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	<title>God Save the Nerd</title>
	
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	<description>Nerd &amp; Geek lifestyle.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Mar 2010 13:23:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le Olimpiadi invernali negli occhi di un Nerd</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Crew</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfatiamo questo mito che i Nerd e lo sport sono due mondi separati perché non è così e la crew di GStN ne è la prova vivente.  Noi lo sport lo guardiamo, lo pratichiamo, lo amiamo, lo tifiamo e ovviamente… lo GIOCHIAMO! Nelle ultime due settimane è stato impossibile non seguire (specialmente per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Freyja says:" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/userphoto/freyja.jpg" alt="" width="100" height="100" />Sfatiamo questo mito che i <strong>Nerd</strong> e lo sport sono due mondi separati perché non è così e la crew di GStN ne è la prova vivente.  Noi lo sport lo guardiamo, lo pratichiamo, lo amiamo, lo tifiamo e ovviamente… lo <strong>GIOCHIAMO</strong>! Nelle ultime due settimane è stato impossibile non seguire (specialmente per chi è nottambulo, e qui abbiamo casi esemplari di metabolismo vampirico) le Olimpiadi invernali. Anche se noi italiani mastichiamo poco le bianche piste (però siamo bravi ad arrivare quarti. NdShea) e se gli atleti azzurri hanno praticamente quasi tutti nomi germanici (e poi l&#8217;oro l&#8217;ha vinta l&#8217;emiliano <strong>Razzoli</strong>, GODURIA. NdShea), la purezza dello spirito olimpico ti entra nel cuore e non puoi fare a meno di stare lì a guardare; e poi diciamolo chiaramente, Vancouver è incantevole e tutta la manifestazione è stata organizzata in maniera ecosostenibile, due motivi validissimi per prestare un minimo di attenzione alla kermesse. Mi suggeriscono i miei colleghi (ma quanto sei professionale!? <img src='http://godsavethenerd.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  NdShea) che anche le atlete sono un valido motivo per seguire le gare e, mio malgrado, devo ammettere che hanno proprio ragione!<span id="more-938"></span>Mentre tutti insieme si ammirava le “prove” (ehm) di Lindsay Vonn e Julia Mancuso (ma anche Tina Maze e le ragazze del freestyle eh! NdShea) e le “curve” della pista, il discorso è “casualmente” caduto sui giochi ispirati alle olimpiadi. Quante ore ci abbiamo giocato impegnandoci come i dannati? Quanti joypad (ma anche e soprattutto joystick!!) abbiamo distrutto per riuscire a tagliare per primi il traguardo? E soprattutto: quanto ci siamo divertiti!!! Chiaramente non tutte le ciambelle riescono con il buco e molti di voi staranno pensando che in fondo in fondo questi giochi sono mere operazioni commerciali legate all’evento che lasciano il tempo che trovano. In parte è così, ma a noi della crew è bastato uno sguardo per capire cosa volevamo e ci è sembra giusto condividerlo con voi!</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="530" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jm_bOFpxBro&amp;rel=0&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;ap=%2526fmt%3D22" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/jm_bOFpxBro&amp;rel=0&amp;color1=e1600f&amp;color2=febd01&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;ap=%2526fmt%3D22" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="530" height="300" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Shea says:" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/userphoto/Shea.jpg" alt="" width="100" height="100" />Era il lontano 1986 quando la <em>U.S. Gold</em> distribuì in Italia per C64 uno dei capolavori della <strong>Epyx</strong>: <strong>Winter Games</strong>. Versione invernale del già riuscitissimo <em>Summer Games</em>, capostipite dei videogiochi multi-evento, la <em>Epyx</em> realizzò  un prodotto di qualità eccezionale, curato nei minimi dettagli: grafica incredibile per un 8 bit, sonoro coinvolgente e appropriato alle gare, giocabilità pazzesca e modalità multiplayer fino a 8 giocatori. Un gioco praticamente perfetto che ancora oggi, alla tenera età di 23 anni, resta uno dei migliori nel suo genere, tuttora piacevole e avvincente da giocare.</p>
<div id="attachment_939" class="wp-caption alignleft" style="width: 161px"><img class="size-full wp-image-939 " title="Winter Games Boxart" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/03/Winter_Games_Coverart.png" alt="Winter Games Boxart" width="151" height="230" /><p class="wp-caption-text">Winter Games Boxart</p></div>
<p>Epyx riuscì a catturare perfettamente lo spirito olimpico con una semplicità e una fedeltà impressionanti grazie a delle trovate azzeccatissime quali la cerimonia d&#8217;apertura, gli inni nazionali e la classifica a punti. Certo, c&#8217;erano pochi eventi e mancava lo sci alpino, ma per l&#8217;epoca era già un mezzo miracolo. Detto sinceramente, mentre abbiamo &#8220;girato&#8221; il video sembrava di essere davvero ritornati a quel magnifico stupore, e non è poco.</p>
<p>Fra l&#8217;86 e il &#8216;92 il mercato dei videogiochi olimpici pullulò di cloni dei giochi <em>Epyx</em>, tanto che nel 1988, in concomitanza con le olimpiadi canadesi di Calgary, uscì quello che spesso erroneamente è stato considerato come il seguito di Winter Games, ovvero <strong>Winter Challenge</strong> di <strong>Tynesoft</strong>, anche conosciuto come <em>Winter Olympiad &#8216;88</em>, che con il titolo di Epyx condivideva natura, struttura e anima, con il vantaggio di offrire più eventi (c&#8217;era lo sci alpino!!) e una grafica rinnovata. Eppure, c&#8217;è chi di <em>Winter Oympiad</em>, come il sottoscritto, ha un ricordo orrendo. Il motivo è presto detto: la versione per C64 era ingiocabile e faceva rabbia proprio per via di una realizzazione tecnica fantastica (la fisica delle bandierine dello slalom era allucinante!), mentre la versione Amiga strappò applausi, visto che colmò il vuoto lasciato dall&#8217;orribile conversione di Winter Games di Epyx.</p>
<p>Proprio su <strong>Amiga</strong> (lacrimuccia e minuto di silenzio&#8230;) il filone dei multievento sottozero visse un&#8217;epoca d&#8217;oro, ma mi piace ricordare la serie <a title="The Games: Winter su Moby Games" href="http://www.mobygames.com/game/games-winter-challenge/screenshots"><strong>The Games</strong></a> di <strong>Accolade</strong>, con la sua grafica pazzesca e l&#8217;introduzione di &#8220;personalizzazione&#8221; dell&#8217;atleta, o la mosca bianca <a title="Winter Supersports '92 su HoL" href="http://hol.abime.net/1734/miscshot"><strong>Winter SuperSports &#8216;92</strong></a> di <strong>Flair</strong>, gioco dalla grafica essenziale, ma con una varietà di specialità, piste ed eventi (le gare di moto di neve erano incredibili!) notevole.</p>
<p>Ma in quegli anni cominciò un fenomeno che avrebbe caratterizzato in maniera radicale la scena dei videogiochi: i titoli su licenza ufficiale, gioie e dolori degli ultimi vent&#8217;anni di videoludo. Le Olimpiadi, ovviamente, erano (e sono tutt&#8217;ora) un&#8217;occasione ghiottissima per accaparrarsi una grandissima fetta di pubblico e fu la rediviva <strong>U.S. Gold</strong> a comprare i diritti per <em>Barcelona &#8216;92</em> e <a title="Winter Olympics su HoL" href="http://hol.abime.net/1733"><strong>Lillhammer &#8216;94</strong> </a>e a inaugurare la nuova tendenza. Lasciando da parte le peculiarità del titolo estivo, perché ne parleremo tra due anni per Londra <img src='http://godsavethenerd.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> , Winter Olympics, sviluppato da Abstract Images nel 1994, fu un titolo molto ben confezionato, graficamente e tecnicamente. Completo e anche impegnativo, il gioco ufficiale della kermesse norvegese rendeva perfettamente giustizia a quelle che l&#8217;allora presidente del CIO Samaranch definì come le migliori Olimpiadi di sempre, eppure&#8230; e mi costa tantissimo dirlo visto che all&#8217;epoca lo adorai, a conti fatti era un titolo freddo, e non era colpa della neve. Per quanto l&#8217;ufficialità del gioco e la grafica in linea con il &#8220;brand&#8221; olimpico conferissero un aspetto realistico e televisivo al gioco, la rigorosità che impone un prodotto ufficiale ingessò un po&#8217; il titolo, minandone un po&#8217; la sensazione di &#8220;esserci&#8221;. Per esempio, la scomparsa delle cerimonie inaugurali e di chiusura furono per me un colpo durissimo da reggere perché semplicemente trasformavano il gioco in un semplice multievento griffato, in un <em>Track&#8217;n'Field</em> sulla neve. Bello, ma non magico.</p>
<div id="attachment_942" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-942" title="Winter Olympics - Lillehammer 94" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/03/Winter-Olympics-Lillehammer-94_1.png" alt="Winter Olympics - Lillehammer 94" width="320" height="200" /><p class="wp-caption-text">Grafica e sistema di gioco &quot;simulativo&quot; per Lillehammer 94</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Però Lillehammer resterà nella storia, perché il futuro dei videogiochi olimpici invernali per ben dodici anni sarebbe entrato in una girandola depressiva. <strong>Nagano Winter Olympics &#8216;98</strong>, sviluppato da <strong>Konami</strong> su N64 e PSX, avrebbe dovuto fondere la tradizione multievento nipponica con il brand olimpico, ma il risultato non fu dei migliori: gioco onesto, anche carino, con una resa decente di sci alpino e slalom di snowboard ma decisamente poco memorabile per quanto riguarda tutto il resto (solo sette eventi, sic), contando il fatto che lo shortrack diventò un semplice smashbutton senza possibili cadute, mestizia. Nel 2002 Eidos riuscì a fare molto di peggio per le Olimpiadi di <strong>Salt Lake City</strong>, visto che propose sei miseri eventi realizzati male, deludendo in maniera inspiegabile tutti visto che per le olimpiadi estive di Sidney era riuscita a tirare fuori un gioco più che discreto. Nel 2006, per l&#8217;Olimpiade italiana, la maledizione delle nevi poligonali colse 2K Games, non una software house qualunque, che strappò a Eurocom, autrice di un ottimo gioco per la kermesse estiva ateniese, i diritti delle Olimpiadi e riuscì a tirar fuori un gioco di una mediocrità tale che è meglio non scendere proprio nei dettagli.</p>
<p>Per fortuna, la maledizione dei multievento invernali si è interrotta quest&#8217;anno e i giochi di Vancouver hanno avuto addirittura due giochi ufficiali: <strong>Vancouver 2010</strong> (ma và!? <img src='http://godsavethenerd.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) di <strong>Eurocom</strong> e <strong>Mario &amp; Sonic ai giochi olimpici invernali</strong>, della sempreverde <strong>Nintendo</strong>. Entrambi i titoli sono molto più che validi e rappresentano due modi molto diversi per entrare nei fantastici impianti di Vancouver, Whistler, Cypress Mountain e zone limitrofe. Il gioco di Eurocom è tecnico, impegnativo e realistico, la grafica è notevole e la ricostruzione estetica della kermesse è curatissima; il difetto maggiore è che non c&#8217;è una modalità &#8220;carriera&#8221; che permetta un avvicinamento graduale e la stessa Olimpiade è una modalità gelida, con i soli eventi da affrontare in sequenza, senza un briciolo di gloria e di &#8220;colore&#8221; al di là delle cerimonie dei fiori a fine gara e soprattutto senza inni nazionali (eeh oh, quelli ci devono essere!). Il titolo Nintendo è il classico party game multievento da giocare su Wii e Ds con gli amici: veloce, divertente, simpatico e colorato, è un perfetto sincretismo dello spirito Nintendo con il lato più festoso delle Olimpiadi. Anche qui la ricostruzione degli impianti è davvero curata ma, ovviamente, il carattere estremamente cartoonesco del tutto mina sensibilmente la sensazione di &#8220;esserci&#8221;, ma non è quello il suo scopo.</p>
