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	<title>Girl Geek Life</title>
	
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 07:07:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L’ascesa della Sharing Economy: Airbnb, Carpooling e gli altri</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Endrizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geek life]]></category>
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		<description><![CDATA[Aprire la porta di casa a degli estranei, dare un passaggio in auto a qualcuno che non si conosce, noleggiare la propria bici a un vicino. Eventi del tutto impensabili...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9450" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Airbnb_Collections.jpg"><img class="size-full wp-image-9450" alt="Sharing Economy: Airbnb, Carpooling e gli altri" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Airbnb_Collections.jpg" width="600" height="306" /></a><p class="wp-caption-text">Sharing Economy: Airbnb, Carpooling e gli altri</p></div>
<p>Aprire la porta di casa a degli estranei, dare un passaggio in auto a qualcuno che non si conosce, noleggiare la propria bici a un vicino. Eventi del tutto impensabili fino a poco tempo fa, ma che oggi costituiscono una realtà sempre più diffusa grazie alla nascita della cosiddetta <strong>Sharing Economy</strong>.</p>
<h3>Perché acquistare un bene, quando lo si può noleggiare?</h3>
<p>Prediligere l’accesso rispetto al possesso sembra essere la tendenza di coloro che decidono di utilizzare servizi come <a title="Carpooling. Economico, sostenibile e soprattutto social" href="http://www.girlgeeklife.com/2012/09/carpooling-economico-sostenibile-soprattutto-social/">Carpooling</a> – che consente di cercare e offrire passaggi in auto, <a title="Uber, un autista per amico in un’app" href="http://www.girlgeeklife.com/2013/03/uber-unautista-per-amico-in-unapp/">Uber</a> – servizio di auto con autista, recentemente sbarcato in Italia di cui abbiamo già parlato, e <a href="http://neighborgoods.net/">Neighborgoods</a> – piattaforma per il noleggio tra vicini di casa.</p>
<p><strong>Tutto ha un prezzo</strong>, e può essere utile – specie in tempi di crisi come questo – mettere a disposizione un proprio bene o fornire un servizio per avere una <strong>piccola entrata extra</strong>. Non è un caso, <a href="http://www.economist.com/news/technology-quarterly/21572914-collaborative-consumption-technology-makes-it-easier-people-rent-items">come sottolinea l’Economist</a> in un recente articolo sull’argomento, che molte di queste realtà di intermediazione siano nate tra il 2008 e il 2010, subito dopo l’inizio della crisi finanziaria globale.</p>
<p>Siti come <a href="https://www.airbnb.it/">Airbnb</a>, <a href="https://www.roomorama.it/">Roomorama</a> e <a href="http://www.wimdu.it/">Wimdu</a> consentono di <strong>ricercare sistemazioni</strong> in tutto il mondo, per tutte le esigenze e soprattutto per tutte le tasche.</p>
<p>Attraverso un sistema di prenotazione del tutto analogo a quello dei siti che raggruppano e confrontano gli hotel, si controlla la disponibilità, si effettua la prenotazione, ma la somma pagata viene accreditata a colui che ospita <strong>solo il giorno successivo al check-in</strong>, in modo da consentire di verificare l’effettiva corrispondenza dell’alloggio con quanto visto sul sito. Airbnb dispone anche della possibilità di far verificare il proprio annuncio e presentare al meglio la stanza o l’appartamento grazie all’intervento di un fotografo professionista.</p>
<h3>Peer to peer is the way!</h3>
<p>Perché scegliere un albergo anonimo, quando si può condividere la casa con qualcuno del luogo che si decide di visitare, ricevere consigli e scambiarsi opinioni?<strong> La Sharing Economy è un fenomeno che nasce e si sviluppa grazie alle possibilità offerte dai social network</strong>, e quindi ha alla base un forte incentivo alla creazione di rapporti interpersonali e la volontà di bypassare i canali tradizionali.</p>
<p>I social media, la geolocalizzazione e i pagamenti online offrono possibilità di verifica e maggiore sicurezza nelle transazioni tra privati. Airbnb offre anche un’assicurazione a coloro che mettono in affitto la propria casa, per garantire un’ulteriore tutela.</p>
<p>L<strong>’Italia rimane ancora oggi una meta turistica molto ambita</strong>, e i dati lo confermano. Nel nostro paese Airbnb ha appena raggiunto i 430mila utenti e i 30.000 alloggi messi a disposizione, con una crescita esponenziale nel 2012 (+650%) che è stata anche la più alta registrata in Europa. Sempre l’anno scorso è stato aperto l’ufficio italiano a Milano e recentemente <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-05-07/airbnb-italia-decollo-sharing-211407.shtml?uuid=AbhgfwtH">anche il principale quotidiano economico italiano si è accorto del fenomeno.</a></p>
