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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211</id><updated>2012-05-04T15:54:35.575-07:00</updated><category term="Revenge Records" /><category term="Stardom" /><category term="Icydawn" /><category term="OGM" /><category term="Cadabra" /><category term="Informazione musicale" /><category term="Danze Moderne" /><category term="Interviste" /><category term="SIAE" /><category term="Dischi" /><category term="Artisti" /><category term="Hiroshima Mon Amour" /><category term="Cineteca Meccanica" /><category term="News" /><title type="text">Fonoarte Blog</title><subtitle type="html">Musica e cultura</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>63</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/FonoarteBlog" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="fonoarteblog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4990983922682096590</id><published>2012-04-04T12:42:00.007-07:00</published><updated>2012-04-19T14:14:55.098-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  Ristampato “Osanna! L’Angelo sterminatore”, lo storico primo album dei Rivolta dell’odio</title><content type="html">&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Sometimes Records, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nuovo “colpaccio” della &lt;strong&gt;Sometimes Records&lt;/strong&gt;, l’etichetta romana di Antonio Olivieri, che dopo Starfuckers e Detonazione, ristampa un altro album storico del nostro passato underground. I Rivolta dell’odio, seminale band post-punk/hardcore, erano assenti dalle scene underground dalla seconda metà degli anni ’80 e adesso tornano con un doppio cd al cui interno possiamo trovare tutto il materiale pubblicato in quegli anni di fuoco. Un’opera che non può mancare nella discografia degli appassionati del genere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Roma, 02/04/2012&lt;/strong&gt; – L’etichetta indipendente romana Sometimes Records, già responsabile di importanti ristampe come Starfuckers e Detonazione, riporta alla luce una preziosa band degli anni ’80: i Rivolta dell’odio. Gruppo imprescindibile per la storia del nostro underground, in bilico tra new wave ed hardcore con testi anarchici ed anticlericali. L’alb&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ibjaw6ocQmA/T3yldFyJlfI/AAAAAAAAAgc/xURhnkrcLw4/s1600/copertinardodemotape.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5727634745295738354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ibjaw6ocQmA/T3yldFyJlfI/AAAAAAAAAgc/xURhnkrcLw4/s320/copertinardodemotape.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;um si compone di 27 pezzi divisi in due cd con all’interno tutto il materiale pubblicato dal gruppo e alcune rarità inedite: il primo cd contiene l’album “Osanna! L’Angelo sterminatore”, 33 giri pubblicato originariamente in vinile rosso nel 1986, insieme ad alcune rarissime tracce live recuperate degli archivi della band. Il secondo cd contiene le rarissime tracce della cassetta “La danza del sangue e del sole”, incisa nel 1983 e fatta circolare come demotape in edizione limitata, e una collezione completa dei primi singoli pubblicati tra il 1982 e il 1984, tutto rimasterizzato in digitale.&lt;br /&gt;“Quando abbiamo saputo che i Rivolta dell’odio avrebbero affidato a noi questa ristampa, ci siamo sentiti investiti di una grossa responsabilità” ha dichiarato Antonio Olivieri della Sometimes Records “quel gruppo aveva fatto la storia dell’underground italiano e il disco andava prodotto con il massimo impegno e la massima passione, per questo non ci siamo sentiti di escludere nessuna traccia e il disco è uscito doppio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’album “Osanna! L’Angelo sterminatore” dei Rivolta dell’odio è disponibile all’acquisto nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, CdUniverse, cdandlp, ecc…). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Rivolta-dellodio/200376239992425"&gt;Rivolta dell'odio su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4990983922682096590?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4990983922682096590" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4990983922682096590" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2012/04/news-ristampato-osanna-langelo.html" title="NEWS –  Ristampato “Osanna! L’Angelo sterminatore”, lo storico primo album dei Rivolta dell’odio" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Ibjaw6ocQmA/T3yldFyJlfI/AAAAAAAAAgc/xURhnkrcLw4/s72-c/copertinardodemotape.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-9054519769629954029</id><published>2012-04-01T02:31:00.005-07:00</published><updated>2012-04-01T02:54:37.885-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dischi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cineteca Meccanica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danze Moderne" /><title type="text">Dischi: CINETECA MECCANICA – Deviazioni</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il ritorno del punk elettronico.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine “punk elettronico” è stato coniato in Gran Bretagna nel lontano 1977 dalla celebre rivista &lt;em&gt;New Musical Express&lt;/em&gt; per catalogare un gruppo che, per l’epoca, era all’avanguardia nei suoni e nello stile. Con il punk una nuova stagione era nata, ma le cose cambiavano in fretta in quegli anni: uno strumento basilare per il rock come la chitarra elettrica stava per essere sostituito dal più tecnologico sintetizzatore, il punk sarebbe tramontato di lì a poco per cedere il passo alla new wave. Quel gruppo così avanti per il suo tempo, non ci crederete, era italiano e si chiamava &lt;strong&gt;Krisma&lt;/strong&gt;. Maurizio Arcieri e Christina Moser facevano nel 1977 quello che avrebbero fatto negli anni successivi Ultravox, The Human League e Gary Numan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso che i Cineteca Meccanica, italiani anch'essi, abbiano rispolverato quella tradizione e quel sound per il loro esordio discografico dal titolo “Deviazioni”, debitore sia dell’elettronica ancestrale dei Krisma che di certi esponenti storici della prima new wave elettronica internazionale come &lt;strong&gt;John Foxx&lt;/strong&gt; e i The Human League di “Reproduction”. C’è di più: i testi in italiano e le tematiche, uniti all’approccio punk delle composizioni, li avvicina ad un gruppo storico della splendida stagione del “rock italiano cantato in italiano”, i &lt;strong&gt;CCCP&lt;/strong&gt;. Il progetto Cineteca Meccanica nasce a Milano nel 2009, ma i suoi due componenti vantano una lunga carriera underground che affonda le radici negli anni ’80 e ’90: Davide De Santis ha militato nei Maschere, nei Der Blaue Reiter, negli U-bahn Enfants e nei &lt;strong&gt;2+2=5&lt;/strong&gt;, mentre Alessandro Ruberto ha avuto numerose esperienze, che vanno dagli Scunt ai Valis. “Deviazioni” si compone di 14 brani impetuosi di ruvida elettronica retrò: tra i tappeti sintetici e le ritmiche serrate, scaturiti dalle macchine di Alessandro Ruberto, si innestano i testi di Davide De Santis, graffianti, &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Fmp6ioG1bMI/T3gkXI5hFXI/AAAAAAAAAgQ/RhuwEZ72aY4/s1600/cover%2Bcineteca%2Bmeccanica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5726366906145903986" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Fmp6ioG1bMI/T3gkXI5hFXI/AAAAAAAAAgQ/RhuwEZ72aY4/s320/cover%2Bcineteca%2Bmeccanica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;suggestivi, mai banali, che sbocciano da esperienze interiori ma con uno sguardo alla società circostante. La Milano uggiosa e frenetica permea le parole, come già è successo in “Soviet della moda” degli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;: “Come è strano vedere Milano dall’alto delle guglie, non si vede la nebbia, non c’è più la nebbia, ci vorrebbe più nebbia” recita il brano “Continuo ad urlare”, mentre le influenze mitteleuropee trasudano da ogni poro di questo disco “Mi sono perso a Stoccolma tra i mercatini di Natale, ti ho visto girare l’angolo dietro Nollendorf Platz, a Berlino fa freddo, fa freddo al cuore, a Berlino si gela, Alexander Platz”. Eccellente disco questo “Deviazioni”, una elettrowave ben fatta e ottimamente arrangiata, un genere che però a noi piace chiamare punk elettronico, volutamente e sfacciatamente derivativo, la cui energia sprigionata sa andare oltre ogni catalogazione e rende inalterato il suo fascino oggi come ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Cineteca Meccanica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Deviazioni&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, elettronica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Deviazioni&lt;br /&gt;2- I tuoi pensieri&lt;br /&gt;3- Manifesto&lt;br /&gt;4- Gatto nero gatto bianco&lt;br /&gt;5- Il mio cuore sanguina&lt;br /&gt;6- Anime morte&lt;br /&gt;7- New York&lt;br /&gt;8- Junkie love&lt;br /&gt;9- Continuo ad urlare&lt;br /&gt;10- A sangue freddo&lt;br /&gt;11- Paris&lt;br /&gt;12- 16 gennaio&lt;br /&gt;13- Campo di battaglia&lt;br /&gt;14- Milano dorme…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Davide De Santis: voce&lt;br /&gt;Alessandro Ruberto: tastiere, programmazione elettronica&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cinetecameccanica.it/"&gt;Cineteca Meccanica - sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-9054519769629954029?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/9054519769629954029" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/9054519769629954029" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2012/04/dischi-cineteca-meccanica-deviazioni.html" title="Dischi: CINETECA MECCANICA – Deviazioni" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Fmp6ioG1bMI/T3gkXI5hFXI/AAAAAAAAAgQ/RhuwEZ72aY4/s72-c/cover%2Bcineteca%2Bmeccanica.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5039239548056921222</id><published>2012-03-31T13:45:00.010-07:00</published><updated>2012-04-01T01:59:56.439-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cadabra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Revenge Records" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Interviste" /><title type="text">Interviste: Cadabra</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Passato, presente… e futuro.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In Italia non mancano certamente bands di talento che operano fuori dai target commerciali, ma per loro è molto difficile trovare i meritati spazi. Pochi sopravvivono. Altri, testardamente, tirano dritto per la loro strada a costo di enormi sacrifici. Per anni ho seguito la storia dei &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;, ad ogni concerto mi avvicinavo al banchetto dei cd per scoprire se qualche etichetta discografica avesse loro accordato fiducia, ma nulla: i Cadabra continuavano a distribuire orgogliosamente le loro autoproduzioni ed a portare sul palco tutta la loro professionalità. Il genere? Una &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; rivisitata e corretta, adattata al nuovo millennio grazie a potenti iniezioni di &lt;strong&gt;elettronica&lt;/strong&gt; moderna. Non è un caso che la &lt;strong&gt;Revenge Records&lt;/strong&gt;, giovane etichetta indipendente attenta più alla qualità della proposta che non al lucro, li abbia messi in testa alle priorità, facendo dell’album “&lt;strong&gt;Past To Present&lt;/strong&gt;” la sua prima uscita del 2011. L’occasione è ghiotta per raggiungere il loro batterista &lt;strong&gt;Francesco Radicci&lt;/strong&gt; e scambiare quattro chiacchiere sul nuovo disco e sulle aspettative per il futuro. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mcLAoB9LkW0/T3dvTOBtZ_I/AAAAAAAAAfg/B9Tfq-y1NHo/s1600/Cadabra%2B2011%2Bsito4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5726167827198339058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 717px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-mcLAoB9LkW0/T3dvTOBtZ_I/AAAAAAAAAfg/B9Tfq-y1NHo/s320/Cadabra%2B2011%2Bsito4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Past To Present” raccoglie in un solo disco tutte le vostre autoproduzioni, eccetto “Sound Moquette”, alcuni brani tratti dal vostro album “Wave/Action” remixati e l’inedito “Heart”. Come è maturata la scaletta di questo disco? C’era bisogno di una raccolta di vecchio materiale per i Cadabra?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Penso proprio di sì, che ce ne fosse bisogno. Non è il classico album-raccolta di materiale trito e ritrito, ma un’occasione per pubblicare ufficialmente brani dai nostri primi cd autoprodotti. “Past to Present” legittima e valorizza la nostra produzione più datata e contemporaneamente dà la possibilità a chi non ci conosce di ascoltare il meglio dei Cadabra in un unico disco. Quanto alla scaletta, d’accordo con la Revenge Records, si è pensato di conservare un ordine cronologico: il cd quindi si apre con i pezzi di “Blood And Blades” del 2003 e si chiude con “Heart”, l’inedito realizzato nel 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per l’album “Wave/Action” avete reso il suono più ruvido e spigoloso rispetto alle due precedenti autoproduzioni “Blood And Blades” e “Love Boulevard”, le tastiere che vi avevano caratterizzato da sempre sono sparite. Il singolo “Heart”, pubblicato lo scorso autunno e che abbiamo ritrovato su “Past To Present”, recupera invece l’elettronica e rispolvera il sound dei primi lavori. Dove sta andando, a tuo avviso, il suono dei Cadabra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente non vedo grandissimi cambiamenti dai pr&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FrU3lnkb3o0/T3dvg0URSEI/AAAAAAAAAfs/nQfRA6yEues/s1600/Cadabra%2B2011%2Bfinale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5726168060815034434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-FrU3lnkb3o0/T3dvg0URSEI/AAAAAAAAAfs/nQfRA6yEues/s320/Cadabra%2B2011%2Bfinale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;imi lavori ad oggi. Piuttosto, credo che a differenziare il sound sia stato l’uso altalenante di synth e tastiere. Quando presenti, e nella misura in cui sono stati utilizzati, hanno finito per ammorbidire molto, poco o per niente, brani tutto sommato abbastanza simili. È forse la ragione per la quale “Wave/Action”, in cui la componente elettronica è nulla, risulta più crudo rispetto agli altri cd, per esempio rispetto a “Blood And Blades”, dove i synth sono più in evidenza. Infatti, se ridotte all’osso, non vedo grandi differenze tra una “Sleeping” e una “All Your Bodies”. In futuro non so. Siamo molto soddisfatti di “Heart” e vorremmo proseguire su quella scia, doverose variazioni permettendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La copertina di “Wave/Action”, spartana e in bianco e nero, sembra provenire direttamente dagli anni ’70, uno scatto sfocato di due bambine su una spiaggia, una grafica che mi ha fatto pensare, in qualche modo, ai The Cure di “Primary” e “Killing An Arab”. “Past To Present”, invece, sembra disegnata da Peter Saville: minimale e fortemente simbolica come le copertine dei New Order. Secondo te, The Cure e New Order possono essere considerati, nella grafica come nel sound, la vostra principale fonte d’ispirazione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ogni copertina ha una storia a sé. Quella di “Wave/Action” era strettamente legata ad una sorta di concept che, appunto, oltre alla copertina dell’album, riguardava il relativo servizio fotografico e il video di “Watching Me Change”. Per “Past To Present” ci siamo affidati ai grafici della Revenge Records. Desideravamo qualcosa di semplice, sobrio e consono ad un album-raccolta e così è stato. Più che di ispirazione, parlerei di gusti, però è anche vero che influenze e gusti spesso vanno di pari passo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come nasce una canzone dei Cadabra? C’è qualcuno di voi che ha le idee principali o tutto il processo creativo è condiviso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non esiste un unico modus operandi. A volte nascono da idee di Sebiano, che poi vengono sviluppate insieme, come nel caso di “Heart”. Altre volte accade il contrario, come per alcuni pezzi di “Wave/Action” tipo “Watching Me Change” e “Christabel”, nati da proposte mie e di Vincenzo. In generale Sebiano è quello che di noi passa più tempo sullo strumento, ma poi ci si confronta e si lavora assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quanto i Cadabra hanno un piede nel passato e uno nel presente, ossia quanto vi sentite ispirati dalle bands del rock attuale come Radiohead, Interpol o Editors rispetto a quelle della vecchia new wave?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dei tre l’unico che ascolta quei gruppi è Vincenzo. Io e Sebiano siamo più legati alla scena old school tradizionale, che inevitabilmente rappresenta il nostro background. Ad ogni modo in fase compositiva cerchiamo di svincolarci anche da quella puntando a qualcosa di più originale e attuale, ovviamente restando in ambiti new wave e dark-rock.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è, se esiste, l’identikit del fan tipico dei Cadabra? Vi seguono solo i nostalgici della new wave o riuscite a coinvolgere anche altre tipologie di ascoltatori? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente il nostro pubblico è composto per lo più da amanti di new wave e musica affine, tipo dark, goth, synth-pop. Però, fortunatamente, non ci siamo mai chiusi in cliché e nicchie blindate. Così come noi ascoltiamo indistintamente da Bowie ai Sisters Of Mercy, dai Joy Division ai Depeche Mode, anche la tipologia di gente che ci segue mi sembra abbastanza variegata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I Cadabra hanno suonato tantissimo dal vivo in passato, adesso sono sui palchi con l’Action/Tour: cosa è cambiato nella musica dal vivo in Italia negli ultimi dieci anni?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4DnCPFsP9k8/T3dv0Pd-94I/AAAAAAAAAf4/yTQsVE9oUoE/s1600/cadabra%2BLive.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5726168394521048962" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 261px; CURSOR: hand; HEIGHT: 183px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-4DnCPFsP9k8/T3dv0Pd-94I/AAAAAAAAAf4/yTQsVE9oUoE/s320/cadabra%2BLive.