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	<title>Felice Trasformazione Personale</title>
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	<description>Scuola di Counseling, Centro Dharma, Milano</description>
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	<title>Felice Trasformazione Personale</title>
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		<title>Confortare il bambino che vive dentro di noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 00:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono bambini che hanno dovuto diventare grandi troppo presto. Bambini che, per diverse ragioni, si sono fatti carico di emozioni, problemi e responsabilità che spettavano agli adulti. Spesso, crescendo, diventano adulti molto esigenti — con sé stessi e con gli altri. Se ti riconosci, ti propongo un piccolo esercizio. Prenditi qualche minuto, in tranquillità. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono bambini che hanno dovuto diventare grandi troppo presto.<br />
Bambini che, per diverse ragioni, si sono fatti carico di emozioni, problemi e responsabilità che spettavano agli adulti.<br />
Spesso, crescendo, diventano adulti molto esigenti — con sé stessi e con gli altri.<br />
Se ti riconosci, ti propongo un piccolo esercizio.<br />
Prenditi qualche minuto, in tranquillità.<br />
Resta da solo/a, senza distrazioni.<br />
Prendi in mano una tua foto da bambino/a.<br />
E guardala come se quel bambino o quella bambina fosse tuo/a figlio/a.<br />
Prova a osservarlo/a con comprensione, dolcezza e amore.<br />
E lascia emergere queste parole:</p>
<ol>
<li><strong>Hai fatto del tuo meglio</strong><br />
Anche quando sembrava impossibile, hai fatto ciò che potevi con le risorse che avevi.</li>
<li><strong>Non era tuo compito sapere tutto</strong><br />
Hai cercato risposte che nessuno ti aveva insegnato a trovare.</li>
<li><strong>Meritavi qualcuno che si prendesse cura di te</strong><br />
Avevi bisogno di protezione. Non eri tu a dover proteggere gli altri.</li>
<li><strong>Puoi fermarti</strong><br />
Non devi più portare tutto da solo/a.<br />
Chi ha imparato a essere forte, spesso fatica a riconoscere i propri limiti.</li>
<li><strong>Oggi non sei più solo/a</strong><br />
Non puoi cambiare il passato, ma puoi scegliere come sostenerti oggi.<br />
Puoi chiedere aiuto.</li>
<li><strong>Ti voglio bene</strong><br />
So cosa hai vissuto e so quanto hai dovuto essere forte.<br />
Ora puoi abbandonarti fra le mie braccia ed essere semplicemente un/a bambino/a.</li>
</ol>
<p>Alla fine, se puoi, dai una carezza a quel bambino/a.<br />
Se la merita.<br />
E anche tu.<br />
Oggi.</p>
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		<title>La paura dell’abbandono: quando proteggersi significa smettere di vivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 00:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paura dell’abbandono è una delle più profonde e silenziose. Si insinua nelle relazioni con un pensiero costante: “E se tutto finisse?” Così anche i momenti di gioia vengono contaminati dal timore della perdita. L’amore diventa un equilibrio fragile. Chi si espone rischia di sentirsi vulnerabile. Chi si protegge troppo finisce per restare prigioniero. E [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La paura dell’abbandono è una delle più profonde e silenziose.<br />
Si insinua nelle relazioni con un pensiero costante: “E se tutto finisse?”<br />
Così anche i momenti di gioia vengono contaminati dal timore della perdita.<br />
L’amore diventa un equilibrio fragile.<br />
Chi si espone rischia di sentirsi vulnerabile.<br />
Chi si protegge troppo finisce per restare prigioniero.</p>
<p>E allora iniziamo a dosare le emozioni, a trattenere, a controllare.<br />
Pensiamo che sentire “meno” significhi soffrire meno.<br />
Ma quel &#8220;freno a mano tirato&#8221; ha un prezzo:<br />
perdiamo autenticità, indossando maschere<br />
smettiamo di esprimerci pienamente, rinnegando noi stessi<br />