<div id="attachment_945" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-945  " title="Tails vs Peach" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/03/Mario_e_Sonic_Ai_Giochi_Olimpici_Invernali-6.jpg" alt="Tails vs Peach" width="240" height="127" /><p class="wp-caption-text">Tails vs Peach nel fantastico ecopalazzetto del ghiaccio!</p></div>
<div id="attachment_946" class="wp-caption alignleft" style="width: 251px"><img class="size-full wp-image-946  " style="margin-bottom: 10px;" title="Panoramica di Whistler Mountain" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/03/vancouver_2010_04.jpg" alt="Panoramica di Whistler Mountain" width="241" height="134" /><p class="wp-caption-text">Whistler Mountain su PS3!</p></div>
<p>La morale della favola, a quasi un quarto di secolo dal titolo da cui tutto è cominciato, è che <strong>lo spirito Olimpico</strong>, per quanto riguarda i videogiochi, è rimasto imprigionato nel titolo Epyx, con il suo braciere spixellato, le colombe monocromatiche e tutta la magia che i caricamenti lunghi eoni sapevano creare. Serve qualcuno che liberi quello spirito e lo accolga in un titolo next-gen, serve qualcuno che comprenda che quei semplici elementi di contorno, di costume, rendevano <strong>epici</strong> e <strong>&#8220;reali</strong>&#8221; i primi, artigianalissimi tentativi di portare la creatura di de Coubertin sui nostri schermi. Noi, nel frattempo, continueremo a sfidarci con Winter Games e a sperare in un braciere olimpico e un manipolo di colombe in HD, magari per <strong>Sochi 2014</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-943 aligncenter" title="Gstn goes Olympic" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/03/olympics.jpg" alt="Gstn goes Olympic" width="530" height="298" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Heroscape: The Battle of All Time</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 17:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Achrius</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boardgames]]></category>
		<category><![CDATA[Hasbro]]></category>
		<category><![CDATA[heroscape]]></category>
		<category><![CDATA[Warhammer]]></category>

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		<description><![CDATA[Agenti segreti che aprono il fuoco contro draghi leggendari, orchi ed elfi alleati contro schiere di automi corazzati, granatieri della seconda guerra mondiale alle prese con vampiri assetati di sangue. No, non sto vaneggiando; descrivo semplicemente le scene che potrebbero accadere in casa vostra nel caso decideste di passare la serata giocando a Heroscape. Già, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Agenti segreti che aprono il fuoco contro draghi leggendari, orchi ed elfi alleati contro schiere di automi corazzati, granatieri della seconda guerra mondiale alle prese con vampiri assetati di sangue. No, non sto vaneggiando; descrivo semplicemente le scene che potrebbero accadere in casa vostra nel caso decideste di passare la serata giocando a Heroscape. Già, perché il bello è proprio questo: eroi di tutti i tempi si sfidano sul campo di battaglia senza esclusione di colpi. Sane “mazzate”, quindi, dove non manca però la componente strategica.<span id="more-902"></span></p>
<p><strong>Il gioco</strong> – Heroscape nasce nel 2004 da un’idea di Craig Van Ness, Rob Daviau e Stephen Baker (Hasbro); il primo master set (<em>Rise of the Valkyrie</em>) consta di 30 miniature già dipinte accompagnate dalle relative carte esercito sulle quali sono descritti tutti i valori di movimento, di attacco e di difesa, nonché le abilità speciali. Il tabellone di gioco è componibile utilizzando formelle di diversa grandezza suddivise in caselle esagonali (ve ne sono da 1, 2, 3, 7 e 24 caselle); e qui viene il bello: le formelle in questione possono essere sia collegate lungo lo stesso piano che sovrapposte le une sulle altre, in modo da creare uno scenario di battaglia 3D sempre diverso di partita in partita. Sulle formelle sono raffigurate diversi tipi di superfici (acqua, sabbia, erba, roccia). Gli elementi scenici come le rovine, infine, sono la ciliegina sulla torta. Risultato? Valutate voi!<strong> </strong></p>
<div id="attachment_911" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-911" title="Heroscape ok" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Heroscape-ok.jpg" alt="" width="500" height="484" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Non male come plancia <img src='http://godsavethenerd.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p></div>
<p><strong>Meccaniche di gioco </strong>– Le regole del gioco sono semplici e lineari; per intendersi, un giocatore di Warhammer non avrà alcun tipo di problema e si sentirà subito a suo agio. In sostanza, dopo aver costruito il campo di battaglia, la partita inizia con la creazione dell’esercito. Ogni giocatore ha a disposizione un numero di punti per mettere in piedi la propria armata (variabili in funzione dello scenario o a discrezione dei giocatori stessi); a turno ciascuno sceglie una carta esercito da quelle disponibili finché non esaurisce i punti a disposizione. Le strategie sono molteplici: voglio un esercito da tiro, da corpo a corpo, oppure un po’ di entrambi? Molte inoltre sono le possibilità di “combo”: ad esempio eroi che aumentano l’attacco di unità della loro stessa fazione e così via. Terminata la fase creativa, si schierano le armate e inizia la battaglia. Il combattimento è diviso in turni e i turni sono dettati dai segnalini “ordine”: sono quattro scudi numerati da 1 a 3 più una X. I giocatori li dispongono all’unisono sulle carte esercito che per loro dovranno agire in quel round. Al primo turno ogni giocatore agirà con l’eroe o l’unità su cui ha collocato l’ordine 1; lo stesso vale per il secondo e il terzo turno; l’ordine X serve semplicemente come depistaggio, visto che gli scudi sono coperti dal lato degli avversari. Gli obiettivi del gioco possono anche qui essere molteplici: si passa dal banale massacro di tutta l’armata avversaria ai più complessi capture the flag o difendere una zona per un certo numero di round. A voi la mossa dunque!</p>
<div id="attachment_914" class="wp-caption alignleft" style="width: 533px"><img class="size-full wp-image-914" title="Heroscape ordini" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Heroscape-ordini.jpg" alt="" width="523" height="392" /><p class="wp-caption-text">Dadi, segnalini per le ferite e ordini dattacco!</p></div>
<p><strong>Espansioni</strong> – Heroscape è essenzialmente un gioco di miniature, per cui è normale aspettarsi una serie di aggiunte nel corso del tempo non solo di eroi e unità, ma anche di scenari e tipi di terreno. Ecco una lista di tutti i set di Heroscape usciti dal 2004 a oggi:<br />
<strong>Master Sets</strong><br />
•	<em>Rise of the Valkyrie</em><br />
•	<em>Swarm of the Marro</em><br />
•	<em>Marvel: The Conflict Begins</em> (Espansione con tutti i personaggi Marvel)<br />
•	<em>Battle for the Underdark</em> (Espansione dedicata a Dungeon&amp;Dragons)<br />
<strong>Espansioni eroi taglia media e unità</strong><br />
•	Collection 1 – <em>Malliddon&#8217;s Prophecy</em>: Grut Orcs, Heroes of Bleakwoode, Snipers &amp; Vipers, The IX Roman Legion<br />
•	Collection 2 – <em>Utgar&#8217;s Rage</em>: Drones &amp; Minions, Heroes of Barrenspur, Knights &amp; The Swog Rider, Minute Men &amp; Wolves<br />
•	Collection 3 – <em>Jandar&#8217;s Oath</em>: Gorillas &amp; Hounds, Heroes of Nostralund, Kilts &amp; Commandos, Monks &amp; Guards<br />
•	Collection 4 – <em>Zanafor&#8217;s Discovery</em>: Greeks &amp; Vipers, Heroes of Trollsford, Lawmen &amp; Samurai, Soulborgs &amp; Elves<br />
•	Collection 5 – <em>Thora&#8217;s Vengeance</em>: Gladiators &amp; Agents, Ninjas &amp; Samurai, Soulborgs, Warriors &amp; Soulborgs<br />
•	Collection 6 – <em>Dawn of Darkness</em>: Archers &amp; Kyrie, Heroes of Durgeth, Shades &amp; Orcs, Zombie Horde<br />
•	Collection 7 – <em>Fields of Valor</em>: Fiends &amp; Vampires, Heroes of Elswin, Templar Knights, Spearmen &amp; Riflemen<br />
•	Collection 8 – <em>Defenders of Kinsland</em>: Elves, Heroes of the Molten Sea, Marro Cavalry, Soldiers &amp; Wolves<br />
•	Collection 9 – <em>Blackmoon&#8217;s Siege</em>: Braves &amp; Brawlers, Dwarves &amp; Repulsors, Dividers &amp; Defenders, Heroes of the Moon<br />
•	Collection 10 – <em>Valkrill&#8217;s Gambit</em>: Champions of Renown, Soulborgs, Warriors &amp; Soulborgs, Warriors of Feldspar<br />
<strong>Espansioni eroi taglia grande</strong><br />
•	<em>Orm&#8217;s Return</em>: Brunak, Charos, Deathwalker 8000, Dünd, Su-Bak-Na<br />
•	<em>Raknar&#8217;s Vision</em>: Braxas, Jotun, Major Q9, Nilfheim, Theracus<br />
•	<em>Aquilla&#8217;s Alliance</em>: Gurei-Oni, Sujoah, Wu-Sa-Ga, Zelrig, Zetacron<br />
<strong>Scenari e tipi di terreno</strong><br />
•	<em>Road to the Forgotten Forest</em> (Alberi e un ponte come elementi scenici, strada come terreno)<br />
•	<em>Thaelenk Tundra</em> (Ghiacciai come elementi scenici, neve e ghiaccio come terreni)<br />
•	<em>Fortress of the Archkyrie</em> (Castello e muri di cinta come elementi scenici)<br />
•	<em>Ticalla Jungle</em> (Scenario giungla)<br />
•	<em>Volcarren Wasteland</em> (Lava come tipo di terreno)<br />
<strong>Costi importanti</strong> – È chiaro che acquistare tutte queste espansioni non è semplice in termini economici; facendo qualche calcolo parliamo di una cifra di circa mille euro! Tuttavia, nessuno ci costringe a farlo: il set base di Heroscape da solo basta e avanza per sbizzarrirsi con gli amici in tutti i modi possibili!</p>
<h4>Scheda riassuntiva:</h4>
<ul>
<blockquote>
<li>Titolo: Heroscape: Rise of the Valkyrie (<a href="http://www.hasbro.com/games/kid-games/heroscape/">sito ufficiale</a>)</li>
<li>Autori: Craig Van Ness, Rob Daviau e Stephen Baker<strong> </strong></li>
<li>Casa produttrice: <a href="http://www.hasbro.com/it_IT/">Hasbro</a></li>
<li>Anno di pubblicazione: 2004<strong> </strong></li>
<li>Lingua: Inglese, italiano<strong> </strong></li>
<li>Prezzo:<strong><strong> </strong></strong>€ 59,00<strong><strong> </strong></strong></li>
<li>Altre informazioni: <a href="http://www.heroscapers.com/community/blog.php?u=2">sito giocatori di Heroscape</a></li>
</blockquote>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Che tipo di fan di Lost sei?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 01:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freyja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fan di Lost]]></category>
		<category><![CDATA[Lost]]></category>
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		<category><![CDATA[serie TV]]></category>

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		<description><![CDATA[Lost è un telefilm ricco d&#8217;azione, contiene moltissimi elementi della più pura tradizione sci-fi, non trascura il lato sentimentale e lo studio dei personaggi è veramente notevole. Proprio per questa sua varietà, nell’arco degli anni ha attratto tantissimi fan estremamente diversi tra loro.
