<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>GommeBlog.it &#8211; Pneumatici, Cerchi e Tecnica Auto</title>
	<atom:link href="https://www.gommeblog.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gommeblog.it</link>
	<description>Pneumatici e cerchi in lega: test, recensioni, guide e news auto</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 May 2026 08:58:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2016/01/cropped-192-1-65x65.png</url>
	<title>GommeBlog.it &#8211; Pneumatici, Cerchi e Tecnica Auto</title>
	<link>https://www.gommeblog.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Hankook Ventus evo Z: gomme super sport strada-pista</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/pneumatici/pneumatici-auto/98368/hankook-ventus-evo-z/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=hankook-ventus-evo-z</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pneumatici Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Hankook]]></category>
		<category><![CDATA[Pneumatici UHP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98368</guid>

					<description><![CDATA[Hankook Ventus evo Z torna nel Super Sport: battistrada asimmetrico, cintura aramidica, mescola racing e 25 misure per strada e pista.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.gommeblog.it/news/hankook/">Hankook</a> Ventus evo Z</strong> è il nuovo <strong>pneumatico estivo Super Sport</strong> con cui Hankook rientra nel segmento delle coperture stradali ad alte prestazioni pensate anche per l’uso in pista. Non è un semi-slick puro, ma un prodotto intermedio: più utilizzabile su strada rispetto a una gomma estrema da track-day, ma sviluppato per offrire stabilità, rigidità del battistrada e precisione di guida superiori a quelle di un estivo sportivo convenzionale.</p>
<p>Il codice prodotto è Z001. La gamma annunciata comprende 25 misure da 18 a 21 pollici, con larghezze da 225 a 355 mm e rapporti d’aspetto da 25 a 45. La destinazione tecnica è chiara: sportive stradali, auto da tuning evoluto, vetture da track-day e modelli ad alte prestazioni come Porsche 911, BMW M, Audi RS e Mercedes-AMG.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-98369 size-full" title="Hankook Ventus evo Z" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1.jpg" alt="Hankook Ventus evo Z" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché è importante: il punto d’incontro tra UHP e semi-slick</b></span></h2>
<p>Il <strong>Ventus evo Z</strong> nasce per coprire una zona tecnica molto precisa: quella tra un pneumatico UHP/UUHP stradale e una gomma semi-slick più specialistica. È un equilibrio difficile, perché le esigenze sono quasi opposte. Su strada servono omologazione, drenaggio dell’acqua, prevedibilità, durata e comportamento accettabile anche fuori dalla finestra termica ideale. In pista, invece, contano rigidità dei tasselli, impronta a terra stabile, resistenza al surriscaldamento, precisione dello sterzo e capacità di mantenere il grip giro dopo giro.</p>
<p>Hankook dichiara per il <strong>pneumatico Super Sport</strong> un battistrada e una durata superiori rispetto a un semi-slick, ma anche caratteristiche vicine a quelle richieste nella guida in circuito. È proprio qui che il prodotto diventa interessante: non promette di sostituire una gomma racing pura, ma di offrire un set utilizzabile per arrivare in pista su strada, girare con un livello elevato di prestazione e rientrare senza passare da carrello, cambio gomme o coperture dedicate.</p>
<p>Questo tipo di pneumatico è sempre più centrale per le sportive moderne. Le auto ad alte prestazioni hanno potenze elevate, masse spesso importanti, impianti frenanti molto efficaci e assetti capaci di generare carichi laterali considerevoli. In queste condizioni, la gomma diventa il vero elemento di trasferimento tra telaio e asfalto: se la carcassa si deforma troppo, se il battistrada si muove o se la mescola degrada rapidamente, anche la migliore architettura sospensiva perde precisione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98370" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2.jpg" alt="Hankook Ventus evo Z 2" width="800" height="450" title="Hankook Ventus evo Z: gomme super sport strada-pista 1" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Battistrada asimmetrico: più appoggio dove serve davvero</b></span></h3>
<p>Il <strong>Ventus evo Z</strong> utilizza un disegno asimmetrico in-out, con zone interne ed esterne differenziate. L’obiettivo è dare stabilità in appoggio, progressività nei trasferimenti di carico e capacità di scaricare a terra la potenza alle alte velocità. Le scanalature hanno profondità e larghezze diverse, mentre il lato esterno lavora con una geometria della scanalatura ottimizzata per la curva.</p>
<p>Dal punto di vista dinamico, questa scelta serve a ridurre la deformazione dei blocchi quando la gomma lavora sotto carico laterale. In curva, soprattutto su auto pesanti e potenti, la spalla esterna è la zona più sollecitata: deve sopportare la compressione verticale, il carico laterale e le variazioni rapide di impronta. Una spalla troppo morbida rende lo sterzo meno diretto, peggiora la lettura del limite e aumenta il rischio di surriscaldamento localizzato.</p>
<p>Le closed cut lateral groove, cioè scanalature trasversali chiuse o non completamente collegate ai canali principali, sono pensate proprio per aumentare la superficie di contatto e irrigidire i tasselli in appoggio. La presenza di tie-bar, piccoli elementi di collegamento tra i blocchi, aiuta a limitare il movimento relativo dei tasselli. In pratica, il <strong>battistrada asimmetrico</strong> non è progettato solo per fare disegno, ma per controllare in modo meccanico la deformazione della gomma quando lo pneumatico viene portato vicino al limite.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98371 size-full" title="Hankook Ventus evo Z" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3.jpg" alt="Hankook Ventus evo Z" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Cintura aramidica: stabilità dimensionale sotto carico</b></span></h3>
<p>Il secondo elemento chiave è la cintura rinforzata con fibre aramidiche. Hankook la descrive come una soluzione pensata per aumentare la rigidità del battistrada e mantenere la stabilità della forma sotto sollecitazioni elevate. La funzione è cruciale: a velocità elevate il pneumatico non lavora come un corpo rigido, ma subisce deformazioni centrifughe, flessioni laterali, variazioni termiche e compressioni ripetute.</p>
<p>Una <strong>cintura aramidica</strong> più stabile aiuta a mantenere più costante l’impronta a terra, riducendo la differenza tra ciò che il pilota chiede allo sterzo e ciò che la gomma riesce effettivamente a trasmettere al suolo. Su una sportiva con assetto rigido, carreggiate larghe e pneumatici ribassati, questa stabilità si traduce in tre effetti concreti: risposta più netta all’inserimento, maggiore precisione nella fase di percorrenza e migliore resistenza alla deformazione quando il pneumatico entra in temperatura.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Mescola con liquid resin: il grip deve resistere alla temperatura</b></span></h3>
<p>Il terzo pilastro tecnico riguarda la mescola. Hankook dichiara l’impiego di liquid resin e di una resina solida ad alto punto di rammollimento, con ispirazione racing. In termini pratici, le resine servono a modulare il comportamento viscoelastico della gomma: quanto rapidamente genera aderenza, come reagisce al calore, quanto mantiene grip quando viene sollecitata e quanto resiste al decadimento prestazionale.</p>
<p>Per una <a href="https://www.gommeblog.it/news/pneumatici-uhp/">gomma <strong>strada-pista</strong></a>, il punto più delicato non è solo il picco di aderenza, ma la capacità di non collassare termicamente dopo pochi giri o dopo ripetute frenate violente. La resina ad alta temperatura ha quindi un ruolo logico: mantenere più stabile il comportamento della mescola quando il battistrada si scalda. La resina liquida, invece, può contribuire alla rapidità con cui la gomma costruisce grip e alla coerenza dell’aderenza su fondi diversi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98372 size-full" title="Hankook Ventus evo Z" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4.jpg" alt="Hankook Ventus evo Z" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Misure, indici e compatibilità: una gamma da sportive vere</b></span></h2>
<p>La gamma annunciata copre 25 misure da 18 a 21 pollici, con larghezze da 225 a 355 mm e spalle da 25 a 45. È un ventaglio coerente con vetture ad alte prestazioni, soprattutto con configurazioni differenziate tra anteriore e posteriore. Le larghezze più elevate sono pensate per assali posteriori molto caricati, tipici di coupé sportive, supersportive e berline ad alte prestazioni con potenze importanti.</p>
<p>Quasi tutte le misure sono contrassegnate con indice di velocità (Y), quindi omologate per velocità superiori a 300 km/h; le restanti hanno marcatura Y, fino a 300 km/h. È un dato coerente con il target del prodotto: non basta sopportare la velocità massima, serve mantenere forma, stabilità e integrità sotto carico prolungato.</p>
<p>Un aspetto spesso trascurato è il rapporto tra misura, peso e masse non sospese. Le misure più larghe e ribassate migliorano l’impronta e la precisione, ma possono aumentare inerzia rotazionale, sensibilità alle sconnessioni e carico sulle sospensioni. La scelta della misura non è quindi solo estetica o prestazionale: influisce su sterzo, comfort, frenata, assorbimento e risposta dell’assetto.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Il contesto: dalla MINI John Cooper Works GP alla HWA EVO</b></span></h2>
<p>Il <strong>Ventus evo Z</strong> non nasce in un vuoto tecnico. Hankook aveva già sviluppato il Ventus TD per la MINI John Cooper Works GP, una gomma track-day omologata per uso stradale pensata per portare l’auto dal parcheggio al circuito senza cambio pneumatici.</p>
<p>Il nuovo <strong>Hankook Ventus evo Z</strong> viene invece collegato alla HWA EVO, reinterpretazione moderna della Mercedes-Benz 190 E 2.5-16 Evo II. Questo non rende automaticamente il Ventus evo Z una gomma da motorsport, ma ne chiarisce il posizionamento: un prodotto che vuole trasferire logiche di sviluppo pista su un pneumatico omologato per la strada.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Ventus evo Z contro semi-slick: cosa cambia davvero</b></span></h2>
<p>La differenza principale rispetto a un semi-slick puro è l’utilizzabilità. Una gomma semi-slick tende a privilegiare la massima impronta a terra sull’asciutto, spesso con scolpitura ridotta, finestra termica più specifica e minore versatilità su bagnato o in uso quotidiano. Il <strong>Ventus evo Z</strong>, almeno sulla carta, cerca un compromesso più ampio: più battistrada, maggiore durata dichiarata rispetto a un semi-slick e prestazioni ancora adatte alla pista.</p>
<p>Rispetto a un UHP stradale tradizionale, invece, l’accento si sposta verso rigidità, consistenza e grip laterale. La presenza di spalla esterna rinforzata, cintura aramidica e mescola ad alta temperatura suggerisce che la priorità non sia la massima silenziosità o il minor consumo energetico, ma la capacità di mantenere controllo quando il pneumatico viene caricato con decisione. Questo lo rende più adatto a chi usa realmente la vettura in modo sportivo, non solo a chi cerca un’estetica aggressiva su cerchi grandi.</p>
<p>La conseguenza pratica è chiara: su strada il <strong>pneumatico estivo sportivo</strong> dovrebbe offrire più precisione e sostegno rispetto a una gomma turistica o sportiva meno estrema, ma richiederà attenzione a temperatura, pressione, geometrie assetto e usura. In pista, invece, il suo valore si misurerà soprattutto nella costanza: non il singolo picco di aderenza, ma la capacità di mantenere la prestazione dopo ripetuti cicli di carico, frenata e accelerazione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98373 size-full" title="Hankook Ventus evo Z" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5.jpg" alt="Hankook Ventus evo Z" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/Hankook-Ventus-evo-Z-5-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>Hankook Ventus evo Z</strong> è un pneumatico Super Sport estivo pensato per chi vuole usare la stessa gomma su strada e in circuito senza passare a un semi-slick puro. La sua identità tecnica ruota attorno a tre elementi: battistrada asimmetrico con spalla esterna irrigidita, cintura aramidica per stabilizzare l’impronta e mescola con resine sviluppate per resistere meglio alle alte temperature.</p>
<p>È un prodotto che punta meno al comfort assoluto e più alla precisione dinamica, alla stabilità alle alte velocità e alla coerenza del grip sotto stress. La vera prova arriverà dai test indipendenti: frenata sul bagnato, rumorosità reale, resistenza al degrado in pista, comportamento dopo più cicli termici e usura su strada saranno i parametri decisivi. Ma sul piano tecnico il messaggio è già chiaro: Hankook non sta semplicemente aggiungendo una gomma sportiva alla gamma, sta tornando in un segmento dove la differenza la fanno struttura, temperatura e controllo dell’impronta a terra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bridgestone partner esclusivo per gli pneumatici della supercar Maserati MCPURA</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/mercato-e-professionisti/mercato-pneumatici/98359/bridgestone-maserati-mcpura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bridgestone-maserati-mcpura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato Pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[Bridgestone]]></category>
		<category><![CDATA[Maserati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98359</guid>

					<description><![CDATA[Bridgestone Potenza Sport sviluppati su misura per la Maserati MCPURA. Specifica MGT (Maserati Genuine Tyres), con battistrada, mescola e carcassa calibrati per questa supercar]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="https://www.gommeblog.it/news/maserati/">Maserati</a> MCPURA</b> arriva sul mercato con una fornitura esclusiva firmata <b>Bridgestone</b>, ma il punto tecnico non è soltanto la partnership commerciale. Su una supersportiva che eredita l’architettura della MC20, con V6 Nettuno 3.0 biturbo da 630 CV, monoscocca in fibra di carbonio e peso contenuto sotto i 1.500 kg, il pneumatico diventa una parte attiva del comportamento dinamico.</p>