smorziamo la nostra intensità vitale e la nostra passione, rinunciando a ciò che ci dà maggiore emozione.</p>
<p>Alleniamo il cuore a non chiedere troppo, a non esporsi troppo.<br />
E senza accorgercene, la paura dell’abbandono diventa una prigione più limitante dell’abbandono stesso.<br />
Perché anticipare la sofferenza… significa iniziare a vivere a metà.<br />
Chi vive così è come un passero che non lascia il nido e non impara a volare o un bambino che non si separa e non cresce mai davvero.</p>
<p>Se riconosci questa paura, sappi che non sei solo/a. Parlarne è il primo passo per liberarsene. Non accontentarti di una vita a metà.</p>
<p>“Quando la morte ti troverà, possa trovarti vivo/a.” (proverbio africano)</p>
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		<title>Amare se stessi – quarta parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 00:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto ciò che hai letto nelle tre parti precedenti ti sembra troppo difficile e faticoso? Vorresti arrivare subito alla dolcezza dell’amore? Non funziona così in natura. Lo puoi imparare dalla realtà semplicemente. Se vuoi apprezzare il profumo dei fiori, nel tuo giardino, tu parti dal concime, che non profuma, ma rende fertile la terra e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-quarta-parte/">Amare se stessi &#8211; quarta parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò che hai letto nelle tre parti precedenti ti sembra troppo difficile e faticoso? Vorresti arrivare subito alla dolcezza dell’amore? Non funziona così in natura. Lo puoi imparare dalla realtà semplicemente. Se vuoi apprezzare il profumo dei fiori, nel tuo giardino, tu parti dal concime, che non profuma, ma rende fertile la terra e metti acqua e semi, per far nascere i fiori. I fiori attireranno le api e le api porteranno il miele nella tua vita. All’inizio sopporti la puzza del concime, le mani sporche di terra, la fatica a piantare i semi, la costanza di dare acqua alla terra e la pazienza ad aspettare. Niente di questo profuma o è dolce e piacevole. Ma tutto questo ti darà il profumo dei fiori e la dolcezza del miele. E lo faranno le api lavorando per te!</p>
<p>Nelle premesse ho parlato di una scala da salire. In realtà è una scala a chiocciola, che sale verso l’infinito, perché ci si può sempre amare un po’ di più, ci si può conoscere ad un livello sempre più elevato e si continuare a migliorare sé stessi in maniera illimitata. Su quella scala a chiocciola, in certi momenti si ha la sensazione di trovarsi “ancora allo stesso punto”, perché ci troviamo davanti ad un panorama già visto e vissuto. Difficilmente però ci si trova contemporaneamente “allo stesso livello”. Se ci siamo mossi, se abbiamo lavorato su noi stessi, ci siamo trasformati e abbiamo salito quella scala, arrivando ad un livello più elevato, allora stiamo guardando un panorama identico, ma da un punto di vista più elevato.<br />
Il fatto che il DNA, che contenga le informazioni fondamentali che rendono ciascuno di noi un individuo unico ed irripetibile abbia la forma di una scala a chiocciola, lo trovo molto suggestivo. È la maniera in cui la vita si manifesta e prende forma, a partire dall’embrione in poi.</p>
<p>Amarsi è il lavoro di una vita intera. Ed è un lavoro che vale la pena di fare!</p>
<p>Sartre ha scritto: &#8220;Non importa ciò che la vita ha fatto di te, ma ciò che tu fai di quello che la vita ha fatto di te.&#8221;</p>
