<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2enclosuresfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0">

<channel>
	<title>Fatto &amp; Diritto</title>
	
	<link>http://www.fattodiritto.it</link>
	<description>La cronaca giudiziaria secondo gli esperti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 16:38:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.2</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/FattoDiritto" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="fattodiritto" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">News &amp; Politics</media:category><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>La cronaca giudiziaria secondo gli esperti</itunes:subtitle><itunes:category text="News &amp; Politics" /><item>
		<title>E’ morto in carcere l’ex dittatore argentino Jorje Rafael Videla, “El infierno es poco”</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/e-morto-in-carcere-lex-dittatore-argentino-jorje-rafael-videla-el-infierno-es-poco/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=e-morto-in-carcere-lex-dittatore-argentino-jorje-rafael-videla-el-infierno-es-poco</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/e-morto-in-carcere-lex-dittatore-argentino-jorje-rafael-videla-el-infierno-es-poco/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 13:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura argentina]]></category>
		<category><![CDATA[videla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38065</guid>
		<description><![CDATA[BUENOS AIRES, 18 Maggio 2013 &#8211; A volte, la morte può essere un sollievo. Lo è sicuramente per Jorje Rafael Videla, morto ieri, in carcere dove avrebbe dovuto scontare due ergastoli per crimini contro l’umanità. La sua morte è un sollievo è anche per madri di Plaza de Mayo, che sanno che “un essere spregevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380660"></div></div><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/e-morto-in-carcere-lex-dittatore-argentino-jorje-rafael-videla-el-infierno-es-poco/jorjevidela/" rel="attachment wp-att-38066"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38066" title="jorjevidela" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/jorjevidela-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>BUENOS AIRES, 18 Maggio 2013 &#8211; A volte, la morte può essere un sollievo. Lo è sicuramente per Jorje Rafael Videla, morto ieri, in carcere dove avrebbe dovuto scontare due ergastoli per crimini contro l’umanità. La sua morte è un sollievo è anche per madri di Plaza de Mayo, che sanno che “un essere spregevole ha lasciato questo mondo”.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Videla, dittatore argentino dal 1976 al 1981, è morto per cause naturali nel carcere Marcos Paz di Buenos Aires, all’età di 87 anni, senza essersi mai pentito. Il suo motto era chiaro: «Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi».</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il dittatore argentino, dopo aver deposto Isabelita Peron con un golpe militare, attuò un regime militare privando gli argentini della libertà, della propria dignità. Durante la sua dittatura morirono 30 mila persone, molti di questi “desaparecidos”.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Tra i crimini commessi, l’istituzione della forza armata per reprimere gli oppositori al regime, l’esproprio delle terre ai contadini, il furto di neonati affidati poi all’esercito, lo sterminio degli oppositori: alcune migliaia di giovani dopo essere stati torturati, furono lanciati dall’aereo in volo sul Rio della Plata.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">I contrasti con il Cile portarono quasi ad una guerra: il motivo di contrasto era la sovranità sulle isole del Canale di Beagle ( Picton, Lennox e Nueva). Dopo il lodo sfavorevole del Regno Unito, nel ’78, i due paesi arrivarono la conflitto armato che fu evitato grazie alla mediazione di Papa Giovanni Paolo II.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Videla fu allontanato dal potere a causa delle tensioni interne tra le forze armate, e la presidenza fu assunta dal Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Roberto Eduardo Viola, nel 1981. Intanto, le denunce per la violazione dei diritti umani arrivarono all’attenzione degli organismi internazionali e degli stati esteri.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nel 1983, Videla fu processato e dichiarato colpevole per l’uccisione e la sparizione di circa 30.000 persone e condannato all’ergastolo. Nel 1990 però, il Presidente Carlos Saul Menem, gli concedette l’indulto per via delle pressioni che riceveva dalle giunte militari. Il 25 Aprile 2007 però, la grazia concessa dal Presidente Menem fu ritenuta incostituzionale e le condanne di ergastolo emesse nel processo dell’85 ritornarono efficaci e Videla fu rinchiuso in carcere.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Si susseguirono altre recenti sentenze, il 22 dicembre 2010,  un ergastolo per la morte di 31 detenuti in un carcere e il 5 luglio 2012, una condanna a 50 anni per rapimento e sottrazione di identità perpetrati nei confronti dei figli dei desaparecidos</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">. Insieme a lui sono stati condannati </span><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" title="Reynaldo Bignone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reynaldo_Bignone">Reynaldo Bignone</a><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> (a 15 anni) e</span><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" title="Jorge Eduardo Acosta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Eduardo_Acosta">Jorge Eduardo Acosta</a><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, detto &#8220;el Tigre&#8221; (a 30 anni)</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Come è facilmente intuibile, gli orrori commessi dalla dittatura argentina sono di recente riconoscimento. La stessa figura di Videla è stata compresa a pieno solo dopo la sentenza del 2007. Per moltissimi anni, la questione dei desaparecidos, dei neonati rapiti, delle persone torturate, furono battaglie portate avanti da poche associazioni di familiari e discendenti delle vittime nel più totale disinteresse del governo.</span></p>
<div>
