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	<title>Farmaco e Cura</title>
	
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	<description>Blog dedicato a farmaci, medicina e cure alternative</description>
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		<title>Tenia o verme solitario: sintomi, prevenzione e cura</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 05:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[parassiti]]></category>
		<category><![CDATA[vermi]]></category>

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		<description><![CDATA[      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione alla tenia" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Verme solitario e ciclo vitale" href="#cause" target="_self">Verme solitario e ciclo vitale</a></li>
<li><a title="Sintomi della tenia" href="#sintomi" target="_self">Sintomi</a></li>
<li><a title="Trasmissione del verme solitario" href="#medico" target="_self">Trasmissione</a></li>
<li><a title="Pericoli legati alla tenia" href="#pericoli" target="_self">Pericoli</a></li>
<li><a title="Diagnosi del verme solitario" href="#durata" target="_self">Diagnosi</a></li>
<li><a title="Cura della tenia" href="#cura" target="_self">Cura</a></li>
<li><a title="Prevenzione del verme solitario" href="#prevenzione" target="_self">Prevenzione</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La tenia (Taenia) è un verme piatto parassita, di aspetto nastriforme, in grado di vivere anche nell&#8217;intestino umano; i vermi comunemente identificati come tenia (od anche <em>verme solitario</em>) sono in realtà appartenenti a diverse specie:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Taenia  crassiceps</em></li>
<li><em>Taenia  pisiformis</em></li>
<li><em><a title="Taenia saginata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taenia_saginata">Taenia saginata</a></em></li>
<li style="text-align: justify;"><em><a title="Taenia solium" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taenia_solium">Taenia solium</a></em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/03/Tenia-adulta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3530" title="Tenia adulta" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/03/Tenia-adulta-300x228.jpg" alt="Tenia adulta (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Taenia_saginata_adult_5260_lores.jpg)" width="300" height="228" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cause">Verme solitario e ciclo vitale</a></h2>
<p style="text-align: justify;">I parassiti adulti sono vermi nastriformi, piatti, segmentati ed ermafroditi appartenenti alla famiglia dei platelminti.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro lunghezza varia generalmente dai 5 ai 10 metri e sono costituiti dallo scolice, dal collo e da segmenti non maturi, in fase di maturazione e maturi in successione lineare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proprietà che caratterizzano il parassita adulto dal punto di vista morfologico e fisiologico rispecchiano il fatto che, da un lato, la tenia è straordinariamente specializzata per sopravvivere nell’intestino dei vertebrati e, dall’altro lato, ha considerevoli capacità riproduttive, rese possibili dalle unità sessuali multiple, i segmenti o proglottidi. La specie riesce così a far fronte all’enorme tasso di perdita di segmenti o uova che vengono espulsi con le feci, e dalla probabilità piuttosto remota che l’uovo riesca a raggiungere l’ospite intermedio e quindi si trasferisca all’interno di un altro essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">La parte terminale del parassita (una frazione variabile dalla metà a un terzo) è costituita da segmenti in fase riproduttiva, che al loro interno ospitano le uova: sono fatti di tessuto muscolare e si muovono esattamente come i millepiedi, quindi possono raggiungere lo sfintere anale ed essere espulsi nell’ambiente. In questo modo sono in grado di infettare gli ospiti intermedi erbivori.</p>
<p style="text-align: justify;">La ciste larvale della tenia, detta cisticerco, è una ciste a contenuto liquido, delle dimensioni di un pisello, che si insedia nei muscoli dell’ospite intermedio. All’interno della ciste c’è un scolice invertito, formato da una porzione germinativa della parete interna della cisti.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/03/Tenia-ciclo-vitale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3528" title="Tenia, ciclo vitale" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/03/Tenia-ciclo-vitale-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Ciclo vitale</h3>
<p style="text-align: justify;">La figura illustra il ciclo vitale della Taenia saginata. I segmenti in fase riproduttiva si staccano dal parassita che vive nell&#8217;intestino e giungono al suolo, mescolati con le feci oppure muovendosi autonomamente, dove si staccano dal materiale fecale e aderiscono all’erba. Se ingeriti da un ospite intermedio di razza bovina (mucca), si aprono durante la digestione e ognuno di essi produce dalle 50.000 alle 100.000 uova. Le uova si schiudono e ciascuna di esse produce una larva esacanta (oncosfera) con sei uncini, che penetra all’interno delle pareti intestinali e raggiunge i muscoli grazie alla circolazione sanguigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui l’oncosfera si riempie di liquidi e si trasforma nel cisticerco, delle dimensioni di 8 mm. Se un essere umano mangia carne bovina infetta cruda o non ben cotta, il cisticerco viene digerito, si apre e inverte lo scolice, che si attacca alle pareti dell’intestino tenue e inizia a produrre la lunga catena di segmenti. Dopo circa tre mesi il parassita avrà già raggiunto i 4, 5 metri di lunghezza e i segmenti in fase riproduttiva inizieranno a essere espulsi. Il verme è estremamente longevo: può sopravvivere anche per 5, 20 anni o più.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="sintomi">Sintomi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">I sintomi dell’infezione da Taenia si limitano a:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>episodi di nausea o vomito,</li>
<li>diminuzione dell’appetito,</li>
<li>dolore epigastrico o ombelicale,</li>
<li><a title="Diarrea" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/diarrea-cause-sintomi-rimedi-dieta/">diarrea</a>,</li>
<li><a title="Stipsi" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/stitichezza-o-stipsi-rimedi-e-dieta/">stitichezza</a>,</li>
<li>dimagrimento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">È anche possibile rilevare un’<a title="Eosinofilia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eosinofilia">eosinofilia</a> (quantità di eosinofili nel sangue) moderata. Una manifestazione piuttosto allarmante e imbarazzante della presenza della tenia è la fuoriuscita dei segmenti del parassita in grado di muoversi dall’ano.</p>
<p style="text-align: justify;">In rari casi può verificarsi anche la perforazione intestinale.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Trasmissione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La tenia, il più frequente dei parassiti platelminti dell’essere umano, viene trasmesso sottoforma di cisticerchi ai bovini: è possibile vedere che il bovino è infetto perché la sua carne presenta piccole macchie caratteristiche. La carne bovina non ben cotta, affumicata od in salamoia può essere infetta, ma il meccanismo di trasmissione più frequente dell’infezione è la carne cruda (carne alla zingara o tritata), come testimonia la frequenza della teniasi nei paesi come l’Etiopia e l’Argentina, dove la carne cruda o non ben cotta è un alimento molto comune.</p>
<p style="text-align: justify;">I parassiti adulti possono crescere di 15-30 centimetri al giorno nell’intestino umano e sono in grado di produrre dieci segmenti al giorno, che possono rilasciare fino a un milione di uova nell’ambiente per tutto il ciclo vitale del parassita. Le uova possono anche essere presenti nei campi irrigati o fertilizzati con liquami di origine umana.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="pericoli">Pericoli</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Il contatto tra il parassita adulto e il tessuto epiteliale dell&#8217;uomo è limitato, quindi la tenia scatena poche reazioni infiammatorie, allergiche, cellulo-mediate od umorali. L’azione di succhiamento dello scolice sembra avere effetti immunogenici relativamente limitati. La lunghezza del ciclo vitale del parassita sembrerebbe indicare l’assenza di un meccanismo inibitore efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati riferiti rari casi di ostruzione intestinale o di perforazione, ma l’infezione di solito non ha conseguenze gravi: tuttavia lo stress psicologico dovuto all’espulsione di segmenti mobili può essere molto intenso.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="durata">Diagnosi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La presenza del parassita adulto viene diagnosticata grazie alla presenza dei segmenti nelle feci. Le diverse specie di tenia possono essere identificate solo grazie ai segmenti, perché le uova sono identiche. L’utero della Taenia saginata di solito forma da 12 a 20 diramazioni su ogni lato del segmento uterino principale, mentre il segmento della Taenia solium presenta da 7 a 10 rami ed è più piccolo e relativamente più largo.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cura">Cura e terapia</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La terapia in caso di infezione intestinale di parassiti adulti è  semplice. La niclosamide (Yomesan®) è un farmaco non assorbito dall&#8217;intestino umano che, entrando in contatto con lo scolice e i  segmenti anteriori del verme solitario, li uccide, provocando l’espulsione del parassita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  praziquantel, un derivato di sintesi dell’isochinolina-pirazina, è un  composto ugualmente efficace contro il parassita e relativamente poco  tossico. Lo scolice viene ucciso nella maggior parte dei casi, ma alcune  volte riesce a sopravvivere: un nuovo parassita può rigenerarsi se lo  scolice e una minima parte del collo sopravvivono, quindi il paziente  deve rimanere sotto osservazione per alcuni mesi, perché i segmenti in  grado di riprodursi possono comparire di nuovo dopo dieci, dodici  settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi ed altri medicinali vengono impiegati spesso in associazione a lassativi, per favorire la naturale eliminazione del parassita e delle uova. Qualora tali farmaci non fossero sufficienti si può ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="prevenzione">Prevenzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Il controllo della carne per evidenziare la presenza dei cisticerchi è la miglior misura preventiva possibile. Nelle aree endemiche la carne deve essere sempre consumata ben cotta e deve raggiungere una temperatura di almeno 56 °C in tutte le sue parti. Può essere difficile realizzare una cottura del genere nel caso di tagli grandi di carne grassa, in particolare di maiale. Il congelamento a -10 °C per dieci giorni di solito neutralizza i cisticerchi, che però sono in grado di sopravvivere anche per settanta giorni a una temperatura di zero gradi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Fonte" href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/bookshelf/br.fcgi?book=mmed&amp;part=A4668">Traduzione</a> ed integrazione a cura di Elisa Bruno</p>
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		<title>Schizofrenia: cura e trattamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 06:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché le cause non sono ancora note, i trattamenti e le cure sono diretti a eliminare solo i sintomi della schizofrenia: i  trattamenti comprendono farmaci antipsicotici e vari trattamenti psicosociali.
Farmaci
I farmaci antipsicotici sono stati disponibili a partire dalla metà degli anni 1950, i tipi più vecchi sono chiamati antipsicotici convenzionali o tipici:

Clorpromazina (Largactil®, Prozin®)
Aloperidolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Poiché le cause non sono ancora note, i trattamenti e le cure sono diretti a eliminare solo i <a title="Sintomi e cause della schizofrenia" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/schizofrenia-sintomi-e-cause/">sintomi della schizofrenia</a>: i  trattamenti comprendono farmaci antipsicotici e vari trattamenti psicosociali.</p>
<h2>Farmaci</h2>
<p style="text-align: justify;">I <a title="Farmaci antipsicotici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Antipsicotici">farmaci antipsicotici</a> sono stati disponibili a partire dalla metà degli anni 1950, i tipi più vecchi sono chiamati antipsicotici convenzionali o tipici:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Clorpromazina (Largactil®, Prozin®)</li>
<li>Aloperidolo  (Haldol®, Serenase®)</li>
<li>Perfenazina</li>
<li>Flufenazina  (Moditen®).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ‘90 sono stati sviluppati nuovi farmaci antipsicotici, chiamati di seconda generazione o antipsicotici &#8220;atipici&#8221;: uno di questi farmaci, la clozapina (Leponex®), è un farmaco efficace che tratta i sintomi psicotici come le allucinazioni, ma talvolta può causare un problema grave chiamato agranulocitosi, che è una perdita di globuli bianchi che aiutano  a combattere le infezioni. I malati che assumono la clozapina devono quindi essere controllati per i globuli bianchi ogni 1-2 settimane. Questo problema e il costo degli esami del sangue rendono il trattamento con clozapina difficile per molte persone, ma questo farmaco è potenzialmente utile per le persone che non rispondono ad altri antipsicotici .</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati sviluppati anche altri farmaci atipici, nessuno dei quali causa agranulocitosi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Risperidone (Risperdal®)</li>
<li>Olanzapina (Zyprexa®)</li>
<li>Quetiapina (Seroquel®)</li>
<li>Ziprasidone (Zeldox®)</li>
<li>Aripiprazole (Abilify®)</li>
<li>Paliperidone (Invega®)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quando il medico dice che si può interrompere il trattamento, questo dovrebbe essere ridotto gradualmente e mai interrotto all’ improvviso.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Effetti collaterali</h3>
<p style="text-align: justify;">Alcune persone subiscono degli effetti collaterali quando cominciano a prendere questi farmaci: questi effetti indesiderati possono andare via dopo pochi giorni e spesso possono essere gestiti con successo. I malati che assumono antipsicotici non devono guidare fino a quando non si siano adattati al loro nuovo farmaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli effetti collaterali degli antipsicotici rientrano:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sonnolenza,</li>
<li>Vertigini quando si cambia posizione,</li>
<li>Visione offuscata,</li>
<li>Tachicardia,</li>
<li>Sensibilità al sole,</li>
<li><a title="Reazioni allergiche" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/orticaria-angioedema-reazioni-allergiche-prurito/">Eruzioni cutanee</a>,</li>
<li><a title="Ciclo mestruale" href="http://www.farmacoecura.it/donna/ciclo-mestruale-mestruazioni-ritardo-sintomi-gravidanza/">Problemi mestruali</a> per le donne.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I farmaci antipsicotici atipici possono causare aumento di peso e considerevoli cambiamenti nel metabolismo della persona, ciò può aumentare il rischio di <a title="Diabete" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/sintomi-diabete/">diabete</a> e il rischio di aumentare il livello di <a title="Colesterolo e la dieta" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/colesterolo-alto-dieta-alimenti-e-cura/">colesterolo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il peso corporeo, i livelli di glucosio e livelli di lipidi devono essere controllati regolarmente da un medico durante l&#8217;assunzione di un farmaco antipsicotico atipico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tipicamente questi medicinali possono causare effetti indesiderati legati al movimento fisico, come ad esempio:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Rigidità,</li>
<li>Spasmi muscolari persistenti,</li>
<li>Tremore,</li>
<li>Irrequietezza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A lungo termine possono portare ad una condizione chiamata discinesia tardiva, che provoca movimenti muscolari che la persona non riesce a controllare: questi movimenti si verificano comunemente intorno alla bocca. La discinesia tardiva può variare da lieve a grave ed in alcune persone il problema non può essere curato. A volte gli schizofrenici affetti da discinesia tardiva riescono a recuperare parzialmente o totalmente dopo aver interrotto l’assunzione del farmaco.</p>
<p style="text-align: justify;">La discinesia tardiva si presenta solo in poche persone che assumono farmaci antipsicotici atipici, coloro che credono di essere affetti da questo problema devono consultare il proprio medico prima di interrompere l’assunzione del farmaco.</p>
<h3>Come vengono assunti gli antipsicotici e in che modo le persone rispondono ad essi?</h3>
<p style="text-align: justify;">Di solito gli antipsicotici vengono assunti in forma liquida o in compresse, alcuni anti-psicotici vengono presi una volta o due volte al mese.</p>
<p style="text-align: justify;">I sintomi della <a title="Schizofrenia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schizofrenia">schizofrenia</a>, come la sensazione di agitazione e le allucinazioni, di solito scompaiono in pochi giorni, i sintomi come i deliri di solito vanno via in poche settimane. Dopo circa sei settimane, la maggior parte delle persone potranno constatare considerevoli miglioramenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia le persone rispondono in modo diverso ai farmaci antipsicotici e nessuno può sapere in anticipo come una persona reagirà, a volte c’è bisogno di provare vari farmaci prima di trovare quello giusto: medici e pazienti possono lavorare insieme per trovare il farmaco migliore o la migliore combinazione di farmaci, così come la dose giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni pazienti possono avere una ricaduta e i sintomi possono ritornare o peggiorare: di norma la ricaduta si verifica quando viene interrotta l’assunzione dei farmaci o quando questi vengono assunti sporadicamente. Alcuni pazienti smettono di prendere il farmaco perché si sentono meglio o perché ritengono di non averne più bisogno, in realtà nessuno deve interrompere l&#8217;assunzione di un farmaco antipsicotico senza parlarne prima con il proprio medico. Se il medico è d’accordo a interrompere l&#8217;assunzione del medicinale allora deve essere diminuita gradualmente la dose, non si può stoppare improvvisamente l’assunzione.</p>