Il sito americano TV.com ha provato a suddividere i variegati sostenitori della serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lost </em>è un telefilm ricco d&#8217;azione, contiene moltissimi elementi della più pura tradizione sci-fi, non trascura il lato sentimentale e lo studio dei personaggi è veramente notevole. Proprio per questa sua varietà, nell’arco degli anni ha attratto tantissimi fan estremamente diversi tra loro.</p>
<p>Il sito americano <a title="The Five Types of Lost Fans" href="http://www.tv.com/the-five-types-of-lost-fans/story/21490.html?tag=hotspot;gumball;1">TV.com</a> ha provato a suddividere i variegati sostenitori della serie in cinque categorie, ovviamente in maniera estremamente ironica.</p>
<p>Ecco le cinque tipologie:<span id="more-882"></span></p>
<p><strong>I maniaci:</strong></p>
<p>Sono ovviamente i fan ossessionati dallo show. Mentre un fan medio ha visto tutte le serie un paio di volte, per questa tipologia di ammiratori praticamente non esiste altro: hanno sviscerato ogni puntata più di dieci volte (sì, anche “Straniero in terra straniera”), hanno giocato ogni singolo ARG sul web, mettono in pausa e prendono appunti ogni volta che Daniel Faraday apre il suo portatile e seguirebbero Damon Lindelof e Carlton Cuse fino in capo al mondo. Se ne incontrate uno evitatelo perché rischiereste di stare ad ascoltare le sue teorie per ore e ore!</p>
<p>Guardano anche: Battlestar Galactica (per l’ottava volta) e Fringe (per rilassare la mente).<br />
Segni particolari: una marea di tic e per carnevale tutti gli anni tirano fuori la tuta anticontaminazione con lo stemma del progetto Dharma.</p>
<p><strong>Gli Skater, Jater etc.:</strong></p>
<p>Chi sceglierà Kate? È importante? Per questa categoria di fan assolutamente sì! A loro non importa se Kate ha trasformato un incidente aereo mortale in un modo per rimorchiare, la cosa fondamentale è che finisca tra le braccia di Jack (Jater) o Sawyer (Skater), perché sanno benissimo che era proprio così che doveva andare a finire.<br />
E che dire poi di Julia e Sawyer? Di Libby e Hurley? Di Juliet, Kate, Ben, e Sawyer? In realtà più che una serie sembra un’orgia collettiva!<br />
Se mai vi capitasse di rimanere su un&#8217;isola deserta con un tipo del genere, tirate dritto e fate in modo che venga sbranato da un orso affamato.</p>
<p>Guardano anche: Grey’s Anatomy e i film di Jennifer Aniston.<br />
Segni particolari: piangono guardando i film romantici e di solito hanno la casa piena di gatti.</p>
<p><strong>Quelli dei DVD:</strong></p>
<p>Sono i fan che hanno iniziato a seguire la serie dopo la programmazione televisiva e per recuperare il tempo perduto hanno trascorso week-end interi chiusi in casa, stravaccati sul divano, guardando un numero inenarrabile di puntate di seguito. Questi maratoneti però non si rendono conto del sovraccarico di informazioni che il loro cervello deve assorbire e, di conseguenza, non colgono i dettagli fondamentali. Amano parlare con &#8220;quelli che sono al passo&#8221; dei loro progressi e non comprendono che &#8220;quelli che sono al passo&#8221; questa cosa proprio non la reggono.</p>
<p>Guardano anche: The Wire<br />
Segni particolari: hanno appena scoperto la posta elettronica e finalmente hanno comprato un televisore di dimensioni decenti.</p>
<p><strong>Gli arrabbiati:</strong></p>
<p>Fan devoti della prima serie, fan della seconda, per vedere la terza si sono fatti coraggio&#8230; questi poverini non ce la fanno più! Domande, domande, solo domande e mai risposte&#8230; ma chi cavolo si credono di essere questi autori?<br />
Ovviamente continuano a seguire il programma, ma solo per autocompiacersi del fatto che non sono più “lostmaniaci” e che la serie non è più il centro dei loro pensieri (di conseguenza si prendono il lusso di dare dell&#8217;idiota a chiunque segua ancora con accanimento le vicende dei naufraghi).<br />
E non parlategli di viaggi nel tempo o universi paralleli perché potrebbero non reggere il colpo.</p>
<p>Guardano anche: nulla, perché sono troppo occupati a lamentarsi sui forum.<br />
Segni particolari: incapacità di attendere l’arrivo delle feste per scartare i regali, pressione alta.</p>
<p><strong>I confusi ma fedeli:</strong></p>
<p>Questi fan, che occhio e croce sono il gruppo più nutrito, ammettono senza pudore di essere un tantinello confusi dagli eventi che si susseguono sullo schermo… ma a loro non importa! Sono fedeli al programma e credono fermamente che prima o poi ogni cosa andrà al suo posto e tutto sarà finalmente CHIARO. Chi se ne frega delle centinaia di domande senza risposta, quello che conta è sentire l’adrenalina scorrere nelle vene! Questi fan prendono lo spettacolo per quello che è: intrattenimento di qualità. Ma se si ignorano le teorie cospirative e se non c’è dipendenza… guardare Lost non ci perde un po’?</p>
<p>Guardano anche: quello che passa in TV. Ogni tanto escono perché hanno anche una vita!<br />
Segni particolari: 2 o 3 figli e un comportamento normale.</p>
<p>Ovviamente è solo un gioco, ma sotto sotto, voi che tipo di fan siete?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Morire congelati davanti al PC??? No, grazie!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freyja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nerdlife]]></category>
		<category><![CDATA[Nerdstyle]]></category>
		<category><![CDATA[accessori USB]]></category>
		<category><![CDATA[gadget]]></category>
		<category><![CDATA[mouse]]></category>
		<category><![CDATA[mouse pad]]></category>
		<category><![CDATA[nerd life]]></category>
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		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[periferiche USB]]></category>
		<category><![CDATA[scaldatazza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno l’inverno è arrivato proprio in pompa magna e non sembra avere intenzione alcuna di salutarci. Tutta l’Italia sta dando letteralmente i numeri e anche molte città del sud sono coperte da un’inaspettata coltre di neve. Come affrontare questa drammatica evenienza e sopravvivere 12 ore davanti al PC quando il riscaldamento non basta? Be&#8217;, io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno l’inverno è arrivato proprio in pompa magna e non sembra avere intenzione alcuna di salutarci. Tutta l’Italia sta dando letteralmente i numeri e anche molte città del sud sono coperte da un’inaspettata coltre di neve. Come affrontare questa drammatica evenienza e sopravvivere 12 ore davanti al PC quando il riscaldamento non basta? Be&#8217;, io sono rimasta davvero stupita dalla quantità di cose che possono essere collegate a un PC via USB&#8230; Ovviamente, un HUB USB con molte, molte porte è assolutamente indispensabile XD.<br />
Cominciamo dal basso verso l’alto.<span id="more-770"></span></p>
<p>Basta con multistrati di calzini per tenere caldi i vostri piedini! Ora potrete scegliere tra questi fantastici oggetti che si scaldano via USB:</p>
<ul>
<li>morbido stivaletto <a title="Stivaletti rosa USB" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01453&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">per lei</a> e <a title="Stivaletti grigi USB" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01486&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">per lui</a><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-778" title="Stivaletti rosa" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Stivaletto-rosa.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-779 alignnone" title="Stivaletti grigi" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Stivaletto-grigio.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
<li>pantofole riscaldate <a title="Pantofole rosa USB" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01303&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">per lei</a> e <a title="Pantofole scimmia USB" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01306&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">per lui</a><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-787" title="Pantofola rosa" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Pantofola-rosa.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-786 alignnone" title="Pantofola scimmia" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Pantofola-scimmia.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
<li>la meravigliosa monopantofola versione <a title="Monopantofola maiale" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01304&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">maiale</a> e <a title="Monopantofola zampone" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01079&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">zampone</a><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-787" title="Monopantofola porco" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Monopantofola-porco.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-786 alignnone" title="Monopantofola zampone" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Monopantofola-zampone.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
</ul>
<p>E dopo aver coperto le vostre tenere estremità arriva il classico dei classici: la copertina della nonna!</p>
<p>E magicamente la suddetta si trasforma in una sorta di “scaldasonno” alimentato via USB.</p>
<p>Grigia, rosa o blu è dotata anche di un comodo bottoncino che la trasforma in una simpatica mantella (che ricorda vagamente il tappetino del bagno)</p>
<ul>
<li><a title="Copertina USB" href="http://usb.brando.com/prod_detail.php?prod_id=00224">coperta della nonna </a><a title="Coperta della nonna"><br />
</a> <img class="alignleft size-full wp-image-787" title="Coperta della nonna rosa" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Coperta-della-nonna-rosa.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-786 alignnone" title="Coperta della nonna marrone" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Coperta-della-nonna-marrone.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
</ul>
<p>E adesso che i vostri arti inferiori sono sistemati, passiamo a quelli superiori. È risaputo che geloni e perdita di sensibilità alle dita della mano siano tra i più gravi problemi che affliggono tutti quelli che nei mesi freddi passano ore e ore davanti al PC (e soprattutto possono causare un netto calo della precisione e della reattività durante sessioni di FPS, dramma. ndShea).</p>
<p>Da oggi in poi tutto questo sarà solo un ricordo perché potrete usufruire di questi fantastici gadget:</p>
<ul>
<li><a title="Mouse raggi infrarossi" href="http://www.warm-mouse-heated-keyboard.com/valuerays-warm-mouse-p-4.html">mouse che emana caldi raggi infrarossi</a><br />
