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		<title>Presentato il libro Canale terminale</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:44:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>        Elaborazione foto Fl.Ip. Roma Il libro &#8220;Canale Terminale&#8221; (Ed. Cantagalli) di Eleonora Coletta è stato presentato presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati. Eleonora Coletta è avvocato pubblico, professore a contratto di Diritto del lavoro all’Università di Bari. Per quindici anni è stata legale della Asl di Taranto, è Vicepresidente del Comitato Nazionale ‘Vittime Covid e del Comitato ‘Verità e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14792" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708.jpg" alt="" width="321" height="386" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708.jpg 321w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708-58x70.jpg 58w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708-249x300.jpg 249w" sizes="(max-width: 321px) 100vw, 321px" /></a></p>
<p><em><strong>        Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong>Roma </strong></p>
<p>Il libro <em><strong>&#8220;Canale Terminale&#8221;</strong></em> (Ed. Cantagalli) di Eleonora Coletta è stato presentato presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati.</p>
<p><strong>Eleonora Coletta</strong> è <strong>avvocato pubblico</strong>, <strong>professore a contratto di Diritto del lavoro</strong> all’<strong>Università di Bari</strong>. Per quindici anni è stata legale<strong> della Asl di Taranto</strong>, è <strong>Vicepresidente</strong> del <strong>Comitato Nazionale ‘Vittime Covid </strong>e del <strong>Comitato ‘Verità e Giustizia vittime Covid Moscati di Taranto – per non dimenticare.</strong></p>
<p>Il testo affronta il tema della verità nella gestione della pandemia da Covid-19 e non solo.</p>
<p>Prendendo spunto da quanto accaduto all’Ospedale oncologico Moscati di Taranto, denuncia con coraggio, girone dopo girone, la realtà atroce e spaventosa della sanità italiana, spesso ormai percepita dai pazienti come un vero e proprio ostacolo alla propria sopravvivenza.</p>
<p>Il libro, oltre a quella dell’autrice, che nel giro di tre giorni ha perso marito e padre, si avvale delle testimonianze di Tina Albanese, Pia Balestra, Angela Cortese, Antonella Dandolo, Antonio Del Sole, Paola Regina, Donato Ricci, Venere Rotelli, Rosanna Valentini e Danilo Minolfo.</p>
<p>Nell’introduzione si legge: “Emblematica l&#8217;espressione che usa il primario di Rianimazione quando, alle 13:00 del 5 marzo 2021, mi chiama per avvisarmi che mio marito, Dario Maniglia, è stato trasferito nel suo reparto: ‘Non doveva arrivare da me’. Confessione? Condanna? Forse la semplice conferma dell’ineluttabile. In quel reparto si va a morire. L’ho contagiato io, mio marito. Sono un avvocato e ho goduto del privilegio di essere tra i primi a vaccinarsi in Puglia: già il 19 febbraio sono prenotata per l’Hub vaccinale. Subito dopo l’iniezione sto male, molto male. Avviso il medico dei sintomi ma non viene attivato nessun controllo. Certa che si tratti degli effetti collaterali del vaccino non mi fermo. Il 23 febbraio sono in Tribunale, non mi reggo in piedi. Dopo due giorni la situazione peggiora e mi viene il sospetto che non sia per causa della vaccinazione, così mi faccio un tampone. Risultato? Positiva al Covid. Avverto immediatamente il presidente del Tribunale, avviso i miei amici: è stata una mia premura (…)  Quello che so di certo è che sono stata io il veicolo di contagio di mio marito, delle nostre figlie, di mio padre e di altri cinque membri della mia famiglia. Io vivrò il resto della mia vita con il senso di colpa per aver portato dentro le mura della mia casa la malattia, ma la responsabilità della morte dei miei cari non è né mia né del Covid, ma di chi non li ha curati. Di chi li ha lasciati morire in condizioni disumane. Perché su nove contagiati del mio nucleo famigliare, i soli due a non essere sopravvissuti sono coloro che sono stati ricoverati (…) Sarà certamente un caso, ma ad oggi le morti simili sono centinaia. Tutti con le stesse caratteristiche e modalità. Questo libro vuole essere la loro voce”.</p>
<p>Mancanza di attrezzature mediche, cartelle cliniche inesistenti, terapie errate; sistemazioni improvvisate e precarie, reparti di fortuna, posti letto «arrangiati in locali che non avrebbero dovuto essere presi nemmeno in considerazione»; bagni inaccessibili o non funzionanti, pazienti abbandonati tra i loro stessi escrementi; parenti che non ricevono notizie dei loro cari per giorni; oggetti scomparsi, smarriti o rubati.</p>
<p>Persone maltrattate psicologicamente, vessate, umiliate, private della propria dignità di malati.</p>
<p>Pazienti sulla via della guarigione, improvvisamente morti a causa di infezioni ospedaliere, spesso antibiotico-resistenti.</p>
<p>Un crudo spaccato di una malasanità tutta italiana di cui, ancora oggi, i cittadini sono vittime.</p>
<p>E “Il dolore di chi resta non conosce tregua, soprattutto di fronte alle numerose domande lasciate senza risposta. Tante, troppe, le morti sospette (…) tra malasanità, disorganizzazione e incompetenza del personale sanitario che si è trovato completamente impreparato di fronte alla seconda ondata dell’emergenza Covid” è quello che ha scritto <strong>Maria Giovanna Maglie</strong> nella Prefazione.</p>
<p>&#8220;È essenziale riflettere su quanto accaduto e sul lavoro che la <strong>Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta</strong> sta svolgendo &#8211; ha precisato<strong> Dario Iaia</strong> &#8211; per fare emergere la verità e rendere giustizia a quanto vissuto dai cittadini.</p>
<p>Durante il suo intervento, ha sottolineato le numerose contraddizioni delle misure restrittive messe in atto.</p>
<p>Da un lato, alcuni reparti dei supermercati erano accessibili, mentre altri venivano bloccati; dai mercati chiusi ai centri commerciali rimasti aperti, fino ai cimiteri interdetti.</p>
<p>Un passaggio del libro ha particolarmente colpito i presenti: la drammatica narrazione di Carmelo, trovato privo di vita su una sedia e ignorato per ore, cadendo a terra durante il suo spostamento.</p>
<p>Eleonora Coletta ha affermato: “Vorrei ringraziare l’on. Iaia per aver dato voce ancora una volta alla richiesta di verità e giustizia che porto avanti con il mio libro. Aver avuto il conforto degli autorevoli membri della Commissione Parlamentare Covid, sen. <strong>Marco Lisei</strong> e on. <strong>Alice Buonguerrieri</strong> nella ricerca della verità, per noi parenti delle vittime Covid ha un significato importante. I nostri cari hanno pagato il prezzo più alto della scellerata gestione della pandemia e meritano rispetto e giustizia. Grazie all’on. <strong>Bignami</strong> perché ha parlato di memoria, perché noi non possiamo dimenticare. Per questo, mi auguro che la Commissione vada avanti fino in fondo”.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG_0708.jpg"> </a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The stunning Zeudi Di Palma</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 18:49:00 +0000</pubDate>
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<p><em><strong>                                               Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong>London</strong></p>
<p>And now on stage on our international magazine there is the young, 24 year old, and stunning <em><strong>Zeudi Di Palma</strong></em>, well known all over the world, Italian girl from Naples, tattoo artist, model, drummer player, ex miss Italy and in our opinion a talent and a screen friendly face.</p>
<p>She is dating the British model and activist <strong>Scarlett J. Plott</strong> and she is an icon on social media and network.</p>
<p>La nostra testata, di origine <strong>americana</strong>, ma molto attenta ai panorami artistici e ai volti in Inghilterra, Italia, Francia e Stati Uniti, da quasi vent’anni segnala sulle proprie colonne volti e talenti interessanti, in particolare citiamo: Serena Rossi, Imman Hamman, , Hailee Steinfel, Jessica Chastain, Pina Turco,, Charlotte Cardin, Eleonore Arnaud, Gaia Messerklinger, Sofia Lesaffre, Louise Labeque, Lake Bell, Barbara Ronchi, Chiara Celotto, Ivana Lotito, Fotinì Peluso, Ludovica Nasti e alcune altre.</p>
<p>Da qualche tempo ci è stata segnalata<strong> Zeudi Di Palma</strong>, giovane non ancora inflazionata, miss Italia, napoletana, con un carattere che non passa inosservato.</p>
<p>Abbiamo fatto le nostre solite verifiche e per quanto riguarda il sottoscritto, in particolare ho visionato alcune clip, non possiedo la televisione e seguo i programmi, a pezzi e in streaming, mentre preferisco andare al cinema e a teatro di persona.</p>
<p>La Di Palma è palesemente molto bella (d’altronde i Mirigliani a Miss Italia non sbagliano mai), ha una altrettanto palese somiglianza stretta con Monica Bellucci quando aveva la sua età. E in più è spigliata, è seguita in tutto il Mondo, in America Latina (Il Brasile in particolare), ma anche in Europa, Stati Uniti e altrove, è una regina assoluta, con performance da record, sui principali social media.</p>
<p>Inoltre, sa stare on stage, come ha dimostrato nel notissimo programma televisivo italiano Rai <strong>&#8216;Belve&#8217;</strong>, gestito da <em><strong>Francesca</strong> <strong>Fagnani</strong></em>, una giornalista di razza che conosce molto bene il suo mestiere.</p>
<p>Ci ha in particolare stupito un dettaglio: abitiamo e conosciamo da decenni Londra e sappiamo che qui si può andare in giro anche nudi e nessuno ti guarda, per esempio abbiamo visto un divo planetario, come Marlon Brando, girare per Oxford Street senza essere avvicinato da nessuno, mentre abbiamo visto Zeudi Di Palma fermata per le strade della metropoli da gruppi di fan che si facevano fotografare con lei e si fermavano a sorridere e parlare.</p>
<p>In più, la ragazza di <strong>Napoli</strong> e di Scampia in particolare ha uno <strong>sguardo</strong> da cinema e televisione, ha occhi e verve per la recitazione, anche se per ora non ha ancora scelto di seguire questa strada.</p>
<p>D’altro canto, in Italia negli ultimi anni, numerose <strong>interpreti</strong>, senza una preparazione specifica, sono diventare ottime <strong>attrici</strong>, basti vedere realtà come L’amica geniale e Mare Fuori.</p>
<p>Per noi, a parere del nostro gruppo di giornalisti e osservatori, Zeudi Di Palma, potrebbe avere un futuro luminoso nel mondo dello spettacolo.</p>
<p>Devo dire, che negli anni anche noi, come tutti, ci siamo sbagliati, ma è in verità accaduto pochissime volte.</p>
<p>In definitiva, continueremo a seguire un po’ questa giovane donna e vedremo, augurandole il <strong>meglio</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Editor</em></strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un viaggio emozionante nel 2026 artistico italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:22:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14786" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643.jpg" alt="" width="785" height="517" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643.jpg 785w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643-70x46.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643-768x506.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0643-456x300.jpg 456w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></p>
<p><em><strong>                                               &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p>
<p>Il 2026 è uno degli anni più <strong>intensi</strong> e affascinanti per il <strong><em>panorama espositivo</em></strong> italiano.</p>
<p>In un contesto in cui <strong>l&#8217;arte contemporanea</strong> e quella <strong>storica</strong> si intrecciano con forza, l&#8217;Italia si conferma laboratorio culturale diffuso, capace di <strong>ospitare</strong> grandi nomi internazionali, riletture critiche del passato e <strong>sperimentazioni</strong> radicali. Le <strong>mostre</strong> in programma non sono semplici eventi: diventano strumenti per leggere il presente, interrogare la memoria collettiva e stimolare un dialogo tra epoche, città e linguaggi espressivi.</p>
<p>Al centro dell&#8217;attenzione globale ci sarà inevitabilmente <strong>Venezia</strong>, con la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale (9 maggio – 22 novembre 2026, preapertura 6-8 maggio). Intitolata In Minor Keys, l&#8217;esposizione porta avanti la visione curatoriale concepita dalla compianta <strong>Koyo Kouoh</strong> (mancata nel 2025), che invita a sintonizzarsi su ‘frequenze minori’: toni intimi, poetici e sensoriali, in contrasto con le narrazioni dominanti. Con padiglioni nazionali, installazioni site-specific, oltre 110 artisti nella mostra centrale e interventi diffusi in città, la <strong>Biennale</strong> trasforma Venezia in una vera mappa concettuale, sensibile alle tensioni artistiche, sociali e politiche del nostro tempo.</p>
<p>Sempre a <strong>Venezia</strong>, le Gallerie dell’Accademia ospitano un evento storico: <strong>Marina Abramović</strong>: <strong>Transforming Energy</strong> (6 maggio – 19 ottobre 2026). È la prima monografica dedicata a <strong>un&#8217;artista</strong> <strong>donna</strong> vivente in uno dei templi assoluti della pittura veneziana. A cura di <strong>Shai Baitel,</strong> la mostra invade sia le sale temporanee che quelle permanenti, creando un cortocircuito potente tra il <strong>corpo</strong> come mezzo espressivo radicale della performance art e la grande tradizione figurativa del passato. Un&#8217;occasione unica per riflettere sul rapporto tra <strong>contemporaneità</strong> ed <strong>eredità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>Firenze</strong>, Palazzo Strozzi propone una delle retrospettive più ambiziose dedicate a <strong>Mark Rothko</strong>: Rothko in Florence (14 marzo – 23 agosto 2026), curata da <strong>Christopher Rothko</strong> ed <strong>Elena Geuna</strong>. Oltre 70 opere ripercorrono l&#8217;intera carriera del maestro dell&#8217;Espressionismo astratto, dai primi lavori figurativi ai celebri campi cromatici, con un focus specifico sul legame profondo tra Rothko e Firenze, in particolare con l&#8217;arte del Rinascimento (Fra Angelico in primis).</p>
<p>Il progetto si estende anche al Museo di San Marco e alla Biblioteca Laurenziana, invitando a rileggere l&#8217;astrazione spirituale di Rothko come profondamente connessa all’eredità europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Roma</strong> torna protagonista con <strong>Bernini e i Barberini</strong> (12 febbraio – 14 giugno 2026) alle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, a cura di <strong>Andrea Bacchi</strong> e <strong>Maurizia Cicconi.</strong> La mostra indaga il rapporto cruciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini (Papa Urbano VIII), suo primo grande committente, nel contesto della nascita del <strong>Barocco romano</strong>. Tra teatralità, potere papale ed invenzione formale, l&#8217;esposizione offre un&#8217;immersione nel <strong>Seicento</strong> che ha plasmato l&#8217;immaginario <strong>visivo</strong> occidentale, in coincidenza con il <strong>quattrocentesimo anniversario</strong> della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2026 valorizza però anche le città meno ‘ovvie’ del circuito culturale italiano.</p>
<p>A <strong>Genova</strong>, Palazzo Ducale dedica una grande retrospettiva a <strong>Anton van Dyck</strong> (Van Dyck l’Europeo, 20 marzo – 19 luglio 2026), focalizzata sul periodo formativo in Liguria e sul suo ruolo di pittore europeo tra Anversa, Genova e Londra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>Bergamo</strong>, l&#8217;Accademia Carrara riunisce i celebri <strong>Tarocchi Colleoni</strong> (27 febbraio – 2 giugno 2026), un evento raro che intreccia storia dell&#8217;arte, simbolismo e cultura medievale-umanistica. <strong>Brescia</strong> celebra con <strong>Liberty. L&#8217;arte dell&#8217;Italia moderna</strong> (Palazzo Martinengo, 24 gennaio – 14 giugno 2026) l&#8217;eleganza e l&#8217;innovazione delle arti decorative tra fine Ottocento e inizio Novecento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>Bologna</strong>, il MAMbo presenta la prima grande retrospettiva italiana su <strong>John Giorno</strong>, figura chiave della <strong>controcultura newyorkese</strong>, che attraversa sessant&#8217;anni di sperimentazione tra <strong>poesia</strong> performativa, attivismo, poster iconici e collaborazioni leggendarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel loro insieme, queste <strong>mostre</strong> dipingono un&#8217;Italia culturale vitale e non ripiegata: un Paese che osa accostamenti inediti, <strong>alterna</strong> colossi della storia dell&#8217;arte a voci radicali e contemporanee e invita il pubblico a viaggiare non solo tra città, ma tra idee e tempi diversi.</p>
<p>Il 2026 è l&#8217;anno ideale per <strong>muoversi</strong>, osservare e <strong>riflettere</strong>: perché <strong>l&#8217;arte</strong>, qui e ora, torna a essere spazio di <strong>pensiero profondo,</strong> oltre che di <strong>pura bellezza</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Giulia Cortese</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Cane Zoppo un libro che prende al cuore</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/cane-zoppo-un-libro-che-prende-al-cuore/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>                                                Elaborazione foto Fl.Ip. ‘Cane Zoppo’ (Clichy Edizioni), un libro originale e sui generis è stato presentato a Francoforte nella honour list di IBBY Italia (International Board on Books for Young people). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14783" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624.jpg" alt="" width="970" height="1338" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624.jpg 970w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624-51x70.jpg 51w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624-768x1059.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/03/IMG_0624-217x300.jpg 217w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></em></strong></p>
<p><em><strong>                                                Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong><em>‘Cane Zoppo’ (Clichy Edizioni),</em></strong><strong> un libro originale e sui generis è stato presentato a Francoforte nella honour list di IBBY Italia (International Board on Books for Young people).</strong></p>
<p><strong>Con una tavola tratta da questo albo, l’illustratrice genovese Giulia Pastorino è entrata nella lista dei 77 autori vincitori della Mostra Illustratori 2025 della Bologna Children&#8217;s Book Fair, scelti dalla giuria su 4.374<em> </em>candidati<em> </em>di 89 paesi e regioni del mondo. </strong></p>
<p>Cane zoppo ci dice quali sono le cose più preziose che possono capitarci tra le mani.</p>
<p>Perché puoi avere tutto l’oro del mondo ma se non hai nessuno che per te si butterebbe tra gli squali, si calerebbe in un vulcano o combatterebbe senza timore persino con un marziano, allora non hai proprio nulla.</p>
<p>Ci sono cose che non si possono comprare e un eroico chihuahua zoppo è senz’altro tra queste.</p>
<p>Una <strong>lettura</strong> divertentissima che mostra ai più <strong>piccoli</strong> i limiti del <strong>materialismo</strong> e del consumismo, con esilaranti tempi comici e illustrazioni irresistibili.</p>
<p>Io ho un sacco di figurine, una collezione di macchinine e mille fantastici dinosauri, ma tu non puoi toccare nessuna di queste cose, sei invidioso? No, per niente, perché io ho un <strong>cane</strong> zoppo…</p>
<p>Un dialogo tra due <strong>bambini</strong> in cui si affronta un sentimento molto diffuso tra i più piccoli, la voglia di primeggiare sugli altri.</p>
<p>Insomma, ci sono cose molto più <strong>importanti</strong> di una collezione preziosa di soldatini, di figurine o di macchinine, gelosamente custodite e intoccabili, cose che non si possono <strong>comprare</strong>, che sono impalpabili quanto <strong>impagabili</strong>.</p>
<p>Sembra una verità ovvia, invece non lo è.</p>
<p>Tanto più se tutti quei beni esibiti da un bimbetto non producono invidia nel suo compagno, tanto più se l’alternativa a fare la vera felicità e ad appagare ogni desiderio è un misero cane zoppo.</p>
<p>Un cane zoppo, è un amico che vale più di un tesoro.</p>
<p>È proprio lui <strong>l’amico</strong> a quattro zampe un po’ sgarrupato che si inserisce in un tipico dialogo tra bambini in cui ognuno la spara più grossa.</p>
<p>Ma qui non c’è partita tra il possedere cose e vantare un <strong>amico</strong>.</p>
<p>Quindi a dar man forte al piccolo protagonista un irresistibile antieroe, un bislacco cane che, con la sua <strong>generosità</strong> e la sua bizzarria, suscita le invidie di chi non lo può comprare.</p>
<p>Una spassosa lettura per insegnare ai bambini l’importanza della <strong>cura</strong> reciproca contro la <strong>futilità</strong> dei beni materiali, un valore da coltivare capace di proteggerci da ogni prepotenza e sopraffazione.</p>
<p><strong>Marisa Vestita</strong> e <strong>Giulia Pastorino</strong>, con il loro <strong>libro</strong>, riescono con l’ironia delle parole e delle immagini a regalare ai piccolissimi lettori suggestioni che nessuno spiegone può <strong>eguagliare</strong>.</p>
<p><strong>Marisa Vestita</strong><em>,</em> nasce a Taranto e dimostra da sempre un amore smisurato per tutto ciò che è il mondo dell’immagine, fin da piccola ha le idee chiare: nella vita vuole disegnare.</p>
<p>Frequenta il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e, negli stessi anni, frequenta corsi e stage di scenografia e di fumetto.</p>
<p>Da sempre <strong>curiosa</strong> di tutto ciò che gira attorno al mondo dell’illustrazione, si trasferisce a Milano dove lavora con le riviste “Gioia” e “Grazia” e, per un breve tempo, anche con “Linus”.</p>
<p>Frequenta corsi di illustrazione con i più grandi nomi del panorama nazionale e internazionale e scopre l’illustrazione per <strong>l’infanzia</strong>.</p>
<p>Sposta totalmente la sua visione sull’editoria per l’infanzia e successivamente collabora alla realizzazione di giochi, puzzle, libri scolastici, albi illustrati e cartonati.</p>
<p>Nel corso degli anni lavora, sia come autrice, sia come illustratrice, con le maggiori case editrici italiane.</p>
<p>Tra i suoi clienti c’è Clichy, Gribaudo, Giunti, Rusconi, Eli La Spiga e altri.</p>
<p>I suoi libri sono tradotti e pubblicati in diverse lingue e tra una pausa e l’altra ha illustrato i taccuini del National Geographic.</p>
<p>Da qualche anno scrive anche storie, oggi vive e lavora con i suoi tre gatti a <strong>Taranto</strong>, la sua città natale.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vanni Codeluppi e la Megamodernità</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/vanni-codeluppi-e-la-megamodernita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:07:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Laterza]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia dei consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Vanni Codeluppi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                        Elaborazione foto Fl.Ip. London Sociology and Sociology of Consumption are well known and researched in the UK. British Authors, such as Alan Warde and Mike Featherstone and [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                        Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong>London</strong></p>
<p>Sociology and <strong>Sociology of Consumption</strong> are well known and researched in the <strong>UK</strong>.</p>
<p>British Authors, such as Alan Warde and Mike Featherstone and Joel Stillerman in the USA are real examples of a worldwide presence in universities and practice fields.</p>
<p>In Italy the leading representative in the sector is <strong><em>Vanni Codeluppi</em></strong>, an author also appreciated in the UK, and in this article we review his latest book in Italian.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Megamodernità</em></strong> (Laterza, 2026) è l’ultimo saggio di <strong>Vanni Codeluppi,</strong> Professore ordinario di Sociologia dei Consumi <strong>all’Università di Modena e Reggio Emilia</strong>, dopo un lungo periodo alla IULM di Milano.</p>
<p>I nostri <strong>Lettori</strong> sanno quanto il nostro <strong>magazine</strong> sia allergico ai libri universitari italiani, al 90% un’accozzaglia di copia incolla, senza nessuna idea o stimolo, utili solo agli <strong>studenti</strong> per superare <strong>l’esame</strong> e that’s it.</p>
<p>Nel caso di Codeluppi facciamo una delle nostre rare <strong>eccezioni</strong>, perché lo conosciamo da tanti anni, alcuni decenni per la precisione e conosciamo la sua <strong>serietà</strong> e concretezza di <strong>studioso</strong>, che scrive i suoi <strong>saggi</strong> cercando sempre di condurre in progress i suoi studi e le sue teorie, <strong>confrontandosi</strong> con altri studiosi attivi fuori dai confini italiani.</p>
<p>L’autore nella sua carriera ha <strong>pubblicato</strong> svariati saggi e, alcuni in particolare, citiamo Lo spettacolo della merce (Bompiani), La vetrinizzazione sociale (Bollati Boringhieri), Il divismo (Carocci) costituiscono un punto di <strong>riferimento</strong> per la Sociologia dei Consumi e non sono testi solo d’esami, ma libri di studio, ricerca e anche di <strong>scoperta</strong>.</p>
<p>Nel suo ultimo <strong>lavoro</strong> l’autore riprende molti dei suoi <strong>item</strong> di riferimento, come lo shopping, la vetrinizzazione, la vita in vetrina, i punti vendita, i mall, il corpo in vetrina e altri e, da qui, analizza <strong>l’evoluzione</strong> della società e della vita, alla luce soprattutto delle <strong>novità</strong> portate dalla tecnologia e dalle modernità e che appaiono <strong>schiave</strong> di una crescente <strong>velocità</strong>, di una <strong>fretta</strong> che non è quasi mai positiva e che <strong>travolge</strong> tutto.</p>
<p>I <strong>dettagli</strong>, quelle che un tempo qualcuno chiamava, scioccamente, <strong>minuzie</strong> vengono sorpassati come cose inutili e perditempo. Pertanto la modernità si <strong>trasforma</strong> e non sempre in senso positivo e <strong>utile</strong>.</p>
<p>Codeluppi non prende una posizione netta, fa capire il suo <strong>pensiero</strong>, suggerisce, fa intuire.</p>
<p>In ogni caso, il <strong>libro</strong> fa un passo avanti nei suoi <strong>studi</strong> e si legge con <strong>interesse</strong>, nonostante una mancanza di <strong>ritmo</strong> nella scrittura che è quasi sempre la caratteristica di alcuni saggi, pur validi, come è questo.</p>