<p>Non è un accessorio di primo equipaggiamento: è uno degli elementi che decidono quanta prestazione reale, quanta precisione e quanta fiducia al volante la vettura riesca a trasferire sull’asfalto.</p>
<p>Il dato ufficiale parla di <b>Bridgestone Potenza Sport</b> sviluppati su misura per la <b>Maserati MCPURA</b>. La lettura tecnica è ancora più interessante: ciò che conta davvero è la specifica MGT, cioè Maserati Genuine Tyres, con battistrada, mescola e carcassa calibrati per questa applicazione. Quando un costruttore lavora su una gomma omologata ad hoc, in realtà sta affinando sterzo, appoggio in inserimento, gestione dei trasferimenti di carico, trazione in uscita e stabilità alle alte velocità.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98363" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1.jpg" alt="maserati bridgestone 1" width="800" height="450" title="Bridgestone partner esclusivo per gli pneumatici della supercar Maserati MCPURA 2" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /> &nbsp;</p>
<p>La scelta di un partner esclusivo conta perché fissa una parte decisiva del carattere dinamico della <b>Maserati MCPURA</b> attorno a una sola omologazione di riferimento. Bridgestone parla di battistrada asimmetrico avanzato, layout ottimizzato per gestire i trasferimenti di carico, mescola dedicata e carcassa su misura, con l’obiettivo di migliorare precisione di sterzo, stabilità in curva, distribuzione dell’impronta a terra e stabilità termica. Su una vettura capace di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 2,9 secondi e superare i 320 km/h, questi sono i parametri che distinguono una supercar veloce da una supercar davvero coerente e leggibile.</p>
<p>Il valore aggiunto non è soltanto il grip assoluto. In una supersportiva di questo livello, la differenza la fa la capacità del pneumatico di restare costante quando aumentano temperatura, carico laterale e richieste di coppia. È qui che una specifica dedicata può fare la differenza fra una vettura impressionante nei numeri e una vettura realmente sfruttabile con continuità.</p>
<p>Le misure ufficiali della fornitura dedicata sono 245/35 ZR20 95Y all’anteriore e 305/30 ZR20 103Y al posteriore, con marcatura MGT sul fianco.</p>
<p>Questo significa che la <b>Maserati MCPURA</b> non utilizza una semplice gomma presa dal catalogo replacement, ma una specifica sviluppata espressamente per il progetto. In questi casi la taratura OE lavora su rigidezza del fianco, progressività al limite, bilanciamento termico e compatibilità con assetto, sterzo e controlli veicolo.</p>
<p>Il confronto con la MC20 è particolarmente interessante perché le misure nominali restano allineate a quelle della vettura da cui la MCPURA deriva. La differenza, quindi, non sembra stare nell’aumento di sezione o diametro, ma nella qualità della messa a punto della specifica. Non cambia la taglia della gomma: cambia il modo in cui quella gomma lavora con il telaio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98364" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2.jpg" alt="maserati bridgestone 2" width="800" height="450" title="Bridgestone partner esclusivo per gli pneumatici della supercar Maserati MCPURA 3" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><a href="https://www.gommeblog.it/news/bridgestone/"><strong>Bridgestone</strong></a> non diffonde dati puntuali su rigidezze, masse o formulazione della mescola di questa specifica MGT, ma le informazioni ufficiali bastano per capire la direzione del lavoro. Se il focus è su distribuzione dell’impronta a terra, gestione del load transfer e stabilità termica, significa che il progetto è stato sviluppato per migliorare sostegno in appoggio, precisione di risposta e capacità di scaricare potenza senza rendere la vettura nervosa o troppo specialistica.</p>
<p>Per la <b>Maserati MCPURA</b>, Bridgestone dichiara di aver utilizzato la propria Virtual Tyre Development insieme a strumenti di simulazione predittiva, accelerando l’ottimizzazione del progetto già nelle fasi iniziali. È un dato importante perché spiega come oggi lo sviluppo pneumatici non sia più soltanto una sequenza di prototipi e test fisici, ma un lavoro integrato fra simulazione, validazione congiunta e affinamento finale in pista.</p>
<p><b>Maserati MCPURA</b> è l’evoluzione della MC20 più che una sua rottura. Maserati ha concentrato gli interventi su design, materiali e finiture, mantenendo il V6 Nettuno da 630 CV come cuore tecnico del progetto. In questo scenario, il pneumatico diventa uno dei campi principali in cui rifinire il carattere dinamico della vettura senza alterarne l’impostazione di base.</p>
<p>La collaborazione con <b>Bridgestone</b> si inserisce inoltre in una relazione industriale già consolidata, che aveva coinvolto in precedenza MC20, Grecale e Grecale Folgore. Questo rafforza l’idea di una co-ingegnerizzazione progressiva, in cui il pneumatico viene trattato come componente strutturale della personalità dinamica del veicolo.</p>
<p>La scelta della famiglia <b>Bridgestone Potenza Sport</b>, e non di una soluzione più estrema e più vicina a un semi-slick puro, suggerisce un obiettivo chiaro: mantenere la <b>Maserati MCPURA</b> rapidissima e precisa, ma anche progressiva, stabile e sfruttabile in un ampio spettro di condizioni. È la logica di una supersportiva stradale matura, che deve funzionare molto bene sempre, non soltanto nel giro perfetto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98365" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3.jpg" alt="maserati bridgestone 3" width="800" height="450" title="Bridgestone partner esclusivo per gli pneumatici della supercar Maserati MCPURA 4" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/05/maserati-bridgestone-3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il vero significato tecnico di questa fornitura esclusiva è che la <b>Maserati MCPURA</b> non monta semplicemente pneumatici premium, ma adotta una specifica costruita per dialogare con il suo telaio, il suo sterzo e il suo bilanciamento. Le misure restano quelle di un’impostazione già efficace; ciò che cambia è il livello di finezza con cui carcassa, battistrada e mescola vengono fatti lavorare insieme. In una supercar da 630 CV, è proprio qui che si misura la differenza fra prestazione dichiarata e prestazione realmente utilizzabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Goodyear Vector All Season 4: pneumatici 4 stagioni premium 2026</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/pneumatici/pneumatici-auto/98352/goodyear-vector-all-season-4/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=goodyear-vector-all-season-4</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pneumatici Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Pneumatici Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[All Season]]></category>
		<category><![CDATA[Goodyear]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98352</guid>

					<description><![CDATA[Goodyear Vector All Season 4: nuovo pneumatico all season con WeatherReady, 3PMSF e misure fino a 23 pollici per SUV, EV e premium.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="https://www.gommeblog.it/news/goodyear/">Goodyear</a> Vector All Season 4</b> è il nuovo pneumatico all season premium progettato per rispondere a una trasformazione precisa del mercato: auto più pesanti, più potenti, più elettrificate e con cerchi sempre più grandi. Non è quindi soltanto l’evoluzione di una gamma quattro stagioni già affermata, ma un prodotto che porta il concetto di <b>pneumatico all season</b> dentro un territorio più esigente, fatto di SUV premium, grandi berline, crossover elettrici e misure fino a 23 pollici.</p>
<p>Il debutto arriva alla vigilia del 50° anniversario del Goodyear Tiempo, indicato dal costruttore come il primo pneumatico all season al mondo, lanciato nel 1977. Il nuovo Goodyear <b>Vector All Season 4</b> sarà introdotto da maggio 2026, con una gamma che entro il 2026 comprenderà 96 SKU da 16 a 23 pollici; il 66% dell’offerta sarà concentrato nelle misure da 19 pollici in su, un dato che chiarisce subito il posizionamento del prodotto.</p>
<p>La novità tecnica principale è la piattaforma <b>WeatherReady</b>, che combina Dry Contact Plus, 3D Blade Sipe System e una nuova mescola sviluppata per migliorare equilibrio prestazionale, usura e resistenza al rotolamento. Il risultato dichiarato da Goodyear è un pneumatico capace di lavorare su asciutto, bagnato e neve leggera, con certificazione <b>3PMSF</b> e un’impostazione adatta anche ai veicoli elettrici.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98353 size-full" title="Goodyear Vector All Season 4" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1.jpg" alt="Goodyear Vector All Season 4" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Goodyear Vector All Season 4: perché cambia il ruolo dei pneumatici all season</b></span></h2>
<p><strong>Goodyear</strong> <b>Vector <a href="https://www.gommeblog.it/news/all-season/">All Season</a> 4</b> è importante perché interpreta il pneumatico quattro stagioni non più come soluzione di compromesso per vetture compatte o utilitarie, ma come prodotto tecnico destinato a veicoli di fascia superiore. È un cambio di prospettiva significativo: l’all season moderno non deve più limitarsi a evitare il doppio cambio gomme, ma deve gestire carichi elevati, coppia immediata, silenziosità di marcia e aspettative dinamiche molto più alte rispetto al passato.</p>
<p>Questo è particolarmente evidente sulle auto elettriche e sui SUV premium. Un EV scarica a terra la coppia in modo rapido e lineare, spesso con masse superiori a quelle di un modello termico equivalente. Un SUV di grandi dimensioni, invece, impone al pneumatico carichi verticali importanti e richiede stabilità laterale, comfort e precisione anche con spalle ribassate. In questo contesto, il battistrada non può essere pensato solo per “andare bene tutto l’anno”: deve mantenere coerenza di risposta in condizioni molto diverse, riducendo al minimo il conflitto tra grip su bagnato, trazione su neve leggera, durata e comportamento sull’asciutto.</p>
<p>La crescita del segmento conferma questa direzione. Il mercato europeo del ricambio consumer ha chiuso il 2025 con volumi in calo, ma il segmento all season è rimasto uno dei punti di maggiore interesse, mentre gli pneumatici estivi continuano a subire la pressione della domanda di soluzioni quattro stagioni. Il <b>Goodyear Vector All Season 4</b> nasce quindi dentro una tendenza strutturale: sempre più automobilisti cercano un pneumatico unico, ma non sono più disposti ad accettare una perdita netta in termini di sicurezza, comfort o precisione.</p>
<p>La certificazione <b>3PMSF</b> aggiunge un elemento tecnico essenziale. Il simbolo alpino identifica pneumatici approvati per condizioni di neve severa attraverso test specifici su neve compatta; non equivale a dire che un all season sostituisca sempre un invernale specialistico, ma garantisce un livello regolamentato di prestazione su neve. Per un prodotto destinato all’uso annuale, questa certificazione è decisiva sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello della conformità normativa nei Paesi o nei periodi in cui sono richiesti pneumatici invernali o equivalenti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98355 size-full" title="Goodyear Vector All Season 4" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3.jpg" alt="Goodyear Vector All Season 4" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Tecnologia WeatherReady: come lavora il nuovo battistrada quattro stagioni</b></span></h2>
<p>La tecnologia <b>WeatherReady</b> è il cuore tecnico del nuovo <b>Goodyear Vector All Season 4</b>. Non va letta come una singola soluzione, ma come un insieme di interventi su impronta, tasselli, lamelle e mescola. In un pneumatico all season, infatti, il problema principale non è ottenere una prestazione elevata in una sola condizione, ma mantenere un equilibrio accettabile e prevedibile quando cambiano temperatura, fondo stradale e stile di guida.</p>
<p>Goodyear dichiara che WeatherReady combina tre tecnologie: Dry Contact Plus, 3D Blade Sipe System e una nuova formula di mescola. L’obiettivo è migliorare il comportamento su asciutto e bagnato, mantenendo al tempo stesso trazione e sicurezza su neve leggera. La logica tecnica è chiara: ridurre la distanza tra un pneumatico estivo, stabile e preciso, e un pneumatico invernale, più lamellato e più efficace su fondi freddi.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Dry Contact Plus: più impronta e stabilità sull’asciutto</b></span></h3>
<p>Dry Contact Plus lavora sulla qualità dell’impronta a terra, soprattutto nelle fasi di frenata e nei transitori laterali. Su un pneumatico quattro stagioni, il battistrada deve contenere intagli e lamelle sufficienti per generare grip su acqua e neve, ma questa architettura può rendere i tasselli più mobili quando la vettura frena forte o entra in curva sull’asciutto.</p>
<p>La funzione di Dry Contact Plus è proprio ridurre questa debolezza tipica degli all season. Un tassello più stabile mantiene una superficie di contatto più regolare, migliora la precisione dello sterzo e riduce la sensazione di ritardo tra input al volante e risposta del veicolo. È un aspetto particolarmente importante su auto con cerchi grandi e spalle ribassate, dove il conducente si aspetta un comportamento più diretto e meno filtrato.</p>
<p>In termini pratici, il vantaggio non si misura solo nella frenata pura, ma nella qualità della guida quotidiana: inserimento più coerente, maggiore stabilità nei cambi di corsia, minore deformazione del battistrada sotto carico e usura potenzialmente più uniforme. È qui che un <b>all season premium</b> deve fare la differenza rispetto a un prodotto più turistico o meno evoluto.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>3D Blade Sipe System: lamelle più efficaci su neve e bagnato</b></span></h3>
<p>Il 3D Blade Sipe System interviene sul tema più delicato di un pneumatico quattro stagioni: la lamellatura. Le lamelle servono a creare spigoli mordenti su neve, freddo e fondi a bassa aderenza. Il loro effetto collaterale, però, è la riduzione della rigidità del tassello. Più un battistrada è lamellato, più tende a muoversi sotto carico, soprattutto su asciutto e in frenata.</p>
