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	<title>Guia Soncini</title>
	
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	<description>Elementi di capitalismo amoroso</description>
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		<title>Altro che Leno, altro che Luttazzi, altro che chiacchiere</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fanatismi]]></category>
		<category><![CDATA[voglio-un-uomo-che-mi-faccia-ridere]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima e definitiva storia d&#8217;amore della mia giovinezza cominciò alla fine degli anni Novanta (quando non ero già più giovane da un pezzo, ma nessuno mi aveva avvisato); tra i molti compiti da essa assolti, ci fu farmi scoprire David Letterman, che RaiSat cominciò a trasmettere in quel periodo. È tanto di quel tempo che non guardo Letterman che non so neanche se la sua mamma sia ancora viva. Eppure ci sono stati anni in cui è stato talmente rilevante – non culturalmente, certo che <a href="http://nymag.com/daily/entertainment/2012/02/david-letterman-clips-chris-elliott.html#" target="_blank">lo è stato</a>, ma in un modo così evidente che sottolinearlo pare particolarmente scemo – dico proprio: rilevante per me, rilevante nelle mie giornate – ci sono stati anni in cui ha fatto talmente parte della mia vita che ancora mi ricordo tutto.<br />
Rudy Giuliani che annuncia il capodanno all&#8217;ora sbagliata perché ha comprato il Rolex a Times Square. Madonna che dice «mi ha toccato le innominabilità» quando lui le aggiusta il microfono per cantare <em>Don&#8217;t tell</em>. Gli amori tormentati dell&#8217;annunciatore rosso, l&#8217;assistente di studio sui campi da golf, gli scemissimi giochi a premi dall&#8217;alimentari là sotto. La top ten che aveva una costanza nell&#8217;incostanza tale da far sospettare che fosse alternativamente scritta da un genio e da un cretino. Il tormentone Oprah Winfrey. Le cento battute sul freddo tutte le volte che faceva freddo, ottanta delle quali sulle puttane di Times square. Il modo irresistibile in cui girava intorno all&#8217;evidente pensiero «Ammazza che zozzeria» ogni volta che aveva ospite qualche star che era lì a promuovere un film indegno (John Travolta per quella roba in cui aveva le trecce, Samuel L. Jackson e i serpenti sull&#8217;aereo). So ancora a memoria pezzi di monologhi e conosco <em>The late shift</em> con una precisione che sarebbe davvero opportuno riservassi a qualcosa di per me meno inutile di un saggio sulle dinamiche commerciali dell&#8217;industria televisiva di un lontano.<br />
Jon Stewart fa un programma più bello. Craig Ferguson è parecchio più sdraiabile. Ma Dave è Dave: un disadattato di successo, un ex giovanotto arrogante che è invecchiato senza rinunciare a una &#8216;nticchia del proprio caratteraccio (anzi), uno scorbutico di quelli che sai già che se conoscessi odieresti. Non si può non volergli un po&#8217; bene e non essergli parecchio grate, anche se non lo si sa più amare come si sapevano amare certi uomini difettosi negli anni Novanta.</p>
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		<title>Scrivo queste righe nascosta in fondo a un’amarezza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collateralismi]]></category>
		<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[Parecchio Zeit e parecchissimo Geist]]></category>
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		<description><![CDATA[Volevo dire quanto siamo vecchi. Io e gli altri novantanove che non so chi siano (tranne tre o quattro che conosco e che nelle scorse settimane mi hanno detto «Sì, pur&#8217;io»), quanto siamo vecchi noialtri cui Rolling Stone ha chiesto i cento migliori dischi della musica italiana, anzi ce ne ha chiesti dieci e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo dire quanto siamo vecchi. Io e gli altri novantanove che non so chi siano (tranne tre o quattro che conosco e che nelle scorse settimane mi hanno detto «Sì, pur&#8217;io»), quanto siamo vecchi noialtri cui <em>Rolling Stone</em> ha chiesto i cento migliori dischi