<p>Ma non ci sono solo note positive. Questi servizi pongono <strong>questioni di natura legale e fiscale,</strong> e si devono confrontare &#8211; e spesso si scontrano, con le diverse legislazioni nazionali e locali. In alcuni casi invece, come è successo a <strong>Uber</strong> nel nostro paese, finiscono nel mirino delle <strong>lobby</strong> che storicamente forniscono servizi analoghi – nel caso specifico, i tassisti.</p>
<h3>E allora, quale futuro possiamo prevedere per le aziende della Sharing Economy?</h3>
<p>L’Economist, sempre nell’articolo citato in precedenza, prefigura la nascita di un <strong>modello “misto”</strong> e la loro inglobazione da parte delle realtà leader dei rispettivi settori di mercato.</p>
<p>Personalmente ho utilizzato spesso questi servizi, mi sono trovata bene e spero di poter continuare a farlo alle stesse condizioni. E voi?</p>
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		<title>La cittadinanza digitale</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2013/05/la-cittadinanza-digitale-sandra-troia-www-cittadinanzadigitale-eu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Troia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo di essere cittadini digitali? Nonostante ci ripetano che la gente comune si disinteressi di politica, chi bazzica la rete verifica quotidianamente l’interesse e la partecipazione manifestati attraverso i socialnetwork...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.girlgeeklife.com/2013/05/la-cittadinanza-digitale-sandra-troia-www-cittadinanzadigitale-eu/img_0289/" rel="attachment wp-att-9498"><img class="size-full wp-image-9498 alignnone" alt="IMG_0289" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/IMG_0289.jpg" width="590" height="441" /></a></h3>
<h3><strong>Sappiamo di essere cittadini digitali?</strong></h3>
<p>Nonostante ci ripetano che la gente comune si disinteressi di politica, chi bazzica la rete verifica quotidianamente l’interesse e la partecipazione manifestati attraverso i socialnetwork per contribuire al confronto su svariati temi che riguardano l&#8217;amministrazione della comunità, la definizione di strategie, l’elaborazione di progetti.<br />
Non è possibile non interessarsi della politica, intesa nel senso più generale, semplicemente perché essa ci riguarda in quanto siamo cittadini, componenti di una società. Non è necessario, infatti, essere stati eletti a ricoprire una qualsiasi carica istituzionale; ogni comportamento che, quotidianamente, mettiamo in atto contribuisce ad influenzare la politica della comunità nella quale siamo inseriti.</p>
<p>Ciò che risulta più difficile da stabilire è invece:</p>
<ul>
<li>quanto ciascuno di noi sia consapevole del proprio <strong>ruolo attivo come cittadino digitale</strong>;</li>
<li>il livello e la tipologia di <strong>educazione ricevuta per esercitare in modo costruttivo la cittadinanza</strong> nello scenario creatosi con la diffusione nelle tecnologie della società dell’informazione.</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa vuol dire in concreto &#8220;essere cittadini digitali&#8221;?</strong></h3>
<p>Il cittadino digitale è colui che è i grado di esercitare attivamente la cittadinanza utilizzando in modo critico e consapevole la rete e i media, esprime e valorizza se stesso utilizzando gli strumenti tecnologici in modo autonomo e rispondente ai propri bisogni, è in grado di proteggersi dalle insidie (plagio, truffe, adescamento, &#8230;), rispetta norme specifiche (rispetto della privacy, rispetto/tutela del diritto d&#8217;autore, &#8230;), rispetta un preciso codice di comportamento nella comunicazione in rete ed utilizza gli strumenti tecnologici nel rispetto e cura della propria salute psico-fisica.</p>
<p>Da cittadini “semplici” siamo stati promossi a cittadini digitali senza, nella maggioranza dei casi, essere stati adeguatamente formati a comprendere e a gestire questo allargamento di opportunità e rischi.<br />
La rete ha facilitato, per esempio, l’accesso ad informazione e servizi, la partecipazione a forme di consultazione, l’interazione. <em><strong>Quanto ne siamo veramente consapevoli? Quanto siamo veramente consapevoli del fatto che, oggi, un cittadino non competente nell’uso delle tecnologie della informazione e comunicazione può esercitare in modo limitato i propri diritti rispetto ad un cittadino con buone competenze digitali?</strong></em><br />
La mancanza di competenze digitali è l’equivalente di ciò che l’analfabetismo ha rappresentato per i nostri nonni. Nel passato, a chi non sapeva leggere e scrivere era preclusa, nei fatti, la possibilità di esercitare una cittadinanza attiva, oggi, la medesima limitazione la sperimentano coloro che non utilizzano le TIC e non accedono alla rete (digital divide).</p>
<h3><strong>Una società digitale inclusiva</strong></h3>
<p>Lo Stato promuove lo sviluppo dell’economia e della cultura digitali, definisce politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali e favorisce l’alfabetizzazione informatica, nonché la ricerca e l’innovazione tecnologiche, quali fattori essenziali di progresso e opportunità di arricchimento economico, culturale e civile.<br />
DECRETO-LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179</p>
