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	<title>Felice Trasformazione Personale</title>
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	<description>Scuola di Counseling, Centro Dharma, Milano</description>
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	<title>Felice Trasformazione Personale</title>
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		<title>Amare se stessi – prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 00:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come posso imparare ad amare me stesso? Ritengo si possa fare una sintesi abbastanza buona, per suggerire un approccio, per chi vuole veramente iniziare ad avere una storia d’amore con sé stesso. Perché, in fondo, amare noi stessi non è molto diverso da amare qualunque altra persona. Si tratta di un percorso. Occorre “salire una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come posso imparare ad amare me stesso? Ritengo si possa fare una sintesi abbastanza buona, per suggerire un approccio, per chi vuole veramente iniziare ad avere una storia d’amore con sé stesso. Perché, in fondo, amare noi stessi non è molto diverso da amare qualunque altra persona. Si tratta di un percorso. Occorre “salire una scala”, un gradino alla volta, con pazienza e determinazione. I principali gradini da salire sono i seguenti: conoscersi, accettarsi, migliorarsi, perdonarsi, comprendersi… Amarsi.</p>
<p>Per CONOSCERSI occorre essere sinceri con sé stessi, senza reticenze o infingimenti. Come per conoscere una persona nuova, occorre frequentarsi, osservarsi, darsi attenzione, chiedersi perché si agisce in un certo modo. Espressioni tipo “sono fatto così” “ho sempre fatto così” “è nella mia natura” “è il mio carattere” sono nemiche della vera conoscenza di sé.<br />
L&#8217;esortazione “conosci te stesso” è una massima iscritta nel tempio di Apollo a Delfi, ripresa da Socrate nel suo insegnamento.<br />
<em>Questo è un passo davvero difficile, perchè richiede costanza e pazienza e molti mollano qui, perchè preferiscono conoscere altre persone, piuttosto che dedicare tempo ed energie a conoscere sé stessi. Conoscere altre persone è stupendo, se non è una fuga da sé stessi. Quando diventa una fuga si definisce “alienazione”.</em></p>
<p>È fondamentale ACCETTARSI per ciò che si è, valorizzando i punti forti/positivi ed essendo consapevoli che non siamo perfetti, ma che anche i nostri limiti/difetti ci caratterizzano e ci rendono unici ed è essenziale prenderci cura delle parti deboli di noi stessi. Si dice che il bambino più bisognoso d’amore manifesterà questo bisogno nella maniera meno amorevole. In generale questo è vero. I nostri difetti sono, non di rado, i “capricci” della parte bambina di noi, che ha più bisogno di amore e lo chiede a noi stessi (e al mondo), in maniera spesso sgradevole. Prendersi cura della parte bambina ferita di noi stessi ridurrà inevitabilmente i capricci e gli aspetti fastidiosi di quella parte di noi; parte che è fondamentale accogliere ed amare incondizionatamente.<br />
Thích Nhất Hạnh ha scritto: &#8220;Essere belli significa essere sé stessi. Non è necessario essere accettati dagli altri. È necessario accettare sé stessi.&#8221;.<br />
<em>La maggior parte di noi è stata cresciuta/educata nella critica e nel continuo sottolineare ciò che non andava bene in noi stessi e quindi trova un ostacolo nell&#8217;accettare i propri limiti e nell&#8217;essere amorevole verso le proprie debolezze. Serve la determinazione ad andare contro la corrente delle abitudini e degli schemi ricevuti nell&#8217;infanzia.</em></p>
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		<title>Amare se stessi – prima parteAggressività quarta parte: c’è un modo per vivere in pace con sè stessi e con gli altri?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”. Questo implica che ciascuno di noi possa e debba cambiare, per poter avere (come risultato finale) un mondo diverso da quello attuale. Il vero cambiamento globale, non può che essere il risultato del cambiamento dei singoli. E anche se non tutti volessero cambiare, se lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”. Questo implica che ciascuno di noi possa e debba cambiare, per poter avere (come risultato finale) un mondo diverso da quello attuale.</p>
<p>Il vero cambiamento globale, non può che essere <strong>il risultato del cambiamento dei singoli</strong>. E anche se non tutti volessero cambiare, se lo facesse la maggioranza delle persone, questo basterebbe ad innescare un grande cambiamento irreversibile.<br />
