<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947</id><updated>2024-11-06T03:57:07.044+01:00</updated><category term="i miei viaggi"/><category term="Mete future"/><category term="consigli per viaggiare"/><category term="filosofia di viaggio"/><category term="travel marketing"/><category term="radici"/><title type='text'>Girandolandia</title><subtitle type='html'>diario di viaggi passati presenti e futuri</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-5415366513220659290</id><published>2012-04-23T16:48:00.000+02:00</published><updated>2012-04-23T16:52:43.674+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Ich bin ein berliner</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://picasaweb.google.com/lh/photo/uqOqGDAIpCoy2koBgFd7jdMTjNZETYmyPJy0liipFm0?feat=embedwebsite&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img height=&quot;108&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFjOTsE3zRUjMTFQeLSJLDWKlJeGUnFYHmfLiWDRLRgny9HMHcjKyPUQKP-ZKvGMXxsJFQXKBrOLHnfrbbPNQgzfDnOxpqVtfXWyISaKfnaySvaBJeFzVOzPEbL9952Qo4PHs3mVFf2Vg/s144/DSCN9867.JPG&quot; width=&quot;144&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Sono stata a Berlino già tre volte, ed ogni volta ho trovato una città diversa. Le persone invece erano le stesse, gente che puoi trovare a vagare per il village a Manhattan, nel quartiere di Haight a San Francisco, o ad Harajuku a Tokio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ich bin ein berliner, disse John Kennedy. Siamo tutti un po&#39; berlinesi dentro, noi che dopo esserci stati un po&#39; per caso ci siamo dovuti ritornare per forza praticamente subito. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; stato difficile metabolizzarla. Uno dei motivi del lungo stop di questo blog, era che pur essendo la prossima città della lista, non sapevo da che parte farmi per raccontarvela. Fortunatamente poi ci sono tornata e ho riordinato le idee.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Berlino è letteralmente un cantiere a cielo aperto, e se confronto i tre album di foto che ho pubblicato su picasa, le differenze sono enormi. Purtroppo non si tratta di sola crescita, ma anche di evoluzione e trasformazione. Col tempo spariscono posti storici per fare posto a una germanizzazione sempre più perfettina. In ogni caso anche se ci possono provare, non riusciranno mai a renderla sterile come una Amburgo qualsiasi. Qui le persone, le idee e la storia, continuano a fare la differenza.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le multinazionali continueranno a chiudere i Tacheles, ma gli artisti ricominceranno ad esporre da un&#39;altra parte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho provato a darmi una risposta alla domanda ma come mai tutto questo fermento culturale proprio qui? Come tutti sanno dopo la caduta del muro tanta gente è fuggita, lasciando vuote le case di mezza città. Keynes dice che quando c&#39;è tanta offerta il prezzo crolla, e qui i prezzi anche se sono aumentati negli ultimi anni, non sono mai arrivati ai nostri livelli proibitivi. Di certo bisogna accontentarsi di un appartamento in un palazzone ex sovietico di 25 piani, ma quando l&#39;affitto mensile non costa più di 300 euro, non ci si mette a fare i difficili. L&#39;impiegato noioso sceglierà senz&#39;altro un&#39;abitazione in un posto più confortevole, magari col giardino, ma gli artisti che non hanno tempo di andare a rinchiudersi in un ufficio per otto ore al giorno, perché devono tenere la mente libera per creare, si ritroveranno tutti nelle stesse zone. Certo però di qualche cosa devono pur campare costoro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sorvolando sui buoni sussidi di disoccupazione che vengono pressoché concessi a chiunque ne faccia richiesta, alla domenica molti di loro si ritrovano a Mauer Park, il più grande mercatino delle pulci che io abbia mai visto. Per diventare espositori basta prenotarsi qualche giorno prima sul sito internet, e avere quattro carabattole usate da vendere. Questo posto è ciò che mi è rimasto di più impresso in tre viaggi, senza voler nulla togliere alla porta di Brandeburgo o ai vari pezzi di muro sparsi in giro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Al secondo posto c&#39;è la mia piazzetta preferita: Hackescker Markt. E&#39; un posto raccolto, a pochi passi dalla sconfinata Alexanderplatz, e trovo sia molto bello andare lì per mettersi su una panchina a mangiare un panino ascoltando le storie che si raccontano gli studenti seduti accanto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alla sera invece mi piace passeggiare per le strade attorno a Mehringdamm, sempre piene di baretti con i tavolini sul marciapiede, e ristoranti di qualsiasi tipo esistente al mondo.&lt;br /&gt;
Posso continuare a scriverne quanto mi pare, ma è inutile, Berlino non si può liquidare in un post.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A parlarne mi viene già voglia di tornarci, ma forse farei meglio a concentrarmi sui posti che non ho ancora visto.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/5415366513220659290/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2012/04/ich-bin-ein-berliner.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5415366513220659290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5415366513220659290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2012/04/ich-bin-ein-berliner.html' title='Ich bin ein berliner'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFjOTsE3zRUjMTFQeLSJLDWKlJeGUnFYHmfLiWDRLRgny9HMHcjKyPUQKP-ZKvGMXxsJFQXKBrOLHnfrbbPNQgzfDnOxpqVtfXWyISaKfnaySvaBJeFzVOzPEbL9952Qo4PHs3mVFf2Vg/s72-c/DSCN9867.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7545934786236664678</id><published>2012-04-18T11:14:00.002+02:00</published><updated>2012-04-18T11:25:41.425+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mete future"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="radici"/><title type='text'>Da girandolandia alle radici sul cocuzzolo</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Che faccio? Ricomincio a scrivere?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questo periodo, grazie ad una serie di avvenimenti concatenati, avrei pure il tempo di farlo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; trascorso poco più di un anno dall&#39;ultimo post, eppure sembra davvero passata una vita, forse anche due. Ai tempi, lavoravo su internet, come customer care online. I lavori su internet fanno tanto fico quando ti vanti in giro, ma poi si realizza presto che da lì ad un real job c&#39;è un abisso. La prima parte della mia vita lavorativa è stata costituita esclusivamente da lavori &quot;reali&quot;. Quando ho iniziato a fare l&#39;impiegata nel lontano 1998, non avevo ancora internet a casa, e fu così fino al 2002, anno in cui uno scatolone marcato IBM fece il suo ingresso trionfale dalla porta, e ne uscì come spazzatura quattro anni dopo. La seconda parte di questa vita, l&#39;ho passata a sognare un&#39;occupazione online. Durante la terza parte, ho lavorato online. Ora da circa un anno mi sono felicemente assestata nella quarta parte &quot;ridatemi un lavoro vero, che è meno noioso, meno stressante, e più remunerativo&quot;. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Purtroppo, il non avere assicurato una continuatività al mio curriculum, ha implicato l&#39;onere di dover rifare la gavetta. Poco male, con meno responsabilità si vive meglio. Nel periodo in cui ho smesso di scrivere qui sopra, ero appena stata assunta da un commercialista psicopatico, e vivevo in centro a Firenze, a due passi da ponte vecchio. Vivere nel centro di una capitale turistica sempre affollata, è bellissimo. Almeno per il primo anno. Mentre camminavo per recarmi in ufficio passavo davanti al duomo tutte le mattine, e sembrava di vivere in una cartolina. Poi che è successo? Il trentennismo borghese della peggior razza ha iniziato a farsi strada.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Qui non si può tenere l&#39;auto, i parcheggi sono a mezz&#39;ora di cammino, e nella ZTL senza permesso non si può entrare nemmeno un minuto per scaricare la spesa.&quot;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Le sei bottiglie di acqua portate in spalla dall&#39;altra parte del ponte, pesano sempre di più&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Lo smog.&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Le file ordinate di giapponesi che devi scavalcare ogni volta che esci di casa&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Gli studenti americani ubriachi che ti suonano il campanello alle due di notte&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Lo smog.&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;La sella della bicicletta rubata dopo soli tre giorni&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;La bicicletta rubata dopo una sola settimana&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;L&#39;unica vicina iper logorroica di tutto il centro che ti fa le piazzate sulla porta&quot;. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Il microlocale è piccolo per viverci in due&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;L&#39;armadio del microlocale può contenere solo un quarto del vestiario di uno dei due&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Il microlocale è nel sottotetto e d&#39;inverno l&#39;umidità di notte appanna lo schermo del cellulare&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Il vecchio ascensore del palazzo pare attaccato coi denti&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A ridosso della scadenza del contratto a tempo determinato non ci ho pensato due volte. Prima, per non smentirmi mai ho prenotato un viaggio a Berlino, poi ho iniziato a mandare curriculum per posti di lavoro sul cocuzzolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;uomo fortunato lavora in un&#39;azienda del cocuzzolo da quando siamo tornati dagli Stati Uniti. Un posto bellissimo, dove fanno un sacco di feste e li portano sempre a mangiare al ristorante.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;uomo fortunato, quando vivevo in centro, si alzava alle sette per andare in treno lassù.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; successo tutto durante il mese di agosto 2011. A Firenze facevano 40 gradi, e nonostante la mia pressione bassa sono riuscita (andando anche 10 giorni a Berlino) a farmi assumere come impiegata da una tizia con evidenti problemi di menopausa assassina, e a trovare una casa in affitto abbastanza grande per due. Ero consapevole che il rapporto di lavoro non poteva durare, ma avevo bisogno della scusa per trasferirmi immediatamente sul cocuzzolo con l&#39;aria buona, e il parcheggio sotto casa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lo sport preferito della mia nuova datrice di lavoro era urlare addosso agli operai immigrati, e farli lavorare anche il sabato e la domenica, senza mai un grazie. Gli italiani, guarda caso, dopo averla sopportata per qualche mese, scappavano a gambe levate. Fortunatamente in ufficio le cose andavano un po&#39; meglio, ma quando mi è scaduto il contratto, non avevo più bisogno della scusa, e perciò mi sono detta che il mostro urlante l&#39;avevo già sopportato abbastanza. Come se non bastasse il suo carattere, a dicembre si permise pure di cancellarmi le ferie all&#39;ultimo minuto, e per colpa sua non sono potuta andare in Sicilia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E così eccomi qui.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ora le parti si sono invertite, sono io che scendo giù dal cocuzzolo in treno la mattina presto, per venire ad occupare una scrivania da segretaria in un tranquillo ufficio del centro. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho ancora voglia di viaggiare, anche se non come prima. Adesso a casa ci sto troppo bene.&lt;/div&gt;
La prossima meta? Se tutto va bene, spero Cracovia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7545934786236664678/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2012/04/da-girandolandia-alle-radici-sul.html#comment-form' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7545934786236664678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7545934786236664678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2012/04/da-girandolandia-alle-radici-sul.html' title='Da girandolandia alle radici sul cocuzzolo'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-8028329839186849822</id><published>2011-02-01T17:04:00.001+01:00</published><updated>2011-02-01T17:05:55.216+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>A Oslo c&#39;è l&#39;urlo di Munch</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Oslo#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi06QYSrb3o3TZIbYFNWpc5Z2ETGxql2bju29euFm_QW-0wyfG7zNoiPiOTNtUD2hLz83_bHZRCokMiRSt6TSY0EuQzA3EUWdKx1VdzZNNeGULHc6oXuB1PrmuF1MmjEGLEur3BpmMcABE/s200/obelisco.JPG&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il titolo di questo post è la risposta che di solito do a chi mi chiede cosa c&#39;è a Oslo, perché quel quadro mi è rimasto impresso. Volai qui direttamente da Copenhagen, e come in precedenza postai quotidianamente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;b&gt;mercoledì, 04 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Bene, posso dire che la vacanza a Copenhagen e` stata nel complesso buona. Mi sono riposata, ho visto belle cose e sono stata bene. Forse sarebbe stato meglio andare solo li`. Invece, gia` che ci siamo, perche` non approfittare del volo da Copenhagen a Oslo che costa solo 60 euro? Mannaggia a me e quando mi vengono queste idee. L`aereoporto di arrivo, benche` expedia lo classifichi come oslo, si chiama Sandefjorfd, e si trova precisamente in mezzo al nulla. Io prima di partire mi sono documentata e ho letto che da quel posto, parte un treno ogni ora che va ad Oslo, e quindi sono andata tranquilla. Peccato che la stazione si trovi a 6 km dall`aereoporto e per andarci passi solo un bus ogni due ore. A parte i confortevolissimi bus riservati per chi vola ryanair, ma il mio volo era Sas e quindi non potevo prenderlo ed ho dovuto optare per un taxi. Sono atterrata alle 16,15 e sono arrivata in ostello alle 20, cinquanta euro piu` tardi. L`ostello e` allo stesso tempo il piu` caro e il piu` brutto che io abbia mai visto. La ciliegina sulla torta e` che una ragazza che ho conosciuto in treno, mi ha detto che la zona li` attorno e` malfamata, di non uscire fuori dopo le 23 che sui marciapiedi ci sono le prostutute. E andiamo, non ci facciamo proprio mancare niente a questo giro! Spero che questa citta`, sia cosi` bella da farsi ripagare tutto questo. Atterrando pero` ho visto un fiordo meraviglioso. Ora scappo a cena, che devo rientrare prima del coprifuoco!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;giovedì, 05 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fortunatamente, dopo la delusione iniziale, Oslo mi sta prendendo meglio. Ieri comunque c`e` a chi e` andata peggio. Quando sono arrivata alla stazione di Sandefjord c`era un gruppetto di ragazze (due norvegesi, un`australiana e una londinese) che mi hanno raccontato che erano sullo stesso aereo proveniente da Londra, che era atterrato ben tre ore prima del mio. Le poverette dopo aver aspettato un`ora un bus che non arrivava, ne hanno preso un`altro perche` una signora gli aveva detto che cambiando, sarebbero arrivate comunque alla stazione. Peccato che ci abbiano messo il doppio del tempo e oltre ai due bus hanno dovuto aggiungere un taxi. In treno la londinese ci ha praticamente raccontato la sua vita. Prima di tutto ci ha detto che si e` presa una vacanza perchè a Londra c`erano le bombe ed era stressata. Vabbe`. Poi ci ha raccontato che lei era stata sposata ma poi ha preferito divorziare perche`suo marito era talmente fissato con il jogging, da esserci andato pure il giorno del matrimonio, appena dopo la torta nuziale (si era portato la tuta di ricambio). Che gente strana che c`e` in giro. L`australiana, la poverina era disperata perchè doveva andare a Bergen e una volta arrivata ad Oslo avrebbe avuto davanti a se` altre 4 ore di viaggio. Sulle norvegesi sorvolo perchè sembravano uscite da un cartone animato, Gianni e Pinotto in gonnella, uguali. Comunque alla fine alle otto ero in ostello. Che e` alquanto il posto piu` terribile dove io abbia mai dormito ve l`ho gia` detto, ma ieri, mentre scrivevo qui non avevo ancora scoperto cio`che ho scoperto al mio ritorno in camera. La stanza da otto posti in cui mi trovo, e` mista. Tragedia, mi tocca andare in bagno anche per mettermi il pigiama. Ieri sera quando sono arrivata c`era un ragazzetto con gli occhi a mandorla, gli altri letti sono rimasti vuoti, per fortuna. Gli ho chiesto se era giapponese e mi ha risposto che no, era coreano, ma viveva a dublino per lavoro, e l`indomani sarebbe andato in autobus a visitare Stoccolma, ben sette ore di viaggio. Certo che in giro c`e` gente con delle vite ben movimentate eh. La stanza ha ben quattro finestre, con tende che non le ricoprono interamente, e per fortuna che mi sono portata la bandana perche` non credo che abbia fatto buio nemmeno un minuto, neppure qua. Questa mattina ho fatto una sostanziosa spesa al supermercato a base di panini, salame, formaggio e bibite. Per due giorni il problema cibo e` risolto. Dopo ho passeggiato lungo Karl Johans gate e mi sono ritrovata davanti al palazzo reale, mentre stava per iniziare la visita guidata. Le millemila sale interne, ricoperte di marmi rosa, rifiniture dorate, candelabri e lampadari sbrilluccicanti, camini, ceramiche, mobilia antica, sono un vero schiaffo alla miseria. Ma sono anche bellissime da vedere. Soprattutto il salone delle feste, posizionato su due livelli, col terrazzo interno al secondo piano, che da sul salone. La guida ci ha raccontato che una volta, nella strada dietro al palazzo ci passavano le macchine, solo che poi il re quando ha spostato la sua camera da letto, si e` lamentato del rumore del traffico e l`ha vietato. Beato lui che puo`. Poi sono andata alla national gallery. Ci sono delle opere meravigliose. Un sacco di impressionisti, se non s`e` ancora capito che li adoro, un autoritratto di van gogh, un modigliani che tutte le volte che ne vedo &amp;nbsp;uno mi commuovo, e la madonna e l`urlo di munch. L`urlo visto dal vivo e` ancora piu` inquietante che nei libri. Anche se la madonna (quadro che prima non conoscevo) e` perfino piu` bello. Proprio li` dietro c`e` il museo storico, con tanto di egizi, vichinghi e lapponi. Cosa centrassero gli egizi con la storia della norvegia non lo so. Proseguendo per la strada dell`universita` (che sembra un tempio romano) ci si ritrova davanti al municipio. Dentro c`e` una enorme sala affrescata dove ogni anno danno il premio nobel della pace. Quando sono uscita da li` e` venuto giu` un acquazzone incredibile, roba che a momenti ci voleva la barca, e il museo gratuito piu` vicino dove potevo rifugiarmi era quello dell`arte e architettura contemporanea. Contiene foto e dipinti abbastanza terribili e strani, ma l`acquazzone fuori, valeva tutta la visita dentro. Ultima tappa della giornata, la Oslo city, un centro commerciale di N piani, con N negozi di scarpe, e N+1 negozi di vestiti, e 1 negozio di musica meravigliosa dove ho sostato una ventina di minuti, prima di tornare alla stazione all`internet point piu` economico della scandinavia tutta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;venerdì, 06 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri sera quando sono tornata in camera l`ho ritrovata popolata. C`erano due ragazzi di San Francisco, una ragazza Australiana, e una ragazza del nord della Francia. Abbiamo fatto amicizia e alla fine siamo usciti a bere una birra in un pub tutti insieme. Ho chiesto all`australiana come mai in europa ci sono tanti australiani in giro, con quello che costano i voli. Mi ha risposto che loro hanno i low cost per l`oltreoceano. Fico. I due americani si stanno facendo il giro della scandinavia, perche` uno dei due ha i nonni in svezia e voleva andarli a trovare. La francese ha alle spalle una storia che ha dell`incredibile. Sei mesi fa lavorava, un giorno ha detto &quot;non ce la faccio piu&quot; e zaino in spalla e` partita per un viaggio da sola per la durata di sei mesi, durante il quale ha speso i soldi guadagnati in un anno di lavoro. E` stata anche in cina e in giappone. Ha dormito sempre in ostelli, e le tratte europee le ha fatte quasi tutte in treno. Oslo era l`ultima tappa e stamattina ritornava a casa. Ha detto che sarebbe atterrata all`aeroporto con un cartello &quot;cerco un lavoro, ovunque&quot;. Si era messa in testa di convincere i tipi di san francisco a trovarle un lavoro la`. La gente ha un bel coraggio, a me sembra di averne solo perche` sono venuta qui da sola per una settimana, ma in confronto a questa non e` nulla. Comunque, io non ci riuscirei mai, credo. Sono sei giorni che non parlo in italiano, e inizia a pesarmi un pochino questa cosa. Questa mattina abbiamo preso il battello e siamo andati sulla penisola di bygdoy, di fronte a Oslo. Abbiamo visto tre musei. In uno c`era una nave enorme, tipo il Vasa, il museo che vidi a Stoccolma l`anno scorso. Solo che questa era piu` nuova e ci si poteva entrare dentro. All`interno c`erano tutte le cabinette e nella sala centrale perfino un pianoforte. Ci hanno fatto la prima traversata del polo nord con quella nave. Nel secondo museo, il kon ti ki, c`erano delle barche di legno utilizzate per fare delle traversate improbabili. Barchette che non penseresti che stiano a galla neanche in un bicchier d`acqua. Il terzo museo era dedicato alle navi vichinghe. Pretty cool. Dopo la pausa gelato, abbiamo preso la metro e siamo andati al museo di Munch. Curioso il fatto che i due dipinti piu` famosi di Munch non siano al suo museo, ma alla national gallery che ho visto ieri. Merita comunque assolutamente una visita, ci sono quadri bellissimi, disarmanti, angoscianti e devastanti. Oggi e` un giorno molto soleggiato a Oslo, fa caldo, la colonnina di mercurio segna ben 20 gradi!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;sabato, 07 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri, dopo aver salutato gli americani che ripartivano diretti a Copenhagen, sono tornata in ostello, per riposarmi un pochino. In stanza c`erano un portoghese e una finlandese. La finlandese era per la prima volta a Oslo e ha detto che la Finlandia e` molto meno costosa della Norvegia. Buono a sapersi. Oslo fa impallidire tutti. Dieci euro il big mac menu` al mac donald e` qualcosa di inconcepibile, senza parlare dei 20 euro per una pizza. Il ragazzo portoghese era appena stato una settimana in Islanda, dove ha noleggiato una macchina da solo e se l`e` girata tutta. A parte i luoghi turistici non ha trovato molte persone sul suo percorso. Solo una natura incredibilmente bella. Ha detto che pero` e` l`unico posto al mondo piu` caro di Oslo. Buono a sapersi pure questo. Ci ha raccontato che fa il giornalista, ed e` corrispondente estero per l`Africa, dove vive in una piccola colonia portoghese dalle parti del Senegal. Dice che e` uno dei posti piu` belli da visitare, insieme al Mozambico. Anvedi quante cose che si imparano parlando con la gente. Pero` ha anche affermato che in una decina d`anni di viaggi (ha la mia eta`), ha conosciuto pochi italiani, e ha aggiunto che siamo un popolo troppo conservatore e borghese, piu` propensi a buttare un sacco di soldi in un villaggio turistico che potrebbe essere anche di fronte a casa perche` tanto non si esce di li`. Gli ho dato ragione. &amp;nbsp;Siamo usciti tutti e tre insieme, prima per un panino, e poi per una birra in un pub leggermente decentrato e affrontabile (quello di ieri sera per una kilkenny ha preteso 12 euro, questo per una carlsberg 4). Questa mattina ho ripreso il mio giro turistico in solitaria. Prima sono andata al castello. Meritava veramente un giro, gli interni sono ancora perfettamente conservati. Devo ringraziare Dhinus per avermi segnalato questo e soprattutto il cimitero monumentale, che altrimenti non sarei mai andata a visitare. Il cimitero e` davvero bello: un giardino verdissimo, ultrafiorito, con sculture e le pietre tombali tutte diverse tra loro. Le mamme ci vanno con i passeggini. C`e` anche la tomba del solito Munch. Da li` sono riscesa in centro per prendere la metropolitana, e arrivare al parco Vigeland. In esso ci sono circa 200 statue dell`ononimo scultore, raffiguranti persone e i loro sentimenti nei vari momenti della vita. Una di esse si chiama Sinnataggen, raffigura un bambino che piange, ed e` il simbolo di Oslo. Come la sirenetta per Copenhagen. Ad un certo punto, mentre scattavo una foto, mi e` volata la macchinetta fotografica per terra. Ho passato un brutto quarto d`ora. La batteria e la memory card erano a un metro di distanza. Non riuscivo piu` a spegnerla perche` si era incastrato l`obiettivo e non poteva rientrare. Ho dovuto tirargli il collo con un movimento secco, come se fosse stato una gallina. Pero` incredibilmente ha funzionato. A parte un`ammaccatura, nessun danno. Rompere la macchina fotografica proprio subito prima del giro in barca sul fiordo di Oslo, non sarebbe stata una grande mossa. Il giro e` stato bello, anche se viste le foto dei fiordi a Ovest, mi aspettavo molto di piu`. Varrebbe la pena di ritornare un giorno, per fare il giro dei fiordi fino a Capo nord. Chi lo sa, magari. Piu` viaggi e piu` viaggeresti, e` incredibile come non ci si stanchi mai.