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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052</atom:id><lastBuildDate>Sat, 07 Nov 2009 10:19:21 +0000</lastBuildDate><title>Epoché onlus</title><description>la cooperativa epoché onlus gestisce due case famiglia per adolescenti. si occupa di problematiche adolescenziali, lì dove si verificano interruzioni del percorso evolutivo del giovane soggetto.
Impostiamo il nostro lavoro considerando la struttura un setting terapeutico globale e facciamo riferimento alle teorie di Winnicott, Green e Chan. 
Seguono qui racconti e riflessioni di confine... fra chi lavora, come il lavoro gli vive dentro e qualcos'altro...</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/</link><managingEditor>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/EpochOnlus" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5163275021780135141</guid><pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-07T11:19:21.996+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">adolescenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beneficenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sociale</category><title>Prossimamente</title><description>Facendo il punto della situazione volevo aggiornare il blog.&lt;div&gt;Nei prossimi mesi il lavoro sarà incentrato sul territorio di Capranica e del viterbese in generale. Stiamo cerando di organizzare una rete di sostegno sul territorio, di sostegno sociale, politico, culturale e non ultimo economico. A tal fine abbiamo organizzato per il 20 Dicembre una serata di beneficenza nel comune di Capranica per presentare un libro di interviste ai ragazzi passati nelle nostre comunità e a professionisti che si occupano di adolescenza difficile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il libro ci dà la possibilità di presentare, dopo i primi anni di attività, i risultati ottenuti e il nostro modello di lavoro nei progetti che si occupano di adolescenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altre informazioni le potrete trovare su:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;http:epocheonlus.org&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5163275021780135141?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/11/prossimamente.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-7656558559412930647</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2009 21:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-09T23:26:23.843+02:00</atom:updated><title>la segretezza</title><description>&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;TRA IL PUGNO E L’ORSACCHIOTTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La segretezza in quanto fenomeno transizionale e parte costitutiva del processo adolescens.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: right"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;“Tra l’inchiostro che si infiltra&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: right"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;e la carta avida di berlo, &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: right"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;il pennello conferisce un senso”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: right"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;E’ nota l’importanza che gli oggetti transizionali e i fenomeni transizionali ricoprono nello sviluppo del bambino piccolo. Da qui siamo partiti e abbiamo seguito il pensiero di Winnicott nella definizione dell’area intermedia, per rintracciare una cornice nella quale poter iscrivere l’esperienza della &lt;em&gt;segretezza&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Abbiamo poi riflettuto su quanto questa esperienza fondamentale possa essere altresì collegata al processo adolescens, come è fondato nel pensiero di Gutton, in quanto esperienza collegata all’organizzazione strutturante il pubertario. Da ultimo abbiamo collegato il significato di segretezza ad una difesa rispetto a ciò che nel pubertario è angoscioso e perturbante, il corpo in metamorfosi sempre secondo Gutton, assimilandola alla discrezione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Winnicott (1951) arriva a definire “l’area dell’illusione” tramite l’osservazione diretta. Osserva che c’è un primo possedimento molto importante per i bambini e i loro genitori. Lo chiama “primo possedimento non-me”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Sono questi oggetti &lt;em&gt;altri&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;non-me&lt;/em&gt; appunto) che vengono intrecciati nel proprio schema personale. La loro origine è molto primitiva, sono legati a forme di esperienza auto-erotica. In questo contenitore sono iscritti i primi contatti con oggetti esterni, come il lembo della coperta, o il balbettio. Ma quale funzione ricoprono queste esperienze?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Da queste esperienze può emergere un fenomeno particolare (“magari un batuffolo di lana o l’angolo della coperta o piumino, o una parola o una canzoncina o un manierismo”)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;che diventa fondamentale per il funzionamento mentale del bambino. L’autore lo chiama oggetto transizionale e ha un valore di difesa rispetto ad angosce di tipo depressivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Seguendo Davis e Wallbridge ricordiamo che il luogo teorico dell’oggetto transizionale è la zona d’illusione. “Non è né me, né non me.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Questo è un paradosso che ha valore di per sé e lo stesso Winnicott sostiene che non si può porre la domanda al bambino se l’oggetto transizionale è stato concepito da lui o l’ha trovato fuori di sé.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Fondamentale per comprendere questo discorso è la differenza con il simbolismo. Seppure il lembo della coperta è simbolico di un oggetto parziale come il seno, ciò che importa rispetto all’oggetto transizionale è tuttavia proprio la sua realtà. Significa la madre, ma è importante che non sia la madre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Quando usa il simbolismo un bambino sa già distinguere fra oggetti interni e oggetti esterni. Mentre l’oggetto transizionale è ciò che pone il bambino in grado di accettare queste differenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Un altro interessante confronto è quello con l’oggetto interno kleiniano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;L’oggetto transizionale non è un oggetto interno (che è un concetto mentale). E’ un &lt;em&gt;possesso&lt;/em&gt;. E tuttavia per il bambino non è nemmeno esterno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Winnicott pone fortemente l’accento su un territorio di confine. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Il bambino può usare un oggetto transizionale solo quando ha un oggetto interno abbastanza buono ( non troppo persecutorio). Ma questo oggetto interno dipende, per quanto riguarda le sue qualità, dall’oggetto esterno, seno e ambiente in generale. Se l’insuccesso dell’oggetto esterno persiste, quello interno non riesce ad assumere nessun significato per il bambino. E dunque anche l’oggetto transizionale diventa senza alcun significato. Dunque l’oggetto transizionale può significare il seno esterno, ma solo attraverso il suo significato di seno interno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Infine l’oggetto transizionale non è mai sotto un controllo magico, come l’oggetto interno, né assolutamente senza controllo come la madre reale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Vediamo di entrare maggiormente su questo confine nel quale si iscrivono il fenomeno e l’oggetto transizionale. Vediamo più da vicino come viene definita questa area intermedia o zona d’illusione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Il bambino non ha nessuna possibilità di procede dal principio di piacere a quello di realtà e di superare l’identificazione primaria, se non è assistito da una madre sufficientemente buona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;La madre all’inizio con il suo adattamento quasi perfetto offre al bambino la possibilità di &lt;em&gt;illudersi&lt;/em&gt;. C’è un’immediata risposta al bisogno... tanto che non c’è bisogno, nulla manca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Potremmo definirla &lt;em&gt;fase del controllo magico&lt;/em&gt;. L’onnipotenza è allora quasi un fatto di esperienza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Il fattore evolutivo sta tutto nella possibilità che la madre &lt;em&gt;deluda&lt;/em&gt; gradualmente il bambino, ma questo non sarà possibile se prima non ci sia stata una sufficiente illusione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;L’illusione sta nel rapporto fra ciò che viene oggettivamente percepito e ciò che viene soggettivamente creato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;&lt;em&gt;L’area intermedia è dunque l’area che viene concessa al bambino tra la creatività primaria e la percezione oggettiva basata sulla prova di realtà.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;&lt;em&gt;“I fenomeni transizionali rappresentano le prime fasi dell’uso dell’illusione, senza la quale non vi è per l’essere umano nessun significato nell’idea di relazione con un oggetto che è percepito come esterno.