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	<title>Esteri Blog</title>
	
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	<description>Notizie dal mondo</description>
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		<title>Un mese di prigionia: lettere e speranze dei minatori cileni</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<category><![CDATA[miniera]]></category>

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		<description><![CDATA[Cile: proseguono le operazioni di scavo per riportare in superficie i 33 minatori che da un mese sono costretti a vivere a 700 metri di profondità, in seguito al crollo della miniera in cui stavano lavorando. Le loro condizioni fisiche continuano a migliorare grazie al cibo, all’acqua e ai medicinali inviati attraverso il piccolo tunnel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cile</strong>: proseguono le operazioni di scavo per riportare in superficie i<strong> 33 minatori</strong> che da un mese sono costretti a vivere a 700 metri di profondità, in seguito al crollo della miniera in cui stavano lavorando. Le loro <strong>condizioni fisiche continuano a migliorare</strong> grazie al cibo, all’acqua e ai medicinali inviati attraverso il piccolo tunnel di emergenza scavato dai soccorsi. È stato possibile anche inviare loro magliette pulite, scarpe di gomma per proteggersi dal fango, torce e delle leggere brandine smontate, da riassemblare una volta ricevute.</p>
<p><span id="more-908"></span></p>
<p>Vicino all’ingresso della miniera, da qualche giorno è stato improvvisato un <strong>piccolo ufficio postale</strong> che permette a minatori e famiglie di <strong>scambiarsi lettere e piccoli doni</strong>. Un appiglio fondamentale per i prigionieri, chiusi nell’oscurità di una prigione umida e aspra: alcuni scrivono anche quattro o cinque lettere al giorno, indirizzandole a mogli, figli, nipoti. Con la loro grafia incerta e tremante di chi è costretto a scrivere al buio o quasi, i minatori sanno bene che quei foglietti stropicciati sono l’unico strumento di comunicazione quotidiana con l’esterno. Ed è qui, nelle righe indirizzate ai loro cari, che si lasciano andare al racconto sincero e straziante delle durissime condizioni di vita:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non ti dirò bugie, qua sotto stiamo malissimo, è pieno d&#8217;acqua, sopra di noi la montagna si muove e se ci fosse un altro crollo non avremmo molto spazio dove scappare. Cerco di essere forte ma non è facile&#8221;.</p></blockquote>
<p>Pur di non allontanarsi dalla miniera, buona parte delle famiglie ha preferito allestire delle <strong>tende</strong> nelle vicinanze e osservare da vicino i lavori di soccorso. Tutt’intorno è un brulicare di <strong>scritte sulle rocce, striscioni e altarini improvvisati</strong> <strong>con fotografie e messaggi</strong> <strong>di solidarietà</strong>, ricolmi di fiduciosa attesa.</p>
<p>I lavori per riportare a casa i 33 uomini sono avviati da giorni: alle due trivelle già in funzione, se ne aggiungerà presto una terza ancora più veloce. A scopo cautelativo, per ora il governo cileno continua a parlare di quattro mesi di lavoro, ma secondo alcuni esperti le operazioni di scavo di un nuovo tunnel <strong>potrebbero richiedere molto meno tempo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Secondo gli <strong>esperti NASA</strong> inviati sul luogo, è importante che i minatori, nei prossimi giorni, inizino a fare <strong>esercizio fisico e ad assumere integratori di vitamine</strong>, in particolare di vitamina D, per compensare le carenze alimentari e il lungo periodo senza esposizione alla luce solare. Al Holland, lo psicologo dell’ente spaziale, sottolinea la necessità che mantengano una certa regolarità degli orari per simulare il <strong>normale ciclo sonno – veglia</strong>, indispensabile per non far diminuire la loro capacità di concentrazione. Fattore non da poco, considerato che i minatori potrebbero restare intrappolati ancora per settimane.</p>