<p>Dopo la morte di Videla, molti politici hanno chiesto che sia ricordato come un dittatore, ed espresso cordoglio per i familiari delle vittime. Hernán Lombardi, Ministero della Cultura, ha elogiato la democrazia argentina che lo ha condannato.<span style="font-size: xx-small;"> </span>Ricardo Alfonsin ha elogiato il fatto che Videla sia morto in carcere. Ma ciò che è più eloquente è lo striscione appeso da alcuni ragazzi vicino l&#8217;abitazione di Videla con scritto &#8220;El infierno es poco&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CLARISSA MARACCI</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/e-morto-in-carcere-lex-dittatore-argentino-jorje-rafael-videla-el-infierno-es-poco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COFFEE LEX- L’acquisto di immobili da impresa (2 puntata)</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/coffee-lex-lacquisto-di-immobili-da-impresa-2-puntata/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=coffee-lex-lacquisto-di-immobili-da-impresa-2-puntata</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/coffee-lex-lacquisto-di-immobili-da-impresa-2-puntata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 05:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coffee Lex]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto immobili prima casa]]></category>
		<category><![CDATA[coffee lex]]></category>
		<category><![CDATA[notaio]]></category>
		<category><![CDATA[notaio sabatini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=37758</guid>
		<description><![CDATA[Con circolare 19/E/2001 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui l&#8217;acquirente sia titolare sul territorio nazionale di altra casa di abitazione acquistata con le agevolazioni, non può godere del beneficio in parola, indipendentemente dall&#8217;utilizzazione di fatto e dall&#8217;eventuale cambio di destinazione del frattempo intervenuto. Non è più richiesta la destinazione abitativa espressamente prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-377590"></div></div><p align="JUSTIFY"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/i-giovani-e-lacquisto-della-prima-casa-un-aiuto-da-parte-dei-genitori/coffelex/" rel="attachment wp-att-34745"><img class="alignleft size-medium wp-image-34745" title="cof" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/03/coffelex-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Con circolare 19/E/2001 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui l&#8217;acquirente sia titolare sul territorio nazionale di altra casa di abitazione acquistata con le agevolazioni, non può godere del beneficio in parola, indipendentemente dall&#8217;utilizzazione di fatto e dall&#8217;eventuale cambio di destinazione del frattempo intervenuto. Non è più richiesta la destinazione abitativa espressamente prevista per l&#8217; ipotesi di alienazione infraquinquennale dell&#8217;immobile agevolato seguito da riacquisto entro l&#8217;anno di altro immobile, quale condizione per evitare la decadenza dai benefici). L&#8217;acquisto agevolato nel Comune di residenza o in Comune diverso (con obbligo in questo caso di trasferirvi la residenza entro 18 mesi) non &#8220;impongono&#8221; al contribuente di destinare l&#8217;immobile a propria abitazione: è sufficiente non possedere a titolo esclusivo o in comunione col coniuge altra casa nel Comune ove è situato l&#8217;immobile acquistato e non possedere, anche per quote, anche in regime di comunione legale  su tutto il territorio nazionale, altro immobile acquistato con i benefici. Per quanto l&#8217;AE attribuisca rilevanza al dato catastale, per cui una casa già d&#8217;abitazione posta nello stesso Comune e &#8220;degradata&#8221; a unità immobiliare non abitativa (per es. classificata in catasto come C/2 o F/2) non è di ostacolo alla fruizione dei benefici, stando a quanto enunciato dalla Circolare 19/E di cui sopra, sembra esserlo il possesso di un immobile acquistato con i benefici e che manterrebbe la sua destinazione, preclusiva di ulteriori acquisti agevolati, indipendentemente al mutamento della sua destinazione anche catastale nel frattempo intervenuta.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ frequente nella prassi che il venditore di un immobile nel quinquennio dall’acquisto, assuma formale impegno a riacquistare altra prima casa entro il successivo anno al fine di poter godere nuovamente delle agevolazioni. In questi casi l’acquirente potrebbe, nel caso in cui il suo dante causa, non provveda al riacquisto e quindi decada dalle agevolazioni, trovarsi nella spiacevole situazione di essere chiamato a pagare, in quanto solidalmente responsabile con il venditore, quanto da questo non corrisposto all’Erario che gode del privilegio speciale che coinvolge gli immobili ai quali il tributo si riferisce a garanzia del credito dello Stato che nasce dal perfezionamento dell&#8217;atto da sottoporre a registrazione ex art. 2772. E’ quindi opportuno che chi acquista una casa da chi abbia precedentemente fruito delle agevolazioni e si impegni a richiederle nel successivo acquisto, pretenda idonee garanzie per l’eventuale pagamento della differenza di imposta e sanzione dovuta dal suo dante causa.</p>
<p align="JUSTIFY">Va segnalata la sentenza 26 gennaio 2009 n. 2 della Commissione Tributaria Provinciale per la quale le agevolazioni “prima casa” permangono se, per forza maggiore, l’interessato non può trasferire la propria residenza nell’immobile acquistato nei 18 mesi previsti dalla norma. È stata ritenuta causa di forza maggiore (per l’imprevedibilità e inevitabilità), non imputabile alla parte obbligata, anche il ritardo burocratico con cui il Comune ha rilasciato il permesso di agibilità, nonché l’infiltrazione d’acqua dell’appartamento sovrastante, che ne aveva fatto venire meno le condizioni igieniche di abitabilità.</p>
<p align="JUSTIFY">Riassumiamo quindi le condizioni ostative alla concessione delle agevolazioni:</p>
<p align="JUSTIFY">1) &#8211; titolarità esclusiva o in comunione con il coniuge (comunione legale od ordinaria) dei diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di altra casa di abitazione nel Comune in cui è situato l’immobile da acquistare;</p>
<p align="JUSTIFY">2) &#8211; titolarità, anche <em>pro quota</em>, su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata, a titolo oneroso, con le agevolazioni della prima casa (dal 1982 in poi);</p>