In sintesi, mi pare che il vero cambiamento abbia due facce:</p>
<ul>
<li>lo scongelamento della paura</li>
<li>il prendersi cura delle fragilità che generano gli attacchi di rabbia e di aggressività.</li>
</ul>
<p>Se riuscissimo a pensare a noi stessi come “malati” bisognosi di essere accolti, compresi e accuditi nelle nostre fragilità, probabilmente le nostre possibilità di cambiare aumenterebbero vertiginosamente. Mi riferisco alle nostre possibilità come singoli individui, come membri del tessuto sociale e come società nel suo complesso. <strong>Occorre cambiare ottica e passare dalla civiltà basata sulla competizione alla civiltà basata sulla cura reciproca.</strong></p>
<p><em>Durante una lezione, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse <strong>il primo segno di civiltà in una cultura</strong>. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ruote, di fuoco, di armi, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così. La Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era <strong>un femore rotto e poi guarito</strong>. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici, che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi. La Mead disse che <strong>aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia</strong>.</em></p>
<p>L&#8217;alternativa è ragionare nella logica dell&#8217;<strong>occhio per occhio. </strong>Ma, come diceva Gandhi diceva “Occhio per occhio&#8230; si finisce per diventare tutti ciechi!”.</p>
<p>Credo che il vero cambiamento sia ricominciare dal principio della civiltà, ricominciare dal “prendersi cura l’uno dell’altro”. Ricominciare da capo. Per farlo meglio, stavolta!</p>
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		<title>Aggressività terza parte: che tipo di persona è la persona aggressiva</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-3-che-tipo-di-persona-e-la-persona-aggressiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 00:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta superato il blocco dettato dalla paura, provo a documentarmi, per capire meglio. Ho BISOGNO di capire: che cosa scatena l’aggressività? Cosa fa sì che ci siano in giro così tante persone aggressive? Gli studi abbondano e i dati raccolti sono davvero copiosi. Ci sono fattori che riguardano la salute mentale: la depressione, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta superato il blocco dettato dalla paura, provo a documentarmi, per capire meglio.<br />
<strong>Ho BISOGNO di capire</strong>: che cosa scatena l’aggressività? Cosa fa sì che ci siano in giro così tante persone aggressive? Gli studi abbondano e i dati raccolti sono davvero copiosi.</p>
<p>Ci sono fattori che riguardano <strong>la salute mentale</strong>: la depressione, il disturbo bipolare o i disturbi di personalità possono aumentare la predisposizione all&#8217;aggressività. Non sempre è facile accedere alle strutture del SSN che si occupano di salute mentale e molti restano soli nella loro battaglia.</p>
<p>Altri riguardano <strong>la salute fisica</strong>: alterazioni nei livelli di ormoni come il testosterone possono contribuire all&#8217;aggressività. In questi casi la persona aggressiva è in realtà una persona malata e andrebbe curata da medici competenti.</p>
<p>Ci possono essere alla base dei <strong>comportamenti tossici</strong>, come ad esempio l’uso di droghe, alcol, psicofarmaci o altre sostanze psicotrope può alterare il comportamento e aumentare l&#8217;aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha un grave problema di dipendenza e andrebbe seguita da qualcuno che possa aiutarlo, con un percorso di recupero.</p>
<p>A volte la persona aggressiva è stata sottoposta a situazioni di <strong>stress prolungato</strong>, si pensi ai veterani di guerra, affetti da disturbo da stress post-traumatico. Altre volte hanno subìto violenze o abusi oppure hanno vissuto altri eventi traumatici, che hanno condizionato il loro comportamento. Anche chi ha disturbi lievi di questo tipo, può diventare molto aggressivo, se sottoposto a stress ambientali, come il sovraffollamento, forti rumori, temperature elevate, privazione di cibo o acqua o sonno, ecc… Ricordate quanto abbiamo &#8220;sclerato&#8221; durante il COVID? C&#8217;è chi vive perennemente in questo stato di agitazione.</p>
