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	<title>Guarise &amp; Partners</title>
	
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	<description>Real estate risk consulting</description>
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		<title>È nato FocusRE: il magazine di finanza immobiliare su Flipboard</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/06/05/e-nato-focusre-il-magazine-di-finanza-immobiliare-su-flipboard/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 08:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Flipboard è un&#8217;applicazione, disponibile su smart [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/06/articolo-flipboard.jpg" alt="È nato FocusRE: il magazine di finanza immobiliare su Flipboard" width="699" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-1400" /></p>
<p>Flipboard è un&#8217;applicazione, disponibile su smartphone e tablet Android e iOS, che consente di tenersi aggiornati sulle notizie più interessanti, scoprire cose incredibili che succedono nel mondo o rimanere in contatto con le persone più vicine, il tutto con una tecnologia all&#8217;avanguardia che consente di sfogliare i contenuti sul proprio tablet come fosse un giornale.</p>
<p>Da oggi è disponibile <strong>FocusRE</strong>, la <a href="http://flip.it/9sgJF">rivista per chi vuole sempre essere aggiornato</a> sui fatti di economia e finanza immobiliare.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è proprio quello di informare per conoscere, come spiega Andrea Guarise:</p>
<blockquote><p>Ormai il modo di comunicare è cambiato completamente, e il modo di fruire i contenuti che solo fino a pochi anni fa era inimmaginabile oggi è una realtà. Applicazioni come Flipboard hanno cambiato e stanno c</p>
<p>È con queste motivazioni, che il nostro dipartimento di <em>media marketing</em>, ha deciso di lanciare FocusRE, proprio con l’obiettivo di fornire un’ulteriore altro canale per rimanere sempre aggiornati, in maniera puntuale, e su un focus di argomenti ben preciso.</p>
<p>Oggi, difatti, il problema non è avere informazioni, anzi c’è una sovrabbondanza di notizie. C’è troppa informazione. Ecco perché con FocusRE  ci siamo incentrati non più sulla quantità o l’accessibilità delle informazioni, ma sulla qualità e sulla selezione della stessa. Il tutto utilizzando un nuovo modello di lettura, attraverso smartphone e tablet, che la tecnologia ci mette a disposizione.
</p></blockquote>
<p>Buona lettura.</p>
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		</item>
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		<title>Se l’immobile non viene gestito attivamente ecco i risultati: addio Vicenza</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/05/14/se-limmobile-non-viene-gestito-attivamente-ecco-i-risultati-addio-vicenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[real estate]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo con tristezza e rammarico la notizia pubblicata n [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/05/serranda_chiusa1_800_800.jpg" alt="gestione immobiliare vicenza" width="696" height="405" class="aligncenter size-full wp-image-1343" /><br />
Leggo con tristezza e rammarico la <a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/509253_anche_i_grandi_marchi_lasciano_il_centro/">notizia pubblicata nella giornata di ieri su <em>Il Giornale di Vicenza</em></a> della chiusura lungo corso Palladio, a Vicenza, di marchi storici e di attività importanti: Bruschi, la gioielleria Zoccai e McDonald&#8217;s.</p>
<p><strong>Due sono le cause di queste situazione citate come i problemi assoluti:</strong> la crisi e gli affitti alti. Certo è innegabile la situazione di crisi che attaglia il nostro Paese e tante economie, anche quelle ritenute più solide, del Vecchio Continente, così come il fatto che, come in tutte le città del mondo il centro storico abbia i prezzi più elevati.</p>