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Parecchio e forse in peggio. Sintetizzando direi che è aumentato il gap tra piccoli e grandi concerti. Una volta il panorama era più stratificato, oggi la divisione tra grandi e piccole produzioni è sempre più netta ed evidente. In questi dieci anni siamo cambiati anche noi e il nostro approccio all’attività live: un tempo facevamo anche 50-60 concerti all’anno, ma accettavamo di tutto ed eravamo in una fase in cui potevamo e dovevamo accettare di tutto. Oggi, alla quantità, preferiamo la qualità. Dopo centinaia di concerti, fisiologicamente e artisticamente, non possiamo prescindere da scelte di questo tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si parla tanto di crisi della musica, come vivono i Cadabra il loro essere musicisti, c’è più ottimismo o più pessimismo nel guardare al futuro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Guardiamo al futuro con consapevolezza di mezzi, luoghi e risultati. In più di dieci anni di attività siamo riusciti a fare quanto ci eravamo prefissati creandoci anche un prezioso seguito di pubblico. Sappiamo cosa significa vivere in Italia ed essere musicisti in un Paese come il nostro, quindi andiamo avanti per la nostra strada senza entusiasmarci o deprimerci eccessivamente. Cerchiamo di fare e raccogliere il massimo e, soprattutto negli ultimi tempi, non ci possiamo affatto lamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con il nuovo millennio è cambiato il modo di fruire la musica, i vinili erano già stati soppiantati dai compact disc negli anni ‘90, ora gli mp3 stanno soppiantando i compact disc e affollano iPod, cellulari e computers. I Cadabra da che parte si schierano? Supporto fisico o mp3?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Personalmente sono ancora legatissimo al supporto fisico, lo preferisco di gran lunga all’mp3. Oltretutto detesto scaricare i dischi. Quelli che mi piacciono, li compro. Da musicista ragiono in maniera più elastica e capisco che il nuovo mercato sia anche quello delle piattaforme digitali e soprattutto dell’ascolto free tramite YouTube, per cui vedo l’unico lato positivo, cioè che la musica oggi circola molto più facilmente. Se potessi scegliere, tornerei indietro a 30 anni fa. Non potendo, mi adeguo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo “Past To Present”, quale sarà la prossima mossa dei Cadabra?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Con le date di Milano, Cagliari e Roma, abbiamo da poco concluso un mini-tour promozionale, cominciato con l'uscita di "Wave/Action" e proseguito poi con la pu&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-94p8cMS4Tmc/T3dv6ZxpiFI/AAAAAAAAAgE/YOcI6vVeMjw/s1600/Francesco%2BRadicci%2BCadabra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5726168500367099986" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 275px; CURSOR: hand; HEIGHT: 276px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-94p8cMS4Tmc/T3dv6ZxpiFI/AAAAAAAAAgE/YOcI6vVeMjw/s320/Francesco%2BRadicci%2BCadabra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bblicazione di "Past to Present". Perciò adesso è ancora presto per decidere come muoverci nell'immediato futuro, oltretutto c'è sempre la promozione su stampa, web e radio che ci tiene costantemente impegnati e attivi. Al momento posso solo anticipare che nel 2012 uscirà una biografia della band. Si intitolerà "Cadabra, Un buco nell'underground" e ripercorrerà la nostra storia sin dalle origini, con racconti, ricordi, fatti, luoghi, persone e aneddoti di quasi 14 anni di attività. La sto curando io in prima persona. Il libro potrebbe interessare non solo i fans in quanto, per certi versi, si presenta come una sorta di romanzo che affonda la trama nell'underground darkwave italiano dell'ultimo trentennio. Potrei definirlo così: uno spaccato di vita underground che vede protagonista una band di provincia e che quindi, solo implicitamente, diventa biografia dei Cadabra. Tra non molto saremo in grado di fornire ulteriori dettagli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it-it.facebook.com/pages/Cadabra/54301377279"&gt;Cadabra su facebook&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5039239548056921222?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5039239548056921222" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5039239548056921222" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2012/03/interviste-cadabra.html" title="Interviste: Cadabra" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-mcLAoB9LkW0/T3dvTOBtZ_I/AAAAAAAAAfg/B9Tfq-y1NHo/s72-c/Cadabra%2B2011%2Bsito4.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1138850681815558375</id><published>2011-11-21T06:23:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T13:57:02.431-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Interviste" /><title type="text">Interviste: Aldo Chimenti</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Rockerilla contro il “mostro digitale”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Se non conoscete il nome &lt;strong&gt;Aldo Chimenti&lt;/strong&gt; evidentemente non avete mai avuto tra le mani Rockerilla. Se non avete mai avuto tra le mani Rockerilla significa che non avete mai letto uno dei principali music magazine italiani, apparso nelle edicole più di trenta anni fa a contendersi il pubblico degli appassionati di rock con Il Mucchio Selvaggio e Ciao 2001. La rivista era nata per abbracciare le nuove tendenze provenienti da oltremanica, in particolare il punk, la new wave e tutti i generi correlati, questo ne faceva la mia rivista preferita ed è sempre rimasta nel mio cuore. Aldo Chimenti scrive su Rockerilla dal 1985 e il suo campo prediletto è appunto quello della new wave e del rock oscuro. Lo abbiamo incontrato per scambiare quattro chiacchiere su di lui e sullo stato di salute dell’editoria musicale italiana.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s1600/rockerilla%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 676px; FLOAT: right; HEIGHT: 145px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677458054501495442" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s320/rockerilla%2B2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Come ti sei scoperto giornalista musicale? Qual è stato il tuo primo gruppo recensito e dove hai fatto pubblicare la tua prima recensione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Prima di rispondere alla tua domanda, devo premettere che la mia presenza nel mondo del giornalismo musicale non sussiste a titolo di attività professionale, ma per pura passione. Ho cominciato ad accarezzare il sogno di collaborare ad un rivista rock nei primi anni ottanta. All’epoca venni letteralmente travolto dai moti generazionali del punk e della new wave, con particolare riguardo ai gruppi emergenti della scena inglese ed americana, seguiti a ruota dall’ondata italiana di fenomeni di rottura quali The Great Complotto/Pordenone e le avanguardie che venivano a formarsi, di focolaio in focolaio, nelle nostre città, da Torino a Milano, Bologna, Firenze, ecc. Ne ho respirato la temperie a pieni polmoni e questo deve aver fatto da molla. I miei canali d’informazione risiedevano preferibilmente nelle fanzine e nei periodici della stampa specializzata d’oltremanica come New Musical Express, Melody&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vEpdoUZvcOM/TsphfTfTEwI/AAAAAAAAAe8/vwVT_FMDDdA/s1600/Rockerilla%2B-%2BThe%2BCure.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 289px; FLOAT: right; HEIGHT: 380px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677457470689317634" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-vEpdoUZvcOM/TsphfTfTEwI/AAAAAAAAAe8/vwVT_FMDDdA/s320/Rockerilla%2B-%2BThe%2BCure.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Maker, Sounds, The Face… Le testate nazionali da cui siamo passati un po’ tutti erano Ciao 2001, Il Mucchio Selvaggio, Buscadero, Musica ’80 e naturalmente Rockerilla. Tra le fanzine nostrane, ve n’erano alcune davvero formidabili, tra cui Amen, Free e Vinile. Peccato però che ebbero vita breve. Allora ero anche un assiduo lettore di &lt;strong&gt;Frigidaire&lt;/strong&gt;. Rockerilla divenne presto l’organo d’informazione più apprezzato in ambito di musica indipendente, un osservatorio particolarmente vigile e attento sugli accadimenti e gli sviluppi del nuovo corso, a cominciare dal punk, mantenuto a pieno regime grazie ad un team di collaboratori preparati e coinvolti. Una delle rubriche che amavo di più era quella dei singoli, 45 GIRI, curata da Beppe Badino, un bollettino sempre molto atteso perché sgominava le ultime istanze dell’underground internazionale dandone puntualmente conto. Seguivo con interesse anche gli articoli di &lt;strong&gt;Maurizio Bianchi&lt;/strong&gt;, che era stimolante leggere già solo per lo stile della sua incredibile penna, e &lt;strong&gt;Vittore Baroni&lt;/strong&gt;, gli esperti in materia di avanguardia e gruppi d’area postindustriale. Il caso volle che la mia prima recensione apparve proprio sulle pagine della rivista di Cairo Montenotte, mi pare sul numero di Aprile 1985, il disco in oggetto era “Night Time” dei &lt;strong&gt;Killing Joke&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ah! Complimenti… ma come sei arrivato a scrivere su Rockerilla?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Grazie alle mie frequentazioni nel negozio di dischi più gettonato di allora, Rock &amp;amp; Folk, dove ebbi l’opportunità di conoscere un noto collaboratore storico di Rockerilla che in quel negozio vi lavorava. Quando gli confidai che mi dilettavo a scrivere di musica, ma che nulla di mio era mai stato pubblicato, non solo mi incoraggiò a fare il grande passo, ma fu egli stesso a mettermi in contatto con i responsabili del giornale per decidere di una mia eventuale collaborazione. La recensione test che inviai in redazione venne accolta favorevolmente. Fu così che ebbe inizio la mia piccola avventura nel mondo dell’informazione musicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rockerilla è stata da sempre la mia rivista preferita perché era nata abbracciando le nuove tendenze musicali degli anni ’80, ho ancora impresse nella mente alcune copertine storiche come quelle con Cosey Fanni Tutti, Public Image Ltd, The Cure, DAF, Echo And The Bunnymen. Cosa significa oggi per Rockerilla essere ancora all’avanguardia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non è facile, soprattutto oggi, dovendo fare i conti con la forza egemone di internet. Se Rockerilla tiene duro nonostante i tempi sfavorevoli, è perché c’è ancora qualcuno che crede nell’importanza dell’editoria specializzata in forma cartacea. E anche perché Rockerilla può ancora contare sullo spirito di dedizione e la competenza di bravi critici musicali, oltre ovviamente al contributo fondamentale dei lettori che acquistano il mensile. Qualche tempo fa un amico mi disse che Rockerilla meriterebbe di essere elevato a status di bene culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sulle pagine della rivista ti occupi prevalentemente di new wave, gothic e rock oscuro in generale, generi nati sul finire degli anni ’70 insieme a Rockerilla. Chi incarna oggi, secondo te, lo spirito primigenio di quel movimento? I Joy Division hanno dei degni eredi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per trovare un erede degno dei Joy Division non bisogna cercare fra le nuove generazioni, ma nella vecchia guardia dell’after punk inglese ed in questo momento mi vengono in mente solo i &lt;strong&gt;Section 25&lt;/strong&gt;, il gruppo più amato da Ian Curtis. La cosa triste è che anche Lawrence Cassidy, membro fondatore e cantante dei Section 25, ci ha lasciato per sempre e a guidare il gruppo attualmente è il fratello Vincent con la figlia di Larry Bethany. Fra le nuove leve trovo interessanti gli &lt;strong&gt;Editors &lt;/strong&gt;più ancora che Interpol e White Lies, ma sono solo un pallido riflesso dell’eredità lasciata dal quartetto di Manchester. Secondo me, gli scozzesi Arab Strap, oggi purtroppo non più attivi, hanno incarnato più di altri lo spirito di cui parli, seppur in maniera assolutamente autoctona e contestualizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi ha ancora senso continuare a parlare di musica dark?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto dobbiamo metterci d’accordo su cosa intendiamo per dark, termine questo che ha creato un po’ di confusione. Se con questa etichetta si designa un sottogenere del punk e della new wave, allora il cerchio si chiude attorno ad una manciata di nomi in qualche modo legati alle prime vicende del Batcave, il club londinese dove si esibivano gli astri nascenti del gothic-rock. Fu lì che germogliò il seme del dark, dando origine ad una scuola cui, a torto o a ragione, furono assimilati, fra gli altri, Bauhaus, The Sisters Of Mercy, UK Decay, Virgin Prunes, Christian Death, Alien Sex Fiend, Play Dead, Cure, Siouxsie And The Banshees, The Danse Society, Dead Can Dance, Sex Gang Children, per arrivare alle generazioni dei Fields Of The Nephilim, Ausgang, Bone Orchard e quant’altro. Se ci pensi, tutto questo oggi è finito da un pezzo perché il dark, in origine fenomeno che aveva delle cose interessanti da dire, è andato esaurendosi nel giro di pochi anni. Un altro grande bluff del rock’n’roll? Le ultime sacche di resistenza della popolazione dark, italiana e/o straniera che sia, che oggi trova diritto di cittadinanza in altri domini musicali quali l’EBM e limitrofi, credo non siano altro che ombre che sopravvivono a se stesse.&lt;br /&gt;Negli anni ottanta c’era poi la pessima abitudine (ma forse &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-W8JHB2UkOAM/Tsphr9-MI4I/AAAAAAAAAfI/HuYayQLVvtA/s1600/Aldo%2BChimenti.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; FLOAT: right; HEIGHT: 338px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677457688251605890" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-W8JHB2UkOAM/Tsphr9-MI4I/AAAAAAAAAfI/HuYayQLVvtA/s320/Aldo%2BChimenti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;ancor oggi) di bollare come dark qualunque cosa suonasse un po’ più tenebrosa e crepuscolare del solito, facendo di questo termine un marchio inflazionato che finì per non significare più nulla. Rappresentare il lato oscuro dell’esistenza, raccontare la tragedia, vestirsi di nero, esplorare il mondo dell’occulto e cantare il declino della nostra epoca, che oscura è per definizione, non è prerogativa e variabile fissa di un solo genere o ambito musicale, ma è espressione di un sentire che qualunque sensibilità artistica è deputata a elaborare senza essere fatta oggetto di sterili cartelli. Ciò che fa differenza sono, come sempre, il talento e l’ispirazione. Il rock ha consegnato pagine indimenticabili su questo fronte tematico. Negli anni ‘60 band come HP Lovecraft consegnavano alla storia un paio di capolavori ispirandosi allo scrittore di novelle horror da cui hanno preso il nome, mentre gli Electric Prunes nel 1968 introducevano il canto gregoriano nella psichedelia. Senza poi parlare delle correnti neo-decadentiste e filoesoteriche del progressive e del kraut-rock settantino. Chi non ha cantato la notte e il mistero della vita in musica? Ma alla notte bisogna contrapporre la luce, la scintilla del poeta che fa emergere verità e forme di bellezza altrimenti inarrivabili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Veniamo a questioni più tecniche: il nuovo millennio ha coinciso con la crisi della musica, la fine dei supporti fisici e l’avvento degli mp3. Quale pensi sia la causa principale di questa crisi, solo una questione di supporto o più profondamente una crisi culturale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’ultima ipotesi è la più calzante, una crisi culturale da imputarsi sostanzialmente all’ascesa del mondialismo e della globalizzazione, frutto di una rivoluzione tecnologica che ha cambiato le regole del gioco, accorciando le distanze e cancellando le differenze, con un conseguente effetto di appiattimento deleterio. Non vorrei apparire antiquato, ma che razza di valore aggiunto ha portato l’avvento dei formati digitali nella musica? Temo nessuno, solo una banalizzazione del gesto creativo. Tutto dipende dalle aspettative che ognuno pone nei confronti della musica, se relegarla a semplice oggetto di consumo o se in essa si cerca quella scintilla di cui s’è detto sopra, un indizio d’arte illuminata e ricchezza di contenuti; se poi c’è una punta di originalità e magari un guizzo di stimolante follia, tanto meglio. Una bella prova d’autore non può essere svilita gettandola nel calderone indifferenziato della rete, ma onorarla nell’unico modo dovuto, vale a dire nel disco insieme a tutto ciò che lo correda e completa -cornice grafica, trascrizione dei testi, note di copertina…-, possibilmente nell’intramontabile formato vinile. E quindi godersi il rito dell’ascolto come un sogno, come momento magico cui dedicarsi con tutti i sensi e sentimenti. Altroché mp3 e cultura dell’usa e getta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nonostante la crisi della musica, Rockerilla e poche altre riviste cartacee specializzate sopravvivono ancora alle intemperie. Quali difficoltà bisogna affrontare per essere ancora nelle nostre edicole?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Proprio a causa dei moderni sistemi di comunicazione di massa e della situazione di cui abbiamo appena detto, curare e pubblicare una rivista seria in forma cartacea oggi è un’impresa piuttosto impegnativa che comporta dei costi difficilmente compensati dalle vendite. Per sopravvivere, una rivista tradizionale deve fare appello – altro aspetto doloroso – agli sponsor e alle pubblicità di settore. Ma oltre a questo, torno a dire, serve tanta determinazione e la voglia di crederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pensi che il futuro dell’editoria musicale sia sul WEB o che non si potrà mai prescindere dal formato cartaceo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chi può dirlo? Ormai siamo pronti a tutto. Forse arriveremo al punto in cui per produrre carta stampata si dovrà di nuovo ricorrere al ciclostile. Lo zoccolo duro dell’editoria classica contro i moloch dell’informazione digitale. La sfida è ancora aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’esplosione di internet ha portato alla nascita della fanzine online, la cosiddetta “webzine”, alcune di esse sono molto professionali, molte altre meno, spesso dalla vita effimera. Come pensi abbia cambiato il mondo della informazione musicale la nascita delle webzines? Da giornalista della carta stampata, come vivi queste trasformazioni nel mondo dell’informazione musicale?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Personalmente non amo molto le webzine. Questo non significa che non vi siano dei blog titolati dove attingere notizie o leggere interviste e recensioni di critici informati e competenti. Ma siamo sempre lì. Il web è una piattaforma troppo dispersiva, quando non approssimativa e confusionaria. Il pluralismo va bene, ma a tutto c’è un limite. Farsi bombardare la testa da mille opinioni diverse sullo stesso argomento francamente non credo sia molto utile. Meglio muoversi cautamente fra le maglie della ragnatela… E poi vuoi mettere il piacere tattile e visivo di sfogliare una bella rivista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Escluso Rockerilla, quali magazines musicali legge Aldo Chimenti? Dai mai una sfogliata alle riviste “rivali” come Il Mucchio Selvaggio, Blow Up e Rumore?