<p><strong>Questi fattori possono interagire tra loro</strong>, peggiorando l’aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha dei grossi problemi psicologici, che andrebbero trattati da “qualcuno bravo”.<br />
Insomma, l’aggressivo è spesso un malato o una persona affetta da gravi dipendenze oppure un traumatizzato, un disadattato. Frequententemente quindi<strong> l’aggressivo è una persona che soffre</strong>. E io che lo catalogavo rapidamente come uno “stronzo”, consegnandolo al giudizio della storia, mi sento un po’ stronzo a mia volta. Cosa fare? Come uscirne?</p>
<p>Se penso alla persona aggressiva come una persona che ha problemi e debolezze più grosse delle mie,<strong> il mio sguardo cambia</strong>. Ciò che provo non è più rabbia, ma compassione. Con questo non sto dicendo che mi sento pervaso dall’impulso irrefrenabile di “porgere l’altra guancia”. Questo NO! Ma penso che se l’aggressivo “sbaglia la misura” occorre aiutarlo a ritrovare la misura corretta, quella misura non patologica, ma sana, che consente una relazione sana.</p>
<p>Oppure <strong>serve prendere le distanze dalla persona aggressiva</strong> e dalla sua aggressività. La malattia va curata e la persona può essere rieducata, a condizione che la persona accetti di cambiare. La mia parte di responsabilità sta nello smettere di pensare alla persona aggressiva come una persona cattiva. La sua parte di responsabilità consiste nell’accettare che un comportamento aggressivo con consente una relazione sana e positiva per entrambi.</p>
<p>Queste riflessioni hanno cambiato le mie emozioni. Come sono cambiate (se sono cambiate) le vostre?</p>
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		<title>Aggressività seconda parte: cosa accade al mio interno</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-2-cosa-accade-al-mio-interno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 00:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sento il bisogno di &#8220;scongelarmi&#8221; dalla paura di tutta questa violenza intorno a me, tornando a me stesso, al mio “centro di gravità permanente”. Torno a quel nucleo che ha bisogno di essere rassicurato, perché si sente accerchiato da un branco di lupi. Mi sento una preda. Potrei anche reagire diventando &#8220;belva feroce&#8221;, per attaccare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sento il bisogno di <strong>&#8220;scongelarmi&#8221; dalla paura</strong> di tutta questa violenza intorno a me, tornando a me stesso, al mio “centro di gravità permanente”.<br />
Torno a quel nucleo che ha bisogno di essere rassicurato, perché si sente accerchiato da un branco di lupi. <strong>Mi sento una preda</strong>. Potrei anche reagire diventando &#8220;belva feroce&#8221;, per attaccare, invece di difendermi. Sono consapevole che tutta quella paura potrebbe generare in me anche rabbia e quindi contribuire ad aumentare l&#8217;aggressività e la violenza nell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p><strong>Mi rivolgo all’interno</strong>, per rassicurare quel bambino che è stato vittima dei bulli e che ancora è spaventato dalla violenza e dalla prepotenza che caratterizza la realtà circostante. E’ lui che è lì… congelato, al mio interno e io sono congelato come riflesso del suo congelamento.<br />
Torno da lui per dirgli che non è solo, che io ci sono e che il mondo è anche altro… anzi il mondo è soprattutto altro.</p>
<p>Ci sono tanti bambini come lui e ci sono tante persone come me, spaventate, che hanno bisogno di incontrarsi, di riconoscersi, di guardarsi negli occhi e di prendersi per mano, per scoprire che la vita, l’energia e l’amore che anima ciascuno di loro è più forte della violenza vista in TV.  <strong>Siamo in tanti</strong>, ma la paura dei molti dà energia alla prepotenza dei pochi.</p>
<p>Non esiste unicamente ciò che fa tanto rumore. Esiste anche il silenzio di un abbraccio. Esiste anche la solidarietà espressa in un sorriso. Esiste il calore di una mano che stringe la tua. Esiste un incontro di sguardi, di persone che sanno comprendersi. Esiste il naturale desiderio di pace e di un futuro migliore, che qualsiasi genitore prova per i propri figli.</p>
<p>E’ tornare dentro me stesso che attiva questa energia, questo amore, e questo calore. Niente è cambiato fuori di me, eppure tutto è cambiato dentro di me.</p>
<p><strong>Hai voglia di fermarti, di respirare e di ascoltare questa parte che è dentro di te?</strong></p>