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;In altre parole vi è al principio una sovrapposizione fra ciò che la madre offre  e ciò che il bambino può concepire. Il bambino concepisce il seno solo nella misura in cui lo può concepire lui stesso in quel luogo in quel momento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Se tutto va bene da questo processo di delusioni e frustrazioni comincia la fase che chiamiamo svezzamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Ogni essere umano compie un continuo sforzo per mettere insieme le due realtà e questo compito è alleviato da questa area intermedia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;In ultima istanza possiamo ritenere che nella misura in cui questa distinzione dentro-fuori venga a vacillare, la possibilità di ritirarsi in questo spazio sia funzionale alla psiche umana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Novelletto introduce il fenomeno della segretezza come caratteristica generale del sé adolescente e indica nella prima adolescenza la riviviscenza di fenomeni transizionali. Di fenomeni appunto più che di oggetti, in quanto in adolescenza la concretezza dell’oggetto transizionale non è più importante e fornisce l’appoggio sul quale il fenomeno transizionale, nel suo significato evolutivo, può dispiegarsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;La qualità dell’oggetto e la sua funzione rispetto all’aspetto fenomenico, in questa fase evolutiva, vanno altresì incontro a vicissitudini diverse. La qualità sensoriale, continua Novelletto, è legata “alle fluttuazioni degli investimenti pulsionali” e così ha a che fare soprattutto con l’attività e le fantasie masturbatorie. Dunque quando questo possesso non-me è facilitato dall’aspetto sensoriale-concreto è connesso all’identità corporea. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Mentre l’aspetto fenomenico-processuale definisce le esperienze fondamentali del sé. Queste esperienze permettono all’adolescente di sperimentarsi “in uno spazio segreto all’interno del sé e attorno al quale il sé può differenziarsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;All’autore sembra interessare maggiormente questo aspetto organizzatore dell’esperienza, definendolo attraverso lo spazio intermedio creato dal fenomeno transizionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;La segretezza, il segreto, sono custodi del sé e l’identità personale durante soprattutto la prima adolescenza ha bisogno di questo particolare rifugio. Come al principio, la distinzione fra realtà interna e realtà esterna sembra vacillare. Qualcosa di perturbante è intervenuto sulle sicurezze del mondo infantile. Qualcosa minaccia l’esistenza stessa del pensiero, la possibilità che ci si integri in quanto soggetti della propria esperienza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Novelletto parla di confusione di identità assimilabile ai processi di depersonalizzazione, come se una parte di sé guardasse un’altra parte sottoposta alle spinte maturative. Come se bisognasse essere in grado di lasciare cadere alcune parti di sé e integrarne delle altre, nuove, relative ad un corpo in angoscioso cambiamento. E lasciar andare un certo tipo di rapporto con gli oggetti originari: ma parlare di distacco equivale a parlare di depressione. E infatti qui è possibile per la prima volta rimpiangere epoche andate, l’infanzia che fu.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Questo distacco ci sembra poter essere assimilato alle prime frustrazioni subite dal bambino. Seguendo Winnicott potremmo parlare di delusione, lì dove l’illusione stava in qual rapporto magico (che poi rimanderà all’area intermedia) con la realtà esterna, l’oggetto originario, che ora bisognerà allontanare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;La segretezza ci sembra così poter essere assimilabile in quanto esperienza da una parte a ciò che custodisce e lascia rigenerare un’esperienza soggettiva fondamentale. Da un altro punto di vista vorremmo porre l’accento sugli aspetti regressivi del segreto come area intermedia di rinnovata illusione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Ci sembra interessante per approfondire questo passaggio metterlo in relazione con il pubertario e con la discrezione per come ne parla Gutton.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Seguiamo dunque l’autore francese cercando di valutare se fosse possibile iscrivere questa esperienza, in quanto fenomeno transizionale, in ciò che questo ci dice sul processo adolescens&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;. Se fosse possibile, ci sembrerebbe interessante poter descrivere la segretezza anche alla luce di un suo ruolo fondante nella crisi adolescens, in quanto  approfondire è anche il dire &lt;em&gt;lo stesso&lt;/em&gt;, ma da un altro punto di osservazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Consapevoli del terreno difficile su cui si stiamo avventurando cerchiamo di seguire da vicino P. Gutton.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Come coordinate di questa breve ricognizione ci riferiamo al suo lavoro su “psicoterapia e adolescenza”. Gutton al principio segna dei punti rispetto alla dialettica fra identità e cambiamento.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Dunque: la pulsione sessuale ha infine trovato la sua meta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Questo fatto porta alla nascita di sistemi psichici definiti dall’autore &lt;em&gt;arcaici genitali&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Sempre questo fatto porta alla rottura nella continuità del soggetto con la propria infanzia. “Il pubertario è il mio modo di designare questa trasformazione”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;L’adolescente è come trascinato fuori dal suo io e dalla sua legge (l’arcaico genitale mette in scacco io e super-io come istanze moderatrici della nevrosi infantile). Il punto è che tutto ciò chiama il funzionamento psichico ad uno sballottamento tra pulsionalità e narcisismo, esempio di regressione necessaria per rielaborare l’edipo o per provocare vicoli ciechi nello sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Qui vediamo come la pubertà si verifichi innanzitutto come una profonda crisi che getta la sua ombra innanzitutto sulla soggettività stessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;E dunque come può l’adolescente ritrovare in questa novità una diversa identità? Qui Gutton ci dice che “per entrare nella regressione e per uscirne è necessaria una terza figura. Senza di essa l’arcaico genitale invece di essere fonte di creazione, è caos.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Qui ritroviamo l’&lt;em&gt;oggetto transizionale&lt;/em&gt;, che ha il vantaggio di essere al tempo stesso pulsionale e narcisistico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Vediamo come  l’autore proponga una definizione dell’oggetto terzo, in senso generale, come mediatore tra due poli opposti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Novelletto propone come riferimento il fenomeno, in quanto esperienza fondante. Qui la strada va verso un custodire la propria identità, mentre si assiste ad una vera e propria rivoluzione, in cui qualcosa va perduto. Entrambi i passaggi ci  sembrano assimilabili all’esperienza dell’illusione-delusione, nella quale le prime fasi dell’io del bambino si strutturano sulla mancanza, sulla frustrazione, appoggiandosi ad uno spazio terzo effettivamente mediatore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Ma nel nostro discorso l’aspetto che maggiormente ci interessa non è tanto la mancanza, sulla quale si strutturerà l’io, quanto piuttosto il drammatico impatto fra realtà interna e realtà esterna e la funzione che l’area intermedia ha rispetto a questa dinamica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Gutton prosegue, rispetto a questo oggetto terzo, dicendo che il processo di elaborazione adolescens è sinonimo dei transfert delle scene pubertarie, “che sono per definizione legate ad un Altro”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Questo punto ci interessa particolarmente perché sia  nel passaggio illusione-delusione, sia nel momento della segretezza che nell’elaborazione adolescente del corpo che si genitalizza ne va di sé e dell’altro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Per essere possibile questa elaborazione deve avere come premessa un “formidabile” lavoro di &lt;em&gt;allucinazione negativa&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;In sintesi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;: se l’inconscio esercita una pressione considerevole sul preconscio, questo sarà particolarmente impegnato e saturo di queste fantasie eccitanti. Se al contempo il preconscio è debole, tanto fragile sul confine interno quanto su quello esterno, la forza esercitata dalle percezioni esterne eserciterà una pressione considerevole. Il risultato è che gli elementi del preconscio si confondono con quelli degli stimoli esterni... ma come due treni lanciati a tutta velocità l’uno come l’altro senza semafori e senza freni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;“Il rischio è quello dell’esplosione, dell’implosione, della frammentazione, della dispersione, o dello scoppio dell’io, sia esso soggettivo o oggettivo. L’allucinazione negativa è una difesa fondamentale, che scatta per impedire la collisione”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Perché la sua funzione, come dice Green, è quella di mandare al deposito uno dei due treni, di stabilire uno spazio bianco permettendo al soggetto di non essere il luogo di questo potenziale drammatico impatto. Sospende.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Questo sembra essere assimilabile ad un processo psichico che presiede alla creazione dello spazio intermedio, transizionale. Anche il passaggio alla segretezza potrebbe essere inserito, ci sembra, in questo processo, lì dove l’adolescente “parcheggia” per un pò la percezione esterna&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt; &lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;e si dedica alle sue rappresentazioni interne&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Potremmo dire che nell’elaborazione adolescens, così come in parte nella segretezza,  nella misura in cui l’inconscio rischia di collassare sulla realtà esterna, l’adolescente deve arrivare a distinguere fra pressione interna e l’oggetto esterno (genitoriale).