<img title="Mouse riscaldato grigio" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Mouse-riscaldato-grigio.jpg" alt="" width="118" height="160" /></li>
<li><a title="Tappetino riscaldato" href="http://www.warm-mouse-heated-keyboard.com/valuerays-warm-mouse-pad-p-5.html">tappetino per mouse riscaldato</a><br />
<img title="Tappetino riscaldato" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Tappetino-riscaldato.jpg" alt="" width="149" height="150" /></li>
<li><a title="Poggiapolsi riscaldato" href="http://www.warm-mouse-heated-keyboard.com/valuerays-usb-warm-keyboard-pad-p-3.html">poggiapolsi riscaldato</a><br />
<img title="Poggiapolsi" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Poggiapolsi.jpg" alt="" width="180" height="92" /></li>
<li> <a title="Scaldamano a sacchetto" href="http://www.warm-mouse-heated-keyboard.com/valuerays-usb-mouse-hand-warmer-p-2.html">scaldamano a sacchetto  serio</a><br />
<img title="Sacchetto scaldamano" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Sacchetto-scaldamano.jpg" alt="" width="134" height="150" /></li>
<li>scaldamano a sacchetto allegro (<a title="Scaldamano frutta" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01252&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">frutta </a>e <a title="Scaldamano panino" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01091&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">panino</a>)<br />
<img title="Sacchetto scaldamano frutta" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Sacchetto-scaldamano-frutta.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-779 alignnone" title="Sacchetto scaldamano panino" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Sacchetto-scaldamano-panino.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
<li>mezziguanti riscaldati (<a title="Mezziguanti pecora" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01380&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">pecora </a>e <a title="Mezziguanti pro" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01190&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">pro</a>)<br />
<img title="Mezziguanti pecora" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Mezziguanti-pecora.jpg" alt="" width="100" height="75" /><img class="size-full wp-image-779 alignnone" title="Mezziguanti pro" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Mezziguanti-pro.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
</ul>
<p>E dulcis in fundo, per le vostre giornate interminabili o per le vostre nottate infinite, cosa c&#8217;è di meglio per tenersi svegli di qualcosa di caldo? Con questo praticamente ci potete scaldare il tazzone!</p>
<ul>
<li><a title="Scaldatazza" href="http://usb.brando.com/3-in-1-usb-combo-cup-warmer_p01103c050d015.html">scaldatazza</a><br />
<img title="Scaldatazza" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Scaldatazza.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
</ul>
<p>E per tutti quelli che vogliono mangiare alla scrivania o che in ufficio non hanno un microonde?</p>
<ul>
<li><a title="Portapranzo scaldavivande" href="http://www.gadget4all.com/prod_detail.php?prod_id=01093&amp;dept_id=003&amp;cat_id=016">Portapranzo scaldavivande</a><br />
<img title="Portapranzo riscaldato" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Portapranzo-riscaldato.jpg" alt="" width="100" height="75" /></li>
</ul>
<p>Se invece volete riscaldare le vostre gambe in maniera più discreta e più &#8220;pro&#8221; avendo a disposizione una vera presa elettrica, allora è il caso di acquistare questo fantastico pannello da posizionare proprio sotto la vostra scrivania (occhio che però il prezzo sale). Nel caso in cui non fosse possibile appenderlo, si può comprare a parte un piccolo sostegno da terra.</p>
<ul>
<li><a title="Pannello sottoscrivania" href="http://www.amazon.com/dp/B000QEAKDM/ref=asc_df_B000QEAKDM1033214?smid=A1FTT566S4DLKK&amp;tag=yahoommp-hpc-mp01-20&amp;linkCode=asn&amp;creative=380341&amp;creativeASIN=B000QEAKDM">Pannello scaldagambe</a><br />
<img title="Pannello radiatore sottoscrivania" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Pannello-radiatore-sottoscrivania.jpg" alt="" width="210" height="210" /></li>
</ul>
<p>Ora avete davvero tutto quello che serve per passare tutta la vita davanti al PC! Ah&#8230; comunque a meno che non iniziate a indossare pannolini, è meglio che una passeggiatina ogni 3 &#8211; 4 ore la facciate ;P</p>
<p>Tutti gli oggetti menzionati possono essere acquistati sui seguenti siti, ovviamente americani:</p>
<ul>
<li><a title="Gadget4all" href="http://www.gadget4all.com/">Gadget4all</a></li>
<li><a title="usb.brando" href="http://usb.brando.com/">USB.brando</a></li>
<li><a title="Amazon US" href="http://amazon.com">Amazon</a></li>
<li><a title="ValueRays" href="http://www.warm-mouse-heated-keyboard.com">ValueRays</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Cronache di Xerinoth: Costantinus Evander</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheBlond</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Xerinoth]]></category>
		<category><![CDATA[D&d]]></category>
		<category><![CDATA[Evander]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggio di D&D]]></category>
		<category><![CDATA[RPG]]></category>

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		<description><![CDATA[Costantinus Evander, chierico di Erathis, viene da una famiglia benestante di Osyriis. Tuttavia, questa famiglia non esiste più, se non per il cognome che portano lui e suo fratello Marcus.
Suo padre Felden era un ricco mercante delle sue terre: lo spostamento delle merci, prima solo alimentari e in seguito anche manifatturiere gli aveva permesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Costantinus Evander</strong>, chierico di <strong>Erathis</strong>, viene da una famiglia benestante di <strong>Osyriis</strong>. Tuttavia, questa famiglia non esiste più, se non per il cognome che portano lui e suo fratello Marcus.</p>
<p>Suo padre Felden era un ricco mercante delle sue terre: lo spostamento delle merci, prima solo alimentari e in seguito anche manifatturiere gli aveva permesso di ottenere una certa rendita. Era essenzialmente un uomo onesto, con la dose di spregiudicatezza che permette una scalata dalle origini abbastanza umili (piccolo proprietario di un fondo) da cui partiva.</p>
<p>La crescente ricchezza economica, nonché la relativa vicinanza con la capitale, fecero si che diventasse un uomo noto negli ambienti di Zuthar. Divenne fornitore anche per l&#8217;esercito, entrando in amicizia con molte alte sfere: faceva affari con tutti e aveva cominciato a godere di una certa considerazione negli ambienti nobili: si diceva fosse persino incaricato di alcune missioni segrete.<span id="more-623"></span></p>
<p>La madre di Costantinus e Marcus, Thamira, aveva a sua volta origini umili: figlia della proprietaria di una piccola taverna, era una donna di buon carattere, ma decisa e realista. Era molto amata dal marito, che non mancava di ricordarle che era una donna fuori dal comune, riuscendo a portarla a un, raro per lei, sorriso timido. Sapeva che la vita era difficile e che impegnarsi era importante. La fortuna che aveva avuto nel conoscere Felden  si affiancava al duro lavoro che aveva sempre svolto nel portare avanti la taverna. Le era dispiaciuto venderla quando si trasferirono a Zuthar, ma, dati gli impegni sempre più pressanti del marito, aveva deciso di fare la madre a tempo pieno, per permettere  ai figli di avere un&#8217;educazione superiore alla sua, nonché di avere ben chiari gli obiettivi della loro vita.</p>
<p>Costantinus e Marcus avevano solo otto anni il primo, dieci il secondo quando loro padre li mandò di corsa alla loro vecchia proprietà, con la madre. Felden non volle spiegare i motivi di tale scelta neanche alla moglie, ma aveva un&#8217;aria preoccupata, ricordava Costantinus.</p>
<p>Fecero velocemente i bagagli e si avviarono. Dopo soli due giorni di marcia vi fu l&#8217;assalto, ai confini di un bosco. Per dei bambini era difficile capire cosa stesse succedendo; l&#8217;unica cosa intuibile era la grande confusione e gli uomini vestiti di scuro che si battevano con ferocia contro la scorta di famiglia. Molte di quelle persone Costantinus le conosceva bene, erano gentili con lui. Thamira era evidentemente spaventata, ma cercò di farsi forza per i figli. Ademar, la guardia personale del padre, che li accompagnava nella fuga, era alla guida. Vedendo la situazione mettersi male cercò un&#8217;azione disperata: lanciò il carro a tutta velocità, sperando che le redini reggessero e che i cavalli non si imbizzarrissero, nel primo varco che gli sembrò di vedere nel bel mezzo della battaglia.</p>
<p>Il risultato, fu solo in parte quello sperato. I cavalli non si imbizzarrirono e riuscirono a superare il blocco, partendo a tutto spiano nella prateria. La carrozza aveva retto gli scossoni ed era riuscita a svincolarsi, complice la strenua difesa della scorta. Il problema fu la selva di frecce.</p>
<p>Ademar rimase gravemente ferito; fu con le ultime forze che portò la carrozza al più vicino villaggio, nonostante alcuni inseguitori a breve distanza. Lì le porte vennero aperte e subito richiuse per la carrozza, come se fossero attesi. La guardia si chiese come fosse possibile: fu l&#8217;ultimo suo pensiero, prima di crollare al suolo esanime.</p>
<p>All&#8217;interno della carrozza Thamira era china sui suoi figli. Una delle frecce era riuscita a infilarsi da un&#8217;apertura causandole una terribile ferita al collo. Sanguinava copiosamente, era stata presa in un punto delicato ed era svenuta.</p>
<p>Costantinus ricordava la paura enorme nel momento in cui la portiera della carrozza si aprì. Una figura in veste marrone, anziana, si affacciò dentro, lanciando un&#8217;esclamazione di sorpresa. Gridò dietro di se alcuni ordini, per poi entrare e constatare lo stato di Thamira. Sospirò profondamente.</p>
<p>I due giovani Evander vennero entrambi lasciati alle cure della Chiesa di Erathis. Venne inviata una missiva a Zuthar, per richiamare Felden al capezzale della moglie. La risposta fu la più tragica possibile: Felden era stato assassinato la notte stessa della loro partenza. I motivi non si conoscevano. Si pensava a una vendetta per qualche affare andato male. Thamira lo avrebbe seguito di lì a pochi giorni. Non fu nemmeno permesso ai due piccoli di vedere la loro madre nei suoi ultimi giorni di vita. L&#8217;unica cosa che seppero è che vennero al villaggio alcune alte autorità di Zuthar e della Chiesa di Erathis. Vi fu un funerale con pochi partecipanti e il cadavere venne portato via per essere seppellito a Zuthar stessa, dove si trova ancora oggi la sua tomba.</p>