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I giornali che citi li seguo tutti serenamente. Leggo spesso anche Ritual e Ascension Magazine. Quando riesco a recuperarli, non disdegno periodici stranieri come Uncut, Mojo, NME, Zillo… Ma ti confesso che rimpiango sempre di più le vecchie fanzine realizzate con pochi mezzi nello spirito del DIY e della ricerca appassionata. Forse è il caso di ripensarci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.rockerilla.com/"&gt;Rockerilla: sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/ROCKERILLA/97386151265"&gt;Rockerilla su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1138850681815558375?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1138850681815558375" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1138850681815558375" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/11/interviste-aldo-chimenti.html" title="Interviste: Aldo Chimenti" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-TqD_IghDMrg/TspiBSW98pI/AAAAAAAAAfU/tz8EMMwu2Vs/s72-c/rockerilla%2B2.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4954617462782929879</id><published>2011-11-06T14:38:00.000-08:00</published><updated>2011-11-06T15:52:16.087-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS - Bando di concorso DANZE MODERNE Vol. 2</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il ritorno del rock italiano cantato in italiano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Danze Moderne Vol. 1&lt;/strong&gt; è stata una compilation che ha lasciato il segno nella storia della musica indipendente italiana. In primo luogo perché ha sancito la nascita dell’etichetta omonima, secondo perché lo ha fatto con una proposta musicale di alto livello, dove gruppi conosciuti e meno conosciuti si sono trovati insieme in un abbraccio stretto per redigere un &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s1600/Danze_Moderne_2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; FLOAT: right; HEIGHT: 224px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672016930489450946" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s320/Danze_Moderne_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;“manifesto sonoro” nel quale il rock italiano cantato in italiano veniva messo in primo piano. Hanno creduto in questo progetto (P)itch, Santa Sangre, Amerigo Verardi, Hiroshima Mon Amour, HattoriHanzo, Soluzione, Lisa Kant &amp;amp; RedKitties e OGM, alcuni nomi di rilievo del panorama rock indipendente italiano ed alcune interessantissime realtà sotterranee, scelte dopo una dura selezione, gli uni accanto agli altri senza alcuno steccato, accomunati dalla sola qualità della proposta musicale, unico metro di giudizio nell’assemblare la raccolta. Un vero e proprio album piuttosto che un’arida sequenza di canzoni, in cui gli otto artisti hanno proposto due brani inediti a testa, brani registrati esclusivamente per questo progetto. Insomma, una compilation come poche altre sono state capaci di essere nella storia del rock italiano, un disco che è diventato presto un oggetto prezioso da possedere, ascoltare e conservare gelosamente.&lt;br /&gt;L’etichetta discografica indipendente Danze Moderne e l’associazione culturale Fonoarte sono quindi pronte per ripetere la fortunata esperienza e aprono il bando di concorso per &lt;strong&gt;Danze Moderne Vol. 2&lt;/strong&gt;. Anche qui, come per il primo volume, otto saranno i gruppi selezionati che compariranno sul disco, con due brani inediti a testa, rigorosamente cantati in italiano. Ma per questo volume c’è una marcia in più: ad uno dei gruppi partecipanti verrà offerto un contratto discografico/editoriale per la stampa di un album con l'etichetta Danze Moderne, un’ulteriore occasione per avere una visibilità importante nel mondo del rock indipendente italiano.&lt;br /&gt;Il bando scade il &lt;strong&gt;30/06/2012&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/Pages/danzemoderneconcorso.html"&gt;Leggi il bando&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4954617462782929879?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4954617462782929879" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4954617462782929879" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/11/bando-di-concorso-danze-moderne-vol-2.html" title="NEWS - Bando di concorso DANZE MODERNE Vol. 2" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-bPjwa4ajLeU/TrcNWL3TQcI/AAAAAAAAAeA/WjwirKEyqQA/s72-c/Danze_Moderne_2.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-7958416157353805473</id><published>2011-10-12T01:48:00.003-07:00</published><updated>2012-04-01T02:24:45.466-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS – “Osanna! L’angelo sterminatore”: in arrivo la ristampa dei Rivolta dell’odio</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Accolta con euforia la notizia del ritorno del seminale gruppo anconetano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata accolta con euforia dagli appassionati di musica underground la notizia della ristampa di “&lt;strong&gt;Osanna! L’angelo sterminatore&lt;/strong&gt;”, primo e unico album all’attivo dei &lt;strong&gt;Rivolta dell’odio&lt;/strong&gt;, storica band post-punk hardcore degli anni ’80, caratterizzata da testi a&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s1600/RDO%2Bfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662525685872306178" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 164px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s320/RDO%2Bfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;narchici ed anticlericali. A renderlo noto l’etichetta indipendente &lt;strong&gt;Sometimes Records&lt;/strong&gt;, già responsabile di importanti ristampe quali Starfuckers e Detonazione. Essa non è stata avara di dettagli a riguardo: non sarà una semplice ristampa del LP originale, ma una raccolta su doppio cd di tutto il materiale licenziato dal gruppo nel corso degli anni ’80. Nel primo disco ci sarà “Osanna! L’angelo sterminatore”, 33 giri pubblicato originariamente in vinile rosso nel 1986, insieme ad alcune rarissime tracce live recuperate degli archivi della band, ma è il secondo disco a riservare le maggiori sorprese, infatti conterrà le rarissime tracce della cassetta “&lt;strong&gt;La danza del sangue e del sole&lt;/strong&gt;”, incisa nel 1983 e fatta circolare come demotape in pochissime copie, e una collezione completa dei primi singoli pubblicati tra il 1982 e il 1984, tutto rimasterizzato in digitale. La pubblicazione del doppio cd è prevista per la primavera del 2012.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivolta_dell%27odio"&gt;Rivolta dell’odio su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;Danze Moderne, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/jkzHrpgf8tI" frameborder="0" width="560" height="315"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-7958416157353805473?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7958416157353805473" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/7958416157353805473" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/news-osanna-langelo-sterminatore-in.html" title="NEWS – “Osanna! L’angelo sterminatore”: in arrivo la ristampa dei Rivolta dell’odio" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-1ok7JdiJouU/TpVVHCXxqAI/AAAAAAAAAdU/zrX7k1hp4w8/s72-c/RDO%2Bfoto.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4879091309028905965</id><published>2011-10-05T06:47:00.000-07:00</published><updated>2011-10-25T08:30:09.223-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  I Cineteca Meccanica pubblicano “Deviazioni”, il loro primo cd album</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta indipendente Danze Moderne, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Limitativo parlare di “revival” new wave anni ’80 per un progetto musicale come quello dei &lt;strong&gt;Cineteca Meccanica&lt;/strong&gt;. Intanto perché i suoi componenti, personaggi di spicco dell’underground milanese, provengono da importanti esperienze musicali che affondano le radici proprio in quegli anni cruciali, secondo perché affrontano il mercato con un album dotato di una sensibilità tutta moderna, soprattutto nei testi di Davide De Santis, carichi delle tensioni e dei conflitti dell’uomo d’oggi. I Cineteca Meccanica si candidano come esponenti di spicco della nuova ondata new wave di casa nostra, ribattezzata Neo Wave, che ha preso piede nel nuovo millennio e che questa volta ha come suo baricentro Milano, dove gli &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Stardom"&gt;Stardom&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/search/label/Stardom"&gt;Soviet della moda&lt;/a&gt; ne hanno scritto il manifesto.&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Milano, 03/10/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “&lt;strong&gt;Deviazioni&lt;/strong&gt;”, primo album ufficiale per i Cineteca Meccanica, band elettrowave nata a Milano nel 2009 per mano di &lt;strong&gt;Davide De Santis&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandro Ruberto&lt;/strong&gt;, due veterani della scena underground meneghina avendo militato in numerosi progetti musicali degli ultimi due decenni (U-bahn Enfants, 2+2=5, Scunt, Valis). Il disco ripercorre le strade tracciate negli anni ’80 da quella che è stata considerata la scena new wave italiana per eccellenza (CCCP, Diaframma, Neon, Krisma) unita alle sonorità elettroniche d’oltremanica di artisti come John Foxx, Gary Numan e Ultravox. L’album raccoglie una selezione di quattordici brani composti nel primo anno di vita dell’ensemble, dove i tappeti di tastiera e le pulsanti ritmiche elettroniche di Alessandro Ruberto accompagnano la voce di Davide De Santis, uno dei più apprezzati scrittori di testi della scena sotterranea contemporanea.&lt;br /&gt;“Sebbene i Cineteca Meccanica esistano da soli due anni, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s1600/Cineteca_Meccanica_foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660005214664697922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s320/Cineteca_Meccanica_foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Deviazioni è un lavoro maturo, frutto di tanti anni di esperienza underground dei singoli componenti” ha dichiarato Davide De Santis, vocalist e portavoce della band, “abbiamo avuto molti riconoscimenti per i miei testi, ma è indubbio che anche le melodie e le ritmiche di Alessandro hanno fatto presa sugli ascoltatori. Sicuramente un progetto destinato a proseguire e a crescere nella sua ricerca sonora”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’album in cd “Deviazioni” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 3 ottobre 2011 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/Pages/gruppi/cineteca.html"&gt;Cineteca Meccanica su Danze moderne&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4879091309028905965?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4879091309028905965" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4879091309028905965" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/news-i-cineteca-meccanica-pubblicano.html" title="NEWS –  I Cineteca Meccanica pubblicano “Deviazioni”, il loro primo cd album" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-0es5yzpB-_U/ToxgwTbyqEI/AAAAAAAAAdM/QBeAJapjzc4/s72-c/Cineteca_Meccanica_foto.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4839147313670534969</id><published>2011-10-03T14:11:00.000-07:00</published><updated>2011-10-03T15:02:51.059-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dischi" /><title type="text">Dischi: (MU)SiCk Project – Atelier</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il laboratorio della musica.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Musicista eclettico &lt;strong&gt;Massimo Di Gaetano&lt;/strong&gt;: diplomato in chitarra classica, metallaro D.O.C. (attualmente in forza ai &lt;strong&gt;Carpenteria Metallica&lt;/strong&gt;, tribute band ufficiale dei Metallica in Italia), chitarrista nella new wave band &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt; dal 2004 al 2006, infaticabile sperimentatore. È questa sua ultima attitudine che lo ha portato a mettere in piedi il progetto (MU)SiCk Project insieme ad &lt;strong&gt;Alessandro Scenna&lt;/strong&gt;, batterista e percussionista sopraffino, capace di percuotere tutto ciò che è percuotibile. Nelle note di presentazione del gruppo, essi scrivono: “Il progetto (MU)SiCk Project focalizza l’attenzione sul ‘&lt;strong&gt;suono&lt;/strong&gt;’ nell’accezione più ampia del termine, a tal punto che, rubando un’espressione del compositore Mauricio Kagel, sarebbe più corretto parlare di ‘vita acustica’, in quanto viene conferita pari dignità anche al silenzio ed al rumore, elementi spesso sottovalutati.”. Quindi i nostri eroi, armati di chitarra classica, percussioni ed altri oggetti, assemblano un lavoro di musica d’avanguardia, sia improvvisata che scritta, dove l’esplorazione del suono assume un ruolo focale. Dalla sei corde acustica e dagli oggetti più disparati, escono suoni particolarissimi che si rincorrono e si intersecano, raccontando gli ambienti e i movimenti &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s1600/copertina%2Batelier.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659377583138350130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 223px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s320/copertina%2Batelier.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;del pianeta terra attraverso suggestioni create dalle informazioni che giungono al nostro apparato uditivo. Ci sono i suoni asciutti ma anche gli echi e i riverberi, che non sono mai il frutto di un artificio di studio, ma di tecnica sullo strumento, a confermare l’abilità indiscussa dei due musicisti di Teramo. Il disco si compone di quattordici titoli, di cui undici inediti e tre riarrangiamenti di autori quali John Cage, Bruno Maderna e Egberto Gismonti. Il titolo è “Atelier”, ad omaggiare la sala dove è stato registrato l’album, ex laboratorio pittorico ora divenuto parte degli StratoStudios (TE) del fonico &lt;strong&gt;Ivan D’Antonio&lt;/strong&gt;. Lo stesso Ivan D’Antonio compare nei credits in un paio di brani, dove suona la kalimba e la chitarra hawaiana, sua specialità. Un disco inusuale, sicuramente non per tutti i palati, ma un vanto per la musica creativa del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;(MU)SiCk Project&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Atelier&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: StratoStudios&lt;br /&gt;Stile: acustico, sperimentale, concreta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1- Sandpaper&lt;br /&gt;2- Zahir&lt;br /&gt;3- Architetture&lt;br /&gt;4- Dream&lt;br /&gt;5- Shanghai 10&lt;br /&gt;6- One For André Breton&lt;br /&gt;7- A Vela Ru Mari&lt;br /&gt;8- Collage&lt;br /&gt;9- Agua E Vinho&lt;br /&gt;10- Japanese Garden&lt;br /&gt;11- Frames&lt;br /&gt;12- Serenata Per Un Satellite&lt;br /&gt;13- Mirror&lt;br /&gt;14- The Sushi Cooker&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Massimo Di Gaetano – chitarra acustica&lt;br /&gt;Alessandro Scenna – batteria, percussioni, cymbals, bells, oggetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://musickproject.blogspot.com/"&gt;(MU)SiCk Project blog ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4839147313670534969?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4839147313670534969" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4839147313670534969" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/10/dischi-musick-project-atelier.html" title="Dischi: (MU)SiCk Project – Atelier" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-7-Mp-y9I6M4/Tool7VzFJDI/AAAAAAAAAdE/8qUeJ-wxqQY/s72-c/copertina%2Batelier.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8539475403728830117</id><published>2011-09-03T05:49:00.000-07:00</published><updated>2011-09-03T06:00:16.694-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dischi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cadabra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Revenge Records" /><title type="text">Dischi: CADABRA – Past To Present</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Substance.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;C’era bisogno di questo disco dei &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;. Past To Present è una raccolta su cd che mette insieme gli EP autoprodotti che hanno caratterizzato la fase più epica della loro carriera (Blood And Blades e Love Boulevard), oramai introvabili sul mercato, insieme ad alcuni brani tratti dall’album Wave/Action, completamente remixati, e al singolo Heart, uscito ad ottobre dello scorso anno solo in formato digitale. C’era bisogno di questo disco perché alcune perle della discografia Cadabra contenute nei due EP, come &lt;strong&gt;Sleeping&lt;/strong&gt;, Love Boulevard o Blood And Blades, rischiavano di non avere più una forma fisica e di poter essere ascoltate solo in streaming su qualche web radio o sui più famosi social network (MySpace, facebook). C’era bisogno di questo disco perché i fans che erano rimasti spiazzati da un album come &lt;strong&gt;Wave/Action&lt;/strong&gt;, dove spariva l’elettronica che da sempre aveva caratterizzato il loro sound a favore di ruvide chitarre, trovano qui quattro brani ripescati da quel disco, &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s1600/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648115230366133986" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s320/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rielaborati e rinvigoriti, il cui suono è stato reso cristallino dal nuovo mixaggio in modo da avvicinarsi al classico “sound Cadabra” senza rinunciare all’essenzialità del combo basso/chitarra/batteria. C’era bisogno di questo disco perché i Cadabra, sicuramente uno dei migliori e più attivi gruppi new wave italiani, dopo tredici anni di carriera avevano la necessità di mettere un punto fermo su quanto fatto, prima di gettare le basi per nuovi progetti, con tutto il loro bagaglio di esperienza, mestiere e creatività. Un futuro che io vedo fulgido se ne è l’anteprima la splendida &lt;strong&gt;Heart&lt;/strong&gt;: un brano appassionato, coinvolgente, tecnicamente impeccabile, perfetto nel suo equilibrio tra acustica ed elettronica, che esalta le capacità dei nostri e che avrebbe scalato le classifiche internazionali in mano ad un qualsiasi gruppo d’oltremanica.
