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	<title>GraphoMania</title>
	
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	<description>un po' blog... un po' magazine</description>
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		<title>Roberto Saviano, Harry Wu, i laogai e il libro “Il cielo dentro di noi” di Roberto Fantini</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 06:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultima puntata del programma Quello che (non) ho di Fabio Fazio e Roberto Saviano si è parlato di laogai con Harry Wu. Nel video si può vedere sia l&#8217;intervento di Roberto Saviano che quello di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultima puntata del programma <em>Quello che (non) ho</em> di Fabio Fazio e Roberto Saviano si è parlato di laogai con Harry Wu. Nel video si può vedere sia l&#8217;intervento di Roberto Saviano che quello di Harry Wu (il discorso di Harry Wu inizia a 13.47).</p>
<p style="text-align: justify;">Forse molti non sapevano dell&#8217;esistenza di questi campi di concentramento, tutt&#8217;ora esistenti in Cina. Roberto Fantini nel suo libro <em>Il cielo dentro di noi</em> intervista proprio Harry Wu che parla a lungo di questi laogai e della sua esperienza in essi. Vi riportiamo un passo dell&#8217;intervista:<span id="more-9333"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutti quanti noi, che ancora oggi giustamente inorridiamo di fronte al ricordo dei </em>lager<em> nazisti e dei </em>gulag<em> sovietici, facciamo fatica a credere che qualcosa di molto simile possa ancora esistere nel mondo contemporaneo. Eppure i laogai cinesi, che tu hai sperimentato in prima persona, continuano a esistere. Qual è, attualmente, la loro diffusione?</em><br />
Ne abbiamo individuati più di mille costruiti in tutto il Paese, ma non conosciamo il numero esatto dei laogai e dei prigionieri in essi detenuti, poiché ambedue le realtà, nella Repubblica Popolare, sono considerate “segreti di Stato”. Pubblichiamo una <a href="www.laogai.it/?p=23474" target="_blank">banca dati costantemente aggiornata</a> sulle informazioni che troviamo sui campi <em>laogai</em>. Nei <em>laogai</em> sono detenuti uomini e donne criminali comuni insieme a sacerdoti cattolici, pastori protestanti, monaci tibetani, credenti di ogni confessione e oppositori del regime, che sono spesso costretti al lavoro forzato fino a sedici-diciotto ore al giorno e sottoposti, se disobbedienti o ribelli, a torture. I <em>laogai</em> hanno due nomi, uno come prigione e uno come fabbrica, cosa che serve a mimetizzare i prodotti del lavoro forzato fra gli altri di provenienza regolare. Questa produzione che nasce dal lavoro degli schiavi giova solo al regime e alle numerose multinazionali che producono o investono in Cina.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chi volesse approfondire il discorso può leggerlo nel libro <em>Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c&#8217;è e su quello che verrà)</em> disponibile sia <a href="http://www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-10047.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-10047.html?referer=');">in formato cartaceo</a> che in <a href="http://www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-6504.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-6504.html?referer=');">eBook</a>. Ricordiamo che i diritti di autore saranno devoluti alla sezione italiana di Amnesty International che, tra l&#8217;altro, ha patrocinato la pubblicazione.</p>
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		<title>Leggere in carcere. Intervista al bibliotecario del carcere di Spoleto</title>
		<link>http://blog.graphe.it/2012/05/20/leggere-in-carcere-intervista-al-bibliotecario-del-carcere-di-spoleto</link>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Librerie e lettori]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca del carcere]]></category>
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		<category><![CDATA[Mita Borghesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Carmelo Musumeci è il bibliotecario del carcere di Spoleto. Nato in provincia di Catania ha conseguito il diploma di maturità mentre era in carcere all&#8217;Asinara in regime di 41 bis. Sempre in carcere si è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.carmelomusumeci.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.carmelomusumeci.com/?referer=');">Carmelo Musumeci</a> è il bibliotecario del carcere di Spoleto. Nato in provincia di Catania ha conseguito il diploma di maturità mentre era in carcere all&#8217;Asinara in regime di 41 bis. Sempre in carcere si è laureato in giurisprudenza, discutendo la tesi <em>Vivere l&#8217;ergastolo</em> in sociologia del diritto. Nel 2011 ha conseguito la laurea specialistica in Diritto Penitenziario presso l&#8217;Università di Perugia.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a Mita Borghesi e alla Comunità Giovanni XXIII di don Oreste Benzi lo abbiamo potuto intervistare sul suo incarico di bibliotecario nel carcere e sul significato della lettura per chi è carcerato.<span id="more-9323"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa essere bibliotecario in carcere?</strong><br />
