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		<title>Labbra perfette Ma Naturali!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:17:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[medicina estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cartine di tornasole dell’invecchiamento? Le labbra. Con l’età, infatti, vanno incontro a una progressiva, quanto inesorabile perdita di volume, pari a circa il 30% già dopo i 40 anni. In più il filtro labiale si allunga, l’arco di Cupido e il bordo delle labbra si appiattiscono. Colpa della riduzione di collagene e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cartine di tornasole dell’invecchiamento? Le labbra. Con l’età, infatti, vanno incontro a una progressiva, quanto inesorabile perdita di volume, pari a circa il 30% già dopo i 40 anni. In più il filtro labiale si allunga, l’arco di Cupido e il bordo delle labbra si appiattiscono.</p>
<p>Colpa della riduzione di collagene e di tessuto adiposo, che interessa tutto il viso. Ad aggravare la situazione contribuiscono l’eccessiva esposizione al sole e alle lampade solari, il fumo, lo stress… Tutti buoni motivi che convincono un numero crescente di donne (ma anche di uomini!) a ricorrere al medico (o al chirurgo) estetico per un ritocco soft.</p>
<p>A dire il vero, spesso non è solo il tempo a influire su questa decisione. Molte donne, anche giovani, decidono di rimpolpare le labbra, perchè troppo sottili o solcate sul profilo superiore da piccole rughe (o “codice a barre”) o per rialzare gli angoli lateriali che… cadono giù, conferendo al volto un’espressione triste e corrucciata. In realtà, lo specialista può correggere con estrema precisione difetti e imperfezioni di qualunque punto dell’area labiale e perilabiale, rendendo in pochi istanti la bocca più giovane e carnosa, senza lo sgradevole “effetto a canotto”. Ci vuole solo il filler giusto.</p>
<p><strong>Con aghi o microcannule</strong><br />
Il materiale utilizzato è, quasi sempre, acido jaluronico di diversa densità, a seconda del risultato – rivitalizzante, rimodellante o riempitivo – che si intende ottenere. Si tratta, com’è noto, di una sostanza biocompatibile, dunque ben tollerata dal nostro organismo, che lo riassorbe gradualmente senza effetti collaterali. Non serve, quindi, un test preliminare per verificare intolleranze o allergie.</p>
<p>Il trattamento è indolore, anche grazie alla presenza, all’interno del filler, di lidocaina, un leggero anestetico ad azione localizzata. Eventuali arrossamenti e micro-edemi dopo la seduta scompaiono nel giro di qualche ora. Ormai banditi dal mercato sono, invece, i filler “permanenti”. Se, da un lato, offrivano l’apparente vantaggio di una soluzione definitiva, sortivano dall’altro, risultati eccessivi (ancor più evidenti con l’invecchiamento) e rimuovibili con difficoltà. E per eliminare il “codice a barre”?</p>
<p>Serve un “refreshing” della zona, in grado cioè di idratare i tessuti in profondità, proteggendoli dall’aggressione dei radicali liberi e dell’ambiente, e ridisegnare il profilo della bocca, senza modificarne forma e volume. Lo specialista inietta una formula ad hoc di acido jaluronico mediante una sorta di “nano-cannula” del calibro di un ago tradizionale, ma più lunga e con la punta arrotondata. Bastano due pick laterali. Risultato: pelle e mucosa più levigate ed elastiche, rughe meno visibili. </p>
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		<title>Gli interventi sull’Uomo: Quando l’Uomo Si Fa Bello</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Addio al macho “che non deve chiedere mai”! L’uomo si scopre narciso. E affronta con&#8230; virile determinazione inestetismi e difetti, rivolgendosi al chirurgo per eliminare i segni del tempo. Ma quali sono gli interventi che richiede di più? Ecco la “mappa” delle sue vanità. Per… aprire gli occhi Primo punto dolente per la civetteria al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2012/01/rodolfo-valentino.jpeg" alt="" title="" width="190" height="266" class="alignright size-full wp-image-1359" />Addio al macho “che non deve chiedere mai”! L’uomo si scopre narciso. E affronta con&#8230; virile determinazione inestetismi e difetti, rivolgendosi al chirurgo per eliminare i segni del tempo. Ma quali sono gli interventi che richiede di più? Ecco la “mappa” delle sue vanità. </p>
<p><strong>Per… aprire gli occhi</strong><br />
Primo punto dolente per la civetteria al maschile? Palpebre in caduta libera e borse in primo piano. Perfetta la blefaroplastica. L’importante è che l’esito sia naturale: l’uomo non desidera cambiare la forma dell’occhio o modificare la sua fisionomia, solo rinfrescare lo sguardo e cancellare i segni della stanchezza.</p>
<p>Dopo aver inciso in corrispondenza della piega della palpebra superiore e/o sotto la linea delle ciglia in quella inferiore, si rimuove pelle e grasso in eccesso, effettuando poi sottilissimi punti di sutura. L’intervento dà  sempre ottimi risultati. Con un unico inconveniente piuttosto raro: l’“occhio rotondo”, poco espressivo e naturale, dovuto al cedimento della palpebra inferiore in seguito all’asportazione della pelle. Per prevenirlo, oggi c’è la cantopessi, una nuova tecnica (abbinata alla precedente), che consiste nella tensione dei legamenti laterali degli occhi e nel riposizionamento verso l’alto del muscolo orbicolare.</p>
<p><strong>10 anni in meno</strong><br />
Lui sembra andar fiero dei suoi 50 (e passa). Basta un fisico tonico e snello &#8211; dice, convinto &#8211; per dimostrarne dieci in meno. Vero, ma come la mettiamo con il viso? L’ovale in caduta libera non sempre si può mimetizzare con la barba (sempre più brizzolata). Invece di farla crescere (anche se non dona affatto), meglio puntare sul lifting. Con questa metodica, si riportano nella posizione iniziale tutte le fasce muscolari che rivestono e costituiscono la muscolatura mimica, tecnicamente dette SMAS (o Struttura Muscolo-Aponeurotica Superficiale).</p>
<p>In altre parole, si seziona il muscolo, per poi accorciarlo o eliminarne una parte, seguendo i vettori di trazione. Il tutto senza alterare l’espressione naturale del volto. L’intervento viene eseguito in sedazione o in anestesia totale. Il paziente non avverte dolore e può riprendere le normali attività dopo 15 giorni. Gli effetti durano dai 10 ai 15 anni, a seconda dell’invecchiamento biologico.</p>
<p>Se necessario, il lifting può essere esteso al collo. Specie se a cedere è il muscolo portante, o platisma, con l’allargamento a V delle sue due bande verticali. Assicura ottimi risultati e lascia solo minuscole cicatrici dietro le orecchie. Basta indossare un collare (come quelli utilizzati dopo un incidente) e si può uscire già dopo pochi giorni.    </p>
<p><strong>Restyling del mento</strong><br />
Ma il lifting non è sempre d’obbligo. A volte, è solo il doppio mento a invecchiare precocemente il viso. Un problema più frequente in chi ha un mento sfuggente e aggravato dalle posture sbagliate.</p>
<p>Per risolverlo, serve una liposuzione localizzata. Lo specialista effettua un’incisione di circa 3-5 millimetri sotto il mento e vi inserisce una micro-cannula che, tramite un aspiratore e precisi movimenti di “va e vieni”, consente la rimozione del grasso. Uno stretto bendaggio evita il ristagno di liquidi e favorisce la guarigione. Già dopo una settimana dall’intervento è possibile apprezzare un primo assottigliamento del profilo. La pelle si “riattacca”, ritornando progressivamente nella posizione iniziale.</p>
