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	<title>Giovanni Covini</title>
	
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		<title>Lo spunto di oggi – Prima di entrare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 04:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Conserva il suo sorriso sempre più indeciso &#8211; man mano che cresce &#8211; tra dolcezza e ironia. Un dolce disincanto che lo caratterizza in un modo specifico: realismo senza amarezza, per ora. Manipola il suo Nintendo con il quale sta combattendo una fiera battaglia tra Pokemon. Ha provato a spiegarmi che un guerriero foglia viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/03/3e4fr5.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-726" title="In safe hands" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/03/3e4fr5-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Conserva il suo sorriso sempre più indeciso &#8211; man mano che cresce &#8211; tra dolcezza e ironia. Un dolce disincanto che lo caratterizza in un modo specifico: realismo senza amarezza, per ora. Manipola il suo Nintendo con il quale sta combattendo una fiera battaglia tra Pokemon. Ha provato a spiegarmi che un guerriero foglia viene detronizzato da un guerriero fuoco &#8211; e fin lì mi sembra di seguire. Poi mi ha detto che però un guerriero acqua è più forte di un guerriero fuoco. E anche lì mi pare di poter seguire. Oltre non arrivo. Cominciano nomi del tutto surreali che mi sanno di presa per i fondelli, ma lui li sciorina con tanta competenza che viene proprio da credergli.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ma pensa te, ieri sono andato a Piacenza sotto un cielo magnifico e oggi neve sull&#8217;Emilia.</p>
<p style="text-align: justify;">-Tanto io me ne sto accucciato qua dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la conversazione si sposta. La settimana enigmistica ci mette alla prova con il motivo per cui il <em>pi-greco</em> si chiama così. E l&#8217;aereo di Lindbergh era un monoplano o un biplano ? E quando siamo al solstizio d&#8217;estate il sole è allo zenit sul Tropico del Cancro o sul Tropico del Capricorno ?</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine sono più quelle che sbagliamo di quelle che indoviniamo. Poi gli racconto di quando è capitato a me. Di quando mia zia si era addormentata e sotto anestesia aveva iniziato a fare lezione di storia della musica. Al risveglio il chirurgo le aveva detto: professoressa, so tutto di Beethoven. Abbiamo immaginato insieme di che cosa avrebbe potuto parlare. E alcune possibilità lo hanno parecchio divertito.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi sono saliti a prenderlo. Lo abbiamo accompagnato per corridoi sotterranei che attraversavano lo spazio da un padiglione all&#8217;altro. Un percorso lunghissimo. L&#8217;operatore che lo spingeva mi ha dato in mano la flebo. Ancora qualche minuto per chiacchierare, fuori dalla sala operatoria. Poi la mano dell&#8217;infermiera che gli solleva la maglietta del pigiama per vedere se ha sotto una canottiera. Gli hanno sfilato i pantaloni. Lo hanno coperto bene e lo hanno portato in sala.</p>
<p style="text-align: justify;">Piccole cose, un&#8217;appendicite acuta, improvvisa. Però ieri ero a provare in teatro, Giada di guardia all&#8217;hospice e tutto era normale. La vita ogni tanto si increspa senza avvisare. Non sto parlando delle ondate vere e proprie. Basta che si increspi per capire quanto sia fluida la superficie. Basta vedere una corsia e sapere che ti riguarda. Penso agli amici carissimi che ho e che in questo momento sono implicati in cose simili ma molto più serie, per sé o per qualcuno. E non mi do nessuna risposta. Soltanto, penso a loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori fa un freddo tremendo. Samu ha già ricominciato a parlare, a guardarsi attorno. Al parcheggio la macchinetta ha uno scontrino incastrato e non si riesce ad uscire. Arriva il custode con un cacciavite. Apre la macchinetta, estrae lo scontrino colpevole. Disuguale metodica, penso. Contaminazione delle azioni su piani diversi. Scontrino come appendice. Operazioni riuscite. La sbarra del parcheggio si alza. Samuele sorride.</p>
