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	<title>Friday Prejudice</title>
	
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	<description>Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.</description>
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		<title>Nei cinema dal 18 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:30:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come potrete notare a breve, questo è un episodio un po' particolare e meno "pregiudiziale": il caso vuole che io abbia già visto tre delle sei uscite settimanali. La buona notizia è che tutti e tre i film sono molto belli. Andiamo a cominciare. Another Earth è un piccolo film diretto da Mike Cahill, sceneggiato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come potrete notare a breve, questo è un episodio un po' particolare e meno "pregiudiziale": il caso vuole che io abbia <em>già </em>visto tre delle sei uscite settimanali. La buona notizia è che tutti e tre i film sono molto belli. Andiamo a cominciare.</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/anotherearth_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Another Earth</strong> è un piccolo film diretto da Mike Cahill, sceneggiato dal regista esordiente insieme alla favolosa protagonista Brit Marling. L'ho già visto qualche mese fa e <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2011/11/14/another-earth-mike-cahill-2011/" target="_blank">ne ho già scritto</a></strong> dall'altra parte. In breve: mi è piaciuto un bel po'. Costato mezza miseria e presentato al Sundance nel 2011, dove diventò immediatamente un caso, il film racconta una dolorosa storia personale mettendo sullo sfondo la fantascienza (la scoperta improvvisa dell'esistenza di un pianeta gemello) facendola funzionare soprattutto come metafora ma mantenendo comunque l'amore per il genere e per i suoi paradossi - soprattutto verso la fine. Diciamo così, quando vedrete della gente uscire da una sala con la faccia di <a href="http://knowyourmeme.com/memes/conspiracy-keanu" target="_blank">Conspiracy Keanu</a>, quelli sono andati a vedere <em>Another Earth</em>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thecoldlightofday_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>La fredda luce del giorno</strong> è un thriller merigano su cui ho cominciato a informarmi più o meno adesso mentre scrivo. Di fatto del film si sa poco, o almeno io ve la spaccio così: non è ancora uscito negli states (dove arriverà a settembre) ma del film esistono comunque un pugno di recensioni, tutte pressoché negative se ho ben capito. Peccato perché il cast è interessante (Bruce Willis, Sigourney Weaver e Henry Cavill, il prossimo Superman) e il regista Mabrouk El Mechri è quello del bellissimo <em>JCVD</em>, ma qui siamo in piena zona cestone delle offerte dell'Auchan.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/margincall_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Margin Call</strong> è un film che ha diverse cose in comune con <em>Another Earth</em>: è anch'esso americano e indipendente, dal budget ridotto (sotto i 4 milioni di dollari), è un'opera prima (di J.C. Chandor) è stato presentato al Sundance lo scorso anno ed è bellissimo - infatti l'ho visto e <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/03/21/margin-call-j-c-chandor-2011/" target="_blank">ne ho scritto</a></strong> di là. Le somiglianze finiscono qui: il film è infatti un dramma corale ispirato ai casini della Lehman Brothers. Se non capite un cazzo di finanza, non abbiate timore: nemmeno io. Il film ha ben altre doti: un cast letteralmente incredibile (ne dico solo tre: Kevin Spacey, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Demi Moore, ne ho detti quattro, facciamo cinque, Paul Bettany) ma soprattutto una sceneggiatura che vi farà appassionare profondamente alle vicende di gente con cui non vorreste nemmeno sedervi a bere un cafferino all'inferno.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/salmonfishingintheyemen_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Il pescatore di sogni</strong> è il titolo italiano di <em>Salmon Fishing in the Yemen</em>, e anche stavolta di fronte a un originale così improbabile (tratto da un libro, cosa ci vuoi fare) non me la sento di biasimare fino in fondo la scelta - anche se quei sogni sono un jolly facilone. Almeno abbiamo evitato lo SPARKSING e in fondo non si chiama <em>Il pescatore dell'Amore</em> né <em>Un amore di pescatore</em>, né <em>Il salmone dell'amore nei sogni</em>. Però il libro da cui è tratto in Italia si chiama <em>Pesca al salmone nello Yemen</em>, quindi avete poco da fare i furbini. COMUNQUE. Il film è una produzione britannica, è diretto dallo svedese Lasse Hallström (che non ne imbrocca una da una ventina d'anni) e ha avuto un'accoglienza moscetta. Dal canto mio, c'è una sola ragione per cui potrei mai andare in sala a vederlo e <a href="http://media.theiapolis.com/b000000/d4/hEL/i1L3J/t3/wJG/emily-blunt-as-harriet-chetwode-talbot-in.jpg" target="_blank">ve la spiego così</a>.<em></em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thecabininthewoods_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Quella casa nel bosco</strong> è il terzo e ultimo film che ho già visto (certo, <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/05/13/quella-casa-nel-bosco-the-cabin-in-the-woods-drew-goddard-2011/" target="_blank">ne ho scritto sull'altro blog</a></strong>) di questa settimana, e con tutta probabilità è il film che la maggior parte di voi vorrà andare a vedere. Lasciate che vi rassicuri: fate bene. Il film prodotto e co-sceneggiato da Joss Whedon e diretto da Drew Goddard è una pacchia totale per qualunque appassionato di cinema (non soltanto horror) e uno spasso garantito per chiunque altro. Non saprei cosa aggiungere visto che di ciò che accade nel film si dovrebbe (a mio avviso) parlare il meno possibile. Come diceva Gesù, non spoilerate agli altri quello che non vorreste venisse spoilerato a voi.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/romanpolanskiafilmmemoir_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Roman Polanski: A Film Memoir</strong> è un documentario distribuito da Lucky Red e diretto dal francese Laurent Bouzereau, regista specializzato in un campo un po' particolare: i <em>making of</em> e i contenuti speciali per home video, anche di film molto popolari come <em>Lo Squalo</em> o <em>Ritorno al Futuro</em>, quindi è probabile che abbiate visto un botto di film di Laurent Bouzereau senza saperlo. Che storia bellissima! L'argomento del documentario è molto più prevedibile - il titolo dice tutto - ma senza dubbio le vicende private e professionali di un grande e discusso regista come Polanski sono un argomento sufficientemente valido e interessante da giustificare la sua esistenza. Ecco.</p>
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		<title>Nei cinema dall’11 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:40:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[100 metri dal paradiso è uno dei seicento film italiani in uscita questa settimana, ma più o meno l'unico di cui abbiate sentito parlare. Il merito è probabilmente della Rai, che per qualche motivo produce e distribuisce questa roba e quindi manda la gente sui canali della Rai a parlarne. Come biasimarli? Il trailer però caratterizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/100metridalparadiso_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong></strong><strong>100 metri dal paradiso</strong> è uno dei seicento film italiani in uscita questa settimana, ma più o meno l'unico di cui abbiate sentito parlare. Il merito è probabilmente della Rai, che per qualche motivo produce e distribuisce questa roba e quindi manda la gente sui canali della Rai a parlarne. Come biasimarli? Il <a href="http://youtu.be/Mvv2hN8yEoU" target="_blank">trailer</a> però caratterizza il film come ottimo candidato a <em>film italiano da deridere</em> della settimana, e vi assicuro che la trama già di per sé incredibile - un ex atleta fallito col figlio con la vocazione vuole formare la squadra olimpica del Vaticano, e stiamo parlando di un film che credo si sia preso 200 mila euro di fondi ministeriali - non gli rende giustizia. Guardatelo e decidete. Ora scusate devo andare a farmi frate perché è troppo una figata.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/chronicle_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong></strong><strong>Chronicle</strong> è già uscito mercoledì 9 maggio e nel frattempo l'ho già visto e <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/05/08/chronicle-josh-trank-2012/" target="_blank">ne ho già scritto dall'altra parte</a></strong>. Tagliamo corto dove si può, che la settimana è pesa: a me il film di Josh Trank sceneggiato da Max Landis, film di adolescenti con i superpoteri, è piaciuto davvero molto, anche (ma non solo) perché prende uno stratagemma abusato come il <em>found footage</em> e lo trasforma ribaltandolo dall'interno. Doppiato perde probabilmente un po' di senso, ma è il film che vi consiglio di vedere prima di tutti gli altri.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/darkshadows_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Dark Shadows</strong> è il nuovo film di Tim Burton. A cui probabilmente avrei dato un pensatore, perché vabbè l'affetto, ma <em>Alice</em> fa ancora un male cane. Per fortuna ho già visto anche questo e <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/05/10/dark-shadows-tim-burton-2012/" target="_blank">ne ho già scritto di là</a></strong>, quindi potete leggere quel post e io posso permettermi di schierarmi senza menarla troppo. E mi schiero dalla sua parte: è un film pasticciato ma molto divertente, visivamente è una goduria assoluta e poi c'è una Eva Green che vi sognerete la notte. La critica anglosassone lo sta stroncando, tra i cinefili italiani si è sollevato un muro, a molti è piaciuto, a voi no, io non ho più un cazzo da aggiungere.