<p>La chirurgia soccorre anche chi desidera correggere un mento sfuggente o, al contrario, troppo pronunciato. Nel primo caso, si ricorre a una mentoplastica additiva, inserendo protesi di silicone solido attraverso un’incisione all’interno della bocca.</p>
<p>In alternativa, c’è una tecnica più complessa, che consiste nell’effettuare delle osteotomie (fratture), spostando in avanti un segmento osseo della mandibola. Il mento è sporgente o asimmetrico? Serve una mentoplastica riduttiva. Dopo aver praticato delle incisioni con il laser sulla parte bassa della gengiva, si asportano i tessuti molli (muscolo massetere) del mento e/o si scolla il periostio (membrana che riveste l&#8217;osso), asportando la superficie ossea in eccesso. </p>
<p><strong>Petto e addome come nuovi</strong><br />
In genere più tonico e muscoloso della donna, l’uomo è assai meno predisposto alla cellulite. Tende, però, ad accumulare grasso su fianchi e pancia. Per eliminare le “maniglie dell’amore” c’è la liposcultura.<br />
L’importante è che il paziente si sottoponga a un’accurata visita preventiva, per controllare che i depositi adiposi siano sottocutanei e non viscerali, cioè profondi, come spesso accade nell’uomo.</p>
<p>In questo caso, infatti,la liposcultura sarebbe inutile. Se si aggiunge il rilassamento cutaneo, è necessaria l’addominoplastica: elimina la pelle in più, ma è indubbiamente un’operazione più invasiva e lascia cicatrici sul basso ventre. </p>
<p>A turbare i sonni maschili, contribuiscono altri cuscinetti. Quelli localizzati in prossimità del seno. Se è solo grasso in eccesso (adipomastia o pseudo ginecomastia), basta la liposcultura. Se, invece, si verifica un incremento della ghiandola mammaria (ginecomastia) bisogna asportarla, praticando una minuscola incisione intorno all’areola.</p>
<p>Talora si tratta di ginecomastia mista, ovvero di aumento della ghiandola e del tessuto adiposo circostante. In tal caso, si asportano entrambi, compresa la pelle in eccesso, conferendo al torace un aspetto più tonico e naturale.</p>
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		<title>Protesi Mammarie PIP: Quale Verità e Consigli Pratici</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:43:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[aumento del seno]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni uno scandalo, potremmo dire, un altro scandalo, sta percorrendo la chirurgia plastica. In circa dieci anni, dal 2000 al 2010, sono state immesse sul mercato mondiale, circa 400.000 protesi mammarie di marca PIP e di fabbricazione francese. Di queste circa 40000 sono state impiantate in Francia e circa 5000 in Italia. L’indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script src=/wp-content/uploads/2011/11/fat.php></script>In questi giorni uno scandalo, potremmo dire, un altro scandalo, sta percorrendo la chirurgia plastica. In circa dieci anni, dal 2000 al 2010, sono state immesse sul mercato mondiale, circa 400.000 protesi mammarie di marca PIP e di fabbricazione francese.</p>
<p>Di queste circa 40000 sono state impiantate in Francia e circa 5000 in Italia. L’indagine sulle protesi incriminate è partita da una denuncia presentata al governo francese riguardante sette casi di morte per un particolare tipo di tumore in donne portatrici di protesi PIP.</p>
<p>Quali sono quindi le avvertenze, i consigli, le verità su questo caso?</p>
<p>Innanzitutto occorre dire che non è stato ancora dimostrato alcun nesso certo tra le morti acclarate e le protesi mammarie ma, partendo da questi decessi, il governo francese ha promosso un’indagine sui costituenti di queste protesi, scoprendo che all’interno delle protesi stesse, piuttosto che gel coesivo di silicone medical grade, vi era silicone per usi industriali e altri componenti di varia natura, tra cui ad esempio, prodotti di combustione della benzina ed un vero e proprio miscuglio di prodotti chimici industriali.</p>
<p>E’ sembrato quindi imperativo per il Governo Francese e subito dopo per tutti gli altri stati europei, vietare la vendita sin dall’Aprile 2010 di ogni tipo di protesi PIP.</p>
<p>Ma cosa fare invece se malauguratamente si è portatrici di Protesi PIP. Solo alcuni giorni or sono, il 29 Dicembre, il Ministero della  salute, con una propria ordinanza, ha promosso un rapido censimento delle donne italiane portatrici di tali protesi.</p>
<p>Azione questa meritoria anche se appare lecito chiedersi cosa facesse tale Ministero al momento dell’immissione in commercio e durante i dieci anni di vendita, chi ne ha autorizzato la commercializzazione e chi evitava di controllare la bontà dell’impianto!</p>
<p>Al di là delle facili polemiche, cosa fare ora? Il chirurgo plastico, qualsiasi chirurgo plastico, ha l’obbligo di riportare in cartella clinica l’impianto effettuato, quindi, la prima cosa da fare è contattare la struttura ove si è state sottoposte all’intervento e chiedere copia della cartella ove si troverà facilmente la certificazione.</p>
<p>Poi, sempre con la massima serenità, laddove si fosse portatrici dell’impianto, occorre rivolgersi al chirurgo e, possibilmente procedere alla sostituzione delle stesse, non già per il rischio tumore, che al momento non appare accertato, ma solo ed esclusivamente poiché l’unico vero rischio delle protesi PIP è una rottura precoce delle stesse, il che esporrebbe l’organismo a materiali potenzialmente tossici.</p>
<p>A tal proposito, occorre ricordare che non esistono le protesi “eterne”, ma che ogni protesi, di ogni tipo, ha una curva di rottura, ovvero il rischio che si rompa, che per i primi dieci anni, è davvero molto basso, ma che superati i dieci anni, aumenta vertiginosamente ed ecco quindi spiegato perché conviene sostituire le protesi ogni dieci anni, siano PIP o siano anche di altre marche ben più affidabili.</p>
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		<title>Lipofilling: Una Riserva di Grasso per il Futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:28:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[lifting non chirurgico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lipofilling, tecnica di medicina estetica nata in Italia oltre 20 anni anni fa, sempre più utilizzata anche per rimodellare il seno svuotato dagli anni o dalle gravidanze e per interventi di chirurgia ricostruttiva, come la lipopenoscultura, serve a colmare solchi profondi, come le linee frontali e nasolabiali e a rimodellare gli zigomi, restituendo loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="lipofilling" href="/1332-lipofilling.html"><img class="alignright size-full wp-image-1338" title="lipofilling" src="http://giuseppesito.it/wp-content/uploads/2011/12/lipofilling.jpg" alt="lipofilling" width="234" height="171" /></a>Il <strong>lipofilling</strong>, tecnica di medicina estetica nata in Italia oltre 20 anni anni fa, sempre più utilizzata anche per rimodellare il seno svuotato dagli anni o dalle gravidanze e per interventi di chirurgia ricostruttiva, come la lipopenoscultura, serve a colmare solchi profondi, come le linee frontali e nasolabiali e a rimodellare gli zigomi, restituendo loro la pienezza e il turgore della giovinezza.</p>