<h3>Come interagiscono gli antipsicotici con gli altri farmaci?</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli antipsicotici possono produrre effetti collaterali spiacevoli o pericolosi se assunti con determinati farmaci, per questo motivo il medico deve essere a conoscenza di tutti i farmaci che il malato sta assumendo, sia che si tratti di farmaci da banco che di farmaci sotto prescrizione, oppure di vitamine, minerali e integratori a base di erbe.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale gli antipsicotici più vecchi funzionano bene come i farmaci atipici più nuovi, ma poiché le persone rispondono in modo diverso a diversi farmaci, è importante che i trattamenti siano adeguati ad ogni persona.</p>
<h2>Trattamenti psicosociali</h2>
<p style="text-align: justify;">I trattamenti psicosociali possono aiutare le persone affette da schizofrenia che si sono già adattate ai farmaci antipsicotici, i trattamenti psicosociali aiutano i pazienti ad affrontare le sfide quotidiane della malattia, come la difficoltà di comunicazione, la cura di sé, il lavoro, e la difficoltà di creare e mantenere i rapporti sociali. Imparare ed utilizzare questi meccanismi di adattamento sociale può aiutare le persone schizofreniche ad affrontare questi problemi ed imparare a socializzare e a frequentare la scuola e il lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti che ricevono regolarmente un trattamento psicosociale hanno anche maggiori probabilità di continuare a prendere i loro farmaci e sono esposti ad una minore probabilità di avere recidive o di essere ricoverati in ospedale. Il terapeuta può aiutare il paziente a convivere al meglio con la schizofrenia, educandolo ad affrontare il disturbo, i sintomi più comuni che possono verificarsi e a comprendere l&#8217;importanza di assumere i farmaci.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Capacità di gestire la malattia</strong>. Le persone affette da schizofrenia possono assumere un ruolo attivo nella gestione della loro malattia. Una volta che il paziente ha appreso le nozioni fondamentali sulla malattia ed il suo trattamento, è in grado di prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura. Se riescono a riconoscere in tempo i segni premonitori di una recidiva e se riescono ad elaborare un piano per reagire ad essa, possono imparare a prevenire le ricadute ed anche imparare ad affrontare al meglio i sintomi persistenti.</li>
<li><strong>Trattamento integrato per il contemporaneo abuso di sostanze</strong>. L’abuso di sostanze è il disordine che più comunemente si verifica in associazione ai disturbi mentali delle persone affette da schizofrenia, ma i  programmi ordinari previsti per  il trattamento di abuso di sostanze di solito non affrontano delle particolari esigenze. Quando i programmi per il trattamento della schizofrenia ed i programmi per il trattamento dell’abuso di sostanze vengono usati insieme, i pazienti possono ottenere dei risultati migliori.</li>
<li><strong>Educazione familiare</strong>. Le persone con schizofrenia sono spesso affidate dall&#8217;ospedale alla cura delle loro famiglie, quindi è importante che i familiari sappiano quanto più possibile sulla malattia. Con l&#8217;aiuto di un terapista i membri della famiglia possono apprendere strategie ed in questo modo la famiglia può contribuire ad assicurare che la persona cara prosegui il trattamento. Le famiglie devono sapere dove trovare i servizi ambulatoriali e per la  famiglia.</li>
<li><strong>Terapia cognitivo-comportamentale</strong>. La terapia cognitivo-comportamentale è un tipo di psicoterapia che si concentra sul pensiero e sul comportamento; aiuta i pazienti con sintomi che non vanno via anche quando prendono le medicine. Il terapeuta insegna alle persone affette da schizofrenia come verificare la realtà dei loro pensieri e percezioni, come non &#8220;ascoltare&#8221; le loro voci e come gestire i loro sintomi generali. Può inoltre aiutare a ridurre la gravità dei sintomi e il rischio di ricaduta.</li>
<li><strong>Gruppi di aiuto</strong>. I gruppi di aiuto per le persone affette da schizofrenia e per le loro famiglie sono sempre più diffusi. In genere non sono coinvolti anche dei terapeuti professionali , ma i membri del gruppo di sostegno si confortano a vicenda. Le persone che fanno parte di un gruppo di aiuto sanno che gli altri si trovano ad affrontare gli stessi problemi e ciò può aiutarli a sentirsi meno isolati. La rete di rapporti sociali che si crea nei gruppi di aiuto può anche incitare le famiglie a lavorare insieme per sostenere la ricerca e i programmi di trattamento della comunità e degli ospedali. Inoltre i gruppi di sostegno possono attirare l&#8217;attenzione del pubblico rispetto al problema della discriminazione nei confronti delle malattie mentali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Una volta che i pazienti hanno appreso le nozioni fondamentali relative alla schizofrenia e al suo trattamento possono prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura.</p>
<h3>Come si possono aiutare le persone schizofreniche?</h3>
<p style="text-align: justify;">Le persone affette da schizofrenia possono ricevere aiuto da professionisti ed operatori sanitari attraverso dei programmi giornalieri, tuttavia sono i membri della famiglia in genere ad essere i primi sostenitori  di un soggetto schizofrenico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le persone affette da schizofrenia spesso oppongo resistenza ai trattamenti</strong>, essi non riescono a pensare di aver bisogno di aiuto perché ritengono che i loro deliri o le allucinazioni siano reali. In questi casi per la famiglia e gli amici potrebbe essere necessario intervenire per  far sì che il proprio caro possa comunque sentirsi tranquillo.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di emergenza a casa è bene chiedere aiuto senza paura, una volta giunti al pronto soccorso un professionista della salute mentale esamina il paziente e stabilisce se sia necessario il ricovero volontario o coercitivo: l famiglia e gli amici possono fornire delle informazioni necessarie per aiutare lo specialista di salute mentale a prendere una decisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente al trattamento in ospedale la famiglia e gli amici possono aiutare il soggetto schizofrenico a ricevere un trattamento adeguato e ad assumere i farmaci prescritti, se il pazientie interrompe il trattamento con i farmaci oppure smette di seguire gli appuntamenti medici i loro sintomi probabilmente ritorneranno. Talvolta i sintomi diventano gravi per le persone che smettono di assumere farmaci ed il trattamento che gli è stato indicato. Questa situazione è molto pericolosa, perché il paziente può non riuscire a prendersi più cura di se stesso. Alcune persone finiscono per la strada o in carcere, dove raramente ricevono il tipo di aiuto di cui hanno veramente bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia e gli amici possono anche aiutare i pazienti a fissare degli obiettivi realistici ed imparare ad essere attivi e badare a sé stessi. Vanno fatti volta per volta piccoli passi verso il raggiungimento di questi obiettivi. Il paziente avrà bisogno di un buon supporto durante questo periodo, quando le persone affette da una malattia mentale si sentono criticate e sotto pressione di solito non riescono a migliorare, ma spesso i sintomi possono anzi anche peggiorare. Fargli notare che stanno facendo qualcosa di buono è il modo migliore per aiutarli ad andare avanti.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Può essere difficile capire come sia giusto rispondere ad un soggetto affetto da schizofrenia che fa delle affermazioni chiaramente strane o false: ricordate che queste allucinazioni sembrano molto reali per la persona schizofrenica. È inutile dire che sono sbagliate e che sono frutto dell’immaginazione e continuare ad insistere che sono solo illusioni non è davvero utile. Provate a dire invece che vedete le cose in modo diverso, dite loro che ogni individuo ha il diritto di vedere le cose diversamente. Inoltre è importante capire che la schizofrenia è una malattia biologica, essere rispettosi, solidali, e gentili senza tollerare comportamenti pericolosi o inappropriati è il modo migliore per avvicinare le persone con questo disturbo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a title="Fonte" href="http://www.nimh.nih.gov/health/publications/schizophrenia/complete-index.shtml">Traduzione </a>a cura di Francesca Giannino</p>
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		<title>Schizofrenia: sintomi e cause</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 05:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

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		<description><![CDATA[      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione alla schizofrenia" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Sintomi della schizofrenia" href="#sintomi" target="_self">Sintomi</a></li>
<li><a title="Cause della schizofrenia" href="#cause" target="_self">Cause</a></li>
<li><a title="Fumo ed abuso di sostanze" href="#medico" target="_self">Fumo ed abuso di sostanze</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La <a title="Schizofrenia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schizofrenia">schizofrenia</a> è una malattia cronica, grave e invalidante che colpisce il cervello: circa l&#8217;1 per cento  della popolazione soffre di questa malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con questo disturbo possono sentire delle voci che gli  altri non sentono, possono credere che gli altri leggano le loro menti,  controllino i loro pensieri o che complottino per far loro del male:  questo rende i malati di schizofrenia nervose od  estremamente agitate.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti colpiti possono dire cose senza senso, possono stare sedute per ore senza muoversi o parlare; a volte sembrano perfettamente normali fin quando non  cominciano a parlare di ciò a cui stanno realmente pensando.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le famiglie e la società risentono dei problemi causati dalla schizofrenia: molte  persone affette hanno difficoltà a conservare il proprio  posto di lavoro o a prendersi cura di se stessi, e per questo devono  fare affidamento su altri che possano aiutarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un trattamento adeguato aiuta ad alleviare molti sintomi, ma la maggior parte delle persone schizofreniche avvertono  i sintomi della malattia per tutta la vita. Tuttavia molti malati possono condurre una vita gratificante e  soddisfacente in comunità. I ricercatori stanno sviluppando dei farmaci  più efficaci e stanno utilizzando nuovi strumenti di ricerca per capire  le cause della schizofrenia. Negli anni a venire, questo lavoro potrebbe  aiutare a prevenire e curare meglio la malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">La schizofrenia colpisce uomini e donne allo stesso modo e si  verifica in percentuali analoghe in tutti i gruppi etnici di tutto il  mondo. Sintomi come le allucinazioni ed i deliri di solito iniziano in  un’età compresa tra i 16 e i 30 anni, gli uomini tendono ad avvertire i  sintomi un po’ prima rispetto alle donne. E&#8217; raro che una persona venga colpita da schizofrenia una volta superati i 45  anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La schizofrenia si verifica raramente nei bambini,  ma la consapevolezza della malattia in età infantile sta aumentando; può  essere difficile da diagnosticare negli adolescenti.  Ciò può dipendere dal fatto che i primi sintomi possono consistere in un  cambiamento degli amici, in problemi del sonno, irritabilità e  comportamenti comuni tra gli adolescenti. Una combinazione di  fattori può consentire di prevedere la schizofrenia fino all’ 80 per  cento dei giovani che sono ad alto rischio di sviluppare la malattia.  Questi fattori includono la tendenza ad isolarsi dagli altri, un aumento  di pensieri insoliti e sospetti ed una storia familiare di psicosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei  giovani che sviluppano la malattia questa fase della malattia si  chiama periodo prodromico.</p>
<h2><a name="sintomi">Sintomi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">I sintomi della schizofrenia rientrano in tre grandi categorie:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>sintomi positivi,</li>
<li>sintomi negativi,</li>
<li style="text-align: justify;">sintomi cognitivi.</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;">Sintomi positivi</h3>
<p style="text-align: justify;">I sintomi positivi comprendono i comportamenti psicotici che non si riscontrano nelle persone sane: coloro che presentano sintomi positivi spesso perdono il contatto con la realtà. Queste manifestazioni possono andare e venire, talvolta sono gravi ed altre volte appena percettibili, a seconda che l&#8217;individuo sia o meno in trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sintomi positivi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;">Le <strong>allucinazioni</strong> sono cose che una persona vede, avverte, ascolta o gli odori che sente e che nessun altro può vedere, ascoltare, annusare, o sentire. Le <em>voci</em> sono il tipo più comune di allucinazione nella schizofrenia. Molte persone con questo disturbo sentono delle voci, queste sono relative al comportamento dello schizofrenico, possono indurre il malato a compiere delle azioni o possono metterlo in guardia da un pericolo inesistente. A volte queste voci parlano tra loro. Le persone affette da schizofrenia possono sentire queste voci per molto tempo prima che la famiglia o gli amici possano notare il problema.</li>
<li style="text-align: justify;">Altri tipi di allucinazioni includono la visione di persone o di oggetti che non ci sono, oppure sentire degli odori che nessun altro sente e percepire delle cose come della dita invisibili che toccano il loro corpo, quando invece non c’è nessuno vicino.</li>
<li style="text-align: justify;">I <strong>deliri</strong> sono false convinzioni che non fanno parte della cultura della persona e non cambiano. La persona malata crede in qualcosa, anche dopo che gli altri gli abbiano dimostrato che non è vero né logico. Le persone affette da schizofrenia possono avere delle illusioni che sembrano bizzarre, ad esempio possono credere che i vicini di casa possano controllare il loro comportamento attraverso le onde magnetiche. Si riconoscono deliri di :
<ul>
<li>Persecuzione,</li>
<li>Riferimento,</li>
<li>Gelosia,</li>
<li>Nichilistici,</li>
<li>Controllo,</li>
<li>Ipocondriaci,</li>
<li>Religiosi,</li>
<li>Grandezza.</li>
</ul>
</li>
<li style="text-align: justify;">Possono anche credere che le persone in televisione gli stiano diffondendo dei messaggi speciali, o che le stazioni radio stiano trasmettendo i loro pensieri agli altri. A volte credono di essere qualcun altro, ad esempio un famoso personaggio storico. Possono avere illusioni paranoiche e credere che gli altri stiano cercando di far loro del male, come una truffa, una molestia, un avvelenamento, o che stiano complottando contro di loro o le persone a loro care. Queste convinzioni sono chiamate <strong>manie di persecuzione</strong>.</li>
<li style="text-align: justify;">I disturbi del pensiero sono inusuali o disfunzionali modi di pensare. Una forma comune di disturbo del pensiero negli schizofrenici è chiamata <em>pensiero disorganizzato</em>, che si verifica quando una persona ha difficoltà ad organizzare i propri pensieri o a collegarli logicamente. Possono parlare in modo confuso, tanto da non farsi capire facilmente. Un&#8217;altra forma di disturbo del pensiero viene chiamata <em>blocco del pensiero</em> e si verifica quando una persona smette di parlare bruscamente nel bel mezzo di un discorso. Quando gli si chiede perché abbia smesso di parlare, lo schizofrenico può dire di sentirsi come se il pensiero fosse stato portato fuori dalla sua testa. Infine potrebbe pronunciare delle parole senza senso o dei &#8220;neologismi&#8221;.</li>
<li style="text-align: justify;">I disturbi del <strong>movimento</strong> possono apparire come dei movimenti agitati del corpo. Una persona con un disturbo del movimento può ripetere certi movimenti più e più volte. Nei casi estremi il malato diventa <a title="Catatonico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catatonia">catatonico</a>: per catatonia si intende quello stato in cui una persona non si muove e non risponde agli altri. La catatonia oggi è rara, ma è più comune quando il trattamento della schizofrenia non è stato ancora intrapreso.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Sintomi negativi</h3>
<p style="text-align: justify;">I sintomi negativi sono associati ad interruzioni del normale stato emotivo e comportamentale. Questi sintomi sono più difficili da riconoscere come parte della malattia e possono essere scambiati per depressione o per altri disturbi. Sono sintomi negativi i seguenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>&#8220;Morale a terra&#8221; (il volto della persona non si muove oppure parla con voce sorda o monotona),</li>
<li> Mancanza di piaceri nella vita quotidiana,</li>
<li> Mancanza di capacità di avviare e sostenere le attività previste,</li>
<li> Scarsa comunicazione, anche se costretti ad interagire.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le persone con sintomi negativi possono aver bisogno di aiuto per le attività quotidiane. Spesso trascurano di base la propria igiene personale, questo può farli apparire pigri o incapaci di badare a se stessi, ma il problema sono i sintomi causati dalla schizofrenia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Sintomi cognitivi</h3>