<p>Uno dei principali mercanti di Zuthar, Ranth, con cui Felden era stato spesso in affari, fu generoso: decise di prendere in custodia uno dei due figli, Marcus, con la motivazione che suo figlio maggiore era poco tempo prima morto in un incidente a cavallo. Solo Marcus. &#8220;Per evitare problemi futuri di eredità, prendo il gemello maggiore&#8221; fu la cruda spiegazione.</p>
<p>Così Costantinus rimase con la Chiesa di Erathis. Venne inviato a Mithranos, capitale del Ther&#8217;Dath, dove avrebbe ricevuto educazione presso la chiesa. Il Chierico che l&#8217;aveva trovato lo seguì: il suo nome era Alesteir Fanimor e fu per Costantinus come un padre. Il giovane crebbe sotto i dettami della Chiesa e ne assorbì bene gli insegnamenti, riuscendo a diventare un membro attivo dell&#8217;organizzazione di Mithranos già in giovane età.</p>
<p>Era amato dalla gente e amava la città a sua volta: permettere di avere una vita serena alla popolazione di quel luogo così grande e vario, sia nelle razze che nei suoi edifici e nelle sue istituzioni, era una missione che lo rasserenava.</p>
<p>I beni della famiglia Evander erano gestiti dall&#8217;altro mercante che aveva preso in custodia Marcus e sarebbero diventati suoi al raggiungimento della maggiore età. Nel frattempo percepiva ogni due mesi una buona somma di denaro, che il giovane Costantinus spendeva solo per aiutare la Chiesa. E quando la maggiore età arrivo, gli venne restituito ciò che gli spettava: soldi che, al pari della precedente rendita, furono utili alla Chiesa di Erathis per portare la sua parola per le terre di Ther&#8217;Dath.</p>
<p>Con Marcus Costantinus rimaneva in contatto via missiva. I due fratelli non erano in realtà molto legati, soprattutto perché molto diversi: come Marcus era estremamente combattivo, portato anche spesso all&#8217;ira, Costantinus era riflessivo e diplomatico. Si accapigliavano spesso, finendo persino per azzuffarsi. Nonostante ciò sentivano il rapporto di sangue e, per quanto ognuno di loro vivesse la sua vita in totale indipendenza dall&#8217;altro, si scrivevano a intervalli regolari. Così Costantinus sapeva che suo fratello era cresciuto agiatamente sotto la custodia del mercante e già da giovane si era dato alla carriera militare: l&#8217;ultima missiva risaliva a pochi mesi prima dell&#8217;inizio della campagna. Si erano diradate un po&#8217; nel tempo, ma Costantinus era tranquillo, sapendo che Marcus faceva parte dei &#8220;Delfini delle pianure&#8221;.</p>
<p>Tutto ciò non gli aveva impedito di fare ricerche sulla sua famiglia e sui misteriosi eventi che circondarono la sua scomparsa. Proprio dopo queste ricerche, in un giorno di tarda primavera, Costantinus si apprestò a partire verso Kel-Gnuull.</p>
<p>&#8220;Mio giovine discepolo, sappiamo entrambi che la tua prima, vera missione fuori dalle mura di questa città non è solo di sostegno per le truppe. Sei sicuro di volerti sobbarcare di tale peso?&#8221; gli disse Alesteir, mentre finiva i preparativi.</p>
<p>&#8220;Le mie ricerche, come le tue parole, hanno portato molte domande, su me, sulla mia famiglia e sugli affari di mio padre. E&#8217; necessario che trovi delle risposte&#8221; disse con tono fermo il giovane chierico.</p>
<p>Alesteir sospirò: &#8220;Che la luce di Erathis ti guidi su questo sentiero. Ma sii prudente: tu sei speciale, fuori dal comune, ricordalo&#8221;. Costantinus sospirò e sorrise tristemente al suo maestro. Non era la prima volta che sentiva quella frase. Era arrivato il momento di scoprire quanto fosse vera.</p>
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		<title>Le Cronache di Xerinoth: Gaston Aboné</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freyja</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gaston nasce nel regno di Osyriis 18 anni orsono. I suoi primi vagiti risuonano nella grande reggia del re Tholdredd Guithien… ma a grande distanza. Provengono infatti da un&#8217;ala del palazzo molto lontana dalle stanze del re: quella della servitù.
La famiglia Aboné vive a corte da sempre; i membri della famiglia hanno costantemente servito con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gaston</strong> nasce nel regno di Osyriis 18 anni orsono. I suoi primi vagiti risuonano nella grande reggia del re Tholdredd Guithien… ma a grande distanza. Provengono infatti da un&#8217;ala del palazzo molto lontana dalle stanze del re: quella della servitù.<br />
La <strong>famiglia</strong> <strong>Aboné</strong> vive a corte da sempre; i membri della famiglia hanno costantemente servito con zelo, rispetto e impegno la famiglia reale e mai nessuno ha osato immaginare la propria vita lontano da quelle solide mura.<br />
Ma oramai i tempi sono cambiati e così Ambroge Aboné e sua moglie Sartulé Abonmarché Aboné decidono che il loro piccolo Gaston deve avere una possibilità.<span id="more-602"></span><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-604" style="margin: 5px;" title="Gaston" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Gaston.jpg" alt="" width="230" height="297" />Ambroge e Sartulé sono persone semplici e miti; lavorano duramente e il mondo fuori lo hanno conosciuto attraverso le meraviglie che giungono a palazzo: armi da Ash’Thoron, preziosi da Dorithriel, oscuri artefatti da Domenkrest, moderne creazioni da Ther’Dath. Per non parlare delle grandi feste che richiamano a palazzo grandi personalità provenienti da tutto il mondo.<br />
E sulla base delle loro conoscenze, decidono di fare di Gaston un uomo di mondo, un uomo in grado di vivere quella vita meravigliosa e di vedere con i propri occhi le terre fantastiche oltre i confini.<br />
E così inizia l&#8217;avventura del piccolo Gaston Aboné.<br />
Sin da piccolo la signora Aboné si sforza di far rassomigliare il suo piccino ai pargoli di corte. Grazie a un orlo, a un corpetto o una bella bistecca, ottiene favori dai membri della corte fino a far sì che il suo Gaston possa sedere in un angolo nelle stanze dove gli educatori insegnano ai figli dei nobili.<br />
Il piccolo Gaston è un bambino sereno e di indole buona, vivace e agile. Mansueto, comprende in qualche modo di essere una sorta di ospite, ma lo ritiene un privilegio e impara a osservare e ad ascoltare, a riflettere e a imitare. Proprio grazie alle sue imitazioni riesce a farsi degli amici, ma non tutti comprendono il suo buffo modo di giocare e così inizia a farsi anche dei nemici.<br />
La signora Aboné cerca in tutti i modi di rendere il figlio simile agli altri rampolli e così da vestiti dimessi, tovaglie, fazzoletti, abiti di nobildonne oramai abbandonati, nastri e belletti, la signora ricava graziosi abitini, che a suo dire fanno di Gaston un vero gentiluomo. In realtà Gaston assomiglia a un bizzarro miscuglio di tappezzeria, ma la sua diversità è la sua forza e quegli abiti solo e soltanto suoi diventano l&#8217;armatura del prode cavaliere e poi… li ha confezionati la sua mamma!<br />
Il pallino di Ambroge invece sono le armi. Il padre ha in mente per il suo unico figlio maschio una carriera da grande spadaccino, magari a difesa del grande portale.<br />
Dopo molte bottiglie di ottimo idromele e sacche di erba pipa, il giovane Gaston è ammesso all&#8217;accademia militare reale; ovviamente il suo nome non risulta in nessun registro, ma il ragazzo può assistere a tutte le lezioni!<br />
Ed è con grande stupore di insegnanti e allievi che Gaston si rivela un ottimo elemento.<br />
Per l&#8217;occasione, la signora decide di arricciare i lunghi capelli castani del giovane Gaston che, estremamente divertito dai tanti nastrini colorati che gli fanno il solletico mentre corre e scuote il capo, pretenderà che tutte le sere la madre gli faccia la messa in piega.<br />
Gaston è veloce, agile, elegante, istintivo e combatte con destrezza. I suoi compagni lo deridono per il suo aspetto, ma quando combatte non vola una mosca. Quando combatte Gaston si trasforma in una persona completamente diversa, ma se per caso qualcuno gli sporca l&#8217;abito o gli rovina la messa in piega, allora sono guai seri e non ce n&#8217;é per nessuno.<br />
Gaston cresce, osserva e legge. Legge qualsiasi cosa gli capiti tra le mani, ricopia sul suo taccuino le cartine geografiche e disegna i palazzi e gli scorci più belli delle grandi città. Ogni volta che a palazzo arriva uno straniero Gaston lo intercetta e gli parla cercando di assorbire tutto ciò che può. Sulla foderina del suo taccuino, dove disegna e racconta ciò che apprende, c&#8217;è scritto: Diario di viaggio di Gaston Aboné.<br />
Dopo anni di studio, il maestro d&#8217;armi decide di portare i suoi studenti al portale. Tutti i ragazzi sono entusiasti. Tutti immaginano che il loro destino si compirà grazie all&#8217;onore con cui si distingueranno in battaglia.<br />
Ma la visita al portale ha su Gaston un effetto strano. Per la prima volta prova paura. Comprende che in qualche modo quella non è solo una questione d&#8217;onore. Il portale è un argine magnifico e al contempo inquietante che vomita ogni sorta di nefandezza. Uomini muoiono e sono morti a centinaia davanti a quel portale e nessuno sa per quanto tempo sarà possibile difenderlo.<br />
Gaston si sente piccolo e schiacciato da quella responsabilità; mentre molti dei suoi compagni implorano il maestro di lasciarli andare a combattere, Gaston si ritrae e prova a disegnare qualcosa, ma non è capace. Eppure l&#8217;immagine di quel portale gli resta stampata nel cuore e nella mente come se in quel luogo lo attendesse una prova.<br />
Dopo la visita al portale l&#8217;atteggiamento di Gaston nei confronti dei suoi allenamenti cambia. Tutto gli sembra troppo finto, troppo poco efficace, troppo lontano dalla realtà. Quello che c&#8217;era da apprendere era stato appreso.<br />
Una sera decide di aprire il suo cuore ai suoi genitori ed è estremamente stupito quando il padre lo abbraccia e quasi con orgoglio gli dice che è giusto che vada. Gaston conosce bene la storia della sua famiglia e sa che nessun Aboné ha mai varcato la soglia del palazzo, se non per delle commissioni al mercato!<br />
La mamma e il papà, tra le lacrime, gli confessano che tutti gli sforzi che hanno fatto per renderlo il grande uomo di mondo quale è, sono stati pensati proprio per offrire al loro piccino, se mai questi lo avesse voluto, questa meravigliosa possibilità: diventare il primo Aboné ad aver visto il mondo.</p>
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		<title>Le Cronache di Xerinoth: Kiran Shazaar</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non si tratta di fare proseliti, si tratta di offrire una scelta.”