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;martedì, 10 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sabato sera quando sono ritornata in ostello, in stanza c&#39;erano tre inglesi e una australiana che parlottavano molto velocemente e con accenti strani. Essendo l&#39;ultima sera, ero stanca e non avevo troppa voglia di concentrarmi troppo su ogni singola parola, perciò non sono uscita con loro e sono andata a dormire presto. Gli inglesi, due ragazze e un ragazzo, erano venuti a Oslo solo per andare a ballare in un locale che assomiglia tanto al Fabric di Londra. Sarebbero ripartiti Lunedì mattina, perché domenica si alzavano tardi, e nel pomeriggio avrebbero visto un po&#39; la città. Io invece, alle otto del giorno dopo ho fatto la mia bella valigia e sono andata alla stazione degli autobus, per andare all&#39;aereoporto di nowhere, ops no, di Sandefjord. Due ore di viaggio in autobus, in mezzo a una Norvegia verdissima sotto e bluetto sopra. Meraviglioso. Altro che sightseeing dentro la città. Anche il decollo sopra al fiordo è stato spettacolare, quasi meglio anche dell&#39;atterraggio a Copenhagen, che tra l&#39;altro ho ripetuto perché dovevo cambiare aereo lì. Purtroppo tale aereo era in ritardo, e prima di lasciarci partire ci hanno cambiato il gate un paio di volte, spostandolo da una parte all&#39;altra dell&#39;immenso edificio. Sembravamo marionette impazzite. Quasi tutti italiani, vista l&#39;alta percentuale di improperi in lingua conosciuta. Il maggiore contribuente era un personaggio molto famoso al mio paesello, che fa lo stilista, e che diceva ai suoi collaboratori che si era stufato e che la prossima volta il video l&#39;avrebbero girato a Punta Marina, altro che Copenhagen! Da matti. Alle otto e mezza di sera sono entrata in casa. Mi sono rotolata sotto alla doccia, e poi la mia bilancia mi ha detto che camminando otto ore al giorno e mangiando poco ho perso ben tre chili. Ho messo a cuocere mezzo pacco di pasta. Bello partire, ma a volte è bello anche tornare.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/8028329839186849822/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/02/oslo-ce-lurlo-di-munch.html#comment-form' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/8028329839186849822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/8028329839186849822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/02/oslo-ce-lurlo-di-munch.html' title='A Oslo c&#39;è l&#39;urlo di Munch'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi06QYSrb3o3TZIbYFNWpc5Z2ETGxql2bju29euFm_QW-0wyfG7zNoiPiOTNtUD2hLz83_bHZRCokMiRSt6TSY0EuQzA3EUWdKx1VdzZNNeGULHc6oXuB1PrmuF1MmjEGLEur3BpmMcABE/s72-c/obelisco.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-2260103723472399617</id><published>2011-01-31T22:25:00.001+01:00</published><updated>2011-01-31T22:26:29.141+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Dammi una sirenetta, Copenhagen</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Copenhagen#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlo1TceyZ5EhvPNw5njPRhonveLDWZnuetLvEt37KOvpeNMGFBPMploRwHs_InAYLN7STKorqlDGRTz6V3M8XZd-fLBAGEScx8X-atQpaKjPH2jtaNubuZM2WVra3wU53fPJxDzMNvHPc/s200/sirenetta.JPG&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante l&#39;estate del 2007 feci un altro viaggio solitario in due tappe. La prima tappa fu Copenhagen, e siccome non ci sono retroscena particolari, vi metto qui il primo post e poi sotto il &quot;read more&quot; i successivi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;sabato, 30 giugno 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eccomi qua! sono le dieci di sera e inizia a fare leggermente buio adesso. Incredibile questo posto, alle nove di sera non si riusciva a camminare senza gli occhiali da sole. Una luce bellissima avvolge tutta la citta´. In compenso pero´ fa un freddo che neanche a Londra in ottobre. La temperatura si attesta intorno ai sedici gradi, e per fortuna che ho guardato il meteo prima di chiudere una valigia composta da sole magliette. L´arrivo all`aereoporto di Copenhagen e´ meraviglioso, sembra di atterrare in mezzo al mare, appena dopo il ponte che collega la danimarca e la svezia, circondati dai pesci, dalle navi e dai mulini a vento. L´ostello e` enorme, il piu` grande d`europa, aggiungerei quasi il piu` pulito. Sono in stanza con una scozzese e tre ragazze americane poco piu´ che ventenni, che hanno deciso di farsi il tour dell`europa in undici settimane. Undici capito? Oltreoceano! Da noi a vent`anni i piu´ intraprendenti arrivano fino a Barcellona per una settimana, se va bene. Questione di mentalita´. Appena arrivata, sono uscita per cena. Pigra e affamata, ho scelto un panino al burger king solo perche´ aveva la terrazza che si affacciava sulla piazza. Poi, a pancia piena, ho proseguito la passeggiata lungo lo Storget, il corso principale, affollatissimo di gente. Arrivata al porto canale di Nihavn, ho fatto qualche foto e sono tornata indietro. Qui la popolazione sembra divertirsi, sono tutti allegri. La guida dice che nel week end vengono un sacco di svedesi a ubriacarsi, perche` da loro è vietato vendere alcolici ai giovani. Non c´e´ molto traffico per le strade, ogni tanto passava qualche camioncino pieno di ragazzi festanti e canterecci, da quello che ho capito oggi c`e´ stata una gara importante di thriatlon, e i vincitori festeggiavano. A prima vista, questo posto mi piace molto, anche se e` incredibilmente caro. Venti minuti di internet quattro euro. Li possino. E mi tocca anche litigare con gli accenti!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;b&gt;domenica, 01 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sinceramente mica l`ho capito se alla fine ha fatto buio davvero. Mi sono svegliata verso le sei con una luce incredibile che entrava dalla finestra, e ho imitato le compagne di stanza che dormivano tutte con una bandana sugli occhi. Alle nove sono andata in stazione. Ho comprato un biglietto per Humlebaek, un posto a 40 minuti di treno, dove c`e` uno dei musei d`arte moderna piu` grandi d´europa: il Louisiana. Mi e´bastato il viaggetto in treno, per farmi decidere che se mai emigrero´ davvero, la Danimarca e´ il paese che fa per me. Estati fresche, inverni miti, e non e´ grigia come Londra ad esempio. Oltre alla luminosita´ ci sono dei prati verdi immensi, appena fuori Copenhagen le casette sono tutte &amp;nbsp;singole, piene di finestrelle bianche, e hanno tutte il giardino grande. A Humlebæk c`e´ un meraviglioso mare azzurro. Il museo, architettonicamente e´ il piu bello che io abbia mai visto. Quanto a opere, a parte un Mao di Warhol, un paio di Picasso, e una scultura di Miro´, non l´ho trovato un gran che. Ma parliamo della struttura. Il 10% della sua superficie contiene quadri ed e´ al chiuso. Per il resto e´ un grande parco situato su una collinetta davanti al mare, ricoperto di erba verdissima, e passeggiando ti vedi un sacco di sculture a cielo aperto. Essendo andata di mattina, non c´era ancora molta gente, e c´era un silenzio surreale, solo il rumore del vento tra i faggi. L´acqua del mare era cristallina e luccicante per il riflesso del sole. In acqua c´erano un sacco di barche a vela. A fine visita sono uscita sulla spiaggia di sassolini per toccare l´acqua, incurante di un cartello che diceva che una volta usciti da li´ non si poteva rientrare nel museo. Ho proseguito fino alla strada, in lontananza c´era un campeggio e di fronte un ristorantello per famiglie campeggiatrici. Mi fermo li´ per il pranzo, intorno e´ pieno di bambini biondi scorrazzanti. Era piu´ facile in giappone, comunque. Loro sono consapevoli di parlare un´idioma incomprensibile e nei menu´ ci mettono le figure. In tutto questo menu´ l´unica parola che ho capito e´ stata roastbeef e fortuna che mi piace. Il cameriere parlava un´inglese stentato con una pronuncia inaffrontabile, mica come a Copenhagen che ne sanno a pacchi. Appena torno in citta´, vado al Carlsberg Gliptotek: un altro museo, aperto dal creatore dell´omonima birra, che la domenica e´ gratis. Qui invece ci sono opere impressioniste meravigliose. Una sala intera dedicata a Gauguin, alcuni Picasso, Monet, Degas, Tolouse Lautrec. Un solo Van Gogh, ma bello da sindrome di Stendhal. Sopra il terzo piano c´e´ una bella terrazza panoramica con vista sulla citta´, dove ci si puo´ riposare un po´. Esco da li´ che sono le quattro, ho davanti a me ancora sette ore di luce, e decido di andare a vedere questa famosa Cristiania. La cittadina degli hippies. Amsterdam in confronto e´ un convento di monache benedettine. Non credevo potesse esistere nel 2007 un posto cosi´ tanto anarchico. In certi punti non c´e´nemmeno l´asfalto nelle stradine, solo la terra battuta. L´unica cosa che non si puo´ fare li´ e´ scattare foto. Forse per via del mercato a cielo aperto di droghe leggere. Comunque non e´ un posto pericoloso, ci sono un sacco di turisti che ci vanno con l´atteggiamento di chi si reca allo zoo, anche famiglie con bambini in carrozzina. I residenti ci sono abituati, e vivono nel loro modo in pace col mondo. Quando si esce dalla zona un cartello ti avvisa: now you are going to EU. Uscita da li´ inizio ad essere stanca, mi parcheggio su un autobus che mi riporta in centro, dove trovo un fantastico internet point molto piu´economico di quello in ostello. Un´ora cinque euro. Butta via.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;martedì, 03 luglio 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un mini panino e mezzo litro d´acqua, dieci euro. Queste cose mi rovinano la poesia del luogo. Quando torno a casa voglio mangiarmi una bistecca di mezzo chilo. Comunque, saro´ breve: in questi due giorni, ho visto un sacco di cose. Il Tivoli, che e´ un parco giochi tipo gardaland situato proprio in centro. Il castello di Amalienborg e quello di Rosenborg con la relativa stanza del tesoro e una corona tempestata di migliaia di pietre preziose. Il municipio e la sua enorme sala all´ingresso. Il negozio di dischi Tunar 12 (grazie Fio per la segnalazione), si trova proprio in mezzo al quartiere latino. Sono salita sulla torre circolare percorrendo tutti i duecento metri di salita ripida per arrivarci, e ho visto la citta´ dall´alto. Ho camminato per un sacco di km per ritrovarmi davanti alla famosa sirenetta di Copenhagen., che non e´altro che una statuetta alta un metro, tutta consumata e poggiata su un sasso. La guida dice che nel corso degli anni e´ stata oggetto di numerosi vandalismi, e ti credo: dopo tanta strada, viene quasi rabbia a trovarsi davanti sta cosa. Manco fosse la statua della liberta´. Fortunatamente al ritorno ho trovato un autobus, e chi se ne importa se costa 3 euro, fuori piove pure. Quando sono tornata in ostello, le compagne di stanza non c´erano piu´, c´era solo una ragazzetta australiana disperata perche´ durante il volo le avevano smarrito il bagaglio. Fortunatamente parlava con accento comprensibile e ci siamo fatte quattro chiacchiere. Nella pausa degli esami, e´ venuta a vedersi Londra e Copenhagen. Giusto due passi. Oggi ho seguito il consiglio di Iri e sono andata a vedere Roskilde. La cittadina e´ meravigliosa, ma fin dal mio arrivo in stazione ho assistito a scene apocalittiche. Domani infatti inizia il famoso festival musicale. I danesi sono piu´ furbi dei belgi, perche´ tutti i negozi di scarpe vendevano gli stivali da pescatore colorati, quelli che al pukkelpop non si trovavano. Nonostante quelli in giro c´era una marea di gente infangata fino alle ginocchia. Gli alimentari vendevano le casse di birra unitamente ai carrelli con le ruote per trasportarli. Questo si che e´ business. Insomma, meta´ citta´ sembrava Rimini a ferragosto dopo un´inondazione, e l´altra meta´ era immersa nella solita quiete danese. La cattedrale e´ enorme e non ha niente da invidiare a quella di Westminster a Londra. Anche qui sono sepolti ben 38 re danesi, nelle loro tombe ornamentali. Proseguendo la camminata sono arrivata al museo delle navi vichinghe. Sborsando una ulteriore cifra si poteva pure fare il giro su una barca remando come loro, ma ero troppo stanca. Poi ho preso un bus per andare al luogo del festival. Ho guardato quell´enorme distesa infinita di tende colorate sparse nel fango, e sono stata contenta di ritornare in ostello a riposare. Domani si parte per Oslo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/2260103723472399617/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/dammi-una-sirenetta-copenhagen.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/2260103723472399617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/2260103723472399617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/dammi-una-sirenetta-copenhagen.html' title='Dammi una sirenetta, Copenhagen'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlo1TceyZ5EhvPNw5njPRhonveLDWZnuetLvEt37KOvpeNMGFBPMploRwHs_InAYLN7STKorqlDGRTz6V3M8XZd-fLBAGEScx8X-atQpaKjPH2jtaNubuZM2WVra3wU53fPJxDzMNvHPc/s72-c/sirenetta.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-3665017540887521954</id><published>2011-01-29T10:30:00.000+01:00</published><updated>2011-01-29T10:30:39.895+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Viaggio in Giappone: Tokyo, Kyoto, Nara</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Kyoto#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikPOL_q9QWIu2W-p0ei7lekvE6W4fIuWax1toXJQeDk6jRUFHXss7_SB1gFVaulrz-ia8QPj78f4wbAh19ib9-8MWCNkl0qdmdq0QeFpgslGcD7F1_87ZAP6sxmzKFhiGRYQisB6bluSQ/s200/maiko.JPG&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo del Giappone è il mio aneddoto pre-viaggio preferito, perché riguarda la potenzialità dei blog nel far avverare i desideri. Se mi conoscete di persona probabilmente ve l&#39;avrò raccontato almeno due volte. Poco dopo essere tornata da New York, scrissi un post in cui dicevo che a quel punto il mio sogno era Tokyo, e che sarebbe stato bello andarci. Circa un mesetto dopo mi arrivò una mail da un ragazzo che lavorava in una compagnia aerea. La mail diceva più o meno così: &quot;&lt;i&gt;Ciao Simona, leggo spesso il tuo blog perché mi piace come scrivi, e qualche tempo fa ho letto che ti piacerebbe andare in Giappone. Io come dipendente Lufthansa, un paio di volte l&#39;anno posso volare gratis, e posso portare due persone con me con il 75% di sconto sul biglietto, se ti interessa credo che potrebbe essere una buona occasione per visitare Tokyo, io sono proprio curioso di andare e nessuno dei miei amici ha le ferie in aprile come me&lt;/i&gt;&quot;. A quel punto sgranai gli occhi, la rilessi, e mi assalirono mille dubbi del tipo: ma chi è questo qua? Non mi conosce nemmeno e mi propone un viaggio? (Oddio, se aveva letto il blog dall&#39;inizio lui un po&#39; mi conosceva) Ma quando mi ricapita un occasione simile? A quel punto gli rispondo un po&#39; titubante qualcosa tipo: ma la seconda persona posso sceglierla io? E lui mi disse di sì. In quel momento ho pensato che se portavo un&#39;amica e questo era uno psicopatico, sarebbero stati guai per entrambe, perciò ho chiamato un amico di vecchia data, fidatissimo e con le spalle larghe, davvero fissato con il Giappone. Avevo appena iniziato a spiegare la faccenda, e appena arrivata alla parola Giappone disse sì senza nemmeno voler ascoltare tutto il resto. Fortunatamente lui in quel periodo si stava studiando un po&#39; di giapponese per conto suo, e la cosa ci è tornata utile (tipo alla stazione di Kyoto non trovavamo l&#39;uscita e lui trovò la relativa scritta in ideogrammi). Eravamo tre persone completamente diverse, proveniente da tre mondi diversi, a cui non sarebbe mai venuto in mente di fare un viaggio insieme, eppure alla fine tutto andò bene. Il biglietto in economy di quel volo costava sui 900 euro, e lo pagammo appunto col 75% di sconto. Volammo prima da Milano a Francoforte, poi nel secondo volo la classe economy era piena, ed essendo biglietti speciali senza il posto riservato, a due su tre ci spostarono in business. Un culo così signora mia non mi ricapiterà mai più in tutta la vita. Passammo cinque notti a Tokyo in un ryokan: un alberghetto a conduzione familiare. A Kyoto invece trovammo un ostello, e devo dire che col cambio favorevole dello Yen, la vita là non era costosa per niente. Mentre eravamo là facemmo un&#39;escursione di un giorno a Nara per andare a vedere la statua del budda più grande del mondo. Quel mondo così tanto distante dal nostro fu un&#39;esperienza devastante che cambiò per sempre il mio modo di vedere le cose. Vi metto qui sotto i post scritti in quei giorni, sono i miei preferiti di sette anni di blogging, abbiatene cura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;sabato, 14 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Siamo solo a mezzogiorno, e posso già dire che questo 14 aprile è una di quelle giornate da ricordare, sotto la voce &quot;ne andasse una come deve andare&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Resto comunque ottimista.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come tutte le notti che precedono un viaggio, questa notte non ho chiuso occhio. O quasi. L&#39;ultima volta che ho guardato l&#39;orologio erano le 4.15.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La sveglia che doveva suonare alle 4.45 non ha suonato, perché mi sono dimenticata che la mia sveglia del cellulare, il sabato e la domenica non suona. Il treno per che doveva portarci a Milano per recarci successivamente a Linate, partiva alle 5.30 da Bologna.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi sveglio di soprassalto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Guardo l&#39;orologio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cinque e diciassette.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Esaurisco un variegato repertorio di bestemmie, mentre con una mano mi vesto e con l&#39;altra chiamo un taxi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi fiondo nell&#39;ascensore con zaino e valigia, e chiamo Panda: &quot;sono in ritardo fai i biglietti&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Consiglio gentilmente al tassista di bruciare i tre semafori rossi che ci separano dalla stazione. Non mi ascolta. A costo di perdere il treno, aspetto il resto, così impara. Mi scapicollo giù dal taxi, e panda mi dice &quot;binario 11&quot;. Chiaramente il binario più lontano che esiste, chiaramente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Saliamo sul treno senza obliterare e le porte ci si chiudono dietro le spalle.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Grazie a dio la controllora si è dimostrata comprensiva, altrimenti le avrei rifatto la permanente con un&#39;occhiata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non c&#39;è male come inizio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Arriviamo a Linate, e al check-in ci dicono che l&#39;aereo è pieno.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Premessa: i nostri biglietti ultrascontati, hanno l&#39;unico problema che se l&#39;aereo è pieno ti spostano in quello dopo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Ma come, ieri c&#39;era posto&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Sì, ma la vede quella bambina con la gamba rotta? Stamattina hanno prenotato dei posti in più per lei, i genitori, la carrozzella, e l&#39;infermiera&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cattivo pensiero di romperle anche l&#39;altra gamba sul momento.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Occhiatona supplicante flap flap al bigliettaio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Beh veramente, tre posti sparsi ci sarebbero, ma dobbiamo aspettare l&#39;ultimo momento perché se arriva qualcuno che li compra a prezzo pieno, ha la precedenza su di voi&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;ora seguente è trascorsa volgendo sguardi preoccupati e occhiatacce a qualunque essere vivente si appropinquava verso la biglietteria.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Siamo riusciti a partire.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora siamo a Francoforte, e sto sperimentando l&#39;hot spot internet wi-fi. Ho davanti a me 11 ore ininterrotte di volo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Credo che me le dormirò, sì.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;domenica, 15 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eccomi qua, a tokyo. Il mio cellulare qui non va, e il piccolo hotel a gestione familiare non dispone　di wi-fi neanche per sbaglio. Il loro pc ha la connessione free di mezz’ora, ma la loro tastiera semi giappo e&#39; veramente　ostica da usare. Per scrivere queste tre righe ci sto mettendo venti minuti. Se non　li convinco a farmi attaccare alla presa il mio portatile, non manterro&#39; la promessa di aggiornare costantemente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Intanto vi dico cose sparse:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Ho gia&#39; &amp;nbsp;fatto 60 foto in una mezza giornata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Qui e&#39; tutto un altro pianeta, anche le concezioni elementari vengono ribaltate. Per contare con le dita delle mani partono dal mignolo invece che dal pollice.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- &amp;nbsp;Stazioni e aereoporti sono totalmente bilingue, e&#39; stato quasi piu&#39; facile raggiungere l&#39;albergo qui, piuttosto che a new york.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- La popolazione ha un　grado di civilta&#39; per noi inimmaginabile. Tutti in fila, si parla sottovoce, per terra non ci sono cartacce, la pulizia e&#39; maniacale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Oggi a pranzo mi sono mangiata otto piattini di sushi al nastro trasportatore, spendendo dodici euro. Alla faccia di chi dice che il Giappone e&#39; caro. Mi sono pure bevuta un bicchiere di sake&#39; tutto d&#39;un fiato per sbaglio, perche&#39; lo vendono in bottigliette di plastica uguali alla nostra acqua, ed in piu&#39; e&#39; inodore.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Il the&#39; freddo fa schifo,　sembra succo di fagiolini, o forse lo era davvero.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Qua pare che hello kitty sia dappertutto. Ci sono piu&#39; immagini sue, che del papa a roma. A proposito, nel templio qui　ad asakusa ho accarezzato la crapa pelata del budda, pare che porti bene.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- La mia stanzetta nel ryokan ha il futon e misura 4 tatami e mezzo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- I giapponesi non hanno capito kill bill, non ho ancora trovato la katana di hattori hanzo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- In aereo pero&#39; ho visto &quot;le vite degli altri&quot; il film ambientato nella ddr berlinese. Diventa sempre piu&#39; indispensabile recarcisi. Il film e&#39; molto bello, merita.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- I pubblicitari giapponesi sono dei geni, mettono la grafica dei cartoni animati ovunque. Per la serie prendiamoli da　piccoli.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- In treno, invece di cambiare la motrice, quando invertono　il giro　ruotano i　sedili dalla parte opposta. Inutile dire che　hanno　spaccato il minuto sia alla partenza　che all&#39;arrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- A new york era tutto un &quot;guarda qui e&#39; dove hanno girato quel film&quot;, qui invece e&#39; tutto un citare i cartoni animati. Frasi del giorno: adesso mi compro una　delle polpettine　di　marrabbio, guarda le ciabatte di coccinella, vedi che giocano a baseball con le uniformi di prendi il mondo e vai.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Il pachinko e&#39; una cagata pazzesca, e ci giocano in tantissimi. Io ho provato quello con lo sfondo di Mimi&#39; Ayouara, ma non ho vinto niente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- A proposito, lo scarico del vater e&#39; il piu&#39; stretto che io abbia mai visto, per fortuna che si mangia roba molto leggera.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- La receptionist ci ha invitato per una gara di karaoke stasera.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Prima ho acceso la tv, e c&#39;e&#39; roba tipo mai dire banzai, su tutti i canali.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- In giro non ci sono italiani, ed e&#39; la prima volta che in un viaggio posso affermare una cosa del genere.　Si vede solo qualche americano ogni tanto, ma gli occhi a mandorla battono gli occidentali 99 a 1. Affermazione che non si puo&#39; certo recitare al contrario.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vado a cercare il pupazzo di Doraemon, sayonara.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;lunedì, 16 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Bene, eccomi pronta per affrontare la seconda giornata, qui sono gia&#39; le nove del mattino.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vi racconto meglio la mia figuraccia di ieri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre mangiavo il sushi, mi e&#39; venuta sete. Nel tavolo accanto c&#39;era un tizio giappo che aveva una bottiglietta di plastica trasparente, con dentro un liquido trasparente, e le scritte colorate sopra. Mi scoccia di verificare se il cameriere sa l&#39;inglese, e quindi indico quella e faccio segno di uno con la mano. Lui mi porta subito la mia bottiglietta. Per scrupolo sento l&#39;odore: nessun odore. Mando giu&#39; un bicchiere velocemente e quasi mi viene da sputarlo fuori. Il cameriere arriva subito preoccupatissimo e mi fa l&#39;inchino. Allora gli dico: sorry, i thought it was water. Non capisce. Ai zink uotar. Capisce. Water si pronuncia uotar in inglese, e in giapponese uota, ecco perche&#39; ha capito. Inizia a ridere compulsivamente, e a ripetere uota, uota. I due giapponesi accanto a me lo seguono, altri due poco piu&#39; in la&#39; si fanno spiegare l&#39;accaduto e pure loro &quot;uota, uota, ahahhahahah&quot;. Che vergogna.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri sera siamo stati &amp;nbsp;a shibuya. Folgorazione immediata. Riconosco quella panoramica di lost in translation che faceva tanto Time square. Grattacieli ed enormi cartelloni pubblicitari video, ultrapixelati e luminosi, musica, gente. Centinaia di migliaia di giapponesi fashion dibbrutto che camminano seguendo i sensi di marcia. Roba che i milanesi che passeggiano a corsocomo, paragonati a questi gggiovani giappo trendy, sembrano straccioni. Le macchine sono fighe e tamarrate fashion, come in fast and furious. Anche gli scooter. La moda dell&#39;alternativo qua non e&#39; ancora arrivata, ho trovato le converse nere con la punta nera a 25 euro. Loro sono　tutti lampadati, piastrati, con le sopracciglie curate,　delle perfette bambole. Questi giovani giapponesi sono bellissimi, troppo belli per piacere a me. In mezzo a questo labirinto di boutiques di modaggiovane, in un angolo nascosto, troviamo un negozio che reca la scritta vintage. Polveroso, il cassiere sembra un sessantottino convinto e recidivo, assomiglia a john lennon. Per fortuna che c&#39;e&#39; lui, penso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi fermo ad osservare un incrocio. Sgrano gli occhi. Noi, i nostri incroci, per attraversarli, camminiamo sulle strisce che sono disposte &quot;a quadrato&quot;. Loro che sono fighi, hanno pure la X in mezzo. Per andare da A a C, non fanno A-B-C, ma direttamente A-C, perche&#39; le macchine negli incroci che si trovano a ridosso di zone pedonali grandi, stanno tutte ferme.