<p align="JUSTIFY">precisando che aver in precedenza usufruito delle agevolazioni per la prima casa per le imposte ipotecarie e catastali dovute in occasione di un acquisto gratuito (successione o donazione) non impedisce di usufruire dell&#8217;agevolazione in caso di successivo acquisto a titolo oneroso. I due trattamenti tributari infatti sono tra loro ben diversi e distinti : quello riguardante le donazioni comporta l&#8217;applicazione delle imposte fisse ipotecaria e catastale e non incide sull&#8217;imposta di donazione; quello riguardante gli acquisti onerosi comporta l&#8217;aliquota agevolata di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.</p>
<p align="JUSTIFY"><a name="key-185619-0"></a><a name="key-185619-1"></a> Secondo la Circ. n. 44/E del 7 maggio 2001 Agenzia delle Entrate &#8211; Dir. normativa e contenzioso (Successioni e donazioni -  Applicazione  dell&#8217;imposta  &#8211; Agevolazione  per l&#8217;acquisizione della prima casa &#8211; Applicazione delle imposte ipotecaria  e catastale &#8211; Modalità &#8211; Istruzioni - <a href="http://home.ilfisco.it/perl/fol.pl?cmd-doc=178971">Art. 69</a>, L. 21 novembre 2000, n. 342  &#8211; D.Lgs. 31 ottobre 1990, <a href="http://home.ilfisco.it/perl/fol.pl?cmd-doc=072478">n. 346</a>) &#8220;<em>Appare  utile  evidenziare  che  l&#8217;applicazione   dell&#8217;agevolazione   in argomento non preclude la possibilità, in  sede  di  successivo  acquisto  a titolo  oneroso  di  altra  abitazione,  di  fruire  dei  benefici  previsti dall&#8217;<a href="http://home.ilfisco.it/perl/fol.pl?cmd-doc=072228">art. 1</a>, comma 1, quinto periodo, della Tariffa, Parte  prima,  allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l&#8217;imposta di registro, per  la diversità dei presupposti che legittimano  l&#8217;acquisto  del  bene  in  regime agevolato.&#8221;</em></p>
<p align="JUSTIFY">Quindi, secondo detta Circolare, trattandosi di due distinti trattamenti tributari e considerato che in sede di donazione il donatario deve dichiarare di non essere titolare di case acquistate con le agevolazioni di cui alla lett. C) Nota II bis Tariffa parte prima DPR 131/86 ed altrettanto deve fare quando acquisti a titolo oneroso, accade che chi abbia acquistato per donazione una casa posta in un certo Comune e di cui conservi la titolarità, può acquistare a titolo oneroso altra casa in altro Comune usufruendo dell&#8217;agevolazione in tema di imposta di registro. Invece, sempre secondo la detta circolare, qualora la stessa persona abbia fatto il primo acquisto agevolato a titolo oneroso non può fruire dell&#8217;agevolazione sul secondo acquisto gratuito, perché non è più in grado di dichiarare di essere in possesso dei requisiti idonei.</p>
<p align="JUSTIFY">In sintesi : se ho ricevuto per donazione o successione un bene per il quale ho richiesto le agevolazioni prima casa, posso richiederle in sede di acquisto a titolo oneroso (per atto tra vivi) di altro immobile sito in altro Comune.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma ATTENZIONE : non vale il contrario! Se ho acquistato in bene a titolo oneroso e ho richiesto le agevolazioni per la prima casa, non potrò fruire delle stesse in caso di acquisto per donazione o successione.</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo l’Agenzia delle Entrate (circolare n. 38/e del 12 agosto 2005, le agevolazioni per l’acquisto della cd “prima casa” spettano anche al cittadino italiano emigrato all&#8217;estero (che non ha più, quindi, la residenza in Italia), quale che sia l&#8217;ubicazione dello stesso sul territorio nazionale. Ovviamente, in tal caso, l&#8217;agevolazione compete qualora sussistano gli altri requisiti e, in particolare, a condizione che l&#8217;immobile sia acquistato come &#8220;<em>prima casa</em>&#8220;, <strong>senza che sia necessario per l&#8217;acquirente stabilire entro diciotto mesi la residenza nel comune in cui è situato l&#8217;immobile acquistato</strong> (cfr. circolare n. 19/E del 1 marzo 2001, paragrafo 2.1.2. e circolare n. 1 del 2 marzo 1994 capitolo I, paragrafo 2, lett. b). In sintesi, per fruire dell&#8217;agevolazione, devono ricorrere le condizioni di cui alle lettere b) (assenza di altri diritti reali vantati su immobili ubicati nello stesso comune) e c) (novità nel godimento dell&#8217;agevolazione) della nota II-bis, mentre, considerato lo status di emigrato, <strong>non si richiede la residenza nel comune ove è ubicato l&#8217;immobile</strong>. La condizione di emigrato all&#8217;estero non deve necessariamente essere documentata con certificato di iscrizione all&#8217;AIRE (anagrafe italiana residenti all&#8217;estero), ma può essere <strong>autocertificata dall&#8217;interessato mediante dichiarazione resa nell&#8217;atto di acquisto ai sensi dell&#8217;articolo 46, d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445</strong>, recante disposizioni in materia di &#8220;Dichiarazioni sostitutive di certificazioni&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Per tutti i contribuenti che non hanno la cittadinanza italiana, l&#8217;agevolazione, invece, spetta solo se ricorrono tutte le condizioni di cui alla nota II bis, ed in particolare se l&#8217;acquirente abbia (o stabilisca entro diciotto mesi) la residenza nel comune in cui è ubicato l&#8217;immobile acquistato.&#8221;</p>
<p align="JUSTIFY">DOTT. STEFANO SABATINI (Notaio)</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Potete rileggere la prima puntata sulla rubrica di F&amp;D &#8220;Coffee Lex&#8221; di sabato scorso 11 maggio 2013. </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/coffee-lex-lacquisto-di-immobili-da-impresa-2-puntata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Angelina Jolie si fa asportare il seno per prevenzione. Il parere dell’oncologo.</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/angelina-jolie-si-fa-asportare-il-seno-per-prevenzione-il-parere-delloncologo/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=angelina-jolie-si-fa-asportare-il-seno-per-prevenzione-il-parere-delloncologo</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/angelina-jolie-si-fa-asportare-il-seno-per-prevenzione-il-parere-delloncologo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 05:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38029</guid>