<p style="text-align: justify;">I sintomi cognitivi non sono così evidenti, come quelli negativi anche questii possono essere difficili da riconoscere come parte della malattia: spesso vengono rilevati solo quando altre prove sono state eseguite. Sono sintomi cognitivi i seguenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Scarse &#8220;funzionalità esecutive&#8221; (la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni per prendere delle decisioni),</li>
<li>Problemi di concentrazione,</li>
<li>Problemi con la &#8220;memoria di lavoro&#8221; (la capacità di utilizzare le informazioni immediatamente dopo averle apprese).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I sintomi cognitivi spesso rendono difficile condurre una vita normale e guadagnarsi da vivere. Essi possono causare un forte stress emotivo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I soggetti con schizofrenia sono violenti?</h3>
<p style="text-align: justify;">I soggetti con schizofrenia non sono in genere violenti, infatti la maggior parte dei crimini non sono commessi da persone con schizofrenia . Tuttavia alcuni sintomi sono associati a violenza, come le manie di persecuzione. L’ abuso di sostanze può anche incrementare la probabilità che una persona diventi violenta: se un soggetto con schizofrenia diventa violento, la violenza è di solito diretta ai familiari e tende a manifestarsi in casa .</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio di violenza tra soggetti con schizofrenia è basso, ma soggetti con questa patologia tentano il suicidio molto di più rispetto ad altri . Intorno al 10 percento (soprattutto giovani adulti di sesso maschile) muoiono per suicidio. E’ difficile predire quali persone con schizofrenia sono inclini al suicidio, se conoscete qualcuno che parla di suicidio o tenta il gesto, aiutatelo a trovare un aiuto professionale subito.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cause">Cause</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti pensano che la schizofrenia sia causata da diversi fattori:</p>
<h3 style="text-align: justify;">Geni e ambiente.</h3>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori sanno da tempo che la schizofrenia è un disturbo a carattere familiare. La malattia si presenta in nell&#8217;uno per cento della popolazione generale, ma si osserva nel 10 per cento delle persone che hanno un parente di primo grado con la malattia, come ad esempio un genitore, fratello o sorella. Persone che hanno parenti di secondo grado (zie, zii, nonni, o cugini ) con la malattia sviluppano anch’essi la schizofrenia più spesso rispetto alla popolazione generale. Il rischio è poi più elevato per un gemello identico di un malato, lui o lei ha una probabilità dal 40 al 65 per cento di sviluppare la malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi ereditiamo i nostri geni da entrambi i genitori, si ritiene che diversi geni siano associati ad un aumentato rischio di schizofrenia, ma che nessun gene causi la malattia da solo. In realtà la ricerca recente ha scoperto che le persone affette da schizofrenia tendono ad avere tassi più alti di rare mutazioni genetiche, queste differenze coinvolgono centinaia di geni differenti e, probabilmente, interrompono lo sviluppo cerebrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri studi recenti suggeriscono che la schizofrenia possa derivare dal malfunzionamento di un importante gene preposto alla regolazione di delicati equilibri: questo problema può influire sulla parte del cervello coinvolta nello sviluppo delle capacità superiori. La ricerca su questo gene è in corso, quindi non è ancora possibile utilizzare le informazioni genetiche per prevedere chi svilupperà la malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Si pensa comunque che un gene mal funzionante non sia sufficiente allo sviluppo della malattia e si pensa che le interazioni tra i geni e l&#8217;ambiente siano necessarie per sviluppare la schizofrenia: molti fattori ambientali possono essere coinvolti , come l&#8217;esposizione a virus o malnutrizione prima della nascita, i problemi durante il parto ed altri fattori psicosociali non ancora noti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Chimica e struttura cerebrale.</h3>
<p style="text-align: justify;">Una seconda causa si pensa essere uno squilibrio nelle complesse reazioni chimiche del cervello che coinvolgono neurotrasmettitori come dopamina e glutammato: i neurotrasmettitori sono sostanze che permettono alle cellule del cervello di comunicare l’ una con l&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">In piccole cose i cervelli di persone affette da schizofrenia hanno un aspetto diverso da quelli di persone sane: per esempio le cavità ripiene di liquido al centro del cervello, chiamate ventricoli, sono più grandi in alcune persone affette da schizofrenia. Il cervello delle persone con la malattia tendono anche ad avere meno materia grigia e alcune zone possono mostrare più o meno attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche studi sul tessuto cerebrale dopo la morte hanno rivelato differenze nel cervello di persone affette da schizofrenia: i ricercatori hanno riscontrato piccoli cambiamenti nella distribuzione o nelle caratteristiche delle cellule del cervello che probabilmente si sono verificati prima della nascita. Alcuni esperti pensano che problemi durante lo sviluppo del cervello prima della nascita potrebbero portare a collegamenti difettosi, ma il problema potrebbe non comparire fino alla pubertà: il cervello subisce grandi cambiamenti durante questa fase ed i cambiamenti possono provocare sintomi psicotici.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Fumo ed abuso di sostanze</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Alcuni  soggetti  che  fanno abuso di droghe mostrano sintomi simili a  quelli della schizofrenia; parallelamente soggetti con schizofrenia   possono essere scambiati per tossicodipendenti. La gran parte dei  ricercatori non crede che l’ abuso di sostanze causi la schizofrenia,  ma per i soggetti malati  è  più probabile  un abuso  di droghe o di  alcol rispetto alla popolazione generale .</p>
<p style="text-align: justify;">L’ abuso di sostanze può rendere meno efficace il trattamento per la  schizofrenia: alcune sostanze, come la marijuana e stimolanti come  amfetamine o cocaina, potrebbero peggiorare i sintomi. La  ricerca ha mostrato una crescente  evidenza  riguardo al  legame tra  marijuana ed i sintomi della schizofrenia, è inoltre meno probabile che  soggetti che abusano di droghe seguano il loro piano terapeutico .</p>
<h3 style="text-align: justify;">Schizofrenia e fumo</h3>
<p style="text-align: justify;">La dipendenza dalla nicotina è la più comune forma di abuso di  sostanze in soggetti con schizofrenia, essi sono dipendenti dalla  nicotina con un tasso tre volte  più alto di quello della popolazione  generale (dal 75% al 90% vs. dal 25% al 30%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto tra fumo e schizofrenia è complesso: persone malate sembrano essere spinte a fumare e i ricercatori stanno  verificando se esista una base biologica per questa esigenza. In  aggiunta ai sui noti  pericoli per la salute vari studi hanno rilevato  che il fumo può rendere meno efficaci i farmaci antipsicotici.</p>
<p style="text-align: justify;">Smettere di fumare potrebbe essere  molto difficile per i soggetti  con schizofrenia, perchè l’astinenza dalla nicotina potrebbe peggiorare i sintomi psicotici. Le strategie per smettere  che includono  i metodi sostitutivi della nicotina potrebbero essere  più semplici  da seguire per i pazienti. I medici che trattano le  persone affette da schizofrenia dovrebbero controllare  la risposta dei  pazienti ai farmaci antipsicotici con attenzione se il paziente decide  di iniziare o smettere di fumare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a title="Fonte" href="http://www.nimh.nih.gov/health/publications/schizophrenia/complete-index.shtml">Traduzione </a>a cura di Francesca Giannino</p>
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		<title>Vene varicose ed altri problemi di circolazione alle gambe</title>
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		<comments>http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-ed-altri-problemi-di-circolazione-alle-gambe/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 05:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[capillari]]></category>
		<category><![CDATA[vene]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Cause" href="#cause" target="_self">Cause</a></li>
<li><a title="Sintomi" href="#sintomi" target="_self">Sintomi</a></li>
<li><a title="Diagnosi" href="#durata" target="_self">Diagnosi</a></li>
<li><a title="Cura" href="#cura" target="_self">Cura</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Molti sono i fattori che predispongono all&#8217;insorgenza dell&#8217;insufficienza venosa cronica, ma familiarità e stile di vita non idoneo sono le maggiori cause dello sviluppo dei problemi circolatori. La familiarità in effetti incide per un 85% in coloro che soffrono di <a title="Vene varicose" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-capillari-gambe-sintomi-rimedi-laser/">varici</a>, ad esempio i bambini con questa familiarità possono accusare il problema fin dall&#8217;adolescenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la <a title="Sintomi gravidanza" href="http://www.farmacoecura.it/gravidanza/sintomi-della-gravidanza-quante-sorprese/">gravidanza</a> ed il <a title="Travaglio e parto" href="http://www.farmacoecura.it/gravidanza/riconoscere-il-travaglio-contrazioni-ed-altri-sintomi/">parto</a> costituiscono fattori predisponenti, a riguardo infatti esiste una statistica: dal 10 al 63% delle madri soffre di insufficienza venosa o comunque manifesta i caratteristici sintomi, contro un range più ristretto ( 4 – 26%) per le donne senza figli. Nella madri l&#8217;incidenza aumenta all&#8217;aumentare del numero di figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra inoltre che il sovrappeso, l&#8217;esposizione al calore troppo frequente, il sostare in posizione eretta per molto tempo favoriscano l&#8217;insorgere del disturbo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ancora alcuni numeri su questa patologia (statisticamente rilevati dal Collegio Italiano di Flebologia):</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il 50 – 55 % della popolazione femminile adulta ne è colpito, contro  il 20 – 30% circa di quella maschile;</li>
<li>la presenza delle varici percentualmente non è molto dissimile fra i due sessi (10 – 33% nelle donne; 10 – 20 % negli uomini);</li>
<li>uno studio pubblicato nel 1988 ha stimato l&#8217;insorgenza di 2,6% nuovi casi annui fra le donne ed un 1,9% fra gli uomini;</li>
<li>il sud del nostro paese sembra esserne colpito circa 1,4 volte in più rispetto al nord.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre vi è da dire che l&#8217;insufficienza venosa cronica costa in Italia ottocentocinquanta milioni di euro annui; non c&#8217;è da stupirsi infatti ancora una volta i numeri parlano chiaro, gli interventi di varicectomia sono circa 100.000 all&#8217;anno e sono 291.000 le visite per lesioni al sistema venoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di affrontare la sintomatologia, la diagnosi e la terapia, facciamo una breve descrizione dei meccanismi che danno origine ad una cattiva circolazione venosa.</p>
<h2><a name="cause">Cause</a></h2>
<p style="text-align: justify;">In linea generale l&#8217;insufficienza venosa riguarda una disfunzione delle valvole a nido di rondine che si trovano nelle vene, la cui funzione è quella di facilitare il ritorno del sangue al cuore ed impedire che esso ricada verso il basso a causa della forza di gravità. Le valvole venose diventano inefficienti quando si allargano o si sformano ed in tal modo tutta la circolazione venosa viene in qualche modo alterata.</p>
<p style="text-align: justify;">Da due studi recenti (pubblicati nel 2007 e 2008) si evince come l&#8217;insufficienza venosa possa aggravarsi a causa di fattori sia meccanici sia biologici ed anzi, questi due fattori si intrecciano fra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la perdita di elasticità e quindi di tensione delle pareti dei vasi e la diminuzione della quantità di ossigeno nel tessuto endoteliale, cioè il tessuto che riveste le pareti interne dei vasi sanguigni e del cuore, provocano un&#8217;alterazione delle reazioni biochimiche che innescano a loro volta un&#8217;infiammazione delle pareti stesse e delle valvole. Il ristagno venoso del sangue fa sì che localmente aumenti la pressione sanguigna e venga alterato il microcircolo con travaso di eritrociti. Si ha inoltre un accumulo di leucociti che rilasciano gradualmente radicali liberi la cui azione ossidativa può ledere l&#8217;endotelio stesso. I vasi diventano più fragili e permeabili e la manifestazione risultante più evidente è l&#8217;edema.</p>
<p style="text-align: justify;">Un soggetto quando cammina mette in moto le pompe muscolari dei piedi e dei polpacci che determinano una diminuzione della pressione venosa negli arti inferiori anche di un 70%; la pressione ritorna a valori normali nel giro 30 secondi; questi dati però sono diversi per le persone che soffrono di insufficienza venosa, cioè la diminuzione della pressione durante il moto può fermarsi anche ad un 20% ed il ritorno a valori normali in posizione di riposo richiede più tempo, alcuni minuti rispetto ai pochi secondi in un soggetto “sano”. Tutto ciò si inquadra molto bene in una perdita di elasticità a vari livelli: a partire dall&#8217;endotelio fino ad arrivare ad un tempo di risposta dilatato del nostro organismo nelle funzioni circolatorie.</p>
<h2><a name="sintomi">Sintomi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">I primi segnali di una cattiva circolazione si manifestano con</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> <strong>senso di pesantezza agli arti inferiori</strong>, dolore che peggiora se si sta troppo in posizione eretta,</li>
<li>formicolii,</li>
<li>bruciori,</li>
<li>crampi,</li>
<li>prurito e gonfiore soprattutto presente alla sera, sintomo questo di un&#8217;evidente aumento della pressione venosa e di un minore contenimento delle pareti dei capillari (maggiore permeabilità).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A seconda dell&#8217;intensità con cui si presentano questi sintomi, questi possono essere colti come segnali di un insufficienza venosa cronica.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono però delle definizioni tecniche ben precise che classificano le diverse forme di insufficienza venosa, stilate dalla Ceap, clinica eziologica anatomica e fisiopatologica. Secondo questa classificazione si parla di teleangectasie, di vene reticolari, di vene varicose, di edema e di corona flebectasica.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Le vene varicose, termine conosciuto dai più, sono vene sottocutanee che risultano permanentemente dilatate con un diametro almeno di 3 mm. Il loro aspetto di solito è tortuoso, comunque anche vene ad andamento rettilineo che mostrano un reflusso possono essere classificate come varicose.</li>
<li>Le vene reticolari, a differenza di quelle varicose, sono vene intradermiche e di diametro inferiore ai 3 mm. Si presentano con colore bluastro e sono anch&#8217;esse permanentemente dilatate e tortuose. Da questa classificazione sono escluse le vene che si vedono in soggetti con pelle molto chiara.</li>
<li>Le teleangectasie sono capillari di diametro inferiore ad 1 mm, dilatati, che confluiscono dando origine a diverse forme più o meno irradiate e tortuose che devono essere visibili ad una distanza di 2 metri in condizioni di buona illuminazione.</li>
<li>La corona flebectasica è un insieme di teleangectasie localizzate nella parte mediale e laterale del piede, soprattutto a livello dei due malleoli. La loro presenza potrebbe essere un segnale di un problema venoso importante oppure più semplicemente si formano insieme ad altre teleangectasie già presenti in altre zone degli arti inferiori.</li>
<li>L&#8217;edema è un gonfiore che si manifesta di solito intorno alla caviglia, ma che si può estendere a tutta la gamba e al piede. In pratica è un aumento di fluido nella regione sottocutanea che si può testare premendo un dito sulla regione interessata e constatare che vi rimane l&#8217;impronta.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;insufficienza venosa a livello avanzato può dare origine alla caratteristica colorazione bluastra della parte inferiore della gamba (lipodermatosclerosi) dovuta ai depositi di emosiderina (proteina di deposito del ferro).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;insufficienza venosa cronica può avere anche effetti collaterali come favorire la comparsa di <a title="Emorroidi" href="http://www.farmacoecura.it/emorroidi/emorroidi-cause-cura-gravidanza-alimentazione/">emorroidi</a> e <a title="Cellulite" href="http://www.farmacoecura.it/donna/cellulite-causa-rimedi-e-cura/">cellulite</a>.</p>