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Anche nel fenomeno transizionale è presente questa difesa per impedire la collisione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Ci ricorda Winnicott che “il compito dell’accettazione della realtà non sia mai terminato, che nessun essere umano si liberi dallo sforzo di collegare la realtà interna con la realtà esterna, e che tale sforzo venga alleviato da un’area intermedia che è indiscussa”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Da ultimo ci si concedano un paio di fermate intermedie. Arrivati a questo punto, che è poi un incrocio fra diversi sentieri, la nostra riflessione osserva il paesaggio ma senza proseguire oltre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Sul territorio dell’area intermedia abbiamo incontrato l’esperienza fondamentale della segretezza. Abbiamo provato ad assimilarla ad una parte dell’elaborazione adolescens, provando ad associarla ad una necessità difensiva rispetto al pubertario. Ci è sembrato che la segretezza potesse essere a sua volta fondata su quanto gutton riporta dell’allucinazione negativa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Sarebbe a questo punto interessante vedere i sentieri che collegano ciò che fonda il pubertario, questo corpo che cambia e si fa genitale, ma anche estraneo, perturbante, fonte di alienazione, Altro, con i primi possedimenti non-me. Come se appunto, alla base di questo tipo di esperienze critiche della soggettività, il corpo stesse come l’oggetto da possedere delle primissime relazioni con l’oggetto nell’infanzia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Un segreto da custodire dunque. E nella “confusione delle lingue” (come la definisce Gutton parafrasando Ferenzi), in cui consiste la pubertà, la discrezione è d’obbligo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;In adolescenza è difficile “chiamare gatto un gatto”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-7656558559412930647?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/07/la-segretezza.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-8259559686306492963</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2009 19:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-18T21:52:26.013+02:00</atom:updated><title>copertina brochure</title><description>Questa la copertina della brochure che daremo alla cena ai borghi medioevali. Non vediamo l'ora di cenare tutti insieme e di condividere con voi una bela serata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cena nel borgo medioevale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;programmato per 03 luglio 2009 alle 20:00 fino a 04 luglio 2009 alle 00:00&lt;br /&gt;Posizione: Borgo Medioevale, Piazza degli Angeli, Ronciglione, Italy&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=79747254356"&gt;http://www.facebook.com/event.php?eid=79747254356&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;Partecipanti: &amp;lt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;a href="MAILTO:riccardo.bolo@gmail.com"&gt;riccardo.bolo@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;br /&gt;beneficenza,sociale,adolescenza,casafamiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festa di autofinanziamento della coop. Epoché. Il ricavato della serata sarà utilizzato per la ristrutturazione della casa famiglia di Oriolo Romano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=79747254356"&gt;http://www.facebook.com/event.php?eid=79747254356&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-8259559686306492963?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/06/copertina-brochure.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-4490578510028194756</guid><pubDate>Mon, 11 May 2009 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-11T20:02:28.195+02:00</atom:updated><title>Cena ai borghi medioevali di Ronciglione.</title><description>Con Riccardo e Stefano abbiamo creato &lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=79747254356&amp;ref=nf"&gt;questo&lt;/a&gt; evento su facebook.&lt;br /&gt;La cena è su invito. C‘è un biglietto dal costo modico, 15 euro. Seguirà a breve il menù della serata. Interverranno alla cena alcune autorità delle istituzioni del territorio, nonché molti amici e persone appassionate d‘adolescenza.&lt;br /&gt;Francesca e Stefano stanno coordinando l‘organizzazione della serata affinché sia più accogliente possibile, mentre Riccardo organizza l‘intrattenimento.&lt;br /&gt;Il ricavato della serata sarà utilizzato dalla coop. per iniziare alcuni lavori di ristrutturazione nelle case famiglia di Oriolo Romano (ad esempio: bagno, pittura, mobili, etc...)&lt;br /&gt;Vi informeremo prossimamente sugli invitati e sulla scaletta della serata. &lt;br /&gt;Speriamo che l‘adesione sia piena e appassionata e come sempre vi ringraziamo e vi abbracciamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-4490578510028194756?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/05/cena-ai-borghi-medioevali-di.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-8056700080907713803</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2009 10:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-30T12:56:34.580+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">madre</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">adolescenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casafamiglia</category><title>la madre morta</title><description>(Da “La madre morta“ in “Narcisismo di vita narcisismo di morte“ A. Green, Roma 1992, pp. 265-303)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problema del Lutto. Non madre morta reale, ma immago che si crea nella psiche del bambino in seguito alla depressione materna, trasformando l‘oggetto vivente in una figura lontana e inanimata.&lt;br /&gt;La madre morta è dunque una madre che resta in vita, ma è morta psichicamente agli occhi del bambino piccolo e che impregna molto profondamente gli investimenti narcisistici e oggettuali.&lt;br /&gt;La teoria psicoanalitica comunemente condivisa ammette due idee:&lt;br /&gt;1.il momento fondamentale della strutturazione dello psichismo è la perdita dell‘oggetto, avvenimento nel corso del quale si istaura un nuovo rapporto con la realtà. Il principio di realtà ha il sopravvento sul principio di piacere, purtuttavia garantendolo.&lt;br /&gt;2.la seconda idea è quella di una posizione depressiva.&lt;br /&gt;Quest‘idea congiunge un dato dell‘osservazione con uno teorico. Passaggio che gioca un ruolo strutturante nell‘evoluzione psichica del bambino.&lt;br /&gt;Un soggetto che ignora la depressione è più disturbato di uno occasionalmente depresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il padre morto e la madre morta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Totem e Tabù sottolinea la funzione strutturante del padre morto nella nascita del Super-io. Super -io, Legge e Simbolico sono un insieme legato alla castrazione e alla sublimazione come destino delle pulsioni. Il lutto sottostante questo concetto non fa nessun riferimento alla perdita della madre e del seno.&lt;br /&gt;L‘Edipo va concepito sia in termini genetici che strutturali. La funzione strutturale implica una funzione costitutiva dell‘ordine psichico, programmata dai fantasmi originari. La psicoanalisi francese ha seguito questo concetto di struttura.&lt;br /&gt;Green propone una concezione strutturale dell‘angoscia di castrazione organizzata intorno a due paradigmi.&lt;br /&gt;L‘angoscia di castrazione è fondata come quella che sussume l‘insieme delle angoscie legate alla “piccola cosa distaccata dal corpo“. La castrazione è sempre evocata nel contesto di una ferita corporea.&lt;br /&gt;Quando si tratta della perdita del seno, del seuper-io, il contesto non è mai cruento. In questo caso la distruttività non ha nulla a che vedere con una mutilazione sanguinante. Essa ha i colori del letto. Nero, come nella depressione grave, che potremmo ricondurre all‘odio che si coglie nell‘analisi dei depressi. Green sostiene l‘ipotesi però che il nero sia qui un derivato del bianco, del vuoto, che sottende alla depressione e all‘odio, bianco, come una ferita narcisistica., una perdita subita al livello narcisistico.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;serie Bianca:&lt;/strong&gt; allucinazione negativa, psicosi bianca, tutti relativi alla patologia del vuoto. Sono il risultato della rimozione primaria, un disinvestimento radicale massiccio e temporaneo che lascia tracce nell‘inconscio in forma di &lt;strong&gt;buchi psichici&lt;/strong&gt;, successivamente riempiti da reinvestimenti come espressione della distruttività liberata da questo indebolimento dell‘investimento erotico.&lt;br /&gt;L‘odio ha dunque un nucleo primario nel disinvestimento dell‘oggetto primario materno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;il complesso della madre morta&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il complesso della madre morta è un rivelazione del transfert. Quando il soggetto si presenta in analisi, lamenta dei sintomi che sottintendono dei conflitti più o meno intensi con gli oggetti. La depressione che non si è tradotta in una forma clinica esploderà solo nel tranfert. Profonda problematica narcisistica e impotenza.&lt;br /&gt;Questa depressione di transfert sta ad indicare la ripetizione di una depressione infantile.&lt;br /&gt;Il tratto essenziale di questa depressione è che si determina in presenza dell‘oggetto. lui stesso assorbito in un lutto. La madre si è depressa. La tristezza della madre e il calo di attenzione nei confronti del bambino sono evidenti.&lt;br /&gt;Si produce un cambiamento brusco, mutativo dell‘imago materna. In principio le cose andavano pure bene per il bambino, ma poi è intervenuta la catastrofe. Il disastro si limita ad un nucleo freddo, che lascia un marchio sugli investimenti erotici del bambino. Questo trauma narcisistico comporta oltre ad una perdita brusca e non preannunciata dell‘amore, anche una perdita di senso. Il piccolo bambino non possiede nessuna spiegazione di ciò che è avvenuto.&lt;br /&gt;Tutto ciò diventa ancora più grave se il complesso della madre morta avviene in concomitanza con la scoperta del terzo, il padre. Come se il bimbo fosse portatao a interpretare la comparsa del nuovo investimento come la causa del disinvestimento materno.&lt;br /&gt;Il soggetto rimane appeso tra una madre e un padre inaccessibile.&lt;br /&gt;La prima difesa a cui ricorrerà il bimbo sarà il &lt;strong&gt;disinvestimento dell‘oggetto materno e l‘identificazione con la madre morta&lt;/strong&gt;. Disinvestimento da parte degli oggetti ma anche delle rappresentazione che equivale ad una morte psichica senza odio. Il suo risultato è la formazione di un &lt;strong&gt;buco&lt;/strong&gt; nella trama delle relazioni d‘oggetto con la madre.