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	<title>Gruppo FCM</title>
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	<description>Il blog del Gruppo FCM</description>
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		<title>Usare un eeePC con Ubuntu Snappy 16</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 15:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[eeePC]]></category>
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					<description><![CDATA[Scritto da Alan Ward L’Internet delle cose (Internet Of Things, abbreviato in IoT) è ormai da tutte le parti. La vostra automobile potrebbe essere connessa ad Internet, il vostro sistema di sorveglianza per i neonati sicuramente lo sarà, e da &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align:justify;"><img data-attachment-id="1488" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/snappy/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg" data-orig-size="620,348" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="snappy" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg?w=620" class=" size-full wp-image-1488 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg?w=640" alt="snappy"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg 620w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/snappy.jpg?w=300&amp;h=168 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></h5>
<h5 style="text-align:justify;">Scritto da Alan Ward</h5>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">L’Internet delle cose (Internet Of Things, abbreviato in IoT) è ormai da tutte le parti. La vostra automobile potrebbe essere connessa ad Internet, il vostro sistema di sorveglianza per i neonati sicuramente lo sarà, e da un giorno all&#8217;altro saranno connesse anche le vostre lampadine (probabilmente LED). Da quanto si può evincere dalle notizie, nella sezione dedicata alla tecnologia, le impostazioni di fabbrica di questi dispositivi sembrano carenti. Avere a bordo un kernel Linux e una base di sistema GNU potrebbe non essere sufficiente per un dispositivo perennemente connesso a Internet, se il tutto è configurato in maniera scadente. Già per questa ragione (chi vuole rischiare a causa di sistemi facilmente compromissibili?), alcuni utenti scelgono di costruirsi da soli i loro dispositivi, configurandoli come meglio credono, partendo da una normale distribuzione Ubuntu. Al giorno d’oggi questo è piuttosto semplice, vista la moltitudine di piattaforme rivolte agli hobbisti come per esempio il Raspberry Pi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Rispolverare un portatile piuttosto vecchio o un netbook può, tuttavia, rivelarsi un’alternativa divertente ed economicamente vantaggiosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-1431"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Il vecchio netbook Asus eeePC, equipaggiato con un processore Intel Celeron M da 900 MHz, è al giorno d’oggi un venerabile pezzo d’antiquariato. Infatti non è un segreto che le ultime distribuzioni di Ubuntu difficilmente riusciranno a entrare in 1 GByte di RAM e in 4 GByte di hard disk, nonostante esista qualche modo per aggirare queste limitazioni, come ho descritto in passato su queste pagine. </span><span style="font-weight:400;">Comunque le specifiche di questo eeePC sono simili a quelle di molti moderni dispositivi nati come piattaforme IoT, ad esempio il Raspberry Pi 3. Le differenze maggiori sono sostanzialmente due:</span></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’eeePC ha a bordo un processore Intel per PC. Per questa ragione è meno efficiente in termini di consumi rispetto ai processori ARM, i quali sono progettati specificatamente per funzionare a batteria. Avremo bisogno di alimentare il netbook con un alimentatore e la batteria di cui è dotato, a seconda delle sue condizioni, farà da tampone in caso di (brevi) interruzione sulla linea elettrica.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’eeePC è dotato di periferiche come la porta VGA, un modem, un lettore di schede SD, che una moderna scheda IoT potrebbe non avere. Queste cose possono tornare utili, insieme al monitor di cui è dotato ogni PC portatile. È presente una scheda WiFi integrata e qualsiasi altra periferica può venire facilmente connessa mediante la porta USB.</span></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Non c’è bisogno di dirlo, ma dato che l’eeePC è alimentato da un trasformatore di corrente alternata e da una batteria come tutti i portatili, la scheda USB di cui è dotato è capace di fornire una tensione molto superiore a quella fornita dalla maggior parte delle schede IoT per hobbisti. Un disco fisso esterno può essere direttamente collegato all’USB, diversamente dal Raspberry Pi per esempio, dove invece bisogna utilizzare un alimentatore supplementare.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Quindi, se si fa a meno dell’ambiente grafico e delle sue pretese in termini di hardware, l’eeePC può ancora essere una piattaforma sufficiente per le necessità di un dispositivo IoT, dato che la maggior parte di queste schede avrà comunque bisogno di un’alimentazione a muro.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Nel mio caso ho approfittato della recente uscita della versione 16 di Ubuntu Snappy. Questa distribuzione è basata su Ubuntu 16.04, anziché sulla 15.04 come le precedenti release. Guardando al futuro può essere un vantaggio, dato che la 16.04 è LTS (Long Term Support). Comunque sia, molte cose sono cambiate in fase di installazione. E risulta ancora difficile trovare istruzioni precise su come impostare le cose, probabilmente perché è una versione beta, ed è poco che è stata rilasciata (al momento in cui viene scritto l’articolo).</span></p>
<h3><strong><span style="color:#800000;">SCARICARE UBUNTU SNAPPY E METTERLA SU UNA PENDRIVE</span></strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Ho scaricato la versione 32-bit (i386) dell’immagine disco di Ubuntu Snappy (conosciuta anche col nome di Ubuntu Core) da: </span><span style="font-weight:400;"><a href="http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-snappy/16.04/current/" target="_blank">http://cdimage.ubuntu.com/ubuntu-snappy/16.04/current/</a>. </span><span style="font-weight:400;">Una volta scaricata si può decomprimere l’immagine, come utente senza privilegi di root, usando il comando:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">unxz ubuntu-core-16-i386.img.xz</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Se l’utility di compressione unxz non è presente sul vostro sistema, potete installarla con il comando:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">sudo apt install xz-utils</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Questa immagine decompressa, con l’estensione IMG, è una copia byte per byte del contenuto del disco rigido di un dispositivo su cui gira Snappy. Ha la dimensione esatta di 4’000’000’000 byte, ossia 4 GBytes. Quando si usa la notazione tradizionale in base 2, allora parliamo di 3725 GigaByte ossia 3725 x 2^30 Byte. Questa è la dimensione esatta dell’hard disk dell’eeePC, quindi non dovremmo avere problemi nel metterci sopra questa immagine disco.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Una volta decompressa l’immagine, il nostro problema sarà come trasferirla dal nostro computer all’eeePC. Abbiamo bisogno di far partire questa macchina da un device esterno, come una penna USB o una scheda SD. Per questo lavoro potremmo usare una distribuzione leggera di Ubuntu, come Xubuntu a 32 bit. Una volta fatto partire l’eeePC da un Live CD, possiamo trasferire l’immagine di Snappy copiando il contenuto di questa immagine montando un volume via rete.</span></p>