Kiran Shazaar: ventiquattro anni a contatto con la natura, ventiquattro anni nel segno del rigoroso Credo dei Custodi dell’Armonia della foresta di Atarash, nei pressi della Torre Nera del Domenkrest. Comprendere il Credo, studiarne la filosofia e prepararsi a fare il proprio dovere: difendere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>“Non si tratta di fare proseliti, si tratta di offrire una scelta.”</em></p></blockquote>
<p><strong>Kiran Shazaar</strong>: ventiquattro anni a contatto con la natura, ventiquattro anni nel segno del rigoroso Credo dei <strong>Custodi dell’Armonia</strong> della foresta di <strong>Atarash</strong>, nei pressi della Torre Nera del Domenkrest. Comprendere il Credo, studiarne la filosofia e prepararsi a fare il proprio dovere: difendere, a ogni costo, l’Armonia all’interno della congregazione nella foresta dal caos del mondo “esterno” e, soprattutto, <strong>Anaya</strong>, colei che vede il Vero e ascolta le menti. Così come i primi Custodi fecero con Deva, la piccola elfa che per poco non cambiò le sorti del Domenkrest, in quelle pagine di storia che adesso si mischiano con la leggenda. Da quel momento, la foresta di Atarash è sinonimo di uguaglianza e salvezza per chi vede le cose in maniera diversa, per chi non vuole saperne delle guerre che infestano il mondo, per chi non si sente a proprio agio in un mondo che spesso non ascolta il saggio consiglio degli spiriti della Natura, preferendo le voci chiassose di divinità fin troppo capricciose. I Custodi vegliano su di loro, si occupano della loro rinascita e fanno riscoprire il legame atavico con il flusso vitale che scorre invisibile ma tumultuoso nell’essere di tutte le cose.<span id="more-829"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-862" style="margin: 5px;" title="Kiran Shazaar" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/kiran.jpg" alt="Kiran Shazaar" width="194" height="353" />Kiran crede fermamente nel Credo e nell’Armonia ed è proprio per questo che ha sempre avuto un’estrema curiosità per il mondo esterno: comprenderne la disArmonia, comprendere le persone che vivono immerse nella sua claustrofobica forza per poter mostrare loro in maniera più efficace la possibile diversità delle cose. Di conseguenza, ha sempre sfruttato ogni occasione possibile, fra una lezione di lancia, una di storia e una meditazione simpatetica con la Natura, per sgattaiolare fuori dalla foresta e curiosare nei villaggi vicini alla Torre Nera, pittoreschi borghi dalle mille sfaccettature e dai variopinti personaggi. E’ lì che Kiran impara a vivere, a divertirsi e che nel mondo “esterno” la vita di gruppo non è poi così solidale: a fargli da mentore, o meglio, a fargli da spalla amica c’è un artista errante, <strong>Nate</strong>, la cui armonia, musicale, spesso si deve scontrare con l’esigenza di essere meno artistici, meno armonici, per sopravvivere. L’incontro con Nate e con la sua armonia permette a Kiran di riflettere sui Custodi e il loro Credo: se nella foresta di Atarash è possibile vivere diversamente, perché non spiegarlo anche al resto del mondo? Perché quest’ostinazione nel confinarsi da soli in un piccolo, verdeggiante anfratto del mondo? Un posto ideale, ma pur sempre minuscolo, nulla in confronto a quello che c’è fuori. Queste nuove convinzioni di Kiran si scontrano però con la tradizione dei Custodi, con la loro volontà di seguire dall’esterno le vicende del mondo e soprattutto, con le posizioni estremamente reazionarie di <strong>Gyndiaste Erelbon</strong>, vecchio saggio e druido reggente della comunità, una leggenda vivente la cui parola sembra scaturire dalla memoria secolare degli alberi più che da una volontà di un singolo elfo. Kiran è sfrontato e, proprio nel giorno  in cui può compiere il primo passo ufficiale sul sentiero del Guardiano ottenendo le vesti del Terzo Circolo, osa affrontare Gyndiaste mettendo in discussione le tradizioni a fronte di un mondo che cambia e mai come ora ha bisogno di Armonia.<br />
“Gli Spiriti hanno scelto noi e coloro che decidono autonomamente di abbracciare la nostra filosofia, non facciamo proseliti, siamo frutto di scelte di un piano più alto” la risposta di Gyndiaste, “estendere il Credo porterebbe disArmonia, è difficile concertare gli spiriti di molteplici esseri viventi diversi”.<br />
Risposte tradizionalmente corrette, anche giustificabili in un certo senso, ma nella mente e nello spirito di Kiran, alla luce dei giorni passati “lì fuori”, suonano come anacronistiche e poco realistiche: nessuno può scegliere una vita diversa se prima non la osserva in atto. Non si tratta di fare proseliti, si tratta di offrire una scelta.</p>
<p>I mesi successivi per Kiran si fanno impegnativi, i doveri si moltiplicano e le possibilità di viaggiare si riducono drasticamente, alimentando le utopie ma anche le frustrazioni del giovane mezzelfo. A turbare ancora di più la vita di Kiran ci pensa Anaya, il cui dono sembra diventare sempre più potente e, di conseguenza, pericoloso e i cui movimenti diventano sempre più incomprensibili per un giovane Custode del Terzo Circolo, tanto che  la protezione del Primo Circolo diventa sempre più asfissiante. Sia i druidi che lo stesso Rhyan Shazaar, suo padre e membro del Primo Circolo, diventano più evasivi e tutti i Custodi sono sempre sull’attenti. In pochi giorni, la vita di Kiran cambia drasticamente: Anaya rivela di essere incinta del figlio di Gyndiaste, Ydien, cosa di per sé meravigliosa, se non per il fatto che la trasmissione diretta del dono unita al profondo legame con la Natura dei Guardiani renderebbe il nascituro molto molto potente e, se non protetto adeguatamente, anche molto, troppo ambito nel mondo “esterno”. Motivo sufficiente a far scattare la paranoia del Primo Circolo e di Gyndiaste, che decide di celare Anaya con alcuni membri scelti del Circolo in un luogo sicuro, lontano dal centro di Atarash. Proteggere Anaya e il suo dono a ogni costo, quindi. Ma la scelta di Gyndiaste si rivela essere totalmente autolesionista: di lì a qualche notte si verifica un imprevisto fatale, la scomparsa della Torre Nera. In pochi attimi tutta la foresta è avvolta da una strana nebbia e quei pochi istanti bastano per far perdere il controllo della situazione: insieme alla Torre Nera, o meglio, ciò che si porta via la Torre Nera si porta via anche Anaya e le guardie a sua protezione. Per ventiquattro lunghissime ore il panico sconvolge i Custodi dell’Armonia e Gyndiaste si ritira, evitando di dare spiegazioni. Poi, la decisione sconcertante: la scomparsa di Anaya sembra essere frutto di un’antica profezia e l’unico modo per ritrovarla sarebbe assecondarne la metrica e le rime. Per far ciò un Custode dovrà viaggiare a Kel-Gnuul, il fronte di battaglia più antico di Xerinoth… per cercare dei segni.<br />
Una storiella per ragazzini, una scelta insensata, per Kiran bisognerebbe semplicemente partire alla ricerca di Anaya e ricostruire l’ordine della Comunità, ma parlare con Gyndiaste, quasi in trance per non dire sotto shock, è inutile. Ironia della sorte, il druido sceglie colui che dovrà viaggiare: Kiran Shazaar, vista la sua conoscenza del mondo esterno.<br />
L’ennesima scelta azzardata di un elfo incapace di essere lucido? In parte Kiran pensa questo, in parte crede che possa essere un’occasione per dimostrare al mondo e a Gyndiaste che l’Armonia si può trovare anche oltre le cortecce di Atarash, ma soprattutto, crede che non possa venir meno in quello per cui è stato addestrato: difendere Anaya a qualunque costo.</p>
<p>Questo è il <strong>Credo</strong> dei <strong>Custodi dell’Armonia</strong> e non intende venir meno al suo dovere.</p>
<h6>Nb: l&#8217;immagine di Kiran è di <a title="Seth by SpectraFairy on DeviantArt" href="http://spectralfairy.deviantart.com/art/Seth-54555039">SpectralFairy</a> ed è originariamente disegnata per un personaggio del suo Lacrime Nere, Seth.</h6>
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		<title>Le Cronache di Xerinoth: Frontiera della Battaglia, Elesias 1</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 01:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Achrius</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cavallo continua la sua marcia arrancando per il sentiero ciottolato. È stanco. Anche Gaston lo è, e non fa altro che chiedere una sosta. Tutto sommato sono ore che lui e Kiran viaggiano senza fermarsi e ormai sta facendo buio. Dal canto suo Kiran non è di diverso avviso; gli alberi del Lythien iniziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cavallo continua la sua marcia arrancando per il sentiero ciottolato. È stanco. Anche Gaston lo è, e non fa altro che chiedere una sosta. Tutto sommato sono ore che lui e Kiran viaggiano senza fermarsi e ormai sta facendo buio. Dal canto suo Kiran non è di diverso avviso; gli alberi del Lythien iniziano a diradarsi, per cui probabilmente è meglio sfruttare questo minimo di copertura rimasta per la notte. I due compagni  trovano rifugio ai piedi di una grossa quercia secolare, in grado di offrire loro un’ottima protezione. È l’ambiente ideale per Kiran, la foresta: può finalmente tornare a immergersi nella natura, quella vera, fatta di suoni e di silenzi insieme capaci di aprirti la mente e il cuore; quella notte avrebbe lasciato la tenda a Gaston, in modo da riconsiderare quelle sensazioni da cui proprio non vuole separarsi. Cuore e mente però si richiudono all’istante nel momento in cui fruscii di foglie misti a ghigni beffardi giungono alle loro orecchie. Neanche il tempo di sfoderare la spada corta che Gaston si ritrova una freccia nella spalla e due goblin innanzi a lui.<span id="more-763"></span></p>
<p>Evander è in cammino da giorni, direzione Kel-Gnuull; è lì che spera di trovare qualche risposta alle sue domande. È soltanto che le domande iniziano a essere un po’ troppe e sempre più articolate. Il chierico si sfila il guanto d’arme destro e controlla il palmo della mano: la ferita si è rimarginata; ora si sente più tranquillo. Evander si appoggia con la spalla a un fusto di quercia massaggiandosi il collo: il viaggio inizia a farsi sentire. Improvvisamente un rumore come il cozzare di spade e armature lo fa sobbalzare; si infila in tutta fretta il guanto d’arme e brandisce il suo maglio guardandosi attorno con circospezione. Si dirige allora verso quella che aveva tutti i requisiti per essere definita una schermaglia. Evander nota due figure assediate da un manipolo di goblin; uno di essi è vestito di nero. Che sia uno di loro?! Il suo corpo parte prima della sua mente: volteggiando l’arma sopra la testa, il chierico inizia la carica.</p>
<p>Qui l’erba è troppo alta e Nithiel perde le tracce della sua preda. L’eladrin prova a cercare indizi nella selva circostante; si china sul terreno guardando con attenzione ogni particolare mentre si deterge il sudore dal viso. La corsa le ha permesso di guadagnare più di un giorno di viaggio. Troppo tardi si accorge del braccio peloso che le si avvinghia intorno al collo sollevandola di forza da terra; dopo poco i suoi piedi non hanno più appiglio. L’ambiente intorno inizia a sfocarsi e i suoi calci disperati scemano inesorabilmente di potenza.</p>