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/disoccupatoinaffitto_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Disoccupato in affitto</strong> è un piccolo documentario diretto da tal Luca Merloni il cui tema è abbastanza evidente dal titolo: il protagonista gira alcune città italiane interrogando la gente per strada sul tema dell'occupazione. A giudicare dal <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1iVoOFDLaCw" target="_blank">trailer</a> non sono sicuro che il grande schermo sia il modo migliore per mostrare un film di questo tipo; vorrei sospendere il giudizio per simpatia (dopotutto è un documentario a bassissimo costo che non attinge alle mammelle del Ministero, almeno credo) ma non penso che possa funzionare, tutto qui. Realizzare una locandina decente li avrebbe messi sotto una luce migliore? Curiosità per gli appassionati di musichine: la colonna sonora è di The Niro.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/isole_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Isole</strong> è l'altro film italiano di cui si parla un pochetto perché c'è Asia Argento. Il film è diretto da Stefano Chiantini, che qualche anno fa aveva fatto un film con la Mezzogiorno sceneggiato da Papaleo che nessuno ha visto. Di questo sappiamo che è ambientato alle isole Tremiti, che c'è dentro Asia Argento e che, come il <a href="http://youtu.be/3py__xm71-k" target="_blank">trailer</a> ci fa giustamente capire, QUELLA RAGASSA È UN PERICOLO. Direi che è abbastanza per candidare anche lui a <em>film italiano da deridere</em> della settimana senza girarci troppo attorno.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ilrichiamo_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Il richiamo</strong> è il quarto film italiano della settimana e già non ce la facciamo più. Mettiamoci un po' di attenzione, perché merita: il film con Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi è diretto dal regista di <em>Tartarughe sul dorso</em> (che non era male, per quel poco che ricordo), è ambientato in Patagonia, e a quanto ci riferiscono amici che hanno preso un proiettile per tutti noi vedendolo in anteprima, dovrebbe essere abbastanza terribile e soprattutto - wait for it - recitato in un'altra lingua e doppiato. Che teneri. Qui ovviamente, lo dico per chi ci capitasse per caso, come sapete in fondo non si parla del film, ma di come il film si presenta - e si presenta con questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yo0r89V0U6s" target="_blank">trailer</a> che batte ogni record di sguardo intenso verso un punto imprecisato, ma anche ogni record di sguardo basito e ogni record di sorriso consapevole della poesia della vita. "Come si fa ad arrivare in un posto così?" "Scappando da qualcosa". Terzo candidato a <em>film italiano da deridere</em> della settimana, pochi cazzi.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/lenfantdenhaut_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Sister</strong> è il titolo italiano (e internazionale, per la precisione) di <em>L'Enfant d'en haut</em>, film svizzero diretto da Ursula Meier, quella di <em>Home</em>, che purtroppo non ho visto. Vincitore dell'Orso d'Argento all'ultimo Festival di Berlino, mica della medaglia del bocciodromo di Galliate, il film della Meier racconta del rapporto <del>tra due sorelle</del> tra un ragazzino e la sua sbandata sorellona in una stazione sciistica, e quando arrivano dei film così non faccio che benedire il giorno in cui mi sono inventato l'icona del pensatore.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/specialforcesliberatelostaggio_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Special Forces - Liberate l'ostaggio</strong> è un film che a leggere il titolo e a guardare la locandina da venti metri potrebbe sembrare un action movie con Samuel L. Jackson e invece è un film francese con Raz Degan. Opera prima di tal Stéphane Rybojad, il film racconta di una squadra di cazzuti soldati francesi in missione in Afghanistan, come a dire: che poi non si dica che i nostri film sono tutti uguali. Non è che puoi mettere il pensatore a tutti i film francesi. Finalmente un film francese a cui dare una bella pecora nera. <em>Ça va sans dire</em>, la <a href="http://www.allocine.fr/film/fichefilm-181881/critiques/presse/">critica locale</a> sembra confermare proprio la mia impressione. Se voglio vedere Diane Kruger posso sempre riguardare<em> Bastardi senza gloria</em> per la decima volta.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/toutesnosenvies_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Tutti i nostri desideri</strong> è un altro film francese, diretto da Philippe Lioret (già regista di <em>Welcome</em>), interpretato da Vincent Lindon, tratto da un romanzo di Emmanuel Carrère. Più francese di così, non si può. Il film racconta di due magistrati che decidono di sfidare un istituto di credito che sfrutta la poveragente e forse finiscono anche per darsi dei baci con la lingua. Che altro devo dire? La <a href="http://www.allocine.fr/film/fichefilm-173428/critiques/presse/" target="_blank">stampa francese</a> sembra mediamente soddisfatta, io mi allontano fischiettando.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/workersprontiatutto_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Workers - Pronti a tutto</strong> è finalmente l'ultimo film della settimana, ma purtroppo è anche una commedia italiana, perché effettivamente se ne sentiva la mancanza. Non si fanno abbastanza commedie in Italia! Il tema del film è il precariato, e infatti c'è Alessandro Tiberi. Non si fanno abbastanza commedie sul precariato in Italia! C'è anche Pannofino, come più o meno in tutti i film o fiction italiane degli ultimi due anni. C'è persino Nicole Grimaudo! Ci sono due ex Cavalli Marci! C'è Nino Frassica che fa il mafioso simpatico e buffo! Devo ammettere che "Italo, fammi capire, tu masturbi tori?" mi ha fatto sorridere, il resto del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CuIpR_quOtE" target="_blank">trailer</a> mi ha gettato nello sconforto. Magari meritava più fiducia, ma visto l'andazzo questa settimana ho optato per un bel gregge corvino, suona più democratico.</p>
<p>Nota a margine: dovrebbe essere uscito da qualche parte <strong>Napoli 24</strong>, film collettivo presentato a Torino due anni fa che racconta la città attraverso segmenti di circa tre minuti l'uno.</p>
<p>Ultima segnalazione, quella di <strong>Ulidi Piccola Mia</strong>, un film di Mateo Zoni che sta seguendo una distribuzione diversa dal solito, in <a href="http://www.soloparolesparse.com/2012/05/ulidi-piccola-mia-recensione/" target="_blank">questo post</a> trovate luoghi e date delle proiezioni.</p>
<p>***</p>
<p>Adesso tocca a voi: VOTATE il film italiano da deridere della settimana.<br />
<span style="text-align: center;"><a href="http://polldaddy.com/poll/6218149">Take Our Poll</a></span></p>
<p><em>E ora qualcosa di completamente diverso. Settimana scorsa ho tenuto un piccolo workshop alla IULM intitolato "scrivere di cinema sul web". Dopo aver discusso di <a href="http://scriveredicinema.wordpress.com/" target="_blank">cose mediamente più serie</a>, il terzo giorno ho messo alla prova i valorosi studenti con quello che facciamo qui ogni settimana da oltre 6 anni: dopo aver visto alcuni trailer, hanno dovuto produrre in pochi minuti un "pregiudizio". </em><em>Ecco alcune delle cose che hanno scritto su "100 metri dal paradiso".</em></p>
<p>Evidentemente il film è ambientato in una Roma di un universo parallelo dove la figa è completamente estinta visto che un marcantonio centometrista decide di farsi prete. Poi compare un prete che prima cerca di tranquillizzare il padre del marcantonio e subito dopo fa vedere una app di strip-tease ad altri preti. Così, dal nulla. Manco Mauro Repetto nei video degli 883 era così fuori luogo e senza senso. Naturalmente viene costituita la nazionale clericale del corridori e non credo ci sia bisogno di vedere il film per capire come andrà a finire il tutto. Vincerà il marcantonio, ovviamente con l'aiuto di Dio e di tutti gli apostoli, e il papà goloso di successo sarà bello che contento. Una menzione particolare alla battuta finale del trailer, che vede il prete ciccione (quello dell'app sconcia) lottare contro una divisa da corridore chiaramente-troppo-stretta-per-lui sotto gli occhi di una signorina: "Ma non ti è un po' attillata?" "Ma ho preso l'extralarge!". Uccidetemi. <strong>(Michele P.)</strong></p>
<p>Se nel cinema dove arrestarono Lee Harvey Oswald avessero proiettato questo film, probabilmente, si sarebbe costituito senza neanche entrare. Già dal trailer il film di Verzillo promette di essere l'ennesima cagata in stile "E' nata una star?" o film dei Muccino a scelta dalla filmografia di entrambi i fratelli. Il trailer, dal canto suo, conferma tutte le ipotesi già fatte sul titolo. La storia: l'olimpionico che vuol farsi frate incontra un prete che vuol fare il massmediologo. Risultato: la squadra olimpica del Vaticano formata raccattando missionari "pompati" in giro per il mondo. Se nonostante tutto andrete anche a vederlo, poi non parlate di soldi buttati via, etc etc. Cazzo vi aspettavate? <strong>(Francesco P.)</strong></p>
<p>Sarebbe stato meno imbarazzante vedere terence hill (ci siamo abituati) e bud spencer vestiti da suore ballare come tony manero, e forse sarebbe stato anche possibile, vista la predilezione che la rai coproduttrice ha per la tonaca. Invece ci tocca sentire di una squadra olimpica del vaticano, ché se gesù cristo fosse ancora in vita avrebbe colto quest'occasione per crocifiggersi. Conoscete il detto 'vedi napoli e poi muori'? Ecco, possiamo risparmiarci la visione. <strong>(Paolo O.)</strong></p>
<p>100 metri dal paradiso narra le “divertenti” avventure della prima squadra olimpica del vaticano. Probabilmente frutto di un piano segreto per far passare una legge che vieti l’ironia sulla Chiesa o, peggio, la solita strategia di comunicazione suicida per svecchiare il Vaticano, questa puttanata non sta né in cielo né in terra. Non resta che deridere l’indescrivibile trailer fotogramma per fotogramma per i prossimi 1000 anni. Il film che potrebbe aver scritto uno che tiene un workshop sulla comicita’ allo iulm. <strong>(Edoardo F.)</strong></p>
