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	<title>Giornalettismo</title>
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	<description>Informazione, attivismo e responsabilità digitale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Nov 2026 12:45:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Menta Piperita: «La vera responsabilità collettiva è pretendere che cambino le regole del gioco»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 12:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lamentapiperita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla giurisprudenza alla divulgazione ambientale, passando per i social e la scrittura. Stefania Mangiapane (@lamentapiperita) racconta il suo percorso, il rapporto con la natura, le contraddizioni della comunicazione green e la necessità di superare l&#8217;idea che salvare il Pianeta sia una responsabilità esclusivamente individuale.  La sostenibilità non dovrebbe essere una gara a chi è più virtuoso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/ecosistema-bang-si-presenta-come-una-realta-che-unisce-creator-e-brand-lecosistema-e-nellottica-di-squadra-network-e-lo-stesso-termine-che-usiamo-con-nexilia-e-che-utilizziamo-nelle-interloc/">La Menta Piperita: «La vera responsabilità collettiva è pretendere che cambino le regole del gioco»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-contrast="auto">Dalla giurisprudenza alla divulgazione ambientale, passando per i social e la scrittura. Stefania Mangiapane (@lamentapiperita) racconta il suo percorso, il rapporto con la natura, le contraddizioni della comunicazione green e la necessità di superare l&#8217;idea che salvare il Pianeta sia una responsabilità esclusivamente individuale.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La sostenibilità non dovrebbe essere una gara a chi è più virtuoso, né un elenco di rinunce da imporre ai cittadini e soprattutto non può essere affidata soltanto alle scelte dei singoli. Per affrontare le sfide ambientali servono consapevolezza, informazione e comportamenti responsabili, ma anche politiche e interventi strutturali capaci di incidere sulle cause della crisi climatica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ne è convinta </span><span data-contrast="auto">Stefania Mangiapane,</span><span data-contrast="auto"> giurista ambientale, sustainability manager e docente di green management, che dal 2016 racconta le questioni ambientali attraverso un linguaggio accessibile, cercando di avvicinare le persone a temi spesso percepiti come complessi o distanti dalla quotidianità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il suo progetto di divulgazione coinvolge oggi una community di oltre 200mila persone. È autrice de </span><i><span data-contrast="auto">Il manuale del risparmio sostenibile</span></i><span data-contrast="auto"> e conduce il podcast </span><i><span data-contrast="auto">Felicità sostenibile</span></i><span data-contrast="auto">, premiato con il Premio Pentapolis “Giornalisti per la sostenibilità 2026”.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dietro il suo percorso professionale c&#8217;è una storia personale che affonda le radici nelle estati trascorse in campagna, nell&#8217;influenza della madre agronoma e in un episodio dell&#8217;infanzia che ha segnato il suo rapporto con la natura.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma c&#8217;è anche un cambiamento di prospettiva: se agli inizi della sua attività era convinta che la transizione ecologica dovesse partire quasi esclusivamente dalle abitudini individuali, oggi ritiene indispensabile affiancare alle scelte dei cittadini una trasformazione delle regole economiche e politiche.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tra greenwashing, eco-ansia, responsabilità delle imprese e nuovi progetti, racconta il suo modo di vivere la sostenibilità, dentro e fuori dai social.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Il tuo percorso unisce una formazione giuridica alla passione per l&#8217;ambiente e alla divulgazione. Come si sono incontrati questi mondi? Cosa immaginavi per il tuo futuro quando hai iniziato a studiare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho capito che il diritto e la tutela dell&#8217;ambiente non sono due binari paralleli, ma due dimensioni profondamente intrecciate. Dopo la laurea magistrale in Giurisprudenza, la passione per la natura mi ha spinta a specializzarmi come giurista ambientale e sustainability manager, oltre che nella formazione in green management.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi sono resa conto che le leggi e le normative tecniche per difendere il Pianeta rischiano di rimanere astratte se non vengono tradotte in una consapevolezza diffusa. Per questo, nel 2016, ho deciso di unire le mie competenze tecniche all&#8217;amore per la divulgazione, fondando il sito lamentapiperita.com.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La formazione giuridica mi ha dato metodo e precisione per analizzare fenomeni complessi, come il greenwashing e le regole dell&#8217;economia circolare. La divulgazione, invece, mi ha permesso di trasformare questi concetti in consigli quotidiani e accessibili.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ho iniziato l&#8217;università immaginavo un futuro professionale piuttosto tradizionale, probabilmente legato alla consulenza aziendale. Non avrei mai pensato di creare una community che oggi raggiunge oltre 200mila persone, né di realizzare un podcast come </span><i><span data-contrast="auto">Felicità sostenibile</span></i><span data-contrast="auto">, premiato con il Premio Pentapolis “Giornalisti per la sostenibilità 2026”.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La mia vita è andata ben oltre le aspettative che avevo da studentessa. Ho trasformato una professione tecnica in un&#8217;attività quotidiana di divulgazione, che mi ha portata anche a scrivere il mio secondo libro, </span><i><span data-contrast="auto">Il manuale del risparmio sostenibile</span></i><span data-contrast="auto">, con 101 suggerimenti per vivere in modo più sostenibile risparmiando.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un episodio della tua infanzia o adolescenza che ti fa capire da dove nasce la tua sensibilità verso le questioni ambientali?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ripenso a dove tutto è iniziato, torno alle estati della mia infanzia trascorse in campagna. Erano mesi di libertà, passati a raccogliere la frutta dagli alberi, osservare gli animali e seguire i ritmi della natura.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La campagna non era soltanto un luogo di vacanza, ma un ambiente che mi insegnava il rispetto, la pazienza e la cura per ogni creatura vivente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ricordo un episodio, tra l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, che ha rappresentato un punto di svolta. Un&#8217;estate tornai con alcuni amici in un piccolo boschetto dove amavo rifugiarmi per leggere e osservare gli animali. Lo trovai devastato da un principio d&#8217;incendio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Provai un senso di vuoto e di rabbia impotente. Non vedevo soltanto degli alberi bruciati, ma un&#8217;ingiustizia: il sopruso dell&#8217;uomo, distratto e incurante, nei confronti di una natura che non poteva difendersi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quel giorno ho capito quanto l&#8217;indifferenza umana potesse essere pericolosa. Credo che il desiderio di difendere quel piccolo paradiso perduto abbia contribuito a rendermi prima una studentessa di Giurisprudenza sensibile al tema della giustizia e poi una giurista ambientale determinata a dare voce alla natura.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai scelto di esporti pubblicamente su temi che spesso dividono e generano discussioni. Nella vita privata cerchi il confronto oppure preferisci proteggere i tuoi spazi?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esporsi pubblicamente sui social significa confrontarsi ogni giorno con opinioni diverse, critiche e talvolta provocazioni. Temi come l&#8217;ecologia, il cambiamento degli stili di vita e la giustizia climatica suscitano spesso reazioni forti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono però convinta che il confronto sia fondamentale per costruire politiche ambientali efficaci, inclusive e vicine alla realtà. Anche nella mia community cerco di partire dall&#8217;attualità e dai fatti concreti, evitando discussioni astratte.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questo approccio nasce dalla mia famiglia, dove confrontarsi sui temi importanti è sempre stato naturale. La tavola di casa e il salotto erano luoghi in cui discutere significava crescere e sviluppare spirito critico.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Naturalmente sento anche il bisogno di proteggere i miei spazi e le mie energie. La scelta di vivere in campagna risponde anche a questa esigenza. Ma il confronto, quando è sano e orientato alla ricerca di soluzioni, non lo considero un peso: è uno strumento per generare cambiamento.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La Menta Piperita è diventato un progetto riconoscibile. Come è nato questo nome e quale idea di comunicazione volevi costruire? C&#8217;è qualcosa che oggi faresti diversamente?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ho fondato il blog, nel 2016, la comunicazione ambientale mi sembrava divisa tra due estremi: da una parte un catastrofismo che rischiava di paralizzare le persone, dall&#8217;altra un ottimismo superficiale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Volevo proporre una visione più costruttiva della sostenibilità. La menta piperita rappresentava bene questa idea: una pianta tenace, associata alla freschezza, capace di evocare qualcosa di positivo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mio obiettivo era costruire una comunicazione autorevole ma accessibile, ironica ma rigorosa. Volevo utilizzare le mie competenze giuridiche per spiegare temi complessi e riconoscere il greenwashing, parlando però alla quotidianità delle persone, senza farle sentire giudicate.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se guardo indietro, non cambierei l&#8217;essenza del progetto. Affronterei invece diversamente il timore iniziale di espormi in prima persona.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">All&#8217;inizio privilegiavo una comunicazione più tradizionale, fatta di articoli e partecipazione a eventi. Con il tempo ho capito quanto l&#8217;autenticità e la vicinanza umana siano importanti nella comunicazione digitale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La divulgazione sui social richiede di semplificare argomenti complessi. Ti è mai capitato di rinunciare a pubblicare un contenuto per paura che venisse banalizzato o frainteso?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">No, non mi è mai capitato. Ho scelto di essere una voce indipendente e ho costruito una community abituata a confrontarsi sui dati, sulla trasparenza e sul rigore scientifico.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La divulgazione sui social richiede certamente un grande lavoro di sintesi, ma esiste una differenza fondamentale tra semplificare e banalizzare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Semplificare significa rendere accessibile un concetto tecnico, come una direttiva europea sull&#8217;economia circolare o un rapporto scientifico sulle emissioni, senza comprometterne la precisione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Banalizzare, invece, significa eliminare le sfumature per inseguire un clic facile. È qualcosa che cerco di evitare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando un tema è particolarmente complesso, dedico più tempo allo studio, scelgo con attenzione le parole e individuo il formato più adatto. A volte un articolo approfondito o una puntata del podcast possono funzionare meglio di un breve video.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Essere una creator significa anche trasformare le proprie idee in un lavoro. Come scegli le collaborazioni? Hai mai rifiutato opportunità economicamente interessanti perché non rispecchiavano i tuoi valori?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La credibilità è il bene più prezioso che possiedo. Per questo seleziono con grande attenzione le collaborazioni commerciali, scegliendo soltanto quelle coerenti con i miei valori e con la responsabilità che sento nei confronti della community.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando un&#8217;azienda mi propone una partnership, non considero soltanto il budget o la visibilità del marchio. Applico un vero e proprio processo di verifica basato sulle mie competenze di giurista ambientale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Analizzo la trasparenza della filiera, i report di sostenibilità, l&#8217;impatto del prodotto e la storia dell&#8217;azienda, cercando di individuare eventuali dinamiche di greenwashing.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se un progetto non supera queste verifiche, non può entrare a far parte della mia attività di comunicazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Rinunciare a opportunità economicamente importanti può fare paura, ma nel tempo ho capito che quei rifiuti hanno contribuito a costruire la solidità della mia carriera.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dire di no a una proposta incoerente non è soltanto una scelta etica, ma anche una decisione strategica. La fiducia delle persone che mi seguono non è negoziabile.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è una persona che ha cambiato profondamente il tuo modo di vedere il mondo o di comunicare? Quale insegnamento ti ha lasciato?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho incontrato tanti professionisti e colleghi straordinari, ma la persona che ha avuto l&#8217;influenza più profonda su di me è mia madre Brigida, agronoma con oltre trent&#8217;anni di esperienza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È stata la mia prima e più grande fonte di ispirazione. Crescere accanto a una donna che ha dedicato la propria vita professionale allo studio della terra e del territorio mi ha permesso di avvicinarmi all&#8217;ecologia fin da piccolissima, molto prima che la sostenibilità diventasse un tema così presente nel dibattito pubblico.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;insegnamento più importante che mi ha trasmesso è che amare la natura significa proteggerla con i fatti, non soltanto con le parole.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da lei ho imparato a osservare la terra, comprenderne i ritmi e rispettarne la fragilità. Proteggere il Pianeta richiede competenza, dedizione e responsabilità quotidiana.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un tema sul quale hai cambiato radicalmente opinione nel corso degli anni? Cosa ti ha portata a rivedere le tue convinzioni?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sì, ed è il ruolo della responsabilità individuale rispetto a quella delle grandi aziende e dei governi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ho iniziato a fare divulgazione, nel 2016, ero convinta che la transizione ecologica dovesse partire quasi interamente dal basso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Pensavo che modificando radicalmente le nostre abitudini, eliminando la plastica monouso, riducendo gli sprechi e scegliendo prodotti biologici e locali, avremmo potuto salvare il Pianeta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con il tempo ho rivisto profondamente questa convinzione, soprattutto grazie allo studio dei dati scientifici ed economici e alla mia formazione giuridica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Analizzando le emissioni globali e l&#8217;impatto delle grandi multinazionali, mi sono resa conto che le azioni individuali, pur essendo importanti, non sono sufficienti senza riforme strutturali, normative efficaci e politiche industriali adeguate.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho compreso anche come la retorica dell&#8217;impronta ecologica individuale sia stata spesso utilizzata dai grandi gruppi del settore fossile per spostare l&#8217;attenzione dalle proprie responsabilità a quelle dei cittadini.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Continuo a credere nel valore delle scelte quotidiane, ma oggi le considero parte di un processo più ampio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il consumatore non è l&#8217;unico responsabile della salvezza del Pianeta. È anche un soggetto politico ed economico che, attraverso gli acquisti e il voto, può esercitare pressione sulle istituzioni e sui mercati.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La vera responsabilità collettiva non consiste soltanto nel fare correttamente la raccolta differenziata, ma nel pretendere che cambino le regole del gioco a livello globale.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Chi si occupa quotidianamente di crisi ambientale rischia di confrontarsi con un senso di impotenza. Come gestisci emotivamente le notizie negative? Riesci a separare il lavoro dalla vita privata?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Chi si occupa di crisi climatica e divulgazione ambientale deve inevitabilmente confrontarsi con quella che viene definita eco-ansia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando leggo notizie drammatiche sul deterioramento degli ecosistemi o sull&#8217;inerzia della politica, cerco di non fermarmi al problema, perché questo rischierebbe di generare soltanto impotenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Utilizzo le mie competenze per analizzare i dati e capire cosa si possa fare concretamente. Provo a trasformare una notizia negativa in un approfondimento che informi, smonti il greenwashing o offra alle persone strumenti per agire.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me l&#8217;azione è il miglior antidoto al senso di impotenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Separare completamente il lavoro dalla vita privata è difficile quando la professione coincide con i propri valori. Ho però imparato a stabilire alcuni confini.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi concedo momenti di digital detox, durante i quali cerco di tenere lontane le notizie e le preoccupazioni. Curare l&#8217;orto o camminare nel verde mi aiuta a recuperare energie e a ritrovare la lucidità necessaria per continuare il mio lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Sui social siamo continuamente invitati a essere persone migliori e più responsabili. Questa pressione può trasformarsi in una nuova forma di giudizio sociale? Ti sei mai sentita prigioniera delle aspettative della tua community?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo assolutamente che questa pressione possa trasformarsi in una forma di giudizio e colpevolizzazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sui social si tende spesso a inseguire un ideale di perfezione ecologica che non è realistico e che rischia di allontanare le persone dalla sostenibilità, anziché avvicinarle.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Personalmente non mi sono mai sentita prigioniera delle aspettative della mia community, perché cerco di mostrarmi con trasparenza, condividendo non soltanto le scelte sostenibili, ma anche i limiti e i compromessi della vita quotidiana.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È la stessa filosofia alla base del mio libro, </span><i><span data-contrast="auto">Il manuale del risparmio sostenibile</span></i><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La sostenibilità dovrebbe essere un&#8217;opportunità di miglioramento e di risparmio concreto, non un elenco opprimente di divieti o uno standard sociale da rispettare per paura del giudizio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non serve essere perfetti. Dieci persone che adottano comportamenti sostenibili in modo imperfetto ma costante possono fare molta più differenza di una sola persona che li applica in maniera impeccabile.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È questo approccio, basato sulla normalità e sull&#8217;assenza di giudizio, che cerco di condividere ogni giorno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è un aspetto di te che potrebbe sorprendere chi ti conosce soltanto attraverso La Menta Piperita?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che chi mi conosce attraverso le analisi giuridiche e i contenuti di La Menta Piperita possa immaginarmi come una persona molto seria, rigorosa e concentrata su codici e normative.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà sono un vulcano. Chi mi incontra dal vivo scopre una persona ottimista, ironica, piena di energia e con una forte vena creativa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un aspetto che potrebbe sorprendere è proprio il modo in cui vivo la mia nuova vita in campagna.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho una grande passione per l&#8217;orto, ma non lo considero un&#8217;attività da affrontare in maniera accademica. Per me la campagna è un luogo di scoperta e sperimentazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piace imparare nuove tecniche di permacultura, sperimentare l&#8217;autoproduzione e cimentarmi con strumenti e attività che non conosco.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Affronto le sfide ambientali con il sorriso e con la convinzione che imparare a prendersi cura del Pianeta possa essere anche un&#8217;esperienza divertente e stimolante.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se domani i social network scomparissero, quale strada professionale sceglieresti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La scomparsa dei social non interromperebbe il mio percorso professionale, ma mi permetterebbe di concentrare maggiormente le energie sulle attività che svolgo già al di fuori del digitale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Spesso si tende a identificare un content creator esclusivamente con la sua presenza online. Nel mio caso, però, i social rappresentano soltanto una parte del lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da quasi quindici anni opero come formatrice, giurista ambientale e sustainability manager per aziende, organizzazioni ed enti istituzionali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I canali digitali sono uno strumento importante per amplificare i contenuti e raggiungere nuove persone, ma non costituiscono l&#8217;unica base della mia attività professionale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se avessi più tempo a disposizione, lo dedicherei soprattutto alla scrittura.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Posso anche anticipare che, dopo </span><i><span data-contrast="auto">Il manuale del risparmio sostenibile</span></i><span data-contrast="auto">, sto già lavorando al mio terzo libro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un mestiere o un progetto che ti incuriosisce e che non hai ancora avuto occasione di esplorare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che iniziare qualcosa di completamente nuovo, mi piacerebbe riprendere e sviluppare un progetto che ho già sperimentato in passato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho ideato e diretto eventi dedicati alla sostenibilità in parchi e luoghi particolarmente suggestivi della Sicilia. Vorrei tornare a investire in questa direzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che nel Sud Italia ci sia ancora bisogno di maggiori occasioni di sensibilizzazione ambientale e di spazi capaci di valorizzare le realtà locali che si impegnano concretamente per la sostenibilità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe far rinascere questi appuntamenti, utilizzando la bellezza del territorio come punto di partenza per creare incontri dal vivo, coinvolgere la community e dare visibilità alle esperienze virtuose del Mezzogiorno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Guardando ai prossimi anni, quali progetti vorresti realizzare? C&#8217;è un traguardo professionale che senti ancora di non aver raggiunto?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nei prossimi anni vorrei consolidare e ampliare il lavoro che sto portando avanti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La dimensione offline è già una parte importante della mia attività. Partecipo come relatrice a eventi e incontri istituzionali di rilievo nazionale, come gli Stati Generali dell&#8217;Informazione Ambientale organizzati da ISPRA.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il confronto diretto con il pubblico, le aziende e le istituzioni rappresenta per me un&#8217;opportunità preziosa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei continuare a portare il dibattito sui dati e sulle normative ambientali anche fuori dagli schermi, creando nuove occasioni di approfondimento e confronto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Guardando al futuro, cosa ti spaventa di più del mondo che stiamo costruendo e cosa, invece, continua a darti speranza?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi preoccupano soprattutto la polarizzazione ideologica, la diffusione dell&#8217;eco-scetticismo e il greenwashing sistemico.