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	<title>Francesco Costa</title>
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	<description>Francesco Costa è giornalista e vicedirettore del Post.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Mar 2024 12:59:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aggiornamento incredibile su quella piccola storia incredibile</title>
		<link>https://www.francescocosta.net/2023/03/14/aggiornamento-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francescocosta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 08:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'auto rubata in autorimessa è stata ritrovata.</p>
<p>The post <a href="https://www.francescocosta.net/2023/03/14/aggiornamento-auto/">Aggiornamento incredibile su quella piccola storia incredibile</a> appeared first on <a href="https://www.francescocosta.net">Francesco Costa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry cf">
<p>Una decina di giorni fa ero appena tornato a Milano in aereo e mi trovavo sul bus che porta dalla pista al terminal. Un ragazzo accanto a me mi guarda e fa: «Sei Francesco Costa?». La domanda successiva non riguardava il Post o i miei libri o Morning o facciamo una foto, come accade di solito, bensì: «Com’è finita con la macchina?!». È successo diverse altre volte da quando ho scritto quel post, che qualcuno tra voi mi scrivesse o mi parlasse solo per avere notizie su quella storia: e dato che la vicenda ha avuto degli sviluppi, è il caso che vi aggiorni.</p>
<p>Il colpo di scena è che l’auto rubata è stata ritrovata. È stata trovata giovedì 2 febbraio, cioè cinque settimane dopo il furto e soprattutto il giorno prima che io pubblicassi <a href="https://www.francescocosta.net/2023/02/03/locauto-furto-catania/">quel post</a>. Ovviamente al momento della pubblicazione non avevo idea che l’auto fosse stata ritrovata: le normali procedure di polizia erano ancora in corso e Locauto non aveva ancora informato me né il mio legale. L’auto è stata ritrovata in un comune a circa 50 chilometri da Catania, danneggiata. C’è un’indagine in corso.</p>
<p>Dal momento che l’auto è stata ritrovata, la contestazione di Locauto – che mi chiedeva di pagare l’intero valore dell’auto, oltre 12.000 euro – è saltata. Ho pagato invece la franchigia prevista dal contratto di noleggio in caso di danni, cioè 1.200 euro. A questi dovrò aggiungere le spese legali, per una cifra almeno doppia. Poteva andare molto meglio – sono tanti soldi, spesi senza colpe – ma poteva anche andare molto peggio.</p>
<p>Approfitto di questo aggiornamento per ringraziare l’avvocato Enrico Sambin che mi ha assistito, le tante persone che mi hanno espresso solidarietà e si sono offerte per dare una mano, i colleghi e le colleghe che hanno raccontato questa storia sulla stampa e soprattutto gli agenti della Polizia Postale di Catania, che hanno raccolto la mia denuncia il giorno dopo il furto e che si sono comportati con serietà, scrupolosità e attenzione.</p>
</div>
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		<title>Una piccola cosa incredibile</title>
		<link>https://www.francescocosta.net/2023/02/03/locauto-furto-catania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francescocosta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 10:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[locauto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho noleggiato una macchina e ora rischio di dover pagare una barca di soldi, senza aver fatto nulla di male.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più o meno un mese fa mi è successa una piccola cosa incredibile. Scrivo piccola perché nessuno si è fatto male: ma è effettivamente incredibile, e nonostante io sia del tutto innocente e non creda di dovermi rimproverare nulla – fra poco potrete farvi la vostra idea – potrebbe finire per costarmi una barca di soldi. E di tempo. E di pensieri. E di rotture di scatole. Racconto questa storia principalmente per metterla in ordine nella mia testa un’ennesima volta, ma anche perché magari può essere utile a qualcuno, dovesse mai trovarsi in una situazione simile. È difficile che accada: dovreste essere piuttosto sfortunati. Ma a me è accaduto. Dunque.</p>
