana. E�?? una svolta, l�??inizio di una nuova fase nella guerra di resistenza combattuta dall�??autorità monetaria Usa contro questa crisi.   Nel centro del capitalismo globale si apre l�??era del "denaro allo zero per cento". E�?? un territorio inesplorato. L�??euforia iniziale di Wall Street segnala la speranza che la banca centrale americana abbia tirato fuori l�??arsenale nucleare, che Ben Bernanke sia disposto a tutto pur di impedire una Grande Depressione. Ma quali segnali profondi riceve tutto il resto dell�??economia da questo gesto? Secondo l�??ultimo sondaggio Gallup il 70% degli americani è convinto di essere già in una depressione. Per loro la mossa estrema della Fed potrebbe suonare come una conferma, e quindi incitare a comportamenti ancora più prudenti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;S�??intuisce una nota di panico anche nelle stanze di comando delle banche centrali. Ormai sono crollati i miti sulla loro onnipotenza. Anche nella decisione di ieri in realtà la Fed si è mossa a rimorchio dei mercati. Già da diversi giorni nelle aste dei Treasury Bonds (i Bot americani) era accaduto l�??inverosimile: la domanda di quei titoli sicuri da parte degli investitori era impazzita, fino a fare calare i tassi di alcune emissioni sotto lo zero. La corsa verso il titolo pubblico - a questo punto più sicuro di un conto corrente o di un libretto postale - aveva portato a questo paradosso: masse di capitalisti privati e gestori di fondi sono disposti a pagare un interesse al Tesoro Usa pur di prestargli del denaro. E�?? il mondo alla rovescia, il salto dall�??altra parte dello specchio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se alcuni Bot americani danno un rendimento negativo, un interesse passivo, i tassi ufficiali si adeguano. E�?? la presa d�??atto che siamo in piena deflazione, una malattia che in Occidente nessun contemporaneo ha sperimentato in età adulta. Il mondo normale, quello in cui siamo vissuti dalla seconda guerra mondiale in poi, è un luogo dove i prezzi aumentano di anno in anno. Chi presta i propri risparmi - a una banca, allo Stato - deve tutelarsi dal fatto che il tempo è inflazione e svaluta il denaro, quindi occorre ricevere un interesse adeguato. Ma se improvvisamente i prezzi scendono - come stanno scendendo in America - il ragionamento si rovescia. La liquidità guadagna valore col passare del tempo, anche se frutta tasso zero. Un tasso negativo può essere il prezzo da pagare per chi tela custodisce al sicuro, come si paga un affitto per usare una cassetta di sicurezza in una banca. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il rendimento zero però riguarda i tassi ufficiali della banca centrale americana. Non significa affatto che siano precipitati i tassi sui mutui immobiliari, sulle carte di credito, sui prestiti alle imprese. Le banche commerciali il denaro se lo fanno ancora pagare; addirittura lo razionano. Qui sta una contraddizione che attanaglia la Fed. La cinghia di trasmissione della politica monetaria si è rotta. Anche se l�??autorità centrale presta capitali a costo zero, gli intermediari bancari non "passano il favore" al resto dell�??economia. Perciò Bernanke è costretto ad aggiungere all�??arma del tasso zero altre azioni eterodosse: la Fed va sul mercato a comprare titoli scadentissimi, emessi dalle società di finanziamento immobiliare, perché la sua generosità arrivi alle famiglie sotto forma di mutui a buon mercato. Neppure questa politica però dà risultati certi nell�??immediato. Si rischia di scivolare dentro la "trappola della liquidità" che Keynes studiò nella crisi degli anni Trenta: anche regalando i soldi alle banche o alle famiglie, quei fondi vengono accaparrati e messi in riserva, tale è la paura sistemica. Una immagine hollywoodiana descrive il caso-limite in cui la Fed manda a sorvolare l�??America degli elicotteri che lanciano pacchi di banconote su tutto il territorio nazionale. Ormai la realtà si avvicina a quello: dal mese di settembre la banca centrale di Washington ha stampato mille miliardi di dollari di nuova moneta. Senza effetti di ripresa. I consumi, la produzione industriale, le costruzioni di case, tutto continua a scendere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se i leader dell�??Occidente fossero meno convinti di essere l�??ombelico del mondo, da mesi starebbero studiando il caso dell�??unico grande paese sviluppato ad avere conosciuto la deflazione dopo la seconda guerra mondiale. Il Giappone ne è stato prigioniero negli anni Novanta. La sua banca centrale provò rimedi molto simili a quelli ora sperimentati dalla Fed. Per sei anni Tokyo ebbe tassi negativi, senza successo. E�?? come la politica degli sconti favolosi che le catene degli ipermercati americani stanno offrendo ai clienti. Non c�??è saldo che tenga quando il consumatore non vuole spendere, per ragioni profonde che nulla hanno a che vedere col livello dei prezzi: per esempio se si è convinto di dover ridurre in modo durevole il livello dei suoi debiti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L�??azzardo di ieri della Fed non è condiviso da tutti. Il mondo è spaccato in due. Da una parte c�??è chi vede la Grande Depressione alle por- te, e dunque ritiene che si debba abbandonare ogni cautela. Altri, Germania in testa, osservano con orrore l�??escalation incontrollata dei debiti, foriera di future iperinflazioni. Ma se il resto del mondo si dissocia dalla terapia americana, questo accelera la sfiducia nel dollaro che riprende a cadere, aprendo possibili scenari di guerre protezioniste. Un autorevole consigliere economico di Obama ha osservato che ormai non si tratta di «evitare un altro 1929» perché quella sfida è già stata persa con la distruzione di ricchezza finanziaria del 2008. Ora si tratta di capire come evitare il 1930, il 1931, il 1932, il 1933. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La mezzanotte monetaria&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;redazione di www.socialpress.it - 14 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La crisi, continuiamo a sentire parlare di questa crisi, ma a molti sfuggono i contorni, i mezzi per comprendere quello che sta succedendo e le probabili conseguenze che ricadranno a pioggia sulle nostre vite. Di poco possiamo essere certi e, a voltarci sul passato, la vediamo tutta questa marea tracimante che ci sorpassa e ci invade. Una colata, che si chiami finanziarizzazione dell�??economia o guerra permanente, che mortifica e schiaccia in ogni occasione ogni desiderio di resistenza. &lt;p class="spip"&gt;Arricchitevi! è l�??imperativo e, anzi, il motore dell�??economia globalizzata, dove il carburante, il danaro in tutte le sue forme, attraversa frontiere raccogliendo attestati di benvenuto; un motore che, invece, brucia i corpi di quegli uomini che di questa globalizzazione ne scontano le pene. E�?? la �??biopolitica�??, le braccia, le menti, i cuori al servizio della produttività, chiuse in un binomio di distruzione selvaggia di ogni regolamentazione civile e di rottura con il mondo della produzione dei beni.&lt;br /&gt;Chi non si è riconosciuto con questo mondo di valori in filigrana e in caduta libera ha subito gli effetti degli spostamenti dei mercati si è trovato confinato nella propria miseria, nel caso peggiore. Oppure, in maniera più o meno efficace, ha tentato di raccontare un�??altra storia, un�??altra concezione dei rapporti sociali, economici, umani.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;Molti di quelli che non si sono riconosciuti in quei valori di sfruttamento si sono ritrovati a parlare un linguaggio comune in un variegato movimento di mille forme e colori, un movimento transnazionale, spontaneo e immaturo, con aspetti fortemente radicati nel localismo ma che guardava alla globalizzazione come scenario di inclusione. Così è nato a Seattle, nel 1999, il primo movimento globalizzato. Le idee non girano come moneta corrente, ma queste persone, questi movimenti, hanno aperto canali e lanciato ponti in maniera integrata con diverse realtà del pianeta facendo un uso massiccio di tutte le tecnologie dell�??internet e di telefonia globale.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;Cosa diceva allora quel movimento? Esso provava a raccontare che l�??estensione in atto era una globalizzazione delle merci, delle banche, delle grandi imprese multinazionali, delle biotecnologie, dell�??energia e, infine, delle pratiche di depauperizzazione delle risorse primarie del pianeta: acqua, suolo, agricoltura.&lt;br /&gt;Veniva detto che quella non era una globalizzazione degli uomini, per affrancarli dai loro bisogni reali, veniva detto, invece, che questa globalizzazione fosse lo stadio più avanzato e moderno dello sfruttamento che ci avrebbe portato dritto al disastro economico-ambientale.&lt;br /&gt;Vivere di queste profezie non rinvigorisce il morale e soprattutto non incoraggia l�??ottimismo dei mercati. Perché mai, allora, mettere in discussione un modello di sviluppo che rende profitti da capogiro? Il mercato pareva solido anche se, tra il 1999 e il 2002 si avverte qualche scricchiolio di fondo. E�?? la prima crisi finanziaria globale, scoppia �??la bolla�?? delle dot-com (un�??azienda di servizi che fa la maggior parte del suo business tramite un sito internet). Avvisaglie fugaci di un terremoto imminente.&lt;br /&gt;Ai profeti di sventura che rivendicavano nuovi criteri di produzione si opponevano economisti, giornalisti e politici, gioiosi cantori di di questo �??turbo�?? liberismo.&lt;br /&gt;Ma come disinnescare una mina così grande? Anche i fondi pensione non erano pensionati ma, al lavoro, erano lì a sostenere, con carburante fresco, le imprese che agivano su un unico grande mercato planetario.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;L�??11 settembre tacitò tutto. Se è vero che la nostra società si ciba di simboli, quest�??evento ha rappresentato il punto massimo di una tensione che ha raggiunto il punto di rottura rilasciando una scia di conseguenze difficilmente governabili con gli strumenti della mediazione politica.&lt;br /&gt;La mezzanotte, il punto massimo di oscurità, non diede molte speranze alle istanze di chi poneva in primo piano i diritti dei popoli. Soffiato via quel debole lumicino, sulle fanfare suonate dal gran circo dei media, una buona parte dei paesi occidentali si apprestavano ad accrescere il proprio PIL esportando democrazia ad alto prezzo e basso valore.&lt;br /&gt;Il 7 ottobre 2001 le truppe anglo-americane cominciarono a bombardare il territorio afgano. Prese il via Endurig freedom (�??libertà permanente�??), a cui seguì, il 20 marzo 2003, l�??invasione dell�??Iraq. Guerre fatte per accaparrarsi risorse energetiche (Iraq) o per condizionare percorsi degli oleodotti ( Afghanistan) col risultato di vedere aumentare i valori delle azioni di quelle industrie legate al sistema militare e di quelle dell�??energia che trascinarono dietro di loro quello delle banche, assicurazioni, industria civile legate al ciclo della guerra.&lt;br /&gt;Eccolo il rialzo del PIL : questa ubriacatura, come primo effetto, ha fatto schizzare i prezzi delle case nei centri urbani, moltiplicato il valore delle materie prime, rinvigorito un�??economia basata sulla finanziarizzazione della produzione.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;Ma arriviamo ai giorni nostri, questo castello di carta, nel vero senso della parola, fatto di azioni e carta moneta ormai lontana dal valore reale, è crollato. E però, significativo che queste forma di turbo-capitalismo, non viene solo percepita come distorsione del sistema ma come letale ad esso ed è per questo che l�??invocazione di nuove regole (da Tremonti ad Almunia, passando per le banche centrali) viene dalla consorteria di quei �??gentiluomini�?? di Bretton Woods. Tutto ciò però ha più il sapore di una resa dei conti.&lt;br /&gt;Una cosa esce palese ed è la grave inadeguatezza delle nostre classi dirigenti nel gestire la cosa pubblica.&lt;br /&gt;Coloro che avrebbero dovuto vigilare si sono rivelati o incapaci o conniventi, insomma prima si sono fregati la cassa e ora ci dicono che dobbiamo pagare noi.&lt;br /&gt;In un disperato tentativo di salvare �??Il Sistema�??, centinaia di miliardi di euro-dollari vengono travasati a banche, assicurazioni e imprese. La ricetta è sempre la stessa, tagli alla scuola e all�??università, riduzione della spesa sanitaria, contrazione dei salari, aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità, aumento delle tariffe per le bollette e i trasporti.