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		<title>Una casa sull’albero</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 16:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Walden, il nome del lago, presso la cittadina di Concord  nel Massachusetts, sulle cui rive sorge ancor oggi la capanna che ospitò il filosofo Henry David Thoreau, è anche il titolo del diario dei suoi anni (tra il luglio 1845  e il settembre 1847) passati nella natura selvaggia. &#160; &#160; L’archetipo della capanna ha sempre [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Walden, il nome del lago, presso la cittadina di Concord  nel Massachusetts, sulle cui rive sorge ancor oggi la capanna che ospitò il filosofo Henry David Thoreau, è anche il titolo del diario dei suoi anni (tra il luglio 1845  e il settembre 1847) passati nella natura selvaggia.</p>
<div id="attachment_1163" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/Vista-globale-del-Copper-Cube.jpg"><img class="size-medium wp-image-1163" alt="Vista globale del Copper Cube." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/Vista-globale-del-Copper-Cube-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Vista globale del Copper Cube.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1164" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/A-passeggio-tra-i-rami.jpg"><img class="size-medium wp-image-1164" alt="A passeggio tra i rami." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/A-passeggio-tra-i-rami-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">A passeggio tra i rami.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1162"></span>L’archetipo della capanna ha sempre ispirato visioni di ritorno alla natura, a uno stile di vita più sano e in sintonia con l’ambiente. E’ interessante, da questo punto di vista, un progetto dello studio tedesco Baumraum, fondato a Brema dall’architetto Andreas Wenning.</p>
<p><b>Copper Cube</b> è un cubo di rame, realizzato in un giardino di Werder, presso Berlino. 17 metri quadrati, cui si aggiungono i 18 della terrazza, danno vita a un modulo abitativo sospeso sugli alberi, pensato per essere utilizzato come camera esterna per gli ospiti in prossimità dell’abitazione vera e propria.</p>
<p>Letto matrimoniale, panca-divano, bagno, guardaroba e minibar garantiscono la necessaria autonomia e permettono di godere della vista panoramica sul lago vicino immersi tra le fronde di alcune querce.</p>
<p>Dallo stato del Massachusetts alla regione del Brandeburgo sempre di lago si tratta e di alberi, per continuare a dire con Thoreau: “andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita”.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.baumraum.de">www.baumraum.de</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=G9Hl6qCUkGI&amp;feature=player_embedded">www.youtube.com/watch?v=G9Hl6qCUkGI&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>www.thoreau.eserver.org</p>
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		<title>La montagna dei folletti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Nov 2013 20:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1965, un gruppo di amici provenienti dal nord dell’Inghilterra si accampa alla base della parete rocciosa più alta d’Europa, il Troll Wall nella Norvegia nord occidentale. Insieme tenteranno un’impresa che nessuno prima aveva mai osato affrontare e che molti ritenevano impossibile: scalare i 1.100 metri di roccia gneiss sopra le loro teste. La sfida [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1965, un gruppo di amici provenienti dal nord dell’Inghilterra si accampa alla base della parete rocciosa più alta d’Europa, il <span style="text-decoration: underline;">Troll Wall</span> nella Norvegia nord occidentale.</p>
<p>Insieme tenteranno un’impresa che nessuno prima aveva mai osato affrontare e che molti ritenevano impossibile: scalare i 1.100 metri di roccia gneiss sopra le loro teste.</p>
<div id="attachment_1159" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/Il-Trollveggen-Visitor-Center-ai-piedi-del-Troll-Wall-la-parete-di-roccia-più-alta-dEuropa-.jpg"><img class="size-medium wp-image-1159" alt="Il Trollveggen Visitor Center ai piedi del Troll Wall, la parete di roccia più alta d'Europa" src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/11/Il-Trollveggen-Visitor-Center-ai-piedi-del-Troll-Wall-la-parete-di-roccia-più-alta-dEuropa--300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il Trollveggen Visitor Center ai piedi del Troll Wall, la parete di roccia più alta d&#8217;Europa.</p></div>