<h2><a name="durata">Diagnosi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa va effettuata una visita ed un esame visivo soprattutto degli arti inferiori.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ispezione visiva viene eseguita con il paziente in piedi di fronte al medico che ricercherà e distinguerà le varie forme di manifestazione sopra descritte (vene varicose, edema, &#8230;) in base anche alle dimensioni. Nell&#8217;esame visivo hanno la loro importanza eventuali ulcerazioni della pelle, cicatrici, <a title="Eczema e dermatite atopica" href="http://www.farmacoecura.it/pelle/eczema-dermatite-atopica-neonati-bambini-adulti/">eczemi, dermatiti</a> o eventuali macchie biancastre (atrofia bianca), o eventuale colore bluastro della pelle nella parte distale dell&#8217;arto inferiore (tratto ginocchio &#8211; malleoli).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la palpazione può dare indicazioni utili: la mano del medico passa lungo la vena safena grande e piccola nella zona posteriore del polpaccio. A volte la palpazione può provocare dolore, che di solito è indice di un processo infiammatorio in corso o di una possibile trombosi venosa situata in profondità se il dolore è accompagnato da edema ed un aumento di dimensioni della gamba o della coscia.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la palpazione viene eseguita anche una percussione per verificare come si trasmette l&#8217;onda pressoria lungo la gamba.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono poi degli esami strumentali che aiutano a confermare un esame obiettivo risultato positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune tecniche come la flebografia e la pletismografia non vengono quasi più usate perché soppiantate dal più famoso ed indolore <a title="Ecodoppler" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecografia_doppler">ecodoppler</a> chiamato anche flussimetria o velocimetria Doppler. E&#8217; un esame indolore, in quanto semplicemente una sonda viene fatta scorrere sulle gambe ed un sistema elettromagnetico che trasmette ultrasuoni è in grado di rilevare come vengono ritrasmesse le eco. Dalle eco prodotte dal fascio di ultrasuoni si riesce a misurare la velocità del flusso sanguigno ed eventuali ostacoli nella circolazione. Inoltre i moderni ecodoppler si avvalgono dell&#8217;apparato ecografico (appunto eco – doppler) che permette la visualizzazione morfologica istantanea dei vasi.</p>
<h2><a name="cura">Cura e terapia</a></h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento farmacologico o l&#8217;intervento chirurgico dipendono ovviamente dal livello raggiunto dalla patologia. Per un&#8217;insufficienza venosa lieve si utilizzano farmaci, integratori e cosmetici cosiddetti flebotonici, che agiscono sui sintomi e svolgono un&#8217;azione blandamente preventiva nei confronti di maggiori complicanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi prodotti mirano a migliorare l&#8217;elasticità delle pareti dei vasi e sono di solito dei prodotti fitoterapici, a base cioè di prodotti naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli più usati sono a base di antocianosidi contenuti nel Rusco, nel Ginkgo Biloba,  nella Vitis vinifera, nell&#8217;Ippocastano, nell&#8217;hamamelis e nella Centella asiatica e spesso si trovano delle preparazioni che contengono gli estratti di tutte queste piante insieme. Gli antocianosidi svolgono un&#8217;azione protettiva e rinforzano le pareti venose; andrebbero fatti nell&#8217;arco di un anno almeno due cicli di terapia di due mesi a base di integratori da assumere per bocca e creme o prodotti simili per uso topico. I cicli di terapia sono in grado di attenuare tutti i sintomi dell&#8217;insufficienza venosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Della stessa categoria di prodotti fanno parte i venotropi antivaricosi (diosmina) che agiscono invece sulla permeabilità e resistenza dei capillari, rispettivamente, diminuendola ed aumentandola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per casi di insufficienza venosa di media entità si ricorre, sotto controllo medico, all&#8217;uso di farmaci a base di glicosaminoglicani che agiscono sia sui sintomi sia sulla causa della patologia in quanto ripristinano (possibilmente alla situazione) la corretta funzionalità endoteliale. L&#8217;azione di questi farmaci è soprattutto antitrombotica, comunque svolgono anche un&#8217;efficace azione antiedemica ed antiinfiammatoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica molto utile per chi soffre di problemi circolatori in generale è il linfodrenaggio, un tipo di massaggio estetico che favorisce la circolazione e aiuta a combattere la cellulite. Esiste anche l&#8217;idroterapia che si avvale della temperatura (in media 34° centigradi), dei sali disciolti nell&#8217;acqua e della maggiore pressione idrostatica esercitata sulle caviglie. La concentrazione dei sali nell&#8217;acqua è superiore a quella presente nelle membrane cellulari e quindi per osmosi si ha un passaggio di sali attraverso la pelle verso l&#8217;interno ed una contemporanea fuoriuscita di acqua dal tessuto; infatti questa tecnica è consigliata in caso di edema, in particolare le acque salsobromoiodiche sono molto utili in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente le proprietà dell&#8217;acqua dipendono dai sali in essa disciolti, si può infatti affermare che le acque molto ferrose ad esempio hanno un&#8217;azione tonica, le acque contenenti molto calcio e solfo stimolano le pareti venose agendo sull&#8217;elasticità del tessuto endoteliale, le acque sulfuree hanno notoriamente un&#8217;azione antiinfiammatoria mentre le acque contenenti sali radioattivi (a bassissima emissione ovviamente) svolgono un&#8217;azione sedativa ed antispastica.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;idroterapia è spesso utilizzato in concomitanza il metodo Kneipp che consiste nell&#8217;esporre le gambe a getti di acqua fredda e calda alternativamente; alcuni percorsi termali completi comprendono proprio passaggi successivi in acque di composizione chimica differente ed acque a temperature alte e basse in alternanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli interventi, ne esistono di più e meno invasivi, ad esempio la scleroterapia consiste nell&#8217;iniettare una sostanza chimica a livello sottocutaneo per bruciare la vena o i capillari danneggiati; questo metodo è classificabile come un intervento di chirurgia estetica perché è comunque superficiale e tratta il problema da un punto di vista quasi esclusivamente esteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento chirurgico vero e proprio è riservato di solito ai casi più gravi, cioè in presenza di vene varicose di grosse dimensioni o in presenza di flebiti e tromboflebiti. Esistono comunque tanti interventi chirurgici che si differenziano anche per gli strumenti utilizzati e per il metodo di intervento come la safenectomia, il laser endovascolare, &#8230;</p>
<h3>Stile di vita e qualche accorgimento</h3>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di questo articolo si è visto come uno stile di vita errato possa essere un fattore di rischio per i soggetti predisposti e possa risultare un&#8217;aggravante dei sintomi. Allora ecco alcuni consigli ed accorgimenti per contenere il progredire della patologia già in atto o solo latente, alcuni di questi accorgimenti possono risultare banali, tuttavia è sempre bene ricordarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno di questi è il <strong>movimento</strong>, sarebbe cioè opportuno combattere in tutti i modi la sedentarietà facendo sport che non siano troppo pesanti come il sollevamento pesi, l&#8217;equitazione o il tennis. Un altro punto cruciale e noto è l&#8217;<strong>alimentazione</strong> che dovrebbe essere la più variata possibile e la più controllata possibile per evitare il sovrappeso e la <a title="Stitichezza" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/stitichezza-o-stipsi-rimedi-e-dieta/">stitichezza</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>fumo</strong> danneggia le pareti dei vasi sanguigni e l&#8217;<strong>alcool</strong> rallenta la circolazione venosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la <strong>postura</strong> è importante  fare attenzione a quanto tempo si sta seduti e a quanto tempo si sta in piedi. Se per motivi di lavoro o altro si sta molto seduti è bene alzarsi ogni venti minuti e non accavallare le gambe; è utile inoltre fare dei piccoli esercizi distensivi con i piedi ed usare un poggiapiedi. Se invece si sta in piedi troppo a lungo anche in questo caso è bene fare dei piccoli esercizi, come dondolarsi alternativamente sulla punta e sul tacco delle scarpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;<strong>abbigliamento e le scarpe</strong>, scelti con giusti criteri, possono contribuire a stare meglio. Le scarpe andrebbero anche scelte in base al tacco che deve essere né troppo alto né troppo basso (il range ottimale è tra i 3 ed i 5 cm) ed in particolare gli stivali non devono essere troppo stretti, così come gli indumenti indossati sulle gambe (pantaloni, tute, calze, calzettoni ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Contrariamente a quanto si pensa l&#8217;utilizzo di <a title="Pillola anticoncezionale" href="http://www.farmacoecura.it/donna/pillola-yasminelle-yasmin-yaz/">pillole anticoncezionali</a> di ultima generazione non aumentano il rischio di trombosi venosa, grazie al loro minimo dosaggio ormonale, tuttavia è possibile invece che si possa riscontrare un aumento di teleangectasie, mentre per le vene varicose legate all&#8217;uso di contraccettivi orali non esiste nessuna statistica significativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri accorgimenti utili possono essere i seguenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>dormire con le gambe leggermente sollevate (ca. 20 cm) ad es. utilizzando un cuscino;</li>
<li>preferire la doccia al bagno e fare attenzione alla temperatura dell&#8217;acqua che non deve essere troppo calda, eventualmente aiuta anche fare una doccia fredda (dal basso verso l&#8217;alto) alle gambe prima di coricarsi;</li>
<li>evitare il troppo calore sia negli ambienti e sia a contatto con la pelle ed evitare l&#8217;esposizione al sole nelle ore più calde; la temperatura in effetti gioca un ruolo importantissimo, si pensi a come peggiorano i sintomi in piena estate;</li>
<li style="text-align: justify;">usare le calze elastiche su consiglio del medico.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Calze elastiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Le calze elastiche a compressione graduata costituiscono una tecnica di contenimento che si usa spessissimo in presenza di insufficienza venosa anche in associazione ad altre tecniche. La scelta della calza elastica innanzitutto deve tenere conto della qualità: esiste un riconoscimento europeo, il Ggg-Ral fra i più rigorosi, che certifica la qualità delle aziende produttrici, indispensabile risulta poi essere la misurazione di alcuni punti della gamba per scegliere la taglia giusta, preferibilmente al mattina quando solitamente non c&#8217;è edema. Si dovrebbe misurare con un metro flessibile, tipo quello che usano le sarte, la circonferenza della caviglia nella sua parte più sottile (appena sopra i due malleoli), la circonferenza del polpaccio nella parte più sporgente, la circonferenza della linea che si trova due dita al di sotto del ginocchio e la circonferenza della gamba all&#8217;altezza dell&#8217;inguine: queste misure poi si confrontano con la tabella riportata in ciascuna confezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le calze elastiche vengono suddivise in quattro livelli in base al grado di compressione alla caviglia:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>il I grado è quello più leggero ed il contenimento è più superficiale, di solito viene consigliato in caso di affaticamento alle gambe e per prevenire l&#8217;insufficienza venosa in soggetti a rischio, è anche usato per prevenire eventi trombotici in persone con gli arti paralizzati o immobilizzati;</li>
<li>il II grado è caratterizzato da una pressione media sempre superficiale ed è consigliato per le varici in gravidanza, nell&#8217;insufficienza venosa cronica leggera o nella fase post-operatoria di interventi di scleroterapia o anche dopo la cicatrizzazione di ulcere venose.</li>
<li>il III grado è caratterizzato da una compressione superficiale ed un effetto di contenzione che agisce in profondità; è consigliato in caso di insufficienza venosa cronica avanzata, in caso di grosse varici, di edemi post-traumatici o in caso di cicatrizzazioni di ulcere molto estese;</li>
<li>il IV grado è caratterizzato da contenzione elevata che agisce in profondità ed è consigliato in caso di linfoedemi (deposito di liquidi) gravi o irreversibili, nella fase post-trombotica grave che interessa anche la zona inguinale e pelvica.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Vanno indossate appena alzati da letto su gambe asciutte (cospargere con talco eventualmente); si devono srotolare dal tallone alla coscia traendole leggermente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono invece controindicate se il soggetto soffre di scompenso cardiaco, di trombosi profonde ed acute, di infezioni con eritemi o <a title="Eczema" href="http://www.farmacoecura.it/pelle/eczema-dermatite-atopica-neonati-bambini-adulti/">eczemi</a>, in pazienti che sono costretti a letto o che presentano problemi seri alla circolazione arteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">A cura di <a title="Romina Marroni" href="http://www.rmarroni.net">Romina Marroni</a></p>
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		<title>Gemelli: 10 modi per riconoscere una gravidanza gemellare</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 05:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gemelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso si vive l&#8217;inizio di una gravidanza con il dubbio di essere in attesa di due o più gemelli, ma com’è si può saperlo con sicurezza? Gli indicatori seguenti sono utili per ipotizzare una gravidanza gemellare.

Conferma ecografica: È l’unico modo per sapere con certezza che non state aspettando un solo bambino. I gemelli possono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Spesso si vive l&#8217;inizio di una gravidanza con il dubbio di essere in attesa di due o più gemelli, ma com’è si può saperlo con sicurezza? Gli indicatori seguenti sono utili per ipotizzare una gravidanza gemellare.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Conferma ecografica: È l’unico modo per sapere con certezza che non state aspettando un solo bambino. I gemelli possono essere identificati tramite l’ecografia.</li>
<li><strong>Aumento di peso</strong>: L’aumento di peso eccessivo può essere causato da  numerosi fattori e la maggior parte di essi è imputabile ad abitudini  alimentari scorrette. Il peso che la madre dovrebbe acquistare dipende  dall’altezza, dalla costituzione e dal peso precedente la gravidanza. In  media, durante una gravidanza gemellare, la donna acquista fra i tre e i  quattro chili in più rispetto alle donne che aspettano un solo bambino.</li>
<li><strong>Affaticamento estremo</strong>: Potrebbe essere anche causato semplicemente  dallo stress, dal lavoro e dalle responsabilità, ma molte donne lo  riferiscono durante una gravidanza gemellare. Forse è collegato al fatto  che l’organismo della madre deve fornire sostanze nutritive a diversi  bambini.</li>
<li><strong>Nausee mattutine eccessive</strong>: Durante la gravidanza, circa una donna  su due soffre di una qualche forma di nausea mattutina. Molte donne  durante una gravidanza gemellare riferiscono nausee mattutine più forti,  mentre molte altre non notano la differenza. Aspettare due o tre  bambini non significa automaticamente soffrire di nausee doppie o  triple.</li>
<li>Diversi battiti cardiaci: Il battito cardiaco del feto può essere ascoltato tramite un sistema Doppler già a partire dalle ultime fasi del primo trimestre. I ginecologi esperti e le ostetriche potrebbero essere in grado di distinguere all’ascolto diversi battiti cardiaci, ma potrebbero non essere attendibili, perché il battito cardiaco del bambino può essere individuato in diverse zone della pancia della madre.</li>
<li>Valori elevati delle beta HCG: L’HCG (gonadotropina corionica) è l’ormone prodotto durante la gravidanza. Durante una gravidanza gemellare i valori delle beta HCG (sub unità dell’ormone HCG presenti nel sangue) possono essere più alti del normale, ma in questo caso non significa automaticamente che è in corso una gravidanza gemellare. Per individuare a causa di valori di HCG così elevati potrebbero essere necessari ulteriori esami.</li>
<li>Risultati anomali dell’esame dell’AFP: I controlli dell’alfa-feto proteina (AFP) vengono effettuati durante il secondo trimestre. L’esame è anche definito screening sul siero materno o triplo test e viene usato per evidenziare eventuali malformazioni del bambino. L’esame misura la quantità di una determinata proteina secreta dal fegato del bambino, quindi una gravidanza gemellare potrebbe dare un esito positivo o con valori maggiori rispetto al normale.</li>
<li>Misurazione dell’altezza uterina in rapporto all’età gestazionale: Durante la gravidanza la maggior parte dei medici e delle ostetriche controlla l’altezza uterina della madre (la distanza tra la sommità dell’osso pubico e la sommità dell’utero). Questa misura può contribuire alla determinazione dell’età gestazionale. Durante una gravidanza gemellare spesso l’utero si tende di più e l’altezza uterina può essere maggiore rispetto a quella prevista per l’età gestazionale in questione. Tuttavia l’aumento dell’altezza uterina potrebbe anche essere imputabile ad altre cause.</li>
<li>Movimento fetale precoce o frequente: I pareri della comunità medica non sono unanimi, ma molte donne durante una gravidanza gemellare riferiscono di aver sentito i bambini muoversi prima del previsto. È anche importante sapere che la maggior parte delle donne avverte più precocemente i movimenti nelle gravidanze successive che non durante prima gravidanza.</li>
<li>Precedenti o intuizione: Le gravidanze gemellari possono essere frequenti in certe famiglie, e alcune madri possono intuire stranamente che sono in attesa di due o più gemelli.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Ricordate che molti di questi indizi possono indicare qualcosa di diverso: l’unico modo di essere sicure al 100% che è in corso una gravidanza gemellare è la conferma tramite l’ecografia.</p>
<p><a title="Fonte" href="http://www.americanpregnancy.org/multiples/signsofmultiples.htm">Traduzione</a> di Elisa Bruno</p>
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		<title>Riconoscere il travaglio: contrazioni ed altri sintomi</title>
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		<comments>http://www.farmacoecura.it/gravidanza/riconoscere-il-travaglio-contrazioni-ed-altri-sintomi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 05:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[travaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente tutte le donne che vi raccontano l’esperienza del travaglio vi narrano una storia diversa e anche il vostro parto sarà unico; tuttavia, leggendo le informazioni seguenti, sarete più preparate all’approssimarsi del parto.