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		<title>Comunicazione 2 – Vino e Cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 06:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi comunicano che i posti per la serata del 10 sono esauriti. Grazie a tutti gli iscritti. Con Luca e La Cantina di Manuela organizzeremo un&#8217;altra data quanto prima per riuscire ad incontrare tutti. Un abbraccio e a presto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi comunicano che i posti per la serata del 10 sono esauriti. Grazie a tutti gli iscritti. Con Luca e La Cantina di Manuela organizzeremo un&#8217;altra data quanto prima per riuscire ad incontrare tutti. Un abbraccio e a presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazione – Orario e data di Vino e Cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 04:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Segnalo nuovamente il nostro piccolo incontro con i dati che mancavano nella comunicazione precedente. Ci siamo resi conto che la data non sarà gradita ai milanisti per via di una partita che si gioca quella sera. Per me il milan non riesce ad essere più importante di un buon vino e nemmeno del cinema. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/03/6t7y8u9.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-720" title="6t7y8u9" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/03/6t7y8u9-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Segnalo nuovamente il nostro piccolo incontro con i dati che mancavano nella comunicazione precedente. Ci siamo resi conto che la data non sarà gradita ai milanisti per via di una partita che si gioca quella sera. Per me il milan non riesce ad essere più importante di un buon vino e nemmeno del cinema. Sono interista!</p>
<p>10 marzo &#8211; ore 21.00 – presso</p>
<p><strong>La Cantina di Manuela</strong> – Spazio 10,</p>
<p>Via  Raffaello Sanzio, 16 – Milano. Disponibilità: massimo 15 posti.</p>
<p>Info e prenotazioni<br />
LUCA GIOVANELLI – Tel. 335 1435341, mail luca.giovanelli@libero.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo spunto di oggi – Dopo la piscina</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 04:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Francesca &#8211; 5 anni &#8211; torna dalla piscina.  Sta imparando a nuotare nella &#8220;piscina grande&#8221;, tra colorati e multiformi salvagente e piccole contrarietà per le temperature. La prendo in braccio e le chiedo:
&#8220;Allora, oggi com&#8217;è andata?&#8221;
Lei, molto fiera: &#8220;Oggi mi sono staccata dal bordo. Però l&#8217;acqua mi tirava giù.&#8221;
&#8220;Però adesso sei qui. Come hai fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-716" title="3e4r5t" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/02/3e4r5t-300x225.jpg" alt="3e4r5t" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: justify;">Francesca &#8211; 5 anni &#8211; torna dalla piscina.  Sta imparando a nuotare nella &#8220;piscina grande&#8221;, tra colorati e multiformi salvagente e piccole contrarietà per le temperature. La prendo in braccio e le chiedo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Allora, oggi com&#8217;è andata?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Lei, molto fiera: &#8220;Oggi mi sono staccata dal bordo. Però l&#8217;acqua mi tirava giù.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Però adesso sei qui. Come hai fatto a rimanere a galla?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Lei apre le braccia: &#8220;Ho aperto le braccia, così. Però l&#8217;acqua mi tirava giù.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ma sei stata più forte tu. Adesso sei qui con me&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sì, &#8211; mi guarda e mi spiega &#8211; bisogna vincere una piccola paura e rimanere leggeri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qualche giorno che ci penso: <em>vincere una piccola paura e rimanere leggeri</em>.  Non voglio aggiungere nulla. Devo ancora capire.</p>
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		<title>Lo spunto di oggi – Mr. Bean e la geometria, II parte</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 04:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Terza inquadratura. Dettaglio dell&#8217;ostrica. A tutta prima noioso. Mai ripetere una situazione a meno che non ci siano degli sviluppi, soprattutto in un mondo comedy nel quale ripetersi è più imperdonabile che altrove. Difatti ecco la variante: un upgrade della gravità della situazione. Quarta inquadratura: arriva il cameriere con sguardo severo. Ora Bean ha contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Terza inquadratura</span>. Dettaglio dell&#8217;ostrica. A tutta prima noioso. Mai