<p>In definitiva, un <strong>libro</strong> non da comodino, ma che ci porta nel mondo di oggi e ci fa <strong>riflettere</strong> sulle sue priorità e su quanto a volte la <strong>slow life</strong> sia un momento ideale per riflettere e godere.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al Mandic sorriso e assistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Cighetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lecco]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale Mandic]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Maggiolini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                          &#8211; Elaborazione foto Fl. Ip. &#8211; Merate Dopo una caduta nel Parco della Valle del Curone, nel corso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0181.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14775" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0181.jpg" alt="" width="591" height="381" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0181.jpg 591w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0181-70x45.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0181-465x300.jpg 465w" sizes="auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px" /></a></strong></p>
<p><em><strong>                                                                          &#8211; Elaborazione foto Fl. Ip. &#8211;</strong></em></p>
<p><strong>Merate</strong></p>
<p>Dopo una caduta nel Parco della Valle del Curone, nel corso di un allenamento di running, sono stato assistito da il <strong>personale</strong> dell’ambulanza che mi ha portato al Pronto soccorso <strong><em>dell’Ospedale Mandic</em></strong> di Merate.</p>
<p>Poi, per completare i controlli che non effettuavo da qualche tempo, sono stato alcuni giorni ospite del Reparto cardiologia nello stesso ospedale, diretto da <strong>Stefano Maggiolini.</strong></p>
<p>Tutti gli esami e approfondimenti hanno avuto un esito soddisfacente e desidero, su queste <strong>colonne</strong>, ringraziare il lavoro svolto da tutto il <strong>personale sanitario</strong> e la loro <strong>capacità</strong> di creare un ambiente disteso e positivo, in un periodo in cui la <strong>sanità italiana</strong> è spesso sotto il mirino delle critiche più variegate.</p>
<p>Ho trovato un ospedale con una buona <strong>organizzazione</strong> generale e un buon affiatamento tra i vari <strong>settori</strong> e, soprattutto, un’atmosfera mai tesa che permette di far scorrere le giornate con uno spirito di serenità.</p>
<p>Gli <strong>ambienti</strong> <strong>puliti</strong> e sempre sotto controllo del <strong>personale</strong>, la rapidità ed efficienza dei <strong>servizi</strong> interni, i pasti gradevoli e, su tutto, un personale infermieristico, coordinato con attenzione da <strong>Chiara Cighetti</strong>, che sa sorridere e utilizza la gentilezza come habitus quotidiano, <strong>completano</strong> un quadro di positività che ci ha ben impressionato.</p>
<p>Non abbiamo <strong>un’esperienza</strong> intensa di frequentazione ospedaliera e una <strong>tensione</strong> di base diventa pertanto, per noi, un <strong>approccio</strong> naturale alle cure. Al Mandic abbiamo trovato un ambiente che ci ha <strong>rasserenato</strong> e aiutato.</p>
<p>Come è nello <strong>stile</strong> e <strong>abitudine</strong> del nostro <strong>giornale</strong>, facciamo queste affermazioni in assoluta <strong>libertà</strong>, per <strong>scelta</strong> personale e per <strong>focalizzare</strong> un momento particolare della vita di ciascuno di noi, che può essere sinonimo di disagio e <strong>turbamento</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’amore attraverso il linguaggio dell’Arte</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/lamore-attraverso-il-linguaggio-dellarte/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 15:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Amare con arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Roma Al Castello Orsini di Castel Madama (RM), al via la 5° edizione della mostra Amare con Arte, dal 14 al 21 febbraio. Nel cuore del Lazio, a pochi chilometri da Roma, sorge il Castello Orsini di Castel Madama, uno dei gioielli più affascinanti dell’Italia rinascimentale, uno scrigno di cultura, tradizione e accoglienza. Questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14772" style="width: 728px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0532.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14772" class="size-full wp-image-14772" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0532.jpg" alt="" width="718" height="496" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0532.jpg 718w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0532-70x48.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0532-434x300.jpg 434w" sizes="auto, (max-width: 718px) 100vw, 718px" /></a><p id="caption-attachment-14772" class="wp-caption-text"><em><strong>                             &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p></div>
<p><strong>Roma</strong></p>
<p>Al <strong>Castello Orsini di Castel Madama (RM),</strong> al via la 5° edizione della mostra <strong><em>Amare con</em> <em>Arte</em></strong>, dal 14 al 21 febbraio.</p>
<p>Nel cuore del Lazio, a pochi chilometri da Roma, sorge il Castello Orsini di Castel Madama, uno dei gioielli più affascinanti dell’Italia <strong>rinascimentale</strong>, uno scrigno di cultura, tradizione e accoglienza.</p>
<p>Questo luogo, un tempo dimora della potente famiglia Orsini, conserva ancora intatto il suo fascino nobile e misterioso.</p>
<p>Attraverso i saloni affrescati, le scale monumentali, le stanze nobiliari e le terrazze panoramiche, ci si può immergere in un viaggio affascinante tra <strong>arte</strong>, potere e bellezza.</p>
<p>Attraverso i linguaggi artistici differenti della <strong>pittura</strong>, scultura, <strong>fotografia</strong> e tecniche miste, le opere offriranno una riflessione intensa sui <strong>legami</strong> che uniscono gli individui oltre ogni barriera culturale, generazionale e sociale.</p>
<p><strong>Il tema dell’amore</strong>, filo conduttore dell’intera esposizione, viene esplorato nelle sue molteplici e profonde sfaccettature: amore romantico e passionale, amore familiare e genitoriale, amore per l’umanità, per la <strong>natura</strong> e per la propria terra, fino all’amore per sé stessi, quale espressione di consapevolezza, crescita personale e <strong>rinascita interiore</strong>.</p>
<p>L’arte diventa così un mezzo privilegiato per trasformare <strong>emozioni</strong> intime in messaggi universali, capaci di generare dialogo, empatia e condivisione.</p>
<p>In un tempo in cui il dialogo, la solidarietà e l’empatia rappresentano <strong>elementi fondamentali</strong> per la coesione sociale, la mostra intende riaffermare il potere trasformativo dell’amore, non solo come sentimento privato, ma come <strong>forza</strong> generatrice di <strong>cultura</strong>, rispetto e bellezza condivisa.</p>
<p>L’evento è organizzato dall’<strong>Associazione Culturale Art Global</strong>, a cura di <strong>Angiolina Marchese</strong>, in collaborazione con la <strong>Art Curator Rosanna Vetturini</strong>, con il patrocinio del Comune di Castel Madama.</p>
<p>La manifestazione riunisce artisti provenienti da tutta Italia, selezionati per la qualità, l’originalità e la forza espressiva delle loro opere, tutte accomunate dal tema dell’amore declinato nelle sue infinite sfumature.</p>
<p>Amare con Arte si conferma come un appuntamento culturale di rilievo, capace di coniugare arte, emozione e impegno sociale, offrendo al pubblico un’importante occasione di incontro e riflessione attraverso il linguaggio universale dell’arte.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Mauro Pecchenino et son analyse de l’etre humain</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/mauro-pecchenino-et-son-analyse-de-letre-humain/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[critique]]></category>
		<category><![CDATA[français]]></category>
		<category><![CDATA[La vie se déroule]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Pecchenino]]></category>
		<category><![CDATA[Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Poème]]></category>
		<category><![CDATA[Poésie]]></category>
		<category><![CDATA[Poète]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  &#160; Mohammedia La vie se déroule Dans la vie Vivre travailler aimer Aimer beaucoup C’est la musique Avec le temps Le silence se fait Etre seul est la routine Mais la solitude C’est aussi la vie Etre seul c’est liberté De vivre et de penser Oui c’est la vie toujours (La Porta Nera, 2025) [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14769" style="width: 825px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14769" class="size-full wp-image-14769" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524.jpg" alt="" width="815" height="709" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524.jpg 815w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524-70x61.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524-768x668.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0524-345x300.jpg 345w" sizes="auto, (max-width: 815px) 100vw, 815px" /></a><p id="caption-attachment-14769" class="wp-caption-text">                                 <em><strong>    &#8211; Traitement de l&#8217;image Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p></div>
<p><strong>Mohammedia</strong></p>
<p><strong><em>La vie se déroule</em></strong></p>
<p>Dans la vie</p>
<p>Vivre travailler aimer</p>
<p>Aimer beaucoup</p>
<p>C’est la musique</p>
<p>Avec le temps</p>
<p>Le silence se fait</p>
<p>Etre seul est la routine</p>
<p>Mais la solitude</p>
<p>C’est aussi la vie</p>
<p>Etre seul c’est liberté</p>
<p>De vivre et de penser</p>
<p>Oui c’est la vie toujours</p>
<p>(La Porta Nera, 2025)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Je connaissais le <strong><em>Mauro Pecchenino</em></strong> écrivain d’Etudes Sociales, je le connaissais Romancier et je le découvre, avec le meme plaisir, Poète.</p>
<p>Dans ce Poème, <strong>‘La vie se déroule’,</strong> j’y retrouve, en quelques lignes, son <strong>analyse</strong> parfait de l’etre humain, dans ce <strong>monde</strong> bouleversé, où les schémas classiques ont disparus et où chacun se cherche et se trouve.</p>
<p>Très belle <strong>écriture</strong>, très <strong>directe</strong>, très fine, et qui atteint son <strong>But</strong>: il nous <strong>touche</strong>, là où ça fait mal.</p>
<p><strong>Paul Louis Cittadini</strong></p>
<p><strong><em>Creator digitale, Président d’Honneur à Vie de la CCI au Maroc</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Brel! Al Bobino uno spettacolo indimenticabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 15:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[artiste belge]]></category>
		<category><![CDATA[Bobino]]></category>
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		<category><![CDATA[mousique]]></category>
		<category><![CDATA[Olivier Laurent]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Paris J’ai vu au Bobino le spectacle ‘Brel!’, avec le chanteur et comedien belge Olivier Laurent. Un grand spectacle, un bouleversant homage à l’artiste Jacques Brel. Un concert vibrant dans le mood de Jacques. Olivier Laurent donne un tourbillon d’emotions entre l’amour pour la poésie et la musique. Le Bobino, du nom d’un clown [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14765" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14765" class="size-full wp-image-14765" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517.jpg" alt="" width="810" height="628" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517.jpg 810w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517-70x54.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517-768x595.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0517-387x300.jpg 387w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a><p id="caption-attachment-14765" class="wp-caption-text"><em><strong>                              Olivier Laurent in scena &#8211; Foto FlipMagazine</strong></em></p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Paris</strong></p>
<p>J’ai vu au <strong><em>Bobino</em></strong> le spectacle ‘Brel!’, avec le chanteur et comedien belge <strong><em>Olivier Laurent</em></strong>.</p>
<p>Un grand <strong>spectacle</strong>, un bouleversant homage à l’artiste <strong><em>Jacques Brel</em></strong>.</p>
<p>Un concert vibrant dans le mood de Jacques. Olivier Laurent donne un tourbillon <strong>d’emotions</strong> entre l’amour pour la <strong>poésie</strong> et la <strong>musique</strong>.</p>
<p><strong>Le Bobino</strong>, du nom d’un clown du XIX siècle, dans le quartier du <strong>Montparnasse</strong> est un music hall très important, avec plus ou moin 900 places.</p>
<p>Al Bobino si sono esibiti i più importanti e celebrati artisti della scena francese e mondiale.</p>
<p>Fior da fiore citiamo: <strong>Joséphine Baker</strong>, Georges Brassens, Dalida, Léo Ferré, <strong>Juliette Gréco,</strong> <strong>Edith</strong> <strong>Piaf</strong>, Régine, Michel Fugain, <strong>Amy Winehouse</strong>.</p>
<p>Brel! é uno spettacolo che <strong>coinvolge</strong> tutti, ma in particolare rapisce chi è legato ai brani <strong>creati</strong> dall’Artista belga, naturalizzato francese e si ritrova nella sua <strong>atmosfera</strong>, nel versante più <strong>teatrale</strong>, dove canto, musica e <strong>recitazione</strong> diventano un tutt’uno <strong>inimitabile</strong> e indimenticabile.</p>
<p>Olivier Laurent, accompagnato da <strong>musicisti</strong> che non sbagliano un colpo,  rivive i <strong>capolavori</strong> di Brel con la voce e con tutto il corpo, aggiungendovi la sua <strong>anima</strong> di artista internazionale.</p>
<p>Da <strong>Ne me quitte pas</strong> a <strong>La chanson des vieux amants,</strong> La valse a mille temps, <strong>Quand on n’a que</strong> <strong>l’amour</strong>, Vesoul, Amsterdam, <strong>Les</strong> <strong>vieux</strong>, Voir un ami pleurer, Laurent entra nella <strong>poetica</strong> e nell‘atmosfera del <strong>racconto</strong> in musica di Brel e che pochi altri <strong>artisti</strong> al mondo sono riusciti a lasciarci, come <strong>eredità</strong> imprescindibile.</p>
<p>E così, con stile, il <strong>recital</strong> conquista il <strong>pubblico</strong> che affolla il teatro e la commozione, ma anche <strong>l’allegria</strong> hanno il sopravvento, in una serata di <strong>cultura</strong> e intrattenimento senza pari.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecco il Premio Parola d’Oro</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 16:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio David]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Parola d’Oro]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                               Alcuni premiati  &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211; Roma La II Edizione del Premio Parola d’Oro è stata celebrata presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, confermandosi un appuntamento di rilievo dedicato alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14760" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496.jpg" alt="" width="444" height="316" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496.jpg 444w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496-70x50.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496-422x300.jpg 422w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0496-120x85.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px" /></a></p>
<p><em><strong>                                               Alcuni premiati  &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p>
<p><strong>Roma</strong></p>
<p>La II Edizione del <strong><em>Premio Parola d’Oro</em></strong> è stata celebrata presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, confermandosi un appuntamento di rilievo dedicato alla promozione della comunicazione positiva, etica, empatica e costruttiva.</p>
<p>Il Premio Parola d’Oro nasce con <strong>l’obiettivo</strong> di valorizzare personalità del mondo culturale, istituzionale, artistico e sociale che, attraverso il <strong>linguaggio</strong> e il proprio esempio, contribuiscono alla diffusione di valori di rispetto, inclusione e responsabilità collettiva.</p>
<p>Ideato da <strong>Claudio David</strong> e organizzato dalla Red Fashion Talent Agency, il riconoscimento valorizza l&#8217;uso del linguaggio come strumento di coesione sociale, con premi assegnati a varie <strong>personalità</strong> del giornalismo, dello spettacolo e della cultura.</p>
<p>Nel panorama dello spettacolo italiano, il nome di Claudio David non è nuovo: showman poliedrico, scrittore e grande talent scout, ha saputo guadagnarsi la fiducia del pubblico grazie al suo carisma e a un innato istinto nel riconoscere e premiare i talenti.</p>
<p>“Ciascuna parola che pronunciamo ha il potere di plasmare il mondo che ci circonda. Scegliamo, dunque, con cura e consapevolezza, di tessere con le nostre parole un tessuto di comunicazione positiva e costruttiva, capace di illuminare le menti e di ispirare i cuori” ha affermato David.</p>
<p>Questo premio mira a onorare coloro che arricchiscono l&#8217;ambiente circostante con la luce delle parole preziose, sane e di buon senso, che non solo ispirano, ma anche elevano gli altri.</p>
<p>Tra i momenti di particolare <strong>rilievo</strong>, il premio a S.E. Abdulla Alsubousi, Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia ed al Consigliere Khalid AlJarman, che hanno evidenziato l’importanza del dialogo <strong>interculturale</strong> e della cooperazione tra i popoli come strumenti fondamentali per la costruzione della pace.</p>
<p>L’evento è stato arricchito dalla mostra d’arte ‘Immagini come parole’, curata da <strong>Vinicio Prizia,</strong> che ha proposto un percorso visivo dedicato al valore espressivo dell’immagine come forma di comunicazione universale.</p>
<p>Particolarmente emozionanti sono stati i momenti performativi della serata.</p>
<p><strong>Alex De Vito</strong> ha interpretato l’Inno di Mameli e il brano “Stringimi forte”, regalando al pubblico un’intensa partecipazione emotiva, mentre <strong>Irene De Arcangelis</strong> ha portato in scena il monologo ‘Il volume del mondo’, scritto da Claudio David, offrendo un momento di profonda riflessione sul valore della parola e della comunicazione.</p>
<p>Il Premio Parola d’Oro si conferma così non solo come riconoscimento simbolico, ma come progetto culturale volto a promuovere una comunicazione capace di unire, ispirare e costruire ponti tra persone, generazioni e culture diverse.</p>
<p>Che questo premio sia un incoraggiamento per tutti ad usare le parole con consapevolezza e responsabilità, per creare un mondo migliore.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Serge Gainsbourg parole e musica di un artista che vive</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Gainsbourg]]></category>
		<category><![CDATA[Jane birkin]]></category>
		<category><![CDATA[juliette gréco]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[quartier latino]]></category>
		<category><![CDATA[rue de Verneuil]]></category>
		<category><![CDATA[Serge Gainsbourg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un riflesso di Serge Gainsbourg e Mauro Pecchenino &#8211; Foto FlipMagazine  Parigi Siamo riusciti a trovare il tempo necessario per andare a salutare la memoria di Serge Gainsbourg (pseudonino di Lucien Ginsburg) nella casa dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, in rue de Verneuil. Per scelta della figlia, la fascinosa Charlotte, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0365.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14757" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0365.jpeg" alt="" width="626" height="640" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0365.jpeg 626w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0365-68x70.jpeg 68w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0365-293x300.jpeg 293w" sizes="auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px" /></a></strong><strong><em>Un riflesso di Serge Gainsbourg e Mauro Pecchenino &#8211; Foto FlipMagazine </em></strong></p>
<p><strong>Parigi</strong></p>
<p>Siamo riusciti a trovare il tempo necessario per andare a salutare la memoria di <strong><em>Serge Gainsbourg</em></strong> (pseudonino di Lucien Ginsburg) nella <strong>casa</strong> dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, in<strong> rue de Verneuil.</strong></p>
<p>Per scelta della figlia, la fascinosa <strong>Charlotte</strong>, la casa è rimasta uguale, intoccata dal decesso del padre e dalla parte opposta della strada nel cuore del <strong>Quartier Latino,</strong> dove abitava un’altra icona della cultura francese <strong>Juliette Gréco,</strong> è nata una galleria museo, dove ci sono i ricordi <strong>artistici</strong> su e di Serge.</p>
<p>Serge Gainsbourg è stato uno degli <strong>artisti</strong> più interessanti del panorama musicale e poetico degli anni dal Sessanta all’Ottanta in Francia. E’ stato un artista maudit, legato all’alcool, alle Gitanes, che lo hanno portato alla morte appena <strong>sessantenne</strong>.</p>
<p>Abbiamo conosciuto Serge alla metà degli anni Ottanta in una galleria d’arte di <strong>Saint Germain</strong> e era quasi sempre alterato dall’alcool che lo portava, a detta di molti, ad essere sempre scontroso e a tratti violento. La sua <strong>Maison</strong> è il suo ritratto: un’estetica a tratti cupa e chiusa, una continua ricerca <strong>dell’amore</strong> e della <strong>donna</strong>, una facilità di cantare <strong>l’amore</strong> con una straordinaria sensibilità d’artista.</p>
<p>Serge era anche <strong>pittore</strong>, con la stessa creatività che usciva dai suoi brani musicali e non.</p>
<p>Abbiamo amato molto Gainsbourg e la sua <strong>poetica</strong>.  E’ stupefacente vedere gli angoli della casa dove ha vissuto, amato, scritto, fumato, bevuto fino alla distruzione. Fa venire i <strong>brividi</strong>, <strong>emoziona</strong>.</p>
<p>Le cicche nel posacenere, i bicchieri e le bottiglie che dominano parte della casa fanno pensare alla sua <strong>ricomparsa</strong>, da un momento all’altro, per cantarci l’immortale <strong>La Javanaise </strong>o il commerciale ma indimenticabile <strong>Je t’aime moi non plus</strong>, cantato insieme alla sua compagna, il mito panculturale anglo francese <strong><em>Jane Birkin</em></strong>.</p>
<p>In ogni modo, qui in rue de Verneuil Serge <strong>vive</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Musica e parole per ricordare chi è morto di salute</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/musica-e-parole-per-ricordare-chi-e-morto-di-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 14:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
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		<category><![CDATA[Settimo di Scandicci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                 &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211; Scandicci Domani alle 17, presso l’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo di Scandicci (Fi), ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0481.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14754" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0481.jpg" alt="" width="493" height="247" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0481.jpg 493w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0481-70x35.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /></a></p>
<p><strong>                                                                 &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></p>
<p><strong>Scandicci</strong></p>
<p><strong>Domani</strong> alle 17, presso<em><strong> l’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo</strong></em> a Settimo di Scandicci (Fi), ad ingresso libero, prende vita la <strong>conferenza  concerto</strong> <strong>“La cura negata”</strong>, in memoria delle vittime della sanità.</p>
<p>L’Abbazia di S. Salvatore e S. Lorenzo a Settimo alle porte di Firenze in riva d’Arno, <strong>fondata</strong> nel X secolo, è in ogni aspetto, un documento completo della Civiltà Monastica, che è stata la vera anima e l’identità dell’Europa nei secoli del Medioevo e del Rinascimento.</p>
<p>Con la presenza dei Vallombrosani e dei Cistercensi, che ne fecero un presidio di libertà e di armonia, divenne custode per la forza dello spirito dei migliori frutti della nostra storia.</p>
<p>In apertura dell’evento è previsto il saluto di <strong>don Carlo Maurizi</strong>, abate della Badia a Settimo, che ha accolto la proposta di <strong>A.N.Te.Co. l’Associazione Nazionale Teatri Consapevoli</strong>.</p>
<p>“Uno speciale evento di testimonianza accorata, una finestra su quell’ostello di dolore che, come Dante incise nella sua opera somma, troppe volte è e ridiventa l’Italia. Un <strong>Paese</strong> troppo spesso ostaggio di una “Mala” e dei suoi servi gaglioffi, Mala sanità e Mala industria”,  ha riferito don Carlo Maurizi per andare oltre l’indifferenza, alludendo in particolare alle nefaste acciaierie dell’Ilva e all’esclusivo lucro miliardario dei non-vaccini Covid.</p>
<p>A.N.Te.Co. l’Associazione Nazionale Teatri Consapevoli organizzatrice dell’evento, il cui presidente è <strong>Maurizio Rossi</strong>, ex artista del <strong>Coro del Teatro dell&#8217;Opera di Roma</strong>, è nata nel maggio 2021 per sostenere i lavoratori dei teatri, delle istituzioni musicali e dei conservatori nel difficile periodo dell’emergenza sanitaria.</p>
<p>Svolge attività di informazione e organizza iniziative artistiche coniugandole con tematiche sociali e ambientali, con la difesa della salute e dei diritti umani.</p>
<p>L’associazione è consapevole della Forza evocativa e pedagogica proveniente dalla Musica, dal Canto e dalla Poesia e, in genere, da tutte le Arti, risorse irrinunciabili per migliorare la qualità della nostra esistenza e aiuto indispensabile per la convivenza civile.</p>
<p>Il programma dell’evento prevede l’esecuzione del 4° e 5° movimento dal quartetto n.8 in do minore Op. 110 di Dmitrij Sostakovic, da parte del <strong>Quartetto d’archi</strong> formato da <strong>Angela Asioli</strong> e <strong>Francesco Di Cuonzo</strong>, violini, <strong>Chiara Foletto</strong>, viola e <strong>Giovanni Simeone</strong>, violoncello.</p>