<p><strong>Ma se queste sono cose che, chi più, chi meno, può intuire, quali situazioni si possono mettere in campo per evitare ciò?</strong> Semplice: studiare. Si possono replicare modelli statunitensi, svedesi o tedeschi nelle nostre città? Replicare no, ma adattare sì. Se è vero poi che il mondo si sta spostando in Rete, quale strategia di comunicazione e marketing è stata attivata per mantenere vivo e &#8220;fresco&#8221;, quello che una volta era il classico passaparola, che oggi si propaga nelle nuove forme che la tecnologia ci mette a disposizione? E potrei continuare&#8230;</p>
<p><strong>E sugli affitti, anche in questo caso,</strong> rispettando la legislazione italiana, e in attesa di quella che si presuppone una e vera propria rivoluzione (fiscale, ma non solo) sugli immobili, perché non traslare, con i dovuti aggiustamenti, modelli esteri?</p>
<p><strong>Mi domando allora: ma i proprietari degli immobili cosa fanno per evitare questa situazione?</strong> Inutile aspettare SOLO la politica! Qual è la strategia di gestione di quei palazzi che sono il cuore del capoluogo berico a breve e a medio periodo?</p>
<p><strong>La risposta, visto quello che sta accadendo è semplice e scontata, purtroppo.</strong> L&#8217;immobile se non è gestito, è solo una scatola vuota.</p>
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		<title>Inizia la collaborazione con VeneziePost</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/04/22/inizia-la-collaborazione-con-veneziepost/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 07:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;articolo dal titolo L&#8217;immobiliare? Un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/03/veneziepost.jpg" alt="veneziepost" width="290" height="147" class="aligncenter size-full wp-image-1276" /></p>
<p>Con l&#8217;articolo dal titolo <em><a href="http://www.nordesteuropa.it/stories/home_monitor/15164_limmobiliare_una_ricchezza_virtuale/#.UXTePUr7BdB">L&#8217;immobiliare? Una ricchezza virtuale</a></em>, è iniziata la collaborazione dello studio Guarise &#038; Partners, e del suo fondatore, Andrea Guarise, con il giornale <a href="http://www.veneziepost.it/">Veneziepost</a>, edito da Nordesteuropa Editore.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, come per l&#8217;attività informativa su <em>Linkiesta</em> è quello di offrire una visione diversa, sulla base dell&#8217;attività professionale quotidiana, con un&#8217;ottica ovviamente più mirata, data non solo dalla diffusione geografica del giornale, il Veneto e il Nordest, ma anche dal target di lettori: imprenditori, amministratori pubblici, liberi professionisti, docenti e studenti universitari.</p>
<p>Spiega Andrea Guarise:</p>
<blockquote><p>È nato quasi per caso con la dott.ssa Valin l&#8217;idea di una collaborazione, per trattare e informare, attraverso <em>Veneziepost</em>, sui temi di economia e finanza immobiliare, argomenti a cui sempre più si dedica spazio, e interesse, e che coinvolgono l&#8217;economia che conosciamo fin dalle sue fondamenta. Ci ricordiamo tutti che questa crisi ha avuto i suoi sintimo iniziali nel 2006, negli Stati Uniti, con la crisi dei subprime, legata ai mutui sul mattone, crisi poi diventata mondiale. Ecco, il mio, e il nostro obiettivo, non solamente in ambito aziendale, è quello di dare una corretta informazione e far comprendere che operare sul mercato immobiliare, non significa più improvvisazione, ma studio e analisi continuativa; e, soprattutto, che il vero valore di un&#8217;immobile non è dato dal suo prezzo, ma dalla capacità di mantenersi appetibile sul mercato.</p></blockquote>
<p><strong>Nordesteuropa Editore</strong><br />
Nordesteuropa Editore è nata nel 2004 a Padova e pubblica il quotidiano <em>VeneziePost</em>, il settimanale di economia della cultura <em>Cult</em>, il settimanale economico-politico <em>Monitor</em> e il trimestrale Mappe. Si propone come luogo di dibattito politico-culturale sulla metropoli Nordest, convogliando e mettendo in comunicazione il meglio della cultura industriale, politica, scientifica e finanziaria che gravità attorno alle problematiche del territorio.</p>