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ceniamo col ramen, spaghetti di soia in brodo di soia, e con un altro piatto che sembra arrosto fritto nell&#39;uovo, appoggiato sopra al riso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Passeggiando entriamo in un negozio di geek gadget. Pupazzetti dell&#39;uomo ragno, super mario, guerre stellari. Riproduzioni in plastica grandi e piccole, portachiavi, maschere. Ma io ho gia&#39; visto cosa voglio. Il pupazzetto giallo degli happy three friends. Ha il collo che si attacca e stacca con lo strap ed escono le budella di pelouche. E&#39; stato amore a prima vista. Poi, stanchissimi, torniamo verso l&#39;albergo, 45 minuti　di metropolitana. Riaccendo la tv prima di addormentarmi: il telegiornale.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La cesara buonamici della situazione, annuncia un servizio, con la faccia spaventata e dicendo uaaataaa o qualcosa di simile: parte un servizio, che trasmette le immagini di un terremoto che fa sussultare la telecamera di mezzo metro. Questa esperienza ci terrei a non provarla.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dovete sapere che qui a tokyo, alcune persone vanno in giro con la mascherina di carta, tipo quelle che da noi si usano in sala operatoria, per lo smog. Evidentemente non hanno mai respirato l&#39;aria di milano. Ecco, al tg hanno fatto vedere un filmato ripreso dalle telecamere di sicurezza di una banca, dove si vedano due tizi armati della suddetta mascherina, che entrano in un bancomat. Sembra che digitino codici, armeggiano, sembrano cosi&#39; hacker che Mitnick gli fa un baffo. Appena finito, intascano i soldi ed escono. Lo schermo torna sul tg, ora i conduttori sono seduti intorno a una tavola rotonda, con tre ospiti. Tutti scossano la testa e sembrano dire, brutti e cattivi, non si fa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho dormito con il mio pupazzetto nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora vado a cercarmi uno starbucks o un dunkin donuts per la colazione.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si vede che sto imparando ad usare l&#39;ostica tastiera?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;martedì, 17 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Buongiorno. Stamattina non mi ha suonato la sveglia, sono gia&#39; le dieci e percio&#39; devo fare presto. Devo comprarmi una sveglietta portatile.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri siamo stati ad Akihabara, il quartiere dell&#39;elettronica. Io invece lo chiamerei cartonilandia. Disneyland gli fa un baffo a questo posto qua. Sale giochi di otto piani, fumetterie colorate di sei piani, con fumetti poster pupazzetti e dvd, negozi sterminati pieni di ipod, portatili, tv,　cellulari, tutti colorati.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Siamo anche entrati per sbaglio in un sexy shop pensando che fosse un negozio di costumi per cosplayer, quelli che vanno in giro vestiti da fumetto. Eh gia, perche&#39; qua l&#39;industria del porno e&#39; un vero business, anche se non e&#39; esattamente come ce l&#39;immaginiamo noi. Nelle fumetterie ci sono interi piani di manga porno, e per proprieta&#39; transitiva, i giapponesi vestono le loro donne come le eroine che sono abituati a leggere, come Nana&#39;. Da noi le svestono, loro le vestono da scolarette. Strano eh.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I libri sono un&#39;altra di quelle cose al contrario. La copertina sta dove da noi c&#39;e&#39; la quarta di copertina. La prima pagina, e&#39; quella che nei nostri libri e&#39; &amp;nbsp;l&#39;ultima, poi li leggono sfogliandoli al contrario, e dove noi abbiamo la copertina ci sono solo prezzo e codice a barre.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri sera siamo stati sulla tokyo tower, e abbiamo potuto ammirare dall&#39;alto questa citta&#39; illuminata nel buio. La torre e&#39; una copia della Eiffel, 300 metri piu&#39; alta e colorata di rosso.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I giapponesi sono piu&#39; coerenti degli inglesi. Guidano a sinistra, e anche sulle scale mobili stanno tutti in fila sulla sinistra. Non come gli inglesi che mettono i cartelli stand on the right.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Scappo che e&#39; &amp;nbsp;tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Update della sera: siccome piove, siamo rincasati presto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Prima ho chiesto　un&#39;informazione a una tipa e lei mi ha risposto: turn light.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io l&#39;ho guardata male, e ho pensato: come faccio a spegnere la luce se siamo all&#39;aperto. E lei di nuovo: turn light. Uhm. Poi agita la mano destra. Voleva dire turn right, mannaggia alla sua erre che non ha.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri sera prima di andare a dormire ho riacceso la tv. Sul primo canale c&#39;era un quiz in inglese sottotitolato giappo. Leggevano la definizione di una cosa dal dizionario e quelli dovevano indovinare a che parola corrispondeva. Le pubblicita&#39; dei corsi di inglese sono ovunque, li stanno martellando per benino, e loro imparano sicuramente piu&#39; di noi. La cosa incredibile era il programma sul terzo canale. Un documentario in italiano, sugli uffizi a firenze, anch&#39;esso sottotitolato. Interessantissimo. E da noi invece c&#39;e&#39; la defilippi, porca miseria.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;martedì, 17 aprile 2007&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Visto che stasera non c&#39;e&#39; fila al pc, vi racconto subito la giornata di oggi, senza aspettare domattina.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Su ieri non ho scritto molto, perche&#39; nel quartiere di elettronica videogiochi e fumetti, ci siamo stati dodici ore. E&#39; stato meglio che a disneyland. Solo quello vale tutto il viaggio e lo sbattimento.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stamattina siamo andati a Shinjuku, il quartiere dei grattacieli e degli uffici, tipo wall street. La stazione della metro e&#39; affollatissima di pendolari giaccacravattati, tutti di corsa e in fila come formichine industriose. Qui hanno sede le aziende piu&#39; importanti del paese. Dopo tutta questa gente cosi&#39; elegante, abbiamo sentito la necessita&#39; di andare ad harajuku, il quartiere dei frikkettoni. Ci sono un sacco di negozietti vintage e punk. I giapponesi rasta sono da vedere. Quindi, i fighetti giapponesi sono a shibuya, e gli alternativi ad harajuku. Ogni macrocosmo ha tanti piccoli microcosmi che a loro modo girano allo stesso modo. In giro ci siamo anche incontrati un drappello del partito comunista giapponese, ma non li vedevo molto convinti. Abbiamo pranzato in un ristorante tipico, dove non c&#39;era l&#39;ombra di un turista. Niente menu&#39; in inglese, abbiamo mangiato riso con pollo perche&#39; era l&#39;unica cosa che siamo riusciti a trovare sul dizionario. Scodella di riso, piu scodella di brodo col formaggio, piu cotolettona di pollo, piu succo di arancia. Abbiamo speso 1200 yen, otto euro circa. Sfatiamo una volta per tutte questo mito del giappone caro per piacere, il cambio e&#39; ai massimi storici a nostro favore. Ho anche trovato una felpina grigia di Bape ad un quarto del suo valore. Dopo siamo andati a Roppongi, il quartiere degli artisti. Siamo saliti sulla mori tower, un grattacielo di 54 piani, con una terrazza panoramica, che fa sembrare minuscola la tokyo tower. Nello stesso palazzo c&#39;e&#39; un piano intero dove c&#39;e yahoo japan, ma non si poteva visitare. Invece, il Mori museum of modern art si poteva vedere. E vi pare che io appassionata come sono potevo perdermelo? Di solito i musei di arte moderna sono popolati di opere concepite da pazzi scatenati, immaginatevi come possono essere se i suddetti pazzi sono addirittura giapponesi. Mai dire banzai docet. Poco lontano c&#39;e&#39; l&#39;hard rock cafe&#39;, che da noi e&#39; quasi passato di moda, ma qui impazziscono per il rock. In molti negozi c&#39;e&#39; questa musica di sottofondo. Sembra che i beatles li abbiano scoperti adesso, mi e&#39; capitato di sentirli spesso. Per cena poi, abbiamo sperimentato il ristorante con i tavolini bassi, dove ci si siede per terra sul tatami, dopo essersi tolti le scarpe, e si mangia a gambe incrociate. Rialzarsi dopo il sashimi menu&#39; non e&#39; stato facilissimo, avevo le gambe tutte indolenzite.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per domani e&#39; in programma un giro in centro, che non l&#39;abbiamo ancora visto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Notte!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;mercoledì, 18 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;altro giorno mi sono dimenticata di raccontarvi un aneddoto. Un commesso, in un negozio ci ha chiesto &quot;where are you from?&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e noi: italia&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e lui: ciao!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e noi: konnichiwa!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e lui: berlusconi! ahahahahaahah!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e io: in italy, not all like him.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;e lui: I know, I&#39;m joking, berlusconi ahahahah.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre una volta i luoghi comuni su di noi erano: pizza mafia spaghetti e mandolino, ora il piu&#39; popolare e&#39; berlusconi. Preferivo pizza mafia spaghetti e mandolino.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma veniamo a oggi e al nostro giro in centro: il quartiere Ginza. E&#39; senza dubbio il quartiere piu&#39; occidentalizzato, e anche quello che mi e&#39; piaciuto di meno. Sembrava di stare sulla quinta avenue a New York. Grattacielo di Gucci, di Tiffany, di Cartier, di Vuitton, e via di seguito. So boring.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non lontano c&#39;e&#39; il palazzo dell&#39;imperatore, peccato che sia aperto al pubblico solo due giorni l&#39;anno e non abbiamo potuto vederlo. Pero&#39; i giardini dell&#39;imperatore erano aperti, e li abbiamo attraversati camminando. Meravigliosi, ma non finivano piu&#39;. Una volta usciti, si arriva davanti al museo della tecnologia. Cinque piani di robe tecnologiche che per loro sono da museo, ma io un robot dal vivo mica l&#39;avevo mai visto. Peccato per le scolaresche urlanti che affollavano ogni piano. A noi da piccoli mica ci portavano in musei cosi&#39; fighi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Li&#39; accanto c&#39;e&#39; il museo nazionale di arte moderna, il momat. Siamo entrati, ma era meglio quello di ieri che era dedicato alle cose assolutamente contemporanee. Questo praticamente conteneva pseudo imitazioni impressionistiche e astrattiste da parte di autori giapponesi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo ci siamo recati a Ikebukuro, che e&#39;il quartiere residenziale, dove vivono gran parte dei lavoratori. Stazione affollatissima anche qua. Dopo esserci persi nell&#39;ennesima sala giochi (sono arrivata prima a Supermariokart guidando con Wario!), siamo entrati nella sunshine city, probabilmente il centro commerciale piu&#39; grande di Tokyo. Alto cinque piani, lungo che non se ne vedeva la fine. Dentro c&#39;era pure la piazza, davvero una city a se&#39; stante.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non ho resistito a comprarmi l&#39;ombrellino rosa di hello kitty. Il mio si era distrutto. La mia rovina e&#39; che tutte queste scarabattole costano dai 50 centesimi ai 5 euro. Troppo poco per farmi desistere ogni volta. Ogni tanto cedo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Domani e&#39; l&#39;ultimo giorno qua, e lo trascorreremo a Ueno, diluvio permettendo. Fino ad oggi ci siamo beccati cinque giorni di pioggia su cinque. Dopodomani prenderemo il treno veloce per Kyoto. E&#39; il viaggio piu&#39; bello che ho fatto, ma e&#39; anche la prima volta che mi manca un po&#39; casa. Sto invecchiando, mi sa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;giovedì, 19 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Rieccomi qua.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa mattina siamo andati a Ueno. Giretto nel parco, e nel tempietto annesso. Ho pure acceso una candela a budda: quelle accese a suo cugino non hanno portato granche&#39; bene finora, ma non si sa mai.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Li&#39; accanto c&#39;e&#39; lo zoo di Tokyo. Ho visto i fenicotteri rosa. Stupendi. Poi il panda, le giraffe, gli ippopotami, i rinoceronti e le zebre marroni. Io credevo che esistessero soltanto nere, non si finisce mai di imparare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La bambinite che mi ha colpito a fumettolandia mi e&#39; rimasta addosso, saltellavo da una gabbia all&#39;altra scattando foto e indicando gli animali, proprio come i pargoli presenti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uscendo dallo zoo si passa davanti al museo nazionale di Tokyo. In questi giorni sulla facciata campeggia un cartellone intitolato a Leonardo da Vinci, the world genius. Dovete sapere, che in quel museo, fino a giugno e&#39; esposto UN quadro preso in prestito dagli uffizi di Firenze. L&#39;annunciazione di Leonardo da Vinci, appunto. Durante un impeto di patriottismo, la tentazione era di buttarsi in mezzo alla folla e dire: italians do it better, ma ci siamo trattenuti. Ci siamo messi comunque in fila per ammirare il quadro. Mezz&#39;ora di fila scorrevole e continua, migliaia di paia di occhietti a mandorla adoranti e provenienti da tutto il giappone, che sostavano davanti al quadro a bocca aperta, gustandosi ogni centimetro di prospettiva. Tutto questo per UN solo quadro. Ecco perche&#39; quando vengono in Italia impazziscono. Noi non siamo consapevoli della nostra fortuna.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Usciti dalla sala del quadro, ci siamo messi in fila per la mostra permanente al piano di sopra. Per vederla bisognava mostrare il biglietto d&#39;ingresso, ma Panda l&#39;aveva perso. Da buona italiana, chiedo l&#39;eccezione alla cassiera: &quot;lui ha perso il biglietto, pero&#39; noi &amp;nbsp;due ce l&#39;abbiamo e proveniamo dall&#39;altra sala, possiamo passare lo stesso?&quot;. E questa mi risponde che chiama il suo capo. Sempre troppo zelanti questi giapponesi. Rispieghiamo la storia al capo, e ci chiede di aspettare un attimo. Fa una telefonata e poi ritorna da noi, che nel frattempo ci preparavamo ad essere mandati a quel paese. &quot;Mi scuso tantissimo a nome della direzione del museo, ma non disponiamo ancora di un ufficio oggetti smarriti. Ho fatto cercare il biglietto ma non e&#39; stato trovato. Vi preghiamo di accettarne uno nuovo in omaggio&quot;. &amp;nbsp;E fa l&#39;inchino. Noi piu&#39; allibiti che mai, non ce lo facciamo ripetere due volte e accettiamo. Da pazzi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta usciti dal museo abbiamo fatto un giretto nel quartiere. Siamo passati in mezzo al mercato del pesce, con tutti quelli che urlavano pesceeeee, pesce frescoooo, in giapponese. Un flash.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A questo punto, siamo arrivati a meta&#39; pomeriggio, che avevamo gia&#39; spuntato tutte le tappe previste in questi cinque giorni di permanenza a tokyo. Dovendo scegliere il posto piu&#39; bello dove tornare, la scelta non poteva che ricadere su Akihabara. Altre quattro ore passate dentro un ipermercato dell&#39;elettronica, musica, giochi, fumetti, alto nove piani. Sono andata in overdose da luci, colori, suoni. Fino a domani basta. Stasera vado a dormire presto e non accendo nemmeno la tv. Ah, dimenticavo, in questi giorni nel canale dei corsi di lingua hanno passato anche il corso di coreano, di francese e di russo. Mi sto facendo una cultura.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Arigato&#39; gozaimasu!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;venerdì, 20 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa mattina abbiamo preso lo Shinkansen, il treno più veloce del mondo. Due ore e mezza per compiere 500 km ed arrivare a Kyoto. Puntuale da spaccare il secondo. Questa sì che è vera fantascienza.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel labirinto della stazione di Kyoto abbiamo chiesto informazioni ad un tizio, per uscire dalla parte giusta. Questo non spiccicava una parola di inglese, ma pur di aiutarci ci ha accompagnato personalmente, attraversando tutto il centro commerciale dentro la stazione, davanti a noi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per recarci all&#39;ostello abbiamo deciso di chiamare un taxi, che eravamo un po&#39; carichi di valigie. Ho dato in mano alla tassista una piantina scritta in inglese con l&#39;ubicazione dell&#39;ostello, ma non riusciva a leggere i nomi delle vie. Ho dovuto leggerglieli con la mia &quot;perfetta&quot; pronuncia giapponese. Un delirio. Alla fine ci ha scaricato un po&#39; più in là. Kyoto sembra trent&#39;anni più indietro rispetto alla ormai bilingue Tokyo. Molte persone parlano il dialetto. La maggioranza delle case sono basse, in legno e con le porte scorrevoli. La cosa positiva è che qui, in stanza mi prende il wi-fi, e non dovrò litigarmi più il pc con altre persone. Tastiera antipatica, addio per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel tardo pomeriggio, passeggiando per il centro, siamo passati davanti a un locale che recava il cartello: live show. Siamo entrati. C&#39;era un tipo giapponese con i capelli lunghi, camicia, e i pantaloni di pelle, che suonava la chitarra imitando Springsteen. Er Ligabue de noantri, in pratica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho messo su le foto di Tokyo, sul mio spazio msn. Quando torno a casa, che avrò più tempo, le metterò su uno spazio più decente. Per adesso, va bene così.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Buonanotte.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;sabato, 21 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa mattina abbiamo provato l&#39;ebbrezza dell&#39;autobus giapponese, con la guida a sinistra. A Kyoto ci sono solo due linee di metropolitana, ma sono abbastanza inutili. Siamo andati nel quartiere Gion. Io credo che quell&#39;autobus sia una specie di macchina del tempo. Tutte le case erano basse, con le porte scorrevoli, in giro c&#39;erano tantissime donne in kimono. Sembrava di essere nel diciassettesimo secolo. Per prima cosa siamo andati al tempio zen di Kennin ji. Per entrare bisogna togliersi le scarpe, per non rovinare il tatami. In giro c&#39;è qualche monaco buddista. I giardini del tempio sono estremamente curati. Tutto è calmo e silenzioso. I turisti procedono ordinati. Dopo siamo andati al teatro Kobu Kaburenjo, dove era in previsione l&#39;esecuzione di un balletto che le geishe fanno solo per dieci giorni all&#39;anno in occasione della fioritura dei ciliegi. Prendiamo i biglietti di piccionaia per non farci rapinare. Il teatro è enorme e stracolmo, di gente di tutte le età. Quando inizia lo spettacolo parte la musichetta plin plin suonata con la shamisen, che di solito sta di sottofondo ai film orientali. Plin plin plon plin plin. Entrano le geishe vestite con dei kimono che ricordano un uovo di pasqua, in faccia sono truccate di bianco. La parte superiore del busto è immobile, fanno passettini veloci. Sono in trenta sul palco e si muovono sincronizzate. In una mano hanno il ventaglio e nell&#39;altra il velo. Eseguono coreografie, e le vecchiette si emozionano e battono le mani felici. &amp;nbsp;Un&#39;ora e venti di tuffo nel passato orientale. Con la musica plin plin. Quando siamo usciti, siamo entrati nel santuario Yasaka. Prima di entrare c&#39;è una specie di fontanella con un paiolo di legno. Guardiamo come fanno loro e lo facciamo anche noi. Si prende l&#39;acqua con il paiolo e si versa su una mano e poi sull&#39;altra, come per lavarle. Mi immagino il giapponese che viene a roma e guarda quelli che si fanno il segno della croce con l&#39;acqua santa. Ogni luogo ha le sue usanze. Mettiamo i soldini dell&#39;offerta nella grata davanti al tempio, e poi suoniamo la campana, per avvisare budda. Percorriamo altre fermate dell&#39;autobus e scendiamo al tempio Sanjusangen-do. Anche qui giardino bellissimo. In antichità, ci tiravano con l&#39;arco. Ci togliamo le scarpe ed entriamo dentro. Bocca aperta e occhi sbarrati. Dentro questo enorme tempio ci sono mille (di numero!) statue d&#39;oro, che raffigurano kannon, la dea della misericordia. Al centro c&#39;è un mega budda, con i quattro demoni di guardia. All&#39;uscita mi lascio andare alle loro superstizioni e per tre euro compro il sacchettino della felicità. Un portafortuna, che anche se so che probabilmente non sarò mai felice, comunque non ci ho ancora perso le speranze. Uscendo da lì, per colmare la mancanza di modernità, siamo saliti sulla Kyoto Tower. E&#39; alta un centinaio di metri, e in cima ci sono un sacco di cannocchiali, che i più usano per spiare le persone che entrano alla stazione, che è situata proprio di fronte. Quando poi ci siamo ripassati, abbiamo salutato verso l&#39;alto. Questa sera poi, siamo andati a mangiare sushi con Nino, Emanuele, e la sua ragazza Misaki. Ci siamo raccontati i rispettivi aneddoti giapponesi, mentre componevamo la solita pila di piattini per soli mille yen.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dice: ma non ti viene mai a noia il sushi? No, ancora no.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Passeggiatina per smaltire, lungo Kawaramachi-dori (la via dei negozi), e successivo rientro in ostello. Qualche considerazione sulla città. Anche qui, come a Tokyo, è pieno di corvacci neri. Sono inquietantissimi. Noi alla mattina sentiamo il canto degli uccellini, e loro sentono il cra cra dei corvi. Brrr.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A Kyoto ci sono troppi turisti senza gli occhi a mandorla, ne ho visti più qua in un giorno, che a Tokyo in una settimana. Pare che sia una meta prediletta dagli australiani, per la vicinanza. Gli abitanti però non si sforzano ad imparare l&#39;inglese. Mi sembra di frequentare un corso di mimo per psicopatici. Quando sbarrano le braccia a X significa che il ristorante è pieno, o che non gli piaci e non vogliono darti da mangiare. Alcuni ristoranti vicino alla zona turistica, hanno il menù in inglese con i prezzi raddoppiati, rispetto a quello giapponese. Ma a noi non ci fregano mica, tzè. Mica siamo italiani per niente!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;domenica, 22 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ben tre persone ci hanno consigliato di andare a visitare Nara, una cittadina a 40 minuti di treno da Kyoto. Tanto per non farci mancare niente, neppure la &quot;treno regionale&quot; experience, siamo andati. Le macchinette dei Tickets per questi treni non sono bilingue, quindi sparo a casaccio, faccio un biglietto da 730 yen e poi vado dal bigliettaio a chiedere se va bene. Quello mi dice che no, il biglietto giusto è da 610 yen. Brava pirla che non hai chiesto prima, penso. Vabbè, siccome la cifra che ho messo è maggiore, e quindi va bene comunque, mi giro per andarmene. Il tizio mi chiama indietro. Mi prende il biglietto dalle mani, me ne da uno da 610, insieme a 120 yen di resto. Mi &amp;nbsp;fa l&#39;inchino con la testa, e mi dice grazie. In italia mi avrebbe cacciato via dandomi della cogliona sotto i baffi, come minimo. Sarà dura riabituarsi ai nostri modi di fare. Il controllore sul treno, quando entra in una carrozza fa l&#39;inchino intero, saluta, e poi lo fa anche quando esce.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fortunatamente le fermate sono bilingue, e non ci sbagliamo. Nara si gira tutta a piedi, in compagnia dei cervi. Ce ne sono tantissimi, che scorrazzano liberi per la cittadina. Notiamo subito il cartello stradale &quot;pericolo, attraversamento cervi&quot;. Visitiamo un tempietto, e poi un paio di giardini curatissimi, non c&#39;è una foglia fuori posto. Poi arriviamo al tempio Todaiji. E&#39; stato costruito intorno al grande budda. Una statua alta cinquantasette metri. E&#39; il budda più grosso del giappone. I suoi occhi misurano un metro ciascuno. Ovviamente sono a mandorla. Entrare lì dentro è un&#39;esperienza mistica. Penso che se un giorno sentirò nuovamente l&#39;esigenza di praticare una religione, potrei pure preferirlo a suo cugino. Le persone intorno a me sono tutte ultra devote. Si inginocchiano davanti a lui e pregano, poi infilano la monetina nella feritoia, e suonano la campana. Proseguiamo la passeggiata per un santuario, per arrivarci si salgono un sacco di scale e mi viene in mente Pai Mei. In cima c&#39;è una terrazza, dove si vede tutta la città. Abbiamo mangiato i takoyaki: polpettine di polipo. Buone buone. Al ritorno, senza volerlo abbiamo preso un treno diretto, che costa di più. Il controllore si è scusato e ci ha chiesto la differenza. Non ci ha detto brutti stronzi, ci avete provato eh, eh? Poi, il solito arigatò gosaimazu. Credo che quando tornerò a casa, lo dirò per un mese. Qua lo ripetono tutti, in continuazione. Sono pazzi questi giapponesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;lunedì, 23 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi siamo stati capaci di prendere l&#39;autobus sbagliato per tre volte, nell&#39;arco di tutta la giornata. Kyoto non è esattamente facile come Tokyo. Per fortuna che avevamo il pass giornaliero e non pagavamo a corsa. Girarsi tutta la città col bus, però è stato interessante. A parte le varie strade, abbiamo visitato il castello di Nijo. Pare che fosse la residenza dello Shogun. Complimenti per il giardinetto di mmmmille metri quadrati. Poi, a nord siamo stati al tempio kinkakuji. La sua particolarità è che è interamente ricoperto d&#39;oro. Brilla che è una meraviglia. Poi, come ultimo, abbiamo visto il tempio scintoista di fushimi inari. La sua caratteristica, è che da lì parte un percorso lungo un&#39;intera collina, tutto ricoperto di torii, dei cosi arancioni che assomigliano a una t con due gambe. Sono ben strani da vedere. Questa sera ho mangiato l&#39;ultimo sushi. Domattina si va a Osaka, al futuristico aereoporto costruito da Renzo Piano per riprendere l&#39;aereo che ci riporterà verso casa. Il rientro nella città delle due torri è previsto intorno alle ventidue. Sayonara!