<p>La soluzione tridimensionale punta a far lavorare le lamelle in modo più intelligente. Quando il pneumatico incontra neve o fondo freddo, la lamella deve aprirsi e generare presa. Quando invece il pneumatico è sollecitato su asciutto o bagnato, la struttura del tassello deve limitare le deformazioni e mantenere stabilità. È una logica di doppia funzione, ormai centrale nei migliori <b>pneumatici all season</b> moderni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98354 size-full" title="Goodyear Vector All Season 4" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2.jpg" alt="Goodyear Vector All Season 4" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Goodyear-Vector-All-Season-4-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Questo aspetto incide direttamente sulla sicurezza percepita. Un quattro stagioni poco rigido può sembrare impreciso nelle manovre rapide; uno troppo rigido può perdere efficacia su neve e freddo. La sfida del Vector All Season 4 è posizionarsi in mezzo: garantire trazione e grip invernale leggero senza sacrificare la precisione che ci si aspetta da un pneumatico destinato anche a vetture potenti.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Nuova mescola: efficienza, usura e autonomia per EV</b></span></h3>
<p>La nuova mescola è il terzo elemento della tecnologia WeatherReady. Goodyear parla di miglioramento dell’usura del battistrada e della resistenza al rotolamento, due parametri sempre più importanti per il mercato attuale. Su un’auto elettrica, la resistenza al rotolamento incide sull’autonomia; su una vettura termica o ibrida, contribuisce ai consumi. In entrambi i casi, però, non può essere ridotta a scapito dell’aderenza sul bagnato.</p>
<p>Qui il punto tecnico è l’equilibrio tra isteresi della gomma, grip e dissipazione energetica. Una mescola troppo orientata all’efficienza può risultare meno incisiva su fondi freddi o bagnati; una mescola molto morbida e aderente può consumarsi più rapidamente e aumentare il dispendio energetico. Il <b>Vector All Season 4</b> cerca di tenere insieme questi obiettivi attraverso una formulazione dedicata, anche se Goodyear non ha diffuso dettagli chimici specifici su polimeri, silice o additivi.</p>
<p>Per gli EV, il tema è ancora più sensibile. Il peso superiore e la coppia istantanea possono accentuare l’usura, soprattutto sull’asse motore. Un pneumatico all season destinato a questi veicoli deve quindi essere robusto, silenzioso, efficiente e capace di mantenere un consumo regolare nel tempo. La nuova mescola del Vector All Season 4 va letta esattamente in questa direzione: non come dettaglio secondario, ma come uno dei punti chiave per rendere credibile un quattro stagioni su veicoli premium ed elettrificati.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Misure fino a 23 pollici: l’all season entra nel mondo SUV premium</b></span></h2>
<p>L’estensione della gamma fino a 23 pollici è forse il dato più interessante del nuovo <b>Goodyear Vector All Season 4</b>. Entro il 2026, Goodyear prevede 96 SKU da 16 a 23 pollici, con due terzi della gamma da 19 pollici in su. Questo significa che il prodotto non nasce soltanto per coprire le misure più diffuse del mercato generalista, ma per entrare in un’area tradizionalmente dominata da pneumatici estivi UHP, invernali specifici o soluzioni dedicate a SUV e vetture ad alte prestazioni.</p>
<p>Goodyear cita modelli come Range Rover, Range Rover Sport, Porsche Panamera, Porsche Macan, Audi A6 e-tron, Audi Q7 e Audi SQ7. Sono veicoli molto diversi per architettura e destinazione d’uso, ma accomunati da masse elevate, prestazioni importanti e ruote di grande diametro. Su questi modelli, il pneumatico non è un componente isolato: dialoga con sospensioni, sterzo, freni, controllo di trazione, sistemi torque vectoring e logiche di recupero energetico.</p>
<p>Con cerchi da 19, 20, 21, 22 e 23 pollici, la spalla si abbassa e il pneumatico deve compensare con una carcassa più precisa, una costruzione più stabile e una rumorosità controllata. Una spalla ribassata può migliorare la prontezza dello sterzo, ma riduce la capacità naturale di filtrare buche, giunti e asperità. Per questo un all season destinato ai grandi diametri deve essere progettato con più attenzione rispetto a un prodotto per misure compatte.</p>
<p>Il fianco inciso al laser, previsto per le misure da 19 pollici in su, non modifica la dinamica di guida, ma segnala il posizionamento premium del prodotto. In un mercato in cui cerchi grandi e pneumatici a spalla bassa sono parte dell’identità visiva del veicolo, anche il design laterale diventa un elemento di coerenza estetica. Non è tecnica pura, ma è parte del modo in cui un pneumatico viene percepito su auto di fascia alta.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Test TÜV SÜD e AutoBild: cosa dicono le prime prove indipendenti</b></span></h2>
<p>Goodyear dichiara che <strong>Goodyear</strong> <b>Vector All Season 4</b> è già stato valutato in test indipendenti. Nel test TÜV SÜD commissionato da Goodyear, il pneumatico è stato confrontato con la media di quattro concorrenti del segmento all season: Bridgestone Turanza All Season 6, Continental AllSeasonContact 2, Michelin CrossClimate 2 e Pirelli Cinturato All Season SF 3. La prova è stata svolta nella misura 205/55 R16 94V XL, con VW Golf VIII 1.5 TSI e Skoda Superb 1.5 TSI, tra novembre e dicembre 2024, in diversi siti europei.</p>
<p>Il dato va letto con attenzione. La misura 205/55 R16 è molto rappresentativa per il mercato europeo e consente un confronto tecnico utile, ma non coincide con le misure da 19 a 23 pollici su cui Goodyear punta molto per il posizionamento premium. È quindi corretto dire che <strong>Goodyear</strong> <b>Vector All Season 4</b> mostra una base prestazionale bilanciata nel test indicato, ma sarà altrettanto importante verificare come la stessa architettura si comporterà sulle dimensioni maggiori, dove cambiano altezza di spalla, indice di carico, massa del veicolo e risposta dinamica.</p>
<p>Goodyear segnala anche una valutazione “<strong><em>Esemplare</em></strong>” assegnata da AutoBild in un confronto tra cinque pneumatici all season nella misura 225/40 R18. Questa misura è più vicina a un impiego dinamico e sportivo rispetto alla 205/55 R16, perché abbina spalla più bassa e sezione più larga. Anche in questo caso, però, il messaggio più interessante non è la prestazione estrema in una singola disciplina, ma l’equilibrio complessivo: un all season premium deve essere convincente su molte superfici, non dominare soltanto un parametro.</p>
<p>Il contesto precedente rafforza la credibilità della famiglia Vector. Nel 2025, il Goodyear Vector 4Seasons Gen-3 ha ottenuto il giudizio “Good” e il primo posto condiviso nel test ADAC sui pneumatici all season 225/45 R17; secondo Goodyear, già nel 2024 era stato il primo all season a ricevere il giudizio “Good” da ADAC. Il <strong>Goodyear</strong> <b>Vector All Season 4</b> nasce quindi come evoluzione di una linea già solida nei confronti comparativi, ma con un target più ampio e più alto.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>All season, estivo o invernale: dove si colloca davvero il Vector All Season 4</b></span></h2>
<p><b>Goodyear Vector All Season 4</b> va collocato correttamente: è un pneumatico unico per tutto l’anno, non un estivo sportivo e non un invernale specialistico. La sua funzione è offrire una risposta sicura e coerente in condizioni variabili, soprattutto nelle aree in cui l’inverno è moderato e l’alternanza tra asciutto freddo, pioggia e neve leggera è più frequente della neve profonda.</p>
<p>Rispetto a un estivo puro, un all season deve accettare una maggiore complessità del battistrada. Lamelle, intagli e mescole più versatili aiutano quando la temperatura scende o quando il fondo è scivoloso, ma possono penalizzare la rigidità assoluta sull’asciutto caldo. Rispetto a un invernale puro, invece, un all season deve mantenere migliore stabilità e usura più equilibrata nei mesi miti, evitando quella sensazione di battistrada eccessivamente morbido che può emergere con gomme invernali usate fuori dal loro intervallo ideale.</p>
<p><strong>Goodyear</strong> <b>Vector All Season 4</b> si inserisce proprio in questa zona intermedia, ma con un’impostazione più premium rispetto alla classica gomma quattro stagioni da utilitaria. La presenza di misure fino a 23 pollici, la certificazione 3PMSF e l’attenzione a usura e resistenza al rotolamento indicano una direzione precisa: rendere l’all season più credibile su vetture che richiedono comfort elevato, precisione e capacità di sostenere massa e coppia.</p>
<p>Per chi vive in pianura, percorre strade urbane ed extraurbane e affronta inverni non estremi, un all season di questo tipo può rappresentare una soluzione razionale. Per chi guida spesso in montagna, su neve abbondante o con temperature rigide per lunghi periodi, il pneumatico invernale dedicato resta tecnicamente superiore. Il valore del Vector All Season 4 non è sostituire ogni specialista, ma ridurre il divario tra pneumatici stagionali e quattro stagioni in un uso reale sempre più diversificato.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Sintesi tecnica: perché il nuovo Goodyear conta per il mercato</b></span></h2>
<p><b>Goodyear Vector All Season 4</b> conta perché porta il pneumatico all season in una fase più matura. Non si limita ad aggiornare il battistrada, ma amplia la categoria verso SUV premium, auto elettriche, grandi berline e cerchi fino a 23 pollici. È qui che il prodotto assume valore tecnico: deve sostenere più peso, più coppia, più silenziosità richiesta e più aspettative dinamiche rispetto al passato.</p>
<p>La tecnologia <b>WeatherReady</b> prova a risolvere il nodo principale dei quattro stagioni moderni: combinare stabilità sull’asciutto, sicurezza sul bagnato, trazione su neve leggera, usura regolare ed efficienza energetica. Dry Contact Plus, 3D Blade Sipe System e nuova mescola lavorano su tre aree decisive: impronta, rigidità dei tasselli e comportamento del compound.</p>
<p>I primi riferimenti TÜV SÜD, AutoBild e il contesto positivo della precedente generazione Vector 4Seasons Gen-3 indicano una base tecnica solida. Il vero banco di prova sarà però sulle misure grandi, dove un all season deve dimostrare di saper dialogare con massa, coppia, assetto e comfort di veicoli premium ed elettrificati. Se confermerà su strada questo equilibrio, il <b>Goodyear Vector All Season 4</b> potrà diventare uno dei prodotti più rilevanti nella trasformazione del pneumatico quattro stagioni da scelta pratica a soluzione tecnica premium.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/news-auto/98327/alfa-romeo-pack-performance/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-pack-performance</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 13:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo Stelvio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98327</guid>

					<description><![CDATA[Il nuovo Pack Performance porta su Giulia e Stelvio sospensioni elettroniche SDC, CDC, interni sportivi e audio Harman Kardon da 900 W.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Alfa Romeo Pack Performance</b> arriva su Giulia e Stelvio come un pacchetto disponibile in Italia dal 29 aprile 2026 che non si limita ad aggiungere dettagli estetici, ma interviene soprattutto sulla qualità percepita e sulla dinamica di guida. Il cuore tecnico è il sistema di sospensioni elettroniche <b>Synaptic Dynamic Control</b>, coordinato dallo <b>Chassis Domain Control</b>, a cui si affiancano interni più sportivi, finiture in carbonio e impianto audio Harman Kardon da 900 W.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98342" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6.jpg" alt="Alfa Romeo Pack Performance 6" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo 5" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-6-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/news-auto/98327/alfa-romeo-pack-performance/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-pack-performance">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché il Pack Performance Alfa Romeo è importante</b></span></h2>
<p>Il <b>Pack Performance Alfa Romeo</b> arriva su due modelli centrali nell’identità tecnica del marchio: Giulia, berlina sportiva a trazione posteriore o integrale a seconda delle versioni, e Stelvio, SUV costruito attorno allo stesso linguaggio dinamico. La rilevanza non sta tanto nell’aumento di potenza, perché Alfa Romeo non comunica variazioni di motore, prestazioni o massa, quanto nel lavoro sul telaio: ammortizzatori adattivi, gestione elettronica integrata e differenziale autobloccante diventano gli elementi chiamati a rendere più coerente il comportamento della vettura.</p>
<p>È una scelta significativa perché, su un’auto stradale ad alte prestazioni, la qualità dell’assetto non dipende solo dalla rigidità. Conta la capacità di tenere sotto controllo rollio, beccheggio, trasferimenti di carico e vibrazioni senza rendere la vettura inutilmente secca nell’uso quotidiano.</p>
<p>In questo senso il <b>Synaptic Dynamic Control</b> non va letto come un semplice optional comfort, ma come un sistema che lavora sul contatto tra pneumatico e asfalto: più lo smorzamento è coerente con fondo, velocità e stile di guida, più la ruota riesce a mantenere carico verticale utile, precisione direzionale e trazione.</p>
<p>Il comunicato Alfa Romeo non fornisce dettagli su prezzi, misure ruota, pneumatici, motorizzazioni abbinate o tarature specifiche per versione. Questo è un limite informativo da evidenziare: il valore tecnico del <b>Pack Performance</b> è chiaro nella filosofia, ma la valutazione completa richiederebbe anche dati su masse non sospese, dimensioni cerchi, pneumatici di primo equipaggiamento e differenze di taratura tra Giulia e Stelvio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98343" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10.jpg" alt="Alfa Romeo Pack Performance 10" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo 6" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-10-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Come funzionano le sospensioni Synaptic Dynamic Control</b></span></h2>
<p>Il <b>Synaptic Dynamic Control</b> è il contenuto più interessante del pacchetto. Alfa Romeo lo descrive come un sistema di sospensioni a controllo elettronico capace di regolare in tempo reale la risposta degli ammortizzatori attraverso valvole elettroidrauliche. In pratica, il sistema modifica il flusso dell’olio all’interno dell’ammortizzatore e quindi la forza di smorzamento, adattandola alle sollecitazioni rilevate dai sensori di bordo, alle condizioni della strada e allo stile di guida.</p>