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;Ora, questa crisi si sta abbattendo su tutti noi, senza darci tregua, ma è vero che la situazione è in movimento.&lt;br /&gt;E�?? in movimento sui tempi corti e dopo dieci anni di movimentismo, tutti noi, agiamo meglio all�??interno di prassi mature; ma la situazione è anche in movimento sui tempi lunghi e la spia sono le continue crisi di consenso che accompagnano gli schizofrenici eventi in materia economica.&lt;br /&gt;La partita è enorme, è il destino del pianeta in gioco, e proprio per questo la consapevolezza è più alta. Adesso è mezzanotte, questo ci è dato e qui è il nostro agire con tutta l�??onestà che possiamo riporre e con tutta la forza di cui saremo capaci.&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E�?? mezzanotte nel secolo,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt; saremo gli uomini di mezzanotte &lt;/span&gt;(Victor Serge)&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/aTzZYlYcll8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3062155288374782615?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3062155288374782615?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/aTzZYlYcll8/crisi-economica-globale-un-2009-da.html" title="Crisi economica globale: un 2009 da favola..." /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUpBHn0qZII/AAAAAAAAAqQ/OQxkyGQKbYA/s72-c/dollar_falling.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/crisi-economica-globale-un-2009-da.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-8700946564190566812</id><published>2008-12-17T04:00:00.000-08:00</published><updated>2008-12-17T04:35:27.706-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-17T04:35:27.706-08:00</app:edited><title type="text">L'addio iracheno al cane texano</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUjt-ScR0LI/AAAAAAAAAqI/TLAgz-MfAVk/s1600-h/43887556.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280732217450025138" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 241px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUjt-ScR0LI/AAAAAAAAAqI/TLAgz-MfAVk/s320/43887556.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' d'obbligo omaggiare ancora una volta l'Eroe della Scarpa, il giornalista iracheno Munthadar al-Zeidi che, dopo il suo eroico gesto, sta ora marcendo in una fetida cella irachena con il volto tumefatto, un braccio fratturato e alcune costole rotte.&lt;br /&gt;E rischia pure una condanna fino a 15 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va inoltre ricordato che questo giornalista l'anno scorso era stato rapito e torturato dalle milizie sciite legate al governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al-Zeidi e' diventato ormai un eroe in tutto il Medio Oriente e restera' negli annali la sua frase pronunciata poco prima di tirare le sue scarpe al Sommo Idiota:"&lt;em&gt;Questo e' il bacio d'addio da parte del popolo iracheno, cane&lt;/em&gt;!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ipetitions.com/petition/iwffomuntatharalzaidi/"&gt;Qui&lt;/a&gt; si puo' firmare per "&lt;em&gt;La campagna delle 50.000 firme&lt;/em&gt;" per chiedere la sua liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Munthadar al-Zeidi: un eroe contemporaneo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Ilvio Pannullo - Altrenotizie - 16 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grande imperatore americano George W. Bush ha deciso di fare ieri una rapida visita in Iraq. Qui - straordinariamente - ha potuto godere, per la prima volta, del sincero intrattenimento della popolazione locale, venendo accolto con uno dei riti di apprezzamento più sacri del mondo arabo: il lancio della scarpa. In quella felice terra pacificata grazie all�??intuito, all�??acume e all�??accurata pianificazione della sua squadra di assi, quella stessa terra nella quale è stato capace di dichiarare "missione compiuta" più di cinque anni fa, l�??ancora per poco Presidente degli Stati Uniti ha potuto toccare con mano quanto grata gli è la popolazione irachena: Montasser al Zaidi, giornalista sciita di 28 anni regolarmente accreditato per il canale tv al-Baghdadiya, ha cercato di colpirlo due volte lanciandogli contro le proprie scarpe, oramai già divenute un simbolo. Non si sarebbe potuta immaginare una scena migliore con cui chiudere l�??ultimo viaggio della Presidenza Bush in Iraq.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non un semplice viaggio, tuttavia; non un semplice giro di giostra nella terra liberata dai suoi amatissimi soldati, ma un viaggio super segreto, degno del migliore agente 007. Ai pochissimi giornalisti che avrebbero dovuto seguire il Presidente nella trasferta sull�?? Air Force One, sono stati, infatti, preventivamente sequestrati i tutti i cellulari. Lo stesso presidente Bush, per salire sul proprio aereo, si è dovuto travestire e, dopo l�??umiliante episodio - stando a quanto raccontato dai giornalisti al seguito - ha trovato anche l�??umorismo per essere contento del fatto che nessuno lo avesse riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, forse più di qualsiasi altra cosa, dà oggi la reale misura di cosa sia l�??Iraq: un paese dove il presidente che ha speso più di 4000 vite americane, 35.000 feriti oltre a �?? secondo la stima del premio nobel per l�??economia Joseph Stiglitz - quasi 3 trilioni di dollari, deve andare in giro alla chetichella, cercando di fare meno rumore possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comandante in capo dei liberatori americani é dovuto volare direttamente all�??aeroporto di Bagdad per poi rintanarsi dentro la zona protetta, non potendo neanche osare attraversare le strade di quella città che, in teoria - questo ci era stato detto quasi sei anni fa - avrebbero dovuto festeggiare il passaggio dei suoi amati yenkee con lanci di fiori e festeggiamenti. Come se non bastasse, la sua apparizione ad una conferenza stampa è stata interrotta - evento unico nella storia americana - da un giornalista iracheno che ha gridato in arabo: "Questo è un regalo degli iracheni; questo è il bacio di addio, cane".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornalista ha poi tirato una delle sue scarpe verso il presidente, che si è chinato e ha di poco evitato il colpo. Mentre si sollevava il caos, l�??impavido Zaidi, risoluto nei suoi convincimenti, ha dunque tirato la sua seconda scarpa chiosando: "�?� questo è da parte delle vedove, degli orfani e di coloro che sono stati uccisi in Iraq". Purtroppo anche la seconda scarpa ha mancato di poco il presidente Bush, mentre il primo ministro Nuri Kamal al-Maliki allungava una mano di fronte alla faccia del presidente per aiutarlo a proteggersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;�? questo il segno esasperato, tangibile, concreto, di come questa guerra, voluta più di ogni altra cosa dalla cricca dei neoconservatori ed imposta con la forza dei soldi e del petrolio in spregio alle più elementari norme di diritto internazionale, sia un fallimento senza precedenti per l�??amministrazione americana. Un fallimento confermato da un rapporto governativo non ancora reso pubblico ma di cui il New York Times è venuto a conoscenza. Raccogliendo elementi e stralci di questa �??bozza�?? il giornale afferma, infatti, che tutti gli sforzi rivolti a ricostruire il paese mediorientale dopo l'invasione del 2003 ed in particolare a ridare forza alla polizia e all'esercito, sono stati paralizzati da dispute burocratiche e dalla pessima conoscenza della società irachena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Pentagono, denuncia chiaramente il rapporto di 513 pagine, ha cercato di nascondere il fallimento gonfiando e modificando le cifre. Un rapporto che semplicemente registra il fallimento del piano da 100 miliardi di dollari per la ricostruzione dell�??Iraq. Secondo quanto detto riportato, questa immensa quantità di denaro, centinaia e centinaia di miliardi, si sarebbe, infatti, dispersa nei canali e nei rivoli della corruzione dell�??anomalo governo iracheno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo strano governo, solo apparentemente democratico, guidato dal premier al-Maliki, è in realtà solo un agglomerato di fazioni e di cosche che ha preso il controllo del paese e che ha messo le mani su questa immensa torta. Il rapporto rende poi noto che solo recentemente, nella strettissima attualità, si è tornati ai livelli di produzione di energia elettrica precedenti l�??inizio della guerra. Quindi a quasi 6 anni di distanza dall�??inizio del conflitto che, è bene ricordare, è iniziato nel marzo del 2003, dopo migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti americani da una parte e milioni di morti e profughi iracheni dall�??altra, dopo una quantità inimmaginabile di dollari americani, l�??Iraq oggi può essere ben felice di essere tornato peggio di dov�??era al momento dell�??inizio del conflitto. Fortuna che ci sono le scarpe, verrebbe da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impalata, brandita, inchiodata o anche solo mostrata è infatti la scarpa, adesso, il nuovo simbolo della protesta anti-Bush a Bagdad, oltre a diventare la protagonista delle contestazioni in piazza contro l�??arresto del giornalista iracheno. Tocca sottolineare, infatti, che il lancio delle scarpe è un'ingiuria particolarmente grave per la cultura araba, tanto più che il cronista ha tacciato il presidente Usa di essere un cane, offesa pesantissima essendo un animale considerato impuro dai musulmani. Per questo al Zaidi rischia ora, infatti, una condanna a due anni di carcere per oltraggio a un capo di Stato straniero in visita, che diverrebbero addirittura quindici se fosse giudicato colpevole di tentato omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente al fianco dell�??eroico giornalista sono scesi più di 200 avvocati iracheni e di altri Paesi. Un esercito di legali pronti a difenderlo, a titolo gratuito, dice Khalil al-Dulaymi, ex avvocato del defunto presidente iracheno Saddam Hussein. "La nostra linea difensiva - dice l'avvocato - si baserà sul principio che gli Stati Uniti occupano l'Iraq e che quindi ogni forma di resistenza è legittima, compreso il lancio delle scarpe".&lt;br /&gt;Il gesto di al Zaidi ha trovato, poi, anche il plauso del consiglio degli Ulema: "Un momento storico - lo definiscono - che ha mostrato agli Stati Uniti ed a tutto il mondo quello che gli iracheni pensano dell'occupazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa è sicura: questa è stata, quasi sicuramente, la circostanza in cui Bush si è più avvicinato ad un diretto confronto con la realtà della sua eredità in Iraq. Per l'uccisione di più di un milione di bambini, donne, uomini, malati, deboli, vecchi e giovani, l'espropriazione della loro terra a più di 4 milioni di esseri umani innocenti e la distruzione di un'intera società che non aveva fatto alcun male agli Stati Uniti, né aveva messo in atto alcuna minaccia contro di essi, l�??onta di dover schivare due scarpe. Sempre troppo poco.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/OXPJEtUxEHs" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8700946564190566812?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/8700946564190566812?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/OXPJEtUxEHs/laddio-iracheno-al-cane-texano.html" title="L'addio iracheno al cane texano" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUjt-ScR0LI/AAAAAAAAAqI/TLAgz-MfAVk/s72-c/43887556.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/laddio-iracheno-al-cane-texano.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-1185147162193721280</id><published>2008-12-16T04:02:00.000-08:00</published><updated>2008-12-16T04:29:03.695-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-16T04:29:03.695-08:00</app:edited><title type="text">Somalia: la prossima invasione USA</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUebwyf1eyI/AAAAAAAAAqA/vAUgNEaXny4/s1600-h/3292.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280360350606523170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUebwyf1eyI/AAAAAAAAAqA/vAUgNEaXny4/s320/3292.