Stare in paradiso mentre abiti all’inferno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è l’importanza della lettura in un carcere?</strong><br />
L’Assassino dei Sogni, il carcere come lo chiamo io, non vuole fare altro che addomesticare il corpo, la mente e l’anima dei suoi prigionieri, ma la lettura ti può aiutare a resistere e a sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul suo diario on line leggo della sua iniziativa di inviare una lettera alla Ministra della Giustizia e una al Ministro per i Beni e le attività Culturali nella quale dice: “Mi permetto di dirLe che la cultura è la migliore arma contro i reati (per prevenirli) perché molti prigionieri non sarebbero in carcere se avessero potuto studiare. Io mi occupo della biblioteca dell’istituto con uno stipendio da fame e penso che in carcere non servano più guardie, ma piuttosto ci sarebbe bisogno di più libri perché la lettura cambia le persone più delle sbarre”. A questo proposito, quali sono le letture che l’hanno cambiato di più?</strong><br />
Un libro, qualsiasi, ti dà sempre qualcosa, anche per questo noi siamo anche quello che leggiamo, ma è anche vero che ci sono dei libri che ti danno qualcosa in più. E un buon libro ti può aiutare ad aprire la porta in un altro universo, come ti può aiutare a rispondere alle tre famose domande: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Ho letto migliaia di libri, perché in carcere si ha il vantaggio di avere tempo, in particolar modo quando vivi in regime totale d’isolamento, e io ci ho vissuto per anni, sia perché sono stato spesso punito e sia perché sono stato spesso sottoposto a tutti i regimi di emergenza. Comunque le letture che mi hanno cambiato di più sono stati i testi di filosofia e i classici e anche i romanzi di Hermann Hesse, Stendhal (Henry Beyle), Lev Tolstoj, Dostoevskij, Fedor Michajlovic, Italo Svevo, Cicerone, Omero, lo stesso Alessandro Manzoni e molti altri ancora. Ultimamente ho letto un bellissimo libro di Tiziano Terzani dal titolo <em>Un altro giro di giostra</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sempre nel suo diario leggo questa frase: “I libri che leggo mi servono per segare le sbarre della mia finestra, i libri che scrivo invece mi servono per scavalcare il muro di cinta”. Quale libro vorrebbe aver scritto?</strong><br />
Credo di averlo già scritto. È fra i romanzi che ho scritto in questi anni e che tengo nel cassetto, dal titolo <em>Nato colpevole</em>, dove parlo della mia vita. Forse è l’unico libro che non pubblicherò mai fin quando non mi autorizzeranno i miei figli. In compenso questo mese uscirà il mio terzo libro, dal titolo <em>Zanna Blu</em>, la storia di un lupo che lotta per la libertà contro l’uomo bianco che lo tiene prigioniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il motto della nostra casa editrice è una frase di Schopenhauer: “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere. Sfogliarli a caso è sognare”. Ci racconta un suo sogno?</strong><br />
Non ho quasi più sogni. L’Assassino dei Sogni in ventuno anni di carcere me li ha mangiati quasi tutti. Me ne è rimasto uno: quello di poter avere un calendario in cella per segnare, gli anni, i mesi, i giorni che mancano alla fine della mia pena. Lotto solo per realizzare questo unico sogno che mi è rimasto. La cosa più brutta per un uomo ombra (come ci chiamiamo fra di noi ergastolani ostativi) è che non sai quanto resterai in carcere, ma non è vero, lo sai, ma fai finta di non saperlo per nasconderti che ci rimarrai tutta la vita. Per questo, per l’uomo ombra, il desiderio di morire è uguale a quello di vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/zanini/2323991971/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/zanini/2323991971/?referer=');">Zanini H.</a></p>
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		<title>Città letterarie: Melbourne, Australia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Physis]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel nostro giro del mondo alla ricerca delle città più letterarie giungiamo in Australia, a Melbourne, capitale dello stato di Victoria, e seconda città australiana per importanza, dopo Sydney.