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		<title>Nei cinema dal 4 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kekkoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[American Pie: Ancora insieme è il quarto capitolo (se si escludono alcuni spin-off usciti direttamente in dvd) della "saga" di American Pie, una serie di commedie enormemente popolari che tra il 1999 e il 2003 tirarono su circa tre quarti di miliardo di dollari. Il titolo originale è American Reunion e rende abbastanza bene l'idea alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/americanpieancorainsieme_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>American Pie: Ancora insieme</strong> è il quarto capitolo (se si escludono alcuni spin-off usciti direttamente in dvd) della "saga" di <em>American Pie</em>, una serie di commedie enormemente popolari che tra il 1999 e il 2003 tirarono su circa tre quarti di miliardo di dollari. Il titolo originale è <em>American Reunion</em> e rende abbastanza bene l'idea alla base della trama: il film è infatti l'equivalente cinematografico di una reunion musicale. Devo fare un <em>mea culpa</em>: non ho mai visto alcun <em>American Pie</em> e non ne ho mai sentito il bisogno - ma è un problema tutto mio: come ogni reunion che si rispetti, la questione affettiva viene prima di tutte le altre ed è in qualche modo giusto che questo film sia molto atteso da chi "è cresciuto" con i film precedenti e ignorato totalmente da tutti gli altri. Se invece mi chiedete come l'abbia presa la critica, beh, <a href="http://www.metacritic.com/movie/american-reunion/critic-reviews" target="_blank">maluccio</a>. Ma importa davvero?</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/hungergames_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Hunger Games </strong> è già uscito al cinema martedì 1 maggio, l'avete probabilmente già visto tutti, e quindi io cosa ci sto a fare qui? Anch'io, per dire, l'ho già visto e <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/04/29/hunger-games-gary-ross-2012/" target="_blank">ne ho scritto</a></strong> dall'altra parte. In breve: tratto da un romanzo "young adult" di Suzanne Collins, il film diretto da Gary Ross è un ottimo esempio di come si possa fare un cinema indirizzato a un pubblico adolescente - ma più in generale a un pubblico molto ampio, e il successo globale del film lo mostra piuttosto bene - senza dare per scontato che siano tutti deficienti. Merito del libro in sé, in gran parte, ma anche di una trasposizione curata e intelligente, e di Jennifer Lawrence che, come sappiamo, è Jennifer Lawrence.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/gliinfedeli_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Gli infedeli</strong> è una commedia francese che, come si può intuire dal titolo e dalla pubblicistica, racconta n varianti di infedeltà maschile. Ma non si tratta di un film corale, no!, peggio!, è un film a episodi. YAWN. Va detto che le firme dei singoli segmenti sono interessanti - prima di tutto Hazanavicius di <em>The Artist </em>ma anche Fred Cavayé di <em>Anything For Her</em> e lo stesso Jean Dujardin al suo esordio da regista cinematografico; poi se volete discutiamo del fatto che su sette nomi c'è soltanto una donna, oppure no - ma non credo che quattro nomi in croce siano in grado di spostare di un millimetro il mio totale disinteresse per una roba simile. La <a href="http://www.allocine.fr/film/fichefilm-191442/critiques/presse/" target="_blank">critica francese</a>, dal canto suo, non mi sembra convintissima, ma lo dico solo per darmi un tono.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/seafoodunpescefuordacqua_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Seafood - Un pesce fuor d'acqua</strong> è un altro cazzo di film animato coreano? Due settimane dopo quella cazzo di gallina? Dov'è il vostro dio, adesso? In verità il regista di questo pastrocchio impresentabile si chiama Aun Hoe Goh quindi probabilmente è coreano (si nota che non ho particolarmente approfondito la questione? Ne riparliamo quando uscirà il Castoro sul cinema di Aun Hoe Goh) ma il film sembra essere una co-produzione cino-malese. Ve lo chiedo in ginocchio: se dovete conquistare il mondo, amici cinesi, potete lasciare il cinema d'animazione in fondo alla lista? Grazie. Mica per altro, non è che ci fate un figurone. Comunque, mi ripeto, complimenti anche a questi tizi per l'originalità della scelta, io un film animato con protagonista uno squalo non l'avevo mai visto.</p>
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		<title>Nei cinema dal 24 aprile al 27 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kekkoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana è persino più incasinata del solito, i film escono infatti spalmati tra martedì e venerdì. Per semplificare le cose (a voi, non a me) li ho ordinati per giorno d'uscita. Dal 24 aprile: The Avengers è il film che tutti noi stavamo aspettando per permetterci di uscire dal deprimente letargo cinefilo delle ultime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa settimana è persino più incasinata del solito, i film escono infatti spalmati tra martedì e venerdì. Per semplificare le cose (a voi, non a me) li ho ordinati per giorno d'uscita.<br />
</em></p>
<p><strong>Dal 24 aprile:</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ivendicatori_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>The Avengers</strong> è il film che tutti noi stavamo aspettando per permetterci di uscire dal deprimente letargo cinefilo delle ultime settimane o mesi: non mi ricordo nemmeno più quand'è stata l'ultima volta che sono andato al cinema per un film di prima visione con una fotta così grossa. Non è un'esagerazione dire che si tratta di uno dei film più attesi dell'anno, non solo perché è il culmine dell'esagerato progetto produttivo che ha di fatto "serializzato" i film della Marvel, ma anche perché si tratta del ritorno di Joss Whedon alla regia a sette anni da <em>Serenity</em> e dopo la straordinaria (ma assai ordinariamente sfortunata) esperienza televisiva di <em>Dollhouse</em>. Chiunque abbia seguito nel bene e nel male i film che hanno portato fin qui (il mio preferito, non lo nascondo, è <em>Thor</em>) non ha bisogno di sentirsi dire altro e già ha il biglietto in tasca. Assembliamoci.</p>
<p><em>(il film esce in circa 250 sale la sera del 24 aprile dopo le 22; l'uscita ufficiale è il 25 aprile)</em></p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/therumdiary_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>The Rum Diary - Cronache di una passione</strong> è il film che andranno a vedere tutti quelli che sono arrivati al cinema per vedere <em>The Avengers</em> ma erano finiti i biglietti. Trovo surreale che <em>The Rum Diary</em> esca OGGI, visto che ricordo di aver sfogliato delle foto di scena nel periodo in cui mi spuntavano i primi peli sul pube. Infatti il film, dopo essere già stato in attesa per una decina d'anni, è stato girato poco più di TRE anni fa; ai tempi sembrava una cosa gustosa per n motivi tra cui il ritorno di Bruce Robinson e il ritorno di Johnny Depp in un film tratto da Hunter Thompson, ma nel frattempo Depp ha fatto <em>Alice</em>, <em>The Tourist</em> e il ventesimo capitolo dei <em>Pirati dei Cazzo di Caraibi</em> e di fatto ci è completamente passata la voglia. Ah, e complimenti per il sottotitolo italiano, non fa cagare per niente.</p>
<p><strong>Dal 25 aprile:</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ilcastellonelcielo_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Il castello nel cielo</strong> è un film diretto dal più celebre e amato regista dell'animazione giapponese, Hayao Miyazaki, ed è uscito da poco nelle sale giapponesi. Per l'esattezza nel mese di agosto. Del 1986. Terzo film di Miyazaki (tra <em>Nausicaa</em> e <em>Totoro</em>) e primo prodotto ufficiale del leggendario Studio Ghibli, <em>Laputa</em> (questo il titolo internazionale) è uno dei capolavori assoluti di un autore in grado di sfornare quasi solo capolavori assoluti. Do quasi per scontato che siate arrivati alla vostra veneranda età vedendo <em>Laputa</em> almeno una volta, in caso contrario sappiate che vi invidio moltissimo. Andate a vederlo, è un ordine.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/hocercatoiltuonome_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Ho cercato il tuo nome</strong> è il titolo italiano di <em>The Lucky One</em>, film tratto da uno dei trecento romanzi tutti uguali di Nicholas Sparks che non ho letto. Non è il primo libro di Sparks a finire sullo schermo, per l'esattezza è il SETTIMO in una dozzina d'anni, e per un caso strano sono tutti film che non guarderei nemmeno sotto tortura. Torniamo al titolo: fa schifo, me ne rendo conto, ma è quello dell'edizione italiana del libro, è normale che si intitoli così anche il film, e chi siamo noi per criticare le scelte editoriali degli editori dei libri di Nicholas Sparks? Segue piccola antologia delle traduzioni italiane dei titoli dei libri di Nicholas Sparks. Da <em>The Rescue</em> a <em>Un cuore in silenzio</em>. Da <em>Dear John</em> a <em>Ricordati di guardare la luna</em>. Da <em>Safe Haven</em> a <em>Vicino a te non ho paura</em>. Da <em>The Guardian</em> a <em>Quando ho aperto gli occhi</em>. Chiameremo questa pratica SPARKSING. Si può applicare a tutto, inclusi i titoli dei film. <em>The Avengers</em> diventa <em>Ho trovato gli occhi di un eroe</em>, che so, <em>Hunger Games</em> diventa <em>Il mio cuore è un arco nella foresta</em>. Sparksing! Giocate anche voi.</p>
<p><strong>Dal 26 aprile:</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://mr.comingsoon.it/imgdb/locandine/ico/48971_ico.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Interno giorno</strong> è un film italiano diretto da tal Tommaso Rossellini con un cast completamente random tra cui spiccano Fanny Ardant, Regina Orioli e Brenno Placido. Bella lì, Brenno. Si tratta ovviamente del <em>film italiano da deridere</em> della settimana, con buona pace delle altre robe qui sotto, un premio inevitabile dopo la visione del temibilissimo <a href="http://youtu.be/h2yrkPqig2k" target="_blank">trailer</a> il cui picco di interesse è Anita Caprioli (perché, amore mio, perché?) che guarda la Ardant che balla con un tizio attraverso un bicchiere vuoto, ché è una bellissima metafora e poi Anita Caprioli può fare il cazzo che vuole. Dopo 30 interminabili secondi di gente che non fa NIENTE, la musica sfuma e partono alcuni brevi istanti di imbarazzo puro: il tipo che reppa mentre Brenno fa pum-pum-cià e l'immancabile rissa in soggiorno con vaffanculo (è bello avere delle certezze, grazie cinema italiano), ma giusto il tempo di uscire e si continua a non fare NIENTE però davanti a un bel falò sul greppo col tramonto dietro. Una delle nipoti di Chaplin si toglie le scarpe, è una bellissima metafora della puzza di piedi della nipote di Chaplin. Tutti cantano davanti al falò al tramonto ma noi non li sentiamo perché c'è un tappeto sonoro jazz di merda dall'inizio alla fine, una bellissima metafora della morte del cinema.</p>