<p><img data-attachment-id="1474" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/attachment/23/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg" data-orig-size="1346,206" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Irene&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1487088666&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="23" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1474 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=640" alt="23"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg 1346w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=150&amp;h=23 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=300&amp;h=46 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=768&amp;h=118 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/23.jpg?w=940&amp;h=144 940w" sizes="(max-width: 1346px) 100vw, 1346px" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Abbiamo tuttavia metodi più semplici per effettuare il trasferimento, come per esempio utilizzare l’immagine di Snappy stessa. Per fare questo, ho usato una penna USB di una dimensione appropriata, 4 Gbyte. Anche l’utilizzo di una scheda SD della stessa capacità può essere una possibilità, dato che l’eeePC può fare il boot anche da questo dispositivo. Probabilmente la scheda SD verrà riconosciuta dal kernel come /dev/mmcblk0 o qualcosa del genere.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Partendo dal computer su cui ho scaricato Ubuntu Snappy, ho copiato l’immagine sulla chiavetta, nel mio caso identificata come /dev/sdc. Bisogna fare molta attenzione ad individuare con quale nome viene identificata l’unità. </span><span style="font-weight:400;">Consultare l’output del comando:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">dmesg | grep sd</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">può essere d’aiuto per essere sicuri di andare a scrivere sulla penna USB e non, per esempio, su uno dei dischi fissi del PC. Quindi mi sono assicurato che la chiavetta non fosse montata prima di utilizzare il comando dd per copiare l’immagine byte per byte, in blocchi da 1 MByte.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">sudo umount /dev/sdc*<br />
sudo dd if=ubuntu-core-16-i386.img of=/dev/sdc bs=1M</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">L’utilizzo di una differente dimensione dei blocchi potrebbe dare errore, dato che l’immagine potrebbe non essere esattamente un multiplo del numero di byte all’interno di un blocco. Comunque 1 MByte è un valore sicuro e la comparsa di eventuali errori può venire ignorata.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">La chiavetta contiene ora un’immagine avviabile di Ubuntu Snappy. Possiamo toglierla dal computer principale e utilizzarla per far partire l’eeePC.</span></p>
<h3><span style="color:#800000;"><strong>CONFIGURARE IL NUOVO SISTEMA SULLA PENNA USB</strong></span></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Dobbiamo premere il tasto escape (Esc) durante il boot dell’eeePC in modo da scegliere, nella lista che apparirà, il dispositivo da cui effettuare il boot. Questo sarà il dispositivo con il prefisso USB, se utilizziamo una penna USB. A questo punto dovreste vedere il bootloader GRUB che presenterà una lista con un’unica voce: “Ubuntu Core 16”. Dopo un po’ di tempo, e dopo varie pagine piene di messaggi del kernel e del sistema, dovreste finire su una schermata vuota con il messaggio “Press enter to configure”.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">La configurazione iniziale del sistema è un processo piuttosto semplice, anche se dovremo usare un’interfaccia testuale che potrebbe sembrare strana alle persone abituate alle applicazioni grafiche. Utilizzate le frecce sulla tastiera per passare da un campo all’altro e configurate almeno un’interfaccia di rete per connettersi a Internet.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">In molti casi utilizzeremo il netbook per collegarci sia con l’interfaccia Ethernet che via wireless. Ho utilizzato le finestre di configurazione per connettere la porta Ethernet (eth0) alla mia rete di casa cablata e usando il DHCP. Questa è l’opzione più semplice per completare la configurazione, dato che la configurazione del WiFi per collegarsi a un access point non sembra possibile effettuarla a questo punto del processo di configurazione. Ubuntu Snappy riconosce la scheda wireless, ma non fornisce un’interfaccia di configurazione per scegliere il SSID a cui collegarsi e nemmeno un campo in cui inserire la password della rete WiFi. Questo ci fa presumere come Snappy sia un work in progress, e che il problema verrà corretto nelle versioni future.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Avrete anche bisogno di un account sullo store di Ubuntu Snappy per poter proseguire. Questo possiamo crearlo sulla pagina principale di Ubuntu One all’indirizzo <a href="https://login.ubuntu.com/" target="_blank">https://login.ubuntu.com/</a>, questo passaggio potrebbe essere reso più chiaro da Canonical. Sto pensando nello specifico ai nuovi utenti che non hanno ancora avuto occasione di utilizzare i servizi di Ubuntu. Mentre fate questa registrazione, ricordate di creare sul vostro computer una coppia di chiavi RSA pubblica e privata, e caricate poi la chiave pubblica (quella con l’estensione .pub) sul server di Ubuntu. Se ne avete bisogno trovate delle buone istruzioni circa la creazione di questa coppia di chiavi in qualsiasi buon tutorial relativo all’utilizzo di SSH senza password, come per esempio quello scritto da Mathias Kettner che potete trovare all’indirizzo <a href="http://www.linuxproblem.org/art_9.html" target="_blank">http://www.linuxproblem.org/art_9.html</a> (potete leggere solo la prima parte, relativa appunto alla creazione di questa coppia di chiavi).</span></p>