<p>Attualmente, per una società, con le nostre caratteristiche, che intenda essere produttiva ed inclusiva uno dei primi passi da compiere è quello di contrastare <strong>“l’esclusione digitale”</strong> e consentire a ciascun componente della comunità di partecipare attivamente e contribuire al benessere della realtà in cui è inserito.<br />
Per conoscere e comprendere la direzione digitale intrapresa dalle nostre società e quali obiettivi intendono perseguire è utile consultare:</p>
<ul>
<li>Agenda Digitale Europea<a href="http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/strategies/si0016_it.htm"> http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/strategies/si0016_it.htm</a></li>
<li>Agenda Digitale Italiana <a href="http://www.agenda-digitale.it">http://www.agenda-digitale.it</a></li>
</ul>
<p>La visione generale che si coglie è quella di favorire l’inclusione, lo scambio, l’interconnessione attraverso la rete e le TIC.<br />
La lettura fornisce informazioni su azioni programmate per il breve, medio e lungo periodo che influenzeranno, in modo importante, il volto della comunità nella quale viviamo e il nostro ruolo di cittadini.</p>
<p>Le <strong>idee chiave</strong> contenute nell’agenda digitale europea ed in quella italiana riguardano :</p>
<ul>
<li>la formazione e l’educazione alle TIC dei giovani e dei meno giovani;</li>
<li>il riconoscimento formale delle competenze digitali;</li>
<li>la qualità dei siti pubblici, dei servizi online e l’adozione delle norme internazionali in materia di accessibilità del web;</li>
<li>lo sviluppo di un mercato digitale unico;</li>
<li>la diffusione della connessione internet veloce e superveloce;</li>
<li>la diffusione di standard per l’interoperabilità di dati e risorse;</li>
<li>l’incremento di azioni che tutelino la sicurezza in rete;</li>
<li>il miglioramento della qualità dell&#8217;assistenza medica e la riduzione dei costi;</li>
<li>la distribuzione di contenuti culturali e creativi;</li>
<li>il miglioramento dei servizi a cittadini ed imprese attraverso l’e-Government;</li>
<li>l’agevolazione della partecipazione;</li>
<li>la promozione di un&#8217;amministrazione aperta e trasparente.</li>
</ul>
<p><em><strong>Il cittadino digitale è il principale attore, supportato dal progresso tecnologico e dall’apertura delle amministrazioni al dialogo e alla trasparenza, del cambiamento culturale in atto.</strong></em><br />
Per poter esercitare in maniera piena i propri diritti e rimanere incluso in questa società liquida, caratterizzata da una costante evoluzione, egli, però, deve essere pronto ad informasi e formarsi costantemente. Deve essere pronto a fare rete, a vivere attivamente la propria cittadinanza digitale.</p>
<h3><strong>Il ruolo della scuola nell’educazione alla cittadinanza digitale</strong></h3>
<p>Il cittadino digitale dovrebbe essere educato in una scuola che segua o, meglio, precorra l’innovazione socio-culturale che stiamo vivendo. <em><strong>L’inclusione o l’esclusione di un soggetto sarà legata alla qualità della sua istruzione e formazione, alle competenze maturate.</strong></em> I soggetti deputati all’istruzione sono chiamati a cambiare il modello a cui fino ad oggi hanno ispirato i propri interventi didattici e a progettare esperienze formative utili all’esercizio della cittadinanza digitale e con significativi riferimenti all’attuale contesto socio-economico-culturale.<br />
<em><strong>Nell’individuazione dei bisogni risulta indispensabile educare a riconoscere e soddisfare anche il “bisogno di partecipazione” come risposta ad una esigenza individuale e servizio alla comunità.</strong></em><br />
La partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni pur se facilitata, come detto in precedenza, dalla rete e dalle TIC necessita, comunque, di essere educata e coltivata per poter essere adeguatamente valorizzata e risultare significativa.</p>
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		<title>Email marketing con MailChimp</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Montegiove</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Una buona ragione ci sarà se, come dice la frase che campeggia nel sito, &#8220;2 milioni di persone usano Mailchimp&#8221; per gestire email e newsletter. E le buone ragioni sono...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9483" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/2013/05/email-marketing-con-mailchimp/posta/" rel="attachment wp-att-9483"><img class="size-full wp-image-9483 " alt="Foto di Pablocanateam - Flickr" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/posta.jpg" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Pablocanateam &#8211; Flickr</p></div>