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli USA presenteranno oggi in sede ONU la loro proposta di catturare i pirati somali sia in mare che sulla terra ferma. Questo e' lo scopo dell'esercito statunitense che vorrebbe inseguire i pirati anche all'interno del territorio somalo con operazioni che sarebbero condotte congiuntamente con le forze di polizia di Mogadisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora le risoluzioni ONU consentono la caccia ai pirati solo nelle acque territoriali della Somalia.&lt;br /&gt;Se approvata, questa risoluzione consentirebbe "&lt;em&gt;di adottare tutte le misure necessarie sulla terraferma della Somalia, compreso lo spazio aereo, per ostacolare quanti usano il territorio somalo per pianificare, facilitare o intraprendere atti di pirateria e rapine a mano armata in mare, e per prevenire queste attività&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nuovo documento, inoltre, vi è anche una dura critica al governo somalo. Si afferma infatti che questi "&lt;em&gt;manca di capacità, leggi e chiarezza su come perseguire i pirati dopo la loro cattura&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli USA hanno quindi assoluto bisogno di una qualche legittimazione formale per muovere la loro prossima invasione.&lt;br /&gt;Ma non e' detto che il giochino gli riesca, anche perche' e' fin troppo chiaro che la lotta alla pirateria non e' affatto il motivo che li spinge ad invadere la Somalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Somalia, la guerra prossima ventura &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Antonio Mazzeo - Megachip - 16 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimo colpo di coda dell�??amministrazione Bush. Lo scorso 11 dicembre, l�??ambasciatore USA alle Nazioni Unite ha presentato ai paesi membri del Consiglio di Sicurezza una proposta di risoluzione per autorizzare le forze militari internazionali a �??prendere tutte le misure necessarie a contrastare la pirateria all�??interno del territorio della Somalia�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta, cioè, estenderebbe le odierne operazioni anti-pirateria dalle acque nazionali somale alla terraferma. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormarck, la necessità di ampliare le opzioni d�??intervento militare trova giustificazione nel fatto che �??i pirati arrivano da terra�?? e che pertanto è nel territorio della Somalia che deve essere �??centralizzata l�??attenzione della comunità internazionale�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico, Washington punterebbe alla dislocazione nel paese africano di una forza multinazionale di �??peacekeeping�??, ovviamente sotto il comando USA, da completare subito dopo il ritiro dalla Somalia del contingente a guida etiope, previsto entro la fine dell�??anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risoluzione che legittimerà il piano d�??invasione statunitense sarà discussa martedì 16 dicembre in occasione di una speciale sessione ONU sulla crisi somala, a cui sarà presente la Segretaria di Stato, uscente, Condoleezza Rice. L�??esito del voto del Consiglio di Sicurezza non è scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sud Africa e Indonesia non condividono pienamente le finalità di una missione che viola sostanzialmente la sovranità nazionale del paese africano. Forte preoccupazione desta poi l�??assenza nella bozza di risoluzione di una lista di pre-condizioni che specifichino come e quando le forze occupanti siano autorizzate all�??uso della forza contro i �??pirati�??. Sarebbero pure indeterminate le regole d�??ingaggio, esattamente come accaduto con la risoluzione n. 1838 del 7 ottobre 2008 con cui le Nazioni Unite hanno dato il via all�??escalation aero-navale nelle acque Golfo di Aden e nel Mar Rosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Robert Gates, riconfermato da Barack Obama alla guida del Dipartimento della Difesa, confermando l�??intenzione dell�??amministrazione USA di attaccare i pirati nelle loro basi terrestri ha tuttavia dichiarato che prima sarà necessario un lavoro d�??intelligence per raccogliere le informazioni utili ad intervenire in Somalia. �??Con il livello informativo in nostro possesso, oggi non siamo in grado di eseguire un attacco terrestre�??, ha dichiarato Gates. �??Se noi identificheremo chi sono questi clan che guidano la pirateria, potremo poi operare a terra sotto gli auspici delle Nazioni Unite, cercando di minimizzare i danni collaterali�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bombardamento di obiettivi civili rientra pertanto tra le opzioni strategiche elaborate dal Pentagono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Protagonismo italiano nei piani di guerra USA &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al programma d�??intelligence preannunciato dal Segretario alla Difesa, parteciperanno alcuni dei reparti d�??élite USA ospitati in Italia, primo fra tutti il �??Joint Task Force JTF Aztec Silence�??, la forza di pronto intervento e conduzione di missioni d�??intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) istituita a Sigonella (Sicilia). Ad �??Aztec Silence�?? sono stati assegnati gli aerei radar P- 3C Orion di tre squadroni di pattugliamento aeronavale della Marina statunitense; sono gli stessi velivoli che alla vigilia dell�??attacco di Stati Uniti ed Etiopia contro le Corti islamiche somale del gennaio 2007, furono utilizzati per individuare i possibili obiettivi nemici e predisporre i piani per l�??offensiva aerea e terrestre. Agli Orion potrebbero essere aggiunti pure i sofisticati velivoli senza pilota �??Global Hawk�??, la cui installazione a Sigonella è stata segretamente autorizzata - la scorsa primavera - dal governo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso di un conflitto in Somalia, un ruolo strategico determinante sarà assunto dai due sottocomandi AFRICOM (il comando per le operazioni in Africa degli Stati Uniti d�??America), già attivati in Italia: NAVEUR NAVAF a Napoli, per la direzione di tutte le attività navali nel continente; US Army Africa a Vicenza, per il coordinamento degli interventi delle truppe terrestri. Un eventuale attacco anti-pirati in territorio somalo avrà poi come protagonista la 173^ Brigata Aviotrasportata USA con sede a Camp Ederle (Vicenza), già utilizzata in complesse azioni di guerra in Afghanistan ed Iraq.C�??è però già un ruolo diretto dell�??Italia nello scacchiere somalo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forza navale NATO schierata nelle acque territoriali del paese africano per prevenire (inutilmente) i sequestri di navi cargo è sotto il comando dell�??ammiraglio italiano Giovanni Gumiero. E tra le cinque unità che compongono la flotta dell�??Alleanza Atlantica c�??è pure il cacciatorpediniere italiano �??Durand de la Penne �??, dotato di sofisticati sistemi lanciamissili e cannoni navali. Le unità hanno un mandato in bianco delle Nazioni Unite per impedire, �??con ogni mezzo�??, l�??azione dei pirati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre sei navi da guerra sono state schierate nelle acque somale dagli Stati Uniti d�??America. Ci sono poi fregate canadesi, russe, indiane, pachistane, keniane e di alcuni emirati arabi. L�??Unione Europea ha attivato una speciale task force (nome in codice, �??Atalanta�??), con 6 unità navali, 3 aeri-spia e 1.000 marines di nove paesi membri. Una potenza di fuoco senza precedenti nelle acque del Golfo di Aden, a cui è doveroso aggiungere i circa 2.000 militari di aeronautica, esercito, marina e Corpo dei Marines presenti nella base di Camp Lemonier, Gibuti, la maggiore delle infrastrutture militari realizzate da Washington nel continente africano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Le agenzie dei pirati operano nel cuore dell�??Europa &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lezioni dell�??Afghanistan e dell�??Iraq devono aver lasciato un segno profondo se i più alti gradi delle forze armate USA non nascondono i loro dubbi sulle possibilità di successo della lotta terrestre anti-pirati. Qualche giorno prima che la Segreteria di Stato presentasse alle Nazioni Unite la risoluzione per autorizzare l�??intervento militare in territorio somalo, il viceammiraglio Bill Gortney, comandante della Quinta Flotta US Navy con sede in Bahrein, ha posto l�??accento su alcune questioni di �??difficile soluzione�?? nel caso di un combattimento sul campo. �??In un paese come la Somalia , dove non esiste la legge, esiste un forte rischio per qualsiasi delle forze USA che verrà coinvolta, sia che si tratti di un piccolo commando di un�??unità operativa di maggiori dimensioni�??, ha spiegato Gortney. �??�? già difficile l�??identificazione dei pirati quando le loro azioni si svolgono in mare, dato che le navi utilizzate non sono facilmente distinguibili dai pescherecci. La possibilità di uccidere civili innocenti non può essere sottostimata�?��??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le forze armate c�??è pure chi non condivide l�??equazione �??pirati = forze insorgenti = Al Qaeda�??, fatta dall�??amministrazione Bush. Non sarebbe stato ancora provato qualsivoglia legame tra le bande che assaltano petroliere e navi da crociera e il gruppo islamico �??al-Shabab�?? che controlla buona parte del territorio somalo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 novembre 2008, lo stesso comandante di Africom, generale William �??Kip�?? Ward, ha dichiarato alla stampa che �??quanto a un eventuale legame dei pirati con Al Qaeda, si tratta di una preoccupazione condivisa da tutti, ma della quale non vi è alcuna prova�??.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stati Uniti d�??America, alleati europei ed africani, le agenzie delle Nazioni Unite che più spingono per un intervento militare in Somalia, sembrano proprio non capire le ragioni politiche, sociali ed economiche che si celano dietro il complesso fenomeno della pirateria in Corno d�??Africa. Proprio come nel caso della cosiddetta �??lotta alla droga�??, si preferisce bombardare villaggi e comunità lasciando impuniti i grandi cartelli che investono nei mercati finanziari i profitti delle attività illegali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un recentissimo rapporto dell�??unità contro-terrorismo del comando della 5^ Flotta US Navy del Bahrein �?? rivelato dalla stampa araba - sosterrebbe che i pirati somali si appoggiano su una rete logistica, finanziaria e d�??intelligence presente in Golfo Persico, Africa Orientale ed Europa. A capo delle operazioni di riciclaggio del denaro proveniente dai sequestri delle navi, ci sarebbe una specie di �??ufficio centrale�?? con sede ad Abu Dhabi ed �??agenzie�?? a Mombasa (Kenya), Pireo (Grecia), Rotterdam (Olanda) e Napoli (Italia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste città portuali, �??agenti coperti�?? seguirebbero le attività delle agenzie di navigazione, per poi informare i pirati sul valore del carico dei mercantili diretti nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso.&lt;br /&gt;Abu Dhabi, Kenya, Grecia, Olanda e Italia sono alleati di fiducia degli Stati Uniti d�??America ed hanno inviato unità di guerra per combattere la pirateria navale in Somalia. Può essere che non riescano a far di meglio a casa loro?&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/HHuFq9NVSCo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/1185147162193721280?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/1185147162193721280?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/HHuFq9NVSCo/somalia-la-prossima-invasione-usa.html" title="Somalia: la prossima invasione USA" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUebwyf1eyI/AAAAAAAAAqA/vAUgNEaXny4/s72-c/3292.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/somalia-la-prossima-invasione-usa.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-7248653044764827581</id><published>2008-12-15T03:47:00.000-08:00</published><updated>2008-12-15T04:10:55.278-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-15T04:10:55.278-08:00</app:edited><title type="text">Bush e le tradizioni irachene</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUZHAkydAZI/AAAAAAAAAp4/vdkVMqc68gw/s1600-h/pic.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279985688339349906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 246px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUZHAkydAZI/AAAAAAAAAp4/vdkVMqc68gw/s320/pic.