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;giovedì, 26 aprile 2007&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il ritorno a casa:&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è un treno supersonico che passa sopra a un ponte in mezzo al mare, diretto verso un&#39;isola artificiale grande 2 km quadrati, sopra la quale è stato costruito un aereoporto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è prendere due aerei e un altro treno prima di oltrepassare la porta di casa&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è rendersi conto di quanto effettivamente ti è mancata Bologna&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è farsi una doccia e lasciarsi convincere ad uscire dopo 24 ore di veglia&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è il primo piatto di pasta il giorno dopo&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è il primo caffè sorseggiato con avidità&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è andare a fare la spesa e comprarsi le mozzarelle&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è ascoltarsi loveless dei my bloody valentine&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è tornare in ufficio contenta, perché dopo tutte quelle passeggiate rilassanti nei templi e nei giardini, ho rinnovato la scorta di ottimismo&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è attaccare una cartolina del monte Fuji alla parete&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è il numero inaspettato di persone che mi hanno letto mentre ero lontana&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è leggersi Dance Dance Dance di Murakami, sorridendo ad ogni riferimento conosciuto, e pensare che è più bello di Norvegian Wood, anche se dovrei rileggerlo ora&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è riprogrammarsi le uscite con gli amici che non si vedono da troppo tempo&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;è scrivere un post sul ritorno a casa.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/3665017540887521954/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/viaggio-in-giappone-tokyo-kyoto-nara.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/3665017540887521954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/3665017540887521954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/viaggio-in-giappone-tokyo-kyoto-nara.html' title='Viaggio in Giappone: Tokyo, Kyoto, Nara'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikPOL_q9QWIu2W-p0ei7lekvE6W4fIuWax1toXJQeDk6jRUFHXss7_SB1gFVaulrz-ia8QPj78f4wbAh19ib9-8MWCNkl0qdmdq0QeFpgslGcD7F1_87ZAP6sxmzKFhiGRYQisB6bluSQ/s72-c/maiko.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-99044303245495930</id><published>2011-01-29T10:03:00.000+01:00</published><updated>2011-01-29T10:03:28.359+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>La seconda volta a Londra</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Londra#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhT9QlPM69oT9rjiYsYzVLILH4THejbWVVLOzB7rZC3nZ-88MkZPvxOYjAE1ktJI_o1dPxzX6rmVEjD8n1f0gq2xOfCDonPXVH36Fb0g700veDP_gMkxpKTgDK7VhZWeQGUc6KplQNu-bE/s200/westminster%20abbey.JPG&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poco dopo essere tornata da Stoccolma, Viola, che in quel periodo era una delle mie coinquiline Bolognesi, mi disse che sarebbe tanto voluta andare a Londra, ma che non avrebbe potuto spendere più di 200 euro tutto compreso. La vidi triste, e perciò raccolsi la sfida e chiesi le ferie. Tre giorni e due notti in un ostello ad un capolinea della metropolitana, volo Ryanair, treno da Stansted, pranzo e cena a panini, e ci riuscimmo davvero. Una sera ci siamo anche permesse il lusso di mangiare Fish &amp;amp; Chips al pub. Vederla tutta in così pochi giorni fu una corsa contro il tempo, ma essendoci già stata ho potuto fare una selezione preventiva delle cose che ci potevano interessare. Fra le altre cose passammo svariate ore fra le bancarelle di Camden, cosa che la professoressa durante il primo viaggio ci impedì, poiché dopo dieci minuti ci stava già facendo scarpinare in direzione di un altro luogo. Senza la stanchezza da gita scolastica vidi tutta un&#39;altra Londra, e potei apprezzare a fondo questa eclettica città.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qui sotto il post che scrissi a caldo, appena rientrata. Devo dire che rende l&#39;idea.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;domenica, 15 ottobre 2006&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ricetta: Londra.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ingredienti: una settimana di ferie, un&#39;amica, 2 biglietti ryanair a un centesimo l&#39;uno, una prenotazione in ostello, voglia di viaggiare.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Preparazione: lasciati convincere da Viola e poi parti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Svolgimento: ti alzi alle sei, corri sotto ai portici quando uno sconosciuto ti insegue nel buio, sali sul treno per Forlì, prendi il volo in ritardo di mezz&#39;ora, ti bevi l&#39;acqua davanti alla guardia che ti impone di buttarla nella pianta, imprechi per il tuo burrocacao buttato nel bidone e per le nuove bizzarre misure di sicurezza, atterri a Londra, ti accorgi che ti hanno rotto il manico della valigia, pensi che come primo giorno non c&#39;è male ma poi te ne freghi perché sei dove sei, prendi il treno e la metro e arrivi in ostello, realizzi che in una camera da dieci dormirai poco, ci metti un&#39;ora a capire che con la cordella in bagno non si suona l&#39;allarme ma si accende la luce, esci, sali su un autobus per prendere confidenza con la guida a sinistra, sobbalzi ad ogni curva, scendi davanti a Harrods il grande magazzino dei beni di lusso, ammira gli abiti rosso valentino e i diamanti sbrilluccicanti (r), fermati a giocare alle macchinine al piano dei giocattoli, compra la valigia che costa meno di tutto il piano delle valigie, vai a mangiare al take away thailandese, passeggia per piccadilly circus e leicester square, mangiati un sundae bianco al mac donald,  chiediti quanto sono strane le due cinesi che hai in camera, vai a fare colazione in ostello e siccome è compresa e a buffet mangia come un bue ripieno per saltare il pasto dopo, vai al british museum, vedi nella biblioteca la sedia dove marx ha scritto il capitale, vedi la stele di rosetta, le mummie, le statue greche, sali su un autobus a caso per evitare l&#39;acquazzone, scendi a caso quando smette, vedi che sei davanti a hyde park, vai alla tate modern e pensa che i musei di arte moderna sono sempre la cosa più bella, sindromi di stendhal a manetta, attraversa il ponte che porta a s.paul cathedral, vai al big ben, entra in parlamento dopo centocinquantamila controlli, assisti alla seduta della camera dei lord senza addormentarti e poi scappa dopo cinque minuti causa noia, passa a downing street per vedere se c&#39;è blair, cena col fish &amp;amp; chips in un pub, apprezza la birra fosters, visita westminster abbey, vedi tutti i re e regine che ci sono sepolti dentro insieme a dickens e darwin, passa davanti a scotland yard, vai a buckingham palace, vedi se la regina si affaccia, guardati il cambio della guardia alle 11.30, quando esci attraversa s.james park e fai le foto agli scoiattoli, siediti sulla sdraio al sole, visitati soho e pensa a new york, passeggia per carnaby street deludendoti perché sono diventati tutti negozi di abbigliamento di marca, prosegui la passeggiata nei dintorni rallegrandoti perché i negozietti vintage se li cerchi bene ci sono ancora, fai due chiacchiere con l&#39;italiano che gestisce il negozio dell&#39;adidas e che quando sette anni fa è arrivato qui conosceva solo la frase &quot;i&#39;m looking for a job&quot;, entra da starbucks e bevi un frappuccino e mangia un blueberry muffin, vai all&#39;apple store in regent street e naviga mezz&#39;ora gratis sul mac, cena in un buffet cinese, vai a vedere il tower bridge poi passaci sopra e appena scendi girati e vedi che si apre per far passare una barca (non stai sognando, anche se ormai si apre solo poche volte l&#39;anno hai davvero avuto culo), passa davanti alla tower of london ma non entrare perché dovresti fare un mutuo, passeggia per la city in un giorno feriale, visita la cattedrale di soutwark solo perché ci passi davanti, perditi nel borough market e assaggia tutte le specialità delle bancarelle alimentari mentre senti tutti gli odori delle spezie, senti ripetere dodicimila volte in metro la frase &quot;mind the gap&quot;, ricordati di stare sulla destra sulla scala mobile altrimenti ti travolgono, perditi per le millemila bancarelle di camden town, vedi i punk, vedi dove è stato girato notting hill, passeggia per portobello road ed entra nei negozietti di antichità, visita il mercatino di covent garden e compra la custodia arcobaleno per ipod a soli cinque pound, vai a trafalgar square, visita la mostra degli impressionisti alla national gallery e pensa ad amsterdam quando vedi i girasoli di van gogh, sali su un autobus a caso per non trovarti in mezzo a una manifestazione di congolesi che ce l&#39;hanno con blair, alzati alle tre di notte e ferma un taxi per la strada quando devi andare alla stazione a prendere il trenino per l&#39;aereoporto maledicendo gli orari assurdi di ryanair, impànicati di brutto quando il treno sta fermo mezz&#39;ora in mezzo alla campagna, corri per non perdere l&#39;aereo, arriva a casa e dormi cinque ore per riprenderti, sistema le foto e scrivi il post, poi torna a nanna.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/99044303245495930/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/la-seconda-volta-londra.html#comment-form' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/99044303245495930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/99044303245495930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/la-seconda-volta-londra.html' title='La seconda volta a Londra'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhT9QlPM69oT9rjiYsYzVLILH4THejbWVVLOzB7rZC3nZ-88MkZPvxOYjAE1ktJI_o1dPxzX6rmVEjD8n1f0gq2xOfCDonPXVH36Fb0g700veDP_gMkxpKTgDK7VhZWeQGUc6KplQNu-bE/s72-c/westminster%20abbey.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-1803935939680396093</id><published>2011-01-28T11:29:00.008+01:00</published><updated>2011-01-28T12:31:25.212+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travel marketing"/><title type='text'>Pubblicità online non convenzionale</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cosa succede quando una grande azienda che ha un corposo budget destinato alla pubblicità vuole promuovere la propria attività su internet?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a) LA VIA CONVENZIONALE&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il responsabile marketing della grande azienda A, chiama il commerciale del grande portale B, e poi dice al responsabile amministrativo dell&#39;azienda A di pagare fatture a cinque cifre al portale B.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il portale B, prenderà lo stagista di turno, o il freelance retribuito TRE euro a post, e gliene farà scrivere un paio che recitano le lodi dell&#39;azienda A. Provate a immaginarvi la motivazione e l&#39;entusiasmo di tale stagista.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il post in questione, compare a rotazione nel grande portalone, in mezzo ad altre centinaia di articoletti simili, e pur registrando centinaia di migliaia di visitatori unici al giorno, finisce che su quel post ci clicca un centinaio di volte lo stesso stagista, e magari duecento persone, di cui la metà per sbaglio. Di tutti questi, se compra uno è già tanto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;b) LA VIA NON CONVENZIONALE&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il responsabile social media dell&#39;azienda C tiene monitorato il buzz che avviene su internet su forum e blog a tema che riguardano la sua azienda. Prende contatti personali con i blogger, (alcuni dei quali molto probabilmente saranno gli stessi stagisti pagati tre euro a post da chi li sfrutta), e regala a ciascuno qualche prodotto del valore inferiore ai cento euro. Il responsabile amministrativo dell&#39;azienda C fa uscire i prodotti dalla contabilità emettendo fattura &quot;omaggio&quot; senza iva art.2 comma 2 nr 4, oppure basta emettere un codice sconto personalizzato per acquistare dal sito (nel caso di e-commerce).&lt;br /&gt;
Risultato, la blogosfera viene invasa da post entusiasti, di persone realmente contente del prodotto, che hanno buona visibilità su internet, e i cui articoli vengono letti davvero da chi li segue. Ciascuno di loro per gratitudine diventerà cliente, e cercherà di convincere quante più persone può, per vedere se riesce ad ottenere qualche regalino in più. La spesa economica dell&#39;azienda C è stata inferiore di quella dell&#39;azienda A, ma ha avuto un ritorno 100 volte più grande.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Invece di ingrassare chi i soldi già ce li ha, visto che in questo paese il lavoro dei giovani è un problema sociale reale, le aziende dovrebbero valutare questi nuovi mezzi pubblicitari che premiano le singole persone.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto questo ovviamente l&#39;ho scritto per vedere se qualche azienda che si occupa di viaggi/turismo vuole fare una prova con me e il mio blog. Garantisco il ritorno assicurato!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/1803935939680396093/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/pubblicita-online-non-convenzionale.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/1803935939680396093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/1803935939680396093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/pubblicita-online-non-convenzionale.html' title='Pubblicità online non convenzionale'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7706433071833950900</id><published>2011-01-28T08:53:00.001+01:00</published><updated>2011-01-28T09:14:34.309+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Stoccolma: il mio primo viaggio solitario</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Stoccolma#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfxxc-MxCZf_897dRIFfXlh__Faciarhn_I99pBunqDFqB2OR9x7cagAKgz389njrQye4z2zpDpH63cFkPKyVguN3ciKOGVrCk0j7lj6hrJXmnNx5mXX9j12SkHcYW3KzKGBC_QPOZ104/s200/Stoccolma%20032.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mattino dopo essere rientrata dal Belgio mi sentivo come se il mondo fosse mio. Prenotai il giorno stesso un volo e quattro notti in ostello a Stoccolma con partenza due settimane dopo. Volevo finalmente mostrare a me stessa che potevo essere indipendente, e ci riuscii. L&#39;ostello era perfetto, con tutto l&#39;arredamento ikea nuovo di pacca. Mi ricordo che avevo paura ad uscire di lì la sera, nonostante la completa assenza di criminalità che c&#39;è da quelle parti, e che il primo giorno mi ero data un coprifuoco per le 8 di sera, subito dopo cena. Poi invece feci amicizia con le 3 ragazze che avevo in camera, aiutandomi quasi di più con il francese che con l&#39;inglese stentato, e una sera andai anche a ballare. L&#39;apprendimento dell&#39;inglese diventava una necessità ogni giorno di più. La città mi piacque tantissimo, la chiamano anche la Venezia del nord, perché il centro è tutto circondato di fiumi, e fa un bell&#39;effetto coreografico. Cinque giorni e quatto notti erano decisamente troppi per vederla tutta, e perciò mi recai anche a visitare la vicina Uppsala. Rimpiango tuttora di non essere stata anche a Goteborg, ma spero di poter rimediare in futuro. Per i soliti 2-3 fan del vintage, metto qui sotto i post che scrissi in diretta.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;domenica, 27 agosto 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eccomi qua! Sono in un internet point vicino a Drottninggatan, una fantastica via piena di negozi, che e` un po´ tipo la Ramblas di Barcellona. Fa caldo, si sta bene in maniche corte, molto meglio del Belgio qui. Il mio ostello e´ in un posto che sembra il paradiso: dentro a un parco. Il che di giorno e´ positivo, ma mi da una sorta di coprifuoco serale, che il vialetto del parco da sola di sera mi sa che sia poco salutare. &amp;nbsp;Sono parita da Bologna alle sette di questa mattina, e dopo uno scalo a Milano sono arrivata qui nel primo pomeriggio. Per qualche strano caso mi costava meno fare Bologna-Milano in aereo piuttosto che in treno. Assurdo, dovreste provarlo. A parte le operazioni di decollo e atterraggio, l´aereo sta orizzontale una decina di minuti al massimo. Non ti danno nemmeno la colazione perche´ non farebbero in tempo. Durante il viaggio mi sono letta un libro intero. Lo trovai in una libreria di quelle che piacciono a me, che vendono solo libri fuori catalogo. -La carriera di Nini´- di Vasco Pratolini: racconta di una specie di Madame Bovary Fiorentina. La sua storia mi ha appassionato subito. &amp;nbsp; Una volta arrivata, dopo aver depositato le valigie, il mio semi programma di oggi prevedeva il perdersi per la citta´. Con la cartina in tasca ovviamente. Ho camminato parecchio per le strade, sono entrata in alcuni negozi (qui sono aperti anche la domenica), e mi sono imbattuta in un caratteristico mercatino delle pulci. Dopo tornero´ indietro passando per Gamla stan: la citta´ vecchia. Ora sono le 18, e devo salutarvi. Fra poco fara´ buio e devo trovare un posto in cui cenare. In piu´ la tastiera senza lettere accentate mi sta facendo consumare troppo velocemente la quantita´ quotidiana di imprecazioni. Good evening.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;lunedì, 28 agosto 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L´internet point dell´ostello e´ il piu´ economico, ma e´ sempre affollato. Percio´ ne approfitto ora. Sono le otto del mattino e mi sono appena alzata. Come mai cosi´ mattiniera? Beh ieri sono andata a dormire alle dieci e trenta, ma andiamo con ordine. La citta´ vecchia e´ molto caratteristica, tutta vicoli, ristorantini, bar e negozietti di souvenir. Ho trovato una gelateria dove c´e´ una tipa che ti fa il cono sul momento. Il gelato pero´ non e´ sublime come a Bologna. Sto facendo un sacco di foto. Ero preoccupata che qua facesse buio presto, &amp;nbsp;invece piu´ o meno e´ come in Italia. Inizia a imbrunire intorno alle venti e trenta. Non avendo troppa voglia di esercitare ulteriormente il mio inglese mi sono fermata a cenare in un ristorante italiano. Del resto ho altri quattro giorni per sperimentare la carne di renna. Ma siamo sicuri che poi babbo natale non si arrabbia? Mentre ero al ristorante, fuori c´e´ stato il diluvio. Ha smesso poco prima che mi alzassi. Poi sono tornata in ostello di corsa, perche´ essendo situato in mezzo a un parco, ero un pochino preoccupata di doverlo attraversare al buio. Alla fine non ho avuto nessun problema. Quando sono arrivata ho conosciuto la mia coinquilina. Le stanze sono arredate ikea, l´ambiente e´ very very nice. I letti sono quattro, ma per ora siamo soltanto in due. Iniziamo a parlare con il classico where are you from, e inizio a preoccuparmi del mio povero inglese. E invece lei mi risponde: i´m from Canada.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Canada? Quebec? Tu parle francais???&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Oui!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- Thank you God.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Almeno abbiamo potuto fare conversazione decentemente, e senza troppi sforzi. Mi ha raccontato che lavora al ministero delle relazioni internazionali, ed e´ venuta a Stoccolma la settimana scorsa per una specie di meeting. Cosi´ e´ rimasta una settimana in piu´ per turismo. Prima di andare a dormire ho scritto un po´ sulla moleskine e ho spento la luce appunto intorno alle dieci e mezza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stamattina c´e´ un bel sole, ora credo che noleggero´ una bici e partiro´ all´esplorazione del quartiere di Sodermalm. Dicono che sia tipo la Soho di Stoccolma. Vedremo. Il lunedi´ quasi tutti i fantastici musei sono chiusi, percio´ continuo nel mio perdermi per la citta´.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;martedì, 29 agosto 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri mattina presto ho noleggiato la bici, e ho visitato Sodermalm. Sono entrata in un forno, e ne sono uscita con due paste giganti, una alla crema e una alla mela. La zona e´ molto carina, ma i negozi aprono tutti alle dieci, percio´ ho deciso di proseguire con la mia pedalata verso il ponte che porta a Gamla stan. Di li´ ho proseguito ulteriormente, verso l´isola di Djurgarden. Non tutti i musei sono chiusi il lunedi´ e non bisogna fidarsi troppo delle guide, specie se sono vecchie di tre anni. Ho visitato il museo &quot;vasa&quot;, che prende il nome da un mega galeone che si trova li´ dentro. Intorno al 1600, questo galeone affondo´ durante il suo primo viaggio. E´ stato in fondo al mare per 300 anni e durante questo secolo l´hanno ripescato e messo in questo edificio per mostrarlo a tutti. E´ qualcosa di maestoso, alto sei piani, in perfetto stato di conservazione. Un bel museo diverso dal solito. Accanto al museo vasa c´e´ il Nordiska, il museo del nord, che contiene tutti gli usi e costumi nordici, partendo dai giocattoli e arrivando all´arredamento, passando per le riviste di moda. Carino, ma niente di che. Fortunatamente e´ gratis. Uscendo, ho proseguito la pedalata e sono arrivata a Skansen, che e´ tipo la Svezia in miniatura. Niente a che vedere con l´italia in miniatura eh. Questo e´ molto piu´ grande, gli edifici sono in scala ridotta, ma si riesce comunque ad entrarci dentro. Nella parte nord c´e´ lo zoo, e tra gli altri ho potuto vedere un alce, le renne, la lince e l´orso bruno. Ho pranzato li´. Sul menu´ c´era scritto pasta carbonara, e ho azzardato. Mi hanno portato una specie di vasetto di carta, tipo un bicchierino grande per il gelato, e dentro c´erano dei fusilli a mollo nella zuppa. Devo dire che a parte la stranezza, erano buoni e non erano scotti. Poi ho proseguito il mio giro verso norrmalm. Ho dedicato il pomeriggio al cazzeggio e allo shopping. Adoro i negozi di scarpe svedesi, perche´ essendo loro tutte alte, portano tutte scarpe basse come piacciono a me. Prima di tornare in ostello sono ripassata dalla gelateria che fa il cono sul momento. Quando sono arrivata, mentre stavo raccontando la mia giornata alla canadese, si e´ aperta la porta. E´ entrata una ragazza che avendoci sentito parlare in francese, la prima cosa che ha detto e´ stata i´m from Paris. Benissimo. L´inglese lo esercito un´altra volta. La seconda cosa che ha detto e´ stata: vi va di uscire stasera? Io ero stanca, ma siccome stamattina non dovevo lavorare, ho accettato l´invito. Dopo cena siamo andate a berci un irish coffee, perche´ di sera fa parecchio freschino, e poi mi ha detto che dalle nostre parti c´e´ una disco molto cool. La informo prontamente del non trascurabile fatto che odio l´house. Lei non si lascia spaventare, e mi offre pure l´ingresso. Penso che in fondo, andare a vedere i truzzi svedesi in disco non e´ molto diverso dall´andare allo zoo. La curiosita´ di fondo e´ piu´ o meno la stessa. Comunque mi adatto e ballo pure. A mezzanotte e mezza scappiamo via per prendere l´ultima metro per tornare in ostello. Arrivo e crollo addormentata. E´ stata una lunga giornata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;martedì, 29 agosto 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi ho visto un sacco di cose. Sono solo le cinque del pomeriggio, ma sono stanca e percio´ mi riposo un po´ all´internet point. (La prima cosa che mi ha detto la parigina stamattina, e´ stata: stasera a che ora rientri, che dopo usciamo? Stasera pero´ decido io.)