<p>Nordesteuropa promuove e gestisce circa 50 eventi e appuntamenti annuali, in collaborazione con diversi enti ed istituzioni: tra questi, Festival Città Impresa, Premio Città Impresa, Green Week, InnovA-Salone Europeo dell&#8217;Innovazione, Trieste Next-Salone Europeo della Ricerca Scientifica, e Venezia 2019-Salone Europeo della Cultura. </p>
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		<title>“Quo vadis, casa?” Andrea Guarise invitato al confronto con gli esperti del settore immobiliare</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/04/19/quo-vadis-casa-andrea-guarise-a-confronto-con-gli-esperti-del-settore-immobiliare/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 12:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[real estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso giovedì 17 aprile, Andrea Guarise, managing p [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso giovedì 17 aprile, Andrea Guarise, <em>managing partner</em> di Guarise &#038; Partners, ha partecipato all&#8217;incontro dal titolo &#8220;<em>Quo vadis, casa?</em>&#8220;, organizzato dal portale di annunci immobiliari Idealista.it, che ha visto la partecipazione di giornalisti, operatori e consulenti immobiliari.</p>
<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/04/x_quo_vadis_02.jpg" alt="Andrea Guarise a confronto con gli esperti del settore immobiliare" width="696" height="394" class="aligncenter size-full wp-image-1318" /></p>
<p><strong>Tra i partecipanti, da segnalare la presenza, tra gli altri,</strong> di Luca Dondi di Nomisma, dei giornalisti Paola Dezza de <em>Il Sole 24 Ore</em> e Gino Pagliuca del <em>Corriere della Sera</em>, Marco Dettori direttore della Borsa Immobiliare di Milano; in un confronto che è risultato un&#8217;utile occasione per fare il punto della situazione sul mercato immobiliare italiano, e soprattutto sulle sue prospettive future.</p>
<p><strong>Due ore intense di confronto e di discussione con tanti temi toccati:</strong> l&#8217;IMU, il calo dei valori immobiliari, e la situazione delle banche, oggi tra i principali proprietari di immobili in Italia, e le prospettive future, legate indissolubilmente alla situazione dell&#8217;economia reale. Per un resoconto più puntuale sugli argomenti trattati e sulle conclusioni dell&#8217;incontro vi invitiamo a <a href="http://www.linkiesta.it/blogs/abc-always-b-be-c-closing/l-immobiliare-e-cambiato-ma-molti-non-lo-hanno-capito">leggere l&#8217;articolo su Linkiesta</a>.</p>
<p><strong>In conclusione un incontro con un gruppo non autoreferenziale </strong>proprio perché ha unito i dati dei vari centri studi, con l&#8217;opinione di chi scrivi di immobiliare, e soprattutto di chi, in questo mondo ci lavora tutti i giorni, e tutti i giorni si trova a far fronte alle difficoltà del settore.<br />Spiega infatti Andrea Guarise:</p>
<blockquote><p>L&#8217;incontro è stato senza dubbio utile, non solo per il livello di professionisti presenti, ma anche e soprattutto per i vari temi toccati, che, al di là delle varie visioni personali, frutto dell&#8217;<em>expertise</em> e della differente quotidianità lavorativa ha visto una generale condivisione su un tema più che mai attuale, riscontrabile ogni giorno: il vecchio modello del mercato immobiliare è morto, e difficilmente tornerà. Nel complesso un&#8217;occasione da ripetere.</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>UK: gli investitori istituzionali pronti ad entrare nel mercato residenziale</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/04/08/uk-gli-investitori-istituzionali-pronti-ad-entrare-nel-mercato-residenziale/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 08:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[residential]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi pensione e le assicurazioni, classici investito [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/04/i-love-uk.jpg" alt="UK: gli investitori istituzionali pronti ad entrare nel mercato residenziale" width="600" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-1295" /></p>