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		<title>Amare se stessi – terza parte</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-terza-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 00:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivare a COMPRENDERSI lo intendo nella sua accezione più ampia, che va dalla comprensione mentale a quella affettiva fino a quella fisica. Comprendere significa letteralmente “prendere dentro di sé”. Dovremmo imparare a &#8220;prenderci dentro&#8221; ad abbracciare noi stessi, nella nostra totalità, perchè tutto sommato, se mettiamo in fila tutto ciò che ci è capitato nella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivare a COMPRENDERSI lo intendo nella sua accezione più ampia, che va dalla comprensione mentale a quella affettiva fino a quella fisica. Comprendere significa letteralmente “prendere dentro di sé”. Dovremmo imparare a &#8220;prenderci dentro&#8221; ad abbracciare noi stessi, nella nostra totalità, perchè tutto sommato, se mettiamo in fila tutto ciò che ci è capitato nella nostra vita, credo che non possiamo che concludere che un abbraccio ce lo meritiamo e anche una pacca sulla spalla. Comprendersi è anche compatirsi, non nell’accezione di auto commiserarsi, ma nel significato etimologico di provare dolore con/per sé stessi. Saper guardare la propria storia con compassione, amando quella parte di noi stessi che è stata ferita, criticata, non amata, non vista, non curata…<br />
Kahlil Gibran ha scritto: “Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte.”. La notte, l’oscurità è rappresentata dalla parte non vista, non accettata, non amata di noi.</p>
<p><em>Questo non è difficile. Se hai fatto tutto quanto detto prima. Resta fondamentale sospendere i giudizi verso noi stessi e guardarci con empatia, umanità e amorevolezza. Con la stessa dolcezza con cui guarderemmo un bambino, una bambina, un cucciolo o un qualsiasi essere fragile che necessita di amore e protezione.</em></p>
<p>Arrivare ad AMARSI. I cinque passi precedenti ti portano a questo. Se hai fatto tutto non serve molto altro. La tua storia d’amore con te stesso/a è già iniziata. Se continui a percorrere e ripercorrere quei passi, l’amore non potrà che crescere dentro di te. E più l’amore crescerà dentro di te, più avrai amore da dare agli altri e più attirerai l’amore degli altri nella tua vita.<br />
Sri Swami Vishwananda ha detto: “Dovete iniziare, innanzitutto, amando voi stessi. Voi amate gli altri, ogni giorno dite a qualcuno: “Ti amo”, ma quante volte dite a voi stessi: &lt;&lt;Io mi amo&gt;&gt;?”.</p>
<p><em>L&#8217;aspetto complicato è che lo hai fatto con altre persone e non hai mai pensato che questo &#8220;metodo&#8221; potesse riguardare soprattutto te e il rapporto che hai con te stesso/a. Ma, mentre se punti sull’amore degli altri, sarai per sempre un mendicante in cerca dell’amore altrui, se punti sul far crescere l’amore dentro di te, sarai qualcuno che offre amore e ne otterrai senza chiederlo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-terza-parte/">Amare se stessi &#8211; terza parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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		<title>Amare se stessi ’è un modo per vivere in pace con sè stessi e con gli altri?</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-seconda-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 00:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non smettere di MIGLIORARSI. Imparare ad apprezzarsi non significa &#8220;io vado bene così e non posso/devo cambiare&#8221; al contrario dire “ho sempre fatto così e non sono mai riuscito a cambiare, quindi inutile provare.” non porta a nulla. Migliorarsi significa non stancarsi di diventare oggi meglio di ieri e peggio di domani, sapendo che siamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-seconda-parte/">Amare se stessi &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non smettere di MIGLIORARSI. Imparare ad apprezzarsi non significa &#8220;io vado bene così e non posso/devo cambiare&#8221; al contrario dire “ho sempre fatto così e non sono mai riuscito a cambiare, quindi inutile provare.” non porta a nulla. Migliorarsi significa non stancarsi di diventare oggi meglio di ieri e peggio di domani, sapendo che siamo opere d&#8217;arte uniche e che qualche levigata qua e là ci può solamente rendere ancora più speciali. Migliorarci è prenderci cura di noi stessi e quindi è uno dei massimi atti d’amore che possiamo dedicarci.<br />