&lt;br /&gt;Ed è quindi con fiducia che attendiamo un eventuale prossimo album… godendoci nel frattempo le maraviglie di questo Past To Present.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;
&lt;br /&gt;Titolo: Past To Present
&lt;br /&gt;Formato: cd album
&lt;br /&gt;Anno: 2011
&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge Records
&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Tracklist:
&lt;br /&gt;1- Blood And Blades
&lt;br /&gt;2- Morning Star
&lt;br /&gt;3- Sleeping
&lt;br /&gt;4- Time Rio
&lt;br /&gt;5- A Strange Kind Of Fashion
&lt;br /&gt;6- Love Boulevard
&lt;br /&gt;7- The Muse Of Despair
&lt;br /&gt;8- Echo
&lt;br /&gt;9- Watching Me Change
&lt;br /&gt;10- All Your Bodies
&lt;br /&gt;11- Other Side
&lt;br /&gt;12- Christabel
&lt;br /&gt;13- Heart
&lt;br /&gt;14- Love Boulevard (Loveless Mix)
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Formazione:
&lt;br /&gt;Sebiano Cuscito: voce, chitarra, tastiere
&lt;br /&gt;Francesco Radicci: batteria
&lt;br /&gt;Vincenzo Romano: basso
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:
&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra, sito ufficiale&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Cadabra/54301377279?ref=ts"&gt;Cadabra su facebook
&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8539475403728830117?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8539475403728830117" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8539475403728830117" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/09/dischi-cadabra-past-to-present.html" title="Dischi: CADABRA – Past To Present" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-JzQ9wanMPzY/TmIi4IRybuI/AAAAAAAAAcE/eTj6e0rc0e4/s72-c/Cadabra%2B-%2BPTP.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-919367650316785815</id><published>2011-08-31T15:07:00.000-07:00</published><updated>2011-09-08T03:23:50.383-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  I Cineteca Meccanica esordiranno in autunno con il loro primo album</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Si intitolerà “Deviazioni” e sarà presentato il 15 ottobre al Ligera di Milano.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Cineteca Meccanica, ultima creatura musicale prodotta dall’etichetta indipendente &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt;, annunciano la pubblicazione del primo album “Deviazioni” per il 3 ottobre 2011. Il gruppo elettrowave milanese, fondato da &lt;strong&gt;Davide De Santis&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandro Ruberto&lt;/strong&gt;, presenterà il disco al Ligera di Milano sabato 15 ottobre, in un concerto dal vivo dove saranno accompagnati sul palco dagli &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;, reduci anche loro da un esordio discografico con Danze Moderne (l’album “&lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2010/11/dischi-stardom-soviet-della-moda.html"&gt;Soviet della moda&lt;/a&gt;”) e da un brillante live tour nazionale. I due gruppi si esibiranno a partire dalle ore 22:00 in un intenso spettacolo di “rock italiano cantato in italiano”, rispolverando la gloriosa epopea della new wave anni ’80 che fu di Diaframma, Litfiba e CCCP.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s1600/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647146951226806354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 668px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s320/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ligera.it/"&gt;Cineteca Meccanica, facebook&lt;br /&gt;Stardom, sito ufficiale&lt;br /&gt;Ligera, sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-919367650316785815?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/919367650316785815" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/919367650316785815" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/news-i-cineteca-meccanica-esordiranno.html" title="NEWS –  I Cineteca Meccanica esordiranno in autunno con il loro primo album" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-8j0tKVJkYaI/Tl6yO3ZN0FI/AAAAAAAAAb8/9XnafUyHEmI/s72-c/cineteca%2Bmeccanica%2Bpromo.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8744554789128721806</id><published>2011-08-06T13:47:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T15:57:25.590-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione musicale" /><title type="text">Le copertine dei dischi, un’arte in via d’estinzione</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;L’avvento della musica digitale ha chiuso definitivamente l’epoca d’oro delle cover art.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“La copertina di un disco viene prima della musica”. Queste furono le parole che mi disse l’allora discografico del mio gruppo quando mi presentai a lui con il master finale del nostro primo album. Restai sbalordito da tale dichiarazione, io fino a quel momento avevo pensato solo alla musica. Mi aveva chiesto quali idee avessimo per la copertina e io gli avevo risposto che non ne avevamo nessuna. Allora mi spiegò che, prima ancora di mettere un disco sul piatto (ma nella sua mente forse c’era anche “prima di comprarlo”), un ascoltatore osserva la copertina, ne resta suggestionato e già da lì deve capire quale musica andrà ad ascoltare. Quindi, in una semplice sequenza te&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s1600/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861298164143346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 248px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s320/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mporale, la copertina di un disco viene prima della musica. Col senno di poi, parole sante! Bei tempi quelli: la copertina era una parte importante della cultura musicale, c’erano ancora gli LP in vinile e le grafiche erano dei veri e propri quadri, che potevano essere appesi ad un muro. L’artwork (o cover art) ha reso celebri alcuni dischi tanto quanto la musica che contenevano. Sicuramente un mezzo per incentivare la vendita, ma soprattutto un’espressione dell’intenzione dell’artista. Le copertine semplici o apribili, con inserti artistici, con dentro il foglio dei testi e le fotografie del musicista, hanno fatto diventare l’album discografico un’attraente opera d’arte. Sono stati usati fogli di giornale, cartone grezzo, box metallici, ologrammi, copertine forate, copertine poster, chiusure lampo… sono state inserite nel package fotografie, cartoline, gadgets, spille, poster. Insomma, la fantasia ha avuto in questo campo un ampio sfogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio, negli anni ’20, i primi album in vinile a 78 giri venivano inseriti in fogli di carta per poter essere protetti da urti e polvere, un foro centrale permetteva di leggere l’etichetta con l’autore e i titoli dei brani. In seguito questi fogli di carta vennero sostituiti da cartoncino per permettere al disco di reggersi in piedi, visto che, impilati l’uno sull’altro in orizzontale, rischiavano di rompersi. Nel 1938 ci fu la svolta: &lt;strong&gt;Alex Steinweiss&lt;/strong&gt;, art director della Columbia, decise di cambiare le copertine di cartoncino marrone, us&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2afwxgc59Xk/Tj21R3G_gzI/AAAAAAAAAac/qHB9hnrNULE/s1600/david%2Bbowie%2Bdiamond%2Bdogs.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861626993410866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 249px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-2afwxgc59Xk/Tj21R3G_gzI/AAAAAAAAAac/qHB9hnrNULE/s320/david%2Bbowie%2Bdiamond%2Bdogs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ate fino ad allora, con opere colorate che rendessero l’idea della musica che era contenuta nel vinile. Fu un successo enorme, il nuovo packaging e le illustrazioni rilanciarono l’industria musicale e le vendite aumentarono con percentuali dell’800%. Da quel momento in poi fotografi, pittori, filosofi e graphic desingners si sono cimentati nella realizzazione della copertina più affascinante, accattivante, interessante, che esprimesse appieno con le immagini e i colori quello che il musicista esprimeva attraverso le note. Negli anni ’60 e ‘70 le copertine ebbero un’esplosione di forme e di colori, si usarono i materiali e gli oggetti più diversi, ma anche le sagome, in alcuni casi, subirono delle variazioni: tonde, triangolari, doppie, triple. Negli anni a seguire addirittura il vinile stesso è stato colorato, reso trasparente e infine disegnato (i meravigliosi picture disc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, negli anni ’80, è arrivato il &lt;strong&gt;compact disc&lt;/strong&gt; e c’è stata una piccola rivoluzione dell’artwork: la superficie dedicata all’immagine di copertina venne a ridursi notevolmente, ponendo ai grafici delle nuove sfide. Il libretto, quadrato anch’esso e di dimensioni di circa un terzo dell’LP, era contenuto nel famigerato “&lt;em&gt;jewel box&lt;/em&gt;” in plexiglas, fragilissimo e solito andare in pezzi alla minima caduta nella parte più delicata, la cerniera. Alcune ristampe fatte da LP a cd non hanno superato brillantemente il test della “riduzione”, come ad esempio i&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FVfkNJcluQ8/Tj21g9znV7I/AAAAAAAAAak/UzNrCw6L2a4/s1600/Public%2BImage%2BLtd%2BMetal%2BBox.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637861886489221042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-FVfkNJcluQ8/Tj21g9znV7I/AAAAAAAAAak/UzNrCw6L2a4/s320/Public%2BImage%2BLtd%2BMetal%2BBox.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XuNioPk21nY/TibnIVR57fI/AAAAAAAAAE0/yn1ZU6HekBk/s1600/sgt-pepper%252B%2525281%252529.jpg"&gt;Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band&lt;/a&gt; dei &lt;strong&gt;Beatles&lt;/strong&gt;, con i personaggi alle spalle del gruppo miniaturizzati, o in &lt;a href="http://www.technodisco.net/img/tracks/j/john-foxx/814401-john-foxx-the-garden.jpg"&gt;The Garden &lt;/a&gt;di &lt;strong&gt;John Foxx&lt;/strong&gt;, dove l’artista, rimpicciolito, sparisce tra gli alberi. Ma nelle nuove produzioni si è per forza dovuto tener conto di questo fattore e in alcuni casi i risultati sono stati brillanti, come in &lt;a href="http://images.uulyrics.com/cover/s/sade/album-love-deluxe.jpg"&gt;Love Deluxe&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;Sade&lt;/strong&gt; o &lt;a href="http://www.miomusik.com/manu_dibango/wakafrika_CD_large.jpg"&gt;Wakafrika&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;Manu Dibango&lt;/strong&gt;. Anche qui tante sono state le soluzioni artistiche, specie per quanto riguarda il libretto, dai semplici due foglietti a veri e propri tomi di diverse pagine legate da due puntine o piegate su se stesse “a fisarmonica” tre, quattro o più volte. Certo, l’avvento del cd resta un brutto colpo per gli estimatori del vinile e, soprattutto, delle grandi copertine cartonate, quelle opere che in molti casi avrebbero meritato di essere appese ad un muro come quadri, ma questo era nulla in confronto a quello che sarebbe accaduto nel nuovo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avvento della musica digitale, degli &lt;strong&gt;mp3&lt;/strong&gt;, ha di fatto ucciso l’artwork degli album musicali. Le canzoni hanno iniziato a correre sul web da un PC all’altro in forma di files compressi. Se i puristi del suono ritenevano che il passaggio dal vinile al compact disc avesse penalizzato la qualità dell’audio, generando delle polemiche tra i due schieramenti, con l’mp3 la qualità ha subito senza ombra di dubbio un drastico crollo. Ma è soprattutto la copertina, insieme a tutto il supporto fisico, ad essere stata sacrificata al dio progresso. Molti album oggi giacciono sugli hard disc dei computers in anonime cartelle e privi dell’immagine grafica con cui l’artista aveva voluto comunicare all’ascoltatore il suo universo. Il noto grafico inglese &lt;strong&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Saville_(designer)"&gt;Peter Saville&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, autore di storiche copertine per gruppi come Joy Division, New Order, Ultravox, OMD… qualche anno fa denunciava sulle pagine dell’&lt;em&gt;Independent On Sunday&lt;/em&gt; che l’immissione sul mercato di mp3 players aveva definitivamente ucciso “l’arte di produrre copertine dei dischi”. L’ex designer della Factory affermava in quell’articolo: ”Un tempo le copertine dei dischi rappresentavano una finestra su un mondo parallelo, mentre oggi il mercato discografico le ha rese obsolete tramite la produzione di supporti praticamente inesistenti. Se la lo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iR2r3JL5OeA/Tj21t0A2k3I/AAAAAAAAAas/wCtl79cWbtA/s1600/Joy%2BDivision%2BCloser.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637862107198690162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 252px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-iR2r3JL5OeA/Tj21t0A2k3I/AAAAAAAAAas/wCtl79cWbtA/s320/Joy%2BDivision%2BCloser.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ro funzione non verrà recuperata, ci troveremo con l’aver perso una parte fondamentale del mondo musicale”. L’appello, al momento, sembra caduto nel vuoto. Per i giovani d’oggi la musica è una collezione di file mp3 ben organizzata sul PC, magari scaricata illegalmente con eMule, completa di scansione in formato jpg di fronte, retro, interno e immagine sul disco dell’originale supporto cd. Per chi trova un album mp3 senza la copertina, sono nati appositi siti web come &lt;strong&gt;All Cd Covers&lt;/strong&gt;, gestito direttamente dalla sua community. Qui gli utenti caricano le copertine di cui dispongono, gli altri le votano garantendo così una sorta di “controllo qualità” che premia i files con una risoluzione più elevata. &lt;strong&gt;Album Art Search&lt;/strong&gt;, invece, si è auto-proclamato come “il più grande archivio di cover del mondo“ ed al suo interno è possibile trovare, oltre alle copertine, anche torrent, trailer e sottotitoli relativi ai termini di ricerca inseriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dunque lontani i tempi in cui si poggiava il vinile sul piatto e, mentre la musica fluiva, ci godevamo le immagini della grafica di copertina e leggevamo i testi delle canzoni, completamente immersi in quel mondo fantastico. Oggi la rivoluzione digitale, positiva o negativa la si voglia giudicare, ha obiettivamente penalizzato l’arte dell’immagine legata alla musica, riportandoci negli anni ’20 e ‘30, ai 78 giri avvolti in anonimi fogli di carta. Ad una sovrabbondanza di materiale a disposizione a seguito di questa “democratizzazione” della musica, non ha corrisposto una maggiore e approfondita analisi dell’album discografico, sia nelle sue parti musicali, sia nelle sue parti grafiche, contribuendo ad innescare quella crisi che attanaglia il settore dai primi anni del nuovo millennio. Non so quale sarà la prossima rivoluzione nel mondo della musica, ma qualsiasi essa sarà, spero darà di nuovo spazio all’arte delle immagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://inspiredology.com/99-best-designed-album-covers/"&gt;Le copertine più belle della storia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stevecarter.com/albumcovers.htm"&gt;Le copertine più brutte della storia&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8744554789128721806?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8744554789128721806" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8744554789128721806" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/le-copertine-dei-dischi-unarte-in-via.html" title="Le copertine dei dischi, un’arte in via d’estinzione" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-pG-FF2AMzVM/Tj20-uH_FPI/AAAAAAAAAaU/lS9S_4xckSU/s72-c/Velvet%2BUnderground%2B%2526%2BNico.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6810547138181500386</id><published>2011-08-03T12:16:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T15:42:59.913-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  “Atelier” è il primo album dei (MU)SiCk Project</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio il gruppo teramano insieme all’associazione culturale Fonoarte, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(MU)SiCk Project è il progetto musicale del chitarrista Massimo Di Gaetano (ex Hiroshima Mon Amour) e del percussionista Alessandro Scenna, due validi musicisti di Teramo dediti ad una sperimentazione acustica di gran pregio. Chitarra classica, percussioni e svariati oggetti per raccontare il suono e la sua natura, tra melodie, rumori e silenzi. Il disco è stato registrato agli StratoStudios di Teramo dal fonico Ivan D’Antonio, che compare anche come ospite suonando la kalimba e la chitarra hawaiana, sua specialità.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teramo, 01/08/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “Atelier”, il primo album dei &lt;strong&gt;(MU)SiCk Project&lt;/strong&gt;, band di Teramo composta da due validi musicisti: &lt;strong&gt;Massimo Di Gaetano&lt;/strong&gt;, chitarra classica, e &lt;strong&gt;Alessandro Scenna&lt;/strong&gt;, percussioni. Pubblicato grazie al supporto dell'associazione culturale Fonoarte, l’album si compone di quattordici pezzi strumentali, di cui undici inediti e tre re-interpretazioni di classici di John Cage, Bruno Maderna e Egberto Gismonti. La loro musica esplora &lt;strong&gt;il suono&lt;/strong&gt; nel vero senso della parola: la chitarra crea melodie, ma anche effetti attraverso la sperimentazione di varie tecniche volte ad ottenere una gamma quanto più ampia possibile di sonorità diversificate, mentre Aless&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s1600/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636711498183175570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s320/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;andro Scenna crea ritmo, suoni e rumori dagli oggetti più disparati, grazie a parti di batteria modificate, campanelli o oggetti di uso comune, come piatti, bicchieri e pentole. Musica d’&lt;strong&gt;avanguardia&lt;/strong&gt;, acustica e sperimentale, che crea suggestioni e senso di appartenenza al mondo che ci circonda, con i suoi ritmi, i suoi suoni, ma anche con i suoi rumori e il suo silenzio. “Abbiamo realizzato un album molto sperimentale” ha dichiarato Massimo Di Gaetano, chitarrista e portavoce del gruppo, “il nostro scopo era sperimentare e sfruttare al massimo le nostre conoscenze tecniche per esplorare il significato di “suono” nell'accezione più ampia del termine, nei suoi aspetti più raffinati, ma anche nei suoi aspetti più primitivi e rumoristici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’album in cd “Atelier” dei (MU)SiCk Project è disponibile per l’acquisto nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Amazon, CdUniverse, cdandlp, Ebay, ecc…).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://musickproject.blogspot.com/"&gt;(MU)SiCk Project – Blog ufficiale &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/musickproject"&gt;(MU)SiCk Project su MySpace&lt;br /&gt;(MU)SiCk Project su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6810547138181500386?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6810547138181500386" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6810547138181500386" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/08/news-atelier-e-il-primo-album-dei.html" title="NEWS –  “Atelier” è il primo album dei (MU)SiCk Project" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-66SlDlHq7eo/TjmfPjaRbZI/AAAAAAAAAZM/JOukd5er7t4/s72-c/Musick%2BProject%2Bfoto.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-912533515979226961</id><published>2011-07-03T13:51:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T12:55:32.592-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  I Cadabra pubblicano “Past To Present”, il loro nuovo cd album</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Revenge Records, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Dopo i numerosi consensi per l’album Wave/Action, pubblicato nel 2009, i &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt; hanno sentito la necessità di raccogliere e pubblicare tutto il materiale disperso su singoli autoprodotti, licenziati dal 2003 ad oggi, insieme a brani in versione alternativa e remix. L’operazione prende il nome di “&lt;strong&gt;Past To Present&lt;/strong&gt;”, cd album che mette in fila tutta una serie incredibile di potenziali hit da classifica, come Love Boulevard, Sleeping e Heart.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bari, 27/06/2011&lt;/strong&gt; – È uscito “Past To Present”, il nuovo album dei Cadabra, band di Gioia Del Colle che ha saputo esportare in Europa la &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; di casa nostra. L’album si compone di 14 pezzi estratti dai precedenti lavori “Blood And Blades”, “Love Boulevard” e “Wave/Action”, rimasterizzati digitalmente, e il singolo “Heart”. La &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s1600/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625243499422683442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s320/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;loro musica, sulle orme di bands storiche come The Cure, Mission, New Order e Depeche Mode, è una new wave rivisitata secondo uno stile moderno e del tutto personale, tanto da aver loro garantito un seguito importante sia in Italia che all’estero. “Past To Present” raccoglie in un unico disco molto materiale relativo alle prime produzioni della band, oramai irreperibili sul mercato. “Questo album fa il punto sui primi tredici anni della nostra carriera” ha dichiarato &lt;strong&gt;Francesco Radicci&lt;/strong&gt;, batterista e portavoce del gruppo, “inoltre regala ai nuovi fans quello che era il contenuto dei nostri primi mini-album “Blood And Blades” e “Love Boulevard”, dischi che hanno determinato il nostro successo, ma le cui copie sono oramai esaurite da tempo”.&lt;br /&gt;L’album “Past To Present” dei Cadabra è disponibile all’acquisto nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, CdUniverse, cdandlp, ecc…). Inoltre sarà possibile acquistarlo sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/DW-N5lcZE6U" frameborder="0" width="425" height="349"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-912533515979226961?