<p><strong>Dal 27 aprile:</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/lacasanelventodeimorti_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>La casa nel vento dei morti</strong> è un altro film italiano, questa volta è (credo) un horror e quindi di partenza mi provoca più simpatia di qualunque film sui borghesi che accendono falò sui greppi al tramonto. Ma non pensiate che sia una festa. Perché non è una festa. Anche qui, il <a href="http://youtu.be/pE7JRLwLBLk" target="_blank">trailer</a> parla bene da solo: da principio a causa di un montaggio confuso non si capisce granché (un tizio dice "sto per fare un colpo" quindi immagino ci sia in ballo una rapina) ma un cartello ci avvisa che siamo negli anni quaranta per qualche motivo. Dopo 15 secondi c'è una cosa in stile primo Raimi, giusto per stare sul pezzo. Il resto del film sembra un horror girato tra amici, ma dopotutto anche Raimi ha iniziato così. Sì, certo.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/hunger_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Hunger</strong> è un bellissimo film diretto da Steve McQueen, presentato a Cannes nel lontano DUEMILAOTTO. Quattro anni dopo non speravamo nemmeno più in un'uscita italiana, ma il successo di <em>Shame</em> e soprattutto l'improvvisa popolarità di Michael Fassbender nudo hanno fatto il resto convincendo la BIM che si tratta di una cosa vendibilissima. Perché lo è, a patto di nascondere il fatto che non è proprio una passeggiata. Insomma, siete avvertiti: <em>Hunger</em> è un film meraviglioso e imperdibile e tutto quanto, ma è anche una delle esperienze cinematografiche più massacranti che mi siano mai capitate. Si astengano pure: impressionabili, sensibili, persone che si annoiano se la macchina da presa non si muove, persone che si lamentano se la macchina da presa si muove troppo, persone che vanno per vedere il cazzo di Fassbender, persone che non sanno dov'è l'Irlanda, persone che si addormentano spesso al cinema. Per tutti gli altri, è obbligatorio e poi interrogo.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/maternityblues_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Maternity Blues</strong> è il terzo film italiano della settimana, e terza pecora nera. Non è colpa mia. Il film stavolta è un po' più blasonato, se mi passate la cazzata: distribuito da Fandango, è passato da Controcampo Italiano e tratta un argomento pesissimo - le protagoniste sono quattro donne che hanno ucciso i loro figli. Party, party, yeah! Qualche giorno fa ero in un momento difficile e ho provato a cercare persino qualche recensione, che potrei ora riassumere con "intenzioni ok, film brutto". A pelle mi sa che è andata così. Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ASCvgY_dkIA" target="_blank">trailer</a> per metà è <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/sad-andrea.jpg" target="_blank">Sad Andrea Osvart</a> e nell'altra metà è tutto un crescendo di archi e disperazione con un tot di scritte che ci avvisano che Libero l'ha trovato molto commovente e che è stato applaudito a Venezia - dove applaudirebbero pure gli spot di Infostrada, se ci fosse Fiorello in sala. Non è vero, però è vero.</p>
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		<title>Nei cinema dal 20 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:36:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leafie - La storia di un amore è un film d'animazione coreano, che mi sembra il modo migliore per farmi iniziare la settimana senza farmi girare i coglioni fortissimo. Ma certo, con tutto il ben di dio che la Corea del Sud produce ogni anno, dai, distribuiamo il film sulla gallina che sogna una vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/leafielastoriadiunamore_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Leafie - La storia di un amore</strong> è un film d'animazione coreano, che mi sembra il modo migliore per farmi iniziare la settimana senza farmi girare i coglioni fortissimo. Ma certo, con tutto il ben di dio che la Corea del Sud produce ogni anno, dai, distribuiamo il film sulla gallina che sogna una vita libera dal pollaio. In fondo non ne hanno mai fatti, di film su galline in fuga dai pollai. WINK.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/maledimiele_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Maledimiele </strong>è un film italiano la cui protagonista è "un'adolescente di 15 anni che si ammala di anoressia". Lo so che voi piccoli morbosi amici state aspettando che io mi scagli come un pezzo di grana, ma la verità è che nel <a href="http://youtu.be/pDpoVsXjFiw" target="_blank">trailer</a> per una volta ho visto qualcosa di interessante, soprattutto visivamente ma non solo; in più le poche frasi che si sentono sembrano essere pronunciate con una dizione meno imbarazzante del solito e la ragazzina - una quindicenne che interpreta una quindicenne: miracolo - che guarda in macchina e sussurra "andate tutti affanculo" ha già vinto tutto. Poi vabbè, se le tira un po' addosso: hai un film che si intitola <em>Maledimiele</em> e invece degli Afterhours ci metti una canzone di ChiaradiPaolaeChiara? Faccio finta di niente.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ilprimouomo_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Il primo uomo</strong> è il nuovo film di Gianni Amelio, uno dei più premiati e rilevanti registi italiani degli anni '90 che però anche nello scorso decennio è riuscito a tirare fuori un paio di film davvero convincenti - <em>Le chiavi di casa</em> e <em>La stella che non c'è</em>. Dai, erano belli, non rompete il cazzo. Stavolta però si cambia decisamente: Amelio ha adattato un romanzo postumo e incompiuto di Camus (che venne pubblicato dalla figlia), girando in francese in Algeria. Il film è stato presentato a Toronto lo scorso autunno; ammetto di non essere stato molto attento alle reazioni, le poche che ho letto in questi giorni mi sono sembrate molto positive anche se passa sempre l'impressione di un certo timore reverenziale. Ammetto che non è il film più attraente della stagione, ma credo che Amelio si meriti un po' di fiducia.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/sandrinenellapioggia_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Sandrine nella pioggia</strong> è il terzo film italiano di fila della settimana, ma stavolta ci siamo: si tratta proprio del <em>film italiano da deridere</em> della settimana. Gioite, stronzi! Il film è diretto da Tonino Zangardi, che è pur sempre quello che aveva diretto <a href="http://data.kataweb.it/kpm2cinx/field/image/tcimage/314160" target="_blank">il film con Anna Maria Barbera</a>, ed è inutile che facciate finta di niente. Sarà per via del karma che questo film, datato 2008, ci ha messo quattro anni suonati ad arrivare in sala? Più che al karma io tenderei a dare la colpa al film stesso, guardare il <a href="http://youtu.be/wJPu5b3d_4I" target="_blank">trailer</a> per credere: si parte con una roba noir che probabilmente nel film è totalmente marginale, e poi via subito in quarta con le frasi storiche: "e lo sai che tutto intorno a noi è energia?". GO OOON. Seguono immagini suggestive di spiagge, altalene, cabine telefoniche, pioggia, finestre, giannini, "ti presento mia madre, è Monica Guerritore", "la prossima volta che vai a mignotte nasconditi meglio" "non ha niente a che vedere con l'amore", ALESSANDRO FUCKING HABER, un po' di <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/basiti.jpg" target="_blank">ACTING!</a>, in mezzo un po' di scopare, poi c'è Giannini che sfiata TU NON SEI NORMALE (ma ci ho messo 10 ascolti per capire cosa dicesse), sparatoria a caso, protagonista dalla faccia gonfia che (giuro) seduta su un letto si strappa di dosso un abito da sposa urlando! Stacco: la stessa tipa corre per strada sotto la pioggia. Tutto quanto doppiato, malissimo. Saggezza finale: tutto finisce, e di quello che non finisce prima o poi ci si stufa. Purtroppo <em>Sandrine</em> ricade nella prima categoria. Applausi, lacrime, sipario.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/unaspianonbasta_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Una spia non basta</strong> è il titolo italiano di<em> This Means War</em>, una specie di commedia action su due spie che scoprono di avere la stessa morosa. I tre sarebbero anche interessanti (i maschietti sono Chris Pine e Tom Hardy, lei è Reese Witherspoon) e l'idea banalissima potrebbe essere la base per un filmino divertente, ma il film diretto da McG a quanto pare fa schifissimo - almeno, è quello che si evince dando un'occhiata ai trailer e alla sua <a href="http://www.metacritic.com/movie/this-means-war/critic-reviews" target="_blank">accoglienza critica</a>, in assoluto tra le peggiori degli ultimi mesi presso i media anglofoni. Se avete solo fame di Tom Hardy, potete sempre recuperare <em>Warrior</em> e <em>Bronson</em> e risparmiare qualche euro e qualche neurone.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/streetdance2_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Street Dance 2 </strong>è uscito per qualche motivo mercoledì 18 ed è, suppongo, il sequel di <em>Street Dance</em>? Però non mi chiedete quale cazzo è <em>Street Dance</em>, i film con i giovani disadattati o emarginati che si riscattano socialmente grazie alla magia del ballo non li distinguo più l'uno dall'altro da quando COLLO si è messo a fare i film per i bambini grandi. Grazie a Wikipedia scopro che questo film è il sequel di<em> Street Dance 3D</em> ed è anch'esso in 3D però si chiama <em>Street Dance 2</em> e non <em>Street Dance 2 3D</em> per ovvie ragioni.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/bopdecameron_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>To Rome with Love</strong> è il film spazzettone di questa settimana: il nuovo lavoro di Woody Allen non è solo ambientato in Italia ma è infatti co-prodotto da Medusa che a quanto pare lo spalmerà sulla penisola in circa 600 copie dopo una campagna pubblicitaria davvero imponente. Molti se la sono data a gambe, ed è probabile che il film farà numeri impressionanti a scapito di tutti gli altri - per dire, Amelio esce in 70 copie. Detto questo, che non ha niente a vedere col film, torniamo al film: Allen negli ultimi anni ha dimostrato di NON essersi rincoglionito come si poteva temere (<em>Whatever works</em> e <em>Midnight in Paris</em> tra queste quattro mura sono piaciuti molto) ma dando un'occhiata alle reazioni post-anteprime questo film non avrà la stessa fortuna. Ma c'è sempre dietro il solito vecchio motivo: gli stereotipi sugli italiani. Noi italiani non siamo così! Non siamo ossessionati dalla fama, dalla politica e dalla figa! Questa è una reazione quasi automatica e del tutto comprensibile che però non ha nulla a che fare con la qualità del film: il consiglio è di guardarlo fingendo di non essere italiani. Ora, va detto, il film non mi dà proprio una gran sicurezza, l'impressione è quella di una cosa non del tutto riuscita fin dal trailer - ma parlo di qualità produttiva e artistica, non tanto dei benedetti stereotipi. E poi, scusate se riciclo una sciocchezza che scritto su Twitter qualche giorno fa, ma se un grande regista americano viene in Italia e gira un film che per metà è recitato in italiano e noi rispondiamo doppiando in italiano tutte le parti in inglese, gli stereotipi ce li meritiamo dal primo all'ultimo.</p>