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		<title>Berlino “bombardata” di poesie</title>
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		<comments>http://www.esteriblog.it/2010/09/04/berlino-bombardata-di-poesie/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 17:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[bombardamento]]></category>
		<category><![CDATA[Los Casagrandes]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[I berlinesi guardano il cielo, un elicottero passa sopra di loro e qualcosa inizia a cadere. Tanti fogli di carta scendono come in una nevicata, ma non sono fogli qualsiasi. Si tratta di poesie, 100.000 in tutto, cadute lentamente dall&#8217;alto per depositarsi su Lustgarten, piazza verde che  si trova nel cuore della capitale tedesca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>berlinesi </strong>guardano il cielo, un elicottero passa sopra di loro e qualcosa inizia a cadere. Tanti fogli di carta scendono come in una nevicata, ma non sono fogli qualsiasi. Si tratta di <strong>poesie</strong>, 100.000 in tutto, cadute lentamente dall&#8217;alto per depositarsi su <strong>Lustgarten</strong>, piazza verde che  si trova nel cuore della capitale tedesca. Il tutto per la gioia di una folla curiosa ed entusiasta. E&#8217; accaduto sabato 28 agosto, durante la <em>Lange Nacht der Museen</em> (Lunga Notte dei Musei). Alla manifestazione hanno contribuito ottanta poeti tedeschi e cileni.</p>
<p><span id="more-902"></span></p>
<p>L&#8217;iniziativa è del  collettivo cileno<strong> Los Casagrandes</strong>, un originale gruppo di artisti che dal 2001 porta avanti il progetto &#8220;<em>Rain Poetry</em>&#8221; con  l’obiettivo di rendere la poesia più accessibile al grande pubblico, concentrandosi sulle città che nel secolo scorso sono state vittima di bombardamenti aerei. L&#8217;idea alla base dell’operazione è la seguente:</p>
<blockquote><p>&#8220;Dal momento che i  bombardamenti durante la guerra erano destinati a rompere l’equilibrio  psichico degli abitanti di una città, il bombardamento poetico  costruisce una città nuova, dando nuovo significato agli eventi di un  passato tragico con altre energie”.</p></blockquote>
<p>Dal 2001, l&#8217;iniziativa si è già svolta a  Santiago del Cile, Dubrovnik, Guernica e Varsavia.</p>
<p>Per vedere il filmato di Berlino, vi suggerisco il seguente <a href="http://www.esteriblog.it/esterno/tv.repubblica.it/copertina/berlino-bombardata-ma-di-poesie/52589?video">link</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Bk-6ZdmhXgdzz3LE4dwpQGZAxus/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Bk-6ZdmhXgdzz3LE4dwpQGZAxus/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Ryanair: per tagliare i costi si vola senza co-pilota, saranno le hostess a tenere i comandi dell’aereo</title>
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		<comments>http://www.esteriblog.it/2010/09/04/ryanair-per-tagliare-i-costi-si-vola-senza-co-pilota-saranno-le-hostess-a-tenere-i-comandi-dellaereo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Michael O'Leary]]></category>
		<category><![CDATA[Ryanair]]></category>
		<category><![CDATA[taglio dei costi]]></category>