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		<title>Aggressività prima parte: il mondo sembra impazzito</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-1-il-mondo-sembra-impazzito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 00:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un periodo in cui aggressività e violenza sembrano dilagare, voglio provare a condividere le mie riflessioni sul tema, in un viaggio fatto di 4 momenti, che toccano altrettanti aspetti del problema. Spero possano essere utili a qualcuno, che come me, vive con fatica quest&#8217;epoca, dove la prepotenza sembra avere la meglio. Se accendo la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un periodo in cui aggressività e violenza sembrano dilagare, voglio provare a condividere le mie riflessioni sul tema, in <strong>un viaggio fatto di 4 momenti</strong>, che toccano altrettanti aspetti del problema. Spero possano essere utili a qualcuno, che come me, vive con fatica quest&#8217;epoca, dove la prepotenza sembra avere la meglio.</p>
<p>Se accendo la TV e guardo il telegiornale o trasmissioni di approfondimento ciò che vedo mi atterrisce e mi sconforta. E resto bloccato lì, come congelato.</p>
<p><strong>Governanti prepotenti</strong>: uomini di potere che eccedono nel loro potere e diventano “pre-potenti”. E ostentano il loro eccesso di potere. Se ne vantano, offrendosi come modello. Diventano un paradigma per tutti coloro che cercano un modo per superare il proprio senso di frustrazione, di impotenza e di inferiorità.</p>
<p><strong>Abusi e femminicidi</strong>: il più spesso delle volte sono maschi che guardano le donne, non come persone, ma come oggetti di loro proprietà. Nella loro mente è loro diritto “usare” la loro donna, come usano la loro auto o il loro cellulare. E questo uso finisce per sconfinare nell’ab-uso, nella violenza e spesso persino nell’omicidio.</p>
<p><strong>Bullismo e baby gang</strong>: si può essere accoltellati per una catenina d’oro, per un monopattino, per un cellulare o per un paio di cuffie. La vita sembra avere sempre meno valore, così come la dignità umana. Prendersi gioco del debole, dell’anziano, del malato o dello svantaggiato è un modo per sentirsi più in alto nella “piramide sociale”, quasi fossimo belve feroci, e la nostra sopravvivenza dipendesse dalla nostra posizione della catena alimentare.</p>
<p><strong>Social haters, cyberbullismo e aggressività verbale</strong>: chi è diverso o ha un parere/opinione diversa viene attaccato in maniera verbalmente violenta e umiliato. A volte viene minacciato e perseguitato, al punto da dover finire sotto scorta. Il caso della senatrice Liana Segre credo sia inequivocabile: una donna anziana, sopravvissuta a campo di concentramento di Auschwitz ha bisogno di vivere sotto scorta perché qualcuno la odia, per ciò che lei rappresenta e la vorrebbe morta.</p>
<p>Il dilagare del fenomeno della <strong>polarizzazione</strong> su qualsiasi tema fa sì che la società sia profondamente divisa e dis-integrata su qualsiasi argomento. Che si tratti di guerra o pace, di un partito o dell’altro, del virus o del vaccino, ogni argomento/materia è buono per dividersi in guelfi vs ghibellini e insultarsi a vicenda, pretendendo che ciascuna delle due parti abbia tutta la ragione e l’altra tutto il torto.</p>
<p>Il cambiamento è possibile?</p>
<p>Come uscire da questa situazione?</p>
<p>E’ possibile cambiare il mondo, la realtà circostante?</p>
<p>Nelle prossime parti, proviamo a riflettere su come agire, senza re-agire in maniera aggressiva o violenta.</p>
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		<title>Le nostre personali odissee e le terre di mezzo che è difficile abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 00:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;inizio di un incontro chiedo ad una mia cliente milanese: &#8220;Come ti senti oggi?&#8221;. Lei mi guarda. Fa un sorriso triste e risponde: &#8220;Mi sento un po&#8217; tra l&#8217;gnacch e l&#8217;petacch&#8221; (Spero di averlo scritto bene). Al mio sguardo disorientato, sorride ironica e chiarisce: &#8220;Né carne, né pesce&#8230; Una via di mezzo&#8230;&#8221; &#8220;E&#8217; molto più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/le-nostre-personali-odissee-e-le-terre-di-mezzo-che-e-difficile-abitare/">Le nostre personali odissee e le terre di mezzo che è difficile abitare</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio di un incontro chiedo ad una mia cliente milanese: &#8220;Come ti senti oggi?&#8221;.<br />