&lt;br /&gt;La madre continua ad occuparsi del figlio, ma senza amarlo.&lt;br /&gt;L‘altra direzione del disinvestimento è l‘identificazione con l‘oggetto secondo una modalità primaria. Questo è l‘unico mezzo per ristabilire un unione con la madre.&lt;br /&gt;Perdita di senso: la costruzione del senso di cui il piacere è la causa e il garante è crollata di colpo. Senza ragione. L‘oggetto sconosciuto del lutto della madre e il padre che sono presenti nella triangolazione del bambino si condensano a formare un edipo precoce.&lt;br /&gt;Questa situazione è prodotta dalla perdita di senso e impegna un secondo fronte: lo &lt;strong&gt;scatenamento di un odio secondario,&lt;/strong&gt; mette in azione desideri di incorporazione regressiva e posizioni anali a tinte sadico maniacali. L‘&lt;strong&gt;eccitamente auto-erotico&lt;/strong&gt;,  ricerca di un piacere puro che resta segnato da una reticenza ad amare l‘oggetto.&lt;br /&gt;c‘è una dissociazione precoce fra corpo e psiche. L‘oggetto è ricercato per la sua capacità di provocare un piacere, senza capacità di amare e condividere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La ricerca di un senso perduto struttura lo sviluppo precoce delle attività fantasmatiche dell‘io. &lt;/strong&gt;Coazione a pensare.l‘unità compromessa di un io ormai bucato si manifesta con un grande impegno artistico e culturale. Ci troviamo di fronte al tentativo di padroneggiare la situazione traumatica. Ma questo controllo è votato all‘insuccesso. Il soggetto rimarrà vulnerabile sul piano affettivo.&lt;br /&gt;“esiste solo il sentimento di una prigionia che spossessa l‘io da se stesso e lo aliena in una figura irrappresentabile“. Destino di una madre che continuamente muore, come una maledizione che ci perseguita e dalla quale non ci si libera mai.&lt;br /&gt;E‘come se gli oggetti del soggetto rimangano sempre ai confini dell‘io, né totalmente fuori, né totalmente dentro, sempre ricercati e impossibili da introiettare perché sull‘io si stende l‘investimento della madre morta.&lt;br /&gt;Il centro è occupato dalla madre morta.&lt;br /&gt;Il buco che sta al posto della madre fa temere la solitudine, come se il soggetto fosse sempre sul punto sprofondarci. Tutto ciò che si osserva intorno a questo nucleo si organizza con un triplice scopo:&lt;br /&gt;Mantenere l‘io in vita.&lt;br /&gt;Rianimare la madre morta.&lt;br /&gt;Competere con l‘oggetto del lutto nella triangolazione precoce.&lt;br /&gt;(Per ora posto questa prima parte come prova. Faccio seguire il seguito in settimana.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-8056700080907713803?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/03/la-madre-morta.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-6755021980498209655</guid><pubDate>Sun, 15 Feb 2009 11:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-18T15:29:59.105+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">adolescenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">psicoanalisi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casa famiglia per adolescenti difficili e condizioni limite</category><title>inconscio</title><description>&lt;span style="color: rgb(0,0,0);"&gt;L‘inconscio - dalla metapsicologia freudiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255,31,40);"&gt;Giustificazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0,0,0);"&gt;Freud inizia a parlare del diritto di ammettere l‘esistenza di una psiche inconscia e di poter lavorare scientificamente in base a questa ipotesi. Prove dell‘esistenza dell‘inconscio. Ci sono degli atti psichici che possono essere spiegati solo presupponendo altri atti che non sono testimoniati dalla coscienza.&lt;br /&gt;Il punto è che molte idee o atti sono elaborati non dalla coscienza e non si possono attribuire ad essa.&lt;br /&gt;Qui F. parla degli atti mancati, dei sogni, dei sintomi, delle idee improvvise e di una certa creatività.&lt;br /&gt;Ciò che chiamiamo sapere cosciente si trova per lunghi periodi in uno stato di latenza, di inconsapevolezza psichica. Diventa ad esempio incomprensibile la critica all‘esistenza dei processi inc. se si considerano tutti i nostri ricordi. Infatti un ricordo latente è il residuo inequivocabile di un processo psichico. L‘ipotesi che tutto inizia e finisce nella coscienza sembra essere dunque solo una convenzione che non fa procedere di molto la ricerca.&lt;br /&gt;Gli atti psichici latenti hanno dunque un carattere psichico e si differenziano dalla coscienza proprio perché in quegli atti possiamo dire che manca la coscienza.&lt;br /&gt;E‘ come se tutti gli atti che osservo in me, ma che non sono attribuibile alla mia vita psichica cosciente, dovessero essere attribuiti ad un‘altra persona. Ma questa ipotesi che si basa su un‘inferenza non ci porta logicamente alla scoperta dell‘inconscio, ma di un‘altra coscienza dentro di noi. Gli atti psichici di cui parla F. non sono un‘altra coscienza, ma si caratterizzano proprio in base al fatto di non avere gli attributi della coscienza.&lt;br /&gt;Paragonare la conoscenza del mondo esterno tramite gli organi di senso con quella del mondo interno. Freud, seguendo Kant, ci dice che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(48,34,255);"&gt;non è lecito mettere la coscienza al posto del processo psichico inconscio che invece ne è l‘oggetto. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0,0,0);"&gt;Così come la conoscenza del mondo esterno è trasformata dalla percezione soggettiva e la cosa in sè rimane inconoscibile. Così anche la realtà psichica non è tale e quale ci appare, anche se l‘ggetto interno è più conoscibile di quello esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255,28,31);"&gt;I diversi significati dell‘inconscio e il punto di vista topico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il non essere conscio è solo uno degli aspetti dello psichico ma che non esaurisce l‘intero psichico. L‘inconsncio contiene atti latenti che sono solo temporaneamente inconsci e che non differiscono in nulla da quelli consci e processi rimossi che si discostano da quelli consci.&lt;br /&gt;Un atto psichico attraversa due fasi tra le quali è interpolata una specie di controllo: censura.&lt;br /&gt;Nella prima fase l‘atto è inconscio e appartiene al sistema inc. se la censura non lo fa passare si dice che è rimosso e rimane nell‘inc. Se supera questa prima fase entra nella seconda e fa parte del sistema C.&lt;br /&gt;Ma ancora non ha un rapporto univoco con la coscienza. Dunque a patto che intervengano determinate condizioni esso può diventare oggetto della coscienza, senza particolari resistenze. Per ora è ancora in grado di diventare coscienza. Questa capacità di coscienza prende nome preconscio (Prec.)&lt;br /&gt;Topica dei processi pischici, nella quale si indica per qualsiasi atti psichico entro quali sistemi esso si svolge.&lt;br /&gt;Due ipotesi:&lt;br /&gt;1.passaggio di una rappresentazione dal sistema inc a C come passaggio di luogo (la rappresentazione è trascritta nuovamente e rimane in entrambi i sistemi)&lt;br /&gt;2.passaggio della rappresentazione come cambiamento meramente funzionale.&lt;br /&gt;Ma parlare ad un paziente di una sua rappresentazione rimossa, farla entrare nella coscienza, non cambia niente. La rimozione rimane fino a quando la rappresentazione non è legata ad una traccia mnestica inconscia.&lt;br /&gt;Forse queste due ipotesi sono inadeguate.&lt;br /&gt;(E‘ interessante lo schema di Tito sulla rappresentazione inc di cosa e la rappresentazione di parola. E‘ la parola il legame fra rappresentazione e traccia mnestica. Deve comunque esserci una pulsione che si rende alla parola e si fa affetti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentimenti inconsci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.00pt;"&gt;Ci sono rappresentazioni inconsce. Ma ci sono anche pulsioni e sentimenti inconsci?&lt;br /&gt;Una pulsione non può mai diventare oggetto della coscienza, mentre solo l‘idea che la rappresenta  lo può. Ma anche nell‘inc. la pulsione è ancorata ad una rappresentazione. Se non fosse sotto forma di un qualche affetto non sapremmo nulla su di essa.&lt;br /&gt;Può anche capitare che un impulso affettivo sia percepito, ma misconosciuto. La rimozione di ciò che lo rappresenta l‘ha costretto a congiungersi a un‘altra rappresentazione.&lt;br /&gt;Qui diciamo che l‘impulso affettivo è inconscio, ma non è l‘affetto ad essere inconscio, mentre è stata invece rimossa la sua rappresentazione. L‘uso del termine “affetto inconscio“ si riferisce piuttosto ai destini nei quali è incorso il fattore quantitativo della pulsione in seguito alla rimozione. Questo destino può essere di tre tipi. O l‘affetto rimane immutato - o si trasforma in qualcosa di diverso qualitativamente; angoscia - oppure esso viene represso e il suo sviluppo bloccato.&lt;br /&gt;Ogni volta che la rimozione riesce a reprimere un affetto noi diciamo che quell‘affetto è inconscio. Un affetto inconscio è in qualche modo solo una possibilità, qualcosa che non ha potuto dispiegarsi, mentre una rappresentazione rimossa rimane tale e quale nel sistema inc.&lt;br /&gt;Questo diviene importante se consideriamo che in un individuo normale il sistema C. controlla l‘affettività e la motilità. Sebbene la padronanza dello sviluppo affettivo sia comunque meno salda. E‘ come se nella vita i due sistemi C e inc si combattessero una guerra per il controllo del mondo affettivo. In questo caso è molto importante quel territorio di confine che è il Prec. In linea di massima la regola è questa: un affetto non si esprime finché non è riuscito a conquistarsi qualcosa di nuovo che lo rappresenti nel sistema C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Topica e dinamica della rimozione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Dunque la rimozione è un processo che si riferisce alle rappresentazioni poste al confine fra inc e Prec.&lt;br /&gt;La rappresentazione rimossa conserva la sua capacità di azione nel sistema inc e dunque avrà pure conservato il suo investimento. Dunque cosa gli è stato propriamente sottratto? Ciò ce cambia è che viene meno un investimento preconscio. Sembra tra l‘altro che la rappresentazione non venga ri-trascritta, ma ci sia una trasformazione degli investimenti (ipotesi funzionale).