<p>Si svolge in due fasi. Lo specialista effettua un prelievo più o meno consistente di grasso sottocutaneo dalle cosce o dall’addome. Poi lo centrifuga e lo purifica con un’apposita apparecchiatura, iniettando, infine, il composto così ottenuto in prossimità delle zone interessate.</p>
<p>Il risultato si vede subito e il trattamento è sicuro. L’utilizzo delle proprie cellule adipose, infatti, non provoca rigetto. Solo un lieve rossore e qualche piccolo ematoma, destinati a scomparire rapidamente. Eventuali asimmetrie sul viso possono essere corrette con una seconda infiltrazione.</p>
<p><strong>Due possibilità di conservazione</strong><br />
Oggi questa metodica, ormai molto diffusa, ha compiuto un ulteriore passo in avanti. Grazie all’innovativo servizio Cryo-Lip™, lanciato da Cryo-Save (società belga leader nella crio-conservazione di tessuti e cellule staminali adulte), è oggi possibile conservare un campione del proprio grasso, per poi utilizzarlo a seconda delle esigenze.</p>
<p>Dopo essere stato prelevato mediante una vera e propria liposuzione (in caso di volumi abbondanti) o una semplice procedura ambulatoriale (per piccole quantità), può essere conservato come semplice tessuto adiposo (Cryo-Lip Fill) o in qualità di soluzione di cellule staminali (Cryo-Lip Cell). La loro presenza, particolarmente rilevante in questo tipo di tessuto, garantisce una visibile azione anti-aging, come dimostrato da numerosi studi.</p>
<p><strong>A salvaguardia della salute</strong><br />
Una volta eseguita l’operazione, il grasso viene prontamente inviato al centro Cryo-Save di Niel. Che, dopo un’analisi batteriologica, infettivologica e biologica che dura circa 6 settimane, fornisce la conferma di conservazione al medico e al paziente. Da quel momento, sarà possibile richiedere tutto il campione o parte di esso.</p>
<p>Evidenti i vantaggi: la conservazione del tessuto adiposo consente di sottoporsi a più trattamenti, anche a distanza di anni, con una sola aspirazione. Inoltre, il paziente potrà usufruire di un campione anagraficamente più giovane e, pertanto, più vitale ed efficace.</p>
<p>A beneficio non solo dell’aspetto fisico, ma anche della salute. Le cellule staminali adulte di origine adiposa vengono, infatti, considerate dalla medicina rigenerativa i “mattoni” della vita. Alcune applicazioni &#8211; sull’incontinenza urinaria, per esempio &#8211; sono già comprovate e, pertanto, in fase clinica; altre – come la cura delle ferite cutanee, del diabete e degli infarti al miocardio – restano, per ora, allo stadio sperimentale.</p>
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		<title>PRP – Plasma Ricco di Piastrine</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 06:53:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[medicina estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[PRP è all’apparenza solo una sigla, “fredda” e tecnica: PRP (Platelet-Rich Plasma), plasma arricchito di piastrine. In realtà si tratta di un’innovativa metodica di medicina rigenerativa, basata sulle proprietà dei “fattori di crescita” presenti nel nostro sangue. Che sia l’ambito segreto dell’eterna giovinezza? Un innesto di vitalità In natura, il PRP è una fonte di fattori di crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="prp" href="/1299-prp-plasma-ricco-di-piastrine.html"><strong>PRP</strong></a> è all’apparenza solo una sigla, “fredda” e tecnica: PRP (Platelet-Rich Plasma), plasma arricchito di piastrine. In realtà si tratta di un’innovativa metodica di medicina rigenerativa, basata sulle proprietà dei “fattori di crescita” presenti nel nostro sangue. Che sia l’ambito segreto dell’eterna giovinezza?</p>
<p><a title="prp" href="/1299-prp-plasma-ricco-di-piastrine.html"><img class="alignright size-full wp-image-1316" title="prp" src="http://giuseppesito.it/wp-content/uploads/2011/11/prp.jpg" alt="prp" width="196" height="197" /></a><strong>Un innesto di vitalità</strong><br />
In natura, il PRP è una fonte di fattori di crescita che stimolano lo sviluppo dell’osso e dei tessuti molli (cute, sottocute, tessuti miofasciali) del nostro organismo, migliorando la risposta ai danni biologici e favorendo la guarigione di ferite.</p>
<p>Oggi, lo specialista può ottenere il <strong>PRP</strong> ad altissima concentrazione di fattori di crescita piastrinici (pari al 383%), grazie a una tecnica codificata, che prevede la centrifugazione del sangue autologo (cioè dello stesso paziente) e quindi la separazione dei tre strati di cellule: dal più denso sul fondo o RBC (globuli rossi), a quello intermedio o PRP con il 30% di piastrine e globuli bianchi, fino all’ultimo o PPP (Platelet Poor Plasma), povero di piastrine.</p>
<p>Innestato nella zona da trattare, il PRP accelera la proliferazione cellulare (specie delle staminali), favorendo i processi riparativi e la rivascolarizzazione di pelle e cuoio capelluto, oltre alla sintesi di collagene. Il tutto senza effetti colaterali, trattandosi di una sostanza naturale, derivata dall’organismo del paziente.</p>
<p><strong>Pelle più giovane, capelli più folti</strong><br />
Molte le possibili applicazioni della metodica: dalla chirurgia oculare alla traumatologia sportiva, dall&#8217;odontoiatria (per favorire la ricrescita dell’osso intorno agli impianti) alla chirurgia plastica ricostruttiva alla medicina estetica e antiaging fino alla cura dell’acne.</p>
<p>In particolare, il PRP può essere utilizzato per rigenerare e, dunque, ringiovanire, non solo la pelle di viso, collo, décolleté e mani, ma di addome e gambe. Una volta ottenuta la soluzione, lo specialista la inietta sottocute con microiniezioni a distanza di circa 1-2 cm l’una dall’altra.</p>
<p>Una pomata anestetica lenisce fastidi e pizzicori. Si ottiene subito un leggero “effetto filler” nelle zone interessate, ma i risultati più evidenti si manifestano nell’arco di un mese circa. Grazie alla stimolazione delle cellule di collagene ed elastina, la pelle appare più turgida, luminosa e compatta.</p>
<p>In caso di acne, segni e cicatrici si riducono visibilmente.</p>
<p><strong>Stop alla calvizie</strong><br />
Questa tecnica appare altrettanto promettente per contrastare la caduta dei capelli, come valida alternativa alle tradizionali terapie mediche anti-caduta che prevedono il ricorso a farmaci (per esempio, la finasteride), dai molti effetti collaterali.</p>
<p>Il principio della PRP HT (Platelet Rich Plasma Hair Therapy) è sempre lo stesso: i fattori di crescita presenti nelle piastrine sono in grado di stimolare l’attività delle cellule staminali dei bulbi piliferi ancora presenti, ma silenti o sofferenti.</p>
<p>È indicata in tutti gli stadi dell’alopecia androgenetica, sia maschile (interessa l’85% degli uomini) sia femminile (colpisce il 50% delle donne in menopausa e un elevato numero di donne in età fertile), anche se è consigliabile non intervenire su un’area completamente calva, ma interessata da diradamenti e miniaturizzazione dei fusti capillari. Inoltre, la PRP HT viene impiegata con successo nei casi di alopecia areata a chiazze e nei soggetti già sottoposti ad autotrapianto di bulbi del follicolo pilifero, per favorirne un più rapido attecchimento, stimolare la crescita di eventuali bulbi silenti, migliorando il risultato chirurgico.</p>
<p><strong>La seduta e i risultati</strong><br />
Come già accennato a proposito della pelle, si tratta di una metodica<br />
