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	<title>Giuseppe Labanca</title>
	
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	<description>Web 2.0 e Comunicazione Digitale</description>
	<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:52:54 +0000</pubDate>
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		<title>Abitudini e comportamenti dell’uso delle email negli utenti italiani (consumer report 2009)</title>
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		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/abitudini-e-comportamenti-nelluso-delle-email-negli-utenti-italiani-consumer-report-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[ContactLab, società di soluzioni e consulenza di e-mail, sms e digital direct marketing, ha reso pubblici i dati del consumer report 2009 relativi all&#8217;Italia sulle abitudini e comportamenti nell&#8217;uso di email e newsletter.Il campione nella presente ricerca rappresenta l’utenza Internet italiana settimanale, di almeno quindici anni di età che dichiarano di connettersi regolarmente alla Rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.contactlab.com/">ContactLab</a>, società di soluzioni e consulenza di e-mail, sms e digital direct marketing, ha reso pubblici i dati del consumer report 2009 relativi all&#8217;Italia sulle abitudini e comportamenti nell&#8217;uso di email e newsletter.Il campione nella presente ricerca rappresenta l’utenza Internet italiana settimanale, di almeno quindici anni di età che dichiarano di connettersi regolarmente alla Rete almeno una volta alla settimana, indipendentemente dal dispositivo e dal luogo di collegamento.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.contactlab.com/images/common/CONR_mappa.jpg" alt="" width="201" height="300" /></p>
<p>Sono state fatte diverse domande a questi utenti. Si è partiti focalizzando l&#8217;attenzione sulla posta elettronica e l&#8217;utilizzo che ogni utente ne fa con la domanda:</p>
<p><strong>Quante diverse caselle di posta utilizzi abitualmente?</strong> Una <em>31,9%</em> Due 36,9% Tre <em>17,1%</em> Quattro <em>6,4%</em> Cinque <em>3,0% </em> Più di cinque <em>4,7%.</em> Media: 2,30 caselle per utente e 51 milioni le caselle di posta utilizzate dall’utenza Internet italiana.</p>
<p><strong>Quale tra questi comportamenti si avvicina di più alla tua esperienza abituale di utilizzo di una casella di posta elettronica?</strong> Utilizzo le mie caselle di posta solo con il browser (solo web mail) <em>44%</em> utilizzo le mie caselle con il browser ed un programma di posta <em>35,5%</em> utilizzo le mie caselle solo con un programma di posta <em>19,2%</em></p>
<p><strong>Quali dispositivi utilizzi per consultare le tue caselle di posta?</strong> <em>82%</em> non utilizza dispositivi mobile, il 17% utilizza dispositivi mobile. Il 18% degli intervistati –corrispondente a un insieme di circa 4 milioni di individui –dichiara di utilizzare almeno un dispositivo mobile per consultare la propria casella di posta. Il valore rilevato è uguale a quello del 2008 anche se il mix che lo produce (iPhone, BlackBerry, smartphones…) è profondamente cambiato al proprio interno.</p>
<p><strong>E pensando a queste situazioni, puoi indicarci quale strumento preferiresti utilizzare?</strong></p>
<p>Ricevi una e-mail che ti chiede di seguire un link sul Web preferisci utilizzare ? PC 62% Mobile 10%</p>
<p>Devi fare un’operazione dispositiva in Banca(es, bonifico) preferisci utilizzare  ? PC 70%, Mobile 9%</p>
<p>Quando vupoi leggere le ultime notizie su un quotidiano online usi ? PC 49% Mobile 14%</p>
<p>Per leggere le novità su un sito che ti interessa (es., un blog)usi ? PC 46% Mobile 14%</p>
<p><strong>Oltre all’ e-mail, quali traquesti altri sistemi di messaggistica e comunicazione utilizzi abitualmente su Internet?</strong> Msn Messanger 67% Messaggi interni su social network 46,5% sms via internet  40,7% voip 18,2% RSS 10%.</p>
<p><a href="http://www.contactlab.com/download/CONR09/CONR09_italy_extract_it.pdf">Qui</a> il report completo di contactlab.</p>
<p>Dall&#8217;indagine notiamo che l&#8217;utilizzo della posta elettronica è molto sviluppato in Italia anche se molti utenti utilizzano la stessa email o al massimo 2 per i loro scopi, sia di lavoro che sociali. L&#8217;utilizzo dei dispositivi mobile è in forte aumento rispetto al passato.</p>
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		<item>
		<title>Working Capital Telecom Italia a Napoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GiuseppeLabanca/~3/Bp4zBwNsP9U/</link>
		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/working-capital-telecom-italia-a-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[telecom]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 novembre si terrà a Napoli la quinta tappa del tour di Working Capital, un  progetto con cui Telecom Italia si propone di sostenere l&#8217;innovazione nel  settore del web 2.0 finanziando progetti soprattutto nella fase embrionale.