&lt;br /&gt;Ma se la rimozione è originaria, cioè una rappresentazione che non ha mai ricevuto nessuna forma di investimento dal prec... cosa succede? E soprattutto perché la rapresnetazione allora non prova all‘infinito a uscire dall‘inc se comunque viene da questo sempre ri.investita?&lt;br /&gt;Freud fa l‘ipotesi di un controinvestimento con il quale il sistema prec si difende dall‘assalto della rappresentazione inconscia. Qui si aggiunge un altro punto di vista oltre a quello topico e dinamico, quello economico che osserva le quantità di energia in uso e in movimento.&lt;br /&gt;Isteria d‘angoscia:&lt;br /&gt;L‘angoscia compare senza che il soggetto se ne accorga e possa dire da cosa proviene. C‘era un impulso amoroso che cercava di introdursi nel sistema prec. ma l‘investimento del sistema prec appunto se ne è ritirato. Dunque l‘investimento libidico inconscio della rappresentazione è stato risospinto nell‘inc e si è scaricato sotto forma di angoscia. &lt;span style="color: rgb(0,13,99);"&gt;Invece l‘investimento fuggitivo (quello del prec) si è diretto verso una rappresentazione sostitutiva.&lt;/span&gt; Questa rappresentazione sostitutiva nel C si pone a garanzia della rappresentazione rimossa.&lt;br /&gt;Il processo i rimozione deve ora inibire l‘angoscia derivante dalla formazione sostitutiva. Avviene così che tutta la zona associata con questa rappresentazione sostitutiva viene ora investita di un investimento particolarmente intenso di modo che se vengono eccitati punti periferici di questa struttura l‘angoscia che ne deriverà fungerà da campanello di allarme per impedire nuove angosce. Questi punti periferici proteggono la rappresentazione sostitutiva dagli eccitamenti, ma mai dalle pulsioni che arrivano dalla connessione con la rappresentazione rimossa. Questa struttura si chiama fobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque il sistema C ora previene l‘attivazione della rappresentazione sostitutiva mediante il controinvestimento dell‘ambiente che la circonda, così come prima si era garantito dalla comparsa della rappresentazione rimossa tramite il controinvestimento della rappresentazione sostitutiva. Ciò che Freud ci fa notare è che continua il processo di formazione di sostituti mediante spostamento.&lt;br /&gt;Tutto ciò è come se fosse un muro rispetto all‘influenza dell‘inconscio. E ci fa notare come attraverso qeusto meccanismo di difesa si è proiettato all‘esterno il pericolo pulsionale. La libertà personale viene sacrificata, ma il meccanismo di rimozione riesce in qualche modo ad arginare l‘angoscia.&lt;br /&gt;Nell‘isteria di conversione invece la rappresentazione rimossa si trasforma in sintomo.&lt;br /&gt;Come nella rappresentazione sostitutiva, anche il nel sintomo troviamo insieme l‘espressione della meta del moto pulsionale da un lato e dall‘altro i meccanismi difensivi e punitivi del sistema C.&lt;br /&gt;Nella nevrosi ossessiva il controinvestimento del sistema C viene in primo piano con molta evidenza. Esso provvede alla prima rimozione e diventa il punto attraverso il quale si fa strada la rappresentazione rimossa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-6755021980498209655?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2009/02/inconscio.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-7932378925975390807</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2008 15:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-05T16:02:44.872+01:00</atom:updated><title>aforismi di una supervisione</title><description>Importante quando l‘energia si rappresenta carnalmente sul corpo. SI INCARNA. Energia connessa al desiderio, connessa alla soddisfazione. nella psiche l‘energia è legata.&lt;br /&gt;C‘è un‘aspettativa di piacere. L‘aspettativa rinforza l‘energia.&lt;br /&gt;La LIBIDO: energia che protende al legame fra gli uomini.&lt;br /&gt;La pulsione di morte è dominante sul piacere: PIACERE TOTALE - TOTALE SODDISFAZIONE = MORTE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L‘energia incontra il corpo e si fa libido. All‘inizio il bambino ha energia, ma deve essere rinforzata da una prerogativa (aspettativa) di vita che rinforza l‘energia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul corpo l‘energia inizia a psichizzarsi. Prime rappresentazioni del piacere. NARCISISMO PRIMARIO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L‘adolescente difficile ha una quantità di energia che inverte sul corpo. Quindi deve essere maggiormente rappresentata. Il corpo non la regge più. Scoppia nella mente come angoscia oppure esplode sul corpo. Ma il border line non andrà mai sull‘angoscia, perché non ha un sistema di rappresentazioni così strutturate da reggere l‘angoscia. Non hanno difese da questo punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino può organizzarsi in assenza della madre con un incremento della motricità, oppure supplisce questa assenza con rappresentazioni. ma può solo tollerare l‘assenza per un tempo X.  Dopo di che gli manca e si forma un buco. Assenza - psicosi bianca - madre morta. E lui non torna più come prima. Vuoto atmosferico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il border ha avuto troppa assenza, ma non così tanta da non avere energia.&lt;br /&gt;C‘è energia ma questa energia non ha rappresentazioni. &lt;br /&gt;Come fa uno ad avere aspettative di vita se non può rappresentarsele?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle nevrosi attuali (seconda topica) non c‘è rappresentazione... non c‘è un tessuto che si può ricucire con la psicoanalisi classica. (associazioni) &lt;br /&gt;Siamo nell‘ambito della governabilità dell‘ingovernabile, le passioni che annegano l‘io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se una cosa non può essere pensata neanche inconsciamente, allora non può essere neanche rappresentata. Viene dunque rappresentata dal corpo, scarica sul corpo. E il corpo allora è come se portasse un simbolo. L‘inconscio stesso può rimuovere nell‘inconscio... come se la rappresentazione venisse appena toccata dall‘inconscio e rimossa su livelli ancora più profondi. &lt;br /&gt;Comunque l‘energia slegata deve essere comunque scaricata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rappresentazioni di piacere: MAMMA TU TI SEI DATA A ME? SI‘ E ALLORA IO POSSO ANCHE FARNE A MENO E CERCARTI ALTROVE- NO, E ALLORA IO VOGLIO MAMMA E MI CI FISSO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno può fare a meno di qualcosa se ce l‘ha avuta. Border line: dovrebbe riuscire ad avere tanto per farne anche a meno. Ma il border line più ha più deve avere. Dovrebbe essere aiutato alla rinuncia. Ma prima deve avere il piacere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL NOSTRO LAVORO E‘ DARE PIACERE E RIUSCIRE A RAPPRESENTARSELO QUANDO NON C‘E‘.&lt;br /&gt;CON IL TRANSFERT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La passione subordina l‘io che deve fare qualcosa... ma quell‘io siamo noi perché loro l‘io non ce l‘hanno. &lt;br /&gt;Noi viviamo in un mondo di rappresentazioni. L‘affetto che sta dentro e non ha rappresentazioni è il dramma dei border line. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque le nevrosi attuali non possono rappresentare perché non possono staccarsi dal concreto e non si staccano dal concreto perché non ce l‘hanno avuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi curiamo con affetti che però si incrociamo con rappresentazioni. Solo affetti alleviano il dolore, ma non lo trasformano. Psicoanalisi applicata ad un contesto non psicoanalitico... trasformare il dolore, ma l‘assetto è quello psicoanalitico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FAR SENTIRE IL DOLORE DELL‘ANIMA AL BORDER LINE E‘ IL PRIMO PASSO. Prima di trasformare il dolore bisogna farglielo provare e il dolore è una versione raffinata dell‘angoscia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-7932378925975390807?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/12/aforismi-di-una-supervisione.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-8269597711761238583</guid><pubDate>Fri, 28 Nov 2008 18:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-28T20:06:43.863+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">novità</category><title>Aggiornamenti</title><description>Dunque non c‘è che dire... ultimamente abbiamo lavorato tanto e bene.&lt;br /&gt;I nostri collaboratori delle case famiglia stanno andando avanti con grande passione. Ogni tanto le riunioni si fanno di fuoco! Ma questo fa parte del gioco... poi arriva sempre il preconscio a fare il suo dovere e rimette ogni cosa al suo posto. Sicuramente le frustrazioni stanno sempre lì in agguato e ci aspettano dietro ogni angolo del lavoro. Ma credo che anche questo faccia parte di un percorso di crescita. Professionale? Sicuramente professionale, ma non solo. vedo ognuno di noi lavorare... facendo quel lavoro indispensabile al nostro lavoro, un lavoro sovradeterminato, come un lavoro che ci lavora dentro, un lavoro sul nostro fronte interno.&lt;br /&gt;Per chi è arrivato da minor tempo forse, a volte, la casa famiglia sembra un grande sogno, qualcosa che ha una sua logica, in cui avvengono cose strane... e tutto sommato il mio consiglio è di continuare a passeggiare tranquilli in questo sogno. Anche se il mio augurio comunque rimane quello di svegliarsi ad un certo punto e farselo vivere dentro più e più volte questo sogno, anche arricchendolo di se stessi, facendolo sempre più grande.&lt;br /&gt;Per quei nostri collaboratori che da tanti anni ogni giorno si prendono cura del nostro progetto bisogna solo dire di rimanere sempre col cuore a quei giorni iniziali e portare i loro pensieri sempre più i profondità.&lt;br /&gt;Perché la passione non va mai persa, ma al tempo stesso ci siamo sempre trovati bene perché i nostri occhi si vivono il presente e si immaginano il futuro. E pensando pensando pensando abbiamo sempre fatto un buon lavoro.&lt;br /&gt;Le novità....&lt;br /&gt;Bè, Stefano oggi ha attaccato la luce nel nostro nuovo ufficio (il primo!!!!) nel quale ci sarà la possibilità finalmente di incontrarsi la sera per stare e riflettere insieme.