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco come e' stato giustamente accolto a Baghdad il Sommo Idiota.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un bel passo in avanti: il liberatore di Babilonia salutato con un rituale tradizionale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Chris Floyd - Empire Burlesque - 14 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tradotto per &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;&lt;em&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; da ALCENERO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il manager imperiale uscente ha fatto domenica &lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/12/15/world/middleeast/15prexy.html?hp"&gt;una rapida visita sulla scena della sua più grande vittoria&lt;/a&gt; dove, &lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/12/14/world/middleeast/14reconstruct.html?hp"&gt;grazie all'intuito, all'acume e all'accurata pianificazione&lt;/a&gt; della sua &lt;a href="http://obsidianwings.blogs.com/obsidian_wings/2008/12/details-details.html"&gt;squadra di assi&lt;/a&gt;, è stato capace di dichiarare " missione compiuta" più di cinque anni fa. Perciò la visita a Bagdad di George W. Bush questo weekend era solo il giro della vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sottolineare la divina manifestazione del liberatore nelle antiche terre della Mesopotamia, Bush è stato salutato con &lt;a href="http://angryarab.blogspot.com/2007/02/to-throw-shoe-or-not-to-throw-shoe.html"&gt;uno dei riti di onorificenza e apprezzamento più sacri del mondo arabo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;... la sua apparizione ad una conferenza stampa cui è stata interrotta da un giornalista iracheno che ha gridato in arabo "questo è un regalo dagli iracheni; questo è il bacio di addio, cane", e ha tirato una delle sue scarpe verso il presidente, che si è chinato e ha di poco evitato il colpo. Mentre si sollevava il caos, egli ha tirato la sua altra scarpa gridando: " questo è da parte delle vedove, degli orfani e di coloro che sono stati uccisi in Iraq".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la seconda scarpa ha mancato di poco Bush mentre il primo ministro Nuri Kamal al-Maliki allungava una mano di fronte alla faccia del presidente per aiutarlo a proteggersi.Questa è stata quasi sicuramente la circostanza in cui Bush si è più avvicinato a un diretto confronto con la realtà della sua " eredità" in Iraq: l'uccisione di più di un milione di esseri umani innocenti, bambini, donne, uomini, malati, deboli, vecchi e giovani, l'espropriazione di più di 4 milioni di esseri umani innocenti, e la distruzione di un'intera società che non aveva fatto alcun male agli Stati Uniti né messo in atto alcuna minaccia contro di essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando in piedi nel mezzo del cimitero che egli aveva creato, Bush aveva da dire quanto segue:&lt;br /&gt;"Il lavoro non è stato facile, ma è stato necessario". No, non è stato sicuramente facile sviscerare, fare a brandelli, schiacciare, polverizzare e cancellare un milione di esseri umani--ma sì, se sei un fottuto psicopatico che beve sangue e sventra budella, allora immagino che tutto ciò possa essere visto come necessario. Ma hey, almeno &lt;a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?sec=health&amp;amp;res=9E0CE5D71230F93AA35752C0A964958260"&gt;non ha vomitato&lt;/a&gt; in &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=XnOnDatqENo"&gt;faccia ad al-Maliki&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fonte:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chris-floyd.com/"&gt;http://www.chris-floyd.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chris-floyd.com/component/content/article/3/1662--best-foot-forward-liberator-of-babylon-hailed-in-time-honored-ritual.html"&gt;Link&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/OM3Z_Kskl_U&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/jvgnqhsdrCs" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/7248653044764827581?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/7248653044764827581?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/jvgnqhsdrCs/bush-e-le-tradizioni-irachene.html" title="Bush e le tradizioni irachene" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUZHAkydAZI/AAAAAAAAAp4/vdkVMqc68gw/s72-c/pic.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/bush-e-le-tradizioni-irachene.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-4359699649625247853</id><published>2008-12-14T03:26:00.000-08:00</published><updated>2008-12-14T03:49:54.719-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-14T03:49:54.719-08:00</app:edited><title type="text">Crisi economica globale: in vista iperinflazione e pensioni a rischio?</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUTxfSQCEWI/AAAAAAAAApw/nwBpUb7YArM/s1600-h/bailout.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279610182962385250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 284px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUTxfSQCEWI/AAAAAAAAApw/nwBpUb7YArM/s320/bailout.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Qui di seguito si parla ancora delle potenziali conseguenze della crisi economica in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli incendiari delle banche centrali accelerano l'iperinflazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.movisol.org/"&gt;http://www.movisol.org/&lt;/a&gt; - 13 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vertiginosa rapidità con cui la City di Londra cola a picco, trascinando l'intera economia britannica (fondata sui servizi finanziari) in una spirale deflazionistica è tale che nel gabinetto di guerra di Sua Maestà si sta decidendo di accelerare la spinta iperinflazionistica e costringere il resto del mondo a comportarsi alla stregua degli incendiari britannici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 dicembre, la BCE e la Banca d'Inghilterra hanno tagliato nuovamente i tassi, annunciando al contempo di essere pronte a ulteriori misure reflazionistiche, e cioè stampare denaro direttamente. Negli ambienti finanziari britannici questa viene chiamata "l'opzione nucleare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un taglio dell'1 per cento, la Bank of England ha portato il tasso al 2%, che corrisponde al tasso di inflazione programmata. Quindi il tasso britannico ufficiale è virtualmente zero. Ora può solo andare sottozero. Contemporaneamente la BCE ha abbassato il tasso di 0.75 punti, portandolo allo 2,5 per cento �?? molto vicino allo zero virtuale dato che l'inflazione programmata di Eurolandia si avvicina al due per cento (ma visto che la BCE non ne ha mai azzeccata una, sarà sicuramente superiore). Anche qui siamo vicini alla fine del palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa più significativa, però, è che la BoE ha accompagnato la decisione con una dichiarazione in cui si afferma che la riduzione dei tassi non servirà a niente. "�? improbabile �?? recita il comunicato �?? che il volume dei prestiti bancari torni ad un livello normale senza ulteriori misure".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ergo, serve qualcos'altro. Ma una volta azzerati i tassi, non resta che l'"opzione nucleare". Dal canto suo, il governatore della BCE, Jean-Claude Trichet, quando gli è stata posta direttamente la domanda, ha risposto: "Considereremo ciò che è appropriato in ogni momento. Se necessario, saranno prese nuove decisioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La BoE "sta valutando l'opportunità di premere il bottone della stampante, adottando la cosiddetta politica di quantitative easing" (che letteralmente significa allentamento quantitativo ma, in sostanza, ultima spiaggia), ha scritto il Daily Telegraph il 6 dicembre. "Le misure in considerazione includono l'acquisto diretto di titoli, ad esempio di debito pubblico o di investimenti commerciali, da parte della banca centrale o del Tesoro, oppure aumentare il bilancio della banca centrale, un modo per pompare liquidità aggiuntiva nel settore bancario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fazione che preme per l'"opzione nucleare" è ben consapevole che ciò provocherà iperinflazione. Ambrose Evans-Pritchard, che da sempre si è fatto portavoce della politica di "salvare il sistema a tutti i costi", ha scritto sul Telegraph: "La politica [di quantitative easing] lascia dietro di sé un lago di liquidità. C'è il pericolo che esso allaghi il sistema una volta sbloccati i condotti del credito. L'economia potrebbe bruscamente volgersi dalla deflazione all'iperinflazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciononostante Evans-Pritchard, una volta ricordato che la Federal Reserve ha da tempo premuto il "bottone nucleare", e la scorsa settimana ha iniziato ad acquistare direttamente titoli immobiliari, si è augurato che la Banca d'Inghilterra "prima straccia il suo libro delle regole e si prepara a seguire il copione di Bernanke, e più saranno le chances che eviteremo di schiantarci al suolo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso vale per la BCE. "Il Trattato di Maastricht", insiste Pritchard, "proibisce alla BCE di iniettare stimoli acquistando debito pubblico dei quindici stati dell'Eurozona �?? un metodo noto come 'monetizzare il deficit' o, più crudamente, 'stampare denaro'. Ma essa può ottenere lo stesso risultato rastrellando sul mercato aperto titoli di stato, cartolarizzazioni immobiliari o persino obbligazioni societarie, come ha già cominciato a fare la Fed. Al momento, la BCE accetta alcuni titoli come collaterale in cambio di prestiti, ma non ha ancora premuto il bottone nucleare acquistandoli direttamente con denaro stampato di fresco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci sara' un crollo dei fondi pensione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A cura del Laboratoire Europeen d'Anticipation Politique - 11 Dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tradotto per &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;&lt;em&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; da Alcenero&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cinque paesi occidentali saranno colpiti dal crollo del sistema pensionistico privato. Un estratto dal Global Economic Anticipation Bulletin GEAB N°23 (marzo 2008). &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso dei fondi speculativi almeno si parlava solamente degli investimenti più rischiosi! Ma i fondi pensione non si sarebbero affatto aspettati che i beni immobiliari e azionari sarebbero crollati come è avvenuto nei mesi scorsi in tutto il mondo. Queste categorie di beni stanno per perdere tra il 30 al 70% del loro valore tra il 2007 e il 2009, sapendo che non c'è alternativa ai mercati finanziari per cifre così elevate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, i 300 maggiori fondi pensione hanno raggiunto un valore complessivo di $ 10 mila miliardi nel settembre 2007 [1]. Se è certo che i prezzi di beni, energia, oro... stanno salendo proprio perché questi fondi pensione stanno ora disperatamente cercando beni da cui trarre profitto, nondimeno, nell'insieme questa ricerca è vana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è semplice: questi fondi stanno perdendo un sacco di denaro ($ 1.500 miliardi persi nel gennaio 2008 [2]), e ne perderanno ancora di più nei mesi e negli anni prossimi. Noi stimiamo che, nonostante le misure di protezione intraprese per questi fondi pensione, quando, ad esempio, si sbarazzeranno degli investimenti più a rischio, perderanno collettivamente almeno altri $ 3 mila miliardi nel 2008 e i loro profitti cadranno del 5% (tolta l'inflazione) nel migliore dei casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo decine di milioni di baby-boomers neopensionati stanno iniziando a richiedere pagamenti da questi fondi. Secondo il nostro gruppo, è probabile che, entro la fine del 2008, questa crisi sarà l'aspetto dominante dell'attuale crisi finanziaria globale. Provocherà anche una crisi sociale che colpirà i pensionati, in particolare negli USA (il 45% dei beni totali di fondi pensione nel mondo), in Giappone (18 per cento) e in vari paesi europei che dipendono pesantemente da sistemi pensionistici basati sul capitale, cioè Gran Bretagna (7 per cento), Svezia (1 per cento), Danimarca (1 per cento), e, soprattutto, nell'eurozona, l'Olanda (6% dei beni totali di fondi pensione nel mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il Canada, che rappresenta il 5% di questi beni, sarà colpito [3]. Nel resto del mondo, che equivale all'11% di questi beni, i pensionati non saranno colpiti eccessivamente. In base a questa lista, i pensionati negli Usa, in Giappone, Gran Bretagna, Olanda e Canada, che contano su regolari rendite pensionistiche private, si troveranno in una situazione difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il LEAP/E2020 [&lt;a href="http://www.europe2020.org/"&gt;Laboratoire Européen d�??Anticipation Politique&lt;/a&gt; n.d.t.] stima che, alla fine del 2008, mentre la crisi sistemica globale si evolverà nella sfera economica e finanziaria, metà di questi fondi pensione affronterà una drastica diminuzione delle rendite e una contrazione in valore del capitale. I regolatori nei vari paesi colpiti dovrebbero rapidamente affrontare questa questione che potrà avere drammatiche conseguenze per milioni di pensionati americani, giapponesi, olandesi e canadesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Note:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Source: Pension&amp;amp;Investments, 09/03/2007&lt;br /&gt;[2] Source: Reuters, 01/30/2008&lt;br /&gt;[3] Distribution of pension fund shares of global assets, provided by Watson&amp;amp;Wyatt.Titolo originale: "Collapse of Pension Funds?