<p>E poi vi devo dire che soltanto oggi giovedì 19 aprile in un centinaio di sale esce <strong>George Harrison: Living in the Material World</strong>, il lungo (dura circa tre ore e mezza) e acclamato documentario diretto da Martin Scorsese. Non devo dirvi altro.</p>
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		<title>Nei cinema dal 13 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:26:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Battleship è un film costato circa 200 milioni di dollari e tratto da un gioco da tavolo. Fermatevi per un attimo a rifletterci. Fatto? Quelli della Hasbro dopo i vari Transformers e i vari G.I. Joe si sono detti, quali dei nostri brand possiamo sfruttare adesso? Non potremo mica fare un film su Action Man [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/battleship_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Battleship </strong> è un film costato circa 200 milioni di dollari e tratto da un gioco da tavolo. Fermatevi per un attimo a rifletterci. Fatto? Quelli della Hasbro dopo i vari Transformers e i vari G.I. Joe si sono detti, quali dei nostri brand possiamo sfruttare adesso? Non potremo mica fare un film su Action Man Il Più Grande Degli Eroi! Ed ecco spuntare l'idea di <em>Battaglia Navale</em>. Dai, se Ridley Scott fa davvero il film del <em>Monopoly</em> allora tutto è possibile. Il film ovviamente non vede protagonisti due dodicenni brufolosi al tavolino del soggiorno mentre la madre in cucina toglie i bordi al pan carré, ma un botto di militari e navi ed esplosioni e alieni cattivissimi e Rihanna - il cui esordio come attrice è forse l'unico autentico motivo di interesse dell'intera operazione, nonostante non si tolga di dosso nemmeno il cappello. Il fatto che a dirigere ci sia Peter "cazzo vuoi, che Michael Mann cena a casa mia una sera sì e una no" Berg non sposta la barretta di un millimetro dalla Colossale Puttanata.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/belami_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Bel Ami</strong> è tratto da un famosissimo libro di Guy de Maupassant che ho letto troppo tempo fa perché il film mi possa causare reazioni tipo "uh, chissà come hanno realizzato la scena in cui Clotilde de Marelle diventa un vampiro, andiamo a vederlo e scopriamolo!" Il film è prodotto con capitali europei misti (tra cui Rai Cinema, se non erro) e diretto da due tizi che vengono dal teatro e i cui nomi dovrei quindi copiare e incollare. No, che non è un buon segno, per un cazzo. Più interessante il cast, con Robert Pattinson nell'ennesimo tentativo di scollarsi di dosso la merda che ha fatto finora (tranquilli, succederà presto: con una roba come <em>Cosmopolis</em> riuscirebbe a farsi perdonare anche di essersela mangiata, la merda) più una sfilata di attrici che erano rilevanti negli anni novanta. Due palle, ma col beneficio del dubbio.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ciliegine_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Ciliegine</strong> è francese ma è l'esordio alla regia di un'attrice italiana, una certa Laura Morante, che oltre a dirigere co-sceneggia e interpreta il ruolo di protagonista assoluta. Buon per lei. L'unica cosa veramente fastidiosa è il fatto che Laura Morante si doppi da sola, con il noto effetto-Bellucci, per il resto mi sembra in tutto e per tutto uno dei quei film francesi che mi faccio passare tra le dita facendo finta di niente. Nel peggiore dei casi sarà l'imitazione di un film francese inutile e innocuo, nel migliore sarà garbato, carino, inutile e innocuo.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/diaz_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Diaz - Don't clean up this blood</strong> è un film italiano diretto da Daniele Vicari che racconta le ore del blitz della Diaz a Genova nel 2001 attraverso una rielaborazione narrativa corale mescolata qua e là a materiale documentario, il tutto basato sugli atti dei processi che ne sono seguiti ma senza l'ossessione dell'esattezza documentaria. Se non l'avessi visto probabilmente avrebbe preso un pensatore, perché è indubbiamente un film molto rischioso, intendo artisticamente; invece <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/04/11/diaz-dont-clean-up-this-blood-daniele-vicari-2012/" target="_blank">l'ho visto e ne ho scritto</a></strong> dall'altra parte e vi dico: andate a vederlo, è davvero bello per un sacco di motivi. Leggete quel post, sono pigro e credo ci sia scritto tutto. Anzi, ho dimenticato di dire che la colonna sonora di Teho Teardo è una figata e che dovete andarci foderandovi lo stomaco di cemento. Pesta.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/pokergeneration_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Poker Generation</strong> è un altro film italiano, ma non sembra nemmeno di stare sullo stesso pianeta. E anche questo giro abbiamo il <em>film italiano da deridere</em> della settimana, ma anche della vita se vogliamo: il film diretto dall'esordiente Gianluca Mingotto è pubblicizzato come "il primo film italiano sul fenomeno del poker all'americana" ma in verità, dice, è co-prodotto da una società che si occupa proprio di gioco, possedendo uno dei più importanti portali online sul tema. Gira la ruota: il film è uno spottone del sito e più in generale dell'intero sistema (vedi anche: la <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/partners.jpg" target="_blank">sezione "partners" sul sito ufficiale</a>) e tutto quello che avviene è un mero pretesto per attirare qualche giocatore in più, ovviamente rappresentando il mondo del gioco d'azzardo senza troppe sfumature come una comunità di gente sana che gioca per pagare le cure della sorellina malata e perché c'è un sacco di figa. Bastano le cattive intenzioni a fare cattivo cinema? Forse no. A quel punto interviene il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xdQYKIgxIP0" target="_blank">trailer</a> a fugare qualunque dubbio. Uno dei due protagonisti ha tipo l'Asperger? C'è veramente Lina Sastri che fa la moglie di Pannofino e dice "mio marito non ha soldi" accarezzando suo marito, che se non si fosse capito è Pannofino? E poi una pioggia di frasi da farsi tatuare: "Ma tu lo sai come descrive il vocabbolario la felicità?", la descrive come questo trailer, cazzo, con Pannofino che urla DORNALAVORARE GHEMMINGHIANESAI DUDELLAVIDA e quell'altro che dice MEGLIO PULCE CHE UN FALLITO COMATTIA. E siamo solo a 30 secondi su 90! Il resto del trailer è un montaggio frenetico di gente che gioca a poker, fighe, gente che scopa. Sottile! Ho finito.</p>
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		<title>Nei cinema dal 4 e 6 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kekkoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A causa delle festività pasquali i film questa settimana escono in due tornate: quelli con l'asterisco sono usciti mercoledì 4 aprile, gli altri escono regolarmente venerdì 6 aprile. Act of Valor* è un film diretto da due tizi chiamati Mike McCoy e Scott Waugh, con un passato (se ho capito bene) da stunt, che qualche anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A causa delle festività pasquali i film questa settimana escono in due tornate: quelli con l'asterisco sono usciti mercoledì 4 aprile, gli altri escono regolarmente venerdì 6 aprile.</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/actofvalor_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Act of Valor*</strong> è un film diretto da due tizi chiamati Mike McCoy e Scott Waugh, con un passato (se ho capito bene) da stunt, che qualche anno fa hanno fatto un video per la Marina merigana e si sono detti, perché non facciamo un action movie però usando dei veri marines? Cosa potrebbe mai andare storto? L'idea francamente deprimente va in porto (AHA), la Marina annusa l'affare, obbliga tra virgolette i veri Navy SEALS a parteciparvi e trasforma così <em>Act of Valor</em> in un autentico spottone per il reclutamento, spettacolare, uberpatriottico e privo di qualunque cosa che lo faccia assomigliare a cinema.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/amoreliquido_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Amore liquido</strong> è un film italiano diretto da Marco Luca Cattaneo che mi sembrava di aver già sentito nominare, poi ho fatto uno sforzo e mi sono ricordato: era già uscito! Per la precisione ne parlammo nell'agosto 2010, anche se solo di passaggio visto che usciva in un solo cinema, forse due. Di norma questo tipo di ri-uscita non mi dovrebbe interessare, ma ogni occasione è buona per recuperare quel gioiello di <a href="http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Video/?key=48234|4892#video" target="_blank">trailer</a> con lo spazzino che si fa le pippe e con tutta la tristezza del mondo condensata in un minuto. Priceless.