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/912533515979226961" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/912533515979226961" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/07/news-i-cadabra-pubblicano-past-to.html" title="NEWS –  I Cadabra pubblicano “Past To Present”, il loro nuovo cd album" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-0r9ufgLLmqM/ThDhKK4qETI/AAAAAAAAAXc/4QP-hwcGeYc/s72-c/Cadabra%2Bfoto%2B2011.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1210022382051093436</id><published>2011-06-02T14:33:00.000-07:00</published><updated>2011-06-02T15:36:44.257-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SIAE" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione musicale" /><title type="text">SIAE: Affidato ad un novantenne il futuro della musica italiana</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Gian Luigi Rondi, classe 1921, nominato Commissario Straordinario della SIAE.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso marzo l’attuale governo in carica, su proposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, ha nominato Gian Luigi Rondi Commissario Straordinario della SIAE, a seguito delle dimissioni del presidente Giorgio Assumma nel dicembre 2010. La notizia è stata fatta passare sottotono, senza particolari clamori. Ma Gian Luigi Rondi, critico cinematografico e attuale presidente dell’Ente David di Donatello e del Festival internazionale del film di Roma, il prossimo 10 dicembre compirà 90 anni. Voci di indignazione si sono levate da chi si aspettava dalla SIAE una svolta nella propria gestione, per risolvere le nuove sfide legate al diritto d’autore nel tempo della rete e del web. In questo modo si è messo alla guida dell’ente una persona che probabilmente non ha mai messo gli occhi davanti allo schermo di un computer e che potrebbe non aver perfettamente chiaro il significato di mp3, file sharing e social network. Le prime critiche sono state mosse da Alessio Croppi, critico cinematografico e responsabile cultura di FLI: “Un Commissario nato prima dell'invenzione del vinile non può essere in grado di affrontare i problemi del diritto d’autore nell’epoca di internet e delle nuove tecnologie. Questo vuol dire che il lavoro verrà affidato ad un oscuro funzionario che risponderà a chissà quali interessi”. Quel riferimento all’oscuro funzionario non è piaciuto alla SIAE, che ha replicato con il Direttore Generale Gaetano Blandini: “Rondi è attivo e pronto a prendere tutte le decisioni che riterrà necessarie, aiutato d&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s1600/gian-luigi-rondi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613739099540047618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s320/gian-luigi-rondi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a due sub-commissari, il professor Mario Stella Richter e l'avvocato Domenico Luca Scordino. Inoltre la legge sul diritto d’autore è regolata da una legge dello Stato ed eventualmente il compito di rivederla, alla luce delle nuove sfide imposte dalle tecnologie e dal mercato, spetta al Parlamento della Repubblica”. Entro il 31 dicembre del 2011, il nuovo commissario e i suoi due sub-commissari dovranno provvedere alla riforma dello Statuto, del Regolamento Generale della società e del regolamento elettorale. Nonché approvare il bilancio e avviare il piano messo a punto in questi mesi da Blandini per rilanciare la SIAE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo criticato la SIAE diverse volte su questo blog, ma l’ente non perde occasione per offrirci nuovi spunti per ulteriori critiche. La SIAE oggi conta 90.000 iscritti di cui solo circa 1.500 incassano più di 15 mila euro l’anno. Abbiamo duramente criticato la norma dell’ottobre 2006, che qualcuno ha ribattezzato “L’infame sorteggio”, con la quale si determinava una nuova metodologia per la ripartizione dei diritti d’autore per ciò che riguarda i cosiddetti “concertini”. Questa norma, di cui noi chiediamo la cancellazione, ha nel concreto penalizzato economicamente i piccoli autori e i piccoli editori musicali, il tutto a beneficio dei soliti grandi nomi (vi invito a leggere il nostro articolo in merito &lt;a href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2009/09/la-siae-e-la-ripartizione-dei-diritti.html"&gt;La SIAE e la ripartizione dei diritti d’autore&lt;/a&gt;). Ma questa è solo la punta dell’iceberg, il tema sul quale conduciamo da tempo la nostra principale battaglia. Per il resto la SIAE, storica Società Italiana degli Autori e degli Editori legata al Ministero dei Beni culturali, galleggia tra problematiche economiche, tecnologiche e culturali. Tanto da essere accusata anche dalla Lega Nord (attualmente forza di governo) di essere l’ennesimo carrozzone italiano, con i suoi 1.400 dipendenti e più 600 agenti mandatari, con un deficit che rischia di diventare strutturale (si parla di cifre intorno ai 3 milioni di euro), nonostante gli oltre 600 milioni di euro raccolti ogni anno in diritti d’autore. Per questi motivi ci aspettavamo delle scelte strategiche importanti, scelte che continuano a non essere fatte. Oltre alla SIAE, ci permettiamo di criticare anche Gian Luigi Rondi. All’atto della sua nomina, egli ha commentato: ”Ho accettato per amore della cultura”, ma secondo noi proprio per amore della cultura avrebbe dovuto rifiutare l’incarico e lasciare il suo posto ad un giovane, non dico trentenne, ma almeno quarantenne. È oramai chiaro che la classe dirigente gerontocratica italiana non si occupa di altro che dare poltrone ai suoi coetanei, dai settanta anni in su. Rondi, già presidente dell’Ente David di Donatello e già presidente del Festival internazionale del film di Roma, poteva accontentarsi delle sue due poltrone e risparmiarci di occupare, a 90 anni, quella della SIAE, strategica per la cultura del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo alcune tappe della storia della comunicazione legate alla vita di Rondi pubblicate sul sito &lt;a href="http://www.thedailyweek.it/"&gt;http://www.thedailyweek.it/&lt;/a&gt; , divertente, ma non troppo:&lt;br /&gt;Gian Luigi Rondi è nato nel 1921.&lt;br /&gt;Quando nacque l’URI, Unione Radiofonica Italiana, nel 1924, Rondi aveva 3 anni.&lt;br /&gt;Quando la RAI ha iniziato a trasmettere, nel 1954, Rondi aveva 33 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque RAI 2, nel 1961, Rondi aveva 40 anni&lt;br /&gt;Quando nacque ARPANET, antenato di internet, nel 1969, Rondi aveva 48 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque RAI 3, nel 1979, Rondi aveva 58 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque il WEB, nel 1991, Rondi aveva 70 anni (!)&lt;br /&gt;Quando nacque Video On Line, nel 1993, Rondi aveva 72 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque Google nel 1998, Rondi aveva 77 anni&lt;br /&gt;Quando nacque Sky Italia, nel 2003, Rondi aveva 82 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque Youtube, nel febbraio del 2005, Rondi aveva 84 anni.&lt;br /&gt;Quando nacque l’iPhone, nel 2007, Rondi aveva 86 anni.&lt;br /&gt;Il 2 marzo 2011 Steve Jobs presenta l’iPad 2, il giorno dopo, in Italia, Gian Luigi Rondi, all’eta di 89 anni, viene nominato Commissario Straordinario della SIAE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1210022382051093436?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1210022382051093436" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1210022382051093436" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/06/siae-affidato-ad-un-novantenne-il.html" title="SIAE: Affidato ad un novantenne il futuro della musica italiana" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-7fTEwFdMbjY/TegB99nORwI/AAAAAAAAAXQ/vBsTWbRDZzk/s72-c/gian-luigi-rondi.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-710694893570235119</id><published>2011-06-01T12:00:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T12:12:27.486-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dischi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Hiroshima Mon Amour" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danze Moderne" /><title type="text">Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Quinta stagione</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dignità di un gruppo.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo che gli Hiroshima Mon Amour fossero incapaci di cambiare. Sin dall’inizio il loro suono è stato ancorato ad un post-punk che pescava a piene mani negli anni ’80, Joy Division, The Cure e Diaframma in primis, lasciando poco spazio all’improvvisazione e alla contaminazione. Molti cambi di formazione nel corso degli anni non hanno mai spostato quel baricentro, quello della “new wave a tutti i costi”, il cui tratto distintivo è stato sin dagli esordi la voce acre e monocorde di Carlo Furii, che ha sempre mantenuto le debite distanze da quel che è comunemente considerato “il bel canto”.&lt;br /&gt;Cambia tutto con questo Quinta stagione, nuovo capitolo della discografia HMA dopo i precedenti Anno Zero, Dedicata, l’antologia di inediti Cambio 1995-2001 e il live Embryo. E non parlo delle due tracce poste agli estremi del disco, ruvida elettronica gotico-industriale (l’amico elvetico Sacha Rovelli, aka Icydawn, al sintetizzatore) cui gli HMA già ci avevano abituato in passato grazie ad episodi come Nemesi, Embryo o Prophecy, ma parlo di tutto il resto. Gli HMA adesso suonano disinibiti, con il gusto di farlo e di misurarsi con altri linguaggi, di sperimentare senza pesanti fardelli sulle spalle (leggi “il fantasma di Ian Curtis”). Il loro suono ora si sporca rotolandosi nel punk (Finzioni), nel blues (Domani è un altro giorno) e c’è persino un ritmo disco in Polizia delle passioni, ma qui oggi si suona soprattutto rock: tante, tantissime chitarre! Sono spariti i synth, che hanno lasciato il posto all’organo e al pianoforte (stupenda l’introduzione pianistica di Dignità di&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s1600/HMAquintastagione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613330102246435506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 252px; CURSOR: hand; HEIGHT: 233px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s320/HMAquintastagione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; un uomo), Carlo Furii è più passionale nell’esternare le sue liriche. Emergono ricordi dei vecchi HMA in più di un episodio, soprattutto nei pezzi lenti come L’Europa dopo la guerra e Bacio francese, ma anche qui il tutto si dipana con un “mood” più caldo e intenso. I testi sono molto evocativi, come nella migliore tradizione HMA, con qualche apparente (e sottolineo apparente) leggerezza in più, che conferisce una maggiore freschezza ai brani, in perfetta sintonia con la musica. Questo Quinta stagione è un disco maturo, coraggioso e che merita rispetto. Sicuramente deluderà qualche fan della prima ora che avrebbe preferito la band riproponesse il medesimo “clichet” darkwave, ma i cambiamenti, si sa, passano attraverso percorsi incerti e a volte dolorosi, cui però i nostri paiono ben disposti, per sé stessi e per la loro dignità di artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Quinta stagione&lt;br /&gt;Formato: cd album&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tracklist:&lt;br /&gt;1. Angoscia&lt;br /&gt;2. Non lasciarmi andare&lt;br /&gt;3. Madonna&lt;br /&gt;4. Dignità di un uomo&lt;br /&gt;5. Finzioni&lt;br /&gt;6. Bacio francese&lt;br /&gt;7. Polizia delle passioni&lt;br /&gt;8. Luci di Atri&lt;br /&gt;9. Come ogni notte&lt;br /&gt;10. Domani è un altro giorno&lt;br /&gt;11. L’Europa dopo la guerra&lt;br /&gt;12. D’amore non si muore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Carlo Furii: voce, tastiere&lt;br /&gt;Domenico Capriotti: basso&lt;br /&gt;Danilo De Berardinis: chitarre&lt;br /&gt;Salvatore Palmisio: batteria&lt;br /&gt;Sergio Tancredi: pianoforte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ospiti&lt;br /&gt;Icydawn: elettronica&lt;br /&gt;Siberia: voce in “Angoscia”&lt;br /&gt;Marcello Malatesta: cori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Hiroshima-Mon-Amour/237989695925"&gt;Sito ufficiale&lt;br /&gt;facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-710694893570235119?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/710694893570235119" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/710694893570235119" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/06/dischi-hiroshima-mon-amour-quinta.html" title="Dischi: HIROSHIMA MON AMOUR – Quinta stagione" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-wWGBNzb2okM/TeaN_L9n6rI/AAAAAAAAAXI/HO4Q8fJoGds/s72-c/HMAquintastagione.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-4584377631613030959</id><published>2011-05-20T15:27:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T15:44:46.037-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">News: Red Ronnie sotto attacco su facebook</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il noto critico musicale e consulente d'immagine di Letizia Moratti, attacca Pisapia su facebook e subisce la ritorsione degli utenti.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Red Ronnie&lt;/strong&gt;, il celebre critico musicale conosciuto per aver scritto su prestigiose riviste come &lt;strong&gt;RockStar&lt;/strong&gt; ed aver condotto programmi televisivi come &lt;strong&gt;Roxy Bar&lt;/strong&gt; e Help!, è in queste ore sotto attacco sulla sua pagina facebook. Migliaia di iscritti in un solo giorno, ma non propriamente fans. Tutto è cominciato con un post su facebook dove Red, collaboratore e consulente d'immagine dell'attuale sindaco di Milano &lt;strong&gt;Letizia Moratti&lt;/strong&gt;, scriveva: “Primo esempio del vento che sta cambiando a Milano: cancellato LiveMi di sabato 21 maggio, in Galleria del Corso. Era l’inizio di &lt;strong&gt;LiveMi 2011&lt;/strong&gt; (che se vincerà Pisapia sarà cancellato dai progetti del Comune). Dava spazio a gruppi e artisti emergenti che potevano esibirsi con brani propri. In compenso Pisapia sta pensando a un megaconcerto con Jovanotti, Ligabue e Irene Grandi. Per dare voce a chi non ce l’ha". Affermazione inverosimile: &lt;strong&gt;Giuliano Pisapia&lt;/strong&gt;, il 21 maggio, non potrà essere in nessun caso sindaco di Milano e tantomeno decidere se dare o meno autorizzazioni per pubblici spettacoli. Il post ha scatenato la reazione dei sostenitori del &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s1600/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608935393659732642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s320/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;candidato del centrosinistra, che hanno riempito il profilo di Red Ronnie con centinaia di critiche e ironiche battute, prevalentemente incentrate sui recenti attacchi del centrodestra con accuse che vanno dal furto di un'auto al coinvolgimento con Prima Linea. In serata gli utenti hanno notato che Red ha cambiato foto sul suo profilo, mettendone una dove appare accanto a &lt;strong&gt;Fidel Castro&lt;/strong&gt;, ma ciò non è servito a calmare le acque, anzi è stata l'occasione per ulteriori battute ironiche. Non finisce qui: commentando lo scenario politico milanese all'Adnkronos, Red Ronnie rincara la dose dicendo “Se vince Pisapia, me ne vado da Milano". La notizia è rimbalzata sui siti e sui blog di tutta Italia, dove la critica prevalente contro Red è stata quella di essere entrato a far parte del vile attacco mediatico scatenato dal centrodestra contro Pisapia in vista dei ballottaggi per la poltrona di sindaco di Milano in programma il prossimo 29 maggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Red-Ronnie/37645125946"&gt;Red Ronnie su facebook&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/m1BqAXnNHWE" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-4584377631613030959?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4584377631613030959" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/4584377631613030959" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/news-red-ronnie-sotto-attacco-su.html" title="News: Red Ronnie sotto attacco su facebook" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-aNDRb0CVbME/TdbxBes0QqI/AAAAAAAAAXA/ZnGv5r2vz-g/s72-c/red%2Bronnie%2Be%2Bfidel.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8730983417367347332</id><published>2011-05-14T13:44:00.000-07:00</published><updated>2011-12-02T15:19:16.597-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">News: HMA</title><content type="html">&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8730983417367347332?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8730983417367347332" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8730983417367347332" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/news-max-stefani-lascia-il-mucchio.html" title="News: HMA" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8417434977042104555</id><published>2011-05-08T13:21:00.000-07:00</published><updated>2011-05-14T14:37:12.801-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Artisti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cadabra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Revenge Records" /><title type="text">Artisti: CADABRA</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La migliore new wave italiana cantata in inglese&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt; nascono nel gennaio del 1998 per mano del batterista Francesco Radicci insieme al suo più caro amico Geppi Cuscito (voce/chitarra/sintetizzatore). Il gruppo propone una &lt;strong&gt;new wave&lt;/strong&gt; anni ’80 cantata in inglese con forti tinte elettroniche, che si fonde con una naturale attitudine pop-rock.&lt;br /&gt;Nei primi tre anni d’attività i Cadabra pubblicano altrettanti demo-tapes: “Voodoo Medicine” (1998), “Second Skin” (1999) e “Sound Moquette” (2000), promossi in tutta Italia attraverso web-magazines, giornali specializzati e radio indipendenti. Dopo un’intensa attività dal vivo, nel settembre del 2001 i Cadabra entrano in studio per realizzare un lavoro più complesso, le cui registrazioni termineranno due mesi dopo. Nel marzo del 2002 esce il loro primo cd album, autoprodotto, intitolato “Sound Moquette”. All’indomani della pubblicazione del disco, Geppi Cuscito lascia il gruppo per fondare i &lt;strong&gt;RedNeonCity&lt;/strong&gt;, ma i Cadabra si riorganizzano in fretta attorno alla figura del fratello di Geppi, Sebiano, che diventerà la nuova voce solista. La formazione si assesta nella sua line-up definitiva: Francesco Radicci (batteria), Sebiano Cuscito (voce e chitarra) e Vincenzo Romano (basso), formazione che rimarrà invariata fino ai nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre, coadiuvati dal chitarrista Maurizio Gasparro, partono per il “Tour Moquette”, una serie di date in diverse città italiane a calcare i palchi di importanti music clubs e festivals. Nel giugno del 2002 realizzano il loro primo video-clip: “Blooms”, diretto dai registi Bruno Schiavoni e Andrea Giusti. A settembre 2003 si conclude definitivamente il “Tour Moquette”, per un totale di 50 concerti con 9 regioni e 24 province toccate. Gli ultimi mesi del 2003 vedono la band impegnata nella registrazione di un nuovo disco e per questo si affidano alle mani di Massimo Stano dello Studio Mediterraneo di Bari. A dicembre 2003 esce il mini cd autoprodotto “Blood And Blades”, sicuramente uno dei loro lavori più apprezzati. Per tutto il 2004 i Cadabra saranno “on the road” con il “Bleeding Tour”, giro di concerti che toccherà tutta l’Italia, con importanti opening-act (&lt;strong&gt;Marlene Kuntz, Diaframma&lt;/strong&gt;), quando non loro stessi acclamati headliners. Ad agosto 2005, dopo 55 date, si conclude il “Bleeding Tour”. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s1600-h/cadabra+band.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379024218612119698" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s320/cadabra+band.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con la collaborazione del chitarrista Marcello Ciccarone, iniziano le registrazioni del nuovo disco e a ottobre 2006 esce il mini cd autoprodotto “Love Boulevard”, anticipato di qualche settimana dall’omonimo singolo. Il “Boulevard Tour” porta sui palchi il nuovo spettacolo e, dopo numerose date, culminerà con la serata del gennaio 2007, presso il Demodé Club di Bari, dove suoneranno insieme ad &lt;strong&gt;Andy dei Bluvertigo&lt;/strong&gt;. A questo colossale evento seguirà un singolare progetto discografico autoprodotto: “Live And Alive”, dvd con immagini amatoriali catturate dai fans del gruppo lungo i loro tre tour più importanti ed un cd dal vivo con la registrazione di un concerto al Blue Note di Campobasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi mesi del 2009, dopo un periodo di pausa necessario a riordinare le idee, i Cadabra iniziano una collaborazione con l’associazione culturale Fonoarte ed entrano in studio per realizzare l’album “Wave/Action”, che vedrà la luce nel luglio del 2009. Il disco segna una svolta nel loro sound, con l’abbandono dell’elettronica, che da sempre li aveva contraddistinti, a favore delle chitarre e di sonorità più scarne, ma non per questo meno affascinanti. L’uscita dell’album coincide con l’Action Tour, serie di concerti che iniziano nell’estate del 2009 e proseguiranno per tutto il 2010. Nel frattempo la Fonoarte dirotta il gruppo verso la giovanissima etichetta &lt;strong&gt;Revenge Records&lt;/strong&gt; e l’evento viene celebrato con la registrazione di un brano inedito, "Heart", che circolerà sul WEB come singolo digitale a partire dall’autunno del 2010. Da questo momento di euforia prende il via un nuovo progetto discografico, un album antologico con sopra materiale oramai irreperibile sul mercato e diversi brani remixati. Il disco sarà pubblicato nel giugno del 2011 con il titolo di “Past To Present”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Revenge Records&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formazione:&lt;br /&gt;Sebiano Cuscito: voce, chitarra, elettronica&lt;br /&gt;Vincenzo Romano: basso&lt;br /&gt;Francesco Radicci: batteria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Past To Present (cd album, 2011, Revenge Records)&lt;br /&gt;Wave/Action (cd album, 2009, Fonoarte)&lt;br /&gt;Live And Alive (cd+dvd, 2007, autoprodotto)&lt;br /&gt;Love Boulevard (mini-cd, 2006, autoprodotto)&lt;br /&gt;Blood And Blades (mini-cd, 2003, autoprodotto)&lt;br /&gt;Sound Moquette (cd album, 2002, autoprodotto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;http://www.cadabra.