&lt;br /&gt;Nel mese di Dicembre si va, sotto Natale, a Tivoli e il 26 siamo ospiti in un agriturismo di San Gregorio. Chiaramente siete tutti invitati.&lt;br /&gt;Per il nuovo anno stiamo pensando a rafforzare uno dei progetti di compagno adulto che abbiamo a Roma e sarei contento se qualcuno di voi potesse prendersi uno spazietto anche lì.&lt;br /&gt;Altre cose per ora non mi vengono in mente...&lt;br /&gt;Chiaramente sotto Natale ogni iniziativa di ricerca fondi che vi dovesse venire in mente è bene accetta...&lt;br /&gt;Mentre per il resto ci vedremo tutti insieme verso la metà del mese di Dicembre per una cena quasi-natalizia....&lt;br /&gt;Vi abbraccio tutti quanti e vi auguro un buon lavoro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-8269597711761238583?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/11/aggiornamenti.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-3994707029799792402</guid><pubDate>Thu, 30 Oct 2008 13:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-30T14:21:44.626+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">perversione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">adolescenza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casafamiglia</category><title>qui</title><description>&lt;a href="http://casafamiglia.wordpress.com"&gt;questo cane che mi morde il cuore.&lt;/a&gt;&lt;div&gt; qui oggi lascio alcune riflessioni della supervisione... sulla perversione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-3994707029799792402?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/qui.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5575356046709936926</guid><pubDate>Sun, 19 Oct 2008 16:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-19T18:21:41.207+02:00</atom:updated><title>nuova veste</title><description>Abbiamo rifatto il vestito al nostro sito. Qualcosa che richiamasse l’autunno e facesse “CASA”. Vediamo un pò se piace. Vorrei che gli operatori con un loro profilo apparissero tra le pagine. Adesso vediamo un pò cosa intentare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5575356046709936926?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/nuova-veste.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5870173602657419012</guid><pubDate>Fri, 17 Oct 2008 17:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-17T19:45:01.059+02:00</atom:updated><title>Il comitato</title><description>&lt;a href="http://web.mac.com/tommaso.romani/epoché_onlus/reflects.back/Voci/2008/10/17_reflects.back.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; vorrei far leggere i membri del comitato e gli operatori per permetter loro di prendere spunto per una prima serata di riflessione su questo articolo di Winnicott.&lt;div&gt;Se si sposta il contenuto nel nostro setting-casa famiglia, credo ci sia molto da ragionare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5870173602657419012?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/il-comitato.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-1154929467836646520</guid><pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-17T23:15:05.620+01:00</atom:updated><title>il corpo, dagli abstract di catania</title><description>&lt;div&gt;Faccio seguire alcuni appunti presi dagli abstract presentati al convegno di Catania. Purtroppo non ero presente al convegno ma ho potuto usufruire di validi appunti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;“Le condotte a rischio sono modi ambivalenti di lanciare un appello a quelli che stanno vicino, a quelli che contano. esse costituiscono una maniere estrema di costruzione di senso e di valore, testimoniano la resistenza attiva del giovane e i suoi tentativi di rimettersi al mondo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Le Breton&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Funzioni psichiche e rappresentazionali del corpo in adolescenza. Periodo in cui, con il sopraggiungere della pubertà, l’adolescente si confronta con la nuova realtà del corpo sessuato.&lt;br /&gt;Nuove sensazioni che non trovano rappresentazioni fantasmatiche. Questo cammino porta l’adolescente ad appropriarsi di nuovo criteri, nuovi strumenti che regolano le tensioni interne.&lt;br /&gt;“Il corpo in adolescenza è il baluardo che rimarca i confini e il perturbante minaccioso insieme”.&lt;br /&gt;E’ il punto di riferimento costante, ma al tempo stesso il limite stesso. Tutto può collassare sul corpo e trovare lì un ancoraggio alle angosce.&lt;br /&gt;Si può dire che in queste forme di funzionamento “regredienti” si possono intravedere delle modalità transitorie di cui si avvale l’apparato psichico per riorganizzare il campo rappresentazionale. Dunque con una funzione evolutiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carau Fusacchia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pubertà è un crocevia. Un luogo dove si ritrovano le modalità dell’infanzia, che comincia ad essere passato, una futura identità adulta testimoniata dai cambiamenti del corpo, dai contenuti fantasmatici. Il crocevia evoca anche l’edipo. Nella pubertà si rivista questo scenario e anche per questo motivo la pubertà è spesso asse di riferimento per della patologia adolescenziale.&lt;br /&gt;Nel crocevia convergono i nodi irrisolti del passato. Questo implica il concetto di posteriorità come elaborazione, lavoro della memoria e della coscienza che costantemente riprende e ricostruisce il passato per significarlo nel progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carbone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rammentae, ricordare, imembrare forse...&lt;br /&gt;Carbone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il nostro organismo è memoria. E non solo. Siamo memoria e abbiamo memorie.&lt;br /&gt;Tre tipi di memoria negli esseri umani: rammentare, ricordare, rimembrare.&lt;br /&gt;Nel ram-mentare ciò che viene ricordato è un codice digitale che può essere combinato con altri codici digitali in elaborazioni che sono la manifestazione della nostra razionalità.&lt;br /&gt;Nel ri-cordare ciò che viene rievocato è una configurazione emotiva.&lt;br /&gt;Nel ri.membrare ciò che viene rievocato è una sequenza motoria.&lt;br /&gt;Sono memorie lontane dalla consapevolezza molto vicine ad una memoria somatica. Questo però vuole anche dire che se le possibilità di movimento sono ridotte da vincoli acquisiti non sarà possibile rimembrare certi movimenti.&lt;br /&gt;In adolescenza, grazie alla tempesta ormonale, vengono riprogrammati alcuni schemi motori. I legami articolari sono più elastici, ed è dunque possibile tale riprogrammazione anche delle memorie articolari profonde.&lt;br /&gt;E’ molto interessante riflettere sul come una cura fondata sulla parola rimetta in moto anche questo tipo di memoria. Il nostro linguaggio infatti per quanto arbitrario e espressione di una codifica digitale è anche incarnato in una voce.&lt;br /&gt;Il linguaggio verbale e quello del corpo di fondano su due logiche differenti: il linguaggio verbale è portato di significati, si fonda sul codice digitale ed è discontinuo perché è arbitrario, quello del corpo si fonda sul gesto, è portatore di senso, e si colloca su un piano analogico e della continuità.&lt;br /&gt;Il linguaggio, seppure è uno strumento molto potente nell’evoluzione dell’essere umano, “tradisce” quel senso che solo il corpo sembra portare. c’è sempre la possibilità di questo scarto, che il linguaggio, la parola, possa male interpretare, diacronia fra il senso e il significato, fra il corpo e la mente.&lt;br /&gt;Ma rimane pur sempre la parola l’unico luogo possibile di una sicronia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-1154929467836646520?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/il-corpo-dagli-abstract-di-catania.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-7376641908045333561</guid><pubDate>Sun, 05 Oct 2008 13:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-05T15:52:18.372+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casa famiglia per adolescenti difficili e condizioni limite</category><title>epocheonlus.org</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SOjFC47NMfI/AAAAAAAABDM/yBBE2YYlbww/s1600-h/droppedImage.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SOjFC47NMfI/AAAAAAAABDM/yBBE2YYlbww/s400/droppedImage.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253665618758808050" /&gt;&lt;/a&gt;Comunichiamo che finalmente abbiamo sulla rete un nostro proprio dominio. Il sito delle due case famiglia e del progetto di compagno adulto, del giornale di Lorenzo e del gruppo di lavoro di Epoché si trovano su &lt;a href="http://epocheonlus.org"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;http://epocheonlus.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;...&lt;div&gt;Speriamo abbia il successo che merita vista la dedizione che ci abbiamo messa!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-7376641908045333561?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/epocheonlusorg.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SOjFC47NMfI/AAAAAAAABDM/yBBE2YYlbww/s72-c/droppedImage.png" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5382357045125727691</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2008 22:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-01T00:15:14.342+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giornale</category><title>numero zero</title><description>&lt;a href="http://web.me.com/tommaso.romani/giornale_di_lorenzo/Benvenuto.html"&gt;Il Giornale di Lorenzo!&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eccolo finalmente vedere la luce della sera! Il numero zero del giornale della casa famiglia!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Seguiranno numerosi commenti. Per ora vi lascio il segno per fruirne il più allegramente possibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5382357045125727691?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/10/numero-zero.