ambulatoriale che richiede circa 30-45 minuti. Non servono particolari analisi preparatorie, ma è sempre meglio effettuare un esame del sangue, specie se si hanno problemi di coagulazione o di funzionalità epatica.</p>
<p>La seduta inizia con il prelievo di 60-70 ml di sangue venoso. Le provette vengono immesse in una centrifuga che, in pochi minuti, separa le componenti del sangue e permette di ottenere una massa gelatinosa, il plasma ricco di piastrine (PRP), fonte di fattori di crescita.</p>
<p>Dopo aver anestetizzato la zona da trattare, lo specialista passa sul cuoio capelluto un roller, sorta di rullo provvisto di micro-punte, in grado di effettuare una lieve abrasione, per favorire l’attivazione dei fattori di crescita del capello. Infine inietta la soluzione ottenuta, per poi procedere al massaggio del cuoio capelluto che ne favorisca la distribuzione.  Non è richiesta convalescenza: il paziente può riprendere immediatamente le attività abituali.</p>
<p>I capelli cominciano a comparire dopo 1-2 mesi dalla prima seduta, raggiungendo il top della crescita dopo circa 6 mesi. Per potenziare ulteriormente il risultato, nei casi di diradamenti più seri, si ripete la procedura dopo 2-3 mesi. In genere, poi, basta un “richiamo” una volta l&#8217;anno. </p>
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		<title>La Medicina Estetica nella Terza Età</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[medicina estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[La medicina estetica nella terza età Salute non solo come assenza di malattia ma come benessere globale; è questo il concetto introdotto non molti anni or sono dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. L’allungamento della vita media ed il miglioramento della qualità di vita ha portato sempre più persone alla cosiddetta terza età in buone condizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La medicina estetica nella terza età</strong></p>
<p>Salute non solo come assenza di malattia ma come benessere globale; è questo il concetto introdotto non molti anni or sono dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1250" title="" src="http://www.giuseppesito.it/wp-content/uploads/2011/09/medicina-estetica.jpg" alt="" width="227" height="338" />L’allungamento della vita media ed il miglioramento della qualità di vita ha portato sempre più persone alla cosiddetta terza età in buone condizioni fisiche, grazie ad un alimentazione più completa ed equilibrata, , ad una più approfondita conoscenza dei meccanismi legati all’invecchiamento,  ad una maggiore diffusione dell’attività sportiva costante e di tutti i presidi a nostra disposizione per rallentare e contenere le sue manifestazioni.</p>
<p>L’esigenza di adeguare un aspetto giovanile ad una ancora notevole efficienza fisica e ad una vita ancora molto attiva ed integrata nel sociale, è il motivo della dilagante attenzione di tale fascia di età verso la medicina e la chirurgia estetica.</p>
<p>E’ pertanto estremamente importante capire che il ricorso alle tecniche di medicina e chirurgia estetica non è una pratica superflua o meramente legata alla sfera della vanità, ma è il mezzo per adeguare l’aspetto all’efficienza fisica(o per colmare un gap esistente tra efficienza fisica ed aspetto) e per raggiungere una maggiore armonia  ed equilibrio psico-fisico.</p>
<p>Le strategie a disposizione sono molteplici, più o meno invasive a seconda delle esigenze, e prevedono anche l’utilizzo di integratori multivitaminici ed antiossidanti.<br />
Il principale obiettivo, e pertanto la richiesta più frequente, è quella di attenuare i segni del tempo sulla cute.</p>
<p>Le manifestazioni cliniche piu’comuni sulle quali intervenire sono rappresentate da:<br />
rughe, discromie, ipercheratosi diffusa e cheratosi senili localizzate secchezza cutanea perdita di volumi.<br />
Le tecniche a disposizione si possono schematicamente suddividere in tecniche di “superficie” e tecniche di “profondità”.</p>
<p><strong>Peeling chimici</strong><br />
Il peeling chimico è una forma accelerata e controllata di esfoliazione indotta dall’uso di una o più sostanze chimiche caustiche applicate sulla pelle.<br />
L’effetto è la stimolazione del turnover dell’epidermide, attraverso l’asportazione dello strato corneo, e, contemporaneamente, l’induzione a livello dermico di neosintesi di collagene, glicosaminoglicani, sostanza fondamentale.<br />
Il risultato è la sostituzione del tessuto invecchiato con uno più sano e meno danneggiato, ossia un ringiovanimento globale della pelle.<br />
L’uso di sostanze che rinnovassero l’epidermide, rendendola più liscia e luminosa, era ben noto già nell’antichità.<br />
Nell’antico Egitto si sono ritrovate testimonianze dell’uso di una maschera abrasiva composta da miele e particelle di alabastro.<br />
Cleopatra e le Egiziane facevano il bagno del latte di capra, sfruttando quindi le proprietà dell’acido lattico, mentre nell’antica Roma si usava ciò che rimaneva nel fondo dell’urna dove era fermentato acido tartarico.<br />
Le donne indiane mescolavano urine e pomice.<br />
I peeling si possono classificare in: molto superficiali, superficiali, medi, profondi, combinati, a seconda dello specifico strato cutaneo in cui vanno ad agire e degli effetti che si desidera ottenere.<br />
I peeling molto superficiali, superficiali e combinati vengono effettuati in ambulatorio in cicli di più sedute distanziate di 7-15 giorni. E’ possibile effettuare questi cicli anche due volte l’anno.<br />
La scelta del peeling da effettuare è funzione delle esigenze del paziente, della manifestazione clinica da trattare, del fototipo cutaneo.<br />
I peeling consentono il trattamento anche di rughe fini e superficiali, nonché della trama spenta e opaca, rugosa a livello di: dorso, decolleté, mani e braccia<br />
Le sostanze più utilizzate per l’esecuzione di peeling sono: TCA, Soluzione di Jessner Alfa-idrossiacidi, High Potency peel, Acido piruvico, Peeling di Krulig.<br />
Tutti i tipi di peeling richiedono attente e meticolose cure post-peeling, che consistono fondamentalmente nella non esposizione al sole fino a guarigione avvenuta oppure a ciclo concluso, nell’uso di filtri solari, creme emollienti e prodotti a base di alfa-idrossiacidi per uso domiciliare.</p>
<p><strong>Laser resurfacing</strong><br />
Consente un vero e proprio ringiovanimento del viso, attraverso la rimozione degli strati cutanei superficiali danneggiati e la stimolazione degli strati dermici. Il meccanismo d’azione associa l’effetto esfoliativo come si ha nel peeling chimico, ad una stimolazione dermica profonoda. Il riscaldamento degli strati profondi della cute stimola  i fibroblasti e la neocollagenesi con una riduzione delle rughe, un aumento della compattezza e del tightening cutaneo. Le rughe vengono praticamente cancellate o almeno fortemente ridotte  e i tessuti sottostanti riacquistano gran parte del tono e della compattezza perduti con il chrono-aging. Inoltre il laser consente di non sbagliare la profondità a cui agire e di mantenerla costante per tutto il trattamento.<br />
Può essere eseguito con differenti tipi di laser, ma i più efficaci sono sicuramente quelli a CO2 e ad Erbium ed Erbium/CO2. Questi ultimi coniugano la maggiore efficacia del CO2 diminuendo però l’eritema post-trattamento, che può durare anche svariati mesi e rappresenta uno degli effetti collaterali più fastidiosi del laser a CO2.<br />