<p>Una buona ragione ci sarà se, come dice la frase che campeggia nel sito, <strong>&#8220;2 milioni di persone usano <a title="mailchimp" href="http://mailchimp.com/">Mailchimp</a>&#8221; per gestire email e newsletter</strong>. E le buone ragioni sono tutte contenute nell&#8217;ultimo <strong>libro di <a title="sito di alessandra farabegoli" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/">Alessandra Farabegoli</a> intitolato <a title="email marketing con mailchimp" href="http://sushi.apogeonline.com/ebook/email-marketing-con-mailchimp">Email Marketing con MailChimp</a> </strong>(Apogeo editore, prezzo dell&#8217;ebook 5 euro e 99). Una guida chiara, con l&#8217;approccio del passo dopo passo, per fare conoscenza con lo scimmiotto postino in grado di <strong>consegnare &#8220;lettere&#8221; gratuitamente fino a 2mila utenti iscritti e a 12mila email al mese</strong>.</p>
<p>Perché rivolgersi allo scimmiotto di MailChimp e rinunciare alle newsletter &#8220;fatte in casa&#8221;? Per non andare a finire nei filtri antispam, automatici o &#8220;manuali&#8221; che siano, per evitare di mostrare tutti gli indirizzi magari in copia conoscenza in modo che tutti vedono tutti, per dare l&#8217;impressione di scrivere una mail indirizzata ad una singola persona e non a mille altre, per non perdere tempo e commettere errori.<br />
E se non fossero sufficienti questi motivi, potete leggere le risposte di Alessandra alle nostre domande.</p>
<p><strong>Mailchimp per inviare periodicamente email a molte persone sì o no? Se no quali le alternative migliori?</strong></p>
<p>Quando io parlo di email marketing e di newsletter, non penso necessariamente alla classica newsletter di offerte speciali (alla Groupon, per intenderci); anzi, le newsletter che funzionano meglio sono a mio parere quelle che, quando le leggi, ti sembrano davvero una lettera scritta proprio a te. Quindi, non vedo nulla di strano nell&#8217;usare uno strumento come MailChimp per scrivere email anche a piccoli gruppi di destinatari. Non è mai lo strumento il fattore più importante, ma come lo usi.</p>
<p><strong>Nel libro si parla della frequenza di spedizione. Ma a che ora e in quali giorni è meglio spedire in genere?</strong></p>
<p>Tutto dipende da quali sono le persone a cui scriviamo. Il primo passo di ogni strategia dovrebbe essere quello di immaginare i propri destinatari, disegnando vere e proprie <em>personae</em> di cui cercheremo di descrivere stile di vita, abitudini, motivazioni a leggere i nostri messaggi. Certo, è un azzardo mandare una newsletter &#8220;di lavoro&#8221; il lunedì mattina presto, quando chi la legge riapre la posta dell&#8217;ufficio e comincia a smistare lo spam arrivato nel weekend! In genere, quando i nostri destinatari ci leggono in orario di lavoro, si cerca di spedire nei giorni centrali della settimana, al mattino; a volte funziona anche il venerdì pomeriggio, quando magari ci si prende un po&#8217; di tempo per leggere gli arretrati. Se invece si scrive a privati, bisogna tenere conto che molti leggono la posta alla sera.</p>
<p>In generale, il mio consiglio è di provare, magari con un A-B test nel quale mandiamo la stessa newsletter in due orari diversi, e successivamente verifichiamo qual è stato il gruppo con la frequenza di apertura (e, soprattutto, di conversione) più alta.</p>
<p><strong>I tre peggiori errori commessi nell&#8217;email marketing</strong></p>
<ul>
<li>Partire senza un piano editoriale, nemmeno abbozzato: vi troverete senza nulla da scrivere!</li>
<li>Riciclare come email i testi scritti per i comunicati stampa e per la pubblicità: il linguaggio è diverso, e ogni testo va confezionato e modificato in ragione del suo utilizzo</li>
<li>Non leggere i feedback e non segmentare: mandare a tutti lo stesso messaggio significa diventare rapidamente irrilevanti</li>
</ul>
<p><strong>Dici nell&#8217;introduzione di aver scoperto Mailchimp nel 2009. Nessun valido concorrente all&#8217;orizzonte?</strong></p>
<p>Confesso di essere un po&#8217; pigra e di lavorare seguendo il principio del &#8220;buono abbastanza&#8221;: quando trovo uno strumento che fa al caso mio e risponde a gran parte delle mie necessità (e, nel caso di MailChimp, di quelle di molti miei clienti), la mia motivazione a spendere tempo testando altri strumenti è molto bassa.</p>
<p>Sicuramente, al di là dell&#8217;interfaccia e delle funzionalità, un indiscutibile punto di forza di MailChimp è il piano-base gratuito: se hai una mailing list che non supera i 2000 indirizzi, hai a disposizione per sempre un servizio pressoché completo (mancano solo gli autorisponditori). In questo modo si ha tempo di imparare a usare il servizio, e, quando si arriva alla soglia dei 2000 iscritti, si spera che i ritorni della propria attività di email marketing siano tali da consentire di pagare il canone!</p>
<p>Naturalmente, dal punto di vista delle funzionalità, o nel caso in cui si parta già con una lista numerosa di destinatari, ci sono alternative valide, fra cui alcuni prodotti made in Italy di tutto rispetto: penso a <a title="mailup" href="http://www.mailup.it/brand-prova-gratuita-30gg.htm?gclid=CPu16q6VnbcCFcVY3godVR8Adw">MailUp</a>, <a title="contactlab" href="http://www.contactlab.com/">ContactLab</a>, <a title="e-spresso" href="http://www.e-spresso.net/">e-spresso</a> (anche questo con un piano gratuito fino a 500 iscritti).</p>