<p><strong>I fondi pensione e le assicurazioni, classici investitori nel mattone, </strong>con un profilo <em>core</em> (ovvero, molto cauto) sono pronti ad investire qualcosa come 7 miliardi di sterline (8,2 miliardi di euro) nel settore delle case in affitto in Gran Bretagna, con la convinzione che l&#8217;attuale carenza di abitazioni, e la stretta sui mutui, stia producendo una generazione di affittuari piuttosto che di proprietari.</p>
<p><strong>Il primo dato è che secondo le ultime stime,</strong> nel Regno Unito il fabbisogno di case ammonta a 230mila unità, a fronte delle 90mila che sono attualmente in costruzione.</p>
<p><strong>Il secondo dato è che nel 2011-2012</strong> sono state 3.800.000 le famiglie che hanno vissuto in affitto: il livello più alto dal 1990, secondo i dati del governo britannico.</p>
<p><strong>Stando poi alle rilevazioni di CBRE, sono all&#8217;incirca trenta i fondi pensione</strong> inglesi e statunitensi interessati a sviluppare o ad acquistare complessi residenziali, con rendimenti intorno al 4%, ma più stabili sul lungo periodo, e meno volatili, rispetto al settore dei negozi commerciali o degli uffici. Un esempio, in tal senso, è Prudential che ha appena acquistato un complesso di 534 unità residenziali, dallo sviluppatore Berkeley Homes per 105 milioni di sterline (123,46 milioni di euro). Altri &#8220;nomi caldi&#8221; di investitori sono l&#8217;americana Oaktree Capital, e le compagnie di assicurazione britanniche Aviva e Legal &#038; General.</p>
<p><strong>Complessivamente, il mercato britannico degli affitti,</strong> comprendente i redditi da locazione e la rivalutazione dei valori immobiliari, ha prodotto un rendimento dell&#8217;8,9% nel 2012, superando del 2,7% il rendimento di uffici, negozi e magazzini, secondo i dati di IPD.</p>
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		</item>
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		<title>Il Nordest è morto. W le Venezie</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/03/18/il-nordest-e-morto-w-le-venezie/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 12:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella giornata di sabato è stato presentato l&#8217;evo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/03/veneziepost.jpg" alt="" title="veneziepost" width="290" height="147" class="alignleft size-full wp-image-1276" />Nella giornata di sabato è stato presentato l&#8217;evoluzione di Nordesteuropa, diventato <a href="http://www.veneziepost.it/" title="VeneziePost" target="_blank"><em>VeneziePost</em></a>, il primo quotidiano online e per tablet che racconta le Venezie del futuro.</p>
<p><strong>Tra gli ospiti presenti </strong>Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Veneto, il sociologo Aldo Bonomi, l&#8217;economista Stefano Micelli, il direttore del Mart di Rovereto Cristiana Collu, il presidente di Confindustria Verona Andrea Bolla, l&#8217;editore veneziano Cesare De Michelis.</p>
<blockquote><p>A Nordest è finita l&#8217;era propulsiva delle tre C: campanile, capannone, comune.</p></blockquote>
<p><strong>Questo il messaggio iniziale,</strong> che si è prolungato durante tutta l&#8217;evento, moderato nella prima parte da Dario di Vico, giornalista del Corriere della Sera, e nella seconda da Eleonora Vallin, Direttore di <em>Veneziepost</em>.</p>
<p><strong>Quello che era il &#8220;modello Nordest&#8221;,</strong> diventato un vero punto di riferimento con, e grazie agli imprenditori, piccoli medi e grandi, che hanno dato visibilità a quel modello basato sui distretti e sui sistemi locali, oggi è un modello che non basta più ad autoalimentarsi: il solo territorio &#8220;geografico&#8221; non è più sufficiente, bisogna costruire reti di relazione tra gli imprenditori e il mondo.</p>
<p><strong>Guarise &#038; Partners presente all&#8217;evento ben comprende che le strategie sono globali e sempre meno locali</strong> e se il nostro <em>core business</em> è quello di rendere più consapevoli gli imprenditori, le aziende e la pubblica amministrazione, che investono o gestiscono patrimoni immobiliari, èanche quello di sostenere chi ha voglia di fare impresa, perché</p>