della musica italiana, anzi ce ne ha chiesti dieci e poi la media la elaboravano loro. Quanto siamo vecchi noialtri che siamo riusciti a restare arroccati sulla convinzione che il miglior Fossati sia <em>Panama</em> (son vecchi loro, io ho votato <em>Macramé</em> – guarda che <em>Macramé</em> ha quindici anni, all&#8217;epoca non avevi ancora le cosce frolle – fatti i cazzi tuoi, <em>Macramé</em> è recente – ma se era un altro secolo – t&#8217;ho detto fatti i cazzi tuoi.) Quanto siamo vecchi noi che De Gregori eh beh vuoi che non sia <em>Rimmel</em> (ve l&#8217;ho già detto che sono giovane, sì? ve l&#8217;ho già detto che ho votato <em>Canzoni d&#8217;amore</em>, sì?) Vecchi e pretenziosi (esiste una combinazione peggiore? No, davvero, parliamone. Reginetta di bellezza che vuol essere considerata per l&#8217;intelligenza? Film italiano con protagonisti poveri? Eterosessuale maschio che parla di moda? Davvero, per quante terrificanti abbinate mi vengano in mente nessuna batte «vecchi e pretenziosi»), vecchi e abbastanza pretenziosi da votare Cremonini, mica i Lùnapop (sono giovane! <em>50 special</em>! Ve la canto?), abbastanza pretenziosi da metterci gente di cui nessuno ma proprio nessuno sa a memoria una canzone (non fatemi fare nomi, la lista è <a href="http://www.inkiostro.com/2012/01/30/rolling-stone-i-100-dischi-italiani-piu-belli-di-sempre/?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter&amp;utm_campaign=Feed%3A+Inkiostro+%28inkiostro%29&amp;utm_content=FriendFeed+Bot" target="_blank">qui</a>, ce ne sono almeno cinquanta di cui non sapreste canticchiare un ritornello neanche se ne andasse della vostra vita), ma neanche un Baglioni. Sì. Avete letto bene. Cento dischi (mica cinque: cento) della musica italiana e non uno straccio di Baglioni, di cui anche il più stronzo di voi ne sa a memoria venti a star stretti. Insomma, volevo scrivere tutto questo. Poi ho scritto al direttore (chi è giurato ha i suoi privilegi) per chiedergli un link alla classifica. E lui mi ha risposto che il giornale è in edicola domani, quindi la classifica sarà sul sito domani. Poi, immagino, è tornato a battere sulla sua Olivetti, e a far finta che il mondo sia un bel posto.</p>
<p><em>aggiornamento delle otto di sera</em> Si stava meglio quando si stava luddisti: adesso il link <a href="http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/rolling-stone-e-siamo-al-numero-100/47531" target="_blank">c&#8217;è</a>, e non solo contiene ben tre volte la parola <em>listing</em>, roba da mandargli Moretti a casa con una roncola, ma maniavanteggia sulle assenze. Di Baglioni? Figuriamoci: degli Assalti frontali, chiunque essi siano, di Claudio Rocchi, che Google sia benedetto. Come dice un tizio che conosco, paiono quello che scrisse l&#8217;enciclopedia musicale e non ci mise Gaber o Ani DiFranco o le Hole, ma ci mise Des&#8217;ree.</p>
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		<title>L’Huffington ceiling</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò pure una guardatrice di cuticole dell&#8217;unghia invece che di luna ma, di tutte le voci che girano sulla direzione dell&#8217;edizione italiana dell&#8217;Huffington Post, i nomi mi sembrano la parte meno interessante. Se dovessi farne un film, uno di quei film sui meccanismi del potere che, da Wall Street a Margin Call, gli altri sanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò pure una guardatrice di cuticole dell&#8217;unghia invece che di luna ma, di tutte le voci che girano sulla direzione dell&#8217;edizione italiana dell&#8217;<em>Huffington Post</em>, i nomi mi sembrano la parte meno interessante. Se dovessi farne un film, uno di quei film sui meccanismi del potere che, da <em>Wall Street</em> a <em>Margin Call</em>, gli altri sanno fare e noi no, mi concentrerei su certi piani d&#8217;ascolto. Quelli degli uomini che, nelle prime quarantott&#8217;ore dall&#8217;annuncio dell&#8217;accordo col <em>Gruppo l&#8217;Espresso</em>, hanno – un po&#8217; per lo scivoloso confine tra autostima e delirio d&#8217;onnipotenza, un po&#8217; per vocazione allo spin – con una certa naturalezza cominciato ad accreditarsi come potenziali direttori. Tra un «sì me l&#8217;hanno chiesto ma non so» e un «sì so che si parla di me ma sono certo ci siano candidati altrettanto validi», tra un off the record che ci si raccomandava finisse on e l&#8217;altro, era tutt&#8217;un piumeggiare di pavoni usi al gioco delle parti abbastanza da essere pronti poi eventualmente a dire «Hanno fatto il mio nome solo per bruciarmi, ma avevo già altri progetti.»<br />