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		<description><![CDATA[Michal O&#8217;Leary, l&#8217;amministratore delegato di Ryanair, suscita nuove polemiche con l&#8217;ennesima trovata. Dopo l&#8217;idea di predisporre un settore dell&#8217;aereo per far volare in piedi i passeggeri e, ancora, dopo aver proposto un pagamento suppletivo per utilizzare la toilette di bordo, la novità di oggi supera ogni limite. Nell&#8217;incessante tentativo di tagliare il minimo i costi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Michal O&#8217;Leary, l&#8217;amministratore delegato di Ryanair,</strong> suscita nuove polemiche con l&#8217;ennesima trovata. Dopo l&#8217;idea di predisporre un settore dell&#8217;aereo per far volare in piedi i passeggeri e, ancora, dopo aver proposto un pagamento suppletivo per utilizzare la toilette di bordo, la novità di oggi supera ogni limite. Nell&#8217;incessante tentativo di <strong>tagliare il minimo i costi</strong>, la compagnia low cost irlandese sta pensando di far volare gli aerei con <strong>un solo pilota</strong>. Ed in caso di emergenza, ad esempio se quell&#8217;unico pilota fosse colto da  malore, la soluzione è più che semplice: <strong>addestrare le hostess di bordo</strong> a  prendere in mano i comandi e lasciare che siano loro a far atterrare il velivolo.<span id="more-895"></span></p>
<blockquote><p>&#8220;Perché mai ogni aereo deve avere due piloti <a rel="nofollow" href="http://www.esteriblog.it/esterno/www.businessweek.com/magazine/content/10_37/b4194058006755.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline"><em></em></span></a>quando in realtà ne basta uno solo? Facciamo fuori il co-pilota e lasciamo che sia il computer di bordo a volare&#8221;.</p></blockquote>
<p>Il manager, già noto per le sue bizzarre trovate, stavolta le batte proprio tutte. Il pilota di lungo corso, Patrick Smith, ritiene che sia un&#8217;idea assurda che non fa che &#8220;fomentare l’equivoco secondo il quale, in realtà, gli aerei si pilotino più o meno da soli&#8221;. Il segretario generale della <strong>British Airline Pilot&#8217;s Association</strong>, Jim McAuslan, lo ha definito un &#8220;suggerimento imprudente  e pericoloso&#8221; e aggiunge:</p>
<blockquote><p>&#8220;C&#8217;è un limite al suo desiderio di farsi pubblicità?&#8221;</p></blockquote>
<p>Anche la fondatrice dell&#8217;associazione per la tutela dei viaggiatori<em> </em><strong>FlyersRights.org</strong>, Kate Hanni, mostra il suo disappunto senza troppi giri di parole:</p>
<blockquote><p>&#8220;O&#8217;Leary insulta la dignità dei passeggeri ogni volta che apre bocca&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ma lui, O&#8217;Leary, non si ferma qui e &#8211; in previsione del futuro &#8211; stà già valutando la possibilità di abolire il sistema di ritiro bagagli, così che un giorno saranno gli stessi viaggiatori a depositare valigie e borsoni nella stiva dell&#8217;aereo. E se a noi può sembrare che il signor Ryanair si sia fatto prendere un pò la mano, lui non si pone affatto il problema:</p>
<blockquote><p>&#8220;Adesso qualcuno può trovare le mie idee ridicole, ma questo sarà il modo in cui opereranno in futuro le compagnie  aeree. Del resto, eravamo partiti come una piccola compagnia irlandese e  ora tutto il mondo guarda cosa facciamo&#8221;.</p></blockquote>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GGby_qiOzJxz6BNEA-Kx_FelArE/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/GGby_qiOzJxz6BNEA-Kx_FelArE/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Il figlio di Sakineh: “mia madre potrebbe essere lapidata domani”</title>
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		<comments>http://www.esteriblog.it/2010/09/04/il-figlio-di-sakineh-mia-madre-potrebbe-essere-lapidata-domani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[lapidazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sakineh Mohammadi-Ashtiani]]></category>

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		<description><![CDATA[La procedura giudiziaria di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per l&#8217;accusa di adulterio e complicità nell&#8217;omicidio del marito, è ancora in corso. Questo è ciò che afferma il ministero degli esteri dell&#8217;Iran, ma il figlio ventiduenne della donna, Sajiad, teme che le frange integraliste del regime possano dare una brusca accelerazione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La procedura giudiziaria di <strong>Sakineh Mohammadi-Ashtiani</strong>, la donna iraniana condannata alla <strong>lapidazione </strong>per l&#8217;accusa di adulterio e complicità nell&#8217;omicidio del marito, è ancora in corso. Questo è ciò che afferma il ministero degli esteri dell&#8217;Iran, ma il figlio ventiduenne della donna, <strong>Sajiad</strong>, teme che le frange integraliste del regime possano dare una brusca accelerazione al processo. Il rischio è che la sua <strong>condanna venga eseguita molto presto, forse domani stesso. </strong></p>
<p><span id="more-885"></span></p>
<p>Dopo <strong>Francia </strong>e <strong>Italia</strong>, che con <em>Libération, La Règle du Jeu, Elle</em> e <em>Repubblica </em>hanno già raccolto centomila firme, anche la <strong>Spagna </strong>si unisce alla massiccia <strong>mobilitazione internazionale </strong>per salvare la vita della donna, rinchiusa in carcere da quattro anni. Uno sforzo di cui ancora non si conoscono le percentuali di successo ma che, agli occhi di Sajiad, è l&#8217;unico motivo per cui la madre è ancora viva. Grato per l&#8217;adesione mondiale al caso umanitario della donna, il ragazzo ammette che la fiducia nelle autorità è poca:</p>
<blockquote><p><em></em>&#8220;Sono capaci di tutto, anche di ucciderla senza dirci niente&#8221;.</p></blockquote>
<p>Le preoccupazioni aumentano anche perchè da giorni la donna non ha avuto la possibilità di parlare con qualcuno. Il suo nuovo avvocato è stato vittima di un misterioso furto, mentre Mohammad Mostafae, l&#8217;uomo che dal 2007 aveva difeso la donna iraniana, è  stato costretto all&#8217;esilio in Norvegia.</p>
<p>La Francia, prima fra le altre nazioni a fare pressioni sull&#8217;Iran, ha chiesto all&#8217;Unione Europea nuove sanzioni. Anche <strong>Carla Bruni</strong> ha voluto dare il suo contributo scrivendo una lettera alla detenuta: &#8220;Nel fondo della tua cella, sappi che mio marito sosterrà instancabilmente la tua causa, e che la Francia non ti abbandonerà&#8221;, ha scritto la prèmiere dame. Per queste parole, Carla Bruni ha ricevuto insulti e minacce di morte dall&#8217;Iran: non si contano i messaggi di solidarietà pervenuti all&#8217;Eliseo.</p>