<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/03/what-do-you-do-sir.png" alt="" title="what-do-you-do-sir" width="600" height="315" class="aligncenter size-full wp-image-1280" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Banche cambiate strategia: basta attendere, è ora di gestire gli immobili</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/02/25/banche-cambiate-strategia-basta-attendere-e-lora-di-gestire-gli-immobili/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 09:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[legal & tax]]></category>
		<category><![CDATA[real estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Su MF dello scorso 16 febbraio è apparso un articolo da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Su <em>MF</em> dello scorso 16 febbraio è apparso un articolo dal titolo <em>Sarà cruciale gestire gli immobili a garanzia dei crediti</em> che tratta un tema discusso più volte in questo spazio e su <em>Linkiesta</em>: la gestione dei degli asset immobiliari legati ai <em>non performing loans</em> o a <em>distressed asset</em> da parte delle banche.</p>
<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/02/npl.jpg" alt="" title="Banche cambiate strategia. Basta attendere è ora di gestire gli immobili" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1263" /></p>
<p><strong>Finora i quasi 90 miliardi di euro legati a queste problematiche</strong> sono state governate, generalmente, in un&#8217;unico modo: attendere e aspettare che la burrasca passi. Si tratta di una strategia vincente?</p>
<p><strong>Attendere non è mai una buona strategia,</strong> e in questo caso è quantomai controproducente.</p>
<p><strong>Il settore immobiliare è cambiato completamente in poco meno di 18 mesi:</strong> in termini di compravendite è tornato indietro di vent&#8217;anni; i prezzi rispetto ai picchi del 2006 sono scesi di un 25%; e fino alla fine del 2014, non si prevede alcuna invertenza di rotta, nonostante i rappresentanti delle associazioni di categoria dicano il contrario. In questo contesto è impensabile tornare in breve tempo a valori lontamente vicini ai livelli pre-crisi.</p>
<p><strong>Altro aspetto poco noto ai più, è che da qui al 2018 i fondi di investimenti immobiliari</strong> a scadenza, porteranno sul mercato qualcosa come 10 miliardi di euro di asset, immobili con caratteristiche architettoniche, energetiche e soprattutto reddituali di pregio. Domanda: anche se una minima parte di questi immobili dovesse finire sul mercato <em>retail</em>, il mercato privato, un investitore su quali immobili credete si dirigerebbe?</p>
<p><strong>Le banche, che in questo periodo stanno (controvoglia)</strong> riempiendosi di immobili, legati a sofferenze di privati, e soprattutto di imprese, devono adottare una strategia immobiliare &#8220;attiva&#8221;, tesa ad una gestione pro-attiva di tutto il comparto immobiliare: non solo una gestione dell&#8217;edificio in sé, quanto, e soprattutto sulla gestione e sul controllo dell&#8217;attività del proprietario dell&#8217;immobile posto a garanzia, in modo, ad esempio di ricevere preventivamente segnali di difficoltà e di sofferenza nel pagamento delle rate, attraverso l&#8217;analisi degli indicatori, svolgendo attività di <em>risk management</em>.</p>
<p><strong>Ma gestire il rischio immobiliare,</strong> può (deve) significare anche prevedere soluzioni che vadano ben oltre la vendita (ipotetica, per le ragioni adotte precedentemente) diretta, o tramite asta dell&#8217;asset immobiliare: perché non pensare ad esempio ad un veicolo dedicato, in modo da un lato di mantenere in equilibrio e solidi i fondamentali dell&#8217;istituto, dall&#8217;altro di prevedere e attuare una strategia di gestione che magari non darà risultati e benefici immediati, ma che nel giro di 8-12 mesi, con una <em>governance</em> e le competenze adeguate possa determinare benefici crescenti nel medio termine.</p>