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Osservo con timore la tendenza a trasformare l&#8217;emergenza climatica e la transizione ecologica in terreni di scontro politico o commerciale, perdendo di vista la necessità di affrontarle attraverso dati, competenze e strumenti normativi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Temo che la complessità delle soluzioni venga sacrificata in favore di slogan superficiali, alimentando nelle persone un senso di impotenza o di sfiducia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando la comunicazione si riduce a marketing o catastrofismo, si perde la capacità di agire concretamente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A darmi speranza, invece, sono la reattività, la competenza e lo spirito critico delle persone quando hanno accesso a informazioni trasparenti e fondate sui fatti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo vedo quotidianamente nella formazione e nel confronto con la mia community. Esistono cittadini, studenti, professionisti e imprese che non cercano risposte semplicistiche, ma strumenti per comprendere i problemi e contribuire al cambiamento.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vedere persone che scelgono di approfondire le filiere produttive, ridurre il proprio impatto ambientale e rispettare la legalità mi conferma che la transizione è già in atto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È questa consapevolezza collettiva, insieme alla capacità di resilienza della natura, a darmi la motivazione per continuare a lavorare a un futuro realmente sostenibile.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/ecosistema-bang-si-presenta-come-una-realta-che-unisce-creator-e-brand-lecosistema-e-nellottica-di-squadra-network-e-lo-stesso-termine-che-usiamo-con-nexilia-e-che-utilizziamo-nelle-interloc/">La Menta Piperita: «La vera responsabilità collettiva è pretendere che cambino le regole del gioco»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gabriele Aprile: «Ho perso la voce, ma non la mia storia. L&#8217;intelligenza artificiale mi ha restituito la libertà di creare»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/gabriele-aprile-ho-perso-la-voce-ma-non-la-mia-storia-lintelligenza-artificiale-mi-ha-restituito-la-liberta-di-creare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 12:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele aprile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalettismo.com/?p=2925448</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cantautore, imprenditore, formatore e oggi sperimentatore delle possibilità offerte dall&#8217;intelligenza artificiale. Gabriele Aprile ha attraversato mondi apparentemente lontani, trovando un filo conduttore nella necessità di comunicare, raccontarsi e costruire relazioni autentiche. Un percorso segnato anche da una perdita che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera artistica: quella della voce.  Cosa succede quando ciò che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/gabriele-aprile-ho-perso-la-voce-ma-non-la-mia-storia-lintelligenza-artificiale-mi-ha-restituito-la-liberta-di-creare/">Gabriele Aprile: «Ho perso la voce, ma non la mia storia. L&#8217;intelligenza artificiale mi ha restituito la libertà di creare»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-contrast="auto">Cantautore, imprenditore, formatore e oggi sperimentatore delle possibilità offerte dall&#8217;intelligenza artificiale. Gabriele Aprile ha attraversato mondi apparentemente lontani, trovando un filo conduttore nella necessità di comunicare, raccontarsi e costruire relazioni autentiche. Un percorso segnato anche da una perdita che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera artistica: quella della voce.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Cosa succede quando ciò che definisce la tua identità professionale improvvisamente viene meno? Per Gabriele Aprile, la diagnosi di disfonia spasmodica ha rappresentato molto più di un ostacolo artistico. È stata l&#8217;occasione, dolorosa e inattesa, per ripensare il significato del successo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dalla formazione musicale al CET di Mogol alla nascita di Social Music Marketing, fino al progetto ESSERCI, Aprile ha progressivamente trasformato la propria esperienza in un percorso di ricerca che oggi intreccia psicologia, creatività e nuove tecnologie.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Al centro della sua riflessione c&#8217;è un apparente paradosso: utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale, persino i propri cloni digitali, per recuperare ciò che la tecnologia rischia di sottrarci ogni giorno, ovvero il tempo, le relazioni e la possibilità di essere davvero presenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo abbiamo incontrato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Se dovessi presentarti senza ricorrere a nessuna delle etichette professionali che ti accompagnano, cosa diresti di te?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Direi che sono un papà. È l&#8217;unica etichetta che non mi sono scelto per lavoro ed è quella che conta di più.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi direi che sono napoletano, e questa è una parte di me che porto ovunque. Sono un introverso che sale sui palchi, un endonauta: qualcuno che esplora il proprio mondo interiore fino a consumare la pazienza di chi gli sta vicino.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E se proprio dovessi spiegare cosa faccio, senza utilizzare nomi di mestieri, direi che cerco di esserci. Soprattutto per le persone che contano.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Hai raccontato pubblicamente di aver perso la voce. Cosa è cambiato in te durante quel periodo, prima ancora che come artista?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ero a Roma, durante le prove di uno spettacolo. Per riscaldarmi ho iniziato a cantare </span><i><span data-contrast="auto">Fenesta vascia</span></i><span data-contrast="auto">, un canto napoletano del Cinquecento che adoravo. E la voce si è spezzata. Davanti a tutti. Proprio a me, che avevo cinque ottave di estensione e cantavo Stevie Wonder un&#8217;ottava sopra.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Si chiama disfonia spasmodica, un disturbo neurologico della voce. Ci sono voluti anni per capire di cosa si trattasse, finché il dottor Franco Fussi non l&#8217;ha riconosciuta in dieci minuti di visita.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma il cambiamento più grande non ha riguardato la voce. Per quasi due anni ho cercato di convincermi che fosse colpa dello stress. Avevo studiato psicologia e ho finito per vivisezionare la mia mente attraverso tutte le teorie che conoscevo. Ma il problema non era lì.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho dovuto imparare a perdonarmi. Ed è stata la lezione più importante.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">All&#8217;inizio mi sono arrabbiato, poi ho smesso. E ho iniziato a chiedermi cosa significasse essere un cantante che non può più cantare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Hai trasformato una ferita personale in qualcosa da condividere con gli altri. Cosa hai imparato? E quanto è rischioso esporsi così apertamente?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho imparato che quello che chiamiamo &#8220;male&#8221;, a volte, è semplicemente qualcosa che non abbiamo ancora compreso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando cantavo bene, le persone si complimentavano per gli acuti e per l&#8217;estensione vocale. Nessuno ascoltava davvero le mie parole.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando la voce si è spezzata, ho capito che la mia storia era il bene più importante che possedevo. E che nessuno conosce la tua storia meglio di te: per questo hai sempre il diritto di raccontarla.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Naturalmente il rischio esiste. Quando racconti pubblicamente una ferita, quella ferita smette di appartenere soltanto a te. Gli altri ci proiettano le proprie interpretazioni, a volte persino la propria pietà.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E c&#8217;è anche il rischio opposto: trasformare quella ferita in un personaggio da interpretare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo alcune parti della mia vita scelgo di raccontarle soltanto quando lo desidero. Raccontarsi non significa consegnarsi completamente agli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Chi sono le persone che hanno contribuito maggiormente a formare l&#8217;uomo che sei oggi?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I miei genitori, senza dubbio. Mia madre e mio padre.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Papà è stato il mio primo vero fan. Ha investito su di me fin da quando avevo cinque anni e cantavo </span><i><span data-contrast="auto">Gli altri siamo noi</span></i><span data-contrast="auto"> davanti alla televisione, durante Sanremo del 1991.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi accompagnava ai concorsi, alle lezioni di musica. Abbiamo preso anche qualche fregatura insieme, ma sono esperienze che ti formano.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi c&#8217;è Maria Gabriella Marino, la direttrice artistica con cui ho lavorato per anni come cantante. Mi ha insegnato una cosa fondamentale: essere spontanei, ma con rigore.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Da ragazzo preferivi leggere Nietzsche nella tua stanza mentre gli altri uscivano. Era solitudine o ricerca di qualcosa che non trovavi altrove?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non ero solitario, ero introverso. Oggi mi definisco ambiverso: sto bene in mezzo alle persone, ma poi ho bisogno di tornare dentro me stesso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che stessi cercando un senso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da quando ho memoria penso alla morte quasi ogni giorno. E lo considero molto sano, perché mi mantiene in contatto con la vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da ragazzo, quei libri erano il luogo in cui le mie domande non sembravano strane.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">All&#8217;inizio leggevo dell&#8217;eterno ritorno. Più che come teoria di un tempo circolare, mi affascinava come principio etico: vivere ogni esperienza come se dovessimo ripeterla per sempre, all&#8217;infinito.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una prospettiva che cambia il modo di guardare ogni istante. Ti rende responsabile di ciò che costruisci, perché il tuo compito diventa rendere ogni momento degno di essere vissuto. Magari anche più volte.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non a caso, la mia prima tesi di laurea era dedicata proprio alla responsabilità, attraverso il pensiero di Derrida.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quella domanda mi accompagna ancora oggi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Sostieni che le parole debbano essere ascoltate senza bisogno di urlare. In un mondo in cui sembra vincere chi fa più rumore, cosa rende davvero riuscita una canzone?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Viviamo in un mondo chiassoso, dove sembra necessario urlare per farsi ascoltare. Vale anche per i cantanti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Io li chiamo &#8220;acutomani&#8221;: esploratori ossessivi delle note alte.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Chi si complimenta con te mentre canti Mina tre ottave sopra, difficilmente sta ascoltando davvero ciò che dici. Perché si ascolta anche con il corpo, con gli occhi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ho perso la voce ho compreso qualcosa che prima mi sfuggiva: nessuno ascoltava davvero le mie canzoni. Ascoltavano come cantavo, e basta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me una canzone riuscita è quella di cui qualcuno ricorda una frase. Anche una soltanto, magari nemmeno quella del ritornello.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una delle mie diceva: «Parole confortano, ti illudono e convincono che il mondo sia tra un no e un sì, e il cuore tra parentesi».</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se qualcuno ricorda quelle parole, allora quella canzone ha fatto il suo lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Hai studiato al CET di Mogol. Qual è l&#8217;insegnamento che continua ad accompagnarti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È stata una delle esperienze più formative della mia giovinezza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La prima volta avevo sedici o diciassette anni, non ricordo esattamente, ma ricordo di essere l&#8217;unico minorenne. Poi sono tornato, sia come autore sia come interprete.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho studiato con il maestro Giuseppe Anastasi e con David Poggiolini, che sarebbero poi diventati autori di grandi classici della musica italiana.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lì ho compreso il valore di una canzone e l&#8217;impatto che può avere nella vita di una persona. Ho imparato soprattutto il peso delle parole.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In una canzone ogni parola deve essere dosata, centellinata. In tre minuti non c&#8217;è spazio per quelle inutili.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma l&#8217;insegnamento più importante riguarda il modo in cui le parole vengono pronunciate.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La stessa frase, detta con un&#8217;intenzione diversa, può generare in chi ascolta uno stato d&#8217;animo completamente differente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il modo in cui scrivi e pronunci una parola determina la direzione dei pensieri di chi ti ascolta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Forse è anche per questo che, quando ho perso la voce, non ho perso tutto. Il peso delle parole me lo avevano insegnato lì.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Dal 2016 offri formazione gratuita agli artisti attraverso Social Music Marketing. Da dove nasce questa scelta?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A vent&#8217;anni sono andato in Canada per produrre tre brani con un produttore noto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho speso diecimila euro, accompagnati dalla promessa verbale che qualcosa sarebbe successo, perché c&#8217;erano dei presunti &#8220;canali preferenziali&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non è successo nulla. Quei brani non sono mai nemmeno usciti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da quell&#8217;esperienza ho capito come funziona una parte del mercato dei servizi rivolti agli artisti: si fa leva sui sogni delle persone.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Io non volevo fare lo stesso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il gruppo è nato quasi per caso. Avevo tenuto un workshop al Medimex di Bari e volevo mantenere i contatti con i partecipanti. Doveva essere semplicemente uno spazio in cui continuare a rispondere alle loro domande.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi è cresciuto ed è diventato una risorsa per centinaia, anzi migliaia, di persone.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me i contenuti gratuiti rappresentano la parte più importante del lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ogni euro che guadagno deve servire a comprare tempo per ciò che non viene monetizzato: i contenuti gratuiti e la community.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Da Artisti Adesso a ESSERCI: cosa ti ha portato a cambiare direzione?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Avevo capito che la musica, per me, era diventata un alibi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi portavo dentro una delusione profonda per ciò che era diventata l&#8217;industria musicale. E per anni quella delusione mi aveva permesso di nascondermi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi, nel 2022, sono diventato papà.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi sono reso conto che il problema dei musicisti che seguivo era anche il mio: il lavoro divorava le giornate e alle cose davvero importanti arrivavi esausto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho iniziato a utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale e i cloni digitali prima di tutto su me stesso, per recuperare la mia quotidianità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E ho capito che non era una questione che riguardava soltanto i musicisti, ma chiunque lavori e abbia paura di essere sostituito.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non c&#8217;è stato un momento preciso in cui ho deciso di cambiare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A un certo punto ho semplicemente capito che non ero più un musicista. O meglio, che quella definizione mi stava stretta, così come tutte le altre etichette con cui mi ero presentato fino ad allora.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con l&#8217;intelligenza artificiale ho iniziato a esplorare nuove forme di creatività e, progressivamente, mi sono liberato di quelle definizioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questo mi ha permesso di fare qualcosa che ad altri potrebbe sembrare assurdo: insegnare alle persone a clonarsi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">ESSERCI nasce proprio da qui.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Psicologia, musica, marketing e intelligenza artificiale sembrano discipline lontane. Qual è il filo che le unisce?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà parlano tutte della stessa cosa: di come una persona riesce a raggiungerne un&#8217;altra.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La psicologia mi ha fornito gli strumenti per comprendere le persone. La musica mi ha insegnato a raccontarmi. Il marketing mi ha insegnato a farmi trovare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E oggi l&#8217;intelligenza artificiale mi permette di esserci anche dove fisicamente non posso essere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per anni ho sentito la pressione di dover scegliere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi chiedevano continuamente: &#8220;Ma tu cosa fai, esattamente?&#8221;. E io mi sentivo in difetto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi ho smesso di rispondere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho capito che si trattava dello stesso mestiere osservato da quattro finestre differenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da allora quella domanda non mi pesa più.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Qual è stato il fallimento più importante della tua esperienza imprenditoriale?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Faccio fatica a sceglierne uno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La mia vita è piena di fallimenti, piccoli e grandi, e quella da imprenditore non fa eccezione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho aperto tante finestre: progetti, idee, canali, prodotti. Molti non hanno funzionato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma credo faccia parte del mestiere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Fare impresa, soprattutto in un settore che cambia ogni settimana, significa sperimentare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E se sperimenti davvero, la maggior parte degli esperimenti fallisce. Altrimenti stai semplicemente ripetendo ciò che sai già fare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho imparato a progettare le cose in modo da poterle anche cancellare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando qualcosa non funziona, la fermo. Non continuo a tenerla in piedi per orgoglio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un progetto può anche restare fermo. Una cosa fatta male con il mio nome sopra, invece, no.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E soprattutto ho imparato a non confondere il fallimento di un progetto con il mio fallimento personale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Dopo tanti anni dedicati alla formazione e al marketing musicale, cosa ti ha avvicinato all&#8217;intelligenza artificiale?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La fatica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per anni ho visto sempre la stessa scena: artisti che avrebbero voluto suonare e che invece trascorrevano le serate a montare video e scrivere didascalie.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Io per primo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">All&#8217;inizio l&#8217;intelligenza artificiale è stata semplicemente una risposta a quella fatica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi è successo qualcosa che non mi aspettavo: mi ha restituito la voglia di inventare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho iniziato a immaginare storie e mondi che da solo non avrei mai potuto realizzare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi sono ritrovato a creare la sigla e i visual per il ledwall de </span><i><span data-contrast="auto">La città ideale</span></i><span data-contrast="auto">, in Rai. Io che, fino a poco tempo prima, scrivevo didascalie per gli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non senza nottate e sacrifici, naturalmente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma per un cantante senza voce, ritrovare un modo di creare è stato un regalo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Dici che si può clonare la voce, ma non la presenza. Dove si trova il confine tra utilizzare la tecnologia e diventarne dipendenti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mio clone può parlare al posto mio. Può realizzare un video mentre io sono al parco con mia figlia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma al parco con mia figlia devo esserci io.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quello non si può clonare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me il confine sta tutto in una domanda: chi decide?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando non riesco più a distinguere ciò che ho deciso io da ciò che ha deciso la macchina, allora significa che sono io a essere utilizzato dalla tecnologia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Esiste anche un segnale più semplice.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tutto ciò che consuma la tua presenza senza restituirti nulla ti sta usando. Che sia una tecnologia o una persona.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Io, per esempio, durante le cene tengo il telefono spento.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La dittatura della reperibilità è il primo modo in cui la tecnologia finisce per usarci.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">C&#8217;è ancora un sogno artistico che non sei riuscito a realizzare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho scritto tante canzoni che nessuno conosce.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Alcune sono le più belle che abbia mai scritto. Ci ho dedicato persino un articolo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Forse il mio sogno è semplicemente trovare il modo di far ascoltare quelle parole senza doverle urlare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Se potessi parlare al Gabriele di vent&#8217;anni, oppure a un ragazzo che oggi teme di perdere la propria voce, cosa gli diresti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Al Gabriele di vent&#8217;anni direi: non partire per il Canada.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quei diecimila euro tienili e usali per farti ascoltare da poche persone vere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi gli direi ciò che ho capito soltanto dopo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non hai bisogno che ti ascoltino tutti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">&#8220;Tutti&#8221; non esiste.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà vuoi che ti ascoltino alcune persone precise. E quelle persone vogliono l&#8217;arrosto, non il fumo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;arrosto è la tua storia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A un ragazzo che ha paura di perdere la propria voce, in tutti i sensi, direi questo: la voce può rompersi, la tua storia no.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quella resta tua anche quando canti male.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="3"><b><span data-contrast="none">Per concludere, c&#8217;è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e alla quale vorresti finalmente rispondere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:281,&quot;335559739&quot;:281,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che una domanda che nessuno mi ha mai fatto, c&#8217;è una risposta che non ho mai dato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A una domanda che, invece, mi fanno continuamente: &#8220;Ti manca cantare?&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La risposta è semplice: </span><b><span data-contrast="auto">non ho mai davvero smesso.