<p><img data-attachment-id="1477" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/24_1/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg" data-orig-size="885,419" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Irene&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1487088741&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="24_1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1477 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=640" alt="24_1"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg 885w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=150&amp;h=71 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=300&amp;h=142 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_1.jpg?w=768&amp;h=364 768w" sizes="(max-width: 885px) 100vw, 885px" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Aprite in un editor di testi il file id_rsa.pub che si trova nella directory ~/.ssh, copiatene il contenuto e poi incollate il testo nell’apposito campo sulla pagina web di Ubuntu One. Fate attenzione a non copiare il testo dal file senza l’estensione .pub: questa è la vostra chiave privata, e non dovrete mai condividerla con nessuno.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img loading="lazy" data-attachment-id="1478" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/24_2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg" data-orig-size="893,419" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Irene&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1487088761&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="24_2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1478 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=640" alt="24_2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg 893w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=150&amp;h=70 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=300&amp;h=141 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/24_2.jpg?w=768&amp;h=360 768w" sizes="(max-width: 893px) 100vw, 893px" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Una volta configurato il dispositivo Snappy, non potremo fare login diretto con un utente locale. Dovremo collegarci via rete mediante SSH. Il mio utente è alanward su un certo server di posta, e questo è l’account con cui mi sono registrato sul servizio di Ubuntu. Perciò il mio utente sulla mia nuova istanza di Snappy sarà anch’esso alanward. Facciamo login usando il comando:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">ssh @&lt;Snappy’s local IP address&gt;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Potremmo aver bisogno di guardare sul router per capire quale indirizzo IP sia stato assegnato dal DHCP alla nuova macchina. Oppure qualche ping ben mirato potrebbe essere d’aiuto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Non è necessario inserire nessuna password per fare login, dato che la nostra chiave pubblica è sufficiente per identificarci. Infatti, sul device, il nostro nuovo utente non ha una password, proprio come non ce l’ha l’utente root su molti sistemi Ubuntu.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Su Snappy possiamo diventare root con lo stesso metodo usato su Ubuntu, ossia usando il comando sudo:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">sudo bash</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">root@localhost:~#</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Potrebbe essere utile abilitare l’accesso di root direttamente via SSH. Possiamo utilizzare la directory .ssh creata dallo script di installazione, ovvero copiando questa directory nella home directory dell’utente root</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">cp -r .ssh /root/</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Possiamo uscire dalla sessione SSH utilizzando due volte il comando exit. Possiamo poi fare login come root dal nostro computer principale utilizzando sempre le stesse credenziali SSH usate in precedenza:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#ff6600;">ssh root@192.168.0.104</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;color:#ff9900;">Welcome to Ubuntu 16.04.1 LTS (GNU/Linux 4.4.0-36-generic i686) &#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img loading="lazy" data-attachment-id="1479" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/14/usare-un-eeepc-con-ubuntu-snappy-16/attachment/25/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg" data-orig-size="896,552" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Irene&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1487088793&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="25" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1479 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=640" alt="25"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg 896w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=150&amp;h=92 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=300&amp;h=185 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/25.jpg?w=768&amp;h=473 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">A questo punto abbiamo un sistema pienamente funzionante sebbene risieda ancora sulla chiavetta USB. Possiamo copiarlo sul disco fisso dell’eeePC, se vogliamo. Le prestazioni della chiavetta USB sono sufficienti per i compiti semplici. Usare il disco fisso ci eviterà però di avere una chiavetta che spunta dal dispositivo, oltre a liberare una porta USB da destinare eventualmente ad altri utilizzi. Anche la velocità è leggermente migliore, nonostante il disco fisso dell’eeePC non sia velocissimo con i suoi 32 MByte/s di banda.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Copiate il contenuto della chiavetta USB sull’hard disk utilizzando il comando dd. Il disco dell’eeePC dovrebbe essere /dev/sda. Se la penna USB è stata riconosciuta come /dev/sdb, potremmo lanciare questi comandi:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">sudo bash</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">dd if=/dev/sdb of=/dev/sda bs=1M</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Stiamo ripetendo la procedura utilizzata per copiare l’immagine originale sulla chiavetta USB. Ma adesso la chiavetta contiene un sistema interamente configurato e questo è quello che stiamo installando sul disco fisso dell’eeePC. Una volta terminata la copia, possiamo spegnere il dispositivo:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;"><span style="color:#ff6600;">shutdown -h now</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Quando il computer sarà completamente spento, ricordatevi di rimuovere la chiavetta USB prima di riaccenderlo. Se tutto è andato per il verso giusto, l’eeePC dovrebbe partire dal disco fisso usando GRUB, esattamente allo stesso modo del boot da chiavetta. Dovrebbe essere accessibile via SSH come prima, senza la necessità di ulteriori configurazioni.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Questa procedura dovrebbe funzionare anche con una chiavetta USB di dimensioni maggiori. Tuttavia in questo caso dd darà un messaggio di errore dato che andrà oltre il limite dei 4GByte. Ma se il filesystem sulla chiavetta USB non è stato ridimensionato, questo non dovrebbe risultare un problema.</span></p>