<p>Cambiare modo di gestire gli immobili, è la soluzione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LinkedIn è più di uno strumento di autopromozione, è uno strumento di lavoro</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/02/15/linkedin-e-piu-di-uno-strumento-di-autopromozione-e-uno-strumento-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 11:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[life]]></category>
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		<description><![CDATA[LinkedIn, il business social network numero uno al mond [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/02/linkedin.png" alt="" title="LinkedIn è più di uno strumento di autopromozione, è uno strumento di lavoro" width="700" height="578" class="aligncenter size-full wp-image-1254" /></p>
<p><strong>LinkedIn, il business social network numero uno al mondo</strong> ha tagliato il traguardo di 200 milioni di iscritti con un aumento del 38% dalla fine del 2011, e lo ha fatto inviando a tutti gli iscritti una mail di ringraziamento: una bella iniziativa perchè riconosce il valore e il &#8220;potere&#8221; degli utenti.</p>
<p>Personalmente, mi ha fatto molto piacere constatare di essere nel <strong>5% dei profili più visti su LinkedIn in Italia</strong>, proprio perché non essendo un figlio d&#8217;arte né tantomeno un raccomandato, il mio piccolo posto al sole me lo devo guadagnare e, come me, d&#8217;altronde, moltissima altra gente.</p>
<p><strong>LinkedIn però è più di uno strumento di autopromozione,</strong> è uno strumento di lavoro dove mettersi in gioco, ed &#8220;esporsi&#8221; e soprattutto è uno strumento per capire con chi si ha a che fare.</p>
<p><strong>LinkedIn riassume lo spirito di internet:</strong> permette di raggiungere il mondo, di conoscere opportunità di <em>business</em>, e seri professionisti. Permette di dire la propria opinione, e di confrontarsi, di ricevere critiche e aprire la mente su altre realtà, altri microcosmi.</p>
<p><strong>LinkedIn, e la Rete tutta non sono solo un veicolo, sono una forma di sviluppo </strong>e di accrescimento della propria cultura, lavorativa, e non.</p>
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		<title>Tutelare e gestire il patrimonio immobiliare dell’impresa e della famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 10:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[real estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli investimenti immobiliari rappresentano da sempre, f [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/02/tumblr_einstein.jpg" alt="" title="Tutelare e gestire il patrimonio immobiliare dell impresa e della famiglia" width="700" height="394" class="aligncenter size-full wp-image-1250" /></p>
<p><strong>Gli investimenti immobiliari</strong> rappresentano da sempre, fra gli <em>asset</em> non finanziari, la forma di risparmio inteso come bene rifugio su cui sono convogliate importanti quote di ricchezza dei risparmi familiari: il patrimonio immobiliare <strong>viene visto e inteso come &#8220;fonte pensionistica&#8221;</strong> per il futuro.</p>
<p>Ma oggi con la crisi non solo immobiliare, ma economica soprattutto, è ancora così? Non è che forse la ricchezza immobiliare che gran parte delle famiglie crede di possedere <strong>sia, in realtà, una ricchezza virtuale?</strong></p>
<p>L&#8217;investimento nel mattone, da sempre considerato a &#8220;portata di mano&#8221;,<strong> sta diventando rischioso come un investimento &#8220;invisibile&#8221;</strong> come quello azionario? </p>
<p>A ben vedere, la risposta è sì se non si è in grado di <strong>ottimizzare la gestione</strong> da un lato, e <strong>assicurarsi una piena valorizzazione</strong> sia di singoli immobili sia di portafogli immobiliari complessi e diversificati (sino ad oggi generalmente gestiti direttamente) di proprietà di famiglie e imprese.</p>
<p><strong>Pensiamoci.</strong></p>
<p><strong>Oggi i dati parlano di circa il 60% della ricchezza delle famiglie italiane costituito da immobili,</strong> la cui gestione, soprattutto in un periodo che registra un forte deprezzamento degli <em>assets</em> immobiliari ed una <strong>crescente imposizione fiscale sul patrimonio privato</strong>, necessita, per essere redditizia, di competenze professionali altamente specialistiche e integrate.</p>