<p>Lo scorso 21 dicembre sono andato a Catania per partecipare a <a href="https://www.archiviobollettino.unict.it/articoli/francesco-costa-dal-%e2%80%98morning%e2%80%99-alla-crisi-californiana">una conferenza organizzata dall’università</a> e passare qualche giorno con la mia famiglia in occasione delle feste. Qualche giorno prima avevo prenotato il noleggio di un’auto da usare in quei giorni attraverso la compagnia internazionale Alamo, i cui noleggi in Italia sono gestiti da un’azienda che si chiama Locauto. Il 21 dicembre all’aeroporto di Catania ho ritirato quindi l’auto che avevo prenotato, una Lancia Y ibrida. Aggiungo qui un dettaglio che tornerà utile più avanti: il contratto di noleggio prevedeva anche la garanzia assicurativa in caso di furto, con una franchigia di 1.800 euro. Fin qui tutto bene.</p>
<p>Il giorno dopo sono uscito per fare un paio di commissioni e poi cenare fuori. Ho deciso di lasciare la macchina dentro un’autorimessa, uno di quei classici parcheggi in cui arrivi, ricevi un ticket e poi al ritorno paghi in base a quanto tempo hai usufruito del posto auto. Volevo essere prudente: il centro di Catania è piuttosto caotico ed è anche la zona della città con più furti d’auto, pensavo che dentro un’autorimessa l’auto sarebbe stata al sicuro e protetta anche dagli eventuali danneggiamenti che possono capitare quando lasci una macchina per strada, qualcuno che la tampona inavvertitamente mentre parcheggia, uno specchietto che salta, un graffio. Quindi ho parcheggiato la macchina dentro l’Autorimessa Centrale, una delle più note e antiche autorimesse a pagamento del centro della città. Fin qui tutto bene.</p>
<p>Sono entrato nell&#8217;autorimessa alle 18.50. Un addetto dell&#8217;autorimessa, dopo avermi indicato dove parcheggiare, mi ha chiesto a che ora sarei tornato a riprendere l&#8217;auto così da sapere dove sistemarla e mi ha dato uno scontrino riportante la targa dell&#8217;auto, un codice a barre e un numero identificativo, dicendomi che avrei dovuto lasciare l’auto aperta e consegnare le chiavi (è una di quelle autorimesse in cui il personale sposta le auto secondo l’ordine di uscita, tipo quelle che si trovano nei dintorni degli aeroporti). Non c’era la classica barra all’ingresso dell’autorimessa, ma lo scontrino veniva comunque stampato automaticamente da un terminale posto nel parcheggio vicino all’ingresso, quando ogni auto varca la soglia. Fin qui tutto bene.</p>
<p><a href="https://i.imgur.com/i9xH3Rc.png"><img decoding="async" src="https://i.imgur.com/i9xH3Rc.png" alt="" width="100%" class="alignnone size-full wp-image-13175" /></a><br /><small>(la foto si ingrandisce con un clic)</small></p>
<p>La richiesta di consegnare le chiavi mi è sembrata del tutto normale: moltissime autorimesse con personale richiedono la consegna delle chiavi e lo stesso regolamento dell’autorimessa, esposto all’interno dei locali, prevede l&#8217;obbligo per i clienti di lasciare le vetture aperte e consegnare le chiavi, per ragioni di sicurezza, in base alle norme antincendio. Al mio ritorno avrei dovuto presentare lo scontrino, gli addetti avrebbero scannerizzato il codice a barre, il sistema avrebbe calcolato quanto pagare, io avrei pagato e avrei ricevuto indietro le chiavi dell&#8217;auto e l&#8217;auto. Fin qui, penserete, cosa c’è di strano? Niente. La vicenda incredibile comincia adesso.</p>
<p>Sono tornato a recuperare l&#8217;auto dopo cena, intorno alle 23.15. Dentro l&#8217;autorimessa c&#8217;era un solo addetto, una persona diversa da quella che c&#8217;era al mio arrivo, che nel frattempo evidentemente aveva finito il suo turno. Ho dato lo scontrino all&#8217;addetto, che lo ha passato nello scanner e mi ha detto che l&#8217;auto risultava essere già stata ritirata. Davanti alla mia reazione – <em>controlli meglio, non può essere: è la mia auto, ho lo scontrino in mano</em> – l’addetto ha ribadito che l’auto era già stata ritirata: a fronte di ulteriori insistenze mi ha mostrato la schermata del terminale, secondo cui l’auto era uscita alle 22.58 dietro presentazione dello scontrino. La persona che aveva ritirato l’auto aveva persino pagato il parcheggio, 6 euro. Ribadisco che dev’esserci un errore e insisto nel mostrare il mio scontrino: <em>se ho io in mano lo scontrino, com’è possibile che qualcuno abbia ritirato l’auto?</em> Penso che il sistema abbia fatto casino e abbia registrato l’uscita di un’altra auto confondendola con la mia. Cerco l’auto nell’autorimessa ma non la trovo. A quel punto comincio a preoccuparmi.</p>