<p>La logica è fondamentale: un ammortizzatore troppo morbido lascia muovere eccessivamente la scocca, peggiorando precisione e risposta nei cambi di direzione; uno troppo rigido può ridurre comfort e capacità della ruota di copiare l’asfalto, soprattutto su fondi irregolari.</p>
<p>La sospensione elettronica serve proprio a ridurre questo compromesso, irrigidendo quando serve controllo e aprendo la taratura quando la priorità diventa assorbire le asperità.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Alfa DNA: come cambia la risposta di Giulia e Stelvio</b></span></h3>
<p>Il sistema dialoga con il selettore <b>Alfa DNA</b>. In modalità Dynamic, la taratura privilegia una risposta più pronta e precisa, con la possibilità di ridurre la rigidità tramite il pulsante dedicato; nelle modalità Natural e Advanced Efficiency, invece, la logica diventa più orientata a comfort e fluidità. Questa differenziazione è importante perché permette alla stessa vettura di assumere due caratteri: più composta e diretta nella guida brillante, più filtrata nei trasferimenti.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Chassis Domain Control: il cervello dinamico del Pack Performance</b></span></h3>
<p>A coordinare il quadro interviene lo <b>Chassis Domain Control</b>, la centralina che sovrintende i principali sistemi dinamici del veicolo.</p>
<p>Secondo Alfa Romeo, il CDC elabora i dati provenienti dai sensori di accelerazione e rotazione e armonizza il funzionamento di sospensioni adattive, stabilità, impianto frenante e altri dispositivi legati alla dinamica del telaio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98341" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1.jpg" alt="Alfa Romeo Pack Performance 1" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo 7" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Questo punto è decisivo: nelle vetture moderne la dinamica non è più determinata da singoli componenti isolati, ma dal modo in cui sterzo, freni, differenziale, controllo di stabilità e ammortizzatori condividono informazioni.</p>
<blockquote><p>Il vantaggio di un supervisore come il <b>Chassis Domain Control</b> è rendere più omogenea la risposta della vettura. L’obiettivo non è soltanto “andare più forte”, ma rendere la vettura più prevedibile quando il guidatore frena, inserisce, carica il pneumatico esterno e riapre il gas.</p></blockquote>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Cosa include il Pack Performance su Alfa Romeo Giulia e Stelvio</b></span></h2>
<p>Il <b>Pack Performance</b> aggiunge sedili in pelle nera con cuciture rosse, inserti in carbonio e dettagli rossi su plancia, pannelli porta e bracciolo. I sedili in pelle nera con cuciture rosse sono indicati come disponibili anche senza il <b>Pack Performance</b>, dettaglio importante perché distingue il contenuto realmente esclusivo del pacchetto da quello eventualmente ordinabile separatamente.</p>
<p>Sul fronte infotainment e comfort acustico, il sistema <b>Harman Kardon</b> utilizza un amplificatore Class-D a 12 canali da 900 W e tecnologia Logic 7 Surround. La configurazione comprende un subwoofer, quattro woofer da 160 mm, cinque midrange da 80 mm e quattro tweeter da 25 mm; il subwoofer è da 224 mm su Stelvio e da 180&#215;270 mm su Giulia.</p>
<p>Dal punto di vista editoriale, però, l’audio premium resta un elemento di esperienza a bordo, non il cuore prestazionale del Pack. Il contenuto che cambia davvero la relazione con la strada è l’insieme formato da sospensioni elettroniche, <b>Chassis Domain Control</b>, differenziale autobloccante e selettore <b>Alfa DNA</b>. È qui che il pacchetto si distingue da una semplice personalizzazione estetica.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98344" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9.jpg" alt="Alfa Romeo Pack Performance 9" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo 8" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-9-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Giulia e Stelvio con Pack Performance: evoluzione tecnica, non solo estetica</b></span></h2>
<p>Il <b>Pack Performance Alfa Romeo</b> si inserisce in una fase matura del ciclo di vita di Giulia e Stelvio. In questo contesto, un pacchetto focalizzato su assetto e gestione elettronica ha una funzione precisa: mantenere alta la centralità tecnica di due modelli che hanno costruito buona parte della loro reputazione su sterzo, bilanciamento e comportamento dinamico.</p>
<p>Rispetto a un allestimento puramente estetico, il <b>Pack Performance</b> ha una struttura più coerente con il DNA Alfa Romeo. Non promette cavalli aggiuntivi, non modifica la scheda tecnica del motore e non viene presentato come una versione radicale. Piuttosto, lavora sulla qualità del controllo: la vettura deve muoversi meno quando serve precisione, assorbire meglio quando serve comfort e restare leggibile nelle transizioni.</p>
<p>Questo è particolarmente rilevante su due architetture diverse per baricentro e utilizzo. Su Giulia, il vantaggio atteso riguarda soprattutto inserimento, appoggio e risposta nei trasferimenti di carico laterali. Su Stelvio, il controllo elettronico dello smorzamento può avere un peso ancora più evidente perché un SUV deve gestire masse e altezza da terra più impegnative, con maggiore attenzione a rollio e beccheggio. Alfa Romeo non comunica tarature differenziate o dati comparativi, quindi questa resta una lettura tecnica del principio di funzionamento, non un dato misurato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98346" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-11.jpg" alt="Alfa Romeo Pack Performance 11" width="800" height="424" title="Alfa Romeo Pack Performance per Giulia e Stelvio: sospensioni elettroniche SDC e non solo 9" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-11.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-11-300x159.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-11-97x51.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Pack-Performance-11-768x407.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Sintesi tecnica: cosa cambia davvero con il Pack Performance Alfa Romeo</b></span></h2>
<p>Il nuovo <b>Alfa Romeo Pack Performance</b> per Giulia e Stelvio conta perché sposta l’attenzione dal semplice look sportivo alla gestione dinamica del telaio. Interni in pelle nera, cuciture rosse, carbonio e audio Harman Kardon costruiscono l’ambiente; <b>Synaptic Dynamic Control</b> e <b>Chassis Domain Control</b> definiscono invece il contenuto tecnico più rilevante.</p>
<p>La vera promessa del pacchetto è rendere Giulia e Stelvio più adattive, più precise e più coerenti, senza trasformarle in versioni estreme. In termini tecnici, il valore sta nella capacità di controllare meglio i movimenti della scocca e di mantenere più stabile il rapporto tra ruota, pneumatico e asfalto. Per un’Alfa Romeo, è esattamente il punto in cui un pacchetto “performance” deve dimostrare di avere senso.</p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/news-auto/98327/alfa-romeo-pack-performance/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-pack-performance">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cooper Summer: nuova gamma estiva per auto e SUV</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/pneumatici/pneumatici-auto/98322/cooper-summer/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cooper-summer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pneumatici Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Cooper Tire]]></category>
		<category><![CDATA[Gomme Auto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98322</guid>

					<description><![CDATA[Cooper Summer debutta in EMEA con 162 misure da 14 a 21 pollici: focus su efficienza, frenata sul bagnato, durata ed EV.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cooper Summer</strong> è la nuova gamma di pneumatici estivi Cooper Tires per autovetture e SUV destinata al mercato EMEA. Non è un singolo modello di nicchia, ma un portafoglio completo pensato per coprire i segmenti High Performance, Ultra High Performance e SUV, con 162 SKU, cerchi da 14 a 21 pollici, larghezze da 165 a 285 mm, rapporti di spalla da 30 a 70 e codici di velocità H, V, W e Y. Secondo i dati ufficiali, la copertura arriva all’81% degli allestimenti più richiesti in Europa e l’intera gamma viene indicata come adatta anche ai veicoli elettrici.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98323" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg" alt="1" width="800" height="450" title="Cooper Summer: nuova gamma estiva per auto e SUV 10" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché Cooper Summer è importante</b></span></h2>
<p>Il lancio conta perché <strong>Cooper</strong> non si limita ad aggiornare un disegno battistrada, ma riorganizza la propria offerta estiva europea attorno a tre parametri oggi decisivi: efficienza energetica, frenata sul bagnato e durata del battistrada. Sono tre aree tecnicamente collegate ma spesso in conflitto tra loro: ridurre la resistenza al rotolamento può penalizzare grip e frenata, aumentare la rigidità può migliorare precisione e usura ma peggiorare comfort, mentre una mescola molto aderente può consumarsi più rapidamente.</p>
<p>La sfida di un <strong>pneumatico estivo</strong> moderno non è primeggiare in un singolo parametro, ma mantenere un equilibrio credibile nel ciclo d’uso reale: tangenziale, autostrada, pioggia improvvisa, SUV più pesanti, compatte elettriche con coppia immediata e percorrenze elevate. In questo senso Cooper Summer si posiziona come pneumatico razionale, non estremo: un prodotto pensato per l’utente che cerca prestazioni coerenti e prevedibili più che un’impronta sportiva esasperata.</p>
<p>Il contesto industriale è altrettanto rilevante. Cooper fa parte di Goodyear dal 2021, quando The Goodyear Tire &amp; Rubber Company ha completato l’acquisizione di Cooper Tire &amp; Rubber Company, integrando portafogli complementari e rafforzando l’offerta su più fasce di mercato. Il debutto della gamma Summer arriva inoltre insieme alla nuova identità globale Cooper, avviata nel marzo 2026 con aggiornamenti a logo, palette, linguaggio visivo e touchpoint digitali e retail.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>La tecnica: carcassa, impronta e battistrada asimmetrico</b></span></h2>
<p>La base tecnica dichiarata da Cooper parte dalla carcassa. Il comunicato parla di una struttura leggera e ottimizzata, realizzata con materiali avanzati per contribuire alla riduzione della resistenza al rotolamento senza compromettere la stabilità alle alte velocità. Questo punto è centrale: la carcassa non serve solo a “reggere” il pneumatico, ma determina quanto la gomma si deforma sotto carico, quanto calore genera e quanto rapidamente restituisce energia durante la rotazione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98324" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg" alt="2" width="800" height="450" title="Cooper Summer: nuova gamma estiva per auto e SUV 11" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Su un’auto termica, una minore resistenza al rotolamento può contribuire a ridurre consumi ed emissioni. Su un veicolo elettrico, lo stesso principio si traduce in una migliore efficienza energetica e potenzialmente in più autonomia, soprattutto a velocità costante. La rolling resistance è legata alla quantità di energia necessaria per muovere il veicolo e dipende da deformazione della gomma, mescole, pressione di gonfiaggio, carico, condizioni stradali e temperatura.</p>
<p>Il battistrada è asimmetrico, una scelta ormai diffusa nei pneumatici estivi stradali perché consente di differenziare il lavoro tra lato interno ed esterno. Le spalle esterne allargate puntano a sostenere la stabilità in frenata e in appoggio laterale, mentre le scanalature distribuite nel disegno hanno il compito di evacuare l’acqua e ridurre il rischio di aquaplaning nelle piogge estive improvvise.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Frenata sul bagnato e sicurezza reale</b></span></h3>
<p>La frenata sul bagnato è probabilmente il parametro più importante per un <strong>pneumatico estivo per auto e SUV</strong> destinato all’uso quotidiano. Non riguarda solo la distanza di arresto in una prova strumentale, ma la capacità della gomma di mantenere un’impronta stabile quando lo strato d’acqua riduce l’attrito tra mescola e asfalto.</p>
<p>Cooper dichiara un lavoro combinato su disegno asimmetrico, blocchi di spalla e distribuzione delle scanalature. Tecnicamente, l’obiettivo è duplice: mantenere più gomma possibile a contatto con la strada e allo stesso tempo creare canali efficaci per drenare l’acqua. Quando questi due aspetti non sono bilanciati, il pneumatico può diventare sicuro in rettilineo ma meno preciso in curva, oppure efficace sull’asciutto ma fragile su asfalto molto bagnato.</p>
<p>La pagina prodotto italiana Cooper conferma il posizionamento del Summer come pneumatico per autovetture e SUV, compatibile con veicoli elettrici, con design asimmetrico pensato per aderenza, comfort e riduzione del rumore stradale.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Usura uniforme e costanza prestazionale</b></span></h3>
<p>L’altro punto forte dichiarato è la durata del battistrada. Cooper cita nervature più rigide, impronta bilanciata e distribuzione uniforme della pressione per contenere l’usura irregolare. Questo aspetto è particolarmente importante su SUV e veicoli elettrici, dove massa superiore, baricentro più alto o coppia immediata possono stressare maggiormente spalle e blocchi del battistrada.</p>
<p>Un’usura regolare non significa soltanto più chilometri. Significa anche mantenere più a lungo caratteristiche prevedibili di frenata, comfort acustico e precisione dello sterzo. Un pneumatico che si consuma male può diventare rumoroso, meno stabile in frenata e meno progressivo in curva anche prima di raggiungere il limite legale del battistrada.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Confronto e contesto: dove si colloca nella gamma</b></span></h2>
<p><strong>Cooper Summer</strong> si inserisce in una fascia dove la parola chiave non è “massima prestazione assoluta”, ma equilibrio. Il portafoglio copre misure da utilitaria, compatta, crossover e SUV, arrivando fino a diametri da 21 pollici e codici di velocità Y. Questo significa che il prodotto deve funzionare su veicoli molto diversi: dalla city car con pneumatici relativamente stretti fino al SUV con battistrada largo e spalla ribassata.</p>