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-2724209836168464883</guid><pubDate>Fri, 12 Sep 2008 13:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-12T15:37:28.317+02:00</atom:updated><title /><description>Riprendo queste righe che mi sono sembrate interessanti sui ROM... sull'idea che noi abbiamo di loro e sulla loro storia:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 13px; "&gt;Nella società contadina avevano un loro ruolo: allevavano e vendevano cavalli, aggiustavano le pentole, lavoravano i metalli, suonavano alle fiere, facevano i burattinai. I ROM, 30 anni fa, non finivano mai in carcere. Ora le esigenze della società sono aumentate e le loro possibilità sono diminuite. I SINTI vendono articoli di merceria porta a porta; i ROM karakhanè sono artigiani del rame e leggono la mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 13px;"&gt;Riprese da &lt;a href="http://www.homolaicus.com/storia/contemporanea/zingari/ZINGARI.htm"&gt;QUI&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-2724209836168464883?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/09/riprendo-queste-righe-che-mi-sono.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-2613302690287236047</guid><pubDate>Fri, 12 Sep 2008 13:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-12T15:32:52.672+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">zingari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">setting</category><title>ROM</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SMpuQwRgSbI/AAAAAAAAA9U/k5cAPc-Sg64/s1600-h/07rom_01.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SMpuQwRgSbI/AAAAAAAAA9U/k5cAPc-Sg64/s400/07rom_01.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245125950141647282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tommasoromani.wordpress.com/2008/09/12/erdelezi/"&gt;Qui&lt;/a&gt; ho scritto le mie prime impressioni di  una mezz'ora passata un un campo di nomadi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-2613302690287236047?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/09/zingari.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SMpuQwRgSbI/AAAAAAAAA9U/k5cAPc-Sg64/s72-c/07rom_01.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5922371881337335089</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2008 07:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-02T09:44:26.981+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">setting</category><title>casi limite: dove parla il discorso latente?</title><description>Il setting (psicanalitico classico) è l'habitat naturale della nevrosi di tranfert (GREEN)... dove i casi limite?&lt;div&gt;Chiaramente se per limite si intende limite dell'analizzabilità. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come fa la parola a rimanere liberatrice anche nelle relazioni più difficili?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5922371881337335089?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/09/casi-limite.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-6859998176848010854</guid><pubDate>Sun, 31 Aug 2008 13:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-31T16:54:10.634+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">setting</category><title>il gruppo e il piacere</title><description>Alla fine dal campeggio siamo tornati, Francesca ed io perlomeno... i ragazzi sono ancora lì con gli altri di noi che facevano due settimane.&lt;div&gt;Che dire?!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi primi sette giorni sono andati bene... non ci siamo limitati a far vacanza... e quando mai! Possiamo dire d'avere anche molto lavorato con i nostri ragazzi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' sempre così in qualche modo. C'erano i gruppi delle due strutture insieme e questo stare insieme ha funzionato... ma solo lavorando sulle modalità e sui riferimenti teorici di ognuno di noi. Le strutture hanno regole simili, ma se due cose fossero proprio la stessa cosa non sarebbero due. Fortunatamente ci sono state diversità. Credo che vedere i grandi legare fra loro (c'è da dire che noi siamo anche tutti amici) fa bene ai ragazzi. I momenti più critici sono stati infatti proprio quelli in cui noi non eravamo d'accordo e magari c'è voluto quella mezz'oretta di riflessioni e discussioni in comune per sbloccare una situazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi credo siano momenti molto importanti, nei quali i ragazzi non solo acquisiscono un metodo, chiamiamolo democratico, di decisione, ma il gruppo lavora facendo da modello alla nascita di un altro psichismo dei ragazzi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi spiego meglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'adolescente al limite funziona come un gruppo che non comunica. Diciamo semplificando che la parte che sa le cose non parla con la parte che vuole, che desidera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una volta uno mi ha detto che i ragazzi da noi si curano stando con noi... e non sapeva quanto avesse ragione... perché la capacità di creare legame/legami, di legare le pulsioni, è una capacità dell'io di poter rappresentare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questo pure sono stati importanti tutti i discorsi fatti con tutti loro a cena, a colazione, mentre si preparavano per andare in piscina o al mare... la vicinanza nei momenti di sofferenza, che non va mai in vacanza, la nostalgia silenziosa per qualcuno che non c'è più, i momenti in cui il mondo proprio non lo si capisce e sembra di avere una testa vuota e che fa male...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sempre ci si deve parlare con i ragazzi, sempre si cercano rappresentazioni per loro di ciò che si agita dentro. Altrimenti ci sarebbero solo mute azioni senza l'altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo diciamo durante l'anno agli operatori che arrivano che quando non c'è pensiero i ragazzi mettono in scena, drammatizzano i vissuti del gruppo. In campeggio, in un setting mobilissimo, questo è stato vero costantemente.. ma pensato, discusso, detto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un altro piano su cui ci siamo tutti confrontati è stato quello del piacere. La vacanza è un piacere, la scoperta di piaceri nuovi, così che la società organizza questi luoghi di villeggiatura come motori del desiderio. Cosa vuole dire avere una decina di macchine del desiderio in piena adolescenza messe nell'ingranaggio di un motore del desiderio?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vuol dire addio al piacere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I nostri ragazzi quando stanno male... e molti di loro soffrono nella loro mente, non provano piacere. Hanno grossi desideri irrevocabili, definitivi sempre e mai, strazianti, in una folle e cieca corsa. Ma non provano piacere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Potrebbe essere la regola, il padre, il nome del padre, chiamiamolo come volete, io direi l'astensione, a far scivolare dolcemente un desiderio in un piacere. Il piacere è quando mi riesco a rappresentare qualcosa che voglio, a differenziarmi dalla realtà che lo possiede e che mi impedisce un'immediata soddisfazione, a rappresentare questa soddisfazione in cui nasce anche il tempo futuro, il progetto... e poi, solo poi... il poi del piacere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il piacere è nell'astensione insomma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I nostri ragazzi, se lasciati a se stessi, al loro dramma, non si astengono. Godono nell'immediato senza neanche troppo godimento. Scivolano stando in bilico a progetti sempre incerti di realizzazione e muoiono dentro se qualcosa non c'è subito per loro. Ottenuta la cosa, senza soddisfazione ricadono nel meccanismo impellente delle loro pulsioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Portarli a gustare una cena tutti insieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;far pensare loro quanto domani sarà bella quella passeggiata al mare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Interrompere un gioco la sera per trovarlo il giorno dopo... cullarselo poco prima di andare a dormire per portarlo con sé nei sogni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo sono stati questi sette giorni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma forse il momento più bello è stata un'ora di grazia in un primo pomeriggio dopo pranzo, il tavolo ancora apparecchiato, sotto l'ombra della pineta. Qualche ragazzo si era fermato a parlare con noi, aspettando di scendere in piscina per il bagno...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Noi abbiamo iniziato a parlare di libri e chiedendomi cosa leggevo ho iniziato a leggere a tutti quanti &lt;a href="http://www.italialibri.net/opere/vitaviolenta.html"&gt;Pasolini&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' stato molto emozionante per me.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-6859998176848010854?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/il-gruppo-e-il-piacere.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-3106845965418770438</guid><pubDate>Fri, 22 Aug 2008 23:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-23T01:40:17.686+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">setting</category><title>camping</title><description>Domani mattina si parte per il campeggio. Siamo tutti molto felici. io particolarmente stanco debbo ancora fare le valigie. Ho scritto finora di una &lt;a href="http://tommasoromani.wordpress.com/"&gt;cena&lt;/a&gt; fatta con E. e T.&lt;div&gt;Sto aspettando qualcosa, o per lo meno questa è la sensazione... Vivere con tutto il gruppo per diversi giorni... altro che fine del divano o modifiche del setting.... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-3106845965418770438?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/camping.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-8180243905713494732</guid><pubDate>Wed, 20 Aug 2008 23:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-21T01:46:50.338+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cura</category><title>ultime riflessioni</title><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 13px; line-height: 18px; "&gt;ciò che una comunità non deve essere.