<h3><span style="color:#800000;"><strong>AMMINISTRAZIONE DEL NUOVO DISPOSITIVO IOT</strong></span></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Finiamo con una breve nota sull&#8217;amministrazione del sistema. Ubuntu Snappy è molto diversa da una normale distribuzione Ubuntu, come per esempio Ubuntu Server o una delle varie versioni desktop. L’immagine da 4 GByte che abbiamo installato contiene due partizioni distinte. Una è in sola lettura e contiene il kernel e l’immagine del sistema. L’altra è scrivibile e contiene i dati dell’utente e le modifiche fatte al sistema nel corso del tempo. Il fatto di avere buona parte del sistema operativo in un file system in sola lettura fa sorgere qualche complicanza, nonostante si riveli utile per la sicurezza del dispositivo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">La prima grande differenza che si nota provenendo da una distribuzione Ubuntu classica consiste nel fatto che il modo di installare i programmi con apt non funziona più. Gli amministratori dovranno usare il comando snap per interrogare lo store di Ubuntu e amministrare i pacchetti software. C’è un po’ di documentazione su Internet, e il comando stesso fornisce una discreta quantità di spiegazioni. Qualche esempio di utilizzo di snap dovrebbe essere autoesplicativo:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">sudo bash</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">snap help</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">snap list</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">snap install hello-world</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">hello-world</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">Hello World!</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">L’altra caratteristica che potrebbe sorprendere gli amministratori consiste nel procedimento da usare per cambiare le variabili di sistema. Per esempio l’impostazione del proxy prima di utilizzare il comando apt:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">sudo bash</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">export http_proxy=”</span><a style="color:#ff6600;" href="http://my_web_proxy:3128"><span style="font-weight:400;">http://my_web_proxy:3128</span></a><span style="font-weight:400;">”</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">apt update &#8230;</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Il comando snap, invece, non sembra considerare le variabili d’ambiente della shell. Per questa ragione abbiamo bisogno di modificare la configurazione del servizio snapd stesso. Sfortunatamente (o meno, a seconda del vostro punto di vista), questo è un servizio gestito tramite systemd e che ha bisogno di essere configurato con dei comandi opportuni. Così:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">sudo bash</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">systemctl edit snapd.service</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Questo lancerà l’editor vi con cui potremo inserire i dettagli del server proxy all’interno del file di configurazione di systemd relativo al servizio snapd. Per esempio:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;"><span style="font-weight:400;">[Service]</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">Environment=&#8221;HTTP_PROXY=</span><a style="color:#ff9900;" href="http://my_web_proxy:3128"><span style="font-weight:400;">http://my_web_proxy:3128</span></a><span style="font-weight:400;">&#8220;</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">Environment=&#8221;HTTPS_PROXY=http://my_web_proxy:3128&#8243;</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Notate l’uso delle lettere maiuscole per i nomi delle variabili d’ambiente. Una volta usciti da vi, dovremo far ripartire il servizio snapd, e procedere con l’installazione dei nostri snap:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><span style="font-weight:400;">systemctl stop snapd</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">systemctl start snapd</span><span style="font-weight:400;"><br />
</span><span style="font-weight:400;">snap install hello-world &#8230;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color:#800000;"><strong>QUALCHE PENSIERO FINALE</strong></span></h3>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Gli utenti con esperienza e gli amministratori delle distribuzioni di Ubuntu classiche potrebbero avere la sensazione che, in Ubuntu Snappy, ci siano delle limitazioni nel fare le cose. In qualche maniera questo è sicuramente vero. Dall&#8217;altro lato, questo è un punto di forza poiché si ha il vantaggio di avere un sistema alla fine dei conti più sicuro. Parlando di dispositivi che molto spesso vengono messi in piedi da persone non specializzate, ma che dovranno rimanere collegati ad Internet per tutto il tempo del loro ciclo di vita, potrebbe essere una scelta vincente avere di default un livello di sicurezza alto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">In ogni caso Snappy porta qualche beneficio. Uno di questi sta nel fatto che le applicazioni vengono eseguite in una sandbox, così come la semplicità con cui si possono installare, come visto negli esempi qui sopra. Fare dei cloni del sistema operativo partendo dalla chiavetta USB e spostarli sul disco fisso, o dal disco fisso su una seconda chiavetta non è solo possibile, ma è anche estremamente semplice.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Convertire una vecchia macchina come l’eeePC in un dispositivo Snappy porta con sé diversi benefici. Come il fatto di riutilizzare un oggetto che altrimenti finirebbe nella spazzatura. Dal punto di vista di noi utenti, invece, abituarsi all’uso di Ubuntu Snappy su una piattaforma del genere, ci renderà le cose più semplici quando avremo la necessità di mettere le mani sui dispositivi mobili con Ubuntu Touch: questo sistema è, in sostanza, costruito sulle fondamenta di Snappy, con l’aggiunta di un’interfaccia grafica e di altre applicazioni. Per questa ragione imparare Snappy può essere considerato un investimento in termini di tempo per le persone interessate a maneggiare Ubuntu Touch, per esempio progettando e realizzando dei pacchetti software per questa piattaforma.    </span></p>
<h6 style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;color:#3366ff;">Biografia dell’autore: Alan insegna informatica alla Escola Andorrana de Batxillerat (scuola superiore). Ha tenuto corsi su GNU/Linux alla University of Andorra e sull&#8217;amministrazione di sistemi GNU/Linux alla Open University of Catalunya (UOC).</span></h6>