&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stamattina ho preso la metropolitana per Skeppsholmen, e mi sono diretta al museo di arte moderna. La mia meta piu´ ambita. Appena si entra, sulla destra c´e´ una mostra temporanea di un certo Paul mc Carthy. Leggo la didascalia. &quot;Diabolico specchio distorto della realta´&quot;, &amp;nbsp;&quot;humour nero&quot;. Entro e capisco subito che si tratta di un pazzo totale, schizzoide e potenziale serial killer. Rimango letteralmente shokkata dalla brutalita´ delle immagini che vedo. Roba che Lansdale a questo qui gli fa un baffo. Píu´o meno funziona che lui costruisce delle stanze in legno, poi assieme ad altri, tutti mascherati come lui iniziano a distruggerle, filmandosi, picchiandosi, simulando mutilazioni e abbondando col sangue artificiale. Nella mostra si possono vedere sia quel che resta degli ambienti, sia i filmati con urla e sangue et annessi e connessi. Dall´enorme numero di peni mozzati e attributi femminili rappresentati qua e la´ si evince vagamente la sua ossessione per la sessualita´. Per certe cose mi ha ricordato l´effetto che mi fece la visione del film &quot;el topo&quot; di Jodorowsky. Proseguo la visita, e mi rifaccio gli occhi con Miro´, Magritte, Warhol, Picasso. C´e´ uno strano quadro di Dali´ che raffigura Guglielmo Tell con la faccia di Lenin (non e´ una mia impressione, c´era scritto anche nella didascalia). Il primo piano della mostra si chiude con il quadro secondo me piu´bello. La donna vestita in blu di Modigliani. Mi vengono in mente due flash. &quot;E nessuna ragazza vestita di blu&quot; e &quot;il quadro che devo appendere in camera&quot;. Trovarmelo davanti all´improvviso mi ha fatto scendere una lacrimuccia. Ultimamente mi lascio commuovere dalle cose belle (vedi: Radiohead). Prima di andare via compro alcune cartoline dei quadri, e un paio di oggettini, allo shop. Uscendo da li´ passo dal museo delle culture asiatiche e mi domando che cavolo ne capiscono in svezia di cinesi. La domanda e´ gia´ una risposta, infatti il museo e´ definibile con una frase soltanto: inutile e triste come la birra senz´alcool. Ogni tanto mi piace riciclare questa frase. Per fortuna che pure questo era gratis. Poi attraverso il ponte, ed entro al National museum. I quadri piu´ belli sono impressionisti. Degas, Cezanne, Manet, Monet, Gauguin. Quando sono uscita da li´ ho attraversato un altro ponte e sono andata a visitare il palazzo reale. Ragazzi, che sfarzo! Chilometri di stanze dorate, vellutate, drappate, ingioiellate, tappetate. Uno stanzone intero con dentro una trentina di vestiti tempestati di diamanti, indossati dalla regina in carica nelle occasioni mondane. Ma la cosa piu´ indimenticabile e´ stata la stanza del tesoro. Si scendono le scale e si entra in una stanza che ha una porta blindata spessa mezzo metro. Corone, diamanti, diademi, collane, anelli, orecchini. Credo che un patrimonio simile non lo vedro´ nemmeno mai piu´. Esco dal palazzo intorno alle 16 e senza saperlo mi becco per caso il cambio della guardia. C´era uno di quei soldati che era dispettoso e faceva le boccacce a un altro che non riusciva a trattenersi dal ridere. Troppo forti. Poi sono entrata nella cattedrale, che si trova accanto. Paragonata a una delle nostre chiese piu´ famose e´uno sgabuzzino, ma vale comunque la pena visitarla.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;giovedì, 31 agosto 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L´altra sera poi sono tornata in ostello, e ho cenato li col pasticcio svedese. Si chiama pitt y panna, ma non c´e´ panna. Sono cubetti di carne e cubetti di patate, con uovo fritto spiattellato sopra. Poi sono uscita con la francese e siamo andate al Debaser. Un locale molto carino, che come gente assomiglia un casino al clan e per poco mi sono sentita come a casa. La musica e´ bella e poi si trova in riva al fiume. Abbiamo bevuto una birra li´ e poi abbiamo attraversato la citta´ vecchia. Volevamo entrare al F12, un altro posto molto carino, con una bella terrazza panoramica e la scalinata all´ingresso, ma ci hanno detto che senza lista non potevamo. Mentre facevamo la fila abbiamo conosciuto tre romani simpatici, ma anche loro non sono riusciti a entrare. Continuando la passeggiata, seguendo la musica in lontananza siamo arrivate al cafe´ opera. Da fuori non pareva male, e siamo entrate. Stendiamo un velo pietoso sul dentro. Un marpioname assurdo. L´eta´ era dai trenta ai sessanta. Divertente stare a guardare certe situazioni insolite, ma siamo scappate dopo poco. Per rientrare in ostello abbiamo dovuto prendere il taxi, perche´ la metro era gia´ chiusa. Il tassista era egiziano, ci ha chiesto di dove eravamo. Quando io ho detto italia, ci ha raccontato la sua vita. Ha detto che ha lavorato per un anno al circo di Moira Orfei. L´italia e´un bel paese e si mangia bene, gli italiani brava gente, dice. Poi (in italiano) dice anche che i francesi sono stronzi e razzisti, che non gli stanno simpatici. Io non traduco. Ieri mattina sono stata al museo Historiska. Interessante la parte sui vichinghi. C´e´ il plastico di un villaggio che e´ stato fedelmente ricostruito, e che si trova nell´isola di Birka, a due ore e mezza di battello da Stoccolma. Non sono andata, perche´ ho avuto paura di soffrire il mal di mare, cinque ore di battello in un giorno sono tante. Poi, seguendo il consiglio della guida, sono andata a visitare la cittadina di Uppsala, a un´ora di treno da Stoccolma. Very nice. La cattedrale e´ piu grande di quella della capitale. Nella biblioteca antistante c´e´ internet gratis. Li´ ho scoperto per caso che &quot;quel&quot; blog che fu chiuso tempo fa, e´ stato cancellato. Forse giustamente non aveva piu´senso lasciarlo li´. Vabbe´. &amp;nbsp;Proseguendo il giro sono andata al giardino botanico. E´ immenso, e ci sono tutte le piantine catalogate col nome, e´stata una bella passeggiata. La cittadina mi ricorda molto Hasselt, e´ piena di negozi di abbigliamento, ma io ho gia´ speso troppo e non compro niente. Vado a cena al greco e poi torno a Stoccolma. Stamattina invece, ho visitato a piedi tutta l´isola di Sodermalm. I negozi piu´ belli sono li´. Principalmente nella strada che si chiama Golgatan, Blammo e Week day su tutti. Non ho potuto resistere a comprarmi una borsa al negozio degli swedish designers. Seguendo una traversa sulla sinistra, sono entrata a curiosare da Pet sounds, un negozio di dischi veramente ben fornito. C´era addirittura il cd dei disco drive. Poi ho preso la metro e sono andata a vedere il Globen. E´ una gigantesca arena degli spettacoli, fatta a forma di sfera, di colore bianco. Accanto c´e´ un bel centro commerciale. Da li´ ho preso la metro e sono andata al kulturhuset, che e´ tipo il centre pompidou parigino: una specie di casa della cultura, con mostre varie. La mia vacanza sta finendo, sigh. Domani e´ l´ultimo giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;sabato, 02 settembre 2006&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eccomi qua! Sono appena tornata, ma andiamo con ordine. Ieri sera quando sono rientrata in ostello, c&#39;era la sorpresa. La stanza francofona trasformata in anglofona. Una tedesca di Monaco ha preso il posto della francese, e la trovo in stanza che parla in inglese con la canadese. E&#39; pure una chiacchierona, è la fine. Mi tocca fare conversazione anche a me, e piuttosto per passare per asociale, ho preferito passare per quella che l&#39;inglese lo sa così così. Vedendo la mia faccina avvilita, la canadese ha ribadito e sottolineato con l&#39;altra che però il mio francese c&#39;est trés bon. Questa qua pareva appena uscita da Oxford, anche come pronuncia e gliel&#39;ho fatto notare. &quot;Your english is perfect!&quot; Mi ha detto che è perchè quando ha finito la scuola, è stata un anno in Irlanda per imparare la lingua. C&#39;era un motivo, eh. Insomma, dopo un&#39;ora di chiacchiere gli argomenti vanno esaurendo, e mentre sto tirando un sospiro di sollievo, la porta si apre ed entra un&#39;australiana con una valigia enoooorme. Aiuto. Questa ci racconta che sta facendo il giro del mondo in un mese. E&#39; già stata in Giappone e in America. Ha un accento pronunciatissimo e non capisco la metà delle parole, in più essendo madrelingua parla a velocità raddoppiata rispetto alle altre due. Vorrei nascondermi sotto al letto e diventare invisibile, ma non posso. Fingo un paio di sbadigli e azzardo un good night. Quest&#39;inverno devo assolutamente iscrivermi ad un corso di inglese per diventare fluency. Anche se l&#39;ideale sarebbe partire per qualche mesetto, già già. La giornata di oggi invece l&#39;ho passata per aereoporti, e mi sono letta ben due libri (sottili). Il primo è &amp;nbsp;&quot;in tutti i sensi come l&#39;amore&quot; di Simona Vinci. Non c&#39;è niente da fare, quella donna riesce sempre a spaccarmi in due, anche con una raccolta di racconti. Dovrei assolutamente comprarmi anche &quot;stanza 411&quot; ma ho paura. Il secondo è &quot;Patagonia express&quot; di Sepulveda, che più che un romanzo è un diario di viaggio, scritto sulla moleskine. Un sacco di tempo fa dicevo spesso che volevo ritirarmi in meditazione in Patagonia, ma ora non ce n&#39;è più bisogno di meditare. Credo di avere capito ciò che voglio. In Belgio con tutta quella musica non ho avuto il tempo di pensare a niente. Invece Stoccolma è stata molto introspettiva. Ho capito tante cose su di me. Ne avevo bisogno.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7706433071833950900/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/stoccolma-il-mio-primo-viaggio.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7706433071833950900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7706433071833950900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/stoccolma-il-mio-primo-viaggio.html' title='Stoccolma: il mio primo viaggio solitario'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfxxc-MxCZf_897dRIFfXlh__Faciarhn_I99pBunqDFqB2OR9x7cagAKgz389njrQye4z2zpDpH63cFkPKyVguN3ciKOGVrCk0j7lj6hrJXmnNx5mXX9j12SkHcYW3KzKGBC_QPOZ104/s72-c/Stoccolma%20032.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-4656266552208823190</id><published>2011-01-27T10:25:00.001+01:00</published><updated>2011-01-27T10:36:36.455+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Bruxelles, Hasselt e Pukkelpop</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Bruxelles#&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEim9t4tFNcBVE3pHnqypq-OmLNV9jeY9pMs85PsCNHQRxlNce3SZU4qywIe1AWkiLjXUGiUBiKKSrC_zQscEaho-Up_6GUm7XnUYhGB7VNLXMah8xPfsx_zgKaF7kQFyJF33KXAOKiqoj8/s200/hotel%20de%20ville.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Valentina è una di quelle persone la cui conoscenza mi ha un po&#39; cambiato la vita. Un giorno a inizio 2006 da perfetta sconosciuta mi scrisse una timida mail per farmi i complimenti per il blog. Ci furono altri scambi di mail, fino a quando mi propose (visti i gusti musicali in comune) di andare con lei in Belgio al festival musicale Pukkelpop. Il suo programma non faceva una piega: una notte in ostello nella vicina Bruxelles, e poi quattro notti in tenda al festival ad Hasselt. Io non avevo mai dormito in un ostello, figuriamoci in tenda. Inoltre, visto che vivevamo in due città diverse, bisognava volare da sole, e trovarci là in aeroporto. Per questo fortunatamente ero già stata preparata dall&#39;esperienza Amsterdam. Lei ovviamente non era nuova a questo tipo di viaggi, io invece ero partita un po&#39; prevenuta. L&#39;ostello mi incuriosiva e mi frullavano per la testa mille domande. Davvero esistevano persone disposte a condividere la camera con sconosciuti? Come sono divisi gli spazi? Come metto al sicuro le mie cose? Sarà pulito? Appena siamo entrate nella stanza si è presentato il problema &quot;letto a castello&quot;. Ce n&#39;erano solo due liberi su sei, ed erano entrambi al piano di sopra. Io non avevo mai dormito nel piano di sopra di un letto a castello ed ero terrorizzata di cadere di sotto mentre dormivo. Se ci ripenso adesso mi scappa da ridere. Le valigie si potevano chiudere dentro gli armadietti con il lucchetto, e pertanto il problema sicurezza non c&#39;era. Il posto era abbastanza pulito, e poi dovendoci dormire una notte sola in vista del campeggio poi, non stetti a guardare il capello. Una ragazza austriaca che era lì in camera mi fece una domanda in inglese a bruciapelo, e io la guardai in un modo che manco mi stesse parlando in ostrogoto. Valentina mi disse che chiedeva se avevo un phon, e poi loro parlarono del più e del meno. Io non capii assolutamente nulla e mi sentii terribilmente ignorante. Avevo da poco iniziato a guardare le serie tv in inglese con i sottotitoli in italiano e non smisi più. La mia missione diventò allenare l&#39;orecchio al sound della lingua inglese. Bruxelles a parte la piazza e gli immediati dintorni non è questo gran che. La ricordo un po&#39; spenta. Del resto cosa ci si può aspettare da una città che ha come simbolo più importante una microstatuetta di un bambino che fa la pipì. Da lì prendemmo il treno intercity per andare ad Hasselt, sopra al quale io dimenticai la borsa con la tenda. La santa accompagnatrice andò dal capostazione e gli spiegò pazientemente tutto in inglese, mentre io volevo sprofondare. La tenda fortunatamente tornò indietro col primo treno successivo. Il festival fu spettacolare, ci vidi i concerti più belli della mia vita, come i Radiohead, i Daft Punk, I Dresden Dolls, gli Yeah Yeah Yeahs, i Massive Attack. Il campeggio fu un mezzo disastro. Il Belgio si sa è molto piovoso anche in Agosto, e ci entrò l&#39;acqua dentro la tenda. Durante il volo solitario di ritorno decisi che per girare il mondo avrei preferito gli ostelli. Ovviamente non sono belli e comodi come un hotel a 4 stelle, ma se non me lo posso permettere perché precludermi certe esperienze? Valentina aveva appena creato un mostro e non lo sapeva. Non la sento da un pezzo. Se mi leggi, grazie.&lt;br /&gt;
Per i fan del vintage, qui sotto il post scritto a caldo.&lt;br /&gt;
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&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;16/08/06&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Visita all&#39;Atomium. E&#39; un po&#39; come la torre Eiffel Belga. Si presenta esternamente come un immenso atomo, che dentro si può visitare. C&#39;è l&#39;ascensore superveloce che ti porta in cima per vedere la panoramica della città. Sicuramente la cosa più interessante da vedere, da queste parti. Dopo pranzo andiamo a prendere il treno per Kiewit, Pukkelpop arriviamo! Arrivate ai cancelli, fila disumana per entrare in campeggio. Ci mettiamo in coda e dopo dieci minuti mi accorgo della tragedia. La tenda. Non ce l&#39;ho più. E&#39; rimasta in treno. Cazzo. Quattro notti sotto a un ponte? No, proviamo almeno a recuperarla. In Italia la polizia ci avrebbe riso in faccia. Il poliziotto belga invece chiama la stazione successiva, scopre che il controllore l&#39;ha trovata e l&#39;ha data al macchinista del primo treno che ce la riporta indietro. Fantascienza. Andiamo a piantarla. Il campeggio cresceva di dieci metri al secondo, era una cosa veramente sterminata. Tenete conto che questo festival conta circa 150 mila presenze all&#39;anno. Alla sera prendiamo il treno per Hasselt, la capitale della moda. Andiamo all&#39;appuntamento con gli altri bloggers italiani, per cenare tutti insieme. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;17-18-19/08/06&lt;/b&gt; [omissis] descrizione accurata dei 31 concerti visti in tre giorni, ve la risparmio [/omissis]&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;20/08/06&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il risveglio dell&#39;ultimo giorno è traumatico. Durante la notte ha piovuto ancora ed è entrata l&#39;acqua dentro alla tenda. Il mio sacco a pelo si strizza. Mettiamo via tutto di corsa e andiamo a prendere il treno per l&#39;aereoporto, dove compro un pacchetto di stimorol danesi. Arrivo a casa alle 18. Abbraccio il letto e il bidet. Li adoro. Faccio due lavatrici e due docce. Crollo addormentata alle 21. &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/4656266552208823190/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/bruxelles-hasselt-e-pukkelpop.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/4656266552208823190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/4656266552208823190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/bruxelles-hasselt-e-pukkelpop.html' title='Bruxelles, Hasselt e Pukkelpop'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEim9t4tFNcBVE3pHnqypq-OmLNV9jeY9pMs85PsCNHQRxlNce3SZU4qywIe1AWkiLjXUGiUBiKKSrC_zQscEaho-Up_6GUm7XnUYhGB7VNLXMah8xPfsx_zgKaF7kQFyJF33KXAOKiqoj8/s72-c/hotel%20de%20ville.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-6390645240341182241</id><published>2011-01-26T18:41:00.002+01:00</published><updated>2011-01-26T18:52:42.578+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="consigli per viaggiare"/><title type='text'>Come pianificare un viaggio</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La buona riuscita di un viaggio dipende per la maggior parte da come lo si è organizzato a priori. La cosa più sbagliata da fare è prenotare aereo e albergo, e poi organizzare solo successivamente gli spostamenti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In ordine temporale prima si prenota il volo e poi la sistemazione. Prima di comprare un volo bisogna controllare bene gli orari di partenza e di arrivo, e vedere se sono compatibili con i mezzi pubblici per non spendere vagonate di soldi in taxi. Per questo motivo i voli che arrivano a mezzanotte o quelli che partono alle quattro del mattino sono da evitare come la peste. Se volate Ryanair c&#39;è sempre l&#39;alternativa del loro bus Terravision, ma nella maggior parte dei casi costa sempre di più del trasporto pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando avete trovato un volo che fa al caso vostro potete stilare una lista di due/tre ostelli papabili, e prima di prenotarli vi fate un giretto su google maps, impostando come località di partenza l&#39;aereoporto, e come località di arrivo l&#39;hotel.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo modo potete rendervi conto di quanto l&#39;albergo sia lontano dal centro, e del tempo necessario per raggiungerlo. Cliccando sul tasto mezzi pubblici Google Maps vi fornisce il numero dell&#39;autobus e gli orari. Prima della partenza vi salvate l&#39;itinerario sul cellulare, in modo da essere sempre aggiornati sugli orari in caso di ritardo dell&#39;aereo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un&#39;altra cosa fondamentale di cui bisogna tenere conto nella pianificazione è il rapporto fra i giorni di ferie disponibili e i giorni necessari a visitare una località. Ad esempio, se avete una settimana di ferie, perché sprecarla tutta in un luogo che necessita di soli tre giorni per essere visitato? In questi casi potete fare un viaggio di due tappe e prenotare 3 voli di sola andata (da A a B, da B a C, da C ad A). In alternativa ai 3 voli potete controllare sul solito Maps se ci sono località vicine interessanti e raggiungibili in treno, per poter fare le tappe intermedie con questo mezzo. Questo è un ottimo modo per vedere due posti risparmiando un volo. Specialmente quando si viaggia da soli passare troppi giorni in un posto che ne richiede meno per essere visitato in lungo e in largo, può risultare noioso. Ottimi consigli su come abbinare le città da visitare li ho trovati sul &lt;a href=&quot;http://forum.zingarate.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;forum di zingarate&lt;/a&gt;, e su &lt;a &quot;nofollow&quot;=&quot;&quot; href=&quot;http://www.tripadvisor.it/&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;tripadvisor&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/6390645240341182241/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/come-pianificare-un-viaggio.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/6390645240341182241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/6390645240341182241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/come-pianificare-un-viaggio.html' title='Come pianificare un viaggio'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-8486152647209155072</id><published>2011-01-26T11:44:00.004+01:00</published><updated>2011-01-26T17:25:53.613+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>La metropoli per eccellenza: New York</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/NewYork&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxjlUSXkh7nvN8LvG-caoSdUN3UNaRgzvyH_VU3yfuZjcYhlutLyOk8FY0jpubRm0ADL08tS2UblvMKRIy95DIx4zgRbfbKRb0u3KNTTWouBvgfCHG1m2ckDzZDg_67wlKuDCtYWYgY2k/s200/Statua%20libert%C3%A0.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Finalmente si inizia a fare sul serio.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;All&#39;inizio di Ottobre 2005, la mia amica Ali si connesse a Msn Messenger con il seguente status: &quot;voglio andare a NY chi viene con me&quot;? Io non ci pensai due volte, e le risposi subito &quot;vengo io&quot;. Non avevo ancora nemmeno il passaporto, ma il 5 novembre eravamo sull&#39;aereo che ci avrebbe portato nella grande mela. Il problema più grosso, siccome erano i giorni della maratona, fu trovare un albergo. Lei passò da un agenzia e le spararono cifre folli dai 200 euro a notte, perché il resto era tutto esaurito. Fortunatamente io in quel periodo con internet me la cavavo decisamente meglio e trovai una camera ad un prezzo molto più abbordabile su &lt;a href=&quot;http://www.it.lastminute.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;lastminute.com&lt;/a&gt;. Ci misi tre giorni per convincerla che non si trattava di una fregatura solo perché si trattava di una vendita su internet. Come sono cambiati i tempi in soli sei anni! Fu così che con il nostro inglese scolastico ci ritrovammo catapultate in quel mare di luci, suoni e odori nuovi, e dopo il frastornamento iniziale ci rendemmo subito conto di non trovarci in un posto qualunque. New York era il posto dove le cose succedevano, dove viveva gente proveniente da qualsiasi parte del mondo. In quei giorni feci il primo esperimento di live blogging, poiché in albergo c&#39;era il wireless gratuito, cosa che in Italia era ancora fantascienza. In uno slancio di entusiasmo poi scrissi anche un post dall&#39;aereo, perché la Lufthansa in quel periodo forniva uno dei primi servizi wi-fi on board. Stavo pensando che in effetti è un peccato l&#39;aver chiuso quel blog dove era pubblicata tutta questa roba. Pertanto, per quei 2-3 pazzi a cui può interessare, ho deciso di incollare qui sotto i post di quel viaggio. Auguri.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;domenica, 06 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non esistono parole. Troverò le parole.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho portato il portatile. Principalmente per emergenze lavorative, poi per scaricarci le foto che nella mia scheda altrimenti ce ne stanno solo ottanta e poi perchè sull&#39;aereo doveva esserci adsl flat e volevo scrivere il post più &quot;alto&quot; del mondo. Alla fine in aereo l&#39;adsl non funzionava (spero ancora nel volo di ritorno), però ho felicemente scoperto che in hotel c&#39;è la connessione wi-fi superveloce totally free. Qui a New York stanno avanti, non ci sono storie. Ho deciso che sfrutterò questa connessione per raccontarvi la giornata prima di andare a dormire. &amp;nbsp;Così risparmio soldi di telefonate e tempo di e-mail alle amicizie varie.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;aeroporto di Genova è minuscolo, la città e il porto sono stupendi. Il volo fino a Monaco con l&#39;aereo a elica un po&#39; meno stupendo. I quaranta minuti di tempo scarsi tra un volo ancora meno (dove cazz&#39;è il gate, oddio il passaporto, ho fame, ti sembra il momento?, un altro controllo del passaporto, la perquisizione, &amp;nbsp;lo zaino perchè lo ripassano, corri corri che è tardi). In aereo, durante le nove ore di volo, oltre ad aver mangiato come un tacchino ripieno, ho trovato il tempo per vedermi Pulp fiction, leggermi tutta la guida intera di new york, guardare una puntata della Sirenetta in inglese, e ascoltare il canale tre di Lufthansa radio dove il dj mette su Mozart, Bach e Beethoven spiegando i brani uno per uno e lodandoli che neanche fossero l&#39;ultima boy band del momento. Quel libro? Non ho avuto il coraggio di chiudere il cerchio. E poi l&#39;atterraggio. Al JFK airport. Nove terminal, da solo è grande come il paese in cui abito. Incuranti delle raccomandazioni di chi ci ha indirizzato verso i sessanta dollari di taxi, sprezzanti del pericolo e temerarie come non mai, ci siamo avventurate sul trenino da cinque dollari che porta alla metropolitana. Erano le otto di sera ora locale, da quelle parti non si vedeva un mezzo turista. Sembrava di essere sul set di Sliding doors. Tutto tranquillo, comunque. Ma il momento indescrivibile è quando riemergi dal sottosuolo. Quando sali gli ultimi gradini della fermata della metro in pieno centro di Manhattan. Mi sono sentita una formichina, giuro. Subito dopo ho avuto la sensazione di assomigliare a una bambina che spalanca gli occhioni e a bocca aperta si guarda intorno come la prima volta che vede il mare. Ovunque a me solo grattacieli sopra i quaranta piani. Di fronte c&#39;era Macy&#39;s il megastore di vestiti firmati più grande del mondo. Più grande di Harrod&#39;s a Londra. Alle mie spalle l&#39;Empire state building con la sua punta sbrilluccicante (esiste sbrilluccicante? no? prendetelo come un neologismo, che rende meglio l&#39;idea). All&#39;angolo tra la 34 e la 8 il nostro albergo. Camera al 23esimo piano. La skyline. Quando mi sono affacciata alla finesta le gambe andavano per i fatti loro. Qui è tutto oversize. Anche i letti, due letti da una piazza e mezzo. Per ora ci stiamo larghe, speriamo comunque di mantenere la nostra linea. Se facciamo come stasera sarà dura. Appena arrivate, abbiamo subito inaugurato il mac donald qui di fronte con un cheeseburger. Ora qui sono le 23.15 (ora italiana le 5.15) e me ne vado a dormire, la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Lunedì, 07 Novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa cosa del fuso orario è allucinante. Sono le sei del mattino, fuori è buio pesto e per la mia testa è mezzogiorno. Alinixa ronfa di brutto, beata lei. Io non ci riesco. Qua sotto, nonostante l&#39;orario, c&#39;è un casino pazzesco. Immaginatevi che razza di traffico c&#39;è se dal ventitreesimo piano sento le macchine come se fossi sul marciapiede. Ieri sera sono rimasta cinque minuti a guardare le auto che passavano. Per la metà sono composte da taxi gialli, uguali a quelli di De Niro in &quot;Taxi driver&quot;, poi ci sono le macchinone che qui si vedono solo nei film, e altre che in italia non sono ancora uscite. New York è così, ti imbamboli a guardare le cose, finchè una folata di vento che neanche la bora di Trieste, ti fa indietreggiare nonostante i diciotto chili di valigia che dovrebbero tenerti ferma. Dicevo, è difficile dormire. La polizia quando passa con la sirena accesa sveglierebbe anche un morto. Ci credo che poi qua ai poliziotti tocca fare degli inseguimenti infiniti, avvisano i criminali che stanno arrivando già otto isolati prima. La popolazione qui è strana. In fila al jfk per il controllo del passaporto ho visto una grande varietà di razze tutte insieme, che non avrei mai pensato di vedere accostate. Gli italiani casinari, il lord inglese col cappello, la coppia tedesca impassibile e superorganizzata, la donna indiana con la tunica, i giapponesi supertecnologici, i rapper neri. Questi ultimi costituiscono almeno la metà della popolazione Newyorkese. O almeno, dopo le otto di sera costituiscono la maggioranza di chi popola le strade. Il mio