Telecom Italia mette a disposizione competenze e infrastrutture per accelerare la creazione di prodotti e servizi. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 novembre si terrà a Napoli la quinta tappa del tour di Working Capital, un  progetto con cui Telecom Italia si propone di sostenere l&#8217;innovazione nel  settore del web 2.0 finanziando progetti soprattutto nella fase embrionale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/themes/default/images/tour_napoli.jpg" alt="" width="640" height="235" /></p>
<p style="text-align: left;">Telecom Italia mette a disposizione competenze e infrastrutture per accelerare la creazione di prodotti e servizi. I manager sono coinvolti nel processo di selezione e diventano coach dei progetti nel corso del processo di incubazione, che è costantemente assistito da dPixel, azienda che si occupa di identificare, valutare, creare e gestire opportunità di seed stage investment in innovazione e new media.</p>
<p style="text-align: left;">Per proporre un progetto, devi innanzitutto registrarti al sito. Puoi presentare le tue competenze e i risultati che hai raggiunto finora compilando il profilo, inviando il curriculum e caricano un breve video. Se hai già fondato la tua start-up, non dimenticare di indicare i dati relativi all’azienda.<br />
Una volta registrato, potrai inviare i documenti che descrivono il progetto e un video di presentazione dell’iniziativa (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elevator_pitch">elevator pitch</a>).</p>
<p style="text-align: left;">Nel corso dell&#8217;evento, chi ha un progetto nel cassetto potrà presentarlo al  comitato che sceglie le iniziative da finanziare secondo la formula  dell&#8217;elevator pitch. Se vuoi partecipare per presentare un tuo progetto o per  assistere all&#8217;evento trovi il modulo di iscrizione e le informazioni su come  fare a questo indirizzo: <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/tour/napoli/?act=partecipa">http://www.workingcapital.telecomitalia.it/tour/napoli/?act=partecipa</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2009/10/working-capital-arriva-a-napoli/">Qui</a> il programma completo dell&#8217;evento.</p>
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		<item>
		<title>Considerazioni sul mondo “digitale” della musica…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GiuseppeLabanca/~3/T-Q9x8IxtlA/</link>
		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/considerazioni-sul-mondo-digitale-della-musica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 06:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[digitale]]></category>

		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Nel corso del primo semestre del 2009 complessivamente la vendita di musica digitale in Italia ha segnato un tasso di incremento di assoluto valore (+36%), salendo a circa 10 milioni di euro. Il download da internet e&#8217; cresciuto nei sei mesi del 21% e del 40% da mobile. Le vendite di album online sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; Nel corso del primo semestre del 2009 complessivamente la vendita di musica digitale in Italia ha segnato un tasso di incremento di assoluto valore (+36%), salendo a circa 10 milioni di euro. Il download da internet