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		<title>Firefox 50.1 Atterra nei Repository di Ubuntu, Numerose Vulnerabilità di Sicurezza Corrette</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/firefox-50-1-atterra-nei-repository-di-ubuntu-numerose-vulnerabilita-di-sicurezza-corrette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 10:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Mozilla ha rilasciato la versione 50.1.0 del web browser Firefox un paio di giorni fa e sembra che abbiano risolto un totale di 13 vulnerabilità di sicurezza, che erano &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/firefox-50-1-atterra-nei-repository-di-ubuntu-numerose-vulnerabilita-di-sicurezza-corrette/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1427" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/firefox-50-1-atterra-nei-repository-di-ubuntu-numerose-vulnerabilita-di-sicurezza-corrette/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg" data-orig-size="1160,634" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1427 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=640" alt="firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg 1160w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=150&amp;h=82 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=300&amp;h=164 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=768&amp;h=420 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952-2.jpg?w=940&amp;h=514 940w" sizes="(max-width: 1160px) 100vw, 1160px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Mozilla ha rilasciato la versione 50.1.0 del web browser Firefox un paio di giorni fa e sembra che abbiano risolto un totale di 13 vulnerabilità di sicurezza, che erano state usate da un attaccante per fracassare l’applicazione o eseguire programmi con il vostro login se gli utenti stavano per aprire un sito web malevolo.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Canonical sollecita con urgenza gli utenti a aggiornare i pacchetti di Mozilla firefox il più presto possibile. Firefox 50.1.0 è ora disponibile nei repository software che contengono le versioni stabili.</span></p>
<p>Fonte: <a href="http://news.softpedia.com/news/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952.shtml" target="_blank">http://news.softpedia.com/news/firefox-50-1-0-lands-in-ubuntu-s-repos-multiple-security-vulnerabilities-fixed-510952.shtml</a></p>
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		<title>Frameworks KDE 5 Ora Disponibile come Snap per Snapping le APP KDE su Ubuntu Linux</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/frameworks-kde-5-ora-disponibile-come-snap-per-snapping-le-app-kde-su-ubuntu-linux/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 09:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Lo sviluppatore di lungo corso della comunità KDE Harald Sitter stava lavorando ultimamente sul creare uno Framework  KDE Snap condivisibile che avrebbe reso reso lo snapping di applicazioni KDE &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/frameworks-kde-5-ora-disponibile-come-snap-per-snapping-le-app-kde-su-ubuntu-linux/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1411" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/13/frameworks-kde-5-ora-disponibile-come-snap-per-snapping-le-app-kde-su-ubuntu-linux/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=640" class="aligncenter size-full wp-image-1411" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=640" alt="kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg 1024w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=150&amp;h=113 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=300&amp;h=225 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=768&amp;h=576 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745-2.jpg?w=940&amp;h=705 940w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Lo sviluppatore di lungo corso della comunità KDE Harald Sitter stava lavorando ultimamente sul creare uno Framework  KDE Snap condivisibile che avrebbe reso reso lo snapping di applicazioni KDE per Ubuntu e altre distribuzioni GNU/Linux molto più facile e divertente.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">In un recente post sul blog, lo sviluppatore spiega ha gestito per mettere insieme le app KDE come Snaps mentre provava a renderle più piccole possibili. La dimensione dei pacchetti binari scaricabili Snap e Flatpak così come i contenuti di full circle magazine.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Per poter essere adottati dall masse, essi hanno bisogno di esser più piccoli e grazie</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">al duro lavoro di harold Sitter, c’è ora una versione SNAP del framework 5 KDE collezione di librerie da aggiungere per Qt5, che gli sviluppatori KDE stanno usando per sviluppare applicazioni per l’ambiente desktop Plasma 5.</span></p>
<p>Fonte: <a href="http://news.softpedia.com/news/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745.shtml" target="_blank">http://news.softpedia.com/news/kde-frameworks-5-now-available-as-a-snap-for-snapping-kde-apps-on-ubuntu-linux-510745.shtml</a></p>
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		<title>Refracta 8.0 è Piccolina ma Combattiva</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/10/refracta-8-0-e-piccolina-ma-combattiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 09:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Refracta]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Refracta è una distribuzione Linux in qualche modo oscura che offre eccezionali funzionalità e stabilità. L’oscurità non è sempre una cosa negativa quando stiamo parlando di distribuzioni Linux: potete &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/10/refracta-8-0-e-piccolina-ma-combattiva/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1402" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/10/refracta-8-0-e-piccolina-ma-combattiva/refreacta/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg" data-orig-size="990,625" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="refreacta" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1402 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=640" alt="refreacta"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg 990w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=150&amp;h=95 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=300&amp;h=189 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=768&amp;h=485 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/refreacta.jpg?w=940&amp;h=593 940w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Refracta è una distribuzione Linux in qualche modo oscura che offre eccezionali funzionalità e stabilità. L’oscurità non è sempre una cosa negativa quando stiamo parlando di distribuzioni Linux: potete trovare alcune alternative interessanti al vostro corrente sistema operativo.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Refracta è una grande sorpresa in un piccolo pacchetto: molte distribuzioni sono difficili da distinguere a causa della mancata varietà. Altre offrono ai nuovi utilizzatori qualcosa di unico che li rende contenti e produttivi. Refracta è una delle poche distribuzioni Linux piena di servizi che rende un facile e più conveniente sostituzione per le opzioni tascabili di Linux così come Puppy Linux.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Fonte: <a href="http://www.technewsworld.com/story/84129.html" rel="nofollow">http://www.technewsworld.com/story/84129.html</a></span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Il Software GNOME 3.22.3 Permette agli Utenti di Aggiornare Due Versioni di Linux Fedora alla Volta</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/il-software-gnome-3-22-3-permette-agli-utenti-di-aggiornare-due-versioni-di-linux-fedora-alla-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 13:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fedora]]></category>