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/gabriele-aprile-ho-perso-la-voce-ma-non-la-mia-storia-lintelligenza-artificiale-mi-ha-restituito-la-liberta-di-creare/">Gabriele Aprile: «Ho perso la voce, ma non la mia storia. L&#8217;intelligenza artificiale mi ha restituito la libertà di creare»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giada Vettorato: «Mio figlio era educato e andava bene a scuola, eppure lo stavo perdendo»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/giada-vettorato-mio-figlio-era-educato-e-andava-bene-a-scuola-eppure-lo-stavo-perdendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 13:41:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[giada vettorato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per molti genitori, quando i figli superano gli otto anni, sembra non esserci più nulla: niente corsi, niente manuali, nessuna guida. Eppure è proprio allora che arriva la pubertà e la relazione comincia a cambiare, spesso senza che ce ne accorgiamo.   Mentre il dibattito pubblico si concentra sull’infanzia o sull’adolescenza conclamata, c’è una fase breve, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-contrast="auto">Per molti genitori, quando i figli superano gli otto anni, sembra non esserci più nulla: niente corsi, niente manuali, nessuna guida. Eppure è proprio allora che arriva la pubertà e la relazione comincia a cambiare, spesso senza che ce ne accorgiamo.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"> Mentre il dibattito pubblico si concentra sull’infanzia o sull’adolescenza conclamata, c’è una fase breve, intensa e poco raccontata che resta in mezzo: la preadolescenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È di questo spazio vuoto che si occupa </span><b><span data-contrast="auto">Giada Vettorato</span></b><span data-contrast="auto">, Family &amp; Parent Coach, ex maestra Montessori e madre di tre figli, oggi vicina all’abilitazione come psicologa dell’età evolutiva. Il suo progetto, </span><b><span data-contrast="auto">Adolescenza Consapevole</span></b><span data-contrast="auto">, è nato come pagina di divulgazione su Instagram e si è allargato a podcast e percorsi di coaching. Ora è diventato anche un libro: </span><i><span data-contrast="auto">Preadolescenza consapevole. <a href="https://www.onedizioni.it/libro/preadolescenza-consapevole-giada-vettorato-9791282494137/">Non più bambini, non ancora adolescenti</a></span></i><span data-contrast="auto">, edito da ON e in libreria dal 20 ottobre.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’abbiamo incontrata.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nell’introduzione del libro racconta di essere diventata mamma a meno di 24 anni, convinta che bastasse replicare quello che avevano fatto i suoi genitori. Scrive anche: «La mia strategia educativa, purtroppo, era fare paura». Quando ha capito che doveva cambiare strada?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho capito che dovevo cambiare strada quando mi sono resa conto che la qualità della relazione che immaginavo di avere con mio figlio era molto lontana da quella reale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se mi fossi basata soltanto sui suoi risultati scolastici o sul suo comportamento fuori casa, avrei potuto pensare che tutto andasse bene. Era un ragazzo educato, che non dava particolari segnali di trasgressione o ribellione. Apparentemente non c’erano motivi per preoccuparsi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Eppure, quello che sentivo era una distanza sempre maggiore tra noi. Me ne sono accorta quando ho iniziato a prestare attenzione alla dimensione affettiva della nostra relazione. Mio figlio condivideva sempre meno i suoi pensieri con me, non mi cercava quando aveva bisogno di supporto e io sentivo di non essere più un punto di riferimento per lui.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È stato allora che ho capito che quella tranquillità era soltanto apparente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Cosa le hanno insegnato i suoi figli che nessun corso le aveva insegnato?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I miei figli mi hanno insegnato a prendermi meno sul serio. Credo che sia uno degli insegnamenti più preziosi che ho ricevuto da loro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Crescendo, noi adulti tendiamo a perdere la capacità di affrontare alcune situazioni con leggerezza. Io, per esempio, sono una persona che ha lavorato molto su sé stessa, che tende a prendere le cose molto seriamente e a impegnarsi a fondo in ciò che fa. A volte persino troppo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I miei figli, invece, come spesso fanno i ragazzi, hanno questa straordinaria capacità di «mandare in vacca» anche le situazioni che a me sembrano serissime, di sdrammatizzare, di usare quella che mi piace chiamare una «sana superficialità».</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ecco, mi hanno insegnato che qualche volta possiamo anche permetterci di essere meno seri, di non dare a tutto lo stesso peso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che noi adulti tendiamo a dimenticarcene e che, a volte, la leggerezza dei nostri figli ci infastidisca proprio perché ci ricorda una capacità che, crescendo, abbiamo un po’ perso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Che preadolescente era lei? E che rapporto aveva con i suoi genitori a quell’età?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono stata una preadolescente molto solare, socievole e anche parecchio polemica!</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho sempre avuto un rapporto molto stretto con mia mamma, mentre con mio papà a quell’età la relazione era più complessa e conflittuale. Si trattava però di una conflittualità soprattutto verbale, perché i miei genitori hanno sempre accolto le mie sfide e lasciato spazio al confronto. Ricordo discussioni lunghissime, a volte davvero estenuanti, durante le quali ho avuto modo di esercitare molto il mio pensiero critico e la mia libertà di espressione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ripensandoci oggi, credo di non essere stata una preadolescente particolarmente faticosa da gestire. Non avevo grandi pretese e avevo una passione enorme, la danza, che assorbiva gran parte dei miei interessi e delle mie energie.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non ero invece una grande studiosa. La scuola, in quegli anni, non mi interessava particolarmente. La passione per lo studio sarebbe arrivata molto più tardi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel complesso, ricordo una relazione con i miei genitori molto aperta, calorosa, di grande supporto e ricca di dialogo. Certamente non mancavano i conflitti, soprattutto con mio papà, ma direi che erano conflitti piuttosto normali per quell’età. In qualche modo, mi hanno permesso di sperimentare la possibilità di avere idee mie, anche molto diverse da quelle dei miei genitori, e di poterle esprimere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Da maestra Montessori a coach dei genitori: cosa si è portata dietro dal metodo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Direi che l’approccio montessoriano ha influenzato profondamente il mio modo di intendere l’educazione, anche se farei una distinzione. Più che nel coaching genitoriale, porto questi insegnamenti nella mia genitorialità e nel mio lavoro di divulgazione. Il coaching, infatti, è una metodologia che non prevede di trasmettere al cliente un particolare modello educativo o di influenzarlo sulla base delle proprie convinzioni personali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ci sono soprattutto due aspetti del pensiero di Maria Montessori che mi accompagnano ancora oggi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il primo è la consapevolezza del ruolo che il movimento e l’azione hanno nello sviluppo cognitivo e nell’apprendimento. Impariamo attraverso l’esperienza, attraverso il fare, e questo vale per i bambini piccoli, ma continua a valere anche durante l’adolescenza. I ragazzi hanno bisogno di sperimentarsi, di agire, di sentirsi protagonisti della propria vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il secondo riguarda un’intuizione molto interessante che Montessori aveva avuto proprio sull’adolescenza, una fase alla quale ha dedicato meno spazio rispetto all’infanzia, ma sulla quale ci ha lasciato riflessioni ancora molto attuali. Mi riferisco al bisogno degli adolescenti di sentirsi socialmente utili, di percepire che il loro contributo ha un valore per la comunità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che questo sia un aspetto che oggi tendiamo a trascurare. Spesso noi adulti facciamo molto al posto dei ragazzi, continuiamo a considerarli troppo piccoli per assumersi determinate responsabilità e finiamo per posticipare continuamente le occasioni in cui potrebbero mettersi alla prova.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A volte, credo, il problema non è nemmeno tanto un eccesso di protezione, quanto il fatto che fatichiamo a considerarli persone già capaci di offrire un contributo, di assumersi delle responsabilità e di avere un ruolo attivo nella società. Così facendo, rischiamo di ostacolare proprio quei processi di crescita e di autonomia di cui hanno bisogno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Com’è nata Adolescenza Consapevole? All’inizio era un progetto o un’esigenza personale?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Adolescenza Consapevole è stata fin da subito un progetto, nato inizialmente con un intento esclusivamente divulgativo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ho iniziato, erano passati circa dieci anni dalla preadolescenza del mio primo figlio, un periodo in cui avevo avuto accesso a pochissime informazioni sulla genitorialità e, in particolare, sulle caratteristiche di questa fase dello sviluppo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi rendevo conto che, nonostante fosse passato del tempo, le cose non erano cambiate poi così tanto. Oggi abbiamo a disposizione tantissimi contenuti sulla genitorialità, eppure molte delle conoscenze più interessanti sulla preadolescenza sono ancora pubblicate prevalentemente in lingua inglese e quindi poco accessibili al pubblico italiano.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Inoltre, c’è ancora la tendenza a parlare della preadolescenza come se fosse semplicemente una parte dell’adolescenza, senza riconoscerle una sua specificità. La pubertà, invece, introduce una serie di cambiamenti che rendono questa fase, per quanto relativamente breve, particolarmente interessante e meritevole di un’attenzione specifica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sentivo quindi il desiderio di rendere queste conoscenze più accessibili ai genitori, di condividere informazioni che avrei voluto avere anch’io quando il mio primo figlio attraversava quella fase.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Fare divulgazione su Instagram su un tema così delicato: cosa ha imparato dalla sua community? C’è una domanda che i genitori le fanno più spesso delle altre?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che quello che ho imparato, direi quello che mi colpisce di più della mia community: rendermi conto di quanta solitudine educativa ci sia ancora oggi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Viviamo in famiglie nucleari, spesso assorbite dalle sfide quotidiane del lavoro e della gestione dei figli, e siamo diventati genitori molto indipendenti. Ma è un’indipendenza che, a mio avviso, ha poco a che fare con l’autonomia e molto con la solitudine.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi sono accorta che i contenuti più apprezzati sono spesso quelli in cui mostro anche le mie fragilità, le mie fatiche e i miei errori. È come se ci fosse un grande bisogno di riconoscersi nell’esperienza dell’altro, di vedere che certe difficoltà sono condivise e, attraverso questo riconoscimento, di concedersi di viverle con meno senso di inadeguatezza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una cosa che mi colpisce e mi intenerisce molto e che mi ha insegnato a espormi anche nelle mie imperfezioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che abbiamo bisogno di recuperare una dimensione più umana della genitorialità. Uno degli effetti collaterali di avere così tante informazioni a disposizione è che siamo diventati giudici severissimi di noi stessi. Sappiamo sempre cosa dovremmo fare, come dovremmo rispondere, quali comportamenti dovremmo evitare, e quando non ci riusciamo rischiamo di sentirci inadeguati.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Eppure, a volte, dovremmo riuscire a riconoscere anche il valore dell’impegno che mettiamo, anche quando i risultati non sono quelli che speravamo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo cerco di mostrare anche i miei errori: vorrei che chi mi segue potesse riconoscersi, sentirsi meno solo e meno giudicato nelle proprie difficoltà.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quanto alle domande che ricevo più spesso, moltissime riguardano la scuola. In particolare, la fatica dei genitori nel lasciare ai figli una maggiore autonomia nella gestione dello studio e delle responsabilità scolastiche.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una fatica che comprendo molto bene, perché viviamo in una società che attribuisce un valore enorme alla performance e nella quale anche i genitori sentono una forte pressione rispetto ai risultati dei figli.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Fare un passo indietro, allora, diventa difficilissimo. Significa imparare a restare disponibili, a essere un punto di riferimento raggiungibile per i nostri figli, resistendo però alla tentazione di intervenire continuamente al posto loro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che questa sia una delle sfide educative più grandi che i genitori di preadolescenti si trovano ad affrontare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel libro scrive che, per i genitori, dopo gli 8 anni c’è «il nulla»: niente corsi, niente manuali. Perché la preadolescenza è rimasta così poco raccontata?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che una delle ragioni sia che la stessa adolescenza, come fase dello sviluppo con caratteristiche proprie, è diventata oggetto di studio sistematico relativamente di recente. Prima con Stanley Hall e Jean Piaget, che però era interessato soprattutto all’aspetto cognitivo. Poi, dalla seconda metà del Novecento, con autori come Anna Freud, Erik Erikson e Peter Blos, abbiamo iniziato a comprendere meglio le peculiarità dello sviluppo adolescenziale dal punto di vista affettivo e identitario.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quello che sappiamo oggi sulla preadolescenza, però, è frutto di acquisizioni scientifiche ancora più recenti. Lo dobbiamo soprattutto al contributo delle neuroscienze e alle tecniche di neuroimaging, che ci hanno permesso di comprendere quanto la pubertà sia rilevante anche per lo sviluppo psicosociale. Gli ormoni sessuali, infatti, contribuiscono ai processi di riorganizzazione del cervello in una fase di particolare plasticità. Questi cambiamenti si intrecciano con aspetti molto importanti dello sviluppo psicologico, come la costruzione dell’identità, la rielaborazione dei propri vissuti e il modo di vivere le relazioni sociali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo credo che la preadolescenza meriti un’attenzione specifica. È una fase relativamente breve, che spesso viene inglobata nell’adolescenza, perdendo di vista alcune delle sue peculiarità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ed è un peccato, perché proprio quando i figli entrano nella pubertà anche i genitori si trovano ad affrontare cambiamenti importanti nella relazione con loro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Lei parla di «lutto simbolico»: il genitore deve elaborare la perdita del bambino che conosceva. Racconta anche il momento in cui sua figlia, in lacrime, le ha chiesto di uscire dal bagno per confidarsi con qualcun altro. Com’è stato accettarlo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ci sono momenti, come questo, in cui viviamo delle vere e proprie epifanie. Come tutte le nuove consapevolezze, possono essere dolorose, perché ci mettono di fronte a qualcosa che non avevamo considerato o non volevamo vedere. Allo stesso tempo, sono occasioni importanti per avanzare nella nostra crescita personale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In quel momento ho capito che mia figlia stava compiendo un passaggio verso una maggiore indipendenza psicologica e che stava iniziando a cercare anche altrove uno spazio di confidenza e di intimità. Naturalmente, all’inizio mi sono sentita un po’ spiazzata. Credo sia normale, soprattutto quando fino a quel momento siamo stati abituati a essere il principale punto di riferimento emotivo dei nostri figli.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi, però, ho accolto quel passaggio con una certa naturalezza. Mi sono detta che era giusto così, che faceva parte della sua crescita. Oggi sono felice di sapere che, oltre a noi genitori, nella sua vita ci sono altre persone significative con cui sente di potersi confidare e dalle quali può ricevere ascolto e supporto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che elaborare quel lutto simbolico significhi anche questo: imparare ad accogliere il fatto che i nostri figli stanno crescendo e che il nostro posto nella loro vita, inevitabilmente, cambia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel libro distingue tra genitori «falegnami», che vogliono dare forma ai figli, e genitori «giardinieri», che creano le condizioni perché fioriscano. Perché i genitori di oggi tendono a essere falegnami?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A mio avviso tendiamo a essere genitori falegnami perché viviamo in una cultura in cui tutto viene vissuto come un progetto personale da portare al successo. Tra le righe, anche la genitorialità è ormai un aspetto del personal branding e, in qualche modo, i nostri figli finiscono per essere un’estensione della nostra identità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Del resto, la genitorialità è forse una delle esperienze più creative che esistano e, in questa nostra creazione, rischiamo di cercare continuamente noi stessi. Un po’ come Narciso, che nel mito greco si innamora della propria immagine riflessa nell’acqua.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Allo stesso modo, come genitori possiamo faticare ad accettare la separazione e a riconoscere l’alterità dei nostri figli. Sono persone diverse da noi, con desideri, inclinazioni e aspirazioni che possono anche essere molto lontani dai nostri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi pare che il genitore di oggi sia molto autoreferenziale e usi la performance del proprio figlio come cartina di tornasole del proprio valore. Diventa difficile, quindi, accettare che un figlio possa prendere una direzione diversa da quella che avevamo immaginato per lui. O, forse, per noi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Essere genitori giardinieri, invece, significa riuscire a riconoscere il valore dei nostri figli anche quando non ci somigliano e quando le loro scelte non corrispondono alle nostre aspettative.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Riprende da Winnicott l’idea del genitore «sufficientemente buono» e propone esercizi come: «Oggi ho urlato ancora una volta. Però me ne sono accorta». Come si smette di sentirsi sempre in difetto?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che si smetta di sentirsi sempre in difetto quando si smette di paragonarsi a un ideale di perfezione. Quando cominciamo ad accettare la nostra vulnerabilità, le nostre imperfezioni, le nostre contraddizioni e anche il nostro modo, a volte ondivago, di relazionarci con gli altri, che è del tutto umano.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando smettiamo di pretendere da noi stessi una perfezione irraggiungibile, diventiamo anche più indulgenti verso i nostri errori e le nostre fatiche. E penso che questa maggiore indulgenza verso noi stessi ci aiuti a esserlo anche verso gli altri, compresi i nostri figli.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Sul telefono il libro non parla di divieti ma di coerenza: chiedere ai figli di staccarsi dallo smartphone mentre lo usiamo a colazione ci rende «predicatori ambulanti». E gli youtuber, che chiama scherzosamente «maledetti», sono davvero un problema?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">No, non credo che né il telefono né gli youtuber siano davvero maledetti. Pensandola così rischiamo di guardare il dito e non la luna, come dice un antico proverbio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Gli youtuber, così come gli avatar, possono rappresentare per i ragazzi un modo per esplorare altre parti di sé, sperimentare diverse versioni di sé stessi e confrontarsi con modelli differenti. Questo, di per sé, non ha necessariamente una valenza positiva o negativa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Naturalmente dipende dai contenuti, dai modelli che vengono proposti e dal modo in cui i ragazzi si relazionano con questi personaggi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che il problema nasca soprattutto quando lasciamo che il dispositivo diventi un surrogato delle relazioni e finisca per occupare uno spazio che dovrebbe essere dedicato all’incontro e allo scambio con gli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo penso che dovremmo preoccuparci meno del mezzo in sé e prestare maggiore attenzione alla qualità delle relazioni che i nostri figli vivono, anche al di fuori dello schermo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quando un genitore dovrebbe smettere di fare da sé e chiedere aiuto a uno specialista?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un genitore dovrebbe chiedere aiuto quando i segnali di difficoltà nella relazione diventano stabili e pervasivi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Immaginiamo di mettere su un’ipotetica bilancia, da una parte, i momenti belli, quelli di connessione, di vicinanza e di sintonia con i nostri figli e, dall’altra, i momenti di fatica, di disconnessione e di mancata sintonizzazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando questi ultimi iniziano a pesare molto più dei primi e sentiamo di non riuscire a modificare la situazione, allora forse è arrivato il momento di chiedere aiuto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel libro parla di codice materno e codice paterno, e precisa che il codice paterno può incarnarlo anche una madre. Perché in preadolescenza diventa fondamentale il codice del limite, del «prima prova tu»?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il codice paterno, che incarna il limite, è particolarmente importante in preadolescenza perché i ragazzi hanno sempre più bisogno di confrontarsi con una realtà che non risponde necessariamente ai loro desideri. Hanno bisogno di sperimentare le proprie capacità, di imparare a tollerare le frustrazioni e a posticipare la soddisfazione dei propri desideri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il codice paterno ha anche a che fare con la fiducia che riponiamo nelle loro capacità. Quando diciamo «prima prova tu», comunichiamo a nostro figlio che lo riteniamo capace di affrontare una difficoltà anche senza il nostro intervento immediato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">C’è poi il tema della trasgressione, che diventerà particolarmente importante durante l’adolescenza. Se non esiste un limite, non esiste nemmeno la possibilità di trasgredire. Ed è anche attraverso la trasgressione, la messa in discussione delle regole e la ricerca dei propri confini che un ragazzo può comprendere meglio chi è e che cosa vuole.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">E i papà? I suoi contenuti parlano soprattutto alle madri: è una scelta o lo specchio di chi si fa carico del lavoro educativo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una scelta comunicativa, dettata semplicemente dal fatto che la mia community è composta per il 90% da mamme. Ho scelto quindi di utilizzare un femminile sovraesteso, perché mi rivolgo prevalentemente alle persone che mi seguono.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questo, naturalmente, non significa che consideri le madri le uniche responsabili dell’educazione dei figli. Anzi, nei miei contenuti e nel mio lavoro mi rivolgo sempre più spesso a entrambi i genitori, perché credo che la responsabilità educativa debba essere condivisa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una scelta legata al linguaggio e alle caratteristiche della mia community, non a una diversa attribuzione di responsabilità tra madri e padri. Lo specifico anche nell’introduzione del libro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Scuole, incontri dal vivo, un secondo libro sull’adolescenza vera e propria: cosa c’è nei prossimi due anni?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nei prossimi due anni mi aspetta la conclusione di questo nuovo ciclo di studi universitari e quindi l’abilitazione alla professione di psicologa dell’età evolutiva.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In tanti mi hanno già chiesto un sequel di </span><i><span data-contrast="auto">Preadolescenza consapevole</span></i><span data-contrast="auto">, questa volta dedicato all’adolescenza vera e propria. Perché no? Vedremo!