<p><span id="more-1158"></span>La sfida è raccontata nel bel libro, <span style="text-decoration: underline;">La montagna dei folletti</span>, scritto da Tony Howard, a capo di quel gruppo di temerari, recentemente pubblicato dall’editore Versante Sud.</p>
<p>A distanza di quasi 50 anni, nello stesso luogo dove si erano accampati Howard e i suoi compagni d’avventura sorge il nuovo Trollveggen Visitor Center.</p>
<p>Ristorante, centro servizi per i visitatori, un piccolo teatro raccolti in un’architettura di vetro che riflette il paesaggio naturale progettata dallo <span style="text-decoration: underline;">Studio Reiulf Ramstad</span>.</p>
<p>La geometria frastagliata del tetto è una rilettura simbolica delle montagne che circondano l’edificio e ne determinano a loro volta la forma.</p>
<p>La magia è tutta nelle maestose montagne che si specchiano nelle facciate in vetro e acciaio, creando una simbiosi strettissima con l’edificio fino a farlo scomparire.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.versantesud.it/italiano/dettaglio_rampicanti.asp?id=352">http://www.versantesud.it/italiano/dettaglio_rampicanti.asp?id=352</a></p>
<p><a href="http://vimeo.com/29949987">http://vimeo.com/29949987</a></p>
<p><a href="http://www.reiulframstadarkitekter.no/">http://www.reiulframstadarkitekter.no/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agevolazioni fiscali al 65% per le “ristrutturazioni” energetiche</title>
		<link>http://greenregards.it/2013/10/06/agevolazioni-fiscali-al-65-per-le-ristrutturazioni-energetiche/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 18:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Osservatorio sull’efficienza energetica (realizzato da Ispo e commissionato da Domotecnica, in partnership con Accenture, Axpo, Bnl ed Eni, per comprendere gli orientamenti delle famiglie italiane sul tema e delineare i trend di sviluppo del settore) ha rivelato che 6 italiani su 10 non sono informati del fatto che le agevolazioni fiscali per le migliorie sono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Osservatorio sull’efficienza energetica (realizzato da Ispo e commissionato da Domotecnica, in partnership con Accenture, Axpo, Bnl ed Eni, per comprendere gli orientamenti delle famiglie italiane sul tema e delineare i trend di sviluppo del settore) ha rivelato che 6 italiani su 10 non sono informati del fatto che le agevolazioni fiscali per le migliorie sono state prolungate e aumentate fino al 65%. Chi spende 10.000 euro se ne vede restituire 6.500 in dieci rate annuali, con l’Iva che resta al 10%. Fino al 31 dicembre o, se si abita in un condominio, fino al 30 giugno 2014.</p>
<div id="attachment_1152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/10/image.jpg"><img class="size-medium wp-image-1152" alt="Agevolazioni fiscali al 65% per i lavori di ristrutturazione energetica." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/10/image-300x176.jpg" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">Agevolazioni fiscali al 65% per i lavori di ristrutturazione energetica.</p></div>
<p><span id="more-1151"></span>La somma è ripartita tra diverse tipologie di intervento: fino a 100.000 per la riqualificazione energetica di edifici esistenti (ad esempio, interventi di coibentazione e isolamento); 60.000 euro per pareti, finestre, infissi, porte esterne; 60.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.</p>
<p>Vanno rispettate alcune procedure, come  pagare le fatture con bonifico o far attestare da un tecnico l’effettivo miglioramento della classe energetica a fine lavori. Sul sito dell’Agenzia delle entrate si può scaricare il documento “Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”, chiaro ed esaustivo. Insomma, ora bisogna soltanto decidere velocemente.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.domotecnica.it/ita/lavora-con_news-dettaglio.php/titolo=l-osservatorio-dell-efficienza-energetica-2-edizione/idsottocat=1/idnews=1674">http://www.domotecnica.it/ita/lavora-con_news-dettaglio.php/titolo=l-osservatorio-dell-efficienza-energetica-2-edizione/idsottocat=1/idnews=1674</a></p>
<p><a href="http://www.ispo.it/">http://www.ispo.it/</a></p>