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.leap2020.eu/"&gt;http://www.leap2020.eu/&lt;/a&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/tD5e2ImZJ0c" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/4359699649625247853?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/4359699649625247853?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/tD5e2ImZJ0c/crisi-economica-globale-iperinflazione.html" title="Crisi economica globale: in vista iperinflazione e pensioni a rischio?" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUTxfSQCEWI/AAAAAAAAApw/nwBpUb7YArM/s72-c/bailout.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/crisi-economica-globale-iperinflazione.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-6593781735242318285</id><published>2008-12-13T03:10:00.000-08:00</published><updated>2008-12-13T03:44:13.571-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-13T03:44:13.571-08:00</app:edited><title type="text">Senza limiti e senza ritegno</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUOep0-ZlII/AAAAAAAAApo/uTqk0FplXj4/s1600-h/berlusconi_mittelfinger_200505012[1].JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279237629640545410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 274px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUOep0-ZlII/AAAAAAAAApo/uTqk0FplXj4/s320/berlusconi_mittelfinger_200505012%5B1%5D.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ormai Berlusconi, grazie soprattutto all'inesistente opposizione parlamentare e alla quasi totalita' dei mainstream media che tiene in pugno, si sente in dovere di dire - e soprattutto fare - cio' che piu' gli aggrada senza alcun limite di sorta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E solo dopo due giorni dalle sue affermazioni sulla riforma della giustizia e sull'&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/giustizia-4/alfano-azione-penale/alfano-azione-penale.html?ref=search"&gt;intenzione di voler riscrivere la Carta costituzionale&lt;/a&gt;, il capo dello Stato Napolitano si e' svegliato ed e' intervenuto per difendere le basi della Costituzione affermando "&lt;em&gt;I suoi principi fondamentali sono fuori discussione&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Naturalmente Berlusconi si e' subito difeso dicendo "&lt;em&gt;L'ipotesi di riforma della giustizia riguarda solo principi non fondamentali della Costituzione&lt;/em&gt;", convinto che il capo dello Stato non si riferisse alle &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/giustizia-4/alfano-azione-penale/alfano-azione-penale.html?ref=search"&gt;sue dichiarazioni&lt;/a&gt; "&lt;em&gt;No, io non sono toccato per niente&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma certo...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Berlusconi pero' ha subito rincarato la dose "&lt;em&gt;Vorrei che accadesse in Italia ciò che succede negli Usa: se un cittadino viene sottoposto al giudizio di un tribunale e quel tribunale stabilisce la sua assoluzione, deve essere libero da quell'accusa de-fi-ni-ti-va-men-te, senza passare dall'Appello e dalla Cassazione &lt;/em&gt;[...]&lt;em&gt; Il pm che dovrà diventare l'avvocato dell'accusa dovrà lavorare in uffici distinti e, come tutti gli avvocati, dare del lei al giudice. Dobbiamo farla finita con il fatto che i giudici subiscano la prepotenza dei pm&lt;/em&gt;". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chiaro, no? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ora tutto e' permesso&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Massimo Fini - &lt;a href="http://www.ilribelle.com/"&gt;http://www.ilribelle.com/&lt;/a&gt; - 11 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con l�??annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un�??escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all�??articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Com�??è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi le leggi �??ad personas�??, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, �??ad personam�?? per salvare se stesso, il �??lodo Alfano�??, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l�??uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l�??unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per �??lorsignori�??, �??tolleranza zero�??, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (oggi, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di �??insultarlo�??, di �??denigrarlo�??, di essere �??disfattiste�?? (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell�??economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei �??subprime�?? americani, dell�??enorme bolla speculativa in circolazione). &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (che peraltro se lo meritano perché in questi anni i due giornali hanno avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono �??cambiare mestiere�??.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l�??opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un�??idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre nella testa di Berlusconi c�??è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da questo momento anche noi ci riteniamo liberi da ogni vincolo di lealtà democratica, mettendoci �??alla pari�?? col Presidente del Consiglio. �??A brigante, brigante e mezzo�?? diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: �??Se tutto è assurdo�??, grida Ivan Karamazov �??tutto è permesso�??. Tutto.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/oVG40G-ymr0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/6593781735242318285?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/6593781735242318285?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/oVG40G-ymr0/senza-limiti-e-senza-ritegno.html" title="Senza limiti e senza ritegno" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUOep0-ZlII/AAAAAAAAApo/uTqk0FplXj4/s72-c/berlusconi_mittelfinger_200505012%5B1%5D.JPG" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/senza-limiti-e-senza-ritegno.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-5618522963725503747</id><published>2008-12-12T04:01:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T04:10:01.519-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-12T04:10:01.519-08:00</app:edited><title type="text">Blackwater dietro le sbarre</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJUKtfFQTI/AAAAAAAAApQ/z1y8lPKujyk/s1600-h/blacwater.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278874256217030962" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 85px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJUKtfFQTI/AAAAAAAAApQ/z1y8lPKujyk/s320/blacwater.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finalmente una buona notizia. Se ne parla qui di seguito.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;A processo i mercenari americani&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Michele Paris - Altrenotizie - 11 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Saranno finalmente sottoposti a processo i cinque agenti di sicurezza della compagnia privata Blackwater Worldwide, accusati di aver deliberatamente massacrato 17 civili iracheni inermi nel settembre dello scorso anno a Baghdad. Per la prima volta dall�??invasione dell�??Iraq nel marzo del 2003, il Dipartimento di Giustizia americano ha agito in maniera concreta per giudicare in un tribunale federale le responsabilità individuali di mercenari facenti parte di forze di sicurezza private gestite da aziende che incassano miliardi di dollari dal Dipartimento di Stato e della Difesa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nonostante il procedimento legale rappresenti un passo avanti importante per dissolvere il clima di impunità del quale tali milizie hanno finora goduto, nessun coinvolgimento è previsto però per i vertici della compagnia di Moyock - in North Carolina - né per gli esponenti del governo responsabili della creazione di un ambiente favorevole al proliferare di episodi di questo genere nello sventurato paese mediorientale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il processo a carico dei cinque imputati �?? Donald Ball, 26 anni dello Utah; Dustin Heard, 27 anni del Tennessee; Evan Liberty, 26 anni del New Hampshire; Nicholas Slatten, 24 anni del Tennessee; Paul Slough, 29 anni del Texas - è stato reso possibile non solo grazie alle indagini condotte dall�??FBI a Baghdad per oltre un anno, ma anche e soprattutto alla deposizione di un sesto dipendente della Blackwater - Jeremy Ridgeway - anch�??esso facente parte della Blackwater e del commando accusato della strage, il quale si è dichiarato colpevole dei fatti acconsentendo a testimoniare contro gli ex colleghi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oltre ai capi d�??accusa per il massacro di civili sollevati dal procuratore degli Stati Uniti per il District of Columbia, Jeff Taylor, le cinque guardie private rischiano l�??incriminazione anche per l�??impiego di armi pesanti nell�??esecuzione di un crimine violento - fucili semiautomatici SR-25, carabine d�??assalto M-4 e M-240, lancia granate M-203 - aggravante che stabilisce una pena minima di trent�??anni in base ad una legge americana contro il narcotraffico.L�??episodio avvenuto il 16 settembre del 2007, in un affollato incrocio presso la piazza Nisour, nella capitale irachena, aveva sollevato l�??indignazione della comunità internazionale, nonché del governo locale, il quale aveva immediatamente richiesto l�??espulsione di tutti i dipendenti della Blackwater dai confini del proprio paese. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A �??provocare�?? la reazione dei mercenari americani sarebbe stato il guidatore di un�??auto in transito, il quale, secondo la ricostruzione di Ridgeway, avrebbe mosso le braccia in maniera sospetta all�??interno dell�??abitacolo. Senza intimare l�??arresto al veicolo, le guardie private avrebbero aperto il fuoco sugli occupanti - uno studente di medicina e la madre - uccidendoli all�??istante, per poi ingaggiare una fitta sparatoria durata una quindicina di minuti, mietendo altre vittime tra civili disperatamente alla ricerca di una via di fuga. Il fuoco del gruppo armato sarebbe stato definito del tutto ingiustificato e non provocato sia da parte dei testimoni sia dall�??inchiesta ufficiale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Blackwater al contrario ha sempre sostenuto la non colpevolezza dei propri dipendenti, vittime piuttosto di un�??imboscata. Lo stesso amministratore delegato della società aveva dichiarato nel corso di un�??udienza al Congresso nell�??ottobre del 2007 che il convoglio formato dai suoi uomini era venuto a trovarsi sotto il fuoco di uomini armati di AK-47 (Kalashnikov) e sottoposto alla minaccia di attacchi portati con autobombe condotte da possibili terroristi suicidi. La testimonianza di Ridgeway, tuttavia, afferma chiaramente che nessuno dei civili massacrati risultava identificato come �??ribelle�?? e addirittura una delle vittime era stata colpita in maniera letale al torace mentre si trovava immobile al centro della strada con le mani alzate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amministrazione Bush, sull�??onda del risentimento prodotto dalla strage, aveva immediatamente revocato la licenza di operare in Iraq alla compagnia responsabile per poi riattivarla tuttavia pochi mesi più tardi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fondata nel 1997 da Eric Prince - ex stagista alla Casa Bianca durante la presidenza Bush senior - la Blackwater Worldwide è la più importante società appaltatrice di contratti nell�??ambito della sicurezza e della protezione di personale civile e politico americano operante in Iraq. Il primo contratto, ottenuto senza asta pubblica a fine agosto 2003, ammontava a poco meno di 30 milioni di dollari e prevedeva la protezione dell�??allora �??governatore�?? dell�??Iraq Paul Bremer. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da allora, la Blackwater - secondo il giornalista americano Jeremy Scahill, autore del libro �??Blackwater: The rise of the world�??s most powerful mercenary army�?? - ha ricevuto compensi superiori a un miliardo di dollari per la propria opera svolta a favore del Dipartimento di Stato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Malgrado il processo pubblico sia stato dischiuso in questi giorni a Washington, i cinque accusati si sono consegnati alle autorità federali di Salt Lake City, nello Utah. Una mossa attentamente studiata, messa in atto per cercare di assegnare il procedimento ad una corte e ad una giuria ad essi favorevole, in uno stato profondamente conservatore dove il sostegno all�??invasione dell�??Iraq - ma anche al libero possesso delle armi da fuoco - è molto vasto. Il caso in questione per il momento è stato invece assegnato al giudice distrettuale della capitale americana, Ricardo Urbina, già apparso recentemente sulle prime pagine di molti giornali americani per aver ordinato il rilascio di un gruppo di presunti terroristi dal campo di detenzione di Guantánamo in quanto non giudicabili come �??nemici in armi�??.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad ostacolare il corso della giustizia nel caso Blackwater potrebbe aggiungersi anche il comportamento adottato dal Dipartimento di Stato americano immediatamente dopo lo svolgersi dei fatti. Il ministero guidato da Condoleezza Rice, infatti, si mosse rapidamente per assicurare l�??immunità giudiziaria agli autori della strage, fatti oggetto soltanto di un�??indagine interna allo stesso Dipartimento di Stato. Gli interrogatori condotti da parte dei funzionari governativi erano stati preceduti dalla garanzia che le dichiarazioni delle cinque guardie private non sarebbero state in nessun modo utilizzate per formulare accuse da parte di una Corte federale, né avrebbero potuto essere presentate come prove dell�??accaduto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli agenti dell�??FBI, giunti a Baghdad un paio di settimane dopo i fatti in questione, si sarebbero così trovati di fronte al rifiuto di collaborare da parte degli accusati in base alle promesse di impunità fatte loro dal Dipartimento di Stato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il processo ai cinque imputati verrà condotto poi in base ad una legge del 2000 - il �??Military Extraterritorial Jurisdiction Act�?? - che permette di perseguire dipendenti di aziende appaltatrici private che operano per o a fianco dell�??esercito americano. Dal momento invece che la Blackwater agiva per il Dipartimento di Stato, è estremamente probabile che i difensori degli autori del massacro sosterranno la non applicabilità di questa legge ai loro clienti. Un ulteriore procedimento contro la Blackwater in ogni caso è stato aperto anche dai familiari delle 17 vittime civili irachene.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La questione dell�??impiego di compagnie private fornitrici di prestazioni legate alla sicurezza di civili e militari americani in Iraq è da tempo al centro di accese discussioni negli Stati Uniti. Le polemiche sono state spesso sollevate da molte personalità politiche anche autorevoli - tra cui lo stesso presidente eletto Barack Obama - e sono aumentate nel corso degli ormai quasi sei anni di occupazione del paese in seguito al susseguirsi di episodi estremamente sospetti e all�??impunità quasi sempre garantita dal governo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se pure non risulta ancora in vista il necessario allargamento delle indagini alle responsabilità dei vertici delle stesse aziende, che forniscono talvolta veri e propri mercenari al personale americano presente in Iraq - attualmente circa 30.000 guardie private sono presenti nel paese - e l�??incidente avvenuto nel settembre del 2007 viene tuttora definito dalle stesse autorità giudiziarie come l�??operato di un ristretto gruppo di �??mele marce�??, ci sono però motivi per sperare in un�??inversione di rotta all�??interno del nuovo Dipartimento di Giustizia, che in molti si augurano possa rimediare ai danni operati dall�??amministrazione uscente in questo ambito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quel che è certo è che, a partire dal primo gennaio 2009, ogni genere di immunità finora garantita ai mercenari americani dovrà cessare e i loro eventuali crimini saranno sottoposti all�??esame della giustizia irachena. Ciò avverrà in concomitanza con l�??entrata in vigore del nuovo accordo sottoscritto e approvato recentemente dai due paesi (�??U.S.-Iraq Status of Forces Agreement�??) che dovrebbe portare, tra l�??altro, alla fine dell�??occupazione militare americana entro il 31 dicembre 2011.&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/VpvnBE_-bd4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5618522963725503747?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/5618522963725503747?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/VpvnBE_-bd4/blackwater-dietro-le-sbarre.html" title="Blackwater dietro le sbarre" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJUKtfFQTI/AAAAAAAAApQ/z1y8lPKujyk/s72-c/blacwater.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/blackwater-dietro-le-sbarre.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-581999130940651234</id><published>2008-12-12T03:31:00.000-08:00</published><updated>2008-12-12T04:14:05.769-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-12T04:14:05.769-08:00</app:edited><title type="text">L'industria americana dell'auto in rottamazione</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJU9Uv5ToI/AAAAAAAAApY/it_nV_fJFM0/s1600-h/3103.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278875125749993090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJU9Uv5ToI/AAAAAAAAApY/it_nV_fJFM0/s320/3103.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri il Senato USA non ha trovato l'accordo sul piano di salvataggio delle industrie automobilistiche (fino a 15 miliardi di dollari) e questa bocciatura ha fatto affondare oggi le Borse asiatiche ed europee, rafforzando i timori di un collasso dell'industria e quindi di un conseguente peggioramento della recessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Dopo la bocciatura del piano di aiuti alle auto, la palla passa ora a Bush che dovrà decidere se far fallire le due case automobilistiche più esposte, oppure trovare un altro canale per intervenire in loro soccorso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poco dopo la decisione del Senato, il leader della maggioranza in Senato Harry Reid e la speaker della Camera Nancy Pelosi hanno chiesto a Bush di attingere denaro dal fondo di 700 miliardi di dollari costituito dal Tesoro nei mesi scorsi per il salvataggio delle banche. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un fallimento di Gm e Chrysler avrebbe comunque conseguenze molto pesanti visto che assieme a Ford impiegano direttamente quasi 250.000 dipendenti e hanno un indotto di altri 100.000 lavoratori. Mentre Ford versa in condizioni di liquidità un po' migliori, le altre due delle "Big Three" di Detroit hanno fatto sapere che senza un sostegno non riusciranno ad arrivare all'inizio del nuovo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principale punto sul quale si è arenata la possibilità di raggiungere un accordo in Senato è stata la data entro la quale richiedere la parificazione degli stipendi dei lavoratori delle case auto di Detroit a quelli dei dipendenti dei produttori stranieri. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo voto è visto inoltre come un vero e proprio ripudio nei confronti dello stesso Bush che aveva personalmente sponsorizzato l'intervento a favore del settore auto. Infatti solo 10 repubblicani in Senato hanno votato per andare avanti con il piano. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui di seguito si parla invece di cio' che il cittadino americano, ma non solo, si trovera' ad affrontare nei prossimi mesi e di come i mainstream media italiani hanno disinformato - e continuano a farlo tuttora - sulla crisi economica in corso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Gente preparatevi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Jim Kunstler - Clusterfucknation - 8 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Traduzione per www.comedonchisciotte a cura di Natalino Mastropietro &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nei giorni del crepuscolo di Bush, nel crepuscolo della stagione del crepuscolo,si è formato un largo consenso sul fatto che stiamo andando verso un lungo ed oscuro passaggio che ci porterà non si sà ancora dove. Lo stesso Lawrence Kudlow della CNBC si è dovuto abbassare carponi a cercare degli sparsi �??semi di mostarda�?? di speranza in un paesaggio finanziario tetro e torturato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Metà delle imprese nel paese sono in fila per ottenere un qualche genere di salvataggio ed una tempesta di licenziamenti ha portato a zero le possibiltà dell'economia.La maggioranza del popolo americano ha votato per un �??cambiamento�?? ma pensavano volesse dire un cambiamento della guardia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Via lo sconclusionato Bush e dentro il carismatico Obama...e che possa questo modo di vivere americano andare avanti come sempre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cambiamento che sta davvero arrivando sarà molto maggiore di quanto tutti abbiano immaginato, in pratica sarà la transizione da una società agiata ad una società disagiata.Questa rottura improvvisa è il frutto di anni di fallimenti nel riconoscere le realtà energetiche dei nostri tempi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Siamo ancora confusi su tutto questo, ma è difficile, altrimenti, ignorare la massiccia scomparsa di capitali, attività, vivibilità, domicili, comfort e necessità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il prezzo del petrolio improvvisamente è calato ad uno sbalorditivo $40 circa al barile.Chi di noi ha studiato la storia del picco del petrolio ha detto che gli anni più difficili vedranno una grande volatilità nei prezzi e, per ragioni ormai più che evidenti, la fase con i prezzi alti avrebbero straziato e poi paralizzato le economie avanzate, che poi si sarebbero riprese in seguito al crollo dei prezzi solo per poi essere schiacciate da un nuovo rialzo causato da un aumento della domanda. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che non si era riusciti a vedere per tempo è la totale distruzione della finanza globale in questa prima fase. Questo ormai è successo in modo così comprensibile che abbiamo tutti capito che il sistema bancario non sarà mai più lo stesso. Sono state accelerate anche le altre fasi in questa storia. Una avrà effetto sulla stessa industria del petrolio: la mancanza di capitali per mandare avanti le nuove trivellazioni pensate per mitigare gli effetti della fine delle riserve provenienti dai vecchi pozzi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il risultato di queste condizioni sarà probabilmente una mancanza del petrolio nel 2009 ed un aumento vertiginoso dei prezzi. Gli stessi mercati petroliferi stanno cambiando davanti al tracollo finanziario. Tra i pirati del corno d'africa ed una mancanza di lettere d'impegni che permette la spedizione di qualunque cosa tra le nazioni il sistema di assegnazione è al tracollo. Questo influisce molto di più le nazioni più povere e quando non riescono ad ottenere le spedizioni di petrolio le condizioni in quei paesi diventano anche peggiori. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La gente perde i redditi. Gli attriti etnici aumentano. Tutto questo rende ancora più difficile il trasferimento del petrolio dai luoghi di produzione alle nazioni importatrici. Così ora molto denaro-pixel generato arificialmente viene pompato nel sistema ed alla fine sarà di gran lunga superiore al capitale che sta svanendo ora sotto forma di raggiri assicurativi,cattivi debiti e contratti di terze parti implosi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il denaro-pixel si renderà evidente sotto forma di super o iper inflazione, con un tempo di attesa di circa 6 o 18 mesi dal momento in cui sono stati iniettati nel sistema sotto forma di bailout. Per il momento il denaro sta fluendo nella presunta sicurezza dei buoni del Tesoro USA.Personalmente la sicurezza di questa cosa non è per me presunta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia nel corrente stadio deflazionistico è difficile trovare altri luoghi dove parcheggiare denaro contante e quando gli asset crollano ovunque il contante domina. L'oro è fisicamente indisponibile nella forma in cui i non milionarii lo comprano,cioè monete da un un'oncia o da mezza oncia. Il presidente eletto Obama ha annunciato l'intenzione di dare il via ad un massiccio piano di stimolo appena entrerà nella Casa Bianca a Gennaio. Le prime indicazioni dicono che verrà diretto verso cose come le riparazioni delle autostrade.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se fosse così investiremo in infrastrutture a lungo termine che probabilmente non useremo come oggi nei prossimi 10 anni. Non credo tuttavia ci sia un modo per evitarlo. Il popolo americano non riesce a concepire una società non incentrata sull'automobile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In qualunque caso molti dei nostri sistemi autostrada-ponte-tunnel sono già in uno stato così decrepito che sono una minaccia già oggi ed il clamore per dirigere gli stimoli in questa direzione è molto forte ed è appoggiate da tutte le confraternite di architetti ed ingegneri.Gli stimoli verso la perpetuazione della motorizzazione di massa sarà un tragico spreco delle nostre ultime risorse.Sarebbe molto meglio per noi mirare verso una sistemazione delle nostre ferrovie(elettrificandole), rimodernizzazione dei nostri porti con nuovi moli e nuovi magazzini,preparandoci quindi a spostare via acqua molti più materiali, ed una riparazione delle nostre griglie elettriche.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sfortunatamente la nostra sarà una tendenza a salvare le pietre miliari della nostra vita di tutti i giorni,cose familiari e confortevoli,senza dare importanza al fatto che abbiano un futuro o meno. Le grandi forze che si stanno raccogliendo là fuori sconfiggeranno questi sforzi e la vita di tutti i giorni si riorganizzerà da sola in modi che avranno al centro la tendenza più grande:le forze della contrazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutti i segni che riusciamo a vedere puntano in quella direzione,dall'incapacità dell'ecologia terrestre nel sopportare ancora più esseri umani,allo scarseggiare delle risorse energetiche e minerali,la distruzione delle terre da coltivazione, il male causato al clima. Non sappiamo quanto brutta diventerà la situazione nel frattempo e come la gente (anche in modo crudele) agirà durante questi processi. Il signor obama farebbe bene ad avvertire la gente di quanto grandi saranno i cambiamenti rispetto a quanto tutti credono ed ispirare tutti ad andare avanti con un programma di abbassamento dei livelli di vita americani in modo da conformarsi a queste nuove realtà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Fonte:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://jameshowardkunstler.typepad.com/clusterfuck_nation/2008/12/people-get-ready.html8.12.08"&gt;http://jameshowardkunstler.typepad.com/clusterfuck_nation/2008/12/people-get-ready.html8.12.08&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Informazione e crisi: relazione pericolosa&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Marco Niro - Megachip - 8 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Proviamo a mettere in relazione la crisi economico-finanziaria di questi mesi con l�??informazione economica che leggiamo sui quotidiani e vediamo nei telegiornali. La relazione c�??è ed è molto stretta, addirittura pericolosa. Guardiamo all�??informazione sulla crisi. Quotidiani e telegiornali hanno fatto in modo che l�??attenzione si concentrasse solo sulla necessità di salvare le banche. Prime pagine e titoli di testa passavano dalla soddisfazione mostrata in occasione degli interventi di salvataggio dei governi allo sconforto di fronte alle negative risposte che arrivavano dalle Borse. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L�??informazione ha trasformato la crisi in una grande partita di calcio: da una parte la paura, dall�??altra la squadra di governanti chiamata ad esorcizzarla. La spettacolarizzazione dell�??evento ha distolto fatalmente il pubblico dal cuore del problema, ovvero da ciò che ne sta alla radice e che ha portato al crollo dei vari colossi bancari. Alla radice del problema c�??è precisamente la deregolamentazione del sistema finanziario introdotta dagli stessi governi liberisti che sono stati presentati come i salvatori della patria, e utilizzata a piene mani dall�??avidità dei banchieri per preparare le trappole finanziarie che hanno mandato in tilt il sistema stesso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuna testata che abbia messo in evidenza la contraddizione tra l�??uso del denaro pubblico per salvare le banche da parte di chi fino a ieri lanciava fulmini e saette contro l�??intervento dello Stato nell�??economia. Nessuna testata che in Italia si sia chiesta da dove uscivano i soldi per salvare le banche, visto che fino al giorno prima i tagli alle spese sociali venivano giustificati proprio dall�??assenza di risorse finanziarie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla fine, il pubblico non ci ha capito niente: diventato tifoso della squadra di esorcisti, ha tirato un bel sospiro di sollievo quando il crac è stato scongiurato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello della crisi di questi mesi è stato un tipico esempio di ciò che diventa l�??informazione economica quando accade qualcosa di straordinario: una sorta di grande spettacolo. Il precedente maggior esempio s�??era avuto col crac Parmalat. I crac vengono trasformati in veri e propri show, annegati in un mare di inchiostro e di immagini, senza che alla fine il pubblico riesca mai a capire che essi non arrivano per caso e improvvisamente, ma per l�??irrazionalità e l�??assurdità di fondo di un sistema votato alla crescita infinita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nei periodi ordinari, invece, l�??informazione economica cambia totalmente aspetto, diventa quasi dimessa, torna in letargo, rinchiusa dentro recinti pieni di tecnicismi che la gente non capisce. Guardate le pagine economiche dei quotidiani: non sono altro che un susseguirsi di cronache di operazioni di fusione, scissione, investimenti, scalate, consigli di amministrazione, dati di bilancio, indici di Borsa. Tutto sembra fatto apposta per rendere il funzionamento dell�??economia incomprensibile alla maggior parte del pubblico, a tutti coloro che non siano addetti ai lavori. E questo è gravissimo se si pensa che la nostra società si caratterizza proprio per il fatto che l�??economia è la categoria centrale cui tutto ruota attorno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per corollario, accade che tutte le voci dissonanti, che criticano alla base il sistema economicista attuale, votato alla crescita infinita, chiedendo il passaggio ad un�??economia sostenibile, ad un�??economia che torni a servire la società e non viceversa, ad un�??economia della decrescita, accade che tutte queste voci finiscano fuori dai circuiti informativi dominanti, e che, se per caso vi entrino, si perdano poi nel mare di fatti rilevanti e inezie che è diventata l�??informazione di quotidiani e telegiornali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per avere un�??informazione economica diversa, serve un giornalismo diverso. L�??informazione economica appena descritta è tale in quanto sono le stesse redazioni di quotidiani e telegiornali ad abbracciare i dogmi dell�??economicismo, della crescita infinita. Imprese che perseguono esse stesse la corsa verso il sempre di più, in cui l�??imperativo commerciale finisce col sopraffare l�??imperativo del buon giornalismo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Servono invece redazioni in cui l�??imperativo del buon giornalismo resti prevalente su qualsiasi imperativo commerciale. Redazioni i cui giornalisti condividano valori diversi da quelli dominanti, siano consapevoli dell�??irrazionalità e dell�??assurdità di un�??economia votata alla crescita infinita in un mondo finito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Concludo osservando che la qualità dell�??informazione economica dipende anche dalla qualità del suo pubblico. Il pubblico di oggi per lo più è abituato a un�??informazione che non lo costringa a ragionare troppo, che abbia una certa dose di superficialità e di spettacolarità. Le testate che vogliano fare buona informazione sull�??economia e sul resto hanno bisogno invece di un pubblico differente, che voglia vedere l�??economia, e più in generale la realtà, da un punto di vista diverso. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/IZYES-9skwI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/581999130940651234?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/581999130940651234?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/IZYES-9skwI/lindustria-americana-dellauto-in.html" title="L'industria americana dell'auto in rottamazione" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUJU9Uv5ToI/AAAAAAAAApY/it_nV_fJFM0/s72-c/3103.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/lindustria-americana-dellauto-in.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-3855253628653666766</id><published>2008-12-11T04:14:00.000-08:00</published><updated>2008-12-11T04:38:19.394-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-11T04:38:19.394-08:00</app:edited><title type="text">La finanza islamica sempre piu' trendy in futuro</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEJZ274ptI/AAAAAAAAApA/qSAW-Jd0u1A/s1600-h/bancaislam.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278510578103002834" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEJZ274ptI/AAAAAAAAApA/qSAW-Jd0u1A/s320/bancaislam.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il rimedio per uscire dalla crisi economica globale sembra risiedere nei principi cardini della finanza islamica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se n'era gia' parlato &lt;a href="http://enricosabatino.blogspot.com/2008/10/crisi-finanziaria-un-futuro-base-di.html"&gt;tempo fa&lt;/a&gt; e se riparla qui di seguito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La finanza islamica ci salverà &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Lorena De Vita - Peacereporter - 10 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La tesi, nata in ambiente religioso, si sta rapidamente espandendo agli ambienti giornalistici ed economiciMinistri e uomini d'affari di tutto il mondo occidentale si danno da fare per ridimensionare il panico dilagante legato alla crisi finanziaria. Intanto, imam, economisti e scrittori dell'Arabia Saudita sottolineano come l'unico rimedio per il futuro sia la &lt;a style="COLOR: rgb(255,0,0)" href="http://www.assaif.org/"&gt;finanza islamica&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli effetti della crisi economica non hanno certo lasciato indifferenti gli imam della maggior parte delle moschee dell'Arabia Saudita che, già da un po' di tempo, hanno iniziato a lodare le qualità della finanza islamica: quest'ultima é basata sul divieto di fare speculazione o porre tassi di interesse e sulla condivisione del rischio e del profitto tra le parti contraenti. Sono proprio questi aspetti finanziari a essere messi in luce nei sermoni del venerdì e che vengono riportati dai maggiori quotidiani locali. La benefica alternativa alla crisi attuale risiederebbe dunque nel bandire l'economia di mercato, ritenuta rovinosa, e nel sostituirla con l'applicazione dei principi della finanza islamica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'imam Said Al-Awiss ha dichiarato che "tra cinquant'anni il comunismo sarà stato sradicato, il capitalismo anche. Ed esisterà solo la finanza dell'Islam".