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		<title>Dubai: cade aereo cargo della Ups. Morti i due piloti</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 18:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aereo]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dubai: un Boeing 747-400 cargo della United Parcel Service (Ups) è precipitato su un autostrada a Dubai, a 20 km dall’aeroporto, provocando un incendio. Secondo quanto riferito da testimoni citati da al Jazeera, l&#8217;aereo era già in fiamme prima di schiantarsi in un&#8217;area disabitata. Morti sul colpo i due piloti, ma pare che l’incidente abbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dubai</strong>: un <strong>Boeing 747-400 cargo </strong>della <strong>United Parcel Service</strong> (Ups) è precipitato su un autostrada a Dubai, a 20 km dall’aeroporto, provocando un <strong>incendio</strong>. Secondo quanto riferito da testimoni citati da <em>al Jazeera</em>, l&#8217;aereo era già in fiamme prima di schiantarsi in un&#8217;area disabitata. <strong>Morti sul colpo i due piloti</strong>, ma pare che l’incidente abbia causato <strong>vittime </strong>anche <strong>a terra</strong>.</p>

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		<title>A creare l’universo non fu Dio: lo dice Stephen Hawking</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[creazione universo]]></category>
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		<category><![CDATA[Stephen Hawking]]></category>
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		<description><![CDATA[Londra: Stephen Hawking, matematico e astrofisico di fama mondiale, considerato da molti l’erede di Newton, sfida le religioni e sostiene che l’universo può essersi creato da sé, dal nulla, senza un intervento divino originario. Nel suo best seller del 1988, “Dal Big Bang ai buchi neri”, lo studioso aveva già tentato di spiegare cosa accadde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Londra: <strong>Stephen Hawking</strong>, matematico e <strong>astrofisico </strong>di fama mondiale, considerato da molti l’erede di Newton, sfida le religioni e sostiene che <strong>l’universo può essersi creato da sé</strong>, dal nulla, senza un intervento divino originario. Nel suo best seller del 1988, “Dal Big Bang ai buchi neri”, lo studioso aveva già tentato di spiegare cosa accadde prima della fatidica esplosione generatrice, concludendo il libro con un ragionamento che i più avevano interpretato come la possibile conciliazione tra una spiegazione divina e una scientifica sulle origini dell’universo. Un fraintendimento spiegato oggi dallo stesso autore, che non ha mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili:<span id="more-871"></span></p>
<blockquote><p>“C&#8217;è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull&#8217;autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. […] E la scienza vincerà perché funziona”.</p></blockquote>
<p>L’obiettivo ultimo di Hawking rimaneva quello di elaborare una “teoria del tutto” sufficientemente completa da essere comprensibile a tutti gli uomini nei suoi principi generali. Teoria sempre più vicina alla sua elaborazione grazie all’ultima opera dello scienziato, <strong>“The Grand Design”</strong>. È qui che Hawking fa un passo in avanti verso una visione cosmologica completamente priva di spiragli fideistici. Ai quesiti che la scienza mondiale si pone, tra cui “perché l’universo si da tanta pena di esistere?&#8221; o &#8220;qual è la sua natura?”, lui risponde spiegando <strong>il Big Bang come una “conseguenza inevitabile delle leggi della fisica”</strong>. Scrive Hawking:</p>
<blockquote><p>“Poiché esiste una legge come la gravità, l&#8217;universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c&#8217;è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l&#8217;universo, per cui esistiamo noi”.</p></blockquote>
<p>Inutile dirlo, se da un lato gli atei accolgono la pubblicazione come una vittoria della ragione sulla fede, le polemiche sul libro si sono già fatte sentire soprattutto per l’imminente visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che presumibilmente non farà la fila in libreria per acquistarne una copia.</p>

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		<title>Golfo del Messico: esplode un’altra piattaforma petrolifera</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Golfo del Messico]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>