		<category><![CDATA[Gnome]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Una nuova versione di manutenzione del gestore di pacchetti Software di GNOME è stata rilasciata il primo di Dicembre 2016, versionata 3.22.3, per l’ambiente desktop GNOME 3.22. Come potete &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/il-software-gnome-3-22-3-permette-agli-utenti-di-aggiornare-due-versioni-di-linux-fedora-alla-volta/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1393" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/il-software-gnome-3-22-3-permette-agli-utenti-di-aggiornare-due-versioni-di-linux-fedora-alla-volta/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg" data-orig-size="938,592" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1393 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=640" alt="gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg 938w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=150&amp;h=95 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=300&amp;h=189 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663-2.jpg?w=768&amp;h=485 768w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Una nuova versione di manutenzione del gestore di pacchetti Software di GNOME è stata rilasciata il primo di Dicembre 2016, versionata 3.22.3, per l’ambiente desktop GNOME 3.22.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Come potete sapere, GNOME 3.22 ha avuto il suo secondo e ultimo punto di rilascio schedulato per lo scorso mese, che porta l’aggiornamento di mantenimento di  GNOME Software 3.22.2, ma sembra che alcuni bug abbiano bisogno di essere corretti per il gestore dei pacchetti grafico usato di default nelle popolari distribuzioni GNU/Linux.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">E oggi, possiamo vedere atterrare l’aggiornamento software nei repository stabili dei vari sistemi operativi basati su Linux, inclusa la recentemente rilasciata Fedora 25: parlando di Fedora, sembra che GNOME Software 3.22.3 renda possibile aggiornare Fedora Linux di due versioni in una volta sola.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Fonte: <a href="http://news.softpedia.com/news/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663.shtml" target="_blank">http://news.softpedia.com/news/gnome-software-3-22-3-lets-users-upgrade-two-fedora-linux-versions-at-a-time-510663.shtml</a></span></p>
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		<item>
		<title>SemiCode OS &#8211; Una nuova distro per programmatori e sviluppatori web</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/semicode-os-una-nuova-distro-per-programmatori-e-sviluppatori-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 SemiCode OS è una distribuzione Linux sviluppata specificatamente per programmatori e sviluppatori web. È basata su Ubuntu 14.04, usa il familiare ambiente desktop GNOME e arriva precaricata con una &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/semicode-os-una-nuova-distro-per-programmatori-e-sviluppatori-web/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1383" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/semicode-os-una-nuova-distro-per-programmatori-e-sviluppatori-web/semicode-os/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg" data-orig-size="900,506" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="semicode-os" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1383 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=640" alt="semicode-os"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg 900w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/semicode-os.jpg?w=768&amp;h=432 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">SemiCode OS è una distribuzione Linux sviluppata specificatamente per programmatori e sviluppatori web. È basata su Ubuntu 14.04, usa il familiare ambiente desktop GNOME e arriva precaricata con una buona selezione di strumenti di sviluppo. È disponibile per il download e i test la versione early beta: SemiCode OS v0.1.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Se diamo un’occhiata all&#8217;ampia lista delle varie distribuzioni Linux, troviamo soluzioni specializzate per hacker, utenti avanzati, artisti e giocatori. Ma c’è una scarsità di distribuzioni che pretendono di esser nate per le specifiche necessità dei programmatori; probabilmente perché la maggior parte dei sistemi basati su Linux sono talmente personalizzabili che uno sviluppatore è in grado di installare quello di cui ha bisogno in un batter d’occhio.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Source: </span><a href="https://fossbytes.com/semicode-os-linux-distro-programmers/"><i><span style="font-weight:400;">https://fossbytes.com/semicode-os-linux-distro-programmers/</span></i></a></p>
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	</item>
		<item>
		<title>CentOS Linux 7.3 ora disponibile per architetture ARM, supporta Raspberry Pi 3</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/centos-linux-7-3-ora-disponibile-per-architetture-arm-supporta-raspberry-pi-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 08:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CentOS]]></category>
		<category><![CDATA[RaspberryPi]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Fabian Arrotin, uno sviluppatore di CentOS, ha annunciato il rilascio e la disponibilità generale delle immagini di CentOS 7 (1611) per le architetture hardware ARM (armhfp). La grande notizia &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/centos-linux-7-3-ora-disponibile-per-architetture-arm-supporta-raspberry-pi-3/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1375" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/02/09/centos-linux-7-3-ora-disponibile-per-architetture-arm-supporta-raspberry-pi-3/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=640" class="aligncenter size-large wp-image-1375" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=640&#038;h=480" alt="centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=940 940w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=150 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=300 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg?w=768 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/02/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982-2.jpg 1024w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Fabian Arrotin, uno sviluppatore di CentOS, ha annunciato il rilascio e la disponibilità generale delle immagini di CentOS 7 (1611) per le architetture hardware ARM (armhfp).