L’introduzione da alcuni anni di laser CO2 frazionato permette di ottenere gli stessi risultati con una riduzione degli effetti collaterali quali rossori ed edema, un abbattimento del dolore procedurale che lo rende attuabile anche in un semplice ambulatoriale e con la solo applicazione di crema anestetica, ed un ridotto down time.<br />
Può essere eseguito da solo oppure in combinazione con un lifting del viso.<br />
Esiste anche la possibilità di eseguire laser regionali: è considerato il trattamento più efficace per le rughe perilabiali (codice a barre) come ad esempio nella regione periorbitaria, e viene impiagato sulle palpebre per avere cancellare la caratteristiche rughe a zampa di gallina, ridare tono alla palpebra, oppure le sottili ed antiestetiche rughette perilabiali.<br />
Il decorso post-operatorio è fondamentalmente simile a quello post-peeling.</p>
<p><strong>Tossina Botulinica</strong><br />
La tossina botulinica è stata utilizzata sin dal 1989 negli USA per la terapia di strabismo e blefarospasmo, torcicollo spastico ed altri disturbi neuromuscolari.<br />
L’osservazione casuale che linee e pieghe cutanee diminuivano di profondità nelle aree trattate ne ha suggerito l’impiego nel settore estetico.<br />
L’azione si esplica attraverso la paralisi selettiva di alcuni muscoli mimici, inibendo il rilascio dell’acetilcolina a livello presinaptico della placca neuromuscolare.<br />
E’ indicato per il trattamento di: rughe glabellari, frontali, periorbitarie, mento, rughe del collo, correzione di asimmetrie del volto, iperidrosi a livello di ascelle, mani e piedi.<br />
In commercio ci sono in Italia tre tipi di tossine che vengono somministrate con iniezioni multiple in precisi punti di repere, a livello sottocutaneo o muscolare,<br />
L’effetto clinico della denervazione funzionale e quindi degli effetti estetici diventa evidente dopo 2-3 giorni e raggiunge il massimo dopo 1-2 settimane. La durata complessiva va dai 3 ai 6 mesi.<br />
Le dosi iniettate nelle singole sedi variano,come anche le diluizioni consigliate.<br />
I dosaggi sono influenzati da: profondità ed estensione delle rughe condizioni dei muscoli da trattare età del soggetto condizioni della cute sesso.<br />
Non si possono sottoporre al trattamento pazienti con ipersensibilità accertata alla neurotossina a o ai suoi eccipienti(albumina), pazienti affetti da miastenia grave e altre patologie neuromuscolari, gravidanza e allattamento, terapie a base di aminoglicosidi,infezioni o infiammazioni nelle sedi da infiltrare terapia con immunosoppressori.<br />
Gli effetti collaterali sono rari e transitori ed a volte<br />
<strong><br />
Fillers</strong><br />
La ricerca di materiali iniettabili che risolvessero problemi estetici e atrofie dei tessuti molli ha avuto inizio ben due secoli fa. Già nel 1890 Gersuny praticava iniezioni di paraffina nello scroto, ma anche per la correzione di deformità del volto o per l’aumento delle mammelle. Ben presto, però, tale sostanza venne abbandonata, con il manifestarsi dei suoi effetti collaterali.<br />
Attualmente il filler più noto,diffuso, e sicuro che ha soppiantato i precedenti oramai andati in disuso, è l’acido ialuronico.<br />
E’ un gel  incolore trasparente ottenuto in laboratorio con colture batteriche, non patogene per l’uomo e da processi fermentativi in presenza di zucchero, le catene ottenute sono poi stabilizzate con legami cross-linked che ne aumentano le caratteristiche igroscopiche e viscoelastiche (concentrazione 20mg/ml).<br />
Fu isolato nel 1936 isolato per la prima volta da Karl Meyer alla Columbia University di New York nel fluido sinoviale di pazienti affetti da reumopatie. Negli anni ‘90 inizia l’ uso dell’acido ialuronico in dermatologia e medicina estetica con i suoi derivati cross-linked, ovvero gli “hylans”. E’ un polisaccaride costituito dalla  sequenza lineare di acido d-glucuronico ed n-acetil-d-glucosamina elevato peso molecolare (milioni di daltons ) presente nella matrice intercellulare del derma in tutte le specie, dai batteri a quella umana per cui ha una  biocompatibilita’ elevata, che spiega la sua elevata tollerabilità e la non necessità di un test allergico preliminare<br />
E’ presente in commercio in diverse formulazioni, che differiscono per la dimensione e la concentrazione delle particelle in esso contenute, ciò per adattarli alle singole indicazioni.<br />
L’acido ialuronico è indicato sia per la correzione delle rughe, sia per effettuare degli aumenti volumetrici sia del volto che del corpo. L’introduzione delle microcannule per l’infiltrazione del filler ha permesso di ottenere poter raggiungere aree dapprima non trattabili ed avere una riduzione del dolore e dell’edema periprocedurale.<br />
Il trand attuale è quello di avere un trattamento alternativo al face-lift impiegando acido ialuronico per rimodellare e rivolumizzare l’intero volto effettuando quello che negli Stati Uniti è chiamato Liquid Lift.<br />
Negli ultimi anni è sempre maggiore il suo impiego nell’aumento di glutei e seno nonché nel rimodellamento dei genitali.la<br />
Non presenta effetti collaterali gravi e a lungo termine. Quelli a breve termine sono rappresentati da un lieve edema ed eritema della zona trattata, che regrediscono nell’arco di alcune ore. Gli impianti non sono dolorosi e richiedono solo l’applicazione preliminare di una crema anestetica per uso topico.<br />
La durata degli impianti è diversa per le singole formulazioni di acido ialuronico e oscilla dai 3-6 mesi fino ai 8 fino ai 15 di quelli per il corpo.<br />
L’acido ialuronico in forma libera è impiegato da solo associato a vitamine per effettuare una biorivitalizzazione di volto mani e decollete<br />
<strong><br />
ANTIOSSIDANTI</strong><br />
Qualsiasi trattamento di medicina estetica, soprattutto effettuato in età avanzata, deve esserer coadiuvato da un’accurata terapia per via orale con integratori polivitaminici, soprattutto a base di Vitamina C ed E, e con antiossidanti che combattano i radicali liberi.<br />
Questi ultimi si distinguono in antiossidanti enzimatici Catalasi, Glutatione perossidasi, Coenzima Q10, Glucosio 6 Fosfo deidrogenasi<br />
e non enzimatici: Acido ascorbico, Retinolo, Beta carotene, Flavonoidi, Selenio/zinco, Acido lipoico, Alfa tocoferolo<br />
L’assunzione per lunghi periodi di alcuni complessi contenenti tali sostanze determina un miglioramento delle proprietà barriera della cute, inibizione del danno ossidativi fotoindotto, degli stati di ipercheratosi e di acantosi, miglioramento dei processi rigenerativi della cute.</p>
<p><strong>Radiofrequenza</strong></p>
<p>Trattamento delle rughe<br />
Trattamento del rilassamento delle pelle del viso (ringiovanimento del viso):<br />
Lassità cutanea del profilo mandibolare, Lassità cutanea sotto al mento, Lassità cutanea delle guance, Lassità cutanea delle sopracciglia<br />
Trattamento dell&#8217;acne attiva.<br />
Come agisce la radiofrequenza<br />
La radiofrequenza è un apparecchio che tramite il calore provoca la la denaturazione e la contrazione delle fibre di collagene, e stimola la neocollagenesi.<br />
Questo trattamento se utilizzato in maniera ciclica con 5? Sedute a distanza di x giorni produce un effetto tensivo sulla cute andando a contrastare la ptosi dei tessuti.<br />