pancino sta reclamando il pranzo e gli devo spiegare che farà colazione solo fra due ore. Mi rimetto a dormire che è meglio, oltretutto ho anche appena ricevuto una brutta notizia. L&#39;euro è appena crollato rispetto al dollaro. Che tempismo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;b&gt;martedì, 09 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qui sono le tre e mezza. Scrivere col buio è più suggestivo. Vi racconto la giornata di ieri, se riesco a farci stare tutto. Tanto la mia compagna di stanza dorme beata, abituata al chiasso del traffico di Genova e non ci sente. Alle otto e mezza colazione da Starbucks, nell&#39;isolato accanto. Mega muffin e mega cappuccino versato nel bicchiere di carta di una coca media, con tanto di cannuccia, così te lo puoi portare in strada mentre ti fiondi in ufficio. Pochissimi si sono seduti a mangiare. Gli altri andavano tutti di corsa, in giacca, cravatta e valigetta, in pieno dandy style. Quando siamo uscite, passeggiando sulla trentaquattresima abbiamo notato una curiosa aiuola decorata coi cavolfiori. Che tipi strani questi americani. Approfittando dell&#39;orario favorevole ci siamo dirette all&#39;Empire state building. Andando più tardi si rischia di fare ore di fila. L&#39;ascensore ti porta al piano 86 di 101, oltre dopo l&#39;11 settembre non è più possibile salire. L&#39;impatto con l&#39;esterno, una volta in cima, è assurdo. Se da sotto mi ero sentita una formichina, da sopra mi sono sentita un atomo. Fa freddissimo lassù, le folate di vento ti piegano in due, ma sei talmente estasiato che non te ne accorgi. Sembra di guardare un plastico, pensi che sia impossibile che tutto ciò sia reale. Quando esci passi attraverso a un negozio carino di souvenir, coi prezzi gentilmente raddoppiati per l&#39;occasione. Che carini, ti fanno anche la foto di fianco a una gigantografia del grattacielo, e poi pretendono di rivendertela per soli quindici dollari. A mezzogiorno in punto siamo andate a pranzo in un posto tipico. Uno di quei ristoranti tipo Arnold di Happy Days, con le due panche poste una di fronte all&#39;altra e il tavolo in mezzo. Di quelli che ti aspetti che da un momento all&#39;altro qualcuno si alzi dicendo: questa è una rapina, fuori tutti i portafogli. Non è successo, però appena uscite abbiamo assistito a un vero inseguimento della polizia. La sirena assordante ha preceduto un taxi giallo guidato da un pakistano che ha bruciato tutti i rossi, e dietro la volante che faceva lo slalom in mezzo alle macchine. Noi due a bocca aperta, “ma come, non si ferma?”, per il resto della popolazione era tutto normale. Poco lontano c&#39;è Macy&#39;s il megastore diviso in nove piani di almeno tremila metri quadri l&#39;uno. Calvin klein, Guess, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, North Face, Lacoste, sono solo alcune delle marche che si possono trovare all&#39;interno. I prezzi sono stracciatissimi in confronto all&#39;europa, e inoltre i turisti possono fare la tessera per ottenere un ulteriore sconto dell&#39;11%. La mia carta di credito è stata ricoverata in ospedale, non le era mai toccato di lavorare così tanto. Prenoto un posto accanto a lei per quando leggerò l&#39;estratto conto del mese di novembre. Siamo uscite di lì dopo tre ore di corsa avanti e indietro per tutti e nove i piani. A noi la maratona ci fa un baffo. Dopo una piccola sosta in albergo per appoggiare i sacchetti ci siamo dirette a Time Square. Per rendervi l&#39;idea di questo posto dovete, se possibile, immaginare Piccadilly Circus di Londra, moltiplicato per mille. Facciamo duemila. Nel palazzo di vetro di Mtv stavano registrando una puntata di Trl. Sotto le finestre, le ragazzine in visibilio urlavano per un rapper a noi sconosciuto che nemmeno mi ricordo come si chiama. Dopo cinque minuti è uscito fuori, con dieci guardie del corpo, un ragazzetto nero che non avrà avuto nemmeno diciott&#39;anni, e se ne è andato salendo sopra una ferrari nera di cui io non avevo mai visto il modello nemmeno in fotografia. Lì accanto sorge il maestoso palazzo della Paramount pictures. Di fronte il virgin megastore. Girare per la sezione cd rock da veramente soddisfazione. Tutte le band che in Italia non conosce quasi nessuno, lì hanno il posto d&#39;onore. La sezione indie rock mi ha fatto pensare alla sua omonima da Nannucci a Bologna. Ah, a proposito. Qua Genova non la conoscono, però Bologna si. Non so se sia grazie all&#39;ultimo libro di John Grisham, o per cosa, però è una soddisfazione vedere facce che annuiscono quando gli rispondi alla domanda “Italianeee? Where do you come from??” I commercianti qua parlano almeno diciotto lingue oh. Quando siamo uscite dalla Virgin iniziava a fare buio e ci siamo dirette all&#39;hotel passeggiando lungo la quinta avenue. Qualcuno che sa, mi spieghi perchè da alcuni tombini di New York esce veramente il fumo bianco come nei fim. Tra i veicoli transitati ieri segnalo, lo scuolabus giallo, la camionetta coi pompieri ancorati sopra, il furgoncino bianco fedex identico a quelli di cast away, la limousine bianca lunga come tre macchine normali, e il camioncino bianco dei gelati con dipinta sopra la scritta God bless America. Gli americani sono più nazionalisti dei francesi, la loro bandiera sta veramente ovunque. Se le contavo tutte, quelle che ho visto in giro oggi arrivavo probabilmente a milletrecentocinquanta. Abbiamo cenato alle otto. Alle nove sono crollata mentre scaricavo un centinaio di foto sul pc. E adesso che ci penso, torno a dormire.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;b&gt;mercoledì, 09 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stanotte ho dormito. Sono ben le sette del mattino! Vi racconterò la giornata di ieri.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla fine il consiglio della hostess è stato il più prezioso di tutti. &quot;Quando andate alla statua della libertà, cercate di arrivare lì per le otto, il battello si paga ma i primi cento salgono gratis sulla statua. Se non fate in tempo dovete prenotare la salita per un altro giorno, e ci sono code interminabili.&quot; Arrivando presto non abbiamo fatto file, a new york essere mattinieri è importante. Per vedere qualsiasi cosa ad orari non tendenti all&#39;alba, ci sono file paragonabili solo a quella per le montagne russe di Gardaland una domenica d&#39;agosto. Per fortuna col fuso non abbiamo problemi a svegliarci presto. Ma torniamo alla statua. Il molo da dove partono i battelli è popolato di gabbiani Jonathan che seguono le navi piroettando nel cielo. In dieci minuti arriva alla statua, se state nella parte posteriore potrete scattare foto meravigliose alla skyline di New York. L&#39;isola della statua è uno dei posti più sicuri al mondo. Si passa un controllo metal detector con crismi aeroportuali, prima di salire sul battello e un altro prima di salire sulla terrazza. Quest&#39;ultimo ha una tecnologia da base spaziale, mai visto niente di simile. Gli zaini bisogna lasciarli all&#39;entrata, nell&#39;apposito armadietto che ti riconosce l&#39;impronta digitale quando vai a ritirare. Da matti. La statua è basata su intelaiatura simile alla torre Eiffel, e infatti è stata costruita dallo stesso ingegnere. E&#39; alta 46 metri e rispetto a tutti i mega grattacieli ai quali siamo ormai abituate, ci sembra quasi piccola. Dopo siamo passate attraverso la famosa Wall street, la via più popolata di limousine. Abbiamo pranzato in una specie di mensa, tipo la nostra camst, dove vicino c&#39;erano tutti i signori impomatati e incravattati nelle loro pause pranzo da ufficio; mamma mia quanto corrono! Poi abbiamo proseguito a piedi verso il ponte di Brooklin, passando in una strada secondaria ci siamo imbattute nello studio di Santiago Calatrava, uno degli architetti più famosi del mondo. Quello che ha progettato tutta la parte nuova di Barcellona per capirci. All&#39;imbocco del ponte, c&#39;erano un auto dell&#39;FBI, tre auto della polizia, i pompieri, e ci hanno detto &quot;today the bridge is close for safety&quot;. Se facciamo in tempo ci torniamo. Chissà che cosa era successo. Proseguendo lungo Park Row, siamo entrate nel negozio di cd più economico di ny: JR. Ce ne sono un&#39;infinità. Mi sono comprata il best of di Morrissey, 21 canzoni bellissime a sei dollari e cinquanta. Minima spesa massima resa. Uscendo da lì ci si imbatte nella chiesa di Saint Paul, e dietro di essa c&#39;è Ground Zero. La chiesa fu un punto di ritrovo in quei giorni tristi di settembre 2001, per chi voleva pregare per i propri cari dispersi. E&#39; ancora tappezzata di foto e di messaggi, stare lì dentro mette una pelle d&#39;oca che non vi dico. Uscendo dal retro si vede il mega cratere. Un totale di metri quadrati di &amp;nbsp;nulla in mezzo a decine di grattacieli. E&#39; incredibile come siano rimasti in piedi tutti gli altri. Camminando a piedi lungo la Brodway si arriva a Soho, il quartiere dove mi piacerebbe vivere. E&#39; l&#39;unico posto dove non ci sono grattacieli, ci sono tantissime gallerie d&#39;arte, il mega apple store, e un sacco di negozi uno più sciccoso dell&#39;altro. Tra questi c&#39;è n&#39;è uno di un artista giapponese, che disegna scarpe e magliette e le vende solo a ny, tokio e londra. Se in google immagini digitate &quot;Bape shoes&quot; o &quot;Bape shirt&quot;, vedrete quanto sono carine. Purtroppo sono talmente costose che mi sono accontentata del portachiavi con la scarpina :P &amp;nbsp;Camminando camminando, a un certo punto dico &quot;mamma mia quanti cinesi che ci sono da queste parti! ma che è?&quot; solo cinque minuti dopo ho realizzato.... Chinatown. Senza dubbio è un quartiere folkloristico. Little italy invece è quasi scomparsa, se la stanno assorbendo i cinesi, tutto quello che è rimasto è concentrato in una strada sola. A cena siamo andate in un locale con gli sgabelli alti e gli schermi piatti, sulla trentatreesima. Quando siamo entrate, c&#39;era una canzone degli Interpol. Mentre mangiavamo io e Alinixa, parlavamo di uomini, per la serie tanto qui non ci capisce nessuno, quando a un certo punto il tale del tavolo accanto si volta e fa: where are you from? Italy! Piacere, Giovanni. Ma che vergogna.... Per fortuna se ne è andato quasi subito. Anche noi, alle dieci siamo tornate stanche in albergo, e abbiamo scaricato e ammirato la nostra opera di fotografe. Anche ieri sessanta foto io e settanta lei. Mi basterà l&#39;hard disk?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;giovedì, 10 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri siamo andate al Metropolitan museum. Per arrivarci, siamo passate in mezzo a Park Avenue, una delle strade rese famose dal telefim sex &amp;amp; the city. Qua la gente impazzisce per quella serie. Il quartiere è una roba tipo Parioli elevato al quadrato. Ci sono i palazzi sciccosi che di sotto all&#39;entrata tappetosa e moquettata e lampadariocristallizzata &amp;nbsp;hanno il portiere in uniforme col cappello e i galloni, che ti apre la porta della limousine per farti scendere. Il museo è immenso, che novità. Per andare in giro invece del biglietto ti danno una specie di spilletta con la M di metropolitan, da attaccare ai vestiti. La sezione egizia è seconda al mondo solo a quella del cairo, dentro c&#39;è perfino un tempio smontato in egitto e ricostruito là dentro. Nella sezione americana di artistico non c&#39;è praticamente niente, sono tutti interni di case di inizio secolo ricostruiti fedelmente. Sembra la fiera del mobile in stile liberty. Nella sezione delle armi ci sono le armature dei cavalieri a cavallo, le spade come quella di kill bill, le pistole, e le spade come quella di lady oscar. Una aveva il manico completamente ricoperto di diamanti. La parte più bella è quella dedicata agli impressionisti. Come per la letteratura ho una particolare inclinazione per l&#39;arte francese (cezanne, chagall, degas, serat, monet, gauguin, renoir). Abbiamo inoltre avuto la fortuna di capitare in un periodo in cui c&#39;è una mostra temporanea di Van Gogh. Non è grande come quella di Amsterdam, però ci sono parecchi quadri che là mancavano. L&#39;architetto Calatrava qui ha una sezione tutta sua, con le sculture e i progetti dei ponti. C&#39;è anche il plastico della nuova torre di Ground Zero, lui deve costruire una super pensilina per la metropolitana che passa sotto. Quando entri lì per tutto il tempo hai in testa la parola genio. Quando siamo uscite abbiamo camminato attraverso Central Park. C&#39;è bisogno che vi dica quanto è sconfinato? Dentro c&#39;è anche la pista del pattinaggio sul ghiaccio. Le paperelle se ne stanno negli altri laghetti invece. In fondo inizia la 5 avenue di lusso. Qui le super marche, come Gucci, Prada, Vuitton, non si accontentano del mega negozio come a Milano. Qui ognuna ha il suo grattacielo. Pazzesco. Pensate a quanti milioni di dollari ci possono essere dentro quei palazzi. Pensate al palazzo di Cartier. Il Disney store è in questa strada, se entrate vi saluteranno Pluto e Cip &amp;amp; Ciop. Ah già dimenticavo, qua è pieno di scoiattoli, ce ne sono in tutti i parchi e non scappano impauriti se ci si ferma a guardarli. Vederli mangiare la noce con le zampine è come assistere a un miracolo della natura. Proseguendo a piedi siamo arrivate al Rockfeller Center, un complesso di grattacieli costruiti dall&#39;omonimo miliardario. Nella plaza al centro c&#39;è un altra pista di pattinaggio con la musica e le lucette, è quella che si vede nel film Autumn in New York. Lì dietro c&#39;è la casa d&#39;aste Christie&#39;s, sulle vetrine ci sono le foto di alcuni quadri che vendono, compreso Andy Warhol. Alla sera dovevamo andare in un localino a Soho ma la pioggia ci ha fatto desistere e siamo entrate nel vicino Hard Rock Cafè. Quello di Londra in confronto è il bar dove mio nonno andava a giocare a bocce. Non mi aspettavo tutte quelle cose. Questo è un vero e proprio museo del rock, con almeno trecento chitarre, la batteria di ringo starr, gli stivali di Springsteen, il vestito di Elvis, e migliaia di altre cose. Vale la pena farci un giro dentro, anche senza consumare, i camerieri non ti rompono le scatole. Quando siamo uscite sul marciapiede lì vicino, c&#39;erano quattro ragazzini rapper con la loro radio che facevano una dimostrazione. Dovevate vedere che capriole, che salti mortali. Troppo bravi. Dopo siamo tornate a dormire, convinte che la giornata fosse finita. Invece no. Alle quattro del mattino mentre sostavamo nel mondo dei sogni, una sirena impazzita inizia a suonare fortissimo. Avevo talmente sonno che mi sono girata dall&#39;altra parte. Poi dopo due minuti Ali si è alzata dicendo, &quot;non è che è l&#39;allarme antiincendio?&quot; Abbiamo aperto la porta e la scritta rossa FIRE lampeggiava nel corridoio. Ho battuto il record mondiale di mivestoveloce. Ci siamo letteralmente randellate giù per i ventitrè piani di scale, con un totale di persone al seguito. Mi è sembrato di essere veramente in un film. Il vano scale mai usato da nessuno è grigio e polveroso. La fine non arrivava mai. Nella hall c&#39;erano quindici pompieri, in assetto da guerra. Dalla reception il tipo urlava al microfono di stare calmi che avevano già individuato il piano che aveva fatto scattare l&#39;allarme. Il nostro. Accidenti che colpo. I pompieri sono saliti di corsa, ma sono tornati giù prestissimo. Pare che sia stato un falso allarme, non ho capito bene. La hall era piena di persone spettinate in pigiama, discretamente incavolate. Nel mezzo di questa situazione ci siamo sedute al bar, ed è arrivato subito un coreano pazzo coi capelli ricci a fare conversazione. &quot;I&#39;m Jin ho, from Corea!&quot; &quot;Where are you from?&quot; &quot;Italia?&quot; &quot;My name is Gino, i&#39;m looking for my Gina&quot; Immaginatevi come posso averlo guardato alle quattro del mattino spettinata dopo l&#39;allarme incendio. Se ne è risalito immediatamente in camera a testa bassa, tzè.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;b&gt;venerdì, 11 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi sto abituando al fuso. E&#39; l&#39;una e mezza di notte e non sto crollando dal sonno. Ciò significa che quando tornerò sarò in stato confusionale per almeno tre giorni. Stamattina ho vissuto una piccola delusione. Siamo andate alla factory di Andy Warhol, e al posto della suddetta, dopo dodici giri in tondo ci abbiamo trovato un cumulo di macerie e la scritta &quot;here was the last factory of Andy Warhol&quot;. Non ci potevo credere. Gli americani sono pazzi, sarebbe come se gli olandesi demolissero la casa di van gogh per costruire un grattacielo. Dopo siamo andate al Moma (museum of modern art). Spettacolare. Sei piani di meraviglie. Specialmente il quarto e il quinto, dove si trovano dalì, picasso, mirò, kandinskj, mondrian. Bisognerebbe avere due giorni interi di tempo per vedere a pieno tutto. Uscendo da lì abbiamo visto una ressa incredibile dentro al negozio di H &amp;amp; M. Ma una roba da non credere, pare che Stella Mc Cartney svendesse la propria collezione. Dovevate vedere un centinaio di &amp;nbsp;donne fare a botte per una gonna o una giacca. Arraffavano tutte inferocite qualsiasi indumento portabile che capitasse loro a tiro, alcune erano arrivate addirittura con la valigia da riempire. Lì fuori a documentare il tutto c&#39;era anche la televisione. Solo a New York ci si può rendere conto della definizione di shopping selvaggio. Anche all&#39;Apple store di Soho c&#39;era un gran caos. Ipod nani dappertutto. Ho preso una custodia che mi hanno chiesto, chiudendomi gli occhi, che era meglio. E&#39; troppo carino però. La giornata è proseguita al Greenwich village. Carina la Washington plaza, dove non si capisce perchè, c&#39;è anche un monumento a Garibaldi. Poco più in là, davanti alla New York university, c&#39;era un picchetto di persone che giravano in tondo coi cartelli e cantavano. Questo quartiere ha un sacco di negozietti con prezzi abbordabili, è uno dei pochi. Leggermente più a sud lungo Mulberry street c&#39;è quello che resta di little italy. Praticamente sono tutti ristoranti, la zona è stata quasi interamente assorbita dai cinesi. Questa sera incredibile ma vero siamo uscite. Dopo una buona cena al ristorante messicano siamo state all&#39;Apt sulla tredicesima. Trattasi di un american lounge bar, con una bella musica di sottofondo. Brent il barista dopo averci detto &quot;buongiorno principessa&quot; come Benigni in &quot;la vita è bella&quot; ci ha offerto da bere. All&#39;inizio non c&#39;era tanta gente ma poi si è popolato di persone di tutti i tipi. Noi eravamo sedute al bancone. Ad un certo punto si sono seduti a fianco tre messicani. Uno fa l&#39;avvocato a new york e si sente fico anche se poverino non si poteva affrontare proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;where are you from?&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Italy&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;oh very nice, what&#39;s your job?&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;I&#39;m an accountant, and she is a lawyer&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Me too. I&#39;m a lawyer!&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;I like mexican kitchen!!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;you like mexican kisses?!? oooh yeahh!&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;sèèè buonanotte! KITCHEEEEEN!&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;aaaah&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;eh! bye bye!&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Gli stranieri battono gli italiani negli abbordaggi maldestri dieci a uno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;sabato, 12 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stamattina siamo andate in metropolitana fino a Brooklyn e poi siamo tornate indietro a piedi percorrendo l&#39;omonimo famosissimo ponte. Faceva freddissimo oggi, 40 gradi fahrenheit, ovvero circa 4 gradi centigradi. Il freddo pungente ti cambiava colore alle orecchie. A distanza di un km c&#39;è il ponte di Manhattan. La cosa buffa è che vai sul ponte di Brooklyn e siccome ci sei sopra e non riesci a fotografarlo, fai le foto a quello di fronte. Andare sull&#39;altro sarebbe stata una mossa troppo intelligente, che se un giorno tornerò qui, dovrò mettere in atto. Al termine della passeggiata, proseguendo sulla destra siamo passate in mezzo ai palazzi del potere: il municipio, la corte suprema degli stati uniti, il tribunale. Mi sono fermata in una pharmacy a comprare le cinnamon. Qui vendono le big red, quelle che Max degli Offlaga lancia sempre dal palco. Attenzione, la pharmacy non è la farmacia ma il supermercato. E&#39; una delle tre parole indispensabili, diverse dall&#39;inglese all&#39;americano. Le altre due sono: il bagno che non si dice toilet ma restroom e il conto, che non si dice bill ma check. Ora siete pronti per andare al ristorante. Poco più avanti ci siamo ritrovate sulla destra Union Square, e sulla sinistra un negozio di scarpe che vedeva tutto for sale. La piazza non l&#39;abbiamo vista. Poi abbiamo attraversato il village lungo Lafayette street. Un negozio più bello dell&#39;altro, uno attaccato all&#39;altro. Non sono i soliti negozi omologati per turisti, alcuni vendono cose usate, tutte ricercate e mai banali. Ci abbiamo messo tre ore a percorrere quella via. Un uomo poco shopping addicted ci avrebbe messo cinque minuti. Alle due abbiamo pranzato da diner, un posto in cui ci lavora un cameriere che lo chiamano sorriso &amp;amp; simpatia. Mai visto uno più scontroso nei confronti della clientela. Ah già perchè qui c&#39;è da sottolineare un aspetto. Se avete bisogno di qualsiasi cosa e trovate qualcuno che vi risponde con gentilezza, si tratta sicuramente di un immigrato. Se vi rispondono con un grugnito, è sicuramente qualcuno del posto. I newyorkesi sembrano allergici alle richieste di informazioni. Dopo pranzo abbiamo continuato a passeggiare fino alle sei del pomeriggio, ora in cui siamo tornate in albergo. Io e Alinixa abbiamo convenuto che l&#39;attività più bella che si può fare a ny è camminare per la strada e guardare le persone. Potrei farlo per due mesi consecutivi. La sensazione di società plurirazziale che ho avuto in aereoporto si è estesa a tutta la città. Mentre nella prima locazione poteva essere anche una cosa normale, poi è diventata stupefacente. A parte la varietà di esseri umani, la cosa strana sono le coppie. Vedi cinesi con messicani, thailandesi con irlandesi, neri con vietnamiti. Tutti perfettamente integrati nella società. Cosa che da noi non avviene assolutamente. Anche se c&#39;è da dire che il tasso di criminalità da queste parti è assurdo. Ieri abbiamo visto appesa una taglia. Diceva che la polizia offriva dodicimila dollari a chi forniva indicazioni per trovare chi aveva ucciso l&#39;uomo nella foto e poi lo aveva fatto a pezzi e chiuso in una valigia. Credevo che certe cose succedevano solo nei film, da quando sono qua ho capito che solo le invasioni degli extraterrestri e king kong e i supereroi sono cose inventate, tutto il resto purtroppo in questa apocalittica città non meraviglia più nessuno. Come stasera quando uscivamo dall&#39;albergo e ci sono sfrecciate davanti quindici macchine della polizia a sirene spiegate, non abbiamo visto nessuno che avesse nemmeno girato lo sguardo per vedere dove andavano. Poi con la metro siamo tornate a downtown, la parte sud, dove ci sono i locali. Mia cugina mi aveva consigliato di andare alla Knitting Factory, e siccome comprando il giornale degli spettacoli che si chiama &quot;time out&quot; avevamo letto che stasera c&#39;era un gruppone indie (gli okkervil river) avevamo deciso di andare. In alternativa a Time Out, se vi interessano solo i concerti. vi segnalo l&#39;ottimo ohmyrockness.com. Quando siamo arrivate alla Knitting e la cassiera ci ha detto &quot;is sold out&quot; le avrei sputato in un occhio(oh, come mi sono già perfettamente integrata). A nulla è servito dire &quot;I come from italy&quot;. Per fortuna al piano di sotto dello stesso locale c&#39;erano altri concerti, e ci siamo viste i Dollyrout e i The Dwarves. Non erano male, e poi per consolarmi mi sono comprata le spillette di tutti e tre i gruppi. Il locale è molto bello, tutta la scena musicale emergente americana passa di qui. La filosofia interna è la stessa del Covo. Per un attimo tra tutte quelle magliette a righe mi sono quasi sentita a casa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;domenica, 13 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri mattina siamo andate al Guggenheim museum. E&#39; il meno importante dei tre che abbiamo visto, però è composto da una struttura architettonica notevole. Oltre alla collezione permanente con opere di Kandinskj e Chagall c&#39;era una mostra temporanea sull&#39;arte russa. Lenin era raffigurato in almeno quattro quadri. Uscendo da lì abbiamo attraversato la parte a nord di Central Park. Scenari suggestivi da autumn in New York e paperelle sguazzanti nel grande lago facevano da cornice alle centinaia di persone che correvano intorno al parco. Poco lontano c&#39;è la Columbia University, all&#39;interno c&#39;è un giardino molto grande che si può visitare. Il palazzo della biblioteca assomiglia ad un tempio romano con le colonne. Proseguendo lungo Amsterdam avenue ci siamo avventurate verso Harlem, il quartiere dei neri. E&#39; molto caratteristico, le case sono basse e la gente sosta tranquilla seduta sui gradini all&#39;ingresso a fare delle chiacchiere, come nei film. Ci sono un sacco di chiese di tutti i tipi. Quando abbiamo ripreso la metro per tornare giù, non abbiamo calcolato che quella linea parte dal Bronx. Confesso di avere avuto veramente paura appena salite. A parte che eravamo le uniche bianche, ma qui è normale, c&#39;erano certe facce incarognite, che non ti facevano vedere l&#39;ora di scendere. Al pomeriggio siamo tornate a vedere i negozi più belli e abbordabili: vicino a union square consiglio forever 21 e basement, a soho consiglio rat bastard e michael k. Alla sera siamo tornate nuovamente a Soho. L&#39;abbiamo eletto “zona più bella di ny”, in una settimana ci siamo andate ben 4 volte! Abbiamo cenato in un ristorante italiano, il corallo. L&#39;astinenza di pasta iniziava a farsi sentire e così abbiamo rischiato e fortunatamente ci è andata bene. Le penne alle melanzane erano perfettamente al dente. Quando ho ordinato una birra il cameriere mi ha chiesto un documento, non credeva che avessi più di ventuno anni, l&#39;età consentita per bere alcool. Gli ho detto scocciata che “I&#39;m 26” e me l&#39;ha portata. Ad Alinixa, che ha due anni in meno di me, invece del documento le ha chiesto se voleva anche del vino. Robe da matti. Al ritorno abbiamo anche rischiato di farcela a piedi. Questa città ha migliaia di Taxi, ma al sabato sera è quasi impossibile trovarne uno libero. Ci abbiamo messo un&#39;ora, vagando a piedi nella notte buia. Impossibile annoiarsi qua eh! Ora sto facendo la valigia, fra tre ore parte la navetta che va all&#39;aeroporto. E &#39; piena stipata, però sono stata brava, tutti quelli che conosco che sono venuti qua mi hanno detto che al ritorno hanno dovuto comprare una valigia nuova per metterci gli acquisti da shopping. Metto dentro anche il portatile e vado a fare l&#39;ultimo giro. Bye bye! Ora sono all&#39;aeroporto di Newark, anche qui c&#39;è la connessione wi-fi superveloce. Ne ho approfittato per uploadare le foto su msn. Per chi me le aveva chieste, le trovate a questo link, cliccando nella sezione foto. &amp;nbsp;Per arrivare qui dovevamo prendere la navetta, ma non si decideva a passare. Alla fine abbiamo preso il taxi insieme ad un israeliano di Tel Aviv, per dividere la spesa in tre. Parlava un po&#39; di italiano. Durante il viaggio ci ha raccontato che fa il biopsicologo, e che è abituato alle esplosioni che ci sono nella sua città, anche se ogni tanto ha paura per i suoi bambini. Ny è bella anche per questo, tutti ti parlano e ti raccontano la propria vita. Tra mezz&#39;ora c&#39;è l&#39;imbarco. Qui chiudo, ora vado a fare un giretto nel duty free. Mi sono rimasti ben tre dollari e mezzo in contanti. A presto!