Ecco i sei segnali che indicano un travaglio imminente

Finalmente riuscite di nuovo a respirare! Questo segnale indica che il bambino è sceso, spostandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Probabilmente tutte le donne che vi raccontano l’esperienza del <a title="Parto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parto">travaglio</a> vi narrano una storia diversa e anche il vostro parto sarà unico; tuttavia, leggendo le informazioni seguenti, sarete più preparate all’approssimarsi del parto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i sei segnali che indicano un travaglio imminente</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Finalmente <strong>riuscite di nuovo a respirare</strong>! Questo segnale indica che il bambino è sceso, spostandosi più in basso nel vostro bacino e alleviando parte della pressione sul diaframma, permettendovi di respirare di nuovo normalmente. È probabile però che avvertiate una maggiore pressione sulla vescica e quindi dobbiate andare in bagno con maggior frequenza. Chi vi circonda potrebbe farvi notare che il vostro aspetto è cambiato, ma voi potreste non farci caso o non notare nulla di strano.</li>
<li><strong>Perdite di sangue</strong>: perdita del tappo mucoso. Durante la gravidanza uno spesso strato di muco protegge l’apertura del collo dell’utero dai batteri che tentano di penetrarvi. Quando la cervice si assottiglia e si rilassa il tappo mucoso viene espulso. Alcune donne immaginano che questo tappo sia solido, come un tappo di sughero, ma in realtà potrete notare solo una perdita di muco filamentoso. Il tappo mucoso può essere trasparente, rosato o con tracce di sangue e può apparire alcuni minuti, alcune ore o persino alcuni giorni prima che inizi il travaglio. Non tutte le donne notano la perdita.</li>
<li>Rottura delle membrane: <strong>si rompono le acque</strong>! Solo una donna su dieci riferisce un’improvvisa fuoriuscita del liquido amniotico, che di solito avviene a casa, in molti casi quando si è distese a letto. A volte il sacco amniotico si rompe o inizia a lasciar uscire il liquido prima che inizi il travaglio vero e proprio. L’utero si trova direttamente sopra la vescica, quindi potrebbero verificarsi perdite di urina. Spesso può essere difficile distinguere l’urina dal liquido amniotico. Se le acque si sono rotte ci saranno perdite di liquido amniotico, un fluido inodore. La perdita può essere improvvisa oppure manifestarsi come un gocciolamento continuo. Se notate una perdita dovete cercare di stabilire se ha odore di urina o se è inodore. Se non sembra urina, è opportuno contattare immediatamente il ginecologo. Finché il ginecologo o l’ostetrica non vi avranno visitate, non dovete usare tamponi, avere rapporti sessuali o compiere qualsiasi azione che permetta ai batteri di introdursi nella vagina. Se il liquido non è né trasparente né inodore, e in particolare se è verdastro o ha cattivo odore, avvisate immediatamente il ginecologo, perché potrebbe essere sintomo di un’infezione in atto.</li>
<li><strong>Che energia!</strong> Per la maggior parte della gravidanza probabilmente avete dovuto combattere contro la necessità di fare un sonnellino, quindi vi accorgerete perfettamente di questo improvviso aumento di energia. Un giorno vi sveglierete piene di energia! Inizierete a fare un lungo elenco di cose da fare, di cose da pulire o da comprare e tutto quello che fino a quel momento avevate rimandato diventerà una priorità. Durante i preparativi non dimenticate che il Grande Giorno potrebbe essere proprio dietro l’angolo quindi cercate di non affaticarvi troppo!</li>
<li><strong>Accorciamento</strong>: il collo dell’utero si assottiglia. Di solito durante il nono mese il collo dell’utero inizia a tendersi e ad assottigliarsi. Questo processo indica che la parte inferiore dell’utero si sta preparando per il parto, infatti se la cervice è più sottile si dilata più facilmente. Il ginecologo può controllare i segni di accorciamento negli ultimi due mesi di gravidanza. L’accorciamento è misurato in percentuale, quindi potrete sentire che il vostro ginecologo dice che “L’utero è accorciato del 25%, del 50%, del 75%&#8230;”. Le contrazioni di Braxton Hicks, o “contrazioni di prova”, che sicuramente avvertirete, possono avere un ruolo nel processo di accorciamento. Il processo di accorciamento non può essere valutato direttamente dalla donna incinta, ma solo da un esame ginecologico.</li>
<li><strong>Dilatazione</strong>: apertura del collo dell’utero. La dilatazione è il processo di apertura del collo dell’utero e di preparazione al parto. La dilatazione è misurata in centimetri, durante la visita ginecologica interna. “Dilatazione completa” significa che il collo dell’utero si è dilatato di 10 centimetri e siete pronte per partorire. Esattamente come avviene per il controllo dell’accorciamento negli ultimi due mesi di gravidanza, il ginecologo è in grado di dirvi di quanti centimetri vi siete dilatate.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Un segnale CERTO che il travaglio è iniziato:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contrazioni regolari</strong>. <em>Quando iniziate ad avvertire contrazioni uterine regolari, si tratta del segnale più sicuro dell’inizio del travaglio</em>. È il momento di segnare su un’agenda il momento esatto in cui inizia ogni contrazione e la sua durata. Le contrazioni possono essere simili a crampi mestruali o a un dolore che va e viene nella parte inferiore della schiena; nelle prime fasi possono iniziare ogni 20 o 30 minuti. Dopo alcune ore le contrazioni inizieranno a farsi più frequenti, e potrete notare che iniziano a presentarsi ad intervalli di 10, 15 minuti o a intervalli di durata minore. <strong>Quando le contrazioni si presenteranno ad intervalli minori di 5 minuti, sarà il momento di andare in ospedale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le contrazioni hanno le caratteristiche seguenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sono regolari;</li>
<li>Iniziano a intervalli regolari (ad esempio ogni otto minuti);</li>
<li>Diventano sempre più frequenti;</li>
<li>Diventano sempre più lunghe;</li>
<li>Diventano sempre più forti;</li>
<li>Ogni contrazione viene avvertita prima nella parte bassa della schiena, poi si irradia verso l’addome (o viceversa);</li>
<li>Un cambiamento dell’attività o della posizione non le rallenta né le interrompe;</li>
<li>Ci possono essere perdite di sangue;</li>
<li>Si possono rompere le acque;</li>
<li>Il ginecologo noterà cambiamenti del collo dell’utero, ad esempio l’accorciamento (assottigliamento) o la dilatazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a title="Fonte" href="http://www.americanpregnancy.org/labornbirth/signsoflabor.html">Traduzione</a> a cura di Elisa Bruno</p>
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		<title>Colesterolo alto: dieta, alimenti e cura</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 05:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Colesterolo buono e cattivo" href="#cause" target="_self">Colesterolo buono e cattivo</a></li>
<li><a title="Colesterolo e dieta" href="#sintomi" target="_self">Colesterolo e dieta</a></li>
<li><a title="Colesterolo alto" href="#medico" target="_self">Colesterolo alto</a></li>
<li><a title="Diagnosi" href="#durata" target="_self">Diagnosi</a></li>
<li><a title="Cura" href="#cura" target="_self">Cura</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3495" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Colesterolo.png"><img class="size-medium wp-image-3495" title="Colesterolo" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Colesterolo-300x210.png" alt="Colesterolo" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Colesterolo, la molecola (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cholesterol-3d.png)</p></div>
<p>Quando si parla di <a title="Colesterolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colesterolo">colesterolo</a> si pensa subito alle patologie cardiovascolari, come in effetti si evidenzia dai sempre più numerosi casi clinici la cui concausa è da ricondurre all&#8217;ipercolesterolemia (alti livelli di colesterolo nel sangue), tuttavia è bene ricordare che la natura è perfetta ed in questa perfezione ha previsto che questa sostanza fosse indispensabile per la vita. In particolare, infatti, si trova nelle strutture di tutte le membrane cellulari, è coinvolto nei processi di produzione degli ormoni sessuali e steroidei, nella produzione di vitamina D e costituisce un componente importante degli acidi biliari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colesterolo quindi è una sostanza naturale il cui eccesso nel sangue però costituisce un fattore di rischio per alcune malattie.</p>
<h2><a name="cause">Colesterolo buono e cattivo</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Il colesterolo non è solubile nel sangue in quanto sostanza grassa, per circolare viene quindi legato da particolari proteine (lipoproteine LDL ed HDL) in grado di veicolarlo dove serve nell&#8217;organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lipoproteine LDL sottendono alla funzione di trasporto dei trigliceridi e del colesterolo dal fegato, organo che produce il colesterolo stesso, ai tessuti periferici: si parla di <em>colesterolo cattivo</em> proprio in relazione alle molecole LDL, perchè è come se distribuissero la sostanza in giro per l&#8217;organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lipoproteine HDL, al contrario, sottendono al processo inverso: sequestrano il colesterolo ed i trigliceridi dai tessuti  per riportarlo al fegato, rimuovendone le quantità in eccesso. Il colesterolo HDL è detto <em>buono </em>in quanto il meccanismo di rimozione protegge i vasi sanguigni da pericolosi accumuli.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Indice di Rischio Cardiovascolare (IRC) è il rapporto fra il colesterolo cattivo e quello buono: il suo valore dev&#8217;essere inferiore a</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>5 per gli uomini,</li>
<li>4,5 per le donne.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le attuali linee guida riguardo i valori ottimali di colesterolo nel sangue indicano invece:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>100 mg/dl o meno di colesterolo LDL per soggetti a rischio con patologia conclamata come cardiopatici o diabetici;</li>
<li>130 mg/dl di colesterolo LDL in soggetti fattore di rischio pari ad 1 o più,</li>
<li style="text-align: justify;">160 mg/dl di colesterolo LDL in soggetti privi di rischio cardiovascolare o con un fattore inferiore a uno.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="sintomi">Colesterolo e dieta</a></h2>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3496" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Dieta-e-colesterolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-3496" title="Dieta e colesterolo" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Dieta-e-colesterolo-300x225.jpg" alt="Dieta e colesterolo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Dieta e colesterolo (http://www.flickr.com/photos/avlxyz/328976663/)</p></div>
<p>Abbiamo visto come il colesterolo sia prodotto principalmente dal fegato, ma non si deve dimenticare che viene anche assunto anche attraverso la dieta; è raccomandato che una persona adulta non ne ingerisca più di 300 mg al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono cibi molto ricchi di colesterolo come la panna, il burro cioè tutti i grassi di origine animale; la carne, il pesce e i latticini in genere ne contengono una media quantità, mentre la pasta, il riso, la verdura e  la frutta ne sono quasi del tutto privi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli oli ed i grassi di origine vegetale sono ricchi di acidi grassi polinsaturi sostanze preziose per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare di assumere in modo costante un eccesso di colesterolo con la dieta sarebbe opportuno variare moltissimo l&#8217;alimentazione e possibilmente evitare pasti troppo abbondanti, preferire magari più spuntini leggeri durante il giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro consiglio utile è quello di eliminare le parti grasse visibili dagli alimenti come il prosciutto e la carne; fra le carni si dovrebbero preferire quelle bianche e si dovrebbe ridurre il consumo di quelle rosse. Molto importante è assumere una buona quantità di fibre le quali, legandosi ai sali biliari contenenti il colesterolo, ne favoriscono l&#8217;eliminazione dell&#8217;eccesso tramite le feci.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; inoltre fondamentale prestare molta attenzione ai metodi di cottura: i fritti, o comunque la cottura che prevede l&#8217;impiego di condimento (grassi), sarebbe da evitare il più possibile a favore di una dieta basata su una cottura a vapore o in forno.</p>
<p style="text-align: justify;">Indichiamo di seguito, puramente a titolo di confronto, alcuni alimenti ed il loro contenuto in colesterolo (espresso in mg) per 100gr di prodotto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Burro 250 mg</li>
<li>Caviale 300 mg</li>
<li>Uovo alla coque 371 mg</li>
<li>Gamberi 150 mg</li>
<li>Ostriche 150 mg</li>
<li>Mozzarella 46 mg</li>
<li>Tacchino 62 mg</li>
<li style="text-align: justify;">Yogurt intero 11 mg</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Colesterolo alto</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Per <a title="Ipercolesterolemia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipercolesterolemia">ipercolesterolemia</a> si intende un eccesso di colesterolo cattivo nel sangue, che si traduce in un aumento del colesterolo totale. Da sottolineare come l&#8217;ipercolesterolemia sia una malattia pericolosa e che quindi va trattata con cure ed accorgimenti adeguati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si possono distinguere due tipi di ipercolesterolemia, primaria e secondaria: la prima non è associata a nessuna patologia, tuttavia può derivare anche da fattori ambientali e genetici (ipercolesterolemia poligenica), nonché da una familiarità associata ad una mutazione genetica; la seconda invece deriva da altre patologie come la cirrosi epatica, il <a title="Diabete" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/sintomi-diabete/">diabete</a> o dal consumo eccessivo di cortisonici o di <a title="Contraccettivi orali" href="http://www.farmacoecura.it/donna/pillola-yasminelle-yasmin-yaz/">contraccettivi orali</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipercolesterolemia porta come si è detto all&#8217;<a title="Aterosclerosi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aterosclerosi">aterosclerosi</a>, una malattia delle arterie in cui si evidenzia la formazione di placche di colesterolo all&#8217;interno dei vasi. Queste placche vengono attaccate dai macrofagi, cellule del sistema immunitario, che a loro volta secernono delle sostanze per riparare la parete del vaso sanguigno. Il risultato di tutto questo processo è una formazione più o meno consistente di placche aterosclerotiche che possono arrivare anche ad occludere i vasi: segnale tipico di questo restringimento o occlusione è un forte dolore ad esempio alle gambe, tale da constringere la persona a zoppicare o a fermarsi. Sono pericolose anche le piccole ostruzioni perché possono causare ristagni, i quali a loro volta possono dare origine ai trombi causa di <a title="Ictus" href="http://www.farmacoecura.it/prevenzione/infarto-sintomi-ictus-cause-prevenzione/">ictus cerebrali</a>, aneurisma ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni fattori di rischio cardiovascolare sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> il <a title="Smettere di fumare" href="http://www.farmacoecura.it/nuovi-farmaci/champix-farmaco-per-smettere-di-fumare/">fumo</a>,</li>
<li>l&#8217;età,</li>
<li>l&#8217;ipertensione,</li>
<li style="text-align: justify;">la familiarità di malattie coronariche.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="durata">Diagnosi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Per verificare il livello di colesterolo nel sangue sono disponibili gli esami clinici o test rapidi che si possono fare in farmacia, in cui si preleva una goccia di sangue pungendo un dito (come succede per il controllo glicemico).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esami misurano la quantità di colesterolo totale e parziale (HDL ed LDL), questo valore poi viene quindi usato per identificare un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. I controlli andrebbero fatti, in una persona in assenza di patologia e con valori clinici normali, almeno ogni 5 anni, meglio sarebbe ogni due; per le persone invece che seguono già una terapia o assumono farmaci particolari, i controlli sono sicuramente più ravvicinati a discrezione anche del medico curante.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aumento del colesterolo totale può essere un&#8217;indicazione del fatto che si può essere in presenza di ipercolesterolemia ma non solo, può essere un indice anche di <a title="Ipotiroidismo" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/ipotiroidismo-gravidanza-sintomi-diagnosi-cura/">ipotiroidismo</a>, di una malattia renale, di ittero, di diabete. Da tenere comunque presente che il tasso di colesterolo è molto variabile, può variare anche a causa di una malattia acuta, a causa dello stress, &#8230; pertanto, prima di arrivare ad una diagnosi certa, è indispensabile eseguire più controlli in condizioni diverse per accertare una possibile patologia. L&#8217;aumento di colesterolo è provocato anche dall&#8217;assunzione di alcuni farmaci come i beta-bloccanti (farmaci per l&#8217;ipertensione), i cortisonici, i contraccettivi. Mentre una riduzione del colesterolo può indicare <a title="Ipertiroidismo" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/tiroide-ed-ipertiroidismo-cause-sintomi-e-cura/">ipertiroidismo</a>, insufficienza epatica, <a title="Anemia" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/anemia-mediterranea-talassemia-sintomi-causa-gravidanza/">anemia</a> ed uremia.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cura">Cura e terapia</a></h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipercolesterolemia va combattuta con una dieta povera di grassi animali e con l&#8217;ausilio di alcuni farmaci come le statine, che sono i farmaci più attivi nel ridurre il colesterolo LDL, mentre sembra non siano altrettanto efficaci nel promuovere l&#8217;aumento delle lipoproteine HDL e la diminuzione dei trigliceridi.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>La sola dieta controllata (meno di 200 mg al giorno di colesterolo) può ridurre i livelli nel sangue di un 8% circa.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se la sola dieta non funziona vengono prescritti i farmaci da assumere sempre in regime di dieta a basso contenuto di grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ricordare che una buona e regolare attività fisica non solo brucia i grassi, ma aiuta ad aumentare il colesterolo buono a discapito di quello cattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A cura di <a title="Romina Marroni" href="http://www.rmarroni.net">Romina Marroni</a></p>
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		<title>Pancreatite acuta e cronica: sintomi, cause, terapia e dieta</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 05:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[pancreas]]></category>
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		<description><![CDATA[      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Le 2 forme della malattia" href="#cause" target="_self">Le 2 forme della malattia</a></li>