Ecco, mi concentrerei sulla quarantottesima ora, quella in cui ai signori è stato notificato che forse non avevano notato una costante, nelle edizioni dell&#8217;Huffington sparse per il mondo, e che no, non era un caso, era una condizione posta da Arianna: il direttore doveva essere una donna.<br />
Mi concentrerei sullo spasmo di dolore di illuminati intellettuali, sinceri democratici, appassionati uomini di sinistra, culturalmente abituati a reprimere l&#8217;idea che di certe cose si debbano occupare loro e le donne sia meglio se stanno a casa a cucinare, e mi raccomando girare coi mezzi, ché si sa che a parcheggiare non siete capaci. Uomini che non hanno ancora imparato a non farsi tanare le corna tramite notifiche sull&#8217;iPhone, ma sono sinceramente convinti di avere più confidenza con la tecnologia. Uomini abbastanza di mondo da accettare di vedere alcune delle loro ambizioni sconfitte, sì, ma da altri uomini. Uomini che finché son giornali con le pagine lucide che parlan di vestiti vabbè, ma se si tratta di roba seria non scherziamo, mica vorrete toglierci i nostri posti di lavoro, poi alle riunioni con tutti maschi vi annoiate, poi manca uno nella partita di calcetto tra direttori. Uomini che però sono comencinianamente inibiti a dire anche solo una parola del genere, anzi saranno costretti a sillabare dichiarazioni su quanto era ora, su quanto questo paese sia pieno di donne capaci e non abbastanza valorizzate, su quanto il soffitto, il cristallo, la rava, la fava.<br />
Mi concentrerei sullo sforzo fisico di fronte al disvelamento della precondizione e su quello (maggiore) di fronte all&#8217;annuncio, la tensione muscolare che si richiede per dire la cosa giusta quando pensi quella sbagliata. Quando quella sbagliata magari è persino vera, ma così grandemente impresentabile. Quando ti senti come davanti a Obama e Hillary, e vuoi mettere quanto si fa meno fatica coll&#8217;affirmative action che con le quote rosa: saranno pure colorati, quelli, ma almeno non sanguinano quattro giorni al mese.</p>
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		<title>Genetica, dimmi se passiamo la soglia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 19:33:34 +0000</pubDate>
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		<title>«Once was enough»</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:06:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ViF0W9Jo_cc?version=3&amp;feature=player_embedded" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ViF0W9Jo_cc?version=3&amp;feature=player_embedded" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
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		<title>Di che cosa parlo quando parlo di carattere italiano come codificato dai Vanzina</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:53:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Danni collaterali]]></category>
		<category><![CDATA[il lentissimo declino dell'impero]]></category>

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		<description><![CDATA[Adesso che abbiamo anche la moldava, si può dire che Schettino è entelechia di una nazione, sì? (Chiamate il produttore, c&#8217;è da fare il casting per la figa, è la parte migliore della preproduzione di questo biopic.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che abbiamo anche la <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/19/news/riprese_le_ricerche_dei_dispersi_lotta_contro_il_tempo_il_mare_mosso-28399101/?ref=HREA-1" target="_blank">moldava</a>, si può dire che Schettino è entelechia di una nazione, sì? (Chiamate il produttore, c&#8217;è da fare il casting per la figa, è la parte migliore della preproduzione di questo biopic.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incrociate i dati di quelli che risiedono a Roma e di quelli che hanno un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti, e mandateli a lavorare nei campi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:50:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Intolleranze]]></category>