&lt;div style="margin-top: auto; margin-right: auto; margin-bottom: auto; margin-left: auto; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; "&gt;un luogo per la repressione per chi ha pensieri diversi. luogo chiuso. cure sanitarie. assetto gerarchico. isolamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: auto; margin-right: auto; margin-bottom: auto; margin-left: auto; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; "&gt;ciò che una comunità deve essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: auto; margin-right: auto; margin-bottom: auto; margin-left: auto; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; "&gt;sistema aperto. luogo di trasformazione ad assetto gruppale. organizzazione democratica. reinserimento sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: auto; margin-right: auto; margin-bottom: auto; margin-left: auto; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-top: auto; margin-right: auto; margin-bottom: auto; margin-left: auto; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-bottom: 0pt; padding-left: 0pt; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; "&gt;l'aggressività nel neonato si manifesta nella quantità di opposizioni che gli si presentano.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-8180243905713494732?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/ultime-riflessioni.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-8365090065239102759</guid><pubDate>Wed, 20 Aug 2008 23:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-21T01:36:18.743+02:00</atom:updated><title /><description>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-8365090065239102759?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/blog-post.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-2136073247423404052</guid><pubDate>Wed, 20 Aug 2008 18:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-20T20:45:41.427+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cura</category><title>il pranzo</title><description>Alla fine il pranzo è andato ed è pure andato bene. G. e A. sono arrivati presto e hanno passato tutto il giorno qui con noi e con i ragazzi. La loro presenza è tranquilla e discreta... legano bene con tutti quanti... e questo credo sia importante... la sensazione di stare in un gruppo che lega... gruppi potenzialmente sempre più grandi... perché la mente di un adolescente difficile funziona come un gruppo che non lega, come ci dice sempre Tito.&lt;div&gt;E loro stanno con noi e si curano - non serve tanto altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bisognava vederli, tutti a tavola per cinque ore seduti a parlare tutti insieme. Prima uno poi un altro, a prendere la scena, a stare tranquilli quando i grandi parlano... poi a giocare in giardino, contenti pure se con la coda dell'occhio s'accorgono che li guardi!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E la rappresentazione di un gruppo che comunica è già parte di un prendersi cura di una mente che soffre... una grossa parte direi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-2136073247423404052?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/il-pranzo.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-2199214401576721587</guid><pubDate>Tue, 19 Aug 2008 21:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-19T23:46:21.975+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">affetti</category><title>se stasera sono qui</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SKs5WN3Td8I/AAAAAAAAAbE/lKZ72-OYRTk/s1600-h/DSC01287.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SKs5WN3Td8I/AAAAAAAAAbE/lKZ72-OYRTk/s320/DSC01287.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236342045589862338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal caldo stasera sono uscito a farmi due passi. Ero a casa da solo e pensavo al pranzo di domani. Vengono in struttura G. e A.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Lorenzo ha qualcosa di accogliente che tranquillizza l'animo in ogni angolo di strada. Mi piace la mattina, quando le signore vanno al mercato... ma la sera è bellissima se la immagini in bianco e nero. Sarà cambiata, non sarà più quel quartiere popolare che era... ma è sempre bellissimo. E poi stare a lamentarsi perché una cosa cambia è stupido.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che voglia di cambiare che c'è in me... cantava Battiato!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E subito sono al punto. Questa grande voglia di cambiare che mi ha spinto a pensare le due strutture insieme in un'unica grande struttura a Tivoli. Ad Oriolo lascerei tanti affetti... ma non è solo la nostalgia... forse sono stato un pò impulsivo. Adeso, da quando il comune di Roma ha ripreso a pagare, le cose vanno decisamente meglio. Questo periodo di difficoltà ci ha uniti tutti quanti. Alcuni è vero non ce l'hanno fatta. Ma abbiamo guadagnato un legame... quello fra di noi. Il legame, sappiamo... perché è il nostro modo stesso di lavorare... è la meta di ogni pulsione, quando si fa rappresentazione e affetto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E rieccoci agli affetti. Andare a Tivoli è un altro affetto, un legame che si è stabilito con alcune persone, che sta crescendo piano piano, ma è sempre forte. In un legame uno c'ha pure paura di perdere qualcosa... non stai tanto a pensare a cosa verrà ad arricchire un'esperienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché allora sono tanto titubante?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse il timore di sentirmi troppo legato... di legarci tutti troppo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo un pò come andrà il pranzo di domani... anche se questa sarà la strada e noi continueremo a concentrarci sempre di più sul nostro più profondo legame... i nostri affetti!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-2199214401576721587?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/08/se-stasera-sono-qui.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_16nuiJV494Y/SKs5WN3Td8I/AAAAAAAAAbE/lKZ72-OYRTk/s72-c/DSC01287.JPG" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-244922278021949002</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2008 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-28T18:49:06.725+02:00</atom:updated><title>diario</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;oggi. 28 IV&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Sto guardando S. che taglia l'erba. Dio sa cosa gli si agita dentro. lui mettendo in ordine il giardino decide sulla casa... su qual'è alla fine la casa. Quella in cui puoi stare sicuro, in cui le cose, quando accadono, non fanno paura, ché c'è una mente che le pensa, che può mettere un argine a tutte le emozioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;S. passa con la sua macchina tagliaerba e lascia mucchietti regolari sul terreno ordinato. Se c'è un dosso spinge con le braccia e serio cerca di trovare il modo per far scavallare quell'attrezzo tagliaerba.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Qui il sole riscalda appena, obliquo, sembra portar pace. C. sul dondolo e D. nell'ufficio a studiare... come fanno i grandi. M.... dov'è M...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;M. è andato a comprare la cipolla...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Stasera pasta e patate per tutti!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Ed io... avrei voglia di farmi una passeggiata... di fumare una sigaretta... ma non riesco a staccare gli occhi dallo spettacolo di questa fine giornata. Mi manca una persona qui accanto, e non vedo l'ora di vederla. Ma questi ragazzi... dio come sono coraggiosi!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-244922278021949002?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/04/diario.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-3956418507795858052.post-5165779276758279658</guid><pubDate>Sun, 27 Apr 2008 12:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-27T14:15:15.867+02:00</atom:updated><title /><description>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(102, 102, 102); font-family: Verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;La casa famiglia Epoché nasce nel 2003 come primo progetto di casa famiglia dell'allora associazione Epoché.&lt;br /&gt;Nella fase di progettazione molto importanti sono la collaborazione con il comune di Oriolo e la provincia di Viterbo.&lt;br /&gt;Per la vicinanza con Roma chiaramente negli anni la struttura è stata destinata soprattutto ai ragazzi della capitale, senza disdegnare però alcune collaborazioni con i comuni limitrofi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equipe ha collaborato soprattutto con la giustizia minorile, formandosi con quei ragazzi di strada che commettendo reati attraversano il percorso delle misure alternative alla detenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso la posizione della struttura, lontana dalle dinamiche della città, e un gruppo di lavoro molto preparato ci hanno permesso di specializzarci sempre di più con quei ragazzi che incontrano il penale come richiesta proveniente da un profondo malessere, spesso espresso anche come disturbo di personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La struttura è organizzata con un modello famigliare, o meglio pensando i ruoli famigliari come funzioni e il campo relazionale come compo proprio di lavoro in cui sono posti operatori e ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non crediamo al modello affidatario che metterebbe la struttura in competizione con la famiglia di origine, e lì dove possibile cerchiamo di lavorare anche con il gruppo di origine del ragazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contattare la struttura.&lt;br /&gt;tel/fax 06 99838762&lt;/span&gt;&lt;a href="http://epocheonlus.myblog.it/media/00/01/a2c1910d6d48874ebd62d0d08c390583.doc" id="media-99123" style="text-decoration: none; color: rgb(51, 102, 204); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;curriculumepochè.doc&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3956418507795858052-5165779276758279658?l=adolescenzamancata.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://adolescenzamancata.blogspot.com/2008/04/la-casa-famiglia-epoch-nasce-nel-2003.html</link><author>tommaso.romani@mac.com (epoché onlus)</author></item></channel></rss>