e&#8217; cresciuto nei sei mesi del 21% e del 40% da mobile. Le vendite di album online sono cresciute del 31% contro il 21% dei singoli. Questi i dati diffusi dalla Fimi, la federazione Industria musicale italiana. Dati che sembrerebbero del tutto positivi, non fosse che, per contrasto, l&#8217;industria musicale tradizionale si trova invece a segnare il passo: il fatturato e&#8217; tornato sui livelli del 1989 &#8221; <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/10/musica-industria-fatturato-cd-online.shtml?uuid=b307bbae-b7f2-11de-98a5-fed6d7e3db8b&amp;DocRulesView=Libero">Fonte </a></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.bibliolab.it/scrittura_multimedia/note_musicali.gif" alt="" width="248" height="220" /></p>
<p>Tutti gli analisti si aspettavano questi risultati. Oggi chi compra musica, lo fa online, dove riesce a trovare quasi tutti gli album con una qualità sonora paragonabile a quella del cd anche se compressa. Ma mi sorprendono le parole di Enzo Mazza, presidente della Fimi:</p>
<p>«A fronte di una crescita con notevoli cifre del digitale, si rimane ad un livello abbastanza contenuto in valore assoluto, la fase di calo dei valori tradizionali non ancora compensati dal notevole sviluppo del digitale. Teniamo conto che abbiamo a che fare con un Paese, l&#8217;Italia, dove e&#8217; molto difficile fare business online, per tutta una serie di freni strutturali: scarsa diffusione della banda larga, limitata penetrazione dei personal computer, poca strategia istituzionale sul fronte dei contenuti, poca azione di sensibilizzazione sulle reti digitali E anche, aggiungiamo, poca propensione degli italiani a pagare qualcosa quando la si puo&#8217; avere gratis»</p>
<p>Sono in disaccordo con lui su tutto, ad eccezione dell&#8217;ultimo punto che reputo un problema sociale che va oltre il web. Non è difficile fare business online, anzi, un prodotto come la musica che è immateriale si presta a tale attività e grazie al principio della coda lunga è quasi garantito il guadagno. L&#8217;utente riesce a trovare in uno store online anche musica che un tradizionale negozio non ha, per limitazioni fisiche ( in un negozio non possiamo mettere 600.000 album) o il negoziante ritiene che quella musica ha poco mercato.</p>
<p>Il problema non è l&#8217;Italia o la struttura. Il problema è che in Italia nessuno ci prova, nessuno fa promozione musicale sul web, non ci sono &#8220;store&#8221; adeguati ad eccezione di iTunes e pochi altri, non ci sono politiche di offerte che invogliano il compratore, non c&#8217;è nulla, nessuno fa nulla.</p>
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		<item>
		<title>I 50 personaggi più influenti del settore dell’Information Technology.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GiuseppeLabanca/~3/d7wOnX1nDwg/</link>
		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/i-50-personaggi-piu-influenti-del-settore-dell%e2%80%99information-technology/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 22:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Steve Jobs si è piazzato al primo post nella classifica degli Agenda Setters, stilata da analisti della Silicon, che ogni anno mira ad individuare i 50 personaggi più influenti del settore dell’Information  Technology.