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/cadabraband"&gt;http://www.myspace.com/cadabraband&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Uscw8En8Sa0&amp;amp;hl="" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" fs="1&amp;amp;"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8417434977042104555?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8417434977042104555" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8417434977042104555" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/artisti-cadabra.html" title="Artisti: CADABRA" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/SqYiBwyZOJI/AAAAAAAAAHU/A_k8sYblUp0/s72-c/cadabra+band.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1088396563780522298</id><published>2011-05-02T14:21:00.000-07:00</published><updated>2011-05-02T14:32:44.068-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione musicale" /><title type="text">Last.fm: la radio del futuro</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Tra una radio ed un social network, ridefinisce il concetto di “ascoltare la musica”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordate le radio generaliste degli anni ‘80/’90? Quanta robaccia dovevamo sorbirci prima di veder passare la nostra canzone preferita? E le stazioni che offrivano quella musica di nicchia che ci piaceva tanto? Puntualmente avevano la frequenza disturbata. Tutto ciò sembra preistoria di fronte alle meraviglie di questo portale di nome &lt;strong&gt;Last.fm&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Di cosa si tratta? Non credo di esagerare dicendo che di qui passa il futuro della radio e della musica in generale. Last.fm è una web community che mette a disposizione tutta una serie di strumenti che consentono di ascoltare la propria musica preferita, tener traccia dei propri gusti musicali tramite delle statistiche, approfondirli grazie ai consigli della radio stessa, conoscere utenti che hanno gusti simili, scambiare pareri, informazioni, emozioni. Antenato di Last.fm è &lt;strong&gt;Audioscrobbler&lt;/strong&gt;, una comunità virtuale ideata da &lt;strong&gt;Richard Jones&lt;/strong&gt; (detto “RJ”), uno studente di informatica presso l'università di Southampton, il cui scopo principale era annotare, attraverso un software, quali brani riproducevano gli utenti iscritti &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s1600/Last_FM.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602232717005757058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 330px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s320/Last_FM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nei rispettivi computer, per poi creare delle classifiche e delle dinamiche collaborative. Nel 2002 nasceva Last.fm ad opera di Felix Miller, Martin Stiksel, Michael Breidenbruecker e Thomas Willomitzer, la cui idea era quella di coniugare il concetto di stazione radio su internet e quello di social network per appassionati di musica. Ben presto i team di Last.fm e quello di Audioscrobbler iniziarono a lavorare insieme e nel 2003 si trasferirono nello stesso ufficio di Whitechapel (Londra), tutte le funzioni di Audioscrobbler furono integrate nel portale di Last.fm fino alla definitiva fusione dei due siti nel 2005. Nel 2006 il portale è stato tradotto in varie lingue, tra cui l’italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andremo ora ad esaminare alcune caratteristiche peculiari di questo straordinario portale:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Radio&lt;/strong&gt; - Digitando il nome di un artista, oppure inserendo un genere musicale o un tag, parte la radio, che ci farà ascoltare quell'artista/genere ed altri simili. Sarà passata la musica dei nostri artisti preferiti, ma anche di artisti a noi sconosciuti, affini al genere che abbiamo selezionato. Una funzione sicuramente interessante per scoprire nuovi gruppi. Quando viene riprodotto un brano, ci appariranno tutte le informazioni sulla band, i concerti in programma, la cover dell’album e anche dove poter acquistare i dischi. È possibile saltare alla traccia successiva, ma non è possibile tornare indietro. A seconda delle canzoni ascoltate, Last.fm propone una "radio su misura", che si può far partire a piacere e che manda in onda le canzoni dei gruppi più ascoltati dall'utente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Statistiche&lt;/strong&gt; – Lo “scrobbling” è la vera innovazione del portale, ossia un software che tiene traccia dei nostri ascolti stilando delle classifiche. Per eseguire lo scrobbling occorre scaricare un apposito programma, di circa 3 mega, installarlo e configurarlo. Ogni volta che si ascolta musica con Media Player, Winamp, iPod, ecc… vengono elencate tutte le canzoni che sono state riprodotte (di cui si possono riascoltare 30 secondi) e fatte delle statistiche molto interessanti: canzoni più ascoltate e artisti più ascoltati nell’ultima settimana o dall’inizio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Community&lt;/strong&gt; – In base alla vostra personalità musicale, individuata dall’audioscrobbler, Last.fm vi mostrerà degli utenti che hanno gusti simili ai vostri, con i quali potrete stringere amicizia e condividere i vostri generi musicali preferiti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gruppi&lt;/strong&gt; - Gruppi di discussione su un determinato artista o argomento musicale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eventi&lt;/strong&gt; – Questa sezione è sostanzialmente un calendario, dove poter inserire data e luogo di un concerto, arricchendolo poi con ulteriori note informative (prezzo del biglietto, prevendite, info sulla località, come raggiungerla, ecc…). Si può segnalare la propria partecipazione e magari sapere se altri utenti intendono partecipare, contattarli in privato (il portale prevede anche un sistema di messaggistica privata) e darsi appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tag&lt;/strong&gt; – È possibile creare e gestire i tag (etichette), ossia delle parole chiave da assegnare agli artisti, che verranno accumunati dal genere musicale o da altre caratteristiche (ad esempio: cantato in italiano). In un secondo momento, selezionando quel determinato tag, ritroviamo l’elenco di artisti associato (playlist).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diario&lt;/strong&gt; – Un Journal/blog dove potete scrivere articoli su un artista o un album. Potete collegare anche i video di YouTube, direttamente importabili all'interno del vostro journal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Last.fm è, a tutt’oggi, la prima e più importante WEB community musicale, più di una radio, più di un social network. Dalla sua nascita come radio online nel 2002 è sempre stato un servizio gratuito per tutti i suoi utenti, ma dal 24 marzo 2009 questo servizio è diventato accessibile solo a pagamento (tranne che in Germania, nel Regno Unito e negli USA), con una sottoscrizione di 3,00 euro al mese. Di certo una delusione per tutti i fans del portale, i quali, però, non hanno rinunciato alle meraviglie di questa prima “radio del futuro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastfm.it/label/Fonoarte"&gt;Fonoarte su Radio Last.fm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1088396563780522298?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1088396563780522298" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1088396563780522298" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/05/lastfm-la-radio-del-futuro.html" title="Last.fm: la radio del futuro" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-LB-uYj4UrCo/Tb8g-WYzGoI/AAAAAAAAAWM/P6dt9c38dnw/s72-c/Last_FM.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-1293244355200093550</id><published>2011-04-03T06:47:00.001-07:00</published><updated>2011-05-14T14:42:58.573-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Interviste" /><title type="text">Interviste: Emanuele Lapiana dei N.A.N.O.</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Metamorfosi di un fiore&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;C.O.D. è l’acronimo di “Crack Opening Displacement”, ossia il momento in cui un metallo in trazione passa dalla crepa alla rottura totale. C.O.D. è stato anche l’ultimo grande gruppo rock italiano degli anni ’90. Guidati da Emanuele Lapiana, autore sensibile e voce di questa straordinaria esperienza musicale, hanno esordito con “La velocità della luce” (1999), un disco che omaggiava Ian Curtis e i Marlene Kuntz, ma in realtà forgiava un linguaggio nuovo fatto di chitarre acustiche e distorte, sofisticati arrangiamenti elettronici, testi malinconici e profondi. Tutto è finito in un battito d’ali: traditi dalla Virgin, colpiti da crudeli scherzi del destino, hanno chiuso questa esperienza sulle note di “Preparativi per la fine” (2005), il secondo ed ultimo album. Oggi Emanuele si fa chiamare N.A.N.O. ed ha ancora molte cose da dire: l’album “Mondo madre” (2007) stempera il clima teso dei precedenti lavori a favore di un pop elettronico di pregevole fattura. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui ripercorrendo le tappe della sua avvincente e tormentata carriera musicale. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s1600/LP2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358020872171938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 670px; CURSOR: hand; HEIGHT: 228px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s320/LP2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il nome C.O.D. si afferma sul finire degli anni ’90 dopo una lunga gavetta sui palchi di manifestazioni per gruppi emergenti: mi racconti degli albori del gruppo, come vi siete conosciuti e quale musica vi ha influenzato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli albori sono stati duri e con poche soddisfazioni. Molti cam&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2Hl4vB1UCAY/TZh-Q3pTo_I/AAAAAAAAAVs/xGZ_hyu7wiE/s1600/cod.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591357765660681202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-2Hl4vB1UCAY/TZh-Q3pTo_I/AAAAAAAAAVs/xGZ_hyu7wiE/s320/cod.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bi di formazione, pochi concerti. Ci siamo stabilizzati in una formazione a quattro, di persone che si volevano e tuttora si vogliono molto bene. Fare musica "indie" in italiano a quei tempi era una follia e le cover band, quelle che ora si chiamano tribute band, imperversavano. Poco spazio nei pub o sulle radio locali, eravamo troppo diversi. Ci piacevano i Cure, i R.E.M., gli Smiths, e la new wave più alternativa. Allora abbiamo cominciato a fare concorsi fuori dal Trentino perché era l'unico modo di uscire dalla sala prove, quindi sono arrivate le vittorie, i complimenti, e, a ruota, le case discografiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Poi avete firmato per la Virgin, come sono andate le cose?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dopo la vittoria a Ritmi Globali ed Enzimi (ora PIM) fummo contattati da tutte le major e le indie di peso del tempo; scegliemmo la Virgin perché pareva, a quel tempo, quella più giusta per noi: i CCCP, gli Ustmamò e molti nostri idoli come Bowie, Genesis, PJ Harvey, Placebo e Skunk Anansie incidevano per loro. Come è nata la collaborazione con Luca Rossi degli Ustmamò, responsabile della produzione del vostro primo album? Era in giuria a Ritmi Globali e restammo in contatto, ci piacque la sua "montanarità"; non era uno della "macchina" milanese, ma uno come noi, in più incideva per la nostra stessa casa discografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;“La velocità della luce”, a mio avviso, è un disco&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LECofZTLmXw/TZh-EBvhkJI/AAAAAAAAAVk/nVyMT9s_kQM/s1600/LP.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591357545032814738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-LECofZTLmXw/TZh-EBvhkJI/AAAAAAAAAVk/nVyMT9s_kQM/s320/LP.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che è riuscito ad avere un sound proprio, senza particolari riferimenti ad artisti o scene musicali già esistenti. A distanza di tanti anni, cosa provi pensando a quel disco? Non credi, come me, che abbia raccolto meno di quanto meritasse?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Senz'altro, ma ha avuto comunque le sue possibilità. Siamo stati un po' sfortunati, senza dubbio, ma forse non eravamo abbastanza maturi e pronti per quel mondo. Ci è sicuramente mancata una figura di riferimento manageriale e siamo stati attenti solo ad alcuni aspetti del lavoro, trascurandone altri. Concordo con quanto affermi sul sound.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La prima volta che vi ho ascoltati è stato grazie al video di “Fiore”, trasmesso da MTV, un singolo molto coinvolgente, che mi ha preso subito, uno dei migliori pezzi di rock italiano di sempre. Ma che fine ha fatto quel video? Non si trova nemmeno su YouTube…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Grazie, sei troppo gentile. Mi hanno appena fatto avere delle copie digitali dei video di "Fiore" e "Polaroid", penso che le pubblicheremo presto su YouTube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Al primo album ha fatto seguito un lungo periodo di stasi, mi racconti cosa è successo? Quanto quella crisi è stata causata da contrasti con la Virgin e quanto da problemi personali all’interno del gruppo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Direi entrambe le cose. Alla Virgin c'è stato un cambio di dirigenti e i nuovi arrivati non sono stati così ben disposti nei nostri confronti come i precedenti. Inoltre ci siamo ritrovati a gestire una passione che era diventata professione e la cosa non ci piaceva così tanto, tutto sommato. Tanti altri piccoli motivi, inoltre, ci hanno spinto lontano dalla musica per qualche anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;“Preparativi per la fine”, secondo album, già dal titolo nasce come pietra tombale su questa esperienza, eppure i riscontri sono stati ottimi e c’erano le premesse per andare avanti. Erano proprio finiti i C.O.D.?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per me è stato necessario. Fondamentalmente non sono mai riuscito ad accettare i nuovi membri della band come tali e ho fatto loro del male. Non riuscivo a dare loro lo spazio che meritavano, sebbene fossero degli eccellenti musicisti, perché, in fin dei conti, continuavo ad immaginare di suonare sempre con i miei amici dell’inizio. Anche questa è una mancanza di professionalità, se vogliamo, ma per me i cod sono una cosa sacra, per questo ho scelto di non andare avanti, anche se, di fatto, avrei potuto farlo con la nuova formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A questo punto hai deciso di proseguire come N.A.N.O.: perché un altro acronimo anziché presentarti come Emanuele Lapiana?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non lo so, forse perché nome e cognome mi danno l'idea di un cantautore e non credo che la mia musica sia strettamente cantautorale. Dietro alla sigla c'è comunque sempre un gruppo di persone, non solo io. La differenza con la band tradizionale è che persone diverse, in modi e tempi diversi, partecipano al processo di creazione e realizzazione delle canzoni e questo mi piace moltissimo. Sto imparando moltissimo da tutte le persone con cui ho avuto la fortuna di collaborare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Parlami di “Mondo madre”: come è cambiato, dal tuo punto di vista, il linguaggio musicale rispetto all’esperienza C.O.D.?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lAgfJ7OXOrA/TZh-6knVwEI/AAAAAAAAAV8/VdH-2XZ98sk/s1600/EL.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358482106662978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-lAgfJ7OXOrA/TZh-6knVwEI/AAAAAAAAAV8/VdH-2XZ98sk/s320/EL.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Posso dirti che sicuramente è cambiato... mi diverto a fare cose nuove, non ho paura di cambiare, cerco sempre uno scatto, un miglioramento nella scrittura musicale e in quella dei testi, cercando di rispettare quello che sono e quello che voglio dire in quel momento. Mi farebbe enorme tristezza esprimermi e pensare allo stesso modo di dieci anni fa, io sono cambiato, c'è poco da fare. Poi il computer ha aperto degli orizzonti incredibili alla scrittura musicale, ti rendi conto che quelle canzoni sono nate in stanze d'albergo e sale d'aspetto, con arrangiamenti e tutto il resto. A me pare incredibile…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La musica ruvida e i testi malinconici dei C.O.D., il pop elettronico e l’ironia di N.A.N.O., ma com’è caratterialmente Emanuele Lapiana?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io sono un tipo normale. È il pazzo che c'è dentro me che mi tormenta e mi fa suonare, provare, scrivere. Il prossimo disco sta uscendo molto diverso da tutto ciò che ho fatto finora, meno elettronica, atmosfere decisamente meno pop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;So che stimi molto come autore Federico Fiumani dei Diaframma, lui ha ricambiato chiamandoti a partecipare alla raccolta/tributo “Il dono”…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Di più. Canterà un brano intero del mio prossimo album. Yeah! Federico è un poeta ed una cara persona, le sue canzoni sono state molto importanti nella mia formazione umana e compositiva, lo stimo molto. La sua presenza sul mio disco mi ha fatto molto piacere, ed è stato un gesto di riconoscimento da parte sua che ho molto apprezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;In un verso di “Canzone di cemento armato” dici “L’industria discografica italiana è allo sbando ed io non sono affatto giù”. Cosa pensi dell’attuale ”industria discografica italiana”? Quali prospettive vedi per il futuro della musica indipendente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dell'industria discografica italiana penso che sia un'industria di serie B, poche realtà si salvano da questa desolazione. Purtroppo in Italia la musica è considerata una scelta da sciocchi, da persone poco concrete, un po' “da strani”; la realtà è che l’arte e l'entertainment in generale sono un'industria con un potenziale enorme, ma da noi la professionalità è di basso livello, purtroppo. I talent scout sono alla ricerca della Lady Gaga italiana o dei cloni di qualche artista affermato piuttosto che di un'artista con un perché ed un'originalità propria, dimentichi del fatto che sono i grandi artisti quelli che fanno la differenza nel lungo periodo. La gente è sempre affamata di grandi canzoni, grandi film e grandi libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La tecnologia ha rivoluzionato il mondo della musica: i supporti fisici stanno morendo e le canzoni viaggiano gratuitamente da un computer all'altro in formato mp3. Pensi che la cosa abbia giovato o no agli artisti e alla musica in generale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, decisamente. Gli artisti ne hanno tratto giovamento come minimo e i fans anche, questa facilità nel rapporto è stupenda e ne godo praticamente ogni giorno, con corrispondenze via mail, commenti sui social network, eccetera… L'unica cosa che non mi piace è l'idea oramai diffusa che la musica debba essere gratuita. Questa è una scemenza. Sarebbe giusto che la gente si (ri)abituasse a pensare che dietro ad una canzone c'è u&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hawyooWEiPE/TZh_LTlfmPI/AAAAAAAAAWE/k25V1slnYEE/s1600/LP3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591358769593293042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-hawyooWEiPE/TZh_LTlfmPI/AAAAAAAAAWE/k25V1slnYEE/s320/LP3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n lavoro, un impegno, una professionalità e che queste andrebbero riconosciute, così come si paga per un quadro, una stampa, una fotografia. Mi piacerebbe che la gente scaricasse gratuitamente, ma che se ascolta e gode di un brano, andasse sul sito dell'artista e gli comprasse il brano, o gli facesse una donazione, per permettere a questo artista di scrivere altre canzoni, invece che costringerlo a fare altri lavori per sbarcare il lunario. Invece oggi, purtroppo, sono tutti convinti che la musica nasca da sé, come per incanto. Una grande colpa in questo l’hanno gli artisti, che troppo spesso, a mio modo di vedere, giustificano comportamenti di fatto illegali e svendono il proprio lavoro per la necessità di apparire, di "esserci".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cosa c’è nel futuro di Emanuele Lapiana? Ancora N.A.N.O. o qualcosa di completamente nuovo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il progetto N.A.N.O. prosegue, si allarga, si evolve. Nell'ultimo anno e mezzo sono stati in studio con me musicisti ed ospiti eccellenti, voci stupende e tecnici bravissimi… insomma persone speciali, ognuna con le sue caratteristiche umane e professionali. È stato molto bello e costruttivo, abbiamo inciso 21 canzoni e da queste ne abbiamo scelte 12 per il prossimo disco di N.A.N.O. Sto cercando di capire in questi giorni quando e come uscirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilnano.it/"&gt;N.A.N.O. Sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/jHObAquNsZ0" frameborder="0" width="480" height="390"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-1293244355200093550?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1293244355200093550" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/1293244355200093550" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/04/interviste-emanuele-lapiana-dei-nano_8405.html" title="Interviste: Emanuele Lapiana dei N.A.N.O." /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-rWdsAaZYE2M/TZh-fuYd8aI/AAAAAAAAAV0/_EqROGZDNkI/s72-c/LP2.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-3029498260880661270</id><published>2011-03-11T00:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T01:17:13.751-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  Gli Hiroshima Mon Amour pubblicano “Quinta stagione”, il loro nuovo album.