<li><a title="Pancreatite acuta" href="#sintomi" target="_self">Pancreatite acuta</a></li>
<li><a title="Pancreatite cronica" href="#medico" target="_self">Pancreatite cronica</a></li>
<li><a title="Dieta e pancreatite" href="#pericoli" target="_self">Dieta</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La <a title="Pancreatite" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pancreatite">pancreatite</a> è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas: nonostante sia rara, in Italia circa 15.000 nuovi pazienti vengono colpiti da pancreatite cronica ogni anno, mentre si stimano in 200.000 i casi di pancreatite acuta ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio la pancreatite si manifesta in forma <em>acuta,</em> se non viene curata può diventare una malattia permanente, detta <em>pancreatite cronica</em>. E&#8217; una patologia grave che può causare pericolose complicazioni e addirittura la morte del paziente, qualora non venga curata.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo breve articolo vi aiuteremo a capire le caratteristiche sia della pancreatite acuta sia della pancreatite cronica e le possibili terapie.</p>
<h3>Anatomia</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <a title="Pancreas" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pancreas">pancreas</a> è una ghiandola piuttosto grande che si trova dietro lo stomaco, si occupa di secernere gli enzimi digestivi che si riversano nell’intestino tenue attraverso il dotto pancreatico. Gli enzimi digestivi aiutano l’organismo a digerire gli alimenti che in un secondo momento verranno assorbiti dall’intestino tenue.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dotto pancreatico è collegato al dotto biliare, il quale permette il passaggio della bile che proviene dalla cistifellea e dal fegato. Dopo aver attraversato il dotto biliare gli enzimi digestivi si riversano nel duodeno, il tratto iniziale dell’intestino tenue. Nell’intestino i prodotti della digestione sono assorbiti nel flusso sanguigno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’organismo deve assicurare che il livello di zuccheri presenti nel sangue sia adeguato, perché i livelli di glucosio molto alti o molto bassi possono provocare il coma. L’insulina è l’ormone incaricato di controllare i livelli di zuccheri nell’organismo. Gli ormoni sono sostanze chimiche presenti nel flusso sanguigno che sono in grado di controllare le funzioni dell’organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pancreas produce l’insulina e ha quindi due funzioni principali.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Contribuisce alla digestione degli alimenti</li>
<li style="text-align: justify;">Regola i livelli di glucosio nel sangue.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cause">Le 2 forme della malattia</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La pancreatite è una malattia rara che provoca l’infiammazione del pancreas, che viene lentamente distrutto dagli enzimi digestivi da lui stesso prodotti. Nei casi più gravi di pancreatite le lesioni del pancreas possono provocare emorragie, danni gravi ai tessuti, infezioni e formazione di cisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il pancreas è infiammato gli enzimi possono penetrare nel flusso sanguigno e raggiungere il cuore, i polmoni e i reni, provocando danni ancora più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">La pancreatite può presentarsi in due forme diverse:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>La <em>pancreatite acuta</em> si verifica all’improvviso: può essere grave e mettere in pericolo la vita del paziente per via delle numerose complicazioni. Di solito è comunque una malattia curabile.</li>
<li>La <em>pancreatite cronica</em> si verifica quando i danni al pancreas continuano a verificarsi anche dopo l’episodio acuto: ad esempio, se il paziente non limita l’uso di alcolici anche dopo aver sofferto di pancreatite acuta, il consumo protratto continua a danneggiare il pancreas. La forma cronica provoca un dolore molto intenso e il malfunzionamento del pancreas, che a sua volta causa perdita di peso, <a title="Diabete" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/sintomi-diabete/">diabete</a> e problemi digestivi.</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="sintomi">Pancreatite Acuta</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 casi di pancreatite acuta, questo disturbo inizia all’improvviso con l’infiammazione del pancreas e in seguito guarisce completamente. Alcuni pazienti nel corso della vita hanno diversi attacchi, ma guariscono completamente dopo ciascuno di essi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cause</h3>
<p style="text-align: justify;">L’abuso di alcool e i calcoli biliari sono le due cause principali della forma acuta, tra le altre cause ricordiamo: l’uso di alcuni farmaci, traumi o interventi chirurgici all’addome oppure malformazioni del pancreas o dell’intestino.</p>
<p style="text-align: justify;">In rari casi la pancreatite acuta può essere provocata da un’infezione, come la <a title="Orecchioni" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/parotite-orecchioni-sintomi-vaccino-cura/">parotite (gli orecchioni)</a>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Sintomi</h3>
<p style="text-align: justify;">L’episodio di pancreatite di solito<strong> inizia con il mal di pancia nella parte superiore dell’addome</strong>, che si protrae per alcuni giorni: il dolore in molti casi è forte e a volte è costante e continuo. Il dolore può colpire solo la pancia, oppure può estendersi verso la schiena e altre zone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore può essere improvviso e intenso, oppure può iniziare come dolore lieve e peggiorare dopo i pasti. L’addome può essere gonfio e molto dolorante.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti affetti da pancreatite acuta si sentono e appaiono molto malati, tra gli altri sintomi ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>nausea,</li>
<li>vomito,</li>
<li><a title="Febbre" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/la-febbre-in-bambini-ed-adulti-sintomi-cause-e-rimedi/">febbre</a>,</li>
<li>aumento della frequenza cardiaca.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il 20 per cento circa dei casi è di grave entità, i pazienti possono soffrire di disidratazione e avere la pressione molto bassa. In alcuni casi si registrano anche insufficienza cardiaca, polmonare o renale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei casi più gravi si può verificare un’emorragia all’interno del pancreas, che può causare uno shock e raramente condurre alla morte del paziente.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Diagnosi e terapia sintomatica</h3>
<p style="text-align: justify;">Durante gli attacchi di pancreatite acuta, nel sangue sono presenti alti livelli di enzimi digestivi: possono anche essere presenti alti livelli di altre sostanze chimiche, come il calcio, il <a title="Magnesio" href="http://www.farmacoecura.it/integratori/magnesio-cloruro-alimenti-proprieta-carenza-eccesso/">magnesio</a>, il sodio, il potassio e il bicarbonato. I pazienti sono poi spesso soggetti ad alti livelli di glucosio e lipidi (grassi): questi fattori permettono ai medici di diagnosticare la pancreatite. Quando il pancreas sarà guarito i livelli di queste sostanze ritorneranno alla normalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia dipende dalla gravità dell’attacco, se non si verificano complicazioni di solito migliora dopo una terapia adeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento dell&#8217;attacco il paziente di solito deve essere ricoverato in ospedale, il medico prescriverà il reintegro dei liquidi tramite flebo, per reintegrare il volume del sangue. I reni ed i polmoni possono essere trattati con la dialisi o con la ventilazione artificiale per prevenire l’insufficienza. In alcuni casi il paziente non è in grado di controllare il vomito, quindi deve essere intubato per consentirgli di rimuovere i fluidi e l’aria. Nei casi meno gravi si deve rimanere a digiuno per tre o quattro giorni, ma si possono somministrare liquidi e analgesici per endovena.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attacchi di solito si protraggono soltanto per alcuni giorni, a meno che siano presenti calcoli biliari che ostruiscono il dotto biliare e il dotto pancreatico. I calcoli, ossia i piccoli cristalli, vengono rimossi per via endoscopica: vengono asportati usando un endoscopio che viene inserito dalla bocca e va a raggiungere il dotto biliare. Questo intervento si chiama colangiopancreatografia endoscopica retograda (ERCP).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei casi più gravi di pancreatite acuta il paziente deve essere nutrito tramite flebo per 3-6 settimane, durante il processo di guarigione del pancreas. Se si manifestano segni di infezione, devono essere somministrati gli antibiotici.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i sintomi della pancreatite acuta saranno scomparsi, il medico  cercherà di dare una diagnosi più precisa per prevenire ulteriori  attacchi. A volte la causa è chiara, ma in altri casi sarà necessario  eseguire ulteriori esami.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Complicazioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Se si verificano complicazioni come infezioni, formazione di cisti od emorragia, il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Asportare la cistifellea.</li>
<li>Escludere la presenza di altre patologie addominali che possono assomigliare alla pancreatite.</li>
<li>Asportare le cisti che si sono formate all’interno del pancreas.</li>
<li>Asportare i tessuti non più funzionanti</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Pancreatite cronica</a></h2>
<h3 style="text-align: justify;">Cause</h3>
<p style="text-align: justify;">La pancreatite cronica può avere diverse cause, ma nel 70-80% dei casi è provocata dall’abuso cronico di alcool; si verifica con maggior frequenza negli uomini ed ha un’incidenza maggiore nella fascia d’età tra i 30 e i 40 anni. La forma cronica si sviluppa solo dopo un attacco acuto, soprattutto se viene danneggiato il dotto pancreatico. I danni al pancreas dovuti all’abuso di alcool potrebbero rimanere silenti per anni, poi il paziente potrebbe avere un attacco improvviso di pancreatite.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune forme croniche sono ereditarie: sono dovute ad anomalie degli enzimi pancreatici, che “digeriscono” il pancreas e quindi lo danneggiano.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Sintomi</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando la malattia è nelle fasi iniziali il medico non è sempre in grado di stabilire se si tratta di pancreatite acuta o cronica, perché i sintomi possono essere gli stessi. I pazienti affetti da pancreatite cronica tendono ad avere tre tipi di problemi:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Dolore.</li>
<li>Malassorbimento degli alimenti, e conseguente perdita di peso.</li>
<li>Diabete.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Alcuni pazienti non provano alcun dolore, ma nella maggior parte il dolore è presente: può essere costante e colpire la schiena e l’addome e, per alcune persone, può rivelarsi invalidante.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune forme il dolore scompare con l’avanzare della malattia: secondo i medici questo avviene perché il pancreas smette di produrre gli enzimi pancreatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso i pazienti affetti da pancreatite cronica dimagriscono, anche se il loro appetito e le loro abitudini alimentari non sono cambiati: il loro organismo, infatti, non secerne abbastanza enzimi pancreatici per “demolire” gli alimenti, quindi le sostanze nutritive non vengono digerite e assorbite normalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">I problemi digestivi causano la perdita di grassi, proteine e glucosio con le feci. A questo punto si può anche sviluppare il diabete, se le cellule del pancreas che producono l’insulina vengono danneggiate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Diagnosi e terapia cronica</h3>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi di pancreatite cronica è difficile, però esistono diverse tecnologie diagnostiche avanzate. Gli esami del sangue che controllano la funzionalità pancreatica aiutano il medico a stabilire se il pancreas è ancora in grado di produrre una quantità sufficiente di enzimi digestivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il medico può inoltre vedere se ci sono anomalie nel pancreas usando tecniche di imaging in grado di visualizzare gli organi all’interno dell’organismo. Tra di esse ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>ecografia,</li>
<li>ERCP (colangiopancreatografia endoscopica retrograda),</li>
<li>TAC.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Negli stadi più avanzati della pancreatite cronica, quando si presentano anche il diabete e il malassorbimento, il medico potrà usare gli esami del sangue, delle urine e delle feci per arrivare alla diagnosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La forma cronica viene curata alleviando il dolore e tenendo sotto controllo i problemi nutrizionali e di diabete.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti possono ridurre la quantità di grassi e proteine persi con le feci riducendo la quantità di grassi nella dieta ed assumendo farmaci che contengono enzimi pancreatici, in questo modo l’assorbimento degli alimenti migliorerà e si riacquisterà il peso. In alcuni casi vengono anche somministrati l’insulina o altri farmaci per tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi di pancreatite cronica si ricorre alla chirurgia: per alleviare il dolore è possible drenare e allargare il dotto pancreatico. A volte può rivelarsi necessario asportare parte del pancreas.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="pericoli">Dieta</a></h2>
<p style="text-align: justify;">A seguito di un episodio di pancreatite sarebbe opportuno moderare il consumo dei grassi ed evitare pasti abbondanti e bevande alcooliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può quindi riprendere una dieta completa ed il medico potrebbe prescrivere farmaci a base di enzimi pancreatici, se il pancreas non ne secernesse a sufficienza. Gli enzimi devono essere assunti ad ogni pasto per aiutare il paziente a digerire il cibo e riguadagnare un po&#8217; di peso. Il passo successivo è quello di pianificare una dieta nutriente, a basso contenuto di grassi e fatta di piccoli ma frequenti pasti. Un dietologo può aiutare a sviluppare un piano adeguato.</p>
<p style="text-align: justify;">Bere molti liquidi e limitare le bevande contenenti caffeina è altrettanto importante.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a title="Pancreatite, Fonte" href="http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/tutorials/pancreatitis/ge179104.pdf">Traduzione</a> ed integrazione a cura di Elisa Bruno</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; text-align: justify;">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-left: 1.27cm; text-indent: -1.27cm; margin-bottom: 0.11cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/tutorials/pancreatitis/ge179104.pdf</span></span></span></p>
</div>
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		<title>Liposuzione: costi, foto, procedura, rischi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[liposuzione]]></category>

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		<description><![CDATA[      ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione alla liposuzione" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Perchè ricorrere alla liposuzione" href="#cause" target="_self">Perchè ricorrere alla liposuzione</a></li>
<li><a title="Intervento di liposuzione" href="#sintomi" target="_self">Intervento</a></li>
<li><a title="Risultati" href="#medico" target="_self">Risultati</a></li>
<li><a title="Pericoli" href="#pericoli" target="_self">Pericoli</a></li>
<li><a title="Costi liposuzione" href="#gravidanza" target="_self">Costi liposuzione</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La <a title="Liposuzione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liposuzione">liposuzione</a> è una procedura chirurgica che utilizza una tecnica per aspirare e così eliminare il grasso corporeo in settori specifici, come l&#8217;addome, i fianchi, le cosce e i glutei: la procedura consente quindi di modellare meglio il contorno di queste aree del corpo. Si sottopongono ad interventi di liposuzione coloro che hanno troppo grasso corporeo in luoghi specifici, ma che comunque hanno un peso stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La liposuzione non è un metodo per ridurre il peso corporeo complessivo: se siete in sovrappeso è meglio che perdiate peso attraverso la dieta e l’esercizio fisico.</p>
<h2><a name="cause">Perchè ricorrere alla liposuzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">La liposuzione non è una alternativa per dimagrire, ma piuttosto un modo di trattare delle zone specifiche del corpo che sono resistenti alla dieta e all&#8217;esercizio. Le cellule di grasso aumentano in volume e dimensione con l&#8217;aumento del peso, la liposuzione riduce il numero delle cellule adipose in una zona specifica. La quantità di grasso rimossa dipende dall&#8217;aspetto dell’area e dal volume delle cellule adipose; le modifiche apportate sono di lunga durata, a condizione che il peso rimanga stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La liposuzione può rimuovere il grasso proveniente da varie aree del corpo, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Cosce;</li>
<li>Glutei;</li>
<li>Fianchi;</li>
<li>Petto;</li>
<li>Schiena;</li>
<li>Addome;</li>
<li>Braccio superiore;</li>
<li>Collo e sottomento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Poiché dopo la liposuzione la pelle deve adattarsi ad i nuovi contorni del corpo, le persone che hanno la pelle tonica ed elastica sono i migliori candidati a questo tipo d’intervento. Se la pelle è sottile e con scarsa elasticità, nelle aree trattate la pelle potrà apparire allentata. Inoltre i pazienti devono essere in buona salute e non devono soffrire di alcune malattie come le patologie coronariche, le ostruzioni del flusso sanguigno, il <a title="Diabete" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/sintomi-diabete/">diabete</a> o un indebolimento del sistema immunitario che potrebbe complicare l&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p style="text-align: justify;">La liposuzione non migliora le imperfezioni della <a title="Cellulite" href="http://www.farmacoecura.it/donna/cellulite-causa-rimedi-e-cura/">cellulite</a> o altre irregolarità della superficie della pelle e non rimuoverà le smagliature.</p>
<h2><a name="sintomi">Intervento</a></h2>
<h3>Preparazione</h3>
<p style="text-align: justify;">Prima di sottoporvi ad un intervento di liposuzione parlate con il medico della vostra storia medica e delle vostre aspettative. Informate il medico di tutti i farmaci, integratori o estratti vegetali che state assumendo e specificate se soffrite di disturbi o patologie particolari, in quanto questi possono influire sul successo dell’intervento. Se la vostra procedura richiede solo la rimozione di una piccola quantità di grasso la chirurgia può anche aver luogo nell’ufficio medico, al termine del quale si può anche andare a casa. Se invece deve essere rimossa una grande quantità di grasso, o se si prevede di essere sottoposti ad altre procedure contemporaneamente, l&#8217;intervento chirurgico si svolgerà in ospedale, dove rimarrete per una o più notti se necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Al vostro arrivo in ospedale è possibile che  vi venga chiesto di indossare una vestaglia e verranno scattate varie fotografie delle aree del corpo su cui il chirurgo dovrà lavorare, in modo che dopo l’intervento possiate confrontare le foto del prima e dopo. Prima dell&#8217;intervento chirurgico, il medico può segnare dei cerchi e delle linee sulle zone del corpo su cui si dovrà intervenire.</p>