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thebrothersgrimmsnowwhite_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Biancaneve*</strong> è il film di Tarsem ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm, quello con Julia Roberts nel ruolo della regina cattiva. Perché come sapete tra qualche mese ne esce un altro, con Charlize Theron nel ruolo della regina cattiva. I film saranno molto diversi: questo è un film per famiglie, l'altro va verso la direzione della favola dark. Questo, a rigor di logica, dovrebbe essere quello scrauso. In realtà <strong><a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2012/03/29/biancaneve-mirror-mirror-tarsem-singh-2012/" target="_blank">l'ho visto, ne ho scritto</a></strong> e non è così orribile come pensate, però allo stesso tempo non me la sento di consigliarvelo senza discussioni - e poi se avete dei bambini qui sotto c'è un'alternativa più sana.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/fastestilpiuveloce_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Fastest - Il più veloce*</strong> è un documentario americano sulla MotoGP e più in particolare sulla figura di Valentino Rossi diretto da tal Mark Neale, che qualche anno fa ne aveva girato uno tipo uguale intitolato <em>Faster</em>, quindi immagino che il prossimo si intitolerà <em>Fastweb</em>. Che mattacchione! Entrambi i film in lingua originale sono narrati da Ewan McGregor quindi in italiano probabilmente da stocazzo, questo secondo film si concentra sul periodo 2010-2011 nel quale, come ben ricordate, beh, non so cosa stramerda sia successo in quel periodo perché non seguo il motomondiale (che trovo certamente meno noioso della Formula Uno, ma infinitamente più morboso) quindi figuriamoci quanto può fottermi di questa roba.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/goodasyou_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Good as you</strong> è un film italiano il cui tema centrale, se non si capisse dalla locandina, è facilmente identificabile con l'acronimo del titolo: tratto da una commedia teatrale (di successo? Non ne ho idea.) e prodotto con un ridotto budget di circa 500 mila euro, il film diretto da Mariano Lamberti (che per essere il regista di un film così ha un nome da commedia sexy anni 70 che lévati) è infatti incentrato su otto personaggi omosessuali, quattro uomini e quattro donne, e si propone (leggi: si propone) di raccontare l'universo gay "dall'interno", senza scadere negli stereotipi marginali, pietosi o commiserativi (quando non più specificamente omofobi) con cui viene spesso rappresentato nel cinema italiano. La buona fede è innegabile e la diffidenza del sottobosco cattolico nei suoi confronti provoca senz'altro simpatia per la "causa", ma dobbiamo metterci il cuore in pace: anche se ci sono un paio di battute che mi hanno fatto ridere ("Ma cos'è, Independence Gay?"), il <a href="http://youtu.be/prBrUZWxoRU" target="_blank">trailer</a> di questa roba fa proprio pena - e riesce tutto da solo a mettere un'ombra di dubbio sull'intera operazione: e se nella foga di deridere i cliché si fosse finiti per riproporli? La gag abbastanza divertente del tipo che con la faccia da duro apre la portiera e urla "ma sei 'na pazza" è abbastanza rivelatoria: ne capisco il funzionamento in questa prospettiva e infatti fa ridere, ma non la farebbero, uguale uguale, anche in un film con Ghini e De Sica? Facciamo che se una roba è brutta, è brutta chiunque la faccia. Viva le buone intenzioni, ora magari applichiamole al buon cinema.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/lespetitsmouchoirs_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Piccole bugie tra amici</strong> è il titolo italiano di <em>Les Petits mouchoirs</em>, la cui spiegazione ho letto su Wikipedia qualche giorno fa per farmi bello - arriva da un detto che significa "mettersi qualcosa in tasca e coprirlo con un fazzoletto", che a sua volta significa nascondere qualcosa e cercare di dimenticarlo, quindi diciamo che il titolo ci sta. Cioè, fa vomitare, ma forse "I fazzolettini" non andava a vederlo nessuno. Il film, uscito in patria un anno e mezzo fa, è diretto da Guillaume Canet, attore molto bravo e molto bono che infatti è riuscito non solo a sposarsi Diane Kruger ma pure a fare un figlio con Marion Cotillard. Chiamalo pirla. Questo è il suo terzo film da regista: il precedente <em>Non dirlo a nessuno </em>era veramente una figata grossa così. La <a href="http://www.allocine.fr/film/fichefilm-146632/critiques/" target="_blank">stampa di casa</a> però sembra divisa (il film è stato stroncato tra gli altri da <em>Libération</em>, <em>Cahiers </em>e <em>Le Monde</em>) e diciamo che alla fine sembra essere la solita noiosa parata di attori e dialoghi francesi inevitabilmente rovinati dal doppiaggio. La domanda che dovete farvi a questo punto è: siete disposti a uscire di casa sotto la pioggia per Marion Cotillard?</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/piratibrigantidastrapazzo_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Pirati! Briganti da strapazzo*</strong> è l'alternativa più sana di cui si parlava qualche riga fa: il film animato in stop-motion e diretto da Peter Lord è infatti l'ultimo nato in casa Aardman, nota ai più per meraviglie come <em>Galline in fuga</em> (sempre di Lord) e i corti (e il lungo!) di <em>Wallace &amp; Gromit</em>, ma anche per il divertentissimo <em>Giù per il tubo</em> prodotto per la Dreamworks. Qui come in <em>Arthur Christmas</em> la partnership è invece con la Sony, ma a sentire chi l'ha già visto (è passato al Future Film Festival di Bologna) il film è davvero uno spasso indicibile, e non abbiamo motivi per dubitarlo. Unico neo il doppiaggio italiano, che sarà sicuramente curatissimo, ma passare da David Tennant e Martin Freeman a Brendan Gleeson a Christian De Sica e Luciana Littizzetto, beh, avete capito.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ipiugrandiditutti_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>I più grandi di tutti*</strong> è un film diretto da Carlo Virzì, fratello di Paolo, per cui ha lavorato a lungo come autore delle musiche. E' tutto un magna magna! Non è il suo esordio: qualche anno fa uscì<em> L'estate del mio primo bacio</em>, e se non ve lo ricordate è perché vogliono che ve lo dimentichiate. No, non l'ho visto, ma cosa c'entra. Questo suo secondo lavoro sembra già più nelle sue corde: i protagonisti sono gli ex membri di una band di rock alternativo degli anni '90 di Rosignano Solvay che dopo 15 anni vengono contattati per un documentario. C'è un ostacolo: si stanno tutti sulle palle. Azzardo: si riappacificheranno e torneranno a suonare insieme? Nel cast ci sono sono Marco Cocci e Claudia Pandolfi (che, non so se lo sapete, trombano. ora lo sapete.) più Alessandro Roja e Corrado Fortuna: nessuno esaltante ma nessuno antipaticissimo. Yawn? Ma certo che gli do il pensatore: di fronte all'avvilente panorama del cinema italiano odierno, un film che riesce quasi a rendersi interessante ai miei occhi lo considero un mezzo miracolo.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/pouletauxprunes_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>Pollo alle prugne</strong> è il nuovo film di Marjane Satrapi, ancora una volta tratto da un suo graphic novel dopo il felicissimo caso di <em>Persepolis</em>, ancora una volta con l'aiuto di Vincent Paronnaud; ma stavolta il film non è animato, bensì interpretato da brava gente come Mathieu Almaric e Maria de Medeiros. <em>Poulet aux prunes</em> è stato presentato a Venezia l'anno scorso e ricordo opinioni abbastanza discordanti, ma non ho più l'età né il tempo per mettermi a fare gne gne con un film della Satrapi, quindi buona pasqua.</p>
<p>Poi niente, dicono che esce di nuovo al cinema anche un piccolo e misconosciuto film di 15 anni fa, per l'occasione  trasformato in 3D. Si intitola <strong>Titanic</strong>.</p>
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		<title>Nei cinema dal 30 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:09:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buona giornata è fortunatamente il primo film della settimana così ce lo togliamo subito dalle palle: diretto da Carlo Vanzina, è l'equivalente pasquale di un cinepanettone (tag: De Sica, Abatantuono, Salemme, Banfi, Mattioli) e  e quindi come da tradizione non vorrei dargli troppa corda se non fosse che il trailer davvero imbarazzante lo riavvicina al mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/buonagiornata_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Buona giornata</strong> è fortunatamente il primo film della settimana così ce lo togliamo subito dalle palle: diretto da Carlo Vanzina, è l'equivalente pasquale di un cinepanettone (tag: De Sica, Abatantuono, Salemme, Banfi, Mattioli) e  e quindi come da tradizione non vorrei dargli troppa corda se non fosse che il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WqQh_6ZU0LY" target="_blank">trailer</a> davvero imbarazzante lo riavvicina al mondo dei <em>film italiani da deridere</em> (non dimentichiamo che Vanzina è pur sempre il regista di OMIGIDIO) soprattutto a causa dell'inquietante voce narrante che droppa cliché come se fossero smarties, "Italiani brava gente!" "Grandi lavoratori!" "Tutti casa e famiglia!" e mi fermo perché mi viene il voltastomaco. Il livello delle battute presentato dal trailer è impresentabile ma quando appare GABRIELE CIRILLI e dice, anzi urla "lo chieda alla sua segretaria se so' frocio", scusate, ma ho chiuso. Ditemi voi se finisce che muoiono tutti.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/icoloridellapassione_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>I colori della passione</strong> è il titolo italiano di<em> The Mill and the Cross</em>, film diretto dal regista polacco Lech Majewski, di cui non ho mai visto nulla e probabilmente nemmeno il 99% di voi quindi non guardatemi con quell'aria di sufficienza, che ha voluto ricreare sullo schermo <em>La salita al Calvario</em> di Bruegel, cioè <a href="http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/bruegel/calvary.jpg" target="_blank">questo quadro</a>. Gran bel casino. Lo so, ora che sapete che si tratta di un film tratto da un quadro non vedete l'ora di fare la fila fuori dal cinema, siete fatti così.