Lei mi guarda. Fa un sorriso triste e risponde: &#8220;Mi sento un po&#8217; tra l&#8217;gnacch e l&#8217;petacch&#8221; (Spero di averlo scritto bene).<br />
Al mio sguardo disorientato, sorride ironica e chiarisce: &#8220;Né carne, né pesce&#8230; Una via di mezzo&#8230;&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; molto più del periodo nero che hai alle spalle!&#8221;, provo ad aggiungere una nota di ottimismo.<br />
&#8220;Ma non è ancora il periodo rosa, che desideravo all&#8217;inizio di questo percorso&#8221;, rimarca lei, con realismo disincantato.</p>
<p>Le chiamo &#8220;terre di mezzo&#8221;, quei &#8220;luoghi&#8221; dell&#8217;esistenza in cui non siamo più ciò che eravamo, ma non siamo ancora ciò che vorremmo diventare.<br />
Non siamo più alla partenza, ma non siamo ancora a destinazione. Sono le fasi intermedie dove il &#8220;non essere&#8221; e &#8220;l&#8217;essere&#8221; stanno ancora facendo a braccio di ferro. Sono la parte più lunga di qualsiasi percorso. La fase in cui i dubbi e le paure ci assalgono e in cui la nostra determinazione e la resilienza vengono messe a dura prova. Le fasi in cui si stanno creando i presupposti per&#8230; ma occorre attendere, perchè i tempi siano maturi. I latini la sapevano lunga e usavano &#8220;ad &#8211; tendere&#8221; tendere a qualcosa, sa di azione, anche se non è così visibile. A noi invece l&#8217;attesa sembra una perdita di tempo e infatti abbiamo bisogno di &#8220;ingannare l&#8217;attesa&#8221;. Il linguaggio spesso svela le trappole in cui la mente resta incastrata.</p>
<p>Ciascuno di noi ha il proprio viaggio da compiere, nell&#8217;arco dell&#8217;esistenza. Questo viaggio è segnato da moltissime tappe intermedie. Ogni punto di arrivo diventa il punto di partenza, del prossimo tratto di strada, ma, finché non arriviamo a quel punto, diamo a quella singola meta un valore quasi assoluto. Così misuriamo più la strada che manca, rispetto a quella che abbiamo percorso e ci siamo già lasciati alle spalle. E nel dare valore assoluto a quella meta, ci perdiamo il senso complessivo del viaggio.<br />
La vita andrebbe guardata, di tanto in tanto, come un quadro impressionista. Facendo qualche passo indietro, per acquisire una visione di insieme.</p>
<p>E&#8217; arrivato il momento di fare una domanda: &#8220;Se tu rappresentassi su un foglio la tua collocazione, con questa modalità: quando abbiamo iniziato il nostro percorso eri al punto zero e la meta prefissata fosse a dieci, a che punto ti troveresti oggi?&#8221;.<br />
Mi guarda, di pensa un po&#8217; e poi dice: &#8220;Penso quattro&#8230; Neanche a metà strada&#8221;.<br />
&#8220;Oppure quasi a metà strada &#8211; aggiungo io &#8211; hai già fatto quattro passi molto importanti&#8230; e cosa potresti fare oggi per arrivare a cinque?&#8221;.<br />
&#8220;Vorrei uscire a mangiare una pizza con l&#8217;amico che mi ha consigliato di venire da te. Riparlare con lui di quel che è successo in questo paio di mesi. Potrebbe essere un buon modo di celebrare i risultati raggiunti e confermare i miei buoni propositi.&#8221;</p>
<p>Adesso sorride. E&#8217; già a cinque! E&#8217; sempre nella sua &#8220;terra di mezzo&#8221;. Ma ora abita quella terra con una consapevolezza diversa.</p>
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		<title>CHE COSA HANNO IN COMUNE IL KINTSUGI E IL COUNSELING?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 00:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;arte giapponese, il kintsugi, che ripara ciò che è rotto usando l&#8217;oro. Non nasconde le crepe, le valorizza. Le rende parte della bellezza dell&#8217;oggetto. Il Counseling permette di fare lo stesso dentro noi stessi, con le nostre ferite. Le cicatrici che ci portiamo dentro ci ricordano esperienze del passato. Non dovrebbero decidere per il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;arte giapponese, il kintsugi, che ripara ciò che è rotto usando l&#8217;oro.<br />
Non nasconde le crepe, le valorizza. Le rende parte della bellezza dell&#8217;oggetto.<br />
Il Counseling permette di fare lo stesso dentro noi stessi, con le nostre ferite.<br />
Le cicatrici che ci portiamo dentro ci ricordano esperienze del passato. Non dovrebbero decidere per il nostro futuro.<br />
Esse descrivono le nostre cadute, ferite, resistenze, che spesso si sono trasformate in paure e blocchi.<br />
Non rappresentano un segno di debolezza, ma raccontano di come siamo sopravvissuti alle sofferenze delle nostre esistenze.<br />