<p>Elisedd non è a suo agio. Qualcosa sta cambiando, lo sente nell’aria. Tutte le notizie che è riuscito a mettere insieme durante le indagini non sono rassicuranti, soprattutto riguardo a quello che sta accadendo nelle terre dei nani. L’eladrin percorre un sentiero ai piedi delle Montagne Fredde, proprio lungo il confine settentrionale del Lythien. Improvvisamente una mano gli si para davanti la bocca; non si era accorto di nulla. Elisedd viene pervaso da un forte odore di cuoio; si sente tirare a terra mentre la stretta sulla bocca man mano si allenta. Girandosi di scatto, la mano sull’elsa della spada, vede un elfo intento a fargli segno di non parlare. A un suo annuire col capo, l’elfo lo lascia andare per poi afferrare l’arco da dietro la schiena. Senza emettere il minimo rumore, la figura in armatura di cuoio verde incocca una freccia, si inginocchia e scaglia il dardo nella boscaglia verso ovest.</p>
<p>Nithiel sta per perdere i sensi; la stretta è troppo possente. L’avambraccio dell’aggressore, ferito a sangue dalle unghiate della donna, si serra ancora più forte attorno al collo della vittima. L’eladrin è ormai esausta quando sente un sibilo; un attimo dopo la presa cessa e Nithiel si ritrova a terra ansimante. Stampata sulla corteccia del tronco vicino c’è una freccia, a terra un bugbear o almeno quello che ne rimane: giace in una pozza di sangue, il cranio perforato da parte a parte. La donna eladrin si guarda intorno in cerca di risposta. Scorge due figure muoversi in silenzio nella sua direzione; una delle due ha un arco in mano, l’altra è… è proprio vero che non appena smetti di cercare trovi ciò che stavi cercando! Senza parlare, l’elfo arciere le fa segno di seguirli in silenzio. Nithiel obbedisce.</p>
<p>Ferthygher fende l’aria con moto discendente andando a mozzare il braccio di uno degli assalitori; Gaston ne ha abbastanza; sono troppi. Continuano a piovere frecce dall’alto mentre i goblin cercano di accerchiare i due compagni. Gaston e Kiran si ritrovano spalla contro spalla; il falcione del mezzelfo sprigiona scariche elettriche che intimoriscono l’avanzata del nemico. A un comando della figura vestita di nero, il resto dei goblin inizia la carica. Le lingue sbavanti in mostra, come a voler già iniziare ad assaporare la vittoria, ciondolano all’unisono con i corpi protesi all’attacco. Improvvisamente un fascio di luce infuocata colpisce uno di loro riducendolo a un corpo in fiamme. Kiran e Gaston volgono lo sguardo verso la direzione del colpo; Evander è intento a staccare il suo maglio dal costato spappolato di un goblin. Sul fronte opposto un altro corpo cade senza vita dalla sommità di un albero; una freccia ha trafitto il suo occhio destro. I due compagni rimangono sorpresi nello scorgere altri tre individui accorrere in loro aiuto. Spinti da rinnovato furore, Gaston e Kiran si gettano all’attacco. Nithiel uccide un paio di creature verdi grazie alle esplosioni di fiamme di Naivara. Le scariche di Kiran saltano da un goblin a un altro. Elisedd non interviene nel combattimento, ma si gusta divertito la scena. Rimasto solo, il goblin vestito di nero non indietreggia; prova invece a far male con la sua agilità: finta una, due, tre volte prima di cercare di assestare il colpo decisivo mirando a un organo vitale; ogni suo tentativo però viene reso vano. Il gruppo di avventurieri lo accerchia: sono in cinque contro uno. Kiran assesta il colpo di grazia.</p>
<p>Studiando i corpi dei goblin, gli avventurieri notano su ognuno di essi il simbolo tatuato di un’ascia. A questo punto l’elfo si presenta come Luin l’esploratore; fa parte del distaccamento elfico di Lythien che ha preso parte alla difesa delle porte di Kel-Gnuull. Luin chiede a tutti loro di seguirlo all’accampamento in modo da fare rapporto. Ognuno dei membri del gruppo ha i suoi buoni motivi per accettare.</p>
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		<title>Tales of Monkey Island: il grande ritorno di un terribile pirata!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 16:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheBlond</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un po&#8217; di storia&#8230;
Scrivere di Monkey Island per me è un&#8217;emozione. Il mio primo ricordo al riguardo risale a quando avevo otto anni, nel 1992. Era Monkey Island 2: LeChuck&#8217;s revenge e girava sul mio 486 a 66 MHz con ben 1 mega di RAM. Il primo videogioco su PC che comprassi io stesso; un&#8217;intuizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un po&#8217; di storia&#8230;</h4>
<p>Scrivere di <strong>Monkey Island</strong> per me è un&#8217;emozione. Il mio primo ricordo al riguardo risale a quando avevo otto anni, nel 1992. Era <strong>Monkey Island 2: LeChuck&#8217;s revenge</strong> e girava sul mio 486 a 66 MHz con ben 1 mega di RAM. Il primo videogioco su PC che comprassi io stesso; un&#8217;intuizione che avrebbe deciso la mia vita videoludica: tempo 5 minuti e mi innamorai del sarcasmo di quel pirata in giacca blu di pixel.<span id="more-77"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-730" href="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Monkey-Island-21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-730" title="Attimi di storia..." src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/Monkey-Island-21.jpg" alt="" width="530" height="271" /></a></p>
<p>Ovviamente il passo successivo sarebbe stato darmi a <strong>The Secret of Monkey Island</strong>, capolavoro del 1990 che aveva dato rinnovato slancio alla <strong>LucasArts</strong>, la casa di produzione di quel genio di <em>George Lucas</em>, un uomo che ha influenzato &#8220;poco&#8221; la nerd society&#8230;</p>
<p>Così, dopo un&#8217;attesa lunga 5 anni, ero in fibrillazione quando a Natale 1997 arrivò <strong>The Curse of Monkey Island</strong>, terzo capitolo della saga: sarei finalmente tornato a scervellarmi sugli enigmi di quella che per me, come per molti, era l&#8217;avventura grafica per eccellenza. Le attese non furono deluse, anche se il livello era forse un po&#8217; inferiore ai capitoli precedenti.</p>
<p>Nel 2000 arrivò <strong>Escape from Monkey Island</strong>. Non c&#8217;era più la mano di <strong>Ron Gilbert</strong> a capo del progetto:  i capi designer erano comunque i bravi <strong>Michael Stemmle</strong> e <strong>Sean Clark</strong>, membri di spicco dello staff dei precedenti episodi, ma la differenza comunque era evidente. Fu una delle prime esperienze 3D per le avventure grafiche ed era stato deciso il triste addio del mouse nel sistema di controllo. Giocabilità e difficoltà ne risentirono e la grafica, con fondali fissi e poche animazioni, non rendeva per niente. La trama e gli innumerevoli sketch erano anche divertenti, ma non ti dava la classica sensazione di Monkey Island.</p>
<p>Sembrava l&#8217;oblio definitivo, e neanche degno, della saga.</p>
<p>Poi, ben nove anni dopo, arrivò la<strong>Telltale Games,</strong> team di ex-programmatori della LucasArts messisi in proprio. Partendo dalla grande esperienza che avevano nelle avventure grafiche, si proposero di applicare i dogmi del gaming di terza generazione all&#8217;indimenticato fascino retró del punta e clicca. Con una formula di distribuzione innovativa, la <strong>season</strong>: giochi divisi in più capitoli, giocabili singolarmente e indipendentemente l&#8217;uno dall&#8217;altro, rilasciati con cadenza all&#8217;incirca mensile.</p>
<p>E dopo gli ottimi risultati di ben due season di Sam &#8216;n&#8217; Max, ecco arrivare il progetto più atteso e temuto dagli appassionati del genere di tutto il mondo.</p>
<h4>Tales of Monkey Island</h4>
<p>Il ritorno di Guybrush Threepwood: mighty pirate, sua moglie Elaine e il terribile pirata-zombie-fantasma LeChuck è avvenuto il 7 luglio 2009, con l&#8217;uscita del primo capitolo della saga, completandosi a dicembre dello stesso anno. Cinque i capitoli della <strong>season 1</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Launch of the Screaming Narwhal</strong></li>
<li><strong>The siege of Spinner Cay</strong></li>
<li><strong>Lair of the Leviathan</strong></li>
<li><strong>The trial and execution of Guybrush Threepwood</strong></li>
<li><strong>Rise of the Pirate God</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Storia nuova, personaggi nuovi, colpi di scena e tutti gli uomini chiave della vecchia produzione (compreso, in qualità di consulente, <strong>Ron Gilbert</strong>!) riuniti in questo progetto&#8230; sarà un ritorno ai fasti del passato?</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-722" href="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/tales-of-monkey-island-guybrush-590x332.jpg"><img class="size-full wp-image-722 aligncenter" title="Hi! I'm Guybrush Threepwood, mighty pirate!" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/tales-of-monkey-island-guybrush-590x332.jpg" alt="" width="530" height="298" /></a></p>
<h4>Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!</h4>
<p>La presenza di Ron Gilbert come consulente dà subito buone vibrazioni. I ragazzi di Telltale si sono impegnati a dare nuovo smalto alla sua creatura e dopo i primi minuti di gioco del primo capitolo si arriva subito a una certezza: stiamo giocando col vero <strong>Guybrush Threepwood</strong>, con le sue spacconerie, la sua stupidità e la sua insospettabile arguzia; senza contare persino una maturazione, non solo per il ritorno al pizzetto e alla giacca blu di Monkey Island 2 (ndR: il miglior Guybrush, senza dubbio!). Andando avanti i capitoli non perdono colpi: la trama è divertente, assurda e originale, con trovate pazzesche e ottimi nuovi personaggi (<strong>Morgan </strong>e soprattutto <strong>LeSinge </strong>sono da antologia); ritorna così il piacere di ridere come dannati davanti al PC, a costo di farsi prendere per pazzi dal resto della famiglia. Tutto ciò fin dall&#8217;inizio, strutturato come il finale di un&#8217;ipotetica avventura precedente, alla fine, che lascia aperte le porte a un&#8217;attesissima <strong>season 2</strong>.</p>
<h4>Se uso il pollo con carrucola con la bomba d&#8217;amore voodoo forse riesco a&#8230;</h4>
<p>Ma il succo del discorso, per l&#8217;amante delle avventure, si snoda intorno a due assi: il sistema di controllo e la difficoltà degli enigmi. Qui le Tales ispirano il maggior dibattito. Il sistema si adatta alla grafica 3D del gioco, cerando però di accontentare i classicisti del genere. Il risultato è un <strong>ibrido</strong>: <strong>tastiera </strong>(o joypad) per spostarsi, <strong>mouse </strong>per interagire con gli elementi dell&#8217;ambiente. Una scelta che anche se può far storcere il naso al purista, si rivela tutto sommato pratica. A dare una mano sono soprattutto le inquadrature, capaci di dare prospettive funzionali delle varie location, rendendo l&#8217;esplorazione interessante e intuitiva.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-720" href="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/tales-of-monkey-island-chapter-3-screen2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-720" title="Morgan metterà in crisi il rapporto tra Guybrush e Elaine?" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/tales-of-monkey-island-chapter-3-screen2.jpg" alt="" width="530" height="301" /></a></p>