Stephen Covey ha scritto: “Sii paziente con te stesso. La crescita personale è un terreno sacro. Non c’è investimento migliore.”.</p>
<p><em>La difficoltà di questa parte consiste nel fatto che non si finisce mai di migliorarsi e quindi è fondamentale la motivazione e la costanza. Perdersi d’animo è facile. Dirsi “ma tanto è inutile” è nemico del nostro bene, tanto quanto il perfezionismo che ci dice “hai dei difetti, dunque fai schifo!”.</em></p>
<p>È molto importante imparare a PERDONARSI. Perchè abbiamo fatto sbagli, ne facciamo e ne faremo. Feriremo persone o le tradiremo e, peggio ancora, abbiamo tradito noi stessi o lo faremo… eh&#8230; essere umani è anche questo.<br />
Anche qui è il perfezionismo, la pretesa di una coerenza granitica e senza eccezioni che ci frega, portandoci in un giudizio che ci autocondanna, senza possibilità di appello. Imparare a guardare a noi stessi senza giudizio e con amorevolezza è fondamentale per non buttare a mare tutto quanto detto prima. Credo che quando Gesù ha detto “non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati” si riferisse a qualcosa di molto terreno, che riguarda il rapporto fra noi e gli altri, ma soprattutto fra noi e noi stessi. I peggiori inferni ce li costruiamo con le nostre mani e poi ci condanniamo a viverci dentro, magari all’ergastolo!<br />
KJ Kilton ha scritto: “Nessuno può o potrà mai sentire il tuo dolore tanto quanto te. Perdonati per il passato, cogli il dono del momento presente.”.</p>
<p><em>L&#8217;aspetto difficile di questa parte è che siano intrisi di cultura cattolica, di giudizio, di peccato e di senso di colpa. L&#8217;assurdo è che il messaggio originale di Gesù è che siamo figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza e fatti per risplendere. Il che non implica la perfezione, ma implica che la nostra essenza è buona ed è luminosa! Guardare la luce o la parte di ombra è come guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: è una scelta. E la scelta riguardo a me spetta a me stesso. Walt Whitman ha scritto: “Tieni il viso rivolto sempre verso il sole e le ombre cadranno dietro di</em> te.”.</p>
<p>Nota bene: laddove esiste un’ombra significa che c’è una luce che colpisce un oggetto. Solo così si può creare un’ombra. Se dunque hai una parte di ombra dentro di te, allora ci deve essere per forza una luce. Sai qual è? Se la risposta è “no”, allora lavora per trovare la tua luce. Dopo (ma soltanto dopo) lavora sulla tua ombra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-seconda-parte/">Amare se stessi &#8211; seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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		<title>Amare se stessi ’è un modo per vivere in pace con sè stessi e con gli altri?</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-prima-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 00:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come posso imparare ad amare me stesso? Ritengo si possa fare una sintesi abbastanza buona, per suggerire un approccio, per chi vuole veramente iniziare ad avere una storia d’amore con sé stesso. Perché, in fondo, amare noi stessi non è molto diverso da amare qualunque altra persona. Si tratta di un percorso. Occorre “salire una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-prima-parte/">Amare se stessi &#8211; prima parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come posso imparare ad amare me stesso? Ritengo si possa fare una sintesi abbastanza buona, per suggerire un approccio, per chi vuole veramente iniziare ad avere una storia d’amore con sé stesso. Perché, in fondo, amare noi stessi non è molto diverso da amare qualunque altra persona. Si tratta di un percorso. Occorre “salire una scala”, un gradino alla volta, con pazienza e determinazione. I principali gradini da salire sono i seguenti: conoscersi, accettarsi, migliorarsi, perdonarsi, comprendersi… Amarsi.</p>