<p><strong>Nel libro, nonostante sia impostato come guida, ci sono anche alcuni suggerimenti sull&#8217;email marketing. Consigliaci anche qualche libro con cui approfondire l&#8217;argomento</strong></p>
<p>Oddio, se faccio una ricerca su Amazon di libri sull&#8217;email marketing ce ne sono a decine, e io confesso di non averne letto nemmeno uno! Suggerisco piuttosto di partire dai tutorial di <a title="tutorial copyblogger su mail marketing" href="http://www.copyblogger.com/email-marketing/">Copyblogger</a>. Sulla scrittura, invece, un &#8220;must-read&#8221; è <a title="post sul libro Lavoro dunque scrivo di Luisa Carrada" href="http://www.girlgeeklife.com/2013/02/lavoro-dunque-scrivo-quando-i-testi-funzionano/">Lavoro, dunque scrivo! di Luisa Carrada</a>.</p>
<p>Ultimo consiglio, tratto dalla &#8220;dispensatrice di buon senso&#8221; Alessandra Farabegoli è: &#8220;Gli strumenti non sono tutto&#8221;. MailChimp è uno strumento, si sceglie pertanto solo dopo aver pianificato attentamente una campagna di email marketing. &#8220;<strong>Come ogni strumento -</strong> si legge nella conclusione<strong> &#8211; da solo MailChimp non garantisce un buon risultato: quest&#8217;ultimo dipende essenzialmente da come lo userete voi</strong>&#8220;.</p>
<p>Sì, perché la tecnologia, al contrario di quel che si pensa, fornisce ottime occasioni per mettere le persone al centro della scena.</p>
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		<title>WhyMCA: hackaton, workshop, laboratori per bimbi</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Montegiove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 25 maggio per l&#8217;intera giornata, dalle 9 alle 19, presso il Talent Garden di Milano si svolge la seconda edizione di WhyMCA , un evento ad ingresso gratuito dedicato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/?attachment_id=9459" rel="attachment wp-att-9459"><img class="size-full wp-image-9459 alignnone" alt="WhyMCA_logo" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/WhyMCA_logo.png" width="594" height="542" /></a></p>
<p><strong><br />
Sabato 25 maggio per l&#8217;intera giornata, dalle 9 alle 19, presso il <a title="talent garden di milano" href="http://milano.talentgarden.it/">Talent Garden di Milano</a> si svolge la seconda edizione di <a title="whymca" href="http://www.whymca.org/">WhyMCA</a></strong> , un evento ad<strong> ingresso gratuito dedicato alla interazione tra mobile e oggetti che ci circondano</strong>. Sempre più oggi sensori e nuovi device fanno parte delle nostre vite e non solo, se associati ai dati, diventano potenziali protagonisti delle smart cities ma possono aiutarci a migliorare la vita quotidiana. “Siamo immersi in un flusso continuo di dati e informazioni – si legge nel sito di WhyMCA – che ben presto saranno sempre più numerose e con interazioni sempre più complesse”.</p>
<p><a title="evento whymca" href="http://whymca.eventbrite.it/#">L&#8217;evento </a>prevede un <strong>hackaton</strong>, in cui sviluppatori e non solo parleranno e realizzarenno API Tech &amp; API provider in tema con la giornata, <strong>uno spazio espositivo con le soluzioni proposte da chi ha trovato nel fai da te tecnologico un modo per hackarare la vita reale e un laboratorio per bambini</strong>. Oltre questo è previsto un <strong>workshop</strong> con interessanti interventi riferiti a human centered design, tessuti digitali, device interconnessi tutto finalizzato ad avere una prospettiva sull&#8217;Internet delle cose. Il laboratorio per bambini, aperto al mattino dalle 10 alle 12 e nel pomeriggio dalle 15 alle 17, è rivolto a ragazzi dai 5 ai 12 anni ed ha l&#8217;obiettivo di far scoprire i rudimenti dell&#8217;elettronica con led, motori e didò.</p>
<p>L&#8217;hackaton di WhyMCA è il primo evento italiano in parallelo fra Milano e Trento, in partnership con <a title="create-net" href="http://www.create-net.org/it">CREATE-NET</a>, centro di ricerca, sperimentazione ed innovazione nel dominio delle telecomunicazioni nonché promotore di progetti di ricerca in ambito Internet Of Things.</p>
<p>Le parole chiave della giornata dicono molto dell&#8217;evento: <strong>automative, internet of things. Wearable device, smart cities, m-payment, domotica</strong>. Al di là di queste molte altre sono le parole che si possono associare: <strong>passione per l&#8217;elettronica, intelligenza delle cittàma non solo, crescita digitale, impegno civile</strong>. Tutto questo è ciò che ruota intorno agli hackaton e a tutti quegli eventi che mettono al centro la creatività, la condivisione e la collaborazione<strong> coinvolgendo non solo esperti sviluppatori, ma aprendosi a tutti. Bambini compresi.</strong></p>
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		<item>
		<title>I 6 tool per creare il tuo primo videogioco</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[Construct 2]]></category>
		<category><![CDATA[CraftStudio]]></category>
		<category><![CDATA[game development]]></category>
		<category><![CDATA[RPG Maker]]></category>
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		<category><![CDATA[Stencyl]]></category>