Steve Jobs
Apple CEO
Evan Williams
Twitter CEO and co-founder
Jimmy Wales
Wiki Media founder and co-founder of Wikipedia
Eric Schmidt
Google CEO
Rupert Murdoch 
News Corp CEO
Mark Zuckerberg
Facebook founder
Barack Obama
US [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Steve Jobs</strong> si è piazzato al primo post nella classifica degli <a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/exclusive-steve-jobs-tops-list-of-most-influential-people-in-tech-39553019.htm">Agenda Setters,</a> stilata da analisti della Silicon, che ogni anno mira ad individuare i <strong>50 personaggi più influenti</strong> del settore dell’Information  Technology.</p>
<ol>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/steve-jobs-39550663.htm"><strong>Steve Jobs</strong><br />
Apple CEO</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/evan-williams-39547888.htm"><strong>Evan Williams</strong><br />
Twitter CEO and co-founder</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/jimmy-wales-39547889.htm"><strong>Jimmy Wales</strong><br />
Wiki Media founder and co-founder of Wikipedia</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/eric-schmidt-39547890.htm"><strong>Eric Schmidt</strong><br />
Google CEO</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/rupert-murdoch-39550655.htm"><strong>Rupert Murdoch </strong><br />
News Corp CEO</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/mark-zuckerberg-39547891.htm"><strong>Mark Zuckerberg</strong><br />
Facebook founder</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/barack-obama-39550654.htm"><strong>Barack Obama</strong><br />
US President</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/tim-berners-lee-39550659.htm"><strong>Tim Berners-Lee</strong><br />
Father of the world wide web</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/nandan-nilekani-39550652.htm"><strong>Nandan Nilekani</strong><br />
Head of the Unique Identification Authority of India and co-founder Infosys</a></li>
<li><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/larry-ellison-39547892.htm"><strong>Larry Ellison</strong><br />
Oracle CEO</a></li>
</ol>
<p><a href="http://www.silicon.com/research/specialreports/agenda-setters-2009/list-top.htm">Elenco completo</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.giuseppelabanca.com/?p=131&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_131" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GiuseppeLabanca/~4/d7wOnX1nDwg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Perchè gli studenti non amano Kindle ?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GiuseppeLabanca/~3/QSTqZkZOEWA/</link>
		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/perche-gli-studenti-non-amano-kindle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[ebook]]></category>

		<category><![CDATA[kindle]]></category>

		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[A giugno l’università di Princeton, uno degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti, aveva annunciato l’avvio di un  progetto pilota che avrebbe consentito agli studenti di alcuni corsi di laurea di  studiare su edizioni elettroniche dei libri di testo, simile ad altri già avviati in alcune università statunitensi, tra cui Berkley e Yale. Come previsto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A giugno l’università di Princeton, uno degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti, <a rel="nofollow" href="http://features.csmonitor.com/innovation/2008/06/24/digital-college-textbooks"><span style="text-decoration: underline;">aveva annunciato l’avvio di un  progetto pilota</span></a> che avrebbe consentito agli studenti di alcuni corsi di laurea di  studiare su edizioni elettroniche dei libri di testo, simile ad altri già avviati in alcune università statunitensi, tra cui Berkley e Yale. Come previsto, due settimane fa, alla ripresa delle lezioni, ad una cinquantina di studenti e professori,  sono stati consegnati i lettori Kindle,  prodotti dalla Amazon.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://aaroncrocco.files.wordpress.com/2008/06/kindle-and-book.jpg" alt="" width="370" height="183" /></p>