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">La grande notizia arriva a soli due giorni dopo il rilascio delle immagini di installazione di CentOS 7 (1611) per le piattaforme a 64 bit, immagini realizzate sulla base del codice sorgente della distribuzione Red Hat Linux 7.3 di Red Had Inc. Il porting di CentOS Linux 7 (1611) su architettura ARM è un nuovo ben arrivato nella sempre più ricca lista delle distribuzioni GNU/Linux per i calcolatori implementati su una sola scheda elettronica (single-board computers) e per i dispositivi embedded.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">CentOS Linux 7 (1611) supporta i popolari Raspberry Pi 3, Raspberry Pi 2, Banana Pi, CubieTruck, and Cubieboard SBC; l’ambiente userland di armhfp include delle tecnologie emozionanti, fra le quali possiamo menzionare il kernel 4.4 LTS, immagini uboot aggiornate alla versione 2016.09, la sostituzione del pacchetto rootfs-resize, ormai non più mantenuto, con cloud-utils-growpart, ed il supporto SELinux per i device Raspberry Pi 2 e 3.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-weight:400;">Fonte: </span><a href="http://news.softpedia.com/news/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982.shtml"><i><span style="font-weight:400;">http://news.softpedia.com/news/centos-linux-7-3-now-available-for-arm-architectures-supports-raspberry-pi-3-510982.shtml</span></i></a></p>
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		<item>
		<title>Recensione: Minutube</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/01/25/recensione-minutube/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 11:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Minitube]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[Scritto da Brian Bogdan Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 &#160; Ho iniziato ad usare Linux dall&#8217;uscita di Jaunty. Stavo provando ad usare Ubuntu, ma ero legato a Windows. Ma quando ho ricevuto un bel widescreen all-in-one, mi sono deciso. &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/01/25/recensione-minutube/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1359" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/minitube/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png" data-orig-size="923,549" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="minitube" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=640" class="aligncenter size-full wp-image-1359" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=640" alt="minitube.png"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png 923w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=150&amp;h=89 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=300&amp;h=178 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/minitube.png?w=768&amp;h=457 768w" sizes="(max-width: 923px) 100vw, 923px" /></p>
<h5>Scritto da Brian Bogdan</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight:400;">Ho iniziato ad usare Linux dall&#8217;uscita di Jaunty. </span><span style="font-weight:400;">Stavo provando ad usare Ubuntu, ma ero legato a Windows. Ma quando ho ricevuto un bel widescreen all-in-one, mi sono deciso. Non mi sono più guardato indietro, e mi sto divertendo molto con Xenial (16.04 LTS).</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Ho pochi programmi che utilizzo sul mio PC, molti dei quali sono equivalenti o addirittura migliori delle controparti disponibili per Window/Mac. </span><span style="font-weight:400;">Le ragioni per cui consiglio Linux sono molte ed è difficile sceglierne una. La mia preferita è la capacità di ottenere applicazioni in modo libero, testarle, utilizzarle o cercarne di più adatte alle proprie esigenze.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Ora di vi parlo di  Minitube. </span><span style="font-weight:400;">Utilizzi Youtube? Quest&#8217;app è per te. Uso quest&#8217;app ogni giorno ed è l&#8217;app di intrattenimento a cui non vorrei mai rinunciare.</span></p>
<p><span id="more-1358"></span></p>
<p><span style="font-weight:400;">L&#8217;interfaccia è super semplice con soli 3 bottoni per fare Ricerche, Sfogliare e Sottoscrizioni. </span><span style="font-weight:400;">la schermata Ricerche è semplice e minimalista, con autocompletamento che ti aiuta nelle digitazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight:400;">La schermata sfoglia  ti permette di visualizzare ciò che è di  tendenza su Youtube, separata in categorie cliccabili. Al momento non uso la funzione sfoglia in quanto, sapendo cosa sto cercando, non utilizzo tale funzione – ma uso i pulsanti Cerca e Sottoscrizioni. </span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Così cercate quello che volete vedere e quando cliccate sul risultato della ricerca si apre la schermata principale di sottoscrizione. Se volete salvare la ricerca (ed altri video dello stesso creatore), semplicemente cliccate sul tasto Video nel menu in alto e “iscriviti a &#8230;”. Su tutti i video disponibili dall&#8217;autore, e sulla pagina di sottoscrizione, comparirà una miniatura e verrà notificato ogni nuovo video pubblicato dal creatore.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Tutti i video saranno sulla sinistra con una miniatura, titolo, dettagli, ecc.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">La riproduzione dei video può essere automatica o manuale. Io uso la riproduzione manuale in quanto non voglio vedere tutti i video dal più recente al più vecchio.  Per questo ho scelto manuale. </span><span style="font-weight:400;">Ho inoltre impostato  720P, in quanto si adatta meglio al mio monitor 23 pollici e scheda video GeForce 9300M. </span><span style="font-weight:400;">I video vengono riprodotti in modalità full-screen (logicamente se il video è registrato ad una risoluzione bassa , non si vedrà bene, ma nel mio uso quotidiano mi è capitato raramente). </span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Questa applicazione non gira esclusivamente su Linux in quanto c&#8217;è anche una versione per Windows, il download è libero, ma non, “free as in Beer” (libero senza restrizioni): devi accettare il regolamento e puoi fare una donazione se ti va. Io ho pagato $10. E la utilizzo</span><span style="font-weight:400;"> tutti i giorni.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Raccomando con tutto il cuore, questa semplice, ma efficace applicazione.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Scaricala su </span><span style="font-weight:400;"><a href="http://flavio.tordini.org/minitube" target="_blank">http://flavio.tordini.org/minitube</a></span></p>