<p>Successivamente l’avvocato <strong>Eleonora Coletta</strong>, vedova di malasanità, presenterà il suo libro <strong>“Canale Terminale”</strong>, con la prefazione di <strong>Maria Giovanna Maglie</strong>, Edizioni Cantagalli di Siena, che descrive le condizioni di degenza di molti pazienti nell’ospedale Giuseppe Moscati di <strong>Taranto</strong>, compresi suo <strong>padre</strong> e suo <strong>marito</strong>, poi deceduti a causa dei protocolli sanitari, del resto adottati in tutti i nosocomi italiani, durante l’emergenza sanitaria dovuta al Covid.</p>
<p>Il marito di 56 anni, in buona salute, è <strong>morto</strong> &#8220;per una TAC negata che avrebbe rivelato un pneumotorace causato da una cattiva gestione dell’ossigeno&#8221;, e il padre di 74 anni, diventato sulle cartelle cliniche un ‘anziano’ di 84 anni, malgrado fosse in salute.</p>
<p>“Mio marito è morto il 16 marzo, mio padre è morto il 18. Durante la cerimonia funebre di mio marito mi hanno avvisata che era morto mio padre” sono le sue parole.</p>
<p>Ricordiamo che Eleonora Coletta, consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Taranto è stata per 15 anni legale della Asl. È Vicepresidente del Comitato <strong>“Verità e Giustizia vittime Covid Moscati di Taranto – per non dimenticare”</strong> e Vice Presidente del <strong>Comitato Nazionale familiari vittime “covid”</strong> .</p>
<p>Dopo il dibattito la conferenza-concerto si concluderà con le interpretazioni del prestigioso tenore <strong>Fabio Armiliato</strong>, accompagnato al pianoforte dal M° <strong>Angelo Inglese</strong>, Compositore e Direttore D&#8217;Orchestra e della violoncellista e figlia d’arte <strong>Manuela Inglese</strong>, con musiche di Stradella, Puccini, Tosti, Inglese, Rachmaninov, Gounod.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.flipmagazine.eu/musica-e-parole-per-ricordare-chi-e-morto-di-salute/">Musica e parole per ricordare chi è morto di salute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.flipmagazine.eu">Flipmagazine</a>.</p>
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		<title>Il bacio da sfogliare – CONSIGLIO DI LETTURA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:28:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consiglio di Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Le rubriche di flip]]></category>
		<category><![CDATA[bacio]]></category>
		<category><![CDATA[Cinquesensi Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Il bacio da sfogliare]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Guidantoni]]></category>
		<category><![CDATA[lucca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211; Dobbiamo fare una doverosa premessa, anche perché molti Lettori ci hanno chiesto le motivazioni della mancanza di recensioni, [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                                &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p>
<p>Dobbiamo fare una doverosa <strong>premessa</strong>, anche perché molti <strong>Lettori</strong> ci hanno chiesto le motivazioni della mancanza di recensioni, da circa tre anni, in questa <strong>rubrica</strong> dedicata e riservata ai <strong>libri</strong>.</p>
<p>Chi ci legge lo sa, il nostro è un <strong>giornale</strong> che consiglia libri, spettacoli, ristoranti, alberghi in assoluta libertà, <strong>scegliendo</strong> cosa ci <strong>piace</strong> e raccontandolo ai nostri Lettori.</p>
<p>E anche per questo riceviamo tanto <strong>materiale</strong>. Selezioniamo e <strong>analizziamo</strong> tutto, poi decidiamo su cosa e chi <strong>scrivere</strong>, senza nulla chiedere. Per quanto riguarda i <strong>libri</strong>, in particolare, riceviamo di tutto: dalle Case editrici, dagli autori, dalle università, dalle aziende.</p>
<p>In questi ultimi <strong>tre</strong> anni abbiamo ricevuto solo materiale <strong><em>scadente</em></strong>, <strong><em>ripetitivo</em></strong> (dalle università in particolare) che <strong>non</strong> ci è piaciuto e non abbiamo scritto nulla nella <strong>rubrica</strong> specifica. Abbiamo pubblicato solo qualche <strong>recensione</strong> che definirei di genere, in altre <strong>sezioni</strong> del giornale e that’s it.</p>
<p>Abbiamo poi ricevuto <strong><em>‘Il bacio da sfogliare’</em></strong> (Cinquesensi Editore, 2025) e, senza gridare al capolavoro, siamo rimasti <strong>coinvolti</strong> da un libro <strong>interessante</strong>: un po’ saggio colto, un po’ racconto di colore, dove il <strong>bacio</strong> è protagonista in tutte le sue forme, interpretazioni e <strong>declinazioni</strong>.</p>
<p>E senza fare paragoni, che non ci piacciono, senza scomodare libri ormai <strong>classici</strong> come Storia del bacio di Nyrop o La scienza del bacio di Kirshenbaum, abbiamo letto questo lavoro di Guidantoni, con piacere.</p>
<p><strong>L’autrice,</strong> fiiorentina, ma anche milanese, con legami con la Tunisia, traduttrice, critica d’arte, giornalista pubblicista, ma anche sommelier e dotata di una solida cultura, ci <strong>racconta</strong> il bacio nella letteratura, nell’arte, nella storia, nella filosofia, nel cinema e altro, fino a portarci al bacio come <strong>dolce</strong> da gustare. L’autrice non trascura l’aspetto <strong>affettivo</strong> del bacio e la sua forza erotica.</p>
<p>In altre parole, Ilaria Guidantoni, ci porta per mano in un <strong>viaggio</strong> dove le labbra diventano le protagoniste di un <strong>gesto</strong> e di un approccio primordiale, prima che strumento di <strong>comunicazione</strong>.</p>
<p>‘Il bacio da sfogliare’ è un libro <strong>scritto</strong> bene, con un buon <strong>ritmo</strong>. E’ anche un libro <strong>elegante</strong>, adatto a svariati <strong>target</strong>, compresi i giovani.</p>
<p>E’ una lettura che consigliamo.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma eterna tra arte e cultura</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma Il Premio ‘Roma Regina della Storia’ 2026 è una manifestazione artistica e culturale curata dall&#8217;associazione Art Global, presieduta da Angiolina Marchese, da anni impegnata nella valorizzazione dell’arte contemporanea e nel dialogo culturale internazionale, in collaborazione con Rosanna Vetturini, Art Curator. L’Associazione nasce a Roma nel 2019 per opera di Angiolina Marchese, ha l’intento di favorire la libera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14748" style="width: 674px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14748" class="size-full wp-image-14748" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471.jpg" alt="" width="664" height="404" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471.jpg 664w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471-70x43.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471-493x300.jpg 493w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0471-626x380.jpg 626w" sizes="auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px" /></a><p id="caption-attachment-14748" class="wp-caption-text"><em><strong>                                     &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p></div>
<p><strong>Roma</strong></p>
<p>Il <strong>Premio <em>‘Roma Regina della Storia’</em> </strong>2026 è una manifestazione artistica e culturale curata dall&#8217;associazione <strong>Art Global</strong>, presieduta da<strong> Angiolina Marchese</strong>, da anni impegnata nella valorizzazione dell’arte contemporanea e nel dialogo culturale internazionale, in collaborazione con <strong>Rosanna Vetturini</strong>, Art Curator.</p>
<p>L’Associazione nasce a Roma nel 2019 per opera di Angiolina Marchese, ha l’intento di favorire la libera e incondizionata espressione artistica, favorire il fare cultura, realizzando mostre ed eventi con incontri e confronti.</p>
<p>Il premio celebra eccellenze nel campo dell&#8217;arte, della musica e della cultura che si sono distinte per il loro contributo alla valorizzazione della storia e dell&#8217;identità artistica.</p>
<p>Oggi nella <strong>Sala</strong> degli Atti Parlamentari della <strong>Biblioteca</strong> del Senato Giovanni Spadolini in Piazza della Minerva, c’è in cartellone il Premio Roma, Regina della Storia, evento dedicato alla capitale, simbolo universale di storia, arte e civiltà.</p>
<p>Il Premio intende rendere <strong>omaggio</strong> a Roma come culla di <strong>bellezza</strong> senza tempo e crocevia di civiltà, attraverso un incontro che unisce istituzioni, artisti, curatori ed esperti del mondo dell’arte, celebrando il legame profondo tra passato, presente e futuro.</p>
<p>Madrina dell’Evento è l’astrologa, giornalista e attrice Ada Alberti; la giornalista Barbara Castellani sarà presente in veste di moderatrice.</p>
<p>Il Concorso d’Arte collegato al Premio si avvale di una <strong>giuria</strong> altamente qualificata, composta da personalità del panorama istituzionale, artistico e culturale, chiamate a valutare le opere secondo criteri di qualità, ricerca, originalità e valore espressivo.</p>
<p>Il Premio Roma, Regina della Storia si conferma un appuntamento di grande valore <strong>simbolico</strong> e <strong>culturale</strong>, capace di unire istituzioni, arte e creatività contemporanea, celebrando Roma come eterna fonte di ispirazione, dialogo e bellezza universale.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Una di famiglia un thriller casalingo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 16:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro & Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<category><![CDATA[Una di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma Una di famiglia, in originale The Housemaid, funziona perché prende la bella ragazza assunta per piacere e la trasforma in una sottile guerra fredda. Sidney appare giovane, sensuale, rassicurante. Esattamente per questo è …sacrificabile. Sidney Sweeney viene scelta perché incarna il sogno: la compagna di banco mai dimenticata, la ragazza della porta accanto. Al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14742" style="width: 601px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14742" class="size-full wp-image-14742" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462.jpg" alt="" width="591" height="592" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462.jpg 591w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462-70x70.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462-299x300.jpg 299w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0462-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px" /></a><p id="caption-attachment-14742" class="wp-caption-text"><em><strong>                                        &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. &#8211;</strong></em></p></div>
<p><strong><em>Roma</em></strong></p>
<p><strong><em>Una di famiglia, </em></strong><em><strong><span style="font-style: normal;">in originale The Housemaid</span></strong><b><span style="font-style: normal;">,</span></b></em> funziona perché prende la bella ragazza assunta per piacere e la trasforma in una <b>sottile guerra fredda. Sidney appare giovane, sensuale, rassicurante. Esattamente per questo è …sacrificabile.</b></p>
<p><em><strong>Sidney Sweeney</strong> </em>viene scelta perché incarna il sogno: la compagna di banco mai dimenticata, la ragazza della porta accanto. Al colloquio è…’una di famiglia’. Salopette, occhiali, sorriso educato. La casa la accoglie, ma non la protegge. La ingloba.</p>
<p><b>Il film, diretto da </b><strong>Paul Feig,</strong> gira attorno a un cast calibrato: Sidney Sweeney regge la scena con una freschezza studiata, mentre <strong>Amanda Seyfried</strong> incarna l’instabilità. <strong>Brandon Sklenar</strong> e il resto degli interpreti completano un ensemble che alterna fascino e mistero, trasformando la <b>casa</b> in un teatro di equilibri inquietanti.</p>
<p>Il film gioca con i codici del <strong>thriller psicologico</strong> americano, ammiccando all’erotismo da <b>catalogo</b>. Gli attori sono belli, i corpi mostrati, i momenti piccanti <b>calibrati</b>. Ma il racconto è atto a rivendicare la normalizzazione della <b>violenza</b>. Sidney è una ex carcerata, ha peccato anch’ella. E’ forte. Può reggere. Può essere usata.</p>
<p>Amanda Seyfried incarna una <strong>femminilità minacciata</strong>, medicalizzata, continuamente delegittimata. Entra ed esce da cliniche e stanze chiuse, mentre il marito — gentile, paziente, apparentemente devoto — lavora per riportarla <strong>sotto controllo.</strong> Fra colpi di scena vari, il film dialoga con <em>L’amore bugiardo (2014)</em>, ma ne sposta il baricentro: qui il problema non è la menzogna, ma <b>l’ordine</b>.</p>
<p>A rendere il dispositivo ancora più efficace è l’uso dello <b>spazio domestico</b> come luogo di disciplina <b>mascherato</b> da <b>rifugio</b>. Ogni stanza promette protezione e restituisce <b>controllo</b>, ogni gesto affettuoso nasconde una piccola clausola da <b>firmare con il cuore.</b></p>
<p>Persino i personaggi <b>maschili</b>, apparentemente marginali o decorativi, partecipano a questo <strong>equilibrio violento</strong> senza alzare un sopracciglio: il <b>silenzio</b>, a quanto pare, è la nuova forma di <b>potere</b>. Il film lavora per <b>sottrazione</b>, evitando il trauma spettacolare e insistendo sulla sua amministrazione quotidiana, come un abbonamento mensile non richiesto: invisibile, perfetto, necessario… e leggermente <strong>inquietante</strong>.</p>
<p>Sidney passa dalle lenzuola di seta allo stanzino, dalla complicità all’isolamento. Indossa ruoli, sostituisce altre donne, diventa il <strong>corpo</strong> su cui far ricadere la <strong>violenza</strong>. <em>Una di famiglia</em> non è un capolavoro, ma espone un <b>dispositivo politico</b> preciso: il <b>controllo</b> dei corpi femminili <b>mascherato</b> da cura e stabilità. E ricorda che il <b>cinema</b> non serve a imitare il reale, ma a costruire una <b>coscienza</b> capace di <strong>smascherarlo</strong>, senza mitizzare le vittime.</p>
<p><strong>Arianna Tomassetti</strong></p>
<p><strong><i>Giornalista</i></strong></p>
<p><b><i> </i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Benessere umano, Umanità in Fiera</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 14:47:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Arezzo]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità in fiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arezzo Il 24 e 25 gennaio presso Arezzo Fiere e Congressi, professionisti, aziende etiche, dottori, ricercatori, divulgatori, influencer e autori provenienti da tutta Italia, sono in scena con l’obiettivo di mettere al centro il valore sociale e culturale di nuove pratiche orientate al benessere umano e alla sostenibilità. Organizzata da Numanity, la più grande community [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14739" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468.jpg" alt="" width="805" height="482" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468.jpg 805w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468-70x42.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468-768x460.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0468-501x300.jpg 501w" sizes="auto, (max-width: 805px) 100vw, 805px" /></a></p>
<p><strong>Arezzo</strong></p>
<p>Il <strong>24 e 25 gennaio presso Arezzo Fiere e </strong><strong>Congressi</strong>, professionisti, aziende etiche, dottori, ricercatori, divulgatori, influencer e autori provenienti da tutta Italia, sono in scena con l’obiettivo di mettere al centro il valore sociale e culturale di nuove pratiche orientate al benessere umano e alla sostenibilità. Organizzata da<strong> Numanity, la più grande community italiana dedicata alla Nuova Umanità e Associazione Aurea Eventi </strong>(per info <a href="http://www.umanitainfiera.com">www.umanitainfiera.com</a> ) <u>l’evento</u> <u>è</u> aperto alla stampa, i giornalisti potranno assistere ai convegni e intervenire con domande e approfondimenti durante gli incontri.</p>
<p>In un contesto storico segnato da <strong>crisi</strong> economiche sociali e sanitarie sempre più interconnesse, nasce <strong>Umanità in Fiera</strong>, un evento che si propone come spazio di riflessione, confronto e proposta concreta sui modelli che stanno ridefinendo il rapporto tra salute, benessere, economia, consapevolezza e responsabilità collettiva.</p>
<p>Una risposta culturale ad <strong>un’emergenza</strong> silenziosa, la difficoltà di accesso alle cure, la crescente resistenza agli antibiotici, l’aumento dei costi sanitari e la frammentazione del sapere medico stanno generando una vera e propria emergenza silenziosa.</p>
<p>A questa si intrecciano dinamiche <strong>sociali</strong> ed <strong>economiche</strong> più ampie: <strong>l’indebolimento</strong> dei sistemi di welfare, l’aumento delle disuguaglianze, <strong><em>l’incertezza economica,</em></strong> la <strong><em>crisi</em></strong> dei modelli produttivi e alimentari, insieme a una crescente <strong><em>fragilità</em></strong> psicologica e relazionale.</p>
<p>Umanità in Fiera nasce dalla consapevolezza che questi temi non possono più essere affrontati in modo <strong>settoriale</strong>, ma richiedono una visione integrata che tenga insieme scienza, prevenzione, stili di vita consapevole e <strong>responsabilità</strong> individuale e collettiva.</p>
<p>In questo quadro si inseriscono <strong>quattro grandi appuntamenti congressuali</strong>, pensati come momenti di approfondimento aperti al pubblico, agli operatori e ai giornalisti, con un taglio divulgativo ma rigoroso, <strong>lontano</strong> da logiche <strong>promozionali</strong>.</p>
<h4>I quattro grandi convegni in programma sono: <strong> </strong></h4>
<p><strong>Medicina funzionale integrata e sostenibilità delle cure</strong></p>
<p>Un convegno medico realizzato in collaborazione con l’<strong>Associazione Iridologica Italiana </strong>(ASSIRI <a href="https://www.assiri.it/">https://www.assiri.it/</a> ), dedicato al tema dell’accesso alle cure essenziali e all’integrazione tra medicina convenzionale, prevenzione e naturopatia. Interverranno, tra gli altri, il <strong>dott</strong>.<strong>AngeloAurelio Santorelli presidente ASSIRI</strong>, il <strong>dott</strong>. <strong>Mauro Mantovani</strong>, il <strong>prof</strong>.<strong>Matteo Villanova</strong>, il <strong>prof</strong>.<strong>Andrea Pensotti </strong>e il <strong>dott</strong>.<strong>Rosario Galeano</strong>, grandi specialisti che affronteranno il tema della salute come equilibrio dinamico tra psiche, cervello, organi e pensieri correlati.</p>
<p><strong>Health Longevity Fitness Anti-Aging</strong></p>
<p>Un focus sul tema della longevità in salute, che analizzerà approcci scientifici e pratici legati alla prevenzione, al movimento, alla nutrizione e allo stile di vita. Tra i relatori il <strong>dott</strong>. <strong>Alfredo Petrosino</strong>, con contributi orientati a una visione della longevità come processo culturale oltre che biologico, sarà presente anche <strong>Nico De Marco, </strong>Personal Trainer e Consulente Benessere esperto in strategie Anti-Aging, ottimizzazione del sonno e ricomposizione corporea e la <strong>dott.ssa Isabella Vendrame</strong>, che affronterà il tema della spesa consapevole e dell’alimentazione vegetale</p>
<p><strong>Finanza, economia reale e diversificazione del patrimonio</strong></p>
<p>Un convegno dedicato ai modelli alternativi di gestione del patrimonio, all’economia etica e alla Finanza consapevole. Interverranno il Trader indipendente <strong>Riccardo Guidi</strong>, l’Avv. <strong>Marco </strong><strong>Tullio Giordano</strong>, <strong>Alessio Purificato</strong>, <strong>Gianmarco Landi</strong> e altri autori, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti di <strong>consapevolezza economica</strong>. Verranno affrontati temi come la lettura critica dei sistemi finanziari, la tutela del patrimonio e le possibilità di diversificazione orientate al bene comune, attraverso strumenti come l’oro fisico e le crypto valute, analizzati in chiave consapevole e non speculativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mindfulness e Mental Coaching</strong></p>
<p>Uno spazio di riflessione e approfondimento dedicato al benessere mentale, fisico e spirituale, alla gestione dello stress e allo sviluppo della consapevolezza. Con la partecipazione di <strong>IOSNO </strong>e <strong>Carlo Lesma</strong>, tra i principali riferimenti in Italia per la mindfulness e la conoscenza di sé, insieme ad altri autori e formatori impegnati nella diffusione di pratiche di presenza, ascolto e crescita personale, parteciperà inoltre <strong>Martina Bellotti Inzoli</strong>, psicologa e fondatrice di <em>Incontro con la Dea</em>, impegnata nell’accompagnare le donne alla scoperta della propria verità, del piacere e del potere personale.</p>
<p>Oltre a tutto ciò, non mancheranno spettacoli, musiche dal vivo e proiezioni cinematografiche, tra cui Wishing on a Star, con la protagonista dott.ssa Luciana De Leoni D’Asparedo, astrologa e floriterapista.<br />
Accanto al cinema, il programma artistico prevede esibizioni musicali dal vivo, tra cui Gipsy Fiorucci, cantautrice, suonoterapeuta, creatrice di Pop Alchemiko e musica trasformativa, seconda classificata al Festival della Canzone Cristiana di Sanremo 2025, oltre a performance di Folk irlandese e Pop sciamanico.</p>
<p><strong>Umanità in Fiera</strong> non è una semplice esposizione commerciale, ma una piattaforma culturale in cui sapere scientifico, esperienza imprenditoriale e dimensione umana dialogano apertamente, valorizzando e garantendo la partecipazione di realtà locali e partner etici.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pierluigi Vicini un incredibile creativo</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/pierluigi-vicini-un-incredibile-creativo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 16:10:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Pierluigi Vicini è un romagnolo pluri creativo: musicista, suona il sax e la tromba, scrive testi, canta, si esibisce all’organo in chiesa, ma è anche giornalista pubblicista, scrittore di racconti, va pazzo per le moto d’epoca e è sempre pronto a mettersi alla prova. Inizia a entrare nel mondo del lavoro come falegname, poi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14735" style="width: 626px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0424.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14735" class="size-full wp-image-14735" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0424.jpg" alt="" width="616" height="460" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0424.jpg 616w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0424-70x52.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0424-402x300.jpg 402w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></a><p id="caption-attachment-14735" class="wp-caption-text"><em><strong>                                     Pierluigi Vicini (Elaborazione foto Fl.Ip.)</strong></em></p></div>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Pierluigi Vicini</em></strong> è un romagnolo pluri creativo: <strong>musicista</strong>, suona il sax e la tromba, <strong>scrive testi,</strong> canta, si esibisce all’organo in chiesa, ma è anche giornalista pubblicista, scrittore di racconti, va pazzo per le moto d’epoca e è sempre pronto a mettersi alla prova.</p>
<p>Inizia a entrare nel mondo del lavoro come falegname, poi diventa tecnico a Rimini e vende trattori, poi si dedica alle <strong>moto d’epoca</strong> con grande forza.</p>
<p>A un certo punto della sua vita, incontra una persona che aveva bisogno di un carburatore, lui glielo procura e riceve in cambio un <strong>sax</strong> e inizia a suonare da autodidatta e va avanti con numerose <strong>esibizioni</strong> e concerti in giro per l’Italia, spesso per la Romagna e le Marche, incide dischi, <strong>collabora</strong> con <strong>musicisti</strong> nazionali e internazionali, scrive, compone, realizza brani e canzoni, incontrando un ottimo <strong>apprezzamento</strong> da parte del pubblico che lo ascolta e lo segue.</p>
<p>Un suo brano musicale, <strong>The corner,</strong> con un <strong>sound</strong> e un groove particolarmente coinvolgente sta ricevendo attenzione e <strong>consensi</strong> già da tempo.</p>
<p>Nel suo percorso di vita c’è anche un periodo vissuto in <strong>Connecticut</strong>, dove abita una zia.</p>
<p>Ho incontrato e conosciuto Vicini al <strong><em>Museo di Pietrarubbia</em></strong> dove con il chitarrista Marco Vienna suonava il sax, in occasione della presentazione di un mio romanzo ‘<strong>Blues Baldacc’,</strong> che ha per <strong>protagonista</strong> proprio un saxofonista.</p>
<p>L’aspetto <strong>verista</strong> e <strong>partecipativo</strong> dell’esibizione di Vicini mi aveva colpito.</p>
<p>Il suo <strong>sax</strong> sembrava voler entrare tra le <strong>pagine</strong> del <strong>romanzo</strong>, come a segnarne i momenti più intensi. Anche il <strong>pubblico</strong> che affollava la sala eventi dell’antico <strong>borgo</strong> medioevale del <strong>Montefeltro</strong> era rimasto colpito dal mood creato da Pierluigi Vicini e dal suo collega alla chitarra.</p>
<p><strong>Pierluigi Vicini</strong> è un artista incontenibile, la sua vena merita attenzione e ascoltarlo è un piacere.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’autonomia di uno Stato per Craxi</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/lautonomia-di-uno-stato-per-craxi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                       Elaborazione foto Fl.Ip. Riceviamo questo intervento, tramite il giornalista Piepoli, che a volte è presente su queste colonne con suoi [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                                       Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong><em>Riceviamo questo intervento, tramite il giornalista Piepoli, che a volte è presente su queste colonne con suoi scritti e, contrariamente alle consuetudini di FlipMagazine, che non pubblica mai scritti che abbiano riferimenti alla politica, facciamo un&#8217;eccezione con il contributo del Coordinatore di TARAS FUTURA, per il dibattito, sempre attuale, sull’autonomia</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’autonomia</strong> di uno <strong>Stato</strong> non è isolamento, non è rottura, non è chiusura.</p>
<p>È, prima di tutto, consapevolezza di sé.</p>
<p>Nella storia della Repubblica Italiana, <strong>Bettino Craxi</strong> rappresenta una delle poche figure che hanno interpretato l’autonomia non come slogan, ma come metodo di governo, tanto nella politica interna quanto in quella internazionale.</p>
<p>Craxi fu autonomista perché credeva nello <strong>Stato</strong>.</p>
<p>Non nello Stato astratto, burocratico o retorico, ma nello Stato come <strong>soggetto</strong> politico sovrano, dotato di responsabilità verso i cittadini e di pari dignità nei rapporti internazionali.</p>