<p>Un elemento interessante arriva dalla pagina ufficiale Goodyear EMEA in inglese, che cita un test indipendente Auto Motor und Sport 2026 nella misura 195/55 R16: Cooper Summer si è classificato settimo con giudizio “Good”, con apprezzamenti per comportamento sicuro e affidabile su bagnato e asciutto, protezione dall’aquaplaning e comfort di rotolamento. È un dato utile, ma va letto correttamente: riguarda una singola misura, un singolo test e un preciso campo di concorrenti. Non autorizza a trasferire automaticamente il risultato a tutte le 162 referenze della gamma.</p>
<p>Proprio qui sta il punto editoriale: Cooper Summer non nasce per sostituire un pneumatico sportivo premium da track day, ma per offrire una copertura ampia, tecnicamente coerente e sostenibile per il mercato replacement. La sua credibilità dipenderà dalla capacità di mantenere lo stesso equilibrio tra misure molto differenti, perché una gomma da 195/55 R16 e una da 285 mm con spalla ribassata lavorano con carichi, flessioni, temperature e aspettative dinamiche molto diverse.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Sintesi tecnica finale</b></span></h2>
<p><strong>Cooper Summer</strong> è una gamma estiva costruita attorno a un concetto molto concreto: ridurre gli sprechi energetici, mantenere sicurezza sul bagnato e garantire un’usura regolare nel tempo. La novità non è solo nella quantità di misure disponibili, ma nel tentativo di rendere Cooper più competitivo in Europa con un prodotto trasversale per auto, SUV e veicoli elettrici.</p>
<p>La parte più interessante è l’approccio di sistema: carcassa, distribuzione della gomma, impronta a terra, spalle esterne e scanalature non vengono presentate come elementi isolati, ma come componenti di uno stesso equilibrio. In un mercato dove l’etichetta europea racconta solo una parte della prestazione, la vera prova sarà la costanza su strada: frenare bene sotto la pioggia, consumarsi in modo uniforme, restare silenzioso e non far pagare l’efficienza con una perdita eccessiva di controllo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alfa Romeo Driving Academy: corsi a Varano</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/corsi-di-guida-auto/98304/alfa-romeo-driving-academy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-driving-academy</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi di Guida Auto - Sicura Sportiva]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi Guida Sicura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98304</guid>

					<description><![CDATA[Alfa Romeo Driving Academy Scuderia de Adamich a Varano: quattro programmi, tutta la gamma e un focus reale su guida, tecnica e controllo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alfa Romeo Driving Academy: Alfa Romeo rilancia la propria <b>Driving Academy</b> insieme alla <b>Scuderia de Adamich</b> e, al di là del valore celebrativo della partnership nata nel 1991, la notizia conta soprattutto per un motivo tecnico: il marchio torna a costruire attorno alle proprie vetture un’esperienza di guida strutturata, non limitata all’evento emozionale ma centrata su controllo del mezzo, lettura del grip e comprensione del comportamento dinamico.</p>
<p>Il programma si svolgerà all’<b>Autodromo di Varano de’ Melegari</b> e sarà articolato in quattro livelli — <b><a href="https://www.gommeblog.it/news/corsi-guida-sicura/">Guida Sicura</a>, Evoluta, Sportiva e Avanzata</b> — con il coinvolgimento dell’intera gamma Alfa Romeo, dalla Junior a Giulia e Stelvio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98305" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1.jpg" alt="Alfa Romeo Driving Academy . 1" width="800" height="602" title="Alfa Romeo Driving Academy: corsi a Varano 12" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1-300x226.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1-591x445.jpg 591w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1-86x65.jpg 86w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-1-768x578.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/corsi-di-guida-auto/98304/alfa-romeo-driving-academy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-driving-academy">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
<p>Alfa Romeo prova a rimettere al centro un tema spesso evocato ma raramente spiegato bene: una vettura a forte vocazione dinamica non si valorizza davvero soltanto con i dati di potenza, ma quando il guidatore impara a sentire trasferimenti di carico, intervento degli pneumatici, equilibrio del telaio e progressività dei controlli elettronici.</p>
<p>Da questo punto di vista la Driving Academy ha senso soprattutto se letta come estensione coerente del DNA Alfa Romeo, cioè come luogo in cui la sportività viene tradotta in tecnica di guida e non soltanto in immagine.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Alfa Romeo Driving Academy: perché è importante un corso di guida</b></span></h2>
<p>La nuova <b>Alfa Romeo Driving Academy</b> non è importante solo perché riattiva una collaborazione storica. Conta perché restituisce concretezza a una promessa tipica del marchio: il piacere di guida. In un mercato in cui molte experience automobilistiche si fermano al test drive guidato o al track event dimostrativo, un’accademia articolata su più livelli può avere un valore reale se costruisce competenze.</p>
<p>Parliamo di frenata d’emergenza, gestione delle reazioni in condizioni critiche, lettura dell’aderenza, inserimento in curva, uso corretto dello sterzo e comprensione di come cambiano le risposte del veicolo in funzione di massa, trazione e powertrain.</p>
<p>Per Alfa Romeo è anche una mossa di posizionamento, perché consente di raccontare la dinamica della propria gamma su un terreno molto più credibile della sola comunicazione istituzionale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98306" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9.jpg" alt="Alfa Romeo Driving Academy . 9" width="800" height="548" title="Alfa Romeo Driving Academy: corsi a Varano 13" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9-300x206.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9-650x445.jpg 650w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9-95x65.jpg 95w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9-768x526.jpg 768w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-9-130x90.jpg 130w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Varano de’ Melegari e Scuderia de Adamich: il valore tecnico del contesto</b></span></h2>
<p>La scelta dell’<b>Autodromo di Varano de’ Melegari</b> non è solo geografica o simbolica. Varano è un tracciato tecnico, con frenate, cambi di direzione e punti utili a lavorare su inserimento, percorrenza, trasferimenti di carico e gestione delle reazioni del veicolo. Per un programma di formazione è una sede sensata, perché consente di costruire esercizi progressivi senza disperdere il lavoro in una pista troppo specialistica.</p>
<p>La presenza della <b>Scuderia de Adamich</b> aggiunge credibilità grazie a un patrimonio didattico consolidato nella guida sicura e sportiva. La differenza fra un corso davvero utile e una giornata di intrattenimento si gioca infatti sulla qualità dell’istruzione, sulla progressione degli esercizi e sulla capacità di spiegare al partecipante non solo cosa fare, ma perché farlo.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>I quattro corsi di guida Alfa Romeo: sicurezza, tecnica e guida sportiva</b></span></h2>
<p>La struttura a quattro livelli è uno degli aspetti meglio costruiti del progetto. <b>Guida Sicura</b> è la base di tutto e deve servire a lavorare su posizione di guida, frenata, evitamento ostacolo, controllo delle reazioni e gestione delle situazioni critiche. <b>Guida Evoluta</b> rappresenta il passaggio successivo, con maggiore enfasi su traiettorie, equilibrio del telaio e utilizzo del grip disponibile.</p>
<p>Con <b>Guida Sportiva</b> si entra nel territorio più tipicamente <a href="https://www.gommeblog.it/news/alfa-romeo/"><strong>Alfa Romeo</strong></a>, dove la velocità nasce da precisione, timing e corretta gestione del trasferimento di carico. <b>Guida Avanzata</b>, infine, è il modulo che promette di avvicinare il partecipante a una guida più raffinata, lavorando su sensibilità dello sterzo, uso del freno, ripetibilità del gesto e lettura del comportamento degli pneumatici.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98309" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7.jpg" alt="Alfa Romeo Driving Academy . 7" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Driving Academy: corsi a Varano 14" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-7-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Tutta la gamma Alfa Romeo in pista: cosa cambia tra Junior, Tonale, Giulia e Stelvio</b></span></h2>
<p>La disponibilità dell’intera gamma del Biscione è una buona occasione per far percepire come cambia il comportamento dinamico di un’auto in funzione di segmento, massa e powertrain. La <b>Junior</b> può valorizzare agilità e prontezza nei cambi di direzione, la <b>Tonale</b> permette di lavorare sul compromesso fra comfort e dinamica, la <b>Giulia</b> resta la vettura più adatta a raccontare il piacere di guida Alfa Romeo in senso classico, mentre la <b>Stelvio</b> mostra come anche un D-SUV possa risultare preciso e comunicativo.</p>
<p><b>100% elettrico, turbo benzina, turbo diesel e ibrido</b>. È un dettaglio molto importante nella didattica della guida, perché cambia il modo in cui la vettura costruisce coppia, trasferisce il carico e reagisce nelle transizioni.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Motor Valley, experience e posizionamento Alfa Romeo</b></span></h2>
<p>Il progetto viene esplicitamente collegato alla <b>Motor Valley</b> e a <b>BOTTEGAFUORISERIE</b>, inserendolo in una strategia più ampia di esperienze premium costruite attorno al marchio. È una lettura strategicamente corretta: oggi i costruttori premium non vendono solo prodotto, ma anche cultura di marca ed esperienze ad alto contenuto simbolico.</p>
<p>Il vero discrimine, però, sarà la sostanza. Il legame con la Motor Valley funziona davvero solo se si traduce in contenuto tecnico, formazione di qualità e un’esperienza capace di spiegare perché un’Alfa Romeo si guida in un certo modo e non in un altro.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché Alfa Romeo Driving Academy può essere più di un evento</b></span></h2>
<p>L’<b>Alfa Romeo Driving Academy</b> conta davvero se riuscirà a trasformare il piacere di guida da slogan a competenza. Il valore tecnico di un progetto simile non sta nel far sentire il partecipante “pilota per un giorno”, ma nel renderlo più consapevole su frenata, traiettorie, aderenza, gestione del carico e uso corretto dei controlli dell’auto.</p>
<p>Se il progetto saprà conservare questa profondità tecnica, allora la Driving Academy potrà diventare non solo una nuova esperienza di brand, ma uno degli strumenti più intelligenti con cui Alfa Romeo racconta sé stessa nel 2026.</p>
<p>Link: <a href="https://www.guidasicura.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.guidasicura.it/</a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98308" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4.jpg" alt="Alfa Romeo Driving Academy . 4" width="800" height="533" title="Alfa Romeo Driving Academy: corsi a Varano 15" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Alfa-Romeo-Driving-Academy-.-4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/corsi-di-guida-auto/98304/alfa-romeo-driving-academy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alfa-romeo-driving-academy">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pirelli P Zero Trofeo RS: per Tyre Reviews è la gomma semi-slick da battere</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/test-pneumatici-auto/98298/pirelli-p-zero-trofeo-rs-tyre-reviews/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pirelli-p-zero-trofeo-rs-tyre-reviews</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Pneumatici Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Pirelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pirelli P ZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98298</guid>

					<description><![CDATA[Pirelli P Zero Trofeo RS vince il test Tyre Reviews 2026: più veloce sull’asciutto, costante in pista e ora anche nel mercato ricambio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dato che conta davvero non è soltanto la vittoria in una comparativa. La notizia tecnica è che il <b>Pirelli P Zero Trofeo RS</b> si sta consolidando come uno dei riferimenti assoluti tra i semi-slick stradali, cioè in quella fascia di pneumatici pensati per dare il massimo in circuito senza rinunciare all’omologazione per uso su strada. Secondo il test 2026 di <b>Tyre Reviews</b>, il Trofeo RS ha chiuso al primo posto fra quattro track tyre road-legal, distinguendosi soprattutto per prestazioni sull’asciutto, frenata e costanza di rendimento giro dopo giro.</p>
<p>Questo risultato si inserisce in un contesto più ampio. <a href="https://www.gommeblog.it/news/pirelli/">Pirelli</a> sottolinea che il <b>P Zero Trofeo RS</b> rappresenta il vertice della propria offerta stradale più orientata alla pista e che, dopo essere nato come prodotto da primo equipaggiamento per vetture ad alte prestazioni, nel 2026 è stato esteso anche al mercato del ricambio. È un passaggio importante, perché porta fuori dalla sola logica OEM un pneumatico sviluppato per supercar e modelli prestige, rendendolo accessibile anche a clienti che vogliono trasferire su altre applicazioni un livello di grip, precisione e resistenza termica da prodotto specialistico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98299" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1.jpg" alt="Pirelli 1" width="800" height="450" title="Pirelli P Zero Trofeo RS: per Tyre Reviews è la gomma semi-slick da battere 16" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Pirelli-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Pirelli P Zero Trofeo RS: perché ha vinto il test Tyre Reviews</b></span></h2>