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		<title>Canonical Annuncia la Disponibilità di Ubuntu Advantage VG su AWS Marketplace</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/canonical-annuncia-la-disponibilita-di-ubuntu-advantage-vg-su-aws-marketplace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 11:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AWS]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu News]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Canonical e Amazon Web Services (AWS) stanno per fornire il miglior supporto cloud in circolazione permettendo agli utenti di AWS di acquistare il pacchetto Ubuntu Advantage (UA) Virtual Guest, &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/canonical-annuncia-la-disponibilita-di-ubuntu-advantage-vg-su-aws-marketplace/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1354" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/canonical-annuncia-la-disponibilita-di-ubuntu-advantage-vg-su-aws-marketplace/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg" data-orig-size="1000,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1354 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=640" alt="canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg 1000w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=150&amp;h=75 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=300&amp;h=150 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=768&amp;h=384 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565-2.jpg?w=940&amp;h=470 940w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Canonical e Amazon Web Services (AWS) stanno per fornire il miglior supporto cloud in circolazione permettendo agli utenti di AWS di acquistare il pacchetto Ubuntu Advantage (UA) Virtual Guest, che ha lo scopo di dare il supporto professionale necessario per avere successo nel cloud. L’annuncio è stato fatto il 28 novembre 2016, nell’ambito della conferenza AWS re:Invent 2016 di Amazon dedicata agli esperti cloud di tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Noi crediamo che coloro di voi che hanno intenzione di acquistare il pacchetto di supporto professionale Ubuntu Advantage Virtual Guest di Canonical sul marketplace AWS debbano conoscere tutti i suoi benefici. A tal proposito, avrete accesso al Livepatch Service di Canonical per aggiornamenti del kernel senza riavvio per le vostre immagini di Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) usando il kernel Linux 4.4 con supporto a lungo termine.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Inoltre, coloro che faranno tale acquisto avranno accesso diretto allo strumento di gestione di sistema Landscape (la versione Saas), se hanno intenzione di utilizzare il sistema operativo Ubuntu Linux, accesso al Knowledge Hyb di Canonical e a tutti gli ultimi aggiornamenti di sicurezza; così come al supporto web -e telefonico- 24/7 di esperti nel campo, insieme ad un’opzione per usufruire di un supporto ingegneristico di Canonical dedicato.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Fonte: </span><a href="http://news.softpedia.com/news/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565.shtml"><span style="font-weight:400;">http://news.softpedia.com/news/canonical-announces-the-availability-of-ubuntu-advantage-vg-on-aws-marketplace-510565.shtml</span></a></p>
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		<title>Ubuntu 16.04.2 LTS Sbarca il 19 Gennaio 2017, con il Kernel Linux 4.8 di Ubuntu 16.10</title>
		<link>https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/ubuntu-16-04-2-lts-sbarca-il-19-gennaio-2017-con-il-kernel-linux-4-8-di-ubuntu-16-10/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[FCMItalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 11:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
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					<description><![CDATA[Inviato da Arnfried Walbrecht Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116 Leann Ogasawara di Canonical ci ha dato notizie riguardo l’imminente secondo punto di rilascio del sistema operativo basato su Linux Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus). Dopo aver pubblicato la &#8230; <a href="https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/ubuntu-16-04-2-lts-sbarca-il-19-gennaio-2017-con-il-kernel-linux-4-8-di-ubuntu-16-10/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="1345" data-permalink="https://fcmit.wordpress.com/2017/01/24/ubuntu-16-04-2-lts-sbarca-il-19-gennaio-2017-con-il-kernel-linux-4-8-di-ubuntu-16-10/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2/" data-orig-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg" data-orig-size="1920,1080" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=300" data-large-file="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=640" class=" size-full wp-image-1345 aligncenter" src="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=640" alt="ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2"   srcset="https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg 1920w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=150&amp;h=84 150w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=300&amp;h=169 300w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=768&amp;h=432 768w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=940&amp;h=529 940w, https://fcmit.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/01/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572-2.jpg?w=1440&amp;h=810 1440w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h5>Inviato da Arnfried Walbrecht</h5>
<h6>Tradotto da Full Circle Magazine, numero 116</h6>
<p><span style="font-weight:400;">Leann Ogasawara di Canonical ci ha dato notizie riguardo l’imminente secondo punto di rilascio del sistema operativo basato su Linux Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus).</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Dopo aver pubblicato la tabella di marcia del rilascio per il sistema operativo Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus), che si trova al momento sotto un massiccio sviluppo, pare che Canonical abbia anche in mente di aggiornare l’attuale rotta di Xenial indicando come data di rilascio per Ubuntu 16.04.2 LTS (Xenial Xerus) giovedì 19 gennaio 2017.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) è un rilascio con supporto a lungo termine, il che significa che riceverà correzioni di sicurezza e aggiornamenti software per cinque anni, fino ad aprile 2021. Durante questo tempo, il SO di solito ottiene un totale di cinque punti di rilascio. Attualmente, Ubuntu 16.04 LTS e 16.04.1 LTS sono supportati dal ramo del kernel LTS Linux 4.4.</span></p>
<p><span style="font-weight:400;">Fonte: </span><a href="http://news.softpedia.com/news/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572.shtml"><span style="font-weight:400;">http://news.softpedia.com/news/ubuntu-16-04-2-lts-lands-january-19-2017-with-ubuntu-16-10-s-linux-4-8-kernel-510572.shtml</span></a></p>
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