</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per ora sono molto concentrata sul mio podcast, un canale di comunicazione che mi dà moltissima soddisfazione. Essendo una gran chiacchierona, è decisamente nelle mie corde!</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se potesse lasciare un solo messaggio a un genitore che sta entrando adesso nella preadolescenza del figlio, quale sarebbe?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Gli direi di cogliere questa occasione per riconnettersi con il preadolescente che è stato, rileggere il proprio vissuto come figlio e provare a capire quanto quelle esperienze influenzino ancora oggi il suo modo di essere genitore.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/giada-vettorato-mio-figlio-era-educato-e-andava-bene-a-scuola-eppure-lo-stavo-perdendo/">Giada Vettorato: «Mio figlio era educato e andava bene a scuola, eppure lo stavo perdendo»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giancarlo Blasi, The Gentleman: «L&#8217;algoritmo premia chi urla, ma si può fare politica senza insultare»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/giancarlo-blasi-the-gentleman-lalgoritmo-premia-chi-urla-ma-si-puo-fare-politica-senza-insultare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gentlemen post]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un panorama digitale in cui la politica si racconta spesso a colpi di slogan, provocazioni e scontri verbali, Giancarlo Blasi ha scelto di chiamarsi The Gentleman. Un nome che suona quasi come una provocazione nell&#8217;epoca del rage bait, quando suscitare rabbia e indignazione può diventare il modo più rapido per conquistare visualizzazioni e interazioni.  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">In un panorama digitale in cui la politica si racconta spesso a colpi di slogan, provocazioni e scontri verbali, </span><b><span data-contrast="auto">Giancarlo Blasi ha scelto di chiamarsi The Gentleman</span></b><span data-contrast="auto">. Un nome che suona quasi come una provocazione nell&#8217;epoca del </span><i><span data-contrast="auto">rage bait</span></i><span data-contrast="auto">, quando suscitare rabbia e indignazione può diventare il modo più rapido per conquistare visualizzazioni e interazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Blasi, però, non rivendica la moderazione delle idee, quanto quella dei toni. È convinto che si possa essere netti, critici e persino duri senza trasformare ogni confronto in una rissa. E che il problema dell&#8217;informazione contemporanea non sia soltanto ciò che viene raccontato, ma soprattutto come viene raccontato e quanto il linguaggio riesca a condizionare la percezione dei fatti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Marito, padre, marketing content specialist e podcaster, Blasi ha alle spalle un percorso professionale tutt&#8217;altro che lineare. È stato pubblicista, social media manager, informatore scientifico, cofondatore di un birrificio, consulente assicurativo e finanziario e speaker radiofonico. Esperienze apparentemente lontane, accomunate da un interesse costante per la comunicazione e per i meccanismi attraverso cui le parole influenzano le persone.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi, attraverso The Gentleman, commenta politica italiana e internazionale, economia e questioni sociali, interrogandosi anche sul confine, sempre più sottile, tra informazione e opinione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Chi è Giancarlo Blasi fuori dalla telecamera? Che lavoro fa e che cosa faceva prima di cominciare a commentare la politica online?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Giancarlo è un papà e un marito. Gli piace scrivere e leggere. È appassionato di comunicazione, verbale e non verbale. Sono un marketing content specialist e un podcaster, e creo contenuti social per aziende e liberi professionisti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi sto vivendo la mia settima vita. Prima di The Gentleman, pagina aperta per «hobby», per così dire, sono stato, nell&#8217;ordine: pubblicista, social media manager, informatore scientifico, cofondatore di un birrificio, consulente assicurativo e finanziario, speaker radiofonico.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho fatto tanti lavori, spinto dalla mia curiosità e dalla voglia di esplorare, con una sola direzione: capire cosa serve comunicare e trovare il modo giusto per farlo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Da dove nasce la passione per la politica e l&#8217;economia? C&#8217;è stato un momento preciso, un evento che l&#8217;ha accesa?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È nata quando ero piccolo, credo. Non guardavo molta TV, preferivo andare a giocare a calcio con gli amici giù in giardino. Quelle volte che la guardavo, lo facevo a pranzo e a cena, con i miei genitori. Si guardava il telegiornale o qualche programma di approfondimento.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi le conversazioni a tavola non erano solo «Com&#8217;è andata oggi a scuola?», ma erano veri e propri dibattiti su quello che succedeva. E poi non mancava mai il giornale. Prima di studiare, lo leggevo sempre.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi ricordo che leggevo il listino con le quotazioni di Borsa a dieci anni: non capivo nulla, ma quei numeri scritti mi ipnotizzavano. Volevo capire il loro significato.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Però ci tengo a precisare che casa mia non era la copia dello studio di Piazzapulita: mi concedevo Mai dire Gol, Zelig e i film di Jim Carrey. Che sia chiaro, eh!</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il periodo che mi ha appassionato di più è stato quello berlusconiano. È allora che ho cominciato a percepire quanto potesse essere forte la propaganda e quanto la comunicazione potesse orientare l&#8217;opinione pubblica.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questa capacità di influenzare le persone mi faceva arrabbiare e incuriosire allo stesso tempo. Da lì è cresciuta la voglia di capire come si costruisce un messaggio politico e perché riesca a convincerci, anche quando entra in contraddizione con quello che viviamo. E la voglia di combatterla con la contropropaganda: la verità.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">In un dibattito pubblico dominato dalla rissa, si può essere educati e allo stesso tempo efficaci? Oppure l&#8217;algoritmo premia inevitabilmente chi urla?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Bella domanda, e a volte la faccio anche a me stesso. Ho scelto l&#8217;educazione perché credo che il dibattito e il confronto non debbano mai sfociare nella rissa. Il nome The Gentleman è coerente con questa scelta, ma la convinzione viene prima del nome.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Viviamo in un periodo di forte polarizzazione di idee e opinioni e la rissa va ad alimentare le distanze. Credo, invece, che abbiamo bisogno di vicinanza e comprensione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Penso a quando scopriamo di aver creduto a una promessa non mantenuta. In quel momento può esserci vergogna: prendere in giro una persona per come ha votato rischia di farla chiudere ancora di più. Vorrei che riuscissimo a confrontarci senza colpevolizzarci.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una buona politica fa bene a tutti. E anche un sano confronto.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A volte mi sembra che questa piccola grande verità venga dimenticata. Per fare questo, dovremmo superare il tifo «ortodosso», acritico, a testa bassa, per un partito o un personaggio politico e valutare meglio le scelte e le loro conseguenze. Avere una mente più analitica.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Si può essere educati e molto netti allo stesso tempo: una critica precisa resta una critica, anche senza un insulto.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;algoritmo premia chi urla? Penso proprio di sì. Spesso chi provoca indignazione ottiene attenzione. Si chiama </span><i><span data-contrast="auto">rage bait</span></i><span data-contrast="auto">, cioè il contenuto costruito apposta per suscitare rabbia e generare interazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Racconto un episodio: una volta ho visto un divulgatore parlare furiosamente di un politico italiano. Poi ho tolto l&#8217;audio e letto soltanto i sottotitoli: mi sono accorto che non era un attacco. Le parole erano soprattutto una descrizione, in alcuni passaggi quasi un complimento. Eppure sotto c&#8217;erano centinaia di commenti indignati.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi ha colpito quanto il tono potesse orientare la reazione, prima ancora del significato delle parole.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Che differenza c&#8217;è tra commentare e informare? Dove metti il confine, soprattutto quando racconti fatti sui quali hai un&#8217;opinione precisa?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me il confine richiede anche uno sforzo di volontà. A volte mi prometto di limitarmi a raccontare una notizia e poi finisco per commentarla. E il commento porta molte interazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma commentare e informare sono due cose diverse. Il commento è attraversato dalle mie idee, dalle esperienze personali e dall&#8217;ambiente in cui vivo. Informare richiede prima di tutto fonti e contesto, anche quando complicano la lettura che vorrei proporre.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Chi mi ascolta deve poter distinguere un fatto dal mio giudizio su quel fatto.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho l&#8217;impressione che oggi molte persone cerchino soprattutto il commento, magari perché conferma quello che pensano già. Una sorta di pigrizia intellettuale: per molti cambiare idea ha un dispendio energetico mentale costoso.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Io vorrei dare più spazio alla spiegazione: capire perché una cosa accade, quali passaggi ci hanno portato fin lì e quali conseguenze può avere.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È lì che voglio posizionarmi, mantenendo una voce personale e assumendomi la responsabilità delle mie interpretazioni e degli eventuali errori.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Il pubblico si informa sempre meno attraverso i giornali e sempre più attraverso i creator. Lo consideri un&#8217;opportunità o un rischio per la democrazia?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Bella domanda anche questa. Vedo sia un&#8217;opportunità sia un rischio.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un creator può avvicinare all&#8217;attualità persone che altrimenti ignorerebbero una notizia, usando un linguaggio che sentono vicino. Ma saper raccontare bene e avere un seguito non significa essere preparati su ogni argomento.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il giornalista è un professionista che dovrebbe padroneggiare un metodo: cercare le fonti, verificarle e costruire la notizia. Allo stesso tempo, una testata può subire condizionamenti economici o politici.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un esempio pratico che mi è rimasto in testa: la trasformazione, durante un&#8217;edizione del telegiornale, dei coloni israeliani in escursionisti in gita in Cisgiordania. Mi ha turbato.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un creator può avere maggiore libertà editoriale, ma non è automaticamente indipendente e può non avere lo stesso metodo di verifica. Ci sono state cantonate.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il punto decisivo, per me, è l&#8217;indipendenza dell&#8217;informazione: una notizia non dovrebbe essere piegata agli interessi di una lobby, di un finanziatore o di un potere politico o religioso. Questo principio vale per entrambi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe che giornalismo e creator si confrontassero di più: il metodo del primo e la capacità del secondo di raggiungere le persone possono aiutarsi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La fiducia dovrebbe crescere grazie al lavoro sulle fonti e alla trasparenza, senza diventare un atto di fede verso chi parla.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Chi ti segue? Soprattutto persone che condividono le tue idee oppure anche chi ti contesta?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi seguono soprattutto persone dai quarant&#8217;anni in su e, in gran parte, persone che condividono il mio modo di vedere le cose.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non le definirei automaticamente «di sinistra», perché ci sono anche persone «di destra» che mi seguono e si ritrovano nei miei ragionamenti. Lo dimostrano i messaggi che ricevo in DM, per fortuna tanti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me questo dimostra che un confronto sano può avvicinare le idee. Su una questione concreta possiamo essere d&#8217;accordo anche se partiamo da appartenenze politiche diverse.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vengo anche contestato, da persone di orientamenti diversi e spesso proprio da chi mi segue. Una critica argomentata può farmi vedere un dettaglio che avevo trascurato e migliorare un contenuto.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La distinzione che mi interessa fare è quella fra il dissenso e l&#8217;aggressione personale.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi, davanti ad alcuni profili, resta anche il dubbio su chi ci sia davvero dall&#8217;altra parte: una persona o un bot.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Su quale tema hai ricevuto le reazioni più forti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;immigrazione, senza dubbio. È un tema che mi sta molto a cuore per ragioni familiari: mia moglie non è italiana, è georgiana, e mio figlio ha la doppia cittadinanza.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le reazioni più forti arrivano quando metto in discussione l&#8217;idea che gli stranieri siano la causa di tutti i mali del Paese. In alcuni commenti leggo una volontà di emarginare persone che vengono considerate un problema prima ancora di conoscerle.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non penso che sia così. Credo che i problemi vadano affrontati nel merito, con responsabilità e dati, senza trasformare un&#8217;intera categoria di persone in un bersaglio.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando ne parlo, cerco di tenere insieme l&#8217;analisi e il legame personale. So che quel legame influenza il mio sguardo e preferisco dichiararlo apertamente: le conseguenze di certe parole riguardano anche le persone che amo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La mia famiglia è di Bari ed è numerosa. Quando i «cugini» si riuniscono, quelle volte che riusciamo, si siedono le nostre mogli e i nostri mariti: ci sono bresciani, napoletani, leccesi, nigeriani, croati e georgiani, ovviamente.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non siamo solo un gruppo di persone che mette insieme origini e culture diverse: siamo una famiglia.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi certi discorsi mi toccano da vicino.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Guardando alla politica italiana, qual è secondo te il tema più sottovalutato dai media tradizionali?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La crisi climatica. Credo che dovremmo parlarne con continuità, ogni giorno, e seguire le scelte concrete con cui proviamo ad affrontarla.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È fondamentale per la vita delle prossime generazioni e per costruire un&#8217;economia che possa durare.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da padre la sento come una questione molto vicina, ho fatto anche un video su questo. Mi interessa capire quale mondo stiamo preparando ai nostri figli e come le decisioni di oggi incidano sulla loro vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei che il racconto della crisi climatica mantenesse questa attenzione anche fra un&#8217;emergenza e l&#8217;altra.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi c&#8217;è Gaza, che è anche uno dei motivi per cui è nato The Gentleman. Ricordo le immagini di una bambina che cercava di uscire dalle fiamme di una scuola.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quella scena mi ha colpito profondamente e mi ha fatto sentire il bisogno di prendere parola. Considero quello che accade a Gaza uno dei crimini più gravi del nostro tempo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi pesa molto anche il silenzio che percepisco attorno a quelle sofferenze, o l&#8217;abitudine — mi vengono i brividi solo a usare questa parola in questo discorso — con cui rischiamo di guardarle.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me dare spazio a questa vicenda significa continuare a ricordare che nelle immagini ci sono persone, famiglie e bambini.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">The Gentleman racconta l&#8217;attualità «dall&#8217;Italia e dal mondo». Quanto la politica estera cambia la vita degli italiani, più di quanto spesso immaginiamo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tantissimo. L&#8217;appartenenza all&#8217;Unione europea, le alleanze e le scelte diplomatiche incidono sulla nostra vita, anche quando sembrano lontane. Possono arrivare fino al costo dell&#8217;energia, alla spesa e alle opportunità di lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono molto critico verso quello che considero un eccessivo allineamento del governo italiano agli Stati Uniti e a Israele.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei che il governo spiegasse meglio quali interessi sta tutelando e quale spazio di autonomia intende esercitare nelle relazioni internazionali.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La guerra in Iran e la crisi nello Stretto di Hormuz mostrano quanto una vicenda internazionale possa avere conseguenze economiche concrete.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A questo riguardo, il caso spagnolo pone una domanda interessante: nel marzo 2026 l&#8217;Iran ha espresso disponibilità a considerare richieste provenienti da Madrid sul transito nello Stretto. È un&#8217;apertura diplomatica, che va distinta da un accordo già concluso.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Perché l&#8217;Italia non l&#8217;ha fatto?</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Ti è mai capitato di essere demonetizzato o penalizzato dalle piattaforme per i temi che affronti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sì, su TikTok mi è successo più di una volta, soprattutto quando parlo di Gaza: i miei contenuti sono stati considerati in violazione delle regole della piattaforma.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Intelligenza artificiale, deepfake, video manipolati: come cambia il lavoro di chi racconta e commenta l&#8217;attualità?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">C&#8217;è stato un video, un deepfake, che ha fatto il giro del mondo: la presidente Meloni che, durante un intervento all&#8217;ONU, affermava che Israele aveva superato ogni limite e che la soluzione dei «due Stati» fosse l&#8217;unica percorribile.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Peccato che la Meloni non ci fosse mai andata, perché era alla Fashion Week a Milano. Ogni volta che lo trovavo sui social, lo commentavo, in tutte le lingue del mondo: è un fake!</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per rispondere alla domanda: cambia molto il lavoro, perché una notizia va cercata e verificata su più fronti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Davanti a un video sorprendente, mi chiedo da dove arriva, chi lo ha pubblicato e quale sia il contesto. Può essere manipolato, ma anche autentico e usato per raccontare una storia diversa.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non affiderei la verifica soltanto a una risposta dell&#8217;intelligenza artificiale. Questi strumenti possono aiutare a organizzare materiali e sviluppare idee, ma una risposta convincente non sostituisce una fonte controllabile.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Neppure un motore di ricerca è un certificato di verità. Gli annunci a pagamento vanno distinti dai risultati organici, e trovare un contenuto in alto non basta a renderlo attendibile.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi bisogna confrontare documenti, giornali, telegiornali e fonti originali, tenendo conto anche della loro indipendenza. Per tornare al discorso di prima.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi? Podcast, dirette, un libro, collaborazioni con testate giornalistiche?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Federica, tutto quello che hai detto.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà, ho già scritto un libro per bambini, una «ninna nanna», con uno pseudonimo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe fare più dirette e avere collaborazioni con testate di politica ed economia, magari con Giornalettismo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sto già scrivendo un podcast e ideando un libro in cui racconto Giancarlo fuori dalla politica.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La vita mi ha dato tante botte nelle mie vite precedenti e vorrei condividere la forza che mi ha tenuto in piedi. Quella forza che parte da mio figlio e dalla mia famiglia.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">C&#8217;è anche la lucidità che cerco di mantenere nei momenti difficili, per non abbattermi e non arrendermi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe raccontare questo percorso con sincerità, lasciando spazio anche alle fragilità.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il punto è condividere ciò che mi ha aiutato ad andare avanti e che potrebbe essere utile a qualcun altro. Io sento ancora il desiderio di imparare, costruire e cambiare.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La vita è infinita.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Dove immagini The Gentleman tra cinque anni?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei avere una redazione, con colleghi con cui confrontarmi e uno studio di registrazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per intenderci, nella mia testa c&#8217;è un Fanpage e L&#8217;Indipendente messi insieme, con il coraggio di Rula Jebreal e la bravura di Mariangela Pira: un progetto editoriale capace di unire ricerca, spiegazione, video e conversazioni più lunghe.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe che The Gentleman diventasse un lavoro stabile e sostenibile, con più tempo e risorse da dedicare alle fonti, alle interviste e agli approfondimenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lavorare con altre persone permetterebbe anche di mettere alla prova le idee e di far emergere punti di vista diversi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei mantenere una voce riconoscibile e il rapporto diretto con chi mi segue.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il numero dei follower conterà anche per quello che ci permetterà di realizzare. Immagino un progetto a cui le persone tornino per capire una notizia e confrontarsi con un ragionamento, e una crescita che lasci spazio anche alla mia famiglia. Che per me è il fattore fondamentale.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se potessi far ascoltare un solo tuo video a chi governa, quale sceglieresti e perché?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La presidente Meloni ha raccontato quanto la maternità abbia cambiato la sua sensibilità. Le farei vedere tutti i video che documentano le condizioni dei bambini di Gaza.</span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vittoria Hell: «La vera trasgressione oggi è prendersi cura dell&#8217;altro»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/vittoria-hell-la-vera-trasgressione-oggi-e-prendersi-cura-dellaltro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vittoria Hell]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di BDSM, nell&#8217;immaginario collettivo affiorano spesso immagini di trasgressione, dominazione e pratiche estreme. Molto più raramente si pensa alla fiducia, all&#8217;ascolto, alla vulnerabilità e alla capacità di comunicare i propri desideri. Eppure, secondo Vittoria Hell, è proprio qui che si trova il cuore di un mondo ancora poco conosciuto e spesso raccontato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Quando si parla di BDSM, nell&#8217;immaginario collettivo affiorano spesso immagini di trasgressione, dominazione e pratiche estreme. Molto più raramente si pensa alla fiducia, all&#8217;ascolto, alla vulnerabilità e alla capacità di comunicare i propri desideri. Eppure, secondo </span><a href="https://www.instagram.com/vittoria.hell/"><b><span data-contrast="auto">Vittoria Hell</span></b></a><span data-contrast="auto">, è proprio qui che si trova il cuore di un mondo ancora poco conosciuto e spesso raccontato attraverso stereotipi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Educatrice e consulente sessuale specializzata in sessualità alternativa, in particolare BDSM, Vittoria si definisce una «bussola nel mondo kinky». Una definizione che nasce anche dalla sua esperienza personale: quando, giovanissima, ha cominciato a esplorare questo universo, avrebbe voluto trovare qualcuno capace di orientarla, offrirle informazioni affidabili e aiutarla a distinguere le relazioni consapevoli dalle dinamiche potenzialmente manipolatorie.