<p>La vittoria nel <a href="https://www.gommeblog.it/test-pneumatici-auto/">test pneumatici</a> <b>Tyre Reviews</b> non va letta come semplice operazione d’immagine. In un confronto fra pneumatici così specialistici, emergere significa eccellere dove davvero si costruisce la prestazione: ingresso curva, supporto laterale, precisione dell’avantreno, trazione in uscita e capacità di mantenere la finestra ottimale anche quando il carico termico cresce. Nel test pubblicato da Jonathan Benson, il <b>P Zero Trofeo RS</b> è stato il più forte nella frenata sull’asciutto e soprattutto il più veloce e costante in pista.</p>
<p>La frase relativa alla necessità di ricalibrare i punti di frenata racconta una caratteristica dinamica concreta. Quando un pneumatico consente di spostare in avanti il punto di frenata e contemporaneamente mantiene stabilità nella fase di rilascio e inserimento, significa che carcassa, mescola e impronta a terra stanno lavorando in modo efficace.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Semi-slick Pirelli: grip, frenata e costanza di rendimento</b></span></h2>
<p>La parola chiave del comunicato è <b>costanza</b>. Nei track day reali, la prestazione assoluta del primo giro conta meno della capacità del pneumatico di mantenere comportamento coerente quando aumenta lo stress termico. Il pneumatico davvero riuscito è quello che non cambia carattere in modo brusco e che continua a fornire supporto all’avantreno e motricità al retrotreno anche dopo diversi giri tirati.</p>
<p>È un aspetto tecnico decisivo. Un semi-slick con grande grip iniziale ma scarso controllo termico può impressionare all’inizio e poi perdere precisione o progressività. Al contrario, una gomma che resta coerente consente al pilota di costruire il ritmo e di fidarsi dell’auto. È qui che si misura la qualità vera di una copertura UHP da pista omologata per la strada.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>P Zero Trofeo RS e mercato ricambio: cosa cambia davvero</b></span></h2>
<p>Uno dei passaggi più interessanti riguarda il posizionamento commerciale e tecnico del prodotto. <strong><a href="https://www.gommeblog.it/news/pirelli-p-zero/">Pirelli </a></strong><b><a href="https://www.gommeblog.it/news/pirelli-p-zero/">P Zero</a> Trofeo RS</b> era nato come pneumatico destinato in primo luogo ai fitment dedicati di auto ad altissime prestazioni; oggi Pirelli lo porta anche nel <b>mercato replacement</b>, rendendolo disponibile come scelta aftermarket per clienti che cercano una gomma specialistica da asciutto con omologazione stradale.</p>
<p>Questo cambio di scenario conta molto. Quando un pneumatico resta confinato al primo equipaggiamento, la sua identità è spesso legata alla taratura specifica del costruttore auto. Quando entra nel ricambio, deve invece confrontarsi direttamente con la concorrenza in termini di reputazione tecnica, utilizzo reale e rapporto fra prestazione e gestibilità.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Auto Bild Sportscars conferma: il Trofeo RS convince anche in Europa</b></span></h2>
<p>Il comunicato richiama anche la comparativa di <b>Auto Bild Sportscars</b>, che secondo Pirelli ha premiato il Trofeo RS con il primo posto e con il giudizio di “Esemplare”. I riepiloghi online disponibili confermano una sostanza coerente: sul circuito handling di Nardò il <b>Pirelli P Zero Trofeo RS</b> è stato indicato come il semi-slick più veloce, distinguendosi per precisione d’inserimento e limite ampio e prevedibile.</p>
<p>Anche qui emerge una lettura chiara: il Trofeo RS sembra convincere non solo per grip assoluto, ma per il modo in cui costruisce fiducia e precisione. Per una gomma così specialistica, la prevedibilità del limite è quasi importante quanto il tempo sul giro.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Pirelli P Zero Trofeo RS: dove eccelle e dove va contestualizzato</b></span></h2>
<p>Il punto forte del <b>P Zero Trofeo RS</b> è chiarissimo: asciutto, pista, frenata, precisione e stabilità di rendimento. È lì che il pneumatico costruisce il suo vantaggio competitivo. Per un pubblico di track-day driver, supercar owner e utenti che frequentano spesso il circuito, è esattamente il profilo giusto.</p>
<p>Va però evitato un equivoco. Quando Pirelli lo definisce “il pneumatico più veloce al mondo”, la formula deriva da uno specifico confronto tra quattro prodotti track-focused road-legal in una precisa misura e su una precisa vettura test. Non è una verità assoluta valida in ogni contesto, ma un risultato molto forte dentro uno scenario tecnico ben definito.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché questo semi-slick Pirelli conta davvero</b></span></h2>
<p>Il <b>Pirelli P Zero Trofeo RS</b> è importante perché fotografa bene la direzione del mercato enthusiast e premium ad alte prestazioni. Oggi non basta più avere un semi-slick estremo per immagine; serve un pneumatico capace di tradurre il know-how motorsport in un prodotto realmente utilizzabile, ripetibile e leggibile da chi gira in pista con auto stradali molto evolute.</p>
<p>In sintesi, il Trofeo RS non è un pneumatico universale, ma un semi-slick molto focalizzato e per questo molto convincente. Sull’asciutto sembra offrire ciò che conta di più a chi guida forte: frenata, precisione, trazione e costanza. E il fatto che ora sia disponibile anche nel mercato del ricambio amplia molto la sua rilevanza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/supercar/98287/porsche-911-gt3-rs-michelin-pilot-sport-s-5/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=porsche-911-gt3-rs-michelin-pilot-sport-s-5</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Supercar]]></category>
		<category><![CDATA[Pneumatici Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin Pilot]]></category>
		<category><![CDATA[Porsche]]></category>
		<category><![CDATA[Porsche 911]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98287</guid>

					<description><![CDATA[La nuova Michelin Pilot Sport S 5 per Porsche 911 GT3 RS è una gomma stradale per pista sul bagnato: più grip, più controllo e stagione track-day più lunga]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La novità vera non è soltanto che <strong>Porsche</strong> e <a href="https://www.gommeblog.it/news/michelin/"><strong>Michelin</strong></a> abbiano sviluppato un nuovo pneumatico per la <strong>911 GT3 RS</strong>.</p>
<p>Il punto tecnico più interessante è che <b>Michelin Pilot Sport S 5 N0</b> inaugura di fatto una nicchia molto precisa: quella della gomma <b>road-legal</b> pensata per l’uso in pista su fondo bagnato e con temperature basse, cioè proprio nelle condizioni in cui molti track day diventano poco sfruttabili con pneumatici ultra-high-performance tradizionali.</p>
<p>Porsche la presenta come soluzione specifica per estendere la stagione in circuito di primavera e autunno, mentre Michelin ha lavorato su battistrada, mescola e struttura per aumentare evacuazione dell’acqua, rapidità di warm-up e prevedibilità al limite.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98288 size-full" title="Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4.jpg" alt="Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato" width="800" height="450" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il risultato, almeno nei dati ufficiali comunicati da Porsche, è tutt’altro che marginale: sul tracciato bagnato “3bis” del centro di sviluppo Michelin di Ladoux, lungo 2,8 km, i collaudatori hanno girato con la 911 GT3 RS per oltre 10 secondi più velocemente rispetto alla Michelin Pilot Sport Cup 2 N0 montata in precedenza.</p>
<p>Un vantaggio enorme, che va letto non solo come incremento di performance, ma come indicatore di un salto netto in termini di finestra d’utilizzo.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Michelin Pilot Sport S 5 N0: cosa cambia per la Porsche 911 GT3 RS</b></span></h2>
<p>Per <b>Porsche 911 GT3 RS</b> il pneumatico non è un componente accessorio, ma una parte integrante della taratura dinamica.</p>
<p>Porsche lo ribadisce da anni con la logica dell’omologazione specifica “N”, riservata alle coperture sviluppate su misura per i propri modelli.</p>
<p>Michelin <a href="https://www.gommeblog.it/news/michelin-pilot/"><b>Pilot Sport S 5 N0</b></a> si inserisce quindi in una famiglia già molto specializzata, ma con un compito diverso rispetto alla <b>Pilot Sport Cup 2 R</b>: non cercare il tempo assoluto in condizioni ideali, bensì offrire aderenza, stabilità e leggibilità quando la pista è fredda o bagnata.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/QmnHvRtNJ2A?si=gUxpXLngtme0hkic&enablejsapi=1" width="800" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><strong>È questo il suo vero valore tecnico</strong>. Su una vettura estrema come la 911 GT3 RS, usare una gomma fuori finestra termica significa perdere rapidamente fiducia, supporto laterale e coerenza nella risposta.</p>
<p>Michelin Pilot Sport S 5 nasce invece per lavorare proprio dove le coperture UHP sviluppate per il caldo iniziano a non essere più ottimali: tra 5 e 15 gradi Celsius.</p>
<h2><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98291" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11.jpg" alt="Porsche and Michelin 11" width="800" height="450" title="Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato 17" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-11-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h2>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Battistrada, silice e aquaplaning: la tecnica del nuovo pneumatico wet Porsche-Michelin</b></span></h2>
<p>La parte più interessante del progetto riguarda il pacchetto tecnico. Il battistrada della <b>Michelin Pilot Sport S 5</b> adotta quattro ampie scanalature centrali con una profondità di 7,4 mm, soluzione scelta per aumentare il volume d’acqua evacuabile. Più profondità e maggiore percentuale di vuoti significano una migliore capacità di rompere il velo d’acqua e di ritardare l’insorgenza dell’aquaplaning.</p>
<p>A questo si aggiunge un’elevata percentuale di <b>silice</b> nella mescola. È un dettaglio chiave, perché la silice migliora il grip sul bagnato e aiuta il pneumatico a raggiungere più rapidamente la temperatura di esercizio. Su pista fredda, dove il problema non è soltanto la quantità di acqua ma anche l’incapacità della gomma di attivarsi in fretta, questo aspetto è decisivo.</p>
<p>Porsche e Michelin dichiarano inoltre un lavoro specifico su <b>carcassa, geometria e impronta a terra</b>, con l’obiettivo di migliorare il feeling sul limite sia sul dritto sia in appoggio. Il messaggio tecnico del progetto è chiaro: dare sicurezza in condizioni difficili senza snaturare il carattere della GT3 RS.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Prestazioni su bagnato e uso reale in pista</b></span></h2>
<p>Il dato dei 10 secondi di vantaggio sul circuito bagnato di Ladoux è il passaggio più forte del comunicato, ma va contestualizzato correttamente. Una differenza così ampia su 2,8 km indica che il confronto non riguarda due pneumatici vicini per missione, bensì due strumenti progettati per condizioni diverse.</p>
<p><b>Pilot Sport Cup 2 N0</b> resta una gomma ad altissime prestazioni, ma non pensata per massimizzare il rendimento su pista fredda e bagnata come fa la nuova S 5.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98290" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1.jpg" alt="Porsche and Michelin 1" width="800" height="450" title="Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato 18" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<blockquote><p>Dal punto di vista dinamico, i benefici più concreti sono tre: rapidità di attivazione, progressività al limite e fiducia ad alta velocità. Per un track-day driver significano poter sfruttare più sessioni, con meno compromessi e con una finestra operativa molto più ampia nei mesi intermedi della stagione.</p></blockquote>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Pneumatico track day stradale: perché questo prodotto apre un segmento</b></span></h2>
<p>Porsche afferma apertamente che <b>Michelin</b> <b>Pilot Sport S 5</b> crea un segmento nuovo all’interno dell’offerta per la <a href="https://www.gommeblog.it/news/porsche/">Porsche</a> 911 GT3 RS. Sul mercato esistono gomme stradali sportive, semi-slick omologati e veri pneumatici wet motorsport, ma qui il posizionamento è più specifico: <strong>una copertura omologata per uso stradale, progettata per la pista in condizioni fredde e umide, senza diventare una rain specialist pura da competizione.</strong></p>
<p>Porsche sottolinea inoltre che il pneumatico mantiene un buon livello di precisione, handling e stabilità anche con asfalto asciutto e temperature superiori ai 20 gradi, grazie ai test svolti al Nürburgring e a Portimão. In ottica d’uso reale è un vantaggio importante, perché la gomma resta coerente anche con meteo variabile.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Misure, distribuzione Manthey e posizionamento tecnico</b></span></h2>
<p><b>Michelin Pilot Sport S 5 N0</b> è disponibile inizialmente per <b>Porsche 911 GT3 RS</b> nelle misure <b>275/35 ZR 20</b> all’anteriore e <b>335/30 ZR 21</b> al posteriore. La distribuzione esclusiva tramite <b>Manthey</b>, specialista di riferimento per i modelli Porsche GT al Nürburgring, rafforza il posizionamento del prodotto come componente per clienti che cercano prestazione vera e uso specialistico.</p>
<p>Porsche precisa inoltre che il pneumatico è omologato per uso stradale e conforme ai requisiti legali su resistenza al rotolamento e rumorosità. La Pilot Sport S 5 non è quindi una rain da paddock adattata alla circolazione, ma una gomma ad alte prestazioni che prova a tenere insieme due mondi normalmente separati: track day e impiego stradale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98289" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3.jpg" alt="Porsche and Michelin 3" width="800" height="450" title="Porsche 911 GT3 RS: Michelin Pilot Sport S 5 è la gomma per il bagnato 19" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3-300x169.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3-791x445.jpg 791w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3-97x55.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Porsche e Michelin: perché questa gomma conta davvero</b></span></h2>
<p>Il valore della nuova gomma auto <b>Michelin Pilot Sport S 5</b> non sta solo nel fatto che aggiunge una voce al catalogo pneumatici della 911 GT3 RS. Conta perché fotografa bene come stia cambiando il mondo delle sportive ad alte prestazioni: non basta più cercare il massimo grip assoluto in una singola condizione ideale, serve ampliare la finestra d’uso reale dell’auto.</p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/supercar/98287/porsche-911-gt3-rs-michelin-pilot-sport-s-5/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=porsche-911-gt3-rs-michelin-pilot-sport-s-5">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.youtube.com/embed/QmnHvRtNJ2A" medium="video" width="1280" height="720">