<p>Un po’ inaspettatamente, <a rel="nofollow" href="http://www.dailyprincetonian.com/2009/09/28/23918/"><span style="text-decoration: underline;">come racconta il Daily Princetonian</span></a>, il giornale online di ateneo, la rivoluzione dell’e-book è stata accolta in maniera  piuttosto tiepida, anche se i riscontri positivi non mancano. Gli studenti riconoscono l’indubbia comodità del Kindle, che consente di avere sempre a portata di mano una mole impensabile di libri di testo e di poter condividere in maniera agevole appunti e dispense.</p>
<p>I problemi iniziano quando dalla semplice consultazione e dalla lettura “senza impegno” si passa allo studio. «Gran parte del  mio apprendimento dipende dall&#8217;interazione fisica con il testo: segnalibri, sottolineature, appunti a margine per segnare i passaggi più importanti», ha spiegato Aaron Horvath, studente del corso di Società Civile e Politica Pubblica. Una serie di trucchi per favorire la memorizzazione e la concentrazione, ben conosciuti da chi ha passato ore sui libri. «Non sono un luddista – spiega ancora Horvath – ma questa tecnologia non mi sembra ancora pronta per un uso accademico»  Fonte <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_01/kindle-universita-bezos-yale-princeton-berkeley_3696ee08-ae67-11de-b62d-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a></p>
<p>Secondo me il problema è radicato altrove. Non è la tecnologia o la comodità del prodotto, infatti molti studenti dichiarano che &#8221; La lettura su Kindle è estremamente agevole e non stancante per la vista &#8220;, ma il metodo di studio. Non si può semplicemente cambiare il supporto e sperare nel miracolo, ma: o cambiare il metodo e le tipologie di studio (cosa molto difficile), o educare i più piccoli, che muovono i primi passi verso l&#8217;apprendimento ad interpretare ed utilizzare questa tecnologia.</p>
<p>Ma ci sarà qualche insegnate in grado di far capire a questi bambini l&#8217;utilizzo corretto e vantaggioso di questo prodotto ?</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.giuseppelabanca.com/?p=129&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_129" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GiuseppeLabanca/~4/QSTqZkZOEWA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2,2 miliardi di persone online nel 2013</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GiuseppeLabanca/~3/QJR54oI4lJY/</link>
		<comments>http://www.giuseppelabanca.com/22-miliardi-di-persone-online-nel-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 08:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[2013]]></category>

		<category><![CDATA[inceremento]]></category>

		<category><![CDATA[online]]></category>

		<category><![CDATA[popolazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante il rallentamento economico globale, in tutto il mondo l&#8217;uso di Internet continua senza sosta. Entro il 2013, ci saranno 2,2 miliardi di utenti Internet in tutto il mondo.

E&#8217; ciò che dice il report :&#8221;Global Online Population Forecast, 2008 To 2013&#8243;
Anche se in ogni stato la popolazione di Internet è destinata a crescere, l&#8217;Asia rimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il rallentamento economico globale, in tutto il mondo l&#8217;uso di Internet continua senza sosta. Entro il 2013, ci saranno 2,2 miliardi di utenti Internet in tutto il mondo.</p>
<p><img src="http://i.zdnet.com/blogs/globalnetpop.jpg" alt="" width="586" height="399" /></p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; ciò che dice il <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,53355,00.html">report</a> :&#8221;Global Online Population Forecast, 2008 To 2013&#8243;</p>
<p>Anche se in ogni stato la popolazione di Internet è destinata a crescere, l&#8217;Asia rimane il più grande motore di crescita globale. Il 17% della popolazione mondiale on-line  vivrà in Cina nel 2013, il ritmo di crescita negli Stati Uniti, nell&#8217;Europa Occidentale ed in altre zone industrializzate sarà tra l&#8217;1 ed il 3%, la penetrazione della rete negli Stati Uniti toccherà l&#8217;82%, in aumento rispetto al 73% odierno. Russia e Turchia avranno un tasso di crescita dell&#8217;8%. Africa e Medioriente mostreranno una forte crescita, raggiungendo il 13% totale della popolazione connessa. L&#8217;Africa in particolare va verso un raddoppio dell&#8217;utenza connessa, passando da 111.1 a 224 milioni. (Fonte: <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10291796-93.html">cnet</a>)</p>