		<category><![CDATA[Twine]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare videogiochi è considerata un&#8217;attività complessa – e per esperienza confermo tutto – ma è anche vero che esistono molti software che vengono in aiuto di chi ha poca esperienza...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Creare videogiochi è considerata un&#8217;attività complessa – e per esperienza confermo tutto – ma è anche vero che esistono molti software che vengono in aiuto di chi ha poca esperienza e vuole iniziare a dar vita a piccoli progetti personali. Negli ultimi due anni si sta assistendo a una <strong>democratizzazione del videogioco</strong>: grazie a tool e alle risorse disponibili in rete anche una persona singola può usare il videogioco per comunicare e raccontare storie ed esperienze.</p>
<p>Di seguito ho selezionato 6 tool rivolti proprio a chi vuole iniziare in modo visuale, senza mettere le mani nel codice.</p>
<ul>
<li><a title="Twine" href="http://gimcrackd.com/etc/src/">Twine</a></li>
<li><a title="RPG Maker" href="http://www.rpgmakerweb.com">RPG Maker VX Ace</a></li>
<li><a title="Scratch" href="http://scratch.mit.edu">Scratch</a></li>
<li><a title="Stencyl" href="http://www.stencyl.com">Stencyl</a></li>
<li><a title="Construct 2" href="https://www.scirra.com">Construct 2</a></li>
<li><a title="CraftStudio" href="http://craftstud.io">CraftStudio</a></li>
</ul>
<h2>Twine</h2>
<p>La scrittura è il tuo mezzo espressivo primario, non hai alcuna base di programmazione ma vuoi provare a fare un passo verso i giochi? Se da anni ti ronza per la testa l&#8217;idea per una <strong>storia interattiva</strong>, magari con diverse linee narrative che si incrociano o che si escludono a vicenda come in un vecchio <em><a title="Librogame" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Librogame">librogame</a></em>, <a title="Twine" href="http://gimcrackd.com/etc/src/">Twine</a> è il software giusto per te. Si tratta di un tool semplice che ti permette di creare avventure <strong>come in un editor di testo</strong>, ma inserendo i collegamenti tra tutte le parti della storia. Il risultato è un ipertesto in HTML con link che accompagnano lo svolgimento delle trame. <em>Twine</em> è stato sviluppato da Chris Klimas e può essere utilizzato <strong>gratuitamente</strong> su PC e Mac.</p>
<div id="attachment_9416" class="wp-caption aligncenter" style="width: 388px"><img class="size-full wp-image-9416 center" alt="Twine" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Twine.png" width="378" height="318" /><p class="wp-caption-text">Una schermata di Twine (tratta dalla guida di Anna Anthropy)</p></div>
<p>Nell&#8217;ultimo anno <em>Twine</em> ha acquisito sempre più popolarità non solo tra gli esordienti ma anche tra molti game developer compententi che adottano il software per interessanti esperimenti. Ecco la mia personale selezione di giochi in <em>Twine</em>:</p>
<ul>
<li><a title="Sacrilege" href="http://www.unwinnable.com/wp-content/uploads/2013/04/Sacrilege.html">Sacrilege</a> – storie di flirt a un party</li>
<li><a title="What's in a Name?" href="http://www.gamingpixie.com/twine/name.html">What&#8217;s in a Name?</a> – sull&#8217;identità sessuale e i meccanismi di esclusione</li>
<li><a title="Conversation With My Mother" href="http://mkopas.net/files/conversations/conversations.html">Conversations With My Mother</a> – la lettera di una madre</li>
<li><a title="Howling Dogs" href="http://aliendovecote.com/uploads/twine/howling%20dogs.html#2m">Howling Dogs</a> – una storia all&#8217;interno di un laboratorio</li>
<li><a title="Broke Down" href="http://luckyspecialgames.com/ludum_dare/LD26/">Broke Down</a> – casinò e colpi di pistola</li>
</ul>
<p>Se vuoi approfondire, Porpentine – sviluppatrice di giochi e co-curatrice della webzine <a title="Free Indie Games" href="http://www.freeindiegam.es">FreeIndieGam.es</a> – <a title="Twine resources" href="http://aliendovecote.com/?page_id=4047">ha raccolto tutte le risorse</a> per Twine, compresa un&#8217;ottima guida all&#8217;uso realizzata da <a title="Anna Anthropy's guide to Twine" href="http://www.auntiepixelante.com/twine/">Anna Anthropy</a>.</p>
<h2>RPG Maker VX Ace</h2>
<p>Se pensi che <em>Twine</em> non si adatti alle tue esigenze di gioco perché vuoi esprimere anche il tuo <strong>lato artistico</strong> oltre che narrativo, <a title="RPG Maker" href="http://www.rpgmakerweb.com">RPG Maker VX Ace</a> può essere la risposta giusta. Si tratta di un software storico, come ricorda anche <a title="RPG Maker" href="http://it.wikipedia.org/wiki/RPG_Maker">Wikipedia</a>, usato soprattutto dalle persone appassionate di <strong>videogiochi di ruolo in stile giapponese</strong>. Negli ultimi tempi è stato però adottato anche per creare graphic novel interattive. In <em>RPG Maker</em> si usa un semplice <strong>linguaggio di scripting</strong> per creare i livelli, le mappe e gestire i dialoghi e – se presenti – i combattimenti tra i personaggi. È possibile scaricare la <strong>versione gratuita di prova</strong> (la versione commerciale costa 70 dollari), ma solo per Windows.</p>