<h3>L&#8217;operazione di liposuzione</h3>
<p style="text-align: justify;">Il modo in cui viene portata avanti la procedura di liposuzione dipende dalla tecnica che viene utilizzata.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><em>Liposuzione tumescente</em>. Durante questa procedura di liposuzione, che è la più comunemente utilizzata, il medico inietta dei fluidi nella zona del corpo da trattare, che potrà conseguentemente gonfiarsi e irrigidirsi. La quantità di liquido può variare, a seconda della dimensione e dell’area su cui si sta lavorando. Il liquido iniettato è dato da una miscela di acqua salata, un anestetico (lidocaina) e un farmaco che provoca la costrizione dei vasi sanguigni (epinefrina), in modo che si perda meno sangue durante la procedura. L&#8217;anestetico aiuta ad alleviare il dolore. L&#8217;acqua salata aiuta il medico a rimuovere il grasso e viene aspirata fuori insieme con il grasso. Il chirurgo effettua quindi dei piccoli tagli nella pelle e inserisce sotto la pelle un tubo chiamato cannula, che è spesso quanto una sottile penna da scrivere.  Attraverso la cannula vengono risucchiati il grasso e i liquidi dal corpo. Poiché durante l’aspirazione oltre ai grassi si perdono anche liquidi, il chirurgo può alimentare il liquido corporeo attraverso una linea endovenosa.</li>
<li><em>Liposuzione ad ultrasuoni</em>. La liposuzione ad ultrasuoni è talvolta usata in combinazione con la liposuzione tumescente. Durante questa procedura il medico inserisce un emettitore di ultrasuoni sotto la pelle, in questo modo si rompono le pareti delle cellule di grasso e questo si liquefa per una più facile rimozione. La liposuzione ad ultrasuoni aumenta le possibilità di rischi chirurgici, può provocare ad esempio ustioni della pelle e danni al sistema nervoso, tuttavia può essere utile per rimuovere i grassi fibrosi o densi, come nel busto di un uomo.</li>
<li style="text-align: justify;"> <em>Liposuzione assistita</em>. E’questo un tipo relativamente nuovo di liposuzione che si basa sull’utilizzo di una cannula vibrante. Le vibrazioni della cannula consentono al chirurgo di tirar fuori più facilmente il grasso duro. La liposuzione assistita in genere causa meno dolore e gonfiore e ciò può consentire al chirurgo di rimuovere il grasso con maggiore precisione, in particolare sulle aree meno estese del corpo, come braccia, ginocchia o caviglie.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3486" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Liposuzione-intervento.jpg"><img class="size-medium wp-image-3486" title="Liposuzione intervento" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Liposuzione-intervento-300x184.jpg" alt="Liposuzione intervento" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Liposuzione intervento (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fat_removal_using_cannula_during_tumescent_liposuction.jpg)</p></div>
<p>Alcune procedure di liposuzione possono richiedere l&#8217;anestesia solo locale o regionale , cioè l’anestesia sarà limitata ad una zona specifica del corpo. Altre procedure possono invece richiedere l&#8217;<a title="Anestesia generale" href="http://www.farmacoecura.it/interventi/anestesia-totale-o-generale-effetti-collaterali-pericoli-e-preparazione/">anestesia generale</a>, che induce uno stato temporaneo di incoscienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la vostra procedura richiede solo l’anestesia locale, il medico o l&#8217;infermiere effettua diversi punti di anestesia nella zona per prepararla, poi diversi farmaci anestetici vengono iniettati più profondamente nello strato adiposo per prepararlo alla liposuzione. Si può anche somministrare un sedativo in forma di pillola, o attraverso un’ iniezione endovenosa, per aiutarvi a mantenere la calma e a rilassarvi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se avete bisogno di <a title="Anestesia generale" href="http://www.farmacoecura.it/interventi/anestesia-totale-spinale-epidurale-le-domande-piu-comuni/">anestesia generale</a> l&#8217;anestesista vi darà un farmaco anestetico da inalare attraverso una maschera oppure un farmaco liquido da iniettare per via endovenosa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;équipe chirurgica colloca diversi monitor sul corpo per assicurarsi che frequenza cardiaca, pressione del sangue e ossigeno nel sangue rimangano a livelli sicuri durante tutta la procedura. Questi monitor includono di norma un bracciale per la pressione sanguigna sul braccio ed un monitor collegato al petto per controllare il battito cardiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si avverte qualche disturbo nel corso del procedimento può essere una fastidiosa sensazione &#8220;stridente&#8221; dovuta alla cannula che si muove sotto la pelle: questo fastidio è assolutamente normale. Se avvertite un dolore insopportabile comunicatelo subito al medico, in quanto potrebbero essere necessari degli accorgimenti. Se invece la procedura richiede solo l&#8217;anestesia locale, potrebbe esservi chiesto di rimanere in piedi, in modo che nel corso della procedura sia garantita una corretta rimozione del grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">La procedura può durare fino a diverse ore, a seconda dell&#8217;entità dell&#8217;intervento, terminato il quale il chirurgo potrebbe lasciare aperte le incisioni in modo da espellere i liquidi dal corpo. Se invece il paziente avesse subito l&#8217;anestesia generale, rimarrà per un po’ in una sala di rianimazione così che possa riprendersi dall’anestesia. In genere è necessario rimanere almeno un paio d&#8217;ore in ospedale o nella clinica in modo che il personale medico sia in grado di monitorare la reazione del paziente. Se l’intervento è stato effettuato in ospedale è molto probabile che si passi anche la notte. In genere più grasso viene rimosso, maggiori saranno i rischi dell’intervento. Il medico può decidere di farvi pernottare in ospedale per essere sicuri che il corpo non sia disidratato o in stato di shock per la perdita di liquidi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;intervento</h3>
<p style="text-align: justify;">E’ normale aspettarsi dopo l’intervento un po &#8216; di dolore, gonfiore e lividi. Potrebbe essere necessario attendere alcuni giorni prima di tornare al lavoro e poche settimane prima di riprendere la normale attività e l’ esercizio fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il medico può prescrivere dei farmaci per controllare il dolore. Potrebbe inoltre essere necessario indossare per alcune settimane degli indumenti stretti di compressione, che aiutino a ridurre il gonfiore. Il medico può inoltre prescrivere degli antibiotici per ridurre il rischio di infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questo periodo è normale che compaiano ancora delle irregolarità sulla superficie dell’area sottoposta ad intervento, fino a che il grasso rimanente non si sia stabilizzato.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Risultati</a></h2>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3487" class="wp-caption alignright" style="width: 249px"><a href="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Liposuzione-risultati.jpg"><img class="size-medium wp-image-3487" title="Liposuzione risultati" src="http://www.farmacoecura.it/wp-content/uploads/2010/02/Liposuzione-risultati-239x300.jpg" alt="Liposuzione risultati" width="239" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Liposuzione risultati (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dr._Placik_Liposuction.jpg)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Circa quattro settimane dopo la procedura, quando la maggior parte del gonfiore si è attenuata, la zona in cui il grasso è stato rimosso dovrebbe apparire meno voluminosa. Entro sei mesi il corpo dovrebbe avere un aspetto molto più snello e gradevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si mantiene stabile il proprio peso i risultati dell’intervento possono essere permanenti, se invece dopo la liposuzione si mette su qualche chilo la distribuzione del grasso può cambiare. Ad esempio, se pancia e fianchi sono stati sottoposti ad intervento, successivamente potrebbero diventare zone problematiche le cosce o i glutei.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="pericoli">Pericoli</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Come per qualsiasi intervento chirurgico importante la liposuzione comporta dei rischi come emorragie, infezioni e una reazione indesiderata all&#8217;anestesia. Come per tutte le operazioni chirurgiche le complicanze variano a seconda della portata della procedura, se il chirurgo sta lavorando su grandi superfici del corpo o se svolge anche altre procedure nel corso della stessa operazione, aumenta il rischio di complicanze. Parlate con il vostro medico a proposito dei rischi a cui potete andare incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le possibili complicanze specifiche per la liposuzione sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Irregolarità della pelle</strong>. La vostra pelle può apparire irregolare, raggrinzita o screpolata a causa di un’irregolare rimozione del grasso, dell’anelasticità della pelle o di un insolito processo di guarigione. Queste imperfezioni possono anche essere permanenti. Le incisione della cannula sulla pelle possono causare un permanente aspetto macchiato alla vostra pelle: la cannula è un tubo sottile che viene utilizzato durante la procedura di liposuzione. Si possono inoltre formare delle sacche di liquido sotto la pelle che devono essere drenate con un ago, in particolare dopo liposuzione assistita ad ultrasuoni (UAL).</li>
<li><strong>Torpore</strong>. Si può avvertire un temporaneo o permanente intorpidimento nella zona sottoposta ad intervento . E’ possibile poi un&#8217;irritazione anche temporanea del nervo.</li>
<li><strong>Infezioni</strong>. Le infezioni cutanee gravi sono rare ma, se si verificano, possono richiedere un trattamento chirurgico, con una buona possibilità che si formino delle cicatrici.</li>
<li><strong>Punture interne</strong>. E’ molto raro che si formino delle forature negli organi interni, quando la cannula penetra troppo in profondità nel corpo. Queste punture possono richiedere ulteriori interventi chirurgici per porre rimedio e possono anche essere fatali.</li>
<li><strong>Morte</strong>. I decessi possono essere causati dall’ anestesia o da cambiamenti nei livelli di fluidi del corpo, dal momento che i fluidi vengono iniettati e risucchiati. Questi movimenti dei liquidi possono causare problemi ai reni e cuore. La morte è comunque un&#8217;evenienza molto improbabile.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="gravidanza">Costi Liposuzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo di un intervento di liposuzione è molto variabile in funzione della zona corporea in cui intervenire e la clinica scelta per l&#8217;operazione: <span style="text-decoration: underline;">a titolo di esempio</span> si riporta un listino indicativo riferito ad un <a title="Centro liposuzione" href="http://www.liposuzione.org">centro di Padova</a> specializzato in chirurgia estetica.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Liposuzione viso  	da € 1.500,00</li>
<li>Liposuzione addome 	da € 2.000,00</li>
<li>Liposuzione braccia 	da € 1.000,00</li>
<li>Liposuzione gambe cosce 	da € 3.000,00</li>
<li>Liposuzione glutei 	da € 2.000,00</li>
<li>Liposuzione caviglie polpacci 	da € 1.000,00</li>
</ul>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BeKksOOnFjw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/BeKksOOnFjw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Liposuzione, fonte articolo" href="http://www.mayoclinic.com/health/liposuction/MY00079">Traduzione</a> ed integrazione a cura di Francesca Giannino</p>
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		<title>Ulcera peptica (stomaco o gastrica e duodenale): sintomi e dieta</title>
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		<comments>http://www.farmacoecura.it/malattie/ulcera-peptica-stomaco-o-gastrica-e-duodenale-sintomi-e-dieta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 05:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a title="Introduzione" href="#introduzione" target="_self">Introduzione</a></li>
<li><a title="Cause" href="#cause" target="_self">Cause</a></li>
<li><a title="Sintomi" href="#sintomi" target="_self">Sintomi</a></li>
<li><a title="Quando chiamare il medico" href="#medico" target="_self">Quando chiamare il medico</a></li>
<li><a title="Pericoli" href="#pericoli" target="_self">Pericoli</a></li>
<li><a title="Diagnosi" href="#durata" target="_self">Diagnosi</a></li>
<li><a title="Cura" href="#cura" target="_self">Cura</a></li>
</ul>
<h2><a name="introduzione">Introduzione</a></h2>
<p style="text-align: justify;">L’<a title="Ulcera peptica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ulcera_peptica">ulcera peptica</a> è una ferita aperta che si sviluppa sulla mucosa interna dello stomaco, del duodeno (il tratto superiore dell’intestino tenue) o dell’esofago.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a non molto tempo fa i fattori relativi allo stile di vita, come la predilezione per gli alimenti speziati o lo stress lavorativo, erano considerati la causa principale della maggior parte delle ulcere; attualmente i medici ritengono invece che i responsabili di quasi tutti i casi di ulcera peptica siano l’infezione batterica o alcuni farmaci, e non lo stress né la dieta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ulcere sono un disturbo comune che negli Stati Uniti colpisce fino al 10 per cento della popolazione prima o poi nella vita. La buona notizia è che è possibile curarle con efficacia.</p>
<p>A seconda del luogo in cui si presenta, l’ulcera peptica può assumere  nomi diversi.</p>
<ul>
<li><a title="Ulcera gastrica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ulcera_gastrica"><em>Ulcera gastrica</em></a>.  È un’ulcera peptica che colpisce lo stomaco.</li>
<li><a title="Ulcera duodenale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ulcera_duodenale"><em>Ulcera duodenale</em></a>.  È la forma di ulcera peptica che si sviluppa nella parte superiore  dell’intestino tenue (duodeno).</li>
<li><a title="Ulcera esofagea" href="http://www.airge.it/esofagite.asp"><em>Ulcera esofagea</em></a>.  L’ulcera esofagea di solito colpisce la parte inferiore dell’esofago.  Spesso è associata al <a title="Reflusso gastroesofageo" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/reflusso-gastroesofageo/">reflusso gastroesofageo</a> cronico.</li>
</ul>
<p>Non deve essere confusa con la <a title="Gastrite" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/gastrite-sintomi-cause-dieta-e-cura/">gastrite</a>, definibile come infiammazione delle pareti dello stomaco, che nel tempo può portare ad ulcerazione.</p>
<h2><a name="cause">Cause</a></h2>
<p style="text-align: justify;">In passato si riteneva che lo stress e gli alimenti speziati fossero le cause principali dell’ulcera peptica: ora invece i medici hanno scoperto che la causa della maggior parte delle ulcere è l’<a title="Helycobacter Pylori" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/helycobacter-pylori-sintomi-terapia/">Helicobacter pylori</a> (H. pylori), un batterio flagellato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Helicobacter pylori vive e si moltiplica all’interno della mucosa che ricopre e protegge i tessuti che costituiscono le pareti dello stomaco e dell’intestino tenue. In condizioni normali, questo batterio non causa alcun problema, ma in alcuni casi può intaccare la mucosa e provocare un’infiammazione delle pareti dello stomaco o del duodeno, cioè un’ulcera.</p>
<p style="text-align: justify;">L’infezione da Helicobacter pylori è un’infezione gastrointestinale diffusa: negli Stati Uniti il 20 per cento delle persone di età inferiore ai trent’anni e il 50 per cento degli over 60 sono infetti. Il meccanismo di trasmissione non è noto, ma il batterio potrebbe trasmettersi mediante il contatto ravvicinato, come ad esempio un bacio. È anche possibile che il contagio sia causato dagli alimenti o dall’acqua contaminati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Helicobacter pylori è la causa più frequente delle ulcere peptiche, ma non è l’unica; oltre all’H. pylori, ricordiamo altre cause o fattori aggravanti dell’ulcera peptica:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Uso regolare degli analgesici</strong>. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono in grado di irritare o infiammare la mucosa dello stomaco e dell’intestino tenue. Tra questi farmaci, in vendita con o senza ricetta, ricordiamo: l’<a title="Aspirina" href="http://www.farmacoecura.it/farmaci/aspirina-effetti-controindicazioni/">aspirina</a>, l’ibuprofene (Moment®, Antalgil®), il naprossene (Momendol®, Aleve®) e il ketoprofene (Ketodol®, Oki®). Per evitare i problemi di stomaco, assumeteli durante i pasti. Se vi è stata diagnosticata un’ulcera, ricordatelo al vostro medico quando vi prescrive un qualsiasi analgesico. Tra gli altri farmaci che contengono FANS ricordiamo l’Alka-Seltzer®, malauguratamente alcune persone la assumono per combattere i sintomi dell’ulcera peptica, senza sapere che in realtà possono far peggiorare il disturbo. Tra gli altri farmaci con obbligo di ricetta che possono provocare l’ulcera troviamo i bifosfonati (Actonel®, Fosamax® e altri), usati per la cura dell’osteoporosi. I FANS inibiscono la produzione di un enzima (cicloossigenasi) che produce le prostaglandine; queste sostanze, che dal punto di vista chimico sono simili agli ormoni, aiutano a proteggere le pareti dello stomaco dai danni fisici e chimici. Senza la loro protezione gli acidi gastrici riescono a intaccare la mucosa gastrica, provocando il sanguinamento e le ulcere.</li>
<li><strong>Fumo</strong>. La nicotina contenuta nel tabacco accresce il volume e la concentrazione degli acidi gastrici, aumentando il rischio di ulcera. Il fumo può anche rallentare il processo di guarigione dell’ulcera sottoposta a terapia.</li>
<li><strong>Abuso di alcool</strong>. L’alcool è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica e di aumentare la quantità di succhi gastrici che viene prodotta dallo stomaco, tuttavia non si sa con certezza se questo fattore, da solo, possa degenerare in ulcera oppure se si limita ad aggravare i sintomi di un’ulcera preesistente.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Stress</strong>. Lo stress di per sé non causa direttamente l’ulcera peptica, però è un fattore che può contribuire all’insorgenza del disturbo. Lo stress è in grado di far peggiorare i sintomi dell’ulcera peptica e, in alcuni casi, di rallentare il processo di guarigione. Può essere provocato da diversi fattori: un evento o una circostanza disturbante dal punto di vista emotivo, un intervento chirurgico o un trauma fisico, come un’ustione o un’altra lesione grave.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="sintomi">Sintomi</a></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il sintomo più comune dell’ulcera peptica è il bruciore di stomaco</strong>. Il dolore è provocato dall’ulcera e si aggrava a causa degli acidi gastrici che vengono a contatto con la zona ulcerata. Il dolore di solito:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Può essere avvertito in una zona che si estende dall’ombelico allo sterno;</li>