<p>Per CONOSCERSI occorre essere sinceri con sé stessi, senza reticenze o infingimenti. Come per conoscere una persona nuova, occorre frequentarsi, osservarsi, darsi attenzione, chiedersi perché si agisce in un certo modo. Espressioni tipo “sono fatto così” “ho sempre fatto così” “è nella mia natura” “è il mio carattere” sono nemiche della vera conoscenza di sé.<br />
L&#8217;esortazione “conosci te stesso” è una massima iscritta nel tempio di Apollo a Delfi, ripresa da Socrate nel suo insegnamento.<br />
<em>Questo è un passo davvero difficile, perchè richiede costanza e pazienza e molti mollano qui, perchè preferiscono conoscere altre persone, piuttosto che dedicare tempo ed energie a conoscere sé stessi. Conoscere altre persone è stupendo, se non è una fuga da sé stessi. Quando diventa una fuga si definisce “alienazione”.</em></p>
<p>È fondamentale ACCETTARSI per ciò che si è, valorizzando i punti forti/positivi ed essendo consapevoli che non siamo perfetti, ma che anche i nostri limiti/difetti ci caratterizzano e ci rendono unici ed è essenziale prenderci cura delle parti deboli di noi stessi. Si dice che il bambino più bisognoso d’amore manifesterà questo bisogno nella maniera meno amorevole. In generale questo è vero. I nostri difetti sono, non di rado, i “capricci” della parte bambina di noi, che ha più bisogno di amore e lo chiede a noi stessi (e al mondo), in maniera spesso sgradevole. Prendersi cura della parte bambina ferita di noi stessi ridurrà inevitabilmente i capricci e gli aspetti fastidiosi di quella parte di noi; parte che è fondamentale accogliere ed amare incondizionatamente.<br />
Thích Nhất Hạnh ha scritto: &#8220;Essere belli significa essere sé stessi. Non è necessario essere accettati dagli altri. È necessario accettare sé stessi.&#8221;.<br />
<em>La maggior parte di noi è stata cresciuta/educata nella critica e nel continuo sottolineare ciò che non andava bene in noi stessi e quindi trova un ostacolo nell&#8217;accettare i propri limiti e nell&#8217;essere amorevole verso le proprie debolezze. Serve la determinazione ad andare contro la corrente delle abitudini e degli schemi ricevuti nell&#8217;infanzia.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/amare-se-stessi-prima-parte/">Amare se stessi &#8211; prima parte</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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		<title>Amare se stessi ’ta parte: c’è un modo per vivere in pace con sè stessi e con gli altri?</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-4-ce-un-modo-per-vivere-in-pace-con-se-stessi-e-con-gli-altri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 00:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”. Questo implica che ciascuno di noi possa e debba cambiare, per poter avere (come risultato finale) un mondo diverso da quello attuale. Il vero cambiamento globale, non può che essere il risultato del cambiamento dei singoli. E anche se non tutti volessero cambiare, se lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-4-ce-un-modo-per-vivere-in-pace-con-se-stessi-e-con-gli-altri/">Aggressività quarta parte: c&#8217;è un modo per vivere in pace con sè stessi e con gli altri?</a> proviene da <a href="https://www.felicetrasformazionepersonale.it">Felice Trasformazione Personale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”. Questo implica che ciascuno di noi possa e debba cambiare, per poter avere (come risultato finale) un mondo diverso da quello attuale.</p>
<p>Il vero cambiamento globale, non può che essere <strong>il risultato del cambiamento dei singoli</strong>. E anche se non tutti volessero cambiare, se lo facesse la maggioranza delle persone, questo basterebbe ad innescare un grande cambiamento irreversibile.<br />
In sintesi, mi pare che il vero cambiamento abbia due facce:</p>
<ul>
<li>lo scongelamento della paura</li>
<li>il prendersi cura delle fragilità che generano gli attacchi di rabbia e di aggressività.</li>
</ul>