<p>Sono piuttosto sconcertato, come potete immaginare: torno dall’addetto e insisto nel chiedere spiegazioni. Chiedo a chi abbiano dato la mia auto e come sia stato possibile dal momento che lo scontrino con targa e codice a barre è nelle mie mani. L’addetto non ha spiegazioni, ma dice che l’auto non può essere uscita se non dietro presentazione dello scontrino. A quel punto inizia a rovistare in un cestino accanto al terminale che stampa gli scontrini, il cestino nel quale vengono gettati gli scontrini delle auto ritirate e… ci trova dentro uno scontrino identico al mio. O meglio: quasi identico al mio. C’è la stessa intestazione, c’è la targa dell’auto che ho noleggiato, c’è lo stesso codice a barre, è stato stampato sulla stessa carta.</p>
<p><a href="https://i.imgur.com/Ngpw35X.jpg"><img decoding="async" src="https://i.imgur.com/Ngpw35X.jpg" alt="" width="100%" class="alignnone size-full wp-image-13174" /></a><small>Il mio scontrino è quello a destra, la copia è quella a sinistra.</small></p>
<p>Sempre più sbalordito, mentre comincio a immaginare la montagna di rotture di scatole che stanno per arrivare, non desisto. L’addetto dice che il terminale permette di ristampare uno scontrino già emesso e che quindi qualcuno potrebbe aver avuto accesso al terminale, aver ristampato lo scontrino col codice a barre e la targa della mia auto e poi usato la ristampa dello scontrino per ritirare la mia auto. Ma chi, un passante? Un passante che entra nell’autorimessa, si avvicina al terminale senza che nessuno se ne accorga, clicca qui e clicca lì fino a ristampare lo scontrino, intascarlo e poi presentarlo agli addetti – che in tutto questo avrebbero dovuto trovarsi proprio lì, accanto al terminale, senza accorgersi di nulla? Chiedo all’addetto di farmi parlare con il dipendente che era di turno quando ho parcheggiato l’automobile, mi dice che non è possibile. Chiedo all’addetto di farmi parlare con il suo responsabile, mi dice che non è possibile. Chiedo all’addetto di farmi parlare con il titolare dell’autorimessa, mi dice che i titolari sono stati arrestati pochi mesi prima e l’azienda è amministrata dal tribunale. Allarga le braccia.</p>
<p>Chiamo il 112. Racconto che mi è stata rubata una macchina dentro l’autorimessa in cui l’avevo parcheggiata, e dico che alla luce dei fatti temo sia stata rubata da qualcuno o con la complicità di qualcuno della stessa autorimessa. La mia ovviamente è soltanto un’ipotesi: aggiungo che mi trovo ancora lì, nell’autorimessa, e vorrei che mandassero una volante. Mi rispondono che non possono mandare nessuno e l’unica cosa che mi suggeriscono di fare è andare via e poi sporgere denuncia la mattina dopo (quando lo farò, per l’appunto la mattina dopo, i poliziotti che raccoglieranno la denuncia si mostreranno molto sorpresi dal fatto che la sera prima non sia arrivato nessuno: non era un furto d’auto come gli altri, e con la mia insistenza nei confronti dell’addetto dell’autorimessa avrei anche potuto mettermi nei guai). Me ne vado, incredulo e incazzato.</p>
<p>Qui la cosa diventa ancora più incredibile. </p>
<p>Il giorno dopo, infatti, vado a sporgere denuncia e poi vado a portare la denuncia nell’agenzia di Locauto che mi aveva noleggiato l’auto, dando conto del furto. Gli addetti di Locauto, anche loro sbalorditi, hanno aperto la pratica, mi hanno detto che sarebbe passata alla &#8220;sede centrale di Milano&#8221; e mi hanno detto che non potevano autorizzare la consegna dell&#8217;auto sostitutiva, perché il caso in cui un&#8217;auto viene rubata e il proprietario non è più in possesso delle chiavi viene considerato “incauto affidamento dell&#8217;auto”. Come se io avessi dimenticato le chiavi da qualche parte, o le avessi perse, o avessi lasciato la macchina aperta con le chiavi nel quadro, e quindi in sostanza l’auto sia stata rubata per colpa mia. Di conseguenza, mi spiegano piuttosto mortificati, non solo non avrei avuto l’auto sostitutiva, ma Locauto mi avrebbe ritenuto responsabile in solido dell’intero valore dell’automobile.</p>
<p>Ovviamente il mio comportamento è stato tutt’altro che incauto, anzi: per un surplus di cautela ho preferito parcheggiare l&#8217;auto dentro un&#8217;autorimessa invece che per strada, proprio per eliminare il rischio di furti e danni. Non c’è niente che io abbia fatto di sbagliato o di imprudente, ed erano il regolamento dell&#8217;autorimessa e la legge a stabilire che avrei dovuto consegnare le chiavi al momento di parcheggiare l’auto. Immaginavo quindi che – una volta appresi i fatti – Locauto mi avrebbe addebitato la sola franchigia da pagare in caso di furto, cioè 1.800 euro: comunque una gran rottura di scatole, ma una rottura di scatole che a quel punto avevo purtroppo messo in conto.</p>