Ogni cicatrice racconta la nostra evoluzione. E&#8217; una mappa, che rappresenta il percorso, tramite il quale abbiamo integrato il dolore con la crescita.<br />
Il futuro non si costruisce evitando o nascondendo le nostre cicatrici, ma imparando a brillare proprio attraverso di esse.<br />
Come ha scritto C.S. Lewis: “Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare da dove sei e cambiare il finale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Counseling e la pulizia dei vetri hanno qualcosa in comune?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 00:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, fra il 25 aprile e il 1 maggio, mi sono fatto coraggio e ho iniziato le &#8220;pulizie di primavera&#8221;. Fra i vari lavori, quello che tendo a rimandare di più e la pulizia dei vetri. Ho un balcone, chiuso a veranda da una vetrata, che non è facile pulire. Vivo al quinto piano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, fra il 25 aprile e il 1 maggio, mi sono fatto coraggio e ho iniziato le &#8220;pulizie di primavera&#8221;. Fra i vari lavori, quello che tendo a rimandare di più e la pulizia dei vetri.<br />
Ho un balcone, chiuso a veranda da una vetrata, che non è facile pulire. Vivo al quinto piano e pulire, soprattutto la parte esterna della veranda, mi dà un minimo di ansia. Non ho proprio paura dell&#8217;altezza&#8230; però è meglio se non guardo giù!</p>
<p>In questa stagione dunque mi trovo spesso nel combattimento fra indugiare o decidermi a pulire i vetri.<br />
Dopo che l&#8217;ho fatto però sono molto felice. La rinascita primaverile inizia quando la luce entra dai vetri puliti. Togliere la patina grigiastra che l&#8217;aria invernale ha depositato sui vetri, cambia completamente la qualità della luce del sole. Tutti i colori della casa diventano più vividi e la realtà quotidiana domestica mi appare rigenerata.</p>
<p>A pensarci bene pare la metafora di ciò che spesso avviene nella mia attività di counselor. Ci sono situazioni che, giorno dopo giorno, lasciano una patina grigia sulla nostra &#8220;anima&#8221;.<br />
A volte si tratta di un capo tossico al lavoro, oppure un collega pesante. Altre volte è un vicino di casa dal carattere difficile oppure un partner disapprovante. Una mia cliente mi dice: &#8220;Non c&#8217;è una singola azione che posso dire che mi abbia sfinita. E&#8217; la somma di tante piccole azioni, ciascuna delle quali sembra irrilevante&#8230;&#8221;</p>
<p>Il mio lavoro come counselor, non è diverso da quel che faccio con i vetri. Togliere la patina grigia che ciascuna di quelle situazioni &#8220;irrilevanti&#8221; ha lasciato non è banale, ma nemmeno impossibile. Quando il/la cliente riguarda la propria vita, senza quella patina grigia, vede tutto con una luce diversa.<br />
Questo è l&#8217;inizio della sua personale primavera. E&#8217; una piccola rinascita, che porterà germogli, fiori e poi frutti, al tempo giusto per lui/lei.</p>
<p>Quello che le ha permesso questa trasformazione è stato prendere la decisione e iniziare questo ciclo di incontri. Un po&#8217; come per me, decidere di prendere il secchio, gli stracci e tutto l&#8217;occorrente e iniziare a pulire i vetri.</p>
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		<title>VOLERE E’ POTERE?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 00:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non credo che &#8220;volere è potere&#8221; sia vero al 100%. Credo piuttosto che occorra &#8220;poter volere&#8221;, per riuscire a realizzare. Credo che sia fondamentale allenare la volontà, la determinazione, la capacità di mantenere il focus, ma non credo che questo possa avvenire unicamente con una disciplina ferrea, quasi marziale. Tutti viviamo, prima o poi, momenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/volere-e-potere/">VOLERE E&#8217; POTERE?</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che &#8220;volere è potere&#8221; sia vero al 100%.<br />
Credo piuttosto che occorra &#8220;poter volere&#8221;, per riuscire a realizzare.<br />
Credo che sia fondamentale allenare la volontà, la determinazione, la capacità di mantenere il focus, ma non credo che questo possa avvenire unicamente con una disciplina ferrea, quasi marziale.</p>
<p>Tutti viviamo, prima o poi, momenti di sconforto, di frustrazione, di rabbia, di tristezza&#8230; Saper accogliere le proprie emozioni, senza attribuire ad esse un valore assoluto, è fondamentale, per restare costruttivi e non abbandonarsi a scelte distruttive o autosabotanti.</p>