		<category><![CDATA[il lentissimo declino dell'impero]]></category>

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		<description><![CDATA[Io capisco i quotidiani con dieci pagine di politica al giorno perché hai trenta redattori che non san fare niente se non coprire le manfrine dei sottosegretari e mica puoi licenziarli, capisco anche la convinzione dei direttori residenti nel cap 00187 che l&#8217;ombelico che interessa a loro sia notiziabile, ma a voi pare normale che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io capisco i quotidiani con dieci pagine di politica al giorno perché hai trenta redattori che non san fare niente se non coprire le manfrine dei sottosegretari e mica puoi licenziarli, capisco anche la convinzione dei direttori residenti nel cap 00187 che l&#8217;ombelico che interessa a loro sia notiziabile, ma a voi pare normale che oggi, 17 gennaio 2012, mentre tutta Italia non parla d&#8217;altro che del naufragio del Giglio, l&#8217;unico programma d&#8217;informazione della prima serata Rai abbia <a href="http://ballaro.blog.rai.it/2012/01/16/italia-declassata-a-ballaro-il-responsabile-di-fitch/" target="_blank">questa</a> scaletta? Vi pare normale che l&#8217;agendina di Floris non abbia sputato un numero diverso da quello di Paolo Mieli? Vi pare normale che per vedere della tv ben fatta sulla Concordia io debba aspettare giovedì, e contare su Santoro o Formigli – nessuno dei quali, incidentalmente, è in onda sulla Rai?</p>
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		</item>
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		<title>Dite a De Sica che è arrivato un nuovo pezzo di copione, iniziasse a provare la memoria</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 13:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danni collaterali]]></category>
		<category><![CDATA[il lentissimo declino dell'impero]]></category>

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		<description><![CDATA[«Abbiamo abbandonato la nave» «E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave, cazzo?!» «Io non ho abbandonato nessuna nave» (qui; avrei anche pronta la colonna sonora, un bel «Gente di mare che se ne va dove gli pare» mi pare scritto nel destino; ciò detto, se per Francesco-masirendecontocheèbuio-Schettino è una scelta obbligata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Abbiamo abbandonato la nave»<br />
«E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave, cazzo?!»<br />
«Io non ho abbandonato nessuna nave»</p>
<p>(<a href="http://video.corrierefiorentino.corriere.it/esclusivola-seconda-telefonata/cf-167022" target="_blank">qui</a>; avrei anche pronta la colonna sonora, un bel «Gente di mare che se ne va dove gli pare» mi pare scritto nel destino; ciò detto, se per Francesco-masirendecontocheèbuio-Schettino è una scelta obbligata De Sica, sono perplessa su Gregorio-<a href="http://video.corrierefiorentino.corriere.it/telefonate-il-comandante-capitaneria/cf-167017" target="_blank">melodevedireleiquanticenesonocristo</a>-DeFalco: mi sa che per interpretarlo ci vuole uno straniero. Vedo bene Jack-youcan&#8217;thandlethetruth-Nicholson)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E, se Christian De Sica con questa interpretazione non vince l’Oscar, allora il cinema italiano possiamo smantellarlo e farne salsicce</title>
		<link>http://www.guiasoncini.com/2012/01/16/e-se-christian-de-sica-con-questa-interpretazione-non-vince-loscar-allora-il-cinema-italiano-possiamo-smantellarlo-e-farne-salsicce/</link>