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;b&gt;lunedì, 14 novembre 2005&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ore 03.15 italiane, in un punto sperduto sopra l&#39;oceano Atlantico.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non ci si può credere.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La tecnologia mi stupisce sempre.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono qui, sul volo Lufthansa Lh 403 da New York a Francoforte, a diecimila metri di altezza e ben novecento km orari di velocità, e la connessione wi fi mi permette di postare e addirittura di parlare con gli amici in msn. Dove arriveremo non si sa.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Signore e signori, ecco a voi il post più alto del mondo!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A bordo di una compagnia tedesca non poteva mancare un&#39;ottima birra. Io e Alinixa abbiamo appena brindato con la Warsteiner, sopra c&#39;è scritto che fa undici gradi. Ci hanno appena portato la cena, dopo spero di riuscire a prendere sonno, che nell&#39;ultima settimana ho dormito in media solo quattro ore per notte. Prima di partire avevo detto che non vi pensavo e invece vi ho postato l&#39;intero diario di viaggio. Non sono affidabile. Mi rifarò questa settimana in cui andrò a letto presto almeno fino a venerdì. Buonanotte a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;THE END&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Che tenerezza :)&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/8486152647209155072/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/la-metropoli-per-eccellenza-new-york.html#comment-form' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/8486152647209155072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/8486152647209155072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/la-metropoli-per-eccellenza-new-york.html' title='La metropoli per eccellenza: New York'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxjlUSXkh7nvN8LvG-caoSdUN3UNaRgzvyH_VU3yfuZjcYhlutLyOk8FY0jpubRm0ADL08tS2UblvMKRIy95DIx4zgRbfbKRb0u3KNTTWouBvgfCHG1m2ckDzZDg_67wlKuDCtYWYgY2k/s72-c/Statua%20libert%C3%A0.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-4327473656866810844</id><published>2011-01-25T18:05:00.001+01:00</published><updated>2011-01-26T11:15:46.643+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Amsterdam: il mio primo volo solitario</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Amsterdam&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5CfXs375Fy6ti1vyzYad0kWyb98jq67n2RDYN5V5ypfJO-4yn-444d0yTol2wCuAs1lpqT2TQb6IKMqzpF3tFTD3Aqiom2moZjrbuVsVQVSceyTMh-7M-J1yP01-tLON4P1xSWaS_47A/s200/IM000994.JPG&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il 2004 fu un anno di transizione, poiché avevo appena cambiato lavoro, fidanzato, città e giro di amicizie. Tutto quello che successe quell&#39;anno, le persone i libri, i film, e la musica con cui venni improvvisamente a contatto contribuirono a cambiare radicalmente me e la mia visione del mondo. Fu anche l&#39;anno in cui aprii il mio primo blog. Bologna con il suo cielo bianco e i suoi portici entrò nella mia vita come un fulmine a ciel sereno, ed è sempre rimasta sotto pelle. A causa di tutti questi cambiamenti non ebbi il tempo per viaggiare, e per questo dovetti aspettare il 2005.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante l&#39;estate si prospettò l&#39;occasione di visitare Amsterdam, anche se si presentò un ostacolo per me quasi insormontabile. Per esigenze logistiche avrei dovuto volare da sola nel viaggio di andata, e sulle prime pensai di rinunciare. La sola idea mi terrorizzava, l&#39;attesa in aeroporto, il check-in, il bagaglio, il volo solitario, l&#39;arrivo in città erano per me come vere e proprie sfide. Fortunatamente mi feci convincere, ed il viaggio andò benissimo. Questa esperienza fu fondamentale per quando successivamente iniziai a viaggiare da sola.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;albergo di Amsterdam aveva una bella vista sul parco Vandel, proprio vicino ad un fornaio che sfornava delle paste che sembravano mandate da dio. Rimasi molto stupita dalla nordicità del posto, le strade erano pulitissime, i tram su rotaia nuovissimi, e tanta gente andava in bicicletta. L&#39;abitudine di non avere tende alle finestre invece mi diede una spiegazione del perché il grande fratello nacque in Olanda. Il museo di Van Gogh è imperdibile, invece il museo nazionale lì accanto è decisamente perdibile. Il quartiere a luci rosse l&#39;ho trovato un po&#39; esotico, ma forse visti i recenti sviluppi politici nazionali, fanno bene loro a fare le cose alla luce del sole. Per provare la specialità nazionale andammo in un pub chiamato &quot;la Canna&quot;, che guarda caso al suo interno era molto fumoso. Da lì in poi ricordo solo un gran ridere. Ridere, ridere, ridere per tre giorni, al parco. Beata gioventù.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/4327473656866810844/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/amsterdam-il-mio-primo-volo-solitario.html#comment-form' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/4327473656866810844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/4327473656866810844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/amsterdam-il-mio-primo-volo-solitario.html' title='Amsterdam: il mio primo volo solitario'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5CfXs375Fy6ti1vyzYad0kWyb98jq67n2RDYN5V5ypfJO-4yn-444d0yTol2wCuAs1lpqT2TQb6IKMqzpF3tFTD3Aqiom2moZjrbuVsVQVSceyTMh-7M-J1yP01-tLON4P1xSWaS_47A/s72-c/IM000994.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-927239227265588445</id><published>2011-01-25T11:40:00.000+01:00</published><updated>2011-01-25T11:40:18.765+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Ibiza e Formentera</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdrYnbSUeapdVfhgVXeTG24irfog58475ipdy1YlxRTzDdDs4Rf_8DKWy0AlsgEXDYs7gSSEZ-rmPqw-4dtQy1F9J8NCJSbC9uaJqSlcasF4JIVf90KkQQariRTp0LmaLzhY8WuBLPp14/s640/IM000542.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdrYnbSUeapdVfhgVXeTG24irfog58475ipdy1YlxRTzDdDs4Rf_8DKWy0AlsgEXDYs7gSSEZ-rmPqw-4dtQy1F9J8NCJSbC9uaJqSlcasF4JIVf90KkQQariRTp0LmaLzhY8WuBLPp14/s200/IM000542.JPG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo post è di fatto uno spartiacque fra i miei viaggi qui raccontati fino ad oggi, e quelli che verranno poi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tanto per cominciare, si tratta del primo viaggio di cui esistono &lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.com/kay979/Ibiza#&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;foto&lt;/a&gt; digitali sul web. Se spiate il mio account Picasa avrete anche un piccolo spoiler sui post futuri.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Inoltre, dato che si riferisce all&#39;estate 2003, è l&#39;ultimo post della serie &quot;villaggi turistici&quot;, con mio immenso sollievo.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per porre fine ai litigi post Parigi, cedetti e promisi che l&#39;anno successivo saremmo tornati al mare. Le Baleari c&#39;erano piaciute molto, e pertanto si decise di andare a Ibiza. Il mare era molto bello, anche se la zona del nostro hotel era totalmente cementificata da strutture alberghiere. Ho poi saputo che dall&#39;altra parte dell&#39;isola c&#39;era una zona incontaminata ma ormai era troppo tardi. L&#39;aspetto positivo era che ci trovavamo vicino alla città vecchia e al porto, entrambi molto belli da visitare. La sera una tappa ai baretti della città vecchia era infatti d&#39;obbligo per assaggiare dell&#39;ottima sangria. I vari pr delle discoteche elargivano omaggi per strada, e visto che il Pacha era così famoso siamo andati a vedere com&#39;era, per scoprire che non era poi così tanto diverso dalle innumerevoli discoteche romagnole. Un giorno siamo saliti su una nave e abbiamo fatto la gita di un giorno a Formentera. Che meraviglia. Non ho mai più visto un&#39;acqua così bella, i colori erano indescrivibili. A quel punto capii perché sui depliant costava il doppio. In quei giorni promisi a me stessa che non sarei mai più tornata in un villaggio perché mi sembrava di rivivere sempre la stessa vacanza, con qualche piccola variante.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/927239227265588445/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/ibiza-e-formentera.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/927239227265588445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/927239227265588445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/ibiza-e-formentera.html' title='Ibiza e Formentera'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdrYnbSUeapdVfhgVXeTG24irfog58475ipdy1YlxRTzDdDs4Rf_8DKWy0AlsgEXDYs7gSSEZ-rmPqw-4dtQy1F9J8NCJSbC9uaJqSlcasF4JIVf90KkQQariRTp0LmaLzhY8WuBLPp14/s72-c/IM000542.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7033170273104603906</id><published>2011-01-25T11:03:00.003+01:00</published><updated>2011-01-28T11:36:41.167+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="filosofia di viaggio"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="travel marketing"/><title type='text'>Filosofia di viaggio vs SEO</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;argomento di cui vorrei parlarvi oggi è spinoso, e perciò provo a farmi aiutare da un dialogo immaginario.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: e così hai aperto un blog di viaggi eh?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: beh, sì è lì, sul web.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: ma non hai visto che stanno spuntando come funghi?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: sì, ma sono tutti uguali. a parte qualche &lt;a href=&quot;http://www.dromorama.com/&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;eccezione&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: immagino che avrai letto &lt;a href=&quot;http://www.motoricerca.net/2011/01/18/scrivere-per-i-motori-di-ricerca/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;questo&lt;/a&gt; articolo che spiega la nuova tendenza &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;seo&lt;/a&gt;&quot; nella scrittura dei blog.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: sì l&#39;ho letto, e avrei voluto picchiare la testa contro il muro&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: perchè?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: come perché?? guarda, già che ci sono te lo smonto punto per punto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&quot;non scrivere per le persone scrivi per i motori di ricerca&quot;&lt;/i&gt;, io non sarei così categorica, correggerei la frase in: non scrivere &lt;u&gt;solo&lt;/u&gt; per le persone, ma &lt;u&gt;anche&lt;/u&gt; per i motori di ricerca. Qualche parolina chiave qua e là, che non stravolga il testo è sufficiente.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&quot;la maggior parte delle persone quando legge fa una scansione&quot;,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;tua sorella forse. Magari lo faccio quando leggo un giornale intero in venti minuti, ma io un blog lo leggo per assorbire le emozioni della persona che scrive.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&quot;ripetere gli stessi concetti almeno tre volte&quot;, &lt;/i&gt;posso dire che palle?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&quot;scrivere per il web è diffente&quot;&lt;/i&gt;, semmai è differente. Consiglierei anche di fare la massima attenzione agli errori di ortografia. Sono fastidiosi, rendono difficile la lettura, e ostacolano pure la ricerca dei motori.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;i&gt;&quot;i robot non capiscono l&#39;ironia&quot;, &lt;/i&gt;per fortuna esiste ancora qualcosa che ci differisce dai robot. Una buona occasione per vedere se il guru autore del post capisce l&#39;ironia!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: ho capito, quindi tu per scrivere il tuo blog usi la mezza misura?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: sì. Non voglio ricadere nè nella categoria dei seo travel blogger che fanno il compitino di riscrivere una guida viaggi che tutti possiamo avere sul cellulare mentre siamo là fuori a vedere il mondo, ma non voglio nemmeno rischiare di non essere trovata da persone a cui possono interessare i miei contenuti.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;a: quindi tu oltre ad acquisire nuovi lettori con google punti anche a &quot;fidelizzarli&quot;?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;s: esatto, mentre il noiosissimo contenuto seo è perfetto per un sito che vende roba, per un blog è da bandire, altrimenti il fine primo del travel blogger &quot;descrivere il mondo attraverso le proprie emozioni e i propri occhi&quot; non si concretizzerebbe. Verrebbe a mancare quel quid.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7033170273104603906/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/filosofia-di-viaggio-vs-seo.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7033170273104603906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7033170273104603906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/filosofia-di-viaggio-vs-seo.html' title='Filosofia di viaggio vs SEO'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-764960815574663427</id><published>2011-01-24T21:48:00.001+01:00</published><updated>2011-01-25T16:31:31.969+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Visita alla diga del Vajont</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.vajont.net/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://www.vajont.net/linea58/images/percorso8B.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Era il dicembre 2002, faceva freddo e tutte le mie amiche erano entusiaste della decisione di trascorrere una settimana bianca di gruppo in montagna. Non so per quale motivo (probabilmente il prezzo) finimmo in Nevegal, una località della provincia di Belluno dove c&#39;erano DUE piste in tutto. Io non avevo mai sciato prima (non so nemmeno nuotare), e quella combriccola di pazzi mi mise forzatamente un paio di sci ai piedi per obbligarmi a provare. Durata totale della mia permanenza sugli sci: 30 secondi. La mancanza di totale controllo mi terrorizza, e da quel giorno non ne ho mai più voluto sapere. Passavo le mattinate al rifugio in fondo alla pista a bere il vov caldo, a leggere e a guardarli scendere e ruzzolare. In quel periodo girava in rete il filmato di Marco Paolini sulla diga del Vajont, e avendo visto i cartelli sulla strada poco lontano, un pomeriggio decidemmo di fare un&#39;escursione in quella valle della morte. Lo scenario lascia ancora oggi a bocca aperta, l&#39;imponente diga di cemento è sempre lì, a dominare una valle che un tempo ha invaso d&#39;acqua uccidendo la maggior parte delle persone che vi vivevano. Quando tornai a casa dissi della gita a mio padre, e lui mi raccontò con voce nostalgica che il disastro era capitato poco prima che lui partisse per gli alpini, e che li avevano mandati ad aiutare a bonificare la valle. Il pomeriggio successivo invece per bilanciare andammo a passeggiare per Cortina, e sembrava di essere dentro la Winter version di Milano Marittima. Non esattamente il mio posto preferito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/764960815574663427/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/visita-alla-diga-del-vajont.html#comment-form' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/764960815574663427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/764960815574663427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/visita-alla-diga-del-vajont.html' title='Visita alla diga del Vajont'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-207807051241104657</id><published>2011-01-24T18:30:00.002+01:00</published><updated>2011-01-24T18:37:50.938+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mete future"/><title type='text'>Finalmente Parigi</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;135&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e0/Panorama_Paris_December_2007.jpg/800px-Panorama_Paris_December_2007.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nell&#39;estate 2002 feci finalmente avverare il sogno della mia infanzia: andare a Parigi. Fin da piccola sono sempre stata fissata con la Francia e le cose francesi, al punto da scegliere volontariamente di studiare francese alle medie anziché inglese. All&#39;esame di terza portai Baudelaire e mi misi a declamare le sue poesie in lingua davanti ai professori attoniti. In matematica feci il compito più brutto della scuola, ma Baudelaire mi salvò e tuttora gli devo molto. Tornando a noi, purtroppo questo non fu un viaggio felice a causa di alcun problemi personali, lo ricordo molto tormentato infatti, e oltretutto non ho ancora avuto l&#39;occasione di ritornarci.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La città era carissima, sommando i costi di volo, albergo e cibarie, spesi la stessa cifra che nell&#39;estate precedente mi era servita per andare a Rodi nell&#39;hotel all inclusive. File under: &quot;non sapere usare internet&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto questo fu motivo di proteste senza fine da parte di chi era con me, perché &quot;almeno l&#39;estate prima si era riposato e invece in queste vacanze estive era tornato a casa più stanco di prima perché l&#39;avevo fatto scarpinare per una settimana&quot;. Dal suo punto di vista non gli si poteva dare torto. Dal mio, ero contentissima di avere girato Parigi in lungo e in largo, Louvre compreso. Volevo respirarla il più possibile, assorbire tutta la sua atmosfera per portarla con me a lungo. La torre Eiffel, il Sacro cuore, Notre-dame, Monmartre, l&#39;arco di trionfo, le Champ elysées, place de la Concorde, les Halles, il centre Pompidou, sono ancora tutti scolpiti nella mia mente. Purtroppo anche di questo viaggio non ho foto online perché la macchina fotografica digitale mi fu regalata al mio compleanno successivo, e questa mi sembra la migliore scusa per tornarci.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Purtroppo però Parigi sembra essere una delle mete preferite da tutti, e non sono ancora riuscita a trovare una tariffa decente low-cost che mi permetta di rivederla senza svenarmi. Sono periodi di magra questi signora mia, i tempi degli stipendi con tredicesima e quattordicesima da investire interamente in vacanze non ci sono più, e il low-cost è ormai una scelta di vita obbligata per chi ama viaggiare tanto.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/207807051241104657/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/finalmente-parigi.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/207807051241104657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/207807051241104657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/finalmente-parigi.html' title='Finalmente Parigi'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7138872810900186134</id><published>2011-01-23T11:19:00.001+01:00</published><updated>2011-01-23T11:19:53.764+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mete future"/><title type='text'>Mollo tutto e vado in Patagonia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788877469830/sepulveda-luis/patagonia-express.html&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788877469830&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La frase che dà il titolo a questo post è stata da me pronunciata più volte, durante i periodi più stressanti dei miei primi cinque anni lavorativi. Fondamentalmente non sapevo nulla della Patagonia, era solo un nome che mi evocava un posto sperduto. Poi un giorno, durante uno dei miei primi viaggi solitari, non sapevo come ingannare il tempo in aeroporto ed entrai in libreria. In quell&#39;occasione comprai &quot;Patagonia express&quot; di Sepulveda, perché leggendo la quarta di copertina vidi che si trattava di un diario di viaggio proprio lì, e decisi di saperne di più. Si trattava di un libriccino sottile, che finii durante il volo di ritorno. Leggendolo ho scoperto che la Patagonia è il punto più a sud del mondo, ed è un&#39;area divisa fra Cile ed Argentina. In questa zona la natura è padrona assoluta, ci sono zone disabitate dall&#39;uomo per centinaia e centinaia di km. I mezzi di trasporto sono quasi inesistenti, e recarvisi è una vera e propria avventura. Il libro non è uno di quelli che ti cambia la vita, però l&#39;ho trovato interessante. Da quel momento smisi di dire che avrei mollato tutto per la Patagonia perché ero ancora troppo attaccata alle comodità europee, però se un domani diventassi molto ricca un salto glielo farei proprio volentieri.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7138872810900186134/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/mollo-tutto-e-vado-in-patagonia.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7138872810900186134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7138872810900186134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/mollo-tutto-e-vado-in-patagonia.html' title='Mollo tutto e vado in Patagonia'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-5193590818117870172</id><published>2011-01-23T10:55:00.004+01:00</published><updated>2011-12-17T11:39:40.607+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Capodanno a Piacenza</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.grazzano.it/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://www.grazzano.it/fotografie/2010/una-magica-giornata-2010/mg-10-galavotti/image_large&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questo post è la prova che è meglio non avere internet, piuttosto che averlo e non saperlo usare. A inizio dicembre 2001, il pc aveva appena fatto ingresso fra le mie mura domestiche. Avevo installato il modem 56k, ed iniziato a navigare con Tiscali. Piiipiiipiiiripì era il rumore che il pc faceva ogni volta che si connetteva a internet. Ai tempi non conoscevo ancora Google, e perciò aprii Virgilio che visto il nome ritenni essere più affidabile di Supereva o Arianna, e digitai &quot;Festa di Capodanno 2002&quot;. Nei primissimi posti comparve una festa a Piacenza. Il sito diceva: cena in villa del &#39;700, a seguire festa con musica rock, notte in albergo tre stelle a due passi dalla festa, il tutto per sole centocinquantamila lire (il passaggio all&#39;euro avvenne qualche mese dopo). Feci un giro di telefonate e proposi la festa entusiasta alle mie amiche, che dopo qualche titubanza del tipo &quot;ma su internet non sarà una fregatura?&quot; mi diedero l&#39;autorizzazione a prenotare per tutti. Io avevo già molta fiducia in questo nuovo mezzo di comunicazione, e pertanto inviai subito dall&#39;ufficio il fax di prenotazione (in ufficio non avevamo ancora le mail personali). Purtroppo non andò tutto come sperato. Trovai una Piacenza grigia e spenta: non me ne è rimasto un bel ricordo. L&#39;unica nota positiva fu Grazzano Visconti, un paesino medioevale perfettamente conservato con tanto di abitanti in costume d&#39;epoca, che si trova nelle vicinanze. La cena fu un mezzo disastro, c&#39;erano circa 700 persone che dovevano affrontare un solo mega buffet. Praticamente mangiava solo chi aveva le spalle più larghe. Sulla tavola invece c&#39;era abbondanza di vino, che non era dei migliori ma si beveva. La festa dopo fu carina, però circa sulle due, chissà perché fummo tutti d&#39;accordo a rientrare in albergo al più presto, e camminavamo pure molto veloce con le facce imbarazzate. Il fatto che in ogni camera ci fosse un bagno solo per due persone si rivelò essere un problema non da poco. Al mattino dopo ci ritrovammo nella hall tutti bianchi cadaverici a parte l&#39;unica persona astemia, e non ci fu bisogno di dirsi che forse quel vino aveva qualcosa che non andava. Esattamente quel mattino presi la decisione tuttora in vigore che &quot;fuori a mangiare a capodanno mai più&quot;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/5193590818117870172/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/capodanno-piacenza.html#comment-form' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5193590818117870172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5193590818117870172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/capodanno-piacenza.html' title='Capodanno a Piacenza'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-2012633288774473887</id><published>2011-01-22T18:30:00.002+01:00</published><updated>2011-01-22T18:41:21.531+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Agosto a Rodi</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.greekisland.co.uk/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;149&quot; src=&quot;http://www.greekisland.co.uk/rhodes/photos/rodos_prassonisi01.