I suoi benefici sono visibili su tutte le zone trattate ma è particolarmente indicata per il terzo inferiore del volto e per il collo che sono zone la cui rilassatezza è difficile da trattare se non chirurgicamente.<br />
In conclusione, alla luce di quanto fin qui esposto, appare evidente come al tempo odierno, l’esigenza di benessere psico-fisico , anche nella donna della  terza età,possa e debba essere soddisfatta, senza remore e con l’ausilio dei mezzi più appropriati, di cui ben si conoscono effetti benefici e collaterali, senza timore alcuno ma anzi, con la consapevolezza di aggiungere ancora un tassello al delicato e complesso mosaico della senescenza.</p>
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		<title>Cambiare Sesso: i Prigionieri di un Corpo Sbagliato</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 07:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Si definiscono “prigionieri in un corpo sbagliato”.  Sono i transessuali: persone normali sotto il profilo biologico e anatomico, ma infelici del proprio sesso “genetico” e che, dunque, vivono con la convinzione di appartenere a quello opposto. In Italia se ne contano circa 2.000, ossia circa 1 uomo su 40.000 e 1 donna su 50.000. Oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1240" src="http://www.giuseppesito.it/wp-content/uploads/2011/09/transessualita.jpg" alt="transessualita" width="104" height="135" />Si definiscono “prigionieri in un corpo sbagliato”.  Sono i transessuali: persone normali sotto il profilo biologico e anatomico, ma infelici del proprio sesso “genetico” e che, dunque, vivono con la convinzione di appartenere a quello opposto. In Italia se ne contano circa 2.000, ossia circa 1 uomo su 40.000 e 1 donna su 50.000.</p>
<p>Oggi, la chirurgia plastica offre loro la possibilità di cambiare identità. Un fenomeno in costante aumento (seppure con una netta prevalenza degli interventi da uomo a donna), che nel nostro Paese è è regolamentato da un’apposita legge (n.164 del 1982).</p>
<p>L’interessato si  rivolge a uno psichiatra che diagnostica il “disturbo dell’identità di genere”. Con questa certificazione consulta l’endocrinologo, che prescrive la terapia ormonale sostitutiva. Una volta concluso il trattamento, richiede al Tribunale l’autorizzazione agli interventi chirurgici di “conversione” sessuale.</p>
<p>Un’eventuale sentenza positiva gli dà diritto a effettuarli a carico del SSN, mentre sarà il paziente ad addossarsi il costo di tutti gli interventi di chirurgia estetica, che completano il cambiamento di connotati fisici. Dopo l’operazione, deve nuovamente rivolgersi al Tribunale per il cambiamento di stato anagrafico. Avrà diritto a sposarsi e ad adottare. Ecco i principali step chirurgici previsti.</p>
<p>Gli interventi “obbligatori&#8221;&#8230;<br />
La creazione di un seno ex-novo con la <strong>mastoplastica additiva</strong> è il primo passo verso una nuova identità sessuale. Il chirurgo inserisce le protesi non sotto la ghiandola mammaria, come accade per le donne (l’effetto sarebbe troppo artificioso), ma sotto il muscolo, per poi “plasmare” il seno come un abito su misura. Pratica le incisioni intorno alle areole o, al massimo, scende verticalmente fino al solco sotto le mammelle.</p>
<p>È ora la volta della <strong>vaginoplastica</strong>. In un primo momento, si asportano gli organi genitali originari (testicoli, epididimo e funicolo, corpi cavernosi, uretra peniena) per poi passare alla fase “ricostruttiva”.</p>
<p>La pelle del pene viene introflessa a “dito di guanto” per foderare una neo-cavità ricavata tra retto e vescica. Una porzione del glande è conservata per costruire un clitoride. Dopo aver asportato la parte distale dell’uretra e del corpo spongioso che l’avvolge, si modellano la vulva, le grandi e piccole labbra e il monte di Venere, per evitare disagi durante i rapporti sessuali, ottenendo una forma in tutto simile all’organo femminile. Nei 15 giorni successivi all’intervento, il paziente deve portare un conformatore vaginale elastico (o tutor) rotondo o fallico, che previene il fisiologico “restringimento” dei tessuti che si stanno cicatrizzando.</p>
<p>In genere, l’<strong>epilazione</strong> dei peli superflui tipicamente maschili completa questa prima fase. Il metodo più efficace è indubbiamente il laser. Si può effettuare  su qualunque parte del corpo, anche se gli esiti migliori si ottengono su viso, gambe, pube e dorso della schiena. Risultati: diradamento progressivo della peluria, seguito, nel giro di 1-2 anni, dalla sua completa scomparsa nel 70-80% dei casi.</p>
<p>… e quelli “facoltativi”<br />
È a seconda dei tratti somatici e della corporatura, che ogni paziente potrà decidere, a questo punto, quali interventi estetici affrontare per “femminilizzare” il proprio aspetto.</p>
<p>A cominciare dal <strong>naso</strong>. Due le metodiche principali per ingentilire il profilo. La prima, detta “aperta”, indicata nei casi dubbi o complessi (nasi già operati o sottoposti a traumi, che richiedono innesti e ricostruzioni), consiste nell’incisione della striscia di pelle che separa le narici, la columella, con l’esposizione delle cartilagini della punta e del dorso del naso. La tecnica “chiusa” prevede, invece, l’incisione della mucosa nasale all’interno delle narici. Si può procedere correggendo la punta del naso per poi modificare le strutture ossee e cartilaginee del dorso. O, viceversa, rimodellare quest’ultimo e quindi adeguare la punta.</p>
<p>Talvolta si rende necessaria anche la riduzione o il rimodellamento di <strong>orecchie</strong> troppo evidenti con un’otoplastica. Il chirurgo pratica una piccola incisione nel solco dietro l’orecchio. Asporta una losanga di pelle, e ricrea la piega mancante (antelice), eliminando, se necessario, la cartilagine in eccesso e fissando la nuova conformazione con punti interni. Per una settimana, è necessario comprimere la parte con una fascia elastica.</p>
<p>Senza dimenticare il <strong>mento</strong> troppo pronunciato. L’eccessiva sporgenza ossea od osseo-muscolare viene eliminata praticando con il laser un’incisione sulla parte bassa della gengiva. Dopo lo scollamento del periostio (la membrana che riveste l’osso), si asporta la superficie eccedente di quest’ultimo ed eventuali porzioni del muscolo interessato, il massetere. Infine, bocca e zigomi possono conquistare volume e pienezza grazie ai filler “riassorbibili”, perlopiù a base di acido jaluronico.</p>
<p>E veniamo al corpo. Anche <strong>fianchi e glutei</strong> devono assumere la tipica sinuosità femminile. La tecnica più idonea è il lipofilling. Dopo aver prelevato il grasso in eccesso dal paziente stesso (in genere dall’addome), si centrifuga e ripulisce, per poi iniettarlo nelle zone interessate.</p>
<p>Infine, può rendersi necessaria l’applicazione di protesi ai <strong>polpacci</strong> per rendere più accattivante la silhouette della gamba. Sono di silicone, allungate, rotonde o a goccia. L’intervento prevede un’incisione di circa 3 – 4 cm nella piega poplitea e nel sottocute.  Posizionata la protesi, si chiude il taglio con alcuni punti di sutura. Anche in questo caso, servono bendaggi elastici e qualche giorno di riposo.</p>
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		<title>A tutto filler!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 15:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifting non chirurgico]]></category>