<p>Sul piano interno, l’autonomismo craxiano si tradusse nella rivendicazione della <strong>centralità</strong> della politica rispetto a ogni altro potere: economico, tecnocratico, giudiziario, mediatico.</p>
<p>La politica doveva tornare a decidere, assumersi il rischio della scelta, governare i conflitti sociali senza delegare o nascondersi dietro automatismi.</p>
<p>In questo senso, Craxi rifiutò l’idea di uno Stato debole, subalterno, costretto a inseguire emergenze o pressioni esterne.</p>
<p>Difese l’autonomia del governo e del Parlamento come luoghi della decisione <strong>democratica</strong>.</p>
<p>Ma è soprattutto sul piano <strong>internazionale</strong> che l’autonomismo di Craxi assume un valore simbolico e duraturo.</p>
<p>L’episodio di Sigonella non fu un gesto di orgoglio personale, né un atto di ostilità verso un alleato storico.</p>
<p>Fu un’affermazione netta di un principio: la sovranità non si sospende, nemmeno in nome dell’amicizia.</p>
<p>Craxi affermò che <strong>l’Italia</strong> era un Paese alleato degli Stati Uniti, ma non un Paese subordinato.</p>
<p>Che il <strong>diritto internazionale,</strong> la giurisdizione nazionale e la dignità dello Stato venivano prima di qualsiasi rapporto di forza.</p>
<p>In quel momento, l’Italia non si isolò: si riconobbe.</p>
<p>E nel riconoscersi, si fece rispettare.</p>
<p>Questo è il cuore dell’autonomismo craxiano: alleanze sì, ma tra eguali; integrazione sì, ma senza rinuncia alla sovranità; cooperazione sì, ma senza annullamento dell’identità statale.</p>
<p>Oggi, in un mondo segnato da nuove dipendenze economiche, finanziarie, tecnologiche, quell’insegnamento è più attuale che mai.</p>
<p>Uno Stato che rinuncia alla propria autonomia decisionale non diventa più moderno o più europeo: diventa irrilevante.</p>
<p>Craxi ci ricorda che <strong>l’identità</strong> di uno Stato non è nostalgia del passato, ma condizione del futuro.</p>
<p>Solo uno Stato che sa chi è, può scegliere con chi stare, come cooperare e fino a che punto cedere competenze.</p>
<p>Difendere l’autonomia dello Stato significa difendere la democrazia, la responsabilità politica e la dignità nazionale.</p>
<p>Ed è questa, al di là delle polemiche e delle vicende personali, la lezione più profonda che <strong>l’autonomismo</strong> di Craxi consegna ancora oggi alla Repubblica.</p>
<p><strong>Nicola Russo</strong></p>
<p><strong><em>Avvocato</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Don Giussani l’accoglienza e le famiglie</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 16:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[World Wide]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giussani]]></category>
		<category><![CDATA[Genova famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Julian Carron]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Genova L’Auditorium Montale è stato teatro, grazie a Famiglie per l’Accoglienza e dal Centro culturale Charles Péguy, di un incontro di riflessioni, a partire dal libro Il miracolo dell’ospitalità di Luigi Giussani. Questo evento è un’importante occasione per riscoprire un valore e un’esperienza fondamentali, sempre più rilevanti nel nostro tempo, soprattutto in un contesto sociale [&#8230;]</p>
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<p><strong>Genova</strong></p>
<p><strong>L’Auditorium Montale </strong>è stato teatro<strong>, </strong>grazie a <strong>Famiglie per l’Accoglienza e dal Centro culturale Charles Péguy</strong>, di un incontro di riflessioni, a partire dal libro <strong>Il miracolo dell’ospitalità </strong>di<strong> Luigi Giussani.</strong></p>
<p>Questo evento è un’importante occasione per riscoprire un valore e un’esperienza fondamentali, sempre più rilevanti nel nostro tempo, soprattutto in un contesto sociale in cui sembrano indebolirsi i legami umani e avvertiamo una sorta di <strong>distanza</strong> con le cose e le persone che paiono diventare quasi estranee.</p>
<p>Il testo raccoglie una serie di conversazioni e interventi tenuti da don Giussani con i membri dell&#8217;Associazione &#8220;Famiglie per l&#8217;Accoglienza&#8221; che promuove l&#8217;affido e l&#8217;adozione e sostiene le famiglie che si aprono a queste esperienze ed è uno di quei libri che spesso vale la pena rileggere,  perché ha sempre qualcosa di nuovo su cui riflettere.</p>
<p>Sembrerebbe la cosa più scontata quella di aprire la porta della propria casa per fare entrare qualcuno o per lo meno dovrebbe essere normale.</p>
<p>Ma invece risulta una provocazione che ci invita a <strong>riflettere</strong> sul perché, nella nostra società, gesti di accoglienza siano percepiti come qualcosa di straordinario, invece di un’espressione normale del nostro essere umani.</p>
<p>La capacità di aprire le porte della propria casa e del proprio cuore è un atto che, sebbene possa sembrare semplice, richiede una profonda disponibilità e una comprensione della sacralità della vita umana.</p>
<p>All’incontro hanno partecipato: <strong>Luca Sommacal</strong>, Presidente dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza, <strong>Giuliana Tondina</strong>, genovese e oggi Procuratore della Repubblica al tribunale dei minorenni di Brescia, inoltre si è aggiunto il contributo di <strong>Raffaele Caruso</strong>, avvocato penalista.</p>
<p>A completare il panel <strong>Rosy Serio</strong>, promotrice di Famiglie per l’Accoglienza in Liguria dalla fine degli anni ottanta, con la sua testimonianza personale, rendendo l’incontro ancora più toccante e reale.</p>
<p>A moderare il dibattito e a stimolare il dialogo e la riflessione <strong>Siro Roncallo</strong>, in rappresentanza dell’organizzazione genovese.</p>
<p><strong>“Il miracolo dell’ospitalità” di Luigi Giussani</strong>, edito per la prima volta nel 2003, è stato ripubblicato con la casa editrice Piemme nel 2012, in occasione dell&#8217;Incontro mondiale delle famiglie con Benedetto XVI, in una edizione aggiornata e con una introduzione di Julián Carrón.</p>
<p>In queste pagine don Giussani, guardando a queste famiglie, definisce l&#8217;ospitalità un <strong>miracolo</strong>, qualcosa che nella sua immediatezza può apparire normale ma rimanda a Dio e il miracolo più grande è quello di un uomo e una donna che accolgono un estraneo come un proprio figlio.</p>
<p>Julián Carrón, nella sua introduzione, aiuta a capire il perché del termine miracolo, riferendosi al contesto sociale, in cui oggi la famiglia è chiamata a <strong>vivere</strong>, nel quale &#8220;l&#8217;apertura originale del cuore e la percezione della realtà come positiva&#8221; è decaduta.</p>
<p>Nel disorientamento odierno ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, per cui in un contesto culturale come quello attuale, l&#8217;ospitalità non è più scontata e quando accade suscita lo stupore come accade di fronte ad un miracolo.</p>
<p>Per don Giussani condizione indispensabile per un&#8217;autentica accoglienza è la libertà, senza la <strong>libertà</strong> c&#8217;è una pretesa sull&#8217;altro che così viene strumentalizzato.</p>
<p>Per essere liberi in una relazione, qualunque essa sia, bisogna riconoscere la <strong>persona</strong> come il luogo del rapporto con <strong>l&#8217;Infinito</strong>, bisogna intravedere nell&#8217;altro il suo destino infinito.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>‘Fammi una domanda’, Riccione tra scherzi e goliardia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 15:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[alain delon]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccione]]></category>
		<category><![CDATA[Riviera Romagnola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>‘Fammi una domanda’ (La Rosa Edizioni, 2025) è un amarcord su un periodo della vita sulla Riviera Romagnola e, a Riccione in particolare, negli anni Sessanta e Settanta, firmato da Gabriele Fabbri, pilota di auto e ex titolare dell’Hotel Promenade e figlio della famiglia che possedeva l’hotel Des Bains nella cosiddetta Perla verde dell’Adriatico. Al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_9995.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14725" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_9995.jpg" alt="" width="487" height="700" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_9995.jpg 487w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_9995-49x70.jpg 49w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_9995-209x300.jpg 209w" sizes="auto, (max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
<p>‘<strong><em>Fammi una domanda’</em></strong> (La Rosa Edizioni, 2025) è un <strong>amarcord</strong> su un periodo della vita sulla Riviera Romagnola e, a Riccione in particolare, negli anni Sessanta e Settanta, firmato da <strong>Gabriele Fabbri,</strong> pilota di auto e ex titolare dell’Hotel Promenade e figlio della famiglia che possedeva l’hotel Des Bains nella cosiddetta Perla verde dell’Adriatico. Al libro ha dato un fattivo <strong>contributo,</strong> per la grafica e i testi, <strong>Teresio Troll</strong>.</p>
<p>Conosco Fabbri da una quarantina d’anni, abbiamo <strong>condiviso</strong>, en amitié, tanti momenti piacevoli e anche universitari insieme e il suo libro <strong>assomiglia</strong> in tutto a lui: un po’ disincantato, apparentemente allegro e superficiale, fissato con i <strong>motori</strong> e le donne, un romagnolo per antonomasia.</p>
<p>Anche nella vita di tutti i giorni racconta quello che riporta nel <strong>libro</strong>: una <strong>Riccione</strong> che sembra ignorare cosa accada nel mondo, leggera, che pensa agli <strong>scherzi</strong> e a divertirsi.</p>
<p>Racconti ormai fuori dal tempo e dalla realtà, quando gli uomini erano cacciatori e le donne prede, quando accoppiarsi con una donna sembrava l’unico <strong>fiore</strong> all’occhiello per distinguersi dal <strong>gruppo</strong>.</p>
<p>Non a caso Fabbri racconta anche le imprese di <strong>Gigi Rizzi,</strong> colui che ha campato tutta la vita basandosi su un flirt vissuto con BB, una figura iconica per il cinema francese e non solo.</p>
<p>Ho conosciuto Rizzi quando ero molto giovane e frequentavo con un amico, a sua volta amico del proprietario, il Carillon di Paraggi e facevo già da qualche anno il <strong>giornalista</strong>.</p>
<p>Devo dire che Rizzi era molto più intelligente e imprenditoriale di come l’hanno descritto sempre quelli che vivono di gossip, era anche un <strong>gentiluomo</strong> e bon vivant grazie alla sua intraprendenza e a una famiglia di ottima estrazione.</p>
<p>Nel libro si parla anche di <strong>Sandra Milo</strong>, di Jacqueline Sassard, di <strong>Alain Delon</strong>, di cantanti e attori, sempre con un piglio di divertimento e nonchalance.</p>
<p><strong>Gabriele Fabbri</strong> fa battute e racconta scherzi con spirito <strong>goliardico</strong>, come se la sua <strong>scelta</strong> di vita fosse dimenticarsi e tralasciare che il mondo, là fuori, è tutt’altra roba.</p>
<p>Per tener fede allo spirito goliardico del libro, devo fare una precisazione. Pare che alcune <strong>signore</strong> avessero fatto una battuta di apprezzamento sulle dotazioni fisiche di Delon, che era in zona a girare un film diretto da <strong>Zurlini</strong>. Evidentemente le signore bleffavano, abbiamo visto di persona, nature, il <strong>divo</strong> francese durante un’ospitata con un gruppo di giornalisti francofoni a <strong>Parigi</strong>, invitati dalla sua casa di produzione e, dopo un cimento sportivo, che ci aveva visto coinvolti, ci siamo trovati nelle docce: Delon era fisicamente normalissimo, senza nessun eccesso e lunghezze.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>‘Nebbiolo nel cuore’ per celebrare un vino straordinario</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roma Uno dei vitigni più nobili al mondo, il Nebbiolo, dal fascino senza tempo, si appresta a conquistare nuovamente il cuore di Roma, il 17 e 18 gennaio. Nebbiolo nel cuore, l’evento d’elezione dedicato alle espressioni del Nebbiolo, giunge alla XII edizione all’hotel Westin Excelsior in via Veneto, in una nuova prestigiosa cornice. Il trasloco [&#8230;]</p>
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<p><strong>Roma</strong></p>
<p>Uno dei vitigni più nobili al mondo, il <strong>Nebbiolo</strong>, dal fascino senza tempo, si appresta a conquistare nuovamente il cuore di Roma, il 17 e 18 gennaio.</p>
<p><strong>Nebbiolo nel cuore,</strong> l’evento d’elezione dedicato alle espressioni del Nebbiolo, giunge alla XII edizione all’hotel <strong>Westin Excelsior</strong> in via Veneto, in una nuova prestigiosa cornice.</p>
<p>Il trasloco all’Excelsior, una sede iconica per un Vitigno Reale, non è solo un cambio di indirizzo, ma una dichiarazione d’intenti.</p>
<p>L’eleganza dell’hotel <strong>simbolo della Dolce Vita</strong> si sposa perfettamente con la raffinatezza del Nebbiolo, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale immersiva in un contesto di assoluto prestigio.</p>
<p>“Arrivare alla dodicesima edizione con un salto di qualità così importante grazie alla partnership con il Westin Excelsior, ci riempie d’orgoglio – ha dichiarato <strong>Marco Cum, titolare di Riserva Grande e organizzatore di Nebbiolo nel Cuore</strong> – il nostro obiettivo rimane quello di celebrare l’identità del Nebbiolo in tutte le sue sfumature. Quest’anno, dare spazio alla Valtellina significa omaggiare la fatica e la poesia di una viticoltura che non ha eguali”.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno potremo degustare insieme i miei vini e confrontarci sulle nuove annate ha riferito <strong>Luigi Vico</strong>.</p>
<p>Oggi il vigneto di Nebbiolo da Barolo mantiene traccia della biodiversità con alberi da frutto in testa ai filari, come si usava una volta.</p>
<p>Al desk saranno in assaggio i suoi vini, in anteprima con l’annata 2022, il Barolo del Comune di Serralunga e il Barolo Prapò, ambasciatori della sua terra e della nuova annata.</p>
<p>Durante la master class invece sarà presentato il suo <strong>Barolo Prapo’ 2021</strong><em>. </em></p>
<p>“Ci supporterà al desk il team di La Selezione &#8211; ha precisato Luigi Vico &#8211; la distribuzione su Roma con cui collaboriamo e che quotidianamente parla di noi con gli interlocutori degli operatori di settore della zona. Nebbiolo nel cuore mi darà ancora una volta l’occasione di essere ambasciatore di Serralunga d’Alba e dei grandi vini a base nebbiolo che dal suo territorio nascono nella nostra capitale”.</p>
<p><strong><em>Vito Piepoli</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; di scena la migliore burrata pugliese</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 17:52:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>                                                              Giovanni D&#8217;Ambruoso (Elaborazione foto Fl.Ip.) Bologna La ventiduesima edizione di Marca by BolognaFiere &#38; ADM è in cartellone il 14 e 15 gennaio nel [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                              Giovanni D&#8217;Ambruoso (Elaborazione foto Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p><strong>Bologna</strong></p>
<p>La ventiduesima edizione di <strong>Marca by BolognaFiere &amp; ADM</strong> è in cartellone il 14 e 15 gennaio nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano.</p>
<p>È l’unica manifestazione dove espone la Distribuzione Moderna Organizzata (DMO), un’opportunità unica per toccare con mano i prodotti di aziende di qualità, food e non food.</p>
<p>I prodotti alimentari sono protagonisti della grande vetrina di Marca by BolognaFiere &amp; ADM, dove viene esposta l’eccellenza del Made in Italy a tavola.</p>
<p>Centinaia di aziende portano in fiera tradizione e innovazione, pronte a incontrare distributori, importatori e buyer nazionali e internazionali della Distribuzione Moderna.</p>
<p>Pane, pasta, pizza, salsa di pomodoro, carne, pollame e salumi, formaggi, condimenti e dolci, sono tra i prodotti top in mostra.</p>
<p>Anche quest’anno, tra questi saranno presenti i prodotti lattiero-caseari di <strong>Delizia</strong>,<strong> dove nasce la miglior burrata del mondo, </strong>l’azienda <strong><em>barese</em></strong> ambasciatrice del patrimonio lattiero-caseario pugliese.</p>
<p>Nel cuore della Puglia c’è un’azienda che ha saputo trasformare una passione di famiglia in un’eccellenza mondiale.</p>
<p>Oggi Delizia è un’azienda ambasciatrice del patrimonio lattiero-caseario pugliese, con un prodotto simbolo su tutti: la<strong> burrata Deliziosa</strong>. Una burrata che non è solo buona, ma che è la <strong>migliore al mondo secondo il World Championship Cheese Contest 2024</strong>, il campionato mondiale di formaggi a Madison, Wisconsin, il più prestigioso concorso internazionale del settore.</p>
<p>Un riconoscimento che certifica la qualità straordinaria di questo prodotto, realizzato a mano da mastri casari esperti e con latte selezionato ogni giorno nel raggio di 30 chilometri.</p>
<p>Tutto è nato nel 1992, dalla visione imprenditoriale di <em><strong>Giovanni D’Ambruoso</strong></em>, che decise di dare vita a una realtà capace di valorizzare le <strong>eccellenze</strong> della sua terra. Un’intuizione che si è trasformata in un’impresa di successo, presente in 25 Paesi del mondo e riconosciuta per la qualità inconfondibile della sua produzione.</p>
<p>Alla base di ogni prodotto Deliziosa c’è una filiera corta e controllata. Il latte viene selezionato ogni giorno in un raggio di 30 chilometri e lavorato a mano da mastri casari esperti, custodi di antiche tecniche che raccontano la storia della Puglia.</p>
<p>Ma non si tratta di una realtà ferma alle tradizioni; gli impianti produttivi, i <strong>laboratori</strong> e le tecnologie sono tra i più moderni e all’avanguardia del settore.</p>
<p>L’azienda supporta gli allevamenti locali, contribuendo all’acquisto di forni per Biochar, una tecnologia che riduce le emissioni di CO2, e promuove la formazione degli allevatori nella produzione di biofertilizzanti naturali, in alternativa a quelli chimici.</p>
<p>I fanghi di lavorazione vengono trasformati in compost, le acque sono recuperate e trattate, e gli impianti fotovoltaici già oggi garantiscono il 70% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere il 100% entro la fine dell’anno.</p>
<p>Anche sul fronte packaging, Delizia ha ridotto sensibilmente l’uso della plastica, rendendo i propri imballaggi sempre più ecologici e riciclabili.</p>
<p>Ma la vera forza di Delizia sono le persone, infatti nonostante la crescita, l’azienda conserva lo spirito e il clima di una grande famiglia.</p>
<p><strong>D’Ambruoso</strong> ha sempre creduto che il benessere dei dipendenti sia parte integrante del successo. Per questo ha attivato percorsi di formazione interna e sta lavorando alla creazione di un impianto sportivo aziendale, con l’obiettivo di promuovere il benessere psicofisico e il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata.</p>
<p>Come ama ripetere lo stesso fondatore: “<em>Ogni tipo di sostenibilità è Deliziosa. Ma solo quando si concretizza con i fatti</em>”.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due pianiste fenomeno a San Leo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 13:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>                                       Josephine Gajtani, Anacleto Gambarara e Shizuka Sakurai Nella rassegna ‘I Colori della Musica’, il quarto ed ultimo concerto in programma a San Leo : Quattro mani in tasto Nella Sala Concerti del Palazzo Mediceo di San [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                       Josephine Gajtani, Anacleto Gambarara e Shizuka Sakurai</strong></em></p>
<p>Nella rassegna <strong><em>‘I Colori della Musica’, </em></strong>il quarto ed ultimo concerto in programma a <strong>San Leo</strong> : Quattro mani in tasto</p>
<p>Nella Sala Concerti del Palazzo Mediceo di San Leo, oggi 11 gennaio, è in cartellone un imperdibile concerto a quattro mani per celebrare la diversità espressiva nel dialogo pianistico, ad offerta libera.</p>
<p>La rassegna musicale ‘I Colori della Musica’, promossa dall’Accademia Distretto Della Musica Aps e dal Comune di San Leo, che ha celebrato la diversità e la ricchezza dei generi musicali attraverso concerti di grande spessore artistico, invita al suo gran finale.</p>
<p>E’ un appuntamento che attraversa epoche e stili diversi: dal lirismo senza tempo di Bach, Gounod e Schubert, alle atmosfere brillanti e danzanti di Rossini e Brahms, fino alle suggestioni moderne e popolari di Gershwin e Poulenc.</p>
<p>Protagoniste saranno <strong>Josephine Gajtani e Shizuka Sakurai.</strong></p>
<p><strong><em>Josephine Gajtani,</em></strong> pianista classica che si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio Rossini di Pesaro e che ha partecipato a due eventi come ospite a Vienna, nella prestigiosa sala Kaisersaal. Ha iniziato i primi studi di pianoforte all’età di 7 anni. Ha svolto percorsi professionali di perfezionamento in campo solistico e concertistico a Vienna e Roma con il maestro Daniele Petralia.</p>
<p><strong><em>Shizuka Sakurai</em></strong>, si è laureata in Composizione musicale e Musicologia presso l’Università Nihon di Tokyo, con all’attivo collaborazioni con numerosi cori e artisti come pianista accompagnatore, corista e direttore corale.</p>
<p>Il programma si apre anche a momenti solistici, offrendo al pubblico un ascolto vario, elegante e coinvolgente.</p>
<p>Quest’ultimo appuntamento sottolinea il successo della rassegna diretta da <strong>Anacleto Gambarara</strong>, <strong>presidente dell’Accademia Distretto della Musica </strong>(<a href="https://www.ddmv.it/">https://www.ddmv.it/</a>), che ha promosso la diversità musicale ed il talento di giovani artisti, lasciando il pubblico con un ricordo vibrante del mondo dei &#8216;Colori della Musica&#8217;.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista Freelance</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title> San Leo: un concerto unico</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 14:59:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[inizio anno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                Un&#8217;immagine di San Leo (Elaborazione foto Fl.Ip.) San Leo ‘Dal bel canto allo Swing’ è il brindisi musicale di inizio anno a San Leo, il bellissimo borgo in provincia di Rimini. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14708" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0390.jpg" alt="" width="722" height="416" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0390.jpg 722w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0390-70x40.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0390-521x300.jpg 521w" sizes="auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px" /></p>
<p><em><strong>                                                Un&#8217;immagine di San Leo (Elaborazione foto Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p><strong>San Leo</strong></p>
<p><strong>‘Dal bel canto allo Swing’</strong> è il brindisi musicale di inizio anno a <strong><em>San Leo,</em></strong> il bellissimo borgo in provincia di Rimini.</p>
<p>San Leo, situata su un’imponente rupe rocciosa che domina la Valmarecchia, è considerata uno dei borghi più belli d’Italia.</p>
<p>L’evento accoglie il nuovo anno attraversando epoche e stili tra repertorio lirico, jazz e musica cinematografica, un percorso sonoro ricco di suggestioni e sorprese.</p>
<p>Il viaggio musicale attraversa epoche, stili e linguaggi, partendo dal fascino del repertorio lirico e dell’operetta, fino a spingersi nella melodia melodica italiana e internazionale, nel jazz, nelle atmosfere natalizie e nelle suggestioni delle musiche da film.</p>
<p>Il concerto vede protagoniste le voci soliste di <strong>Mauro Montanari</strong>, tenore, e dei soprani <strong>Giada Bastoni</strong> e <strong>Rosanna Lidoni</strong>, che dialogano con il pianoforte di <strong>Fabrizio Di Muro</strong>, il sassofono di <strong>Anacleto Gambarara</strong> e le tastiere dai suoni orchestrali di <strong>Alice Drudi</strong>.</p>
<p>Un ensemble <strong>talentuoso</strong> che crea un intreccio sonoro elegante e coinvolgente.</p>
<p>Un <strong>brindisi musicale</strong>, capace di unire tradizione e spettacolo in un evento da non perdere, nella cornice di una location unica.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>La Fille d’Ipanema, très bien à L’Huchette</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/la-fille-dipanema-tres-bien-a-lhuchette/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 16:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                               Suzanne Legrand (Traitement de l&#8217;image Fl.Ip.) Paris France et Brésil, un spectacle musical, ‘La Fille d’Ipanema’, samba et bossa nova: un mélange très bouleversant au Théatre de la Huchette, avec la grande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14705" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378.jpg" alt="" width="819" height="691" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378.jpg 819w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378-70x59.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378-768x648.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0378-356x300.jpg 356w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></strong></p>
<p><em><strong>                                               Suzanne Legrand (Traitement de l&#8217;image Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p><strong>Paris</strong></p>
<p>France et Brésil, un spectacle musical, ‘<strong><em>La Fille d’Ipanema’, </em></strong>samba et bossa nova: un mélange très bouleversant au <strong>Théatre de la Huchette</strong>, avec la grande artiste <strong><em>Suzanne Legrand,</em></strong> accompagnée de <strong>Arthur Gueyffier</strong> et <strong>Philippe Cortez</strong> deux très bons musiciens.</p>
<p>Metteuse en scene<strong> Justine Heynemann</strong> (bravo!), dejà à la Huchette avec COOKIE, d’après l’autobiographie de Cookie Mueller.</p>
<p>La Fille d&#8217;Ipanema raconte la quête des origines d&#8217;une jeune femme, mêlant <strong>chansons</strong> et <strong>confidences</strong>. L&#8217;ensemble se déroule avec une grande <strong>sensibilité</strong>, offrant des moments touchants et intimes.</p>
<p>La comédienne nous fait partager son amour pour la <strong>culture brésilienne</strong>, dans un spectacle gai et <strong>dynamique,</strong> rythmé par la musique du Brésil.</p>
<p>J&#8217;ai beaucoup apprécié ce témoignage de Suzanne Legrand et sa <strong>polyvalence</strong> et saudade.</p>