</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Ne dà l’annuncio l’etichetta Danze Moderne, con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un album a lungo atteso questo “&lt;strong&gt;Quinta stagione&lt;/strong&gt;” degli &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;: annunciato l’inizio dei lavori oltre cinque anni fa, non sono mancati i contrattempi, tra problemi personali, cambi di formazione, nuovi e più impellenti progetti per il leader Carlo Furii. Adesso che è giunto il gran giorno, l’etichetta &lt;strong&gt;Danze Moderne&lt;/strong&gt; spinge con orgoglio la sua nuova creatura discografica, di cui enfatizza le qualità nel suo ultimo comunicato stampa:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Teramo, 10/03/2011 – Esce oggi nei negozi “Quinta stagione”, il nuovo album degli Hiroshima Mon Amour, da più parti considerata una delle maggiori new wave band italiane, in attività dal 1994. L’album raccoglie una selezione di dodici brani composti e realizzati durante gli ultimi cinque anni di vita del gruppo, dopo lo straordinario &lt;strong&gt;Embryo Tour&lt;/strong&gt;, serie di concerti che ha portato sui palchi italiani tutta la loro storia musicale a seguito della pubblicazione dell’antologia “Cambio 1995-2001”.&lt;br /&gt;“Quinta stagione” abbandona le atmosfere tetre degli esordi a favore di una rock-wave chitarristica molto arrangiata e da brani toccati da alte vette ispirative, sia per quanto riguarda la composizione che la scrittura dei testi. La componente elettronica nella musica degli HMA è in questo album notevolmente ridimensionata a favore degli strumenti acustici, pianoforte e chitarre in primis, ma non mancano sferzate di sintetizzatore nei due brani che vedono ospite&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582739916080975842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il musicista industriale svizzero &lt;strong&gt;Icydawn&lt;/strong&gt;, cui è stato dato il compito di aprire e chiudere il disco. “Un album atipico per noi questo Quinta stagione: molto acustico, molto ‘suonato’, molto meno oscuro dei precedenti lavori” ha dichiarato &lt;strong&gt;Carlo Furii&lt;/strong&gt;, vocalist e portavoce della band, “ma era un’esigenza della band percorrere strade nuove, esplorare nuovi territori. Sono sicuro che i nostri fans capiranno, apprezzeranno il nostro impegno e soprattutto la nostra onestà intellettuale”. Pubblicato dall’etichetta indipendente Danze Moderne, l’album “Quinta stagione” sarà disponibile per l’acquisto a partire dal 10 marzo 2011 nei migliori negozi di musica alternativa e sui più importanti WEB Stores nazionali ed internazionali (Ebay, Amazon, cdandlp, ecc…). Inoltre sarà presto possibile acquistarlo in formato digitale sulle principali piattaforme di vendita online (iTunes, Napster, eMusic, ecc…). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.hma.it/"&gt;Hiroshima mon amour&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.danzemoderne.it/"&gt;Danze Moderne&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-3029498260880661270?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3029498260880661270" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/3029498260880661270" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/news-gli-hiroshima-mon-amour-pubblicano.html" title="NEWS –  Gli Hiroshima Mon Amour pubblicano “Quinta stagione”, il loro nuovo album." /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-4-5aZ6bZ-bA/TXngYANmj-I/AAAAAAAAAU0/49PNtpiXIg4/s72-c/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B2002.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8859588148378829644</id><published>2011-03-06T11:50:00.000-08:00</published><updated>2011-03-06T12:58:30.481-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Interviste" /><title type="text">Interviste: Dark Wave Community Friends</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il cuore dell’oscurità&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt; è sicuramente il social network più diffuso nel nostro Paese e forse nel mondo intero. Amato o odiato, il dato di fatto è che oggi non avere un profilo su questo portale è un po’ come non avere la carta d’identità. Facebook: diavolo o acqua santa? Rispondiamo serenamente: dipende dall’uso che se ne fa. Prendiamo il caso di &lt;strong&gt;Dark Wave Community Friends&lt;/strong&gt;. Questa comunità virtuale ha aggregato migliaia di estimatori di musica new wave e gotica, che qui hanno trovato spazio per esprimersi e condividere gusti, ricordi, emozioni, ma anche notizie ed informazioni sugli artisti e sugli eventi musicali-culturali connessi al genere, creando un vero e proprio servizio per gli appassionati. Li abbiamo contattati telematicamente per un’intervista e gli amministratori della pagina (&lt;strong&gt;Frontier, Winter, Ðevolutionist, Pusy e Faith&lt;/strong&gt;) hanno risposto volentieri alle nostre domande.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s1600/ian%2Bcurtis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581057236029127042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 697px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s320/ian%2Bcurtis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come e a chi è venuto in mente di aprire un profilo facebook con lo scopo di aggregare gli amanti del genere darkwave?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Innanzitutto permettimi di ringraziarti per averci chiesto di rilasciare questa intervista, sono sicuro che molti utenti della nostra community gradiranno sentire le nostre risposte per conoscerci un po’ meglio. La nascita della nostra pagina è stata la conseguenza naturale di una precedente esperienza maturata su un profilo di facebook chiamato Dark Wave. Su Dark Wave, che è stato attivo per un anno, ci siamo conosciuti e stretto amicizia, poi, un giorno, il profilo è sparito lasciando un senso di smarrimento in coloro che, come noi, avevano trovato una piazza virtuale dove incontrarsi per scambiarsi e condividere la nostra musica preferita. Non potendo più farne a meno, abbiamo deciso di fondare questa pagina che, in onore di chi ci aveva concesso l’opportunità di incontrarci, abbiamo chiamato Dark Wave Community Friends.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dark Wave Community Friends è sicuramente il gruppo dedicato alla musica dark-new wave-gotica più attivo sul WEB: quante soddisfazioni vi dà avere una partecipazione così ampia di utenti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Le soddisfazioni sono immense, anche in considerazione del fatto che la tipologia di musica che selezioniamo è sicuramente di nicchia, lontana dalla logica commerciale. Il feeling dark non è una moda, ma qualcosa che è sempre esistito e che nel corso dei secoli è stato rappresentato in varie forme artistiche, poesia, architettura, musica, ecc... Permettere alla gente di condividere e conoscere queste tematiche è fonte di estremo compiacimento e gratificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra pagina è gestita da più amministratori che coprono diversi orari nell’arco della giornata. Come siete organizzati? I turni sono casuali o seguono un determinato schema?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontier:&lt;/strong&gt; Siamo in otto, ognuno con delle peculiarità diverse che si esprimono nelle occasioni in cui ci ritroviamo a condividere la musica con i fans. In realtà non esiste una programmazione dei tempi giornalieri. È la voglia di ascoltare musica in una comunità così partecipata che ci spinge ad usare questo canale. Un aspetto abbastanza curioso e divertente è che ognuno di noi ha delle preferenze o attitudini diverse nei confronti della scena dark, per cui quando “linkiamo”, riusciamo a mettere tante canzoni diverse e di diversi artisti, a dimostrazione di quanto è ampio il genere della new wave in senso generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con quali criteri vengono selezionati i video dei gruppi musicali che gli amministratori postano sulla pagina? Ci sono confini di genere o di periodo storico?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Winter:&lt;/strong&gt; Non ci sono criteri ben precisi. Sappiamo benissimo che postare un pezzo dei Bauhaus, dei Cure o dei Joy Division potrebbe essere notato e cliccato di più. Esistono però numerose altre bands che ci piacciono e che ci piacerebbe anche scoprire, la scena dark è molto vasta nelle sue produzioni. In sostanza uniamo il piacere di ascoltare e rivedere i &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-R4Cmxp4M-P4/TXPml-0nZxI/AAAAAAAAAUU/2ZD0D6AfhDc/s1600/dark%2Bwave%2Blogo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581057903435409170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-R4Cmxp4M-P4/TXPml-0nZxI/AAAAAAAAAUU/2ZD0D6AfhDc/s320/dark%2Bwave%2Blogo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;video delle vecchie o recenti canzoni al piacere di ricercare e ascoltare qualcosa di nuovo, anche se magari è stato registrato 30 anni fa. In tutte le scelte però c’è la voglia di ascoltare quel pezzo. Il confine di genere non esiste perché crediamo che la cultura darkwave attuale si ispiri comunque ad una scena new wave anni ‘80 imprescindibile e che ha visto nascere dalle sonorità post punk numerosi artisti che si sono espressi nelle più svariate forme. Il Cabareth Goth è un genere con un immaginario e un repertorio sonoro completamente diverso dal Gothic Wave. Ma non per questo mancano delle affinità nel look come nella drammatizzazione degli stati d’animo. O anche il Folk che incrocia le sonorità più cupe della New Wave. Ci sarebbe tanto da dire sui video che ricerchiamo. Se proprio dobbiamo dire un criterio è quello del caos organizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho apprezzato molto le vostre giornate a tema, avete sviscerato generi musicali, periodi storici e scene locali con un’indubbia competenza e rigorose disamine. Come nasce una giornata a tema? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ðevolutionist:&lt;/strong&gt; L'idea nasce per lo stesso scopo per cui è nata la pagina: raggruppare, per non disperdere, la massa di appassionati del genere, rievocando i grandi del passato o presentando nuove proposte musicali in un periodo nel quale, fortunatamente, si assiste a una specie di “risorgimento” dei canoni musicali, almeno a livello di ispirazione, della darkwave. Nella fase iniziale abbiamo contattato persone che conoscevamo per la loro indubbia competenza, successivamente abbiamo ricevuto tutta una serie di proposte, nel “thread” appositamente creato nell'area discussioni, che abbiamo puntualmente accolto. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-d8SgIPw1sG4/TXPnSrRgCgI/AAAAAAAAAUs/VZBXzABWFrE/s1600/Diaframma_e_Litfiba.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058671281965570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-d8SgIPw1sG4/TXPnSrRgCgI/AAAAAAAAAUs/VZBXzABWFrE/s320/Diaframma_e_Litfiba.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo sforzo per produrre l'evento è abbastanza impegnativo: tenere i contatti con l'ospite, preparare la locandina, tradurre i commenti, assicurarsi che tutto vada liscio nella serata dedicata all'evento sono attività molto faticose, ma ripagate dalle grandissime soddisfazioni che gli eventi speciali finora ci hanno dato. Anche nei casi in cui la scelta del tema poteva risultare azzardata (ad esempio l'evento dedicato alle influenze dark del progrock italiano degli anni ‘60 o lo special dedicato alle band appena affacciatesi sulla scena) il nostro pubblico non ha mancato di dimostrare il proprio sostegno ed entusiasmo. A questo proposito permettici di ringraziare tutti gli special guests (&lt;strong&gt;Marco Pesare, Daniele B-Life, Delphine Bicep, Alessio Teti, Mike Pougounas, Francesco Castignani, Andrea Borgogni, Carlo Prezioso, Stefano Agnini, Vincenzo Sansolino, Gregor Samsa&lt;/strong&gt;) per l'eccezionale lavoro svolto e tutti coloro che hanno assistito ai nostri eventi: siete grandi!!! Ricordiamo che siamo sempre alla ricerca di ospiti e temi per i nostri eventi per rendere la pagina sempre più ricca, interessante e dinamica: membri della community fatevi avanti, siamo pronti e disponibili a valutare qualsiasi proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si discute spesso sulla vanità di avere un profilo facebook, voi avete dimostrato, insieme ad altri gruppi simili ovviamente, che è possibile farne un uso “buono” aggregando utenti che possano condividere informazioni, emozioni, ricordi. Avvertite il peso di questa responsabilità?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ðevolutionist:&lt;/strong&gt; La nostra pagina è nata con l'intenzione di creare una community in cui tutti sono chiamati a proporre e sviluppare dei contenuti: vediamo la nostra funzione semplicemente come una sorta di “animatori”, per coinvolgere tutti gli appassionati e tenere viva la fiamma di un genere musicale per certi versi irripetibile. Questo obiettivo cerchiamo di realizzarlo non solo attraverso i link musicali che quotidianamente postiamo in bacheca, ma anche tramite la segnalazione di concerti di band più o meno note, di feste/ra&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vEVwmRx1srY/TXPm6otu2CI/AAAAAAAAAUk/_fkFBXcBrfY/s1600/robert%2Bsmith%2Bthe%2Bcure.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058258278209570" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 216px; CURSOR: hand; HEIGHT: 282px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-vEVwmRx1srY/TXPm6otu2CI/AAAAAAAAAUk/_fkFBXcBrfY/s320/robert%2Bsmith%2Bthe%2Bcure.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;duni riguardanti il genere, la proposta di brani di band emergenti, la creazione di eventi speciali sulla nostra bacheca: insomma di tutto ciò che ruota intorno al nostro vivace e multiforme “mondo”. A questo proposito, e in conformità allo spirito originario che è alla base della nascita della pagina, invitiamo tutti i membri a fare altrettanto: postate liberamente qualsiasi contenuto che tenga viva la fiamma della darkwave e che possibilmente la alimenti. Per rispondere alla tua domanda più puntualmente: è ovvio che avvertiamo una certa responsabilità ma, essendo sostanzialmente dei tramiti, la sentiamo anche condivisa e le dimostrazioni di affetto e sostegno da parte dei nostri affezionati membri ci hanno sempre confortato. Nelle poche occasioni in cui abbiamo ricevuto critiche da parte di membri che non si trovavano d’accordo con alcune delle nostre scelte “editoriali”, dobbiamo riconoscere che si trattava sempre di interlocutori competenti con i quali abbiamo discusso in modo civile e misurato: magari ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni… ma la discussione si è sempre svolta all'insegna del massimo rispetto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra pagina non è solo revivalistica, infatti oltre alle bands storiche della darkwave come Joy Division, The Cure, Bauhaus, Siouxsie And The Banshees, vengono trattate bands attuali e soprattutto realtà emergenti del nostro Paese. Siete d’accordo sul fatto che, grazie al vostro lavoro, molti gruppi emergenti hanno la possibilità di farsi conoscere? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pusy:&lt;/strong&gt; Siamo pienamente d’accordo, uno degli obiettivi della nostra pagina è anche quello di proporre e divulgare gruppi italiani emergenti. Infatti dobbiamo ammettere che, in Italia, una nuova e folta schiera di bands si sta affacciando sul mercato&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5ap7ZXUD7oE/TXPmyZjk1gI/AAAAAAAAAUc/ezTkvgcUnBQ/s1600/john%2Bfoxx%2Band%2Bgary%2Bnuman.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581058116770125314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 272px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-5ap7ZXUD7oE/TXPmyZjk1gI/AAAAAAAAAUc/ezTkvgcUnBQ/s320/john%2Bfoxx%2Band%2Bgary%2Bnuman.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;: sono tutti gruppi che a vario titolo si riallacciano a quanto partorito negli anni '80. Oggi, grazie a varie contaminazioni, la Dark Wave sta finalmente suscitando l'interesse che ha sempre meritato e sta crescendo una nuova scena ricca di proposte. Sempre più gruppi italiani stanno proponendo un interessante crossover con alcune sonorità tipiche della Dark Wave. Quando si parla di Dark, non ci si può riferire solo ed esclusivamente alle musiche oscure, ma bisogna richiamare tutto un modo di pensare e di esprimersi, nel Dark contano di più le idee oltre all'immaginario e per questo possiamo trovare molti gruppi che si possono definire Dark, anche se i suoni proposti non sono poi così cupi e tenebrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avete mai pensato alla possibilità di organizzare a vostro nome degli eventi per aggregare anche "dal vivo" questa scena musicale sotterranea?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pusy:&lt;/strong&gt; Assolutamente sì! L’organizzazione di un evento “dal vivo” sarebbe l’apoteosi di tutto il lavoro “virtuale” che stiamo facendo. Sarebbe il modo ideale per conoscere tutti gli appassionati e condividere le emozioni che questo genere musicale suscita. Chiaramente l'organizzazione di un evento musicale comporta una serie di operazioni e accorgimenti tecnici che devono essere affrontati. Stiamo valutando l’ipotesi di una location che sia centrale e facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;Pertanto l’idea dell’evento è in cantiere… e ovviamente l’invito sarà esteso a tutti. Non vi anticipiamo nient’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlateci di alcuni utenti del vostro gruppo che ritenete doveroso citare per la loro attività o per la loro personalità.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Faith:&lt;/strong&gt; Prima di tutto ci sembra doveroso ricordare un nostro carissimo amico, nonché ex collaboratore, il quale ha contribuito attivamente, assieme a tutti noi, alla nascita ed alla crescita della pagina, ossia &lt;strong&gt;Karont Smith il Traghettatore&lt;/strong&gt;; per il resto, il nostro ringraziamento va rivolto a tutti coloro che hanno partecipato, ogni giorno, coi loro video e commenti, a rendere unica questa comunità e, soprattutto, a tutti gli ospiti che, con le loro “esperienze” musicali, ci hanno aiutato a far conoscere realtà davvero significative ed interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa vi augurate per il futuro di questa "comunità virtuale"?&lt;br /&gt;Faith:&lt;/strong&gt; Il nostro augurio è di continuare sempre così e di fare ancor più del nostro meglio affinché tutti quelli che amano il genere "dark wave" possano ritrovarsi e condividere emozioni; abbiamo riscontrato, con nostra enorme soddisfazione, di non essere in pochi e, anche per questo motivo, stiamo coltivando sempre di più l'idea di realizzare il "grande passo", ovvero il passaggio dal mondo virtuale a quello reale, attraverso collaborazioni con grandi realtà della scena dark italiana come, per esempio, la stessa &lt;strong&gt;Fonoarte Musica e Cultura&lt;/strong&gt; (che ringraziamo ancora per questa intervista) e &lt;strong&gt;Darkitalia.it&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Dark-wave-community-friends/149344421762457"&gt;Dark Wave Community Friends&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8859588148378829644?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8859588148378829644" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8859588148378829644" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/interviste-dark-wave-community-friends.html" title="Interviste: Dark Wave Community Friends" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-i0z1U65nm20/TXPl_IijuYI/AAAAAAAAAUM/62xmxoj2Mao/s72-c/ian%2Bcurtis.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-6830133462249469611</id><published>2011-03-03T15:13:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T01:09:05.658-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Artisti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Hiroshima Mon Amour" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Danze Moderne" /><title type="text">Artisti: HIROSHIMA MON AMOUR</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La migliore new wave italiana di seconda generazione.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1992 “This Passion Play” è una cover band di Teramo al cui interno militano Carlo Furii, voce e chitarra, Antonio campanella, basso, e Vincenzo Marchetti, tastiere. Nel loro repertorio abbondano brani di Diaframma, The Cure e Joy Division. Il gruppo si scioglie nei primi mesi del 1993 senza aver ottenuto particolari risultati. Nel novembre del 1994 i tre ex “This Passion Play” si ritrovano in una serata piovosa, seduti ad un pub della loro città, a pianificare la nascita di una creatura musicale che faccia sì new wave, ma proponga un repertorio proprio, cantato in italiano: nascono gli Hiroshima Mon Amour. Alcuni mesi d’intenso lavoro per creare una scaletta, poi l’esordio dal vivo nell'estate del 1995 con una formazione a tre ed un suono gelido dominato dal basso e dai synth. Vincenzo Marchetti, compagno di una vita, si trova improvvisamente costretto ad abbandonare la neonata creatura per seri problemi di salute e sarà sostituito da Pierluigi Di Sciascio. Dopo due fortunati demo-tapes, nell'aprile del 1999 gli HMA escono con un omonimo mini-cd autoprodotto e distribuito dalla fanzine “Petali Viola” di Como. Il disco, contenente cinque brani elettronici e sperimentali, sus&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998218020741026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 294px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cita grande interesse nell’ambiente new wave. Nel giugno dello stesso anno la band giunge al traguardo del primo album, “Anno Zero” (Ideasuoni), contenente otto brani orientati verso una new wave ruvida e chitarristica. La buona accoglienza da parte della critica musicale ha permesso loro di essere conosciuti ed apprezzati da molti appassionati di musica underground. Nel novembre del 2000 esce il secondo album dal titolo “Dedicata” (Ghost Rec.), dieci canzoni che abbandonano certe ruvidità del primo disco a favore di sonorità liquide ed elettroniche. La pubblicazione del disco coincide con la fuoriuscita di Antonio Campanella dal progetto e la fine della formazione storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Hiroshima Mon Amour si ricostituiscono sul finire del 2001 con una formazione a quattro e con il solo Carlo Furii come membro superstite della line-up originaria. Insieme a lui Rino De Patre, chitarra, Domenico Capriotti, basso, e Livio Rapini, batteria. Selezionati per partecipare al RAW tour, manifestazione organizzata da Rockit e Arezzo Wave con l'obiettivo di promuovere la scena indipendente italiana, i nuovi HMA tornano sul palco con successo nel marzo 2002, insieme ad una serie di date sparse sul territorio nazionale. Nel novembre del 2004 la band compie dieci anni decide di festeggiare l’evento facendo pubblicare una raccolta di brani incisi nel corso della lunga carriera: “Cambio 1995/2001” (Revenge Records, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-M_i3R-Qo5VI/TXAjOog9dyI/AAAAAAAAAT8/8nEQeq_5byU/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998672612849442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 282px; CURSOR: hand; HEIGHT: 289px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-M_i3R-Qo5VI/TXAjOog9dyI/AAAAAAAAAT8/8nEQeq_5byU/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;2004), compilazione di inediti e rarità, racconta di un progetto musicale in continua evoluzione, condizionato dai numerosi cambi di organico e dal desiderio di esplorare la new-wave in ogni suo aspetto. A febbraio del 2005 parte l'Embryo Tour, una serie di date nei live clubs italiani e un momento per riallacciare i rapporti con il pubblico dal vivo. Il tour, che vede l’inserimento di Massimo Di Gaetano alla chitarra in sostituzione di Rino De Patre, si protrarrà fino alla fine dell'anno. La band porta sul palco un repertorio molto ampio, che spazia dalle primissime composizioni a brani inediti non ancora ufficializzati su disco. Il tour, particolarmente logorante perché affrontato senza un vero management alle spalle e perché venuto a coincidere con la crisi della musica indipendente in Italia, si chiude nel dicembre del 2005 con qualche tensione di troppo tra i musicisti, cui segue la decisione di interrompere nuovamente l’attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segnali di vita nel 2007: a giugno vede la luce il mini-cd “ES”, quattro nuove tracce ed un remix, prima produzione dell’etichetta Danze Moderne. Sempre per Danze Moderne esce, nel febbraio del 2008, “Embryo Tour 2005”, disco dal vivo con sopra la registrazione di uno dei concerti dell’ultimo tour. Due inediti degli HMA appaiono sulla&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RT5rCpovv0M/TXAjdBrRmgI/AAAAAAAAAUE/NuQUtbkzS8s/s1600/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2Bembryo%2Btour.