<p>Le multinazionali di tutti i tipi dovranno capire la dinamica del trasferimento della popolazione mondiale on-line per  sfruttare le opportunità emergenti internazionali, saranno pronte ?</p>
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		<title>Quanto è importante una password ?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 07:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[password]]></category>

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		<description><![CDATA[Una password in italiano  &#8220;parola chiave&#8221;, &#8220;parola d&#8217;ordine&#8221;, o anche &#8220;parola d&#8217;accesso&#8221;. E&#8217; una sequenza di caratteri alfanumerici utilizzata per accedere in modo esclusivo ad una risorsa informatica (sportello bancomat, computer, connessione internet, casella e-mail, reti, programmi, basi dati, ecc.) (Fonte: Wikipedia)

Il significato della &#8220;parola&#8221;, &#8220;password&#8221; credo sia noto a tutti. Anche i meno avvezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>password</strong> in italiano  &#8220;parola chiave&#8221;, &#8220;parola d&#8217;ordine&#8221;, o anche &#8220;parola d&#8217;accesso&#8221;. E&#8217; una sequenza di caratteri <span class="mw-redirect">alfanumerici</span> utilizzata per accedere in modo esclusivo ad una risorsa informatica (sportello bancomat, computer, connessione internet, casella e-mail, <span class="mw-redirect">reti</span>, programmi, basi dati, ecc.) (Fonte: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Password">Wikipedia</a>)</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.trackback.it/img/password_sicura_lock.jpg" alt="" width="395" height="238" /></p>
<p>Il significato della &#8220;parola&#8221;, &#8220;password&#8221; credo sia noto a tutti. Anche i meno avvezzi alla tecnologia conoscono questo termine e le sue varianti: pin, codice, ecc. Ma quanti sono consapevoli e responsabili che in quella sequenza di caratteri e numeri passa la loro privacy, il loro lavoro, la propria vita ?</p>
<p>Da quanto ho letto in questi giorni, costatato di persona e sentito dire, sono veramente in pochi. Dal famoso caso &#8220;<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_27/pippo_entrava_nei_computer_dei_pm_luigi_ferrarella_9b5e6b00-62e9-11de-ac0d-00144f02aabc.shtml">Pippo</a>&#8221; a chi usa la sua data di nascita, chi il nome seguito dall&#8217;anno di nascita, chi il nome di un figlio, chi lascia quella di default (12345 o admin admin) chi ha la stessa password per qualsiasi cosa, chi la manda per email, chi la salva sul cellulare, chi la tiene nascosta nel portafoglio vicino il bancomat.</p>
<p>Tanti altri esempi potrei fare, tutti testimoniano, che si da poco valore alle password. Si dà poco valore a cosa contengono, alla loro fragilità, alla nostra incuria.</p>
<p>E&#8217; inutile secondo me ristrutturare i sistemi di login, come propone Nielsen, migliorando l&#8217;usabilità e diminuendo lo sforzo cognitivo che un utente esegue per ricordare una password.</p>
<p>Nielsen propone: &#8220;Quando un utente effettua il login su un sito è altissima la probabilità che non ci sia nessuno alle sue spalle a <em>spiare</em>, pertanto mascherare la password è inutile.  E perché, visto che è inutile, continuare ad adottare il sistema con tutti i problemi in termini di usabilità e di sforzo cognitivo che pone?  Ovviamente il nostro sistema non può non tenere conto di situazioni particolari, come quelle in cui ci si trova in luoghi pubblici o quelle in cui il login avviene su siti come quelli delle banche. La soluzione proposta è quella di aggiungere accanto al campo un checkbox tramite cui scegliere se mascherare la password o no e rendere cosi il sistema più usabile.&#8221; (<a href="http://blog.html.it/07/07/2009/nielsen-e-le-password/">Fonte</a>)</p>
<p>Bisogna radicare nella cultura degli uomini il concetto di password e il suo valore, che oggi è fondamentale. Come ? Partendo da i più piccoli..</p>