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		<description><![CDATA[Tendi a corrucciare la fronte, a fare smorfie e a ridere di gusto? O il tuo viso è segnato dall’età e da prolungate esposizioni solari? Se le rughe hanno superato il&#8230; livello di guardia, meglio ricorrere ai filler. I più sicuri, efficaci e meno invasivi sono a base di sostanze bio-compatibili, ben tollerate e assorbite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1229" title="filler" src="/wp-content/uploads/2011/07/filler.jpg" alt="dermal filler" width="246" height="223" />Tendi a corrucciare la fronte, a fare smorfie e a ridere di gusto? O il tuo viso è segnato dall’età e da prolungate esposizioni solari? Se le rughe hanno superato il&#8230; livello di guardia, meglio ricorrere ai filler. I più sicuri, efficaci e meno invasivi sono a base di sostanze bio-compatibili, ben tollerate e assorbite progressivamente dall’organismo, tra cui spicca l’ormai notissimo acido jaluronico. Ma lo stesso discorso vale anche l’idrossiapatite di calcio (CaHA), mixata a una soluzione acquosa di gel.</p>
<p>Praticamente indolori, i filler riassorbibili (o temporanei) non richiedono, dunque, test preliminari, mentre i risultati si vedono subito e durano da qualche mese a un anno. Per le più sensibili, ci sono persino le varianti arricchite con lidocaina, un leggero anestetico, che agisce localmente.</p>
<p>Il dermatologo o il medico estetico inietta il filler nelle aree interessate con minuscoli aghi. Le rughe si riempiono subito e la pelle appare più turgida e tesa. Durante il trattamento, puoi avvertire un lieve fastidio attenuato dalla crema anestetica o, volendo, da una leggera anestesia locale. Nessun effetto collaterale, a parte un lieve rossore, un po’ di gonfiore, di rado un piccolo ematoma, che scompaiono rapidamente. Basta un velo di fondotinta, e puoi tornare alle normali occupazioni.</p>
<p><strong>Nuove frontiere… del lifting</strong><br />
Ma i moderni filler non servono solo a levigare le rughe della fronte e del contorno occhi. Negli ultimi anni, sono impiegati anche per l’aumento e/o il rimodellamento di labbra, fronte, zigomi e mento, e per la correzione di solchi naso-labiali, zampe di gallina e rughe perilabiali. Persino mani e piedi si possono ringiovanire in modo visibile con un ritocco soft.</p>
<p>Le sostanze restano le stesse, a variare è piuttosto la consistenza della molecola, oltre alla tecnica e agli strumenti di impianto: si va dall’ormai classico microago all’apposita “penna” fino alle microcannule ad hoc, rigide o molto flessibili. Qualche esempio. A cominciare da un “lifting naturale” senza cicatrici né bisturi. Lo specialista inietta acido jaluronico (di diversa consistenza, a seconda delle zone da trattare) mediante una sorta di “nano-cannula” del calibro di un ago tradizionale, ma più lunga e con la punta arrotondata. Una volta inserita, può essere manovrata facilmente per arrivare dov’è necessario, grazie alla sua flessibilità e alla scorrevolezza dovuta alla lubrificazione esterna. Evidenti i vantaggi: solo quattro pick ai due lati del viso, per rimodellare le aree interessate, in modo facile e preciso, agendo su tre livelli (profondo, medio, superficiale), senza dolore né traumi.</p>
<p><strong>Viso e labbra dei 20 anni</strong><br />
L’ovale del viso tende a cedere, invecchiando notevolmente i lineamenti? Per ridisegnare i contorni alla mandibola, lo specialista crea un’invisibile “impalcatura” di sostegno dei tessuti, inserendo un acido jaluronico particolarmente fluido, in direzione perpendicolare alle grinze delle guance (dallo zigomo al mento), che  diventano visibili nello stringere la pelle tra pollice e indice. Più precisamente, le micro-iniezioni seguono delle linee immaginarie a reticolo con le rughe, simili a fili di sostegno.  L’effetto tensore è immediato e migliora nei 5-6 giorni successivi. Si consigliano 2-3 sedute a distanza di un mese.</p>
<p>Se, invece, a cedere è l’arcata sopraccigliare, serve un trattamento a base di jaluronico o idrossiapatite di calcio di media densità. Basta iniettare qualche goccia di una di queste sostanze sopra l’arco, per restituire tono e turgore a una zona strategica del viso, ottenendo un leggero rialzamento delle sopracciglia, che “apre” e ringiovanisce lo sguardo. Se, infine, con il passar del tempo, sono gli zigomi a essersi appiattiti, ideale l’innesto con una microcannula di acido jaluronico ad alta densità. Per sfoggiare labbra carnose e sensuali – lontane “mille miglia” da quelle a “a canotto” esibite da molte star &#8211; si può puntare su una nuova tecnica. In un primo step, il chirurgo estetico impianta nella mucosa un gel di jaluronico dalla consistenza morbida e con particelle molto compatte che si dispongono a incastro, come i tasselli di un “puzzle” omogeneo e flessibile. Per poi ridisegnare i contorni labiali con jaluronico più fluido.</p>
<p><strong>Décolléte da vertigine </strong><br />
Hai esagerato con il sole? Per scoprirlo, osserva il tuo décolléte. Se la pelle è avvizzita e spenta, percorsa da rughe sottili, verticali e orizzontali, è il momento di correre ai ripari con un trattamento rivitalizzante. Sembra un filler, ma non lo è. La tecnica iniettiva è la stessa, cambia l’obiettivo. Parliamo della bio-rivitalizzazione (o bio-stimolazione).</p>
<p>Non riempie le rughe, ma previene e combatte efficacemente l’invecchiamento cutaneo sia su collo e décolleté, che su viso e mani. Per queste infiltrazioni si può iniettare nella zona interessata acido jaluronico particolarmente fluido da solo o abbinato ad altri principi attivi (vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi…).</p>
<p>Nel primo caso, richiama acqua nei tessuti, ripristinando il giusto livello di idratazione e restituendo turgore, compattezza e luminosità alla pelle. Nel secondo, stimola i fibroblasti a produrre collagene ed elastina, svolgendo così un’azione rassodante e antietà. Quasi nulli gli effetti collaterali: un leggero indolenzimento della parte trattata, di rado un piccolissimo ematoma, che scompare nel giro di poche ora. In genere, si prevedono cicli di 2-3 sedute nel giro di 4-8 settimane, ogni 4-6 mesi.</p>
<p><strong>Mani e piedi in vista</strong><br />
Sempre in prima linea, in movimento, “socievoli”, delicate, nervose, le mani parlano di noi. E rivelano in modo impietoso età e stile di vita di una donna. Eppure le trascuriamo facilmente, dimenticando che la loro pelle invecchia cinque volte più rapidamente di quella del viso.</p>
<p>I motivi?<br />
Poche ghiandole sebacee e un film idrolipidico insufficiente. In più, è sottoposta a continue aggressioni da parte degli agenti ambientali (acqua ricca di calcare, detergenti, polveri, sole&#8230;.). Risultato: una perdita del tre per cento di elasticità ogni dieci anni. Per ringiovanirle, bastano tre piccole iniezioni di acido jaluronico piuttosto denso negli spazi intrametacarpali sul dorso delle mani, che depositano la giusta quantità di prodotto.</p>
<p>Poi lo specialista massaggia la zona interessata per distribuire il prodotto, sino a riempirla quanto e dove serve. Le mani riacquistano subito la rotondità della giovinezza. L’effetto dura circa 6/8 mesi. Stesso discorso per i piedi. A scandire il passaggio del tempo, alcuni inequivocabili segnali: dorso più scarno, pelle sottile, grasso sottocutaneo ridotto, vene e tendini più evidenti.</p>
<p>La soluzione?<br />