<p>Invece dopo qualche giorno Locauto, anziché chiedermi il rimborso della sola franchigia di 1.800 euro prevista nelle condizioni di contratto, mi ha chiesto di pagare l’intero valore dell’auto, cioè 12.389,27 euro: come se nel contratto di noleggio non fosse stata prevista alcuna garanzia assicurativa in caso di furto, nonostante i fatti siano andati come ho raccontato qui e come ho raccontato nella denuncia, nonostante al momento del furto l’auto fosse indubbiamente sotto la responsabilità legale dell’autorimessa, nonostante il mio comportamento sia stato esattamente il contrario di “incauto”. </p>
<p>Ovviamente mi sono rivolto a un avvocato, ma per il momento Locauto insiste: vuole da me tutti quei soldi e minaccia di portarmi in tribunale. E certo, posso difendermi in tribunale e fare causa a mia volta, a Locauto e all’autorimessa: è quello che intendo fare. Sono certo di non avere colpe. Ma quanti anni ci vorranno prima di avere ragione? Conoscendo i tempi della giustizia italiana, parecchi. Anche considerando solo le spese legali, l’intera vicenda rischia insomma di costarmi persino di più di quei 12.389,27 euro che non intendo pagare, e sono soldi che potrei tranquillamente non recuperare. Il tutto per essere stato prudente. </p>
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		<title>Poca roba</title>
		<link>https://www.francescocosta.net/2021/07/23/poca-roba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francescocosta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 09:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta con cui ieri Draghi ha masticato Salvini non dovrebbe oscurare un fatto più importante delle parole, e cioè [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <a href="https://www.ilpost.it/2021/07/22/draghi-vaccini-green-pass-salvini/">risposta</a> con cui ieri Draghi ha masticato Salvini non dovrebbe oscurare un fatto più importante delle parole, e cioè la sostanziale sconfitta politica di Salvini, peraltro l’ennesima: la Lega è entrata in Consiglio dei ministri dicendo &#8220;no al green pass&#8221; e ne è uscita dicendo &#8220;bene, avanti così&#8221;, è entrata ragliando che gli under 40 non dovrebbero vaccinarsi ed è uscita spiegando con tono piagnucoloso che si riferiva soltanto ai &#8220;dubbi sul vaccino ai minorenni&#8221; (peraltro infondati anche quelli).</p>



<p>È un fatto politico che andrebbe osservato a prescindere dalle proprie idee, perché le prove ormai sono tante, dal Papeete in poi, <a href="https://www.ilpost.it/2019/08/21/salvini-scarso/">tanto che al Post lo abbiamo scritto in tempi non sospetti</a>: Salvini è un politico scarso. Il suo indiscusso successo di consensi si è basato fin qui su una formidabile somiglianza con un pezzo significativo degli italiani, un mix di atteggiamento da bulletto al bar, esibizione del cinismo, vittimismo infantile, linguaggio da tronista e impianto valoriale composto da proverbi e buongiornismi. In questo è ancora imbattibile: nessuno somiglia agli italiani più di lui. Ma la politica è ottenere risultati, e guadagnare influenza per ottenere altri risultati. Da questo punto di vista, Salvini è poca roba.</p>



<p>I più arrabbiati per questa palese inadeguatezza dovrebbero essere quelli che lo hanno votato: avevano il paese in mano e sono finiti a farsi umiliare dall’ex capo della BCE. Ma anche i suoi avversari che a lungo lo hanno descritto come imbattibile – “guai a votare, se no vince Salvini” – dovrebbero ragionare un po&#8217; sui propri limiti.</p>
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		<title>Magari fosse solo avidità</title>
		<link>https://www.francescocosta.net/2021/05/27/magari-fosse-solo-avidita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francescocosta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 09:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorno su una cosa che ho detto oggi su Morning, perché credo ci sia il rischio di imparare la lezione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ritorno su una cosa che ho detto oggi su <a href="https://www.ilpost.it/2021/05/27/morning-ep-9/">Morning</a>, perché credo ci sia il rischio di imparare la lezione sbagliata da questa storia tremenda della funivia. Tutti i giornali, da Repubblica a Libero, dicono che sia stata “la strage dell’avidità”. Che gli operatori della funivia che hanno disattivato i freni di emergenza pur di tenere aperto l&#8217;impianto, quindi, lo abbiano fatto per un “desiderio intenso e insaziabile di denaro” (<a href="https://www.treccani.it/vocabolario/avidita/#:~:text=avidit%C3%A0%20s.%20f.%20%5Bdal%20lat.,di%20denaro%20%C3%A8%20insaziabile%3B%20a.">Treccani</a>). È una spiegazione consolatoria per noialtri, che mai ci definiremmo mossi da un “desiderio intenso e insaziabile di denaro”. Ed è facile sceglierla, perché assolve tutti tranne quei tre.</p>