<p>Se riuscissimo a pensare a noi stessi come “malati” bisognosi di essere accolti, compresi e accuditi nelle nostre fragilità, probabilmente le nostre possibilità di cambiare aumenterebbero vertiginosamente. Mi riferisco alle nostre possibilità come singoli individui, come membri del tessuto sociale e come società nel suo complesso. <strong>Occorre cambiare ottica e passare dalla civiltà basata sulla competizione alla civiltà basata sulla cura reciproca.</strong></p>
<p><em>Durante una lezione, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse <strong>il primo segno di civiltà in una cultura</strong>. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ruote, di fuoco, di armi, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così. La Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era <strong>un femore rotto e poi guarito</strong>. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici, che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi. La Mead disse che <strong>aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia</strong>.</em></p>
<p>L&#8217;alternativa è ragionare nella logica dell&#8217;<strong>occhio per occhio. </strong>Ma, come diceva Gandhi diceva “Occhio per occhio&#8230; si finisce per diventare tutti ciechi!”.</p>
<p>Credo che il vero cambiamento sia ricominciare dal principio della civiltà, ricominciare dal “prendersi cura l’uno dell’altro”. Ricominciare da capo. Per farlo meglio, stavolta!</p>
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		<title>Aggressività terza parte: che tipo di persona è la persona aggressiva</title>
		<link>https://www.felicetrasformazionepersonale.it/blog/aggressivita-3-che-tipo-di-persona-e-la-persona-aggressiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 00:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta superato il blocco dettato dalla paura, provo a documentarmi, per capire meglio. Ho BISOGNO di capire: che cosa scatena l’aggressività? Cosa fa sì che ci siano in giro così tante persone aggressive? Gli studi abbondano e i dati raccolti sono davvero copiosi. Ci sono fattori che riguardano la salute mentale: la depressione, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta superato il blocco dettato dalla paura, provo a documentarmi, per capire meglio.<br />
<strong>Ho BISOGNO di capire</strong>: che cosa scatena l’aggressività? Cosa fa sì che ci siano in giro così tante persone aggressive? Gli studi abbondano e i dati raccolti sono davvero copiosi.</p>
<p>Ci sono fattori che riguardano <strong>la salute mentale</strong>: la depressione, il disturbo bipolare o i disturbi di personalità possono aumentare la predisposizione all&#8217;aggressività. Non sempre è facile accedere alle strutture del SSN che si occupano di salute mentale e molti restano soli nella loro battaglia.</p>
<p>Altri riguardano <strong>la salute fisica</strong>: alterazioni nei livelli di ormoni come il testosterone possono contribuire all&#8217;aggressività. In questi casi la persona aggressiva è in realtà una persona malata e andrebbe curata da medici competenti.</p>
<p>Ci possono essere alla base dei <strong>comportamenti tossici</strong>, come ad esempio l’uso di droghe, alcol, psicofarmaci o altre sostanze psicotrope può alterare il comportamento e aumentare l&#8217;aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha un grave problema di dipendenza e andrebbe seguita da qualcuno che possa aiutarlo, con un percorso di recupero.</p>
<p>A volte la persona aggressiva è stata sottoposta a situazioni di <strong>stress prolungato</strong>, si pensi ai veterani di guerra, affetti da disturbo da stress post-traumatico. Altre volte hanno subìto violenze o abusi oppure hanno vissuto altri eventi traumatici, che hanno condizionato il loro comportamento. Anche chi ha disturbi lievi di questo tipo, può diventare molto aggressivo, se sottoposto a stress ambientali, come il sovraffollamento, forti rumori, temperature elevate, privazione di cibo o acqua o sonno, ecc… Ricordate quanto abbiamo &#8220;sclerato&#8221; durante il COVID? C&#8217;è chi vive perennemente in questo stato di agitazione.</p>