<p><strong>Significa adottare la logica del <em>private banking</em></strong>, affiancando la proprietà nelle decisioni strategiche ma supportandola con sistemi di rendicontazione adeguata e garantendo il supporto completo per la gestione delle proprietà.</p>
<p><strong>L&#8217;investimento immobiliare, come ogni altro investimento, se non viene monitorato e gestito efficientemente</strong>, con scelte adeguate di portafoglio, può determinare seriamente il rischio di avere risultati negativi: porta a <strong>costi superiori e rendimenti inferiori</strong>.</p>
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		<title>Kit anticrisi per piccole imprese: Go Export!</title>
		<link>http://www.guarise.net/2013/01/14/kit-anticrisi-per-piccole-imprese-go-export/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 08:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Guarise</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;uscita dell&#8217;economia italiana dalla crisi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uscita dell&#8217;economia italiana dalla crisi in atto passa anche attraverso la creazione di un nuovo sistema che possa consolidare la presenza delle piccole imprese all&#8217;estero. Difatti per un&#8217;impresa micro, a parte singole nicchie di mercato, l&#8217;esportazione risulta un miraggio.</p>
<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/01/goexport1.png" alt="" title="Kit anticrisi per piccole imprese: Go Export" width="324" height="280" class="aligncenter size-full wp-image-1225" /></p>
<p><strong>In realtà il ruolo delle PMI sui mercati esteri è spesso sottostimato</strong> sia in termini di contributo all&#8217;export nazionale sia quando si va a considerare il loro livello di internazionalizzazione. In realtà le PMI italiane esprimono una forte proiezione internazionale e non si sottraggono alle sfide competitive della globalizzazione. La piccola e media impresa, infatti, contribuisce alla creazione del 50% dell&#8217;export italiano.</p>
<p><strong>Oggi una piccola e media impresa su quattro esporta nel mercato europeo</strong> e solo una su otto esporta nel resto del mondo, spesso per mancanza di conoscenza o degli strumenti più adatti. È con questi obiettivi che la CNA di Vicenza ha programmato per il prossimo 21 gennaio, alle ore 20.30 un incontro con Federica Piran, Coordinatrice del progetto &#8220;Go Export!&#8221; e Fabio Bolognini autore del libro &#8220;<em>Gestire le Banche e il Credito. Perché subire le banche?</em>&#8220;, per parlare di questi temi e presentare un ciclo di incontri, in cinque giornate su temi pratici di un processo di internazionalizzazione: dalla parte commerciale, alla contrattualistica ai pagamenti.</p>
<p><strong>Il <em>made in Italy</em> è uno dei <em>brand</em> più affascinanti all&#8217;estero,</strong> ma è necessario spiegare bene agli imprenditori cosa significhi un processo di internazionalizzazione, spaventarli per bene per infondergli quel sano senso di insicurezza per tenere a bada il loro spirito di improvvisazione, spiegargli rischi e vantaggi e dargli gli strumenti per farlo.</p>
<p><strong>Guarise &#038; Partners è lieta quindi di segnalare questa intelligente iniziativa</strong> perché il nostro intento è sì quello di rendere più consapevoli gli imprenditori, le aziende e la pubblica amministrazione, che investono o gestiscono patrimoni immobiliari, ma anche quello di sostenere chi ha voglia di fare impresa, perché</p>
<blockquote><p>
intraprendere, rischiare, sbagliare, costruire know-how è la condicio sine qua non per avere risultati vincenti</p></blockquote>
<p><img src="http://www.guarise.net/wp-content/uploads/2013/01/goexport2.png" alt="" title="Kit anticrisi per piccole imprese: Go Export!" width="547" height="569" class="aligncenter size-full wp-image-1226" /></p>
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