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La risposta alle riflessioni nate in ambito religioso sui mali dell'economia capitalistica occidentale è giunta poi da economisti, scrittori, giornalisti. Mentre il direttore generale della 'Arab Finance House', Nadim Fuad Matragi, ritiene che le banche islamiche siano "rifugi sicuri per il capitale" perché "assolutamente immuni da questo tipo di crisi", l'analista economico Ahmed Al- Islambouli individua come causa della crisi attuale "il fallimento della finanza capitalistica, che pecca per il fatto di privilegiare gli interessi di una particolare categoria della società, secondo una visione individualista ed egoista, mentre la finanza islamica, al contrario, è basata sull'equità". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, per dirla con le parole dell'economista Abdel Hafidh Mahboub, "la risposta più appropriata alla crisi economica globale è la finanza islamica". Ma pensare che tali considerazioni rimangano confinate all'Arabia Saudita sarebbe un errore: il giornalista francese Vincent Beaufils ha recentemente scritto un articolo per una rivista specializzata in economia in cui sosteneva che: "Se i nostri banchieri avessero rispettato almeno quache dettame della Sharia a quest'ora non saremmo qui".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Per approfondire:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Emilio Vadalà, Capire l'Economia Islamica, Yorick Editore, 2005;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Nancy Davis, Robert Robinson, &lt;a href="http://www.allacademic.com/meta/p_mla_apa_research_citation/1/0/8/5/0/p108508_index.html"&gt;Islam and Economic Justice: A 'Third Way' Between Capitalism and Socialism?&lt;/a&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Luigi Alfano, Luciano Fiordoni, &lt;a href="http://www.bancatoscana.it/NR/rdonlyres/DBFF68C0-46AF-47F9-9054-A0670B4412AD/10082/2005_Fascicolo2_Alfano.pdf"&gt;Lo sviluppo della finanza islamica e l'«Islamic Banking»&lt;/a&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Ibrahim Warde, &lt;a href="http://www.noglobal.org/nato/artic/finanza_isl.htm"&gt;I principi religiosi alla prova della globalizzazione -I paradossi della finanza islamica&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- &lt;a href="http://www.teletrading.tv/"&gt;http://www.teletrading.tv/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/BgMP5is0ce8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3855253628653666766?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/3855253628653666766?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/BgMP5is0ce8/la-finanza-islamica-sempre-piu-trendy.html" title="La finanza islamica sempre piu' trendy in futuro" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEJZ274ptI/AAAAAAAAApA/qSAW-Jd0u1A/s72-c/bancaislam.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/la-finanza-islamica-sempre-piu-trendy.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4850260641517364701.post-2316882793714003814</id><published>2008-12-11T03:49:00.000-08:00</published><updated>2008-12-11T04:06:02.394-08:00</updated><app:edited xmlns:app="http://purl.org/atom/app#">2008-12-11T04:06:02.394-08:00</app:edited><title type="text">Congo: l'ennesimo fallimento dell'ONU</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEBx1QmJFI/AAAAAAAAAo4/4rJRPeLBcLc/s1600-h/congo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278502193876837458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEBx1QmJFI/AAAAAAAAAo4/4rJRPeLBcLc/s320/congo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche in Congo si e' registrato l'ennesimo fallimento dell'ONU in materia di peacekeeping.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' diventata ormai una costante dell'operato di questo elefantiaco ente burocratico chiudere entrambi gli occhi quando vanno invece tenuti ben aperti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Balcani e Ruanda, solo per citare due eclatanti casi, non hanno insegnato nulla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Massacro a Kiwanja, 150 morti&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Luca Galassi - Peacereporter - 11 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mese scorso a Kiwanja, un centro nella zona orientale del Congo, oltre 150 persone sono state uccise in meno di 24 ore nel corso di esecuzioni sommarie condotte dai ribelli che hanno preso il controllo della regione: la strage ha avuto luogo mentre 100 Caschi blu delle Nazioni Unite si trovavano un chilometro e mezzo dalla città.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Terminator&lt;/strong&gt;. La 'scoperta' è stata fatta in seguito a interviste con le vittime, con gli operatori umanitari e le organizzazioni per i diritti umani, che hanno ricostruito la dinamica dei fatti attribuendo alle milizie di Nkunda (Cndp, Congresso nazionale per la difesa del popolo) la responsabilità del massacro. La vicenda risale al 28 ottobre scorso, quando l'esercito congolese abbandonò la città spinto dall'avanzata dei ribelli. Nella fuga, i soldati si diedero al consueto copione di stupri e saccheggi. I residenti non avevano che due opzioni: seguire i soldati nella fuga o attendere i ribelli. I miliziani di Nkunda, presa Kiwanja senza sparare un colpo, ordinarono ai residenti di dar fuoco ai campi profughi, che ospitavano 30 mila persone scampate ai precedenti scontri, dicendo loro che la situazione in città era tornata tranquilla. Una settimana dopo, la città fu sconvolta dall'attacco a sopresa dei Mai Mai, un'altra milizia ribelle. Gli uomini di Nkunda, cacciati i Mai Mai, cominciarono il masacro, accusando alcuni dei residenti di spalleggiare i Mai Mai e chiedendo soldi. Chi non aveva soldi veniva ucciso. Secondo alcune testimonianze video, a comandare i ribelli è stato il luogotenente di Nkunda, Jean Bosco Ntaganda, il cui nome di battaglia è Terminator, ricercato dalla Corte Penale Internazionale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Forza&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;senza forza&lt;/strong&gt;. La strage è avvenuta a poco più di un chilometro e mezzo dalla base del contingente Monuc di Caschi Blu, composto da un centinaio di persone circa. I 'peacekeepers', che stavano evacuando gli operatori umanitari e cercando un giornalista straniero rapito, non sono riusciti a comprendere ciò che stava succedendo a Kiwanja fino a quando il massacro non è stato compiuto. Senza adeguate capacità di intelligence, senza neppure un interprete in grado di parlare la lingua dei vari gruppi operanti nella regione, i Caschi Blu sono stati presi completamente alla sprovvista a causa di un 'insieme di circostanze', secondo quanto riferito dal loro comandante, H. S. Brar: "scarsa comunicazione, scarso organico, scarsi mezzi e... una buona dose di sfortuna". I blindati dei peacekeepers sono del tutto inadatti al terreno fangoso della regione, e i pattugliamenti non vengono effettuati perchè le armi pesanti dei ribelli possono facilmente forare la blindatura dei mezzi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il massacro di Kiwanja è l'ennesimo esempio del naufragio della più grande missione Onu dislocata in un Paese in guerra: oltre 18 mila uomini, ai quali se ne stanno aggiungendo in questi giorni altri 3 mila, come stabilito il 20 novembre dal Consiglio di Sicurezza Onu. La stessa assemblea ha deciso che alla fine del 2008 la Monuc cesserà il suo mandato nella Repubblica Democratica del Congo, decretandone il totale fallimento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Congo, falliscono i negoziati tra ribelli e governo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da Peacereporter - 11 Dicembre 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I dialoghi per fermare i combattimenti nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo sono falliti ieri a causa dell'incapacità dei ribelli e del governo di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;negoziati&lt;/strong&gt; sono durati tre giorni, si sono tenuti a Nairobi, e hanno visto Raymond Tshibanda, ministro congolese per la Cooperazione, capeggiare la delegazione governativa, mentre la parte ribelle è stata rappresentata da Serge Kambasu Ngeve, segretario esecutivo del Cndp, Consiglio Nazionale per la Difesa del Popolo. L'inviato speciale delle Nazioni Unite, Olusegun Obansanjo, che ha presieduto gli incontri, ha dichiarato lo scorso mercoledì che i negoziati sono falliti dopo che i ribelli partecipanti al confronto hanno richiesto di poter discutere la situazione dell'intero paese, senza limitare le discussioni ai conflitti riguardanti la zona orientale del Congo. Un'ulteriore motivazione addotta da Obansajo per spiegare la fine delle trattative è relativa allo scarso potere negoziale della fazione ribelle: sarebbe dunque stato inutile procedere nelle discussioni, ha reso noto l'ex presidente nigeriano, vista la mancanza di potere decisionale dei ribelli: "Al momento la delegazione ribelle non è molto chiara nel definire i propri scopi e i propri obiettivi; inoltre, non hanno il potere reale per prendere le decisioni necessarie", ha affermato Obansajo, mentre il portavoce ribelle si è sfogato dicendo che "non è possibile continuare a trattare, quando la parte che si occupa della mediazione dei negoziati è così ostentatamente faziosa". Obansajo ha inoltre fatto sapere che prossimamente invierà la propria delegazione a Goma, roccaforte ribelle, per incontrarsi con il leader del movimento ribelle, Laurent Nkunda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;combattimenti &lt;/strong&gt;che avvengono dalla fine di Agosto tra le truppe governative e il Cndp, hanno visto schierate più di 250mila persone nella provincia orientale congolese del Kivu Nord. Il socio fondatore di Friends of the Congo, Paul Pumphrey, durante un'intervista rilasciata ad Al Jazeera, ha individuato la causa del fallimento dei negoziati nel fatto che questi "non si sono concentrai sulla reale causa del problema, ovvero sul fatto che il mondo industrializzato non vede l'ora di mettere le mani sulle risorse del Congo, saccheggiarne i giacimenti minerari. Questa guerra è stata usata per spingere le persone fuori dal Paese e per non pagare per lo sfruttamento delle risorse. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma ragioniamo: il 90 percento della popolazione congolese non raggiunge nemmeno un reddito di 100 dollari l'anno. Come avrebbe potuto comprare le pistole, le armi? Le pistole che sono state utilizzate in questa guerra vengono da fuori". Pumphrey fa inoltre notare che "l'industria e il governo camminano mano nella mano; in paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, il Giappone, il governo opera secondo i dettami dell'industria. E' per questo motivo che io leggo il ruolo di tali paesi come una chiave esplicativa fondamentale per comprendere la dinamica del conflitto in Congo".&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/EnricoSabatino/~4/Dde0nQePGxI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2316882793714003814?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/4850260641517364701/posts/default/2316882793714003814?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/EnricoSabatino/~3/Dde0nQePGxI/congo-lennesimo-fallimento-dellonu.html" title="Congo: l'ennesimo fallimento dell'ONU" /><author><name>Enrico Sabatino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10449787561130880520</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jo9ikJZhhAc/SUEBx1QmJFI/AAAAAAAAAo4/4rJRPeLBcLc/s72-c/congo.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://enricosabatino.blogspot.com/2008/12/congo-lennesimo-fallimento-dellonu.html</feedburner:origLink></entry></feed>