A Melbourne ha sede la State Library ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel nostro giro del mondo alla ricerca delle <a href="http://blog.graphe.it/2012/01/05/le-dieci-citta-piu-letterarie-del-mondo" target="_blank">città più letterarie</a> giungiamo in Australia, a Melbourne, capitale dello stato di Victoria, e seconda città australiana per importanza, dopo Sydney.<span id="more-8389"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A Melbourne ha sede la <em>State Library of Victoria</em>, la biblioteca nazionale che è di una bellezza più unica che rara. La biblioteca è stata costruita a metà del 1800 e l’accesso è libero per tutti coloro che hanno più di quattordici anni, a patto che abbiano… le mani pulite! La <em>State Library of Victoria</em> è divisa in tre sezioni, e quella più interessante è l’ampia sala di lettura <em>La Trobe</em>, di forma ottagonale e abbellita con citazioni di autori famosi (in foto).</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile fare un tour per la città con il <em>Melbourne by the Book</em> per scoprire le curiosità nascoste su librai, scrittori, istituzioni e vedere un po’ come questa città del nuovissimo mondo ha amato – e tutt’ora ama – la letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sabato, inoltre, è altamente consigliato un giro per <em>Fred Square</em>, in cui c’è un mercato dei libri – sia nuovi che usati – molto fornito.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece volete prendere qualcosa da bere potete recarvi presso il <em>Drunken Poet</em> arredato con ritratti di Oscar Wilde e altri scrittori.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto |  <a href="http://www.flickr.com/photos/adam_inglis/5575458225" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/adam_inglis/5575458225?referer=');">Adam_Inglis</a></p>
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		<title>A Formia (Lt) incontro con Roberto Fantini e il suo libro sui Diritti Umani</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondolibri]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty Formia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Gruppo 277 Amnesty Formia organizza la presentazione del libro di Roberto Fantini Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c&#8217;è e su quello che verrà). L&#8217;appuntamento per tutte le amiche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.amnestyformia.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.amnestyformia.org/?referer=');">Gruppo 277 Amnesty Formia</a> organizza la presentazione del libro di Roberto Fantini <em><a href="http://www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-10047.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.graphe.it/libri-roberto-fantini-il-cielo-dentro-di-noi-10047.html?referer=');">Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c&#8217;è e su quello che verrà)</a></em>. L&#8217;appuntamento per tutte le amiche  gli amici del sud pontino è alle 17,30 di oggi presso <a href="http://www.lalibreriadimargherita.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.lalibreriadimargherita.com/?referer=');">La libreria di Margherita</a> in Formia.<span id="more-9281"></span></p>
<p>Ma cosa sono i diritti umani? Scrive l&#8217;autore nell&#8217;introduzione al libro:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">I diritti umani sono veri, sono importanti, possono rappresentare il centro della nostra esistenza e diventare il fulcro creativo della nostra storia presente e futura solo se noi lo vogliamo e lo vorremo veramente, ben al di là delle belle quanto irritanti formulette politico-mediatiche. Solo, cioè, se saremo lieti di assumere su di noi la serissima responsabilità, impegnata e impegnante, di cittadini del mondo, pronti a tutto per sottrarre il proprio destino e quello delle future generazioni al dominio della violenza, all’abominio della cosiddetta “legge del più forte”, al gelo della mera casualità.</p>
</blockquote>
<p>Interverranno l&#8217;Autore e Natale Fioretto, dell&#8217;Università per Stranieri di Perugia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando le parole si trasformano in immagini: scrivere per il cinema e per la TV</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corso di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Chaplin]]></category>
		<category><![CDATA[Luis Buñuel]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Tappari]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per il cinema]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per la tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi affrontiamo un particolare genere di scrittura che, siamo certi, vi interesserà: quello del cinema e della televisione. Naturalmente lo tratteremo a grandi linee, ma sarà un modo per invogliarvi ad approfondirlo con corsi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da oggi affrontiamo un particolare genere di scrittura che, siamo certi, vi interesserà: quello del cinema e della televisione. Naturalmente lo tratteremo a grandi linee, ma sarà un modo per invogliarvi ad approfondirlo con corsi e laboratori, nell’eventualità ne rimaniate intrigati.<span id="more-9221"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Massimiliano Tappari, autore e critico, ci insegna che il valore letterario di un testo scritto per dare vita alle immagini, non è poi così importante poiché non influisce sulla riuscita del film. È la storia che lo fa, il contenuto del testo. E preparatevi al fatto che via via che le scene saranno girate, quei fogli del copione forse verranno gettati via. Vi disturba?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Il cinema è – prima di tutto – fotografia animata. Per questo, nella scrittura cinematografica, la parola viene fissata sulla carta solo per il tempo necessario alla realizzazione del film. Poi, man mano che si girano le scene, si dissolve.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Eppure, secondo gli esperti, rivedere più volte uno stesso film è la maniera più efficace per imparare a scriverlo ed è così che spettatori come voi sono diventati autori cinematografici.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi illustreremo alcune tecniche ma, allo stesso tempo, non bisognerà dimenticare che a volte le regole sono fatte apposta per essere infrante e queste ribellioni hanno dato vita a grandi sceneggiatori e registi. Luis Buñuel per esempio, racconta una sua esperienza a quattro mani con queste parole:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Scrivevamo accogliendo le prime immagini che ci saltavano in testa, mentre invece rifiutavamo sistematicamente tutto quello che ci poteva venire dalla cultura o dall’educazione. Dovevano essere immagini che ci sorprendessero, che accettassimo tutti e due senza discutere.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Pensate che Charlie Chaplin evitava addirittura la scrittura, l’idea sulla carta, un qualunque copione, e girava direttamente le scene! A quanto pare, l’importante è avere una storia in mente, tuttavia noi in questo campo siamo degli esordienti, dunque prima di infrangere le regole proveremo a conoscerle. Siete d’accordo? Allora vi aspettiamo in queste pagine e, nel frattempo, provate a condensare un’intera storia in sole tre righe.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile?</p>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/shang-lumpia/930510702/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/shang-lumpia/930510702/?referer=');">Tamiro</a></p>
]]></content:encoded>
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