<p>Vraiment un <strong>trio</strong> de choix et une interprète brillante qui nous fait partager avec humour et émotion ses joies et ses peines.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Fille d’Ipanema by <strong>Suzanne Legrand</strong> is a lovely show with wonderful <strong>songs</strong>.</p>
<p>It’s a story of a <strong>life</strong>, about a girl and her father between France and Brasil.</p>
<p>Legrand is a great <strong>artist</strong>, actress, singer and dancer and this is a <strong>show</strong> that must be seen to live a different <strong>way to theatre</strong>, light and dramatic at the same time.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In effetti, <strong>La ragazza di Ipanema,</strong> in scena all’ <strong>Huchette</strong>, il piccolo <strong>teatro</strong> del <strong>Quartier Latino</strong> che amiamo tanto e che fa da decenni da cassa di risonanza, ogni sera, agli spettacoli di <strong>Ionesco</strong>, La cantatrice calca e La lezione, è uno <strong>spettacolo</strong> che ha uno spirito diverso e <strong>originale</strong> rispetto alla classica commedia musicale.</p>
<p>Sa <strong>coinvolgere</strong> con la prosa, le canzoni e la musica brasiliana e fa passare un’ora spensierata e anche di riflessione.</p>
<p>La <strong>protagonista</strong> e i due musicisti che l’accompagnano, con semplicità sanno <strong>trascinare</strong> il pubblico senza annoiarlo mai.</p>
<p><strong>Consigliamo</strong> questo spettacolo, che sarà in scena ancora per un lungo periodo, ai tanti Italiani, Inglesi e Americani che affollano in questo periodo e nelle settimane future la <strong>capitale francese</strong>. Passeranno una <strong>piacevole</strong> serata.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
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		<title>La vie se déroule, une plaquette de poésie</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 09:15:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[La Porta Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Plaquette]]></category>
		<category><![CDATA[poesia francese]]></category>
		<category><![CDATA[Poésie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                              La plaquette &#8216;La vie se déroule&#8217; (La Porta Nera, 2025) &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip.  Mauro Pecchenino, d’apres les médias, est le plus français des écrivains et poètes italiens et à notre avis, il est aussi le ‘Pétrarque d’aujourd’hui’. Sa dérniére [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0333.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14702" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0333.jpg" alt="" width="640" height="628" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0333.jpg 640w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0333-70x70.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG_0333-306x300.jpg 306w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><em><strong>                              La plaquette &#8216;La vie se déroule&#8217; (La Porta Nera, 2025) &#8211; Elaborazione foto Fl.Ip. </strong></em></p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong>, d’apres les <strong>médias</strong>, est le plus français des <strong>écrivains</strong> et <strong>poètes italiens</strong> et à notre avis, il est aussi le <em><strong>‘Pétrarque d’aujourd’hui’.</strong></em></p>
<p>Sa dérniére <strong>plaquette artistique</strong> de poésie <strong>‘La vie se déroule’</strong> est magnifique et pleine de vie et réflexion sur la vie.</p>
<p>Pecchenino est un<strong> poète moderne</strong> et son <strong>écriture</strong> est directe, sincère et pénétrante et fuse émotions, expériences et réflexions contemporaines.</p>
<p>La <strong>poésie</strong> de Mauro Pecchenino s’affirme comme un véritable <strong>miroir</strong> des émotions contemporaines et s’épanouit dans des formes innovantes qui libèrent la voix du créateur.</p>
<p>Les <strong>mots</strong> s’entrelacent pour donner vie à des sentiments profonds et sincères.</p>
<p>Comme poète d’aujourd’hui Pecchenino explore des <strong>thématiques</strong> variées, allant des luttes personnelles aux questionnements sociétaux.</p>
<p>Cette richesse <strong>d’expression</strong> révèle les enjeux de notre époque tout en rendant hommage aux <strong>grands classiques</strong> qui ont façonné l’histoire littéraire. À travers cette quête, la poésie devient une <strong>passerelle</strong> vers une compréhension plus intime des souffrances et des joies humaines.</p>
<p><strong>‘La vie se déroule’ (La Porta Nera, 2025)</strong>, la plaquette de poésie de Mauro Pecchenino est une réflexion sur la <strong>vie</strong> et ses <strong>changements</strong>.</p>
<p><strong>Jean Claude Belossy</strong></p>
<p><strong>Critique littéraire</strong></p>
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		<title>I colori della musica a San Leo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 15:08:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[a freelance San Leo]]></category>
		<category><![CDATA[i colori della musica]]></category>
		<category><![CDATA[Montefeltro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                         Il Duomo di San Leo (Elaborazione foto Fl.Ip.) Si inaugura domani a San Leo (Rn), con il concerto “Voi ch’amate lo Criatore” ad offerta libera, la rassegna musicale &#8220;I Colori della Musica&#8221;, promossa dall’Accademia Distretto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14699" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn.jpg 1024w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn-70x47.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn-768x512.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/Duomo-di-San-Leo-Rn-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><em><strong>                                         Il Duomo di San Leo (Elaborazione foto Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p>Si inaugura domani a San Leo (Rn), con il concerto <strong>“Voi ch’amate lo Criatore”</strong> ad offerta libera, la rassegna musicale <strong>&#8220;I Colori della Musica&#8221;</strong>, promossa dall’<strong>Accademia Distretto Della Musica Aps</strong> (<a href="https://www.ddmv.it/">https://www.ddmv.it/</a>), scuola comunale di musica di San Leo, affidata alla direzione artistica di Anacleto Gambarara.</p>
<p>L’Accademia Distretto della Musica, torna nel Duomo, dopo il successo del 3 maggio di quest’anno, nella “San Francesco Fest”,  della suggestiva e toccante recitazione del Cantico delle Creature di Roberta Arduini di Pesaro a cura di AnimaMundi Art, estratto dallo spettacolo Teatral/Musicale, da lei creato, “Echi Antichi nella Voce di Madre Terra” (Official Trailer <a href="https://www.youtube.com/watch?v=E0ddMgbbpNM">https://www.youtube.com/watch?v=E0ddMgbbpNM</a>), che ha coronato i momenti musicali in programma.</p>
<p>Quattro sono gli appuntamenti che vanno dal 13 dicembre fino all’11 gennaio, che celebrano la diversità e la ricchezza dei generi musicali.</p>
<p>Dalla profondità serena delle Laude medievali, ai classici del pianoforte, all’energia ritmata dello swing.</p>
<p>Si inizia sabato 13 dicembre alle ore 21 fra le mura dello storico Duomo di San Leo con le Laude, alle origini della melodia italiana con il concerto “Voi ch’amate lo Criatore”.</p>
<p>Il nome è tratto dal &#8220;Laudario di Cortona&#8221; (sec. XIII), con accenti molto intimi e terreni.</p>
<p>Voi ch&#8217;amate lo Criatore, non sussurrato ma sofferto, è il lamento &#8220;umano&#8221; di Maria, madre di Cristo condannato a morte, è la disperazione di questa donna che ha versato le sue lacrime ed esprime il suo dolore.</p>
<p>Il <strong><em>Duomo di San Leo</em></strong> è la chiesa principale della Diocesi di San Marino-Montefeltro.</p>
<p>Alta come su un podio, saldamente ancorata alla roccia che la sostiene, la Cattedrale di San Leo si erge su una protuberanza del masso leontino, in un luogo consacrato sin dall’era preistorica alla divinità. La sua muratura composta di conci regolari d’arenaria di colore ocra all’esterno, grigiastra all’interno, la fa sembrare come se fosse scolpita, intagliata in un unico blocco di pietra.</p>
<p>Testimoni e custodi della fede di innumerevoli generazioni, tra le pareti del duomo, risuoneranno le Laude Medievali, le prime melodie sacre per testi in lingua italiana, nate nei conventi e divenute patrimonio universale.</p>
<p>Nel concerto <strong>Guya Valmaggi</strong> (voce e percussioni) e Francesco Mingucci (voce, chitarra e liuto) le interpreteranno in modo essenziale, nel rispetto della loro vera natura e origine, valorizzando la profondità dei testi e la forza espressiva della poesia.</p>
<p>Guya Valmaggi, artista riminese di rara sensibilità e cultura, affronta repertori con originalità e rigore, sia come interprete vocale, sia come guida di cori.</p>
<p><strong>Francesco Mingucci</strong> di Riccione, che canta da bambino, ha fatto diverse incisioni discografiche e concerti anche fuori dall’Italia.</p>
<p>La musicologa <strong>Marina Valmaggi</strong> sarà la voce narrante e presenterà il repertorio e i singoli brani, che spazieranno dall’Annunciazione alla Resurrezione, nell’emozione dell’Avvento che conduce al Natale.</p>
<p>Un’esperienza che promette commozione, un evento imperdibile per immergersi nelle radici della musica sacra, che offrirà al pubblico un momento di riflessione e di stupore tra le mura sacre dello storico <strong>Duomo</strong>.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Un tuffo nel Medioevo tra arte, cibo e cultura</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/un-tuffo-nel-medioevo-tra-arte-cibo-e-cultura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 20:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
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		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                     Foto elaborazione Fl.Ip. Faenza L’Accademia Italiana della Cucina, Delegazione di Faenza, celebra con una cena Medioevale la valorizzazione della memoria gastronomica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14694" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029.jpg" alt="" width="1145" height="1054" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029.jpg 1145w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029-70x64.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029-768x707.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251119-WA0029-326x300.jpg 326w" sizes="auto, (max-width: 1145px) 100vw, 1145px" /></a></p>
<p><em><strong>                                                                     Foto elaborazione Fl.Ip.</strong></em></p>
<p><strong>Faenza</strong></p>
<p><strong>L’Accademia Italiana della Cucina</strong>, Delegazione di Faenza, celebra con una cena Medioevale la valorizzazione della memoria gastronomica Italiana.</p>
<p>Per l’occasione, il Salone delle Feste del <strong>Rione Verde di Faenza </strong>ha allestito un sontuoso banchetto com’era d’uso nel XV secolo: un tavolo decorato e imbandito con posate in legno e stoviglie in terracotta, le portate servite su grandi portantine in legno dai volontari del Rione, in abiti d’epoca.</p>
<p>Un viaggio nel Medioevo, tra racconti e narrazioni  che hanno origini antiche nella storia, ha visto gli organizzatori, vestiti da figuranti, accogliere gli ospiti con tamburi e bandiere  al suono delle chiarine.</p>
<p>Un’atmosfera suggestiva che ha coinvolto i partecipanti, sorpresi anche dal susseguirsi di pietanze ispirate a ricette medievali autentiche: dalla <strong> ‘Suppa in pagnotta’ </strong>alla  <strong>‘Vianda arida alla franzosa cum fabe’</strong> al</p>
<p><strong>‘Fianchetto di vitello rostito alla moda de li signori’</strong>.</p>
<p>Ogni piatto ha raccontato una storia: dalla pietanza semplice a base di cereali che all’epoca era cibo per il popolo alla carne pregiata con spezie, privilegio dei nobili.</p>
<p>Il<strong> Conte Tomaso Emaldi,</strong> rampollo di una nobile famiglia Faentina, conserva nel suo archivio storico, manoscritti dell’epoca in cui si rilevano ricettari del XV secolo.</p>
<p>Da qui, è nata l’ispirazione per questa serata nella storia che ha coniugato ricerca e tradizione, in un dialogo tra cultura, gastronomia e vita sociale della città.</p>
<p><strong>Faenza</strong>, infatti, città da sempre in movimento, parla d’arte e cultura, favorisce la conoscenza storica e la valorizzazione delle tradizioni condividendo i valori della Cucina, come espressione di identità e di amicizia.</p>
<p>Oggi, molte città d’arte si sono avvicinate, soprattutto in Toscana, alla tradizione Medievale e Rinascimentale della Cucina Italiana valorizzandone i contenuti.</p>
<p>Il versatile Rione Verde, sempre attivo nell’organizzare mostre e concerti, ha espresso in questa serata fuori dal tempo, ancora una volta, l’amore per il territorio e, con il suo impegno, la voglia di raccontarlo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Carla Aghito </strong></p>
<p><strong><em>Giornalista</em></strong></p>
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		<title>Al Lagoscuro, Avegno – IL POSTO DOVE ANDARE e Mangiare da Re</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/al-lagoscuro-avegno-il-posto-dove-andare-e-mangiare-da-re/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 22:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Posto dove Andare]]></category>
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		<category><![CDATA[locale storico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avegno Vi raccontiamo un locale, Al Lagoscuro, ristorante e albergo che vi accoglie sulla strada per Uscio, vicino all’uscita dell’autostrada, quando si raggiunge Recco da Genova. Frequento questo locale dall’inizio degli anni Settanta e, nonostante i miei molti spostamenti tra l’Italia e l’estero, quando mi trovo a Genova e ho un po’ di tempo a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14688" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94.jpg" alt="" width="839" height="891" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94.jpg 839w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94-66x70.jpg 66w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94-768x816.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/8c2c13e6-ec95-489d-ba8b-098b51999d94-282x300.jpg 282w" sizes="auto, (max-width: 839px) 100vw, 839px" /></a></strong></p>
<p><strong>Avegno</strong></p>
<p>Vi raccontiamo un locale, <strong>Al</strong> <strong><em>Lagoscuro, </em>ristorante</strong> e <strong>albergo</strong> che vi accoglie sulla strada per Uscio, vicino all’uscita dell’autostrada, quando si raggiunge <strong>Recco</strong> da Genova.</p>
<p>Frequento questo locale dall’inizio degli anni <strong>Settanta</strong> e, nonostante i miei molti spostamenti tra l’Italia e l’estero, quando mi trovo a <strong>Genova</strong> e ho un po’ di tempo a disposizione, ci ritorno sempre volentieri. I motivi sono semplici, amici lettori: qui ci si trova al cospetto con alcune caratteristiche, a nostro avviso perfette: la <strong>semplicità</strong> unita alla <strong>bontà</strong> di una cucina che non dimentica mai la <strong>tradizione</strong> e i piatti tipici, fatti come ‘una volta’ nelle vecchie case e famiglie del Genovesato.</p>
<p>Sapori autentici, piatti succulenti, sazianti, che lasciano sempre soddisfatti, con un ottimo rapporto qualità prezzo.</p>
<p>Chi vuole scoprire o degustare la <strong>cucina</strong> del territorio, qui al Lagoscuro trova l’indirizzo ideale e non rimarrà mai deluso, accompagnando i piatti con un bicchiere di birra o una buona bottiglia di vino.</p>
<p>Bisogna ricordare che l&#8217;antica Osteria Lagoscuro nasce nel 1868.</p>
<p>Il nome deriva dall&#8217;omonima località del Comune di Avegno, a pochi km da Recco, così chiamata a causa della presenza di un piccolo lago, oscurato da una fitta vegetazione, creato da un&#8217;ansa del torrente Recco.</p>
<p>Nel 1933 i coniugi Giuseppe <strong>Ferreccio</strong>  e Caterina <strong>Capurro</strong> acquistano la casa ‘storica’, con la relativa Osteria.</p>
<p>Negli anni 1966-67 la figlia Vittorina <strong>Ferreccio</strong> con il marito Michele <strong>Pizzorno</strong>, che nel frattempo erano subentrati nella gestione, costruiscono un nuovo edificio contiguo all&#8217;Osteria. Qui oltre ad una moderna sala ristorante vengono create sette camere con servizi che danno inizio all&#8217;attività dell&#8217;Albergo omonimo.</p>
<p>Negli anni Novanta, con la gestione dei nipoti <strong>Giuseppe</strong>, <strong>Caterina</strong>, in cucina e <strong>Elisabetta</strong> Pizzorno, in sala viene ristrutturata l&#8217;antica Osteria, ricavando ulteriori sei <strong>camere</strong> portando la capacità ricettiva agli attuali <strong>venticinque</strong> posti letto, con camere semplici e funzionali.</p>
<p>Il <strong>Ristorante</strong>, composto da due sale, di cui una ideale per cerimonie, con una capienza fino a oltre <strong>cento persone</strong>, propone, lo ribadiamo, una cucina di stampo casalingo curata direttamente dai titolari.</p>
<p>Il <strong>menù</strong> propone piatti <strong>tipici liguri</strong> a base di carne e funghi e pasta fatta in casa.</p>
<p>Tra le specialità citiamo i funghi cucinati in vari modi, le <strong>focaccette</strong> al formaggio a forma di grande raviolo, squisite, le trofie al pesto, il fritto misto alla paesana, l’indimenticabile <strong>coniglio</strong> alla ligure, la <strong>cima</strong> alla genovese, un piatto da assaggiare e riassaggiare, i <strong>pansoti</strong> di erbette alla salsa di noci (pluripremiati, una leccornìa), i <strong>ravioli</strong> co-o tocco e la torta di <strong>mele</strong> della casa.</p>
<p>Al Lagoscuro, che <strong>FlipMagazine</strong> vi consiglia, perché lo conosce bene, si viene per mangiare e stare bene e poi si può anche riposare, a pochi km dal mare.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Il Digitalismo: la nuova realtà che sta cambiando il mondo del lavoro e la società</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/il-digitalismo-la-nuova-realta-che-sta-cambiando-il-mondo-del-lavoro-e-la-societa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 14:32:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Sergio Bellucci* Quando ho scritto la prima edizione del mio libro ‘AI. La digitalizzazione del Lavoro’, molti consideravano il Digitalismo un&#8217;idea astratta o un possibile, lontano, futuro. Oggi, con la seconda edizione in uscita per Jaca Book, posso affermare con certezza che il Digitalismo è diventato la nostra realtà economica e sociale consolidata. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.flipmagazine.eu/il-digitalismo-la-nuova-realta-che-sta-cambiando-il-mondo-del-lavoro-e-la-societa/">Il Digitalismo: la nuova realtà che sta cambiando il mondo del lavoro e la società</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.flipmagazine.eu">Flipmagazine</a>.</p>
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<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0195.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14684" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0195.jpg" alt="" width="588" height="736" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0195.jpg 588w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0195-56x70.jpg 56w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/11/IMG_0195-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px" /></a></p>
<p><strong><em>di Sergio Bellucci*</em></strong></p>
<p>Quando ho scritto la prima edizione del mio libro ‘<strong><em>AI. La digitalizzazione del Lavoro’, </em></strong>molti consideravano il <strong>Digitalismo</strong> un&#8217;idea astratta o un possibile, lontano, futuro. Oggi, con la seconda edizione in uscita per <strong>J</strong>aca Book, posso affermare con certezza che il Digitalismo è diventato la nostra <strong>realtà</strong> economica e sociale consolidata. Quello che stiamo vivendo non è una semplice crisi passeggera, ma un <strong>cambiamento</strong> profondo che sta trasformando il modo in cui produciamo, <strong>lavoriamo</strong> e viviamo.</p>
<p>Al centro di questa trasformazione c&#8217;è quello che chiamo ‘plusvalore algoritmico’ (p_a). Mentre nella teoria economica <strong>classica</strong> il valore nasceva principalmente dal <strong>lavoro umano</strong>, oggi sempre più valore viene creato dall&#8217;interazione automatica tra <strong>algoritmi e dati, </strong>con un contributo umano sempre più ridotto. È come se le macchine non solo ci aiutassero a produrre, ma cominciassero a <strong>creare valore</strong> in modo <strong>autonomo</strong>.</p>
<p>Questo cambiamento genera una doppia <strong>contraddizione</strong>.</p>
<p>Da un lato, il <strong>sistema</strong> diventa sempre più efficiente nel produrre <strong>valore</strong> attraverso gli algoritmi. Dall&#8217;altro, perde la capacità di <strong>distribuire</strong> questo valore in modo equo, perché il <strong>lavoro</strong> <strong>tradizionale </strong>viene progressivamente eroso. Il <strong>risultato</strong> è sotto gli occhi di tutti: una società sempre più <strong>divisa</strong> tra pochi che controllano la conoscenza algoritmica e accumulano ricchezze immense, e molti che restano ai <strong>margini</strong> del sistema produttivo.</p>
<p>Di fronte a questa <strong>sfida</strong>, serve una nuova consapevolezza e un <strong>nuovo patto sociale.</strong></p>
<p>Non possiamo più affidarci agli strumenti del <strong>Novecento</strong>, pensati per un&#8217;economia industriale. Oggi dobbiamo sviluppare ciò che gli algoritmi non possono replicare: il pensiero critico, la <strong>creatività strategica</strong>, l&#8217;intelligenza emotiva. Ma non basta: serve <strong>un&#8217;alfabetizzazione algoritmica</strong> di massa, perché non si può essere <strong>cittadini</strong> <strong>consapevoli</strong> senza comprendere le logiche che governano il digitale.</p>
<p>Alcune proposte del mio libro, come la tassazione del <strong>plusvalore algoritmico</strong>, potrebbero sembrare controverse. In realtà, servono proprio per <strong>indirizzare</strong> <strong>l&#8217;innovazione</strong> verso scopi socialmente utili. Allo stesso modo, la gestione collettiva di ciò che chiamo ‘<strong>capitale conoscitivo</strong> <strong>fondamentale’</strong> &#8211; i dati di pubblico interesse, gli algoritmi base, i modelli essenziali di intelligenza artificiale &#8211; non è un&#8217;utopia, ma una <strong>necessità</strong> per costruire un <strong>ecosistema innovativo</strong> e aperto a tutti.</p>
<p>Il <strong>messaggio</strong> che voglio <strong>trasmettere</strong> con questo <strong>lavoro</strong> è chiaro: non siamo di fronte a un semplice <strong>aggiornamento tecnologico</strong> ma a un passaggio di <strong>civiltà</strong>. La scelta non è tra accettare passivamente o rifiutare tout court il <strong>cambiamento</strong>, ma tra subire la trasformazione o <strong>governarla</strong> consapevolmente. Per questo ho sentito il <strong>bisogno</strong> di tornare su questi temi. Serve <strong>comprendere</strong> per trasformare, prima che la <strong>trasformazione</strong> ci travolga.</p>
<p><strong><em>*Direttore Accademico dell&#8217;University for Peace ONU – Italy</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Nuovo Yacht, il trionfo della cucina di pesce</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/nuovo-yacht-il-trionfo-della-cucina-di-pesce/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 17:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>                                                   Una creazione del Nuovo Yacht (Photo editing Fl.Ip.) Milano Nel capoluogo lombardo non è difficile trovare ristoranti che servono discreti piatti a base di pesce. Poi c’è l’eccellenza, rappresentata da [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                   Una creazione del Nuovo Yacht (Photo editing Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p><strong>Milano</strong></p>
<p>Nel capoluogo lombardo non è difficile trovare ristoranti che servono discreti piatti a base di <strong><em>pesce</em></strong>.</p>
<p>Poi c’è <strong><em>l’eccellenza</em></strong>, rappresentata da un locale a <strong>gestione famigliare,</strong> attivo da alcuni decenni: Il <strong><em>Nuovo Yacht</em></strong>, in zona Buonarroti.</p>
<p>Dimenticatevi i locali alla <strong>moda,</strong> dove vanno i calciatori o gli influencer, qui siamo in un <strong>ristorante</strong> <strong>elegante</strong>, un po’ vintage, anche un po’ BoBo à la parisienne, con un <strong>menù</strong> strepitoso e una <strong>carta</strong> <strong>dei vini</strong> da impazzire.</p>
<p>In <strong>sala</strong>, con angoli accoglienti e mai banali, si muovono due dei tre componenti della <strong>Famiglia</strong> <strong>Sanviti:</strong> <strong>Mario</strong>, lettore appassionato, cinefilo e amante della <strong>musica</strong> che diffonde nel locale con discrezione e la <strong>Signora Mary</strong> sua madre. La <strong>cucina</strong> è il regno di <strong>Maurizio</strong>, il figlio più giovane, sorridente e sempre disponibile a proporre le sue nuove <strong>creazioni</strong>.</p>
<p>I <strong>piatti</strong> sono tutti buonissimi e di livello eccelso, dai <strong>crudi</strong> sempre freschi, con provenienze dai <strong>luoghi</strong> più <strong>titolati</strong>, dalla Francia, all’Italia, al Giappone et altera. Ostriche, capesante, gamberi da urlo e non solo: un concerto di <strong>sapori</strong> e <strong>profumi</strong>.</p>
<p>Gli <strong>antipasti</strong> cotti sono sempre notevoli, i <strong>primi</strong> tengono sempre il passo, fino alle grigliate, al baccalà mantecato, per arrivare al <strong>fritto misto</strong> che Mario definisce giustamente <strong>‘mistico’.</strong></p>
<p>Il tutto con una <strong>ricerca</strong> accurata e quasi maniacale delle <strong>materie prime.</strong></p>
<p>‘Mangiare il pesce’ diventa qui un’esperienza sempre <strong>unica</strong> e indimenticabile e la <strong>cucina di pesce </strong>a Milano ha qui il suo <strong>Oscar</strong> alla <strong>qualità</strong> e al trionfo del gusto. Degni di nota i <strong>dolci</strong>.</p>
<p><strong>Un’ultima annotazione</strong>: frequentiamo Il <strong>Nuovo Yacht</strong> da alcuni anni, lo abbiamo scoperto nelle nostre ricerche giornalistiche e come sempre il giudizio di FlipMagazine è <strong>libero</strong> e spontaneo, dedicato al <em><strong>merito</strong></em>, con <strong>nemmeno l’ombra della pubblicità.</strong></p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La festa di matrimonio, uno status che non c’è</title>