<p>Non credo sia stata l&#8217;avidità a muovere quelle persone a disattivare i freni d&#8217;emergenza pur di lavorare, e non lo dico per togliere una briciola di gravità da quello che hanno fatto: semmai per aggiungerne, e darne un po&#8217; anche a noi. Questa non mi sembra una “strage dell&#8217;avidità”: mi sembra una strage del “tengo famiglia”. Una strage del “anche noi dobbiamo mangiare”. Una strage di chi si crede più furbo degli altri, di chi lavora male perché “cosa vuoi che succeda”, “ci penserà qualcun altro”, “c&#8217;è chi fa peggio di noi”, “con tutte le schifezze che fanno gli altri, proprio noi dobbiamo farci problemi?”.</p>



<p>“Anche noi dobbiamo mangiare”. Quante volte lo abbiamo sentito da chi assume in nero, da chi non paga le tasse perché ha deciso che sono troppe, da chi pretende che la sua azienda continui a inquinare e che la propria necessità di mangiare diventi un alibi e superi i diritti di tutti, compresi quelli che si sobbarcano la fatica della responsabilità o di pagare tasse che sono troppe anche per loro? Qual è la differenza tra chi ha tolto il freno di una funivia pur di lavorare e chi ha tenuto il ristorante aperto quando era vietato, nonostante la <strong>certezza</strong> di provocare contagi e morti? Certo, morti forse meno cruente e visibili: ma morti. Questa cultura è ovunque intorno a noi.</p>



<p>Il gestore di una funivia che fosse guidato esclusivamente dal proprio interesse economico non toglierebbe mai un freno di emergenza per qualche giornata di incassi, perché il concreto rischio di un incidente distruggerebbe istantaneamente qualsiasi profitto, oltre che la sua vita. È una scelta stupida proprio sul piano economico, oltre che per tutto il resto. È facile prendersela con i soldi, riflesso condizionato della nostra cultura pauperista, molto cattolica e poco calvinista, ma a me non sembra che abbiamo un problema di avidità. Abbiamo un problema di responsabilità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Andrà tutto bene</title>
		<link>https://www.francescocosta.net/2021/02/03/andra-tutto-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francescocosta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 09:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ho scritto in questi giorni, le cose si valutano da come le fai e da quali risultati ottieni. I [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come ho scritto in questi giorni, le cose si valutano da come le fai e da quali risultati ottieni. I conti, quindi, li faremo alla fine. </p>



<p>Personalmente, continuo a pensare che – seppur nel contesto di un governo mediocre, diretta espressione di un Parlamento mediocre e di un paese mediocre – i punti di conflitto politici nella precedente maggioranza parlamentare potessero essere affrontati e risolti senza la necessità di innescare una crisi di governo. Invece c&#8217;è stata la crisi, e tra veti e controveti i partiti si sono incartati: in una trattativa tra soggetti debolissimi, anche lo scenario indicato da tutti me compreso come il più probabile – una riedizione della maggioranza precedente, con qualche correzione – si è rivelato per ora, e sottolineerei per ora, impraticabile. Costringendo il presidente della Repubblica a prendere l&#8217;iniziativa.</p>



<p>A questo punto, detto che tutto potrebbe cambiare di nuovo nel giro di qualche ora, mi sembra di capire che lo scenario che abbiamo davanti sia questo: la legislatura iniziata col governo dei No Euro – nello stesso Parlamento mediocre di cui sopra – potrebbe concludersi con un governo tecnico guidato da Mario Draghi, il banchiere europeo per eccellenza, che dovrebbe ottenere su ogni singola misura – da quota 100 al reddito di cittadinanza alla spesa del Recovery Fund – il consenso del Partito Democratico, di Italia Viva, di Forza Italia, di almeno un pezzo della Lega e di almeno un pezzo del Movimento 5 Stelle (che al momento ha detto &#8220;col cavolo&#8221;). Ammesso che così ci siano i numeri, perché non è detto, ed eventualmente vedremo per quanto e per fare cosa, saremmo passati da un governo in cui l&#8217;ago della bilancia è stato Italia Viva a uno in cui l&#8217;ago della bilancia sarà la Lega.</p>



<p>E questo è il miglior scenario possibile. Come si dice: &#8220;andrà tutto bene&#8221;.</p>
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