		<description><![CDATA[USA, 18 MAGGIO &#8217;13- La notizia è di quelle che destano scalpore. Una star della fama e della bellezza di Angelina Jolie che si fa asportare chirurgicamente il seno per ridurre il rischio di cancro alla mammella. In questo ultimo decennio sono stati individuati due geni ( BRCA1 e BRCA2 ) che sono responsabili della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380300"></div></div><p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/?attachment_id=38030" rel="attachment wp-att-38030"><img class="alignleft size-full wp-image-38030" title="images" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/images4.jpg" alt="" width="267" height="189" /></a>USA, 18 MAGGIO &#8217;13- La notizia è di quelle che destano scalpore. Una star della fama e della bellezza di Angelina Jolie che si fa asportare chirurgicamente il seno per ridurre il rischio di cancro alla mammella.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">In questo ultimo decennio sono stati individuati due geni ( BRCA1 e BRCA2 ) che sono responsabili della trasmissione ereditaria del cancro mammario . Da sempre è risaputo che esiste una familiarità per tale tumore , ma solo nei portatori di tali geni la malattia segue le precise leggi della ereditarietà . Evidenziare le donne portatrici di questi geni è molto semplice poiché è sufficiente un prelievo di sangue ,ma prima di ciò vanno identificate la famiglie a rischio mediante una accurata ricostruzione dell&#8217;albero genealogico in cui vengono segnalati i consaguinei diretti o collaterali di due – tre generazioni che si sono ammalati di cancro della mammella o dell&#8217;ovaio o dell&#8217;utero . Se presente un tale quadro allora la persona interessata può essere sottoposta all&#8217;indagine genetica. Perché è importante conoscere se sono presenti i geni BRCA1 o BRCA2 ? Innanzi tutto se la persona è a sua volta ammalata di cancro della mammella , la sua malattia ha una prognosi peggiore e pertanto dovranno essere attuate terapie maggiormente aggressive .</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Se invece la donna non è al momento malata dovrà mettere in atto tutti quei presidi per attuare una efficacie prevenzione del tumore. Tra questi è prevista anche la mastectomia bilaterale profilattica .</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Questo intervento consiste nell&#8217;asportazione completa della ghiandola mammaria bilateralmente per via sottocutanea con conservazione della cute e del capezzolo e con il posizionamento di due protesi mammarie con un buon risultato estetico.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Tale procedura va ovviamente discussa con la paziente che decide in base al suo modo di porsi nei riguardi della malattia , nella consapevolezza che esistono metodi di prevenzione attualmente molto efficaci come la mammografia annuale ,accompagnata sempre da esame ecografico o dalla risonanza magnetica in caso dubbi . Questa seconda strada è quella seguita dalla maggioranza delle donne , ma esistono persone , specie negli Stati Uniti , che preferiscono affrontare l&#8217;intervento .La decisione , oltre naturalmente dallo stato psicologico , è molto condizionata dall&#8217;età della donna : una giovane donna che non ha ancora avuto figli pensando ad un eventuale allattamento rifiuterà la chirurgia . Questa comporta una riduzione del rischio dell&#8217;87% , rischio che non raggiunge lo zero persistendo comunque un 5% di probabilità di sviluppare un tumore che prende origine da residui anche minimi di ghiandola mammaria .</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: large;">Dott. Giorgio Rossi </span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/angelina-jolie-si-fa-asportare-il-seno-per-prevenzione-il-parere-delloncologo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nigeria, esplode la violenza tra governo e gruppi ribelli islamici</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/nigeria-esplode-la-violenza-tra-governo-e-gruppi-ribelli-islamici/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=nigeria-esplode-la-violenza-tra-governo-e-gruppi-ribelli-islamici</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/nigeria-esplode-la-violenza-tra-governo-e-gruppi-ribelli-islamici/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi terroristici]]></category>
		<category><![CDATA[boko haram]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38058</guid>
		<description><![CDATA[NIGERIA, 17 Maggio 2013 – Anche in Nigeria il esplode il conflitto tra Governo e gruppi ribelli islamici. E’ la setta Boko Haram a portare avanti attacchi terroristici almeno da un anno. Si tratta di un gruppo legato ad Al Qaeda e per certi versi ancora più estremista. Nel mirino di Boko Haram le chiese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380590"></div></div><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/nigeria-esplode-la-violenza-tra-governo-e-gruppi-ribelli-islamici/bokoharam-attack/" rel="attachment wp-att-38059"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38059" title="bokoharam attack" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/bokoharam-attack-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NIGERIA, 17 Maggio 2013 – Anche in Nigeria il esplode il conflitto tra Governo e gruppi ribelli islamici. E’ la setta Boko Haram a portare avanti attacchi terroristici almeno da un anno. Si tratta di un gruppo legato ad Al Qaeda e per certi versi ancora più estremista. Nel mirino di Boko Haram le chiese cattoliche ( religione dominante nel sud della Nigeria, dove ha sede il Governo) e l’islam moderato.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Questo gruppo terroristico, fondato nel 2002 nella Nigeria settentrionale, ha come obiettivo principale l’instaurazione della Shar’ia, ma come in molti altri paesi vicini (come il Mali ad esempio) il gruppo attira seguaci tra i giovani disoccupati più per ribellione sociale che per convinzione religiosa.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La povertà e la disoccupazione che affliggono la Nigeria del Nord sono così allarmanti – ed è facile capirlo dal numero di Nigeriani che affluiscono in Italia per spacciare o prostituirsi – che l’opzione di unirsi ad un gruppo islamista che permette la tua sopravvivenza non è poi così male. Inoltre, Boko Haram è stato apertamente finanziato dai governatori delle regioni di Kano e Bauchi per soverchiare il Governo centrale di Abuja.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ora, il presidente Goodluck Jonathan ha dichiarato lo stato d’emergenza nel Borno, nello Yobe e nell’Adamawa e ha inviato l’esercito in questi tre stati a seguito delle stragi susseguitesi nell’ultimo mese, che hanno causato più di 200 morti.