<p><a href="http://www.domotecnica.it/">http://www.domotecnica.it/</a></p>
<p><a href="http://www.accenture.com/it-it/Pages/index.aspx">http://www.accenture.com/it-it/Pages/index.aspx</a></p>
<p><a href="http://www.axpoenergia.it/">http://www.axpoenergia.it/</a></p>
<p><a href="http://www.bnl.it/HP/">http://www.bnl.it/HP/</a></p>
<p><a href="http://www.eni.com/it_IT/home.html">http://www.eni.com/it_IT/home.html</a></p>
<p><a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home">http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pyppy, il fotovoltaico portatile</title>
		<link>http://greenregards.it/2013/09/22/pyppy-il-fotovoltaico-portatile/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 19:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ italiano il primo impianto fotovoltaico da balcone o da giardino. Leggero e portatile (è dotato di rotelle che ne garantiscono la praticità d’uso), Pyppy risolve il problema del divieto, in molte località italiane, di installare tetti fotovoltaici. Non servono autorizzazioni e allacci alla rete elettrica per provvedere al fabbisogno elettrico degli elettrodomestici di uso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ italiano il primo impianto fotovoltaico da balcone o da giardino. Leggero e portatile (è dotato di rotelle che ne garantiscono la praticità d’uso), Pyppy risolve il problema del divieto, in molte località italiane, di installare tetti fotovoltaici.</p>
<div id="attachment_1143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Pyppy-è-il-primo-impianto-fotovoltaico-domestico-trasportabile.jpg"><img class="size-medium wp-image-1143" alt="Pyppy è il primo impianto fotovoltaico domestico trasportabile." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Pyppy-è-il-primo-impianto-fotovoltaico-domestico-trasportabile-300x174.jpg" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Pyppy è il primo impianto fotovoltaico domestico trasportabile.</p></div>
<p><span id="more-1142"></span>Non servono autorizzazioni e allacci alla rete elettrica per provvedere al fabbisogno elettrico degli elettrodomestici di uso comune sia a bassa tensione, come lampade o frigoriferi, sia a 230V, grazie alla presenza di un inverter incorporato, per un risparmio fino alla metà del costo dell’energia elettrica in bolletta.</p>
<p>Progettato e realizzato da Ri-ambientando, è disponibile nelle versioni da 1200 fino a 2400 W/h e costa circa 1500 euro. Coperto da garanzia quinquennale, è dotato di moduli fotovoltaici  certificati con un ciclo di vita dalla durata di 20 anni.</p>
<p>Un oggetto pratico, efficace e funzionale che non rinuncia all’attenzione per il design e le linee morbide.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.ri-ambientando.com">www.ri-ambientando.com</a></p>
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		<title>Il senatore che volevo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 14:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Che cos’è per Renzo Piano la politica vera? I problemi del Paese. Il lavoro per i giovani, anzitutto, il futuro (…) C’è qualche proposta in positivo che vorrebbe portare in Parlamento? Due grandi temi ignorati dalla politica. La green economy e le periferie urbane. La green economy di Obama eccetera? E’ vero suona un po’ [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<i>Che cos’è per Renzo Piano la politica vera?</i></p>
<p>I problemi del Paese. Il lavoro per i giovani, anzitutto, il futuro (…)</p>
<p><i>C’è qualche proposta in positivo che vorrebbe portare in Parlamento?</i></p>
<p>Due grandi temi ignorati dalla politica. La green economy e le periferie urbane.</p>
<div id="attachment_1137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Renzo-Piano-neo-senatore-a-vita-insieme-a-Giorgio-Napolitano.jpg"><img class="size-medium wp-image-1137" alt="Renzo Piano insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha nominato senatore a vita." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Renzo-Piano-neo-senatore-a-vita-insieme-a-Giorgio-Napolitano-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Renzo Piano insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha nominato senatore a vita.</p></div>
<p><span id="more-1136"></span></p>
<p><i>La green economy di Obama eccetera?</i></p>