		<comments>http://www.guiasoncini.com/2012/01/16/e-se-christian-de-sica-con-questa-interpretazione-non-vince-loscar-allora-il-cinema-italiano-possiamo-smantellarlo-e-farne-salsicce/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danni collaterali]]></category>
		<category><![CDATA[il lentissimo declino dell'impero]]></category>

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		<description><![CDATA[«Ma lei è a bordo?» «No, non sono a bordo perché la nave sta appoppando, l’abbiamo abbandonata.» «Ma come, ha abbandonato la nave?» «No, ma che abbandonata, sono qui.» (smettetela di citare De Gregori, con quel suo comandante che «non tiene mai paura», così fuori parte in questa sceneggiatura, e scritturate piuttosto subito i Vanzina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Ma lei è a bordo?»<br />
«No, non sono a bordo perché la nave sta appoppando, l’abbiamo abbandonata.»<br />
«Ma come, ha abbandonato la nave?»<br />
«No, ma che abbandonata, sono qui.»</p>
<p>(smettetela di citare De Gregori, con quel suo comandante che «non tiene mai paura», così fuori parte in questa sceneggiatura, e scritturate piuttosto subito i Vanzina, ché più carattere italiano come da loro codificato di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/capitaneria-livorno-accusa-comandante-nave-ingovernabile-stato-ammutinamento/184211/" target="_blank">questa storia</a> difficilmente ne ho viste)</p>
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		<title>La tv del dolore</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guia Soncini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molto pop e anche un po' di corn]]></category>
		<category><![CDATA[làivblogghing]]></category>

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		<description><![CDATA[Per multiple ragioni. La bruttezza o inutilità di molti film candidati (cioè: di praticamente tutti quelli che ho visto io); il fatto che quando sarà finita sarà l&#8217;alba, Ricky Gervais mi avrà fatto ridere molto meno di quanto avrebbe fatto Ricky Memphis, e io mi chiederò cosa son rimasta sveglia a fare, ché i Globe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per multiple ragioni. La bruttezza o inutilità di molti film candidati (cioè: di praticamente tutti quelli che ho visto io); il fatto che quando sarà finita sarà l&#8217;alba, Ricky Gervais mi avrà fatto ridere molto meno di quanto avrebbe fatto Ricky Memphis, e io mi chiederò cosa son rimasta sveglia a fare, ché i Globe li odio; il completo rosso da male agli occhi che ha Gervais in questo momento mentre parla con Ryan Seacrest sul tappeto anch&#8217;esso rosso; il fatto che sia la prima diretta di Giuliana Rancic dopo <a href="http://www.people.com/people/article/0,,20556665,00.html" target="_blank">l&#8217;intervento</a>. Tutto ciò premesso, sul tappeto c&#8217;è già Georgino, è già molto figo, e andiamo a cominciare.</p>
<p>00.06 Kelly Osbourne, o del dimagrire con una tigna che lèvati, mettere tutto il proprio impegno del diventare una fèscionvictim, e tuttavia restare sempre inguardabile.</p>
<p>00.13 «Face-down drunk»: George Clooney illustra il proprio programma per la serata, o quello per farsi una ragione dell&#8217;avere un&#8217;accompagnatrice alta quindici centimetri più di lui.</p>
<p>00.14 Piper Perabo è ancora viva, ed è vestita come la figlia di Carrie Bradshaw e Cindefuckin&#8217;rella.</p>
<p>00.16 Jessica Chastain meriterebbe un premio solo per com&#8217;è irriconoscibile rispetto al film: mica il premio-alla-trasformazione varrà solo se ti trasformi in una cessa, no?</p>
<p>00.19 In mezzo alla diretta del red carpet, su E!, ci sono gli spot del programma di Nigella Lawson. Un cui braccio, anche dopo la dieta, pesa quanto una passeggiatrice da tappeto rosso intera.</p>
<p>00.23 Alcune cose non cambiano mai: non so cosa ci faccia lì Amanda Peet, e in monospalla bianco perdipiù, ma è sempre la più clamorosa figa del mondo mondiale.</p>