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nonostante le perplessità di alcuni governatori, il Presidente nigeriano ha parlato di una guerra civile in atto nel paese, alla quale non si può che rispondere con un intervento armato dello Stato.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">L’ultimo attacco rivendicato da Boko Haram è quello avvenuto a Bama il 7 maggio scorso, nel quale sono state massacrate 55 persone. In tutto, le vittime dei vari attacchi susseguitesi dal 2001 potrebbero ammontare ad un migliaio.</span></p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">CLARISSA MARACCI </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/nigeria-esplode-la-violenza-tra-governo-e-gruppi-ribelli-islamici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pensionato a processo: coltivava marijuana nell’orto</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/pensionato-a-processo-coltivava-marijuana-nellorto/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=pensionato-a-processo-coltivava-marijuana-nellorto</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/pensionato-a-processo-coltivava-marijuana-nellorto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38053</guid>
		<description><![CDATA[ESANATOGLIA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Un pensionato di 62 anni, E.B. le iniziali, è comparso davanti al tribunale di Camerino per i reati di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L&#8217;uomo è tornato in libertà dopo aver patteggiato una multa di 2400 euro e una pena a otto mesi di reclusione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380540"></div></div><p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large; color: #000000;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/pensionato-a-processo-coltivava-marijuana-nellorto/marij/" rel="attachment wp-att-38054"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38054" title="marij" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/marij-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ESANATOGLIA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Un pensionato di 62 anni, E.B. le iniziali, è comparso davanti al tribunale di Camerino per i reati di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L&#8217;uomo è tornato in libertà dopo aver patteggiato una multa di 2400 euro e una pena a otto mesi di reclusione, sospesa. Il pensionato era stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Camerino insospettiti dal continuo via vai di giovani e giovanissimi dalla sua abitazione. Preziose anche le testimonianze dei vicini di casa. Il blitz dei militari, in borghese, è scattato nell&#8217;abitazione dell&#8217;uomo dove sono stati rinvenuti oltre 200 grammi di marijuana, semi di cannabis e un bilancino di precisione. Sette piante di marijuana sono state trovate vicino all&#8217;orto di casa. Tutto il materiale rivenuto è stato posto sotto sequestro. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large; color: #000000;">LA REDAZIONE</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/pensionato-a-processo-coltivava-marijuana-nellorto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ Aquila: le motivazioni della condanna dei quattro tecnici della “Casa dello Studente”</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/l-aquila-le-motivazioni-della-condanna-dei-quattro-tecnici-della-casa-dello-studente/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=l-aquila-le-motivazioni-della-condanna-dei-quattro-tecnici-della-casa-dello-studente</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/l-aquila-le-motivazioni-della-condanna-dei-quattro-tecnici-della-casa-dello-studente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[condanna tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[motivazioni sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[prevedibilità terremoti]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto aquila]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38048</guid>
		<description><![CDATA[17 MAGGIO &#8217;13, L&#8217;AQUILA &#8211; Il 17 febbraio erano stati condannati (si legga articolo di Fatto e Diritto del 17 febbraio) e si aspettavano le motivazioni, depositate nella giornata di ieri. Sono stati condannati 4 tecnici che si occuparono del restauro della Casa dello Studente nel 2000 e altrettanti sono stati assolti. Bernardino Pace, Pietro Centofanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380490"></div></div><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/l-aquila-le-motivazioni-della-condanna-dei-quattro-tecnici-della-casa-dello-studente/images-296/" rel="attachment wp-att-38050"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38050" title="images" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/images6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>17 MAGGIO &#8217;13, L&#8217;AQUILA &#8211; Il 17 febbraio erano stati condannati (si legga articolo di Fatto e Diritto del 17 febbraio) e si aspettavano le motivazioni, depositate nella giornata di ieri. Sono stati condannati 4 tecnici che si occuparono del restauro della Casa dello Studente nel 2000 e altrettanti sono stati assolti. Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone dovranno scontare 4 anni di reclusione e Pietro Sebastiani, due anni e mezzo per omicidio colposo plurimo. Le responsabilità dei primi tre stanno nell&#8217;aver violato tutte le prescrizioni e di non aver corretto gli errori che erano stati fatti già nella progettazione dell&#8217;edificio, avvenuta nel 1965. I grossolani errori dei tre tecnici sono stati evidenziati grazie al dossier di 1300 pagine della professoressa Gabriella Mulas del dipartimento di Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, nominata super perito al processo, la quale afferma che i soldi impiegati per il restauro, a causa delle mancanze e degli sbagli commessi, sono stati &#8220;buttati nella spazzatura&#8221;. La responsabilità del Sebastiani è considerata più lieve in quanto il tecnico per dell&#8217; azienda per il diritto allo studio che gestiva la Casa avrebbe omesso &#8220;solamente&#8221; il collaudo statico dell&#8217;immobile.</p>