<p>Nessuna traccia invece del mitologico <strong>Scumm System</strong>, con le sue innumerevoli azioni. I due pulsanti del mouse permettono di esaminare o di agire direttamente con gli elementi del paesaggio, senza poter fare scelte precise, come &#8220;Aprire&#8221; o &#8220;Spingere&#8221;: sarà lo stesso Guybrush a compiere direttamente l&#8217;azione più indicata. Ciò rende sicuramente il tutto intuitivo, ma anche più semplice. Addio alle nottate senza rendersi conto che quel dannato cane lo devi semplicemente &#8220;Raccogliere&#8221;(cit.)! La difficoltà si presenta così come un punto debole, soprattutto per i giocatori più smaliziati, che non avranno problemi a finire i capitoli con una certa scorrevolezza, bloccandosi solo in rare situazioni più particolari. Va detto che di capitolo in capitolo la difficoltà aumenta. Nell&#8217;ultimo in particolare ci saranno moltissime cose da fare, che creano almeno un po&#8217; di quel senso di sfida che sta a pennello alle parti clou della narrazione.</p>
<p>E&#8217; ovviamente presente anche un sistema di duelli (dal terzo capitolo), stavolta in una veste particolare: saranno duelli di espressioni piratesche! Un po&#8217; troppo meccanico forse, ma le espressioni e la loro presentazione sono divertentissime, grazie anche all&#8217;ottima animazione, come vedremo tra poco. <strong>Geeezer!</strong></p>
<p>Comunque, complici le innumerevoli e gustose scene animate, la giocabilità per capitolo si assesta intorno alle <strong>5 &#8211; 6 ore</strong>. Un po&#8217; poco forse sui singoli, ma giocando in sequenza tutta la season (cosa consigliabile ora che sono disponibili su Steam i complete pack), si va intorno alle <strong>20 ore</strong>. Un quantitativo accettabile.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-724" href="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/TOMI.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-724" title="LeChuck riserverà molte sorprese..." src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/TOMI.jpeg" alt="" width="530" height="298" /></a></p>
<h4>Tutte queste direzioni in cui muovermi mi stanno facendo girare la testa&#8230;</h4>
<p>Il comparto tecnico di un&#8217;avventura grafica spesso e volentieri va in secondo piano rispetto ai risvolti più narrativi. Ciò non toglie che <strong>Tales of Monkey Island</strong> ha ricevuto critiche in questo senso dagli appassionati. Critiche giustificate? La grafica in 3D, come si è visto, è ben sviluppata sul piano cinematografico. Certo, il dettaglio delle texture sarebbe potuto essere maggiore, soprattutto considerata la potenza di calcolo dei PC attuali. Ma di contro, ogni capitolo è piuttosto &#8220;leggero&#8221;, sia in memoria occupata che in richieste hardware e può girare su sistemi anche più datati.</p>
<p>In ogni caso lo stile cartoon e un po&#8217; deformed riesce perfettamente allo scopo, permettendo un&#8217;ottima caratterizzazione di tutti i personaggi. Merito anche di un buonissimo sistema di animazione delle espressioni facciali, sempre credibili e divertenti;  soprattutto quelle dello stesso Guybrush, che non manca mai di mostrare con grande espressività i suoi stati d&#8217;animo. Sono piuttosto rari i casi di sovrapposizioni o bug grafici; solo una volta mi è capitato che Guybrush &#8220;fluttuasse&#8221; di qualche centimetro sopra il terreno (cosa ironica data la natura &#8220;fantasmagorica&#8221; del personaggio al momento). Menzione d&#8217;onore anche al comparto sonoro. I brani classici della serie si mescolano a nuovi temi sonori che accompagnano bene l&#8217;azione, mantenendo inalterata la classica atmosfera piratesca del gioco.</p>
<h4>8497 pezzi da otto</h4>
<p>In sintesi, <strong>Tales of Monkey Island</strong> è sicuramente consigliato a tutti gli appassionati della serie. Ci vorrà poco ad adattarsi al nuovo sistema di controllo e la scarsa difficoltà viene tutto sommato compensata dalle continue situazioni divertenti e dalla trama assurda e godibilissima, che spingono a voler andare a vedere subito come andrà a finire. Il tutto inoltre è piuttosto godibile per il nuovo giocatore, che, per quanto incapacitato a capire le innumerevoli citazioni dei vecchi episodi, avrà sempre di che divertirsi. Insomma, un buonissimo ritorno per la saga di Monkey Island, con una <strong>season 1 </strong>che riporta in auge alcuni dei personaggi più amati della storia videoludica. Con la consapevolezza che con la <strong>season 2</strong> si potrà far ancora di meglio.</p>
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		<title>Obsidian gira la Ruota del Tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 17:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[The Wheel of Time]]></category>
		<category><![CDATA[XBOX360]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;annuncio ufficiale di New Vegas, Obisidian si rende protagonista di un&#8217;altra notizia molto succulenta per gli appassionati di RPG! Red Eagles Games, detentrice dei diritti del brand Wheel of Time per prodotti di entertainment, ha annunciato che a sviluppare il gioco di ruolo basato sulla saga sarà la casa di sviluppo già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dall&#8217;<a title="GStN su New Vegas" href="http://godsavethenerd.com/index.php/2010/02/12/obsidian-gira-la-ruota-del-tempo/">annuncio ufficiale di <em>New Vegas</em></a>, <strong>Obisidian</strong> si rende protagonista di un&#8217;altra notizia molto succulenta per gli appassionati di RPG! <strong>Red Eagles Games</strong>, detentrice dei diritti del brand <em>Wheel of Time</em> per prodotti di entertainment, ha annunciato che a sviluppare il gioco di ruolo basato sulla saga sarà la casa di sviluppo già all&#8217;opera su <em>New Vegas</em> e <em>Alpha Protocol </em>(action rpg prodotto da SEGA e pluri-rimandato ma molto interessante!). Ricordiamo per i più &#8220;sbadati&#8221; che <em>La Ruota del Tempo</em> è una saga di romanzi fantasy scritta nel corso di quasi vent&#8217;anni da <strong>Robert Jordan</strong>, purtroppo deceduto in corso d&#8217;opera, e in via di completamento da parte di <strong>Brandon Sanderson</strong>, secondo le direttive del &#8220;maestro&#8221;. All&#8217;appello mancano gli ultimi due romanzi, tredicesimo e quattordicesimo, previsti in lingua inglese per il 2011. <strong>Red Eagles Games</strong> ha comprato i diritti ad agosto, girando prima a <strong>Universal</strong> un&#8217;opzione per quanto riguarda la versione cinematografica del primo romanzo e proprio oggi il CEO di REG, <strong>Rick Selvage</strong>, ha sciolto i dubbi riguardanti lo sviluppo del gioco.<span id="more-712"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-715" title="Wheel of Time logo" src="http://godsavethenerd.com/wp-content/uploads/2010/02/wot-logo.jpg" alt="Wheel of Time logo" width="434" height="307" /></p>
<p>Queste le dichiarazioni di <strong>Selvage</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il team di sviluppo di Obsidian ha dimostrato più volte un&#8217;innata capacità nell&#8217;unire una grande abilità nel narrare storie convincenti a un uso accurato della tecnologia per creare giochi di ruolo di grandissimo impatto. Obsidian è il team di sviluppo ideale per aiutare Red Eagle Games a trasportare i personaggi che Jordan tanto amava dalla carta ai nuovi media e creare così nuove incredibili esperienze di intrattenimento!&#8221;</p></blockquote>
<p>Alle parole del CEO, si affiancano quelle di <strong>Larry Mondragon</strong>, COO della giovane e intraprendente azienda:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sebbene Red Eagle Games sia una software house che si occupa sia di sviluppo che di produzione, siamo un&#8217;azienda giovane e ci siamo subito accorti dei benefici che avremmo avuto affiancando un team di sviluppo di talento di terze parti alle nostre cellule produttive e creative in sede. La partnership con Obsidian Entertainment è perfetta e migliorerà in maniera esponenziale la qualità, i costi e i tempi di sviluppo per la prima generazione dei nostri giochi basati su La Ruota del Tempo&#8221;</p></blockquote>
<p>Sul fronte Obisidian c&#8217;è, ovviamente, grande soddisfazione, come dimostrano le parole di <strong>Chris Avellone</strong>, direttore creativo della casa di sviluppo americana:</p>
<blockquote><p>&#8220;La Ruota del Tempo è una delle più grandi e acclamate saghe fantasy di tutti i tempi. Sviluppare videogiochi ambientati nell&#8217;universo creato da Robert Jordan dà la possibilità di raccontare storie epiche dal grande spessore narrativo e dar vita a personaggi incredibilmente complessi, dato che questi sono i punti di forza della saga&#8230; e sono anche quelli di Obisidian. E&#8217; una <em>naturale</em> sinergia.&#8221;</p></blockquote>
<p>Le mosse strategiche di <strong>REG</strong>, però, non finiscono qui: dopo Universal per il lato cinematografico, pare che ad affiancare Selvage e soci nell&#8217;impresa videoludica sia <strong>EA</strong>. Dato il lavoro di promozione fatto per <em>Mass Effect</em> e <em>Dragon Age</em> i fan della serie di Jordan sono quindi autorizzati a sognare. Per tutti gli altri, invece, c&#8217;è <em>&#8220;semplicemente&#8221;</em> un altro gioco di ruolo da seguire con tantissima attenzione. Inutile dire che verrà sviluppato per PC, PS3 e XBOX360 e non si esclude un&#8217;invasione del mercato portable in un secondo momento. Per ora non si hanno ancora informazioni riguardanti data di uscita né si hanno immagini o concept art, ma questo non fa altro che aumentare il pre-hype! <img src='http://godsavethenerd.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel frattempo, però, per chi non lo sapesse o si volesse dedicare a un po&#8217; di sano retrogaming, <a title="Wheel of Time Game" href="http://www.mobygames.com/game/wheel-of-time">c&#8217;è sempre il &#8220;vecchio&#8221; gioco ambientato nell&#8217;universo di Jordan</a>, intitolato, guarda un po&#8217;, <strong>The Wheel of Time</strong> disponibile su PC. Il gioco fu sviluppato, nel 1999, da Legend e pubblicato da GT Interactive ed era un più che discreto fantasy FPS con elementi RPG e strategici; basato sul motore di Unreal e dall&#8217;aspetto gradevole passò un po&#8217; inosservato, forse a causa di una non certo memorabile promozione.</p>
<h4>Link utili:</h4>
<ul>
<li><a title="Sito di Red Eagle Games" href="http://www.readeaglegames.net">Sito di Red Eagle Games</a></li>
<li><a title="Sito di Obsidian" href="http://obsidianentertainment.com/">Sito di Obsidian</a></li>
<li><a title="La Ruota del Tempo @ wikipedia.it" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Ruota_del_Tempo">La Ruota del Tempo, su Wiki</a></li>
<li><a title="Wheel of Time Encyclopedia" href="http://www.encyclopaedia-wot.org/">Wheel of Time Encyclopedia</a></li>
</ul>
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