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Durante l&#39;estate del 2001 tornammo all&#39;agenzia che ci prenotò il viaggio a Maiorca, decisissimi a strappare un&#39;altra offertona. Purtroppo invece di partire in Settembre, dovevamo partire in Agosto (causa ferie imposte) e chissà perché per quel periodo non c&#39;era l&#39;ombra di un&#39;offerta. I viaggi troppo lunghi in aereo mi spaventavano, e perciò &quot;visto che la Spagna l&#39;abbiamo già vista, proviamo la Grecia&quot;. La ragazza ci sfogliava sotto al naso un depliant da sogno e ci consigliò Rodi, perché lei c&#39;era stata, ed oltre al mare a Rodi ci sono anche tante cose da visitare. Per la cronaca, fu un ottimo consiglio. Ad un certo punto ci disse che a dire la verità un&#39;offerta ce l&#39;aveva per un hotel sull&#39;Egeo, con formula all inclusive allo stesso prezzo di un mezza pensione sul Mediterraneo. A noi furboni non ci venne in mente che ci poteva essere un motivo, e perciò inebriati dal gelatino gratuito delle quattro del pomeriggio, dall&#39;aperitivo delle sette e mezza, e dal vino che avrebbe accompagnato i pasti, decidemmo di prenotare quello. Dovete sapere che Rodi per l&#39;appunto è anche detta l&#39;isola dei due mari, perché per metà è bagnata dal Mediterraneo, e per metà dall&#39;Egeo. Nella parte bagnata dal mare che conosciamo, il mare è esattamente come ce lo si aspetta, caldo e calmo. La mattina successiva al nostro arrivo sull&#39;isola sono messa il costume e sono corsa verso la spiaggia avvolta nel telo. Guardavo la gente in piscina e un po&#39; li compativo, mi chiedevo perché con il mare a due passi questi stessero in una piscina che potrebbe essere anche in un hotel di Canicattì. In spiaggia c&#39;era abbastanza vento e poca gente. Dopo pochi minuti avevo già capito tutto: l&#39;Egeo è ultra mosso, ipersalato, e freddissimo. Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Durante uno dei giorni successivi noleggiammo uno scooter e decidemmo di fare il giro dell&#39;isola, nonostante fossero ben 200 km. Il motivo principale di quella scelta era andare a Prassonisi, la spiaggia dove i due mari si incrociano. Quando siamo arrivati, ci si presentò uno spettacolo davvero insolito. Eravamo su un altura, dove sotto c&#39;era la spiaggia di sabbia. Guardando a destra il mare era calmo, deserto e piatto. Guardando a sinistra il mare era affollatissimo di surfisti che cavalcavano le onde giganti. Esattamente in mezzo c&#39;era una strisciolina di terra che conduceva ad una piccola isoletta. La natura a volte è davvero spettacolare. Proseguendo il giro dell&#39;isola siamo arrivati alla foresta delle farfalle. Ce n&#39;erano milioni, e se avessi avuto una macchina fotografica digitale avrei fatto delle foto da paura. Poi sulla via del ritorno, iniziai a sentire la mia pelle bruciare. Forse stare 8 ore su uno scooter sotto al sole cocente della Grecia in Agosto senza protezione solare non era stata proprio una genialata. Ci fermammo in cima a un monte sperduto, dove le uniche costruzioni erano un santuario, un negozio di souvenir,&amp;nbsp; e tre case. Dentro c&#39;era Nicola, un signore italiano ormai ottantenne che ci raccontò di essere emigrato lì cinquanta anni prima. Io comprai una maglietta bianca di cotone a maniche lunghe per coprirmi, e lui mi regalò la sua confezione già aperta di crema Nivea, dicendomi &quot;buona crema buona per sole&quot;. Vicino ai pressi dell&#39;albergo poi ci fermammo in una farmacia, perché iniziavano ad uscirmi delle bolle da eritema vero e proprio. Lì furono veramente le comiche. Il farmacista non parlava nemmeno inglese, e io dopo aver provato italiano inglese francese e qualcosa che assomigliava allo spagnolo, alla fine riuscii ad ottenere la crema solo attraverso i gesti. Ci sarebbe voluta una telecamera per filmare questa cretina che indicava il braccio rosso e poi si faceva vento con le mani e diceva ahi ahi! I giorni successivi li passai sotto l&#39;ombrellone in piscina completamente vestita e dolorante. Facemmo un&#39;altra gita (questa volta in taxi visto che erano molto economici) per andare a visitare la città vecchia e il porto, e mi piacquero molto. Anche in questa vacanza presi almeno due kg.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/2012633288774473887/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/agosto-rodi.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/2012633288774473887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/2012633288774473887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/agosto-rodi.html' title='Agosto a Rodi'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-203442332385867191</id><published>2011-01-21T17:42:00.003+01:00</published><updated>2011-01-21T18:12:10.548+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="consigli per viaggiare"/><title type='text'>Guida alla scelta dell&#39;ostello o dell&#39;hotel low cost</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La riuscita di una vacanza fai-da-te dipende tutta da qui. Io mi affido in particolare a due siti internet, che immagino voi tutti conosciate già.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando viaggio da sola prediligo gli ostelli, per fare amicizia con gente di tutto il mondo e per non pagare l&#39;assurdo costo di una stanza singola d&#39;albergo, perciò prenoto su &lt;a href=&quot;http://www.hostelworld.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;hostelworld.com&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non conviene mai risparmiare sugli ostelli, essendo i costi già bassi, perciò di solito prendo in considerazione i tre posti con il punteggio di feedback più alto, poi guardo dove si trovano, poi guardo se c&#39;è la colazione e il free wifi, e già che ci sono mi leggo anche tutti i commenti dei clienti. Devo dire che da quando ho iniziato a fare così sono sempre stata in ostelli molto belli, centrali e puliti. All&#39;inizio in un paio di casi infatti cercai di prediligere il risparmio e alcuni posti non erano il massimo della vita. Di questo sito bisogna sapere che ti addebita il 10% al momento della prenotazione, e se cambi idea e lo comunichi almeno 24 ore prima non perdi il restante 90%.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando viaggio in coppia o con amiche prevenute sugli ostelli, invece consulto &lt;a href=&quot;http://www.booking.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;booking.com&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Qui invece il discorso è totalmente opposto. Più o meno come qualità della struttura, di solito un albergo economico è pari a quella di un buon ostello, perciò si può cercare il risparmio, altrimenti ci si rovina. A volte si possono anche trovare buone occasioni, per cui una doppia di un albergo ti può costare meno di una doppia in ostello. Bisogna solo stare attenti al tipo di offerta che si prenota, perché le più vantaggiose hanno la dicitura &quot;non rimborsabile&quot; e perciò se cambi idea, ti addebitano comunque il totale sulla carta di credito. Se non c&#39;è quella dicitura si può annullare fino a 24 ore prima senza rimetterci un centesimo, e questo è molto buono. Per il resto anche qui mi leggo sempre tutti i feedback, che puntando al prezzo sono fondamentali, per stabilire qual è il &quot;meno peggio&quot;. Nel caso dell&#39;albergo se la colazione non è inclusa è quasi meglio, perché a parità di servizi, quelli con la colazione costano dieci euro in più a testa al giorno. Al bar per fare una signora colazione invece bastano tre euro. Il wireless gratis negli alberghi è ancora un&#39;utopia, e mi sembra assurdo che lo possa fornire un ostello sgangherato e non un buon hotel. Probabilmente lo vedono ancora come una fonte di guadagno e non capiscono quanti clienti possa attirare. Se l&#39;hotel è fuori dal centro (il che è molto probabile) bisogna guardare se è ben collegato dai mezzi.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A scrivere queste cose mi torna la voglia di partire presto di nuovo. A proposito, avete saputo che il 17 marzo è festa nazionale?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/203442332385867191/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/guida-alla-scelta-dellostello-o.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/203442332385867191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/203442332385867191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/guida-alla-scelta-dellostello-o.html' title='Guida alla scelta dell&#39;ostello o dell&#39;hotel low cost'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-151727767457471610</id><published>2011-01-20T18:52:00.001+01:00</published><updated>2011-01-20T18:56:40.298+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Capodanno in Umbria</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://umbria-verde.net/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&amp;quot;&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;116&quot; src=&quot;http://umbria-verde.net/wp-content/uploads/2010/08/Assisi.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In occasione del capodanno 2001, per stare più tranquilli con tutta l&#39;allegra combriccola, decidemmo di optare per un agriturismo in Toscana. Poi siccome noi eravamo in 12, e a Novembre tutta la Toscana sembrava essere già prenotata (brutta cosa non avere internet), trovammo un agriturismo in Umbria a Città di castello. La cittadina non prometteva nulla, ma alla fine era carina. Abbiamo fatto un&#39;escursione ad Assisi, e devo dire che è stata la cosa per cui è valsa la pena fare il viaggio. Oltre alla bellissima cattedrale, ripercorrere a piedi il sentiero di San Francesco è stato veramente affascinante. Saremmo voluti andare anche a Perugia, ma non c&#39;è stato il tempo. Peccato perché ci tornai qualche tempo dopo per la festa del cioccolato, ed era molto bella e caratteristica. Il nostro agriturismo la sera del 30 dicembre ci cucinò una cena coi fiocchi, con tanto di filetto al pepe verde per 20 euro a testa. La sera del 31 invece aprirono il salone delle feste, una mandria di pensionati invase il posto e noi che eravamo gli unici giovani all&#39;inizio siamo rimasti a guardarli a bocca aperta, poi ci siamo uniti ai balli di gruppo. Riguardo la cena del 31 mi ricordo solo che costò almeno il triplo e che mangiammo un brodino e poco più. Non avevo ancora aderito al partito del &quot;a capodanno io mangio a casa che fuori tutto fa schifo ed è più caro&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/151727767457471610/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/capodanno-in-umbria.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/151727767457471610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/151727767457471610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/capodanno-in-umbria.html' title='Capodanno in Umbria'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-3351269986055554609</id><published>2011-01-19T18:57:00.032+01:00</published><updated>2011-01-28T09:13:26.308+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>A Barcellona con l&#39;ufficio</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.barcellonaonline.net/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://www.barcellonaonline.net/images/sagrada-familia.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La mia prima esperienza di lavoro fu presso lo studio di una commercialista. La titolare dello studio per premiare il nostro duro lavoro, a ottobre 2000 ci portò tutte a Barcellona, pagando lei volo e albergo. Che tipa, gli chiedevi cinquantamilalire di aumento e ti diceva di no, e poi ogni tanto aveva di queste uscite. Mi pare fossimo in otto, e non dev&#39;essere stata una spesa da poco, considerato quanto costavano i voli in quel periodo. Il tutto si svolse in modalità gita scolastica. Si andava in giro tutte insieme a vedere le cose che voleva lei, come se fosse stata la nostra professoressa. L&#39;hotel era proprio in centro sulla Ramblas, e restammo lì tre giorni. Mi ricordo un pranzo di pesce al porto, di una bontà impareggiabile, e una cena di paella in una piazza del centro. Mi colpirono &amp;nbsp;molto il quartiere olimpico e il parco con le opere di Gaudì, ma una delle cose che apprezzai di più fu il museo dedicato a Jean Mirò. La sagrada famiglia mi lasciò a bocca aperta, non mi potevo nemmeno immaginare che esistesse una chiesa con quelle fattezze straordinarie. Durante quel viaggio ebbi la conferma di quanto preferivo esplorare i posti rispetto all&#39;arrostirsi su una sedia sdraio sotto al sole cocente.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/3351269986055554609/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/barcellona-con-lufficio.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/3351269986055554609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/3351269986055554609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/barcellona-con-lufficio.html' title='A Barcellona con l&#39;ufficio'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7879394354384000427</id><published>2011-01-19T16:05:00.005+01:00</published><updated>2011-01-28T11:37:14.770+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Maiorca</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.edenviaggi.it/moduli.asp?modulo=struttura&amp;amp;co_id=33816&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;133&quot; src=&quot;http://www.edenviaggi.it/media/immagini/42066_6882_61650_maiorca_portocolom_hotelclubcalamarsal_dsc1944.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Era la fine dell&#39;estate del duemila, ed ero pronta per il mio secondo volo. Dopo il mio primo anno di lavoro avevo un unico desiderio: riposarmi al mare; perciò entrammo in un&#39;agenzia viaggi. Internet a quei tempi per me era solo una parola dal suono affascinante, e tutto quel mondo sarebbe arrivato in casa mia solo un anno e mezzo dopo. Appena entrammo in agenzia, la ragazza al banco ci mostrò dei depliant da sogno, e poi ci propose l&#39;offerta irrifiutabile: una settimana in pensione completa all&#39;isola di Maiorca con formula roulette e volo incluso. Quel viaggio costava la metà degli altri che ci aveva proposto e ci sentimmo fortunatissimi. Ora con quella cifra ci vado in vacanza almeno tre volte. Dal depliant appresi che potevo portarmi 20 kg di bagaglio e così feci. Utilizzai una valigia di grandezza pari a quella che negli Stati Uniti mi bastò prima per tre mesi e poi per cinque, e la riempii tutta sforando anche di un paio di chili. Cosa me ne facessi di otto gonne, quattro paia di pantaloni, sei magliette, quattro camicette, due felpe e quattro paia di scarpe in una settimana ancora non so spiegarmelo. La formula roulette prevedeva che non potessimo scegliere noi l&#39;albergo, ed infatti venimmo spediti in quello più lontano da tutto, a 70 km dalla città di Palma, a Cala Marsal. Devo dire che non fu un male. In quell&#39;angolo sperduto di mondo c&#39;era un mare meraviglioso. Con la pensione completa ci dovevamo preoccupare solo di fare la spola tra l&#39;albergo e la spiaggia per abbuffarci al buffet di pesce come se non ci fosse un domani. Fortunatamente il quinto giorno, presi un po&#39; dalla noia decidemmo di noleggiare un auto, per fare il giro dell&#39;isola. La città di Palma, con il suo castello in centro mi piacque molto, poi ci fermammo a mangiare la paella a Palmanova, e andammo a finire a Magaluf dall&#39;altra parte dell&#39;isola. Mentre ritornavamo non facevo altro che ripetere &quot;e per fortuna che non siamo capitati lì con la roulette&quot;. Peggio di Rimini a Ferragosto, con ogni razza di tamarro discotecaro possibile, un vero delirio.&amp;nbsp;&amp;nbsp;In quella vacanza presi 2 kg ma tornai abbronzatissima e anche troppo riposata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7879394354384000427/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/maiorca.html#comment-form' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7879394354384000427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7879394354384000427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/maiorca.html' title='Maiorca'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-5313778131887179869</id><published>2011-01-18T20:45:00.004+01:00</published><updated>2011-01-19T08:16:22.173+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="consigli per viaggiare"/><title type='text'>Cosa mettere in valigia per un week-end low cost</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Premessa: questo post ovviamente vale per viaggi di 3-4 giorni, poiché per viaggi più lunghi è un po&#39; più difficile rientrare in un bagaglio a mano 55x40x20 di massimo 10 kg.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il malefico marchingegno blu della Ryanair con il cartello &quot;it fits?&quot; è ormai lo spauracchio di ogni viaggiatore low cost, specialmente se dotato di bilancia che ti fa pagare cari i chili in più.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io per non avere più problemi e viaggiare finalmente leggera come George Clooney insegna in &quot;Up in the air&quot;, in valigia metto queste cose:&lt;/div&gt;- pantaloni della tuta di cotone da usare come sotto del pigiama (sono tattici perché si dovessero mai sporcare irrimediabilmente i jeans in modo da non poterci più andare in giro, si può uscire a comprarne un altro paio, indossando questi);&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;- maglietta di cotone a maniche lunghe da usare come sopra del pigiama (può tornare utile in caso di emergenza, tipo se una compagna di stanza ubriaca vomita dentro il vostro zaino e non avete più niente da mettervi);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;- ciabatte infradito estive (queste vanno bene nella doccia, nella camera e anche da andare in giro per evitare di portarsi un paio di scarpe di ricambio nelle solite emergenze idiote di cui sopra);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- 1 paio di mutande e 1 paio di calzini per ogni giorno di vacanza;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- 1 t-shirt per ogni giorno di vacanza, da usare come canottiere d&#39;inverno, come magliette d&#39;estate, oppure come magliette d&#39;inverno se doveste capitare in un posto particolarmente caldo e non ve l&#39;aspettavate;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- 1 felpa nera con cappuccio e cerniera, adatta a tutte le temperature e agli abbinamenti cromatici con le magliette;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- flaconcino di shampoo da 50 ml dentro la busta trasparente;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- saponetta (non è liquida e perciò non crea problemi ai controlli);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- 1 asciugamano;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- tappi per le orecchie (occupano poco spazio e ti possono salvare una vacanza);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- telefono cellulare con connessione wifi e caricabatteria (in questo modo si possono lasciare a casa il pc portatile che per tre giorni non muore nessuno, e anche la guida perché google maps sul cellulare è spaziale);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- portafoglio di riserva, ad uso esclusivo viaggi, dove trasferisco solo la carta di identità, i soldi, la carta di credito e il codice fiscale (che essendo sostitutivo del modulo e111 serve per non pagare l&#39;ospedale se ci si fa male);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- le chiavi di casa le porto solo se so che nessuno verrà a prendermi in aeroporto, altrimenti le lascio a casa perché pesano;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- libro (fondamentale per le attese in aeroporto);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- deodorante stick;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- macchina fotografica e caricabatteria;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- spazzolino e dentifricio;&lt;br /&gt;
- 1 lucchetto (se si gira per ostelli è fondamentale perché non sempre c&#39;è in tutti gli armadietti e se non ce l&#39;hai te lo vendono a caro prezzo);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- 1 matita per gli occhi (questa è per sole donne, a meno che non siate fan di Robert Smith);&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;- carta d&#39;imbarco (la stampa della prenotazione dell&#39;ostello/albergo non serve, basta il numero, se ci sono problemi si apre la mail).&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sembra impossibile ma ci sta tutto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addosso invece metto:&lt;br /&gt;
- 1 maglione se è inverno, altrimenti un&#39;altra felpa di cotone con la cerniera;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;&quot;&gt;- 1 paio di jeans in qualsiasi stagione, magari corti d&#39;estate;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;&quot;&gt;- 1 paio di scarpe comode;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;&quot;&gt;- 1 giacca impermeabile se è inverno o se vado a nord.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ora però mi salvo questo post nei preferiti, così ho finalmente una lista scritta. Ho dimenticato niente?&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/5313778131887179869/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/cosa-mettere-in-valigia-per-un-week-end.html#comment-form' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5313778131887179869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/5313778131887179869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/cosa-mettere-in-valigia-per-un-week-end.html' title='Cosa mettere in valigia per un week-end low cost'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1924977237002804947.post-7932464055918345901</id><published>2011-01-18T12:30:00.005+01:00</published><updated>2011-01-20T08:24:19.101+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="i miei viaggi"/><title type='text'>Monaco di Baviera, Oktoberfest e capodanno del 2000</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tuttobaviera.it/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; rel=&quot;nofollow&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://www.tuttobaviera.it/immagini/oktoberfest-alto.jpg&quot; width=&quot;160&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Andando a Londra avevo visto che volare non era un dramma, però avevo ancora qualche riserva, perciò nel settembre dello stesso anno, si organizzò un giro in camper a Monaco con la comitiva, per andare all&#39;Oktoberfest, che per me era così mitico da essere paragonabile al paese delle meraviglie. &quot;Oh raga, dicono che c&#39;è una festa a Monaco in un piazzale dove migliaia di persone bevono birra tutto il giorno, TOP&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E così siamo partiti in sei di Venerdì sera dalla Romagna, e siamo arrivati in città intorno alle cinque del mattino. Abbiamo poi dormito dalle cinque alle undici, e poi ci siamo recati al Theresienwiese, a fare un giro per gli stand e le giostre. Birra e giostre ovviamente non potevano andare d&#39;accordo, pertanto ci siamo diretti allo stand della Paulaner, che ci sembrava quello più grande e pieno di vita, con l&#39;orchestrina Bavarese dentro che suonava &quot;ein prosit&quot;. Io volevo chiedere una birra media visto che era ancora mattino, ma i miei amici insistettero che senza il boccale da un litro non sarebbe stato un vero Oktoberfest e perciò li accontentai. Fortunatamente, a detta di tutti la birra del festival è più leggera di quella che si trova fuori, anche perché ci alzammo da quel tavolo dieci ore, tre litri, e quattro pretzel dopo. Ci siamo trascinati al camper a fatica, il mezzogiorno dopo ci svegliammo e ripartimmo per l&#39;Italia. Avevo iniziato a lavorare da un mese, era domenica, e il Lunedì mattina dovevo andare in ufficio. Adesso questi numeri non riuscirei a farli più purtroppo. Beata gioventù.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tre mesi dopo ci si accingeva a festeggiare il capodanno del duemila, quello del millennium bug e della fine del mondo per il mille e non più mille. Essendo un capodanno importante non lo si poteva passare in zona, e siccome ci ricordavamo che attraversando Monaco ci era sembrata una bella città, mettemmo in piedi un&#39;altra comitiva di otto persone, e tornammo là in treno. Io ero fermamente intenzionata a visitare per benino tutta la città, e un po&#39; ingenuamente mi ero preparata meticolosamente, seguendo l&#39;esempio della mia professoressa a Londra. Elenco dei posti e scaletta temporale. Mi ricordo la bellissima Marienplatz, e l&#39;Hofbrauhaus, la birreria a due piani. I miei amici che volevano soltanto cazzeggiare in giro non la presero benissimo, erano più tipi da sdraio al sole loro. A parte questo, il soggiorno andò molto bene, e dopo aver stappato lo spumante in piazza a mezzanotte, ci si diceva &quot;hai visto che non è successo niente? lo sapevo io&quot;, un po&#39; tipo quello che ci si dirà a fine dicembre 2012 insomma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://girandolandia.blogspot.com/feeds/7932464055918345901/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/monaco-di-baviera-oktoberfest-e.html#comment-form' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7932464055918345901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1924977237002804947/posts/default/7932464055918345901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://girandolandia.blogspot.com/2011/01/monaco-di-baviera-oktoberfest-e.html' title='Monaco di Baviera, Oktoberfest e capodanno del 2000'/><author><name>Simona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05883307000590597294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>