<p>La sentenza, come si è già detto, è condivisibile, nel senso che gode di un supporto anche scientifico basato su esperienze, elementi strutturali, etc&#8230;, ma se si vanno a leggere le motivazioni il giudice Grieco si va ad allineare alla posizione espressa dal giudice Billi, il quale ha condannato lo scorso ottobre i membri della Commissione Grandi Rischi, depositando le motivazioni a gennaio e suscitando notevoli polemiche (si legga a riguardo l&#8217;articolo di Fatto e Diritto del 19 gennaio): il terremoto poteva essere previsto &#8220;essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l&#8217;area aquilana&#8221;. Periodo che, scrive citando il consulente Luis Decanini, &#8220;è stato indicato in circa 325 anni dall&#8217;anno 1000&#8243;. Inoltre, si è trattato di un &#8220;sisma certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità storica dell&#8217;area&#8221;. Ovviamente, queste affermazioni sono utilizzate per sottolineare maggiormente la responsabilità dei costruttori e dei tecnici, i quali dovevano tener presente che la zona era a rischio sismico e, perciò, predisporre al momento del restauro i mezzi e gli strumenti per potenziare la struttura e renderla idonea a supportare eventi sismici, già verificatisi nel corso degli anni in quella zona. Tuttavia, pur se utilizzate a questo fine, per sottolineare la negligenza dei condannati, queste dichiarazioni non sono sono fondate sulle nozioni e le attuali conoscenze della sismologia, la quale nega la prevedibilità dei terremoti da sempre. Ad esprimere il disappunto della comunità scientifica è il sismologo Enzo Boschi: &#8220;i terremoti finora non li ha mai previsti nessuno. Allo stato attuale delle conoscenze  non si riesce a prevedere i terremoti. Quello che è possibile fare, e che i Paesi avanzati fanno, è rendere più sicuri gli edifici in modo da ridurre al minimo i danni&#8221;. E qui sta la responsabilità dei tecnici: le previsioni dei terremoti, al momento, si lascino ai sensitivi.</p>
<p><strong>MOSE&#8217; TINTI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/l-aquila-le-motivazioni-della-condanna-dei-quattro-tecnici-della-casa-dello-studente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arrestato giovane ad Arcevia trovato con la cocaina</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/arrestato-giovane-ad-arcevia-trovato-con-la-cocaina/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=arrestato-giovane-ad-arcevia-trovato-con-la-cocaina</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/arrestato-giovane-ad-arcevia-trovato-con-la-cocaina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 10:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[arcevia]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato 31 enne arcevia]]></category>
		<category><![CDATA[giovane]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio cocaina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38044</guid>
		<description><![CDATA[ARCEVIA, 17 Maggio 2013 – Arrestato un 31 enne di Latina residente ad Arcevia per spaccio di cocaina. L’uomo è stato fermato ad un posto di blocco dei carabinieri mentre transitava all’altezza di Ostra Vetere. Il giovane è stato perquisito proprio perché mostrava un atteggiamento piuttosto nervoso e gli sono stati trovati addosso 3.8 grammi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380450"></div></div><p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/arrestato-giovane-ad-arcevia-trovato-con-la-cocaina/spaccio-di-cocaina/" rel="attachment wp-att-38045"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38045" title="spaccio di cocaina" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/spaccio-di-cocaina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ARCEVIA, 17 Maggio 2013 – Arrestato un 31 enne di Latina residente ad Arcevia per spaccio di cocaina. L’uomo è stato fermato ad un posto di blocco dei carabinieri mentre transitava all’altezza di Ostra Vetere. Il giovane è stato perquisito proprio perché mostrava un atteggiamento piuttosto nervoso e gli sono stati trovati addosso 3.8 grammi di cocaina.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il giovane, di professione operaio, è stato processato per direttissima e il giudice Antonella Marrone ha convalidato l’arresto: domiciliari fino al 30 maggio, giorno nel quale si terrà l’udienza preliminare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che cosa rischia il giovane? </strong></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti previsto dall’art. 73 dpr 309/’90, punisce con una pena della reclusione da </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">sei a venti anni</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> e con la </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">multa da euro 26.000 a euro 260.000</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, chiunque, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope inserite nelle tabelle ministeriali.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il comma 1 bis dell’art. 73 afferma che “Con le medesime pene di cui al comma 1 e’ punito chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene: </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">a)</strong><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">sostanze stupefacenti o psicotrope</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> che per quantita’, in particolare se superiore ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della salute emanato di concerto con il Ministro della giustizia sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale per le politiche antidroga- ovvero per modalità di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell’azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale”.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La valutazione della destinazione a fini di spaccio non può e non deve essere circoscritta al profilo ponderale. Vanno presi in considerazione ulteriori elementi quali lo stato di tossicodipendenza o di assunzione periodica del detentore, il contesto socio-ambientale di vita e gli eventuali rapporti o collegamenti con ambienti deputati allo spaccio ovvero con soggetti implicati nel traffico di stupefacenti, la capacità patrimoniale dell’imputato in relazione alla quantità e qualità della droga ed al prezzo sul mercato, la qualità e quantità dello stupefacente rapportate al fabbisogno personale in relazione all’età ed in relazione al processo di naturale scadimento degli effetti droganti, la disponibilità di attrezzature atte alla pesatura ovvero di mezzi per il confezionamento delle dosi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">AVV.TOMMASO ROSSI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/arrestato-giovane-ad-arcevia-trovato-con-la-cocaina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stringevano amicizie su Fb per trovare case da svaligiare. Denunciate due liceali di buona famiglia</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/stringevano-amicizie-su-fb-per-trovare-case-da-svaligiare-in-manette-due-liceali-di-buona-famiglia/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=stringevano-amicizie-su-fb-per-trovare-case-da-svaligiare-in-manette-due-liceali-di-buona-famiglia</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/stringevano-amicizie-su-fb-per-trovare-case-da-svaligiare-in-manette-due-liceali-di-buona-famiglia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[banda]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[ladri]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38038</guid>