		<link>https://www.flipmagazine.eu/la-festa-di-matrimonio-uno-status-che-non-ce/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 17:31:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0159.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14677" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0159.jpg" alt="" width="518" height="293" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0159.jpg 518w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0159-70x40.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px" /></a></p>
<p><em><strong>                                                                              Elaborazione foto Fl.Ip.</strong></em></p>
<p>Spesso la situazione appare <strong>surreale</strong>: una <strong>festa</strong> di <strong>matrimonio</strong> è <strong>di moda</strong> che duri un giorno intero e poi <strong>l’unione </strong>ha una frequenza, intorno al <strong>70%,</strong> della durata dello spazio di un <strong>mattino</strong>.</p>
<p>In pratica, c’è ormai una <strong>tendenza</strong> in Italia, dove la festa è particolarmente gradita e agognata, ma anche in Europa, caratterizzata dalla dicotomia: party sfarzoso e matrimonio che si <strong>spezza</strong> in breve tempo (una media di 3 anni, a parte i casi di solito, di <strong>dipendenza economica</strong>).</p>
<p>Intorno alle feste di <strong>matrimonio</strong> è nato un inedito business, con nuove <strong>figure</strong> più o meno professionali, <strong>spazi</strong> riadattati o creati dal nulla.</p>
<p>Tutto questo quasi sempre con una forte impronta <strong>trash</strong> o <strong>kitsch</strong>.</p>
<p>Nella pratica è un moltiplicarsi di <strong>villoni</strong> più o meno antichi con tanti <strong>ospiti</strong>, vestiti in <strong>maschera</strong>, nel senso di tight e mezzo tight, con qualche timido frac da uomo e abiti <strong>bianchi</strong>, lunghissimi, arzigogolati per le donne, un pullulare di <strong>papillon</strong>, scollature e spacchi, musica dal vivo, <strong>magnate</strong> luculliane, <strong>drink</strong> come fiumi e <strong>danze</strong> finali. Poi, dentro a questi <strong>costumi</strong> ci sono sovente figure <strong>impacciate</strong> e poco naturali, più avvezze a Tshirt e minigonne in tessuto denim.</p>
<p>Ma la <strong>festa di matrimonio</strong> fa <strong>status</strong> e chi non la mette in pratica rischia di passare per <strong>poveraccio/a</strong>, agli occhi di amici e affiliati.</p>
<p>Ci sono casi in cui la <strong>coppia</strong> non riesce ad avere in qualche modo i <strong>soldi</strong>, magari manca l’aiuto dei <strong>genitori</strong> e si procede così alla richiesta di un <strong>prestito</strong>, pur di farsi la festa.</p>
<p>Il <strong>risultato</strong> finale è quasi sempre di una <strong>noia</strong> mortale e con la certezza di una deriva cafonal, per ripetere un termine di un noto sito gossip.</p>
<p>Ci siamo documentati di persona e siamo stati <strong>assaliti</strong>, tranne rari casi di sobrietà, da una noia e tristezza letali, un evidente <strong>cattivo gusto</strong> e una voglia di <strong>apparire</strong> che con il matrimonio non c’entra un fico secco.</p>
<p>Ah, dimenticavamo, il tutto poi finisce quasi sempre in un <strong>video</strong>, dove bacetti e sguardi languidi si sprecano, il tutto all’insegna del più becero <strong>fotoromanzo</strong> d’appendice.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aziende consulenza IA e velocità</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 15:00:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0117.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14673" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0117.jpg" alt="" width="448" height="241" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0117.jpg 448w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0117-70x38.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p><em><strong>                                    Il talk show gestito da Stefano Bergonzini (Elaborazione foto Fl.Ip.)</strong></em></p>
<p><strong>Modena – Museo Enzo Ferrari</strong></p>
<p>Lo <strong>scenario</strong> è senza dubbio molto interessante, il <strong>Museo Ferrari,</strong> accoglie il folto pubblico dei partecipanti con una <strong>mostra</strong> di alcune <strong>Supercar</strong> della <strong>Maison</strong> di <strong>Maranello</strong> e nella sua sala eventi presenta un palco allestito alla maniera dei <strong>talk show,</strong> con sei poltroncine per altrettanti relatori. Alla conduzione c’è il giornalista professionista <strong><em>Stefano Bergonzini,</em></strong> titolare di una dinamica agenzia di <strong>Comunicazione</strong> che porta il suo nome, specializzata nel mondo dei <strong>motori</strong>, e in particolare nel pianeta <strong>moto</strong>.</p>
<p>Il tema <strong>dell’incontro</strong>, ben organizzato da Bergonzini e il suo team è up to date: il mondo delle <strong>relazioni</strong> e del <strong>management</strong> <strong>aziendale</strong>, incrociato con la forza del <strong>team</strong>, supportato <strong>dall’Intelligenza artificiale</strong>. In pratica, la visione classica della Comunicazione d’Impresa che si interseca con le <strong>tecnologie digitali</strong> e <strong>l’IA,</strong> per tener testa alla <strong>velocità</strong> dei nostri tempi, al cospetto delle <strong>evoluzioni</strong> di ciascuna <strong>azienda</strong> nel suo campo.</p>
<p>Tre aziende <strong>tecnologiche</strong> italiane danno vita a questa giornata di <strong>approfondimento</strong> e presentazione dei propri servizi, con l’ausilio di alcuni <strong>filmati</strong> stile tutorial. Le aziende sono: <strong>Skybackbone Engenio</strong>, prima Cloud company della Provincia di Modena fondata a Carpi, <strong>Enterprime CRM Company</strong> di Modena e <strong>Neos</strong> che ha sedi a Savona, Torino, Rubiera e Lancenigo.</p>
<p>I relatori, tutti rappresentanti delle 3 aziende intervenute, ad eccezione di <strong>Flavio Tonelli</strong> Docente all’Università di Genova, sono: <strong>Luca Bulgarelli,</strong> <strong>Gabriele Ubaldini,</strong> <strong>Giorgio Bissacco,</strong> <strong>Enrico Baggioli</strong> e <strong>Paolo Campo</strong>, il più esuberante e a tratti esageratamente chiacchierone, che ruba la scena.</p>
<p>Stefano Bergonzini conduce in maniera simpatica, con <strong>tono amichevole</strong> e da pacca sulla spalla.</p>
<p>Tra <strong>Comunicazione</strong>, tecnologia, consulenza, formazione, digitale e IA l’evento è durato <strong>tre ore</strong> e, forse se si fosse asciugato di un’oretta, sarebbe stato ancora più <strong>d’impatto</strong>.</p>
<p>Nel complesso un’occasione di incontro e di <strong>confronto</strong> che fa sempre bene alle aziende italiane, che hanno sempre bisogno di <strong>verificare</strong> la propria esistenza con l’evoluzione dei tempi, <strong>ritmando</strong> il proprio <strong>futuro</strong> e le proprie aspettative sulla <strong>velocità</strong> che ormai caratterizza ogni angolo del <strong>mondo</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Nadia Caterina Munno: The Pasta Queen</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 18:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>                                         Nadia Caterina Munno &#8211; Elaborazione Fl. Ip. Nadia Caterina Munno, classe 1985 e conosciuta sui social come ‘The Pasta Queen’, è una chef, autrice e influencer romana con cittadinanza statunitense, che ha trasformato la sua passione per la cucina tradizionale italiana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14668" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073.jpg" alt="" width="780" height="536" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073.jpg 780w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073-70x48.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073-768x528.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073-437x300.jpg 437w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></a></p>
<p><strong>                                         <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0073.jpg"><em>Nadia Caterina Munno &#8211; Elaborazione Fl. Ip.</em></a></strong></p>
<p><strong>Nadia Caterina Munno</strong>, classe 1985 e conosciuta sui social come ‘The Pasta Queen’, è una chef, autrice e influencer romana con cittadinanza statunitense, che ha trasformato la sua passione per la <strong>cucina tradizionale italiana</strong> in un fenomeno globale.</p>
<p>Con il suo sorriso contagioso e la sua passione per la cucina, <strong>ha conquistato</strong> il cuore di milioni di persone in tutto il <strong>mondo</strong>.</p>
<p><strong>Prime Video</strong> ha recentemente diffuso il trailer della serie tv &#8220;The Pasta Queen&#8221;, appunto, presentando un assaggio del viaggio <strong>culinario</strong> in cui gli appassionati di <strong>cucina</strong> e tradizioni italiane potranno seguire Munno, visitando regioni come la Puglia, la Campania, L&#8217;Emilia Romagna ed il Lazio.</p>
<p><strong>‘Tradizione’</strong> è la parola chiave, la stella polare dei suoi insegnamenti. Infatti, la carriera di Nadia ha avuto inizio quando, dopo aver visto il video di un&#8217;americana che preparava una terribile <strong>lasagna</strong>, inorridita, ha pubblicato la sua versione su TikTok, diventata subito virale.</p>
<p>In soli quattro mesi, i suoi contenuti hanno raggiunto <strong>milioni</strong> di <strong>visualizzazioni</strong>.</p>
<p><strong>‘Ingredients’</strong> è la parola con cui inizia la spiegazione di ogni ricetta. Sempre in <strong>inglese</strong>, in modo da poter raggiungere un pubblico <strong>mondiale</strong>, ma usando sottofondi italici: Santa Lucia di Enrico Caruso, Mia Piccirilla (sempre Caruso), Marina di Claudio Villa, Mambo di Sophia Loren.</p>
<p>Munno discende da generazioni di <strong>pastai</strong>. La famiglia, già nel 1800, aprì un Pastificio nel Sud Italia: &#8220;Fin da piccola mi è stato insegnato a fare la pasta a mano e in casa. Per quelle lezioni delle mie nonne e zie mi sentirò sempre grata&#8221;.</p>
<p>&#8220;Seguimi in questo viaggio e ti insegnerò a cucinare come un vero italiano&#8221;, dice non a caso Munno nel trailer. E, visto il suo pedigree, c&#8217;è da crederle.</p>
<p><strong>Giulia Cortese</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Porta Nera e l’ultima Plaquette di Mauro Pecchenino</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 15:03:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauro Pecchenino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                 Pecchenino a Paris Odéon con la Plaquette &#8216;En rouge&#8217; (Photo Erreci) Parigi D’après les médias, Mauro Pecchenino est le plus français des ècrivains et poètes italiens. Et bien sure il aime Paris et la France. Ces jours-ci une nouveau [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14663" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072.jpg" alt="" width="791" height="850" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072.jpg 791w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072-65x70.jpg 65w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072-768x825.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0072-279x300.jpg 279w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></a></strong></p>
<p><em><strong>                                 Pecchenino a Paris Odéon con la Plaquette &#8216;En rouge&#8217; (Photo Erreci)</strong></em></p>
<p><strong>Parigi</strong></p>
<p>D’après les <strong>médias</strong>, <strong><em>Mauro Pecchenino</em></strong> est le plus <strong>français</strong> des <strong>ècrivains</strong> et <strong>poètes</strong> italiens. Et bien sure il aime <strong>Paris</strong> et la <strong>France</strong>. Ces jours-ci une nouveau <strong><em>plaquette artistique de poésie</em></strong> en <strong>français</strong> est en train d’arrivé, avec le titre <strong><em>‘La vie se déroule’.</em></strong></p>
<p>Pecchenino, da molti anni presente in <strong>Francia, come scrittore,</strong> con le sue <strong>Poesie</strong> e i suoi <strong>Romanzi</strong>, di recente anche alla Libreria Shakespeare and Co, ha vissuto per alcuni anni a <strong>Parigi</strong>, prima in zona Chatelet e poi nel Quartier Latino e ha amato fin da adolescente la <strong>cultura francese</strong> e, in particolare, le canzoni di <strong>Serge Gainsbourg,</strong> Charles Aznavour, Leo Ferré, <strong>Claude Nougaro</strong> e gli Autori storici dell’Esistenzialismo da <strong>Boris Vian</strong> a Jean Paul Sartre, fino ai poeti e scrittori dei nostri giorni.</p>
<p>L’anno scorso il suo attaccamento alla Francia si è estrinsecato con una <strong>plaquette</strong> di poesia<strong> ‘En rouge’ (La Porta Nera, 2024),</strong> che è stata presentata a <strong>Parigi</strong> con un’ampia accoglienza di pubblico.</p>
<p>In questi giorni è in uscita la <strong>seconda plaquette</strong> di poesia, in lingua francese, <strong>‘La vie se déroule’ (La Porta</strong> <strong>Nera, 2025),</strong> che verrà presentata al pubblico dei lettori a dicembre.</p>
<p>In questa opera, realizzata ancora una volta da<strong> La Porta Nera</strong>, la bellissima <strong>Collana artistica</strong> creata dallo scultore Carlo Oberti,  l’autore <strong>riflette</strong> sull’evoluzione della vita, sul suo <strong>svolgersi</strong> in autonomia rispetto alle <strong>aspettative</strong> di ciascun individuo, creando spesso stati di <strong>solitudine</strong> che in pochi sanno gestire nella giusta misura.</p>
<p>Mauro Pecchenino sia in poesia, sia in prosa è sempre un <strong>autore</strong> estremamente moderno e innovativo, con la capacità di rivolgersi a un variegato gruppo di <strong>lettori</strong>.</p>
<p><strong>Maurice S. Vittoni</strong></p>
<p><strong><em>Docente di Lettere</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il benessere esplode al Festival della Nuova Umanità</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 14:15:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Festival della nuova umanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                             Il Buddha Village Varcaturo (Napoli) Il 4 e 5 ottobre si svolgerà al Buddha Village, a Varcaturo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14660" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village.jpeg" alt="" width="932" height="560" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village.jpeg 932w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village-70x42.jpeg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village-768x461.jpeg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Il-Buddha-Village-499x300.jpeg 499w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></a></p>
<p><em><strong>                                                                             Il Buddha Village</strong></em></p>
<p><strong>Varcaturo (Napoli)</strong></p>
<p>Il 4 e 5 ottobre si svolgerà al Buddha Village, a Varcaturo, in provincia di Napoli, la 18° edizione del <strong><em>Festival della Nuova Umanità,</em></strong> appuntamento ormai consolidato nel panorama nazionale dedicato al <strong>benessere</strong>, ai prodotti naturali, alla consapevolezza e alla <strong>trasformazione interiore</strong>, ad ingresso gratuito</p>
<p>Il Buddha Village è un <strong>villaggio</strong> olistico immerso nel verde, ideale per accogliere pratiche e percorsi di crescita personale e collettiva.</p>
<p>Organizzato da <strong>Numanity</strong>, rete etica e solidale impegnata nella diffusione di stili di vita <strong>sostenibili</strong> e <strong>consapevoli</strong>, l’evento propone un fine settimana interamente dedicato alla cura di sé attraverso discipline olistiche, pratiche energetiche, percorsi terapeutici, conferenze, laboratori esperienziali e musica dal vivo.</p>
<p>Oltre 40 sono le <strong>attività</strong> <strong>gratuite</strong> in programma, con esperti e facilitatori provenienti da tutta Italia, per esplorare i molteplici livelli dell’essere umano: fisico, mentale, emotivo, energetico e spirituale.</p>
<p>Tra gli <strong>ospiti</strong> di rilievo saranno presenti: <strong>Carlo Mele, </strong>con una pratica dedicata all’esplorazione del campo quantico, <strong>Carlo Lesma, </strong>Coach e Mentore, facilitatore della Meditazione della Nuova Era, <strong>Maurizio Martucci, </strong>giornalista e saggista, in dialogo sui temi della transizione digitale e della libertà umana, <strong>Angela Camuso, </strong>giornalista d’inchiesta, con un’analisi critica su diversi aspetti della società, <strong> Giovanni Canora, </strong>dietista ed esperto in Fitoterapia, <strong>Davide Cristallo, </strong>tecnico di laboratorio e appassionato di natura e spiritualità, <strong>Corrado Bruno, </strong>che affronterà il legame tra alimentazione a km 0, energia vitale e benessere,<strong> Alessandra Torrice, </strong>autrice e ricercatrice, con un intervento su astri e sessualità,<strong> Aurelio Santorelli, </strong>iridologo e specialista in Medicina Funzionale Integrata, <strong>Luciana De Leoni, </strong>attrice e astrologa, che guiderà un incontro sul potere trasformativo dell’astrologia e infine <strong>Gregory Snegoff, </strong>celebre doppiatore, presente insieme alla moglie <strong>Fiorella Capuano, </strong>avvocato e naturopata.</p>
<p>Sarà inoltre presente un percorso gastronomico con proposte tipiche della tradizione napoletana e una selezione di alternative vegetariane e vegane, sarà presente un’area bambini con spazio Gioco Yoga e attività <strong>creative</strong>, oltre a una selezione di musica, spettacoli e performance <strong>artistiche</strong> serali.</p>
<p>Il Festival ospiterà anche un’ampia <strong>area espositiva</strong> con scuole di formazione, operatori olistici, artigiani e produttori etici, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino realtà attive nel mondo della salute del benessere naturale e dello spirito.</p>
<p>Inoltre sarà presente alla kermesse il Comitato Territoriale ACSI di Napoli, l’Ente di promozione sportiva riconosciuto dal <strong>CONI</strong>, sempre molto sensibile alle iniziative che ricordano il valore della cura di sé, dell’ascolto del corpo e della mente, della prevenzione e della longevità attiva.</p>
<p>Per informazioni dettagliate sul programma e sulle attività è disponibile il sito: <a href="http://www.festivaldellanuovaumanita.it/">www.festivaldellanuovaumanita.it</a></p>
<p>Per prenotare la Tendata Olistica, contattare il numero 335 6798965, i posti sono limitati.</p>
<p>Per partecipare con uno stand o per altre informazioni sull’evento contattare gli organizzatori al numero 3520840050.</p>
<p><strong>Vito Piepoli </strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
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		<title>Numeri da record per Mediterraneo Open Water 2025</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 07:59:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto Una manifestazione internazionale, giunta alla quinta edizione, che cresce di anno in anno in termini di iscritti e di qualità dei partecipanti. Mediterraneo Open Water 2025 ha coinciso con i 20 anni di attività di Mediterraneo Sport Taranto che organizza la competizione e con i 50 anni dell’Impresa Cassalia. “Traguardi importanti – ha sottolineato Antonello Cassalia, amministratore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14657" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese.jpeg" alt="" width="1080" height="588" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese.jpeg 1080w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese-70x38.jpeg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese-768x418.jpeg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Nuotatori-sotto-il-Ponte-Girevole-e-il-Castello-Aragonese-551x300.jpeg 551w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p><strong>Taranto</strong></p>
<p>Una manifestazione <strong>internazionale</strong>, giunta alla quinta edizione, che <strong>cresce</strong> di anno in anno in termini di iscritti e di qualità dei partecipanti.</p>
<p><strong><em>Mediterraneo Open Water 2025</em></strong> ha coinciso con i 20 anni di attività di <strong>Mediterraneo Sport Taranto</strong> che organizza la competizione e con i 50 anni dell’<strong>Impresa Cassalia</strong>.</p>
<p>“<strong>Traguardi</strong> importanti – ha sottolineato <strong>Antonello Cassalia</strong>, amministratore della società – perchè sono il frutto di una visione, di un progetto fortemente voluto da mio padre Domenico e perché sono il risultato di un grande lavoro di <strong>squadra</strong> in una realtà in cui fare impresa non è semplice”.</p>
<p>Al compianto <strong>Domenico Cassalia</strong> è stato dedicato il premio della Combinata che viene consegnato ai primi due assoluti e master.</p>
<p>Stanco, ma soddisfatto il direttore generale della manifestazione, <strong>Massimo Donadei, </strong>della<strong> Mediterraneo Sport Taranto</strong>: “Mediterraneo Open Water è una creatura che cresce ogni anno, non so dove arriveremo, ma sono certo che ci sforzeremo sempre di migliorare. Questa è stata un’edizione carica di aspettative, 20 anni di Mediterraneo Village, 5 anni di Open Water, non potevamo sbagliare. E infatti abbiamo battuto ogni <strong>record</strong>: iscritti, <strong>presenze internazionali</strong>, attenzione del pubblico, delle istituzioni, dei partner. Li abbraccio e li ringrazio tutti dal profondo del cuore, perché questo è un grande lavoro di squadra. La nostra è una <strong>competizione</strong> sportiva di altissimo livello, ma ci riempie di orgoglio essere un momento di valorizzazione del <strong>territorio</strong>, di promozione turistica; una cerniera con il mondo scientifico e culturale, una realtà che promuove lo sport per tutti, il benessere, l&#8217;inclusione. Non abbiamo e non vogliamo barriere: ci piace lanciare lo sguardo lontano, scrutare l&#8217;orizzonte e immaginare nuovi traguardi da raggiungere, bracciata dopo bracciata. Appuntamento al 2026”.</p>
<p>Ricordiamo che la <strong>Mediterraneo Sport Taranto</strong> è stata la prima società sportiva della nuotatrice <strong>Benedetta Pilato,</strong> nata e cresciuta a Taranto, specialista nella rana, la campionessa che tutti conosciamo, che ancora bambina, nuotava e gareggiava con la Mediterraneo Sport. All’età di 14 anni e sei mesi, è stata la nuotatrice italiana più giovane a debuttare in un campionato mondiale e vanta nel suo palmarès, un oro mondiale e quattro ori europei, due in vasca lunga e due in vasca corta.</p>
<p>Tornando alla <strong>Mediterraneo Open Water 2025</strong>, nelle acque del Canale Navigabile, sotto il Ponte Girevole, accanto al <strong>Castello Aragonese</strong>, hanno gareggiato i nomi più prestigiosi e forti del nuoto in acque libere, nazionale ed internazionale.</p>
<p>Mediterraneo Open Water 2025 è una tappa del <strong>Grand Prix Nuoto di Fondo</strong> della FIN (Federazione Italiana Nuoto), è un grande evento sportivo dell&#8217;assessorato allo Sport della Regione Puglia, con il patrocinio del Comune di Taranto e la collaborazione del Comando Interregionale Marittimo Sud della Marina Militare.</p>
<p>Al tecnico della Mediterraneo Sport Taranto, <strong>Domenico Tagliente</strong> è stato consegnato il premio intitolato al compianto Michele Zappatore, come miglior allenatore della manifestazione.</p>
<p>È stato un grande successo sportivo, hanno nuotato atleti cinesi, brasiliani, statunitensi, francesi, olandesi appartenenti a 50 società.</p>
<p>È <strong>Ziyang Zhang</strong> la stella di Mediterraneo Open Water 2025. Il nuotatore cinese ha fatto il pieno di medaglie nella due giorni di gare seguite da migliaia di spettatori.</p>
<p>Zhang ha vinto la tre chilometri con il tempo di 32&#8217;10, alle sue spalle due italiani: Davide Marchello (Gruppo sportivo Esercito) e Andrea Filadelli (Marina Militare).</p>
<p>La Combinata femminile è andata alla brasiliana Jungblut Viviane. Nel settore Master il premio intitolato a Domenico Cassalia è stato assegnato a Laura Palasciano (Flaminio Sporting Club) e Marco Leone (Circolo Canottieri Aniene).</p>
<p>Tra le donne la gara dei 3000 metri è stata vinta dalla brasiliana Jungblut Viviane, alle sue spalle la francese Caroline Jouisse e Ana Marcela Cunha.</p>
<p>La classifica master ha visto un altro successo di Marco Leone (M60), dopo la vittoria nel miglio marino, seguito da Marino Tinelli (Otrè ssd Noci) e Natale Laghezza (Airon Club Bio Sport Ssd), entrambi M25. Tra le donne master sul podio delle più forti sono salite Laura Palasciano, Chiara Carbone (AQA Asd), la tarantina Raffaella Svelto (Mediterraneo Sport Taranto).</p>
<p><strong>Vito Piepoli </strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Portoverde è sempre ‘Al Centro’</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 15:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Portoverde 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Riviera Adriatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                          Il pubblico degli Eventi di Portoverde 2025      La bella località di Portoverde, nel Comune di Misano Adriatico, è stata protagonista dell’estate rivierasca con un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>    <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Pubblico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14654" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Pubblico.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Pubblico.jpg 640w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Pubblico-70x53.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/Pubblico-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></strong></p>
<p><strong><em>                                                      Il pubblico degli Eventi di Portoverde 2025 </em>   </strong><strong> </strong></p>
<p>La bella località di <strong>Portoverde, nel Comune di Misano Adriatico,</strong> è stata protagonista dell’estate rivierasca con un notevole programma di eventi realizzati dall’Associazione <strong>Per la Difesa del Mare</strong> e condotti da<strong> Carla Aghito</strong> giornalista e Presidente dell’Associazione.</p>
<p>Da giugno a settembre, nella darsena della rinomata località turistica della riviera romagnola, per tre mesi si sono susseguiti eventi per tutte le età e tutti i gusti che hanno dato vita a incontri e spettacoli, spaziando dalle passioni sportive a quelle dei buoni sapori della tavola, alla comicità, alla cultura.</p>
<p>Eventi di qualità come il<strong> Talk Show ‘L’Arte di Amarsi’ </strong>con l’Avvocatessa <strong>Alessandra Selmi, Stefano Bergonzini</strong> giornalista professionista<strong>, Mauro Pecchenino </strong>scrittore e giornalista professionista.</p>
<p>Incontro che ha affrontato uno dei temi più attuali e delicati nella società: la coppia e la sua evoluzione di fronte ai cambiamenti di costume.</p>