<p>00.25 Adesso metto da parte questo frammento in cui la cicciona in tenda verde (crudelmente affiancata a un&#8217;inquadratura di Elle McPherson) definisce «terrible, I wouldn&#8217;t want to do it, it was just so perfect» l&#8217;idea di fare un seguito di <em>Bridesmaids</em>, e poi mando Staffelli a rinfacciarglielo quando sarà ben lieta di interpretare il seguito.</p>
<p>00.31 La sindrome contraria a quella di Kelly Osbourne ce l&#8217;ha Nicole Richie, e si chiama «applicandosi, chiunque può diventare belloccia e persino elegante, pure quelle su cui non avresti scommesso tre euro.»</p>
<p>00.34 Madeleine Stowe! Quindi il tema della serata, oltre a quello «vestiti bianchi», è «sono ancora vive»</p>
<p>00.35 Elle McPherson ha un vestito da Barbie Reginetta del Ballo, la wrestler di Clooney ha le scarpe sbagliate. Curiosamente, la seconda cosa si nota più della prima.</p>
<p>00.36 Sarah-Michelle Gellar ha un tie-dye più adatto a copricostume che a un vestito da sera. Rooney Mara, senza piercing e senza quella frangetta terrificante che ha nelle foto promozionali del film di Fincher, è – uau – una donna. Persino belloccia, come donna.</p>
<p>00.38 Saranno felici, Dolce e Gabbana, di aver vestito Brolin che quando Seacrest gli chiede di chi sia il vestito balbetta cose tipo macosavoletechemiricordi.</p>
<p>00.47 Mozione burine for the win: Sofia Vergara ha il più bel colore di vestito, comunque si chiami (petrolio, direi)</p>
<p>00.50 Ma Rooney Mara ha anche le fossette, ma la delizia. (Seacrest le ha chiesto se ha tenuto i piercing «intimi» che aveva in <em>Uomini che odiano le donne</em>, e lei ha detto che alcuni sì, sennò poi si deve ripirsare per il sequel.)</p>
<p>00.55 All&#8217;ennesimo rappresentante del cast di <em>Modern Family</em>, mi rendo conto che sono così vecchia da aver visto edizioni in cui la comedy da tener d&#8217;occhio era <em>Desperate Housewives</em>. Era un mondo migliore, quello.</p>
<p>00.56 Charlize Theron è strafiga pure in bianco e con le piume in testa. E sembra psicotica tanto quanto con la maglietta di Hello Kitty.</p>
<p>00.57 Se Bryan Cranston fosse espressivo in <em>Breaking Bad</em> quanto lo è intervistato dalla Rancic, magari quella serie sarebbe meno inguardabile.</p>
<p>01.00 Stavo rosicando per la scollatura fin sotto l&#8217;ombelico di Charlize Theron, trentasette anni e uno stomaco da dodicenne, quand&#8217;è comparsa Doppiomento Deschanel a consolarmi. La bruttezza dei <a href="http://instagr.am/p/hiuYs/" target="_blank">disegni del suo smalto</a> è da denuncia ad Amnesty.</p>
<p>01.02 Certe cose non cambiano mai: un&#8217;altra stagione di premiazioni, un&#8217;altra Angelina da sentirsi male dalla bellezza e coll&#8217;aria «Uff, sì, mi metto un vestito da sera, ma cheppalle, dai, Brad, pèttinati, lo so che ti scoccia, sapessi ammé»</p>
<p>01.11 Charlize Theron è veramente molto figa, ma è tipo un po&#8217; meno amabile di D&#8217;Alema. Michelle Williams, in compenso, non trova pace coi capelli, stasera sono arancioni, non ho ancora capito se cortissimi o raccolti in un modo strano: sembra Rita Pavone [aggiornamento: cortissimi, per – <a href="https://twitter.com/#!/piersmorgan/status/158731771884740608" target="_blank">pare</a> – ragioni struggentissime]. Kate Beckinsale pesa trenta chili. Salma Hayek ha baciato Charlize Theron: per baciarla, a Theron non è bastato piegarsi, s&#8217;è dovuta accovacciare.</p>
<p>01.15 Sì, Tilda, ti si nota di più. Ma per le ragioni sbagliate. Cioè: quei capelli? Davvero? Cosa sei, un&#8217;adolescente ribelle che vuol fare dispetto a papà?</p>
<p>01.18 Angelina, o del «come sono annoiata d&#8217;essere figa»</p>
<p>01.19 Angelina guarda Ryan Seacrest con la stessa splendidamente finta concentrazione e attenzione con cui Carla Bruni si rivolge ai bambini poveri.</p>
<p>01.20 Non solo il vestito è bianco di seta nuda, ma sul punto vita ha anche delle pince. E quindi è ufficiale: quando Scarlett O&#8217;Hara s&#8217;innervosiva per l&#8217;obesità del proprio punto vita di quaranta centimetri, era perché aveva visto quello post-triplo parto della signora Jolie.</p>