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A Milano ha da poco aperto il </span><b><span data-contrast="auto">Saule Studio</span></b><span data-contrast="auto">, uno spazio dedicato a eventi, workshop e consulenze pratiche. Siamo andati oltre il personaggio pubblico per conoscere la donna con la sua storia, le sue passioni, la sua vita e le sue ambizioni .</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Ti presenti come una «bussola nel mondo kinky». Chi è stata la tua bussola quando hai iniziato a esplorare questi temi? E c&#8217;era qualcuno o qualcosa che avresti voluto avere accanto e che invece non c&#8217;era?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Iniziamo in modo un po&#8217; dolceamaro, insomma! Avrei voluto una bussola funzionante, a dire il vero, ma ai tempi non l&#8217;ho trovata. Considera che ho iniziato a interessarmi al mondo kinky da molto giovane, quando andavo ancora al liceo. Le prime timide esperienze le ho avute con i fidanzatini dell&#8217;epoca, ma nessuno di noi sapeva bene cosa stesse facendo o cosa fossero quelle pulsioni che ci attraversavano.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Man mano che crescevo, grazie a varie chat room online, mi sono imbattuta in persone navigate che sembravano conoscere già questo mondo e che si definivano Master. Ecco, con il senno di poi posso dirti che Master non erano, ma piuttosto uomini di mezz&#8217;età che non vedevano l&#8217;ora di plasmare e mettere le mani su ragazze ancora un po&#8217; naïf e acerbe, dando una loro personalissima interpretazione a quelle che dovrebbero essere pratiche etiche e assennate.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Avrei voluto supporto: un&#8217;educazione sessuale e affettiva più puntuale e informazioni su community e persone realmente esperte sulle quali fare affidamento. Ed è proprio per colmare quel vuoto che oggi cerco di essere io quella bussola per gli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Quando racconti a qualcuno che cosa fai nella vita, qual è la reazione che ti sei stancata di ricevere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Partiamo da quello che è il mio lavoro: sono un&#8217;educatrice e consulente sessuale specializzata in sessualità alternativa, in particolare BDSM. E, quando me lo chiedono, dico proprio questo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per fortuna, a differenza di quanto si possa pensare, solitamente trovo molta curiosità e poca morbosità dall&#8217;altra parte, e lo apprezzo molto. Nascono quasi sempre conversazioni stimolanti, che mi confermano quanto bisogno ci sia di parlare di questi temi alla luce del sole.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è una differenza tra Vittoria Hell e la persona che sei quando spegni il telefono? Quanto proteggi quella distanza?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi preoccuperei se non ci fosse! Vittoria Hell è solo una delle mie parti. Ed è una parte importante, certo, ma io sono una persona molto più poliedrica di così.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ogni tanto sui social mostro anche il resto, perché non amo l&#8217;idea di essere incasellata in qualcosa di fisso e immutabile, o di essere messa su un piedistallo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando spengo il telefono, amo perdermi nella natura intorno al Lago Maggiore, suono la batteria, faccio pratica di incisione linocut, danzo o mi immergo nel mondo dei videogame e dei giochi da tavolo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono tutte facce della stessa medaglia, ed è vitale mantenere i piedi per terra, proteggendo il mio tempo e nutrendo la mia creatività in modi sempre diversi.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Lavori su un tema che a molti provoca imbarazzo o soggezione. C&#8217;è qualcosa che ancora oggi imbarazza o intimidisce te?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una volta una persona mi ha fatto un complimento bellissimo: «Parli di queste cose come se stessi parlando di che tempo farà domani».</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;imbarazzo è contagioso: se ci sentiamo a nostro agio nel parlare di erotismo e desideri, anche gli altri si apriranno. Lo vedo tutti i giorni in consulenza!</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se c&#8217;è qualcosa che a volte mi intimidisce, non è l&#8217;argomento in sé, ma il senso di responsabilità: sapere che le mie parole possono influenzare delicati percorsi di scoperta richiede un&#8217;attenzione altissima.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Il tuo messaggio ruota molto attorno al consenso, alla comunicazione e all&#8217;aftercare, cioè la cura e l&#8217;attenzione reciproca dopo una pratica. Come tieni insieme la necessità di catturare l&#8217;attenzione con contenuti che devono restare educativi e non voyeuristici?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo faccio puntando sul significato profondo e trasformativo delle pratiche.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Prendi lo Shibari, ovvero il bondage giapponese, per esempio: esteticamente è di grandissimo impatto e cattura immediatamente l&#8217;occhio, ma nei miei spazi il focus è sempre sul suo lato meditativo, comunicativo e somatico.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il trucco è usare quell&#8217;estetica per far avvicinare le persone, per poi offrire contenuti che in realtà parlano di respiro, ascolto di sé, fiducia e connessione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Come distingui una persona che ha bisogno di educazione e confronto da una che ti cerca soltanto per eccitazione personale? E come gestisci la seconda?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La differenza si nota quasi subito da come queste persone si pongono rispetto ai confini che traccio.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mio lavoro ha dei contorni professionali molto netti. Chi cerca solo titillamento tende a forzare quei paletti o a cercare interazioni che esulano dallo scopo educativo o di consulenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In quei casi, gestisco la situazione con dei no chiari e sereni, riaffermando i limiti del mio ruolo. Il mio tempo e le mie energie sono dedicati a chi è davvero pronto a mettersi in gioco.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Contenuti educativi, consulenze, eventi dal vivo: qual è il formato in cui senti di fare davvero la differenza e quale, invece, è soprattutto una vetrina?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I contenuti online e i social sono indubbiamente la vetrina, che è comunque fondamentale per diffondere consapevolezza su larga scala.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma dove sento di fare davvero la differenza e di attivare veri cambiamenti è negli incontri dal vivo, e ancor di più nelle consulenze individuali e di coppia, siano esse teoriche o pratiche.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un contenuto o un tema che hai sempre voluto trattare, ma che le piattaforme rendono di fatto impossibile affrontare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Senza dubbio tutto ciò che è più visivo e legato alla pratica manuale.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mostrare le dinamiche o i dettagli tecnici e creativi di varie pratiche viene costantemente colpito dalla censura e dallo shadowban.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le piattaforme faticano enormemente a distinguere la didattica, l&#8217;arte e la cura dall&#8217;intento pornografico, e questo limita la libertà di fare divulgazione su pratiche fisiche e sensoriali.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">A cosa stai lavorando adesso? C&#8217;è un progetto più grande, un format, un percorso o un luogo fisico che vorresti costruire oltre i social?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il luogo fisico l&#8217;ho appena costruito, ed è il Saule Studio a Milano, dove organizzo eventi e workshop e offro consulenze pratiche.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Parallelamente, però, c&#8217;è un altro ambito che sto cominciando a esplorare, ovvero quello dei giochi da tavolo e di ruolo, con vari format da portare a festival del settore.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Unire l&#8217;aspetto ludico e interattivo a quello educativo e relazionale è uno dei miei obiettivi più stimolanti del momento.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se potessi realizzare un solo contenuto, sapendo che lo vedranno persone che non entreranno mai nel mondo kinky, quale messaggio vorresti trasmettere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei passasse l&#8217;idea che il mondo kinky è, alla base, una masterclass incredibile sulla conoscenza di sé, sulla comunicazione dei propri desideri e sul rispetto profondo dei confini altrui.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Strumenti come la negoziazione, il consenso informato e l&#8217;aftercare farebbero benissimo a chiunque e migliorerebbero drasticamente la qualità delle relazioni umane anche al di fuori di ogni dinamica BDSM.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">In un Paese dove manca ancora un&#8217;educazione sessuale strutturata nelle scuole, chi finisce per svolgere quel lavoro? E che responsabilità senti, come educatrice, nel provare a colmare quel vuoto sui social?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Finiscono per farlo i creator, gli attivisti e i professionisti online, trasformandosi in supplenti di uno Stato purtroppo assente.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È una responsabilità immensa. Sento quotidianamente il peso e l&#8217;urgenza di decostruire archetipi patriarcali o dinamiche amorali, e di fornire informazioni accurate.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tuttavia, cerco anche di ricordare sempre che un reel o un post non possono sostituire un lavoro terapeutico o di consulenza individuale.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La comunità kinky viene spesso descritta dall&#8217;esterno soltanto attraverso la trasgressione. Cosa risponderesti a chi la vede così, senza riconoscerne la cura, le regole e la fiducia?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Risponderei che si stanno perdendo la parte migliore.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La vera trasgressione, oggi, risiede nell&#8217;estrema cura dell&#8217;altro. Per potersi lasciare andare al dolore, al piacere o a qualunque altra cosa ci aggrada, è richiesto un grado di fiducia e di vulnerabilità disarmante.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che al caos senza regole, il BDSM somiglia a un&#8217;architettura millimetrica di cura reciproca.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Che tipo di conversazione sul piacere e sul consenso ti piacerebbe vedere tra dieci anni, che oggi ancora non riusciamo ad avere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piacerebbe che le conversazioni sui limiti e i desideri non comportassero più un senso di vergogna o inadeguatezza.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei che esplorare i propri confini fosse vissuto con naturalezza, e che magari fosse fresco e rigenerante come sorseggiare un tè freddo parlando di nuovi inizi in un pomeriggio d&#8217;estate.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei che il consenso non fosse più visto come una clausola burocratica, ma come la base ovvia ed empatica di ogni interazione umana.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è una persona che ti ha scritto «Grazie, mi hai aiutata a capire qualcosa di me». È questo il risultato che cerchi oppure punti a qualcosa di più ampio?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quei «grazie» sono il motore pulsante del mio lavoro, la conferma tangibile che sto andando nella direzione giusta.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma, a livello più ampio, il mio obiettivo da educatrice è rendermi inutile.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Voglio che le persone, dopo aver capito qualcosa di sé o dopo aver sperimentato la riappropriazione del proprio corpo, smettano di aver bisogno di me.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Punto alla loro autonomia e piena liberazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ines El Gataa: «I miei genitori hanno fatto il passo zero. Io sto provando a fare il passo uno»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/ines-el-gataa-i-miei-genitori-hanno-fatto-il-passo-zero-io-sto-provando-a-fare-il-passo-uno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ines el gata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venticinque anni, figlia di genitori arrivati in Italia molti anni fa, Ines El Gataa è matematica e lavora sull&#8217;intelligenza artificiale tra ricerca, progettazione e divulgazione. Si occupa di bias algoritmici, fairness e AI causale: di come i sistemi che oggi decidono chi viene assunto, curato o controllato possano trasformare la disuguaglianza in previsione. È CTO [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/ines-el-gataa-i-miei-genitori-hanno-fatto-il-passo-zero-io-sto-provando-a-fare-il-passo-uno/">Ines El Gataa: «I miei genitori hanno fatto il passo zero. Io sto provando a fare il passo uno»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Venticinque anni, figlia di genitori arrivati in Italia molti anni fa, Ines El Gataa è matematica e lavora sull&#8217;intelligenza artificiale tra ricerca, progettazione e divulgazione. Si occupa di bias algoritmici, fairness e AI causale: di come i sistemi che oggi decidono chi viene assunto, curato o controllato possano trasformare la disuguaglianza in previsione. È CTO di PiazzaTi, una piattaforma che fa incontrare persone e aziende a partire dalle competenze, è stata speaker TEDx e visiting lecturer al Politecnico di Milano ed è tra le voci del podcast </span><i><span data-contrast="auto">Italiane della Scienza</span></i><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Porta il velo, per scelta. E proprio per questo, qualunque cosa spieghi nei suoi video, che sia un modello statistico o un caso di discriminazione algoritmica, prima o poi i commenti tornano lì: come può una donna di scienza essere anche credente?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se dovessi presentarti a chi non ti conosce, senza usare il tuo titolo di studio, come ti descriveresti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono una ragazza musulmana che vive in Italia. Crescendo ho visto un Paese che non mi rappresentava, che raccontava persone come me sempre dall&#8217;esterno, e poi, entrando nel mondo della tecnologia, ho ritrovato gli stessi meccanismi anche lì. A un certo punto non sono riuscita a stare zitta. Detta così sembra una vocazione, ma in realtà io starei benissimo nell&#8217;ombra: tengo molto alla mia privacy e la visibilità non è mai stata un obiettivo. Parlo perché mi sembrava più scomodo tacere. Per il resto sono una persona piuttosto semplice. Mi piace informarmi sulle mie origini, sulla mia cultura, quella italiana e quella che mi porto dietro, sulla mia religione. Leggo tantissimo, curo le mie piante, e quasi per caso mi sono ritrovata ad avere a che fare con un sacco di numeri e di persone. In realtà vorrei isolarmi su una montagna.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">I tuoi genitori sono arrivati in Italia molti anni fa. Che cosa ti hanno trasmesso del loro viaggio e del loro modo di stare al mondo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Da mia madre ho imparato cosa vuol dire essere una donna che lascia tutto, davvero tutto, e arriva da sola in un posto di cui non conosce la lingua, dove deve costruirsi da zero in un ambiente che spesso non ha </span><i><span data-contrast="auto">rahma</span></i><span data-contrast="auto">, quella che in arabo chiamiamo la misericordia verso l&#8217;altro. Cosa vuol dire spaccarsi la schiena per una ricchezza che non vedrai mai, ma che costruisci per i tuoi figli. E cosa vuol dire guardare da lontano il proprio Paese bruciare, senza poter tornare e senza poter portare via nessuno. Nei suoi occhi ho visto la diaspora: le ore rubate al sonno, gli anni di lavoro senza una rete, il tempo passato lontana dai suoi genitori, le nostalgie che una terra non sa riconoscere. Mio padre, invece, mi ha mostrato cosa vuol dire essere visibilmente straniero: lasciare l&#8217;università a metà perché bisognava lavorare, essere considerato sempre l&#8217;ultimo, e andare avanti senza aspettarsi niente, mentre qualcuno a volte ti insulta pure. Insieme mi hanno lasciato la cosa più difficile da spiegare: portarsi un&#8217;altra terra dentro, essere legata alle mie radici e all&#8217;Islam, ed essere allo stesso tempo italiana. Oggi so cosa significa davvero camminare sulle spalle dei giganti. Giganti che hanno taciuto, sofferto e resistito per permettere a noi di fare il passo uno, perché la loro vita è stata tutta per il passo zero.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai raccontato che, tra le tue identità, essere musulmana in Italia è quella che ti crea più problemi. Che cosa succede, concretamente, nella vita di tutti i giorni?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Porto il velo, quindi sono visibilmente musulmana, e questo cambia il modo in cui le persone si avvicinano a me: partono quasi sempre da un pregiudizio. Basta guardare i commenti sotto i miei video. Posso parlare di argomenti tecnicissimi o di questioni sociali, ma il giudizio sul velo torna sempre: la gente dà per scontato come ho vissuto, chi sono, cosa penso. Eppure le donne musulmane sono tantissime e diversissime tra loro. Non ci aspettiamo che tutte le persone bianche abbiano la stessa storia, ma per le persone musulmane sì, quasi come se avessimo tutti gli stessi genitori. Ci sono state anche discriminazioni più pesanti, a volte mentre ero con mia nonna, che il velo lo porta anche lei. È una discriminazione che funziona a imbuto: in Italia chi non è </span><i><span data-contrast="auto">white passing</span></i><span data-contrast="auto"> ha problemi, e se sembri arabo o nordafricano diventi automaticamente &#8220;il musulmano&#8221; o &#8220;il marocchino&#8221;, anche se magari sei un egiziano copto. Ma quando la religione è visibile, si aggiunge un pacchetto di stereotipi in più: sei oppressa, la tua famiglia ti obbliga a fare cose che non vuoi. Nel mio caso è quasi ironico, perché mia madre il velo non lo porta e io sì: è stata una mia scelta. Poi c&#8217;è il cortocircuito di una donna di scienza che è anche religiosa e praticante: anche quando sei la prova vivente del contrario, vince la narrativa dello stereotipo. Sono nata qui: l&#8217;idea che io sia straniera la scardini appena sentono che parlo perfettamente italiano. Quella della musulmana col lavaggio del cervello, invece, non va mai via.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Da bambina che cosa volevi fare da grande? C&#8217;entrava qualcosa con i numeri?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Volevo fare trecentomila cose, e cambiavano di continuo. Alle elementari volevo fare la paracadutista, poi la modella, poi qualsiasi cosa mi capitasse sotto gli occhi: bastava che qualcosa mi colpisse e diventava il mio futuro, almeno fino alla settimana dopo. Più avanti è arrivato il mio periodo sportivo. Facevo marcia, mi allenavo tanto, e per un po&#8217; ho pensato seriamente di andare avanti con quella. Diciamo che è sempre stato un bel caos. I numeri, in realtà, non c&#8217;entravano, anche se in casa nostra la scienza era quasi una cosa di famiglia: mio padre aveva iniziato ingegneria, mia madre biotecnologie, anche se nessuno dei due ha potuto finire. A scuola andavo bene, ma era più una cosa che mi riusciva che una passione, qualcosa che davo quasi per scontato. Crescendo, se c&#8217;era qualcosa che desideravo davvero, era la filosofia. Un&#8217;idea precisa di cosa volessi fare da grande, però, non l&#8217;ho mai avuta, e se devo essere sincera, oggi che ho 25 anni, non ce l&#8217;ho ancora del tutto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Ti sei innamorata della matematica all&#8217;università, non prima. Che cosa è scattato?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà non è scattato niente, almeno non all&#8217;improvviso. Mi sono avvicinata alla matematica tra la quarta e la quinta superiore, e la scelta è andata di pari passo con una rinuncia. Io volevo fare filosofia, e avevo paura. Non venendo da una famiglia agiata, sapevo di non potermi permettere una carriera che rischiava di non rendere. In Italia il mondo umanistico offre molte meno opportunità di lavoro rispetto a quello STEM, e il lusso di scegliere un percorso solo perché lo ami, senza preoccuparti di come ti manterrai, non ce l&#8217;hanno tutti. Così ho scelto matematica applicata: era la cosa in cui ero sempre andata bene, e mi piaceva. La passione vera è arrivata dopo, piano piano, e da dove non me l&#8217;aspettavo. Durante il corso di demografia, studiando come l&#8217;Istat raccoglie e classifica i dati, mi sono accorta che certe categorie in cui venivano inseriti i figli di immigrati non mi tornavano. Ho pensato: è così che vengono raccolti i dati, e la mia storia finisce esattamente lì, dentro una casella che non mi somiglia. Da quel momento ho voluto capire di più. Verso la fine della triennale mi sono spostata verso l&#8217;intelligenza artificiale, e lì ho ritrovato le stesse discriminazioni, proprio mentre l&#8217;AI diventava sempre più centrale nelle nostre vite. Su quella strada ho continuato con la magistrale e il master. E col tempo ho capito che non avevo tradito la filosofia: la matematica è astrazione, è pensiero allo stato puro, e per altre strade alla filosofia sono tornata comunque.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è stata una persona, un professore o un incontro, che ti ha cambiato la traiettoria?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non una sola persona, ma tanti piccoli incontri. Uno lo ricordo benissimo. Ero in prima o seconda superiore, e in classe era partito un discorso sull&#8217;immigrazione che era diventato apertamente razzista, non da parte di tutti ma quasi. Quel giorno ero l&#8217;unica con un background straniero in aula, ed era la prima volta che mi trovavo dentro un confronto così acceso: alle medie certe cose le percepivo, ma non così. Ci ero rimasta malissimo. La mia professoressa di italiano, una donna brillante e spigliata, se ne accorse e mi chiese cosa fosse successo. Poi dedicò un&#8217;intera lezione a come venivano trattati gli italiani emigrati negli Stati Uniti, considerati non bianchi e discriminati per questo, e al razzismo come fenomeno storico. Lì ho capito due cose: quanto sia importante studiare la storia, la filosofia, la società, e cosa significhi avere un alleato al momento giusto. Anni dopo, in triennale, una professoressa di statistica sociale mi ha cambiato il modo di stare all&#8217;università. In un sistema come quello italiano, dove il voto conta ancora tantissimo, lei guardava al metodo, a quello che capivi davvero, a quello che ti portavi a casa, non al voto. Ma ho imparato tanto anche dagli incontri negativi, compreso il razzismo di alcune mie professoresse delle medie. Non sono stati momenti piacevoli, però è lì che ho imparato a essere me stessa e a portare avanti la mia identità, anche quando costava.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Dici spesso che l&#8217;AI è uno specchio della nostra società. Che cosa riflette di noi che non vogliamo vedere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Che la discriminazione non è un incidente, è una struttura. L&#8217;intelligenza artificiale impara dai dati, e i dati non sono neutri: sono la fotografia di come abbiamo assunto, curato, punito e raccontato le persone fino a oggi. Quando un modello discrimina, quasi sempre non sta inventando niente: sta imparando molto bene da noi. Gli esempi sono tanti. Amazon ha dovuto abbandonare un sistema di selezione dei curriculum che penalizzava le candidate donne, perché era stato addestrato su dieci anni di assunzioni in un settore dominato dagli uomini. Negli Stati Uniti un algoritmo usato negli ospedali sottostimava i bisogni dei pazienti neri, perché misurava quanto una persona fosse malata attraverso quanto si era speso per curarla, e su chi ha sempre avuto meno accesso alle cure si spende meno. E quando alcuni ricercatori hanno chiesto a GPT-3 di completare la frase &#8220;Due musulmani entrano in&#8230;&#8221;, nella maggior parte dei casi il modello ha risposto con scene di violenza. Da donna musulmana, quel risultato non mi ha sorpreso: era il riassunto di anni di titoli di giornale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quello che non vogliamo vedere è che spesso non serve nessuna cattiva intenzione. Basta che il modello trovi una correlazione, il quartiere, il cognome, la scuola, e la usi come scorciatoia al posto della causa. È per questo che lavoro sull&#8217;AI causale: un sistema che confonde correlazione e causalità trasforma la disuguaglianza in previsione, e la previsione in destino. Poi c&#8217;è l&#8217;alibi. &#8220;Lo ha deciso l&#8217;algoritmo&#8221; suona molto più oggettivo di &#8220;l&#8217;ho deciso io&#8221;, e così la responsabilità sparisce. E lo specchio non si limita a riflettere, amplifica: se un sistema manda più polizia in un quartiere, troverà più reati proprio lì, e userà quei dati per mandarne ancora di più.