<div id="attachment_9426" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9426" alt="RPG Maker" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/rpgmaker-300x240.png" width="300" height="240" /><p class="wp-caption-text">Una schermata di RPG Maker VX Ace</p></div>
<p>Ecco qualche titolo interessante creato con <em>RPG Maker</em>:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;"><a title="To the Moon" href="http://freebirdgames.com/to_the_moon/">To the Moon</a> – una storia ambientata tra le memorie di un anziano sul letto di morte</span></li>
<li><a title="The Witch's House" href="http://www.vgperson.com/games/witchhouse.htm">The Witch&#8217;s House</a> – un&#8217;avventura dal sapore horror</li>
<li><a title="Lisa" href="http://rpgmaker.net/games/4412/">Lisa</a> – una ragazzina e suoi demoni familiari</li>
<li><a title="Hidden in the Shadows" href="http://cpsoft.weebly.com/hiddenintheshadows.html">Hidden in the Shadows</a> – trova l&#8217;uscita dal castello, e in fretta! (anche in italiano)</li>
</ul>
<h2>Scratch</h2>
<p><a title="Scratch" href="http://scratch.mit.edu">Scratch</a> non è solo un tool per creare giochi, ma è soprattutto un <strong>software educativo sviluppato dal MIT</strong> espressamente rivolto alla fascia di età primaria e secondaria <strong>dagli 8 ai 16 anni</strong>. Il punto di forza di Scratch è un approccio semplificato (ma non banale) alle basi di programmazione: utilizzando l&#8217;editor visuale si possono imparare per esempio le regole dell&#8217;algebra booleana semplicemente spostando i blocchi a incastro con le condizioni (If) e le azioni (Then).</p>
<div id="attachment_9427" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class=" wp-image-9427  " title="Scratch" alt="Scratch" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/scratch.jpg" width="300" /><p class="wp-caption-text">La mascotte di Scratch</p></div>
<p>Sul sito – che raccoglie <a title="Projects" href="http://scratch.mit.edu/explore/?date=this_month">oltre 3mila progetti</a> – si trovano anche risorse specifiche e spunti di riflessione diretti a <a title="Parents" href="http://scratch.mit.edu/parents/">genitori</a>, <a title="Educators" href="http://scratch.mit.edu/educators/">educatori</a>, o ancora guide all&#8217;uso di <a title="How To Connect to the Physical World" href="http://wiki.scratch.mit.edu/wiki/How_to_connect_to_the_physical_world">interfacce fisiche come sensori</a> da integrare con <em>Scratch</em>.</p>
<h2>Stencyl</h2>
<p>Un&#8217;interfaccia grafica simile è proposta anche da <a title="Stencyl" href="http://www.stencyl.com">Stencyl</a>, un software di sviluppo professionale disponibile <strong>gratuitamente</strong> per Pc e Mac che permette di distribuire un gioco in Flash su browser: acquistando una licenza da 150 dollari è possibile pubblicare il gioco anche su iOs. <em>Stencyl</em> è interessante soprattutto perché ha una <strong>community molto attiva</strong> che mette a disposizione elementi grafici e suoni da utilizzare all&#8217;interno dei propri giochi.</p>
<div id="attachment_9435" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9435" alt="Moonlight" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Moonlight-300x241.png" width="300" height="241" /><p class="wp-caption-text">Moonlight, un gioco realizzato con Stencyl</p></div>
<p>Tra i giochi realizzati con <em>Stencyl</em>, segnalo il poetico <a title="Moonlight" href="http://www.newgrounds.com/portal/view/599762">Moonlight</a> e <a title="The Hamger Games" href="http://www.stencyl.com/game/play/18466">The Hamger Games</a>, un&#8217;arena in cui il porcellino che controlli deve resistere all&#8217;attacco dei lupi costruendo intorno a sé barriere di paglia, legno e pietra.</p>
<h2>Construct 2</h2>
<p>Se vuoi creare un videogioco in 2D in modo del tutto visuale, puoi rivolgerti anche a <a title="Construct 2" href="https://www.scirra.com">Construct 2</a>, un software che offre licenze a pagamento ma anche una <strong>versione free</strong> per creare e pubblicare giochi in <strong>Html5</strong>. Tra i giochi in uscita più promettenti c&#8217;è <a title="Construct 2" href="http://www.scirra.com/forum/hamstark_topic61928.html">Hamstarök</a>. La community di <em>Construct</em> ha anche uno store che, per un manciata di euro, propone set di elementi grafici per popolare il proprio gioco anche senza avere alcuna competenza grafica.</p>
<div id="attachment_9432" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9432" alt="Construct 2" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Construct-300x182.jpg" width="300" height="182" /><p class="wp-caption-text">Schermata di Construct 2</p></div>
<h2>CraftStudio</h2>