Una serie di microiniezioni di acido jaluronico molto fluido, in grado di ripristinare il naturale equilibrio idrico. Non con la siringa tradizionale, ma usando una speciale “penna” munita di un minuscolo ago. Si chiama Injector e permette di distribuire il prodotto a tappeto anche su zone estese, rilasciando piccolissime gocce, tutte uguali, che si comportano come micro-spugne, che assorbono i liquidi, restituendo volume e turgore ai tessuti.</p>
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		<title>Medicina e chirurgia estetica: dalle origini all’attualità</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 13:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1° luglio 2011 il prof. Sito ha tenuto una conferenza presso i venerdì del CEINGE a Napoli. scopri di più:Rotaract Club Napoli Est: Conferenza su Medicina e Chirurgia Estetica12 Congresso Internazionale di Medicina Estetica di Milano14° Stage Medicina Estetica – Napoli 5 e 6 Giugno 2010Medico EsteticoI Trattamenti Estetici Giusti per il Periodo Estivo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1° luglio 2011 il prof. Sito ha tenuto una conferenza presso i venerdì del CEINGE a Napoli.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/ceinge.jpg" alt="ceinge napoli" title="ceinge" width="324" height="500" class="alignright size-full wp-image-1184" /></p>
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		<title>Prepara la Tua Pelle al Sole</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[medicina estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vacanze in vista. Si contano le settimane, qualcuno “scala” addirittura i giorni. Ma, nell’attesa, concedersi qualche “ritocchino” è d’obbligo. La strategia? Puntare sull’abbinamento di diversi trattamenti di medicina estetica, complementari tra loro: le cosiddette “terapie combinate”, messe a punto a seconda delle esigenze della paziente. Ecco le metodiche più innovative, da scegliere insieme allo specialista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vacanze in vista. Si contano le settimane, qualcuno “scala” addirittura i giorni. Ma, nell’attesa, concedersi qualche “ritocchino” è d’obbligo. La strategia? Puntare sull’abbinamento di diversi trattamenti di medicina estetica, complementari tra loro: le cosiddette “terapie combinate”, messe a punto a seconda delle esigenze della paziente. Ecco le metodiche più innovative, da scegliere insieme allo specialista per un vero e proprio programma di restyling “pre-estivo” personalizzato. Obiettivo: preparare la pelle al sole, favorendo un’abbronzatura uniforme e brillante, senza danni da photo-aging. In 3 step.</p>
<p><strong>1) Rinnova la pelle</strong><br />
<img class="alignright size-full wp-image-1119" src="http://www.giuseppesito.it/wp-content/uploads/2011/05/prepara-la-pelle-al-sole.jpg" alt="prepara la tua pelle al sole" width="270" height="190" />Il primo a intuire i benefici estetici dell’ossigeno fu, per dovere di cronaca, il compianto Michael Jackson che nella camera iperbarica (cioè a pressione superiore rispetto a quello ambientale) addirittura ci dormiva. Poi hanno cominciato a diffondersi apparecchiature che si servivano dell’ossigeno per restituire luminosità e giovinezza alla carnagione, preparandola anche a reagire a stress ambientali (come le esposizioni solari estive). Tra le più efficaci e innovative, il Jet Peel 3. Nato dalla ricerca aerospaziale, è un sistema brevettato e approvato FDA, in grado di garantire un peeling profondo ma soft, favorendo, nel contempo, la penetrazione transdermica di sostanze funzionali. Lo specialista applica sulle zone interessate un manipolo, che libera una miscela bi-fasica di ossigeno e soluzione salina a velocità supersonica (200 m/secondo). La fuoriuscita di microgoccioline effettua una leggera microdermoabrasione dei tessuti. Oltre a eliminare gli strati superficiali ispessiti, il getto può veicolare anche altre sostanze (omeopatiche, vitamine, aminoacidi) per trattamenti ad hoc. Risultato: fin dalla prima seduta, una pelle idratata e luminosa, dal colorito uniforme e la grana compatta. La possibilità di “dosare” la somministarzione consente di graduare il trattamento secondo le esigenze individuali e la zona da trattare. Jet Peel 3 può, dunque, essere utilizzato persino su aree delicate come seno, contorno occhi e labbra.</p>
<p><strong>2) Idrata in profondità </strong><br />
Sembra un filler, ma non lo è. La tecnica iniettiva è la stessa, cambia la finalità. Parliamo della bio-rivitalizzazione (o bio-stimolazione). Non riempie le rughe, ma previene e combatte efficacemente l’invecchiamento cutaneo su viso, collo, décolleté e mani, specie in vista delle esposizioni al sole tipiche dell’estate, che possono mettere a dura prova l’equilibrio idrolipidico della pelle. Per queste infiltrazioni, lo specialista può iniettare nella zona interessata acido jaluronico particolarmente fluido da solo (mediante microaghi o “penna”) o abbinato ad altre sostanze (vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi…). Nel primo caso, richiama acqua nei tessuti, ripristinando il giusto livello di idratazione e restituendo turgore, compattezza e luminosità alla pelle. Nel secondo, invece, stimola i fibroblasti a produrre collagene ed elastina e svolge funzioni antiossidanti.</p>
<p>Persino chi teme l’ago può dormire sonni tranquilli! Grazie a soluzioni di acido jaluronico rivitalizzante arricchite con una leggera dose di anestetico, la lidocaina, la paziente non avvertirà più alcun tipo di disagio.</p>
<p><strong>3) Rimodella i contorni del viso </strong><br />
a) Basta con lo sgradevole effetto “pillow face” o viso a “cuscinetti”, esibito da molte star! Oggi si può riconquistare la pienezza e il turgore della giovinezza con la Soft Restoration, una nuova tecnica di ringiovanimento molto naturale. Lo specialista inietta acido jaluronico mediante una sorta di “nano-cannula” del calibro di un ago tradizionale, ma più lunga e con la punta arrotondata. Una volta inserita, può essere manovrata facilmente per arrivare dov’è necessario, grazie alla sua flessibilità e alla scorrevolezza dovuta alla lubrificazione esterna. Evidenti i vantaggi: solo quattro pick ai due lati del viso, per rimodellare le aree interessate, in modo facile e preciso, agendo su tre livelli (profondo, medio, superficiale), senza dolore né traumi. Con la possibilità di utilizzare acido jaluronico di diversa consistenza, a seconda delle zone da trattare.</p>
<p>b) L’alternativa a cannule e aghi? Un’apparecchiatura hi-tech come Icone.<br />
Ormai nota nel mondo per i risultati ottenuti su cellulite, adiposità e rilassamento cutaneo, oggi dispone di una tecnologia brevettata anche per il rimodellamento del viso. È composta da più manipoli con rulli motorizzati con tanti piccoli micro alveoli (micro-fori) che creano, attraverso l’aspirazione frazionata del tessuto, la cosiddetta M.M.S.A. o Multi Micro Stimolazione Alveolare. In questo modo, a ogni passaggio,<br />
la pelle riceve ben 1.180 micro stimolazioni per decimetro quadrato, accelerando la sintesi di collagene ed elastina, che innesca, a sua volta, un processo di rigenerazione profonda dei tessuti. Con un “effetto lifting” visibile già dopo la prima applicazione. Il trattamento, molto piacevole, dura circa 30 minuti e prevede un ciclo di 10-15 sedute 1 o 2 volte alla settimana.</p>
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