<p><i></i>E’ vero suona un po’ troppo slogan. Parlerei piuttosto di ‘italian economy’ (…) Non esiste una nazione meglio attrezzata per affrontare un futuro di economia sostenibile. Siamo il paese più bello del mondo e la bellezza è oggi la merce più ricercata. Abbiamo immensi giacimenti culturali, una miscela unica di meraviglie naturali e costruite nei secoli, una posizione centrale nel Mediterraneo, una situazione climatica ideale per produrre energia pulita, con sole, acqua e vento. Eppure nella produzione di energie rinnovabili siamo molto indietro rispetto ai paesi del Nord.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Mentre lei parla vedo spianate di pannelli solari sulle pianure, centrali idroelettriche al posto dei boschi, terrificanti pale eoliche sulle colline.</i></p>
<p>Vecchie e inutili cianfrusaglie. Si possono fare impianti diffusi, leggeri per produrre energia eolica, solare, geotermica in ogni angolo d’Italia. Con Rubbia studiamo da anni il problema. E vuole che un Paese in grado di produrre i motori della Ferrari e i più sofisticati robot medici del pianeta non riesca a inventare delle nuove soluzioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho conosciuto ricercatori italiani che lo fanno già in California o in Gran Bretagna. Si potrebbero creare centinaia di posti di lavoro per i giovani, soprattutto al Sud. Altrettanti se ne potrebbero creare mettendo in sicurezza il paese, le città, i fiumi, le montagne. Costa molto meno che dover intervenire dopo una tragedia, come insegna la storia dell’Aquila (…)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vicenda dell’Aquila è il riassunto di tutto quanto detesto della cattiva politica italiana, dal cinismo retorico per nascondere interessi e corruzione, all’ignoranza dei luoghi e dei problemi dei cittadini. E’ l’esempio perfetto di quanto non bisogna fare. Invece di ricostruire un centro storico splendido, si sono sprecate montagne di soldi per costruire new town spaventose, così da poterci speculare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dramma è che L’Aquila accade ogni giorno nelle città italiane, dove non si recuperano i centri storici e si costruiscono nuove periferie, sempre più brutte e costose e alienanti, consumando territorio e risorse, da appaltare agli amici con concorsi truccati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono solo alcuni stralci della bella intervista di Curzio Maltese a Renzo Piano pubblicata sulla <i>Repubblica</i> di ieri, sabato 14 settembre, a pagina 9. Questa è politica, vale a dire occuparsi della polis, della città. Che un architetto, seppur di fama internazionale come Renzo Piano, debba spiegarlo agli italiani è sintomatico di un Paese che ha smarrito, a causa della classe politica, il senso della realtà e la capacità lucida di affrontare e risolvere i problemi.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
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		<title>Street charge per tutti a NYC</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2013 21:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente è capitato a tutti di trovarsi per strada con il cellulare o il tablet scarico e non aver avuto la possibilità di ricaricarlo. In alcune zone di New York è possibile farlo grazie a 25 Street Charge di recente installazione. Si tratta di postazioni di ricarica a energia solare grazie alle quali è possibile [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente è capitato a tutti di trovarsi per strada con il cellulare o il tablet scarico e non aver avuto la possibilità di ricaricarlo. In alcune zone di New York è possibile farlo grazie a 25 Street Charge di recente installazione. Si tratta di postazioni di ricarica a energia solare grazie alle quali è possibile ricaricare smart phone, tablet e quant’altro.</p>
<div id="attachment_1131" class="wp-caption aligncenter" style="width: 209px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Uno-dei-25-street-charge-per-le-vie-di-New-York.jpg"><img class="size-medium wp-image-1131" alt="Uno dei 25 street charge per le vie di New York." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/Uno-dei-25-street-charge-per-le-vie-di-New-York-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei 25 street charge per le vie di New York.</p></div>