<p>01.28 Rancic sta intervistando una ragazzina di cui ho colpevolmente non colto l&#8217;identità <em>[dice la mia correttrice di bozze: la primogenita di Moden Family]</em>, ma ho colto che le è esplosa la lampo, e quindi stanno cinguettando che è perché il vestito è vintage. Ne parlano come fosse degli anni Cinquanta. È un Dolce e Gabbana.</p>
<p>01.32 Anche Nicole Kidman è ben più magra del già sottilissimo solito. Ho idea che questa stagione dei premi sia stata preceduta da una precollezione di irrigazioni al colon.</p>
<p>01.39 Ma Leonardo no, lui è sempre il solito caro vecchio buzzicone. Meno male.</p>
<p>01.40 Sono mesi che dico che Emma Stone ha il miglior agente. E anche la miglior stylist: è in Lanvin.</p>
<p>01.41 Madonna: «Ryan Seacrest, playboy!» Seacrest: «I learnt from the best»</p>
<p>01.44 Jessica Biel è strafiga mora, bionda, rossa, nuda, vestita, e persino con &#8216;sto straccio col sopra da paggetto e il sotto da Alba Parietti.</p>
<p>01.53 «I get happier every year, I think that&#8217;s the secret», dice Elle McPherson, poi rovina tutto consigliando di bere tanta acqua (e anche che la parte che preferisce del proprio corpo è il cuore.)</p>
<p>02.00 «Dov&#8217;ero rimasto», esordisce minaccioso Gervais.</p>
<p>02.01 «The GG are to the Oscars what Kim Kardashian is to Kate Middleton.»</p>
<p>02.03 La faccia di Tina Fey mentre cerca disperatamente di trovare divertente Gervais. Ma pure quella di Elton John.</p>
<p>02.06 La debolezza del monologo di Gervais era struggente, aspettavo che finisse come fosse stato mio figlio che non ricordava la poesia di Natale.</p>
<p>02.10 E il primo premio (attore non protagonista) va a Christopher Plummer per <em>Beginners</em>, mai visto né sentito. Cominciamo bene con la mia asinaggine.</p>
<p>02.14 Mentre leggono le candidature come attrice in una serie comica, Tina Fey fa capoccella dietro Amy Poehler. Niente le viene male quanto il «sono una personcina sèmplisce», ma niente. Quasi neanche scegliere i vestiti da sera.</p>
<p>02.20 Julianne Moore è insopportabile, ma santo cielo quanto le sta una meraviglia il verde. Certo, anche avere Sam Seaborn di fianco è donante.</p>
<p>02.21 L&#8217;avevo promesso, e angiolinianamente mantengo: <em>Downton Abbey</em> ha scalfito il primato della Hbo per le miniserie più pallose e premiate, e quindi io ora lo rivaluterò. In fondo è un Losito inglese, è normale che lo apprezzi.</p>
<p>02.26 Kate Winslet parla, e il mondo qua fuori si chiede: ma chi è il figo seduto di fianco a Evan Rachel Wood?</p>
<p>02.32 Anni fa ho intervistato Jake Gyllenhaal. Ho passato mezza intervista a fargli scandire come si pronunciava il suo nome. Perché presentandolo ai Globe glielo pronuncian diverso? Mi mentì?</p>
<p>02.37 Io di <em>Boss</em> mi sono fermata a metà della puntata pilota, ma sono comunque felice che non abbia vinto quello di <em>Breaking Bad</em>, ecco.</p>
<p>02.38 Se la più fertile industria dello spettacolo è ridotta a candidare miglior serie drammatica <em>American Horror Story</em>, pensa i Telegatti. (Poi ha vinto <em>Homeland</em>, più di contenuti, più presentabile.)</p>
<p>02.51 Se anche non fossi la piccola fan di Sua Madonnità che sono, la faccia furibonda di Elton John mentre lei ringrazia per il Globe che gli ha scippato, beh, miglior fotogramma della serata. Altro che ringraziare Harvey The Punisher Weinstein: il vero punisher è lei.</p>
<p>02.58 Dalla poca prontezza nell&#8217;inquadrare le reazioni dei premiati, in regia dev&#8217;esserci un italiano.</p>
<p>03.02 Michelle è innanzitutto una mamma, neanche stesse vincendo una fascia da miss.</p>
<p>03.08 Conosco gente che sarebbe felice se la svegliassi per annunciare la vittoria del nano. Io non ho idea, mica vedo roba coi draghi.</p>
<p>03.11 Georgino entra in scena, a presentare il film di Brad, con lo stesso bastone con cui è entrato Brad per presentare il suo. Michetti. (Nel frattempo Angelina s&#8217;è messa la giacchetta come vostra zia, sta anche un po&#8217; gobba. Sono commoventi, questi suoi tentativi d&#8217;umanizzarsi. Vani, ma commoventi.)</p>
<p>03.21 La clip di <em>50/50</em>, il film che la vostra attendibilissima cronista (sì, insomma: io) ha scoperto stamattina esistere ed essere candidato.</p>
