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		<title>La Verità in tasca.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 08:09:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa mattina non riesco a tacere. Ecco cosa mi tocca leggere sul Corriere della Sera. Articolo di Aldo Grasso. &#8220;Sì, ma… Nel circo mediatico avanza tracotante una nuova figura, è quella del postillatore. Affronta tutte le discussioni, anche le più drammatiche, come quelle a cui assistiamo in questi giorni, con un artificio retorico fra i &#8230; <a href="https://www.giosby.it/2023/10/15/la-verita-in-tasca/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La Verità in tasca.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<p><a href="https://www.corriere.it/padiglione-italia-grasso/23_ottobre_15/postillatore-tv-b1c0d368-6b14-11ee-bdbb-441706600688.shtml?fbclid=IwAR3E1n4bV61w8yJF83FymZuB4uAO_TnfSqHvvbwe_LskkxZcd0VaGAzkAuI" data-type="link" data-id="https://www.corriere.it/padiglione-italia-grasso/23_ottobre_15/postillatore-tv-b1c0d368-6b14-11ee-bdbb-441706600688.shtml?fbclid=IwAR3E1n4bV61w8yJF83FymZuB4uAO_TnfSqHvvbwe_LskkxZcd0VaGAzkAuI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Questa mattina non riesco a tacere. Ecco cosa mi tocca leggere sul Corriere della Sera. Articolo di Aldo Grasso.</a></p>



<p><br><em>&#8220;Sì, ma… Nel circo mediatico avanza tracotante una nuova figura, è quella del postillatore. Affronta tutte le discussioni, anche le più drammatiche, come quelle a cui assistiamo in questi giorni, con un artificio retorico fra i più subdoli: «La Russia ha invaso l’Ucraina ma la Nato&#8230;», «Siamo inorriditi di fronte alla barbarie di Hamas, però dobbiamo ricostruire storicamente il motivo per cui è nato Hamas», e così via.</em></p>



<p><em>Questo è lo schema mentale con cui il postillatore pensa di sbaragliare l’interlocutore usando un grimaldello per appropriarsi impunemente dello spazio del giustificazionismo, dell’alibi, della «complessità». È la tecnica usata, tra gli altri, da&nbsp;<strong>Michele Santoro, da Elena Basile, da Moni Ovadia, da Alessandro Orsini</strong>. È una fallacia logica conosciuta col nome di «accumulo di postille», un tipo di argomentazione per impedire una discussione corretta.</em></p>



<p><em>Non si possono giustificare in alcun modo il terrorismo, le mattanze e le carneficine sugli inermi. Non c’è ma che tenga. Chi ha negato le stragi ucraine, Bucha e le altre, è pronto a negare anche Kfar Aza, a colpi di postille. È giusto riflettere sullo squilibrio fra dittatura teocratica e democrazia, sulla striscia «prigione» di Gaza, senza per questo intossicare il diritto di esistere di Ucraina e di Israele con i ma, i però e tutte le altre avversative da talk show.&#8221;</em></p>



<p>Praticamente l&#8217;autore con un colpo di spugna cancella  la logica e la ricerca scientifica dal dibattito su qualsiasi argomento, inventando una categoria, &#8220;i postillatori&#8221; e presentandoli in una falsa luce di sabotatori che <em>&#8220;giustificano&#8221; </em>qualunque atrocità.</p>



<p>Siamo all&#8217;assurdo. Invece di argomentare e di confutare le osservazioni degli interlocutori, li si mette in una casella <strong>&#8220;i postillatori&#8221;</strong> e si afferma il falso dicendo che giustificano. Come affermare che non è possibile cercare alcuna spiegazione agli avvenimenti. Dovremmo, secondo Aldo Grasso, smettere di ragionare.</p>



<p>Io ho imparato che ogni avvenimento va inserito nel suo contesto, ma questo per Grasso non vale.</p>



<p>Anche nei delitti più efferati, nei femminicidi, si va a ricercare le motivazioni più profonde, le esperienze infantili degli autori, per esempio, non certo per giustificare, ma per cercare di capire quello che è successo, e per cercare anche di evitare che si possa ripetere un episodio simile, grazie alla <strong>COMPRENSIONE</strong> degli avvenimenti.</p>



<p>Ma per Grasso ogni tentativo di comprendere è una inutile postilla che <em>&#8220;impedisce una discussione corretta&#8221;</em></p>



<p>Ogni commento che vada al di là di una condanna ovvia diventa una giustificazione.</p>



<p>Questo significa falsare la realtà, proprio perché non si hanno argomenti per dibattere. Significa asserire di avere la Verità in tasca e in questo modo giustificare, nella fattispecie, tutte le atrocità che vengono commesse in questo giorni a danno non di Hamas, ma dell&#8217;intero popolo Palestinese.</p>



<p>Grazie Aldo Grasso. I venditore di morte ti ringraziano sentitamente.<br>  <br>  </p>



<p></p>
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		<title>Omaggio ad Andrea Pazienza</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2022 07:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
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					<description><![CDATA[Fumetto di un Presidente]]></description>
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<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://tinyurl.com/3tf5n4s9">Fumetto di un Presidente</a></strong>   </p>