ripetere una situazione a meno che non ci siano degli sviluppi, soprattutto in un mondo comedy nel quale ripetersi è più imperdonabile che altrove. Difatti ecco la variante: un upgrade della gravità della situazione. <span style="text-decoration: underline;">Quarta inquadratura</span>: arriva il cameriere con sguardo severo. Ora Bean ha contro due elementi: l&#8217;animaletto in mano e il gendarme alle spalle. Urge raccontare come stia vivendo questo raddoppio della pressione, ed è questa la ragione del <span style="text-decoration: underline;">quinto stacco</span>: primo piano di Bean accerchiato tra ciò che ha in mano e ciò che gli sta sopra. La sua situazione peggiora e noi troviamo la cosa sempre più divertente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Il sesto stacco</span> è tattico &#8211; come se il resto non lo fosse. E&#8217; un ritorno sul primo piano del cameriere, che serve a neutralizzare la tensione: capiamo in un lampo che non vuole metterlo in crisi e giudicarlo. Vuole solo aiutarlo, difatti nel <span style="text-decoration: underline;">settimo stacco</span>, in campo medio, ci viene mostrato il suo gesto didattico su come Bean dovrebbe mangiare l&#8217;ostrica &#8211; un gesto che coinvolge tutto il corpo nella sua comicità quindi l&#8217;inquadratura si apre, oltre che per cominciare a far esistere la signora accanto che avrà tanta importanza poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora uno stretto sull&#8217;ostrica, <span style="text-decoration: underline;">nono stacco</span>. Anche qui rischio ripetizione, invece no: l&#8217;ostrica si muove. Prima era una animaletto morto, ora è un animale vivo. Ogni stacco un beat narrativo, ogni inquadratura un tassello indispensabile alla costruzione senza ripetere nulla.   Atkinson sta lavorando semplice nella sua genialità. Geometrico. Aumenta il grado dell&#8217;ostacolo. Bean, ancora in primo piano allargato, nel <span style="text-decoration: underline;">decimo stacco</span>.  Stesso punto macchina della seconda inquadratura, quando riponeva lo scampo senza riuscire a mangiarlo. Per sottolineare la progressione psicologica. Ora deve superare quell&#8217;ostacolo, anche aggravato, che prima gli era stato impossibile. Per cui: stesso punto macchina di quando non ce l&#8217;aveva fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sul movimento con il quale mangia l&#8217;ostrica, stacca per l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">undicesima</span> <span style="text-decoration: underline;">inquadratura</span> più larga: perché stavolta la sua reazione non può più essere contenuta tra lui e noi: stavolta si espande al contesto, riguarda anche gli altri e questo gli complicherà ulteriormente la vita. Vediamo come Atkinson sia gemoterico e preciso, implacabile nella semplicità della progressione drammatica che aggrava di beat in beat la situazione del protagonista. La signora in fianco a lui comincia a reagire e questa è tutta una promessa, data la quale può stringere per farci godere appieno degli elementi comici della situazione: in inquadratura <span style="text-decoration: underline;">12</span> Atkinson reagisce comicamente, in <span style="text-decoration: underline;">13</span> la signora comincia a sbalordirsi e a farci ridere.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli upgrade successivi vanno di fila, la tensione sale ad ogni cambiamento di angolo. Vengono introdotti i due commensali a sinistra macchina, inglobati nel cerchio d&#8217;azione dalla macchina da presa, quindi il gioco si risviluppa geometrico tra Mr. Bean e la borsa della signora. Oggetti evocativi di un mondo, di una classe sociale. Ma qui sarebbe infinito farne l&#8217;analisi per iscritto e credo noioso seguirla.</p>
<p style="text-align: justify;">Torno ai bambini che dovevano lavorare sul comico e penso. Se gli si fosse detto:  lavorate su un signore in un ristorante di lusso a cui non piace niente di quello che ha davanti, che non può avanzare niente e che non vuole mangiare niente. Come se la cava ? Così implicitamente, forse si potrebbero aiutare i bambini a capire che è il disagio che ci fa ridere e che si può ridere del disagio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lo spunto di oggi – Mr Bean e lo splendore della geometria</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Possiamo vedere la scena in questione qui. Lo spunto me lo fornisce un compito assegnato a Samuele (V elementare): scrivere un racconto comico.