		<description><![CDATA[ROMA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Nessuno avrebbe potuto dubitare di due studentesse di buona famiglia e associarle a una banda specializzata in furti. Ma i carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma hanno scoperto tutto. Sei le persone denunciate, tre italiani di cui due fratelli di 44 e 22 anni, due romeni e un albanese, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380390"></div></div><p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/stringevano-amicizie-su-fb-per-trovare-case-da-svaligiare-in-manette-due-liceali-di-buona-famiglia/fb-2/" rel="attachment wp-att-38039"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38039" title="fb" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/fb-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ROMA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Nessuno avrebbe potuto dubitare di due studentesse di buona famiglia e associarle a una banda specializzata in furti. Ma i carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma hanno scoperto tutto. Sei le persone denunciate, tre italiani di cui due fratelli di 44 e 22 anni, due romeni e un albanese, e cinque quelle denunciate comprese le due studentesse di 17 anni, una romana l&#8217;altra di origine nordafricana. Le due ragazze, studentesse del liceo classico, stringevano amicizie su Facebook e andavano a casa dei nuovi amici per derubarli o per consentire a complici di svaligiare gli appartamenti. Le due, residenti nel quartiere bene di Talenti, agganciavano amici sul social network e una volta a casa loro una fingeva di dover andare via, ma si nascondeva in un&#8217;altra stanza, mentre la complice convinceva il malcapitato a fare una passeggiata o andare a cena fuori. E così il resto della banda entrava in azione, sapendo bene dove agire grazie a mappe e indicazioni fornite dalle 17enni. Il gruppo aveva una base a Fonte Nuova, nella periferia della Capitale, nell&#8217;abitazione di un giovane romeno per il quale si era invaghita una delle due liceali. La ragazzina, infatti, era scappata di casa mettendo in allarme i genitori che da tempo avevano capito che si era cacciata in un brutto giro. Alla madre avrebbe scritto un sms in cui diceva di guadagnare più in un solo giorno che in un mese intero e così la donna si è rivolta ai carabinieri che hanno dato il via alle indagini. Un lavoro non semplice visto che la refurtiva spariva a tempo record grazie al lavoro di ricettatori. È stato proprio il modus operandi a far scoprire tutto ai militari e l&#8217;abitudine di fotografare con i telefonini la refurtiva. Tra i derubati anche degli amici di famiglia e tanti, tantissimi ventenni che forse per vergogna non avevano mai denunciato i furti prima di ieri. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><strong>ELEONORA DOTTORI</strong></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/stringevano-amicizie-su-fb-per-trovare-case-da-svaligiare-in-manette-due-liceali-di-buona-famiglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arresti e perquisizioni. Smantellata dalla polizia postale presunta organizzazione di hacker di Anonymous</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/arresti-e-perquisizioni-smantellata-dalla-polizia-postale-presunta-organizzazione-di-hacker-di-anonymous/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=arresti-e-perquisizioni-smantellata-dalla-polizia-postale-presunta-organizzazione-di-hacker-di-anonymous</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/arresti-e-perquisizioni-smantellata-dalla-polizia-postale-presunta-organizzazione-di-hacker-di-anonymous/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[perquisizioni]]></category>
		<category><![CDATA[polizia postale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38033</guid>
		<description><![CDATA[ROMA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Quattro arresti e decine di perquisizioni in tutta Italia effettuate questa mattina dalla polizia postale che potrebbe aver smantellato una organizzazione a delinquere comporta da hacker di Anonymous. Secondo gli inquirenti gli arrestati, approfittando della notorietà del gruppo, avrebbero attaccato sistemi informatici di importanti aziende e siti istituzionali. Tra questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380340"></div></div><p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/arresti-e-perquisizioni-smantellata-dalla-polizia-postale-presunta-organizzazione-di-hacker-di-anonymous/anony-2/" rel="attachment wp-att-38034"><img class="alignleft size-full wp-image-38034" title="anony" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/anony.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>ROMA, 17 MAGGIO &#8217;13 – Quattro arresti e decine di perquisizioni in tutta Italia effettuate questa mattina dalla polizia postale che potrebbe aver smantellato una organizzazione a delinquere comporta da hacker di Anonymous. Secondo gli inquirenti gli arrestati, approfittando della notorietà del gruppo, avrebbero attaccato sistemi informatici di importanti aziende e siti istituzionali. Tra questi quello del Vaticano e quello del Parlamento. I provvedimenti di arresto sono ai domiciliari, secondo la polizia i quattro avrebbero sfruttato il logo di Anonymous anche per interessi personali. Le indagini sono coordinate dalla procura di Roma, l&#8217;operzione “Tago down” è del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche e della Polizia Postale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>ELEONORA DOTTORI</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">D: Che reati compiono gli hacker per il sistema italiano?