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		<title>Giovani una tribù con propri riti e usanze che passa ore a navigare ?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Giovanissimi smanettoni tutti Internet, iPhone e videogiochi? Un luogo comune. Eppure l’idea dominante è che nell’uso dei media i teenager siano una tribù con propri riti e usanze che sta sempre meno davanti al televisore e sempre più di fronte allo schermo di un personal computer. Che passa ore a navigare su Internet, adora i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Giovanissimi smanettoni tutti Internet, iPhone e videogiochi? Un luogo comune. Eppure l’idea dominante è che nell’uso dei media i teenager siano una tribù con propri riti e usanze che sta sempre meno davanti al televisore e sempre più di fronte allo schermo di un personal computer. Che passa ore a navigare su Internet, adora i videogame violenti, ignora i giornali e la radio. Conclusione: un universo alieno, misterioso e insondabile. Questa rappresentazione, secondo una ricerca della Nielsen sul comportamento mediatico dei giovanissimi, è completamente falsa: gli under 20 non sono affatto un «mondo a parte» ma, nella media, tendono a comportarsi come i loro genitori e fratelli maggiori</em>.&#8221; <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_16/edoardo_segantini_gli_adulti_sedotti_dal_web_8afda9f2-71cf-11de-87a4-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.bloggiando.com/wp-content/uploads/2007/06/internet-italiani-non-usano.jpg" alt="" width="299" height="276" /></p>
<p>Ci voleva una ricerca fatta da <a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml">Nielsen</a> per fare cambiare idea a determinati giornalisti della carta stampata ?</p>
<p>Il mondo cambia, le generazioni giovani e meno giovani cambiano le proprie abitudini, cambiano i modi di fare dettati dal progresso che ci circonda, cambia il modo di intrattenersi, cambiano le relazioni sociali, ma non per questo bisogna definirli &#8220;<em>una tribù con propri riti e usanze</em>&#8220;.</p>
<p>Molti media tradizionali non si stanno o non vogliono accorgersi di questo cambiamento, i giovani si. I giornali sono quasi tutti in crisi per il calo massiccio di lettori, le TV fatturano sempre meno e gli introiti pubblicitari diminuiscono le piccole radio stanno scomparendo. Perchè questo ? Solo perchè i giovani sono persone &#8220;<em>che passano ore a navigare su Internet, adorano i videogame violenti, ignorano i giornali e la radio.</em>&#8221;</p>
<p>No. I giovani non ignorano il cambiamento e l&#8217;evoluzione a differenza di tanti altri. Gli under 20 non sono affatto un mondo a parte ma hanno capito che non cè bisogno di comprare un giornale o di guardare un telegiornale per informasi su ciò che accade durante il giorno, non c&#8217;è bisogno di abbonarsi ad una TV per guardare un film o una serie, non c&#8217;è bisogno di trascorrere ore ed ore davanti un pc, ma ha scoperto e confida nello &#8220;strumento&#8221; internet. Strumento interattivo ed innovativo che non tutti i media considerano un bene, perchè proprio questo strumento, li ha trascinati in crisi per il loro &#8220;non cambiamento&#8221;.</p>
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		<title>Quanto pagare e come pagare per un post ?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa un  &#8220;follower&#8221; su Twitter mi ha chiesto di dargli qualche consiglio su quanto e come pagare per un post sul proprio blog, scritto da altre persone.
Molti possessori di blog/siti come il sottoscritto, non hanno molto tempo a disposizione per scrivere tanti post o post molto complessi, quindi cercano &#8220;utenti&#8221; esperti che al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa un  &#8220;<a href="https://twitter.com/paperoga159">follower</a>&#8221; su <a href="http://twitter.com/GiuseppeLabanca">Twitter</a> mi ha chiesto di dargli qualche consiglio su quanto e come pagare per un post sul proprio blog, scritto da altre persone.</p>
<p>Molti possessori di blog/siti come il sottoscritto, non hanno molto tempo a disposizione per scrivere tanti post o post molto complessi, quindi cercano &#8220;utenti&#8221; esperti che al loro posto scrivono ed elaborano contenuti. Scelte personali che io non adotterei mai per il mio blog.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.convivendo.net/wp-content/uploads/2008/09/pagare.jpg" alt="" width="300" height="236" /></p>
<p>Ma passiamo al dunque: Quanto pagare e come pagare per un post ?</p>
<p>Come prima cosa: scegliete persone competenti che hanno una buona conoscenza del settore trattato dal vostro sito/blog. Ricordate sempre, che voi &#8220;ci mettete la faccia&#8221; e che un post non corretto può farvi perdere utenti e screditarvi.</p>