<p></p>
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		<title>La depressione come molla per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2022 15:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PSICANALISI ED EDUCAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra che la depressione sia diventata la malattia del secolo. Miete moltissime vittime e sembra che 3,5 milioni di italiani ne siano affetti. Come tutti i fenomeni di massa, attira l’attenzione di investimenti senza scrupoli e l’utilizzo di psicofarmaci viene spesso indicato come soluzione principale. Ancora oggi, a volte, si ricorre perfino all’elettroshock. È molto &#8230; <a href="https://www.giosby.it/2022/04/18/la-depressione-come-molla-per-il-cambiamento/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La depressione come molla per il cambiamento</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="604" height="356" data-attachment-id="4577" data-permalink="https://www.giosby.it/2022/04/18/la-depressione-come-molla-per-il-cambiamento/image-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.giosby.it/wp-content/uploads/2022/04/image-1.png?fit=707%2C417&amp;ssl=1" data-orig-size="707,417" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="image-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.giosby.it/wp-content/uploads/2022/04/image-1.png?fit=604%2C356&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.giosby.it/wp-content/uploads/2022/04/image-1.png?resize=604%2C356&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4577" srcset="https://i0.wp.com/www.giosby.it/wp-content/uploads/2022/04/image-1.png?w=707&amp;ssl=1 707w, https://i0.wp.com/www.giosby.it/wp-content/uploads/2022/04/image-1.png?resize=300%2C177&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></figure>



<p>Sembra che la depressione sia diventata la malattia del secolo. Miete moltissime vittime e sembra che 3,5 milioni di italiani ne siano affetti.</p>



<p>Come tutti i fenomeni di massa, attira l’attenzione di investimenti senza scrupoli e l’utilizzo di psicofarmaci viene spesso indicato come soluzione principale. Ancora oggi, a volte, si ricorre perfino all’elettroshock.</p>



<p>È molto curioso come viviamo in una società che da una parte, a parole, combatte l’uso delle droghe, dall’altro le somministra allegramente ai suoi cittadini più fragili chiamandole semplicemente con un nome diverso: psicofarmaci.</p>



<p>Eppure <em>la depressione nasconde delle risorse impensabili.</em> Come potremmo pensare al cambiamento senza attraversare un periodo di depressione?</p>



<p>Essa è causata fondamentalmente dalla perdita di un punto di riferimento. Una nave in alto mare, senza fari e senza stelle a cui poter fare riferimento è dispersa nel nulla più assoluto.</p>



<p>Una condizione simile è quella di coloro che hanno perso i loro punti di riferimento sociali, primo fra tutti il genitore omologo (dello stesso sesso) che è la persona più simile ad ognuno di noi esistente sul pianeta.</p>



<p>La nostra società inizia fin dall’inizio a sabotare questo rapporto, poiché più è saldo il rapporto con il genitore, minore sarà la fragilità del soggetto.</p>



<p><strong>Un soggetto fragile e disorientato è maggiormente succube delle false offerte della nostra società.</strong></p>



<p>I falsi bisogni ci ossessionano quotidianamente. Basta vedere le offerte pubblicitarie: auto, cosmetici per renderci sempre più esteticamente accettabili in base a parametri sociali arbitrari, prodotti per cancellare segni di invecchiamento, gioielli, alcoolici, pubblicità più o meno occulte di tabacco, farmaci dei più svariati, alimentari spesso poco sani, cibo per animali (magari accanto alla richiesta di offerte per la fame nel mondo…) e via dicendo.</p>



<p>I genitori pertanto si trovano a dover fare i conti con richieste spesso insulse, ma che permettono ai figli, fin dalla più tenera età, di essere parte di una società dove chi non POSSIEDE certi status symbol è tagliato fuori da una certa socialità. O almeno questo è ciò che può apparire, soprattutto ai giovani.</p>



<p>Anche la scuola fa la sua parte. I ragazzi entrano in questa istituzione e sono subito giudicati e inquadrati a secondo dei loro “risultati scolastici”, che possono sembrare “oggettivi e imparziali”, ma non tengono assolutamente conto delle potenzialità individuali di ogni soggetto, delle proprie difficoltà, del contesto sociale e familiare di ognuno.</p>



<p>Così la scuola diventa un “agente di giudizio”, che si frappone tra genitori e figli, squalificando spesso i genitori su cui ricadono le accuse del corpo insegnante per i presunti limiti scolastici degli alunni.</p>



<p>La scuola giudica genitori e figli tutti insieme, e separa affettivamente ed emotivamente le famiglie, creando spesso inutili colpevolizzazioni.</p>



<p>Il trattamento del genitore nei confronti dei figli sarà diverso a seconda dei risultati scolastici.</p>



<p>“Avrai il tal premio, ma soltanto se sarai promosso.” È un classico.</p>



<p>Ciò comporta due distorsioni: l’amore si misura in beni materiali e, inoltre, la qualità di amore dipende dalla valutazione di estranei al rapporto primario genitore-figli.</p>



<p>Si potrebbe continuare a lungo sulle cause della depressione e sul contesto nel quale si sviluppa.</p>



<p>La depressione è una malattia contagiosa e spesso è possibile svilupparla a causa di un contagio che proviene da qualcuno che, a volte, non si riesce neanche ad individuare. Si parla, in questo caso di depressione esogena, cioè proveniente dall’esterno. In altri casi la depressione endogena ha a che fare con la propria storia personale. Già distinguere queste differenti depressioni non è una impresa semplice.</p>



<p>In definitiva possiamo affermare che la depressione è un segnale importante che prelude un cambiamento. Infatti ben pochi avranno voglia di cambiare una situazione soddisfacente, mentre la depressione può funzionare come un campanello di allarme che permette di ritrovare dentro di sé e nelle proprie relazioni nuove energie in grado di modificare una situazione ritenuta spiacevole.</p>



<p>Non sempre è un percorso semplice, spesso abbiamo bisogno di farci aiutare da persone competenti, ma la depressione può essere la molla che ci lancia verso nuovi percorsi ben più gratificanti.</p>



<p>Perciò non va accolta sempre come una disgrazia, ma anche come un buon trampolino per una nuova partenza.</p>
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