<div id="attachment_1132" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/I-terminali-con-le-porte-Usb-per-la-ricarica..jpg"><img class="size-medium wp-image-1132" alt="I terminali con le porte Usb per la ricarica." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/09/I-terminali-con-le-porte-Usb-per-la-ricarica.-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">I terminali con le porte Usb per la ricarica.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1130"></span></p>
<p>Goal Zero, start up americana che opera nel settore del fotovoltaico, ha ideato e realizzato il progetto in collaborazione con AT&amp;T, colosso mondiale nel settore delle telecomunicazioni, e con lo studio di design Pensa.</p>
<p>Ogni postazione di ricarica Street Charge è dotata di pannelli solari da 15 watt corredati da batterie agli ioni di litio da 168 watt/h che accumulano energia durante le ore solari e consentono al dispositivo di funzionare anche nelle ore notturne o in situazioni atmosferiche difficili. Ogni postazione è dotata di sei porte USB accessibili a chiunque in modo libero e gratuito.</p>
<p>Un esperimento di energia democratica, facilmente fruibile e a costo zero da imitare e a cui ispirarsi anche nel resto del mondo.</p>
<p><b> </b><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.goalzero.com/">http://www.goalzero.com/</a></p>
<p><a href="http://www.att.com">http://www.att.com</a></p>
<p><a href="http://www.pensanyc.com/">http://www.pensanyc.com/</a></p>
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		<title>Earth Overshoot Day 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 19:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esattamente sette giorni fa, martedì 20 agosto, la popolazione mondiale ha finito di consumare le risorse che la terra è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile. Da quel martedì, per arrivare alla fine dell’anno abbiamo cominciato a contrarre un debito di risorse naturali, intaccando il capitale accumulato nel corso di generazioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esattamente sette giorni fa, martedì 20 agosto, la popolazione mondiale ha finito di consumare le risorse che la terra è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile. Da quel martedì, per arrivare alla fine dell’anno abbiamo cominciato a contrarre un debito di risorse naturali, intaccando il capitale accumulato nel corso di generazioni e in milioni di anni di ecosistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1122" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/08/Il-20-agosto-è-stato-lEarth-Overshoot-Day-2013.jpg"><img class="size-medium wp-image-1122" alt="Il 20 agosto è stato l'Earth Overshoot Day 2013." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/08/Il-20-agosto-è-stato-lEarth-Overshoot-Day-2013-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il 20 agosto è stato l&#8217;Earth Overshoot Day 2013.</p></div>
<p><span id="more-1121"></span>In questi ultimi giorni vacanzieri di agosto stiamo superando la capacità del pianeta di sostenerci. Il Global Footprint Network informa che attualmente stiamo usando le risorse ecologiche e i servizi naturali a un tasso pari alla produttività di un pianeta e mezzo. L’Earth Overshoot Day (nato da un’idea sviluppata da partner Global Footprint Network e da un gruppo di esperti del New Economic Foundation del Regno Unito, è il momento dell’anno in cui iniziamo a vivere oltre le nostre possibilità) anticipa sempre più: nel 2012 era caduto il 22 agosto, nel 2003 il 23 settembre, nel 1993 il 21 ottobre.</p>
<p>A livello nazionale, per quanto riguarda l’Italia l’impronta ecologica sta diminuendo dopo il picco dei primi anni 2000, ma è comunque quasi quattro volte superiore alla biocapacità del nostro paese. I “peggiori” sono i giapponesi (che consumano 7,1 Giapponi l’anno), mentre l’impronta ecologica totale della Cina è la più grande del mondo soprattutto a causa della sua grande popolazione.</p>
<p>Paesi come Canada, Australia e Brasile riescono invece ancora a produrre più di quanto consumano.  In particolare l’Australia è probabilmente la più virtuosa, dato che consuma appena metà delle risorse che produce, anche se sta erodendo le sue riserve ecologiche.</p>
<p>A livello globale, le richieste pro capite di tanti paesi sugli ecosistemi del pianeta rimangono ancora alte: se ognuno dovesse vivere come lo statunitense medio di oggi, per esempio, ci vorrebbero quattro pianeti per sostenere la popolazione mondiale.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.footprintnetwork.org/it/">http://www.footprintnetwork.org/it/</a></p>