<li>Ha durata variabile da alcuni minuti a diverse ore;</li>
<li>Peggiora a stomaco vuoto;</li>
<li>Si scatena durante la notte;</li>
<li>Può essere temporaneamente alleviato assumendo determinati alimenti che tamponano l’acidità di stomaco oppure particolari farmaci in grado di ridurre l’acidità;</li>
<li>Appare e scompare nell’arco di alcuni giorni o settimane.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Più di rado le ulcere possono provocare sintomi più gravi, tra i quali ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Vomito con tracce di sangue, di colore rosso o nerastro;</li>
<li>Tracce di sangue di colore scuro nelle feci oppure feci nere o catramose;</li>
<li>Nausea o vomito;</li>
<li>Perdita di peso inspiegabile;</li>
<li style="text-align: justify;">Cambiamenti nell’appetito.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="medico">Quando chiamare il medico</a></h2>
<p style="text-align: justify;">L’ulcera non è un disturbo che potete curare per conto vostro, senza l’aiuto di un medico. Gli antiacidi disponibili in farmacia senza ricetta e i farmaci antiulcera possono alleviare il bruciore di stomaco, ma la tregua purtroppo è di breve durata. Se avvertite i segni e i sintomi dell’ulcera, chiedete aiuto al medico che vi suggerirà la terapia più appropriata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo medico che vi visiterà probabilmente sarà il vostro medico di famiglia o un medico generico, in alcuni casi questi potrà indirizzarvi verso un gastroenterologo, se ci sarà necessità di ulteriori diagnosi e terapie.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi consigliamo di prepararvi in anticipo alla visita, in modo da poter avere abbastanza tempo per trattare tutti i punti fondamentali con il vostro medico. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a prepararvi e vi daranno un’idea delle domande che il medico potrà rivolgervi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ricordatevi di seguire tutti i consigli per la preparazione della visita. Quando prendete l’appuntamento ricordate di chiedere c’è qualcosa di particolare da fare prima della visita, ad esempio seguire una dieta speciale. Alcuni farmaci potrebbero falsare i risultati degli esami per l’ulcera, quindi il medico probabilmente vi chiederà di smettere di assumerli e comunque vi suggerirà delle alternative.</li>
<li>Scrivete tutti i sintomi di cui soffrite, inclusi quelli che apparentemente non hanno nulla a che vedere con il motivo della visita. Vi consigliamo inoltre di annotare tutti i sintomi e gli alimenti che assumete. Per le persone affette da ulcera peptica i sintomi peggiorano a stomaco vuoto.</li>
<li>Scrivete tutte le informazioni più importanti che vi riguardano, come ad esempio i motivi di stress principali o i cambiamenti recenti nella vostra vita.</li>
<li>Fate un elenco di tutti i farmaci e di tutti gli integratori e farmaci erboristici che state assumendo e presentatelo al medico. È particolarmente importante tenere nota dell’uso dei FANS e del dosaggio a cui normalmente li si assume.</li>
<li>Preparate un elenco di domande da rivolgere al medico.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Preparare in anticipo un elenco di domande vi aiuterà a sfruttare al meglio il breve tempo che trascorrerete insieme al vostro medico. Elencate le domande in ordine decrescente di importanza, in caso non abbiate abbastanza tempo. Per quanto riguarda l’ulcera peptica, tra le domande fondamentali da rivolgere al medico ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Qual è la causa più probabile dei miei sintomi?</li>
<li>Ci sono altre possibili cause dei miei sintomi?</li>
<li>A quali esami mi devo sottoporre? Occorre una preparazione speciale?</li>
<li>Il mio disturbo è temporaneo o cronico?</li>
<li>Quali terapie mi consiglia? Tra quanto tempo inizierò a stare meglio?</li>
<li>Che cosa devo fare se i miei sintomi non migliorano?</li>
<li>Quali sono le alternative all’approccio principale che lei suggerisce?</li>
<li>Devo seguire particolari restrizioni riguardo la dieta?</li>
<li>C’è un’alternativa generica o senza obbligo di ricetta al farmaco che mi ha prescritto?</li>
<li>Ha dei depliant o del materiale in consultazione? Quali siti web mi consiglia di consultare?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle domande che avete preparato, non esitate a rivolgerne altre durante la visita quando non qualcosa non vi è chiaro.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Che cosa farà il medico</h3>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente il medico vi porrà molte domande. Rispondere potrà occupare il tempo che avevate pensato di dedicare a punti per voi più importanti. Il medico potrà chiedervi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Quando sono comparsi i sintomi?</li>
<li>I suoi sintomi sono cronici o si presentano di tanto in tanto?</li>
<li>I sintomi sono gravi o sopportabili?</li>
<li>I sintomi peggiorano a stomaco vuoto?</li>
<li>C’è qualcosa che sembra alleviare i sintomi?</li>
<li>C’è qualcosa che sembra peggiorare i sintomi?</li>
<li>Assume farmaci analgesici? Con quale frequenza?</li>
<li>Soffre di nausea? Ha vomitato di recente?</li>
<li>Ha mai vomitato sangue o materiale nerastro?</li>
<li>Ha mai notato se è presente del sangue nelle feci o se le feci sono di colore nerastro?</li>
<li>Ha già assunto qualche farmaco per alleviare i sintomi?</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Che cosa fare prima della visita</h3>
<p style="text-align: justify;">In attesa della visita, evitate il fumo, gli alcolici, gli alimenti speziati e lo stress, per alleviare almeno in parte i disturbi. Se usate i FANS per diminuire il dolore, provate a sospenderli e ad assumere in alternativa il <a title="Paracetamolo (Tachipirina)" href="http://www.farmacoecura.it/farmaci/tachipirina-paracetamolo-indicazioni-gravidanza-dosi/">paracetamolo (Tachipirina®)</a>. Inoltre, per alleviare momentaneamente i disturbi, potete acquistare in farmacia degli antiacidi o degli antiulcera.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="pericoli">Pericoli</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Se non viene curata, l’ulcera peptica può degenerare in:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Emorragia interna</strong>. L’emorragia può verificarsi come lenta perdita di sangue che provoca l’<a title="Anemia" href="http://www.farmacoecura.it/malattie/anemia-mediterranea-talassemia-sintomi-causa-gravidanza/">anemia</a>, oppure come intensa perdita di sangue per cui può rivelarsi necessario il ricovero in ospedale o una trasfusione.</li>
<li><strong>Infezione</strong>. L’ulcera peptica può perforare le pareti dello stomaco o dell’intestino tenue, mettendovi a rischio di grave infezione della cavità addominale (<a title="Peritonite" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peritonite">peritonite</a>).</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Cicatrici</strong>. Le ulcere peptiche possono anche trasformarsi in tessuto cicatrizzato in grado di ostruire il passaggio degli alimenti nel canale digerente: le cicatrici vi faranno sentire sazi anche dopo aver mangiato pochi bocconi e provocheranno il vomito e la perdita di peso.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="durata">Diagnosi</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Per scoprire se i vostri disturbi sono causati da un’ulcera, probabilmente vi dovrete sottoporre a diversi esami, tra i quali ricordiamo:</p>
<p style="text-align: justify;">Esame del sangue. Mira a scoprire la presenza degli anticorpi dell’Helicobacter pylori. Uno svantaggio di questo esame è che a volte non riesce a distinguere tra l’esposizione al batterio avvenuta in passato e un’infezione in corso. Inoltre, è possibile un falso negativo se di recente avete assunto determinati farmaci, come gli antibiotici o gli inibitori della pompa protonica.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Test del respiro</strong>. In quest’esame viene usato un isotopo radioattivo del carbonio per evidenziare la presenza dell’Helicobacter pylori. Prima dell’esame, dovrete bere un bicchierino di una sostanza trasparente e insapore che contiene la sostanza radioattiva: l’isotopo fa parte di un’altra sostanza (urea) che sarà demolita dall’H. pylori. Dopo meno di un’ora, soffierete in uno speciale contenitore che poi verrà sigillato. Se è in corso un’infezione il campione di aria respirata conterrà l’isotopo radioattivo del carbonio sottoforma di anidride carbonica. Il test del respiro ha un vantaggio importante: è in grado di verificare l’efficacia della terapia usata per debellare l’H. pylori, scoprendo se i batteri sono stati uccisi o completamente debellati.</li>
<li><strong>Esame delle feci</strong>. Questo esame evidenzia la presenza del batterio in un campione di feci. È utile sia per diagnosticare l’infezione da H. pylori, sia per controllare l’efficacia della terapia.</li>
<li><strong>Radiografia del tratto gastrointestinale superiore</strong>. Questo esame visualizza l’esofago, lo stomaco e il duodeno. Durante la radiografia berrete un liquido bianco dal sapore metallico (contenente bario), che rivestirà le mucose interne dell’apparato digerente, rendendo visibile un’eventuale ulcera. Le radiografie del tratto gastrointestinale superiore sono in grado di scoprire solo alcune ulcere, e non tutte.</li>
<li><a title="Gastroscopia" href="http://www.farmacoecura.it/esami/diagnostici/gastroscopia-preparazione-sedazione-trans-nasale/"><strong>Gastroscopia</strong></a>. Questo esame può seguire la radiografia del tratto gastrointestinale superiore, se questa evidenzia che probabilmente è presente un’ulcera. In alternativa il medico può decidere di eseguire per prima l’endoscopia. Si tratta di un esame abbastanza delicato, in cui viene inserito nella gola un tubicino lungo e sottile con una videocamera fissata a un’estremità: il tubicino, poi, viene fatto scendere nell’esofago, nello stomaco e infine nel duodeno. Con questo strumento, il medico è in grado di vedere dall’interno la parte superiore del vostro apparato digerente e di identificare un’eventuale ulcera. Vi dovrete sottoporre a quest’esame se presentate sintomi come difficoltà nella deglutizione, perdita di peso, vomito (soprattutto se vomitate materiale rossastro o nerastro, che assomiglia ai fondi di caffè), feci di colore nerastro o anemia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se il medico diagnostica un’ulcera, può rimuovere piccoli campioni di tessuto (biopsia) dalla zona circostante: i campioni, in seguito, vengono esaminati al microscopio per escludere che si tratti di un <a title="Tumore" href="http://www.farmacoecura.it/tumore/tumore-cancro-introduzione/">tumore</a>. La biopsia è anche in grado di identificare la presenza di Helicobacter pylori all’interno della mucosa gastrica. A seconda della posizione dell’ulcera, il medico può consigliare di ripetere l’endoscopia dopo due o tre mesi per confermare che l’ulcera stia effettivamente guarendo.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a name="cura">Cura e terapia</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Molte ulcere sono provocate dal batterio Helicobacter pylori, quindi i medici usano un approccio a due vie per la terapia:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Uccidere il batterio.</li>
<li>Diminuire il livello di acidi nell’apparato digerente per alleviare il dolore e facilitare la guarigione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per realizzare questi due obiettivi è necessario usare almeno due (a volte tre o quattro) dei farmaci seguenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Antibiotici</strong>. I medici usano una combinazione di antibiotici per debellare l’H. pylori, perché un antibiotico solo non è sempre sufficiente per eliminare il microrganismo. Affinché la terapia sia efficace, è necessario seguire attentamente le istruzioni del medico. Tra gli antibiotici usati per eliminare il batterio ricordiamo: l’amoxicillina (Zimox®), la claritromicina (Klacid®, Macladin®, Veclam®) e il metronidazolo (Flagyl®). Probabilmente dovrete assumere gli antibiotici per due settimane, a seconda del loro tipo e di quanti sono. I farmaci prescritti insieme agli antibiotici, invece, generalmente dovranno essere assunti per un periodo più lungo.</li>
<li><strong>Antiulcera</strong>. I farmaci antiulcera, anche detti antistaminici anti-H2, diminuiscono la quantità di acido cloridrico presente nell’apparato digerente, alleviando così il dolore provocato dall’ulcera e accelerandone il processo di guarigione. Gli antiulcera impediscono all’istamina di raggiungere i recettori dell’istamina. L’istamina è una sostanza chimica presente nell’organismo: quando reagisce con i recettori, questi segnalano alle cellule che secernono i succhi gastrici di secernere l’acido cloridrico. Gli antiulcera sono disponibili in farmacia, con o senza ricetta medica; tra di essi ricordiamo: la ranitidina (Zantac®, Ranidil®), la famotidina (Gastridin®), la cimetidina (Tagamet®) e la nizatidina.</li>
<li><strong>Antiacidi</strong>. Il medico può decidere di includere anche un antiacido nel programma terapeutico. Gli antiacidi possono essere assunti contestualmente ai farmaci antiulcera, oppure possono sostituirli; non diminuiscono la secrezione di succhi acidi, ma neutralizzano gli acidi gastrici già secreti, e sono in grado di alleviare rapidamente il dolore.</li>
<li><strong>Inibitori della pompa protonica</strong>. Un altro modo per ridurre l’acidità di stomaco è quello di spegnere le “pompe” che si trovano all’interno delle cellule che secernono gli acidi. Gli inibitori della pompa protonica riducono l’acidità bloccando l’azione di queste minuscole pompe. Tra i farmaci di questa categoria, disponibili in farmacia con o senza ricetta, ricordiamo: l’omeprazolo (Mepral®, Omeprazen®), il lansoprazolo (Lansox®, Limpidex®), il rabeprazolo (Pariet®) e l’esomeprazolo (Nexium®). Il pantoprazolo (Peptazol®) può essere assunto per via orale o tramite flebo somministrata in ospedale. I medici spesso prescrivono questi farmaci per accelerare il processo di guarigione dell’ulcera peptica. Se siete stati ricoverati in ospedale a causa di un’emorragia provocata da un’ulcera, gli inibitori della pompa protonica somministrati tramite flebo diminuiscono la probabilità che l’emorragia si ripeta. Si ritiene che gli inibitori della pompa protonica inibiscano anche l’H. pylori, tuttavia l’uso protratto di questi farmaci, soprattutto ad alti dosaggi, può aumentare il rischio di fratture del femore. Se li state assumendo, chiedete al medico se dovete anche assumere un integratore di calcio.</li>
<li><strong>Agenti citoprotettivi</strong>. In alcuni casi, il medico potrebbe prescrivervi questi farmaci che aiutano a proteggere le mucose interne dello stomaco e dell’intestino tenue. Tra di essi ricordiamo il sucralfato (Sucralfin®) e il misoprostol (Cytotec®), entrambi disponibili in farmacia con obbligo di ricetta.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se nel vostro apparato digerente non ci sono trace dell’Helicobacter pylori, è probabile che l’ulcera sia provocata dagli antinfiammatori (che, se possibile, non dovreste più usare) o dal reflusso gastroesofageo, che può causare le ulcere esofagee. In entrambi i casi, il medico cercherà di diminuire i livelli di acidità, usando gli antiulcera, gli antiacidi o gli inibitori della pompa protonica, e inoltre potrebbe consigliarvi i farmaci citoprotettivi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ulcere che non guariscono</h3>
<p style="text-align: justify;">Le ulcere peptiche che non guariscono dopo la terapia sono dette ulcere refrattarie. Un’ulcera può non guarire per diversi motivi, tra cui ricordiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Assunzione dei farmaci senza rispettare le indicazioni del medico.</li>
<li>Presenza di un ceppo di Helicobacter pylori resistente agli antibiotici.</li>
<li>Uso regolare di tabacco.</li>
<li>Uso regolare di alcool.</li>
<li>Uso regolare di antinfiammatori. In alcuni casi il problema è accidentale: è possibile che il paziente non sappia che un farmaco che sta assumendo contenga un FANS.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In casi più rari, le ulcere refrattarie possono essere provocate da:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sovrapproduzione di acidi gastrici, come avviene nelle persone affette dalla <a title="Sindrome di Zollinger-Ellison" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Zollinger-Ellison">sindrome di Zollinger-Ellison</a>.</li>
<li>Infezione non provocata dall’Helicobacter pylori.</li>
<li>Tumore allo stomaco.</li>
<li>Altre patologie, tra cui la cirrosi e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La terapia per l’ulcera refrattaria di solito consiste nell’eliminazione dei fattori che possono interferire con la guarigione e nell’assunzione di farmaci antiulcera a dosaggi maggiori. In alcuni casi, possono essere aggiunti altri farmaci. L’intervento chirurgico è necessario solo se l’ulcera non risponde a una terapia farmacologica aggressiva.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Stile di vita e rimedi fai da te</h3>
<p style="text-align: justify;">Prima della scoperta dell’H. pylori, spesso i medici consigliavano ai pazienti affetti da ulcera di seguire una dieta rigida e di diminuire lo stress. Ora che l’alimentazione e lo stress sono stati esclusi come fattori scatenanti diretti, non viene più data loro così tanta importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, quando l’ulcera è in via di guarigione, è comunque consigliabile fare attenzione all’alimentazione e tenere sotto controllo lo stress. Gli alimenti acidi o speziati possono far aumentare il dolore e lo stesso discorso vale per il nervosismo, che è in grado di aumentare l’acidità. Se lo stress è molto forte, può rallentare il processo di guarigione dell’ulcera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il medico, inoltre, potrà darvi questi utili suggerimenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non fumare. Il fumo interferisce con l’azione della mucosa protettiva dello stomaco, rendendola maggiormente soggetta alle ulcere. Il fumo, inoltre, aumenta l’acidità di stomaco.</li>
<li>Limitare l’uso di alcool, o evitarlo completamente. L’alcool, se assunto in quantità eccessive, è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, provocando infiammazione e sanguinamento.</li>
<li>Evitare gli antinfiammatori non steroidei (FANS). Se fate uso regolare di analgesici, provate il paracetamolo (Tachipirina e altri).</li>
<li style="text-align: justify;">Tenere sotto controllo il reflusso. Se soffrite di ulcera esofagea, che di solito è collegata al reflusso, potete prendere diversi provvedimenti per tenere sotto controllo il reflusso. Vi consigliamo, ad esempio, di evitare gli alimenti speziati e grassi, di non coricarvi subito dopo i pasti, di usare qualche cuscino in più e di cercare di dimagrire. Per tenere sotto controllo il reflusso gastrico può anche essere utile evitare il fumo, gli alcolici e i FANS.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a title="Ulcera peptica" href="http://www.mayoclinic.com/health/peptic-ulcer/DS00242">Traduzione</a> ed integrazione a cura di Elisa Bruno</p>
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