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579998919885167106" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 185px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-RT5rCpovv0M/TXAjdBrRmgI/AAAAAAAAAUE/NuQUtbkzS8s/s320/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2Bembryo%2Btour.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; cd compilation “Danze Moderne vol. 1” (ottobre 2008). Anticipato a dicembre 2010 dal singolo “Non lasciarmi andare”, il primo della loro storia in formato esclusivamente digitale e distribuito da iTunes, esce a marzo 2011 l’album “Quinta stagione”, dodici nuovi brani che abbandonano certe tinte oscure del passato a favore di un rock chitarristico di ampio respiro. Insieme a Carlo Furii c’è il fido Domenico Capriotti al basso, alcuni nuovi musicisti chiamati a completare l’organico e, ospite d’onore, l’amico Icydawn ad occuparsi di elettronica in due pezzi. “Quinta stagione” è il gradito ritorno di una band i cui fans non hanno mai smesso di seguirne le gesta con stima e affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista: &lt;strong&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Etichetta: Danze Moderne&lt;br /&gt;Stile: new wave, rock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;br /&gt;Quinta stagione (cd, 2011, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Non lasciarmi andare (singolo digitale, 2010, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Artisti Vari: Danze Moderne vol. 1 (cd compilation, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Embryo Tour 2005 (cd, 2008, Danze Moderne)&lt;br /&gt;ES (mini-cd, 2007, Danze Moderne)&lt;br /&gt;Cambio 1995-2001 (cd, 2004, Revenge Records)&lt;br /&gt;Hiroshima mon amour: 4 (mini-cd, 2004, autoprodotto)&lt;br /&gt;Dedicata (cd, 2000, Ghost Records)&lt;br /&gt;Anno zero (cd, 1999, Ideasuoni)&lt;br /&gt;Hiroshima mon amour (mini-cd, 1999, distribuito in allegato alla fanzine Petali Viola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/hiroshimamonamourband"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.hma.it/"&gt;Sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Hiroshima-Mon-Amour/237989695925"&gt;Facebook&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/sggCEEJJPrM" frameborder="0" width="640" height="390" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-6830133462249469611?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6830133462249469611" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/6830133462249469611" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/03/artisti-hiroshima-mon-amour.html" title="Artisti: HIROSHIMA MON AMOUR" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-aWfdzygqtT8/TXAi0LBwX6I/AAAAAAAAAT0/Vm_idzCUKJM/s72-c/hiroshima%2Bmon%2Bamour%2B1995.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-5481286624021524536</id><published>2011-02-02T12:37:00.000-08:00</published><updated>2011-02-02T13:39:16.230-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Interviste" /><title type="text">Interviste: Starfuckers</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ordine/Disordine&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La neonata (ma agguerrita) etichetta romana Sometimes Records ha messo a segno il cosiddetto “colpaccio” riuscendo a racchiudere in un disco i lavori prodotti negli anni ’90 dagli Starfuckers, primo, vero gruppo di avanguardia rock italiano. L’antologia porta il titolo di “Ordine ‘91-‘96”, musica avventurosa che parte da una poesia urbana cruda e feroce, un sound “stoogesiano” sonico e metallico, per finire all’elettronica e alla sperimentazione più estrema. Nella raccolta sono finiti il mini Lp “Brodo di Cagne Strategico” (1991), l'album “Sinistri” (1994) e tre tracce extra: “Dear Prudence”, uscita per il magazine americano Banafish nel 1991, “Mechanical Man”, scritta per la compilation “Comin’ Down Fast” e l’inedito mantrico e sperimentale “Quattro studi su un’intervista Part I”. Band ideologica in continua evoluzione (anche nel nome, visto che per un periodo si sono fatti chiamare “Sinistri”) è riuscita a dare una visione alternativa della realtà destrutturandola-ristrutturandola con suoni e costruzioni desuete insieme ad un linguaggio scioccante, diretto a segnare indelebilmente le coscienze degli ascoltatori. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Manuele Giannini e Alessandro Bocci per ripercorrere le tappe di questo prezioso pezzo di storia della musica sotterranea italiana.&lt;/em&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s1600/starfuckers%2B2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569195060676492098" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 689px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s320/starfuckers%2B2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Parlatemi della genesi degli Starfuckers e della musica che ne ha influenzato la nascita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Non posso risponderti, io non c’ero.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: The Stooges, tutto nasce da The Stooges.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’era la scena rock degli anni ’90, quando a Bologna nasceva il noise-rock di Massimo Volume e Splatterpink e il fermento ha portato alla formazione di un nutrito sottobosco di etichette come la Wallace?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: La scena Bolognese si sviluppò principalmente all’interno delle case occupate in via del Pratello, noi e gli altri gruppi gravitavamo in quella strada o coabitavano. Posso aggiungere che noi eravamo, musicalmente parlando, troppo “diversi”, anche se il primo disco dei Massimo Volume è stato prodotto da Manuel. Diciamo che le affinità musicali non coincidevano, ma c’era un rapporto di amicizia che ci coinvolgeva... Credo che i gruppi della Wallace abbiano poi intrapreso una sorta di rilettura di ciò che avvenne in quel periodo. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCgoomZhI/AAAAAAAAATk/mfncMKk5VeQ/s1600/manuel%2Bstarfuckers.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569196280139638290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 286px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCgoomZhI/AAAAAAAAATk/mfncMKk5VeQ/s320/manuel%2Bstarfuckers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Non lo so, noi non abbiamo mai fatto parte di alcuna scena, un po’ per colpa della nostra irriducibilità e un po’ perché siamo sempre stati considerati troppo “strani”. Siamo comunque venuti fuori un po’ prima dei gruppi che hai citato, io ho prodotto il primo disco dei Massimo Volume e parzialmente prodotto il secondo, in ogni caso non credo che ci fosse sufficiente mercato per poter definire quella bolognese come una vera e propria scena, la Underground Records fu assai coraggiosa a pubblicare quei dischi, la Wallace ha saputo cogliere e dar voce a quel fermento, Mirko Spino ha fatto un gran lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vostra musica ha subito un percorso molto particolare nel corso degli anni, dal noise-punk torbido e metallico di “Brodo di Cagne Strategico” fino alle cose più avanguardistiche e sperimentali, ne vogliamo ripercorrere le tappe?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: È stato un percorso naturale di ascolti e studi su materiale jazz contemporaneo e techno. L’estremo è sempre stato un viatico per raggiungere lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Per ripercorrere più di 20 anni di storia ci vorrebbe troppo tempo e io ho cattiva memoria. Cerco di riassumerla in poche parole: non abbiamo mai potuto fare musica consolatoria, non abbiamo mai potuto fare intrattenimento, abbiamo sempre dovuto cambiare e guardare avanti o molto indietro, o molto dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come ha fatto ingresso e come si è evoluta l’elettronica nella musica degli Starfuckers?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Beh, in quel periodo facevo il dj e mettevo su dischi techno e hardcore, ci conoscevamo e frequentavamo i soliti club e concerti, da lì è nata una collaborazione che poi è diventata parte integrante del progetto Starfuckers.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: L’elettronica è entrata quasi da subito, già da “Brodo di Cagne Strategico” ho utilizzato il giradischi in questo senso, l’esigenza di utilizzare l’elettronica ci ha portato quindi a coinvolgere Alessandro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questi cambiamenti nel suono degli Starfuckers, come hanno influenzato il modo di comporre e il vostro rapporto con i rispettivi strumenti?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Non mi sono mai posto troppo problemi. Io ho sempre cercato il mio suono che poi è diventato il suono Starfuckers come la chitarra, la voce, la batteria. Noi abbiamo il nostro suono da sempre, da cosa è generato non importa. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBLWfG_yI/AAAAAAAAATU/EU_qBaMtp04/s1600/starfuckers%2B1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569194814979112738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBLWfG_yI/AAAAAAAAATU/EU_qBaMtp04/s320/starfuckers%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Tutto è ovviamente interdipendente, la ricerca di un certo suono comporta un differente approccio allo strumento e viceversa. Se vuoi una breve storia, io ho iniziato a suonare la chitarra imparando i brani degli Stooges (Metallic Diseases), poi ho studiato diverse accordature per riprodurre un suono più a la Sonic Youth (Brodo di Cagne Strategico), poi mi sono interessato alla musica dodecafonica e ho cercato di ricavare accordi di quel tipo (Sinistri), poi ho scordato la chitarra e l’ho trattata come se fosse una qualsiasi fonte sonora (Infrantumi), poi l’ho ri-accordata influenzato dallo stile percussivo dei chitarristi di James Brown (Infinitive Sessions, Free Pulse, Timing the 183k Pulse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché ad un certo punto gli Starfuckers sono diventati Sinistri?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Per la meterologia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Perché era una fatica combattere con la miriade di gruppi che usavano quel nome, sia per la musica sia per altre cose e poi perché ci piaceva l’idea di rinominarci da soli, come se Starfuckers fosse il nome di battesimo e Sinistri quello che avresti voluto avere. Ma tutto sommato non c’è un vero e proprio motivo, se non il motivo per cui questa è una cosa che normalmente non si fa. Comunque per il momento, dopo la scomparsa di Dino Bramanti che era entrato stabilmente nei Sinistri, siamo tornati ad essere Starfuckers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come è avvenuto l’incontro con la Sometimes Records di Antonio Olivieri e come è nata l’idea di mettere su cd tutta l’esperienza Starfuckers?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Mi ha contattato Antonio e da lì abbiamo deciso di collaborare. Tutto il progetto si è sviluppato nel migliore dei modi perchè c’era una grande sintonia sulle scelte e su tutte le decisioni. Un grazie di cuore ad Antonio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Grazie Antonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi sembra che il lavoro di remastering di Giuseppe Ielasi abbia dato quel qualcosa in più ad un progetto monumentale già di per suo, concordate?&lt;br /&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Sì certo, all’epoca fare un mastering era roba impensabile. Giuseppe ha fatto un ottimo lavoro, ci conosciamo da anni e volevamo andare sul sicuro. Credo che la scelta di Ielasi ci abbia pagato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Stimiamo Giuseppe, lo conosciamo da molti anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le vostre impressioni sulla reunion dal vivo di qualche mese fa e della risposta del pubblico?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Come andare in bicicletta, una volta che hai imparato non lo dimentichi più. Il Pubblico a Bologna è stato fantastico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Non risento mai i vecchi dischi, per poter risuonare le vecchie cose dal vivo ho dovuto riascoltarli, riascoltandoli ho avuto l’impressione che li abbia suonati qualcuno che conosco molto bene, ma che non sono io. In ogni caso i pezzi reggono l’usura del tempo e credo che già quello che suonavamo nei primi anni novanta sia ancora attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tempo fa lessi un’intervista e mi colpì molto una delle vostre dichiarazioni che diceva più o meno “Non sappiamo se facciamo arte, ma in ogni caso la musica non esprime niente e non significa niente. L’assenza di significato non pregiudica però le sue possibilità di intonazione emotiva”, quasi a dire che, al di là del messaggio oggettivo che una canzone ambisce di dare, il punto centrale è l’emozione che quella musica riesce a creare in un singolo individuo, abbattendo qualsiasi concetto di oggettività. Ciò significa che in qualsiasi composizione musicale c’è una soggettività di chi compone e una soggettività di chi la ascolta in base all'emozione che il rispettivo inconscio riesce a costruirvi sopra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Beh, dovresti chiederlo a Manuele, sicuramente è una sua frase...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: Una gran bella frase, quando l’ho detta? Quello che dici per me è corretto, in ogni modo con gli Starfuckers/Sinistri non abbiamo mai voluto raccontare nulla e nemmeno abbiamo mai voluto descrivere delle emozioni, piuttosto abbiamo sempre cercato di collaborare a costruire un’esperienza emotiva, Joe Frazier (ex campione dei pesi massimi) diceva: “Kill the body and the head will die”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Progetti per il futuro?&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCpDBBlwI/AAAAAAAAATs/z6gstmp7g-Q/s1600/starfuckers%2B3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569196424660358914" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 171px; CURSOR: hand; HEIGHT: 159px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnCpDBBlwI/AAAAAAAAATs/z6gstmp7g-Q/s320/starfuckers%2B3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro&lt;/strong&gt;: Perché? Esiste un futuro? A parte tutto stiamo facendo alcuni concerti in Italia e a Febbraio torneremo in Francia. La volontà e la voglia di costruire nuove songs e, perchè no, fare uscire qualcosa di nuovo... vediamo cosa succede.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuele&lt;/strong&gt;: In occasione dell’uscita di “Ordine ‘91-‘96” stiamo facendo qualche concerto dove suoniamo, cosa che non abbiamo mai fatto, anche pezzi vecchi. Poi ci sono i nostri progetti solisti, nel mio caso il progetto orientato verso la musica elettronica giamaicana che si chiama “Weight and Treble”, con cui abbiamo cominciato a pubblicare quest’anno. Come Starfuckers/Sinistri invece, per ora nessun progetto… aspettiamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Starfuckers&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Manuele Giannini: chitarre, voce, electronics&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alessandro Bocci: sampler, electronics&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roberto Bertacchini: batteria&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Discografia&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ordine ’91-’96 (2010)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infinitive Sessions (2002)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infrantumi (1997)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sinistri (1994)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Brodo di cagne strategico (1991)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Metallic Diseases (1990) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.sinistri.org/starfuckers/start_all.htm"&gt;Starfuckers, sito ufficiale&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://sometimesrecords.com/"&gt;Sometimes Records, sito ufficiale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe class="youtube-player" title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/NJ94oWmskXw" frameborder="0" width="480" height="390" type="text/html"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-5481286624021524536?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5481286624021524536" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/5481286624021524536" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/02/interviste-starfuckers.html" title="Interviste: Starfuckers" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TUnBZpx7e0I/AAAAAAAAATc/p5dOorRksOc/s72-c/starfuckers%2B2.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1346737947805612211.post-8475362973878262334</id><published>2011-01-01T11:31:00.000-08:00</published><updated>2011-03-24T03:34:17.500-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><title type="text">NEWS –  “Dark Waves”, un festival per celebrare la musica new wave</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Si esibiranno in Puglia alcune tra le migliori new wave bands italiane del momento.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si chiamerà “&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Dark&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; Waves&lt;/strong&gt;” il festival organizzato dal locale rock “Oasi San Martino” di Acquaviva delle Fonti (BA), in collaborazione con l'associazione Fonoarte, per omaggiare la musica oscura prodotta in Italia: new wave, gothic e post punk i generi trattati nella rassegna. I nomi coinvolti in questa iniziativa sono i Cadabra, per l’etichetta Revenge Records, gli Stardom, per Danze Moderne, ed un gruppo emergente di notevole talento come &lt;strong&gt;Karma In Auge&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I &lt;strong&gt;Cadabra&lt;/strong&gt;, dopo la pubblicazione dell’album “Wave-Action”, stanno attraversando l’Italia con il loro “Action Tour”, una serie di date promozionali durante le qua&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s1600/cadabra%2Blive.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557304208151829842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 163px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s320/cadabra%2Blive.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;li sono proposti brani dell’ultimo disco accanto ad intramontabili “hits” del passato come “Blooms”, “Sleeping” e “Love Boulevard”. “Heart”, il nuovo singolo uscito nei mesi scorsi e già proposto dal vivo, fa da apripista ad un nuovo album che dovrebbe vedere la luce nel 2011. I milanesi &lt;strong&gt;Stardom&lt;/strong&gt;, anche loro degli infaticabili dal vivo, festeggiano invece l’esordio discografico: “Soviet della moda” è il loro primo album, pubblicato dall’etichetta Danze Moderne, new wave oscura e cantata in italiano che richiama alla mente i Diaframma di “Siberia”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A fine serata dj-set gothic wave curato da Ivan Piepoli.&lt;br /&gt;Il festival si svolgerà venerdi 8 aprile 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Collegamenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100000825106602"&gt;Oasi San Martino&lt;/a&gt; su Facebook&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.cadabra.org/"&gt;Cadabra&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.stardom.it/"&gt;Stardom&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wbTx-TPYwMo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1346737947805612211-8475362973878262334?l=fonoarteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8475362973878262334" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1346737947805612211/posts/default/8475362973878262334" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://fonoarteblog.blogspot.com/2011/01/news-new-waves-un-festival-per.html" title="NEWS –  “Dark Waves”, un festival per celebrare la musica new wave" /><author><name>Admin</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_DvQmb18dJLI/TR-Cu8OsXVI/AAAAAAAAATE/cLD46nv1Ko8/s72-c/cadabra%2Blive.jpg" height="72" width="72" /></entry></feed>