<p>Se si vuole provare qualcosa di ancora più geek, c&#8217;è <a title="CraftStudio" href="http://craftstud.io">CraftStudio</a>: il suo punto di forza è quello di essere una piattaforma che permette di <strong>creare giochi in modo collaborativo</strong>. Attualmente in versione beta, è <strong>disponibile per Windows, Macintosh e Linux</strong>. L&#8217;approccio della creazione è molto ludico e viene presentato come se lo sviluppo del videogame fosse esso stesso un gioco. Anche in questo caso, come per Stencyl e Scratch, la <strong>programmazione</strong> viene rappresentata da <strong>blocchi colorati</strong>.</p>
<div id="attachment_9437" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9437" alt="CraftStudio" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/CraftStudio-300x166.png" width="300" height="166" /><p class="wp-caption-text">Un particolare dell&#8217;interfaccia di CraftStudio</p></div>
<p>Se abbiamo stuzzicato la tua curiosità verso lo sviluppo di giochi, e se vorrai decidere di provare a creare un gioco digitale, segnalaci i tuoi esperimenti nei commenti.</p>
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		<title>DUCC-IT 2013: le comunità italiane di due distribuzioni Linux si incontrano</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 07:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>UbuntuWomen-it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[duccit13]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntuit]]></category>

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		<description><![CDATA[Era già successo nel 2010, poi i mille impegni di ciascuno e le complessità organizzative hanno reso difficile il ripetersi dell&#8217;evento negli anni successivi. Ora, a distanza di due anni...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9363" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Screen-shot-2013-05-07-at-23.02.40.png"><img class="size-large wp-image-9363 " title="Debian &amp; Ubuntu Women 2010 " alt="Debian &amp; Ubuntu Women 2010 " src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/Screen-shot-2013-05-07-at-23.02.40-600x400.png" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Debian &amp; Ubuntu Women 2010 &#8211; <a href="http://www.ipernity.com/doc/milo/9059617/in/album/206222">Foto di Milo Casagrande </a></p></div>
<p>Era già successo nel 2010, poi i mille impegni di ciascuno e le complessità organizzative hanno reso difficile il ripetersi dell&#8217;evento negli anni successivi.<br />
Ora, a distanza di due anni e mezzo, ci riproviamo. Perchè come esperienza ci era piaciuta, e molto!</p>
<p>Stiamo parlando dell<strong>&#8216;incontro delle comunità italiane di Debian e Ubuntu</strong>, due delle distribuzioni Linux più diffuse, che si svolgerà a <strong>Fermo</strong>, Palazzo dei Priori, l&#8217;<strong>1 e 2 giugno 2013</strong>.</p>
<p>E&#8217; un piccolo (beh, non poi così piccolo, in realtà) esercito di volontari, che dedicano parte del proprio tempo libero allo sviluppo di questi sistemi operativi, alla loro diffusione, alla loro traduzione e documentazione. È <strong>un momento di confronto dal vivo</strong>, particolarmente importante per delle comunità di persone che esistono più che altro online. Un momento in cui ci si conosce, si associano volti a nomi e nickname, e in cui si discutono i progetti futuri e ci si analizza anche un pochino, per vedere come stanno andando le cose, e che cosa si potrebbe migliorare.</p>
<p><strong>L&#8217;evento</strong> si comporrà principalmente di <strong>due parti</strong>: al <strong>mattino</strong> il focus sarà sulle <strong>comunità</strong>, per fare il punto sulle attività in corso, lo stato dei progetti e la direzione da intraprendere nei prossimi mesi. Al <strong>pomeriggio</strong> invece si lascerà spazio a <strong>talk più divulgativ</strong>i, volti a far conoscere il mondo open source a chiunque sia interessato, indipendentemente dal suo livello di conoscenze tecniche.</p>
<p>Sarà anche un momento di auto-analisi della comunità in quanto tale, come gruppo variegato di persone che condividono una passione. Per questo motivo tra le altre sessioni che popoleranno il weekend del DUCC-IT, ce ne sarà una dedicata alla<strong> partecipazione femminile all&#8217;interno delle due comunità</strong>, e più in generale nel mondo open source. Sono passati due anni e mezzo dall&#8217;ultimo DUCC-IT, quindi è un buon momento per fare un po&#8217; il punto della situazione. In questi due anni il <strong>numero di donne attive nella comunità italiana di Ubuntu è cresciuto nei vari progetti</strong>; sono state portate avanti diverse iniziative, tra le quali una collaborazione con Girl Geek Life, per diffondere la conoscenza di questo sistema operativo libero tra il pubblico femminile.</p>
<p>Anche nella comunità di Debian il panorama è evoluto. La sessione avrà il format di una discussione, in cui verranno proposti alcuni spunti e si cercherà di mettere in luce i punti diversi punti di vista.</p>
<p>Venite a conoscersi al DUCC-IT 2013 e seguiteteci su tutti i social <a href="https://twitter.com/search?q=%23duccit13">#duccit13</a>!</p>
<p>Per maggiori informazioni sull&#8217;evento e per aggiornamenti sul programma, visitate il sito<a href=" http://ducc.it/"> http://ducc.it/</a>.</p>
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