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/lafuriadeititani_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>La furia dei titani</strong> è il sequel di <em>Scontro tra titani</em>, film-scioglilingua di un paio di anni fa che faceva schifo al cazzo e diventato famoso perché il suo 3D faceva persino più schifo. Stavolta c'è Jonathan Liebesman al posto di Louis Leterrier e il budget è leggermente aumentato, ma non credo che cambi il succo della questione: prendo il fatto che entrambi i film abbiano lo stesso identico e desolante pomodorometro come un segno mandato dagli stessi Dei dell'Olimpo.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/marigoldhotel_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Marigold Hotel</strong> è il titolo italiano di <em>The best exotic Marigold Hotel</em>, e per una volta benedico la sobrietà dei nostri titolisti. Il film è diretto da John Madden, che dopo aver rischiato di vincere l'Oscar nella celebre infame cerimonia che vide il trionfo del suo <em>Shakespeare in Love</em> ha continuato a dirigere roba inutile che non interessa a nessuno come questa commedia-però-un-po'-drammatica così inglese che sembra essere stata fatta estraendo a caso nomi da un grosso cesto di paglia pieno di nomi di attori inglesi. Judi Dench! Maggie Smith! Bill Nighy! Che palle.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/monpirecauchemar_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Il mio migliore incubo</strong> è un film franco-belga con Isabelle Huppert diretto da Anne Fontaine. Per una volta ho una seppur vaga idea di chi si tratti, e avendo visto il suo <em>Coco Avant Chanel</em> so anche che io ne starò alla larga. Ma magari voi siete in fotta per il film francese del cazzo della settimana, in tal caso vi rimando alla pagina di <a href="http://www.allocine.fr/film/fichefilm-185249/critiques/" target="_blank">Allocine</a> dove i giudizi sono così disparati (la tendenza è più meno "MEH") che me ne starò qui accanto a far finta di pensarci su.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/paranormalxperience3d_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Paranormal Xperience 3D</strong> è un film che, da principio, pensavo fosse uno scherzone. E invece è un film spagnolo che esiste davvero diretto da tal Sergi Vizcaino e passato a Courmayeur che non ha comprato nessuno e la cui peculiarità è quella di essere il primo horror spagnolo in 3D. Insomma, è tipo il loro <em>Parking Lot</em>? Volevo informarvi che questa cazzata è fuori in 94 sale. Devo aggiungere altro?</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/romanzodiunastrage_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Romanzo di una strage</strong> è un film diretto da Marco Tullio Giordana che racconta l'attentato di Piazza Fontana a Milano e i fatti successivi come la morte di Pinelli e quella di Calabresi. Nessuna sorpresa: la produzione (Rai + Cattleya), il cast molto ricco e il nome stesso di Giordana sono garanzia di un determinato tipo di film, e quasi tutte le cose che ho letto - se ne parla tendenzialmente benino - dicono la stessa cosa: si tratta di una ricostruzione che tende da un lato a prendere le distanze dalla "Storia" (non sbilanciandosi a romanzare dove si fermano gli atti giudiziari, per intenderci) ma dall'altro cerca di separare nettamente eroi e colpevoli. Mettiamola così: è indubbiamente una storia che valeva la pena di raccontare. Diciamo che sono mediamente curioso e andiamo tutti a casa.</p>
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		<title>Nei cinema dal 23 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 09:23:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nota: l'antico server che da anni ospitava le iconcine a cui siamo tutti affezionati ha improvvisamente smesso di funzionare stamattina. ho dovuto ripiegare su nuove iconcine tirate su in fretta e furia e mi sa che a questo punto ce le teniamo. Abbiate pazienza. Update: a grande richiesta, sono tornate le vecchie iconcine. 17 ragazze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nota: l'antico server che da anni ospitava le iconcine a cui siamo tutti affezionati ha improvvisamente smesso di funzionare stamattina. ho dovuto ripiegare su nuove iconcine tirate su in fretta e furia e mi sa che a questo punto ce le teniamo. Abbiate pazienza.</em></p>
<p><em><strong>Update</strong>: a grande richiesta, sono tornate le vecchie iconcine.</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/17ragazze_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/up.gif" alt="" /><strong>17 ragazze</strong> è un film diretto da Delphine e Muriel Coulin in cui indovinate quante ragazze di una piccola città francese decidono di rimanere incinte contemporaneamente o quasi, causando qualche trambusto. Proprio come il trambusto che il film, distribuito in Italia da Teodora, ha causato nel cervello della commissione censura, che è chiaramente andata nel pallone appena ha sentito parlare di adolescenti che fanno roba e senza passare dal via ha tirato fuori un colpo da geni del male assoluto: vietare un film così ai minori di 14 anni, causando non pochi danni a un film che già poteva contare su una visibilità limitata rispetto ad altre uscite. Che matti! Sul film non potrei garantire, ma sticazzi, vi dico che sembra davvero delizioso: dategli una chance, e magari portateci pure la vostra nipote tredicenne, al limite potete mentire alla vecchia nel baracchino, tanto quella ormai è andata. <strong>Update</strong>: come ci informa il nostro esigente nei commenti e come si può leggere su <a href="http://www.cineblog.it/post/36237/cancellato-il-divieto-17-ragazze-torna-ad-essere-un-film-per-tutti" target="_blank">Cineblog</a>, il divieto ai 14 è stato cancellato in extremis. Bella lì!</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/uncuentochino_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Cosa piove dal cielo?</strong> è il moscissimo titolo italiano di <em>Un cuento chino</em> (non che il titolo internazionale <em>Chinese Take-Away</em> sia questa figata), film scritto e diretto da Sebastián Borensztein, vincitore di tre Academy Awards argentini (esistono davvero) e del Goya come miglior film ibero-americano, e racconta dell'amicizia tra un commerciante e un cinese che non parla una parola di spagnolo. Prendo tempo perché non so davvero di cosa si tratti né so dire se meriti davvero, questo è il tipo di film per cui sono felice di aver inventato il pensatore, ma è probabile che non sia male, se avete voglia di una cosa di questo tipo. <strong>Update</strong>: mi si fa giustamente notare che, per quel che vale, il film ha vinto i Marc'Aurelio d'Oro della giuria e del pubblico al Festival di Roma. Mi pare un'informazione abbastanza rilevante.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/enataunastar_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>E' nata una star?</strong> è un film tratto da un libro di Nick Hornby, proprio quello, ma non è un film britannico bensì una commedia italiana con Luciana Littizzetto (che al cinema, per ora, non ha quasi mai funzionato) e Rocco Papaleo. La trama l'avete sentita ovunque per settimane: due genitori scoprono che il figlio fa i porno e che ha il cazzo molto grosso, seguono equivoci. Lo spunto ideale per una bella commedia per tutta la famiglia! Di solito tendo sempre a dare una mezza speranza a Lucio Pellegrini, che è pur sempre il regista di <em>E Allora Mambo</em> e il cui penultimo film <em>Figli delle Stelle</em> era riuscito a convincermi con mia stessa sorpresa, e invece stavolta scusate ma non ce la faccio. Non ce la faccio più. La colonna sonora di Dario Brunori è senz'altro un punto a favore, ma al massimo potete comprarvi il cd e vivere sereni.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/ghostriderspiritovengeance_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Ghost Rider - Spirito di vendetta</strong> è il sequel del film sul personaggio della Marvel diretto da Mark Steven Johnson una manciata di anni fa. Per ovviare a quello che si era rivelato il peggior <em>comic movie</em> di sempre o giù di lì, hanno chiamato a dirigere il nuovo capitolo Neveldine e Taylor, i registi dei due <em>Crank</em> e di <em>Gamer</em>, due tizi abbastanza fuori di testa da poter rivitalizzare un personaggio - ancora interpretato dal parrucchino di Nicolas Cage - che sembrava aver fallito definitivamente. Forse sono stati un po' ottimisti: la critica ha accolto questo film persino peggio del primo, c'è sicuramente la possibilità che ci sia da divertirsi, e come sarebbe possibile non divertirsi con un film in cui Nicolas Cage PISCIA FUOCO, ma siamo di fronte al massimo a un <em>guilty pleasure </em>davanti a cui darsi spallate tipo "ehi guarda, qui hanno tirato una telecamera con la fionda". I trailer italiani che lo chiamano "Ghost Rider" e basta, senza sottotitolo, mi lasciano perplesso.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thelady_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>The Lady</strong> è un film diretto da Luc Besson in cui Michelle Yeoh interpreta il ruolo di Aung San Suu Kyi: nessuna delle due ha bisogno di presentazioni, mi auguro. Questo è l'ennesimo caso degli ultimi mesi in cui l'attrice protagonista è brava da paura e PROPRIO UGUALE MA UGUALE (basta guardare due foto di scena per rimanere impressionati dalla somiglianza) e il film è inutile e/o brutto. Scommettiamo?</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/nonmelodire_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Non me lo dire</strong> è un film già uscito settimana scorsa ma che avevo saltato perché sono un distrattone. Pensavo di lasciar perdere, poi ho visto il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=NcjM6KgUv00" target="_blank">trailer</a> e ho pensato subito: ecco come stiamo pagando Checco Zalone, lo stiamo pagando con Uccio De Santis, uno che mica arriva da Zelig, arriva DA LA SAI L'ULTIMA, cazzo, e a quanto pare è una star di Telenorba e anche nel film intepreta uno che è molto famoso. Meta! Devo ammettere che "Ma che avete, la congiuntivite?" "Abbiamo le palle girate" mi ha fatto sorridere perché sono uno scemo, ma al quindicesimo secondo di taranta (spoiler: alla fine del trailer tutti ballano intorno a un falò) già volevo fare una strage. La battuta "dottore, io ho incontrato una fan che è molto fan e anche molto bó‎na" è l'ultima manciata di terra sulla bara del cinema italiano. In ogni caso, potete stare tranquilli: delle 47 sale in cui è proiettato nel nostro paese, 36 sono in Puglia.