<p><a href="http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/">http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/earth_overshoot_day/</a></p>
<p><a href="http://www.neweconomics.org/gen/">http://www.neweconomics.org/gen/</a></p>
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		<title>Il Piano di Trento per il Museo delle Scienze</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 19:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro piani più 2 interrati; circa 4 mila mq di spazio espositivo; 300 mq di serra tropicale e altri 1.400 tra ingresso, caffetteria, biblioteca e archivio; laboratori didattici e di ricerca distribuiti su 1.300 mq e una sala conferenze da 100 posti di 200 mq: sono questi alcuni numeri del nuovo MUSE (MUseo delle ScienzE) [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro piani più 2 interrati; circa 4 mila mq di spazio espositivo; 300 mq di serra tropicale e altri 1.400 tra ingresso, caffetteria, biblioteca e archivio; laboratori didattici e di ricerca distribuiti su 1.300 mq e una sala conferenze da 100 posti di 200 mq: sono questi alcuni numeri del nuovo MUSE (MUseo delle ScienzE) di Trento che inaugurerà il prossimo 27 luglio.</p>
<div id="attachment_1114" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Il-Muse-di-Trento-progettato-da-Renzo-Piano.jpg"><img class="size-medium wp-image-1114" alt="Il Muse di Trento progettato da Renzo Piano." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Il-Muse-di-Trento-progettato-da-Renzo-Piano-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il Muse di Trento progettato da Renzo Piano.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1113"></span>Realizzato a ovest del centro storico, lungo la sponda sinistra dell’Adige, il profilo mosso e frastagliato dell’edificio progettato da Renzo Piano è un omaggio alle vette alpine circostanti. Una sequenza di spazi e volumi, pieni e vuoti che sembrano galleggiare sullo specchio d’acqua su cui si appoggiano. Il progetto architettonico di Renzo Piano Building Workshop ha riservato particolare attenzione agli aspetti ambientali e al risparmio energetico. Il sistema impiantistico è centralizzato e alimentato da fonti di energia rinnovabile: solare, con l’uso di celle fotovoltaiche e pannelli solari, e geotermica, con lo sfruttamento di sonde a scambio termico. Serbatoi di acqua piovana, pannelli radianti e lucernari a funzionamento automatico garantiscono risparmio d’acqua, riscaldamento, illuminazione e ventilazione naturale. Nella scelta dei materiali da costruzione, sono stati privilegiati quelli di provenienza locale (calcestruzzo e rivestimenti in pietra Verdello) e quelli rapidamente rinnovabili (per esempio, il bambù della pavimentazione nelle aree espositive). Il legno è servito prevalentemente per gli elementi strutturali. Il progetto è stato sottoposto a procedure per ottenere la certificazione LEED Gold.</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.muse.it">www.muse.it</a></p>
<p><a href="http://www.rpbw.com">www.rpbw.com</a></p>
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		<title>Un tuffo nel blu a Manhattan</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 21:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’obiettivo finale è raccogliere fondi per le 70 mila piastrelle di finitura che contribuiranno all’apertura della piscina entro il 2016. Alla realizzazione della nuova ecopiscina di Manhattan, nata da un’idea degli studi Family e Playlab, giovani trentenni con il pallino per arte, design e tecniche costruttive capaci di sorprendere e, per certi versi, cambiare il mondo della progettazione, si può contribuire versando 25 dollari (ma chi vuole può donare molto di più).</p>
<div id="attachment_1109" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Rendering-del-progetto-+Pool-davanti-allo-skyline-di-Manhattan.jpg"><img class="size-medium wp-image-1109" alt="Rendering del progetto +Pool davanti allo skyline di Manhattan." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Rendering-del-progetto-+Pool-davanti-allo-skyline-di-Manhattan-300x190.jpg" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Rendering del progetto +Pool davanti allo skyline di Manhattan.</p></div>