			<media:player url="https://www.youtube.com/embed/QmnHvRtNJ2A" />
			<media:title type="plain">The brand new MICHELIN Pilot Sport S 5 | There is no bad weather - only wrong tyres!</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Porsche und MICHELIN haben gemeinsam einen neuen Reifen entwickelt, der speziell für den Einsatz bei nassen und kühlen Bedingungen optimiert ist und sich dam...]]></media:description>
			<media:thumbnail url="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Porsche-and-Michelin-4.jpg" />
			<media:rating scheme="urn:simple">nonadult</media:rating>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Audi V6: l’evoluzione dei 6 cilindri Audi, dalla Typ M alla RS 5 plug-in</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/news-auto/98241/audi-v6/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=audi-v6</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 20:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[News Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Audi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98241</guid>

					<description><![CDATA[Audi V6: Dai sei cilindri in linea delle origini ai V6 TDI MHEV+ e alla RS 5 plug-in: storia, tecnica e perché i 6 cilindri Audi contano ancora oggi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Audi V6</b> celebra oltre 100 anni di storia, ma il dato davvero interessante non è la ricorrenza in sé. Il punto è che il sei cilindri continua a essere, ancora oggi, una delle architetture più intelligenti per un costruttore premium: abbastanza raffinato da garantire fluidità e qualità di funzionamento superiori a molti quattro cilindri, abbastanza compatto da evitare gli ingombri e i pesi di un V8, abbastanza versatile da passare dal grande turbodiesel da viaggio al powertrain plug-in ad alte prestazioni.</p>
<p>È esattamente quello che emerge dal materiale Audi: da una parte il nuovo <b>V6 3.0 TDI MHEV+</b> da 299 CV destinato ad Audi A6 e Audi Q5, dall’altra il <b>V6 2.9 TFSI</b> plug-in della nuova <b>Audi RS 5</b>, accreditata di 639 CV complessivi e 825 Nm. Due interpretazioni molto diverse dello stesso concetto tecnico, ma entrambe coerenti con la tradizione del marchio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98026" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7.jpg" alt="Audi RS5 Differenziale 7" width="800" height="533" title="Audi V6: l’evoluzione dei 6 cilindri Audi, dalla Typ M alla RS 5 plug-in 20" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7.jpg 1440w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-RS5-Differenziale-7-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/news-auto/98241/audi-v6/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=audi-v6">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
<p>La storia dei <b>6 cilindri Audi</b>, del resto, non è un esercizio di nostalgia. È il racconto di come il marchio abbia usato questa architettura per definire ogni volta un preciso posizionamento tecnico: prima per entrare nel premium, poi per consolidare raffinatezza e qualità percepita, quindi per costruire il mito delle grandi Diesel autostradali e oggi per affrontare la transizione elettrificata senza rinunciare a prestazioni, coppia e piacere di guida.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Storia e ruolo dei motori 6 cilindri Audi</b></span></h2>
<p>Il motore a <b>6 cilindri Audi</b> occupa da sempre una posizione particolare nell’industria automobilistica, e Audi lo ha interpretato in modo continuo per oltre un secolo. Un sei cilindri offre una regolarità di funzionamento elevata, una cadenza di accensione più favorevole rispetto a un quattro cilindri e una capacità naturale di combinare coppia, fluidità e allungo. Allo stesso tempo, rispetto a un V8, conserva ingombri più gestibili e un peso generalmente più compatibile con vetture che devono mantenere equilibrio dinamico e precisione di guida.</p>
<p>Nel caso Audi questa architettura ha avuto anche una funzione identitaria. La Typ M del 1924, prima Audi a 6 cilindri, serviva a dimostrare che il marchio poteva confrontarsi con i costruttori più prestigiosi del tempo. Negli anni Trenta, con la Front UW 225, il 6 cilindri venne associato alla trazione anteriore, soluzione molto avanzata per l’epoca. Più avanti sarebbe diventato elemento chiave delle grandi berline Audi e, negli anni Novanta e Duemila, avrebbe accompagnato la crescita del marchio verso una dimensione premium sempre più compiuta.</p>
<p>Questa continuità dice molto anche sul ruolo del sei cilindri nella filosofia Audi. Non si tratta di una configurazione usata soltanto per fare immagine, ma del punto d’incontro fra comfort di marcia, prestazioni sostenute e credibilità tecnica.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98266 size-full" title="Audi V6" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17.jpg" alt="Audi V6" width="800" height="533" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-17-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Audi V6 3.0 TDI MHEV plus: tecnica, coppia ed efficienza</b></span></h2>
<p>Tra i motori attuali, il nuovo <b>V6 3.0 TDI</b> da 220 kW, pari a 299 CV, è l’esempio più chiaro di come Audi stia evolvendo il Diesel premium. Il dato chiave è la coppia: 580 Nm disponibili già a 1.500 giri/min e costanti fino a 3.620 giri/min. È un valore che racconta immediatamente la missione del propulsore, pensato per spingere con decisione fin dai bassi regimi e per farlo in modo continuo.</p>
<p>L’aspetto più interessante è l’architettura della sovralimentazione. Audi abbina al V6 TDI la tecnologia <b>MHEV plus</b> a 48 Volt e un sistema di doppia sovralimentazione composto da turbocompressore tradizionale ed electric powered compressor. Il vantaggio tecnico è evidente: il compressore elettrico interviene nelle fasi in cui il turbo convenzionale non ha ancora raggiunto il regime ottimale, riducendo il ritardo di risposta e rendendo più pronta l’erogazione.</p>
<p>Su vetture come Audi A6 e Audi Q5 questo significa riprese più corpose, migliore progressione in uscita dai rallentamenti e una guida meno dipendente dalle scalate del cambio. Il nuovo <b>V6 TDI Audi</b> non va quindi letto solo come motore efficiente, ma come propulsore che migliora la qualità dinamica percepita.</p>
<p>Anche i valori WLTP confermano questa impostazione. Audi indica per A6 TDI 220 kW quattro S tronic consumi compresi fra 5,3 e 6,1 l/100 km, mentre per Q5 TDI 220 kW quattro S tronic il range è fra 5,8 e 6,8 l/100 km. Il sei cilindri Diesel continua così a presidiare il territorio delle alte percorrenze, dove autonomia, elasticità e comfort restano fondamentali.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98264 size-full" title="Audi V6" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14.jpg" alt="Audi V6" width="800" height="533" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14-300x200.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14-668x445.jpg 668w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14-97x65.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-14-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Audi RS 5 plug-in: il V6 2.9 TFSI da 639 CV</b></span></h2>
<p>All’estremo opposto della gamma c’è la nuova <b>Audi RS 5</b>, che segna una svolta tecnica molto netta. Il cuore del sistema resta un <b>V6 2.9 TFSI biturbo</b>, ma la vera novità è l’integrazione con un motore elettrico da 177 CV. Il solo motore termico eroga 510 CV e 600 Nm, mentre il sistema nel suo complesso raggiunge 639 CV e 825 Nm.</p>
<p>La presenza del motore elettrico cambia il modo in cui la vettura costruisce la prestazione: più coppia immediata, più prontezza ai comandi, maggiore sostegno nella fase di uscita di curva e una sensazione di spinta continua che un biturbo termico, per quanto evoluto, non offre nello stesso modo. La configurazione plug-in non è quindi un semplice passaggio obbligato, ma uno strumento per ampliare il campo d’azione della meccanica.</p>
<p>Il V6 conserva il carattere sportivo, l’allungo e la capacità di sostenere la potenza agli alti regimi, mentre la parte elettrica riempie i transitori e rende più istantanea la risposta complessiva. In questo senso la nuova RS 5 ridefinisce il concetto di sportiva stradale ad alte prestazioni secondo Audi Sport.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/ITLlhmD8gzc?si=RxNMzkQ4V1W43CGq&enablejsapi=1" width="800" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Dynamic Torque Control, trazione quattro e dinamica di guida</b></span></h3>
<p>Su una <b>RS 5 plug-in</b> la potenza non basta. Il vero nodo tecnico è come gestire coppia, massa e motricità senza compromettere il comportamento dinamico. Audi risponde con la trazione <b>quattro</b> e con il <b>Dynamic Torque Control</b> al retrotreno, sistema pensato per distribuire in modo più preciso la coppia tra le ruote posteriori.</p>
<p>È una soluzione importante perché l’ibridazione comporta un aumento di peso: per mantenere inserimento, trazione in uscita e stabilità alle alte velocità serve una gestione della coppia molto più sofisticata. Il torque control al posteriore serve quindi a trasformare l’abbondanza di coppia in efficacia reale su strada, non solo in accelerazione sul dritto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98265" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16.jpg" alt="Audi 16" width="800" height="571" title="Audi V6: l’evoluzione dei 6 cilindri Audi, dalla Typ M alla RS 5 plug-in 21" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16-300x214.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16-623x445.jpg 623w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16-91x65.jpg 91w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-16-768x548.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Evoluzione dei motori V6 Audi 6 Cilindri: dal 1924 al 2026</b></span></h2>
<p>La linea evolutiva dei <b>motori 6 cilindri Audi</b> parte dalla Audi Typ M del 1924, con sei cilindri in linea di 4,7 litri da 70 CV e soluzioni avanzate per l’epoca come la costruzione in lega leggera e il singolo albero a camme in testa. Prosegue con la Front UW 225 del 1934, che univa un 2,3 litri a 6 cilindri in linea alla trazione anteriore, scelta tecnica estremamente moderna.</p>
<p>Negli anni Novanta, con la <b>Audi 100 C4</b>, il V6 diventa il motore della maturità premium Audi, grazie al monoblocco in alluminio e a una forte enfasi su fluidità e qualità costruttiva. Poi arriva la stagione delle sportive e delle Diesel di riferimento: la <b>RS4 Avant B5</b> con il V6 2.7 biturbo e la lunga affermazione del <b>3.0 TDI V6</b> sulle diverse generazioni di Audi A6.</p>
<p>Questa traiettoria mostra che Audi non ha mai usato il sei cilindri in modo statico. Prima serviva per salire di categoria, poi per consolidare raffinatezza e qualità percepita, infine per presidiare tanto la sportività quanto la mobilità business ad alto chilometraggio.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché il V6 Audi resta centrale nel segmento premium</b></span></h2>
<p>Se si guarda al mercato attuale, la centralità del <b>V6 Audi</b> si capisce bene per contrasto. Il quattro cilindri, anche quando molto evoluto, fatica spesso a raggiungere lo stesso livello di regolarità, pienezza di erogazione e coerenza con il posizionamento premium di berline, wagon e SUV alto di gamma. Il V8, al contrario, è sempre più penalizzato da costi, ingombri, masse e normative.</p>
<p>Il V6 resta quindi la soluzione più equilibrata: sufficientemente compatto per piattaforme moderne, sufficientemente nobile per sostenere modelli di fascia alta, sufficientemente flessibile per essere declinato tanto in chiave Diesel quanto in chiave plug-in sportiva. Per Audi questa posizione intermedia è preziosa perché consente di tenere insieme silenziosità, progressione, coppia abbondante, riserva di prestazione e compatibilità con la trazione integrale.</p>
<p>C’è anche un elemento industriale da considerare. In un momento in cui i costruttori devono razionalizzare le gamme, mantenere un sei cilindri capace di coprire applicazioni molto diverse ha un forte senso strategico. È esattamente ciò che Audi sembra voler fare con la propria offerta più sofisticata.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Il sei cilindri Audi V6 oggi: comfort, prestazioni e transizione elettrificata</b></span></h2>
<p>Dopo oltre un secolo, il <b>motore 6 cilindri Audi</b> resta centrale non per tradizione, ma perché continua a rispondere a esigenze tecniche concrete. Sul <b>3.0 TDI MHEV+</b> è la soluzione ideale per chi cerca una vettura da lunga percorrenza capace di combinare coppia, autonomia, comfort acustico ed efficienza senza sacrificare la prontezza di risposta.</p>
<p>Sulla <b>RS 5 plug-in</b> diventa invece la base perfetta per un’ibridazione ad alte prestazioni che vuole conservare carattere, progressione e qualità dinamica. In entrambi i casi il sei cilindri si dimostra ancora l’architettura più credibile per un’automobile premium moderna.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-98263" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13.jpg" alt="Audi 13" width="800" height="571" title="Audi V6: l’evoluzione dei 6 cilindri Audi, dalla Typ M alla RS 5 plug-in 22" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13-300x214.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13-623x445.jpg 623w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13-91x65.jpg 91w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-13-768x548.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È questo il vero messaggio tecnico che emerge dal comunicato Audi: il V6 non è il passato che sopravvive, ma una formula meccanica che ha saputo aggiornarsi. Dalla lega leggera della Typ M al Diesel MHEV+ con compressore elettrico, <strong><a href="https://youtu.be/ITLlhmD8gzc?si=jpszU_WKkV8u2Igd" target="_blank" rel="noopener">fino alla plug-in RS da 639 CV</a></strong>, il 6 cilindri Audi continua a cambiare pelle senza perdere la propria ragion d’essere.</p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/news-auto/98241/audi-v6/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=audi-v6">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
		
		