<p>E’ andato in scena<strong> l’<em>One Woman Show</em></strong> <strong>‘Curvyssima’</strong> scritto e interpretato dall’attrice teatrale<strong> Stefissima.</strong></p>
<p>Uno spettacolo originale e autoironico, un elogio alle forme curvy che ci parla di come può essere divertente, essere come si è, senza rincorrere lo stereotipo che ci vuole asciutti snelli, salutisti….</p>
<p>Opinionista: <strong>Matteo Selleri </strong>giornalista professionista e Presidente USGI S. Marino.</p>
<p>Un’altra applauditissima serata golosa con  l’attrice <strong>Tiziana di Masi e Andrea Guolo </strong> giornalista professionista e Presidente ARGA, nella presentazione del libro: <strong>‘La Signorina in Dolce e i segreti del cioccolato’ </strong>iniziata con ouverture in simphonie del giovanissimo talento <strong>Lorenzo</strong> <strong>Odorici,</strong> e conclusasi con una<strong> Chocolate Experience </strong>della<strong> Pasticceria Staccoli di Cattolica. </strong></p>
<p>Per la notte rosa<strong>,</strong> un fantastico spettacolo di<strong> Flamenco </strong>della compagnia <strong>‘La Morita’</strong> ha animato Portoverde e, per ferragosto, il gruppo <strong>Nirea Dance </strong>si è esibito in danze caraibiche.</p>
<p>L’attesissimo,<strong> Cabaret e Burlesque</strong> della compagnia <strong>‘Scarlet Burlesque Academy’ </strong>ha affascinato il pubblico presente con arte, seduzione e divertimento.</p>
<p>Per non farci mancare niente: <strong>Romagna mia </strong></p>
<p><strong>‘Music and cooking Show’</strong> con <strong>Frida Vasini</strong> l’azdora e <strong>Anna</strong> <strong>&amp;</strong> <strong>Stefano,</strong> una coppia artistica eccezionale che ha intrecciato gastronomia e musica, due mondi capaci di offrire esperienze sensoriali uniche.</p>
<p>Si è parlato anche di benessere in due incontri:</p>
<p><strong>‘Life Style e Benessere’ e ‘Longevità’ </strong>con medici e specialisti che hanno abbracciato:<strong> Alimentazione, Psiche, Fisicità, Estetica. </strong></p>
<p>Si è parlato di<strong> ‘Stress’,</strong> uno dei fattori epigenetici che contribuisce ad un’accelerazione del processo di invecchiamento e di decadimento cognitivo con il dott. <strong>Marco Rossi</strong> geriatra, e di <strong>‘Prevenzione’</strong> con la presentazione del progetto innovativo <strong>‘Io Donna’</strong>per tutte le donne <strong>Evergreen</strong> (ma anche per gli uomini) che desiderano prevenire l’invecchiamento.</p>
<p>Una splendida sfilata di moda<strong>,</strong> ‘<strong>Fashion Show’</strong> di <strong>Lina Boutique</strong> <strong>Portoverde </strong>ci ha parlato dei capi che nascono per vestire una donna esigente e contemporanea.</p>
<p>Grande successo per due manifestazioni:<strong> Il Concorso</strong> <strong>per</strong> <strong>moto da competizione </strong> che ha visto vincitore una <strong>Ducati V4 Tricolore Italia </strong>della scuderia<strong> Moto Club di Misano Adriatico</strong>, tra gli ospiti <strong>Davide Bulega</strong> e, alla seconda edizione il <strong>Concorso d’Eleganza:</strong> <strong>‘Summer</strong>  <strong>Elegance Show 2025’</strong> per Auto d’epoca e Super Cars  in collaborazione con la<strong> Scuderia Automobilistica Morcianese.</strong></p>
<p>‘<strong>The best of show’ </strong>è stato assegnato al <strong>Dino Ferrari 246 GT. </strong></p>
<p>E sono arrivati sul palco di Portoverde anche ‘I giovani vecchi leoni dagli anni 60’ in poi con la presentazione del libro di <strong>Gabriele Fabbri ‘Fammi una Domanda’, un talk Show</strong> in cui i protagonisti dipingono, con ricordi e aneddoti divertenti, la vita notturna, i locali da ballo e le avventure amorose degli anni ruggenti.</p>
<p>E ancora, per grandi e piccini di oggi e di allora, le animazioni del<strong> teatro dei burattini.</strong></p>
<p>Non abbiamo tralasciato neppure l’aspetto culturale con due libri di successo:</p>
<p><strong>Il giro del mondo in barca a vela a 68 anni, si può fare</strong> di <strong>Vittorio Setti</strong>, un’impresa titanica che circumnaviga il globo e <strong>Anemos </strong>di <strong>Fabio Fiori</strong>, una vera e propria dichiarazione d’amore al Mare Nostrum e ai respiri che lo animano.</p>
<p>La nostra serata conclusiva ha visto<strong> Don Ugo Moncada,</strong> parroco di Misano Monte, nella presentazione del suo ultimo romanzo <strong>‘Acerboli e la città sommersa’, la Benedizione</strong> alle barche in darsena e a tutti noi, la<strong> Lotteria di beneficenza</strong> e</p>
<p>le<strong> Danze Medioevali </strong>di <strong>‘Gaudio Malatesti’.</strong></p>
<p>Posso dire che la cosa piu’ bella <strong>dell’Estate Eventi Portoverde 2025 </strong>sono stati i rapporti umani, il valore dell’amicizia e dell’unione che si è creata con l’obbiettivo di portare <strong>Portoverde </strong>sempre<strong> ‘Al Centro’.</strong></p>
<p><strong>Carla Aghito</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>La magia di Emiliano Toso Valentina Wilhelm e Roberta Arduini</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 15:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano Toso]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Arduini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                      Da sin. Emiliano Toso al pianoforte, Valentina Wilhelm al violino e Roberta Arduini Emiliano Toso, si è esibito in un concerto esperienziale a 432 Hz al pianoforte accompagnato dal violino di Valentina Wilhelm dal titolo ‘La Via del Cuore’ presso ‘La Capinera’ di Petriano [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>                      Da sin. Emiliano Toso al pianoforte, Valentina Wilhelm al violino e Roberta Arduini</em></strong></p>
<p><strong><em>Emiliano Toso</em></strong>, si è esibito in un concerto esperienziale a 432 Hz al pianoforte accompagnato dal violino di <strong>Valentina Wilhelm</strong> dal titolo ‘La Via del Cuore’ presso ‘La Capinera’ di Petriano (PU).</p>
<p>Sul finire, c’è stata anche una breve partecipazione dell&#8217;attrice e autrice <strong>Roberta Arduini</strong>, che ha recitato un suo testo estratto dalla sua opera teatrale di parole e musica, “Echi Antichi nella Voce di Madre Terra”; una delle sue quattro opere teatrali, corredata questa volta dalle musiche magicamente</p>
<p>Roberta Arduini scrive sui social: “É stato un momento <strong>magico</strong>, emozionante, commovente, recitare un frammento di una delle mie creazioni ‘Echi antichi nella voce di Madre Terra’, con il grandissimo musicista compositore, scienziato e persona dal cuore immenso Emiliano Toso al <strong>pianoforte</strong> e la stupenda Valentina Wilhelm al <strong>violino</strong>. Emiliano Toso mi seguiva come un’ombra, con uno splendido crescendo durante i miei momenti più appassionati, ai quali si è aggiunta Valentina Wilhelm che ha coronato il tutto con la sua grazia e sensibilità musicale. Io, con le parole, ho seguito allo stesso modo il flusso delle sue note e quelle di Valentina, con un ‘trasporto contemplativo’ che sembrava toccasse antiche corde dell’anima. Un momento di grande <strong>fusione</strong>, uno di quei rari momenti da <strong>ricordare</strong>, perché é nato senza alcuna prova. Il pubblico che ha partecipato con grande emozione, sembrava ipnotizzato e stentava a credere che fosse tutto frutto dell’improvvisazione. Proprio in un mondo in cui tutto è finzione, improvvisare senza avere preparato nulla, ma lasciandosi guidare solo dalle vibrazioni energetiche, dal sentimento e dallo <strong>stato d’animo</strong>, unendo semplicemente le nostre anime, le nostre cellule, con quelle del pubblico, non ha prezzo”.</p>
<p><strong>Emiliano Toso</strong>, suonando i suoi brani o creando sul momento musica al pianoforte, accordato a 432 Hz, riconosciuto nel panorama internazionale per aver scoperto ‘il suono della Terra’, il segreto è quella frequenza a 432 Hz. Roberta Arduini recitando testi scritti da lei e accompagnati dal violino, violoncello e pianoforte dei valenti musicisti che fanno parte del suo quartetto Oasi, suonando brani noti scelti da lei e opportunamente assemblati ai testi.</p>
<p>Per chi non conoscesse ancora il <strong>musicista</strong> Emiliano Toso si può dire che ha vissuto due vite.</p>
<p>È <strong>biologo</strong> cellulare, ha un PhD, il più alto titolo accademico conseguibile in ambito universitario, ha diretto laboratori di ricerca internazionali. Ma anche musicista, pianista e compositore, e gira palcoscenici in tutto il mondo per diffondere il suo progetto, la sua ‘Translational Music’, ovvero: ‘un mare di cellule sotto un cielo di musica’.</p>
<p>Biologia e musica sono tutt’uno, questa è la melodia che Toso suona, sono ‘In armonia’, come si intitola il suo libro, pubblicato da Mondadori, che racconta la sua esperienza e il suo desiderio continuo di integrare arte e scienza, anima e esperimenti, spirito e medicina.</p>
<p>Infatti le sue musiche, per moltissime persone, significano <strong>benessere</strong>, tanto da essere utilizzate in sala operatoria (dove ha portato perfino il suo pianoforte a coda, una volta), per il recupero dai traumi, nei reparti Covid, per curare l&#8217;insonnia e come <strong>anestetico</strong> naturale.</p>
<p>Alla sera suonava il pianoforte e suonava una musica che non esisteva, per tradurre le sue emozioni, in segreto, poi tutto è nato quando decise di incidere un disco con le sue musiche come meraviglioso regalo del suo quarantesimo compleanno, da donare agli invitati.</p>
<p>Di qui, velocemente, un passatempo ha iniziato a essere qualcosa di più.</p>
<p>Il biologo americano <strong>Bruce Lipton</strong> lo ha spinto a fare questo nella vita e ad aprire le sue conferenze, così si è ritrovato a fare il suo primo concerto, davanti a settecento persone, succedeva che le persone sentivano la sua musica e poi gli dicevano di stare bene: ostetriche, malati di tumore, psicologi, maestri di yoga e così via.</p>
<p>Così ha lasciato il lavoro in laboratorio e si è dedicato a questa nuova <strong>missione</strong>, a piedi scalzi nel mondo, col pianoforte a coda, a suonare musica, a condividerla e a vedere gli effetti che produceva sulle persone.</p>
<p>Il benessere di cui parla non è solo una sensazione, dipende proprio, come lui spiega, da come siamo fatti noi e l’universo.</p>
<p>Ci sono evidenze scientifiche di che cosa succeda alle cellule quando ascoltiamo certi tipi di musica, così ha iniziato a occuparsi di questi studi, condotti sulle piante e sulle cellule, per vedere gli effetti dal punto di vista biochimico e biofisico.</p>
<p>Collabora col professor <strong>Carlo Ventura</strong>, biologo molecolare all’Alma Mater di Bologna. Studia il suono delle cellule, mettendo un microfono con punta atomica che, inserito nella cellula, amplifica i suoni che essa produce, e che sono udibili, e sente come comunicano, come la musica riesca a cambiare lo stato delle nostre cellule e come, attraverso la musica, esse possano tornare in armonia.</p>
<p>Che la musica aiuta a guarire, oggi, grazie all’evoluzione tecnologica alcuni scienziati possono spiegare alcuni fenomeni che l’uomo aveva sempre intuito, e che riguardano il potere della musica nelle <strong>terapie integrate</strong>.</p>
<p>Se il paziente è rilassato e lascia andare la paura, la cura funziona meglio. Poter integrare la medicina tradizionale con <strong>l’arte</strong> è importante, perché aumenta la possibilità di salute.</p>
<p><strong>Vito Piepoli</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista freelance</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>La Bottega del Pesce, a Riccione – IL POSTO DOVE ANDARE</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 13:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Posto dove Andare]]></category>
		<category><![CDATA[Le rubriche di flip]]></category>
		<category><![CDATA[cucina di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[La Bottega del Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Riccione]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                          (Elaborazione foto ErrePErre) Siamo a Riccione, una meta sempre piacevole per respirare l’atmosfera marinara e, in particolare, nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0015.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14648" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0015.jpg" alt="" width="640" height="383" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0015.jpg 640w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0015-70x42.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0015-501x300.jpg 501w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><em><strong>                                                                          (Elaborazione foto ErrePErre)</strong></em></p>
<p>Siamo a <strong>Riccione</strong>, una meta sempre <strong>piacevole</strong> per respirare l’atmosfera marinara e, in particolare, nel centrale viale <strong>Dante</strong>, in mezzo a tanti bar, gelaterie, trattorie, negozi e negozietti di tutti i generi, si apre una piccola <strong>oasi</strong> del buon cibo, <strong><em>La Bottega del Pesce,</em></strong> che fa capolino con una sua personale eleganza e tutta dedita alla <strong>cucina marinara</strong>.</p>
<p>Sono <strong>aperti</strong> tutti i giorni a pranzo e a cena e il pesce viene lavorato con <strong>gusto</strong>, con la voglia di dare spazio a <strong>idee nuove</strong>, con <strong>ricette</strong> che non sono mai banali.</p>
<p>Ad accogliere i <strong>clienti</strong> c’è il savoir faire e la professionalità di <strong>Damiano</strong>, responsabile sala e si degustano piatti buoni, con una interessante lista dei <strong>vini</strong>. I prezzi sono corretti.</p>
<p>Citiamo qualche <strong>proposta</strong> del locale, a parte i crudi, freschi e ben presentati: La <strong>tartare</strong> mediterranea con tonno e frutta fresca, Il <strong>carpaccio</strong> di ricciola, Il <strong>tagliere marino</strong> con ‘i salumi’ di mare, <strong>Spaghettoni</strong> ai ricci, La <strong>carbonara</strong> di mare senza uova, una potente <strong>Grigliata</strong>, un <strong>Fritto</strong> misto asciutto e leggero. Ci sono anche i panini con il pesce e un menù di <strong>terra</strong> che non dimentica la tradizione. I <strong>dolci</strong> sono originali e meritano un assaggio.</p>
<p>Tutte le <strong>proposte</strong> sono di livello e presentate nel modo <strong>giusto</strong>.</p>
<p>La Bottega del Pesce è un <strong>locale</strong> gradevole, che si <strong>distingue</strong> tra le tante offerte di ristoro della Perla verde dell’Adriatico e non è mai una sosta e una scelta di routine.</p>
<p>Qui chi ama il <strong>pesce</strong> trova qualità e idee, un ambiente curato e un momento di piacevole <strong>relax</strong>.</p>
<p><strong><em>Mauro Pecchenino</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Genova insanguinata nel libro ‘Gli Imprendibili’</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 15:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                            La Copertina del libro  (Elaborazione ErrePErre)  London Here in UK The Italian Red Brigades aren’t so known like in Italy where, the Brigate Rosse (BR), [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0010.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14644" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0010.jpg" alt="" width="626" height="671" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0010.jpg 626w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0010-65x70.jpg 65w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0010-280x300.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px" /></a></strong></p>
<p><em><strong>                                                            La Copertina del libro  (Elaborazione ErrePErre) </strong></em></p>
<p><strong>London</strong></p>
<p>Here in <strong>UK</strong> The Italian Red Brigades aren’t so known like in Italy where, the Brigate Rosse (BR), were formed more or less on October, 1970.</p>
<p>By this article we want to focus on a <strong>book</strong> published in Italy on this matter: ‘<strong>Gli imprendibili’, DeriveApprodi, Bologna 2025.</strong></p>
<p>Come i nostri <strong>lettori</strong> sparsi per il mondo ben sanno, questo <strong>giornale, per scelta editoriale,</strong> non dà mai spazio a <strong>libri</strong> che superino le 200 pagine, perché riteniamo che ci siano molte altre <strong>testate</strong> che si dedicano a questi <strong>tomi,</strong> che per noi, <strong>spesso</strong> risultano privi di ritmo, il <strong>ritmo</strong> che tanto amiamo nella <strong>lettura</strong>.</p>
<p>In questo caso, il lavoro ci è stato <strong>segnalato</strong> da un nostro <strong>collaboratore</strong> di Roma, faccio un’eccezione, perché ho<strong> conosciuto </strong>oltre quarant’anni fa a <strong>Genova</strong> l’autore, che all’epoca lavorava come commesso in un negozio di dischi. E iniziò a scrivere qualcosa su una <strong>rivista</strong>, la mia <strong>prima</strong> di una lunga serie, che facevo con alcuni amici, proprio nel <strong>capoluogo ligure</strong>.</p>
<p>Leggo che negli anni ha fatto il giornalista e ha lavorato per un quotidiano locale.</p>
<p>Il <strong>libro</strong> sulle BR della colonna genovese è un tomo di circa <strong>500 pagine</strong>, <strong>scorrevole</strong>, su un periodo della storia italiana che <strong>insanguinò</strong> il Paese e per molti anni costituì un <strong>dramma</strong> che sembrava senza via di <strong>uscita</strong>.</p>
<p><strong>Ricordo</strong> molto bene quel mio periodo <strong>genovese</strong>, ero studente al Liceo Classico Colombo in via Bellucci e poi alla Facoltà di Giurisprudenza, nella vicina via Balbi e quasi ogni giorno i <strong>giornali</strong> pubblicavano <strong>cronache</strong> di sparatorie, rapimenti, ferimenti di persone dello Stato, politici, magistrati. Spesso si andava a sostenere gli esami all’università e tutto veniva <strong>rimandato</strong> per bombe annunciate e <strong>pericoli</strong> imminenti. Senza dubbio, un periodo di enorme <strong>instabilità</strong> e tensione.</p>
<p>I miei <strong>ricordi</strong> vengono ulteriormente a galla nel libro curato da Andrea Casazza, che <strong>ricostruisce un&#8217;epoca</strong>, passa in rassegna documenti e testimonianze, <strong>analizza</strong> fatti noti e meno noti, facendo un <strong>lavoro</strong> certosino da <strong>ricercatore</strong> e compilatore, da amanuense dei giorni nostri.</p>
<p>Il <strong>linguaggio</strong> del libro è chiaro e tutto sommato di facile lettura, con una forte componente <strong>cronistica</strong> e storica.</p>
<p>In definitiva, Gli imprendibili – Storia della colonna simbolo delle Brigate Rosse – è un <strong>libro</strong> interessante per chi vuole avere un fascio di <strong>luce</strong> su quel tragico <strong>periodo</strong> della <strong>cronaca nera</strong> e nerissima italiana.</p>
<p>Non dimentichiamo che all’inizio il gruppo armato inizia i suoi crimini a <strong>Genova</strong>, ma non rimane una realtà locale, <strong>ampliando</strong> le proprie nefandezze fino al culmine <strong>dell’assassinio</strong> di Aldo Moro, allora il <strong>politico</strong> italiano più in vista e più intelligente, tra le tante figurette inutili che popolavano le istituzioni romane.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore Responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
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		<title>La Nuvola di Andrea Cereda per riflettere e fermarsi</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 14:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Cereda]]></category>
		<category><![CDATA[Cloud_States of Mind]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leo Galleries]]></category>
		<category><![CDATA[monza]]></category>
		<category><![CDATA[Nuvola]]></category>
		<category><![CDATA[scultore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                                         La Nuvola di Andrea Cereda FlipMagazine segue da molti anni le mostre e l’attività di Andrea Cereda, scultore e [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>                                                                         La Nuvola di Andrea Cereda</strong></em></p>
<p>FlipMagazine segue da molti anni le mostre e l’attività di <strong><em>Andrea Cereda</em></strong>, <strong>scultore</strong> e interprete delle <strong>lamiere</strong>, che cerca, scopre, fa <strong>rivivere</strong> in opere che stimolano la <strong>reazione</strong> soprattutto onirica del <strong>pubblico</strong> che incontra i suoi lavori. Cereda può piacere o no, però bisogna <strong>riconoscere</strong> che i suoi <strong>lavori</strong> non sono mai banali. L’autore cerca sempre di abbinare <strong>ricerca</strong> e <strong>innovazione</strong> e non fa mai mancare una vena <strong>poetica</strong> che <strong>coinvolge</strong> e, in alcuni casi, seduce</p>
<p>Da alcuni giorni è visibile, fin dalle vetrate, presso lo spazio <strong>Leo Galleries</strong> di Monza un’opera che non può lasciare indifferenti.</p>
<p><strong>L’installazione</strong> si intitola <strong>Cloud_States of Mind</strong> ed è una <strong>scultura sospesa</strong>, leggera ma ben presente, che rappresenta una <strong>nuvola</strong> composta da un reticolo metallico. A <strong>completare</strong> il lavoro e a renderlo oltremodo <strong>originale</strong> è una <strong>lama di luce</strong> che cambia <strong>colore</strong> e attraversa la nuvola e vuole <strong>ricordare</strong> e rappresentare gli <strong>stati d’animo</strong> che sono sempre in <strong>trasformazione</strong> e evoluzione.</p>
<p>E la <strong>nuvola</strong> è così metafora della mente umana, con le sue mutazioni, incertezze, <strong>insicurezze</strong> e pensieri continui.</p>
<p>L’opera ha anche <strong>un’altra</strong> valenza, legata al <strong>cloud digitale</strong>, lo spazio virtuale di condivisione, ma anche di giudizio e <strong>critiche</strong>, non sempre costruttive.</p>
<p>Ormai la <strong>connessione</strong> è una <strong>costante</strong> della vita di ciascun individuo e la <strong>Nuvola</strong> di Cereda sembra voler stare lì <strong>sospesa</strong> per farci riflettere su quanto le <strong>vite</strong> di ciascun essere umano siano in balìa di uno stato <strong>virtuale</strong> e gelatinoso, senza limiti ben <strong>definiti</strong>.</p>
<p>A parer nostro, anche in questa sua ultima <strong>produzione</strong> lo scultore lombardo ci fa pensare, tra <strong>astrazione</strong> e realtà, spingendo la nostra immaginazione a <strong>viaggiare</strong> tra pensieri e riflessioni.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Donne di carta in Sicilia, storie di scrittura al femminile</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 15:38:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  ‘Donne di carta in Sicilia – Itinerari sulle orme delle scrittrici’ è un libro originale e curioso. Edito da Il Palindromo è scritto da Marinella Fiume, docente di letteratura, ex sindaco, autrice poliedrica di libri che hanno sempre la Sicilia come punto di riferimento. Fiume è anche ideatrice con Fulvia Toscano (curatrice della prefazione [&#8230;]</p>
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<p><strong>‘Donne di carta in Sicilia – <em>Itinerari sulle orme delle scrittrici’</em></strong> è un libro <strong>originale</strong> e <strong>curioso</strong>.</p>
<p>Edito da Il Palindromo è scritto da <strong><em>Marinella Fiume</em></strong>, docente di letteratura, ex sindaco, autrice poliedrica di libri che hanno sempre la <strong>Sicilia</strong> come punto di riferimento. <strong>Fiume</strong> è anche ideatrice con Fulvia Toscano (curatrice della prefazione al volume) del Festival <strong>La Sicilia delle donne</strong> e ne è <strong>direttrice artistica</strong>.</p>
<p>Un libro originale e curioso, scrivevamo, perché <strong>miscela</strong> con sapienza e <strong>gusto</strong> per il raccontare: <strong>viaggio</strong>, storia, antropologia, amore per lo <strong>scrivere</strong> e la volontà di creare un <strong>percorso</strong> e una <strong>mappa</strong> di un nutrito gruppo di <strong>scrittrici</strong>, vissute in vari <strong>angoli</strong> dell’isola e che si sono distinte per il loro <strong>linguaggio</strong> affascinante e senza tempo. Al volume è <strong>allegata</strong> una mappa che permette di <strong>individuare</strong> i nomi e cognomi e le <strong>località</strong> che costituiscono un tutt’uno con le scrittrici raccontate nel saggio &#8211; racconto di vita di Marinella Fiume.</p>
<p>Si <strong>apre</strong> il libro e si inizia a leggere. E tra le <strong>pagine</strong> si fanno tanti incontri e via via si apre una <strong>Sicilia</strong> immaginata, qualche volta conosciuta o incontrata di sfuggita, ma il più delle volte <strong>sconosciuta</strong>. E così il libro diventa una <strong>scoperta</strong> continua, <strong>coinvolgente</strong>, mai banale.</p>
<p>Ci piacerebbe <strong>citare</strong> tutte le scrittrici, ma l’elenco sarebbe lungo e monotono, diciamo che ci è piaciuto leggere i <strong>ritratti</strong> e le storie di tutte e siamo stati lieti di trovare alcuni nomi che conosciamo, come <strong>Luisa Adorno</strong>, <strong>Pinella Musmeci</strong>, <strong>Giuliana</strong> <strong>Saladino</strong>, <strong>Goliarda Sapienza</strong> e <strong>Pepita</strong> <strong>Misuraca</strong>, che abbiamo conosciuto e frequentato di persona.</p>
<p><strong>FlipMagazine</strong> consiglia ai suoi lettori ‘<strong>Donne di carta in Sicilia’,</strong> perché è una guida diversa, per molti aspetti <strong>indispensabile</strong> per conoscere e riconoscere la Sicilia, attraverso nomi di siciliane e non, che hanno <strong>sempre</strong> avuto in ogni modo la Sicilia come mappa per la propria <strong>vita</strong>.</p>
<p>Il <strong>libro</strong> è anche un viaggio per scoprire alcune <strong>autrici</strong> che non hanno conosciuto la popolarità dei media e che meritano la giusta e corretta attenzione, fuori dai facili <strong>clamori</strong> dell’audience.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Giornalista professionista</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La coppia un’incognita nella vita</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 15:39:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da sinistra: Stefano Bergonzini, Carla Aghito, Alessandra Selmi e Mauro Pecchenino  Portoverde Le coppie sono state al centro della serata del fine settimana sulla piazza di Portoverde. Carla Aghito ha condotto la chiacchierata che ha preso vita dallo storico saggio “Un muro di parole”, uscito alla fine del 2004 da Rizzoli, scritto da Mauro Pecchenino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/08/bf90345b-b54c-4801-ab26-f9550c6e1e72.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14635" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/08/bf90345b-b54c-4801-ab26-f9550c6e1e72.jpg" alt="" width="640" height="370" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/08/bf90345b-b54c-4801-ab26-f9550c6e1e72.jpg 640w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/08/bf90345b-b54c-4801-ab26-f9550c6e1e72-70x40.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/08/bf90345b-b54c-4801-ab26-f9550c6e1e72-519x300.jpg 519w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><em> Da sinistra: Stefano Bergonzini, Carla Aghito, Alessandra Selmi e Mauro Pecchenino </em></strong></p>