Detta così, la consegna mette i bambini in una situazione terribile, quella di doversi chiedere: ora cosa posso dire di divertente? Pare non siano stati forniti elementi di tecnica sul comico né tantomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-700" title="3er4" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/02/3er4-300x220.jpg" alt="3er4" width="300" height="220" /></p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo vedere la scena in questione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aoIItDP6o10">qui</a></span>. Lo spunto me lo fornisce un compito assegnato a Samuele (V elementare): scrivere un racconto comico.</p>
<p style="text-align: justify;">Detta così, la consegna mette i bambini in una situazione terribile, quella di doversi chiedere: ora cosa posso dire di divertente? Pare non siano stati forniti elementi di tecnica sul comico né tantomeno sulla struttura della gag. Roba troppo difficile per bambini così piccoli? Non credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così mi viene in mente di cercare su youtube una scena di Rowan Atkinson, che ritengo l&#8217;erede più luminoso dello slapstick. La scena in questione lo vede in un ristorante alle prese con un piatto di ostriche e scampi.</p>
<p style="text-align: justify;">Elemento fondativo del comico è <em>definire l&#8217;asse del disagio tra protagonista e ambiente,</em> in quanto il comico è l&#8217;espressione di un&#8217;incongruenza tra il soggetto e il resto del mondo, è una forbice impietosa che si apre tra il protagonista e l&#8217;ambiente di cui fa parte. Vediamo come lo risolve Rowan Atkinson.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prima inquadratura</em>: dettaglio dello scampo. Rotazione lenta verso la macchina da presa, lo scampo ci guarda dritti negli occhi. Lo scampo è un dettaglio potente, evoca un ambiente senza possibili dubbi &#8211; un ristorante &#8211; e un&#8217;emozione: è un animale morto, tutto intero, con occhi grandi e neri. Sentiamo la paura di Bean nei confronti di questo piccolo mostro arancione. Quindi nella prima inquadratura Atkinson risolve ambiente ed emozione dominante. <em>Seconda inquadratura</em>: primo piano allargato di Mr Bean sulla sua reazione iperbolica. Tra lui e noi, il piatto di pesce, che per lui è invalicabile. Serve a dirci: anche se sentiamo la paura di Bean, noi non siamo lui e non abbiamo paura. Altrimenti non potremmo ridere. In due stacchi sono chiariti luogo, situazione emotiva e posizionamento del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo difficile per un bambino? Continuo a non crederlo. Se si fa osservare a un bambino che il comico nasce da un disagio tra la persona e l&#8217;ambiente, se si fanno alcuni esempi concreti, penso che in breve un piccoletto potrebbe diventare molto più bravo di noi. Esempi semplici, non colpi di genio, esempi di disagio immediato: una persona che deve fare la pipì e si trova in coda in macchina, un sordo costretto a dirigere un&#8217;orchestra, <em>un milanese in mare</em>, insomma qualsiasi cosa apra una serie di possibilità disastrose.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo avremmo comunicato implicitamente un&#8217;importante differenza tra ciò che è comico e ciò che è semplicemente buffo. Buffo è scivolare su una buccia di banana, quindi in Bean c&#8217;è molto di buffo come in tutto lo slapstick. Ma quando la buccia di banana racconta un&#8217;inadeguatezza, quando racconta una diversità, quando esprime una difficoltà, allora diventa organizzata in un pensiero, diventa finalmente un&#8217;operazione comica.</p>
<p style="text-align: justify;">Metti una persona in una situazione di disagio e falle succedere tutto il peggio che ti può venire in mente. Cerca di capire come reagisce. Osserva come tutte le sue idee e le sue risorse interne non facciano altro che peggiorare la cosa. Guarda come risolve il problema della pipì il malcapitato nel traffico cittadino. Spingi le situazioni alle estreme conseguenze senza paura di dire cavolate: c&#8217;è tempo poi per tagliare le cose che non ci piacciono. Tu esplora, segui la situazione senza mai aiutare il tuo protagonista ad uscire dai guai. Pensa a te stesso: di cosa avresti più paura in quella situazione? Faglielo capitare, vedi come se la cava lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Rowan Atkinson proseguo tra qualche giorno (devo ancora parlare di geometria&#8230;). Con Samuele non c&#8217;è stato molto tempo: la maestra si è prodigata nell&#8217;assegnazione di un racconto poliziesco. Diavolo d&#8217;una donna, non si riesce a starle dietro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Lo spunto di oggi – La cantina del cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 07:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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Ancora La Cantina di Manuela ad ospitare una chiacchierata mista di vino e di cinema. Luca ci guiderà come sempre alla degustazione di qualcosa di speciale,  cui dovrò &#8211; ma solo in un primo momento &#8211; rinunciare per poter fare una chiacchierata di cinema. Mentre la gente aprirà religiosamente il vino e ne valuterà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-694" title="w12dc" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/02/w12dc-300x224.jpg" alt="w12dc" width="300" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora La Cantina di Manuela ad ospitare una chiacchierata mista di vino e di cinema. Luca ci guiderà come sempre alla degustazione di qualcosa di speciale,  cui dovrò &#8211; ma solo in un primo momento &#8211; rinunciare per poter fare una chiacchierata di cinema. Mentre la gente <em>aprirà </em>religiosamente il vino e ne valuterà il naso, il colore e i tannini&#8230; vedremo insieme qualche minuto de <em>Il Diavolo Veste Prada</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo due chiacchiere, l&#8217;incontro di una sera, su un modo di fare cinema e di raccontare una storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi volesse, la serata sarà quella del 10 marzo &#8211; per l&#8217;orario esatto chiedere alle Info &#8211; sempre presso</p>
<p style="text-align: justify;">La Cantina di Manuela – Spazio 10, Via Raffaello Sanzio, 16 – Milano. Disponibilità: massimo 15 posti.</p>
<p style="text-align: justify;">Info e prenotazioni<br />
LUCA GIOVANELLI – Tel. 335 1435341, mail luca.giovanelli@libero.it</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a chi vorrà farci compagnia&#8230;</p>
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		<title>Il libro di oggi – Arte di ascoltare e mondi possibili, di Marianella Sclavi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 04:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Solo le parole - Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Devo a questo libro moltissimo. Non solo infinite riflessioni, ma un profondo cambiamento nel mio modo di riflettere. Credo che sia uno dei testi che ha più profondamente cambiato il mio modo di vedere le cose e di lavorare. Voglio condividere uno dei molti passaggi per me illuminanti.
&#8220;Situazione di partenza: quando cerco di parlare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-686" title="we342" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/02/we342.jpg" alt="we342" width="165" height="235" /></p>
<p style="text-align: justify;">Devo a questo libro moltissimo. Non solo infinite riflessioni, ma un profondo cambiamento nel mio modo di riflettere. Credo che sia uno dei testi che ha più profondamente cambiato il mio modo di vedere le cose e di lavorare. Voglio condividere uno dei molti passaggi per me illuminanti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Situazione di partenza: quando cerco di parlare in pubblico, mi confondo e balbetto. retorica del controllo: è la paura che ti fa balbettare, convinciti che quella paura nel caso specifico è irrazionale e sarai a posto. Autoconsapevolezza emozionale: non è la paura che mi fa balbettare quando parlo in pubblico. La paura mi rende consapevole che in quella situazione mi sento sotto attacco e che il modo più consono di reagire a quel tipo di attacco che il mio corpo conosce è confondermi e balbettare. Naturalmente più mi confondo e balbetto più &#8220;verifico&#8221; che ho proprio ragione a vedere quella situazione in quel modo e così via circolarmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è aiutare (amorevolmente) il mio corpo a vedersi in quella situazione e a vederla anche in modi diversi. Una possibile strategia è proprio quella contraria a un atteggiamento di maggior controllo; invece di sforzarmi ansiosamente di non balbettare, posso cercare di usare questo mio &#8220;difetto&#8221; come una risorsa per accattivarmi le simpatie del pubblico e considerare miei interlocutori privilegiati proprio quelle persone che reagiscono in modo più simpatetico e che prima forse svalutavo interpretando il loro comportamento come &#8220;pietà&#8221; o &#8220;maternage&#8221; o qualcosa di simile.