		<media:content url="https://www.youtube.com/embed/ITLlhmD8gzc" medium="video" width="1280" height="720">
			<media:player url="https://www.youtube.com/embed/ITLlhmD8gzc" />
			<media:title type="plain">Audi RS5 Avant Deep TEST - Performance, Interior &amp; Exterior Details</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Experience the first real-world drive of the new Audi RS 5 in Morocco — from the Circuit de Marrakech to the dramatic switchback roads of the Atlas Mountains...]]></media:description>
			<media:thumbnail url="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Audi-0.jpg" />
			<media:rating scheme="urn:simple">nonadult</media:rating>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli</title>
		<link>https://www.gommeblog.it/supercar/98164/lamborghini-few-off-roadster/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lamborghini-few-off-roadster</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola D'Este]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 21:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Supercar]]></category>
		<category><![CDATA[Lamborghini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gommeblog.it/?p=98164</guid>

					<description><![CDATA[Dalla Reventón alla Sián Roadster, perché le Lamborghini Few-Off open-top contano sul piano tecnico, dinamico e industriale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <b>Lamborghini Few-Off Roadster</b> sono molto più di una sequenza di serie speciali a cielo aperto. Sono, in realtà, la forma più estrema con cui Sant’Agata Bolognese ha trasformato il proprio V12 in un manifesto tecnico, stilistico e industriale.</p>
<p>Dalla Miura Roadster del 1968 fino a <b>Reventón Roadster</b>, <b>Veneno Roadster</b>, <b>Centenario Roadster</b> e <b>Sián Roadster</b>, Lamborghini ha costruito una dinastia di vetture che non vivono solo di rarità, ma di contenuto tecnico reale.</p>
<p>La chiave di lettura corretta non è l’esclusività in sé. Il vero punto è che ciascuna di queste vetture ha incarnato un tema tecnico preciso: materiali compositi e interfaccia digitale, aerodinamica estrema, dinamica veicolo evoluta, elettrificazione del V12.</p>
<p>È per questo che le Few-Off Roadster meritano una lettura più profonda di quella tipica da comunicato stampa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98234 size-full" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2.jpg" alt="Lambo 2" width="800" height="600" title="Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli 23" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2-300x225.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2-593x445.jpg 593w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2-87x65.jpg 87w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Quando Lamborghini parla di <b>Few-Off Roadster</b>, non descrive semplicemente <a href="https://www.gommeblog.it/supercar/">supercar</a> senza tetto prodotte in numeri minimi. Sta parlando del vertice della propria produzione speciale, cioè di vetture che condensano tre funzioni insieme: affermare il V12 come nucleo identitario del marchio, introdurre soluzioni che poi avranno ricadute più ampie sulla gamma e rappresentare una precisa fase tecnica del brand.</p>
<p>Una roadster ad altissime prestazioni non è mai una semplice coupé privata del tetto. Aprire una struttura nata per velocità molto elevate significa affrontare questioni complesse di rigidezza torsionale, gestione dei flussi, comfort aeroacustico, raffreddamento e coerenza dinamica. È qui che queste Lamborghini diventano particolarmente interessanti: ognuna di loro è, insieme, oggetto esclusivo e dimostrazione di capacità progettuale.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>La radice storica: dalla Miura Roadster alla dinastia moderna</b></span></h2>
<p>Il richiamo alla <b>Miura Roadster</b> del 1968 va letto come continuità di visione. Più che una discendenza tecnica lineare, rappresenta l’idea che una vettura aperta possa diventare il luogo in cui Lamborghini sfida le convenzioni ed esalta al massimo il lato emozionale della propria meccanica.</p>
<p>La dinastia moderna comincia però davvero con la <b>Reventón Roadster</b>, che stabilisce il linguaggio delle few-off contemporanee: tirature limitatissime, V12 aspirato, design molto più radicale dei modelli di base e chiara funzione di laboratorio tecnico e stilistico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98235 size-full" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-55.jpg" alt="Lambo 55" width="800" height="437" title="Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli 24" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-55.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-55-300x164.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-55-97x53.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-55-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Reventón Roadster: la nascita della Few-Off roadster moderna</b></span></h2>
<p>Presentata nel 2009, la <b>Reventón Roadster</b> è la prima vera Lamborghini few-off aperta in senso contemporaneo. Prodotta in soli 15 esemplari, utilizza un V12 aspirato da 6,5 litri da 650 CV, accelera da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e supera i 340 km/h. Ma la sua importanza tecnica va oltre i numeri.</p>
<p>La vettura introduce un ampio impiego di CFRP nei pannelli della carrozzeria e un telaio ibrido che combina acciaio e rinforzi in fibra di carbonio. In una roadster estrema, il tema della rigidezza è decisivo: senza tetto, la struttura deve essere compensata con materiali e soluzioni capaci di preservare precisione di guida e qualità della risposta dinamica.</p>
<p>Altro punto chiave è il primo quadro strumenti completamente digitale Lamborghini, con tre display LCD. È un passaggio fondamentale nella storia del marchio, perché segna l’ingresso di una nuova relazione tra pilota, informazioni di bordo e identità tecnica della supersportiva.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché la Reventón conta davvero</b></span></h3>
<p>La <b>Reventón Roadster</b> è importante perché inaugura un nuovo modo di usare la serie limitata: non solo celebrazione dell’esclusività, ma dimostrazione concreta di come Lamborghini sappia unire compositi, design aeronautico e interfaccia digitale in un’unica dichiarazione tecnica.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Veneno Roadster: l’aerodinamica come protagonista assoluta</b></span></h2>
<p>Con la <b>Veneno Roadster</b> del 2014 Lamborghini porta la few-off aperta in un territorio ancora più radicale. I dati ufficiali parlano di 9 esemplari, V12 6,5 litri da 750 CV, 0-100 km/h in 2,8 secondi e velocità massima di 355 km/h. Ma il punto decisivo è la filosofia della vettura.</p>
<p>La Veneno nasce per il 50° anniversario del marchio e porta su strada un’aerodinamica dichiaratamente derivata dai prototipi da competizione. Appendici, volumi, superfici scavate ed elementi funzionali non sono semplici artifici stilistici: sono il linguaggio principale con cui l’auto comunica il proprio intento tecnico.</p>
<p>Il largo impiego di fibra di carbonio, incluso il <b>Carbon Skin</b> per plancia e sedili, rafforza l’idea di una vettura in cui materiali, struttura e immagine racing coincidono. In una roadster estrema, l’aerodinamica diventa ancora più importante perché deve lavorare anche sulle turbolenze e sull’equilibrio di un corpo vettura aperto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98236 size-full" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45.jpg" alt="Lambo 45" width="800" height="461" title="Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli 25" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45-300x173.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45-772x445.jpg 772w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45-97x56.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-45-768x443.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Che cosa cambia sul piano dinamico</b></span></h3>
<p>La <b>Veneno Roadster</b> è la Lamborghini aperta che più chiaramente trasforma la rarità in funzione tecnica. Qui la macchina non vive soltanto di motore e prestazione lineare, ma di rapporto con l’aria, stabilità in velocità e percezione del carico aerodinamico come parte del comportamento dinamico.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Centenario Roadster: l’innovazione che diventa sistema</b></span></h2>
<p>La <b>Centenario Roadster</b>, svelata nel 2016 per i cento anni dalla nascita di Ferruccio Lamborghini, è forse la few-off più importante per capire il trasferimento di tecnologia alla gamma successiva. Prodotta in 20 esemplari, adotta il V12 aspirato 6,5 litri da 770 CV, accelera da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi e supera i 350 km/h.</p>
<p>La novità più rilevante non è però soltanto la potenza. Il modello introduce il touchscreen centrale per l’infotainment e soprattutto il sistema di <b>sterzata integrale</b>, una soluzione capace di aumentare l’agilità alle basse velocità e la stabilità a quelle alte.</p>
<p>In una supersportiva con pneumatici posteriori di grande sezione e notevole impronta a terra, la sterzata integrale è decisiva perché riduce la sensazione d’inerzia nei cambi di direzione rapidi e rende la vettura più pronta in inserimento senza sacrificare il controllo sul veloce.</p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>La Few-Off più ingegneristica</b></span></h3>
<p>La <b>Centenario Roadster</b> può essere letta come la <a href="https://www.gommeblog.it/news/lamborghini/"><strong>Lamborghini</strong></a> few-off più ingegneristica della serie. Meno provocatoria della Veneno sul piano visivo, ma più influente perché introduce contenuti poi assorbiti dal prodotto Lamborghini successivo.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Sián Roadster: il V12 entra nell’era elettrificata</b></span></h2>
<p>Con la <b>Sián Roadster</b> del 2020 Lamborghini apre una fase nuova. Limitata a 19 esemplari, abbina il V12 aspirato 6,5 litri a un’unità elettrica a 48 volt integrata nel cambio, per una potenza complessiva di 819 CV. È la prima roadster Few-Off Lamborghini ibrida e il modello che inaugura l’era elettrificata del marchio.</p>
<p>La sua importanza tecnica non risiede soltanto nel valore di potenza. Il vero significato della Sián Roadster sta nel fatto che Lamborghini decide di intervenire sul proprio elemento più identitario, il V12 aspirato, senza sostituirlo ma affiancandolo con un supporto elettrico progettato per migliorarne risposta, prontezza e continuità nell’erogazione.</p>
<p>L’integrazione dell’unità elettrica nel cambio suggerisce una logica di supporto ai transitori e alla rapidità di risposta, con l’obiettivo di mantenere intatto il carattere del motore termico ma rendendolo ancora più efficace nella guida reale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98237 size-full" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40.jpg" alt="Lambo 40" width="800" height="600" title="Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli 26" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40-300x225.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40-593x445.jpg 593w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40-87x65.jpg 87w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-40-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Perché la Sián segna una svolta</b></span></h3>
<p>La <b>Sián Roadster</b> è il punto in cui Lamborghini dimostra che la transizione tecnica può avvenire senza recidere il legame con il proprio DNA. L’ibridazione non viene usata per snaturare il V12, ma per estenderne il potenziale e traghettarlo in una nuova epoca.</p>
<h2><span style="font-size: 14pt; color: #0283c4;"><b>Confronto e contesto</b></span></h2>
<p>Guardando i quattro modelli in sequenza, emerge una traiettoria molto chiara. La <b>Reventón Roadster</b> codifica il formato few-off moderno. La <b>Veneno Roadster</b> trasforma l’aerodinamica nel tema centrale del progetto. La <b>Centenario Roadster</b> introduce soluzioni dinamiche e digitali trasferibili alla gamma. La <b>Sián Roadster</b> apre la stagione dell’elettrificazione del V12.</p>
<p>Anche le tirature raccontano il ruolo di queste vetture: 15 esemplari per Reventón Roadster, 9 per Veneno Roadster, 20 per Centenario Roadster e 19 per Sián Roadster. Numeri ridottissimi che rafforzano il loro valore come manifesti tecnici e non come semplici varianti di prodotto.</p>
<p>La personalità dei modelli è distinta: la Reventón è la vettura di soglia, la Veneno la più radicale, la Centenario la più completa sul piano dell’ingegneria applicata, la Sián la più strategica per il futuro del marchio.</p>
<p>La storia delle <b>Lamborghini Few-Off Roadster</b> non è la storia di quattro auto rare e spettacolari. È la storia di come Lamborghini abbia usato la formula della roadster V12 come piattaforma di massima intensità tecnica. Reventón Roadster introduce materiali compositi e strumentazione digitale, Veneno Roadster estremizza l’aerodinamica, Centenario Roadster trasferisce innovazioni dinamiche alla gamma, Sián Roadster apre la fase elettrificata del V12.</p>
<p>Queste vetture non sono semplici celebrazioni per collezionisti, ma capitoli decisivi dell’evoluzione recente di Sant’Agata Bolognese. In ciascuna si intrecciano tre livelli: oggetto esclusivo, laboratorio tecnico e manifesto di marca. Ed è questo, molto più della sola rarità, a renderle centrali nella storia moderna Lamborghini.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-98238 size-full" src="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17.jpg" alt="Lambo 17" width="800" height="479" title="Lamborghini Few-Off Roadster: analisi completa dei modelli 27" srcset="https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17.jpg 800w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17-300x180.jpg 300w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17-743x445.jpg 743w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17-97x58.jpg 97w, https://www.gommeblog.it/wp-content/uploads/2026/04/Lambo-17-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
 [<a href="https://www.gommeblog.it/supercar/98164/lamborghini-few-off-roadster/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lamborghini-few-off-roadster">See image gallery at www.gommeblog.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