<p><span id="more-1108"></span>Per partecipare a uno dei dei più grandi progetti di finanziamento dal basso al mondo, è sufficiente comprare, inviando una mail (per info: <a href="http://www.kickstarter.com/newmuseum">www.kickstarter.com/newmuseum</a>), una piastrella della pavimentazione della futura piscina, su cui verrà scritto il proprio nome e che verrà inserita nei lavori di costruzione di +Pool (questo il nome del progetto). Vera, galleggiante, con le acque del fiume filtrate e depurate, l’ecopiscina a forma di croce disporrà di quattro vasche distinte: Kids per i bimbi, Sports per le gare, Lap per il nuoto a corsie, Lounge per il relax. Il primo passo sarà la realizzazione di un Float Lab per sperimentare filtraggio e depurazione delle acque dell’East River. I giovani progettisti di Family e Playlab hanno coinvolto nel progetto Columbia University, blog di architettura come Architizer e Archidaily, New Museum di NY disegnato da Kazuyo Sejima. Occorre però fare in fretta, il 12 luglio chiude la raccolta fondi, giunta fino a ora alla somma di circa 180 mila dollari (sui 250 mila previsti).</p>
<p><b>Danilo Signorello</b></p>
<p><a href="http://www.kickstarter.com/newmuseum">www.kickstarter.com/newmuseum</a></p>
<p><a href="http://www.playlab.org/works/plus-pool">www.playlab.org/works/plus-pool</a></p>
<p>www.<a href="http://familynewyork.com/">familynewyork.com/</a></p>
<p><a href="http://www.architizer.com">www.architizer.com</a></p>
<p>www.archidaily.com</p>
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		<title>Un chewing gum biodegrabile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 08:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 374 miliardi le pasticche di chewing gum prodotte in tutto il mondo ogni anno (per un totale di 3 milioni di tonnellate), 28 milioni al giorno quelle consumate in Italia (media di 14 pacchetti a testa ogni anno), 23 mila le tonnellate di chewing gum buttati a terra ogni anno in Italia (costo per la rimozione 1 euro a gomma). Tutto questo sta per cambiare.</p>
<div id="attachment_1105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Il-chewing-gum-diventa-arte-nel-Bubblegum-Alley-di-San-Luis-Obispo-in-California.jpg"><img class="size-medium wp-image-1105" alt="Il chewing gum diventa arte nel Bubblegum Alley di San Luis Obispo in California." src="http://greenregards.it/wp-content/uploads/2013/07/Il-chewing-gum-diventa-arte-nel-Bubblegum-Alley-di-San-Luis-Obispo-in-California-300x211.jpg" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Il chewing gum diventa arte nel Bubblegum Alley di San Luis Obispo in California.</p></div>
<p><span id="more-1104"></span>E’ in arrivo dal Regno Unito Rev7, un chewing gum biodegrabile prodotto dall’azienda inglese Revolymer sfruttando un polimero sintetico idrofilo, non adesivo, non resistente all’acqua frutto del lavoro di ricerca del professor Terence Cosgrove dell’Università di Bristol. Si tratta di una via di mezzo tra idrofilia (solubilità all’acqua) e idrofobia (impermeabilità all’acqua) che permette al prodotto di essere non eccessivamente difficile da eliminare ma sufficientemente resistente per essere masticato. Questa nuova gomma da masticare quindi non si incrosta e si stacca facilmente da superfici come marciapiedi, mattoni, tappeti, tessuti. Il produttore garantisce che in appena 30 giorni la gomma si degrada completamente trasformandosi in una polvere fine e innocua. Al passaggio dei pedoni si elimina gradualmente in circa un anno (contro i cinque anni dei chewing gum tradizionali). Negli Stati Uniti e in Canada è già stata sperimentata al gusto di menta e cannella. Ora è in arrivo anche in Europa, dopo essere stata approvata dall’Efsa (European Food Safety Authority) che ha escluso il rischio di allergie. Rev7 permetterà alla Gran Bretagna di non spendere più i 150 milioni di sterline annui (come nel 2008) per le operazioni di ripulitura di marciapiedi e strade e, per esempio, a una città come Roma di risparmiare 5 milioni di euro all’anno per rimuovere dal solo centro storico le 300 mila gomme da masticare gettate via giornalmente.</p>
<p><strong>Danilo Signorello</strong></p>
<p><a href="http://www.revolymer.com">www.revolymer.com</a></p>
<p><a href="http://www.bris.ac.uk">www.bris.ac.uk</a></p>
<p><a href="http://www.efsa.europa.eu/it">www.efsa.europa.eu/it</a></p>
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