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/theraven_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>The Raven</strong> è un film diretto da James McTeigue in cui John Cusack interpreta il ruolo Edgar Allan Poe. Piano, piano! Non spingete! L'idea non è male (Poe deve indagare su un serial killer che si ispira ai suoi racconti), Cusack ci fa sempre simpatia e McTeigue è pur sempre il regista di <em>V Per Vendetta</em>, ma il film puzza di fallimento e di cestone del supermercato da chilometri. Il film negli states esce ad aprile ma per il momento ne stanno parlando tutti male. A proposito: com'è che per <em>Prometheus</em> e <em>Cosmopolis</em> noi italiani dobbiamo aspettare mesi e mesi e invece per questa puttanata arriviamo per primi? Cosa cazzo siamo, la gabbietta delle cavie del mondo?</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/samara_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Sàmara</strong><strong> </strong>è uscito per qualche motivo lunedì (in ben tre sale), ed è un film che fino a ieri pomeriggio ero convinto fosse tipo turco o croato. E invece no, è un film italiano. Grazie bambini di aver aspettato fino a qui, abbiamo il nostro <em>film italiano da deridere</em> della settimana. E non poteva essere altrimenti con un <a href="http://www.movieplayer.it/video/trailer-samara_10199/?film=32703" target="_blank">trailer</a> così, che all'inizio si limita a infilare alcune immagini suggestive a random, ma quando arriva lo scrittone con lo zoommone "una città ideale" già si capisce che siamo nei territori a noi più congeniali. E infatti, al secondo 40, il capolavoro: il tizio incappucciato nel bosco che declama SAMARA E' DENTRO DI NOI, e noi <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/samara.jpg" target="_blank">non possiamo che pensare a una sola unica cosa</a> per il resto del trailer. Secondo me l'hanno fatto apposta, dai. Ma non è finita: un altro scrittone con lo zoom ci avverte che ci sono "tre strani personaggi" (mi auguro che Quèlo sia uno di loro), poi ci sono delle ragazze africane che ballano coi bonghi, un tizio che urla qualcosa di incomprensibile nel bosco (LUCINDAAA?) e poi al minuto 1:01 se ne esce con la frase delle frasi, che purtroppo a causa dell'effetto calorifero sfiatato non possiamo capire, quello che capisco io è IL BOSCO AVREBBE DOVUTO AZZANNARTI CHE PRIMA DEL CIELO CI SONO LE CHIOME DEGLI ALBERI. Sono innamorato.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/takemehometonight_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>Take Me Home Tonight</strong> è un film ambientato nella Los Angeles del 1988 e ispirata esplicitamente alla commedia americana degli anni '80, in particolare quella di John Hughes ed epigoni. Probabilmente l'avrei accolto con simpatia e affetto, anche solo per la presenza di persone a noi gradite come Anna Faris, Chris Pratt, Demetri Martin e Blonde Kristen Stewart (leggi: Teresa Palmer) se soltanto non l'avessi visto. E invece <strong>l'ho visto, <a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2011/07/11/take-me-home-tonight-michael-dowse-2011/" target="_blank">ah se l'ho visto</a></strong>. Ed è brutto. Tutto qui.</p>
<p>Devo altresì segnalare sennò Manute si arrabbia che al Cinema Mexico di Milano da lunedì è in programmazione <strong>Il Castello</strong>, un documentario  di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti sull'aeroporto di Malpensa che era passato da Torino. Anche se per il momento non ne trovo traccia in sala, tra le uscite settimanali si segnala <strong>Quijote</strong>, un film di Mimmo Paladino con Peppe Servillo nei panni di Don Chisciotte, che però risale al 2006 (non chiedetemi il perché o il percome sia stato nascosto per 6 anni) e che esce con un notevole tempismo: Sancho Panza è intepretato da Lucio Dalla. Fate un po' voi.</p>
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		<title>Nei cinema dal 16 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 09:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kekkoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[10 regole per fare innamorare è un film italiano diretto da Cristiano Bortone che nasce come veicolo per il suo protagonista Guglielmo Scilla. C'è la possibilità, ormai piuttosto remota, che voi non sappiate chi sia. Ricordo che un bel po' di tempo fa qualcuno mi nominò un certo Willwoosh e io non sapevo chi fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/10regoleperfareinnamorare_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>10 regole per fare innamorare</strong> è un film italiano diretto da Cristiano Bortone che nasce come veicolo per il suo protagonista Guglielmo Scilla. C'è la possibilità, ormai piuttosto remota, che voi non sappiate chi sia. Ricordo che un bel po' di tempo fa qualcuno mi nominò un certo Willwoosh e io non sapevo chi fosse (pur stando tutto il giorno online per lavoro, il web italiano è spesso un grosso mistero umido) ma poi scoprii che aveva decine di migliaia di fan su Facebook per una manciata di video su Youtube. Il resto è storia: partecipa a qualche film in ruoli secondari, viene preso a Radio Deejay, finisce per avere più fan su Facebook di Gigi D'Alessio (true story) e per fare un film "tutto suo" (questo) con tanto di libro uscito con lo stesso titolo. Filotto. Ora, personalmente - a differenza di un sacco di gente irritata dalla sua popolarità, come spesso accade - non ho nulla contro di lui: non ho mai ascoltato la sua trasmissione perché non ascolto la radio di giorno, e credo di aver visto un suo video o forse due, quel giorno in cui qualcuno me lo nominò. Punto. Sono costretto quindi a pregiudicare il film sulla base del solo <a href="http://youtu.be/Wb3g1FJfYp0" target="_blank">trailer</a>, e non è una buona notizia: al di là della presenza mefitica di Salemme che da solo sposta pregiudizi a spallate, la cosa più deprimente è che un prodotto destinato a un pubblico che non dovrei comprendere e che dovrebbe parlare una lingua diversa e nuova (leggi: potenzialmente stimolante) finisca per apparire come il solito armamentario di cliché sui 'rapporti psicologici tra giovani uomini e giovani donne', battute su tette e culi, scrittone colorate con l'ombra e momenti di riflessione sull'amore. Magari il film non è banale e noioso come sembra, in tal caso diciamo che il trailer gli rema contro: ma forse è quello che il pubblico vuole. D'accordo, Scilla fa più simpatia della media degli attori italiani da commedia, però anche sticazzi, questa roba è davvero bruttarella. Poi sono scioccato dalla presenza di una <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/whoo2.jpg" target="_blank">Whoo</a> <a href="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/whoo3.jpg" target="_blank">Girl</a> pure qui, secondo me chi ha montato il trailer legge Friday Prejudice.</p>
<p><img class="alignright" src="http://filmup.leonardo.it/locand/laltrafacciadeldiavolo_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignleft" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/down.gif" alt="" /><strong>L'altra faccia del diavolo</strong> è il titolo italiano di <em>The Devil Inside</em>, un horror americano girato nello stile del <em>found footage</em> con un budget di un milione di dollari, e diretto dal regista di <em>Stay Alive</em>. Il film è stato un esemplare caso di marketing in patria, dove ha guadagnato oltre 80 milioni, gran parte dei quali dovuti al weekend d'apertura: sapendo che il film era una merda, i distributori avevano evitato di farlo vedere alla stampa prima dell'uscita. Furbetti! Risultato: il pubblico arriva in massa, la stampa lo stronca all'unanimità, e pure il pubblico scappa a gambe levate dalla seconda settimana. Il film ci fa una figura di merda e verrà dimenticato prima di poter dire crostata di mirtilli, ma se ci pensate è un modello commerciale perfetto. Ecco, visto che abbiamo questo vantaggio di sapere che il film è una merda, magari non caschiamoci pure noi.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/locand/magnificapresenza_small.jpg" alt="" width="70" height="100" /><img class="alignright" src="http://prejudice.kekkoz.com/wp-content/uploads/boh.gif" alt="" /><strong>Magnifica presenza</strong> è il nuovo film di Ferzan Ozpetek. Qualche tempo fa ho scritto una roba su Facebook che non ho voglia di incollare perché mi sono annoiato da solo ma che suonava più o meno così: Ozpetek è un regista totalmente polarizzato e diviso tra due partiti; non c'è nessuna possibilità di comunicazione tra i suoi fan o sostenitori e i suoi detrattori più accaniti; dal canto mio, mi trovo in verità una posizione di mezzo perché alcuni suoi film mi sono piaciuti, altri meno, e poi c'è <em>Un giorno perfetto</em>. Venendo a <em>Magnifica Presenza</em>, dunque: da quale parte lo metto? Se devo essere sincero, l'idea di un <em>Fantasmi a Roma</em> à la Ozpetek non è nemmeno così malvagia, altra cosa se i fantasmi sono Beppe Fiorello. In ogni caso, tolto il coté soprannaturale, mi sembra un film di Ozpetek fatto e finito. E per quanto mi incuriosisca, potrebbe essere la volta buona che salto a pié pari un suo film. Perché perché avere un'opinione su di lui, qualunque opinione, è diventato un gioco che forse non vale la candela.</p>
<p>Basta, tutto qui. Approfittatene per una gita al lago, scopare, leggere un libro.</p>
<p>Abbandonando la mia reticenza a fare il blog di servizio, ché Friday Prejudice è un'altra roba, vi segnalo inoltre che in giro per l'Italia si svolgono da questi giorni le proiezioni di <strong>Mare Chiuso</strong>, un documentario di Stefano Liberti e Andrea Segre sui respingimenti dei migranti libici (<a href="http://marechiuso.blogspot.com/2012/03/calendario-proiezioni.html" target="_blank">qui trovate un calendario</a>) mentre se vi trovate in Sardegna da oggi potrete vedere <strong>Roba Da Matti</strong>, un documentario di Enrico Pitzianti (<a href="http://www.robadamattifilm.com/robadamatti/programmazione.htm" target="_blank">il calendario è qui</a>) su una residenza socio assistenziale a Quartu Sant’Elena in cui vivono otto persone con disagio mentale.</p>
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