<p><strong>Questi fattori possono interagire tra loro</strong>, peggiorando l’aggressività. In questo caso la persona aggressiva ha dei grossi problemi psicologici, che andrebbero trattati da “qualcuno bravo”.<br />
Insomma, l’aggressivo è spesso un malato o una persona affetta da gravi dipendenze oppure un traumatizzato, un disadattato. Frequententemente quindi<strong> l’aggressivo è una persona che soffre</strong>. E io che lo catalogavo rapidamente come uno “stronzo”, consegnandolo al giudizio della storia, mi sento un po’ stronzo a mia volta. Cosa fare? Come uscirne?</p>
<p>Se penso alla persona aggressiva come una persona che ha problemi e debolezze più grosse delle mie,<strong> il mio sguardo cambia</strong>. Ciò che provo non è più rabbia, ma compassione. Con questo non sto dicendo che mi sento pervaso dall’impulso irrefrenabile di “porgere l’altra guancia”. Questo NO! Ma penso che se l’aggressivo “sbaglia la misura” occorre aiutarlo a ritrovare la misura corretta, quella misura non patologica, ma sana, che consente una relazione sana.</p>
<p>Oppure <strong>serve prendere le distanze dalla persona aggressiva</strong> e dalla sua aggressività. La malattia va curata e la persona può essere rieducata, a condizione che la persona accetti di cambiare. La mia parte di responsabilità sta nello smettere di pensare alla persona aggressiva come una persona cattiva. La sua parte di responsabilità consiste nell’accettare che un comportamento aggressivo con consente una relazione sana e positiva per entrambi.</p>
<p>Queste riflessioni hanno cambiato le mie emozioni. Come sono cambiate (se sono cambiate) le vostre?</p>
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		<title>Aggressività seconda parte: cosa accade al mio interno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 00:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sento il bisogno di &#8220;scongelarmi&#8221; dalla paura di tutta questa violenza intorno a me, tornando a me stesso, al mio “centro di gravità permanente”. Torno a quel nucleo che ha bisogno di essere rassicurato, perché si sente accerchiato da un branco di lupi. Mi sento una preda. Potrei anche reagire diventando &#8220;belva feroce&#8221;, per attaccare, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sento il bisogno di <strong>&#8220;scongelarmi&#8221; dalla paura</strong> di tutta questa violenza intorno a me, tornando a me stesso, al mio “centro di gravità permanente”.<br />
Torno a quel nucleo che ha bisogno di essere rassicurato, perché si sente accerchiato da un branco di lupi. <strong>Mi sento una preda</strong>. Potrei anche reagire diventando &#8220;belva feroce&#8221;, per attaccare, invece di difendermi. Sono consapevole che tutta quella paura potrebbe generare in me anche rabbia e quindi contribuire ad aumentare l&#8217;aggressività e la violenza nell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p><strong>Mi rivolgo all’interno</strong>, per rassicurare quel bambino che è stato vittima dei bulli e che ancora è spaventato dalla violenza e dalla prepotenza che caratterizza la realtà circostante. E’ lui che è lì… congelato, al mio interno e io sono congelato come riflesso del suo congelamento.<br />
Torno da lui per dirgli che non è solo, che io ci sono e che il mondo è anche altro… anzi il mondo è soprattutto altro.</p>
<p>Ci sono tanti bambini come lui e ci sono tante persone come me, spaventate, che hanno bisogno di incontrarsi, di riconoscersi, di guardarsi negli occhi e di prendersi per mano, per scoprire che la vita, l’energia e l’amore che anima ciascuno di loro è più forte della violenza vista in TV.  <strong>Siamo in tanti</strong>, ma la paura dei molti dà energia alla prepotenza dei pochi.</p>
<p>Non esiste unicamente ciò che fa tanto rumore. Esiste anche il silenzio di un abbraccio. Esiste anche la solidarietà espressa in un sorriso. Esiste il calore di una mano che stringe la tua. Esiste un incontro di sguardi, di persone che sanno comprendersi. Esiste il naturale desiderio di pace e di un futuro migliore, che qualsiasi genitore prova per i propri figli.</p>