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Come avevo intuito già con i dati demografici, il problema nasce molto prima del modello: in cosa decidiamo di misurare, in chi lo decide, in quali caselle mettiamo le persone. Rompere lo specchio non cambia la faccia che riflette. L&#8217;AI ci sta mostrando chi siamo: possiamo usarla per guardarci meglio, oppure per continuare a non guardarci.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai parlato di un&#8217;AI costruita da una prospettiva occidentale. Chi resta fuori da questo racconto, e che cosa si perde?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Resta fuori quasi tutto il mondo. Partiamo dalle lingue: la grande maggioranza dei dati su cui vengono addestrati i modelli è in inglese, e lingue parlate da centinaia di milioni di persone, come l&#8217;arabo, l&#8217;hindi o lo swahili, sono rappresentate molto meno. Un modello che ti capisce peggio, ti serve peggio. Poi ci sono le persone che l&#8217;AI la costruiscono senza mai comparire: chi etichetta i dati, spesso nel Sud globale, per pochi dollari l&#8217;ora, guardando contenuti violenti perché noi non dobbiamo vederli. E ci sono i valori. Le linee guida sull&#8217;etica dell&#8217;AI arrivano in gran parte da Stati Uniti ed Europa, e quello che è nato in un contesto preciso viene presentato come universale: un&#8217;idea di individuo, di privacy, di equità, di cosa sia una decisione giusta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quello che si perde è un modo diverso di pensare. Ho iniziato una triennale in legge islamica, una disciplina molto più vicina alla filosofia di quanto si immagini, e lì ho trovato strumenti che nel dibattito sull&#8217;AI non vedo quasi mai. La tradizione islamica ragiona per esempio sui </span><i><span data-contrast="auto">maqāṣid</span></i><span data-contrast="auto">, gli scopi che una norma deve servire: proteggere la vita, l&#8217;intelletto, la famiglia, i beni. O sull&#8217;</span><i><span data-contrast="auto">amāna</span></i><span data-contrast="auto">, la responsabilità intesa come qualcosa che ti viene affidato e di cui devi rendere conto. Non sono concetti esotici da aggiungere per fare diversità: sono quadri di pensiero completi, con secoli di elaborazione alle spalle, e hanno molto da dire su come progettare sistemi che prendono decisioni sulle persone, soprattutto se messi in dialogo con i sistemi di pensiero occidentali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E il punto è proprio la scala. L&#8217;intelligenza artificiale non è un prodotto qualsiasi: entra nella sanità, nel lavoro, nella scuola, nell&#8217;informazione di miliardi di persone. Quando una tecnologia così grande viene pensata da un&#8217;unica prospettiva, quella prospettiva smette di essere un punto di vista e diventa la norma, imposta a tutti gli altri. E a perdere non sono solo gli esclusi: perdiamo tutti, perché ci priviamo di domande che da soli non sapremmo farci.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è la domanda che ti fanno più spesso nei commenti? E quella che ti ha sorpreso di più?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La più frequente riguarda il velo. Non parlo solo delle critiche dirette, ma delle domande in generale: perché lo porto, se me lo impone qualcuno, se un giorno lo toglierò. Qualunque cosa io stia spiegando, un modello causale o un caso di bias, prima o poi la conversazione torna lì. L&#8217;altra, in mille forme diverse, è: come può una donna intelligente, una donna di scienza, essere anche musulmana e credente?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che sorprendermi, questa domanda mi incuriosisce, perché dice molto di chi la fa. Presuppone che fede e ragione siano in guerra, e questa è una storia precisa, quella europea: lo scontro tra Chiesa e scienza, l&#8217;Illuminismo che si definisce in opposizione alla religione. È una storia vera, ma è una storia, non una legge universale. Nella tradizione islamica la conoscenza è sempre stata un dovere: la prima parola rivelata del Corano è </span><i><span data-contrast="auto">iqra&#8217;</span></i><span data-contrast="auto">, &#8220;leggi&#8221;. Per secoli studiare il mondo è stato un modo per avvicinarsi a Dio, e molti dei grandi studiosi di quel tempo erano insieme persone di fede e di scienza. Non per caso: la pratica religiosa stessa chiedeva astronomia. Per sapere quando pregare bisognava seguire il sole, per orientarsi verso la Mecca serviva la geometria della sfera, per stabilire l&#8217;inizio del Ramadan bisognava osservare la luna. Ibn al-Shatir, uno dei più grandi astronomi del Trecento, era il </span><i><span data-contrast="auto">muwaqqit</span></i><span data-contrast="auto"> della moschea degli Omayyadi di Damasco, il responsabile del calcolo degli orari della preghiera. E nel X secolo, ad Aleppo, Maryam al-Asturlabi costruiva astrolabi, gli strumenti con cui si misurava la posizione degli astri: una donna, musulmana e di scienza, mille anni prima che qualcuno mi chiedesse come faccio a essere tutte e tre le cose. La scienza non era un&#8217;alternativa alla fede, era uno dei modi di viverla.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E c&#8217;è un&#8217;altra cosa che, da matematica, trovo affascinante. Anche il secolarismo poggia su credenze che nessuno ha dimostrato: che la ragione sia neutrale, che l&#8217;individuo possa essere separato dalla sua comunità, che il progresso vada sempre in una direzione, che la fede debba restare un fatto privato. Sono assunzioni, come gli assiomi in matematica: le accetti e da lì costruisci tutto il resto. Non c&#8217;è niente di male, ma chi mi chiede come faccio a credere spesso non si accorge di credere anche lui, solo in qualcos&#8217;altro. Non voglio buttare via l&#8217;Illuminismo, a cui dobbiamo moltissimo. Vorrei solo che smettesse di essere l&#8217;unico metro per decidere chi è razionale e chi no.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Partecipi al podcast </span></b><b><i><span data-contrast="auto">Italiane della Scienza</span></i></b><b><span data-contrast="auto">. Quanto conta, per una ragazza, vedere una scienziata che le somiglia?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono stata troppo spesso l&#8217;unica musulmana e l&#8217;unica araba nella stanza, a volte proprio in stanze dove si parlava di noi. Forse per questo i messaggi che ricevo mi colpiscono tanto. Molte ragazze mi scrivono che le ho aiutate a non avere paura di portare il velo, per strada o sul lavoro, dove il pregiudizio pesa ancora moltissimo. È una paura che conosco, perché la vivo anch&#8217;io, e per portarlo servono due spalle larghe. Altre mi dicono che quando parlo, parlo per tutte.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La rappresentazione conta, e c&#8217;è un&#8217;immagine che lo spiega meglio di qualsiasi statistica. La studiosa americana Rudine Sims Bishop scriveva che i libri, per chi cresce, possono essere finestre, da cui guardare vite diverse dalla propria, oppure specchi, in cui riconoscersi. Per molte ragazze musulmane in Italia la scienza è sempre stata solo una finestra, un mondo da osservare da fuori. Vedersi riflesse dentro cambia la domanda da &#8220;posso?&#8221; a &#8220;come?&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma essere &#8220;l&#8217;unica&#8221; ha un prezzo, e non è solo personale. Già negli anni Settanta la sociologa Rosabeth Moss Kanter mostrava che quando in un gruppo sei una minoranza molto piccola smetti di essere una persona e diventi un simbolo: ipervisibile, giudicata a nome di tutta la tua categoria, sotto esame a ogni errore. Quel &#8220;parli per tutte&#8221; nasce da lì, ed è un peso strano, soprattutto per chi come me l&#8217;esposizione non la cerca. Nessuna persona può rappresentare un&#8217;intera comunità. Il movimento per i diritti delle persone con disabilità lo ha detto con una formula che vale per tutti: niente su di noi senza di noi. Non basta che ci sia una di noi nella stanza, dobbiamo esserci quando si decide.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ed è qui che la rappresentazione mostra il suo limite. Vedere una scienziata col velo può darti il coraggio di iscriverti a matematica, ma non cambia i colloqui in cui vieni scartata per come ti vesti, né i dati che ti mettono nella casella sbagliata. Una ragazza ispirata che poi trova le stesse porte chiuse non è una vittoria. La rappresentazione apre la strada, ma la strada va costruita da chi assume, da chi finanzia, da chi scrive le regole. Altrimenti resta una vetrina: bella da guardare, e tutto uguale a prima appena ti giri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un progetto, di ricerca o di divulgazione, che sogni di realizzare nei prossimi anni?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Uno lo sto già costruendo. Sono CTO di PiazzaTi, una piattaforma che fa incontrare persone e aziende partendo dalle competenze, non dal nome sul curriculum o dalla provenienza, facendo attenzione alle variabili proxy. Usiamo modelli per leggere davvero cosa una persona sa fare e confrontarlo con quello che un&#8217;azienda cerca, e lo facciamo su server europei, senza che i dati escano dall&#8217;Unione. Dopo anni passati a studiare come gli algoritmi discriminano, per me è un modo di passare dalla critica alla costruzione: provare a fare una tecnologia che non rimetta le persone nella casella sbagliata.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi c&#8217;è la divulgazione. Vorrei portarci uno sguardo sempre più decoloniale e plurale, nei miei contenuti e in un progetto nuovo: un podcast in cui intervisto in inglese, per un pubblico italiano, scienziate e scienziati musulmani, arabi e di tutte quelle provenienze che in Occidente non si vedono mai. </span><i><span data-contrast="auto">Inshallah</span></i><span data-contrast="auto">, se Dio vuole.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Perché sono stanca di un&#8217;Italia che non sa guardare fuori, mentre la partita dell&#8217;intelligenza artificiale si gioca letteralmente altrove. Negli Emirati sta nascendo uno dei più grandi campus di data center al mondo, l&#8217;Arabia Saudita ha creato una società nazionale per l&#8217;AI che stringe accordi con Nvidia e Qualcomm, il Qatar ha annunciato decine di miliardi di investimenti in infrastrutture, e gli Stati Uniti stanno costruendo con il Golfo alleanze tecnologiche che ridisegnano la geopolitica dell&#8217;AI. E lo stesso succede in molti altri luoghi. Noi, nel frattempo, continuiamo a raccontarci quella parte di mondo con gli stessi stereotipi di trent&#8217;anni fa. Se non ce ne rendiamo conto, resteremo indietro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E c&#8217;è un paradosso che vedo continuamente. Fuori dall&#8217;Italia, una persona italiana di origine straniera viene vista per quello che è: qualcuno che parla più lingue, che si muove tra più culture, che ha un modo di ragionare più ampio. Qui troppo spesso viene vista come un problema da gestire. Il resto del mondo non ha nessuna difficoltà ad assumerci. Il rischio è che l&#8217;Italia se ne accorga solo quando ce ne saremo andati, non solo come persone con background migratorio, ma proprio come giovani formati.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Che Italia vorresti vedere, per te e per chi verrà dopo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un&#8217;Italia che sappia guardare fuori, ma prima ancora che sappia guardarsi dentro. Perché il pluralismo non è qualcosa che deve arrivare: c&#8217;è già. Siamo tantissimi, italiani con radici in altri Paesi, che parlano italiano e arabo, cinese, wolof, albanese, che hanno famiglia su due continenti. E questo Paese è sempre stato plurale: basta camminare per Palermo per vedere quanto della sua storia sia araba e normanna insieme.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Essere italiana, per me, non vuol dire rinunciare alle mie origini. Vuol dire portarle entrambe. Amin Maalouf, scrittore libanese che vive in Francia, apre </span><i><span data-contrast="auto">L&#8217;identità</span></i><span data-contrast="auto"> raccontando quante volte gli abbiano chiesto se si sentisse più francese o più libanese, e la sua risposta era sempre la stessa: tutte e due, perché è proprio questo a renderlo chi è. Stuart Hall, uno dei grandi pensatori delle diaspore, scriveva che l&#8217;identità non è solo qualcosa che si è, ma qualcosa che si diventa. E qui in Italia scrittrici come Igiaba Scego raccontano da anni cosa vuol dire essere italiane con una storia che arriva anche da altrove.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vorrei un&#8217;Italia che smetta di chiederci di scegliere. Che non tratti la nostra doppia appartenenza come un sospetto da sciogliere, ma come una ricchezza da usare. Che riconosca come italiani i bambini che nascono e crescono qui, senza farli aspettare. Che quando parla di noi, lo faccia con noi nella stanza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">I miei genitori hanno fatto il passo zero. Io sto provando a fare il passo uno. Vorrei un&#8217;Italia in cui chi viene dopo di me possa fare il passo due senza dover prima dimostrare di avere il diritto di camminare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
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		<title>Daniela Baldassarra: «La risata disinnesca le dinamiche pericolose»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/daniela-baldassarra-la-risata-disinnesca-le-dinamiche-pericolose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Baldassarra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scrittrice e monologhista pugliese, considerata l&#8217;erede di Franca Rame, porta in tour &#8220;Penelope e le malafemmine&#8221;, l&#8217;Odissea raccontata dalle sue donne. Il debutto è il 28 ottobre a Bologna.  Ha conquistato il pubblico dei social con video lunghi minuti, in controtendenza rispetto ai formati da pochi secondi. Ora Daniela Baldassarra sale sui palchi di tutta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-contrast="auto">Scrittrice e monologhista pugliese, considerata l&#8217;erede di Franca Rame, porta in tour &#8220;Penelope e le malafemmine&#8221;, l&#8217;Odissea raccontata dalle sue donne. Il debutto è il 28 ottobre a Bologna.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ha conquistato il pubblico dei social con video lunghi minuti, in controtendenza rispetto ai formati da pochi secondi. Ora Daniela Baldassarra sale sui palchi di tutta Italia con il suo primo tour nazionale. Dopo la Divina Commedia e la Bibbia, nel suo one-woman show tocca all&#8217;Odissea: al centro non c&#8217;è Ulisse, ma Penelope, Elena, Circe, Calipso e le Sirene. Con lei abbiamo parlato di comicità come atto civile, di solitudine e di un femminismo che non deve diventare guerra tra i sessi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Sei nata e cresciuta in Puglia e ti sei formata a Parigi sui temi di genere. In che momento hai capito che il tuo modo di parlare di questi temi sarebbe passato dalla risata?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per formazione vengo dal teatro drammatico. Volendo trattare tematiche di genere, a un certo punto mi sono chiesta come portare in teatro non solo le donne già sensibili a questi argomenti, ma anche e soprattutto gli uomini, ahinoi di solito disinteressati alle tematiche femminili e femministe. Ho deciso di cambiare la forma, non la sostanza, e sono passata dal linguaggio drammatico a quello comico. Ha funzionato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La critica ti considera l&#8217;erede di Franca Rame. È un paragone che ti pesa o che ti spinge avanti? Chi altro ti ha insegnato qualcosa, sul palco o sulla pagina?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il paragone mi onora. Il mio maestro è stato Jean-Jacques Varoujean: ho imparato tutto da lui. Mi ha insegnato il senso del teatro e dell&#8217;atto teatrale, che deve essere prima di tutto un atto civile, nel senso più nobile e profondo del termine. È stato l&#8217;incontro che mi ha cambiato la vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Dal 2004 hai ricevuto più di 50 riconoscimenti letterari, dal Premio Pasolini al Premio Camilleri. Nasce prima la scrittrice o la monologhista? E come convivono oggi?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nasce prima la scrittrice. Mai avrei immaginato di salire su un palcoscenico. Il mio sogno era chiudermi in una torretta altissima, vicina alle nuvole, e scrivere. Scrivere per altri, sapendo che le mie parole sarebbero andate in giro per conto loro, senza di me. Poi, nel passaggio dal drammatico al comico, per vari motivi mi sono ritrovata a interpretare io stessa il mio primo monologo comico. Era il 2014, e da allora non sono più scesa dal palco. Per inciso, Varoujean l&#8217;aveva previsto dieci anni prima. Purtroppo non ha fatto in tempo a vedermi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nell&#8217;epoca dei video da 15 secondi, i tuoi durano diversi minuti e fanno centinaia di migliaia di visualizzazioni. Perché hai scommesso sulla durata, e che cosa ti hanno insegnato i social sul tuo pubblico?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il ritmo dei social mi atterriva, perché la mia comicità è lenta, molto teatrale: non ho i tempi tipici del cabaret. Ho bisogno di tempo, un tempo lungo, per esprimermi e farmi capire, in teatro come nella vita. La durata dei miei video, circa due minuti e quaranta, mi costa fatica, perché per me è pochissimo. Però mi diverte e diverte gli altri, quindi va bene così. Se il pubblico si diverte io sono felice e continuo, perché regalare un sorriso è quello che ho scelto di fare per gli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Lavori da anni con i centri antiviolenza e la Fondazione Petruzzelli ti ha commissionato un&#8217;opera sulla violenza di genere. Come si tengono insieme l&#8217;ironia e un tema così doloroso, senza che una tradisca l&#8217;altro?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con l&#8217;ironia si possono raccontare i conflitti tra i sessi, l&#8217;incomunicabilità, gli stereotipi: tutto ciò che sta alla base degli episodi di violenza. La risata ci permette di guardare allo specchio i nostri limiti e le nostre gabbie senza alzare muri di difesa. Così la catarsi è facilitata dalla nostra stessa clemenza. E poi la risata è un mezzo di aggregazione potentissimo: imparare a ridere di noi stessi disinnesca moltissime dinamiche pericolose.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai ideato la Giornata contro le solitudini. Da dove nasce e perché proprio la solitudine?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La solitudine è un tabù sociale, e a me piace portare alla luce gli argomenti di cui si tace. È un tabù perché difficilmente ammettiamo di essere o di sentirci soli, in una società piena di pressioni legate alla socialità, alla movida, al divertimento a tutti i costi. Dovremmo invece imparare a privilegiare la verità e non le apparenze, e a raccontare con sincerità le nostre vite e le nostre fragilità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Sei arrivata al G7 delle Pari Opportunità di Matera e al Campidoglio. Che effetto fa portare la tua voce nei luoghi istituzionali? Lì la comicità entra o resta fuori dalla porta?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nei luoghi istituzionali la comicità è una bomba a orologeria che non fa male, ma quando esplode fa saltare per aria l&#8217;ipocrisia, il perbenismo e la stucchevole seriosità che di solito li abitano. Dopo lo sconcerto iniziale tutto prende una dimensione più umana, amichevole e complice. Le distanze si accorciano, le tensioni si allentano e le conversazioni diventano più fluide e fruttuose.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Dopo la Divina Commedia e la Bibbia, adesso l&#8217;Odissea raccontata da Penelope, Elena, Circe, Calipso e le Sirene. Perché proprio loro? E chi sono le «malafemmine» di oggi?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La parola &#8220;malafemmine&#8221; è una provocazione. Nello spettacolo le malafemmine sono le donne che hanno sedotto Ulisse incuranti della moglie, Penelope, che lo aspettava a casa. Ho giocato sul luogo comune, purtroppo ancora attuale, secondo cui l&#8217;adulterio &#8220;è sempre colpa dell&#8217;altra donna, mai del povero uomo ingenuamente sedotto&#8221;. Tutte le donne dell&#8217;Odissea, tranne Penelope, sono sempre state giudicate male da uno sguardo maschile (o maschilista?). Io le riabilito tutte, perché dobbiamo imparare a rispettare le diversità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel mirino c&#8217;è il patriarcato, ma anche «un certo femminismo trasformato in guerra tra i sessi». Non temi di scontentare anche una parte del tuo pubblico?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E perché mai? Le donne che mi seguono sono molto autoironiche, non potrebbe essere altrimenti, e sapranno mettersi in discussione. Questo monologo è una feroce condanna del patriarcato, ma anche una feroce critica a quei movimenti femministi radicali che perdono di vista gli obiettivi in un inutile sentimento di aggressività e rivalsa verso l&#8217;universo maschile. Le cose sbagliate ce le dobbiamo dire.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Torino e Milano sono sold out prima ancora del debutto. Come vivi questo primo tour nazionale, tra entusiasmo e paura?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con tanto entusiasmo e la giusta paura. Torino, Bologna, Milano e Roma sono andate subito sold out e sono piena di gratitudine verso il pubblico. Soprattutto, ci stiamo già organizzando per nuove repliche.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se Penelope potesse lasciare un messaggio alle ragazze, e ai ragazzi, che ti seguono sui social, che cosa direbbe?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Direbbe: indipendenza. Imparate subito l&#8217;indipendenza: di pensiero, d&#8217;azione ed economica. Nessuno è libero senza la propria indipendenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
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		<title>In viaggio con All&#8217;Arremviaggio: Germania, fiabe e famiglie in movimento</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/in-viaggio-con-allarremviaggio-germania-fiabe-e-famiglie-in-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[traveltag]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalettismo.com/?p=2925423</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eliana e Fabio sono la coppia dietro All&#8217;Arremviaggio, il blog e progetto di viaggio che raccontano insieme ai figli Manuele e Davide. Si definiscono una famiglia on the road, sempre in movimento e decisa a scoprire ogni sfumatura che il mondo ha da offrire. Sono cresciuti insieme e, da quando si sono scoperti innamorati, non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/in-viaggio-con-allarremviaggio-germania-fiabe-e-famiglie-in-movimento/">In viaggio con All&#8217;Arremviaggio: Germania, fiabe e famiglie in movimento</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Eliana e Fabio sono la coppia dietro All&#8217;Arremviaggio, il blog e progetto di viaggio che raccontano insieme ai figli Manuele e Davide. Si definiscono una famiglia on the road, sempre in movimento e decisa a scoprire ogni sfumatura che il mondo ha da offrire. Sono cresciuti insieme e, da quando si sono scoperti innamorati, non si sono più lasciati e non si sono più fermati.</p>
<p>Il loro modo di viaggiare ha un tratto riconoscibile: sono sognatori alla ricerca di itinerari in luoghi insoliti e ricchi di leggende, capaci di incantare adulti e bambini. Dalla Calabria alla Puglia, da Santorini a Cracovia, raccontano con ironia e sincerità tutto quello che significa partire in famiglia: le scoperte e la meraviglia, ma anche gli imprevisti e la valigia sempre troppo piena. Nei loro racconti Eliana è la mamma che ama l&#8217;on the road senza rinunciare alle comodità e riesce a far entrare tutta la casa in valigia, mentre Fabio è il papà tuttofare che organizza viaggi e spostamenti e cerca di convincerla che la valigia non è la borsa di Mary Poppins.</p>
<p>Oggi portano questa esperienza in TravelTag, progettando viaggi per altre famiglie. Li abbiamo intervistati di ritorno dalla Germania</p>
<p><strong>Quali sono le sfide e le gioie del viaggiare con bambini e preadolescenti?</strong></p>
<p>Viaggiare attraverso gli occhi dei bambini è una delle esperienze più belle che si possano fare. Si stupiscono per cose che noi adulti diamo per scontate, fanno domande che ti costringono a guardare un luogo da un&#8217;altra prospettiva e trasformano anche una semplice passeggiata in un&#8217;avventura. Certo, non è sempre facile: c&#8217;è sempre qualcuno che ti chiede di andare in bagno un attimo dopo che hai lasciato l&#8217;autogrill. Ma fa parte del gioco, e con il tempo si impara ad affrontare tutto con leggerezza.</p>