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		<description><![CDATA[Golfo del Messico: ieri, al largo della costa della Lousiana, è esplosa un’altra piattaforma petrolifera. Ci sono volute alcune ore per spegnere le fiamme scaturite dall’esplosione, forse dovuta a una perdita di gas. &#8220;Non si tratta di una piattaforma che trivellava in profondità&#8221;, ha riferito il portavoce Robert Gibbs nella prima dichiarazione della Casa Bianca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Golfo del Messico</strong>: ieri, al largo della costa della <strong>Lousiana</strong>, è <strong>esplosa</strong> un’altra <strong>piattaforma</strong> <strong>petrolifera</strong>. Ci sono volute alcune ore per spegnere le fiamme scaturite dall’esplosione, forse dovuta a una perdita di gas. &#8220;Non si tratta di una piattaforma che trivellava in profondità&#8221;, ha riferito il portavoce Robert Gibbs nella prima dichiarazione della Casa Bianca. Al momento si contano un ferito e 13 persone recuperate in acqua: dopo le voci contraddittorie delle prime ore, l’incidente <strong>non</strong> <strong>ha</strong> fortunatamente <strong>provocato</strong> <strong>perdite</strong> <strong>di</strong> <strong>greggio</strong>. Un bilancio tutto sommato positivo se si ripensa al caso della British Petroleum, tristemente noto nel mondo come la più grave tragedia ambientale d’America, una delle peggiori in assoluto nella storia dell’uomo. Ci vorranno diversi anni perché la zona si risollevi dal dramma di quel 20 aprile, in cui persero la vita 11 persone. A <strong>quasi cinque mesi</strong> da allora, l’ennesimo episodio di ieri getta nuove ombre sulla gestione degli impianti, rivelando una <strong>fragilità</strong> che forse nessuno immaginava.</p>
<p><span id="more-866"></span></p>
<p>Giusto domenica scorsa, Barack Obama si è recato nella zona per celebrare i cinque anni dalla tragedia di Katrina e assicurare alla popolazione che non si sarebbero più verificate situazioni vergognose come l’esplosione nel Golfo. Chissà che <strong>imbarazzo</strong> dopo il clamoroso incidente di ieri.</p>

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		<title>I 101 posti che i turisti dovrebbero evitare</title>
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		<comments>http://www.esteriblog.it/2010/09/02/i-101-posti-che-i-turisti-dovrebbero-evitare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Catherine Price]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse in pochi la conosceranno di nome, ma la scrittrice freelance Catherine Price ama viaggiare e, attraverso il suo blog, racconta della sua passione fornendo preziosi consigli ai viaggiatori di tutto il mondo. Così, dopo che le librerie di ogni Paese si sono affollate di guide e manuali sui posti imperdibili da visitare, la Price [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse in pochi la conosceranno di nome, ma la scrittrice freelance <strong>Catherine Price</strong> ama viaggiare e, attraverso il suo blog, racconta della sua passione fornendo preziosi consigli ai viaggiatori di tutto il mondo. Così, dopo che le librerie di ogni Paese si sono affollate di guide e manuali sui posti imperdibili da visitare, la Price va oggi controcorrente e scrive cosa non sia meritevole d&#8217;esser visto. Da musei sopravvalutati a posti senza alcun valore socio-culturale, la lista dei luoghi in cui il costo del biglietto è decisamente mal investito la potete trovare nel suo ultimo libro, <strong>&#8220;I 101 posti da NON vedere prima di morire&#8221;</strong>.</p>
<p><span id="more-855"></span></p>
<p>Qualche esempio: il<strong> Gum Wall di Seattle</strong>, USA, un gigantesco muro ricoperto da gomme da masticare cui chiunque di passaggio può dare il proprio &#8220;contributo&#8221;. Giudicato &#8220;il secondo sito turistico meno igienico al mondo&#8221; dalle autorità sanitarie americane, il colorato muro delle gomme è stato irrimediabilmente bocciato dalla Price. Così come la <strong>pietra di Blarney</strong>, in Irlanda, che la tradizione vuole venga baciata a testa in giù. Lei taglia corto:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non capisco cosa ci possa essere di interessante nell&#8217;andare a baciare un pezzo di roccia su cui hanno posato le labbra, nello stesso punto, migliaia di persone. Direi che è qualcosa di cui posso fare a meno&#8221;</p></blockquote>
<p>O ancora l&#8217;<strong>hotel di Karostas</strong>, in Lettonia, costruito nell&#8217;antico carcere comunista, in cui ai visitatori è richiesto di indossare tute mimetiche e di dormire nei vecchi lettini di acciaio. Seguito dal <strong>museo dell&#8217;acqua potabile di Pechino</strong>, nato dopo che l&#8217;amministrazione della città aveva imposto la creazione di 150 nuovi musei entro il 2008, spargendo per la città gallerie dedicate a qualsiasi cosa. Perfino alla storia dei rubinetti cinesi, &#8220;e la cosa più incredibile &#8211; ha scritto la Price &#8211; è che l&#8217;acqua di Pechino non è affatto potabile&#8221;. Rimanendo in Asia, ha meritato una citazione nel dissacrante libro anche il<strong> tunnel dell&#8217;area demilitarizzata al confine tra le due Coree</strong>, nulla di più che un lungo e claustrofobico corridoio, protetto da due fila di soldati. Un&#8217;esperienza, anche questa, del tutto evitabile a detta della blogger. Perfino il <strong>museo dell&#8217;anatomia umana di Torino</strong> non ha colpito favorevolmente l&#8217;esigente viaggiatrice.</p>
<p>Inutile dirlo, il libro ha suscitato <strong>polemiche </strong>e antipatie verso la Price, soprattutto da parte dei gestori delle attrazioni citate. Se molte di queste sono senz&#8217;altro bizzarre e prive del fascino della storia, si tratta comunque di tappe ben inserite negli itinerari turistici e la cattiva pubblicità che se ne fa nel libro non ha suscitato troppi applausi. Al gusto dei lettori &#8211; e dei viaggiatori &#8211; l&#8217;ultima parola.</p>