<p>E’ tornare dentro me stesso che attiva questa energia, questo amore, e questo calore. Niente è cambiato fuori di me, eppure tutto è cambiato dentro di me.</p>
<p><strong>Hai voglia di fermarti, di respirare e di ascoltare questa parte che è dentro di te?</strong></p>
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		<title>Aggressività prima parte: il mondo sembra impazzito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raniero Buschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 00:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un periodo in cui aggressività e violenza sembrano dilagare, voglio provare a condividere le mie riflessioni sul tema, in un viaggio fatto di 4 momenti, che toccano altrettanti aspetti del problema. Spero possano essere utili a qualcuno, che come me, vive con fatica quest&#8217;epoca, dove la prepotenza sembra avere la meglio. Se accendo la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un periodo in cui aggressività e violenza sembrano dilagare, voglio provare a condividere le mie riflessioni sul tema, in <strong>un viaggio fatto di 4 momenti</strong>, che toccano altrettanti aspetti del problema. Spero possano essere utili a qualcuno, che come me, vive con fatica quest&#8217;epoca, dove la prepotenza sembra avere la meglio.</p>
<p>Se accendo la TV e guardo il telegiornale o trasmissioni di approfondimento ciò che vedo mi atterrisce e mi sconforta. E resto bloccato lì, come congelato.</p>
<p><strong>Governanti prepotenti</strong>: uomini di potere che eccedono nel loro potere e diventano “pre-potenti”. E ostentano il loro eccesso di potere. Se ne vantano, offrendosi come modello. Diventano un paradigma per tutti coloro che cercano un modo per superare il proprio senso di frustrazione, di impotenza e di inferiorità.</p>
<p><strong>Abusi e femminicidi</strong>: il più spesso delle volte sono maschi che guardano le donne, non come persone, ma come oggetti di loro proprietà. Nella loro mente è loro diritto “usare” la loro donna, come usano la loro auto o il loro cellulare. E questo uso finisce per sconfinare nell’ab-uso, nella violenza e spesso persino nell’omicidio.</p>
<p><strong>Bullismo e baby gang</strong>: si può essere accoltellati per una catenina d’oro, per un monopattino, per un cellulare o per un paio di cuffie. La vita sembra avere sempre meno valore, così come la dignità umana. Prendersi gioco del debole, dell’anziano, del malato o dello svantaggiato è un modo per sentirsi più in alto nella “piramide sociale”, quasi fossimo belve feroci, e la nostra sopravvivenza dipendesse dalla nostra posizione della catena alimentare.</p>
<p><strong>Social haters, cyberbullismo e aggressività verbale</strong>: chi è diverso o ha un parere/opinione diversa viene attaccato in maniera verbalmente violenta e umiliato. A volte viene minacciato e perseguitato, al punto da dover finire sotto scorta. Il caso della senatrice Liana Segre credo sia inequivocabile: una donna anziana, sopravvissuta a campo di concentramento di Auschwitz ha bisogno di vivere sotto scorta perché qualcuno la odia, per ciò che lei rappresenta e la vorrebbe morta.</p>
<p>Il dilagare del fenomeno della <strong>polarizzazione</strong> su qualsiasi tema fa sì che la società sia profondamente divisa e dis-integrata su qualsiasi argomento. Che si tratti di guerra o pace, di un partito o dell’altro, del virus o del vaccino, ogni argomento/materia è buono per dividersi in guelfi vs ghibellini e insultarsi a vicenda, pretendendo che ciascuna delle due parti abbia tutta la ragione e l’altra tutto il torto.</p>
<p>Il cambiamento è possibile?</p>
<p>Come uscire da questa situazione?</p>
<p>E’ possibile cambiare il mondo, la realtà circostante?</p>
<p>Nelle prossime parti, proviamo a riflettere su come agire, senza re-agire in maniera aggressiva o violenta.</p>
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