<p>Con i preadolescenti è un&#8217;altra storia. Hanno gusti precisi, iniziano ad avere opinioni forti e il rischio di sentirsi dire &#8220;che noia&#8221; è sempre dietro l&#8217;angolo. Per questo bisogna coinvolgerli e includere nell&#8217;itinerario tappe pensate per loro: per esempio visitare gli stadi di calcio delle grandi città europee, che per un ragazzo appassionato valgono quanto un museo. Un altro ottimo stratagemma è farli viaggiare insieme a dei coetanei: in compagnia cambia tutto, e anche la visita più classica diventa un&#8217;esperienza da condividere.</p>
<p><strong>La Germania è una meta da vivere in diverse stagioni?</strong></p>
<p>Assolutamente sì. La Germania è bellissima in estate, quando le giornate sono lunghe e si può stare all&#8217;aria aperta tra parchi, laghi e centri storici. Ma ha un fascino tutto suo anche in inverno, soprattutto nel periodo di Natale, quando le città si riempiono di mercatini, luci e profumi che fanno sognare grandi e piccoli. E poi c&#8217;è l&#8217;autunno, con l&#8217;Oktoberfest e i colori dei boschi. Ogni stagione regala un volto diverso dello stesso Paese, ed è proprio questo il bello: puoi tornarci più volte e scoprirlo ogni volta da capo.</p>
<p><strong>Cosa vi ha sorpreso di più durante il viaggio?</strong></p>
<p>Ci ha colpito l&#8217;atmosfera rilassata che si respira. Nessuna frenesia, ritmi tranquilli, persone accoglienti e spazi pensati anche per chi viaggia con i bambini. E poi il clima: mentre da noi faceva un caldo davvero difficile da sopportare, lì abbiamo trovato temperature miti e piacevoli, perfette per passare le giornate in giro senza fatica. È stata una sorpresa decisamente positiva, che ha reso il viaggio ancora più godibile per tutta la famiglia.</p>
<p><strong>Perché la Germania è una meta perfetta per le famiglie?</strong></p>
<p>Perché è un Paese pieno di fiabe, magia, storie e leggende. È la terra dei fratelli Grimm, dei castelli che sembrano usciti da un libro illustrato, dei borghi con le case a graticcio e dei boschi dove sembra di poter incontrare da un momento all&#8217;altro Cappuccetto Rosso o Hänsel e Gretel. Per i bambini è come entrare dentro le storie che hanno ascoltato prima di dormire, e anche noi adulti finiamo per lasciarci incantare. È difficile trovare una meta che sappia parlare così bene a tutte le età.</p>
<p><strong>C&#8217;è un luogo che vi è rimasto nel cuore?</strong></p>
<p>Sicuramente Memmingen. Ci ha conquistato per la sua atmosfera rilassata, per le sue incredibili leggende e per le tantissime attività da fare con bambini e ragazzi. È una città a misura di famiglia, dove ci si muove con facilità e si respira un&#8217;aria autentica, lontana dal turismo di massa. Ogni angolo ha una storia da raccontare e i ragazzi non si annoiano mai. È uno di quei posti che lasciano il segno e in cui speriamo di tornare presto.</p>
<p><strong>Cosa vi ha avvicinato al progetto TravelTag?</strong></p>
<p>TravelTag è un progetto molto interessante e molto vicino al nostro modo di raccontare e vivere il viaggio. Niente pacchetti standard tutti uguali, ma itinerari ideati in prima persona da chi quei luoghi li ha vissuti davvero. Noi in particolare ci dedichiamo ai viaggi per le famiglie: il nostro obiettivo è far vivere agli altri le stesse emozioni che abbiamo provato noi, con la stessa cura e la stessa attenzione ai dettagli che mettiamo quando partiamo con i nostri figli.</p>
<p><strong>Com&#8217;è viaggiare insieme ad altre famiglie?</strong></p>
<p>A noi piace moltissimo. Quando si viaggia in gruppo con altre famiglie si crea un&#8217;atmosfera speciale. I genitori si liberano da tanti pensieri, perché l&#8217;organizzazione è già pensata e ci si può finalmente godere il viaggio. I ragazzi, invece, vivono un&#8217;avventura unica in compagnia di nuovi amici, condividono scoperte e momenti di gioco, e spesso tornano a casa con legami che durano nel tempo. È un&#8217;esperienza che arricchisce tutti, grandi e piccini.</p>
<p><strong>Perché una famiglia dovrebbe partire adesso con TravelTag?</strong></p>
<p>Perché i viaggi pensati da TravelTag sono unici, creati da esperti che amano esplorare il mondo e che conoscono davvero le destinazioni che propongono. Il nostro consiglio è semplice: non rimandate mai un viaggio. I bambini sono piccoli adesso, e il tempo che si vive insieme è prezioso e non torna indietro. Ogni viaggio diventa un ricordo che resterà per sempre, a loro e a voi. Come si dice a Napoli, ogni lasciata è persa: ogni occasione che lasci andare è un&#8217;occasione persa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/in-viaggio-con-allarremviaggio-germania-fiabe-e-famiglie-in-movimento/">In viaggio con All&#8217;Arremviaggio: Germania, fiabe e famiglie in movimento</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
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		<title>Maria Beatrice Alonzi: «La paura sa travestirsi da scelta»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/maria-beatrice-alonzi-la-paura-sa-travestirsi-da-scelta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[maria beatrice alonzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il perfezionismo che diventa «il mio modo di lavorare», il sì detto per non perdere un legame, il numero di like scambiato per una misura del proprio valore. Sono alcune delle forme che la paura prende quando smette di proteggerci e comincia a decidere al posto nostro.  È il cuore di Hai ancora paura. Ciò [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Il perfezionismo che diventa «il mio modo di lavorare», il sì detto per non perdere un legame, il numero di like scambiato per una misura del proprio valore. Sono alcune delle forme che la paura prende quando smette di proteggerci e comincia a decidere al posto nostro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È il cuore di Hai ancora paura. Ciò che ti ha salvato ora ti sta fermando (Sperling &amp; Kupfer), il nuovo libro di Maria Beatrice Alonzi, scrittrice, sceneggiatrice ed esperta di reputazione ed etica degli spazi digitali, già autrice di Non voglio più piacere a tutti e Tu non sei i tuoi genitori.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’abbiamo incontrata.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai ancora paura è diviso in cinque atti, come un’opera teatrale. Quanto del tuo lavoro in teatro c’è in questo libro?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tantissimo. Il teatro, nel mio modo di lavorare, è una forma di pensiero: quando costruisci uno spettacolo devi chiederti continuamente che cosa debba sapere il pubblico, quando debba saperlo e che cosa invece debba soltanto intuire. Lavori sul ritmo, sull’attesa, sui silenzi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In Hai ancora paura volevo mostrare meccanismi che spesso diventano visibili soltanto quando smettono di funzionare bene. Una risposta nata per proteggerci può restare attiva per anni ed essere scambiata per carattere: il controllo diventa «io sono fatta così», il perfezionismo diventa il proprio modo di lavorare. Volevo che questa cosa si vedesse mentre accadeva.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo il libro comincia con una scena: una stanza bianca, una lampada, uno specchio, un registratore. Poi arriva la frase che apre tutto: non sei sotto accusa, stai indagando. Da lì i cinque atti, dalla Stanza dell’Interrogatorio alla Serratura, diventano un percorso. Il teatro mi ha insegnato che una storia funziona davvero quando chi guarda smette di osservarla da fuori. Spiegare una paura è una cosa. Far sì che, mentre leggi, tu riconosca la tua è tutta un’altra storia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Il sottotitolo del libro è «Ciò che ti ha salvato ora ti sta fermando». Qual è, secondo te, la strategia di sopravvivenza più difficile da lasciare andare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Direi il controllo. Anche se «lasciare andare» mi convince fino a un certo punto: una strategia che ci ha protetto davvero non si stacca con una decisione. Va riconosciuta, capita e resa di nuovo facoltativa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il controllo ha tantissime forme: prepararsi, prevedere, arrivare prima dei problemi, essere estremamente efficienti. Può essere anche una qualità straordinaria: se reagisci alla paura diventando precisa e affidabile, il mondo ti premia. La parte problematica comincia quando non puoi più scegliere se utilizzarla.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dal punto di vista del cervello è comprensibile: l’incertezza ha un costo. Se controllare abbassa l’angoscia, il cervello registra quell’azione come efficace, e ogni volta che ti senti meglio, anche solo per un momento, quell’associazione si rinforza. Così una soluzione diventa una regola. Il controllo promette una cosa meravigliosa: se fai tutto abbastanza bene, forse riuscirai a non soffrire. È una promessa falsa e seducente, perché resta sempre una parte della vita sulla quale non avrai giurisdizione. Essere preparati ti rende preparati, non onnipotenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Dici che la paura non è un nemico ma una mappa evolutiva. Quando smette di proteggerci e comincia a decidere al posto nostro?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La paura nasce per proteggerci. È un sistema antichissimo: prima ancora che tu riesca a dire che cosa sta succedendo, il cervello ha già cominciato a valutare se ciò che hai davanti sia sicuro, ambiguo o pericoloso. Comincia a occupare troppo spazio quando continua a usare una mappa costruita in un altro momento della vita per orientarsi nel presente. Una paura appresa, infatti, non si cancella solo perché oggi sappiamo di essere al sicuro: le vecchie associazioni possono restare disponibili e riemergere soprattutto sotto stress.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Decide al posto nostro quando scegliamo per impedire che si ripresenti una minaccia antica. Dici sì quando vuoi dire no, perché il no è stato associato alla possibilità di perdere l’amore. Taci quando vorresti parlare, perché esprimerti è stato associato al conflitto. Resti in una relazione infelice perché il dolore conosciuto è comunque più prevedibile dell’assenza dell’altro. A quel punto la paura ha fatto qualcosa di molto sofisticato: si è travestita da scelta. Raramente diciamo «ho paura». Diciamo «sono prudente», «sono fatta così», «non è il momento».</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il confine sta nella flessibilità. Se scappi davanti a un pericolo reale, la paura fa magnificamente il suo lavoro; se scappi ogni volta che qualcosa gli somiglia vagamente, ha smesso di informarti e ha cominciato a governarti. Trattarla come un difetto da eliminare sarebbe assurdo: il lavoro consiste nell’aggiornare la mappa. La domanda utile è: questa paura mi parla di adesso, oppure sta cercando di impedire che accada di nuovo qualcosa che conosco già?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Perché continuiamo a fare scelte che non vogliamo fare, pur sapendolo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Perché sapere una cosa e riuscire a viverla appartengono a livelli diversi della nostra esperienza. Raccontiamo le scelte come se avvenissero tutte nello stesso luogo: penso, valuto, decido. In realtà ci portiamo dietro apprendimenti emotivi, memorie implicite, modi di proteggerci nati molto prima che sapessimo spiegarli.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo puoi sapere perfettamente che una relazione ti fa male e restare. Se per molto tempo dire sì ha significato mantenere un legame, il no può essere vissuto come una minaccia prima ancora che tu riesca a ragionarci. Da fuori appare incoerenza, da dentro può avere una logica precisissima. È la logica della ripetizione: torniamo verso configurazioni conosciute anche quando ci fanno soffrire, perché il conosciuto possiede almeno una mappa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La frase «ma se lo so, perché continuo a farlo?» contiene già parte della risposta: saperlo non basta ancora. Serve capire che cosa quella scelta continua a proteggere, quale perdita teme. Il cambiamento comincia quando la consapevolezza diventa la possibilità di tollerare ciò che sembrava intollerabile: il conflitto, il dispiacere dell’altro, perfino la colpa di aver scelto se stessi. È lì che una scelta può tornare davvero a essere una scelta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se «l’antidoto alla paura è il desiderio», che cosa succede in una generazione alla quale viene detto continuamente che cosa desiderare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il desiderio non elimina la paura, che ha una funzione biologica indispensabile. Può però competere con l’evitamento: posso avere paura e volere qualcosa abbastanza da muovermi comunque.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il problema è che il desiderio ha bisogno di uno spazio vuoto per formarsi, mentre viviamo dentro una gigantesca macchina di produzione anticipata dei desideri. Per desiderare davvero devo poter incontrare una mancanza, aspettare, perfino annoiarmi. Oggi pubblicità, piattaforme, creator e algoritmi ci mostrano senza sosta che cosa sarebbe desiderabile, e lo fanno in modo personalizzato: ciò che ha catturato la nostra attenzione ieri contribuisce a costruire ciò che ci verrà proposto domani. Per un adolescente, nella fase nella quale identità, appartenenza e desiderio stanno ancora prendendo forma, questo ha un peso particolare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il rischio è avere moltissimi desideri e pochissimo accesso al proprio desiderio. Posso volere il successo perché amo profondamente ciò che faccio oppure perché ho imparato che essere visibile significa esistere. Per le nuove generazioni sarà decisivo proteggere il diritto alla formazione del desiderio, anche di quello strano, poco redditizio, poco fotografabile. Altrimenti possiamo passare una vita intera a trovare il coraggio di raggiungere qualcosa che non avevamo mai desiderato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Il libro è scritto al femminile ma si rivolge a tutti. Gli uomini hanno più difficoltà ad ammettere di avere paura?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Più che una maggiore difficoltà a provarla, agli uomini è stato concesso un vocabolario molto più povero per raccontarla. La paura è una risposta umana; quello che cambia è ciò che una cultura permette di farne.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La maschilità occidentale si è costruita anche sulla distanza dalla vulnerabilità. Il bambino spaventato sente ancora «non piangere», «sii forte», «comportati da uomo». Nessuna di queste frasi gli insegna a non avere paura: gli insegna a nasconderla o a tradurla in altro (rabbia, controllo, chiusura, ricerca del rischio, silenzio). Questo non significa che ogni rabbia maschile nasconda paura; significa che le norme di genere influenzano quali emozioni impariamo a riconoscere. I dati mostrano questa frattura: in molti contesti gli uomini ricorrono meno ai servizi e chiedono aiuto più tardi, mentre le morti per suicidio sono nettamente più frequenti tra loro. Parlare meno del proprio dolore non significa provarne meno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il libro è scritto al femminile perché il percorso tocca continuamente il materno, inteso come funzione psichica di cura, contenimento e protezione, che non appartiene solo alle donne. Agli uomini non chiedo di identificarsi con una donna, ma di attraversare una parte di sé che la maschilità ha chiesto loro di tenere a distanza. Forse la domanda giusta è: quante altre emozioni avete dovuto chiamare con un altro nome, pur di restare uomini nel modo nel quale vi avevano insegnato a esserlo?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Ti occupi di reputazione ed etica degli spazi digitali. I social amplificano le nostre paure o le rendono solo più visibili?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Fanno entrambe le cose: hanno preso paure antichissime e hanno dato loro un’infrastruttura tecnica. La paura di essere esclusi o giudicati esiste da molto prima di Instagram, ma oggi i segnali di approvazione e rifiuto sono continui, pubblici e misurabili. Prima potevi chiederti se fossi piaciuto alle dieci persone in una stanza; oggi in pochi minuti ricevi numeri su quanto sembri valere rispetto agli altri. Domande complesse come «ho un posto?» o «sono abbastanza?» finiscono dentro un tabellone aggiornato di continuo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Alcune paure sono cambiate qualitativamente. Una sciocchezza detta a cena probabilmente spariva il giorno dopo; oggi può essere registrata, estratta dal contesto e arrivare a un pubblico diverso, senza tono né storia. Anche il confronto ha cambiato scala: per secoli il termine di paragone erano famiglia, amici e vicini, oggi sono migliaia di persone selezionate da sistemi progettati per trattenere l’attenzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo evito la conclusione del «telefono fa male». Il telefono è un oggetto; le piattaforme sono ambienti progettati, con incentivi economici e metriche, e noi ci entriamo con bisogni, ferite e paure. Possono anche fare qualcosa di straordinario: trasformare la vergogna privata in riconoscimento collettivo. La soglia critica arriva quando cominciano a suggerirci chi dovremmo diventare per meritare attenzione. L’etica digitale, quindi, riguarda la salute pubblica, non solo l’educazione degli utenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Confronto continuo, FOMO, algoritmi: sono cause del disagio o solo acceleratori di qualcosa che c’era già?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Separerei tre piani. Il confronto e la paura dell’esclusione sono antichi; la FOMO è il nome contemporaneo di quella sensibilità; gli algoritmi possono trasformare la vulnerabilità in un circuito ripetuto. La novità è che oggi possiamo sapere che cosa fanno gli altri quasi senza interruzione: il viaggio che non stai facendo, la festa alla quale non sei stato invitato, il corpo che vorresti e poi altri cento esempi che non hai cercato.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il circuito è questo: la vulnerabilità orienta l’attenzione, l’attenzione produce dati, i dati orientano una parte di ciò che vedremo dopo, e ciò che vediamo può alimentare di nuovo la vulnerabilità. Sarebbe però scorretto dire che gli algoritmi fabbricano dal nulla l’insicurezza: gli effetti dipendono dalla persona, dall’età, dal contesto e dall’uso concreto. Il nodo sta nella relazione tra vulnerabilità umana e architettura tecnologica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il problema è che manca un punto di sazietà: puoi sempre guardare ancora, confrontarti, controllare. La mente invece ha bisogno di interruzioni, di non sapere, di annoiarsi. Oltre a chiederci quanto tempo passiamo sui social, dovremmo chiederci che cosa cerchiamo ogni volta che li riapriamo. Se cerchiamo la prova di essere abbastanza, quella prova potrà arrivare cento volte. E potremmo averne bisogno per la centounesima.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai costruito buona parte della tua voce online. Come si fa a stare sui social senza farsi governare da quello che il pubblico si aspetta da te?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando comunichi a lungo davanti a un pubblico, quel pubblico si costruisce un’idea di te, e dopo un po’ quell’idea prova a diventare una richiesta. Il pubblico va ascoltato e i dati vanno letti: la soglia da sorvegliare è il momento nel quale l’ascolto diventa obbedienza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le piattaforme producono condizionamento: ricevi attenzione, ripeti ciò che funziona. Quando dalla visibilità dipendono lavoro e denaro, il rischio è smettere di chiederti che cosa hai da dire e cominciare a chiederti che cosa il pubblico vuole sentirsi dire. La prima domanda richiede identità, la seconda previsione. E prevedere il pubblico può diventare una forma sofisticata di compiacenza, soprattutto quando la chiamiamo strategia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tengo separati tre livelli: ciò che penso, come lo comunico, la risposta che ricevo. Il secondo deve adattarsi, il terzo va studiato, il primo deve restare uno spazio nel quale il pubblico non ha diritto di voto. Altrimenti la comunità diventa proprietaria della tua voce e cominci a censurarti prima ancora che qualcuno ti critichi. Una persona viva cambia, e stare sui social senza farsene governare significa tollerare anche una quota di delusione reciproca. La domanda da farsi è: se domani i numeri sparissero, continuerei a dire questa cosa nello stesso modo? Se la risposta è sì, sto ancora usando i social. Se è no, forse sono i social ad aver cominciato a usare me.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel 2021 hai scritto Non voglio più piacere a tutti. Oggi, tra metriche e algoritmi, piacere a tutti è ancora un desiderio o è diventato un obbligo professionale?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oggi può sembrare un obbligo professionale, ed è questo a renderlo insidioso: il bisogno di approvazione si presenta con un lessico rispettabile (engagement, crescita, conversione). Le piattaforme hanno trasformato una parte dell’approvazione in dati continui e confrontabili, con conseguenze economiche reali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il rischio vero è confondere un indicatore di performance con un indicatore di valore personale. Se un contenuto raggiunge poche persone, il dato ti dice qualcosa sull’hook, sul tema, sul formato. Quando lo traduci in «non sono abbastanza interessante», la metrica smette di descrivere il contenuto e comincia a giudicare la persona.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E piacere a tutti sarebbe comunque una pessima strategia: una voce riconoscibile seleziona, un posizionamento vero produce adesione e distanza. Per me il conflitto professionale vero è tra ciò che performa e ciò che merita di essere detto. Io vivo di strategia: i dati servono a consegnare meglio un pensiero e non dovrebbero decidere che cosa abbiamo il diritto di pensare. Altrimenti la reputazione diventa dipendenza dall’approvazione, soltanto con una dashboard molto elegante. Oggi dire «non voglio più piacere a tutti» significa anche accettare che una parte del pubblico se ne vada, senza trasformare ogni perdita di consenso in una correzione identitaria. Una professione può chiederti risultati, ma non di diventare la media delle aspettative di chi ti guarda.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Intelligenza artificiale: che cosa ti preoccupa di più e che cosa ti fa sperare, quando pensi al modo nel quale comunichiamo?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi preoccupa che deleghiamo all’intelligenza artificiale qualcosa di più importante della scrittura: il pensiero che prende forma mentre scriviamo. Il linguaggio non è solo il contenitore di un pensiero già pronto: cercando le parole lo precisiamo, scopriamo contraddizioni, cambiamo posizione. Se automatizziamo sempre quel passaggio, rischiamo di allenare meno la capacità di capire che cosa pensiamo davvero.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">C’è poi il rischio di omogeneizzazione: i modelli tendono a proporre formulazioni ad alta probabilità, mentre una lingua viva è fatta anche di anomalie, della frase strana che dici solo tu, dell’errore diventato stile. E c’è la fiducia: con i deepfake non basta più chiedersi se una persona dica la verità, bisogna chiedersi se esista, se quella voce sia sua. Se tutto può essere fabbricato, anche la realtà diventa più facile da contestare. Mi preoccupa anche l’idea che una risposta ben formulata debba essere vera: il nostro cervello tende a trovare più credibile ciò che si legge facilmente e viene detto con sicurezza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Accanto ai rischi vedo possibilità enormi: abbattere barriere linguistiche e cognitive, sostenere chi ha difficoltà nella scrittura o nella lettura. Può essere un interlocutore utilissimo, purché resti uno strumento e non un’autorità. La domanda è quali capacità vogliamo delegare e quali continuare ad allenare. Vorrei che delegassimo sempre di più quello che ci fa perdere inutilmente tempo e sempre meno le capacità che ci permettono di pensare, scegliere, avere una voce propria.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">«Chiedere aiuto deve essere normale». In Italia a che punto siamo? Che cosa manca ancora, culturalmente e concretamente?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Siamo molto più avanti nel linguaggio, molto meno nell’accesso reale. Parole come psicoterapia, ansia, trauma circolano molto di più, ed è un valore enorme: nominare un’esperienza è già una forma di riconoscimento. Parlarne con più libertà, però, non significa aver costruito un sistema nel quale chiedere aiuto sia semplice e tempestivo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel 2024 i servizi specialistici di salute mentale hanno assistito 845.516 persone, 258.999 delle quali sono entrate in contatto con questi servizi per la prima volta nella vita. Sono numeri importanti, ma descrivono l’attività dei servizi per adulti, non l’intero bisogno della popolazione, e l’accesso precoce alla psicoterapia pubblica resta molto più difficile di quanto servirebbe. Il Bonus Psicologo è un segnale importante, ma limitato da soglie ISEE e risorse: non può sostituire una rete pubblica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Culturalmente, ci manca smettere di vedere la richiesta di aiuto come l’ultimo gradino prima del crollo. Sul corpo nessuno direbbe «aspetta che peggiori, poi vai dal medico»; sulla salute mentale lo facciamo ancora. Esiste anche il rischio opposto, quello di patologizzare ogni sofferenza: essere tristi dopo una perdita appartiene alla vita. Serve saper riconoscere quando la sofferenza diventa persistente, invalidante o restringe la libertà della persona. E serve alfabetizzazione: psicologo, psicoterapeuta e psichiatra non sono intercambiabili. Quando chiedere aiuto non sarà più raccontato come un gesto eccezionalmente coraggioso, staremo davvero parlando di normalità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Con UNICEF hai lavorato anche sull’eco-ansia, a partire dalle testimonianze di ragazze e ragazzi. Che cosa emerge dalle loro parole?