<p>Un po&#8217; di disciplina è indispensabile, ma, se è troppo rigida, finisce per logorarci interiormente. Occorre anche che ci nutriamo, riconoscendo a noi stessi la soddisfazione di bisogni che sono essenziali per noi. E&#8217; fondamentale imparare a trattare noi stessi con amorevolezza. Soprattutto la nostra parte più fragile (il nostro bambino interiore); se i suoi bisogni fondamentali, non sono in equilibrio, non avremo la capacità di essere resilienti, nei momenti di difficoltà.</p>
<p>E siccome non possiamo essere performanti in ogni ambito delle nostre esistenze, serve anche capire quali sono le risorse che possiamo mettere in campo e quali sono i talenti, che coltivati, ci mettano in grado di dare i frutti migliori.<br />
Einstein diceva: “Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido!.”.</p>
<p>Se cerchi uno spazio dove esplorare te stesso/a, dove dare voce ai tuoi bisogni, scoprire le tue risorse ed esprimere liberamente le tue emozioni. Da noi puoi trovare la modalità che è più adatta a te.<br />
Può essere un percorso personale di counseling o di coaching oppure un percorso di crescita personale fatto con un gruppo di persone come te, in cerca di se stesse. Contattaci e conosciamoci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/volere-e-potere/">VOLERE E&#8217; POTERE?</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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		<title>Il corso residenziale di Baigno: Libera la tua energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 00:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di restare a piedi, per via del fatto che avevate lasciato acceso qualcosa in auto e la batteria si è scaricata? Poi se qualcuno vi fa ripartire, la batteria si ricarica e l&#8217;auto riprende a funzionare normalmente. Ecco, Baigno è quell&#8217;esperienza che vi fa ripartire, se vi sentite un po&#8217; giù [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di restare a piedi, per via del fatto che avevate lasciato acceso qualcosa in auto e la batteria si è scaricata? Poi se qualcuno vi fa ripartire, la batteria si ricarica e l&#8217;auto riprende a funzionare normalmente.<br />
Ecco, Baigno è quell&#8217;esperienza che vi fa ripartire, se vi sentite un po&#8217; giù di tono, oppure che vi mette il turbo, se vi serve energia extra, per avere una performance straordinaria, per un obiettivo che vi sta particolarmente a cuore.<br />
Il corso residenziale di Baigno è qualcosa di unico e speciale. Difficile spiegare a parole di cosa si tratta, ma ci provo ugualmente.<br />
Gran parte del corso si svolge in natura, a contatto con i quattro elementi principali TERRA, ACQUA, FUOCO, ARIA.<br />
A contatto con le forze ancestrali della natura, si fanno pratiche di vario tipo, dalle &#8220;semplici passeggiate&#8221; in foreste piene di alberi secolari, a pratiche antiche che si rifanno allo sciamanesimo. Si sperimentano tecniche di respirazione legate al rebirthing, ed esercizi sui propri blocchi tipici del counseling e del coaching. Ci sono così tanti stimoli differenti &#8211; che agiscono sul piano fisico, spirituale, psicologico ed energetico &#8211; che certamente alla fine del corso qualcosa è cambiato in ciascuno dei partecipanti. E il cambiamento continua per settimane (anche mesi) dopo la fine del corso.<br />
Il corso si tiene dal 2004 e c&#8217;è chi lo ha fatto per ben più di 10 volte, trovandolo sempre diverso e stimolante.</p>
<p><strong>Si scrive &#8220;Libera la tua energia&#8221;, ma si dovrebbe leggere &#8220;Dai la carica alla tua energia&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3Kfod2INHN"><p><a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/eventi/libera-la-tua-energia-baigno-special/">Libera la tua energia &#8211; Baigno special</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Libera la tua energia &#8211; Baigno special&#8221; &#8212; Felice Trasformazione Personale" src="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/eventi/libera-la-tua-energia-baigno-special/embed/#?secret=3ZkKPUSuhe#?secret=3Kfod2INHN" data-secret="3Kfod2INHN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/il-corso-residenziale-di-baigno-libera-la-tua-energia/">Il corso residenziale di Baigno: Libera la tua energia</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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