<p>Seconda cosa: rileggete sempre cosa scritto dallo scrittore e se avete qualche minuto aggiungete qualche vostra considerazione, da lasciare la vostra impronta sul post e sul blob. Lettori costanti e attenti potrebbero riconoscere che la &#8220;penna&#8221; è cambiata.</p>
<p>Terza cosa: motivare chi scrive, renderlo partecipe, fargli sentire che un pezzo di blog è anche suo, tramite politiche di pagamento innovative e propositive.</p>
<p>Quarta cosa: il prezzo dovuto. La media dei prezzi è molto bassa, si oscilla fra 5/10 euro per semplici post di informazione. Cifre molto diverse invece si &#8220;spendono&#8221; per post corposi e concreti. Un post è il frutto di un lungo lavoro, di idee della persona che potrebbero valere molto. Se a queste vengono aggiunte statistiche, storie di casi passati e analisi il prezzo lievita ancora di più. Io consiglio di pagare per un discreto post che non necessita di grandi risorse e molto tempo dai 15 ai 30 euro.</p>
<p>Quinta cosa: Come pagare ? Nella prima cosa che vi ho suggerito dicevo: &#8220;Ricordate sempre, che voi ci mettete la faccia&#8221; e nella terza &#8220;motivare chi scrive, renderlo partecipe, fargli sentire che un pezzo di blog è anche suo, tramite politiche di pagamento innovative e propositive.&#8221;</p>
<p>Alcune di queste politiche sono:</p>
<p>- Dargli una parte fissa e l&#8217;altra al raggiungimento di un obbiettivo, che può essere un aumento di visite, di link diretti al post ecc.</p>
<p>- Fargli un contratto a 3/5 post settimanali e premiarlo con un aumento, se gli articoli hanno avuto successo.</p>
<p>- Dargli un aumento se il post vi piace.</p>
<p>- Dargli un aumento in base alle relative entrare adsense che il post ha generato.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Italia.it ci risiamo..</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 08:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[italia.it]]></category>

		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi italiani siamo amanti delle soap opere, basta guardare i risultati auditel degli ultimi mesi e capire che i cambiamenti improvvisi, ripensamenti e storie passionali ci affascinano.

E&#8217; cosi anche per la soap opera &#8220;italia.it&#8221; (qui il copione completo). Vi informo ora, sugli ultimi aggiornamenti arrivati, per la nuova stagione:
In una conferenza piena di contenuti sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi italiani siamo amanti delle soap opere, basta guardare i risultati auditel degli ultimi mesi e capire che i cambiamenti improvvisi, ripensamenti e storie passionali ci affascinano.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.zeusnews.com/immagini/010547-magic_italy_italia_logo.jpg" alt="" width="300" height="210" /></p>
<p>E&#8217; cosi anche per la soap opera &#8220;<strong>italia.it</strong>&#8221; (<a href="http://scandaloitaliano.wordpress.com/2007/06/14/italiait-storia-di-uno-scandalo-italiano/">qui</a> il copione completo). Vi informo ora, sugli ultimi aggiornamenti arrivati, per la nuova stagione:</p>
<p><span>In una conferenza piena di contenuti sul lavoro del Ministero del Turismo, all&#8217;improvviso vi è un colpo di scena: Silvio Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla  annunciano il ritorno di Italia.it e affermano: &#8221; <strong>Il portale del turismo sarà online entro poche settimane</strong> &#8220;</span></p>
<p><span> </span>Ed è proprio da Silvio Berlusconi che giunge il momento &#8220;clou&#8221; della conferenza. Dopo aver elencato i &#8220;7 percorsi&#8221; su cui il Governo intende muovere la promozione per l&#8217;Abruzzo, Berlusconi ha delineato un quadro completamente nuovo, della situazione. <strong>Primo</strong>: Italia.it c&#8217;è, è quasi pronto, e se sarà online dalla prima settimana di Luglio ormai è soltanto questione di giorni.<strong> Secondo</strong>: Italia.it vive e non sarà Italia.info. <strong>Terzo</strong>: il portale sarà immediatamente dotato di contenuti, poiché non è comunque logicamente pensabile un sito basato soltanto su 7 filmati concentrati peraltro su una sola zona e su di un solo progetto.</p>
<p>Improvvisamente, dunque, cambia tutto. Il portale torna ad essere annunciato, sia pur a metà conferenza, senza accento alcuno, senza rilievo e affogato in una lunga presentazione.</p>
<p>Mi raccomando non cambiate canale perchè ne vedremo delle belle.</p>
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