</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">R:</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Le intrusioni informatiche configurano il reato di Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, previsto dall’art. 615-ter c.p. E’ sanzionata con la pena della reclusione fino a tre anni la condotta di chiunque abusivamente (dunque senza averne titolo) si introduca in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza (per l’ultima giurisprudenza della Cassazione, non servono particolari misure di protezione e criptazione, ma una semplice password o addirittura misure anche organizzative legate all’utilizzo dei computer da parte di determinate persone). Sono previste diverse ipotesi aggravate, laddove i fatti riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza o sanità pubblica o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è di molto aumentata.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">D: In Inghilterra esiste il Computer Misuse Act, un atto emesso nel 1990 dal Parlamento inglese contro i crimini informatici. Nel nostro paese esiste una cosa del genere?</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">R:</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Nel nostro ordinamento</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"> </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">contestualmente all’evoluzione della tecnologia c’è stata anche la nascita e lo sviluppo di molte e nuove forme di reato e di aggressione criminosa talvolta commesse per mezzo di sistemi informatici e telematici, altre volte contro i medesimi, intesi non più come strumenti per compiere reati, ma come oggetti di questi ultimi. In nostro codice penale è stato quindi arricchito da nuove ipotesi delittuose, tra queste  ricordiamo il già visto l’art. 615 ter c.p. (accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico); l’art. 615 quater c.p. (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici); art. 615 quinquies c.p. (diffusione di apparecchiature,, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico). Ed ancora danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635 bis c.p.), danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635 quater c.p.); frode informatica (art. 640 ter c.p.). Spesso si distingue tra reati commessi su internet e reati commessi mediante internet.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;"><strong>AVV.VALENTINA COPPARONI</strong></span></span></span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/arresti-e-perquisizioni-smantellata-dalla-polizia-postale-presunta-organizzazione-di-hacker-di-anonymous/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Singolare protesta in Cina: Maserati da 300mila euro distrutta a colpi di martello</title>
		<link>http://www.fattodiritto.it/singolare-protesta-in-cina-maserati-da-300mila-euro-distrutta-a-colpi-di-martello/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=singolare-protesta-in-cina-maserati-da-300mila-euro-distrutta-a-colpi-di-martello</link>
		<comments>http://www.fattodiritto.it/singolare-protesta-in-cina-maserati-da-300mila-euro-distrutta-a-colpi-di-martello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fattodiritto.it/?p=38008</guid>
		<description><![CDATA[CINA, 16 MAGGIo &#8217;13- Qingdao, provincia dello Shandong, una schiera di fotografi, curiosi e passanti si raccoglie in strada davanti al centro congressi. La scena che stanno osservando increduli è a dir poco surreale: un gruppetto di quattro uomini armati di martello sta distruggendo con disinvoltura una lussuosa Maserati Quattroporte nera dal valore di quasi 330mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-380090"></div></div><p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fattodiritto.it/singolare-protesta-in-cina-maserati-da-300mila-euro-distrutta-a-colpi-di-martello/images-293/" rel="attachment wp-att-38009"><img class="alignleft size-full wp-image-38009" title="images" src="http://www.fattodiritto.it/wp-content/uploads/2013/05/images3.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>CINA, 16 MAGGIo &#8217;13- <span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: large;">Qingdao, provincia dello Shandong, una schiera di fotografi, curiosi e passanti si raccoglie in strada davanti al centro congressi. La scena che stanno osservando increduli è a dir poco surreale: un gruppetto di quattro uomini armati di martello sta distruggendo con disinvoltura una lussuosa Maserati Quattroporte nera dal valore di quasi 330mila euro. Questa è stata la messa in scena organizzata dal ricco proprietario dell’auto, il signor Wang, per protestare contro la casa madre per aver ricevuto un cattivo trattamento. L’accusa sarebbe quella di non aver fornito un adeguato servizio post-vendita e di aver mostrato scarsa capacità decisionale, in occasione della richiesta di riparazioni. “Spero che i produttori di auto di lusso stranieri si rendano conto che i consumatori cinesi hanno il diritto di ricevere un servizio commisurato al marchio” ha dichiarato il signor Wang a ragione del suo gesto. La casa produttrice italiana però non ci sta e risponde a chiare lettere al cliente: “Ci dispiace profondamente che il cliente abbia deciso di troncare in questo modo improvviso il dialogo prima di riuscire a trovare un accordo, distruggendo in pubblico un auto famosa in tutto il mondo….solo per creare scalpore”. La Cina, che dal 2009 è il più grande mercato automobilistico al mondo, soprattutto mercato chiave per i brand di lusso, non è nuova a questi episodi: già nel 2011 il proprietario di una Lamborghini Gallardo aveva fatto distruggere la sua auto di lusso da alcuni operai dopo che si era rivolto senza successo al servizio assistenza. Anche la scelta del giorno in cui sono state inscenate le proteste è piuttosto significativo: nel 2011 la Giornata mondiale dei diritti dei consumatori, oggi il giorno d’avvio della 12ma edizione del Salone internazionale dell’auto. Svariate le reazioni e i commenti sul web, tra chi minimizza l’accaduto e chi invece critica duramente queste reazioni esagerate figlie di una società viziata, in cui forse troppe volte si fa ricorso alla violenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;">ALESSIA RONDELLI</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fattodiritto.it/singolare-protesta-in-cina-maserati-da-300mila-euro-distrutta-a-colpi-di-martello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	<media:rating>nonadult</media:rating></channel>
</rss>