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Premetto che nel progetto con UNICEF non ho incontrato ragazzi nelle scuole: ho lavorato sulle testimonianze anonime di giovani che raccontavano il proprio rapporto con la crisi climatica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Emerge soprattutto che molti adulti interpretano questa paura come un eccesso emotivo, mentre i ragazzi reagiscono a una minaccia reale e documentata. L’eco-ansia non è una diagnosi clinica autonoma: descrive preoccupazione, impotenza, rabbia e angoscia legate alla crisi ecologica. Colpisce la combinazione tra paura e impotenza: ricevono messaggi enormi (il pianeta è in pericolo, il futuro è compromesso) e hanno pochissimo potere sulle decisioni che contano. Poi arriva il senso di colpa, con il rischio di caricare sul singolo ragazzo una responsabilità che appartiene anche a governi e imprese. Un adolescente non può portarsi sulle spalle la salvezza del pianeta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La risposta adulta peggiore è minimizzare: così aggiungiamo solitudine alla paura. Serve ascoltare, distinguere il realistico dal catastrofico e trasformare l’impotenza in possibilità di azione, perché sentire di poter incidere insieme agli altri riduce il senso di impotenza che alimenta l’angoscia. Forse dovremmo chiederci che futuro abbiamo consegnato loro, prima di giudicare il modo nel quale reagiscono.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">In Tu non sei i tuoi genitori parli di traumi che si tramandano tra generazioni. Quale paura stiamo lasciando in eredità ai più giovani?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Farei una precisazione: i traumi non passano intatti da una generazione all’altra come oggetti. Possono passare modalità di relazione, silenzi, aspettative, modi di interpretare il pericolo. Esiste anche una ricerca sull’epigenetica dello stress intergenerazionale, ma nell’essere umano i risultati richiedono molta cautela.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Detto questo, credo che una delle paure più pesanti che lasciamo ai giovani sia quella di non essere abbastanza: abbastanza bravi, veloci, produttivi, pronti e soprattutto abbastanza avanti. La presentiamo come motivazione, mentre consegniamo loro un mondo con lavoro più precario, case più difficili da raggiungere e un confronto disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro. Se un ragazzo sente di valere soprattutto quando riesce, ogni errore diventa una minaccia identitaria.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Trasmettiamo anche paura dell’incertezza: diciamo loro di essere flessibili, poi reagiamo con ansia a ogni deviazione. Così insegniamo la libertà a parole e la paura nelle reazioni. Se dovessi sceglierne una, direi la paura che il proprio valore dipenda continuamente dalla capacità di dimostrare qualcosa. È una paura capace di produrre persone bravissime e profondamente esauste. La responsabilità adulta è restituire loro la possibilità di sbagliare, cambiare strada, non sapere ancora. Perché crescere significa anche poter diventare qualcuno che i propri genitori non avevano previsto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è una paura che hai ancora oggi?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le paure legate al mio passato oggi le riconosco. Da un po’ ne ho una nuova, molto concreta: perdere i miei genitori. Riguarda la morte e insieme l’identità: finché i tuoi genitori ci sono, continui a essere figlio, e resta quel posto originario nel quale qualcuno, almeno simbolicamente, poteva prenderti in braccio.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Su questa paura non costruirei una retorica del superamento. Alcune paure si possono aggiornare perché appartengono a un pericolo passato; altre riguardano qualcosa di reale, inevitabile e umano. Posso provare a impedirle di rubarmi il tempo che ho ancora con loro: se occupa troppo spazio, sottrae presenza proprio mentre quella persona è qui.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Se chi legge potesse portarsi via una sola domanda dal libro, quale vorresti che fosse?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">«Sto scegliendo per paura?»</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dentro questa domanda c’è tutto il libro. La paura può presentarsi come prudenza, senso del dovere, perfezionismo, disponibilità verso gli altri, persino come amore. Così possiamo passare anni a prendere decisioni coerenti con ciò che abbiamo imparato per proteggerci, convinti che coincidano con ciò che desideriamo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Chiederselo crea una piccola distanza tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo. La paura non scompare e una scelta fatta mentre abbiamo paura non è automaticamente sbagliata, ma possiamo capire chi sta guidando: la situazione presente oppure una regola costruita altrove, magari molti anni prima.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per me questa è la libertà possibile: riconoscere la paura abbastanza presto da non consegnarle automaticamente tutta la scelta.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Puoi avere ancora paura… E scegliere comunque.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:200,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/maria-beatrice-alonzi-la-paura-sa-travestirsi-da-scelta/">Maria Beatrice Alonzi: «La paura sa travestirsi da scelta»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
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		<title>Irene Facheris: «Online parliamo tanto di femminismo, ma ancora male»</title>
		<link>https://www.giornalettismo.com/irene-facheris-online-parliamo-tanto-di-femminismo-ma-ancora-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Basili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[irene facheris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per molti è  «colei che ha parlato male di 50 sfumature di grigio». In realtà Irene Facheris, formatrice ed esperta di studi di genere, fa divulgazione da più di quindici anni: prima su YouTube, poi con libri, podcast e incontri dal vivo.   Dal 2014 ha guidato Bossy, l&#8217;associazione che ha fondato e poi chiuso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Per molti è  «colei che ha parlato male di </span><i><span data-contrast="auto">50 sfumature di grigio</span></i><span data-contrast="auto">». In realtà Irene Facheris, formatrice ed esperta di studi di genere, fa divulgazione da più di quindici anni: prima su YouTube, poi con libri, podcast e incontri dal vivo. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dal 2014 ha guidato Bossy, l&#8217;associazione che ha fondato e poi chiuso dopo dieci anni. Il suo ultimo libro, </span><i><span data-contrast="auto">Tutti gli uomini (possono cambiare le cose)</span></i><span data-contrast="auto"> (Tlon), raccoglie le storie e i dubbi di diciotto uomini alle prese con la propria maschilità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’abbiamo incontrata.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Sei diventata &#8220;quella che ha parlato male di </span></b><b><i><span data-contrast="auto">50 sfumature di grigio</span></i></b><b><span data-contrast="auto"> su internet&#8221; prima di essere riconosciuta come formatrice ed esperta di gender studies. Che rapporto hai con l&#8217;immagine pubblica che si è costruita di te, e quanto assomiglia alla Irene privata?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sono arrivata sui social molto presto: avevo vent&#8217;anni, e questo significa che per un periodo ho condiviso molto più del mio privato di quanto farei oggi. All&#8217;epoca non credo avessimo neanche davvero gli strumenti per capire quanto potesse essere permanente tutto quello che mettevamo online, o quanto facilmente la percezione pubblica di una persona potesse costruirsi a partire da frammenti della sua vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se tornassi indietro, probabilmente metterei dei confini molto prima. Crescendo, però, quei confini li ho costruiti e oggi la mia immagine pubblica racconta solo quello che scelgo consapevolmente di rendere pubblico.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questo non significa che la Irene che si vede online sia finta o costruita: anzi, quello che condivido mi somiglia completamente, perché per me è importante che sia autentico. Semplicemente, non è tutto. Ci sono molte parti di me, anche importanti, che non finiscono sui social e che non sento alcun bisogno di trasformare in contenuto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Forse l&#8217;unica cosa che mi piacerebbe passasse un po&#8217; di più è che non sono sempre così seria come posso sembrare quando parlo di lavoro. Rido parecchio più di quanto i miei contenuti su internet lascino intendere.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è una convinzione sul femminismo o sull&#8217;attivismo che avevi a trent&#8217;anni e che oggi non difenderesti più con la stessa sicurezza?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sì, una cosa è cambiata: a trent&#8217;anni avevo più fiducia nella capacità del movimento femminista di mettere da parte i personalismi per diventare davvero una collettività.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questa cosa succede ancora, per fortuna, e quando succede è potentissima. Però credo sia diventata più difficile in un&#8217;epoca in cui i social ti allenano esattamente al contrario: a parlare di te, a costruire il tuo personaggio, il tuo spazio, il tuo pubblico, la tua riconoscibilità. E inevitabilmente questo entra anche nell&#8217;attivismo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Forse oggi ho meno fiducia nell&#8217;idea che basti condividere una battaglia comune per riuscire automaticamente a costruire un &#8220;noi&#8221;. Il &#8220;noi&#8221; va coltivato, richiede rinunce, mediazione e a volte anche la capacità di fare un passo indietro. E non è proprio la skill che i social premiano di più.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Lavori da anni su rabbia, ascolto ed empatia degli altri. Con la tua, di rabbia, che rapporto hai?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Cerco prima di tutto di ascoltarla, perché per me la rabbia è quasi sempre una spia: mi sta dicendo che qualcosa non va, che c&#8217;è stata un&#8217;ingiustizia, che è stato superato un confine o che sto facendo finta di stare bene in una situazione in cui in realtà non sto bene per niente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi dipende dal contesto. Pubblicamente provo a incanalarla, a trasformarla in qualcosa di utile, comprensibile, magari persino generativo. Se devo parlare a tante persone, non posso semplicemente rovesciare loro addosso quello che sento e aspettarmi che da lì nasca qualcosa di buono.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ma per fortuna ho anche degli spazi sicuri, privati e soprattutto offline, in cui non devo rendere la mia rabbia educativa, interessante o socialmente accettabile. Posso semplicemente vomitarla, lamentarmi, essere ingiusta per cinque minuti, dire cose che non pubblicherei mai. E credo sia fondamentale avere luoghi in cui non devi trasformare ogni emozione in contenuto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Fare divulgazione su questi temi significa anche esporsi a odio e attacchi costanti. Cosa fai, concretamente, per non farti logorare? E c&#8217;è stato un momento in cui hai pensato di mollare?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ci sono stati diversi momenti in cui ho pensato di mollare e, in realtà, questo è proprio uno di quei momenti in cui ho mollato davvero. Non sono sui social da giugno e conto di non tornarci ancora per un bel po&#8217;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Essere una donna che parla di femminismo online significa molto spesso girare con un bersaglio sul petto: qualunque cosa dici può diventare il pretesto per ricevere insulti, minacce, paternalismo, aggressività o semplicemente una quantità di ostilità che, sommata giorno dopo giorno, ti consuma.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Negli anni ho provato a proteggermi in molti modi: moderando i commenti, bloccando utenti, limitando l&#8217;accesso ai miei spazi, imparando a non leggere tutto. Ma evidentemente non è bastato, perché a un certo punto è arrivata comunque una diagnosi di depressione e ho dovuto iniziare anche una terapia farmacologica.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi oggi non ho una risposta particolarmente edificante. Non posso dire &#8220;ho trovato il modo giusto per non farmi toccare&#8221;, perché non è vero. A volte ti tocca eccome. E, se devo essere sincera, oggi mi sto anche chiedendo se ne valga sempre la pena. Per ora la risposta che mi sono data è stata fermarmi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è una cosa che ti piace di te stessa che non c&#8217;entra niente con il lavoro che fai?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Amo moltissimo la musica e mi piace cantare. È una cosa che faccio senza un obiettivo, senza doverla trasformare in un progetto, senza dover essere brava per forza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi piace proprio per questo: mi porta altrove e mi permette di usare una parte di me che con il lavoro c&#8217;entra pochissimo. E poi cantare è una di quelle attività che, quando ci sei dentro davvero, ti impedisce per qualche minuto di pensare a qualunque altra cosa. Che non è poco.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Nel 2024 hai lasciato la presidenza di Bossy dopo dieci anni. Che cosa ha significato quel passaggio, e cosa hai imparato sul lasciar andare una cosa che hai creato?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In realtà non ho semplicemente lasciato la presidenza: ho chiuso l&#8217;associazione. E quindi credo che sul lasciare andare io abbia imparato qualcosa, ma forse non esattamente quello che mi sarebbe servito imparare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lasciare la presidenza mi avrebbe costretta a fare una cosa che mi viene ancora piuttosto male: delegare. Avrei dovuto accettare che una cosa che avevo creato potesse andare avanti senza di me, magari anche in modi diversi da quelli che avrei scelto io.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Chiudere è stato un gesto diverso e molto più netto. È stato riconoscere che una cosa può essere stata importantissima, aver avuto senso per dieci anni e aver comunque concluso il proprio ciclo. Questo non cancella quello che è stata, ma ti obbliga a smettere di tenerla in vita solo perché fa parte della tua identità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sulla delega, invece, sono ancora decisamente in fase di apprendimento.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Hai scelto formati molto diversi: YouTube, libri, podcast, incontri dal vivo. Qual è quello in cui ti senti davvero te stessa, e quale invece ti costa di più?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che gli incontri dal vivo siano il formato in cui riesco a essere più completa. Avere davanti le persone mi permette di capire immediatamente se quello che sto dicendo è chiaro, se c&#8217;è una resistenza, se serve fermarsi su un punto o approfondirne un altro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E soprattutto dal vivo si possono fare davvero delle discussioni. Online spesso una conversazione complessa viene spezzettata, polarizzata o ridotta a una battuta; dal vivo invece c&#8217;è il tempo per stare anche nelle contraddizioni, fare domande, cambiare idea, precisare. E questa cosa mi diverte moltissimo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il podcast mi piace per un motivo diverso: sono una fanatica della progettazione della comunicazione e lavorare a un progetto fatto soltanto di voce mi scatena la creatività. Devi pensare al ritmo, ai silenzi, alla struttura, al modo in cui accompagni chi ascolta senza poter usare nessun appiglio visivo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E poi posso farlo struccata e in pigiama. Che è un vantaggio enorme. Qualcuno potrebbe obiettare che posso fare struccata e in pigiama anche molte altre cose, e io risponderei: sì, ma a che prezzo?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">YouTube invece resta il primo amore. Monto i miei video da sempre e continua a divertirmi molto. Purtroppo esiste la sezione commenti, che secondo me è stata progettata per ricordarci periodicamente che l&#8217;umanità ha ancora parecchio lavoro da fare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Cosa risponde una divulgatrice quando le si dice che ormai &#8220;di questi temi si parla troppo&#8221;?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Che parlarne tanto e parlarne bene sono due cose completamente diverse.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Di questi temi oggi si parla moltissimo, è vero, ma una parte enorme di quel discorso è superficiale, imprecisa, strumentale o costruita solo per generare indignazione. Il fatto che un argomento sia molto presente non significa che sia stato compreso.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi sì, forse se ne parla tanto. Ma purtroppo se ne parla ancora molto male. E finché sarà così, toccherà continuare a parlarne bene.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Con </span></b><b><i><span data-contrast="auto">Tutti gli uomini</span></i></b><b><span data-contrast="auto"> sei entrata nelle storie e nei dubbi di diciotto uomini. Cosa ti ha spinta, da attivista femminista, a spostare lo sguardo proprio sulla maschilità?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La convinzione che, se non affrontiamo seriamente il tema della responsabilità maschile, non riusciremo a fare grandi passi avanti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per molto tempo il lavoro sui temi di genere è stato pensato quasi esclusivamente come qualcosa che riguardava le donne: le donne dovevano riconoscere la violenza, emanciparsi, imparare a difendersi, prendere parola, acquisire consapevolezza. Tutto giusto, ma a un certo punto viene spontaneo chiedersi: e gli uomini?</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Perché se continuiamo a lavorare soltanto su chi subisce le conseguenze di un sistema e molto meno su chi viene educato a riprodurlo, quel sistema continuerà tranquillamente a rigenerarsi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In più credo che alcuni concetti, ad alcuni uomini, riescano ad arrivare più facilmente attraverso altri uomini. Non perché la parola di una donna valga meno, ma perché esistono meccanismi di identificazione e di riconoscimento che non possiamo ignorare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi sì: tocca portarli a bordo. Anche perché senza di loro questa trasformazione non può essere davvero collettiva.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Cosa ti ha sorpresa di più in quelle conversazioni? Qualcosa che non ti aspettavi di trovare negli uomini con cui hai parlato?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quanto bisogno avessero di parlarne.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi aspettavo resistenze, difficoltà, magari anche un po&#8217; di imbarazzo. Non mi aspettavo invece di trovare così tanta necessità di avere finalmente uno spazio in cui poter smettere di performare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per una volta potevano non dover dimostrare di essere sicuri, competenti, forti, risolti. Potevano semplicemente essere persone con dubbi, ignoranza, paure, contraddizioni, il timore di non essere abbastanza, di non sapere come comportarsi o di sbagliare.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi ha colpita moltissimo vedere quanto fosse liberatorio per alcuni di loro riuscire prima a dirselo e poi a dirlo agli altri. In fondo credo che una parte del problema della maschilità stia proprio lì: quanto poco spazio viene concesso agli uomini per nominare quello che sentono senza trasformarlo subito in prestazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">C&#8217;è un progetto che hai lasciato nel cassetto perché &#8220;non era il momento&#8221; e che vorresti riprendere?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sì, ma c&#8217;è un piccolo colpo di scena: ho scoperto che nel frattempo lo ha fatto un&#8217;altra attivista femminista che conosco molto bene, Jennifer Guerra.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non posso dire di più perché il progetto non è ancora uscito, ma la cosa divertente è che non ne avevamo mai parlato. Abbiamo avuto la stessa idea in maniera completamente indipendente.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E, cosa forse ancora più strana, non sono per niente infastidita dal fatto che sia arrivata prima lei. Anzi, sono felicissima. Sono certa che il suo lavoro sarà molto migliore di quello che avrei potuto fare io e trovo bellissimo vedere quell&#8217;idea prendere vita attraverso il suo sguardo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In un ambiente in cui spesso siamo abituate a pensare ai progetti anche in termini di territorio, primogenitura o competizione, mi piace molto poter dire semplicemente: meno male che lo ha fatto lei. Sono davvero galvanizzata all&#8217;idea di vederlo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Qual è oggi la battaglia più fraintesa del femminismo italiano, quella su cui anche chi è &#8220;dalla parte giusta&#8221; fa più confusione?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Forse più che una singola battaglia, direi il tema del potere. Mi sembra che a volte persino chi si considera perfettamente &#8220;dalla parte giusta&#8221; ami un femminismo molto volentieri finché resta sul piano dei valori: rispetto, uguaglianza, libertà, inclusione. Su queste parole siamo quasi tutti d&#8217;accordo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La faccenda si complica quando quei valori chiedono una redistribuzione concreta del potere, perché a quel punto qualcuno deve anche rinunciare a qualcosa: spazio, centralità, vantaggi, automatismi, abitudini.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Credo che ci sia ancora molta confusione tra il sostenere il femminismo come insieme di principi condivisibili e accettarne davvero le conseguenze politiche e materiali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E secondo me è lì che iniziano le conversazioni più interessanti: quando non basta più dire &#8220;sono d&#8217;accordo&#8221;, ma bisogna chiedersi &#8220;io, concretamente, cosa sono disposto a cambiare?&#8221;.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Cosa ti auguri di poter smettere di spiegare, un giorno, perché sarà finalmente diventato ovvio per tutti?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tutto.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mi accontenterei anche semplicemente di arrivare, a un certo punto della mia vita, a dover spiegare cose nuove. Invece ormai ho il sospetto che morirò spiegando sempre le stesse tre o quattro cose a generazioni diverse di persone.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ogni tanto penso: &#8220;Questa ormai possiamo darla per acquisita&#8221;. E puntualmente scopro che no, non possiamo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quindi credo di aver accettato che questo sia il mio destino. Spero almeno che tra vent&#8217;anni le stesse domande abbiano fatto qualche piccolo passo avanti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b data-olk-copy-source="MessageBody">C&#8217;è una versione di Irene Facheris che non sei ancora diventata ma che ti piacerebbe essere?</b></p>
<p>Voglio sperare di sì.</p>
<p>E in realtà mi piace molto il fatto di non riuscire neanche a immaginarla. Se sapessi già esattamente chi voglio essere tra dieci o vent’anni, probabilmente significherebbe che mi sto concedendo pochissimo spazio per cambiare.</p>
<p>Mi auguro che ci siano versioni di me che oggi non sarei nemmeno in grado di prevedere, perché nel frattempo avrò imparato cose, cambiato idea, lasciato andare pezzi e scoperto desideri che adesso non conosco ancora.</p>
<p>L’idea mi sembra molto più interessante di avere già un progetto preciso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giornalettismo.com/irene-facheris-online-parliamo-tanto-di-femminismo-ma-ancora-male/">Irene Facheris: «Online parliamo tanto di femminismo, ma ancora male»</a> proviene da <a href="https://www.giornalettismo.com">Giornalettismo</a>.</p>
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