<p>03.22 Non volevo che vincesse <em>Moneyball</em>, perché la gente brava non vuoi che vinca per delle sceneggiature brutte. Quindi, non sono per niente contenta che abbia vinto Woody Allen per il filmetto parigino.</p>
<p>03.23 William H. Macy e Felicity Huffman sono la coppia più bella del mondo, senza gara.</p>
<p>03.24 Jessica Lange, senza più marito ma con tanto botox a farle compagnia, vince per <em>American Sommacagata Story</em>.</p>
<p>03.31 «I haven&#8217;t kissed a girl in a few years [beat] on tv» – Sua Madonnità improvvisa l&#8217;uccisione di Ricky Gervais.</p>
<p>03.34 Non vorrei essere un autore di Gervais nei minuti in cui sta strillando «Trovatemi una risposta a quella stronza!»</p>
<p>03.44 Non riesco a pensare a niente di più triste di Tina Fey che tenta di far la simpatica con la pennellona di <em>Glee</em>. Anzi no, una cosa c&#8217;è: quello che faceva il cretino in <em>Friends</em> è ancora vivo, ha i capelli grigi, e ha appena vinto per il ruolo di se stesso in una immagino imperdibilissima comedy.</p>
<p>03.47 Siccome Jessica Chastain è molto carina, sembrava più profondo far vincere Octavia Spencer. Con quel che ci avrà messo a trovare qualcuno che la vestisse, che almeno stia un po&#8217; sul palco.</p>
<p>03.49 Non le hanno manco fatto salire la musica per interromperla, vuoi mai che faccia il discorso strappalacrime sui diritti civili e lo riprendano i tg e ci faccia pubblicità.</p>
<p>03.59 «I coulda been a penguin» – Helen Mirren è deliziosa anche quando le scrivono testi debolissimi.</p>
<p>04.11 Niente di nuovo: Robertino è sempre il più figo dell&#8217;universo universale.</p>
<p>04.12 Angelina riesce a essere sempre ciò che non esiste in natura; a questo giro, troppo magra.</p>
<p>04.13 Scorsese. Niente film muto di Harvey, niente filmetto di Allen, niente sòla di Georgino Clooney.</p>
<p>04.14 «Why don&#8217;t you make a movie your daughter can see for once»</p>
<p>04.17 <em>Modern Family</em> è bruttassai, ma poteva andar peggio: poteva vincere <em>New Girl</em>.</p>
<p>04.18 D&#8217;accordo, Vergara è burina. Però è strafiga e molto simpatica. Mi vengono in mente certe burine di qui che non saprebbero fare il finto ringraziamento bilingue neanche se provassero per un mese.</p>
<p>04.23 Quello che indossa la Pfeiffer è il terzo punto di blu meraviglioso della serata. Decretiamo che il blu è il nuovo viola? Sì, dai, mica può esserlo il bianco, santo cielo.</p>
<p>04.25 Non ha vinto Owen Wilson ennesimo imitatore di Woody Allen né Ryan Gosling nell&#8217;unico film dell&#8217;anno in cui il suo canebagnatismo fosse attraversato da una qualche vitalità. Ha vinto il francese muto, solo che ora parla, e non capisco gnènte.</p>
<p>04.32 Questa cosa che Ricky Gervais esca sul palco col bicchiere di birra per far vedere quant&#8217;è trasgressivo manco alla filodrammatica di Roccacannuccia.</p>
<p>04. 35 Yesssss Meryl</p>
<p>04.38 «And God: Harvey Weinstein» (voi non avete idea del sollievo con cui si guarda Meryl Streep avvicinarsi al microfono, in una sera di discorsi noiosi)</p>
<p>04.40 <em>The Artist</em> miglior film comico, e il protagonista miglior attore, e poi Meryl Thatcher, Marilyn Williams, la canzone di Madonna&#8230; Sono distratta, o Harvey ha vinto tutto?</p>
<p>04.44 È come se fosse di nuovo il 1998, <em>Shakespeare in love</em>, <em>La vita è bella</em> – il mondo in mano ad Harvey. Ma almeno allora non aveva una moglie che ci infestava di monospalla.</p>
<p>04.49 Georgino reciterà pure a faccette, ma è un ottimo ringraziatore di premi: trenta secondi di discorso, e ci ha infilato pure la battuta sull&#8217;uccello di Fassbender. Un professionista.</p>
<p>04.55 Miglior film drammatico <em>The Descendants</em>. Non <em>The Help</em>. Vedo le scommesse perdute.</p>
<p>04.58 Quel che non ha vinto Harvey, l&#8217;ha vinto Georgino. E non per il film sbagliato. Poteva andare molto peggio. Poteva andare come le battute di Gervais, per dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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