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		<title>New York: si lancia dal 39° piano e sopravvive</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tentato suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ragazzo di 22 anni, Thomas Magill, si è lanciato da una finestra al 39° piano di un edificio di Manhattan. L&#8217;atterraggio su di un automobile posteggiata gli ha salvato la vita. Il giovane è in gravi condizioni, con la gambe fratturate e lesioni ad un polmone, ma non è in pericolo di vita. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ragazzo di 22 anni, <strong>Thomas Magill</strong>, si è lanciato da una finestra al <strong>39° piano</strong> di un edificio di <strong>Manhattan</strong>. L&#8217;atterraggio su di un automobile posteggiata gli ha salvato la vita. Il giovane è in <strong>gravi condizioni</strong>, con la gambe fratturate e lesioni ad un polmone, ma <strong>non è in pericolo di vita</strong>. Il proprietario dell&#8217;auto, tra i primi a prestare soccorso al ragazzo, ritiene che a salvargli la vita sia stato il rosario che teneva nell&#8217;abitacolo.</p>
<p><span id="more-845"></span></p>
<p>La straordinaria vicenda non rappresenta, però, un record: nel dicembre 2007, Alcides Moreno cadde dal 47° piano mentre lavava le finestre e sopravvisse.</p>

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		<title>Cina: coda-record di 120 km in autostrada</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ghirra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autostrada]]></category>
		<category><![CDATA[camion]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[ingorgo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una coda di 120 km sta paralizzando l’autostrada 110 a nord di Pechino. Sembra incredibile ma, a pochi giorni di distanza da un altro ingorgo che aveva bloccato il traffico sull’autostrada per 11 giorni, ecco ripresentarsi il problema. I diecimila camion - carichi del carbone destinato alla metropoli &#8211; hanno immobilizzato l’arteria che collega la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>coda </strong>di<strong> 120 km</strong> sta paralizzando l’<strong>autostrada 110</strong> a <strong>nord di Pechino</strong>. Sembra incredibile ma, a pochi giorni di distanza da un altro ingorgo che aveva bloccato il traffico sull’autostrada per 11 giorni, ecco ripresentarsi il problema. I <strong>diecimila camion </strong>- carichi del carbone destinato alla metropoli &#8211; hanno immobilizzato l’arteria che collega la capitale alla provincia della Mongolia interna, coinvolgendo anche numerosi automobilisti.</p>
<p><span id="more-837"></span></p>
<p>Il risultato è che oggi l’autostrada assomiglia ad un grande parcheggio, relativamente utile solo all’<strong>economia locale</strong>. Ai lati della strada, infatti, si sono attrezzate bancarelle per la vendita di generi alimentari ed acqua, non sempre a prezzi di mercato. E c’è chi combatte la noia organizzando partite a carte e piccoli concerti. Quando si dice prendere le cose con filosofia!</p>

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