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei sottolineare quell&#8217;&#8221;amorevolmente&#8221; che ho messo fra parentesi. E&#8217; un atteggiamento che esclude la colpa e che consente un dialogo di rispetto reciproco fra varie parti dell&#8217;io. Il comportamento &#8220;automatico&#8221; del corpo va accolto e rispettato, ma non è l&#8217;unico possibile; bisogna apprestarsi ad esplorare altri punti di vista, altri mondi e comportamenti possibili. L&#8217;attenzione va spostata dalla dicotomia emozioni/razionalità alla dicotomia comportamenti rigidi/comportamenti flessibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vuole pazienza e un atteggiamento di osservazione sperimentale. Questo significa fra l&#8217;altro che si deve imparare a dare molta importanza a dei particolari che si presentano alla nostra percezione come marginali e fastidiosi perché accoglierli comporterebbe la messa in discussione del modo di inquadrare gli eventi che diamo per scontati. Dobbiamo sapere che molti dei comportamenti che dovremo adottare per acquisire un nuovo punto di vista, non possono inizialmente che apparirci &#8220;irrazionali&#8221;, &#8220;privi di senso&#8221;, l&#8217;opposto di quello che ci verrebbe spontaneo e/o che ci sembra giusto. Quando le emozioni sono nostre alleate il nemico non è l&#8217;irrazionalità, ma la rigidità.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lo spunto di oggi – Steve Jobs: Siate affamati, siate folli.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 04:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultima parte del discorso di Steve Jobs.
&#8220;La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ultima parte del discorso di Steve Jobs.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La mia terza storia parla della morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto &#8211; tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento &#8211; sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.</p>
<p style="text-align: justify;">Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Siate affamati. Siate folli.&#8221;</p>
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		<title>Lo spunto di oggi – Ancora un’enoteca, ancora cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 04:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sposto l&#8217;ultima parte del discorso di Steve Jobs per un avviso che mi fa molto piacere dare. Un nuovo incontro attraverso Luca, quindi di enoteca si tratta. Un posto molto carino, una cantina che ci ospiterà per una chiacchierata di cinema. Naturalmente Luca non mancherà di accompagnarci con qualche vino di cui ci racconterà miracoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="3we4" src="http://www.giovannicovini.it/wp-content/uploads/2010/02/3we4-300x300.jpg" alt="3we4" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sposto l&#8217;ultima parte del discorso di Steve Jobs per un avviso che mi fa molto piacere dare. Un nuovo incontro attraverso Luca, quindi di enoteca si tratta. Un posto molto carino, una cantina che ci ospiterà per una chiacchierata di cinema. Naturalmente Luca non mancherà di accompagnarci con qualche vino di cui ci racconterà miracoli e storie. Saranno 4 incontri, di seguito i riferimenti di base:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Calendario</span></p>
<p>*  martedì  16 febbraio 2010, ore 20.00 &#8211; 22.30<br />
* venerdì 19 febbraio 2010, ore 20.00 &#8211; 22.30<br />
* martedì 23 febbraio 2010, ore 20.00 &#8211; 22.30<br />
* venerdì 26 febbraio 2010, ore 20.00 &#8211; 22.30</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Luogo</span> &#8211; La Cantina di Manuela – Spazio 10, Via Raffaello Sanzio, 16 &#8211; Milano. Disponibilità: massimo 15 posti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Costo</span> &#8211; Euro 80 per l’intero corso di 4 incontri.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Info e prenotazioni </span></p>
<p>LUCA GIOVANELLI &#8211; Tel. 335 1435341, mail luca.giovanelli@libero.it</p>
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