<p><strong>Portoverde</strong></p>
<p>Le <strong><em>coppie</em></strong> sono state al centro della serata del fine settimana sulla piazza di <strong>Portoverde</strong>.</p>
<p><strong>Carla Aghito</strong> ha condotto la chiacchierata che ha preso vita dallo <strong>storico saggio</strong> “Un muro di parole”, uscito alla fine del 2004 da <strong>Rizzoli</strong>, scritto da <strong>Mauro Pecchenino</strong> e che nei suoi <strong>20 anni</strong> di vita è diventato un autentico <strong><em>classico</em></strong> del settore.</p>
<p>Pecchenino aveva dato vita a Milano, con alcuni specialisti e collaboratori, nel 1994, all’Osservatorio sulla Famiglia e la Persona e questo libro ne è una nutrita testimonianza, con oltre <strong>10.000 interviste</strong> vis à vis.</p>
<p>Lo scrittore italo inglese ha messo in luce come il <strong>rispetto</strong>, la gentilezza, la <strong>comunicazione</strong> e il confronto costituiscano le <strong>basi</strong> per un rapporto di <strong>coppia</strong> costruttivo, anche se Pecchenino ha sostenuto che le <strong>storie</strong> possano finire e che una nuova <strong>coppia</strong> possa <strong>ripartire</strong>, senza trascinarsi dietro <strong>vecchi</strong> e consunti <strong>orpelli</strong>.</p>
<p>Il talk show è poi proseguito con la <strong>testimonianza</strong> (sul campo), tecnica e vibrante, dell’avvocatessa <strong>Alessandra</strong> <strong>Selmi</strong>, con studio nel modenese, matrimonialista e conduttrice di una trasmissione televisiva proprio sulle coppie.</p>
<p>A corollario, il giornalista <strong>Stefano Bergonzini,</strong> autore del libro ‘Il galateo social’, ha ribadito quanto la gentilezza e il savoir faire siano importanti in una coppia, per stabilire altresì un buon clima e il giusto flusso di Comunicazione.</p>
<p>Una <strong>serata</strong> che ha saputo trattare temi <strong>importanti</strong> e difficili, con un ottimo ritmo, anche grazie al polso fermo dimostrato da Carla Aghito, deus ex machina di questi appuntamenti settimanali sulla Riviera Adriatica.</p>
<p><strong>Francesca Salucci</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Da dieci anni Gianmaria Testa non c’è più</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 14:47:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una decina di anni fa ci lasciava Gianmaria Testa, il più francese (con Paolo Conte) tra gli autori e cantanti italiani, per stile e poetica. Scoprii Testa, una ventina d’anni fa, per caso, grazie ad un’amica francese. In Italia l’autore piemontese era pressoché sconosciuto, mentre i Francesi lo avevano conosciuto grazie ad un produttore d’Oltralpe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14630" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840.jpg" alt="" width="822" height="514" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840.jpg 822w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840-70x44.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840-768x480.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840-480x300.jpg 480w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9840-415x260.jpg 415w" sizes="auto, (max-width: 822px) 100vw, 822px" /></a></strong></p>
<p>Una <strong>decina</strong> di anni fa ci lasciava <strong><em>Gianmaria Testa,</em></strong> il più <strong>francese</strong> (con Paolo Conte) tra gli autori e cantanti italiani, per stile e poetica.</p>
<p>Scoprii <strong>Testa, </strong>una ventina d’anni fa, per caso, grazie ad un’amica francese.</p>
<p>In <strong>Italia</strong> l’autore piemontese era pressoché sconosciuto, mentre i <strong>Francesi</strong> lo avevano conosciuto grazie ad un produttore d’Oltralpe che lo aveva sentito a un <strong>recital</strong> e portato in Francia.</p>
<p>Subito fu ben accolto dalle radio e <strong>dall’industria discografica</strong>, rimanendo però ancora nell’ombra, per qualche anno, nel suo Paese d’origine.</p>
<p>Appena venne a <strong>Parigi</strong>, all’epoca abitavo in rue du Roule, dalle parti di Chatelet, lo andai a sentire e fui colpito da un <strong>artista</strong> che usava la parola con realismo e delicatezza, allo stesso tempo. Un autore che trattava <strong>l’amore</strong> in maniera mai banale, ma anche <strong>temi civili,</strong> come <strong>l’immigrazione</strong>, con singolare incisività. Anche le <strong>musiche</strong> sapevano comunicare, ma i <strong>testi</strong> avevano il sopravvento, un po’ come accadeva per <strong>Fabrizio De André.</strong></p>
<p>Ho avuto solo un’occasione di parlare con Testa e fu al teatro <strong>Dal Verme </strong>di Milano, proprio durante una serata dedicata a De André. Poi, più avanti, ebbe successo anche in <strong>Italia</strong>, rimanendo la <strong>Francia</strong> il suo punto di riferimento primario.</p>
<p><strong>Gianmaria</strong> scriveva bene, sapeva <strong>raccontare</strong>, <strong>disegnare</strong> le situazioni, con le parole.</p>
<p>Ha scritto vari <strong>capolavori</strong>, come la serie sulle <strong>mongolfiere</strong>, o l’album dedicato all’emigrazione. Ma ha scritto anche una meravigliosa e delicata <strong>canzone d’amore</strong>, come <strong>‘Dentro la tasca di un</strong> <strong>qualunque mattino’,</strong> dove tratteggia un insolito <strong>desiderio d’amore</strong> di avere sempre con sé la persona che lo fa emozionare.</p>
<p>E io, se potessi, porterei <strong>Gianmaria Testa</strong> con me, dentro la tasca di ogni mio mattino, per <strong>ascoltarlo</strong> mentre canta e suona.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Direttore Responsabile</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>A Portoverde, tra ironia e talk show</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 13:27:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<hr />
<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14627" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81.jpg" alt="" width="1076" height="1087" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81.jpg 1076w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81-70x70.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81-768x776.jpg 768w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/9ADE4721-B34C-4520-8E18-D21A04645C81-297x300.jpg 297w" sizes="auto, (max-width: 1076px) 100vw, 1076px" /></a></p>
<p><strong>Portoverde</strong></p>
<p>Dopo le rappresentazioni in Emilia, nelle Marche e nella Repubblica di San Marino, l’attrice Stefissima, all’anagrafe Stefania Marcolini, è proprio il caso di dire, è approdata in Romagna portando il suo spettacolo comico nella raffinata cornice della darsena di Portoverde.</p>
<p>Stefissima, attrice Modenese, nasce come modella e passa alla recitazione frequentando i Corsi Avanzati del Centro Teatrale di Reggio Emilia (Ma/Mi/Mo) e l’Accademia di Bologna del Comico.</p>
<p>Professionista in spettacoli di improvvisazione teatrale, di prosa e comici, ha portato in scena a Portoverde, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da lei.</p>
<p>Uno spettacolo divertente e autoironico, originale, frutto della riflessione della sua autrice e interprete che ci parla di come può essere divertente, essere semplicemente come si è, senza rincorrere lo stereotipo che ci vuole asciutti, snelli, salutisti, metodici” Un elogio delle forme e alle curve.</p>
<p><strong>In “Curvyssima” la protagonista,</strong> attraverso lo sguardo divertito, scanzonato e a volte un po’ tagliente, prova a spiegare cosa significa vivere in un corpo fuori dalle convenzioni.</p>
<p>Un percorso autoironico, genuino, originale, una difesa dalla consuetudine abitudinaria tra personaggi poco verosimili e situazioni al limite dell&#8217;assurdo, ma tutti e tutte irrimediabilmente, paurosamente, immersi nella realtà quotidiana.  Un grande successo   per lo spettacolo comico <strong>“Curvyssima”: </strong>una serata piena di risate<strong> con un pubblico numerosissimo, </strong>che riempiendo tutta la platea allestita<strong> e l’intera piazza Colombo, ha sancito il successo del o<em>ne woman show.</em></strong></p>
<p>Un riconoscimento in più anche per<strong> l’</strong><strong>Associazione Per la Difesa del Mare</strong>, organizzatrice della rassegna estiva Portoverdina e con la sua presidentessa <strong>Carla Aghito</strong> come deus ex machina.</p>
<p>L’evento che si è concluso con una degustazione offerta dal locale ristorante Kursaal e accompagnata dai pregiati vini della pluripremiata Cantina Merlotta, è stato apprezzato dal pubblico presente, totalmente d’accordo con lo spirito di Stefissima: “Fat is beautiful”</p>
<p>Nel frattempo, prosegue il programma di Portoverde e questa settimana sarà la volta del talk show ‘L’arte di amarsi’, un dibattito di grande attualità sulla coppia e i suoi problemi, con la presentazione del saggio ‘Un muro di parole’, edito da Rizzoli, di Mauro Pecchenino, uscito la prima volta nel 2005 e diventato un classico del settore e ancora presente sul mercato.</p>
<p>Alla serata partecipano: lo scrittore Mauro Pecchenino, l’Avvocata del foro di Modena <strong>Alessandra Selmi</strong> e il giornalista Stefano Bergonzini.</p>
<p><strong>Francesca Salucci</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>SLAPPS one more time (II)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 13:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>London It’s really important to organize something anti SLAPPs defense in any world corner. Obviously, anti SLAPPs laws are meant to provide a remedy to SLAPPs suits. In other words, anti SLAPPs laws are intended to prevent people from using courts and some threats of a lawsuit to intimidate people who are exercising their rights. [&#8230;]</p>
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<p><strong>London</strong></p>
<p>It’s really <strong>important</strong> to organize something <strong>anti SLAPPs</strong> defense in any world corner.</p>
<p>Obviously, anti SLAPPs laws are meant to provide a remedy to <strong>SLAPPs</strong> suits.</p>
<p>In other words, anti SLAPPs laws are intended to <strong>prevent</strong> people from using courts and some threats of a lawsuit <strong>to intimidate</strong> people who are exercising their <strong>rights</strong>. It’s also tough the reference to <strong>journalism</strong> and <strong>individual journalists</strong> can use anti SLAPPs statutes to protect themselves and their <strong>reputation</strong>.</p>
<p>Par ailleurs, il est crucial <strong>d&#8217;alerter</strong> l&#8217;opinion publique sur les <strong>SLAPPs</strong> et de dénoncer les pratiques abusives des poursuivants.</p>
<p>Des formations et des campagnes de <strong>sensibilisation</strong> peuvent être organisées pour aider les personnes à mieux comprendre les SLAPPs et à s&#8217;en <strong>défendre</strong>.</p>
<p>La <em><strong>France</strong></em>, comme d&#8217;autres pays, est en train de réfléchir à des <strong>mesures</strong> législatives pour mieux <strong>lutter</strong> contre les SLAPPs. L&#8217;Union européenne a également adopté une directive visant à harmoniser les législations anti-SLAPPs. La directive européenne, notamment, vise à <strong>protéger</strong> les <strong>journalistes</strong> et les défenseurs des droits de l&#8217;homme contre les poursuites <strong>abusives</strong>.</p>
<p>In certi casi, le<strong> minacce legali</strong> precedono anche la pubblicazione dell&#8217;inchiesta, creando una sorta di <strong>autocensura</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia</strong>, in particolare, è considerata uno dei Paesi europei con <strong>numerosi</strong> casi di SLAPPs, perlomeno scorrendo i <strong>dati</strong> del consorzio europeo <strong>CASE</strong>.</p>
<p>A questo <strong>proposito</strong>, il Parlamento italiano è stato sollecitato a <strong>intervenire</strong> con una normativa più <strong>specifica</strong>, allo scopo di tutelare la libertà di <strong>espressione</strong>.</p>
<p>A livello parlamentare, si sta discutendo sull&#8217;argomento, con l&#8217;esame di disegni di legge sulla <strong>diffamazione</strong> e le <strong>liti</strong> <strong>temerarie</strong>.</p>
<p>Non bisogna altresì dimenticare che le SLAPPs <strong>utilizzano</strong> a vanvera leggi come, per esempio, quelle sulla <strong>diffamazione</strong>, la privacy o il <strong>diritto all&#8217;oblio</strong> per mettere a tacere voci critiche.</p>
<p>E spesso il <strong>querelante</strong> ha maggiori risorse economiche e legali rispetto al <strong>querelato</strong>, creando una situazione di forte <strong>squilibrio</strong>.</p>
<p>E di conseguenza la minaccia di una causa, anche se infondata, può portare <strong>all&#8217;autocensura</strong> e alla <strong>rinuncia</strong> a denunciare fatti di interesse generale.</p>
<p><strong>Lo ribadiamo</strong>, in <strong>Italia</strong>, le SLAPPs sono sempre più <strong>diffuse</strong>, colpendo <strong>giornalisti</strong>, attivisti e difensori dei diritti umani. Le <strong>intimidazioni</strong> legali possono arrivare prima ancora della pubblicazione di un&#8217;inchiesta o di un&#8217;analisi, creando un clima di <strong>tensione, paura</strong> e autocensura.</p>
<p>Come è giusto che sia, le direttive anti-SLAPP mirano in primis a proteggere i <strong>media</strong>, insieme alle <strong>ONG</strong> e la società civile dalle azioni legali <strong>abusive</strong>.</p>
<p>Concludiamo stigmatizzando che le <strong>SLAPPs</strong> rappresentano una minaccia per la<strong> libertà di espressione</strong> e in Italia, come in altri Paesi del mondo, è importante adottare <strong>misure</strong> per <strong>proteggere</strong> le vittime e <strong>garantire</strong> che la giustizia sia <strong>equa</strong>, <strong>forte</strong>, aperta e disponibile per <strong>tutti</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Editor &amp; Journalist</em></strong></p>
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		<title>What about SLAPPs in the world? (I)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 18:01:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9800.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14619" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9800.jpg" alt="" width="639" height="335" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9800.jpg 639w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9800-70x37.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9800-572x300.jpg 572w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></a></p>
<p><strong>London</strong></p>
<p>We start this article, about <strong>SLAPPs</strong>, with <strong><em>Don Bates</em></strong>, USA university professor, writer, trainer, PR practitioner and journalist, living in New York City, he says: “In 1766, Sweden’s parliament approved the world’s first legislation supporting freedom of the press and public information. Twenty-five years later, the framers of the U.S. Constitution enshrined the same principle in the First Amendment: ‘Congress shall make no law…abridging the freedom of speech, or the press’. And yet, here we are still fighting to maintain that freedom as more recent forces of obscene power and money seek to control the world for the whim and wealth of the oligarchical few. In the U.S., often viewed as the epicenter of democratic freedom, despite its abominable history of chattel Black slavery and Native American genocide, Donald Trump wants to silence all journalists who disagree with his thinking and actions. No one in U.S. history has attacked the press as fiercely as he and his MAGA minions have and are doing. Journalists are fighting back, but they need far more help. The public must join with them. They must defend reporters when they are attacked. They must educate their children. They must write to legislators. They must write letters to the editors. They must speak up in public forums. Professionals in public relations, public affairs, advertising and marketing must organize activist groups, which make it easier for those interested to take positive action. We must defend the free press for the same reason it has always required defending, because without it, there is no serious human freedom. Without freedom, we become small and petty, disingenuous, and disconnected, imprisoned rather than liberated&#8221;.</p>
<p>We have to clarify that the word <strong>SLAPPs</strong> stands for ‘Strategic Lawsuit Against Public Participation’. In other words, they are legal actions, often without base, usually used to intimidate and stop critics, particularly those who speak out on public interest issues.</p>
<p>Really, the <strong>goal</strong> isn&#8217;t to win the case, but to drain the critic&#8217;s resources and discourage them from further participation.</p>
<p>The <strong>primary</strong> result is to discourage critics from speaking out by creating a chilling effect.</p>
<p><strong>SLAPPs</strong> are a threat to freedom of expression, particularly against journalists and democracy.</p>
<p>We want to focus again that examples of SLAPPs include lawsuits against journalists who are investigating corruption or human rights defenders who are speaking out against human rights abuses.</p>
<p>Current <strong>legal</strong> mechanisms to challenge SLAPPs are not fit for purpose and a new process is needed, new research says.</p>
<p>SLAPPs are also lawsuits that are used, by wealthy and powerful people, to prevent the publication of information that could be in the public interest, normally targeted at journalists.</p>
<p>Researchers from the <strong>University of Birmingham</strong> and the <strong>University of Leeds</strong>, have conducted the first study to examine the efficacy of policy and legislative responses to SLAPPs.</p>
<p>The research, which has been published in the Journal of Media Law, argues that the early disposal mechanism prescribed in the Economic Crime and Corporate Transparency Act 2023 is a ‘false dawn’ for tackling SLAPPs, and sets out an alternative model.</p>
<p><strong><em>Peter Coe</em></strong>, Associate <strong>Professor</strong> of Law at the University of Birmingham who led the study, said: “SLAPPs are abusive legal actions or threats brought by powerful parties to suppress criticism. They allow people to weaponise the law to exploit power and wealth inequalities between parties, ultimately inhibiting scrutiny and debate on matters of public interest. This can have damaging impacts on freedom of speech, freedom of the press, and the state of our democracy. It is imperative for the public good, that there are robust ways to challenge and dismiss SLAPPs, but current efforts aren’t fit for the job.”</p>
<p>En autre coté, en <strong>France</strong>, les SLAPPs sont des poursuites judiciaires utilisées pour faire taire ou intimider des individus (les journalistes, par example) ou des groupes qui participent à des débats publics, souvent sur des questions d&#8217;intérêt général. Ces poursuites sont qualifiées comme des ‘betizes’ car elles visent à étouffer la liberté d&#8217;expression en intimidant les défenseurs de l&#8217;intérêt public.</p>
<p>Face à cette menace, des mesures législatives et des mécanismes de défense sont mis en place pour contrer les SLAPPs. Ces mesures sont souvent regroupées sous le terme d&#8217;anti-SLAPPs.</p>
<p>Les motions anti-SLAPPs permettent aux personnes poursuivies de demander le rejet de l&#8217;affaire si elle est jugée abusive et visant à entraver la participation publique. <strong><em>(the article continues…)</em></strong></p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Editor &amp; Journalist</em></strong></p>
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		<title>Moon a film to be seen</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 15:07:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>London Moon, directed by Kurdwin Ayud is a story with a female perspective, where an Austrian trainer goes to Dubai to work with three teenage sisters, and pretty soon she realises they are trapped. The film is an amazing drama, a thriller and a small reportage about female conditions. Sarah, the main character is a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9820.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14616" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9820.jpg" alt="" width="682" height="434" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9820.jpg 682w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9820-70x45.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9820-471x300.jpg 471w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></a></p>
<p><strong>London</strong></p>
<p><strong><em>Moon</em></strong>, directed by <strong>Kurdwin Ayud</strong> is a story with a <strong>female</strong> perspective, where an Austrian trainer goes to Dubai to work with three teenage <strong>sisters</strong>, and pretty soon she realises they are <strong>trapped</strong>.</p>
<p>The film is an amazing <strong>drama</strong>, a <strong>thriller</strong> and a small reportage about <strong>female conditions.</strong></p>
<p><strong>Sarah</strong>, the main character is a martial arts <strong>fighter</strong> hired by a rich Jordanian <strong>to train</strong> his teenage sisters.</p>
<p>Moon <strong>is directed</strong> by Iraq born Austrian film-maker <strong>Kurdwin Ayub</strong>, her script inspired perhaps by Princess Haya, wife of Dubai’s ruler Sheikh Mohammed and half-sister of the Jordanian king, who fled to <strong>London</strong> in 2019.</p>
<p>She plays Sarah, an Austrian fighter whose <strong>career</strong> in the cage is over. The obvious next <strong>move</strong> is to become a trainer, but Sarah’s people skills aren’t really up to it: she’s blunt and <strong>hopeless</strong> at small talk.</p>
<p>Then comes the <strong>offer</strong> to work for wealthy Jordanian Abdul, training his sisters. First Sarah must sign an NDA: ‘Anything you see <strong>inside</strong> the house stays inside the <strong>house’</strong>. None of the girls seem interested in training, though one says she wants to learn self defence.</p>
<p>Moon is a <strong>great</strong> and strange film, it’s something <strong>original</strong> and attractive in the international film industry landscape.</p>
<p>The performance of <strong>Florentina Holzinger</strong> &amp; <strong>Andria Tayeh,</strong> non-professional actresses, is <strong>stunning</strong>.</p>
<p><strong>Mauro Pecchenino</strong></p>
<p><strong><em>Editor</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gabriele Fabbri e la passione per le auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 14:39:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[auto da corsa]]></category>
		<category><![CDATA[auto d’epoca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>                                                            La copertina del libro &#8211; Elaborazione EmmeGiGi  FlipMagazine questa volta legge per voi un libro realizzato in tiratura limitata, un prodotto per pochi, ‘La Quinta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9739.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14611" src="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9739.jpg" alt="" width="640" height="470" srcset="https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9739.jpg 640w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9739-70x51.jpg 70w, https://www.flipmagazine.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9739-409x300.jpg 409w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><em><strong>                                                            La copertina del libro &#8211; Elaborazione EmmeGiGi</strong></em></p>
<p><strong> </strong>FlipMagazine questa volta legge per voi un <strong>libro</strong> realizzato in tiratura <strong>limitata</strong>, un prodotto per pochi, <strong><em>‘La Quinta Piena’</em></strong>, scritto da <strong>Gabriele Fabbri,</strong> con il supporto grafico e l’editing di <strong>Teresio</strong> <strong>Troll</strong>.</p>
<p>Un libro che è lo specchio di una <strong>passione</strong> bruciante, piena, che da sempre riempie la vita <strong>dell’autore</strong>: la passione per le <strong>auto</strong> e i <strong>motori</strong>, per le corse sportive e la <strong>velocità</strong>.</p>
<p>Gabriele Fabbri, romagnolo, erede della famiglia di <strong>costruttori</strong> e albergatori che hanno dato vita al Grand Hotel Des Bains e Promenade di Riccione, ha studiato all’estero, ha fondato <strong>un’azienda</strong>, la Bullit, per la fabbrica di una linea di jeans, ha fatto a lungo l’albergatore, ma il <strong>motore</strong> vero della sua esistenza sono sempre state le <strong>auto</strong>.</p>
<p>Ha guidato, corso, <strong>gareggiato</strong>, con il nome di battaglia ‘The Shark’, ha conosciuto decine di <strong>campioni</strong> in Italia e all’estero e <strong>dedica</strong>, a questo proposto, il libro alla <strong>prima</strong> <strong>campionessa</strong> storica italiana, <strong>Maria Teresa Defilippis</strong>, che definisce ‘un’amica indimenticabile’.</p>
<p>Che dire del <strong>libro</strong>?</p>
<p>Per chi ama il mondo delle <strong>auto da competizione</strong> è molto interessante, invece per chi non è conquistato da quel mondo, rimane uno <strong>spaccato di vita</strong> e per i <strong>giovani</strong> è una guida ad una passione <strong>autentica</strong>, senza ‘se e ma’.</p>
<p>Fabbri sostiene che la <strong>vita</strong> è una <strong>corsa in auto</strong> e che quello che <strong>conta</strong> è andare sempre in <strong>quinta</strong> <strong>piena</strong>, fino all’ultima <strong>goccia</strong> di <strong>vita</strong>.</p>
<p>Un libro <strong>piacevole, scritto</strong> con buon<strong> ritmo, </strong>da leggere e da sfogliare, grazie anche ad una coinvolgente <strong>galleria fotografica.</strong></p>
<p>E poi, non dimentichiamolo, Gabriele Fabbri è anche un appassionato ed esigente <strong>collezionista</strong> di auto d’epoca e visitare questa collezione è sempre emozionante e coinvolgente.</p>
<p><strong>Alain Bataclan d’Onvers</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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